Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Il progetto, realizzato assieme al Museo dell'Olocausto di Washington, intende scuotere le coscienze di milioni di internauti e esercitare una forte pressione sul governo di Khartoum. La speranza è di creare un forte movimento d'opinione in tutto il mondo.
Ma come si uò cercare di smuovere le coscienze di mezzo mondo? Iniziando dagli internauti, e dalle milioni di persone che usano Google Earth.
In questi giorni Google ha messo in rete nelle sue pagine Google Earth una serie di immagini hi-tech che mostrano dal satellite la situazione nella disgraziata regione occidentale del Sudan.
Chi userà le mappe satellitari di Google Eart e "viaggerà" verso il Darfur, si troverà i confini della regione evidenziati in arancione. Il Darfur è segnato con fiammelle rosse (villaggi distrutti) e rossi e gialli (danneggiati). Con lo zoom si potranno vedere le immagini dei villaggi distrutti, delle capanne bruciate delle tombe, dei campi profughi dei ribelli del Sudan Liberation Army. Ci sono poi link per inviare lettere di protesta anche ai politici, aiuti alle organizzazioni che si occupano dei rifugiati, scritti di simpatia verso le vittime.
«I navigatori potranno rendersi conto di come la violenza in Darfur è stata sistematica e brutale con il solo scopo di annientare un'intera popolazione», ha osservato John Heffernan, del centro prevenzione genocidi. «Occorre fare capire alla gente cosa sia un genocidio. Normalmente l'opinione pubblica non reagisce come dovrebbe. Speriamo così di riuscire a colpire le coscienze», ha spiegato da parte sua la direttrice del Museo dell'Olocausto, Sara Bloomfield.
Una iniziativa degna di nota, per nulla voyeristica. Una iniziativa che, spero, potrà scuotere qualche coscienza. Magari la nostra?
io.....non so davvero cosa dire.....sn rimasta traumatizzata per quello che letto....sinceramente non saprei cosa dire... so solo che se si potesse fare qualche cosa sarei molto ma molto contenta!!!! un saluto
Grande pensata!!! Immagino saranno milioni e milioni e milioni le persone che (per un microsecondo) sfrutteranno Google Earth per "sorvolare" la zona e vedere che funziona: si vedono i tanti fuocherelli accesi e.... e poi? Nulla. Perché mentre le nostre coscienze manifesteranno tutto il loro dolore e compassione a colpi di click, migliaia di persone continueranno a morire e ancor di più continueranno a non sapere se vedranno la luce domani.
Di iniziative più serie e veramente utili la direttrice poteva pensarle ed attuarle, sfruttando per esempio la forza delle lobby (in America legali e potentissime) che certamente sono a lei collaterali per spingere Bush a fare di più in sede ONU... Però forse così si fa bella figura senza costi ma con tanti ritorni (d'immagine per esempio...)
Purtroppo oltre alla demagogia, vediamo molta indifferenza. La emotività delle masse viene toccata e scossa da iniziative come questa, che corrono il rischio di lasciare il tempo che trovano se non sfociano in qualcosa di concreto nelle sedi adatte.
E' un po' il discorso dei nostri blog: servono da incontro informazione, dialogo, confronto; ma poi ci sono azioni e decisioni consapevoli e concrete da prendere nelle sedi adeguate! Intanto creare un movimento di opinione è sempre un punto di partenza non trascurabile!
Quello che ci fa sentire impotenti (mi pare di averlo già scritto in un'altra pagina) è che davvero manca nei politici (come pure nelle gerarchie ecclesiastiche) il contatto e il rapporto con la realtà concreta quotidiana e reale delle persone e non con quella 'virtuale' che sono tanto bravi a teorizzare... E conseguentemente anche le azioni e le decisioni intraprese non sempre coincidono con i bisogni reali della gente. Questo accade a livello nazionale e purtroppo anche internazionale...
Quello di google Earth è davvero un grido di dolore. Quoto tutto quello che dice Fabrizio e aggiungo che se ci fosse meno demagogia e più buona volontà da parte di chi realisticamente può intervenire efficacemente le cose potrebbero andar meglio...
certo che ricordo...la situazione è davvero drammatica e le responsbailità sono davvero condivise
Google Earth è il minimo che si può fare per raccontae il genocidio del Darfur ma ricordiamoci che il Consiglio di sicurezza dell'Onu è responsabile di questi genocidi perchè non ha voluto fare nulla.
Ho visto dieci giorni fa "L'ultimo re di Scozia", ottimo film sull'ex-dittatore ugandese Idi Amin. Sono rimasto colpito dal modo in cui un generale di umili origini, apparentemente amante del proprio paese e desideroso di migliorarlo, si trasforma nel capo di un regime colpevole di genocidio.
Fermo restando che un film resta solo un film, per quanto basato su fatti reali, mi è sembrata tristemente plausibile l'immagine della folla festante, sempre pronta a salutare il prossimo dittatore che promette mari e monti, o anche solo un'esile speranza di benessere.
Cosa dovremmo fare? Esportare pace e democrazia con le armi? Nah, secondo me è ampiamente dimostrato che questo approccio non funzioni.
Mandare denaro per aiutare le popolazioni indigenti? Sì, è vero che è meglio che niente, ma è realistico pensare che buona parte di quel denaro finisca nelle tasche sbagliate. Senza contare che aiutare dei bambini a non morire di fame, per cinico che possa sembrare, è inutile se li si trasforma semplicemente in adulti che a loro volta muoiono di fame. Altro film interessante al riguardo è il documentario "L'incubo di Darwin", che riporta un quadro incredibilmente desolato della Tanzania. Centinaia di tonnellate di pesce esportate ogni giorno (non avrei mai creduto che un lago, per enorme che sia, potesse fornire tanto pesce) mentre la gente intorno non sa come trovare da mangiare.
No, secondo me ha ragione Miriam. Le iniziative dei singoli sono sicuramente apprezzabili, ma non sono in grado di sostituire politiche di più ampio respiro, che solo intere nazioni possono portare avanti. Certo che finché organismi come il Fondo Monetario Internazionale fanno di tutto per mantenere basse le condizioni di vita dei paesi "in via di sviluppo" (le virgolette sono d'obbligo) in maniera tale da far persistere un colossale serbatoio di manodopera e materie prime a prezzo ridicolo, si passerà sempre da un Idi Amin all'altro. Finché i paesi ricchi imporranno al terzo mondo governi di forza sull'unica base della disponibilità a svendere le risorse naturali del proprio paese, non c'è iniziativa che possa schiodare la situazione.
Certo, anche smuovere realmente le coscienze non sarebbe male. Ad esempio, perché in questo governo di sinistra non si parla di cancellare il debito dei paesi poveri? Ma non come battaglia di principio, portata avanti solo da bellissimi ideali, la gente - ormai vaccinata da generazioni di politici bravissimi a portare avanti a parole grandi valori, per poi tradirli nei fatti - nutre seri dubbi. Parlarne molto terra terra, presentando gli importi dei prestiti fatti dall'Italia, dal modo in cui sono stati utilizzati (se presto cento milioni di euro al dittatore Punzabamba, questi li userà più probabilmente per comprare armi, che ospedali) di quanto sia stato restituito fino ad oggi e di quanto costerebbe ad ogni cittadino annullare il debito. Credo che in questo modo la gente potrebbe ragionarci su e capire che continuare a campare sugli interessi pagati dalla Nigeria per un debito ormai abbondantemente ripagato non sia la cosa più etica di questo mondo. Ma ci vogliono cifre precise e discorsi semplici. Quando sento un politico di destra o di sinistra che si straccia le vesti per qualche Grande Nobile Causa, chiedendoci di fidarci ciecamente di lui, penso automaticamente che abbia il suo tornaconto. Sarò pessimista, ma dubito di essere l'unico.
i miei occhi lacrimano e non mi escono parole...
com'è possibile che nessuno fermi questo massacro?
non saprei se sia davvero così...sai?
Che la coscienza di tutti sia scossa...non lo darei così per sconytato.
Comunque hai ragione sul fatto che a livello internazionale e politico non si faccia mai abbastanza...e specialmente in Darfur e Sudan...si stanno facendo davvero dei disastri...totali
alle 16:53
michele
bel post,vai a questo link,ho scritto anch'io qualcosa simile pubblicata da libero blog.
http://blog.libero.it/joiyce/2623860.html