Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Ieri la notizia, l'ennesima notizia di un ennesimo attacco ai nostri soldati in missione (di pace) a Nassiriya.
Oggi le reazioni del mondo politico (odio questa denominazione...quasi che i politici, come dice Beppe Grillo non siano in realtà nostri semplici dipendenti statali):
D'Alema ha già espresso il suo reale (per carità!) cordoglio definendo la missione in Iraq una "missione di pace" (quindi dimostrandosi un politico accorto, o come alcuni credono dando ragione ha chi lo temeva come Presidente della Repubblica - o della Camera - per la sua innata voglia di inciucio), oggi il Ministro della Difesa dice: "i nostri piani non cambieranno".
Ma di cosa abbiamo paura? Di andarcene via subito da un luogo dove ci stanno ammazzando i soldati?
E se poi la nostra "intelligence" ritiene che non sia stato un attentato legato al dibattito politico italiano, ma sia opera di "banditi locali", cosa cambia?
A parte che mi fa perlomeno sorridere l'idea che i vari terroristi iracheni siano alla TV satellitare a guardare i nostri Porta a Porta, o a sentire le chiacchiere da cortile dei nostri politici (che fanno i salti mortali per non dare torto o ragione a nessuno).
A parte che mi preoccupa ancora di più se dei semplici banditi locali possono arrivare ad organizzarsi (perchè dicono tutti che l'attentato è stato organizzato - e sfortunatamente bene) per far saltare in aria dei convogli militari.
Io mi chiedo: che bisogno c'è di stare ancora lì?
Per aiutare un paese occorre proprio stare lì con i nostri soldati, a difendere poi degli aiuti umanitari di persone che sono già fuggite da un pezzo....?
Provassero a minacciarli di sospendere tutit gli investimenti finanziari e strutturali che gli Italiani stanno concordando con le autorità? magari succederebbe qualcosa....che ne dite?
Che paghi l'Eni il conto
Tratto da Etleboro Italia http://etleboro.blogspot.com/2006/05/che-paghi-leni-il-conto.html
Non era ancora stata votata la fiducia al governo Prodi, quando è stata resa pubblica la notizia del ritiro dell'esercito italiano dall'Iraq. Parlano di tempi tecnici per il ritiro, ma il nostro se è un esercito di pace non ha bisogno dell'organizzazione del raccoglimento di un contingente di guerra, e poi, l'esercito spagnolo dopo aver subito l'attentato di Madrid ha lasciato il paese in poco tempo.
Ma allora, cosa siamo andati a fare? Se il nostro era un esercito di pace, decidendo per il ritiro si vuole forse dire che non vogliamo più la pace, ma la guerra, vuol dire che abbandoniamo una missione umanitaria?
Il sacrificio dei nostri italiani a che cosa è valso? Abbiamo subito attentati, i nostri uomini sono morti per portare una luce di verità, ma hanno trovato solo oscurità. Molti soldi sono stati spesi per riportare i nostri giornalisti e i nostri missionari a casa sani e salvi, anche se sorgono molti dubbi su questi sequestri, come lo stesso Financial Times ha affermato. Il Times ha dichiarato che i riscatti sono stati pagati per un ammontare che supera i 45 milioni di dollari, versando fino all'ultimo cent, che per poco non ci rilasciavano anche una ricevuta. Ci deve essere sfuggito qualcosa forse, e chiediamo, a questo punto, come è possibile che il Times sa quanto è stato pagato per i riscatti, considerando che dietro un sequestro vi sono una infinità di passaggi. È riuscito a ricostruire tutti gli eventi, e adesso che lo sappiamo, andremo direttamente da loro a chiedere invece di consultare i nostri servizi segreti. Insomma aveva ragione Cossiga che le "due Simone" si erano sequestrate da sole. Non vi sono molte alternative: o loro hanno detto una bufala, oppure dietro i rapimenti vi è una regia, la stessa che poi informa questi grandi quotidiani, che a tempo debito tirano fuori le notizie per usarle contro di noi.
Siamo andati lì perchè Saddam aveva le armi di distruzione di massa, e poi le abbiamo lanciate noi sulla popolazione inerme. Abbiamo ammazzato bambini, violentato donne, torturato civili e distrutto villaggi, cancellato intere famiglie e consegnato una Nazione al caos e alla guerriglia. Infatti la verità è ben diversa da quella che i nostri statisti ci hanno detto, perché il contingente di Nassirya aveva come compito quello di salvaguardare la sicurezza dei pozzi dell'Eni, perché la nostra presenza era voluta da una Lobby che intendeva appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver arrestato il suo presidente e messo al suo posto un governo fantoccio da poter controllare. L'ambasciata di Baghdad rifiutò di dare i visti agli irakeni che erano pronti a testimoniare cosa realmente noi stavamo facendo: i nostri diplomatici si sono resi complici di una carneficina. E pensare che Enzo Baldoni ha pagato un caro prezzo per portare una verità, ma alla fine gli irakeni lo hanno lasciato in mano alle bande.
Ci dica Sig. Prodi, lei che di Banche se ne intende, cosa aspetta ora dagli italiani, quanti sacrifici ancora chiederete? Voi politici non sapete fare altro che danni, siete piccoli uomini facilmente corruttibili e ricattabili, che per le briciole del potere siete capaci di vendere un intero Stato, milioni di persone. Avete ingannato un mondo intero con la favola del terrorismo, che vi è servita per controllare le menti delle persone mediante il terrore, o individuando un nemico da combattere senza sapere che il vero pericolo sono i nostri guardiani, coloro che devono salvaguardare la nostra vita. Di chi è ora la Banca Centrale Irakena, dov'è finito l'oro irakeno? Perché non dite cosa ha fatto l'ONU con il programma "Oil for food", perché non spiegate le tangenti che avete tutti ricevuto per far sì che l'Iraq venisse derubato e miliardi di dollari fossero trasferiti in conti fantasma delle Banche Schermo, sotto la regia di Clearstream.
[ RAPPORTO WOLKER (i nomi delle aziende coinvolte nel programma "OIL FOR FOOD" scarica in PDF ]
Nessuno ha infatti mai detto che l'Occidente armava Saddam intrattenendo poi grossi affari mediante il riciclaggio dei petrodollari: migliaia sono le imprese europee coinvolte in tale sistema. Saddam conosceva i tracciati con i quali avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intera Europa, e per tale motivo è stato prima reso un macellaio e poi ridicolizzato, togliendo dignità e credibilità. Gli stessi figli di Saddam, uno dei quali era il Capo dei Servizi segreti, sono stati uccisi perché avevano tra le mani una lunghissima lista di tracciati e di contratti, nonché 20 anni di storia negata e manipolata, una documentazione talmente esplosiva che se fosse uscita fuori altre due torri sarebbero crollate.
La guerra in Irak nasconde davvero grandi segreti, ed è stata una guerra molto strana perché della prima guerra nel golfo non si è visto assolutamente nulla di ciò che accadeva all'infuori delle immagini che la sola CNN passava alla televisione. Basti pensare che sono hanno creato un vero e proprio fenomeno mediatico intorno ad un aereo che non è mai caduto, e poi ai famosi 200 bambini caduti per terra dalle incubatrici. È stata dunque la prima guerra vista dal televisore. Ci auguriamo che l'Iraq non abbia invaso il Kuwait perché pagato dalle stesse lobby che hanno finanziato Hitler, per comprare poi il petrolio kuwaitiano a basso prezzo, essendovi stato prima di tale invasione un contratto per lo spegnimento dei pozzi di petrolio del Kuwait. In quel caso però Saddam è stato ingannato, perchè dopo essere stato strumentalizzato è stato abbandonato ed è stato distrutto dalle stesse lobbies che lo finanziavano e lo armavano, in cambio del suo petrolio che era allora letteralmente strategico sul mercato petrolifero. Un po' come la banca che prima ti finanzia e poi ti porta in un aula di tribunale per toglierti la casa e l'impresa.
Il no che è stato dato alla guerra in Iraq dalla Russia, dalla Germania e dalla Francia è stata più che altro una questione di esperienza di guerre: la Russia aveva combattuto anni l'Afghanistan, la Francia l'Algeria, i Tedeschi subivano ancora il trauma del Muro di Berlino. Gli Americani invece sono dei dinamitardi nati, non hanno mai contato le proprie vittime,perchè gestiscono le guerre come delle lotterie, mettono una divisa ai propri uomini, bianchi neri o ispanici, e poi danno loro un funerale di stato, ma senza dare realmente peso alla gente che muore. In Italia tale sentimento è troppo forte, non riuscirebbe mai a sopportare la perdita di 3000 soldati, o anche solo di 100: in realtà noi siamo in Iraq per via dell'Eni, dunque è giusto che sia l'Eni a pagare il conto.
Onoriamo gli Italiani morti in Iraq, che sono stati ingannati, perchè credevano di dare il loro sangue per la patria, mentre invece lo hanno dato per le Banche.
Enzo Baldoni
Fabrizio Quattrocchi
Nicola Calipari
Massimo Ficuciello
Mimmo Intravaia
Alfio Ragazzi
Orazio Majorana
Giovanni Cavallaro
Daniele Ghione
Giuseppe Coletta
Silvio Olla
Enzo Fregosi
Alfonso Trincone
Massimiliano Bruno
Ivan Ghitti
Emanuele Ferraro
Alessandro Carrisi
Pietro Petrucci
Domenico Intravaia
Ivan Ghitti
Andrea Filippa
Filippo Merlino
Stefano Rolla
Marco Beci
Carlo De Trizio
Nicola Ciardelli
Franco Lattanzio
RAPPORTO WOLKER (i nomi delle aziende coinvolte nel programma "OIL FOR FOOD" scarica in PDF
Vladimir Putin e l’ascesa del petro-rublo
Di Mike Whitney - Fonte: http://www.uruknet.info
Visto su www.comedonchisciotte.org, traduzione a cura di AMIR AHMADI
“Se, un giorno, i maggiori produttori di greggio domandassero euro in cambio dei loro barili, avremmo l'equivalente finanziario di un attacco nucleare”.
Bill O' Grady, A.G. Edwards.
La Russia ha in mente un attacco preventivo agli Stati Uniti, di tale portata da far innescare un crack del mercato ed un disastro economico in America.
Il 10 di maggio, durante il suo discorso al Parlamento sullo Stato della Nazione, il Presidente Vladimir Putin ha annunciato che la Russia renderebbe il Rublo “internazionalmente convertibile”, così da poterlo utilizzare nelle transazioni riguardanti petrolio e gas naturale. Al momento, il petrolio viene esclusivamente valutato in dollari. L'annuncio di Putin risuona come un annuncio di guerra.
Se la Russia dovesse proseguire il suo progetto di conversione, le banche centrali, attraverso l'Europa e l'Asia, ridurrebbero i loro depositi in dollari spedendo miliardi di biglietti verdi in surplus verso gli Stati Uniti. I contraccolpi sull'economia americana non possono che essere catastrofici, gettando il paese in profonda depressione se non in recessione: gli Stati Uniti non sarebbero in grado di ri-assorbire i miliardi di dollari al momento in circolazione per le transazioni legate al petrolio senza entrare in un violento circolo di iper-inflazione.
”Il rublo deve diventare un mezzo più diffuso per le transazioni internazionali” ha detto Putin. “A questo punto, abbiamo bisogno di aprire una borsa in Russia per il commercio di petrolio, gas ed altri beni da pagare in rubli.”
Il piano di Putin è simile a quello dell'Iran, che ha annunciato l'apertura di una “Borsa del Petrolio” nell'isola di Kish entro due mesi; tale borsa permetterebbe la transazione del petrolio in petro-euro, a scapito del dollaro. L'azione iraniana ha intensificato la belligeranza dell'amministrazione Bush ed ha messo i due paesi sulla strada della Guerra. E' il caso di ricordare che Saddam venne attaccato appena sei mesi dopo aver adottato la conversione in euro. L'Iran dovrebbe aspettarsi un simile destino.
Gli Stati Uniti sono obbligati a proteggere il monopolio del dollaro nel mercato del greggio, o perderà il vantaggio di costituire di fatto la “riserva di valuta del mondo”. Fintanto che rimarrà tale, gli Stai Uniti potranno mantenere il loro vertiginoso debito nazionale a quota 8.4 trilioni (ed il deficit di scambi a circa 800 milioni di $) senza paura di altalenanti tassi di interesse o iper-inflazione. La Federal Reserve , semplicemente, stampa valuta che i paesi esteri accettano in cambio di beni di prima necessità e prodotti artigianali. La supremazia economica dell'America dipende interamente dalla sua abilità nel forzare le altre nazioni ad effettuare le loro cruciali acquisizioni energetiche tramite biglietti verdi. Questo permette a Washington di spostare il peso della spesa della sua Guerra in Iraq (e degli enormi tagli fiscali di Bush) sulle spalle dei paesi in via di sviluppo. E' questo il sistema che gli Stati Uniti intendono far perdurare all'infinito.
Il monopolio Americano nel commercio del petrolio rappresenta la più grande frode nella storia: il dollaro è l'equivalente di un assegno scoperto su un conto in rosso di 8,4 trilioni. Tristemente, l'amministrazione Bush ha tutte le intenzioni di difendere il suo racket estorsivo eliminando ogni concorrente del dollaro. Questo significa che la crescente coalizione di stati (Venezuela, Russia, Iran) che stanno minacciando di allontanarsi dall'aura del biglietto verde può aspettarsi solamente di dover affrontare tutta la rabbia dello Zio Sam.
Sventolare la bandiera di guerra potrebbe essere un'opzione con l'Iran, ma come la mettiamo con la Russia ? L'amministrazione Bush rischierebbe un'armageddon nucleare per proteggere il suo flaccido dollaro?
L'amministrazione sta enucleando tutte le possibili alternative e sta sviluppando una strategia in grado di schiacciare la ribellione di Putin. (Questo spiegherebbe perché Fareed Zacharia, editore di Newsweek e portavoce del Consiglio per le Relazioni Internazionali, ha chiesto al suo ospite della rubrica “Foreign Exchange” di questa settimana se ritenesse plausibile pensare che Putin potrebbe essere “assassinato”?!?)
Nell'articolo di Dave Kimble "Collapse of the petrodollar looming", recentemente pubblicato, l'autore fornisce i dettagli dell'importanza della Russia nel mercato globale del greggio.
“Le esportazioni russe di petrolio rappresentano il 15,2% del totale mondiale, rendendolo un giocatore molto più significativo dell'Iran, con un volume di esportazioni pari al 5,8%. La Russia inoltre produce il 25,8% delle esportazioni mondiali di gas, mentre l'Iran al momento è ancora in fase di ingresso nel mercato in veste di esportatore. .. ed il Venezuela ha il 5,4% del mercato dell'esportazione.”
Ovviamente, non è interesse della Russia trattare con i suoi partner europei ancora in dollari, tanto quanto non lo sarebbe per gli Stati Uniti trattare con il Canada in rubli. Putin può rafforzare l'economia russa e dare lustro al prestigio del paese, da superpotenza energetica, grazie alla transizione verso il rublo.
Ma Washington permetterà a Putin di riuscirci?
Il Consiglio per le Relazioni Internazionali (CFR), la riservata organizzazione di 4.400 Americani d'elite provenienti dai campi dell'industria, finanza, politica e industria bellica (che guidano il macchinario statale dietro la maschera della democrazia) ha già emanato un conciso attacco verbale a Putin (“La direzione sbagliata della Russia”; Manila Times), sottolineando cosa ci si aspetta dalla Russia affinché si ri-allinei agli standard di condotta americani. Il testo sostiene che la Russia è “volta verso la direzione sbagliata” e che “una partnership strategica non sembra più possibile”. L'articolo ripropone le solite accuse: Putin sta diventando troppo “autoritario” e sta “minando le possibilità di crescita della democrazia in Russia” (nessun riferimento alle crescenti democrazie in Arabia Saudita o in Uzbekistan?). Il CFR cita la “resistenza di Putin verso l'accesso militare degli USA e della NATO nelle basi centro-asiatiche” (le quali rappresentano una baionetta puntata al collo di Mosca), l'impedimento alla libertà di azione dei gruppi operativi volti al “cambio di regime” appartenenti a Washington (Fondi dell' “Atto in supporto della Libertà”), ed il continuo supporto fornito dalla Russia al pacifico sviluppo di energia nucleare dell'Iran.
L'America non è mai stata amica della Russia. Essa ha approfittato appieno della confusione che ha fatto seguito alla caduta dell'Unione Sovietica per applicare le sue strategie neoliberali, i cui effetti hanno distrutto il rublo, schiacciato l'economia, e trasferito le vaste risorse dello stato ad una manciata di oligarchi corrotti. Putin, autonomamente, ha rimesso la Russia su basi solide, riprendendo la Yukos dal venale Khordukovsky e puntando sulla riduzione di povertà e disoccupazione. Ora gode di una percentuale di consensi del 72% e non ha bisogno dei consigli dell'amministrazione Bush o del CFR circa la miglior strategia politica per la Russia.
Gli USA stanno assumendo il loro tradizionale ruolo di antagonista della Russia installando altre basi militari nell'Asia Centrale, contribuendo all'instabilità in Cecenia, isolando la Russia dai suoi vicini europei, ed interferendo direttamente nelle sue elezioni.
Al prossimo summit del G-8, la prossima settimana, dovremmo aspettarci un attacco a tutto campo dei media per far apparire Putin come l'ultima incarnazione di Adolf Hitler. (E' il caso di sottolineare che l'annuncio della volontà di Putin di convertire le transazioni petrolifere in rubli non è apparso in NESSUN media occidentale. Come il rapporto di Downing Street, il bombardamento di Fallujah, o le “artefatte” elezioni del 2004, i media occidentali evitano scrupolosamente qualsiasi argomento che possa gettare luce sulle reali operazioni del governo USA).
La sfida di Putin al dollaro è la prima cartuccia di una guerriglia che finirà con la distruzione del biglietto verde e la restaurazione della parità tra le nazioni della terra. Essa rappresenta un tacito rifiuto ad un sistema che ha bisogno di coercizione, torture e guerre senza fine per mantenere la supremazia globale. Quando il dollaro inizierà il suo inevitabile declino, il paradigma economico-globale collasserà, la macchina da guerra americana si arresterà, ed i soldati torneranno a casa.
A quel punto, dovremo dire grazie a Vladimir Putin ed all'ascesa del petro-rublo.
Mike Whitney
Fonte: http://www.uruknet.info
Link: http://www.uruknet.info/.?p=m23442&hd=0&size=1&l=e
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di AMIR AHMADI
ANSA 8/06/2006 ore 9:00
La televisione ABC afferma che il terrorista (creato ad arte dai servizi) Abu Musab al-Zarqawi è stato ucciso da un raid aereo americano...
Forse qualcuno...sta adesso pensando ad una vendetta?
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Esercitazione segreta in Usa
Maurizio Blondet - 07/06/2006
Il 19 giugno, migliaia di funzionari dell’amministrazione e di 50 agenzie federali saluteranno le famiglie, riempiranno una valigetta secondo le istruzioni (obbligatori torcia elettrica, una confezione di detersivo e due asciugamani) e si dirigeranno verso i bunker pre-determinati: comincerà così la più grande esercitazione mai condotta di «continuity of government» - volta ad assicurare l’ininterrotta gestione del potere sotto attacco terroristico e nucleare (1).
Un indizio in più che un attentato «islamico», così necessario per giustificare l’aggressione all’Iran, si starebbe avvicinando.
L’esercitazione (Forward Challenge 2006) va compresa nel quadro di un ampliamento straordinario di procedure risalenti agli anni ‘50, quando la presidenza Truman approntò una serie di rifugi dove il governo americano avrebbe continuato ad operare sotto attacco atomico.
Le viscere rocciose di Mount Weather, sulle alture del Blue Ridge in Virginia, furono scavate per ricavarne immensi bunker attrezzati con apparati di sopravvivenza e comunicazione, dove avrebbero trovato riparo la maggior parte delle agenzie e dei ministeri.
Per il Congresso fu approntato nel West Virginia un hotel apposito, il Greenbrier, sotto il quale fu costruita tutta una rete di cunicoli e rifugi corazzati.
Gli Stati Maggiori riuniti si sarebbero rifugiati nel sottosuolo granitico di Raven Rock, o Sito R, presso Camp David.
Subito dopo l’11 settembre, la Casa Bianca ha rispolverato il piano imprimendogli un significato più allarmante.
Dapprima, ordinando ad un centinaio di funzionari del più alto livello di vivere e lavorare a rotazione fuori Washington in località segrete, pronti a subentrare al governo in caso di emergenza, irreperibilità o impossibilità del presidente.
Poi, a poco a poco, tutte quante le funzioni di governo sono state coinvolte: dal dipartimento dell’Istruzione all’agenzia per le piccole industrie, dagli archivi nazionali fino all’ufficio-brevetti e al controllo e registro passaporti.
Insomma non più un apparato leggero per emergenze passeggere, ma l’intero governo e la normale amministrazione diventano segreti e operano dai bunker.
Uno scenario da colpo di Stato permanente.
E infatti la FEMA , la protezione civile USA, ha discretamente addestrato i pastori e i rappresentanti religiosi ad agire come «pacificatori» della popolazione in caso di «legge marziale, sequestro di armi nelle abitazioni, quarantene, e rilocazione forzata delle comunità» (2).
Questo programma è in corso in varie località - si dice 13 mila parrocchie o templi siano già stati preparati - da marzo.
La FEMA consiglia fra l’altro i pastori di leggere ai fedeli, nell’ora X prossima ventura, la Lettera ai Romani di san Paolo, 13, là dove viene detto ai cristiani di obbedire a Cesare.
A che scopo, si può immaginare.
Inoltre, tutta una serie di eventi prodottisi negli ultimi giorni sembrano puntare a costruire lo scenario per l’atteso mega-attentato.
- I messaggi video dei fantomatici Osama bin Laden ed Al Zarkawi sono diventati più frequenti. Nell’ultimo, «Bin Laden» rivendica l’attentato dell’11 settembre e di essere il mandante dei 19 terroristi suicidi. In singolare coincidenza con l’apertura del congresso di Chicago, detto dei complottisti.
- In Gran Bretagna e Canada sono stati appena «sventati due complotti terroristici» molto strillati dai media, mentre i fatti reali sembrano assai meno allarmanti dei rapporti mediatici. Probabile scopo, mettere nella testa della gente che un attacco è inevitabile.
- E difatti il 5 giugno la CBS ha spiegato nei suoi TG, citando fonti anonime del governo, che l’amministrazione «sarebbe sorpresa se un attacco terroristico non avvenisse prima della fine dell’anno».
- A Washington il 28 maggio «qualcuno» ha sentito colpi d’arma da fuoco nel parcheggio del Rayburn Building, che è parte del Campidoglio. La notizia (poi appurata falsa) è stata l’occasione di un allarmante dispiegamento di forze, dove torme di uomini armati in uniforme nera dell’FBI hanno ordinato ai membri del parlamento (non i senatori) di camminare in fila, con le mani sopra la testa, verso una destinazione «sicura», dove sono stati messi sotto chiave per diverse ore. Il tutto con contorno di cani poliziotto, posti di blocco guardati da miliziani in giubbotto anti-proiettile, controllo di documenti e passeggeri delle auto. Un’esercitazione per uno stato d’assedio in piena regola, con arresto dei rappresentanti popolari potenzialmente meno malleabili, quelli della Camera Bassa.
- I sondaggi in ribasso disastroso contro Bush - il 62% degli americani lo considera oggi «il peggior presidente della storia» - possono accelerare i piani. Esiste un rapporto segreto del novembre 2005, destinato ai soli membri del partito repubblicano, su come salvare il partito dal disastro atteso per le elezioni di medio termine del 2006 e rinfrescare l’immagine di Bush come comandante in capo. In esso si adombra un attentato per «validare» il presidente e «unire l’opinione pubblica» attorno a lui, «come accadde l’11 settembre» (3).
- Vociferazioni di un possibile attentato «islamico» a Berlino durante i mondiali di calcio corrono anche negli ambienti USA. L’ex analista della CIA Ray McGovern ritiene che l’attacco all’Iran come risposta all’attentato prossimo venturo sia già in programma per fine giugno o luglio (4).
- Israele continua a ripetere che l’Iran deve essere attaccato subito, il prima possibile.
Lo scenario è dunque pronto.
La Casa Bianca dichiarerà la legge marziale, lo stato d’emergenza permanente, e governerà dai bunker segreti.
Dopo aver tolto ai cittadini le armi che custodiscono in casa, messo sottochiave i parlamentari, spostato a forza parti della popolazione, condotto arresti incontrollabili sotto emergenza e così via, con l’aiuto dei «pastori» predicanti l’obbedienza al nuovo Cesare (la parodia di quello vero).
La storica libertà americana sarà abolita.
A dominare sarà una giunta autoritaria che si è data tutti i mezzi per comandare senza seguito popolare.
E può darsi che un attentato risolutore avvenga, guarda caso, proprio mentre è in corso l’esercitazione «Forward Challenge 2006».
Le esercitazioni del potere costituito, come si sa, hanno sempre accompagnato, o sono sempre coincise, con i più sanguinosi e clamorosi «attentati islamici» in Occidente.
Maurizio Blondet
Note
1) William M. Arkin, «Back to the bunker», washingtonpost.com, 4 giugno 2006. Fatto significativo, il Washington Post non pubblica questa notizia nelle sue pagine a stampa, ma nel suo blog in rete. Anche il giornale ufficiale fa un po’ di controinformazione.
2) Joseph Watson, «Secret FEMA plan to use pastors as pacifiers in preparation of martial law», Prisonplanet, 24 maggio 2006.
3) Doug Thompson, «GOP memo touts new terror attack as a way to reverse party’s decline», Capitol Hill Blues, newsletter, 12 novembre 2005.
4) Joseph Watson, «Former CIA analyst syas Iran strike set for june or july», PrisonPlanet, 1 giugno 2006
Ah i Capò li ha nominati il tuo IDOLO. Silvio (Coglions dei Coglion) conta-schede murphy.
Mamma mia, Povera Italia.
Ascoltate i Nomadi!! POPPANTI
Mamma mia sto Luigi è ancora più Idiota dell'altro peones... hai visto il film su Canale5, hai preso informazioni, ti se asciugato il latte dall'angolo destro della bocca alla Jhon Garret.. e sei corso affannato come un beota a postare a Marinella che ha osato contraddirti ben 2 volte con 2 diversi nomi... Santi-Numi... Teribbile...
Mamlone, dopo che ci hanno bombardato, erano tutti sfollati e sai cosa gliene fregava ai coloni? I Capo (CAPORALI) erano Fascisti, e quelle zone le hanno BOMBARDATE - BOMBARDATE - BOMBARDATE. E tu doveri ? Ancora nell'utero della mamma, l'ignoranza. Il bello che sei ancora li, nel grembo dell'ignoranza. Quanti anni hai? Mary-Poppant
Messaggio per Folgore o chi come lui vive nell'ignoranza, Saddam Hussein non ha fatto nientaltro che cadere nel tranello dei suoi finanziatori di allora, e di Aprire la contrattazione del Petrolio Iraqeno in Euro, Coglions, Fini "Papalina" e i suoi Cains ci hanno remato contro, attaccando l'IRAQ e mandando Nostri Soldati a protezione dei pozzi ENI hanno fatto crollare la nostra economia, Coglion, ma adesso Putin ha colto la palla al balzo e sta aprendo le contrattazioni in Rubli per Petrolio, Fas e Energia in Generale. Questo inverno ci ha fatto capire chi erano i figli della sporca. Oggi con un Governo Vero, si può riprovare a ripartire. Certo in Rubli al posto che in Euro... fa incazzare... ma leggendo IDIOTI come tè col latte in bocca (91 - 15 anni poppante) mi saltano i nervi. Vai nel mio Blog, Oscar Luigi PierSilvio. Mi fa senso vedere quanto si possa essere ignoranti in certe realta come quella in cui vivi. Mio padre era Operaio, io Tecnico Informatico Laurato con 3 Matter all'attivo.... tu. tu non sarai mai nessun altro che tè. Uno sminchiato.
Ciao a tutti.Vedo che ci stiamo facendo una cultura in agraria e sfruttamento del territorio,sono contento.Era da un po' che desideravo scoprire dove fossero finite le paludi.....ma come ci siamo finiti dall'Irak??Forse abbiamo divagato?Nooo!!Comunque mi siete mancati,ma ho dovuto sostituire il modem che essendo di fabbricazione russa,dopo i nostri discorsi ha smesso di funzionare!!Scherzo,ha smesso di funzionare ma era inglese!!Luigi torna,ci manchi.buonanotte a tutti e ciao Marinella.Ci sentiamo.
Claudio! Luigi! Ma dove siete finiti? Mi avete lasciata sola sull'argomento scuola! Dai Luigi, cerca di darmi contro anche sulla scuola, altrimenti mi annoio. Pensa, se dovessi morire di noia, la colpa sarà tua! E il rimorso ti perseguiterà per tutta la vita! Ti aspetto! Anche te, Claudio, dove ti sei rintanato? Non piove più, esci!
Dai, Luigi, facciamo pace? Ti ho lasciato un appuntino sul post della scuola, qualche argomento più in su. Tanto, non mancheranno occasioni di riaccapigliarci di nuovo. Però, ti voglio bene!
A me non interessa minimamente chi tu sia, se dici cose sensate, mi fa piacere, me ne servo e ne prendo atto, se dici cretinate, mi dispiace per te! E continuare questa tua sterile diatriba, certo non dimostra intelligenza da parte tua, anzi ...
Personalmente, non mi occorre ricorrere a simili baggianate infantili. Anche perché, credere in un qualsivoglia rancore, all'interno di un post, dove tutto è condotto con il sorriso sulle labbra, anche se ci s'invia parolacce, è solo una tua riserva mentale, ma io non sono una psichiatra, quindi, non posso farti nulla, tantomeno aiutarti. Sono perciò, solo ed esclusivamente problemi tuoi. Ciò non toglie, che se, la prossima volta, mi mandi delle notizie ordinate, logiche e documentate, ne farò tesoro e ti ringrazierò. Dal momento che non mi pongo alcun genere di riserva mentale. E smettila di vedere comunisti anche dove non ci sono.
X Marinella,Colpo di scena.
DICHIARO CHE ARTURO E' LUIGI: QUI LO SCRIVO E QUI LO CONFERMO. ARTURO SONO IO.L'HO FATTO DI PROPOSITO PER DIMOSTRARE IL RANCORE DELLA GENTILE SIG.NA MARINELLA NEI MIEI CONFRONTI.SE LO DESIDERI POSSO DIRTI DOVE HO PRESO LE NOTIZIE CHE HO SCRITTO. AGGUNGO CHE:Solo tra gli operai che hanno lavorato ben 30.000 si sono ammalati di malaria e ben 75 sono morti. Ciò dimostra la gravità del caso (ho curato il particolare.Va bene?).
Per Luigi. Allora, a questo punto è chiaro: Non capisci quel che leggi! Ti rendi conto che tenti stoltamente di sostenere tutto il contrario di ciò che ho scritto! Ma falla finita! Una persona adulta e che, crede di avere un cervello, ma dimostra di non saper vedere gli aspetti di un evento sotto le molteplici ottiche, senza neanche saper rispondere a tono, non dovrebbe neanche avere l'ardire d'interloquire.
Caro arturo ho apprezzato le tue precise notizie:A titolo di cronaca anche io avevo detto cose simili, forse non dettagliate come hai fatto tu ma solo per non appesantire il commento.Non sono logorroico.Anche io avevo parlato di notizie di stampa e di seri testi. Che gli ettari fossero tantissimi come i morti lo lo avevo detto,a differenza di qualche altra che sostenva il contrario con becera ironia. luigi
Per Arturo. E, comunque, grazie! Quando si vuole dare un'informazione, al di là delle proprie idee, occorre sempre citarne le fonti, oppure possedere capacità espositive atte a far comprendere il rigore di logica che deve essere mantenuto all'interno di una discussione, senza mai far stupido ricorso ad insulti e vani nervosismi. Mi sono copiata e stampata quanto da te esposto, poiché simili informazioni, date in tal modo, le reputo di estremo interesse e degne di approfondimento. Mentre, non posso certo approfondire delle "chiacchiere isteriche". Spero che alcune "persone", possano apprendere da te come ci si debba comportare in una civile discussione, soprattutto alla luce del fatto che noi giovani, a rigor di logica, dovremmo poter approfittare degli adulti per apprendere, non per il contrario! Grazie ancora!
Verissimo! Di certo, non centinaia di ettari. Unica nota stonata è che, le case per essere classificate rurali, non dovevano essere provviste di bagno. Cosa abrogata solo alla fine degli anni cinquanta. Ma il vero problema e le vittime, ci furono prima della bonifica, creando insediamenti in piena area paludosa, con un unico medico condotto in tutta la zona.
Ho seguito gli scambi tra marinella e luigi e mi sembra corretto inviare testimonianze e stralci della stampa dell’epoca:
Nel dicembre 1928, il governo di Mussolini approvò un progetto per la bonifica della zona e ne affidò la responsabilità al Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino. Il progetto, spiega il direttore Tecnico-Agrario del Consorzio, ingegner Stefano Salbitani, era ben più che una semplice operazione idrologica.
”Esso si proponeva di integrare la bonifica della terra con una riforma agraria e sanitaria, offrendo fattorie ai coloni e debellando la malaria. Nessuno aveva mai affrontato il problema su questo livello,” spiega Salbitani.
.. In quattro anni, dal 1932 al 1936 furono costruite quattro cittadine: Littoria, capoluogo e 93esima provincia (poi Latina), Sabaudia, Pontinia, Aprilia. Si bonificò qualcosa come 100 MILA ha. Affluirono migliaia di operai e dal niente bisognò creare tutto: ricoveri, assistenza con l’ordine imperativo di “fare presto”.
Le nuove terre furono divise in 5.000 poderi a cura dell’Opera Nazionale Combattenti. A ciascuno furono assegnati una casa colonica, un forno, un aratro, una stalla, un cavallo e 40 ettari di terreno. Secondo il giornalista locale Luigi Bottazzi, "le case erano tutte uguali, blu col tetto rosso, in modo che nessuno potesse essere invidioso del proprio vicino."
Alla fine di Luglio 1939 fu terminata la bonifica dei campi e la mattina del 1 Agosto con due fischi di sirena iniziò la prima aratura. Aratri che andavano in profondita' di circa un metro, trainati da due grandi macchine a vapore, le cosiddette trattrici Fowler, ribattezzate dai coloni " le favole". Con le prime pioggie di Settembre i coloni iniziarono a spianare i terreni per prepararli alla semina.
Nello stesso mese iniziarono ad insediarsi le famiglie dei coloni provenienti dalla Francia. Infatti, subito dopo il 1 Settembre 1939, quando la Germania e la Russia occuparono la Polonia, le autorita' francesi si irrigidirono sempre piu' nei confronti dei nostri connazionali e li costrinsero a lasciare tutto e a fuggire in fretta e furia. Queste famiglie allora vennero premiate dal governo fascista che gli consegno' i poderi dell'Agro Pontino
Tra Gennaio e Maggio del 1940 arrivarono anche i coloni trentini della Bosnia e i Veneti della Romania
mentre e'solo del 28 Agosto 1931 il Decreto Reale che attribuiva al O.N.C. i primi 18.000 ettari di terreni da trasformare.
C'è anche una bellissima definizione del'io e super-io, compresa quella della psicopatia. E sì, perchè se cerchi di darmi della comunista, allora sei davvero ottuso! Dimostri anche d'essere incapace di seguire il filo logico di un discorso, ottenebrato come sei nei tuoi "riflessi condizionati imposti". Se c'è una cosa che detesto sono le dittature, indipendentemente se ammantate di rosso o di nero, poiché sono e resteranno sempre e solo espressione dell'imbecillità umana!
Non continuerò a leggere notizie romanzate.Scrivo notizie riportate su tutti i seri testi e i giornali dell’epoca e sono smantellate con dati inventati o che non c’entrano niente.Io parlo dell’assassinio Gentile, perpetrato dai tuoi cari compagni, mi rispondi con la morte di Matteotti.Io parlo dello sviluppo industriale degli anni trenta, mi rispondi con la storia fantasiosa della famiglia Agnelli.Ma che c…o c’entra? Finiamola.Il solo cercare di ragionare con un comunista è come pretendere di vuotare l’oceano con un bicchiere. Marinella hai imparato abbastanza bene gli insegnamenti che ti ha dato il partito, hai però bisogno ancora di pratica.Ho apprezzato il commento sulla logorrea.Molto interessante.
Per Claudio, Mein Kampf è decisamente comico, ma Nietsche, anche se psicopatico, ha alcuni aspetti e spunti interessanti. Se non altro, sapeva scrivere, Adolfo, non aveva neanche questo dono. Per quel che riguarda i libri, purtroppo, in casa ho una biblioteca che contempla oltre duemilacinquecento libri. Certo, non riuscirò mai a leggerli tutti, però è difficile estrapolare quelli bolscevichi da quelli "giusti". Magari, con gli anni ...
Caro Luigi, allora fai una bella cosa, vai a consigliare agli americani di "bonificare" le Everglades, definite da tutto il mondo: parco naturale e meraviglia dell'ecosistema. Anche lì c'è malaria e le terre non sono coltivabili. Però, non ci hanno deportato i veneti. Inoltre, rispetto a quella che credi una battuta di spirito, circa il grandinare, vatti a dare un'occhiatina a quello che succede quando si modificano i microclimi attraverso un dissesto idrogeologico(problemi derivati dalle modifiche sul Nilo e nei fiumi cinesi). Ma certo, per quelli come te, bazzecole del tipo, ecosistema, realtà idrogeologica ed ammennicoli vari, sono "cavolate"! Ti ricordo, inoltre, che gli ettari bonificati, non sono stati centinaia. Si vede che hai una visione molto riduttiva. Anche i morti per malaria, magari fossero stati solo "centinaia" (ma ancora non hai imparato nulla oltre le centinaia? Esistono anche le migliaia, decine di migliaia e milioni. Lo sapevi?) Morti causati dalla deportazione, perché, in pratica fu proprio una sorta di deportazione, di contadini veneti, chiamata eufemisticamente "ruralizzazione" per poter giustificare la spesa di tale bonifica, su uno studio precedente al fascismo. Cerca almeno, d'informarti, prima di splarlare. Non basta ripetere a pappagallo cose che si sanno solo per sentito dire da chi è più ignorante di noi. La riforma Giovanni Gentile, ha sottilineato la natura classista del regime o vogliamo dimenticarci dello sconcio determinato dall'esistenza di un ordinamento scolastico che ammetteva una scuola del tipo: "Avviamento al lavoro?" Per quel che riguarda "L'opposizione al fascismo", ci sapresti dire, gentilmente, qual'era? Visto che avevano provveduto anche ad eliminare Giacomo Matteotti fin dal 1924? E via via, tutti gli altri! Eppure, riconosco che alcuni squarci della succitata riforma, fossero validi, e tutto sommato, lo sarebbero anche oggi. Per quel che concerne i "nostri amici", vedo con piacere che continui a non capire un tubo o forse, come si dice: "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire"! Ma, quando si tratta di ammazzamenti, forse sono più amici tuoi!
LETTERA APERTA AGLI ANTICLERICALI
http://andryyy.ilcannocchiale.it
Per Marinella.Non so' se e' abituato al signorsi',sicuramente un pochino abituato a non essere contrariato.Tu non leggere piu' i libri bolscevichi dove si parla male del Duce e si citano anche le porcate che ha fatto.Ti consiglio letture piu' frivole tipo Mein Kampf,Nietsche,etc.etc.ciao continua cosi'.
Per Marinella.Non so' se e' abituato al signorsi',sicuramente un pochino abituato a non essere contrariato.Tu non leggere piu' i libri bolscevichi dove si parla male del Duce e si citano anche le porcate che ha fatto.Ti consiglio letture piu' frivole tipo Mein Kampf,Nietsche,etc.etc.ciao continua cosi'.
Non riesco ad accumunare la missione in Kossovo a quella in Irak.Onestamente quando guardavo in tv le immagini provenienti da quel paese martoriato,prima dell'intervento dell'ONU,mi chiedevo quando qualcuno si sarebbe deciso a fare qualcosa.Per l'uranio impoverito dobbiamo sempre ringraziare americani e russi,principali fornitori ed utilizzatori di quel tipo di proiettile.Mi dispiace per chiunque sia morto in queste guerre e missioni "umanitarie" e di piu' ancora per ragazzi italiani che forse come unico ideale avevano il poter guadagnare di piu' per migliorare un po',non lo so'.
So' di certo che in Irak la situazione e' diversa,stiamo parlando di un paese che e' stato aggredito ne' piu' ne' meno come Polonia Austria Norvegia etc.etc nella seconda guerra.Gli americani hanno parlato di armi di distruzione di massa addirittura presentato prove della loro esistenza,paventando un attacco da parte del saddam(minuscolo) al mondo pacifico,onesto e timorato.Ed eccco la genialita' della cosa:il mondo pacifico muove eserciti in un attacco PREVENTIVO al despota che potrebbe distruggere le nostre casette e mangiare i nostri bambini( forse erano i bolscevichi ma vabbe',da' piu' forza al concetto)L'italia che fa'?No alla guerra,non interverremo al fianco degli americani anche se' appoggiamo l'alleato.Quando si prospetta all'orizzonte la fine della guerra(gia' successo:Mussolini anticipa l'entrata in guerra d a fianco della germania perche' teme che la Germania possa vincere da sola e lui non potrebbe sedere al tavolo delle spartizioni)il novello Benito decide che l'america e l'inghilterra hanno estremamente bisogno dei nostri militari.Cosi' siamo finiti in un paese pieno di sclerati che tagliano teste,si fanno saltare in aria etc.etc. non per ammazzare gli irakeni ma per ammazzare i soldati d'occupazione.Chiaramente in mezzo ci finiscono anche gli irakeni che si trovano nei paraggi.Torniamo a casa,sara' un'altro Vietnam,tiriamocene fuori in fretta.
logorrèa
sf. [sec. XIX; dal gr. logo(diá)rrhoia, profluvio di parole]. 1) Eccessiva loquacità. Si incontra spesso anche in soggetti sostanzialmente normali e può esprimere sentimenti di insicurezza o stati di particolare tensione emotiva.
Altre volte la l. costituisce un comportamento verbale nettamente patologico, che indica un flusso abnormemente accelerato dei processi ideativi la cui incalzante produzione finisce spesso con l'implicare una disorganizzazione dei nessi associativi. Il linguaggio risulta allora rapido, concitato, ma superficiale e mutevole nei temi, fino a divenire incoerente e scarsamente comprensibile, nei casi più gravi. Talvolta, è presente nelle intossicazioni da alcol, da anfetamine, da allucinogeni. 2) Per estens., loquacità sovrabbondante, verbosità.
non ho nè tempo nè voglia di leggere le vostre scopiazzature e commenti a senso unico.Ritengo asssolutamente inutlle continuare un discorso con persone che non sanno cosa sia l'obiettività:io ho solo detto che il fascismo è stata un dittatura che ha portato l'italia in guerra con le note disastrose conseguenze,ma ho detto anche che ha fatto cose buone riconosciute a quel tempo anche dall'OPPOSIZIONE ANTIFASCISTA .Documentatevi.Ad es. quando leggo che la bonifica delle paludi pontine ha rovinato l'ecosistema, ma che vuol dire che tutte le notti grandina?Ma scherziamo con il prosciugamento delle paludi si è ottenuta la coltivazione di centinaia di ettari di terra a favore dei contadini, ma la cosa più importante è che si è debellata definitivamente la MALARIA malattia endemica portata dalle zanzare e che ha fatto morire centinaia persone.Dopo il proscigamento delle paludi è scomparsa.Se non si dicono queste cose, ma si svia parlando di cavolate come l'ecosistema di cosa continuiamo a parlare di favole? Si potrebbe aggiungere che il filosofo Gentile ha riformato la scuola.Riforma in vigore fino a poco fa.Quindi non abolita dai governi succedutisi dopo la fine della guerra.Gentile poi fu ucciso dai vostri compagni per le sue idee a guerra finita.Chiaro?
non saprei dei problemi ai post.....
io ho utilizzato tutto fino alle 20 circa e funzionava...e oggi mi sembra che funzioni...ci saranno stati dei problemi sui server che ospitano typepad...
scusate per il disguido...
Scusate, ma avevo preparato da ieri un'altra "chicca bolscevica", leggete un pò! La fonte è: www.beppegrillo.it
Un militare mi ha spiegato alcune cose sulla nostra guerra nei Balcani. Mi ha chiesto di promuovere il suo libro il cui ricavato sarà devoluto alle famiglie dei 41 italiani morti e dei 300 malati a causa dell’uranio 238 utilizzato in Bosnia e Kossovo. Ragazzi e famiglie a cui non si interessa nessuno.
Così come a nessuno sembra interessare che l’utilizzo di uranio impoverito nelle armi da guerra contamini e uccida civili e militari. Qualche politico ha fatto carriera con la guerra nel Kossovo. Altri italiani, più semplicemente, sono morti e stanno ancora morendo.
“Caro Beppe,
come d’accordo t’invio la copertina del libro e la scheda da compilare ed inviare all’indirizzo osservatoriomilitare@libero.it per ricevere il libro.
L’incasso è ovviamente devoluto alle famiglie dei militari morti e di quelli malati che non hanno la possibilità di curarsi.
Le famiglie di questi ragazzi deceduti vivono ma sono morte dentro, i figli, i mariti o padri vengono uccisi due volte: dall’ipocrisia prima e dall’indifferenza poi.
Ho creduto nel mio lavoro e dire che i miei amici morivano per colpa di qualche incosciente, credevo fosse un valore morale.
Purtroppo non è così, ho pagato sulla mia pelle la verità che non ho alcuna intenzione di tacere, e non perché se cala il silenzio sulla vicenda sarò finito anch’io, ma solo perché i drammi di questi ragazzi devono essere noti a tutti, dietro quei doppio petti eleganti che tanto vantano il sacrificio dei nostri ragazzi in giro per il mondo, vi è l’ipocrisia di uomini che non riescono più a fare i conti con la loro coscienza.
Non voglio parlare di me, la storia di questi ragazzi è più importante e chi leggerà il libro capirà e forse, il “Grillo” riuscirà a scuotere le nostre coscienza ancora una volta.
Grazie per quello che fai!” Domenico Leggiero.
Spero finalmente di riuscire a dormire. Buona notte a tutti! Anche se mi leggerete in pieno giorno.
Prima che Luigi mi dica: "Hai da sputar veleno anche su Kennedy?" Rispondo: "Andatevi ad informare su che fine a fatto la sorella di John Kennedy, Rosemary, grazie alle cortesi cure di Walter Freeman, su richiesta del padre. Sicuramente Luigi, viste le sue attenzioni nei confronti dei "ragazzi di colore" saprà molto bene chi era questo Freeman, visto che era stata avanzata una proposta di sottoporre anche i gay alla delicate cure di costui.
Per Damiano. Parlare del sorriso dei bambini bosniaci e Kossovari, è bello e poetico, ma poi, come la mettiamo quando quel sorriso viene trasmormato in smorfia, per il sopraggiungere di metastasi dovute all'uso abbondante di uranio impoverito, come anche in Iraq? Queste sarebbero missioni di pace? Qualcuno mi potrebbe gentilmente spiegare come potrebbero essere quelle di guerra? Mica per polemizzare, solo per sapere!
Per Claudio. Non è esatto quello che scrivi su Mori. Non ha ammazzato solo pastori, uno lo ha lasciato suicidarsi. Poi ha anche arrestato un paio di "sottopancia" e un monsignore. A Corleone, anche lui andava a baciar mani di un "mammasantissimo". Poi, quando l'inchiesta è arrivata a coinvolgere alti gerarchi fascisti e, forse anche il duce stesso, lo hanno promosso per levarselo dai piedi, non essendo riusciti ad ammazzarlo. "Storia della mafia" in due edizioni: La Terza e longanesi. Anche queste note case editrici bolsceviche! Poi, guarda caso, il 1943, ha segnato la data dell'avvento della nuova mafia, ancora più agguerrita e feroce. Ma soprattutto, prima dello sbarco degli americani in Sicilia! Fonte: Sciascia! Noto scrittore bolscevico. Per quel che riguarda i contatti con la mafia da parte U.S.A., realmente ci furono, ma per fronteggiare le spinte indipendentiste sempre esistenti nell'isola e non trovarsi una guerriglia da dover fronteggiare, che avrebbe rallentato e indebolito la marcia verso nord. Fino ad arrivare a ventilare una possibilità d'ingresso, da parte della Sicilia, nella Federazione degli Stati Americani, come quarantanovesimo o cinquantesimo Stato, non ricordo bene. Certo che la mafia, distrutta da Mori, che oltre tutto non era neanche fascista, fu così ben distrutta, da entrare, dieci anni dopo, direttamente al Governo degli Stati Uniti d'America, grazie al padre di John Fitzgerald Kennedy, poi Presidente grazie ai voti della mafia , per la quale il padre aveva lavorato per sessant'anni e, quindi alla Casa Bianca, nella persona di Gambino, ed altri. Ma come dice Sciascia: "Questo è un Paese senza memoria e verità!"
Per Claudio. Il caro Luigi, proprio si rifiuta di rispondere su come finì Mori! Oltre al fatto che non riesce a rispondere con chiare note documentali e cronologiche, sorvola a piedi pari sul fatto dei "ragazzi di colore" e cerca d'ignorare questioni a carattere biologico, che non credo abbiano un credo politico, ma soprattutto dichiara "bolscevica" una casa editrice come la "Editori riuniti". Come te lo spieghi? Ma non è, per caso, che è uno abituato a sentirsi rispondere "Signorsì"!
Per don Paolo. Per riuscire a postare, sono dovuta restare sveglia fino alle tre passate, perché non ci si riusciva. Come mai? Poco male, tanto, i miei soliti dolori agli occhi m'impediscono di dormire. Menomale che c'è internet, la televisione non la sopporto. Sempre le stesse cretinate! Ciao
Ancora per Luigi. Scusami ma mi ero dimenticata. Hai fatto bene a parlare di "chiacchiericci da lavandaie", così mi togli dall'imbarazzo, avendo da te stesso nominato il tuo ambiente congeniale!
Una piccola precisazione linguistica, visto che non sento parlare d'altro, a proposito dei caduti di Nassirija. Consulto il vocabolario Zingarelli circa il vocabolo "eroe". Ed eccone la definizione: "Chi sa lottare con eccezionale coraggio e generosità, fino al COSCIENTE sacrificio di sé ..." Mi risulta che questi militari siano caduti a seguito di bombe messe lungo il percorso. E allora? Usiamo i termini corretti della lingua italiana e chiamiamoli semplicemente. "Caduti!" Io ho avuto uno zio, che non ho neanche conosciuto, ovviamente, morto durante la seconda guerra mondiale. Non mi risulta che abbia mai avuto funerali di Stato, né tantomeno e giustamente, nessuno lo ha mai chiamato "eroe". Ma che mio zio non aveva anche lui un padre e una madre? Esistono morti di serie A e di serie B? Questa è demagogia spicciola e di comodo o ignoranza linguistica?
Per Luigi. Sai, quando si perdono le staffe, è il momento della verità! Ovvero, si dimostra chi si è realmente, in tutta la pochezza che si è capaci di possedere. Per gli errori d'ortografia, non ti dico: "guarda i tuoi!" Poiché mi metterei sul tuo stesso piano. Al contrario, comprendo che, quando si scrive di getto, qualcosa può volar via, mentre, quello che non può volare, sono i tuoi svarioni sintattici, decisamente in eccedenza. Ma comprendo, che ognuno ha i propri limiti. Rifuggiarsi in piccole espressioni stereotipate, non facenti parte di una forma dialogativa soggettiva, quali: "amici bolscevichi", fa sì da consolidare il criterio per il quale, ambedue i movimenti, sono generati da identiche matrici e seguiti dalle medesime menti abberrate. Se ti fossi preso la briga di guardare i miei vari interventi, avresti capito che, dandomi della "bolscevica", non avresti fatto altro che aggiungere un ennesimo svarione al tuo già ricco e vasto elenco. Avresti, bensì compreso, che giudico entrambe le tristi vicende storiche, due realtà da dimenticare, ampiamente criminali, e senza mettersi a fare stupide gare su chi ne ha ammazzati di più! Gare capaci di far parlare solo chi non ha nulla da dire, all'infuori della propria pochezza ed estrema insensibilità, almeno nei confronti di chi ha subito l'atroce destino di vivere dalla parte dei perseguitati. Credo piuttosto, visto che sia io che Claudio, ti abbiamo riportato fonti e note bibliografiche, il che non equivale a "scopiazzare", come nevroticamente tenti di sentenziare, non sapendo più dove aggrapparti, se mai, a documentare l'origine di quanto si asserisce. E, se poi, maldestramente, tu abbia pensato di potermi intimorire o mettermi i piedi sulla testa, solo per l'età che ho, ti sei sbagliato di grosso! Nè, tantomeno, accetto ordini da nessuno, non avendo una mente eutrofizzata e, soprattutto, non avendo nessuna divisa indosso e mai l'avrò! Per prima, alzo le mani davanti alla cultura di un adulto, ma se di cultura si tratta! E poi, dato che conosci solo questo De Felice e non riesci a citarne altri a tuo vantaggio, questo dimostra la tua informazione a "senso unico". Informazione da cui è meglio starsene alla larga!
Per Luigi. Sai, quando si perdono le staffe, è il momento della verità! Ovvero, si dimostra chi si è realmente, in tutta la pochezza che si è capaci di possedere. Per gli errori d'ortografia, non ti dico: "guarda i tuoi!" Poiché mi metterei sul tuo stesso piano. Al contrario, comprendo che, quando si scrive di getto, qualcosa può volar via, mentre, quello che non può volare, sono i tuoi svarioni sintattici, decisamente in eccedenza. Ma comprendo, che ognuno ha i propri limiti. Rifuggiarsi in piccole espressioni stereotipate, non facenti parte di una forma dialogativa soggettiva, quali: "amici bolscevichi", fa sì da consolidare il criterio per il quale, ambedue i movimenti, sono generati da identiche matrici e seguiti dalle medesime menti abberrate. Se ti fossi preso la briga di guardare i miei vari interventi, avresti capito che, dandomi della "bolscevica", non avresti fatto altro che aggiungere un ennesimo svarione al tuo già ricco e vasto elenco. Avresti, bensì compreso, che giudico entrambe le tristi vicende storiche, due realtà da dimenticare, ampiamente criminali, e senza mettersi a fare stupide gare su chi ne ha ammazzati di più! Gare capaci di far parlare solo chi non ha nulla da dire, all'infuori della propria pochezza ed estrema insensibilità, almeno nei confronti di chi ha subito l'atroce destino di vivere dalla parte dei perseguitati. Credo piuttosto, visto che sia io che Claudio, ti abbiamo riportato fonti e note bibliografiche, il che non equivale a "scopiazzare", come nevroticamente tenti di sentenziare, non sapendo più dove aggrapparti, se mai, a documentare l'origine di quanto si asserisce. E, se poi, maldestramente, tu abbia pensato di potermi intimorire o mettermi i piedi sulla testa, solo per l'età che ho, ti sei sbagliato di grosso! Nè, tantomeno, accetto ordini da nessuno, non avendo una mente eutrofizzata e, soprattutto, non avendo nessuna divisa indosso e mai l'avrò! Per prima, alzo le mani davanti alla cultura di un adulto, ma se di cultura si tratta! E poi, dato che conosci solo questo De Felice e non riesci a citarne altri a tuo vantaggio, questo dimostra la tua informazione a "senso unico". Informazione da cui è meglio starsene alla larga!
Vorrei solo ricordare per dovere di cronaca (senno' Luigi si incazza e mi da' del bolscevico)a proposito della grande madre Russia,che Stalin era alleato di hitler (minuscolo perche' nome di bestia)per spartirsi territori a seconda delle zone di influenza pattuite con Ribbentropp prima dell'invasione della Polonia,e per scongiurare un attacco alle spalle stipulo' un patto di non aggressione con il Giappone.Ecco perche' pretese di arrivare per primo a Berlino,per evitare spiacevoli conseguenze.E quando gli alleati scoprirono il tutto,il tutto fu' insabbiato.Sono stati fascisti,nazisti e comunisti i piu' grandi assassini della storia moderna con i loro campi di concentramento,le leggi razziali,le rappresaglie contro la popolazione civile.Quindi non incensiamo nessuno.
per Luigi.
Vedo che da bravo destrorso non hai capito niente di cio' che ho scritto o forse come per i libri di storia non assimili.Primo non sono bolscevico e quelli che sono al governo non sono sicuramente amici miei,secondo non ho detto che se la gente muore in Irak e' colpa nostra!!Sicuramente non smettono di morire grazie al nostro intervento,semmai abbiamo aumentato i bersagli inviando dei ragazzi in missione,che ha il solo scopo,secondo il tuo nuovo Duce,l'ipotetica spartizione di petrolio e quant'altro possa derivare di utile dall'Irak a guerra finita,se finira'.Ma davvero sei convinto che le pensioni,la mutua,le strade e tutte le cose meravigliose che il fascismo ha fatto per noi possano cancellare tutto quello che di orribile e vergognoso per chiunque si reputi un essere umano?Erano e sono bestie!Assassini,squadristi,bombaroli e stragisti ma ottimi carpentieri e muratori...
Per quel che riguarda i bolscevichi,in Italia chi sarebbero??Rifondazione?I comunisti italiani,i verdi?Chi?Non ti rendi conto che sono solo una manica di ciarlatani?Destra,sinistra e centro..sono tutti dello stesso partito,andare al potere e fregare finche' possono,sbattendosene allegramente degli italiani.Ti sei reso conto che ex Dc,Psi,pci sono sia nella casa della Liberta' che nell'ulivo,invece di essere in galera?Che chi firmava gli ordini di fucilazione dei partigiani e' stato seduto in parlamento per anni e nessuno ha fatto e detto niente?Che collusi con la mafia (che asserisci essere stata debellata dal tuo Duce)sono ancora li'?Che i vari Poggiolini,De Lorenzo e compagnia bella sono spariti e non se ne sa' piu' nulla?Che i capi dei servizi segreti che hanno depistato(come se ce ne fosse bisogno)le indagini su tutte le stragi di stato da Ustica a Piazza Fontana,dall'Italicus a Bologna sono ancora dipendenti dello stato?E starei tutta la notte ad elencarti miserie e porcherie dal tuo caro regime di allora ai nostri di adesso.Quindi potrai anche non essere d'accordo con quello che dico,io lo rispetto ma per favore non mi mettere nessuna etichetta,perche' non sento di appartenere a nessuna delle definizioni che mi accolli.Un consiglio,mi sembra che Marinella abbia solo 15 anni,ma dalle cose che scrive dimostra una grande intelligenza e cognizione di causa,e questo mi fa' ben sperare per il futuro,prendi esempio!In quanto alla mafia americana non scrivere idiozie,di americano non aveva un cazzo,erano tutti immigrati siciliani,e il tuo caro Mori non ha debellato proprio niente semmai ha scannato qualche pastore(comunista o bolscevico)ma i veri mafiosi non li ha nemmeno visti.Tacci gli altri di leggere e citare libri comunisti,ma anche tu non scherzi!!Comunque via dall'Irak!!!!
X marinella
come sputa sentenze non stai dietro a nessuno, vuoi trovare il male su tutti e su tutto, certo se spolverassimo i fasti dei tuoi amici bolscevichi ci sarebbe, al confronto col fascismo, da inorridire.Strano che non hai mai parlato dei paradisi socialisti.Io ho semplicemente detto cose vere senza fare la cronistoria scopiazzata da qualche libercolo sinistrorso che scrive come te con la penna intrisa nel fiele.Continua pure a scopiazzare (cerca almeno di non fare errori di ortografia)dai libercoli
che ti fanno più comodo.Perchè non riporti mai la storia scritta da un vero storico come De Felice?Evidentemente non lo conosci o la ignori perchè dice cose a te non gradite.Comunque la mafia ti piaccia o meno Mori la debellò a livello locale scomparve. Ricomparve alla fine della seconda guerra mondiale perchè agli americani faceva comodo per lo sbarco in sicilia e mossero la mafia americana.La quasi totaòlità dei mafiosi si era rifuguata in america.I particolari sono nella massima parte inventati come quelli che riporti tu.Per parlare di vera storia non basta prendere il primo libro a portata di mano e copiare.Si DEVONO portare le prove autentiche (come fa De Felice) di ciò che si dice altrimenti si tratta di chiacchiericci da lavandaie.
Caro Luigi, sarò un'illusa adolescente, ma parto dall'idea che se faccio tantissima beneficienza, ma ho anche ucciso una povera vecchietta, resto comunque una volgare assassina! Credo che a nessun giudice fregherà mai nulla della beneficienza fatta da me. Ma torniamo a noi. Il prefetto Mori, cui ti riferisci, era sì uomo integgerrimo, ma certo non per merito del fascismo. Ti ricordo inoltre, che gli attentati che lo videro coinvolto, erano stati generati ed ordinati proprio dal partito fascista che, nella lotta alla mafia, se ne vedeva pienamente coinvolto assieme ad alti prelati. Non riuscendolo ad eliminare, lo misero fuori combattimento promuovendolo e distogliendolo dall'incarico attivo. Rivelando anche in questa parte, la faccia turpe e criminale del fascismo. Per le casse mutue, te ne rendo atto, ma fu solo un contentino alle masse che aveva apertamente tradito per soldi! C'è in oltre da dire che, tale proggetto, era stato precedentemente studiato, alla fine del settecento/primi ottocento da un certo Owens, precursore del concetto di fabbrica comunista e comunitaria. Anche sulle colonie te ne rendo atto, istituendo l'ufficializzazione delle classi sociali come "caste", creando dei veri e propri ghetti estivi, facenti parte di un proggetto di "lavaggio del cervello" fin dalla più tenera età, ripreso persino da Mao. Costanzo Ciano (già noto per la famosa cretinata dannunziana che ricade sotto il nome di "beffa di buccari", insieme a suo fratello Arturo e a Luigi Rizzo) fu eletto ministro delle poste e telecomunicazioni nel feb. 1924 e nel maggio successivo anche delle comunicazioni e delle ferrovie, ma, nel '24, anche un "minus habens" sarebbe stato capace di far rispettare orari, visto il poco flusso di traffico. A quell'epoca, un treno, poteva ritardare solo per guasti o per boicottaggio. Poi, proprio la famiglia Ciano, non ha di che vantare. Le paludi pontine le ha effettivamente bonificate, portandoci prima i veneti a creparci di malaria. Oltretutto, bonificare quella palude è stato un danno biologico incalcolabile e folle, determinando la perdita dello strato impermeabile del terreno e disperdendo nell'aria un imponente giacimento di gas naturale.
Come al solito!
"Permetteva ai ragazzi di colore ..." Non potevi scegliere espressione più retriva e becera, come se "i ragazzi di colore" fossero diversi da noi! Comunque, informati dei tanti ragazzini "di colore" impiccati dalle "valorose" truppe coloniali italiane. Per le decantate "autostrade", si riduce all'abbominevole Roma-Ostia, solo perché amava fare stolide passeggiate in macchina fino al litorale. "Autostrada" che rappresentava un insulto ai criteri architettonici sulla viabilità, già noti ed affrontati magistralmente da Gino Coppeté, già nel 1911. Per quel che riguarda l'industria automobilistica, ti allego in calce una cosina molto interessante sulla F.I.A.T. Leggila con attenzione. Per quel che concerne i "Patti Lateranensi", altro non fece che calarsi le braghe, esattamente come fece Craxi.
• DOSSIER •
LA VERA STORIA DELLA FIAT
§ Iª parte:
Come gli Agnelli si sono impadroniti della FIAT, ovvero: una truffa da manuale.
La FIAT viene identificata da tutti con la famiglia Agnelli. Ma non è nata per loro iniziativa, e il modo con cui se ne sono impossessati fornisce un esempio classico del funzionamento del capitalismo. La FIAT era nata l’11 luglio 1899 per iniziativa di un gruppo di imprenditori affascinati dalle prospettive dell’automobile: il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, che già importava automobili da corsa dalla Germania, il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, l’avvocato Carlo Racca, Michele Lanza, un modesto produttore di cande (non per automobili, ma di cera), e l’avvocato Cesare Goria-Gatti, il redditiere Lodovico Scarfiotti, il banchiere e setaiolo Michele Ceriana-Mayneri, un agente di cambio, Luigi Damevino, e un terzo nobile, il marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis di Ventimiglia. Giovanni Agnelli entra successivamente come piccolo azionista. Nell’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione era stato formato solo dai “padri fondatori” che abbiamo ricordato.
Presidente era stato eletto lo Scarfiotti, vicepresidente il Bricherasio, che tuttavia era irritato perché avrebbe desiderato essere lui il presidente. Elette le cariche minori, il conte Biscaretti si accorse che mancava un segretario, un incarico puramente formale che per consuetudine si assegnava al più giovane dei presenti o a un semplice impiegato. In fretta e furia venne votato il nome di Giovanni Agnelli, a cui nessuno dava la minima importanza, soprattutto perché non era né nobile, né appartenente alle grandi famiglie borghesi come tutti gli altri.
Nelle prime riunioni del Consiglio di amministrazione Giovanni Agnelli tace; ma poi comincia ad allargare la propria influenza, attaccando il direttore tecnico, Aristide Faccioli, un progettatore fin troppo geniale, che finirà per doversi dimettere per le continue ingerenze che limitano la sua autonomia. Giocando in seguito sulle gelosie e rivalità tra i soci fondatori, egli si fa proporre come “membro delegato del consiglio” e poi amministratore delegato, con ampi poteri. Ma ancora senza un pacchetto azionario consistente.
Solo nel 1906 riesce a fare il gran colpo. La FIAT ha ormai 1.500 operai, produce nove modelli diversi. Per raggiungere le 600 vetture annue, si comincia a lavorare anche di notte. Gli utili, dopo i primi due anni (che risultavano in perdita), passano da 152.000 lire del 1902 a 394.000 nel 1904 e a 2,5 milioni nell’anno successivo. In quell’anno il Re Vittorio Emanuele, che fin da quando era principe ereditario si era espresso aspramente contro quelle macchine “pericolose ed abominevoli”, venne salvato dal principe Colonna da un fastidioso guasto di un treno, alle porte di Roma, con una FIAT: aveva così provato, per la prima volta, un’autovettura, e ne era rimasto così soddisfatto da concedere allo stabilimento il titolo di “Fornitore della Real Casa”.
Intanto, con la connivenza dell’unico suo complice nel Consiglio di amministrazione, Luigi Damevino, Agnelli fa passare la proposta di ridurre ad un ottavo il valore nominale delle azioni, con il risultato di invogliare un gran numero di acquirenti; il valore reale, anziché ridursi, raddoppio: e una parte notevole finì nelle mani dei due compari.
Successivamente, con un gioco complesso in cui entrano due istituti bancari – tra cui la Banca Commerciale – vengono dapprima annunciati dividendi favolosi, poi pagati indebitandosi con le banche (quindi senza alcun fondamento reale), mentre un cambiamento di ragione sociale e l’emissione di nuove azioni porta ad un effettivo “esproprio” di cinque dei vecchi fondatori, i quali rimangono con sole 2.000 azioni ciascuno. Agnelli, Damevino e Scarfiotti (che si è unito ai due compari), sono invece entrati in proprietà di 37.000 azioni. Tra le attività della società sono comparse (e non spariranno mai) forniture militari di vario genere, tra cui 8 sottomarini commissionati dal governo italiano (ma commissionati anche dal governo tedesco, e persino quando ormai la prima guerra mondiale era già iniziata e vedeva Italia e Germania schierate su opposti fronti, dando prova del famoso “patriottismo” degli industriali, i quali le parole “Patria” e “Stato” le ricordano solo quando devono battere a cassa per mungere denaro della collettività! n.d.r.). Il 7 luglio 1907, il primo crollo della borsa in Italia trascina nella polvere per qualche tempo i titoli FIAT; ma il terremoto serve ad un’uteriore concentrazione nelle mani dei tre avventurieri.
Il giornale giolittiano La Stampa, che diventerà solo successivamente di proprietà degli Agnelli (anche se si farebbe meglio a chiamarli “Lupi” o meglio ancora “avvoltoi”! n.d.r.), comincia a denunciare la truffa ai danni della vecchia maggioranza del Consiglio di Amministrazione; il 23 giugno 1908, la Questura denuncia Giovanni Agnelli per “illecita coalizione, aggiotaggio in borsa e alterazione di bilanci sociali” (un Berlusconi ante litteram! n.d.r.). Sono coinvolti anche il solito Damevino e il presidente Scarfiotti.
I capi d’accusa risultano particolarmente gravi e circostanziati: la procura assicurava “non esservi ragionevole dubbio” che la crisi finanziaria della FIAT dovesse “attribuirsi ai loschi intrighi dei suoi amministratori”. I tre si sarebebro arricchiti ed avrebbero assunto il controllo della società, in danno degli altri azionisti, attraverso queste manovre:
1) spargendo “false notizie di colossali commesse ricevute dall’America, poi rivelatesi inesistenti”;
2) rassicurando gli azionisti sulle condizioni della società, pagando dividendi esagerati grazie ad un mutuo passivo di parecchi milioni;
3) accreditando con “bilanci fittizi” una propsperità della FIAT che, in quel momento, non esisteva.
Lo scandalo fu enorme, ma non vi fu arresto per nessuno. Si dimise, intanto, l’intero vertice, mentre proprio Agnelli veniva incaricato temporaneamente dell’ordinaria amministrazione per la continuità dell’azienda. In suo favore interveniva il ministro di Grazia e Giustizia, Vittorio Emanuele Orlando, il quale esercitava una spudorata pressione sulla procura, ricordando che l’indagine processuale avrebbe potuto “influire in modo sinistro sulla sorte di industrie locali, che sono pure notevoli elementi dell’industria nazionale”. Un imponente collegio difensivo faceva protrarre l’inchiesta per anni, finchè l’opinione pubblica, distratta dalla imminenza della guerra ed esaltata dalla vittoria in Libia (attribuita da tutta la stampa agli autocarri 15 bis forniti dalla FIAT), non si accorgeva neppure dell’assoluzione con formula piena di Giovanni Agnelli e dei suoi compari. L’unico a pagare era stato il presidente Scarfiotti.
Alla fine della guerra, nel corso della quale la FIAT ha prodotto automezzi ed armi, navi da trasporto e da guerra, ha inviato i suoi emissaria Mosca e a Vienna (uno di essi, Adolf Egger, era per ragioni inesplicabili presente nel corteo dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria a Sarajevo, al momento dell’attentato) e ha costituito varie società - con sedi in diversi paesi – per l’importazione di carbone, ecc., Agnelli riesce ad eliminare i concorrenti e a diventare, da solo, proprietario del 55% del capitale azionario.
§ IIª parte:
La FIAT in camicia nera.
Alla vigilia della “marcia su Roma”, i giornali controllati da Agnelli (che sono ormai molti) si schierano apertamente per Mussolini. E la FIAT, per vent’anni, “indosserà la camicia nera”. Se la toglierà solo il 25 luglio del 1943. Ma la sua ascesa, da modesta impresa locale a grande gruppo mondiale, è stata tutta determinata dal rapporto con il fascismo e le sue imprese di guerra. Seguimone le tappe.
Il 28 ottobre, Agnelli è tra i primi ad inviare un telegramma di felicitazioni a Mussolini e, presto, gli chiede ingenuamente di smobilitare le squadracce e di “mettere un freno ai ras di provincia” (cioè al “quadrumviro” De Vecchi, rozzo e ignorante), temendo siano controproducenti. Subito dopo, tuttavia, riconosce ai sindacati fascisti, che non avrebbero i requisiti di legge, il diritto di partecipare alle elezioni della commissione interna. A chi dei suoi amici liberali lo critica per questo gesto, Agnelli risponde che i sindacati fascisti avevano il merito di evitare la contrapposizione “muro contro muro” e di dissociarsi dalla Fiom, che era rimasta legata ai “vecchi metodi di lotta”, cioè allo sciopero. E siccome De Vecchi, viceversa, considera suoi nemici nel partito i sindacati fascisti, che puntano sulla demagogia e non solo sui manganelli, Agnelli lo scavalca, invitando Mussolini a Torino per l’inaugurazione dello stabilimento del Lingotto. Mussolini accetta, pur evitando lo scontro diretto con De Vecchi (che, anche in ambiente fascista, era soprannominato, per l’aspetto fisico e la scarsa intelligenza, “un cazzo con i baffi”, ma continuava a controllare le squadracce piemontesi).
Poiché Cesare Maria De Vecchi continuava a pregiudicare i rapporti con la FIAT, che definiva la “plutocrazia industriale”, Mussolini, per allontanarlo da Torino, lo chiama a Roma, con la promessa di un alto incarico e l’offerta del titolo nobiliare di conte di Val Cismon; lo spedirà poi come governatore in Somalia, dove De Vecchi farà stragi, ma si arricchirà rapidamente.
Ad Agnelli, invece, Mussolini fa arrivare prima della visita al Lingotto prevista per l’autunno, la nomina a senatore del regno, che viene fatta da re “su proposta del capo del governo”. E prepara la sua “marcia su Torino”, come la chiamerà Piero Gobetti. Per prevenire contestazioni, anche Giovanni Agnelli prende le sue misure: convoca le commissioni interne per informarle, e ai mugugni risponde che “ci sono tre modi per riceverlo: applaudire, tacere o sabotare. Vi lascio scegliere tra i primi due. Il terzo modo lo stroncherò con ogni mezzo”. La maggior parte degli invitati – selezionatissimi – al ricevimento, sceglieranno il secondo modo e gli operai rimasti al lavoro saranno dissuasi dal manifestarsi, vista la massiccia presenza di squadristi e di milizia.
Agnelli si compiaceva allora di far circolare la voce che fosse fascista a Roma e antifascista a Torino (bella cosa!), ma chiudeva il suo discorso con un “Viva Mussolini!”. Comincia a dire che è “mussoliniano”, ma non fascista… Intanto, ottiene dal “capo”, con cui stabilisce un rapporto diretto, oltre all’abolizione della nominatività dei titoli azionari, anche l’accantonamento dei provvedimenti di confisca dei sovraprofitti di guerra per gli industriali (che erano stati parte del programma demagogico del primo fascismo), la riduzione delle imposte di ricchezza mobile sulle società anonime e i loro amministratori e, soprattutto, lo scioglimento prima delle commissioni interne e poi dei sindacati, per dare vita al nuovo ordinamento corporativo.
Inoltre, con la complicità di ministri come Aldo Finzi (ebreo e fascista) e del quadrumviro Italo Balbo, il neosenatore Agnelli si impossessa di altri quotidiani sottratti all’opposizione, tra cui il Resto del Carlino. Al momento della crisi per l’assassinio di Giacomo Matteotti, il cui corpo risultò essere stato trasportato con un’auto di quel quotidiano bolognese, Agnelli tace a lungo, con grande stupore dei suoi vecchia mici liberali. Quando si arriverà al voto, Agnelli lo darà a Mussolini, che non dimenticherà.
§ IIIª parte:
L’attacco internazionale alla FIAT.
Agnelli ha, nel frattempo, acquistato la Juventus, per assicurarsi le simpatie popolari con la vecchia ricetta degli imperatori romani: panem et circenses. Introdurrà per primo le paghe favolose ai calciatori e inventerà gli “oriundi”, per aggirare le disposizione governative contro l’utilizzazione di giocatori stranieri. Ma soprattutto, consolida la struttura familiare di controllo dell’impero finanziario, che cresce a dismisura.
Nel 1929, ha già consistenti interessi nei Balcanie in Estremo Oriente, ma si trova subito in difficoltà. Riesce a resistere in Italia, ma perde colpi all’estero. La FORD che pure retribuisce i suoi operai quattro volte di più di quelli FIAT, riesce a vendere le sue vetture ad un prezzo quattro volte inferiore. La Francia, che era la migliore cliente della FIAT, alza i dazi doganali di entrata dal 25% al 60%. Il mercato esterno è praticamente perduto; il fatturato, tra il 1929 e il 1931, si riduce della metà.
Ma c’è un pericolo maggiore: la FORD tenta di sfondare sul mercato italiano, dopo essersi assicurata la collaborazione di una potente lobby di industriali e finanzieri milanesi e di un gruppo di gerarchi, tra cui Emilio De Bono (vecchio amico del De Vecchi) e Costanzo Ciano, il cui figlio Galeazzo aveva sposato Edda Mussolini e al quale era stato promesso che uno dei due stabilimenti Ford in Italia sarebbe stato costruito a Livorno, sua città natale. Partecipavano all’operazione anche il ministro Bottai e il presidente dell’Automobil Club Silvio Crespi. Questa lobby era tutt’altro che disinteressata, ma avanzava un argomento ragionevole: la concorrenza americana sarebbe stata utile, stimolandola, alla stessa FIAT, le cui difficoltà dipendevano da una generale carenza tecnica, da un’insufficiente programmazione e dalla mancanza di modelli utilitari. Il governo, poi, doveva temere ritorsioni internazionali a una troppo aperta politica protezionistica in favore della casa torinese.
Agnelli, affiancato ormai dal fedellissimo “professore” Vittorio Valletta, punta subito sullo spirito nazionalista di Mussolini, insofferente all’invadenza di prodotti stranieri, vista come una mortificazione dell’orgoglio nazionale. E Mussolini avoca a sé ogni decisione in materia, bloccando i piani della Ford, “che non può pretendere di rifarsi in Europa delle perdite che subisce a casa sua”. Anzi chiude d’autorità – per questioni “d’ordine nazionale” – gli impianti che il gruppo americano aveva già nel porto franco di Trieste. Gli azionisti FIAT salutano con gioia questa decisione, che blocca anche un altro tentativo della General Motors di installarsi in Italia, “considerandola alla stregua di una colonia”; e, il 6 marzo 1930, votano all’unanimità la proposta di ricordare la decisione del “duce” con un’epigrafe a caratteri d’oro, collocata nell’atrio principale del Lingotto.
I gerarchi fascisti, ormai legati agli interessi stranieri, non demordono: Costanzo Ciano scrive a Mussolini, segnalando che la FIAT, nonostante gli interventi in suo favore, aveva ridotto ulteriormente l’orario di lavoro (ovviamente con riduzione del salario) e aveva sospeso la produzione in vari reparti del lingotto. Invano. Quando la FIAT si rivolge a Mussolini avvertendo che, in mancanza di nuovi e ancora più energici provvedimenti contro la concorrenza estera, avrebbe dovuto adottare altre “gravi e dolorose decisioni” sul piano dell’occupazione, ottiene subito che i dazi doganali sulle autovetture estere vengono aumentati del 130% ed estesi anche alle parti staccate. Di fatto teme che la Ford ritorni all’attacco, attraverso un accordo di joint venture firmato con l’Isotta Fraschini per la produzione di un’autovettura utilitaria con maestranze italiane. La Ford ha sempre dietro di se Ciano, che scrive al “Duce” che anche “gli operai che lavorano nelle fabbriche milanesi o in altre parti d’Italia hanno diritto alla medesima protezione di quelli che lavorano in Fiat”. Inolte, segnala che nel capitale azionario sarebbero stati maggioritari due italiani: il conte Gian Riccardo Cella e Ludovico Mazzotti Biancinelli, ex dirigente dell’Ilva.
Ma Agnelli pone un tassativo “o con noi o contro di noi”, mentre qualcuno informa Mussolini che “dietro gli industriali milanesi si nascondono alcuni gerarchi del partito”. Dopo una vigorosa strigliata ai gerarchi lobbysti, il “duce” blocca la costituzione della joint venture, diffida attraverso Bottai la casa di Detroit dal continuare i suoi tentativi e, soprattutto, emana due decreti: il primo, riserva al governo di deciderequali industrie sono fondamentali “per la fabbricazione di prodotti essenziali per la difesa della nazione”; il secondo, riconosce tra questi l’industria dei trasporti terrestri. La FIAT ha vinto.
E la FIAT ricambia, sfornando finalmente, con il nome di “Balilla”, l’utilitaria voluta dal “duce” e i treni popolari, che vengono battezzati “littorine” in onore del fascio littorio. Nel 1932, una nuova visita di Mussolini al Lingotto si rivela ben diversa dalla prima. Gli operai hanno dovuto sospendere il lavoro in tutti gli stabilimenti e recarsi inquadrati e preceduti da fanfare alla manifestazione. Il figlio di Giovanni Agnelli (e padre di Gianni) sta sul palco in divisa fascista. Mussolini concede l’avallo a un grosso prestito per forniture militari alla Turchia, alla Grrecia e all’Argentina; poi fa sapere, però, che è ormai opportuno che il senatore prenda la tessera del partito. E questi lo farà, forse con scarso entusiasmo, ma anche senza esitazione.
Elena Croce, la figlia del filosofo, osserverà a questo proposito:
Agnelli affettava con umiltà un’ssoluta innocenza nelle cose della cultura e della politica, ma non ci voleva molto ad accorgersi che la prima era fatta di disprezzo, e la seconda di calcolo e paura.
Agnelli e Valletta hanno ormai tutte le porte aperte a Roma: riescono a bloccare un progetto di monopolio delle ferrovie statali nel trasporto pubblico e un altro di una speciale tassazione degli automezzi pesanti, che viene fatto cadere in concomitanza con l’uscita di un nuovo modello di autocarro. L’Alfa Romeo viene inspiegabilmente sostituita dalla Fiat in alcune grosse forniture ai cantieri navali di Monfalcone. “Nella mutata economia politico-sociale del paese guidata da S.E. il Capo del Governo – dichiara Agnelli – anche l’industria trova una nuova comprensione dei suoi fini nazionali e sociali”.
E intanto ottiene anche: l’esenzione della Balilla dalle tasse di circolazione; la revoca delle misure restrittive dei servizi automobilistici rispetto alle ferrovie; l’estensione della speciale protezione doganale prevista per le auto a tutte le costruzioni meccaniche sussidiarie. Sempre nel supremo interesse nazionale…
Nel 1935, tuttavia, la Fiat corre un brutto rischio: mentre estende sempre più il proprio impero, conosce alcune difficoltà produttive, che spingono il ministro della Guerra a ricorrere all’odiata rivale Ford per l’acquisto di 3.000 autocarri, necessari all’invasione dell’Etiopia. Solo con qualche ritardo la Fiat riuscirà, poi, a fornirne altri 5.000, ottenendo in cambio un’attenzione privilegiata nella fornitura di materie prime e lauti risarcimenti per la perdita di mercati esteri a seguito delle sanzioni decise contro l’Italia, dopo l’impresa di Etiopia, e della conseguente politica autarchica (in nome della quale aveva, peraltro ottenuto vaste concessioni di zone alpine per la ricerca di minerali “nazionali”). Sempre con il contributo statale, la Fiat costruisce in Veneto stabilimenti per la produzione di vetro in lastre, cementifici, fabbriche per la produzione di materieplastiche derivate dal catrame, e acquista perfino risaie, nel vercellese e in Emilia-Romagna.
Alla vigilia della guerra, gli operai sono ormai 50.000, il fatturato è passato dai 750 milioni del 1935 agli oltre 2 miliardi del 1937.
§ IVª parte:
Doppio e triplo gioco durante la guerra.
Alla vigilia della guerra, Mussolini fa la sua terza visita alla FIAT, il 15 maggio 1939. Lo stato maggiore aziendale è schierato in camicia nera, gli operai sono stati condotti a forza nel piazzale dello stabilimento non ancora completato di Mirafiori (inizialmente visto con diffidenza dal governo fascista, che temeva le concentrazioni operaie troppo numerose).
Mussolini arriva su un’Alfa Romeo, allora concorrente della FIAT, e questo non piace ai dirigenti né agli operai, che hanno però altre ragioni di dissenso. I 50.000 operai non rispondono con ovazioni alle consuete tirate oratorie del “duce”, il quale si irrita sempre più. Chiede se ricordano un suo precedente discorso, ma la piazza rimane muta, e Mussolini sbotta, paonazzo d’ira: “Se non lo avete letto, andate a leggerlo, se non lo ricordate, andate a rileggerlo” e volta le spalle, sibilando “questi piemontesi, tutti dei porci”.
Non c’entrava il Piemonte, evidentemente, ma la rinascita di un’opposizione di classe. Lo aveva ammesso poco tempo prima un rapporto riservato del Prefetto di Torino, che affermava:
la grande maggioranza delle maestranze metallurgiche della Fiat, nonostante la sua appartenenza formale al partito fascista, è rimasta quello che era, socialista e comunista per convinzione.
E il federale fascista Gazzotti aveva segnalato anch’esso con amarezza:
questa Fiat resta, nella sua manodopera, socialista e comunista, Non c’è quella partecipazione che ci si potrebbe attendere da una folla di miserabili disoccupati che da tutte le regioni d’Italia sale a Torino per fare della Fiat la più alta concentrazione operaia di tutto il Paese.
Agnelli, intanto, si preparava alla guerra che, però, sperava lasciasse fuori l’Italia: infatti, fino ad un giorno prima delle due aggressioni, aveva continuato a fornire autocarri alla Francia e alla Grecia… E durante la guerra mantiene buoni rapporti con l’occupante tedesco, un po’ meno buoni con la Repubblica sociale italiana, la Repubblichina di Salò, che lo vorrebbe come ministro e non conta nulla. Mantiene buoni rapporti attraverso vari dirigenti con gli antifascisti moderati, ma anche con i comunisti, che ai primi di marzo del 1943 hanno scatenato il grande sciopero generale contro la guerra. Difende i suoi operai dalla deportazione in Germania (che colpisce comunque una parte dei “facinorosi”), ma convincendo i nazisti che sono essenziali per la produzione e che, spostando i macchinari e gli uomini, si perderebbero mesi preziosi. Per fermare gli scioperi, di cui conosce bene il movente politico ma anche il legame con le rivendicazioni economiche, concede forti aumenti, indennità, premi. I nazisti capiscono, i fascisti protestano, ma vengono tacitati con una visita di Valletta a Salò, dove questi dichiara di essere riconoscente per la legge sulla socializzazione e di essere pronto ad applicarla. Il 6 marzo 1945 si svolgono le elezioni per approvare o respingere il progetto: parteciperanno solo alcuni fascistoni, pari allo 0,6% dei lavoratori. Mussolini è furioso e minaccia ritorsioni, ma non fa in tempo, perché deve cominciare a preparare lo sgombero del Garda, per arroccarsi nel “ridotto della Valtellina”, da cui far ripartire la controffensiva. In realtà, si prepara la fuga, che finirà a Dongo.
I comunisti salvano le fabbriche, che sono state minate dai nazisti, e se ne impossessano. Le restituiranno, poi, in nome dell’unità nazionale, ad Agnelli, Valletta sarà assolto dall’accusa di collaborazionismo, adducendo come meriti i contatti avuti con esponenti alleati, nonché la sua capacità di ottenere dagli ufficiali tedeschi la salvezza degli stabilimenti. In realtà, ad ogni minaccia di smantellarli, si rispondeva garantendo l’aumento della produzione, facendosela, peraltro, pagare subito, probabilmente con i beni rastrellati in tutta l’Europa. Il giovani Gianni Agnelli, che si era fatto mandare in Russia (dove stava comodamente installato in una casa ben riscaldata e fornita di ogni ben di Dio, assai lontano dal fronte) e poi in Africa 8ugualmente senza l’ombra di un pericolo), si presenterà con un curriculum di “partigiano”. In realtà, aveva tentato di raggiungere una sua tenuta vicino ad Arezzo su un’auto guidata da un maresciallo tedesco a cui era stata offerta una macchina per i suoi servigi, ma aveva avuto un’incidente d’auto ed era stato ricoverato a Firenze, dove aspettò gli alleati presso i quali si arruolò come ufficiale di collegamento.
Gli unici a pagare sono stati gli operai, che avevano salvato le fabbriche. Agnelli e Valletta aspettarono poco tempo, per avere l’appoggio dei governi centristi a un nuovo rilancio industriale e per trovare il momento buono per licenziare tutti i più combattivi. Per qualche tempo, si tratterà solo di spostamenti nei “reparti confino”; ma, una volta reciso il legame tra le avanguardie e la massa, disorientata per la perdita rapida di tutte le conquistefatte, sarà la cacciata definitiva dalla Fiat. Ma questa è un’altra storia…
[Tratto da: Il «capitalismo reale», di Antonio Moscato, Teti Editore, Milano 1999]
Per un approfondimento, si veda: Angiolo Silvio Ori, Storia di una dinastia. Gli Agnelli e la Fiat, Editori Riuniti, Roma 1996, da cui sono tratti molti dati riportati.
ma che cavolo c'entra la guerra in Irak con il lavoro fatto da un regime certamente autocratico(ma comunque le cose che io ho scritto, se non lo sai informati prima di scrivere,le ha fatte)Perchè non rispondi sulle cose che ho elencate? invece di allargarti?semplice: perchè non sai cosa rispondere (vecchio trucco comunista)allora parli di cose assurde addirittura saremmo responsabili della fame e delle uccisioni del popolo irakeno.Ma non sai che lo scopo delle nostre truppe è umanitario?:ora che comandano i compagnucci tuoi amuici già il ritiro viene spostato da immediato (prima delle elezioni) a (forse) fine anno.Perchè dato che ti piace allargarti (off topic) non parli anche della grande madre russia (bolscevica)?e di tutto il male che ha fatto al popolo.Ancora oggi quei disgraziati di russi e paesi aggiogati devono venire in europa a elemosinare un posto di lavoro per sopravvivere dopo 70 anni di comunismo. (dove è finito il mito leninista del lavoro e benessere a tutti?)Secondo te se siamo in Irak la colpa è del fascismo (come poteva essere diversamente),ma bravo dieci in stora (bolscevica).
Ma sono io a essere fuori o siamo solo male informati?Si puo' ricordare del bene fatto da una dittatura che ha trascinato l'Italia in un baratro,che ha provocato milioni di morti direttamente o indirettamente,che proprio per il fatto che quella guerra l'abbiamo pure persa ci ha reso servi dei guerraioli americani.Se siamo in Irak lo dobbiamo a chi ragiona cosi',e' inutile scatenare guerre, affamare popoli,uccidere con bombe che di intelligente non hanno niente vecchi,donne e bambini e poi andare ad aiutare facendosi ammazzare come vitelli!!Sono problemi degli americani e inglesi che sparano a chiunque si muova o respiri,non degli italiani,noi non abbiamo fatto la guerra e non dobbiamo neanche fare la pace.Facciamo come la Spagna torniamo a casa.Prodi rispetta almeno una delle promesse che hai fatto e tirali fuori di li'.
X marinella
non voglio elogiare il fascismo anzi debbo dire che è stato un bene che sia caduta una dittatura,ma per obbiettività, mi sembra giusto ricordare, oltre alle malefatte, anche cose buone.Ha debellato la mafia con il prefetto mori.Ha istituito le prime casse mutue, ha istutito le colonie estive dove i figli degli operai potevano andare in estate,ha potenziato e fatto funzionale regolarmente le ferrovie tramite costanzo ciano,ha bonificato le paludi pontine.permetteva ai ragazzi di colore di frequentare le scuole militari e le altre:ha costruito le prime autostrade e favorito lo sviluppo delle industrie specie automobilistiche (mille miglia)ha determinato la pace fra lo stato italiano e la chiesa tramite il concordato e altro.Quanto sopra solo per obiettività.Bisogna mettere, a mio avviso,il male ma anche il reso.
Ops...IRAQ!!! (sorry)
Mamma mia quante storie per 4 o 5 soldati uccisi...gli è stato consigliato da qualcuno di andare la? secondo me no. Come qualcuno ha detto missioni di pace non esisitono o per lo meno io ne ho viste ben poche. Signori cari, spendiamo milioni ma milioni di euro per dare giochini alle nostre forze armate, come ad esempio una portaerei, pensata negli anni 70, iniziata negli 80 e finirà forse l'anno prossimo con un prezzo finale quadruplicato rispetto al budget iniziale; questo tanto per farvi pensare...ah! poi ci sono anche i sommergibili e altri splendidi e costosi giochini che ancora mi chiedo per quale scopo verranno usati. Questo solo per la marina ma immagino che anche le altre forze abbiano i loro "svaghi". Detto ciò...o le usano o no, cribbio!! Vero anche che queste modernità servono per dare da mangiare a migliaia di persone che lavorano nei cantieri, i quali altrimenti fallirebbero....ma no! per carità, mai far fallire una "cosa" statale o pseudo tale...in conclusione, mentre c'è chi "gioca", chi discute, chi muore.....nell'attesa io continuo a pagare va! VIA DALL'ITALIA, NON DALL'IRAK!!!!
Grazie, Claudio! Volevo solo ricordare a "Folgore", senza andare a scomodare la solita El Alamein, che Mussolini fu quel campione d'onestà che si fece pagare, dagli esponenti della confindustria, la bella somma (per l'epoca) di 60 mila lire, per passare dal solcialismo al sorgente fascismo, su bell'idea di Dannunzio. Beh, proprio una personcina a modo, no? Poi, le grandi opere ... lo sventramento di Borgo Pio a Roma e tutta la zona degli attuali "Fori Imperiali", distrugendo dei veri capolavori di architettura, come due chiese stupende del Vignola e gran parte degli edifici del basso medioevo. Ma, vista la qualità dei libri da cui ha attinto "Folgore", non credo che sappia chi sia il Vignola, ne si sia mai documentato su Borgo Pio. E questi, sono solo alcuni esempi di "belle" opere mussoliniane, poiché troppe ce ne sarebbero ancora da elencare! E non dimentichiamoci, che si è fatto trascinare in una guerra atta solo a creare i grandi gruppi capitalistici italiani, tanto per compiacere Wiston Churchil, il quale, era così tanto nemico, che durante tutta la guerra, non ha mai smesso di venire a Como ogni estate in villeggiatura. E non mi si dica che Mussolini era un precursore della protezione del turismo "italico"! Ma non voglio dire che tutto sia stato per colpa sua. Lui era solo un povero idiota circondato da grossi pescicani cui non si poteva dire di no! Non ha saputo costruire se stesso, figuriamoci l'Italia! Da che mondo è mondo, nessuno si è mai potuto schierare contro i capitali, poiché, senza quelli, non può neanche esistere uno straccio di politica! In nessuna parte del mondo. E le dittature, sono quelle forme criminali di governo create ad arte dai capitali! Mi raccomando "Folgore"! Non perderti i mondiali! Guardateli in camicia nera, fez e fascio littorio in mano! Però, non dimenticare il biberon, altrimenti ti metteresti a piangere.
Io ho solo 15 anni, ma la storia mi è sempre piaciuta, poiché aiuta a capire dove siamo e con chi siamo e perché ci stiamo. Una cosa di sicuro mi è saltata agli occhi: tutti i libri di storia, sono scritti attraverso gli occhi dei vincitori. Se, per esempio, dopo il 1870, avessero vinto quelli che oggi ancora chiamiamo "briganti" e che, in realtà erano "terroristi" o "partigiani" che si battevano contro l'esercito piemontese, oggi avremmo letto una storia ruotata di 180°. Così come è successo con le guerre puniche e, ancora oggi ci si offre un'immagine completamente distorta dei cartaginesi. E oggi siamo alle solite. Un Impero Romano che, in realtà, non è mai veramente morto, ha solo cambiato pelle, come le vipere! I servi della gleba, il "vulgus", sono sempre gli stessi, ovvero: noi! Ma siamo tali perché, tutto sommato, idioti! Ci si preoccupa solo delle partite di calcio. Ci si scontra ancora su idiozie come "comunisti o fascisti", senza arrivare a capire che, dietro, i veri padroni, sono sempre stati e sempre saranno gli stessi! Ma andatevi ad informare a chi realmente appartiene la Federal Reserve, che non ha neanche la sede ufficiale negli Stati Uniti, ma a Portorico, e forse comprenderete che gli U.S.A. non sono poi così indipendenti come sembra e, altro non fanno, se non il lavoro sporco per conto dell'Europa! Proprio in virtù del fatto che i padroni sono sempre gli stessi, ovunque! L'Impero Romano, e tutti i suoi patrizi, si sono solo allargati, "globalizzati". Ma si è anche globalizzata la "gleba"! Ma non preoccupatevi, il MONDIALE sta per iniziare!
ma che missione di pace hanno mandato li i nostri militari a morire per un po di petrolio, altro e che missione di pace o aiuto alle popolazioni povere dobbiamo subito uscirne, gia tanti sono i morti che piangiamo dobbiamo subbito venirne via non possiamo perdere vite per una guerra inutile e assurda, cerano cose piu importanti al mondo da affrontare, non dobbiamo seguire l'america e tutti i suoi innumerevoli sbagli noi siamo italiani siamo per la pace e basta e invece da un po ci tocca piangere permorti assurde, potevamo evitarlo o per lo meno potevamo imbatterci in guerre che da piu tempo disfano la pace nel nostro pianeta e esserne piu orgogliosi. non lo so voi ma io a piangere un ragazzo di 25 anni morto cosi provo molta rabbia e dolore sopratuttoa sapere che chi ha voluto questa guerra ora se ne sta bello e beato su una poltrona e per lui il nostro militare e solo un numero mi girano e molto ...
se qualcuno si e offeso vi chiedo scusa ma io in questo momento penso che un ragarro di 25 anni e morto e non so ancora il perche vedo in tv i parenti e mi basta per capire che non possiamo andare avanti cosi anche la vita piu insigificante deve essere importante e la sua perdita ci deve far riflettere . lo chiedo hai potenti via subbito tiriamocene fuori noi italiani non vogliamo questo non vogliamo piu perdre nessuno ci siamo scocciati siamo stanchi vogliamo un po di serenita e c'è la meritiamo .
ma che missione di pace hanno mandato li i nostri militari a morire per un po di petrolio, altro e che missione di pace o aiuto alle popolazioni povere dobbiamo subito uscirne, gia tanti sono i morti che piangiamo dobbiamo subbito venirne via non possiamo perdere vite per una guerra inutile e assurda, cerano cose piu importanti al mondo da affrontare, non dobbiamo seguire l'america e tutti i suoi innumerevoli sbagli noi siamo italiani siamo per la pace e basta e invece da un po ci tocca piangere permorti assurde, potevamo evitarlo o per lo meno potevamo imbatterci in guerre che da piu tempo disfano la pace nel nostro pianeta e esserne piu orgogliosi. non lo so voi ma io a piangere un ragazzo di 25 anni morto cosi provo molta rabbia e dolore sopratuttoa sapere che chi ha voluto questa guerra ora se ne sta bello e beato su una poltrona e per lui il nostro militare e solo un numero mi girano e molto ...
se qualcuno si e offeso vi chiedo scusa ma io in questo momento penso che un ragarro di 25 anni e morto e non so ancora il perche vedo in tv i parenti e mi basta per capire che non possiamo andare avanti cosi anche la vita piu insigificante deve essere importante e la sua perdita ci deve far riflettere . lo chiedo hai potenti via subbito tiriamocene fuori noi italiani non vogliamo questo non vogliamo piu perdre nessuno ci siamo scocciati siamo stanchi vogliamo un po di serenita e c'è la meritiamo .
Sarebbe opportuno adesso spostare i nostri militari altrove. Magari negli uffici, nei palazzi governativi a fare le pulizie o negli ospedali a fare da barellieri.
O negli asili a cucinare ai bambini o nelle scuole come bidelli.
E dire ai terroristi: "lasciateci fare la pace! Andremo via, quando sarà il momento. E non sarete voi a dirlo uccidendoci".
Salveremmo i nostri ragazzi dagli attentati, ma senza darla vinta ai terroristi.
Basta con delle morti dei nostri giovani che per guadagnare qualcosa in più devono morire. L'Italia deve andare in Iraq solo in missione di pace guidata dall'Onu altro che schiavi degli Usa e dell'Inghilterra.
Per Folgore 91.
Volevo dirti una cosa a proposito della risposta a Marinella.Davvero credi che Mussolini abbia fatto l'Italia grande e potente?Io ho uno zio,anzi avevo,che e' stato torturato e trucidato dai fascisti in Versilia,pensa ha il triste primato di essre stato il primo partigiano ad essere ammazzato in Versilia,e pensa tu non ci crederai ma non era nemmeno comunista.Ma che libri di storia hai letto?La tua grande Italia e' quella della ritirata di Russia con le scarpe di cartone e le divise estive o quella delle mazzate in Grecia,o forse quella delle leggi razziali,o quella che voleva estrarre l'oro dalla sabbia delle spiagge?Io mi chiedo quando capiremo che in Itali non esiste piu' ne' fascismo ne' comunismo ne' centro,e' solo un accozzaglia di personaggi che prendono posto dove il posto e' libero.non ci sono ideologie ma solo danaro,potere e non lavorare,il tutto a spese dei fessi come noi che lavorano per pagargli lo stipendio(lauto) e le pensioni a vita.Ragazzi svegliamoci,lasciamo perdere fascismo e quant'altro,mandiamoli a casa e cerchiamo di fare solo quello che e' giusto non perche' ce lo dice la nostra ideologia o religione ma perche' E' GIUSTO!!!
Ho letto con attenzione i vari commenti e mi ha lasciato perplesso il "signore" che da' del comunista a chi vorrebbe ritirarsi dall'Irak.Vorrei ricordargli che i comunisti, quelli veri,sono coloro che hanno pacificato con carri armati e missili Cecoslovacchia,Cecenia,Afghanistan e chi piu' ne ha piu' ne metta.premesso questo mi chiedo che cosa faccia l'esercito italiano in quel posto di merda.Non spariamo le solite cazzate degli aiuti umanitari,perche' tutti sanno che gli aiuti italiani sono quasi interamente utilizzati per il contingente e alla popolazione arriva proprio poco.Forse siamo li' perche un nanerottolo che crede di essere il nuovo Mussolini ha deciso di dare una mano al Texano ammazzasette o forse perche' gli americani gli hanno promesso di far partecipare le aziende italiane(in gran parte sue)alla ricostruzione e alla spartizione del petrolio.Quanto ho sentito di quei ragazzi morti ammazzati per questa nobile causa confesso che mi sono venute le lacrime,ma quando ho visto quella gentaglia che li ha mandati a morire in attesa che arrivassero le salme parlottare e ridere la rabbia ha preso il posto della commozione.Ho fatto il miltare,fiero di esserlo,non sono per l'abolizione del forze armate,ma non credo che andare in un paese alleati di un pazzo che spetarda a destra e a manca in missione di pace sia quantomeno una presa per il culo galattica.L'intervento in Bosnia l'abbiamo fatto per impedire a due fazioni in guerra di continuare a scannare donne e bambini e forse e' riuscito perche' siamo andati li' a impedire la guerra e non a seguito del deficente che l'ha scatenata.Rcordo a tutti che l'Irak e' stato armato proprio dagli americani per la guerra con l'Iran,cosi' come Bin Laden per la guerriglia con l'Urss,cosi' come Israele contro i Palestinesi.Non sarebbe ora di finirla di sparare su migliaia di donne vecchi e bambini per eliminare chi dopo aver mangiato alla sua tavola morde la mano dello zio Sam?Se proprio non si puo' impedire che questi rifiuti umani sistemino le loro questioni economiche e di potere con le bombe almeno noi, che come la storia ci ha gia' insegnato,stiamone fuori.Le famiglie dei morti ammazzati in Irak della loro medaglietta e dei funerali di Stato forse ne avrebbero fatto a meno,e quei ragazzi ora sarebbero a casa.Se qualcuno crede che la vita dei nostri soldati si possa barattare con dei barili di petrolio o con appalti be' allora ho sbagliato Paese e mi vergogno di essere Italiano.
Vorrei ancora poter dire una cosa, poi non disturberò più, almeno ci proverò!
Per tutti quei bambini morti, senza neanche poter avere uno straccio di funerale di Stato, quale è stata la loro unica e possibile “logica”? Quella di morire In nome di una politica? Erano così tanto diversi da noi, visto che qui nessuno li ha mai pianti? Le “logiche” di mercato, di guerra, di economia e della politica, dovrebbero, permettere agli occhi di tutti i bambini del mondo, di poter guardare agli adulti come esempi da cui imparare, non da dimenticare!
Vorrei anch’io poter guardare ad un adulto senza paura e, credo, che questo sia e debba essere il naturale diritto di tutti quelli che iniziano ora a vivere. Il diritto di non morire! Almeno, non per gli interessi di pochi! Perché, allora, ci si preoccupa ora di qualche morto, mentre fino a ieri si mangiava tranquillamente guardando partite di calcio, fregandosene di quanti bambini venivano ogni giorno straziati, magari dalle mine vendute dall'Italia (per scopi di pace?)! Che facciamo, morti di serie A e morti di serie B,C ... ecc.?
Io ho solo 15 anni e, certo, non sono in grado di poter giudicare, anche se, nonostante la mia età, riesco perfettamente a comprendere l'assurdità di stare ancora a giocare con "Fascismo e comunismo". Due identiche facce di un medesimo insulto, troppo spesso travestite da specchietto per le allodole. Tempo fa scrissi un piccolo racconto su queste guerre imbecilli perché inutili (basta farsi un conto di quanto costano per comprendere che la metà di quei soldi sarebbe sufficiente a risolvere tutti i problemi del mondo, ma non la smania di potere), non sto a sommi8nistrarvi tutto quello che ho scritto, ma solo un brano. Questo è il mio pensiero. E sarò anche cretina, dal momento che sono solo un'adolescente. Ma vedo troppi adulti che mi battono!
" ... Ecco un’immagine improvvisa come una saetta. Buttata lì, in mezzo a tanta distruzione: una piccola bambola di pezza. La stessa che continuava a giocare con il mio cervello. Quasi identica ad un’altra, sporca e lacera, che restava, muta testimone, vicino al cratere di un’auto-bomba, in Palestina, in Irak o a Tel-aviv. Due bamboline così lontane e diverse tra loro, eppure, così simili. Che fine avranno fatto le splendide padroncine? Quale assurda e vergognosa violenza, partorita da mente malata e criminale, le avrà strappate per sempre dalle loro manine? A loro, come a me, non interessava nulla di politica, di mercati e della logica folle della follia di una guerra, qualunque essa sia, non importa da chi e contro chi. A me interessava vederle sorridere, non vederle morire! La perversa pazzia della guerra, può risultare inevitabile solo agli occhi insulsi ed avidi di folli adulti, mai diventati veramente tali. Ecco perché non m’interessano tutti quegli inutili morti! Per quanti potranno essere, non sapranno mai ripagare, qualunque siano le ragioni, le perse illusioni e gl’interrotti sogni di una sola bimba. Non m’interessa chi vinca, perché, nascondendosi dietro l’ultimo grido di una qualsiasi bambina cui, la guerra idiota, ha strappato di mano la sua piccola bambola, si può celare solo un perdente, un pazzo privo del bene dell’intelletto, a prescindere da quale lingua parli, né se per pregare si volta verso la Mecca o se si fa il segno della croce.
Il sangue degli adulti, deve cessare di scorrere davanti a due occhioni che sorridono fiduciosi, stringendo nelle piccole manine, uno stupido giocattolo di pezza."
roberto io ho scritto cose che sicuramente sono utili a tutti i soldati che sono in Irak per salvare loro la vita.Ma se a te va bene così continua a sperare che non ti succeda nulla io te lo auguro,ma credimi il posto più sicuro è lontano dall'Irak anche perchè non abbiamo alcun motivo per stare laggiù.
Cari ragazzi sono uno dei tanti militari che da qualche anno va all'estero per queste mix e devo dirvi con tanta sincerità che dove sono stato erano portati sull'alloro perchè il bene che abbiamo fatto noi non lo ha fatto nessuno. Per quanto riguarda l'Iraq, quella è una mix tutta particolare, per cui se non siete afferrati nella materia non fatevi scoppiare il cervello visto che il governo uscente ha approvato un programma e quello attuale lo sta mettendo in atto. Le nostre rimostranze secondo me che quest'anno compio 30 di vita militare sono come le nuovole, vanno dove le porta il vento. Posso solo dirvi che se per fine anno la mix non sarà chiusa io sarò uno dei tanti che dovrà partire per sostituire un collega. Comunque sappiate tutti, mi auguro che in questo blog ci siano tutte persone adulte ed intelligenti, che anche attraversando la strada sulle striscie pedonali può accadere qualcosa. Vai a letto la sera e la mattina non ti svegli più. Io a tuttoggi non ho mai pensato a queste cose, solo che chi uccide in Iraq facendo esplodere delle brutali bombe non facendosi mai vedere in faccia è semplicemente un "verme", dire verme è dire poco, capitemi. Comunque chi parlava dei Kosovari, di quei bimbi che si avvicinano alle ns auto chiedendo qualcosa da mangiare è la pura verità e noi lì oltre al ns dovere li aiutiamo a superere le loro difficoltà. Non fatemi dire altro.. Capire solo capire.... Un saluto a Tutti voi e preghiamo tutti i ns ragazzi uccisi in Iraq.......
dobbiamo andare via senza alternative, come molto saggiamente fece la Spagna e nulla è successo tranne che non hanno più avuto nè morti nè attentati.Non basta?quanti altri morti occorrono per salvare dei principi fasulli?Basta che inizino subito i rientri un pò alla volta e nessuno ci darà più fastdio.Forse se avessimo fatto così il morto e i feriti di oggi non ci sarebbero stati.
è indubbio, almeno a me sembra, che il problema è quello di non voler dare un segnale di debolezza ai terroristi che stanno in Iraq.
E' ovvio che non si può, politicamente parlando, far vedere che ci uccidono i soldati e noi scappiamo...
infatti il problema è porre il disimpegno in un'altra ottica. Se proseguiamo su questi muro contro muro ideologici non andremo da nessuna parte...
Occorre secondo me andare al più presto in America (che volente o nolente è nostra alleata), comunicare i nostri tempi tecnici di ritiro (in Spagna mi sembra che ci abbiano messo 15 giorni...o poco più), e poi partire subito.
Chiedere poi immediatamente un tavolo dell'ONU (che mi sembra abbia abbandonato troppo la situazione irachena) e cercare altre forze conciliabili (forze militari se necessario per sostenere le forze di polizia locali) da sostituire alle nostre.
A me sembra una proposta...
finora ho letto tante ciarle, ma niente che possa modificare con proposte una situazione che ha fatto finora in Irak molti soldati morti senza che abbiano potuto difendersi, senza sparare un solo colpo.Restano anche silenziosi tutti quei sinistri che sbraitavano o ridevano al funerale.Allora cosa aspettano a rispettare quello che hanno detto fino alla nausea? Hanno fatto solo chiacchiere contro la destra e basta.A mio avviso il soldati debbono lasciare l'Irak dato che non sono utili nè alla pace nè ad altro.
a marinella a.
io non sono un soldato della divisione folgore, mio padre era nella folgore
sono soltanto un sostenitore delle operazioni svolte dai nostri contingenti,
parlando di comunismo
non si può esso paragonare al fascismo, che ha portato i vent'anni più costruttivi per l'italia mentre il comunismo non ha fatto altro che seminare morti durante tutta la sua storia!!!
certo, anche il fascismo ha fatto un grosso errore: quello di allerarsi con quel folle di hitler e di andare contro ad inglesi ed americani.
per il resto, il duce è stato uno dei pochi leader in italia che ha visto le entrate del paese superare le uscite, che ha fatto costruire ponti, città, ferrovie, stazioni, strutture idriche, che ha fatto dell'italia una nazione autonoma e potente.
oggi invece siamo schiacciati dall'unione europea e dalla sinistra italiana: l'istituzione e l'insieme di partiti odiati anche dai partiti di sinistra degli altri paesi europei!!
viva l'america che ci ha salvati nella seconda guerra mondiale e che oggi schiera le sue forze militari a protezione dell'intero mondo!!!
Ah e se vuoi parlare di iraq e del fatto che glia americani siano andati là per il petrolio sono d'accordo con te, ma prima devi chiederti se è meglio bush o se era meglio saddam hussein al potrere in iraq.
Il vostro discorso mi piace ...si parla di colpe, di ideali, di "andrebbe fatto questo" ragazzi si parla di kosovo di quello che fanno i militari qui o li, io credo che potremmo stare qui fino a domani, tutti abbiamo ragione e tutti torto ma una cosa la so, il sorriso dei bambini bosniaci kosovari afgani non si puo' dimenticare, e' quel sorriso che non vedi in giro e' quel sorriso che poi diventa stupore se gli dai qualcosa che tu butti nel secchio e per loro invece e' oro, un pezzo di fottuta cioccolata; pultroppo le guerre si dimenticano facilmente e li ci si dimentica anche dei soldati pero' dei sorrisi no quelli noi non li dimenticheremo mai, dare aiuto senza ricevere nulla tornare stanchi pero' essere soddisfatti "abbiamo portato della pasta a quelle povere creature ".
Secondo me prima di parlare e schierarsi bisogna un tantino riflettere i giornali dicono solo il lato oscuro delle vicende quello bello rimane nei nostri cuori.
Cara, "Folgore", o piuttosto, qualcuno che s'è fatto un pò di ferma in quel reparto. Non pensi che parlare di "Comunismo, o fascismo", sia esattamente la stessa cosa? Credo che lavarsi un pochino la testa da certe demagogie spicciole, farebbe bene a chiunque! Se poi per "difesa della Patria", intendi la difesa di pochi che sfruttano anche te, beh allora ti do ragione! Stanno proprio a difendere tali interessi! I miei, no di certo!
a bruno ed enzo
vi dovreste vergognare solamente per avere messo in dubbio l'utilità delle forze armate!!!!!!!
lavorate che è meglio!!!
comunisti sfruttatori, cosa sono per voi i militari??? sono delle merde?
se solo vi informaste sapreste che i nostri
uomini sono continuamente impegnati a difendere la patria: lavorano anche in situazione di pace, e rischiano le loro vite!!!
e ora in iraq sono andati a portare sicurezza e ricostruzione alle popolazioni!!!!!
penso che al nuovo governo bisogna dare il tempo di agire,poi possiamo giudicare!Penso e spero che le truppe in iraq vengano ritirate entro dicembre.A mio parere la democrazia non può essere esportare.La democrazia è una cultura.E a dirla tutta, posso essere drastica ma non penso che l'italia posso insegnare qualcosa a proposito di democrazia.
Forse, anche nella morte contano gli schieramenti politici?
Mi chiedo un'altra cosa. Abbiamo visto molteplici marce della pace, ma sempre a "senso unico". Come mai non è mai stata organizzata una marcia contro quello che succede in Cecenia? E in tante altre parti del globo?
i politici sono e saranno sempre politici...lo sappiamo!
non parlano del Kossovo perchè lì hanno deciso loro di andarci.
anche se, a dire il vero, delle differenze ci sono tra le due missioni...e non devo certo ricordarle io.
comunque io penso che come si potrebbe agire sulle situazioni in Iraq senza inviare soldati, lo si potrebbe benissimo fare anche negli altri luoghi dove abbiamo dei nostri contingenti.
non si tratta di scappare....ma di cambiare modalità di azione
Caro Enrico, purtroppo la maggioranza della gente, pensa solo ed esclusivamente al proprio orticello. Cercano di raccogliere briciole e riuscire ad inzuppare un pò di pane qua e là. Rubbacchiano quello che, invece, spetterebbe loro di diritto, credendo persino d'essere furbi.
Un'altra cosa: più cresco e più spesso mi ritrovo in scuole in cui spesso qualcuno muore per droga. Allora, cosa si dovrebbe dire? Andiamo via dalle scuole! Il fatto che ogni guerra è solo per interessi di pochi, questo è un altro fatto, pur essendo il vero punto focale.
Scusate, ma tutti i militari che sono nel Kossovo e che seguitano a mandarli (in missione di guerra e non di pace) rimangono lì solo perchè mandati dalla sinistra? Bisognerebbe essere coerenti con le proprie idee e quindi se si è contrari alle spedizioni militari fuori dal nostro paese che esse siano di pace o di guerra andrebbero ritirate tutte e non solo quelle inviate da una certa parte politica o perchè in un certo paese si perde la vita e nell'altro non c'è nessun rischio si possono mandare tranquillamente (così ci sono più soldi che girano e che potrebbero far gola a tanti?!!!!) sarebbe ora di finirla di votare solo contro le persone senzsa guardare gli di noi cittadini. La dimostrazione è quella che si verifica qui a Firenze:
Nelle elezioni si è privilegiato colui che ha deliberatamente asserito di non abolire l'ICI, anzi di rivedere gli estimi catastali. Risultato ha vinto la sinistra ed ora con dei volantini firmati da propietari delle case ed organizzadi ai sindacati dai sindacato unione inquilini, si chiede di togliere l'ICI dalla prima casa. Questa è coerenza con il voto espresso 15 giorni fa oppure e semplice follia demenziale di molti cittadini????
Il fatto è che: i veri "padroni", ovvero le forze economiche (banche e grandi gruppi) che pagano anche i politici, sono sempre gli stessi e sempre con medesimi interessi! Non bisognerebbe eliminare i militari, ma tutti gli attuali politici, indipendentemente da quale parte (momentaneamente) stanno.
ma il centrosinistra, con toni diversi più si andava a sx più accaniti contro la presenza dei nostri soldati in Iraq,ora che sta al governo che cavolo aspetta a rispettare l'annullamento della missione? Si comincia a pensare che erano solo dei ciarlatani che dovevano contraddire tutto quello che faveceva e diceva berlusca?Penso proprio di si.
Ma può esistere una missione di pace? Esistono soltanto missioni di guerra! E lì, stanno proteggendo i soliti interessi dei soliti quattro gatti! Degli iracheni, non frega nulla a nessuno, anzi ...
i soldati ci sono...hanno il loro scopo, e la loro funzione...anche in Iraq.
però, senza ipocrisie, bisogna a parere mio capirsi su quello che stiamo facendo ORA in Iraq.
non voglio giudicare i soldati, e mi spiace per i caduti. davvero.
ma si può o no ripensare alla nostra presenza in questi paesi? si può pensare ad altri modi per intervenire (non militarmente) facendo pressioni a favore di una reale democrazia?
Cero, Enzo, poi facciamo anche una bella cosa: aboliamo i giudici, le giurie, gli avvocati e magari anche gli insegnanti. E poi tutti i tipi di polizia (militare, amministrativa). Poi quando abbiamo finito, abbattiamo le mura delle carceri e attendiamo...se però dovesse succederti qualcosa dopo queste "epurazioni", voglio vederti sorridere...in fondo la vita è una burla!!!
Ragazzi ma non scherziamo.....i soldati che devono fare i panettieri?ma non son pagati x fare le guerre?se non vogliamo che si facciano guerre eliminiamo i soldati..troppo comodo andare nell'esercito x avere uno stipendio e basta allora facciamo tutti i volontari.Dispiace x i morti ma finiamola tutte le volte di dire stronzate
alle 22:17
Angelo Avarello
SIAMO ANDATI A NASSIRIYA
Testo di: Angelo Avarello
A VENTI ANNI SON PARTITO
IN DIVISA PER PORTARE
PACE E AMORE A NASSIRIYA
SENZA PENSANRE LA VITA MIA
NEI MIEI OCCHI TANTA GIOIA
DI AIUTARE QUELLA GENTE
CHE PIANGEVA INDIFFERENTE
E NON SOGNAVA PIU’
SIAMO ANDATI A NASSIRIYA
TUTTI UNITI PER RIDARE
LIBERTA’ E DEMOCRAZIA
PACE AMORE E ANDARE VIA
MA AD UN TRATTO UN ESPLOSIONE
SU NEL CIELO PORTO’ VIA
TUTTI I SOGNI MIEI PIU’ BELLI
E CON SE LA VITA MIA
TUTTI IN CHIESA CI TROVAMMO
CON LE SALME E IL TRICOLORE
E CON TUTTI I FAMILIARI
CHE DI PIANTO NON NE HANNO PIU’
SI LO STATO E’ PRESENTE
TANTO PIU’ RICONOSCENTE
CON MEDAGLIE AL VALORE
PER CHI DA EROE MUORE
SIAMO ANDATI A NASSIRIYA
TUTTI UNITI PER RIDARE
LIBERTA’ E DEMOCRAZIA
PACE AMORE E ANDARE VIA
MA AD UN TRATTO UN ESPLOSIONE
SU NEL CIELO PORTO’ VIA
TUTTI I SOGNI MIEI PIU’ BELLI
E CON SE LA VITA MIA
TUTTI I SOGNI MIEI PIU’ BELLI
E CON SE LA VITA MIA
TUTTI I SOGNI MIEI PIU’ BELLI
E CON SE LA VITA MIA