Chiesa e mezzi di comunicazione: una opportunità?

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"Non sempre in questo nostro tempo le nuove tecnologie e i mass media favoriscono il dialogo sincero".Papa06

Questa la dichiarazione di papa Benedetto XVI, riportata dall’Agenzia di stampa cattolica Zenit.

Il Papa ha incontrato negli scorsi giorni circa cinque mila ragazzi dell’Opus Dei giunti da 32 paesi del mondo per l’incontro internazionale "Univ 2006", dedicato quest’anno al tema "Progettare la cultura". Xzlogo2_bn_low

Il Pontefice si è rivolto ai giovani ed ha sottolineato che: "tecnologia e media non sempre aiutano a coltivare l’interiorità del rapporto con Dio".

Vale la pena riportare un frammento più corposo dell’intervento del papa.

Dice Papa Ratzinger: "Di grande interesse trovo il tema che state approfondendo nel vostro Congresso, e cioè la cultura e i mezzi di comunicazione sociale. Dobbiamo purtroppo constatare che non sempre in questo nostro tempo le nuove tecnologie e i mass media favoriscono le relazioni personali, il dialogo sincero, l’amicizia tra le persone; non sempre aiutano a coltivare l’interiorità del rapporto con Dio. Per voi, lo so bene, l’amicizia e i contatti con gli altri, specialmente con i vostri coetanei, rappresentano una parte importante della vita di ogni giorno. E’ necessario che riteniate Gesù come uno dei vostri amici più cari, anzi il primo. Vedrete allora come l’amicizia con Lui vi condurrà ad aprirvi agli altri, che considererete fratelli, intrattenendo con ciascuno un rapporto di amicizia sincera."

E’ chiaro l’"impianto concettuale" di questo discorso dal quale si evince come:

  • l’amicizia con Gesù Cristo debba essere il "principio vitale" nel quale maturare la capacità di amare gli altri;
  • questa capacità debba esprimersi (e sia esigenza imprescindibile specialmente per i giovani) nell’amicizia e nel contatto con gli altri;
  • l’amicizia ed il contatto con gli altri, oltre all’interità del rapporto con Dio debbano essere ricercati anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie e dei mass media.

Prosegue il Papa: "Ogni cristiano è invitato ad essere amico di Dio e, con la sua grazia, ad attrarre a Lui i propri amici. L’amore apostolico diventa in tal modo un’autentica passione che si esprime nel comunicare agli altri la felicità che si è trovata in Gesù".

Viene qui espresso - a parer mio - non solo un dato importante della fede cristiana (ovvero il passaggio della fede, la "traditio" come veicolo fondamentale di evangelizzazione) ma soprattutto uno dei principi cardine della comunicazione: la necessità che essa sia "trasmissione di felicità incontrata in Cristo". Detto laicamente che la comunicazione riacquisti il valore di "incontro" tra persone, capace di essere qualitativamente rilevante e pedagogicamente efficace.

La prospettiva che si legge tra le righe mi sembra molto interessante; nonostante sia stata proposta in un consesso non istituzionale o formale, essa propone un punto di vista sui mezzi di comunicazione in campo Cristiano, non tanto in relazione alla evangelizzazione (come trasmissione di informazioni) quanto in riferimento alla categoria teologica della testimonianza.

Ovviamente suggeriamo di non lasciarsi indurre in dubbio dal titolo del convegno "Progettare la cultura" che potrebbe lasciar pensare a un ambiente dal quale potevano non essere estranee velleità di "neo-inculturazione" cattolica della società.

E’ evidente quanto questo tipo di argomenti siano vicini alla sensibilità di Papa Ratzinger ma (a prescindere dal fatto che è argomento sul quale opererei dei "distinguo") non credo sia questa la sede per parlarne compiutamente.

Magari lo faremo in seguito…

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