Sgarbi a Markette: disquisizioni (volgari) sulla pedofilia
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 10:05 in Riflessione
Cosa è più volgare in TV? Una parolaccia, qualche parte anatomica femminile o maschile di troppo? Un reality? Forse la cosa più volgare è la superfcialità. Sì, perchè ci sono degli argomenti importanti, per i quali è ammessa (per carità!) la provocazione, ma che non si possono insinuare senza approfondirli, specialmente davanti alle telecamere...
Uno di questi argomenti è la pedofilia, trattato proprio ieri notte da Vittorio Sgarbi ospite dal programma di Piero Chiambretti Markette. Ma cosa è successo' Per essere sinceri il discorso di Sgarbi è apparso alquanto sconclusionato, ma i riferimenti creati "ad arte" per suscitare la polemica c'erano tutti. Si è parlato di pedofilia, si è citata la Chiesa (parlando di...ultimo tabù che verrà superato...e qui ho capito veramente poco), si è parlato del "caso" della supplente milanese.
Ma la cosa che mi ha dato più fastidio è il concetto semplicistico in base al quale la vittima del fatto milanese di cui si parlava prima, in realtà è la supplente. La ragione addotta è il fatto che il ragazzo "bulletto" principalmente coinvolto nella vicenda era un ripetente di 15 anni (come ha detto Sgarbi "in preda agli ormoni") e gli altri ragazzini (più giovani) sarebbero stati "sempolicemente" a guardare. Insomma la tesi sembrava proprio questa: a quell'età chi non avrebbe fatto una cosa così? Chi non si sarebbe fatto coinvolgere da una esperienza erotica con una supplente? Chi non ha "la supplente di matematica" nel proprio immaginario fantasioso?
Bel modo di risolvere il "problema" della pedofilia...perchè di pedofilia bella e buona si tratta. Bel modo di affrontare in TV un problema così importante...
Spero che almeno qui da "noi" si possa approfondire meglio l'argomento...






1. Maurizio, Giovedì 23 Novembre 2006 ore 10:44
Due sole osservazioni:
1) certa superficialità nel trattare argomenti delicati è certamente molto volgare, ma nell'ammettere questo non dobbiamo sottovalutare anche la volgarità che a ogni piè sospinto ci viene propinata con le parolacce e l'esibizione disinvolta di parti anatomiche perfino nei programmi di quiz (cioè non vorrei che la derubricazione a fatto secondario fosse un passepartout per la legittimazione piena di queste volgarità, giustificate dai responsabili dei programmi televisivi come mezzo di cattura dell'audience);
2) ad occhio e croce non mi sembra di poter classificare l'episodio milanese nell'ambito della pedofilia, perchè questo fenomeno coinvolge in genere una persona forte (il pedofilo) ed una persona debole (il minorenne). Lì mi sembra che invece il tutto si sia svolto in un rapporto paritario, con la partecipazione di un'insegnante immatura verso se stessa, prima ancora che verso il suo ruolo di docente.
Quanto alle cause dell'odierno ripetersi di tali episodi, ci vorrebbero forse altri due o tre post per esaurire l'argomento...
2. Pietro, Giovedì 23 Novembre 2006 ore 14:41
Pur conoscendo solo in maniera vaga il fatto in discussione, trovo che una persona adulta che si pone in siffatte situazioni, pur non trattandosi magari di pedofilia, non ha scusanti a mio avviso. E non giustifica nulla il fatto che i ragazzini abbiano in qualche modo acconsentito alla cosa per soddisfare le curiosità sessuali tipiche di quell'età.
3. marie claire Massimo, Giovedì 23 Novembre 2006 ore 19:22
Oggi,20 novembre 2006, esattamente ad 1 mese di distanza posso rispondere alla richiesta di don Paolo PADRINI quando mi chiedeva se avevo partecipato ai lavori del Convegno di Verona.
Caro don Paolo, non ho partecipato ai lavori ma, ho seguito la diretta radio dei molti interventi e quindi, come catechista degli adulti non ho avuto difficoltà a comprendere ed empatizzare con le argomentazioni emerse durante i lavori.
Oramai in molti hanno fatto commenti e riportato alcuni interventi dei lavori eseguiti al suddetto convegno di Verona per cui, mi astengo dal volerne aggiungere altri.
Ciò che mi preme mettere nel sito, é una bellissima riflessione di S.S.Benedetto XVI^, che scrisse quando non era ancora Cardinale, in un libro così intitolato:" Die sakramentale Begründung christlicher Existenz:" nel 1969 (Freising 1969) il cui titolo in italiano é
:"Il fondamento sacramentale dell'esistenza cristiana:" e riproposto dalla Casa Editrice ©1971, 2005² by Editrice Queriniana, Brescia.
Appare alquanto profetica la riflessione dell'allora mons. J.RATZINGER che richiama e risponde con una perfetta sintonia alle richieste emerse dai Laici Cattolici impegnati al convegno di Verona 2006.
Preventivamente autorizzata dalla casa editrice sopra citata, cito in maniera fedele il testo del cap.1, pagina 16 del libro suindicato. (inizio testo)
1.2 Un esempio:
corresponsabilità e comunione
Il mangiare dell'uomo è qualcosa di diverso che la ricezione del cibo nell'animale. Il nutrirsi perviene alla sua forma umana diventando banchetto. Nel banchetto l'uomo sperimenta la squisitezza delle cose nelle quali gli viene donata la feconda potenza della terra e, in questa ricezione della preziosità della terra, egli sperimenta anche il co-essere con gli altri uomini: la mensa crea comunione e il mangiare è completo solo quando avviene in comune, mentre l'essere assieme raggiunge la sua pienezza nella comunione della mensa che unisce tutti nella comunanza della ricezione dei doni (inizio pag.17)della terra. La mensa diventa allora interpretazione profonda dell'essere umano, dell'esistenza dell'uomo alla quale noi, con la questione dei sacramenti, volevamo nello stesso tempo tener fisso lo sguardo.
Nella mensa l'uomo sperimenta che egli non fonda da sé
il proprio essere, ma che piuttosto vive nel ricevere.
Egli sperimenta se stesso come donato, vivente del dono immeritato di una fecondità che per così dire
sembra che sempre io attenda. E ancora di più: egli sperimenta che la sua esistenza è radicata nella comunione con il mondo, nella cui corrente vitale egli è immerso, e che questa esistenza si fonda sulla
comunione con gli altri uomini, senza la quale il suo essere umano perderebbe il terreno sotto i piedi. Non
è l'uomo che fonda se stesso, ma è un doppio "con "
che lo fonda: essere "con" le cose ed essere "con" gli
uomini. L'uomo per così dire può esistere solo al plurale.In questo duplice "con" si nasconde però un terzo, non meno fondamentale: il suo spirito esiste soltanto nella comunione (inizio pag.18) con il corpo, come d'altra parte anche il suo corpo perdura nell'essere solo a partire dallo spirito.La comunione dello spirito con il corpo implica però l'essere immersi nell'unità della corrente della vita cosmica e manifesta quindi un fondamentale essere concatenati degli esseri che possono essere denominati uomini: si tratta del punto di partenza di
quella profonda comunione a cui accenna la Bibbia quando chiama tutta l'umanità come un unico Adamo.
Fine citazione
Credo vi sia una grande opportunità di riflettere ancora, a distanza di circa 30 anni da questa scrittura, di esclamare che tutto passa, solo la "Verità resta", e la si cerca e la si triva là, sempre là dove Dio la collocata: " nel Cuore dell'Uomo che lo cerca, lo desidera perchè ne sente la presenza ed anche la mancanza di poterla afferrare" ma lo faremo e vi riusciremo solo se saremo rimasti fedeli alla Verità. Un caro saluto a tutti e "grazie papà Ratzinger, ancora una volta grazie". Marie Claire MASSIMO - marieclaire.massimo@comune.torino.it
20.11.06 19:14
4. don Paolo Padrini, Giovedì 23 Novembre 2006 ore 19:24
concordo con te Pietro...e mi lascia pensare il fatto che oggi non si sia parlato di questo fatto...
5. antonio silvanin, Venerdì 24 Novembre 2006 ore 09:03
concordo con lei. purtroppo è un crimine enorme, io che sono padre di una bimba abusata a scuola ne so qualcosa, ma nessuno lo tratta come si deve anzi lo si giustifica.
al signor sgarbi polemista provocatore di professionedico solo questo: le auguro che non le capiti mai quello che stiamo vivendo noi, forse la smeterebbe diandare in giro a dire "stupidate" e impiegherebbe meglio il suo tempo.
vi consiglio un blog dove ho trovato la forza che spesso mièmancata:
www.massimilianofrassi.splinder.com blog sul apedofilia.
grazie e continuate così.
un papà vicentino.
6. Iacopo, Venerdì 24 Novembre 2006 ore 09:19
A proposito dell'episodio della supplente, premettendo che comunque bisognerebbe conoscere a fondo i fatti, (cosa non facile visto che ad esempio i giornalisti subito avevano dato per certo che la supplente fosse nuda, cosa poi smentita), ma alla luce di quel poco che si sa, sono sostanzialmente d'accordo con Pietro. A livello di terminologia non so se si possa parlare di "pedofilia", ma di *violenza* sessuale non credo proprio, per i motivi già esposti da Pietro.
Ripeto anche che comunque bisognerebbe conoscere bene i fatti.
Saluti
7. Iacopo, Venerdì 24 Novembre 2006 ore 09:23
Errata corrige!
Chiedo scua, ho sbagliato nome, volevo dire che sono d'accordo con MAURIZIO, in particolare quando dice:
"ad occhio e croce non mi sembra di poter classificare l'episodio milanese nell'ambito della pedofilia, perchè questo fenomeno coinvolge in genere una persona forte (il pedofilo) ed una persona debole (il minorenne). Lì mi sembra che invece il tutto si sia svolto in un rapporto paritario, con la partecipazione di un'insegnante immatura verso se stessa, prima ancora che verso il suo ruolo di docente."
8. don Paolo Padrini, Venerdì 24 Novembre 2006 ore 09:42
il problema non è "tecnico" o linguistico....il problema è postulare la "normalità" e la salute di un eventuale rapporto tra una persona matura ed un ragazzino che (per sviluppato che sia) ha sempre 15 anni....
9. manuela, Sabato 25 Novembre 2006 ore 13:25
Credo che Sgarbi non si sia scostato molto dal vero, anche se detto "alla Sgarbi".
Infatti con il passare dei giorni emerge con sempre maggiore evidenza, premesso l’ingenuità e l’inesperienza della supplente, che questa ragazza è stata vittima del "branco" che in questo caso ha trovato l'anello debole non in un coetaneo ma in un'insegnante.
Cosa di una gravità inaudita.
Il pensiero che ora a pagare sarà solamente la “molisana” e che i cinque ragazzi diventino una sorta di “eroi” è francamente inaccettabile
10. Pietro, Lunedì 27 Novembre 2006 ore 13:51
Sempre di minori, ragazzini o giù di li si tratta secondo me, potevano essere anche ragazzine con un supplente uomo, il caso non faceva alcuna differenza.
Un adulto mi sembra abbia sempre una scappatoia per evitare incidenti del genere. Non vedo a quale sorta di vessazione, ricatto o violenza i "bulli" possano aver costretto l'insegnante, non aveva prima la possibilità di parlarne per tempo con qualcuno che l'aiutasse? (colleghi, preside o altri?) Ingenua, debole e sprovveduta? si può darsi, ma ripeto da qui a giustificarla in toto ce ne corre...non vorrei intravedere una punta di atteggiamento "femminista" in alcuni che cercano di trovare scusanti in un caso del genere.
11. Maurizio, Lunedì 27 Novembre 2006 ore 19:15
Per Pietro:
Sottoscrivo in pieno il tuo commento, soprattutto nella sua parte finale...
Non è stata l'insegnante stessa a "prelevare" i ragazzi dalla palestra per portarli nell'aula di "sostegno"?
Stia poi tranquilla Manuela, i ragazzi della bravata saranno forse eroi solo presso i loro coetanei più stretti e minorati, non certo presso l'opinione pubblica...
Si sa poi che Sgarbi si diletta volentieri nei paradossi anticonvenzionali, se si concentrasse di più sulla critica d'arte ne guadagnerebbe in modo iperbolico.