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Commentiamo insieme il Vangelo della Domenica: "Saper leggere la storia"

Domenica 30 Settembre 2007, 07:57 in Riflessione di

Il Vangelo di oggi, attraverso una parabola raccontata da Gesù davanti ai farisei, ci invita ad ascoltare Mosè ed i Profeti, simbolo di Dio che cammina con il suo Popolo nella storia e della storia stessa che chiede di essere cambiata alla luce dalla "giustizia di Dio".

Augurando a tutti i miei lettori buona domenica, vi propongo questa pagina del Vangelo, affinchè possa diventare oggetto della nostra riflessione e dei nostri commenti.

 

Lc 16, 19-31

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: “C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.
E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi”.
 

10
10 commenti
10
03 Ott 2007
alle 00:00

Giuseppe

Questa riflessione, caro Pietro, è ciò che Gesù ci ha invitati a fare sempre ... a relativizzarci ed a metterci in discussione ... 

9
02 Ott 2007
alle 22:59

Pietro

Se mi è permesso dire, trovo che l'Epulone è una figura limite, simbolica, caricaturale quasi, non saprei dire altro. Stando sempre nell'ambito delle parabole evangeliche troverei molto più verosimili i protagonsti della parabola del Samaritano ove è narrato un fatto, un episodio e rispetto al quale ognuno ha più possibilità di prenderne le parti nel bene o nel male. Nonostante ciò moralmente ci tocca anche il personaggio dell'Epulone non negli esatti contorni delineati da Gesù mi auguro, ma ci riguarda o rischia sempre di riguardarci e ci fa riflettere anche se non siamo degli abbuffini cronici, anche se non pensiamo solo alla pancia o ad eleggere il piacere a filosofia assoluta, anche se ad un povero Lazzaro che staziona fuori dalla nostra porta almeno una volta nella vita daremo un tozzo di pane, non aspettiamo che cada, se non altro almeno per scaricarci la coscenza ma tant'è è sempre meglio di niente...... e alla fine siamo quelli che nella nostra solitudine di fondo dobbiamo dibatterci tra i problemi di tutti i giorni e, chi più chi meno un pò di povertà la sperimentiamo tutti.

8
01 Ott 2007
alle 13:00

Giuseppe

Dio non ci chiede subito questo ... anche se il ricco se ne andò sconsolato perche aveva molto.

Dio ci chiede di sviluppare una nuova sensibilità per iniziare a renderci conto di quello che succede intorno a noi.

Nessuno di noi è affrancato dal messaggio che con la parabola Gesù ci invia oggi, qui e ora.

E' molto difficile e Gesù non vuole imporci fardelli troppo pesanti ... ma comununque Egli non ci prende in giro con una falsa ipocrisia. A noi sta assumere decisioni e comportamenti conseguenti.

Nessun turbamento quindi ma semplice nuova apertura verso una realtà che ci è molto più vicina di quando non pensiamo. Basta "vedere" le povertà materiali e spirituali che già esistono nelle nostre mura domestiche e fra i parenti più prossimi e nei nostri amici più cari e nel nostro collega di lavoro che ci è al fianco. Poi vengono anche i poveri sconosciuti!

Nessun autoflagellamento ma solo possibilità di una speranza per noi ed anche per gli altri.

 

 

7
01 Ott 2007
alle 11:19

LORY

Si, in effetti guardandoci intorno, noi che abbiamo un lavoro sicuro, una casa, il cibo sulla tavola e anche tante cosette in più, rispetto alla massa di diseredati che esiste al mondo e che vediamo anche nelle nostre città ci possiamo sentire degli Epuloni. Certo è difficile condividere tutto con tutti, però chi più chi meno, credenti e non, se abbiamo il cuore tenero qualcosa facciamo.

La cosa più difficile, a mio avviso, è accogliere in toto la parola del Signore, infatti come giustamente Egli rinfaccia all'Epulone se non si è capaci di dare credito alle Sacre scritture non si crederebbe neppure ad un segno visibile del cielo o al ritorno di qualcuno dall'aldilà. Sarà un UFO? Sarà una proiezione della mente? Sarà un ologramma? Chissà cosa tirerebbero fuori i "ragionatori". Dal canto mio sarei ben felice di vederlo.

Ciao a tutti.

6
01 Ott 2007
alle 11:12

Pietro

Giuseppe, posso orientarmi al bene o al male, ma alla fine sarò sempre vantaggiato o svantaggiato rispetto ad altri, sarò meschino o eroico a seconda della condizione di chi mi guarda. Hai voglia di dire ad uno che vive di stanti che tu lo ami e lo aiuti con le briciole che cadono dalla tua tavola, dall'alto del tuo benessere e della tua carità....basterà a consolarlo?

5
30 Set 2007
alle 22:34

Giuseppe

Non è forse così?Ognuno di noi è inserito in una dinamica. Nel ciclo evolutivo o involutivo!Noi solo miseri strumenti. Allora ... da chi i facciamo guidare?Dal male o meglio dal Bene?Cosa è Male?Cosa è Bene?Chi induce al Male?Chi suscita il Bene?Qui siamo chiamati ad esercitare le nostre facoltà dell'intelletto, della volontà e della memoria per intraprendere "azioni consistenti".

4
30 Set 2007
alle 21:54

Pietro

Bene Giuseppe, allora è gia tutto risolto! siamo Lazzari ed Epuloni allo stesso tempo! ma non ti pare che intesa così rischi di confonderci le idee al punto da non distinguere il confine tra l'essere Lazzaro ed Epulone? mi spiego meglio con esempi eloquenti: se vado in giro con una vecchia panda da rottamare, posso ritenermi Lazzaro rispetto a chi ha una mercedes ultimo modello, ma allo stesso tempo dovrei essere Epulone rispetto a chi si attacca al volo ad un bus scalcagnato per le vie di Calcutta o tira un "risciò" per le vie di Pechino o che si sobbarca 30 km. a piedi ogni giorno per andare al più vicino mercato a vendere quattro ortaggi per sopravvivere.....

3
30 Set 2007
alle 20:33

Giuseppe

Ognuno di noi vive una duplice situazione in ogni istante della vita: uno di bisognoso ed uno di ricco.Siamo chiamati a vivere un dare ed un ricevere e siamo chiamati a viverlo con il giusto atteggiamento ... l'atteggiamento umile di chi è consapevole che comunque sia ciò di cui dispone è per grazia di Dio e che per quanto tanto, sia materalmente che spiritualmente è sempre insufficiente per vivere la pienezza. Solo Gesù può dare all'uomo la pienezza. Solo un rapporto personale, vivo e vero con Dio apre la strada alla VITA VERA ... la VITA ETERNA ... una vita che già qui ed ora, in questo luogo ed in questo tempo ... accanto a mia moglie ed i miei figli ... i miei amici - poveri e benestanti - ... i colleghi di lavoro ... conoscenti e sconosciuti ... laici e sacerdoti ... carica come è di situazioni da portare a miglioramento ... tale vita può essere vissuta con una modalità nuova, continuamente rinnovata e tale da essere liberata dal peso dei macigni che sono costituiti esclusivamente dal nostro modo di vedere le cose ... con tutto il più grande rispetto per quelle situazioni i cui macigni indubbiamente sono più gravosi rispetto ad altri ... ma con la consapevolezza che vi sono pur sempre ... macigni più macigni!    La presenza di Dio nella nostra vita ... determina una inversione ... una conversione ... anche lasciando le cose così come sono ... ma se cambio io ... cambia anche la situazione ... perchè i miei occhi la vedono in modo differente ... e così ... cambiando il mio atteggiamento ... man mano il mio ambiente ... anch'esso si modifica ... sente l'influenza del mio miglioramento e pian piano ... tutto cambia ... ed il miracolo diviene visibile anche all'esterno. 
Quando Dio entra nella nostra vita ... già noi siamo salvati ... ma con questo ... non solo siamo salvati noi ... ma Dio stesso, attraverso di noi, opera nel mondo ... il miracolo della VITA VERA!
Ognuno di noi in questo istante è un ricco epulone ... ma allo stesso tempo ognuno di noi in questo istante è "povero Lazzaro".
Non occorre essere diversi da quello che siamo ... abbiamo da essere quelli che siamo ... ma con occhi che sanno rendere grazie a Dio per aprire gli occhi ogni mattina e contemplare la vita che anima ogni nuova giornata ... occhi che sanno vedere l'animo di chi incontriamo ogni giorno ... a partire da chi ci dorme a fianco, a partire dai figli, ... a partire dal barista che ci prepara il caffè ... dalla vecchietta che siede al nostro fianco alla messa mattutina ... 
Nel film di questa settimana abbiamo avuto modo di conoscere in semplicità la testimonianza di San Giuseppe Moscati ... che in casa viveva senza più mobilio per sovvenire ai bisogni vitali dei poveri più poveri.
Basta provare una sola volta ad ospitare un povero sconosciuto in casa propria per sperimentare la ricchezza di beni spirituali che riceviamo in cambio e che sono preludio di abbondanza ... di abbondanza anche materiale oltrechè spirituale ... già in questa vita. Una sola volta ... cambia la vita ... quando è offerta per amore di Dio!
Cari amici, così è ... così sia.




2
30 Set 2007
alle 15:02

Pietro

C'è da augurarsi di avere la sorte di Lazzaro secondo questa parabola, di essere dei mendicanti affamati e sofferenti, di avere mali in questa vita per ottenere il lasciapassare verso la beatitudine?

Si direbbe di si ad una prima lettura, quasi che, se si gode di qualche agio meglio stare all'erta allora! sicuramente in linea di principio lo si ha indebitamente rispetto a qualcuno che ne è privo, per cui occorre rendere al povero ciò che si ha in sovrappiù rispetto a lui, occorre porsi al suo stesso grado, ho una pagnotta? ne do mezza a te che ne sei privo per ristabilire il giusto equilibrio. Non farò questo? ne pagherò tremende conseguenze dopo la morte. La morte ristabilirà la giustizia.

Lettura radicale, integralista, provocatoria, forse superficiale anche.....ma a ben guardare è il primo effetto che fa questa lettura.

Questa parabola con il suo monito morale accompagna la nostra civiltà da duemila anni eppure, sembra essere stata molto poco considerata.

1
30 Set 2007
alle 09:52

Giuseppe

Il Signore Vi dia Pace, buon "Giorno del Signore" ... "Domenica".
In questa domenica soleggiata ma rinfrescata dl primo accenno autunnale, questa "Parola" che salva ci richiama a prendere seriamente in considerazione il "PRESENTE": "noi ... oggi, qui e ora", abbiamo la grande opportunità, offertaci dal Signore, offertaci dal Signore per via di Mosè e dei Profeti, ossia per via della Sacra Scrittura, ossia per via della testimonianza della legge di Dio da parte di uomini del tempo e della storia che l'hanno ricevuta, per via di coloro che in questo "deserto" rumoroso, frenetico e caotico così come pieno di solitudini insopportabili, gridano al mondo ogni forma di "ingiustizia", di "sperequazione", di "insensibilità" verso se stessi, verso il prossimo ed anche verso "tutto il creato", verso la stassa "natura", i Profeti di oggi, coloro che annunziano leggendo i tempi ciò che avverrà senza un "ravvedimento operoso", senza una "inversione di direzione", senza una "conversione del cuore, della mente" per portare le nostre gambe e le nostre braccia ad uscire dall' "abitudine" dell'oggi ... che rende scontata ogni cosa ... che rende incapaci di poter pensare che "cambiare è possibile" ... che un "mondo rinnovato" è possibile ... che "la nostra barca può avere un porto sicuro verso cui dirigersi". 
Quanti sono i segni e quanti sono quegli uomini di buona volontà che oggi, come ieri e come domani, hanno il cuore che soffre e che nonostante lo stridore della propria incapacità di poter risolvere o vedere risolti i problemi che ci stanno sopra e che ci si parano dinnanzi ... invece di rimanere inerti, inermi e fermi sull'autocommiserazione o con quel detestabile pessimismo immobile ... sono attivi come possono in questo deserto delo terzo millennio.
In questo novero ... un Uomo vestito di Bianco ... ma insieme a Lui spesso tanti uomini e donne che indossano "abiti strani" ... tipo saio di sacco ruvido ... oppure sdrucite vesti lunghe ... oppure tonache di ogni colore dal grigio chiaro al celeste fino al rosso birmano. Tutte persone anacronistiche in questo tempo ... ma irrinunciabili per il continuo richiamo che essi fanno alle nostre sopite coscienze, obnubilate dal "vivere normale" ... un normale che poi tanto "normale" ... non è!   Ci ci vede dall'alto, così come noi stessici vedesimo dall'alto ... non potremmo che definirci degli "stupidi", "stolti", "pazzi", ... gente che corre, si affanna, si angoscia, ... per che cosa ... perchè la figlia ha invitato a casa di sabato un certo numero di amichette ... o perchè il forno di casa non funziona ... o perchè ... all'uscita del raccordo vi è un poco di fila al casello!!! 
In questa confusione, in questa assenza di consapevolezza, in questo perdere il ricordo di dove ieri eravamo e di come si viveva ... nonostante tutto .. nè meglio nè peggio di come noi si vive oggi, ognuno e ciascuno di noi, ... (basta ritornare indietro con la memoria) ... ecco che quello che noi oggi siamo ... sembra un dato di fatto asolutamente scontato ed impossibile da ricondurre verso una "essenzialità" che viene sempre più spesso considerata "inutile povertà", "stato inferiore", "realtà da rifuggire, da evitare, da mai augurarsi", ... e così giungere persino a compatire all'interno delle nostre famiglie coloro che per un motivo o per un altro "non possono essere al pari del nostro tenore di vita", quasi che essi costituiscano qualcosa di cui vergognarsi e da tenere a debita distanza per la malaugurata eventualità che essi nostri fratelli e cugini e parenti ... ci facciano sfigurare dinanzi ai nostri "pari"!   E magari poi prendere per pazzi .. coloro dei nostri fratelli ... che potendosi magari permettere tutto ... magari rinunziano a condurre la nostra stessa vita sociale e mondana ... oppure che non si curano nel vestirsi (come noi) oppure si accontantano di un'automobile vecchia ... oppure addirittura ... danno a chi non può dare nulla in cambio!!!
Per Epulone è normale condurre la sua vita, bandire i suoi lauti banchetti, vestire lussuosamente ... perchè indubbiamente "non deve ringraziare nessuno" per quello che ha, che può fare, che può vivere.  Per lui non vi è nulla di illegale e di immorale.  
Ah, Dio! Perchè ... perchè???
Come fa un cuore a non turbarsi per quel povero elemosinante che sta ogni domenica alla porta della mia chiesa? Come fa? Come fa?
Eppure il povero che sta ogni giorno dinanzi alla porta della mia chiesa ... è per ciascuno di noi l'implorazione che Epulone fa affinchè sia dato richiamo ed avvertimento ai suoi fratelli perchè, finchè sono in tempo, si ravvedano.
Questo è il modo in cui Dio parla ai fratelli di Epulone ... che siamo noi ... Giuseppe per primo ...! Noi simo quei fratelli di Epulone che Epulone desidera ardentemente che vengano salvati dalla Misericordia di Dio.  Epulone desidera che si vada direttamente da essi a dire quello che accadrà se continueranno così ... nella "non consapevolezza di sè e delle cose di Dio". 
"...Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi”.
Nulla può farsi con parola di uomo, con annuncio di uomo! Seppure uno resuscitasse dai morti essi non rimarrebbero persuasi.  Così è anche nella mia vita personale!!! Tutti hanno visto il mio prima ed il mio dopo ... eppure ... nulla dissuade i miei cari dal prendere in considerazione un' "altra via".   Solo Mosè e i Profeti ... possono aprire la Via della Salvezza ... solo la PAROLA DI DIO ... apre la Via alla Venuta del Salvatore, apre la Via a Cristo Gesù ... NUOVA UMANITA', PERFETTA UMANITA'.    A DIO ... NULLA E' IMPOSSIBILE!!!
Buona Domenica.

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