Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
In queste ore è apparsa su alcuni quotidiani italiani (prima Libero e poi il Corriere della Sera ) una notizia (si fa per dire...) secondo la quale due sacerdoti di pavia avrebbero realizzato un efficiente ed innovativo servizio di "confessione on line".
La segnalazione mi ha incuriosito anche se non avevo dubbi che si trattasse di una cosiddetta bufala. O meglio sarebbe chiamarla una pura invenzione giornalistica?
Secondo quanto scritto dai giornalisti, appunto, due sacerdoti di Pavia, dei quali uno sarebbe il responsabile della Comunità Casa del Giovane, don Franco Tassone, avrebbero "messo in piedi" un vero e proprio sistema informatico di confessione, con tanto di raccolta di email, ricevuta elettronica di "avvenuta confessione"...ed altre "baggianate" simili.
Come volevasi dimostrare la notizia era totalmente falsa, o meglio sarebbe dire falsata. Sono infatti riuscito ad intervistare don Franco il quale ha categoricamente smentito ciò che era stato erroneamente riferito dai due quotidiani.
Il breve ma significativo intervento di don Franco vale la pena di essere ascoltato e lo potete trovare a questo link .
Ma vale anche la pena di essere considerato l'atteggiamento comunque aperto e profondo - che io condivido in pieno - proposto da don Franco. Il discorso è sostanzialmente questo. La Chiesa non può e mai si sognerebbe di istituire una forma di confessione on line. E sarebbe ingenuo per non dire stupido pensarlo. Quello che è ovvio però è che la Chiesa ha il compito di incontrare più persone possibili, e di dialogare con tutti. Sicuramente rendendosi disponibili, attraverso il maggior numero di strumenti possibili, all'ascolto. E tra questi "nuovi strumenti" c'è anche quello di Internet e dei nuovi media. Ovviamente tali media non possono sostituire la Confessione che è e rimane un sacramento, ovvero un modo vero e concreto attraverso il quale il cristiano può "incontrare" Cristo, il suo amore, il suo perdono. E l'incontro non può che essere - appunto - personale, fisico, complesso, multi-emozionale.
Il paragone, forse un po' semplificativo che si potrebbe fare, è con l'esperienza dell'affetto e dell'amore. Una lettera mi aiuterò, in alcune situazioni, ad esprimere un affetto ed un messaggio di amore; lo stesso potrà anche fare un SMS...ma nessuno si sognerebbe di dire che "solo" questi strumenti di comunicazione possano sostituire la profondità di una carezza, di un bacio, del contatto....
Quindi, dico io; cerchiamo sempre più, come Chiesa, di renderci disponibili all'incontro con i fratelli, cercando di sfruttare ogni occasione ed anche ogni strumento. Ma il "sacramento", la celebrazione dell'eucaristia vissuta visicamente insieme, la celebrazione del perdono - attraverso i suoi riti e le sue modalità - sono ben altra cosa...
Vale la pena comunque di dire che la Chiesa manifesta sempre e con molta generosità la sua completa disponibilità all'incontro personale; in Italia ci sono tanti miei confratelli disponibili, che dedicano la loro vita all'ascolto (non solo nella confessione) degli altri...e fanno un sacco di bene! Anche l'esperienza di "Preti on line " è in questa direzione...e meriterebbe di essere maggiormente conosciuta.
Non facciamo l'errore di non "essere disponibili" all'incontro con le persone....ma non facciamo neanche l'errore di non concedere agli altri la gioia dell'incontro, del contatto fisico, dell'emozione (perchè no) che scaturisce dalla compresenza.
Vorrei tanto confessarmi, purtroppo ho problemi di udito e non so proprio come fare, il bisbiglio da usare come mezzo di comunicazione nel confessionale, mi scoraggia e così ogni Domenica resto a guardare i fortunati che possono accostarsi alla Santa Comunione. Sono inoltre separato da anni e pur non convivendo con nessun'altra donna, ho sempre il dubbio se posso comunicarmi dopo essermi confessato. Non oso avvicinare un prete che mi aiuti, per questi miei problemi e così ogni Domenica, quando esco dalla Chiesa, ho sempre la sensazione che mi manchi qualcosa.
WWW.CONFESSIONALE.NET
PECCATO ERA UNA BUONA IDEA QUELLA DELLA CONFESSIONE ON LINE...COSI SI POTEVA ESSERE PIU' SINCERI,APROFFITANDO DEL FATTO DI NON ESSERE VISTI.......
grazie della rettifica...però volevo chiederti se ti era possibile, correggere il mio cognome (Padrini)...così come ti ho chiesto nella mail diretta...
comunque grazie della rettifica...
buone feste
Ciao!
Grazie mille per la segnalazione su SKY Life, ho provveduto a rettificare la notizia e ho anche citato la tua intervista...
Spero non sia un problema per te :-)
Grazie ancora,
elena
Vorrei sottolineare l'importanza di "andare alla fonte"! Sapere il "chi, cosa, dove, quando, perchè" della notizia dovrebbe essere il "fondamento"...
Grazie del post!
ps non so bene come funziona il trackback... per ora vi ho linkati nel blog, ma non so se devo inserire "da qualche parte" anche l'indirizzo http://blog.blogosfere.it/mte/mt-tb.cgi/46557 (scusate i termini poco tecnici!)
e dire che io avevo anche deciso di confessarmi per la prima volta nella mia vita!!!!
Don Tassone ha detto sostanzialmente quanto io mi sono permesso di scrivere sul blog...che quella dei giornali è una bufala bella e buona...ma che è il servizio di "preti on line" attraverso il quale i sacerdoti si rendono disponibili per una "buona parola" è una bella cosa...tutto qui.
Sai che stavo anche io per segnalarti la notizia? L'ho letta su google news giusto due o tre ore fa e mi sono fatto una risata...
In breve cosa ha detto don Fabio Tassone? Grazie alla celerità della Telecom, scaricare un file audio risulta difficoltoso per chi nell'anno 2006 vive al centro della pianura padana ed ancora non ha copertura adsl.
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alle 13:55
Alieno
Non sono un prete, ma posso rassicurarti con certezza: la condizione di "separazione" non limita in alcun modo, per la Chiesa, la comunione (solo il divorzio è in discussione come tema, tra l'altro). Ma sono due condizioni diverse e mi sembra di capire che tu ben lo sai (specifichi di non convivere con altra donna , altrimenti perchè?).
Mentre per i provblemi di udito, ti consiglio di parlarne con due figure: una un prete lì, magari trovate una soluzione a riguardo. L'altra con un centro tecnico specializzato in problemi di udito. Pur essendoci casi specifici invalidanti difficili, la tecnologia offre molte opportunità. Ti ricordo anche che documentando la propria invalidità (puoi farti aiutare da quei centri per l'udito), hai diritto al contributo sanitario per l'acquisto degli strumenti, apparecchi acustici, cioè per 5 anni, mi pare, lo passa lo Stato (a tue spese accessori, batterie), con rinnovo di richiesta ogni 5 anni. Di solito sono proprio i centri che si occupano di seguire le tue pratiche burocratiche, prendendo appuntamento e dicendoti cosa fare. E segnalandoti scadenza dei 5 anni, nel tuo come nel loro interesse (praticamente sono loro che chiedono il rimborso-pagamento dell'apparecchio acustico fornito). Per il riconoscimento, dovrai recarti naturalmente, a fare esame audiometrico.
Il tuo non mi pare un gravissimo caso di invalidità perchè evidenzi la difficoltà del "bisbiglio", non dell'udito comunque, cioè solo in assenza di "vibrazione" di onde sonore con frequenza più alta, credo, sei in difficoltà.
Dunque credo che si possa ovviare, magari con un apparecchio acustico (oggi ci sono i modernissimi a scomparsa dentro il canale auricolare) oppure se già lo hai, parlandone con il centro acustico, cambiandolo o migliorandolo.
Ai mali estremi, forse è possibile anche dotarsi di un apparecchio da usare solo nella circostanza del confessionale, magari più ingombrante (tipo pacchetto di sigarette) che nella riservatezza del confessionale potresti usare con discrezione senza dover mettere al corrente tutti dell'utilizzo.
Insomma, informati, a volte i problemi che ci si parano davanti, affrontandoli e definendoli, si scoprono piacevolmente ridimensionabili. E mi auguro sia il tuo caso e spero tu non debba a lungo privarti dalla soddisfazione, dall'essere un pochino più felice nell'averne.
Ogni bene.
Alieno