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Mar 0731

Mons. Bagnasco: Dico, incesco e pedofili? Proviamo a leggere il testo.

Pubblicato da don Paolo Padrini alle 19:37 in Cronaca


Mons. Bagnasco ha difeso ieri la Nota della CEI riferita al tema dei Dico e della famiglia.

Le parole del Presidente della CEI, hanno subito suscitato reazioni forti, violente e contrastanti. Cercherò in questo post di riportare integralmente le parole di Mons. Bagnasco. Spero di essere riuscito a raccogliere tutte le sue parole perchè - come al solito - le dichiarazioni riportate dai giornali sono incomplete, parziali.

Chissà come mai riportare i testi integrali dei discorsi (testi che poi vengono criticati da ogni parte...) non è più di moda? Forse è giornalismo monotono?

 

Veniamo alle parole di Mons. Bagnasco. 

"Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, - ha affermato mons. Bagnasco - non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia - ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente - allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene''.

''Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali''.

''Oggi ci scandalizziamo ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire 'no'. Perché dire no a questo a quello o a quell'altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l'uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura".

"Vi è necessità di porre dei paletti a una società che sta andando alla deriva. Oggi comunicare i valori dell'uomo e della fede non è facile perché in queste epoca ci si deve scontrare con molti altri modi di pensare. La nota sui Dico è un esempio di impegno col quale noi vescovi ci siamo cimentati, con molta coralità, e a mio parere è un buon risultato. E' un buon esempio di come oggi la comunicazione debba tener conto delle ragioni antropologiche. Non solo di quelle della fede, ma di quelle che derivano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale".

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Commenti

1. werner, Sabato 31 Marzo 2007 ore 20:39

forse tra casttolici e acattolici non è possibile il dialogo. lette le parole di bagnasco viene in mente un verso di una canzone:

"non vi stiamo nemmeno piu' ad ascoltare"

 

in effetti finchè si sproloquia su "legge di natura°" e simili, o a ripetizione  di filosofia (basta il Liceo) o il sorriso...

2. civis romanus sum, Sabato 31 Marzo 2007 ore 21:29

IL GENERALE BAGNASCO IMBROGLIA IL PROSSIMO

Il generale improvvidamente afferma cose da far ridere. Ma ormai la Chiesa, se non fosse una tragica rappresentazione sarebbe davvero comica.
Dice il generale Bagnasco:

"Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia - ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente - allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene".

Dopo questo cumulo di sciocchezze (da notare l'"antidemocratico" proveniente da un cittadino dell'unica monarchia assoluta del monto occidentale) che partono dalla convinzione che il concetto di persona umana sia definito dalla Chiesa, con tutte le aberrazioni del celibato e del voto di castità ma soprattutto con un riferimento ad una famiglia davvero singolare: il padre putativo (Giuseppe), la madre vergine (Maria) ed il figlio come prodotto eterologo di uno che ha no detto essere Dio. Ma il generale, per non apparire da meno del suo predecessore, tal Ruini da Sassuolo, continua moltiplicando le sciocchezze e non i pani ed i pesci:

"Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perchè poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali".

Insinua il generale, dalla vocina tenue e femminea e dalle unghie ben curate e fors'anco laccate, che un Dico corrisponde ad ammettere la pedofilia e l'incesto. E' la posizione storica della Chiesa che deve aprire sempre scenari criminali per punire i comportamenti che non approva (anche se li pratica in modo abnorme). Tutti sanno che le statistiche su quantità di omosessuali e pedofili per unità di individui è di gran lunga la più elevata in comunità ecclesiastiche come quella cattolica. Vi sono studi che qui in Italia non si pubblicano ad effetto del ricatto della Chiesa che ci parlano di quantità abnormi di tali pratiche nella Chiesa. Ma, nonostante ciò, si tende a fare una confusione canagliesca tra un fatto naturale come l'omosessualità ed un fatto criminale come la pedofilia (dell'incesto non parlo perché mentre a me risulta una cosa abominevole, so di civiltà in cui era ed è praticato (il problema è sempre quello di culture e quindi del valore relativo di ogni giudizio, contrariamente alle bestialità assolutiste della Chiesa). Le cose non stanno così e lo sanno bene le centinaia di sporchi preti pedofili che allignano anche da noi, nel silenzio generalizzato. Qui mi viene da chiedere: ma come fanno i geitori a mandare tranquillamente i loro figli in luoghi dove la pratica pedofila con violenze sui bambini ha una incidenza statistica preoccupante ? Ad esempio, un personaggio inquisito per aver molestato moltissimi bimbi a Boston, tal Cardinale Law, è ora titolare della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. E lì si educano i bimbetti al catechismo ... Contenti i genitori ....
Ecco, questa è la situazione, è quella di fantasmi evocati al prossimo per crude realtà che si hanno in casa.
Ma il presidente della Cei ha concluso coronando con una sciocchezza il rosario precedente:

"Oggi ci scandalizziamo ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire 'no'. Perché dire no a questo a quello o a quell'altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l'uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura".

Ci sta informando, il generale che esiste la natura umana indipendentemente dal vissuto di ciascuno. Come si può rispondergli ? Gli si parla della concezione materialistica della storia o gli si racconta di quel bambino che per natura fabbrica i palloni Adidas in Bangladesh e di quell'altro che per natura frequenta le scuole steineriane a Milano ?
Spernacchiarlo è il minimo che si possa fare cercando però di non offendere la sua eterea natura trasparente dalla dolce vocina delicata al punto da sembrare, ahimé, femminea.

3. hronir, Sabato 31 Marzo 2007 ore 21:35

Be', don Paolo, non capisco la tua introduzione e la vena polemica. Leggendo le parole che riporti mi sembra di ritrovare quello che si legge sui giornali, e cioe' che il Monsignore ha accostato la legittimazione di forme di convivenza diverse dal matrimonio alla legittimazione dell'incesto e della pedofilia.

Siccome non si tratta del primo sprovveduto che passa per strada, non si puo' venirci a raccontare che si tratta di una manipolazione maliziosa della stampa: se ha tirato in ballo incesto e pedofilia per parlare di convivenze, aveva precisamente intenzione di spararla grossa. Se non fossero cose serie e gravi, si direbbe che e' diventato la caricatura di se stesso. Al contrario bisonga convenire che si tratta di un'uscita davvero grottesca.

4. Miriam, Sabato 31 Marzo 2007 ore 21:50

Scusate, ma secondo voi chi crede che all'uomo sia possibile fare tutto ciò che vuole e chiede la 'licenza di uccidere' sia prima che dopo la nascita, e pretende si riconoscano come naturali rapporti innaturali, pensate non creda che anche incesto e pedofilia fanno parte di quella stessa cosiddetta libertà?

Accusate la Chiesa di dogmatismo, quando la Chiesa afferma con forza principi che rientrano nell'ordine naturale delle cose, che voi pretendete non ci sia... Se il vostro non è dogmatismo di segno opposto, cos'è?

Saranno le coscienze - speriamo illuminate - a interrogarsi e a decidere!

5. Jack, Sabato 31 Marzo 2007 ore 21:51

Che ne pensa don Paolo, si riconosce nelle parole del monsignore?  Mi piacerebbe davvero conoscere la sua opinione.

6. civis romanus sum, Sabato 31 Marzo 2007 ore 21:56

E' ammutolito pure er prete !!!!

7. civis romanus sum, Sabato 31 Marzo 2007 ore 21:58

No ... è che c'ha da fare a cancellare i commenti , immagino numerosi di idignazione di fronte ad una burinata del genere !!!

8. raffaello, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:00

Sono contetissimo che infine la Santa Chiesa Cattolica sia passata all'offensiva e dica le cose come stanno: non imitiami gli inglesi gli spagnoli e i belgi! sostengo Sua Eminenza Mons. Bagnasco con la forza imbattibile della mia umilissima preghiera. Viva il Papa! Viva la Chiesa! Alleluia!

9. pensieridiunmuratore, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:04

Mi perdoni don Paolo, ma stavolta mi risulta davvero difficile difendere l'indifendibile. Le parole di Bagnasco, tali e quali le ha pronunciate, scollegate da tutto il resto, sono anche accettabili..anche... corrette oserei dire, ma corrette nelle loro singole proposizioni non vuol dire affatto ne oneste, ne giuste nella loro risultato.

 Provo a chiarirmi cercando di essere il più gentile possibile nei confronti di Bagnasco, senza però credere stavolta che i modi meno gentili di chi prima di me siano stati meno corretti.

Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, - ha affermato mons. Bagnasco - non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia - ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente

E' quel che penso. Esattamente quel che penso. Dunque Bagnasco ha ragione.... beh affatto, mi sento invece preso in giro.

Cerco la parola AUTOTRASCENDENZA e trovo:comprende tre cose: la capacità di dimenticarsi di se stessi, l'identificazione transpersonale, ovvero "il senso di unione con l'universo" e il misticismo, ovvero l'apertura a cose non dimostrabili. 

Come si possa perdere quest'autotrascendenza è un po difficile a capirsi... perchè pare sia una meta agognata da tanti ma conquistata da pochissimi. Fare riferimento comunque a questo giudizio del bene e del male, vuol dire possedere una Verità Assoluta, grazie alla quale potersi tranquillamente sostituire a Dio, che diventa così praticamente inutile... Ho Bagnasco... che ci devo fare di tutto il resto?

Antidemocratica o meglio violenta. Si esatto! Bagnasco continua a dire il giusto... un'omicidio più che antidemocratico (tutti i cittadini potrebbero domani decidere di voler ammazzarmi e sarebbe un atto democratico ma non certo buono), sarebbe una Violenza.

Ora... che la pedofilia sia un atto di violenza perpetrato verso un bambino innocente non è un problema "democratico" o "opinabile", qualunque psicologo afferma che un bambino rimane traumatizzato da una violenza, e ha modalità scientifiche per verificare ciò. Che l'omicidio o il furto siano una violenza perpetrata dal più forte al più debole è fuor di dubbio. Che l'incesto abbia dei risvolti pratici (i figli hanno gravissime possibilità di incorrere in gravi malatti), non è nemmeno opinabile e far concepire con coscienza un bambino con gravi problemi non è un atto nonviolento. 

Che la masturbazione, il rapporto tra due omosessuali, il divorizio, siano atti contro natura è tutto da dimostrare invece.

La scienza potrebbe riportare la poligamia come normale in tanti casi, la masturbazione può avere effetti benefici e diminuire il rischio di tumori alla prostata, la discussione sul rapporto tra due omosessuali è ben lungi dal poter arrivare a tesi certe e provate. E dunque l'unica su quest'ultima questione è rivolgersi al Padreterno. Padreeterno che parla al cuore in segreto, e che per alcuni ha parlato per mezzo dei profeti. Ma chi non crede in una rivelazione (o meglio nella sua interpretazione) non può essere costretto a seguire le affermazioni di un altro... che potrebbe essere pur pazzo.

 

'Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali''.

L'accostamento anche meramente simbolico non può essere un fatto non grave. Tutti gli Stati Occidentali riconosco ai minorenni una condizione di infanzia per la quale non è concesso loro di decidere autonomamente. Un bambino di 12 anni NON può votare, non può lavorare, non può decidere di cambiare genitore. Dunque NON è previsto ne prevedibile che una volontà del bambino in questioni sessuali possa neanche in teoria essere accettata quale un suo diritto.

Due omosessuali ultradiciottenni al contrario hanno diritto di voto, di scegliere della loro vita e dunque nulla hanno a che vedere col rapporto tra un pedofilo e un bambino. 

 

''Oggi ci scandalizziamo ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire 'no'. Perché dire no a questo a quello o a quell'altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l'uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura".

A pensarci bene Bagnasco continua ad avere ragione. Il bene non è certo la libertà. Il Padreterno ci ha dato la possibiltià di costruire armi, e di scagliarle contro i nostri amici, genitori etc, non è certo un bene utilizzare queste armi e sparare ai nostri genitori come dimostrazione della nostra libertà.

Ma la libertà è un mezzo imprescindibile alla scelta del bene e del male. Se Dio non avesse voluto il male sulla terra non ci avrebbe concesso ne il bene della Volontà, ne i mezzi per adoperarla, al più avrebbe costruito dei robot pronti ai suoi ordini.

Ma detto questo perchè l'unione tra due omosessuali debba essere IL MALE ASSOLUTO (come sottoindende qui bagnasco) non è affatto chiarito da nessuna parte. 

Quale poi debba essere il criterio "antropologico" non è affatto chiaro... perchè la logica dell'uomo è variegata, e come disse qualcuno sopra io posso studiare antroposofia e avere idee antropologiche ben diverse da quelle del Sig. Bagnasco... mi dovrebbe spiegare dunque perchè il suo criterio antropologico sia di ordine naturale mentre il mio no. 

 

"Vi è necessità di porre dei paletti a una società che sta andando alla deriva. Oggi comunicare i valori dell'uomo e della fede non è facile perché in queste epoca ci si deve scontrare con molti altri modi di pensare. La nota sui Dico è un esempio di impegno col quale noi vescovi ci siamo cimentati, con molta coralità, e a mio parere è un buon risultato. E' un buon esempio di come oggi la comunicazione debba tener conto delle ragioni antropologiche. Non solo di quelle della fede, ma di quelle che derivano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale".

SCONTRARE CON ALTRI MODI DI PENSARE... AHI AHI AHI ...

E il dialogo? L'INCONTRO tra i diversi modi di pensare, quel sano allenamento dell'animo predisposto all'unione e all'amore, piuttosto che allo scontro alla guerra e all'odio?

Non avevo dubbi che a scrivere acide parole potesse essere essere solo un rappresentante non certo della Chiesa di Cristo, ma di ben altro...  ma le stesse parole rivelano l'animo .

Il retto uso della ragione... debbo concludere dunque che io sia stupido.  Effettivamente non c'è altra ipotesi o io sono stupido e non sono in grado di utilizzare la ragione rettamente, oppure la rettitudine di bagnasco è un modo puramente arbitrario di intendere alcune facoltà intellettive e per tanto egli sta denigrando non solo le qualità morali degli omosessuali, ma anche l'intelligenza dei favorevoli ai dico.

 

Don Paolo, che le analisi sui giornali siano superficiali, e corrispondano a versioni sintetiche di quanto riportato, non vuol dire che versioni complete e meno parziali, diventando strumento per analisi più profonde, riescano in qualche modo a giustificare l'ingiustificabile. Quanto affermato da Baganasco è vergognoso, ed è triste che la Chiesa si faccia rappresentare da tali personaggi... 

 

10. civis romanus sum, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:13

Alleluja alleluja se n'è accorto pure er massone ...

e' duro di comprendonio ma c'è arrivato pure lui alla fine .

Ringrazio di nuovo questi personaggi della chiesa che insieme al loro ducetto con le loro esternazioni illuminanti danno un contributo determinante alla causa atea . 

11. andreazz, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:20

dice il saggio : ha perso una buona occasione per stare zitto.

A parte il fatto che non si capisce il perchè di reiterare quotidianamente il NO ai Dico, non basterebbe una volta al mese? (magari senza aggiungere inutili paragoni con comportamenti sessuali che sono REATI PENALI?) Non trovano altri argomenti, altre priorità tra i mille problemi che stanno portando alla rapida fine dell'umanità?

 

12. cocoroito, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:33

Don Paolo hai letto il testo? Bagnasco fa finta che gli atti pedofili siano consenziemti. E difatti quando i preti sono accusati di violentare i bambini e ragazini spesso finioscono col dire che erano dei "giochi" innocenti, o che sono stati "sedotti" o peggio che erano consenzienti.

Senti cosa diceva invece un bambinno in processo per pedofilia a 2 suore di Cazzano S. Andrea (BG):

http://www.associazioneprometeo.org/testim...epedofilia.aspx

13. cocoroito, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:38

Come è non pubblica i commenti? Lo ripeto:

Bagnasco dice delle sassurdità: definisce le violenze pedofile come rapporti consenzienti

E infatti i preti pedofili finiscono col dire che si trattava di "giochi" innocenti, che sono stati sedotti o che si trattava di rtapporti consenzienti.

.......

14. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:46

se la discussione rimane in toni adeguati sono lieto di partecipare, esprimendo la mai idea....

cocoroito.....penso che dsi possa parlare di tutto, e il link basta per informarsi meglio sui contenuti del fatto di cronaca che riferisci.....

non intendevo censurare, ma chiedo che la discussione rimanga su toni pacati.  

15. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 22:48

sto tornando da una cena....

tra poco commenterò anche io 

16. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:11

cocoroito....

Mons. Bagnasco non dice che le violenze pedofile siano come i rapporti consenzienti. Non ha fatto una equivalenza tra quetsi due atteggiamenti.

Bagnasco non ha voluto e non intendeva parlare specificatamente di pedofilia.

Personalmente, se mi è consentito esprimermi, concordo pienamente con Bagnasco sul fatto che non si possa dare per scontato che tutto ciò che puyò essere democarticamente ammesso, sia anche legittimo.....in modo automatico.

Non credo sia stato opportuno il riferimento alla pedofilia, ed all'incesto. Io non avrei usato questo linguaggio.

Ma non posso non considerare appropriata la riflesdsione di Bagnasco, quando parla di principi in base ai quali confrontarsi nel momento in cui politicamente si devono prendere decisioni democratiche.

Chi di voi legittimerebbe il partito dei pedofili Olandese? Nessuno credo. Io sicuramente no.

E, chiedo io a voi questa volta, cosa fareste se foste dei legislatori, nel momento in cui fosse proposto da qualcuno in Italia?? 

17. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:14

dimenticavo...ricordo che il moderatore ha anche il compito di regolare l'educato svolgimento della discussione. Gli insulti, anche velati, ed il linguaggio violento nei confronti di chiunque non è tollerato.

 

18. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:23

Jack....non so se la mia prima risposta ti ha soddisfatto, ma la mia opinione è quella, anche se si può articolare di più...lo ammetto.

e mi piacerebbe poterlo fare....se solo ci si rendesse tutti conto che i toni devono mantenersi nella moderazione.....

altrimenti è impossibile per tutti, o almeno per me, intessere una riflessione ed un confronto....

spero che tu mi comprenda.... 

19. cocoroito, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:30

Don Paolo...ma che c'entra il partito dei pedofili coi diritti degli omosessuali?

Bagnasco ha equiparato la situazione delle coppie di fatto alla pedofilia e all'incesto.

Don Paolo, ha detto che la pedofilia è frutto di due libertà che si incontrano, come le coppie di fatto.

 Questo è la realtà: per Bagnasco i conviventi sono come i pedofili.

 E Bagnasco viene a fare la predica senza guardare la trave nel suo occhio: migliaia di preti e suore pedofili protetti, sottratti alla giustizia, spostati di parrocchia in parocchia.

 Bagnasco dovrebbe avere l'onesta di parlare delle istruzioni di Ratzinger e Bertone del 2001 sul "crimen sollicitationis" in cui è ribadito il segreto pontificio a pena di scomunica sui preti pedofili.

Dovrebbe fare mea culpa perché finora NESSUN PRETE PEDOFILO E' STATO DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA DAI GERARCHI VATICANI.

20. hronir, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:41

No, don Paolo, non vale. L'affermazione a cui ti aggrappi ("non tutto quel che vuole la maggioranza delle persone e' perciostesso giusta") e' cosi' generica che ovviamente tutti non possono che riconoscervisi. Ma limitarsi a leggere questo nelle parole del Monsignore significa nascondersi dietro a un dito.

Il tema era un altro, si parlava di convivenze e dei DICO. Il Monsignore si e' appellato ad una verita' generica e tautologica per poi dire qualcosa di molto preciso. E' su questo che, visto il tema di questo tuo post, si sta discutendo.

Limitarsi a parlare di democrazia e' un'offesa nei nostri confronti.

21. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:43

cocoroito....mis embra che il tema della crimen sollicitationis....l'avessimo già affrontato, ed in altro luogo....

non che non possa ritornarci su....ma non mi sembra questo il luogo.

Scusa, ma dissento dalla tua interpretazione, nonostante abbia già detto la mia opinione personale in merito all'opportunità del linguaggiuo utilizzato....

Bagnasco non ha equiparato queste tre tipologie di comportamenti.

Bagnasco ha detto che certe aberrazioni (e le ha esplicitamente citate) di alcune legislazioni di paesi democratici (Inghilterra...Olanda) sono state di fatto determinate da una concezione di democrazia che non accetta di confrontarsi con principi etici fondati su una antropologia condivisa e, alla fin fine, umana.....

Il discorso di Bagnasco era di metodo, e non di merito.....

E io non posso che porti nuovamente la mia domanda:

 

Chi di voi legittimerebbe il partito dei pedofili Olandese? Nessuno credo. Io sicuramente no.

E, chiedo io a voi questa volta, cosa fareste se foste dei legislatori, nel momento in cui fosse proposto da qualcuno in Italia??

Perchè vedi - e so che con te posso ragionare su questi termini - in base a che cosa tu vieteresti ad una forza politica tipo quella olandese di strutturarsi in Italia? In base a quali principi?

Per assurdo - ti chiedo - se in Italia dei politici decidessero di depenalizzare l'incesto o la pedofilia, tu cosa faresti? li lasceresti fare?

Oppure ti appelleresti a qualche principio? O a cosa?

Mi piacerebbe che risposndessi a questa mia domanda..... 

22. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:48

hronir, io non mi volevo aggrappare a questo argomento....ma è la lettura che io do' delle parole di Bagnasco. Tutto qui.

Mi sembra anche di essere stato chiaro nell'esprimere il mio parere personale sulla scelta del linguaggio....che non capisco.

Certo che qui si sta parlando di diritti di coppie di fatto ed omosessuali....ed è ovviamente tutto un altro discorso rispetto alla pedofilia ed all'incesto.

Ci mancherebbe altro.  E' assolutamente un'altra cosa.... 

23. don Paolo Padrini, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:51

e aggiungo che non era assolutamente mio intento offendervi....

potevo anche evitare di scrivere questo post...ma ho scelto di non farlo. Non credi che sia un modo per esprimere nei vostri confronti tutt'altro atteggiamento che l'offesa?

Se sono qui a parlare con voi, permettetemi di farlo con le mie idee...come state facendo voi

 

24. cocoroito, Sabato 31 Marzo 2007 ore 23:52

Don Paolo poi questa cosa del partito dei pedofili non l'ho capita.

Ho la più bieca disapprovazione dei pedofili, ma un partito non violenta nessuno. Quel partito vuole legalizzare i rapporti dai 12 anni in su (cosa che non mi scandalizza se tra coetanei, giacché a quella età non è raro avere approcci sessuali), ma rimane una posizione politica, sia pur aberrante, non un atto di violenza.

Come fai a non fare questa distinzione tra i fatti e le parole? E' come chi volesse mettere in galera la morte di qualcuno o chi se la augura a voce alta: non sta tentando di uccidere nessuno.

Il brutto vizio di mettere la mordacchia al pensiero i preti non lo perdono mai. 

25. cocoroito, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:00

E quale sarebbe questa "antropologia condivisa", don Paolo? Esiste ? Oppure è il tentativo di imporla facendola discendere dai dogmi antiscientifici di Bagnasco?

Gli studi antropologici ci dicono che l'omosessualità e la libera convivenza degli etrosessuali sono un fenomeno antropologico comunissimo.

Di quali farneticanti antropologie parla il monsignore?

 E poi perché ci dovrebbe essere una "antropologia condivisa"? Io antropos non ho diritto di svolgere la mai personalità uamana come mi pare e piace? Me la devo far "condividere" da un signore senza famiglia e senza figli che dice agli altri di farsi una famiglia che lui non si fa?

Qui siamo al delirio allo stato puro, don paolo.

26. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:05

Un partito non violenta nessuno, sono d'accordo con te. Ma ci possono essere comportamenti, espressi da un partito politico, sanzionabili?

A me sembra che anche nel nostro codice, sia punito chi istiga al razzismo, o a certi crimini....oppure mi sbaglio?

E l'istigazione non equivale ancora a commetere un fatto....ma è già qualcosa di più concreto che non parlare della stessa cosa a casa propria (cosa che rimarrebbe puramente un fatto privato)....

Io non voglio mettere la mordacchia a nessuno.... 

Ma sono dell'idea che si debba trovare, nell'esercizio della democrazia, la massima convergenza su alcuni principi etici (non parlo di morale o di fede), condivisibili... 

27. Jack, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:05

No no, don paolo, non si preoccupi. Il punto e' chiaro, capisco perfettamente...... Le rispondero' domani con calma, preferisco rifletterci un po' su. Buonanotte.

 

 

28. Roberto Mario Mastelloni, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:09

Ma la Chiesa ha la coscienza pulita per parlare di omosessualità e pedofilia? "Chi è senza peccato scagli la prima pietra!", diceva Nostro Signore!

















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29. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:13

cocoroito, io non pretendo di avere la verità in tasca....ma ci sono filosofi, antropologi, di vari orientamenti che hanno riflettuto su queste cose.

Quello che io chiedo....non so se mi capisci....è di non radicalizzare il discorso, quasi come se stessimo litigando.....

Forse sarà perchè è tardi e sono stanco, forse sarà che ultimamente ci sono persone che tendono ad attaccare violentemente invece che dibattere seriamente come noi abbiamo sempre fatto (almeno mi sembra), ma a volte una certa senzazione di disagio che mi assale.

Non tanto perchè non si riesca a dialogare o a confrontarsi....cosa che capirei.

Il problema è che mi sembra di essere attaccato per il semplice fatto di esistere.....e non mi riferisco a te.

 

30. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:14

ora mi spiace ma vi lascio...

a domani, se lo vorrete. 

31. cocoroito, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:16

La legge non fa l'etica don Paolo. La legge si occupa dei comportamenti e non della morale.

Se per te è etico negarti la sessualità per me è una idiozia, ma io non mi sogno minimamente di entrare nella tua vita sessuale e così Bagnasco non ha il diritto di entrare nella mia camera da letto.

Gli stati etici, quello dei talebani, quello nazista, quello comunista, quello dei papa-re che mozzavano le teste ai sudditi e bruciavano vivi gli eretici, quelli insomma che vogliono i paradisi in terra, sono il contrario della democrazia.

E difatti il Vaticano è l'ultima dittatura del mondo occidentale.

32. cocoroito, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:18

Buonanotte don Paolo, con la stima di sempre

33. hronir, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:20

L'offesa a cui mi riferivo era un'offesa alla nostra intelligenza, e alla tua, ovviamente. All'intelligenza di capire che non si stava disquisendo astrattamente di democrazia, ma si stava criticando espressamente le convinvenze confrontandole con cose inconfrontabili. E allora la domanda e' semplice: davvero la convinvenza fra due persone non sposate, l'unione fra persone dello stesso sesso, davvero l'omosessualita' e' un'aberrazione come la pedofilia e l'incesto?

Perche' portare avanti due discussioni parallele in comparti stagni significa dimenticare che siamo qui a discutere perche' qualcuno ha fatto di quei comparti stagni un grande e unico calderone.

34. raffaello, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:21

Caro don Palolo,sei proprio un eroe (e un santo) a voler discutere con questa gente; é ovvio che non capiscono le giustissime e santissime parole di Mons. Bagnasco: sono atei incalliti! il dialogo é impossibile e inutile: parliamo due lingue diverse e non abbiamo nessun vocabolario per la traduzione; pregherò per loro.     

35. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:22

è una tua opinione...cocoroito.

Forse varrebbe la pena di discutere su ciò che si può intendere per etica e morale: due cose diverse....almeno per quanto ne so io.

Varrebbe inoltre la pena non riferirsi alla mia scelta celibataria come una sempolice negazione della sessualità. Io ce l'ho una sessualità....e giutamente non è tuo compito, come non è il mio nei tuoi riguardi, entrare in questo discorso.

Sarà meglio continuare domani il discorso...se ti va

36. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:25

hronir...mi piacerebbe riprendere domani da questo punto....ti spiace?

37. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:26

buonanotte a te cocoroito...

38. hronir, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:28

a domani, a domani... buonanotte!

(e ovviamente se continuo a scrivere qui e' perche' ho stima della tua intelligenza, ma so che questo lo sai...) 

39. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 00:30

Caro Raffaello. Io prego sempre e per tutti, perchè tutti, visto che nessuno su questa terra si può dire santo, hanno bisogno della "compagni discreta" del Signore.

Ed io modestissimamente...ma convinto di doverlo fare, cerco di fare come il Signore, che è andato a predicare (non nel senso del fare le prediche....) in mezzo agli "altri", e non tra quanti lo applaudivano....anche se in mezzo a mille difficoltà.

Ecco perchè io - e mi spiace contraddirti ma lo faccio amorevolmente - per me il dialogo non è mai inutile, anche se a volte sembra impossibile.

Ovviamente ferma restando la mia fiducia nella Chiesa ed il mio amore per essa....

buona notte e grazie 

41. I Radicali e l'incesto, Domenica 1 Aprile 2007 ore 01:17

Nel link ho messo il post di un componente della Direzione Nazionale del Partito Radicale. In difesa dell'incesto, nel nome degli stessi principi per cui i radicali difendono i Dico (cioè la presunta libertà). Bagnasco non dice che i gay sono pedofili o incestuosi. Ma che i principi che spingono a chiedere i Dico, se accettati, sono culturalmente la porta aperta verso l'accettazione di quello che dice il qui presente dirigente del Partito Radicale. Senza nessuna polemica, si fa bene a chiedere comprensione e apertura alla Chiesa, che ha il compito di capire la società (per offrirle una meta da raggiungere). Ma si provi a fare lo stesso nel fronte opposto: perché la Chiesa dice queste cose? Sono proprio tutti folli? Il link che vi ho indicato all'inizio sia motivo di discussione. Per arricchire, eccone un altro.

42. Claudio, Domenica 1 Aprile 2007 ore 01:25

Caro don Palolo,sei proprio un eroe (e un santo) a voler discutere con questa gente; é ovvio che non capiscono le giustissime e santissime parole di Mons. Bagnasco: sono atei incalliti! il dialogo é impossibile e inutile: parliamo due lingue diverse e non abbiamo nessun vocabolario per la traduzione; pregherò per loro.     

Caro Raffaello,posso tranquillamente condividere il giudizio su Don Paolo,ma per motivi meno polemici dei tuoi,il rispetto delle idee altrui in una discussione è essenziale,pur parlando due lingue diverse è possibile capirsi e in qualche caso addirittura trovarsi daccordo su qualcosa,o no?Sulle parole di Bagnasco non mi oserei  dire che sono giuste,forse per te e per lui,ma calcolando che seppur atei,agnostici o semplicemente diversi esistiamo anche noi,ci andrei piano con certe affermazioni.Quanto alle "santissime" non sprecherei proprio un termine del genere per delle parole,oltretutto quando provengono da uno che tutto è meno che santo.Il nodo della questione è :tutto quello che Bagnasco ha detto,lo interpretiamo tutti allo stesso modo?Mi sembra di capire che non è così,e allora cimentiamoci in una parvenza di discussione civile in modo che nessuno offenda o intimidisca nessuno,e così facendo ognuno tenterà di far capire agli altri come la vede,e chissà che non si cambi posizione,sarebbe una cosa utile,o no?Ora provo a dire la mia.Cito il Monsignore

"Vi è necessità di porre dei paletti a una società che sta andando alla deriva. Oggi comunicare i valori dell'uomo e della fede non è facile perché in queste epoca ci si deve scontrare con molti altri modi di pensare. La nota sui Dico è un esempio di impegno col quale noi vescovi ci siamo cimentati, con molta coralità, e a mio parere è un buon risultato. E' un buon esempio di come oggi la comunicazione debba tener conto delle ragioni antropologiche. Non solo di quelle della fede, ma di quelle che derivano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale".

Nella prima frase evidenziata dice delle sante parole....c'è qualcuno che la pensa diversamente da lui e se ne rammarica!Ma dove vive per fare queste considerazioni?Nella seconda, mente sapendo di mentire,e io la reputo una cosa gravissima,non sono i cattolici a voler imporre il loro modo di pensare,non è il sacerdote o il parroco a voler imporre qualcosa a qualcuno,è la chiesa nelle sue piu' alte cariche a farlo,e lo fa ormai apertamente usando violenza al popolo italiano che in quanto tale è sovrano,e quando il popolo dice che una cosa è sbagliata ,democraticamente è sbagliata.Se il popolo italiano si pronunciasse a favore dei Dico,in democrazia,nessuno  obbliga il monsignore a sposarsi con un uomo o convivere con una donna,e questa è democrazia,di certo questo non autorizzerebbe i pedofili a esercitare e non aumenterebbe la percentuale degli incesti,questo lo inventa lui per scoraggiare i credenti dissidenti che usando il loro cervello pensano che ognuno è libero di far quel che vuole,nel rispetto dell'altrui libertà,e anche questa è democrazia.Siamo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale?E allora ci lasci decidere senza paletti,i paletti si mettono per le bestie,o crede di essere lui,rappresentante di una gerarchia corrotta e che si è macchiata e si macchiera' di crimini infami,l'unico difensore della moralita' e dell'etica,dopo che suoi eminenti colleghi hanno dimostrato che per loro la piu' banale forma di moralita' ed etica non conta niente?Come puo' parlare di pedofilia,con che faccia e a che titolo?Una canzone che mio figlio sente spesso dice:"prima di sparare pensa",ecco cosa dovrebbe fare,prima di spararle....pensi.

43. antonello, Domenica 1 Aprile 2007 ore 01:27

A leggere la posizione della Chiesa sui DICO, da non confondere con l'incesto, e con la pedofilia su cui sembra la chiesa abbia "un problema" e tacitamente perdoni i suoi criminali, viene voglia di dimettersi da cattolici, non da cristiani.  Ma la pietà non dovrebbe essere una delle prime virtù del cristiano, la comprensione verso gli altri l'obiettivo primo di una chiesa che vive nella realtà.

Cattolico e convinto eterosessuale, chiedo: ma gli omosessuali non sono anche loro creature del nostro buon Dio, o hanno diversa provenienza? Ma ci si rende conto che affrontare  una situazione sociale reale con un riconoscimento legale permette di dare ai più deboli le necessarie garanzie, a volte di mera sopravvivenza.

Certo problemi del genere non coinvolgono l'on Casini e la sua compagna Azzurra Caltagirone le cui esigenze di sopravvivenza non sono certo legate a pensioni reversibili o contratti di affitto o diritti degli eredi.....

E in ultimo con tutti i problemi reali che in questo momento ha il nostro paese, ha senso inchiodare il Parlamento su problemi che altri paesi hanno risolto tranquillamente, serenamente ......... e rapidamente.

44. pensieridiunmuratore, Domenica 1 Aprile 2007 ore 04:58

Don Paolo, questa volta, in modo particolare, mi piacerebbe rispondesse a me.

Civis evidentemente non mi conosce e non sa che difendo la sacralità del Matrimonio, ma sono con Olmi (vedere Ferrara a Otto e mezzo), quando dice che due ragazzi che mettono con VERO AMORE un catenaccio attaccato ad un palo stanno commettendo un atto sacro.  E sono di nuovo con Olmi quando gli vengono le lacrime agli occhi dalla commozione nell'affermare che lui non è nato quando è stato partorito, e nemmeno quando è stato concepito, ma neanche quando un sacerdote ha sposato i suoi, lui è nato quando gli sguardi di sua madre e di suo padre si sono incrociati per la prima volta, e quell'incrocio di sguardi era sacro. E' esattamente così, con la stessa sacralità che immagino l'incrocio di sguardi tra mia madre e mio padre. (forse io vado un po oltre Olmi in quanto ciò essendo già avvenuto prima nella mente di Dio fa sì che Olmi sia nato ancor prima... ma questa è un'altra storia).

Tornando a noi io vorrei, don Paolo, che rispondesse alle mie domande.

Ho già spiegato che nel caso di pedofilia mi appellerei al diritto universalmente riconosciuto secondo il quale a 6 o 12 anni non si ha il diritto di scelta praticamente su nulla.

Ho già spiegato che nel caso di incesto mi potrei appellare al diritto di un bambino di nascere sano, e all'evidente fatto scientifico che un fratello e una sorella (il fatto bagnasco ricorda male, è tedesco e non inglese), hanno rischi molto, troppo alti di partorire una prole malata.

Ma forzando il discorso, di una società utilitaristica, ove una famiglia vale per la prole che procrea, ED E' QUELLO CHE FA BAGNASCO, per coerenza bisognerebbe penalizzare tutti GLI SPOSI CHE NON ALLEVANO LA PROLE, bisognerebbe rendere illegali i sacerdoti come lei, perchè non producendo niente di "utile", non inseminando le donne, non servono a nulla ai fini dell'INPS, anzi, non si comprende come possano ricevere alcuna agevolazione da parte dello stato, se causano che le donne, già superiori in numero, si ritrovino senza compagno. Questo solo per coerenza, a forzare poco di più il discorso antropologico/utilitaristico di Bagnasco si arriverebbe a giustificare la selezione cinese che prevede l'uccisione delle bambine perchè non servono alla società.

Ora, lei sa già quale orrore io abbia per tali leggi vigenti in Cina, lei sa già quale rispetto io abbia al ruolo dei Sacerdoti che detengono un potere che è spirituale e tentano di aiutare se stessi e la comunità a loro affidatà affinchè progredisca nel cammino verso Dio, e dunque la visione antropologica/utilitaristica propugnata da Bagnasco non può che apparirmi assurda. E non sono io ad affarmare: criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura

Ma la mia domanda, alla quale questa volta mi sento di esigere, franca onesta e schietta risposta, è lei come concilia la visione antropologico/utilitaristica di Bagnasco con la sua scelta di vivere il celibato?

Non solo di quelle della fede, ma di quelle che derivano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni

45. Roberto, Domenica 1 Aprile 2007 ore 08:22

Ciao! Sono solito pubblicare per intero i testi (se fai un salto sul mio blog, trovi la Nota pastorale, la lettera di Bertone a Bagnasco e via dicendo). L'errore di Bagnasco, secondo me, è stato quello di fare un calderone di tutto. Accostare, anche solo terminologicamente, questi concetti è pericoloso. Io sono omosessuale, mi piacciono gli uomini. Non i bambini. È ora di smetterla di demonizzarci. Una persona di cultura medio-bassa che ascolta le parole di Bagnasco non ci mette nulla a fare 1+1 e cioè gay=pedofilo. Se pure Berlusconi dice che i laici possono pensarla indipendentemente dai vescovi, forse un bell'esame di coscienza - secondo la metodica ignaziana puntuale e approfondita - non farebbe male ai vertici della chiesa, non trovi?

46. Roberto, Domenica 1 Aprile 2007 ore 08:23

Sono sempre io... :) con Paola di Gattivity abbiamo lanciato una campagna per una Pasqua cruelty free: "Lasciami vivere". Se vuoi e se lo ritieni, passa su uno dei nostri blog e preleva il banner che poi potrai postare sul tuo blog. Grazie e di nuovo buona domenica!

47. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 08:40

buona giornata a tutti....come potrete immaginare questa mattina, sarò impegnato.

appena disponibile sarò dinuovo dei vostri.... 

48. gieppinogieppi, Domenica 1 Aprile 2007 ore 11:12

paolo mi scusi su kataweb scrissi che lei è un baciapile.. invece se le fa baciare le pile! avete veramente perso il senso dell'umano se mai l'avete avuto

49. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 12:25

io mi faccio baciare le pile??

non so se hai letto il n° 39...ma probabilmente ti è sfuggito....

io non cerco nè adoratori nè altro....e ti assicuro che qui nessuno ha nei miei confronti un atteggiamento simile....

prova chiedere a loro.... 

50. Jack, Domenica 1 Aprile 2007 ore 14:35

Don Paolo, senza entrare nel merito degli accostamenti fatti da Mon. Bagnasco che personalmente ho trovato estremamente sgradevoli e di cui, come lei del resto, non riesco a capire la ragione (vede lei stesso le reazioni qui sul blog, si immagini altrove), vorrei limitarmi ad un ragionamento il piu' possibile di ordine pratico.

La realta' con cui tutti gia' oggi e sempre piu' negli anni a venire dovremo confrontarci e rapportarci e' quella di una societa' multietnica e multiculturale. I processi di globalizzazione in atto, piaccia o meno, portano in questa direzione ed almeno per ora una inversione di tendenza mi sembra fuori discussione. Ora, in detto contesto, dove si trovano a convivere gomito a gomito cattolici, mussulmani, ebrei, atei, agnostici, buddisti, testimoni di geova, etc., qual e' l'alternativa percorribile rispetto ad una gestione compiutamente laica della cosa pubblica?

A scanso di equivoci, ritengo opportuno sottolineare che per me laicita' non e' sinonimo di indifferenza, come pure secolarizzazione non significa nichilismo. Va da se' che ogni forma di convivenza civile implica una serie di regole condivise, quindi delle leggi a cui attenersi, leggi in cui si cristallizzano i valori in una data societa' si riconosce: pure lo stato laico ha, in effetti, dei riferimenti valoriali. Pertanto, il problema su cui secondo me bisogna riflettere ed interrogarsi e' il seguente: come si formano, da dove derivano questi valori in cui lo stato si identifica?

Mi sembra che se accettiamo le premesse ed i postulati teorici della democrazia la risposta e': dalla volonta' dei singoli cittadini che di quella societa' fanno parte. Del resto, proviamo immaginare uno stato anche solo velatamente confessionale, che si identifichi a priori in determinati valori derivati dall'alto verso il basso, oppure anche soltanto timidamente etico, che tenti di imporre le proprie convinzioni in fatto di morale alle persone che ne fanno parte. Mi pare ovvio che in una societa' che si e' detto culturalmente eterogenea e diversificata, tali imposizioni risulterebbero a seconda dei casi - oggi ai cattolici, domani agli atei, dopodomani ai mussulmani - inacettabili, scatenando conflitti dagli esiti imprevedibili e di cui gia' mi pare possiamo avere le prime avvisaglie. Io credo invece che soltanto se ai cittadini e' data la possibilita' di partecipare alla "produzione" delle leggi questi potranno in seguito riconoscersivi e quindi essere disposti ad accettarle; ed in ogni caso mi riesce onestamente difficile concepire  in tale contesto uno stato che oltre ad essere laico non sia anche, per cosi' dire, eticamente leggero.

Per rispondere infine alla sua domanda circa il partito dei pedofili: se la maggioranza dei cittadini, in una democrazia parlamentare per mezzo dei suoi rappresentanti eletti al parlamento, ritiene di si', allora si'. Naturalmente e' perfettamente legittimo - naturalmnte capisco il suo punto di vista, l'idea, mi creda, risulta pure a me particolarmente sgradevole - non essere d'accordo, pero' in questo caso bisogna essere consapevoli che si sta mettendo in discussione il concetto stesso di democrazia e se si vuole essere coerenti trarne le conseguenze del caso. 

51. Jack, Domenica 1 Aprile 2007 ore 14:49

Riconoscervisi....meglio no?

52. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 15:29

Pietro, non potevi esprimere meglio un pensiero che ritengo condivisibile (e che personalmente condivido).

Ho inoltre una personale convinzione in mediro alla situazione attuale che può essere letta catastroficamente.

Siamo, volenti o nolenti, in un tempo di crisi, che ci porta a confrontarci con temi tanto profondi e decisivi, quanto "antichi" e sempre presenti nell'uomo che - credente o meno - si è sempre confrontato con la realtà.

Arriviamo da un tempo di "silenzio", o - forse sarebbe meglio dire - di "sonno", nel quale le nostre intelligenze davano per scontato ed assodato, ciò che tale non era.

I discorsi che si stanno facendo, il rapporto tra natura e cultura, il tema dlela verità, lo stesso concetto di democrazia e di legge, non sono solo discorsi religiosi, e sarebbe un errore relegarli in questo ambito. Sono discorsi umani, filosofici, razionali....e sono discorsi che si possono (anzi secondo me si devono affrontare), proprio laicamente intesi.

E invece cosa succede? Succede che proprio da chi ci si dovrebbe aspettare una riflessione laica e profonda, umanamente incarnata, riguardoi a questi temi, si arriva a chiusure inaudite, e una delle realtà che ha ancora (e non può farne a meno) la possibiltà di fare questi discorsi ed immergervisi (anche con il rischio di farsi dire che vive tra le nuvole) viene denigrata....e quasi fatta tacere.

Qual'è il problema allora?

Dichiaro che sto esprimento idee mie...state tranquilli.

Per il cristiano il problema è quello di non perdere mai la percezione di alcune realtà fondamentali: la sua non è una religione fatta di tecnicismi e dogmi, di politica e soldi....ma una fede. Fatta di carne e pensiero, fatta di vita tanto concreta quanto misteriosa. La sua è una fede che nasce poi da un incontro. Con Cristo. Che sempre è e sarà il chiodo nella nostra carne: nella carne della nostra vita, della nostra natura e della nostra cultura....un pungolo che ci chiede, sempre, di non fermarci a noi stessi, anche quando siamo nel vero, ma di andare oltre, attraverso una strada che sembra difficile....

La sua è una fede fatta di carne: nella quale tutto si gioca incontrando l'altro e scegliendo se amarlo o no, se vestirlo o no, se curarlo o no....

Per il non cristiano il problema non so quale sia, e se ci sia. So solo che il pensare che di problemi non ce ne siano mi sembra possa considerarsi un atteggiamento più dogmatico, veritativo e antiumano, di quelli che si osteggiano nella Chiesa e nei suoi fedeli...

53. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 15:31

Pietro, non potevi esprimere meglio un pensiero che ritengo condivisibile (e che personalmente condivido).

Ho inoltre una personale convinzione in mediro alla situazione attuale che può essere letta catastroficamente.

Siamo, volenti o nolenti, in un tempo di crisi, che ci porta a confrontarci con temi tanto profondi e decisivi, quanto "antichi" e sempre presenti nell'uomo che - credente o meno - si è sempre confrontato con la realtà.

Arriviamo da un tempo di "silenzio", o - forse sarebbe meglio dire - di "sonno", nel quale le nostre intelligenze davano per scontato ed assodato, ciò che tale non era.

I discorsi che si stanno facendo, il rapporto tra natura e cultura, il tema dlela verità, lo stesso concetto di democrazia e di legge, non sono solo discorsi religiosi, e sarebbe un errore relegarli in questo ambito. Sono discorsi umani, filosofici, razionali....e sono discorsi che si possono (anzi secondo me si devono affrontare), proprio laicamente intesi.

E invece cosa succede? Succede che proprio da chi ci si dovrebbe aspettare una riflessione laica e profonda, umanamente incarnata, riguardoi a questi temi, si arriva a chiusure inaudite, e una delle realtà che ha ancora (e non può farne a meno) la possibiltà di fare questi discorsi ed immergervisi (anche con il rischio di farsi dire che vive tra le nuvole) viene denigrata....e quasi fatta tacere.

Qual'è il problema allora?

Dichiaro che sto esprimento idee mie...state tranquilli.

Per il cristiano il problema è quello di non perdere mai la percezione di alcune realtà fondamentali: la sua non è una religione fatta di tecnicismi e dogmi, di politica e soldi....ma una fede. Fatta di carne e pensiero, fatta di vita tanto concreta quanto misteriosa. La sua è una fede che nasce poi da un incontro. Con Cristo. Che sempre è e sarà il chiodo nella nostra carne: nella carne della nostra vita, della nostra natura e della nostra cultura....un pungolo che ci chiede, sempre, di non fermarci a noi stessi, anche quando siamo nel vero, ma di andare oltre, attraverso una strada che sembra difficile....

La sua è una fede fatta di carne: nella quale tutto si gioca incontrando l'altro e scegliendo se amarlo o no, se vestirlo o no, se curarlo o no....

Per il non cristiano il problema non so quale sia, e se ci sia. So solo che il pensare che di problemi non ce ne siano mi sembra possa considerarsi un atteggiamento più dogmatico, veritativo e antiumano, di quelli che si osteggiano nella Chiesa e nei suoi fedeli...

54. Pietro, Domenica 1 Aprile 2007 ore 16:03

 Ho letto nel blog segnalato dal lin al n. 41 (estrapolandolo!?!?) quanto segue:

"Dunque, il problema del rapporto incestuoso non è morale, ma l'eventuale (purtroppo frequente) sopraffazione, anche solo psicologica, oggetto però di altre leggi che puniscono i reati contro la persona e che quindi rendono inutile una legge specifica contro l'incesto"

Questo fiume di commenti di agganci e di rimandi, o di più: questa valanga di commenti al discorso di Bagnasco, sembra decretare in un modo tanto repentino e inaspettato, l'incrinatura, o meglio, l'inizio della demolizione del concetto tradizionale di famiglia. Pare quasi angosciante la rapidità di successione e di manifestazione di opinioni che (potenza della rete....) solo 10 anni fa sarebbe stato impossibile immaginare, opinioni che dissacrano e stravolgono un'idea e un ideale che parevano fissi più degli astri del sistema Tolemaico e che corrisponde al cosidetto istituto familiare monogamico. E' incredibile veramente! da cattolico quale sono sempre stato, mi sento stordito e confuso. Sul piatto della bilancia, in contrapposizione, sono posti in modo crudo metri di misura quali quello di "cultura" e di "natura", cosa sia naturale e cosa culturale.

Ci si può chiedere cioè se tutto ciò che è naturale sia condivisibile e assecondabile e fino a che punto, di contro invece, tutto ciò che è prettamente dalla cultura in quanto emanazione dell'intelletto umano in forma di di leggi civili, atti, consuetudini, come debba essere giudicato e valutato, quale relazione debba assumere con il naturale perchè sussistere, a quali esigenze deve rispondere, quali utilità soddisfare....ecc. ecc. ecc.

La domanda, o se si vuole, la provocazione posta da Bagnasco al di la delle remore catastrofiste che paiono suscitarla e delle manipolazioni mediatiche accampate qua e la, piaccia o no, essenzialmente chiede una risposta riguardo alla volontà dell'uomo moderno di riconoscersi capace di sapere valutare il valore delle le proprie azioni,  capacità sua naturale! che si concretizza e si esprime grazie alla cultura acquisita ed ereditata da secoli di progresso e di civiltà, di saper sempre scegliere e distinguere ciò che è utile e buono, da ciò che è nocivo e dannoso, ciò che è umanamente ammissibile e tollerabile da ciò che è abominevole. In una parola, ciò che salva e fa progredire la vita e la civiltà, da quello che invece la involve e la deprime.

 

55. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 16:32

non so come mai ma il mio commento è stato pubblicato prima.....

56. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 16:58

Jack, ho letto e riletto il tuo commento, che trovo davvero interessante.

Tu tocchi in effetti un punto nevralgico della nostra discussione, un punto che ci differenzia notevolmente, laici e credenti. Un punto che meriterebbe davvero una grande riflessione....il tema della democrazia e dei suoi riferimenti/fonti.

Ho utilizzato non a caso la parola "fonti", perchè su questa penso si possa procedere per il nostro dialogo.

Stavo leggendo in questi minuti un articolo che ti riporto

 

http://www.alleanzacattolica.org/indici/articoli/cantonig241_242.htm

Perdonami la fonte da cui è tratto....che non è evidentemente la mia unica lettura....ma è un articolo che contiene riferimenti interessanti, e sicuramente è illuminante, almeno perchè pone chiaramente i termini del tema per come è affrontato dal Magistero della Chiesa Cattolica.

Perchè di ponevo il tema delle fonti?

Perchè il diritto ha delle fonti, o mi sbaglio? Ogni dottrina, seppur universale, laica e quant'altro....riesce a strutturarsi solo se attinge da fonti specifiche.

Ora queste fonti, possono esser aliene da qualsiasi tipo di principio etico (non parlo di morale ancora...)?

Io credo di no. E credo che non possa esistere, se non teoricamente, una dottrina, per pluralista ed aperta che sia, che non si riferisca alla fin fine a qualche fonte/principio.

Forse semplifico troppo...e mi scuserai....ma sono sollecitazioni che desideravo fare. 

57. Noallatorredibabele!, Domenica 1 Aprile 2007 ore 19:46

Esatto! Lei semplifica troppo! O meglio usa l' artificio logico (eufemisticamente definito "semplificazione")di confondere i vari discorsi e i termini propri e specifici di ciascun discorso. Mons. Fisichella (Ore !4, RAI 3, "Mezz'ora") ha detto che è finita un' epoca iniziata con l' Umanesimo e il Rinascimento: che significa? Significa rinunciare al metodo della distinzione dei piani e dei discorsi che è alla base del metodo scientifico e della stessa possibilità di dialogo civile e pacifico tra uomini e tornare al pensiero unico del tomismo? Io personalmente non ci sto e penso che si possa discutere e chiedere di dialogare solo se si accetta la distinzione delle verità e dei discorsi (ognuna valida all'interno di ciascun discorso). Mi scusi se ardisco chiederle una riflessione sulla distinzione tra i seguenti piani (e relativi e specifici princìpi, fonti,diritti):1) religioso; 2) giuridico-legale; 3) etico-sociale; 4) morale-individuale. Chj

58. don Paolo Padrini, Domenica 1 Aprile 2007 ore 20:00

Lei è stato molto diretto. Ed è chiaro che non è nelle mie possibilità affrontare in modo definitivo e completamente esauriente ciò che lei mi chiede.

Ma immaginando che la sua domanda non sia provocatoria, ma nasca da un effettivo desiderio di confronto (appunto non semplificatorio), inizierei con una considerazione.

I piani che lei indica (scusi possiamo darci del tu?....) sono distinti e nello stesso tempo tangenti.

Se è vero che il piano religioso, giuridico-legale, etico-sociale, morale-individuale, sono piani differenti all'interno dei quali si muove la nostra società e le sue strutture, è anche vero che è l'uomo stesso che sperimenta la vita nella sua dimensione sociale ed individuale, e che quindi nell'uomo "concreto" (politico) questi piani, seppur distinti, sono comunque "comunicanti".

Altro discorso è la concretezza, ad esempio, delle dinamiche politico-democratiche di un paese, nella quale le distinzioni si fanno ovviamente più forti. Ma i livelli comunque hanno e mantengono una certa tangenza e commistione.

Non so se lei ritiene si possa imbastire un confronto su questi termini....oppure no.

la saluto 

59. cocoroito, Domenica 1 Aprile 2007 ore 22:51

Ho letto con attenzione il discorso di Pietro e lo trovo un concentrato di sssurdità difficilmente eguagliabil

1) Pietro da per scontata un suo dogma che non sta né in cielo né in terra: il concetto tradizionale di famiglia. Evidentemente Pietro non ha la più elementare coscienza che esistono migliaia di concetti di famiglia, anzi non esiste un concetto base di famiglia oltre quello di convivenza affettiva. Non c'è bisogno di leggere gli studi antropologici di Morgan sulla famiglia degli indiani Irochesi per renderci conto che non esiste alcun concetto tradizionale di famiglia se non nella sua fantasia.

2) L'angosciante susseguirsi  negli ultimi 10 anni di opinioni difformi dal concetto di famiglia monnogamica. Lo stesso Pietro non si rende conto che la famiglia monogamica è solo uno dei possibili modi con cui si intendono i rapporti familiari: definire la poligamia significa distinguerla da altre forme familiari non monogamiche.Ancora una volta non c'è bisogno di scomodare Morgan e gli studi sulla famiglia degli indiani Irochesi.

3) Pietro si sente stordito e confuso....poverino...abituato ai suoi rassicuranti dogmi non si capacita che si possano mettere in discussione... Viene da compatirlo!

4) Pietro si cheide se tutto ciò che è naturale è assecondabile e condivisibile, come se due persone che convivono senza sposarsi possano non essere condivisibili e si debbano per forza sposare, se dello stesso sesso o separare se gay solo perché per il bensante Pietro non sta bene. Ma lui che diritto ha di entrare nei sentimenti altrui?

 

5) In un arzigogolo di concetti sempre più fumoso Pietro si interroga su cosa è è "buono" e "utile" per gli altri. E non gli viene in mente che lui e Bagnasco non sono nessuno per poter dire al posto mio cosa è il mio bene e cosa il mio utile. Rispunta la mentalità dell'inquisitore che bruciava vivi gli eretici in nome del "bene" oggettivo che lui ritiene di conoscere. E tutto questo in nome di una "civiltà" di cui lui si che è espressione...E gli altri tutti incivili.

60. pensieridiunmuratore, Domenica 1 Aprile 2007 ore 23:49

Cocorito il concetto tradizionale di famiglia non esiste solo nella fantasia di Pietro. E' esattamente il concetto di famiglia che abbiamo ereditato dai tuoi genitori e dai tuoi nonni etc.

Quello che senza bisogno di scomodare nessuno è evidente, è che quel concetto tradizionale non è l'unico, e in una società multiculturale NON PUO' essere l'unico ad avere diritto d'asilo.

Quello che si fa finta di ignorare è che i concetti di famiglia legalizzati e tutelati in Italia sono almeno 3.

1) uomo+donna uniti in matrimonio.

2) sacerdote e fedeli

3) monogenitoriale 

Quelle legali ma non tutelate dallo stato sono:

1) unioni omosessuali

2) convivenze

3) ordini religiosi

Famiglie conosciute in altre culture e in natura sono:

1) famiglia romana: al padre rispondono oltre a moglie e prole anche gli schiavi

2) famiglia poligama: un marito sposa più mogli

3) famiglia poliginandrica: un gruppo di persone si unisce per allevare insieme la prole (per chiarirci con un esempio presente in natura basti pensare agli elefanti). 

61. Claudio, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 01:05

Quante belle etichette.Possibile che riesca difficile dire che "famiglia" è una parola ,come tante altre,che non vuole dire niente?Tanti valori e tanta importanza ad una parola,ad una "cosa",che improvvisamente dopo anni di dimenticatoio ritorna in auge,e combinazione succede quando qualcuno si sente minacciato nei suoi interessi.Bagnasco appunto.

62. Jeeezuz, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 01:57

Ciò che proprio a CERTI cattolici non entra in testa, è la DISTINZIONE tra SACRAMENTO e CONTRATTO. Il matrimonio e' PER TUTTI un contratto, e PER I CREDENTI è ANCHE un sacramento. Per quanto riguarda il discorso di Bagnasco, possiamo stare anche giorni a disquisire sul fatto che il paragone tra omosessualità e pedofilia/incesto fosse più o meno indiretto. Ma ad ogni modo c'è stato, e questo è innegabile.
Aggiungo alcuni miei personalissimi commenti sulla bassa retorica e le vuote argomentazioni usate spesso da certi individui del clero. Seguono citazioni...
Bagnasco: "Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia"
Questo è un esempio dell'incapacità della religione cattolica di accettare chi la pensi differentemente. Ci sarebbe da chiedersi quale sia questo "criterio oggettivo"... Ma quello stabilito dalla chiesa, naturalmente!!! Ma in fondo e' giusto così: è una religione. Tra di loro possono dire quello che vogliono, e se fosse l'Italia uno stato ecclesiastico farebbero bene ad insistere su questo punto. Il fatto è che IN REALTA' non condividiamo tutti gli stessi valori, e il relativismo non è il "male del secolo" (come ha detto ratzinger) ma la base dell'accettazione delle idee altrui.

Bagnasco: "ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente - allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene''--> l'incesto non è antidemocratico, così neppure la pedofilia. l'apologia di fascismo è "antidemocratica". gli altri sono reati punto e basta. le parole vanno usate bene...

Bagnasco ''Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali''.
1) Il caso di incesto è stato in Germania. 2) In questa lunga serie di domande retoriche NON c'è un distinguo tra convivenza, pedofilia e incesto. Quindi poche balle! Bagnasco HA EFFETTIVAMENTE equiparato le 3 cose.

Bagnasco: ''Oggi ci scandalizziamo ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire 'no'."
COOOSA? Ma lecca i rospi sto qua? cos'è il "criterio antropologico dell'etica"? Da quando in qua l'etica è legata alla natura e non alla cultura? Faccio un controesempio: l'omosessualità è diffusa presso tutti i popoli della storia, ossia: culture diverse e stessa natura. Solo alcune culture condannano l'omosessualità. Se questa non è la dimostrazione perfetta che Bagnasco apre la bocca tanto per dare aria, non so che dirvi... Vabbé, ve ne propongo un secondo: la masturbazione. Stesso ragionamento di prima.

Bagnasco: "Perché dire no a questo a quello o a quell'altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l'uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura".
CRITERIO OGGETTIVO SUL PIANO MORALE??? guardacaso, se deve esistere un criterio oggettivo, questo coincide sempre con quello del pensiero cristiano. Eh beh. che grandi argomentazioni. Tantovale dire "siamo gli unici che sanno fare le cose OGGETTIVAMENTE BENE". Ma forse è solo colpa mia che sono un relativista. Inoltre ho sempre creduto che fare ciò che ci passa per la testa fosse un cosa estremamente naturale...

Bagnasco "Vi è necessità di porre dei paletti a una società che sta andando alla deriva. Oggi comunicare i valori dell'uomo e della fede non è facile perché in queste epoca ci si deve scontrare con molti altri modi di pensare. La nota sui Dico è un esempio di impegno col quale noi vescovi ci siamo cimentati, con molta coralità, e a mio parere è un buon risultato. E' un buon esempio di come oggi la comunicazione debba tener conto delle ragioni antropologiche. Non solo di quelle della fede, ma di quelle che derivano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale".
BUAHAHAHAHA! Incredibile, ancora una volta un esponente del clero è riuscito a mettere le parole "ragione e "fede" nella stessa frase. Come se credere che una signorina sia rimasta vergine anche DOPO aver partorito sia "ragionevole". Allora carissimi: la ragione o la si usa sempre o non la si usa mai; non che la si invoca solo quando fa comodo! Poi, per carità, non sia mai che i cattolici vogliano imporre le loro convinzioni. No, figurarsi. Ci aveva provato una manciata di righe prima, dicendo che esiste "SOLO UN criterio oggettivo" (e suppongo che per lui coincida con il "criterio" dettato dalla chiesa, a meno che non voglia contraddirsi da solo).

Allora, seriamente, bisogna far chiarezza su due cose.
1) O si usa la fede, o si usa SOLO la ragione.
2) Inutile che la chiesa venga a dirci ogni volta che esiste UNA SOLA verità assoluta, per poi rassicurarci che non vuole imporci le sue idee. E' una buffonata: ma da quando in qua la chiesa andrebbe a far pubblicità ad idee che non sono le sue? ce lo vedete Bagnasco che dice: "esiste un solo criterio oggettivo... Noi cattolici ne abbiamo un altro u po' diverso, ma voi fareste meglio a seguire quello oggettivo"? Da spanciarsi dal ridere.

63. erri, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:00

Non ho il tempo di leggere tutti i vostri commenti, quindi forse ripeto qualcosa che è già stato detto, ma chiedo:

1. se il legislatore deve fare una legge per cattolici e non cattolici, non dovrebbe rimanere  un fatto di coscienza del singolo cattolico il fatto di seguire o meno i dettami del papa e de suoi sgherri?

2. Bagnasco  & C. continuano a dirsi (vedi documento sui Dico) portatori della verità che trae origine dal Vangelo, perché allora non citano mai il Vangelo nelle loro affermazioni? Perché non seguono l'esempio del Cristo, che ci ha insegnato l'amore, l'inclusione, ecc., e invece escludono, censurano e condannano?

Vorrei ricordare a tutti i piccoli Bagnasco di questo mondo:
"EPPUR SI MUOVE" ;-))))

64. Miriam, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:07

avete scritto un trattato di perfetto anticlericalismo, tirando fuori discorsi pretestuosi di ogni tipo che non hanno nulla a che vedere con la logica delle parole di Bagnasco, a cui vi siete attaccati come tanti cani intorno a un osso, e non avete voluto tenere in alcun conto il post n. 4 che sottolineava in termini semplici proprio quella logica

65. cocoroito, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:20

Miriam il tuo post n.- 4 è un  concentrato di sciocchezze, pèer questo nessuno ti ha risposto.

 

Ma visto che ci tieni è semplicemente sciocco la qualifica di "cosidette libertà" con cui accomuni l'omicidio, la peodofilia, l'incesto e le libere convivenze, giacché mentre non vi è nulla di libero in chi patisce la morte contro la propria volontà per mano altrui (omicidio) o atti sessuali da minore con adulto (pedofilia), mentre la scelta di chi decide di convivere è libera.

 Allora, ci sei arrivata a questa elementare constatazione oppure c'è bisogno che ti spieghi meglio quante sciocchezze hai scritto nel post. 4?

 

66. Pietro, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:25

Cocorito ti batto le mani!

Grazie per la considerazione, non ci speravo proprio!

67. cocoroito, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:25

E addesso una domanda seria a don Paolo. Quando credi che Bagnasco cominci a fare i conti coi preti e le suore pedofil, denunciandoli alla magistratura invece di proteggerli, spostarli di parrocchia in parrocchia e sottrarli alla giustizia?

Quando pensi che Bagnasco, in definitiva, cominci a guardare la trave nel proprio occhio?

68. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:37

tu sai come la penso cocoroito, e sai che chi ha responsbailità ecclesiali ha secondo me anche il dovere di vigilare sui suoi sottoposti, affidandosi pienamente alla magistratura che è l'organi civile italiano preposto per tutelare le persone e reprimere i delitti.

Quindi mi aspetto che tutti i miei superiori facciano il loro dovere. Per giunta ho più volte espresso sia con te che con altri questo concetto, che mi sembra logico e giusto.

 

Scusami però se mi permetto di dirti una cosa. Qui siamo persone adulte e nessuno ha bisogno di essere difeso da me, ma non gradisco attacchi frontali qui dentro.

Ci possono essere idee diverse, o anche idee che ci fanno andare il sangue alla testa (come le mie, o come quelle di altri...Miriam compresa), ma non desidero che qui dentro ci si attacchi come se si fosse alla guerra. La guerra non fa bene a nessuno....

senza rancore 

69. cocoroito, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 10:21

Mi scuso con don Paolo, Miriam e Pietro per i toni

70. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 11:29

accolgo le scuse e ti ringrazio....

71. civis romanus sum, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 12:21

Ho letto i commenti e vorrei dire la mia in merito ai toni e agli attacchi diretti alle persone :

Ritengo che anche Miriam debba scusarsi caro Don padrini ... definire le persone ,che qui dentro stanno commentando moderatamente la questione , come "cani che si disputano un osso " non mi sembra proprio il tono giusto per intromettersi in un dialogo .

Capisco che sia una sua conoscente , ma giustificare la sua provocazione e discriminarne altre non mi sembra corretto da parte del moderatore .

Diversi miei commenti sono state censurati per molto meno !

La mia stima nei suoi confronti sta subendo gravi colpi .

Senza rancore . 

72. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 13:00

ti assicuro che le scuse io le chiedo a tutti e nei confronti di tutti.

Miriam è una mia conoscente come siete voi, perciò mi sono riferito a voi come a lei.

Nessuno può essere definito cane, nè altro.

Non era mia intenzione discriminare nessuno poichè tutti, qui, hanno il diritto di dire la loro.

Quanto a te Civis, tu sai benissimo che non è mia intenzione escluderti dal blog, ma purtroppo nei commenti che ho cancellato erano continui alcuni atteggiamenti che notavo, scritti nonostante i miei numerosi appelli alla moderazione ed al linguaggio....e questo mi da' fastidio.

E poi, scusa se sono schietto....ma è giusto affrontare l'argomento (e purtroppo devo farlo qui non avendo la possibilità di chiarirci personalmente): tu sai cosa è successo su blog della UAAR?

Qualcuno ha scritto il mio nome e si è permesso di riportare un mio commento apparso qui. E poi è seguito un tuo commento, nel quale mi tacciavi di essere falso e ipocrita.

Non mi sembra corretto attaccare il un luogo di cui io non conoscevo neanche l'esistenza, una persona assente e - per giunta - tirata fraudolentemente in ballo.... 

Senza rancora anche da parte mia.

73. civis romanus sum, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 13:12

Se qualcuno che frequenta questo blog si è permesso una cosa del genere è passibile credo di denuncia se sei coperto da copyright o altro ... non conosco la materia  ...

Ho notato il tuo commento in UAAR e conoscendoti via web l'ho commentato, come la faccio spesso , non ricordo come ,ma se tu dici che io là ti abbia tacciato di ipocrisia avrò avuto qualche motivo , che qui credevo di aver chiarito infine , dandoti anche la mia stima per lealtà proprio nel tuo blog.

Stima  che , ribadisco , anche dopo questa velata accusa contro di me , sta subendo danni .

Saluti . 

74. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 13:18

la mia non è e non era neppur una velata accusa....

ti ho solo voluto raccontare ciò che è accaduto e che il tuo commento sull'ipocrisia e la falsità non mi aveva fatto naturalmente piacere.

Pensavo ti fossi accorto che non ero io a scrivere lì. Non perchè me ne vergognassi...assolutamente no.

Ti assicuro che se c'è una cosa che non sono è falso ed ipocrita. Tu puoi pensarla come vuoi....ma se ci sono due cose che rifuggo sono proprio quelle. Non sono sicuramente perfetto....e magariu è possibile che alcune mie parole siano state male espresse e quindi fraintese...ma non era mia intenzione.

Detto questo io continuo a pensarla come la penso, e continuo ad essere un uomo ed un prete. In grado di avere opinioni e con tutto il diritto di difenderle, insieme al decoro linguistico di questo blog. 

75. civis romanus sum, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 13:25

Caro Don Padrini .

Scusa se faccio seguito alla mia sopra ma devo rilevare come tu cerchi sempre di sviare il discorso non rispondendo alle domande dirette che ti si fanno , rifugiandoti sempre dietro ad un tuo presunto rispetto per i toni e per i modi .

I toni sono questi perchè forse i tuoi superiori e chi li spalleggia usano toni simili per condire le loro affermazioni dogmatiche .

Ti sembra giusto il tono e l'argomento usato da Bagnasco per accomunare unioni di fatto a reati come la pedofilia o l'incesto?

E' rispettoso della dignità di tante persone e della loro intelligenza usare questi toni ? 

76. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 13:31

Civis, ma hai letto quello che ho scritto un po' sopra? Gli altri amici del blog mi sembra che abbiano percepito e che se ne stia discutendo.

Ho già detto e ripetuto che personalmente, nonostante non ritengo che Mons. Bagnasco abbia voluto "equiparare" questi comportamenti, io non avrei utilizzato quella frase. Che ritengo nei toni sopra le righe, e capisco che persone che si sono viste citate (mi riferisco alle coppie di fattto) si siano sentite offese. Mi dispiace davvero.

Ma ripeto che secondo me Bagnasco non ha voluto equiparare i comportamenti e tanto meno le persone....

Dimostrazione ne è il fatto che la Cei, rispondendo alle prese di posizione dei giornali, abbia fatto riferimento all'articolo dell'Avvenire, come fedele nei contenuti e nei modi all'intenzione di Bagnasco ed al suo pensiero. 

77. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 13:32

e poi, scusa se te lo dico, io non cerco di sviare il discorso. "sempre"..poi mi sembra esagerato.

Credo che gli altri la pensino come me.... 

78. Pietro, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 14:00

Caro....... "Cocorito"...., i dogmi evidentemente sono solo tue ossessioni, non certo mie. Pensa pure che io imponga o disponga o invada quello o quest'altro, sono impressioni tue, la cosa mi fa sorridere! Non ho bisogno di compatimenti ne di compassioni nel senso che tu lesprimi, in quanto parlando così, non ho fatto nulla di male ne a te ne a altri, ho solo fatto domande e esternato alcune intime riflessioni che mi parevano sincere.

Ti scusi per i toni? sei un ipocrita! te la vuoi cavare tirando in ballo i toni, ignorando i contenuti molto più offensivi rivolti alle mie opinioni e alla mia persona. Sarai pure un ottimo laico e relativista, ma questo evidentemente non ti rende immune dall'ipocrisia.

Comunque non te ne voglio, mi consolo pensando che in fondo è meglio un oltraggio che un falso elogio:-) evidentemente se hai sprecato 36 righe per confutare le mie esposizioni anzichè liquidarle con due sole, significa che non ho parlato vanamente, per questo ti batto di nuovo le mani:-) buona giornata.

79. Noallatorredibabele!, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 16:17

Gentile Don Paolo

E' evidente che l' uomo e tutti gli altri fenomeni "concreti" sono complessi e intricati! E' però altrettanto ovvio (o si vuol rinnegare e cancellare tutta la nostra storia moderna col pretesto che è passata?) che per conoscere il reale, confrontare e trasmettere tra di noi le conoscenze occorre distinguere chiaramente i vari aspetti e i discorsi relativi e propri di ciascuno di essi. A meno che lei non pensi (come Mons.Fisichella) che Descartes sia da buttare! Certo noi siamo andati oltre Cartesio, abbiamo riconosciuto come razionale anche la contradditorietà e conflittualità del reale, per cui i vari aspetti possono confliggere tra di loro, i vari piani intersecarsi: per me (ma credo e spero anche per lei!) "libertà di coscienza" significa lasciare alla coscienza morale di ciascuno la scelta (con relative conseguenze). Altra domanda:perché lei continua a confondere le lingue, definendo (tra parentesi) politico l' uomo "concreto"? Quello politico è un' aspetto dell' agire umano.

 

 

80. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 17:26

Per uomo politico io intendo l'uomo inserito nel suo tessuto sociale, l'uomo parte della propria storia, l'uomo che vive il suo tempo, all'interno di una dimensione di partecipazione attiva e (per questo) concreta, della sua "città", del suo tempo.

Quest'uomo, inteso politicamente, è l'uomo che concretamente deve confrontarsi con la sua coscienza, che è sempre informata e mai neutrale (su questo spero convenga con me), nei confronti delle scelte che è chiamato a fare: anche politiche (nel senso di gestione responsabilizzata della cosa pubblica). 

81. Noallatorredibabele!, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 20:01

Mi spiace, ma lei, don Paolo, continua a giocare con le parole: o meglio usa il termine "politico" secondo la concezione aristotelica, per la quale l' uomo nella sua interezza è definito "animale politico" (tant' è vero che, per Aristotele, chi non è "cittadino" - le donne, gli schiavi - non è neppure uomo): e nelle ultime due righe, usando il termine "politiche", è costretto a darne una definizione diversa! In realtà, a parte la confusione di significati, la sua conclusione coincide con la mia: la persona  fa anche scelte politiche e sta alla sua coscienza (se dobbiamo dare un senso all'espressione "libero arbitrio"!) decidere a quale tipo di scelta conformarsi.

82. cocoroito, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 21:40

Beh..Pietro...non hai argomenti? Nel merito nulla da spiegarci sul tuo fantomatico concetto di famiglia naturale?

83. don Paolo Padrini, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 22:27

sottoscrivo l'ultima parte di ciò che hai scritto....

PS possiamo darci del tu? Grazie 

84. Pietro, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 23:16

Cocorito, quando non si sa cosa replicare si accusa la controparte di carenza di argomenti eh? bambinesco trovo! gli argomenti li ho già esposti la prima volta mi pare, leggili e rileggili, ammesso tu ne sia capace e vedrai che non ho usato affatto l'espressione "famiglia naturale", o hai allucinazioni di tipo ideologico nei confronti di chi osa non allinearsi al tuo pensiero? non fare finta, ti secca vedere che non mi va di controreplicare? perchè dovrei? non trovo tu meriti tanto dato il rispetto da rozzo maleducato che hai manifestato nelle tue 36 righe, pensa pure quello che ti pare! Cosa vorresti, farmi cambiare idea forse? il mio concetto per te sarà fantomatico, ti irrita forse per questo? e il tuo? il tuo vista la considerazione e il rispetto che hai nei miei riguardi, tienitelo pure, non mi interessa. E ti ripeto, se devi fare scuse falle seriamente oppure lascia stare che non importa così eviti figure ridicole! (vedi n. 69), non hai uno scemo davanti ok?  buonanotte!!!

85. Miriam, Martedì 3 Aprile 2007 ore 14:54

Grazie per avermi detto chiaramente che quello che ho affermato sono sciocchezze: il problema è che purtroppo usiamo la stessa lingua ma con termini che hanno significato diverso.

E' quindi perfettamente inutile dirvi - tanto non servirebbe a nulla - cosa intendo io (e forse anche Bagnasco) per "libertà"...

86. Miriam, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:05

Vorrei spiegare perché ho usato la metafora "come cani intorno a un osso" che tanto ha urtato la vostra sensibilità ,quando ne abbiamo viste di vere volgarità e insulti!!!

Mi è venuta spontanea perché colgo un atteggiamento che mi sembra ormai radicalizzatosi in ambito anticlericale: fare le pulci a tutto quanto viene detto dalla Chiesa e cogliere ogni pretesto per imbastire un discorso contrario, estrapolando in maniera strumentale le frasi dal loro contesto e abbinandole, sempre strumentalmente, ad altri problemi e ragioni di rancore o di opposizione e talvolta di giusta critica nei confronti della Chiesa.

Chiedo scusa se l'espressione non vi è piaciuta; ma credo che nel senso in cui l'ho usata rendesse bene l'idea.

Quel che è certo che la polemica ha raggiunto livelli davvero alti - mi riferisco anche oltre il blog - ma sembra ci si dimentichi che tocca quelli che sono i cardini della nostra civiltà, se così vogliamo chiamarla... Il resto del discorso è troppo complesso e serio per affrontarlo con chi ascolta solo se stesso

87. Miriam, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:11

Vorrei vedervi e ascoltarvi quando saranno gli islamici nella non più nostra "Eurabia" a dettare le loro leggi!

88. Miriam, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:13

Avreste però la soddisfazione di non sentirmi parlare né esprimere la mia, dato che sono una donna ;)

89. Jack, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:17

Buongiorno Don Paolo. Ieri sera mi sono stampato (10 paginette belle belle) e quindi letto con attenzione il documento che mi ha segnalato. Ci sarebbero in verita' molte cose da dire (!), ma non mi sembra per ora il caso di appesantire la conversazione introducendo ulteriori tematiche. Purtroppo, per lo meno nei termini in cui e' stata posta la questione da Giovanni Cantoni, le differenze ci sono, molte ed assai profonde: a tratti addirittura un terreno comune su cui poter avviare un dialogo mi sembra venga a mancare (parlo a titolo personale, e' ovvio). "Morale obiettiva" e "legge naturale", ad esempio, non possono essere riconosciuti da parte laica, dopo Darwin, come argomenti validi su cui confrontarsi, come del resto pure riconosciuto dall'attuale papa (Ragione e fede in dialogo - Jurgen Habermas/Joseph Ratzninger). E poi chiaramente sottointeso che quando si parla di natura la si intende quale rivelata dalle sacre scritture, oppure sarebbe la Chiesa disposta a riconoscere come legittimo un diritto non coincidente, quando non antitetico al suo credo? (per la legge mussulmana, ad esempio, la poligamia ed i concubinaggio sono moralmente ammissibili....).

Mi sembra che ci troviamo qui di fronte a due istanze apparentemente inconciliabili: da una parte la pretesa universalistica della Chiesa Cattolica, alla quale questa non potra' mai rinunciare; dall'altra l'impossibilita' di chi in essa non si riconosce ad accettare tale pretesa come valida (il fatto che io mi ritenga laico - la laicita' per me non rappresenta un credo, ma un atteggiamento, un modo di relazionarsi agli altri - non significa, don Paolo, che le mie convinzioni siano piu' deboli delle sue, o che sia piu' di lei disposto a negoziarle).

Pur essendo assolutamente insoddisfatto dalle forme della democrazia attuale, rappresentativa di stampo occidentale (la deriva autoritaria e totalitaria e' un pericolo reale), e quindi a maggior ragione nutrendo forti perplessita' circa la bonta' ti tale metodo applicato ad una societa' allargata e culturalmente frammentata, non ritengo affatto che la democrazia sia una specie di bambino mezzo scemo che per camminare ed evitare di farsi male da solo abbia bisogno di qualcuno che dall'alto lo guidi: il bambino deve invece crescere e maturare, e a forza di cadere forse imparera' un giorno a camminare.

Su un punto sono tuttavia d'accordo con la Chiesa: ovvero quando sostiene che la morale non sia soltanto un fatto di cultura, ma qualcosa di piu' profondo, che si radica nella natura umana (evidentemente, pur essendo laico, non sono ancora compiutamente secolarizzato): in una "legge naturale" iscritta nel cuore di ogni uomo che pero', diversamente da quanto sostiene la Chiesa, non si identifica in nessun credo.

90. Miriam, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:37

questo è un discorso intelligente e condivisibile. Anch'io non rinnego l'emancipazione dal paternalismo e dall'autoritarismo (che non è la stessa cosa di autorità) cui ci ha condotti la nostra cosiddetta civiltà, ma ritengo che in questo momento il bambino, sia sull'orlo di un precipizio... e vi assicuro che normalmente non sono apocalittica (ma neppure integrata) per usare le categorie un po' datate di Eco...

91. civis romanus sum, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:47

Il fatto è cara Miriam che nella nostra libera Europa laica , non c'è posto nè per le leggi islamiche nè per le leggi cristiane nè per le leggi ebraiche , non c'è posto per nessun prete che voglia imporre le sue regole di vita .

Siamo in tanti pronti anche a combattere contro qualsiasi teocrazia per la libertà della nostra cara Europa laica . 

Noi uomini liberi amiamo darci delle leggi democraticamente , possibilmente dopo averle viste discusse nella sede opportuna dai nostri delegati del popolo sovrano . 

92. civis romanus sum, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:50

Quindi nessuna paura dell'islam ... nessun mammaliturchi di medievale memoria ... dopo millenni di bestialità cristiane siamo vaccinati .

 

93. Miriam, Martedì 3 Aprile 2007 ore 15:55

siete vaccinati dalle bestailità cristiane, ma non da quelle laiche né da quelle musulmane... comunque il mio non era un mammaliturchi, ma democratica provocazione.... 

94. civis romanus sum, Martedì 3 Aprile 2007 ore 16:02

La paura è solo papale ... è la paura di perdere il potere che ha avuto sulle coscienze ,abusandone per millenni fino ad ora ... ed è una paura palpabile , quotidiana , invadente ...

Quando si è potenti non si ha il bisogno di urlare ed insultare come invece fa questa chiesa tutti i giorni .

Segno di debolezza ...  il crollo completo è vicino ... finalmente ! 

95. Marinella A., Martedì 3 Aprile 2007 ore 16:57

Sono appena rientrata per le vacanze di pasqua e trovo un bel pò di post arroventati. Questo vuol dire una cosa sola: interesse! Trovo anche accenni di risentimento, ma l'importante è confrontarsi. Se tutti la pensassimo allo stesso modo, sai che noia! Trovo con piacere, un miglioramento nei modi di "Civis", il che non guasta, anche perché togliendo certi "florilegi" il discorso diviene anche più penetrante ed incisivo. Condivisibile o meno che possa essere.

Riguardo al post, credo che Mons. Bagnasco sia tutto, meno che uno sprovveduto. L'accostamento con pedofilia ed incesto, è frutto di antica tecnica dialettica, ampiamente usata dallo stesso Cicerone. Accomunare una cosa incerta con altre certe, porta, chi ascolta, a fare d'ogni erba un fascio.

Ma preferisco parlare dell'insieme dei commenti, i quali, anche se non in numero sufficiente per rappresentare un qualsivoglia valore statistico, sono pur sempre indicativi. Se una mattina mi sveglio, esco di casa e trovo il portiere che non mi saluta. Più avanti, il lattaio che m'insulta, il parrucchiere che gira la testa dalla parte opposta, il panettiere che rifiuta di servirmi. Beh, a questo punto mi chiederei cosa mai io abbia fatto per meritare tutto questo. Ma la Chiesa sembra non voglia minimamente accettare questo tipo di riflessione, continuando su di un percorso categorico e a senso unico, senza minimamente prendere in considerazione le altrui motivazioni e le realtà sociali e morali che sono profondamente cambiate negli ultimi cinquant'anni. Leggendo il discorso di Bagnasco, sembra di stare a leggere qualcosa risalente alla prima metà del novecento. Una Chiesa che non accetta critiche. Una Chiesa che, nascondendosi dietro un'aura di sacralità del tutto inesistente, ancora pretenderebbe di raccogliere qualcosa, pur avendo seminato male per duemila anni di fila. Una Chiesa che accentra tutte le sue energie in problemi d'ordine marginale, trascurando ciò che invece sta realmente distruggendo il mondo. Io non mi preoccuperei con chi si unirà il mio vicino di casa, quanto del fatto che, tra poco, potrebbe non esserci più un mondo che possa accogliere una qualsiasi unione, omosessuale o eterosessuale che sia. Si pretende di parlare di morale, ammesso e non concesso che la Chiesa possa permettersi un simile lusso, e poi si ricevono, con tutti gli onori, in Vaticano, criminali e amorali dichiarati! In tutto questo, non vedo una condotta logica. E non mi si venga a raccontare la solita favoletta che: "Non è la Chiesa che sbaglia, ma gli uomini!"  Come se l'essere umano fosse alieno alla struttura vaticana! O come se le varie responsabilità possano essere attribuibili a dei muri o direttamente al padreterno! Concludendo, sembrerebbe che il discorso di Bagnasco possa essere una sorta di boomerang, in realtà, non lo è, poiché costui ben conosce i dati statistici riguardo il livello istruzionale medio italiano. Chiaro è che, alla fine, i nostri politici, cercheranno di non scontentare quel sessanta/settanta percento d'italiani cui si riferiscono i dati CENSIS pubblicati circa due mesi fa.

96. Fabrizio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 17:32

Bè, se il sessanta/settanta per cento degli italiani fosse realmente d'accordo con Bagnasco, allora il cedere al diktat ecclesiastico sarebbe in perfetta linea con i principi democratici di qualsiasi stato laico, non ti pare?

Invece a me sembra proprio un autogol, stavolta. Anche in quel sessanta per cento che menzioni non credo che siano tanti ad aver apprezzato l'accostamento di Bagnasco, vero o presunto. Perfino io, da sempre anti-DiCo, sento la necessità di frenare, davanti a strategie dialettiche simili. Pure i commenti al post mi sembrano principalmente contrari alla linea delle gerarchie cattoliche. Vedremo.

97. Amsix, Martedì 3 Aprile 2007 ore 17:57

Ho letto tutti i 94 commenti apparsi finora, e nell'insieme mi hanno convinto ancora di più di quello che pensavo prima. E cioè che le dichiarazioni di mons. Bagnasco di cui si è discusso qui sono semplicemente irresponsabili, e possono soltanto radicalizzare lo scontro tra chi ha opinioni diverse. Non sono cattolico, ma non penso che la religione sia l'oppio dei popoli. Ho il massimo rispetto per don Paolo che non conosco ma che mi sembra in perfetta buona fede, a cominciare dal fatto che ha voluto discutere con tutti di una vera e propria gaffe di un rappresentante delle gerarchie ecclesiastiche, e avrebbe potuto farne benissimo a meno se non avesse ritenuto di accettare il confronto su una questione tanto spinosa. Ritengo che i cattolici e il loro clero abbiano tutto il diritto di esprimere le proprie opinioni, così come ritengo abbiano il diritto di farlo gli esponenti di tutte le altre religioni e tutti quelli che non si riconoscono in alcuna religione. Ma nessuno tra questi ha il diritto di imporre allo Stato di introdurre o cancellare alcuna legge in base al proprio punto di vista. Lo Stato deve fare gli interessi di tutti i cittadini, e non solo di una parte.

Infine, perchè si è parlato di qualsiasi cosa tranne di che cosa sono veramente i Dico? Forse se qualcuno che ne sa più di me sull'argomento lo facesse sarebbe più chiaro se e quanto pedofilia e incesto abbiano o no a che fare con questa proposta di legge

98. pensieridiunmuratore, Martedì 3 Aprile 2007 ore 18:24

89 Sul post di Jack, pienamente condiviso, potrei averlo scritto io. 

96. E' ciò che mi spaventa della democrazia attuale: LA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA. il potere al popolo non può e non deve mai divenire DITTATURA, è per questo che in parlamento siede anche l'opposizione. Perchè le minoranze vadano sempre e comunque rispettate (almeno così dovrebbe essere) il rischio chiaramente della democrazia reale è che ciò non accada.

87 Cara Miriam, quando pretendo che uno stato deve essere laico, lo faccio a ragion veduta. Laico non vuol dire però ateo.

Non vuol dire affatto che musulmani cristiani ed ebrei non hanno diritto di cittadinanza, ma esattamente l'opposto.

Vuol dire che tanto i musulmani quanto i cristiani e gli ebrei devono essere tutelati dallo Stato affinchè possano professare il loro credo Liberamente. Vuol dire che gli atei devono avere lo stesso, ne più ne meno, pieno diritto di cittadinanza rispetto ai credenti di ogni confessione religiosa.

In uno Stato che è Laico ne Bagnasco ne un imam ne un rabbino ne Odifreddi ha alcun diritto di proibire qualcosa agli altri. Ogni scelta che è personale va tutelata indipendentemente dalla morale.

Campo che non deve assolutamente essere invaso dal legislatore.

99. pensieridiunmuratore, Martedì 3 Aprile 2007 ore 18:46

97 il tuo commento è perfettamente sottoscrivibile.

Se la tua domanda non era ironica i Di.co. sono solamente delle tutele legali fornite dallo stato a qualunque coppia di persone.

Siano essi sacerdote-perpetua, uomo-uomo, nonna-nipote, amico-amica, amante-amata, scapolo-badante, pensionato-infermiera. 

Secondo tale legge chiunque può decidere di fare un contratto che non ha valenza esclusivamente privata ma pubblica.

Non ricordo quale cardinale ha affermato che gli omosessuali dovrebbero avere il diritto all'assistenza e all'eredità.

Qualunque forma contrattuale privata però non può impegnare un ospedale dover concedere il diritto di visita. 

Qualunque forma contrattuale privata però non può inficiare il diritto degli eredi di sangue. Qualunque forma contrattuale non può garantire il nipote allevato dalla nonna da alcuna forma di pensione, ne la perpetua. 

I dico, il cui nome non richiama nemmeno lontanamente quello della "famiglia", offrono un riconoscimento giuridico a quei nuclei di persone che vogliono assicurarsi reciproco supporto davanti allo stato pur non potendo o volendo essere marito e moglie.

100. civis romanus sum, Martedì 3 Aprile 2007 ore 18:53

Cosa sono i DiCo ?...

DISEGNO DI LEGGE DICO - Pollastrini - Bindi 

8 febbraio 2007

Articolo 1

(Ambito e modalità di applicazione)

 

1. Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano reciproca assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta entro il secondo grado, affinità in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti, dei doveri e delle facoltà stabili della presente legge.

 

Seguono altri 13 articoli : che elenco solo nel titolo...

Articolo 2

(Esclusioni)

Articolo 3

(Sanzioni)

Articolo 4

(Assistenza per malattia o ricovero)

Articolo 5

(Decisioni in materia di salute e per il caso di morte)

Articolo 6

(Permesso di soggiorno)

Articolo 7

(Assegnazione di alloggi di edilizia pubblica)

Articolo 8

(Successione nel contratto di locazione)

Articolo 9

(Agevolazioni e tutele in materie di lavoro)

 

Articolo 10

(Trattamenti previdenziali e pensionistici)

Articolo 11

(Diritti successori)

Articolo 12

(Obbligo alimentare)

Articolo 13

(Disposizioni transitorie e finali)

Articolo 14

(Copertura finanziaria)

 

Cosa a che fare tutto questo con la pedofilia è il caso di chiederlo a Bagnasco ...

Si è tentato di criminalizzare una parte cospicua dei cittadini italiani coscientemente o no ...  la reazione di questa gente , almeno di quella cosciente ( perchè esistono anche coppie di persone o più che già convivono insieme senza averlo scelto , sono situazioni di comodo frutto di questa società )... è stata prima stupore , poi sconcerto e infine rabbia ... già stemperata , perchè da persone per bene , sanno che il loro progetto di famiglia esula dalle vecchie concezioni di famiglia del novecento perchè ne rifiuta i principi , ed è solo un evoluzione dei rapporti fra individui che non può avere niente di criminoso .

 

Evoluzione umana , parola che ha sempre fatto paura alla chiesa ... non siamo il fine ultimo Don padrini ... 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

101. Claudio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 19:13

X Miriam

post 88

Rispetto le tue idee ma non solo non le condivido,non le capisco proprio,ma questa è un altra storia.Rispetto al succitato post,vorrei ricordarti che se puoi scrivere su questo blog è grazie alle battaglie sociali e civili che donne e uomini di un certo indirizzo politico hanno fatto e pagato lo scotto.Tutto questo non ha niente a che vedere con il fatto che la religione di stato sia la cattolica e non l'islam.

Che Bagnasco abbia commesso una triste leggerezza nello svelare cosa la nomenklatura clericale pensa degli omossessuali,e cercando di addossare uno dei reati piu' biechi che l'uomo possa compiere, a detta categoria(con che faccia essendo un alto esponente di quella casta che piu' si è macchiata di tale delitto infame)la pedofilia,viene dimostrato dal fatto che non solo in questo blog ma in tantissimi altri posti ci si pone la domanda...ma Bagnasco si droga?E invece no,Bagnasco non si droga purtroppo,comunque non era sotto l'effetto di nessun stupefacente,era lucido e le cose che ha detto e che la meta' della popolazione ha capito,sono reali ed è triste dover assistere alla tv,trasmissioni con personaggi che senza voce in capitolo eprimono idee(si puo' dire idee?)in merito a materie tanto importanti.Se si parla di pedofilia forse ha anche diritto di parlare avendo così tanti esponenti della sua congrega in galera o indagati per tale reato e quindi una certa esperienza mi auguro solo per sentito dire.

102. civis romanus sum, Martedì 3 Aprile 2007 ore 19:33

Vorrei far notare che troppo spesso si associano i DiCo agli omosessuali ... questo è un infimo giochino di falsa informazione ... I DiCo non riguardano solo gli omosessuali ma in larga maggioranza riguardano persone eterosessuali che decidono di formarsi una famiglia a modo loro ...

Per Claudio ... Di preti che parlano senza sapere di cosa , ne sono pieni i media, senza contradditori di sorta si permettono di pontificare su qualsiasi cosa ...

di famiglia , quando loro hanno rinunciato a crearsene una ! 

di bambini , quando non sanno cosa significa crescere un figlio in questa società!

Possono parlare di pedofilia , quella si è materia di loro conoscenza !!! 

103. civis romanus sum, Martedì 3 Aprile 2007 ore 20:04

Sulla porta della cattedrale di S. Lorenzo a Genova è comparsa oggi una scritta : Vergogna Bagnasco .

Scritta da qualcuno giustamente indignato per le insultanti esternazioni  del generale ... ebbene , per questo futile motivo ( gridare o scrivere "vergogna" non è insulto nè reato) il prete è stato fornito di una scorta di polizia !!   Pagata da noi .

Quando si dice scherzi da prete ... ora dopo aver subito i suoi insulti dobbiamo pagargli anche la scorta !  

104. Pietro, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 00:06

Ma veramente si vuol credere o far credere che Bagnasco intendesse porre una correlazione tra DICO, convivenze, omosessuali ecc. e pedofilia/incesti? ma dai per favore ma non scherziamo!

La sortita sarà stata pure infelice ma non gichiamo neanche a fare tanto i permalosetti e gli offesi. Il timore della Chiesa, se di tale si tratta, riguarda semmai il famoso concetto del cosidetto "piano inclinato", secondo il quale, dare credito e legittimità oggi a talune situazioni, (peraltro di fatto gia esistenti e se non condivise da tutti, sostanzialmente rispettate e tollerate), apra una sorta di diga da cui domani (tra quanto non si sa), potranno trovare legittimità alla stessa maniera fenomeni di altro genere, non certo paragonabili a quelli di cui oggi si discute e non necessariamente sostenuti e propagandati dagli stessi soggetti. Lo stesso timore è stato manifestato se non sbaglio riguardo ai temi di bioetica, fecondazione, testamenti biologici ecc. E' più che altro secondo me la preoccupazione riguardo una tendenza culturale, la si chiami nichilista o relativista o quel che si vuole, che si teme deregolatrice di tutto, e non un accostamento: DICO=pedofilia/incesto! non so se mi sono spiegato, penso di averlo fatto in modo pacato e civile e visto che nessuno qui vuole essere nemico di nessuno, ho voluto provare a dare così un poco di fretta questa chiave di lettura senza volere a tutti i costi passare per il difensore d'ufficio di Bagnasco. Buonanotte.

105. Marinella A., Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 00:43

Scusa fabrizio, io non ho minimamente detto che il 60/70% degli italiani sia daccordo con Bagnasco. Rileggi attentamente. Ho solo detto che, visto il basso livello culturale, bagnasco ha tentato la carta del raggiro, forse credendo che essere ignoranti, equivalga anche ad essere cretini! Per fortuna non sempre è così. Almeno spero! Oltretutto, i dati censis, si riferiscono ai livelli istruzionali scolastici, calcolati in base ai reali titoli di studio. Ma non siamo più nel secolo scorso e, oggi, uno straccio di cultura, non se la crea solo chi non vuole crearsela e, con essa, anche il senso critico. E che i concetti di famiglia istituzionale non funzionassero bene, in tantissimi se ne sono accorti già da oltre un secolo. Normale è che un popolo cerchi alternative, e non solo sulla famiglia, a meno di non volersi avviare verso la propria fine. La Chiesa continua a fare la stessa politica, fatta fino a pochi anni fa, dalla famiglia Agnelli. La politica dell'immobilismo! Oltretutto, ormai ci dobbiamo ben mettere in testa che i veri concetti democratici, sono ben lungi dal riconoscere pedissequamente solo la volontà di una maggioranza. I diritti delle minoranze, come già discusso in passato, non possono e non devono essere dimenticati, anche in virtù del fatto che una volontà magioritaria, quasi mai coincide con il criterio di volontà raziocinante. Comunque, la vera democrazia è quella che non cerca d'imporre le proprie idee a nessuno, lasciando liberi tutti di poter fare ciò meglio credono di poter fare per loro stessi, senza però limitare la libertà altrui. Continuerò sempre a dire, anche fino all'infinito, che non m'interesserà mai nulla di come e con chi convive il mio vicino di casa, così come non può cambiare la mia stima per qualcuno, nel caso venissi a sapere di sue preferenze sessuali. Tutto questo è solo l'ennesima prova di forza che sta tentando la Chiesa, dopo l'ultima, andata malissimo, con i funerali del Papa che, tra poco, lo vedremo collocato di prepotenza, spalla a spalla con S. Francesco! Sicuramente in concorrenza con S. Stanislao. No, non è un autogol! E' l'inizio della fine. Lo stato di fibrillazione prima del coma. Morto Carol, potevano scegliere due strade. Una portava al dialogo vero e alle eguaglianze, ma alla rinuncia di molti privilegi temporali. L'altra, era quella conservatrice di stampo inquisitorio di Ratzinger. Ed ecco l'errore eclatante di sottovalutazione che innesca la fibrillazione. La risposta laica mi sembra chiara, e non confondiamo il termine "laico", con "non credente", sarebbe una svista tragica. Oggi si possono anche capire meglio le parole del Card. Martini, ben più lungimirante di Bagnasco e Ratzinger messi insieme. Parole che i più radicati, hanno cercato di voler interpretare come meglio credevano, anzi, speravano. Negando persino le parole testuali. Parole, peraltro tese a far comprendere l'esistenza di problematiche e pericoli ben più urgenti e gravi che non una banale e, tutt'altro che contronatura, unione omosessuale. C'è solo un punto oscuro in tutta questa vicenda. Ovvero: tutte le persone interessate a questo argomento attuale, quali bagnasco e altri, Ratzinger compreso, non sono, nonostante tutto, dei veri cretini come sembrerebbero voler essere. E allora? I conti, non tornano. Non vorrei che tutto ciò fosse stato creato ad arte per far sì che l'attenzione, di noi cretini veri, fosse spostata proprio su argomenti futili come i DICO. Futili ma ottimamente depistanti! Argomentazioni facili da capire e quindi facili da al punto da innestare una diatriba sociale. Ci lasciano accapigliare e, intanto, quello che potrebbe accomunare veramente tutti, laici, atei, agnostici, cattolici, ebrei, mussulmani, budisti, ecc., passa quasi inosservato. Tutti sappiamo del lento scioglimento dei poli. Ma quanto lento? O dovremmo dire: quanto veloce? E, guarda caso, da prima che si cominciasse a parlare di ciò,tutte le maggiori fonti di approvvigionamento idrico, divengono private. Mentre il petrolio diminuisce di prezzo. Ma veramente ci tengono così tanto alle unioni di fatto? Sarà che sono prevenuta al massimo nei confronti del Vaticano! Ma quelli, per pensare, hanno tutto il tempo che vogliono. E certo, cretini non lo sono. E neanche ignoranti! Non sottovalutiamoli. Lo aveva già fatto Nicola di Rienzo, meglio conosciuto come "Cola di Rienzo". Errore di valutazione, nei confronti di Pio IX, ripetuto, cinquecento anni dopo, da Mazzini, Saffi e Armellini. 

 

106. Marinella A., Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 01:02

Ma dai, Pietro! Di questo passo, troveremo anche chi si schiererà contro le semplici emissioni di patenti di guida, pensando che poi, di questo passo, presto si potrebbe arrivare con il pretendere di poter condurre anche carriarmati, posamine e persino incrociatori!

Dicci la verità! Quanto ti paga Bagnasco? Li superi i ventimila/mese al netto d'imposte e trattenute? 

Guarda che sto scherzando! Lo so che prendi più del doppio. 

Buona Pasqua a tutti! Anche a Civis che andrà in ritiro spirituale a Canossa! E non affilare il coltello, stavo scherzando anche con te! Mica si può essere sempre seri, no? Non basta Bagnasco? 

107. Fabrizio, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 11:38

Spero che la scorta a Bagnasco sia una misura temporanea. Non sono particolarmente felice che gliela paghiamo, ma nemmeno mi sembra una misura fuori dal mondo.

Purtroppo è capitato parecchie volte che quelli che più forte gridano "pace, tolleranza e solidarietà" ricorrano alla violenza per azzittire chi ritengono intollerante. Borghezio, che sarà anche un asino, ma in fondo ha pieno diritto di esserlo, come tutti, è stato fisicamente aggredito dagli alfieri di questo modo di pensare, e nessuno si è scandalizzato particolarmente.

Per questo non mi sembra  assurdo pensare che la scorta a Bagnasco possa essere opportuna in questo momento. Visto il clima che si è venuto a creare in seguito alle sue controverse affermazioni, il pericolo di violenza nei suoi confronti mi pare concreto. E sì, la scorta la paga lo stato italiano, come mi piace pensare che verrebbe pagata per chiunque altro in circostanze simili (mi piace pensarlo in TEORIA, poi sappiamo benissimo come funzionino queste cose - ma non è un problema di clero vs. laici bensì di sudditi vs. classe dirigente in genere).

108. Fabrizio, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 11:39

Spero che la scorta a Bagnasco sia una misura temporanea. Non sono particolarmente felice che gliela paghiamo, ma nemmeno mi sembra una misura fuori dal mondo.

Purtroppo è capitato parecchie volte che quelli che più forte gridano "pace, tolleranza e solidarietà" ricorrano alla violenza per azzittire chi ritengono intollerante. Borghezio, che sarà anche un asino, ma in fondo ha pieno diritto di esserlo, come tutti, è stato fisicamente aggredito dagli alfieri di questo modo di pensare, e nessuno si è scandalizzato particolarmente.

Per questo non mi sembra  assurdo pensare che la scorta a Bagnasco possa essere opportuna in questo momento. Visto il clima che si è venuto a creare in seguito alle sue controverse affermazioni, il pericolo di violenza nei suoi confronti mi pare concreto. E sì, la scorta la paga lo stato italiano, come mi piace pensare che verrebbe pagata per chiunque altro in circostanze simili (mi piace pensarlo in TEORIA, poi sappiamo benissimo come funzionino queste cose - ma non è un problema di clero vs. laici bensì di sudditi vs. classe dirigente in genere).

109. civis romanus sum, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 12:37

@ Marinella

Gli unici che prendono sul serio un tizio come Bagnasco sono i cattolici che a giudicare anche dai commenti in questo blog ancora lo giustificano  chiamando in causa un complotto mediatico inesistente .

Io mi ci sarei fatta una risata sopra le dichiarazioni di un simile individuo come mi scompiscio sulle esternazioni di un Calderoli o un Berlusconi ... il problema è che queste esternazioni farneticanti sono prese sul serio dall'altra parte ... e non vorrei trovarmi un giorno di fronte un esaltato con la croce in mano che voglia mandarmi in galera o peggio si faccia esplodere in nome di dio a salvaguardia dei principi di Bagnasco.

Simili individui vanno subito isolati ... in carcere possibilmente . 

110. Daniele, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 12:38

Ho letto più volte e attentamente le parole esatte pronunciate da Bagnasco e il loro senso, almeno l'unico che è possibile trovare è questo "L'omosessualità è un crimine come la pedofilia, quindi deve essere reato anche per lo stato, come lo è la pedofilia."

Leggo e rileggo le parole di Bagnasco ma l'unica interpretazione possibile è questa. Proprio non ne vedo altre.

111. Fabrizio, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 12:58

Daniele, scusa ma mi sembra che tu le altre interpretazioni non le voglia vedere. Indipendentemente da quello che ne pensi io, letteralmente le parole di Bagnasco vogliono dire: "Se si accetta di negare quella che per anni è stata la morale, e si dice di sì ai DiCo, perché un domani non si potrebbe dire di sì ad incesto e pedofilia?". Proprio niente a che vedere con l'interpretazione che ne dai tu.

Poi sei padronissimo di non pensarla come Bagnasco, ma questo tipo di proposizione non è un'equivalenza, ed è usata da TUTTE le forze politiche e non.  "Oggi si comincia con le barzellette sui negri, domani si riaprono i campi di concentramento". Nessuno dice che barzellette e lager siano la stessa cosa, solo che entrambe le cose partono dallo stesso principio. Nel mio esempio il principio è  il razzismo, nel caso di Bagnasco è il relativismo. E by the way, se mi dici che il razzismo è qualcosa da condannare sempre ed assolutamente, ti accorgi di tirare in ballo dei principi assoluti esattamente come fa Bagnasco? Questo non è sbagliato in sé, dà solo l'idea della complessità della materia e di quanto tutti noi siamo relativisti solo fino ad un certo punto - personalmente penso che sia inevitabile.

Poi credo sia vero che quelle parole nascono già pronte per essere fuorviate, e anche che questo sia intenzionale. Così si ottiene l'effetto di cui parla Marinella, per il quale persone di poco spirito si fermeranno al significato apparente, mentre si potrà difendere la posizione con oppositori più raffinati utilizzando argomenti razionali.

112. Amsix, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 13:07

Muratore, la mia domanda non era ironica. Volevo far risaltare il fatto che in questo forum si è parlato di tutto meno che di cosa siano i Di.Co. Dalla tua spiegazione e da quella di qualche altro risulta evidente che non hanno nulla di criminale o criminogeno, e che quindi se le dichiarazioni di Bagnasco non solo in malafede (non voglio crederlo) sono un atto irresponsabile. Si tratta di affermazioni gravi e infondate che vanno respinte con fermezza, e i cattolici dovrebbero essere i primi a rendersene conto. Uno degli insegnamenti principali di Gesù Cristo è 'ama il prossimo tuo come te stesso' e non 'imponi al tuo prossimo le tue opinioni', se non sbaglio

113. civis romanus sum, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 14:00

Nel maggio del 2001, il Cardinal Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI, inviò una lettera confidenziale a tutti i vescovi cattolici per proteggere la Chiesa nascondendo gli abusi sessuali sui bambini. Tali abusi dovevano rimanere segreti fino a 10 anni dopo che le vittime avessero raggiunto l’età adulta. Chi avesse violato il segreto sarebbe stato punito anche con la scomunica.

Riportiamo l’articolo del Guardian:

Pope "obstructed" sex abuse inquiry.
Confidential letter reveals Ratzinger ordered bishops to keep allegations secret.

Jamie Doward, religious affairs correspondent
Sunday April 24, 2005
The Observer



Clicca qui per visualizzare l’articolo originale sul sito del Guardian

 

IN ITALIANO

Il papa ha ‘occultato’ l’inchiesta sugli abusi sessuali
di Jamie Doward

 

Una lettera confidenziale rivela che Joseph Ratzinger ordinò ai vescovi di non svelare gli abusi sessuali su minori perpetrati da ecclesiastici.

Papa Benedetto XVI ha dovuto recentemente far fronte alle dichiarazioni che lo accusano di aver “ostacolato la giustizia”, in riferimento alla sua volontà di mantenere segreta l’inchiesta interna della Chiesa cattolica sullo scandalo degli abusi sessuali su minori.

L’ordine venne impartito tramite l’invio di una lettera segreta - di cui l’Observer è entrato in possesso - inviata nel maggio del 2001 ad ogni vescovo della Chiesa cattolica.

Nella lettera si affermava come la Chiesa dovesse riservarsi il diritto di non rendere pubbliche le proprie indagini per fino a 10 anni dal momento in cui le vittime degli abusi avessero raggiunto l’età adulta. La lettera portava la firma del cardinale Joseph Ratzinger, il successore di Giovanni Paolo II.

I legali delle vittime hanno dichiarato che questa iniziativa aveva un duplice obiettivo: evitare che le ipotesi di reato diventassero di pubblico dominio e impedire che gli organi di polizia ne venissero a conoscenza. Gli avvocati accusano Ratzinger di aver commesso una chiara azione di ostacolo al normale corso della giustizia.

La lettera, che menzionava il compimento di ‘peccati molto gravi’, fu inviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ufficio vaticano di fatto erede della Santa Inquisizione, per lungo tempo diretto da Ratzinger. Veniva chiaramente illustrata la posizione della Chiesa in merito a diverse questioni, dalla celebrazione del sacramento dell’eucarestia non da parte di cattolici alle molestie sessuali perpetrate da clericali nei confronti di minorenni.

La lettera di Ratzinger affermava che in questi casi la Chiesa poteva legittimamente rivendicare una propria autonoma giurisdizione.

La lettera affermava che la ‘giurisdizione’ della Chiesa doveva avere inizio dal giorno in cui il minore avesse compiuto i 18 anni d’età e, inoltre, per i successivi 10 anni.

Essa prevedeva come i resoconti delle ‘indagini preliminari’ su ogni singolo caso di abuso dovessero essere inviate all’ufficio di cui Ratzinger era a capo, il quale si riservava l’opzione di riferirne a speciali tribunali privati, al cui interno le cariche di giudice, pubblico ministero, notaio e rappresentante legale venivano ricoperte esclusivamente da ecclesiastici.

‘Situazioni di questo tipo sono coperte dal segreto pontificio’, concludeva la lettera di Ratzinger. L’infrazione del segreto pontificio in qualsiasi momento del periodo dei dieci anni di giurisdizione della Chiesa veniva intesa come una grave azione, perseguibile anche attraverso la minaccia di scomunica.

Della lettera di Ratzinger si è fatto riferimento in una causa avviata contro una chiesa del Texas all’inizio di quest’anno, a difesa di due giovani vittime di abusi. I legali hanno accusato Ratzinger di aver cospirato per ostacolare il corso della giustizia.

Daniel Shea, il legale delle due vittime che ha divulgato la lettera, ha affermato: “La lettera si commenta da sola. Bisognerebbe chiedersi: perché mai il segreto sulle indagini deve rimanere così a lungo? È un’ostruzione al normale corso della giustizia”.

Padre John Beal, professore di diritto canonico all’Università Cattolica degli Usa, nel corso della propria deposizione l’otto aprile dell’anno scorso, ha riferito sotto giuramento all’avvocato Shea come la lettera ampliasse i poteri di giurisdizione e di controllo della Chiesa sui crimini sessuali perpetrati da ecclesiastici.

La lettera di Ratzinger era stata co-firmata dall’arcivescovo Tarcisio Bertone, il quale due anni fa rilasciò un’intervista nella quale accennava alla contrarietà della Chiesa nel consentire a soggetti esterni di indagare sui presunti abusi sessuali perpetrati. “Secondo il mio punto di vista, la richiesta secondo cui un vescovo debba essere obbligato a denunciare agli organi di polizia gli atti di pedofilia commessi da un prete è completamente infondata” disse Bertone.

L’avvocato Shea ha contestato l’ordine secondo il quale i presunti casi di pedofilia debbano essere giudicati solo da tribunali segreti. “Essi impongono procedure di riservatezza. Se le agenzie di investigazione scoprono il caso, possono occuparsene. Ma non si può indagare su un caso se non lo si scopre mai. Se si impone di mantenere il riserbo prima per diciotto anni e poi per altri dieci, i responsabili la faranno franca”, ha aggiunto.

Un portavoce dell’ufficio stampa del Vaticano ha rifiutato di commentare ciò che è stato detto sul contenuto della lettera. “Non trattandosi di un documento pubblico, non è possibile parlarne” ha detto.



Martedì, 09 gennaio 2007

114. Pietro, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 14:40

Concordo con te Fabrizio anche se come vedi a molti piace fare "orecchio da mercante" come si usa dire dalle mie parti...comunque, io tengo la mia modestissima opinione al riguardo, sebbene per esprimerala, non sia pagato (ahimè) ne dal Bagnasco che conosciamo ne da altri signori Bagnasco su questa terra:-).

Un piccolo inciso e un aggancio a un simile caso recente: il discorso famoso di Ratisbona di Ratzinger sappiamo bene quali reazioni scatenò! quindi come vedi ci si deve fare il callo come si suol dire!

Bentornata Marinella, grazie per gli auguri di buona Pasqua che giro anche a tutti gli altri.

115. pensieridiunmuratore, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 15:07

Al post 104.

si parla di un piano inclinato.. una tendenza per la quale tolto un paletto oggi, prima cade una briciola poi pian piano una valanga.

Non si vuole paragonare... ma solo indicare che se si ammette l'uno prima o poi si rischia di dover ammettere l'altro.

Insomma... se si ammettesse l'omicidio in alcuni casi, prima o poi si rischierebbe di ammetterlo in altri casi. Il principio funziona. Ma affermare che i paletti che vengono tolti per accettare i dico sono gli stessi che è necessario togliere per l'incesto o la pedofilia vuol dire, di fatto, credere che non vi siano altri paletti supplementari ontologicamente presenti nella pedofilia vuol dire

1) ignorare o mistificare la realtà 

2) porre sulla stessa bilancia dico incesto e pedofilia come atti tra loro comparabili (anche se magari di peso differente tra loro) 

Si può paragonare una bugia ad un furto? ed un furto ad un omicidio? Ed una bugia ad un omicidio? 

Io credo che neanche 1000 furti siano paragonabili ad un solo omicidio. E neanche un miliardo di dico siano paragonabili ad un solo vecchio che cerca una dodicenne per avere rapporti sessuali.

116. civis romanus sum, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 15:38

Pietro scrive : " il discorso famoso di Ratisbona di Ratzinger sappiamo bene quali reazioni scatenò! quindi come vedi ci si deve fare il callo come si suol dire!"

Il discorso di ratisbona ha provocato la fuga in massa della minoranza cristiana iraqena nella vicina e più tollerante Siria , dopo che tale minoranza fino ad allora sempre ben tollerata in patria è stata fatta oggetto di serie minacce oltre che di veri attacchi da parte dell'altra fazione religiosa muslim .

Davanti al deliberato scopo di fomentare odio tra fazioni con lo scopo di scatenare medievali guerre di religione noi uomini liberi il callo non potremmo mai farlo .

Prima si riesce a tacitare o ad escludere o ad isolare questi predicatori di odio , meglio sarà per voi credenti ,  per noi uomini liberi e per tutta l'umanità ! 

117. Miriam, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 15:49

de hoc satis!

118. Fabrizio, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 16:08

Obiezione sensata, e hai sintetizzato con buona precisione il significato dell'uscita di Bagnasco

Sul discorso più generale mi chiedo con autocuriosità quanto valori come quello da te presentato, della lotta alla pedofilia, siano assoluti, e quanto il prodotto delle circostanze sociali in cui nascono. Esistono fonti "storiche" sulle età di Giuseppe e Maria al tempo del matrimonio? Sbaglio pensando che oggi una simile unione sarebbe illegale in quasi tutto il mondo "civilizzato"? Dobbiamo dedurre che Giuseppe fosse un criminale? Per contro, l'omosessualità era tollerata in Palestina (io non ne ho la più pallida idea)?

Alla fine io metterei pochi paletti assoluti: tuttora non riesco a pensare ad un sistema migliore di quello democratico. E' vero che questo principio nega l'esistenza di un'etica assoluta, e che un domani potrebbe aprire le porte a comportamenti che oggi ci fanno rabbrividire, ma che ci vogliamo fare? Sarà la gente del domani a decidere per sé, come noi disponiamo dell'oggi, e credo che sarebbe stupido poter pensare di imporre le nostre regole a quelli che verranno.

Al momento, limitandoci al nostro paese, esiste quella che potremmo definire morale comune, anche se i suoi principi sono diversi rispetto a quelli di cent'anni fa. Più o meno siamo tutti contrari all'omicidio, allo stupro e al furto. Credo che ad essere contraria ai rapporti prematrimoniali o omosessuali sia invece un'esigua minoranza, ed ecco perché penso che il discorso di Bagnasco finisca per essere un autogol.

Nota per chiarire: io sono contrario ai DiCo, non certo ai rapporti omosessuali, che infatti non sono più fuori legge da anni, al contrario della pedofilia.

119. pensieridiunmuratore, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 16:49

Cmq Bagnasco è in piena sintonia con Pio IX, quello che tolse un ragazzino alla propria famiglia, solo perchè una cameriera temendolo in pericolo di vita, lo battezzò. La famiglia, ebraica, era quindi indegna di allevare un battezzato, anche se loro figlio. (ps si scatenò un putiferio internazionale ma PioIX disse con tranquillità che del parere altrui non gliene poteva fregare di meno). 

"la libertà di coscienza e dei culti essere un diritto proprio di ciascun uomo che si deve proclamare e stabilire per legge in ogni ben ordinata società ed i cittadini avere diritto ad una totale libertà che non deve essere ristretta da nessuna autorità ecclesiastica o civile, in forza della quale possano palesemente e pubblicamente manifestare e dichiarare i loro concetti, quali che siano, sia con la parola, sia con la stampa, sia in altra maniera". E mentre affermano ciò temerariamente, non pensano e non considerano che essi predicano "la libertà della perdizione" , e che "se in nome delle umane convinzioni sia sempre libero il diritto di disputare, non potranno mai mancare coloro che osano resistere alla verità e confidano nella loquacità della sapienza umana, mentre la fede e la sapienza cristiane debbono evitare questa nociva vanità, in linea con la stessa istituzione del Signor Nostro Gesù Cristo" .

120. civis romanus sum, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 18:51

Sulla santità a Pio IX , infatti si è giocata interna alla chiesa una secolare disputa tra gli ultraconservatori e i ... come chiamarli ? ... i concillisti . Avviata all'inizio del secolo la causa di beatificazione e sostenuta nel 1972 da un'associazione di allora importanti ecclesiastici , circa 30 cardinali , 60 arcivescovi e 150 vescovi .Il sillabo era il principale motivo di blocco della causa .

Disputa che col papa polacco si è risolta a favore della fazione a cui appartiene anche Bagnasco ... vale la pena raccontare altri particolari della via di tale santo , oltre quello raccontato dal muratore e spiegare anche cos'era il sillabo ...

Perduta Roma, Pio IX vomita veleno contro la nuova Nazione italiana, rea di privarlo del potere di continuare ad assassinare impunemente altri patrioti, come Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, decapitati nel 1868, e si ritira immusonito nelle migliaia di stanze vaticane stipate degli immensi tesori rapinatici nel corso di quindici secoli, recinto da nababbici giardini ed altissime mura a netta separazione dal puzzolente gregge. Da qui sommerge il mondo d’immaginette con se stesso in veste di «santo prigioniero lacrimante», di martire della fede che prega ginocchioni sulla paglia tra nude pareti e grosse sbarre. Macerandosi in tanta sofferenza, promulgherà il Sillabo, che condanna il razionalismo, il naturalismo, il socialismo, la diabolica indifferenza religiosa e la separazione tra Stato e Chiesa, l’abominevole Stato liberale non più servo del prete. Susciterà inoltre una generale incontenibile ilarità partorendo il dogma dell’immacolata concezione (festeggiata con l’erezione in piazza di Spagna di una colonna in marmo cipollino sormontata dalla Madonna), e quello della propria modesta… infallibilità. Delle sue eccelse qualità egli diede molte prove, come la distruzione della Repubblica Romana da lui insistentemente richiesta con la strage indiscriminata di cittadini d’ogni età e sesso sotto le cannonate francesi. I Triumviri avevano affidato a Cristina di Belgioioso l’organizzazione della sanità pubblica e dei convogli di ambulanze (primo caso nella storia). Poiché tutte le caritatevoli suore se l’erano squagliata allegramente, essa si appellò alle donne romane, accorse volontarie a migliaia, e ne selezionò 300, subito prodigatesi senza risparmio di tempo e di forze nella cura dei feriti. La stagione era calda ed esse operavano a maniche corte, scandalizzando Pio IX, casto Susanno di turno, che con la Noscitis et nobiscum le insulta volgarmente, piangendo sui «miseri infermi già presso a morire, […] costretti ad esalare lo spirito tra le lusinghe di sfacciata meretrice». All’abietto figuro biancovestuto la Belgioioso rispose con una nobilissima lettera che gli ricacciava nell’immonda gola le sue insolenze. Tra l’altro diceva: «Non sosterrò che tra la moltitudine di donne che, durante il maggio e giugno del 1849, si dedicarono alla cura dei feriti non ve ne fosse neppure una di costumi reprensibili: Vostra Santità si degnerà sicuramente di considerare che non disponevo della Polizia Sacerdotale per indagare nei segreti delle loro famiglie, o meglio ancora dei loro cuori». Tuttavia, continuava, di una sola cosa si poteva essere certi, che esse «erano state per giorni e giorni al capezzale dei feriti; non si ritraevano davanti alle fatiche più estenuanti, né agli spettacoli o alle funzioni più ripugnanti, né dinnanzi al pericolo, dato che gli ospedali erano bersaglio [proprio per continuo criminale incitamento papale] delle bombe francesi». Durante i funerali di tanto santo (a detta di Wojtila ) pontefice, la polizia e i bersaglieri riuscirono a stento a trattenere la folla indignata che, spintonato brutalmente l’ipocrita clero salmodiante, si era già impadronita della bara per gettarla nel Tevere dal ponte di Castel Sant’Angelo.

121. don Paolo Padrini, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 19:53

mi permetto solo di segnalare che l'argomento della pedofilia, è stato già ampiamente trattato in diversi miei post, ed anche ampiamente discusso il contenuto ed il contesto delle iniziative vaticane citate da civis.

sul blog troverete molto ed anche alcune risposte mie in merito 

122. Miriam, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 16:24

mi meraviglio come mai nessuno ha ancora nominato le crociate. O mi sbaglio?

123. pensieridiunmuratore, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 16:52

Perchè le crociate di una volta erano ben altra cosa rispetto a quelle di adesso.

Ci pensi a quando 9 persone si unirono?
E a quando i cavalieri diedero ad un sultano musulmano il grado massimo concedibile ad un non battezzato?

E perchè non ricordare quel San Francesco, tanto apprezzato amato e stimato da quello stesso sultano e dal suo consulente spirituale, sufi, da far sì che nella tomba di quest'ultimo l'iscrizione fosse "conobbe Francesco d'Assisi"

Le prime crociate, quelle che hanno cominciato a riportare un po di linfa vitare e di cultura in Europa, non hanno niente a che fare con Bagnasco e per questo in questo topic sarebbero fuori luogo. 

 

124. civis romanus sum, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 17:25

Muratore ... Mai letto il "Pendolo di Foucault "?

Il mio film preferito , riguardo l'argomento è " Brancaleone alle crociate " ... bellissimo e felice ritratto dell'epoca e dei personaggi.

Il profeta che sprofonda nell'abisso dopo aver saltellato su di un ponte di legno marcio per provare ai suoi seguaci la fiducia  nel signore.

Palombino lo Stilita , che arbitra la disputa tra i due papi .

Episodi di un film meraviglioso ... Gassmann insuperabile . 

Per Bagnasco avrei visto bene la parte di Pattume , interpretato da Proietti, che prova su di sè i peggiori supplizi per scontare un peccato innominabile che quando infine lo confesserà ad un eremita provocherà il crollo della grotta e la morte di entrambi.  

 

125. civis romanus sum, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 17:30

Longo lo cammino ma grande la meta . Contro il saracino seguiamo il profeta .

Vade retro Satan. Vade retro Satan.

Senza armatura, senza paura, senza calzari, senza denari, senza la brocca, senza pagnotta, senza la mappa, senza la pappa.

126. Marinella A., Giovedì 5 Aprile 2007 ore 22:58

Ma sì, parliamo anche di crociate! Ci manca solo questa e stiamo a cavallo! Alla fine di ogni bel discorso, e dopo duemila anni di storia, resta solo un fatto. Un qualcosa che, da sedicenne, e proprio perché tale, mi sento in dovere di chiedere a tutti voi: "Ma che mondo avete mai costruito? Che mondo ci state lasciando?"  Un mondo dove ci si accoltella per una partita. Un mondo dove ognuno vuole che altri facciano solo quello che a pochi salta in testa. Fregandosene di ogni senso civile di libertà, comprensione e carità umana. Oggi un mio coetaneo si è ucciso per la barbarie che, figli di genitori altrettanto barbari (nel senso lato e dispregiativo del termine), hanno saputo elargire a piene mani nei confronti di un loro compagno di classe. Per questo mi permetto di riportare qui, quello che ho già scritto nel post di oggi. E se lo faccio, è perché mi sono stancata di stare a sentire tutte le stupidità che un adulto è capace di dire e scrivere, convinto anche di dimostrare persino sensibilità ed intelligenza. Noi non siamo adulti, ma neanche immondizia, da gettare nel primo cassonetto utile. Non sarebbe ora che cominciaste ad unire i vostri sforzi per qualcosa di veramente concreto? Di veramente utile a chi, come me, ancora deve appoggiarsi a voi? Se faccio e dico quel che sto facendo e dicendo, è solo perché tutto questo mi ha sconvolta. Perché queste cose non devono accadere! Solo una settimana fa, anche un'altra ragazzina si è gettata dalla finestra della scuola per cause simili. Se non facciamo qualcosa, altri moriranno, e potrebbero essere figli di ognuno di voi. Basta litigare per l'acqua tiepida o aria fritta. Credenti o non credenti, un essere umano è sempre il bene più grande che possa esistere, più di qualsiasi somma, più di tutto il petrolio del mondo. E non m'interessa sapere se quell'essere umano sia omosessuale o meno, come non m'interessa sapere se porta i capelli con la riga a destra o a sinistra.

Oggi un sedicenne si è ucciso. Forse omosessuale? Io non lo so, so solo che un sedicenne è morto, forse proprio frutto dell'accanimento di questa ondata mediatica omofobica vaticana. In tutto ciò non riesco a vedere alcuna impronta di Cristo. Non vedo carità umana. Non vedo comprensione che invece dovrebbe essere sbandierata prima di ogni altra cosa, specie nei confronti di chi si continua stoltamente a ritenere "diverso". Io ho sedici anni, lui aveva sedici anni. Io so cosa significa avere a che fare con l'idiozia dei miei coetanei e dei loro genitori altrettanto idioti, ma che, magari, non saltano una messa! Dov'è la chiesa in tutto questo? Mi è stato insegnato che, anche se una sola persona perde la vita e non si è riusciti ad evitarlo, questo è un fallimento! Basta con questa persecuzione stolta, irresponsabile e interessata. La Chiesa non può e non deve discriminare, altrimenti viene meno ai suoi unici valori. Questa, per chiunque abbia un minimo di dignità morale, in rispetto del dolore altrui, sarà una pasqua luttuosa. Altro che uova di cioccolato e gite imbecilli! Non si dovrebbe morire a sedici anni! E voi adulti, non potete lavarvene le mani come Pilato! Non è la solita morte per droga, alcool o velocità idiota. Questa è una morte per cattiveria umana.

Don Paolo, ti occupi (giustamente) delle  morti del sabato sera, morti non comandate da nessuno, ma quasi sempre esclusivamente frutto della propria imbecillità, perché non cominciamo ad occuparci anche e soprattutto di queste morti? Tenendo ben presente che non c'è solo la morte fisica.

Domani è venerdi santo, ma cosa sarà domani per questa famiglia? Chi farà sentire loro un minimo di solidarietà? 

Cominciamo a dibbattere su veri broblemi, anzichè sempre e solo su questioni politiche, anche se indirette. Cominciamo a cercare di salvare vite umane, anziché seminare solo discordia e fumo per gli occhi. Io voglio poter credere che, anche solo poco, ma quel poco si può fare. Si deve fare! Allora sì, che sarebbe la Chiesa di Cristo! Anche se riuscisse a salvare una sola vita.


 

127. cocoroito, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 23:25

Si, don Paolo, parliamo di questo ragazzo suicidatosi a 16 anni perchè "accusato" di essere gay. Credi non ci sia nessuna responsabilità delle gerarchie ecclesiastiche che hanno scatenato quest'ondata di odio omofobo?

Don Paolo sei uomo di mondo, stai tra i ragazzi e puoi immaginare quanto è facile far annidare il pregiudizio negli adolescenti. Il pregiudizio cattolico che gli omosessuali sono dei malati da curare, "disordinati" (come dice Ratzinger), che mettono in pericolo l'istituzione familiare ecc ecc.

 

128. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 00:28

Marinella, pensavo che proprio tu saresti riuscita a sfuggire alla troppo ovvia reazione omofila alla morte di un ragazzo perseguitato non perché gay ma solo perché primo della classe (verificabile sui giornali che ne parlano). Figuriamoci se non sarà sbandierata da tutti la solita, presunta intolleranza verso i gay, che in questo caso NON C'ENTRA NIENTE!

Casomai a lamentarsi dovrebbero essere i secchioni, quelli che vengono davvero esclusi dalla massa per quel misto di commiserazione per chi non è figo e di invidia per chi è confusamente percepito come al di sopra di certi pseudovalori che sono moneta corrente. Non sei stata tu a denunciare a più riprese la cattiveria dei tuoi compagni, di chi estromette persone solo troppo brave a scuola o anche solo capaci di trovare piacere nella lettura di un libro? O finora ci hai mentito e ti hanno dato addosso solo perché eri gay?

Se anche la psicopolizia buonista che oggi impera avesse successo nel rimuovere alla fonte qualsiasi pensiero non 100% politically correct nei confronti dei gay o di qualsiasi altra categoria protetta, credete che i compagni di classe stupidi e crudeli diventino di colpo agnellini? O piuttosto non chiameranno il compagno "stupido grassone", "sfigato morto di fame" o semplicemente "a'bbbruttooo"? Non mi azzardo a suggerire "sporco meticcio", perché il razzismo è un altro babau di quelli che va di moda demonizzare, e quindi sarebbe anch'esso estirpato. No, dai, diamo la colpa al papa anche di questo, che tanto dargli addosso è diventato lo sport nazionale. E ancora una volta laceriamoci le vesti per questi poveri gay, che vengono perseguitati giornalmente anche dai sedicenni, aizzati all'odio da preti omofobi.

Scusate lo sfogo, ma sono veramente stufo. Voler censurare alla radice qualsiasi pensiero non vada nella scontata direzione propinata da un progressismo qualunquista non è molto più dittatoriale di quanto prospettato dal Bagnasco della situazione?

129. Marinella A., Venerdì 6 Aprile 2007 ore 01:32

Caro Fabrizio, forse tu parti sempre a testa bassa, specie quando a scrivere sono io. Eri tu a darmi della malata di manie di persecuzione, quando denunciavo quel che succedeva nella scuola! Ma se prima di partire, leggessi con più attenzione, avresti capito che a me non importa affatto sapere se fosse stato omosessuale o no. A me interessa solo il fatto che è morto! Così come ho denunciato l'altro caso della ragazzina lanciatasi dalla finestra della scuola, per "cause simili". Dove "cause simili", non implicano affatto tendenze sessuali di alcun genere, ma solo espressamente cieco e stupido settarismo. E, scusami ancora, ma in un momento come questo, non m'importa molto del tuo sfogo fuoriluogo e fine a se stesso. Io vorrei solo non veder morire stupidamente altri. Se poi io sia o no una progressista qualunquista, non m'interessa molto, anzi , nulla! Poichè sono solo un insieme inutile di parole sensa senso.

Ti chiedo ancora scusa, ma anch'io, qualche volta ho i miei sfoghi. Però, almeno per delicatezza, questa tua esternazione superflua, te la potevi anche risparmiare. La morte, è sempre qualcosa di orripilante. Figuriamoci a sedici anni! Figuriamoci poi a starci a speculare sopra cercando di mettere in piazza l'essenza intima di quel povero ragazzo. A tutto c'è un limite! 

130. cocoroito, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 09:41

Fabrizio, a tefa comodo vedere la parte di realtà che ti interess. Ma una oparte di realtànon pè tutta la realtà.

Quello che dava fastidio al ragazzo erano quegli stupidi insulti di essere gay. Quegli insulti figli dell'odio contro gay che proviene dagli ambienti cattolici in cui troppo spesso li si vede additati come malati da curare, perversi, contronatura.

Se sei stato anche tu adolescente dovresti comprendere quanto è facile l'attecchimento del pregiudizio in un adolescente e quanto questo pregiudizio possa scatensi in queste manifestazioni di sadismo.

Se la chiesa cattolica la smettesse di considerare i gay degli errori di natura (come se non fosse la natura o Dio a volerli gay) e a propalare quell'ipocrita cultura della "comprensione" per il gay contro natura, forse saremmo un paese più civile in cui nelle scuole non accadrebbero fatti come questi.

131. Miriam, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 09:58

Da quando mondo è  mondo e in tutte le scuoleche conosco qualcuno si è regolarmente preso del "frocio", certo non solo adesso che la Chiesa non condanna gli omosessuali, ma ha da ridire - come del resto molti laici anche non credenti - che una coppia di omosessuali possa vivere non come famiglia, ma come famiglia composta di "padre" e "madre" che non generano i figli solo mettendoli al mondo, ma li generano continuamente con il loro essere uomini e donne autentici o che perlo meno fanno di tutto per esserlo, ed è questo l'esempio migliore che possono dare...

132. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 10:08

Cocoroito, io ho letto notizie precise sui giornali. Da queste si deduce che l'essere gay non c'entra proprio niente, come dicevo nel commento precedente. A me sembra piuttosto che  A TE faccia comodo interpretare le cose in modo tale da trovare conferma per le tue idee sulla pelle del ragazzo morto. Il ragazzo ERA gay? Non l'ho letto da nessuna parte; "gay" era stato scelto casualmente dai compagni come insulto. Al posto di gay, come già ho detto, poteva starci qualsiasi cosa. Proprio perché sono stato adolescente e ricordo come funzionassero queste cose dico che la chiesa non c'entra nulla.

Se ti interessa capire la brutalità del fatto, prova magari a considerare il fatto che l'insulto principe contenesse un riferimento ad un partecipante al Grande Fratello (il reality). Per conto mio questo la dice molto lunga sulla cultura dei compagni e sui loro modelli di vita. Se invece vuoi solo continuare a spacciare per discriminazione nei confronti dei gay quella che è crudeltà di tutt'altro genere, be my guest, vai pure avanti. Magari sei pure fortunato e salta fuori qualche altro morto adatto alle circostanze.

133. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 10:24

Marinella, se attacco quello che scrivi è perché stimo la tua capacità di ragionamento. E se raramente siamo d'accordo, dovresti sapere che poco mi importa, finché il confronto resta produttivo. In questo caso specifico, ad essere fuori luogo non mi sembra il mio sfogo, quanto piuttosto lo sfruttamento di questa morte per fini propagandistici.


Tu sei convinta di quello che dici, cioè che la morte del sedicenne è "forse proprio frutto dell'accanimento di questa ondata mediatica omofobica vaticana"? A me sembra una tale contraddizione con quello che hai sempre sostenuto che non la capisco. E sì, è vero che all'inizio ti davo di quella con manie di persecuzione, ma se ben ricordi, quando un'insegnante ha confermato la tua versione, ho finito per prenderla per buona o quasi. Già, mi capita di cambiare idea se mi vengono presentati fatti circostanziati e attendibili in contrasto con quello che credo.

Il mio sfogo non era fine a se stesso, non più dello sfogo di chiunque altro qui.  Se scrivo qui, tutto sommato è per cercare confronto. In questo caso principalmente per capire se la tanto macroscopica differenza tra le conclusioni che traggo io e quelle, ad esempio, di cocoroito è indice di malattia mentale mia, o se magari qualcun altro che condivide la mia visione c'è.

Sai com'è, se TUTTI gli altri vedessero il fatto come lampante conseguenza delle posizioni omofobe della chiesa, forse dovrei concludere di essere omofobo anch'io. Per adesso continuo a pensare, magari a torto, di aver guardato nonostante tutto più in profondità rispetto ai fautori dell'altra ipotesi.

134. cocoroito, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:53

Questa è una tua ricstruzione, Fabreizio. Quello che sappaimo era che quel ragazzo veninva additato come gay, come fosse un'accusa.

 IL DOLORE E' DI CHI LO SENTE E NON NELLE INTENZIONI (che tu ricostruisci a modo tuo, senza saperne niente) DI CHI OFFENDE.

 

135. civis romanus sum, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 12:08

@ marinella

"Ma che mondo avete mai costruito? Che mondo ci state lasciando?"  Un mondo dove ci si accoltella per una partita. Un mondo dove ognuno vuole che altri facciano solo quello che a pochi salta in testa.

Mica tutti noi "vecchi" siamo stati così ciechi ed ignoranti da impecorirsi dietro il ducetto di turno , prete o fascista che sia.

Ai miei tempi , ragazzetti come me di diciasette anni , anno più o meno , lottavano contro la polizia e i carabineros per le strade a suon di molotov e revolverate contro quella concezione della società fascista e clericale che allora era in gestazione ed ora è compiuta.

Era il 1977 , grandissima esplosione di fantasia e libertà in cui inventammo di tutto ... da nuove forme di associazione civile tipo le comuni alla liberazione sessuale . Non esisteva ancora la tv commerciale e per passare il tempo c'era solo il bar per noi giovani . Poi inventarono " gli anni di piombo ".

Ma voi giovanotti di oggi perchè non provate a ribellarvi anche voi a quello che vi propinano i vecchi ...

Ribellarsi è giusto.

In questi ultimi decenni è un assunto messo in discussione dallo stato dei fatti. Censurato, esiliato in un altro pianeta. Nella mente della stragrande parte della gente l´ arroganza del potere economico e politico può essere messa in discussione per lo più con pacifiche dimostrazioni di massa o allegri girotondi, o alla meno peggio mettendo un segnetto su questo o quel candidato al teatrino della politica.
E anche a questo il potere spesso reagisce in maniera violenta. Negli anni settanta non era precisamente così. Tanto per cominciare la mattina andavi all´ edicola sotto casa e potevi scegliere tra ben tre quotidiani che non si rifacevano all´ area della politica parlamentare: Il Quotidiano dei Lavoratori, il Manifesto e Lotta Continua. Per non parlare della miriade di riviste che proliferavano: Rosso, Controinformazione, Anarchismo, Vogliamo Tutto, Metropoli, Senza Tregua.
E poi il fumetto: da Linus a Cannibale, da il Male a Ken Parker. Altri tempi, basti ricordare le vignette sul papa che il Male ci regalava, oggi sicuramente passabili della più truculenta censura.
Di sicuro c´ era di che leggere, altro che Men´s health o il Denaro.
Tutto questo rifletteva una realtà in cui la politica, o meglio l´etica, aveva un importanza che permeava anche i rapporti personali.
Ne traevano beneficio il potere d´ acquisto dei salari o la condizione della donna.
E i salari tenevano in un'epoca di congiuntura come e peggio di quella attuale (state certi che nessun padrone né azienda vi verrà mai a dire che essendo aumentato il fatturato conseguentemente vi aumenterà lo stipendio, "loro" sono sempre alla fame o vicini al tracollo finanziario ...). I manicomi si chiudevano e le caserme si svuotavano.
Finiva la guerra in Vietnam o l´occupazione coloniale in Angola, spariva la dittatura in Portogallo e in Grecia. 

Il mondo alla rovescia, se allora dicevi che una cosa era "commerciale" significava che era da evitare o anche da bruciare (lo sanno bene le malcapitate bands yankee che tourneggiavano da queste parti), oggi "commerciale" vuol dire che stai per entrare nel club dei milionari e che sei uno "sfaccimmo".
Tutto questo qualcuno, successivamente, lo definì "gli anni di piombo". Ma per chi? Forse per il potere più retrivo e bigotto, la destra dei Saccucci o dei Tanassi, degli Andreotti o dei Pirelli, o di Romiti, che invocavano il Cile e i colonnelli contro l´aria di rivolta che si respirava nelle piazze e nelle fabbriche. La reazione di questa destra fatta di attentati, stragi, omicidi, suicidi, sospetti, massacri, violenze inaudite sulle donne (come quella del Circeo...) alimentavano in molti il timore che un colpo di stato in Italia ci potesse essere davvero. Forse è per questo che intere sezioni del PCI si trovarono dopo qualche anno a essere arrestate per banda armata. Non era raro trovare militanti delle BR iscritte al sindacato o al partito.
Non sono cose di cui oggi gli ex comunisti amano parlare. Molto meglio seppellire tutto sotto l´ epiteto "di piombo" e fare finta che c´ erano solo quattro esaltati che pensavano di stare in Irlanda o in Palestina.
Ma non era così. L´ occupazione dell´ università di Bologna, la manifestazione del 12 marzo di Roma, i blindati e i carrarmati per le strade portati dall´ allora ministro degli interni Cossiga furono probabilmente il culmine di tutto il movimento di quegli anni. Poi lo scontro si fece più duro, selettivo e feroce. Fa impressione però vedere su wikipedia, l´ enciclopedia in rete, nel macabro conteggio delle vittime di quegli anni, che il solo massacro di Ustica, strage coperta da un buon numero di generali e ammiragli dello stato italiano, supera e pareggia i morti per mano delle organizzazioni armate presenti allora in Italia.
Non cambia niente, ma non accetto lezioni da chi ancora oggi siede sulle poltrone del Parlamento e a distanza di decenni non ha pagato per i crimini di stato commessi o coperti allora. E non è un caso che lo stato, in particolare la democrazia cristiana e il partito comunista, non fece per Moro quello che poi fece per un Cirillo. Lo scontro diventò disumano, si passò ad un confronto esclusivamente militare suicida e fine a se stesso. Non poca responsabilità in questo l´ aveva l´ importanza che i media, la nascente televisione privata, la necessità dell´ apparire più che dell´ essere cominciavano a conseguire. Il movimento si polverizzò e tutto finì in un rifiuto della politica e dell´ etica, che sfociò negli anni `80 dei paninari e dei Craxi e soprattutto dell´ eroina. Piano piano siamo arrivati a oggi: gli "anni dello stronzio".
Gli anni settanta io li ho visti descritti solo in brutti film, pieni di grigiore e paura, per lo più fatti da signori che all´ epoca militavano nella FGCI. E che ricordo possono mai avere loro di allora?
Io ricordo ben altre cose. L´ autoriduzione, l´ esproprio, la chiusura delle centrali atomiche, le botte ai concerti per entrare gratis, ma anche i film di Herzog o di Olmi, i concerti strapieni di Archie Shepp o di Luigi Nono, il teatro di strada del Living o le azioni di artisti che si rifacevano ad una unica idea e necessità rivoluzionaria. Oggi mi manca questo, la possibilità di sognare la rivoluzione. Questo sogno lo vedo svanito soprattutto in chi oggi ha vent´anni e dovrebbe sentire ancora di più la necessità di rivoltare il mondo lasciatogli dai genitori. Non abbiamo realizzato questo cd per la nostalgia dei nostri vent´ anni, ma solo perchè sentiamo la necessità di ridare forma a termini censurati e in via di estinzione (come dopo un Congresso di Vienna, Bush e Woytila come novelli Metternich) rivolta, ribellione, rivoluzione.
Oggi invece riprendono importanza termini che allora sembravano estinti: la religione, l´appartenenza di casta, la razza, il sud e il nord. Il mondo sta peggio oggi di allora, basta mettere a confronto la felicità un po´ cialtrona di allora e la ricca depressione di oggi.
Ribellarsi è giusto. Sempre.

136. civis romanus sum, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 12:27

Per comodità lo scritto in neretto è un copia incolla dalla presentazione di un Cd musicale fatto per e con miei amici ... se desiderate info chiedete !

 

137. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 12:31

Sì, certo, tirare molotov e revolverate alla polizia era espressione di libertà. E che bello poter esprimere liberamente le proprie idee all'interno dell'università - ovviamente a condizione che si trattasse di idee del colore giusto, i fascisti (categoria estensibile a piacere, a seconda delle necessità del momento) mica avevano il diritto di parola.

E chi è che oggi censura le vignette sul papa? Mai letto il Vernacoliere o altri giornaletti simili? Sono solo quelle su Allah che sono vietatissime e sottoposte a censura preventiva.

Su diverse cose però ti dò ragione. Ustica, l'utilizzo improprio dello spauracchio del terrorismo e l'ingenuità di chi crede all'equazione minori tutele per i lavoratori = più ricchezza per tutti. Temi che però richiederebbero un post a parte per l'ampiezza.

138. Pietro, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 14:36

Il mondo anni settanta lo ricordo come te Civis, anche se non l'ho vissuto alla stessa tua maniera e pertanto neanche lo rimpiango, sarà pure il mito del "poveri ma belli" o del "poveri e sfaccendati", dell'eskimo liso e strapazzato, degli scioperi a scuola, le occupazioni, i collettivi, i volantinaggi, a cui chissà poi perchè aderivano quattro gatti alla fine e.....tutti gli altri a spasso, o della critica a suon di manifesti murali sulle bacheche delle scuole agli "opposti imperialismi" alle "logiche capitaliste", il tempo dei proclami della lotta di classe degli studenti uniti e compatti con i lavoratori! eheh begli slogan sisi grazie dell'amarcod!  ricordi anche l'inflazione al 18/20% magari? oppure l'idea proletaria e rivoluzionaria di abiezione al vile denaro superava il problema a suon di espropri o autoriduzioni?

139. Daniele, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 14:44

Quindi tu, Fabrizio, difendi quel povero ragazzo solo perchè non pensi che fosse omosessuale. E se lo fosse stato davvero? Tutto per te cambierebbe? Immaginiamo che lo fosse: per te è giusto emarginarlo per quello?
Ti ricordo che nei giorni scorsi l'orrido e bestiale Calderoli ha detto "Bagnasco ha ragione: i c...ttoni sono destinati tutti alle fiamme dell'inferno!"... che ne dici quindi dell'interpretazione leghista alle parole del presidente della CEI? Allora ha davvero detto che gli omosessuali vanno all'inferno a causa delle loro tendenze, se no perchè Calderoli avrebbe detto quella frase dicendo che Bagnasco ha ragione?

A proposito di Bagnasco, una domanda importante: è vero che il cardinale è un generale in pensione, per il fatto di essere stato cappellano militare in Iraq e che quindi percepisce la pensione dallo Stato Italiano, in violazione del Concordato? Ho letto una mail che sta girando in Rete, in proposito.
Ed è vero che i cappellani militari in guerra benedicono armi, munizioni e missili, consacrando a Dio ciò che serve per assassinare esseri umani?

140. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 15:28

Daniele, per favore evita di mettermi in bocca parole che non c'entrano nulla con quello che ho detto. Io non ho nemmeno "difeso" quel povero ragazzo; cosa vuoi difendere, ormai?

Io ho evidenziato quello che dagli articoli che si possono leggere oggi mi sembra essere il vero significato della persecuzione, che non ha niente a che vedere con l'omosessualità. Se il tipo fosse stato omosessuale, allora le cose cambierebbero, ma non nel senso che intendi tu. Cadrebbe la mia obiezione principale: se fosse stato perseguitato in quanto gay, non potrei più avere obiezioni al ragionamento di base di chi inserisce questo avvenimento nel contesto dell'omofobia - anche se mi riservo di non essere d'accordo in senso quantitativo sulla significatività dell'episodio.

Ti giro la tua stessa domanda, però. Siccome sembra  che sia stato perseguitato in quanto secchione, e non come gay, allora va bene? Se è stato perseguitato perché diverso dagli altri nel senso di fuori luogo in discoteca, impacciato con le ragazze, poco brillante in compagnia e dimesso nel vestire, per te va bene? Non senti la necessità di denunciare altrettanto vigorosamente l'episodio?

Su Calderoli non capisco il tuo ragionamento. Se Calderoli dicesse "Gli ebrei sono da ammazzare perché l'ha detto D'Alema" per te questo proverebbe la realtà della frase pronunciata da D'Alema? Per me il commento del Calde a Bagnasco conferma solo l'interpretazione di Marinella: le parole di quest'ultimo si prestano benissimo ad essere equivocate da chi è dotato di scarsa cultura e abbondante testa calda.

Sul discorso cappellani militari non ho nulla da obiettarti, ma del resto non sono cattolico e nemmeno cristiano, non è che me ne freghi poi molto. Mi brucia molto di più l'ipotetica pensione, che dubito essere minima, elargita dallo stato italiano ad un cardinale. Ma se cominciamo a discutere i privilegi della cosiddetta "classe dirigente", di qualsiasi colore, mi deprimo. Per favore non mi tirare in ballo: se c'è da votare contro le pensioni di guerra ai cardinali io firmo più che volentieri.

141. Marinella A., Sabato 7 Aprile 2007 ore 02:36

Caro Civis, ti ringrazio per l'ottimo escurso, da me letto con interesse (non sto minimamente scherzando). Però, sono troppi i punti che non mi sento, in onestà, di poter condividere. Non condivido le "molotov", le pistolettate e quant'altro. Una volta lessi delle parole che mi restarono nella mente ben vive. "Una libertà conquistata con il sangue, non è libertà!"

Come potrei sparare ad un poveretto di poliziotto che si sta guadagnando da vivere rischiando la pelle per 1200 euro al mese? Che poi esistano poliziotti corrotti, questo è un altro problema. Come posso sparare ad un prete solo perché è tale? Questo è settarismo. Lui non è il Vaticano! Neanche Ratzinger è il Vaticano. Posso e debbo lottare per le mie libertà, ma senza violenza, poiché è sempre e solo frutto di follia. Sicuramente hai avuto una adolescenza e gioventù migliore della mia, infatti, difendi quei tuoi anni. Io, al contrario, non li sto difendendo affatto. Li accuso e basta! Forse i tempi, le mentalità e i modi sono troppo cambiati. Però, credo, da piccola sedicenne, che cercare di portare violenza, genera solo altra violenza. La violenza divide, non accomuna. Io credo che, forse, la migliore delle cose, sarebbe quella di cominciare noi per primi, a smettere di farci la guerra tra di noi. Noi, che altro non siamo, se non i nuovi servi della gleba, l'ultimo volgo! Vorrei che smettessimo di dividerci in nome di Dio, Allah, Jeova, atei o agnostici e quant'altro ci trascini in inevitabili divisionismi stupidi. Finché staremo a litigare tra noi, faremo il gioco di chi si erge indebitamente su di noi. Disgregare è il loro mestiere. Ma anche se potessi conquistare tutto il bene del mondo, ma con mezzi violenti, non lo vorrei, poiché così, non avrei conquistato proprio un bel nulla. Avrei solo depredato. Non credo che esista qualcuno che voglia passare da un criminale ad un altro. Ma finchè ci discrimineremo l'un l'altro, finché ci massacreremo per una stupida ed inutile partita, finché staremo a litigare tra cattolici e non, finché non avremo compreso che stiamo tutti in un'unica barca, non avremo alcuna libertà da rivendicare. Con questo non voglio dire che non si debba avere una coscienza critica, anzi, quella prima di qualunque cosa. Ma la critica, non va confusa con rabbia cieca. Questa, non serve a niente e a nessuno. Io vorrei vedere, per prima cosa, un'umanità che smetta di nutrire sentimenti prevaricatori nei confronti dei propri simili. A quel punto, si potrà cominciare a pensare ad un mondo migliore. Se ciò non avverrà, noi saremmo peggiori di quelli che vorremmo combattere. Ecco perché dico:BASTA! A queste prevaricazioni stupide e ignoranti, atte solo a dividerci per minimizzare la forza di chi dovrebbe essere sovrano e di fatto non lo è! Cosa potrebbero fare tutti i potentati del mondo, contro popoli uniti ed accomunati? Ricordiamoci che eserciti e polizie, sono fatti di popoli. Dovremmo cominciare a pensare che ogni guerra, non importa contro chi e perché, è una guerra contro noi stessi. Un arabo, un cinese, un francese, un americano, un russo o un africano, siamo sempre e solo noi stessi. Questa è l'unica rivoluzione in cui posso credere. Ma ho solo sedici anni!

142. Marinella A., Sabato 7 Aprile 2007 ore 02:55

Dimenticavo di dirti che, pur essendo anticlericale ed agnostica, non potrei mai mettermi contro don Paolo, poiché so chi è lui, fin dall'inizio e lui sa come la penso io, eppure ci siamo accettati reciprocamente e questo ci accomuna e ci mette in condizione di stimarci reciprocamente. Non posso dimenticare che mi mette in condizione di esprimere pubblicamente la mia opinione, senza mai censurarla, neanche quando dissi, qualche mese fa, che il papa era una specie di faraone vestito da pagliaccio di circo equestre. Tutto questo ci accomuna e fa si che la mia stima cresca. Come potrei combatterlo? E perché dovrei combatterlo? Lui ha delle idee ed io altre, ma siamo sempre ed unicamente espressione di un unico popolo. E se, domani, arrivasse un altro, magari un himmam, ma che facesse la stessa cosa di don Paolo, saremmo sempre espressioni di un unico popolo. Perché fare la guerra a chi è come me? Il giorno che saremo tutti uniti, io credo, anzi, sono convinta, che don Paolo sarà con noi a chiedere e a reclamare, a voce alta, la Chiesa di Francesco e a reclamare una moschea per l'himmam! Sarà con noi insieme a tutti gli altri credenti, di tutte le religioni del mondo e insieme a chi non crede, ma ama i suoi simili come un unico popolo, fregandosene delle diversità di qualunque stupido genere.

143. civis romanus sum, Sabato 7 Aprile 2007 ore 10:16

A sedici anni è ingenuamente bello credere negli ideali di pace  amore e libertà ... anche noi ci credevamo vivendoli .

Quando invece le tue " forze dell'ordine " fatte di povera gente ignorante ma pagate dal potente , cominciarono ad ammazzare a manganellate e a rivolverate i nostri compagni a piazzare bombe nelle piazze  sui treni e sugli aerei , capimmo di essere stati trascinati in una guerra vera ... da una parte la minoranza della nazione con la parte maggiore del capitale che poteva permettersi pagandola la tutela delle forze dell'ordine per continuare ad ususfruire dei suoi privilegi e da una parte noi che ingenuamente volevamo cambiare il mondo con pace amore e libertà ... c'era da fare una scelta di campo ... non si può decidere il nemico e nemmeno il campo di battaglia ... ma da che parte stare , si !

Nei miei sedici anni si moriva per questi ideali ... lottando per vederli realizzati ... eravamo degli illusi come tutti a ventanni ! Ma tanto di quelle lotte è rimasto nonostante la caparbia disinformazione , denigrazione e distruzione di quell'eredità lo dimostrano le conquiste sociali di cui tu usufruisci ... da parte della tua generazione vedo invece la resa e l'asservimento totale a quella ideologia del consumismo becero e ignorante che noi combattevamo rifiutandone ogni cosa ...

Si può ribellarsi anche rifiutando l'omologazione del consumo di massa ... prova a non consumare più ! Non comprare più beni superflui , vestiti alla moda ,  inutili telefoni cellulari succhiasoldi , auto giganti che non saprai dove parcheggiare solo perchè te lo dice chi te le vuol vendere ... Il peggiore insulto a questa società clerico-fascista : NON COMPRARE ! Questo è un modo per lottare contro lo status quo, per salvare il mondo dall'estinzione . In un sistema " finito " come la terra è assurdo pensare ad una crescita dei consumi e dello sfruttamento delle energie "infinito" , questo conduce all'estinzione della specie . E allora addio fine ultimo , con buona pace di don padrini , a dio rimarranno solo gli aracnidi da benedire .

ma la libertà bisogna conquistarsela e costa cara ... Te la faranno pagare questa scelta .

Più comodo è rifugiarsi nei sogni e diventare pecora nel gregge belante .

 

144. Pietro, Sabato 7 Aprile 2007 ore 11:31

Bravo! bravo Civis, per una volta mi trovi almeno in parte d'accordo: il mondo, i consumi, la frenesia del fare e disfare, i formicai di macchine che tra un pò ci entreranno anche in casa. Non nego, dovremo arrivare a qualche riflessione in più un pò tutti e magari anche a qualche rimedio concreto, purchè poi non si dica che il "Capitale" ha trovato la sua nuova nicchia di speculazione anche nell'ecologia e che (bonta sua) ha trovato nuovi sistemi per farci sopravvivere tutti politicamente corretti e omologati, belli comodi, pasciuti, beati e imbecilli!

145. Miriam, Sabato 7 Aprile 2007 ore 14:16

Non è poi molto da escludere che proprio tu e civis facciate parte di questa eletta schiera. Si fa presto a fare i fustigatori e a stigmatizzare ad oltranza con argomenti a volte condivisibili, ma spesso pretestuosi su questo blog. Vorrei vedervi a rimboccarvi le maniche (anche quelle del cuore) come è abitauto a fare Don Paolo!

146. pensieridiunmuratore, Sabato 7 Aprile 2007 ore 14:20

Mi piacciono molto gli ultimi 4 post.

147. pensieridiunmuratore, Sabato 7 Aprile 2007 ore 15:00

intendevo fino al 144 ovviamente ;)

148. civis romanus sum, Sabato 7 Aprile 2007 ore 15:42

Vicino dove abito hanno apetro un nuovo centro commerciale , dicono più grande d'Italia , come se non bastassero intorno al G.R.A. ( grande raccordo anulare ... che per chi non conosce è solo una altro girone infernale con relativi condannati dopo quelli citati da dante ).

So per certo , sono nel ramo costruzioni edili ... (muratore la cazzuola ci accomuna ), che questi giganteschi centri sono tutti soldi della mafia in riciclo ... ebbene , notizia di oggi sul messagero : Più di trecento mila persone ieri erano stanziali e in circolo intorno a queste nuove città del consumo ... e pensate,tutte queste persone non sono andate in vacanza a fare la fila sulle autostrade per bruciare benzina , cosa anch'essa pregna di grande senso civico ed ecologico,  ma hanno deciso di passarci anche la pasqua lì dentro per contribuire all'ingrasso di mafiosi e al riciclo di soldi fatti col sangue e la rapina ... e i giovani tutti in prima fila ... tutti a comprare per la santa pasqua !! 

Fai una cosa rivoluzionaria Miriam ! Per pasqua non comprare niente , nemmeno un ovetto , se ne vuoi uno fai come una volta ... te ne fai uno sodo , e lo decori a mano cogli angioletti.  

 

149. don Paolo Padrini, Sabato 7 Aprile 2007 ore 17:31

ovviamente il rapporto tra creazionismo ed evoluzionismo è un argomento che interessa (compreso me). E' chiaro che se ne può parlare, ovviamente senza continuare ad insultare o lanciare epiteti contro chiunque.

Direi che sono stufo di dover sempre ripetermi....pensavo che la cosa fosse più che chiara.

150. civis romanus sum, Sabato 7 Aprile 2007 ore 17:38

      Mah !!!

151. Pietro, Sabato 7 Aprile 2007 ore 18:22

Ti riferivi a me Miriam? tanto per saperlo non per altro, perchè sai cristianamente parlando una esortazione in più ("rimboccarsi le maniche") non è mai da sottovalutare!

Civis, sei anche tu tra muratori, manovali e costruttori vari? ma va! non ci avrei minimamente pensato, strano ma abbiamo qualcosa in comune allora!

Don Paolo, non ho capito a cosa ti riferisci stavolta, scusa.

152. civis romanus sum, Sabato 7 Aprile 2007 ore 18:40

Il Don si riferiva a me Pietro ... secondo lui ho insultato il suo capo e mi ha censurato un commento ...

Conosco la cazzuola ma non come intende il massone , io costruisco case su misura per gente che può permetterselo non leggende sul santo graal . 

Io lavoro , non parassito ! 

153. Miriam, Sabato 7 Aprile 2007 ore 18:47

coccodeh!!! Ho fatto l'uovo!

154. don Paolo Padrini, Sabato 7 Aprile 2007 ore 18:57

Confermo che mi riferivo a civis, a cui ho censurato un commento che non era insultante "secondo me"...ma "di fatto".

Lo dimostra, in qualche modo, questo ultimo commento che è nuovamente insultante, questa volta non nei confronti del mio "capo" ma di un altro ospite di questo MIO BLOG.

Ecco perchè avrei voluto censurare anche questo commento, ma non lo cancellerò.

Esprimo la mia censura, ma preferisco che se ne veda il motivo. Spero che ora tutti si possa comprendere il mio forte disagio nei confronti di questi continui atteggiamenti di offesa. 

155. civis romanus sum, Sabato 7 Aprile 2007 ore 19:45

Il motivo non c'è .... e censurare è il modo che ha il potente per prevaricare ed imporre la propria concezione dei fatti e del mondo.

Millenni di prevaricazioni nella storia della chiesa insegnano il modo di agire nei confronti di chi comunica verità scomode ... e don Padrini è uomo di chiesa.

156. civis romanus sum, Sabato 7 Aprile 2007 ore 19:53

Ma la proprietà privata è inviolabile nel sistema liberistico ... e da buon liberista il don pianta i picchetti del SUO blog , chi non si adegua ai suoi modi viene invitato ad andarsene .

Bisognerebbe informare la Melandri prossima visita di questo blog, circa il problema censura ... chissà che ne pensa . 

157. don Paolo Padrini, Sabato 7 Aprile 2007 ore 20:19

non mi sembra opportuno continuare a ripetere cose che tutti sanno già, e che si sono palesate ripetutamente.

Più volte ho chiesto che nel mio blog (sì...perchè il blog è un ambiente di cui sono responsbaile) venissero utilizzato toni non violenti e rispettosi. Tutti si sono adeguati, anche pertsone che non credono e che hanno sempre e continueranno ad avere cittadinanza in questo blog.

Tutti loro mi sono testimoni. Sono testimoni del fatto che io non caccio nessuno. Sono testimoni del fatto che se sono arrivato a censurare è perchè ne sono stato costretto da atteggiamenti ripetuti, in modo volontario, nonostante le mie richieste di moderazione.

Non ho altro da dire anche perchè l'impressione di non essere compreso ormai è un fatto. Una incomprensiuone che non capisco...

Carissimo civis: Giovanna Melandri è una persona intelligente, e capisce la differenza che c'è tra la censura politica o ideologica, e semplici atti (ai quali si arriva dopo una vera e propria esasperazione) che limitano un linguaggio che continuo a ritenere improprio, voluto, e gratuitamente provocatorio.

Senza rancore. 

158. don Paolo Padrini, Sabato 7 Aprile 2007 ore 20:22

Dimentivavo....

Quello che censuro io non sono - come tu giustamente dicevi - i contenuti, ma i modi.

A tutti questo è chiaro...stanne certo civis.

Addio. 

159. Pietro, Sabato 7 Aprile 2007 ore 21:24

Miriam ancora non ti capisco:-))) o forse non capisco cosa stia succedendo.

Civis, (o Francesco se ricordo bene) sai essere intelligente, lascia perdere gli insulti, qui sei un ospite come lo siamo tutti, se proprio ci tieni, perchè non ti crei un tuo blog personale? o tutto sommato ti senti più a tuo agio qui? però non vale approfittarne allora, approfittarne non da Civis intendo, ma da "InCivis".

160. Marinella A., Domenica 8 Aprile 2007 ore 01:16

Ed ecco il vero problema! Ognuno vede solo se stesso e le sue idee. La vita come un palcoscenico! Esattamente come quei ragazzi che hanno ucciso Marco. Ognuno spera di fare e dire cose che possano suscitare consenso, indignazione, stupore, comunque: attenzione! Siamo tutti diventati malati di protagonismo. Tutti, inevitabilmente, figli di una tv malsana e diseducativa. Tutti bramosi d'avere uno straccio di palcoscenico su cui esibirsi, anche in un blog. Quando, invece, la funzione ideale, sarebbe quella sociale ed educativa. Se solo si mettessero da parte le proprie smanie e rivendicazioni. E chi siamo noi adolescenti? Figli di tanta stirpe! I bulli scolastici, altro non sono, se non la prosecuzione della specie. Si parte con il cercare di affrontare il tema di una disgrazia che rappresenta solo la punta di un iceberger e, fregandovene se il prossimo ultimo attore possa essere vostro figlio, rieccovi a reclamare e a sgommitare per un pezzetto d'illusione mediatica di popolarità. E intanto, Marco è morto! E presto altri lo seguiranno! Ma, tanto, in fondo, era solo un debole, no? Poteva strapparsi le vesti, o flagellarsi in nome di Cristo, o prendersela con Cristo. Oppure brandire armi in nome di un qualche pseudo movimento rivoluzionario. Invece, niente di tutto questo. Ha solo messo la parola "fine" ad un capitolo di un dramma sta sempre più trasformandosi in una pagliacciata! Dramma i cui, personaggi, molto poco pirandelliani, ma molto shakespeariani, cercano solo uno spiraglio di luce che riesca ad illuminare tanta poca sensibilità e molta indifferenza. Esattamente come quelli che hanno fomentato il gesto di quel povero ragazzino. Vorrei solamente che ognuno di voi potesse pensare, anche solo per un attimo, che quel ragazzino fosse vostro figlio. Solo questo, e nient'altro! Poi, riprendete pure la vostra eterna commedia. Ma questa volta, senza di me.

Grazie di tutto cuore per l'attenzione, e scusatemi per il tempo che vi ho sottratto in questo anno con le mie piccole idee infantili e, spesso, troppo sognanti. Scusatemi per aver stoltamente preteso di occupare uno spazio  riservato esclusivamente a menti adulte, molto più raziocinanti della mia di umile ed illusa sedicenne. Però, se posso dire la mia ultima idiozia, non credo che sbandierando i tanti " Viva Cristo e Abbasso Cristo", si ottenga qualcosa. Otterrete sempre e solo: fazioni. Inutili fazioni. Mentre, con i fatti e le azioni, sì! Ai funerali di Suor Teresa di Calcutta, non c'erano solo cattolici ...

 

161. pensieridiunmuratore, Domenica 8 Aprile 2007 ore 03:47

Marinella, ogni tanto anche tu sei un po eccessiva, ma spesso mi piace ciò che pensi e che dici.

162. Miriam, Domenica 8 Aprile 2007 ore 09:44

Se il mio parlare fosse davvero solo fazioso, come dici tu, Marinella, il mio tempo speso qui sarebbe davvero tempo perso; invece io trovo che questo sia uno strumento importante - anche se ha dei limiti - per ascoltare gli altri, esprimersi, e confrontare il proprio pensare e il proprio 'sentire'. Se la vita e nostre scelte ci hanno forgiati in modo diverso, dovremmo sempre trovare qualcosa che ci arricchisca vicendevolmente. Riconosco in te un certo 'estremismo' forse dovuto all'età, ma tanta sincerità e soprattutto amore per la vita e passione per le cose in cui credi. Penso che possiamo trovare tante cose da dirci e da darci; ma gli insulti e l'ironia distruttiva, vi prego, nooooo!!! Portatele da un'altra parte!

163. Miriam, Domenica 8 Aprile 2007 ore 09:47

Ovviamente per le idee se non da condividere, ameno da esprimere per un confronto che aiuta tutti a vedere la realtà anche da altre visuali, mi riferivo a tutti.

164. Pietro, Domenica 8 Aprile 2007 ore 10:18

Se ti sei stancata Marinella ti posso capire, ci si stanca tutti prima o poi, niente permane in eterno come sai, è comprensibile che tu voglia trasmigrare altrove, forse anche io lo farò prima o poi, smetterò di buttare tempo in repliche e controrepliche su questo tema o quell'altro, sentendomi una sorta di Don Chisciotte impegnato a cercare a tutti i costi antagonisti e alleati per cosa? per riuscire alla fine ad illudersi di vedere meglio se stesso a darsi una forma e un'immagine che altrimenti senza di questi, fatico a vedere.

165. Maurizio, Domenica 8 Aprile 2007 ore 10:59

Vorrei caldamente solidarizzare con te, Miriam, oggetto di gratuite ed ingiustificate cattiverie; e meravigliarmi del fatto che ancora non ti sei stancata di replicare a chi meriterebbe solo noncuranza.

166. cocoroito, Domenica 8 Aprile 2007 ore 14:24

Notizia fresca di giornata. Sesso, pedofilia, violenze e richieste di denaro in una parrocchia di Firenze. Il card. Antonelli per punizione lo sposta di parrocchia in parrocchia e gli ordina di recitare il salmo 51 e le litanie della Madonna.

Ma secondo voi Bagnasco quando parla di pedofili allude ai suoi colleghi opure agli omosessuali?

Io credo che parli dei suoi colleghi, visti che i crimini dui questo prete sono stati "legalizzati" attraverso la prescrizione, lo spostamento di parrocchia in parrocchia e l'ordine di recitare il salmo 51 e le litanie della Madonna.

E secondo voi il card. Antonelli ci finirà all'inferno o no, visto che si tiene tanto caro un prete che ha combinato queste cose?

167. Noallatorredibabele!, Domenica 8 Aprile 2007 ore 17:28

Gentile Don Paolo,

io preferisco dare del lei per una forma di rispetto reciproco, ma se proprio vuoi ti do del tu! Gradirei conoscere la tua opinione sia sull'articolo di Rocco Buttiglione (Repubblica,7/04/07,pag.21), sia sulla risposta di Paolo Flores D'Arcais (Repubblica,8/04/07,pag.27) a proposito del cosiddetto "diritto naturale".  

 

 

 

168. don Paolo Padrini, Domenica 8 Aprile 2007 ore 20:41

sono appena "risorto" dalle fatiche Pasquali....

domani leggo e volentieri contribuirò

ti saluto 

169. don Paolo Padrini, Domenica 8 Aprile 2007 ore 20:42

Marinella...non mi abbandonare eh?

170. Daniele, Martedì 10 Aprile 2007 ore 12:26

E intanto nessuno mi ha risposto, ma molti hanno cambiato discorso: cos'è? La mia domanda è troppo scomoda?
Allora la ripeto, così magari qualcuno titolato a rispondere, come don Paolo, mi chiarirà i dubbi.

E' vero che il cardinale Bagnasco, come ex-cappellano militare in Iraq, ha i gradi di generale dell'esercito e quindi gode di una pensione di stato, pagatagli anche con i soldi dei cittadini atei o di quelli (come me) che rifiutano categoricamente di dare l'otto per mille alla Chiesa cattolica?
E' vero che questa pensione data ad un membro del clero viola il Concordato?
E' vero che i cappellani militari benedicono le armi e autorizzano, anche a livello morale ed etico, l'omicidio, in contrasto con il comandamento "Non uccidere"?

Se magari qualcuno mi risponde, lo ringrazio.

171. kodomo, Lunedì 7 Maggio 2007 ore 19:30

Guardate questo documentario sui preti pedofili di BBC.
Questo è giornalismo…
http://video.google.com/videoplay?docid=3237027119714361315&q=Ratzinger+pedofilia

172. hronir, Venerdì 18 Maggio 2007 ore 14:23

Quel documentario e' arrivato persino sulle pagine di <a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/esteri/video-preti-pedofili/video-preti-pedofili/video-preti-pedofili.html">repubblica.it</a>

Saro' provocatorio: possibile che non ti sia (ancora) venuta voglia di parlarne, don paolo? Stavolta non si parla di omosessualita' e pedofilia in se', ma proprio in relazione alla chiesa... 

173. don Paolo Padrini, Venerdì 18 Maggio 2007 ore 15:23

certo che ne voglio parlare....anzi, tu dovresti sapere che ne abbiamo anche già parlato..

174. Anto, Venerdì 12 Settembre 2008 ore 18:21

Furbacchioni. Cercano di mettere sullo stesso piano la licenziosità della società (duramente conquistata) nei confronti delle scelte e costumi sessuali privati con tutti gli altri aspetti di degrado nella società pubblica.

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