Stupri in Italia: altro che stranieri! Il 69 % opera di mariti e fidanzati.
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 14:24 in Cronaca
Secondo una stima pubblicata oggi dall'Istat, non più del 10 per cento degli stupri che avvengono in Italia sono compiuti da stranieri.
Quindi, lasciato da parte il "luogo comune" che sono "gli altri" a commettere tali orrori, occorre guarda in faccia alla realtà emersa da questo studio statistico. Secondo l'istituto di statistica, il 69% degli stupri sono opera di partner, mariti o fidanzati.
Ma veniamo ai dati che l'Istat ha pubblicato, dati che fanno molto pensare. In Italia 6 milioni 743 mila donne dai 16 ai 70 anni - infatti - hanno subito violenze, di cui un milione e 150 mila nel 2006: 1.400.000 ragazze ha subito violenza sessuale prima dei 16 anni. In Europa il 12-15% delle donne subisce quotidianamente violenze domestiche che rappresentano la prima causa di morte tra i 16 e i 44 anni, ancora prima di cancro, guerre e incidenti
Ma veramente allarmante è il dato dell'incidenza "casalinga" degli stupri. Non solo significativo perchè in parte "scagiona" gli stranieri ed immigrati dalla maggior parte di questi reati, ma soprattutto perchè fa emergere un dato inconfutabile: il problema della violenza sulle donne è un problema, oltre che delinquenziale, di tipo "culturale".
Il fatto che la maggiore incidenza di violenza sessuale sulle donne sia opera di mariti, fidanzati o partner, non può non portare a galla una situazione culturale nella quale la donna, lungi dall'essere sempre rispettata, diventa troppo spesso l'Oggetto" sessuale per mariti e partner violenti.
E pensoamo anche alle donne che non denunciano queste violenze....sappiamo infatti che il loro numero non è trascurabile.
Rimane perciò, oltre che spingere affinchè le denunce da parte delle persone molestate vengano sempre a galla, da "ricreare" attorno alla donna, vin dalla sua giovinezza, una cultura del rispetto che passa anche attraverso una gestione più responsabile del proprio corpo e di quello del partner.
Forse passa anche ad una nuova rivalutazione di quello che viene ancora chiamato (anche se è sempre meno di moda) "senso del pudore". Un modo "popolare" per dire molte cose: dal rispetto di sè stessi, a quello della libertà personale dell'alto , fino ad arrivare alla tutela dell'integrità psico fisica del partner.....che rimane sempre "altro" da noi, persona da custorire, e non oggetto da usare.
Tag: cronaca, educazione, riflessione, società







1. ammmorgan, Lunedì 10 Dicembre 2007 ore 16:51
non è assolutamente mia intenzione sminuire un problema così terribilmente serio e grave, però occorre fare molta attenzione alle chiavi di lettura che possono nascere dai dati raccolti. per quanto riguarda il problema degli stranieri occorre innanzitutto tenere presente che questi rappresentano una percentuale molto piccola sul totale della popolazione di circa 59 milioni di abitanti presenti in Italia (circa 3.500.000 se la memoria non mi inganna) Il fatto che da soli siano responsabili del 10% di tali reati è un dato molto significativo. Occorre ricordare che le ultime stime del Ministero di Grazia e Giustizia riportano come oltre il 35% della popolazione carceraria sia composto da stranieri. La proporzione rispetto agli italiani, tenuto conto del loro numero totale è veramente allarmante. Bisogna poi sottolineare che, a fronte di un numero sicuramente rilevante di donne che non denunciano simili reati che perciò restano impuniti, (quella che in criminologia viene definita "cifra nera") essi sono tra i più denunciati (insieme alle violenze, di tipo sessuale e non, sui figli) parallelamente alle cause di separazione tra i coniugi, spesso in maniera "non troppo" fondata. Da ultimo occorrerebbe poi valutare quali tipologie di atti rientrano nella stima dell'istat perchè all'interno della definizione di "violenza sessuale" la giurisprudenza della Cassazione ha fatto rientrare di tutto e di più, come ad esempio una "pacca sul sedere" o un bacio! occorre quindi prendere con le molle i dati in quanto la materia è particolarmente complessa e non può semplicisticamentre essere chiarita con statistiche e numeri indiscriminati.
Complimenti per il Blog.
2. don Paolo Padrini, Lunedì 10 Dicembre 2007 ore 16:59
i dati, come tutt le statistiche sono...sempre...da prendere con le molle, certamente.
Percò insisto - a mio modo di vedere le cose - sul fatto che la percezione culturale della sessualità mi sembra troppo, davvero ...troppo, slegata ad una dimensione di responsabilità e di rispetto per sè e per gli altri....
La nostra società ha bisogno ancora di cresecere molto da questo punto di vista....
3. giorgio dallacqua, Lunedì 10 Dicembre 2007 ore 19:57
il termine violenza quasi sempre interpretato, se rivolta al gentil sesso come abuso fisico, non viene quasi mai considerato come conseguenza di un prepotente e spudorato adescamento rivolto ad una sensualità maschile troppo spesso sollecitata in modo altrettanto violento.
mi piacerebbe ascoltare almeno un eco di vera sincerità femminile a questo riguardo.
4. Andrea, Lunedì 10 Dicembre 2007 ore 22:57
A parte le cifre, che possono essere sempre interpretate secondo propri bisogni o per dar forza a personali teorie, rimane comunque il fatto, a mio avviso, che è particolarmente allarmante quanto sia diffusa la pratica della violenza sessuale. Si possono fare mille considerazioni, anche parlare dell'adescamento come propone giorgio, ma non credo sia il punto centrale della questione che invece individuo più in una cultura che via via si è insinuata nella nostra società influenzando modi di fare che, in estremo, portano a questi fatti assurdi, come tatni altri ne sentiamo nelle cronache di tutti i giorni.
Spesso si sente che è giusto buttar giù le barriere riguardanti il sesso, è giusto disintegrare un tabù che tante generazioni si sono portate sulle spalle nel corso degli anni, ma c'è qualcuno che prova a fare analisi più appronfondite sulla valenza che certi "divieti" certe "attenzioni" avevano in passato?
Oggi il sesso, il proprio corpo, la propria intimità è divenuta merce; si può tutto, tanto il corpo è mio, ci faccio quello che voglio...Questo porta inevitabilmente a privare di importanza, in primis, noi stessi, poi ovviamente anche il prossimo. L'amore da sentimento a due è sempe più una semplice consumazione che serve a soddisfare bisogni personali, individualistici ed egoisti senza alcuna attenzione per la persona che ho davanti e, soprattutto, per ciò che è la persona che ho davanti. Senza paletti, senza le giuste recinzioni il fiume in piena rompe gli argini provocando conseguenze che poi non riescono più ad essere controllabili dando la possibilità, a chi è principe di retorica, ad aprire discussioni non sul eprchè avvengono certi fatti, ma sulla provenienza di chi li compie, sulla religione magari, quando invece se da evidenziare, non sono tuttavia centrali nella questione.
Ci sarebbe da discutere, senza preclusioni di alcun genere, su cosa voglia dire veramente Amore, senisiblizzando le persone ad un sentimento ed a una parola sempre meno usata nelle infinità di parole giornaliere, perchè impegnativa, profonda, che ci obbliga a fermarci, a riflettere, quando di tempo...Sembra quasi non averne mai.
Ragionare sul resto è, a mio parere, un modo come tanti altri per evitare il problema, ma non per risolverlo.
5. claudio, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 00:41
Non molto tempo fa la Cassazione nella sua lungimiranza e infallibilità,stabilì che una donna che indossa i jeans non poteva essere stuprata e che per la nota difficoltà a sfilare questo tipo di indumento doveva per forza,qualora avesse avuto rapporti con una mandria di maniaci in calore,essere consenziente.Ancora prima ai tempi della minigonna,sentenze del tipo " il poveretto fu espressamente provocato dall'abbigliamento succinto della giovane,e per tanto non si può parlare di violenza carnale " erano all'ordine del giorno.
Pensavo che nel 2007,sentire un uomo che giustifica uno stupro o un abuso sessuale,con la presunta provocazione di una donna e in quanto "vero uomo" e sollecitato violentemente nella sua sessualità si sente in diritto di violentarla,sarebbe stato impossibile.Vedo che mai dire mai è un detto sempre in voga.
Non me ne voglia Giorgio,ma se davvero crede che una mini o una scollatura,o anche vedere direttamente il culo di una donna giustifichi in qualche modo uno stupro o una violenza,o un abuso sessuale ai danni di un'altro essere umano,ha qualche problema serio.
E' noto e scientificamente provato che per quanto dotato l'uomo ha abbastanza sangue per permettersi un erezione e nello stesso tempo conservare un afflusso di sangue e ossigeno al cervello tale da consentirgli di ragionare anche in presenza di un tanga o di un paio di autoreggenti,quindi perfettamente in grado di capire che la violenza sessuale su un essere umano è quanto di più abbietto un uomo possa compiere.
Per concludere invito chi ancora nutre idee medioevali simili,a recarsi insieme ai signori della cassazione in un locale per gay stile Village People nel Bronx,e stabilire così che non sempre i jeans salvano dallo stupro,e che si può venir stuprati anche senza solleticare violentemente la sessualità maschile,visto che non proprio di maschi si tratta.....farà un pò male all'inizio ma è per una buona causa.
Credo che cambiereste idea tutti assieme appassionatamente,e in futuro prima di affermare certe cose ci pensereste non due ma cinquanta volte.
6. Pochispiccioli, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 08:27
ecco, io mi fermerei a riflettere sul fatto che la violenza, spesso, è domestica. Lasciamo stare tutte le altre situazioni, pur vere, ma guardiamo dentro le mura di casa.
Violenza spesso infida che non è fatta solo di abuso fisico ma soprattutto psicologico: un uomo può " abusare " di una donna in tanti modi, ma il più indegno è quello fatto da colui con il quale dividi la tua vita, e magari ci hai fatto anche dei figli.
Tempo fa, mi è capitato di parlare per alcune ore con una donna che aveva subito e continuava a subitre violenza dal proprio compagno. Lei non aveva segni "evidenti" degli abusi, il compagno era prudente, sapeva come evitare possibili denunce! ma i segni dentro di lei, quelli che nessuno vede, c'erano tutti e tanti. Famiglia "bene" come si dice per indicare un certo ceto sociale, non certo in un qualche modo giustificati dall'ignoranza culturale e per questo mi ha colpita particolarmente, oltre che per le atrocità psicologihe alla quale la donna era succube. Ma anche tante straniere subiscono in famiglia abusi..non vengono però riconusciti come tali nella loro cultura, un poco come facevano le nostre nonne una volta.
Purtroppo ancora- e questo mi fa male dirlo ma è così- il rispetto verso il sesso femminile non è ancora "maturato" nella mentalità maschile. Basta guardare negli adolescenti, gli stupri fatti come divertimento, quasi per dare una lezione di potere; che insegnamento hanno questi ragazzi, dalla società, dalla famiglia, dalla propria cultura giovanile? che uomini saranno domani? che donne avremo domani? Se deve esistere la legge del più forte, allora anche le donne si fanno forti e provocano per avere potere, quello che gli uomini gli hanno da sempre insegnto ad usare: il sesso.
non me ne vogliano i maschi, è una mia analisi un poco generalizzata......io rispetto e mi sento rispettata del sesso maschile; il problema forse non sarà ai livelli della statistica portata nell'articolo, ma esiste.......e nessuna legge può cambiare una mentalità se non è la mentalità stessa che cambia.
7. Lory, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 08:36
E' triste dover constatare che il corpo della donna è sempre più considerato oggetto che parte di un soggetto. Passano i secoli ma la cosa non cambia, anzi peggiora.
Restando sempre dell'opinione che nel modo di presentarsi come atteggiamento o nel vestiario da parte di noi donne è meglio non esagerare nel mettersi in vista, è triste dover pensare che una parte di chi ti guarda ti vede come cosa. Bisogna sempre ricordarsi di quella parte di "non gentiluomini" in circolazione e molte volte, oggi, la nostra libertà di movimento, specialmente dopo il tramonto e se hai timore, è limitata.
Però per me la cosa peggiore è la violenza domestica. Ti trovi tradita negli affetti più cari, non puoi più fidarti di chi, in teoria, dovrebbe amarti e difenderti. Credo davvero che sia una brutta esperienza. Tutta la mia solidarietà e il mio affetto a chi ne è stata colpita.
8. Paolo, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 10:13
Peccato che questo messaggio, come sempre, non passerà... perchè si rivolge alla "testa" delle persone... in TV (per forza di cose...) ci deve rivolgere "quasi" esclusivamente alla pancia delle persone..
Paolo
9. giorgio dallacqua, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 13:46
grazie "pochi spiccioli"!....le sue parole rivelano la saggezza di chi non cerca illusoria protezione in un pasticciato modernismo che sventola solo slogan "siamo nel 2007!...perciò abbiamo lasciato finalmente alle spalle un mucchio di ominidi che sapevano esprimersi solo col "grunt...grunt""
grazie per aver saputo confidare ancora una volta in quel buon senso tante volte unica e urlata espressione di vita piena di gioia e di speranza.
grazie vera Signora!
10. claudio, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 14:14
Slogan?Modernismo?
O non ti spieghi bene o non ti ho capito io e allora mi scuso,ma se non dovessi aver frainteso,l'ominide che si esprime con i grunt grunt è quello che violenta una donna solo perchè riesce a intravedere un brandello di coscia e si sente "solleticato violentemente nella sua sessualità".
Questo io lo definisco,senza slogan e senza modernismo,ragionare con il glande,e il propietario di tale glande indegno di definirsi uomo.
In quanto alle effusioni e alle congratulazioni a Pochispiccioli non posso esimermi dall'unirmi con sincerità,e non vedo quali contraddizioni hai visto tu...nell'intravedere illusoria protezione in un pasticciato modernismo che sventola solo slogan.......
11. civis romanus sum, Martedì 11 Dicembre 2007 ore 15:51
Violenza in famiglia ,,, e se eliminassimo la famiglia ?
L'uomo è per sua natura curioso come tutti gli animali e ama scoprire e sperimentare per capire ,,, e se sperimentasse altre forme di associazione umana e la sperimentazione andasse a buon fine potremmo davvero evolverci da ominidi grugnanti quali siamo in famiglia in uomini sapienti .
12. Andrea, Venerdì 27 Giugno 2008 ore 18:21
purtroppo é inutile nascondersi dietro un dito...se restringiamo l'ambito delle violenze sessuali a quelle compiute da esclusivamente da sconosciuti ogni volta che apro il giornale scopro che gli aggressori o sono nordafricani o rumeni/albanesi.
Non ultimo il caso di porta maggiore a roma di oggi dove c'e' stato un tentativo di stupro di giorno da parte di due marocchini alla fermata dell'autobus...e leggendo le cronache ce ne sono troppi di questi casi per un numero così piccolo di immigrati rispetto alla popolazione complessiva
13. Fausto, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:24
Andrea,
gli stranieri, regolari e irregolari, in italia sono il 7% della popolazione totale, e questo 7% è responsabile del 10% degli stupri.
Quindi un 40% in più degli italiani (indicativamente).
Ma...
Il 90% degli stupri sono effettuati da italiani!
e il 70% degli stupri sono opera di fidanzati, mariti e quant'altro.
Quindi è molto più probabile per una donna venire stuprata da un italiano con cui ha una relazione che da un immigrato. Il fatto che leggi sul giornale che un marocchino o un romeno ha stuprato una donna, e non un italiano, è dovuto al fatto che l'immigrato che stupra vende di più. punto. non farti abbindolare da chi spera di vendere di più sbattendo il mostro in prima pagina.
14. PRECARY_CARD, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 02:17
Salve a tutti quanti
ho letto i commenti...e istat o non istat la situazione italiana è veramente inquietante: anzi a dir poco agghiacciante! Ancora una volta il corpo della donna viene usato come strumento politico...e ancora di più come area xenofobica a disposizione della LEGA!!!!!!!!...
Sono una donna e proporrei che ogni giorno sui giornali accanto all'articolo di violenza sessuale fatta da un immigrato ci DEVE ESSERE ANCHE UN ARTICOLO DI STUPRO CASALINGA...di come le donne italiane subiscono violenza dentro alle proprie mura di casa che ritengono sicure...ma di cosa stiamo discutendo?!!!!!! Ragazze violentate dai propri coetanei...mariti, ziii, conoscenti, estranei italiani e immigrati...Violenza che è UOMO: ITALIANO AUTOCTONO, EUROPEO, OCCIDENTALE, EXSTRACOMUNITARIO...COMUNQUE SEMPRE UOMO CHE VIOLENTA UNA DONNA PIù DEBOLE DI LUI...INDIFESA DALLA SOCIETà CHE LA CIRCONDA, DA UN FANTOMATICO PREGIUDIZIO SOCIALE...UNA MACCHIA CHE SEGNA IL VOLTO DELL'ESISTENZA DI UNA PERSONA...non sarà mai più come prima...Oltre a quel rumeno, tunisino, albanese, marocchino africano vorrei vedere anche in faccia e in prigione quel padre, quello zio, quel marito, quell'ex, quel fidanzato, quel vicino di casa, quel conoscente, quell'amico e quell'estraneo che ha abusato di quelle donne, ragazze e bambine che in questo momento non hanno il coraggio di parlare...
Che tristezza che mi viene...e qualcuno sta a discutere di dati...ma per favore!!!!!!!!!!!!!... w l'Ialia!...
15. Claudio, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 20:13
Non posso non commentare il post n 3 dell'esimio Giorgio Dall'acqua.
E' semplicemente vergognosa la tesi sostenuta,vomitevole l'insinuazione della provocazione femminile definita "adescamento",schifosa e oltre ogni limite della decenza la prospettiva che a tale provocazione corrisponda quasi come atto dovuto lo stupro.
Mi pare di capire dalle generalità del nostro,che egli non sia ne albanese ne rumeno,e se un italiano si permette di dire certe cose vuol dire che ancora una parte della popolazione non è cresciuta,rimanendo in quel medioevo dove si riteneva che la donna fosse stata creata per il sollazzo del dominatore maschio.
Mio caro Giorgio,credo che lei si debba astenere da certi commenti,non credo sia possibile dire certe cose anche in un blog senza censura come questo.Spero lei non abbia moglie e non abbia mai figlie,altrimenti non so cosa potrebbe pensare se a loro succedesse una cosa terribile come uno stupro,come minimo penserebbe di avere moglie e figlie adescatrici,o per dirla terra terra "puttane".Non le passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello che forse la bestia che le ha stuprate la pensa proprio come lei.
Saluti.
16. Alieno, Domenica 22 Febbraio 2009 ore 18:43
Come sarebbe che questi dati sono un fatto signficativo perchè "scagiona" in parte gli stranieri?
Ma che c'entra?
Come si leggono i dati?
Ci mancherebbe pure che l'esigua percentuale di stranieri fosse in grado di superare, nel numero, quello delle violenze di italiani.
Invece si deve notare che l'esigua cifra d'un 6% di immigrati, quel solo 6% non fa il 6% dei reati e nemmeno di violenze a donne. Così dovrebbe essere per "scagionarli" se non addirittura dovrebbe essere valore <6% perchè c'è questo razzismo assurdo, speculare al più noto, per cui un immigrato, in quanto tale, è migliore di un non immigrato.
Invece la realtà ci dice che quel 6% non ha egual cultura della legalità e di stupri ne fa il 40%, che i clandestini tra loro, ne fanno il 60%: chevvordì?
Questo non autorizza a renderci ciechi: la violenza tra italiani non è certo sconosciuta, anzi. Nemmeno nelle famiglie.
Se però ci inquieta giustamente per cui porre rimedi o tentar di farlo denunciando quella fotografia di realtà da cambiare a ricordarci violenze domestiche, dobbiamo sempre essere in grado di essere lucidi. Cioè, anche qui: quante sono le famiglie? Le situazioni domestiche, sul totale? Dove si sviluppano con più frequenza ed intensità le relazioni?
Le famiglie son tante, sono quasi tutto il totale. Ed è lì che si sviluppano la stragrande frequenza ed intensità di relazioni.
Ed allora, il fatto è grave, perchè non c'è nessuno da "scagionare" quando c'è una violenza, che invece è un dato che va compreso bene non restando indifferenti, e però ci mancherebbe pure, in quella quasi totalità di domesticità che fossero altri i luoghi a prevalere nei numeri.
Non si tratta di scagionare nessuno, ma di individuare responsabilità. La "sproporzione" allarmante di illegalità ed in particolare di violenze in certe culture portate dall'immigrazione non può essere scagionata, sarebbe disonesto ed incosciente, pericoloso, nocivo.
L'alta percentuale delle violenze in famiglia, pure, non deve essere scagionata, ci mancherebbe altro!
Resta un problema di fondo, riguardo alle donne e però, parrebbe, la donna è meglio trattata e tutelata in certe culture, in altre peggio, anche questo dato di cui tener conto.
Se davvero interessa e non si vuol fare strumentalizzazione per "scagionare" anzichè individuare responsabilità per migliorare la realtà, anche della donna, altrimenti si inista pure così: o è colpa di immigrati o delle famiglie italiane, senza alternativa in questo folle dualismo insensato, forse allucinato da un buonismo verso gli immigrati che non è certo un bel valore, a quel buonismo, bisognerebbe sostituire un più saggio "buono", un bene, non un buonismo accecante.
Ma questo governo affossa le strumentalizzazioni politiche, spiace dirlo per certi simpatizzanti di sinistra e certi terzomondisti che invece di esser antirazzisti davvero, scelgono di aver razzismo opposto.
Perchè introduce passi impotantissimi per le donne. Certo, stanno in silenzio certe femministe che nei valori però non hanno certo la donna al centro, quello è un paravento, in realtà il valore resta ideologico.
Fai conto, questo governo, per la gioia di grandi e piccini e soprattutto donne, tranne quelle ideologizzate e sindacalizzate a prescindere, propone una considerazione di quei dati di cui si parla.
Introduce il reato di Stalking, praticamente, nella sostanza, prima non lo era.
Aumenta la pena per violenze sessuali. Limitando la discrezionalità che abbiam visto di certi magistrati che, completamente assorbiti a garantire i violentatori e non le loro vittime, concedono ai carnefici di essere liberi così presto di reiterare, perchè per i reati sessuali, non ci sarà nemmeno la possibilità di domiciliari. E' un governo attento alla realtà, oltre ai semplici dati statistici.
Ed infatti, parlando di reati domestici, c'è una formidabile novità: se la violenza è compiuta da un familiare, diventa AGGRAVANTE!
Beh, qualcuno che sta a sinistra non sarà in grado di apprezzare.
Chi sta dalla parte delle donne e delle vittime, senza tifoseria da stadio, potrà però dire:
GRAZIE!
Ma certi preferiscono restare alle eterne chiacchere, sarebbe meglio questo, quello non va, c'è altro a cui pensare e però non facendo mai nulla, infine, di concreto. Con un po' di invidia per chi qualcosa prova a fare, che si manifesta sempre, puntuale.. :-))
Così, mentre alcuni continuano nel chiacchericcio, un familiare che fa violenza, ha un'aggravante nell'esser familiare. Il dato "domestico" è stato letto, la realtà considerata, il popolo più rispettato, le donne, privilegiate vittime coi bambini di quei reati, pure.
Condivido invece la considerazione finale sulle responsabilità, a partire dal proprio corpo, dal patner ecc.
Ma mentre si introduce magari una strategia culturale, che purtroppo ha necessità di tempo per radicarsi, anche generazionalmente, era giusto fare qualcosa subito e considerare che quella strategia culturale, un messaggio dall'alto cala ben chiaro anche nella proposta che aumenta pene per violenze sessuali, limita le libertà di pericoli sociali, introduce aggravante nell'esser familiare!
Pazienza se scoccia che sia un governo di cdx a fare qualcosa, per qualcuno, peggio per lui, l'importante è che oltre chiacchere e deliri, si cominci a fare qualcosa davvero, perchè dirsi "buoni" non basta a divenirlo, è un vanto fine a se stesso come quello d'un Veltroni che già dimostra poca umiltà e molta boria nel vantare da anni di voler andare in Africa cercando meriti in quel vanto non già di cosa fatta, su cui si può discutere, ma di una cosa che da anni dice che farà e che però ancora non ha fatto: in Africa non c'è andato, è sempre qui....una cosa davvero penosa, come si fa a vantarsi così reclamando crediti prima ancora di aver fatto qualcosa per aver merito... va avanti da anni 'sta storia... possibile che nessuno intorno a lui, tra i cortigiani, abbia il coraggio di spiegargli che se non è bello vantarsi di aver fatto qualcosa di buono già quando è realmente compiuto, è patetico vantarsi di quel che ancora nemmen si è fatto?
Possibile che nemmeno un cortigiano coraggioso? Mah.
Ora a sinistra resta il vanto nelle chiacchere a raccontarsela di quanto si è buoni, per le donne, per i deboli. Per loro basta dirselo che sono così, migliori, sensibili.
E però, parrebbe, è il cdx che combina qualcosa, che fa e non si limita al vanto.
Fatto di cui tener conto al prossimo giro.
Ah, la vanagloria dell'uomo ombra, impagabile.. :-)
Alieno
17. Alieno, Domenica 22 Febbraio 2009 ore 19:28
@Giorgio dallacqua: mi accorgo adesso del tuo commento grazie a quello di Claudio che definisce addirittura non commentabile, mi pare, in quella reazione esagerata ad una lettura esagerata che non mi è sconosciuta, ehehe.
Infatti, se ha suscitato curiosità di vedere cosa mai si diceva nel post 3, scopro che non c'è scritto affatto che si debba individuare un'unica responsabilità in quell'irresponsabilità di adescamento, che spesso è giochetto che sfugge di mano come giocare col fuoco..
Claudio ha ragione d'osservare che il sangue che affluisce al cervello non diventi così rarefatto da non renderlo funzionante solo perchè affluisce in un tessuto spugnoso più in basso: ciò intanto è un fatto di non poco conto, parlando di uomini e non di bestie, insomma, qui già si vede una delle tante differenze.
Quella per cui è giusto riportare persone al centro senza falsi miti di Madre Natura come divinità in cui noi siamo ospiti qualunque come ogni altra creatura.
E però sarebbe incosciente anche negare che c'è una corresponsabilità: certe vittime si scelgono un proprio carnefice e certi soggetti giocano a fare le prede e poi finiscono per diventarlo scoprendo che non è un gioco, nè la vita, nè il sesso, nè il proprio corpo.
Ed in questo ci si ricongiunge alla riflessione in chiusa del post di Don Paolo, che richiama al rispetto di sè e nel far questo, preciso, rispettando tanto sé che gli altri.
Non sono donna, ma non esito a dirti che quasi tutte le mie patner che ho avuto sarebbero concordi con te e l'attuale lo è, inutile prendersi in giro: irresponsabilmente, ci sono anche casi in cui uno se le cerca proprio. Non è certo il caso di quella coppietta di ragazzi, nè di quella stuprata e gettata in un fosso da un rom mentre tornava a casa.
Ma inutile negarlo, quando vedi certe imberbi ragazzine, spudorate nel mostrare il proprio corpo volutamente caricandolo con (rarefatti) abiti e soprattutto, con l'atteggiamento, di valenza sessuale (leggere di ragazzine 12 cubiste in discoteca non si può sentì proprio!), allora tu le guardi e gli vedi inquieto addosso un marchio che loro stesse si son scelte: sono una preda. Questo dicono. Come se già non ce ne fossero comunque, abbastanza, loro indossano quel "sono una preda, giocate con me, è divertente".
Poi però, il divertimento può diventar tragedia, come giocare con la benzina e l'accendino..
Inutile negarlo: quell'irresponsabilità o quei valori sbagliati, orrendi, sono nocivi proprio per loro stesse. Ma parrebbe che il "primato" di valori scelto, sia altro: figurati se rinunciano per il rischio che molti perfin cercano per divertirsi: ricordiamoci che impazza la cultura dello sballo, che c'è gente che fa a gara per stabilire chi è più fatto ed ubriaco perchè poi sia il conducente mortificando volontari che distribuiscono test proprio per motivo opposto!!
Non c'è da stupirsene e quel valore che dici, Giorgio, non va ignorato.
Però Claudio ha ragionissima: non siamo bestie, anche talvolta, parrebbe, ci farebbe comodo esserlo.
Così come, per far esempio, non basta che io trovi un uscio aperto per entrar dentro e far saccheggio, non basta che uno mi provochi per un parcheggio anche esageratamente, perchè prenda un cric e lo calmi definitivamente.
Certo, il parcheggio non è così attrattivo, comprendo, però stiamo parlando di cosa? Di istinti! Anche quello del cric, anche quello che in una riunione condominiale ti mette a dura prova.
Ecco, quella dura prova non dovrebbe esserci, concordo, è stupida, incosciente, diventa corresponsabile di una tragedia se poi accade, ma la responsabilità resta individuale e caricata quasi tutta, se non tutta, comunque, su chi fa violenza.
Sarebbe opportuno costruire una società che esalti meno l'istinto, la bestia e valorizzi le persone, le donne, i corpi, la cultura, gli uomini, è ovvio, è società più sana, si lavora meglio contro la violenza e però poi, ciascuno deve rendere conto di quel che fa senza tante scuse, nè la zozza società, nè una minigonna o una donna, magari nemmen ancora donna che gioca incoscientemente ad esserlo rischiando di scoprire che gioco non è, al pari di quelli al voltante dopo un sabato di sballo, perchè lì appare che spesso e volentieri, dopo il game over, non si può fare un altro tentativo...
D'altra parte, io potrei anche dirti che la mia ragazza è così bella che pure in pigiama è tremendamente sexy, che facciamo? Che pur essendo "normalissima" è sensuale, che facciamo? La devo difendere mettendola in un burqa? E' "colpevole"? D'esser bella? Per cui meritare un "dispetto" come raccontato da quei disgraziati rumeni che dopo aver pestato lui, han violentato lei, troppo carina?
Bisogna essere onesti: questo dall'alto, ve lo dice un alieno (e prima di me, risulta dal Vangelo, un Cristo), è un mondo di lupi e serpenti. Allora fa cadere le braccia leggere di turiste olandesi o usa che arrivate alla stazione, accettano l'invito per un passaggio da una macchina di sconosciuti (senegalesi mi pare, ma in fondo è un dettaglio in più) e poi finiscono stuprate in un casale di campagna.
Cadono le braccia quando leggi la meravigliosa idea della Pippa che si credeva artista e gira attraversando la Turchia per arrivare, mi pare fosse questa l'intenzione, in Irak, facendo l'autostop, vestita da sposa (nemmen nelle fiabe si è così stupidi, spiace dirlo, purtroppo) e finendo ammazzata dopo stupro. Cadono le braccia quando senti patner e genitori dire che non si deve rimproverare nulla a Pippa perchè lei faceva l'autostop fin da quando aveva 5 anni.
Cadono più che le braccia perchè pensi che la sua vita è stata, in fondo, miracolosa e però, lei molto ingrata, come i suoi cari di quella fortuna di esser vissuta tanto..
Insomma, non ci prendiamo in giro, l'adescamento ci può essere, perchè negarlo? A volte non c'è. Ognuno credo deve fare la propria parte, che non è certo quella degli episodi sopra(quanti ne potrei raccontare ancora letti o ascoltati, purtroppo) e però, ricordiamoci di essere persone, di avere rispetto di sé e degli altri, tanto quando pensiamo a controllare eventuali istinti con la ragione, non essendo bestie, tanto non vestendosi da cose e bestie adescando stupidamente. E spesso, è triste dirlo, consapevolmente, quel gioco piace ed ha la priorità sul rischio che spesso è ricercato pure!
Ma aiutati che Dio t'aiuta. Oppure non ti lamentare poi..
Alieno
18. gigi, Sabato 11 Luglio 2009 ore 12:07
Alieno,
te lo dico con profonda franchezza:
è davvero piacevole leggerti.
19. Alieno, Sabato 11 Luglio 2009 ore 15:15
Grazie. :-)))