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Granbassi: la sua maschera al Dalai Lama per il Tibet. Finalmente ci si muove...

Venerdì 22 Agosto 2008, 20:39 in Cronaca di

Ci voleva una donna (perchè solo una donna poteva avere il coraggio di prendere la parola e farsi coraggio), anzi una "grande donna" ed una grande atleta, per far muovere un po' le acque stagnanti e "di plastica" delle Olimpiadi cinesi.

Questa donna è la Granbassi, atleta plutimedagliata a queste olimpiadi,  che oggi, ha annunciato il suo gesto personale a favore del Tibet, invitando anche i suoi compagni a fare altrettanto.

In una intervista rilasciata oggi a Sky ed a Repubblica.it, l'atleta del fioretto azzurro, ha annunciato che donerà la maschera da scherma con la quale ha gareggiato a Pechino al Dalai Lama affinchè egli possa "proteggere il suo popolo".

Ma la Granbassi si è spinta oltre.

Riferisce Repubblica.

La Granbassi vive da tempo il dilemma di un'atleta che ha partecipato ai Giochi di Pechino pur sapendo che la perfetta organizzazione nascondeva ombre nel delicato campo dei diritti umani. 

"Invito gli atleti che sono ancora in Cina a fare la loro gara e dopo, soltanto dopo, manifestare a favore del popolo tibetano" ha spiegato a Repubblica. it. "Questa vicenda, questa notizia - le morti nell'est del Tibet, n.d.r. - diffusa senza la conferma del Dalai Lama, mi lascia stordita. Con un senso di amarezza dopo le intense giornate olimpiche. Mi sono sentita quasi in colpa. Per aver gioito per le mie due medaglie, mentre nello stesso paese si reprimono le manifestazioni di gente innocente. Siamo stati protagonisti di un simpatico teatrino. A questo punto credo che le Olimpiadi siano state inutili. Il boicottaggio cambia poco, la storia lo dimostra. Il problema è a monte, risale al momento in cui è stata scelta Pechino come sede olimpica". 

Fa veramente commuovere la sensibilità e l'attenzione umana di questa giovane atleta, una sensibilità che si spera possa diventare contagiosa.

Ora non rimane che chiedersi: quanti atleti seguiranno il suo esempio?

Da tempo anche noi di Passi nel Deserto chiedevamo un gesto simbolico da parte degli atleti, convinti come siamo che la sensibilità ai temi dei diritti e della solidarietà tra i popoli non possano essere temi "esclusivi" del mondo della politica e della solidarietà "ufficiale", ed anche lo sport potesse - per così dire - esserne dotato. 

Forse nei prossimi giorni il gesto che aspettavamo arriverà? Sicuramente da parte della Granbassi sì. E da parte degli altri?? 

 

29
29 commenti
29
29 Ago 2008
alle 17:53

Amleto

"Afar fuori le minoranze, dal tempo dei pellerossa, nno sono i nasi lunghi americani-occidentali, ma terroristi, fanatici ideologici o religiosi" Appunto, i nasi lunghi ...

Il petrolio non c'entra con il terrorismo? come non c'entra che Bin Laden sia una creazione della CIA per avere la via del petrolio. Petrolieri americani e principi arabi come Bin Laden brindano al successo in Iraq...
Alieno, ignorantello grafomane. Sei proprio un alieno.

28
29 Ago 2008
alle 11:41

claudio

 Barak Obama è il primo afroamericano candidato alla Casa Bianca.

E' una cosa che stupisce....un secolo di storia e solo ora un candidato afroamericano alla casa bianca.Che abbiano qualche problema con il colore della pelle??

. L'altro candidato democratico, nel caso, sarebbe stato donna.

Bè questo può stupire te,dopo la Tatcher e la Merkel non mi sembra sia un punto di innovazione democratica,anzi semmai il contrario.

Le force peace-keeping internazionali e Usa, collaborano con le forze nazionali (tanto Irak che Afghanistan eh) contro i terroristi.

Ci sono forze nazionali?Questo stupisce...credevo non fosse rimasto vivo nessuno dopo il processo di pacificazione delle forze internazionali.Molto probabilmente,così come per la creazione dei loro governi democratici hanno svuotato le carceri,ma non dai dissidenti..dai delinquenti comuni.

Punto tre...

Ci sono persone che muoiono nel mondo ogni secondo e per cui il tuo interesse e quello della chiesa(e come chiesa intendo le gerarchie in alto)è nullo e per le quali non ho mai udito nessun discorso o monito da parte vostra.Sul fatto che intravedi odio verso i cristiani anche a casa nostra,intuisco che il tuo riferimento sia rivolto a me.Purtroppo toppi alla grande,a me non interessa la religione di chi muore assassinato,nè il colore della pelle o la nazionalità.Mi urta l'ipocrisia di chi fa fiaccolate,veglie di preghiera,post chilometrici per cristiani ammazzati o per tibetani uccisi dai comunisti,i primi perchè cristiani i secondi perchè uccisi dai nemici storici della chiesa.Se a scannare i tibetani ci fossero i marines di una force keeping sarebbero effetti collaterali del processo di democratizzazione,un pò come i curdi in Irak,prima alleati ora bersagli anche loro dei cow boy di Dio.

Tu vedi odio anti usa o anti cristiano,io vedo l'obiettività di definire assassino chiunque uccida per il gusto di farlo,per danaro o per potere.E per essere obiettivi e non ipocriti,ci si ricorda di tutte le morti,di tutti i genocidi,altrimenti le giustificazioni addotte per una parte devono valere anche per l'altra,Cina ad esempio o indù,in fondo per loro i motivi per scannare tibetani o cristiani son motivi validi,almeno quanto assassinare donne e bambini per far fuori un talebano.

Quando si accusano occidente,cristiani e americani di essere i più grandi killer della storia,con l'annientamento di intere civiltà,di essere i primi terroristi della storia,con la distruzione delle città inermi e l'assassinio di civili innocenti,non si parla per massimalismi,non si relativizza,si dice la verità.E non esiste cultura distorta che vuole farci credere questo,è la pura e semplice verità,non fosse altro che per la Germania nazista ..occidente anch'essa,o per le atomiche sul Giappone.

Sul post 26,vorrei solo dirti che confermi le mie intuizioni.Sei un guerrafondaio,la guerra ti piace,non lo puoi negare.Uno che odia la guerra non la giustifica solo perchè dopo ci sarà la pace,tipico della mentalità del conquistatore,dell'imperialista.Ti faccio la guerra,un paio di milioni di morti...ma poi vedrai come si starà bene quando comanderò .....bello.E potremo dialogare...tu genocida che hai ucciso i miei figli e i miei fratelli e io sottomesso alla tua democrazia....mi biasimeresti se invece di stare a dialogare con te metto un pò di bombe in giro sperando di farti saltare le chiappe??Forse tu sì,nella tua follia io sarei un terrorista assassino e tu un liberatore che ha portato pace e prosperità.

E con la storia che tristemente continua a dare ragione a me e a te torto ti lascio alle tue divagazioni aberranti.

Pace e bene....sempre che sia chiaro il significato di queste due parole.

27
29 Ago 2008
alle 09:57

Fabrizio

"Democrazia", ahahah!

Alieno, ti dimentichi sempre che la democrazia  d'esportazione si traduce in dittatura. I talebani e lo stesso Saddam erano considerati alleati e personaggi graditi, e sono stati appoggiati ed aiutati dagli USA, finché hanno fatto comodo.

Che poi i terroristi esistano, è la scoperta dell'acqua calda. Il punto è che l'invasione dell'Iraq con la lotta al terrorismo non c'entra una benemerita mazza. Se gli USA hanno invaso l'Iraq per fermare i terroristi, allora ha piena ragione la Cina a dare dei terroristi ai tibetani.

26
28 Ago 2008
alle 21:00

Alieno

Fabrizio: vorresti dire che anche il terrorismo in casa nostra, in Europa, che con azione di intelligence e prevenzione, viene spesso sventato senza che nemmen ci arrivi menzione, sia per non procurar allarmismo a noi sia per non allarmar i terroristi stessi e rendere più efficace l'azione preventiva investigativa.... hanno come finalità il petrolio?

Mi sembra un'analisi talmente riduttiva la tua. Il petrolio c'entra, ma con la guerra al terrorismo, il discorso è anche marginale.

Semmai avrei preferito che si discutesse di un tornaconto in cui la costruzione di una democrazia è più utile, in sostanza, proprio al business Usa (ed occidentale), cioè quelle condizioni ambientali, di aver democrazia, offrono maggiori garanzie.

Ma anche se l'esportazione di democrazia rispondesse a meri fini economici e non solo etici o di principi morali, dovendo scegliere con alternative alla democrazia, mi rendo conto che ho comunque una convenienza anche io, sia economica che morale, a che la democrazia come sistema sia sempre più estesa: perchè favorisce una miglior ricaduta di benessere rispetto ad altri sistemi ma anche perchè crea condizioni dove la pace ha un habitat più congeniale, così come il dialogo.

Alieno

25
28 Ago 2008
alle 18:48

Alieno

1. Barak Obama è il primo afroamericano candidato alla Casa Bianca.

2. L'altro candidato democratico, nel caso, sarebbe stato donna.

1 bis. A far fuori le minoranze, dal tempo dei pellerossa, nno sono i nasi lunghi americani-occidentali, ma terroristi, fanatici ideologici o religiosi.

2. Le force peace-keeping internazionali e Usa, collaborano con le forze nazionali (tanto Irak che Afghanistan eh) contro i terroristi.

3. Ci sono i cristiani coloro che subiscono la persecuzione in varie parti del pianeta. Gli ultimi accadimenti in India dove si sta verificando da giorni un vero e proprio pogrom ai danni di sacerdoti, suore e semplici fedeli, così come la distruzione di chiese e strutture caritatevoli ed umanitarie (centri sociali, orfanatrofi, scuole..) in realtà allungano una lista già lunga di scenari dove si applica la caccia al cristiano con l'indifferenza anche di parti politiche nostrane che si vorrebbero sensibili ai temi del razzismo e delle persecuzioni... quando gli conviene, mentre in questo caso, si gira il capo dall'altra parte e ci si tappa le orecchie, si minimizza ed è inutile negarlo, è facile immaginare anche un compiacimento in un odio che si manifesta spesso nella dialettica anche in casa nostra.

Sono tutti aspetti che dovrebbero mettere in discussione l'immagine dell'oggetto dei propri odi, anti-cristiano o anti-Usa e che dovrebbero almeno far tacere anzichè straparlare di accuse di razzismo, tanto per cominciare. Almeno dovrebbero permettere all'umiltà che prende atto anche di situazioni scomode, di rielaborare gli archetipi e gli argomenti demagogici a cui si è affezionati, elaborando una realtà più complessa, dove nè gli Usa nè i cristiani possono dirsi immacolati e privi di responsabilità, ma certamente è complicato voler individuare tra loro le maggiori e più gravi responsabilità come si voleva a nel secolo scorso quando grandi fanatismi ideologici di massa reclamavano a gran voce la legittimità dell'odio e dell'analisi senza mediazioni, massimalista, con gravi pregiudizi a rendere incapaci anche di volontà per riconoscere proprie responsabilità. Ma oggi? Ma oggi come si pretende di argomentare ragionevolmente, in modo persuasivo, onesto, certi odi come quelli anti-Usa ed anti-cristiani, anti-occidentali quando la realtà è più accessibile a tutti, non fosse altro che ringraziando alfabetizzazione e strumenti come il web?

Alieno

 

24
28 Ago 2008
alle 17:24

Fabrizio

Bè Claudio, a dire il vero, per me il fine potrebbe anche giustificare i mezzi. Se qualcuno volesse accoppare l'umile sottoscritto, non avrei problemi ad anticiparlo, se mi riuscisse.

Il problema è che il fine degli americani  è semplicemente quello di assicurarsi la fornitura di petrolio, alla storiella della "war on terror io proprio non ci credo. Alieno non ha dubbi: gli americani vanno a caccia di terroristi, quindi pazienza per i morti civili. A questo punto come incavolarsi per i cinesi, che difendono caparbiamente la teoria ufficiale dei tibetani terroristi? Io una certa simmetria ce la vedo, ma magari sono io malizioso.

23
28 Ago 2008
alle 00:47

claudio

non è che debba ogni volta spiegarti tutto io, eh: comodo star lì a sentire la lezione, con l'unico intento non di scambiare qualcosa, ma di cogliermi in fallo o di contrastare quel che dico con inutili insinuazioni!

Avrei voluto ritardare questo momento il più a lungo possibile,ma devo dare un duro colpo al tuo amor proprio......

Non considero purtroppo i tuoi prolissi sproloqui..."lezioni",ma non solo,ritengo che tu sia diseducativo e deleterio per l'intero genere umano,poi mi ricordo che parecchie cose le copi o ti vengono imposte e allora mi addolcisco  un pò.Vedi non c'è nulla da imparare da uno che ripete a memoria e con orgoglio le stronzate che han donato all'umanità miliardi di vittime e secoli di orrore e dolore,semmai ci sarebbe da starci lontano,ma io sono un pò masochista e qualche riga la leggo...e comprendo...ecco perchè non insinuo..te lo dico proprio chiaramente nei miei post cosa penso di te e delle tue convinzioni.Se non ricordi posso rinfrescarti la memoria,ma conto su un tuo impegno di ricerca....non devi andare a cercare molto lontano..e lo sai.

Se comunque tu non dovessi trovare nulla di chiarificatore hai solo da chiedere,sarebbe per me un immenso piacere ricordartelo.Ma basterebbe che tu facessi leggere i tuoi di post a chiunque possa giurare di non essere del tuo partito per aver identica risposta e giudizio,ma forse non  ne conosci persone così...e forse è anche per questo che sei diventato quel che sei diventato..o almeno spero tu non lo sia dalla nascita.

22
28 Ago 2008
alle 00:32

claudio

Che ci vuoi fare,Fabrizio,il nostro ha delle convinzioni che a contraddirlo poco poco si adira.

Inutile spiegargli che l'invasione Usa e occidentale dei due paesi menzionati più sopra ha causato più vittime di decenni di dittatura,che la democrazia che lui auspica non esiste e non esisterà mai,conosciamo bene i governi burla della Cia,che la libertà per migliaia di bambini non ci sarà perchè uccisi da americani in cerca di terroristi,se vogliamo non contare gli stupri e il tiro all'islamico tipico dei marines appena contano qualche vittima.

Ma se da qualche parte nel mondo si accoppa un cristiano salta su come una molla,immediatamente dimentica che in Libano gli stessi crisitiani hanno massacrato migliaia di mussulmani e lo stesso fecero in India proprio a danno degli indù che si opponevano alla dominazione inglese e all'imposizione della religione cristiana ,e seppur deprecabile e condannabile il comportamento degli indù arriva ad accostarli addirittura ad Hitler...per dieci morti..

Come,una persona del genere possa essere considerata credibile,mi sfugge.Tante belle parole,tante..anche troppe a volte,abile dialetticamente a coprire le sue reali intenzioni.Si smaschera da solo,quando per l'ennesima volta cita cinquanta bambini morti al solo scopo di difendere gli assassini.

Forse il fine giustifica i mezzi,ma allora non si può non applaudire anche gli indù,usando il suo metro di giudizio,in fin dei conti vogliono solo cacciare i cristiani dalla loro terra,i metodi non son molto ortodossi ma non differenti da quelli usati dai marines contro dei bambini innocenti che non hanno nemmeno la colpa di essere cristiani.

Ma per chi usa l'intelletto non a scopi politici o propagandistici,il fine non giustifica il mezzo,e qualunque omicidio va condannato e perseguito,e l'assassino sia esso un indù ariano o un marines ubriaco e infoiato va tolto dalla circolazione in modo esemplare.

Non esistono guerre giuste,esistono solo guerre e in quanto tali sbagliate.Non esistono vittime civili definibili danni collaterali o inevitabili al fine di raggiungere scopi tutt'altro che umanitari,esistono solo morti innocenti,quando l'uomo lo capirà probabilmente sarà troppo tardi,quando lo capirà Alieno sarà tardissimo per poter diventare uomo.Sino ad allora godiamoci le guerre e le stragi dal calduccio dei nostri lettini,continuiamo a tifare per gli oppressori e dimentichiamoci degli oppressi,o tifiamo per la nostra fede che ci ha donato radici a cui non possiamo rinunciare al punto da scatenare nuove guerre o a spingerci ad allearci con degli assassini ladri che per rubare un pò di petrolio assassinano migliaia di persone,con la vergogna infinita di definirci anche portatori di pace e di democrazia.

Aspettiamo che qualcuno rinsavisca o che muoia e si tolga per sempre dalle palle,lui,la sua democrazia dispensatrice di morte e odio,la sua religione che ha fatto più vittime di chiunque altro nella storia dell'umanità,le sue bombe intelligenti,la sua smania di ricchezza e potere,la sua sete di vendetta.

Ma non giudichiamo male i poveri indù se assolviamo assassini criminali di tal fatta,al massimo potremmo accomunarli nella condanna,anche se gli indù potrebbero incazzarsi..del resto nella conta dei morti sono qualche miliardo indietro.

21
27 Ago 2008
alle 10:35

Fabrizio

I morti in Afghanistan e in Iraq sono diretta conseguenza dell'invasione americana. Invasione motivata non da intenzioni umanitarie tipo: "Abbattiamo i tiranni", anche perché guarda caso, spesso e volentieri i tiranni sono messi al potere dagli stessi americani. Alla storia della guerra al terrorismo io non credo. O meglio, se poteva effettivamente essere una giustificazione per l'Afghanistan, proprio non regge per l'Iraq. No, il motivo è sempre il petrolio. Se devono crepare 200.000 civili affinché gli americani possano continuare a girare con macchine che fanno 3 km con un litro, poco importa. E i governi fantoccio instaurati dagli americani non sono meglio di quelli appena abbattuti, non sono io a dirlo ma organizzazioni umanitarie internazionali. Ovviamente: l'unico requisito per il loro riconoscimento come organismi legittimi è che obbediscano ai "suggerimenti" dell'amico di Washington, soprattutto per quello che riguarda le concessioni per lo sfruttamento delle risorse naturali. E allora ogni vittima civile è una diretta vittima dell'imperialismo americano, poche palle.

20
26 Ago 2008
alle 20:54

Alieno

@Claudio: velocemente..

In Iraq: forze irakene, alle quali collaborano da tempo anche forze sunnite (la parrocchia del defunto saddam, minoranza ma privilegiata con quel regime e perciò erano infatti gli sciiti a festeggiare la sua caduta e l'impiccagione) che hanno cominciato a rendersi conto che il terrorismo alqaediano che lì si è insinuato profittando dell'incauta e, dal mio punto di vista, strategicamente sbagliata, scelta Usa di attaccare Saddam fino in fondo: per quanto criminale e regime spietato, Saddam almeno aveva capacità di non rendere permeabile ad alqaeda quel sito. Oggi forze sunnite e sciite, insieme a forze Usa e altre (dedicate all'istruzione ed alla formazione di forze di polizia o militare e non al combattimento vero e proprio) combattono alqaeda. Senza però che questo impedisca i regolamenti di conti dell'odio che c'è tra sunniti e sciiti, purtroppo, ma per impedire simili vendette senza fine, occorre un lungo percorso culturale. Tra le forze in campo pro-irak, oltre a quelle governative irakene e gli Usa contro il terrorismo, ci sono anche altri: recentemente abbiamo scoperto, grazie agli ultimi avvenimenti, che ci sono anche forze georgiane in quello scenario, migliaia di soldati, che la Georgia nel precipitare degli eventi in casa propria, ha infatti chiesto fossero immediatamente rimpatriati come da accordi.

 

In Afghanistan, per numero e sacrificio sono proprio le forze afgane a fare il maggior sacrificio nella lotta al terrorismo ma senza l'aiuto concreto e irrinunciabile degli Usa, avrebbero già perso quella guerra. E tra le altre forze della comunità internazionale contro il terrorismo, c'è una considerevole collaborazione russa (permette l'uso del suo territorio negli spostamenti logistici) che adesso, nella situazione tremenda che si è creata, in cui si defila anche dagli impegni collaborativi Nato parrebbe, diventa problematica.

Il sentimento che mi ispira la notizia della morte dei civili in Afganistan, tra i quali parrebbe, anche una 50ina di bambini, è quello della tragedia naturalmente.

Che però ho visto aver ampia eco su tutti gli organi di informazione (e non solo ita), giustamente.

Mentre già basterebbe la tua definizione di "fattarelli" quella della morte bruciata viva nella furia assassina di fanatici animati dall'odio anti-cristiano, per capire che non c'è uguale spinta informativa.

Intanto, continui a non afferrare la differenza, ed è grave, tra episodi accidentali e non voluti (e nemmeno convenienti, dunque indesiderati anche per motivi di tornaconto, figurarsi) e fatti in cui l'obbiettivo è volutamente distruttivo.

Il raid americano andava a caccia di terroristi.

Il raid dei fanatici indù andava a caccia di cristiani.

Ce la fai a cogliere quella realtà tremenda che ti sfugge?

E' evidente che, consapevole di questo, mi viene più facile spendermi laddove un fatto gravissimo, com'è quella persecuzione per i cristiani, che vedo trascurato, minimizzato (quando non intimamente plaudito in loro odio: "se la son cercata, ben gli sta", non è così?) non ha lo stesso rilievo.

E che non lo ha, me ne accorgo non solo perchè quella questione non è altrettanto presente come invece lo è l'ossessione anti-occidentale, anti-Usa effettivamente ai tavoli delle discussioni (web o stampa, tv o radio), ma anche perchè non è il primo episodio, anzi, sono stati completamente ignorati fatti recenti che rivelano quella persecuzione e quell'odio assassino.

Ti ringrazio per l'invito esteso a "tutti" per leggere le mie argomentazioni, ma credo che il doppio filo che lega Br e Indù ai nazisti e comunisti, sia ben chiaro a tutti nella percezione, aldilà del miglior uso o peggiore, come nel mio caso, a spiegarlo: è il fanatismo di estremizzazioni che si sostengono sull'odio, sul rancore mortale e che nella storia come nell'attualità, ha già mostrato incredibili alleanze di sistemi di valori che altrimenti, se non in ragione dell'odio, sarebbero inconciliabili tra loro.

Abbiamo fanatici islamici alleati con neo-nazi (il sentimento d'odio antisemita è il collante) e con parimenti criminali neo-comunisti (il collante è l'antioccidentalismo-anti Usa ma anche l'antisemitismo, solo mimetizzato nell'antisionismo). Questo lo percepiamo benissimo anche in casa nostra, nella dialettica improponibile che però, ci viene proposta, pur essendo in un contesto, quello Europeo, che dovrebbe avere cultura liberale e democratica ad arginar quei tristissimi fenomeni di intolleranza ed odio mortale, incurabile.

Per quanto riguarda le connessioni tra estremismo nazista e quello indù, sai quello che ha ucciso lo stesso Gandhi, colpevole di portare avanti un "pericolosissimo" messaggio di non-violenza in quella cultura, ti rimando al mio commento nel post dedicato qui nel blog ed anche ad un tuo impegno personale per far ricerca: non è che debba ogni volta spiegarti tutto io, eh: comodo star lì a sentire la lezione, con l'unico intento non di scambiare qualcosa, ma di cogliermi in fallo o di contrastare quel che dico con inutili insinuazioni!

Se lo fai, troverai che appaiono cosette comuni, come Ariano, a farti intuire che le connessioni ci sono. Ma la principale è la condivisione della legittimità dell'odio e della violenza, che in sostanza, unisce ogni estremismo e fanatismo, tanto ideologico che religioso (nella religione partecipa l'uso della fede senza RAGIONE, che poi, tante volte, si potrebbe tradurre anche come laicità - non laicismo che è altro).

Così, comprendendo questi valori culturali condivisi dell'odio, si comprende perchè uno Chavez simpatizza per un regime crudele come quello di Ahmadinejad, sai quello che impicca i gay - ma anche che autorizza la polizia politica ad arrestare usi occidentali come ballare o una certa pettinatura o la foggia di un abito, oppure che legittima fanatici a far giustizia da soli. O con gli hezbollah. Che ci azzecca un socialismo comunista di ispirazione marxista, che di per sè sarebbe in odio ad ogni religione, figuriamoci con una fondamentalista...?

C'è il collante dell'odio enorme, comune, come valore: antioccidentale, anti-Usa ecc.

Ma la storia ci aveva già offerto tantissime testimonianze in questo senso. E non c'è bisogno di scorrere secoli addietro: si pensi al secolo scorso, quello che chiamiamo il secolo delle grandi ideologie (ma che sarebbe meglio definire anche delle ideologie criminali) che si sviluppano e concretizzano pienamente (partendo già dal secolo precedente) .

La storia ci consegna un patto Stalin-Hitler, una parte della storia importante in Europa, perchè la segna notevolmente in un comune disegno criminale di queste ideologie di spartirsela. Eppure aspetto dimenticato: fa emergere con chiarezza di cosa son capaci certi radicalismi ideologici, anche di contraddizione ed incoerenza, se c'è la possibilità di un vantaggio altro e di far prevalere l'odio comune.

O le forze islamico-naziste. O più recentemente, le collaborazioni, connessioni tra il terrorismo internazionale comunista e quello islamico che proietta un'ombra anche sulla strage di Bologna...

Per quanto riguarda Vasco, aldilà del mio apprezzamento per certe sue canzoni, più che altro per l'aspetto musicale non certo per i testi, direi che la maggior parte delle sue canzoni di senso ne hanno pochino pochino. D'altra parte non ritengo che sia una necessarietà di chi scrive canzoni che abbiano anche un significato di spessore nel testo, eh?

La stessa canzone della quale citi il refrain, non ha molto senso. E questo la rende divertente, oltretutto, perchè mi appare quasi come un'ironica provocazione. E così, messo l'animo in pace sulla scarsità del testo che non deve essere affatto considerato un limite (se la musica è bella e piacevole e Vasco ne sa scrivere di bellissime), la voce di vasco diventa un vero e proprio strumento a suonare in mezzo agli altri e posso dire che la canzone mi piace.

Vedi, ho cercato di dare un senso a tutto quel che scrivi, punto per punto, dandogli probabilmente più importanza di quel che meriteresti quando è così palese l'intento di contraddirmi aprioristicamente, qualsiasi cosa dica.

Ciao.

Alieno

19
26 Ago 2008
alle 18:19

claudio

La differenza è, semmai, quella dei fini, degli intenti, per cui il terrorista al civile ci mira (fatto utile proprio alla strategia del terrore che un civile non possa mai sentirsi al sicuro, così pure che è relativamente impossibile difendersi, se l'obiettivo strategico diventa ogni luogo, anche quello civile), progetta di uccidere civili, mentre in combattimento sono forze militari che si scontrano ed i civili ci vanno di mezzo,

Interessante teoria,visto che se la spiego io insinuo per carenze argomentative,vuoi gentilmente erudirci tu su quale siano le forze militari a confronto in Irak e Afghanistan,e quale sentimento ti ispira l'assassinio di donne e bambini seppur aghani e non cristiani,mamme e figli di probabili terroristi?

Perchè nel post sui fattarelli in India dove pare, cinque persone hanno trovato la morte, ti ha condotto in un pistolotto demenziale dove cerchi di convincerci sui legami tra induismo,nazismo e comunismo a danno dei cristiani e non hai speso una parola per le novanta vittime diciannove donne e settantuno bambini,assassinati in afghanistan?

Muoio  dalla voglia di leggere le tue "argomentazioni"....e invito tutti a leggere le argute teorie di ALieno sul filo doppio che lega Br e Indù a nazisti e comunisti.Ammirate lo sforzo dialettico nel cercare di dare un senso alle sue parole,che come direbbe Vasco...un senso non ce l'ha.

18
26 Ago 2008
alle 17:57

claudio

Il fatto che Claudio insista nell'affibbiarmi cose che non dico e non penso, non significano nè creano una verità che è ben altra. E' solo una sua necessità, strumentale a carenze argomentative altrimenti.

Se riportare i fatti e vederli modificare,alterare,rigirare,dalle tue pseudo argomentazioni,altrimenti definibili più onestamente,balle,al solo fine di giustificare per non rendere troppo evidente la tua incoerenza e il tuo amore viscerale per l'alleato (tuo) americano,al punto da non riconoscere lo scempio e la strage,e definirli fatti gravi,beh allora hai ragione...ho carenze argomentative.

Ho dato una scorsa veloce al tuo post sugli incidenti in India..potremo definirli fattarelli appena appena fastidiosi,che ne dici?

Ma dalla prima lettura alla veloce mi pare dal fervore che ci sia stata la strage degli innocenti,e che invece di poche persone morte ci sia stato martirio e santificazione imminente.Quanta ipocrisia....incapacità totale a riconoscere che il tuo metro di giudizio si accorcia e si allunga a piacere,a seconda di chi alzi la mano e sopratutto su di chi alzi la mano.

Meno male che con me hai un vantaggio,la tua credibilità era sotto zero,più di così non puoi scendere.

17
26 Ago 2008
alle 16:22

Alieno

@Fabrizio: Tu quoque, Brute, fili mi!

Da te non me lo aspettavo, caro Fabrizio, visto che in passato ti ho visto capace di più oggettivo distacco per più lucidi commenti, meno capace di prestare il fianco a tentativi demagogici o insinuazioni assurde.

Ti consideravo "dalla mia", nonostante le differenze di posizione e le collocazioni geometriche politiche, per quell'oggettività di cui eri capace e che nel dialogo era certamente di conforto (oltre che di ispirazione).

Beh, finito il lamentino ed il piantino per il "tradimento" perpetrato ai miei danni (anzi, dal mio punto di vista, ai danni della Ragione e dell'onestà intellettuale), sotto a chi tocca perchè non farò dialetticamente la fine di Cesare, ma replicherò abilmente come un Panda kunfu-ka. :-)

Chi ha mai scritto che non dovremmo vergognarci degli ammazzati civili? Fossero decine o uno, chi l'ha mai detto?

Certo non io. Non l'ho certo detto ricordando che la guerra è quella che è, di non sorprendersi forse ho detto, non di non vergognarsi, dispiacersi, addolorarsi. E' altra cosa.

Nemmeno ho scritto nulla che sostenga l'insinuazione o il sarcasmo per cui la differenza starebbe nel fatto che non li hanno ammazzati i comunistacci.

La differenza è, semmai, quella dei fini, degli intenti, per cui il terrorista al civile ci mira (fatto utile proprio alla strategia del terrore che un civile non possa mai sentirsi al sicuro, così pure che è relativamente impossibile difendersi, se l'obiettivo strategico diventa ogni luogo, anche quello civile), progetta di uccidere civili, mentre in combattimento sono forze militari che si scontrano ed i civili ci vanno di mezzo, accidentalmente, con più o meno attenzione (per quanto sia impossibile illudersi che ci siano bombe intelligenti e guerre buone che non facciano regolarmente vittime anche tra i civili).

D'altra parte, il fatto che l'Afganistan, cioè polizia e forze militari dell'afganistan combattano al fianco degli Usa e degli altri alleati occidentali contro il terrorismo, uniti, così come quello di prender atto che perfino le forze afgane, talvolta, accidentalmente, in quella guerra, provocano morti tra i civili, dovrebbe dirti che il tuo sarcasmo e la tua insinuazione non ha motivo d'esistere aldilà di quello che scrivo io.

Che certamente non è quello di considerare i morti civili cosa da poco, per qualsiasi causa muoiano.

Ti e mi auguro di vederti tornare alla tradizionale onestà a cui mi hai abituato.

Che non significa che tu debba darmi ragione, affatto così, ma che tu possa anche argomentare, come tante volte hai fatto, onestamente, punti di vista ed altro.

Il fatto che Claudio insista nell'affibbiarmi cose che non dico e non penso, non significano nè creano una verità che è ben altra. E' solo una sua necessità, strumentale a carenze argomentative altrimenti.

In questo caso, è più facile la replica polemica e critica se mi si disegna come un cattivone che di morti civili se ne sbatte se non provocati dai comunisti ecc. e ritenendo di non avere argomenti più persuasivi restando a quel che scrivo, si butta lì, nell'insinuazione dove è possibile pescare nella demagogia classica della sinistra oggi (da Repubblica all'Unità, capaci di negare la verità fino al ridicolo, compresa la negazione dell'esistenza di un giornalista più volte citato nei propri articoli, solo perchè osa scrivere, per una volta, contrariamente a decine d'altre, non troppo male del governo di cdx: che figuraaaaaa da tordi. Anzi, da colombo!).

Alieno

 

 

Ti facesse male leggere tutta quell'Unità? Ehehe.

 

16
26 Ago 2008
alle 12:41

claudio

Le giustificazioni che ogni volta adduce a favore dell'occidente,a suo dire ingiustamente accusato di genocidio e crimini contro l'umanità,nonchè di sistematiche violazioni dei diritti umani elementari,son sempre i soliti slogan triti e ritriti,sentiti e strasentiti,letti e straletti.Già ampiamente dimostratisi falsi e adulterati,questi sì,a scopo politico e propagandistico.

Il buon selvaggio...grande idiozia,nessuno afferma che lo fossero,ma giustificarne l'estinzione con simili argomenti è oltre che folle,squallido.Colpa grave dici,aggredire dei crudeli selvaggi a casa loro,rubargli la terra,cacciarli dai loro villaggi,causarne direttamente l'estinzione,il tutto sotto lo sguardo miserevole e misericordioso del tuo Dio,addirittura in nome suo talvolta.

Ebbene questa colpa grave,che tu dici non essere genocidio,crimine contro l'umanità,si ripete ancora,nei secoli dei secoli,stesse modalità,stesse vittime,stessi carnefici.

Credo sia ora,invece di revisionare la storia per darsi una rinfrescata e una parvenza di umanità,studiarla quella storia,apprenderne gli insegnamenti,che non sono "come sterminare un popolo meno evoluto e di religione o colore della pella diversa dalla nostra,in tredici lezioni,ma imparare a convivere con culture e religioni differenti senza per forza dover prevalere,a costo dello sterminio,dello stupro,dell'omicidio,del genocidio.

Attendo parole forti di condanna per gli avvenimenti in India,ora le vittime sono cristiane,si brucian le chiese,si ardono suore,attendo la compassione e il cordoglio.Quanto forte si leverà questa voce,a cui mi unisco in partenza,ma quanto forte sarà?Sarà uguale al silenzio che accompagna le violenze in Afghanistan o in Irak?O si indirizzerà verso chi reagisce alle bombe sui civili inviando carri armati?

Ora io mi chiedo,il lutto,il cordoglio e la condanna saranno diverse da quelle che mai ci furono quando i carnefici erano coloro che ora si ritrovano ad essere vittime?

La stupidità umana si manifesta in tutta la sua orribile potenza nelle guerre.Il non riconoscere che non c'è guerra giusta,aggressione motivata,che ogni vittima,sia essa da una parte o dall'altra è una vita buttata via e che qualcuno dovrebbe pagare per questo,è follemente pari alla follia di chi le guerre le inizia.E allora non darò più ascolto alla voce di chi giustifica le mattanze di civili ad opera dell'occidente,quando condannerà le uccisioni in india o si spenderà con fervore contro la pena di morte o contro l'aborto,in nome di una sacralità della vita che in realtà è sacra solo quando fa comodo,quando è la bomba del terrorista ad uccidere o il bisturi del chirurgo o il boia,ma che improvvisamente non lo è più quando cadono le bombe americane e alleate,quando distruggono scuole o asili,quando le vittime sono bambini così diversi dallo stereotipo del buon cristiano,ma molto più vicine all'immagine del cattivo terrorista.

Provo ad essere afghano per un attimo,padre di una della novanta vittime dei razzi americani....non desidero che la guerra finisca,anzi...vorrei continuasse all'infinito,almeno sino a quando non avrò mille di quei piloti tra le mani e li ucciderò per vendicare i miei lutti.

Così gli Usa e l'occidente provvederanno a pacificare quelle terre che loro hanno sconvolto con la guerra,proseguiranno sino al genocidio.

Le donne continuano a girare con il burka,gli uomini continuano a immolarsi in nome di Allah,i talebani girano indisturbati per il paese tanto i bersagli dei piloti americani sono i bambini....anni di guerra e di morte e niente è cambiato,a parte la dicitura sui libri di geografia,alla voce Afghanistan e Irak,c'è l'estensione del paese,il pil,le attività produttive principali...manca la voce "popolazione"...è in aggiornamento...al ribasso.

E mentre l'attenzione dei media e della comunità internazionale è tutta puntata sulla Cina e sul Tibet,novanta morti si ritrovano a finire nell'elenco delle colpe gravi nel silenzio totale degli atleti che non regalano nè maschere nè medaglie,dei governi in ferie alle Maldive,degli opinionisti cristiani che ritengono la morte ad opera dei raid americani un dono di Dio,e invece quelle per mano cinese un crimine a cui porre fine...a costo di intraprendere guerra giusta....

Pace e bene,difensori della vita.

15
26 Ago 2008
alle 11:47

Fabrizio

"Assurda teoria" quella di Claudio, per cui parecchie decine di civili ammazzati sarebbero qualcosa di cui vergognarsi? Ah, già, non li hanno ammazzati i comunistacci, per cui sono solo danni collaterali, da giustificare con le solite scuse. Colpa dei terroristi...

14
25 Ago 2008
alle 23:37

Alieno

@Claudio: ma non cambi mai eh? :-)

Mai stato convinto che le popolazioni e le civiltà annientate a chichessia, occidente cristiano o cattolico incluso, non fossero così importanti. Nè è possibile fare una forzata conclusione di quello che insinui usando le mie parole. Con le quali anzi dichiaro una simpatia prolungata, fin dall'infanzia, parlando di indiani americani.

La crudeltà dei loro riti, il loro orgoglio di guerrieri, nulla toglie, come ho ben scritto, alle responsabilità di altri come gli occidentali.

Ma io credo che non sia necessario e doveroso nascondere verità trattando la gente da deficiente, offendendola nel negargli quello strumento di comprensione e di crescita (la verità appunto), come facevano e fanno i regimi di ieri e di oggi (anche quello Cinese, appunto).

Io credo che agli uomini si possa spiegare una realtà più complessa che però ha verità semplici, in cui non c'è nè il presupposto per l'odio contro gli indiani d'america, nè tantomeno il disprezzo per gli occidentali: infine sono uomini, coi loro pregi ed i loro difetti, anche gravi.

Se avvertissi che la vulgata diffonde l'idea mistificata di indiani spregevoli e meritevoli di ogni sorpruso, allora mi spenderei (come tante volte ho fatto, soprattutto da ragazzo) perchè la loro voce sia più forte.

Ma la realtà oggi, in Occidente, è che la cultura propone l'opposto. L'esagerato specularmente che, essendo speculare ad una menzogna (l'indiano spregevole) produce opposta menzogna (l'uomo bianco-occidentale-cristiano spregevole.

Sono tanti i motivi che spiegano questo ribaltamento della menzogna diffusa, della verità nascosta o alterata, manomessa trattando gli uomini da deficienti, offendendo la loro intelligenza e non voglio ripercorrerli stasera (anche perchè dovrei di nuovo tirare in ballo, oltre al terzomondismo-antioccidentalismo, il solito sessantotto).

Avrei piacere, dunque, se correggessi l'immagine che dipingi: mai scritto che gli indiani non avevano importanza o meritavano di essere oppressi e non c'è tra le righe, nemmeno quando evidenzio la balla della favola del buon selvaggio, quando faccio notare che l'immagine che riteniamo di dover dare degli indiani americani, non corrisponde al vero: nonostante la loro crudeltà ed un codice culturale a volte molto distante, troppo dal nostro (per cui poter comprendere, oggi, in modo distaccato, equilibrato, anche certe reazioni occidentali a quella cultura... comprendere, non giustificare che è altra cosa), per loro ho sempre avuto una spontanea, istintiva stima, cogliendone comunque, tra le atrocità e le cose insopportabili, la bellezza. Ma questo cerco di farlo con tutti gli uomini, se posso. Non sono un massimalista di professione, quando invece, dalla lettura che fai dei miei post, lo sembri più tu.

E' puerile anche il sarcasmo che fai su alcuni che sugli afgani ritengono che non dobbiamo prendercela, che mangiano con le mani (talvolta lo faccio anche io ed è piacevole contatto, assicuro) e tutte le altre menate.

Non ho idea di chi siano coloro che disprezzano gli afgani: forse i talebani che li uccidono volontariamente? Certo non l'Occidente che è alleato degli afgani ed al loro fianco combatte.

Già te l'ho detto più d'una volta: le informazioni che proponi, a volte, appaiono estremamente incomplete o adulterate. E di nuovo ti consiglio di leggere un libro come "Il cacciatore di aquiloni" per ampliare un po' la tua comprensione e la tua sensibilità sul tema.

Mentre tu scrivi come se gli Usa combattessero contro gli afgani, la realtà è che gli afgani e gli Usa combattono contro quelli che nemmeno citi: i terroristi taleban, Alqaeda.

Se era assurdo e strumentale simile deformazione dei fatti con l'Irak dove davvero c'era più margine per la complessità della situazione del territorio (frammentato da tribù e da parrocchie di culto da tempo in odio feroce tra loro), ancor di più appare in tutta la sua meschinità di propaganda da casa del popolo quel proporre l'immagine Usa Vs Afganistan oggi, dove gli afgani combattono con enorme sacrificio per una loro libertà dal terrore.

Ma nonostante ciò, voglio ricordarlo a te e a chi segue la tua assurda teoria, la polizia afgana più di una volta, erroneamente, nel combattere il terrore, si è trovata a far vittime civili. La guerra è anche questa: il fuoco sui civili. E perfino sui propri soldati, nella storia della guerra, si incontra spesso quel che appare sarcasticamente come "fuoco amico", figurati.

Il fatto che la guerra è una cosa tremenda e terribile, sporca, dolorosissima, l'accettazione di questa realtà non toglie nulla al dolore per la perdita di vite civili. Che certamente è ben comprensibile con un po' di senno: non produce alcun vantaggio nè agli afgani nè agli Usa nè all'Europa che combattono, alleati, amici, il terrore ancor più feroce dei taleban e di Alqaeda. E resta la grande diversità tra chi uccide civili come risulta di pessima organizzazione o incidentalità e chi invece, punta proprio alla morte di civili perchè anche quella, soprattutto quella compie la strategia del terrore. E uccide tanto sul terreno di scontro, durante la guerra che dietro le proprie linee o affatto in guerra, perchè quel fanatismo, quella cultura mortale impone una guerra feroce e perenne per qualunque cosa non sia se stesso.

Di silenzio non mi pare proprio che ce ne sia stato, in ogni caso: tutti i quotidiani, tanto nazionali che non, hanno riportato la notizia per giorni, dunque va ricondotta, quella tua affermazione "Tutto sotto silenzio" a quella che è: qualcosa di diverso dalla verità oggettiva.

Ma che ora i tibetani, oltre a patire da decenni il regime crudele comunista cinese, debbano anche accollarsi le questioni dell'afganistan perchè si spenga una voce in loro aiuto, mi sembra davvero troppo, poveracci: ma che ti hanno fatto mai di male i tibetani per trattarli così?

Apprezzo invece il sarcasmo su Frattini, che come ho già detto, non apprezzo da tempo. Ed anche la ciliegina di restare alle Maldive durante lo sviluppo della tragedia in Georgia, non migliora certo l'immagine che ne ho: poco importa che si lavori anche per web e telefono! Anche la forma ha una sua importanza, ha un valore e può senz'altro essere di contributo ad una maggiore dignità. Il suo ruolo (ed il suo stipendio) imponevano che la sua vacanza fosse procrastinata a data da destinarsi e senza troppe lamentele, visto che non è costretto ad un mestiere ingrato e disumano per sopravvivenza e visto che, mai come quest'anno, c'è chi la vacanza non se la può certo permettere e certamente non alle Maldive che non scappano, restan lì, anche in momenti più favorevoli. E se non ce ne fossero, beh, significa che non è tempo di vacanza e morta lì.

Magari fossi stato a Pechino, magari. Certamente mi sarei unito ai manifestanti arrestati e poi scacciati dal regime, ma il mio sogno sarebbe di poter gustare da turista quel luogo e quella cultura enorme e millenaria, articolata, anche molto affascinante per quanto mi riguarda. Solo che poter vivere gioiosamente un viaggio culturale oggi, da turista, richiede un bello stomaco felpato, un bel paio di paraocchi ed un efficace paio di tappi nelle orecchie.

Consapevole che "tutto sotto silenzio" è la ricetta che il regime cinese riserva ad i popoli privati di ogni libertà, cioè ai suoi schiavi.

Viva la Granbassi (e mi risulta che altri argenti si sian uniti al gesto): ci regala un po' di dignità, meno male.

Ciao.

Ogni bene.

Alieno

P.S.: il prossim anno suggerisco, visto che ormai ogni disciplina parrebbe essere idonea alle olimpiadi, dal surf alla danza, dalla gara di sputi a quella della corsa nei sacchi e, udite udite, a quella suggerita per le prossime di... poker (!!!), di introdurre la nuova disciplina: ti vesti come un dissidente (anche un pacifico tibetano) e cerchi di superare un percorso, idealmente cercando di raggiungere che so, la stampa internazionale, evitando d'essere ucciso da qualche guardia (di confine o non, cinese o nepalese) o bastonato o tradotto in qualche carcere di cui non si ha più notizia nemmen dov'è..

Sarebbe naturalmente una disciplina dove lo spirito di squadra ha il suo peso. E se ce la fai, tutto sommato di aver oro vero non ti importa nulla e non viene d'istinto di addentarlo per verificare, simpaticamente... il premio invece potrebbe essere, sopravvivendo incolumi, quello di poter comunicare TUTTA la verità o almen cominciare a farlo, al mondo, alla stampa internazionale, ecc.

Ma già, ora che ci penso, questa disciplina in effetti già c'è, purtroppo si pratica già... mi sfuggiva perchè le telecamere non erano ben posizionate, credo ed il Comitato olimpico era troppo impegnato al gioco delle 3 scimmiette, mentre la comunità internazionale, occidente incluso parrebbe, era più interessato ad altre discipline: la viltà ed il business.

Sulla prima credo si possa dire che l'Occidente ha stabilità in queste Olimpiadi un primato. Sulla seconda, ho il forte sospetto che arrivi secondo. Dopo la Cina, naturalmente, padrona di casa ed oggi anche della nostra dignità che arrogantemente ha calpestato con nostra palese collaborazione.

Alieno

13
25 Ago 2008
alle 18:35

claudio

Doniamo medaglie che non avremmo dovuto vincere se solo fossimo stati coerenti,purtroppo Frattini si era appena rifatto il lifting e voleva mostrarlo in mondovisione....che gli frega a lui dei tibetani....

Alieno e i sioux,prevedibile difesa il suo attacco,conscio dell'enormità del genocidio compiuto in una violazione dei diritti umani da far impallidire anche PolPot.Lui tende a convincersi che le popolazioni e le civiltà annientate dall'occidente cristiano o cattolico non eran poi così importanti,la crudeltà dei loro riti o la loro bellicosità sono motivazioni in difesa dei tolleranti e misericordiosi nonchè civilissimi Occidentali cristianocattolici.

Per restare in tema con il post,mi piacerebbe che le altre medaglie fossero regalate alle famiglie delle giovani inermi vittime dell'ennesima violazione dei diritti civili,dell'ennesimo crimine contro l'umanità,compiuto da Bush in Afghanistan...89 vittime quasi tutte bambini,falcidiate dalla violenza e tracotanza dell'imperialismo americano.Ora qualcuno mi dirà che in fondo non dobbiamo prendercela tanto in fondo son solo afghani,mangiano con le mani e fanno il formaggio con il latte acido,e poi son crudeli...il loro sport nazionale è tirarsi addosso una pecora...povera bestia...non meritan di vivere,o non meritano menzione.Tutto sotto silenzio....

Invece i tibetani...

Viva la Granbassi......ma che ci facevi a Pechino??

12
25 Ago 2008
alle 10:07

chikka

brava brava brava sei un ottima moschettiera veramente. a me non piace molto il tuo sport ma ti ho seguita alle olimpiadi e ho visto che ti  meritavi l'oro anche più della vezzali!!!! sei molto più carina, simpatica e si vede che ci metti il cuore nel tuo sport!!! complimenti!!!!

11
24 Ago 2008
alle 20:16

amleto

Caro Alieno, hai uno strano concetto della dissidenza. Per quanto assai e troppo controllati, i religiosi in Cina hanno chiese, cattoliche a Pechino, buddiste nel Tibet. I dissidenti in America non sono certo lo star-system (bella e dorata dissidenza): prova piuttosto a chiamarti comunista. Mi risulta che siano fuori legge e non possano entrare nel paese...
La dissidenza è declinata ovunque, e va sostenuta ovunque, ma in un regime fascista o nazista non avrebbe neppure quei luoghi che esistono, limitati e vessati, in Cina.

10
24 Ago 2008
alle 13:12

Alieno

Caro Amleto: ogni tuo giudizio su di me è legittimo, ci mancherebbe. E nemmeno dirò che non mi interessa: mi interessa e mi incuriosisce sapere cosa pensano gli altri di me e delle mie idee e non a caso le metto sul tavolo della discussione apertamente, volentieri, sinceramente e consapevolmente che queste non avranno sempre apprezzamento, così come son cosciente che metto tra le possibilità, partecipando al dialogo, oltre che l'incontro di idee diverse (dove l'alterità può esser di per sè un po' offensiva, ma ciò è fisiologico e si deve tenerne conto nel dialogo senza rinunciare allo scopo che il dialogo si prefissa, che si auspica essere fine costruttivo), che le mie idee possono modificarsi in qualche misura (se partissi da un presupposto diverso, il dialogo non sarebbe tale e sarebbe altra cosa: spot, propaganda, sfogo liberatorio, scontro fine a se stesso ecc), dove ritengo sia possibile e così via.

Dunque mi incuriosisce il tuo giudizio critico, ma sarei in grado di apprezzarlo, forse, maggiormente, se oltre all'espressione di quel giudizio, sapessi anche argomentare un po'. La conclusione che io mi avvicini a Cortez-inquisizione-buffalo bill è chiara, ma perchè costringermi a tentare da solo di indovinare il meccanismo per cui fai quell'accostamento, magari inducendomi a degli errori, visto che devo fare senza tua spiegazione, supposizioni, ipotesi, incorrendo in più fallibilità per indovinare come ci arrivi a quella conclusione?

Per replicare degnamente, sarebbe interessante cosa giustifica dire che, meglio di me, perfino BuffaloCortezInquisizione.

Vado a tentativi: il solo fatto che dica delle (mie) verità, diciamo, non proprio a te comode, basterebbe per quel paragone in cui sarei perfin perdente?

Ma allora, scusami tanto, non sarebbe più persuasivo dir delle (tue) verità a smentire le mie, anzichè limitarti alla conclusione?

Non so cosa mi guadagna il giudizio che mi riservi: la citazione di Buffalo Bill (e di Cortez) mi fa pensare che ti abbia colpito che abbia detto qualcosa sugli indiani che non è certo colpa mia se sfugge un po' dalle vulgate conformiste new age oppure alle comode strumentalità ad ideologie (antioccidentali, anti usa ecc), ma in realtà non dovrebbero nè sorprendere nè cambiare nulla della giusta condanna per l'ingiusto trattamento che gli occidentali hanno riservato agli indiani d'america: e perchè?

Io ho corretto un'immagine distorta o deficitaria che ci passa il convento del conformismo, ma non ho alterato, per esempio, la consapevolezza che l'europeo si è comportato con torto ed indecenza nei confronti degli indiani, che oltretutto, mi son perfino simpatici da quando ero bambino, figurarsi.

A prescindere dal fatto che c'è una complessità di culture anche diverse tra gli indiani d'America, la mia "colpa" sarebbe quella di aver ricordato che non c'è la sovrapponibilità ed aderenza di quelle culture con la sensibilità-pacifismo come spesso gli attribuiamo, di miti ed innocui abitanti del pianeta, superiori per civiltà e per cultura come tanto spesso ci propongono cinematografia e letteratura?

Io trovo che sia sbagliato dover ricorrere all'omissione delle verità, alla distorsione della realtà allo scopo propedeutico di sostenere delle posizioni, giuste o sbagliate che siano.

Mi pare anche offensivo, perchè è un non autentico prendere atto dell'identità di quei popoli, volerli proporre come innocui abitanti dell'eden o elfi, quando la loro tradizione, così spesso, comprende chiaro chiaro, il valore del guerriero, della bellicosità, dell'orgoglio e della fierezza della propria cultura e perfino della loro etnia, della necessità della guerra e così via.

Le favole son piacevoli ed affascinanti, però poi, nella serietà degli adulti, sarà bene non esagerare con la fantasia al punto di imporre una realtà adulterata o omissiva, perchè quello è un sistema intellettualmente disonesto e ci ricorda troppo la sistematicità in cui si piega e si plasma l'opinione coi mezzi dei regimi totalitari (destri o sinistri che siano). Non onora certo il valore della verità e del.... coraggio.

Ma se spezzo l'incanto della favola del buon selvaggio (così come spezzerei quella dell'indiano crudele ed incivile che non merita altro che la morte o la prigionia) per amor della verità, che ci azzeccano Cortez_BuffaloBill ed addirittura l'inquisizione?

E poi, sempre per amor di franchezza, devo ricordarti che l'inquisizione di ieri (per quanto siano da rivedere certe esagerazioni della vulgata, per onestà storica, così come per il medioevo si sta lentamente facendo) è la polizia politica o religiosa di oggi, di regimi totalitari e crudeli (come i regimi comunisti o pseudotali o quelli fondamentalisti islamici..): perchè ricorrere a tanto tempo fa, citando l'inquisizione? Ed i Sioux.. sarebbe stato più plausibile e meglio comprensibile se il tuo giudizio, lasciandolo pure immutato, l'avessi espresso così: "Caro Alieno, è perfino megliio di te Ahmadinejad. Ma ti avvicini al regime cinese o ai taleban".

Roba attuale, realtà che ti ostini a non prendere in considerazione e forse è intuibile perchè sei costretto a ricorrere ai Sioux-Cortez-Inquisizione: le implicazioni ti complicherebbero la vita. C'è il rischio, se tu citassi quei termini attuali e vivi nel far paragone, cioè le polizie politiche o religiose, di regime, che si finisca perfino per essere d'accordo.

E tu non hai alcuna intenzione d'esser d'accordo con l'Alieno.

Se invece il tuo giudizio si è formato anche sull'ultimo post, il numero 8, beh, la sintesi di quel post è questa: la guerra è una cosa brutta, sporca ed è illusorio pensare che non comporti tragedie (pur restando giusto condannarle), compresi civili, bambini... e per quanto mi riguarda è illusorio pretendere che si possa rinunciare, purtroppo, alla guerra con qualcuno, quando questo te l'ha dichiarata apertamente e te la fa.

Ma questa consapevolezza di quella malaugurata, spiacevole necessità, non mi rende certo un guerrafondaio. Nè dire che la guerra è, insomma, qualcosa di brutto e non una partita a boccette, non mi rende certo un insensibile. Nè mi ipedisce di auspicare altro, se si può.

E nemmeno posso usare lo stesso peso se si uccide premeditatamente oppure accidentalmente: è una distizione che facciamo anche nel nostro diritto, che discerne, pur riconoscendo in entrambi casi una colpa, una morte causata per omicidio colposo oppure intenzionale, prerintenzionale, premeditato e così via.

Se io paragonassi l'azione del taleban che ai bambini ci mira alle forze internazionali (che collaborano con il governo afghano) che uccidono bambini ma l'episodio è tutt'altro che conveniente e gradito da loro stessi (per le comprensibili ragioni ed implicazioni mediatiche, d'immagine, politiche) allora sarei un incosciente che applica un relativismo assurdo finendo davvero per usar peso diverso per bilanciare due cose diverse e rendere indistinguibili. O forse sarei un massimalista, incapace di guardare più oggettivamente riconoscendo le differenze.

Solo nei cortei di esagitati può esser davvero accettabile un paragone tra, che so, Usa e Taleban-AlQaeda eh? Non è che poi davvero è la stessa cosa, aldilà degli slogan..

Lo dimostra anche il fatto che tu stesso, se hai la vocazione, per esempio, del dissidente, negli Usa te la caveresti benissimo, anzi, ti aggiungeresti ad una lunga cricca di noti volti dello star-sistem ecc.. Ugual possibilità, da dissidente, tra i taleban o AlQaeda, non l'avresti. Qualcosina vorrà pur dire!

In attesa di tue delucidazioni sugli accostamenti fatti per esprimer giudizio (son proprio curioso), ti auguro una buona giornata.

Alieno

9
23 Ago 2008
alle 21:42

Amleto

Caro Alieno, è persino meglio di te Buffalo Bill. Ma ti avvicini a Cortez e all'Inquisizione.

8
23 Ago 2008
alle 15:50

Alieno

Mi pareva strano che non si presentasse il solito anticlericale a dire le stesse identiche cose sfruttando il momento più opportuno... ma li fanno con lo stampino?

"Tutte le accuse concernenti vittime civili - recita un comunicato di Enduring Freedom - sono state prese molto sul serio. Le forze della coalizione fanno tutto ciò che possono per evitare la perdita di vite innocenti. E' stata aperta un'inchiesta", dice ancora la nota della coalizione." (da Ansa di oggi).

Senza nulla togliere alla tragedia del fatto, c'è una differenza di non poco conto tra chi provoca con piena intenzionalità cose del genere e chi invece le produce malaccortamente ed incoscientemente desiderando altro. E non voglio dire che desiderare altro è per miglior cultura o valore, dico che alle forze alleate o agli Usa, un simile episodio è scomodissimo, sconveniente (nè produce particolare vantaggio tattico uccider bambini) a danneggiare l'immagine che già subisce, nella nostra cultura, la dura e giusta critica, condanna, biasimo.

In un comunicato il ministero ha espresso il "suo più vivo rincrescimento per questo incidente involontario e ha inviato sul posto una delegazione di dieci persone per ottenere maggiori dettagli una volta che l'inchiesta sarà terminata.

Per quanto le indagini siano ancora in corso, è lo stesso governo Afghano che non mette in dubbio la non intenzionalità.

Ma se invece ci spostiamo in Cina e torniamo all'argomento, cioè ai tibetani, non avremo alcun dubbio sull'intenzionalità e non l'accidentalità e non avremo alcuna indagine, nè scusa, perchè il regime compie indisturbato quel che si è prefissato di fare e morta lì.

Quel che il governo imputa agli Usa, condannando il grave episodio, è l'aver fatto il raid senza coordinarsi con le forze alleate afghane.

Quel che i tibetani imputano al regime cinese, invece, è altra storia: non ci sono alleati.

Si fatica a trovarne perfino nei blog, parrebbe, leggendo il tuo post che è un perfetto caso di strumentalizzazione e di opportunismo, a mio avviso.

Alieno

 

 

7
23 Ago 2008
alle 15:31

Alieno

@Amleto: i Sioux?

Accidenti!

Mi sa che hai proprio ragione: gli oppressi servono all'ipocrisia delle polemiche politiche strumentali.

I Sioux...

Per occuparsi dei tibetani (e degli altri popoli oppressi dal regime cinese) bisogna prima passare dai Sioux.

Meno male che non hai citato gli Etruschi.

A me son sempre stati simpatici i Sioux. Ma le altre tribù?

Son sempre stato consapevole del genocidio imposto ai nativi americani dagli occidentali.

Però non ho perso di vista, come spesso si fa, una realtà più complessa dove invece sempre si vorrebbe nell'antioccidentalismo integralista, la favola del "buon selvaggio".

Così, se uno passa in libreria (o si fa un giretto nel web) noterà che c'è una grande produzione culturale e di discussione sulla questione Occidentali Vs Indiani d'America. Mi sembra giusto, tra l'altro.

Il cruccio che un po' mi sconforta è che manca ugual produzione culturale e di discussione, per esempio, sulla realtà che toglierebbe dalla testa quella favola dell'Eden dove poi arriva il brutto uomo bianco cristiano ed occidentale a guastar tutto.

Ma è proprio così? Senza nulla togliere agli indiani d'america ed al torto loro subito ed alla simpatia che fin da piccolo gli riservo, perchè non ricordare certe verità? Chi ha paura della verità?

Per esempio sarebbe opportuno ricordare che pochi "selvaggi" (uso il termine non in senso dispregiativo, ma per comoda convenzione in cui sintetizzo contrapposizioni, sia chiaro) hanno superato gli Indiano Nordamericani in quanto a crudezza barbarica: dai riti di iniziazione, tutti riti violentissimi imposti fin dalla giovinezza, ai castighi inflitti ai prigionieri (o ai trasgressori delle regole della tribù), la schiavitù, la tortura, la morte feroce..

Con una cultura così violenta, crudele, spietata, essere "pavido" diventava piuttosto complicato e l'educazione alla violenza era un precoce allenamento al coraggio ed alla sopportazione dei tormenti più terribili nel combattimento, per esempio.

Così anche l'immagine del bellissimo rapporto col cavallo che ci commuove nella filmografia: la doma dei mustang selvaggi, numerosi in certe regioni nordamericane, era un processo brutale e crudele. E non a acaso i pragmatici e ottimi conoscitori di cavalli indiani preferivano rubarli ai bianchi, rischiando una fucilata, perchè cavalli già "trattati" in una doma crudele che spesso nemmen riusciva...

D'altra parte, il codice indiano trovava onorevole rubare cavalli al bianco perchè, "farsi" un cavallo, ovvero catturarlo allo stato brado, ammansirlo ed addestrarlo era una cosa tutto sommato normale, dunque anonima.

Mentre rubandolo al bianco, essendo rischioso, era un'occasione di dimostrare il proprio valore (che però non è connesso certo all'idea pacifica, estatica, meditativa e mite che nel buonismo antioccidentale gli affibbiamo), al proprio orgoglio-vanto.

Per dire: Alce Nero ci racconta la storia di un uomo della sua tribù che, innamorato di una donna, compie molte prodezze per persuadere il padre (il suo permesso è necessario naturalmente), ma non c'è niente da fare finchè l'indiano non ruba molti cavalli e così il vecchio finalmente entusiasta e rassicurato, soddisfattissimo dell'atto, gli concede la mano della figlia.

Senza nulla togliere alle responsabilità occidentali, mi piacerebbe, visto che è passato oltretutto un po' di tempo.... che ci fosse una lettura più distaccata ed oggettiva: si trattava di due realtà, due culture (a sintetizzare) molto diverse e mi pare una pretesa azzardata voler dire quale sia la migliore: avendo avuto più velocità nello sviluppo tecnologico, per esempio, potremmo facilmente immaginare che quella cultura orgogliosa, prode, coraggiosa ma anche bellicosa, guerriera, capace a quel punto di spostarsi sul nostro continente, non sarebbe stata probabilmente più mite.

Anzi..

La favola del buon selvaggio, del popolo maestro d'amore, vita, saggezza, ci affascina moltissimo, ma è sempre comunque una favola perchè l'Eden, per chi ci crede, è scomparso ben prima e non erano certo i suoi abitanti gli indiani. E per chi non ci crede, beh, ancor di più dovrebbe esser difficile credere a quella fola dell'Eden irrimediabilmente distrutto dal bianco europeo.

Alieno

Es.: All'età di 12 anni i ragazzini della tribù dei Choctaw dovevano compiere il "EH-che-NAH-KA-MAH-PICK" che tradotto significa "ultima corsa" e che in sostanza era la loro "cresima", per dientare "soldati di Manitù", cioè guerrieri (e cioè adulti, perchè c'era coincidenza di valore tra adulto e guerriero.

Gli sciamani li preparavano dunque così: inserivano sotto le carni dei ragazzini, incidendole, dei ganci e degli spuntoni, che erano d'osso e di legno (dopo l'arrivo dell'uomo bianco, di ferro).

A questi appigli inseriti nelle loro carni incise, erano appesi vari oggetti propiziatori di varia foggia e dunque di vario peso e misura.

Ogni "cresimando" veniva scortato da due guerrieri già fatti, belli determinati e robusti che, aiutandosi con due cinghie legati ai polsi dell'iniziando, lo sollevavano uno per lato, tenendolo sospeso portandolo vicino al fuoco iniziatico.

Al comando dello sciamano, gli iniziandi così conciati e preparati, dovevano  correre intorno al fuoco, naturalmente accompagnati dagli immancabili tamburi e canti di guerra.

La bella prova vedeva dunque questi ragazzini, futuri guerrieri, a decine in questo bel giochetto del correre, mentre le carni si laceravano in modo orribile e naturalmente sangue che cola da ogni parte: la regola era non mostrare alcun segno di debolezza durante i salti.

Non si deve certo pensare a madri piangenti a strapparsi i capelli, la peculiarità guerresca e violenta dei nativi americani è un elemento inscindibile della loro cultura, piaccia o non piaccia (nelle immagini New Age e buoniste sono immagini che si preferisce non produrre, naturalmente, preferendone altre) e dunque quel rito iniziatico semmai motivo di vanto.

Gli accompagnatori, cioè i guerrieri già fatti, adulti, che sempre accompagnavano i fanciulli sanguinanti straziati in quella tortura, li mollavano solo quando il ragazzino, per eccesso di dolore o per perdita di sangue, perdeva i sensi.

E non è finito il percorso. A quel punto, il fanciullo svenuto restava a terra e non poteva essere aiutato: doveva riprendersi da solo.

Ora vi lascio immaginare: se questo è il trattamento che riservavano ai loro figli, quale sarà stato quello riservato ai nemici della tribù, ovvero trasgressori delle regole e nemici di guerra di tribù altre?

Aldilà dei luoghi comuni e degli eccessi (eccesso tanto il voler buono il buon selvaggio che l'occidentale), abbiamo documentate e descritte con dovizia di particolari, la messa a morte dei nemici (per esempio un missionario francese), di una crudeltà e di una ferocia, una violenza ed una efferatezza che non solo supera le più depravate e fantasie di un occidentale oggi, ma erano in grado di sconvolgere anche molte menti dell'epoca.

Luoghi comuni, miti, mode... ci lasciamo trasportare spesso facilmente. Una cosa è certa, aldilà dei gusti culturali, di stili di vita, di pensiero.. atti estremi di coraggio e di nobiltà così come il peggio che la mente umana può produrre concretamente, c'è stato da una parte e dall'altra. Conosciamo le gesta eroiche degli indiani, ed è giusto, così come è giusto, nel momento che vengono sconfitti ed oppressi, tenerlo a mente di quella condizione ingiusta. Ma anche tra gli europei, i bianchi brutti sporchi e cattivi, ci furono eroici gesti di coraggio, di sacrificio, a costo della propria vita, per difendere i propri cari, le proprie famiglie, le proprie donne, i propri figli perchè la loro sorte sarebbe stata.... orrenda, straziante, inimmaginabile.

Poi c'erano tribù con vocazioni più o meno guerresche e violente (gli Irochesi erano per esempio, tra i più sanguinari, ma non è che i Sioux scherzassero..).

La tortura a morte al palo che vediamo nei vecchi film, non è un'invenzione cinematografica per legittimare strumentalemente la conquista del territorio. Era la fine che facevano i bianchi davvero (circa 200 bianchi ogni anno, dal 1846 al 1852, nel solo stato del Texas).

Oggi tutti sappiamo di riserve, malattie ed altre sevizie riservate all'uomo rosso, ma curiosamente, è sparita traccia dell'oggettiva narrazione storica di quel che avveniva dall'altra parte. La tortura del palo di guerra, ne son sicuro, molti pensano che sia dubitabile esistenza... oppure hanno immagine statica, da vignetta umoristica sulla settimana enigmistica.

Sicchè ripassiamo, visto che delle "nostre" torture di europei siamo informatissimi e potremmo ingiustamente vantarci d'aver primato di crudeltà (che è poi una gara insensata e poco divertente tra l'altro): il malcapitato veniva legato saldamente al palo.

E poi veniva fatto a pezzi. Non basta? Non sembra sufficientemente crudele? D'accordo, proseguo.

Veniva fatto a pezzi... ma un po' alla volta, un pezzo alla volta.

Non basta? Uff...

Veniva fatto a pezzi, un pezzo alla volta, cioè qualche pezzo al giorno. Di solito si cominciava col naso, poi le labbra... i nativi americani, praticissimi in queste cose (si vede anche dai riti iniziatici spinti al massimo limite-confine della vita-morte), sapevano ben lavorare perchè la vittima non crepasse, fintanto che non volevano più o meno. Così la cosa si trascinava anche per giorni, con grande divertimento e spasso della tribù.

Altre volte si usavano altre cosette. Come piante resinose accese, all'occorrenza utili per "scaldare" un po' il poveraccio.

Oppure c'era lo scuoiamento completo, cioè proprio cavargli la pelle (dev'esser stato proprio spettacolo "edificante" il rito ed il... risultato). Ma si capisce che quel "divertimento" durava poco, mentre il "palo" invece...

Ora mi domando se uno di noi, di voi, fosse lì allora e dovesse apprendere queste cosette... davvero avreste avuto comportamento così diverso dai nostri avi? Sicuri sicuri?

Il fatto è che sono culture molto diverse, in cui è bene esser cauti prima di gettarsi a capofitto, massimalisticamente, con conclusioni affrettati, per dire e dividere nettamente i buoni dai cattivi. Tutto qua. Non dimenticando, tra l'altro, che i nativi americani erano come ogni altro uomo istintivamente per la diversità, razzisti. Anche molto. Ai loro occhi, è legittimissimo pensarlo del resto, eravano brutti, ma proprio brutti. E la diversità culturale faceva il resto per non essere propriamente apprezzati. E come sappiamo, è atteggiamento ricambiato. Perchè è atteggiamento molto "umano" (non nel senso della sensibilità-dolcezza eh).

Ogni bene e pardon per il fuori tema.

Ma sentire dei Sioux a proposito del regime cinese e del Tibet era una provocazione, più o meno come un piatto di maccheroni che mi aspetta adesso, per pranzo (il resto lo dò al sorcio ed alle cimici..). ^_^

 

 

 

 

Alieno

 

6
23 Ago 2008
alle 13:36

Bruno

Si scandalizza per la Cina , il prete .

Cina che si comporta nella stessa maniera dei suoi insegnanti di capitalismo USA, beneamati dal pastore tedesco e dal Regime italiano: Solo ieri 76 CIVILI morti ammazzati da Bush in Afghanistan , 50 erano donne e bambini ! Ma il prete non piange per quelli , erano musulmani . Piange per i morti millantati dal Dalai Lama , che come volevasi dimostrare , erano falsi .

Classica ipocrisia clericale .

Legga qui di seguito il prete e se ha un posto dove nascondersi alla fine della guerra ne approfitti . Non ci saranno sconti per nessuno :

Due settimane fa la Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado che condanna per F.C. un sacerdote varesino a due anni e otto mesi per atti di libidine su quattro ragazzi minorenni. Il prete, protetto dall'anonimato, ha ammesso i comportamenti illeciti ed eviterà il carcere grazie alla lieve entità della pena.

La Corte D'Appello di Bolzano ha invece condannato a sette anni e sei mesi di reclusione Don Giorgio Carli per violenza nei confronti di una bambina che all'epoca dei fatti aveva nove anni. Il prelato di San Giacomo era stato assolto in primo grado e farà ricorso in Cassazione. Don Carli ha lasciato la parrocchia Corpus Domini di via Gutenberg a Bolzano, ma continuerà a fare il prete nel trentino con una delega speciale per le attività giovanili. 

In giugno, è stato condannato a otto anni di reclusione Don Pierangelo Bertagna, abate di Farneta, in provincia di Arezzo. E' reo confesso di 38 casi di violenze ed è stato sospeso a divinis. Il sacerdote, che fa parte della congregazione dei Ricostruttori, con sede a Torino, non aveva mai nascosto le sue inclinazione ai superiori del suo movimento. Padre Vittorio Cappelletto, capo spirituale della comunità sapeva tutto dagli anni ottanta, prima che il Bertegna intraprendesse il percorso che lo portò a diventare sacerdote. Successivamente consigliò all'abate di andare in missione in Brasile. 

 A fine maggio è stato condannato a otto anni anche Don Mario Stefanoni, ex parroco di Ponte Tresa (VA), di Laglio (CO) e rimosso dalla parrocchia di Colico solo il 16 maggio di quest'anno. Il sacerdote era stato a lungo difeso dall'allora vescovo di Como mons. Maggiolini che lo lasciò operare indisturbato nonostante la magistratura avesse accertato comportamenti non consoni ad un prete. Ad esempio, Don Stefanoni era solito frequentare chat erotiche con il nicname "Sborra Boy" e acquistare film pornografici da Sky. Era stato proprio Maggiolini ad avvisarlo delle indagini in corso. 

Sempre a maggio è arrivata la sentenza di condanna a quattro anni di reclusione per padre Emilio Manzolini, sacerdote quarantanovenne della parrocchia romana di Santa Rosa da Viterbo, nel quartiere di Tor di Quinto. Il prete ha abusato di due bambine di dieci anni durante le confessioni, in sacrestia e nella casa parrocchiale.

 

5
23 Ago 2008
alle 07:38

Nino

Il Dalai Lama in persona ha smentito la notizia del "massacro", inventata dal nulla da un giornalista. La notizia falsa ha prodotto già danni diplomatici e mobilitazioni di persone, incuranti della smentita ufficiale. Domanda: esiste libertà di informazione in Europa? NO, è evidente, si pubblica quello che fa scoop. Domanda: Le coscienze europee sono libere? NO, infatti si fanno manipolare con preoccupante facilità per fatti inesistenti. Domanda: Accusare la Cina di problemi anche nostri fa sentirci più fighi? SI...

4
22 Ago 2008
alle 23:25

Alieno

Apprendo qui in anteprima la lieta novella: ormai ero rassegnato al "conformismo" coadiuvato dal menefreghismo degli atleti.

Invece l'atleta Granbassi fa una gran cosa che ne racchiude altre: riaccende la speranza che, nel mio caso, era ai minimi termini, "salva" la dignità dei colleghi, fino ad adesso silenti complici e soprattutto dimostra una gran bella cosa, cioè ci dice che è possibile fare qualcosa nonostante tutto, anche se atleti perchè, parrebbe, a questa categoria sembrava strappata lingua, libertà d'espressione, coscienza.

Che sia d'esempio. Nel mio piccolo, rendo onore a questa gran donna che spezza un muro compatto di (almen apparente) apparenza (ma queste olimpiadi sono principalmente dimostrazioni di apparenza e di forma ed è anche lì che bisogna farsi coraggio ed esprimersi!) e, sempre per farle onore, sono andato subito a cercare il suo volto nel web: ora è l'unico volto che ho presente dei nostri atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi. Ed è un bene perchè se dovessi tener a mente quello degli altri, lo farei con animo molto, molto poco tenero.

Grande! Anzi: Granbassi!

Ed alleluja: era proprio ora che si smuovesse qualcosa, come dice il post del blog!

Alieno

 

3
22 Ago 2008
alle 23:19

Amleto

Tibet sì e Ossezia no? Ossezia no Kossovo sì? Kossovo sì Nazione Sioux no? Commovente. Le nazioni oppresse servono a seconda dei fini e delle polemiche politiche. Ipocrisia.

2
22 Ago 2008
alle 21:57

Ilditonellapiaga

Sarebbe stato più coraggioso ed utile donare medaglie e premi connessi (detassati!!!)

1
22 Ago 2008
alle 21:51

Bastiancontrario

Sarebbe stato più coraggioso donare medaglie vinte e premi in denaro connessi (detassati!!!)

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