Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
E' ufficiale. All'interno della prima bozza che sarà vagliata domani dal consiglio dei ministri "napoletano" del cosiddetto "pacchetto sicurezza" ci sarà il reato di immigrazione clandestina.
Il reato di immigrazione clandestina che sarà introdotto per disegno di legge (Ddl) prevederà una pena da sei mesi a quattro anni di carcere. Inoltre, per gli immigrati clandestini che compiono ulteriori reati ci saranno delle aggravanti ulteriori.
La notizia era nell'aria specialmente dopo le dichiarazioni di Roberto Maroni riportate oggi dai TG nazionali e registrate durante una puntata di Porta a Porta.
La strada tra l'"io sono personalmente favorevole" del Ministro dell'Interno e la proposta che verrà discussa domani nel CDM è stata quindi brevissima anche se è possibile che sia passata attraverso non poche pressioni della componente leghista della maggioranza.
Ma contro questo provvedimento ed a favore di un differente approccio al "problema immigrazione" si stanno schierando (ed in parte lo avevano già fatto nei giorni scorsi) molti esponenti della Chiesa, sia cattolica che riformata.
Riporta il Corriere di oggi.
Sia la Chiesa cattolica che quelle protestanti si sono espresse contro l'introduzione del reato di immigrazione clandestina. «Non servono regole speciali, bastano quelle che ci sono», aveva detto lunedì il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace. Don Vittorio Nozza su Famiglia Cristiana giudica «sproporzionata» la trasformazione dell'immigrazione in reato.Si fanno sentire - prosegue il Corriere.it - anche le Chiese protestanti: la segretaria generale della Commissione delle Chiese per i migranti in Europa ha inviato una lettera al ministro dell'Interno Roberto Maroni sostenendo che «i provvedimenti annunciati nei confronti degli immigrati e dei rom sono sproporzionati». Secondo i battisti italiani il reato di immigrazione clandestina è una «mostruosità, c'è un clima da tolleranza zero», che, anche secondo i luterani, «rischia di istigare i giovani all'odio», opinione condivisa dalla Federazione dei salesiani per il sociale.
Quale sarà conseguentemente a queste dichiarazioni ed anche a quelle degli scorsi giorni di Avvenire e del Sir la posizione, all'interno del Parlamento nel quale verrà discusso il Ddl, dei cattolici e dei credenti?
Si creeranno tensioni all'interno della maggioranza, con spinte "antilega"?
Della seconda domanda - confesso - non mi interessa molto, ma della prima sì. Anche perchè credo che, ferma restando la determinatezza nell'intervenire contro i reati e l'insicurezza diffusa, il mondo cattolico DEBBA far sentire la sua voce anche in termini di rispetto umano, di accoglienza ed anche - perchè no - di realismo.
Un realismo "della ragione" però...e non solo "della pancia".
Dimenticavo, scusate...
le citazioni che propongo, lo dico per chiarezza ed lealtà, oltrechè per sostegno argomentativo sono L’omelia di S. E. il Cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, nella Germania Occidentale, pronunciata nel seminario diocesano il 14 aprile 1989, nella Messa per il quarantesimo anniversario della BKU, l’Associazione degli Imprenditori Cattolici. La traduzione del testo, comparso in BKU-Rundbrief, n. 2, maggio 1989, è redazionale.
Cristianità, 178 (1990)
Lo dico perchè se qualcuno ha scrupoli o dubbi possa trovar riscontro.
Mi scuso di non averlo fatto prima.
Alieno
Dimenticavo, scusate...
le citazioni che propongo, lo dico per chiarezza ed lealtà, oltrechè per sostegno argomentativo sono L’omelia di S. E. il Cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, nella Germania Occidentale, pronunciata nel seminario diocesano il 14 aprile 1989, nella Messa per il quarantesimo anniversario della BKU, l’Associazione degli Imprenditori Cattolici. La traduzione del testo, comparso in BKU-Rundbrief, n. 2, maggio 1989, è redazionale.
Cristianità, 178 (1990)
Lo dico perchè se qualcuno ha scrupoli o dubbi possa trovar riscontro.
Mi scuso di non averlo fatto prima.
Alieno
Ho letto il testo al link riportato, ma non sposta una virgola nè compromette le mie modeste però ancor salde coerenze che vorrebbero trasportare sul piano politico il piano religioso a mio avviso pretestuosamente (fin'ora dimostrando non lungimiranza ed assennatezza ed anche disinteresse per la questione sicurezza o le grame condizioni dei Rom che l'Europa ci ricorda essere nel proprio ambito, le peggiori in Italia).
Alle spalle secondo me permane la speculazione per portar avanti, con vessillo cristiano, l'idea del socialismo in quella fusione innaturale di cattocomunismo che serve doppio padrone convintamente che ci sia compatibilità tra idee di derivazione marxista ed il messaggio di Cristo che però, son ben distanti e ben poco conciliabili.
Dunque si vuole ricomporre la questione sicurezza ora, tardivamente, distogliendo dalle urgenti misure che permettono alla società di migliorarsi e di accogliere più serenamente tante realtà, anche di fedi diversi, con terreno più fertile rispetto a quel tessuto costantemente tenuto frammentato e destabilizzato, sapendo bene che quella destabilizzazione è necessaria per sostenere e legittimare ideologie e logiche affatto cristiane, ovvero di contrapposizione di classe, di lotta e così via. Si vorrebbe ricondurre la narrazione dell'attuale emergenza non alle proprie incompentenze ed incapacità spesso arroganti nel non prender atto dell'eventualità di arrivare ad un punto di esplosione, di reazione anche violenta che coltiva ben altro che cultura di tolleranza e civiltà. Ma invece andando a scomodare ideologie razziste, di destra e perfin vangeli.
Le colpe, o meglio distinguendo, i reati, così come i peccati, si vorrebbero letti in chiave di tradizione culturale sinistra, per cui non sono mai personali, ma responsabile è il sistema, la società, altro. Ma si dovrebbe tenere a mente, per non cader nel tranello che non è meno pericoloso di derive razziste dovute all'esasperazione, di due cose almeno:
1) Se la colpa non è mai personale, ma sempre di altro, sistema, società, oppure altri con il pessimo esempio, non si capisce perchè evitare, sempre nell'idea che non sussista il libero arbitrio (ovviamente stiamo parlando di persone adulte e non bambini proprio in funzione di questo) di dar responsabilità a Dio stesso, che tutto conosce e dispone. E' ovvio che qualcosa non fila se a far simil discorso è un cristiano e che manchi un po' di coerenza. C'è un libero arbitrio per cui ci assumiamo responsabilità di peccato.
2) Il reato ed il peccato non sono concetti perfettamente adesivi. E non è cosa di poco conto.
3) Non mi risulta esserci, per lo meno non soltanto, alcuna indicazione nella narrazione cristiana che indichi che la lotta di classe, così come l'odio per la proprietà privata, comporti obbigo di fede autentica. Cioè, non viene certo nè dal Dio veterotestamentario, nè tantomeno da Gesù.
Storicamente si suppone, infatti, che chi tentò di individuar in Gesù l'intento di unire il terreno intento rivoluzionario contro poteri consolidati, classi o altro restò almen deluso e scornato. E la narrazione vuole quel passaggio che è limpido come il sole: a Cesare quel che è di Cesare.... non di questo mondo è il mio regno .. ed altre cosette, per cui i cattocomunisti son serviti e si rassegnino così come al tempo chi cercò di far coincidere il messaggio cristiano con il messaggio politico del tempo che si auspicava.
"Homo per peccatum deformatus"
(...)Il peccato non ha mai conseguenze solo individuali, ma ha sempre anche una dimensione sociale e cosmica, e perciò il peccato dell’uomo non è una questione privata: homo per peccatum deformatus significa anche mundus deformatus. Lo sconvolto microcosmo uomo mette in pericolo anche il macrocosmo mondo. Il peccato deforma l’uomo distruggendo la sua struttura cosmica, che lo fa diventare, grazie al gioco delle sue potenze fisiche, spirituali e morali, immagine di Dio. Cari sorelle e fratelli, l’aspirazione positiva dell’uomo ad avere una proprietà e a conservare il proprio onore e la propria dignità, a godere la vita nella gioia del Signore, è una molla naturale irrinunciabile per la costruzione dell’esistenza. Se manca, allora vien meno la forza sulla via della costruzione del mondo.(...)
- Altra cosa è il desiderio smodato di ricchezza, l'eccesso ecc , ndA -
"Homo per Dominum nostrum Jesum Christum mirabilius reformatus"
Cari amici, ogni inclinazione al caos, attraverso lo smodato desiderio di ricchezze, di onori e di piaceri, fa diventare l’uomo una caricatura di Dio e un nemico degli altri uomini e del mondo. Con la grazia di Dio bisogna integrare queste forze propulsive in un ordine e in un’armonia cosmici. Questo è il compito della vita di ogni uomo e specialmente di un cristiano. Cari sorelle e fratelli, non si tratta di un desiderio individuale di salvezza secondo il motto "Salva la tua anima", ma di qualcosa di altissimo valore per l’ordine sociale dell’uomo nel nostro mondo.
- appunto era la nota che dicevo, ma è altra cosa dal permettere al caos o al peccato di essere giustificato, legittimo, deresponsabilizzato perchè ha colpe che si riflettono in modo estensivo e distruttivo, anche socialmente -
Proprietà privata
Qualcuno ha detto: "La proprietà è un furto". In seguito a ciò è stato intrapreso in tutto il mondo il tentativo di abolire la proprietà privata per liberare l’uomo dallo sfruttamento da parte di un altro uomo e così si voleva ricreare il paradiso perduto di modo che non avremmo più bisogno di dire: "Quello che sono saluta con tristezza quello che avrei potuto e che avrei dovuto essere". Cari sorelle e fratelli, oggi sappiamo tutti perfettamente cosa ne è stato di questo tentativo.
Togliendo all’uomo la possibilità di costituirsi una proprietà privata, la sua sana spinta a voler possedere venne sistematicamente frustrata, inaridite la sua fantasia, la sua spontaneità, la sua creatività e la sua ricchezza di idee. La tendenza a possedere è una molla, vorrei dire una molla insostituibile dell’uomo per realizzare sé stesso, e la sua impronta è profondamente impressa nella nostra cultura occidentale. Ed essa dovrebbe essere sostituita dal Piano, piani quinquennali, piani decennali, questa molla del desiderio di possedere dovrebbe essere sostituita dalla competitività. Credo di essere un testimone qualificato quando dico che il piano e la competitività "socialista" sono miserevolmente naufragati e la natura umana e i sistemi sociali degli uomini, che sono stati segnati da essi, sono divenuti disperatamente disumani.
Questo sforzo era condannato a fallire fin da principio perché nasce da una falsa immagine dell’uomo. Questa immagine dell’uomo era falsa perché non vi era dietro nessuna immagine di Dio. La formula fondante data all’ordine della creazione "come in cielo, così in terra" non era più realizzabile perché il cielo era stato eliminato o al massimo veniva riservato agli angeli e agli uccellini. Senza Dio l’uomo perde la sua misura e senza cielo la terra perde la sua forma, e questo si mostra, cari amici, anche nella contrapposta tendenza dell’uomo, che fa diventare in sé demone la spinta a voler avere, cosicché egli diventa effettivamente sfruttatore dell’altro uomo e del mondo che lo circonda. Qui si dimentica che la proprietà ha una dimensione sociale, che il mondo è creazione di Dio e non soltanto riserva di materiali per l’economia nella sua sfrenata espansione, che gli uomini sono figli di Dio e non oggetti di commercio per il processo lavorativo.
"Come Dio a me, così io a te"
Homo per Dominum nostrum Jesum Christum mirabilius reformatus. L’uomo è sostanzialmente nella condizione di dover porre il desiderio di possedere come elemento trainante per la sua attività nel mondo, senza che questo diventi minaccia per gli altri uomini e per il mondo che lo circonda. La riforma dell’uomo portata da Cristo lo mostra a sé stesso come amministratore di Dio. I suoi talenti gli sono stati dati per servire. Il prossimo non è oggetto ma collaboratore perché è figlio di Dio. Il mondo non è materia priva di valore messa in mano nostra a nostra incondizionata disposizione, ma è creazione di Dio. Tutto quanto l’uomo ha, lo ha ricevuto da un altro, cioè da Dio. E tutto quanto l’uomo ha, lo ha per altri, specificamente per il prossimo. E qui gli stanno davanti come regola per il suo agire quotidiano le parole: "come in cielo, così in terra" oppure, detto altrimenti, "come Dio a me, così io a te".
In questo modo, cari amici, emerge un ordine sociale veramente a misura di uomo. Bisogna veramente lottare strenuamente ogni giorno per questo e, prima di tutto, in noi stessi. L’uomo tende sempre all’estremismo ove non venga posto in relazione con Dio e con il cielo. L’uomo come immagine di Dio ha sempre l’impulso ad andare oltre. Se gli mancano Dio e il cielo, allora non può più andare oltre verso l’alto, ma nella dimensione orizzontale a danno del prossimo e del creato. Egli consuma nella sua fame di eternità le riserve del mondo, ma non se ne sazia mai. Il mondo senza cielo è abbandonato a un uomo spietato. L’inespressa domanda del mondo oggi suona: "Dove posso trovare un uomo misericordioso?". L’uomo misericordioso si trova dove egli vive con un Dio misericordioso sotto un cielo misericordioso, è l’uomo che prega di nuovo: "Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra". La teologia è decisiva per l’antropologia e l’antropologia per l’economia. L’economia della salvezza di Dio è normativa per la convivenza economica dell’uomo.
Cari amici, restiamo, per amore dell’economia, ancora un poco nella casa della teologia. Non si tratta di un pio hobby, ma da esso dipende la sopravvivenza della nostra civiltà. A questo siamo tutti chiamati. Amen.
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Questi passaggi che cito non son farina del mio sacco, come si capirà dall'assenza di errori e da una sintassi più comprensibile di quella che solitamente io propongo con le mie mediocri capacità.
Bensì dell'Arcivescovo di Colonia, Jachim Card. Meisner e che hanno eco ed adesioni anche altrove (per esempio AlleanzaCattolica).
Intendo perciò tentare di correggere ancora una volta il tiro dall'immagine che certi commenti e tentativi speculativi e strumentali possono offrire.
La politica in corso si ripropone di allinearci al resto della comunità Europea in materia di sicurezza e legalità, ivi compreso tal Zapatero, idolo della sinistra ed anche dei cattocomunisti anche se più nascostamente, che spero non si vorrà ora accusar di fascismo, nazismo e razzismo: farebbe emergere palese opportunismo ed incongruenza nel dire, laddove si portava invece ad esempio, quello della Spagna Zaperiana, di Paese civile, illuminato e progressista.
E forse è così, ma riscuote simpatia, in questo caso, solo perchè è socialista, l'unico pensiero accettato come legittimo e superiore moralmente, cosa che ha veramente scassato gli attributi per arroganza ed assurdità.
Con queste citazioni correggo il tiro nel senso che l'immagine, dopo allarmismi di eventuali ritorni fascisti, nazisti, xenofobi, razzisti, si propone anche immagine fuorviante della Chiesa che sì, richiede unione e coesione e non solo ora e non solo in questo tema, faccio notare, ma anche quando è Ruini, Bagnasco o Raztinger a parlare in maniera scomoda non è vero? In ogni caso non c'è nella Chiesa la condanna che si vuol già far credere emessa e non è in discussione la cristianità e la fedeltà cattolica aderendo ad un progetto che ripeto, altrove è la norma e non subisce, guarda un po', accuse simili a quelle che si fanno.
Emerge chiaro lo spavento del cambiamento di chi, tutto sommato, nella barbarie, nel caos, nell'incapacità, nell'ingiustizia da ogni parte (tanto di chi subisce violenza coatta dal pseudo-buonismo che è tutto tranne che buono, che osservando le condizioni in cui si vive in quei campi, modo affatto degno di cultura dell'accoglienza cristiana), ci stava benissimo e ci avrebbe tenuto solo peggiorando le cose, ancor per decenni.
Dove eravate fino ad oggi, infatti? Perchè questo si poteva prevedere e migliorare da tempo, anche cristianamente.
Trovo meschina, non costruttiva, pericolosa questa politica di alcuni, soprattutto cattolici, di tentar di divider coscienze, offrendo anche immagine falsa di una Chiesa, chiedendo anche sfacciatamente coesione ed unità quando purtroppo, dalla costruttività di una ricchezza di diversità interne, in grado di rendere la Chiesa più grande, si intravedono invece rancori, odi, mancanza di stima e lavorii atti a dividerla, a destituirla della sua credibilità, a destabilizzarla, dilatarla nei propri interessi che si alternano tra la dimensione religiosa e quella laica e politica secondo convenienza e con forzate convergenze ed artifizio per cui socialismo-marxismo rappresentino la realizzazione perfetta, addirittura paradisiaca della Chiesa e della volontà divina.
Sia fatta la tua volontà-- è un passaggio che dovrebbe in fondo, teologicamente parlando, destituire desideri di tal sorta.
Tutto quanto l’uomo ha, lo ha ricevuto da un altro, cioè da Dio.E' questo un punto che passando da un eccesso all'altro, che è attitudine di chi sogna rivoluzioni e riscatti terreni capaci anche di legittimare violenze o di minimizzare le violenze che in suo nome si compiono, dimentica facilmente.
Non tutti servon Dio nello stesso modo ma non per questo, in mancanza di uniformità, non avendo tutti stessa divisa, stessi mezzi, dobbiamo imporla per quanto riguarda la fede. Lo dimostra la Chiesa stessa all'interno della quale abbiamo compiti, missioni, possibilità diverse di servir Dio. La pretesa di unica classe va di pari passo con l'assurdità di un appiattimento preteso in nome di certi socialismi mostruosi e disumani già nel principio e che non tengon invece conto proprio che Dio offre peculiarità diverse a ciascun individuo, per cui tutto quel che abbiamo in realtà a Lui si deve, accettandone con umiltà il disegno divino a noi sfuggente.
Dal punto di vista laico, ribatto il punto: peccato e reato non coincidono come non intende la Chiesa imporre alcuna adesione tra Stato e Chiesa, bensì permettere alla propria comunità di aderire, libera Chiesa in libero Stato in modo costruttivo in una società civile, rispettosa e degna dei cristiani.
Ma non è simil società nè lo permette un sistema valoriale tipo quello della cultura di gran parte dei Rom ma non solo loro, anche di nostrani criminali o di altre realtà che non accettano i principi sani della democrazia e della civiltà tollerante.
Non è il volto dell'essere umano che è in discussione. I Rom non son brutti, per loro non è richiesto genocidio per questione etnica che tutti democraticamente allontanano come idea. Il discrimine è quello necessario, invece, alla democrazia ed alla civiltà della tolleranza, del dialogo, della serenità, dell'accoglienza di proliferare e crescere sempre di più: è il discrimine tra l'illegalità e la giustizia, tra gli onesti tolleranti che non rubano-picchiano-stuprano-spacciano che in qualche modo si disarmano dinanzi ai lupi come gli agnelli, per cui serve ed occorre sorvegliare e proteggere non i predatori, ma le prede. Il discrimine che serve per mantenere non il caos, finora accettato con serenità da chi oggi alza la voce tentando di non far cambiar nulla, ma per costruir democrazia e giustizia più equa, è tra la vera intolleranza, cioè coloro che delinquono violentemente imponendo la loro legge barbara agli altri e coloro che tolleranti lo sono davvero ed intolleranti solo verso gli intolleranti primi: i criminali! Tolleranza zero significa questo: non tollerare l'intolleranza. L'etnia e le facce c'entran poco se non per interessi strumentali ad altro, come ho spiegato.
Non ci cascate: non è la Chiesa a parlare nel sito di chiccodisenape, ma alcune perseone che ne fanno parte forse, che vorrebbero appropriarsi dell'unica vera voce che non è strumentalizzabile, anche se via via si fa, la guida prima per cui se non un cristiano, un cattolico deve proporsi l'obbligo di mantenere un patto di fede e fiducia: il Papa.
Chi stupra, chi violenta, chi ruba non è il volto di Dio, ma anzi, lo rifugge, ne deforma il volto.
E quello che stupraviolentaminacciaruba non è il volto di ogni uomo e non è più mio fratello se non si pente e non cambia, nè lo accetterò nella mia casa senza questo necessario pentimento e cambiamento che Gesù ci insegna esser passaggio necessario per esser accolti tra le braccia del Signore.
Saluti.
Alieno
Il governo vara preoccupanti soluzioni inerenti la sicurezza, gli immigrati, i campi rom.
Vi invitiamo a leggere il documento diffuso da un gruppo di credenti di Torino.
Se lo ritenete interessante potete anche sottoscriverlo: http://chiccodisenape.wordpress.com/2008/05/22/il-volto-di-ogni-uomo-e-immagine-di-dio/
I cattolici in politica... come tutti i politici sanno che la politica è sia ricerca del bene comune sia ricerca del consenso... altrimenti non sarebbe politica ma pura e semplice testimonianza.
Curioso il trattamento che ci riserva l'Europa, non è vero? In Europa il controllo contro l'immigrazione selvaggia e tolleranza zero, ovvero seria già si fa e noi, infatti, siamo sbeffeggiati e dileggiati come popolo di ben poca serietà.
Se poi si tenta di farne, di serietà, livellandoci alle altre realtà Europee, per noi vige ancora il pregiudizio, costantemente nutrito e tenuto vivo a forza, della xenophobia e del fascismo.
Tutto questo in base a lotte di natura politica e non etica, in cui tentano di farla da padroni i socialisti europei riconoscendosi come unica cultura politica legittima, perchè gli opposti son fascisti-razzisti-ignoranti-analfabeti trascurando però un fatto, anzi almeno un paio:
1) Dietro l'altra parte politica, quella non socialista, quella popolare europea, che attinge a valori democratici in cui la provenienza anche di metamorfosi dalla destra non è possibile eternamente ricondurla con pregiudizio alla destra ideologica ogni santa volta, perchè dietro appunto ci sono tante persone con cultura ben acquisita fatta di valori democratici (e anche cristiani) in gran maggioranza. Altrimenti per par condicio, si deve trattare i socialisti ugualmente, anzichè riconoscere il loro contenuto valoriale progressista-liberale-democratico, ossessionare tutti con il loro percorso che viene dai socialismi-comunisti ideologici che nulla hanno da invidiare, quanto ad illegittimità e improponibilità al nazismo o al fascismo.
2) Già l'Europa si intromette nelle questioni interne territoriali con il vessillo morale-etico quando poi emerge invece l'intento e la struttura del tutto politica. Il che sarebbe giustissimo, naturale se però ci fosse una base elettiva corrispondente, per cui il Parlamento Europeo è davvero rappresentativo del popolo europeo e non una cricca di soloni faziosi, ognuno dedito alla coltivazione di amicizie ed interessi più propri, svantaggiando o avvantaggiando quelle realtà nazionali come conviene, anzichè superarle in un discorso confederativo più ampio quale si appresterebbe ad essere l'Europa.
I cattolici, dunque, in politica?
Ci saranno le solite divisioni che, come detto in passato, sono l'antipasto di una divisione che coinvolge la Chiesa in misura sempre maggiore dall'interno e che dall'interno esploderà com'è già visibile da tempo (già da Paolo VI) e che via via segnali diversi comunicano. Il tentativo di combattere la Chiesa per farne altra più relativista, proveniente dai cattolici progressisti e genericamente definiti cattocomunisti è ormai innegabile.
Poi ci sono casi emblematici, come il nuovo libro del Card. Martini (che è naturale emanazione scritta a quelle verbali precedenti del cardinale), che di questa corrente è un po' il simbolo più altolocato, dove si elogia perfino il Luteranesimo... ci sarebbe molto da discutere in proposito. Nonostante il Papa cerchi con umiltà ma determinazione di ricomporre tali tensioni nell'unità armoniosa e ricca di diversità della Chiesa, gli attacchi si faranno sempre più serrati e non potrà certo sfuggire ad una scelta qualitativa con qualche perdita quantitativa di coloro che gli reman contro con gran solerzia, dall'interno.
Cosa faranno dunque i cattolici in politica? Quello che han sempre fatto: si dividono. Alcuni, ritenendosi più adulti del Papa stesso, negozieranno volentieri valori cattolici per quelli politici con gran soddisfazione, al massimo faranno scenetta per far finta che non son contentissimi, mentre si fregano le mani per la realizzazione del loro sogno di socialismo (politico) e guadagnano consenso nel loro ambito.
Altri invece no, tenteranno di non dissolvere la Chiesa ad una sorta di hobby o curioso passatempo o tipo di meditazione privata, intima da esercitare tra una pausa e l'altra di qualcos altro partendo dal presupposto che qualcosa di buono la Chiesa ha offerto ed offre e che non è un caso che subisca attacchi dal materialismo-consumismo-socialismo-relativismo-laicismo-terrorismo, insolitamente alleato in un unico fronte molto, molto aggressivo dall'interno e dall'esterno.
Vorrei sapere comunque dov'erano quei cattolici che lasciavano il nostro Paese cullato dall'illegalità, dal crimine dilagante, dalla legge dell'intolleranza assoluta che è quella dei delinquenti che dettano le loro leggi impuniti ed oggi fanno allarmismo e tentano in tutti i modi di opporsi al cambiamento che poi è un livellarsi alla realtà degli altri paesi Europei per i quali non si sono certo mai scandalizzati, anzi...
Credo che la cultura della legalità, il tolleranza zero, che subisce strumentalizzazioni anche per il termine non proprio azzeccato che fornisce immagine anche fuorviante, sia proprio quella che permette il terreno più efficace per combattere il razzismo, la cultura dell'accettazione, quella vera, non quella demagogica blabla che tace contenta mentre disgraziati vivono in modo incivile o son trascinati alla delinquenza.
I poveri fanno comodo a molti per molte cose. I violenti pure. Caini sono ammirati con somma indifferenza per gli Abele. Un po' si vede adesso, che dispiace non averne in giro, ad alcuni, nella ormai vecchia logica della destabilizzazione sociale utile ad aver legittimità per cui e dove operare.
Per i Rom che vivevano tra topi e fogne, nella legge culturale più incivile che sfrutta i bambini ed altre cosette disgustose, non c'erano tutti questi appelli urgenti, non capisco ora cosa si abbia da cianciare di razzismo: e quello cos'era, accettazione?
Ma daiii...
Spiace che oggi alcuni debbano pagare misura d'emergenza che non è mai simpatica, per colpa di simili opportunismi-indifferenze a comando.
Sera.
Alieno
Curioso il trattamento che ci riserva l'Europa, non è vero? In Europa il controllo contro l'immigrazione selvaggia e tolleranza zero, ovvero seria già si fa e noi, infatti, siamo sbeffeggiati e dileggiati come popolo di ben poca serietà.
Se poi si tenta di farne, di serietà, livellandoci alle altre realtà Europee, per noi vige ancora il pregiudizio, costantemente nutrito e tenuto vivo a forza, della xenophobia e del fascismo.
Tutto questo in base a lotte di natura politica e non etica, in cui tentano di farla da padroni i socialisti europei riconoscendosi come unica cultura politica legittima, perchè gli opposti son fascisti-razzisti-ignoranti-analfabeti trascurando però un fatto, anzi almeno un paio:
1) Dietro l'altra parte politica, quella non socialista, quella popolare europea, che attinge a valori democratici in cui la provenienza anche di metamorfosi dalla destra non è possibile eternamente ricondurla con pregiudizio alla destra ideologica ogni santa volta, perchè dietro appunto ci sono tante persone con cultura ben acquisita fatta di valori democratici (e anche cristiani) in gran maggioranza. Altrimenti per par condicio, si deve trattare i socialisti ugualmente, anzichè riconoscere il loro contenuto valoriale progressista-liberale-democratico, ossessionare tutti con il loro percorso che viene dai socialismi-comunisti ideologici che nulla hanno da invidiare, quanto ad illegittimità e improponibilità al nazismo o al fascismo.
2) Già l'Europa si intromette nelle questioni interne territoriali con il vessillo morale-etico quando poi emerge invece l'intento e la struttura del tutto politica. Il che sarebbe giustissimo, naturale se però ci fosse una base elettiva corrispondente, per cui il Parlamento Europeo è davvero rappresentativo del popolo europeo e non una cricca di soloni faziosi, ognuno dedito alla coltivazione di amicizie ed interessi più propri, svantaggiando o avvantaggiando quelle realtà nazionali come conviene, anzichè superarle in un discorso confederativo più ampio quale si appresterebbe ad essere l'Europa.
I cattolici, dunque, in politica?
Ci saranno le solite divisioni che, come detto in passato, sono l'antipasto di una divisione che coinvolge la Chiesa in misura sempre maggiore dall'interno e che dall'interno esploderà com'è già visibile da tempo (già da Paolo VI) e che via via segnali diversi comunicano. Il tentativo di combattere la Chiesa per farne altra più relativista, proveniente dai cattolici progressisti e genericamente definiti cattocomunisti è ormai innegabile.
Poi ci sono casi emblematici, come il nuovo libro del Card. Martini (che è naturale emanazione scritta a quelle verbali precedenti del cardinale), che di questa corrente è un po' il simbolo più altolocato, dove si elogia perfino il Luteranesimo... ci sarebbe molto da discutere in proposito. Nonostante il Papa cerchi con umiltà ma determinazione di ricomporre tali tensioni nell'unità armoniosa e ricca di diversità della Chiesa, gli attacchi si faranno sempre più serrati e non potrà certo sfuggire ad una scelta qualitativa con qualche perdita quantitativa di coloro che gli reman contro con gran solerzia, dall'interno.
Cosa faranno dunque i cattolici in politica? Quello che han sempre fatto: si dividono. Alcuni, ritenendosi più adulti del Papa stesso, negozieranno volentieri valori cattolici per quelli politici con gran soddisfazione, al massimo faranno scenetta per far finta che non son contentissimi, mentre si fregano le mani per la realizzazione del loro sogno di socialismo (politico) e guadagnano consenso nel loro ambito.
Altri invece no, tenteranno di non dissolvere la Chiesa ad una sorta di hobby o curioso passatempo o tipo di meditazione privata, intima da esercitare tra una pausa e l'altra di qualcos altro partendo dal presupposto che qualcosa di buono la Chiesa ha offerto ed offre e che non è un caso che subisca attacchi dal materialismo-consumismo-socialismo-relativismo-laicismo-terrorismo, insolitamente alleato in un unico fronte molto, molto aggressivo dall'interno e dall'esterno.
Vorrei sapere comunque dov'erano quei cattolici che lasciavano il nostro Paese cullato dall'illegalità, dal crimine dilagante, dalla legge dell'intolleranza assoluta che è quella dei delinquenti che dettano le loro leggi impuniti ed oggi fanno allarmismo e tentano in tutti i modi di opporsi al cambiamento che poi è un livellarsi alla realtà degli altri paesi Europei per i quali non si sono certo mai scandalizzati, anzi...
Credo che la cultura della legalità, il tolleranza zero, che subisce strumentalizzazioni anche per il termine non proprio azzeccato che fornisce immagine anche fuorviante, sia proprio quella che permette il terreno più efficace per combattere il razzismo, la cultura dell'accettazione, quella vera, non quella demagogica blabla che tace contenta mentre disgraziati vivono in modo incivile o son trascinati alla delinquenza.
I poveri fanno comodo a molti per molte cose. I violenti pure. Caini sono ammirati con somma indifferenza per gli Abele. Un po' si vede adesso, che dispiace non averne in giro, ad alcuni, nella ormai vecchia logica della destabilizzazione sociale utile ad aver legittimità per cui e dove operare.
Per i Rom che vivevano tra topi e fogne, nella legge culturale più incivile che sfrutta i bambini ed altre cosette disgustose, non c'erano tutti questi appelli urgenti, non capisco ora cosa si abbia da cianciare di razzismo: e quello cos'era, accettazione?
Ma daiii...
Spiace che oggi alcuni debbano pagare misura d'emergenza che non è mai simpatica, per colpa di simili opportunismi-indifferenze a comando.
Sera.
Alieno
Perché contrari? Finalmente anche gli immigrati clandestini avranno la loro legge "ad personam" che potranno tranquillamente violare, raggiungendo così l'agognata "par condicio" con i criminali italiani. E l'Europa non potrà più accusarci di discriminarli.
alle 18:29
senza nome
ritengo che il nostro paese debba promuovere un'accoglienza dignitosa per uomini e donne in fuga dalla povertà e dalla miseria, che vogliono venire qui in italia per lavorare e per inserirsi meglio nella nostra società, tutto questo però deve avvenire sempre nel rispetto delle leggi. bisogna ricordare che anche nel nostro passato molte sono state le famiglie che in cerca di un furturo migliore si sono recate all'estero. nn so se può valere anche il fenomeno che riguarda la "fuga dei cervelli" tuttavia io sono per "la libera chiesta, in libero stato"...olè