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Bluetooth...per parlare a tu per tu

Giovedì 13 Aprile 2006, 16:04 in Comunicazione, Internet e nuovi media di

Bli "Accendi il Bluetooth...che parliamo un po'..."

A nessuno di voi è mai capitato di vedere due ragazzini (o adulti) seduti fianco a fianco, che smanettano sui cellulari?

Penso proprio di sì...

E se vi dicessi che si stanno mandando "messaggi" via Bluetooth?

Sembra una cossa assurda, ma è proprio così. Uno dei fenomeni comunicativi molto in voga tra gli adolescenti è proprio il cosiddetto "Bluetoothing", ovvero lo scambio di messaggi di testo attraverso telefonicellulari dotati di dispositivi Bluetooth.

Per chi ancora non lo sapesse, il Bluetooth è è un sistema di trasmissione di dati senza fili (wireless). Si sta diffondendo grazie alle applicazioni sui cellulari (scambio di file tra cellulari, uso di periferiche come gli auricolari, collegamento e “sincronizzazione” con il computer) e dei computer (tastiere senza fili, mouse e tutto quello a cui si può togliere il cavo). Ora, per configurare tale “canale”, bisogna inserire un codice nel dispositivo (nel nostro caso di interesse un cellulare) e poi “aprirlo”. Tramite l’opzione “ricerca dispositivi bluetooth” l’ apparecchio ci segnala se ci sono utenti con il canale aperto. A questo punto è facile immaginare come molti "virtual communicator" del mondo hanno visto in prospettiva la tecnologia, immaginandosi un enorme “chat” in treno, metro, sul bus, per strada. Basta trovare i dispositivi lasciati aperti e mandare un messaggio.

Scrive Vincenzo Carbone in un articolo apparso su Mediazone:

Inizialmente la notizia del “toothing” fu una “Hoax”, una classica bufala da web (come i gatti “bonsai” a cui ancora oggi molta gente crede). Due anni fa un giornalista britannico diffuse attraverso un sito la pratica come se fosse già diffusa. La Reuters, The Guardian, la Bbc caddero nel tranello. Lo stesso artefice della “Hoax” un anno dopo ammise con una confessione on line che lo aveva fatto solo per creare un nuovo tormentone per gli approcci sessuali. Gabriele Petino, 32 anni, un dj di Milano, ha detto alla Reuters che quando la storia emerse per la prima volta nel 2004 provò il sistema."Ho provato nei sotterranei e nei pub e ho trovato molti cellulari aperti con il bluetooth”. Degli uomini a Dubai hanno usato la tecnologia per contattare donne in uno spazio pubblico in accordo con il sito web della Bbc. “Nel nostro paese non si può andare e parlargli direttamente” dice all’emittente pubblica Ahmed Bin Desmal. “Invece il messaggio è stato gradito, hanno preso il mio numero e ci siamo risentiti. All’ “Elephant” di Milano, i “toothers gathers” (i sacri guardiani dell’accesso alle porte del magico mondo della tecnologia senza fili bluetooth, per dirla all’italiana) una volta a settimana spiegano il sistema ai principianti. Nomi in codice (nick) come “Cinghiale” “dolcecattiva” o i più tristi “Nokia 6600” iniziano a scambiarsi messaggi. Nel giro di pochi giorni, quello che nacque come uno scherzo raggiunse le proporzioni di una mania, con 40 persone che digitavano come un moccioso delle medie alle prese con la prima cotta via cellulare.

Se non ci crede fatevi un giro su questo sito: www.bluetoothing.it

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6 commenti
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16 Set 2007
alle 13:02

benito

io sono un appassionato di elettronica ,e mi piacerebbe comunicare tra 2 o più persone con gli auricolare blutooth
praticamente con un portatili. mi spiego meglio,io mi trovo con un portatile, e sto cercando un programmino da istallare , e poter collegare più auricolare ,e comunicare ,tra i blutooth istallati ,,,per favore rispondetemi non ricordo in un macdonals

5
02 Giu 2007
alle 18:35

fabrizio

ma come si chiama il programma x inviare messaggi con il bleutooth..... vi prego rispondete nn lo trova da nessuna parte.

4
18 Apr 2006
alle 18:03

donpaolo

L'utilizzo di software Open Source ora come ora mi sembra una scelta di ordine culturale più che funzionale. Credo sinceramente che pochi utilizzino questi software non tanto per difficoltà di carattere tecnico quanto per mancanza di una vera e propria cultura della "costruzione responsabile e dialogica del sè". Quello che manca oggi è la consapevolezza che l'unico modo per orientare la nostra vita è quello di essere consapevoli nell'orientare il proprio pensiero. Solo così le macchine non avranno il sopravvento e non arriveremo a sperimentare scenari tipo quelli dei film che hai citato.
E' un problema di tipo spirituale e culturale....sò che può sembrare un "pallino" molto astratto....ma credo sia così.
E fino a quando affronteremo i problemi legati ai mezzi di comunicazioni, esclusivamente in una prospettiva di tipo tecnico, non usciremo mai da questo "limite interpretatito" della realtà e - alla fin fine - di noi stessi.

3
18 Apr 2006
alle 10:27

selene

Concordo con te quando dici che sarebbe meglio l'uso di supporti open source, almeno quelli li si usa per scelta (per esempio se non voglio usare Word posso ricorrere a OpenOffice, e si tratta di una scelta, non di un obbligo), però credo sia difficile anche in quel caso non essere costretti ad adeguarsi alle specifiche della tecnologia stessa.. Altrimenti, per risolvere il problema, bisognerebbe sviluppare di proprio pugno i software di cui si ha bisogno..
Guardando al soggetto con una visione piu' ampia, mi vengono in mente film quali Matrix e i-robot in cui le invenzioni tecnologiche, le macchine e i robot prendono il sopravvento e modificano la situayione di comando dell'uomo. Devo dire che mi hanno impressionato.. spero che la storia dell'uomo non finirà in quel modo!

2
14 Apr 2006
alle 09:40

donpaolo

Concordo con te in termini di principio. Non credo neanche io che ci sia tecnologia "buona" e tecnologia cattiva....
Però credo che ogni tecnologia possieda peculiarità proprie che di fatto non la rendono neutra.
Certamente non danno alla tecnologia una valutazione morale (buona o cattiva) ma certamente i processi tecnologici e di linguaggio sono insiti in una specifica tecnologia. E questi processi (che necessariamente devono essere seguiti per poter utilizzare la tecnologia stessa) determinano - in qualche modo - dei comportamenti. Ovviamwente non li determinano in modo deterministico. Ma in qualche modo li determinano...
Penso ad esempio al fatto di avere un certo numero di caratteri a disposizione per inviare degli sms....
questo fatto determina, in qualche modo, la comunicazione che avviene. Ovviamente io sono libero di scrivere messaggi più lunghi, oppure di inviare sms suddivisi in sezioni....ma ovviamente questa non è la norma...
Credo che un buon modo per fuggire da questo "determinismo" possa essere quello di forzare i processi comunicativi insiti nelle tecnologie. Tramite l'utilizzo di supporti open source, o attraverso la creazione di percorsi alternativi di utilizzo....
Sarebbe bello approfondire...

1
13 Apr 2006
alle 20:21

selene

Uhmm.. non pensavo che si usasse il Bluetooth anche per flirtare.. Di recente ho acquistato un telefonino che ho voluto proprio con funzione Bluetooth. Lo trovo davvero comodo per trasferire le immagini e i files video/musicali al e dal pc e per scambiarli con le persone che conosco, ma dopo ogni connessione non mi scordo di spegnere subito il dispositivo. É già snervante ricevere spam via email, figuriamoci anche messaggini provocatori via bluetooth sul cellutare, NO GRAZIE!!
Tutto questo per dire che a mio parare non si tratta della tecnologia in sé ad essere buona o cattiva (determinismo utopico e distopico), ma é proprio l'uso che l'uomo ne fa a renderla utile o meno (visione strumentalista).

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