Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Continuano in queste ore in India le violenze contro la comunità cristiana. Due missionari laici sono stati bruciati vivi, una suore ieri è stata uccisa ed una stuprata.
Senza contare le violenze e gli attacchi agli istituti religiosi presenti sul territorio di Orissa.
Ad analizzare la situazione, molto drammatica ed anche complessa, è il Vescovo dell'Orissa Mons. Raphael Cheenath sulle pagine di Asianews.
Riportiamo alcune sue frasi.
"P. Thomas, il direttore del nostro centro pastorale è nascosto nella foresta e guarda piangente e triste il centro pastorale che sta bruciando. Poco prima dell’attacco mi ha telefonato e gli ho detto: Prega e stai attento”, ma poi ha visto tutta la folla che arrivava e hanno dovuto fuggire nella foresta per salvarsi la vita. Il centro pastorale ci era costato oltre 15 milioni di rupie”.
“Noi cristiani – continua il vescovo – rifiutiamo la violenza e condanniamo ogni atto di violenza e terrorismo. E siamo anche contrari a coloro che vogliono farsi giustizia da sé. Appena saputa la notizia dell’assassinio di Swami Laxamananda Saraswati e di altri 5 suoi seguaci, ho diffuso una mia dichiarazione in cui condannavo con forza il vile attacco e le uccisioni. Ho chiesto a tutti di rimanere pacifici e in armonia. Noi vogliamo relazioni di amicizia con tutte le comunità”.
“Siamo totalmente abbandonati. Questa mattina le autorità hanno mandato qui 3 poliziotti per vigilare il convento delle suore e la casa del vescovo. Non hanno neanche un bastone: come potranno proteggerci dalla furia della folla?”.
Per il vescovo - riporta Asianews - l'origine delle violenze contro i cristiani è di chiara matrice ideologica.
Per mons. Cheenath l’origine di queste violenze contro i cristiani (e musulmani) sta nell’ideologia costruita attorno all’Rss (che ispira anche molti gruppi fanatici, legati politicamente al Bjp (Bharatiya Janata Party, il partito all’opposizione in India). “Golwalkar, un membro fondatore dell’Rss in un suo libro traccia un’idea di nazione presa in prestito dal nazismo di Hitler. La sua ammirazione per Hitler è nota. Egli rifiutava l’idea che l’India è un Paese laico, e proponeva al suo posto la Hindu Rashtra (“sistema indù”) che influenza una parte della popolazione indiana”.
Dimenticavo: l'odio con il quale alcune personalità indà che alimenta la bestialità della folla nei suoi peggiori sentimenti (che non esito a definire "razzisti", visto che quando conviene si è sempre sensibili al problema del razzismo è bene definirlo per quello che è anche se le vittime sono cristiani eh!), usa i pretesto della morte del leader fondamentalista indù, Swami Lazanananda Saraspati e i 5 suoi adepti, di cui naturalmente si incolpa i cristiani. Oltre a bruciare viva la suora, abbiamo distruzioni di centri sociali, chiesa, casa parrocchiale, una cappella, autobus... è quella ferocia delle folle forcaiole desiderose di sangue, vendetta, la sublibazione del male che chiede, dopo essersi ben installato, la prova di fedeltà omicida-distruttiva, folle bestiali che l'umanità ci ha fatto conoscere molto bene, pur facendole indossare pretesti diversi, in luoghi diversi.
E poco importa che, tra l'altro, i veri autori dell'assassinio di quel leader in realtà siano gruppi eversivi estremisti maoisti (mi spiace Claudio se li tiro in ballo, ma è proprio così..) che accusavano il leader indù Swami di innescare conflitti etnico-reliogiosi.
Ma io credo che nemmeno la folla bestiale, che per onorare il Male e l'odio sceglie di rinunciare alla Ragione, preferendo soddisfare la sete di vendetta più feroce senza tanti scrupoli, creda davvero alla balla, per quanto resa ottusa dalla follia del fanatismo religioso, che il loro leader sia stato ammazzato davvero da una suora cristiana che aveva colpa di curare i bambini.
La colpa invece è proprio quella di curare bambini laddove il credo nel rigido sistema di caste ha ben altra cultura. Così ecco che si apre un nuovo scenario nella persecuzione al cristianesimo che ha la lunga storia di esserci fin dalle sue origini.
La caccia all'infedele cristiano (infedele e "sovversivo" anche se pacifico, rispetto a religioni o ideologie) non è prerogativa unica degli islamici e dei comunisti fanatici (anche nazisti, nella storia, se è per questo, ma resta la leason della violenza comune contro il nemico odiato parrebbe), ci sono anche gli indù.
Nel 2007, riporta Asianews, i cristiani ammazzati dagli indù sono stati 18. Aldilà del numero, sto dicendo che la cosa grave è "uccisi in quanto cristiani", è questa la cosa tremenda.
Pochi giorni fa, anche se la notizia è passata inosservata o nemmen considerata, è stato condannato all'ergastolo l'assassino di 2 missionari uccisi proprio nella zona di Orissa, cioè dove oggi avviene il fattaccio.
Nel frattempo, parrebbe che la polizia si giri dall'altra parte: evidentemente, fanatici ed estremisti a parte, i sentimenti contro i cristiani non sono propriamente simpatici.
Trattandosi di un evidente problema di razzismo, che tocca molte aree del pianeta, mi pare che contrasti molto con chi parrebbe avere la questione del razzismo, quando conviene, degna di interesse. Anche se le contraddizioni non mancano. Incoerenze gravi che già emergono quando si dà per esempio, un grande peso per la questione guantanamo o il razzismo residuo in certe aree degli Usa (pur avendo politici di rilievo di colore che noi ci sognamo ancora, oltrechè donne, a partecipare alla leadership di quella più evoluta democrazia liberale) e poi un silenzio quasi assordante o bisbigli timidi verso l'Iran che impicca gli omosessuali (o l'Islam in sè, ben più ostile di quanto possa mai esserlo un cattolico, mi risulta).
Anche questo sistema di doppi pesi e misure, rivelano che, anche da noi, c'è un sentimento non sempre propriamente benevolo nei confronti dei cristiani, purtroppo.
Buona serata.
Alieno
L'episodio drammatico della suora arsa viva mentre fino all'ultimo cerca di salvare i bambini dalla furia distruttiva della vendetta e dell'odio che "disumanizza" l'uomo, governandolo come una macchina, annullando ogni sua possibilità di Ragione, ci ricorda che, anche quello, è un luogo del pianeta che l'odio, il rancore, la vendetta li sostiene da tempo, facendone parte integrante della propria cultura affinchè ne sia legittimato l'uso strategico perchè la propria cultura possa prevalere annullando le altre.
L'estremismo fanatico ed estremista dell' induismo ispirato dall'Rss non è certo una novità ed è tristemente vera la connessione con il nazismo, anche se, se non ho capito male, è un'interazione bidirezionale, di reciprocità, dove per esempio appare che la croce uncinata non è stata presa in prestito dal sistema-progetto hitleriano, ma al contrario, è Hitler che si serve di un simbolo che fa parte di una preesistente cultura indù ed anche sull'arianesimo ci sarebbe molto da discutere (chi "presta" a chi?"). Una cosa è certa: gli estremismi, i fondamentalismi fanatici sanno ricoonoscere in diversi altri estremismi fanatici tratti utili da far propri o costruttivi e utili ai propri, anche con cui fare condivisione ed alleanza opportunistica.
Non deve stupire dunque quell'associazione del fanatismo indù con quello ideologico nazista, perchè entrambi legittimano l'uso della violenza impositiva nel progetto della cancellazione di altri valori e cultura, a sostegno del proprio, esattamente come non dovrebbe stupire l'alleanza di quell'ideologia criminale hitleriana con l'Islam antisemita o certe convivenze che oggi vediamo tra Islam fanatico e l'altra ideologia assassina e crudele, quella del comunismo.
D'altra parte, quel fanatismo che da tempo immemorabile vive in quella cultura ed in quel luogo, è ben provato dalla testimonianza di un personaggio che della non-violenza ha fatto simbolo e messaggio ben noto: Gandhi. Che purtroppo, non riuscì ad aver ragione di quel fanatismo. Gandhi che, infatti, fu ucciso proprio da un fanatico del suo stesso culto (però fanatizzato ed estremizzato nell'uso della violenza feroce e necessaria, nemica cultura rispetto ai propositi di pace e non violenza di Gandhi, due sensibilità inconciliabili..).
La stessa Madre Teresa di Calcutta ha avuto modo di confrontarsi con la violenza di quel fanatismo e ci sono interessanti aneddoti che sarebbe interessante citare per spiegare cornice e ciò che si respira da quelle parti.
L'odio che alimenta invece la cultura fanatica contro i cristiani, invece, è ben percepibile anche nell'articolo de La Stampa
(www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/
200808articoli/35949girata.asp)
dove in sostanza si legge lo stesso sentimento rancoroso, ostile che hanno anche laicisti (non laici, ma laicisti) di casa nostra e che, in sintesi, insinuano che i cristiani si meritino e se le cerchino simili rappresaglie).
Ma è inutile dirlo, è una lettura superficiale, volutamente, perchè solo così può essere strumentale al proprio odio (ideologico) contro la Chiesa ed i cristiani, colpevoli di avere anche una missione testimoniale (dunque educativa, performante ecc).
La vera questione, nel caso dell'induismo più fondamentalista e feroce, è che questa religione si basa sulla ferrea suddivisione in caste e gli aspetti tipici del cristianesimo (misericordia, carità, la vicinanza agli ultimi) è vista come qualcosa di estremamente sovversivo (e rivoluzionario perchè tale è, il messaggio di Cristo e di chi lo segue): aiutare un paria, che nella cultura indiana non merita un granchè e deve restare in quella condizione, è considerato praticamente una provocazione inaccettabile. Mina il sistema delle caste su cui si fonda la fede nella trimurti. Il pericolo che viene avvertito è dunque proprio quello più bello della cristianità: l'aiuto per gli ultimi, per i deboli, i malati, i moribondi che, nella concezione cristiana, pur nella loro diversità riconosciuta, hanno l'uguaglianza nell'essere figli di Dio. Tutti, aldilà delle caste.
Senza contare che, come accade per le ideologie estremiste(comuniste o naziste) e per le religioni estremizzate, che hanno in comune il valore quasi fondante dell'odio e della violenza, quel fanatismo (la caccia al cristiano nel caso indiano) riscuote molto successo tra i giovani: l'odio e la violenza, su di loro esercitano un fascino terribile e questa è una questione che esce anche dall'ambito stretto del rapporto tra cristianesimo ed induismo, purtroppo.
La recrudescenza del pensiero violento, fanatico, senza mediazioni, nemico del dialogo e del compromesso, è tanto quello delle nuove generazioni di immigrati islamici in Europa che di neo-nazi o neo-comunisti filo Br, con soggetti talvolta anche unificati in quel disegno del Male di cui giovani generazioni paiono subirne il fascino.
Un aspetto su cui varrebbe la pena di meditare con una comprensione ampia dell'ambit che è ampio per cornice, per collocazione geografica o culturale, in cui si verifica il processo di reclutamento "facile" tra i giovani.
L'episodio di cui al post, mette ancora in evidenza il fatto che parrebbe non riscuotere degna attenzione mediatica e per cui, tante volte, da tempo, lancio segnali ed avvertimenti, sperando che si comprenda bene la (gravissima) portata del problema: i cristiani sono una comunità tra le più perseguitate del pianeta. Si tratta di un "razzismo" feroce, omicida, sostenuto da odi diversi per percorso e natura, ma spesso complici nel sostenersi a vicenda. Spesso anche con silenzi o scarsa attenzione mediatica, quella che via via condanno, anche quando è portata da meschini e nocivi tentativi "buonisti" (cioè per non compromettere dialoghi, per esempio, ma a qual prezzo si deve rinunciare alla verità?).
Buona giornata.
Alieno
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Alieno
2008-08-27 12:38 -
India: sono 10 le vittime cattoliche - Saccheggi e incendi di chiese, conventi e ospedali.
(ANSA) - NEW DELHI, 27 AGO - Sono salite a dieci le vittime cristiane degli scontri tra la comunita' induista e quella cattolica in Orissa. Lo riferisce l'agenzia di stampa della conferenza episcopale indiana. Il governo locale ha imposto il coprifuoco e ha dato ordine alla polizia di sparare a vista, ma uomini armati continuano a incendiare e saccheggiare chiese, conventi, centri sociali cristiani, istituzioni e abitazioni di religiosi, ostelli e anche ospedali cattolici.