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La Bibbia come libro di testo a scuola: favorevoli o contrari?

Martedì 5 Giugno 2007, 09:25 in Cronaca di

Bibbia a scuola.

L'associazione culturale "Biblia" ha presentato, nei giorni scorsi, al ministro della pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, la proposta di introduzione della Bibbia come libro di testo in tutte le scuole.
La proposta si fa forte di una petizione con oltre diecimila firme sottoscritto da cattolici, protestanti, ebrei, personalità del mondo della cultura italiana, sia credenti sia non credenti.

La proposta è stata sottoscritta da numerosi intellettuali di molteplici estrazioni sociali, religiose e politiche: Massimo Cacciari, Furio Colombo, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Margherita Hack, Gad Lerner, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky, Tullia Zevi.
Ma non solo. Le firme raccolte sono davvero moltissime. 

Naturalmente l'iniziativa, essendo passata dall'ambito della raccolta firme popolare, all'ambityo istituzionale con la consegna delle firme stesse al Ministro Fioroni, sta iniziando a raccogliere i primi commenti politici.

Commenti che appaiono in un articolo apparso  su Repubblica .

Ma la domanda circa la possibilità dell'insegnamento della Bibbia come libro di testo nelle scuole italiane, nonchè il notevole e bipartisan interessamento di tanti intellettuali e politici, mi sembra di grande interesse ed attualità, specialmente in un tempo - quale è il nostro - di aspro (a volte) confronto tra ondo Cattolico e laico, tra laici aperti ad una dimensione di approfondimento religioso e culturale ed acerrimi sostenitori di una laicità assoluta, senza alcun riferimento religioso (o anche solo religioso-culturale).

Cosa ne penseranno i lettori di Blogosfere e di Passi Nel Deserto? 

49
49 commenti
49
26 Giu 2010
alle 20:27

nino candela

perchè ogni minimo oggetto come televisore, trapano o frullatore ( solo per citarni alcuni )hanno un manuale d'istruzione e l'uomo la macchina piu perfetta e completa non dovrebbe avere un manuale d'istruzione? la bibbia e il manuale d'istruzione dell'uomo, perchè non solo ti parla del costruttore e come usare la macchina uomo ma mette in risalto con le sue vicende e cosa accade quando non si mette in pratica quello che c'è scritto sopra, ma addirittura dice quanto tempo puo durare l'umo se mette in pratica quello che dice questo manuale, Gesù menzionò proprio questo quando disse: nel vangelo di Giovanni 17:3 "Questo significa vita eterna che acquistino la conoscenza di te il solo vero Dio e di colui che tu hai mandato, tuo figlio Cristo Gesù

48
23 Ott 2009
alle 09:00

Miracolo del signore

sono anch'io contrario a ciò essendo uno stato laico non che un ottimo cristiano avere la bibbia a scuola mi sembra un atto di conformità in entrambi i campi.E' come introdurre la verità laica nel contesto cattolico,sconvolgerebbe la situazione persistenziale del convivere di entrambi

47
26 Ott 2008
alle 15:48

gianni

A parte il fatto che la Bibbia è già studiata nella scuola durante l'insegnamento della religione, mi chiedo come ci si possa opporre all'insegnamento del libro più diffuso nel mondo (la Bibbia) se nella scuola si passano intere ore di letteratura a fare l'esegesi della Divina Commedia. Con tutto il rispetto per la Divina Commedia, ma qua stiamo parlando di qualcosa di più grosso...

46
10 Giu 2007
alle 20:42

Hinneni

Ciao a tutti. 

Vi passo una riflessione di Enzo Bianchi relativa al tema di questo blog

 

La Stampa, 10 giugno 2007

Con il volgere al termine dell’anno scolastico due eventi hanno offerto occasione di riflessione su aspetti contenutistici dei programmi che hanno una valenza nel più vasto ambito educativo: da un lato la controversia amministrativa sulla validità o meno della frequenza all’insegnamento della religione cattolica come credito scolastico, dall’altro la presentazione di un “appello” per la maggior presenza della bibbia “nella formazione culturale di ogni studente e di ogni cittadino”. E il sovrapporsi temporale delle due questioni non deve impedirci di discernere con attenzione le profonde differenze. La questione del credito scolastico per l’insegnamento della religione cattolica mette nuovamente in luce uno snodo che andrà complicandosi sempre più con l’aumentare di studenti appartenenti a confessioni religiose altre da quella cattolica e che richiede fin d’ora un’attenta riflessione sull’opportunità di introdurre dei corsi di storia delle religioni. L’appello di Biblia, “Associazione laica di cultura biblica”, sottoscritto da alcune migliaia di cittadini di diverse estrazioni religiose, culturali, filosofiche, mira invece a suscitare “iniziative concrete” di vario tipo – da parte non solo del Ministero dell’istruzione ma anche del mondo più vasto della comunicazione, della cultura e della ricerca – per affiancare il patrimonio culturale biblico a quello greco-romano, in modo da conferire una completezza oggi assente alla formazione umanistica delle nuove generazioni. Si tratta in sostanza di fornire agli studenti – e, di conseguenza e progressivamente, all’insieme dei cittadini – gli strumenti necessari per capire la società concreta in cui vivono, di capire come è venuta formandosi e mutando, attorno a quale immaginario si è mossa, rispetto a quali simboli e racconti si è identificata o distanziata: è dal mondo biblico, infatti, dalle pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento, che per secoli è venuta l’ispirazione per opere artistiche e architettoniche di ogni tipo e sparse per tutto il paese. Sicché oggi difficilmente un cittadino italiano potrebbe muoversi senza imbattersi in parole, immagini, monumenti e memorie che trovano la loro origine in quel “libro dei libri” che da tremila anni fornisce – almeno al pari del teatro greco, della prosa latina, dell’epica antica – chiavi di lettura per l’esistenza umana e il suo senso nella storia: i sentimenti, i rapporti interpersonali, i comportamenti, le aspirazioni e le tentazioni dei personaggi biblici non sono stati e non sono tanto modelli da imitare, ma paradigmi di quello che l’essere umano è in profondità. Né possiamo dimenticare che anche a un livello più quotidiano, è lo stesso linguaggio corrente a essere ancora oggi ricchissimo di reminiscenze e immagini bibliche, dall’esodo all’apocalisse, dall’arca di Noè alla torre di Babele, dal buon samaritano al figliol prodigo, dal bacio di Giuda al lavarsene le mani di Pilato...

Ma credo che anche la nostra convivenza civile multireligiosa e multietnica con i suoi indispensabili dibattiti in ambito storico, scientifico, etico ha bisogno che gli interlocutori siano a conoscenza del substrato culturale che proviene dalla bibbia. Come infatti si possono capire, per esempio, le tragiche vicende e i faticosi ripensamenti che hanno accompagnato le teorie di Galileo e di Copernico se si ignora lo “sta scritto” che preso alla lettera parrebbe contraddirle? Come riflettere su Darwin e l’evoluzionismo se non si è mai letto e tanto meno cercato di interpretare criticamente il racconto creazionale della Genesi? Come ragionare (o sragionare) di guerre giuste o sante senza sapere da dove nasce l’idea e l’espressione? Come distinguere cosa dare a Cesare e cosa a Dio senza sapere chi, come, quando e perché ha detto che bisognava fare così? E ancora, come rispettare i convincimenti degli altri, del diverso, come giungere con lui a stabilire un terreno comune, condiviso, senza sapere cosa è stratificato da secoli in un tessuto sociale esistente? O come pretendere slanci di solidarietà umana, come fare appello a prassi di giustizia e di onestà trascurando l’istanza etica che per secoli ha fornito a questa dimensione nobile dell’essere umano un fondamento capace di sopravvivere persino a ripetute e gravi contraddizioni?

Sì, la sapienza biblica è un patrimonio che non può e non deve essere lasciato solo a chi vi presta la propria fede perché – al di là del considerarlo o meno di origine divina – è un tesoro umano di cui non abbiamo diritto di privare le generazioni a noi posteriori. Soprattutto oggi, in una società come quella occidentale che patisce un’assenza non soltanto di “valori” ma persino della consapevolezza di un’eredità da trasmettere e da ricevere, mi pare decisivo fare in modo che, nella stagione in cui un giovane riceve la propria educazione alla vita con gli altri e con se stesso, non sia assente quel “nodo culturale ricco e spesso drammatico” che è la bibbia.

Non si tratta di aggiungere un’ora di esegesi storico-critica o di catechismo rinnovato, meno ancora di dividere o discriminare gli studenti in base al loro credo (o al loro non credo), ma di offrire a tutti, con modalità articolate, con serietà e competenza, un insieme di dati culturali senza i quali la storia dell’arte come quella del pensiero, la ricerca scientifica come l’indagine storica, la comprensione di eventi sociali e di istanze etiche rimarrebbero depotenziate e lacunose. Come sottolineano i promotori dell’appello, “una riscoperta consapevole e rigorosa della matrice biblica dell’occidente è urgente in questo momento storico, segnato dall’inedita presenza in Italia e in Europa di comunità religiose numericamente crescenti e diverse da quelle di origine ebraica e cristiana ... Riflettere sulla comune eredità biblica del Vicino Oriente e dell’Occidente non comporta chiusure né contrapposizioni, ma anzi potenzia le capacità di comprensione di altre civiltà e altri universi religiosi”. E oggi siamo consapevoli di quanto ce ne sia bisogno.

                                                            Enzo Bianchi 

 

45
09 Giu 2007
alle 19:53

Pietro

Si Claudio! in più ti dico anche: ridateci Azzacove!

44
09 Giu 2007
alle 17:32

caramella-fondente

penso che siamo di fronte ad un tentativo di integralismo cattolico....dobbiamo insegnare ai ragazzi che Dio è il sole e lo si può vedere da qualsiasi parte del mondo nella stessa identica maniera....sì alla Bibbia se si introducono anche tutti gli altri testi religiosi...

43
09 Giu 2007
alle 14:15

Pensieridiunmuratore

24. Considera anche me un sostenitore.

28. Ciao Claudio :)

42
09 Giu 2007
alle 01:14

Claudio

Pietro sto' rimpiangendo Michelangelo e Elia.......è orribile!!

41
09 Giu 2007
alle 00:15

don Paolo Padrini

sono insulti inutili e dannosi.

Teniamo alto il livello e preguiamo su questo argomento.: la Bibbia....e magari pensiamo a come si possa usare questo blog per scoprirla meglio e per farla nostra, a prescindere dal suo uso a scuola....

E, Pietro, lasciamo stare il clima da stadio che - purtroppo - qualcuno a volte rischia di far entrare in questo blog....che dovrebbe avere altri toni ed altri scopi....

ti saluto 

40
09 Giu 2007
alle 00:07

Pietro

Certo che sprecarsi per insultare tanto beceramente tirando in ballo le origini georafiche lo trovo veramente squallido. Come si riesca a scendere a simili bassezze tra gente che affronta questioni e argomenti di altro tenore, proprio mi stupisco e non me lo spiego!

Sembra un clima da curva di stadio, ditemi che non è vero!!!!

Mi ci potrei mettere anche io ma perderei quel poco onore che ho con me stesso quantomeno.

Buonanotte.

39
08 Giu 2007
alle 23:46

Pochispiccioli

sì, proporre la Bibbia a scuola...forse è una proposta azzardata....

approfondire alcuni temi nel blog...si potrebbe tentare.

38
08 Giu 2007
alle 18:40

Abdel Nur

Compatibilmente col tempo vero e non virtuale che mi fosse disponibile, caro don Paolo, considerami pure un sostenitore della provocazione che lanciasti qualche commento precedente.

Pace su di voi. 

37
08 Giu 2007
alle 16:30

Fabrizio

Evviva il senso dell'umorismo, ragazzi, era solo una battuta. E la capacità di comprendonio, visto che non ho mai detto che tutti i romani siano tamarri. Bah!

36
08 Giu 2007
alle 16:08

don Paolo Padrini

ok ok....vi chiederei di esentarvi dall'andare fuori tema ....almeno in questo post....

35
08 Giu 2007
alle 16:00

tamarromano

Fabrizio , i pidocchi padani quando nascesti tu , coniarono il termine PIRLA per definirti . Siine orgoglioso , tu sei il prototipo del pirla padano .

34
08 Giu 2007
alle 14:18

inculapadani

Il fico ruminale è l'albero a cui si appendevano i coglioni tagliati ai celti che abitavano la palude padana prima dell'arrivo della civiltà romana .

33
08 Giu 2007
alle 11:09

ser crumb

Lo giuri sulla bibbia?

32
08 Giu 2007
alle 10:46

Doc Serg1

MAIIIIIIIIIIIII!!!!!!

Permettetevi e vi giuro che faremo le barricate. 

31
08 Giu 2007
alle 09:51

Fabrizio

Che cos'è il fico ruminale??? Un tamarro romano che mastica il chewing gum con le movenze di una mucca?

30
08 Giu 2007
alle 08:53

Claudio

Ciao Marinella e buone vacanze.

29
08 Giu 2007
alle 03:23

Marinella A.

Posso dire la mia, di sedicenne studentessa di liceo classico? Per prima cosa, diciamo la verità sull'ora di religione. Nessuno se la fila! E dicendo "nessuno", uso già un termine alquanto restrittivo. Unico e proficuo uso che se ne fa, salvo sfottere i vari insegnanti, quasi sempre donne e altamente ignoranti sotto ogni aspetto, tanto da essere, eccetto le dovute eccezioni, ridicole, è quello di occuparsi il tempo, considerato prezioso, per copiare compiti non fatti a casa. Ma a parte questo, l'insegnamento della bibbia, seguirà la solita spirale di vuoto che riusciamo ineluttabilmente ad attivare e a spalmare su qualsiasi cosa ci sfiori. Già a parlare di crociate, della battaglia della Meloria, della pace di Acquisgrana o di Carlo Martello, è come stare a parlare di aria fritta, ma fritta su di un'altro pianeta!

Commenti alla notizia: risate!

Personalmente, visto che adoro leggere tutto quello che riesco a leggere, un paio di anni fa, provai ad interessarmi anche di questa lettura. Cominciai immediatamente a trovare infiniti agganci fondamentali, senza i quali era, in pratica, impossibile continuare. Mi ritrovai invischiata con sumeri, ittiti e via dicendo, fino a riscoprire che, in pratica, tutto partiva da lì, compreso Noè, ovviamente con altro nome. Scoprii, i vari Enkidù e Gilgamesh, i primi tentativi di dimostrare che ubriacarsi è nocivo (se-bar-bisag). Leggende che ti portavano a Romolo e Remo e al fico ruminale, compreso Enea. Sempre con altri nomi. Insomma, un ginepraio inestricabile. Troppo per una quattordicenne, anche se appassionata di lettura. Per cui, che risultato si potrà ottenere da chi vede i libri come qualcosa di totalmente inutile, tanto da essere, ai loro occhi, inesistenti?

Al di là di ogni concetto religioso, ovviamente, rappresenta qualcosa di estremamente interessante, ma per chi è disposto a dedicarci una vita e con una profonda cultura specifica. Cerchiamo di evitare assurdi di tipo islamico. Ho due amici arabi, dai quali ho tentato inutilmente di farmi spiegare qualcosa sul Corano, saputo perfettamente a memoria, ma senza per questo, capirne una sola parola. 

Credetemi, è la solita perdita di tempo che s'infrangerà contro quel solidissimo muro d'ignoranza che siamo noi! E, a guadagnarci, saranno i soliti pochi. E, a crederci, i soliti illusi.

Io penso che ci sarebbero cose ben più concrete di questa, su cui discutere, quali: Prima causa di tumori e leucemie, l'aria che respiriamo. Seconda causa: quello che mangiamo! Per cui, cerchiamo d'essere un pochino più pratici, poiché, in paradiso, ammesso che esista, ci stiamo per andare tutti! Anche se controvoglia e molto prima del tempo debito!

Ciao don Paolo, io parto sabato, come al solito per Nizza, e tornerò a fine agosto. Tanti cari saluti  e spero di rivederti presto a Roma. Buone vacanze a tutti. E ... non litigate troppo, tanto, in paradiso c'è posto per tutti. Più o meno ... 

28
08 Giu 2007
alle 01:07

Claudio

Ciao PDM,sono contento di ritrovarti sempre pimpante.

La bibbia a scuola?E perchè non il libretto rosso di Mao?Vabbè che nella scuola di oggi c'è sempre piu' bisogno di miracoli,ma non esageriamo.L'ottanta% degli studenti italiani crede che Archimede sia un personaggio della Disney,a malapena coniugano uno o due verbi correttamente,e gli vogliamo fare studiare la bibbia??

Facciamo che studino e basta,qualunque cosa,ma che studino!!

27
07 Giu 2007
alle 22:05

Giacomo

per chi lo voglia accogliere, ovviamente...nessuno è obbligato.

E allora perchè portarlo come libro di testo a scuola? Dove uno è obbligato ad accoglierlo? 

26
07 Giu 2007
alle 21:10

don Paolo Padrini

Ci sono studiosi della Bibbia molto intelligenti, Giacomo, ed anche molto liberi nel proprio studio e nelle proprie idee...

La Bibbia, la sua lettura e la considerazione di una sua valenza per la vita sociale dell'uomo (oltre che per la sua vita personale), non cozza con l'intelligenza...anzi.

E ben vengano studiosi intelligenti capaci di non fermarsi a nessun pregiudizio, in modo da indagare il grande tesoro di riflessione che la Bibbia può offrire (per chi lo voglia accogliere, ovviamente....nessuno è obbligato) 

25
07 Giu 2007
alle 21:05

Giacomo

Che bello!!! La Bibbia a scuola!!!

Così finalmente qualcuno mi spiegherà alcuni passi "un pò" controversi... 

Fidatevi....non vi conviene mettere la Bibbia a scuola...se capita un professore intelligente, rischiate di vedere la fine della religione cristiana in meno di 2 generazioni.

24
07 Giu 2007
alle 21:03

don Paolo Padrini

E perchè non può essere possibile iniziare ad approfondire, ad esempio in questo blog, alcuni temi biblici fondamentali? Magari scegliendo noi quali affrontare?

scusate la provocazione..... 

23
07 Giu 2007
alle 19:52

Pensieridiunmuratore

Abdel, nessun dubbio dell'esistenza di moltissimi laici particolarmente capaci e competenti.
I dubbi nascono al pensare di trovarli in ogni classe italiana, o almeno nella maggior parte.

PS poi se la proposta passa magari mi propongo come insegnante sul tema ;) 

22
07 Giu 2007
alle 19:22

Abdel Nur

A me sembra incredibile. Com'è possibile capire la cultura europea, per non dire italiana, senza conoscere la Bibbia? E' necessario vigilare affinché l'introduzione della Bibbia a scuola non si riduca ad un catechismo, come troppo spesso finisce per essere l'ora di religione - e d'altronde ci sono moltissimi laici che saprebbero spiegare il testo anche meglio di molti sacerdoti; ma la Bibbia come pietra angolare della cultura europea è, mi sembra, indiscutibilmente imprescindibile. Pace. 

21
07 Giu 2007
alle 16:55

Fabrizio

Sì, avevo letto della presenza della Hack - che io conosco solo vagamente, di nome - nei tuoi commenti precedenti. Non ho idea di cosa possa volere realmente, se è un'atea d'assalto. Io mi riferivo a chi parla da credente ma fa riferimento al valore "laico" della bibbia.

20
07 Giu 2007
alle 15:57

pensieridiunmuratore

ser crumb, sarebbe il primo caso nella storia italiana in cui una fonte documentale viene eretta come libro di testo a scuola.

La storia, a scuola, non si studia sulle fonti documentali. Ma sui libri, più o meno di parte più o meno corretti nei loro sunti.

Magari una scuola diversa è possibile, magari sarebbe una scuola migliore. Ma inserire semplicemente la bibbia come libro di testo non cambia la struttura della scuola. Quindi detta così non ha senso.

18.Fabrizio, forse non hai notato che tra i soscrittori dell'iniziativa ci sono dichiarati fanatici agnostici come la Hack, che tutto può essere accusata meno che promuovere il valore positivo delle religioni e tentare di seminare un qualche tipo di spiritualità, visto che pare esserne totalmente priva.

Certo a sottoscrivere la proposta ci sono anche persone che godono della mia stima, come Cacciari e Lerner. Ma io conoscendo la qualità della scuola italiana, dubito che ne possa venire qualcosa di buono da una tale iniziativa.

PS dal punto di vista linguistico potrebbe essere molto interessante lo studio della bibbia, ma tale interesse c'è quando si utilizza la versione originale in ebraico, non una traduzione a cura della cei. Almeno questa è la mia opinione. 

19
07 Giu 2007
alle 12:45

ser crumb

Dal punto di vista storico e sociale mi sembra invece utile perché rappresenta come qualsiasi altro documento scritto o reperto archeologico la testimonianza diretta di una società in un determinato periodo di tempo. E' poi ancora più utile se si comprende come oggi a distanza di millenni quei concetti trovano ancora spazio nella nostra società e come vengono utilizzati o travisati per imporre qualcosa.

Non vedo in realtà "pericoli" di condizionamenti vari, non più almeno di quanti ce ne possano essere nelle condizioni attuali, vedo invece solo vantaggi nel capire certi concetti. Quante volte ci si basa sul sentito dire, magari della tv, per quello che riguarda (in particolare) ebrei e musulmani?

Per quanto riguarda Mormon o altro, a me personalmente sarebbe piaciuto tantissimo studiare almeno i fondamentali di tutte le religioni, ma sono forse un caso particolare, la realtà è che col poco tempo a disposizione sarebbe il caso di limitarsi a quello che ci riguarda più direttamente, e per molti anni a venire credo che si parlerà solo di cristiani, ebrei e musulmani. Almeno lo si farebbe a ragion veduta. 

Poi è normale che in un istituto tecnico (che tra l'altro ho frequentato anch'io) storia e derivati siano meno considerati, per questo avevo proposto di iniziare alle medie inferiori in modo da dare una infarinatura generale comune. 

18
07 Giu 2007
alle 12:24

Fabrizio

Dal punto di vista storico, la bibbia è completamente inutile. Esistono libri di testo attuali, basati su concetti più moderni, che seguono un programma organico e dedicano al medio oriente antico lo spazio che gli compete. Dal punto di vista sociale, idem. La nostra civiltà deve poco o nulla alle imprese dei patriarchi d'Israele. Ha molto più senso continuare a leggersi l'Iliade, visto il contributo della Grecia alla cultura romana prima e italiana poi, senza contare che quest'ultima è almeno abbastanza interessante.

Nota doverosa: io mi riferisco al tipo di scuola  superiore che ho seguito io, vale a dire un istituto tecnico. Forse in un liceo classico le materie umanistiche hanno più spazio, e la proposta di introdurre la bibbia potrebbe avere un senso. Da noi abbiamo sì studiato storia, ma per le usanze sociali dei Maya non credo che siano state spese più di un paio di pagine scarne.

Devo ammetterlo, però: faccio fatica a credere che i sostenitori della proposta siano realmente "disinteressati" all'aspetto religioso. Non posso fare a meno di pensare che sia un ragionamento del tipo bè, noi iniziamo a seminare, magari qualcuno si incuriosisce. Prima di dire che non ci sarebbe niente di sbagliato in questo, provate a farvi un esame di coscienza e immaginare cosa direste se ai vostri figli venisse imposto il libro di Mormon o il libro sacro del voodoo come libro di testo. Sareste contenti perché introdurrebbe un ulteriore elemento di conoscenza o non piuttosto un po' preoccupati?

Presentare TUTTE le religioni non è possibile, andiamo, è ovvio. Ce ne sono semplicemente troppe. A questo punto lasciamo che la scuola vada per la sua strada e che a gestire la crescita spirituale dei ragazzi siano loro stessi assieme alle loro famiglie.

17
07 Giu 2007
alle 10:38

ser crumb

Secondo me sbagliate a considerare la cosa solo dal punto di vista religioso, ci sono anche i punti di vista storico e sociale. Lo studio della bibbia e degli altri testi dovrebbe partire dalle medie inferiori, e ovviamente essere in linea con le capacità dello studente di quell'età. Mi pare più che ovvio. E sarebbe impossibile in ogni caso nel poco tempo disponibile fare di più, neanche se ci fosse una classe di potenziali teologi in erba. Per i vangeli inoltre non mi limiterei ai 4 canonici. In quanto all'imposizione di cui parla Fabrizio, sarei d'accordo se si parlasse appunto solo del punto di vista religioso, ma se si trattano questi testi da tutti i punti di vista il loro studio non dovrebbe essere considerato imposizione, al pari di qualsiasi altro.

16
07 Giu 2007
alle 09:09

Fabrizio

Ma su questo blog si parla di adolescenti che a malapena sanno leggere, che usano più volentieri il telefonino del dizionario, che deridono e sbeffeggiano la letteratura. E secondo voi questi saprebbero trarre spiritualità dalla lettura della bibbia?

Dirò di più. Già a sedici anni la mia spiritualità me la gestivo io, grazie. Obbligarmi a studiare un testo religioso (e non si può dire che la bibbia non sia di parte, Davide: per un ateo ovviamente lo è!) corrisponde a violenza. Se la bibbia mi interessa, la leggo, altrimenti no. Non vedo perché dovrebbe essere un passo avanti obbligare chi non è interessato a leggere di primogeniture scambiate con lenticchie, delle varie furberie degli antichi re ebrei, o di gente mazzammazzata in massa per aver sgarrato con le regole di dio.

15
07 Giu 2007
alle 03:10

pensieridiunmuratore

14. cud, non so se ti hanno informato, ma la Bibbia contiene oltre al Pentateuco ai, 4 Vangeli canonici, agli atti degli apostoli e alle lettere si San Paolo oltre un'altra quarantina di libri.

Il Leviticus 1132  Ricorda che.... Qualsiasi cosa su cui uno di essi cadesse quando sono morti sarà impura; sia essa un utensile di legno o vestito o pelle o sacco o qualsiasi oggetto usato per lavoro, dev' essere messa in acqua, e sarà impura fino alla sera; poi sarà pura.  

Immaginatevi un ateo che sottolinea frasi del genere ad un ragazzino liceale.... (e ci sono andato buono nel cercarne una non troppo "pesante"), cosa un quindicenne può pensarne? Per fortuna Don Paolo vede la cosa, potenzialmente buona, come di difficile realizzazione all'atto pratico. Ma forse non avete letto mai la Bibbia nella sua interezza e sconoscete le cose interessanti che un fondamentalista (ateo o cattolico che sia) può tirare fuori a piacimento tra le numerose pagine che la compongono.

14
06 Giu 2007
alle 22:36

credo in unum deum

Sono contento e favorevole che si studi la Torah e i Vangeli  nella scuola dove vanno i miei figli.

13
06 Giu 2007
alle 18:46

ser crumb

La bibbia dovrebbe essere studiata al pari dei vangeli e del corano per far capire quali sono i punti di vista delle principali religioni. Con questo non intendo dire che si dovrebbero leggere dalla prima all'ultima riga ovviamente. Ma servirebbe per fare un po' di chiarezza, oggi troppa gente straparla di cristiani e musulmani senza sapere quello che dice.

12
06 Giu 2007
alle 17:58

robdamat

Eh già , ci vorrebbe un prete a spiegarla , così si corre il rischio di prenderla per ciò che è , un antica raccolta di miti mediorientali . Con l'aria che tira magari ne assumono anche qualcuno che la interpreti benbene a spese nostre . Che ne dite se la facciamo imparare a memoria come fanno i musulmani col corano ?

Mi sembrerebbe un impetuoso passo in avanti verso la conquista della civiltà e della sapienza . 

11
06 Giu 2007
alle 16:23

don Paolo Padrini

Credo che da una conoscenza sempre più approfondita del testo biblico non ci si possa che guadagnare.

Ma lo studio della Bibbia richiede strumenti di critica testuale, ermeneutici, di storia, di archeologia biblica, ecc...che non so quanto potranno essere messi a disposizione degli studenti.

Senza questi strumenti è difficile rapportarsi seriamente (e non intendo ideologicamente) al testo....quindi, concretamente, vedo la cosa molto difficile da realizzare nella nostra scuola.... 

10
06 Giu 2007
alle 16:22

Pochispiccioli

La Bibbia è l'origine delle tre  grandi religioni monoteiste e delle culture che da esse prendono vita.

a mio parere sono libri di profonda spiritualità ed esperienza umana: c'è veramente tutto l'uomo con le domande sulla sua esistenza, le possibili risposte che ha trovato lungo il cammino della storia.

però condivido il fatto che se non presentata bene possa dare adito a confusione o a facili fondamentalismi.

Noi cristiani ( io sono cristiana e cattolica) la leggiamo a partire da Cristo come punto di riferimento....e questo ci aiuta alla comprensione di alcuni fatti  duri  e molto crudi che nella bibbia ci sono e sono  anche numerosi ma, laicamente, come può essere letta?

prima di dire che sono pienamente d'accordo vorrei una risposta a questa domanda.

 

9
06 Giu 2007
alle 14:56

Davide

Ben venga la proposta. La Bibbia non è un libro di parte, non è il libro manifesto di una ideologia, anche se oggi siamo capaci di pensare solo in questo modo: o nero o bianco, o a favore o contro.

La Bibbia è un testo universale. Dove c'è dentro tutto l'uomo, non è un libro 'per cristiani' o per 'gente che la pensa in un certo modo' .  E' un libro che tutti dovrebbero leggere, almeno una volta nella vita.

8
06 Giu 2007
alle 14:38

Emanuele

Penso che le cose non stiano proprio così...

Credo che lo studio della Bibbia verrà proposto a partire dalle scuole superiori, quando i ragazzi sono ben in grado di comprendere, per quanto sia comunque possibile comprendere un testo complicato come la Bibbia.

E sinceramente spero che non venga inserito all'interno della normale lezione di letteratura. Si dovrebbe, se non creata un'altra materia dedicata all'interculturalità (non sarebbe una cattiva idea comunque conoscere le culture che convivono nel nostro paese!), inserire lo studio biblico all'interno dell'ora di religione, che così riacquisterebbe finalmente la serietà ed il rispetto che dovrebbe avere.

7
06 Giu 2007
alle 02:53

pensieridiunmuratore

Credo di essere contrario, per tanti motivi.

Ricordo che la Chiesa per diversi secoli ha proibito l'accesso alla bibbia ai non addetti ai lavori. E adesso lo si dovrebbe dare in pasto a dei bambini?

Sono tanti gli adulti che non capiscono che non è un testo che si può prendere alla lettera.. e ai bambini come glielo spieghi?

Il fatto che la Hack voglia firmare non vi fa sospettare niente?

Un testo così se non vengono forniti i mezzi adatti (e chi li ha tra gli insegnanti di italiano?????), rischia solo di diventare uno strumento per il fondamentalismo.

Gli amici della hack (i fondamentalisiti atei) avrebbero gioco facile a dimostrare tante insensatezze e contraddizioni (che scompaiono a chi ha occhi per leggere....)

Gli amici di Bagnasco (i fondamentalisti religiosi) avrebbero gioco facile a dimostrare le loro di insensatezze.

Basta tagliare qua e la.... e per di più entrambi potranno dire "c'è scritto nella bibbia, quindi se è giusto/sbagliato quello immaginati tutto il resto".

No, dubito possa essere un passo in avanti.

Don Paolo, lei riuscirebbe a quantificare il numero di ore di studio sulla bibbia che ha fatto nella sua vita?  L'ha letta tutta? Ha dato un senso a tutto? Quanto crede che sia digeribile/apprezzabile agli occhi di un bambino?

6
05 Giu 2007
alle 21:28

Emanuele

Appoggio in pieno la proposta!

Adottare la Bibbia come libro di testo (quindi utilizzarlo e studiarlo durante le ore scolastiche) sarebbe a mio parere un gran passo avanti!

E' fondamentale che i ragazi conoscano un testo su cui si basano (almeno dal punto di vista del VT) le tre grandi religioni monoteiste e la stessa società, cultura e letteratura occidentale! Non c'è aspetto dell'arte, della cività, della cultura eurpea che non sia influenzata dalle sacre scritture.

Ottima proposta! 

5
05 Giu 2007
alle 18:30

Hinneni

Magari! Ci sono pagine di una bellezza memorabile che sono state fonte di ispirazione di grandi opere letterarie ed artistiche. Difficile forse, trovare insegnanti preparati. Chi ha avuto la fortuna di ascoltare commenti di pagine della Bibbia da persone del calibro di Paolo De Benedetti, tanto per fare un nome, credente o no, ne è rimasto profondamente affascinato.

Fatevi un giro nell'archivio di Uomini e profeti e poi ditemi cosa ne pendate. 

4
05 Giu 2007
alle 16:35

Karl

Assolutamente contrario.Sarebbe un insulto alla laicità.Vedere il recente libro di Piergiorgio Odifreddi, che "smonta" la bibbia come una mera raccolta di miti contradittori e sanguinari ed illustra ipessimi effetti della sua lettura da parte dellementi deboli, come Bush o Berlusconi.

3
05 Giu 2007
alle 16:02

Pixel

Resto perplesso. Io preferirei che insieme alla Bibbia si introducessero anche altri libri come il corano e gli altri libri su cui si fondano le altre religioni come il buddismo, il confucianesimo, ecc, al fine di avere una visione a 360 gradi di quello che è il panorama religioso mondiale, in modo che lo studente possa conoscere cosa offre il "mercato" religioso mondiale. E mi limiterei a questo.  Lo studio della Bibbia lo lascerei invece a chi interessa e ne è affascinato personalmente, da approfondire presso le opportune scuole di teologia specializzate in merito.

Comunque ci tengo a ribadire che la Bibbia più che studiarla, va vissuta. Se la vivi, la comprendi. Se non la vivi, resta soltanto una raccolta di libri incomprensibili.

2
05 Giu 2007
alle 15:46

Valentina

Assolutamente contraria, perchè l'esser cristiani è una scelta personale e quindi penso che la lettura della Bibbia non debba essere imposta. Personalmente ritengo sia un testo molto interessante e ricco di spunti di riflessione, ma non mi piace l'idea che possa essere inserito come libro di testo. Inoltre l'ora di religione a scuola dovrebbe essere, come dice la terminologia stessa, un'ora in cui si parla delle religioni e non l'ora di cristianesimo. Molto più proficuo a mio parere lo studio delle religioni esistenti nel mondo; favorirebbe una maggior integrazione ed una maggior capacità di immedesimarsi nel punto di vista dell'altro.

1
05 Giu 2007
alle 15:03

Fabrizio

Io sono assolutamente contrario. Già vent'anni fa avrei auspicato uno svecchiamento del parco libri della scuola italiana - o più precisamente l'eliminazione de "I promessi sposi", utilissimo per far passare a tanti giovani la voglia di leggere (curiosamente la Divina Commedia resta invece godibile). Adesso aggiungiamoci pure la Bibbia e completiamo l'opera. Senza contare che, ci gioco un dollaro contro un fagiolo, i musulmani insorgeranno come un sol uomo, e in questo caso non saprei dar loro torto.

Esistono tante grandi opere nella narrativa mondiale, testi che sarebbero adattissimi a far capire che leggere non significa annoiarsi. Per come la vedo io, proponete quelle e lasciate la Bibbia ai cristiani. Magari la cultura media ci guadagnerà.

Nota: ho dato per scontato che si parlasse della Bibbia come testo di letteratura. Spero che non la vogliano introdurre come testo di storia, vista la scarsa attendibilità. 

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