Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Questo sabato, Benedetto XVI ha ricevuto in udienza a Roma i docenti e gli stundenti del Pontificio consiglio di Archeologia cristiana.
L'incontro, a livello mediatico, è passato sotto silenzio, ma durante lo stesso, il papa ha avuto modo di riflettere, proprio con scienziati e studiosi, sulle radici cristiane della nostra società.
Quella del papa è stata una sorta di lezione di archeologia umana, che ritrova, nelle stratificazioni della storia il pensiero cristiano e le sue profonde radici.
Secondo Benedetto XVI, "la diffusione della cultura artistica e storica in tutti i settori della società fornisce agli uomini del nostro tempo i mezzi per ritrovare le proprie radici e per attingervi gli elementi culturali e spirituali che li aiutino ad edificare una società a dimensione veramente umana".
Ogni uomo e ogni società, ha infatti rilevato, hanno bisogno di una cultura aperta alla dimensione antropologica, morale e spirituale dell'esistenza.
Per questo motivo, il Papa auspica che, "grazie anche al lavoro del vostro benemerito Istituto, prosegua ed anzi si intensifichi la ricerca delle radici cristiane della nostra società".
A suo parere, l'esperienza dell'Istituto prova che lo studio dell'archeologia, soprattutto dei monumenti paleocristiani, permette di "approfondire la conoscenza della verità evangelica che ci è stata trasmessa, ed offre l'opportunità di seguire i maestri e testimoni della fede che ci hanno preceduto".
"Conoscere l'eredità delle generazioni cristiane passate permette a quelle successive di mantenersi fedeli al depositum fidei della prima comunità cristiana e, proseguendo sullo stesso cammino, continuare a far risuonare in ogni tempo e in ogni luogo l'immutabile Vangelo di Cristo", ha constatato.
Un appello che si unisce in qualche modo al discorso pronunciato oggi durante l'Angelus, sull'importanza della scienza che riscopre le radici divine dell'universo, con la importante sottolineature della personalità forte ed autorevole di Galileo Galilei.
@Alieno ...appenderci la fede...
Non mi riferivo a Monsignor Bianchi né a nessun'altro in particolare (ai due Giuseppe o alla due Marie ?). Al solito mi spiacciono le interpretazioni univoche ed ideologiche della fede ed in questo senso al solito tendo implacabile a sanzionarti ;-)). Vado provocatoriamente oltre lo stesso messaggio del papa: Fede = valori della società occidentale ?
Penso semplicemente che i simboli portino in sé sovrapposti e aggrovigliati moltissimi significati non sempre tutti coerenti ed univoci. Come in ogni espressione umana ed artistica l'intenzione di chi li scrive é unita alla sensibilità di chi li legge. Questa ambiguità giustifica l'uso di provocazioni ed il tentativo di "purificare" di tanto in tanto i segni, piuttosto farli morire di sclerosi per "sovaesposizione" (abitudine, pigrizia, assuefazione...). In questo senso penso che le tue posizioni e la provocazione del Gesù Bambino assente possano e debbano convivere benissimo. Trovo invece stonato farne ancora una volta una questione da "dentro o fuori", appunto di tipo ideologico. Esattamente come troverei stonato da parte del papa legare mani e piedi la nostra fede ad una sua espressione storica e culturali in particolare. Così mi pare ogni tanto tenda a confondere (a partire dalla sciagurata lezione di Ratisbona: ... il patrimonio greco, criticamente purificato, sia una parte integrante della fede ...). Posto qui anziché si "Natale a Bergamo" perché non ho avuto il tempo di seguire quella discussione. Ciao
CD
Fatto è che se invece della volontà di Dio, avessimo la volontà di Mons. Coraggio Attilio Bianchi, di cristiani nemmen ne avremmo perchè dubito che l'uomo sia domani, come oggi o ieri, "pronto" alla sua venuta tra gli uomini, come lui vorrebbe ed educherebbe, ponendosi sopra allo stesso Dio e spiegandoci con un molta ambizione direi, per non dir di peggio, che "non ce lo meritiamo".
Non vorrei che nella consapevolezza di non meritarlo lui, deducesse che non lo merita nessuno il Natale.. sfuggendogli, anzi, tradendo la questione che non può sostituirsi a Dio facendo al suo posto una sorta di superGelmini (o Super Brunetta?) della meritocrazia, che visione ha quest'uomo del cristianesimo? Che fine ha fatto la sua fede? Annaspa nella confusione? Facciamo la colletta: servirà per riscattar l'ostaggio bambinello e per iniziare un corso rieducativo spiegandogli l'importanza della nascita di Gesù tra gli uomini, proprio tutti gli uomini, senza Gelmini, Brunetta o merito, che quella è altra scuola, con altre regole, se ne può discutere, ma pretendere di insegnar a Dio o a Gesù per insegnare a noi...eheh.
Facciamogliela una lezione o una terapia di gruppo per ridar allegria a quest'uomo dall'animo poco sereno per far simili scelte antiestetiche e tristissime...
Qualcuno glielo dica, dai: se non nasce per noi tutti, non può poi morire per noi tutti... che ci combini? Come potranno incontrarlo Cristo coloro che non lo han riconosciuto subito, se non nasce?
:-))
Alieno
Ma Cd, non regge... se non bisogna appenderci la fede, perchè mai un Monsignore decide che l'appendere è funzionale invece sottraendo l'evento della nascita, sostituendosi alla simbolica rappresentazione della volontà di Dio che invece Gesù lo fa nascere ben sapendo che alcuni tra gli uomini son pronti, altri no?
Insomma, lodevole difesa la tua, ma infine difendi quell'appendere la fede al simbolismo di una rappresentazione, di cui si è ben consci nel portato dall'estetica alla sostanza, sia perchè si decide di mutarla col messaggio che Dio fece male a nascere tra uomini visto che tra coloro alcuni non eran pronti (doveva invece, ci spiega simbolicamente, aspettare mooolto di più), sia perchè poi a sua volta introduce altra simbologia estetica.
A me pare che la miglior mediazione resti quella di San Francesco, forse il suo animo era più gioioso e sereno nell'accettar volontà di Dio, sai quello tra gli uomini, quelli tra i quali alcuni non son così pronti..
Ma dunque tu sei formidabile e che bello sarebbe averti più spesso dalla mia parte.. e mi suggerisci altro argomento: perchè mai quel Monsignore tenta di appendere la fede? O cambiando o negando? Non solo dunque una pessima scelta estetica, molto triste, in odor di presuntuosa rilettura condizionata della narrazione cristiana, ma pure insita in quel gesto la contraddizione di chi vuol far sì che non si resti appesi e per farlo deve appendersi diversamente, arrampicandosi sugli specchi.
Per quanto riguarda le croci usate impropriamente: io non svilirei così facilmente e con tanta leggerezza..
Ricordiamoci che per l'uomo, Dio impone anche guerre, stabilisce il suo patto di alleanza, non possiamo far finta di ignorare quel complesso veterotestamentario che nemmeno Gesù stesso mai disconosce e nega. Stiamo attenti perchè come tu dici è molto facile per l'uomo far uso improprio dell'immagine che ha di Dio ed io voglio ricordare che, per quanto scomodo possa sembrarci oggi, quel Dio è lo stesso Dio dell'uomo del vecchio testamento e preferisco usare maggior prudenza non solo per croci sulle bandiere, ma anche riguardo ad un preteso pacifintismo che non è proprio a ciò che ci perviene del nostro Dio. Il percorso di continuità con il testamento nuovo (il nuovo patto di Dio con l'umanità tutta) è un pochino più complicato e bisogna sforzarsi, forse, per comprendere e comprendere come può esser Gesù tanto uomo di pace e di amore, quanto un ebreo che non disconosce la Legge di Mosè, cioè di Dio.
Qual'è il progetto di Dio per l'uomo? Possiamo davvero comprenderne pienamente il disegno? Possiamo escludere la "necessarietà" del male in quel disegno divino? Possiamo escludere che quel simbolo, la croce, che tu ritieni abusato, possa aver invece contribuito positivamente a quel progetto?
E' una responsabilità grande escluderlo. Da umile uomo so che, leggendo la storia di uomini, sotto quella croce l'uomo sa sbagliare, ma anche muoversi perchè la cristianità non vada perduta, salvarla e permettere, in quella croce, in ogni momento, di vedere ancora il messaggio originario, quello di amore. Spiace dirlo, so che solleverò scandalo, indignazione, accusa di bestemmia, ma credo difficile immaginare sia possibile, per esempio, se la storia non avesse visto una croce difesa e sventolasse oggi, che so, una mezzaluna, una svastica, una falce e martello..
Pur tuttavia, non entrando nel merito di ogni singola storia dell'uomo, vedendolo dall'alto nel tempo, in un percorso più ampio, a me pare di intravedere, tra errori ed orrori, in quella croce che tu vuoi liquidata con leggerezza come abusata su bandiere e scudi ed armi, qualcosa di buono infine. Non nego il male, nè il bene dell'uomo, nemmeno quello con la croce sulla propria arma è facilmente liquidabile massimalisticamente per quanto mi riguarda.
Gli strumenti di cui Dio si serve, uomini, tanti e diversi, possono benissimo comprenderli.
Stammi bene.
Alieno
... perchè bisogna rassegnarci a non vedere ...
Rassegnarsi manco per niente, semplicemente trovare altre vie di comunicazione senza imporre niente per forza di regola precostituita. Alcune delle strade qui sopra sanzionate come resa di cattivo gusto al relativismo forse possono giocare il ruolo di utili agenti provocatori. Altre strade se ne possono sperimentare, resta importante l'occasione di rifletterci su. Il Natale resta ovviamente un evento irrinunciabile e gioioso per il credente, é la coincidenza e sovrapposizione con la nostra storia e tradizione culturale che forse vale la pena di ripensare (a partire dal consumismo e dalla mercificazione che ne facciamo).
Per contro la regola precostituita del presepio tradizionale può avere spesso in sè grandiose valenze storico - culturali. Queste occorre preservarle in sé per quel che sono senza appenderci necessariamente la fede.
Dico qui del presepio come simbolo, la croce mi pare porti in sé valenze ben più sostanziali ed irrinunciabili, anche se purtroppo tocca scontarne l'uso improprio e la sovra-esposizione che tutto confonde (croci sulle bandiere delle nazioni, sulle insegne delle armi ecc. ...). Stammi bene
CD
Caro Darwin: ma è giusto quel che dici.
E però, nel vedere i peccatori che non vedono e senton più nulla in quel simbolo gioioso voluto da Francesco, perchè bisogna rassegnarci a non vedere coloro che in continuità con l'amore di Francesco, sanno ancora vedere e sentire? Il loro è un dono d'amore, un simbolo propositivo e positivo e certo è ingiustizia non riconoscerli in quel loro saper riconoscere.
A loro faresti un torto, convinto di far giustizia per altri.
Mi ha sempre sorpreso la capacità dell'uomo di voler vedere più lontano e nel farlo, di diventar cieco.
Conobbi una donna che in quest'intento lasciò tutto per andare a far missione volontaria in Africa, tra i bambini bisognosi, in qualche associazione Ong.
Un gesto nobile, così mi parve, un'azione buona pensai.
Poi dovetti rielaborare tempo dopo apprendendo che codesta, forse più che buona, fu buonista. Perchè nel lasciar tutto spingendosi tra il prossimo più lontano, un continente addirittura, lasciò il marito e due figli, uno dei quali diventò alcolizzato o drogato, non ricordo bene adesso e finì per suicidarsi, l'altro rinnegò la madre perchè, in effetti fu il tentativo di replicare all'abbandono della madre da piccolo illudendosi che così, in quel rinnegamento, potesse esser scelta sua e non subita (credo psicologicamente idea meno pesante da soffrire) ed il marito non ricordo bene che ne ebbe da quella triste scelta di moglie e madre che abbandonò famiglia ed impegno responsabile proprio, impegno di amore intendo, ma ricordo che ebbi tristezza anche per lui.
E' così, nel tentativo di far bene al prossimo, quella donna, che poi in Africa si risposò e adottò tanti bambini, dimenticò il prossimo più prossimo, rendendolo infelice e compiendo, nell'illusione di far bene e giustizia, dolore ed ingiustizia.
Oggi lo chiamo buonismo, nonchè tradimento quel penoso agire ed essere.
Si dimentica che il prossimo spesso è proprio lì accanto a te, ma così vicino che nel metter a fuoco lo sguardo lontano, si diventa miopi anche nel cuore. Quel prossimo è così banalmente prossimo, è talmente vicino che nemmen lo caghi più, così come non consideri più ciò che hai e di cui sei già responsabile, magari con fastidio noia ed insoddisfazione, andando a vagare nel mondo chissà dove. Mentre chiunque dovrebbe sapere che il viaggio, nel compiersi attraversando frontiere, è questo che scopri, è principalmente interiore. Solo così non resti cieco nel cuore, dovunque tu sia.
A te dispiacerebbe, come dici, al perdita di quell'atto d'amore e di gioia che è il presepe. Beh, tanto del tuo prossimo avrebbe quell'ingiusto soffrire e certo non muore nessuno, fisicamente, se facciamo sparire presepi e croci e perfin Gesù o Dio, ma in fondo anche sì, come muore un atto d'amore negli occhi di un bambino grato che scrive un bel pensierino, crea un qualcosa con la sua fantasia per la mamma che ama, la sua gioia è l'offrire qualcosa che non cambia materialmente la vita della madre, nn son soldi per arrivar a fine mese, non è un tetto non in affitto, non è il saldar bolletta dell'Enel, è solo un simbolico atto di amore che però non è inutile affatto e certo possiamo farne pure a meno, ma qualcosa muore davvero, in noi ed in quel figlio devoto e grato, togliendogli quella possibilità di offrire un dono d'amore e di gratitudine, togliendogli quella gioia.
Muore la nostra capacità di essere gioiosi come bambini, per esempio, togliendo il presepe, la pura gioia di aver Gesù nato per tutti eppure sempre abbiam saputo che ieri come oggi, questo lo sapeva anche San Francesco, c'erano peccatori, ingiustizie e sofferenze, ma la gioia della speranza è più forte per chi ha fede e San Francesco, creatura gioiosa nella Fede, lo sapeva bene pur stando tra gli ultimi tra gli ultimi, in un evo di guerre e miserie, com'era al tempo di Gesù, com'è oggi.
Allora qual'è il significato gioioso del Natale? Io ho dei ricordi tristissimi delle festività, fin dalla mia infanzia, mescolati però con la gioia e qualcosa di quella gioia di bambino che la predilige nonostante la sofferenza, credo che possa davvero esser lasciata ed offerta a tutti, perchè Gesù nasce proprio per tutti ed ama davvero tutti ben sapendo che questi son peccatori, che alcuni di loro non lo riconosceranno, lo ripudieranno, lo disprezzeranno, lo useranno come e quando conviene.
Ed allora, non lasciamo che questa bella novella sia sottratta alla gioia e sia consegnata alla tristezza.
Poi son d'accordo: a nulla varrà andare a messa tutti i giorni, nè esser prete, se non ci lasciamo cambiare dentro da Gesù, se la messa è solo "ite missa est", se la messa non continua fuori della Chiesa, ogni santo giorno, nel quotidiano, tra gli altri. Son d'accordo perchè credo di aver valore comune con te nel credere che tutto ciò a nulla varrà se osserviamo soltanto senza mettere dentro nulla e che infine, tutti saremo giudicati da Dio, credenti laici o preti, per l'amore di cui saremo stati capaci.
Ma se la serenità e l'armonia albergano nel cuore, caro Cd, se almeno a Natale non conserviamo l'animosità ed il rancore, nonostante le ingiustizie, ci si ricorda che Gesà nasce ugualmente, ugualmente per tutti e mai verrebbe in mente una cretinata così, come quella di far sparire un gioioso presepe.
Ogni bene e gioia ed allegria.
Alieno
@Alieno
San Francesco ha fatto una grandissima opera di mediazione culturale rendendo viva ad un popolo di contadini e pastori l’idea blasfema di un Dio che incarna i nostri limiti e debolezze rendendoci contemporaneamente partecipi della sua grandezza. Sfortunatamente il cattolicesimo è stato nella storia, per le persone, per i popoli anche molto altro, un valore non sempre positivo, talora incapace di comunicare l’amore di Dio per gli uomini. Anche a causa di queste sfortunate coincidenze cosa comunica oggi il presepio agli uomini ? Se un simbolo non comunica più un significato, cosa me ne faccio ? Forse abbiamo bisogno di nuove mediazioni culturali, capaci di comunicare la sostanza della nostra fede a chi ha percepito sino ad ora un messaggio corrotto da valenze ideologiche e politiche improprie. Se questo dovesse passare per la temporanea rinuncia a simboli a noi cari ovviamente ne soffrirei, ma non lo vedrei necessariamente come un’attentato alla fede quanto piuttosto uno stimolo a re-incarnarla. Dici: Chi è che detesta, invece, il presepe? Coloro che hanno una fede che istiga l'odio, ideologica. Ecco appunto, vediamo di non ridurci noi ad adorare un’ideologia. Questo, per riportarci al tema proposto, significa sforzarsi di vedere la fede come un qualcosa di molto più grande ed universale della nosta storia, cultura, società.
Caro Cd: è interessante quel che dici. Ma vedi, San Francesco che inventa il presepio ed è cosa così bella e giusta che diventa parte della nostra cultura, ama tanto la fede, che l'amore per l'uomo. Noi ci appoggiamo dunque a chi ama la fede e l'amore.
Chi è che detesta, invece, il presepe? Coloro che hanno una fede che istiga l'odio, ideologica. Coloro che non hanno fede e che nella fede vedono, come in quel simbolo d'amore e manifestazione dell'amore nella fede, un pericolo nel suo messaggio. Non si tratta di adorare il presepe idolatrandolo, noi col presepe adoriamo l'amore della nascita, della speranza, della gioia, comprendiamo che tutto comincia e ruota sulla semplicità, sull'elemento nucleare che struttura, getta l'ossatura, alimenta la speranza e la vita: la famiglia.
Nel presepe rinforziamo la memoria, l'impegno, ci disponiamo alla festa dell'accogliere quell'amore che si attende (e che arriva tra gli uomioni) e soprattutto, mostriamo un nostro grato segno di amore. Siamo come bambini che alla festa della mamma, scarabocchiano come possono, usando colori e fantasia, un segno di amore per la propria mamma, ringraziandola di esserci. Noi col presepe, siamo bambini che fanno simil cosa, dimostriamo quell'amore di bambino che è anche la gratitudine perchè c'è la famiglia, ci sarà, c'è Gesù, la nostra forza, il nostro riparo, la nostra speranza.
Io non vorrei mai giudicare un bambino che vuol dimostrare quel bene alla mamma, facendo le sue piccole creazioni di amore e gratitudine, la trovo invece una manifestazione del bello e dell'amore. Ed è questo che bisognerebbe vedere nel presepio, anche se non si è credenti, così come dovremmo esser capaci di vedere in un bambino che crea il suo piccolo "capolavoro" di amore in un pezzo di carta, un cartoncino o altro, qualcosa di bello e di amore anche se non è il tuo bambino, anche se non sei tu la mamma, dovresti riconoscere quel valore. Così nel presepio, potrai vedere la bellezza della gioia e della gratitudine, dell'amore, anche se non è la tua fede.
A meno che tu non coltivi l'odio ed allora detesterai l'opera di quel bambino, non l'apprezzerai, cercherai di indurlo a smettere di far cosa simile, gli dirai che è cosa stupida o che so, che offende chi è senza madre e chissà cos'altro. E guarderai con sottile piacere nascosto, in quell'odio e disprezzo che coltivi, chi cerca di sradicare e distruggere quella bella invenzione che fu cosa giusta e buona portata dall'amore oltre che dalla fede, l'amore semplice di un Francesco che era, per sua natura, un allegrio e gioioso figlio di Dio, un giullare di Dio e quel presepio infatti è allegro, bisogna fare delle contorsioni vere e proprie per non intravedere in esso, qualcosa di gioioso e festoso e magari, qualcosa perfin di negativo.
Come può essere, il presepio, un simbolo dell'odio e non dell'amore? Come può essere qualcosa di negativo per la fede e non di positivo e propositivo? Cosa si nasconde dietro il tentativo di darne altra lettura spiacevole e sgradita, dietro il nostro disprezzo per quella rappresentazione di amore e gratitidine?
Talvolta ho l'impressione che perfino tra i cattolici alberghi una sorta di ingratitudine nella propria fede e dunque un rifiuto dei suoi simboli: non più grati, ma quasi imbarazzo e vergogna, è incredibile.
Da tempo, ormai, all'avvicinarsi del Natale molti si chiedono perchè fare il presepe. Ogni pretesto è buono per coprire la perdita di quel significato in sè, per cui avremmo già naturali e spontanee risposte. Eppure, come il crocifisso, il presepe è ormai uno dei simboli centrali della fede cristiana. Se il crocifisso rappresenta la morte di Cristo per Amore dell'umanità, il secondo rappresenta l'incarnazione, la venuta umile in mezzo agli uomini, cioè vita di Gesù per Amore.
Purtroppo io credo che ci sia, tra altri motivi, un malinteso intendere relativismo, quello che vorrebbe mettere tutte le espressioni culturali sullos tesso piano. Ma infine, finisce per annullarle tutte, negando a tutte la loro identità, le loro possibilità valoriali.
Certamente non è la fede cristiana "localizzabile", nè solo in Occidente, nè solo in Italia, nè solo dove si fa il presepio. Bisogna aver coraggio e pazienza per vedere meglio e mettere a fuoco che fede e cultura sono cose diverse e però non fermarsi a questo strato di lettura, ma andando più in profondità, con meno superficialità, si noterà come il legame tra fede e cultura è un legame stretto. La fede può contaminare la cultura ed in fondo è quello che fa anche il presepe.
Il Concilio Vaticano II spiega che il Vangelo è sì indipendente dinanzi alle culture, ma può contaminarle, colorarle tutte, impregnarle di valore e significato, vi partecipa, vi contribuisce, costruisce anche la cultura la fede. E così facendo, riesce ad inserirsi, in modo dinamico, nella società, nella tradizione di un popolo, lo cambia e lo trasforma, lo plasma, lo ignora.
Questa valenza della fede sulla cultura è propria di ogni fede che ha un significato anche culturale, dunque tanto sia cristiana che buddista. Allora, tra cristiani bisognerebbe, se non siamo più capaci di avere con noi il significato del presepio ed aver risposte e capacità di vedere di bambini nella loro purezza ed il loro incanto di leggere nei simboli qualcosa di più di quel che appare, ricordare cosa è il presepio sarà utile.
I simboli del presepe, l'asinello col bue, la mangiatoia, è Dio che si "abbassa" tra gli uomini, li raggiunge. La stella come i Magi adoranti, ricordano il pellegrinaggio universale verso il Messia atteso. Questa è una rappresentazione che può essere intesa da tutti, anche non credenti.
Quando Francesco fa il presepe, dimostra la sua gioia e la sua gratitudine per quell'amore che riceve dal Dio in cui crede e al contempo mostra a tutti i fedeli, la vicinanza di Dio agli uomini.
Anche se l'ignoranza regna sovrana ed alcune maestrine hanno l'idea di far dimostrazione di bontà (in realtà solo di stupido buonismo mentecatto che è ben distante dalla pretesa bontà, accontentandosi della superficie, della mostra di sè che compie un preteso bene aldilà della sostanza o dei risultati, il buonismo è anche la superficialità di chi non distingue più bene dal male e però soddisfa la propria vanità) presso immigrati islamici, per dire, l'Islam ha in Gesù un grande profeta, professa un valore cardine nella struttura sociale della famiglia e riserva a Gesù molto spazio alla sua nascita "verginale", cioè il segno per l'umanità di quel profeta, la prova di una misericordia ecc.
Se quelle maestrine (che non sono solo le maestrine davvero, ma intendo le saccenti persone che fanno del buonismo d'accatto nella loro somma ignoranza per cui sono incapaci di far bene davvero, cioè anche tanti genitori come qualcuno saggiamente mi ha fatto notare: ma le avevo già comprese nel chiamare quei genitori "maestrine", cioè senza la dignità di poter insegnare, esser davvero maestri, lo sono incompiutamente in quel diminuitivo riconoscere le loro capacità), davvero avessero a cuore fare cosa giusta o del bene e non del facile buonismo, allora fossero interessati a compiacer islamici dovrebbero almen leggere qualcosa dell'Islam, porterebbero e dimostrerebbero un vero, autentico rispetto per quella fede che non può che iniziare, appunto, nel sapere di cosa tratta, cosa racconta.
Ma costoro non lo fanno. E' come se io desideri esser buono col mio vicino, con l'idea che abbia bisogno di me, del mio aiuto e non mi informassi del come, di cosa abbia veramente bisogno e gli regali qualcosa di cui non ha affatto bisogno: l'importante è che io mi senta buono, l'importante è che lui mi giudichi buono per quel gesto ignorante. Magari gli faccio la spesa ed invece lui ha bisogno di un passaggio per andare a lavorare per una settimana perchè la sua auto è in officina e rotta, la spesa ce l'ha, non sa che farsene, ma io ho soddisfatto la mia vanità e pretendo pure di aver gratitudine avendo comprato cibo per lui, pretendo, senza diritto alcuno, il titolo di "buono" quando al massimo posso essere uno stupido buonista che non ha fatto nemmen la fatica di indagare e capire come potevo esserlo davvero d'aiuto.
Ecco com'è il buonismo: superficiale, pigro, mentecatto, vanitoso e spesso, molto autoreferenziale. Ma non distingue gli individui, le loro reali necessità, in realtà non li considera davvero, è solo estetica più che sostanza. Serve magari più a mostrare agli altri condomini come si è fighetti e buoni, più che ad aiutare davvero.
Nel caso delle maestrine, la loro regolare solerzia delirante natalizia è evidente: non sanno nulla dell'Islam, qualcosa che passa dall'ufficiale vulgata di moda e magari credendo che l'Islam sia quello offerto da un Adam Smith che dice che il "cadaverino", cioè il crocifisso, spaventa le sue donne all'ospedale, ma dai....
Spesso però, in quel buonismo, le maestrine tradiscono che gli intenti sono altri: il disprezzo della propria cultura, radice o se c'è, l'ingratitudine per la propria fede, in cui non si ha più abbastanza fiducia, ce se ne vergogna un po' perfino, si ritiene che non sia d'aiuto e contributo positivo, ma che sia scomodo, imbarazzante, insomma, che non sia un "bene", ma che possa perfino essere un "male".
Altrimenti, fossero davvero buoni, avrebbero prima incontrato un passo del Corano a rompere la loro ignoranza prima di far gesto buonista ed inutile, disgraziato ed ignorante che non aiuta in alcun modo islamici, ma fa incazzare parecchio tanti cristiani: il passo è per esempio la Sura XIX, 16-36, dove si parla di Maria, madre di Cristo (Maryam).
Maria che ricorda appunto al
16 versetto:
"Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad Oriente.
17 - Tese una cortina tra sè e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito, che assxunse le sembianze di un uomo perfetto (Gesù).
18 - Disse (Maryam): "Mi rifugiio contro di te presso il Compassionevole, se sei timorato (di Dio)!"
19 - Rispose: "Non sono alro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro".
20 - Disse: "Come potrei avere un figlio, chè mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?"
21: Rispose: "E' così. Il tuo Signore ha detto: "Ciò è facile per Me? Faremo di lui (Gesù) un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. E' cosa stabilita"-
22 - Lo concepì e, in quello stato, si ritirò in un luogo lontano.
23 I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: «Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!».
24 Fu chiamata da sotto : « Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi;
25 scuoti il tronco della palma : lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi.
26 Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno,di' : « Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno».
27 Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: « O Maria, hai commesso un abominio!
28 O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio né tua madre una libertina».
29 Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: « Come potremmo parlare con un infante nella culla?»,
30 [Ma Gesù] disse: « In verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta.
31 Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l'orazione e la decima finché avrò vita,
32 e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile.
33 Pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita».
34 Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano.
Etcetera etc.
Ora, se questi benedetti ignoranti del buonismo militante permanente si rinsavissero e prima di proferir stupidità nelle parole e nei gesti, almen tentassero di mostrar autenticità di intenti, anche se i loro fini restassero altri che far bontà o buonismo, anche se quelli sono il disprezzo della propria cultura al punto di voler che subentri qualsiasi altra al suo posto, beh, fosse anche per convenienza ed intelligenza, per saggezza di non rendersi patetici e ridicoli, si leggerebbero, non dico studiare, ma almen informarsi, infarinarsi di cosa si tratti nel Corano e mai e poi mai verrebbe in mente una cosa così stupida ed inutile per coloro che vorrebbero non ferire ed aiutare (li aiutano solo a far più forte in loro l'idea della debolezza e della stupidità nella nostra fede e cultura, cioè ad apprezzare meno entrambe, favorendo semmai il disprezzo, non l'attrattiva).
Buone cose caro Darwin. Siam meno distanti di quanto possa sembrare, ne son convinto, aldilà di quel che manifestiamo.
I tuoi commenti non sono mai stupidi. E tradiscono la ricerca nella fede, anche la profonda ricerca d'una giustizia tramite lo strumento della fede, aldilà delle nostre particolari divergenze.
Ogni bene.
Alieno
@Alieno
la Samaritana: Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare".Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità".
Riportato da uno che ama sia i simboli cristiani sia la civiltà occidentale e per non perdere nessuno dei due evita come la peste di confonderli. Come ricordi: non gettiamo il bambino con l'acqua calda. Perciò salviamo l'arte, la bellezza, la cultura del presepio appoggiandoci se serve a chi ama l'arte e la cultura odiando magari la fede; salviamo la fede appoggiandoci se serve a chi conosce cosa vuol dire amare odiando magari la civiltà occidentale e/o la Chiesa Cattolica. A la guerre comme a la guerre.
@Caro Darwin: dici bene ma i simboli non possono esser sviliti così.
Noi con la ragione lo facciamo benissimo in termini diversi dalla fede, laicamente, quando per esempio, riconosciamo un simbolismo nella svastica e non apprezziamo che sia così presente nelle nostre vite, quel simbolismo, perchè in quello gli riconosciamo comunque un valore intrinseco che in qualche modo riteniamo capace di essere influente per ciò che rappresenta, cioè nell'esser simbolo.l
Ma possiamo farlo perfin nella fede ed a volte sospetto che perfin a Gesù, fossi al suo tempo, rimprovereresti di essere attaccato ai simbolismi. Che lui nn condanna, anzi, nella ritualità ci crede di brutto e non vede certo solo simboli. Così se a quel tempo ci fosse stato un movimento a condannare, che so, il rito del battesimo sul Giordano, quel simbolismo in cui si entra tra i figli da Dio benedetti nel battesimo, tu magari potresti rimproverare a Gesù di aver ceduto troppo significato a quel suo battezzarsi col Battista, anche lui eccessivo nei simbolismi, non è così? "Non è la sostanza della fede" gli si potrebbe criticare a tutti, Giovanni Battista, Gesù e coloro che lì vann a battezzarsi con l'acqua, anche quello un simbolo.
L'idolatria è altra cosa, non si discute, ma il valore simbolico non possiamo far finta di non averlo o di non averne bisogno, dal punto di vista educativo.
Non lo facciamo nella fede, non lo facciamo nella ragion laica e puoi pensare, percorrendo la storia dell'uomo, anche recente, quanto sia necessario, invece, in quella capacità notevole, un simbolismo propositivo e positivo (nonchè di memoria per aiutarci a non distrarci troppo).
Ma perchè San Francesco inventa, propone, costruisce in modo propositivo (come dice Enrico) un presepio?
Perchè poi quella tradizione si è estesa,perchè quel simbolismo aveva un significato ed oggi, si è un po' perduto nel cuore degli uomini? La domanda è giusta, caro Darwin, quando chiedi di domandarsi perchè oggi non c'è più quel significato positivo, anzi, tu prospetti anche la possibilità che inducano messaggio negativo..
di chi è la responsabilità? Dei presepi? Son sempre quelli più o meno, lasciando sfogo alla creatività o ai mezzi disponibili: una famiglia, la sacralità della famiglia, un riferimento per cui aver gioie e speranze, futuro, salvezza, cioè un modello (un modellino anche, pur essendo modello) in cui possiamo identificarci anche, per non dimenticare qualcosa che ieri era ovvio, oggi no.
La famiglia, come un nucleo basilare per l'umanità e per l'organizzazione sociale, l'istituzione da cui comincia tutto, perfin Gesù, perfin la salvezza.
La famiglia etero, però, non omo ed ecco che improvvisamente capisco come diamine può diventare un valore negativo agli occhi di qualcuno.
Allora a quella domanda rispondo: il presepio è sempre quello, siamo cambiati noi, se il presempio ieri era propositivo e positivo ed oggi non lo è, è perchè siamo cambiati noi diventando noi stessi un po' più negativi e propositivi di negatività ed ecco che allora si capisce che quel presepio può esser improvvisamente, anzichè gioioso, allegro, felice, imbarazzante, privo di significato, perfin negativo come dici.
Siamo noi che siamo cambiati adattandoci al nostro egoismo e pur di non rinunciarvi, facciamo sparire simboli sconvenienti, hai visto mai che ci ricordino qualcosa, che quei simboli dimostrino che sono più di semplici simboli.
Ed infatti è proprio così, altrimenti, a nessuno verrebbe in mente di toglierli.
Lo sputtanamento c'è sempre stato, sin dall'inizio del libero arbitrio dell'uomo, caro Cd: a partire da Adamo, nella narrazione dei credenti, per finire con Giuda Iscariota, con Pietro che rinnega di conoscere Gesù... ma che significa? Che dobbiamo rinunciare a tutto perchè l'uomo sa fare cattive scelte? Ed anzi, volendo addentrarci nel profondo e nel mistico, quegli sbagli sono necessari al bene, sono ingranaggi di un disegno che si avvera e che funziona anche per loro, con la loro presenza.
Non eliminiamo memoria degli apostoli perchè, che so, Giuda tradisce o Pietro rinnega, anzi...
Non distruggiamo la possibilità di essere buoni tedeschi oggi, sol perchè ieri erano tutti o quasi, nazisti.
Non gettiamo via, insomma, il bambino con l'acqua sporca per uno "smerdamento" che nei bambini, cioè negli uomini, capita anche non di rado. Eppure merita d'esser salvato, come il presepe ed anzi, quel presepe è la speranza di salvarlo, così come la nostra cultura, la nostra storia, la nostra radice che San Francesco ci ricorda, inventando l'inedito presepio, è proprio da lì che l'umanità ha una svolta, una svolta di gioia nella speranza, che celebriamo in un simbolo che è un'offerta di amore e di gratitudine.
Beh, la gratitudine non è la voce tra i meriti, più diffusa nell'umanità, lo sappiamo. Ma io non me la prenderò certo col presepio dimostrandomi ingrato di quell'innocente, propositivo e gioioso simbolo che oggi parrebbe diventato scomodo e sconveniente, mi dispiace CD, sai benissimo che quel simbolo è più che qualcosa di "materiale", perchè è qualcosa di più quel che rappresenta (gratitudine, gioiosa offerta, riconoscimento) ed è per questo infatti che alcuni lo voglion far sparire, proprio per questo: perchè diventi, il presepio, solamente un simbolo, un oggetto, un oggetto qualsiasi in vendita nei negozi tra altri regali ed oggetti e nemmen più simbolo, ma oggetto del nostro consumismo di egoismo e soggettivismo per cui alcuni non sopportano quella rappresentazione di famiglia, famiglia etero e cristiana.
Gesù ci insegna il significato immenso che si cela nei simboli e nel simbolico rito. "Fate questo in memoria di me.."
Le stesse sue parabole sono simboli a rappresentare qualcosa di più della mera superficie, della storia in sè.
Il suo battesimo, il suo spogliarsi di orpelli e monili, la sua semplicità stessa, paradossalmente, è un simbolo di un significato più profondo: non cambierebbe nulla nella fede di San Francesco, ma riconosce in quel simbolismo di povertà, un significato.
I primi cristiani, i paleo-cristiani, avevano largo uso di simbolismi: ricordi il "pesce" di cui si trova traccia anche nelle catacombe di Roma? Così come la croce poi: quel simbolismo, quei segni, sono la necessità di riconoscerci e nulla tolgono all'essenza della fede ed anzi, sono coadiuvanti nel rafforzare l'identità e la spiritualità. Si riconoscevano tra loro i cristiani con il pesce, col crocifisso. Si riconoscono cristiani nella famiglia sacra del presepio, nella società che ruota grata alla famiglia che gira intorno a quella capanna, alla nascita dell'uomo (i pastori o i magi che si recano a portare omaggio, cioè gratitudine per essere santa famiglia eterosessuale eh), è un simbolismo ricco di letture, altro che significato che non c'è.
Ed a meno che tu non voglia e non credo affatto, riconoscere un significato negativo nel presepio o peggio ancora, nella croce, per quanto infangati entrambi dall'uomo uccidendo in nome di Dio o con la pretesa di aver famiglia non etero o perfin famiglia negata come inutile e dannosa istituzione, facciamolo davvero quest'esame di coscienza per spiegarci perchè la bellezza di certi simboli che siamo in grado di "sputtanare" come dici, poi non vogliamo nemmeno salvarli e comodamente, gli riversiamo addosso delle responsabilità o puntiamo il dito accusatorio sugli altri per non difenderli.
Gesù è sempre lì dove è sempre stato, come il crocifisso e perfin il presepio ed è solo un nostro limite quello di cercare novità sostitutiva per tentare reincarnazioni, riconoscimento, proposizione positiva, è il limite di chi cerca di adattare il nostro egoismo alla fede o peggio, di adattare la fede in Dio e Dio stesso, ai nostri limiti ed egoismo, senza più l'umiltà d'una fede.
Guardale quelle statuine, guarda quella famiglia, quella rappresentazione, guardala bene e con i tuoi occhi, ma poi anche con gli occhi di un bambino, di una donna, di un uomo, poi di un etero, di un omosessuale, di un cristiano e di un non cristiano, guarda quella scena simbolica della famiglia e della nascita con gli occhi di un povero e di un ricco, di un nero e di un bianco e davvero capirai che non c'è colpa in quel presepio nè ancor meno in quel Cristo crocifisso dall'uomo, che ognuno ha diritto di vedere come riferimento e per aiutare e legittimamente difendere, rappresentare con la propria fede, come meglio vuole restando comunque fedele: un crocifisso con un Gesù nero o giallo, una famiglia che festeggia, anche nella semplicità e nella povertà, la nascita dell'uomo oltre che del Cristo senza motivare un aborto o un abbandono la propria difficoltà, senza la disgraziata idea di un'equiparazione della famiglia etero a quella omo, che sono solo illusorie nostre pretese di bontà quando invece sono l'adattamento ai nostri egoismi, al nostro particolare capace d'esser invadente, non vogliamo integrarci in semplici Verità scomode ai nostri egoismi, vogliamo imporre i nostri egoismi e particolari, egoismi integralisti, è l'integralismo culturale ed educativo, che ben conosce il peso specifico dei simboli e si vede, lo mostra benissimo nel suo operare, ma l'integralismo dei nostri comodi ed egoismi.
Salviamo la croce, il presepio e perfino i riti delle nostre tradizioni positive, dall'integralismo del consumismo feroce e dissennato, dei nostri egoismi e del nostro particolare, in nome del culto del soggettivismo per cui avremo sempre disturbo dinanzi a loro, se non usiamo più umiltà tanto nella ragione che nella fede.
Un abbraccio caro amico e buone feste.
Alieno
... pur con qualche demerito, come ricordato da Andrea
Capisco che sotto natale sia d'obbligo indorare la pillola ma i pochi demeriti dei quali parla Cd erano tut'altro che qualche ma si configuravano come una costante fissa e sistematica nella volontà antiumana di distruzione della civiltà occidentale . Io ho citato solo qualche esempio ma avrei potuto continuare a citarne fino a pasqua e oltre , senza nessun compenso per la tesi opposta . Avrei potuto continuare a parlare della distuzione della civiltà greca , egizia , romana fino a citare le colonne , le statue, i marmi degli antichi edifici triturati e macinati per farne calcina della fabbrica di sanpiero, avrei potuto continuare con le persecuzioni feroci contro le religioni sussistenti alla presa di potere del cristianesimo , contro gli scienziati di ogni luogo in occidente , potrei citare come quella sistematica distruzione di civiltà non si è fermata alle colonne d'ercole ma è migrata addirittura oltremare , quindi fino all'estremo occidente , quando ha potuto per continuare pervicacemente a distruggere il preesistente per occuparlo assolutisticamente e appropriarsi di tutti quei tesori di civiltà sincreticamente spacciati poi per propri .
Ma è natale e siamo tutti più buoni , per miracolo solare ;)
Giusto Enrico: il cristianesimo si é giocato interamente dentro la Storia dell'occidente, e all'interno di questa storia é pieno di meriti, compresi quelli da te ricordati (pur con qualche demerito, come ricordato da Andrea). Detto questo non possiamo dimenticare che la supremazia dell'occidente si fonda principalmente sulla separazione tra ragione e fede (principalmente in campo scientifico, politico e filosofico). Ha fatto eccezione il Medio Evo quando tutta la vita sociale veniva riassunta nella Chiesa di Roma: secoli che, pur ricchi di fermenti e grandezze, vengono giustamente ricordati come "secoli bui" per quanto riguarda la ragione, come i secoli che hanno reso necessaria la riforma protestante per quanto riguarda la Chiesa Cattolica. Trovo inutile stabilire chi abbia più merito, se la Chiesa o chi vuole disfarsi dei simboli cristiani, perché a me personalmente fa paura una Chiesa che rimpiange il Medio Evo. Preferirei se possibile una Chiesa capace di testimoniare Amore e Speranza senza rinchiudere né Amore né Speranza nelle anguste prospettive temporali delle scelte politiche e culturali. Di fronte ad una maggioranza di persone incapace di riconoscere nel presepio o nella Croce un simbolo d'Amore, come nelle migliori tradizioni della nostra storia mi pare più feconda una Chiesa delle catacombe piuttosto di una Chiesa alla difesa dei suoi simboli corrotti. Gli esempi della corruzione sarebbero tanti: dalle croci sulle cime dei monti alle croci tempestate di brillanti sulle generose scollature delle nostre Signore. Visto questo, vista la sovraesposizione mediatica del simbolo, non vedo perché scandalizzarsi del cattivo uso che un non credente può farne. Per quanto mi riguarda personalmente, una rana crocefissa scandalizza non più di una Gioconda con i baffi. Cercherei altrove, tanto nei panni di chi ha a cuore l'occidente che nei panni di chi ha a cuore la Chiesa.
@ enrico
Ribadisco che la cultura classica (ma anche scienza e diritti umani)ci è arrivata tramite i monasteri, abbastanza democratici da salvare i documenti antichi indipendentemente dal loro rapporto col cristianesimo.
Mai cosa più falsa .
I primi fanatici cristiani erano accaniti distruttori di civiltà .
Alcuni tra i più significativi esempi del loro fanatismo distruttivo:
Sotto s. Siricio, la famosa biblioteca di Alessandria con i suoi inestimabili tesori rappresentava ancora, nell’oceanica ignoranza cristiana, l’ultima gloriosa roccaforte della scienza, dell'arte e della civiltà, l’'ultima dimora dello scibile umano, rimasta indenne nel marasma delle distruzioni dei fanatici e sempre scrupolosamente rispettata perfino dai barbari invasori. Ma quell’incomparabile tempio dello spirito,(centinaia di migliaia di papiri ) testimone della tolleranza pagana di «un Impero dove ovunque ciascuno poteva pensare e insegnare con la più sconfinata libertà, (dove) per disposizione di Vespasiano e di Adriano i retori, i filosofi, i filologi e persino i medici erano esentati da tutti gli oneri cittadini» (Gregorovius, Vita di Adriano), dove Enomao era libero di pubblicare uno Smascheramento dei ciarlatani che nega l’esistenza di ogni dio e disprezza apertamente la religione di Stato, quel santuario del sapere in stridente contrasto col bassissimo profilo culturale dei preti, non poteva non essere oggetto della loro iraconda avversione. Nel 391 «la celebre biblioteca, con il suo Serapeion (l’annessa scuola scientifica), finì completamente distrutta dal fanatismo cristiano» (Gregorovius). Distrutta e mai più ricostruita. Da allora il mondo precipiterà nell’abisso della più nera stupidità ed ignoranza, e non basteranno duemila anni al parziale ricupero della perduta civiltà.
Pochi anni dopo venne trucidata dal clero anche Ipazia, l'ultima custode superstite di quella biblioteca «saggia come Pallade Atena e bella come Afrodite». Insegnava scienze e filosofia in Alessandria, e "una folla di discepoli la circondava della sua ammirazione, ma i cristiani fanatici la odiavano: nel 415, durante una delle quotidiane sommosse, fu assalita da una turba di monaci che la trascinarono in una chiesa e (colpendola all’impazzata con appuntiti cocci d’anfora) la massacrarono atrocemente. Così finì la sua vita una delle donne più nobili che siano esistite sulla terra" (Grimberg).
Giustiniano dopo vari assalti , saccheggi e distruzioni nel 529 fece chiudere definitivamente l'Accademia di Atene . La scuola fondata da Platone . Nove secoli di storia della filosofia .
Enrico come non conosce la storia non conosce neanche la tecnica del palinsesto (dal greco palímpsestos che vuol dire "raschiato di nuovo"). Tecnica alla quale si dedicavano alacremente i suoi amati monaci e che consisteva nel grattare le pagine degli antichi papiri da loro accumulati e sequestrati per eliminare ogni segno scritto per poi reimbiancare successivamente la pagina riscrivendoci sopra preghiere e litanie . Il termine divenne famoso quando il filologo Angelo Mai trovò tra i palinsesti della biblioteca vaticana testi di Frontone e Cicerone, in particolare il De Republica. Ancora ultimamente sotto una pagina di preghiere trattata ai raggi x si è ritrovato un antico scritto di Pitagora .
Altro che conservatori e custodi , enrico .
Sono in parte d'accordo con Darwin. San Francesco non ha suscitato tanto entusiasmo perchè difendeva i crocifissi di legno ma quelli viventi (lebbrosi, poveri ecc.).
Ma chi vuol togliere i simboli (croce e presepi) cosa fa praticamente per dimostrarsi migliore della Chiesa? Cosa fa di propositivo?
Ribadisco che la cultura classica (ma anche scienza e diritti umani)ci è arrivata tramite i monasteri, abbastanza democratici da salvare i documenti antichi indipendentemente dal loro rapporto col cristianesimo.
Sono interamente d'accordo con Ivan. Alle radici dell'occidente da lui ricordate (cultura classica, scienza, diritti umani) aggiungerei, illuminismo e democrazia e osserverei come si tratti di "radici" tutte a suo tempo vissute dalla Chiesa come "antagoniste". Mi pare che l'attuale momento ecclesiale tenda a riassorbire all'interno della Chiesa tutti questi antagonismi e dare a questa triste operazione il titolo di "riconciliazione tra fede e ragione". Il frutto avvelenato diverrebbe così un'identificazione biunivoca del cristianesimo con società e cultura occidentale, la rinascita di un integralismo buio e cupo pronto ad identificare il mondo con la Chiesa nel tentativo di plasmarlo a sua immagine e volere. Un mondo non universale (cattolico) ma giusto quello occidentale con la sua volontà di dominio.
L'opposto esatto di quanto abbiamo respirato dal Concilio in qua, quando era la Chiesa Cattolica a volersi identificare con l'universo mondo, con il respiro delle sue gioie, speranze, tristezze ed angosce; sempre pronta a coglierne lo spirito, a leggerne l'azione nella storia e nella realtà, a farsi fecondare ed a coglierne le novità. Non sarà che per paura del relativismo babau stiamo gettando l'anima stessa e della civiltà occidentale e del cristianesimo condannado entrambi ad una sclerosi che ne nega vitalità e dinamismo ?
Buona fecondazione, buona incarnazione, buon Natale, che riporti a tutti la speranza.
All'amico Alieno, vorrei osservare che Croci e presepi sono simboli, non la sostanza della fede. Credo che occorra domandarsi come mai questi simboli non significano più niente a chi li guarda, come mai il messaggio che trasmettono é spesso un messaggio negativo, di chi é la responsabilità di questo stravolgimento, se sia saggio battersi per simboli volenti o nolenti sputtanati o battersi piuttosto perché trovino una loro nuova incarnazione.
Wow .
La velina innamorata mi ha dedicato un suo sonetto . Tutto per me ; pieno di insulti , odio e rancore e disonesto fin dall'introduzione .
Scusa alieno se dovrò prendermi tutte le feste per il sole che nasce per leggerlo , la mia ignoranza da te sottolineata mi rende lasso e tardo nell'assimilare i tuoi patetici shows come venditore di tappeti falsi .
Abbi pazienza , solo dopo le feste e un lassativo saprò risponderti se ancora ne avrò voglia . Nel frattempo goditi il lento ma inesorabile disfacimento dei tuoi disvalori nella pluralità del mondo .
Stammi bene e consuma poco in questi giorni . Fa , come ultima opportunità per salvarti dalla catastrofe e unirti agli uomini liberi , come stanno facendo in silenzio ma democraticamente dandosi voce in maniera alternativa milioni di italiani per sconfiggere la notte del sistema del Capitale insieme al Regime del nano padano, agevolando l'alba del sol dell'avvenire ;)) Non consumare !
Caro Andrea, la tua mi pare una bella scelta di posizione e di proposizione che mi rimanda alla dimostrazione di ignoranza, la lotta per l'eliminazione dei crocifissi dai luoghi pubblici;
ed in questo caso più che malintesa idea di bontà che viene sostituita da un maligno (per effetti devastanti) buonismo , trattasi una malintesa idea di laicità e sostituendo dunque una sana cultura laica con quella d'un forsennato laicismo.
La campagna contro il crocifisso, come quella contro i presepi, ben rappresenta gli odiosi disegni che, non sempre ben celati, sono dietro invasati capacissimi di rinnegare le proprie radici (perchè la propria è distruttrice ed odia quelle preesistenti, cioè cattoliche ma pure Occidentali che con il cristianesimo sono connesse, nonostante i tentativi ideologici di distruggerle e sostituirle) oppure perchè animati comunque dall'odio di altra natura che politico-ideologica, come quel tal Adam Smith che non è certo un campione di equilibrio, come risulta dalle sue note esternazioni e pretese.
Ma cosa è, aldilà delle mistificazioni, della propaganda, dell'odio strumentale, dell'idiozia e dell'ignoranza, il crocifisso?
Non vi annoierò con la mia ridondande dialettica, stavolta, ma citero parole di chi si è espresso meglio di me, a tal riguardo.
Ecco cosa dice costei, a dispetto di laicisti, relativisti, buonisti, sinistri che possono far contento solo un SanToro, l'icona sinitreggiante e mediatizzante massima della serietà professionale, affatto parziale e faziosa, molto equilibrata come ben sappiamo, che infatti ama circondarsi di soci, anzi, compagni degni di cotanto equilibrio ed imparzialità (la serietà è un pignone, come mi spiegava in questi casi, un mio amico meccanico).
Ecco una spiegazione che naturalmente sarà inutile per chi non ha orecchie nè cuore, figurarsi ragione, ma io ci provo comunque, nonostante i moderni sinistri, laicisti, relativisti, buonisti e amanti di letture estremamente oggettive ed equilibrate, oneste, come Repubblica o il Manifesto e via discorrendo.
"Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule di scuola. Il nostro è uno Stato laico e non ha il diritto d’imporre che nelle aule ci sia il crocifisso [...]. Ma il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini, fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo: “prima di Cristo” e: “dopo di Cristo”. O vogliamo forse ora smettere di dire così? Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. È là muto e silenzioso. C’è stato sempre. Per i cattolici è un simbolo religioso. Per gli altri, può essere niente, una parte del muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa di particolare, che suscita pareri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati. Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsi offesi gli Ebrei? Cristo non era forse un Ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di Ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce, che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo, cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per una loro fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è l’immagine. È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli, tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, Ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva mai detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini [...]. Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura [...], versando sangue e lacrime, cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, non solo ai cattolici. Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere atei, laici, quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto: “Ama il prossimo come te stesso”. Erano parole scritte già nell’Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell’indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade. Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l’esatto contrario del modo come oggi siamo e viviamo. Ci pensiamo sempre, trovando estremamente difficile amare noi stessi e amare il prossimo più difficile ancora, o anzi forse completamente impossibile, e tuttavia sentendo che là è la chiave di tutto. Il crocifisso queste parole non le evoca, perché siamo così abituati a vedere quel piccolo legno appeso, e tante volte ci sembra non altro che una parte del muro. Ma se ci avviene di pensare che a dirle è stato Cristo, ci dispiace troppo che debba sparire dal muro quel piccolo segno. Cristo ha detto anche: “Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati”. Quando e dove saranno saziati? In cielo, dicono i credenti. Gli altri invece non sanno né quando né dove, ma queste parole, chissà perché, fanno sentire la fame e la sete di giustizia più severe, più ardenti e più forti [...]".
Rispondendo alla questione del crocifisso da togliere in nome della laicità, queste parole che io credo, aldilà della profondità e della sincerità, condivisibili trasversalemente da credenti, credenti d'altro culto o non credenti, chi scrive ci riconduce severamente alla questione: che idea abbiamo del prossimo? Dell'individuo? Dell'uomo?
E' capace il credente ma anche l'ateo di conservare l'idea del prossimo, oppure cede ad altro per altri sentimenti che la giustizia, l'uguaglianza, la speranza, l'intento costruttivo, insomma, l'amore per l'umanità?
E' capace uno di destra? Ed uno di sinistra? Un comunista è capace di riconoscere in quel Cristo Crocifisso tanto una vittima che un proprio simile o comunque un uomo per cui vale la pena di difenderlo?
Io credo che un comunista possa far scricchiolare qualche sua coerenza (ma accade anche a tanti cristiani, questo è certo..) ed accettare il Crocifisso senza fastidio, ma anzi, come un simbolo positivo e costruttivo di una positività. E' un simbolo che spinge alla solidarietà, che stimola nella direzione dell'eguaglianza, dell'amore, appunto, per l'umanità. Ma oggi, tanti hanno imbarazzo di quella croce, tra i cristiani (tant'è che ricercano nuovi simbolismi alla ricerca di identità più forte nella loro debolezza di fede, per esempio nascondendo crocifissi e sventolando arcobaleni o sigilli falcemartellati con stellette in campo rosso sangue (delle vittime di quella roba, tante e troppe) o anche unite a svastiche, tutto fa brodo nel desiderio di avere un'identità più forte di quella che si riesce a leggere nel Cristo, mannaggia..Oggi uno veramente "de sinistra" che sente minacciata la sua identità di compagno, cioè un comunista che vuol sentirsi vero comunista duro e puro, fatica a sopportare la croce che rappresenta la pace o l'amore universale (Gesù muore sulla croce per tutta l'umanità), un progetto universale che è assolutamente controproducente al motivo dell'odio, del rancore, della lotta di classe, della rivoluzione sanguinaria, del giustizialismo forcaiolo, della sete di sangue per la revoluçion, perfino minaccia di prevalere (e son 2000 anni che prevale in effetti..) su altri progetti internazionalisti basati su quell'odio necessario, alla rabbia e l'arroganza, la superbia intesa come sorgente di forza e di dignità addirittura, motivo di orgoglio e tristemente di stima, quando tutti gli uomini di buona volontà animati da sentimenti più pacifici verso l'uomo sanno che le risorse della più alta dignità, sono nelle difficili vie dell'umiltà (io almen le riconosco e riconosco d'esser lontano dalla meta) e della sincerità, della fierezza che proviene dalla propria mitezza, dal ripudio o dal riconoscimento della violenza come legame con il mondo selvaggio degli animali, del primitivo, violenza come extrema ratio, se proprio non se può fare a meno, ma che ci costringe al ritorno, all'involuzione alle grotte, alla bestia..Costoro temono il crocifisso, perchè quel crocifisso è l'antitesi della violenza e dell'odio ed a loro, che sono affezionati e militanti permantenti dell'odio, non resta che combatterlo sotto ogni bandiera, ogni pretesto, ogni occasione, il crocifisso li spaventa e lo irridono solo per mascherare il loro disprezzo per quella capacità di essere un simbolo positivo d'amore, di buono per l'uomo (è il caso del disprezzo per il "cadaverino" di Adam Smith che in quel sarcasmo rivela tutto il suo odio per la sua natura di amore, d'esser luce che scaccia il regno dell'ombra in cui si muove, d'esser gioia anche nella sofferenza dove la sua è invece quella di non poter far soffrire altri..). Ci si nasconde dietro il relativismo, il laicismo, il materialismo consumista per cui il crocifisso non è certo un buon spot, il buonismo che è lo scellerato esser ignoranti e superficiali che non vuol far la fatica di distinguere nemmeno il bene dal male perchè non si proietta davvero sugli altri, sulle necessità, sulla lungimiranza, sull'efficacia, ma si introietta e si manifesta soprattutto come motivo per apparire buoni, cioè come motivo egoista di vanità: che importa se poi, alla fine produco danni come la grandine col buonismo, l'importante è l'immagine buona in cui mi identifico...E' capace uno de sinistra di vedere qualcosa di positivo o almen non motivo di fastidio nel crocifisso?Oggi parrebbe, alcuni di loro, no. Andrea per esempio qui, porta avanti il suo discorso di odio, rancore, di lotta permanente e quindi lo trova fastidioso ed anzi, quella campagna contro i presepi ed ogni richiamo ai suoi nemici tradizionali che non vuol perdere, perchè avverte di perdere una sua identità e dovrebbe far fatica di proporsi un cambiamento di obiettivi, mirando meglio contro nemici che magari non son così tradizionali (Andrea è la rappresentazione del conservatorismo assoluto, è anacronistico, fuori dal suo odio ideologico non c'è nulla, c'è il deserto, perchè nel frattempo non si è evoluto, non è cresciuto, non ha costruito altro e non può rinunciare alle uniche certezze che si è concesso, cioè appunto quell'odio, quei nemici ben delineati e definiti, scritti chiari nero su bianco, anzi, rosso su nero e guai a chi lo confonde parlandogli di vie di mezzo, di sfumature di colore, che non saprebbe nè più cosa dire, nè cosa fare, si ritroverebbe smarrito senza le sue risorse con cui ha costruito la sua identità, l'odio politico, ideologico, fonti semplici di forza per cui si può andare a memoria, dove tutto è sempre così chiaro e semplice e pazienza se tutto non è mai vero, nè mai "umano", ma resta nel limite dell'animalesco confrontarsi e relazionarsi al prossimo (almen nella dialettica che costantemente distribuisce morte e gioia di veder morti ammazzati) pur essendone attratto, perfin da quello che odia, perchè c'è una Verità dentro la nostra coscienza che sa farsi strada anche nei tentativi di sopprimerla dopotutto...E' capace, Andrea, un vero comunista, un vero compagno, un vero nostalgico e disonesto intellettuale comunista pronto a rivendicare ogni orrore e disumanità, gesta di quell'ideologia, con orgoglio, trionfante, adeguandosi opportunisticamente alle direttive di un Comintern ormai morto, di cui si perpetuano gli ordini come si fosse l'ultimo giapponese ad Okinawa o l'ultimo nazista nel bunker del suicidio collettivo o l'ultimo fascista incapace di rimettersi in gioco nella sconfitta e preferendo la morte (propria o altrui)?E' possibile, compagno comunista Andrea, sopportare il peso della croce appesa al muro di un luogo pubblico? Sì! E' possibile, se non con la fede, con la ragione, fosse anche quella di un inveterato compagno che nella sua storia accetta di tutto, anche la schizofrenia di osannare uno Stalin, poi un Lenin, poi contrordine, compagni, poi di nuovo, poi tutti compagni, poi quello no perchè trozkista, poi di nuovo, poi quel proletario e quel popolo no, siano schiacciati, poi ci dispiace, poi restiamo fedeli alla linea CCCP poi ci differiamo, poi comunismo e socialismo reale, poi ideale, poi...E' possibile tutto ad un comunista che parla di pace e di giustizia e però gli vien la bava alla bocca quando si rispolvera la lotta sangunaria sempre e comunque.E' possibile oggi perchè è sempre stato possibile, Andrea, anche per "compagni" più compagni di te, anche quando il relativismo, se così mi si permette, non gettava nella confusione i compagni nelle sue mutazioni e nelle sue metamorfosi accettati, per spirito di servizio, ma sempre malvolentieri e con la lacrimuccia (troppo veloci questi cambiamenti per questi bradipi del pensiero che ancora oggi parlano di "buon" comunismo non avendone mai avuto traccia, di un comunismo dal volto umano sulla terra, nonostante i tentativi e che si ostinano nella riproposizione all'infinito, sperando che magari, stavolta è la volta buona e funziona, come la pietra filosofale, come gli adepti degli amuleti di Vanna Marchi, quella loro ostinazione rasenta la superstizione a questo punto, in assenza di oggettività, è il culto di chi nega d'averne, la religione di chi dice di odiarle tutte..).Era possibile ieri, quando il Pci era il Pci ed poi Pds, quando tra i compagni duri e puri, si guardava con diffidenza alle luxurie come risultante della debolezza occidentale, come perversione della sfrenata lussuria del capitalismo e del consumismo, quando si guardava con più rispetto ai nemici tradizionali, come la Chiesa o il Papa (forse un intimo riconoscimento di quella forza e della necessarietà del nemico permanente, forse almeno la dignità di una vergogna taciuta e nascosta come possibile, per l'efferatezza con cui si erano uccisi, senza motivo ragionevole, centinaia e centinaia di fedeli, seminaristi, preti, come memoria di un'onta alla pretesa purezza ideologica, allo strame della superiorità morale fatto d'un colpo uccidendo un martire della fede, colpevole solo di aver fede..), era possibile ieri quando l'Unità non aveva la Gregoraci o la De Gregorio, le confondo sempre per la loro serietà argomentativa e valenza informativa e scusatemi (e mi scuso con una delle due che di mestiere non fa la giornalista e dunque non ha certo pretesa di informarmi di nulla), quando l'Unità era l'organo di stampa ufficiale dei comunisti italiani, del partito rosso. Oggi si rinnegano le proprie radici, ma solo quando conviene.Perchè la memoria, le radici, ci raccontano che quel corsivo che ho copia-incollato tra virgolette a difender crocifisso nei luoghi pubblici spiegandone la valenza, è di una giornalista dell'Unità, al secolo talNatalia Ginzburg che sul quotidiano l'Unità scriveva quell'articolo "Il crocifisso silenzioso", il 22 Marzo 1988. Allora l'Unità rappresentava la sinistra dei compagni, come oggi lo rappresentano, col vezzo snobista e ben più cattivo in quell'esser sprezzanti della realtà ed amanti dei salotti, Repubblica o certi blog del movimento di lotta e di potere arcobalenati portavoce di volantini di centri sociali attrezzati di canne, istruzioni per tattiche di guerriglia urbana e via dicendo.. Per i comunisti dell'Unità del 1988 il crocifisso sulle pareti non può dar fastidio davvero e si usa la ragione, anche politica, per spiegarlo, alla ricerca di coerenze..Per i comunisti come Andrea, invece, il crocifisso va tolto, suppongo, perchè è un simbolo ben più potente ai suoi occhi, d'un presepe, perchè di politica mastica poco, a lui interessa la coerenza nell'odio verso il nemico (e nessuno osi spiegargli che il nemico magari nemmen c'è, chè tanto non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire) e Cristo ha il pessimo difetto di essere amico dell'umanità, cioè di tutti ma anche e soprattutto di coloro che in lui credono, dunque è amico dei suoi nemici, dunque è suo nemico, anzi, senza presepi e crocifissi, senza un Giuseppe, una Maria, uno Spirito, un Gesù, chissà che bello a far forche ed esecuzioni sommarie in nome del comunismo, non avremmo preti nè fedeli e magari non si avrebbe questa umiliazione costante di quella fede che dura da duemila anni e più, perchè in continuità con quanto racconta il Vecchio Testamento, mentre del suo comunismo che resta? Non dura, non è mai spontaneo durare e non ha quella lunga tradizione nei secoli dei secoli ed anzi, si può parlare dei padri del comunismo come assassini criminali umanitari e per tal motivo, soprattutto, son ricordati, se oggi li appendessimo simbolicamente, alle pareti.Ci riuscivano su l'Unità nel 1988 i compagni a capire l'assurdità di certe rivendicazioni, anticipandone la figura pellegrina che ne avrebbero fatto intrapendendo quella strada, ma oggi della ragione dei compagni, in quella superficialità e consumismo imperante dove conta più l'apparenza della sostanza, per cui va benissimo anche l'ignoranza, basta dargli vestito, divisa e bandiera con slogan da berciare (simile ignoranza si è vista recentemente nell'Università della Sapienza, capacissimi di darsi la zappa sui piedi riciclando slogan anacronistici), ma gli Andrea (e mi scuso con chi deve subire continuamente quell'associazione) no, son compagni che non possono sopportare presepi, o crocifissi o cristiani, macchè, non toglietegli il giocattolo preferito a costoro, la lotta, la guerra, l'odio, il rancore, la stupidità di chi fa vanto di voler uccidere con leggerezza il prossimo, con entusiamo, non vedendo che quel Male adorato in quella gioia di morte, in fondo, significa solo non potersi più aspettare nulla di diverso per sè, cioè morte ed odio.A meno che non incontri, appunto, la pietà cristiana, l'umanità di chi ha un Cristo che muore per tutti.Che ti posso dire Andrea?Non c'è nulla che tu non sappia già dentro la tua coscienza e tu sei un piccolissimo, infinetismale elemento in quel gioco che è il libero arbitrio di poter scegliere tra bene e male, tra vita e morte, tra giusto ed ingiusto.Io ho scelto Cristo, tu Stalin, che ci vuoi fare, siamo necessari uno all'altro, io per essere in Cristo e migliorarmi, tu invece gioiendo e glorificando per essere comunista e perfin stalinista, onde evitar dubbi e confusioni, chiamandolo come io chiamo Gesù, quel criminale paranoico (terrorizzato dalla violenza propria, con la paranoia che fosse dunque anche altrui, dovette concederlo nel votarsi al male, che il male potesse circondarlo e ne fece fuori molti intorno a lui, sospettandoli naturalmente, uccidendoli o spedendoli in campi di sterminio per prevenire quel male di cui lui sapeva esser capace..), io per non ucciderti per strada e salvarti, tu per salvare la sicurezza d'un male che conosci e che pure sai essere sbagliata, infame, tant'è che non la realizzi, che sei nel dialogo, rompendo le palle, dicendo cazzate, essendo anacronistica paranoica rappresentazione e però scrivi e sei qui, ancora qui, con me, con l'uomo che sai disprezzare a parole e che però, grazie a Dio e non a Stalin, non sai uccidere, che sai di voler amare semmai, perchè in fondo anche tu sei uomo e l'amore sa farsi strada anche nelle difficoltà, anche nel male, nel fango e nel sangue e tu probabilmente, non sei immune perchè sai d'esser tu stesso uomo e non puoi odiarlo così tanto perchè non vuoi odiare davvero così tantote stesso.E se non ci riesci, è perchè vedi, c'è una cultura di base, sotto, che ha una radice cristiana, quella che invita ad amare, in modo inedito, l'uomo, ma proprio tutti, anche te e nessuno potrà, accogliendo un Cristo, sentirsi davvero più così solo, anche se chiudessero, per disgrazia nostra, per far esempio, questo blog.Se tu conoscessi davvero la guerra, la violenza, forse non ti piacerebbe più molto.Se tu conoscessi davvero il volto del male, ne avresti terrore o schifo e ripugnanza.Se tu conoscessi davvero il volto del bene, tu ti chiederesti candido perchè mai si debbano far sparire presepi e crocifissi, che non danno fastidio a nessuno, ma anzi...Se tu, Andrea, cominciassi ad essere un po' più adulto, più uomo e smettessi di giocare a fare la bestia, il primitivo delle grotte, come fai in tanti commenti...Se tu hai letto fin qui, Andrea, probabilmente son vere almen metà delle speculazioni (perfin ottimiste, dico io, c'è sempre speranza) che ho fatto su di te, ed io so che è vero, che si qui a leggermi, in questo istante, ma non temere, non lo diremo a nessuno, nessuno lo saprà se tu non vorrai,sarà un nostro segreto....Ogni bene e buon Natale, caro Andrea distruttore di presepi (e giocheremo ancora per taaanto tempo, perchè ne farò sempre più di quanti tu possa distruggerne, concretamente o dialetticamente).Ciao.Alieno
@ enrico
Se vogliamo essere coerenti: niente presepio, niente vacanze di Natale, ognuno si fa il calendario che gli pare
Questo sarebbe attuare il concetto di Libertà. Nessuno toglierebbe a te il tuo crocifisso come tu non potresti imporlo agli altri . Non mi dilungo poi nel farti conoscere i millenni prima del tuo cristo in cui tutta l'umanità in questi giorni usava come ancora fa oggi venerare e ringraziare il sole di rinascere dopo la morte del solstizio , sarebbe tempo sprecato parlare di sincretismo ad uno che pretende di far iniziare la civiltà dall'anno zero .
A qualcuno dispiace ma Gesù è nato, morto e risorto, Benedetto, Patrizio, Brandano e altri hanno fatto l'Europa.
A qualcuno non dispiace ; quel qualcuno pure ammettendo come vera quella ipotesi gli rimane totalmente indifferente se non la si dimostra storicamente e in coerenza con la storia della civiltà in Europa e non si riconosce che quelle radici di civiltà hanno iniziato a crescere migliaia di anni prima di quella presunta nascita, nella cultura occidentale pluralista e politeistica dei greci , degli etruschi e dei romani .
A Ravenna è pieno di anticlericali, comunisti, anarchici, ma il presepio non è stato tolto x loro (mi dispiace Andrea) ma per buonismo, come diceva alieno.
Sarebbe quindi una concessione dovuta da chi si sarebbe arrogato discriminatamente il diritto di concederla . Purtroppo per te , come è evidente dalla notizia , è proprio questo il concetto che è stato sconfitto da quei grandi campioni di anticlericali , anarchici e comunisti per la Libertà .
@alieno
A volte non sono le maestrine ad essere stupide ma qualche genitore eletto in consiglio
Se vogliamo essere coerenti: niente presepio, niente vacanze di Natale, ognuno si fa il calendario che gli pare (Andrea, da dove vorresti partire, dalla pubblicazione del capitale o dalla rivoluzione russa?), niente babbo natale, niente befana.
A qualcuno dispiace ma Gesù è nato, morto e risorto, Benedetto, Patrizio, Brandano e altri hanno fatto l'Europa. Possiamo stracciare tutti i libri di storia, prendere uno sciroppo per dimenticare, ma questi fatti sono successi e non si possono cambiare.
A Ravenna è pieno di anticlericali, comunisti, anarchici, ma il presepio non è stato tolto x loro (mi dispiace Andrea) ma per buonismo, come diceva alieno. E' diverso.
A Ravenna ben 17 asili su 22 hanno proibito il presepe!
Per una volta lodo l'informazione proveniente dall'altro mondo .
Io la considero come una strenna natalizia questa notizia ;))
Pensare che solo pochi anni fa si era totalmente soggetti alla dittatura del presepe in TUTTI gli asili comprensiva di recita a soggetto familiare cattolico, questo ribaltamento di percentuali è da considerarsi come una conquista per la civiltà frutto di decenni e decenni di lotte anticlericali .
E dovrebbe far ripensare anche i cattolici del loro arrogante modo di rapportarsi con l'ormai diversificato mondo italiano .
In fondo ne va della loro sopravvivenza ; adeguarsi a più ragionevoli e illuminati modelli di comportamento sociale o scomparire .
Uno dei periodi, quello del Natale, dove la stupidità, l'ignoranza, il relavismo becero unito all'insana sostituzione superficiale del buonismo al concetto di bontà, si danno rigoroso appuntamento, ogni anno tentando di perfezionare la loro delirante olimpiade dell'assurdo e dell'odioso, insomma, una gara a chi, ogni anno, ogni periodo natalizio, fa peggio.
Già nei Paesi Angolassoni, in Gb in particolare, dove furoreggia il relativismo d'accatto culturale in sinergia col preteso buonismo, avevo raccontato, si è sentito di Presepi natalizi con due Giuseppe e due Marie, con la convinzione di far cosa giusta, civile e moderna e compiacere la evidentemente potente più di quanto sembri, lobby omosessuale.
Come se l'idea di una famiglia eterosessuale e normale, cioè etero, possa in quanto tale aver valore offensivo o esclusivo per questi omosessuali che, se tutto va ben, da uomo e donna sono stati concepiti e dunque, oggi che ritieniamo quel concepimento etero così scandaloso e discriminatorio dire e fare, si ritiene offensivo perfin il presupposto per cui esiste l'individuo, che sia omo o etero, pazienza; il fatto che oggi, in assenza etero-rapporti sessuali a monte non si posson avere possibilità di alcun altro rapporto successivo, che quel primato sia ritenuto offensivo, fa parte della nostra cultura schizofrenica e folle in una corsa senza fine alla stupidità.
Ancora peggio quando si interviene sulla rappresentazione simbolica del Presepe dove la Santa Famiglia in attesa del Salvatore che verrà posto nella tradizione, la notte di natale dopo la mezza, nemmeno ha un presupposto di natura sessuale, perchè come si sa, per aver Gesù non si consuma quell'atto, ma si ha invece, battute a parte, si lascino stare che non c'entra con quanto vado speigando, l'intervento di uno spirito santo, annunciato da angelo, anzi arcangelo e però, ecco, la nostra ossessione sessuale invadente anche i temi della sacralità e della spiritualità, non è mai sazia di proporsi il tema del sesso degli angeli e della natura sessuale dello spirito santo. Perchè la nostra è una concezione dove la parte materiale, consumista, anche consumista di sesso, deve prevalere su ogni altro piano di discussione o del sentire e guai a dirlo perchè, sempre ossessionati dall'aspetto sessuale, se si tenta di stabilire un discorso spirituale, avremo sempre la strumentalizzazione dei relativisti e dei buonisti, nonchè di gay, a dire che, appunto, essendo materia di spirito, non c'è alcuna distinzione sessuale da fare, dunque siamo punto e daccapo: quando è patologica ossessione, l'è dura far discussione serena. Ed è anche inutile far notare che nè Giuseppe somiglia alla nuova icona del riscatto della sinistra e omosessuale, come Vladmiro Guadagno in arte Luxuria (e già, dal punto di vista estetico, un Luxuria come figura nel Presepe, ad omaggiare o a rivendicar egual paternità del Bambinello è tremendo..), nè può la Madonna assomigliare all' omonima cantante all'anagrafe Signora Ciccone o all'icona della destra e dell'eterosessualità come Angelina Jolie, con le loro notissime e dichiarate pratiche bisessuali, la stupidità non ha la cognizione della propria condizione, essendo stupida appunto e dunque non si pone limiti e confini e diventa inevitabilmente invasiva.
Ma siccome la stupidità è invasiva, è illusorio che possa esser confinata, appunto, nella cultura anglosassone che oggi deve fare i conti con i disastri del relativismo, del buonismo con le complicanze del caso (la cui più grave è la fallitissima politica riguardo all'integrazione ed oggi può vantare, quel buonismo, di aver allevato serpi in seno con la cultura dell'odio, assolutamente irriconoscente, con tanti filoterroristi liberi di reclutarsi e di sostenere la causa della distruzione dell'Occidente).
Volete che anche qui in Italia non si partecipi con una torda a rappresentar squadra azzurra, a quell'Olimpiade della scempiaggine e dell'idiozia? Eccome no.
Ed ecco infatti che si hanno già i primi risultati di quella gara natalizia:
A Ravenna ben 17 asili su 22 hanno proibito il presepe!
17 su 22! L'Italiano è così, buonista per indole talvolta, per cui se gli chiedi qualcosa, lui deve raddoppiare e far di più. Che poi sia il peggio o il meglio, beh, questo non è un problema per lui, lui ci deve mettere il cuore, la pancia, le mani (in pasta anche, se può) e... basta, perchè talvolta del cervello non v'è traccia alcuna (ritendendo che il Cervello possa essere talvolta discrimiante e cattivo, lo elimina volentieri e si vede benissimo da come premia i palinsesti televisivi, dagli ascolti e da come elegge i suoi miti, creando tragicomica rappresentazione dell'italianità che è un misto tra le figure qualunquiste e spassose nel loro opportunismo di tante rappresentazioni di Alberto Sordi e la dedizione di massa dove indistintamente si può commuoversi dinanzi la liquefazione del sangue di San Gennaro, si fa la coda per dare i propri beni a Vanna Marchi, si piange inconsolabili se muore Berlinguer, si urla tentando malriuscite repliche gospel, "we can" a Walter Veltroni, si individua il messia in Obama oppure si ha un orgasmo multiplo quando ci sfiora il premier Silvio Berlusconi - e si intende quello sfioramento causante orgasmo anche una distanza di 500 m, praticamente gli adepti peones di Silvio vanno agli appuntamenti con i preliminari già fatti, così che non si affatichi che c'ha la sciatica ed i colpi di calore - e financo raggiungendo vette inaudite, a cui ho assistito di persona vergognandomene infinitamente, come urlare nell'estasi irrefreneabile per far toccare il capo dei propri figli o la pancia gravida, insomma, il bello è questo, è che Silvio rappresenterebbe per molti, la sintesi di tutto: Berlinguer, Vanna Marchi, Gesù, San Gennaro, Rocco Siffredi ed il nano portafortuna di certi giardini....
Ma sto divagando, si parlava del Presepe, quello tradizionale (dove non c'è nè Luxuria nè Berlusca, nè dietro la capanna, anche guardando, ci sono le telecamere nascoste e gli operatori come all'Isola dei famosi, nè dal presepe risulterebbero collegamenti con Simona Ventura ecc, nè ci sono gli accessori come orrendi divani in plastica neri buoni per la piscina ed altro che poi verrà venduto su Mediashopping, perchè non c'è nemmeno la piscina, figurati la tv, anzi, non c'è nemmeno il bagno e nella Casa che si chiama capanna o grotta, abbiamo solo un asinello ed un bue e non vacche e maiali di varia rappresentazione e da lì si capisce subito che non si è al GF), il presepe dicevo.
La domanda non è chi è, ma pecchè!
Perchè 17 su 22 asili hanno PROIBITO il presepe?
Udite udite: per la volontà di "non offendere" i bambini non cristiani e cioè musulmani, che sono la più ampia rappresentazione tra gli stanieri (anche se sono minoranza perchè non sempre li mandano all'asilo, visto che spesso nemmeno fanno lavorare le loro donne e dunque non c'è bisogno).
A dirci quanto siamo stupidi in quel delirio che è il relativismo ed il buonismo associato, quasi ad aggiunger oltre il danno, la beffa, è proprio un islamico, che si chiama Mustapha Toumi, segretario del Centro di Cultura e Studi Islamici della Romagna che ci deve spiegare (perchè noi da soli non ci arriviamo, pervasi dal buonismo abbiamo ceduto neuroni al metro):
"La natività è il simbolo che spiega la venuta al mondo di Gesù, profeta amato dal popolo musulmano".
Che è affermazione di una banalità sconcertante, ma non lo è per via della nostra deficienza ed ignoranza allarmante.
Chi conosce solo un pochino l'Islam (e dovrebbero soprattutto coloro che si apprestano a non "ferirlo" con simili iniziative, è il minimo per dimostrare che si guarda all'Islam con benevolenza conoscerlo un po' e non tradire la propria ipocrisia strumentale ad altri odi e rancori o la propria superficialità), sa benissimo che Gesù è un profeta, un grande profeta per l'Islam, non l'incarnazione di Dio come per i cristiani, ma comunque un grande profeta, il più grande dopo Maometto se non sbaglio.
Oltre a questo, basterebbe pensare che l'idea della famiglia nell'Islam, è estremamente valorizzata, anche se in modo da coincidere con i precetti coranici e differente dal nostro, ha un peso specifico rilevante nella struttura sociale. Ed attenzione, è una famiglia etero, assolutamente etero. E quindi, basterebbe la ragione per non avventurarsi con la divisa del buonismo e relativismo offrendo all'Islam quello che non chiede e non vuole, che non gli crea problema alcuno, come l'eliminazione del presepe, perchè mi domando se poi si avrà ugual coerenza quando si dovrà scegliere se essere buonisti con l'Islam o con gli omosessuali e quali offendere, nelle scuole, in tv, ecc.
Questa incredibile tragicomica olimpiade dell'insensatezza e del delirio del periodo Natalizio dimostra che tante Cassandre, come Oriana Fallaci per esempio, per citarne una, avevano ragione nel dirci che siamo schiavi del pensiero debole, dell'Islamizzazione dell'Occidente, della nostra resa senza nemmeno combattere per difendere le nostre radici, la nostra identità e mette in evidenza che, se tanti islamici ci voglion schiavi o morti, non necessariamente occorrerà aspettare che ci ammazzino o ci schiazzino tutti perchè noi, col nostro buonismo e relativismo, ci saremo nel frattempo
suicidati.
Alieno
P.S.: quest'anno fate i presepi, io ne ho fatto per me e per conto di altri, una decina, tra l'altro ottimo momento ricreativo e diversivo per dar sfogo alla propria creatività, adoprandosi con mezzi e contesti spesso di fortuna...
Fateli. I presepi sono un delizioso simbolismo di gioia e di promessa, di speranza, ma sono ormai diventati anche baluardi tra altri, di una difesa.
Non dall'Islam, nè dagli omosessuali, nè da altro che dalla nostra stupidità. Quella stupidità che è il buonismo e non la bontà e che ottiene sempre immancabili risultati controproducenti: attizza tentazioni razziste, stimola l'odio e l'esasperazione. Lo dico perchè spesso mi tocca, dando pane al pane e vino al vino, difendere l'Islam da questi sentimenti spiacevoli, tristi e peccatori, perchè questi atti di demenza cronica del buonismo, suggeriscono che l'Islam, per esempio, abbia intrapreso una guerra ai presepi, alla nostra cultura. E spesso è vero per la seconda, ma non sempre, ma per la tradizione del presepe, non c'entra nulla l'Islam che non è affatto ferito, c'entra la nostra ferita autoimpostaci al buon senso, c'entra quel buonismo becero che credendo di far bene, riesce come al solito a punire un po' tutti, in questo caso tanto cristiani o chi ha più amore per le proprie radici e tradizioni, quanto islamici ingiustamente accusati di desiderare, con la semplice presenza, anche desiderio inespresso, che non si facciano più presepi.
E non è vero: è la nostra stupidità occidentale che riesce, talvolta, a superare la stupidità possibile in altre culture che spesso tengono più di buon conto l'amore per la propria identità.
Grazie a quelle maestrine d'asilo, oggi possiamo sentirci tutti un po' più somari, ignoranti beati per cui, bisogna raddoppiare la misura della sensatezza e della ragione per rimediare.
Più promozione umana,
più promozione culturale (a questo punto anche dell'Islam, è meglio, si eviterebbero queste figuracce),
più bocciature di maestre.
Per chi non tornerà che dopo le feste, ogni bene a voi ed i vostri cari ("stasera quando tornate a casa fate una carezza ai vostri figli e ditegli che è la carezza di Alieno...", ehehe).
Cya
Le radici dell'Occidente sono quattro: la cultura classica, il Cristianesimo, la scienza, i diritti umani; la Chiesa fa bene a rivendicare il ruolo del Cristianesimo, esagera se pensa che sia l'unica base dell'Occidente.
In ogni caso il raggiunto pluralismo dovrebbe consigliare di evitare invadenze, ricordando, tra l'altro, che Gesù, respinto dal suo popolo, non fece ricorso ad alcun potere per imporsi con la forza, preferendo un'adesione libera.
Consiglio, sull'argomento, la rilettura della famosa:"Leggenda del Grande inquisitore".
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
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Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 17:12
Alieno
Non temere Cd, non intendevo e non intendo farci su una crociata sul presepe e pur sforando nella polemica, intendevo solo restare nell'arena provocatoria scelta dal Mons. di Bergamo, simbolica, estetica. L'intento era buono, resta buono, solo la scelta estetica e simbolica condanno polemicamente, ma del resto, è una polemica che comincia un prete coi suoi parrocchiani, puntandogli il dito e preferendo Savonarola piuttosto che il lieto Francesco...
e certamente saprà tollerare che si risponda ugualmente alla provocazione, polemicamente, a quel suo puntare il dito e sottrarre giocattoli e nascite per tutti perchè "immeritevoli" quest'anno (figurarsi domani o ieri, insomma, stiamo freschi se aspettiamo Mons. che si sia pronti, per aver Gesù e pensa se a qualcuno salta in mente che in fondo, a ben pensarci, nemmeno lui merita quell'abito e quel pulpito se non capisce un Natale per tutti, aldilà del suo parere, ehehe).
Sicuramente la polemica scaturita, sarà stata utile ai suoi parrocchiani, ma chissà, forse sarà utile anche ad una sua miglior riflessione sul Natale, sulla fede e sui suoi simboli...
Ciao.
Alieno