Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Dopo le prese di posizione della Lega nord e del Governo Italiano, contro la costruzione di nuove moschee in Italia, arriva oggi il sì del Vaticano.
A parlare è Mons. Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura.
''Un luogo di culto - ha precisato il 'ministro' vaticano - in quanto tale, dovrebbe essere sempre sorgente di comunione, di dialogo'', ed e' proprio di tutte le grandi religioni il ''far emergere i propri valori e farsi riconoscere nell'ambiente circostante''.
Mons. Ravasi ha poi comunque ricordato che un problema emerge quando una moschea diventa qualcosa d'altro, ''supera e travalica'' la sua natura e ''surrettiziamente perde la sua funzione e diventa qualcosa d'altro''.
In quei casi, la ''societa' civile'' e lo ''Stato'' esigono ''una verifica'' e hanno ''il diritto di intervenire''.
La posizione del Vaticano espressa oggi è molto logica anche se tempo che verrà presa di mira (almeno che qualche ministro con la lingua troppo lunga, sfugga al bavaglio della maggioranza...).
Da una parte la constatazione che il Governo ha il diritto di intervenire (anche perchè la legge lo consente) contro le associazioni a delinquere, anche se trovato riparo nelle moschee italiane. Chi delinque deve essere punito, e i luoghi di aggregazione devono essere controllati quando ci sia il reale rischio che diventino luoghi di delinquenza e di versione.
Dall'altra parte Mons. Ravasi ha ricordato come le grandi religioni non possono non rendersi visibili attraverso i loro luoghi di culto, e la tolleranza occidentale che contraddistingue la nostra società (che separa l'ambito religioso da quello laico) non può permettersi di vietare la costruzione di alcun luogo di culto.
Certo è che il problema è tutt'altro che risolto, e su questo argomento gli animi della gente sono molto caldi....
Staremo a vedere se questa presa di posizione del cVaticano stimolerà il dialogo, cosa che è nelle ragioni di Mons. Ravasi e del suo Consiglio, o provecherà la solita polemica strumentale, con la differenza che però questa volta gli argomenti sono seri e meritano un approfondito dibattito....anche schietto e duro.
Io venero quelli che agli esperimenti da laboratorio andati a male come te,li hanno appesi e lasciati al giusto sfogo della folla.Vai a predicare nelle piazze e non nascosto dietro al monitor la tua immondizia fascista e razzista,e vedrai che successo che avrai.
La codardia che ha sempre contraddistinto il regime fascista e i suoi luridi adepti con il tempo non si è trasformata in coraggio,ma sempre più in viltà.Siete stati la vergogna del paese e lo sarete per molto tempo ancora parassiti del popolo italiano.
La storia e la resistenza vi dovrebbero aver inseganto a restare nelle fogne da dove siete usciti la prima volta,noto con dispiacere e diprezzo,nonchè senso di nausea e vomito,che oltre alla codardia di quel regime vi è rimasto anche il ritardo mentale.
Spero che babbo natale ti metta sotto l'albero una bella corda e che tu in uno sprazzo di lucidità comprenda e provveda a eliminarti da solo,ma capisco che pretendere da uno come te uno sprazzo di lucidità è pretendere miracolo,mi auguro che qualcuno in casa dia una mano a te e un sollievo a noi.
A mai più risentirti,esperimento.
@Willy,
Sono il primo ad usare appieno della mia libertà nei confroti della pastorale del magistero, ma se parli del Concilio parli degli ultimi cinque papati, dell'intero collegio dei vescovi e del Catechismo della Chiesa Cattolica, dunque, in senso stretto di dogma. Mi pare tu debba avere se non altro qualche problema di identità. Buon Natale,
CD
@ Charles Darwin
Se negassi l'autorità del Vaticano sarei un sedevacantista.E lo Spirito Santo non è andato in ferie...ma la "grande apostasia" fu profetizzata dalla Madonna a Salette e credo ha pure un nome :
Concilio Vaticano II
Non fu un certo Paolo VI ...
Certamente Willy. I padri della Chiesa (Sant'Agostino tra gli altri se ricordo bene) hanno spesso descritto la Chiesa come una "Santa prostituta". Forse perché papi e santi sanno bene di cosa si parla dicendo "Chiesa", evitano distinzioni manichee che non hanno ragione di essere ed offendono la Verità. Detto questo tu hai pieno diritto di pensarla come vuoi ed il dovere di filtrare nella tua coscienza quel che il Vaticano ti dice. Ma stiamo parlano della massima autorità morale per il credente e varrebbe la pena discutere almeno con argomenti in mano, non con formule polemiche. Dunque: perché secondo te "il Vaticano dice sì alle moschee ?" Pensi davvero che intenda sostituire minareti ai campanili ? Perché pensi sia sbagliato ? Lo pensi sul piano della fede o sul piano politico ? Lo pensi credendo o negando l'autorità del Vaticano ?
@ claudio
Tu continua a venerare Stain,Mao e Pol Pot,tanto qui in manicomio non ci finisci...
@ Charles Darwin
Ma non fu un certo Paolo VI a dire
"Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa".
Ne vediamo le conseguenze...
Jorge Rafael Videla,grande uomo....Almirante..portargli rispetto...
Con questi esempi il nostro willi può essere solo jack lo squartatore.Complimenti per i modelli di vita,devi essere venuto su bene.
Forse ci fai più che ci sei,o almeno te lo auguro...
Certo che funziona Fabrizio: ci sono evidenze logiche insuperabili. Le applicherei a chi vede pazzia nel Vaticano quando dice "Sì alle moschee" e trova in Jorge Rafael Videla il suo campione della civiltà cristiana e occidentale. Capisco lo stile provocatorio, ma piacerebbe scoprire se c'é qualcosa dietro di solido o solamente stolidità e confusione.
Certo che funziona Fabrizio: ci sono evidenze logiche insuperabili. Le applicherei a chi vede pazzia nel Vaticano quando dice "Sì alle moschee" e trova in Jorge Rafael Videla il suo campione della civiltà cristiana e occidentale. Capisco lo stile provocatorio, ma piacerebbe scoprire se c'é qualcosa dietro di solido o solamente stolidità e confusione.
Bè, dai, come criterio (40) mi sembrava funzionasse!
Caspita... mi sono allontanato un attimo da questo post e.... mi devo esser perso qualcosa, credo...
cosa diamine è successo all'universo per ridurlo così?
Alieno
"Hmmm, Rosy Bindi è la donna più sexy dell'universo!" -> Internato
@Willy
Probabilmente io sono pazzo ma giusto per stare al tema diciamola tutta e chiara: il Vaticano é pazzo ? Qual'é esattamente il criterio di giudizio ?
PAZZI SONO QUELLI COME TE CHE VOGLIONO SOSTITUIRE
IL CAMPANILE COL MINARETO !!!
“Un terrorista non è solo colui che tira una bomba o possiede una pistola, ma anche colui che diffonde idee contrarie alla civilta’ cristiana e occidentale.“(Jorge Rafael Videla)
Bè, che dire? Posso non essere d'accordo sul modo di porsi in rapporto ad elementi specifici, ma la tua coerenza ti fa onore :-)
E' il paradosso della democrazia e della tolleranza Fabrizio e Pequenito. Ci sono esecrabilissime controindicazioni nella tolleranza, eppure su queste controindicazioni si gioca semplicemente la nostra capacità di testimoniare quello in cui crediamo, di educare e di lasciarci educare. Se ci crediamo veramente non possiamo dubitare che la nostra verità saprà imporsi per la forza stessa della sua evidenza. Sino a quale soglia il tollerante può permettersi di contrastare LE OPINIONI intolleranti prima di negare sé stesso ? Tanto vale assumere criteri perfettamente empirici, soprattutto in considerazione del fatto che la mia rigidità avrebbe l'unico effetto sicuro di scaldare l'intolleranza dell'avversario. Per contro la mia tolleranza é l'unica possibilità che ho per "convertire" l'avversario al mio modo di vivere. Con tutta l'empirica prudenza del caso ovviamente, ma con l'utopia come orizzonte: "bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza".
Non capisco, CD. Allora per te sarebbe anche legittimo costituire un partito nazista italiano, a condizione che si limitasse a DIRE ma non a FARE? Oppure è un privilegio che riconosci solo ai musulmani?
Onestamente questa volta mi sembri tu ad avere idee un po' preconcette. Sull'UCOII secondo me ha perfettamente ragione Pequenito. Ma hai mai letto qualche discorso di Hamza Piccardo? Altro che Calderoli o Borghezio, quelli sono agnellini al confronto! Se tendi una mano a quella gente, non stupirti se poi ti ritrovi spolpato fino al gomito.
Ecco hai centrato il punto, non tutti i lefreviani sono pericolosi, ma i lefevriani di Forza Nuova si, non tutti i mussulmani sono pericolosi ma solo quelli che prendono alla lettera le leggi coraniche. Non negheresti il pulpito ai due pericolosi coktail esplosivi sopra citati? Non negheresti il pulpito sempre e comunque a nessuno? Allora ti faccio un esempio ancora più estremo apparentemente ma in sostanza molto simile: negheresti il pulpito ad un setta pagana neo-nazista?
Infatti sto dicendo tutt'altro. Sto dicendo che pulpito ed odio non hanno in sé nulla a che vedere l'uno con l'altro. Dico solo che un conto é dire sciocchezza, un altro praticarle. Poterle dire resta un puro e semplice problema di libertà, praticarle un puro e semplice problema di ordine pubblico. Per questo penso che negare un pulpito coincida comunque, indipendentemente da chi potenzialmente lo potrebbe sfruttare, con il fomentare malessere ed odio.
Ho tirato in ballo il latino solo perché non riconosco a Willy tutta la pericolosità che dici e quella del latino imposto (o perlomeno usato come una clava) é l'unica possibile violenza che posso riconoscegli. A parte evidentemente la pericolosissima violenza politica di Forza Nuova, ma stiamo parlando di altro: di libertà di culto. Sino a prova contraria non vedo ancora una relazione tra Lefevre e violenze (ovviamente spero di non dovermi ricredere). Certo che se tu mi mettessi in relazionela la presenza di una moschea sul territorio con le violenze di Forza Nuova (é purtroppo possibile) non avrei dubbi: butterei a mare la seconda e salverei la prima.
Secondo te dovrei invitare Willy nella mia parrocchia e che lui ci possa OBBLIGARE a celebrare in latino come pretendono talora ? Preferisco si costruisca la sua e non ci vedrei niente di male (preferisco PERMETTERGLIELO ed essere lasciato in Santa Pace).
Ma scusa cosa c'entra adesso il latino? Anche se fosse un discorso simbilico ma che razza di ragionamente è? Preferisci permettere che gente come Willy abbia il suo pulpito da dove fomentare odio purchè lasci te in Santa Pace?Ma cge senso ha?
Non è che si pretende che Willy e Ucoi divengano uguali a noi, si pretende giustamente solo che non nuociano evitando di affidargli luoghi di culto.
Pensi che sia meno pericoloso che pulsioni pseudo-religiose si sfoghino in luoghi pubblici? Mi sembri quelli che giustificano l'aggressività e rivalati calcistiche allo stadio... Il malessere che porta l'aggressività va risolto a monte migliorando le condizioni sociali, non costruendo recinti pubblici dove svogarsi.
Secondo te dovrei invitare Willy nella mia parrocchia e che lui ci possa OBBLIGARE a celebrare in latino come pretendono talora ? Preferisco si costruisca la sua e non ci vedrei niente di male (preferisco PERMETTERGLIELO ed essere lasciato in Santa Pace). Circa Ucoi o altro semplicemente temo che qualcuno si illuda di poter accogliere islamici solo se e quando divenissero uguali a noi, il che evidentemente non avrebbe senso. Sorvegliare é un conto (doveroso) mettere paletti dappertutto, scoraggiare semplicemente i loro luoghi di culto e le loro preghiere (modello Calderoli) é tutt'altra cosa: finisce inevitabilmente per coincidere con il non permettere condizioni di vita dignitosa. Evidentemente non apprezzo il fatto che pretendano di sostituire la Sharia alle leggi del nostro stato (per questo ci sono la polizia ed i tribunali), ma semplicemente non posso e non voglio entrare nel loro rapporto con Dio. Penso semplicemente sia meno pericoloso che queste malintese pulsioni pseudo-religiose si sfoghino in luoghi "pubblici" piuttosto che nel buio e nel segreto degli scantinati, perché troverebbero comunque il modo di manifestarsi, solo in forma più virulenta e pericolosa.
Guarda CD che qui non stiamo parlando di condizioni sociali, sono daccordo con te che tutti, italiani, stranieri regolari, islamici e cristiani debbano esser messi in condizione di vivere dignitosamente... ma qui sti sta parlando d'altro si sta dicendo di affidare luoghi di culto ad associazioni mussulmane che non predichino l'attuazione alla lettera della leggi coraniche, punto.
Non si tratta ne di razzismo ne di propaganda mediatica, anzi semmai la propaganda mediatica la si fa al contrario a sinistra facendo di tutta un'erba un fascio e tacciando di razzismo chi usa prudenza.
Ma insomma tanto per capirci ma tu la costruiresti una chiesa lefreviana da affidare a quel Willy di forza nuova? Ovviamente no, per questo sei razzista? Ovviamente no, sei solo una persona che usa buon senso sapendo che daresti un arma per propagandare odio ad una persona che ha una visione totalmente distorta della sua religione.
Allora perchè costruire moschee da affidare all'Ucoi che giustifica l'attuazione delle leggi coraniche anche quando queste violano i diritti unani? Quando ci sarà una associazione di mussulmani in italia che dimostrerà di aver capito che tutti, anche gli infedeli non possono essere condannati per il loro credo, allora costruiamogli la moschea più grande del mondo. Nel lungo frattempo che intercorrà per l'attuazione di questo miracolo, cerchiamo intanto di migliorare la condizioni sociali degli stranieri che lavorano e pagano le tasse, questo credo sia più importante, la costruzione di una moschea non credo risolva i tanti problemi degli immigrati, ne può solo creare altri se affidata a chi prende il corano alla lettera.
I nemici incattiviti non si creano da una sana prudenza,
Sarà anche utopico, ma forse varrebbe la penna pensare in termini più ambiziosi. Non semplicemente evitare di incattivire i nemici ma sperare di poter abbracciare amici, anche nella diversità di fede e cultura. Altrimenti la "beata speranza che é in noi" che ci sta a fare ? Buone cose e buona notte,
CD
A me fisicamente (ho famiglia e pure un bambino) nessuno ha mai detto che vorrebbe spararmi. Davvero non capisco dove finisca la realtà e dove comincino una serie di criminali luoghi comuni indotti dalla nostra personale ignoranza e paura, luoghi comuni colpevolmente coltivati da certo giornalismo. Nel mio quartiere di islamici ce ne sono parecchi, tutte brave persone che sicuramente soffrono sulla loro carne la nostra diffidenza. L'unico esempio "distorto" di cui sono a conoscenza é quello di un compagno di scuola di mio nipote (10 anni all'epoca): violento ed intrattabile. Mia cognata ha conosciuto la famiglia piuttosto da vicino e mi ha raccontato delle loro condizioni di vita: in cinque dentro un monolocale asfittico. Ho idea che se avessi bisogno di un kamikaze saprei dove trovarlo (la religione "in sé" non avrebbe niente a che fare). Ma se volessi evitare esiti infausti, proprio vista e conosciuta la famiglia penso proprio che non sarebbe difficile provarci. A chi ci riferiamo quando parliamo con tanta facilità della "maggioranza" violente degli islamici ? Non sarà che la stiamo davvero creando con le nostre mani ?
Giusto tendere amichevolmente la mano a tutti, ma a farsi calpestare un minimo ci si pensa prima, va bene pure porgere l'altra guancia ma almeno senza dargli anche in mano un bastone no?
Il padrone di casa ti offre una stanza se le regole di convivenza sono basate sul rispetto reciproco, oppure niente, mi sembra chiaro.
E poi guarda chi non ha famiglia può anche pensare di rischiare cristianamente sulla propria pelle, ma sul futuro dei nostri figli a cui lasceremo un giorno questa società non sono pronto a incentivarla multiculturale senza avere prima un minimo di garanzie sul rispetto reciproco tra le diverse culture.
I nemici incattiviti non si creano da una sana prudenza, se li vedi in lontanza puoi anche accennare ad un saluto amichevole, ma se quelli rispondono che farebbero bene a spararti che te continui a salutare? Cambia strada!
Vedi pequenito una cosa é crearsi un nemico, altra é crearsi un amico. L'eventualità di non scegliere e restare da soli per me vale esattamente il trovare un nemico. Forse anche peggio: un nemico "rifiutato" e perciò incattivito.
Vedi Cd una cosa è cadere perchè ti applichi ma non riesci ancora a pedalare senza rotelle, altra invece è andare a sbattere perchè proprio non ne vuoi sapere di non fare le pinne su una ruota sola contromano. Nel secondo caso è sicuramente meglio non armare di bicicletta un potenziale pericolo pubblico.
Bello Pequenito. Penso però che se così fosse stato nella mia esperienza, non sarei MAI riuscito ad avere la mia bicicletta. Mi sarei risparmiato innumerevoli sbucciature alla ginocchia (davvero tantissime, mi ricordo bene !) ma forse oggi non sarei in grado di arrangiarmi da solo.
A casa mia invece funziona così: Il giorno dell'Epifania si mette una bella moschea nella calzetta dell'Imam che fa seria autocritica sull'applicazione delle leggi coraniche più dure, per tutti gli altri imam... carbone!
A casa mia funziona così: Bobbo Natale (Santa Lucia) legge la letterina e fa AGRATIS la sua apertura di credito. Se poi il risultati si rivelassero dannosi A POSTERIORI scattano le restrizioni, esclusivamente sui colpevoli reali. Non vedo alternative.
CD
Io veramente per cugini e fratelli maggiori intendevo gli imam e i responsabili delle moschee... Che poi anche noi "padroni di casa" possiamo essere di esempio è un altro discorso, un discorso molto complesso e idealista purtroppo, esistono difficolta oggettive sia da parte di noi occidentali di risultare un buon esempio (diciamocelo chiaro, da quale punto di vista lo siamo realmente?) sia da parte islamica a vivere in un mondo che non sia dominato dalle loro leggi coraniche, tant'è che appunto non le criticano nemmeno quando sono palesi violazioni di diritti umani.
Certo tu utopisticamente hai ragione, se gli occidentali fossero migliori, i mussulmani sarebbero meno diffidenti e chiusi... ma vale anche l'opposto reciproco non trovi? Anche noi saremmo meno diffidenti e chiusi se qualche imam facesse un minimo di autocritica al modo in cui vengono attuate le loro leggi coraniche. Allora facciamolo pure un passo avanti promettendo nuove moschee, ma tanto per tornare all'esempio dei figli bisogna pure dimostrare di essere "bravi" a meritarsele.
Se il cugino o il fratello sono di esempio ... Perfettamente Pequenito. Infatti noi nelle vesti di cugini e fratelli maggiori, o semplicemente padroni di casa, abbiamo l'obbligo di mostrare con l'esempio che si può essere tolleranti ed amici al di la di fedi ed ideologie. Esattamente quello che cercavo di dire. Mi pare impossibile testimoniarlo senza un'apertura di credito in termini di fiducia e speranza PUR ASPETTANDOMI CADUTE COME NECESSARIA CONSEGUENZA (da qualche parte bisogna pur cominciare). Circa le moschee l'alternativa (negargliele) purtroppo é solo quella di mostrare con l'esempio la necessità dell'odio e della contrapposizione frontale. Allora sì che il rischio diventerebbe mortale.
L'esempio della bicicletta mi sembra perfetto, se il cugino o il fratello più grande sono di esempio su come andarci con cautela bene, se invece gli insegnano a farci le pinne e andarci contromano la bicicletta gliela togli subito pure a loro, finchè non dimostreranno un minimo di essere cresciuti.
...quando saranno pronti ...
Possiamo pretendere che nostro figlio impari ad andare in bicicletta senza cadere ?
Ho l'impressione che siamo tutti vittime di questo orrendo clima di sospetto reciproco. I media e noi stessi lo stiamo introducendo nella società. La cosa più sicura a me pare sia che i pericoli da ogni parte sbandierati, in assenza di moschee sarebbero centuplicati. Come possiamo pretendere di risolvere il loro e nostro disagio se evitiamo di fare il minimo indispensabile per metterli a proprio agio ? Diamo il mondo in mano a pazzi tipo Willy e sta a vedere che le sue infauste profezie si avverano davvero.
CD
Vero, Pequenito. Onestamente non posso appoggiare la richiesta della Lega, perché credo davvero che troppa gente a posto ci rimetterebbe per colpa di una minoranza di delinquenti. Al tempo stesso, però, mi piacerebbe vedere maturità anche dall'altra parte, un po' più di selettività nella scelta degli interlocutori. E invece no, pur di far dispetto al Vaticano e alla Lega, si corteggiano le fasce più estremiste, si continua a gridare che questi hanno DIRITTI DIRITTI DIRITTI, ma si chiudono entrambi gli occhi se lanciano condanne a morte e incitamenti alla violenza.
Sveglia, gente: i tizi che volevano ammazzare gente nel milanese non erano soci del Circolo Terrorista Osama Bin Laden, bensì del "Circolo Culturale Pace". Non sono deficienti, LORO: sanno benissimo come approfittare del buonismo che si accontenta di una parola nel nome dell'associazione, fregandosene dei fatti. Condannare tutto l'Islam per colpa loro, no; difendere sempre e comunque musulmani buoni e cattivi, nemmeno.
Muovano il culo i predicatori del Corano, come già tanto fanno i cristiani nel condannare la violenza, apertamente, pubblicamente, ufficialmente. Lo facciano contro coloro che uccidono in nome di Allah ed io son disposto a citarli, far eco alla loro voce, li renderò più forti e sarò con loro più forti.
Una frase che inizia forse un pò troppo di pancia ma che poi a me sembra risalire decisamente verso una bella pensata di testa. Aggiungo ben vengano le moschee se affidate a predicatori in grado di condannare la violenza apertamente, come ad esempio quelli dell'Ucoi...beh quelli dell'Ucoi a dire il vero ancora no, forse non sono ancora pronti... e allora? Allora secondo logica, aspettiamo e continuiamo a dire ben vengano le moschee quando saranno pronti a questo, quando veramente e sinceramente lo saranno.
Beh, ora devo andà a mangià chè c' ho 'na fame che sbuccico
Sta solo ascoltando la pancia CD....il risultato si vede.Non è che quando usa la testa sia meglio...ma almeno ci prova...:-)))
@Alieno
Bene Alieno, così ancora una volta é tutta colpa "degli altri" e tutto quello che possiamo fare é difenderci. Prospettiva un pò troppo cupa a parer mio. Sei proprio sicuro o come al solito stai solo ascoltando la tua pancia ?
udii e non udì...
il toscano infierisce con le sue troncature impietose.
Beh, ora devo andà a mangià chè c' ho 'na fame che sbuccico.. e c'ho pure da usì fori che fa un freddo che pela! E n dico 'osa pela, un mi garba punto dillo in giro così che un ci fo' bella figura, ma tanto si capisce cos'è, maremma cignala!
Ah, mi ero perso, ma quello che volevo dire è che quella ragazzina, armata nella pausa spot dal padre della documentazione necessaria, affermò che non solo non ci sono "moderati" islamici, ma solo credenti e non credenti, ma che noi occidentali cattolici non siamo davvero credenti, lo siamo male, a metà, affatto, siamo insomma, pure degli ipocriti nella fede.
Le adultere vanno lapidate - così vuole Allah e per un islamico, lo vuole dunque Dio, con buona pace della narrazione di Cristo dinanzi all'adultera che sta per esser lapidata.
Era Porta a Porta, Tv, Tv pubblica, era la realtà che è tra noi, già in essere quella cultura che si scontra con la nostra, oltre che al suo interno: cosa porta? Prima di accoglierla bonariamente, forse, dovremmo chiedercelo: c'è spazio per Gesù in quella cultura? C'è spazio per la libertà? Per la civilità? Quale futuro stiamo facendo entrare nell'ignoranza con la quale perfin Vespa restò quasi senza argomento, vedendosi citare la Bibbia? Che naturalmente si difese laicamente (incapace forse di farlo in modo persuasivo "fedelmente) dinanzi a quell'affermazione compiaciuta e soddisfatta. Io ricordo di aver pensato subito: ma che cavolo ci vai a fare a Messa, Vespa, se sei capace nella tua fede di esser disarmato tanto facilmente? Ma forse era atto dovuto replicare in modo esclusivamente laico, visto il ruolo che rivestiva, boh. Ma, mi ricordo, non fu persuasivo e non ricordo nessun incisivo commento, quasi fosse quell'imbarazzante replica di contropiede, da voler al più presto far dimenticare.
Forse perchè l'attenzione, richiederebbe scelte e conclusioni scomode, "scorrette"?? O ... paura?
Ma quel match mediatico, con mio dispiacere, lo vinse la ragazzina con suo padre dietro le quinte. Lo vinse una fede espansionista professata senza ragione e, pensando alla lapidazione oggi relativamente alla nostra sensibilità più evoluta, senza cuore.
Mi ricoro anche i bellissimi commenti a caldo registrati tra le comunità islamiche subito dopo il fattaccio, l'uccisione di Hina.
In diretta udì ragionamenti simili, riguardo alla tremenda sorte di Hina Salem, la figlia che voleva essere occidentale, cioè integrata e non integralista: "si sa che se non segui le regole poi rischi di farti male, come se al semaforo rosso non si segue la regola di fermarsi, può succedere qualcosa di brutto.."
O anche:
"Il padre ha sbagliato ad uccidere sua figlia. Doveva portarla in Pakistan dove era più facile educarla.."
Come dire che ha sbagliato ad ucciderla qua, da noi, che si monta su un casino e abbiam il vezzo perfino di condannare il padre e non la figlia...
Oppure ancora, sempre commenti alla radio a caldo, a presa diretta: "Il padre doveva educarla prima, quand'era più piccola.."
Lascio intuire come andasse educata prima, quand'era più piccola, perchè non diventasse l'occidentale Hina morta poi...
Lo dice anche il Corano come: battetele, battetele per tempo.
Sura IV, v. 34: "Quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele”Non occorre l'atto disobbediente, per il Corano basta la presunzione, il temere che possa esserci. Cioè si deve agire preventivamente, in modo educativo e performante.
Come quel vecchio detto popolare: vai da tua moglie e battila (picchiala): tu non sai perchè, ma lei sì.
Ne vogliamo parlare o facciamo finta di nulla e si accusa, anzi, chi tenta di parlarne?
Dobbiamo avere già atteggiamento di rinuncia per instaurare una cultura mafiosa, quell'aspetto così utile alla mafia che è l'omertà? Fa bene la Lega a far simili associazioni di trattamento e sull'azione di contrasto per chi semina odio e distruzione nella preghiera coranica. Poi, più quell'omertà si è affermata, più difficile è la via per reintrodurre la civiltà e la libertà (come ben ci spiega Saviano).
Dobbiamo, con pretesa bontà, lasciare che i lupi entrino a sgozzare il nostro gregge?
Il gregge è l'umanità, come Hina Salem, sgozzata appunto.
Se l'integrazione deve essere che io mi faccia da parte per far entrare la violenza, allora non voglio integrazione. Son disposto a far spazio solo a chi porta con sè altro o comunque, predica altro e duramente, fieramente condanna la violenza, coraggiosamente.
Muovano il culo i predicatori del Corano, come già tanto fanno i cristiani nel condannare la violenza, apertamente, pubblicamente, ufficialmente. Lo facciano contro coloro che uccidono in nome di Allah ed io son disposto a citarli, far eco alla loro voce, li renderò più forti e sarò con loro più forti.
Ma queste voci sono deboli, isolate, difficilmente spontanee e mai eclatanti, si ammantano di ambiguità isolando quelle autentiche. Voci più alte si odono per la condanna dell'Occidente, quelle sì coraggiose, spontanee, come mai?
Quello che mi sembra estesamente si chieda all'Occidente, non è integrare, nemmeno integrarsi, ma disintegrarsi, grazie, risparmiateci il disturbo del risultato che comunque avremmo, solo con più tempo e fatica.
A me non piace dover far finta d'esser buono per esser certo d'esser morto, oggi e domani, moralmente, culturalmente, anche fisicamente. Credo che si possa esser buoni anche da vivi, anche se capisco che un morto, per un terrorista, è più politically correct, non reagisce, non protesta..
Alieno
Citavo Hina, ma avrei potuto citare un episodio che mi è rimasto ben impresso nella memoria, tanto mi sconvolse in quell'ardire.... pubblico, mediatico e passato, tutto sommato, inosservato.
Accadde in una puntata di Porta a Porta, trattando appunto il tema dell'integralismo-fondamentalismo islamico nel conflitto con la nostra cultura (cristiana e laicissima anche).
Una delle ospiti era una ragazzina, un'adolescente, ben istruita per affrontare la questione il tema dello scontro delle culture e cioè l'inevitabile domanda (se l'Islam legittima la violenza punitiva e vendicativa, contro le donne per esempio oppure se quella è solo usanza tribale e non "vero" Islam, ma una sua cattiva interpretazione.
Il padre dietro alle quinte, nel momento di pausa pubblicitaria, istruì la figlia dandole un passaggio biblico rintracciando la dimostrazione della pratica della lapidazione per le adultere.
Evocando la Bibbia, dunque, la ragazzina non solo affermò la legittimazione del fondamentalismo islamico che lapida adultere e sfatò il mito dell'Islam moderato (spiegando che non c'è un muslim moderato ed uno no, c'è solo un buon islamico osservante oppure un cattivo islamico o non islamico), ma ribaltò la questione agendo di contropiede perchè accusò noi di non esser veri credenti, cioè rinnegando il complesso neo-testamentario, cioè Dio.
Cosa che avrà forse stupito qualcuno che non sa delle coerenze tra Vecchio Testamento e Corano, che praticamente ripete e copia quella parte della Bibbia paroparocacchiocacchio. Solo che da lì, il cristianesimo intraprende un percorso nuovo, pur restando in una continuità (anche molto discussa nella storia del cristianesimo), mentre il Profeta, in sostanza, non ha una radicale svolta, ha una continuità più coerente con il complesso veterotestamentario (dunque vendette, leggi del taglione, molto in voga nell'Islam anche odierno, recentemente è stato punito accecandolo con l'acido un reo di aver accecato con l'acido una donna... e poi guerre, violenza varia ecc), nel bivio dove Cristo innesta un nuovo patto di Dio con l'uomo (cioè estendendo il patto a tutta l'umanità e non solo riservandolo al popolo eletto e ritenendo giusto il momento o la sua capacità di comprensione per la lezione dell'Amore), il Profeta invece si destreggia, a mio avviso in modo schizofrenico, tra l'idea della misericordia e la doverosità della vendetta e della persecuzione mortale, portandone esempio personale come Cristo, ma in modo testimonialmente diverso.
Ovvio che poi sia facile rintracciare il diverso risultato, l'esito nel tempo, sull'influenza che i due sistemi culturali e valoriali pongono sull'umanità. Cioè, a mio avviso, non è un caso se l'Islam resta ancorato al passato, riguardo alle sensibilità attuali (per esempio i diritti umani), in ritardo almeno di un secolo (ma la tendenza è ad allontanarsi ancora di più nella recrudescenza di una violenza che ritorni alle origini, cioè all'esempio del Profeta stesso, che di violenza ne fa e la istiga a volontà, così come un percorso di ritorno alle origini del cristianesimo, in effetti, a ben vedere, coincide con un percorso opposto, alla fine perfin antitetico, nel suo messaggio di non-violenza).
Potrei dire che il cristianesimo può avere una grande possibilità e risorsa di camminare in avanti proprio guardando indietro a ritrovar le sue tracce originali, mentre l'Islam, all'inverso, se guarda avanti sulla spinta che ritorna all'origine, diventa più violento e non il contrario. A far la differenza sono i due soggetti cardine: Gesù ed il Profeta, appunto. Guardando l'uno o l'altro, il nostro cammino devierà di molto e dove ci si avvicina molto all'uno la distanza dall'altro aumenta, non diminuisce, come oggi vorremmo intendere.
Io, per esempio, non riesco nemmeno a far propria l'idea che pregare Dio o Allah, in fondo, sia la stessa cosa, perchè è diversa l'idea della divinità di cui si parla, non coincide, anzi, è inconciliabile. E credo possa solo confondere chi crede in Dio l'idea che Allah sia la stessa divinità (ed in effetti confonde, dal loro punto di vista, anche gli islamici, che non guardan benissimo questo processo di "unificazione", ne percepiscono la distanza, il rischio della confusione).
Capisco che però, può essere una "strategia" nel tentativo di accordo in valori di tolleranza e convivenza, per rendere l'ambiente più adatto a quei valori. Ma per me, come per molti credo, Dio non è Allah, Cristo non è il Profeta, la distanza è troppa per tentare forzature di comodo, buoniste ma a mio avviso, infine, tutt'altro che buone.
Per trarre simile conclusione, naturalmente, ho dovuto leggere (il Corano principalmente, oltre che i Vangeli e la Bibbia ovvio) e lasciar decantare nella riflessione quel che ho letto.
Ed il Corano, sfido chiunque a leggerlo, è sia quello che ricorda che non ci deve esser costrizione che quello che consiglia botte e peggio.
Prendi come argomento i diritti delle donne nell'Islam: la maggior parte di esse sono prive delle più elementari norme civili. Minore o assenti: libertà d'espressione, di parola, di saluto, di studiare, di lavorare, di avere ruoli di responsabilita civile o religiosa, quasi nessuna partecipazione alla vita politica, di elezione, incapacità di realizzazione del proprio destino o dei figli, sottomissione all'uomo (da cui può venir ripudiata ma non c'è un viceversa), costrizione forzata alla convivenza con altre donne scelte dall'uomo, obbligo di coprire il proprio corpo e spesso anche il viso, imposizione in alcuni paesi di tortura invalidante come l'infibulazione, l'escissione, gravidanze mai scelte o condivise, ma imposte dal marito.
Questa realtà cambia in diversa misura da nazione a nazione, ma quella realtà ci consegna un dato incontrovertibile che molti fanno finta di non vedere, mimetizzano, glissano su quell'argomento: quel dato ci dice che tanto più le leggi del Corano sono applicate più rigidamente, tanto più le donne vivino in minori condizioni di libertà rispetto all'uomo. E se quella cultura si radica nel tempo, si arriva perfino a rendere ancor più difficile un'inversione di tendenza, perchè le stesse donne non avvertono più l'ingiustizia, anzi, assorbono quella cultura al punto di rendere, donne stesse, la vita difficile, difficilissima ad altre donne che cercano una propria liberazione da quella che, in effetti, dovremmo aver coraggio ben poco politicamente corretto, di chiamare religione della schiavitù.
Notiamo anche che la stessa idea di matrimonio è dissimile da quella cristiana. Per l'Islam il matrimonio non un sacramento (l'idea di sacramento è estranea a quella cultura), bensì un contratto consensuale.
Addirittura, secondo la shari'a, può esser titolare del rapporto matrimoniale, anche un bambino appena nato, che non potendo decidere per se stesso, avrà qualcuno che lo farà per lui (sarà il consenso di altri), un tutore matrimoniale, per esempio (walì), che nella normalità coincide con il padre (o in alternativa, il fratello). Si hanno dunque matrimoni-contratto precoci che possono esercitare il potere costringente il matrimonio (ijbàr).
A decidere dell'educazione dei figli, poi, nella cultura islamica, sono solo i padri. I matrimoni misti così finiscono per avvantaggiare ulteriormente l'Islam, dove il padre ha il dovere-diritto di educare figli all'Islam e poco conta la volontà materna. Sono fortemente sconsigliati, proprio per questo, matrimoni misti con donne islamiche e, per esempio, uomini cristiani. Una dimostrazione che l'idea del "misto" delle culture, finisce per agevolare solo una delle parti (cioè quella meno aperta e tollerante) e non entrambe e nemmeno qualcosa che sta nel mezzo. Anche questa codificazione è tra gli strumenti dell'espansionismo islamico (che naturalmente deve essere doverosamente prolifico in quest'ottica espansionista).
A Verona, per esempio, i ripetuti pestaggi a sangue della molgie di un tunisino islamico, non sono altro che la messa in pratica, nella fede e nella dedizione alla conoscenza coranica, di quanto affermato ad un imam durante una sua "omelia" (in quel caso spiegando che le donne sono senz'anima e dunque van battute).
Allora dobbiamo rifugiarci nella semplicistica spiegazione che è un fattore culturale antopologico e continuare ad ignorare, essere ignoranti (non leggendo il Corano), dando dell'ignorante agli altri, che questa usanza è pratica assai diffusa e legittimata nell'Islam?
Parrebbe che l'ignoranza la faccia da padrone: oggi abbiamo giudici capaci di sentenze straordinarie che deresponsabilizzano entrambe le spiegazioni, assolvendo o dando per attenuante il fatto che quella tradizione o quel culto comprende la legittimazione del pestare a sangue la propria moglie. In sostanza il giudice afferma che sì, da noi è reato e reato gravissimo, però se lo fa un povero immigrato islamico, piccinino, lui è solo attento alla tradizione, mica è colpa sua, improvvisamente la colpa sparisce, non si sa più di chi è. Sparisce la colpa con bel gioco di prestigio dalle possibilità di margine giudicante e interpretativo della norma, molto elasticizzato margine direi. E andrebbe pur bene se insieme alla colpa, sparisse anche il sangue, purtroppo, nonostante aperture, buonismo e giudizi con malintesa idea della tolleranza, sparisce al massimo il reato, forse la colpa, ma mai il sangue. Che sarà agevolato perfino, nel nostro stupido autolesionismo di pensiero debole.
Alieno
Alcuni passi. Sura IV, v. 34: “Gli uomini sono anteposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre”. Sura IV, v. 11: “Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine”. Sura II, v. 282: ”Chiamate ad assistere due testimoni, se non sono due uomini, siano un uomo e due donne, perché se una di esse dimentica, l'altra la faccia ricordare”. Sura II, v. 187: “Vi è reso lecito, durante la notte sul Ramadam, il sollazzarvi con le vostre donne”. Sura IV, v. 25: “Se dopo il matrimonio [le donne] commettono un'infamità, abbiano la metà della pena che spetterebbe alle donne libere”. Sura II, v. 222: “Tenetevi lontani dalle donne durante la mestruazione, e non le avvicinate finché non ridiventino pure”. Sura V, v. 6: “O credenti, quando vi accingete alla preghiera lavatevi la faccia e le mani. Se avete toccato donne, e non trovate acqua, cercate della polvere pulita e passatevela sulla faccia e sulle mani”. Sura II, v. 221: “Non sposate le donne atee o idolatre finché non avranno creduto, perché certamente una schiava credente è meglio di una donna politeista, anche se questa vi piace”. Sura IV, v. 3: "Sposate allora le donne che vi piacciono, due, tre o quattro...". Sura II, v. 229: “Un uomo può divorziare da sua moglie per mezzo di una dichiarazione pubblica, mentre la moglie non possiede tale diritto: il ripudio v'è concesso due volte". Sura IV, v. 34: "Quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele”. Sura II, v. 223: "Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere”.Apritelo questo benedetto Corano. Leggetelo per la miseria. E poi aprite il Vangelo.
Che non si dica ancora che tra moschea e chiesa non c'è differenza, che predicare Gesù e Dio è uguale a seguire il Profeta o Allah.
Che si impari qual'è la vera ignoranza che ci ostiniamo a difendere con la pretesa ed il vezzo di dirci perfino "buoni" e "tolleranti", accusando le altre voci scettiche che osano, davvero, confrontarsi, per esempio mettendo in par condicio e non in delirante politically correct buonista, entrambi sul banco degli imputati: Gesù ed il Profeta. La Bibbia ed il Corano. I Vangeli e le Sure.
Leggete, per la miseria, leggete, ascoltate, con il cuore e con la mente.
Amen.
Alieno
Ah, era davvero ironia e mi sembra giusto essere citato (come posizione avversa) e del resto lo faccio pur io, con te ed altri, ci mancherebbe.
Ciao.
Alieno
Caro Claudio: la tua analisi psicologica del sottoscritto è azzeccata a metà.
E' vero che sono permaloso e lo son stato moolto di più, in passato, oltre ad esser stato molte altre cose (per esempio, arrendevole e debole ai limiti della dignità), ma poi, insomma, uno cresce, fa un percorso. La permalosità è un tratto di quel percorso di costruzione identitaria, una reazione in cui per me, al bivio di una scelta (chi essere) ho dovuto scegliere una strada: uno che subisce e si lascia fare e dire di tutto metabolizzando ogni sofferenza sul piano psichico e organico (fino al ricovero ospedaliero in seconda media quasi in fin di vita), cioè un condannato a morte (fisica e psichica) che nemmen prova a far proprio, completamente privo di autostima, un principio antico come "aiutati che Dio ti aiuta", oppure appunto reagire costruendo ed abbracciando meccanismi difensivi, in cui la permalosità, la suscettibilità, la rabbia è un primo abbozzo primordiale di affermazione del Sè, affermazione familiare, sociale, professionale e dunque poi, a ben vedere, dinanzi allo specchio d'una propria coscienza.
Era proprio così come dici tanti tanti anni fa, permaloso mascherando con ironia (prima ancora permaloso e basta, prima ancora privo di ogni velleità di aver dignità), ma oggi non è proprio più così. Resto un permaloso, per quanto in piccola misura, ma non con la maschera dell'ironia a nasconderla, ma nel tentativo di sostituzione vero e proprio.
Se ieri nascondevo con l'ironia, oggi faccio in modo che l'ironia sostituisca la permalosità, cioè l'accumulo della sofferenza, introiettata e buttata giù con quella roba che è la permalosità: l'essere offeso, lasciare che si resti offeso e perfin trattenere dentro quella sofferenza più del dovuto ed oltre misura.
Essere permalosi significa un po' questo, è una chiusura, barricati dentro casa, dentro di sè con la propria offesa, con la propria sofferenza dovuta ad una reale o presunta e magari non sempre reale ingiustizia subita, lasciando fuori la possibilità di essere sereno o felice.
Ma io credo che sia un nostro o almeno un mio dovere ricercare la serenità e la felicità, per sè ed inevitabilmente per la ricaduta su chi ci sta intorno (e magari ci ama, altrimenti soffrendo con noi). Con grande sforzo personale ho dovuto resistere, con umanissime cadute, alle varie tentazioni di reperir facile energia e forza: odio, rancore, desiderio di vendetta. Oggi quello sforzo non è così intenso, salvo casi eccezionalmente potenti nel coinvolgimento interiore, perchè la vita, ciascun coi suoi guai ed i suoi bivi, sbagli e smarrimenti, è una vera e propria palestra dove ciascuno, diventando sempre più adulto, consapevole e libero, deve assumersi sempre più responsabilità e dunque scegliere la propria disciplina.
Ho conosciunto persone davvero sofferenti che han scelto la disciplina dell'odio e del rancore: è una risorsa immediata e costa meno sacrificio, parrebbe. Altre che nonostante la sofferenza han trasmutato la sofferenza in forza per non far soffrire altri, dunque rifiutando odio e vendette, rancori.
A me è parso, osservando quelle persone che la prima disciplina avesse risultati sostanziali ed estetici qualitativamente inferiori, ho rintracciato l'autolesionismo di chi si allontana dalla possibilità della gioia, della serenità, della felicità mentre nell'altra disciplina, ho scoperto la mia ammirazione ed ho deciso di considerare costoro "maestri" di vita, riferimenti, cercando di seguirne l'esempio.
Nella fattispecie, era davvero ironia e non permalosità, è davvero affetto quello sviluppato nel dialogo e credo che se tu avessi pazienza di andare a ricostruire il percorso tramite i miei post da quando sono entrato in questo blog, mettendoli cronologicamente in ordine, vedresti il mio sforzo, una mia evoluzione per quanto resti comunque tremendamente distante dalla pretesa della perfezione, insomma, il dialogo mi ha naturalmente cambiato ed ho il vezzo e la presunzione di pensare in meglio. L'affetto è reale, caro Claudio. Restando le arrabbiature ho smussato anche la tentazione del rifugio nella permalosità, anche perchè in effetti il dialogo a me piace: cosa avrei dovuto fare, lasciando permalosità a dominare i miei sentimenti, non rivolgerti più la parola? Ma non è quello che voglio e dunque, dove è apparsa, ho dovuto rinunciarvi.
Continuo a pensare che il dialogo è costruttivo laddove è desiderato, inutile dove il dialogo nemmen si vuole (bastando odi, rancori, la soddisfazione dell'offesa gratuita ecc).
Per quanto riguarda Hina: diventa un caso esemplare nella discussione e nella riflessione, nella proposizione del dialogo, come può diventarlo Eluana o il caso di Erba..
Ma HA a che fare con l'Islam, eccome se ne ha e perfin con tante, troppe moschee. E posso benissimo riconoscermi nella identificazione del problema di fondo che fai, cioè ignoranza, ignoranza, come dici. Ma così facendo, tu ed io, ammettiamo che l'ignoranza è una enorme parte della fede islamica, della rappresentazione dell'Islam qui e nel mondo. E dunque possiamo senza giri di parole parlare di contrapposizione e di scontro di culture. Ma cosa si intende per ignoranza?
Certo non possiamo cavarcela dicendo che si ignora davvero il Corano o che si disattende del tutto quella fede: che le donne "troppo" aperte a muoversi o scoprirsi a far intuir di aver per esempio gioielli alle caviglie è lo stesso Corano a dire che vanno battute, picchiate, punite per questo.
Allora possiamo parlare di ignoranza di Verità, non la verità del Corano della maggior parte dell'Islam che lo applica in misura più o meno fondamentalista e nella letteralistica osservanza, ma ignoranza di una Verità più grande, più ampia, per cui, Corano o non Corano, Profeta o non profeta, uccidere o picchiare per imporre quella fede non è amore, non è la cosa giusta. Si farà contento un Dio o un Profeta, ma si tradisce l'altra Verità, quella per cui si deve, invece amare e senza l'inganno che sia amare picchiare ed uccidere e dunque senza ridursi come il padre di Hina che ci spiega che le voleva bene, come del resto fanno tantissimi islamici, con diversa idea di Amore, cioè diversa Verità.
Vale anche per il cristiano? Certamente. Certamente più ieri di oggi. Certamente c'è un percorso evolutivo in quella fede che ha una fortissima risorsa nei Vangeli e nell'esempio della Testimonianza del Cristo che, insomma, ci delegittima quando alteriamo la Verità dell'amore diventando "cattivi", ci costringe a contorsioni dialettiche o filosofiche per far quadrare i conti (mentre il Profeta porta testimonianza anche dei doverosi sentimenti di rancore, vendetta, omicidio, crudeltà e quella delegittimazione spesso diventa facile legittimazione).
Poi tu fai un minestrone, quando dici:Potrei citarti milioni di casi di cristiani che hanno scannato le figlie perchè avevan solo osato guardare un ragazzo,o le mogli perchè sospettate di adulterio,e non nel medioevo..nel 2008
Senza andare a scomodare l'aborto e l'eugenetica(che ti ricordo non esiste in Italia).
Ma questi attuali casi di violenza nella cronaca odierna o nella cultura imperante nel nostro passato, con particolare resistenza atavica nel Sud, ormai sono scissi dalla questione della fede e non si uccide certamente in nome di Dio, ritenendolo un dovere per servirlo come fa il padre di Hina confortato dalla scrittura che gli dice che così si serve Allah. Oggi si uccide per egoismo (quello che non può esser mio non potrà essere più di nessuno), perchè è sparita la consapevolezza della sacralità della vita (immagine non necessariamente cristiana e che appartiene anche ad altre culture) e perchè schiavi mal formati, allenati della disperazione e del dolore, della sofferenza ecc.
Ma Dio non c'entra più nulla in questo, anzi, si potesse farcelo entrare nel sistema valoriale, avremmo meno casi simili di follia e disperazione omicida ed il male, anche quello della tentazione e della cecità in cui si diventa inconsapevoli strumenti di questo, non solo soggetti che del male godono e che nel male si realizzano, son convinto avremmo miglior risultato.
Nelle Chiese, caro Claudio, non si predica di bastonare o uccidere le figlie, si predica l'amore, la pietà cristiana e non vengono meno nella critica: la critica resta nei modi e nei valori non condivisi, ma per questo non si riconosce alcuna legittimazione alla vendetta, al rancore ecc., non mi risulta sia così che avvenga andando a Messa.
Mentre nelle Moschee, anche in Italia purtroppo, sappiamo avviene di tutto, compresa l'istigazione alla violenza legittimata in nome di Dio. Una violenza che è facile risorsa, scorciatoia che richiede meno sacrificio di sè, soddisfa meglio l'egoismo proprio, una violenza così diffusa nel cuore degli uomini che quando un Papa come Benedetto XVI prova a spiegare che è bestemmia, che si offende Dio e non si serve nella violenza, gli si scarica addosso la violenza di chi la violenza vuole trattenere come parte legittima ed integrante del proprio sistema valoriale e culturale (il caso Ratisbona è... edificante in questo senso).
Allora come fai a dire che non ci sono differenze tra Moschee e Chiese? Viene il dubbio che tu conosca pochino le due realtà, cioè in parole povere, viene il dubbio che tu ... ignori, cioè sei un po' ignorante, al punto di non cogliere le differenze.
Poco male, l'ignoranza se non è desiderata e trattenuta, si risolve perchè il peggior sordo è solo quello che non vuol sentire.
Bisogna aver coraggio di guardare la realtà ed il presente: guardiamo la cristianità e l'Islam, nel caso nostro, qui da noi o nel Pianeta soprattutto, ben osservando dove una delle due "discipline" della vita si concretizzano e dettano legge, codici comportamentali ed educativi.
Guardiamo dove si affermano l'una o l'altra cultura. E dubito che osservando il pianeta Islam tu avrai difficoltà a dire che c'è, dentro quel mondo, una questione grave, perfin più grave della questione morale nel Pd anche se ai suoi adepti pare che non ci sia nulla di più tremendo, inquietante, urgente, catastrofico (pardon, battuta che è scappata, ehehe).
C'è una questione grave perchè dove si afferma il Corano, dove la legge collima integralmente od è ispirata dai principi della shari'a, ci si accorge di come si afferma una verità tremenda e tremendamente diversa dalla nostra, che è anche cristiana, dove l'idea dell'Amore è stravolta, dove il percorso di quella cultura, contrariamente a quello della fede cristiana, della Chiesa e perfin dell'odiato Vaticano, non è evolutivo accordandosi con l'evoluzione della sensibilità accresciuta nell'uomo, ma subisce perfino un'involuzione di quelle sensibilità, con una forte espansione della recrudescenza della violenza, appunto, in nome di Allah.
Da noi si uccide e si ucciderà, ma sarà sempre più complicato così come è così raro ormai, che si uccida in nome del Dio Cristiano, quella Verità si afferma e ci delegittima a farlo sempre di più. Succede così che aumenta la divergenza tra quelle culture, la loro distanza.
Un dialogo potrebbe essere utile ad accorciare quelle distanze, ma non può essere un dialogo in cui l'incontro è fatto da una cessione della nostra cultura e fede, da una rinuncia della nostra Verità che si evolve, tu capisci, sarebbe un arresto o un'involuzione del cammino che abbiamo fatto fin qui: deve essere un dialogo che corrisponde ad un abbraccio, un'attesa, un'offerta di aiuto per coloro che devono raggiungerci in quella differenza sempre più ampia che ci spinge ogni giorno di più, come cristiani a non uccidere in nome di Dio e dall'altra parte che ha una fortissima e crescente tensione ad uccidere in nome di Allah.
Oggi uccidiamo ma con tutt'altra legittimazione: economica, politica, egoistica, consumistica dove altri ancora vantano l'egida della motivazione religiosa.
Ignoranza? Per me non completamente, dipende di cosa si parla: nell'osservanza della shari'a e del Corano, nell'esempio del Profeta, la violenza anche ferocissima c'è, eccome se c'è, può darsi che dunque non sia ignoranza quelal che uccide in quel nome, in quella verità, ma conoscenza anzi.
Ignoranza, semmai, se si tenta di conoscere Cristo ed allora, uccidere è sempre più complicato e tormentato, per i Vangeli e per la Sua storia personale che la violenza condanna integralmente, in modo, oserei dire, integralista.
Non è corretta l'equivalenza "integralismo=violenza" e Cristo è l'esempio che si può avere invece "integralismo=amore", è un integralista ma noi intendiamo significare quell'integralismo di Cristo coincidente con l'assoluto Bene dell'uomo.
Ciao e buona giornata.
Alieno
A scanso di equivoci, predico meglio di quanto razzolo e non sempre riesco a far proprie le buoni intenzioni e le parole che dico, spesso gettandomele innanzi come tappe e mete da raggiungere, umanamente inciampando, capita..
Ma non è un buon motivo per non farlo o provarci, la mia imperfezione o la mia incoerenza.
Alieno,scusa se ti cito nei miei post,ma oramai è diventata consuetudine pacifica,non intendendo presentarti ma solo portarti ad esempio...vista la tua permalosità mascherata con ironia eviterò d'ora innanzi.A mia discolpa posso dire che non essendo più molto assiduo non riesco ad identificare i vecchi dai nuovi,ma non fa niente.
Vorrei solo farti un appunto....citi Hina,come se avesse qualcosa a che fare con l'islam o le moschee,ma sappiamo tutti e due che è solo ignoranza,ignoranza dove attecchisce poi la superstizione.Potrei citarti milioni di casi di cristiani che hanno scannato le figlie perchè avevan solo osato guardare un ragazzo,o le mogli perchè sospettate di adulterio,e non nel medioevo..nel 2008!Senza andare a scomodare l'aborto e l'eugenetica(che ti ricordo non esiste in Italia).
Quindi non vedo molte differenze tra l'ignorante islamico e l'ignorante cristiano,l'ignoranza non ha bandiera purtroppo.
Non vedo neanche differenze tra le moschee e le chiese,anche se non gli attribuisco quei valori educativi che tu vuoi così generosamente elargire,semmai diseducativi ma credo dipenda dai punti di vista.
Saluti
Grazie Alieno!!! Un gran bel commento!
Un mondo di bene anche a te!
Caro Claudio, ormai sta diventando un'abitudine: quando si affaccia un nuovo interlocutore nel blog, che magari dice solo la sua, provvedi tu a tirarmi in ballo ed a fare le presentazioni al mio post.
E' un mistero il motivo per cui non possano esser sufficiente biglietto da visita i miei stessi commenti e non possa esser ritenuta "sicura" la valutazione libera del soggetto che li legge per cui devi assolvere questa tua missione vocativa, ogni santa volta, presentandomi a tuo modo, insomma facendo subito il dirigente del traffico, il parcheggiatore degli schieramenti contrapposti: "lei di là, vada nella fila anti-Alieno ecc, lei dall'altra parte che è come e peggio dell'Alieno" e così via.
Ormai mi sono abituato e quasi affezionato di questa tua solerte fretta ogni volta che si affaccia qualcuno per la prima volta, tant'è che se una volta non lo fai, giuro, mi preoccupo: starà male Claudio? Avrà avuto dei contrattempi? L'avranno costretto sotto minaccia a fare una dichiarazione altra o al silenzio? Sarà il caso di avvertire parenti o di avviare indagini? Beh! Sono contento che, anche oggi ,tu stia bene e la vita scorra serena nel conforto della normalità, ehehe.:-)))
Indubbiamente farebbe piacere anche a me avere più mosche bianche perchè sono tra coloro che non hanno bisogno dei nemici mortali che poi si chiamano terroristi criminali, non è che si stia parlando di una partitella alla bocciofila o del torneo locale di briscola. Al massimo concedo si possa parlare, se proprio si deve minimizzare e dimenticare che di nemici terroristi si parla, di torneo di Tresette. Però col morto.
Ed allora via, comincio a far la solita polemica puntualizzazione, com'è ormai nella nostra consueta messa in scena, nel gioco delle parti che ormai, io e te, con altri, recitiamo qui.
E ti rispondo:
1 - La pretesa della fine di ogni religione, è un massimalismo che rivela un'intolleranza che non ha moltissimo da invidiare, come idea, a quella di chi vuole imporre la propria. Ed allora converrebbe ragionare in altri termini a far discrimine, visto che è complicato aver pretesa di avere quel che non si è disposti a concedere, come principio. Si potrebbe ragionare dunque così, correggendo le tue parole in "Non impareranno mai, solo l'estinzione totale, per sempre, di ogni idea, religione o ideologia o assenza di entrambe che sia, che ha pretesa violenta ed impositiva, metterà fine alla mattanza."
Ma come tu sai, estirpare quel ricorso alla violenza ed al desiderio prevaricatore nell'uomo, è faccenda vecchiotta, più o meno risale, vediamo.... dalla comparsa dell'uomo sulla faccia della Terra? Già, ben prima che si potesse parlare di religioni ed ideologie, l'uomo ha questa abitudine animalesca a cui, l'intelletto e la coscienza, validi strumenti per ridurre quegli istinti, dovrebbe dar risorsa e responsabilità per allontanarsi davvero dalla bestia, ma come puoi ben vedere prendendo un'enciclopedico riassunto della storia dell'umanità, è un percorso ancora ben lungo dall'esser completato. Ciò nonostante io sono solo apparentemente un pessimista, in realtà sono ottimistico riguardo all'uomo, anche se non può sembrare: è migliorato. Bravo, ma lentoooooooo.. come direbbe facilmente un maestro: "è bravo, intelligente, ma è distratto alle lezioni (della storia) e non si applica, non si esercita, potrebbe fare di più...".
Io, per esempio, talvolta ritengo che una strategia giusta e propedeutica all'attenzione, sarebbe cambiare di posto ai banchi, così da evitare capannelli sediziosi e pericolosi. Fai conto, se avessimo cambiato di banco gli Usa e non fossero stati lì a far casini con Saddam (e non è buona scusa che Khomeyni facesse altrettanto casino e guaio nella classe)...
Se avessimo cambiato di banco Usa a sussurrare e complottare con Omar Bin Laden al soldo della Cia...
Se avessimo spostato vicino alla cattedra isolati dal resto della classe degli italiani Mussolini, il fascismo o poi il comunismo a plaudire Stalin o Mao, o l'assassino falcemartellato degli anni di piombo con la sua continuità della resistenza rivoluzionaria brigadista e magari per tempo gli avessimo imposto figura di sostegno ma non quello plebiscitario o consensuale, quello riservato ai disabili che altrimenti non possono seguire o far seguire il programma...
Ecco, fossimo stati meno distratti, noi uomini...
ma non ci applichiamo e disturbiamo gli altri, un programma decente è sempre reso più difficile e lento..storia vecchia.
2 - Disturba morire, poi il motivo incide come aggravante, ma disturba morire e non solo per superstizioni. Fai conto, alle vittime del nazismo o del comunismo non tocca miglior sorte di chi crepa per superstizioni...
Anche io preferisco case popolari, ma i luoghi formativi ed educativi non sono solo scuole, ma anche Chiese e Moschee, è una richiesta legittima. Meno legittimo è che si usino scuole, Chiese, Moschee o sedi di partito per meditare violenza, persecuzione ed insomma, quello di cui si tratta e si teme.
3 - Hai ragione: governanti di ieri e di oggi, trasversalmente, fanno quel che dici, nella logica delle convenienze e della cura del proprio orticello. Accordi segreti coi peggiori criminali, in cambio di "mano libera" una sorta di salvacondotto, oppure affarucci finanziari ed imprenditoriali, cosette così.
Il fatto è che oggi, con il terrorismo e non con guerre "tradizionali" le dinamiche e le conseguenze cambiano e cambiano molto.
Fai conto, il nostro governo si può pure sforzare di prendere accordi con la Libia, pagare riscatti, finanziare i potentati criminali per aver sorta di "immunità" (che gli altri si arrangino e pazienza per l'etica), ma nulla impedisce che due coglioni come quelli arrestati orbitanti nel centro culturale islamico "pace" se ne sbattano di quell'accordo preso dietro i sipari dell'ufficialità, segretamente e basandosi sull'ufficialità, su quello che emerge pubblicamente, decidano che l'Italiano va ucciso, non merita di vivere, merita odio e vendetta. D'altra parte Al Qaeda se ne sbatte di accordi o denaro e traffici, ci vuole morti e dunque mette a disposizione nel suo appello mortale planetario, tutto il necessario per aver griffe, una sorta di franchaising per aver bollino di Al Qaeda anche non avendo diretto contatto: basta che tu servi la causa con il tuo odio, uccidendo, te lo diamo noi il riconoscimento, il diplomino, l'attestato d'esser degno della cultura della morte e dell'odio, vai tranquillo, tu uccidi come puoi e quanto puoi e automaticamente sari degno martire della causa della morte.
E così ecco che non serve più a molto che il nostro Governo faccia i suoi sporchi accordi di comodo, perchè niente è più sotto controllo in questa nuova realtà di oggi.
Se io volessi, potrei decidere di diventare sostenitore di Al Qaeda senza mai aver visto in faccia nemmeno un altro islamico solidale, un terrorista: mi faccio il mio bel progetto, mi studio le informazioni messe a disposizione sul web, faccio una strage e voilà, ho servito la causa tranquillamente, aldifuori di ogni sospetto. Oggi siamo a questo punto, roba da far accapponare la pelle e che dimostra che, effettivamente, la guerra preventiva non è che una necessità, visto che dai e dai, continuando quella ispirazione a far appelli, non è possibile difendersi davvero. Non è possibile perchè è materialmente, tecnicamente impossibile difendere ogni cittadino, ogni luogo di aggregazione (tutti i supermercati, tutte le scuole, tutte le fermate del bus o della metro o del treno, un tratto di strada affollato, ogni tratto dell'acquedotto, ogni condominio o attività) ed ai servizi segreti possiamo affidare gran parte della nostra sicurezza, fintanto che riescono ad aver fonti efficaci, ad intrufolarsi, a confondersi ecc, ma insomma, dai oggi dai domani, ogni tanto qualcosa sfugge da quella rete, non è che in una rete si debba aver pretesa che ci finisano tutti i pesci, qualcuno scappa ogni tanto. E quando scappa, ci scappano i morti.
Dunque non bastano gli aerei ed i contratti o direttamente il giroconto alla Libia, caro Claudio. E vuoi mettere la sicurezza? Sai dove? Non te lo dico, lascio immaginare...
Ma consoliamoci sulla nostra povera Patria, spesso bistrattata più di quanto già meriti: fanno così un po' tutti. Le Olimpiadi Cinesi sono esempio. Sappiamo che i patner della Cina, sono per esempio gli Usa, come quelli dell'Iran siamo noi. E pazienza se poi lì si uccide un bel po' di gente, per svariati motivi, si impicca, si espiantano organi da vendere a condannati a morte ancor vivi, ci sono campi di concentramento e di tortura come ai "bei" tempi in cui si combattevano i lager (ma oggi si chiamano laogai o gulag e voilà, cambiando colore, non indignano nessuno, ce ne dimentichiamo allegramente), la democrazia è offesa grandemente e quotidianamente ma che ce frega, più dell'etica a noi interessano le etichette, quelle che ci convengono.
Ha senso, per dire, far (giusta) condanna di Cuba per il regime illiberale e certamente non democratico e poi far affaracci con l'Arabia Saudita, fedele alleato degli stessi che sopra condannano? O con l'Irak fintanto che conviene (ed il fatto che la cosa poi ti scoppi tra le mani è un disgraziato imprevisto, secondo loro). Risulta che in Arabia Saudita governi libertà e democrazia degna di esser inclusa tra i fedeli alleati? Nel dubbio chiedere a cristiani. O donne..
Ed insomma, e su e giù, cosette così e tra una cosetta e l'altra milioni di morti, a volte in rate piccole mensili, a volte con la maxirata d'un botto, tra un attentato ed una torre o un palazzo che vien giù, o un bombardamento con bombe che pretenderemmo esser intelligenti e mirate (forse non si applicano e si distraggono pure loro per le cattive compagnie), tra un esecuzione capitale ed una tortura o un'ingiustizia, ecco che appare quella classe di intelligenti che però si distraggono, disturbano, non si applicano, che potrebbero far di meglio anche quando via via appaiono i migliori maestri che però non sono ascoltati, anzi, oltre che ignorati, uccisi, maltrattati, offesi (non c'è più religione), ecco Cristo che muore per noi e però c'è chi lo odia e lo rifarebbe volentieri oggi, ecco un Gandhi accoltellato perfin dalla sua gente, un Hindu (anche se di parrocchia diversa), ecco la tua storia, uomo distratto, viziato, assenteista, che preferisce la violenta occupazione alla buona novella, alla bella lezione in classe, eccoti lì che mentre dovresti ascoltare con la mente e con il cuore guardando il maestro della vita (di tutti), guardi con odio o invidia o insinuandoli i compagni di classe, organizzi un po' di consueto bullismo, qualche stupro per gradire e guai a dirtelo che vengono poi perfin i genitori a darti ragione, viziato nel tuo ruolo che sarebbe quello che potrebbe fare di più e di meglio, se stesse attento, si esercitasse, almen non disturbasse gli altri, magari nel dubbio di non riuscirci abbastanza bene, uccidendolo.
E' un mondo di integralisti ignoranti, capisco migliaia di anni fa, era ancora alle classi primarie ed elementari, non si può aver pretesa che capisse bene e studiasse tanto, ma ora, insomma, quell'esser ripetente e fermo sulla stessa, migliaia di anni, con l'alternarsi di buoni e pessimi insegnanti a complicar le cose, è una vera vergogna.
Ops, dimenticavo: e l'Alieno come se la cava? Credo appena appena sufficiente. Giusto perchè posso dire: io non uccido. E' un voto risicato che sembra migliore e rifulge di luce non propria solo perchè mi trovo in classe con bulli ignoranti, tutto qua. Potrei far di meglio, ma non è che abbia tutta questa voglia, in effetti..
Ma ora ti chiedo, a te come a Ivotto che scrive :
Questa confidenza inoltre mi porta a scambiare con loro impressioni ed esperienze sui nostri diversi cammini religiosi
Non solo
si è creata una confidenza tale per la quale si è sviluppata una fiduciosa confidenza nel condividere altri aspetti della vita
Credo insomma che solo l'apertura permette di agevolare il prossimo alla conoscenza dell'altrui spiritualità e magari allo sviluppo di un sentire comune
e anche se all'inizio questa apertura non è sempre all'insegna di una garantita reciprocità è bello aprirsi comunque all'altro, senza distinzioni o giudizi
credo -
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Tutto molto bello, romantico, che visione dolce. Peccato che però poi ci si imbatta, per dirne solo una, in una storia come quella di Hina Salem.
Che era aperta. Troppo aperta secondo la famiglia. Tanto che ha deciso di aprirla ancora di più, aprendole la gola.
Ed è aperta anche la madre che oggi piange la condanna del Padre che commosso, dice che voleva bene a quella figlia che ha ucciso. E non ucciso in quei cinque minuti in cui l'uomo sa perder controllo e poi magari dopo mai farebbe una cosa simile: ha ucciso premeditando viscidamente quella barbara uccisione di figlia, studiando bene le mosse perchè la vittima cadesse nella mortal trappola, reclutando volenterosi complici.
Le volevo bene - dice il padre assassino tagliagole.
Che culo. Pensa se le volevi male. Invece le volevi bene. Un bene da morì. Peccato lei e non tu, maledetto ignorante che non ha studiato nemmeno cosa significhi "amare", "voler bene", a figlie, alla vita.
Ma non diamoci troppe arie noi occidentali. Aldilà degli stati di necessarietà per cui dover far ricorso a soldati, la nostra cultura sa non esser proprio così diversa, anche noi con la bella idea che per "amore" si uccide la vita, in quei pietosi gesti, in quel volemose bene che uccide e commuove, tra aborti, eugenetica che però vorremmo non legati alla "superstizione", noooo, noi siam civili, la vogliamo cultura della morte civile davvero, eh, vuoi mettere? Tutt'altra cosa..
Peccato, tutta questa potenziale capacità di intelligenza (per motivare la morte amorevole), peccato così distratti dalle lezioni della vita...
Ogni bene a tutti.
Alieno
:
Ivotto in questo mondo di integralisti sei una mosca bianca.Più gente come te e i nemici di Alieno non esisterebbero,solo perchè non ce ne sarebbe bisogno.
Purtroppo non sono tutti come te,ci sono anche gli esagitati,i guerrieri di Dio,vecchi e nuovi crociati,pronti a scatenare mille guerre sante.Non impareranno mai,solo l'estinzione totale,per sempre,di ogni religione metterà fine alla mattanza.
Il problema grosso è che mentre prima si scannavano tra di loro,da un pò di tempo a questa parte si spara nel mucchio,e per noi religiosi negativi..cioè atei come il buon Ivan ci ha etichettato,disturba un pò morire per le superstizioni degli altri.
Dal mio punto di vista preferirei alle moschee delle case popolari o delle scuole,ma lo preferirei anche alle chiese,che così tanto spazio occupano,ma non è questo il paese che costruisce case per i poveri al posto delle chiese,quindi dico si anche alle moschee,tanto che mi frega?
Ad Alieno preoccupato per le cellule di AlQaeda che nascono insieme alle moschee(???)dico di non preoccuparsi,i governi italiani vecchi e nuovi,sanno bene come comportarsi con i terroristi,e non c'è da avere paura...al massimo ci costerà qualche viaggio aereo in Libia in più per trasferire i ricercati a spese dei cittadini..ma vuoi mettere la sicurezza??
Io vivo nel lavoro una grande via di Roma
sempre contornata di ragazzi senegalesi che cercano di vivere dei loro piccoli commerci
Loro mi chiamano con affetto "Ramadan"
perchè ogni volta che loro osservano rigorosamente questo digiuno io sono solito allietarli con qualche battuta affettuosa
Questa confidenza inoltre mi porta a scambiare con loro impressioni ed esperienze sui nostri diversi cammini religiosi
Non solo
si è creata una confidenza tale per la quale si è sviluppata una fiduciosa confidenza nel condividere altri aspetti della vita
Credo insomma che solo l'apertura permette di agevolare il prossimo alla conoscenza dell'altrui spiritualità e magari allo sviluppo di un sentire comune
e anche se all'inizio questa apertura non è sempre all'insegna di una garantita reciprocità è bello aprirsi comunque all'altro, senza distinzioni o giudizi
credo
E la politica ... nì.
E gli italiani.. mica tanto.
Sono fermamente convinto che sia decisivo nell'aver simili posizioni oggi, così come per mutarle domani, che la responsabilità sia proprio dell'Islam.
Quello fondamentalista che predica l'odio senza dubbio, ma fa il suo percorso, interesse, tende verso i suoi fini.
Ma anche di quello moderato che non è attivo nella condanna del primo, non abbastanza.
Avessimo fedeli islamici che scendono frequentemente in campo, in ogni forma (dal corteo alla manifestazione solidale, dalla costruzione di programmi educativi aperti e coraggiosi a prender distanze nella dura condanna dell'Islam feroce che odia Occidente, Italiani compresi), allora il discorso sarebbe un pò diverso.
Purtroppo, complici o corresponsabili, alcuni Occidentali che appoggiano ed esaltano quell'odio smisurato in quella recrudescenza di violenza a cui tutti assistiamo e magari perfin ignorano l'Islam che ha idea di integrazione, di tolleranza ben più accettabili.
Noi abbiamo una guida chiara della cattolicità che si espone nella condanna della violenza, quale che sia.
Non essendoci una guida univoca e chiara nell'Islam, è necessaria una coesione di quella poliedricità nella condanna dei fondamentalisti con la cultura dell'odio, della morte.
Insomma, muovete il culo, datevi da fare, se siete autentici in quella condanna o il dubbio è perfin legittimo e non bastano nè ogni tanto le citazioni alla parola "pace", nè iscriversi a circoli culturali che si titolano "pace", anzi, bisognerebbe meglio capire perchè appaiono quelle realtà, capaci di essere possibilità mimetica per gli odi che ispirano e coltivano.
Alieno
Da noi, anche se per finta, esistono regole democratiche. Per cui, sarebbe altamente illogico rispondere con la stessa moneta. Come a dire: da non non esiste la pena di morte, ma se un cittadino di uno Stato in cui tale pena non è stata abbrogata, commette un grave reato, in quel caso lo condanniamo alla pena capitale.
Insomma, un nonsenso giuridico, se non addirittura una stupidagine bella e buona!
In oltre, il vero ostacolo è presente solo in Arabia Saudita, ma che per gli islamici è territorio sacro. Come andare a chiedere di erigere una moschea in Vaticano!
Invece, le difficoltà che s'incontrano in altri Paesi islamici, sono soltanto dovute alla presenza di poveri idioti integralisti. Ma non dimentichiamo che, forse proprio in rispetto della reciprocità, abbiamo anche noi i nostri integralisti cattolici!
Bisognerebbe ricordare ai musulmani la reciprocità del diritto di culto per tutti, dal momento che dalle loro parti i diritti praticamente non esistono.
Il nostro disagio è che, in base alle nostre leggi, ogni manifestazione religiosa, anche negativa, cioè atea, è consentita, però vorremmo, quando siamo all'estero, poter pregare a modo nostro, in appositi luoghi di culto.
Diamo pure un prudente spazio alle moschee, ma insistiamo sulla reciprocità.
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alle 12:22
alessandra
la sicurezza si ottiene con l'integrazione dando pari diritti ed opportunità a tutti, in egual misura..in istruzione(che a voi è mancata!!!)lavoro ..sanità..professione del culto...pensiero etc..
cmq in molti paesi di religione mussulmana esistono chiese cristiane o copte(es: siria -egitto) ..sinagoghe tempi buddisti etccc...