Il Papa alla Sapienza? Per 67 docenti non ci può andare. Ma la visita ci sarà.
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:41 in Cronaca
La visita del Papa Benedetto XVI all'Università della Sapienza, sta diventando il nuovo "caso" mediativo-religioso del momento.
67 professori di uno dei più grandi ed importanti atenei europei, hanno firmato una lettera nella quale protestano per la visita del Pontefice, giudicando la visita e l'intervento previsto di Benedetto XVI "inconguo", in riferimento alla laicità della scienza ed alla "libertà" dell'Università.
Tra i firmatari della lettera inviata al rettore della Sapienza - riferisce il Corriere della Sera di oggi - compaiono i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Luciano Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli
«Magnifico Rettore - si legge nella lettera -, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato».
Le 67 firme, che secondo i firmatari stessi sarebbero appena una parte di quelle che si sarebbero potute raccogliere se si fosse estesa la raccolta anche a chi possiede all'interno dell'Università incarichi direttivi, stanno creando non pochi problemi alla direzione dell'Università stessa.
E' infatti lo stesso Rettore Renato Guarini a prendere le distanze dalla missiva dichiarando sempre dalle pagine del Corriere: "Rispetto le opinioni di tutti coloro che le esprimono con correttezza» e, in ogni caso, l'inaugurazione dell'anno accademico e la visita di Papa Ratzinger saranno due «momenti separati» e il Pontefice sarà accolto come un «messaggero di pace».
La pace che si respira in realtà sembra ben poca. Un gruppo di studenti si sta infatti preparando ad una vera e propria "settimana anticlericale": 4 giorni di contestazioni studentesche organizzate dal collettivo di Fisica che andranno avanti fino a giovedì contro l'intervento di Benedetto XVI all'apertura dell'anno accademico della Sapienza.
Anche il mondo culturale e politico sta in queste ore reagendo alla vicenda. Durissime sono state soprattutto le parole di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio secondo il quale se la visita verrà impedita allora ci sarà la dimostrazione che l'Università italiana non potrà più considerarsi libera. Almeno così è stato riferito oggi dall'edizione delle 13 del TG5.
Staremo a vedere cosa succederà all'orizzonte, considerato anche il fatto che ormai è certo che la visita si farà.
Certo è che appare molto dubbia la protesta degli studenti universitari. Quale è il motivo di tanta acrimonia contro una visita papale, già per altro realizzata da altri due predecessori di Benedetto XVI? Mi sembra personalmente improbabile che una sola citazione del Papa, per giunta estrapolata dal contesto, possa determinare una così forte presa di posizione culturale. Forse che l'estrapolazione del contesto non viene più stigmatizzata dalla cultura universitaria come un metodo non corretto (metodologicamente parlando) per riprendere un concetto all'interno di una frase?
Personalmente mi rifiuto di credere che la contestazione sia frutto di così banali considerazioni, ed anche che si possa impedire, in una Università libera e laica, ad un "capo di Stato" di un paese estero, o fosse anche ad un intellettuale, di esprimere liberamente il proprio pensiero.
Riccardi ha detto che l'Università non sarà più libera? Forse la cosa non è da vedere così drasticamente....ma non credo abbia tutti i torti.
C'era qualcuno che - un tempo - ha detto che sarebbe morto piuttosto che impedire ad un'altra persona di essere libera e di esprimere liberamente il proprio pensiero....e questo qualcuno non era ne cristiane nè cattolico....
Ma forse queste parole non sono più di moda....





1. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 17:11
Ho sbagliato a postare, era qui che dovevo, piuttosto che sull'altro della Carta dei diritti..
Copio ed incollo, con il suo permesso...
Don Paolo: vede che, il suo blog, riflette bene, perfetto specchio nella dialettica e nelle idee, quel che fuori accade e si fa.
Almeno qui non abbiam da temere terrorismo altro, se non meramente dialettico appunto, non avendo minaccia e promessa di scontri e occupazioni, dovendo reclutare polizia e Cc incrociando le dita e potendo (poco) contare sulla capacità di giudizio per impedir disordini di questa gente, a partire dai no-global che si reclutano con tam tam a La Sapienza per non far parlare il Papa, perchè per loro è illegittima già la sua esistenza, figuriamoci se si può tollerar presenza.
Almeno qui nel blog, tutta questa parte "fisica", questo ricatto terroristico, queste minacce più o meno velate, non dobbiamo subirle. Il resto però è la realtà che da fuori travasa dentro il blog, mettendone a nudo i presupposti e, soprattutto, i veri intenti che si nascondono dietro i più disparati argomenti.
In realtà la situazione del caso La Sapienza è gravissimo, veramente sottovalutato e, se da una parte abbiamo chi fa finta di non vederne il pericolo (che non è certo quello che il Papa vada o parli), il sintomo di una società politica, di una cultura politica malata ed ai limiti della democrazia, che si dimostra molto debole se non malata, o anche se c'è chi, col nuovo cavallo di battaglia, soffia sul fuoco, esasperando ancora più la situazione di possibili rischi di disordine, che sarebbero appunto gravissimi, nel tentativo di riproporre una sorte di sessantottismo replicato o in continuità a quello.
In tutta l'Europa e negli Usa, il 68 ha avuto stagione breve, è emerso, ha vissuto, è cresciuto, ha dimostrato la sua assurdità o i suoi limiti ed è sparito, metabolizzato, accettato in qualcosa, rifiutato in tutto il resto, soprattutto in quella parte culturale-politica che produceva estremizzazione, radicalismo, eversione e minaccia agli stessi sistemi democratici che ospitavano la corrente.
Da noi no. Da noi si è proseguito a perpetuarne la cultura, creando un mosto sacro, producendo terrorismo, violenza, piombo e nonostante ciò mai facendo esame di coscienza.
La condanna ci arriva ora come novità, sull'eco di dichiarazioni ufficiali di Sarkozy o iniziative di spezzare quel bigottismo culturale adesivo sessantottardo unito al comunismo, quell'ottuso reazionario imporre una cultura, sempre con la minaccia di accuse improbabili di fascismo ecc.
Ma altrove, Francia inclusa, il sessantotto è concluso da tempo, così come il comunismo. Non parliam degli Usa, dove quel movimento ha avuto massima estensione e rappresentazione e dove forse è nato davvero. Tutti han chiuso quel percorso superandolo, da noi no.
Prosegue la contestazione occupazionale. Quella che si ritiene in diritto di occupare una Università delle Scienze e di decidere, con un comitato interno di politicanti contestatori e violenti oppressori di pensiero altrui, con la veste di studente o di Professore, chi deve parlare e non parlare.
Come se non fosse, quell'Università, bene comune per cui non può un manipolo di dinosauri marxisti decidere di occuparla o di minacciar disordini.
Come se non fosse assoluta e incivile, illogica ed antidemocratica incoerenza quella di voler agire in nome di una liberazione di pensiero dall'oscurantismo e poi voler oscurarne solo già la presenza di una parte del pensiero, quella della Chiesa nella fattispecie.
Perchè se a Mussi e Veltroni spetteranno fischi e tentativi di manifestar dissenso, al Papa, alla Chiesa tutta, quindi a tutti i cattolici o gli atei aperti al dialogo con tutti, Chiesa inclusa, toccherà vedere una politica di lotta che si batte per contestare la sola presenza, paventando disordini, cercando vie non democratiche (per esempio tentare di coprire l'eventuale discorso del Papa oscurandolo con frastuono e copertura sonora, cui si farà paladino il campione suonatore di campanelli di Rai 3, Andrea Rivera, personaggio beniamino lanciato al pubblico dall'area protrettrice dell'antivaticanista e sinistra radical-chic con aspirazione finto-plebea di Serena Dandini e che ha dato benissimo prova tempo fa tentando di ricostruire immagine di sinistra in quella Piazza S. Giovanni che fu riempita da ben più di 1 milione di elettori di centrodestra uniti, successo mai più raggiunto dalla sinistra, nonostante il reclutamento sistematico sindacale e partitico sinistro e sicuramente "stimolo" per inasprir linguaggio proprio in quella Piazza non più dominio ideale di sinistra.
L'oscurantismo rimproverato alla Chiesa risulta essere, dunque ed al contrario, quello di chi è colpevole in prima persona di far lo stesso, oggi e non la Chiesa secoli fa. Oscurantismo ed inaccettabile occupazione impropria pretesa di un Università di Studi, che dovrebbe privilegiare appunto la diversità e la libertà di pensiero, onorandone appunto la diversità di partecipazione.
Ma questo i marxisti (vedete che non se ne esce perchè son loro ad impedir di superar questa dietrologia di arretratezza di dialogo e di cultura), i neo-sessantottardi che han pretesa di aver diritto di veto su una Università che è fatta di una moltitudine affatto marxista, anche cattolica, tanto che si parli di Prof che di studenti, lo sanno benissimo applicando sistematica negazione di par-condicio, coerenza e credibilità.
Accusa che faccio non in modo retorico di propaganda, tipo slogan buttati là che comprendono castronerie e disinformazione imperante (con ignoranza doppia nel NON voler nemmeno conoscerli, i fatti, ignoranza colpevole dunque), ma che invece voglio subito dimostrare ed argomentare.
Ecco qui la credibilità, la coerenza e l'ottusità di pensiero che si accetta di buon grado per odio ideologico e sistematico, in nome tutt'altro che di libertà di scienza e cultura, come si dice, ma di oscurantismo fazioso, strumentale, doppio nei subdoli fini, infine dimostrandosi, quei contestatori marxisti ed antivaticanisti in via d'estinzione (ma troppo lenta per via dell'ignoranza e dell'odio di pregiudizio che non viene negoziato nemmeno in virtù dell'onestà e della ragione), dimostrandosi in tutta la loro mediocre, insopportabile ipocrisia.
Mo' vi spiego meglio il motivo di queste accuse, per dimostrar che se dico che c'è incoerenza ed ipocrisia insopportabile, un motivo ce l'ho e non è certo una presa di posizione a prescindere, ritenendomi abbastanza libero e sforzandomi di esser onesto quanto posso.
Da una parte abbiamo il veto che si vorrebbe per la sola presenza del Papa, considerata, udite udite, OFFENSIVA, lesiva dell'immagine dell'università (anche qui, si configura il perpetuo tentativo di introdurre reato d'opinione, combinato con reato di presenza-esistenza per delegittimar la Chiesa anche a respirare).
Dall'altra, impera non la ragione, nè la provocatoria Minerva che rabbrividirebbe, ma una vera e propria cristofobia, cioè l'anticattolicesimo e l'antivaticanismo in realtà sono la parte più consistente (perchè più pericolosa e potente) ma il fine ultimo è il disegno di uccidere Cristo nella coscienza (e chi lo ospita nella coscienza è non a caso reputato idiota, superstizioso, oscurantista, primitivo oltre che illegittimo), nell'umanità.
Infatti, quell'odio viscerale della presunta ragione che si vuol nemica di Chiesa, fede, Cristo necessariamente, rifiutando anche solo l'ipotesi di altra via o altra visione che invece ne prevede la compatibilità o anche la complementarità, cambia quando si parla di Islam.
Sì, avete udito bene. Il Papa non può parlare nè si tollera la sua presenza. Non si fa replica, ma si attuano strategie e misure per impedire che parli liberamente, serenamente, come dovrebbe essere in un Paese Civile di Civile cultura tollerante e democratica, dopo aver già provato a non farlo nemmeno esser presente. Un metodo fascista, seppur fascista comunista, anche nei metodi, nelle minacce, nell'inciviltà, nei valori anti-democratici.
Dall'altra parte non impera la ragione, dietro la cui egida ci si vorrebbe proporre o per la causa nobile si vorrebbe combattere. Lo dico perchè adesso vi dico l'ipocrisia, l'incongruenza, l'assurdita:
l'anticristianesimo feroce diventa, improvvisamente, con completa trasformazione opportunista, in amore della tolleranza, quasi pastorale animo, predisposizione per l'incontro di diversità anche molto, molto distanti da quel che viene ventilato motivazione per combattere, quel famoso oscurantismo che si accusa avere la Chiesa (ma senti chi parla).
Si trasforma mostrando ben altro viso e ben altra strategia quando si parla di islamici.
Si, avete capito benissimo. Gli islamici vanno bene, purchè un po' integralisti e non promotori di valori condivisi e di dialogo di moderati ecc, i cristiani no.
I cattolici sono intollerabili, i sunniti invece sono graditi, se sono abbastanza "cattivi".
Il Vaticano è nemico da abbattere ferocemente, relegandolo ai minimi spazi propri vaticani, che se si azzarda fuori, si minaccian disordini durissime.
Invece, già dal 2006, si è fatto un accordo all'Università Sapienza, creando Comitato accademico italo-egiziano di "Studi comparati per il progresso delle scienze umane nel Mediterraneo" (notare bene come qui pare possibile la compatibilità tra scienza, ragione e fede senza alcuna contestazione da fare, tantomen dura).
Il Papa si vuole crudele e oscurantista nemico dell'umanità e della ragione.
Lo Sheikh di Al Azhar, tal Mohamed Saued Tantawi, ritenuto massima autorità TEOLOGICA dell'Islam Sunnita invece ha firmato l'accordo di cui sopra, dove fede e ragione o questa e scienza van a braccetto amorevole e cinguettante di felicità coabitativa.
Mohamed Saued Tantawi: uno che ha scritto FATWE per giustificare i kamikaze palestinesi.
Uno che santifica puntualmente la condanna a morte per i poveri islamici che OSANO convertirsi al cristianesimo (qui si vede perchè è simpatico il tipo, non è vero? Pro-terrorista, pro-palestinese, anti-cristiano..), muslims che osano convertirsi e lo dicano ad alta voce sono doverosamente e santamente condannabili a morte per quest'uomo "illuminato" e non oscurantista com'è l'intollerabile Papa Ratzinger!
Per i prof marxisti ed antivaticanista, in questo non c'è nulla da eccepire, a loro va benissimo, nessuna contestazione dura, nessun tentativo di dire "Minerva...", con buona pace di condanne a morte per apostati della fede, con buona pace di apologia di terrorismo, di cultura della morte: quella è gradita, parrebbe, agli occupazionisti fascisti comunisti della Sapienza che cercheranno, non potendo impedire al Papa di esserci, di coprirne voce con musica, rumore a tutto volume, tentando di oscurare sonoramente.
Se fossimo in un Paese civile, questa gente dovrebbe esser sospesa dall'insegnamento e perseguibile nell'evidente progetto fascista comunista di oscurare gli altri così come andrebbero arrestati per offesa gravissima all'onestà intellettuale, alla decenza minima che la coerenza richiederebbe, oltre che per pessimo gusto.
Ma figuriamoci, questi possono contare su tanti cattolici "debolmente" fedeli alla Chiesa che non si indignano, non si ribellano, almeno pacificamente, almeno dialetticamente, restando nel limbo confusi tra interessi personali e politici e doveri scomodi di fedeltà cattolica.
A far la parte della ragione, che difende il buon senso della par condicio o della coerenza o della democraticità, sarà forse il centrodestra, forse però, anche lì spesso, a parte strumentalizzazioni particolari, impera l'egoismo liberal che la Chiesa ed il Papa che reclama riflessioni almeno laiche morali, li vedono come un pugno in un occhio.Non si spese particolarmente, il centrodestra, per il caso Ratisbona, se ricordo bene, mentre iene e avvoltoi di sinistra infierivano impunemente, se va bene, con frecciatine (solo il democratico "adulto" dc Prodi si produsse con simpaticissime battute tipo: il Papa lo difendan le guardie svizzere..- più o meno è questo che dichiarò, il DC, in cui sempre di più è evidente la scarsa considerazione per la C finale e la predisposizione per una eventuale P da anteporre in sua vece, sperando in un Pd, avendo visto la morte dell'Ulivo suo malgrado, come inevitabile (rinunciando volentieri, potendo, a tutta la sigla pur di restar lì con le mani in pasta al potere).Saranno probabilmente non-cattolici, atei o semplici laici come me, a difender la ragione e la democrazia, la civiltà e la coerenza nell'oscurantismo fascista-marxista che si riversa su cristiani e Papa. Come ho già detto, per me (per noi..), anche non condividendo nulla o poco o tanto che sia, ci batteremo perchè al Papa (o a chiunque) sia garantita legittima, civile possibilità analoga di esser presente o parlare. Nel farlo difenderemo noi stessi, infine, aldilà delle idee, da questa orda di arretrati barbari supponenti e simpatizzanti della violenza quando fa comodo.Naturalmente si vedrà ugual battaglia e scontro: Repubblica ed Ezio Mauro con essa è, con tutta quell'area intelletual-radical di sinistra, anti-Vaticana per professione. Il Corsera si terrà equidistante, indecisa aspettando di adeguarsi al conformismo neutral-cattolico-comunista un po' di destra-abortista-antiabortista-prodianveltroniano-antiamericanokennedyano-confindustial-sindacale-liberista-socialista-disinistra ma non troppo, ulivista-pduista però non acritico, antiisraeliano simpatizzante islamista ma anche magdiallaniano e fallaciano, intellettuale ma popolare, non schierato ma politicalantiberlusconiano (!), insomma, Il Corriere sarà quello di sempre come Repubblica, anche se per Vauro la sua posizione è un tantino più semplice e chiara. Gli altri giornali beh, lascio intuire. La tv (si ricordi Dandini-Rivera ma anche Banda Osiris-cortellesi ecc) si conosce già e non ci sorprenderà affatto.Nel mentre si prepara l'agguato, anticipo che il prossimo post è per spiegare la strumentalizzazione del caso "Galileo Galileo", che poi sarà il titolo dello spettacolo di Rivera praticamente. Basato su una consapevole menzogna da proporre lì belle riscaldata a gente che non aspetta altro che di occupare, contestare, berciare e, speriamo di no, ma i presupposti ed i precedenti ci suggeriscono altro, di menar le mani, con ulteriore ingiustizia proposta alle forze dell'Ordine sul cui capo pende il desiderio forte di una rivincita dai tempi del G8, dal punto di vista mediatico, non avendo potuto dimostrar che Giuliani, in realtà era pacifico cittadino che girava tutte le città con l'estintore in mano per soccorrer popolo e forze d'ordine, luvluv peace & flowers e che ingiustamente, nonostante tanta bellezza d'animo e di gesta, oltrechè di cultura civica, è stato martirizzato.Senza contar preti che, per timore o amor di serenità come DonAbbondiana memoria consiglia, non avranno voce da proporre, temendo (giustamente) un lancio di pietre che è già quotidiano e sistematicamente fitto così per il semplice indossar saio o tonaca.Alieno2. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 17:57
Come al solito, questa gente intollerante, sopperisce alla sua minoritaria rappresentazione, essendo sempre più ridotti numericamente ed in via di estinzione naturale, pur essi opponendo ostruzionista arretramento cultural ideologico (ancora il Marxismo, due secoli fa.. fallito impietosamente in ogni suo esperimento ma questo non insegna proprio nulla a chi ritiene di non aver nulla da imparare) opponedo maggior disturbo, peggiori misure, al limite della decenza e della democraticità.
Insomma, siccome son pochi e sempre di meno, quelli che ancora non si vergognano di appartener a certe ideologie criminali, fanno più casino! E minacciano.
Fin qui nulla di nuovo che già non conosciamo da tempo.
E' bene sottolineare un paio di cosette, però.
L'iniziativa barbara che vorrebbe prender possesso illegittimo occupando l'università, è sottoscritta da (soli) 67 docenti.
Cioè una rappresentanza ridottissima, minuta della completa teoria di docenti che lì professano o esercitano.
E' per questo che son ricorsi a sollevar orda di facinorosi casinisti bercianti, facendo tam tam, recultando il jet set dell'intellighenzia dello spettacolo perchè si sa, la festa ed il divertimento devono sempre essere al primo posto, con un palco o con auto-bidoni incendiati senza contar l'eventualità di un vero scontro assalto o lancio di oggetti contro forze dell'ordine (ficooooooooo, come il Cheeee), orda sempre pronta in questi casi, tanto che si tratti di Tav, a maggior ragione contro il Vaticano, ma se fosse Usa andrebbe più o meno bene lo stesso e così via, gente che pagherebbe per esserci ed a cui, invece viene offerto show e divertimento gratuito.
I no-global, se fate un giro nel web, hanno già messo in funzione la macchina, per crear qualcosa tipo G8 o almeno Ratisbona, che rimbalzi con eco incontrollabile, devastando ben più del singolo tema pretesto, Galileo ecc. con cui si comincia. Ma l'importante è cominciare.
Promotore di questa pulizia etnica fascista in funzione anti Ratzinger è anzitutto Repubblica.
Due giorni fa ha ospitato Cosmelli, che spiega il sacro fuoco che deve battersi contro il Papa, con discorsi da repulisti razziale: "Le accuse anti-scienza che i Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nell'ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con quelal rivelata, la prima deve fermarsi. In una comunità scientifica ciò NON PUO' ESSERE ACCETTATO!" - dice Repubblica con Cosmelli.
E' una balla. Lo dico perchè l'enciclica l'ho letta (anche se la sto ri-leggendo): il PAPA NON FA ALTRO CHE CHIEDERE, CON INSISTENZA, DI ALLARGARE LA RAGIONE! ALLARGARLA!
Nno restingerla al fascismo per cui non si vorrebbe nemmeno farlo parlare.
La balla, per cui si battono antiVat e Rivera e Compagni poi è grossolana (difficile che leggano davvero qualcosa di più di manifestini se non son conformi alla loro direttiva del comitato interno, uno qualsiasi, che so, un libro consigliato dalla Dandini, una riedizione del mito del Che, una riflessione di Diliberto che si commuove sulla salma di Lenin o un 'ombra di pensiero sulla pelata di Rizzo che è simpatico solo perchè da lontano assomiglia a Enrico Ruggeri (purchè non parli perchè allora da lontano resta odioso Ruggeri, purtroppo, innocente),che, genio tra tanta ignoranza, ci spiega perchè ancora oggi si deve esser (fieri) comunisti.
Invece, aldilà della becera ignoranza che ripete slogan che non va oltre nell'argomentazione, nè accetta onestà di confronto leale, il Papa non è affatto quel che si vorrebbe dipingere.
Il Papa non mette in discussione la necessità della scienza. Mai fatto. Il Papa pone invece la ragionevole questione dell'uso della scienza, di quello che se ne fa, di ciò che con essa vogliam raggiungere. Mi pare un discorso sensato, ma naturalmente è strumentalizzato e deformato a piacimento dagli pseudomarxisti.
Altra bandiera: gli attribuiscono un discorso del 1990, preso da Feyerabend che dice: "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto".
E' una frase tratta da Wikipedia, alla voce Ratzinger. Solo che non han letto il discorso originale, dove semplicemente il Papa spiegava che anche Ernst Block e tanti altri filosofi stessero rivalutando l'attitudine della Chiesa verso la scienza.
Ovvero, l'esatto opposto di quanto sostengono questi bugiardi ignoranti 67 più no-global volontari servi dell'ignoranza.
E si tenga presente, ben presente quanto ho detto nel post sopra, sulla credibilità già discutibilissima di questa gente, che non ha problemi a gemellarsi con islamici che promuovono fatwe pro-kamikaze palestinesi e che santificano doverosa condanna a morte di islamici che diventan cristiani e hanno pure il coraggio di non negarlo, ma di dirlo.
Insomma, non premiano certo quell'Islam moderato, illuminato, in cui riponiam uguale e ricambiata speranza di dialogo e coesistenza costruttiva e pacifica, no, quello è scomodo ed inutile alla causa. Meglio i pro-terroristi. I prosecutori dei tagliagole di infedeli cristiani. Quelli, con la ragione, pare, non hanno alcuna intollerabilità per cui dimostrare.
Ci si meraviglia, credo tanti come me, che queste cose accadano oggi.
Nel 2008.
Qui.
In Italia.
E notare bene che, dopo tutto questo fare e dire di lotta doverosa e violenta, nel linguaggio e nello sceglier tifo e modelli, senza possibilità di incontro o dialogo, rifiutati e contestati già solo all'idea che si possa o che qualcuno possa, se uno si azzarda a parlar di scontro di cultura, ti rifilano del guerrafondaio razzista fascista berlusconiano leghista che non favorisce la pace....
Intanto speso che lo Stato, impotente a Napoli e dintorni, quanto sui Rom e mille altre cose, compreso il tremendo sacrificio imposto pesantemente alla maggior parte dei cittadini, sacrificio ritenuto doveroso mentre, aldilà delle rassicurazioni di Bertinotti di operar il contrario, si aumentan la paga di parlamentari di 200 Euro, loro sì che gli aumenti non li tangono nè ci rimettono un caffè, è bene che almeno ci spieghi se questa Università è libera oppure siamo in caso di occupazione e non è più proprietà pubblica.
Si ricordi che è negli atenei che spesso si cominciano i processi violenti di radicalizzazione che poi si estenderà. 68 docet.
Intanto un branco di pecore tumultuose si dichiara disposta a picchettare per impedir ingresso al Papa, il che già la dice lunga su quale stato di cose versa la nostra cultura e il rispetto della cosa pubblica, per non parlare dello stato di salute dei principi democratici, affatto radicati come vorremmo.
Capisco l'arroganza e la violenza, ma non si capisce che certa laicità ormai è talmente caduta in basso che TEME di confrontarsi con un pensiero, avvertendone la forza (anche della ragione, oltre alla forza di fede) e la persuasività?
Un laicismo decadente, quello, come chi, non sapendo ribattere insulta o alza le mani. Una deficienza di pensiero, aldilà delle proteste, se non è in grado di misurarsi col diverso pensiero.
Se ieri potevamo accusar di oscurantismo la Chiesa, oggi le parti sono invertite: è la Chiesa a portar avanti la causa della ragione e contro vi si pone chi è oscurantista, per gli stessi motivi, avvertendo minaccia di un pensiero persuasivo e forte a cui non si sarebbe in grado di contrapporre altrettanto.
Intanto, è notizia delle ultime ore, la presenza antivaticanista del circo Rivera Banda Osiris Cortellesi, ieri garantita da Repubblica oggi pare meno certa.
Non si hanno ancora notizie invece dell'altra gustosa iniziativa (tanto per dir che uso della ragione e del buon gusto): la "frocessione", il cui intento offensivo è palese (vede Don Paolo, che deve tollerare e accettare la realtà che è uguale o peggiore fuori da qui), che si presupporrebbe sia una sfilata omosessuale.
Questo è per dir quanto si alza il livello della protesta.
Mentre si dimentica che il Papa già ha subito affronto arrogante: doveva esser unico oratore in una lectio magistralis, degno senz'altro per la sua immensa preparazione umanistica, uomo di enorme cultura, un Teologo internazionale che insegnava in tutta Europa, riconosciuto notevolissimo ovunque...
Oggi è stato ridotto a "comparsa" dopo l'oratoria di Mussi... capirai che dottore, che onore, che cultura immensa...
O Veltroni, su cui è meglio tacere pietosamente...
Ma il papa, umile contadino nella vigna davvero, contrariamente ai beceri comiziatori che si dicono offesi da un vero professore teologo preparatissimo, aldilà delle idee, comunque meritevole di rispetto, rispetto laicissimo, non ha rinunciato.
E spero che non lo faccia. Spero che la scuola riduca questi beceri a quel che sono, in nome della ragione: meschini al limite del patetico, per faziosità ed odio rinneganti la ragione che dicono di difendere, oscurando quel che vorrebbero dirci oscurantisti.
Alieno
3. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 18:06
interessante intervento del cappellano della Sapienza....
lo riporto di seguito
Roma, 14 gen. (Apcom) - Sì alle manifestazioni, alle proteste e perfino a forme 'provocatorie' di proteste come la 'frocessione layca', purchè non si arrivi alla violenza. Parola di padre Vincenzo D'Adamo, da 4 anni cappellano dell'Università 'La Sapienza' che, sulla visita del Papa giovedì all'ateneo romano, osserva: "Fa parte del gioco democratico che si possa anche manifestare e contestare, nelle forme non aggressive e non violente".
"L'Università 'La Sapienza' - dice ad Apcom il cappellano gesuita - è la più grande Università d'Europa e conta 155mila studenti. Nell'ambito di questa immensa popolazione, la nostra Università è un grande laboratorio sociale e culturale, che ospita espressioni e punti di vista diversi, sia in ambito culturale-ideologico che spirituale-religioso. Quindi le manifestazioni sono modi di esprimersi consoni a questa realtà e fa parte del gioco democratico - prosegue padre D'Adamo - che si possa anche manifestare e contestare, nelle forme non aggressive o violente".
Forme di proteste che possono offendere il Papa e la Chiesa, come la 'frocessione layca'? "Sono forme anche goliardiche, pittoresche ed eclatanti che ci possono stare - risponde il cappellano - quello che è importante è ricondurre questi punti di vista diversi all'interno di un dialogo costruttivo e di un contesto non violento".
Manifestazioni che, per padre D'Adamo, riguardano la minoranza degli studenti. "La grande maggioranza degli studenti è interessata all'incontro col Papa, anche se fanno parte dei più critici alla linea adottata dalla Chiesa con questo pontificato, ma sono disponibile e aperti a un confronto. La maggioranza è in questo senso. Pensate che in sole 48 ore sono esauriti i biglietti, tra cui non ci sono solo i cattolici doc, ma anche studenti non cattolici, ma aperti, in ricerca, dialoganti".
Perchè invitare il Papa alla Sapienza? "Io non voglio entrare nelle intenzionalità del rettore rispetto alle sue decisioni - risponde il cappellano - dietro al suo invito ci sono motivazioni alte e serie. Ma al di là di questo, dobbiamo intenderci sul concetto di laicità. Se siamo interessati a vivere in una laicità aperta e ricettiva, oppure in una laicità massimalista. In questo caso - prosegue padre D'Adamo - ci scandalizziamo quando autorità ecclesiastiche entrano in un contesto non ecclesiale. Altrimenti, se pensiamo a una laicità aperta, io dico: 'Perchè no un Papa alla Sapienza? Perchè no a un uomo di cultura alla Sapienza? Dove è la paura, dove il timore?'".
4. claudio, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 18:10
Ma se non lo vogliono perchè insiste ad andarci?Rischiando oltretutto con la sua presenza evidentemente non gradita di scatenar chissà che casino.
Io ho letto la frase incriminata e devo dire con franchezza che estrapolata o no,il suo significato è chiaro.E non vedo in quale contesto muterebbe significato acquisendone uno nuovo e meritorio "il processo a Galileo è stato giusto".
Evidentemente l'orientamento del papa verso la scienza e la ragione è quello che è,d'altra parte come potrebbe essere altrimenti,quindi trovo immotivato che vada a parlare alla Sapienza all'inaugurazione dell'anno accademico.Le strumentalizzazioni politiche non mi interessano,è solo feccia,e da chi sarà per strada a tirar sassi e da chi dalle televisioni mediaset o dai blog cerca di tirar acqua al proprio mulino.
Serenamente e ragionevolmente il papa dovrebbe evitare di muoversi dal vaticano per inviti del genere,non è gradito,non se la prenda ma è così,questo papa non è gradito,e non c'è da stupirsi se i predecessori hanno potuto efettuare la visita senza proteste,stiamo parlando di ben altre menti e sopratutto di ben altre persone,a mio avviso.
Anche la citazione sul fatto che si rifiuti la visita di un capo estero mi sembra poco appropriata,perchè se viene accusato di esserlo quando spara contro lo stato e invita a delinquere nel trasgredire leggi dello stato,che a lui non stan bene e vorrebbe addirittura cambiarle a modo suo,non perchè non siano giuste,ma per sue convinzioni personali,si levan gli scudi e le lance e si aggredisce il povero che ha osato tanto tacciandolo di comunismo,social forum,e tutte le altre belle idiozie che solo gli schierati di parte san dire,ora improvvisamente diventa capo di uno stato estero e come tale ha diritto di....necessità di....voglia di..deve...è autorizzato...
Qui le opinioni cambian a seconda di dove tira il vento,le convinzioni sono convinzioni solo sino a che fa comodo,quando non servon più....nel cesso.
5. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 18:30
Claudio. Riguardo alle strumentazioni politiche, lasciamo stare....sono davvero feccia. A leggere certe dichiarazioni di oggi....c'è davvero di che vergognarsi.
Ma secondo te si può lasciare stare la politica? Non parlo della politica del palazzo, ma della politica dei poteri forti, come un certo tipo di potere laicista, che sembrerebbe voler strumentalizzare - a mio parere - la vicenda.
Mi spiego. Io posso anche capire, così come dice il cappellano della Sapienza, che vengano fatte proteste.... ma come si fa a dire ad una persona che viene invitata (non c'è voluto andare lui alla Sapienza): tu qui non ci puoi venire.
E' come se io dicessi che tu non puoi frequentare questo blog perchè hai idee diverse dalle tue. Invece tu ci sei, frequenti, ti confronti, ecc...Ed io posso combatte (è solo una immagine) con te....ma non ti posso dire: non puoi venire qui.
Per entrare alla Sapienza ci vuole il pedigree? E dove la mettiamo poi l'università libera? Gli studenti universitari della sapienza non mi risulta siano tutti rappresentati da coloro che stanno manifestando....
E per loro la sapienza non è una casa come per gli altri? L'università è di tutti...o solo di qualcuno?.
Vedi, forse mi sbaglierò....ma ho l'impressione che ui voglia mettere il suo "bollino" sull'università, mentre il papa non vuole bollare nulla....vuole solo parlare....e che male c'è?
Inoltre la scienza ha anche una "filosofia della scienza"....una metodologia, una serie di coordinate epistemologiche....
La dialettica, perciò, è parte stessa della concezione di scienza intesa modernamente....
Qui, in conclusione, mi sembra che di "scienza" ci sia poco, ed anche di modernità....
6. Rosario Mastrosimone, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 19:53
Secondo me il problem è a monte. In Italia siamo allergici al confronto, amiamo la cultura dell'alleanza e quella dello scontro, ma non sembriamo in grado di vivere la divergenza di opinioni con rispetto. C'è sempre qualcuno che vuole far tacere qualcun altro.
7. steve, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 20:23
Dietro l'invito al papa c'è la volontà di sottomettere le istituzioni e il pensiero scientifico alla chiesa cattolica.
L'Università non ha niente da spartire col papa e non si vede la necessità di questo schiaffo alla libertà di pensiero, permettendo al capo di una istituzione che condanna la libertà della sciebnza di predicare nel tempio della conoscenza.
E' bene ricordare che è falso che la chiesa cattolica abbia riabilitato Galilei. Nel 1992, quando Wojtyla si occupò del processo a Galilei lo accusò di essere concausa di "una tragica reciproca incomprensione". Insomma era colpa di Galilei se fu costetto a un processo, all'abiura, agli arresti domiciliari, alla messa all'indice delle sue opere.
8. Fabrizio, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 20:32
Galilei o meno, credo che gli studenti che si oppongono animatamente alla visita del papa siano una minoranza. Credo che anche gli studenti che si precipitano a sentire il papa siano una minoranza. Quando frequentavo l'università, io me ne sarei semplicemente fregato, avendo di meglio da fare che andare a sentire un personaggio che effettivamente con la scienza occidentale ci coglie davvero poco. A dire il vero non ho mai vissuto l'università come qualcosa di più di un luogo in cui andare a dare quei maledetti esami - anche solo perché sita a Milano, e io odio il capoluogo. Però mai avrei manifestato per imporre con la forza la mia volontà a qualcun altro, mentre trovo più che legittima la raccolta di firme.
Sono ovviamente legittime anche le manifestazioni pacifiche, anche se dubito che questo tipo di tolleranza verrebbe estesa a TUTTE le opinioni. Però è inutile tirar fuori sempre i soliti discorsi. In sintesi non condivido la scelta del rettore ma non ne faccio un dramma; a sentire il papa ci andranno gli studenti cattolici, gli altri impiegheranno il loro tempo in maniera più proficua.
9. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 20:37
ad ognuno la libertà di andare a sentire o no il discorso del Papa....
al rettore la libertà di invitare chi vuole ....
basterebbe questo evitare polemiche che giudico veramente esagerate.
10. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 20:39
L'università dovrebbe essere anche il tempio dlela libertà, perchè senza libertà non c'è vera conoscenza....
11. mauro, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 20:47
Intanto le prime Università nel Medioevo sono nate proprio grazie alla Chiesa!!! Persino La Sapienza è nata grazie a papa Bonifacio.!
Non volere che una persona (invitata) parli alla Università, dimostra come gli oscurantisti sono altri, non certo il Papa! Certo è che questi laicisti, hanno una concezione della democrazia e della tolleranza molto vicina a quella di certi dittatori!
Saluti!
12. Fabrizio, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 20:56
Mauro, può darsi che tu sia in buona fede. La cartina al tornasole è la seguente: se ad essere invitato fosse stato l'esimio Dott. Prof. Heinrich Kleinesturmkappner dell'Università di Schmitz, immaginario personaggio autore di una serie di pamphlet anticattolici, tu appoggeresti il suo diritto d'intervento pur sapendo che questo si tradurrebbe in un'ora di bordate perforanti contro la tua chiesa, senza nessuno a contraddirlo?
Se la risposta è sì, allora puoi coerentemente criticare chi vuole fermare il papa. In caso contrario, il ragionamento non fila.
Diverso è il discorso del rettore. Se il rettore di un'università cattolica invitasse il buon Heinrich per il discorso di apertura, probabilmente gli arriverebbe un serio ammonimento dall'alto in tempo zero. Cosa possa spingere il rettore di un'università statale a scegliere proprio il papa, mi sfugge davvero, lo trovo improprio. Certo che se abbiamo giudici che vanno a fare regate quando sono in malattia da NOVE MESI e si beccano solo un amichevole rabbuffo, dubito che al Magn. Rett. traballi la seggiolina sotto il posteriore.
13. civis romanus sum, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 21:09
Mentre er sor papa in un viaggetto solo
Bbutta zecchini a ccanestrate sane,
Va' cc'uno strilli che jj'amanca er pane,
Sai c'arisponne lui? " Me ne conzolo ."
Ah ttafino bbrodaro stracciarolo
Griscio leccascudelle scarzacaneChe senz'arte nè parte ne le mane
Sei venuto a ffà a Roma er dindarolo!
Questa è la ricompenza de l'avette
Steso le grinze de la sagra panza,
Che pprima te ggiucaveno a ttresette ?
Ccusì ce neghi eh , pallonaccio a vvento ,
Inzino er mollicume che tt'avanza
De quer pane che mmaggni a ttradimento?
G.G.Belli 1 giugno 1835.
Sempre attuale ,,,
14. civis romanus sum, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 21:13
Ah regà ,,, ho fatto spese ,,, ova e pommodori ,,, giovedì sò pronti fracici e puzzolenti ,,, degni de sto pupazzo in gonnellina .
15. civis romanus sum, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 21:35
La scienza moderna inizia ad affermarsi nel Seicento, cioè da 400 anni. Sono stati 400 anni in cui la Chiesa ha visto precipitare la sua considerazione nel Mondo delle persone istruite. A fronte di una sua crescita tra poveri ed ignoranti nel mondo, non vi è più un credo qualunque né nelle strutture di potere dei Paesi Occidentali, né nelle Università pubbliche, né in ogni istituzione culturale del mondo. Marginale. Una sciocchezza per molti bisognosi di credere a qualunque cosa: un dio, un ufo, un miracolo, una favola, la befana, babbo natale, la lotteria, ... E la scienza avanza macinando religione non perché è prepotente ed autoreferenziale come dice quello sciocchino di Cacciari a cui si associa Miriam Mafai, e molti altri. La scienza non ha il potere materiale in nessuna parte del mondo. Non possono, per essere più concreti, gli scienziati decider nulla. Non hanno il potere in alcun luogo.
Basta guardarci in casa per accorgersi che la scienza è ancella di tutti, financo di un pecoraro. Viene reclamata, viene invocata, viene bistrattata ma non c'è nelle dispute di potere. Si affermerà per volere divino ? O c'è lo zampino del diavolo ? O è utile e quindi non ha bisogno di sponsor ?
Sta di fatto che oggi, nel 2007, e da moltissimi anni, mentre l'uomo può fare a meno della rappresentanza religiosa e addirittura della religione, non può fare a meno della scienza. E' inutile che botoli come Ferrara starnazzino: la scienza si autoafferma senza sponsor. E non ha neppure i finanziamenti che, fatte le debite proporzioni, quel giornalaccio che dirige ha.
Il fatto è che la scienza serve per mandare avanti una società di milioni e miliardi di persone. Se persone con un minimo di cultura (le altre non sanno un tubo e non sanno neppure far di conto) riflettessero sui sistemi produttivi, dei trasporti, delle comunicazioni, delle medicine, dei fertilizzanti, ... si renderebbero conto che tagliare la scienza da un giorno all'altro vuol dire milioni di morti in qualche anno. E' così senza troppe discussioni. I miracoli, quelli veri e non le panzane, li fa la scienza con i prodotti che sforna da 400 anni. E c'è di più. Se vi sono gravi problemi d'uso è perché i politici non sanno leggere le istruzioni. Se vi sono gravissime disfunzioni nel clima, nell'energia, nell'inquinamento, nella disoccupazione, ... il problema è tutto di politici che sono dei banditori di fiere paesane lontani mille miglia dal capire come funziona un oggetto delicatissimo come la scienza.
In una società che si specializza sempre più, mentre la scienza fa la sua parte, i politici e la Chiesa regrediscono. I cittadini che dovrebbero entrare in un mondo di comprensione sempre più complesso sono mortificati da una scuola sempre più dequalificata. Perché la scuola non è fatta da scienziati ma dai politici di cui sopra che ci spiegano che più si dequalifica più il loro potere è fuori discussione. Perché ormai la rincorsa è al mantenimento dei privilegi coniugato con l'assoluta impreparazione ad una qualche capacità di gestione della cosa pubblica. Ripassate a mente i nomi dei politici che volteggiano sulle nostre teste. Chiedetevi quali competenze abbiano e quali cose misurabili, nel senso di un avanzamento della società civile, abbiano realizzato. Se la risposta è quella che do io allora dovete trarre la conseguenza che la scienza è a gestione di incompetenti. E', con una immagine tanto abusata quanto efficace, mettere alla guida di una Ferrari un contadino che ha condotto solo carretti trainati da buoi.
E si lascia che circoli la confusione. I politici che non hanno cosa argomentare in proposito (a parte le solite idiozie) danno voce ai filosofi che credono amici loro. Ma i filosofi da anni sono amici di se stessi ed allora, messi fuori discussione anch'essi da una scienza che non permette loro di dire qualcosa di nuovo e sensato, sparano anch'essi a palle incatenate contro la scienza che, come detto e come tutti potranno verificare, non ha voce in capitolo perché non è presente in alcun luogo con i suoi cultori. E come invitarli ? E come sentirli ? Se il minimo che potrebbero fare con una politica mistificatrice e mortificante dovrebbe essere il lancio dei pomodori in faccia tali politici e filosofi.
Ed a questo punto interviene un'entità arcaica che ha credito solo tra tribù primitive come quelle che circolano in Italia tra i centri del potere. L'industria non lo ha capito e non dice nulla, senza sapere che un freno ben più poderoso al suo operare del Sindacato, è la Chiesa. E' una commedia degli equivoci e degli inganni in cui i bastonati non hanno una parte, uno straccio di copione che permetta loro qualche battuta.
E così, persone che altrove potrebbero solo raccogliere cicche perché è l'unica cosa a cui potrebbero essere addestrati, da noi fanno gli opinionisti come Ferrara, una persona primitiva che ignora l'abc dell'istruzione e si parla addosso sbrodolandosi e macchiando il pavimento. Uno che ha fatto il liceo classico 40 anni fa che vuole spiegarci la filosofia ? Ed il mondo ? Ci parla di moratoria per la legge 194 ? Credo che tutti devono svegliarsi dal torpore indotto da governi inutili che si succedono stancamente passando da farse a tragedie. Governi-droga, cocaina o eroina, ma droga pesante. Svegliarci tutti per capire che Ferrara è un buon'uomo che ha diritto alla sua minestra calda ... e poi basta. Per capire che Veltroni è un mediocre come D'Alema. Che non ce n'è uno nel panorama dei politici solo politici o politici avvocati che meriti credito. Rutelli esperto d'arte ? solo perché è parente di un architetto ? e gli altri, tutti con il liceo classico come Rutelli e Ferrara, esperti di cosa ? di chiachhierologia acuta ! Se poi passiamo ai laureati ci troviamo con il pecoraro-avvocato che fa il ministro dell'ambiente. Caspita, uno che inquina con i suoi voli in cui si porta una corte da Re Sole e che non sa distinguere una centrale nucleare da una segheria, ci spiega l'ambiente !
Tutti questi dovrebbero coniugare la scienza con il vivere civile. Riflettete un istante prima di leggere oltre. E mettete altri nomi. Chi, chi per giove!, dovrebbe parlarci con competenza di innovazione scientifico-tecnologica, di ricerca e sviluppo, di aumento del valore aggiunto, di competitività attraverso la formazione , .. chi, porca miseria !
Eppure sia i politici che coloro che sono al loro soldo straparlano di dittatura della scienza, di scienza onnipotente, di scienza sfacciata. Ma avete mai sentito parlare uno scienziato in TV ? Chi dà le opinioni su tutto, chi straparla sull'esistente ? Se sentono per 10 secondi uno scienziato è solo su questioni tecniche. Continuiamo con le bestialità crociane, alla scienza solo numeri e questioni tecniche, la formazione spetta a tutte le bestiole che pontificano in TV.
Le cose sono in realtà diverse perché questi oscurantisti dell'oggi, non hanno neppure la fantasia per discutere (sic) di queste cose. Lor signori, tutti, sono al servizio conscio o meno della Chiesa che è l'unica vittima in tempi più o meno lunghi della marcia lenta ma vincente della conoscenza. Tra qualche generazione ci guarderanno indietro con compassione come coloro che ancora credevano all'autorità morale del Vaticano. Un mondo (elenco a caso) in cui: è vietato il sindacato, si violentano i bambini, è vietato sposarsi, si fanno bancarotte fraudolente, si è in sintonia con mafiosi del calibro di Sindona, si è alleati con tutti i regimi fascisti e reazionari del mondo, si è ammessa la schiavitù, esiste ancora la pena di morte, esiste il divorzio solo per i ricchi, non si pagano le tasse, si vive nel lusso, non si lavora, .... L'autorità morale della Chiesa ? ma ci facciano il piacere !
Ebbene, questa Chiesa ha chiamato a raccolta gli utili idioti per l'ultima difesa che vorrebbero trasformare in attacco. Vinceranno qualche battaglia ma la guerra è persa, se ne convincano i furbastri prelati.
Ora se si dovesse chiedere ad ogni cittadino se eliminiamo la Chiesa o gli antibiotici, se eliminiamo la Chiesa o il telefono, se eliminiamo la Chiesa o l'airc, la Chiesa o l'automobile, la Chiesa o la TAC, la chiesa o gli arti artificiali, la Chiesa o (perfino) la TV, .... cosa vi aspettate che rispondano ? E quali sono i miracoli, quelli veri ? Chi li fa ?
E chi conduce ogni individuo sul sentiero della conoscenza e della coscienza individuale e chi su quello dell'irrazionale, della magia, dell'illusione, delle apparizioni miracolose, dell'arcaismo ed oscurantismo ?
Ed i filosofi di cui sopra cosa fanno in Italia per far comprendere da che parte sta la ragione e quindi l'uomo ? Cincischiano dimenticando il tema di fondo del contendere perchè sono un poco debolucci come filosofi e poi ... tengono famiglia.
16. civis romanus sum, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 21:38
Io, docente alla Sapienza, avrei firmato
Ho letto rapidamente i commenti già da voi pubblicati e non intendo fare polemica con quelli che non condivido. Sto anche leggendo in rete tutta la rassegna stampa sull'argomento. Mi dispiace di vedere da taluni (colleghi e politici papisti) attaccati quei colleghi, circa settanta, che hanno firmato il documento di protesta. Se fossi stato messo al corrente della loro iniziativa (siamo in tutto 5000 docenti strutturati) e fosse stata chiesta mia adesione, mi sarei aggiunto di buon grado. Per me, come "filosofo", è mortificante la visita di un papa in quello che ritenevo dovesse essere il Tempio residuale della Scienza e di quel "sapere filosofico" con il quale per me papa Ratzinger non ha nulla a che fare.
So già quali potrebbero essere le obiezioni di determinati colleghi, ma io mi professo filosofo pre-cristiano e ritengo affatto distinti fede religiosa e filosofia o addirittura fede e scienza nel senso galileiano. Chi vuol praticare una filosofia ancillare, faccia pure, sono affari suoi: ognuno rischia in proprio! E lo stesso dicasi per chi intende la scienza come mero sapere pratico, allo stesso modo del sapere di un calzolaio o di un droghiere Mi dispiace molto vedere espugnato e sacrificato l¹ultimo tempio della laicità e del libero filosofare.
Che molti colleghi, più tecnici che non scienziati e filosofi, ad incominciare dal Rettore, pensino nel loro privato di andarsi a genuflettere nelle innumerevoli chiese romane o in Vaticano, è cosa che riguarda il loro concetto di scienza e di filosofia, non ho nulla da obiettare loro, ma che non capiscano la "incongruità" dell'invito ad un soggetto che è la negazione vivente della scienza e del filosofare e parlino perfino del tutto a sproposito di "censura" (ma da quale pulpito viene la predica!) è cosa che insieme alle immondizie napoletane dà la misura del degrado totale al quale è giunto il nostro Paese.
Antonio Caracciolo
Ricercatore di filosofia del diritto alla Sapienza
17. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 21:43
Fabrizio, posso intromettermi? Se posso esprimerti la mio opinione personale, io permetterei che quetso fantomatico professore pseudotedesco intervenisse nella "mia" università. senza nessun problema....
Per quanto riguarda il tuo secondo esempio....non può che venirmi in mente l'Università San Raffaele di Milano, di cui Massimo Cacciari (che cattolico non è) è uno dei maggiori docenti....
Senza contare le varie personalità del mondo laici che vengono annualmente invitate in Università quali la Pontificia Lateranense di Roma (dove ho studiato...) e la cattolica di Milano....
comunque non voglio generalizzare....neppure io e soprattutto non voglio polemizzare...
ti saluto
18. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 21:59
Ratzinger a suo tempo, Civis, ha molto discusso come docente con personalità che non condividevano la visione cristiana della scienza, così come riportavi tu tramite le espressioni di caracciolo.
E penso che il papa non si sottrarrebbe affatto ad un Caracciolo o ad altri che volessero mettersi a discutere di questi argomenti.
Non voglio fare l'interprete del Papa....non ne ho i titoli....ma credo proprio che sia possibile....
Sinceramente però non capisco cosa vi sia di incongruo in un invito rivolto ad un papa, di presenziare all'inaugurazione di un anno accademico in una qualsiasi università del mondo....non lo capisco.
Non capisco che problema ci sia...in altre occasioni il papa è stato invitato ed ha partecipato ad iniziative in luoghi che non glia ppartenevano (sinagoghe, moschee, ecc..), e nessuno si è mai scandalizzato, invocando il "vade retro"....
Sinceramente non capisco tutta questa polemica.
19. Marco, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:00
Carissimi,
è veramente una coda incivile che si chieda al Papa di non visitare l'Università, accusandolo di "grave inimicizia" verso la scienza, tirando fuori Galileo e il suo processo, accaduto ben 400 anni fa.
Se c'è propro una religione che non è nemica della scienza è proprio il cattolicesimo. A quanto mi risulta è l'unica religione che mantiene una Struttura scientifica ad alto livello, quale la Specola Vaticana, gestita dai miei preti preferiti, vale a dire i mitici Gesuiti!
Inoltre vorrei ricordare che il cattolicesimo è pressochè immune dalle terie anti darwiniste, essenso l'evoluzionismo ben compatibile con le verità di fede : sono gli evangelici fondamentalisti (sola scriptura!) e i mussulmani, i principali paladini del creazionismo o dell'intelligent design, i cattolici al riguardo sono molto più "laici".
Vorrei ricordare il gesuita Lemaitre, il primo che ha ipotizzato il c.d. Big Bang dell'Universo,vorrei ricordare Faa' di Bruno, beato e matematico (mica cè solo Padre Pio....), vorrei ricordare Ennio De Giorgi, uno dei massimi matematici italiani del novecento e cattolico fervente. Io stesso conosco almeno un prete laurerato il fisica, si sarà mica bevuto il cervello??
Vedete, non ci può essere contraddizione tra scienza e fede : la scienza ci spiega come funzione il mondo, la fede ci illumina sul perchè esiste il mondo, sul senso della vita, sulla divina legge dell'amore, in altre parole, quando alla sera mi addormento penso : in chi, se non in Cristo, posso avere speranza? E non è che con ciò cancello la mia razionalità e il mio amore per la statistica...
Solo uno scorretto modo di pensare confonde il piano della religione con quello della scienza, e questo vale per i fondamentalisti scientisti che per quelli credenti.
Liberissimi di non credere, Dio può benissimo non esistere e il cristianesimo essere una pia illusione, ma non tirate fuori l'idea che la religione è nemica della scienza :come è stato detto da qualcuno, l'opposto della Fede è la superstizione, non la ragione.
Marco Merlo
p.s. 1) per don Paolo, quand'è che ci intervisti un Gesuita della Specola?
2) per tutti, vi consiglio il libro "Il Linguaggio di Dio" scritto dallo scienziato e credente Francis Collins : un testo veramente eccezionale!
20. Alessio Orlandi -fisico-, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:00
Oh, non ci vuole un genio per capire il perché Ratzinger non sia il benvenuto. Basta andarsi a leggere i suoi discorsi passati e la più recente Spe Salvi. In fondo, anche gli studenti americani hanno avuto i loro 5 minuti quando Ahmadinejhad è andato a fare una conferenza in una università degli USA. Dovete capirlo: il pensiero totalitarista teocentrico di Ratzinger NON può andare d'accordo con il pensiero scientifico. Relativisticamente parlando, non possiamo dire se un modo di pensare è migliore dell'altro, ma almeno gli scienziati non si affacciano da un balcone ad insultare il papa un giorno sì e l'altro pure.
21. steve, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:06
L'ultima cacciata vaticana in materia scientifica è la condanna della vaccinazione contro il cancro dell'utero, perché così le donne sarebbero pù libere sessualmente.
Nulla è cambiato da quando nel 1826 papa Leone XII condannò la vaccinazione del vaiolo: "Chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di Dio: il vaiolo è un castigo voluto da Dio. La vaccinazione è una sfida contro il Cielo."
22. Andrea, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:21
Vorrei condividere con voi le parole del papa di quasi due anni fa per rispondere ad alcuni dei commenti che ho letto qui sopra e provare a buttar giù questa falsa idea che la religione è contro la scienza, basandoci poi tante mosse, come questa contestazione, a mio parere inutili visto che la libertà è un diritto da dare a tutti e chi non lo dona, sia esso un papa, un professore o un impiegato, è lui per primo testimone di oscurantismo...Si perchè bisogna far chairezza: intanto oscurantismo non è caratteristica propria della Chiesa, l'ha praticato e ha sbagliato, ma come lei anche altri e comunque non per questo credo sia lecito perseverare nell'errore sotto il motto:"tanto l'ha fatto anche lei"...Bell'esempio di intelligenza.
"La seguente domanda e' stata posta da un giovane di Roma, Giovanni, ed il Santo Padre ha risposto a "braccio":
5) Padre Santo, sono Giovanni, ho 17 anni, studio al Liceo Scientifico Tecnologico «Giovanni Giorgi» di Roma e appartengo alla Parrocchia di Santa Maria Madre della Misericordia.
Le chiedo di aiutarci a comprendere meglio come la rivelazione biblica e le teorie scientifiche possono convergere nella ricerca della verità. Spesso si è indotti a credere che scienza e fede siano tra loro nemiche; che scienza e tecnica siano la stessa cosa; che la logica matematica abbia scoperto tutto; che il mondo è frutto del caso, e che se la matematica non ha scoperto il teorema-Dio è perché Dio, semplicemente, non esiste. Insomma, soprattutto quando studiamo, non è sempre facile ricondurre tutto ad un progetto Divino, insito nella natura e nella storia dell'Uomo. Così, a volte, la fede vacilla o si riduce a semplice atto sentimentale. Anch'io Santo Padre, come tutti i giovani, ho fame di Verità: ma come posso fare per armonizzare Scienza e Fede?
Il grande Galileo ha detto che Dio ha scritto il libro della natura nella forma del linguaggio matematico. Lui era convinto che Dio ci ha donato due libri: quello della Sacra Scrittura e quello della natura. E il linguaggio della natura – questa era la sua convinzione – è la matematica, quindi essa è un linguaggio di Dio, del Creatore.
Riflettiamo ora su cos’è la matematica: di per sé è un sistema astratto, un’invenzione dello spirito umano, che come tale nella sua purezza non esiste. E’ sempre realizzato approssimativamente, ma - come tale - è un sistema intellettuale, è una grande, geniale invenzione dello spirito umano. La cosa sorprendente è che questa invenzione della nostra mente umana è veramente la chiave per comprendere la natura, che la natura è realmente strutturata in modo matematico e che la nostra matematica, inventata dal nostro spirito, è realmente lo strumento per poter lavorare con la natura, per metterla al nostro servizio, per strumentalizzarla attraverso la tecnica.
Mi sembra una cosa quasi incredibile che una invenzione dell’intelletto umano e la struttura dell’universo coincidano: la matematica inventata da noi ci dà realmente accesso alla natura dell’universo e lo rende utilizzabile per noi. Quindi la struttura intellettuale del soggetto umano e la struttura oggettiva della realtà coincidono: la ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura sono identiche. Penso che questa coincidenza tra quanto noi abbiamo pensato e il come si realizza e si comporta la natura, siano un enigma ed una sfida grandi, perché vediamo che, alla fine, è "una" ragione che le collega ambedue: la nostra ragione non potrebbe scoprire quest’altra, se non vi fosse un’identica ragione a monte di ambedue.
In questo senso mi sembra proprio che la matematica - nella quale come tale Dio non può apparire - ci mostri la struttura intelligente dell’universo. Adesso ci sono anche teorie del caos, ma sono limitate, perché se il caos avesse il sopravvento, tutta la tecnica diventerebbe impossibile. Solo perché la nostra matematica è affidabile, la tecnica è affidabile. La nostra scienza, che rende finalmente possibile lavorare con le energie della natura, suppone la struttura affidabile, intelligente della materia. E così vediamo che c’è una razionalità soggettiva e una razionalità oggettivata nella materia, che coincidono. Naturalmente adesso nessuno può provare - come si prova nell’esperimento, nelle leggi tecniche – che ambedue siano realmente originate in un’unica intelligenza, ma mi sembra che questa unità dell’intelligenza, dietro le due intelligenze, appaia realmente nel nostro mondo. E quanto più noi possiamo strumentalizzare il mondo con la nostra intelligenza, tanto più appare il disegno della Creazione.
Alla fine, per arrivare alla questione definitiva, direi: Dio o c’è o non c’è. Ci sono solo due opzioni. O si riconosce la priorità della ragione, della Ragione creatrice che sta all’inizio di tutto ed è il principio di tutto - la priorità della ragione è anche priorità della libertà – o si sostiene la priorità dell’irrazionale, per cui tutto quanto funziona sulla nostra terra e nella nostra vita sarebbe solo occasionale, marginale, un prodotto irrazionale - la ragione sarebbe un prodotto della irrazionalità. Non si può ultimamente "provare" l’uno o l’altro progetto, ma la grande opzione del Cristianesimo è l’opzione per la razionalità e per la priorità della ragione. Questa mi sembra un’ottima opzione, che ci dimostra come dietro a tutto ci sia una grande Intelligenza, alla quale possiamo affidarci.
Ma il vero problema contro la fede oggi mi sembra essere il male nel mondo: ci si chiede come esso sia compatibile con questa razionalità del Creatore. E qui abbiamo bisogno realmente del Dio che si è fatto carne e che ci mostra come Egli non sia solo una ragione matematica, ma che questa ragione originaria è anche Amore. Se guardiamo alle grandi opzioni, l’opzione cristiana è anche oggi quella più razionale e quella più umana. Per questo possiamo elaborare con fiducia una filosofia, una visione del mondo che sia basata su questa priorità della ragione, su questa fiducia che la Ragione creatrice è amore, e che questo amore è Dio."
Ho sottolineato ciò che a me ha più colpito e che potrebbe essere anche spunto di riflessione e confronto: queste sono le parole del papa, complete, non estrapolate da un discorso...Uno le può approvare o meno...Mi piacerebbe sentire il parere di chi ha dato giudizi, basandosi sulla lettera di un gruppetto di professori, facendo forza su di un discorso da essi citato...In teoria dovrebbe avvenire lo stesso anche nel confronto con queste parole no? Oppure fa brodo solo quello che ci interessa, leggiamo e diamo conclusioni che combaciano con i nostri costrutti senza impegnarsi a capire cosa veramente una persona vuole dire e trasmettere? Non so, magari ora esce fuori che Ratzinger ha detto solo stupidaggini, che ne so, perchè aveva davanti dei giovani che voleva influenzare, pressare, chiuder loro la mente, renderli medievali, che so magari avrà provato anche a fare il pedofilo... Allora, veramente, è giusto proprio tutto!!!
23. Andrea, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:23
Perdonatemi, forse ho dimenticato la data e l'occasione di tale discorso: 6 aprile 2006 in occasione della GMG diocesana...Nel caso qualcuno volesse risalirvi!!!
Notte
24. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:26
Il tema del relativismo che tu, Alessio, hai utilizzato, si presta a considerazioni interessanti, e dovrebbe, a mio parere, aprire la strada alla possibilità, anche scientifica, che anche un Papa possa parlare in una Università, di fronte a studenti e docenti.
Il Papa, e non lo dico per difenderlo a priori, quando parla dal "balcone" non lo fa mai contro qualcuno, specialmente insultandolo. A meno che l'esposizione di una propria idea, anche magari asserendo che essa sia vera e unica, non venga considerata come un insulto.
Comuqneu penso sia molto chiaro il motivo per il quale il Papa non voglia essere accolto, ovvero la volontà di non conforntarsi non tanto con dei contenuti, bensì con una concezione del mondo e con delle coordinate epistemologiche ed interpretative della realtà...che evidentemente spaventano. E sinceramente non so per quale motivo....La scienza e la ricerca, non dovrebbero avere paura di confrontarsi con alcuno. Almeno credo.
25. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:30
giusto Andrea....credo che queste parole pronunciate dal papa possano diventare vero spunto di riflessioni anche condivisibili laicamente. grazie del suggerimento
26. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:30
La dietrologia ce la impongono necessariamente così come l'idea dello scontro necessario, nonostante si cerchi di andare oltre, non c'è scampo. Il Prof. promotore Cini è per sua fiera ammissione marxista.
Si capirà moltissimo da questo fatto, così come che siano no-global e (mi spiace ripetermi, ma se è così che devo fare?) "certa area politica" a far casino, anche se si cerca, come sempre, strumentalizzando, di nasconder il vero intento. Che non è certo quello di difender la scienza, che non è affatto minacciata dal Papa.
Tanto per cominciare, cos'ha di scientifico Marx non si capisce proprio.
Ma poi il Papa non nega la necessarietà della scienza, per cui si possa gridar allarmi patetici. Il Papa semmai pone la giusta questione dell'uso che vogliamo fare della scienza, come mezzo. Perchè diciamolo, la scienza non ci dice cosa è giusto e cosa non è giusto fare. E' solo strumento. Ma di cosa? Per far cosa? Qual'è l'obiettivo?
Il Papa pone la questione, legittima e sensatissima, oltretutto anche laicissima, se pensiamo al nucleare, armi chimiche invece di concentrarsi solo sulle questioni di bioetica e biogenetica, dove lo scontro è talmente da mischia che si perde il senso del dialogo utile.
Qualcuno può dire che siccome la questione è posta dal Papa, che è cattolico e massimo rappresentante di Chiesa, la scienza è minacciata? Beh, io vorrei suggerire che il marxismo autodichiarato orgogliosamente dal prof promotore e arruolati al seguito, non mi rassicura nel pormi la stessa questione e cercando tra quel marxismo una risposta: cosa fare della scienza? Metterla al servizio di chi? Beh, di gente che impedisce di parlare ad altri? Che minaccia e che è intollerante, che rifiuta il dialogo? Come inizio non c'è male, direi, per trarre qualche idea di come i marxisti vorrebbero usare la scienza, non è vero?
Comunque non produrrò dotte repliche, che spettano ad altri e non a me, ma solo alcune considerazioni semplici, come mi competono, con i mezzi speculativi che tutti abbiamo a disposizione. Linguaggio semplice diciamo, essendo un mediocre non posso far di più.
Intanto voglio dirlo sarcasticamente, notizia sentita stasera al Tg2: risulta da indagine che la quasi totalità che studia negli atenei e università, crede che Galileo Galilei è stato ammazzato mettendolo al rogo. Falso, naturalmente.
La quasi totalità non sa che Galileo era cattolico.
Una buona parte crede che alla fine del processo, abbia esclamato "eppur si muove".
Quasi nessuno sa che la critica era di non aver formulato con ipotesi, ma con presunzione di formule certe. Che nel processo Galileo non riuscì a provare nulla, producendo anche grossolani errori scientifici, ugualmente non lo sa quasi nessuno, pare, tra gli studenti. Che le dimostrazioni di ciò che asseriva arrivarono solo 10-15 anni più tardi di quel processo, ugualmente, è cosa misconosciuta.
Ecco, dico queste cosette per aver idea della cultura che si vuol difendere da Papa Ratzinger che invece queste cose le sa benissimo. Che conosce benissimo tante cose, per questo può usare nei suoi colti discorsi, citazioni, com'è quella fatta (estrapolata ad arte per ribaltarne il significato del discorso tutto) riferendosi ad uno, anzi, a più di un filosofo scientifico anarchico e radicale.
Il fatto è che si tenta di mascherare dietro vessilli capaci di aver consenso vasto, tutt'altri scopi che poi sono permanenti, così com'è permanente quell'istruzione scientifica però ombrata di poco scientifico marxismo...
Ma la questione non è la legittimità di una contestazione: si faccia pure, si replichi. La schifezza è pretendere censura totale, illegittimità riconosciuta per logica di posizione ideologica ed intolleranza da razzisti.
A parte il fatto già evidenziato, ovvero questa parte di laicismo che, debole e frustrato, degradato e decadente, teme ed ha terrore di confronto e dialogo, ed è per questo che invoca illegittimità del confronto....
Perchè non ci si limita ad esprimersi, pur lasciando esprimere altri? Un conto è contestare correttamente, democraticamente, civilmente. Un altro è cercar di oscurare disturbando l'avversario nel confronto.
Insomma, immaginate due persone che parlano: entrambi hanno diritto di parlare, di dir la propria come meglio credono, pur aspramente, com'è sempre quello che consiglio se utile fare anche qui nel blog. Altro conto se una delle parti non vuole replicare, vuole impedire all'altro di parlare. Sicchè prova prima a negare il confronto. Non riuscendoci, immaginatevi che usa piatti e tamburi, trombe e tromboni e bercia costantemente per coprir la voce dell'altro....
Perchè è questo che si propongon di fare questi beceri. Mica replicare, contestare, magari così fosse, magari, ben venga.
E' impedire, censurare o almeno disturbare.
Ecco: la contestazione, la replica io la trovo legittima, sana, democratica, civile. Fare casino per coprir la voce dell'altro a bella posta, far minacce, organizzarsi per impedire di parlare o almeno di far sentire, beh, a me non pare cosa legittima, nè sana, nè democratica, nè civile: è una schifezza, è una porcheria bella e buona.
Sicchè dividiamo e si distingua bene qual'è la contestazione lecita, invece di accettarla rassegnati, come una possibilità che non dovrebbe nemmeno esser proposta, che è vergognosa. Non la replica, ma l'oscurantismo ideologico e pure FISICO.
Che poi il Papa non faccia assolutamente così è provato. Lo prova con il dialogo interreligioso che porta avanti, lo prova con le visite che riceve di personalità di Stato di tutto il mondo, lo ha provato in tutta la sua vita confrontandosi con chiunque lealmente, in modo pacifico e costruttivo, andando in Moschee, ricevendo islamici, ricevendo atei o altre confessioni senza, dico, senza mai impedir dialogo, nè sbatter piatti o tirar uova marce o ortaggi e così via.
Ma dico: anche tirare cose è civile? Roba da bambini dementi: come si fa.. il dialogo no, non si vuole, ma tirare cose va bene e si accetta come "normale" e fisiologico...
Oltretutto faccio notare che tutto questo casino... non è il primo Papa che parla lì, è il terzo: cosa c'è da far casino non si capisce. O meglio, si capisce: paura! Paura di un pensiero forte, scomodo, capace d'esser persuasivo, perchè parla anche col linguaggio della ragione e quindi è udibile da tutti, cattolici e non.
Alieno
Alieno
27. Andrea, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:33
@claudio al commento 4
Tutto il neretto è il passaggio del discorso di Ratzinger nel 1990:
"Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive:
«La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» (4)."
A me sembra che le frasi attribuite a Ratzinger siano di Feyerabend: o mi sbaglio?
Inoltre vorrei aggiungere una cosa: se veramente la situazione fosse quella che ci presentano questi luminari non vi sembra un pò strano che non ci sia uno di loro che si faccia prendere dal desiderio, dalla "brama", di conforntarsi dialetticamente, dando del filo da torcere, esponendo, grazie alla sua cultura, il proprio pensiero contrario? Di solito questa "presunzione" è propria di ogni docente no? Nessuno che si presenta? Tutti così impauriti? E da cosa? da un vecchietto di 80 anni? Che c'ha poteri occulti? Sarà uno stregone un mago? Sinceramente un pò di perplessità ce l'ho...Non ho mai incontrato un professore, un uomo di cultura che si tiri indietro nel confornto con chi, eventualmente, la pensa in maniera diversa.
28. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:40
Non è certo minacciata la laicità dello Stato. Nè dell'università. Certo non più del marxismo che si vanta avere certa piccola rappresentanza di prof, magari un po' di più tra studenti.
Ma tutti insieme, una parte in minoranza volendo.. forse sarebbe il caso di valutare se è necessario difendersi da costoro che nella loro intolleranza, mentre il Papa non vuol far sua università nè minaccia alcuno, ritengono l'Università ostaggio e cosa loro.
Fabrizio: credo ti sia già stato risposto, ma nel caso lo ripeto: l'intervento sarebbe stato accettato dal Papa, lo fa, lo ha fatto con NON immaginari personaggi anche anticattolici, ricercando l'incontro, la coesistenza pacifica e così via da sempre. Così, credo, tutti i promotori di dialogo cattolici.
Per quanto riguarda il tuo presumere eventuali ammonimenti del rettore in casi opposti, ti invito a rileggere i miei primi post o almeno dove riporto l'incongruenza di non aver alcun richiamo, nè contestazione nell'invitar chi promuove santi kamikaze o pena di morte santa e necessaria per apostati dell'Islam, che si gemellano allegramente fondando un Comitato della scienza, anzi, riporto il brano, so che era troppo lungo e faticoso:
Invece, già dal 2006, si è fatto un accordo all'Università Sapienza, creando Comitato accademico italo-egiziano di "Studi comparati per il progresso delle scienze umane nel Mediterraneo" (notare bene come qui pare possibile la compatibilità tra scienza, ragione e fede senza alcuna contestazione da fare, tantomen dura).
Il Papa si vuole crudele e oscurantista nemico dell'umanità e della ragione.
Lo Sheikh di Al Azhar, tal Mohamed Saued Tantawi, ritenuto massima autorità TEOLOGICA dell'Islam Sunnita invece ha firmato l'accordo di cui sopra, dove fede e ragione o questa e scienza van a braccetto amorevole e cinguettante di felicità coabitativa.
Mohamed Saued Tantawi: uno che ha scritto FATWE per giustificare i kamikaze palestinesi.
Uno che santifica puntualmente la condanna a morte per i poveri islamici che OSANO convertirsi al cristianesimo (qui si vede perchè è simpatico il tipo, non è vero? Pro-terrorista, pro-palestinese, anti-cristiano..), muslims che osano convertirsi e lo dicono pure ad alta voce sono doverosamente e santamente condannabili a morte per quest'uomo "illuminato" e non oscurantista..
Mi pare che sia evidente che dietro la ragione della "ragione", c'è piuttosto la ragione dell'ipocrisia e dell'incongruenza.
Alieno
29. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:45
Claudio (post 4): Se non lo vogliono perchè insiste...
Guarda che si continua a ripeterlo (perchè è innegabile e la questione diventa paradossale per l'eco appunto): è stato invitato. E' voluto. Chi non lo vuole è una minoranza. Una minoranza di Prof dell'Università, che si schierano dietro uno che si dichiara felicemente marxista, che probabilmente ritiene che possa darci, questo suo credo, più risposte di cosa far della scienza di un Cristo o di una Chiesa. Dimenticando che i marxisti sono in estinzione (un motivo ci sarà? Sì, il fallimento..), non i cattolici, nè i laici che con i cattolici coabitano felicemente senza sentir minaccia alcuna.
Estrapolata o no il significato è chiaro... Ti sbagli, estrapolata perde il suo significato originario. Che è quasi l'opposto preciso.
Alieno
30. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:50
Sempre Claudio (4) dove dici: "Rischiando oltretutto con la sua presenza evidentemente non gradita di scatenar chissà che casino."
MA come.. che logica è? Sicchè basta una manica di delinquenti che fan minaccia e si deve rinunciar a ragione, legittimità, diritti e quant'altro? E la responsabilità diventerebbe, secondo te, del Papa addirittura?
Non è un po' troppo, visto che il Papa va in un Università che non è proprietà marxista (per fortuna e tra l'altro fondata dalla Chiesa), dove la maggior parte degli studenti è interessata dall'incontro con quest'uomo colto, nonchè notevole e figura rilevante sia di Stato, sia come Vescovo di Roma, sia come rappresentante, voce di una Chiesa che comprende comunque una collettività enorme di individui del mondo, sia...
Per te, dunque, basta alzarsi, minacciar casini e la colpa è di chi fa quanto è suo diritto e lecito. Io trovo un po' troppo elastico questo ragionare..
Spero tu possa rifletterci su.
Alieno
31. Alieno, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:52
Dico delinquenti come paragone pensando non a chi contesta, replica e dialoga, seppur aspramente, ma pensando la proposizione di oscurantismo totale, di censura, di arrogante decisione minoritaria di far di tutto perchè nemmeno ci sia, pavido pensiero, oppure di impedir all'altro di parlare, invece che pensar a controbattere lealmente.
Alieno
32. don Paolo Padrini, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:54
Alieno, io comunque non credo che il problema sia politico....non credo che il fattore "marxismo" centri molto....
E permettimi anche di voler esprimere la mia tolleranza cristiana anche nei confronti di uno che dichiara Marxista.... siamo tutti fratelli!!! A parte la battuta (ma sinceramente voglio mantenere il mio rispetto per tutti quelli che la pensano diversamente da me, anche se si professano marxisti)...il problema credo sia riferito direttamente al rapporto tra scienza e fede, ed alla percezione "guerresca" e "crociatesca" che una certa cultura laica odierna ha del Papa....
Quindi credo che il problema sia molto più serio di quello che sembri...
Stammi bene, Alieno, e...
buona notte a tutti
33. Luis, Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 23:54
Secondo me la protesta contro il Papa non ha senso.
Se uno è cristiano oppure perchè ha solo voglia di ascoltarlo, allora partecipa, altrimenti se ne infischia.
Tutto ciò si chiama democrazia. In pratica è come un blog come questo, ti interessa l'argomento? Allora partecipo, altrimenti cambio post.
Quanto alla polemica, mi sembra una puerile e strumentale contrapposizione al Papa. Ormai, nel 2008, dovremmo aver capito che non c'è incompatibilità tra fede e scienza.
La realtà è multiforme, la scienza e la fede da sole non possono svelarcela completamente. E' la loro integrazione che ci rende meno ciechi.
Buona notte.
34. steve, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 00:10
Don Paolo. ma mi spieghi perché questa platea deve essere concessa al papa, senza contraddittorio, e non alla comunità scientifica, al pensiero laico?
Perché si deve appaltare l'Università a un capo di stato estero assertore di verità assolute?
Perché si deve invitare il capo di una religione che, storicamente, ha sempre combattuto il libero pensiero e il progresso scientifico?
La chiesa cattolica ha condananto Keplero, Copernico, Galilei, ha condannato le autopsie, i trapianti di organo, la vaccinazione del vaiolo, gli antidolorifici e gli anestetici, la libertà di morire, la contraccezione, la fecondazione artificiale, la ricerca sulle cellule staminali, i profilattici in funzione anti AIDS, Darwin e l'evoluzionismo, Freud e la psicoanalisi, e negli ultimi mesi perfino la vaccinazione contro il tumore all'utero.
La chiea cattolica è la negazione della scienza. Perché si dovrebbe dare una platea tanto importante a quell'istituzione che ha sterminato gli eretici e i dissenzienti, li ha imprigionati, uccisi, condannati, messo all'indice, additati al disprezzo popolare?
35. claudio, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 00:31
Ma riesci a formulare una frase senza marxismo,comunismo,adesivismo,sessantottarda,e tutte gli altri stereotipi da discorso in piazza??...ALieno,per cortesia...
dove la maggior parte degli studenti è interessata dall'incontro con quest'uomo colto, nonchè notevole e figura rilevante sia di Stato, sia come Vescovo di Roma, sia come rappresentante, voce di una Chiesa che comprende comunque una collettività enorme di individui del mondo, sia...
Faccia pure,sull'uomo colto ho delle riserve,figura rilevante di stato anche,vada per il vescovo di Roma e rappresentante della chiesa,ed ecco perchè c'è chi protesta,e con tutto il diritto di protestare,lo stesso di ascoltarlo, che rivendichi per le centinaia di miliardi di milioni di studenti e insegnanti che citi nel tuo post.Ci sono 67 cittadini e una moltitudine di studenti che non desiderano che il papa vada a parlare alla loro università.Stessi diritti degli altri mi pare,la parola minoranza non è molto nelle mie corde,con questa parola si maschera qualunque tipo di nefandezza.
Vi siete domandati come mai altri successori di Pietro sono andati alla Sapienza e non son stati presi a sputi in faccia??VI siete chiesti perchè questo papa non è nè popolare nè simpatico e tanto meno amato nemmeno tra i cattolici(adesso che dice pure messa mostrando le terga al vulgus).Eppure una sorta di rispetto anche tra molti atei l'aveva conquistata Giovanni Paolo secondo,questo ha molti limiti,e il suo giro di vite al progresso con relativo ritorno a pratiche medioevali suscita perplessità e antipatie.
MA come.. che logica è? Sicchè basta una manica di delinquenti che fan minaccia e si deve rinunciar a ragione, legittimità, diritti e quant'altro? E la responsabilità diventerebbe, secondo te, del Papa addirittura?
Una cosa del tutto inutile come la visita del papa a un università è paragonabile ad una partita di calcio a rischio,tutte e due hanno utilità zero,rischi per i cittadini e le forze dell'ordine elevato e utilità per la comunità nulla.Come si sospende una partita così si sospende la visita del papa.Non vedo quale sia il problema.
Estrapolata o no il significato è chiaro... Ti sbagli, estrapolata perde il suo significato originario. Che è quasi l'opposto preciso.
Seguendo i tuoi arzigogolati fili illogici e i tuoi poetici voli pindarici,forse ...ma neanche....,secondo la lingua italiana ufficiale ha un solo modo di essere interpretata.Non prendiamoci per il ...naso.
Il Papa si vuole crudele e oscurantista nemico dell'umanità e della ragione.
Purtroppo non lo si vuole,lo è.E' nel suo credo,nella sua fede(nemico della ragione)e i risultati sono a danno dell'umanità intera.Certo chi crede la vede in modo diverso,è il verbo,il successore di Pietro,l'intermediario preferenziale tra l'uomo e Dio,ma per chi non crede è la massima espressione di una superstizione che tanto ha nuociuto all'essere umano e che tanto stà continuando a nuocere,e con il suo oscurantismo non stà certo migliorando la situazione.
Per te, dunque, basta alzarsi, minacciar casini e la colpa è di chi fa quanto è suo diritto e lecito. Io trovo un po' troppo elastico questo ragionare..
No,ho constatato un fatto incontrovertibile.E la soluzione non è la carica della celere con i manganelli,è evitare qualunque condizione di rischio.Le strumentalizzazioni politiche non mi piacciono,sono sporche tanto quanto chi le fà,non mi interessa se in piazza ci sono comunisti,social forum o no-global,o solo studenti atei o mussulmani,mi interessa che no si debba pianger qualche morto,allora sì che succederanno casini,e allora sì che la colpa sarà anche del papa.
«La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione»
Uomo colto e che va a braccetto con la ragione?????
E' lui che deve revisionarsi e chiedere scusa e fare ammenda,non Diliberto
36. Alieno, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 01:55
Don Paolo: non posso concordare, anche se più volte faccio notare che l'antiVat in generale, così come il pensiero ateo radicale nelle posizioni antiVat, così come quell'anticristianesimo che è riscontrabile anche in tutt'altro contesto che quello marxista (uno sguardo veloce sul pianeta ed un occhio alle sempre più feroci persecuzioni ai cristiani sarà bastevolmente esplicativo), quello che io dico non è: "il semplice avere posizione marxista pone necessaria lotta all'ultimo sangue", che pur è discorso legittimo ed interessante, perchè ritengo che è erroneo aver pretesa di analogia tra marxismo e cristianesimo o di poterne tirar fuori una sorta di cristianesimo marxista, come ebbi tempo fa a spiegarle (non voglio riaprire la questione ora, le ricordo solo il presupposto del materialismo marxista che si contrappone alla fede davvero automaticamente).
Quando io dico marxista mi riferisco a quelli che sembrano abbiano dovere e vocazione per (voler) essere a tutti costi stereotipi, qui in Italia, oggi come 50 anni fa. Quel marxismo diventa il vestito, se vogliamo, la divisa con cui, qui in Italia, si legittima posizione intollerante e di contrapposizione (anzi, lotta come piace dire ai vetero-compagni), che il dialogo, come vede, non lo tollera oggi, esattamente come non lo tollerava dietro. Infine frustrato marxismo stereotipato che ha visto fallimento nei riferimenti primi sociali, ma anche partitici, notevolmente tra l'altro, per quanto qui in Italia si abbia caposaldo di questi reazionari di pensiero e di modi.
Così, in questo senso, posso dire che beh, è vero, non è il marxismo il problema probabilmente, quella è solo una divisa ideale scelta per far lotta. Il problema è l'arretratezza culturale e di valori, per cui ancora si fanno le cose che leggiamo riguardanti La Sapienza, oggi, nel 2008 e probabilment accadrà regolarmente in futuro, perchè i residuati, quelli che non si son evoluti, non han fatto esami con la storia, nè pagato alcun conto, il dialogo lo vedono come una sorta di tradimento ideologico, un'apostasia dell'amato culto comunista di cui non ci si vuol vergognare, nonostante il riconoscimento (anche europeo, ma storico sicuramente) degli orrori umanitari prodotti e per questo dalla stessa Europa, quei crimini parificati a quelli prodotti dal nazismo.
Se uno lascia l'ortodossia, diventa traditore, è questo il principio, lo sa bene, tra quelli che scelgono Marx, inutile far finta che sia sempre un caso.
Claudio: è una minoranza che però ha volontà non di dialogo, nè di rispetto di una maggioranza, è questo il punto. Il discorso minoritario era solo per replicare ad un tuo superficiale "se non lo vogliono"... ma chi prendi per riferimento? Una minoranza?
E comunque, lo ripeto, la contestazione è legittima, non è questo il punto. Il punto è che si vuole impedire un dialogo, un'espressione libera con ogni mezzo, non confrontarsi con ogni mezzo: oscuare, delegittimare, censurare, intimidire, minacciare. E' questo che contesto. Per il resto, ben venga incontro e scontro, vinca l'opinione e l'idea più forte... non si avrà paura, spero, di un Papa, che come tanti cattolici, alcuni "minoritari" ritengon deficienti superstiziosi ed illegittimi perchè nemici della ragione...
Sospendere che? Una partita di calcio? No, guarda che quella è una situazione d'emergenza, non prevista: si interrompe. Oppure punitiva: non si fa o si rimanda.
Nella fattispecie, nell'emergenza si dovrebbe sospendere, ma questa non è improvvisa emergenza, è minaccia dichiarata e programmata, è tentativo di intimidire e ricattare forze dell'ordine e istituzioni premeditato. Quindi non si interrompe, quando c'è tempo per intervenir prima.
Oppure si punisce e si rimanda partite, in casi di previsti o effettuati disordini: siccome chi minaccia disordine non son cattolici nè Papa, è ovvio che si punisce e si rimanda chi minaccia.
Si impedisce agli ultras di far casino, mica alla gente perbene.
La tua logica è quella su cui contano, appunto, degli invasati che minacciano disordini: lo Stato deve cedere? Allora han fatto bene e sempre bene faranno, se lo Stato debole si piega e cede, punendo i "buoni" che non minacciano, ma dialogano o ascoltano e dà soddisfazione a chi impedisce il dialogo invece di confrontarsi.
Il rischio per i cittadini NON lo crea il Papa, che non minaccia un bel nulla ed invita a pace, tolleranza e ragione, contrariamente agli altri.
Inoltre: non è inutile. E' inutile per te e pochi altri, che per diventar di più, devono essere reclutati via web. Per gli altri è utile, interessante e desiderata presenza e contributo e stimolo di riflessione: come la mettiamo? Già questa diversità presuppone un diritto, una legittimità di espressione, non il contrario.
Non è il medioevo che suscita antipatie, ma il medioevo politico che solo una parte piccola di invasati radicalizzati e nemici del dialogo ci obbliga a subire.
Che poi questa minoranza insieme ad altri lo trovi meno simpatico dell'altro, sarà pur vero, anche se io ne ricordo di cattiverie dalla stessa parte, i radicalizzati sinistri reazionari dello scontro di lotta-non si dialoga con il nemico anche per l'altro. Beh, questo non è così mediatico-conformista, meno fotogenico, buca meno lo schermo, privilegia alla fisicità spirito e ragione, fede e passione nell'intelligenza, cultura, sapere e compassione, umiltà e queste cose magari piacciono meno, perchè è più rigido magari, nel condannar severamente, anche la sporcizia nella Chiesa, così come è più implacabile, usando il linguaggio della ragione, che è anche laico e quindi è difficile far finta di non capire, quando pone delle questioni morali, sociali, etiche dell'uomo. Così pure dà fastidi quell'accento e quella provenienza tedesca, lo sappiamo, non prendiamoci in giro...quella polacca era più gradita all'italiano del tedesco, non c'è bisogno che spieghi perchè.
Mi devi ancora spiegare perchè è illegittima la visita del Papa, invitato, desiderato ed interessante per moltissimi, molti di più di quelli che si oppongono. Mi devi spiegare perchè difendi chi cerca di impedire all'altro di parlare, anzichè confrontarsi.
Per quanto riguarda la dottrina galileiana: Galileo, allora, non riusci a dimostrar scientificamente di aver ragione. Fece molti errori (scientifici), oltretutto non formulando ipoteticamente...
le dimostrazioni vere e corrette cominciarono ad arrivare 10-15 anni più tardi. Quindi, necessariamente, la Chiesa si attenne alla RAGIONE, quella che non riuscì a dimostrare, sbagliando scientificamente, Galileo. Per questo la decisione fu giusta e razionale.
Ma siamo onesti: se uno oggi viene a dirci qualcosa di rivoluzionario, che mette in discussione quello in cui crediamo, gli chiediamo prova della sua ipotesi e questo non solo non ammette che sia solo ipotesi, ma ci porta dimostrazione scientifica errata, non riuscendo a provar nulla...come si può reagire con la ragione e razionalmente, in modo diverso?
E' quello che dice il Papa, mica che la Chiesa fece bene perchè Galileo era un pazzo, perchè infine non aprì Galileo, altre idee: dice che Galileo non seppe farlo, sbagliando e che quindi la Chiesa, razionalmente, non poteva concluder in altro modo.
A me pare uomo colto, ma aldilà di te e di me, lo è davvero oggettivamente. E va a braccetto con la ragione, come ho cercato male e da mediocre espositore, affatto dotto, di spiegarti. Anzi, ti dirò che nel discorso intero del Papa, il papa esalta l'apertura della Chiesa alla scienza, pur ponendo delle questioni citando molti filosofi della scienza (come Block appunto).
E' Diliberto che deve studiare. Deve studiare l'onestà, ma soprattutto la democraticità di lasciar parlare gli altri: se parla lui che si commuove sulla salma di Lenin, chi mai altri non ha diritto di farlo?
Alieno
37. Hinneni, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 08:00
@ Andrea
Grazie per il documento postato. Peccato che come avrai notato, dai commenti successivi, chi è su posizioni di chiusura al dialogo, sembra non voler minimamente tenerne conto.
buona giornata a tutti
38. claudio, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 09:06
Se oggi qualcuno viene a dirci qualcosa di rivoluzionario,noi lo processiamo e lo ingabbiamo??Non credo,e se anche fosse, dopo qualche secolo ammettere di aver fatto cosa poco gradita è il minimo che la ragione ammette,perseverare non mi sembra apertura al dialogo e blabla bla.E' non poter ammettere che i papi e la chiesa sbagliano e compiono errori madornali,alla faccia dell'infallibilità.
Mai detto che la visita del papa sia illeggittima,ho detto non gradita a una parte dell'università che ha lo stesso diritto di protestare come l'altra parte ha il diritto di invitare chi vuole.
Che il papa esalti l'apertura alla scienza,forse è vero per quanto riguarda cosa garba a lui e alla sua dottrina,di certo non apre a Rubia o alla Hack.E' la scienza censurata dai contenuti veri quelli scientifici,per lasciar posto alla scienza e alla ragione identiche a quelle applicate con Galilei,se dici il contrario di quel che predichi non sei scienziato credibile.Per la chiesa credibile è Zichichi,detto questo detto tutto.
Anche sull'apertura al dialogo di questo innovatore che dice messa dando le spalle alla gente,sinonimo di ritorno alle origini,in nome di una superiorità rispetto ai fedeli donatagli da Dio,è un pò come dialoghi tu,tutto quello che dicon gli altri è sbagliato solo quel che dico io è giusto,salvo qualche concessione ogni tanto ma neanche tanto,giusto per non lasciar trasparire chiusura e rifiuto di ogni innovazione.
In quanto alla similitudine con una partita di calcio,vista la necessità che il mondo ha sia di una che dell'altra,pensare di eliminarle per non correr rischi,è dovere non lazzo.Credo che venerdì il paese si sveglierà e se il papa avrà parlato alla Sapienza e che cosa ha detto interesserà all'Avvenire o ai tg mediaset,la gente si sveglierà uguale per andar a lavorare,i pensionati per andar racimolar cibo nei cassonetti,i nostri politici per andar a guadagnar il loro misero compenso,il mondo sarà uguale a prima se non peggio,pianger vetrine rotte,teste spaccate e poliziotti all'ospedale non è necessario nè sentito.
Poi se la cultura del papa è vado a far casino in Italia faccia quel che vuole,tanto quelli della sinistra fanno entrar tutti ma proprio tutti:-))
39. Lory, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 09:20
Mi sembra che da qualche anno a questa parte si tenda a far di ogni topolino (fatto che normalmente si sarebbe svolto e finita lì) un elefante (fatto che porterebbe a chissà quali conseguenze catastrofiche). Questa visita (richiesta da un Rettore) il discorso (PAROLE) quali nefaste conseguenze potranno mai avere nel tempio della Sapienza?
Secondo me tutta questa polemica è strumentalizzata. Chi non vuole ascoltare non credo sia obbligato a farlo, chi ha la possibilità intellettuale di controbattere può farlo, dunque perchè montare immediatamente un caso mediatico come se la scienza stesse per subire la cancellazione dalla faccia della terra?
Meglio di me si sono espressi Andrea, Marco e Luis di cui condivido il pensiero.
Saluti.
40. Lory, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 09:24
Mi sembra che da qualche anno a questa parte si tenda a far di ogni topolino (fatto che normalmente si sarebbe svolto e finita lì) un elefante (fatto che porterebbe a chissà quali conseguenze catastrofiche). Questa visita (richiesta da un Rettore) il discorso (PAROLE) quali nefaste conseguenze potranno mai avere nel tempio della Sapienza?
Secondo me tutta questa polemica è strumentalizzata. Chi non vuole ascoltare non credo sia obbligato a farlo, chi ha la possibilità intellettuale di controbattere può farlo, dunque perchè montare immediatamente un caso mediatico come se la scienza stesse per subire la cancellazione dalla faccia della terra?
Meglio di me si sono espressi Andrea, Marco e Luis di cui condivido il pensiero.
Saluti.
41. don Paolo Padrini, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 09:43
Steve...ma chi appalta l'università?
L'università ha intitato una persona, il Papa, a parlare. Tutto qui.
Nessuno l'ha appaltata....perchè bisogna sempre guardare le situaizoni come se fosse tutto bianco o nero? E' possibile che si estremizzi ogni situazione? Non capisco sinceramente.
E poi, mi spiace ditrelo, ma tutte le cose che la Chiesa avrebbe fatto sono elencate da te in modo totalmente estrapolato dal contesto storico in cui sono avvenute. E la decontestualizzazione è una forma di ragionare illogico e ascientifico.
Quando dico che la scienza e la fede sono conciliabili o almeno possono confrontarsi e dialogare, presuppongo ovviamente, che almeno si mettano in atto processi logici e linguistici idonei.
Nessuno storico dice più tutte le cose che tu hai elencato come se fossero "verità di fede"....neppure storici laici e laicisti.
42. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 10:45
Siamo in pochi ? ,,, A quanto risulta non sembra , ma concediamoglielo . Erano pochi anche gli antifascisti in Italia quando il maiale duce delle squadracce pappa-fasciste mise le mani sul nostro paese per distruggerlo e disonorarlo . Alla fine , dopo una guerra civile con centinaia di migliaia di morti ammazzati per de-merito di quelle ignobili ideologie ,,, quei pochi ebbero la meglio .
Ancora brucia quella sconfitta ai maiali papisti ,,, tanto che negli ultimi anni si son dati da fare a quattro mani per revisionare la storia e riscriverla falsificandola a loro vantaggio .
Lo hanno potuto fare per mezzo di tutti i media al loro servizio e ci sono riusciti ,,, la massa resa ignorante e ridotta a beota consumatore nella scuola consumo-fascio-papista , si è bevuto tutto .
Ma esistono ancora nei labirinti della società esseri liberi che pensano e agiscono seguendo unicamente i dettami della loro coscienza ,,, gli amanti dell'umanità . E la loro forza invincibile e indomita, che deriva per via genetica dall'istinto di conservazione della specie umana , saprà prevalere ancora ,,, in nome dell'uomo contro la sistematica pervertitrice della dignità umana .
43. Fabrizio, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 12:27
@ Claudio 35
Io non sono d'accordo. In questo modo si premiano i violenti e i prevaricatori, togliendo diritto di parola ai moderati (e nell'università non sarebbe esattamente una novità). Se i facinorosi sono il 5% del totale, li si fa rientrare nei ranghi perché devono imparare pure loro come funzioni la democrazia. Non mi ero reso conto che i professori fossero così tanti: 70 su 5000 sono una cifra ridicola, non ha senso dare loro il peso mediatico che hanno acquisito.
44. Fabrizio, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 12:35
Civis, eddai! Se i prepotenti non stessero dall'altra parte, non ci sarebbe bisogno di militarizzare l'università. Quando andavo io, a usare la violenza per impedire agli altri di parlare erano al 90% quelli che urlavano: "Pace, tolleranza, democrazia!!!". A me non sembra un atteggiamento molto "scientifico".
45. steve, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 13:18
Giusto, don Paolo, contestuializziamo. Contestualizzando possiamo anche dire che le deportazioni degli ebrei erano legittime, perché previste dalle leggi antisemite del 1938.
Così come legittimo fu il processo a Galilei, per il semplice motivo di aver voluto esporre una opinione scientifica.
Contestualizzando ci accorgiamo che la chiesa cattolica è stata sempre nemica della libertà e lo è ora più che mai, con la pretesa di imporre a tutti la propria "verità" e la propria etica.
Quersto è il contesto della lotta della chiesa cattolica contro la scienza.
46. pensieridiunmuratore, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 13:21
Si chiamava Voltaire, ed era mas... Ma ne esistono ancora?
47. don Paolo Padrini, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 14:00
Quella non è contestualizzazione....ma tu lo sai benissimo.
48. Andrea, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 14:46
Grazie Hinneni; sono d'accordo con te, si usa solo quello che si vuole usare il resto...Si lascia cadere del dimenticatoio: il bello è che poi c'è gente che parla di revisionismo storico....E invece imporre, con le metodologie che ci stanno propinando in questi giorni, un pensiero totalmente travisato? Far finta di niente quando un uomo parla a favore della scienza?Sottolineare, con personalissime interpretazioni, il suo pensiero? Questo credo che sia revisionismo, stortura della realtà, rendere, come se fosse pongo, a propria immagine e somiglianza...E che immagine...
Perdonami, don Paolo, ma qui credo sia veramente inutile discutere sui contenuti di ciò che ha detto il papa! Ho provato ad evidenziarlo ma niente...Mi chiedo...Ma di cosa si parla? E' come dire, oggi piove, è brutto tempo e quindi in tutto quello che faccio mi comporto di conseguenza...Mentre fuori c'è il sole e fa un caldo allucinante...Poi possiamo discutere sul perchè sia stato invitato, se sia giusta o no la sua presenza...Possiamo discutere di tutto: non certo dire che il papa è contro la scienza per una cosa...Dimostrata estremamente falsa e interpretata (vorrei dire male, ma ho paura che sarebbe da dire "ad hoc")
49. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 15:01
Già ,,, solo quella che dice il prete è contestualizzazione ,,, come anche laico è quello che dice il prete , non conoscendo nemmeno il significato della parola laico ,,, oppure anche quando bela dialogo ,,, è sempre quello che detta il prete , secondo le sue regole ,,, lui monologa e chi non condivide o esprime pareri contrari viene censurato , lo si vede bene dall'uso che hanno in chiesa della predica ,,, un lungo monologo da un pulpito senza contradditorio ,,, ma belano dialogo!!!
E chi non conosce meglio di me il SUO concetto di dialogo in questo blog ,,, io vengo censurato , secondo le sue regole , e lui monologa e continua ad insultarmi,,, alle squadracce fasciste viene consentito l'insulto becero ma quando in risposta a quelle insulta un uomo libero , viene censurato .
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Il rettorato è stato occupato intanto ,,, dopo dieci giorni di richieste per l'autorizzazione di una manifestazione di risposta alla provocazione del pappa , il leccascodelle rettore inquisito per abuso di ufficio ( non si fanno negare nulla ) si fa negare e rimanda , di qui l'occupazione odierna con la richiesta di decisione . Cosa che invece , sempre in rispetto delle regole del dialogo e delle libertà di espressione invece è subito concessa al lardoso preferito ad Arcore e ai fascisti di cielle e militia christi .
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Ultima fermata prima della rottura insanabile tra la Sapienza e la superstizione ,,, un compromesso : Il papa davanti ad una delle pochissime statue di Galileo esistenti a Roma , quella presente nella facoltà di fisica , si deve inginocchiare e chiedere umilmente perdono della ingiusta condanna e dell'abiura estorta a quell'uomo santo ,,, dopo di questo può dire tutte le cazzate che vuole .
50. Fabrizio, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 15:04
Insomma, i miei saranno discorsi generici, però è vero che la chiesa cattolica ha sempre cercato di controllare la scienza, limitandone la conoscenza a pochi eletti per tenere la maggioranza nell'ignoranza. La chiesa non è Don Paolo, che ha ampiamente dimostrato la sua disponibilità al confronto. Non è nemmeno tutti gli altri preti, vescovi, cardinali eccetera. Però come organizzazione è sempre andata d'accordo con un modello di potere centralizzato e legittimato da pretese religiose o quanto meno etiche, anche quando si traduceva in dittatura. Secondo questo modello, la cultura è stata tradizionalmente riservata alla classe dominante come strumento per controllare le masse, e la chiesa faceva volentieri la sua parte, potendo in questo modo contare su gente poco istruita e facilmente manipolabile.
IO personalmente non apprezzo l'invito al papa per questo motivo, e per un suo percorso attraverso il quale sta tentndo di sottomettere nuovamente la scienza alla religione. Certo che se a protestare è poco più dell'1% dell'organico dell'università, la protesta si accantona con un "prendiamo nota del reclamo, grazie" perché in democrazia si fa così.
51. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 15:27
@ fabrizio
Ma tu sei là alla Sapienza ? Hai contato tutti ,,, quelli pro e quelli contro ? Dammi i nomi se sei tanto informato ,,, così verifichiamo le tue percentuali . Non sei là ? Non hai presente la situazione ? E allora dove le hai prese le cifre ? Te le ha date CL o qualche buontempone giornalista leccaculo del pappato ,,,
Se anche fosse un uno per cento innanzi tutto bisognerebbe ascoltarlo e prenderlo in considerazione ,,, anche questa è democrazia . Ma non è così .
1) Perchè alla Sapienza ormai il 30 per cento degli studenti professa un altra religione che quella cattolica e ai quali vedere un pappa cattolico inaugurare i propri corsi di studio risulta non proprio gradito .
2) Perchè un altro 20 per cento si professa ateo , agnostico o semplicemente non credente e ,,, come sopra .
3) Perchè in democrazia prima di prendere iniziative autoritarie e antidemocratiche bisogna fare un giro di consultazione e ascoltare tutte le campane ,,, e qui cito proprio Guarini che oggi si dice : " Stupito di questa reazione , pensavo che non ci fossero più tante persone che si rifanno ad ideologie anticlericali di fine ottocento " . Capito ? Pensava che fossero estinti o cancellati da qualche entità soprannaturale tutti quelli che pensano che il pappato ingiuria la scienza ! Ed invece rimane stupito da tanta gente che lo manda affanculo ,,, E poi , quel fine ottocento , cosa vuol dire ? Come il fascista alieno quando ulula di vetero qua e vetero là ,,, cosa dobbiamo dire allora di una ideologia antiumana vecchia di duemila anni che riprende miti e riti ancora più antichi ?
Idee mummificate come quelli che le propagandano ancora !
52. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 15:36
Ho sentito dire anche ( mi sembra da quella cima di studentello aspirante chierico di Andrea ) che la chiesa amerebbe la scienza perchè fu Bonifacio VIII a fondare l'università la Sapienza ,,, e quindi ????
Quindi che ? Anche Roma è stata fondata dai romani e non dai cristiani eppure siete qui a rompere le balle, ed allora ? Richiamare poi quel papa criminale non fa onore a tanti storici inchinati.
53. don Paolo Padrini, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 15:56
Civis, considero ingiurioso ed inoltre mi sembra che tu lo stia facendo apposta....a continuare a dire "pappa" invece che papa.
Inoltre ti chiedo di esimerti dall'utilizzo di linguaggio volgare.
grazie
credo che queste richieste civili possano essere anche condivise dagli altri partecipanti al blog....mi sembrano richieste di buona educazione.
grazie
54. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 17:12
Accolgo la richiesta unicamente se imponi anche agli altri il rispetto che devono a chi non la pensa come loro .
Se chierici , pseudochierici o leccascodelle di qualsiasi sorta continuano ad insultare atei o comunisti o anticlericali o la ragione o la scienza o il popolo italiano o la repubblica italiana che offendono nelle leggi e nella autorità ( vedi insulti di assassinio per chi ricorre all'aborto o per chi è favorevole a simile pratica legittima nella nostra libera e laica repubblica ) in nome della loro superstizione o insultano me o chiunque altro non la pensa come loro , io mi riterrò esonerato da questa tua richiesta .
Mi sembrano richieste di buona educazione e senso civico . prego .
55. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 17:25
Intanto un altra vittoria di quei "pochi" resistenti alla provocazione clericale .
La manifestazione di protesta è stata autorizzata . ( c'è voluta l'occupazione del rettorato per averla da quel renitente del rettore ).
Dopo la rinuncia alla Lectio Magistralis sostituita con altra più consona e la manifestazione , adesso puntiamo ad evitare l'offesa del discorsetto finale . Credo infatti che dire messa in cappella sia più che sufficiente e opportuno per evitare una rottura insanabile e una vanificazione dell'invocato dialogo tra gente civile e chierici .
56. Gabriele, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 18:26
Mi aggiravo per la rete alla ricerca di un modo più o meno efficace per poter dire la mia in merito a quanto sta succedendo in occasione dell’annunciata visita del Santo Padre presso la gloriosa Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’apertura dell’anno accademico.
Premetto che in questa sede non mi addentrerei in alcun modo in valutazioni circa la laicità o meno dello studio in se per se, anche per non ridurre questo intervento ad una valutazione del tipo "crocifisso si, crocifisso no".
Credo che il nodo centrale del problema sia effettivamente l'incompatibilità di alcuni principi ancora oggi cavalcati dalla Chiesa di Roma rispetto al progresso della ricerca (o almeno al faticoso tentativo di progresso) con il contesto in cui l'intervento papalino dovrebbe svolgersi: una delle più note università italiane, luogo che si fonda sullo studio e sulla ricerca.
La Chiesa, quella che arriva nelle case di tutti, direi del mediamente cattolico, mediocremente praticante, sicuramente si è messa per così dire di traverso più e più volte rispetto a problematiche connesse alla ricerca, in particolar modo in materia di ricerca genetica, di procreazione e di eutanasia, solo per citare alcuni argomenti noti.
Ora però leggo con un certo stupore il titolo dell’intervento in commento e noto che in quanto “nemico di Galileo” il Santo Padre non meriterebbe la parola presso il predetto Ateneo.
Mi chiedo se davvero oggi, nel 2008 si vuole ricondurre a problematiche di secoli trascorsi e archiviati, fortunatamente, questioni invece molto più delicate e moderne.
Già, spesso i figli pagano le colpe dei padri!
Onestamente imposterei la cosa diversamente!
Direi che il Santo Padre, sommo rappresentante di una certa corrente religiosa, filosofica e/o di pensiero, a seconda dei casi e del lettore, non è un ricercatore e non si può dire sposi la ricerca in quanto tale.
Capisco bene che ciò sterilizzi moltissimo il proseguo dell’attività di ricerca e sviluppo e che in un certo qual modo possa esser visto come nemico dello studio nella sua accezione più ampia.
Mi chiedo però se tutti quei soggetti buffi con barbe navigate e la Patente di Guida rilasciata ancora dalla Prefettura, parcheggiati in quei corridoi, in quelle aule studio, in quelle biblioteche, da anni siano tanto più amiche dello studio.
Mi chiedo a che laurea siano arrivati quegli studenti intervistati alla televisione che mostravano gli evidenti segni di una maturità anagrafica incontestabile (mi auguro almeno alla quarta).
Sono convinto che il diritto allo studio sia un diritto che deve essere garantito a tutti al fine di sviluppare e completare le attitudini di ciascuno. Sono altrettanto certo che lo spirito con cui tale diritto ci è stato attribuito non ha mosso i suoi passi dalla convinzione che lo studio costituisse un piacevole diversivo ai problemi della vita o un modo soave per diluire la giovinezza.
Insomma, dopo i 28 (e sono stato molto generoso), direi che tutti dovrebbero aver conseguito il famigerato “pezzo di carta” (chi non ce l’avesse ancora fatta, non credo abbia molte speranze di farcela).
Proporrei, quindi, di escludere dal coro della protesta le voci di chi tale età l’abbia superata senza riuscire ad uscire da piazza della Minerva e di chi continui a parcheggiare il proprio nome nelle statistiche degli iscritti all’università mai arrivati al traguardo.
Apprezzerei molto, pur non condividendola, la protesta di Dottori, Ricercatori e Dottori in Ricerca che ritengo soggetti realmente portatori di un interesse che potrebbe, eventualmente, esser davvero leso dalla visita del Santo Padre.
Infine, anche se non per importanza e peso specifico nella questione, mi chiedo quanto di questa protesta non provenga dalle frange più estreme delle associazioni studentesche più politicizzate.
Per intenderci quelle in cui il direttivo ha tutto la patente rilasciata dalla Prefettura e se non hai due figli e zero lauree non entri.
Insomma, ma non è che tutto sto casino è una manovra gestita dai grandi per bocca del solito gregge pronto ad esser ricambiato con un bel concertino a piazza S. Giovanni o qualche collettivo in più durante l’anno???
Spero davvero di no perché altrimenti ho perso un quarto d’ora a scrivere questo intervento e sarei potuto uscire dall’ufficio un quarto d’ora prima questa sera. Già, l’ufficio, quel posto dove è cosa buona venire sbarbati, in giacca e cravatta e aimè, nel nostro caso, almeno laureati.57. Gabriele, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 18:34
Mi aggiravo per la rete alla ricerca di un modo più o meno efficace per poter dire la mia in merito a quanto sta succedendo in occasione dell’annunciata visita del Santo Padre presso la gloriosa Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’apertura dell’anno accademico.
Premetto che in questa sede non mi addentrerei in alcun modo in valutazioni circa la laicità o meno dello studio in se per se, anche per non ridurre questo intervento ad una valutazione del tipo "crocifisso si, crocifisso no".
Credo che il nodo centrale del problema sia effettivamente l'incompatibilità di alcuni principi ancora oggi cavalcati dalla Chiesa di Roma rispetto al progresso della ricerca (o almeno al faticoso tentativo di progresso) con il contesto in cui l'intervento papalino dovrebbe svolgersi: una delle più note università italiane, luogo che si fonda sullo studio e sulla ricerca.
La Chiesa, quella che arriva nelle case di tutti, direi del mediamente cattolico, mediocremente praticante, sicuramente si è messa per così dire di traverso più e più volte rispetto a problematiche connesse alla ricerca, in particolar modo in materia di ricerca genetica, di procreazione e di eutanasia, solo per citare alcuni argomenti noti.
Ora però leggo con un certo stupore il titolo dell’intervento in commento e noto che in quanto “nemico di Galileo” il Santo Padre non meriterebbe la parola presso il predetto Ateneo.
Mi chiedo se davvero oggi, nel 2008 si vuole ricondurre a problematiche di secoli trascorsi e archiviati, fortunatamente, questioni invece molto più delicate e moderne.
Già, spesso i figli pagano le colpe dei padri!
Onestamente imposterei la cosa diversamente!
Direi che il Santo Padre, sommo rappresentante di una certa corrente religiosa, filosofica e/o di pensiero, a seconda dei casi e del lettore, non è un ricercatore e non si può dire sposi la ricerca in quanto tale.
Capisco bene che ciò sterilizzi moltissimo il proseguo dell’attività di ricerca e sviluppo e che in un certo qual modo possa esser visto come nemico dello studio nella sua accezione più ampia.
Mi chiedo però se tutti quei soggetti buffi con barbe navigate e la Patente di Guida rilasciata ancora dalla Prefettura, parcheggiati in quei corridoi, in quelle aule studio, in quelle biblioteche, da anni siano tanto più amiche dello studio.
Mi chiedo a che laurea siano arrivati quegli studenti intervistati alla televisione che mostravano gli evidenti segni di una maturità anagrafica incontestabile (mi auguro almeno alla quarta).
Sono convinto che il diritto allo studio sia un diritto che deve essere garantito a tutti al fine di sviluppare e completare le attitudini di ciascuno. Sono altrettanto certo che lo spirito con cui tale diritto ci è stato attribuito non ha mosso i suoi passi dalla convinzione che lo studio costituisse un piacevole diversivo ai problemi della vita o un modo soave per diluire la giovinezza.
Insomma, dopo i 28 (e sono stato molto generoso), direi che tutti dovrebbero aver conseguito il famigerato “pezzo di carta” (chi non ce l’avesse ancora fatta, non credo abbia molte speranze di farcela).
Proporrei, quindi, di escludere dal coro della protesta le voci di chi tale età l’abbia superata senza riuscire ad uscire da piazza della Minerva e di chi continui a parcheggiare il proprio nome nelle statistiche degli iscritti all’università mai arrivati al traguardo.
Apprezzerei molto, pur non condividendola, la protesta di Dottori, Ricercatori e Dottori in Ricerca che ritengo soggetti realmente portatori di un interesse che potrebbe, eventualmente, esser davvero leso dalla visita del Santo Padre.
Infine, anche se non per importanza e peso specifico nella questione, mi chiedo quanto di questa protesta non provenga dalle frange più estreme delle associazioni studentesche più politicizzate.
Per intenderci quelle in cui il direttivo ha tutto la patente rilasciata dalla Prefettura e se non hai due figli e zero lauree non entri.
Insomma, ma non è che tutto sto casino è una manovra gestita dai grandi per bocca del solito gregge pronto ad esser ricambiato con un bel concertino a piazza S. Giovanni o qualche collettivo in più durante l’anno???
Spero davvero di no perché altrimenti ho perso un quarto d’ora a scrivere questo intervento e sarei potuto uscire dall’ufficio un quarto d’ora prima questa sera. Già, l’ufficio, quel posto dove è cosa buona venire sbarbati, in giacca e cravatta e aimè, nel nostro caso, almeno laureati.58. Gabriele, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 18:36
Mi aggiravo per la rete alla ricerca di un modo più o meno efficace per poter dire la mia in merito a quanto sta succedendo in occasione dell’annunciata visita del Santo Padre presso la gloriosa Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’apertura dell’anno accademico.
Premetto che in questa sede non mi addentrerei in alcun modo in valutazioni circa la laicità o meno dello studio in se per se, anche per non ridurre questo intervento ad una valutazione del tipo "crocifisso si, crocifisso no".
Credo che il nodo centrale del problema sia effettivamente l'incompatibilità di alcuni principi ancora oggi cavalcati dalla Chiesa di Roma rispetto al progresso della ricerca (o almeno al faticoso tentativo di progresso) con il contesto in cui l'intervento papalino dovrebbe svolgersi: una delle più note università italiane, luogo che si fonda sullo studio e sulla ricerca.
La Chiesa, quella che arriva nelle case di tutti, direi del mediamente cattolico, mediocremente praticante, sicuramente si è messa per così dire di traverso più e più volte rispetto a problematiche connesse alla ricerca, in particolar modo in materia di ricerca genetica, di procreazione e di eutanasia, solo per citare alcuni argomenti noti.
Ora però leggo con un certo stupore il titolo di un intervento su un blog univeristario in cui, in quanto “nemico di Galileo”, il Santo Padre non meriterebbe la parola presso il predetto Ateneo.
Mi chiedo se davvero oggi, nel 2008 si vuole ricondurre a problematiche di secoli trascorsi e archiviati, fortunatamente, questioni invece molto più delicate e moderne.
Già, spesso i figli pagano le colpe dei padri!
Onestamente imposterei la cosa diversamente!
Direi che il Santo Padre, sommo rappresentante di una certa corrente religiosa, filosofica e/o di pensiero, a seconda dei casi e del lettore, non è un ricercatore e non si può dire sposi la ricerca in quanto tale.
Capisco bene che ciò sterilizzi moltissimo il proseguo dell’attività di ricerca e sviluppo e che in un certo qual modo possa esser visto come nemico dello studio nella sua accezione più ampia.
Mi chiedo però se tutti quei soggetti buffi con barbe navigate e la Patente di Guida rilasciata ancora dalla Prefettura, parcheggiati in quei corridoi, in quelle aule studio, in quelle biblioteche, da anni siano tanto più amiche dello studio.
Mi chiedo a che laurea siano arrivati quegli studenti intervistati alla televisione che mostravano gli evidenti segni di una maturità anagrafica incontestabile (mi auguro almeno alla quarta).
Sono convinto che il diritto allo studio sia un diritto che deve essere garantito a tutti al fine di sviluppare e completare le attitudini di ciascuno. Sono altrettanto certo che lo spirito con cui tale diritto ci è stato attribuito non ha mosso i suoi passi dalla convinzione che lo studio costituisse un piacevole diversivo ai problemi della vita o un modo soave per diluire la giovinezza.
Insomma, dopo i 28 (e sono stato molto generoso), direi che tutti dovrebbero aver conseguito il famigerato “pezzo di carta” (chi non ce l’avesse ancora fatta, non credo abbia molte speranze di farcela).
Proporrei, quindi, di escludere dal coro della protesta le voci di chi tale età l’abbia superata senza riuscire ad uscire da piazza della Minerva e di chi continui a parcheggiare il proprio nome nelle statistiche degli iscritti all’università mai arrivati al traguardo.
Apprezzerei molto, pur non condividendola, la protesta di Dottori, Ricercatori e Dottori in Ricerca che ritengo soggetti realmente portatori di un interesse che potrebbe, eventualmente, esser davvero leso dalla visita del Santo Padre.
Infine, anche se non per importanza e peso specifico nella questione, mi chiedo quanto di questa protesta non provenga dalle frange più estreme delle associazioni studentesche più politicizzate.
Per intenderci quelle in cui il direttivo ha tutto la patente rilasciata dalla Prefettura e se non hai due figli e zero lauree non entri.
Insomma, ma non è che tutto sto casino è una manovra gestita dai grandi per bocca del solito gregge pronto ad esser ricambiato con un bel concertino a piazza S. Giovanni o qualche collettivo in più durante l’anno???
Spero davvero di no perché altrimenti ho perso un quarto d’ora a scrivere questo intervento e sarei potuto uscire dall’ufficio un quarto d’ora prima questa sera. Già, l’ufficio, quel posto dove è cosa buona venire sbarbati, in giacca e cravatta e aimè, nel nostro caso, almeno laureati.59. Gabriele "il bello", Martedì 15 Gennaio 2008 ore 18:39
Mi aggiravo per la rete alla ricerca di un modo più o meno efficace per poter dire la mia in merito a quanto sta succedendo in occasione dell’annunciata visita del Santo Padre presso la gloriosa Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’apertura dell’anno accademico.
Premetto che in questa sede non mi addentrerei in alcun modo in valutazioni circa la laicità o meno dello studio in se per se, anche per non ridurre questo intervento ad una valutazione del tipo "crocifisso si, crocifisso no".
Credo che il nodo centrale del problema sia effettivamente l'incompatibilità di alcuni principi ancora oggi cavalcati dalla Chiesa di Roma rispetto al progresso della ricerca (o almeno al faticoso tentativo di progresso) con il contesto in cui l'intervento papalino dovrebbe svolgersi: una delle più note università italiane, luogo che si fonda sullo studio e sulla ricerca.
La Chiesa, quella che arriva nelle case di tutti, direi del mediamente cattolico, mediocremente praticante, sicuramente si è messa per così dire di traverso più e più volte rispetto a problematiche connesse alla ricerca, in particolar modo in materia di ricerca genetica, di procreazione e di eutanasia, solo per citare alcuni argomenti noti.
Ora però leggo con un certo stupore il titolo di un intervento su un BLOG universitario e noto che in quanto “nemico di Galileo” il Santo Padre non meriterebbe la parola presso il predetto Ateneo.
Mi chiedo se davvero oggi, nel 2008 si vuole ricondurre a problematiche di secoli trascorsi e archiviati, fortunatamente, questioni invece molto più delicate e moderne.
Già, spesso i figli pagano le colpe dei padri!
Onestamente imposterei la cosa diversamente!
Direi che il Santo Padre, sommo rappresentante di una certa corrente religiosa, filosofica e/o di pensiero, a seconda dei casi e del lettore, non è un ricercatore e non si può dire sposi la ricerca in quanto tale.
Capisco bene che ciò sterilizzi moltissimo il proseguo dell’attività di ricerca e sviluppo e che in un certo qual modo possa esser visto come nemico dello studio nella sua accezione più ampia.
Mi chiedo però se tutti quei soggetti buffi con barbe navigate e la Patente di Guida rilasciata ancora dalla Prefettura, parcheggiati in quei corridoi, in quelle aule studio, in quelle biblioteche, da anni siano tanto più amiche dello studio.
Mi chiedo a che laurea siano arrivati quegli studenti intervistati alla televisione che mostravano gli evidenti segni di una maturità anagrafica incontestabile (mi auguro almeno alla quarta).
Sono convinto che il diritto allo studio sia un diritto che deve essere garantito a tutti al fine di sviluppare e completare le attitudini di ciascuno. Sono altrettanto certo che lo spirito con cui tale diritto ci è stato attribuito non ha mosso i suoi passi dalla convinzione che lo studio costituisse un piacevole diversivo ai problemi della vita o un modo soave per diluire la giovinezza.
Insomma, dopo i 28 (e sono stato molto generoso), direi che tutti dovrebbero aver conseguito il famigerato “pezzo di carta” (chi non ce l’avesse ancora fatta, non credo abbia molte speranze di farcela).
Proporrei, quindi, di escludere dal coro della protesta le voci di chi tale età l’abbia superata senza riuscire ad uscire da piazza della Minerva e di chi continui a parcheggiare il proprio nome nelle statistiche degli iscritti all’università mai arrivati al traguardo.
Apprezzerei molto, pur non condividendola, la protesta di Dottori, Ricercatori e Dottori in Ricerca che ritengo soggetti realmente portatori di un interesse che potrebbe, eventualmente, esser davvero leso dalla visita del Santo Padre.
Infine, anche se non per importanza e peso specifico nella questione, mi chiedo quanto di questa protesta non provenga dalle frange più estreme delle associazioni studentesche più politicizzate.
Per intenderci quelle in cui il direttivo ha tutto la patente rilasciata dalla Prefettura e se non hai due figli e zero lauree non entri.
Insomma, ma non è che tutto sto casino è una manovra gestita dai grandi per bocca del solito gregge pronto ad esser ricambiato con un bel concertino a piazza S. Giovanni o qualche collettivo in più durante l’anno???
Spero davvero di no perché altrimenti ho perso un quarto d’ora a scrivere questo intervento e sarei potuto uscire dall’ufficio un quarto d’ora prima questa sera. Già, l’ufficio, quel posto dove è cosa buona venire sbarbati, in giacca e cravatta e aimè, nel nostro caso, almeno laureati.60. civis romanus sum, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 19:30
Sarai pure bello , gabriè ,,, ma che palle !
Quattro volte la stessa copia !
E poi dici agli altri di imparare ,,, a te manco un diciotto darei in informatica ,,, impara ad usare internet diobbbono !!!!
61. claudio, Martedì 15 Gennaio 2008 ore 20:36
Gabriele,ti aggiravi per la rete e sei arrivato.....tranquillo...ora spegni il pc e vai a casa...non prender più caffè...fai un bel sonno e ci vediamo domani,,eh?
Con calma..prenditi pure il tempo che vuoi...:-)))
62. Nicola Papapietro, Mercoledì 16 Gennaio 2008 ore 07:07
Complimenti, davvero complimenti alla “sapienza” (ma de che?) di Roma, avete celebrato nel miglior modo possibile il primato della pluralità d’espressione, ottimo esercizio di fascismo ideologico, ben più pericoloso di quello politico. Sapevamo che le università italiane fossero piene di cretini, ma ora ne siamo certi e abbiamo pure 67 nomi e cognomi, continuate pure così, tra poco oltre a transessuali, terroristi e pornostar (a cui PURTROPPO consentiamo di parlare nelle nostre Camere, a differenza di quello che 67 idioti fanno con il Papa) ci ritroveremo stupratori, zingari e palestinesi con la kefia in parlamento. Che Italia di me…nta… Rivoglio Moro, Craxi, Fanfani, Almirante e Berlinguer
Ed un consiglio a chi si ostina a cercare di capire e discutere, a chi cita teologie e principi metafisici: ma di che parlate a questi qui? Ma questi “professori” ed i loro degni studenti sono solo preziose mani strappate alla vanga, mica capiscono quello che dite, con loro si può discutere solo a ceffoni dietro la nuca e spingerli in miniera. Povero istituto di fisica, povero Fermi e tutti i ragazzi di via Panisperna, i loro tristi ed anonimi epigoni sono solo la vergogna di una Italia abbrutita e volgare. Dopo la monnezza di Napoli la monnezza della Sapienza. E il mondo ci ride dietro. Ma mi chiedo dove sono gli altri 4500 docenti, che fanno, perchè non riprendano in mano carta e penna per sottoscrivere lo sdegno e l’orrore per quello che è successo?
63. Fabrizio, Mercoledì 16 Gennaio 2008 ore 10:10
@ Civis 51
No, non sono là. Però vediamo: visto che ci sono 5.000 professori (vedi tuo commento n.16), utilizzo la semplice formula:
67/5000 = 1,34%
E allora? Cos'altro dovrei dimostrare? Se il 98,66% non pianta tanto casino, direi che la cosa può finire lì. Sulla presunta democraticità dell'università, ma scherziamo? Non sono gli studenti a decidere, ci sono organi direzionali e sono loro a prendere decisioni, e non è così da oggi ma da sempre. Casomai i dirigenti di oggi saranno chiamati a rispondere delle loro decisioni, e anche questo è giusto.
Su come funzioni la democrazia, non credo di aver bisogno di tante lezioni; sei così sicuro di dare tanto ascolto TU alle minoranze (o alle maggioranze, se è per questo)? Senti, va bè, parliamoci chiaro, inutile usare eufemismi. Ti va sicuramente bene quando il rettore invita qualcuno che ti piace, e chi si oppone è un fascista e quindi a lui la democrazia non si applica. Invita qualcuno che non ti va, ed ecco che è un'iniziativa fascista, autoritaria ed antidemocratica. Quando chi la pensa come te è l'1,5% bisogna ascoltarlo e permettergli di comandare tutti gli altri perché "anche questa è democrazia". Naturalmente questo non si applica a chi la pensa diversamente, e penso sia chiaro a tutti i frequentatori di questo blog. Per il tuo stile di pensiero, nel momento in cui non si ottiene qualcosa legalmente, si ricorre alla forza (vedioccupazione). Naturalmente, se lo facessero i fascisti, sarebbe un atto da soffocare nel sangue. E via di seguito.
A questo punto, per favore, molla lì il termine democrazia, che proprio non appartiene alla tua cultura ed è - questa sì - un'offesa per chi ci crede davvero.
64. Fabrizio, Mercoledì 16 Gennaio 2008 ore 10:13
Et voilà, abbiamo trovato il tuo interlocutore ideale (Nicola 62). Noto una certa affinità espressiva.
65. suset, Mercoledì 16 Gennaio 2008 ore 16:20
sono di sinistra ma nn sono d'accordo con quanto e' stato fatto alla sapienza.perche' questa e' una società libera e ognuno ha diritto ad esprimersi come meglio crede.perche' tutta questa pauranei confronti del papa?e' vero che per secoli la chiesa ha dettato legge equi in italia maggiormente che in altri paesi siamo bigotti ed ipocriti fino all'inverosimile e la chiesa ha sempre influito sulle nostre menti(vedi la spagna con i matrimoni gay)ma e' anche vero che la scienza va avanti da sola e nn ha bisogno di una chiesa dietro per fare quello che già sta facendo:manipolazione genetica,aborto,concepimento in vitro,ecc.
per cui di che ci lamentiamo?facciamolo pure parlare sto ratzinger tanto nn conquista nessuno....
piuttosto credo che questo gesto compiuto dall'università sia indice di qlcs altro che nn riguarda necessariamente la scienza e il papa.si è voluto attaccare un potere'forte' come la chiesa x puro atto di ribellione nei confronti di una società che nn puo' andare avanti con questo bigottismo da parte del vaticano e ipocrisia e lassismo da parte dello stato.ci voleva qlcs che scuotesse l'opinione pubblica e i capi di governo soprattutto;perchè cari miei l'italia è addormentata e dobbiamo far qlcs per svegliarla da questo torpore perenne altrimenti in men che nn si dica finiremo poveri come l'argentina e nemmeno ce ne renderemo conto.
66. zavvo93, Venerdì 18 Gennaio 2008 ore 18:58
legendo questo piccolo testo ho riflettuto molto sull' importanza di questo fatto anche perche c'e gente nel mondo,che pagherebbe per vedere il papa, mentre lui si è offerto per andarci e comunque nn dimentichiamo che il papa è un professore (laureato) percio lui non è si e offerto per andarci come papa ma vome professore per un dibbattito ma naturalmente nn puo levarsi la tonaca se no che papa sarebbe................? bellissio blog
67. don Paolo Padrini, Venerdì 18 Gennaio 2008 ore 19:09
suset...io credo che qualche professore con velleità neorivoluzionarie, abbia soffiato un po' troppo sul fuoco.....
la voglia di dialogare e di confrontarsi è una cosa buona ....e io preferisco vedere giovani che partecipano piuttosto che zombie che si aggirano per le strane....
però gli stessi giovani devono essere messi ion grando di capire che il dialogo ed il confronto è bello, proprio perchè è democratico e che l'ideologia non può obnubilare le coscienze....
sper che molti giovani abbiano capito che il desiderio del confronto non può non contemplare l'ascolto dell'altro....
Un discorso che ad esempio jnon condivido è il fatto che il Papa non avrebbe "concesso" il contraddittorio...
cos'è il contraddittorio? solamente aver la possibilità di ribattere immediatamente?
Non credo....
Ratzinger avrebbe fatto una lezione...e che male c'è?
Una lezione come quella che avrebbero fatto qualsiasi professore....una lezione da valutare e verso la quale si può anche dissentire.
Io credo che il papa si sia posto in modo onesto...altro che il Rettore che ha detto che avrebbe parlato da "capo politico straniero...."
Il Papa è stato onesto. Io sono qui come Vescovo di Roma, propongo la mia visione delle cose, e voi siete liberi di accettare (perchè la fede non si impone)...". Tutto molto chiaro....
Il discorso era un discorso da credente, fondato scientificamente...rivolto a tutti, ma non "imposto" a nessuno....
Che male ci sarebbe stato ad ascoltarlo, magari per esprimere poi il proprio dissenso??