Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Proprio mentre stiamo assistendo ad una notevole pagina di "teatro della politica" - e questo probabilmente sta contribuento a riappassionarci alle vicende del nostro "paisiello" - dall'Afghanistan arrivano ancora una volta notizie terribili.
La soldatessa spagnola Idioia Rodriguez è morta e altri due militari sono rimasti feriti a causa di un attacco contro il convoglio nel quale viaggiavano a Shindand, nell'Afghanistan occidentale. Ne ha dato notizia oggi il ministero della Difesa spagnolo.
Le vittime si trovavano all'interno di un'ambulanza blindata che faceva parte di un convoglio spagnolo in missione di appoggio alle truppe italiane che addestrano l'esercito afgano nella regione di Herat.
La missione si era conclusa e i mezzi stavano facendo ritorno alla base di Herat quando l'ambulanza è saltata sull'ordigno che è stato fatale per la soldatessa iberica. Insieme all'esplosione ci sarebbero stati anche colpi d'arma da fuoco. Nell'attacco non sono stati coinvolti i militari italiani, che si trovavano in una posizione arretrata, benchè il convoglio attaccato fossi di fatto attivo in appoggio alle truppe italiane.
Che dire di fronte a questa ennesima brutta notizia? Lo sapranno i signori che stanno giocando, in queste ore, con le poltrone ed il potere della politica, che i poveri soldati che non parlano tanto, ma lavorano molto, stanno morendo lontani da casa loro?
Ok,io passo.
Io penso solo che il morire in queste condizioni di guerra, non comporti minor dispiacere se a morire è un soldato magari dell'occidente.
Trovo terribile che si possa morire a migliaia di kilometri da casa, per un lavoro sporco che tu non hai voluto ma che accetti di eseguire a rischio della vita sapendo che poi qualcuno lontano non ti vedrà più tornare.
Non capisco chi, velatamente o esplicitamente pare criminalizzi chi veste una divisa al punto da mostrare indifferenza per la sua morte.
A parte l'angoscia e l'amarezza che mi colgono quando sento che qualcuno e' morto in queste guerre colonialiste mascherate da missioni di pace,non riesco a non pensare che per ogni marine morto ci sono centinaia di vittime innocenti.E quando cerco di pensare al marine o al soldato in genere, come ad una vittima....non ci riesco,è piu' forte di ogni sentimento buonista che la mia coscienza possa suscitare.Se poi penso che tutto questo sangue innocente viene versato per qualche barile di petrolio in piu',allora la mia coscienza tutto mi suggerisce tranne che compassione e pena,per chi compassione e pena non ha avuto.
chiu muore merita un pensiero ed una preghiera (per chi ci crede).
Ma il mio pensiero vuole andare oltre...al "perchè" si muore in guerra.
Vedo la notizia qui don Paolo, un pensiero lo merita sempre chi muore, a prescindere da tutto.
Io già mi espressi in un altro post di qualche mese fa che segnalava (mi pare) il tremillesimo soldato USA caduto in Irak.
Mi face un certo dispiacere vedere che nessuno aggiunse commenti al riguardo.
Non ricordo con precisione cosa scrissi, ma mi sento di riconfermarlo uguale anche qui.
Errata-corrige: come si può verificare cercando sulla stampa spagnola (per esempio qui: http://www.elpais.com/articulo/opinion/Muerta/Afganistan/elpporopi/20070222elpepiopi_1/Tes)
il nome della soldatessa era Idoia Rodríguez Buján, non Idioia.
Non ne hanno parlato per non sollevare vespai che avrebbero sicuramente provocato quello che poi è accaduto lo stesso nonostante il loro silenzio.Ora assisteremo al solito tran tran conserva poltrone,e via così che va bene.
il brutto è che nessun politico in questi giorni ha parlato della cosa....e neppure ieri i telegiornali....
Quante morti inutili per motivi inutili.
Quanta ipocrisia e disprezzo per la vita degli altri in questi politicanti da quattro soldi.
alle 19:09
don Paolo Padrini
nessuno si merita indifferenza....questo è certo
permettetemi di augurarvi buona domenica