Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Si è riunita oggi a Roma la 58esima assemblea generale dei Vescovi italiani. Nell'intervento inaugurale, che tradizionalmente apre i lavori della assemblea nazionale, mons. Bagnasco ha detto parole molto forti riguardo ad alcuni dei più cocenti temi di attualità italiana.
Un intervento a tutto campo - riferisce il Corriere - nel quale il presidente dei vescovi italiani facendo riferimento ai nodi immigrazione e sicurezza ha chiesto un «patto di cittadinanza che mettendo in chiaro diritti e doveri non ricerchi scorciatoie illusorie», dicendo "no" a ipotesi di «enclave» e a soluzioni di emergenza che diventano «ghetti intollerabili».
Mons. Bagnasco ha inoltre chiesto ai «pubblici poteri» di «dare risposte calibrate ed efficaci» sul «crescente bisogno di sicurezza» dei cittadini.
L'invito di Bagnasco è dunque quello di non trascurare la «incoercibile» esigenza di sicurezza delle persone e delle famiglie italiane, consapevoli che «una risposta disattesa o differita potrebbe in questo caso moltiplicare i problemi, anziché attenuarli».
Sicurezza sì, perciò, ma non estremizzazioni e soluzioni di ghettizzazione.
Nella piena libertà che la Chiesa ha di esprimersi sulle iniziative pubbliche legate anche a scelte politiche concrete, il Cardinale Angelo Bagnasco ha così fatto sentire ancora una volta forte la voce della Chiesa stessa, soprattutto quando - come si rischia di fare ora - possono venir minati alcuni principi cardine delle società occidentali, quali quello della sicurezza ma anche quello dell'accoglienza, della tolleranza e del dialogo.
Soprattutto questo elemento riveste a mio parere, nel discorso di Bagnasco, una importanza nuova. E' il tema del patto di cittadinanza, tendenzialmente assente dal dibattito politico odierno (o almeno da come i media ci parlano di questo dibattito).
Anche il problema dei rifiuti infatti, lo abbiamo visto, sarà risolvibile solo se ci si parla, solo se si coinvolgono realmente e non solo "per propaganda" le popolazioni. Ancora più urgente appare questa esigenza se arriviamo al piano della sicurezza.
Vedremo se i nostri politici sapranno fare tesoro di questi importanti suggerimenti.
frangIe???
Mah...caldo e afa anche lì?
:-))
Alieno
Mi sembra evidente che il Governo operi già nella direzione che l'assemblea vescovile disegna, segnalando punti essenziali ad un governo che ha voglia di fare e dimostra volontà di essere operativa ed efficiente nella costruzione di un Paese lasciato all'immobilismo.
Dunque i vescovi sono capaci di raccogliere il respiro dei cittadini e non solo, anche di extracomunitari, senza compiere l'errore di farsi trascinare in dissennate scelte più faziose nelle quali si legittimano il reato e la violenza nell'impunità a discapito dei cittadini, nè tantomento la tentazione di estremismi e dell'insinuarsi di strumentalizzazioni pericolosissime nella crescita responsabile del Paese, anche sotto il profilo valoriale.
Per esempio i vescovi chiedono al Governo di agire in fretta e bene nella soluzione gravissima dei rifiuti, consapevolissimi di quel pericolo di strumentalizzazioni che sono seria dimostrazione di un pericolo già in atto e radicato sul territorio da tempo, ma anche con possibilità di scontro allargato opportunisticamente che davvero divenda snodo cruciale nel tentativo dello Stato e dei cittadini che han votato liberamente con speranza e fiducia dando mandato, di costruire appunto fiducia, autorevolezza, credibilità, qui e fuori dai confini nazionali.
E' così che infatti i Vescovi puntualizzano due aspetti importantissimi che dal post non emergono, ma che hanno significato proprio ma anche danno la chiave di lettura di tutto il contesto con cui i Vescovi si pronunciano, del loro stato d'animo, delle loro timori, dei loro auspici.
E dicono, infatti, importantissima cosa che non va decontestualizzata poi da ogni singolo punto, sicurezza o rifiuti che sia: grazie! Bravi. A tutti i cittadini che hanno votato!
Perchè sono quelli che hanno partecipato alla costruzione sociale animati da buoni propositi: grazie, bravi, vi ringraziamo per aver votato.
Così come, ancor più importante nella chiave di lettura, i Vescovi chiedono, nel caso della questione rifiuti-campania, ai cittadini di quel luogo di avere SENSO DI RESPONSABILITA' per una politica di ampio respiro, responsabile e costruttiva, buona che si sta tentando di compiere dopo decenni di incompetenza, connivenza (mafiosa), immobilismo e negazionismo a priori, il cosidetto fronte del "No" che per l'appunto si è reclutato tutto lì a far casino per opporsi ad un'azione efficace e risolutiva dei rifiuti.
Un fronte del "no" che include oltre agli ambientalisti che lì han già permesso tale sfacelo e tale gravoso compito all'attuale governo, costretto a misure emergenziali con il fiato sul collo anche dell'Europa e del colera alle porte con l'innalzamento delle temperature, estremisti antidemocratici (di destra e sinistra, basta far lotta e menar le mani, far scontro), no-tav, no-dalmolin, no-Mose, no-Vat, no-global, centrisociali e naturalmente le cosche camorristiche che non han problemi a prezzolare chi agita, chi fa casino, chi crea scontro, divisione, alza i toni e li trasporta sul piano fisico, tutti allegramente insieme a far barricate e guerriglia perchè non si risolva un bel nulla: ad alcuni va bene così com'è stato fino ad oggi. Ad altri l'ignoranza impone di disporre un no, senza proporre nessuna alternativa plausibile (tranne forse che la spazzatura sparisca per miracolo di S. Gennario o la rubino i marziani nottetempo), arrivando perfino all'irresponsabile strategia che fu di Saddam ed anche di tradizione palestinese per cui si portan bambini e donne come perfetti scudi umani a fronteggiare polizia e forze dell'ordine, che si vorrebbero costretti all'impotenza ed all'arretramento (che sarebbe appunto arretramento di quel che difendono: legalità, senso e presenza dello Stato, volontà democraticamente eletta da cittadini liberi..) mentre si fa sassaiola, si appiccano incendi, si bruciano cassonetti, si usano autobus rubandoli, per non parlar di gomme e tutto il resto, compreso filo spinato, con più o meno esplicite minacce di far di peggio se si insiste, roba degna dei ricatti di Hezbollah.
Ecco che i vescovi, consapevoli della pericolosità sociale di simili comportamenti, richiede almeno ai più ingenui sostenitori SENSO DI RESPONSABILITA' affiancandosi al governo ed all'azione di Bertolaso, del Governo, ma anche dell'opposizione Pd, dello stesso Napolitano, usando uguali parole, tutti interrogandosi sulla tempistica e l'organizzazione di questo scontro voluto e ricercato..
Dunque, ci sono i casinisti in cui sussiste culturalmente il fascino della guerriglia, della lotta, dello scontro, non importa quale. Ci sono i camorristi e reclutati dai clan interessati ad una gestione propria e non dello Stato, figuriamoci con tutta quella polizia, forse dell'esercito se posson lucrare tranquillamente come da tradizione e come sotto amministrazione precedente. Ci sono poi gli ingenui, incoerenti ma nemmen consapevoli, perchè vittime di una cultura della legalità e del senso di responsabilità e dello Stato che in effetti non han mai conosciuto.
Per cui sarebbe normale bruciar cassonetti per strada come soluzione emergenziale, senza condanna ma comprensione per chi lo fa, magari facendolo, ma non aver inceneritori.
Per cui la vocazione turistica-ambientale prevede l'assenza di inceneritori e riciclatori, dimenticando che in tutta Europa e nel resto d'Italia inceneritori e riciclatori ci sono, funzionano e la vocazione turistica ed ambientale è tenuta ben più di conto. Tanto che sia il Veneto, Toscana, Lombardia che la Svezia-Finlandia-Germania. Forse illusi da Pecoraro e soci che i soli legittimi a chiamarsi amanti della natura ed ecologisti son loro, i campani, mica i tedeschi-finlandesi-toscani ecc con gli inceneritori. Vale la pena di muovere il sedere, dico a costoro, e vedere bene come si tiene il territorio, con quale diffuso collettivamente nei valori senso responsabile di tutela e di amore per il territorio!!! Controllare le strade con i propri occhi in un qualsiasi giorno della settimana e rendersi conto che la cultura del rispetto ambientale è più evoluta aldilà della questione del rimessaggio rifiuti!
E poi ci sono quelli che...
quelli che non importa un tubo della campania, dei rifiuti, nemmeno prendere in considerazione colera o l'analisi del periodo precedente dove tra concertazioni e chiacchere inconcludenti, la camorra costruiva discariche ma abusive e fuori controllo ed allora andava bene.
Oppure quelli che ... la discarica lì no, è territorio franoso, dunque inadatto. E poi sono abitanti che han costruito abusivamente, guarda un po', grazie anche all'assenza del controllo della legalità e dello Stato, ABITAZIONI CIVILI su territorio franoso, dunque pericoloso. Ma lì non si portano bambini in braccio per dire che si è preoccupati dei figli piezz'ecore nevvero?
Ci sono quelli che... non importa nulla e nient'altro, purchè il centrodestra fallisca, è questa l'unica missione per cui vale lottare. Ed eccoli, tutti insieme appassionatamente.
I Vescovi richiamano la responsabilità, il buon senso.
Poi le parole a difesa ed a tutela di chi può trovarsi ghettizzato e marginalizzato senza il rispetto dei diritti fondamentali.
Giustissimo. Non a caso le parole di condanna per episodi di intolleranza sono univoche, tanto del Governo in tutte le sue parti, che dell'opposizione. Fuori dal coro restano le strumentalizzazioni di chi ha paura di sparire dalla visibilità politica o è già sparito. E nemmen tutti.
E' ovvio che il ghetto non piaccia certo a questo governo, anche se temporaneo. Aiuterà ad evitare questo pericolo di ghettizzazione l'espulsione o la condanna al carcere più rapida ed efficiente.
Ma appare evidente che il problema non è dimensionato solo al nostro territorio, ma riguardi, problema emergente, tutta l'Europa dinanzi alla spinta dell'emigrazione incontrollata, pericolosissima per una molteplicità di motivi (anche il terrorismo stesso, non solo uno scardinamento od un collasso sociale).
Ovvio che l'Europa deve studiare una strategia comune ora che l'Italia non ha più intenzione di essere il ventre molle dove l'immigrazione si incunea (mentre Gb, Francia, Spagna ecc son da tempo ben più severi nel controllo e nell'espulsione della clandestinità e dell'illegalità) e dunque la palla ritorna al centrocampo e non rimane attaccata solo al piede nostro.
Questo può, immagino, solo portare ad un'intensificazione di politiche comuni che aumentano il dialogo e le mediazioni con gli Stati di provienienza del flusso migratorio, mediazioni dunque non legate solo ad interessi nazionalistici di scambio e contropartite, ma di più ampio respiro.
E naturalmente comporta un rafforzamento severo delle strategie di contrasto della miseria e dei regimi criminali che la miseria mantiengono disumanamente vanificando aiuti internazionali.
Della Birmania non importa a nessuno, aldilà dell'entusiasmo ipocrita mediatico e superficiale che sempre si esaurisce presto e nella forma e non nella sostanza e soprattutto mai nella costanza. Perchè da lì non ci sono flussi migratori che ci toccano. Nè abbiamo problemi di invasione massiccia di prodotti resi tremendamente competitivi dalla disumanità, dalla tortura, dalla morte e dalla deportazione, dalla privazione di diritti fondamentali come accade per il governo Cinese.
Ma in questo caso siam toccati direttamente da un problema, quello della migrazione insostenibile (e lo è davvero, purtroppo). Vale la pena di studiare strategie comuni che trattengano popoli nella loro terra, tenendo conto che in fondo si aiutano due volte, perchè la migrazione è sempre scelta disperata e disperante quando nel luogo di provenienza muore la speranza. Speranza che va costruita con strategie urgenti ed efficaci. Mantenendo qui naturalmente, il rispetto dei valori civili, umani e cristiani, durante lo sforzo costruttivo.
Dunque non ritengo che i vescovi intendano proporre un'apertura di barriere in modo indiscriminato, ma propongono quello che già forze di governo ed istituzionali fanno e dicono: i diritti fondamentali vanno mantenuti e difesi. Tant'è che i casi di razzismo sono condannati senza esitazione.
Credo che quello attuale dei vescovi sia un dialogo tra parti che meglio si intendono e meglio possono collaborare con reciproco costrutto, con più naturale comprensione e serenità (sono assenti i valori forti di contrapposizione ideologica per cui il Vaticano è illegittimo sempre e sempre da combattere che avevamo visto nella schizofrenia Unione Prodiana).
La voce di Bagnasco e della Chiesa dunque è benvenuta in quello che sembra disegnarsi come un progetto comune, di speranza, di un cammino evolutivo e migliorativo sul piano etico-morale-valoriale, nell'interesse del Paese e dell'uomo.
L'unica nota veramente critica e dura che colgo nella dichiarazione vescovile, che non si presta a speculazioni interpretative, è invece quella contro l'eugenetica. E' quella la voce che i Vescovi sembrano indicare come non abbastanza presa in considerazione, urgente e meritoria di essere riportata al centro del dibattito politico.
Il riferimento all'incredibile azione di Livia Turco a fine mandato, che così ha voluto eludere il dibattito e imporre con decreto scelte di parte a dispetto di quanto auspicato della Chiesa, pur dichiarandosi (pure lei) della schiatta dei cattolici-adulti come tal Prodi al cui governo fallimentare apparteneva (avesse speso una parola il cattolico Prodi per questa chicca espediente della Turco eh) è palese.
Sono certo che questo governo saprà, appena districato dalle tante e troppe urgenze e gravità consegnate dal governo precedente di sinistra che ci han ridotto all'emergenza più diversificata in ogni tema, oltrechè consegnarci ad un ritardo da recuperare quanto prima, affrontare tale dibattito con serenità, senza indurre quelle gravi connivenze, i compiacimenti clandestini e il fomentare sistematico di gravi forme di intolleranza che abbiam visto prima nei confronti del Papa, ma anche di Bagnasco e del Vaticano tutto.
Una cultura del rispetto e del dialogo che non è sinonimo di debolezza democratica, nè di sudditanza come spiegato con insistenza dai megafoni degli ideologizzati incurabili e degli assertori della necessarietà di lotta e guerriglia, di classe e di strada, ma anzi, di una sua forza maggiore, di una struttura identitaria più salda che è consapevole che il dialogo costruisce meglio quando è sereno e non quando si nega, quando conta sulla forza persuasiva delle idee e non delle molotov sassaiole o dei boicottaggi e barricate indecenti a cui abbiamo assistito che han la sfrontatezza di reputarsi pure legittimo dissenso invocando giustizia e democraticità poi, nel dramma e per le vittime che prima hanno istrutito, applaudito ed armato. Incapaci di autocritica e di umiltà costoro, daranno gli ultimi colpi di coda dinanzi alla determinazione trasversale del governo, dell'opposizione repsonsabile, della Chiesa, delle altre parti civili, della gente che ha creduto nel voto, nella democrazia, che ha speranza e cerca di costruirne un po'.
La marginalizzazione delle frangie estremiste e violente è voluta non dalla politica direttamente, ma dalla volontà di cittadini esasperati da quella robaccia che non risolve i problemi, li aumenta.
E' ovvio che questo discorso non è comprensibile, condivisibile, nè auspicabile per un Bobbo come quello sopra. Ma peggio per lui, sarà sempre più solo.
Alieno
Mi sembra evidente che il Governo operi già nella direzione che l'assemblea vescovile disegna, segnalando punti essenziali ad un governo che ha voglia di fare e dimostra volontà di essere operativa ed efficiente nella costruzione di un Paese lasciato all'immobilismo.
Dunque i vescovi sono capaci di raccogliere il respiro dei cittadini e non solo, anche di extracomunitari, senza compiere l'errore di farsi trascinare in dissennate scelte più faziose nelle quali si legittimano il reato e la violenza nell'impunità a discapito dei cittadini, nè tantomento la tentazione di estremismi e dell'insinuarsi di strumentalizzazioni pericolosissime nella crescita responsabile del Paese, anche sotto il profilo valoriale.
Per esempio i vescovi chiedono al Governo di agire in fretta e bene nella soluzione gravissima dei rifiuti, consapevolissimi di quel pericolo di strumentalizzazioni che sono seria dimostrazione di un pericolo già in atto e radicato sul territorio da tempo, ma anche con possibilità di scontro allargato opportunisticamente che davvero divenda snodo cruciale nel tentativo dello Stato e dei cittadini che han votato liberamente con speranza e fiducia dando mandato, di costruire appunto fiducia, autorevolezza, credibilità, qui e fuori dai confini nazionali.
E' così che infatti i Vescovi puntualizzano due aspetti importantissimi che dal post non emergono, ma che hanno significato proprio ma anche danno la chiave di lettura di tutto il contesto con cui i Vescovi si pronunciano, del loro stato d'animo, delle loro timori, dei loro auspici.
E dicono, infatti, importantissima cosa che non va decontestualizzata poi da ogni singolo punto, sicurezza o rifiuti che sia: grazie! Bravi. A tutti i cittadini che hanno votato!
Perchè sono quelli che hanno partecipato alla costruzione sociale animati da buoni propositi: grazie, bravi, vi ringraziamo per aver votato.
Così come, ancor più importante nella chiave di lettura, i Vescovi chiedono, nel caso della questione rifiuti-campania, ai cittadini di quel luogo di avere SENSO DI RESPONSABILITA' per una politica di ampio respiro, responsabile e costruttiva, buona che si sta tentando di compiere dopo decenni di incompetenza, connivenza (mafiosa), immobilismo e negazionismo a priori, il cosidetto fronte del "No" che per l'appunto si è reclutato tutto lì a far casino per opporsi ad un'azione efficace e risolutiva dei rifiuti.
Un fronte del "no" che include oltre agli ambientalisti che lì han già permesso tale sfacelo e tale gravoso compito all'attuale governo, costretto a misure emergenziali con il fiato sul collo anche dell'Europa e del colera alle porte con l'innalzamento delle temperature, estremisti antidemocratici (di destra e sinistra, basta far lotta e menar le mani, far scontro), no-tav, no-dalmolin, no-Mose, no-Vat, no-global, centrisociali e naturalmente le cosche camorristiche che non han problemi a prezzolare chi agita, chi fa casino, chi crea scontro, divisione, alza i toni e li trasporta sul piano fisico, tutti allegramente insieme a far barricate e guerriglia perchè non si risolva un bel nulla: ad alcuni va bene così com'è stato fino ad oggi. Ad altri l'ignoranza impone di disporre un no, senza proporre nessuna alternativa plausibile (tranne forse che la spazzatura sparisca per miracolo di S. Gennario o la rubino i marziani nottetempo), arrivando perfino all'irresponsabile strategia che fu di Saddam ed anche di tradizione palestinese per cui si portan bambini e donne come perfetti scudi umani a fronteggiare polizia e forze dell'ordine, che si vorrebbero costretti all'impotenza ed all'arretramento (che sarebbe appunto arretramento di quel che difendono: legalità, senso e presenza dello Stato, volontà democraticamente eletta da cittadini liberi..) mentre si fa sassaiola, si appiccano incendi, si bruciano cassonetti, si usano autobus rubandoli, per non parlar di gomme e tutto il resto, compreso filo spinato, con più o meno esplicite minacce di far di peggio se si insiste, roba degna dei ricatti di Hezbollah.
Ecco che i vescovi, consapevoli della pericolosità sociale di simili comportamenti, richiede almeno ai più ingenui sostenitori SENSO DI RESPONSABILITA' affiancandosi al governo ed all'azione di Bertolaso, del Governo, ma anche dell'opposizione Pd, dello stesso Napolitano, usando uguali parole, tutti interrogandosi sulla tempistica e l'organizzazione di questo scontro voluto e ricercato..
Dunque, ci sono i casinisti in cui sussiste culturalmente il fascino della guerriglia, della lotta, dello scontro, non importa quale. Ci sono i camorristi e reclutati dai clan interessati ad una gestione propria e non dello Stato, figuriamoci con tutta quella polizia, forse dell'esercito se posson lucrare tranquillamente come da tradizione e come sotto amministrazione precedente. Ci sono poi gli ingenui, incoerenti ma nemmen consapevoli, perchè vittime di una cultura della legalità e del senso di responsabilità e dello Stato che in effetti non han mai conosciuto.
Per cui sarebbe normale bruciar cassonetti per strada come soluzione emergenziale, senza condanna ma comprensione per chi lo fa, magari facendolo, ma non aver inceneritori.
Per cui la vocazione turistica-ambientale prevede l'assenza di inceneritori e riciclatori, dimenticando che in tutta Europa e nel resto d'Italia inceneritori e riciclatori ci sono, funzionano e la vocazione turistica ed ambientale è tenuta ben più di conto. Tanto che sia il Veneto, Toscana, Lombardia che la Svezia-Finlandia-Germania. Forse illusi da Pecoraro e soci che i soli legittimi a chiamarsi amanti della natura ed ecologisti son loro, i campani, mica i tedeschi-finlandesi-toscani ecc con gli inceneritori. Vale la pena di muovere il sedere, dico a costoro, e vedere bene come si tiene il territorio, con quale diffuso collettivamente nei valori senso responsabile di tutela e di amore per il territorio!!! Controllare le strade con i propri occhi in un qualsiasi giorno della settimana e rendersi conto che la cultura del rispetto ambientale è più evoluta aldilà della questione del rimessaggio rifiuti!
E poi ci sono quelli che...
quelli che non importa un tubo della campania, dei rifiuti, nemmeno prendere in considerazione colera o l'analisi del periodo precedente dove tra concertazioni e chiacchere inconcludenti, la camorra costruiva discariche ma abusive e fuori controllo ed allora andava bene.
Oppure quelli che ... la discarica lì no, è territorio franoso, dunque inadatto. E poi sono abitanti che han costruito abusivamente, guarda un po', grazie anche all'assenza del controllo della legalità e dello Stato, ABITAZIONI CIVILI su territorio franoso, dunque pericoloso. Ma lì non si portano bambini in braccio per dire che si è preoccupati dei figli piezz'ecore nevvero?
Ci sono quelli che... non importa nulla e nient'altro, purchè il centrodestra fallisca, è questa l'unica missione per cui vale lottare. Ed eccoli, tutti insieme appassionatamente.
I Vescovi richiamano la responsabilità, il buon senso.
Poi le parole a difesa ed a tutela di chi può trovarsi ghettizzato e marginalizzato senza il rispetto dei diritti fondamentali.
Giustissimo. Non a caso le parole di condanna per episodi di intolleranza sono univoche, tanto del Governo in tutte le sue parti, che dell'opposizione. Fuori dal coro restano le strumentalizzazioni di chi ha paura di sparire dalla visibilità politica o è già sparito. E nemmen tutti.
E' ovvio che il ghetto non piaccia certo a questo governo, anche se temporaneo. Aiuterà ad evitare questo pericolo di ghettizzazione l'espulsione o la condanna al carcere più rapida ed efficiente.
Ma appare evidente che il problema non è dimensionato solo al nostro territorio, ma riguardi, problema emergente, tutta l'Europa dinanzi alla spinta dell'emigrazione incontrollata, pericolosissima per una molteplicità di motivi (anche il terrorismo stesso, non solo uno scardinamento od un collasso sociale).
Ovvio che l'Europa deve studiare una strategia comune ora che l'Italia non ha più intenzione di essere il ventre molle dove l'immigrazione si incunea (mentre Gb, Francia, Spagna ecc son da tempo ben più severi nel controllo e nell'espulsione della clandestinità e dell'illegalità) e dunque la palla ritorna al centrocampo e non rimane attaccata solo al piede nostro.
Questo può, immagino, solo portare ad un'intensificazione di politiche comuni che aumentano il dialogo e le mediazioni con gli Stati di provienienza del flusso migratorio, mediazioni dunque non legate solo ad interessi nazionalistici di scambio e contropartite, ma di più ampio respiro.
E naturalmente comporta un rafforzamento severo delle strategie di contrasto della miseria e dei regimi criminali che la miseria mantiengono disumanamente vanificando aiuti internazionali.
Della Birmania non importa a nessuno, aldilà dell'entusiasmo ipocrita mediatico e superficiale che sempre si esaurisce presto e nella forma e non nella sostanza e soprattutto mai nella costanza. Perchè da lì non ci sono flussi migratori che ci toccano. Nè abbiamo problemi di invasione massiccia di prodotti resi tremendamente competitivi dalla disumanità, dalla tortura, dalla morte e dalla deportazione, dalla privazione di diritti fondamentali come accade per il governo Cinese.
Ma in questo caso siam toccati direttamente da un problema, quello della migrazione insostenibile (e lo è davvero, purtroppo). Vale la pena di studiare strategie comuni che trattengano popoli nella loro terra, tenendo conto che in fondo si aiutano due volte, perchè la migrazione è sempre scelta disperata e disperante quando nel luogo di provenienza muore la speranza. Speranza che va costruita con strategie urgenti ed efficaci. Mantenendo qui naturalmente, il rispetto dei valori civili, umani e cristiani, durante lo sforzo costruttivo.
Dunque non ritengo che i vescovi intendano proporre un'apertura di barriere in modo indiscriminato, ma propongono quello che già forze di governo ed istituzionali fanno e dicono: i diritti fondamentali vanno mantenuti e difesi. Tant'è che i casi di razzismo sono condannati senza esitazione.
Credo che quello attuale dei vescovi sia un dialogo tra parti che meglio si intendono e meglio possono collaborare con reciproco costrutto, con più naturale comprensione e serenità (sono assenti i valori forti di contrapposizione ideologica per cui il Vaticano è illegittimo sempre e sempre da combattere che avevamo visto nella schizofrenia Unione Prodiana).
La voce di Bagnasco e della Chiesa dunque è benvenuta in quello che sembra disegnarsi come un progetto comune, di speranza, di un cammino evolutivo e migliorativo sul piano etico-morale-valoriale, nell'interesse del Paese e dell'uomo.
L'unica nota veramente critica e dura che colgo nella dichiarazione vescovile, che non si presta a speculazioni interpretative, è invece quella contro l'eugenetica. E' quella la voce che i Vescovi sembrano indicare come non abbastanza presa in considerazione, urgente e meritoria di essere riportata al centro del dibattito politico.
Il riferimento all'incredibile azione di Livia Turco a fine mandato, che così ha voluto eludere il dibattito e imporre con decreto scelte di parte a dispetto di quanto auspicato della Chiesa, pur dichiarandosi (pure lei) della schiatta dei cattolici-adulti come tal Prodi al cui governo fallimentare apparteneva (avesse speso una parola il cattolico Prodi per questa chicca espediente della Turco eh) è palese.
Sono certo che questo governo saprà, appena districato dalle tante e troppe urgenze e gravità consegnate dal governo precedente di sinistra che ci han ridotto all'emergenza più diversificata in ogni tema, oltrechè consegnarci ad un ritardo da recuperare quanto prima, affrontare tale dibattito con serenità, senza indurre quelle gravi connivenze, i compiacimenti clandestini e il fomentare sistematico di gravi forme di intolleranza che abbiam visto prima nei confronti del Papa, ma anche di Bagnasco e del Vaticano tutto.
Una cultura del rispetto e del dialogo che non è sinonimo di debolezza democratica, nè di sudditanza come spiegato con insistenza dai megafoni degli ideologizzati incurabili e degli assertori della necessarietà di lotta e guerriglia, di classe e di strada, ma anzi, di una sua forza maggiore, di una struttura identitaria più salda che è consapevole che il dialogo costruisce meglio quando è sereno e non quando si nega, quando conta sulla forza persuasiva delle idee e non delle molotov sassaiole o dei boicottaggi e barricate indecenti a cui abbiamo assistito che han la sfrontatezza di reputarsi pure legittimo dissenso invocando giustizia e democraticità poi, nel dramma e per le vittime che prima hanno istrutito, applaudito ed armato. Incapaci di autocritica e di umiltà costoro, daranno gli ultimi colpi di coda dinanzi alla determinazione trasversale del governo, dell'opposizione repsonsabile, della Chiesa, delle altre parti civili, della gente che ha creduto nel voto, nella democrazia, che ha speranza e cerca di costruirne un po'.
La marginalizzazione delle frangie estremiste e violente è voluta non dalla politica direttamente, ma dalla volontà di cittadini esasperati da quella robaccia che non risolve i problemi, li aumenta.
E' ovvio che questo discorso non è comprensibile, condivisibile, nè auspicabile per un Bobbo come quello sopra. Ma peggio per lui, sarà sempre più solo.
Alieno
Aaah Bagnasco , quella è 'a benzina , qua eccote l'accendino , quando c'hai un attimo de tempo , datte foco !
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 19:52
Fabius
Mbè..il mio post..dov'è?..ah!..capisco questo è l'Alieno's..blog!!!..complimenti!!!..