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A scuola genitori disimpegnati. E poi ci lamentiamo dei figli....

Mercoledì 28 Novembre 2007, 09:07 in Cronaca di

E' lapidario il giudizio dei Presidi: "Siamo alla fine della democrazia scolastica". Sarà il vento dlel'antipolitica o la moda sempre più imperante dell'antipartecipazione, ma sembra proprio che i genitori manifestino un totale disinteresse per la vita della scuola (dei loro figli).

E' ciò che emerge da un interessante articolo apparso questa mattina sul Corriere.

Il lunedì, alla scuola media Carlo Porta di Milano, - scrive il Corriere - si contano i votanti: 92 su 1.165. Il 7,8% degli aventi diritto. Ma in alcune sezioni si scende allo zero. Come negli istituti di Palermo, Torino, Firenze, Roma. Città diverse con realtà simili: assemblee snobbate, incontri in cui non si raggiunge il numero legale, riunioni rimandate a oltranza.

«È la fine della democrazia scolastica», dicono i presidi. E non perché le decisioni non vengano prese collegialmente. Il problema è l'opposto: nessuno vuole più partecipare alla vita di classe. Troppo impegni (delle famiglie), scarsa fiducia nella autorità scolastica, disinteresse e — a detta dei docenti — «maleducazione» dei genitori. Ecco perché nelle elementari, medie e (soprattutto) superiori d'Italia si assiste all'agonia della «partecipazione». Ogni scusa è buona: «Non ho tempo»; «Scriva una email». Al circolo didattico padre Gemelli di Torino, alle ultime elezioni su 816 genitori hanno votato in 55. «E sì — dicono gli insegnanti — che abbiamo fatto un'imponente campagna di sensibilizzazione».

Anche un interessante editoriale di M. L. Rodotà , polemizza con questa nuova "moda", invitando i genitori e rendersi più partecipi della vita scolastica dei loro figli.

Ma, lungi dal voler banalizzare questo fenomeno, la situazione appare davvero critica. Se poi pensiamo che sono proprio i genitori a rendersi "interventisti" per qualunque iniziativa "forte" (ed educativa) che venga proposta dalla scuola.

E per "interventisti" intendo intervenire, ad esempio, per denunciare i genitori, nel caso prendano qualche provvedimento troppo forte nei confronti dei loro figli. Cose purtroppo capitate, spesso con fenomeni di violenza esagerata da parte degli insegnanti.

Ma avete provato voi a parlare con un insegnante? Vi dirà quasi certamente che ai ragazzi si riesce ormai a "dire poco" (e ad intervenire ancora meno) perchè "c'è sempre il rischio che tri trovi una bella querela nella cassetta delle lettere".

A questo punto la mia riflessione vuole toccare in modo diretto i genitori. E' proprio la fine della partecipazione scolastica? Stiamo celebrando davvero i funerali della democrazia a scuola?

Io spero di no. Io spero che inseganti leggato questo mio intervento, spereri che qualche genitore dissentisse da me...ma non vorrei trovarmi di fronte al "vuoto cosmico".

E poi ci si lamenta dei figli.... 

 

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2 commenti
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29 Nov 2007
alle 10:32

Hinneni

Già, hai ragione Pochispiccioli!

Il titolo per indicare il modello di società propoposta ai nostri figli potrebbe essere:

"libere volpi in libero pollaio", e vinca il più forte. 

Che trstezza. 

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29 Nov 2007
alle 09:09

Pochispiccioli

sicuramente si sta mettendo il dito in una piaga...

io sono genitore, mia figlia fa ancora a scuola elementare ( scusate se non uso la nuova classificazione...ne sono allergica) per cui, il problema è meno vistoso, però c'è lo stesso.

sono rappresentate di classe dei genitori ed in quanto tale cerco, di collaborare dove posso e come posso nella buona riuscita educativa dei bambini. Credo che sia molto importante, anzi, vitale! che i genitori siano partecipi. Un'educazione, quale sia, non è possibile che si applica se non c'è continuità.

 Lo vedo purtroppo; nel consiglio di interclasse ci si trova davanti a dei problemi enormi; la nostra è una scuola "particolare" che ha vissuto e vive forti problemi strutturali sia per numero di scolari che per tipologia di bambini, molti sono di cultura mussulmana, quindi una sfida in più dal punto di vista educativo sia per gli insegnanti che per i genitori tutti.

Senza l'aiuto della scuola e poi il continuo della famiglia,non si raggiunge nessun obbiettivo, ne di cultura ne tanto meno di educazione alla coabitazione degli spazi e delle idee.

vedo già che si sono sopprusi, vince il più forte sia sul pulmino che li porta a scuola che all'interno delle stesse aule.

Per i genitori ( non tutti per fortuna) i propri figli sono quasi sempre innocenti o "scherzosi" senza malizia ; per gli insegnanti e il personale di supporto ( non dimentichiamolo che è importante in quanto continua nelle ore pre e post scuola l'insegnamento alla civile convivenza con attività più ricreative)diventa difficile già adesso, così piccoli intervenire ed ottenere rispetto  delle regole. Se i genitori sono assenti nella vita scolastica dei figli, sono assenti anche nella sua vita fuori dalla scuola.

 Paura delle denunce..?! posso capire, anche io nel mio lavoro sono pubblicamnte alla berlina del sentimento indispettito dell'utente, ma non per questo non dico o faccio,sempre nel rispetto reciproco naturalmente.

E' una situazione preoccupante dall'inizio dell'avventura scuola, certo che si evidenzia di più nelle classi medie e superiori, dove i ragazzi sono più difficili da "gestire" ( pardon per la parola..ma rende l'idea)  e dove i genitori hanno alzato la spugna ormai da anni, riempiendo la loro assenza con concessioni di autonomie ancora immature o oggetti trend diventati così indispensabili e vitali per i ragazzi di oggi.

Vedo nel mio piccolissimo frammento di mondo che è una lotta impari, nata da una cultura che lascia vivere come vuole e poi all'improvviso si sveglia e si domanda coma mai non si rispettano più le regole.

 

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