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Consulta Islamica: l'UCOII e i dubbi sulla Carta dei Valori

Martedì 3 Ottobre 2006, 15:39 in Cronaca di

Oggi si svolge l'incontro della Consulta islamica italiana con il Ministro Giuliano Amato. L'UCOII, che abbiamo interpellato oggi in esclusiva, dichiara di non avere nessuna richiesta particolare da rivolgere al Ministro dell'Interno, ma una pregiudiziale di costituzionalità rispetto ad un documento (la Carta dei Valori) che potrebbe essere rivolto ai soli musulmani e che rischierebbe così di essere discriminatorio.

"Sono convinto - di Hamza Piccardo, portavoce UCOII - che ogni discriminazione o paricolarismo nel quadro dei valori fondanti della cittadinanza è gravemente lesivo della Costituzione Italiana". Il riferimento è all'articolo 3 della Costituzione che recita:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Prosegue Piccardo dichiarando quanto segue.

Quello che mi preoccupa di più è, come democratico, ....l'invenzione della cosiddetta "carta dei valori" che saremo chiamati a sottoscrivere per mantenere l'ambito privilegio di poter rimanere in quella stanza di compensazione dell'immigrazione musulmana in Italia nota come "Consulta per l'Islam italiano".

Infatti, la pretesa di stabilire per regolamento la legittimità di un attore sociale sulla base di una lettura, per quanto ampiamente ma non unanimemente condivisa della storia, si configura come una sostanziale limitazione alla libertà di espressione, quella sì fondamento e cardine della nostra società civile. Senza scomodare Voltaire e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, mi sembra che voler imporre a qualunque cittadino (o residente) una particolare visione del mondo e della storia sia gravemente lesivo delle libertà che i milioni di vittime delle guerre del novecento hanno reso possibili. Non si tratta infatti solo d'imporre alla comunità islamica e alla sua più reale espressione un ingiusto diktat, ma di inviare a tutta la società democratica un inaccettabile messaggio neoautoritario. Se di una supplementare carta dei valori avessimo davvero bisogno, sarebbe allora necessario che essa fosse definita e redatta da una nuova assemblea costituente che avesse la forza e la legittimità d'implementarla nel paese senza forzature o sperequazioni.

Al di fuori e al di là di un simile processo democratico e partecipato, nessuna imposizione di valori eterodiretti potrà essere consona alla nostra, vigente, Costituzione.

Vedremo dopo le 19 di oggi, come si concluderà - e se si concluderà - questa vicenda.

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