Eluana Englaro: ricordare è giusto, ma dopo un anno, cosa è stato fatto?
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 18:33 in Riflessione
Cosa è stato fatto dopo un anno dalla morte tragica di Eluana Englaro?
A poco servono le lacrime di coccodrillo dei politici che oggi hanno espresso pentimento per non avere fatto abbastanza. Dopo la morte di Eluana - ce lo ricordiamo - tutti hanno chiesto al governo di fare passi in avanti affinchè la vita possa essere salvaguardata insieme alla giusta volontà di chi - con diritto - chiede che sul proprio corpo non ci si accanisca inutilmente.
Ma oggi, dopo un anno quali frutti raccogliamo? Quali passi sono stati fatti escludendo le inutili promesse politiche e le lotte ideologiche pressochè sterili?
E' giusto riflettere su questo, insieme ad altri elementi importantissimi, quali la necessità di coltivare sempre più l'umanizzazione del fine vita e la serietà del rapporto medico-paziente.
Ci aiutano a riflettere alcuni contributi apparsi oggi sull'Agenzia SIR.
“Eluana Englaro ci ha lasciato una straordinaria eredità: difendere la vita e il suo intrinseco valore soprattutto nelle condizioni di massima fragilità”. Con queste parole, per proporre la prima riflessione, l’Associazione Scienza & Vita, promotrice della campagna “Liberi per Vivere”, ricorda la giovane donna deceduta per sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione assistite.
“Quanto è accaduto a Udine ci interpella in ambito culturale, morale, giuridico e legislativo. – ribadisce Lucio Romano, copresidente dell’Associazione Scienza & Vita, in una nota – Inoltre, la sensibilità dei cittadini è oggi molto più avvertita, così come quella di parlamentari e opinionisti”. “Le questioni delicatissime in merito alle gravi disabilità e al fine vita – conclude Romano – appaiono oggi come una grande questione democratica, che richiede il coinvolgimento di tutti coloro che vogliono tutelare la vita delle persone come Eluana Englaro. E’ una questione di giustizia, che investe il diritto alla vita e che non può legittimare un inesistente e improponibile diritto di morire, che affonda le sue radici in una concezione distorta e distruttiva della libertà individuale”.
A chiedere una accelerazione della legge è Marco Costalli, dell'MCL (Movimento cristiano lavoratori).
“Il dolore e il rammarico espressi dal presidente del Consiglio, e dai ministri Sacconi e Roccella, a un anno dalla scomparsa di Eluana Englaro, sono sentimenti che condividiamo in pieno e che non possono essere cancellati dal tempo”: è quanto ha dichiarato oggi il presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli. Secondo Costalli “rattrista, preoccupa e fa sentire impotenti il fatto che non si sia potuto evitare una morte così atroce, indegna per un essere umano, una morte stabilita non da Dio e dalla natura ma dai vuoti legislativi e dalle sentenze dei giudici”. Di qui l’auspicio che “il ricordo di Eluana sia seguito da una rapida approvazione di una legge sul fine vita, che eviti per il futuro simili crudeltà”.
Altre riflessioni le trovate sul sito del SIR a questo link.
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