In Congo è emergenza, ma i Salesiani rimangono: per i bambini.
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:20 in Cronaca
Tra le tante polemicucce e polemiche di casa nostra, giunge in queste ore alla ribalta dei media internazionali (e, strano ma vero, ce ne siamo accorti anche noi italiani) la gravissima crisi, senza precedenti, che sta coinvolgendo il paese africano del Congo.
La denuncia della gravissima situazione giunge del ministro degli esteri britannico David Miliband che ha raggiunto la capitale del Congo devastato dalla guerra civile tra l'esercito del generale ribelle Laurent Nkunda e le truppe del presidente Joseph Kabila.
"I profughi - ha detto Miliband - non possono essere raggiunti facilmente dagli aiuti umanitari. La minaccia di epidemie e di diffusa malnutrizione nella zona degli scontri è più che reale".
Si parla di più di 1,6 milioni profughi. Un numero enorme di adulti, ma soprattutto anziani e bambini che fuggono da un paese devastato dalle lotte tra i ribelli, i soldati governativi ed un grande numero di sbandati che stanno mettendo a ferro e fuoco il paese.
Ma di fronte a questa situazione in Corriere riferisce di una realtà che ha scelto di non fuggi, ma di rimanere al fianco dei più poveri del paese.
Scrive il Corriere.
«Noi non ce ne andiamo. Come potremmo? Ci sono migliaia di disperati che si rifugiano qui in cerca di cibo e cure». Al telefono da Goma padre Mario Perez parla in mezzo alla calca di mamme e bambini ammassati in quella che era l'ex cappella del centro Don Bosco Ngangi, periferia nord della capitale del Nord Kivu, la regione congolese teatro degli scontri tra l'esercito del generale ribelle Laurent Nkunda e le truppe del presidente Joseph Kabila. Padre Perez, venezuelano, capo carismatico del centro che da 20 anni ospita bambini abbandonati, è sul campo dal 1982. Con lui oggi sono rimasti quattro dei nove volontari della ong salesiana Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo): tre italiani e una francese, i più esperti. Hanno deciso di non mollare nonostante l'ordine di evacuazione dello staff non essenziale lanciato dall'Onu quando i ribelli sono arrivati a 10 chilometri dalla città.
Prosegue il quotidiano.
I quattro volontari rimasti tengono le redini di questo centro profughi improvvisato.Sono loro a gestire i contatti con Unicef, Medici senza frontiere e Avsi per gli approvvigionamenti di viveri e medicine. «A livello umanitario qualcosa si è mosso. Dopo la chiusura dei campi profughi queste organizzazioni ci stanno dando una mano. Restiamo, sperando che la situazione si calmi» dice il sacerdote mentre arriva una buona notizia: il presidente Kabila e quello ruandese Kagame hanno accettato di partecipare a una riunione di emergenza in Kenya sulla crisi in Nord Kivu. Ma padre Perez non è ottimista: «È un tentativo disperato, i ribelli hanno esigenze che il governo del Congo non credo sia disposto ad accettare ». Intanto per il secondo giorno consecutivo la tregua sembra reggere, fragile. I combattimenti sono fermi ma la situazione dei profughi resta drammatica. «Noi non possiamo assistere tutti: soltanto donne, bambini e anziani, quelli più in difficoltà.
Certo, de difficoltà sono enormi e noi di fronte a questa situazione non possiamo guardare immobili, almeno mentalmente.
Per prima cosa perciò vi propongo di informarvi.
Ecco la pagina You Tube dell'ONGVIS, una associazione di ispirazione cattolica legata ai Salesiani che sta fornendo immagini su quel che accade in Congo.
fate girare questi video....almeno se ne parlerà...







1. sandra, Martedì 4 Novembre 2008 ore 21:47
Triste, come sempre sono tristi le storie di genocidio che l'Africa conosce assai bene.La contesa del potere e lo sfruttamento degli indigeni, culmina sempre in un bagno di sangue.I diamanti che in Congo vengono pagati 20 dollari,.. ad Anversa sono valutati 1500 euro, tutti i minerali dei quali quella terra è ricca, sono contesi dai mercati mondiali.Il coltan , radioattivo principale movente di questa guerra raccolto in abbondanza nella terra congolese , da donne uomini e bambini, viene venduto nei mercati a prezzi esorbitanti , necessario negli armamenti ,nella costruzione dei missili o dei cellulari.Lo sfruttamento e la condizione di schiavitù degli indigeni vengono pagati con un salario di 10 dollari a settimana.Aerei partono , carichi di diamanti , coltan e altro ,senza pagare tasse.Una commissione dell'onu,tempo fa, partita per far chiarezza è dovuta tornare indietro per le minacce subite.Il traffico sembra essere di dimensioni eccezionali e coinvolgerebbe tanti paesi, come sempre........il terzo mondo paga, perchè un'altra parte di mondo possa arricchirsi.Cosa possono fare gli enti umanitari?Perchè le potenze non intervengono?Gli enti umanitari possono arginare le piaghe di fame miseria e malattie, dar rifugio ai derelitti, ma non è risoluzione, le potenze non intervengono, anzi hanno taciuto fino ad ora perchè avevano la loro convenienza nello sfruttamento delle risorse.Lodevole la fermezza dei salesiani,hanno però bisogno dell'aiuto di tutti ,di quanti, consapevoli del disagio nell'accogliere i profughi, della difficoltà di provvedere ed accudire tanti bambini, sentono profondamente ingiusta la sofferenza dei deboli. Sono loro le vittime della speculazione e della guerra,quei bambini e quelle persone che riempendo sacchetti di coltan per 4 soldi non sanno neanche a cosa serve.In condizioni disumane, tra il fango,i minatori silenziosi ignorati dal mondo intero, sono vittime delle loro stesse risorse.
2. Alieno, Martedì 4 Novembre 2008 ore 23:16
Ti sbagli Sandra. L'Africa conosce da ben prima del colonialismo il male. Il razzismo feroce ed impietoso tra etnie diverse. La tortura, la morte, il genocidio, la schiavitù erano conosciuti prima di Cristo, prima degli occidentali, prima deillo sfruttamento dei diamanti. Se due etnie, per esempio, come Hutu e Tutsi si macellano senza pietà da sempre, non lo dobbiamo certo agli occidentali, ai diamanti, insomma basta con questa ossessione: le responsabilità ci sono, ma non possono essere detratte quelle d'altri o un'analisi onesta per sensi di colpa o disprezzo per la propria cultura! Questo non aiuta a superare i problemi reali perchè così, non li vede davvero, come potrebbe. Storie di etnie e tribù che si fanno guerra, si schiavizzano o torturano ne abbiamo nel pianeta, da millenni, aldilà del terzomondo, dell'occidente, prima che i concetti stessi fossero elaborati: cosa stai dicendo?
I bambini sono vittime dell'odio, del male, come gli adulti che però spesso si votano al male ed all'odio in prima persona facendone. E' la cultura dell'odio che va superata sul pianeta. E' quello che Gesù ha provato ad insegnarci, a noi occidentali, ma affinchè il suo messaggio di amore fosse di tutti, anche di africani che, con o senza occidentale, tra loro si sono sempre scannati crudelmente.
A meno che tu non creda alla favola del buon selvaggio, dell'eden perduto e distrutto ad opera degli sporchi bianchi imperialisti occidentali ed allora vabbè, in quel caso, che parliamo a fare: ci sarebbe una pregiudiziale di troppo.
Io credo che i salesiani assolvano pienamente e coraggiosamente con una bella testimonianza dei loro valori restando lì. Ciò nonostante è necessario che la comunità internazionale si assuma le sue responsabilità. Servono forze. Servono forze di interposizione per salvar vite, non possiamo lasciarli soli con salesiani disposti anche al martirio. Servono, insomma, soldati, uomini armati, armi.
Perchè spiace dirlo, ma l'umanità non è ancora così evoluta da poterne fare a meno, purtroppo. Tu capisci, siamo così poco evoluti che senza l'uso delle armi, con soli buoni propositi e missionari, noi avremmo ancora il nazismo...
Ma resta l'obbligo, la responsabilità che dobbiamo assumerci come possiamo. I missionari con la forza della fede per cui hanno vocazione. La comunità internazionale con la forza delle armi per imporre pace e salvezza di bambini quanto più si può (ma non è che gli adulti debbano crepare e chi se ne frega eh!).
E' che quei missionari hanno coraggio, davvero coraggio, mentre la comunità internazionale non altrettanto nel fare quel che spetta al proprio ruolo, alle proprie responsabilità.
Ciao.
Alieno
3. sandra, Mercoledì 5 Novembre 2008 ore 13:46
@Alieno.Non credi che tanta violenza nasca da tanta ignoranza?Se invece di sfruttarli e basta , ci fossimo preoccupati di esportare più istruzione e umanità,forse anche le etnie si sarebbero "evolute".La democrazia non può essere esportata,ogni popolo deve conquistarsela, sentirne il bisogno che nasce dalle tante ingiustizie subite che, nasce dalla propria storia evolutiva,deve diventare un'esigenza,allora sarà inevitabile desiderio.E' necessario alzare il livello di comprensione e di cultura, ma a molti fa comodo che rimangano al livello delle scimmie.
Io sono assolutamente contro la guerra...non c'è una guerra giusta.Sono assolutamente per la non violenza,sono assolutamente contraria alle armi e agli armamenti.I salesiani,non hanno bisogno di armi, la loro arma è un'altra.Hanno bisogno di non sentirsi soli, di fondi,di cibo, di umanità.Se realizzi dentro di te che uccidere è male, che la vita è quanto di più prezioso possa esistere e che , mai puoi arrivare a toglierla.......piuttosto che uccidere, ti farai uccidere.L'occidente ha moltissime responsabilità,forse il mio è pregiudizio?......Chi arma gli Africani,chi con il mercato delle armi contribuisce ai genocidi?Gli occidentali hanno sempre e solo preso dagli africani, con gran piacere che rimanessero ignoranti, poveri e sfruttabili.Se le guerre etniche esistevano già alla preistoria, niente si è fatto per aiutarli a risolvere pacificamente i conflitti, anzi, con il traffico delle armi ,il cosiddetto mondo civilizzato ha dato una mano a rovesciar più sangue.Lasciando che si uccidessero fra di loro, consapevoli che finchè si ammazzano, non si pereoccuperanno di guardare a chi , dai massacri trae profitto,è una forma di schiavitù moderna, quella che fa credere agli africani di essere liberi.Come è una forma di colonizzazione sfruttare gli immigrati di colore, prima si doveva andare nella loro terra per sfruttarli, ora, l'esca va direttamente in bocca ai coccodrilli.Sono talmente disperati che volontariamente vengono a farsi colonizzare in occidente.Se non prendiamo atto, di quanto male siano ripartite le ricchezze nel mondo, se non prendiamo atto che il sistema è sbagliato, non ci sarà mai un equa ripartizione, ....ed è profondamente ingiusto il dislivello tra benessere, ricchezza ostentata all'ennesima potenza e il dover morire di fame.Qualcosa non funziona a livello globale e non può essere solo responsabilità delle etnie.Forse sbaglio, forse il mio è un pregiudizio, ma la mia opinione sulle responsabilità è valida quanto la tua contraria.La nostra responsabilità è dobbia, in quanto cristiani, meno ignoranti , più emancipati e soprattutto più ricchi.
4. sergio, Giovedì 13 Novembre 2008 ore 10:01
Una cosa è certa,Il non abbiate paura se Gesù è nel nostro cuore diventa una realtà.Come realtà è che uomini ai quali interessa so,lo soldi e potere,fanno di tutto per poter raggiungere i loro scopi.Quante armi in tutto il mondo e quante guerre.Fino a quando non vedremo in un altro uomo un uomo simile a noi ,e non metteremo in pratica : non fare agli altri quello che non vuoi che venga fatto a te stesso,e non ci sarà nel nostro cuore amore per Dio,per gli altri uomini e per il creato,non potremmo mai vivere in un mondo in pace.Il Signore Benedica e li riempa del Suo Santo Spirito tutti quei missionari e quei laici che fanno tutto per amore di Cristo.Aiutiamoli con le nostre preghiere e con ..................