Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
E' ufficiale. Ancora una grande sfida sarà lanciata dal colosso Google. Questa volta a farne (forse) le spese sarà Wikipedia, l'enciclopedia condivisa on line.
E Google calò....l'asso Knol.
"Sarà la prima vera iniziativa con la quale chi ricerca una voce specifica potrà leggere quello che realmente cerca, queste le parole di Udi Manber, vicepresidente del colosso di Mountain View.
Knol - che sarà un servizio gratuito - nasce con "l'obiettivo di incoraggiare le persone che conoscono una materia particolare a scrivere un articolo autorevole sul tema", spiega Manber. "Vi sono milioni di persone", ha precisato, "che hanno conoscenze utili e che vorrebbero condividerle, vi sono miliardi di persone che ne potrebbero trarre beneficio".
Il progetto è leggermente diverso da quello di Wikipedia, anche se lo spirito di fondo è abbastanza simile. La famosa enclopedia on line, gestita dalla fondazione Wikimedia, si basa su articoli compilati da volontari e divisi in voci. Una volta messi in rete, gli articoli sono aperti al contributo dei lettori che li possono modificare, aggiungendo, togliendo o correggendo le informazioni. Google, invece, inviterà gli internauti a firmare i propri articoli, che saranno affiancati alla fotografia di ciascun autore.
Due modi diversi, perciò, non solo di creare "definizioni" ma anche di gestire l'informazione che da essere deriva.
Due modi diversi, anche, di inseriresi su quello che può - a mio parere - essere definitito come il "mercato dell'informazione". Due strumenti che, presenti su questo mercato, potranno contribuire in parte a sfatare un mito che sembra ancora reggere, ovvero quello che "è vero ciò che è scritto dsu Wikipedia".
Probabilmente anche ciò che verrà scritto dagli utenti su Knol...sarà altrettanto vero.....e qui qualcuno mi taccerà di "relativismo".
Ma quale miglior servizio alla "verità" che smascherare ciò che - passando per pluralistico - ha proprio la pretesa di diventare il "deposito" della verità stessa?
Due enciclopedie sono meglio di una....si potrebbe dire. E credo che sia proprio così.
Sarà sicuramente uno strumento in più utile per rendere il servizio più plurale, anche se qualche perplessità c'è soprattutto sui modi che, in generale, vengono utilizzati per divulgare la conoscenza.
Tra gli aspetti positivi mi sembra ci sia quello della pubblicazione del nome, ovvero rendere VISIBILE l'identità di chi scrive: potrà essere un modo per evitare "spazzature" varie ed è sicuramente un ostacolo che farà riflettere prima di scrivere e spingerà a contribuire solo chi ha realmente qualche conoscenza da diffondere e condividere e inoltre, mio personalissimo parere, eviterà il nascondersi sempre dietro un nickname, anche perchè delle proprie conoscenze non vedo perchè ci si debba vergognare.
Nutro invece qualche dubbio per quanto riguarda la pubblicità che l'utente che vorrà avrà la possibilità di farsi e quindi di partecipare agli introiti: mischiare la consocenza con la pubblicità mi fa un pò paura soprattutto perchè quando c'è pubblicità ci sono sempre interessi da privilegiare, quindi,possibilmente, da controllare...Vedremo!Inoltre, l'iniziativa verrà sempre lasciata ai lettori che promuoveranno un lavoro rispetto ad un altro, generando così un ranking nei riusltati di ricerca: sicuramente salterà fuori, alla lunga, la "Knol" più completa ed esaustiva, però è pur sempre un potere in mano di pochi che potrebbero andare a privilegiare quel "Knol" rispetto ad un altro.
Accolgo sicuramente con + positività questa iniziativa perchè comunque dove c'è concorrenza il servizio risulta essere + completo per l'utente, anche se qualche lato oscuro rimane: prendendo ovviamente con le molle le parole di Jimmy Wales (fondatore Wikipedia), mi sembra tuttavia che l'invito alla riflessione sia d'obbligo quando afferma che " anzichè ispirare la collaborazione tra gli utenti, punta alla competizione".
Io mi chiedo: è il modo giusto per divulgare conoscenza?
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alle 17:24
andrea
Condivido, sostanzialmente, il commento di Andrea. La pluralità dell'"offerta del sapere" è sicuramente cosa buona, meno buono - sempre a mio avviso - diventa quando in queste cose ci mette lo zampino una multinazionale del software.
Ho pubblicato giusto ieri sul mio blog una breve riflessione su questa vicenda:
http://tinyurl.com/37p3ng