Internet: Berlusconi dice di regolamentarlo....o censurarlo?
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 15:59 in Cronaca
La proposta arriva dal nostro Presidente del Consiglio, a margine della visita al polo tecnologico delle Poste di Roma.
Scrive il Corriere.
«Da gennaio sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20 - spiega il premier - e rappresenterà l'80% dell'economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale. Il G8 ha già come compito la regolazione dei mercati finanziari in tutte le nazioni; ho visto che per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune». Quindi annuncia: «Porteremo sul tavolo una proposta internazionale, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo». L'argomento secondo Berlusconi deve essere affrontato, ma non dalle Nazioni Unite (definite dal premier «pletoriche»). Nel g8 «invece si discute, ci si interfaccia e si arriva a soluzioni concrete che poi tutti i paesi si impegnano ad accettare». Secondo il premier l'Italia potrebbe rappresentare l'avanguardia per un intervento nel settore. «Queste tecnologie - ha concluso - sono il futuro per tutto il mondo».
Ma sarà davvero realizzabile e - prima ancora - auspicabile questa regolamentazione di internet?
C'è chi - come Vittorio Zambardino su Repubblica - rileva come di fatto internet sia già egolamentato.
Ovviamente ciò accade da parte della polizia di tutto il mondo e soprattutto contro i reati gravissimo quali il terrorismo ed il "traffico di uomini" sotto ogni specie esso sia.
Inoltre una sorta di controllo sarebbe realizzato anche in Italia, controllo tra l'altro non trasparente e del uale non si conoscono i parametri e neppure le motivazioni.
Ovviamente ben più complessa è la risposta alla nostra seconda domanda: la regolamentazione di internet è auspicabile?
La risposta non è semplice e come al solito richiede una profonda analisi e valutazione.
Se appare infatti auspicabile che internet non diventi un luogo di violenza, di delinquenza e di sfruttamento umano, la regolamentazione di internet apre anche scenari indubbi circa la censura delle informazioni libere che (proprio attraverso questo strumento) spesso riescono ad arrivarci, fuori dal mainstream dei media tradizionali.
Quanto c'è, ci si potrebbe chiedere, di "censura" alll'interno di una così vaga definizione di "regolamentazione"?
La domanda allora da farsi, forse in modo più equilibrato, è se si possa regolare la presenza di materiale illecito e fraudolento in Internet, senza impedire che Internet continui ad essere un ambiente libero di informazione e di relazione.
Questa a parre mio è "la questione", non tanto una vaga quanto dubbia "regolamentazione" internazionale.
Per il momento perciò attendiamo maggiori informazioni che fughino ogni dubbio su possibili censure preventive a danno di internet.
Attendiamo maggiori informazioni sperando che l'informazione faccia il suo mestiere, segnalandoci - appunto - ciò che accadrà in sede internazionale in merito a questa delicata questione....
Tag: Berlusconi, censura, cronaca, internet, riflessione







1. Liliana, Mercoledì 3 Dicembre 2008 ore 18:40
Io prima di commentare una semplice proposta, andrei a documentarmi sulle bestialità approvate dal governo Prodi in materia. E sono già legge! Speriamo che non vengano mai applicate!!!
Quanto alla regolamentazione...basterebbe chiedere l'opinione a qualunque commerciante elettronico per capire che è ormai indispensabile!!!
2. Fabrizio, Mercoledì 3 Dicembre 2008 ore 19:26
La regolamentazione di cui si blatera è assolutmente inutile per arginare i reati tirati in ballo. Non esiste un sito terrorismo.org con la tabella degli attentati previsti, i relativi orari, le generalità degli organizzatori e la mappa dei mezzi pubblici per arrivare in orario. Non esiste una comunità di pedofili su MySpace con il link per farsi contattare dalle giovani vittime. Le attività illecite sono nascoste, in quanto internet è già osservata dalle varie forze di polizia e non si sottrae alla legge.
Credo proprio che a far gola sia il controllo globale, il poter avere informazioni dettagliate sulla vita dei cittadini, sapere se Tizio frequenta i pornositi gay e se Caia scambia messaggini hot con un collega ammogliato. Ci sono molti casi in cui tutto ciò può tornare utile, e anche il semplice voyeurismo globale è un richiamo irresistibile per chi siede nella stanza dei bottoni.
Riguardo a quello che dice Liliana, ovvero della necessità di regolamentazione per il commercio elettronico, potrei anche essere d'accordo, visto che da un'indagine di Altroconsumo è risultato che solo DUE dei moltissimi siti presi in esame RISPETTANO LA LEGGE in termini di garanzia e diritto di recesso. Gli altri la violano apertamente, e lo dichiarano ai quattro venti nelle pagine delle loro condizioni di vendita, eppure nessuno fa niente. Credete che le associazioni di consumatori non si siano mai rivolte alla guardia di finanza o comunque alle autorità preposte, segnalando questi casi? Eppure zero assoluto: quando a subire un torto è il cittadino comune, siamo sempre nella solita, vecchia Italia feudale. Bello credere che la regolamentazione dell'informazione serva a tutelare noi! Me lo diceva giusto l'altr'anno quel tizio vestito di rosso, venuto con le renne a portarmi i regali...
3. morgan, Mercoledì 3 Dicembre 2008 ore 21:39
... a me il tizio vestito di rosso ha anche detto di aver trovato la maggior parte dei ragazzini a cui portava regali che guardavano siti porno!.. che ad esempio non sono per niente regolamentati a dovere e accessibili a tutti!... di fronte all'inerzia delle famiglie, in materia di controllo, è giusto che lo stato se ne lavi le mani?.. o questa generica "regolamentazione", che a priori mi sembra sia già stata targata come mera censura, potrebbe rivolgersi anche a questi aspetti?... aspettiamo prima di emettere sentenze...
4. Fabrizio, Giovedì 4 Dicembre 2008 ore 01:22
E cosa succede ai ragazzini, diventano ciechi? E prima di internet, nessuno ha mai maneggiato un giornaletto spinto assai prima di averne l'età legale?
Per me questo "problema" ed il rischio di una censura planetaria e di un controllo orwelliano sono proprio su due pianeti diversi. Certo che se per chiudere qualche sito porno tanti sono disposti ad accettare la censura preventiva da parte di personaggi di quanto meno dubbia moralità, la vedo piuttosto grigia.
5. Liliana, Giovedì 4 Dicembre 2008 ore 08:04
I ragazzini non diventano ciechi e lo stato non può (e non deve a parer mio) sostituire le famiglie nell'educazione dei figli, ma supportarle questo sì. E garantire e tutelare soprattutto!
E se qualcuno si è mai rivolto alla Polizia Postale per questioni inerenti la rete sa benissimo che, vuoi per mancanza di risorse, vuoi (soprattutto?!?) per mancanza di voglia, l'intervento si rivela nella migliore della ipotesi una farsa! Nella peggiore un danno!...anche in caso di palese, univoca ed oggettiva violazione della legge nessuno si muove per intaccare il potere dei colossi!
D'altronde anche volendosi mettere nei loro panni i problemi pratici a cui si va incontro sono infiniti, in primis quello della lingua... e qui ci si può ricollegare al discorso scuola...dove ai nostri figli alle elementari viene impartita un'ora alla settimana di inglese ed infinite ore di materie completamente inutili come immagine, laboratorio espressivo e simili.
Però resta il fatto che partire sparando a zero su una "proposta" che in realtà è stato un intermezzo buttato lì e sul quale non c'è assolutamente materia per discutere...mi sembra un po' tendenzioso!
6. antonio, Lunedì 8 Dicembre 2008 ore 07:55
Berlusconi non è l’unico a voler un maggiore controllo degli utenti della rete, anche nel Pd il senatore Ricardo Franco Levi sta proponendo attraverso un progetto di legge attualmente in discussione alla VII commissione cultura della Camera di obbligare i blogger ad iscriversi al registro dei comunicatori, con la possibilità di essere così perseguiti per i reati a mezzo stampa.
Se questo è il futuro che vogliono per la rete, una rete senza più libertà e con controlli sulle navigazioni di tutti gli utenti per venderci poi pubblicità più mirata, magari spacciandocela per una necessità dettata dalla guerra al terrorismo, allora sono sempre più favorevole all’ internet parallela, libera per davvero, lanciata dal Governo di Antarcticland www.antarcticland.it, che tra l’altro ha aperto un albo della stampa dove è possibile registrare gratuitamente i blog. Fra 10 anni ci controlleranno pure mentre andiamo in bagno magari per poi venderci integratori alimentari. Orwell fu davvero un profeta.