Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Abbiamo intervistato, in relazione alla prossima visita di Benedetto XVI alla Sapienza ed alle conseguenti polemiche, Tiziano Torresi, Presidente Nazionale della FUCI. (Federazione Universitaria Cattolica Italiana)
Tiziano Torresi nato a Tarquinia (VT) il 6 maggio 1984, laureato in Scienze Politiche all'Università di Pisa e attualmente studente di Relazioni Internazionali nella medesima Università. Presidente del gruppo FUCI di Pisa dal 2004 al 2006. Eletto Presidente Nazionale Maschile il 30 Aprile 2006 e nominato dal Consiglio Permanente della CEI il 17 Maggio 2006. E' presidente insieme a Silvia Sanchini.
L'intervista ha toccato a tutto tondo il tema delle contestazioni che in queste ore stanno avvenendo nel più antico Ateneo Europeo.
Tiziano Torresi è convinto che queste dimostrazioni siano spinte da una "paura" di fondo. "Ho paura che dietro ci sia una paura nei confronti del Papa che è coraggioso e che mette in crisi alcune sicurezze che ci sono anche nel mondo accademico. Quello che il Papa potrà dire può fare paura a molti."
Ma il giudizio più forte, a detta delle parole del Presidnete, è per chi ha messo in piedi, attraverso motivazioni dubbie (vedi il "riferimento alla frase del Papa estrapolata dal suo contesto").
Secondo Torresi, "nei confronti della persona del Papa c'è un pregiudizio. E' paradossale infatti che si ostacoli come oscurantiusta la figura del Papa utilizzando gli stessi strumenti dell'oscurantismo, negandogli la parola e mettendo in campo delle inesattezze molto pesanti sul suo Magistero".
Ascoltiamo qui l'intervista integrale.
UPGRADE: Aggiungiamo il testo del comunicato stampa della FUCI in merito alla vicenda.
COMUNICATO STAMPA DELLA PRESIDENZA NAZIONALE E DELLA PRESIDENZA DEL GRUPPO "VITTORIO BACHELET" DI ROMA LA SAPIENZA
“Tutte le contestazioni e le iniziative che intendono censurare l’incontro di Papa Benedetto XVI con la comunità accademica dell’Università “La Sapienza” di Roma il 17 Gennaio prossimo sono in grave e palese contraddizione con lo spirito stesso che deve animare l’Università” affermano i Presidenti Nazionali della Federazione Universitaria Cattolica Italiana Silvia Sanchini e Tiziano Torresi “Essa deve essere per tutti luogo di ascolto, spazio di confronto delle idee e palestra di dialogo in cui maturare davvero la personalità; nell’Università, nella stessa democrazia, a nessuna voce può essere impedito di parlare tanto meno a chi, come il Papa, è, con il suo insegnamento, un autorevole e luminoso riferimento per milioni di persone in tutto il mondo. Esiste nei confronti del Sommo Pontefice una sterile pregiudiziale, un’incomprensione profonda del grande messaggio al mondo della cultura della possibile amicizia tra intelligenza e fede di cui egli è testimone. Questo messaggio coraggioso dovrebbe raccogliere l’interesse e la stima di ciascuno nel nostro tempo e per esso dovrebbero essere spalancate le porte della riflessione negli atenei. Non vorremmo che, con tale pregiudizio che anima il dibattito di queste ore, si accusasse il Papa di essere oscurantista praticando lo stesso oscurantismo, cioè negandogli la parola e propalando pesanti inesattezze sul suo magistero.” Daniela Biondo e Nicola Galizia presidenti del Gruppo FUCI “Vittorio Bachelet” dell’Università La Sapienza di Roma aggiungono – “Siamo certi che le parole di Papa Benedetto, anche se distanti dall’apprezzamento di qualche fazione, saranno uno straordinario motivo di riflessione per l’intera nostra comunità accademica. Siamo pronti ad accogliere il Papa con grande entusiasmo. Per noi, sarà un momento di festa autentica e di ascolto.”
A dire la verità, Ivan, penso proprio che dovremmo rifuggire sia dal fideismo, sia dallo scientismo! Ti sembrerà pure dura, ma è così. Te lo dice un vecchio fucino, che ora fa il fisico. :-)
Francesco Barbero
Per don Paolo: il papa razionalista e amico degli atei, più o meno devoti, è stato respinto da altri cultori ad oltranza della razionalità.
Personalmente faccio parte dei disprezzati fideisti e vorrei precisare che la fede nasce da un incontro personale, cioè un'esperienza di tipo mistico, che non ha bisogno di argomentazioni perché è un fatto.
Se, poi, molti non hanno questa esperienza è comprensibile che non credano o cerchino ragioni, ma non è il caso dei mistici.
Non credo che i mistici cristiani siano tutti visionari o matti; del resto molti di essi sono stati canonizzati.
fai pure tranquillo
anche io lo sono.
E, stai tranquillo, la minima censura che ho sempre fatto, è sempre stata ponderata (poichè pratica da me aborrita...) caso per caso. So benissimo quello che farò e che, tra parentesi, posso nel blog che modero.
ciao
@ padrini
Il commento di Nicola ,,, non è più intollerante e veemente di tutti i tuoi commenti ( o quasi )
Bene ,,, quindi se non censuri e rimbrotti lui , non ti ingegnare di censurare o rimbrottare me .
Grazie della concessione ,ora me lo salvo e me lo stampo ,,, e se non rispetterai quello che dici qui , sarò pronto a rinfacciartelo ogni volta ti azzarderai a riprendere o censurare i miei commenti .
Bah...
Tutta questa vicenda ha il marcio sapore della montatura di un caso a mezzo stampa!
La lettera dei 67 docenti, inviata due mesi fa, invitava il rettore a soprassedere all' invito in occasione dell'apertura dell'anno accademico (non quindi in assoluto), esponendo per esteso le motivazioni in una lettera. I rettore non risponde, e decide di andare avanti con l'invito.
A questo punto, tutto avrebbe dovuto essere chiuso, ma guarda caso la richiesta spunta sui giornali, PRIVA della lettera di motivazioni che la illustrava.
A quel punto il CAN CAN mediatico partiva a manetta, dato che in italia abbiamo battaglioni di soloni di opposte sponde pronti a dire la propria specialmente su cose di cui non sanno una cippa.
Abbiamo una nazione da operetta, questa e' l'unica conclusione
Saluti
caro Civis....tu continui ad insultare tutti, me compreso. Il commento di Nicola (che naturalmente tu insulti....come tuo solito) non è più intollerante e veemente di tutti i tuoi commenti (o quasi)...perciò evitiamo di fare il solito giochino e le vittime.
E grazie dei nuovi insulti nei miei confronti. A questo punto mi fanno solo piacere!!
@ Padrini
Complimentati con questi crociatucci adesso per gli insulti riservati alla Sapienza , alla scienza e al liberopensiero ,,, specialmente con quel coglione di Nicola ,,, razzista , fascista e leccaculo di prete .
Fammi vedere come ti inalberi come fai con me per i toni e i modi da sagrestia che questi pagliacci non sanno rispettare .
ahahahahahahhaha. ipocrita !!!
Chi ci salverà dalla intolleranza dei tolleranti?
Ed un consiglio a chi si ostina a cercare di capire e discutere, a chi cita teologie e principi metafisici: ma di che parlate a questi qui? Ma questi "professori" ed i loro degni studenti sono solo preziose mani strappate alla vanga, mica capiscono quello che dite, con loro si può discutere solo a ceffoni dietro la nuca e spingerli in miniera. Povero istituto di fisica, povero Fermi e tutti i ragazzi di via Panisperna, i loro tristi ed anonimi epigoni sono solo la vergogna di una Italia abbrutita e volgare. Dopo la monnezza di Napoli la monnezza della Sapienza. e il mondo ci ride dietro.
omplimenti, davvero complimenti alla “sapienza” (ma de che?) di Roma, avete celebrato nel miglior modo possibile il primato della pluralità d’espressione, ottimo esercizio di fascismo ideologico, ben più pericoloso di quello politico. Sapevamo che le università italiane fossero piene di cretini (tipo quelli che dicono “sienza” e “s’affliscia”), ma ora abbiamo pure una sessantina di nomi e cognomi, continuate pure così, tra poco oltre a transessuali, terroristi e puttane ci ritroveremo stupratori, zingari e palestinesi con la kefia in parlamento. Che Italia di me...nta… Rivoglio Moro, Craxi, Fanfani, Almirante e Berlinguer
Civis, quella che descrivi é secondo me una FEDE nella Scienza terribilmete ingenua se non potenzialmente pericolosa. In quanto FEDE, la tua, niente di più contrario alla Scienza: ci vedo non poche contraddizioni. E' lo stesso errore integralista del positivismo che presume di fagocitarsi la metafisica. Puoi benissimo farne a meno, della fede: puoi scegliere il tuo "limite", ma sempre limite rimane. Non sarebbe più "razionale" e soprattutto empiricamente più utile e produttivo riconoscere con umiltà da ambo gli schieramenti i diversi ambiti di competenza ? In questo momento é quello che chiederei innanzitutto al papa. Bisogna disfarsi tanto dei miti medioevali che dei miti ottocenteschi.
Luca
La ragione ovviamente senza fede diventa "chiusa" in un mistero (che non riesce perfettamente a sondare) che è il mistero della vita, dono di Dio ma allo stesso tempo dono "perfettamente umano" (e quindi doverosamente sondabile dalla fede).
Giri di parole in libertà ,,, verbosismo sterile utile solo a confondere menti già confuse .
La ragione rimane chiusa ,,, dove ? da chi ? ,,, Il mistero ? Quale mistero ?
La scienza che è il frutto della ragione umana svela ogni mistero e ci rende liberi di utilizzare la natura a nostro vantaggio . Se ancora esistono dilemmi o problemi non risolti ci si attrezza per risolverli ,,, così agisce la scienza . Se non ci riusciamo ora è perchè non ci siamo dotati della tecnologia necessaria per risolverli ,,, tempo al tempo . Nel medioevo era assurdo pensare alla Terra che gira intorno al Sole , per riprendere Galileo , era un mistero insondabile per la chiesa ma sondato a suo dispetto ed ora svelato . Nulla resiste alla ragione umana ,,, è di questo che ha paura il prete . Rimanere senza mistero da spiegare lui solo ,,, lo stregone del post di Bottoni ( 3) .
Eppure é Dio stesso che notifica a Giobbe l'inconoscibilità delle sue ragioni.
Francamente ho paura che la pretesa di rendere razionale la fede nasconda una superbia speculare a quella del positivismo scientista. Definire "razionale" l'amore é solo una sterile contraddizione.
E' vero, il discorso é molto lungo (...) ma mi piuacerebbe capire.
Luca
Luca, il discorso ovviamente è molto lungo e complesso, ma uno dei capisaldi della teologia cristiana e cattolica è proprio il rapporto fede e ragione. La fede senza la ragione non riesce, in ultima analisi, a trovare una sua strada veritativa che possa incontrare le necessità dell'uomo. La ragione ovviamente senza fede diventa "chiusa" in un mistero (che non riesce perfettamente a sondare) che è il mistero della vita, dono di Dio ma allo stesso tempo dono "perfettamente umano" (e quindi doverosamente sondabile dalla fede).
Una fede senza la ragione si tradurrebbe inoltre in fideisco, ideologia pericolosa che allontana alla fin fine l'uomo da Dio, e finisce col diventare veicolodi violenza e superstizione.
Comunque di consiglio di leggere l'enciclica Fides et ratio....che spiega molto bene quale sia il rapporto tra fede e ragione, e quale sia la necessità della ragione per una fede che sia vera ed efficace.
disponibile comunque discutere con te ed a confrontarmi (e benvenuto nel blog)
Alcune domande da un credente e ricercatore universitario (geologo). Trovo sorprendente e molto triste quello che sta accadendo ad un papa che dall'inizio del suo magistero si é proposto di riconciliare fede e ragione. Non ricordo nel passato tante contestazioni dai "rappresentanti ufficiali" della ragione. Non sarà che il papa si é cacciato da solo in un vicolo senza uscita ? Come credenti che bisogno abbiamo della ragione ? Non era più saggio fermarsi al "credo quia absurdum" ? La prima vittima di tutto questo attivismo secondo me, a scapito delle intenzioni del magistero, sarà appunto la fede.
@don Paolo
Sarebbe bello, secondo me interessante, tu riprendessi quel discorso del 1990 per darci una "spiegazione" di quelle parole anche fosse, per aprire un dibattito, ma che almeno si basi su cose vere e non inventate.
@La Sapienza
Meno male che a Roma cresce un altro ateneo a vista d'occhio, più moderno e, si spera, più aperto! Forse il peso degli anni ha reso chiuso e integralista, oscurantista e tutore delle libertà altrui.... Intanto per i luminari che ci lavorano...E poi per quei ragazzi che così vengono formati: il bello è che poi, in altre circonstanze, rivendicano i loro diritti di libertà...Il rettore, forse hanno ragione, prima di invitare un papa dovrebbe pensarci, ma per chiedersi se sia il caso di inaugurarlo un anno accademico, se sia il caso di tenere aperto questo covo di oscurantisti...Perchè è evidente che, qualcosa di drammaticamente serio, non vada.
Da laico vi dico: incivile non farlo parlare.
di Giordano Bruno Guerri (da Il Giornale)
Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle. La celebre frase di Voltaire è nota anche ai più asini fra gli studenti e non può essere ignota a dei docenti universitari. E anche se non la conoscono (è possibile), non possono ignorare che il diritto di manifestare le proprie idee - anche sbagliate, quando non sono criminali - è alla base dei principi di libertà, democrazia, civiltà. Figurarsi in campo scientifico, dove le idee non possono e non debbono mai venire rigettate a priori, bensì esaminate e, nel caso, confutate.
Con tutto il mio laicismo, provo dunque un senso di raccapriccio per quei docenti universitari che si sono presi la briga di scrivere una lettera al rettore della Sapienza di Roma tentando di convincerlo a ritirare l'invito a Benedetto XVI per l'inaugurazione dell'anno accademico. Il motivo del contendere è una citazione del filosofo Paul Feyerabend fatta nel 1990 dall'allora cardinale Ratzinger: «La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo...». Sul Giornale di ieri Andrea Tornielli ha spiegato bene che, dopo quella citazione, lo stesso Ratzinger ne prese le distanze ribadendo che la fede non cresce «dal rifiuto della razionalità». Certo, la citazione è irritante, e ancora più irritante è l'ormai manifesta tendenza di Benedetto XVI a usare citazioni «forti» per poi poter ribattere, dopo gli inevitabili attacchi, «l'ha detto lui, mica io». Mi sembra un trucco dialettico indegno di un intellettuale, figurarsi di un Papa intellettuale. Così non mi è piaciuto che - dopo avere giustamente denunciato il degrado di Roma davanti al sindaco Veltroni - il Papa abbia incaricato l'ufficio stampa del Vaticano di smorzare la polemica, come un politico qualsiasi.
Forse è un romanticismo da non credente pensare che un Papa dovrebbe essere meno politico. Ma impedirgli di parlare in un ateneo è ottuso, oltre che incivile, antidemocratico, illiberale. Certo, anche io sono preoccupato dal fatto che Benedetto XVI, al contrario del suo predecessore, sembri voler aumentare la contrapposizione fra scienza e fede. E non credo affatto che sia una faccenda che riguarda solo i cattolici, perché quando la Chiesa prende certe posizioni, la cosa riguarda tutta la società: fu così all'epoca del divorzio; è così, oggi, con la ricerca sulle staminali. E però si fa soltanto il gioco delle posizioni più oscurantiste, impedendo al Papa di parlare. A chi obiettasse che può parlare dove vuole, che non gli occorre il pulpito della Sapienza, basterebbe forse ricordare il caso recente del presidente iraniano invitato alla Columbia di New York, proprio lui, nemico mortale degli Stati Uniti e negatore - antiscientificamente - dell'olocausto.
Preferisco però ricordare un caso più antico e nostrano, nonché a ruoli rovesciati. Nel 1926 Piero Martinetti, docente di filosofia teoretica alla Statale di Milano, presiedeva il VI congresso nazionale di filosofia; gli studiosi cattolici (con in testa padre Agostino Gemelli) e alcuni fascisti rifiutarono di partecipare perché era stato invitato anche Ernesto Buonaiuti, da poco scomunicato «vitando» da Pio XI, la scomunica più grave. Piero Martinetti, non cattolico benché credesse in un'Entità superiore, uomo mitissimo ma deciso a fare rispettare la libertà di tutti, volle aprire lo stesso il convegno, che fu chiuso d'autorità dal prefetto per i disordini subito fatti scoppiare a arte. (Proprio come c'è da temere che avverrà alla Sapienza.) Martinetti dichiarò: «Non potevo rendermi esecutore di un decreto di scomunica, io, filosofo, cittadino di un mondo nel quale non vi sono né persecuzioni né scomuniche». Quando anche lui venne scomunicato, commentò, in una lettera al Sant'Uffizio: «Quanto alla verità, io non posso naturalmente, come filosofo, ammettere che contro la ragione, che è luce divina, valga alcuna verità esteriore: e mi rimetto, tremando, a Colui che solo può giudicare della verità e dell'errore, perché Egli solo è la Verità».
Nel 1931, Martinetti e Buonaiuti furono due dei dodici professori - su 1.400 - che rifiutarono il giuramento di insegnare secondo le dottrine fasciste. Mi chiedo quanti sarebbero stati capaci di fare altrettanto, fra i professori che vogliono impedire a Benedetto XVI di parlare.
www.giordanobrunoguerri.it
Eppure sembra proprio la sceinza a barcollare....
una scienza che non accetta il dialogo e impedisce a qualcuno di parlare, rischia davvero di mostrare il lato peggiore di sè.
Ed infatti iniziano ad esserci le prime voci di laici (e laicisti) intellettuali che non approvano la "cacciata" del Papa dalla Sapienza....
Vedremo cosa succederà nelle prossime ore. Ma è ovvio che il mondo laico stà dimostrando di non essere così compatto come lo si vuol far sembrare.
Ma anche non ammetterlo lo destina alla fine ,,, E' costretto a difendere gli ultimi baluardi della sua crassa ignoranza di fronte all'uomo che si evolve nonostante le sue resistenze ,,, per quanto può durare ancora ?
E' questo il suo dramma , si rende conto di essere agli sgoccioli , di aver dato fondo a tutte le sue risorse e vede avvicinarsi la fine del suo regno in terra . Hanno tentato di tutto dall'inizio del loro potere , dal genocidio al far uso di tortura all'assassinio alla censura per mantenere nell'ignoranza l'umanità fino a farsi pagliacci davanti ai media scimmiottando giovanilismo , imitando stili e modi sessantottini con il polacco , falsa benevolenza per il progresso ,,, Ora pensa di ritornare al passato dei dogmi e dei riti tradizionali scatenando guerre e spacciando terrorismo e scontro di civiltà nella vana speranza di rivedere il tempo in cui il buio gli consentiva di splendere come le lucciole .
Non potrà resistere più tanto al progredire della scienza ed è per questo che si arrocca su posizioni ormai sempre meno difendibili contro quella scienza che porrà fine al suo spaccio diffuso di ignoranza e falsità , per la gloria dell'umanità.
Non può dirlo ,,, a meno che non è un suicida .
Non lo dirà mai Scettico ,,, equivale a dire : Abbiamo sbagliato! ,,, Anche noi detentori dell'unica verità sbagliamo ,,, quindi anche quell'essere soprannaturale che reputiamo esistente e vero , può essere non vero e inesistente ,,, allora cosa cazzo stiamo a fare qui per voi ?
Così anche l'ultimo dei deficienti si accorge che sono qui solo per ingrassare la pancia a nostro danno . Mica è scemo ,,, deve pur mangiare per vivere nel lusso senza lavorare .
Una vasta comunità di scienziati non vuole che Papa Ratzinger vada alla Sapienza a promuovere il suo punto di vista. Non era mai successo prima. Per la prima volta, dopo Galileo, la comunità accademica italiana si ribella apertamente all’autorità ecclesiastica. Per la prima volta, dopo anni di connivenza dovuta ai concorsi a cattedre ed ai finanziamenti, la comunità accademica prende una posizione chiara su questo punto. E tra gli studenti si va oltre questo. Per la prima volta dopo secoli, viene detto apertamente che Scienza e Fede sono inconciliabili. Viene detto che la Fede rappresenta una seria minaccia per la Ragione e, di conseguenza, per l’intero genere umano. Viene detto che le Università sono il luogo di coltivazione della Ragione e, di conseguenza, chi predica la Fede deve restarne fuori. Che sia il segno di un cambiamento? Cosa ne dobbiamo pensare?
L’alba dell’Uomo
Riuscite ad immaginarvi l’Alba dell’Uomo? Qualche centinaio di migliaia di anni fa, nella Rift Valley, i primi esemplari di una nuova specie, Homo Sapiens Sapiens, hanno iniziato ad osservare il mondo attorno a loro ed a porsi le prime, fondamentali domande. Dev’essere stato uno spettacolo magnifico: le montagne che si innalzano verso il cielo, le nuvole in rapido movimento, le gazzelle nella pianura e, naturalmente, il Sole che tramonta dietro le nubi dando origne ad uno degli spettacoli più maestosi e suggestivi della Natura. Che cosa avranno pensato di tutto questo i nostri antenati, appena dotati del loro nuovo, brillante cervello? È facile immaginare il loro stupore davanti a questi fenomeni spettacolari ed incomprensibili. Devono essersi chiesti dove cavolo fossero “caduti”. Cos’era quel mondo che li accoglieva? Dove si trovavano? Da dove venivano? Cos’era quella cosa circolare, argentea che attraversava il cielo durante la notte. E, prima ancora di questo, cos’era la notte?
Devono anche essersi chiesti perchè, dopo alcuni anni di vita, i loro simili cadessero a terra esanimi e si trasformassero lentamente in concime per i fiori. Il loro corpo restava lì, sul terreno, come quello di leoni e gazzelle, ma che ne era della loro “parola”? Quell’essere misterioso che per anni aveva parlato attraverso le loro labbra, che aveva vissuto dentro di loro, dove era andato a finire? E prima ancora che succedesse tutto questo, perchè ad un certo punto, senza apparente motivo, una persona poteva stare male? Perchè poteva essere tormentata da un dolore che nessuno era in grado di “vedere” e di eliminare? Che senso aveva tutto questo? Cosa si poteva fare per questi disgraziati?
Risposte semplici(stiche) a problemi Complessi
Le persone più oneste, a quel tempo, potevano rispondere in un solo modo a queste domande: “No gnose.” “Non lo so”. Ma l’Uomo è nato per pensare, ed è in grado di farlo in modo molto creativo. Cosa sarebbe successo se uno di questi nostri antenati avesse iniziato a dare delle risposte a queste domande? Magari delle risposte che, pur non essendo “vere”, erano comunque “plausibili”?
“Vieni qui, che ti guarisco da quel dolore che ti tormenta lo stomaco.”
“Quella cosa lassù è viva! Ci guarda! E ci giudica! Se non fai quello che ti dice la mamma, sono guai!”
Un intero mondo di possibilità si deve essere aperto davanti agli occhi di questi “pensatori creativi”. Si chiama “potere”, il potere che deriva dall’autorevolezza e dalla persuasione. Se sostieni di avere delle soluzioni ai problemi più immediati dei tuoi simili, costoro avranno tutto l’interesse ad assecondarti. Se poi hai la fortuna di “prenderci”, per puro caso, un paio di volte, allora ti adoreranno. E se non funziona tutte le volte, meglio: potrai dire che dipende da loro, da quanto supinamente si attengono alle tue regole.
Le tue favole diventano le uniche spiegazioni disponibili. Quindi le uniche possibili. Quindi quelle vere. Se tu dici che quella cosa lassù nel cielo è viva, che ci guarda e che ci giudica, allora deve essere vero. Dopotutto, sei sempre lo stesso che ha guarito quel mal di stomaco alla ragazzina. Dopotutto, che altra spiegazione c’è? Meglio allora sdraiarsi al tuo cospetto.
L’erosione del potere
Ma, come in ogni fiaba che si rispetti, c’è sempre qualche guastafeste. Qualcuno, mosso da semplice curiosità o da uno spirito più indipendente di altri, inizia a porsi le domande “giuste”. E comincia a dare delle risposte diverse dalle tue.
“No, non è vero che quella cosa lassù nel cielo è viva. Non ci sta osservando. Non gliene frega niente di quello che facciamo.”
“No, non è stata quella stupida litania a guarire quel dolore. Piuttosto, è stato l’effetto di questa erba. E te ne posso portare una carriola piena se mi dai un po’ di quell’avena fermentata che fa tua moglie.”
Improvvisamente, il tuo potere svanisce, eroso dal potere che proviene da altre risposte, da altre tecniche e da altre persone. Nasce una competizione. Devi lottare contro una nuova generazione di maghi. E questi maghi “ci prendono”. Eccome se ci prendono! Danno spiegazioni plausibili a fenomeni che non sei mai riuscito a spiegare. Curano malanni che avevi dichiarato inguaribili. Ti mettono in ombra. Ti portano via i clienti. Ti riducono alla fame. Ti fanno la guerra,
Il campo di battaglia
Ed allora, guerra sia! Loro sono arrivati dopo. Puoi ancora contare sull’appoggio di molti seguaci, istruiti sin da piccoli a difendere il tuo potere ed i tuoi privilegi. Devi solo aizzarli contro i tuoi nemici.
Ed eccoli lì, i tuoi avversari: in ginocchio di fronte a te, costretti a rinnegare ciò che hanno sempre sostenuto. Eccoli lì i Giordano Bruno ed i Galileo Galilei. Poco importa se il progresso dell’Uomo passa attraverso di loro e non possa compiersi senza di loro. La tua sopravvivenza dipende dal loro silenzio per cui loro dovranno tacere.
Questo lo chiameranno “mediovevo”, “caccia alle streghe”, “controriforma”, “restaurazione” o, in tempi più moderni, “accettazione del sentimento religioso che anima milioni di italiani e di cui il nuovo partito non può non tenere conto”. Per te si chiama solo sopravvivenza. Per gli altri è solo asservimento.
Il Mondo dell’Uomo
Questa è la nostra storia. Siamo stati ostaggio di una casta organizzata di squallidi ciarlatani per centinaia di migliaia di anni. Decine di religioni diverse, una più falsa ed intollerante dell’altra, ci hanno “concesso” le loro “cure” e le loro “spiegazioni” in cambio del nostro totale asservimento. Questi “eletti” si sono assicurati la loro sopravvivenza istruendo in modo opportuno i nostri figli. Li hanno istruiti all’obbedienza, all’ignoranza, al sacrificio. Ne hanno addirittura fatto un valore. E vogliono continuare ad istruire i nostri figli nel modo che serve loro. Vogliono mantenerli schiavi.
Ma sono solo stregoni. Stregoni organizzati e potenti ma soltanto stregoni.
Nulla di quello che ci hanno rifilato nel corso dei secoli ha resistito all’erosione prodotta dalla curiosità della mente umana e dalla sua capacità di indagine. Le loro spiegazioni sono crollate miseramente sotto il peso dei fatti. Le loro pseudo-cure sono state soppiantate da cure reali. I loro Dei invincibili sono svaniti di fronte alle indagini razionali come nebbia al sole. Sono solo gli ultimi spettri di un medioevo che non vuole cedere il passo alla Ragione.
Ora disponiamo di un “modello del Mondo” che ci permette di mandare uomini sulla Luna, di costruire telefoni cellulari e di indagare sull’origine dell’Universo. Ora disponiamo di farmaci che permettono di guarire efficacemente malattie che per millenni questi stregoni hanno bollato come inguaribili, come “frutto del nostro peccato”. Sappiamo che se qualche malattia non è “trattabile” non è per colpa nostra. È solo un limite tecnico, spesso solo momentaneo. Sarà trattabile in futuro, anche se sarà troppo tardi per noi. Soprattutto, sappiamo che questi “eletti” non parlano affatto per conto di un Dio onnipotente che siede nell’alto dei Cieli. Parlano solo per conto di sé stessi, della loro casta, e difendono solo i loro interessi. Interessi terreni, molto terreni.
Non abbiamo più bisogno di loro. È tempo che questi stregoni lascino il posto all’Uomo.
Alessandro Bottoni
Bene, mi piacerebbe sentire nel discorso del Papa che La terra gira intorno al sole e che Galileo aveva ragione nei fatti. Giusto una frase.
Poi può parlare quanto vuole
Saluti
E' il papa ad avere pregiudizi e ostilità nei confronti della scienza. Inoltre ha tutti i pulpiti mediatici che vuole (per giunta gratis o finanziati coi soldi pubblici) per straparlare come e quando vuole. Sono i laici, gli scianziati, gli atei, i diversamente credenti o i dissenzienti a non averli o avenire censurati o posti sotto silenzio. Questo papa ci fa retrocedere dai paesi civili dove si fa ricerca esi hanno conquiste civili. I politici italiani sono prigionieri dell'ultimo suo feudo:l'Italia
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 15:46
jasmine
a mio parere la riluttanza dimostarta nei confronti del Santo Padre, è segno di ignoranza...se una persona non desiderava assistare al suo intervento avrebbe potuto semplicemente starsene a casa, oppure ascoltare e avere il coraggio di dire "io non sono d'accordo!". Mi dispiace di questo avvenimento e spero che le persone che hanno tenuto questo comportamento, oserei dire oscutantista, riflettano sulle loro azioni...