Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
In questi giorni, tra televisione e cinema, iniziamo ad entrare in contatto con alcuni prodotti, che potremmo definire, "natalizi". Ieri sera Canale 5 ha trasmesso la prima parte della nuova fiction "La Sacra Famiglia". Una operazione televisiva costruita in parte sulle fonti dei vangeli "apocrifi" (nascosti), in parte sulla pura invenzione, in parte (ma davvero in una piccola parte) sui racconti dei Vangeli "canonici" (i nostri 4 Vangeli).
Un'operazione mediatica che non è piaciuta ad alcuni quoridiani che oggi hanno scritto parole abbastanza polemiche. Primo fra tutti "Il Giornale" che dice: "La fiction s'intitola La Sacra Famiglia, ma sarebbe stato più corretto, sotto Natale, avvertire debitamente gli spettatori che le due puntate in onda sui teleschermi italiani non raccontano «la storia» della sacra famiglia, così com'è narrata nei resoconti degli evangelisti Matteo e Luca, bensì un romanzo, con molte invenzioni, basato su alcuni vangeli apocrifi".
L'altro prodotto, questa volta cinematografico, che in questi giorni è presente in quasi tutte le sale italiane è il "colossal" Hollywoodiano "Nativity". Sempre il Giornale scrive, a proposito di questo film: "Chi invece in questi giorni vuole ritrovare la vera Sacra Famiglia, deve andare al cinema e vedere Nativity, il film che descrive la nascita di Gesù e che dimostra come i migliori risultati si possano ottenere rimanendo fedeli al racconto di Matteo e di Luca. L'unica vera storia del Natale. Tutto il resto, è fiction".
Mi scuseranno i lettori de "Il Giornale" se prendo a pretesto alcune loro espressioni per proporre il mio personale commento circa il "fenomeno" della rappresentazione dei Vangeli (e specialmente della storia dei primi anni di Gesù) in televisione e nel cinema.
Ma questa catalogazione così definita, tra una ipotetica "vera" storia ed una altrettanto ipotetica "falsa" storia, mi sembra un po' forzata. Anzi, molto forzata. Quasi come se ci fosse un modo "di sinistra" o uno "di destra" (semplifico...scusate) per rappresentare la storia di Gesù.
Possiamo certamente valutare in modo differente le fonti che sono state utilizzate per i due prodotti che abbiamo preso in considerazione: ovviamente i Vangeli apocrifi differiscono da quelli canonici, non già per una improbabile (e non veritiera) ipotesi di "falsificazione complottista" da parte della Chiesa (ipotesi molto in voga tra gli amici di Dan Brown...), quanto per la ridondanza del linguaggio e delle "storie" che nei primi (gli Apocrifi) vengono utilizzate per "raccontare" la proposta evangelica di fede. Ridondanza che non è presente negli scritti neotestamentari canonizzati dalla Chiesa ed attualmente utilizzati da noi...Ovviamente non posso dilungarmi, ma le differenze sono anche altre...
Quello che mi preme dire però è questo: nè uno nè l'altro prodotto mediatico che abbiamo voluto considerare, possono considerarsi "veri", e, contemporaneamente, entrambi posso esserlo. Mi spiego. Il Vangelo, è un'altra cosa, rispetto alle sue rappresentazioni cinematografiche e audiovisive; è e rimane comunque il frutto di una esperienza ecclesiale e come tale trova la sua giusta collocazione solo all'interno di un contesto di ascolto ecclesiale (privato o comunitario). Solo all'interno di questo contesto - a mio parere - la "storia" contenuta nei Vangeli può essere considerata "vera".
E' ovvio poi che ognuno di noi ha la possibilità di leggere il Vangelo come se fosse una "bella storia", ma a questo livello ogni "racconto" di questa storia deve essere considerato una interpretazione; più o meno fedele al testo, ma pur sempre un'interpretazione. Questo è ciò che avviene leggendo il vangelo tanto attraverso un testo scritto, quanto attraverso un testo filmico.
Insomma: stiamo ben attenti a giudicare i "racconti" dei vangeli, nelle loro trasposizioni televisive, con la tendenza a "canonizzarne" alcune di esse come se fosse la "vera rappresentazione". La vera rappresentazione del Vangelo si ha solo nella vita di tutti i giorni, nella esperienza quotidiana all'interno della quale il "vangelo" è calato e prende vita. La vera rappresentazione del Vangelo è quella dell'incontro quotidiano tra gli uomini che può diventare un "incontro di salvezza" oppure un "incontro di morte". Questa è la "storia vera"...altro che FICTION!
alfio e dario buon 2008
se per te me la tiro pensalo pure....non è problema.
a me non sembra di essere snob
Vuoi sapere per me quale film si può vedere a Natale?
Sicuramente anche Nativity, certamente. Il discorso che facevo io è ben più profondo. E si può sentetizzare così: non è cristiano un film che faccia vedere solo immagini di vangelo...(o almeno non lo è solo lui).
Ma è cristiano un film che ti può fare riflettere su valori cristiani, anche attraverso storie che non hanno apperentemente nulla di religioso....
Mai visto "Il cielo sopra Berlino?"....Mai visto "Les Choristes"?....
ciao, io sono davide e secondo me don paolo padrini se la tira con discorsi ambigui buoni a essere interpretati come tira il vento, la fiction e il film non hanno paragoni, quindi sia chiaro e dica si-si o no-no, e citi lui un solo film "veramente bello che riesca ad esprimere i valori del Natale cristiano" e poi ci confrontiamo su Nativity,vi do un consiglio di cuore andatelo a vedere anche a noleggio è un film che non dimenticherete e se avete dei bambini guardatelo insieme a loro.
ciao a tutti io mi chiamo marika e sono italiana vi volevo dier solo che e un bellissimo film
concordo anche io....pensieridiunmuratore ha inteso bene il mio pensiero, che forse ho contribuito anche io a non esprimere troppo chiaramente.
Io personalmente confesso di non gradire molto i film didascalici, e che ci sono film veramente belli che riescono molto meglio di questi ad esprimere i valori del Natale cristiano, pur non essendo realizzati su storie propriamente evangeliche...
riguardo comuqneu a questo argomento credo di poter avere nei prossimi giorni (credo sabato) il commento di un autorevole sacerdote, molto esperto su quest'argomento....
In tal caso Pietro, ti chiedo scusa, ho frainteso e concordo con quel che dici, ma credo che anche don Paolo concordi, non era questo il senso delle sue parole.
Quel che Paolo egregiamente ha espresso è che è Vivendo il Vangelo esso diventa Verità, tutte le altre rappresentazioni, testuali, pittoriche cinematografiche etc sono punti di vista di una Verità unica, e quali punti di vista, possono leggittimamente differire nell'apparenza.
Rispondendo, vorrei solo precisare che se il sacro ha avuto da sempre forme di rappresentazione e divulgazione nella pittura, nella poesia, nella musica, nella scultura e nell'architettura, cosa vieta che le possa avere anche in quella forma moderna d'arte che si chiama cinema?
E a don Paolo proponevo solo questo in fondo, proviamo a immaginare il nostro sentire religioso la nostra sensibilità cosa sarebbe senza l'esistere dell'arte nelle sue variegate espressioni.
Riguardo alle finction probabilmente qualcuno ha capito male, mi sembra "molto grossolano" infatti che si abbia inteso io volessi elevarle al rango di opere artistiche, per carità, sarebbe come mettere a paragone una rivista con un testo di letteratura.
Ma esistendo anche capolavori cinematografici, niente esclude secondo me che possano avere anche soggetto religioso.
Io sottoscrivo a pieno incece il commento di don Paolo, che mi è effettivamente piaciuto.
Paragonare Raffaello ad una fiction di canale5 è una forzatura pari a quella de "il giornale".
Si paragona un'opera d'arte immortale, con una fiction ad'uso e consumo di un paio di sere.
Don Paolo ha centrato pienamente il problema, e mai la chiesa ha giudicato "falsi" gli apocrifi, non tutti almeno.
Solo sono stati scelti 4 vangeli perchè reputati i migliori per trasmettere il messaggio.
La storiella, non è ne può essere una "verità piena e totale". Cmq.. qualunque cosa io scriva, preferisco in questo caso le parole di don Paolo alle mie, indubbiamente più capace di me perchè ha espresso esattamente ciò che penso/avo.
Non sono del tutto daccordo don Paolo, o meglio convengo con te riguardo al fatto che la vera rappresentazione evangelica si ha in un contesto ecclesiastico, ma rinunciare per questo ad ammettere che possa essere spunto e oggetto di rappresentazione artistica con le possibili valutazioni critiche del caso, mi pare eccessivo.
Che diremmo allora delle mirabili rappresentazione di scene evangeliche da Giotto a Raffaello a Caravaggio ed altri meno noti ancora oggi esposte in luoghi di culto oltre che nei musei, servirebbero solo da decorazione?
Che il cinema, moderna forma d'arte abbia anche lo scopo di rappresentare il tema religioso cosa lo impedisce? cosa impedisce un confronto puramente artistico tra una crocifissione raffigurata su una tela rinascimentale o barocca e quella di un film moderno? penso solo la qualità degli ingredienti: regia, recitazione, luci, fotografia ecc., premetto che non mi intendo di arte, magari stò esagerando, la finction di canale 5 per i pochi attimi che l'ho vista mi è parsa abbastanza banale (costumi d'epoca accompagnati a espressioni troppo televisive e scontate), ma al di la del caso specifico mi pare che l'Arte per essere tale debba essere "vera" o meglio la qualità artistica è tanto più alta quanto è più pura e immagine di verità, se poi consideriamo che Cristo è la verità piena e totale (non me ne vogliano i laici) beh la conclusione viene da sè.
alle 10:40
Valeria
ciao sono Valeria , mi e' piaciuto molto il film saluto anche alessanro gassman e il protagonista