Alcune voci critiche sul vertice della FAO: Unicef e PIME
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 18:28 in Riflessione
E' tutt'ora in corso il vertice della FAO, e già si fanno sentire (così come nei primi giorni) le voce critiche.
Ne riporta alcune, molto significative, il sito dell'agenzia cattolica SIR.
Per prima vi offriamo la voce di Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia.
“Conferenze e vertici inutili. Fiumi di parole e promesse non rispettate”: lo afferma oggi Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia, esprimendo rammarico per come sta andando il vertice Fao in corso a Roma. A suo avviso “si sono dette molte parole ma nessun passo avanti da parte dei Governi nella direzione di maggiori stanziamenti e di nuove politiche per combattere la fame nel mondo”. Stesso timore viene espresso in vista della prossima Conferenza sull’Infanzia organizzata dal Governo a Napoli: “Sappiamo già che assisteremo solamente a fiumi di parole – dichiara il presidente dell’Unicef -. Non possiamo dimenticare gli insuccessi fin qui conseguiti: Garante Nazionale dell’Infanzia, mai istituito; continui tagli alla Cooperazione che ci pongono agli ultimi posti tra i Paesi donatori; mancato rifinanziamento al Fondo per la lotta contro l’Aids e infine, anche se ripetutamente annunciato lo scorso anno, Piano Nazionale per l’Infanzia non ancora approvato. C’è poco da celebrare, anche perché mentre nel mondo falliscono tristemente vertici e conferenze, assistiamo a una deriva pericolosa di indifferenza”. “Noi che lavoriamo ogni giorno in tutti i Paesi del mondo e in situazioni di grande difficoltà – conclude Spadafora -, viviamo con disagio l’impossibilità di raggiungere, proprio nel nostro Paese, risultati concreti a favore dei bambini italiani e di tutto il mondo”.
Altra voce importante, attiva in prima linea nei paesi dove la fame attanaglia di più le popolazioni, è quella del PIME (Pontificio consiglio missioni estere).
“Mentre alla Fao si facevano grandi discorsi sulla sicurezza alimentare, mentre il Papa nel suo discorso denunciava con parole così chiare lo scandalo della speculazione sui prezzi dei cereali, qualcun altro agiva”. Lo afferma la rivista del Pime (Pontificio istituto missioni estere) “MissiOnline.org”, citando l’intervento di Benedetto XVI nel quale ha chiesto ieri di “contrastare l'egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci”. E proprio ieri, 16 novembre 2009, “il contratto future sul prezzo del grano con scadenza marzo 2010 alla Borsa di Chicago ha guadagnato il 2,90 per cento – informa la rivista del Pime -. Chi ha acquistato questo titolo il 1° ottobre 2009, cinquanta giorni dopo ha già ottenuto un rendimento del 18 per cento. È vero che il livello di partenza - al 1° ottobre 2009 - era molto basso, ma è proprio su queste oscillazioni che gioca la speculazione. In questi ultimi giorni sono stati scambiati quotidianamente oltre 2 milioni di contratti di questo genere. Tutti di contadini e aziende alimentari che volevano garantirsi l'acquisto o la vendita di scorte di grano a prezzi ragionevoli?”
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