Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Continuano gli attacchi ad internet. Sembra il titolone di un aticolo di cronaca, ma - a modo mio - riassume bene l'aria di "attacco mediatico" a cui è soggetta la rete in questo periodo.
Lasciamo pure perdere le "sparate" (semi pubblicitarie) di Elton John che ci hanno fatto sorridere nei giorni scorsi, e sulle quali abbiamo già abbondantemente discusso.
Ma un giornalista che stimo, come Pietrangelo Buttafuoco, poteva anche approfondire meglio, prima di concedere l'intervista che è stata pubblicata ieri su "La Stampa".
Chi vorrà potrà leggere il testo completo dlel'intervista a questa pagina, in modo da iniziare a sfatare una delle affermazioni che più mi hanno lasciato perplesso, anche perchè mi toccano in modo diretto (e lo confesso).
Perchè dire, se non per la necessità di essere sintetici ad una domanda dell'intervistratrice, che "Il caso più eclatante è quello dei blog, pullulano di narcisisti impazziti pronti a scrivere su ogni argomento che gli capita a tiro. E finiscono per diventare un raccoglitore di banalità con un mucchio di ripetizioni e fesserie. Non solo. Molto spesso si riducono a un vero e proprio sfogatoio per egocentrici incompiuti. Si potrebbe tranquillamente fare a meno di tutti questi impazzimenti tecnologici. Non è che la colpa sia di Internet, ma Internet offre lo strumento"?
A me sembra un po' troppo facile - me ne scuserà Buttafuoco - esprimersi lapidariamente in questo modo.
Per quale motivo? Bhè....perchè prima di tutto c'è blog e blog, e - ancora - all'interno degli stessi blog, c'è (e ci può stare, proprio vista la natura del genere letterario e del prodotto testuale stesso) articolo più superficiale e vera e propria "inchiesta".
Che nei blog ci possano essere "narcisisti impazziti", è un fatto. D'altra parte di narcisisti è pieno il mondo. Politici, giornalisti, opinionisti, preti, insegnanti....tutti sono soggetti alla "tentazione del naricisismo". Perfino un buon "operatore ecologico" (o spazzino che dir si voglia), può provare sensazioni di appagamento, proprie di una psicologia narcisistica, nel pulire bene un angolo di giardino. Certo mi si dirà che uno spazzino non pretende di scrivere di questioni "alte" su un blog, pubblicandole liberamente in rete, ma che ci posso fare io se al mondo ci sono anche persone che amano prodursi in testi ed amano - questi stessi testi - pubblicarli in rete?
D'altra parte c'è sempre il modo di sfuggire a queste letture. Appunto perchè "opera del lettore", il lettore può, liberamente, rinunciare ad usufruirne. Insomma....nessuno è mai stato "violentato" da un blog....se non erro.
Una cosa devo ammetere: la stampa, nel titolo riporta una frasd eche Lei, sig. Buttafuoco, non ha mai detto "Nei blog mare di bugie". E ci credo che non l'abbia detto, in quanto una geralizzazione di questo calibro sarebbe stata proprio una operazione indebita.
Ma poniamoci, senza paura, comunque questa domanda. I blog contengono bugie? Forse è vero. Forse contengono una marea di citazioni di articoli che a loro volta copiano altri articoli, che sono pieni di verità....e la confusione può anche non fare un "buon servizio" alla chiarezza ed alla limpidezza della verità.
Ma al giorno d'oggi, di fronte all'inesauribile flusso di notizie che proviene dai media, l'unico modo per avere una percezione della verità che si possa minimamente avvicinare alla "verità stessa" (anche se qui scendiamo in campi filosofici che non mi sono propri), l'unico modo per farsi un'idea di ciò che capita veramente nel mondo è avere un maggior numero di fonti di informazione.
Mi sembra, tra l'altro, che le fonti siano anche la materia prima del giornalismo, e che non le abbiano scoperte internet ed i blog.....
Per cui, se un blog, magari approfondendo "dal basso" (anche se io non amo troppo questo modo di esprimersi) cerca di approfondire un argomento, magari anche solo citandone interamente una fonte (cosa che i giornali poche volte fanno), non fa un ottimo servizio?
Io - e tantissimi miei colleghi su Blogosfere - lo cerchiamo di fare sempre. A volte ci si ripete? Può darsi....nessuno è perfetto, ed anche i più "virtuasi" non sempre lo riescono ad essere.
Ma - e mi rivolgo direttamente a Lai, sig. Buttafuoco - forse varrebbe la pena di approfondire l'argomento, prima di cedere in lapidarie sentenze che - e lo dico sinceramente e non per adularla - non le fanno onore.
Concludo con una nota personale di rispetto e di apprezzamento per il lavoro che svolge, che io personalmente seguo quotidianamente su "Otto e Mezzo".
Buon lavoro....sperando di poter avere un confronto con Lei su questi temi.
Ho come l'impressione che certo giornalismo ormai senta talmente il fiato sul collo dei nuovi media e la disaffezione del pubblico verso quella marchetteria assortita che e' diventato il giornalismo cartaceo italiano, un sistema che senza le cospicue sovvenzioni pubbliche alla stampa andrebbe in bancarotta in meno di tre mesi.
E quindi, comprendo benissimo questo livore avvelenato, questo fare tutt'erba un fascio, questo guardare solo alla parte "bassa" degli inteventi si vari blog, e non voler vedere (o magari proprio per aver visto benissimo) che la consapevolezza e la ricchezza informativa oramai passa solo tramite lo scambio di esperienze, nozioni e competenze.
Non e' certo colpa dei blog, se ci si accorge ormai qi quanto poco seria e poco onesta sia l'informazione tradizionale. Certo, chiunque si affacci al mondo selvaggio e caotico dell'informazione "senza filtro" che offre la rete, deve farsi la sua brava gavetta e imparare autonomamente l'ABC che costituisce la base del buon giornalismo, e non tutti si danno pena di fare pratica.
In rete esistono anche dei professionisti e semiprofessionisti che aiutano i meno esperti a vagliare le notizie, e , fatto fondamentale, si mettono in gioco personalmente, sanno bene che non e' possibile barare a lungo in questo ambiente, dove la prova che tu giornalista sia stato in malafede a fornire la versione dei fatti salta fuori quasi subito, e le personoe vengono a dirtelo subito in faccia e senza tanti giri di parole.
Le accuse verso internet sono, paradossalmente, proprio il massimo implicito complimento e riconoscimento che i giornalisti smarriti possono fornire alla rete.
Suggerirei al giornalista in questione di fare un suo blog e di frequentarne altri, e poi esprimere una seconda opinione piu' ponderata ;)
saluti
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 21:33
Pixel
Su Tuttolibri del 12/03/2005 Gianluca Nicoletti, con un articolo dal titolo: "Di tutto un Blog", seminava il putiferio sulla Rete dicendo che: " il blog si espande verticalmente verso il basso e tende all'indefinito ".
Quello di Buttafuoco non è altro che un remake scritto con parole diverse.
Stendiamo un velo pietoso su questi giornalisti della carta stampata che non sanno vedere oltre la punta della loro penna stilografica.