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Morto Mons. Maggiolini: a Como, vescovo scomodo e schietto.

Mercoledì 12 Novembre 2008, 08:29 in Cronaca di

E' mancato questa notte, per un tumore che lo affliggeva ormai da anni, il vescovo emerito di Como, Mons. Alessandro Maggiolini.

Mons. Alessandro Maggiolini, lo sappiamo tutti, era solito frequentare (si fa per dire) i quotidiani italiani che avevano man forte a riportare le sue spesso colorite frasi ed espressioni.

Oggi, alcuni quotidiani lo bollano come il vescovo leghista. Altri, più seriamente, individuano in lui un carattere schietto e forte, non incline all'ipocrisia e spesso neppure pauroso nei confronti della critica e del confronto acceso.

Non credo sia questa la sede per proporre una immagine "reale" di questo vescovo che, comunque, ha lasciato un segno forte nella chiesa di Como. Un vescovo che ha sempre detto le cose che pensava, forse più attraverso l'arma linguistica del "paradosso" che non attraverso la reale intenzione di essere troppo forte, se non a volte quasi violento, nel linguaggio.

Sono qui per esprimere le condoglianze alla Chiesa di Como che sicuramente ha accolto, di Mons. Maggiolini, la parte più bella e vera. Mons. Maggiolini, mi è capitato ultimamente di sentirlo in qualche registrazione radiofonica, era un Vescovo vicino alla gente.

E sono certo che oggi tantissime persone lo piangeranno.

Un po' come quei vecchi parroci di una volta: spesso ricordati come burberi...ma sempre ammirati per la loro costanza totale alla gente.

Persone vicine. Semplici. Schiette. Anche senza peli sulla lingua - perchè no.

Persone delle quali si può (e spesso si deve) criticare il carattere, ma che poi non si possono che ammirare e - nei casi purtroppo tristi come questo - ricordare come persone che "non ci sono più".

Di Mons. Maggiolini a me è rimasto questo. Personalmente il suo modo di fare (almeno per come era dipinto e trasmesso dai media) non sempre mi piaceva.

Ma di lui, attraverso anche queste conversazioni radiofoniche, mi è rimasto questo: la vicinanza alla gente, la concretezza, la capacità - da gran comunicatore qual'era - di parlar chiaro, di farsi comprendere, di arrivare al cuore delle persone, annunciando il Vangelo, e non altro.

 

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4 commenti
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13 Nov 2008
alle 15:10

Alieno

Esempio che a me appare incoerente, anche all'interno della comunità cattolica: è tutto un ricordarci che abbiamo il dovere di non nascondere ed ignorare la questione di disperati extracomunitari. E' giustissimo, come dicon loro, la cosa ci riguarda, non il contrario. Sul come si può discutere poi (per me aiutarli a casa loro è meglio per loro e per noi, è più efficace e dignitoso, lungimirante e giusto perchè soddisfa anche la possibilità di non rinunciare alle proprie radici).

Giustissimo anche occuparsi di Guantanamo: la tortura, la pena di morte, sono valori che non dimostrano la comprensione più piena e felice del cristianesimo, a mio avviso, per come vivo la fede io.

Poi però, notizie come quella di giorni passati e via via appena giovinetta uccisa dal padre islamico perchè credeva quella sua figlia incinta e già questo sarebbe abbastanza perchè la cosa "ci riguardi", ma pure l'approvazione del governo di Theran e di quella giustizia per cui il padre è scagionato, non è punito (con bel messaggio istituzionale a conferma di quella cultura delle pietre che affossano le speranze dell'Islam che sa far di meglio, nonchè la sua immagine, sollvando invece il pregiudizio) parrebbe, per certi cattolici, "non ci riguarda".

Con malizia domando, retoricamente: chissà perchè la figlia uccisa dal padre islamico, ma potrebbe esser il gay impiccato, l'adultera lapidata, la cultura di quei Paesi dopo l'arrivo di Cristo non si è evoluta, anzi, dove ha tentato, si è trovata poi ad involversi tornando indietro, a costoro, sensibiloni cattolici non scuote coscienze per cui si ha dovere di portare il proprio contributo nel dialogo?

E' una domanda retorica perchè temo di non aver risposta autentica e temo di avere dovuto prender atto di quelle incoerenze da tempo, con tristezza.

Perchè non mi appare sensato dover scegliere l'esclusività di un tema in cui si deve migliorare e combattere per riuscirci, com'è la questione dei disperati che tentano traversata lasciandoci spesso la pelle, rinunciando alla cultura criminogena, contraria ugualmente al messaggio cristiano per cui non si può lapidare, impiccare adultere e figlie incinta (o occidentalizzate nel look ecc).

Dove sta scritto che "ci riguarda" solo una delle due cose e non più saggiamente, almen per me, di entrambe?

Sarà che la questione extracomunitari risponde ad altre questioni, non cristiane magari, ma più politiche per dire, è più comodo di andare a rompere le scatole agli islamici che applicano la lettura del Corano nell'interpretazione più crudele ed incivile, oltretutto in quest'omertosa compiacenza di politically correct e culto del compiacimento, non aiutando l'Islam che cerca di portare del Corano altro messaggio più tollerabile, più idoneo alla convivenza, all'intersecazione di culture, alle interazioni ed alle integrazioni?

Per non parlare della quantità immonda di reati che gli extracomunitari, spesso con cultura retograda, incivile, anche per nostra leggerezza, compiono a danno di loro stessi: omicidi, prevaricazioni, sfruttamento, vendette, logiche di bande e gang.

Ma, parrebbe, quella questione non solletica nemmen un po' l'interesse delle coscienze, non smuove domande e risposte, non tratta di razzismo-fascismo-antimperialismo... di quella gravità di reati di extracomunitari mal integrati (cioè con cultura incivile e barbara individuale o a volte più estesa), a danno di altri extracomunitari, non parla nessuno, non ci riguarda, non è di moda, anzi, rischia di essere tema scomodo, scomodissimo perchè indebolisce altre teorie ossessivamente portate nel dialogo, per esempio, in funzione antigovernativa oggi (e non ieri, guarda un po').

Alieno

3
13 Nov 2008
alle 14:51

Alieno

Beh, io non ho avuto il piacere, ma sono rimasto colpito da quel che ho letto di lui in questi giorni.

Colpito da molti passaggi che ne ricordano e ne commentano la testimonianza.

Schietto - sembra essere un punto condiviso anche da chi non lo stimava molto. Perchè, ho letto, aveva amici ma non considerato amichevolmente da tutti e, questo mi ha colpito (ma non stupito), non aveva moltissimi amici tra i confratelli.

Ho letto che non diluiva Cristo e la fede per renderli più digeribile e comodi nel nome dell'osannato delirio del nostro tempo, il politically correct-culto per cui dire pane al pane e vino al vino, molte volte, è considerato spregevole e poco cristiano addirittura. Ed è curioso perchè Cristo è proprio quello che combatte l'ipocrisia del politically correct, del "questo non si dice, questo non si fa, non sta bene".

Cristo è rottura, è il coraggio, Cristo ci insegna ad osare, a spingersi contro le convenzioni.

Faccio esempio noto: la donna che, come alle donne spesso toccava in tremenda sorte ieri, stava per esser lapidata.

Nessuno osa rompere quel conformismo feroce di fanatici e tutti son predisposti ad iniziare quella orrenda pratica dove si lapida, cioè dove la tradizione (tribale e primitiva che disgusta Gesù ed impone non la sua benevolente accettazione per il quieto vivere, ma la sua autorevole sfida) vuole che si scelgano pietre non troppo piccole - perchè la vittima deve morire - ma nemmeno troppo grandi -perchè la vittima non deve morire subito, deve soffrire tremendamente soddisfando la propria sete di vendetta che si vorrebbe perfin educativa.

Mettiamoci in testa che in quella cultura tribale, viva ancora oggi, culturalmente anche in casa nostra purtroppo, una donna adultera è certamente colpevole di un peccato gravissimo morale e sociale e merita la morte; e la morte nella sofferenza più atroce. Non v'è alcun dubbio di questo, in quel tempo funziona così, TUTTI  hanno questa assoluta certezza: una donna adultera merita la lapidazione senza pietà. Serve la rivoluzionaria missione di Gesù tra gli uomini per svegliare gli uomini, schiaffeggiare schiettamente le loro coscienze e dunque Gesù non tenta la via del buonismo-relativismo e quieto vivere dicendo che, beh, se usa in quella cultura, così va relativisticamente accettato. E' un Cristo che si oppone al relativismo delirante, per fare esempio, di certe sentenze assolutorie nei confronti di mariti e padri che picchiano le "loro" donne (perchè convinti che la vita sia per loro "disponibile") perchè in quella cultura è "normale", così magari ci si dovrebbe dimostrare, in quel relativismo allucinante, illuminati, civili e tanto ben disposti al dialogo (perchè accontentando non si provocano scomodotità!). Cristo ci insegna a superare la "normalità" laddove la coscienza dorme ed interviene, nel caso della donna che sta per esser lapidata impietosamente: chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!

Pensiamoci bene a quel Cristo non relativista che "rompe" la convinzione diffusa che lapidare sia giusto, addirittura doveroso ed educativo socialmente. Tutti non han dubbi: va fatto ed anche chi è incerto perso tra i dubbi di una coscienza relativista, in fondo può dirsi che "non so, ma in fondo se l'è cercata anche..". Per tutti l'adultera merita lapidazione e Cristo insegna a rompere quel confortevole TUTTI dove nessuno OSA rompere (pessima abitudine-tradizione-cultura e dunque è, lo dico affettuosamente, un rompiballe per molti quel Cristo fuori dal coro).

Che c'entra tutto questo con Maggiolini buonanima?

Spiego: tra i tanti motivi  per cui Maggiolini, tocca leggere, non gode di tantissime simpatie c'è un fatto che mi ha colpito: Maggiolini è stato vicino da buon padre (perchè un prete è un padre) ad un prete acusato di pedofilia.

Oggi è facile vedere in quest'atteggiamento protettivo nei confronti di un presunto (ma anche fosse accertatamente realtà è lo stesso) qualcosa per cui additare al disprezzo Maggiolini da parte degli anticlericali ed anticristiani militanti che troveranno argomento a sostegno per confermare i loro pregiudizi. Ma sarà qualcosa, quel comportamento protettivo, da buon padre, che non susciterà nemmeno le simpatie di molti cattolici e cristiani, nè di confratelli: ma come, difendi un pedofilo invece di lapidarlo anche tu? Che fai, osi difendere un'adultera, cosa gravissima al tempo di Gesù, un pedofilo oggi al nostro tempo?

Quanti cristiani riescono a far proprio quel parallelo per cui Maggiolini forse non merita per quel proteggere il figlio peccatore (perchè è peccatrice anche l'adultera per Gesù, non assolve relativisticamente il peccato, il male, ma il peccatore merita la possibilità di salvezza), meno simpatia? Io non so bene come è andata la storia, la mia è una speculazione che faccio sulla semplice ipotesi che Maggiolini abbia condannato il peccato non rinunciando all'amorevole testimonianza cristiana che può essere scomoda, scomodissima, di rottura, anticonformista, fuori dai luoghi comuni del TUTTI d'accordo nella lapidazione o quasi, com'era ieri per le adultere, com'è oggi per i pedofili, gli assassini, insomma chiunque che merita punizione in quella relazione di reciprocità, di causa effetto che è tanto laicamente messaggio del diritto e della norma giuridica, quanto del messaggio cristiano; avrà da render conto alla giustizia divina e severamente di quel peccato dinanzi a Dio, dovrà render conto dinanzi alla giustizia civile e severamente per quel reato, perchè è proprio Gesù che insegna a pregare il Padre dicendo "rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori", cioè insegna Gesù, a chiedere di sanare i nostri debiti e un colpevole di reato, a maggior ragione se cristiano dunque, non deve sottrarsi, ma anzi, nel pentimento autentico, pretendere e viver come giusta e doverosa via dell'espiazione, la cella in cui scontar pena qui, offrendo a Dio quel civile scontar debito per onorarlo col proprio pentimento sincero, cioè guardando a fondo nella propria coscienza.

Invece? Invece troppe volte mi imbatto in cristiani e cattolici che per criminali auspicano LA MORTE! LA CASTRAZIONE CHIMICA se non si può avere di meglio eppure, a me risulta che scientificamente è dimostrato che non mette al riparo dalla reiterazione quella soluzione, molti psichiatri anzi segnalano una recrudescenza della pedofilia proprio causata dall'impossibilità chimica, cioè il rischio di una violenza maggiore nei confronti delle loro vittime! Non sono aggiornatissimo, ma questo ho letto anni fa, non ho trovato smentite a questo dubbio scientifico ed allora, così fosse, sarebbe solo la vendetta con cui si sceglie le pietre!!!

 Lo stesso Obama, lo stesso Veltroni che solo in apparenza son davvero riformisti, nuovi, civili, moderni, illuminati ma affatto così: sono vecchi, ripetono la tradizione stravecchia e tribale della lapidazione dell'adultera che ieri non era considerata men grave della lapidazione e dell'omicidio. Gente che non esita ad uccidere vite umane con il genocidio di bambini abortiti, che nemmeno vorrebbe chiamar vite umane, nè bambini, almen non riconoscergli dignità di persona e poi però non ha problemi a voler salvi Br, assassini reiterati: ma perchè questa incapacità di andar oltre le convenzioni, come ci insegna l'unico vero rivoluzionario della nostra cultura, non Marx, non Guevara, non Hitler, ma Cristo che ci insegna che la rivoluzione è dentro di noi e solo rivoluzionandoci nel cuore, guardando nella nostra coscienza, rompendo i tabù del "tutti fan così" (è anticonformista e non relativista Gesù) per cui solo dopo, solo dopo la rivoluzione della coscienza (e non quella sanguinaria di camicie brune, nere o rosse) non si armerà la propria mano con la pietra. Gente che non esita a voler salvi terroristi imprigionati e torturati a Guantanamo. Ed è giusto, è civile ed anche cristiano o il contrario se si vuole, cristiano e civile. Ma perchè poi si vorrebbe morto un pedofilo? Un Saddam Hussein? Un prete pedofilo sia pure?

Perchè dentro si è vecchi e il nuovo, il rinnovamento di Cristo, in effetti, fatica a compiersi tra gli uomini. Non c'è allora alcun motivo per disprezzare o guardare con sospetto Maggiolini solo perchè esercita il suo ruolo di padre e di cristiano, ma semmai, dovrebbe farci riflettere perchè forse Maggiolini, proprio per quel che si critica, ha qualcosa da insegnarci.

Ho basato tutta la mia riflessione solo sulle notizie (poche) che ho di una persona che non conosco, che aveva amici e nemici (essere amici di tutti, in fondo, significa non esser amici di nessuno: lo stesso Gesù aveva chi incontrandolo lo amava e seguiva e chi lo derideva o disprezzava, anche qui non si può diluire quel risultato di aver amici e nemici, relativizzando tuttoe pensando che ciò significhiquel risultato che si stia sbagliando qualcosa). Nel caso dunque possibile e probabile che non sia ben informato o male informato, allora me ne scuso preventivamente, l'ho messo in conto e salvo, comunque, la riflessione, la teoria che propongo di lettura di una situazione, sicchè non sprecate cartucce per spiegarmi che Maggiolini in realtà...

Buona giornata a tutti.

Alieno

P.S.: Charles Darwin, vengo dal pianeta cristiano, visto che non riesco a farti capire la mia provenienza, ehehe. Sbagliando, peccando, meglio possibile potendo, a Dio piacendo.

D'altra parte, se ti ricordi, non molto tempo addietro, lo stesso Papa si è pronunciato a confortare i credenti che l'esistenza di alieni non preclude ed inficia nulla del progetto di Dio in ci si ha fede, anzi, è doveroso prender atto che quella possibilità, in quel progetto, può esser prevista: grande Papa illuminato questo che unisce Ragione e Fede, che sa essere razionale ma spiega di diffidare dal razionalismo che induce all'errore e lo dimostra la questione di Galileo, figura a lui molto simpatica, cattolicissimo come molti purtroppo non sanno (molti pensando che la Chiesa l'abbia perfin bruciato vivo, ahimè), che razionalmente aveva torto, non fu in grado di dimostrare scientificamente (cioè razionalmente) che aveva ragione e scientificamente fu bocciato dalla consulta (sempre applicando razionalismo), eppure aveva ragione perchè come ricorda Ratzinger, l'affidarsi solo al culto del razionalismo, non dà alcuna garanzia di verità.

2
12 Nov 2008
alle 12:28

carlo

Ce ne vorrebbero di tumori come questo!

Onesto fino all'ultimo, non disdegnava di combattere i razzisti e non si nascondeva dentro una chiesa, sotto una toga.

R.I.P

1
12 Nov 2008
alle 10:55

Enzo

Ce ne vorrebbero di piu' come Mons. Maggiolini!

Onesto fino all'ultimo, non disdegnava di combattere in trincea e non si nascondeva dietro le linee.

 R.I.P.

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