Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
E' stato presentato oggi con una conferenza stampa presso la Sala Stampa del Vaticano, il messaggio di Benedetto XVI per la Gionata Mondiale dei Migranti.
Erano presenti tra gli altri alla conferenza stampa il card. Martino e Mons. Marchetto, Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti.
“Il fenomeno migratorio in un mondo globalizzato sta diventando inarrestabile: il problema non si risolverà chiudendo le frontiere, ma accogliendo, con giusto regolamento, equilibrato e solidale, i flussi migratori da parte degli Stati”:, sono alcune delle parole più importanti espresse dai presuli ai presenti alla Conferenza Stampa. Il card. Martino ha poi ricordato le oltre 200 milioni di persone, “che vivono fuori dal loro Paese di origine, spinte anche dalla miseria, dalla fame, dalla violenza, dalle guerre, dalle rivalità etniche, ma pure dal desiderio di una vita migliore”. Ma l’immigrazione, ha osservato il Cardinale, è “vissuta spesso nei Paesi ospitanti come una sorta di ‘invasione’, con ripercussioni negative su questioni di stabilità e sicurezza”. “Questo clima di chiusura rende ancora più triste e amara la vicenda umana di molti immigrati, spingendoli altresì a condizioni di irregolarità”.
Il messaggio del Papa, ha ricordato il card. Martino, “ribadisce anzitutto la necessità di partire dalla ‘cultura dell’accoglienza’”: “Bisogna – ha sottolineato - facilitare una graduale integrazione dei migranti, nel rispetto della loro identità culturale e anche di quella della popolazione locale”.
In riferimento ai rifugiati il vaticano ha espresso parole molto dure, accusando alcuni stati di aver "diminuito" gli standar di integrazione e di accoglienza, a favore di politiche molto repressive ed escudenti l'arrivo dei rifugiati stessi.
A proposito dei rifugiati l’arcivescovo Marchetto ha ricordato che “i singoli Stati sono invitati a difendere i diritti di quanti fuggono, a causa di persecuzione, dai loro Paesi e a proteggerli a norma del Diritto internazionale”. Ma oggi sono in atto “tentativi di impedire loro l’ingresso nei Paesi di arrivo e nell’adozione di misure destinate a renderlo più difficoltoso – quella che io ho chiamato, recentemente, tendenza al ribasso, e non ‘gioco al ribasso’”. Tali misure, ha aggiunto, “si caratterizzano per la erosione degli standard umanitari e l’introduzione di norme restrittive, quali l’obbligo del visto di ingresso, nonché la pubblicazione di liste di cosiddetti ‘Paesi sicuri’”. “Purtroppo – ha notato - quest’atteggiamento adottato da Paesi del Nord del mondo ha ripercussioni negative sulle politiche verso i rifugiati seguite nel Sud”. A suo avviso “il quadro si fa preoccupante, specialmente se consideriamo una rodata legislazione internazionale che era, è, di sostegno e protezione ai perseguitati”.
Infine, Mons. Marchetto, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti, ha ricordato come la Chiesa vigilerà attentamente sui matrimoni, l'assistenza sanitaria e religiosa agli immigrati, aspetti sui quali la Chiesa cattolica ha "molta sensibilità".
Perchè il Vaticano non dà il buon esempio installanndo un Centro di Prima Accoglienza nei Giardini di Città del Vaticano? Se una religione, come quella cattolica, gioca sempre ad asso piglia tutto in materia di soldi pubblici italiani e di etica, come può parlare di accoglienza della diversità? I gay non sono sono discriminati in Italia, visto che non hanno, grazie alle pressioni del Vaticano, una legge che ne tuteli i diritti? Come può una religione che discrimina farsi paladina di politiche antidiscriminatorie? E come può il Vaticano alzare la voce contro il governo Berlosconi che finanzia il Vaticano in innumerevoli modi? Sembrano parole da "difesa d'ufficio" e propaganda di vuoti buoni propositi! Perchè il Vaticano non rinuncia all'8x1000 in favore di concreti gesti di integrazione?
Secondo me, l'accoglienza e l'integrazione sono vissuti come un problema ulteriore a quelli già esistenti. Non c'è di fatto una cultura all'accoglienza e lo stato con le sue norme risponde alla cultura che c'è......se cultura si può chiamare.L'intolleranza non viene manifestata solo con persone di colore o di altra razza, si è intolleranti con le diverse religiosità, con il pensiero diverso, non sarà sicuramente così in tutto il mondo.Qui in Italia però, c'è la cultura dei pregiudizi e, se mi è concesso dirlo senza pregiudizievole censura.......anche la chiesa ha i suoi.
alle 15:30
Maurizio
Voi parlate bene! Non sono solo quelli che fuggono dalla miseria a venire in Italia! Molti arrivano in questo paese pensando di trovare l'America, grazie alle nostre care televisioni che, via satellite, presentano una nazione dove i miliardi si regalano; vedi tutte le trasmissioni, mandate in onda, di proposito, in prima serata, dove tra quiz e spettacoli vari si regalano soldi a palate! Questi stranieri vengono e poi si trascinano dietro tutte le loro famiglie. Essi sono più tutelati di noi, i comuni gli pagano persino le bollette ecc., cosa che per noi è un’ utopia. Tanto tempo fa quando gli italiani emigravano all’estero, lavoravano come gli schiavi e in quei paesi mancava la manodopera, quindi avevano bisogno della nostra, altrimenti stavano in mezzo ai guai, qui invece se queste persone se ne tornassero a casa loro, noi vivremmo tutti sicuramente meglio e il problema disoccupazione sarebbe in gran parte risolto. Chi è al potere non può rendersi conto di cosa significa vivere senza un futuro, loro sono distanti da questa realtà, non hanno tutti i giorni a che fare con questa gente. Purtroppo quando ti senti respinto da un’azienda perché ti affermano che non hanno bisogno di te perché sei troppo vecchio o troppo giovane, oppure ti fanno lavorare per qualche mese sotto continuo ricatto, poi vedi che tu esci fuori e un extracomunitario è assunto a tempo indeterminato, quanto fa male questo! Ti logora dentro, non hai più voglia di vivere, deluso come uomo, ormai senza più dignità. Siamo una nazione che non pensa assolutamente ai propri connazionali, è come se due genitori se ne fregassero e cacciassero da casa i propri figli per poi aiutare quelli degli altri. Siamo un popolo d’egoisti! Queste persone, devono essere aiutate nei loro paesi, dobbiamo rinunciare alla sete insaziabile di denaro per aiutare questi popoli, parlo di quei paesi dove non c’è la guerra. Non è neanche vero che gli italiani non vogliono fare certi tipi di lavori, ci sono aziende in Italia dove si lavora ancora come bestie e lì ci sono italiani, mentre molti stranieri lavorano in aziende serie e rispettabili.
L’ ingresso in massa degli extracomunitari ci sta facendo retrocedere di centinaia d’anni, ci stiamo giocando tutto ciò che abbiamo conquistato in passato. Sono state fatte dure lotte inasprite dal sacrificio di tanta povera gente per raggiungere un buon livello di vivibilità negli ambienti di lavoro, dalla sicurezza allo sfruttamento fisico, ed ora stiamo perdendo tutto. Purtroppo non c’è compatibilità con queste persone, molti di loro provengono da zone dove non ci sono diritti, dove sono stati sempre sfruttati ed è per questo che per loro non è un problema lavorare più ore, a basso stipendio, altri invece pretendono anche più di noi. Un datore di lavoro, ti mette sempre in paragone con loro ed è logico che sceglie quello che si fa sfruttare di più, questo non perché un italiano non ha voglia di lavorare, ma perché vuole che si rispetti ciò che con gli anni si è conquistato, i diritti!! Diciamo la verità, oggi il “pezzo di carta” che conta non è più il diploma o la laurea o l’esperienza, ma il certificato d’invalidità e il permesso di soggiorno. Oggi se un italiano prova a ribellarsi a questo stato di cose viene chiamato razzista, ma questa parola ha un altro significato: significa odiare le altre culture, non sopportare chi non è come te, sentirsi superiori agli altri popoli ecc, ma qui si parla di tutelare noi stessi, di salvaguardare il nostro futuro e quello dei nostri figli, se ce l’avranno! Vorrei dire al Papa e a tutti i cattolici Vaticanodipendenti, perché non ci pensa la “Santa Sede” ad ospitare i profughi, visto che se lo può permettere essendo lo Stato più ricco del mondo, dove i miliardi non li riescono più nemmeno a contare? E’ impossibile che facciano una cosa del genere, visto che la maggior parte di questi “alti prelati” non crede in Dio, anzi sono legatissimi alla mafia, ai servizi segreti, al commercio di armi, pedofilia e Dio solo sa in quale altro traffico! Vorrei dire inoltre che
l’ integrazione dei popoli, delle razze, è una cosa bellissima, fa parte dell’evoluzione, è divina, ma non siamo assolutamente pronti per un passo del genere. Non si costruisce una casa partendo dal tetto, prima si fanno le fondamenta, ben salde, poi il resto. Prima dobbiamo noi mettere in pratica i valori di giustizia, pace, amore, poi si pensa agli altri. Ci si ammazza dentro la propria famiglia, tra vicini di casa, tra quartieri, tra città , tra nord e sud e tra nazioni. Non abbiamo una vita dignitosa noi italiani, sfruttati fino all’osso per colpa di quei terroristi che ci governano, non abbiamo più un lavoro sicuro, quindi più un futuro! Figuriamoci se siamo pronti al resto. Non c’è posto per tutti, prima si devono risolvere tutti i problemi di noi italiani, poi si pensa al resto. Chi è che non s’ arrabbierebbe veramente se un ospite a casa nostra, cominciasse a girare per le stanze, facendo ciò che vuole, senza chiedere il permesso, con la prepotenza? Questo è ciò che sta succedendo in Italia; molti di questi stranieri non hanno nessun rispetto per chi li ospita, hanno mille pretese, sono arroganti, prepotenti e presuntuosi, non tutti per fortuna. Chi è che vuole il razzismo? Non è la gente! C’è un potere occulto che vuole eliminarci, quale mezzo è migliore di quello di farci ammazzare tra noi? Stiamo pagando per tutto quello che abbiamo fatto in passato! Purtroppo il mondo è ormai nelle mani del male e la situazione è inrecuperabile, senza ritorno! Che il Cielo faccia quello che deve fare, avvenga quello che deve avvenire e che il salvabile sia salvato. Maurizio