blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Droghe: aumenta l'uso tra i giovani. Ma il problema sono gli adulti?

Venerdì 1 Febbraio 2008, 18:54 in Cronaca di

La notizia è tanto grave quanto quasi "normale". Chi non potrebbe considerare banale questo ennesimo "studio" sul fenomeno droga tra i giovani?

Io vorrei cercare di non commettere questo errore. Per questo segnalo questa notizia, apparsa su alcuni giornali.

Secondo uno studio del Viminale, l'uso di droga tra i giovani sarebbe in continuo aumento, soprattutto per quanto riguarda le droghe leggere e - ancora più gravemente - la cocaina.

In quindici anni - riferisce La Repubblica - il numero delle persone segnalate ai prefetti dalle forze dell'ordine è stato di 516.427: oltre l'80 per cento dei segnalati risulta avere un solo avviso, il 20 per cento invece è plurisegnalato. Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini (il 93 per cento circa), con un'età media di 24 anni. I minorenni sono circa 46.734 ragazzi, pari al 9 per cento. Per quel che riguarda le sostanze, quella dei cannabinoidi rimane la più segnalata e la percentuale dei consumatori è quasi raddoppiata: dal 42 per cento del 1991 al 74 per cento nel 2006.

Hashish e marijuana sono le sostanze più utilizzate dai minorenni. Il numero delle segnalazioni, tra i ragazzi fino a 14 anni e tra i 15 ed i 17, è cresciuto costantemente fino al 2000, poi a partire dal 2001 la percentuale è leggermente diminuita fino al 2006. Anche se il trend è rimasto in aumento dal 1991 fino a oggi.

Sull'uso di eroina invece il dato indica una riduzione drastica: dal 50 per cento del '91 all'8 per cento del 2006. Triplicano però le segnalazioni per cocaina: dal 5 per cento del '91 al 14 per cento del 2006. E se anfetamine e Lsd restano stabili (dal 2000 la media è ferma allo 0,20), aumenta il consumo di ecstasy e di sostanze analoghe: dallo 0,13 per cento allo 0,65 per cento con punte del 2 per cento tra il 1995 e il '96.

Dati importanti emergono poi per quanto riguarda l'identikit del consumatore. Come già emerso da altri studi - e qui mi riferisco in modo specifico all'uso di cocaina - le tipologie di tossicodipendenti stanno variando rispetto al passato. Quella che un tempo era la droga degli emarginati, ora è diventata la droga dei ragazzi "bene", dei figli di papà.

In molti casi infatti  - presegue La Repubblica - i giovani che fanno uso di sostanze stupefacenti risultano persone socialmente integrate, con un buon livello di istruzione, che scelgono di consumare droga per divertirsi, spesso associandola all'alcol. Inoltre, dalle ricerche realizzate dai Nuclei operativi di alcune Prefetture, tra il 2000 ed il 2006, risulta che il 98 per cento circa delle persone segnalate sono italiane, in gran parte celibi o nubili, e vivono ancora in famiglia.

Dato interessante, quest'ultimo, dal quale emerge come forse non tutta la colpa di queste dipendenze possa attribuirsi ai ragazzi ed ai giovani stessi. E' nella famiglia che il feomeno nasce e si struttura. Certo: non è la famiglia probabilmente nè il luogo dello spaccio nè quello del consumo: questo è ovvio.

Ma l'ambiente e l'educazione che porta un ragazzo a non costruirsi una propria vita, avendo una percezione del mondo e della sua storia spesso scevra da concetti quali quello della "libertà" e della "responsbailità", non è senza dubbio ininfluente. Anzi.

Anche i genitori e le famiglie, a mio parere, devono farsi un bell'esame di coscienza. Non tanto per le scelte educative nei confronti dei loro figli, che certamente non posso mettere in dubbio e generalizzare; non sarebbe onesto.

Ma più che altro per la costruzione (della quale la famiglia insieme alla società sono corresponsbaili) di un "disimpegno esistenziale" che porta il giovane al disimpegno concreto quasi in ogni ambito della propria vita e che può portarlo - in alcuni casi - a desiderare il "rifugio" per la sua felicità, nell'uso di sostanze stupefacenti.

Inoltre, cosa che reputoi ancora più grave, questi studi fanno sempre più emergere come la società abbia piena responsbailità, e non solo i giovani stessi, nella costruzione di questo "sentire comune".

Ormai -  anche i media ce lo dimostrano - non si parla neppure più di tossicodipendenti ma di "consumatori". Quasi che la droga non possa più essere considerata un problema e stia diventando - pian piano - una cosa "normale".

Vale la pena di riflettere, secondo me, di reflettere..... 

30
30 commenti
30
14 Giu 2010
alle 23:04

Alieno

Droghe: aumenta l'uso tra i giovani. Ma il problema sono gli adulti?

 

 

Sì.

29
07 Giu 2010
alle 08:54

civis romanus sum

28.

Glad to read ya, Faby, 'n thanks for support ,,, I wish you pleasant ,,, SUMMERTIME.

28
07 Giu 2010
alle 01:37

_Faby_

Non ho parole, la vera rovina di questo mondo è l'ignoranza... Alieno, mi ricordi tanto quelle signore che vanno in chiesa con il "vestito della Domenica" a fare le civette con le amiche del paese per poi uscire da messa e sputtanarsi a vicenda a raffica... non so se ho reso l'idea... tappeto rosso per civis romanus sum.

27
16 Mag 2010
alle 19:41

Alieno

Beh, se non altro ci accomuna, credo, il non avere mai avuto simpatia per Fini, io non l'ho mia apprezzato già da tempi non sospetti (da An e prima di Berlusconi), né ieri, né oggi e per quanto mi riguarda non ho grandi possibilità di dover cambiare idea domani, non sembrano esserci le premesse, ma solo la coerente continuità con l'unica idea di cui si dimostra capace quest'uomo. Da lui nemmeno un'auto usata, eheh.

Il suo unico merito, mi pare essere sempre il solito: riciclare idee altrui (sempre in puntuale ritardo oltretutto), sfruttare il merito altrui senza riconoscerlo neppure, ma mettendoci sopra il cappello come fossero capacità proprie.

Salvo che non lo facciano  segretario, lo eleggano ad autorevole testimone a sinistra, così da metter cappello lì, mi pare che il suo destino sia quello di restare quell che dicevo.

Ma dubito che a sinistra, siano così sciocchi da farsi abbindolare anche se l'odio riduce notevolmente la lucidità d'una ragione e se ne coltiva non poco da quelle parti sinistre.

Anzi, è l'unico collante, tema coesivo di cui è capace la sinistra, parrebbe, l'odiologia. Oppure potrebbe giocare il risentimento attuale contro la classe politica ortodossa di sinistra e per fargli dispetto (anche gli attributi certi uomini si taglierebbero in dispetto alla moglie eh), però lo vedo assai improbabile.

Comunque non mi affretterei troppo, Civis, nella denigrazione di quello che domani potrà essere un tuo valido alleato,

perché se ieri firmava la nota Bossi-Fini sugli immigrati ed oggi Fini rinnega se stesso (in realtà non rinnega se stesso ed è coerente, se si comprende che è l'uomo senza idea alcuna se non se stesso che dicevo su e si vedrà invece che è di incrollabile coerenza e costanza allora), domani potrebbe essere ugualmente per le droghe, dove magari supera a sinistra tutti, magari sarà più aperto di una Livia Turco, di un Pannella, chissà, magari ci fa una fondazione sulla ganja ed andrà a promuovere i suoi nuovi libri nei centri sociali... :-)

Sarebbe spassoso.

Ciao,

A.

 

26
16 Mag 2010
alle 19:25

Alieno

Civis: Fini...fascista? :-)

Forse in passato... oddio.. anche in passato..

Fini non è mai stato nulla, se non il fedele rappresentante di un'unica idea, l'unica di cui è mai stato capace (altri per lui ad avere idee), l'unico riferimento autentico: se stesso.

E la sua carriera nel mestiere (lavoro sarebbe dir troppo credo) che sempre ha fatto e l'unico che sa fare: il politicante.

Si potrebbe dire che quest'uomo non abbia mai lavorato, in effetti, in vita sua e che certamente fa il suo, pensando alla sua carriera mesteriante di politicante e che si è limitato a prendere le idee altrui per essere qualcosa o qualcuno, salvo poi tradirle tutte e con ingratitudine e disprezzo per idee e chi le aveva, quando non gli servivan più.

Cioé, in definitiva: mai stato fascista Fini. Ma forse, in passato, a qualcuno sarà sembrato che fosse qualcosa, così come oggi potrà sembrare che Fini è qualcosa di diverso.

Di certo fa sorridere oggi, leggere "immondo fascista di Fini". :-)

La retorica fascista ormai si sente poco, ma quella anti-fascista resiste con accanimento terapeutico eheh.

A.

25
13 Mag 2010
alle 18:45

civis romanus sum

In Abruzzo . la ASl consegna la Marjuana a scopo terapeutico !!!

                               LEGGI

Finalmente una notizia che mi riconcilia con questo paese di merda clericale .

Finalmente si riconoscono i valori paliativi e l'innocuità della marjuana .

Finalmente si distingue tra droga pesante ( alcool, eroina e cocaina ) e droga leggerissima ,,, meglio di una sigaretta, che se la si fuma pura non si assimila nemmeno la nicotina !!!

Finalmente si mette nel cesso l'ipocrisia dei preti che speculano per lucro ( le sovvenzioni per le loro ridicole comunità di recupero ) sul terrorismo intorno a questa benefica sostanza .

Passo subito ai festeggiamenti ,,, rollandomi un sacrosantissimo spino alla faccia dei preti e di quell'immondo fascista di Fini .

 

 

24
20 Feb 2010
alle 20:52

Alieno

Non avevo letto il post di Debbie, mi spiace: ho creduto fossero i messaggi dell'anno passato e che tu avessi "rispolverato" il post.

Ho letto il post, comunque: mi pare che spari scemenze e non le basterà il titolo di laureata psicologa, ahimé, per aver salvacondotto: devo spiegare dove o possiamo lasciar perdere la povera Debbie? In fin dei conti il suo è nient'altro che un'adesione "conformista" riguardo alle canne, non ci racconta nulla di nuovo che quell'adesione conforme e obbiediente, ripete cose sentite fino alla morte, il suo è l'esercizio della banalità proprio nella ridondanza che produce l'effetto di poter leggere qualcosa che si è lettoe sentito già 1000 volte per anni ed anni..

Ma è comunque la sua legittima opinione, ci mancherebbe.

Stai tranquillo: nessun cambiamento di rotta da parte mia, continuerò a rompere dunque, eheh.

Dunque, mentre la comunità scientifica si diverte ora  dirci che questo fa bene, ora fa male, ora sì ma solo se preso a digiugno e con un dito in un occhio, ora no eccetto che a stomaco pieno con un piede nell'orecchio, insomma, sai com'é la scienza, capacissima di dirti che il vino fa bene, anzi no, megli evitarlo ma un bicchiere al giorno è utilissimo, però meglio il rosso del bianco che però no, fa bene per altro motivo ecc..

Mentre aspettiamo che la scienza faccia pace con se stessa,che è faccenda lunga per lo meno dai tempi in ci la scienza è nata come possibilità dell'uomo,

semplicemente ho colto che la strategia forse più efficace è uscire dagli schemi estremi fino ad ora proposti e contrapposti: proibizionismo e anti-proibizionismo.

Abbiamo esempio ampio a dimostrarci che entrambi i modelli, socialmente, producono effetti devastanti e risposte spesso discontinue, ingestibili.

Mentre l'educazione comportamentale che evidenzia il senso di responsabilità e di equilibrio (dunque la capacità di misurare se stessi e gli altri, così come le cose con le quali ci relazioniamo, ovvero il senso della misura che permette di spostare l'ago da "uso" ad "abuso" e da consumatore a consumato anche), può fornire una strategia vincente o almeno capace di migliori risultati delle proposte anti-proibizioniste o proibizioniste.

Tutto qua.

La moderazione, l'equilibrio, la cultura umana che non aspira a perdere la percezioe di sé, ma semmai, la cerca costantemente, cercando di essere sempre presente a se stesso, questa è la proposta che produce migliore responsabilità e possibilità, secondo me.

Certo, io ascolto i Pink Floyd, per esempio. O David Bowie. Eroina, Lsd, quel che vuoi. Ma che c'entra? L'unione sovietica ha fatto cose imponenti, grandiose e maestose. Anche il nazismo. Ciò però non è il lasciapassare, il premio come salvacondotto: gli sbagli restano tali. Il nazismo riuscì a far rifiorire una solida identità nazionale, strappandola dalla condizione di fame tremenda del popolo tedesco, anche proprio innestandosi sull'umiliazione del popolo tedesco, con odio e rabbia come elementi per riscattarsi in una grandiosità che poi, abbiamo visto, fu temibile globalmente e per molto tempo, molti furono coloro che pensarono, inarrestabile. Così per l'Urss, che trasformò con dinamiche simili (identità in cui rinsaldarsi, se per il nazismo era una rinascita dell'umanità "ariana" ecc, per il comunismo era una generazione nuova di uomini col sol dell'avvenire), un Paese fortemente arretrato in una potenza industriale.

Ma a che prezzo però, a che prezzo, entrambi. Nazismo e comunismo rivelarono presto il "costo" umano.

Scorciatoie, quelle dell'odio e così le droghe (ed io comprendo l'odio come una droga, una tossina tremenda che crea dipendenza anche).

Per certi versi, potremmo dire che anche i Pink Floyd e David Bowie, hanno prodotto dei danni notevoli e non basta come salvacondotto l'aver scritto della musica eccezionale anche. Non se penso che molti in loro avranno trovato modello da seguire o legittimazione della propria autodistruzione, magari meno preparati ad uscirne vive di un David Bowie.

Io ho avuto qualche anno come compagno di scuola un bravo ragazzo, tra l'altro molto capace, perché aveva il dono di studiare meno della metà di chiunque altro e di recepire subito le spiegazioni in classe, mentre tutti gli altri, si facevano un mazzo sui libri, lui con ottimi voti senza sforzo.

Lui era ossessionato dai Pink Floyd e da Vasco Rossi. Al punto che, mi raccontarono i suoi amici storici, che praticamente non parlava di altro quasi, non ascoltava altro quasi e cominciò a strafarsi di canne e poi di roba peggiore ancora, seguendo i suoi modelli. Naturalmente questo peggiorò notevolmente le sue relazioni sociali, peggiorò incredibilmente il suo rendimento scolastico di brutto, diventò inaffidabile, irresponsabile e ti assicuro che per me fu doloroso stargli accanto, fino a che non fu prticamente impossibile per me, perchè significava dover entrare in contatto con gente da paura, dei delinquenti senza scrupoli, delle vere e proprie merdacce diciamolo, però con lui condividevano musica e droga, affinità.

Manca poco ci resta secco Civis. L'ho rivisto anni ed anni dopo, parrebbe, avendo messo testa a posto o quasi: bello non è mai stato, ma cribbio, non ti dico in qual stato.. i denti guasti, il volto così scavato, lo sguardo spento in modo stranissimo, non era solo l'età, gli anni che passano per tutti, è come se lui avesse finito il toner prima degli altri, avesse dei colori quasi finiti nelle cartucce biologiche: mi ha fatto male vederlo, per quanto contento che si fosse calmato.

Ho sempre pensato che la musica dei PinK Floyd sia formidabile (alcuna eh, mica tutta) e che anche Vasco ha scritto qualcosa di decente (mica tutto eh), però ho sempre pensato anche che fossero in fondo, anche degli egoisti spaventosi, delle merdacce per i messaggi che hanno lasciato a gente più debole di loro e non ho scuse per la loro scelta egoista,irreponsabile, menefreghista che del resto, è in parte egoismo continuamente che emerge dai loro testi, un menefreghismo che poi declina, come per Vasco Rossi, in un pessimismo, in una delusione esistenziale che forse, era prevedibile in quella pochezza umana, dove musicalmente, magari, sono stati dotati.

Almeno io la penso così.

Io sono stato contento di alcune iniziative che proibiscono ai non maggiorenni l'acquisto o l'uso di alcool. Ecco, andrebbe questo reso più concreto proporre e così per la marjuana, fissando convenzionalmente quell'età, 18 anni, come età "matura" per prendere decisioni e per assumersi responsabilità, per votare o per andare in carcere anche. Poi, se vogliamo, possiamo anche proporre alcool e droga ai bambini, ma tu vedi, che quasi ci siamo ormai, visto che risulta che l'accostamento, è sempre più precoce in modo parrebbe progressivo: qual'é l'età in cui già si raccontano precoci utilizzi di alcool e droga? 13 anni? 11?

Vedi tu se è possibile pretendere a soggetti ancora identitariamente fragilissimi, incompleti nelle risorse, certo non in grado di assumersi responsabilità, di far piena spiegazione di cultura dell'uso da distinguere da quella dell'abuso.

Il problema, infatti, sono proprio gli adulti che non si assumo le proprie responsabilità e si sottraggono al proprio ruolo, anzi, talvolta entrando in "competizione" coi loro figli, rovesciando la direzione dei messaggi educativi quasi (mutuando linguaggi, mode, comportamenti ecc), una cosa credo, più che dannosa per tutti e credo capace di confonderlo un giovane (figurati un bambino) non poco.

Buona serata,

A.

23
20 Feb 2010
alle 19:52

civis romanus sum

22. Rilevo in Et, un cambiamento di rotta importante ,,, lo leggo molto più malleabile dopo lo sputtanamento dell'ipocrisia sulle droghe fatto da Debbie .

Concordiamo infine che sull'uso delle droghe e più ancora sull'uso della marjuana, siamo d'accordo allora .

E allora bisognerebbe impegnarci tutti di più per renderlo libero quest'uso, in tutto e per tutto e non proibirlo invece o criminalizzarlo ,,, così togliamo soldi e affari alla mafia, ai preti e ai politici mafiofascisti che ci speculano sopra .

A te Et il compito di convincere i vari tuoi simili "mucciolosi" crociati e fascisti, mentre alle persone oneste e per bene sviate dalla falsa propaganda cleromafiofascista penso io ad informarle .

Vale.

22
20 Feb 2010
alle 17:55

Alieno

esiste un confine tra uso ed abuso

Mi pare un elemento importante Civis, che condivido pienamente.

Bisogna investire sulla cultura dell'uso e stigmatizzare la cultura dell'iper-consumismo che conduce all'abuso o all'uso sconsiderato in condizioni di rischio non avvertito.

Anche il sale, che droga non è (non è che bisogna arrampicarsi sulla noce moscata eheh), ha un beneficio nell'uso, un danno tremendo a carico dell'organismo nell'abuso.

Per quanto riguarda i "politici", si ha conferma di come la politica sia l'espressione, la rappresentazione fedele del Paese in tutto: c'é chi si droga saltuariamente, chi abusa, chi non ne fa uso, cioé la fotografia fedele del nostro Paese.

Così, tanto per ricordarci che noi, cittadini, siamo la politica in tutto, nel meglio e nel peggio, dunque politici e cittadini, spesso mostrandoci che l'occasione,

fa l'uomo ladro.

Ma anche drogato.

O puttaniere, prostituta eccetera. ^_^

:-)

21
20 Feb 2010
alle 16:21

civis romanus sum

Tanto di cappello a Debbie.

,,, "esiste un confine tra uso ed abuso che costituisce l'unico vero limite razionale al consumo" ,,, e per individuarlo basta solo il buonsenso .

Ora bisognerebbe spiegare tutto quello che hai detto alle lobby economiche che ci lucrano sopra e ai tanti ignoranti in solido o in malafede che parlano solo per sentito dire da quei loro padroni ,,, Alla mafia che ci fa affaroni d'oro spacciandola in monopolio ( come ai tempi del proibizionismo per l'alcool a Chicago USA, nei primi anni del secolo scorso ), alla chiesa che si è arrogata il diritto e il dovere di "recuperare", potendo così mettere le mani sopra la montagna di denaro pubblico che gli viene così graziosamente messa a disposizione, e ai tanti politici che ne fanno strumento per i loro latrocini e campagne elettorali .

20
20 Feb 2010
alle 09:24

Debbie

Perdonate l'arroganza ma da laureata in psicologia e laureanda in farmacologia e tossicologia credo di potermi introdurre nella discussione. Sono veramente stufa di vedere tanta ignoranza..mi sento addirittura di dire a questo punto che l'opinione personale sulle droghe sia direttamente proporzionale al quoziente intellettivo di un individuo (ampiamente dimostrabile ma lesivo nei confronti della dignità altrui immagino). Io decido di essere intollerante verso chi parla per sentito dire, per obbligo verso uno schieramento politico o peggio ancora chi fa propaganda oscurantista per fini economico-commerciali (i governi stessi).

Vengo e mi spiego, primo: non esiste dal punto di vista scientifico, differenza tra droghe quali caffeina, cannabinoidi, oppioidi, nicotina, etilene (alcool) e via dicendo. Tutte sono potenzialmente dannose, persino la noce moscata contiene LSA e un espresso al bar ti può uccidere (ho esperienza di un conoscente morto proprio in questo modo per arresto cardiaco). Durante un rapporto sessuale produciamo endorfine e sostanze assolutamente analoghe a quelle prodotte dopo l'assunzione di eroina (con le dovute proporzioni).

secondo: esiste un confine tra uso ed abuso che costituisce l'unico vero limite razionale al consumo, non tanto la distinzione tra sostanze. Logico poi che 1 mg di morfina è potenzialmente più rischioso di 1 mg di nicotina ma fin qui il buonsenso dovrebbe arrivare. Gli effetti sono diversi certo, non pretendo di sostenere la minore pericolosità al volante di un cocainomane rispetto a chi ha fumato una sigaretta..ma è altrettanto vero che il fumo porta effetti a lungo termine assolutamente comparabili se non peggiori, quali carcinomi, enfisemi polmonari, occlusione dei vasi sanguigni e chi più ne ha più ne metta. Che bel dilemma, uccido te o mi uccido da sola?

Terzo ed ultimo: da un punto di vista strettamente scientifico la marijuana è forse il prodotto naturale con il miglior rapporto effetto/pericolosità e sinceramente tra due bicchieri di vino ed uno spinello mi sento di affermare con certezza che chi opta per il secondo fa la scelta più intelligente per la propria salute e per il bene altrui..tannini ed effetti benefici a parte. Poi se vogliamo fare i buonisti, gli scienziati di regime (coloro che mercificano questa splendida professione per poi andare a sparare cazzate su Studio Aperto dietro compenso) o parlare così tanto per, liberissimi di farlo. La verità è che siamo un pò tutti vittime del lavaggio del cervello operato da tempo immemore. Tutti bravi a condannare e puntare il dito su droghe pesanti e leggere, facciamo i moralisti! intanto nelle scuole studiamo Freud, D'Annunzio, Baudelaire solo per citarne alcuni.. tutta gente che si imbottiva di morfina, hashish e coca dalla mattina alla sera..ma i libri di storia non li raffigurano certo come reietti sporchi e cattivi con l'ago nella vena mentre pugnalano e scippano. Ah, non dimentichiamoci dei nostri parlamentari, di destra o sinistra che siano..

Beata l'ignoranza. 

19
15 Nov 2009
alle 18:50

salvatore

Bevo vino; in passato fumavo anche marijuana ed hascisch, ora di rado ma sempre con piacevolezza.

Scrivo quindi per esperienza diretta e protratta, a proposito di una tesi condamnatoria tanto strumentalizzata da dimostrate falsificazioni quali quelle che distinguono a capocchia con contraddittorii proibizionismi a singhiozzo: marijuana no, alcool si.

Nè il vino né la marijuana a me hanno provocato dipendenza alcuna; se fossi stato in crisi depressiva o che so io, certo sfogarla nel vino sarebbe stato assai più dannoso, a me e gli altri, che nella marijuana o l'haschish.

Come l'alcool o il veleno di serpente, in dosi controllate, la marijuana è addirittura curativa.

A lume di logica tutte le tesi che portano statistiche giustificazioniste di una insensata demonizzazione, decisa a priori, di quella sostanza, risultano tendenziose e stranamente dimentiche della pericolosità, sempre sulla scorta delle statistiche, di sostanze ammesse come l'alcool o il tabacco. Questo è un argomento centrale sempre glissato dai proibizionisti che non propongono altrettanto proibizionismo per sostanze molto più pericolose.

L'altro argomento insensato che dalla marijuana si passi poi alle droghe pesanti lo smentisce la mia esperienza diretta e la conoscenza delle diversissime tipologie dei loro effetti indotti, e quella di tutti i fumatori che ho conosciuto (tantissimi);

quelli che sono arrivati alle droghe pesanti, per motivi esistenziali o sociali o di semplice stupidità o ignoranza, l'avrebbero comunque fatto anche se haschisch e marijuana non fossero proprio esistiti, a partire dall'alcool, dall'assenzio, da qualsiasi altra sostanza.

Infatti ho conosciuto diversi di questi con i quali ho discusso proprio l'inopportunità del loro autolesionismo conclamato, con scarsi effetti sulla loro capacità/disponibilità al comprendonio, portando statistiche, con lo stesso risultato che ottengo con chi è drogato dai propri pregiudizi su haschisch e marijuana.

Infatti, per finire, non sono mai riuscito a fare un ragionamento sul tema con persone che non abbiano avuta conoscenza diretta delle sostanze (mar. e hasc.) senza dover perdere del tutto il mio tempo.

Avete mai provato a ragionare su di un sapore o un odore con chi non lo abbia mai provato?

Beninteso non scrivo delle droghe pesanti; per quelle bastano le statistiche a sconsigliarle ed a consigliarne la somministrazione controllata per la riduzione del danno, individuale e sociale/criminale.

Avrò perso ancora il mio tempo?

Salute e fratellanza.

18
15 Nov 2009
alle 09:58

maria

complimenti

17
06 Feb 2008
alle 21:58

civis romanus sum

Suvvia ,,, nun te la pija così ,,, hai mai provato a farti uno spino prima di scrivere stronzate ?

Sei riuscito ad insultare il tuo solito incubo comunista anche in un post sulla droga , sei riuscito a citare ed insultare anche Stalin tra uno spino e una pippata ,,, hai celebrato un figlio del capitalismo italiano , tale Elkan , che tanto ringrazia ancora voi fascistelli di avergli regalato quei mezzi che disprezzi ,,, Encomiabile , ritieniti soddisfatto e condividi con me l'ennesimo spinello,,, suvvia .

Ah ,,, dall'ansa ho letto oggi che fumar canne al peggio può portare alla riduzione gengivale con la perdita dei denti ,,, in tarda età !!! ,,,  i nostri nonni infatti , che non conoscevano l'uso della canapa , avevano tutti i denti sani ed anche voi che non fumate marjuana a ottantanni avrete ancora tutti i vostri denti ,,, certo che come accusa alla marjuana potevano trovarne una migliore con tutto quello che hanno speso nella ricerca .

Io sono trenta anni che fumo hashish e al dentista ho dovuto ricorrere solo per l'estrazione di due denti del giudizio nati storti. Nemmeno una carie ! Stai a vedere che io sono l'eccezione che smentisce la demonizzazione ,,, 

Beata ignorante supponenza . 

16
06 Feb 2008
alle 20:35

Alieno

Aggiungo solo questo: chi si droga e si canna è come minimo degno della compagnia di gente della risma di Lapo Elkann.

Solo che lui, nel caso si inneschi dipendenza anche da altra droga e vizio, come spesso accade, ha i mezzi per spassarsela in prestigiosa e lussiosa clinica all'estero, non perde il lavoro e nemmen lo stipendio per curarsi, nè compromette le sue possibilità sociali o familiari, alla faccia dei poveri bischeri che si illudono di far stessa cosa con altri mezzi.

Poveri bischeri, già. Ma ve lo meritate un Lapo Elkann come capopopolo ideale, mica altro.

E non mi dite che è simbolo di valori per il bene del Paese e del popolo, per favore! Un po' di dignità almeno, suvvia...

Alieno

15
06 Feb 2008
alle 20:25

Alieno

I dati tecnici forniti da me sono, come ho correttamente indicato, presi dal Ser T dell'Asl di Genova: dici che son solo dei fascisti travestiti eh?

Ma vediamoli questi fascisti genovesi, allora, che tu mi insegni meritevoli di rimedio per le castronerie che riporto.

Elezioni comunali Liguria-Genova del 27-28 Maggio 2007:

Sindaco eletto: Marta Vincenzi presentato con lista unica Ulivo, Rfc, Idv, PdCI, verdi, Lista Civica La Nuova Staguione, Socialisti Uniti, Lista Civica Pensionati Lista Bertone, Udeur Popolari (già, proprio i mastelliani perchè è facile ora far finta di nulla criticando l'eventualità di una sua aggregazione al cdx in puro stile opportunista Dc, cosa che spero non si verifichi tra l'altro, ma fino a ieri AVETE VOTATO ANCHE MASTELLA e lo sapevate! Quindi meglio stendere un decoroso silenzio sull'argomento che è più dignitoso).

Ma forse è una novità e Genova è tradizionalmente un feudo fascista, dici? Vediamo: sindaco uscente Giuseppe Pericu, eletto nel 2002. Centrosinistra. Centrosinistra prima e centrosinistra ora.

Ma forse tu vuoi dirmi che il Ser T Asl Genoano è in realtà, dietro nascoste parvenze, il circolo segreto del fascismo italiano.... che naturalmente merita rimedio alle "castronerie" da esso prodotte in nome dell'antifascismo.

Mi pare che tu abbia una paranoia sviluppata. Intanto potresti riflettere sul fatto che i Paesi a cui solamente riconosci il valore di titolarietà antifascista, escludendo Usa o Democratici anche se non se ne capisce il motivo, i Paesi che furono totalmente comunisti o che lo sono tutt'ora, non alimentano l'uso di droghe nè leggere nè pesanti, punendo in ogni caso il loro consumo "illegale"?

Non mi pare che nè Cina nè la vecchia "cara" Unione Sovietica si siano battuti mai per una campagna pro-cannabis e contro il proibizionismo.

Una persona onesta sarebbe indotta ad aver almeno qualche dubbio: fosse che il fascismo non c'entra nulla sulla questione droghe leggere o droghe in genere? Forse la contrarietà alla cannabis è bipartisan tra destra e sinistra e la tua paranoia sul fascismo ti induce a deliri argomentativi?

Perchè diciamolo, l'uso della droga, se si escludono particolarità di droghe di "introversione", di chiusura sociale come quella che provoca l'eroina, sono invece cose da fighetti, da "dandy", non da popolo, sia di sinistra o di destra, che magari si spezza la schiena per tirare a campare con sacrificio e reponsabilità.

D'Annunzio per esempio faceva ampio uso di ogni droga possibile, anche se la sua presenza era preferibilmente per la cocaina.

E d'Annunzio, senza nulla togliere al suo valore letterario, era proprio fascista. Fascista ed interventista (perchè c'era anche un fascismo non interventista tra l'altro). Fascista a cui dobbiamo proprio l'idea dell'uso dell'olio di ricino come strumento di tortura, poi mutuato dal fascismo, ma da lui congegnato già dai tempi dell'occupazione di Fiume.

Trovo che sia solo strumentale l'uso associativo droga uguale antifascismo, che ripete certi strumentali opportunismi politici del comunismo (che certo non è il solo a strumentalizzare), che per propria tradizione è invece conservatore ed estremamente reazionario, più del fascismo stesso e certo non ha favorito l'antiproibizionismo dove ha potuto.

Il comunismo che si vuol richiamare nostalgicamente come archetipo della felicità infranta dai fascisti d'oggi è popolare, assolutamente eterosessuale e proibizionista. Lo stereotipo vero del comunista è il proletario, popolo operaio che non è certo attratto dalla droga nè dal transessuale o dalla bisessualità. E' l'operaio-proletario di Cipputi che vive piuttosto confuso dalle linee politiche del suo (ex-Partito) più occupato di battaglie sulla sessualità che di difesa del posto di lavoro o delle sue dinamiche. Eppure di droga.

Dov'è finito quel "vero" comunismo verace, che combatteva contro i vizi del capitalismo-consumismo, dalla parte del popolo proletario amante di "figa", un buon vinello (rosso) e pronto a far casino per diritti di lavoro contro il "padrone" od il "borghese" viziato, mentre si spacca le mani e si frulla il cervello su catene di montaggio con orari impossibili e stipendi da fame, rischiando pure la pelle?

Invece la droga, pur leggera che sia, è roba da fighetti, dicevo. Unisce trasversalmente il figlio di papà, il milionario, il borghese o ceto medio che si voglia, o il poveraccio. Ma il poveraccio, di solito mooooolto meno. Le persone semplici hanno altri problemi e meno vizi "consumisti", perchè la "robba" costa e già i sacrifici non sono voluttuari ma ineluttabili e perchè già è dura aver posto di lavoro. Ed il figlio del "poveraccio" che ha sulle spalle il compito di "riscattare" la famiglia dalla povertà e dall'umiliazione sociale studiando, STUDIA e si fa un mazzo tanto, non ha tempo per fare il fighetto con canne e simili scemate adolescenziali da persone viziate, che rendono più complicato il raggiungimento dell'obiettivo.

E se è trasversale l'uso di canna, lo è anche il fronte proibizionista, salvo strumentalità politiche in cerca di raccoglimento di voto e consenso.

Se i sindacati si fossero occupati meno di poltrone, carriere, meno di temi di alternative sessuali o pro-terrorismo in funzione anti-Usa, forse oggi i lavoratori avrebbero migliori condizioni, miglior stipendio, più sicurezza sul lavoro e chissà, magari non c'erano dei poveri ragazzi arsi vivi.

Sicchè piantamola con queste scemenze. Se parlo di droga lo faccio tenendo a mente tutto quello che ho scritto. Il problema è sociale e mi interessa la "patologia", non che uno non si fumi la canna a casa sua quando è di festa. Mi interessa che non lo faccia quando ha responsabilità di altri. E non per questo escludo eguale e maggior interesse per l'alcolismo, che è anche più grave piaga ma con dinamiche diverse (non innesca l'illegalità nè la sfida culturale alla legalità, nutrendola, compresa la mafia-camorra-ndrangheta). E mi interessa ancor di più se si tratta di uso di stupefacenti precocizzato ad età in cui si dovrebbe essere appena qualcosa più che bambini, in un Paese di valori di responsabilità, di valori sani.

Se però tu vedi il "fascismo" nella questione, ci manca solo il complotto alieno (capisco, ma è solo un nick eh? Non so come dirtelo..) e poi siamo a posto.

Vedi di argomentare senza ricorrere sempre alla paranoia. Io sono antifascista per scelta da sempre, ma se fossi un vero e duro fascista ti direi: "ai tempi del fascismo questo problema, su adulti e ragazzi non c'era. Ha da tornà l'omone!"

E potrei far stessa cosa se fossi un vero duro comunista: "con Stalin questi vizi fighetti non c'erano! Ha da tornà baffone!"

Siccome non sono nè comunista nè fascista, credo sia simpatico da parte tua eliminare la tua paranoia propagandistica anti-fascista che è, come ti dico, smontabile nella sua superficiale ossessione massimalistica e dietrologica. Ma priva di sostanza, a veder meglio e più onestamente.

Stammi bene e buona serata.

Alieno

14
05 Feb 2008
alle 12:19

civis romanus sum

Un limite alle castronerie del fascista alieno :

"Ma io insisto: depenalizzare"

L'esperto

di Franco Corleone *

UNA GUERRA per essere dichiarata ha bisogno del consenso dell'opinione pubblica e a questo scopo si ricorre alla propaganda e ai tecnici della disinformazione. La demonizzazione della canapa negli anni '30 negli Stati Uniti vide come artefice Harry Aslinger impegnato nella costruzione di un poderoso castello di menzogne che ancora reggono il tabù del proibizionismo. Nel corso dei decenni sono stati spacciati diversi miti sulla marijuana la cui fondatezza scientifica è stata regolarmente smontata (Marijuana, miti e fatti, Vallecchi, 2005). Recentemente è stato rilanciato l'allarme secondo cui la marijuana causerebbe la schizofrenia sostenendo che lo spinello di oggi sarebbe talmente potente da non poter essere più classificato come droga leggera. Ma Lester Grinspoon, psichiatra di Harvard e il più autorevole studioso di canapa, ricorda che una malattia mentale non può essere provocata da sostanze come la marijuana. Ricorda anche studi degli anni settanta su Lancet e Nature che si rivelarono errati e imbarazzanti. Grinspoon sostiene invece che persone avviate a depressione o schizofrenia usando la marijuana praticano una sorta di automedicazione. Chi conosce l'asservimento al potere di molti scienziati non si stupisce di ricerche che danno ragione al committente, mentre i Rapporti Roques e Nolin, rispettivamente del Ministero della Sanità francese e del Senato canadese confermano la minore pericolosità della canapa rispetto a alcol e tabacco.
Veniamo ai dati. L'Osservatorio europeo di Lisbona (Emcdda) fissa il range della potenza dell'erba tra lo 0,6 % di contenuto di Thc in Polonia e il 12,7% dell'Inghilterra, mentre per le produzioni locali in Olanda viene stimato al 17,7%. La relazione 2007 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia afferma un valore medio inferiore al 10%. Non nego i rischi che alti consumi anche di canapa possano provocare. Ma i danni della repressione penale sono ben maggiori di quelli del consumo della sostanza criminalizzata. Dal 1973 ad oggi più di cinquecentomila persone sono state segnalate all'autorità giudiziaria per detenzione di canapa e nel 2006 con la nuova legge Fini-Giovanardi il rischio di condanne per spaccio presunto con pene da 6 a 20 anni di carcere riguarda quasi trentamila persone. Le segnalazioni al prefetto per semplice consumo nel 2006 sono state oltre 55.000 di cui il 75% per marijuana. Solo la depenalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti e la legalizzazione della canapa può liberare la scienza e sconfiggere le concezioni magiche favorendo un confronto non ideologico e non strumentale.


* Segretario di Forum Droghe
già sottosegretario alla Giustizia

 

13
05 Feb 2008
alle 02:56

Alieno

E poi, detto tra noi, ritengo quello dell'alcolismo emergente proprio tra i giovani una questione serissima. Già soltanto analizzando il posto in cui vivo, utilizzandolo come sorta di piccolo osservatorio sociale, posso confermare che tra i giovani l'alcolizzarsi la sera è un "must" emergente (a vantaggio di locali che offrono tutti gli stimoli per incentivare simile abitudine, comprese nascite di locali ad hoc per lo scopo che non fanno nemmen il caffè e servono solo alcolici!).

Ma questo non sposta la questione. Ed in fondo è figlia della stessa cultura valoriale della necessità di sballo e di deresponsabilizzazione cui opporsi con strategia coerente (qui hai ragione a reclamarne), ma più chiara, meno ambigua.

Sulle canne non ho visto alcun spot, per dire. Evidentemente non si ritiene di dover indispettire eventuali futuri elettori?

Mah.

Alieno

12
05 Feb 2008
alle 02:51

Alieno

MAtteo: la tecnica di eludere e spostare il focus della questione indicando altre questioni legittime e strategia vecchia per eludere e sposare il focus, appunto.

Non mi sembra che le due questioni siano in conflitto: l'una e l'altra cosa, nel caso di guida pericolosa, per dire, restano sbagliate  e nocive comunque, sicchè mi sembra di cogliere una certa strumentalità.

Ad ogni modo mi pare che la legislazione vada nella direzione di correggere quest'incoerenza o sbaglio? I controlli sulle strade sono carenti, ma disposizioni di legge e regolamenti nuovi dispongono misure ben diverse dalla tendenza che avrebbe voluto proporre la Turco sulle droghe che piace chiamare "leggere" (col rischio di non individuare esattamente le responsabilità della cannabis in senso difettivo).

Senza contare tutta la campanga (giusta) governativa contro l'abuso di alcol alla guida... hai presente "Guido" quello che si sacrifica e non beve nella serata di sballo nello spot?

Si cominci a fare altrettanto con le canne, in nome di quella coerenza a cui, giustamente, tu tieni come tanti altri.

Alieno

11
04 Feb 2008
alle 16:33

Matteo Cappereo

"Quindi, Civis, ci spieghi che l'impatto sociale del pepe e dello zafferano che propone il droghiere, che vende tutta roba legale (perchè voglio sottolinearlo che c'è il margine del rispetto della legalità come cultura, già..) è lo stesso proposto dallo spacciatore, nel cui "negozio", naturalmente troviamo il tuo spinello ma anche altro...

Ed è ovvio che per te, guidare dopo aver mangiato una carbonara o un risotto allo zafferano è lo stesso, l'alterazione sensoriale altrettanto rilevante...

Va beh, qui siamo al cabaret puro.

Alieno"

 

ehm, immagino che si riferisse alla droga legale alcol... sicuramente mi sentirei + sicuro se la gente che guida fumasse la canne anzichè bere come accade ormai sempre + spesso... il 50% degli incidenti stradali in italia sono provocati dall'alcol, non certo dalle canne... oltre al fatto che la cannabis ha accuiso ZERO persone in 10.000 anni di uso umano (è una medicina!) mentre l'alcol solo nel 2006, e solo in italia, ha provocato 24.000 morti

10
02 Feb 2008
alle 22:33

yogi

Quoto Alieno 9, ribadendo che il mio pensiero va riferito alle droghe leggere(mariuana ed hascisch) consumate saltuariamente in quantità non eccessiva. So che ci sono droghe più potenti, inalate attraverso il fumo(non sono esperto in realtà) che rientrano a pieno diritto nella categoria delle droghe pesanti, non vanno mai provate. 

9
02 Feb 2008
alle 19:31

Alieno

Bisogna ri-costruire la cultura dei valori "sani".

Quelli che comprendono il "senso della responsabilità".

Responsabilità verso la famiglia.

Responsabilità verso il prossimo.

Verso la legalità, le istituzioni (anche la scuola), la società, verso se stessi.

La cultura dello "sballo" è l'antitesi della cultura della responsabilità. Non si cresce, si diventa egoisti, si nuoce a sè ed agli altri.

In sintesi è una cultura non-cultura, versione consumistica più palese e meno introversa, della non-cultura del '68. E come quella, produce più danni che meriti agli individui ed alla società. Quindi bisogna invertire il processo di deresponsabilizzazione, del qualunquismo culturale ("fanno tutti così ..."), del finto anti-conformismo che in realtà è il vestito di un conformismo assoluto e deformante valori ed identità.

Alieno

 

8
02 Feb 2008
alle 04:07

yogi

Se analizziamo le statistiche i dati sono molto sensibili. Il vero problema non è che tutti i ragazzi, al compimento del diciottesimo anno di età, vorrebbero avere la macchina sotto il culo,questo è quasi normale, ma che spesso i genitori sono accondiscendenti in tutto e per tutto, e li accontentano. Pur odiando il fumo(solo una volta ho provato l' hascisch, non mi ha fatto niente, perchè riprovare? ), mi ritengo un bohemienne,mi piace molto girare, ho tanti amici fra scrittori ed artisti, gente un pochino sopra di me(scusate la modestia) a livello intellettuale e di esperienze esistenziali in generale, molti si fanno le canne e trovano (alcuni, non tutti in realta!) in uno stato di alterazione di coscienza una sorta di ispirazione per la creazione artistica, la maggior parte di essi non ha neppure la patente. Sai qual' è il problema di molti giovani? che escono sempre in cinquanta, non hanno un cazzo da fare, e per divertirsi hanno bisogno di fare duecento chilometri  per andare nel posto più chic. Se ciascuno riscoprisse veramente se stesso, la propria individualità,le proprie passioni, il legame con la propria terra, senza fuggire da tutto e da tutti, mi sentirei di dire ai giovani:" tirate fuori ciò che c'è di unico dentro di voi, fatevi qualche canna in più (senza esagerare coi quantitativi evitando prodotti di dubbia provenienza) e qualche corsa sull'autostrada in meno". Per viaggiare c'è anche il treno.

E' una provocazione? forse..ma se qualcuno passa dalle canne a cose pesanti(almeno io tendo a fare questa distinzione droghe leggere-pesanti) è per una grande insoddisfazione, non è colpa del fatto che si è fatto qualche canna in passato.Il terapeuta dovrebbe cercare di capire da dove deriva questa i.

7
02 Feb 2008
alle 03:13

yogi

non sono medico, ma penso che un buon medico, o un bravo terapista in generale non dovrebbe sottovalutare il problema, specie quando si parla di quantitativi elevati di sostanza. Non fumo ma credo che andrebbe fatto un discorso a parte per ogni tipo di sostanza, anche la nicotina probabilmente, dopo certi quantitativi.

L' analisi è completa ed esaustiva; la caduta di stile "gente che fuma, non si accorge ed ammazza la gente" crea abbastanza panico collettivo, molto più di quello del fumatore stesso; più o meno al livello  dell' equazione pedofilo=assassino. Con la distinzione importante però che la pedofilia e l' omicidio sono due reati distinti nel nostro ordinamento; a tutela di due categorie di vittime, distinte.

Il fumatore di per sè fa del bene/male a se stesso, se non prende la macchina,non vedo come come completare l' equazione e perchè dovere fare del male agli altri, riversando su di sè i propri stress. Se poi il povero(si fa per dire) fumatore prende anche la macchina e non si accorge di essere "fuori" allora diventa un guidatore incosciente, oltre che fumatore deficiente (difetta di attenzione), ma questo riguarda tutti gli stati di incoscenza, come un sonnambulo che si mette alla guida!

La notizia è corretta, l' allarmismo eccessivo! 

6
02 Feb 2008
alle 02:30

yogi

(OT)

pensa che è lo stesso commento che io faccio quando arrivano in ufficio dei giornali ad "alta tiratura" che espongono titoli eclatanti e fuorvianti"ah è arrivata la roba buona..eh.." e lo stesso anche quando escono delle agenzie sul web che sembrano mettere in apprensione il lettore, è un mio modo di dire tipico.

5
01 Feb 2008
alle 22:40

Pochispiccioli

i consumatori di droga sono veramente tanti e non solo giovani. Il "consumatore" di coca non è un disperato che cerca rifugio dal mondo, ma il ragazzo bene, il professionista, la donna sposata in cerca di emozioni: tutti con ansia di prestazione, cioè fare più cose e tutto nel breve tempo concesso del fine settimana.  Lo spinello, è alla portata economica dei più giovani, dei nostalgici dello sballo ebete : queste droghe se associate ad alcol e nella maggiorparte dei casi è così, diventa un mix pericolosissimo. Prima di tutto sono persone drogate che non ammettono di esserlo, e proprio per questo girano in auto, lavorano..ed ammazzno altra gente.

questi abituè del fine settimana o del dopo lavoro, sono più pericolose dei cosidetti eroinomani, quelli almeno rimangono inerti in un angolo a viaggiare nella loro depressione. Il fenomeno sociale che in passato ha tolto mercato all'eroina è stata la scoperta dell'AIDS ed i produttori e smerciatori di droga lo sanno bene che il cliente deve essere mantenuto in vita. Droga da sniffare,anche eroina più pulita, più facile; fumo, pastiglie per un mercato che va di pari in passo con l'ansia del vivere. non più il rifugio dal mondo della generazione dei "figli dei fiori " , l'epoca dell'eroina e dell'lsd, sostanze depressori dell'umor, ma ora ricerca della prestazione sempre, il bisogno di essere efficienti ( illusoriamente almeno) anche dopo una dura giornata di lavoro : coca, ma anche ecstasy, viagra ecc. ecc..

dal mio punto di osservazione......non posso che dare ragione a quello che ha postato don Paolo per concludere che ho anche io la sensazione che la droga stia diventando la normalità sia che se ne faccia uso sia nel pensiero comune, nel modo di dire della gente:

,,,ehi! ti sei fatto una canna! ,,,ma come sei energico hai sniffato roba buona?..,, mai detto anche er scherzo o sentito dire?

4
01 Feb 2008
alle 22:28

Alieno

Commentando il post, Don Paolo, voglio evidenziare:

- la percentuale di minorenni è del 9% ma per sua natura, ovvero coinvolgente minorenni, si deve sottolinare un aspetto: non c'è una percentuale accettabile fisiologicamente. E' grave che si tratti di minorenni e lo sarebbe perfino se fosse solo l'1 %.

- Dal 2001 al 2006 la percentuale è leggermente diminuita. Bisognerebbe capire perchè: cosa si faceva in quel momento? Qual'era la politica, i politici al governo, per dire? Forse bisognerebbe tenerne conto per sviluppare quel trend. PErchè non ci vorrà molto che non è il messaggio della "Turco" che aiuta...

Il fatto che la droga non è appannaggio di poveracci ed emarginati, ma figli di papà, deve indurre la necessaria riflessione che non si tratta di problema indotto dalla società emarginatrice o che infierisce sulle classi più deboli, ma di problema culturale! Anzi, direi di cultura e sistema valoriale latente.

- La famiglia non è il luogo di spaccio, nè di consumo: in parte non è vero (Civis per tutti), in parte bisogna riconoscere che c'è connivenza con l'illegalità, proponendola minimizzata ai giovani in famiglia, che subito colgono l'occasione in carenza di altri valori, di "sostanza". Parte della responsabilità della famiglia è proprio la programmatica "deresponsabilizzazione" applicata ai propri figli. Così se il figlio si droga o è delinquente e bullo o va male a scuola è: colpa della scuola, dell'insegnante che non capisce, della società, dei compagni di scuola ecc. Insomma, tutto tranne che individuare una responsabilità propria e del figlio, quindi in quest'assunzione, potendo davvero attuare una "politica" di contrasto, che richiederebbe probabilmente impegno che non si vuole, troppo faticoso o troppo scomodo (difficile aver credibilità se anche l'adulto-genitore fa altrettante caxxate per dire).

E' ovvio che poi gli incaricati a costruire sistemi valoriali e culturali per arginar problmea sono tanti interlocutori che dovrebbero agire di concerto, ma in mancanza di concertazione, ognuno deve comunque pensare a fare il suo compito comunque.

La famiglia è sicuramente ambito privilegiato per tutta l'infanzia per costruir identità valoriale nei figli, in modo che poi, da adoloscente, si possa difendere con responsabilità e non esser il figlio una "vittima" o una creatura deresponsabilizzata, con vuoti da riempire di "fumo" ecc.

Lo Stato. Lo stato propone un sistema valoriale preciso. Con il suo ordinamento, ci dice quel che è legittimo e quello che non lo è, ovvero ricostruisce una parte del sistema che distingue il "bene" dal "male". Lo Stato con le sue leggi ci dice che "uccidere" è sbagliato, è male, che si pagheranno conseguenze, perchè è fatto che porta conseguenze. Si capisce la volontà di indurre questo messaggio. Si capisce l'opposto nella schizofrenica iniziativa tentata dalla Turco, dove si dice appunto: "non è male, non ci saranno conseguenze, tranquilli, divertitivi senza pensare alle conseguenze.."

E' grave quando è lo Stato che ragiona così.

E poi tutte le altre istituzioni o organizzazioni che portano sistemi di valori: volontariato, Chiesa, associazioni varie...

Alieno

 

3
01 Feb 2008
alle 22:12

Alieno

L'uso di cannabis (hashish/marijuana) diventa un problema nello studio anche per il medico di famiglia. Raramente il genitore chiede consiglio sul comportamento del figlio/a adolescente che "si canna".

Più frequente è invece che il "cannato" si rivolge al medico per problemi clinici, che spesso non collega o non vuol collegare all'uso di stupefacenti: problemi acuti derivanti dall'uso saltuario, difficoltà a smettere, ma anche diminuito rendimento scolastico o lavorativo, svogliatezza, oppure medico-legali questioni connesse ai certificati, alla guida ecc.

Spesso è perfino il medico che, impreparato, è fuorviato dall'idea secondo cui l'hashish e marijuana "non sono droga" o non esistono serie conseguenze derivate dal loro uso, spesso non sapendo cosa rispondere, peggio ancora con la posizione "farsi spinelli non è un problema, lo fanno in tanti..".

E' vero che non ha effetti pesanti come l'eroina, però dal punto di vista MEDICO il problema "cannabis" esiste. Sono due diverse realtà, anche cliniche, così come di impostazione per contrasto, ma entrambe vanno considerate seriamente.

Intanto va detto che in caso di soggetti "a rischio", ovvero aolescenti, donne in gravidanza, psicotici e patologie psichiatriche latenti, vanno indirizzate al servizio pubblico per le tossicodipendenze dritte filate, oppure a strutture che da anni si occupano del problema con acquisita esperienza sul campo (comunità).

Farmacologicamente, il tipico "joint" contiene da 5 a 150 mg di Thc (quindi difficile da inquadrare precisamente), con biodisponibilità del Thc (il principio attivo Delta-9-Tetraidrocannabinolo) che va dal 5 al 24%. Anche qui si capisce la variabilità che complica l'inquadramento preciso.

La quantità di THC che entra in circolo con lo spionello non è facile da calcolare, dunque. E dipende da numerose variabili, a partire dalla concentrazione del principio attivo THC nel preparato usato.

Chi fa uso occasionale, generalmente ha 2-3 mg di THC effettivamente assorbiti come quota sufficiente a provocare l'effetto voluto, ma i fumatori accaniti (detti "pesanti" o "Civiscoppiati" eheh) sono abituati a dosi maggiori, perchè hanno sviluppato tolleranza al THC. Quindi assumono 12, 20 0 25 mg.

Il THC cresce nel suo effetto e raggiunge il picco in tempi rapidi, circa 10 minuti per avere il picco ematico, poi declina fino al 10% della quantità iniziale, in parte perchè metabolizzato, in parte perchè distribuito come THC nei tessuti adiposi. Quindi abbiamo una soggettività degli effetti possibili.

In seguito a abituale consumo di canna, il THC si accumula sempr più nei grassi corporei, quindi è rilevabile nei liquidi organici per giorni e giorni e anche settimane (fino a 45 giorni).

Questo comporta implicazioni non ancora chiare. Possono essere alla base di fenomeni dispercettivi anche a molto tempo di distanza dall'ultima assunzione. E probabilmente sono alla base dei sintomi fisici di ASTINENZA dall'haschish/marijuana che c'è come per altre droghe, ma la quota alta che finisce nei tessuti lipidici ne attenua gli effetti. Probabilmente il recettore specifico per il THC, ha localizzazione compatibile con funzioni cognitive, motorie, regolazione appetito.

Gli effetti: alterazione dello psichismo, ovvero alterazione di stato di coscienza, con euforia, rilassamento, cambiamento percettivo come distorsioni del senso del tempo e intensificazione di normali esperienze sensoriali come mangiara, ascolto musica, guardare film, fare sesso. Socialmente può indurre "riso contagioso e parlantina sciolta". Tipica è una disinibizione psicologica che porta ad una disinibizione comportamentale. Le reazioni indesiderate sono ansia, panico, terrore di "diventare pazzo", sentimenti di disforia e di depressione.

Sul piano fisico aumentano la frequenza cardiaca fino al 50%, effetto che in pochi minuti si rileva e che permane fino a circa 3 ore dopo la canna. La pressione arteriosa si altera anche in base alla postura: sale mentre il cannato si siede, cala in ortostatismo. Talvolta si ha collasso cardiocircolatiori. Iperemia congiuntivale.

Problema clinico:

Effetti acuti della cannabis, che possono essere cronici, ficici e psichici.

1) Anzia, disforia, panico e PARANOIA.

2) Funzione cognitiva compromessa, soprattutto a danno della memoria e dell'attenzione-concentrazione. La memoria a breve termine è compromessa e le associazioni mentali sono allentate. Distacco dalla realtà contingente (che è effetto ricercato per la possibilità di fantasticare fuggendo dalla realtà).

3) Compromesse le funzioni psicomotorie, aumento rischi incidenti se alla guida di veicolo. Effetti sul controllo muscolare, sul tempo di reazione. La canna rende difficile portare a termine compitisemplici e complessi (persona inaffidabile, specie se svolge compiti di "responsabilità").

4) Aumento del rischio di sintomi psicotici.

5) Aumento del rischio di minor peso alla nascita, se la scoppiatona è in gravidanza.

Effetti cronici.

Tra i probabili:

1) Malattie respiratorie (legate al fumo in genere): bronchiti croniche, modificazioni epiteliali e precursori di neplasie maligne (cancro).

2) Sindome da dipendenza da cannabis, che si concretizza nell'incapacità di smettere o di controllare l'abitudine nonostante la consapevolezza o il desiderio di smettere. Piuttosto il tossicodipendente tende ad elogiare le virtù della canna per nascondere incapacità di smettere. Il rapporto di sviluppo di astinenza è 1 su 10 che funano sporadicamente, 1 su 3 se abituali. Si tende a non considerare il problema perchè si sottovaluta la sua pericolosità.

3) Compromissione cognitiva (memoria, attenzione) che perdura anche cronicamente insieme all'intossicazione. A lungo temrine si può compromettere l'organizazione e l'integrazioni di informazioni complesse, quindi alterano la vita quotidiana. Non è ancora chiaro se tali compromissini pesistano dopo la sospensione del "fumo", nè eventualmente per quanto.

Tra gli effetti possibili:

1) Aumento tumori maligni vie repiratorie alte e digestive.

2) rischio di leucemia nei bambini esposti nella vita intrauterina.

3) Declino capacità lavorative negli adulti, del rendimento scolastico negli adolescenti.

4) difetti congeniti in bambini in donne che fumano canne in gravidanza.

Negli adolescenti, il rischio particolare è che il "fumo" di cannabici comporta spesso una facilitazione per il passaggio ad altre droghe.

Ci si chiede spesso se l'uso di cannabis è causa o conseguenza di disturbi della motivazione che indubbiamente scaturiscono dall'uso della canna. In realtà, la proposizione non ha moltissimo senso, perchè l'uso prolungato della canna in giovani adolescenti intensifica e consolida il disturbo motivazionale, se questo preesiste, quindi induce livelli più bassi di adattamento in quei soggetti che già hanno più problemi e meno risorse.

Passaggi a droghe più pesanti.

Se dal punto di vista medico è complicato inquadrarlo, la statistica dimostra che che i dati in favore di un'associazione tra canna e futuro uso di altre droghe è convincente.

Solo l'1 per mille che si canna non ha mai usato altre droghe. Mentre tra coloro che si cannano salgono moltissimo ed in percentuale crescono con il crescere della frequenza dell'uso di canna. In generale, 1 su 3 prova anche altre droghe se già prova la canna.

 I dati forniti in questo post sono del SER. T Unitaria Sanitaria Locale n° 3 "Genovese".

Alieno

 

2
01 Feb 2008
alle 21:26

Alieno

Quindi, Civis, ci spieghi che l'impatto sociale del pepe e dello zafferano che propone il droghiere, che vende tutta roba legale (perchè voglio sottolinearlo che c'è il margine del rispetto della legalità come cultura, già..) è lo stesso proposto dallo spacciatore, nel cui "negozio", naturalmente troviamo il tuo spinello ma anche altro...

Ed è ovvio che per te, guidare dopo aver mangiato una carbonara o un risotto allo zafferano è lo stesso, l'alterazione sensoriale altrettanto rilevante...

Va beh, qui siamo al cabaret puro.

Alieno

1
01 Feb 2008
alle 21:07

civis romanus sum

Non vorrei essere irriverente , ma mentre riflettevo mi sono acceso uno spinello ,,, e vedi Padrini parli di non onesto generalizzare riguardo le scelte educative mentre generalizzi sulle droghe ,,, e questo non è onesto .

Ci sono tante altre sostanze al mondo che rientrano nella categoria droghe e tante comunemente consumate e su alcune lo stato impone anche una tassa . Alcune altre invece non hanno questa fortuna perchè qualcuno altro se ne è arrogato il commercio . Altre invece comunemente e naturalmente consumate dall'umanità per millenni subiscono di tanto in tanto restrizioni e demonizzazioni dovute a morali che cambiano , stili di vita diversi , sfruttamenti di tale demoniaca sostanza a scopo di lucro da parte di leggittime comunità di recupero morale . Una volta, prima dei centri commerciali, esisteva il droghiere in città che ne spacciava alle casalinghe .

Quindi già parlare di droghe cattive in assoluto è un generalizzare ,,, ma intanto rifletto e ,,, fumo .

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere