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Omosessuali e Vaticano: polemiche e strumentalizzazioni.

Martedì 2 Dicembre 2008, 09:05 in Cronaca di

Ho volutamente deciso di non  scrivere immediatamente circa la querelle (non nuova tra l'altro) tra il vaticano e l'UE circa la "questione" della depenalizzazione dell'omosessualità.

Non già per difficoltà ad esprimermi in materia ma per la delicatezza della questione, mista a quella solita voglia dei giornali di strumentalizzare e "rimodellare" qualsiasi tipo di informazione che arriva dal vaticano. 

La questione oviamente è complessa ma ci sono alcune cose che desidero chiarire, e manifestare, almeno a livello personale.

Come giustamente ricordava mons. Migliore, la Chiesa depreca ogni tipo di discriminazione nei confronti di tutti compresa quella nei confronti delle persone omosessuali.

Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea in modo forte (ma chissà come mai non lo si ricorda quasi mai) questa principio di rispetto e di tutela nei confronti di tutte le persone.

«Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un`altra». «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - afferma mons. Migliore - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».

E qui veniamo al dunque.

Il problema non è infatti di tipo morale nè di stretta attinenza ai diritti dell'uomo, ma di tipo politico.

Ha ricordato oggi ancora Padre Lombardi, portavoce del Papa: "Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo' riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo' venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''.

Il problema infatti è di porre mediaticamente sullo stesso piano la legislazione di ogni stato che non voglia ad esempio porre per quanto riguarda alcuni contratti (come quello matrimoniale, ad esempio) sullo stesso piano tutti gli orientamenti sessuali, e qualsiasi forma (sempre ovviamente non lecita) di discriminazione violenta e - purtroppo a volte - mortale.

Il Vaticano, ovviamente, cerca di sfuggire da questa equivalenza, che si viene naturalmente a creare quando le notizie delicate come queste vengono semplificate e frantumate nel "tritacarne" della stampa.

Posto allora il principio che un conto è la lotta alle discriminazioni, alle violenze ed alle tornure nei confronti delle persone omosessuali, ed un altro l'introduzione di principi giuridici che di fatto espropriano i singoli paesi della libertà di legiferare in merito, secondo i propri orientamenti politici, per quale motivo l'ONU non preme veramente sugli stati che ancora propongono queste forme di discriminazione, in modo efficace e veramente "forte"?

Perchè l'ONU non può combattere contro queste abominevoli discriminazioni (che in alcuni stati fanno anche morti)? Senza la paura di offendere chi gli offre il petrolio o mano d'opera a basso costo?

Gli strumenti per combattre quste discriminazioni e queste violnze ci sono già. I diritti umani, fino a prova contraria, valgono per tutti: omosessuali, cristiani perseguitati, minoranze religiose uccise e decimate, ecc...

Basta ovviamente avere la determinazione di imporre questo rispetto....

Altro che tutta sta caciara politica..... 

276
276 commenti
276
30 Giu 2010
alle 23:30

Giurista pensatore

ALIENO 275. <no, non manipolo, confermo che tu sei un farlocco e leggi farloccamente. Fai sparire dal processo Etico alla ricerca della verità intelligibile, i caratteri primari perché non accetti che, per quanto primari caratteri, appunto, partecipino a "caratterizzare" e dunque far emergere differenze. Anche di ruolo. E dunque li scavalchi a pié pari perché quella definizione a caratterizzarci sessualmente, non è utile strumentalmente alla tua difesa della tesi gay.> E io confermo che tu hai un'ideologia talebana, anche se non ne impieghi i mezzi violenti: il tuo assolutismo ideologico, la tua pretesa di sapere tutto, la tua arroganza sfrontata, la tua impudenza supponente sono tali che vieni a farmi il processo dietrologico alle intenzioni: <Non hai scritto dei caratteri primari perché non sono utili alla tua difesa della tesi gay>. Non sopporto chi fa lo gnorri in perfetta mala fede. Io ho parlato dei caratteri secondari perché sono quelli che distinguono il bambino, non ancora pronto per la sessualità, dall'adolescente, che può essere pronto o meno in base al suo percorso di maturazione psicologica, che comunque prescinde dal dato anagrafico della maggiore età (l'età del consenso è fissata a 14 anni; 13, quando la differenza d'età non supera i 3 anni). Quanto alla tua farneticazione imbecille che io farei sparire i caratteri primari per dar vantaggio alla tesi gay, lascio a te questi mezzucci idioti: io non ho affatto bisogno di fingere che l'uomo sia donna, o viceversa, per legittimare l'unione gay. Io la legittimo semplicemente riconoscendo che non c'è alcun male oggettivo nello scegliere come compagno una persona di eguale sesso, senza per questo misconoscere o cambiare il proprio. Fai una gran confusione fra gay e trans, a quanto pare. Perciò non ho bisogno di nascondere pene e vulva per giustificare l'omosessualità, perché io non considero la sessualità finalizzata soltanto alla riproduzione.

Commetti poi, dolosamente, fallacie argomentative, allorquando citi episodi scandalosi riconducibili all'omosessualità, insinuando che, a causa di questi eventi eccezionali, l'omosessualità in sé sia da biasimare. In particolare, se qualcuno propone la legalizzazione della pedofilia e, contemporaneamente, è gay, questo non significa che i due fenomeni sono collegati o che abbiano le stesse conseguenze: la pedofilia distrugge la vita dei bambini, l'omosessualità non fa male a nessuno, ma tu ti rifiuti ideologicamente di leggere questo dato oggettivo.

In ogni caso, mi sono stufato di discutere con te al riguardo. Per te la pratica omosessuale è un abominio, perché lo dicono le Scritture e perché lo diceva pure la scienza fino a 40 anni fa, e resterai di quest'opinione anche quando altri dieci milioni di scienziati avranno confermato le conclusioni più recenti (l'omosessualità come fisiologico orientamento sessuale). E non solo resterai di quest'opinione, ma inoltre pretenderai che vi si uniformino anche i gay - che considerano carta straccia le Scritture e hanno fiducia nella scienza moderna - facendo ostruzionismo legale col tuo voto democratico. Padrone di farlo, resta pure arroccato sul tuo oscurantismo retrogrado e liberticida (che fortunatamente sarà spazzato via molto presto dalla storia del progresso civile e conoscitivo dell'uomo), ma questo dialogo è sterile e non ha più ragion d'essere. Auguri vivissimi e salutami il papa quando lo incontrerai nelle tue visite di sottomissione quotidiana alla Sede Apostolica.

Giurista pensatore.

275
30 Giu 2010
alle 21:54

Alieno

Giurista, al 272:

no, non manipolo, confermo che tu sei un farlocco e leggi farloccamente.

Fai sparire dal processo Etico alla ricerca della verità intelligibile, i caratteri primari perché non accetti che, per quanto primari caratteri, appunto, partecipino a "caratterizzare" e dunque far emergere differenze. Anche di ruolo.

E dunque li scavalchi a pié pari perché quella definizione a caratterizzarci sessualmente, non è utile strumentalmente alla tua difesa della tesi gay.

Perchè è come dici tu, non compaiono a 12 anni.

C'è già una caratterizzazione primaria dunque, semmai sarà la sessualità che si dovrà definire coerentemente con quella caratterizzazione primaria ed invece, può incontrare ostacoli, confusione, deviazione ed inversione, come postulava appunto anche Freud riguardo agli "invertiti" sessuali.

Non pretendo che l'analisi con criterio scientifico compiuta da Freud debba essere data per buona acriticamente, ci mancherebbe poi lo facessi io che avverso i dogmi scientifici per fare dello strumento scienza, un culto, una pseudoreligione (uno scientismo), e del resto, mi oppongo nel dialogo alla tesi del primato assoluto e soverchiante della razionalità (iper-razionalismo).

Detto questo, Freud con la psicanalisi distingue vari stadi della sessualità:

1) ORALE: è la prima ed il bambino trae piacere dal capezzolo della madre.

2) Sadico-Anale: è la seconda, dove il bambino sperimenta piacere nell'escrezione delle proprie feci. Attività che  ricorda da vicino l'incontinenza dialettica di Civis, che trae piacere nel scrivere continuamente come "merda-shopping", in modo ridondante, inutile ai fini del discorso del dialogo e ben sapendo che quell'attività non è molto gradita, ma lui trae piacere così, ostaggio inconsciamente di questa fase, non è riuscito ancora ad elaborarla adeguatamente.

3) E' quella fallica, in cui l'adolescente pratica autoerotismo.

4) E' la fase ultima, in cui il percorso ha maturato un individuo adulto, se non ha incontrato ostacoli a deviarlo o bloccarlo ed in cui l'uomo ha rapporti sessuali con il sesso opposto.

Freud spiega che si è "normali" per convenzione e che però, a parte questo, è possibile avere dei traumi, dei complessi non elaborati e risolti (per esempio il complesso di Edipo o il quasi corrispettivo femminile, il complesso di Elettra).

L'essere omosessuale è causato dal fatto che nella terza fase, quella che insomma, se superata in un percorso senza traumi ed incidenti di percorso, conduce alla quarta di uomo adulto, maturo, si pensa al proprio sesso nell'autoerotismo.

Mentre per il feticismo, altra forma di inversione, Freud rintraccia il percorso di un bambino che non si convince che la donna è semza pene e vede peni ovunque.

La psicanalisi è in sé, sostanzialmente, un percorso, un metodo di cura contro le nevrosi. Perché sia possibile, l'individuo afflitto dalla psicopatologia fa un compromesso con il suo medico al fine di essere guarito, per cui si lascia andare per sciogliere le resistenze dell'IO e far emergere l'Incoscio, che sono secondo Freud, in perenne conflitto, ma far emergere l'inconscio, contribuisce a far guarire il malato.

In sostanza, Freud, per arrivare a postulare i criteri scientifici e la stessa psicanalisi, aveva lavorato tanti anni sui malati e nel farsi delle domande adeguate, individuò che ciò che fa la differenza tra un malato (non un criminale, non un essere delinquenziale eh) ed uno sano, è una questione di

istinti e di equilibrio tra questi, Io e Super-Io.

E' per questo che la psicanalisi scientifica riteneva l'omosessualità un disordine, una psicopatologia ed è per questo che quella lurida operazione ideologica, è andata proprio lì ad intervenire, rimuovendo lo scomodo ostacolo per poter promuovere l'omosessualità: si è imposto che lo "squilibrio", in realtà non lo fosse e l'equilibrio potesse essere e dovesse essere lo stesso squilibrio.

Dunque ego-distonia, basta convincere il paziente che deve accettarsi così e sentirsi equilibrato così, come uno che ha compiuto senza traumi o complessi il percorso di maturità e di strutturazione identitaria (anche dell'identità sessuale).

E così è stata tolta anche la possibilità di curare pazienti, perché improvvisamente si è culturalmente-ideologicamente imposto che non ci sono pazienti, né nulla da curare.

Così non è più il paziente che accetta per guarire un compromesso con il suo medico per guarire, ma è il medico che deve subire un compromesso per aiutare il paziente a non guarire e stare bene lo stesso.

L'esatto opposto insomma.

Oggi poi, quella lurida operazione ideologica che è entrata di prepotenza nel criterio scientifico, sfruttando la spinta della rivoluzione culturale della cultura "senza padri" (Freud compreso), lurida ma abile e capace strategia, è riuscita anche a ribaltare ulteriormente i contenuti (anche di un percorso di ricerca della verità "scientifica") e paradossalmente,

chi osa dire che l'omosessualità è un disordine, un percorso di maturità traumatizzato o deviato, invertito se si vuole usare la terminologia freudiana, è lui stesso che viene considerato malato e da curare, per esempio inventandosi che è "omofobo", che non ha alcun senso di essere, ma pregiudizialmente è imputata a chi non ha visto ragionevolezza nel dettato ideologico gay e sessantottardo della cultura folle "senza padri" e del "vietato vietare", non ha trovato argomento, solo una spinta ideologica che poi è diventato conformismo, ma si trova paradossalmente l'etichetta di omofobo.

Che è un po' come dire ad una persona che non crede che sia utile promuovere il diabete o la ciliachia, che è diabetofobo o ciliacofobo. E magari aggiungendo che è razzista, che gli fanno schifo diabetici e ciliaci, perché spesso il conformismo, intollerante quanto è delirante nella propria proposta ideologica-culturale, va in automatico con simili farloccate e così, dire che un omosessuale si può curare, l'automatismo del farlocco delirio conformista lo arricchisce di questi automatismi: omofobo, razzista, ti fanno schifo gli omosessuali, li vuoi morti.. eccetera delirando.

Dunque, non è esattamente come dici tu, è una tua teoria che i bambini non abbiano in qualche modo, una sorta di libido. Sarebbe meglio dire che non è una libido vero e propria, definita, organizzata, equilibrata, è primordiale e non può certo essere equiparata alla libido sessuale dell'adulto maturo.

Devono ancora farlo un percorso, ma non è questo il punto coerente in cui eticamente sottrarli dall'essere oggetto di riferimento sessuale, perché appunto non sono ancora strutturati e devono compierlo un percorso di maturità.

Anche l'omosessualità è una condizione di "immaturità" sessuale. Ed è l'ideologia gay a promuovere l'immaturità.

Ma anche la pederastia è un percorso in cui rintracciare qualcosa che è andato storto.

Sarà bene ricordare alcuni fatti poco raccontati.

Il 19 Marzo del 1985, proprio nel giorno della "festa del papà", il quotidiano di sinistra Repubblica pubblica un'intervista ad un giovane ma già promettente 26enne, un giovane ambizioso che ha già fatto carriera a 26 anni, tra le giovani promesse della Fgci, cioè la

Federazione dei Giovani Comunisti Italiani, nella quale era stato appena eletto membro della segreteria nazionale di quel "vivaio" del Pci. Repubblica lo intervista perché oltre ad essere un giovane promettente, ha una particolarità: è un gay dichiarato.

Si chiama Nichi Vendola, poi passato a rifondazione comunista eccetera.

Repubblica lo intervista ed il titolo infatti è questo:

"Il gay della Fgci". E' il primo dirigente comunista a dichiararsi gay. Nell'intervista a Repubblica si ripercorre la storia del Partito Comunista e di come il tema dei gay, abbia faticato ad affermarsi (oggi è uno dei temi dominanti e prioritari ed infatti, dinanzi a questa affermazione ideologica di primato dei temi gay, molti proletari comunisti con questioni per loro più prioritarie, come i diritti dei lavoratori, la stessa questione lavoro, l'economia ecc, sono scappati ovunque, Lega inclusa) e fin qui insomma, intervista tranquilla e scontata: la giovane promessa dei comunisti che è anche gay dichiarato, è normale sviluppi quella traccia.

Ma quasi alla fine dell'intervista di Repubblica si trova una frase strana di Nichi Vendola il comunista gay allora 26enne, infatti dice:

"Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro o con adulti tema ancora più scabroso e trattarne con chi la sessualità l'ha vista sempre in funzione della famiglia e della procreazione."

Senza che ci possa essere difficoltà a comprendere a chi corrisponda la parte che rende difficile quella proposta e quel parlare del diritto dei bambini a vivere la loro sessualità tra loro o tra adulti,

è la Chiesa. Già, chi altri potrebbe essere quello che per Nichi è a vedere da sempre, la sessualità in funzione della famiglia e della procreazione? Ma Nichi è all'avanguardia, altro che l'oscurantismo della Chiesa con la sua etica sessuale, per cui lasciare i bambini in pace senza simili discorsi.

Ripeto ciò che spiega il gay comunista allora giovanissimo, Nichi Vendola:

«diritto dei bambini ad avere una sessualità tra loro o con gli adulti»

Letteralmente così e non è che ci sia da scervellarsi per comprendere delle paroli, purtroppo, chiarissime.

In realtà, ciò che Nichi Vendola disse, è ciò che si trova e vuole essere promosso in ogni sito di pedofilia culturale che si rispetti (si fa per dire, perché io non li rispetto davvero simili promozioni).

La tesi, per loro, sarebbe questa:

1) Nei bambini la sessualità si sviluppa molto prima di quanto non si creda. Si ipotizza come minimo, intorno ai 10-11 anni.

A quel punto, diventa lecito secondo questa orrenda proposta proiettata ingordamente verso la sessualità infantile, a considerare sessualmente i bambini alla pari degli adulti.

E naturalmente, parlandone con coraggio illuminato, culturalmente, a dispetto di chi ha sempre visto la sessualità in funzione della famiglia e della procreazione, come la Chiesa.

Non è tutto: quell'intervista di Repubblica, fatto davvero allarmante, non suscita nemmeno indignazione, sconcerto, macché. Eppure è un quotidiano nazionale Repubblica ed allora assai più letto di oggi (oggi giustamente non pochi l'hanno mandato a cagare e non bastasse, la crisi investe tutto il comparto editoria da tempo con la concorrenza continua di altri media, tv, net, in cui l'offerta è infinita ecc.).

Ma non c'è reazione alle dichiarazioni della giovane promessa del comunismo gay come si potrebbe pensare, sarebbe se fosse la Chiesa o un giovane di destra a dire cosa simile.

Qualche blanda reazione nei giorni successivi, ma nient'altro.

Richiamato in causa successivamente ed essendo avvenuto qualcosa di molto diverso in relazione ai temi di pedofilia (siti di orgoglio gay condannati moralmente, sensibilizzazione ed indignazione di progetti culturali pedofili e perfino isteria collettiva a vedere pedofilia ovunque anche dove non c'é, pregiudizialmente), aggiusta il tiro così il Nichi:

"il mio discorso era aun altro. Ripeto: riportò male le mie parole, io parlavo di libertà sessuale, mica di pedofilia" perché "avere rapporti con i bambini è unapatologia".

Insomma, il classico comunista che poi si dissocia. Però, nonostante la rettifica, la rivista sinistra "Nuova Solidarietà" nel numero del 6 Maggio 1985 (a pagina 4) riporta la stessa frase.

Stavolta non è Repubblica e però l'articolo cita Vendola così:

«diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti sessuali con gli adulti».

E questa frase l'avrebbe, secondo la rivista, pronunciata durante l'assemblea dei militanti della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani, nel 1985, quando insomma è l'anno che per tanta avanguardia di pensiero e cultura, viene promosso membro della segreteria nazionale del vivaio comunista.

Ma non è tutto qui. Se ne ricorda anche qualcun altro di Vendola, il gay comunista.

Si tratta del sito danese pedofilo, il Danish Pedophile Association, una delle più grandi organizzazioni che promuovono la pedofilia internazionalmente che secondo moltissimi, hanno una succursale-redazione del sito a Bergamo.

Qui si racconta l'episodio per intero e dunque siamo già a 3 fonti, cito testualmente cosa scrisse il sito pedofilo:

«Nichi Vendola faceva il militante alla federazione giovanile comunista. Un giorno dovevano eleggere il segretario nuovo e presero proprio lui; allora egli andò a dire a tutti i presenti ? militanti e anche giornalisti ? che non è tanto facile discutere nel suo partito del diritto dei bambini ad avere una propria sessualità. E disse pure che è ancora più difficile una cosa, parlare delle relazioni fra bambini e adulti come se fosse un argomento come un altro. Insomma era davvero faticoso».

Tre fonti che legittimano il pensiero che il giornalista di Repubblica era innocente ed aveva semplicemente riportato le parole di Vendola.

Ora si comprende che quando devo leggere da qualche militante del branco odiologico fanatico, che siamo governati da pedofili, non posso non pensare a quanto sia farlocco e vedere il successone di Vendola che molti vedono il futuro alternativo a Berlusconi e che piace tanto anche al Pd, almeno alla sua base, compresa quella che è patologicamente asservita all'odiologia militante no-Vat ed anticattolica, volendo magari i preti la priorità di cui occuparsi ed endemicamente pedofili come dice coerentemente con quella base, un Civis nel blog più d'una volta (e coerentemente volendo far ridere con la satira in stile neo-nazi tipo Priest-Off).

Non si sopportano i farlocchi quando sono così farlocchi, occorre un'enorme sforzo di volontà e di pazienza per far finta che la propria ragione possa dialogare con quei farlocchi.

Certo, dopo 16 anni è giusto che uno abbia possibilità di cambiare opinione, soprattutto se aveva torto marcio. Ma il comunista preferisce dissociarsi, non ammettere le sue responsabilità (oppure si consente il lusso di fare autocritica, ma non accetta e tollera che la stessa critica possano farla gli altri perché allora sclerano di brutto e si arrabbiano tanto tanto). Ma in genere si dissocia. Un po' come Veltroni, che ha una lunga storia di comizi nel Pci, anche citando Lenin e poi da qualche anno dicendoci che lui, non è mai stato comunista. :-)))

Dei farlocchi impenitenti.

Ma veniamo a tempi più recenti: anno fatidico perché è il 1996 e nascono i cardini ed i pilastri del culto dell'odiologia dell'antiberlusconista. Che oggi, appunto, i devoti di quel culto vogliono appunto, presidente del Consiglio di quel governo che sarebbe, secondo questi fanatici senza ragione ed onestà, pedofilo.

Siamo nel 1996, dicevo e viene presentata in Parlamento una proposta di Legge (n. 2551) dove si chiede di modificare la Legge precedente del 25 Giugno 1993 "in materia di discriminazione", in pratica proponendo di estendere le norme anti-discriminatorie già presenti e vigenti per razza, etnia, nazionalità e religione a "orientamento sessuale".

Un passaggio che però, è pericoloso per il messaggio. Non a caso si scatenò una feroce polemica sulla definizione "orientamento sessuale" ed un parlamentare di An lo disse schiettamente che in questo modo, si finisce per legalizzare la pedofilia.

E chi era il firmatario di questa proposta di Legge?

Nichi Vendola, il giovane comunista gay.

Che simpatizzano con le tesi radicali, quando sono sia comunisti che gay (vedi la Bonino, icona per la sinistra come dei radicali e naturalmente per i gay, non solo Nichi).

Nel 1998, per esempio, Giacinto Pannella promuove un convegno dei radicali sul tema: "Pedofilia e Internet".

Dove si spiega che "al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale" la pedofilia "non può essere considerata un reato".

Cioé la pedofilia è "un orientamento sessuale". Cioè in coerenza con il tentativo di Nichi Vendola di proporre legge anti-discriminazione estesa all'"orientamento sessuale".

L'odiologia anticattolica è cieca e non accetta nemmeno la trasversalità della piaga della pedofilia. Si vuole con propaganda martellante (i media fanno un bel lavoro in questa progettualità) creare l'equazione Chiesa=Pedofilia.

Poi se Bertone si azzarda a rintracciare una relazione tra omosessualità e pedofilia (solo relazione, mica equazione di eguaglianza), gli stessi gli vomitano addosso di tutto ed i media, naturalmente, si prestano anche a questa parte della reazione di propaganda.

Eppure, le pagine nere non mancano. Lo ricorda un affiliato dell'associazione gay.it proprio in un tentativo di riportare lucidità ed onestà critica nel movimento in occasione delle manifestazioni delle associazioni gay in Piazza contro Bertone. E la pedofilia.

I gruppi-associazioni lgbt (c'è praticamente tutto nell'acronimo) che scenderanno in piazza contro la Chiesa saranno ben 7 sigle (il 24 Aprile).

Ma un affiliato del movimento, forse più lucido, ricorda come ciò può essere un darsi la zappa sui piedi.

Ecco cosa scrive:

Se ti fai un giro su google trovi un po' di materiale che ti potrà aiutare a capire di più. Del resto della vicenda si sa ben poco. Anzi io invito i giornalisti di gay.it e lo stesso Dall'Orto a fornirci notizie di prima mano sull'esito di tutti i gradi del giudizio in questione. Il silenzio che è calato su questo evento mi inquieta non poco, perchè in buona sostanza è lo stesso che ha praticato finora la Chiesa. Comunque in buona sostanza Vallini viene riconosciuto come ideologo e sostenitore di un'associazione che inneggiava alla pedofilia e per questo condannato. La sua collaborazione ad un giornale gay quale Babilonia, all'epoca considerato l'organo politico e d'informazione del movimento gay italiano, fece scoppiare lo scandalo. Grillini se la diede a gambe lasciando da soli quelli di Babilonia a cuocersi nel loro brodo. Basta farsi un giro sui motori di ricerca per accorgersi come oramai l'onta cadutaci addosso sia divenuta indelebile (ci sono dei siti antipedofili che riportano stabilmente la notizia) proprio perchè non coinvolge soltanto dei pedofili ma anche degli omosessuali appartenenti all' establishment del movimento che,in un modo o nell'altro, in tutta questa triste vicenda, non hanno condannato - inequivocabilmente - la pedofilia.

Ancora:

UN'ALTRA PAGINA NERA nella STORIA del MOVIMENTO GAY ITALIANO che è inutile cercare di insabbiare Cronologia Gay di Massimo 1993 Luglio, 13. Francesco Vallini, fondatore del Gruppo P, viene arrestato per aver creato un'associazione a delinquere finalizzata allo stupro dei bambini. Insieme a lui finiscono in carcere altri dieci uomini. L'Arci Gay, dimentica delle persecuzioni subite per secoli dai gay con le stesse motivazioni con le quali oggi si perseguitano i pedofili, vieta perfino che al Querelle di Milano si tenga una conferenza stampa per «parlare» dell'argomento! Babilonia definisce «una buffonata» la definizione che l'Arci gay si è «pomposamente» attribuita, di «movimento per le libertà civili». tra gli 11 arrestati un giornalista di Babilonia, un insegnante e un infermiere dell' ospedale di Monza il " gruppo P " reclutava i bambini organizzazione internazionale cercava minori da inviare a Milano, Firenze, Trieste. " vai in Vietnam, li' si concedono per poco " : ecco come funzionava il giro dei pedofili. sono finiti in manette con accuse gravissime Vallini Francesco 26 anni, Rioult Andree 67 anni, Lanza Giorgio 39 anni, Rossi Luca 25 anni, Barbaro Salvatore 38 anni, Fusco Giovanni 25 anni e Tidu Massimo 30 anni ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ Tra gli undici arrestati un giornalista di Babilonia, un insegnante e un infermiere dell' ospedale di Monza TITOLO: Il "gruppo P" reclutava i bambini Organizzazione internazionale cercava minori da inviare a Milano, Firenze, Trieste "Vai in Vietnam, li' si concedono per poco": ecco come funzionava il giro dei pedofili - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - MILANO . C' era un' organizzazione segreta che forniva foto pornografiche, videocassette e soprattutto bambini in carne e ossa alle depravazioni dei pedofili. Una rete clandestina chiamata Gruppo P, estesa in tutta Italia e collegata a associazioni analoghe di Stati Uniti, Europa e Asia. Gli investigatori della squadra mobile di Milano l' hanno scoperta indagando sulla morte di Simone Allegretti, il bimbo di 4 anni violentato e ucciso a Foligno. In carcere sono finite 11 persone incensurate tra i 23 e i 68 anni. Ci sono un infermiere del reparto di psichiatria infantile dell' ospedale di Monza, il giornalista pubblicista di un mensile per omosessuali, un insegnante di Messina, un dipendente dell' Alitalia a Roma, oltre a imprenditori, operai e impiegati. Il giudice per le indagini preliminari Silvana D' Antona aveva firmato 12 ordini di arresto. Uno solo non e' stato ancora eseguito, quello che riguarda l' ingegnere francese in pensione Andre' e Godefroi Rioult, 67 anni, rifugiato nella sua casa vicino a Manila, nelle Filippine. Per tutti l' accusa e' di associazione per delinquere finalizzata a violenza carnale su minori, atti di libidine violenti e corruzione di minorenni. Ai nomi degli arrestati, si aggiunge l' elenco degli indagati a piede libero, 47 in Italia e 58 sparsi nel mondo. E dei cinque pedofili, appartenenti al giro, che pero' erano gia' stati ammanettati in primavera a Milano, Firenze e Trieste, per altri episodi di violenza sui minori. Secondo il sostituto procuratore Daniela Borgonovo che sta curando l' inchiesta, erano tutti collegati a Gruppo P. Una ragnatela, in buona parte ancora da scoprire, che potrebbe anche portare all' assassino del piccolo Simone. Gli arresti sono stati eseguiti l' altro ieri all' alba e sono stati rivelati soltanto ieri mattina dal capo della squadra mobile, Nino D' Amato, e dal commissario Paolo Gropuzzo. Un' inchiesta molto delicata. Sono state sequestrate migliaia di fotografie, riviste, videocassette prodotte in Europa e in Italia, video fatti in casa, agende con indirizzi. E mutandine, agghiaccianti souvenir di tanti incontri insani. Attraverso foto e video, gli agenti sono riusciti a risalire a una decina di bimbi tra i 9 e i 12 anni. Poi pero' soltanto quattro hanno ammesso quello che era successo. Gli altri hanno negato, forse per paura. A testimoniare l' attivita' dell' organizzazione, restano comunque le immagini e le telefonate intercettate in cui i pedofili si vantavano delle avventure, scambiavano indicazioni su come e dove avvicinare i piu' piccoli, e davano consigli del tipo: "Non andare nelle Filippine, vai in Vietnam perche' li' i bambini si concedono per poco". "L' operazione . spiega D' Amato . e' una novita' da un punto di vista giudiziario, perche' per la prima volta la magistratura ha riconosciuto un' associazione a delinquere di questo genere". Dopo l' omicidio a Foligno, gli investigatori si misero a cercare negli archivi i nomi di chi era gia' stato denunciato o arrestato per reati sui minori. Emerse cosi' una prima mappa della pedofilia a Milano. E qualche giorno dopo l' ispettore Luigi Palermo fece la scoperta piu' importante. Torno' in questura con una copia di un volantino statuto del Gruppo P, fondato nel novembre ' 89, che si presenta cosi' : "Nasce anche in Italia un movimento politico di amanti dei bambini". I pedinamenti, le intercettazioni telefoniche e le perquisizioni hanno poi fatto scoprire i fondatori e i principali collaboratori, cioe' i 12 pedofili contro cui il giudice ha firmato gli ordini di arresto. Presidente era Francesco Vallini, 26 anni, di Cinisello Balsamo alle porte di Milano, giornalista della rivista per gay "Babilonia". Secondo la polizia, Vallini era praticamente l' alter ego degli altri due fondatori: Andre' e Rioult, l' ingegnere latitante, e Giorgio Lanza, 39 anni, arrestato in aprile per aver "avvicinato" in una piscina alcuni bambini di Cormano, nel Milanese. Poi c' era l' infermiere di Monza, Luca Rossi, 25 anni; l' insegnante di Messina, Salvatore Barbaro, 38; il dipendente romano dell' Alitalia, Giovanni Fusco, 25; e l' allenatore di una squadra di calciatori "pulcini", Massimo Tidu, 30, di Monserrato in Sardegna. Uomini che con gli altri pedofili arrestati mantenevano i contatti tra gli affiliati in Italia e all' estero, avvicinavano i bambini all' uscita di scuole, oratori e luna park, proponendo passeggiate, gite e, alla fine, l' incontro vero e proprio. Gruppo P aveva anche il suo periodico, il "Corriere dei pedofili", a cui venivano allegate copie della rivista americana del Nambla, l' associazione per l' amore tra uomini e ragazzi. La redazione di Babilonia, smentendo ieri sera che l' organizzazione fosse clandestina, ha difeso cosi' il suo giornalista arrestato: "Si puo' essere in disaccordo sulle affermazioni dei pedofili, ma non si puo' negare alle minoranze il diritto ad esprimere idee diverse". Fabrizio Gatti Gatti Fabrizio Pagina 17 (15 luglio 1993) - Corriere della Sera Nell'aprile '93 la polizia perquisì la casa di Vallini e la sede di Babilonia., e tre mesi dopo arrestò Vallini e gli altri membri del Gruppo P per "associazione a delinquere" e per presunti rapporti sessuali con minori. D'un colpo riemersero tutti i collegamenti arbitrari stabiliti anni prima per la montatura Andraghetti. La redazione di Babilonia protestò vivamente e definì Vallini un "prigioniero politico". Dopo più di un anno di custodia cautelare a S.Vittore, in condizioni di malsanìa e sovraffollamento, Vallini intraprese uno sciopero della fame e dovette essere ricoverato in ospedale. Finalmente, dopo quasi due anni di carcere preventivo, vi fu un rinvio a giudizio. Vallini fu prosciolto dalle accuse di violenza sessuale ma condannato per l'accusa di associazione a delinquere, sulla base della sua attività di coordinamento del Gruppo P. Nell'estate '95 ottenne la libertà vigilata, e tornò a lavorare a Babilonia. ECCO L'IMPORTANZA DELLA MANIFESTAZIONE MA PURTROPPO... e anche se per un soffio... NEANCHE LA DATA HANNO AZZECCATO! Per non dimenticare i bambini che, fino ad ora, sono scomparsi ed uccisi, dal 25 Aprile fino alla prima domenica di Maggio, Meter promuove da 11 anni la GIORNATA DEI BAMBINI VITTIME della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza (GMBV). Fino ad ora alla GMBV hanno aderito, tra i tanti singoli ed associazioni in tutta Italia e dall’estero (Belgio, Francia) anche la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, il Ministero delle Comunicazioni, la Caritas Italiana, Vescovi, sacerdoti, e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un consiglio agli organizzatori : o cambiate la data della manifestazione e vi inserite nella settimana GMVB, oppure modificate il comunicato stampa facendo riferimento alla GMBV

(fonte sito gay.it al link

gay.it/channel/attualita/29653/Associazioni-gay-in-piazza-contro-Bertone-e-pedofilia.html)

Poi c'é Aldo Busi..

poi altre icone della cultura gay, radicale, sinistra che meriterebbero forse, di essere un attimo raccontate per correggere le storture del conformismo odiologico.

Perché la semplificazione, banalizzazione quando si affronta ogni tema, che diventa "pretesto" dei farlocchi, si fa fatica a sopportarli sempre in silenzio,

perciò viene voglia di raccontare ciò che si nasconde, distraendo con i bersagli che la propaganda odiologica e mediatica, inocula continuamente nelle coscienze, operando un condizionamento notevole in quella coscienza pubblica.

A.

274
29 Giu 2010
alle 20:48

salvatore

Se poi il motivo della raccomandazione, del mio 273, ad andare... non fosse abbastanza chiaro, si vada a leggere

al mio 12 --- > Fine vita: sentenza del Tar del Lazio, ambigua e curiosa

273
29 Giu 2010
alle 16:49

salvatore

Giurista 272, chiaro, semplicemente logico e simpaticamente esplicito:

<I gay adulti che vogliono costruire una vita insieme non devono chiedere permesso all'Alieno il Censore, anzi sono perfettamente legittimati a mandarti a fancu-lo, visto che la tua idea non vale più di quella degli altri, specie a casa degli altri e per le scelte degli altri.>

Lo stesso vale per chi vuole decidere da sè se accettare o meno le cure persecutorie di idratazione ed alimentazione forzata, senza che nessuno ci possa mettere il becco...

Vale esattamente lo stesso invito ai censori ad andare <a fancu-lo>.

Salute e fratellanza

272
27 Giu 2010
alle 01:22

Giurista pensatore

ALIENO 269/70. <intanto mi meraviglio che tu abbia già fatto sparire dalla riflessione i caratteri sessuali primari e mi pare che questo si collochi in un tuo non voler suggerire delle considerazioni specifiche in merito alla questione omosessuale...> No, pagliaccio aduso a manipolare l'altrui pensiero per screditarlo. Menziono i caratteri secondari perché i primari ci sono fin dalla nascita, o vuoi farmi credere che a te il pisellino è comparso a 12 anni, furbone?

I bambini non fanno sesso perché manca loro la libidine, l'istinto, la voglia di farlo. Piantala con le solite e fanatiche filippiche contro la cultura delirante, relativista, egoista e consumista, che serve solo a far propaganda. I bambini sono oggettivamente inadatti al sesso e, comunque, non lo cercano, non lo desiderano. I gay adulti che vogliono costruire una vita insieme non devono chiedere permesso all'Alieno il Censore, anzi sono perfettamente legittimati a mandarti a fancu-lo, visto che la tua idea non vale più di quella degli altri, specie a casa degli altri e per le scelte degli altri.

<Allora ripetimi, adesso: per quale motivo logicamente coerente, tu non bocci la proposta gay, però sei contrario all'adozione di figli per i gay?> Io te lo ripeto, ma tu aggravi la tua candidatura a jolly delle carte da gioco, perché te l'avrò scritto almeno VENTI volte. I figli sono terzi ed hanno propri diritti: i genitori non possono disporne come se fossero mobilio, i genitori non possono usarli per soddisfare i propri egoismi, i genitori non hanno diritti su di loro. Tolti i figli, la coppia può fare al proprio interno quel che vuole, perché non offende nessun terzo. Chiaro? TERZO, TERZO, TERZO! Ficcati in testa questa parola chiave e smettila di seccarmi con domande già in avanzato stato di decomposizione.

Giurista pensatore.

271
26 Giu 2010
alle 21:19

civis romanus sum

Giurista 268. Finiamola con questa barzelletta medievale che il sesso è una cosa orrida e turpe, da scansare come la peste: non fa più ridere nessuno, a parte i polli.

Il fatto è che i polli sono ancora tanti ;)

E allevati tutti in batteria cattolica come questo appena di sopra, chiocciano da polli ancora divertiti di questa barzelletta di sacrestia .

Ma parlando di polli cristiani mi sovviene ciò che diceva Adriano Imperator romano, al loro proposito scrivendo di Alessandria:

Non vi è alcun prete cristiano che non sia al tempo stesso astrologo, mago e ciarlatano. Lo stesso patriarca, quando viene in Egitto, è spinto da un partito ad adorare Serapide, dall’altro Cristo.

È una categoria di uomini ribelli, spregevoli, maligni.

Il loro dio è l’oro, e i cristiani coi giudei e tutte le altre nazionalità vi si prosternano.

Io ho fatto grandi concessioni a questa città, le ho ridato gli antichi privilegî ed anche nuovi, tanto che i cittadini sono venuti a ringraziarmi personalmente; e tuttavia, appena sono partito, hanno parlato in modo indegno di mio figlio Vero.

S’ingrassino pure con i loro polli; io mi vergogno di parlare del modo come li covano

(Gregorovius, VITA DI ADRIANO, F.lli Melita Editori, 1988, pp. 78 e 143)

 

 

270
26 Giu 2010
alle 20:44

Alieno

Ed insomma, dicevo,

proprio nell'abbandono dei caratteri sessuali primari (che prima di ogni altro, cioé caratterizzano l'identità sessuale e relative conseguenze), c'è la scelta etica relativista (i ruoli sono caratterizzati in un soggettivo e relativo) e dunque, inoculando massicciamente questo messaggio di "normalizzazione" (per cui coerentemente di conseguenza all'esigenza di "normare", cioè farci legge a codificare quella normalità acquisita),

improvvisamente si scopre che se oso dire che è innaturale, perverso, sbagliato e patologico l'atto sessuale, sono automaticamente condannato moralmente... beh, siamo più avanti: sono già nella condizione border line per essere accusato legalmente ed essere sanzionato pesantemente se dico che la sola idea fa schifo, per esempio. Perché "schifo" è diventato un relativo ed il mio riferimento oggettivo che ha una coerenza rintracciabile (la caratterizzazione primaria), è esiliato, bandito e condannato pregiudizialmente e perfino considerato violento e pericoloso.

I caratteri secondari però, l'omosessualità li rende irrilevanti ai fini della caratterizzazione, perché nel relativo la caratterizzazione è un concetto instabile, aleatorio legato ad ogni soggettivo ed insiste comne verità di pari dignità e sullo stesso piano di ogni altra.

Per cui, la diversità che consegue nella caratterizzazione sessuale secondaria come dicevo (barba, diversa struttura delle mammelle, timbro voce, baffi, peli, ma si pensi ad una caratterizzazione spesso evidente visivamente, come il "pomo d'adamo, non a caso, mica di eva, eheh... ma fin qui si potrebbe pensare solo ad una caratterizzazione che coinvolge l'aspetto visivo,  io direi perfino "odore", coinvolgendo l'olfattivo, ma anche coinvolgerei la percezione tattile perché la struttura epidermina della donna non è la stessa di quella maschile ecc) è già superata nel relativismo che promuove l'omosessualità come progetto.

Perché insomma, si propone che queste caratterizzazioni che dicevo, derivate dal secondario, non sono più un freno, un limite di giudizio ed anche, mi permetto, di criterio di bellezza estetica nella reciprocità di attrattiva e dunque, a dispetto di peli, barba e baffi, odore e tatto diverso, l'omosessuale nel relativismo non trova più aspetti sconvenienti, non trova disagio, ma legittimazione: che male c'é?

Vabbé, l'attaccatura dei capelli, la distribuzione pilifera, voce, odore, tatto, tutto insomma, devono rappresentare un limite (di buon gusto anche eheh)? Ma quando mai.

Basta dire: se io sto bene, se lui sta bene, oppure se lei e l'altra lei son felici e sereni, chi ha il diritto di dire che non possono, sbagliano, non devono essere promossi in quel progetto?

Dunque il relativismo abbatte come già tu fai, la caratterizzazione sessuale primaria, ma è solo il precedente, l'incoerenza posta iniziale per farne discendere poi delle coerenze, dove altrimenti avremmo delle incoerenze (gli effetti collaterali che emergono dalle incongruenze, le definiremo banalmente ed ideologicamente "ego-distonie" e promuoveremo l'abbattimento di quei sintomi e dunque via libera all'omosessualità come progetto da promuovere,

ma ha già abbattuto con gli omosessuali, anche il criterio di caratterizzazione con i caratteri secondari, che diventano del tutto inutili ed irrilevanti.

Dunque, anche i bambini non avranno una possibile difesa dinanzi a questo scriteriato proporsi di progettualità relativista.

Anzi, si dirà (perchè è già stato tentato, non è che sia un genio o preveggente), per esempio, che il bambino ha già una sua sessualità che va liberata. Ricorreremo a Freud, per esempio, ricordando che Freud riconosceva questa sessualità negli infanti, in varie fasi di maturazione sessuale, un percorso,

però Freud non faceva considerazioni di ordine morale.

Per appagare bambini psicofisicamente, possiamo comprargli caramelle, giocattoli e rassicurarli: va tutto bene. Così che l'adulto possa abusarne per appagare il proprio delirio egoista,

purché, ci dirà il politically correct, confortato dalla scienza che si piegherà al dettato, non ci sia violenza (perchè siamo buoni eh) e si prendano le cautele necessarie (come il preservativo).

Ed oplà signori, l'uomo è sempre più buonista, ma cialtrone, pericoloso, delirante ed affatto buono.

Cominciamo a prendere in considerazione l'eliminazione a monte come causa sbagliata da rimuovere posta, dell'autoreferenzialità umana, dove si installa il virus del soggettivo-relativo.

Cominciamo a defenestrare in toto i principi nucleari del sessantottismo per cominciare, dove l'autoreferenzialità del soggettivo devasta culture e cervelli, sostituisce buonismo a bontà, pietismo a pietà, bruttezza a bellezza, modernismo a saggezza, elminando "padri" e "veti", autorefernzialità, edonismo quanto più si possa invece, ciasuno potendo essere cultura, verità, ciascuno dovendo rispondere solo a se stesso in fondo, né a padri, né a preti, nemmeno ai bambini concepiti, per carità.

Tolte le caratterizzazioni sessuali come riferimento, diventando riferimenti soggettivi e relativi come meglio si crede, nessun ostacolo per compiere l'inaudito, l'innaturale errore, l'atto grave.

E' stato per l'omosessualità già fatto ed oggi, coerentemente con la causa posta poderosamente nel sessantotto (del '73 l'imposizione ideologica di comitati a stravolgere i criteri scientifici piegandoli alla loro pretesa): non c'è nulla di assoluto, di incontrovertibile, di contro-natura e di sbagliato, ma dipende solo dai punti di vista e guai all'oscurantista-fascista-clericale che insiste coi valori non negoziabili,

con una Verità più alta a cui affidarsi per il bene degli uomini.

Se il sesso è diventato autonomo e completamente autoreferenziale nel soggettivo, l'impedimento morale di una proposta di farvi accedere bambini, non esiste più: è come quando fanno attività fisica giocando a pallone, mandandoli in piscina, bruciano delle calorie, si tengono in forma, alé, tutta salute.

Io non voglio esserci oggi, così come ieri o domani, tra coloro che hanno promosso il delirio in terra ed il male tra gli uomini, confondendoli di brutto.

Ho delle responsabilità da assumermi e le porterò fino in fondo,pazienza se sarò nella parte che vincerà o meno: certe battaglie meritano di essere combattute, al di là dell'esito, meritano difesa.

Allora ripetimi, adesso: per quale motivo logicamente coerente, tu non bocci la proposta gay, però sei contrario all'adozione di figli per i gay?

Inseriamola nuovamente in questo contesto la tua logica.

Vedrai che orbiti in un misto di incoerenze, tra relativismo accettato ed in parte, fai resistenza,

ma è proprio in quest'ordine logico, che non potrai resistere, le tue coerenze sono fragilissime se già hai aperto molto al relativismo nella sua ragione di essere, nel suo principio di base.

A.

269
26 Giu 2010
alle 20:01

Alieno

 nudi per strada offende la sensibilità dei terzi ed è perciò caso diverso. Insomma, Alieno, lo Stato ha ben altri grattacapi cui badare e non può pensare alla condotta più o meno libertina dei cittadini

Perdi sempre la visione ampia.

La contrapposizione Stato Vs cittadini, come se fossero due operare e progettualità slegate e perfin distanti o conflittuali tra loro, non ha più senso che una serie di ovvietà e banalizzazioni tipo "colpa dei tempi" oppure "del sistema",

facendo perdere di vista che i tempi, siamo noi a farli, il sistema, siamo noi, lo Stato esiste come funzionalità di essere cittadini, organizzati e regolati nel nostro operare,

compresa la questione morale. Altrimenti, di uno Stato non sappiamo che farcene, se ne può fare benissimo a meno.

Dunque sarebbe più produttivo, anziché continuamente proporre quest'immagine di divisione Stato-Cittadini (che purtroppo c'é, ma è sintomatico di una riuscita fallimentare del progetto Stato, c'è qualcosa che non va dove appare questa conflittualità anche esasperata, la distanza),

dire diversamente, che richiama meglio alle nostre responsabilità, ma legge meglio anche la realtà: lo Stato siamo noi.

Potremmo metterla così. Non è proprio esatto, ma sicuramente più utile e lettura più adesiva alla realtà progettuale che dovremmo proporci.

Vedo che invece, purtroppo, non riesci a leggere la riflessione che facevo, l'invito a leggere in astratto, lo schema relativista.

Dunque tu dici che basta osservare l'assenza dei caratteri sessuali secondari per capire che il bambino non è adatto al sesso.

Ma in un'Etica relativista, il sesso ti dicevo, assume una dimensione autonoma, non più vincolata al progetto riproduttivo e nemmeno ad un progetto stabile di relazione, si relaziona invece ai "soggettivi", cioè a tante verità relative, non più riferimento assoluto.

Ed il sesso in quest'ottica ha la mera funzionalità di appagamento psico-fisico del soggettivo a cui relazionarsi.

E' in questo schema che siamo arrivati oggi all'impensabile solo ieri: la promozione dell'omosessualità-comportamento-pratica e perfino a farne e suggerirne di continuo, la progettualità come valore positivo socialmente parlando, tra gli uomini.

Perché quando dici "assenza di caratteri sessuali secondari", ti limiti ad un'osservazione di tipo scientifico, hai dei dati su cui elaborare una conclusione etica:

intanto mi meraviglio che tu abbia già fatto sparire dalla riflessione i caratteri sessuali primari e mi pare che questo si collochi in un tuo non voler suggerire delle considerazioni specifiche in merito alla questione omosessuale...

Molto più utile per te, eliminare dal dibattito gli elementi primari e investire tutto sui secondari.

Illuso. :-)

Ma è proprio così che mi dai ragione.

Perché negli organismi eusessuali (caratteri sessuali secondari appunto), la manifestazione più semplice della sesualità la cosiddetta "sessualità relativa". RELATIVA! Divertente. :-)

Ma vediamo meglio: i caratteri secondari si dividono in somatosessuali (tipici degli artropodi e di pochi vertebrati) e eusessuali appunto, dove si verifica uno squilibrio ormonale

che ne determina una combinazione anormale di caratteri sessuali secondari, si ha un dismorfismo sessuale, una confusione di caratteristiche sessuali secondarie (maschili e femminili) anche in organismi filogeneticamente superiori, dunque uomo compreso.

Ma la produzione ormonale, noi sappiamo che è stimolata da molti fattori ad indurne maggiore o minore produzione, oppure produzione di diverso ormone.

Però tu hai già eliminato la descrizione dei caratteri primari che in una lettura d'insieme (che a te non piace mai porti, preferendo una riduzione in settori e compartimenti stagni per far conclusioni e letture):

i caratteri sessuali primari per l'uomo, sono rappresentati dagli organi della riproduzione: dunque a caratterizzare (caratteri sessuali primari appunto) la donna sono organi della riproduzione, come l'utero, ovaio, tube, per l'uomo i testicoli,

mentre i secondari non sono direttamente connessi con la riproduzione (per esempio la distribuzione pilifera, diversa nell'uomo dalla donna, attaccatura capelli, baffi e barba), le mammelle, il timbro della voce, lo sviluppo delle masse muscolari.

Dunque tu eliminando i caratteri primari, già hai fatto una scelta di carattere etico: la caratterizzazione dei ruoli sessuali li hai eliminati in toto ed anche il legame di riferimento per cui ci sono quei caratteri primari: la riproduzione.

Comodo dare per scontato questo tuo ovvio. Che come al solito, non posso condividere così, solo perché tu lo dici.

Si è insomma, imposto un relativo per cui la caratterizzazione uomo-donna, nel contesto sessuale, non ci deve più essere, non vincola, non è più riferimento.

Da qui la "normalizzazione" ed il via libera, all'omosessualità come progetto, perché non è più necessario legare il sesso alla caratterizzazione più importante e prima(ria) di riferimento.

Ma hai anche tolto il vincolo della funzionalità riproduttiva dal contesto e dunque un relativo può spingersi indistantemente oltre.

Se il sesso diventa mera questione di appagamento psico-sessuale, la strada è aperta anche alla pedofilia, immagino secondo questa logica etica relativista farlocca "purché non ci sia violenza e si sia responsabili riguardo alla trasmissione di malattie", dunque il bambino può diventare esattamente il termine, l'oggetto di appagamento psicofisico (nel caso abbia giustamente turbe e problemi psichici, basterà inquadrare la questione come disturbo "egodistonico" spiegando le direttive alle figure adulte che si occupano di psiche e bambini, come far accettare al bambino che ciò non è un male, che deve accettarsi così, come bambino che fa sesso e non c'è nulla di male, stai sereno ecc.).

Un orrore senza fine insomma, in cui appare che l'Etica è la sconsiderata follia dell'uomo adulto, che relativizza a piacere per suo edonismo e soddisfacimento, tutto ciò che vuole: dove scompaiono valori assoluti e non negoziabili introducendo un relativismo che li scredita già nel principio di doverci essere,

nessun freno della ragione logica che cerca di rintracciare coerenza, potrà fermare la proposta pedofila.

Naturalmente per proporsi, ha dovuto inizialmente imporre una grave incongruenza, innatturale, perversa iniziale. Ma una volta fatta passare quella, tutto è possibile, appare coerente.

Così fu per l'omosessualità. Così è per quello che si vuole, in un relativismo dove continuamente si propone che avere dei valori di riferimento certi, oggettivi, non negoziabili, è già una concezione ingiusta e sbagliata.

Screditando chi invece, la vede diversamente come me e magari facendolo passare per oscurantista, talebano, razzista.

Così è per l'omosessualità oggi e per le stesse ragioni mi potrà venir imputata tale accusa, quando il relativismo, sarà andato a relativizzare anche i bambini "liberandoli" della loro sessualità.

Si proporrà appunto, come cultura della liberalizzazione, sottotraccia il vietato vietare, il soggettivo,

il relativismo che ben si accorda con un consumismo ed un egoismo senza fine dell'uomo nelle sue proposte, sempre più delirante.

Paradossalmente si dirà che non si dovrà affatto incentivare sensi di colpa, rimorsi e disagi nel bambino che fa sesso (ovvero, come al solito, si fanno sparire i sintomi), ma ci dovrà essere un impegno ampio di promozione sociale affinché si sentano a loro agio, in armonia, senza sensi di colpa o angoscie, senza ego-distonia.

Ai bambini, una simile ricetta (che è esattamente similare a quanto fatto con l'omosessualità) potrebbe in coerenza proporre ai bambini che potranno avere soddisfazioni, appagamento, libertà, esperienza percettiva ampliata ed i bambini, che si fidano degli adulti, che sono sotto la responsabilità di adulti, saranno portati a crederci, perché agli adulti credono facilmente, sono bambini.

Oggi nelle grinfie di un pedofilo, ma anche già di un consumismo di massa che precocizza la stimolazione sessuale per compiacere ed adeguarsi al mondo, al dettato adulto, continuamente. Domani potrebbe essere un progetto vero e proprio che un relativismo, dove si impone, porterà benissimo avanti come fino ad oggi, è riuscito a destrutturare non poco il sistema di riferimento che avevamo.

Non solo non c'è alcun bisogno di attendere così tanto (e quella notizia dei preservativi alle scuole elementari, i preservativi su misura per i più giovani già non scandalizzano, non smuovono adeguatamente le coscienze, non diventano "un caso", un allarme, facci caso, siamo già belle che pronti e predisposti),

siamo in estremo ritardo.

Quell'etica di relativismo e soggettivo, nell'insano connubio del consumismo (anche sessuale) va abbattuta quanto prima, perché di danni ne ha fatti fin troppi.

Cominciare a rielaborare, a riappropriarci di un Etica più sana ed umana, è urgente. Bisogna risalire dunque al percorso e rintracciare i punti salienti dove sono state poste le cause errate.

Il sessantotto è uno di quei momenti, dove sono state poste delle cause tremendamente gravi per essere oggi in queste condizioni.

A.

268
26 Giu 2010
alle 17:51

Giurista pensatore

ALIENO 267. Non ho bisogno di un'Etica divina per capire che il bambino non è adatto al sesso: basta osservare l'assenza dei caratteri sessuali secondari, un criterio evidente per tutti.

Che l'omosessualità sia peccato non è evidente, è uno dei tanti dogmi religiosi, validi per chi ci crede; e che sia un problema psichiatrico è stato smentito dalla scienza 40 anni fa, scienza che oggi conferma e ribadisce quella smentita con ancor maggiore forza.

Infine, se un gruppo di amici vuole fare un'orgia in una casa privata, be', che si diverta pure. Girare nudi per strada offende la sensibilità dei terzi ed è perciò caso diverso. Insomma, Alieno, lo Stato ha ben altri grattacapi cui badare e non può pensare alla condotta più o meno libertina dei cittadini, che peraltro, finché consenziente, è giuridicamente irrilevante. L'incesto diventa rilevante solo se c'è pubblico scandalo, altrimenti tanti auguri. La Chiesa, dal canto suo, invece di preoccuparsi della vita sessuale delle persone, dovrebbe pensare alla teologia, alle contraddizioni interne (fare la predica contro il sesso minorile, quando il codice canonico consente il matrimonio agli infradiciottenni, tanto per restare in tema), alle mille inchieste sui preti pedofili. Finiamola con questa barzelletta medievale che il sesso è una cosa orrida e turpe, da scansare come la peste: non fa più ridere nessuno, a parte i polli.

Giurista pensatore.

267
26 Giu 2010
alle 17:07

Alieno

I bambini sono fisicamente e spiritualmente inadatti al sesso, e questo è un dato naturale incontrovertibile.

Giurista: incontrovertibile, dunque valore assoluto se ci poniamo un'Etica dove ci sono valori rintracciabili come assoluti, oggettivi e non negoziabili.

Ma non più incontrovertibile se entriamo in un sistema "relativista" dove non c'è più una verità assoluta, l'incontrovertibilità, perché sussistono più verità possibili, tutte considerate degne e sullo stesso piano e tutte constestualizzabili.

Ovvero relative.

Non fare il solito errore investendo sulle "ovvietà" quando ragioniamo in astratto. Le "ovvietà" vanno dimostrate prima, vanno "conquistate" come ti dicevo.

Ti ricordo che fino a ieri, anche l'omosessualità rispondeva allo stesso modo: scientificamente ed eticamente, incontrovertibile patologia e peccato. Oggi no. Oggi si va oltre nel relativo, per cui non solo non è più patologia (per gli scienziati) e peccato (per cattolici ed anche preti, purtroppo), ma introducendo questo "relativo" criterio, abbiamo una coerenza logica di successioni: matrimoni (è coerente riconoscerlo in questo sistema di relativismo) o equiparati, adozioni (sempre coerente a quel punto) ecc.

Dunque rileggi più attentamente: non c'è un miscuglio se non per il tristissimo fatto che non so scriver bene, ma se superi quel mio difetto, c'è un percorso di logica e di coerenza che ho posto alla riflessione.

Tu sei al momento in una condizione dove sussistono elementi assoluti (i dati incontrovertibili che vuoi ovvi e non negoziabili) ed elementi relativi (la sessualità nei suoi vari aspetti).

Ma prova nel pensiero in astratto, a leggere lo schema logico del relativismo, passo passo, come suggerivo ragionando sul tuo scrivere, cioé facendo un processo di quella ragione proposta e vedrai che il miscuglio è qui, adesso, oggi.

Vedo che insisti sulla Chiesa, lasciala un attimo da parte la Chiesa con la faccenda dei 12 anni, per ragionare come ti dicevo: immagina uno schema relativista e segui un percorso logico di coerenze nella destrutturazione che compie, passo passo, per coerenza logica, dell'Etica precedente.

Poi vabbé: quando si codifica, si codifica di massima ed è normale che nel dettare questa codificazione generale come rifermimento, si debbano comprendere casi particolari, singolari, che una legge, una codificazione non può analizzare caso per caso, fornisce solo un'indirizzo generale.

Ma quel 12 anni e 14 anni rispettivamente per femmine e maschi, aveva un fondamento rintracciabile, secondo la ragione (la razionalità) per cui definire più o meno in quell'età la maturità dell'individuo dal punto di vista "scientifico", cioé biologicamente osservando che è possibile restare incinta a 12 anni e fecondare a 14 anni.

Non sono certo io che propongo il primato di considerazioni strettamente razionali, solo razionalmente con criterio scientifico per cui il fattore "biologico" sia l'unico parametro da prendere in considerazione, ma tecnicamente, biologicamente, la natura più o meno propone questo: biologicamente pronti alla riproduzione, all'accoppiamento e credo che quella codificazione religiosa volesse trasporne il messaggio.

Poi tu metti anche delle altre ovvietà:  i rapporti sessuali sono per definizione intimi e privati:

Anche questo, è un dettato che relativisticamente può essere superato da un'Etica che suggerisce che non c'è alcun male a girare nudi, anzi, è naturale, così come l'accoppiamento, anche di gruppo, love love & peace, fate l'amore  e non la guerra e vietato vietare, cultura senza padri e tanto sessantotto.. :-))

E' un dato, quel tuo dire "privato ed intimo" che è valido fintanto che non adottiamo un "relativismo" a dare valori e definizioni, perchè altrimenti, non è più un dato oggettivo, incontrovertibile, ma

negoziabile e contestualizzabile sia in relazione al "tempo" che allo "spazio".

Capito allora il tentativo del mio riflettere al commento prima?

Ciao,

A.

266
26 Giu 2010
alle 11:22

Giurista pensatore

ALIENO 265. Che gran macello che combini! Metti insieme bambini, adolescenti, relativismo, famiglie allargate, coppie gay ed adozioni gay, un miscuglio di roba che ti è utile per sparare nel mucchio. Distinguiamo.

I bambini sono fisicamente e spiritualmente inadatti al sesso, e questo è un dato naturale incontrovertibile.

Sugli adolescenti non farei tanta predica, se fossi in te. Fino a ieri, la Chiesa legittimava il matrimonio canonico (coi correlati rapporti sessuali) a partire dai 12 anni per le femmine e 14 per i maschi; oggi 14 e 16, ma siamo grosso modo nella stessa fascia. Se un ragazzo d'oggi leggesse il tuo tomo, ti farebbe una sonora pernacchia. I tempi sono diversi, nessuno crede più alla bufala che prima del matrimonio occorre l'astinenza e, comunque, i rapporti sessuali sono per definizione intimi e privati: se c'è libertà e responsabilità nella scelta, nessuno è autorizzato a ficcanasare. Due 14enni o 15enni o 16enni vogliono avere rapporti sessuali? Affari loro! Il tuo moralismo non impedirà ai giovani d'oggi di fare sesso. Io ne prendo atto e mi auguro che gli adolescenti siano istruiti sulle insidie del contagio ed i rischi di gravidanza, in modo da prendere le necessarie precauzioni, tu non ne prendi atto, o ne prendi atto senza voler fornire soluzione concreta, e resti abbarbicato sulla tua torre d'avorio a far prediche inutili. Tu non riesci a separare il piacere dalla riproduzione, ma è una tua posizione oscurantista alla quale non crede più nessun adolescente.

Sul resto abbiamo già abbondantemente discusso, arrivando all'unica conclusione che tu non accetti le unioni gay, perché condannate dalla Bibbia e da una psichiatria vecchia di 40 anni, mentre i gay non accettano le posizioni reazionarie della Chiesa e la mandano sonoramente a quel paese. Viste le premesse, non potete che scontrarvi duramente, perciò buona battaglia e tanti auguri!

P.S. Perché diavolo la Chiesa ha il dente avvelenato sulla sessualità, lo sapete voialtri...

Giurista pensatore.

265
26 Giu 2010
alle 01:18

Alieno

Giurista, al 263, in fondo, scrivi:

ALIENO 262. La proposta non ha senso scientifico, prima ancora che etico. Alle elementari i ragazzi non sono sessualmente attivi, perciò non solo il preservativo sarebbe extra-large per loro, ma non servirebbe a bloccare alcun seme, stante che ancora non ne è iniziata la produzione. La potenzialità sessuale inizia con la pubertà e questo è un dato naturale. D'altronde trovo ipocrita che la Chiesa pretenda di stabilire l'età giusta per avere rapporti, visto che fino all'altro ieri l'età minima per il matrimonio canonico era di 12 anni per le ragazze e 14 per i ragazzi (oggi 14 e 16, ma siamo sempre in piena adolescenza). Come vedi, sono capace di cogliere il giusto mezzo e non appoggio per partito preso le proposte di promozione della sessualità, solo per andare contro la Chiesa.

D'accordo, intanto la premessa:  stai tranquillo, non ho pensato nemmeno l'idea che tu potessi arrivare fino a questo punto, pur di sposare un partito preso contro la Chiesa. Talmente non l'ho nemmeno pensato un attimo, che mi sorprendo che tu abbia pensato che l'avessi potuto pensare io, perché davvero quell'idea era completamente assente dalla mia testa, proprio nemmeno prevista per ipotesi teoretica.

Tuttavia avevo in mente in modo non proprio chiarissimo qualcosa in mente come pensiero, non relativo a te, ma in senso ampio e generale, per principi diciamo, come sai mi piace ragionare poi in definitiva, nel mio percorso di tensione e ricerca di verità.

Sicché a scanso di dubbi e dispiaciuto, non ti nascondo, che tu mi abbia sorpreso con l'ipotesi che tu avessi potuto sposare l'iniziativa ed il concetto relativo per proporla, solo per odiologia vs. la Chiesa in una posizione acritica, come ti ho detto, ipotesi nemmeno a sfiorarmi,

userò me stesso perchè c'era un pensiero, un ragionamento, una riflessione che nel tuo soprendermi, si è ordinato un po', qualche tassello ha trovato la collocazione giusta per presentarsi in modo logico e dunque posso tentare di metterlo giù (o almeno ci provo).

Ti sostituisco dunque.

Dunque io dico che, in un giudizio critico, la proposta non ha senso scientifico, prima ancora che etico ed insomma, ragionando come tu hai scritto.

Poi processo quel ragionamento, faccio verifica.

1) La proposta non ha senso scientifico, prima ancora che etico. . Alle elementari i ragazzi non sono sessualmente attivi, perciò non solo il preservativo sarebbe extra-large per loro, ma non servirebbe a bloccare alcun seme, stante che ancora non ne è iniziata la produzione.

Per quanto riguarda i preservativi, ti dirò che purtroppo, non possiamo più nemmeno riderci su, perché c'è chi fa sul serio, purtroppo e qui l'annuncio di un progetto, di una direzione inquietante che la voglia di ridere la fa passare di brutto, ti dico.

Aggiorno: è stato lanciato sul mercato svizzero un nuovo preservativo, con apertura ridotta, sviluppato appositamente per i più giovani. Senti che roba: "Un recente studio della Commissione federale per l'infanzia e la gioventù aveva evidenziato che, durante i rapporti sessuali, i ragazzi tra i 12 ed i 14 anni non si ptroteggono abbastanza".

Da tempo ormai, per rivolgerci con particolare attenzione al "mercato giovanile" ed andargli incontro per gli aspetti sessuali, abbiamo ridotto i costi e perfino abbiamo istituzionalizzato in molte situazioni o occasioni, la distribuzione gratuita. Insomma, come un genere di prima necessità e sopravvivenza in una continua richiesta di sesso. Come se insomma, distribuissimo l'acqua agli assetati, il pane agli affamati, i preservativi da molto, assumono questo aspetto di "genere di prima necessità" e guardano al mondo giovanile, sempre più precocemente giovanile.

Sicché, comprenderai, che essendo questa la direzione intrapresa per investire il nostro ingegno ed impegno,

l'arrivo di preservativi su misura per dodicenni, è come minimo, la fase coerente successiva e prevedibile logicamente.

Nel caso non ti fidassi troppo, puoi trovare notizie sul net,

per esempio, prendo a caso, a questo link:

ternimagazine.it/17857/cronache/sessoarrivano-i-preservativi-per-i-dodicenni-favorevoli-o-contrari.html

Perciò processando quel ragionamento, la questione preservativi non idonei a bloccare il seme, oplà, è già superata, la realtà è qui a ricordarmelo che dietro c'è stato un lavoro, un progetto, un investimento in questa precisa direzione.

Non solo: tocca anche mettere in discussione quel ragionare iniziale per arrivare a tanto:  La proposta non ha senso scientifico, prima ancora che etico.

Perché per arrivare a distribuire a costi accessibili ai sempre più giovani preservativi o a campagne di distribuzione gratuita presentando i preservativi sia come beni di largo consumo che come generi di prima necessità, appare subito evidente che c'è stato un progetto etico e non scientifico per metterlo in moto. Un progetto etico che poi ha trovato la sua concretizzazione, come sempre è, in una proposta morale relativa.

Dunque, si è in base a quell'etica, stabilito (non scientificamente eh) che non è immorale portare preservativi accessibili per reperibilità, costo e misure, ai sempre più giovani e che anzi, è morale farlo ed anche proposta morale sociale, istituzionalizzata e legittimata, passando da campagne di tipo volontario e spontaneo civile, però comunque legittimate nella proposta dalle istituzioni, al patrocinio di istituzioni stesse, dunque più di una semplice liberalizzazione legittimazione, ma istituzionalizzazione di quella proposta morale.

Noto anche che la questione "ma non servirebbe a bloccare alcun seme, stante che ancora non ne è iniziata la produzione. " è già stata superata ed abbandonata dalla vigente proposta etica che si concretizza poi nella morale, perché è già stato svincolata l'attività sessuale dalla funzionalità-progetto riproduttivo, dunque il sesso è fine a se stesso ed indipendente ed infatti, in coerenza con questo progetto ed investimento etico, l'unico motivo per cui si promuove il preservativo in modo efficace, è per evitare il contagio di malattie ed in particolare l'aids, perché per quanto riguarda l'aspetto "gravidanza", la stessa etica che concretizza in una morale, ha in promozione l'offerta di altri mezzi: l'aborto, sia chirurgico, sia per pillola, nonché gli anticoncezionali, ma soprattutto l'aborto che come strumento, è stato svincolato a sua volta, dalla dipendenza coerente con la norma vigente, la 194 che disciplina l'interruzione di gravidanza solo come ultima ed emergenziale, drammaticissima opzione quando non è in alcun modo evitabile senza comportare danno grave e minaccia per l'incolumità psico-fisica della gestante. E pur sempre dovendo restare in una tempistica in cui ciò è ammesso in via emergenziale e drammatica.

Ma questo vincolo non c'è più: oggi l'aborto è palesemente ciò che sempre è stato proposto in modo ufficioso ed anche praticato: per motivi diversi dalla riconducibile e seria, non evitabile minaccia per l'incolumità psicofisica della gestante, dunque praticato e proposto per motivi di pianificazione familiare (che banalmente è eliminazione del disturbo di gravidanza indesiderata, la minaccia non c'é, c'è la volontà di disfarsi di responsabilità e punto).

Perciò la questione se è "cominciata la produzione" di seme, è superata, perché il preservativo assolve solo la funzione primaria di prevenzione dall'Aids, non dal concepimento, problema per il quale c'è una proposta altra: pillole ed aborto, sia chirurgico che in pillole.

Stante che la sessualità ormai è completamente resa e voluta autonoma da qualsiasi funzionalità biologica naturale com'é la riproduzione, vengo alla seconda parte:

2) La potenzialità sessuale inizia con la pubertà e questo è un dato naturale.

Ma abbiamo già scoperto che la questione della sessualità è stata scissa dalla questione della riproduzione e fecondazione. E dunque, in coerenza logica, anche la stessa funzionalità (erettiva o di produzione di seme) è superabile, perché la sessualità è fine a se stessa e la faccenda riproduttiva non interessa più, è superata.

Dunque, in questa ottica, anche l'infante può partecipare sessualmente e non è importante che abbia erezione o produzione di seme, perché sono elementi necessari solo in un processo produttivo, mentre per quello che si vuole la sessualità oggi, attività fisica ed appagamento psicofisico, basta fare del movimento per dire che il sesso è salutare, fa bruciare un sacco di calorie e per quanto riguarda l'appagamento psichico, è un alternativa ad altre attività psichiche appaganti: la lettura, la meditazione, la preghiera, quel che si vuole, la sessualità così proposta, è presentata come ulteriore offerta ad un consumismo, al supermarket del consumismo direi e dunque pronto e facile da consumare, magari più della lettura o della meditazione o della preghiera ecc.

A questo punto esamino il "criterio scientifico": secondo il criterio scientifico, il bambino che fa sesso o l'adulto che fa sesso, dato che non c'é più alcuna necessità di dover rintracciare un compito riproduttivo, non ha nulla che non va, non è una patologia, una malattia in senso stretto: non si crepa, dal punto di vista biologico è tutto a posto volendo. L'unica cosa che suggerirà, un criterio scientifico è: attenti alle malattie portate dal rapporto sessuale. Dunque, l'unica notizia che la scienza ci comunica è che sarà bene usare il preservativo quando i bambini fanno sesso con adulti o tra bambini se questi sono anche nella possibilità di avere rapporti promiscui ecc.

Dunque, il criterio scientifico ha esaurito il suo compito: i bambini che fanno sesso non muoiono ed al massimo la questione sarà di "ego-distonia": accetteranno i bambini la proposta del supermarket del consumismo sessuale in equilibrio armonico psicologicamente oppure avranno uno squilibrio, una disarmonia, un'egodistonia?

Nel qual caso, l'unica questione affrontata dal criterio scientifico vigente è questa: può esserci nel bambino che fa sesso, egodistonia. E dunque le figure che si occupano del bambino (genitori, scuola, promozione sociale di vario tipo, psicanalisti, pedagoghi e pediatri) hanno la direttiva di "normalizzare" gli squilibri del bambino, facendogli capire che deve accettare questo comportamento come "normalità".

Perché questo è anche il percorso che è stato fatto con l'omosessualità in fondo, non è così?

Solo egodistonia. Il criterio scientifico si è fatto da parte e l'unica cosa che ci segnala è: prevenzione dall'aids e collaborazione ed investimento per aiutare l'omosessuale ad accettare il suo comportamento come normalità.

Cioé c'è a monte, una proposta di Etica che si concretizza continuamente in una morale e che persegue nel suo cammino, una coerenza, una successione di eventi logici e coerenti tra loro, partendo da un dato iniziale che risultò incoerente, ma assunto che quell'incoerenza fosse data per valida, poi è una cascata di successioni logiche: normale l'omosessualità, perché la questione riproduttiva non c'entra nulla, il sesso è fine a se stesso ed indipendente, ne consegue che l'omosessualità come relazione organizzata e riconosciuta è equiparabile a qualsiasi altra come quella etero e dunque idonea a recitare anche il ruolo genitoriale educativo, adottando o ordinando figli per compensare l'incongruenza e però così facendo, nemmeno la stabilità relazionale è necessaria al ruolo genitoriale, perché la figura "genitore" è già diventato un concetto astratto, aleatorio, virtuale, dove un uomo può recitare il ruolo della madre e viceversa, oppure avere due madri, due padri, dunque un concetto astratto, virtuale, precario..

Anche la famiglia dunque è un concetto superato: perché una famiglia quando se ne possono avere due? O tre? O 4?

E ciascuno volendo potendo assumere virtualmente il ruolo che vuole: di padre, di madre, di doppio, triplo padre o doppia madre, ciò che si vuole, perché è una proposta Etica che concretizza via via, passo passo, una disgregazione del tessuto sociale e dei valori di riferimento.

E qui veniamo al dunque: quale è il nucleo originario di questa pazzesca proposta che con coerenza logica può destrutturare tutto ciò che si vuole, arrivando a legittimare tanto l'omosessualità, che la non necessarietà del padre o madre definiti, della famiglia naturale e perfino della precocizzazione sessuale dei bambini e della pedofilia?

E' il "relativismo".

Perché se noi poniamo che ogni valore è relativizzabile e contestualizzabile in modo da dilatarlo in modo definito, per cui padre è anche una lei, madre un lui oppure genitori due gay, due lesbo, se poniamo che la famiglia naturale, non è l'elemento di riferimento, il mattone più semplice di una società, il suo nucleo fondante, se poniamo che il sesso è da leggersi privato del suo significato, dunque aumentando la libertà e privandolo della responsabilità conseguente, diventando attività fisica o di puro appagamento psichico, senza più nemmeno un riconoscibile progetto-finalità riproduttiva, attività autonoma ed indipendente, dove appunto allora non è necessario che il soggetto sia più maturo biologicamente per la riproduzione, è idoneo anche un bambino in questa lettura,

se rendiamo valori di riferimento relativi, questo è il risultato: non c'è più una verità, ma molte e tutte equiparabili: il bambino idoneo al sesso, tanto la finalità riproduttiva è superata, l'omosessualità e ne consegue l'offerta massiccia di supporto, sia di promozione nell'offerta consumistica sempre più allargata di sesso, sempre più precoce perché allargata anche in relazione all'età (preservativi accessibili a soggetti sempre più precoci, anche promossi e distrubuiti gratis, ma anche lezioni di meccanica sessuale, istruzioni e input e continui messaggi più o meno espliciti per stimolarli verso la sessualità esplicita, continuamente), è una successione di eventi logici coerenti che vanno di pari passo con la rimozione della struttura precedente con la sua logica di coerenze.

Basta porre questo all'inizio del processo ed avremo dunque un'Etica e la relativa concretizzazione nella morale a sostituire la proposta e la società stessa nei suoi valori:

relativismo, non più valori fissi, certi, non negoziabili, tutto è relativo e contestualizzabile.

Dunque, se oggi dico che l'omosessualità non è patologia ma non arrivo a dire che è accettabile eticamente e scientificamente la sessualità dei bambini delle elementari, devo notare che anche ieri, avrei detto che l'omosessualità non era accettabile scientificamente, né eticamente e dunque domani, potrò essere nella condizione di poter dire che scientificamente e eticamente non è sbagliato proporre la sessualità nei bambini come progetto, cominciando da oggi in parte a legittimare l'idea.

Per me una follia, stiamo costruendo con questa Etica relativista, l'inferno in Terra, il delirio.

E la Chiesa mi pare all'avanguardia su questo campo etico, per essere la migliore soluzione di equilibrio e di contrasto a questo delirio nella sua proposta morale ed etica.

A.

 

264
25 Giu 2010
alle 15:58

salvatore

261 ALIENO/SMEMORATO/SMEMORATORE,

non a caso scrivi quanto piacerebbe tanto a te

<scurdateve 'o ppassato,
chi ha  avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato,  ha dato, scurdateve 'o ppassato... >.

e alla Santa Chiesa, magari a dimenticarne la paranoia sessuofobica e antiomosessuale e contro la libertà di praticare la sessualità, la condizione che non sarebbe stata sufficiente, ma certamente necessaria a scongiurare le pratiche pedofile dei suoi adepti.

Al riguardo di queste, che mai io avrei immaginato essere così tanto mostruosamente estese e diffuse ordinariamente e "tradizionalmente" nei tempi,

pare che gli assunti del Sessantotto sui disturbi della personalità, dei quali la repressione sessuale è inesorabilmente foriera, finiscano per avere, nemesicamente, una loro inconfutabile rivincita,

portando a decifrare la
             "Storia della Pedofilia nella Chiesa Cattolica"
come quella della sostanza "diabolicamente" malefica del suo messaggio intrinsecamente ed inestricabilmente repressivo ed anti liberatorio.

Mai avrei potuto immaginare
- un più esplicito disvelamento di quella sostanza,
- una più esplicita conferma delle tesi antirepressive del Sessantotto,
- una ulteriore soddisfazione dalla sconfessione dei detrattori del suo messaggio storico, che mai certo avrei auspicata fosse fornita dal rivelarsi di tante sofferenze patite,
- quel disvelamento che parla da sé e che tanto, giustamente, la Chiesa teme,

portando i più inadeguati dei suoi difensori, come te, Alieno, appunto, ad inventare una inesistente persecuzione, un complotto, un attacco delle altre Chiese...

Mentre, ancora una volta,

da Giordano Bruno a Galileo, dall'immondo Sillabo di Pio IX, alla marcia indietro (avanti verso l'Illuminismo) del CVII contro quello),

i fatti
(che, sempre più numerosi, ed impressionanti per la loro natura mostruosamente aberrante, a vederne poi i dettagli ed il rilievo delle personalità della gerarchia coinvolte, stanno venendo alla luce)

non hanno alcuna radice complottistica, alcun bisogno di enfasi,

dato che, appunto, la loro semplice elencazione e la loro diffusione da parte dell'informazione, sono, di per sè, eloquenti.

<scurdateve 'o ppassato> scrivi.

Non devi contarci proprio, nè sui fatti di cui sopra, nè sui fatti che riguardano te ed i tuoi diarroici, contradditori, reazionari, negazionisti commenti,

restati memorizzati nel server di Blogosfere, in Passi nel deserto,

dove scorazzi, senza pace nè conforto alla tua pratica di agit prop pro neofascismo berlusconiano, a scrivere sempre

                     col razzetto nel sedere.

Insomma, se avessi la tua propensione alla rimozione sistematica di quanto scritto qui... con la tua memoria disastrata... sempre immerso come sei nel Lete, ma invece...

no, non ci contare.

263
25 Giu 2010
alle 12:16

Giurista pensatore

ALIENO 259. Tu sbagli a fare il manicheo con me, perché la mia filosofia è quella del giusto mezzo, relativamente al mio stile di vita, e del riconoscimento agli altri di tutte le libertà non lesive dei diritti dei terzi. Sbagli, dunque, a sostenere che io aderisca integralmente al Sessantotto, schierandomi contro ogni divieto. Sono le tue solite semplificazioni, che prendono un motto, uno slogan, e ne fanno l'essenza di tutto un movimento culturale, senza badare alle peculiarità attuative di quella cultura. Io so essere severo, quando serve. Non tollero le ingiustizie, ad esempio: violenza, falsità, corruzione, mala fede, frode, violenza, plagio e circuizione del prossimo mi suscitano disgusto profondo. L'illegalità diffusa che c'è in Italia mi suscita grande ripugnanza. Sono per la meritocrazia: i lavativi poltroni non vanno equiparati a chi suda le sette camicie per andare avanti. Sono per l'umiltà e la libertà personale (in senso lato): io non possiedo certezze dogmatiche e non mi sogno di imporle agli altri, perché ciascuno è artefice della propria vita e se ne assume le relative responsabilità. Sono per una vita profonda, non appiattita sulle istanze materiali del consumismo, della moda e del denaro. Cerco di dare sempre seconde possibilità e sono tendenzialmente generoso.

Della Chiesa non sopporto la sua arroganza ed il suo tentativo di imporre dogmi, manovrando e sottomettendo le menti. Il principio di autorità in campo etico non lo riconosco: il papa non è nessuno per dire a me cosa è bene o male fare: la mia coscienza è ben allenata a discernere. Anzi, il papa è strutturalmente fazioso (deve difendere i capisaldi della religione cattolica, in quanto suo capo), mentre io mi pongo criticamente senza schieramenti da difendere per preconcetto. La dottrina repressiva in tema di sessualità non la riconosco: è ideologico pensare che il piacere carnale sia sbagliato (sesso solo a fine riproduttivo e solo nel matrimonio), come lo è pensare che si mangia solo per sostentamento o si viaggia solo per coltivare la deambulazione. Sono in possesso di cinque sensi e varie capacità? Bene, me ne servo per trarre soddisfazione, fisica e spirituale, dal mondo che mi circonda. Gli eccessi possono essere sbagliati o, più correttamenti, sconsigliati (sco-parsi una persona diversa ogni sera), perché non realmente gratificanti, però non vedo razionalmente alcuna differenza tra due quindicenni maturi o due ventenni immaturi, sposati o non sposati, uniti da una relazione breve o lunga. Come non occorre l'abbonamento al cinema per godersi un singolo spettacolo, così non serve necessariamente una relazione stabile per avere rapporti intimi. Tutta la campagna denigratoria contro la masturbazione (far dormire a pancia in giù, rimproverare, ammonire, scandalizzarsi) mi fa ridere, e ridere solo per non piangere. Idem con patate l'omosessualità. Se due persone del medesimo sesso sono rispettivamente attratte, mature e responsabili, saranno affaracci loro se vogliono costruire una comunione di vita? E, in questo contesto, il riconoscimento giuridico è funzionale alla libertà di scelta. Fanno del male a qualcuno? No! E allora con che diritto si pongono loro restrizioni giuridiche? Perché la religione X è contraria? Be', la religione X non è fonte del diritto. Così ragiono. Il diritto è uno strumento regolativo, incluso il matrimonio. Voi cattolici lo rivestite di una carica sacramentale, ma in sé è un patto civile, simile alla vendita o al contratto di lavoro. Queste e altre sono le follie della Chiesa che non condivido, ma questo NON equivale ad aderire acriticamente al Sessantotto. Io non aderisco acriticamente a null'altro che alla mia coscienza e, siccome la mia coscienza non è acritica, non aderisco acriticamente a nulla e punto.

ALIENO 262. La proposta non ha senso scientifico, prima ancora che etico. Alle elementari i ragazzi non sono sessualmente attivi, perciò non solo il preservativo sarebbe extra-large per loro, ma non servirebbe a bloccare alcun seme, stante che ancora non ne è iniziata la produzione. La potenzialità sessuale inizia con la pubertà e questo è un dato naturale. D'altronde trovo ipocrita che la Chiesa pretenda di stabilire l'età giusta per avere rapporti, visto che fino all'altro ieri l'età minima per il matrimonio canonico era di 12 anni per le ragazze e 14 per i ragazzi (oggi 14 e 16, ma siamo sempre in piena adolescenza). Come vedi, sono capace di cogliere il giusto mezzo e non appoggio per partito preso le proposte di promozione della sessualità, solo per andare contro la Chiesa.

Giurista pensatore.

262
25 Giu 2010
alle 03:35

Alieno

Ecco invece, l'Occidente relativista e corrotto che non vorrei mai dover vedere:

Usa: preservativi in scuola elementarePolemiche per l'iniziativa di un istituto del Massachusetts

 24 giugno, 19:52

(ANSA) - NEW YORK, 24 GIU - Preservativo gratis per i bambini delle elementari: ci sta provando una scuola pubblica del Massachusetts. L'istituto e' finito in mezzo alle polemiche per aver annunciato che da settembre distribuira' condom agli allievi a partire dalla prima. 'Una assurdita', ha protestato il Massachusetts Family Institute. Ma il provveditore agli studi di Provincetown ha difeso l'iniziativa: 'Non c'e' eta' minima per l'inizio dell'attivita' sessuale'.

------

Come ho sempre detto, la proposta dell'Occidente vive in piena crisi schizofrenica. Da una parte la moralità che condanna la pedofilia,

dall'altra la promuove e la "normalizza", perché introduce il precedente, l'escamotage per promuoverla:

i bambini sono idonei al sesso, normalizzare questo punto.

Ne conseguirà logicamente, che non c'è alcun motivo per cui non debbano successivamente far sesso, se consezienti, con adulti, altrettanto idonei.

Dunque prendete nota, che è solo l'inizio, è il precedente che tenta di dare il via (e non è la prima volta, già i radicali in Europa ed anche in Italia, cominciarono a dire qualcosina di simile, delirando che bisogna liberare la sessualità infantile e già in certi circolini gay, si fece lo stesso naturalmente, essendoci una coerenza tra istanze radicali ed ideologia gay..).

Dunque prendete nota della notizia, che spero sia un incubo e di vederla smentita domani dalla stessa agenzia da cui la pesco, l'Ansa:

'Non c'e' eta' minima per l'inizio dell'attivita' sessuale'.

Le lezioni di educazione sessuali alle elemantari si fanno già (è l'avanguardia ideologica per portarci la sessualità e la malizia occorrente a deresponsabilizzarci noi adulti, ma anche utile a promuovere la sessualità infantile come "norma").

Poi arriveranno i preservativi insieme alle lezioni di meccanica sessuale, le istruzioni per l'uso insomma.

Sicché non resta che aspettare che l'incubo prosegua, cominciando a studiare il modo di portare l'educazione sessuale e le istruzioni ai neonati ed ai feti nella pancia, così poi potremo "responsabilmente" provvedere anche ai preservativi: che non si attacchino con ignoranza, le mille malattie e non si diffonda l'aids mentre si fa sesso con infanti eh, che roba incivile sarebbe?

In africa già si fa simile promozione: causa i tanti stupri verso bambine, si promuove l'uso del preservativo (non si capisce se sono le bambine che devono stoppare lo stupratore un attimo, prima che prosegua l'opera, ma intanto già suona bene all'occidente distributore di lattice e pillole a risparmiarci responsabilità, suona come informazione e civiltà eh, mica come la Chiesa con le sue sciocchezze sul sesso..

Sono disgustato.

A.

261
24 Giu 2010
alle 23:48

Alieno

Sì, devo dire che ho riscoperto da non molto il termine "farlocco". :-)))

Non temere che mi stancherò, prima o poi, preferendo altro.

Tuttavia mi permetterai di pensare che dal punto di vista estetico, farlocco non è peggiore di moltissimi termini di cui manifesti spessissimo incontinenza.

Dovrei dunque presumere che, da compagno, qualche comitato del partito ti  ha messo in punizione in qualche casa del popolo per aver dimostrato poca obbedienza, magari dandoti estrema possibilità di non essere epurato,  facendoteli scrivere centinaia di volte ognuo di quelli?

Vuoi che ti ricordi i più frequenti? Dai, è facile, l'avrai scritto centinaia di volte eh. Vabbé, ti aiuto: non è nutella....

e questo è uno. Poi? Aiutino: non è la tua faccia, però la ricorda, comincia con la C... :-)

Chissa quante volte te l'hanno fatto scrivere... ;-)

E senti, "razzo" e "razzetto", a te o Civis, ve l'hanno solo fatto scrivere, in punizione, centinaia di volte al punto di non saper far altro, oppure proprio.... eh? :-D

Su, il passato è passato, non pensateci più, metteteci una pietra sopra, oppure qualche lenitivo anche, basta ora,

scurdateve 'o ppassato,

chi ha  avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato,  ha dato, scurdateve 'o ppassato...

^_^

A.

 

260
24 Giu 2010
alle 22:43

civis romanus sum

Un somaro cattolico ,,, a cui forse il confessore ha imposto come penitenza di un qualche peccato di scrivere "farlocco" alla lavagna per centinaia di volte ,,, al punto che adesso non sa fare altro ;)

259
24 Giu 2010
alle 21:36

Alieno

Giurista, al 255: probabilmente è così, inconciliabili. Non ne sono convinto quanto te.

Perché io credo che un dialogo più sereno potrebbe perfino vedermi a salvare qualcosina di quella proposta. Certo, restando un bilancio poderosamente negativo e passivo.

Ma potrei salvare qualcosa. Perchè ragiono più serenamente e lucidamente, nella critica, di una proposta che rigetta invece tutto e si definisce non a caso, nella sua intolleranza nucleare devastante: "cultura senza padri".

Dunque è la cultura del sessantotto che rigetta me, ma anche tutto quello che viene prima, in toto, in modo acritico, sommario, superficiale, irragionevole: "cultura senza padri".

Così come altra auto-definizione slganistica a fargli da altra sintesi, la cultura del "vietato vietare".

Così, in modo acritico, è "vietato vietare". Salvo poi rivelarci che per sua natura e congengo è una proposta farlocca e delirante, perché imporrà divieti e veti di brutto, anche in modo violento in molte occasioni.

La proposta del "vietato vietare" dimostra bene, come "cultura senza padri", l'inconsistenza della ragione della proposta, che si vuole auto-referenziale ed acritica, intollerante. E sarà infatti devastante perché è una proposta che nuclearmente rigetta con scorciatoia il percorso teso verso l'armonia e l'equilibrio (anche la bellezza, putroppo, avrà di conseguenza un'invadenza disarmonica e squilibrata dell'ideale).

Ma potrebbe essere come tu dici, che i nostri due mondi siano inconciliabili. Ma su tutto? Non sarebbe più equilibrato e sereno pensare ragionando, che forse possiamo rintracciare una comunicazione ed una condivisione altrove, su altri punti?

Anche tu, insomma, assumi una posizione di intolleranza acritica come la proposta del sessantotto. Ma se abbandoni quel criterio, vedrai che i nostri mondi non sono "ineluttabilmente inconciliabili" necessariamente, enunciandolo così, in modo acritico ed incauto.

Tuttavia io sono fermamente convinto che il dialogo debba assumersi l'eventualità di esiti diversi. Si propone naturalmente un costrutto, come il rintracciare dei comuni denominatori condivisi (in realtà, sarebbe la cosa da fare per prima, in un dialogo, un terreno condiviso nel suo nucleo, dove poggiare i piedi nel dialogo e badando di non dimenticarli poi), ma non si propone un dialogo sincero ed autentico che uno debba necessariamente rinunciare alla sua identità, ai suoi valori, al suo credo (l'imposizione è esclusa da un dialogo autentico), ma assumendo che ci siano delle diversità in cui esercitare una più autentica tolleranza.

Che non ci potrà essere dove c'è pretesa di riduzione di diversità coatta, né tantomeno sarà più che ingannevole la pretesa di un sincretismo della diversità di pensiero,

perché così, non facciamo altro che affermare che la diversità da sola, ci esclude dalla possibilità della tolleranza sufficiente per la convivenza e dialogare.

Perché abbia senso e significato, perché possa svilupparsi, stimolarsi e crescere una tolleranza, occorre proprio che ci sia una diversità da tollerare.

Un sincretismo, finirebbe dunque per ridurre quella splendida occasione che abbiamo per metterci alla prova nella nostra tolleranza. Un sincretismo, dunque, sarebbe più o meno, un atteggiamento che la diversità la tollera male, malissimo e cerca di eliminarla, ma è un compromesso farlocco.

Non è questo il percorso da fare secondo me.

Ad ogni modo, resta il fatto che un dialogo debba prevedere anche la possibilità dell'impossibilità di conciliazione.

Ma come dicevo, possiamo rintracciare la comunicazione e la conciliazione individuando altrove dei punti condivisi in cui incontrarci e magari, poter appoggiare i piedi per un progetto condiviso, pur non richiedendo per imposizione, l'abbandono delle rispettive identità e lasciando invece, delle diversità.

In questo modo, non annullando per imposizione la diversità, non cedendo agli inganni di compromessi farlocchi, finti, dove si costruisce un sincretismo, è possibile costruire un progetto più autentico e condivisibile e la diversità allora, può assumere davvero un valore positivo, di arricchimento.

Beh, almeno così la penso.

Ciao,

A.

258
24 Giu 2010
alle 17:56

salvatore

253 ALIENO/SMEMORATELLO,

quanto a quella che definisci in diversi paragrafi la mia "ossessione" nei tuoi confronti,
anche qui dimentichi (ah, il fosforo!) che più volte ti ho

                         ESPLICITAMENTE

confermata la mia intenzione di sputtanare la tua inattendibilità di commentatore e la faccia di bronzo che adoperi in tutti i tuoi commenti

e che Tutti conoscono bene, sia quelli che te lo rimproverano esplicitamente, sia quelli che scappano via dal blog dopo aver ricevute le tue logorriche, tortuose, maleducatamente prolisse obiezioni ai loro concisi e semplici commenti.

Mi ci diverto un sacco; e che ciò

- ti infastidisca tanto e che
- continui a lamentartene, come al tuo 253,

chi se ne frega?

Finchè tu continuerai con le tue "abilità" (*), come innumerevoli volte t'ho esplicitamente segnalato io continuerò con le mie.

(*) "Ci sono degli sciocchi che sfruttano abilmente la loro stupidità" (François de La Rochefoucauld).

257
24 Giu 2010
alle 16:37

salvatore

ALIENO, VIGLIACCO e BUGIARDO, 253

tutta qua la tua risposta, ancora VERGOGNOSAMENTE ELUSIVA e fuori dal merito?

<Tu non potendo estromettermi ricorrendo al Don o Blogosfere, hai più volte nel blog,

tentato di "eliminarmi" nel blog nella sostanza, più che nella forma.>

Ma ribadisci (sottolineato) la tua MENZOGNA, che, appunto ti ho sfidato a provare e che, se tu avessi un minimo di onorabilità, dovresti documentare (impossibile, eh!).

Non vedo ancora,

nè la dimostrazione della tua FALSA OFFENSIVA MENZOGNERA ACCUSA DA DIFFAMATORE

né le tue

                                      SCUSE.

Quanto al "farlocco"

ricambio
col già molte volte documentato con i fatti (vuoi un elenchino/promemoria di soccorso con tanto di link?)

smemorato/rimambito... e in rif al tuo 253: VILE!________________________________________________

E ricadi nella diffamazione, scrivendo:

<Per non contare poi i bei momenti che mi hai concesso, facendomi sorridere nel leggere che dicevi che TUTTI (tu auto-investito rappresentante del comitato "TUTTI", lettori passati, presenti, futuri) desiderassero simil cosa o comunque, non sopportassero ciò che scrivo.>

Altra (il sottolineato) approssimazione tendenziosa e sleale a fini diffamatori, a stravolgere la sostanza di quanto ho sempre scritto per segnalare a TUTTI la tua slealtà,

diffamazione la quale pure ti sfido a provare se non desderi essere bollato anche per questa ulteriore MENZOGNA a patentarti il BUGIARDO che sei,

              una vera schifezza di Ladro di Verità.

256
24 Giu 2010
alle 12:39

civis romanus sum

247. Non avevo fatto caso da prima a questo tuo commento Et ,,, ho anche altre cose da fare che leggerti ,,, come ad esempio inventarmi la maniera più efficace per sopravvivere.

Ma rilevando ancora come sei sempre tu a citarmi per i tuoi spropositi, adesso leggo che ho proprio assunto per te le parvenze di Satana in persona ! ,,, ciò mi solleva e mi dimostra al contempo ciò che io penso di te : che tu sia la personificazione di dio in terra !

Ora io non posso sapere se il tuo dio, quello duale oppure trino che è rimasto in spirito nell'iperuranio, sia rimasto contento della tua cagata qui, non ho notizie di lui da ,,, sempre, ma è indubbio che dovrà prendere dei provvedimenti perchè tu non gli faccia perdere la reputazione che con tanto impegno i suoi inter-preti hanno costruito in millenni di menzogne .

Io ti consiglio un riparo ,,, considerato come quello per abitudine pagana ( Dijus-Piter, dio padre ovvero Jup-piter fulgurator ), ami sfogare la sua ira sui suoi malriusciti sottoprodotti lanciando saettate incinerenti .

Ad augures ;)

 

255
24 Giu 2010
alle 00:18

Giurista pensatore

ALIENO 254. Mi hai appena confermato che i nostri due mondi sono ineluttabilmente inconciliabili: non condividi una sola parola di quell'appassionato messaggio, vero? Lo immaginavo, anzi ne ero praticamente certo. D'altronde, ti sei profuso decine e decine di volte nel contestare con fervore la rivoluzione culturale del Sessantotto. Ne prendo atto ed archivio il fascicolo.

Giurista pensatore.

254
23 Giu 2010
alle 23:25

Alieno

Giurista: ma cosa dovrei replicare essattamente?

Sarebbe davvero "replica", cioè finiamo per dirci sempre le stesse ... puntate. :-)

Cioè, non solo so benissimo cosa risponderti, ma perfino tu sai già benissimo cosa ti risponderei.

Ed allora:

 a cosa ci serve una replica? ;-)

Ciao,

A.

253
23 Giu 2010
alle 23:20

Alieno

Sal, sei noioso davvero.

Tu non potendo estromettermi ricorrendo al Don o Blogosfere, hai più volte nel blog,

tentato di "eliminarmi" nel blog nella sostanza, più che nella forma.

Continui gli inviti tuoi infatti, rivolti nella tua paranoia capace d'esser perfin ruffianesca, oltre che insulsa, ai "Gentili lettori" e simili formule che mi hanno fatto anche ridere per la tua farloccaggine teatrale.

Appelli affinché si evitasse di leggere i miei commenti. I consigli distribuiti ai nuovi lettori, tentativi di solidalizi nel mobbing coi vecchi.

E però come ti spiegavo, sei un perdente, un farlocco.

E dunque non sei credibile.

Perché è poco credibile suggerire di non leggermi e di non considerarmi, quando tu sei ossessionato da me, sei relativo a me, vivi nel blog in funzione di me,

mi hai eletto a tua divinità, a tuo padrone, odiato ma padrone,

sei paranoicamente assillato ed assillante perché tu non puoi fare a meno di me.

Uno schiavo che non vorrei ed infatti, più volte ti ho invitato a "depotenziarmi", a "desacralizzarmi" o almeno suggerito, proprio non potendo tu far di meglio,

a mettere per primo in pratica ciò che vorresti gli altri facessero: ignorarmi.

Invece sei il mio più assiduo, devoto fan.

Perciò farlocco, ti è sempre andata male.

Per non contare poi i bei momenti che mi hai concesso, facendomi sorridere nel leggere che dicevi che TUTTI (tu auto-investito rappresentante del comitato "TUTTI", lettori passati, presenti, futuri) desiderassero simil cosa o comunque, non sopportassero ciò che scrivo,

costringendomi a tornar serio per spiegarti che tu non sei Tutti, che è una sciocchezza che non ha ragion logica di credersi senza contare i saltuari apprezzamenti e complimenti espliciti a dar torto alla tua presunzione (ma è la paranoia che ti detta le regole, anche facendoti presuntuoso, perché altera la tua percezione).

Dammi retta: meriti di meglio, meriti libertà. Non continuare a farmi tuo padrone, ad essere io il riferimento, tu un povero relativo, una schiavitù, la tua, che da tempo mi mette tristezza,

anche se talvolta, mi fai sorridere.

Liberati Sal, ce la puoi fare, liberati.

A.

252
23 Giu 2010
alle 20:30

civis romanus sum

Il 244, è una bellissima apologia di quel altrettanto bellissimo periodo per la storia dell'Umanità .

Quell'anno '68, come una pietra miliare per l'evoluzione della coscienza Umana.

Quell'anno '68, come una pietra tombale sul primitivo concetto di autorità .

Cosa ti aspetti Giurista da Et su quel periodo ?

Se e quando arriverà una risposta, sarà solo l'ennesimo nostalgico belato lamento del gregge senza più il riferimento del pastore ,,, quel pastore definitivamente sotterrato da una sonora risata scaturita proprio in quell'anno ,,, una risata che ancora risuona alta nelle coscienze umane . 

Vale.

 

251
23 Giu 2010
alle 18:02

Giurista pensatore

ALIENO. Non sai cosa replicare al 244, eh?

Giurista pensatore.

250
23 Giu 2010
alle 16:42

salvatore

SCIOCCHINO 249, nel merito,

provare di --- >  AVER IO RICHIESTA LA TUA "ESTROMISSIONE" (al mio 296),

ancora nemmeno un (1) argomento.

249
23 Giu 2010
alle 15:52

Alieno

Sal: sei inguaribile.

Assillante e paranoico. Ossessivo, non hai più nemmeno la percezione della noia che proponi, hai pretese, rendi così l'ingiusta immagine di te stesso: meriteresti di più.

"La saggezza è per l'anima ciò che la salute è per il corpo"

(Francois de La Rochefoucauld)

248
23 Giu 2010
alle 13:42

salvatore

ALIENO 247 SCIOCCHINO, al riguardo delle tue qualità non mi stupisci mai, mi fai sempre pensare quanto in fondo al mio commento.

Ora cerco di darti una spiegazione semplice, della nuova definizione di SCIOCCHINO che ti sei accaparrata, che anche tu possa seguire.

Come al solito col razzetto sfrigolante nel sedere, trovi modo

- di sbattere giù un mare di parole elusive (15.661 battute, oltre tre pagine di word) per rispondere in rif. a quell'81 che avevo citato solo per sputtanare la tua ridicola contraddizione da smemorato cronico,

- ma non quelle, poche e trasparenti in rif. a quanto ti risegnalo (ah, il fosforo!):

la sfida di provare di --- >  AVER IO RICHIESTA LA TUA "ESTROMISSIONE" (al mio 296)

o di scusarti seppure tardivamente di avermi diffamato con quella MENZOGNA.

Non sai che pesci (ottimi per il fosforo!) prendere, eh!

Peccato: se ne gioverebbe molto la tua devastata capacità di attenzione e la tua disastrata memoria e, chissà,

forse potrei smettere di pensare che la tua sola abilità consista nell'aver fatto inconsapevolmente di quegli handicap una vera risorsa contro gli argomenti scomodi.

Come recita quella massima di François de La Rochefoucauld:

"Ci sono degli sciocchi che sfruttano abilmente la loro stupidità".

247
22 Giu 2010
alle 22:41

Alieno

Il mio 81 l'ho riletto, ma non trovo alcunché per cui scusarmi.

Se vuoi lo ripropongo per miglior chiarezza (mi convince poco la tua "estrapolazione" dal contesto, ma è bene che non convinca nessuno infatti).

Questo era il mio commento 81 ed ha senso averlo tutto un contesto:

 

81. Civis, sorvolo sulle tue diffamazioni, calunnie ed offese che non hanno né un se né un ma e non sono solo insinuazioni ipotetiche:

Prendo atto che il pidocchio della casa del fascio .. sua infamità eccetera delirando com'é tuo stile.

Come sai, offendono solo te, la tua pretesa onorabilità, quel fango ti resta addosso e aumenta pure la misura proprio nei malriusciti tentativi di disfartene a mie spese, esercizio che come ti ho spiegato ormai credo da più di un anno, ti è controproducente, è semplicemente ridicolo pensare di raggiungermi nel tuo tentativo di offendermi, essendo persona adulta e civile più equilibrata provo solo pena e compassione umana per le frustrazioni e le umiliazioni che ti illudi di infliggermi e che vedi, puntuali, essere solo tue.

La tua è una palestra presso cattivi maestri, come ti ho spiegato tante volte, che dovresti trovar il coraggio di mandare una buona volta a quel paese per averti ingannato, sottoponendoti a scontri perdenti ed umilianti senza rimedio, la tua è la palestra odiologica e nulla puoi con chi è allenato in migliore palestra e con maestri più affidabili: niente odio, disprezzo, rancore Civis, sembra difficile all'inizio, ma poi nella disciplina e nella pratica costante, ne scoprirai tutta la forza, la lucidità logica...

sono appelli che non ti faccio per la prima volta e credo, nemmeno per l'ultima: io non ho molto da perdere, ma entrambi abbiamo da guadagnare nel caso tu decidessi di cambiar palestra mandando dove meritano i tuoi ingannevoli maestri di odiologia.

Te lo dico, anche se ti farà contorcere come un posseduto in risate isteriche, oppure vomitando altre volgarità, te lo dico con affetto, con umana compassione, con umana amicizia, con più autentica fratellanza, per quanto sia amicizia che può sembrare, per schiettezza ed autenticità, severa e per quanto naturalmente, comporti il ripudio e l'affrancamento dalle fratellanze odiologiche che finora ti hanno dimostrato solo l'inganno inconcludente; ma severa la mia amicizia umana, non lo è affatto, ma può apparire tale, comprendo, perché un amico autentico, si assume anche il compito di dire una verità che può essere scomoda, ma lo fa per autentica amicizia, sapendola necessaria.

E la verità che ti dico, quando ti dico che l'odiologia perversa in cui militi, non può mai davvero aver appagamento e soddisfazione, è sempre e comunque perdente, anche dove raggiunge i suoi obbiettivi e questo, dovrebbe comprenderlo la tua ragione, al di là d'una fede, dove ben comprendi che la natura dell'odio e del male, in qual altra moneta, servendoli, dovrebbero ripagarti, se non in quella che è la propria stessa natura?

E così non avrai mai appagamento, equilibrio o serenità duratura, affidabile, stabile. Perchè mi pare comprensibile ragionevolmente che il male ed il rancore o l'odio sono canoni e dogmi indiscutibili del male, come il relativo desiderio di vendetta, per loro natura, non possono certo arrecarti ciò che non è compatibile con la natura propria, non possono farti allora bene, non possono essere con te riconoscenti, grati, corretti e leali, perchè sono elementi del male ed il male resta tale per sua natura: ci arrivi?

Non occorre la fede, basta la ragione. E tu non ne difetti, se non per auto-riduzione e devozione alla dottrina odiologica, ai cattivi maestri. La tua felicità, la tua serenità, la tua armonia, la tua quiete, la tua stessa lucidità di ragione sarà sempre non duratura, insoddisfatta, instabile, squilibrata, fragile finanto che non mandi a cagare i tuoi cattivi maestri e dovresti farlo, volendo anche arrabbiato con loro per averti ingannato ed averti trascinato in continue sconfitte con un anonimo alieno qualsiasi, un cristiano qualsiasi, che forse non è un caso sia qui, magari non comprendiamo, ma il nostro "incontro" non è casuale invece, è un' "occasione" da cui recepire insegnamento, ci hai mai pensato?

O ti affascina più la legge del caos? Quella per cui, il nostro incontro-scontro è appunto, solo accidente e caso qualsiasi, senza senso o significato, ma è anche quella per cui non ha significato, nel dominio del caos, che tu sia tu ed io sia io, che vuoi che differenza possa fare nella legge del caos?

E' un vero inferno credere che la nostra esistenza, le nostre azioni, sono solo caos e caso, ma poi vedi tu.

Ed allora faccio un altro sforzo di schiettezza, non me ne volere (per quanto serva raccomandartelo):

che tu non abbia qui gran rispetto per il dialogo ed anzi, gran desiderio di distruggerlo, ridurlo, confonderlo, creando una sua eccessiva riduzione, un danneggiamento, la sua eliminazione, il suo boicottaggio, non ne faccio mistero, non è per me da tempo un mistero.

Credo che la sola idea di uno spazio in cui il blogger è un prete, ti mandi fuori di testa. Perchè ovviamente, ci sono milioni di spazi nel net, anche quelli dove troverai sodali come te, ma non ti danno altrettanta soddisfazione, sia perchè spesso, sono meno tolleranti del prete, sia perchè sono certo più cinici anche dei commenti dell'alieno, umanamente parlando, di parecchio, sia perché l'idea della libertà per te è relativa alla tua libertà e fatica a relazionarsi a quella altrui espressivamente: tu vorresti poter dire di tutto, e più o meno questo fai senza nemmeno, spesso, un po' di decenza ed educazione (davvero, almeno ridurre le offese esplicite e volgari potresti eh) e certo non puoi rimproverare al Don di essere zelante censore o in difetto di tolleranza e pazienza straordinaria con te (come minimo dovresti almeno aver gratitudine di questa testimonianza ma vedo che non ce n'é e mi rattrista perché oltre che meschinità, è un atto palese di disonestà intellettuale difficilmente contestabile dai fatti, documentati in tante tue esondazioni anche gravi di offese, accuse e volgarità ed in tante occasioni mancate del Don di intervenire, immagino pregando ed invocando ancora maggior pazienza e contando fino a 100, 1000..

Nemmeno dei bambini agitati si comportano così. E se vuoi, mi ci metto pur io in certi atteggiamenti dispettosi a richiamar infantilità (e non faccio mistero nemmeno di non aver mai voluto uccidere il bambino che in me, né il ragazzino, né l'adolescente e di portarli allegramente con me alla veneranda età di 42 anni e suppongo, trascinando l'adulto uomo in vita anche nella serena vecchiaia a farmi compagnia), ma però, tu esageri e fai tristemente ricordare che sono meglio i bambini degli adulti in tante occasioni. Perché sono più ingenui, con meno malizia, meno sofisticata cattiveria di cui non afferrano certo le implicazioni mentre un adulto, ahimé, è responsabile ampiamente.

Allora, ti dicevo, in schiettezza: non è un mistero da tempo che tu non vedi malvagia l'idea di boicottare il blog, rendendolo irrespirabile ed irresponsabile, dimostrando o la tua dittatura di volgarità ed offese, oppure costringendolo alla riduzione costringendo il Don alla moderazione severa e fissa, oppure facendo intervenire blocco o riduzione dall'esterno.

Per te, immagino, sarà comunque un traguardo. E naturalmente, ti inganneresti, come al solito, perché non troverai facilmente un luogo simile, un deserto dove puoi incontrare la tolleranza e la pazienza del blogger per cui sei così ingrato, ma nemmeno l'occasione dell'alieno, d'un Pinco, di altri che spero non si siano allontanati troppo, alcuni sapendo che invece si sono allontanati anche grazie a te, a Sal (Fabrizio e non solo..), soffocati proprio dalla caparbia progettualità di rovinare questo luogo, trasformandolo in un luogo squallido, ingestibile, da commissariare o da chiudere.

Io sono qui, come vedi, da adulto ad adulto (almeno sulla carta dovresti esserlo) e non arretro per le tue non nuove minacce.

Anzi, consapevole di questa tua progettualità ed avendo archiviato centinaia e centinaia di messaggi, nel caso di tuo successo di intervento esterno, sarò lieto di dimostrare documentando, il tuo progetto di ridurre o boicottare questo blog, così come le tue continuate esternazioni di inciviltà e di istigazione all'odio ed alla violenza più o meno implicite, centinaia e centinaia di messaggi, di documenti che chiunque, del resto, se ha da perder tempo, può rilevare andando a ritroso cronologicamente nel blog.

Offese su offese, minacce, tentativi di bullismo cibernetico, per fortuna, con poche vittime e ho presunzione di poter essere qui, un riferimento testimoniale per mostrare come non si è necessariamente nel ruolo di vittima, nemmeno quando il bullo trova sodali ed organizza branchismo. Un problema che, come avrai occasione di vedere prossimamente, quando assumerà più rilevanza mediatica, è quello reale che si accanisce sui più giovani e fragili, vittime dei bulli e del branchismo esattamente come capita in classe a scuola, nei quartieri in città, nei paesi di provincia ed anche nella tristissima scuola di bestialità che fu il servizio militare quando c'era l'obbligo di leva, quel "nonnismo" tollerato fino alla nausea ad ogni livello, spesso approvato, altre volte ma con simile danno, con l'indifferenza.

Ma non stiamo parlando di cose diverse: la natura di quel male, è la stessa, la stessa natura, lo stesso segno, ugual seme purtroppo. E' l'odiologia in cui legittimarsi per scaricare sul prossimo ogni frustrazione, ogni insoddisfazione, ogni delusione, é il disprezzo per la vita umana, per la persona, è il cinismo più bieco che trasforma le persone in oggetti, è quello schifo odiologico, è il grande inganno che l'uomo ancora crede semplicemente perché quel male, indossa un costume, come Zorro, solo perché indossa la mascherina, il vestito di seta ed il mantello, nessuno lo riconoscerebbe... non è ridicolo?

E' l'unico strafigo, con due spalle quadrate da marcantonio, un torace da nuotatore, la mascella quadrata, l'unico in tutto il villaggio coi baffi strafigo e però, siccome indossa il costumino ed il mantellino, oh, chissà chi sarà questo zorro.

Così è per il male Civis: non è che indossando il pigiama, non sia più riconoscibile. Non è che non sia più possibile riconoscere il male, solo perché non è quello che indossa il colore nazista, non è irriconoscibile quella natura, solo perché cambia pretesto e si accanisce con qualcun altro, in qualche altro modo: quel segno, quel seme, è sempre lo stesso,

è il male e l'uomo che già non è perfetto di suo, dovrebbe almeno sforzarsi di non fare l'idiota come i compaesani di zorro, incapaci di mettere in relazione l'identità perchè il costumino nero lo impedirebbe, ma vedi, poco cambia se il male indossa il pigiama rosso di flanella e noi possiamo riconoscerlo.

Il tuo comportamento, qui, è male. Attenzione: non sto dicendo che tu sei il male! Dico che ti comporti male. Che aderisci al male. Che il tuo odio assurdo, irragionevole con la Chiesa è male, con me è male, con il Don è male, l'uso di volgarità, del tuo incredibile cinismo impietoso di cui hai dato a volte prova è male, il tentativo di boicottare, rovinare, ridurre, far chiudere questo blog, è male,

 tu non sei il male,

tu sei solo un uomo che si fa schiavo e servo del male, in tante piccole cose (non è che tu qui, del resto e per fortuna, abbia più possibilità) e meriterebbe di essere liberato dal male.

Un male che non potrà che ripagarti che con la sua natura: l'inganno, il male. Che altro pretendi del resto, da quel padrone? Un male che ti intossica di odio, di rancore, di insoddisfazione, di frustrazione, di rabbia, di desiderio di vendetta, di umiliazione e così diventa un circolo vizioso perché sarai ancora più stretto nel cerchio in cui sempre più hai bisogno dela dose di odio e di male, per uscirne, ma è una spirale folle che non ha una soluzione di continuità, se non peggiorando fino ad un punto di rottura, in cui sarai costretto a scegliere: o spezzi il cerchio oppure diventi folle e non potrai più avere alcun controllo, ormai troppo veleno, troppa tossina, avrai ridotto la tua possibilità e capacità di coscienza, umana..

questo è il destino che ti aspetta, prima o poi, se non adesso domani, se non dopodomani, spero, non ieri.

Ritrova la calma, l'equilibrio, la serenità: tu non devi dimostrare affatto di essere così perverso. Il tuo orgoglio non dovrebbe sentirsi minacciato e ferito ORA, semmai avrebbe dovuto in un sacco di occasioni in cui hai esagerato, semmai anche adesso scrivendo cose come

 pidocchio della casa del fascio

o anche alla sua razza di maiali

Qui, semmai, il tuo orgoglio dovrebbe esser ferito e frenare l'effetto compulsivo dettato dalla tua droga odiologica.

Anzi, tu dovresti avere un moto di orgoglio anche in quell'episodio di Magen David, in cui fu compiuta una tremenda ingiustizia e ci fu utile, utilissima, per dimostrarci quanto siamo già condizionati dalla doppia morale, dall'ingiustizia.

Tu parli di razzismo e vanti tuo intervento che fu una vergogna vedere soddisfatto.

Perché tu qui sei ben poco titolato per farti portavoce di valori come quelli che combattono il razzismo.

Che beninteso, per quanto cambi abito, è sempre lo stesso segno, lo stesso seme, lo stesso nucleo, la stessa radice e natura: il male.

Ma lo è tanto se si invoca il genocidio di palestinesi (che io non ricordo mai di aver letto per quanto abbia cercato, ma poi credo intervenne censura) quanto invocare il genocidio di preti, o cristiani, o elettori di berlusconi...

cose per cui, né te né Sal intervenite, naturalmente, essendo cosa a voi gradita o anche indifferente. Così come è atroce l'ingiustizia, la scorrettezza e l'ipocrisia in cui si alimenta il razzismo antisemita, perché risulta anche nel tuo messaggio a danno di Magen David che definisci come "razza di maiali".

Sei proprio tu a parlare di razzismo, a farne questione razziale: ci sono uomini, persone, per te, e poi la razza degli uomini-maiali.

Tu e Sal, dovreste aver la decenza, l'onestà intellettuale, un minimo senso di giustizia, una minima ambizione di credibilità, tra incitazione alla morte di preti, cristiani, elettori sgraditi e israeliani-ebrei come può ben identificarsi una che si firma Magen David, di chiedere la vostra censura e di essere sbattuti fuori a calci anche, da tutta la piattaforma di blogosfere.

Mentre purtroppo, le cose girano proprio così: c'è una doppia morale ed anche la violenza ed il razzismo legittimo, dunque riconsocendo la giustizia e la corretezza, con figli e figliastri.

Tu, con i tuoi tanti incitamenti violenti di eccidio giustizialista a danno di preti, cristiani ecc, prefigurando forche e sollazzo suppongo, nello sfregio e nell'offesa anche dei cadaveri a testa in giù,

dove altro dovresti essere, per par-condicio, per onestà intelletuale, se non bandito da tutta la piattaforma di blogosfere?

Solo che i palestinesi, così come gli islamici, godono di tutela che i cristiani invece, non vedono riconsociuta. Non è una novità poi che Israele rappresenti anche l'Occidente. Colpevole di aver messo in pratica una democrazia e di aver infine scelto di apparentarsi dopo le iniziali incertezze, alla potenza Usa e non all'Urss (ed infatti i comunisti russi, inizialmente benedirono il progetto israeliano, ma dopo la scelta israeliana, diventarono fortemente anti-sionisti: quando si dice il caso, non è mai un caso pare).

Saluti cari anche a te,

vedi di tornare lucido ed equilibrato.

Ma sempre a disposizione nel caso tu voglia prendere iniziative esterne, come sai, da te non ho mai nulla da temere, mai nulla Civis e non ti piacerà sentirti dire che non è per tuo merito, ma di migliori maestri dei tuoi.

A.

Cambia maestri.

246
22 Giu 2010
alle 20:01

salvatore

Giurista 244,

il razzetto che il '68 ha acceso nel sedere dei clericofascisti sta ancora sfrigolando e, dopo averli portati a riconoscere pubblicamente quanto in privato hanno continuato a cercare di negare,

ancora fa effetto, proprio impedendo loro di esprimere in chiaro affermazioni becere che prima del '68 propagandavano liberamente.

Si comportano un po' come suggerisce il fascista Borghezio che raccomanda ai suoi complici francesi di non dire mai di essere fascisti, di travestirsi piuttosto da "localisti" (come i leghisti).

Questa è una grande soddisfazione storica per quanti hanno fatto il '68 e nessun critico revisionista da quattro soldi ce la potrà mai togliere, come nessun critico revisionista riuscirà mai a ricondurre i valori antidemocratici del fascismo ad essere pronunciabili senza la generale esecrazione che la Resistenza ha loro riservato in perpetuo.

Salute e fratellanza.

245
22 Giu 2010
alle 19:46

salvatore

Beh, Alieno 243, più evasivo di così, proprio come un galeotto di Sing Sing...

Come scritto in chiaro,

aspetto ancora le tue scuse.

Delle tue sottolinature e dei commenti spiritosi (sic) alle mie battute spiritose e perciò a te fastidiose, non so che farmene!

Ce l'hai un po' di dignità residua o ti sei rassegnato allo sputtanamento permanente e futuro (prometto e, come sai, mantengo eh!) della tua maleducazione di vigliacchetto?
___________________________________________________

Poi, nel merito, tu scrivi

<Una sorta di super-uomo (un po' come tu vorresti gli scienziati in quanto tali)>

ancora una volta mi attribuisci quello che ti fa comodo pensare io pensi.

Eppure, se non avessi quei devastanti problemi di memoria che ti affliggono, magari potresti ricordare quante volte ho scritto proprio il contrario e mai quanto mi attribuisci, cercando di far entrare nella tua testa refrattaria di credulone che,

appunto, l'unica conoscenza perseguibile è quella terrena, umana,

e non certo super-umana.

Alle fesserie super-umane ci credi tu!

Smemoratello eh! Poverino!

244
22 Giu 2010
alle 18:16

Giurista pensatore

Trascrizione del 232.

ALIENO 230. <Fiducia, dici, in tanti che ricercano un'etica liberamente... Non mi pare. Altrimenti daresti peso specifico al fatto che l'umanità, in ogni luogo e dove, in ogni quando, prima del sessantotto, abbia sempre visto la pratica omosessuale come qualcosa da non promuovere nella progettualità sociale.> Prima del Sessantotto la cultura italiana non concepiva che si potesse uscire dal seminato. A riprova di questo, cito la celebre vicenda dei coniugi Bellandi, innescatasi con una lettera allucinante del vescovo di Prato, diretta al parroco, della quale trascrivo alcuni stralci: <Oggi, 12 agosto (1956), due suoi parrocchiani celebrano le nozze in Comune rifiutando il matrimonio religioso. Questo gesto di aperto, sprezzante ripudio della religione è motivo di immenso dolore per i sacerdoti e per i fedeli. Il matrimonio cosiddetto civile per due battezzati assolutamente non è matrimonio, ma soltanto l’inizio di uno scandaloso concubinato» [...] «Pertanto lei, signor Proposto, alla luce della morale cristiana e delle leggi della Chiesa, classificherà i due tra i pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2357 del Codice di Diritto Canonico, considererà a tutti gli effetti il signor Bellandi Mauro come pubblico peccatore e la signorina Nunziati Loriana come pubblica peccatrice. Saranno loro negati i sacramenti, non sarà benedetta la loro casa, sarà loro negato il funerale religioso». [...] «Infine, poiché risulta all’autorità ecclesiastica che i genitori hanno gravemente mancato ai propri doveri di genitori cristiani, permettendo questo passo immensamente peccaminoso e scandaloso, la Signoria Vostra, in occasione della Pasqua, negherà l’acqua santa alla famiglia Bellandi e ai genitori della Nunziati Loriana. La presente sia letta ai fedeli»>. Il curato locale obbedì al vescovo, disse pubblicamente che i due poveri malcapitati erano pubblici peccatori e concubini e ne scoppiò un processo penale per diffamazione. Ma l'abominevole volontà della Chiesa di controllare le coscienze e le scelte individuali emerge ancor di più nel passo in cui il vescovo condanna pure i genitori degli sposi, sostenendo chiaramente che questi avrebbero dovuto impedire lo scandaloso matrimonio (e come? con una minaccia di morte, a mo' di Islam?). Perciò, fino al Sessantotto, non c'era verso di pensare ed agire con la propria testa, senza subire venefici attacchi sociali (il Bellandi perse moltissima clientela per quella sorta di "marchio" del vescovo). Fino al Sessantotto i figli ripetevano meccanicamente quanto prescritto loro dai padri, sotto minaccia di nerbate, altro che teste libere pensanti! Vogliamo guardare fuori dall'Italia? L'atmosfera di Guerra Fredda non consentiva alcuna libertà di pensiero: parlar di comunismo in Occidente o di capitalismo in URSS o Cina comportava conseguenze gravissime, accuse di tradimento, di spionaggio e simili psicosi collettive. I Paesi arabi e musulmani sono ancora oggi chiusi nel Medioevo e fra poco neppure esiste un termine arabo per tradurre il concetto di "libertà personale" o "libertà di opinione". L'India era arroccata nella sua odiosa cultura di caste. L'Africa era in pieno periodo di decolonizzazione. Dove la vedi, prima del Sessantotto, una cultura libera, nella quale ciascuno può pensare con la propria testa? Nessuna sorpresa che l'omosessuale fosse visto come deviato da tutti o quasi: questo era il messaggio dominante e guai a contestarlo.

È proprio grazie alla contestazione sessantottarda (che tu aborrisci), che pian piano si legittima la critica, la revisione e finanche il superamento delle visioni tradizionali, si legittima il pensare con la propria testa, ed ecco che l'omosessualità viene sdoganata dalla cultura occidentale. Perciò, caro il mio Alieno, prima del Sessantotto c'erano solo "greggi di pecore", mentre oggi troviamo "greggi di pecore" e "persone con discernimento", che azionano il cervello, la facoltà raziocinante: queste non si piegano, non si sottomettono a nessuno, ricercano l'etica liberamente ed agiscono secondo la propria coscienza, assumendosene la responsabilità, e sono queste persone che io stimo particolarmente.

Perché mai sottomettersi al papa, o a chiunque altro, visto che, come dici tu, egli non è un super-uomo? Per quale ragione l'uomo dovrebbe abdicare alle proprie capacità intellettive e speculative e rimettersi alla volontà di altri? Fare questo è peggio ancora che affidare l'intera gestione del proprio patrimonio ad altri (salvo poi scoprire che il fidatissimo amministratore s'è mangiato tutti i beni, incluse le suppellettili che adornavano il ces-so di casa): fare questo, infatti, è affidare la propria vita ad altri, e per me è inconcepibile. Preferisco mille volte sbagliare da solo che aver ragione per mezzo della fedeltà ad altri, perché non sono pedina di nessuno e la mia testa non serve a far massa o volume, ma ad applicarsi ai problemi con spirito critico, senza trangugiare le soluzioni e le risposte preconfezionate e snocciolate da terze persone. Ora, finalmente, capisci perché io e te siamo agli antipodi?

Giurista pensatore.

243
22 Giu 2010
alle 17:23

Alieno

Ma Sal: è un personaggio di fantasia S. Holmes. :-)))))

Una sorta di super-uomo (un po' come tu vorresti gli scienziati in quanto tali), peraltro afflitto da non poche fisime e problematiche e non bastasse,

risulta essere piuttosto antipatico ed odiosetto spocchioso.

Insomma, ti somiglia di brutto, ma S.Holmes è solo un personaggio di fantasia ed è complicato averlo divinizzato, mitizzato e sacralizzato per farci speculazioni oggettive su (anche su di me). ^_^

Come si fa..

Il fatto oggettivo è e resta che invece tu, sei un personaggio reale e non di fantasia e questo, effettivamente è motivo per farci su delle speculazioni più serie..

Lascia stare le teorie dei super-uomini,

abbiamo già abbastanza problemi con gli uomini non super e sanno già essere antipatici così troppo spesso eheh.

A.

242
22 Giu 2010
alle 14:20

salvatore

ALIENO 240 scrive:

<Perché per immaginarmi "ammutolito", ne serve parecchia, ma proprio tanta tanta di fantasia eheheh.>

Fantasia?

REALTA'!:

Io sto ancora aspettando molte risposte, alle mie obiezioni e altrattante alle mie proteste,

(risposte non opzionali, ma doverose, alle diffamazioni ricevute da te) a mie precise richieste di provare quanto mi hai slealmente infinite volte attribuito.

Il fatto che ti sottrai regolarmente dal rendere conto di

- diffamazioni,
- citazioni false di quanto il prossimo scrive,
- contraddizioni della lettera di quanto scritto da te e segnalatoti con precisione,
- et, etc,

conferma la

- amnesica superficialità di ogni tuo commento
- e la pratica mistificatoria di annegare a fini elusivi ogni tua balla in un mare di parole (si riveda il sempreverde avvertimento di Holmes *).

Una diffamazione per tutte:

si legga la sfida di provare di --- >  AVER IO RICHIESTA LA TUA "ESTROMISSIONE" (al mio 296).

Quel po' di verecondia che ogni tanto dovrebbe pur rispuntare a disturbare i giochetti sleali del tuo metodo

<se ritengo di aver già risposto e detto ciò che era utile per me dire, mi sta bene>

non ti fa arrossire di non aver avuta mai l'onestà di

                                 porgere delle scuse?

Se tu non fossi un maleducato, il burino presuntuoso che sei, il razzetto nel sedere (acceso al mio 296), che cavalchi da mesi, dovresti averlo spento da un bel po' di tempo!

                     "Affirmanti incumbit probatio"

e al "diffamante" (chi accusa mendacemente) ancora di più "incubit" di non omettere vilmente di fornire le prove richieste dall'offeso,

quando poi lo stesso diffamante si sia pure auto-sputtanato scrivendo, lui sì,
(al suo 81 --- > qui):

<Tu e Sal, dovreste aver la decenza, l'onestà intellettuale, un minimo senso di giustizia, una minima ambizione di credibilità, tra incitazione alla morte di preti, cristiani, elettori sgraditi e israeliani-ebrei come può ben identificarsi una che si firma Magen David, di chiedere la vostra censura e di essere sbattuti fuori a calci anche, da tutta la piattaforma di blogosfere.>
_________________________________________________

(*) Sherlock Holmes a Watson nel racconto di Adrian Conan Doyle "Il miracolo di Highgate":

"Riflettete. Quando un uomo mi scrive una lettera di una dozzina di pagine, gli riesce facile nascondere la sua vera natura in una nebbia di parole. Ma se è costretto a essere conciso si rivela subito. Questo lo avrete notato nei buoni oratori."

"se è costretto a essere conciso si rivela subito" (si veda, appunto il tuo 240)

241
22 Giu 2010
alle 02:43

Giurista pensatore

ALIENO. Sono proprio curioso di sapere cosa replicherai al 232.

Giurista pensatore.

240
21 Giu 2010
alle 01:24

Alieno

Giurista, al 238: non ne azzecci una eh, Giurista.

Non sono ammutolito, semplicemente li ho saltati i tuoi commenti lunghi suppongo. Eppure credevo di averli letti tutti, domani controllo.

Ma non essere presuntuoso: a volte non c'é molto da commentare, ripeti grossomodo le stesse cose e mi si para l'eventualità di ripetermi nelle risposte e non è un obbligo lo faccia e non ho nemmeno le convulsioni e l'ossessione che l'ultima parola debba essere la mia su un argomento: se ritengo di aver già risposto e detto ciò che era utile per me dire, mi sta bene anche se l'ultima è la tua.

Vivi sereno e quando presumi, apri a più possibilità ed ipotesi: le riduci sempre così tremendamente. Sei sempre talmente riduttivo che ho ben ragione di non poter escludere l'applicazione tua rigorosa di un pregiudizio.

E però hai senz'altro, una notevole fantasia, creativa.

Perché per immaginarmi "ammutolito", ne serve parecchia, ma proprio tanta tanta di fantasia eheheh.

Ciao,

A.

239
20 Giu 2010
alle 20:31

salvatore

<... l'umanità, in ogni luogo e dove, in ogni quando, prima del sessantotto, abbia sempre visto la pratica omosessuale come qualcosa da non promuovere nella progettualità sociale.>

<da non promuovere>

proprio nello stile letterario più ipocritamente pretesco della "tradizione cristiana":

nascondere/mistificare per evitare di dire la verità e addomesticare

i fatti: persecuzioni, violenze, torture, omicidi

tutti mirati, ovviamente "soltanto" a <non promuovere>.

Proprio un bell'epitaffio da scolpire sulla tomba della credibilità della dignità e dell'onestà intellettuale,

uno scivolamento della tastiera a tradire l'intendimento della pura mistificazione,

uno spiattellamento, tanto più inconsapevole quanto più esplicito, della propria cattiva fede,

un divertente assaggio delle farciture di menzogne ficcate in tutti i post del più sleale e rintronato dei commentatori.
_____________________________________________________

Si ascolti qui sopra lo sfrigolamento del fiammifero che ha acceso un bellissimo razzetto al suo sedere...

238
20 Giu 2010
alle 13:46

Giurista pensatore

ALIENO. Sei ammutolito dinanzi ai miei ultimi tre post (specialmente il primo, quello lungo)?

Giurista pensatore.

237
20 Giu 2010
alle 08:16

civis romanus sum

Cosa c'è merdashopping ?

Ti dà fastidio che io dica la Verità ?

Se è così, davvero mi divertirò all'infinito a sputtanare in pubblico la tua vigliaccheria di prete ;) 

Non mi provocare coglione ,,,

Lo sai che è tutto documentato ,,, basterebbe applicarsi con metodo e impegnarsi con quella voglia che io non ho ,,, perchè ho tanta fiducia in te .

Tu prova a negarlo ;)

 

236
20 Giu 2010
alle 03:35

Alieno

Oramai sei alla frutta Civis. La tua paranoia ed il delirio relativo ormai è credo, cronico ed irreversibile.

Dunque siamo pure al vittimismo, alle teorie complottiste.. che altro?

Ma dico: un po' di pudore Civis, di decenza, di dignità... non fa a chiedertene?

Cos'é, hai litigato con il buon senso da piccolo e da allora non hai più trovato il coraggio di chiedergli scusa e di farci la pace?

Ti vergogni piccolino? Che t'ha fatto di male il buon senso, diccelo, t'ha fatto la bua vero? Cattivo cattivo!

Ora però fate la pace dai: ormai sei grande su.

 Quello che è stato è stato, fai pace con te stesso e con quel buon senso che da tanto tempo non ti rivolge nemmeno la parola...

vedrai che giorno dopo giorno, farete un po' di conoscenza, anche se è passato tanto tempo, lo so, è difficile... e chissà, un domani magari andrete anche d'accordo, non dico amici-amici, ma sicuramente tutto da guadagnare lo stesso.

Ora però fai il bravo, smetti di fare il farlocco e  smettila di piagnucolare e di fare la vittima delirante.

Ciao,

A.

235
19 Giu 2010
alle 18:01

civis romanus sum

234. Tipico atteggiamento del vigliacco che non sa affrontare l'avversario ad armi pari ,,,

Non sarebbero preti ;)

Lo si nota anche dallo stesso atteggiamento del pretino che ci molesta abitualmente in questo sito .

E qui una piccola parentesi di affari personali :

Dovete pensare che merdashopping, in arte alieno, una volta arrivò a diffamarmi e calunniarmi clonando anche il mio nikname, ( Io non ero così assiduo come ora su questo blog e il gioco gli è venuto facile ,,, stessa pratica è stata tentata poco tempo fa anche dal suo sodale Pinco ,,, motivo per cui ora sto più attento nel tenerlo lontano da me ) per tirar dalla sua parte il moderatore, che abboccando al suo giochino vile e infame, arrivò a censurarmi ogni commento ( impose la censura preventiva, mai vista in nessun altro blog della piattaforma Blogosfere, e ogni mio commento veniva bloccato)  lasciando spazio libero alle farneticazioni aliene per mesi .

Era il 2008, e si era in tempo di elezioni politiche ,,, a merdashopping serviva spazio senza contraddittorio per la sua propaganda fascista .

Occhio dunque a trattare con questo tipo, guardatevi le spalle e controllate i vostri commenti ,,, potreste ritrovarvi diffamati e censurati senza colpa .

 

234
19 Giu 2010
alle 17:12

Giurista pensatore

Altra parentesi. http://www.repubblica.it/persone/2010/06/19/news/saramago-vs_osservatore-4979158/?ref=HREA-1

Trovo veramente scandaloso che l'Osservatore Romano faccia il processo ad un defunto, tipico atteggiamento del vigliacco che non sa affrontare l'avversario ad armi pari, oltre che del persecutore crudele che non si ferma neppure dinanzi alla morte. Vorrei proprio vedere se qualcuno scrivesse male di un papa il giorno della sua morte, quale putiferio scoppierebbe!

Giurista pensatore.

232
18 Giu 2010
alle 20:19

Giurista pensatore

ALIENO 230. <Fiducia, dici, in tanti che ricercano un'etica liberamente... Non mi pare. Altrimenti daresti peso specifico al fatto che l'umanità, in ogni luogo e dove, in ogni quando, prima del sessantotto, abbia sempre visto la pratica omosessuale come qualcosa da non promuovere nella progettualità sociale.> Prima del Sessantotto la cultura italiana non concepiva che si potesse uscire dal seminato. A riprova di questo, cito la celebre vicenda dei coniugi Bellandi, innescatasi con una lettera allucinante del vescovo di Prato, diretta al parroco, della quale trascrivo alcuni stralci: <Oggi, 12 agosto (1956), due suoi parrocchiani celebrano le nozze in Comune rifiutando il matrimonio religioso. Questo gesto di aperto, sprezzante ripudio della religione è motivo di immenso dolore per i sacerdoti e per i fedeli. Il matrimonio cosiddetto civile per due battezzati assolutamente non è matrimonio, ma soltanto l’inizio di uno scandaloso concubinato» [...] «Pertanto lei, signor Proposto, alla luce della morale cristiana e delle leggi della Chiesa, classificherà i due tra i pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2357 del Codice di Diritto Canonico, considererà a tutti gli effetti il signor Bellandi Mauro come pubblico peccatore e la signorina Nunziati Loriana come pubblica peccatrice. Saranno loro negati i sacramenti, non sarà benedetta la loro casa, sarà loro negato il funerale religioso». [...] «Infine, poiché risulta all’autorità ecclesiastica che i genitori hanno gravemente mancato ai propri doveri di genitori cristiani, permettendo questo passo immensamente peccaminoso e scandaloso, la Signoria Vostra, in occasione della Pasqua, negherà l’acqua santa alla famiglia Bellandi e ai genitori della Nunziati Loriana. La presente sia letta ai fedeli»>. Il curato locale obbedì al vescovo, disse pubblicamente che i due poveri malcapitati erano pubblici peccatori e concubini e ne scoppiò un processo penale per diffamazione. Ma l'abominevole volontà della Chiesa di controllare le coscienze e le scelte individuali emerge ancor di più nel passo in cui il vescovo condanna pure i genitori degli sposi, sostenendo chiaramente che questi avrebbero dovuto impedire lo scandaloso matrimonio (e come? con una minaccia di morte, a mo' di Islam?). Perciò, fino al Sessantotto, non c'era verso di pensare ed agire con la propria testa, senza subire venefici attacchi sociali (il Bellandi perse moltissima clientela per quella sorta di "marchio" del vescovo). Fino al Sessantotto i figli ripetevano meccanicamente quanto prescritto loro dai padri, sotto minaccia di nerbate, altro che teste libere pensanti! Vogliamo guardare fuori dall'Italia? L'atmosfera di Guerra Fredda non consentiva alcuna libertà di pensiero: parlar di comunismo in Occidente o di capitalismo in URSS o Cina comportava conseguenze gravissime, accuse di tradimento, di spionaggio e simili psicosi collettive. I Paesi arabi e musulmani sono ancora oggi chiusi nel Medioevo e fra poco neppure esiste un termine arabo per tradurre il concetto di "libertà personale" o "libertà di opinione". L'India era arroccata nella sua odiosa cultura di caste. L'Africa era in pieno periodo di decolonizzazione. Dove la vedi, prima del Sessantotto, una cultura libera, nella quale ciascuno può pensare con la propria testa? Nessuna sorpresa che l'omosessuale fosse visto come deviato da tutti o quasi: questo era il messaggio dominante e guai a contestarlo.

È proprio grazie alla contestazione sessantottarda (che tu aborrisci), che pian piano si legittima la critica, la revisione e finanche il superamento delle visioni tradizionali, si legittima il pensare con la propria testa, ed ecco che l'omosessualità viene sdoganata dalla cultura occidentale. Perciò, caro il mio Alieno, prima del Sessantotto c'erano solo "greggi di pecore", mentre oggi troviamo "greggi di pecore" e "persone con discernimento", che azionano il cervello, la facoltà raziocinante: queste non si piegano, non si sottomettono a nessuno, ricercano l'etica liberamente ed agiscono secondo la propria coscienza, assumendosene la responsabilità, e sono queste persone che io stimo particolarmente.

Perché mai sottomettersi al papa, o a chiunque altro, visto che, come dici tu, egli non è un super-uomo? Per quale ragione l'uomo dovrebbe abdicare alle proprie capacità intellettive e speculative e rimettersi alla volontà di altri? Fare questo è peggio ancora che affidare l'intera gestione del proprio patrimonio ad altri (salvo poi scoprire che il fidatissimo amministratore s'è mangiato tutti i beni, incluse le suppellettili che adornavano il ces-so di casa): fare questo, infatti, è affidare la propria vita ad altri, e per me è inconcepibile. Preferisco mille volte sbagliare da solo che aver ragione per mezzo della fedeltà ad altri, perché non sono pedina di nessuno e la mia testa non serve a far massa o volume, ma ad applicarsi ai problemi con spirito critico, senza trangugiare le soluzioni e le risposte preconfezionate e snocciolate da terze persone. Ora, finalmente, capisci perché io e te siamo agli antipodi?

Giurista pensatore.

231
18 Giu 2010
alle 20:00

civis romanus sum

,,, l'umanità, in ogni luogo e dove, in ogni quando, prima del sessantotto, abbia sempre visto la pratica omosessuale come qualcosa da non promuovere nella progettualità sociale.

L'orizzonte storico del prete si ferma sempre alla curva della sua panza ;) 


 

230
18 Giu 2010
alle 18:12

Alieno

Neppure Manicheo può nulla contro di te! Personalmente ho più fiducia in tante teste pensanti che ricercano l'etica in totale libertà, piuttosto che in un gregge di pecore che sottostanno al pastore, (eccetera).

Giurista: non riconoscermi addirittura poteri che non ho.

Alieno vabbé, ma non ho quei poteri che evochi eheh.

Fiducia, dici, in tanti che ricercano un'etica liberamente...

Non mi pare.

Altrimenti daresti peso specifico al fatto che l'umanità, in ogni luogo e dove, in ogni quando, prima del sessantotto, abbia sempre visto la pratica omosessuale come qualcosa da non promuovere nella progettualità sociale.

Diversità e distanze anche enormi di cultura, di religione o anche di non religione eppure con questo risultato, in ogni luogo, dai più remoti ed isolati, a quelli più interattivi ed espansivi: omosessualità come progetto sociale mai. Anzi, valutato come proposta improponibile o dannosa e pericolosa all'interno del contesto sociale.

A me sembra invece, che tu abbia più fiducia solo in chi la pensa come vuoi che la pensino tutti, a senso unico.. :-)

Ciao,

A.

229
18 Giu 2010
alle 18:07

Alieno

Con lo stesso criterio che suggerisci nel tuo sperticato tentativo di ridurre il dibattito ai "criteri scientifici",

dovremmo dire che nemmeno la pedofilia (ma sarebbe più corretto dir pederastia) è di per sé una malattia.

Né ogni pratica turpe e orrenda che si verifica in natura, dall'assassino al genocidio, c'é di tutto ma vedi, in natura c'è i dettato dell'istinto e non la responsabilità che consegue alla libertà umana di produrre un'Etica che ci spiega che tutto ciò è "malattia" invece, se fatto dall'uomo, o come minimo, atto disumano, nel senso di riduzione umana.

Ma dal punto di vista scientifico, effettivamente si dovrà rilevare che l'esemplare animale che ha rapporti incestuosi o con individui non adulti o omo, deviando dal naturale percorso saltuariamente o sistematicamente,

non è "malattia": l'individuo in esame risulta magari sanissimo, non ammalato, biologicamente sano.

E potremmo allora usare quel criterio scientifico per trasportarlo nel contesto "umano" con eguale conclusione?

Io dico di no. Eppure, con la stessa logica, si potrebbe teoricamente ipotizzare e poi concretizzarlo: "trattasi solo di problema ego-distonico".

Dunque investire perché il soggetto umano, si senta in armonia con se stesso quando uccide, stupra, saccheggia,

anzi, autostima da elevare a mille, come i mille di Garibaldi, perfino eroe tra omicidi, razzie, saccheggi e stupri in un continuo esercitar la riduzione umana.

 

Io dico che beh, si debba pretendere di più nel promuovere gli uomini.

E che qualcosa non fila giusto nei tuoi teoremi.

Ciao,

A.

228
18 Giu 2010
alle 17:19

Giurista pensatore

ALIENO 225. <Le mie critiche alla Chiesa non mancano nel blog. Ed anche l'entusiasmo di un cambio di strategia della Chiesa in relazione alla piaga dei preti pedofili e delle coperture ed omertà, sono al contempo una critica indiretta alla Chiesa "prima", oppure non avrei motivo di festeggiare questo cambiamento, non trovi?> Un cambiamento "procedurale", non certo "sostanziale". Intendiamoci, la Chiesa non hai mai promosso la pedofilia, perciò, sia prima che dopo, il precetto di base è rimasto inalterato: è cambiato solo il modo di applicarlo, e riconosco che è un cambiamento sicuramente in meglio, doveroso ed irrinunciabile. Ma tu non hai la forza, o la voglia, o quel che sia, di smentire la Chiesa sulla sostanza: l'omosessualità non è "malattia", perché tutta la comunità scientifica ha provato l'inesattezza della tesi anteriore, ma solo "peccato", e per chi ci crede. Ti ostini a considerare Nicolosi l'infallibile scienziato del cosmo, e tutti gli altri una manica di deficienti corrotti. Ripeto, sei libero di conservare le tue incrollabili certezze, ma noi torniamo alle verità relative, mutevoli, ma almeno munite di prova scientifica.

ALIENO 227. <Sarà piuttosto che ogni uomo può accedere alla Verità eterna. Cominciando da qui, nel cammino di riconoscerla la Verità eterna e nel farlo, già diventando uomo promosso nella Verità, cioè in Cristo e per Dio, Verità. Assai improbabile che chi rigetta e disconosce la verità, poi abbia facilità di accesso.. :-)> Questa è una contraddizione in termini: ogni uomo può accedere alla Verità eterna, ma chi rigetta e disconosce la verità [stabilita dalla Chiesa], ha difficoltà d'accesso. Stai confermando, dunque, che il monopolio della Verità apparterrebbe alla Chiesa e che gli uomini debbano semplicemente accettare l'interpretazione della Chiesa. Ma perché mai la sua interpretazione sarebbe più autorevole di quella delle persone comuni, se hai detto che la Chiesa non è composta di super-uomini o semi-dei? Se tutti gli uomini possono trovare la Via della Verità, perché mai dovrebbero obbedire ad un singolo uomo, il papa, ed ai suoi collaboratori?

<E siccome gli uomini, tanti, riconoscono solo delle verità "umane", di ogni tipo e precarie, constestuali e superabili, imperfette come è la natura dell'uomo che crea delle "verità", dunque ingannevoli e non certo eterne, avranno appunto accsso alla verità ingannevole e dove nulla e vuoto avranno voluto riconoscere, avranno ed otterranno quel nulla e quel vuoto in cui si sono impegnati ed hanno operato, ripagati dalla moneta che sempre hanno voluto usare e non avranno certo la pienezza di coloro che la Verità eterna sanno riconoscere con fiducia ed umiltà.> Sei duro come il marmo, eh? O sottostai alla Chiesa, e allora la Salvezza è garantita, o fai per conto tuo, e sarai ripagato con le moneta del nulla e del vuoto (allusione all'inferno?). Ti riesce difficile credere che una persona possa essere buona, sensibile, disponibile, generosa ed attenta a non idolatrare denaro e potere, senza però sottostare al papa, ma pensando con la propria testa, la propria coscienza, in totale autonomia? Dai tuoi discorsi emerge che tutti coloro che non si sottomettono al papa sono dei mostri schifosi, relativisti, talebani, distruttori della vita, schiavi degli istinti primordiali, crudeli ed egoisti. Neppure Manicheo può nulla contro di te! Personalmente ho più fiducia in tante teste pensanti che ricercano l'etica in totale libertà, piuttosto che in un gregge di pecore che sottostanno al pastore, col risultato, in questo secondo caso, che se il pastore dice corbellerie, trascina tutto il gregge nel baratro con sé. Inoltre, mi dà più soddisfazione agire bene perché lo dice la mia coscienza e la mia libera scelta, piuttosto che farlo per fedeltà a qualcuno. Che senso ha? Boh! Apparteniamo proprio agli antipodi...

Giurista pensatore.

 

227
18 Giu 2010
alle 15:44

Alieno

Giurista, in calce al tuo 220:

Davvero curioso quello che scrivi... Gli scienziati sono tutti soggetti all'errore (e ci mancherebbe altro!), mentre la Chiesa, fatta di uomini, può accedere alla Verità eterna. Che buffo! Il clero è composto di super-uomini, semi-dei, ninfe?

No.

La fede cristiana è una cosa seria e non risulta la proposta di clero fatto da super-uomini o semi-dei.

Sarà piuttosto che ogni uomo può accedere alla Verità eterna.

Cominciando da qui, nel cammino di riconoscerla la Verità eterna e nel farlo, già diventando uomo promosso nella Verità,

cioè in Cristo e per Dio, Verità.

Assai improbabile che chi rigetta e disconosce la verità, poi abbia facilità di accesso.. :-)

E siccome gli uomini, tanti, riconoscono solo delle verità "umane", di ogni tipo e precarie, constestuali e superabili, imperfette come è la natura dell'uomo che crea delle "verità", dunque ingannevoli e non certo eterne,

avranno appunto accsso alla verità ingannevole e dove nulla e vuoto avranno voluto riconoscere, avranno ed otterranno quel nulla e quel vuoto in cui si sono impegnati ed hanno operato, ripagati dalla moneta che sempre hanno voluto usare e non avranno certo la pienezza di coloro che la Verità eterna sanno riconoscere con fiducia ed umiltà.

I preti possono ricordarci benissimo questo: coloro che tradiscono la fede, sono a ricordarci tutto il dramma dell'umanità che tradisce, infine, se stesso e tutti gli uomini,

coloro che invece non tradiscono la loro missione (di Verità), sono a ricordarci che ogni uomo può promuoversi ed avere la possibilità nella Verità dell'uomo che Cristo ci ricorda, dalla sua nascita tra noi, alla croce, al suo risorgere.

Speranza dunque, al di là del dolore, del dramma dell'uomo.

La fede cristiana che porta la Chiesa, Sal, è ben più seria ed autentica della lettura che tu sei capace di fare.

Ciao,

A.

226
18 Giu 2010
alle 15:39

civis romanus sum

Ora chiedetevi pure come lo stesso soggetto sarebbe accolto nella vita reale, in un concesso civile dove si volesse dibattere tra diversi senza considerarsi nemici per giungere ad un compromesso riguardo a questo, ma anche ad altri, tema specifico, non qui dove protetto dall'anonimato e dalla connivenza di un prete al sicuro dietro uno schermo si può permettere di insultare tutti e tutto finanche la scienza nostro unico lume per comprendere la realtà, per spacciare le sue falsità in nome del suo dio ,,, dico io : a pesci in faccia e calci in culo sommerso da una salva di fischi .

E chiedetevi pure perchè i nostri padri costituenti hanno opportunamente deciso di vietare a questi soggetti ogni dignità politica ,,, e perchè si combattono guerre in nome della civiltà in oriente contro i fondamentalisti, gli integralisti di una fede religiosa, i talebani che vogliono imporre contro natura, dignità e ragione, le loro opinioni identiche a quelle di codesto individuo, spacciate per il volere di un dio a tutti gli altri .

Questi soggetti come ho sempre detto io, vanno solo ricacciati nel privato delle chiese, ambienti malauguratamente allestiti e mantenuti da noi stessi per un malinteso concetto della libertà di espressione, a questo scopo precipuo, e non gli si deve consentire di uscirne per appestare il mondo con le loro puttanate ,,, falsissime e dannosissime per l'intera umanità .

Adriano, Imperator dei romani, estremamente tollerante ,,, troppo dico io, per i successivi sviluppi della sua tolleranza ,,, soleva dire al loro riguardo:

S’ingrassino pure con i loro polli; io mi vergogno di parlare del modo come li covano.

 

225
18 Giu 2010
alle 15:34

Alieno

Giurista: Alieno aderisce con ogni cellula del suo corpo ai dettami ecclesiastici e non si azzarda a metterli in discussione, perciò che senso ha continuare questa discussione?

Probabile che non abbia senso.

Ma non per i motivi che vorresti tu, piuttosto per quelli che mi disse Pinco tempo fa, che a tutt'oggi e fino a prova contraria, restano confermati pienamente.

Ma tu sei senz'altro un lettore distratto.

Le mie critiche alla Chiesa non mancano nel blog. Ed anche l'entusiasmo di un cambio di strategia della Chiesa in relazione alla piaga dei preti pedofili e delle coperture ed omertà,

sono al contempo una critica indiretta alla Chiesa "prima", oppure non avrei motivo di festeggiare questo cambiamento, non trovi?

Ciao,

A.

224
18 Giu 2010
alle 14:51

civis romanus sum

Giurista: Alieno aderisce con ogni cellula del suo corpo ai dettami ecclesiastici e non si azzarda a metterli in discussione, perciò che senso ha continuare questa discussione?

Solo a dar modo al tizio buffo di sacrestia di esibirsi ancora nella sua incontinente patologia diarroica ,,, in pratica seguendo pedissequo l'esempio dei tanti pretonzoli che dai loro pulpiti pagati da noi si esibiscono senza contraddittorio nella stessa arte o come fanno i tanti loro servi politici fascisti al governo quando strombazzano falsità dalle tv merdashopping ,,, Come del resto vado dicendo io da anni in questo blog invitando tutti ad abbandonarlo alla sua deriva per ritornare a parlare di cose serie senza dargli maniera di intervenire, escludendolo dal corretto e onesto confronto intellettuale dove si è dimostato inconfutabilmente nella sua inadeguatezza ad apprenderne e riconoscerne i valori . 

Va solo preso per il culo ( divertendomi come faccio io ) per quello che va falsificando in giro, per le sue infime opinoni false e dannose per la collettività e infine posto all'angolo che gli spetta di diritto ,,, quello dei somari .

Chiedetevi perchè ai disonesti, ai falsificatori, ai truffatori, ai millantatori, agli impostori viene imposta la galera, ossia l'esclusione dalla vita sociale per un opportuno periodo di riabilitazione ,,, e a te Giurista non dovrei neanche chiederlo .

In salute e fratellanza ,,, Vale.

223
18 Giu 2010
alle 14:46

salvatore

Eh, si, Giurista 222,

io che scrivo qua da un po', all'inizio mi ritrovai, come te, a provare a capire la natura della patologia di Alieno.

Ora ho straverificato che consiste nella sua "cattiva fede" in concorso con una devastante "deficienza mnemonica" di quanto va scrivendo e, perciò, con una inevitabile "superficialità sostanziale" interna alle sue "irrefrenabili produzioni" di prolissità.

Se mi fosse richiesto potrei produrre una miriade di link di commentatori che segnalano quanto sopra con spietate analisi semplici, concise, esplicative, come le tue, non solo quelle degli "odiologi del branco", ma financo quelle dei suoi sodali di fede.

Ma io, come te credo, non scrivo certo per convincere Alieno, e neppure per vincere facile.

Quel che mi diverte è indurlo metodicamente a scrivere fesserie e contraddizioni via via più ridicole, e portarlo infine ad evadere dal merito per tentare di giustificare tortuosamente, via via, quelle fesserie sempre meglio rivelate quindi nel loro dogmatismo d'accatto e nella loro inconsistenza documentaria.

Quello che mi piace è evidenziare gli errori di base della sua concezione religiosa, politica, ideologica in generale, e segnalare inoltre le sue invenzioni sui fatti.

Divertente insomma è vedere come parta col razzetto nel sedere e come dimentichi immediatamente lettera e sostanza di quanto abbia già scritto, finendo quindi per trovarsi, regolarmente ed inopinatamente, in contraddizione con se stesso con le ultime affermazioni che imprudentemente abbia espresso.

Salute e fratellanza

da un "odiologo del branco".

222
18 Giu 2010
alle 13:46

Giurista pensatore

SALVATORE 221. Salvatore, il tuo è fiato sprecato! Alieno non riconoscerà mai che la scienza, fondata su un solidissimo metodo epistemologico, ha smentito e sbugiardato tante castronerie pseudo-scientifiche della Chiesa, a partire dal sistema geocentrico e dalla patologia omosessuale. Loda la scienza solo se concorda coi dogmi e le Verità presuntuose (come può un uomo mortale, sia pure il papa, conoscere LA Verità eterna?) del clero (v. la stima indiscussa per Nicolosi), mentre semina farneticazioni lobbistiche contro quella stessa scienza, quando depone in senso contrario ai suoi pregiudizi (v. la stragrande maggioranza degli psicologi e psichiatri odierni, che, a suo dire, sono disonesti, sleali, corrotti, incapaci ed odiologi). Alieno aderisce con ogni cellula del suo corpo ai dettami ecclesiastici e non si azzarda a metterli in discussione, perciò che senso ha continuare questa discussione? Lasciamolo alle sue incrollabili certezze e torniamo alle nostre verità relative, relative sì, ma almeno provate.

Giurista pensatore.

221
18 Giu 2010
alle 12:26

salvatore

219 Alieno,

segnalavo la tua impossibilità di vedere l'aragosta. Infatti scrivi

<Quello dove fu la razionalità che sbagliò. Quella volta, non fu l'ultima, né la prima.> (col cavolo, non sbagliò affatto!)

fornendomi l'acqua calda per la mia doccia del mattino.
Infatti è ovvio, proprio nel caso di Galileo palesemente,

- che la razionalità integra le proprie affermazioni con le dimostrazioni (quando non gli è impedito),
- mentre i dogmi non possono che contraddirsi nella propria pretesa fondamentale, l'infallibilità (vedi il Sillabo dello "infallibile" Pio IX).

Ma, volendo restare nel merito a svelare le mistificazioni, tu non avevi scritto di
<razionalità che sbagliò> (col cavolo, non sbagliò affatto!)
bensì, al tuo 206, di carenza di <dimostrazioni razionali convincenti>;

dato che poi scrivi pure al tuo 210, con significativa confusione e tortuosità, una concentrazione, da Guinness dei primati, di contraddizioni in termini e passaggi il-logici,

<Galileo non fu capace di dimostrare che aveva ragione.
Ed aveva ragione, ma non aveva trovato il percorso giusto per dimostrarlo.
Dunque, paradossalmente in quel caso, rispetto a ciò che la propaganda odiologica passa,
fu proprio il razionalismo a bocciarlo e poi seguendo l'aspetto di fede integralista di conseguenza.
(sfacciata inversione di consequenzialità rispetto alla realtà: integralismo=motore di quel processo)

e, di seguito

<Ma così ci dimostra che inseguendo il razionalismo, magari deduciamo ciò che non è vero e perdiamo ciò che Galileo aveva intuito esser vero, però non in grado di dimostrarlo razionalmente.
E dunque, non è una buona cosa affidarci al razionalismo come fonte di Verità: si prendono cantonate colossali.
Infatti, Galileo aveva ragionissima.
> (*)

a far passare l'idea che il "razionalismo" era dalla parte delle tesi della Chiesa (bah) e magari contestò pure Galileo dall'alto delle proprie dimostrazioni razionali (col cavolo!),

e cercando di nascondere il fatto che le minacce alla sua vita,

che, criminalmente, gli impedirono di continuare a lavorare per fornire quelle <dimostrazioni razionali convincenti>,

non furono violentemente brandite a causa della mancanza di <dimostrazioni> bensì al contrario, per impedirgli proprio di poterle poi fornire,

perchè la Chiesa temeva le minacce che l'uso della Ragione in luogo del Dogma stava portando, implicitamente, alla credibilità del proprio testo di riferimento, la Bibbia, ed al potere che su quello la Chiesa aveva costruito.

Non è che tu vorrai sostenere che Giordano Bruno, in campo filosofico poi, fu bruciato perchè non aveva portato

<dimostrazioni razionali convincenti> eh!
____________________________________________

(*) nota pure altre aragoste nel tuo tortuoso ragionamento:

- la distinzione fittizia ed inesistente tra <ciò che non è vero> (che cosa mai infatti sarebbe falso?) e <ciò che Galileo aveva intuito esser vero>.

- e la contraddizione nei termini della seconda parte da me sottolineata tra

<non è una buona cosa affidarci al razionalismo come fonte di Verità: si prendono cantonate colossali.>
e
<Infatti, Galileo aveva ragionissima.>

A cosa altro Galileo si era mai affidato se non proprio alla ragione?

E quali sarebbero

- le sue <cantonate colossali> che gli sarebbero state contestate?

- e quale <il razionalismo a bocciarlo> che il suo accusatore, San Bellarmino, colpevole di crimini contro la Scienza e la Libertà di pensiero, avrebbe adoperato?

220
18 Giu 2010
alle 11:16

Giurista pensatore

ALIENO 212. <Giurista: ma io non dico che siano tutti corrotti, disonesti, incapaci o lobbisti, infatti e non faccio brutta figura come te. Perché io dico invece, che quegli scienziati sono uomini tutti. E saranno come sono gli uomin possono essere, infatti, in quanto tali: corrotti oppure integerrimi, corrotti o integri, disonesti o disonesti,  capaci ed incapaci e raccomandati, lobbisti ed indipendenti....> Chiacchiere da osteria, parole vuote di circostanza! È dall'inizio della conversazione che insinui, senza prove, che la decisione di togliere l'omosessualità dal manuale fu opera della lobby, che fai illazioni sulla disonestà degli psichiatri e psicologi del mondo. Ti mancano pure le palle di riconoscerti nelle tue stesse parole, quando non ti conviene più. Io porto prove, tu sporche dietrologie infamanti: <Sapevo che l'avresti detto, Alieno dal buonsenso! Però, vedi, c'è una differenza ENORME fra la mia ipotesi e la tua. Vuoi sapere quale? La mia è fondata su fatti oggettivi incontrovertibili: il codice del diritto canonico, la legge ecclesiastica per eccellenza, prescrive la sottomissione di tutti i fedeli al papa, sotto pena di scomunica. Questo vincolo, dunque, non solo è palese ed innegabile, ma è pure voluto e dichiarato a caratteri cubitali, tant'è che lo si è sancito in un testo di legge fra i più importanti dell'ordinamento della Chiesa. Le tue teorie sul condizionamento lobbistico, invece, sono soltanto illazioni destituite di fondamento oggettivo. Come già ebbi modo di scriverti, "Questa è un'ipotesi, non una prova: non elimina ogni ragionevole dubbio, anzi me ne lascia parecchi. Ci sono state inchieste indipendenti sull'avvenimento? Studi? Testimonianze dirette? Documenti? Le tue sono parole riportate da altri, ma dove sta la sostanza, l'oggettivo, il concreto? Tizio mi dice che Caio è por-co, perché ha lasciato la moglie. Questa è una prova? Può aver lasciato la moglie perché questa lo tradiva, o perché ha smesso di amarla, o perché è stato trasferito all'estero e lei non poteva seguirlo, o perché la moglie gli ha mandato all'ospedale la madre (la famigerata suocera), o perché la moglie ha picchiato i figli, o perché la moglie è lesbica, o perché la moglie ha mandato in bancarotta la sua azienda e l'ha condotto al fallimento. Certo, può darsi pure che l'abbia lasciata perché è uno sporco opportunista che voleva solo scopar-sela un po' e poi gettarla via come un preservativo usato. Può darsi anche questo, ma è soltanto una delle infinite possibilità. Anche la tua dietrologia lobbistica è soltanto una delle migliaia di possibili spiegazioni, perciò non prova proprio niente. Non ci arrivi proprio a discernere la prova dall'opinione?". Tutto chiaro?>

<E naturalmente ti contraddici perché non racconti la verità degli uomini, ma una verità organica alla tua odiologia verso la Chiesa che naturalmente non quadra, non splende di coerenze e ragionevolezza.> E la conosci tu, questa verità? Sei un bambinetto frignante che fa i capricci perché il mondo non gira a suo modo. Rassegnati, la scienza s'è liberata dall'oppressione (leggi: minaccia di rogo; vedi: Giordano Bruno) delle gerarchie ecclesiastiche e procede spedita verso la ricerca del nuovo e la revisione del vecchio, secondo un sistema epistemologico consolidato ed efficace. Quanto qualcuno sbaglia, i suoi studi vengono subito emendati e rettificati. Le tue fesserie sulla lobby e sulla patologia gay sono echi di un'ideologia passata e archiviata, fondata sul primato della Chiesa su tutto. Sei libero di negare ogni prova e ogni studio, di sbavare per Nicolosi e sputare sopra tutti gli altri, ma la tua autosuggestione che tutti abbiano torto e la Chiesa ragione non cambia i fatti, né impedisce alla cultura di evolversi senza i tuoi legacci preconcetti.

ALIENO 219. <Non ne usciamo: non siamo divinità, l'errore è inevitabile per nostra natura e possibilità e solo la presunzione ci può illudere, contestualmente, storicamente (sempre successo) di essere perfetti invece.> Davvero curioso quello che scrivi... Gli scienziati sono tutti soggetti all'errore (e ci mancherebbe altro!), mentre la Chiesa, fatta di uomini, può accedere alla Verità eterna. Che buffo! Il clero è composto di super-uomini, semi-dei, ninfe?

Giurista pensatore.

219
18 Giu 2010
alle 02:19

Alieno

Sal: la Chiesa si è evoluta, rassegnati.

Ha compiuto un cammino come del resto, l'uomo, perché la Chiesa è tra gli uomini e per gli uomini.

E dunque niente roghi per nessuno. Così è cambiata oggi la Chiesa per stare con gli uomini in modo più adeguato (ma anche più "fondamentalista" perché ritornando ai fondamenti di Cristo per cui la fede non si impone, né si minaccia di morte nessuno).

Le realtà di cui preoccuparsi, insomma, sono altre che questo percorso umano non vogliono farlo, macché.

Dunque che la Chiesa sbagliasse è già chiaro: non si minaccia nessuno di  morte, restando più adesivi ai fondamenti ad ispirarci, giusto sia sempre più fondamentalista (allora in quel caso, si discostò e fu assai meno fondamentalista).

Ma come dicevo, questa parte è già chiara. Non è passato invece bene il messaggio dell'altra parte del racconto.

Quello dove fu la razionalità che sbagliò. Quella volta, non fu l'ultima, né la prima.

Non ne usciamo: non siamo divinità, l'errore è inevitabile per nostra natura e possibilità e solo la presunzione ci può illudere, contestualmente, storicamente (sempre successo) di essere perfetti invece.

Però possiamo impegnarci: non potremo essere perfetti, ma siamo perfettibili, possiamo tendere.

Per esempio, lasciando che sia l'errore in buona fede, come "fisiologico" e badando e vigilando sui patologici errori, quelli in mala fede.

Come nel caso dell'influenza H1N1 e di tante altre storie umane simili..

Ciao,

A.

218
18 Giu 2010
alle 02:10

Alieno

(scienziato, medico, prete, insegnante, prete..).

Sì, lo so, prete l'ho scritto due volte.

Ma non per caso: è doppiamente importante che un prete comprenda quella responsabilità che è doppia nel tradire la fede-la fiducia degli uomini come spiegavo, un costo, un sacrificio enorme e non facilmente rimediabile.

 

217
18 Giu 2010
alle 02:06

Alieno

Fabrizio, al 215:

benvenuto nel pianeta uomini.

Al di là del sarcasmo, è un problema davvero pesante.

La fiducia (stessa radice della fede) è importante, fondamentale perché dà il segno alla qualità del vivere tra gli uomini e con gli uomini.

Assai importante dunque, la fiducia, salvo se non siamo come Robinson Crosué, su isola deserta, allora la fiducia non basta più (nelle istituzioni, negli altri) ed occorrerà senz'altro scoprire quello che ancora sta sotto, di ancora più importante (la fede appunto), almen fintanto che non scopre compagnia..

E così, si scopre che, purtroppo, sei in buona compagnia nel pensare "che palle: ogni volta che ne sento una come.."

Vero, verissimo.

La fiducia nei medici ogni volta che senti che.. nei politici, negli scienziati, nei preti...

insomma, benvenuto tra gli uomini e se deve dirtelo un alieno, beh, forse c'è anche da preoccuparsene un po'. :-)

Non traggo conclusioni per te, ma per me e pensando a tutti e tutto ciò che ci interessa:

sono un essere umano, non ritengo a me estraneo nulla di ciò che è umano (solita citazione insomma: "homo sum, humani nihil a me alienin puto").

Eppure, sarà bene ricordarselo di questa realtà umana. Perché appunto, non sparisca del tutto la fiducia, come tu spieghi, nella ragione (mai nella teoria del metodo per la precisione), a causa di qualche manigoldo, così vale per la fede per me, a causa di qualche marrano, così vale per le istituzioni, per la democrazia, a causa di qualche tapino, reietto, furfante.. insomma, cadano le palle e rimbalzino però,

al loro posto senza perdere la speranza, la fiducia nel genere umano (scienziato, medico, prete, insegnante, prete..).

Mica conclusione per te, ma per me, per chiunque eh. ;-)

E comunque, si suppone che quella gente, mi importa assai se guadagna abbastanza oppure no (tanto è quell'"abbastanza" un fatto assai relativo e soggettivo eh), però quel relativo, soggettivo, non dovrebbe mai essere sulla pelle e sulle palle altrui, rintracciando dei riferimenti oggettivi, come il fatto che pazienza se non guadagni abbastanza, ma non puoi truffare, ingannare e prendere tutti per i fondelli,

perché il punto è che il danno è gravissimo, nemmen facile da riparare ciò che a rompere ci si mette un attimo:

la fiducia.

Un danno immenso che richiede poi un grande sacrificio e sforzo di rimedio, rosicchia non poco, spesso anche impercettibile in superficie, inconsapevole, ma corrode la speranza, la fiducia e dunque, anche la qualità della vita.

L'idea di dover inconsciamente pensare troppo forte che non posso fidarmi, rende la vita sicuramente più sgradevole, più faticosa, la squalifica nel rendercela più deprimente e squallida.

Mica uno scherzo.

Ciao,

A.

216
18 Giu 2010
alle 00:57

salvatore

Alieno 210,

con la supponenza del ragazzino che vorrebbe insegnare a bere l'uovo al nonno che leggeva di Scienza quando quello beveva ancora il latte dal biberon,

usi sempre lo stesso metodo di fare le pulci ai fatti, per cercare di ribaltarne il senso,
non riuscendo a vedere le aragoste, del tipo di quella che ti ho pur indicato scrivendo

<alla scienza è permesso di verificare liberamente (come invece, a Galileo ad es., dalla Chiesa non fu affatto permesso).>

Per rimetterti sotto gli occhi l'aragosta:

- Galileo aveva ragione,
- la Chiesa aveva torto,
- Galileo non riuscì a dimostrare che aveva ragione,
- ma neppure la Chiesa che egli aveva torto.

Pari e patta? Alla fine si strinsero la mano?

Non mi pare... Galileo fu costretto, dalla prepotenza del dogma e dalla minaccia del rogo,

- ad abiurare,
- promettere di lasciar perdere,

cosa che gli impedì, appunto, di formalizzare quelle dimostrazioni (che la Chiesa, fondatamente, paventava assai) che avrebbe conseguito con ulteriori studi che non potè fare,
proprio la cosa che tu oggi gli "rimproveri" di non aver saputo fare.

E' difficile credere che ancora non ci arriverai (eppure è così) a capire che G.G. aveva ragione tre volte.

1) aveva ragione sulla teoria eliocentrica (con annessi e connessi),
2) aveva ragione sul metodo che usò, e che oggi usano tutti gli scienziati veri, tutti in sostituzione della Bibbia,
3) aveva ragione con la implicita contestazione, che il suo metodo affermava, dell'autorità basata sul dogmatismo,

e la Chiesa aveva torto tre volte, nella criminale attitudine che adoperò allora, come in tanti altri casi nei quali bruciò sul rogo menti migliori di quelle di quei giudici ecclesastici che arsero vivi degli eroi del pensiero

come ad es. Giordano Bruno.

Ci sei arrivato a vedere l'aragosta, ad afferrare la sostanza dei fatti? Seppure parrebbe semplicissima, io non credo.
Infatti su questo debbo dar riconferma a chi ti legge qua da tempo ed a Giurista 211 che ti scrive:

<Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, né dialogo che possa scalfire un così irremovibile e preconcetto rigetto di tutte le prove sfavorevoli, né argomentazione che possa contenere la tua insana tendenza alla dietrologia imperante.>

e, sul merito della tua omofobia "controcorrente",

<la storia e la scienza faranno giustizia di tutte queste stupidaggini (quanti sono, oggi, gli scienziati che la pensano come te? Quattro gatti. Presto non ci saranno più neppure quelli: le teorie inconsistenti non durano a lungo). >

che è un po' quello che, tra le righe, ti avevo segnalato anche io scrivendoti;

<"basterà attendere un po' (poco, appunto, di solito) per vedere come va a finire.">

In chiaro:
anche questa volta, a distanza di qualche lustro o decennio, la Chiesa farà di nuovo ridere i polli,

- contraddicendosi nel momento stesso che negherà di farlo,
- rimettendo avanti le lancette del proprio orologio dogmatico, come ha fatto infinite volte, come fece, ad es. ribaltando il Sillabo di Pio IX, dopo 1 secolo, con il Concilio Vat. 2°,

stavolta ri-smentendo se stessa sull'omosessualità, il sacerdozio femminile, il celibato, etc, etc, etc, etc,

E su ciò neppure ho da proporti una scommessa; mi sentirei stupido, dato che: è proprio ovvio che lo farà, secondo la sua "secolare tradizione".

Da un "odiologo del branco".

215
18 Giu 2010
alle 00:45

Fabrizio

Che palle: ogni volta che ne sento una come quella dell'epidemia suina mi cascano le suddette. Ma porca troia, si suppone che gente che si trova in una posizione tale da poter influenzare i governi di mezzo mondo, guadagni già abbastanza bene di suo; che porco bisogno c'hanno, delle tangenti delle case farmaceutiche? Che schifo! Come quegli altri schifosi del S. Rita qui a Milano: non potevano accontentarsi di quello che avevano, soprattutto il notaio titolare della clinica?

Tutte le volte che ne sento qualcuna così, perdo un altro pochino di fede nella categoria degli "scienziati" (nelle persone, mai nella teoria del metodo) ma continuo a sperare che la maggioranza sia molto diversa.

Chiusa la parentesi, in questo caso non legata in alcun modo all'argomento del post - quindi Alieno, please non trarre conclusioni per me :)

214
17 Giu 2010
alle 23:19

Alieno

e tu confondi le prove degli altri per ovvietà dogmatiche o propagandistiche

non risultano "prove" che tu vorresti ovvie, spiace ma non ne ho vista alcuna prodotta in questo blog, né fuori sul tema in oggetto.

Dunque resteranno tuoi dogmi.

213
17 Giu 2010
alle 23:17

Alieno

 naturalmente, forse hai ragione di volere o pensare il dialogo esaurito..

avevo tralasciato il resto della frase.

212
17 Giu 2010
alle 23:14

Alieno

Giurista: ma io non dico che siano tutti corrotti, disonesti, incapaci o lobbisti, infatti e non faccio brutta figura come te. Perché io dico invece, che quegli scienziati sono uomini tutti.

 E saranno come sono gli uomin possono essere, infatti, in quanto tali:

corrotti oppure integerrimi, corrotti o integri, disonesti o disonesti,  capaci ed incapaci e raccomandati, lobbisti ed indipendenti....

Sei tu che ci fai una pessima figura, perché vorresti illudere, forse autenticamente credendo, che ci siano super-uomini che sarebbero per esempio, gli scienziati.

E magari sotto-uomini, che sarebbero cattolici.

Sei tu che non ci fai bella figura. Non con me, con altri o con te stesso, il punto, ma con la Verità degli uomini che restano uomini anche se scienziati e dunque sottoposti alle stesse condizioni e tentazioni.

Sei tu che hai dei dogmi feroci ed inspiegabili (se non in ragione della tua pregiudizialità un tantino con il paraocchi nella critica ossessiva alla Chiesa e dintorni).

E naturalmente ti contraddici perché non racconti la verità degli uomini, ma una verità organica alla tua odiologia verso la Chiesa che naturalmente non quadra, non splende di coerenze e ragionevolezza.

Insomma, ti dai la zappa sui piedi pur di difendere la tua propaganda.

Per esempio: un uomo secondo te e lo chiedi, può essere scienziato in difetto perchè cattolico e bisogna chiedersi se non vuol dispiacere al Papa,

poi però non fai lo stesso (doppia morale) chiedendoti se anche ogni altro uomo-scienziato, non possa voler dispiacere al Papa oppure piacere ad altro ed altri.

E così continuando.

E naturalmente, forse hai ragione dove rifiuti la ragione ed applichi il paraocchi dell'odiologia con il tuo dogma del pregiudizio contro cattolici, fede e Chiesa,

la tua è in effetti, paragonabile ad una fede.

Quella che però, non risulta coerente nemmeno a se stessa.

E dunque gli scienziati uomini ma solo quando ti conviene. Tentati uomini, ma solo dove ti fa comodo ipotizzare.

E così via.

Poi vabbé, nessuno impone in un dialogo alcunché. Però può essere utile a capire come ragiona l'altro. O come non ragiona.. :-)

Ciao,

Alieno

211
17 Giu 2010
alle 22:44

Giurista pensatore

ALIENO 210. Non fai una bella figura a sputare sulla scienza, insinuando che siano tutti corrotti, disonesti, incapaci o lobbisti (salvo, naturalmente, Nicolosi, l'unto da Alieno), anzi ti mostri sempre più come un fanatico che non tollera alcuna contestazione, neppure argomentata e sperimentata e provata, alle sedicenti teorie scientifiche della Chiesa, a partire dalla patologia omosessuale. E, con altrettanta irriducibilità, bolli ogni singolo avversario come odiologo, intollerante, lobbista, comunista e simili epiteti gentili ed edificanti. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, né dialogo che possa scalfire un così irremovibile e preconcetto rigetto di tutte le prove sfavorevoli, né argomentazione che possa contenere la tua insana tendenza alla dietrologia imperante. Sai che ti dico? Resta pure della tua idea, continua pure a farneticare che c'è una lobby pressoché onnipotente che condiziona la scienza mondiale, persevera pure nel credere che i gay siano tutti dei malati psichiatrici: la storia e la scienza faranno giustizia di tutte queste stupidaggini (quanti sono, oggi, gli scienziati che la pensano come te? Quattro gatti. Presto non ci saranno più neppure quelli: le teorie inconsistenti non durano a lungo). Non ha più senso proseguire un discorso ove tu confondi le prove degli altri per ovvietà dogmatiche o propagandistiche e le tue illazioni per prove inconfutabili. Ognuno resti della propria idea e tutti felici e contenti.

Giurista pensatore.

210
17 Giu 2010
alle 21:27

Alieno

Sal: mi fa piacere riscoprire che effettivamente, non vivi proprio sempre su Marte e dunque hai almen sentito dire di truffe della comunità scientifica, di menzogne, corruzioni (troverai interessante l'articolo che pubblicò Nature che titolava appunto "I cattivi comportamenti degli scienziati", lobbies di multinazionali ed industriali, ideologiche (omosessualità, ecologismo ecc), ce n'é per tutti i gusti naturalmente.

Prova così, per tuo divertimento, a fare un salto su dissensomedico.it per aver l'idea per quanto riguarda il comparto medico, ma è così in ogni branca della scienza, non ci si salva,

la scienza resta strumento nelle mani dell'uomo che ne fa l'uso che meglio crede (o gli conviene).

Mentre volendo aver evocato Galileo, è simpatico indirizzarti al sito

galileonet.it/news/9943/se-la-trasparenza-e-optional

già hai l'annuncio del tema in oggetto al link. :-)

E poi, sono mica lontane le bufale e lo scandalo che un Hacker rivelò al mondo sull'attività della comunità scientifica relativamente al clima, ad alterar dati e curve statistiche con metodi già ben collaudati e praticati, confortando la verità che si vuole ad ogni costo affermare, in questo caso, per convenienze ideologiche (ambientalismo-ecologismo a cui occorre oggi il tema del global-warming come ieri, quando andavo a scuola, la glaciazione imminente, l'importante è fare terrorismo e propaganda relativa)...

E' interessante anche andare a vedere cose accadde in Urss, quando l'ideologia di riferimento per la comunità scientifica era quella del comunismo e dei soviet, creando disastri umanitari ed ambientali devastanti nelle formulazioni genetiche da introdurre a forza nelle politiche agricole,

così come la comunità scientifica ossessionata dal razzismo (e dall'antisemitismo) come quella nazista, aderendo a quel conformismo, investì molto della sua ricerca in questa unica direzione, con l'idea di confortare una verità prestabilita.

No, non troveremo autentiche risposte dalla scienza, ma troveremo inganni d'ogni sorta nelle verità dell'uomo, una verità imperfetta o falsa e piegata, che però non è l'autentica Verità.

Del resto anche le teorie del relativismo di Einstein, che eppure non era il primo bischero sciolto uscito con l'idea di dirsi scienziato, sono oggi, nella condizione di essere parzialmente superate e nella condizione di doverlo essere ancora di più perché troppe cose non filano, non quadrano e dunque la comunità scientifica non riesce più a riparare con coefficienti di compensazione degli errori, sempre più evidenti.

E così via.

Ma fa piacere che almeno, non vivi sempre su Marte e che qualcosa degli uomini (o della scienza, strumento nelle loro mani) ti giunge dunque.

Peccato che poi, non sviluppi percorsi di riflessione adeguate.

Insomma, potresti esser bravo, se solo ti applicassi.. :-)

Per quanto riguarda Galielo, torno a ripetere che resti alla superficie come ho già detto a Giurista.

Comprendo la propaganda odiologica. Galileo Galilei, devoto cattolico, è stato "reclutato" a forz dai pensatori razionalisti che attingevano all'illuminismo ideologico e dunque fu reclutato a forza in funzione anticattolica.

Ma è e resta devoto cattolico e non è solo questo: al di là della forzatura nel reclutarlo in funzione odiologica contro la Chiesa,

si continua a trascurare il dato: Galileo non fu capace di dimostrare che aveva ragione.

Ed aveva ragione, ma non aveva trovato il percorso giusto per dimostrarlo.

Dunque, paradossalmente in quel caso, rispetto a ciò che la propaganda odiologica passa,

fu proprio il razionalismo a bocciarlo e poi seguendo l'aspetto di fede integralista di conseguenza.

Ma così ci dimostra che inseguendo il razionalismo, magari deduciamo ciò che non è vero e perdiamo ciò che Galileo aveva intuito esser vero, però non in grado di dimostrarlo razionalmente.

E dunque, non è una buona cosa affidarci al razionalismo come fonte di Verità: si prendono cantonate colossali.

Infatti, Galileo aveva ragionissima.

Ed oggi la Chiesa, può vantare tra le fila di devoti cattolici, Galileo Galilei e come ti ho detto, figura che è particolarmente simpatica, mi pare, proprio da Benedetto XVI.

Nessun conflitto, come vedi, c'è oggi tra la fede (anche di Galileo) e la scienza (di Galileo).

Sarà bene invece, comprendere come fede e ragione siano complementari.

E che dove non riusciamo bene ad accordare, beh, signori, abbiamo la misura dei nostri limiti, della nostra imperfezione, tutto qua: non siamo Dio, non siamo Verità, non siamo all'altezza, niente di nuovo sotto il sole. :-)

Ciao,

A.

209
17 Giu 2010
alle 20:35

salvatore

Visto che qui, a leggere Alieno 207,

per fortuna in un post breve, nel quale rivela qualcuna delle sue convinzioni in poche righe

<Siamo sicuri che gli scienziati non si siano adeguati ai ricatti o alle convenienze di un dettato ideologico? Che non siano sereni, che non siano integri ma corrotti, che non siano interessati di persona, che non cedano a tentazioni, che non siano loro stessi imparziali, ma condizionati magari da una loro condizione di omosessualità o di disordine sessuale ed è molto più comodo dirla così, che non siano pagati (non solo in moneta) da un tornaconto, che non siano costretti moralmente ad accettare le linee delle associazioni di psichiatri, che...?

Ma cosa vuoi che ne sappia: è un'ipotesi legittima la tua. Non più o meno legittima delle mie.>,

discenderebbe che la comunità scientifica (la ca zz ata sul conflitto di interessi degli scienziati omo la mettiamo da parte subito, eh!) non sia capace invece di mettere imparzialmente al bando opinioni non confortate da ricerche verificate e riverificate (si veda lo scandalo recentissimo sulla
--- > Febbre suina)

e che, quando qualcuno sbagli o imbrogli, con un po' di tempo (poco di solito), non finisca per svergognare qualsiasi balla,

allora mi viene in mente che anche l'assegnazione dei premi Nobel scientifici potrebbe essere soggetta a diktat politico/ideologici.

Una tesi che,

- se formulata darebbe luogo ad irrefrenabile ilarità, a fronte dell'autorevolezza ed il buon nome incontestato che da oltre un secolo il Premio riesce a conservare,

- se non formulata farebbe pensare che la Ricerca scientifica sia proprio capace di fare quanto sopra (cioè riformare metodologicamente i risultati delle ricerche e le loro metodologie),
inducendo a dire: "basterà attendere un po' (poco, appunto, di solito) per vedere come va a finire."

Andando poi all'idea ribadita da Giurista 205

<Perciò, ripeto, come ci si può fidare di uno scienziato che non se la sente di smentire il papa, che non se la sente di seguire fino in fondo il metodo epistemologico scientifico, senza ostacoli né riserve né esclusioni? Da qui discende un corollario: siamo sicuri che quei (pochissimi) scienziati che ancora oggi professano la patologia omosessuale, abbiano realmente prove in tal senso e non si sentano semplicemente costretti a dirlo per fedeltà al papa?>

mi viene da pensare che forse è proprio il diprezzo per quel genere di "intime" autocostrizioni il motivo per il quale la stragrande maggioranza degli scienziati non è credente,

come ad es. testimonia clamorosamente il sondaggio fatto in proposito dall'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, il paese che nel 2006 ha vinto tutti i premi Nobel scientifici, secondo il quale il 93 per cento dei suoi membri sono atei o agnostici.

A chi credere quindi:

- a ricerche documentate e sostenute, urbi et orbi, fino a prova contraria (vedi il caso della truffa della Febbre suina sopra segnalato),

- o ai "pochini" scienziati cattolici?

Ognuno può credere ciò che vuole, ovviamente; il mio è un semplice richiamo

- alla credibilità,

- alla semplice capacità della ragione di soppesare le informazioni

alla luce delle conoscenze che oggi, grazie anche molto alla caduta di credibilità delle fedi, alla scienza è permesso di verificare liberamente (come invece, a Galileo ad es., dalla Chiesa non fu affatto permesso).

208
17 Giu 2010
alle 20:08

Giurista pensatore

ALIENO 206. Le tue mistificazioni su Galilei sono stomachevoli! Galilei fu costretto all'abiura sotto minaccia di morte, la stessa morte che fu irrogata a Giordano Bruno, per non aver accolto la richiesta di ritrattazione. Questi scienziati, in quanto eretici, venivano rimossi dalla circolazione e, anche se scampavano al rogo, si beccavano comunque una relegazione forzata a vita privata, una sorta di ergastolo domiciliare. Che misericordia! Che carità! Che vero atteggiamento cristiano! Abbi almeno la decenza, la dignità, il pudore, di non aggiungere altre falsità alle nefandezze, già di per sé vomitevoli, che la Chiesa ha commesso in tempi non troppo lontani contro quelle persone che osavano dissentire dalle sue fantasiose teorie strampalate, fondate su una sedicente infallibilità della Sacra Scrittura. Ma fammi il favore, va, va... P.S. Ne approfitto per prevenire la tua tentazione di scantonare, dicendo che anche la Cina, Pol Pot, Stalin e parenti vari hanno commesso nefandezze: è una mossa inutile, visto che condanno aspramente e durissimamente anche quelle e considerato, altresì, che le colpe degli altri non elidono le proprie.

ALIENO 207. <E che diamine ne so? Siamo sicuri che gli scienziati non si siano adeguati ai ricatti o alle convenienze di un dettato ideologico? Che non siano sereni, che non siano integri ma corrotti, che non siano interessati di persona, che non cedano a tentazioni, che non siano loro stessi imparziali, ma condizionati magari da una loro condizione di omosessualità o di disordine sessuale ed è molto più comodo dirla così, che non siano pagati (non solo in moneta) da un tornaconto, che non siano costretti moralmente ad accettare le linee delle associazioni di psichiatri, che...?> Sapevo che l'avresti detto, Alieno dal buonsenso! Però, vedi, c'è una differenza ENORME fra la mia ipotesi e la tua. Vuoi sapere quale? La mia è fondata su fatti oggettivi incontrovertibili: il codice del diritto canonico, la legge ecclesiastica per eccellenza, prescrive la sottomissione di tutti i fedeli al papa, sotto pena di scomunica. Questo vincolo, dunque, non solo è palese ed innegabile, ma è pure voluto e dichiarato a caratteri cubitali, tant'è che lo si è sancito in un testo di legge fra i più importanti dell'ordinamento della Chiesa. Le tue teorie sul condizionamento lobbistico, invece, sono soltanto illazioni destituite di fondamento oggettivo. Come già ebbi modo di scriverti, "Questa è un'ipotesi, non una prova: non elimina ogni ragionevole dubbio, anzi me ne lascia parecchi. Ci sono state inchieste indipendenti sull'avvenimento? Studi? Testimonianze dirette? Documenti? Le tue sono parole riportate da altri, ma dove sta la sostanza, l'oggettivo, il concreto? Tizio mi dice che Caio è por-co, perché ha lasciato la moglie. Questa è una prova? Può aver lasciato la moglie perché questa lo tradiva, o perché ha smesso di amarla, o perché è stato trasferito all'estero e lei non poteva seguirlo, o perché la moglie gli ha mandato all'ospedale la madre (la famigerata suocera), o perché la moglie ha picchiato i figli, o perché la moglie è lesbica, o perché la moglie ha mandato in bancarotta la sua azienda e l'ha condotto al fallimento. Certo, può darsi pure che l'abbia lasciata perché è uno sporco opportunista che voleva solo scopar-sela un po' e poi gettarla via come un preservativo usato. Può darsi anche questo, ma è soltanto una delle infinite possibilità. Anche la tua dietrologia lobbistica è soltanto una delle migliaia di possibili spiegazioni, perciò non prova proprio niente. Non ci arrivi proprio a discernere la prova dall'opinione?". Tutto chiaro?

Giurista pensatore.

207
17 Giu 2010
alle 16:50

Alieno

Giurista: siamo sicuri che quei (pochissimi) scienziati che ancora oggi professano la patologia omosessuale, abbiano realmente prove in tal senso e non si sentano semplicemente costretti a dirlo per fedeltà al papa?

E che diamine ne so?

Siamo sicuri che gli scienziati non si siano adeguati ai ricatti o alle convenienze di un dettato ideologico? Che non siano sereni, che non siano integri ma corrotti, che non siano interessati di persona, che non cedano a tentazioni, che non siano loro stessi imparziali, ma condizionati magari da una loro condizione di omosessualità o di disordine sessuale ed è molto più comodo dirla così, che non siano pagati (non solo in moneta) da un tornaconto, che non siano costretti moralmente ad accettare le linee delle associazioni di psichiatri, che...?

Ma cosa vuoi che ne sappia: è un'ipotesi legittima la tua. Non più o meno legittima delle mie.

E però, che diamine, allora perché tanto baccano quando ho raccontato come fu che nel 1973 si piegò di forza le conclusioni dell'APA, l'associazione degli psichiatri americani, sull'onda del sessantotto avendo l'humus ideale per imporsi, come fu straordinaria la votazione condominiale con oltre 5000 scienziati che si adeguarono o convinsero di ciò che gli avevano imposto o suggerito dei comitati di opinione (e non scienziati) e di oltre 3000, mica da ridere, scienziati che trovarono aberrante quella scelta, così come che in un contesto più libero, un po' come una votazione "segreta" in quanto tale risponde meglio ai criteri di libertà, si è più a proprio agio, facendo nuovamente sondaggio, per via epistolare alla comunità scientifica, subito dopo quella conclusione non certo condivisa, riaffermò che gli scienziati erano ancora convinti che l'omosessualità fosse una patologia, anche curabile probabilmente e dìaltra parte come poteva essere diverso?

Non furono certo portati nuovi dati scientifici, da elaborare per quel tattico cambiamento che fu lurida operazione ideologica che umiliò la stessa definizione di criterio scientifico..

Ecco: non si capisce perché mai tanto baccano nel mio racconto, poi tu te ne esci con domande così:

siamo sicuri che quei (pochissimi) scienziati che ancora oggi professano la patologia omosessuale, abbiano realmente prove in tal senso e non si sentano semplicemente costretti a dirlo per fedeltà al papa?

Che vuoi che ne sappia? Sarà interessante saperlo, magari. Ma allora, sarebbe interessante sapere anche ciò che raccontavo e che è precedente e che ha praticamente spostato ogni investimento della ricerca scientifica in una sola direzione (omosessualità non patologia) e ucciso definitivamente un dibattito scientifico, salvo pochi coraggiosi e liberi temerari, condannati all'esilio dal dettato del conformismo, acriticamente screditati ed alienati.

Ciao,

A.

206
17 Giu 2010
alle 16:37

Alieno

Giurista: se non sbaglio, ti avevo invitato (mica per scherzo o ironia, ma per sincero interesse a rendere la nostra comunicazione più comprensibile) ad interessarti all'apologetica un attimo, dandogli scorsa, a partire dalla definizione, dai suoi criteri.

Citi per esempio, Galileo Galilei.

Dandoti la zappa sui piedi per l'ennesima volta: non limitarti solo alla superficie, nella lettura della propaganda becera e conformista che ripete all'infinito slogan, spot ma non va oltre la superficie.

Dunque Galileo Galilei: cattolico, fino in fondo, profondamente cattolico.

Non fu sconfitto dalla "fede", ma da un eccesso di "razionalismo".

La commissione scientifica che bocciò la sua teoria, infatti, pretendeva delle dimostrazioni razionali convincenti.

E Galileo, pur avendo ragione, non riuscì razionalmente, a farlo e fu in difetto.

Fu razionalmente, dunque, che Galileo fu "bocciato".

Eppure Galileo aveva ragione.

Non sarà il razionalismo che ci garantirà da alcunché, riguardo alla Verità, non ci si inganni compiendo sempre i soliti errori di presunzione.

Oggi la Chiesa, mi pare che Galileo, che sempre restò cattolico fino in fondo e devoto, lo comprenda benissimo: resta simpaticissimo per esempio, a questo Papa che più volte lo ha citato.

Dunque, Galileo è la risposta, non solo la domanda, per quanto riguarda i tuoi "pre-giudizi".

Puoi oggettivamente osservare che la Chiesa, con la sua Verità da testimoniare, non ha un limite nell'uso della ragione e non è nell'insanabile conflitto che tu vorresti con la scienza, che è una delle armi di punta della dietrologia anti-cattolica e sinistra, che però, ormai, è un bel po' spuntata arma e si vede che dietro c'é una progettualità, una volontà ostinata di far propaganda odiologica che è molto più seria dei "pretesti" addotti per proporla quell'odiologia, quel pregiudizio che tocca respirare radicato anche qui e da te.

Ciao, ;-)

A.

205
17 Giu 2010
alle 11:09

Giurista pensatore

ALIENO 204. <Uno scienziato non ha alcuna limitazione nell'esser credente cattolico: sei solo tu che hai un profondo e radicato pregiudizio verso i cattolici e chi crede perché sempre emerge continuamente che colui che è credente cattolico, è "ridotto" in questa sua peculiarità: è meno "cittadino" legittimo a votare, a rappresentare la politica, è meno scienziato, è meno ragionevole, meno capace. Insomma, il tuo "razzismo" ideologico, tradisce sempre e comunque che per te, il cattolico, in ogni contesto, è un uomo ridotto, a metà, più incapace degli altri, più scemo o impedito, una sorta di sub-umano, un sottosviluppato.> Possibile che tu non colga le domande più semplici e logicamente fondate e, anzi, le trasformi in un inesistente razzismo? Riformulo. Se uno scienziato cattolico è vincolato, sotto pena di scomunica, come sopra dimostrato, a sottomettersi al papa, come può, contemporaneamente, condurre libere indagini scientifiche nei campi "sensibili" per la fede? Non si possono servire due padroni, e non è frase mia. La vera scienza non si pone princìpi di autorità e non teme di ribaltare teorie consolidate per secoli (v. Galilei), qualora le evidenze scientifiche, gli esperimenti, gli studi lo esigessero. Uno scienziato cattolico, trovandosi di fronte a prove della fisiologia dell'omosessualità, sarà stretto nella morsa tra l'essere coerente con le prove e l'essere coerente col papa, al quale deve sottomissione, e, se davvero è un fedele osservante, seguirà il papa e professerà una tesi scientificamente falsa, autoconvincendosi che il papa abbia ragione e le prove siano ingannevoli. E, nel far questo, tradisce la scienza. Perciò, ripeto, come ci si può fidare di uno scienziato che non se la sente di smentire il papa, che non se la sente di seguire fino in fondo il metodo epistemologico scientifico, senza ostacoli né riserve né esclusioni? Da qui discende un corollario: siamo sicuri che quei (pochissimi) scienziati che ancora oggi professano la patologia omosessuale, abbiano realmente prove in tal senso e non si sentano semplicemente costretti a dirlo per fedeltà al papa?

Giurista pensatore.

204
16 Giu 2010
alle 21:31

Alieno

Giurista, alla cassa 196, che sono in attesa eh. :-)))

Al 196 ho trovato la fila. Di rimandi ad altri commenti.

Farò del mio meglio, seguendo l'ordine che hai dato.

Alieno 192: che cosa sarebbe emerso? Ma dove? Non risulta.

Trovo poi una discussione "dottrinale" e mi sorprendo: l'avevo aperta io con te? Ti interessa? L'hai aperta tu? Mi era sfuggita.

Comunque, tu ti poni delle domande e spero, non domanda retorica, ma che voglia autentica risposta.

Intanto, ti consiglio di cominciare a leggere qualcosa dell'apologetica cristiana. Nonché un'enciclopedia a confortarti sui tuoi dubbi, nella sterminata teoria di scienziati cattolici (ed anche credenti di altra fede) che forse ti indirizzeranno adeguatamente alla giusta riflessione.

Tu dici anche, senza avvederti che sei chiuso, ripiegato in una tua lettura della Chiesa che è invece "discutibile":

Detto in soldoni, se il papa afferma che l'omosessualità è una malattia, come potrebbe mai uno scienziato cattolico confutare pubblicamente questa teoria, nel caso vi fossero prove in tal senso?

O beh, teoricamente, potremmo ipotizzare apologeticamente, domani ci può essere un Papa che spiega che i radicali hanno ragione quando dicono che bisogna liberare la sessualità dei bambini e che non c'è poi in fondo nulla di male nell'aver rapporti sessuali con loro, purché non con imposizione e violenza e che anzi, ciò li aiuta nella relazione corretta con la loro dimensione sessuale, è un bene.

Ma come ben ha spiegato anche proprio questo Papa in tempi nemmen sospetti, quando era meno conosciuto (ai più) cardinale ad occuparsi della dottrina specificatamente,

c'é appunto, la possibilità della "coscienza" a provvedere, coscienza che proprio per questo va ben nutrita e tenuta viva, allenata con la retta ragione e la fede autentica.

Ma l'ipotesi-teoretica di un Papa simile, è assai improbabile.

Perché tranne l'aver pregiudizio, non possiamo escludere che la Chiesa possa elaborare una coniugazione della ragione con la fede (la fede cristiana si presta, l'Islam per sua origine e natura, affatto, è il suo limite anzi), qualora la scienza potesse confutare davvero, razionalmente, quella Verità.

Ma il pregiudizio tuo verso la Chiesa c'é, emerge bene.

E dunque tu vedi limitatamente e poni delle domande non adeguate alle tue possibilità. E se non si fanno buone domande, non avremo mai una vera risposta.

La Chiesa, per cominciare, spiega che la pratica omosessuale è cosa sbagliata, un peccato e grave. Questo è il dettato della Verità della fede.

Solo successivamente, la Chiesa sposa proprio la ragione, la razionalità e dice: è anche una patologia, non solo un peccato, forse possiamo fare qualcosa di più ancora per gli uomini, aiutandoli.

Dunque, la questione nucleare per la fede e la Chiesa, non è che l'omosessualità è malattia o meno, ma che è peccato grave assai.

Anche uccidere, per esempio, è peccato grave.

Ma fino a prova contraria, non è una malattia, uccidere. Non necessariamente. Ma pur non dovendoci essere necessariamente un vincolo tra l'atto di uccidere e la patologia (può esserci come causa la patologia psichica oppure no),

la questione nucleare per la fede è che uccidere è un atto, una pratica assai grave e dunque non va promosso l'atto, anche se dal punto di vista "scientifico" è tutto a posto, regolare e naturale, in natura si uccide continuamente, ovunque, anzi, volendo stare al dettato degli istinti ed ai modelli della natura, dovremmo perfino uccidere di più e per ogni ragione si voglia, nell'assecondar l'istinto.

Solo che la fede è autentica, dicevo e comprende ed abbisogna perfettamente una retta ragione.

E dunque l'uomo, in questa coniugazione, non è una bestia, né deve così ridursi, avendo diversa possibilità, capacità, libertà e dunque responsabilità.

Ovvero: non deve perdere e ridurre la sua umanità.

Ma uccidere non è malattia necessariamente, hai compreso? Restando cosa da non promuovere, sarebbe cosa grave per l'uomo, secondo la lettura della fede e di una fede autenticamente per l'uomo, a promuoverlo, coniugandosi dunque, con la retta ragione.

Per cui, salvo tuo pregiudizio a non vederlo:

1) il Papa non dirà senza motivo ragionevole, che l'omosessualità è malattia.

2) qualora avessimo delle autentiche e non smentibili informazioni della razionalità, che eppure, inganna e tradisce non poco l'uomo milioni di volte, ma qualora avessimo qualcosa del genere che tu dici, il Papa ne terrà di conto.

Presumibilmente, non dirà più, per esempio, che è malattia, ma solo peccato e cosa gravissima, nociva per l'uomo.

Come uccidere.

Uno scienziato non ha alcuna limitazione nell'esser credente cattolico: sei solo tu che hai un profondo e radicato pregiudizio verso i cattolici e chi crede perché sempre emerge continuamente che colui che è credente cattolico,

è "ridotto" in questa sua peculiarità: è meno "cittadino" legittimo a votare, a rappresentare la politica, è meno scienziato, è meno ragionevole, meno capace.

Insomma, il tuo "razzismo" ideologico, tradisce sempre e comunque che per te, il cattolico, in ogni contesto, è un uomo ridotto, a metà, più incapace degli altri, più scemo o impedito, una sorta di sub-umano, un sottosviluppato.

E ti capisco: non solo perchè non hai fede.

Perché è, purtroppo, il risultato della continua e sistematica denigrazione della fede, della Chiesa, del Papa, dei credenti. E' soffocante, martellante odiologia e lascia il segno, purtroppo, si vede continuamente che lascia il segno quel progettuale tentativo di scristianizzare, di secolarizzare, di dissolvere, distruggere la fede, la Chiesa, il ruolo della religione cattolica

nel tentativo caparbio di allontanare l'uomo da Dio, rendendolo auto-referenziale, volendolo ingannare come auto-sufficiente,

nella presunzione continua dell'uomo caparbio che ci rimanda nella narrazione biblica, al più grave peccato dell'uomo (e perfino tra gli angeli più luminosi, ricordandoci ciò che è luciferino):

la sua presunzione di volersi non a somiglianza di Dio, ma proprio lui stesso al posto di Dio.

Ciao,

buona serata,

A.

P.S.: allora te lo ricordo, per capirci qualcosa di più ed aver qualche risposta, dai una spolverata, almeno di passaggio, all'apologetica. Cominciando proprio dall'analisi della sua definizione e natura, dei motivi che si propone, dei suoi criteri.

Ciao. ^_^

 

203
16 Giu 2010
alle 19:51

Alieno

Giurista, al 202: guarda che tanto io che ancora più efficacemente nella capacità di sintesi di cui difetto, Fabrizio, ti stiamo comunicando la stessa cosa.

E perciò che vogliam fare? Una norma all'inseguimento di ogni demente, seguendo la sua agenda di "pretesti" per aggredire qualcuno? Una legge per ogni diversità di qualsiasi tipo?

Ideologica, di gusti sessuali, alimentari, di lettura, di preferenza politica, nel vestire, diversità fisica, diversità di classe...?

Non ritieni che uno dei problemi che, ahimé, rendono in quest'aspetto la nostra Italia un'italietta ed un modo italiota di NON rimediare mai,

non sia di non avere leggi, ma di averne troppe, solo che non si rispettano granché?

E spesso, putroppo, sono gli stessi giudici a tradire volontà del legislatore e l'etica ispiratrice della norma o anche la volontà democratica che ha stimolato ed espresso nella sua sovranità, di aver legge parlamentare, esondando molto dal ruolo che gli è legittimo, quello di applicarle le leggi, nel rispetto e nel nome del popolo italiano.

D'altra parte, se non facessimo poi una legge specifica inseguendo i dementi con ogni pretesto (la stupidità è infinita, ma d'altra parte è appunto, "pretesto"), con una norma specifica a tutelare ogni diversità,

affermiamo automaticamente una gerarchia dove risulta che solo una diversità è più tutelabile, privilegiata e degna di altre di non essere perseguitata: l'omosessualità.

E dunque, sarebbe appunto la deriva ideologica che è quella che si tenta di imporre (a detrimento di libertà di opinione, altre diversità e volontà democratiche ispiratrici e legittimanti il proporsi di una nuova codificazione).

Ed è un pretesto anche la mia pretesa "logorrea".

Che c'è, è un dato oggettivo. Come l'omosessualità, c'é.

Ma è un pretesto.

Perché è documentabile ed oggettivo riconsocere (anche da me stesso, in onestà intellettuale eh) che la mia logorrea non è impedita o frenata in alcun modo dall'evitare di parlare di punk, prendendo autonomamente l'inziativa di divagare comunque o anche restando logorroicamente aderente al tema.

E' un pretesto la tua scusa sulle concie dei Punk, che ricorda assai da vicino il pretesto della norma speciale per tutelare gay. Ma ricorda molto bene anche la sciocchezza di farla quella legge, perché come la mia logorrea non è certo frenata dall'evitar di includere punk (includendo comunque io di tutto lo stesso o anche restando a tema, ma sempre logorroico),

ugualmente i dementi che picchiano oggi senza quella norma, continueranno a farlo con quella codificazione che allora,

appare nel suo progetto ideologico di proposta, non più di tutela.

La tutela già c'é e l'investimento da fare a difesa di TUTTI, ogni persona, ogni diversità, c'é.

Chi avrà idea anarchica ed imbecille, facendo pretestuosamente dell'auto-giustizialismo fregandosene, continuerà a fregarsene, più+ o meno come io resterò inguaribilmente logorroico tanto che tu ci voglia i punk o li trattieni in segreto cauto, fuori dal dibattito. :-)))

Ciao, magari più tardi passo alla cassa che mi segnali. :-)

A.

202
16 Giu 2010
alle 19:28

Giurista pensatore

FABRIZIO 201. La mia ipotetica legge sarebbe nel senso di specificare e chiarire che l'insofferenza della diversità come movente di reato è un motivo abietto o futile, insieme a tanti altri, e costituisce perciò un'aggravante. Picchiare qualcuno perché non ti presta il motorino è, per l'appunto, un altro esempio di motivo abietto o futile, meritevole di pena maggiorata. Ogniqualvolta si delinque per nulla, solo per spregio della legge e degli altrui diritti, per divertimento, per odio preconcetto verso il prossimo, per noia o altri biasimevoli motivi, la pena va aumentata. Ti ho chiarito i dubbi? :)

Mi chiedi - incidentalmente - perché parliamo solo di omofobia, trascurando tutte le altre diversità. Be', il titolo del topic è eloquente in tal senso. Come secondo motivo, conosci la logorrea di Alieno, perciò, se lanciassi il problema delle creste punk etc., sarebbe capace di partorire un trattato dietrologico sulla peccaminosità e la forza delle lobby punk dai tempi di Erode fino al 2050 d.C. e addio tema centrale... XD

ALIENO. L'extraterrestre è atteso alla cassa 196.

Giurista pensatore.

 

201
16 Giu 2010
alle 19:03

Fabrizio

Giurista,

per favore chiarifica la tua intenzione. Se ti preoccupi di difendere i gay, e quindi ti interessa evitare gli episodi di violenza di cui si parla in questo post, non hai affatto risposto alla mia domanda: in che modo tutelare anche gli etero nuocerebbe a questo progetto?

Se invece davvero ti interessa punire chi picchia a causa della generica diversità come scrivi in questi post, allora perché parli di gay e di leggi anti-omofobia?  Dovresti adoperarti per una legge mooolto più generica, che includa i punk crestati e quelli vestiti strani, come nel tuo stesso esempio.

Inoltre ho ben capito che il legislatore ha stabilito quello che dici tu. Ma quando mi dici: "non sopportare l'altrui "essere" è oggettivamente più grave del reagire all'altrui "fare" ingiusto", non stai affatto presentando qualcosa di oggettivo, bensì stai tentando di imporre un'etica. La TUA etica, per essere precisi, e il fatto che coincida con quella del legislatore non la rende oggettiva. Soprattutto perché quel confronto tra "essere" e "fare" qui non c'è. I baluba picchiano per picchiare, non per reazione; sono stato personalmente testimone (e in un caso, vittima) di questo modus operandi. Che dicano a uno "Sporco frocio" e lo ammazzino di botte, o che dicano al mio amico di anni fa: "Fammi fare un giro in motorino" "No" e lo ammazzino di botte, è la stessa identica cosa, la differenza è solo superficiale. Se la loro psicologia bacata ha bisogno di una pseudo-motivazione, la troveranno in un modo o nell'altro, e l'epilogo non cambierà. Ma ora che ci penso, se come dici il legislatore ha già riconosciuto l'intolleranza verso un dato modo di essere come aggravante, perché stiamo qui a parlare di leggi speciali? Evidentemente non ce n'è bisogno, in quanto duplicherebbero un principio preesistente.

Vorrei però lasciare da parte i discorsi troppo teorici. Toccando la semplice e nuda sostanza, una legge come mi pare di capire la vorresti tu, tutelerebbe solo i gay, a danno degli altri. Una legge come la vorrei io tutelerebbe invece tutti quanti, spedendo in galera tutti quei picchiatori che si divertono ad andare in giro in branco a picchiare gente che si fa i cavoli suoi  (nota che non parlo affatto di reazione al "fare", non parlo di risse, bensì di aggressioni unilaterali). Mi rifiuto di sostenere in alcun modo la prima ipotesi, anzi mi ci oppongo con forza, mentre sono pronto a sostenere la seconda, e come me - credo ragiona - parecchia altra gente. Perché le associazioni gay non prendono nemmeno in considerazione l'idea di una legge paritetica ed esigono invece tutela esclusiva, se il loro obiettivo è davvero fermare la (presunta) ondata di violenza? Non ha assolutamente senso.

Spero che qualche forza politica proponga delle norme anti-violenza che non discriminino la gente in base alle preferenze sessuali, per vedere chi le appoggerebbe. Sarebbe la prova del nove: se l'Arci Gay aderisse con estusiasmo, dovrei constatare di averla mal giudicata. Se invece si opponesse, sarebbe per me la prova evidente che l'obiettivo reale è quello che oggi sono convinto sia: rendere fuorilegge la diversità d'opinione. Fino a prova contraria, ovviamente, mi regolo secondo le mie opinioni.

200
16 Giu 2010
alle 16:23

civis romanus sum

199. Oddiddio caro ,,, il tuo dar sfoggio dello studio della psicologia umana, che immagino tu abbia affrontato con tanto impegno, visti i di sopra risultati ,,, mi sgomenta !

Eppure dopo tanto sforzo "de panza" ancora non riesci ad intendere il principio di causa-effetto .

E dire che già Aristotile considerava il sapere legato alla conoscenza delle cause : verum scire est scire per causas .

Ti invito per cui ad approfondire anche altre discipline oltre all'ultima tua scoperta della psicologia ,,, che potresti approfittarne per usarle meglio quando vorrai la prossima volta velleitariamente andare per suonarMI evitando di rimanere suonato come un cretino ,,, e come purtroppo per te è già capitato innumerevoli altre volte .

Ora ,,, null'altro .

,,, che c'è il Giurista che ti richiede e che io ti raccomando per prestargli un rispettoso ascolto per non ritrovarti di nuovo suonato .

Ogni pia bontà ti riaccompagni nel tombino crociato ,,,

+ amen +

 

199
16 Giu 2010
alle 15:53

Alieno

Civis, al 194: vedo che non hai facoltà o volontà di comprendere e dunque ti sfuggì il senso di quello che ti scrissi, restando sul piano primitivo e materiale, genitale o fecale, questa è la tua dimensione che proponi.

In realtà, fuori dal tuo mondo primitivo, c'è un mondo umano che non riesci ad elaborare: quello psichico che è un attimo più complesso delle tue riduzioni umane a tubi digerenti, sfinteri incontinenti e organi genitali se permetti ed infatti, è nell'uomo che ha una possibilità-libertà di ragione (così come di fede) che è possibile elaborare i contenuti di quella dimensione psichica.

E per quanto mi riguarda, la dimensione psichica non è che una sintesi superficiale e meno profonda, molto approssimativa della dimensione spirituale, diciamo la versione facilitata della dimensione spirituale dell'uomo, come quando vediamo i libri per i bambini che hanno bisogno di avere i disegnini esplicativi per fare i collegamenti oppure non comprendono.

Ciò che ti dissi, in conseguenza dei tuoi disturbi psichici che qui continuamente manifesti con dimostrazioni dei suoi tratti compulsivi ed ossessivi nella disarmonia psichica che è prigioniera e nemmen tenta elaborazioni in un percorso di equilibrio e maturità, ma finisce per appoggiarsi ai sintomi per auto-convalidare e fortificare la patologia,

non è che tu sia impotente. O omosessuale.

Ma che c'é un'inconscio disordine e squilibrio per cui hai questa percezione. NOn necessariamente la cosa percepita corrisponde al vero, non di rado è una percezione errata oppure inadeguata ed incompleta e dunque confonde ed inganna.

Una percezione istintiva che viene mettendo i piedi per la prima volta sugli sci è che sbilanciandosi all'indietro, si sarà più al sicuro, pensando istintivamente che

1) la caduta a monte, è più corta nella distanza tra corpo e fondo che la caduta a valle.

2) ci si sentirà più sicuri e si scierà cadendo di meno.

Ma sono dettati dell'istinto inadeguati e sbagliati. Un bravo maestro non conforterà l'istinto e ci farà vedere che invece, contro l'istinto, è proprio in avanti che dovremo sbilanciarci volendo sciare.

Oppure il diabetico, con il suo dettato istintuale inadeguato perché privo della completezza delle informazioni:

calo di zuccheri, fagocitare una quantità esagerata di zuccheri.

In realtà il problema reale non è la carenza di zuccheri, questo è il dettato primitivo ed istintuale ingannevole che solo un primitivo può portare avanti nell'idea che l'istinto vada sempre e comunque appagato come viene percepito. Il problema è che gli zuccheri non sono più elaborati, perché c'è un problema di fondo: la produzione di insulina è insufficiente. Dunque il "primitivo" nell'inseguimento dell'istinto, finirà per aggravare sempre di più la sua patologia e naturalmente, limitandosi all'immediato appagamento, non guarirà certamente, ma starà sempre peggio.

Altro esempio: fa caldo, un caldo che spacca il sedere alle lucertole. E lì davanti c'é il mare, fresco e gelido che tenta moltissimo nella lusinga dell'immediato appagamento a rimedio del corpo surriscaldato. Il primitivo va e si tuffa d'un colpo magari, beato, nelle gelide acque. E se non è davvero molto fortunato, starà malissimo o ci creperà con un bel blocco intestinale o una sincope naturalmente.

Non è certo affidandosi al solo istinto che l'uomo è quello che è, rispetto alle altre specie animali: ha una risorsa che lo libera da quella schiavitù e naturalmente, essendo più libero, è anche più responsabile: un animale non vede riconosciute responsabilità (di stupidità o di cattiveria), perché non è libero come l'uomo. CHe infatti, avrà anche responsabilità per i non liberi, siano essi uomini schiavi e primitivi, siano essi animali, dovrà averne cura, aver responsabilità per gli altri uomini ed il Creato.

Ecco: in quest'ottica tu sei un "primitivo" e non è solo una questione "estetica" che ben emerge nel tuo stile e nella tua cifra che manifesti nel blog, che pure ha a mostrarci la relazione che sempre c'è tra forma-contenuto,

ma semplicemente tu sei il "primitivo" come i casi sopra, che schiavo dell'istinto, non si evolve, non elabora dei giusti percorsi di maturità.

E dunque nemmeno comprendi di cosa si parla, poveretto, quando si tenta di ragionar con te.

E dicevo appunto che c'é un mondo complesso oltre il tuo primitivo, intorno all'uomo: dimensione psichica (ed ancor più completa e profonda, spirituale, la psicologia è un'elaborazione imperfetta, ma semplificata, ridotta per aiutarci a comprendere).

Percepisci la condizione di inadeguatezza. Solo un primitivo, per esempio, fa delle associazioni indebite come mi è capitato di sentir dire in passato da qualcuno a qualcun altro: sei un omosessuale, dunque impotente.

Ma che c'entra? Sei un primitivo: la "virilità" materiale può essere benissimo ottima per un omosessuale. Che diamine c'entra "omosessuale=impotente"?? NOn si capisce. Ma è solo perché è difficile comprendere l'irragionevolezza che deriva dal "primitivo".

E così la percezione della realtà non è adesiva necessariamente alla realtà. Si può percepire, vivere intensamente, visceralmente come realtà, ma è magari solo una patologia invece, che non va confortata, sostenuta, alimentata, fortificata e legittimata, dovendo elaborare la realtà in cui vivere, mica la "percezione" malata.

Si deve promuovere l'uomo, mica la sua patologia.

Chi, per esempio, ha sofferto di gravi crisi di ansia o ancora peggio, le crisi di panico, sa benissimo di cosa parli.

La percezione è un'angoscia feroce, devastante di imminente sciagura da far uscir di cervello, ingestibile se non si è preparati, perché è qualcosa di tremendamente assurdo, ove si miscelano degli stati "negativi" confusi, irrazionali e sfuggenti: angoscia infinita, paura fino al terrore e non si sa bene nemmen di cosa (morte, dolore, umiliazione, abbandono), si percepisce solo che qualcosa di imminente incombe sul soggetto che vive questa drammatica esperienza.

E' insomma, una percezione d'una realtà, che inganna. A nessuno sano di mente, che non detesti la sfortunata persona che soffre di crisi di panico, verrà mai in mente di promuovere il suo errore di percezione, legittimandolo, magari serissimo, dicendo che sì, è finita, nessuno può far nulla, aiutare, è la fine, ha ragione...

Si promuoverà l'uomo e non la percezione ingannevole e nemmeno ciò che l'istinto, ingannevole suggerisce in quel momento a chi è in piena crisi di panico.

Si agirà, insomma, con buon senso, retta ragione, razionalità e fede, amorevole disposizione, autentica e la distinzione sarà netta: si promuove il malato, non la malattia, la percezione è distorta e non va promossa, perché il paziente, che merita la nostra sensibilità e misericordia e carità più alta, merita di relazionarsi con la realtà in modo corretto.

Tu hai delle percezioni di inadeguatezza e fai auto-compensazione in modo primitivo, con l'elaborazione orrenda ed i risultati che si vedono.

Ma io non so assolutamente, né mi interessa sapere, se davvero sei omosessuale o sei impotente oggi (il fatto che tu abbia in passato fecondato, non garantisce alcunché sullo stato attuale del resto),

io vedo che a monte c'é una percezione distorta e malata tua e posso solo ipotizzare che in realtà, tu percepisca la realtà in modo malato e questo manifesti: uno squilibrio.

Se poi c'é un fondo oggettivo, di inadeguatezza, cioé se sei davvero omosessuale o impotente, non sta certo a me dirlo, nonostante i tuoi inviti a misurarti che già nel porsi, dimostrano qualche tua problematica, per non parlare delle tue incontinenze dialettiche, feticiste e fecali, oltre alle tue incontrollate evocazioni di immagini di sessualità invertita, con particolar ossessione per atti di sodomia "omosessuale", tra gorilla "infoiati" e "razzi" o "razzetti" nel culo di un presumubile maschietto.

A me non interessa approfondire più specificatamente le tue patologie ed i tuoi disturbi, la tua immaturità in modo tecnico e specifico al tuo caso come sarebbe il caso di proporti.

Non è questo lo spazio giusto per un simile proposito ed io non sono il referente più adeguato per aiutarti.

Dico solo che hai una percezione distorta di te stesso, in conseguenza di un caos di informazioni "primitive" malamente elaborate che sono alimentate appunto, da tanti cattivi maestri e da altro di più remoto che emerge dall'incoscio a far emergere la tua immaturità e la tua ingiusta elaborazione dei tuoi squilibri.

perché non riconosci le cause da correggere, anzi, tu sei ancora nella fase pre-esistente, quella in cui il malato non ha alcuna possibilità di cura, perché non accetta e non riconosce nemmeno d'essere malato. Nessun paziente potrà dunque aver miglioramento, perché non vorrà certo curarsi. Dunque continuerai come il diabetico primitivo, appagando schiavo, ogni dettato dell'istinto che però inganna.

Vedo che riproponi le evocazioni che via via tento di farti scorgere, ma non ti avvedi che riproponi sempre il tuo disturbo compulsivo ed ossessivo, non riconosci te stesso, la realtà, alimenti il disturbo (di tutti peraltro, si può dire che il tuo disturbo passi egregiamente dalla dimensione personale e soggettiva, a quella più oggettiva in un sociale, come è nello spazio del blog con altri soggetti in relazione ed interagenti).

Non ragioni, non capisci e da primitivo sei sempre lì..."toccare con mano....io avere pene lungo... io avere coso duro....venire tu vestito a festa...toccare con mano... ahaha...fa ridere.. tu venire... tu vedere... toccami.."

Un primitivo, che elabora in modo primitivo, che ha gusti naturalmente primitivi anche per ridere, però in buona compagnia per gusti ed elaborazioni primitive, consolati.

Ti invito, visto che sembri inadeguato per comprendere elaborazioni più mature ed evolute del tuo primitivo, almeno a prendere in esame quelle sintesi che spesso sono, i detti popolari, costruiti con anni e secoli di esperienza ed osservazione, forse ti aiuta a sbloccare ciò che non capisci:

"chi si loda, s'imbroda".

Forse così, ce la fai a comprendere qualcosa,

fumatore di canna. ;-)

Ciao,

A.

198
16 Giu 2010
alle 15:32

civis romanus sum

Errata : nella seconda frase in parentesi immettere un NON ,,, così :

" lo stesso NON avviene per un gay insultato solo per essere un gay "

197
16 Giu 2010
alle 15:25

civis romanus sum

Vorrei segnalare il fatto singolare di coloro che si dichiarano offesi e accampano mille obiezioni per respingere le giuste pretese di una categoria al riconoscimento dei propri diritti e per una maggior tutela della loro condizione, come potrebbe essere quella di una legge contro l'omofobia, siano gli stessi che già usufruiscono di ignobili tutele per la loro condizione di impostori ,,, E mi spiego : A quel che mi risulta infatti esiste in Italia ( paese retrogrado dove la superstizione attecchisce con maggior successo per il terreno reso fertile da millenni di coltivazione cattolica ) il reato di vilipendio della religione, per il quale si corre il rischio di pagare una multa se si offende un ministro di culto per la sua condizione di essere ministro di culto, ( lo stesso avviene per un gay insultato solo per essere un gay )  addirittura si paga anche solo se si bestemmia un invenzione di prete come può esserlo un dio ,,, codesti soggetti hanno inoltre anche altre tutele per la loro originale condizione di impostura che adesso mi sfuggono .

Ora si dà il caso che proprio questi individui che usufruiscono di tante tutele per la loro condizione particolare, si oppongono se sono altri, perdipiù gli stessi soggetti delle loro discriminazioni, a pretenderle per sè stessi .

Come lo chiamereste voi questo atteggiamento se non ,,, Ipocrisia ? ,,, e della più bieca e ignobile origine clericale .

196
16 Giu 2010
alle 13:47

Giurista pensatore

FABRIZIO 190. <Giurista, non conoscerò il diritto e sparerò nel mucchio con stupida semplificazione, ma tu dai per scontate troppe cose.  Non accetto assolutamente che tu pretenda di decidere per me quali moventi siano peggiori di altri> A dire il vero, è il legislatore ad aver deciso per tutti, ponendo i motivi abietti e futili al numero 1) delle circostanze aggravanti comuni (art. 61 c.p.). Si tratta, perciò, di precisare legislativamente, a scanso di divergenze e disparità interpretative, che qualunque reato, commesso per insofferenza della diversità (politica, religiosa, di tendenza sessuale, etnica, razziale etc.), è aggravato ai sensi della norma anzidetta.

<Visto che comunque ti fai forte della tua maggiore conoscenza del diritto, ti pongo la stessa domanda che tu ponevi ad Alieno riguardo al matrimonio omosessuale. Se la domanda la ponevi tu, vuol dire che ha solide fondamenta giuridiche: quale danno deriverebbe ai gay, dall'estendere agli etero la tutela che pretendi per loro, se il fine è veramente quello di fermare la violenza? Tu rispondi a questa domanda chiaramente e semplicemente, come pretendevi che Alieno rispondesse a te, e magari mi convinci.> Ripeto, non si tratta di una maggiore protezione per i gay in quanto tali, ma di una maggiore severità generalizzata per i reati che nascono dall'antipatia per la diversità, un motivo alquanto futile e talvolta anche abietto. Perciò, nella mia ottica e secondo la legge che io farei, se taluno picchiasse un etero per la sua cresta punk, o il suo abbigliamento eccentrico, o per motivi simili, meriterebbe l'aggravante tanto quanto quelli che, non potendo soffrire l'omosessualità, picchiano i gay. Sufficientemente semplice? :)

FABRIZIO 191. 1) C'è differenza fra ridere e solidarizzare, o ridere e dirsi d'accordo: il riso è spontaneo, automatico ed emotivo, mentre il solidarizzare è ponderato, voluto e razionale. Nel dirsi d'accordo c'è una componente lato sensu ideologica: mi schiero con Tizio contro Caio. Nel ridere c'è solo una reazione psichica naturale, che prescinde da valutazioni di merito. Inoltre, come Civis ha correttamente precisato più avanti, è stato Alieno a lanciare il primo sasso, facendo insinuazioni sulla potenza sessuale di Civis, il quale si è solo difeso con l'arma del sarcasmo, dunque finiamola con questa pagliacciata del povero Alieno, vittima del fuoco incrociato dell'immondo Giurista cattivo ed odiologo e del terribile Civis.

3) Mai detto che pestare te è meno grave che pestare un gay. Ho detto, semmai, che pestare un gay in quanto gay (o un ebreo in quanto ebreo, e simili), cioè un diverso solo a causa della sua diversità, è più grave, in quanto si tratta di un motivo particolarmente ripugnante: non sopportare l'altrui "essere" è oggettivamente più grave del reagire all'altrui "fare" ingiusto (es., ti do un pugno perché hai insultato la mia ragazza).

4) Nessuno depenalizza niente. Aggravare un reato non significa invitare a commettere gli altri, ma semplicemente calibrare la risposta punitiva alla pesantezza della violazione.

5) La Chiesa cattolica non fa educazione sessuale, ma repressione sessuale, ed è uno dei principali motivi per cui nutro profonda insofferenza verso il suo operato: si permette di manipolare la psiche altrui, instillando la falsa convinzione che masturbarsi, o fare sesso prematrimoniale, sia un abominio schifoso, profittando della debolezza delle giovani generazioni, la cui mente è permeabile a qualunque ca***ta sia loro propinata. Il messaggio corretto è invitare alla responsabilità, alla prudenza, alla contraccezione, mentre l'astinenza forzata è una porcheria medievale che non concepisco. Ciascuno è libero di restare casto a vita, se lo desidera, ma mi dà immensamente fastidio che la Chiesa debba imporre una certa condotta in un campo così privato e personale, quasi fosse arbitro della vita altrui. Questo lo detesto, dichiaratamente, come ogni forma di prevaricazione, da chiunque attuata. Infine, Fabrizio, non c'è alcun riferimento soggettivo e personale nei miei discorsi, che sono sempre accademici e teorici, perciò, mi spiace smontare la tua invidia, ma non ho mai fatto alcuno strano giochetto sessuale a sedici anni, né prima, né dopo. :P

ALIENO 192. Mi riservo di commentare meglio in seguito la tua bibliografia. Nel frattempo ti invito a chiudere la pausa di metabolizzazione, visto che è riemerso il problema della votazione lobbistica del piffero, che è propriamente l'oggetto, anche se non l'unico, del 169.

Il can. 750 del Codice di diritto canonico sancisce: <Per fede divina e cattolica sono da credere tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, vale a dire nell'unico deposito della fede affidato alla Chiesa, e che insieme sono proposte come divinamente rivelate, sia dal magistero solenne della Chiesa, sia dal suo magistero ordinario e universale, ossia quello che è manifestato dalla comune adesione dei fedeli sotto la guida del sacro magistero; di conseguenza tutti sono tenuti a evitare qualsiasi dottrina ad esse contraria.> Il can. 751 recita: <Vien detta eresia, l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti.> Il can. 1364 dispone: <L'apostata, l'eretico e lo scismatico incorrono nella scomunica latae sententiae>. Ora mi chiedo, alla luce di queste norme, come possa un cattolico osservante svolgere con serenità la ricerca scientifica e come possa, in concreto, procedere liberamente nelle sue indagini e comunicare liberamente i risultati delle stesse, se è costretto, sotto pena di scomunica, a sottostare all'autorità del papa e, più in generale, ad evitare qualunque dottrina contraria a quella della Chiesa? Detto in soldoni, se il papa afferma che l'omosessualità è una malattia, come potrebbe mai uno scienziato cattolico confutare pubblicamente questa teoria, nel caso vi fossero prove in tal senso? E, allora, quale attendibilità può mai avere uno scienziato che è sottoposto al principio di autorità, anziché al principio di ragione e di sperimentazione scientifica? Tutti questi dubbi amletici sorgono nella mia testa, allorquando tu citi il parere di dottori e dottoresse cattolici osservanti. In definitiva mi chiedo: <Cosa mai potremmo sentirci dire da tali scienziati, se non che il papa e la Chiesa hanno ragione? E, quindi, come possono essere scientificamente apprezzabili le loro affermazioni, visto che c'è un vincolo ideologico a monte, sotto pena di scomunica?>.

Giurista pensatore.

195
16 Giu 2010
alle 09:53

Fabrizio

Mai oserei mettere in dubbio la tua vigoria sessuale, dopotutto ti sei pure riprodotto ;)

194
16 Giu 2010
alle 09:01

civis romanus sum

Però mi piace ricordare quell'episodio che ha svelato la piccineria cerebrale dell'individuo dell'altro mondo clericale .

Ricostruendone i passaggi ,,,

Dunque il tizio buffo faceva degli apprezzamenti ludici sulla mia vigoria sessuale con una battuta da chierichetta di sacrestia credendola comica e forse capace di scatenare il riso nella platea ,,, che invece non ha riso .

Al chè io gli rispondevo adeguandomi, come può rispondere un adolescente alle stesse battute di una bambina contro il maschietto impertinente, invitandolo ad applicare il metodo scientifico per constatare con mano la veridicità della sua affermazione ,,, e qualcuno qui invece ha riso ,,, suscitando lo sdegno della chierichetta che si è ritenuta offesa di quel riso .

Che dire altro ,,, patetico esempio di chi va per suonare e rimane suonato ;))

193
16 Giu 2010
alle 04:23

Alieno

La citazione da Oliari, naturalmente termina alla quarta ipotesi, il corsivo non è stato pubblicato ed avrebbe meglio distinto il seguito, dove sono io a scrivere nuovamente (E' altresì.. ecc.).

A.

192
16 Giu 2010
alle 04:18

Alieno

lesioni genitali? Mi devo esser perso qualche messaggio...

e probabilmente dei giochini adolescenziali anche, ma non sapendo di cosa si tratta, resto cauto e non invidio nulla, "lesioni" mi convince poco ed essendo il tema l'omosessualità, propendo per averne ancora meno di motivi di invidia, eheh.

Fabrizio: offeso di che? :-)

Continuo ad insistere: la tua pretesa di aver documentazione scientifica è inconcludente: perché a parte nomi, codici e citazioni di riferimento, una sorta di codice alfanumerico astratto, tu non studierai tutta quella documentazione.

Ma a noi basta il buon senso e la ragione per dialogare e discutere. Ed il percorso che l'Apa ha fatto per arrivare a togliere l'omosessualità, l'ho raccontato, ma è documentabile come vuoi, tramite net.

Fu votazione e non plebiscitaria, ma conclusione contestatissima: oltre la metà contrari al cambiamento introdotto dai comitati ideologici e non certo dalla comunità scientifica che fino a poco prima, era concorde: psicopatologia, non solo problema ego-distonico.

E puoi immaginare come quel racconto ben si racconti e giustifichi negli anni della rivoluzione culturale senza padri (senza Freud ed altri padri della scienza psichiatrica, dunque cancellando di fatto ciò che la comunità scientifica prima della rivoluzione culturale, che fu anche auto-definitasi in alcuni aspetti, della "liberazione sessuale" non a caso).

Però, se deve per te essere la singolar tenzone, tu arbitro, dove chi spara più nomi e citazioni motivo di credibilità (e non regge comunque il metodo, avendo non poche volte visto l'umanità l'affermarsi di conformismi di cui poi pentirsi amaramente in ogni campo, ma soprattutto ideologico),

un'idea del fatto che nonostante tutto, non c'è alcuna verità scientifica solida ed incontestabile come passa l'ideologia gay e collegati,

ti segnalo un libro che è sempre sbilanciato a favore del teorema conformista, ma almeno, ha l'onestà di dirlo che la discussione è ancora aperta, affatto chiusa sull'omosessualità, dal punto di vista scientifico.

E' che però, la questione viene portata avanti ideologicamente, il dibattito scientifico fu solo un primo passaggio introduttivo per poi fregarsene: di fatto, è irrilevante e socialmente, ideologicamente, si è sposata una sola lettura anche se il dibattito scientifico resta aperto.

Il libro titola: Omosessualità e piscoterapie: percorsi, problema e prospettive, uscito di recente.

Ecco come viene presentato:

Omosessualità e psicoterapie: un rapporto complesso,
delicato e, a volte, fonte di grandi controversie
teoriche.
Questo libro affronta il tema dell’omosessualità
egodistonica (quella che viene vissuta conflittualmente,
in una dimensione essenzialmente privata,
cercando di nasconderla).
Abbandonando ogni posizione ideologica i vari
contributi riportano esperienze e ricerche che esprimono
punti di vista diversi e, spesso, contrastanti.
È questo, dunque, un libro “laboratorio” e, al tempo stesso, un libro del dialogo, dove il dibattito è riportato
entro ambiti scientifici. Non stupisca, dunque, se sono ospitati contributi, anche internazionali, apparentemente
contraddittori fra loro: le problematiche inerenti le psicoterapie e l’omosessualità, per quanto
“calde”, sono tutt’ora fonte di accese discussioni. Il libro, comunque, riporta dati, studi, opinioni e commenti
che potranno essere utili in questo dibattito e anche, con grande chiarezza, le ultime valutazioni della
più grande associazione mondiale di psicologi: l’American Psychological Association (APA).
L’obiettivo finale è quello di proporre linee guida equilibrate e rispettose, in linea con le acquisizioni
scientifiche odierne. Per questo, per la prima volta in Italia, vengono presentate le ultime linee guida
dell’APA.

Oltre al noto Joseph Nicolosi, l'odiatissimo e disprezzatissimo da chi promuove l'omosessualità come progetto di norma (sia da norma-lizzare, sia da normare organicamente al progetto),

puoi leggerti qualcosa dello piscoterapeuta dott. Marchesini,

come qui a questo link:

genitoricattolici.org/After%20the%20ball.htm

oppure qualcosa di Gerard J.M van den Aardweg, che è un noto psichiatra olandese, oppure qui, troverai ulteriore documentazione, ma soprattutto, visto che l'idea della gara a chi fa più citazioni di nomi, pagine e numeri, sparando sorte di codici alfanumerici (ma chi poi li legge, comprende, spiega qui nel blog? Come utilizzarli per ragionarci su?), mi fa un po' sorridere, troverai dei percorsi comprensibili, insomma, si capisce di cosa si parla, si spiega, si ragiona:

alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/o_omosessualita.htm

Ma al di là dei ragionamenti, ci troverai nomi e citazioni se proprio ti piacciono come "argomentazione" (dì la verità: non ti prendi la briga davvero di far l'arbitro leggendoti tutte le citazioni per vedere i contenuti, eheh: ci mancherebbe, naturalmente, tu lo facessi davvero, diventerebbe un mestiere, praticamente).

Oppure puoi leggerti l'articolo della dott.ssa Patrizia Stella, "Gusti sessuali e legge" qui:

genitoricattolici.org/gusti%20sessuali%20e%20legge.htm

Dottoressa in Pisco-Pegagogia, naturalmente.

Per quanto riguarda invece l'apologetica cattolica (per chi non rammentasse, l'apologetica è la disciplina teologica che si proopone di dimostrare la verità della propria dottrina in difesa delle tesi avverse, allo scopo di affermare la razionalità e la credibilità della fede, dunque dovendo rispettare dei rigorosi criteri per essere efficace, praticametne non potendo concedersi di cadere nell'errore che spesso abbiamo anche nella comunità scientifica o in ogni disciplina filosofica e razionale, l'errore di credersi un teorema dall'esito obbligato, dunque basandosi sulla visione cristiana dove Dio propone la fede, non la impone), Mario Palmaro è un noto docente (il Regina Apostolorum di Roma) e ragiona, con i criteri razionali che spiegavo, necessari per fare apologetica, capacemente.

ancora presso lo stesso sito che raccoglie, naturalmente, tutto il materiale che occorre sul tema:

genitoricattolici.org/lobby%20gay.htm

Ecco cosa riporta la pagina del sito Oliari.com in merito all'omosessualità, prendendo in esame la varietà di ipotesi che sono a ricordarci che il dibattito è ancora aperto e la pretesa di chiuderlo a suon di citazioni, a chi ne fa di più, considerandoli "argomento", è quanto meno bislacca.

IPOTESI DI CAUSE DELL'OMOSESSUALITÀ


È colpa della madre possessiva? Tutto dipende dall'ipotalamo? Che ruolo hanno gli ormoni? Il gay é una donna con il corpo da uomo? Ed i cromosomi?

Tante domande con tante risposte. Certamente la scienza non é ancora pronta per dare una risposta definitiva al quesito sulla causa dell'orientamento sessuale, ma, mentre teologi ed etologi discutono se l'omosessualità abbia o meno una causa biologica, i ricercatori puntano sul capire fino a che punto essa ne sia coinvolta. È bene ricordare tuttavia che non esiste un solo orientamento omosessuale, e che per persona gay si intende un individuo, ad esempio un maschio, consapevole di essere maschio, che si sente portato ad esprimere la propria affettività e la propria sessualità con un altro maschio: l'individuo gay quindi, una volta accettato il suo orientamento trascurando vincoli morali o etici, realizza la sua personalità. Al contrario l'orientamento transessuale é indicato in individui che non accettano la propria mascolinità, ritenendo quindi di avere una personalità femminile in un corpo maschile. Il raggiungimento dell'equilibrio omeostatico, cioè tra psiche, corpo ed ambiente, é raggiunto in tali individui anche con la somministrazione di ormoni, con supporti psicologici e con terapie chirurgoplastiche. La teoria più accreditata sulla causa dell'omosessualità é quella di Dean Hamer, del National Cancer Institute di Bethesda, USA, il quale, studiando alcuni gemelli omozigoti omosessuali e ricostruendo la presenza di altri gay nella famiglia d'origine, ha concluso che l'omosessualità ha una causa genetica. Non necessariamente le teorie sotto descritte si escludono a vicenda, tuttavia é bene sottolineare che non esiste un solo comportamento omosessuale.

Prima teoria: "colpa" della famiglia.

Prima dell'ipotesi che l'origine dell'omosessualità fosse da ricercare nella biologia, essa era indicata nel modello famigliare dove l'individuo era inserito, ed in particolar modo se vi era la presenza di una madre possessiva, "castrante", ed un padre debole o assente. Se tuttavia questa teoria fosse accreditabile, si sarebbe potuto curare l'omosessualità con la psicanalisi, cosa che lo stesso Freud riconosce come impossibile.

Seconda teoria: gli ormoni.

Per un certo periodo i ricercatori hanno sostenuto che la determinazione dell'orientamento sessuale fosse dovuta sostanzialmente alla quantità maggiore o minore di ormoni femminili (in particolare l'estradiolo) o maschili (testosterone) presenti nell'individuo nella fase prenatale, indirizzati al cervello durante la settima settimana di sviluppo. La tesi tuttavia é stata in buona parte abbandonata, in quanto ciò avrebbe significato che un'ampia percentuale di maschi, in condizioni cliniche da comportare una carenza di ormoni androgeni nella fase prenatale, sarebbe dovuta essere omosessuale, così come lo sarebbe dovuto essere ogni individuo di sesso femminile esposto in età prenatale ad un eccesso di adrogeni.

Terza teoria: l'ipotalamo.

Nel 1977 Roger Gorski dell'Univerità di Los Angeles, nota che nel cervello dei topi il nucleo che determina il comportamento sessuale é più grosso nei maschi che nelle femmine, scoperta confermata anche da Laura Allen, della stessa università, la quale nel 1989 afferma che anche nel cervello umano il nucleo del comportamento sessuale (INAH-3) è diverso fra maschi e femmine. Il ricercatore olandese Dick Swaab nel 1991 rileva la presenza nel cervello umano di un altro nucleo, l'SNC, il quale non varia secondo il comportamento sessuale (maschio o femmina), ma secondo l'orientamento sessuale. Il maggior impulso alla tesi della causa ipotalamica é dato da Simon LeVay, un neuroanatomista del Salk Institute for biological studies di La Jolla, California, il quale nel 1993 pubblica una ricerca secondo cui sia l'INNAH-3 di Allen che l'SNC di Swaab variano non solo a seconda del sesso, ma anche dell'orientamento sessuale. Tale tesi é però contraddetta da William Byne, il quale afferma che LeVay si é servito per arrivare a questa conclusione di cervelli di maschi omosessuali provenienti da persone ammalate di AIDS: l'ingrossamento dei due nuclei potrebbe essere infatti attribuito a disfunzioni ormonali dovute alla malattia.

Quarta teoria: i cromosomi.

Il gruppo di ricerca guidato da Dean Hamer, del National Institut of Heatl, asserisce di aver individuato nella regione del cromosoma X, denominata "xq28", contenente centinaia di geni, il gene determinante l'omosessualità. Studiando l'albero genealogico materno di 114 maschi omosessuali, Hamer ha accertato che il 13,5% dei loro fratelli é gay, come pure il 7,5% dei cugini maschi e degli zii, individuando una percentuale molto maggiore rispetto a quella della media della popolazione. L'incidenza dell'omosessualità nella famiglia paterna é risultata invece nella media della popolazione. Hamer sostiene quindi che l'omosessualità sia trasmissibile solo per via materna e che responsabile sia probabilmente un gene del cromosoma X. Valida o meno la teoria cromosomica, certo é che basta un nulla per creare polemica: James Watson, scopritore nel 1953 con Francis Crick del DNA, in un'intervista al Sunday Telegraph, rivendica il diritto per la madre di abortire nel caso in cui il figlio abbia imperfezioni, tra le quali nomina l'omosessualità.

 

E' altresì interessante vedere come si muove in modo organizzato chi promuove il conformismo pro-gay: la quantità di risultati in ogni motore di ricerca, è nell'attivismo ideologico gay, prevaricante, tende ad occupare ogni spazio di informazione accessibile, ma è così anche in tv o presso altri mezzi, come la carta stampata: una quantità immensa di materiale a sommergere il dibattito creando una condizione "dominante" pro-gay.

 

Quella condizione per la quale molti denuncerebbero tanti e tanto, da Microsoft a Google, perché prevarica appunto e rende meno agevole l'accessibilità alle alternative.

 

In compenso, c'é chi pensa di togliere crocifissi dai muri, per simile motivo e ciò si inserisce organicamente nel continuo percorso di scristianizzazione che l'occidente porta avanti con progettualità poderosamente efficace e determinata.

 

L'invasività del progetto ideologico gay, che a suo tempo si mosse tatticametne in modo efficace, invadendo ed occupando con i suoi controlli e comitati, caposaldi della comunità scientifica accreditata (come l'APA appunto),

ha non a caso creato e porta avanti quella che è nota come "Gaia Scienza" alludendo appunto all'attivismo "gay", che voglio ricordare,

è attivismo che ha per simbolo, la bandiera arcobaleno che infatti, è anche chiamata "bandiera gay".

 

Voglio ricordare, visto che si tratta di ideologia attivista e militante, progettuale, che si inserisce nel contesto del "sessantotto" questo attivismo, perché il sessantotto, essendo quella cultura auto-referenziale che di fatto, rinuncia a prendere in considerazione i "padri" della cultura (o della scienza, dei valori sociali ecc), porta avanti una rivoluzione ideologica vera e propria e quella militanza diventa immediatamente dotata di strumenti potenti in quel contesto ideologico del sessantotto.

 

E perciò non è certo un caso, ma è in questa coerenza-conseguenza storica che il termine "gay" fa il grande salto di "qualità" nell'uso proprio in quegli anni (il 1969 per la precisione), quando negli Usa, sulla scia del delirio sessantottardo, delirio ideologico, militante ed attivista contro "i padri" di tutto ed autoreferenziale, dicevo, nasce il "movimento di liberazione omosessuale" che è contestuale infatti, ai tanti movimenti di "liberazione sessuale" del sessantotto.

 

I termini fino ad allora precedenti, usati, vengono rigettati (omosessuale, omofilo) ed anche qui, nel solco della cultura auto-referenziale, la comunità omosessuale sceglie di auto-definirsi, usando il nome del loro gergo, cioé appunto "gay".

Nasce così il Gay Liberation Front, il GLF.

 

Su quell'esempio, poi l'attivismo gay comincia a consolidare lobbies ovunque. In Italia la parola gay, viene portata dai movimenti di liberazione gay che la introducono nel linguaggio generale, fino a renderla progettualmente, "normale" e certo non senza proteste (avviene appunto dal 1969 al 1971 questa fase del progetto).

 

L'intento "normalizzante" si propone progettualmente dapprima di introdurre l'orgoglio gay, nel significato iniziale della militanza attiva dell'omosessualità-progetto-ideologico a distinguersi da chi è omosessuale senza connotazioni attiviste, militanti ed ideologiche, fino a normalizzarsi sovrapponendosi al termine "omosessuale" che viene ancora oggi, insistentemente sostituito da "gay". Ma avendo occupato già lo spazio del linguaggio in modo estremamente capace, la connotazione attivista -ideologica-gay della militanza orgogliosa, viene puntualmente celebrata e ricordata da ogni sorta di associazioni e filiere di rappresentazioni ideologiche che tentano di inserirsi con il loro peso specifico, anche nei partiti politici o nelle posizioni ideologiche.

Lo spazio più consono dove hanno avuto più successo, è stato quello che deriva dal Pci, che ieri era più intransigente della stessa Chiesa riguardo all'omosessualità nella condanna morale della pratica (sospetto anche nella condizione in sé per quanto riguarda il comunismo e d'altra parte, ogni regime comunista ha duramente perseguitato ed anche peggio, gli omosessuali, di gay nemmeno a parlarne poi).

Ma infine ha fatto valere il suo peso specifico (voti insomma) con la lusinga-premessa di essere una proposta in contrapposizione alla lettura cristiano-cattolica, alla Chiesa, dunque organica alla sinistra che proviene dal comunismo e che indubbiamente ha avuto ed ha tutt'oggi per quella provenienza, nella Chiesa il suo "nemico" naturale e forse principale, specialmente dopo il contributo dato da Papa Giovanni Paolo II che tanto ha dato per abbattere definitivamente in Europa e non solo, le residuali speranze di rappresentazione e credibilità del comunismo, fino al crollo del famoso muro di Berlino, ma per la Polonia ha dato il meglio di sé credo e di riflesso, in Italia per sua posizione e ruolo.

 

Tra le proteste iniziali del progetto di "normalizzazione" del termine "gay" derivato dai movimenti americani, alcune ebbero motivo d'essere in Piemonte, dove i cognomi di origine "provenzale" come Gay e Gai erano diffusi e dunque quell'identificazione di significato, non era naturalmente molto gradita.

 

Un po' diverso invece il percorso ideologico dell'omosessualità femminile, molto attivo sempre nel solco dell'ideologia del sessantotto, femmiste ecc.

Negli anni '70 nascono gruppi come il "movimento lesbico-separatista". Essendo tempo allora di fanatismo ideologico (anche violento), i gruppi femminili omosessuali preferirono la definizione "lesbica" per una ragione: il termine "gay" era per loro troppo "generico" ma soprattutto, era un nome "maschile".

Essendo per definizione, i progetti ideologici "omosessuali" il rifiuto verso l'altro sesso, verso la diversità di genere, rigettando l'etero-identità, dove occorre la complementarietà di genere nell'incontro tra i due diversi sessi appunto, è da comprendere la questione della scelta dei movimenti femminili nel rigetto di qualsiasi cosa che fosse "maschile".

 

Ancora oggi, infatti, oltre alla quantità infinita di movimenti ed associazioni omosessuali militanti ed ideologizzati attivamente,

abbiamo distinzione tra tanti gruppi di ARCI-gay e Arci-Lesbica.

 

Anche qui vince l'autoreferenzialità del delirio del sessantotto, dunque senza padri, né madri, ma soprattutto, il rifiuto autoreferenziale verso l'altro genere, verso la diversità: l'omosessualità è la rinuncia-rigetto della diversità, dell'etero-sessualità che però, è rifiuto e rinuncia sia nell'aspetto meramente fisico-sessuale-genitale dell'altro sesso, sia nella necessaria complementarietà per lo sviluppo relazionale di un progetto nel quale affermare e completare la propria identità.

Se nell'eterosessualità, il progetto comprende la necessarietà del diverso, l'omosessualità la rifiuta egoisticamente,

rifiuta di "crescere" in un nuovo progetto che è l'incontro tra maschio e femmina e si ripiega su se stesso, restando quello che, da solo, ingenerosamente, ma anche incapace di affermarsi "crescendo" in un autentico progetto.

 

Non a caso talvolta ho scritto che maschi si nasce, uomini si diventa. talvolta pensando appunto di come un maschio abbia bisogno proprio della complementarietà, della diversità per affermare e maturare il suo ruolo, dunque crescere: si diventa uomini, avendo accanto una donna insomma, detta in soldoni.

Nel progetto gay, non c'è più questa comprensione-necessità della diversità, si resta maschi, si resta femmine, non si cresce, non si matura la propria identità,

si resta chiusi egoisticamente, ancorati ad una fase di immaturità che però, si pretende valido e legittimo progetto sociale.

 

Altre volte, oltre a questi aspetti (il rifiuto-rigetto di crescita identitaria mediata proprio dalla complementarietà-necessità della diversità, l'eterosessualità considera autenticamente il "diverso" un'occasione di crescita, al contrario dell'omosessualità che "recita" la diversità, facendone a meno di "viverla" davvero nel complemento autentico, la condizione di immaturità pretesa come progetto sociale),

ho e continuerò a definire il gay come un maschilista al cubo e la lesbica come la femminista al cubo,

sono ultra-maschilismi ed ultra-femminismi che promuovono la non comunicazione-complementarietà della diversità, diventando "sistemi" chiusi ed autorefernziali,

dicevo appunto,

espressione di non maturità, ma anche di

profondo egoismo.

 

A.

 

 

191
16 Giu 2010
alle 00:40

Fabrizio

Madonna, il 169 è lungo. Vediamo.
1) Ridere di battute poco carine: bè, onestamente, se faccio all'autore i complimenti per la bella battuta, di fatto ci solidarizzo. Non mi riferisco al caso specifico tuo e di Alieno, ma  se dovessi dire a un nazista che la sua battuta sugli ebrei in forno era bella, voi mi seppellireste d'insulti, no? Piuttosto ridacchio per conto mio e non scrivo niente. Tu stesso, in riferimento alle vignette blasfeme contro cattolici e/o musulmani dicevi che ciò che può offendere gli altri andrebbe evitato (non trovando me troppo d'accordo, perché a quel punto tutti potrebbero censurare tutto e non parleremmo più se non del tempo atmosferico). Fallo pure giustappunto, io non ho niente da obiettare, ma non mi sembra così fuori dal mondo la tesi di Alieno, che ci vede una specie di connivenza.
2) Bibbia & documenti ecclesiastici. Pienamente d'accordo: visto che non sono nemmeno cristiano, non ci tengo affatto a trovarmi a dover obbedire ai dettami cattolici. D'altra parte non ci tengo nemmeno ad obbedire a un presupposto che pretende di tutelare maggiormente gli omo degli etero. Vale a dire che per me è abbastanza irrilevante da dove vengano le altrui convinzioni etiche, dalla bibbia o dalla filosofia: se pretendono di impormele, e io non sono d'accordo, mi ci oppongo democraticamente con la stessa forza.
3) Di lepri e Verità Assolute: dura applicarlo a me, che tento di essere relativista al massimo grado. Continuo però a trovarmi un po' spiazzato di fronte alle tue inossidabili certezze, come già ti avevo scritto. Cioè, sul fatto che un cristiano riconosca valore molto alto alla Bibbia, non ci piove, ci sta. Non sto dando ragione al cristiano, dico solo che il suo ragionamento fila; non pretenda però di applicarlo al di fuori della legge, e infatti mi trovavo contrario alla possibilità di obiezione di coscienza dei farmacisti, come era emerso in un precedente post al riguardo. Perché pero ho l'impressione che tu usi parole come logica, ragionamento e argomentazione, e poi finisca a sostenere che è meno grave pestare me che un gay, senza mai il minimo dubbio sull'opinabilità della tua scala di gravità del movente? Non è un altro tipo di verità assoluta imposta, questa?
Ti ho dato ragione sul discorso matrimonio quando alla fine ho capito che Alieno non aveva citato alcuna fonte scientifica, punto che mi era inizialmente del tutto sfuggito. Non volermene Al, ma di solito non leggo i tuoi post per intero: sono troppo lunghi e finisco per inferire il significato da quelo che seleziono. In questo caso, non vedo dati oggettivi da parte tua. Sappiamo tutti che i pestaggi sono all'ordine del giorno, che è pieno di ghenghe di subumani che si divertono così, e che se pestano me e io faccio denuncia, questa viene debitamente compilata e poi immediatamente parcheggiata nel dimenticatoio senza che venga mosso un dito, vero?
4) Legislazioni europee: inutile ripetermi. A questo punto si sarà capito che incentivare il pestaggio degli eterosessuali depenalizzandolo rispetto a quello degli omo per me sarebbe un obbrobrio giuridico, checché ne dicano le associazioni di categoria.
5) Chiesa, educazione sessuale e massimi sistemi. Guarda, alle superiori ho fatto l'ora di religione. Ok, non era proprio l'altro ieri, ma non credo che le cose siano cambiate poi tanto. Veramente ridicole le sparate del prof.. Come faccio a rendere l'idea di quanto fuori dal mondo apparissero, quando cercava di far apparire come suprema forma di egoismo demoniaco un atto in cui entrambe le persone coinvolte trovano completezza e gioia?  Quanto il modo in cui noi sentivamo le cose si distaccasse dalla sua visione impositiva e forzata? Un adolescente vede le cose in maniera adolescente, non c'è dubbio, e non è che abbia per forza ragione. Ci si sentirà bene in due, ad esempio, ma a rimanere incinta è solo la ragazza, e da giovani è un grosso problema. Di sicuro non è la chiesa cattolica a fornire l'educazione sessuale come la intendo io, con i suoi opuscoli (ne parla Eco in un libro veramente teribbbile, ma per altri motivi) in cui spiegava ai bambini d'anteguerra come dormire a pancia in giù per non masturbarsi nel sonno. Su questo penso che siamo d'accordo.
Però io non affiderei l'educazione sessuale dei miei figli, se ne avessi, nemmeno ad un professore, per quanto titolato possa essere. Quella spetta al 90% ai genitori, e se questi glissano, l'infante verrà su come siamo venuti su noi ragazzi di un po' di anni fa. Ho incontrato lungo il mio percorso scolastico fior di professori incapaci, non c'è garanzia che te ne capiti uno buono, e tu affideresti loro a cuor leggero l'educazione dei tuoi figli? No, io non sono d'accordo, è troppo un terno al lotto. Già oggi un professore in gamba può costruire un rapporto con gli alunni che va al di là della materia che insegna. No, non mi riferisco al trombarsi le sedicenni fighe; mi riferisco al fornire il proprio contributo alla formazione della persona in divenire che è l'adolescente. Quando nasce, è un equilibrio fragile e basato sul rispetto, sulla fiducia, sulla reciproca comprensione, e credo possa andare molto in là rispetto all'atteggiamento impositivo di chi ti dice: "Io ho una laurea in pedagogia e quindi ho ragione". Non so te, io a sedici anni ero un bastian contrario totale nei confronti di chi si poneva così nei miei - ed ero sicuramente uno dei meno polemici.
Sottoscrivo invece in pieno la tua frase quando dici: "(...) parlarne a scuola, illustrando tutti i pericoli della sessualità irresponsabile: malattie, gravidanze indesiderate, lesioni genitali e quant'altro". Questa non è educazione, bensì semplice spiegazione di regole causa/effetto, misurabili e quindi "scientifiche", e mi sembra assolutamente auspicabile - anche se... lesioni genitali!? Ma che razza di giochini facevi TU a sedici anni? Ti invidio di brutto! ;-)

190
16 Giu 2010
alle 00:02

Fabrizio

Giurista, non conoscerò il diritto e sparerò nel mucchio con stupida semplificazione, ma tu dai per scontate troppe cose.  Non accetto assolutamente che tu pretenda di decidere per me quali moventi siano peggiori di altri: anche se sono dolorosamente conscio che la discrezionalità del sistema legislativo italiano concede ad una risibile minoranza il diritto di decretare al riguardo, mi riservo il diritto di pensare che questo abbia portato negli anni unicamente a schifezze immonde. "A situazione diversa, trattamento diverso"? Bombardamento mediatico non vuol dire situazione diversa, a meno che tu dimostri con dati oggettivi e inattaccabili che i pestaggi avvengano più frequentemente a danno degli omo che degli etero. Tu pretendi di cambiare le regole: a te, e non a me, l'onere della prova.

Visto che comunque ti fai forte della tua maggiore conoscenza del diritto, ti pongo la stessa domanda che tu ponevi ad Alieno riguardo al matrimonio omosessuale. Se la domanda la ponevi tu, vuol dire che ha solide fondamenta giuridiche: quale danno deriverebbe ai gay, dall'estendere agli etero la tutela che pretendi per loro, se il fine è veramente quello di fermare la violenza? Tu rispondi a questa domanda chiaramente e semplicemente, come pretendevi che Alieno rispondesse a te, e magari mi convinci.

Mò leggo il 169 :-)

189
15 Giu 2010
alle 22:25

Giurista pensatore

Mi prendo la licenza di trascrivere dal colossale topic di 800 e rotti messaggi un post di Christian per Alieno:

<Alieno

Curioso il tuo modo di ragionare.

Affermi che non esistono esperimenti e studi che dimostrano che l'orientamento omosessuale non è patologico. Ti cito gli esperimenti e gli studi, dandoti tutti gli estremi per rintracciarli. E la tua conclusione è che non ho fornito alcun dato.

Fabrizio ti fa notare che le mie sono argomentazioni fondate, e tu rispondi offendendomi personalmente e ripetendo che non ho spiegato nulla. Mi chiedo: cosa c'è da spiegare? La domanda era: esistono ricerche e studi sull'omosessualità dagli anni 70 ad oggi? La risposta è sì. Non un sì dovuto al fatto che lo dico io, ma un sì documentato, con tutti gli estremi per cercare questi articoli e libri e leggerseli.

Se tuttavia c'era qualcosa che non avevi compreso riguardo a queste ricerche in cui si dimostra che l'orientamento omosessuale non è patologico, bastava chiederlo.

Lo stesso vale per la "teoria riparativa": gli studi effettuati dimostrano che non solo è inefficace ma addirittura dannosa. Ho spiegato perché inefficace e perché dannosa. E ho dato gli estremi per leggere questi studi. Cosa c'è di poco chiaro in questo?

Il fatto è che non è ciò che ho scritto ad essere poco chiaro o non documentato, ma che non esiste chiarezza argomentativa o documentazione che possa modificare un pregiudizio. Per dirla in modo popolare: "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".>

Giurista pensatore.

188
15 Giu 2010
alle 21:55

Giurista pensatore

FABRIZIO 184. Sei fuori strada, come pure Alieno. Il problema non è che i gay siano cittadini di serie A, delle creature superiori, e gli etero, o le vecchiette, cittadini di serie B. Questa è la stupida semplificazione di chi, non conoscendo il diritto, spara nel mucchio senza competenza. Il vero problema è l'intensità del dolo, il movente del delitto, che concorre a determinare, insieme con altri fattori, la sua gravità. Se io uccido un usuraio che mi ha dissanguato per anni, l'omicidio ha un suo peso penale. Se uccido un avventore durante una rissa, l'omicidio ha un altro peso. Se uccido un gay perché mi fa antipatia, o un ebreo perché sono nazista, o una vecchietta perché sono gerontofobo, o una donna perché sono misogino, se, insomma, uccido qualcuno per una mia personale insofferenza della diversità, c'è l'aggravante del motivo abietto o futile. Lo stesso per i pestaggi. Non si tratta di porre certi cittadini sul piedistallo del privilegio, ma di riconoscere che certi moventi delittuosi sono più nefandi di altri e dunque meritano una maggior pena. Aggredire un disabile è più turpe di aggredire un sano: dimostra maggiore cattiveria e vigliaccheria, maggior dolo, ed infatti c'è un'aggravante ad hoc. La cosa ti sconvolge? Vuoi abolire questa legge? D'accordo, accomodati. Ricordati, però, che l'art. 3 della Costituzione non significa "tutti vanno trattati allo stesso modo sempre e comunque", ma "a situazione eguale, trattamento eguale; a situazione diversa, trattamento diverso". La vera uguaglianza non è egualitarismo totalitario, cioè azzerare qualsivoglia differenza di disciplina.

Quanto al mettere fuori legge le opinioni sgradite, è una fesseria: qua parliamo di violenze, botte, pestaggi e uccisioni e, fino a prova contraria, l'opinione dissenziente non appartiene a questa categoria di atti.

ALIENO 186. Vedi quanto scritto a Fabrizio.

<Ecco: in questo caso, il trucco che si rivela continuamente, anche da questo signore che dici e citi e che non conosco, Romagnosi, testimonia cosa si sta facendo, barando di brutto: chiunque non condivida l'omosessualità come progetto di relazione sociale ed istituita e prevista e da promuovere e tutelare, è con automatismo (come le tue "ovvietà" che via via tenti di imporre nel dialogo) definito "omofobo". E' un bel trucco, un bell'esempio di scorrettezza imporre quella sorta di dogma indiscutibile per cui se uno vede nell'omosessualità una condizione curabile e un progetto sbagliato da proporre e promuovere nella progettualità sociale e relazionale, debba diventare automaticamente "omofobo". Ovvietà che tua o di Romagnosi o di qualsiasi altro, naturalmente, io non concedo di riconoscere, perché, appunto, è un trucchetto disonesto che vedo benissimo come è funzionale nella propaganda della deriva ideologica che dicevo.> Solo un fazioso ignorante può attribuire ad un filosofo e giurista settecentesco, dedicatosi allo studio del diritto penale, dei suoi fondamenti e dei suoi meccanismi, la volontà di promuovere l'omosessualità. Ho citato il pensiero di Romagnosi perché concordo con lui che la pena debba essere graduata alla gravità del reato ed idonea a scongiurarne la commissione, e ritengo che uccidere qualcuno per antipatia o insofferenza ideologica sia sicuramente più grave che ucciderlo durante una rissa o per reazione ad un torto subito. Più grave, più schifoso, più orrido, più ripugnante. Il resto è dietrologia aliena.

FABRIZIO. Mentre Alieno metabolizza la risposta, tu che mi dici in ordine al 169?

Giurista pensatore.

187
15 Giu 2010
alle 21:45

civis romanus sum

Beh ,, io ti avevo avvertito Giurista, non c'è nessun verso per rintracciare il più piccolo briciolo di dignità umana in questo soggetto ,,, è una perfetta riuscita creatura di prete .

Non vitiosus homo est ,,, sed vitium .

186
15 Giu 2010
alle 17:28

Alieno

Giurista, al 182:

Fabrizio ti ha risposto benissimo proponendoti una ragione, un percorso logico che ha anche il pregio di ricordare che non è escluso dalla possibilità di un ragionamento retto, colui che non ha fede e puo' dunque trovarsi, al pari di un cattolico credente ed osservante a rintracciare delle basi comuni proprio nel linguaggio della ragione.

Purtroppo temo che non riuscirei ad argomentare meglio e con più riuscita sintesi di quanto non abbia già fatto ai commenti precedenti come appunto, al 178 a cui ti riferisci replicandomi.

Perciò sviluppo un attimo quel passaggio che dicevo: la "deriva ideologica" che ha proprio questa peculiarità di spostarci lontano da un punto di equilibrio e di armonia.

E' un po' come tentare di correggere il tiro, per reazione, in modo esagerato inverso: non si arriva al punto che si vuole raggiungere, ma ci si allontana comunque, perché è, appunto, una "deriva" ideologica che impone una nuova stortura.

Il punto di equilibrio e di armonia che come hai pure condiviso, è da raggiungere, è il "rispetto della persona" che in sé, è meta che è più autentica, coerente ed inclusiva, come spiegavo, perché permette di promuovere meglio l'essere umano-persona che resta tale, se si punta qui e non altrove, al di là di ogni condizione che si voglia di diversità.

In soldoni, promuove che non si possa picchiare né un diverso per motivi religiosi, che per motivi etnici, per inclinazione sessuale, che per preferenze politiche, per tifoseria di calcio che per modo di vestire e gusti musicali, per preferenze di letture di libri e giornali che, insomma, per qualsiasi voglia motivo, perché appunto, l'investimento promuove l'essere umano-persona.

Investire in una specifica diversità, invece, ci allontana e crea naturalmente la discriminante per tutte le persone che non appartengono a quella diversità che ha tutela privilegiata, ma si afferma così, una "superiorità" gerarchica di diversità ed una minor tutela per le altre.

Ora: se è una tutela privilegiata, faccio per dire, per i "bambini" io riconosco assolutamente la necessità di dover ribadire ed accentuare l'impegno sociale e di codificare anche per promuovere questa responsabilità speciale perché i bambini sono persone, ma indifesi, fragili e la responsabilità legale, infatti, non ricade su di loro, ma sugli adulti intorno a loro, a partire dai genitori che avranno sia maggiore libertà di tutela, nel privilegio del ruolo educativo, ma anche responsabilità maggiore conseguente alla maggiore libertà (sempre maggiore libertà deve corrispondere a maggiore responsabilità da accollarsi) e dunque è corretto avere un diritto di famiglia e l'aggravante penale dove sia l'adulto-genitore ad infierire sui  bambini.

A meno di non voler omosessuali come persone speciali, persone adulte ma idiote perché simili ai bambini nel non esser capaci di responsabilità, una sorta di minorati mentali da riconoscere e tutelare come malati degni del cordone ombelicale della società a tutelarli non bastando più soltanto dirsi essere umani, persone (dunque di fatto, una sorta di razza diversa da quella umana ed è una proposizione appunto razzista a sua volta quella tutela speciale), non si capisce la ragione d'una coerenza per porre una normativa dedicata

se non appunto in quella "deriva ideologica".

Che porta sempre guai quando si afferma. Creando il presupposto della necessarietà emergenziale di contrasto, si subentra in una condizione non armoniosa, non equilibrata, ma eccessiva per priorità e per contenuto, come sono le emergenze. E poi la deriva ideologica, spinge e continua a spingere oltre il bersaglio.

Che i lavoratori abbiano diritto al riconoscimento di diritti e tutele, per esempio, è un fatto, un punto da raggiungere in modo equilibrato.

Una deriva ideologica invece spinge oltre il bersaglio, per esempio, imponendo una dittatura dei lavoratori, ma snatura il punto rintracciabile da condividere: i diritti dei lavoratori, la loro dignità.

Il problema immigrazione, gestito in modo pessimo, inetto e fasullo fino a pochissimo tempo fa, può spingere in una deriva squilibrata che, anche se non seguo il personaggio, per sentito dire può essere rappresentata dai deliri d'un Borghezio.

Una politica infame, centralista, parassitaria e ladrona come sempre abbiamo visto in questo Paese, può assumere una deriva squilibrata di rigetto del progetto "unità nazionale", che nell'equilibrio deve naturalmente ripartire responsabilità e poteri e non accentrarli parassitariamente, ladrocinando come sappiamo. Il punto di arrivo sarà equilibrato se è un federalismo dove si valorizzano le tante realtà nazionali, con le maggiori autonomie e responsabilità da accollarsi in proprio e non a spese altrui (com'é il caso di Roma o della Sicilia per esempio), ma una deriva ideologica spinge fuori da quella meta per un nuovo squilibrio discriminante.

Il principio del meccanismo è sempre lo stesso. Anche qualora si trattasse di adesioni ispirate da buone intenzioni (di buone intenzioni è lastricata la via dell'inferno..), ciò non toglie che è un errore che conduce, con l'idea di rimuovere una discriminante, a promuoverne di ulteriori altre.

Ingiustamente.

Del resto, uno dei significati di "peccare" nella antica tradizione ebraica è proprio questo, se non ricordo male: sbagliare mira, mancare il bersaglio.

Ma emerge che c'è molto attivismo che è affatto in buona fede e sa benissimo di operare per promuovere quel progetto di deriva ideologica che è la promozione dell'omosessualità come proposta sociale di progetto di relazione da rendere istituzionalizzata, tutelata e promossa.

Non conosco questo Romagnosi di cui mi parlo. Limitandomi a quanto citi, rilevo la fragilità dell'impianto, la forzatura che non ha naturalmente, un riscontro coerente in altro contesto e tema ed anzi, tradisce pienamente proprio il suo errore, lo rivela e già suggerisce, volendolo assumere come progetto quel suo ragionamento, un continuo inseguimento senza fine, senza soluzione di continuità per ogni situazione analoga, dovendo dunque codificare un'inesauribile, immonda quantità di leggi (non fossero abbastanza da noi eh) all'inseguimento di ogni diversità che si ritiene perseguitata contestualmente ad un periodo storico.

Verità precarie e fugaci a cui ispirarsi. Mentre ritengo essenziale e funzionale, invece, rintracciare dei principi Etici di massima, generali, inclusivi perché ricondotti alla loro "nuclearità" come è appunto, la tutela della persona, al di là di connotazioni ideologico-etniche o inclinazioni sessuali o preferenze estetiche e quel che si vuole.

Ma vedo anche come ci sia un progetto organizzato di promozione, un po' come è stato fatto imponendo una forzatura ideologica nell'analisi scientifica dell'omosessualità, che la prevedeva un disordine, una patologia.

Si è imposto un bel trucco, che appare però, di tipo filosofico-ideologico e non scientifico: l'omosessualità va bene, è sana ed al massimo si può avere "ego-distonia", cioé un soggetto omosessuale vivendo in disarmonia la condizione.

Così da trarla fuori dal novero delle patologie in cui la comunità scientifica l'aveva riconosciuta ed addirittura, in un sol colpo, imponendo la direttiva da applicare agli psichiatri da lì in poi: eliminare l'ego-distonia, curare quella e non investire sulla cura dell'omosessualità, cioé in soldoni, aiutare l'omosessuale a convincersi che è una cosa sana e buona per lui.

Ecco: in questo caso, il trucco che si rivela continuamente, anche da questo signore che dici e citi e che non conosco, Romagnosi, testimonia cosa si sta facendo, barando di brutto:

chiunque non condivida l'omosessualità come progetto di relazione sociale ed istituita e prevista e da promuovere e tutelare, è con automatismo (come le tue "ovvietà" che via via tenti di imporre nel dialogo) definito

"omofobo".

E' un bel trucco, un bell'esempio di scorrettezza imporre quella sorta di dogma indiscutibile per cui se uno vede nell'omosessualità una condizione curabile e un progetto sbagliato da proporre e promuovere nella progettualità sociale e relazionale, debba diventare automaticamente "omofobo".

Ovvietà che tua o di Romagnosi o di qualsiasi altro, naturalmente, io non concedo di riconoscere, perché, appunto, è un trucchetto disonesto che vedo benissimo come è funzionale nella propaganda della deriva ideologica che dicevo.

Ma non corrisponde al vero: non c'é alcun automatismo. E dunque non necessariamente, non è vincolante in alcun modo, chi è contrario al progetto gay, è automaticamente "omofobo", però si continua a centrare il punto sull' "omo- (certo non sull'etero e dunque paradossalmente, si lavora da gay CONTRO la diversità o a ridurla nella proposta semmai), quando invece,

il punto di equilibrio, la meta da raggiungere è e deve restare quella che non hai potuto che condividere tu stesso: il principio del rispetto della persona per cui nessuna persona può vedere legittimata la sua persecuzione o il suo pestaggio, nessuna e NON SOLO o SPECIALMENTE omosessuali.

E d'altra parte, non è un caso che, come ben dice il sempre sveglio Fabrizio, se c'é l'omosessuale di mezzo, diventa appunto "un caso" mediatico, enfatizzato e ridondante proprio per costruire la propaganda necessaria ad imporre delle priorità sbilanciata e squilibrata.

Resterà invece nucleare il rispetto della persona e continuo a ripetere: il delinquente che oggi picchia l'omosessuale, ha già una norma chiara a delegittimarlo.

E se ne sbatte altamente. Lo farà, avendo questa sua idea anarchica di giustizia fai-da-te, anche con la legge specifica, non è che gli torna il senno come se quella norma speciale, sia una formula magica.

Perché è questa l'idea assurda, irragionevole, anche: pretendere che quei dementi che picchiano omosessuali (o tifoserie avversarie di ogni tipo o ogni pretesto, troppo bello, troppo brutto, troppo ricco, troppo povero, troppo troppo o troppo poco, ogni scusa è possibile al demente),

ritrovino magicamente il senno e la responsabilità civile di cui difettano e che anzi, consapevolmente tradiscono, avendo già una chiara normativa (rafforzata nei principi etici generali di massima, non a caso, nella Costituzione stessa).

Vera superstizione allora.

Per cui tanto vale, forse con migliori possibilità di successo,

votare in parlamento una norma il cui contenuto "magico" è ancora più efficace.

Ecco il testo da proporre:

"Annal nathract

Uthvos bethud

Dotchiel tienvé.

Annal nathract

Uthvos bethud

Dotchiel tienvé

Annal Nathract

Uthvos bethud

Dotchiel tienvé."

Probabilmente, a mio avviso, non servirà a far ritrovare valori ed etica civile ed il senno ai delinquenti che picchiano gay o chiunque altra persona, con ogni scusa e pretesto, avendo già la norma come deterrente e sanzionatoria, di rilevanza penale se reato contro la persona. Cioé è una perdita di tempo irragionevole e astrattamente farlocca come la proposta di normativa a tutela dell'omosessualità che vuole la deriva ideologica gay ed associati per finalità odiologiche altre (come un Civis che sposa tutte le cause che lo vedono contrapposto alla Chiesa, nella sua ossessione).

Però, è migliore perché contrariamente a quel progetto ideologico, non pone delle nuove discriminanti che invece, quella eventuale legge, affermerebbe e gravemente, ponendoci nella condizione di lasciare per valide delle discriminanti verso chi omosessuale non è e non condivide che debba essere da promuovere e per ogni altra diversità, oppure di inseguire OGNI diversità, in un'inesauribile codificazione per ciascuna di quelle che può esser rintracciabile motivo-pretesto per un delinquente demente incivile di picchiare una persona.

Cioé in sostanza, ci metterebbe nella condizione di seguire e cercare di tenere il passo dei delinquenti-dementi, seguendo la loro agenda, ispirandoci a loro, saranno loro a dettarci l'agenda.

Aberrante l'idea di doverli inseguire, quando nei principi generali, possiamo risparmiarci la fatica inquadrando il nucleo che inchioda sempre i delinquenti-dementi, senza stargli appresso senza possibilità di successo (è infinita la stupidità umana nelle sue possibilità eh),

cioé individuando il principio generale più autentico, coerente ed inclusivo eticamente:

il riconoscimento-rispetto della persona. Chiunque sia.

Dunque, sorrido del tuo dirmi ridicolo (da qual pulpito..) e della tua chiusa di invettiva (ti screditi e ti oltraggi da solo... devo aver preso nel segno per avere una reazione così),

affettuosamente e ti lascio ciò che è degno del tuo modo di ragionare, la tua pretesa della ragione, solo questo meriti in risposta Giurista per i tuoi scoppi esagerati:

Annal nathract
Uthvos bethud
Dotchiel tienve

Annal nathract
Uthvos bethud
Dotchiel tienve

Annal nathract
Uthvos bethud
Dotchiel tienve

^_^

Ciao,

A.

 

185
15 Giu 2010
alle 16:20

civis romanus sum

Sarà il caso di ricordare il punto cruciale della questione per far notare agli omofobi che la categoria che discriminano a parole e perseguitano nei fatti perchè alimentano con quelle parole le aggressioni criminose a loro danno, non hanno la stessa tutela della legge riguardo i diritti che sono concessi a tutti gli altri .

Gli etero possono sposarsi mentre per quanto mi ripugna quest'istituto, ai gay gli stessi preti che dettano le loro regole etiche ai loro infiltrati nel parlamento democratico, di fatto vietano questo diritto civile .

I preti cattolici ancora considerano malati i gay contro tutte le evidenze gli studi e le relazioni scientifiche, alimentando tra i loro adepti la falsa concezione cattolica che andrebbero aiutati e ricondotti a forza di condanne e bastonate, all'eterosessualità .

I gay sono discriminati sul lavoro per la loro stessa appartenenza alla categoria ,,, conosco molti casi di persone gay che hanno perso il lavoro subito dopo aver fatto outing della loro condizione, senza escludere il fatto che in Italia il lavoro come nel dopoguerra, oggi ancora si ottiene per raccomandazione di solito clericale ,,, e i risultati sono sotto gli occhi tutti, che ci ritroviamo a comandare aziende publiche e private gente imbecille e talmente incompetente da meritarsi soltanto una vanga, ma oltremodo devota alla vergine maria . 

Tutto ciò alimenta un clima intorno ai gay che da qualche tempo, precisamente dal tempo in cui hanno ripreso il potere i preti cattolici in Italia, vede fiorire e aumentare gli episodi di aggressione contro questa categoria di uomini liberi .

Avvenne uguale anche contro gli ebrei al tempo dei maiali del fascio e delle loro leggi razziali firmate e sponsorizzate dai preti cattolici ( Agostino Gemelli ,,, uno di questi porci infami e neri su tutti ) perchè accusati di essere il popolo deicida, dedito alla contronatura, alimentato da una lobby ,,, e finì che i preti per tramite di chi combatteva nel nome del loro dio ( i nazifascisti che sterminavano sicuri che ,,, gott mit uns ) ne bruciarono a milioni di ebrei, insieme ai gay, ai rom e a tutti quelli che non venivano riconosciuti uguali dal loro dio .

 

184
15 Giu 2010
alle 15:41

Fabrizio

No Giurista, su questo non ci siamo proprio. Allora aderisci al fronte che vorrebbe gli omosessuali più tutelati degli altri "per salvar loro la pelle". Cento eterosessuali pestati a sangue non fanno notizia. Vecchietti rapinati a decine, con qualcuno che magari ci lascia pure le penne, non fanno notizia. Bande di delinquenti che girano nei parcheggi alla sera e rapinano lavoratori che rientrano tardi, non fanno notizia. In compenso le botte ai danni di un gay finiscono in prima pagina e vengono presentate in tutte le salse, anche quando non ci sono conseguenze a lungo termine, così Paola Concia può parlare di "meregenza sociale" e richiedere una legge che discrimini gli eterosessuali, e con lei tutte le lobby gay. Intanto il famoso Svastichella si è già preso una pena pesante, che non gli avrebbero mai comminato se non avesse compiuto un'aggressione omofoba. Serve proprio rincarare ancora la dose!

Io non ci sto. Non accetto una legge che dichiari che è meno grave picchiare me, o mio nipote, o mia sorella, che picchiare un gay o una lesbica. E' semplicemente ridicolo darmi dell'omofobo per questo. Piuttosto: c'è un rigurgito di violenza? Arginiamola aumentando le misure preventive e repressive, ma facciamolo per TUTTI. Se è vero che i gay, poverini, sono le vittime per eccellenza dei picchiatori d'oggi, saranno loro a trarre vantaggio da questa legge. Se invece (come credo io) l'emergenza pestaggi è costruita in aria dai giornali di regime sinistro, ne trarranno vantaggio tutti e nessuno ci perderà comunque - tranne i picchiatori, che non mi fanno troppa pena.

Secondo me, tutta questa pressione per ottenere leggi anti-eterosessuali serve ad un unico scopo: mettere fuori legge le opinioni che non piacciono. Arrivare al punto in cui uno non possa più dire liberamente: "I gay mi stanno sulle balle". C'è per fortuna chi lo ammette apertamente, la maggior parte preferisce lavorare di sbieco, conscia che allora si dovrebbero mettere fuori legge anche frasi come: "I milanesi mi stanno sulle balle", "Gli juventini mi stanno sulle balle",  "I leghisti mi stanno sulle balle".

Non dirmi che tu non parli di etica perché lo stato non è etico, che qui si parla semplicemente di salvare la pelle, eccetera, per piacere. Ho già detto che quantitativamente ritengo del tutto fasulla questa emergenza costruita a tavolino, e comunque ho proposto una soluzione che è perfettamente razionale, a condizione che l'obiettivo sia davvero quello di scongiurare la violenza: pene più gravi per TUTTE le forme di violenza, contro gay e contro eterosessuali.

Scusa la delusione, ma allora anche tutti i tuoi discorsi sulla tutela legale delle unioni gay miravano ad arrivare a questo, alla political correctness di legge? Veramente andare incontro a richieste che sembrano neutre e ragionevoli significa muovere un passo nella direzione del "pestare va bene, purché la vittima non sia gay"?

183
15 Giu 2010
alle 15:26

civis romanus sum

182. ,,, Sei ridicolo, davvero, ti screditi e ti oltraggi da solo, scrivendo le cretinate che scrivi.

Sante parole ,,, che all'obnubilato di merdashopping daranno modo di iscrivere al partito degli odiologi anche il Giurista per il suo nobilissimo e impagabile impegno a sfavore del partito degli omofobi clericali . 

Quando sarà il momento di giungere alla promulgazione di una legge contro l'omofobia, come è già avvenuto in tutti i paesi civilizzati purchè liberi dalla nera genìa cattolica, omofobia che come una piaga cattolica clericale continua a mietere decine di vittime nel nostro paese che vanno ad assommarsi alle già centinaia e centinaia di migliaia che ha già mietuto sui roghi della croce in secoli di barbarie cattolica, sarà il caso di provvedere ad inserirci in qualche modo, anche il più fantasioso,  la retroattività della pena, in modo da perseguire nella dovuta maniera tutti questi squallidi omuncoli vestiti di nero che oggi discriminano in maniera criminale un' intera categoria di uomini liberi .

Io intanto per rendermi utile in quel dato momento, sto prendendo appunto di tutti quei nomi sistemandoli in un database, al cui numero uno già mi compare tale joseph ratzinger, in arte benedetto sedici, papa .

182
15 Giu 2010
alle 14:04

Giurista pensatore

ALIENO 178. <Dunque non sposo la deriva ideologica che a te piace e ritengo che sia invece necessario investire nel nucleo autentico della questione che interessa promuovere: il rispetto della persona. E ripeto: chi compie reato, perché il reato contro la persona già c'é e grave, sbattendosene di leggi e deterrenti, non mi sembra affatto credibile che dinanzi alla legge speciale e discriminante riservata agli omosessuali, si commuova o si decida a civilizzarsi. Ed inoltre, questa scelta ideologica nasconde e tradisce un progetto che è quello di promuovere non più il rispetto della persona, né si contenta del rispetto dell'omosessuale come può sembrare ad una lettura superficiale: è il progetto invece che è determinato ad imporre valorialmente, moralmente e culturalmente l'adesione alla progettualità omosessuale come cosa giusta e buona per l'uomo. [...] Con la legge speciale invece, si promuove qualcosa di progettuale: l'omosessualità come progetto per l'uomo, per la società e automaticamente ne deriva una delegittimazione dapprima morale e poi perseguibile penalmente anche, per chi la pensa diversamente (perché può essere meglio portata avanti una causa accusatoria di istigazione discriminante, di reato), in sostanza, un progetto che si muove per mettere le persone come me, che non torcerebbero un capello a due gay, né a due etero, vedendo persone comunque, al bando, delegittimandole in una configurazione che ci ricorda il reato di opinione, come usa in ogni regime e dittatura. La "diversità" come pretesto per farci confluire le proprie tensioni e frustazioni, liberando la violenza, esisterà sempre: una diversa tifoseria, un parcheggio sottratto al volo, il colore dei capelli, una giornata storta, l'appartenenza territoriale, l'essere lettori di un giornale sgradito, l'essere cattolici.> La deriva ideologica sta solo nella tua testa adusa alla dietrologia. Forse le parole di Romagnosi ti illustreranno meglio delle mie il punto nevralgico: <Alla spinta criminale si contrappone una controspinta penale>. Ebbene, laddove cresce la spinta criminale, per qualunque ragione ciò accada, è indispensabile aumentare il deterrente, in modo da contenere la spirale delinquenziale. Se le già severe leggi a tutela della persona riescono a scongiurare (o ridurre al minimo) le aggressioni ai cattolici, esse invece non riescono a contenere il fenomeno omofobico, che è in allarmante crescita, perciò si rende necessario inasprire le pene per compensare, con un surplus di tutela, quel surplus di spinte criminali contro i gay rispetto alle altre categorie di persone. Se risulta che una certa categoria di persone è più frequentemente e più gravemente vittima di reati, la fondamentale esigenza dell'ordine pubblico impone di prendere provvedimenti più severi a loro salvaguardia. La legge deve adeguarsi ai fatti ed ai problemi sociali ed è inequivocabile problema sociale la recrudescenza di odio e furia distruttiva contro i gay, mentre non risulta esserci un fenomeno analogo rispetto ai vescovi, tanto per dirne una. Perciò le leggi vigenti bastano per proteggere i vescovi, ma non bastano per proteggere i gay, perciò, rispetto a questi ultimi (e, in generale, ai "diversi", agli "emarginati", alle "minoranze") occorre rinforzare le misure statali. Fra parentesi, commettere un reato contro un ministro del culto è un'aggravante. Ma queste ti sembreranno le mie solite ovvietà dogmatiche, perciò ti offro dei dati inconfutabili circa la faziosità e stupidità della tesi "legge antiomofobia=promozione dell'omosessualità". Se non ho capito male, tu sei affetto da minorazioni. Lo sai che c'è una speciale tutela penale dei minorati? L'art. 36 della legge 104/1992 così dispone: <1. Quando i reati di cui all'articolo 527 del codice penale, i delitti non colposi di cui ai titoli XII e XIII del libro II del codice penale, nonche' i reati di cui alla legge 20 febbraio 1958, n. 75, sono commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale, la pena è aumentata da un terzo alla metà.> Perciò, se io dessi un pugno a te, mi beccherei una pena maggiore che se lo dessi a Civis. Stando al tuo fazioso e malsano ragionamento, questa legge promuoverebbe l'handicap, vero? Anzi, di più, suggerirebbe di tagliarsi un braccio perché minorato è bello, giusto? E la legge che prevede un'aggravante per i reati commessi per odio etnico o razziale sarebbe un incentivo a diventar tutti neri, non è così? E la legge che prevede la pensione di reversibilità per il vedovo sarebbe un'istigazione ad uccidere il coniuge, vero? Mi sembra che sia proprio TU quello obnubilato dall'ideologia: appena senti parlare di proposte per la tutela dei gay, subito t'inalberi e gridi al complotto ideologico e lobbistico, anche se si tratta, semplicemente, di salvar loro la pelle. Sei ridicolo, davvero, ti screditi e ti oltraggi da solo, scrivendo le cretinate che scrivi.

Giurista pensatore.

181
15 Giu 2010
alle 02:08

Alieno

ed allora? Boh.

Riprovo:

180
15 Giu 2010
alle 02:07

Alieno

prova

179
15 Giu 2010
alle 02:00

Alieno

Giurista, ho cominciato subito male il commento, ma intendevo, non si fosse capito, scrivere esordendo con

Non credo che spostare il punto da "rispetto della persona" a "rispetto della diversità".

Ciao,

A.

178
14 Giu 2010
alle 21:26

Alieno

Non credo che spostare il punto da "rispetto della persona" a "rispetto della persona" assolva meglio alla funzionalità che ci si propone in una prospettiva-progetto a promozione dell'essere umano.

Rispetto della persona - infatti, è più coerente e comprensivo, perché include anche la persona diversa per qualsiasi voglia ragione, fisica o non fisicamente diversa intendo.

Mentre credo, piuttosto che spostare quel focus su "rispetto del diverso" tradisca una volontà di tipo più ideologico.

Perché poi vediamo che quella "diversità", curiosamente, non è rispettata sempre.

L'aborto selettivo, è la dimostrazione concreta di come la diversità è promossa solo quando conviente. Anche la legittimazione dell'eutanasia in casi molto difficili, particolari e border line come quello di Eluana Englaro, volendo, una diversità non rispettata adeguatamente.

Mentre assolve in modo più inclusivo (ma molto più scomodo, come risulta appunto anche dai motivi etici che citavo sopra), l'investimento nel nucleo vero e proprio: il rispetto della persona. Comprende il rispetto di diversi e di uguali, si noterà, dunque più efficace, ma anche più scomodo nella prospettiva di relativismi per cui, la diversità è da promuovere con doppia morale e doppio peso e misura e si presta meglio a porre dei motivi discriminanti (come sarebbe appunto, introdurre legge specifica a tutela degli omosessuali).

Per quanto riguarda i motivi futili, anche questo uno strumento previsto e nelle mani del giudice che potrà avvalersene nel suo verdetto nel riconoscimento di responsabilità, certamente è a richiamarci la banalità del male che talvolta evoco.

Banalità e futilità che però, come definizioni, non devono ingannarci: non tolgono nulla alla gravità ed all'inquietudine che devono proporci.

Un po' insomma, come l'inganno che può derivarci dal termine "micro-criminalità". Non ci si inganni, è un sintomo grave, quella presenza, che emerge dal territorio a detrimento delle persone che ci devono fare i conti.

Dunque non sposo la deriva ideologica che a te piace e ritengo che sia invece necessario investire nel nucleo autentico della questione che interessa promuovere: il rispetto della persona.

E ripeto: chi compie reato, perché il reato contro la persona già c'é e grave, sbattendosene di leggi e deterrenti, non mi sembra affatto credibile che dinanzi alla legge speciale e discriminante riservata agli omosessuali, si commuova o si decida a civilizzarsi.

Ed inoltre, questa scelta ideologica nasconde e tradisce un progetto che è quello di promuovere non più il rispetto della persona, né si contenta del rispetto dell'omosessuale come può sembrare ad una lettura superficiale: è il progetto invece che è determinato ad imporre valorialmente, moralmente e culturalmente l'adesione alla progettualità omosessuale come cosa giusta e buona per l'uomo.

E' qui il progetto che si nasconde dietro la proposta di legge speciale: imporre quel conformismo. Finendo per essere dunque, discriminante con coloro che pensano in piena autonomia e legittimità, che l'omosessualità come progetto relazionale ed istituzionalizzato, sia un gravissimo errore umano e sociale, nonostante non ci sia alcuna intenzione di picchiare gay.

Perché appunto, nella condivisione e promozione del rispetto della persona, indifferentemente dalle sue inclinazioni politiche, sessuali o di aspetti genetici e quello che vuoi.

Con la legge speciale invece, si promuove qualcosa di progettuale: l'omosessualità come progetto per l'uomo, per la società e automaticamente ne deriva una delegittimazione dapprima morale e poi perseguibile penalmente anche, per chi la pensa diversamente (perché può essere meglio portata avanti una causa accusatoria di istigazione discriminante, di reato), in sostanza, un progetto che si muove per mettere le persone come me, che non torcerebbero un capello a due gay, né a due etero, vedendo persone comunque, al bando, delegittimandole in una configurazione che ci ricorda

il reato di opinione,

come usa in ogni regime e dittatura.

La "diversità" come pretesto per farci confluire le proprie tensioni e frustazioni, liberando la violenza, esisterà sempre: una diversa tifoseria, un parcheggio sottratto al volo, il colore dei capelli, una giornata storta, l'appartenenza territoriale, l'essere lettori di un giornale sgradito, l'essere cattolici.

Io sono cattolico e non mi sognerei mai di chiedere una legge specifica a tutela dei cattolici contro le violenze. Nè un'altra specifica per quella e poi l'altra squadra di calcio. Né ancora una legge per i lettori del Giornale, Libero o Repubblica o Micromega. Nè ancora, insomma, una legge specifica per ogni "pretesto" di diversità.

E' ridicolo, pateticamente visibile la pretestuosità del progetto che in realtà, è la promozione del progetto omosessuale, non il rispetto della persona.

Ed il reato contro la persona, è il più valido ed autentico, il più inclusivo perché comprende ogni diversità ed ogni uguaglianza.

E' solo qui che dobbiamo investire: rendendo credibile la norma e la cultura di sostegno da fare adeguatamente nella promozione umana.

Il resto,

è ideologia.

Personalmente, nella mia esistenza, sono stato massacrato di botte per i più disparati motivi, anche futilissimi. A volte le ho anche date adeguatamente e via via, ho dovuto attrezzarmi di capacità per difendermi, sia fisicamente, sia spiritualmente.

Mai pensato un attimo che dovesse esserci una legge speciale per ognuno dei pretesti che ho visto utilizzati dagli esseri umani ridotti bestialmente, una riduzione umana.

Ho sempre pensato e resto convinto, invece, che la promozione umana possa e debba avvalersi del rispetto della persona.

Come ho raccontato, nascendo con handicap, ho trovato difesa nei miei genitori dal buonismo-pietismo di un medico che aveva suggerito di "farmi sparire", cioé farmi morire senza sospetti per il mio handcap, così come poi della famiglia di mio padre quella riduzione umana mi vide salvo solo per miracolo dal tentativo di uccidermi già a qualche mese di vita.

Non so che farmene dei buonismi e pietismi e conosco e riconosco la dignità della persona. La mia e quella degli altri.

I pretesti ideologici, sono buffonate rispetto all'investimento che dobbiamo fare nella promozione dell'uomo.

Ricordo anche che ai tempi di scuola, c'erano anche dei compagni di scuola che erano abbastanza palesemente omosessuali.

Eppure, ho visto accanirsi la bestialità umana, capace di essere assai precoce, contro persone timide, introverse, con bullismi feroci a solidificare già pre-esistenti complessi di inferiorità da questa violenza continua.

Oppure contro soggetti la cui diversità era fisica e funzionale, come ho raccontato nel caso di una ragazza molto sorda e con la frequente voce gutturale associata.

E non gli omosessuali. Ciò non toglie che la diversità di un omosessuale possa essere utilizzata a pretesto dalla riduzione e pochezza umana. Ma come ogni altra, non se ne esce:

c'è sempre un motivo per odiare e disprezzare,

c'è sempre un motivo per amare e rispettare,

a noi la promozione, la scelta, discernere, la responsabilità.

La responsabilità dei miei genitori, di mio fratello, di alcuni miei amici mi ha salvato più volte.

La mia responsabilità poi assunta crescendo, ha salvato altri con la mia scelta: quando sai, non puoi più far finta di ignorare e stare a guardare. Le ho prese e date, ma ne valeva la pena ogni volta, così come è sempre più o meno:

certi valori meritano di essere difesi, se valgono qualcosa, al di là del fatto che ci sia una sconfitta o una vittoria. Non è quello il punto importante, ma quello che quei valori valgono la pena di essere promossi e difesi comunque.

Certo: non è razzismo l'accanimento contro un disabile, né contro un omosessuale. La razza è la stessa risulta. Nell'estensione del termine, l'apologia dell'odio di Civis verso preti e credenti, dovrebbe inquietarti allo stesso modo, nel caricarsi e caricare violenza continuamente.

Ma forse, come dici tu, è uno tra i testimoni che fanno parte di un pugno di infelici, incapaci di molte cose e come gli ripeto volentieri, schiavo e ridotto in molte cose, da quello che si può dedurre nelle sue continue manifestazioni.

Non c'è alcun bisogno di rinunciare alla mia identità, ai miei valori per rispettare il prossimo e riconoscere la persona, l'essere umano. Non devo andare incontro alle idee che non condivido per riuscirci,

sarà anche perché i miei sono valori ed identità improntata a dei principi sani, autentici e veri per cui poterli mantenere ampiamente e promuovere il rispetto della persona ed il suo riconoscimento.

Tra l'altro: non è certo "andando" incontro svendendo la propria identità, che si sviluppa, si allena e si esercita un'autentica "tolleranza".

Più svendiamo la nostra diversità identitaria, omologandoci per cessione e sincretismi, meno abbiamo modo di sperimentarci, promuoverci, allenarci e dimostrare la nostra tolleranza.

Paradossalmente, chi chiede di svendere la propria idea sugli omosessuali, non promuove la tolleranza, ma la condizione per dovervi rinunciare, rimuovendo la condizione in cui serve una tolleranza.

E del resto, le contraddizioni della progettualità-ideologia gay, sono molteplici: proprio per sua natura e definizione "omo-" è la riduzione della promozione dei "diversi" e la promozione degli stessi.

E' insomma, un progetto di rinuncia alla vera tolleranza, alla autentica diversità che si ha solo promuovendo l'etero-sessualità, dove l'uomo e la donna, il maschio e la femmina,

progettano presumibilmente, proprio la continua disponibilità nella "complementarietà" di genere, un evento miracoloso che unisce due universi, come sono l'uomo e la donna.

L'omosessualità è al contrario, una rinuncia alla complementarietà che può scaturire solo dalla diversità.

E' insomma, un progetto promosso, quello dei gay, di tremenda riduzione dell'essere umano, se si guarda con coraggio, più in profondità.

Che ne pensi delle due donne che sono andate a farsi fecondare nel Nord Europa e hanno fatto notizia in quel di Siena, nei giorni scorsi, Giurista?

Un caso concreto, dunque, non parliamo più solo di astratti progetti ed eventualità: abbiamo un dato oggettivo di realtà con cui fare i conti, la questione è senz'altro, comunque la si pensi, urgente.

Ciao, buona serata,

A.

177
14 Giu 2010
alle 01:31

Giurista pensatore

ALIENO 176. Il commettere un reato per motivi abbietti e futili è una circostanza aggravante perfettamente calzante per il nostro reato, come la premeditazione e l'uccisione del figlio per l'omicidio e tante altre per vari reati. Insomma, è particolarmente grave, rispetto alla categoria "aggressioni", aggredire qualcuno solo perché conduce una vita diversa da quella dell'osservatore, nel quale monta una rabbia ed una furia d'assalto. La diversità, ed il rispetto della stessa, è il fulcro della democrazia! Inoltre, quanto più si sposta il baricentro verso le scelte degli altri, quanto più ci si carica d'odio per il mero vedere un gay, tanto più evidentemente c'è pochezza esistenziale dentro di sé: una persona appagata della propria vita, anche se contraria all'omosessualità, non è spinta ad attaccare una coppia gay, perché non ha il bisogno di pestare il prossimo per affermare se stesso ed il proprio percorso di vita. Questi branchi razzisti sono composti da un pugno di infelici che non sanno trarre piacere dalle proprie esperienze e decisioni e trasferiscono tutta la carica emotiva nella distruzione del modello alternativo al proprio, dimostrando un'allarmante insicurezza psichica. Ci sarebbero fior di studi psicologici e psichiatrici da condurre sui moventi di questi agguati vigliacchi.

Giurista pensatore.

176
14 Giu 2010
alle 00:42

Alieno

Sì. certo Giurista, davo per scontato che tu sapessi benissimo che è inaccettabile la giustificazione giustizialista per cui inseguire un ladro e massacrarlo.

Per questo dicevo, il tuo simpatico teorema dove sperimentarti nel voler superare nel caso dei criminali che hanno picchiato i due gay, dicendo che si va oltre all'auto-giustizialismo, mi è sembrato fragile e te l'ho scritto con fiducia proprio sapendo che, potevo dar per scontato che tu davvero non credessi a ciò che stavi teorizzando, dove ricondurre l'offesa giustificatoria al reato, quando il punto è un altro.

Per quanto riguarda le "gradazioni", è un tema assai interessante per me e nemmeno ben risolto e sondato, però converrai, è un terreno scivoloso perché se i principi di massima ispiratori in un'Etica sono chiari,

quando si parla di gradazioni e sfumature, si subentra anche in quel terreno scivoloso che è il soggettivismo e la sensibilità personale, che non aiuta nella codificazione di principi generali validi per tutti, se andiamo con il microscopio, perché certamente non accontenta tutti come vorremo, essendo appunto "soggettivo" intraducibile su larga scala in qualcosa che assomigli all'oggettivo.

Dunque, io eviterei di prendere quel microscopio per valutare le "gradazioni" nella filigrana troppo sottile e resteri in quella più grossolana dove trovare invece un terreno comune di condivisione, dei principi di massima da riconoscere.

Come è appunto quello nostro condiviso per cui la persona non si può massacrare in quanto persona.

Se però mi parli di "premeditazione" allora dobbiamo prevederlo ed infatti abbiamo una codificazione che discerne: la "premeditazione" comporta, infatti, l'inclusione con forte peso specifico, chiaro, di quella "volontà" che è tanto importante dicevo per tutto e tutti, sia che si parli di preghiera, che di politica o diritto e giustizia, così come di morale, di etica.

La volontà è un elemento di rilevanza formidabile ed infatti, c'è anche giuridicamente di accertarne o di escluderne la presenza.

Dunque, giuridicamente, penalmente, presumo che sarà penalmente rilevante, se si scoprisse che quei delinquenti che hanno picchiato quei poveretti, li seguivano da giorni ed hanno organizzato il fattaccio, rilevanza equiparabile ad un'aggravante di efferatezza proprio nella riconoscibile volontà progettuale.

Resterà grave, ma penalmente non inciderà, qualora è stata una disgraziata improvvisata criminale. Certamente, la progettualità eventuale, personalmente incute ancora maggior inquietudine e ritengo debba essere maggiormente valutata la pericolosità degli individui dove si rintracccia una volontà progettuale, una premeditazione, un progetto.

Nel caso del figlio, invece, siamo in un altro ambito: incide come aggravante giuridica (ed efferatezza morale-etica) il fatto che, oltre ad essere che so, una persona o un bambino, è persona e bambino affidata in modo privilegiato a chi lo uccide che ha con sé, in quel privilegio-onore-libertà di essere tutore privilegiato nel rapporto relazionale genitore figlio, anche una maggiore responsabilità di altri soggetti.

Sempre la libertà maggiore, corrisponde ad una maggiore responsabilità da assumersi e dunque, appare di particolare gravità,penale e morale, che sia proprio la persona che più di ogni altro dovrebbe tutelarlo, sia invece ad ucciderlo.

Ma non è applicabile associazione alla faccenda dei froci picchiati da quei delinquenti e criminali che ci mancherebbe fossero pure genitori. In quel caso, avrebbe sicuramente motivo ragionevolissimo di introdursi quell'aggravante e dunque si dovrebbe valutare la maggiore intensità di rilevanza penale, di dolo.

Ma per fortuna, i due froci son vivi, grazie al cielo e l'idea che fossero uccisi e perfino da genitori, nella speculazione mi ha fatto venire i brividi, è immagine inquietante..

Sicché per sdrammatizzare, dico: per fortuna non è questo il caso, i froci son vivi tutto sommato e non risulta picchiati dai propri genitori.

Ci mancherebbe pure che fossero stati i genitori dei froci: che diamine, ce l'avrebbero tutte le sventure eh.

Mah. ^_^

Ciao,

A.

 

175
14 Giu 2010
alle 00:09

Giurista pensatore

ALIENO 174. <Perché vedi, nemmeno per il furto, che eppure è reato, si ha legittimazione per auto-giustizialismo: sempre devono essere saldi quei valori di cultura civile del diritto che dicevo su, così come deve funzionare un'Etica con una coscienza adeguatamente preparata e formata per impedire che si prenda un ladro, si insegua e si massacri di botte: stiamo scherzando Giurista?> Non hai capito il mio punto di vista. Io non legittimo, né ho mai legittimato, chi insegue il ladro per pestarlo. Sto solo dicendo che chi si comporta così, si fa giustizia da solo; chi uccide a randellate l'assassino del proprio figlioletto, si fa giustizia da solo. Invece, chi picchia o uccide un gay, perché passeggia col compagno, NON si fa giustizia da solo, perché non c'è nessun torto contro il quale fare giustizia, nessun reato, nessun illecito, nessuna condotta criminosa. E, allora, se è inaccettabile che qualcuno, arbitrariamente, colpisca l'autore di un reato, a maggior ragione è inaccettabile che qualcuno, altrettanto arbitrariamente, colpisca un innocente che non ha fatto nulla di giuridicamente rilevante. D'accordissimo che il valore fondante è la persona: chi mai vuole disconoscerlo? Però il dolo, l'elemento soggettivo della volontarietà, ha le sue gradazioni, e anche le circostanze aggravanti hanno le loro gradazioni. Ora, uccidere per scatto d'ira è meno grave di uccidere con premeditazione; uccidere un estraneo è meno grave di uccidere un figlio; parimenti picchiare un delinquente è meno grave di picchiare un innocente. Non giustifico nessuno, ma valuto l'intensità del dolo e delle circostanze, perché non tutti i reati sono uguali e non tutti i reati meritano la stessa pena. Tutto qui.

<Per quanto riguarda i messaggi pregressi: il materiale è tanto, devo fare la tara a ciò che è già stato da noi scritto e dibattuto che spero di non dover ripetere all'infinito e ovviamente, la decantazione-metabolizzazione che ti annunciavo, richiede fisiologicamente dei tempi. Hai un rapporto con il tempo un po' ansioso o sbaglio? Hai sempre così "urgenza" ehehe.> Semplicemente temo che la questione possa finire sepolta, ma prenditi il tempo che ti occorre. ;) Comunque, i punti che reputo cruciali sono il paragrafo nel quale distinguo la prova dall'opinione (e faccio l'esempio del marito che lascia la moglie) e, ancor di più, quello, immediatamente successivo, in cui argomento l'ipocrisia formale di non riconoscere ciò (le relazioni omosessuali) che già esiste ed è liberamente praticato nella società, sotto gli occhi di tutti.

Giurista pensatore.

 

174
13 Giu 2010
alle 23:13

Alieno

Giurista: intendiamoci. Non si va affatto oltre all'autogiustizia come ti piacerebbe, comodamente osservare in una tesi interessante, ma mi par fragile.

Chiunque abbia malmenato quei due poveretti (il "pretesto" non cambia i contenuti della gravità del fatto, poteva essere benissimo altro motivo), non va affatto e non supera come dici tu, l'auto-giustizia.

Perché è il loro modo, diciamo "anarchica" lettura, di giustizia da applicare in autonomia non riconoscendo il valore sociale che la codificazione dei principi etici della "giustizia legale" stabilisce e fissa sia con intento promozionale-educativo-formativo, sia come deterrente, sia come compensazione riparatrice quando si applica come spero avverrà al più presto, individuando i responsabili di quell'atto violento e delinquente, cioè con pena detentiva e risarcitoria pecuniaria anche, voglio sperare, inflessibile, esemplare.

Ma loro non superano l'auto-giustizialismo: si limitano semplicemente alla lettura anarchica della legalità (sia nella peculiarità che legalmente, uno non si amministra giustizia da solo salvo rare eccezioni contingenti previste), non è legittimo farlo e non sto a spiegare i caposaldi della cultura del diritto e della civiltà che richiedono, al pari di un percorso filosofico, di ragione, una serie di passaggi inevitabili, con varie fasi di dibattimento e l'offerta di una tesi difensiva ed accusatoria e così via, così come il fatto che l'amministrazione della Giustizia, debba essere compiuta da una figura terza ed imparziale, di imparzialità al di fuori di ogni sospetto (non parente, amico, socio in affari di imputati o accusatori insomma) ed infatti, è problematica la situazione della nostra giustizia dove l'attività politico-ideologica è perfin sfacciata a detrimento di quell'imparzialità che dovrebbe essere mostrata, proprio se si ama la cultura del diritto, l'idea della giustizia, priva di ombre a stimolar sospetti (da noi invece tutt'altro, tra attivismo politico di magistrati e perfino la magistrtura essendo la palestra-trampolino di lancio per il travaso successivo dopo l'apprendistato ideologico-politico, per entrare direttamente a far politica!).

Ma i criminali che hanno picchiato quei due poveracci, hanno una loro idea di giustizia, delegittimando dunque quella che abbiamo formato nell'organizzazione umana che è la nostra società-stato-nazione e l'auto- sta per legittimazione ad amministrarsela da sé, non riconoscendo chi lo faccia come vorrebbero loro, in adesione ai loro orrendi valori, alla loro disgustosa etica ed il tutto, dimostrandosi un fedele esercizio di "anarchia" che spiace dirlo, ma inevitabilmente promuove per sua natura, episodi similari.

Nella loro idea di giustizia, infatti, l'offesa c'é: sono due gay che ostentano la loro omosessualità. E come dice l'articolo, vestendosi in modo "comunista" (vorrei capire qual'é perché non l'ho capito, curiosità mia).

Dunque, l'offesa c'é come c'é l'offesa quanto ritieni che il tifoso della squadra avversaria meriti botte a vista, come quando pensi che la partita è truccata, quando mentre vai a vedere la partita ti intrattengono la ragazza facendone conoscenza biblica, come quando ti rubano tu dici ed altre cose.

No, io vedo solo un pretesto di un modo anarchico di ragionare, incivile che però, resta esattamente nell'idea di giustizialismo a cui aggiungere la propria legittimazione nell'amministrazione di quel giustizialismo, dunque l'auto- ad indicar che bisogna provvedere di persona.

Uno squilibrio, degno di squilibrati come può essere, che so, l'aggressione a Berlusconi, che reclutò in pochissimo tempo, migliaia e migliaia di adesioni in facebook (ad attestare che i casi son due ed uno non meno inquietante dell'altro: gli squilibrati son troppi per esser "fisiologicamente" rappresentati e c'é una causa originante e scatenante che promuove l'atto squilibrato oppure non sono squilibrati tutti, ma sono tutti criminali).

Certo che non c'è reato alcuno nel passeggiare abbracciati al proprio compagno: per me sarà cosa di pessimo gusto, poco edificante, dannoso socialmente anche come esempio e modello, ma sarebbe sciocco restare ad un'analisi così superficiale, limitandosi a dire che non è un reato.

Perché vedi, nemmeno per il furto, che eppure è reato, si ha legittimazione per auto-giustizialismo: sempre devono essere saldi quei valori di cultura civile del diritto che dicevo su, così come deve funzionare un'Etica con una coscienza adeguatamente preparata e formata per impedire che si prenda un ladro, si insegua e si massacri di botte: stiamo scherzando Giurista?

Non si può fare. Anche se il furto è reato fino a prova contraria, ma non è quello il punto saliente, al di là della tua speculazione, divertente, ma fragile.

Non abbiamo però bisogno di complicarci così la vita Giurista: non c'è bisogno di fare teoremi arditi.

La verità sa essere straordinariamente semplice: il motivo per cui possiamo ritenere che quella giustizia (anche morale) non legittima quell'azione criminale è di ordine etico, un'etica che appunto, condanna che si massacri chiunque e ci si autorizzi alla "vendetta" come meglio si creda, anche nel solco di un'idea anarchica di giustizia, dove ciascuno la pensa come vuole.

Un vero inferno che non va assolutamente promosso, ma stigmatizzato e severamente dico: l'uomo organizzato socialmente ha bisogno di ordine. Parola disprezzata assai dopo il '68 e però, la verità resta: è una necessità perché deve essere organizzazione umana ordinata secondo dei principi etici che nel nostro caso attuale, sono ispirati ad un'etica accettabile ed a dirci che non si massacra nessuno e la giustizia non si fa da soli certamente, è criminale, tribale, incivile, ma infine, riteniamo in modo condiviso,

non a promuovere valori umani in definitiva, ma inadeguato o contrario anche.

Alla pretestuosità discriminatoria dei criminali che hanno picchiato quei due (c'è sempre un pretesto discriminante per odiare ed anche picchiare o ammazzare qualcuno se si vuole), dobbiamo opporre invece un'Etica chiara che non compie gli stessi errori, ma promuove l'essere umano, la persona e la sua dignità superando l'aspetto discriminante su questo caposaldo dei valori umani.

E perciò, deve imporsi proprio nel suo nucleo: non si massacra nessuno perché persona. Punto.

L'errore sarebbe compiuto dove, per compensare un fallimento, introducessimo a nostra volta una discriminante che distorce il significato autentico della promozione della persona, per esempio con una legge specifica a tutela di omosessuali, manco fossero panda in estinzione.

Persone! Qui dobbiamo restare. E del resto, come ti spiegavo, se uno è un criminale anarchico che se ne sbatte delle responsabilità sociali da accollarsi in una normativa vigente che già c'é e condanna in modo rilevante (penalmente) simili atti contro la persona e si fa giustizialismo da solo, se ne sbatterebbe assai comunque, anche con legge specifica, non vedo perché sol per una nuova regola, la sua anarchia scellerata dovrebbe cambiare alcunché.

Per quanto riguarda i messaggi pregressi: il materiale è tanto, devo fare la tara a ciò che è già stato da noi scritto e dibattuto che spero di non dover ripetere all'infinito e ovviamente, la decantazione-metabolizzazione che ti annunciavo, richiede fisiologicamente dei tempi.

Hai un rapporto con il tempo un po' ansioso o sbaglio? Hai sempre così "urgenza" ehehe.

Non scappo, non temere, abbi pazienza ed anzi, ti farà bene un po' di esercizio a riguardo. :-)

Ciao,

Alieno

173
13 Giu 2010
alle 20:12

Giurista pensatore

ALIENO 172. <La nostra cultura civile ci impone l'osservanza di un principio che, del resto, è uno dei tanti tratti distintivi a distinguerci da una cultura tribale: l'auto-giustizia non è concesso, se non in caso di contingente necessità di legittima difesa.> Ma è proprio qui l'errore marchiano, perché il problema va ben oltre l'autogiustizia, come la chiami tu, e va ben oltre perché manca radicalmente l'offesa da riparare con l'autogiustizia. Picchiare un ladro, uno stupratore, un mafioso, quella è autogiustizia, cioè reazione impropria ad un reato, impropria perché si menano le mani anziché attivare l'autorità giudiziaria. Ma non c'è reato alcuno nel passeggiare abbracciati al proprio compagno, perciò siamo completamente al di fuori dell'autogiustizia, sprofondando nel campo della dittatura ideologica e dell'insofferenza per la diversità: i diversi vanno annientati, pestati, umiliati. E non potrai non convenire con me che il movente d'un simil pestaggio è più grave assai. Il pestaggio di un rapinatore è attenuato dalla provocazione; mentre il pestaggio di chi indossa una maglietta rossa, o ha la cresta punk, o è gay, o è, più genericamente, se stesso, dovrebbe essere aggravato dai motivi abietti o futili, cosa che non sempre avviene. Allora chiariamolo fuor di ogni dubbio: aggredire qualcuno per ciò che quel qualcuno è (politica, religione, omosessualità, maglietta, cresta punk etc.), aggredire qualcuno con finalità discriminatorie, è sempre e comunque reato aggravato rispetto al semplice aggredire, causa la maggiore intensità del dolo.

Per il resto, aspetto che la tua riflessione sui messaggi pregressi si concluda.

Giurista pensatore.

172
13 Giu 2010
alle 17:47

Alieno

Ti ringrazio per la pazienza.

Mentre per quanto riguarda la notizia che citi di cronaca, posso anche commentare immediatamente e con coerenza con ciò che ho sempre scritto nel blog:

non c'è alcuna giustificazione legittimabile per quell'aggressione, non c'é e non ci può esserre attentuante per il barbaro e gesto bestiale che aggredisce due omosessuali. O due etero. O uno solo. O un comunista. O un fascista. O un neo-nazi.

La nostra cultura civile ci impone l'osservanza di un principio che, del resto, è uno dei tanti tratti distintivi a distinguerci da una cultura tribale: l'auto-giustizia non è concesso, se non in caso di contingente necessità di legittima difesa.

Né giustizialismo, né auto-giustizia posso trovare spazio in un Paese che si voglia dire civile e più evoluto di una cultura tribalesca e primitiva che ci riporta all'età della pietra o giù di lì (anche la pietra per lapidare, va da sé).

Dunque è urgente una ulteriore strategia di contrasto nell'ottica di un'etica umana che, nel caso sia di ispirazione cristiana sarà più autentica nel suo tratto umano;

infatti, cristianamente non abbiamo licenza di massacrare omosessuali e comunisti, ma nemmeno etero, fascisti e nazisti, cioé non si massacrano esseri umani senza "pregiudizi" e "discriminazioni" più autenticamente e coerentemente di quanto si affermerebbe ove si affermasse una legge specifica contro l'omofobia che invece, porrebbe una chiarissima, ufficiale, legittima "discriminante" che non ha motivo di affermarsi dove vogliamo promuovere invece, tutti gli esseri umani senza pregiudizio.

Ad ogni frocio, dunque, fa riconosciuto il diritto di non essere aggredito, così come ad ogni comunista o chiunque altro.

Chiunque altro, perché potrà appellarsi con coerenza, al suo riconoscimento di persona, di essere umano contro ogni discriminazione.

E' questo il cardine di un'Etica corretta e non schizofrenica e contraddittoria in cui collocare la nostra progettualità (anche normativa): la dignità della persona, dell'essere umano, qualunque sia la sua inclinazione sessuale, politico-ideologica, religiosa, la sua etnia, il colore della pelle, la classe sociale.

Ecco la vera etica umana che è in grado di accogliere (e promuovere) ogni persona, ogni essere umano: le altre sono aberrazioni che perdono di vista il nucleo della proposta da fare in coerenza.

Ebbene: la norma che tutela la persona e sancisce la responsabilità (reato penale) aggredendo altra persona, già c'é.

Perfino a chi è costretto a difendersi, tocca un processo per accertarne comunque la legittimità (dovrà rispondere comunque, anche se per salvarsi la vita, dimostrando quell'inevitabilità di azione).

C'è già la legge e però, evidente che a qualcuno fa né caldo, né freddo, c'è un rifiuto che non riconosce l'ispirazione etica della norma che la legittima e se ne sbatte altamente e fa auto-giustizia sommaria primitiva, tribale e se vogliamo, un formidabile esempio di anarchia come proposta, in autentico moto di sfida di disobbedienza e di auto-affermazione di legittimità.

Va da sé che essendoci già una norma chiara, ove è rintracciabile la gravità di ogni atto di aggressione all'essere umano per qualsiasi voglia motivo ed avendo soggetti che se ne sbattono altamente, non riconoscendo la legittimità di quella norma e quella non essendo sufficientemente capace di imporre nemmeno un freno deterrente alla sfrenata e selvaggia dimostrazione anarchica e bestiale dei delinquenti come quelli di cui si parla nel caso specifico o di qualsiasi altro assimilabile nella violenza contro esseri umani,

è logico comprendere come anche una norma specifica che pone una discriminante omosessuale, in tali soggetti produrrà lo stesso rifiuto e la stessa efficacia: se ne sbatteranno altamente.

Trasgredirne una o due, di norme, non vedo quale debba essere il deterrente.

La legge c'é ed è più seriamente non discrimiante, più sincera, autentica: non si picchia nessuno e se lo fai, ne rispondi penalmente.

La legge c'é, come spesso succede in Italia, c'é: facciamola anche rispettare. I modi e le vie sono tante. Naturalmente senza pretese: c'è sempre l'occasione, il pretesto, per odiare e far male,

così come c'é sempre l'occasione del bene e di amare il prossimo.

Scordiamoci che qualsiasi legge in terra possa produrre la perfezione della Giustizia (se umana è, perfetta non potrà essere coerentemente con la natura umana stessa) e che non ci siano delinquenti e criminali nemmeno introducendo tortura o esecuzione capitale.

Lo dimostrano bene coloro che la applicano: non funziona, non azzera un bel nulla, l'uomo resta a dover discernere faticosamente, scegliendo il bene od il male.

Puoi impiccarlo, lapidarlo, macché. Ad Ahmadinejad tocca impiccarli perché, paradossalmente si potrebbe dire, nemmeno l'impiccagione funziona.

Negli Usa dove si applica i casi di omicidio a volte sono così efferati che poi, sono l'ispirazione di serial e film che nella quantità e nella efferatezza, a fatica ci sembrano reali e frutto di fantasia e così, ovunque.

Ciao,

A.

 

171
13 Giu 2010
alle 13:19

Giurista pensatore

ALIENO. Prenditi tutta la "pausa di metabolizzazione" che ti occorre, purché, alla fine, tu risponda compiutamente ai messaggi sopra trascritti. ;)

Ne approfitto per offrirti un ulteriore elemento di riflessione: http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/articolo/2082706?ref=HREC2-2

Giurista pensatore.

170
12 Giu 2010
alle 00:43

Alieno

Lieto di rivederti in luogo da me più accessibile Giurista.

Mi prendo un po' di tempo per metabolizzare quanto hai scritto e far decantare una mia ispirazione adeguata nel risponderti.

Devo anche capire se c'é qualcosa di nuovo che tu od io non abbiamo già scritto o eventualmente, che ritengo utile ripetere anche se già scritto, avendo scritto entrambi non poco. :-)

Ma sono certo che ci sarà del materiale stimolante per rispondere, come altre volte.

Ciao e scusami se non mi è stato possibile continuare nell'altro: oggi ho provato a caricare quella pagina e peggio di sempre, si è imballato il pc, che ha problemi di software non bastasse il resto: ho dovuto riavviare. E per riavviarlo, impiego circa 10 minuti, prima di averlo "operativo", quando va di lusso. :-)

Perciò ho motivo più che valido di ringraziarti di cuore, eh. :-)

A.

169
11 Giu 2010
alle 11:13

Giurista pensatore

Alieno, ti trascrivo i post 854, 855 e 859, ai quali non hai ancora replicato.

#854: <ALIENO 820/1/2. Mi sono stufato di ripetere le stesse cose. Ridere per un fatto non significa commetterlo o essere complice nello stesso: il riso è solo una reazione emotiva spontanea e innocua, dunque non sindacabile, come il pianto, la tristezza e la letizia. La questione riguarda te (che hai fatto insinuazioni sulla potenza sessuale di Civis) e Civis (che ti ha fatto la battuta) e nuovamente te (che ti sei risentito per la battuta). Io sono, e resto, spettatore esterno, e rivendico il mio sacrosanto diritto di avere le mie sacrosante emozioni senza dover subire il processo alle intenzioni di un moralista che pretende di conoscere la Verità assoluta sul bene e sul male, e con questo la faccenda è chiusa. Se per te ridere è un così grave misfatto, sono affari tuoi e tuoi soltanto.

ALIENO 828. Questa è la prima volta che ti degni di citare fonti e prove oggettive e ne prendo atto con contentezza. Peccato che le tue erudite e colte citazioni riguardino la Bibbia, il Catechismo della Chiesa cattolica ed altri documenti ecclesiastici, cioè materiali fragilissimi: basta dichiararsi non cattolici per far crollare tutte quelle interminabili dissertazioni sulla malvagità, dannosità e peccaminosità delle relazioni gay. Detto altrimenti, quei testi sono carta straccia per i non cattolici e, in particolare, per me. La Chiesa può dire quello che vuole, ma io continuo a pensare con la mia testa e con la mia coscienza che non c'è male alcuno nella relazione omosessuale, essendo una scelta di libertà che non crea danni alla società. E ho pure spiegato il perché: la convivenza omosessuale esiste già nella società e nulla cambierebbe se la coppia di turno firmasse un documento davanti al sindaco, trattandosi di una mera formalità che attribuirebbe ai due gay diritti reciproci irrilevanti per le finanze dello Stato (eredità, firma in ospedale, affitto).

PINCO 833. <Per il giurista, nuovo di questa "nave dei pazzi", vedi don salvatore non è cattivo, in fondo lo stimo e lui lo sa, è solo convinto di avere la verità in tasca, un po' come te, salvo poi accusare noi di essere intolleranti, integralisti, e di non accettare le diversità.> Ecco, dopo 830 messaggi, non hai ancora capito un tubo di me. Io credo che NESSUNO abbia la Verità in tasca, perciò, anziché appellarmi a princìpi supremi ed eternamente validi, quale la volontà di Dio, mi applico con discernimento alla ricerca della soluzione di volta in volta migliore, non di quella ottima o perfetta o assolutamente vera. Io sono coerente con le premesse della finitudine ed imperfezione umana e non mi aspetto altro che verità relative, modificabili nel tempo; siete voi cattolici, in persona di Pinco, Alieno e compagnia, ad affermare una Verità assoluta e valevole sempre e comunque.

Infine, il caro Alieno ha omesso di replicare alla parte più sostanziosa del mio post 818, ma io la resuscito qui di seguito per l'occasione. 

<<Ho raccontato come andò quel processo di cambiamento. Su pressione (culturale-ideologica, non da soggetti della comunità scientifica) ed infiniti, estenuanti dibattiti, senza alcun nuovo dato scientifico da elaborare, senza nessuna nuova "scoperta", si ottenne comunque un voto non condiviso. Chi era contrario superava la metà dei votanti. E ad una successiva verifica, addirittura, non si confermò il risutato di quella votazione. Quindi, mi pare che abbia in qualche modo prodotto quest'argomento: fu una votazione e non un'elaborazione serena operata con criterio scientifico. Fu l'affermazione di un'istanza culturale-ideologica che, dopo quel passaggio, tatticamente efficacissimo, si spianò la strada per affermare un conformismo, con la comunità scientifica via via a rassegnarsi ed adeguarsi su quell'indirizzo culturale.> Questa è un'ipotesi, non una prova: non elimina ogni ragionevole dubbio, anzi me ne lascia parecchi. Ci sono state inchieste indipendenti sull'avvenimento? Studi? Testimonianze dirette? Documenti? Le tue solo parole riportate da altri, ma dove sta la sostanza, l'oggettivo, il concreto? Tizio mi dice che Caio è por-co, perché ha lasciato la moglie. Questa è una prova? Può aver lasciato la moglie perché questa lo tradiva, o perché ha smesso di amarla, o perché è stato trasferito all'estero e lei non poteva seguirlo, o perché la moglie gli ha mandato all'ospedale la madre (la famigerata suocera), o perché la moglie ha picchiato i figli, o perché la moglie è lesbica, o perché la moglie ha mandato in bancarotta la sua azienda e l'ha condotto al fallimento. Certo, può darsi pure che l'abbia lasciata perché è uno sporco opportunista che voleva solo scopar-sela un po' e poi gettarla via come un preservativo usato. Può darsi anche questo, ma è soltanto una delle infinite possibilità. Anche la tua dietrologia lobbistica è soltanto una delle migliaia di possibili spiegazioni, perciò non prova proprio niente. Non ci arrivi proprio a discernere la prova dall'opinione?>

<<Il danno "sociale", come premette il termine, è la proposta di progettazione di una società che per me è sbagliata di brutto, avendo in mente una società altra, quella appunto dove la promozione è giusta relativametne alla famiglia naturale.> Ma non capisci che è una questione puramente formale? Ad oggi, una coppia gay può convivere e costruire una vita insieme alla luce del sole, in modo tale che tutta la gente del posto ne prenda atto. La stessa coppia, inoltre, può cautelarsi mediante testamenti reciproci e mandati per le questioni ospedaliere, nei limiti del consentito. Tutto ciò è possibile ed accade non già nelle cantine delle caverne di Alì Babà del deserto del Gobi, ma nella società, col conseguente modello e messaggio che viene trasmesso a tutti. Quale danno sociale si verifica, stando così i presupposti, se prevediamo garanzie di legge affinché il compagno non paghi le conseguenze dell'imprudenza del defunto, che, credendo di avere ancora la vita lunga, non ha fatto testamento? Quale danno sociale si verifica, stando così i presupposti, se prevediamo garanzie di legge affinché il gay ricoverato in ospedale possa sempre contare sulla decisione del suo amato compagno, anche se non ha disposto speciali permessi e mandati per lui? Insomma, cosa cambia se la legge riconosce automaticamente quello che, almeno in parte, la coppia può già disciplinare con atti negoziali? Se davvero la relazione gay fosse dannosa per la società, sarebbe proibita sempre e comunque. Invece vediamo che una tal proibizione sarebbe incostituzionale, e allora non è logica e sensata conseguenza riconoscere ciò che comunque esiste ed è liberamente fattibile? Non è ipocrita questa sorta di "vedo non vedo", "tollero ma non disciplino"? Perché i gay devono vivere in questo apatico limbo intermedio fra il vietato ed il riconosciuto? Dove sta l'utilità pratica ed il vantaggio sociale di questa finzione? È un trucco per poter mentire sul numero effettivo delle coppie omosessuali, che diventerebbe oggettivo se ci fosse il matrimonio? È una presa in giro? È uno stratagemma per non perdere voti, una specie di camaleontismo ed opportunismo politico che dà un colpo al cerchio ed uno alla botte? Cosa diavolo è? Lo Stato, attualmente, dice questo: <Voi gay siete liberi di fare quel che vi pare, ma per me le vostre coppie non esistono>. E questo serve forse a proteggere la società? I gay comunque esistono e diffondono il loro modello, col beneplacito dello Stato, che non glielo impedisce (né potrebbe farlo: sarebbe incostituzionale). E, allora, che cosa viene realmente protetto da questo silenzio normativo, da quest'ignavia giuridica, da questa ambiguità, da questa neutralità, da questo non volersi sbilanciare, da questo comodo e cinico astensionismo di Stato? E chi giova? A che serve?>>

 

 

#855: <Ecco un articolo assai significativo sul tasso di tutele legislative per gay e trans nei Paesi europei. http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/06/news/classifica_paesi_gay-friendly-4603151/?ref=HRERO-1 >

 

#859: <ALIENO. Occhio a recuperare l'854!

ALIENO 858. <Relativamente al tuo 856: non mi pare che la Chiesa promuova la disinformazione sessuale. Non mi pare, faccio per dire scherzando, che spieghi ai giovani che il sesso è una disneyland ed i bambini nascono sotto il cavolo. Mi pare che anzi, promuova una sessualità piena e responsabile nel solco della verità:  non sesso o distrazione dalla noia, non sport o ossessione da alimentare continuamente o nella declinazione perversa di feticismi, inversioni o altri comportamenti riconducibili a squilibri patologici del comportamento o della psiche.> Queste sono soltanto delle buone parole teoriche. La Chiesa va, come suo solito, ai massimi sistemi (niente sesso prematrimoniale), perciò parla del sesso esclusivamente in questa prospettiva. Peccato che quasi nessuno, al giorno d'oggi, condivida quest'assurda restrizione alla libertà sessuale, perciò il messaggio ecclesiastico si rivela del tutto inadeguato, in quanto parte da premesse ormai superate dalla coscienza collettiva. L'etica laica, invece, prende atto di questa realtà, anziché rifugiarsi in dogmi teorici e non più aderenti ai costumi dell'oggi, prende atto che i giovani sono attratti dalla sessualità ben prima del matrimonio e si adopera affinché questo approccio sessuale sia il più sicuro possibile. Buonsenso suggerirebbe che di sesso si parlasse in famiglia, ma da un lato non si può prescrivere per legge una tal cosa, dall'altro molti genitori, oppressi da un malsano pudore eccessivo, non sono capaci di aprire un discorso del genere, perché si scandalizzerebbero essi stessi. L'unica soluzione, perciò, è parlarne a scuola, illustrando tutti i pericoli della sessualità irresponsabile: malattie, gravidanze indesiderate, lesioni genitali e quant'altro. Fatto questo (e fatto bene, perché attualmente, come dimostra quel sondaggio, molti giovani sono disorientati e si appellano a fonti inattendibili, quali coetanei e film porno), sta a ciascuno, nella sua libertà di coscienza, scegliere se avere o no rapporti sessuali, e con chi, e come, e quando, e quanti. Invece la Chiesa, pretendendo assurdamente che i giovani castrino i propri legittimi impulsi sessuali, anziché canalizzarli nelle forme appropriate, non affronta queste tematiche se non nei corsi prematrimoniali, cioè tardivamente. Stando così le cose, i fatti dicono che l'etica laica ha a cuore realmente la prevenzione dei pericoli sessuali, mentre la Chiesa, arroccata nella propria torre d'avorio, offre soluzioni (l'astinenza) che non sono vere soluzioni, ma fughe dal problema: non fate sesso! E se qualcuno vuole farlo? Guai a tenere corsi seri di educazione sessuale, guai a promuovere i mezzi contraccettivi (preservativi a scuola) che potrebbero ridurre o azzerare la piaga dell'aborto! Macché! Astinenza totale e forzata, ecco cosa propone la Chiesa.

<Non è che gli manchi l'accesso all'informazione oggi, dove c'é ogni sorta di mezzo (da internet alla grande possibilità di campagna di sensibilizzazione sociale per Tv, per stampa, via indiretta da personaggi pubblici o noti ed osannati dai ragazzi ecc).> Queste fonti sono attendibili e serie quanto le mie calze! Occorre un medico specializzato in sessualità e psicologia dell'età evolutiva, per trasmettere messaggi appropriati e rigorosi!>

Giurista pensatore.

 

168
11 Giu 2010
alle 03:18

Alieno

Beh, io sono qua insomma, Giurista di poca fede. :-)

A.

167
09 Giu 2010
alle 21:41

Alieno

Beh, se vuoi puoi scegliere anche altro post allo scopo, non è un problema, prenderò nota io del link naturalmente, è lo stesso.

Ciao.

A.

166
09 Giu 2010
alle 21:40

Alieno

Giurista pensatore:

questo post sarà più funzionale se vogliamo proseguire la discussione sul tema, visto che ha "solo" 165 commenti e non si avvicina ai mille dell'altro che è il motivo per cui il caricamento della pagina risulta farraginoso e non sempre riuscendo a caricare tutta la pagina (e naturalmente, manca sempre la parte finale, le cose van così).

Sono riuscito a leggere gli ultimi commenti nell'altro post a fatica (ma non a rispondere, perché non carica la pagina del tutto e non c'é finestra per scrivere).

Ho visto citata la Chiesa Valdese. Che non a caso promuove l'omosessualità: è la sua natura e missione, che è radicalmente antagonista della proposta cattolica. Un po' in tutto.

Gli spot di questi giorni (a promuovere l'8 per mille) per esempio,da parte Valdese vantano nella promo, proprio questo aspetto: nemmeno un Euro finisce per il culto si assicura.

Insomma, una banale ong, un partito, un centro-sociale, una fede svuotata e ridotta alla secolarizzazione materialista e non priva di retaggi di ideologie che è possibile immaginare che prevalgono sul senso della proposta di fede.

Anche la notizia dei preti gay sposati, non ci giunge a caso. Né con troppo mistero, è la stessa Chiesa Valdese a spiegare che pur non avendo valore civile, quel matrimonio, si è voluto significare un messaggio di promozione sociale chiarissimo e simbolicamente rilevante anche perché in Italia, terra di conquista perché caposaldo dei valori cattolici che offre comunque resistenza migliore di altre realtà europee e perché insomma, il Papa è qui.

Questa lettura della scelta della Chiesa Valdese va interpretata in questa dinamica di antagonismo solido e caparbio, ma naturalmente, non è in grado di risponderci in sé, riguardo al tema della legittimità e della bontà di proporre progettualmente l'omosessualità oppure di bocciare a proposta come dannosa per l'uomo.

Ciao,

A.

P.S.: prendi nota nel segnalibri del post se vuoi proseguire la discussione, di là non mi è possibile insistere.

 

 

165
14 Set 2009
alle 13:48

albo

siamo tutti uguali nei diritti e diversi nell'esperienza. Nessuno obbliga un cattolico a divorziare, una cattolica ad abortire , ecc. Non capisco perchè un cattolico dovrebbe impedire di sposarsi a due gay di sposarsi civilmente... Altrimenti ci troveremo un papa che nel XXIII sec. si scuserà per il suo colpevole silenzio e l'omofobia strisciante della chiesa cattolica e di chi personalmente si è reso responsabile di questi episodi di violenza contro i gay di questi giorni e su cui il Vaticano & C. tacciono vergognosamente

164
28 Dic 2008
alle 16:44

Alieno

Vedi, Claudio, che a tua volta proponi l'intolleranza del tuo modo di pensare che vorresti imposto: intollerante col Papa, con me, con "quelli come me".

Per te è una mancanza di rispetto e nel pensar ciò, manchi di rispetto a quelli che ho brevemente elencato sopra.

"Fisiologica" diversità che, capisco, può far arrabbiare. Bisogna accettare questo fisiologico offendersi nella diversità e confrontarsi sul piano del dialogo.

Se tutti i bambini diventassero come me, sicuramente saran pieni di difetti e speriamo di no, ma certamente, tra quei difetti, non sarà evidente l'intolleranza: sapessi quante ne ho buscate in vita mia, molto presto, fin da bambino e poi da ragazzo, in strada o a scuola, per discriminazioni: non solo rivolte a me, ma ad altri. Altri che avevano diversità pretesto per una mancanza di rispetto: troppo grassi, troppo timidi, troppo fragili, troppo "brutti", troppo piccoli ed anche omosessuali, ma io non ho incontrato in quello la maggior scusa di discriminazione (dalla mia esperienza di vita, per quanto modesto e piccolo osservatorio, la timidezza o l'insicurezza crea ancor più problemi).

Ma per te è un guaio se diventano tutti come me, simili a me, simili al Papa e simili a chissà chi, la teoria, son certo, continua.

Insomma, vedi Claudio, che la tua è solo illusione, tu non sei diverso da me, colui che critichi, non sei diverso dagli altri a cui critichi di poter istigare intolleranza.

Pensaci.

:-)

Alieno

163
28 Dic 2008
alle 05:19

claudio

Ricambio e faccio gli auguri a tutti un pò in ritardo...scusate.

Alieno...offrire un dolce ad un diabetico...buonismo??Ma che esempio....

Qui si parla di rispetto,rispetto per scelte che non sono scelte fatte a cuor leggero ma frutto di travagli e di sofferenza.E se tu credi di essere in diritto di offendere o umiliare chi di queste scelte paga lo scotto ogni giorno grazie a chi la pensa come te  e a chi si affaccia da un balcone convinto di essere superiore agli altri uomini,credo tu stia facendo un grosso errore,madornale errore.Lo stesso che quel sant'uomo che sposta una tenda e spara sentenze fa ogni giorno,a nome suo o in nome del suo Dio.

Credo tu abbia subito troppi no,come dovresti sapere i genitori devono anche saper dire si,altrimenti i bambini diventan tutti come te Alieno,incapaci di tollerare l'altro,incapaci di ignorare le diversità,incapaci di lasciare agli altri il diritto di vivere la vita come meglio credono..

Ce ne sono già troppi di uomini così..abbiamo bisogno di una nuova umanità,di libertà,di amore...basta con i diktat,gli anatemi e le maledizioni,sopratutto basta con le interferenze nella vita degli altri.Se ne siete in grado decidete per la vostra che ha già problemi gravi di suo,l'incapacità totale nel risolverli e nell'accettare la realtà dovrebbe insegnarvi a tacere.

Se un diabetico si compra una torta non hai diritto di fiatare,se un omosessuale sceglie in libertà e coscienza di smettere di fingersi quello che non è e di vivere la sua sessualità come meglio crede,voi cattolci siete le ultime persone al mondo in dovere di privarli del dolce.

Rispetterò invece una sacralità della vita in quel riconoscimento in cui diversità possono offendersi e ciò è umano, come me, anche io offendo, con la mia diversità.

Si può essere daccordo con te se si parla di carte o di calcio,o di politica...ma se si parla di scelte che una persona fa nella sua vita e ne paga le conseguenze sulla sua pelle credo tu non abbia da offenderti e sopratutto da offendere,ma tacere sì,nel rispetto dell'altro,della sua libertà di essere diverso,o nella sfortuna di esserlo e di non volerlo.

 

162
27 Dic 2008
alle 14:59

Alieno

Ben detto Hinneni:

"offrire un dolce può essere un gesto d'affetto, ma offrirlo ad un diabetico goloso è una cattiveria, per esempio."

Offrire un dolce ad un diabetico può esser solo buonismo, ma non certo bontà: è la soddisfazione di un egoismo proprio, quello di potersi sentir buono, senza però esserlo davvero.

Un genitore che non sar dir di no ai propri figli, è un buonista, ma non un genitore buono: quel figlio ne avrà danno perchè non avrà avuto alcun aiuto dalla missione educativa genitoriale che comprende, nella preparazione di un piccolo verso la propria maturità, anche dei "no" e soffrirà tremendamente quando li incontrerà perchè avrà meno possibilità e risorse, dovrà sforzarsi, faticare di più, se mai ci riuscirà. Il genitore buonista l'ha in realtà danneggiato, col suo preteso buonismo che non sa dire un "no", non sa perchè il suo buonismo preferisce l'egoismo di un comodo e facile sorriso o quieto vivere immediato, preferisce soddisfare la propria vanità ed il proprio egoismo ma non sta guardando il suo bambino per quello che è: un bambino che merita ed ha bisogno di un adulto responsabile, a cui insegnare il valore delle responsabilità in cui ci sono anche dei "no".

Finirà quel figlio, per disprezzare facilmente anche i propri genitori buonisti o comunque per non stimarli così tanto, da adulto e finirà, ineducato ad accettare meglio la realtà e la vita responsabile, per soffrire, provare rabbia, diventare distruttivo in quella rabbia e sofferenza, finirà così anche per ferire altri intorno a lui, anche altri bambini. Il genitore irresponsabile buonista, il danno lo fa non solo pur principalmente a suo figlio, ma a tutta la società, compresi bambini ed adulti altri.

Ugualmente, volendo, non posso fare il buonista nella fede, dicendo che dai, su, l'omosessualità va bene, che problema c'è, è tutto a posto, in fin dei conti è amore. Non è amore, non è la Verità, non è la cosa giusta, alla fine non fa assolutamente bene e corrisponde al dolce dato al diabetico, alla incapacità di un "no" per i propri figli, significa la rinuncia a credere davvero, distinguendo, ciò che è bene e ciò che è male e però ci si accontenta di soddisfare il proprio egoismo, la propria vanità o il proprio comodo.

Se la Chiesa dicesse agli omosessuali che avere rapporti o sposarsi o metter su famiglia, figli ecc è giusto, è bene come la famiglia vera, se alterasse l'Ordine più giusto e saggio dell'uomo, quella fede cesserebbe di diventar giusta e buona per l'uomo, per diventare buonista, cosa che lì per lì porta dei vantaggi immediati: più simpatia, più sorrisi, più attrattiva, ma infine i danni saranno lì ad attenderci. E' bene invece che resti buona, che dica la sua sull'omosessualità e che, come fa, cerchi di aiutarli, li comprenda in questo, nella possibilità di aiutarli, di essergli vicina come può, con il proprio amore che è anche un "no", che è anche un dolce negato ad un diabetico, sapendo che ciò non è bene e non è giusto, che è buonista ma non buono, che è una fede che cede alle convenienze, all'egoismo, alla vanità, ma non è la Verità d'una fede autentica che ama l'uomo, il suo bene.

---

Ti ringrazio per la bella pagina di Sartre, che ho perfino stampato per rileggerla ancora.

Ogni bene Hinneni, caro amico nella fede e tra gli uomini.

Alieno

 

161
26 Dic 2008
alle 17:17

Hinneni

Caro Alieno, grazie per la bella riflessione sull'accettrsi diversi. Anche io ho fatto un lungo e doloro percorso che mi ha portato a conclusioni simili alle tue, accettare che gli altri soprattutto i "prossimi", siano divesri da sè stessi, che quel dolore che ti provocano (che tu chiami offesa) ha un peso minore e lascia meno graffi sul cuore se lo accetti come espressione della diversità dell'altro e non gli attribisci sempre l'intenzione di ferirti. Il problema più grosso per me resta sempre quello di leggere nella libertà dell'altro "l'intenzione" della sua azione che è quello che dà la valenza: offrire un dolce può essere un gesto d'affetto, ma offrirlo ad un diabetico goloso è una cattiveria, per esempio.

 

Saluto tutti gli amici del blog e don Paolo e auguro loro un sereno periodo Natalizio condividendo con loro una splendida pagina Sartre, le parole di questo non credente, meglio di tanti discorsi devoti possono destare in noi lo stupore del Natale:

Un Dio trasformarsi in uomo! Che racconto da balia! Non vedo ciò che potrebbe tentarlo nella nostra condizione umana. Gli Dei stanno in cielo tutti occupati a gioire di se stessi. E se capitasse loro di scendere tra noi, sarebbe sotto qualche forma brillante e fugace, come una nube purpurea o un lampo. Un Dio si trasformerebbe in uomo? L’Onnipotente in mezzo alla sua gloria, contemplerebbe quei pidocchi che brulicano sulla vecchia crosta della terra e la sporcano con i loro escrementi e direbbe: voglio essere uno di quei parassiti? Lasciatemi ridere. Un Dio assoggettarsi a nascere, a rimanere nove mesi come una fragola di sangue? Arriveranno i pastori alle prime ore della notte poiché le donne che sono con loro ritarderanno il loro cammino… Ebbene che vadano dunque a ridere e a gridare sotto le stelle e a svegliare Betlemme addormentata. Le baionette romane non tarderanno a picchiare loro le natiche e a raffreddare il loro sangue…

Se un Dio si fosse fatto uomo, per me, gli vorrei bene ad esclusione di tutti gli altri, e ci sarebbe come un legame di sangue tra lui e me e non avrei abbastanza della mia vita per provargli la mia riconoscenza. Ma quale Dio sarebbe abbastanza folle per ciò? Non il nostro certamente, si è sempre mostrato piuttosto distaccato… Un Dio-Uomo, un Dio fatto della nostra umile carne, un Dio che accetterebbe di conoscere quel gusto di sale che c’è in fondo alle nostre bocche quando il mondo intero ci abbandona, un Dio che accetterebbe in anticipo di soffrire ciò che soffro oggi… Andiamo è una follia… Ma siccome oggi è Natale, avete il diritto di esigere che vi si mostri il Presepe. Eccolo… La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo volto è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio!… Lo guarda e pensa: “Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia. E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l’espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride.

Questo è tutto su Gesù e sulla Vergine Maria. E Giuseppe? Giuseppe non lo dipingerei. Non mostrerei che un’ombra in fondo al pagliaio e due occhi brillanti. Poiché non so cosa dire di Giuseppe e Giuseppe non sa che dire di se stesso. Adora ed è felice di adorare e si sente un po’ in esilio. Credo che soffra senza confessarlo. Soffre perché vede quanto la donna che ama assomigli a Dio, quanto già sia vicino a Dio. Poiché Dio è scoppiato come una bomba nell’intimità di questa famiglia. Giuseppe e Maria sono separati per sempre da questo incendio di luce. E tutta la vita di Giuseppe, immagino, sarà per imparare ad accettare…

 

160
26 Dic 2008
alle 14:14

Alieno

@Caro Claudio, buone feste anche a te, non mi ricordo se te l'avevo già scritto..

Mi scrivi:

"Alien... in un dialogo dove diversità si incontrano, un fisiologico offendersi che è fatto proprio dalle proprie diversità.

Non ho parole."

Credimi, c'è in questo mio scrivere, il frutto di una rivelazione che ho avuto da tempo, in seguito ad un percorso lungo ed a tante occasioni di dialogo. Ed è un riconoscimento su cui devo e dovrò ancora lavorare quel dover accettare che, fisiologicamente, diversità si possono offendere, un concetto dalla portata molto ampia, applicabile in un po' tutto quello che riguarda i rapporti e le relazioni tra gli uomini, di ogni natura: tra popoli, tra genitori e figli, tra compagni di scuola o colleghi di lavoro, tra vicini di casa nel condominio, al supermercato...

Perchè quel presupposto io l'ho dovuto introdurre per far fronte, in un periodo precedente in cui credo di potermi catalogare tra i "buonisti" ed i "relativisti" e però scontrandomi sempre e continuamente con risultati limitati e scadenti, delusioni ed accorgendomi che in effetti, con quel buonismo io non ero affatto buono, ma solo incapace di accettare le peculiarità degli individui, le loro diversità a prescindere dalla loro nocività o pericolosità (o almen da me ritenuta tale) e cosa succedeva poi sempre, regolarmente? Che l'offesa in quel dialogo di diversità, nei confronti dei diversi o della diversità stessa in individui, grattando la superficie, diventava patologica.

In quel "fisiologico" intendo invece riconoscere l'umanità, l'essere umani davvero, è un atto di amore per l'uomo e per il dialogo disporsi a confrontarsi, senza rinunciare a ciò che si crede giusto e per cui valga la pena di lottare, aumentando la misura della tolleranza.

Cioè, ho stabilito un valore più pienoper la tolleranza che mi permette meglio di non cedere ciò in cui credo per il quieto vivere e per l'illusione di una bontà che si cela dietro un buonismo che fa male, infine, a tutti, senza nemmeno poter tollerare l'intolleranza per cui la diversità legittima lancio di pietra e lapidazione.

Accettando la fisiologica capacità di offendersi nella semplice propria diversità di natura caratteriale, non ucciderò mai mio fratello, ma cercherò degli spazi che permettano ad entrambi di volerci bene aldilà del fatto che io creda sinceramente che lui sbagli, così come lo crede lui nei miei riguardi. In quella diversità comprenderò i difetti della mia patner e solo così potrò aver misura dell'offesa che reca la mia diversità per lei. Non sarò istigato al rancore, se comprenderò quella fisiologica capacità offensiva solo perchè gli altri ed il mondo non mi danno ragione, non fanno quel che credo sia giusto, insomma, non trascenderò facilmente, ma sarà molto più complicato che abbia quelle tentazioni impositive e vivrò, tra l'altro, più serenamente, non è che mi logori o impazzisca di rabbia, se riesco a ricreare un'armonia per cui è "normale" che già la diversità porti in sè un carico offensivo ed in quel comprendere la natura umana nella sua diversità, posso meglio distinguere ciò che davvero ritengo più giusto e sano o più nocivo e difenderlo senza l'esagerazione di un fanatismo che cede all'odio implacabile e folle con un minimo presupposto.

Insomma, dietro la superficie, se vai un po' più in là, in quel mio dire che bisognerebbe accettare serenamente, armoniosamente, l'umanità di un fisiologico offendersi nella propria diversità (non c'è un solo individuo uguale all'altro), c'è un proposito di ampliare una tolleranza, di difendere un'armonia che proviene da una più ampia comprensione dell'uomo e delle cose e favorisce un dialogo più sereno. In quel mio percorso, solo riconoscendo questo punto essenziale, ho rafforzato la mia resistenza all'offesa che nemmeno sopporto meglio o peggio, semplicemente non sopporto più come prima, perchè non porto con me una facile offesa, realmente non sono offeso e così riesco meglio a distinguere ciò che davvero, a volte, più offende o almen rattrista: l'intenzione di farlo.

Questo è il mio percorso e non dico che sia la soluzione di alcunchè, è solo il mio percorso e ti ho solo spiegato a leggere meglio, con maggiore profondità, perchè più volte mi capita di ripetere che un fisiologico offendersi nell'esser individui uno diverso dall'altro, deve essere accettato. E sempre ben sapendo che nel dirlo agli altri, principalmente, lo dico a me stesso, me lo rammento nel scriverlo.

Ti offende un figlio o un genitore che non è come vuoi, ti irrita per certi suoi atteggiamenti, per certe sue manifestazioni e però, se riconosci questo umano poter offendersi senza intenzione di offesa, ma solo per propria identità diversa, tu riesci ad amarli comunque e far scivolare meglio via da lontano da te, l'irritazione, l'indispettimento, a migliorare il rapporto che resta quello che continua ad avere le sue idee, i suoi gusti, ad esser capace di discernere e discriminare, nel senso di distinguere ciò che davvero è nocivo, pericoloso o ingiusto.

E' naturalmente un mio approccio, però ho la convinzione che ciò migliorerebbe i rapporti, le relazioni, il dialogo, il rispetto.

Io posso decidere di non entrare mai in una Moschea ma se mai lo facessi, non mi sentirò offeso dal dovermi togliere le scarpe e rispettare le forme e le regole diverse: devo sentirmi offeso ed impuntarmi?

Se fossi prete, mai mi verrebbe in mente di pretendere di sposarmi o di accoppiarmi omosessualmente restando prete: posso scegliere di non appartenere a quel ruolo, sono libero, non ne farò un pretesto, perchè a meno che non sia esibizionista o vanitoso e non abbia necessità di aver microfono per dir messa ed omelia, posso servir Dio anche da sposato laico, non sta scritto da nessuna parte che l'unico modo o il migliore sia diventar prete ed infatti, non ho mai capito quella pretesa. Se fossi omosessuale, dovrei pormi riflessioni simili, per me la Legge di Dio è chiara, sarebbe estremamente scomoda, ma io ho comunque, da etero, delle scomodità che affronto e rifletto.

Se amo una persona che non mi ama più, non impazzirò, quella sua diversità rientra nella concezione dell'amore che è libero e spontaneo e quell'offesa che sento per un non ricambio, per me sarà fisiologica ed umana, mai mi indurrà quell'offesa che umanamente sentirò nel cuore e nello stomaco a disumanizzare quella donna, rendendola un mio oggetto, uccidendola e magari poi uccidendomi trascinandola con me nel mio dolore, nel mio sentirmi offeso.

Rispetterò invece una sacralità della vita in quel riconoscimento in cui diversità possono offendersi e ciò è umano, come me, anche io offendo, con la mia diversità.

Capito?

Puoi non esser d'accordo, ma spero di averti dato miglior lettura di quel che ho scritto, in ogni caso, perchè da quel tuo "non ho parole" temo che tu abbia dato interpretazione diversa: c'è dietro un riconoscimento di eguaglianza ma non la pretesa dell'egualitarismo, siamo tutti diversi. C'è dietro l'aspirazione a credere nel buono, diffidando del superficiale buonismo che è nocivo e fuorviante la bontà autentica. Cose così e su e giù ma adesso vado a scaldarmi, fa un freddo che mi si staccano le mani, un grado...

ogni bene

Alieno

159
25 Dic 2008
alle 17:37

Fabrizio

Mah Claudio, può darsi, che ti devo dire? Padronissimo di giudicare in questo senso i miei interventi. Io non ho visto nulla di offensivo nelle risposte a Marco, casomai ho visto una grande prontezza in lui a cercare pretesti per offendersi: se Pequenito fa notare che una legge che mette sullo stesso piano qualsiasi orientamento sessuale dovrebbe essere applicata anche ai pedofili, non dice nulla di illogico, e soprattutto non fa un paragone tra omosessuali e pedofili.

Forse sono prevenuto, questo sì. Guarda un po' che casino pianta giù l'arcigay per una semplice canzone di cui ancora nemmeno si sa il testo! E leggo su L'Unità che avrebbero ragione loro e che Povia a Sanremo non s'ha da fare, il festival va bloccato. Ecco, personalmente odio più di tutti chi vuole fare il censore fascista e non ha nemmeno le palle per ammetterlo. Ammettano di voler estirpare qualsiasi opinione non piaccia loro e almeno saranno coerenti; invece no: pianto e gran strappare le vesti quando il comune di Milano rifiuta di patrocinare una mostra "d'arte" in cui compare il papa in guepiére (il che non vuol dire censurarla, nota bene!) e giù con i piagnistei per la censura di regime. Se invece una canzone dà fastidio, allora è giusto obliterarla anche dalla memoria.

Bene, se questi omofascisti continuano ad andare in giro a cercar rogne, alla fine le trovano e gli sta solo bene. Per me possono farsi il loro gay pride, le mostre di scultura blasfeme e quello che gli pare - anche se personalmente preferirei senza il patrocinio di denaro pubblico -  ma esigo la stessa libertà di parola per un Povia qualsiasi, e ritengo di essere pienamente coerente con le mie idee libertarie. Se invece sono i primi ad essere intolleranti, si meritano di ricevere analogo trattamento senza tante storie.

158
25 Dic 2008
alle 05:14

claudio

Fabrizio,non so ma ho come la sensazione che quando si parla di omosessualità tu parta lancia in resta per la tangente.Indipendentemente che sia giusto o no quello che leggi...è solo un impressione??

Alien... in un dialogo dove diversità si incontrano, un fisiologico offendersi che è fatto proprio dalle proprie diversità.

Non ho parole.

@Gennaro...ti è andata bene...

157
23 Dic 2008
alle 15:26

Alieno

E ti sembra poco, Fabrì?

Più promozione Alieno,

più santi, eh! ^_^

Buone feste.

Alieno

156
23 Dic 2008
alle 14:14

Fabrizio

In compenso fanno santo chiunque riesca a leggere un tuo post dall'inizio alla fine :-P

155
22 Dic 2008
alle 23:16

Alieno

Gennaro: simili episodi, naturalmente, non aiutano la Chiesa, per la cui immagine, certamente non si può rinunciare al suo Credo, alla Sua verità, in nome di un preteso buonismo che, anzichè tendere verso Cristo o Dio, ha pretesa di far tendere, al contrario, Cristo o Dio verso le nostre necessità, i nostri istinti ecc.

E però, cavolo, detta così, con i pochi elementi che ho, mi risulta che tu abbia dimostrato una miglior vicinanza alla fede di quel parroco che si è dimenticata del Cristo a cui si dice votato e che, nella narrazione, sappiamo essere tra i peccatori, cioè tra i "malati", non certo tra i sani che non hanno certo bisogno d'esser "guariti" da Gesù.

Si è dimostrato invece più simile ad un fariseo, che ad un cristiano, o per lo meno, da cristiano ignorante.

A me è capitato di sentire storia analoga da due mie amiche, sposate ed una divorziata, l'altra neppure, solo separata, che hanno avuto reprimenda ed ostilità applicando una severità fariseistica tremenda: le colpe, se di colpe si tratta, dei padri che ricadrebbero sui figli.

Infatti, l'ostilità era per via della richiesta di battesimo l'una e di cresima l'altra per i figli. Come si fa a "far pagare" ai figli le eventuali colpe dei genitori, non si capisce. Certo non richiama l'idea del Gesù che va tra i peccatori, offrendo il suo abbraccio a chi vuol accoglierlo cambiando e nel pentimento, trattandosi di bambini, ma tu vedi, l'uomo è quello che è, capacissimo di sbagliare e di non capire nemmeno le cose semplici o di esaltare le cose peggiori anzichè le migliori in cui ha capacità di adoprarsi e muoversi.

Non fartene un cruccio. Non sono tutti così. Se tu avessi tentato di consumare un rapporto sessuale in Chiesa, o un tuo abbigliamento o comunque atteggiamento non consono al luogo, io avrei capito quel tuo ex parroco, anche per una questione che supera la fede e che riguarda la ragionevolezza, il buon senso, ma date per vere le cose come le racconti, non avendo altri elementi per poter tentare una difesa di quel parroco, direi che a NON mettere più piede in Chiesa, dovrebbe esser lui, il parroco, quello che dovrebbe aver perfino vocazione e missione in quella scelta, dovrebbe esser lui

a non metter più piede in Chiesa,

e non tu.

Cambia Chiesa e parroco se non l'hai già fatto, piuttosto che trarre una pessima conclusione da questa triste esperienza umana, umana e credo, poco cristiana.

Te lo consiglia un non cattolico, per quanto riconosca un enorme rispetto per quella condizione e realtà, non cattolico oltretutto, con buona incoerenza personale, ma che in Chiesa ci va. E però tu, che diamine di bisogno hai di dichiarare la tua condizione sessuale? Il confessionale? Resta sul vago, se ritieni di aver peccato, cos'è questa necessità di dettagli?

mi domando spesso perchè questa necessità di alcuni preti che poi, in fondo, son uomini nella rappresentazione della varietà che l'umanità può proporre...

Quando mi capita di confessarmi in Chiesa (raramente davvero), evito di fornire spiegazioni ed è antipatico il prete che vuol sapere di più, manco fosse l'inviato mimetizzato di Dagospia nella versione de noantri gente qualsiasi.

Sicchè, quando capita l'insistenza, osservo che è quell'atto di confessione sufficiente atto di umiltà senza entrare nello specifico, perchè nello specifico c'è benissimo Dio che sa far miglior lettura nel cuore degli uomini e generalmente dichiaro come peccati: "a parte l'omicidio, direi, più o meno tutti.."

Che non è nemmen proprio una menzogna, ehehe. E forse è dichiarazione più autentica di umiltà, in fondo.

Nessun buon cristiano e nemmeno nessun buon cattolico, tantomeno il Papa in persona, si dimostrerebbe così ignorante nella propria fede, come il tuo ex parroco che avrà il patimento del rammarico e del rimorso per l'ingiustizia arrecatoti, quando la fede lo raggiungerà in modo più vero, autentico e la smetterà di fare il burocrate o il fariseo che nella tradizione, nella narrazione del nuovo testamento, sappiamo capacissimo di aver da replicare anche a Cristo.

Tempo fa mi capitò di incontrare in una sua visita nel mio paese, il Card. Tonini che, eppure, per molti passa per un duro conservatore ecc. Fu di una semplicità, genuinità simpatica e commovente, eppure parlò, naturalmente, un po' di tutto, compresa la questione dell'omosessualità. E tra l'altro, dicendoci che ne conosceva molti che lo cercavano, gli scrivevano, ecc. (e perchè non dovrebbe esser così, per un cristiano cattolico sono peccatori come altri) e però, chiunque era con lui quella sera, ne trasse un grande invito all'amore per l'uomo, un genuino amore per l'uomo, lo stimolo per conservare sempre la comprensione, la pietà, l'amore per l'uomo come creatura prediletta di Dio, come ci ha insegnato raccomandandoci di riconoscere quel che si fa all'uomo, al prossimo, come quello che facciamo ed offriamo a Dio.

Vai tranquillo che Cristo non si sottrae alla tua richiesta, anche quando un parroco si sottrae ai suoi doveri - Dio abbia compassione di lui e lo illumini quell'ignorante.

Ma siamo uomini tutti e mantieni compassione anche tu per quel poveraccio dai molti limiti nella fede, pur avendo ruolo di responsabilità, figurarsi, nel guidarla più correttamente.

Buon Natale Gennaro.

Alieno

P.S.: ma togliti dalla testa ch'io sia bravo e buono come può apparire dalle mie parole, magari fosse, ma non è così: per aver Sant'Alieno bisogna aspettare ancora parecchio, temo, ehehe.

 

154
22 Dic 2008
alle 17:29

Gennaro

diciamo che continuando così, molte persone prenderanno la decisione di far cancellare il proprio battesimo xk non si sentono piu appartenenti ad una religione che come da anni, mette solo diviei e paletti che poi diventano discriminazioni...dico solo che io sono gay ed il mio ex parroco mi disse che essendo omosessuale non dovevo mettere piu piede in Chiesa

153
17 Dic 2008
alle 23:45

Alieno

Claudio: io credo che in un dialogo tra adulti e tutto sommato decentemente intelligenti adulti, si debba comprendere che l'insulto gratuito è odioso, stupido, inutile, patologico ma che ci sia necessariamente, in un dialogo dove diversità si incontrano, un fisiologico offendersi che è fatto proprio dalle proprie diversità.

Bisogna essere adulti e decentemente intelligenti per accettare quel fisiologico offendere una diversità l'altra. Ma come possiamo evitarla se davvero vogliamo un dialogo? Un dialogo dove tutti si danno ragione e pacche sulle spalle solidali, tutto sommato è perfin inutile, se ci pensi: non costruisce nulla, non ci insegna un granchè ed è a mio avviso, un dialogo noioso.

Ora: il fatto che io la pensi diversamente da Marco che ci dice che è omosessuale, non fa sì che io pensi che sia non abbastanza adulto o abbastanza intelligente per dover pensare che queste cose non le capisca. Non capisco perchè dovrei trattarlo diversamente, con un pietismo che noi, anche io e te, non ci riserviamo quando discutiamo anche aspramente nelle nostre reciprocamente offensive diversità: cos'hai tu di diverso da Marco? Omosessuale non significa che sia stupido o deficiente. Devo pregiudizialmente trattarlo così?

Io non lo penso e mi pare che il suo esporre abbia dimostrato invece tutt'altro che stupidità (oltre una spesso rara educazione che apprezzo moltissimo, anche se siamo in posizioni diverse e quasi antitetiche), penso che sia una persona in gamba e non credo che gli debba un handicap per trattarlo diversamente solo perchè omosessuale: così davvero mi sentirei offensivo e discriminante.

Dunque, io credo che si sia allontanato per altro motivo (o per riflettere o per farsi passare l'incazzatura o per noia...), non ultimo il sospetto che abbia di meglio da fare che stare qui a perdere tempo con me, per esempio. Oppure ha esaurito il motivo per cui è capitato qui, non sta scritto da nessuna parte che uno debba vincolarsi poi, facendone una specie di dopolavoro come me..

E leggendo "(..)ho chi mi sta minacciando di togliermi il pc se continuo a rispondere a questa discussione, un tizio che evidentemente mi ama .." c'è qualche ragionevole indizio che quest'ipotesi sia vera, dopotutto.

Buon per lui. Ma speriamo che insomma, gli capiti qualche intervallo, a me dispiacerebbe se non ritornasse prima o poi, quando può.

Anzi, Marco, spiega al tuo patner che non può rompere le scatole per due chiacchere facendo il geloso ... oggi non vuole che scrivi al pc, domani non vuole che tu esca da solo, poi ti controlla il telefono, poi .. salvati finchè sei in tempo, salvati!!!

 

 

152
16 Dic 2008
alle 09:45

Fabrizio

"Cose abbiette"? Ma hai presenti alcuni degli epiteti che Alieno si è dovuto beccare? Vero che non serve che vada a recuperare le parole esatte? Eppure l'ha sempre presa con molta ironia, senza piantare grandi pive. Ognuno reagisce a modo suo, d'accordo, ma a chi è schifato dalle opinioni altrui qualora differiscano dalle proprie, posso solo dire: "Tanti auguri col mondo!".

151
16 Dic 2008
alle 01:13

claudio

non si può comunque negare che gli omosessuali sono un po' discriminati e presi in giro in generale; e credo che comunque non vadano messi alla gogna;

Manuela,tu realmente pensi che gli omosessuali sono un pò discriminati?E credi che non vadano messi alla gogna?E credi non sia discriminante l'opinione di Alieno che un opinione non è ma è già sentenza senza appello?

Sei un ottimista,complimenti.

Alieno,credi che Marco si ritiri per impegni personali o perchè schifato dalle cose abbiette che ha dovuto leggere in questo blog?

che il tuo crederti omosessuale con interpretazione innatistica sia messo in discussione da me.

E che dire??Non ho parole

150
15 Dic 2008
alle 19:23

Manuela

non si può comunque negare che gli omosessuali sono un po' discriminati e presi in giro in generale; e credo che comunque non vadano messi alla gogna; non intendo che sia tu che  li stai mettendo alla gogna, ma  la tua opinione contrastante le tendenze omosessuali può far sentire queste persone ancora più discriminate di quanto già sono e di conseguenza forse c'è un po' di "protezionismo" verso di loro. E se fosse mio figlio-fratello-sorella ad essere omosessuale, come vorrei fosse trattato? Con questo è logico che comunque devo poter dire la mia opinione, ma un po' di attenzione a non ferire inutilmente queste persone credo sia giusto averla. 

149
15 Dic 2008
alle 17:50

Alieno

Grazie per la risposta Manuela. :-))

Scrivevo, nel comm.108:

 (..)si nota che ogni atteggiamento sbagliato porta con sè, naturalmente, la sua sofferenza e la sua delusione, ma si può diventare incapaci di trarne la giusta conclusione e relazione di causa-effetto, dunque non siamo più capaci di utilizzare la sofferenza-delusione in modo costruttivo (per smettere quell'atteggiamento), ma a causa dell'illusione e dell'abitudine, si trasformano in un circolo vizioso, dove non si può smettere, anzi, restando in sostanza inconsciamente insoddisfatti, si deve aumentare la misura (..).

Naturalmente non mi cito per fare l'autoreferenziale vanitoso, bensì per rilevare come ci sia una condivisione notevole tra ciò che dice S.S. Dalai Lama Tenzin Gyatso, massima autorità temporale del Tibet, capo del governo legittimo in esilio, masima autorità spirituale dei "Virtuosi" con quanto dice la Chiesa di un Papa Benedetto XVI (ma in continuità indiscutibile con Papa Giovanni Paolo II), massima autorità temporale del vaticano e spirituale dei cattolici di cui rivendica primato nella guida,  in tema di omosessualità e volendo anche riguardo la relazione di causa effetto.

Dove tu scrivi "Perchè credo che uno che prende rifugio capisce che da azioni negative gli verrà della sofferenza e quindi si asterrà da queste. " si può avere la traduzione immediata per un cristiano, dove egli prenderà coscienza nella Verità (comprendendo che da azioni negative avrà sofferenza e dunque si asterrà).

Scrivi anche: Non credo però che si possa obbligare chi non crede nella legge di causa-effetto di comportarsi di conseguenza.  e comunque per il Buddhismo è più grave uccidere o rubare che avere attività sessuale scorretta.

Non intendo entrare nel merito di un più dettagliato e difficile, almen per me, discorso di gerarchia degli errori e dei peccati, ma credo si possa condividere la verità che nemmeno la Chiesa intenda obbligare chi non crede, conservando la spontaneità nella fede ed ugualmente ritiene il credo cristiano che è più grave uccidere.

Non colgo dunque una particolare cattiveria nè nella Chiesa Cattolica, nè nel Buddhismo e credo che, per fortuna, almen per ora, nessun si sogni di accusare il Dalai Lama di essere discriminante e razzista e crudele. Almen fintanto che quel rapporto da buddhismo e omosessualità non emerge ed allora osserveremo qualcosa di non nuovo, con un percorso simile dove tanto alla Chiesa che all'ufficio relazioni del Dalai Lama tocca specificare l'ovvio, con un trattamento impari ed ingiusto (cioè che non ha intenzione di uccidere omosessuali). Perchè quando si affronta il problema, parrebbe, prevale per la fede una presunzione di colpevolezza e non di innocenza e perchè certe Verità risultano scomode se non relativizzate ed adattate al nostro consumo più comodo.

Dove la proposizione di un confronto e di un dialogo è all'insegna della non violenza e tenta un proposito costruttivo e non impositivo, scopro che già è più semplice per un omosessuale dichiarare che l'eterosessualità non ha alcun primato ecc, mentre io già fatico ad affermarlo per le conseguenze di una delirante idea che quell'affermazione sia "cattiva" e "crudele", minacciata pesantemente di essere configurata come reato di opinione e comunque con ricadute spiacevole di condanna morale ed intellettuale: perchè?

Ogni bene.

Alieno

148
15 Dic 2008
alle 16:21

Manuela

@Marco
guarda, io parlavo di un ideale di amore, se devo dire che amo mio marito in quel modo, sarei falsa, perchè spesso ilmio amore per lui è mescolato ad egoismo; e ne sono consapevole solo grazie al fatto che la mattina faccio una breve meditazione che mi aiuta a percepire i miei pensieri, altrimenti spesso non sono neanche del tutto consapevole di ciò che mi passa per la testa. Se tu avrai voglia, prova a stare cinque dieci minuti seduto , fermo ad osservare i tuoi pensieri; probabilmente ti capiterà di renderti conto che i pensieri si susseguono uno dietro l'altro, solo con l'allenamento si riesce a pacificare un po' la mente. E il fatto di rendermi conto dei miei pensieri mi aiuta a eliminare i pensieri che considero negativi e a coltivare i pensieri che considero positivi.Per me non è facile coltivare quel tipo di amore, perchè l'egoismo fa spesso capolino... ma non mi dichiaro mai sconfitta...

147
15 Dic 2008
alle 15:01

Manuela

@ Alieno

per rispondere alla tua curiosità, ho abbracciato la fede Buddhistanella corrente Tibetana, in particolare Ghelugpà, cioè proprio quella a cui appartiene anche il S.S. il Dalai Lama. I Buddhisti generalmente prendono 5 voti: non uccidere, non rubare, non mentire, non avere rapporti sessuali scorretti e non assumere intossicanti. Nei rapporti sessuali scorretti ci sono le seguenti restrizioni: non avere rapporti con persone dello stesso sesso, non avere rapporti con la bocca o con l'ano anche con persone di sesso diverso dal proprio, non avere rapposti durante il giorno,e nell'ottavo giorno della luna nuova e nel giorno precedente la luna piena. E naturalmente S.S. giustamente ricorda questo. Poi, credo che l'ordine in cui li ho riportati se non ricordo male, è anche una scala della gravità della eventuale infrazione:  uccidere è più grave che  rubare e così via. Ma, se una persona si considera Buddhista e non rispetta questi 5 voti, è ancora Buddhista? Probabilmente sì, ma non è un buon Buddhista. Non ha preso rifugio correttamente (la presa di rifugio nel Buddha, Nel Dharma, e nel Sangha caratterizza l'ingresso nel Buddhismo). Perchè credo che uno che prende rifugio capisce che da azioni negative gli verrà della sofferenza e quindi si asterrà da queste. Non credo però che si possa obbligare chi non crede nella legge di causa-effetto di comportarsi di conseguenza.  e comunque per il Buddhismo è più grave uccidere o rubare che avere attività sessuale scorretta.

146
14 Dic 2008
alle 18:13

Alieno

resto dalla tua parte anche se non condivido tutto, restano però dei valori condivisi: l'integrità di entrambi.

Poi le proprie posizioni competeranno con gli ortodossi strumenti offerti dalla democrazia, dunque tu proponi e partecipa alla tua, io alla mia, serenamente accettando quello che è un valore, una cultura democratica. Io portando il mio sistema valoriale (cristiano per dire), tu il tuo (omosessuale) come contributo nella anche sana competizione.

E non capisco il motivo dell'addio, se non per altri personali impegni.

Anzi, hai perfettamente ragione quando dici che il tema della Natura non è abbordabile nè da chi è pro nè chi è contro.

Forse dovremmo piuttosto osservare la Natura dell'uomo, senza doverne, al pari di Madre Natura, farne culto.

Confrontati e competi, si deve lottare per affermare la propria identità, personale come sociale. Una lotta che hai dimostrato di poter sostenere senza incedere all'insulto incondizionato e non argomentato, fine a se stesso, che è facile fin troppo osservare nelle discussioni nel web, fatto che è sempre un piacere per me osservare negli individui, aldilà della loro condizione sessuale.

Anzi, io credo sia utile al dialogo avere una rappresentazione vasta dei punti vista con cui confrontarci per saggiare la nostra coerenza o giustezza.

Se te ne vai, a me dispiace sicuramente.

Alieno

 

 

145
14 Dic 2008
alle 13:26

alieno

e chiniamo la testa verso una qualche autorità che avrà la bontà di suggerirci cosa è giusto o sbagliato, secondo regole sue imprescrutabili.

Se quell'autorità a cui chinarsi è Dio, allora comprendo il discorso "avrà bontà di suggerirci cosa è giusto o sbagliato, secondo regole sue imprescrutabili".

MA..... Ma Dio però, nel suggerirci cosa è male e cosa e bene, o nell'anticiparci qualcosa di quella giustizia divina che verrà, ci suggerisce cosa è peccato e cosa no, non cosa è reato, su questo avevamo concordato, mi pare.

Dunque la giustizia terrena, il reato può riguardare Dio in relazione all'eventualità di un peccato che non necessariamente deve coincidere con il reato. Se ieri, per dire, si fosse affermata l'opera incessante di tanti comunisti ed avessero posto il culto cristiano fuori legge, ne avremmo avuta esemplificazione lampante (sto ragionando in termini di fede e pur credente come laico, intendi bene): quel reato di sottrarsi alla Legge terrena, dunque compiendo reato corrisponderebbe al tentativo di sottrarsi al peccato e dunque si vedrà che a definire il peccato è sicuramente il riferimento al Libro, la Bibbia e la nostra coscienza che tenta di applicarla usando fede e ragione. Ragione che insieme alla fede, ci spiegano che non può essere che l'individuo, per la sua condizione omosessuale (nè per il "consumo" del rapporto sessuale) può essere ucciso o torturato: il nostro compito è o può essere la costruzione di un ambiente quanto più simile a quello giusto nell'ottica cristiana, evangelizzando e formando coscienze, ma non può sottrarsi al motivo portante del cristianesimo, cioè quello della non-violenza e dell'amore, dell'amore per cui infine, saremo giudicati tutti.

Dunque il prezzo non può essere, nel tentativo di portare il messaggio di Cristo, azione dovuta per ogni cristiano... non può essere l'azione impositiva e violenta, come del resto non può essere violenta l'imposizione della stessa fede, che deve conservare la sua natura originale (atto spontaneo di amore, quella fede). Ed è, in quella fede cristiana che osserva la tutela e la difesa della vita e della sua dignità, mio dovere proteggere la tua o amarla o comunque non favorire le condizioni per cui la tua vita debba essere posta in pericolo.

Dunque, si tornasse a bruciarli, mio dovere di fede e di ragione è quello di condannare simile azione, anche se per assurdo, ci fosse una regressione della fede e della sensibilità cristiana che oggi solennemente condanna, avendo compiuto camminando insieme all'uomo, una sua evoluzione, la violenza e, sempre per assurdo, tornasse a fare i roghi, è mia opinione che ogni cristiano deovrebbe, intellettualmente più preparato, alfabetizzato, capace di essere più libero perchè con maggiore informazione essendo formato, condannare quella scelta, sottrarvisi. E come credo mi farebbe notare Cd, essendo la Chiesa qualcosa che come concetto non necessariamente deve coincidere con il Vaticano, sarebbe proprio ciò che accadrebbe. Ma ripeto, sarebbe un'eventualità improbabile che non prenderei in seria considerazione. Semmai prenderei in seria considerazione, per esempio, una diffusione in massa dell'Islam che, utilizzando gli strumenti democratici offerti come oggi fa la rappresentazione cristiana e cattolica, voti l'applicazione della shari'a ed allora sì che dovresti aver terrore e tristezza e non solo tu in quanto omosessuale, ma molti altri. oltre le mille altre difficoltà che scaturirebbero nel tentativo di avvicinarsi al dettato Coranico... pensa per esempio proprio a quel discorso di "spontaneità della fede" ed alla sorte che toccherebbe ad un apostata, solo per dirne una.

 Anzi, potrei dire che la presenza di una cattolicità nell'impegno politico e sociale, è parte integrante di una tua tutela, è una garanzia.

Allora: il peccato è questione che interessa Dio e le nostre coscienze e se ci si vuole cattolici, con l'intervento, la guida utile della Chiesa in quella relazione. C'è naturalmente un'interazione tra peccato e reato, non solo quando questi coincidono per ovvi motivi, ma anche, per esempio, nell'azione dell'essere insincero, di mentire, di rinnegare la propria fede ecc.

La giustizia terrena è cosa che riguarda noi. Dunque non c'è motivo di quel chinarsi senza batter ciglio, potendo nel nostro sistema democratico prevedere un dialogo e degli strumenti perchè si manifesti una nostra idea. Un dialogo come quello che qui abbiamo, per esempio, è qualcosa che un sistema democratico offre come possibilità di espressione dove far incontrare e circolare liberamente delle idee propositive, naturamente sistema sempre perfettibile, lo sappiamo sia per ragione che per fede (la perfezione non può aversi qui), contrapponendosi ad altri sistemi di regime ideologico (rosso, nero o religioso che sia, a meno che quella religione non esplichi la sua natura di liberazione).

Se la nostra coscienza di cristiani ha il dovere di non assumere una posizione privatistica minimizzando il significato della testimonianza di fede, non può dimenticare la natura della fede stessa. Come dicevo, se per assurdo i cattolici ti volessero morto o in galera, la mia coscienza cristiana mi avverte che costoro non son davvero cristiani e che hanno smarrito qualcosa di quella fede. Ma è un assurdo, come dicevo ed oggi non ho motivo di ritenere nè che sia vero, nè che sia possibile, anzi, al contrario, ritengo che ci sia un apporto contributivo per la cristianità in quel costante monito contro la violenza che fa e l'invito al perdono ecc.

Che non comporta la rinuncia nella propria fede, nella propria Legge, nel proprio credo, della propria coscienza: ben fanno, per esempio, gli obiettori di coscienza che disattendono la pretesa di rendere privatistica, quasi hobby da fare nel tempo libero a scappatempo la fede, unendosi al coro degli abortisti ecc.

Questa naturalmente, anche se non sempre specifico e può sembrare che esprima a nome di tutto e tutti arrogantemente, è la mia cultura e visione cristiana. A me pare coincidente con quella di molti altri, pur tuttavia entrando nello specifico, forse in qualcosa differendo da altri cristiani, anzi sicuramente è così.

L'invito a non lamentarsi è perchè a me pare che a volte nella dialettica si impongano e si insinuino delle aberranti esagerazioni che però distorcono la realtà oggettiva.

Qui non siamo nell'Islam, caro Marco, ma nemmen nel medioevo e dunque avverto nei tuoi sarcasmi, la capacità di alcuni di farsi un'idea distorta. Tu, fai conto, chiedi retoricamente: "(..)come li convincerete a seguire "la Sacra legge"? forse tornando a bruciarli sulle pubbliche piazze?"

Ecco che a me pare che sia utile che qualcuno replichi con altrettanta provocazione, allo scopo di ridimensionare la distorsione oggettiva della realtà, ben sapendo che per ignoranza o per strumentalizzazione si producono idee come quelle che cristiani, fede, religione o Vaticano gradiscano omosessuali morti e comunque li preferiscano morti che sposati o cose simili.

Poi mi inviti in un argomento in cui sono preparato: Alieno, tu che dici di avere molti amici gay hai mai chiesto loro come sono stati i loro anni a scuola? Be', vi stupirà ma io non conosco un solo omosessuale,..

Per raccontare il mio percorso di vita, caro Marco, dovrei scrivere un racconto che sembra un romanzo.

Fino a buona metà delle superiori, tra i tanti motivi di discriminazione subiti, ho avuto anche quello di essere ritenuto omosessuale. L'ignoranza regna sovrana e spesso nè la scuola, nè le famiglie in primo luogo, sono in grado di fornire rimedio. A me toccava il tentativo di offendermi e discriminarmi, trasversalmente da ragazzi e ragazze, per la mia tremenda timidezza e riservatezza, per i miei modi gentili considerati eccessivi ..c'era e c'è ancora l'idea che se uno non scoreggia, rutta, non è volgare e vanta di voler accoppiarsi con questa o quella, spiegando nei dettagli come, che non dica tette-fica-culo-cazzo come intercalare ogni 5 minuti, in quella sorta di branchismo-cameratismo che oggi vediamo meglio definito e deviato in bullismo e che sono miserandi tentativi di assumere un'identità ed una struttura identitaria utilizzando il gruppo e ricorrendo al sistematico materiale, superficiale ed esteriore a svantaggio di un percorso interiore e spirituale.

Ad aggravare la situazione era oltre alla mia reazione successivamente provocatoria di reazione (cioè vestirsi e manifestarsi ostentatamente diverso: volete che sia diverso? Ok, lo sono, anzi, voglio esserlo e non potrete nulla su di me!) adolescenziale, il fatto che quei tratti del carattere, nonchè un mio handicap estetico, non avevo una patner. Che poi ad un certo punto non era una verità, l'avevo, ma non la ostentavo come trofeo e badavo a godermi romanticamente ed intimamente quella relazione. Tant'è che ad un certo punto, dimostrandomi in modo soprendente per gli ignoranti, abile per il "cucco", quella voce di mia presunta omosessualità si trasformò nell'insinuazione che io facessi di tutto per sembrarlo come "strategia" per cuccare. Roba da delirio della ragione che cerca di difendere il proprio errore e la propria capacità di relazione. Inoltre, siccome la voce circolava per tutti, ero frequentemente avvicinato e corteggiato da omosessuali.

Fatto che mi imponeva la scelta (ma per me non c'era naturalmente scelta per educazione e cultura costruita in proprio e grazie ai miei genitori cristiani): scacciarli in malo modo usando tal mezzuccio per affermare la mia identità etero dinanzi al mondo? Invece no, macchè: rifiuto corretto, spiace dirlo, sono etero, non prenderla male, non sono offeso, sono dispiaciuto ma non posso, per quanto tu possa esser simpatico. Fatto questo mio pormi coerentemente con civiltà che rafforzava l'idea da parte dei bulli che non scacciavo e dileggiavo con cattiveria perchè ero intimamente omosessuale (e poi con quei capelli lunghi e quei modi gentili, capirai..) e da parte di omosessuali (se non fa diversamente allora forse lo è) che così continuavano via via le avances ritenendomi appetibile offerta sulla piazza.

C'è stato perfino un momento della mia vita che mi sono posto la domanda: e se non fosse un caso tutto quello che mi capita? E se lo fossi omosessuale? E giuro, ho provato con l'approccio serio di un medico o scienziato a far esperimento, a fare lo studio, ipotizzando che lo fossi intimamente omosessuale, costi quel che costi. Da quell'esperimento o laboratorio personale ho imparato molto, compreso scoprire che l'omosessualità può derivare da una sopravvalutazione del sesso nella nostra cultura, dalle pretese dell'istinto animale, dal percorso identitario che deve affermarsi nella crescita con possibili incidenti di percorso che possono introdurre un disordine sessuale ed identitario, così come altri fattori, così come capita per altri tipi di disordine (alimentare, per esempio).

Dunque, l'omosessualità è cosa che affronto da tempo, pur essendo etero. Il primo approccio sessuale ricevuto anzi, proviene proprio da un ragazzo più grande di me, a circa 10 anni (ingenuo ma non abbastanza per non darmela immediatamente a gambe levate alla scoperta che non era offerta affettiva di amicizia proprio candida) e di ragazze nemmen l'ombra.

Tutto questo per dire che anche io ho fatto una mia piccola battaglia, pur essendo etero, nella condizione di esser considerato omo. E nel farmi rispettare o subire l'ignoranza e l'inciviltà, anche se oggi ho una struttura caratteriale più formata e forte, meno fragile, ho avuto possibilità di imparare qualcosa ed arricchirmi. Avrei potuto sicuramente fare delle scelte peggiori. E come sempre, aumentando la libertà nel crescere, aumenta sempre la responsabilità nei confronti di noi stessi e degli altri. Avrei potuto scegliere, che so, un odio per omosessuali, col vantaggio magari di affrancarmi per via più comoda dalle "accuse" d'esserlo.

Ma siccome è l'ignoranza la causa dei problemi, io sono nella condizione di poterti dire che la discriminazione che più ho sofferto non era quella passata come presunto omosessuale. Anzi, lì avrei potuto perfino avere relazioni e concretizzarmi più serenamente. Resta più determinante la discriminazione per handicap fisici ed estetici o per caratteristiche caratteriali come la timidezza e l'introversione, per quanto mi riguarda.

Poi c'è la storia di un mio simpatico amico, Nicola, nella condizione di omosessuale ma non certo (era confesso di una confusione con me e con gli amici più fidati, ma non voleva si sapesse) che è morto suicida nonostante avesse chiesto aiuto alla struttura sanitaria, consapevole della pulsione al suicidio, cioè ha chiesto d'esser ricoverato in psichiatria. E cosa che ancora oggi mi fa rabbrividire dalla rabbia, si è lanciato dall'ultimo piano di psichiatria: cosa deve fare uno più che chiedere ricovero per tentazione suicide, per esser protetto? Eppure oggi mi rimprovero, oltre l'essere in quel periodo distante (ma non è un rimprovero convinto perchè non potevo sapere, essendo assente), magari avrei potuto far qualcosa con la mia vicinanza (ma non ci son riusciti altri amici più intimi di me), di non essere stato abbastanza schietto, ma un relativista buonista che non ha aiutato in alcun modo quel ragazzo ad uscire dal suo disordine, causato in primo luogo, motivo di sofferenza confessa, dalla separazione dei genitori e dalle caratteristiche dei due genitori, in particolar modo del padre, una sorta di macho che deve essergli sembrato irrangiungibile come modello e per cui sottrarsene del tutto, in una competizione perdente in partenza che certamente mette sotto le scarpe la costruzione di un autostima.

Poi nel tuo commento, critichi quello che dice la Bibbia. Ne possiamo parlare, naturalmente, ma è un po' assurdo criticare la fede, cioè quel sentire e avvertire una verità, un credo, non obbligatorio oltretutto come deve essere una vera fede, visto che ti poni nella condizione di chi mette in dubbio una tua oggettiva omosessualità. Se ne discute, tu puoi dire che la Bibbia dice scemenze, liberissimo di farlo e però devi per onestà intellettuale, che il tuo crederti omosessuale con interpretazione innatistica sia messo in discussione da me.

E tra l'altro, io non escludo la possibilità innatistica, mi limito a non concepirla come unica lettura possibile dell'omosessualità.

Il discorso "la sodomia è peccato" perchè l'ho detto io, Dio tramite Bibbia ecc è riferibile ad ogni altro peccato e contrarietà alla legge di Dio. Ancora una volta, dunque, ritornando al discorso iniziale dove ognuno può ritenere che la soddisfazione personale o la pretesa della felicità particolare possa essere condizione per legittimità e giustizia, riguardo non solo l'omosessualità, ma ogni altra pretesa.

Io capisco bene il meccanismo per cui io sarei assimilabile ad un islamico che appende omosessuali (ma lapida adultere, applica legge del taglione, perseguita infedeli, condanna a morte apostati, insegue con il suo odio e la sua vendetta stimolata dal culto osservante costoro con le fatwe.

E però continuo a ripeterti che c'è una sostanziale differenza tra Allah e Dio, fede cristiana ed islamica ed osservando la realtà, oggi, tu credo che possa comprendere che c'è quella differenza capace di crearla quella differenza notevole.

Se vuoi continua a rendermi assimilato a chi tenta di applicare il culto coranico, ma in coscienza ti consiglio, anche per uso più onesto della ragione, di avermi sempre più presente nella differenza con un muslim.

D'altra parte io e te che siam qui a discutere della nostra "pericolosità" di posizione, possiamo convivere e discutere e perfin litigare più serenamente, entrambi che nel caso avessimo una shari'ia a cui render conto e perciò, ironicamente, potrei dire che mi spaventa meno una società con molti omosessuali che una con molti islamici. Anzi, la possibilità dell'omosessualità non crea nemmeno un paragonabile turbamento visto che non condiziona la mia libertà di fede e di libertà in modo drastico e mortale.

La "cultura" omosessuale, se così mi si permette di definirla, è certamente sovversiva e capace di scardinare equilibri, ma non la ritengo altrettanto devastante come può esserlo l'arrivo del Corano, sia sotto il profilo della mia fede, sia sotto quello più laico della ragione. Stai certo che se il Vaticano rivelasse una sua natura di simpatia e fratellanza nella fede con l'Islam per quel suo ammirato rigore morale e moralistico (cosa in effetti che a volte mi son trovato a pensare), io sarei immediatamente dalla tua parte e contro il Vaticano. Al momento mi pare improbabile e non voglio concedere, in onore della doverosa presunzione di innocenza, una valenza concreta alle speculazioni del regno delle ipotesi, alla Di Pietro o alla Travaglio, dove più della sentenza e di un processo, conta e vale la semplice insinuazione, cultura che aborro come sintomo di una regressione della civiltà.

Alieno

 

 

Dunque voglio rassicurarti su questo punto:

144
14 Dic 2008
alle 11:09

andrea

Una cosa anche a Perequito: mi spiace di doverti rivelare un terribile segreto, ciccio, l'amore tutto spirito è quello che gli alcolizzati hanno per la loro bottiglia di rum. Noi esseri umani amiamo anche con il corpo, fattene una ragione.

Ahahah . Bellissima Marco !

 

143
14 Dic 2008
alle 01:30

claudio

Perchè addio??

 

142
13 Dic 2008
alle 23:45

Marco

@Manuela: Non è il desiderio nè la bramosia di possedere un altro essere, ma la preoccupazione che sia felice e che non abbia a patire la minima sofferenza anche a costo della nostra sofferenza.

Manuela, hai appena descritto ciò che da sei anni provo per la persona che vive con me! Toh, è un uomo, basta questo per far del mio amore per lui "desiderio e bramosia di possesso"?

@Alieno

Senti, scusa, ho letto meglio (maledetta insonnia!) il tuo intervento. Ti volevo chiedere un'ultima cosa, prima di piombare nell'oblio (ho chi mi sta minacciando di togliermi il pc se continuo a rispondere a questa discussione, un tizio che evidentemente mi ama con forte senso di possesso e egoismo ^__^), ma tu hai per forza bisogno di fare esempi per spiegare le tue ragioni? Voglio dire? prima l'esempio dei mafiosi e pedofili, poi il caccoloso, poi l'incesto... ma ti sembra così necessario? Non sei capace di farti capire (che anzi ingeneri una gran confusione) a forza di ragionamenti e basta? E poi, dai! L'incesto! Senti, parleremo di questo il giorno in cui la Francia chiederà a tutte le nazioni di non mandare a morte gli incestuosi, te lo prometto! Diamoci tutti appuntamento qui, va bene? In caso contrario, vogliamo parlare di omosessualità, visto che l'argomento è l'omosessualità? E poi guarda, smettila, per piacere smettila di dire che non è vero che hai messo omosessuali, mafiosi e pedofili sullo stesso piano, perchè lo hai fatto. Cavolo, non avevi intenzione, ok, ti credo! Ma invece di cercare speciose giustificazioni, non sarebbe meglio dire che hai fatto una gaffes e basta? E che cavolo! hanno ragione i tuoi amici a dirti ti fai ragione anche quando hai torto. Solo che vedi, io posso credere alla tua buona fede, ma ti assicuro che la tua dialettica, per quanto sofisticata e colta,  non m'inganna. 

Volevo dire una cosa a Valentina, una sola: grazie!

Una cosa anche a Perequito: mi spiace di doverti rivelare un terribile segreto, ciccio, l'amore tutto spirito è quello che gli alcolizzati hanno per la loro bottiglia di rum. Noi esseri umani amiamo anche con il corpo, fattene una ragione.

E ultimissima ad Alieno. Sai che in una cosa, in una sola cosa sono davvero d'accordo con te? Quando spieghi che la natura non può essere invocata come fondamento del comportamento umano. Perchè il comportamento umano non può essere condizionato solo dalla natura. Ti do ragione quando dici che l'uomo nel sesso non è un essere naturale, infatti se lo fosse girerebbe nudo, entrerebbe in calore ogni sei mesi e si accoppierebbe con chiunque. Ma io  questi argomenti li uso con quelli che mi dicono che l'omosessualità non è naturale. E guarda un po', sono i cattolici che lo fanno, di solito. Stano vero?

Addio a tutti, è stato un piacere, dopotutto

141
13 Dic 2008
alle 22:44

Marco

@Alieno: E però, che diamine, se tento di rimediare andando a far esempio sciocco e, notare bene, mettendo proprio me stesso nella parte dello sciocco cecchino armato di caccole (anche tentando di far sorridere all'idea dell'Alieno sciocco), sono criticabile perchè, appunto, sminuisco???

Mi rendo perfettamente conto che il discorso è andato avanti, lo vedo dal numero e dalla lunghezza degli interventi. Scusate se, non avendo il tempo (dico sul serio) di leggere tutto, forse riporto il discorso su questioni già trite e superate, ma ci tengo a fare alcune precisazioni (se pensate di perdere tempo non leggete neanche voi, che è meglio!)

Alieno, ascolta, io lo so benissimo cosa intendevi dire. Ho capito perfettamente che il tuo era semplicemente la voglia di buttarla sul buffo, perchè temevi, dicendo effettivamente ciò che pensi di offendermi ancora una volta. L'ho capito dalla prima volta che ho letto, ma che vuoi? tu ti permetti di fare il paradossale e io il superficiale. Anche il lagnoso, come dici tu? mah, può darsi. Comunque vediamo se ho interpreatato correttamente. Ciò che tu volevi dire è che se poggiamo l'eticità delle nostre azioni sulla felicità individuale finiremo per permettere tutto, visto che la felicità leggittima qualunque cosa. Quindi, come facciamo su questa base a punire delitti come lo stupro, la pedofilia ecc...? In effetti, lo stupratore o il pedofilo potrebbero a loro volta appellarsi, come faccio io, al  loro inalienabile diritto di essere felici e dire: "Ma io sono felice solo quando ho rapporti sessuali con un bambino? volete impedirmelo, oscurantisti che siete altro?" Bene, questo ragionamento l'ho letto tra le righe più volte in questa discussione. Il problema è che non regge, e secondo me è necessaria una buona dose di disonestà intellettuale per vararlo per buono. Io non sto qui ad analizzare il significato di felicità, francamente l'ho nominata solo perchè come diritto è entrato a far parte della Costituzione americana e della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Tutta roba su cui si basa l'odierna convivenza dei paesi civili. Il diritto alla felicità in questi documenti è nominato insieme al diritto alla libertà. Significa forse che chi li ha redatti pensava che dal quel momento in poi, in nome di tali diritti, ciascuno poteva fare quel che gli pareva? Ne dubito. Il fatto è che tu, come tanti, confondi il diritto con l'arbitrio, e non tieni conto di quel piccolo insignificante particolare che afferma che ogni diritto finisce dove comincia quello dell'altro. In breve, quando io dichiaro il mio diritto d'essere felice non sto aprendo la porta a qualsiasi vandalo, o delinquente, o caccoloso, o altro che ci sia al mondo, di fare ciò che cavolo gli passa per la testa. Sto dicendo che, fino a che la mia felicità non lede il diritto alla vita, alla salute, alla libertà, alla felicità altrui è un'aspirazione leggittima. Ti pare che potrebbe appellarsi a ciò un caccoloso, un pedofilo, un serial killer, uno stupratore? Allora se temiamo ciò,  nessun diritto è legittimo, mettiamoci una pietra sopra e chiniamo la testa verso una qualche autorità che avrà la bontà di suggerirci cosa è giusto o sbagliato, secondo regole sue imprescrutabili. Ritorniamo ciò indietro rispetto a quel tentativo, già fatto da Kant in poi, di fondare una morale sulla ragione. Certo, a quel punto vorrei proprio vedere come ve la cavereste con gli atei, ad esempio, come li convincerete a seguire "la Sacra legge"? Forse tornando a bruciarli sulle pubbliche piazze?

Secondo punto. Leggiucchiando qua e là, non solo Alieno, non faccio che sentirmi accusare di piagnucolare e di non averne diritto alcuno, perchè effettivamente di che mi lamento? Vabbe', fermo restando che secondo me non piagnucolo, non di più di quanto facciano i difensori del Vaticano proditoriamente attaccati dai media e dall'opionione pubblica, comunque, avrei qualcosina da dire a tutti voi altri che siete convinti che in Occidente ed in Italia, in particolare, un omosessuale abbia poco di che lamentarsi. Dunque vediamo, in Italia un omosessuale non rischia la vita, perchè lo stato lo protegge e lo tutela, in quanto cittadino. Inoltre gli omosessuali italiani hanno raggiunto un grado di godimento dei loro diritti tale che dovrebbero per lo meno smetterla di rompere i coglioni a tutti con questa solita lagna dei diritti violati, anzi, hanno ottenuto anche troppo, e sempre di più vogliono ottenere, in quanto nessuno nella nostra civilissima Italia impedisce ad un omosessuale di essere libero, sicuro, felice, rispettato. Uhm.. ma voi esattamente in quale Italia vivete? Potreste invitare anche me in questo vostro mondo, perchè la mia esperienza è un tantino diversa. Ecco, mi ritrovo nuovamente nella necessità di riportare il discorso dalle altezze filosofiche che sono state toccate in queste discussione a qualcosa di terra terra, umano umano, minimamente esperenziale. Ancora scusatemi e ancora una volta, se la cosa vi rompe, tirate via. Però lasciate almeno che lo scriva e che vi porti una testimonianza dal di dentro. Il political correctly di cui tanti di voi lamentano la "dittatura" esiste solo nel linguaggio dei media (e non sempre) e della politica (e non sempre) ed anche nel comportamento civile di tante persone per bene (questo sarei disonesto a non ammetterlo), ma qualcuno di voi ha avuto un omosessuale nella sua classe o nella sua scuola? No? siete sicuri? Alieno, tu che dici di avere molti amici gay hai mai chiesto loro come sono stati i loro anni a scuola? Be', vi stupirà ma io non conosco un solo omosessuale, uomo o donna, che non confessino che sono stati anni terribili. Sì, è questa la parola che usano, terribili. Per non parlare d'altri, io stesso ho dovuto spaccare qualche grugno per conquistarmi il diritto di essere rispettato. Perciò, se qualcuno mi viene a dire che in Italia i gay hanno acquisito il diritto al rispetto a me viene da ridere e da rispondere: "eh sì, cavolo, vuoi sapere come ho fatto io?" Il rispetto, la tranquillità, la felicità per gli etero consiste in cose perfettamente naturali, che invece a noi tocca conquistarci con lacrime e sangue (ecco, ricomincio a lagnarmi, da quella checca isterica che sono, pardon), e in alcuni casi non ci si arriva mai a quel risultato. Perchè, altrimenti come si spiegano certe cose? Con il masochismo? Il compagno con cui vivo è da quattro anni che non parla con suo padre, ciò da quando il suddetto ha scoperto che il figlio aveva una relazione con me. Masochismo, lagne. Conosco un uomo di quarantanni, avvocato affermato che di tanto in tanto paga delle donne per fingere che siano le sue fidanzate, perchè teme di mettere a rischio la sua posizione se si sospettasse che è gay. Masochismo, lagne. Conosco uno che nasconde di essere gay perchè fa l'allenatore di una squadra di calcio giovanile e ha paura che i genitori gli toglierebbero i ragazzi dalla squadra se sapessero. Un visionario, senza dubbio.  Neanche quindici giorni fa ho dovuto dire ad un ragazzo di ventanni che si lamentava della sua solitudine: "Smettila di nascoderti, è questo che ti rende solo, sei solo gay, non un lebbroso". Sì, anche  costui la sua infelicità se l'era solo immaginata, figuriamoci. Spingo sul patetico? Ma se non ho neppure cominciato a dire il peggio! 

E con tutto ciò continuo ancora a non capire perchè la sodomia sia considerata un peccato. Oh, Alieno che scrive tanto, ha anche in quest'occasione scritto qualcosa che mi aspettavo da un pezzo che qualcuno scrivesse. Ha tirato fuori l'ineffabile argomento per cui l'omosessualità è stata considerata abiezione nella maggior parte delle società antiche e si è chiesto come mai, se in essa non vi è  niente di abietto. Perciò, adesso posso fare un riassunto: la sodomia è peccato, primo perchè lo dice la Bibbia, secondo perchè, come le veline che sgambettano, finisce per rendere più frivola e superficiale la nostra società, terzo perchè da sempre è stata considerata tale. Il secondo punto mi pare così ridicolo che neppure lo considero, perdonatemi, anche ho i miei limiti di sopportazione. Il terzo punto è molto interessante, invece, anche perchè spiega la confusione che si è fatta nel passato della nostra umanità tra leggi umane e divine. Vuoi sapere, Alieno, perchè le società antiche hanno bandito la sodomia e l'omosessualità? Be', perchè in passato la presenza di individui che per natura preferivano rapporti sterili venivano sospettati di causare un danno biologico, economico e militare alla tribù, al clan, alla gens, allo stato. E' nella Bibbia, no? "Crescete e moltiplicatevi", parole che fra l'altro provano come questo libro, anzichè essere stato dettato da un qualsiasi dio, non sia altro che il prodotto umano, fin troppo umano, di un preciso periodo storico e di un popolo perennemente in guerra con i suoi nemici. Anche perchè lo vorrei proprio vedere questo stesso dio dare il medesimo consiglio ai giorni d'oggi, quando, se dovessimo continuare a crescere e moltiplicarci indiscriminatamente, distruggeremmo la terra. A questo punto mi aspetto altre obiezioni, una delle quali, se permettete, l'anticipo. La sodomia è appunto innaturale in quanto sterile (anzi, scommetto che qualcuno l'ha detto, magari da qualche parte che non ho letto), e se praticata da tutti porterebbe all'estinzione dell'umanità. Signori, la natura nella sua lungimiranza, o magari persino Dio, chi lo sa? ha appunto fatto in modo che gli omosessuali fossero una minoranza e la loro presenza non ha mai minacciato la sopravvivenza della specie neppure quando l'umanità era costituita da cento individui, immaginiamoci oggi, alla soglia del decimo miliardo. 

Come conclusione vorrei spendere qualche parola anche il punto che di solito non prendo manco in considerazione, e cioè che la sodomia sia peccato perchè è scritto nella Bibbia e quindi perchè è parola di dio. Cioè, il ragionamento è che la sodomia è un peccato perchè lo dice dio nel suo libro. Allora, cercate di seguire al scena che io immagino. Muoio da sodomita e finisco al dio con la lunga barba bianca. Lui mi scruta e mi condanna alla dannazione eterna. Io con un filo di voce domando: "Ma, Signore, perchè? Perchè la sodomia è un peccato?" E lui: "PERCHE' L'HO DETTO, IO. ZITTO E BRUCIA!"

Vi meravigliate se a questo dio ho rinunciato a dodici anni? E vi meravigliate se mi fa ridere a crepapelle i solito Alieno quando afferma che è grazie alla Chiesa se io in Italia, o nel mondo occidentale di oggi non corro alcun pericolo, in quanto omosessuale? Grazie alla Chiesa? Ma se la Chiesa usa per condannare la mia omosessualità gli stessi argomenti che usano quegli omofobi che gli omosessuali li prendono a sberle e li mandano all'ospedale con ferite guaribili entro trenta giorni (nei casi fortunati). Ma se la Chiesa condannava la sodomia al rogo fino a qualche centinaio di anni fa! Ma state scherzando? Merito della Chiesa e della parola del vangelo? Falso, falso su tutta la linea, un falso storico così grosso da che dovrebbe far arrossire di vergogna chiunque lo affermi. Se fosse ancora il tempo della Chiesa questo qui l'omosessualità sarebbe ancora un delitto capitale, così com'è un peccato capitale. No, Alieno, lascia che lo ribadisca! Se l'Occidente non condanna a più a morte gli omosessuali è grazie alla riflessione di uomini come Rousseau, Locke, Voltaire, Diderot, Kant e tutti coloro che hanno creato quell'enorme risveglio che ha fondato il diritto sulla ragione, sottraendo le coscienze all'imperio del principio d'autorità. La Chiesa ha solo dovuto ingoiare il rospo, e ci ha messo anche un bel po' di fatica e tempo, per essere precisi. E quindi, ribadisco, se in Arabia Saudita gli omosessuali vengono appesi a testa in giù non è perchè non sono cristiani, ma perchè non si è (ancora?) affermato in quei Paesi lo stesso movimento di coscienze, per cui "Inshalla", e cioè sia fatta la volontà di dio, è il fondamento delle loro leggi! Ti ci riconosci Alieno? Io ti riconosco!

140
13 Dic 2008
alle 12:44

alieno

"(..)non veramente di Cristo,", è questo il problema.

Ma io confido che nulla di esterno abbia capacità di scalfire la tua fede interiore.

E non è vero che nessuno se ne cura, cara fedele scandalizzata.

E se pure così fosse, infine Dio ci giudicherà tutti per ciò che facciamo ed abbia pietà per coloro che non sanno quel che fanno e che si nascondono a quel giudizio: potranno nascondersi solo qui tra gli uomini ma i loro cuori restano trasparenti a Dio e non avranno luogo in cui nascondersi e sottrarsi ed allora, quando scopriranno ciò, temo per quanto soffriranno per quanto hanno fatto soffrire te, se è vero ciò che ci scrivi.

La mia ammirazione per la tua fede forte che non si lascia ingannare dal Male.

Alieno

 

 

 

139
13 Dic 2008
alle 09:35

Una fedele scandalizzata

Le confessioni in mano a sacerdoti non veramente di CRISTO, possono diventare un'arma per incutere un violenza psicologica nei confronti dei fedeli.......

138
13 Dic 2008
alle 09:30

Una fedele scandalizzata

Ho vissuto un'esperienza negativa all'interno della comunità "parrocchiale", che mi ha scandalizzato. Se non fosse per la fede che ho in Gesù, credetemi, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Perché c'è così tanto controllo nei confronti dei fedeli e nei riguardi di ciò che combinano i sacerdoti nessuno se ne cura veramente? Ricordiamoci che per chi è credente c'è in gioco l'anima........

137
13 Dic 2008
alle 02:59

claudio

Io non riesco a comprendere,per quanti sforzi faccia,il perchè di questo continuo paragone tra la famiglia in senso cattolico e la famiglia intesa come unione tra due persone dello stesso sesso.E non comprendo nemmeno perchè tante persone etero o dichiaratesi tali,insistano sul volerci spiegare perchè è peccato,perchè è socilamente sbagliato,perchè dobbiamo impedire le unioni tra omosessuali.Siamo tutti bravi a citare Voltaire,ma nei fatti ce ne sbattiamo altamente,la riprova è che a chiacchere gli omosessuali son tutti belli e bravi,nei fatti non devono aver diritti,non si possono sposare,non devono adottare figli.....Non son daccordo su come vivi la tua sessualità e mi batterò affinchè tu o fai come dico io o ti arrangi...Voltairealieno

La chiesa,che di omosessualità se ne intende,pur essendo a digiuno completamente su altri argomenti..vedi la famiglia,i figli,la procreazione,il lavoro...pontifica su tutto,e tutti i bravi cattolici in riga obbediscono.Gli omosessuali son cattivi, peccatori,addirittura malati,la famiglia tra due omosessuali minaccia la famiglia tradizionale.....ipocrisie e storture una dietro l'altra.Innanzitutto la famiglia da paradiso cattolica regolarmente sposata in chiesa è fucina di ogni sorta di schifezze e immoralità...perversioni sessuali,pedofilia,violenza sulle donne,stupro,omicidio,infanticidio,uxoricidio,mariticidio(hehe non mi veniva)...ciò che ha unito Dio,,,,unione benedetta da Dio....e meno male,altrimenti sai che casino sarebbe.Nonostante il provato fallimento di questa santa unione,ci si permette di giudicare immorale insana e diseducativa la famiglia di due omosessuali...non possono allevare figli,sai che trauma...chi sarebbe il papà??E la mamma??Invece la sana e cattolica famiglia tra uomo e donna è il pilastro di questa società,dove cresce l'amore di Dio,dove si schiacciano i neonati a terra,dove la mamma affoga suo filgio nella vasca da bagno e finge di esser stata legata da romeni che poi hanno ucciso il bambino,un adolescente si mette daccordo con il fidanzatino e massacrano madre e fratello,e chi più ne ha più ne metta.

Lungi da me l'idea di dire che tutte le famiglie son così,non sarei onesto,ma almeno prima di scagliare la pietra e giudicare gli altri,controllare i propri peccati non farebbe fare figure di niente.

Quindi per essere democratico dico che i cattolici gay andranno all'inferno e dovranno praticare l'astinenza,a meno che non siano Don Gelmini o qualche vescovo o cardinale,che gli omosessuali non cattolici sposino chi vogliono e come vogliono,che possano adottare figli perchè sicuramente in grado di dare più amore di chi per la propria superstizione proprio in questo blog,manifesta sempre più l'odio per il diverso ed il più debole.

Mai sazio verrebbe da aggiungere....

136
13 Dic 2008
alle 00:22

Alieno

Addenda: il 2 Aprile su La Stampa del 2006, pardon

 

135
12 Dic 2008
alle 20:34

Alieno

@Manuela: interpreto, spero correttamente, il tuo approccio riguardo all'omosessualità in questo blog, come improntato alla mitezza e però non vorrei che non emergesse quello che mi pare sia una posizione univoca del buddhismo che dichiari tua scelta. Mitezza senz'altro dovuta e però spero non ingeneri confusione e devo chiarire, perchè guardo da molto tempo con interesse e simpatia al buddhismo (grazie anche ad alcune testimonianze nei rapporti amicali che ho) e perciò non son proprio "digiuno" di quel che vi si insegna.

Il 2 Aprile su La Stampa fu pubblicato un bell'articolo dedicato al Dalai Lama in cui manifestava il suo chiaro disaccordo sui rapporti omosessuali.

E' anche vero che il Dalai Lama non è l'equivalente del "Papa" per i cattolici, cioè non è riconosciuto da tutti i buddhisti come autorità religiosa nel variegato mondo buddhista, per quanto sia considerato con rispetto come un grande maestro da tutti, anche suoi non seguaci. Ma quello è il buddhismo tibetano, tu di qual "parrocchia" sei?

In una conferenza stampa del 1997, il Dalai Lama disse:

"Da un punto di vista buddhista (il sesso lesbico e gay) ... è generalmente considerato un'erronea condotta sessuale." 

Anche a lui tocco molto presto la sorte dei cristiani e cattolici perchè scoprì molto presto, a sue spese, di aver toccato un terreno minato, la "lobby" gay è solidale ed intoccabile, compatta e potente in questa sua coesione. Accadde dunque che si levarono indignate voci di protesta di buddhisti occidentali, tantissimi dei quali, attratti dall'idea pacifica e apparentemente semplice e new age (una sintesi superficiale della pratica in chiave consumistica mooolto occidentale) erano gay dediti al buddhismo.

Si è verificata, insomma, la stessa cosa che capita ai cristiani e cattolici che provano a far presente il rapporto tra religione e l'aspetto comportamentale e sociale dell'omosessualità: non si accetta se non quello che in chiave di "comodità" e di "tornaconto" non richiede il sacrificio di quell'istinto che, nella cultura occidentale, è estremamente sopravvalutato (il sesso) e caricato di significato (abbiamo torme di psicologi che invitano a far sesso  perchè aiuta a far passar mal di testa, a restare in linea col peso corporeo, dunque sesso come palestra e dieta e che, paradossalmente, ci invitano ad esercitare sesso adulterino perchè "rafforzerebbe la coppia" addirittura, rendendo più intrigante il rapporto, per non parlar della sessualità continuamente ad affacciarsi subliminalmente perfino nella pubblicità più innocente ecc.), insomma, come qui in Occidente la Chiesa si scontra con la pretesa di negoziazione di Dio e della Legge di Dio, cercando non di adattarsi a Lui, ma di adattarlo a Lui (pena la minaccia di allontanamento dalla Chiesa continuamente ostentata minaccia), al Dalai Lama capitò simil cosa, paro paro.

Anche al Dalai Lama tocco tutto un crescendo di insinuazioni e poi accuse aperte, da parte di gay e soprattutto poi, meno timidamente, ma anzi, pesantemente, di chi sfrutta il tema gay come grimaldello per scardinare la religione (rispetto all'ideologia per esempio) o per soddisfare quella sete di lotta continua con il nemico di sempre, la fede, la religione ecc. (vedi lo Uaar, sempre attivo in questo senso).

Anche alla Chiesa Buddhista toccò uguale sorte e con il portavoce dell'Ufficio del tibet, dovette praticamente fare quel che tocca alla Chiesa in questi giorni, cioè dichiarare pubblicamente l'ovvio, quel che dovrebbe esser già consolidato per difendersi dalle calunnie infamanti, dal rancore sempre pronto, dalla debolezza della fede, dall'odio ideologico. Dovette dunque dichiarare l'ovvietà nel dire: "Sua Santità è contrario alla violenza e alla discriminazione basata sulla tendenza sessuale.  Sollecita ogni rispetto, tolleranza, compassione e il pieno riconoscimento dei diritti umani per tutti." 

Perchè anche al più mite e buono della terra, se capita di incappare su temi scomodi, tocca l'odio e l'inimicizia, il rancore, il tam tam denigratorio e calunnioso, tanto che sia il Papa, un cardinale o un tibetano o il Dalai Lama.

Capita la stessa sorte ad un Gandhi se dichiara che l'aborto è un crimine (improvvisamente ci si disaffeziona in Occidente, chè si vuol relativizzare e rendere consumabile ogni cosa, compresa la vita e la morte, svuotando e minimizzando a proprio piacere). Capita al Dalai Lama o al Papa, parlando di omosessuali. Non si toccano, guai a dire la propria visione ed idea, improvvisamente si minaccia di destituirli del riconoscimento contributivo (di pace, di giustizia ecc) e di infangarli prontamente.

Sono cose che dovrebbero farci riflettere, in Occidente, perchè è qualcosa che rispecchia un problema, a mio avviso, estremamente Occidentale, un processo, un meccanismo che diventa ormai anzi lo è, un automatismo tremendo, capace di alterare le coscienze, capace di mettere in discussione moltissimo in quelle coscienze, con regolare minacce di abbandono, destituzione, indebolimento di fede, accuse e sospetti gravi, ingiusti ed ingiustificati. Non si può dire, ormai ci dobbiamo fare i conti, che il rapporto omosessuale è insano, deviato, deviante, nocivo socialmente come modello ecc., pena l'accusa di cattiveria, discriminazione, razzismo, inciviltà, fanatismo, superstizione e così via.

invece molte diverse culture portano con sè quel significato riconosciuto all'omosessualità di avere impatto sociale e valoriale, un contributo che l'Occidente ora minimizza o nega oppure cerca addirittura di voler rovesciato (per cui si vorrebbe dimostrare che semmai è la famiglia tradizionale ad impattare negativamente e l'unione omosessuale invece ad essere modello positivo).

Vale la pena di rifletterci.

Alieno

 

134
12 Dic 2008
alle 20:21

andrea

Mi piacciono gli aforismi . Sinteticamente esprimono più delle monotone soporifere seghe mentali di tanti esegeti e di zelanti persuasori in carenza di dimostrazioni . Così per rispondere a quello della velina userò questo, che esprime bene a cosa unicamente credo :

"La raison est le tribunal suprême  et qui juge en dernier ressort et sans appel de tout ce qui nous est proposé."

La ragione è il tribunale supremo e che giudica in ultima istanza e senza appello di tutto ciò che ci è proposto.

Bayle .

133
12 Dic 2008
alle 19:36

Alieno

@Andrea: mi stupisco che tu non abbia colto io collegamento con quanto ho scritto (la disponibilità a difenderti) con il pensiero di Voltaire ("Non sono d'accordo con le tue idee, ma mi batterò fino alla morte perchè tu possa esprimerle"), cioè l'aspetto migliore dell'Illuminismo di cui fu uno degli attori principali e con grande contributo alla costruzione dell'Occidente di oggi, assieme alla cultura giudaico-cristiana.

D'altra parte, nonostante la sua posizione anticlericale, Voltaire è un liberale, per quanto moderato liberale e non repubblicano, non populista, non radicale e sostenitore della monarchia.

Liberale e dunque l'incontro con l'idea cristiana (che è la religione della liberazione e della libertà) non è così difficile.

"Non sono d'accordo on le tue idee, ma mi batterò fino alla morte perchè tu possa esprimerle". Diventa dunque importante il confronto sul ruolo dei Cattolici in politica, relativamente ad un approccio laico. I fedeli laici sono impegnati nella vita pubblica, al servizio del bene comune non meno di altri laici e è mia opinione che quell'impegno non debba svuotarsi di significato, costruttività, contributo, nè ridurre un contributo di fede ad una dimensione privatistica nell'ottica che ciascuno debba, invece, esser consapevole, di partecipare a qualcosa di pubblico e che interagisce socialmente, ambientalmente. Ed infatti non concordo con l'idea che il rapporto omosessuale, così com'è anche per quello matrimoniale etero, non incida in quella costruzione, non vi partecipi, che resti insomma ininfluente. Che è pretesa secondo me in palese contraddizione con tante altre scelte su altri temi, anche in onor di critica e polemica (citavo le scelte dei palinsesti, ma in genere ogni cosa riguardi l'aspetto comportamentale degli individui, politici e non), proprio di chi ora vorrebbe che l'unione omosex invece non abbia alcun tipo di rilevanza e di impatto. E' quantomeno curioso che debba averlo una tv che tutto sommato si può benissimo spegnere col telecomando, un impatto, una ricaduta "educativa" e poi non l'omosessualità parificata all'unione etero, al matrimonio, alla crescita ed alla missione educativa di figli ecc. E' significativo un certo comportamento che spinge all'emulazione tramite il pc, youtube ecc, e poi si reclama la dimensione privatistica e non interferente di coppie omo con figli ed intese come famiglia "normale", quando l'effetto normalizzante si riconosce spesso nella riproposizione di modelli altri, come veline, calciatori, bulli ecc??? Mah.

Il senso dell'etica è, per quanto credo, una dimensione fondamentale, non rinunciabile di ogni cristiano, in modo da svolgere attività sociale nel rispetto delle persone umane e dei suoi diritti fondamentali, evitando strumentalizzazioni accuratamente a renderlo schiavo di altro (ideologia, potere finanziario-economico, tecnocrazia, interferenze modaiole, ecc.

Come diceva Giovanni Paolo II (Esort. Ap. Cristifidelis laici, n.5): "(..)miseramente schiavo del più forte. E il più forte può assumere nomi diversi:  ideologia, potere economico, sistemi politici disumani, tecnocrazia scientifica, invadenza dei mass media".

E questo nell'intento di costruzione di giustizia e di pace che sta nel cuore di ogni individuo, nel tentativo dovuto di realizzare "cittadini" e non solo "sudditi" in una democrazia "morale"  (o non sarà democrazia vera, come diceva Charles Pèguy).

Dinanzi al senso di disagio, non dobbiamo arrenderci all'idea crscente di un declino politico-sociale, ma è necessario con la testimonianza personale, realizzare infine un'azione collettiva per ricostruire o costruire un costume di vita improntato al rispetto dell'ordine e delle leggi per reprimere comportamenti devianti, promuovendo l'onestà, le regole di convivenza, interiorizzando comportamenti (testimonianza sociale in quella individuale) non solo per timore di castigo (e di Dio), ma anche portando il sorriso, la serenità, l'allegria, la giustezza degli intrinseci valori positivi che quei comportamenti hanno.

Per questo è importante che il cattolico non si tiri indietro riguardo a temi come la tutela della vita, la promozione della famiglia nella sua struttura naturale (matrimonio etero), valori positivi, insostituibili, non negoziabili per il loro ruolo sociale, specialmente dinanzi a forme di unioni destabilizanti e devianti.

E poi la promozione della pace sociale (contrastando le tentazioni della violenza, dell'odio sociale, della lotta, dell'eterna guerra civile, della rivoluzione forcaiola e sanguinaria ecc), l'attenzione ai più deboli, la realizzazione di valori umani ed evangelici della libertà.

Per questo è doveroso per i cristiani, per la Chiesa, diventare compagni di strada di chi cerca di realizzare il bene.

Se invece si realizzasse una politica che ledesse quei valori, non sarebbe un vantaggio per nessuno, dunque sarebbe sbagliato giustificala in nome della propria coscienza o di un laicismo, suggerendo come messaggio culturale e sociale, che questo sia prova di maturità civile del cristiano, un merito, un modo di essere adulti nella fede.

Nel vincolo di fede-fiducia, il credente non dovrebbe avvertire un'indebita ingerenza della Chiesa o della Parola di Dio in una visione a compartimenti stagni della propria esistenza, con una dimensione privatistica della fede ed una separata della partecipazione politica o pubblica, ma dovrebbe invece ritrovarsi più serenamente nell'avere una Guida, un aiuto per sviluppare una coscienza informata e dunque, per questo formarsi nell'informazione, più libera. Tutte le persone di buona volontà possono superare la mera logica dell'utile e dell'immediato, un tornaconto o una comodità cercando un pragmatico compromesso sui valori umani essenziali nell'idea (rinunciataria ed invitante allo svuotamento della fede vissuta o al nichilismo), come se questo fosse il male minore e non invece la via per il male maggiore. Perchè un fedele deve dichiararsi "sconfitto" in partenza nella speranza di costruzione valoriale-sociale? Perchè arrendersi subito, quasi vergognandosi della sua dimensione di fede, come se fosse di disturbo alla società e non ricordarsi del suo enorme, essenziale contributo nella valenza positiva? Quanta fede/fiducia si ha nella fede in cui in cui si crede, se pensiamo questo? E' un disturbo che dobbiamo dunque nascondere, limitare, minimizzare la fede perchè si è smesso di credere che la Legge di Dio, sia la Legge della Giustizia e del Bene dell'Uomo?

Da quando sta avvenendo ciò? Da quando abbiamo smesso di avere fiducia? Da quando proviamo quasi vergogna e ci sentiamo un po' cattivi, anzichè essere sereni, giusti e buoni nella nostra fede?

Di cosa ci siamo resi schiavi, dimenticando il lato positivo della Fede in Dio per l'umanità tutta?

Ogni bene.

Alieno

"Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente, perchè comincia a credere a tutto" - Gilbert Keith Chesterton

 

 

132
12 Dic 2008
alle 18:11

andrea

@ Manuela

A me pare che sicuramente non sia uno dei peccati più gravi e che non danneggia altri se non sè stessi.

Tuttaltro che peccato deve essere se una grandissima schiera di chierici ci si dedica appassionatamente . E poi chi ti ha detto che è dannoso amare una persona dello stesso sesso ? Io personalmente conosco diversi omosex , un paio manco a dirlo chierici , un prete e un frate , e tutti sono felici di esternare questa loro passione ( i chierici un pò meno , ma c'è da capirli per la condizione di cattività in cui insistono ) che tra l'altro li arricchisce in originalità , altro che danneggiati . Anticamente ( prima dell'ipocrita morale crociata ) simili persone erano considerate degne di stima e rispetto proprio per questa capacità di fondere i caratteri dei due generi .

131
12 Dic 2008
alle 17:51

Manuela

scusatemi. vorrei tornare sulla definizione di amore come desiderio che l'altro sia felice; questa credo sia una definizione non necessariamente ricollegabile alla religione, ma alla definizione stessa del termine, questo perchè "amore" è un termine generico che comprende l'amore tra persone legate da rapporti diversi (madre figlio, fratello sorella, amico con amico, moglie marito ecc.). Credo che l'amore tra marito e moglie sia spesso mescolato al desiderio di possesso , al desiderio sessuale, al ritenere l'altro un mezzo alla nostra felicità, e quando questo non avviene, ecco ci separiamo. Non credo che le relazioni omossessuali siano diverse anche se davvero non so poichè conosco qualche omosessuale, ma solo in maniera superficiale.A me pare che sicuramente non sia uno dei peccati più gravi e che non danneggia altri se non sè stessi. 

130
12 Dic 2008
alle 16:24

Charles Darwin

@Andrea

La prima ricerca da me compiuta per l'indirizzo della Federazione Italiana di Scienze della Terra, google mi ha indirizzato al sito Females Investigating Sexual Terranes. Effettivamente ogni tanto noi geologi studiamo nuovi Terranes: che sia un segno? ;-)))

(Non ho dubbi sulla monomaniacale sagacia della rete, QUALUNQUE cosa tu cerchi, ma ho anche una testa per pensare)

129
12 Dic 2008
alle 15:13

andrea

@ Cd

Google mi ha indirizzato alla "ricerca di dio" ad una pagina contenente immagini porno . Scandalizzato ho dovuto sospendere la ricerca via web . Che sia tutta colpa del relativismo ? 

Sono ignorante come dici te e come riconosco io umilmente di fronte all'immensità dell'universo e ciò continua a spronarmi verso ulteriori conoscenze , studi e approfondimenti . Di questo ringrazio la Natura che non mi ha reso simile a te invece così dotto ( o indotto ?).

Ma resto sempre dell'idea che credere nelle favole ancora dopo i dieci anni sia l'anticamera per la schizofrenia, come la cecità sia il destino di chi continua a farsi le seghe in pubblico ;)

 

 

128
12 Dic 2008
alle 12:23

Charles Darwin

Dubitare e credere al contempo sono sintomi caratteristici di quella turbe psichica che ti ho diagnosticato Cd

La tua é pura e semplice ignoranza Andrea, non mi stanco di ripetertelo. Fai un esperimento semplicissimo: digita su google "ricerca di Dio" e vedi cosa ti salta fuori. Poi prova a verificare quanto la grandissima parte delle pagine che risultano sono "dentro" la Chiesa Cattolica: da 2000 anni pratica la "ricerca" come viatico essenziale di qualsiasi mistica e contemplazione.

127
12 Dic 2008
alle 12:02

andrea

Forse ti sorprenderà Andrea, ma io tento di difendere anche te,

Oddio alienuccio , risparmiami il pathos .

Lasciami il diritto di rifiutare con sdegno la tua difesa come tu hai rifiutato il mio consiglio di meno seghe in pubblico a vantaggio di un comportamento sessuale più sano e soddisfacevole .

Ma se proprio vuoi difendermi e tutelare la mia libertà ti indico la strada migliore : Recati volontrio in zona di guerra fascista , in casa musulmana a predicare della tua croce e della tua democrazia . Il tuo sacrificio basterà a difendermi da ulteriori minacce aliene.

126
12 Dic 2008
alle 11:39

andrea

...e quando per abitudine SI DUBITA, virtù a te preclusa.

De omnibus dubitandum ; specialmente di coloro che dubitano certi dell'esistenza di un dio che li ama, li indirizza , li governa ed ha sempre bisogno dei miei soldi .

P.S. Dubitare e credere al contempo sono sintomi caratteristici di quella turbe psichica che ti ho diagnosticato Cd . L'immensa fatica che fai nel controllare le opposte spinte della ragione e della coscienza con la perversione dell'indottrinamento clericale ricevuto in tenera età, potrebbe perderti .

Lo studio continua ....... 

 

 

125
12 Dic 2008
alle 11:20

pequenito

... rispetto a quanto l'ONU si propone di fare

Di fare? L'ONU? Cio l'assemblea controllata dal G77, il gruppo di Paesi ritenuti “in via di sviluppo”, che comprende le peggiori dittature del pianeta: Iran, Siria, Pakistan, Corea del Nord, Cuba… Queste nazioni rappresentano la larghissima maggioranza dei membri dell’organizzazione e, votando in blocco, tengono in pugno l’assemblea. La posizione di leadership nel G77 appartiene agli stati arabo-musulmani, che hanno così un mezzo efficace per orientare a loro favore qualunque decisione debba essere presa a maggioranza.

A meno di non voler attribuire all'ONU macchiavellici piani strategici (sostenere una tesi e perseguirne una diversa)

Ecco bravo, cominci a intuire come funziona L'ONU finalmente.

124
11 Dic 2008
alle 23:56

Charles Darwin

addenda 

L'identificazione tra etica cristiana e diritto naturale é irrazionale anche dal punto di vista laico perché oblliga il diritto ad assumere valenze eterne, fisse ed immutabili, negando sostanzialmente la storia.

123
11 Dic 2008
alle 23:45

Charles Darwin

"Il matrimonio tra uomo e donna è quello che la Chiesa sostiene e non accetta di mettere sullo stesso piano quello tra persone dello stesso sesso" si legge. Nella sostanza tutto giusto quanto scontato ma con nessunissima relazione rispetto a quanto l'ONU si propone di fare, come più volte ribadito. A meno di non voler attribuire all'ONU macchiavellici piani strategici (sostenere una tesi e perseguirne una diversa) ed attribuirgli congiuntamente una forza che di fatto nessuno gli riconosce. Osserverei inoltre che nelle dichiarazione "politiche" né qui né altrove si vede alcun accenno al significato sacramentale del matrimonio: evidentemente si continua a dare per scontato che il sacramento comprenda tutto e solo il valore civile. Mi parrebbe semmai di poter dire che il sacramento in qualche modo può includere il valore civile, ma non coincide giusto per niente, non nella sostanza né si capisce perché debba esserlo nella forma legale. Così si continua a pretendere che i legami civili per avere un qualsivoglia senso, debbano ricalcare quello religioso, senza sospettare che i contenuti possono legittimamente essere diversi, arricchendo magari la società da una parte e permettendo dall'altra al sacramento di riacquisire il suo valore anche di testimonianza. In sottofondo mi pare di intuire la preoccupazione, caratteristica di questo papato, di identificare in qualche misura l'etica della nostra religione con la ragione ed il diritto naturale, obiettivi a mio personale parere "irrazionali" non solo dal punto di vista del cosiddetto "diritto naturale" ma anche perché avrebbero come unica conseguenza quella di svuotare di significato la scelta di fede. Tutto per conservare, per non rischiare. Mah!

122
11 Dic 2008
alle 22:18

Alieno

E' triste che la Chiesa sia costretta a difendersi dicendo quel che dovrebbe essere ovvio e palese, ma le speculazioni e la pressione enorme di chi la Chiesa detesta ed attacca su ogni fronte, rendono necessario anche l'ovvietà, per quanto triste.

E perciò riporto l'articolo apparso su agenzia Ansa, con le dichiarazioni a cui la Chiesa deve far ricorso contro la strumentalizzazione odiosa nei suoi confronti, sperando tacciano un attimo le pretese di chi va insinuando che la Chiesa vorrebbe omosessuali morti o torturati, che la Chiesa non merita più nessuna stima e che basta, via dalle Chiese e su e giù (come se non si capisse che in realtà non si aspetta altro che una scusa per formalizzare un'uscita già in essere da tempo, un rancore portato da tempo con sè..).

 

 

Ansa - CITTA' DEL VATICANO - "La Chiesa è certo per una depenalizzazione della omosessualità, non è per riconoscere leggi penali che considerino crimine l'omosessualità". Lo ha ribadito il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, aggiungendo che "allo stesso tempo la Chiesa non ritiene che tutti gli orientamenti sessuali vadano posti sullo stesso piano rispetto a tutte le situazioni e a tutte le norme".

Un esempio in questo senso, ha spiegato Lombardi, interpellato durante la presentazione del messaggio del Papa per la giornata della pace, è quello del matrimonio. "Il matrimonio tra uomo e donna - ha spiegato padre Lombardi - è quello che la Chiesa sostiene, e non accetta di mettere sullo stesso piano quello tra persone dello stesso sesso". Lombardi, che rispondeva a una domanda sulla contestata intervista di mons. Celestino Migliore alla agenzia I-media, ha osservato che comunque non c'é ancora nessun testo sulla depenalizzazione della omosessualità presentato a nessuna "sede o all'Onu" e che per questo "stiamo parlando un po' di un oggetto misterioso, stiamo costruendo un po' sul vago".

121
11 Dic 2008
alle 20:00

Alieno

Bei commenti Cd. Compreso l'ultimo (120).

Forse ti sorprenderà Andrea, ma io tento di difendere l'uomo, la sua dignità, la sua libertà, la sua salvezza.

Forse ti sorprenderà Andrea, ma io tento di difendere anche te, anche se tu vedresti questa manifestazione, quest'effetto solo presentandosi l'occasione, nel caso tu avessi minaccia concreta immagino e spero che non ve ne sia mai bisogno.

Ho già posto una causa in me affinchè, nel caso, sia pronta una mia difesa per te e sarei tra i primi a difenderti, nel caso ce ne fosse bisogno.

E non solo da Islamici incarogniti dal fanatismo.

Alieno-oggetto di studio, amico di Cd, come di altri qui e se vuoi, anche tuo (si studia meglio in un ambiente sereno, suppongo..) :-)))

 

120
11 Dic 2008
alle 17:38

Charles Darwin

Forse ti sorprenderà Andrea ma io non vivo nessunissimo conflitto nella fede e per la Chiesa, tantomeno nei confronti dell'amico ET. Gioie e amarezze come in qualsiasi rapporto che si rispetti, quando é un rapporto VERO e quando per abitudine SI DUBITA, virtù a te preclusa. Sempre perché in realtà non hai capito molto di cosa sia la Chiesa. Vabbé, colpa nostra.

lo schizofrenico

119
11 Dic 2008
alle 16:27

andrea

Vabbè , io ci ho provato a consigliargli una più assidua e sana attività sessuale invece che il surrogato dell'esibizione sul web .

Si è attorcigliato attorno al mio consiglio fino a fare l'elogio della castità per giustificare questa sua carenza.

Attento alieno che, secondo quello che dice il prete, potresti rimanere anche cieco per troppa devozione alla "castità".

P.S. Mi interessa lo scambio epistolare perchè sto studiando le depravazioni psichiche e sessuali connesse con la fede . Ritieniti solo un oggetto del mio studio ,come Cd per la schizofrenia, e amici come prima ;)

118
11 Dic 2008
alle 15:06

Charles Darwin

@Alieno

Quanto é difficile capirsi ! So benissimo come incidano le nostre scelte, socialmente, culturalmente, nell'ambiente che contribuiamo a costruire e che ci riflette ed a sua volta, ci costruisce (o costruisce chi verrà dopo di noi): ho un figlio pre-adolescente, figurati quanto ci penso. Siamo così distanti dall'idea stessa di libertà di coscienza, al di là degli "enunciati" di principio !

Circa la Società L'ambiente che mi piacerebbe costruire é un ambiente di uomini LIBERI e quest'idea nella mia testa non ha nessunissima pre-impronta di fede.

Circa la fede Resto semmai convinto che E il nostro modo di incarnare l'amore E la testimonianza che avremmo l'opportunità di dare E il senso stesso "politico" dell'essere, come Chiesa, lievito per il mondo avrebbe tutto da guadagnare: vorrei solo poter fare la prova. Semplicemente perché una società ben ordinata fatta di automi obbedienti ha pochissimo a che fare con l'amore, semplicemente perché l'Amore di Dio é grande e mi piacerebbe poterne vedere qualcosa di più. La Società che mi piacerebbe contribuire a costruire é una Società dove la Vita é regolata unicamente dal SENSO che siamo capaci di testimoniare e tramandare senza bisogno di alcun obbligo esterno, in pura e semplice virtù dell'Amore che é in noi. Utopia, lo so, eppure come ricordo sempre mi pare che da parte dei credenti dovrebbe bastare un pò di fede in più nello Spirito Santo. Tutto quello che posso fare (CHE FACCIO QUI CON TE) é prendermela con il legalismo della Chiesa ché finisce immancabilmente per mettere in ombra l'amore e almeno questa osservazione mi pare incontrovertibile. Personalmente tendo ad interpretare questo legalismo come una scarsa fede nei propri mezzi, scarsa fede nella capacità di TESTIMONIARE . Appunto: allo Spirito ci crediamo o no ? Ciao,

CD 

117
11 Dic 2008
alle 15:03

Charles Darwin

@Alieno

Quanto é difficile capirsi ! So benissimo come incidano le nostre scelte, socialmente, culturalmente, nell'ambiente che contribuiamo a costruire e che ci riflette ed a sua volta, ci costruisce (o costruisce chi verrà dopo di noi): ho un figlio pre-adolescente, figurati quanto ci penso. Siamo così distanti dall'idea stessa di libertà di coscienza, al di là degli "enunciati" di principio !

Circa la Società L'ambiente che mi piacerebbe costruire é un ambiente di uomini LIBERI e quest'idea nella mia testa non ha nessunissima pre-impronta di fede.

Circa la fede Resto semmai convinto che E il nostro modo di incarnare l'amore E la testimonianza che avremmo l'opportunità di dare E il senso stesso "politico" dell'essere, come Chiesa, lievito per il mondo avrebbe tutto da guadagnare: vorrei solo poter fare la prova. Semplicemente perché una società ben ordinata fatta di automi obbedienti ha pochissimo a che fare con l'amore, semplicemente perché l'Amore di Dio é grande e mi piacerebbe poterne vedere qualcosa di più. La Società che mi piacerebbe contribuire a costruire é una Società dove la Vita é regolata unicamente dal SENSO che siamo capaci di testimoniare e tramandare senza bisogno di alcun obbligo esterno, in pura e semplice virtù dell'Amore che é in noi. Utopia, lo so, eppure come ricordo sempre mi pare che da parte dei credenti dovrebbe bastare un pò di fede in più nello Spirito Santo. Tutto quello che posso fare (CHE FACCIO QUI CON TE) é prendermela con il legalismo della Chiesa ché finisce immancabilmente per mettere in ombra l'amore e almeno questa osservazione mi pare incontrovertibile. Personalmente tendo ad interpretare questo legalismo come una scarsa fede nei propri mezzi, scarsa fede nella capacità di TESTIMONIARE . Appunto: allo Spirito ci crediamo o no ? Ciao,

CD 

116
11 Dic 2008
alle 15:00

Valentina

@ Alieno 101

Io correggo, tu fraintendi "Invece si corregge e spiega: non per te si è commossa, costei, ma per sè, ritenendosi la prima a far male e colpevole, dunque mea culpa mea culpa e lacrime. Faccia pure, è un problema suo."

Ma che cappero dici?!?!??! Ti riporto cosa avevo scritto:

"@ Marco

Non sono riuscita a leggere tutto il tuo intervento perchè mi sono scese le lacrime dopo poche righe.

Ti chiedo scusa perchè siamo noi cristiani i primi a discriminare. E, credimi, il mio scusa viene dal cuore. Ti auguro ogni bene...

Valentina."

Poi ho corretto dicendo:

"@ Marco

Ci tengo a precisare che le mie lacrime non erano di compassione, assolutamente! Erano lacrime di rabbia e la rabbia è dovuta al fatto che non posso sopportare che ci siano persone che devono soffrire per "colpa" dei sentimenti che provano. Spero di non averti offeso a causa di un eventuale fraintendimento..."

Non ho fatto mea culpa, ho precisato che la mia è rabbia per il fatto che non si possano esprimere liberamente i propri sentimenti. E quindi quelle lacrime non erano certo per me, per il mio essere peccatrice; erano per tutti i fratelli che soffrono per cause, a mio parere, evitabili. La correzione aveva lo scopo di non far passare il mio commento precedente come compassione. Compatire è una cosa (compatire=commiserare, provare compassione), condividere il dolore è un'altra.

Tu mi risposi dicendo che i cristiani non sono i primi a sbagliare, ma sbagliano come gli altri. Hai ragione, allora ricorda due cose in futuro:

- i cristiani non sono meglio degli altri, ma come gli altri;

- guarda prima la trave nel tuo occhio, poi concentrati sui bulbi oculari degli altri. Ergo, ho detto che noi siamo i primi a discriminare perchè guardo a ciò che io sono. Finchè non miglioro io non posso certo chiedere agli altri di farlo.

Mi sono inserita nella categoria di chi discrimina anche se questa discriminazione non viene da me attuata; l'ho fatto perchè è troppo facile considerarsi facenti parte del gruppo cristiani quando si parla di amore, di pace e tutto quello che ti pare.

Generalmente utilizzo un metodo molto personale: mi includo nel gruppo cristiani per le cose negative, cosicchè io sia sempre attenta agli aspetti in cui posso migliorare (o comunque agli aspetti che possono essere spunti di riflessione con altre persone). Quando invece dei cristiani si parla in maniera positiva sono sempre pronta a mettermi un pò in disparte; e non perchè io sia sempre negativa, ma perchè non fa parte dell'esser cristiani sbrodolarsi sui propri aspetti positivi.

Ricorda, alieno, che il peccatore che pregava in fondo alla Chiesa era il più cristiano di tutti...un pò più di umiltà ci farebbe proprio bene.

Ah, un'ultima cosa...Ghost mi fa schifo. Titanic l'ho visto al cinema, ma mi sono addormentata. Quindi ti confermo che la tua iniziale idea su di me era sbagliata. ;-)

Ora a te la palla, stravolgi anche le mie parole, mettimi in bocca anche parole che non ho detto, ma il mio pensiero rimane questo: non ho niente contro gli omosessuali, non li considero dei malati pervertiti e sono dell'idea che nessuno debba morire perchè ama. Ritengo ci siano peccati più gravi di quelli sessuali (mancanza di carità, egoismo, menefreghismo, egocentrismo, ecc...) e li commetto tutti i giorni. Facile attaccare gli omosessuali perchè noi siamo etero; così avremo l'impressione di essere migliori di loro. Mi spiace ma non ragiono così; do importanza all'amore, è vero, ma a come si ama non chi si ama.

115
11 Dic 2008
alle 12:39

Alieno

@Andrea: non sono irrimediabilmente senza compagna, anche se io non capisco perchè tu proponga questa condizione come squalificante, mancando di rispetto a chi quella situazione ha...omosessuale sì, comunista sì, ateo sì, ma guai ad esser "single" o eventualmente "casti"? :-)))

Tu ti lasci troppo facilmente ingannare dalla realtà e dagli ... stereotipi comodi che hai già pronti e confezionati nella tua testa.

Diciamo che sto valutando l'idea di restare solo, perchè solo non sono.. ma mi scoccia dirlo  perchè rivendico piena legittimità della condizione di castità o di non avere compagna soprattutto se non è una condizione scelta, che è causa di sofferenza e di ... solitudine. Te lo dico solo perchè la soddisfazione di dirti che non ci azzecchi per l'ennesima volta, è troppo attraente. E ti assicuro che se non l'avessi, non avrei problemi a difendere orgogliosamente la posizione "single", la sua dignità in ogni caso perchè come mi dicono coloro che mi conoscono ho la capacità e la volontà spesso irritante di passare dalla parte della ragione anche quando ho torto, ehehe.

Io capisco la corrente culturale per cui abbiamo una sopravvalutazione dell'aspetto sessuale dell'uomo, cui tu non sfuggi certamente individuando la mia instabilità psico-fisica (ma perchè fisica???) e il mio esibizionismo dialettico (in realtà sono però semmai perfin fobico nel tutelare la mia privacy, la mia intimità) nella carenza presunta di giochi sessuali. Sesso come causa, sesso come rimedio, per te, come per molti.

Ma non era per esempio migliore, come analisi, l'idea di una carenza affettiva e non sessuale? Sia come causa, sia come rimedio! L'esempio di Elvis poi è interessante, tu prendi a modello uno che non è riuscito ad avere la gestione di un equilibrio e che tutti sappiamo, invece, finito schiavo di abuso e disordini di vario tipo, schiavo di ossessioni e vizi infine, con risultato tristissimo.

Dunque è curioso che tu debba citarlo per augurarmi equilibrio.. ^_^

E poi ti faccio osservare che fintanto che qualcuno replica e dialoga con me, non sono affatto "soliloqui", al massimo restano sproloqui, ehehe.

@Cd: nella natura stanno un sacco di cose che riteniamo spiacevoli e noi, come uomini (e come cristiani) non ci ispiriamo alle regole della natura, non codifichiamo i nostri comportamenti in modo che, per esempio, imperino il disordine (non solo sessuale, anche la legge del più forte e l'abbandono dei deboli è una differenza sostanziale tra le responsabilità che l'uomo ha rispetto alla natura).

Il fatto che poi il coinvolgimento sia di tutti nei confronti di tutti è evidente anche da questo blog dove emergono diversità di vedute, che spesso condanniamo e critichiamo, proprio per quella capacità diffusiva, interattiva, educativa. E nemmen tu ti sottrai quando tante volte rimproveri il Vaticano e ne prospetti le conseguenze (allontanamento dalla Chiesa, per esempio).

Dunque non mi soddisfa la tua risposta sul "sani", sai benissimo come incidano le nostre scelte, socialmente, culturalmente, nell'ambiente che contribuiamo a costruire e che ci riflette ed a sua volta, ci costruisce (o costruisce chi verrà dopo di noi).

A meno che la tua idea che "sani" siano gli omosessuali non sia un concetto fondato dogmaticamente e relativisticamente (cioè non esiste nulla di oggettivo, non c'è mai UNA Verità, ma tutto è soggettivo e ci sono solo infinite Verità e non ci è dato porne una più attendibile di un'altra), credo tu debba sforzarti di più. Diciamo che nel dialogo non escludo aprioristicamente che non siano "sani" e resto in attesa però, di un'argomentazione più persuasiva e coerente.

Corente per esempio, coi tuoi tanti interventi in cui il valore contributivo e costruttivo di un soggetto, un cardinale, un vescovo o quello che ti pare, lo riconosci meglio e spesso, dunque, lo critichi.

Fai conto: omosessuali che si sposano ed adottano figli, poi: come puoi dire che coinvolgano solo gli interessati? Quel modello inciderà tanto sui figli, che sui compagni di quei figli a scuola o altrove e finiranno inevitabilmente, dovendo spiegare, sui genitori di quei compagni, dovendo scegliere se doversi sottoporre all'accusa d'esser razzisti perchè ai propri figli hanno insegnato parole come "mamma" e "babbo" o "papà", che nel delirio politically correct si vorrebbero appunto termini istigatori di violenza e discriminazione e che il buonismo d'antan ha già infatti provveduto a sostituire con i neutri "progenitore a" e "progenitore b", roba da pianeta della follia...

E non è che "mammo" o "babba" sarebbe stata scelta più rassicurante. Ciò a dimostrazione che se si apre quella porta del relativismo, poi per mantenere coerenza logica ed onestà intellettuale, si deve accedere a tante stanze che dovremmo poter immaginare prima di trovarcisi e che sono facilmente prevedibili.

Com'è appunto nel caso dell'argomento di questo post.

Ciao.

Alieno

 

114
11 Dic 2008
alle 10:56

Charles Darwin

 

@Alieno

Per "sani" intendo che la libera scelta degli omosessuali (o naturale tendenza, non fa molta differenza se non per la coscienza personale) é una cosa che sta nella natura e che coinvolge esclusivamente gli interessati. Perciò non vedo motivo di sofismi, solo l'esigenza di decidere umanamente come "accogliere".

CD 

113
11 Dic 2008
alle 08:50

andrea

@ alieno

Sicchè dovrai arrangiarti: ti lascio nel limbo delle ipotesi sul mio conto e sui miei divertimenti.

Ma poi subito dopo mi confermi che sei irrimediabilmente senza compagna/o nell'attesa di un miracolo ;) dando così poco spazio all'immaginazione riguardo i tuoi divertimenti privati ed intimi . Tenendo a parte le tue esibizioni sul web che dimostrano anche esse un mancato soddisfacimento delle naturali esigenze sessuali .

Insomma , parafrasando Elvis the Pelvis :

A little less conversation a little more action plz . 

Con l'augurio che una more action in quel senso contribuisca a darti maggiore stabilità fisica e mentale sollevando noi al contempo dall'assistere all'esibizione dei tuoi lunghi "soliloqui" di compenso .

 

112
10 Dic 2008
alle 23:23

Alieno

@Cd: ma io infatti dico questo, che non siamo tutti uguali.. l'egualitarismo non mi piace, preferisco l'eguaglianza che è altra cosa. Le donne sono diverse dagli uomini e gli etero sono diversi dagli omo. Dico una cosa naturalissima, purtuttavia, di questi tempi, simili semplici affermazioni, per una perversione e contorsione culturale, relativista e delirante il linguaggio unico legittimo del politically correct, sono passibili di accuse di ogni sorta.

Allora ripeto: uomini diversi da donne e dannosi i tentativi di stabilire egualitarismo e non uguaglianza, rendendoli in sostanza indistinguibili o quasi. Idem per etero o omosessuali.

Per quanto riguarda "sani", presumo che infine siano pochi i sani, se ci riferiamo all'immagine per cui i peccatori sono "malati" e peccatori lo siamo tutti più o meno. Che però non è "tutti sani" come dici tu, come immagine, rende qualcosa di diverso, con diversa conseguenza, credo.

Sani in senso...biologico? Biologicamente può esser sano anche un criminale, che significa in senso biologico nella nostra discussione, però "sani"? Biologicamente ho un handicap, dovrei dire che non sono "sano" in effetti, a ben pensarci (me ne dimentico normalmente), mentre magari un pedofilo magari è sano sotto quell'aspetto.

Insomma, cosa intendi per "sani"? Spiegati. Detta così, senza chiarimento, sa tanto di semplificazione buonista e facilona..

Sani riguardo a cosa?

@Andrea: nonostante imperversi, di questi tempi, una cultura narcisistica, voyeuristica (credo che la moda di facebook ne faccia pienamente parte ed ormai parrebbe determinante anche nella politica, vedi Obama..), oltrechè estremizzando l'aspetto superficiale, l'apparire a sostituire l'essere su larga scala, non ti darò dettagli nè farò disegnini riguardo ai miei divertimenti privati ed intimi.

Del resto il narcisismo lo esercito regolarmente anche qui e tanto mi basta senza dover fornire ulteriori dettagli e non oso pensare che altro di peggio potrei fare se non mi imponessi un freno allargandomi...

Sicchè dovrai arrangiarti: ti lascio nel limbo delle ipotesi sul mio conto e sui miei divertimenti.

Per quanto riguarda i compagni di gioco.. io ho l'idea che trovarne, solitamente, non è così difficile, non mi pare nemmeno un gran merito.

Ben più difficile mi appare, invece, trovare una compagna di vita e mettere insieme due universi.. diversi, senza che uno annulli l'altro, ma creando un'unità, un tutto. In un certo senso, l'operazione di mettere insieme un uomo ed una donna per la vita, capaci di amarsi, è una sorta di ... miracolo.

Miracoli dimostrati come possibili dall'aver conosciuto persone che si amano: i miei genitori, per esempio, ma non sono certo gli unici che conosco..

Il dalai Lama, recentemente, in una conferenza a Lagos ha spiegato i rischi del sesso ed i pregi di una vita pudica:

""Credo che la pressione e il desiderio sessuale siano solo una soddisfazione effimera che spesso conduce a complicazioni successive", ha detto il capo dei tibetani in esilio. La vita coniugale, ha specificato, "causa troppi sentimenti instabili. E' naturale che l'essere umano provi il desiderio per il sesso, ma poi interviene l'intelligenza umana a far capire che certe pratiche sono dannose, e a volte portano ad uccidere e al suicidio". Meglio dunque la "consolazione" del celibato. "Senti che ti manca qualcosa", ha spiegato il leader buddista, "ma paragonato all'intera vita, l'astinenza sessuale da' piu' indipendenza e piu' liberta'". Stando al principio del non attaccamento, rappresentato dalla ruota della morte e dal ciclo della reincarnazione, il sesso e la vita coniugale implicherebbero "un legame troppo forte verso i bambini e verso il partner, ossia uno degli ostacoli alla pace mentale".

Io non ho naturalmente sposato una visione buddista e dunque non sono turbato (ma son curioso di sapere l'effetto che ha fatto nei buddisti, ce n'era una qui mi pare, in questo post..).

Mi domando anche, quell'invito alla castità, che effetto ha avuto per la "simpatica" Carlà Brunì.. :-))

Alieno

P.S.: così stupidi da poter negare l'esistenza di Dio, ipotizzare una sua morte e però siamo sempre qui a parlarne dell'eventuale inesistente o morto.. dov'è che sbagliamo? Fosse che Dio c'è? O dobbiamo lasciare che decida un tecnico, un medico, un giudice se Dio è morto e dobbiamo seppellirlo definitivamente perchè scomoda coscienze?

Ahiahi..

Alieno

 

 

 

 

 

111
10 Dic 2008
alle 20:59

andrea

Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della divinità; ma la divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di dio.

110
10 Dic 2008
alle 20:26

andrea

@ Cd

... senza troppe pippe ?

E cosa rimarrebbe al piccolo alieno privato del suo unico divertimento ?

Magari gli sarebbe più prezioso il consiglio di dedicarsi più alla pratica, etero o omo senza preferenza , che alla teoria , ma apprezzando il tipo scommetto che ha problemi anche a trovarsi un/a compagno/a di gioco .

 

109
10 Dic 2008
alle 19:47

Charles Darwin

@Alieno

Non sarebbe più semplice ammettere che non siamo tutti uguali e pur uomini sani senza troppe pippe ?

108
10 Dic 2008
alle 19:32

Alieno

Approfondirei l'aspetto comportamentale omosessuale, piuttosto.

In base a cosa si deve accettare, in ogni caso, la teoria innatistica? C'è un'insufficienza, parrebbe, nel sostentamento della teoria biologica dell'omosessualità. Ci sono studi sul comportamento sessuale di gemelli omozigoti, cioè con tutti i caratteri ereditari uguali e con la stessa struttura biologica che rilevano che vi è una concordanza di circa il 52% nei rari casi in cui un gemello ha scelto un comportamento omosessuale e che il 48% dei gemelli omozigoti, pur essendo stati allevati insieme, mostra orientamenti sessuali opposti anche in quei casi rari. Per cui ci si può chiedere: perchè la metà dei gemelli omozigoti presenta una discordanza per quanto riguarda l'orientamento sessuale? Per affermare solidamente la versione innatistica dell'omosessualità basandosi sulla teoria biologica, non dovremmo avere in questi casi il risultato di una concordanza? Cioè entrambi omosessuali, per esempio. Ed invece nisba.

Altre ricerche scientifiche che buona parte dei cattolici prendono in considerazione, rintracciano questi elementi:

1) Mancata identificazione con il modello del genitore del medesimo sesso. L'identificazione fallisce perchè il genitore, per esempio, è "inadeguato" oppure perchè il soggetto (bambino o bambina), per aspetti caratteriali, cioè aldilà di quel genitore, non trova in lui quanto va cercando.

2) Attaccamento infantile non consapevole al genitore complementare.

3) Complesso d'inferiorità nei confronti del proprio sesso.

4) precoce condizionamento dovuto ad atti sbagliati e ripetuti ad un punto tale da trasformarsi in abitudine.

Ridicola, a mio avviso, è invece la giustificazione che l'omosessualità sia "naturale" perchè si verifica anche fra animali.

Come si fa a considerare realtà omogenee esseri umani e animali? E sì che io amo gli animali, naturalmente, mica li disprezzo, anzi, li tutelo e difendo quando mi è possibile.

Ma tra animali osseviamo tremenda ferocia, uccisione di prole, di individui deboli (malati, vecchi o troppo giovani..), perfino del patner, insomma prevalgono i dettati dell'istinto, la legge del più forte, ecc: dobbiamo ispirarci davvero alla natura? Mi sembra una roba pericolosa..

Va da sè che regoliamo comportamenti umani diversamente da quanto avviene in natura. Un Cristiano cerca quella regolazione dove Dio ce le indica (la Bibbia), non ritiene che i cristiani siano i primi a sbagliare perchè non ritiene che Dio sia il primo a sbagliare e dunque non si commuoverebbe dinanzi al peccato, tuttalpiù dinanzi al povero peccatore che non sa quel che fa..

D'altra parte il termine di paragone con la Natura, elevata a sorta di divinità per cui farne culto, ci creerebbe qualche problema. Ci sono rappresentazioni della natura dove non ci sono grandi differenze tra i due sessi e l'esere dominante può indurre una repressione della sessualità (vedi alcuni pesci). Spesso osservando che per gli animali l'essenza della femminità poi si traduce nella sottomissione (cioè esser "messo sotto" in senso fisico) e questo lascerebbe altre speculazioni sui generi che non voglio fare.

Il Thalassoma bifasciatum insizia la vita come femmina, fa parte di un banco di sole femmine guidate da un unico maschio (e qui un islamico si entusiasmerebbe, suppongo). Nel caso sparisca il maschio, la femmina più robusta cambia colore e si trasforma in un maschio, dominante e capace di fecondare.

Nel pesce "pagliaccio" è quasi il contrario: una coppia dominante inibisce la crescita degli altri membri, se però la femmina sparisce, il maschio si trasforma in femmina e dal gruppo inibito e sessualmente indifferenziato, si sviluppa un compagno maschio.

Il che fa venire in mente una questione attuale oggi nella nostra cultura e società, dove il ruolo del maschietto è un tantinello in difficoltà, parrebbe, a detta di alcune mie amiche che si lamentano, scherzando, di non vedere più tanta disponibilità di "veri" uomini . Dovendo rappresentare la categoria maschile replico puntualmente, facendo giustamente la parte difensiva ed offesa,  e che forse dipende anche dal fatto che non si vedono più nemmen tutte queste "vere" donne, eh!

Ma in effetti, volendo restar seri, questa confusione dei ruoli ha un impatto psicologico, sia sul patner, sia sui figli. E sappiamo che ci sono specifici ruoli nella costruzione identitaria nei figli che assorbono gli effetti dell'identità genitoriale. Fino a che punto si può sacrificare concetti come "maschilità" e "femminilità" senza che ciò non produca in quelle relazioni e rapporti (filiali soprattutto), delle conseguenze?

Nell'osservazione dell'omossessualità tra mammiferi, per esempio tra i macachi, l'azione della "monta" su individuo dello stesso sesso ha il significato di aggressione, di affermazione di dominio, di superiorità di rango. Serve anche a rafforzare i vincoli (e questo mi fa venire in mente anche il rapporto tra maestri e allievi nella cultura dell'antica Grecia). Spesso i macachi maschi si salutano mostrando il sedere ai compagni: è un'offerta sessuale di tipo femminile che si traduce con l'intento di calmare l'altro, di ingraziarselo, insomma, di dichiarare una propria non minaccia.

I meccanismi animali subiscono anche quell'imprinting, cioè formazione comportamentale, che può essere "errata". Cuccioli di animali allevati da esseri umani, possono tentare con loro approcci sessuali, tentativi di accoppiamento. E' stato osservato in alcuni uccelli, ma io credo che si possa avere presente anche imbarazzanti situazioni con il simpatico cagnolino a cui disgraziatamente hai appena fatto dei complimenti e a cui, pentito, vorresti dare un bel calcione ad arrestare la sua frenetica attività compulsiva sui tuoi pantaloni visto che la padrona non solo non è così solerte ad allontanarlo, ma ride pure...

Sono considerazioni... di fede? Non mi pare.

L'approccio è molto laico.

L'uomo è sostanzialmente diverso dall'animale perchè può conoscere con la ragione le finalità della natura, può guidare l'istinto con la volontà. Contrariamente a quello che pensano molti psicologi che vorrebbero che assecondassimo ogni istinto, ogni pulsione ecc, il controllo dell'istinto riesce a produrre dei risultati migliori in tantissime piccole cose. Fai conto, la prima volta che ho provato a sciare. L'istinto mi diceva di sporgermi all'indietro (se cado, cado di sedere e non di faccia) e però, seguendo l'istinto, non avrei mai potuto imparare a sciare.

Infatti, non so sciare, ma questa è un'altra storia..

In che modo interagisce il desiderio di felicità, riprendendo l'argomento di Marco che ne reclama il diritto, nel suo voler vivere la propria omosessualità?

Intanto, dovremmo rintracciare il significato di "felicità".

Cominciamo subito con dire una cosa forse scomoda, politically scorrect.

Felice, dal latino fèlix, deriva dal verbo fèo (dal greco PHYO), cioè "produco", ovvero "fecondo".

"Felice" viene da "fertile".

Così abbiamo psicanalisti che ci spiegano (come Giuseppe Cesari, ordinario di Psicologia Clinica all'Univesità di San Diego, California), basandosi anche di analisi e concetti ricavati dall'opera di Sigmund Freud, che l'affetto omosessuale non è vero amore, ma una forma di regressione al narcisismo primario pre-edipico, dove si può tradurre in pratica "omofilia" con "egofilia".

Si intendono gli atti omosessuali non come manifestazioni di un amore autentico, ma manifestazioni di una strategia sbagliata e nevrotica con cui la persona omosex cerca di difendersi da problemi più o meno seppelliti nell'inconscio, che non ha risolto: incompletezza, solitudine, inferiorità, infantilismo..

una strategia sbagliata per aver sofferto, per esempio, qualche mancanza nella relazine con il genitore dello stesso sesso. Al punto, magari, di aver pian piano costruito e rafforzato un complesso d'inferiorità riguardante la propria identità sessuale in quella carenza avvertita e percepita, aldilà del fatto che fosse realmente carente, non è questo il punto, di .. affetto, amore, appunto.

Sicchè il vivere l'omosessualità porta sollievo, appaga, ma in realtà non risolve mai, anzi, ne rende difficile sempre più una soluzione nel tempo, di quei problemi.

Perchè allora non è oggi considerato da parte della psicologia, un disordine sessuale l'omosessualità?

E' il solito "relativismo" che entra nel campo della scienza della psicologia. Praticamente si annulla ogni visione oggettiva per sposare quella soggettiva. E dunque, relativisticamente si dice che se l'omosessuale è gratificato nell'esserlo, allora non è un disordine, ma normale.

Come dire che se un drogato è gratificato, è normale, dal punto di vista psichiatrico-psicologico. O l'alcolizzato, o un sadico, un masochista, è lo stesso. Tutto normale nel relativismo che rende tutto soggettivo, relativo al Sè e mai oggettivo. Per coerenza, infatti, l'APA, associazione psichiatrica americana, ha applicato lo stesso principio fondato sull'essere o meno ego-distonic (ego-distonic quando non è voluto dalla persona) togliendo dal settore delle patologie, nel 1994, nel Manual (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), anche la pedofilia. La pedofilia, attenzione, non è più un disordine se non nel caso in cui il pedofilo non sta soffrendo per la sua condizione di pedofilo.

E' un esempio disarmante di quelle aperture che certi relativismi, necessariamente, non fosse altro che per trattener coerenza logica, inducono e producono.

Nel caso dell'omosessualità, sia la mancata soluzione delle difficoltà psicologiche iniziali, le cattive abitudini, i condizionamenti psichici, fisici e comportamentali, soprattutto la forte ideologizzazione della deviazione rafforzano il comportomento sessuale disordinato e dunque rendono sempre più complesso il cambiamento.

Si può capire cosa significhi, dunque, tutto questo attivismo e potere, qui in occidente, della lobby gay. Sanno benissimo che la strategia della "normalizzazione" produce altro che la normalizzazione in sè, ma ha aspetto diffusivo con sè.

Va aggiunto che nella nostra cultura occidentale, si nota che ogni atteggiamento sbagliato porta con sè, naturalmente, la sua sofferenza e la sua delusione, ma si può diventare incapaci di trarne la giusta conclusione e relazione di causa-effetto, dunque non siamo più capaci di utilizzare la sofferenza-delusione in modo costruttivo (per smettere quell'attegiamento), ma a causa dell'illusione e dell'abitudine, si trasformano in un circolo vizioso, dove non si può smettere, anzi, restando in sostanza inconsciamente insoddisfatti, si deve aumentare la misura (le battute possibili sulla necessità di aumento di misura mi sono già venute in mente, ma evitiamo ehehe).

In sintesi non cessa il desiderio, che resta per sua natura (inadeguata o sbagliata o deviata) insoddisfatta, diventa semmai ossessivo, non c'è la completezza di un piacere che induce la quiete.

In questo ragionamento di causa-effetto e di ricerca erronea del piacere, di ossessività sessuale, credo di poter incontrare facilmente anche una visione buddhista, dove la ricerca (della consapevolezza) e la relazione causa effetto e l'interazione di ogni nostra parola o atto (sul kharma) hanno una valenza fondamentale.

Quale felicità cerchiamo? Di quale felicità stiamo parlando? Quanto siamo capaci anche, inconsapevolmente, di ingannarci in quella ricerca?

Ogni bene.

Alieno

 

 

107
10 Dic 2008
alle 18:49

Charles Darwin

Certo, nulla vieta Pequenito e gli esempi che fai vanno benissimo. Ma se dobbiamo definire nell'amore tra uomo e donna l'amore di Dio per l'uomo, quest'amore comprende necessariamente l'eros, non può escluderlo o emarginarlo. Infatti Dio ama l'uomo di amore (anche) EROTICO. E' questo che spiega l'enciclica: 

Ma non sono né lo spirito né il corpo da soli ad amare: è l'uomo, la persona, che ama come creatura unitaria, di cui fanno parte corpo e anima. Solo quando ambedue si fondono veramente in unità, l'uomo diventa pienamente se stesso.

(...) 

 

Il cristianesimo non è rifiuto dell'eros, non è il suo «avvelenamento », ma la sua guarigione in vista della sua vera grandezza.

(...)

l'eros vuole sollevarci « in estasi » verso il Divino, condurci al di là di noi stessi, 

(...)

l'eros è come radicato nella natura stessa dell'uomo; Adamo è in ricerca e « abbandona suo padre e sua madre » per trovare la donna; solo nel loro insieme rappresentano l'interezza dell'umanità, 

(...)

L'eros di Dio per l'uomo ... 

 

106
10 Dic 2008
alle 18:24

pequenito

Se l'uomo ambisce di essere solamente spirito e vuol rifiutare la carne come una eredità soltanto animalesca, allora spirito e corpo perdono la loro dignità.

CD guarda che quello che hai evidenziato in grassetto vale come avvertimento per estremismi di tipo gnostico, nulla vieta all'Amore di manifestarsi tra due persone senza dover per forza essere completato dal sesso, altrimenti non esisterebbe l'amicizia, l'amore tra genitori e figli, il voto di castità di chi sposa Cristo.

105
10 Dic 2008
alle 18:11

Alieno

Fabrizio: rapida ed efficace la tua incursione, eheh.

 

104
10 Dic 2008
alle 18:05

Alieno

Cd: un bel commento il tuo.

Solo due osservazioni, quasi estranee all'argomento:

1) "Un prete che dice all'omosessuale che.." era solo del sarcasmo, una battuta, una presa in giro nell'esasperare il tuo approccio.

2) Sulle paillettes e varia ostentazione, beh, c'è di peggio forse in giro, a ben guardarsi intorno. E nell'adolescenza, non è che io abbia fatto di meglio per sottrarmi a commenti come "sei ridicolo" e cose così, che non si abbia l'idea che mi erga dal pulpito della perfezione e dell'innocenza che non ho. Poi uno cresce, diventa adulto e magari ha fortuna di comprendere che è proprio l'ostentazione in sè (di qualsiasi cosa si tratti, mica solo paillettes e boa), l'esagerazione che ha un po' del ridicolo...

Per esempio la moda (che mi auguro passi) di girare con mezze chiappe fuori dai jeans, che poi diventano più che mezze chiappe all'aria quando si siedono o piegano.. oppure in alternativa quei mutandoni sporgenti mezzo metro sopra la linea della cinta dei pantaloni anche.. per non parlare dei pantaloni in stile "finto sciatto" (in realtà costosissimi), disegnati malamente di modo che si debbano portare "bracaloni", ovvero come si avesse brache calate o che un eventuale pannolone sotto avesse ceduto sotto un peso sospetto per cui il cavallo è al ginocchio..

E viene pure il dubbio, con quella cucitura che non coincide più con la congiuntura delle gambe, appena sotto la zona pelvica, ma spostata in basso, molto in basso... per cui chiedersi: come faranno a correre costoro? Deve esser uno spasso tipo veder una corsa nei sacchi, saltellanti mentre si tengono quel pantalone trasformato in un sacco di moda, poveri bischeri, ehehe. Io li trovo ridicoli e son certo, perfettamente ricambiato, così poco trend, cool, fashion, così normale insomma...

Come si dire: de gustibus et coloribus non est dispuntandum..

cavallo basso dei jeans disegnati come fossero 3 taglie più grandi, plastiche facciali che realmente, nell'accanimento, rendono l'idea di una faccia di plastica, abbronzati.. e gusti sessuali, aldilà della questione sociale e di fede: de gustibus..

:-))

 

103
10 Dic 2008
alle 17:02

Fabrizio

Marco, io da laico ti dico che per me hai tutto il diritto di vivere con chi ti pare e farci sesso come vuoi. Mi risulta però che già oggi questo sia possibile in Italia e in Europa, senza alcun problema.

Al matrimonio e alla possibilità di adozione per le coppie omosessuali però no, non sono assolutamente favorevole. E' una mia libera opinione e non la sconfesso; sono disposto ad accettare il volere della maggioranza ma senza rinunciare alla mia voce, che vale esattamente quanto la tua.

Credo che la bozza francese non abbia veramente NIENTE a che vedere con il contrasto a quei paesi in cui l'omosessualità è perseguita, credo invece che sia l'ennesimo tentativo di delegittimare QUI chi la pensa come me, e per questo la disapprovo. L'utilità di quel documento per lo scopo dichiarato mi sembra veramente nulla, dubito che salverebbe una singola vita in tutto il mondo; sarebbe invece un ottimo pretesto per esigere quanto al momento è riservato alle coppie eterosessuali. E' sbagliato che sia così? Può darsi; basta che la maggioranza decida in questo senso, e si procederà a creare matrimonio e adozione gay. Però non apprezzo le scorciatoie: non mi piace che si usi la scusa della discriminazione in paesi semibarbarici per schivare l'approvazione democratica qui da noi.

102
10 Dic 2008
alle 15:38

Charles Darwin

 

Vorrei davvero che tu, o qualcun altro mi spiegaste perchè la sodomia è un peccato chiede Marco ma la risposta si sta rivelando tutt'altro che facile.

Alieno risponde: perché così dice la Bibbia (scusa Alien, semplifico un pò). Personalmente la risposta mi soddisfa appieno, ma evidentemente la risposta non può soddisfare Marco, fa giustamente sorridere Claudio e si scontra con l'esigenza dello stesso ET di mostrarci il peccato come "disordine" socialmente punibile.

Manuela con ottica buddhista risponde: perche perturba la mente; perche l'amore non è il desiderio nè la bramosia di possedere un altro essere, ma la preoccupazione che sia felice e che non abbia a patire la minima sofferenza anche a costo della nostra sofferenza. Un modo di vedere che viene incontro a

Pequenito il quale da parte sua risponde: La Chiesa vede questo pericolo nella nostra società sotto molteplici forme e sotto molteplici forme lo combatte. Uno dei più grandi mostri che ha preso forma nella nostra società divoratrice è prorpio il sesso come è inteso oggi, come essenziale all'Amore, essenziale alla Felicità, essenziale ad appagare la nostra sete di desiderio.

Parole quelle di Manuela e Pequenito che pure contrastano apertamente con la testimonianza di Marco pur citata dallo stesso Pequenito: credo che chiunque abbia amato anche solo una volta nella sua vita sa che non c'è niente al mondo di più forte dell'amore che lega misteriosamente due persone, legame che è fatto di spirito e di carne.

Nella Deus Charitas est" di papa Benedetto si legge:

Se l'uomo ambisce di essere solamente spirito e vuol rifiutare la carne come una eredità soltanto animalesca, allora spirito e corpo perdono la loro dignità. Parole che sembrano richiamare le affermazioni di Marco stesso, con l'aggiunta: E se, d'altra parte, egli rinnega lo spirito e quindi considera la materia, il corpo, come realtà esclusiva, perde ugualmente la sua grandezza.

 

Le domande che restano di sottofondo a me pare siano: Dobbiamo convincere Marco dell'essere lui anche umanamente in peccato ? Possiamo riconoscere al "peccato" cristiano un "ruolo sociale" di legge umana, simile per intendersi alla Sharia ?

Mi pare valga la pena di rifletterci su e provo anch'io a dire la mia. 

Se ci riferiamo ai dieci comandamenti é ovvo il ruolo sociale che molti di essi hanno (onora il padre e la madre, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza ...): descrivono infatti i nostri rapporti con gli altri. Non tutti i comandamenti hanno questa prerogativa, altri infatti descrivono il nostro rapporto con Dio (ricordati di santificare le feste, non nominare il nomr di Dio invano ...). Nessuno credo ha mai pensato ad una legge che obblighi gli italiani ad andare a messa la Domenica. C'é un solo comandamento che si riferisce direttamente al sesso: non commettere atti impuri. Gli "atti impuri traducono il  non commettere adulterio dell'originale ebraico. Se all'adulterio in sé può essere riconosciuto un evidentissimo "ruolo sociale", gli atti impuri (come l'onanismo, ci ricorda Manuela) non sono altro che peccati contro noi stessi, contro il "progetto" che riconosciamo insito nella nostra vita, un peccato che trova in sé la sua punizione (mi figuro già la salace ironia di Claudio e Andrea) ma non tocca gli altri uomini.  Questo mi pare di poter dire del sesso tra adulti consenzienti: per me personalmente é peccato, ma non ci vedo assolutamente nessun "ruolo sociale" condannabile in qualsivoglia forma. Perciò mi pare di poter accogliere in pieno l'invito di Marco a distinguere peccato da reato e nella nostra discussione mi pare estremamente bella e significativa la sua testimonianza di un rapporto d'amore omosessuale senza paillettes né ostentazioni, che si propone semplicemente di vivere tranquillo con la persona che ama! Riflettiamoci su: per affermare la nostra fede cerchiamo la circoncisione del cuore non la protezione delle leggi statali. Occorre sì discutere di cosa vogliamo da uno stato laico, ma personalmente ne discuterei senza inutili riferimenti alla fede.

PS 

Spero di aver risposto ad Alieno che in altra sede mi rimprovera uno strano: Un prete che dice all’omosessuale che pecca ma può abbracciare Cristo nel pentimento e salvarsi è per te una cosa disgustosa e sbagliato tirandolo fuori non so da dove. Per parte mia la sodomia é peccato ma peccato e reato sono cose molto diverse, almeno tanta quanta é la distanza tra la nostra società ed il Regno di Dio. 

CD 

 

101
10 Dic 2008
alle 15:36

Alieno

@Marco:

Dici: "Parlavo della felicità, che secondo me è diritto inalienabile di ogni essere umano, di trovare una persona da amare e amarla. Certo, il sesso ha la sua parte, ma solo come componente di una più profonda affettività. Francamente io non sono in grado di concepire un amore vero senza sesso, lo dico senza peli sulla lingua."

Ma così non rispondi davvero, perchè accettando come bastevole questo principio, potremmo legittimare un sacco di altre cose, legittimare amori che però non legittimiamo davvero: perchè? In cosa fa differenza il tuo amore? Su cosa basi quelle differenze?

"Che cosa strana però, che proprio la tua fede, la cosa che dovrebbe fare di te un essere umano completo, sia quella che ti allontana dal comprendere umanamente me."

Ed allora non mi son spiegato abbastanza bene. Umanamente ti comprendo, eccome se ti comprendo. Non fosse altro che per comprendere umanamente, poi, me stesso, per aver diritto a pretendere uguale comprensione, non fosse altro, dico, che per egoismo proprio, ma che è l'egoismo sano di vedere nel prossimo noi stessi, nel riconoscerli come nostri simili.

E magari mi rendesse completo la mia fede, magari fosse così forte la mia fede, così alta, mi considero solo un mediocre viandante che è all'inizio di un percorso e dai, sopporta che ogni tanto si vanti di aver compiuto chissà qual cammino tutto contento, anche se poi, a ben vedere, ha fatto pochi passi... :-)) Infantilismo mio, probabilmente, presunzione anche..

Ma io non sono allontanato dalla fede dal comprenderti, perchè dici ciò? Torno a ripeterti che ti comprendo umanamente, ma non credo che nella fede tu faccia la cosa giusta e che comunque non condivido, per fede ed aldilà della fede. Come ti spiegavo, l'omosessualità è stata condannata sempre (anche disumanamente): perchè?

Perchè si riconosce all'omosessualità un forte valore... sovversivo dei valori. Non abbiamo certo la pretesa che l'omosessualità sia condannata solo dai cristiani, sappiamo che quella condanna attraversa, nel tempo dell'umanità, nella sua storia, ogni cultura o quasi: perchè?

Perchè gli si riconosce la responsabilità di sovvertire, di scardinare valori. Bisogna andare a vedere quali sono i valori in cui crediamo, che vogliamo difendere, dobbiamo discutere di questo, sarebbe interessante: omosessuale come sovversivo sociale (familiare, educativo ecc). Per me, quella capacità sovversiva non legittima la sua persecuzione o morte, ho una scala di valori e di priorità in cui, prima di poter desiderare cosa simile per te, omosessuale, c'è una lunga lista piuttosto, come ti spiegavo, sia di "peccatori", sia di "sovversivi" aldilà della fede.

Non confondiamo "comprensione" con "condivisione". Permettimi di tirare in ballo nuovamente "l'incestuoso", che con te non c'entra nulla, che non intendo assolutamente paragonare a te, spero di aver chiarito bene che se sei omosessuale, non intendo riconoscerti altro, non sei assassino, non sei pedofilo, non sei mafioso in una sorta di automatismo in cui massimalizzare con superficialità. Sei un omosessuale e basta, punto, fino a prova contraria.

Ma non è l'incestuoso nella tua condizione, in effetti? Lui ama, vuole essere felice (e naturalmente anche sessualmente come te), dunque non si sentirà compreso, no?

Beh, io invece lo comprendo e non solo io. Non condivido, ma comprendo che, appunto, prova amore, sbagliatamente amando, ma capisco il suo legame con quel sentimento, il dettato di quel sentimento, posso spingermi fino a sentirlo vittima di quel sentimento, a provarne pietà perchè non è condiviso, la sua condizione è di emarginazione, di condanna, quel che vuoi. E con ciò? Quella mia capacità di comprensione deve coincidere con la condivisione? Non mi pare proprio!

La Bibbia comprende benissimo la tentazione, la situazione dei peccatori. Del resto Gesù va tra i peccatori, mi pare, no? Sono i malati che debbono essere curati, mica i sani. Ed i peccatori, tutti, sono malati, in questa metafora, non alludo specificatamente a te o all'omosessualità, ci mancherebbe!

Tu mi fai notare però che faccio sì del male, faccio del male col mio esempio alla società. Uhm... niente, per quanto mi sforzi non riesco proprio a vederlo io questo male.

La relazione ambientale educativa, testimoniale ecc, però esiste. Fai conto, molti son persuasi che i videogames, o le veline siano poco edificanti, capaci di proporre modello e naturalmente modello condannabile e giù commenti sulla tv spazzatura ecc. Eppure, di per sè, tu capisci che nè i videogames nè le Veline, che io sappia, risulta che uccidano nessuno.

La prima cosa che farei, per esempio, se qualcuno si azzardasse a difendere il principio per cui l'omosessualità non contribuisce e non impatta in alcun modo dal punto di vista educativo-sociale, ambientale, è andare a fargli le pulci, nei suoi commenti, tanto per vedere se in altro contesto, l'esempio d'altro (consumismo, tv deficiente, corruzione, quel che vuoi) invece risultava capace di essere... perfomante e diffusiva.

Sappiamo già che tra coloro che negano il contributo dell'omosessuale come modello educativo, una relazione, ci sono gli stessi che detestano le veline, la tv commerciale e tante altre cosette, guarda un po'.

Intanto evidenzi un aspetto di non poco conto: una versione dell'omosessualità che dobbiamo approfondire.

Innatistica? Cioè si nasce così? Oppure invece inflenzata contestualmente all'ambiente in cui si è immersi? Oppure, come in effetti io penso, la possibilità di entrambe le situazioni?

Secondo me l'omosessualità, l'esempio dell'omosessualità, tanto più è diffusa e "normalizzata" nel sociale, tanto più costituisce possibilità educativa in quel modello. Si fa questo ragionamento educativo guardando ai genitori, alla politica, alla scuola, alla tv e non capisco perchè improvvisamente questo condiviso ragionamento debba sparire. Per me le relazioni ci sono eccome, anche se ragioniamo in termini di massima e dovremmo poi comunque andare a vedere caso per caso, la storia personale dell'individuo, la sua costruzione identitaria, compreso l'aspetto dell'affermazione sessuale (etero o non), il suo percorso.

Continuo a leggere nell'ambito della psichiatria, che simili relazioni sono probabilisticamente alte, per esempio tantissimi violenti hanno nel loro percorso di crescita, incontrato qualcosa di simile che riproducono. Si legge questo perfino della pedofilia, scientificamente studiando il problema: molti di loro hanno a monte episodi più o meno traumatici che poi ripropongono. Dico, è una ricerca scientifica, mica di fede o filosofica, basandosi su ricerche statistiche ecc. Ho letto cose simili sulle statistiche di divorziati genitori che aumentano la possibilità di divorzi di figli.

Perchè ora hai la presunzione di non avere capacità, in quanto omosessuale, d'esser modello per altri? Io sono un modello, tu sei un modello, noi tutti abbiamo una responsabilità, in ogni momento della nostra vita, per strada, negli uffici, a scuola, sul lavoro, in ogni ambito. E' una responsabilità pesante, ma è un motivo per allenarsi in modo che subentri l'automatismo per cui non cosa così tanto sacrificio, per esempio: sorridere, salutare, essere educati, rispettare ecc. L'interazione avviene sempre con l'ambiente in quel doppio flusso in cui sussite una relazione, tra noi e gli altri.

Ho letto la correzione di Valentina. Ha fatto bene, per un attimo l'avevo già messa tra le femminucce con la lacrima facile, sai quelle di Ghost e Titanic a cui disgraziatamente come amico o patner nel mio caso devi assistere per cavalleria (mentre tu vedresti sana distrazione ed azione, infantile godimento ma che c'è di male ad intender un film come momento di distrazione e divertimento, lontani per un pochetto dalla serietà che già la vita sa proporre nella realtà e nemmeno puoi dirti che è finzione..), quei tormentoni visti 100 volte e 100 volte la lacrimuccia, che sensibilità (poi ti mandano a cagare in un nanosecondo e pace se tu crepi di dolore perchè ne sei invaghito o innamorato follemente, con l'uso di epiteti inenarrabili ed affatto romantici e lacrimevoli, ma vabbè..) :-)))

Invece si corregge e spiega: non per te si è commossa, costei, ma per sè, ritenendosi la prima a far male e colpevole, dunque mea culpa mea culpa e lacrime. Faccia pure, è un problema suo.

Io invece non ho motivo di commuovermi: per quel che ne so, sei un adulto non minacciato, con le tue brave risorse nel difenderti (e mi pare che tu lo faccia egregiamente) e non mi sembra affatto che in fondo reciti la parte della vittima, ma che sia capace di provocare puntando il dito, per esempio a me, altro che vittima. E fai benissimo, così si fa, dialogando e confrontandoci in modo adulto.

Ma attenzione ai termini: chi diamine ti considera "feccia umana"? Io son quello citato, nel tuo primo commento, eppure io non lo scrivo e non lo penso affatto, feccia umana... e perchè arrivare a tanto? Di chi stiamo parlando? Mi piacerebbe capirlo. Non mi risulta nemmen che ti consideri feccia umana il Vaticano, che ha parole buoniste oltre la mia misura accettabile e farebbe indulto quotidiano liberando perfin assassini, criminali reiterati facendomi arrabbiare di molto, spesso dando l'impressione di avere a cuore Caino e chissenefrega di Abele, figurati se ti considera feccia umana.. :-)))

Semmai posso dare l'immagine di una durezza che però non è affatto quel che può sembrare perchè non mi commuovi, non ho la lacrimuccia che del resto non vuoi, giustamente, non chiedi giustamente.

Ma è solo perchè ti considero un uomo come me, perchè non mi procuri imbarazzo, perchè non sono imbarazzato davanti a te, uomo. Ti considero alla mia stregua di peccatore, normale peccatore e nemmen, che io possa supporre, di gravissimo peccato pensandone altri peggiori, se permetti e come ci ricordi tu stesso (non uccido, non godo del male altrui ecc).

Non essendo nè imbarazzato e non considerandoti così diverso da me, può sembrare che io sia più duro di quel che sono, o insensibile, ma in effetti, forse, a ben vedere, potrebbe essere perfin il contrario...

Carina la battuta sull'effetto che ti fanno i rapporti etero, anzi, dovuta, direi, dal tuo punto di vista, in effetti, non può esser che così, probabilmente.

Il mio richiamo alle amicizie omosessuali o la loro conoscenza, non voleva essere un vanto, quanto una dichiarazione che non provo schifo per l'uomo omosessuale (al massimo potrei non apprezzare il rapporto sessuale come quello etero), cioè la dichiarazione che, per esempio, l'omosessuale non è per me feccia umana.

E per quanto riguarda i lustrini, il fatto che li trovi ridicoli, non significa che ho l'idea dell'omossessualità manifestata in modo stereotipato, capisco un'ignoranza sul tema enorme (l'ultima che mi capitò di sentire, figurati, è l'associazione omosessuale/impotente.... come si fa, ma che c'entra??? Eppure ti assicuro che c'era convinzione in questo binomio, roba da chiodi..).

Mi fa immenso piacere che sia riconosciuta una peculiarità in quella cultura occidentale così tollerante. Che però io ritengo anche possibile e frutto di quel seme che è il cristianesimo, guarda un po'. Quello che per esempio, invita a non uccidere, a non esser violenti, nè con gli altri, nè con se stessi.

Ogni bene.

Alieno

 

 

 

100
10 Dic 2008
alle 15:17

Valentina

@ andrea

Claudio ti avverte che secondo lui non tutti i cristiani sono piccoli ipocriti come il Migliore o come uno dei suoi aborti malriusciti che infestano questo blog .

Non dargli retta !

Visto che ritengo che ognuno debba pensare per sè...potrei sapere per quale motivo mi devo sentire dare dell'ipocrita da te?

99
10 Dic 2008
alle 14:22

Alieno

Marco, mi scrivi: Però, vedi come fai? Sminuisci. Prima metti gli omosessuali insieme ai peggiori delinquenti (va bene, solo nel bisogno di perdono, lo so, ho capito) poi l'inalienabile diritto alla felicità che pretendo lo paragoni a quello di un deficiente qualsiasi, che si diverte a fare il tonto.

Ma sei incontentabile, sei tutto un lamento, eheh. Ho preso atto che il paradosso per rafforzare un concetto, si presta a fallaci interpretazioni che non è certo mia intenzione fare, ho preso atto che potrei averti offeso dandoti quella possibilità interpretativa, sia per mia ottimistica ingenuità che per mia somma presunzione che uno possa leggermi nel cuore e capire che è un paradosso l'affiancamento ad altri peccati, ho preso atto che avrebbero potuto farlo altri e dunque ho tentato di rimediare in ogni modo, perchè quell'esemplificazione col paradosso non desse possibilità di strumentalizzare, nè a chi odia omosessuali, nè a chi pretende che gli omosessuali siano destituiti dalla responsabilità del peccato che è l'atto della sodomia omosessuale presentandolo come atto equiparabile a quello della sessualità etero, come possibilità di una concezione di famiglia, amore al pari di quella etero, tra uomo e donna.

Di questa possibilità di interpretare erroneamente quel che provo ad esprimere, complice la mia mediocrità nell'esprimermi che eppure ben conosco, mi scuso senz'altro.

E però, che diamine, se tento di rimediare andando a far esempio sciocco e, notare bene, mettendo proprio me stesso nella parte dello sciocco cecchino armato di caccole (anche tentando di far sorridere all'idea dell'Alieno sciocco), sono criticabile perchè, appunto, sminuisco???

Uff... che fatica. Se non ti spiace vorrei poter considerare gli omosessuali non specie protetta, nè specie da disprezzare, possibile che nella dialettica si debba invece, parlando di omosessualità, dover tribolare così tanto? E sia. D'altra parte, tu capisci che hai il tuo bel diritto di replica e che noi viviamo in un Paese dove il paradosso è alla portata della dialettica di tutti e diffusa anche mediaticamente. Fai conto, una specie da alcuni odiatissima (tanto che lo vorrebbero morto e magari nemmen velocemente, ma soffrendo) è Berlusconi, che alcuni ritengono peggio di un pedofilo, mafioso, ecc. e che ha, in quell'uso strumentale del paradosso, un Di Pietro che ci spiega dalla sua posizione mediatica e politica, che Berlusconi si è fatta legge ad personam così che possa uccidere e stuprare figli e bambini impuniti. Che ci vuoi fare, c'è gente che non coglie il paradosso per quello che è e che davvero ci crede..

Crede appunto che sia doveroso aver un Berlusconi morto, così come altri potranno credere che morto o torturato debba essere un omosessuale, un fascista, uno che vota cdx, un prete, un Papa, che ci vuoi fare? Ma siccome non ti conosco ed amo l'Uomo, preferisco in quell'assenza di possibilità di dar giudizio, darti la fiducia, concederti quel principio di presunzione di innocenza e darti fiducia che tu non sei così, che sei capace di andare oltre quella grossolanità di ragionamento, insomma, che non assomigli ad un Di Pietro nè a chi crede davvero che Berlusconi debba stuprare bambini e che si è fatta legge per esser impunito ed onnipotente nella sua malvagità immensa.

Allora sostituisci tu l'esempio come ti aggrada, evidentemente non son capace di trovarne uno apprezzabile, trovane uno tu di tuo piacimento per affermare quel principio e quel ragionamento che ho tentato di fare nella riflessione, per me è lo stesso, anzi, anche meglio.

Tu invece, specie protetta dal politically correct, puoi introdurre pericolose riflessioni, come ad esempio, l'incesto:

non è amore? Prendiamo l'incesto consensuale: non è amore? In base a cosa dobbiamo stabilire che non è bello quell'amore in cui incestuosamente c'è la magia misteriosa che lega due persone? Spirito e carne.

E però, noi vorremmo che non sia propriamente corretto dire che quell'amore sia così "sano" ed "educativo", come mai?

In che senso è peccato? E' amore no? Spirito e carne. Peccato che si debba pensare che l'amore così sviluppato, sia una devianza, un peccato  (e perfin reato in una coincidenza in questo caso, valoriale, per le stesse motivazioni, cioè l'impatto socio-educativo ecc).

Davvero non c'è niente di più forte dell'amore che lega misteriosamente due persone? Non ti pare di sopravvalutare un attimo quel legame istintivo che misteriosamente lega? Davvero vuoi affermare il primato dell'istinto sulla ragione e sulla coscienza? Ed allora non stupiamoci della disperazione poi, quando quel legame si rompre traumaticamente e si deve leggere nella cronaca di suicidi ed omicidi, caro mio. C'è un primato di quella concezione dell'amore assoluto estremamente pericoloso, che si vuole bello svincolato da ogni convenzione e regola, come se queste regole non avessero profonde radici, così spesso, "sane" e proprio meditando sull'impatto, sulle conseguenze che avremmo altrimenti, in loro assenza.

Certo, potresti osservare che allora anche l'amore per Dio non deve essere assoluto, ma condizionato e ridimensionato.

Peccato che invece non sia proprio così, per tanti motivi: uno perchè il paragone è ingiusto: il rapporto con Dio non è "carnale" e "sessuale", così come non è economico, politico, è spirituale, è l'essenza, il nucleo di un amore in quell'essenza per il Bene Assoluto. E questo naturalmente incide nella nostra terreneità, materialità, ci mancherebbe, ma non è riconducibile certamente ad una dimensione materiale. E poi, se Dio rappresenta l'Assoluto Bene, quella fiducia non può che essere totalizzante.

Parlando con una madre una settimana fa, riguardo alla fede in cui ha molti dubbi (come ne ho io del resto), mi stava dicendo che non c'è quella fede assoluta, che ci sono cose più forti della fede in Dio necessariamente. Fai conto: se Dio le chiedesse di sacrificare i suoi figli, diceva, lei non lo farebbe mai, nemmen per idea.

Questo fa molto onore al suo essere madre che difende vigorosamente i suoi figli dal pericolo, che li protegge, non è vero?

Dio si presenta dinanzi a lei, le chiede quell'atto di fiducia e lei nisba, tanto si ritiene responsabilizzata nei doveri di madre che a Dio negherebbe improvvisamente la fiducia: chiedimi tutto, ma non i miei figli!

Ci ho messo un po' a farle capire dove stava l'inghippo, l'errore in quella fede con simile dubbio, almen secondo me, perchè son sicuro che altri direbbero che lei fa benissimo, che quell'amore ha un primato su ogni altra cosa, anche dinanzi a Dio, che quell'istinto materno abbia legittimità di ergersi orgogliosamente a rivendicare il diritto di negarsi a Dio: non vorremo mica l'infelicità di una madre che, che male fa, tutela i suoi cuccioli, cosa c'è di più commovente di un simile amore?

Si capisce che mi riferisco anche a te, Marco? Col tuo amore omosessuale che vuoi legittimato aldilà di Dio, fino a stravolgerlo per assecondare il tuo istinto, per affermarne il primato con la veste dell'amore, veste autentica, per carità, tu puoi essere davvero innamorato come veramente quella madre ama i suoi figli. Fino a credere impossibile, se Dio è Amore e Bene, che ti chieda di rinunciare alla pratica omosessaule, fino a credere insopportabile l'idea che chieda ad una madre di sacrificare a Lui suoi figli, i casi son due: o non te lo chiede - si pensa, oppure se te lo chiede, si ha il dovere d'esser felici e di sottrarsi a Dio stesso! Che non si azzardi nemmeno Dio a chiedere di rinunciare a quella felicità di aver rapporto carnale omosessuale. Che non si azzardi nemmeno Dio a chiedere ad una madre di dargli i suoi figli! E giù applausi commossi di tanti, bravi, così si fa, l'amore e la felicità prima di tutto.

Ma quale amore? Quale felicità? Di quale bene stiamo parlando?

Dopo la fatica di farla calmare dinanzi alla mia semplice introduzione in cui dicevo che era in errore e per cui ha cominciato a scaldarsi al punto di non voler nemmen sentire perchè, già solo l'idea le faceva rizzare i capelli in testa e già mi guardava come se all'improvviso le fosse apparso davanti un kamikaze capace di prendere i suoi figli ed immolarli a Dio in un mio presunto fanatismo religioso (le madri non si toccano come gli omosessuali, per carità, specie protette anche nel dialogo...), provo a spiegarle che l'errore è nella visualizzazione, nella concezione in astratto erronea e dovuta non propriamente a sua colpa, ma per il limite che noi abbiamo, imperfetti e così terreni, condizionati dai nostri limiti, possiamo solo facilmente pensare in astratto limitatamente. Noi siamo limite e pensiamo un limite.

Ma qui si stava parlando di Dio, cioè del Bene Assoluto, non di un simpatico nonnino a metà tra Babbo Natale e Zeus. Non è barbabianca che ti chiede di dargli tuo figlio, è il Bene Assoluto, l'Amore assoluto per l'umanità: allora perchè non fidarsi? Cosa si teme? Per quanto il nostro limite sia soffermarsi all'idea della morte, nella nostra limitata visione in cui rappresenta la fine della vita, la fine di tutto, la cosa peggiore che ci può capitare dunque, nella visione cristiana in realtà, dovremmo ben sapere qualcos'altro. Per esempio che la vita non ha un suo termine con la morte.

Per esempio che non dovremmo visualizzare la nostra vita come un segmento che inizia nella nostra nascita biologica e termina con la nostra morte biologica. Cioè tutta materialità, questo è il nostro limite. Ciò che vediamo e tocchiamo fisicamente.

Mentre la visione corretta di un cristiano dovrebbe immaginare la vita come una retta o una semiretta, cioè protendendo verso l'infinito. E' un nostro limite, naturalmente: quando visualizziamo l'infinito con le sue galassie, i suoi sistemi, in realtà noi visualizziamo un finto infinito, nella nostra limitatezza, ci limitiamo a immaginare qualcosa di molto grande, un po' sfumato nei contorni, il tutto in scala tremendamente ridotta per farci entrare più cose possibili, ma mai riusciamo, nel nostro limite d'esser materialmente finiti, l'infinito.

Dinanzi a questo limite c'è, nella nostra cultura di fedeli, il voto di umiltà e di fiducia per quel nostro limite che, per esempio, non ci permette di comprendere il disegno di Dio nella sua pienezza, nè di concretizzarla se non in parte, tutta qua in questa nostra esistenza, in questa dimensione che, d'altra parte, è l'unica che al momento viviamo e possiamo comprendere pienamente.

Ma facciamo uno sforzo di fede, anzi, per fede, cioè fiducia proprio. Sforziamoci di pensare che non è il nonno con la barbabianca, bensì davvero Dio, davvero il bene assoluto, l'amore assoluto a chiederci un sacrificio, il sacrificio della nostra limitatezza, di andare oltre a quella nella nostra fede.

Fai conto: la madre che deve, nel suo concepimento "limitato" dalla sua limitata sensorialità di vita (quello visualizzato come "segmento" in cui c'è un termine finito), deve raffigurarsi un concetto infinito ed oltretutto di infinito Bene. Solo così, verrà possibile concepire in astratto che per quanto si ami i propri figli, non c'è un "sacrificio", ma li consegni nelle mani del Bene Assoluto, dell'Amore infinito e dunque se pensi al nonnino buono, non basta per affidare la vita dei tuoi figli, ma se pensi all'infinità del bene di Dio sì, perchè non fai alcun torto o male ai figli (altrimenti non è il Dio che coincide con il Bene assoluto, ma altro che assomiglia più alla divinità greca classica e mitologica, che dipende un po' come gli gira e che con l'uomo ha altro tipo di rapporto).

Allora, vogliamo considerare Dio come, Marco? Un Dio cattivo perchè ti chiede di rinunciare ai rapporti omosessuali? Ma non è la concezione di Dio cristiano, però. E' una divinità altra quella che concepisci. Se ti chiedesse un sacrificio e tu hai fede, fiducia in quel Bene Assoluto, sai che comunque è per il tuo bene, l'idea del sacrificio cambia ed anzi, immaginando meglio Dio come Bene e non come un autoritario dittatore col gusto del comando e dell'esercizio del potere, potrebbero scaturire pensieri più in linea con quella idea astratta di Dio che ti appare davanti. Ti verrebbe, per esempio, l'idea di essere onorato e fortunato che Dio ti appaia, si manifesti ai tuoi occhi, proprio a te, comune mortale, imperfetto quale sei. Dinanzi al Bene Assoluto, proveresti la percezione incontenibile di Gioia e Felicità Assoluta, roba da perdere i sensi, fisicamente parlando..

Ora, in qualche modo, io a quella madre ho insinuato il dubbio almeno in astratto pensiero, che non ci sia alcun conflitto tra il bene materno, per la propria prole e l'amore per Dio, ho introdotto il principio, anzi, che l'amore qui tra noi, in ogni sua forma, altro non è che l'ombra della Luce, una piccola rappresentazione dell'assoluto e dell'infinito bene, una sua piccolissima parte quel bene di cui assaporiamo la sensazione in quest'esistenza, di quel bene non misurabile immenso che avremo.

Cominciamo, per esempio, a pensare la nostra vita non come una rappresentazione a "segmento", cioè terminante drasticamente, traumaticamente, con la morte fisica.

I primi cristiani già facevano così, tant'è che festeggiavano non il compleanno, la nascita, bensì la morte che in realtà, è l'inizio della vera vita o di una vita più piena, espansa all'infinito. Per far questo però bisogna far fronte e contrastare le spinte dell'istinto, com'è quello umanamente comprensibile dinanzi alla morte, al lutto, all'abbandono, cioè alla sofferenza. Noi siamo piegati e resi ciechi dalla sofferenza che è l'aspetto della nostra limitatezza e Gesù ci porta invece la speranza che ci salva dalla sofferenza. Una traccia umanamente possibile la troviamo per esempio in San Francesco che ha un rapporto con la morte che ci lascia... stupiti. Ha un diverso rapporto con la morte, perchè ha un diverso rapporto con la vita e dunque non lascia che gli istinti prevalgano, per esempio, sulla fede. Ha insomma, una prevalenza della fede, cioè della fiducia in Dio così alta che supera di molto i nostri limiti.

Tu, come la madre, puoi benissimo scegliere di ritenere inaccettabile che Dio ti chieda qualcosa, dipende come immagini e credi, senti Dio.

Dio non ti chiederebbe mai una cosa simile? Non te la chiede?

Il mio era un ragionamento in astratto, è ovvio, non abbiamo che Dio è andato dalla madre a chieder i suoi figli, nè Dio a chiederti di rinunciare alla soddisfazione dei tuoi istinti di amore omosessuale.

Possiamo ragionare sulla nostra disponibilità e fiducia nel caso lo facesse e sul fatto che possa farlo e tu puoi dirmi che se te lo chiede, lo asseconderesti.

Te lo chiede? Dobbiamo studiare il Libro, cioè la Bibbia, fai tu.

Resta la mia idea che saremo giudicati, infine, per l'Amore e non per una bigotta osservanza di regole, ma non per questo mi sento sollevato da responsabilità: alcune regole le riconosco valide e giuste, necessarie e perfino esplicite nel mostrarsi come nostro bene. Non siamo dei kamikaze o dei fanatici che per fede fanno ciò che fanno costoro, eppure la fede in loro è assoluta (comprendendo perfino il totale sacrificio di sè), cosa distingue un cristiano allora, da un fanatico credente?

Difficile argomento. E però io credo che si possa aver indicazione anche dai sintomi, a farci un po' di Luce nella nostra ignoranza.

Per esempio: il fanatico è animato sì dall'amore per Dio ma uccide per odio. Lui odia. Come si fa a far coincidere l'odio con l'idea di un Dio che è Bene Assoluto, Amore assoluto? Io credo sia un sintomo, l'odio, come il rancore, il desiderio di vendetta, che qualcosa non fila per il verso giusto nella fede. Noi percepiamo qualcosa e se ci viene procurato, istigato l'odio, qualche domanda dovremmo porcela. Da cristiani è un conflitto con la testimonianza di Gesù che, appunto, non odia, ma ama.

Da islamici, per esempio, non c'è un conflitto, il Profeta ispira con la sua testimonianza di vita, la vendetta tremenda, l'odio, la morte, egli la compie, di persona o indirettamente raccomandandola ad altri. Dunque si impicchino pure omosessuali e si battano mogli disobbedienti e si uccidano figlie troppo occidentalizzate, si potrebbe pensare, ma Gesù ce lo impedisce, invece, nella sua totale rinuncia alla violenza come estremo, estremista, radicale, fondamentalista essere Amore.

Io naturalmente non riesco a far proprio il messaggio cristiano integralmente. Sarei capace di uccidere, credo. Dio mi perdonerà? Boh. Tu non riesci a rinunciare alla tua omosessualità. Tutti siamo peccatori e dobbiamo rendere conto a Dio guardando nella nostra coscienza a fondo. Io non provo odio per te, non ti vorrei morto, non ti considero peggiore di altri, nemmen di me in effetti. E' chiaro questo?

Ma continuo a pensare che l'omosessualità sia devianza leggendo il Libro, nella mia fede, indagando la mia coscienza. Non tanto la condizione (omosessuale), ma la sua "pratica".

Su cosa dobbiamo basarci nel credo, nell'immagine di Dio? Se non è la Bibbia, su cosa? Secondo le nostre esigenze? Le nostre capacità? I nostri limiti? I nostri comodi? I nostri istinti? Non la Bibbia?

Dovremmo parlare di questo, no?

Non ho letto tutto il tuo messaggio, ma provvederò appena ho di nuovo tempo.

Ciao.

Alieno

 

98
10 Dic 2008
alle 13:23

pequenito

Mi correggo, il riferimento al commento egregio di  Manuela era ovviamente per il 93, non per il 94.

Un errore che a pensarci bene forse mi avrebbe evitato di essere crocifisso da andrea, se solo lui leggesse veramente i nostri commenti, invece continua a limitarsi allo scontro, come fa da sempre, sin da quando si firmava "civilmente" non si è mai veramente comportato da tale e continua indisturbato a crocifiggere Chiesa e cristiani.

Come se non bastassero quelli trucidati veramente di cattolici per rendere la frase di andrea un abominio. Certo sarebbe stato un abominio se avesse augurato ad un ebreo di "finire" in un lager, non come "minaccia" ma come "naturale conclusione".

Ma invece auspicare la crocifissione di un cristiano no, non è una violenza animale, basta giustificarsi con un gioco di parole dicendo che il cristiano la croce la abbraccia con gioia.

Certo, ma solo noi cristiani possiamo dirlo di volerla abbracciare la croce con Cristo, capito andrea? La tua invece resta un' offesa laicista grave e dal mio punto di vista una piccola violenza inpunita.

97
10 Dic 2008
alle 12:45

andrea

La Chiesa vede questo pericolo nella nostra società sotto molteplici forme e sotto molteplici forme lo combatte.

Un altro guerriero di cristo .

Finirà anche lui appeso alla sua croce . Che non è da intendere come minaccia ma come naturale conclusione .

 

96
10 Dic 2008
alle 12:05

pequenito

@Marco

Ma credo che chiunque abbia amato anche solo una volta nella sua vita sa che non c'è niente al mondo di più forte dell'amore che lega misteriosamente due persone, legame che è fatto di spirito e di carne.

Ecco vedi è precisamente questo il motivo per cui la Chiesa parla di disordine affettivo, purtroppo non solo degli omosessuali ma di tutta la società in generale. Per un cristiano ma a quanto pare anche per un buddista o non meno che per un ateo, l'amore è cosa ben diversa e estremamente lontana da ciò che dici tu, sussiste a prescindere dal legame di carne che rischia come la sola ragione di diventare una trappola se slegata dal concetto di vero Amore e cioè gratuità donazione libera da qualsiasi desiderio terreno rivolto a noi stessi.

Manuela nel suo commento 94 lo spiega egregiamente, a dimostrazione che non è solo una strampalata tesi cattolica, ma una legge universale scritta in ogni cuore e soffocata dal fitto bosco chiamato "desiderio terreno" che la nostra società sta costruendo per renderci spiritualmente infelici e materialmente ovviamente sempre insoddisfatti.

La Chiesa vede questo pericolo nella nostra società sotto molteplici forme e sotto molteplici forme lo combatte. Uno dei più grandi mostri che ha preso forma nella nostra società divoratrice è prorpio il sesso come è inteso oggi, come essenziale all'Amore, essenziale alla Felicità, essenziale ad appagare la nostra sete di desiderio.

95
10 Dic 2008
alle 11:53

andrea

@ marco

Claudio ti avverte che secondo lui non tutti i cristiani sono piccoli ipocriti come il Migliore o come uno dei suoi aborti malriusciti che infestano questo blog .

Non dargli retta !

Tali pagliacci hanno da tempo preso il controllo del potere in vaticano ed oggi si palesano in tutto il loro "splendore" vigliaccamente certi dell'impunità  . 

Guardatene bene , stagli lontano e appena puoi fagli pagare tutti i tormenti che ti procurano come loro pretenderebbero di farti pagare colpe che non hai chiamandole peccati

Forse immaginano, convinti da un nano imbonitore , che non vedendoli più in tv siano spariti di colpo tutti gli uomini liberi di questo paese . Lo stupore li coglierà nell'agonia quando si accorgeranno di come quegli uomini vivi e organizzati siano ancora tantissimi e di come siano riapparsi solo per presentargli il conto di tutti i crimini che hanno commesso e che continuano a commettere impuniti .

94
10 Dic 2008
alle 11:21

Manuela

e comunque, questa ossessione che la chiesa cattolica sembra avere per i peccati sessuali, trascurando di richiamare l'attenzione sugli altri peccati mi sembra un po' strana...non la capisco del tutto

93
10 Dic 2008
alle 09:26

Manuela

@marco premetto sono buddhista e non cattolica e quindi la mia spiegazione del perchè la sodomia è "peccato" (uso questo termine che comunque è improprio per il buddhismo solo per comodità) così come è peccato anche l'onanismo, è perchè perturba la mente. questo perchè un eccessivo attaccamento rende la mente infelice. Tutto qui. Come anche una eccessiva bramosia di mangiare, di possedere beni materiali ecc. rendono la mente instabile e quindi infelice. Pensare che i piaceri fisici ci diano una felicità duratura è una mera illusione che va riconosciuta. L'amore dunque che cosa è ? Non è il desiderio nè la bramosia di possedere un altro essere, ma la preoccupazione che sia felice e che non abbia a patire la minima sofferenza anche a costo della nostra sofferenza. Questo per me è l'amore spesso confuso con il desiderio dell'altro. Per Claudio la legge di Dio vale solo per chi crede in Dio, non si può pretendere che chi non crede in Dio si adegui ad una legge in cui non crede.

92
10 Dic 2008
alle 02:58

claudio

E lo fai, naturalmente, proprio per uno dei motivi che neghi: l'istinto. Il tuo istinto omosessuale vince sulla ragione della fede e sulla legge di Dio o cristiana.

Qualcuno per favore lo fermi.

La ragione della fede?????????????

Non c'è nulla di più irragionevole della fede altrimenti non sarebbe fede....

Marco,viviamo in un mondo dove tutti credono di essere migliori degli altri,di avere la verità in tasca,ne hai dimostrazione negli scritti odiosi e offensivi che hai letto.

Ma non credere che tutti i cristiani siano così,te lo dice uno che pur non credendo sembra essere più cristiano di molti altri.Sarà la vecchiaia.

91
09 Dic 2008
alle 22:45

Marco

@Alieno: Dai, Marco, diciamo che così possiamo giustificare qualsiasi cosa: se io mi sento felice solo tirando caccole in testa ai passanti sotto la mia finestra, giusto che sia tutelata la mia vita, ma non può la mia felicità giustificare un rispetto dovuto non alla mia integrità, alla mia non uccisione o pestaggio, insomma, al rispetto alla tutela della mia vita, ma addirittura una condivisione, un rispetto dovuto alla comprensione e condivisione non ce l'ho. Eppure io potrei cantare, tirando caccole al prossimo, che Mamma son tanto feliceeee... è mio diritto no?

Ehm... no! E tu lo sai da te che è un esempio sciocco, spero. E che non è proprio diritto di nessuno pretendere una felicità da scemi, in barba persino all'educazione. Però, vedi come fai? Sminuisci. Prima metti gli omosessuali insieme ai peggiori delinquenti (va bene, solo nel bisogno di perdono, lo so, ho capito) poi l'inalienabile diritto alla felicità che pretendo lo paragoni a quello di un deficiente qualsiasi, che si diverte a fare il tonto.

@Alieno: Ma è la Vera Felicità dell'uomo? Quella di cui ci parla Gesù? E' quella la felicità che ci salva? Dalla paura, dall'abbandono, dalla morte.. è la felicità della sodomia, la felicità passa da lì?

E anche qui c'è un fraintendimento. Io infatti non parlavo della felicità che può dare la sodomia, o per lo meno non solo della sodomia. Non parlavo insomma solo di sesso. Parlavo della felicità, che secondo me è diritto inalienabile di ogni essere umano, di trovare una persona da amare e amarla. Certo, il sesso ha la sua parte, ma solo come componente di una più profonda affettività. Francamente io non sono in grado di concepire un amore vero senza sesso, lo dico senza peli sulla lingua. E allo stesso  modo non sono capace di concepire una vita davvero realizzata senza aver provato il significato di un legame vero e profondo. Per un omosessuale questo legame non può essere concepito se non con una persona del suo stesso sesso. Oh, certo, ci sono vari tipi di legami, c'è l'affetto fraterno, la devozione verso i genitori, la simpatia verso gli amici. Ma credo che chiunque abbia amato anche solo una volta nella sua vita sa che non c'è niente al mondo di più forte dell'amore che lega misteriosamente due persone, legame che è fatto di spirito e di carne. 

@Alieno: Intanto vediamo se riusciamo ad infrangere quel veto che poni proprio tu: per te non è possibile comprensione tra te e me. Insomma, in fondo tu non fai altro che fare pari pari quel che critichi ad altri?

Sì, in questo ti do pienamente ragione. Infatti è  proprio quello che intendevo: cioè, che non solo tu non comprendi me, ma che io non comprendo te. Tu dici che non è vero che non mi comprendi, ma che pur comprendendomi umanamente, non puoi approvarmi. Che cosa strana però, che proprio la tua fede, la cosa che dovrebbe fare di te un essere umano completo, sia quella che ti allontana dal comprendere umanamente me.

@Alieno: Se non destituiamo l'idea del peccato della sodomia dalla fede cristiana, tu non comprendi e non ammetti compresione possibile?

Diciamolo nella maniera più brutale possibile. Posso sentirmi compreso da chi mi considera un povero peccatore, destinato alla dannazione eterna, equiparato ai peggiori malfattori della specie umana? Tu fossi al posto mio ti sentiresti compreso? Quindi mi dispiace ma alla tua domanda, per quanto mi riguarda, esiste una sola risposta. No, io non ammetto comprensione possibile.  E fra me che non comprendo te, e fra te che non comprendi me, ti dirò che una cosa però l'ho capita. La risposta alla mia domanda, perchè la sodomia è peccato, correggimi se sbaglio, è: perchè lo dice la Bibbia. Ok, va bene. Lo dice la Bibbia, e con ciò, è evidente che si chiude ogni discussione e anche ogni possibilità di comprensione. 

@Alieno: Tu sei consapevole che l'omosessualità è peccato e condannata dalla Legge di Dio?

Io sono consapevole solo che da quando ero bambino ho sentito che l'omosessualità è condannata dalla legge di Dio. Ma ancora oggi, alla soglia della trentina, nessuno mi ha dato una risposta convincente sul perchè. Appunto in quanto nessuno è mai stato in grado di dimostrarmi dove sta il male e dove sta il danno. E' chiaro che il mio criterio morale è quello che un'azione è neutra se non fa male a qualcuno. Tu mi fai notare però che faccio sì del male, faccio del male col mio esempio alla società. Uhm... niente, per quanto mi sforzi non riesco proprio a vederlo io questo male. L'esempio non rende omosessuale chi omosessuale non è, inoltre esattamente qual è la questione? che comportandomi apertamente da omosessuale do il messaggio che la mia condizione non ha niente di oltraggioso, ma invece è naturale e persino dignitosa? Magari, speriamo di sì. 

Alcune altre considerazioni sparse. Io non desidero rendere commovente la condizione omosessuale, ed in questo ci troviamo ancora una volta d'accordo, infatti dici bene tu, non ne ho bisogno. Infatti, mi sa che Valentina ha colto meglio ciò che intendevo dire, quando si è indignata. Infatti, ciò che mi ha spinto a rispondere a questa discussione, che tutto sommato, ritengo inutile, è proprio l'indignazione di essere equiparato alla peggiore feccia umana (non solo dio è fascista, lo sono anche io, vedi?). Poi tu mi spieghi che in questo ti ho frainteso e quindi pace.

E come ultima cosa, che dirti? Mai indossato un lustrino in vita mia. Non me ne faccio un vanto, è solo per dire che mi chiamo Marco, ma non sono il tuo amico Marco. E visto che ci siamo, anche io ho un sacco di amici etero, sai, ai quali sono legato da profondo affetto, nonostante il loro modo di fare l'amore mi faccia ribrezzo (coff coff). 

Ah, un giorno se avrò tempo e voglia scriverò qualcosa su  quanto sia umana, profondamente umana, la condanna che le società del passato hanno fatto della sodomia, e quanto sia invece altrettanto umana e logica, persino biologica, la tollerenza verso tale pratica da parte della nostra società occidentale . Altro che leggi divine! Altro che corruzione dei costumi! 

90
09 Dic 2008
alle 21:12

Valentina

@ Marco

Ci tengo a precisare che le mie lacrime non erano di compassione, assolutamente! Erano lacrime di rabbia e la rabbia è dovuta al fatto che non posso sopportare che ci siano persone che devono soffrire per "colpa" dei sentimenti che provano. Spero di non averti offeso a causa di un eventuale fraintendimento...

89
09 Dic 2008
alle 20:48

Alieno

@Marco al post 85: nel caso non lo faccia nessun altro, senz'altro soddisferò quella tua richiesta ("Vorrei davvero che tu, o qualcun altro mi spiegaste perchè la sodomia è un peccato."),  son curioso di vedere cosa ti viene risposto, per esempio, da uomini di fede che talvolta qui son così solerti a richiamarci ai principi della fede, ai doveri ecc.

Ed ho voluto ignorare quel tuo dire che c'è l'impossibilità della comprensione, scrivi, precisamente: "Ci potremo mai comprendere (Alieno, ci potremo mai comprendere)? No, è proprio impossibile."

Ho ignorato quel rifiuto pregiudiziale prima ancora di un tentativo di dialogo sia perchè credo che valga la pena provarci, sia perchè in fondo sono un'ottimista, ehehe.

In realtà credo si tenda facilmente a fare confusione: "comprendere" significa qualcosa che non coincide necessariamente con "condividere". Posso comprenderti, ma non condividere ugualmente. Senza nulla togliere alla mia capacità di comprensione, perchè magari è proprio perchè comprendo che non condivido..

"Dal mio punto di vista sono un essere umano che è nato con una naturale inclinazione verso il suo stesso sesso, e che ritiene di avere il diritto, non solo di essere rispettato e tutelato, ma persino, pensate un po', felice."

Dai, Marco, diciamo che così possiamo giustificare qualsiasi cosa: se io mi sento felice solo tirando caccole in testa ai passanti sotto la mia finestra, giusto che sia tutelata la mia vita, ma non può la mia felicità giustificare un rispetto dovuto non alla mia integrità, alla mia non uccisione o pestaggio, insomma, al rispetto alla tutela della mia vita, ma addirittura una condivisione, un rispetto dovuto alla comprensione e condivisione non ce l'ho. Eppure io potrei cantare, tirando caccole al prossimo, che Mamma son tanto feliceeee... è mio diritto no?

Non è detto. Allora, la tua felicità non basta per aver approvazione, questo volevo dire, anche se tutti vorremmo la felicità di tutti, la condizioniamo ad altro. A cosa? Di questo dovremmo parlare. Dal punto di vista laico? Dal punto di vista della fede? Parliamone.

Intanto vediamo se riusciamo ad infrangere quel veto che poni proprio tu: per te non è possibile comprensione tra te e me. Insomma, in fondo tu non fai altro che fare pari pari quel che critichi ad altri? :-))) Se non destituiamo l'idea del peccato della sodomia dalla fede cristiana, tu non comprendi e non ammetti compresione possibile? In cosa sei diverso, in fondo, da un cristiano critico nei confronti della tua idea, in cui vorresti invece la sodomia  invece cristiana e a far felice felice Dio? Stiamo parlando dello stesso Dio? Quello di Sodoma e la misteriosa Gomorra? Quello che risulterebbe offeso dalla sodomia ed altre pratiche sessuali dove l'istinto prevale in quella religione del Libro che poi è la Bibbia? L'istinto omo e sessuale, omosessuale, intendo. Quel Libro che mai Gesù ci spiega di correggere, di rinnegare, toh, curioso, eppure non mancava coraggio di cantarle a quell'uomo figlio di Dio, lo abbiam visto fino a che punto..

Delude gli omosessuali Gesù o Dio? Beh, la fila è lunga. Al tempo di Gesù furono delusi coloro che volevano un rivoluzionario a guidar feroce rivoluzione anti imperialista del popolo (allora Impero Romano), l'avrebbero preferito coi no-global a far sedizione, sobbillazione, eversione, resistenza, occupazione, distruzione, vendetta, invece ti arriva questo, toh, che questo non fa. E delude, certamente delude molti, capisco ieri, capisco oggi, Gesù è di tutti eppure non per tutti... può essere scomodo trovar felicità seguendolo, preferendo felicità altra. Che può benissimo essere la soddisfazione di altri peccati, quanto la sodomia..

Ma è la Vera Felicità dell'uomo? Quella di cui ci parla Gesù? E' quella la felicità che ci salva? Dalla paura, dall'abbandono, dalla morte.. è la felicità della sodomia, la felicità passa da lì?

Quanto tanti avrebbero voluto un Gesù tipo Che Guevara, col sigaro e la pistola fumanti, belli, da appendere in camera (magari togliendo il crocifisso o mettendoli accanto come pari colleghi ed amici della stessa combriccola), quanti avrebbero voluto Gesù omosessuale coi suoi apostoli, in realtà amatissimi nella sodomia che li rendeva felici, tanto felici...

Invece nisba, spiace dirlo, niente apostoli a far sodomia, niente rivoluzionario sanguinario, ci tocca Gesù. Piace? Basta? Delude? Scomoda? Non ci vorrebbe felici perdavverodavvero? Mah...

Aggiorniamo Gesù ai tempi? E' ormai vecchio, obsoleto Gesù e Dio? Facciamo una bella rivoluzion culturale perchè il nuovo non è più Gesù o Dio? Scorretti politicamente, oggi, non è vero? Nemmen li considera non peccatori i gay, roba vecchia Gesù che si rivolge a tanti peccatori e però, di gay nulla dove oggi l'Eu o altre organizzazioni glielo imporrebbero, pena l'accusa di ... razzismo? Discriminazione? Sarà anche un po' fascista Dio, dai, mettiamocelo pure questo, aboliamolo, aggiorniamolo, insegnamo a Dio ad adeguarsi alle istanze della modernità dove insomma, non è mica peccato che due omosessuali si sposino, abbiano rapporti sessuali, che diamine, che educhino figli e così via.... non vogliamo che i gay siano infelici, no? Diamo un messaggio forte allora?

Gesù è gay, Dio è gay, siamo tutti gay? Sto già piangendo commosso, eh, noi cristiani siamo i primi a sbagliare, come mai non l'abbiam fatto prima.

Invece si è fatto. Son tentativi vecchi, non nuovi, tra l'altro. Non fatevi venire in mente di prendere sul serio la provocazione, è già stata abusata, roba già vista eh?

Le mie vogliono essere, spero si capisca, provocazioni, anche forti, ma provocazioni per indurre riflessioni nel dialogo.

Alieno

 

 

In parte ho già risposto prima di leggere questa tua richiesta, dunque si tratta forse di approfondire la questione. Ed ho volutamente ignorato

 

88
09 Dic 2008
alle 20:03

Charles Darwin

@ Alieno,

Non so Alieno, trovo pericolosamente contraddittorio il tuo ragionamento. Da una parte affermi di rifiutare l'equivalenza tra peccato e reato, dall'altro insisti nel voler trovare un "ruolo sociale" nelle azioni personali, interpretando come "diseducativa" la presenza stessa di omosessuali. Tendenzialmente anarchico, come sai trovo pericolosissimo attribuire allo stato ruoli "educativi" di qualsiasi tipo. Simmetricamente riconosco al contrario il ruolo educativo della Chiesa che non dovrebbe tuttavia MAI nascondere il proprio ruolo dietro il paravento dell'imposizione statale, come ama troppo spesso fare. Una volta di più fammi sottolineare che sembri volerti riferire ad uno stato modello URSS e ad una Chiesa modello islam: fai attenzione, chiarisci a te stesso !

87
09 Dic 2008
alle 20:01

Alieno

@Jack (post 81): non essere così severo con Don Paolo, al quale tocca la sfortunata posizione in cui arrivano schiaffi da ogni parte e dove tu dici che è sempre in linea col Vaticano, si prende anche critiche perchè non lo è, talvolta, per altri (a volte critica anche mia). Ma Don Paolo, da buon cristiano, continuerà a dare ottimo esempio di tolleranza e di cristiano che porge l'altra guancia (a baci e schiaffi, capita di tutto, ehehe).

D'altra parte gli rimproveri paradossalmente una cosa che è perfin comica critica: l'obbedienza.

Ma scusa: se non sei obbediente al Vaticano, come puoi essere prete? La cattolicità prevede questo doppio vincolo di feldeltà ed obbedienza, prevede questo doppio patto, che per il cattolico poi è uno, patto unico: servir Dio e servir Chiesa son la stessa cosa, anzi, la Chiesa è la via per meglio seguir Cristo, sulla strada indicata da Pietro e Paolo, a guidare il gregge, l'uomo.

Capisco il culto ed il fascino della disobbedienza, della rivolta, dell'occupazione, della rabbia e dell'insulto, dell'accusa e del rancore, della lotta sempre e comunque.

Ma devi riconoscere che la cristianità cattolica ha spledidi esempi di obbedienza in figure notevoli nella testimonianza. Fai conto, il solito San Francesco... mai diventa "disobbediente" e rivoltoso, eppure oggi perfin i Papi si inginocchiano ai suoi piedi e così capita, che so, a Madre Teresa di Calcutta: perchè?

Evidentemente è possibile, parrebbe, nell'obbedienza e nell'umiltà che la conserva, anche proprio verso il Vaticano eh? E' possibile costruire una dignità immensa (di costoro ma in fondo, di noi tutti, dell'uomo in sè, come essere), elevarsi e servir Dio in modo magnifico, senza astio o sobillare disobbedienza, senza avere Repubblica sotto il braccio o scendere a far casino in piazza coi no-global. Insomma, in perfetta continuità con Cristo che non rinnega mai la Legge di Dio (che conosce benissimo e precocemente), che mai ci spiega che dobbiamo far lotta rivoluzionaria e protesta casinista (non che mancassero in quel contesto storico simili pretese ed attese eh?), San Francesco ed altri, compiono un perfetto servire Dio ed essere esempio testimoniale del messaggio di Cristo senza istigare odi e critiche e restando nell'umile fedeltà alla Chiesa. Obbedienza che evidentemente non appare a questi grandissimi personaggi, tanti della Chiesa e della cristianità, in conflitto necessario con il Vaticano, nemmeno secondo coscienza. Oggi invece vorremmo che sia così. Eppure oggi il Vaticano, se mi si permette, non è più distante da Cristo e rinunciando alle prerogative del potere temporale (anche se non per propria volontà), si ritrova ancor più vicina a Cristo, come a San Francesco, Madre Teresa, Santa Chiara, Sant'Antonio ecc di quanto potesse forse esserlo, ai nostri occhi almeno, la Chiesa del loro tempo.

Evidentemente oggi, a molti cristiani che pretendono preti disobbedienti in nome della coscienza, rivoltosi a provar astio per il Vaticano e per i Papi, sfugge qualcosa che a grandi testimoni della cristianità non sfuggiva affatto.

Alieno

86
09 Dic 2008
alle 19:28

Alieno

Caro Marco: non semplificare i miei messaggi traducendoli con vocabolario della vulgata modaiola degli ultimi 30 anni.

Non ti ho mai equiparato ai mafiosi o ai pedofili. Ma l'equiparazione avviene semmai nella concezione del perdono, nella cultura salvifica del cristianesimo, che perdona chiunque ed in quel pentimento dal peccato, salva chiunque, ogni peccatore ha speranza, dunque tanto bugiardi che omosessuali, mafiosi che pedofili.

Ti da fastidio questa possibilità salvifica del cristianesimo? Affari tuoi o meglio, limiti tuoi che in sostanza hai pretesa di essere migliore nel peccato di altri dove altri ritengono, nel peccato, di essere migliore di te.

Dunque: cosa significa essere "brava persona"? In relazione a che? Alla propria coscienza? Alla legge di Dio? Alla legge giuridica del nostro Paese?

Ragioniamo: tu ben dici qualcosa che spesso ho avuto modo di scrivere in passato, cioè che non necessariamente la concezione del peccato coincide (nè deve farlo per quanto mi riguarda), con quella del reato.

Ma non concordo, spiace se son sincero, con la tua autoassoluzione, dove scrivi che non hai mai fatto volontariamente del male a qualcuno, nè per soddifare i miei istinti, nè per sete di denaro e potere...

O guarda, nemmeno un kamikaze fa male volontariamente per denaro e potere o per istinto (lo fa per fede senza ragione e per una pessima Verità in cui crede). Non lo corrompi neppure eppure fa male: debbo assolverlo al punto di dire che non è, se non reato, nemmen peccato? Mah...

Sto dicendo che ti paragono ad un kamikaze? Suvvia, non provarci, ti sto solo provocando per dirti: non barare. Nessuno ti paragona ad un pedofilo o mafioso e dinanzi al pentimento, al cambiamento e dunque al perdono cristiano, in effetti, tu pentendoti di un'eventuale pratica sessuale omosessuale, non sei nè migliore, nè peggiore di loro. Sei, invece, una persona nuova, rinnovata in Cristo, abbracciandolo. Tutto qua. Ma forse vorresti far vittimismo e richiedere trattamento speciale in quanto omosessuale...???

Non concordo. Non concordo sul fatto che non fai del male a nessuno. Affatto così. Chiunque ha una responsabilità che porta con la propria testimonianza di vita. Ne parlavo proprio ieri riguardo ai Rom, nella fattispecie quella cultura così diffusa per cui si obbliga minori, sfruttandoli e schiavizzandoli, alla questua, un business che nemmeno ci da la soddisfazione della carità, perchè sappiamo che loro non vedono nulla dell'offerta che lasci, viene requisita dagli adulti. Una mia amica spiegava che fintanto che non è andata in India a vedere coi suoi occhi il "dietro le quinte" non si spiegava perchè i tanti bambini imploranti chiedevano pane e però pane rifiutavano, con sdegno, chiedendo soldi. La discussione poi si è conclusa in questa sorta di forum rintracciando la responsabilità di chi, truffando i buoni sentimenti, la bontà, la carità autentica, perchè induce in queste delusioni continue, la diffidenza, il sospetto, la confusione anche nei confronti di chi veramente ha bisogno di aiuto, richiede un maggiore sforzo, dopo esser stati traditi, abbindolati nella propria fiducia. Ho concluso mentre passava appunto uno di quegli storpi, che se non ricordo male provengono principalmente da una specifica località in Romania, che sono storpi voluti, cannibalizzati dal consumismo e dall'industria della carità e del buonismo occidentale sfruttato da lupi che appunto, rompono orribilmente le ossa, soprattutto a bambini e lasciano o impongono che quelle articolazioni e ossa si saldino in maniera grottesca (pieghe del ginocchio invertite, posture sbilenche) e tutto assecondando la nostra incapacità (o non volontà buonista) di non andare oltre l'immagine e l'apparenza. Noi ci fermiamo alla superficie e pretendiamo d'esser buoni, ma in realtà siamo traditi da questo comportamento inefficace ed arrogante. In realtà siamo complici e responsabili dei bambini sfruttati, degli storpi fabbricati dai lupi che si dissetano della nostra stupidità e della nostra bontà. Siamo colpevoli di buonismo.

Andiamo oltre la superficie e l'immagine, andiamo dunque nella sostanza: tu, Marco, fai male agli altri: il tuo è un messaggio diseducativo, cioè nuoci in effetti, come potrebbe il furbo che supera la fila paziente con arroganza, come fa chi non rispetta il codice stradale, chi manca di rispetto... sto dicendo che la tua testimonianza di vita lascia un segno, ha una responsabilità nell'esempio. E l'esempio che tu proponi è la normalità di un'omosessualità vissuta, che si abbatte sulla società fino alla pretesa dell'equiparazione con la famiglia, fino alla pretesa del matrimonio e così via.

E lo fai, naturalmente, proprio per uno dei motivi che neghi: l'istinto. Il tuo istinto omosessuale vince sulla ragione della fede e sulla legge di Dio o cristiana.

Poco male dal punto di vista laico forse, ma dal punto di vista della fede sei l'esempio di chi si pone fuori dalla legge di Dio, tu capisci o no, per quanto sia scomodo o comporti scelta scomoda?

Per me non è affatto guale cosa reato e peccato, mi spiace contraddirti. Ed anzi, sul reato ti devo dire che, contrariamente al peccato, è suscettibile di molto relativismo. E' reato oggi l'adulterio? No. Ma ieri sì. E' reato la pedofilia? Si oggi e ieri, anche se ieri, andando indietro, a ben vedere, abbiamo matrimoni precoci, molto precoci, non occorrevano certo 18 o 16 anni, magari ne bastavano 14 (e perfin meno nella nostra storia), come la mettiamo?

Prendi, per esempio, Maria, madre di Gesù e sposa di Giuseppe. Già, ma quanti anni aveva Maria quando si sposa? Tra i 15 ed i 18. Probabilmente 15, parrebbe. Cioè è fuorilegge, oggi, Maria, è reato come tu capisci...

Certo, non c'è nella tradizione cristiana, il consumo di quel matrimonio, come sappiamo, dunque non c'è il peccato. Ecco una prima distanza trasportabile ad oggi, tra reato e peccato: maria è illegalmente sposata, ma non è peccatrice, alè.

Il reato ha necessità di una codificazione di massima, dove si definiscono termini precisi (l'età anagrafica per esempio), mentre il cristianesimo, la fede, ha un altro approccio (cioè se ha l'età della responsabilità, se è matura, consapevole per simile scelta ecc) come rilevanza per capire se è peccato.

Tu sei consapevole che l'omosessualità è peccato e condannata dalla Legge di Dio? Sì? No? Fai le tue considerazioni. Certo Gesù insegna a non uccidere omosessuali, ma la Chiesa, appunto, non lo chiede, salva peccatori e non peccati, resta peccato e ti offre possibilità di salvezza dell'anima, raccomandandoti, per sempio, di consumare rapporti omossesuali, cioè di trattenere l'istinto, con la fede e la ragione, con la superiorità che abbiamo da creature predilette da Dio con la responsabilità del libero arbitrio e dell'intelletto, nonchè della coscienza.

Lasciamo da parte la scelta della Chiesa: questa scontenta alcuni, ma diversamente, scontenterebbe altri. E purtroppo, facevo notare, l'aggressione costante alla Chiesa, anche dal suo interno, la pone nella condizione in cui "qualunque cosa dirai, sarà usata contro di te". Sappiamo già che quell'apertura insistente della lobby gay, punta all'equiparazione con lo status etero riguardo al matrimonio ecc, inutile prendersi in giro.

Se è una scelta tattica, politica giusta o controproducente, non abbiamo modo di saperlo, dovremmo avere la possibilità di avere qualcosa come sliding doors, vedere sul doppio binario, ma ho l'impressione che comunque sia, il cappio alla Chiesa, al Vaticano è già pronto da un pezzo e comunque si spinge perchè se lo metta comodamente al collo da solo.

Mi pare una bella forzatura invece affermare che il Vaticano voglia omosessuali impiccati ed uccisi, incarcerati, lavori forzati, purchè non si sposino.

Insomma, è una bella falsità, che sarebbe invece gran verità di battaglia da fare con altri interlocutori (comunismi e integralismi islamici, che davvero incarcerano o uccidono omosessuali).

Del resto, abbiam visto già qualcosa che provi quel che dico: la Chiesa non predica divorziati morti. Nè abortisti morti. O torturati. Si arrabbia, si preoccupa, critica, dialoga, ma non chiede la loro morte, reclutando masse di fedeli a farsi giustizia. Affronta come in ogni altra questione democratica e politica, con i mezzi del dialogo, tramite i suoi fedeli, incentivandoli all'accostamento dei valori, alla costruzione di una società quanto più fedele e somigliante, ideale, vicina ai valori cristiani.

Perchè resta un valore prioritario, per la Chiesa, quel valore "non uccidere", salva i peccatori, perdona loro (ma senza dover per questo negare il peccato perchè nemmeno Cristo lo fa mai, anche se dice di non uccidere e di amare). Si può dire che nella concezione cristiana quel riconoscimento del peccato è un tentativo salvifico, d'amore, perchè ama gli uomini li guida verso il loro bene e la loro salvezza e capisco che una guida può risultare scomoda, faticosa, antipatica, chiede dei sacrifici, un impegno (ma lo fa ogni buon genitore nei confronti del figlio, educandolo).

Sempre io a spiegare che quanto più si è vicini alla tradizione cristiana, tanto più è difficile aver omosessuali morti, oggigiorno. Io mi riferivo al termine di confronto, non volendo relativizzare fino all'equiparazione, dell'Islam. Dove vince la prima gli omosessuali non muoiono "in nome di Dio", dove vince la seconda cultura, si impiccano "in nome di Allah".

Ma non condivido nemmeno pienamente la riflessione che piuttosto sono i paesi che più guardano al laicismo della Rivoluzione francese. Secondo me è un contributo importante e necessario, ma solo se integrato con la tradizione cristiana riesce a fare dell'Occidente quello che è oggi. Dove infatti, si è presa una deriva distante e dalla visione laica illuminista si è passati alla deriva marxista ed antireligiosa, gli omosessuali morivano come mosche. Cioè, la rivoluzione francese non basta, da sola, serve il contributo del cristianesimo, cioè serve fede e ragione insieme, l'assenza di una delle parti, produce disastro valoriale, produce un clima insano dove si uccidono perfin omosessuali come te.

Dunque, non so se ci potremo intendere, tu dici di no, io credo di sì. Non condividiamo l'idea del peccato, per me lo è, per te no. Per me hai responsabilità e colpa, fai male agli altri, dai un contributo negativo (ma tranquillo, lo danno anche gli adoratori del consumismo, della moda, del denaro, insomma, la lista è lunga...), per te no. Ma condividiamo un valore: tu non devi morire, io non voglio, non lo ritengo giusto, tale e quale a te. Tale e quale, tra l'altro, peccatore. Non sarò io ad arrogarmi il diritto di ucciderti, di armare la mia mano della pietra per lapidarti, non ho quella purezza, per averne diritto, sono un peccatore anche io e non voglio la tua morte, così come non voglio la mia, preferisco non sostituirmi a Dio, preferisco la possibilità di salvarci già qui.

Come vedi non ti manco nè di rispetto nè di tutela e il rispetto è offeso reciprocamente nella fisiologicità della diversità, dove la tua o la mia diversità offende l'altra per sua natura.

Ma non c'è odio, nè auspicio di morte, semmai dialogo, convivenza e certamente condividendo il valore della tutela della vita, come del resto fa il Vaticano (ed io nemmen son cattolico, ma "solo" cristiano).

Ora: io ho molti amici omosessuali (di entrambi i sessi). Con un paio di questi con affettuosa e sincera, reciproca stima ed amicizia. Naturalmente ne conosco di più, in modo più superficiale. Uno da tempo immemorabile, che appunto, si chiama Marco (anche se l'ho sentito sempre chiamare Marchino, io continuo a chiamarlo Marco), un'artista di cui ho visto l'esposizione dei suoi quadri non moltissimo tempo fa, una sera d'estate. Credo mi trovi simpatico, a me resta simpatico.

Non sarai tu quel Marco? Dipingi? Hai capelli ricci? Portavi quelle ridicole piume di struzzo, avevi strass, boa che, nel caso, lascia che te lo dica: li trovavo ridicoli davvero, se tu sei lui, certamente non ti dispiaceva metterti in evidenza nella tua diversità (cosa che psicologicamente ritengo quasi inevitabile percorso di autoaffermazione, per quanto stazione intermedia di un percorso che poi non ne avrà più bisogno), ma senza nulla togliere alla simpatia, senza per questo volerti offendere...

Sarebbe curioso incontrarti qui. E se fossi tu, se non mi ricordo bene, hai una figlia e mi dicesti, un giorno, che trovi sbagliato che un gay si sposi, abbia figli in effetti, cosa che mi colpì molto per l'autenticità in un dire estremamente scomodo, molto credibile però, direi perfin raro ed onorevole.

Se non sei tu, beh, puoi far uso della storia che ho raccontato e trarne conclusioni.

Non mi commuovi nella condizione di omosessuale perchè non ne hai bisogno, non da me, non qui, certo l'avresti sotto l'insegna verde dell'Islam o della falce e martello, ma qui, resti un tutelato peccatore che si vuole vivo e che nessuno minaccia.

Lascia per chi merita quello sforzo di liberazione e di tutela, la solidarietà, sappiamo che sul Pianeta purtroppo, non sempre c'è una Papa che auspica la non violenza, che non vuole morti in nome di Dio e che non è ascoltato, ma anzi, minacciato..

Sentiti, dunque, un po' grato e fortunato, semmai, pensando a quei poveretti che invece del Papa hanno imam o gerarchi di ideologie rosse o nere a crocifiggere omosessuali e varia umanità.

Il discrimine non può essere inteso necessariamente con l'accezione negativa: ai nostri figli insegnamo a discriminare, cioè distinguere, scremare, il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, almen ci proviamo, così come proviamo a tutelarli distinguendo le buone dalle cattive abitudini, comportamenti, che possono essere nocivi (per esempio stare appiccicati al pc o alla tv tutto il giorno..).

Dunque non comprendo e non condivido del tutto il commento 83 di Valentina. I cristiani non sono i primi a sbagliare, ma come uomini, sbagliamo facilmente. Ed i cristiani sono uomini che cercano, in Cristo, d'esser migliori.

 

Ciao.

Alieno

85
09 Dic 2008
alle 18:45

Marco

@Manuela

Scusa, non sono ironico, sono davvero incuriosito, credimi. Vorrei davvero che tu, o qualcun altro mi spiegaste perchè la sodomia è un peccato. Voglio dire, io non sono credente, ma non faccio fatica a capire che rubare, ammazzare, stuprare, desiderare la donna e l'uomo altrui possa essere peccato, approfittare dell'innocenza, truffare... ecc... siano peccati. E' la mia stessa coscienza a suggermi che lo sono, e il motivo è che tutte queste cose colpiscono qualcuno, fanno del male a qualcuno. Ma perchè la sodomia è un peccato?

@Valentina

Non volevo fare piangere nessuno, mi dispiace, e auguro ogni bene anche a te.

84
09 Dic 2008
alle 18:19

andrea

Intanto ieri la seconda rete pubblica (RAI) delegata alla propaganda clerofascista ha censurato un film americano dove si mostrava un rapporto omosex tra due cowboys ( I segreti di Brokeback mountain ).

"Vogliamo sapere - ha detto Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - chi ha deciso di trasmettere ieri sera su Raidue I Segreti di Brokeback Mountain, con vistosi tagli da censura anni '50. Chi si e' permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare i baci e le effusioni tra due uomini? Chiediamo al Direttore di Raidue e al Presidente della Rai di spiegare pubblicamente ciò che è avvenuto. Chiediamo alla Commissione di Vigilanza della Rai di intervenire, perché il servizio pubblico televisivo non può in alcun modo favorire l'omofobia dilagante in questo paese. Chiediamo, infine, che come gesto riparatore il film sia al più presto riprogrammato in versione integrale". L'Aduc, l'associazione Diritti utenti e consumatori, nel solidarizzare con l'Arcigay ("una censura indegna anche se ormai non sorprendente, e che non offende solo l'arte cinematografica e chi ha a cuore i diritti civili, ma tutti quei contribuenti che continuano a pagare una tassa per tenere in vita questa indegna tv di Stato") indica come risposta per i cittadini indignati di aderire alla campagna 'Disdici il canone Rai'.E l'on.Franco Grillini, presidente di Gaynet, Associazione omosessuale d'informazione chiede che "la Rai lo rimandi in onda". Nel ricordare l'emozione della sala grande a Venezia alla prima mondiale, Grillini s'indigna: "ciò che emoziona in quel film sono proprio le scene di affetto che Raidue, nella messa in onda di ieri ha brutalmente tagliato, stravolgendo il senso del film. Che la televisione di Stato, cioé il servizio pubblico, censuri un film vincitore di un Festival di Stato, rappresenta già di per sé un'assurdità. Che poi si voglia trasformare un film che parla di un grande amore omosessuale in una semplice amicizia tra uomini, perché questo è il risultato dei tagli, la dice lunga sull'attuale clima culturale". E lancia l'allarme: "Quando l'arte, la cultura, il cinema, la letteratura vengono brutalmente censurate, vuol dire che l'autoritarismo è alle porte. Crediamo che sia necessario un gesto riparatore di Raidue e che il film sia rimandato in onda in versione integrale così come lo abbiamo visto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005".

Ansa.it 2002-12-09 . 14:18.

83
09 Dic 2008
alle 15:39

Valentina

@ Marco

Non sono riuscita a leggere tutto il tuo intervento perchè mi sono scese le lacrime dopo poche righe.

Ti chiedo scusa perchè siamo noi cristiani i primi a discriminare. E, credimi, il mio scusa viene dal cuore. Ti auguro ogni bene...

Valentina.

82
09 Dic 2008
alle 15:37

Manuela

ognuno di noi, credo , insieme a essere persona retta, è anche peccatore. Scagli la prima pietra ecc ce lo ricordiamo tutti, credo. Diverso è dire che un comportamento è peccato. Per esempio, la sodomia è peccato, ma può essere praticata anche in rapporti eterosessuali, e nessuno lo verrà a sapere se i diretti interessati non lo dicono. Se uno non crede nella religione, sono affari suoi se fa sodomia etero o omo; se uno crede dovrebbe secondo me astenersi per quanto può dal peccare, e questo naturalmente non solo per quan to riguarda il peccato della sfera sessuale, ma anche la menzogna , il rubare , il desiderare la roba e la donna d'altri ecc. sono peccati non meno gravi per un credente. Altro è la legge dello stato.

81
08 Dic 2008
alle 20:07

Jack


Spiace dirlo, don Pedrini, ma stavolta ho trovato il suo intervento davvero pessimo. Il tono apologetico, il vittimismo degno di un Moggi, i numerosi equilibrismi, il cerchiobottismo, le argomentazioni in puro stile berlusconiano - la stampa che manipola i fatti, etc.: proprio nulla di quanto ha scritto mi e' piaciuto. Ma soprattutto il suo e' un testo opaco, cui manca limpidezza. Con la coda di paglia, mi verrebbe da dire.

Già che ci sono aggiungo: Che io mi ricordi, mai una volta che le sia capitato di non dico criticare, ma almeno di smarcarsi un pochino dalle posizioni uffficiali assunte dal Vaticano. Sempre allineato, sempre ubbidiente, come un bravo soldatino. Ma voglio pensare si tratti di un caso fortunato, dell'espressione di una perfetta sintonia spirituale e intellettuale piuttosto che il sintomo rivelatore di una coscienza al guinzaglio.

Saluti,
Jack.

80
08 Dic 2008
alle 16:01

Marco

@Però non capisco perchè per non correr quel rischio di legittimazione di ammazzar omosessuali, si debba rinunciare alla concezione che il rapporto omosessuale sia deviato, devianza, peccato.

 

Perdonatemi se non ricordo più chi ha scritto la frase che ho citato. Ammetto di non aver letto ogni parte della discussione, che è lunga e complessa. Credo però di aver letto l'essenziale e temo anche di aver colto la questione fondamentale della diatriba proprio in questa frase.

Sono omosessuale, lo dico subito per motivi di chiarezza ideologica e umana. Le mie idee  sulla questione qui discussa sono già state difese fin troppo bene da persone come Charles Darwin e altri, per cui non trovo di aver molto da aggiungere da quel punto di vista. Invece credo d'aver qualcosa da dire dal punto di vista strettamente umano. Permettetemi perciò che affronti l'argomento da quest'ottica.

In quanto omosessuale e contemporaneamente (a qualcuno sembrerà assurdo) brava persona, rispettosa delle leggi (non in quanto leggi, ma perchè eticamente convinto della loro fondatezza) mi sento profondamente offeso e addolorato di essere equiparato ai mafiosi e pedofili, come qui è stato più volte fatto. Non perchè mi senta superiore a costoro, ma perchè sono certo, in tutta perfetta coscienza (con la i), di non aver mai, nella mia intera vita, fatto volontariamente del male a qualcuno, nè per soddisfare i miei istinti, nè per sete di denaro e potere. Ho sempre ritenuto che ciò mi desse il diritto di sdegnarmi di fronte a comportamenti disumani, oltraggiosi, pericolosi, detestabili. Scopro, invece, leggendo alcuni interventi, specie quelli di Alieno, che no, non ne ho alcun diritto. In effetti io sono uguale ai mafiosi e ai pedofili, in quanto sono come loro un peccatore.

Ecco qui, è di questo che voglio parlare, desidero attirare l'attenzione proprio sull'equivalenza che è stata posta più volte tra peccato e reato. Per Alieno  è la medesima cosa, e mi sa che è la medesima cosa anche per la Chiesa.  Significa che ciò che io, da un punto di vista laico chiamo reato (per esempio la pedofilia), altri invece lo traducono, da un punto di vista religioso, in peccato. Per costoro, per capirci, la pedofilia è un reato in quanto è un peccato. Alla luce di questo, che cosa è successo, quindi, in questi giorni e in questa discussione? Provo a fare un riassunto.

La Francia sta per rilasciare un documento laico, in cui chiede all'ONU, organismo laico, di creare una base di principio comune tra tutti i Paesi del mondo per cui l'omosessualità non sia più considerata un reato laico, punita con laiche pene. La Chiesa risponde preoccupata, emanando un documento la cui capziosità secondo me, e secondo molti, è evidente, perchè fa una terribile confusione tra depenalizzazione di un reato e discriminazione, tra depenalizzazione di un reato e positiva promozione dell'omosessualità, tra depenalizzazione di un reato e promozione del diritto al matrimonio con i gerani... no, scusate tra persone dello stesso sesso.  La confusione logica è talmente evidente che la Chiesa si attira addosso le critiche di mezza opinione pubblica. A tal punto, però. afferma di essere stata mal compresa, che la Chiesa non vuole la pena di morte per gli omosessuali (a proposito, ma le altre pene  sì?), che vuole solo denunciare una truffa politica, il "subdolo" tentativo di costituire un nuovo reato d'opionione, quello che ha fatto finire davanti alla corte di un, non ricordo più quale, Paese europeo, un povero prete, colpevole solo di aver detto che l'omosessualità non è naturale (ma il prete è stato impiccato come i due sedicenni omosessuali in Iran?). Ed ecco affermazioni per cui la dichiarazione della Francia sarebbe "ambigua", perchè parlando in generale di orientamente sessuale e di identità di genere potrebbe anche far intendere libertà di pedofilia (ma la pedofilia non è un reato ovunque? e davvero esiste un qualche luogo della terra, o del sistema solare intero, in cui a qualcuno verrebbe in mente di depenalizzare la pedofilia senza essere spernacchiato e preso a podorori in faccia?). E poi sono stati chiamati in ballo i disabili, e lo stato di diritto, e i matrimoni, e le adozioni e le utopie, e l'Onu che fa schifo, e l'essere umano canaglia per natura...

Sentite, ma la vogliamo dire la verità una volta per tutte, senza tentare di nasconderci dietro ragionamenti capziosi? Torniamo indietro. La Chiesa considera l'omosessualità un peccato, e dal suo punto di vista, prettamente religioso, ritiene che peccato sia la stessa cosa di reato, quindi per la Chiesa, e i suoi difensori l'omosessualità, va punita. Magari non con la pena di morte, a cui si è dichiarata contraria, ma comunque punita. Non sono più logiche adesso le dichiarazioni di Migliori? Un peccato deve essere punito, le leggi che lo puniscono sono legittime. E se l'omosessualità non è punita dalle dalle leggi, che sia punita almeno dalla riprovazione generale, ma sì, che il finocchio sia almeno addidato al pubblico lubridio. E se non è addidato al pubblico lubridio (ah la dittatura del polical correctly, che rovina!), che per lo meno non vengano concessi agli omosessuali tutti i diritti delle persone che non peccano. Cioè,  che almeno il gay o la lesbica non trovi una stabilità sentimentale. Per carità, potrebbe addirittura essere felice! Che  sia impedita alle sue unioni, non solo il matrimonio, ma una qualunque forma di riconoscimento giuridico (giuridico, non religioso). Per carità, potrebbe addirittura vivere tranquillo con la persona che ama! Felicità, serenità, tranquillità non possono e non devono essere condizioni dell'omosessuale, perchè, visto che è un peccatore, deve per forza, per lo meno, macerarsi per tutta l'intera sua esistenza nel senso di colpa e nel dolore. A meno che non rifiuti i rapporti sessuali, naturalmente, tanto in quel caso basta già la forzata astinenza a farne un nevrotico infelice. 

La Chiesa non desidera che l'omosessualità sia depenalizzata, è questo, lo ribadisco, il punto della questione, perchè è soprattutto terrorizzata. Terrorizzata da un unico pensiero: "Ma se si depenalizza l'omosessualità, questi qui finisce che chiedono anche il matrimonio". Esatto, ciò che a molti pare un ragionamento fuori dalla logica per la Chiesa invece è logicissimo, ecco perchè stanno trasecolando a sentirsi accusati da tante parti. Cosa dicono infatti, in parole spicce: "Ma noi non vogliamo che gli omosessuali siano impiccati, noi difendiamo la vita umana, noi in realtà non vogliamo che gli omosessuali si sposino". Quindi, il terrore di una possibile richiesta di un riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali (soprattutto in Italia, diciamola tutta) è talmente pressante che la Chiesa finisce, non solo per condannare un documento evidentemente neutrale e, a parer mio, persino troppo timido, ma ad andare contro i suoi stessi (dichiarati) fondamenti, cioè appunto la difesa della vita umana. Non è che la Chiesa dica apertamente (lo chiarisco anticipatamente, visto che scometto che Alieno mi domanderà di documentare puntualmente le mie affermazioni citando qualche bolla papale): "impiccateli, torturateli, incarcerateli, condannateli ai lavori forzati purchè non si sposino". Ma praticamente lo dice, lo dice in modo implicito. Lo dice quando afferma che il suo timore, di fronte al documento della Francia, è quello che finiscano per essere discriminati quei Paesi che non prevedono il matrimonio omosessuale. Naturalmente è impossibile trovare alcuna traccia della parola matrimonio o anche del concetto "unione tra persone dello stesso sesso" in tutto il documento che CD ha avuto la gentilezza di farci conoscere. Ma il solo pensiero che qualcuno, uno qualsiasi, un domani, anzi "all'indomani" (cit. da non ricordo chi), salti su e si appelli al documento ONU per legalizzare le unioni omosessuali basta da solo per rifiutare quello che è, nella maniera più evidente, una condanna verso quei Paesi in cui i diritti umani sono cacca di cane.

Un altro partecipante a questa discussione ha ricordato  che i Paesi che condannano gli omosessuali sono proprio quelli più lontani dalla tradizione giudaico - cristiana. Be', a parte il fatto che questi sono piuttosto i Paesi che sono più lontani dalla tradizione del diritto laico, nato dalla Rivoluzione francese (e non dalla riflessione sul vangelo), io direi che per logica la Chiesa dovrebbe appunto schierarsi dalla parte di un documento di condanna di leggi basate su una tradizione così aliena ai suoi principi. La Chieda dovrebbe per motivi naturali, intrinseci alla sua stessa fede e alla sua tradizione, promuovere la condanna delle pratiche di questi luoghi. E invece no. No, perchè in realtà la Chiesa condivide con queste nazioni qualcosa di molto più importante e viscerale, cioè la visione teocratica, quella visione che vede, appunto, nell'omosessualità un peccato di fronte a Dio e quindi un abominio da punire. In un modo, in qualche modo, in qualsiasi modo, ma comunque da punire. 

Ci potremo mai comprendere (Alieno, ci potremo mai comprendere)? No, è proprio impossibile. Per voi sono un peccatore, che al massimo della carità cristiana deve essere compatito, sempre che si penta, è chiaro. Dal mio punto di vista sono un essere umano che è nato con una naturale inclinazione verso il suo stesso sesso, e che ritiene di avere il diritto, non solo di essere rispettato e tutelato, ma persino, pensate un po', felice.

79
07 Dic 2008
alle 01:56

claudio

Valentina.....una cristiana.

78
06 Dic 2008
alle 23:43

Valentina

Lascio il mio brevissimo commento riproponendomi di non tornare più sull'argomento, perchè qua c'è poco da argomentare.

Semplicemente SCANDALOSO. Da cristiana, ovvero da persona che crede in Gesù Cristo, dico che l'amore è qualcosa di magico sempre. Verso chi è indirizzato non è affar mio; non considero gli omosessuali dei deviati, dei depravati o come diamone li si vuole far apparire. Li considero fratelli che amano e lo fanno contro i pregiudizi ed il disgusto della gente; per questo, probabilmente, amano molto più di quanto sia capace di fare io. Perchè io non lo so se sfiderei il mondo per amore.

Ricordo a tutti che l'adultera fu salvata dalla lapidazione dallo stesso Gesù Cristo; se considero l'omosessualità pura perversione devo considerare allo stesso modo l'adulterio. Ergo...a voi la conclusione.

Dulcis in fundo amate chi vi pare, ma amate perchè la vita non è altro che amore.

Valentina - una cristiana che evidentemente non ha capito niente di Cristo...

77
06 Dic 2008
alle 16:10

Charles Darwin

@Pequenitodi aborto nella convenzione sui disabili si parla eccome ... Ovviamente l'ONU sa benissimo che la gran parte dei paesi cosiddetti "civili" prevede la possibilità di abortire. Allora credo si tratti di capire cosa vuole il vaticano dall’ONU. A me pare che O accetta di scendere nell’agone politico O si “limita” (limita ?) ad un ruolo “profetico”. Scendere nell’agone politico imlica mi pare tener conto della realtà, per forza di cose relativa: nei rapporti internazionali non si può prescindere da questi semplici dati di fatto. Occorre semplicemente saper scegliere il bene rinunciando al meglio, saper fare compromessi, accettare finalmente l’odiato “relativismo”. A meno di non voler portare avanti una politica massimalista, interpretare la politica come strumento per l’instaurazione del regno di Dio, del bene supremo, ad esempio imponendo al mondo la rinuncia all’aborto. Questa è chiaramente la scelta più stupida e pericolosa, come insegna la storia dell’URSS o dei Khmer Rossi che pretendevano di costruire l’ uomo nuovo con la forza delle leggi statali. Soprattutto questo implica assumersi la responsabilità delle sofferenze reali che ogni scelta massimalista comporta: ad esempio l’ingrato compito di doversi giustificare di fronte alla persecuzione fisica e morale degli omosessuali o dei transessuali; ad esempio spiegare ai disabili come mai a causa dell’aborto debbano continuare ad essere discriminati. Limitarsi ad un ruolo profetico implica l’assunzione di strumenti totalmente diversi e a mio avviso è il solo modo di “fare politica” senza rinunce ai principi. Predico il bene, indico il male e lascio alla libertà delle coscienze l’onere della scelta senza pretendere di imporla per legge. Faccia “catechesi” in senso stretto e l’autorità non solo morale della Chiesa sono pronto a scommettere aumenterebbe di un sol colpo, soprattutto grazie all’indicare il bene che troppo spesso é difficile percepire sotto il peso del dogmatismo e delle regole.@FabrizioNon costruiamo favole. Sappiamo benissimo e abbiamo tutti ricordato che l’ONU in realtà non può imporre un beato bel niente. Può e deve invece aiutare tutti ad individuare principi minimi condivisi, come quello della non punibilità e a questo ruolo "politicamente corretto" non mi pare il caso di rinunciare. Se come dicevo sopra questo aiuterà la llibera legislazione degli stati a “porsi il problema” (il problema delle “convivenze” in questo caso, prima o poi sarà comunque inevitabile), ben venga per tutti. Ciao a tutti,CD

 

76
06 Dic 2008
alle 11:46

Camilla

Caro Claudio il mondo che desideri resta solo nel  "MONDO DELLE IDEE". Forse dovrebbe esserci una riforma della Chiesa in quanto istituzione gerarchica, dove prima di essere ordinati sacerdoti e vescovi si deve vivere nel mondo di tutti i giorni e mischiarsi ai comuni mortali. Io sono cristiana ma penso che tutti quegli uomini siano una sorta di "casta privilegiata" che della vita non sanno proprio nulla, che per paura di sbagliare non affrontano nessuna situazione: matrimonio,famiglia, figli, rapporti sessuali, ecc......però bacchettano gli altri uomini che però hanno rischiato per affrontarle. Mi chiedo: chi ha la vera fede in Dio?

75
06 Dic 2008
alle 09:58

annalisa

Sono davvero triste in un momento in cui si fa davvero fatica a stare dentro la fede per problemi personali e anche per come va il mondo in genere queste cadute di stile della Chiesa sono davvero un colpo forte che allontana. C'è un lavoro di Barbara Kruger artista americana che scriveva Pro life for the unborn and pro death for the born, mi sembra riassuma nonostante i cavilli retorici con cui si cerca di salvare il salvabile l'attuale situazione

74
06 Dic 2008
alle 02:46

claudio

Forse tanti omossessuali abbandonerebbero il loro orientamento disordinato.......

E' bello vedere come anche gli omosessuali siano benvoluti dai cattolici.....orientamento disordinato....che tenero eufemismo.

Eppure così tanti esponenti del mondo gay sono arruolati nelle file della chiesa cattolica,quindi perchè questa discriminazione?Forse per mascherare l'appartenenza a quel mondo con attacchi violenti,quasi a voler dire...Vedete io non sono gay...non per niente Andreotti lo ha fatto con la mafia.

Forse se la chiesa riuscisse ad essere un pò meno aggressiva e violenta verso gli omosessuali,tanti vescovi o addirittura il Papa stesso potrebbero manifestare la loro omosessualità senza tema di ripercussioni di sorta.Invece sono costretti a restare nell'ombra e lasciarsi andare alla loro sessualità nel buio delle sagrestie,con i problemi di pedofilia che tutti conosciamo.

Ma non è ancora pronto il mondo cattolico a tali rivelazioni,troppo forte è ancora l'estremismo che Dio creò l'uomo e la donna,dimentico degli omosessuali..specie che si sviluppò molto più avanti dando ragione  a Darwin e alla teoria dell'evoluzione.

I Have a dream.....sogno Ratzinger che dal balcone dell'angelus grida..Anch'io sono omosessuale...e bacia in bocca il vescovo più a tiro,e via tutti a baciarsi in un immenso slancio d'amore,e giù in piazza i papa boys anche loro a baciarsi uomini con uomini e donne con donne...in un immenso gay pride cattocristiano.E giù a ballare,via i travestimenti funerei...colori e musica,una immensa festa della vita,un inno all'amore.

Ma resterà solo un sogno,lo so....la paura vincerà di nuovo sull'amore

E resteremo così in un mondo creato per i cultori dell'odio e della sofferenza,dove le scoperte scientifiche sono viste come minacce alla supremazia della Fede sulla ragione,dove vietare l'analisi prenatale è un valore non negoziabile...dove ancora si chiede il permesso al papa se fare una legge piuttosto che un altra,dove si arriva a far convertire Gramsci in punto di morte e si santificano dei criminali o dei buffoni paurosi....

E in tutto questo ridicolo bailamme di scemenze e storture dettate dalla paura dell'aldilà,tra tutte svetta la più grande,sopratutto detta dai cattolici...la sacralità della vita...

Ancora si deve discutere se aborto si o aborto no,se è la donna che deve scegliere o il vescovo gay o etero che sia,e il governo assiste spettatore mentre dovrebbe essere attore principale,tutelare la salute della donna e del nascituro e incarcerare chiunque si opponga con minacce e anatemi.

Intanto fiumi di danaro dei contribuenti gay e dei religiosi negativi(gli atei...da Ivan)passano dalle scuole e dagli ospedali a servizio dei cittadini,direttamente nelle casse vaticane..per opere di bene..come indennizzare le vittime della pedofilia.

Ora una domanda...se i comunisti non ci sono più,come ha fatto Luxuria a vincere l'isola dei famosi??Che ci siano molti più gay di quel che si pensa?E che ci siano anche tra i cattolici è un idea così balzana?

Forse Sodoma Dio non l'ha distrutta.....era uno scherzo...forse almeno Dio ha rispetto per le cose che dovrebbe aver creato.

73
05 Dic 2008
alle 19:46

andrea

Aggiornamento doveroso al mio OT 48 .

La fame del prete è stata immediatamente quietata . E' bastato il pianto di un ora e il nano pidduista mafioso e fascista ha generosamente subito provveduto stanziando a fondo perduto 120 dei 130 milioni previsti ad ingrassar pance di devote scuole cattoliche . 10 milioni in meno di quello previsti in tempo di crisi possono starci . E così il nano salda il debito per il voto di scambio , alla faccia di una finanziaria blindata per volere di Tremonti dagli "assalti alla diligenza" ma non dagli assalti imprevisti dell'orda crociata , e mentre le scuole pubbliche crollano in testa ai nostri figli quelle dei preti ingrassano e festeggiano .

72
05 Dic 2008
alle 17:15

Camilla

La chiesa non dovrebbe imporsi in quel modo per evangelizzare gli omossessuali. La Parola di Dio entra nella storia dell'uomo, di ciascun uomo, per trasformarla e cambiarla, perché ciascuna persona, anche la meno fortunata, abbia la vita e in abbondanza... <<Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire, e peggior cieco di chi non vuole vedere>>! La Chiesa deve solo continuare a diffondere la Parola di Dio senza escludere nessuno ma dando l'esempio.... Forse tanti omossessuali abbandonerebbero il loro orientamento disordinato.......

71
05 Dic 2008
alle 17:11

Fabrizio

Ma CD 69, è ben per questo che rifiuto la dittatura della political correctness come rifiuterei quella della chiesa! Non capisco perché dovrei accettare che il mio libero pensiero sia convalidato come "sbagliato" e quindi penalmente perseguibile. Per me relativismo è piuttosto il poter dire: "Magari mi sbaglio, ma IO la penso così, poi la maggioranza decide".

Detto questo, evidentemente valutiamo in modo diverso il reale fine di quella convenzione. Rispetto il tuo modo di vedere le cose, ma propongo che ci segnamo entrambi amichevolmente la "scommessa" di cui parlavo prima: scommetto che se passa la petizione, sarà immediatamente usata come ariete di sfondamento per far passare forzatamente matrimonio e adozioni gay e criminalizzare chi vi si oppone. Vedi o passi la mano?

70
05 Dic 2008
alle 16:42

pequenito

CD di aborto nella convenzione sui disabili si parla eccome, certo bisogna conoscere un minimo di linguaggio "onunese" dove salute riproduttiva è il termine che serve al palazzo di vetro per mascherare tale abominio. L'indagine prenatale inoltre non serve a niente se non ad eliminare appunto l'eventuale feto affetto da disabilità. Chiarito questo non resta che come tu dici scegliere se scendere a compromesso con una convenzione che prevede l'aborto oppure no. La risposta essendo la vita un principio non negoziabile (e non vaticane cavolate) non può quindi che essere un NO incondizionato.

69
05 Dic 2008
alle 15:57

Charles Darwin

@Pequenito 67

personalmente è così in basso da toccare il fondo

Sono daccordo con te. Ma la politica in generale e quella internazionale in particolare servono solo a limitare i "danni" della difficile convivenza umana. In questo caso meglio un cattivo compromesso al ribasso che niente. Sarebbe bene che anche il Vaticano se ne rendesse conto perché sembra sempre ragionare di politica come si trattasse di instaurare il regno di Dio. Bellissima cosa, la migliore auspicabile (non per Andrea che ora ci costruirà sù un messaggio fantastico). Così ad esempio nel caso delle due convenzioni in oggetto. Peccato tuttavia, trattandosi di leggi e regole, considerare un regno di Dio imposto con la forza (perché la politica questo é: uso della forza). Secondo me come sai bene, la cosa migliore sarebbe che la politica della Chiesa passasse esclusivamente attraverso azioni di "educazione" ossia di catechesi, ed accettasse l'orribile ma necessaria "relatività" degli uomini. Mettendo in luce i limiti del relativismo ma vivendolo, come di fatto siamo costretti a viverlo noi fedeli. Una politica "massimalista" come quella che stiamo discutendo, rischia di rifiutare il bene in nome di un meglio sito semplicemente "fuori dal mondo". E' un vero inutile peccato che ancora una volta aliena le residue scarsissime simpatie di cui la Chiesa gode nel mondo. Due convenzioni, due vaticane cavolate, come insisto nel dire, anche piuttosto macroscopiche.

68
05 Dic 2008
alle 15:33

Charles Darwin

Certo Pequenito 66: sappiamo bene che la Chiesa é contraria all'aborto e alla contraccezione ma di aborto la convenzione non parla. Mette in chiaro solo un principio semplicissimo quanto ovvio: che anche i disabili come tutti gli altri possono accedere ai servizi (compresa, ben sottolineata, le analisi pre-natali ed il legame con l'handicap pare ovvio). Se d'altra parte la "sanità" prevede la possibilità di abortire, perché solo a loro dovrebbe essere negato ? Vedi una sola ragione al mondo ? Non trovi che sarebbe esplicitamente contraddittorio rispetto all'intero spirito della convenzione ? Ma soprattutto: ti pare logico che su di un puntiglio del genere la Chiesa butti a mare tutti gli altri principi condivisi ? La sottolineatura sulle diagnosi pre-natali benché triste sembra necessaria se consideri che proprio in ragione dell'handicap possono averne più bisogno ma per la medesima ragione (come mi testimoni) rischiano di trovarsi di fronte al rifiuto da parte della struttura. Se poi tu nazione libera non prevedi la possibilità di abortire, bé tanto meglio per te a quanto pare e la convenzione non trova da ridire, ma come puoi pensare che l'ONU arrivi a "proibire esplicitamente" giusto ai disabili ? Per questo butteremo il bambino con l'acqua sporca ?

67
05 Dic 2008
alle 15:29

pequenito

Così in basso é la nostra fede nell'uomo (in noi stessi) ?

Bella domanda, personalmente è così in basso da toccare il fondo, specie se la fiducia in noi stessi riguarda l'essere rappresentati dagli uomni politici di UE e ONU in particolare.

66
05 Dic 2008
alle 15:06

pequenito

CD aspetta un attimo non è che la Chiesa sia contro alla contraccezione, aborto e selezione genetica solo per i disabili, lo è per tutti!

Che tutti accedano a questi che tu e l'Onu chiamate "servizi sanitari" non giustifica secondo la Chiesa il fatto che ci debbano accedere pure i disabili.

Il no a riferimenti ad aborto, contraccezione e selezione genetica chiaramente è a prescindere che si tratti di disabili o non disabili.

65
05 Dic 2008
alle 15:02

Charles Darwin

@Pequenito, @Fabrizio

ambiguità ... copertura di comodo ...

Siamo tutti d'accordo che l'ONU non riesce mai a vincolare un cavolo e poi spacchiamo il capello in quattro per identificare secondi terzi e quarti fini politici nascosti dietro alle parole ? Ma andiamo ragazzi ! Se proprio vogliamo andare così in la, fatemi dire che SE la cosa sfociasse in una ri-discussione interna ai singoli 192 membri dell'ONU sui diritti NON SOLO individuali di queste persone sarebbe un risultato auspicabile e grandioso. L'ONU sta facendo l'unica cosa che può oggettivamente fare: stabilire una base di diritti davvero minimale da tutti condivisibile. Mai che si possa discutere dei fatti e delle parole "in sé" ? Se non possiamo più partire nemmeno dalle parole e dal loro significato, su cosa fondiamo la convivenza ? Così in basso é la nostra fede nell'uomo (in noi stessi) ?

64
05 Dic 2008
alle 14:38

Charles Darwin

@Pequenito 61

Questa é davvero strana Pequenito. Stiamo scrivendo una convenzione per convincere tutti a trattare i disabili come tutti gli altri poi però dovremmo stabilire che l'accesso ai servizi sanitari previsti nel loro paese a loro é negato ? O possono tutti e quindi anche i disabili o altrimenti qualcuno deve giustificarmi questa strana discriminazione. Giuro, é incomprensibile. 

63
05 Dic 2008
alle 14:32

Charles Darwin

Il punto sta proprio qui Pequenito. Pare che in qualche strana testa (soprattutto in qualche strano paese) non tutti siano visti come Uomini e trattabili come tali. Ti giunge nuova ? Servirà anche a niente, ma ti pare male opporsi ?

62
05 Dic 2008
alle 14:21

Fabrizio

Sì, hai ragione, ma di nuovo mi pare che quella sia solo una copertura di comodo per i veri intenti. Non ce lo vedo proprio, un alto funzionario afghano irrompere nella sale delle esecuzioni sventolando un dispaccio e fermando in extremis il boia: "Ferma tutto, l'Unione Europea ha detto che non possiamo più farlo!". I mezzi di pressione affinché si rispettino i diritti umani possono concretizzarsi in maniera più sostanziale, ad esempio, dicendo alla Turchia che si attacca al tram e si scorda di entrare nell'UE finché non sistema le tot cose che per noi sono inaccettabili.

Che poi intendiamoci, è ovviamente un diritto anche pensare che sia un crimine il pensare che l'adozione ai gay sia sbagliata (scusa per la frase intricata,  ma non avrei saputo scrivere altrimenti). Se però vuoi ottenere questo, porta avanti una proposta che punti esplicitamente in questa direzione; se invece, sapendo che la tua proposta cozzerebbe con il consolidato diritto d'opinione e sarebbe bocciata, non entri dalla porta principale ma tenti di scassinare la finestra sul retro, la reazione del proprietario sarà decisamente più scocciata, come è logico che sia.

61
05 Dic 2008
alle 14:14

pequenito

si parla solo di "diritti umani" (cioé diritti individuali), di non discriminazione e di libertà personale.

Ma dai veramente? E io che pensavo che questi fossero già ampiamente sanciti nella "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" ...che stupido che sono! Ma certo quelli invece erano per tutti tranne che per gli omosessuali, ora capisco!

Un'altra cosa che dici non capisco però...l'uguaglianza tra diritti umani e diritti individuali e non tra diritti umani e diritto di coppia, è così esplicità come tu dici? Sicuramente no, sicuramente tale ambigua dichiarazione lascia un autostrada aperta a matrimonio e adozione, tanto da essere più efficace in tale direzione che in quella della depenalizzazione.

60
05 Dic 2008
alle 13:51

pequenito

Cd hai fatto 30 potevi fare 31 o forse sarebbe stato meglio dire hai fatto 23 potevi fare 25... nell'articolo 25 infatti cito testualmente:

(a) fornire alle persone con disabilità servizi sanitari gratuiti o a costi accessibili, che coprano la stessa varietà e che siano della stessa qualità dei servizi e programmi sanitari forniti alle altre persone, compresi i servizi sanitari nella sfera della salute sessuale e riproduttiva e i programmi di salute pubblica destinati alla popolazione;
(b) fornire alle persone con disabilità i servizi sanitari di cui hanno necessità proprio in ragione delle loro disabilità, compresi i servizi di diagnosi precoce e di intervento d’urgenza, e i servizi destinati a ridurre al minimo ed a prevenire ulteriori disabilità, segnatamente tra i minori e gli anziani.

Guarda un pò se riesci a trovare riferimenti a contraccezione, aborto e selezione genetica? Non dirmi che non ci arrivi neanche stavolta perchè ti sei già giocato l'aiuto al commento 51 ;-)

59
05 Dic 2008
alle 13:45

Alieno

58
05 Dic 2008
alle 13:44

Charles Darwin

@Pequenito 55

Non mi é chiaro Pequenito. Non é vero che si parli di qualsiasi diritto, si parla solo di "diritti umani" (cioé diritti individuali), di non discriminazione e di libertà personale. Vedi qualche strana "ambiguità di genere" che ti piacerebbe escludere ?

 

57
05 Dic 2008
alle 13:44

Alieno

56
05 Dic 2008
alle 13:38

Charles Darwin

@Fabrizio

Scrivi:  Se esistesse ... in uno qualsiasi dei paesi UE ... Siccome questo problema proprio non esiste ...

Per la verità stiamo parlando di una proposta che la UE fa in ambito di politica internazionale (non per casa sua) per affermare i diritti dell'individuo là dove questi sono negati (che so, Afghanistan per esempio).

55
05 Dic 2008
alle 13:33

pequenito

@CD 51

Tale dichiarazione per non essere ambigua doveva contemplare solo la condanna delle persecuzioni contro i gay e il rifiuto del reato di omosessualità ovunque previsto, punto. Quando questo argomento invece riveste solo due punti su tredici, tutti gli altri punti, o meglio dal terzo in poi,  risultano ambigui perchè, slegati dal contesto della depenalizzazione, sono applicabili a qualsiasi diritto si voglia riconoscere a  qualsiasi orientamento sessuale e a qualsiasi identità di genenere. Ora ti è chiaro?

54
05 Dic 2008
alle 13:32

Charles Darwin

@Pequenito.

Riguardo la convenzione sui disabili forse ho capito male ma a me pare di intendere qualcosa di molto diverso da quel che scrivi. Si tratta credo di una convenzione approvata con voto dell'Italia e dissenso del vaticano nel 1986. In questi giorni si discuta solo dell'eventuale ratifica dal parte del vaticano. La convenzione puoi trovarla qui : http://www.solidarietasociale.gov.it/NR/rdonlyres/9768636A-77FE-486D-9516-8DF667967A75/0/ConvenzioneONU.pdf) Parliamo di una convenzione già operante ed approvata dall'Italia. Il vaticano che aveva collaborato alla stesura diede parere contrario al documento non come dici perché "potrebbe prevedere l'aborto" (infatti non lo prevede), ma perché non contiene un'esplicito divieto all'aborto. Cosa piuttosto difficile mi pare, perché l'ONU palesemente può suggerire linee guida ai governi, inevitabilmente con compromessi al ribasso, perciò deve tener conto della legislazione di ciascun paese e la maggioranza (credo) dei paesi prevede legislazioni di questo tipo.

L'ho scorsa velocemente (é un pò lunga) per cercar di capire dove e perché il Vaticano pretendesse di inserire un tale strano "divieto". Questa cosa di "prevedere l'aborto" nella convenzione proprio non c'é. Ci si riferisce presumo all'articolo 23 su "Rispetto del domicilio e della famiglia" che al primo comma dice: 

  1. Gli Stati Parti dovranno prendere misure efficaci ed appropriate per eliminare le discriminazioni contro le persone con disabilità in tutte le questioni che riguardano il matrimonio, la famiglia, la paternità e le relazioni personali, sulla base di eguaglianza con gli altri, in modo da assicurare che:
    1. sia riconosciuto il diritto di ogni persona con disabilità, che sia in età di matrimonio, di sposarsi e fondare una famiglia sulla base del consenso libero e pieno dei contraenti;
    2. siano riconosciuti i diritti delle persone con disabilità di decidere liberamente e responsabilmente riguardo al numero dei figli e all'intervallo tra la nascita di un figlio e l'altro e di avere accesso in modo appropriato secondo l'età alle informazioni, in materia di procreazione e pianificazione familiare, e siano forniti i mezzi necessari a consentire loro di esercitare tali diritti;
    3. le persone con disabilità, inclusi i bambini, conservino la loro fertilità sulla base di eguaglianza con gli altri

Qui pare a me di capire il Vaticano avrebbe voluto inserire un impossibile esplicito divieto all'aborto. Come a dire che i disabili avrebbero diritto, ma con limitazioni rispetto alla legislazione dei singoli paesi, cioé in contraddizione con lo spirito stesso della convenzione (anche volendo inapplicabile). Così per un puntiglio fuoriluogo ed inapplicabile il vaticano butta a mare una convenzione che prevede cose tipo: 

  1. Il rispetto per la dignità intrinseca, l'autonomia individuale – compresa la libertà di compiere le proprie scelte – e l'indipendenza delle persone;
  2. La non-discriminazione;
  3. La piena ed effettiva partecipazione e inclusione all'interno della società;
  4. Il rispetto per la differenza e l'accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell'umanità stessa;
  5. La parità di opportunità;
  6. L'accessibilità;
  7. La parità tra uomini e donne;
  8. Il rispetto per lo sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità e il rispetto per il diritto dei bambini con disabilità a preservare la propria identità
A me continua a sembrare una vaticana cavolata solenne.

 

53
05 Dic 2008
alle 13:02

Michele

Le gerarchie cattoliche (non i cattolici in generale, tra cui vi sono persone oneste e stimabili) si ergono a difensori della vita quando si parla di aborto e di eutanasia, ma quando si parla di censurare chi mette a morte gli omosessuali, li tortura o li imprigiona....... beh la chiesa si dissocia con la scusa (meschina) che condannare le discriminazioni aprirebbe la strada al matrimonio gay!

Alla faccia della coerenza!

52
05 Dic 2008
alle 12:46

Fabrizio

@CD 46,

Bè, perché se ritengo un mio diritto inalienabile PENSARE che l'adozione ai gay sia una pessima idea, di sicuro mi adoprerò affinché questo diritto non venga cancellato. Se esistesse il problema di una persecuzione dei gay in sede penale in uno qualsiasi dei paesi dell'UE, la cosa avrebbe sicuramente un senso in sé. Siccome questo problema proprio non esiste, a me appare ovvio che non si mira a depenalizzare l'omosessualità ma a mettere fuori legge i pensieri politically incorrect, equiparando chi la pensa come ho indicato sopra a chi tortura e uccide i gay.

51
05 Dic 2008
alle 12:30

Charles Darwin

Prova a segnalarmi le ambiguità Pequenito perché porprio non ci arrivo. 

CD 

50
05 Dic 2008
alle 12:09

pequenito

il Vaticano che dovrebbe saper distinguere Verità e Giustizia da opportunità politica

CD ma non lo capisci che è proprio per questo che il Vaticano si oppone? Quel documento usa un titolo sacrosanto per celare tutto un altro contenuto. Rileggiti la dichiarazione escludendo i punti 6 e 11, possibile che veramente non ti risulti quantomeno ambigua?

Per quanto riguarda la questione disabili credo sarai daccordo che il primo diritto non negoziabile che gli andrebbe riconosciuto è il diritto alla vita.

la Santa Sede pur appoggiando nel suo insieme la Convenzione non l'ha firmata a causa di un articolo che potrebbe prevedere l'aborto dei feti di potenziali disabili.

49
05 Dic 2008
alle 11:51

Charles Darwin

Mi dissocio Andrea: non mi sento insultato da nessuno forse perché non insulto nessuno. Può capitare che in mezzo agli insulti qualche tuo argomento funzioni (non nel caso di 47) e la cosa mi fa piacere, ma distinguerlo dagli insulti non é semplice: ci vuole fatica, moltissima pazienza e non sempre ne val la pena. Se così a te fa piacere ...

48
05 Dic 2008
alle 11:42

andrea

L'indignazione per la loro arroganza sta diventando valanga .

A contribuire ecco un altro prete che si lagna e piange denaro perchè il nano come suo solito non gli ha mantenuto le promesse in scambio del voto .

CITTA' DEL VATICANO - I nuovi tagli agli istituti scolastici paritari, previsti dalla finanziaria del governo Berlusconi, aprono una "crisi" e presto "le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese": è quanto ha affermato mons. Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per l'educazione, la scuola e l'università, in un'intervista ad alcuni giornalisti.

Da questo governo "noi non ci aspettavamo nessun taglio. Al contrario ci aspettavamo degli incrementi. Mettere le scuole paritarie nel capitolo degli sprechi da tagliare è inconcepibile". E' quanto ha affermato mons. Stenco a proposito dei tagli in finanziaria alla scuola paritaria cattolica. "Speriamo che i tagli possano essere ritirati", ha detto aggiungendo che "il problema però non è la restituzione" ma che "il governo ha messo in discussione la legge sulla parità scolastica del 2000", una legge che "non si vuole applicare" incrementando i contributi che sono previsti".

Non vuole i tagli e anzi pretende più denaro di quello che truffa alla stato . Si sa hanno problemi pure loro con la crisi economica che gli ha ridotto l'introito di Tremonti dell'otto per mille non garantendogli così più i lussi e gli agi che gli permettiamo benevolmente .

Il quadretto sul carattere di queste personcine per bene tutte dio e famiglia è completo.... e la valanga si fa sempre più grande ;))

47
05 Dic 2008
alle 11:32

andrea

Lieto di averti tra noi Cd , tra quelli continuamente insultati per le loro opinioni dall'arroganza delle personcine per bene che hai elencato .

Di pequenito ricordo una delle sue ultime falsità copiata pedissequamente dal giornaletto del nano fascista maestro di mistificazioni giornalistiche , che cioè Bertinotti e la Finocchiaro mandassero i loro figli alla scuola privata . Notizia diffamante che è risultata assolutamante falsa come smentito dagli interessati fornendo indirizzi e prove sul venerdì di repubblica .

La falsità caratteristica poi dell' homunculus fascista alieno si è talmente incancrenita nella sua personcina che sprizza lurida da ogni lettera che digita .

Nell'attesa della risposta che auspichi , ecco uno che non la manda a dire ai preti :

Pierfranco Pellizzetti da Micromega

Infernale Pessimo. Nel telegiornale di ieri sera - 1 dicembre - il bieco Cardinale Celestino Migliore, ambasciatore del Vaticano all’ONU, ci fornisce ennesima conferma delle linee spudorate che Ratzinger aveva tracciato già nel luglio 1992, indossando le celestiali vesti di Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede: depenalizzare l’omosessualità significa “promuoverla”. Dunque, pollice verso riguardo all’iniziativa francese per inserire il libero orientamento sessuale tra i diritti dell’uomo.

Resta soltanto da capire come mai questi “uomini con le gonne”, dalle voci in falsetto e dalle mani ingioiellate, arrivino a tale punto di avversione nei confronti di quanto il solito Ratzinger - questa volta nelle vesti paterne del vicario di Cristo - ha definito “comportamenti disordinati”. Per inciso: anche io ho figlie “disordinate” (nel senso che lasciano in giro per casa giornali e indumenti). Non per questo le condannerei all’incarcerazione e alla tortura.
Spudoratezza inarrivabile che ha solo una spiegazione: la disperata consapevolezza di quanto la sopravvivenza della propria istituzione (in cui è consentito a questi uomini con le gonne di esercitare il proprio efferato potere) dipenda dal mantenimento perinde ac cadaver dell’altrettanto declinante ordine gerarchico patriarcale.
Un potere efferato che si nutre promuovendo dolore umano, nei cui confronti tale istituzione pretende di essere l’agenzia monopolistica della consolazione post mortem.
Anche al prezzo di contraddire dottrinalmente i comportamenti concreti degli uomini con le gonne, la mala education di cui si fanno promotori. Quella suprema doppiezza che trasforma una congrega che copre torme di praticanti dei famosi “comportamenti disordinati” in persecutori degli omofili, in quanto sovversivi dell’ordine vigente.
Come chiunque abbia avuto esperienza diretta delle loro pratiche sa benissimo. Tanto per dire, allievo di un istituto tenuto da uomini con le gonne ricordo benissimo quanto ci ripetevamo tra studenti: mai accettare l’invito di Fratel Carlo quando vuol portarti in camera sua a vedere l’allevamento di canarini… mai confessarsi con il tale prete, ben noto per le sue avances imbarazzanti nel confessionale…
Le ripetute condanne nei tribunali di mezzo mondo per reati di pedofilia avrebbero dovuto indurre l’istituzione degli uomini con le gonne a maggiore prudenza, se non a un briciolo di autocritica. Per non parlare di cristiana comprensione. Ma tant’é…
Proprio vero: il dio acceca chi vuole trascinare alla rovina. E l’istituzione degli uomini con le gonne sta precipitando rovinosamente, anche grazie ai tipi alla Celestino Migliore. Il cui nome è soltanto un irridente (indecente) ossimoro.
Nel frattempo, di quanto dolore e sofferenze umane continueranno a farsi promotori?

(2 dicembre 2008)

 

46
05 Dic 2008
alle 10:42

Charles Darwin

E' possibile Fabrizio, ma ogni questione va giudicata in sé per quello che é. Perché devo fare uso strumentale"preventivo"  della dichiarazione ONU ipotecando in anticipo il comportamento futuro di soggetti terzi, senza riguardo per la giustizia dovuta alle persone a tutela delle quali la dichiarazione stessa é rivolta ? Tra me e te potrebbe anche passare, ma non mi pare degno di un soggetto etico come il Vaticano che dovrebbe saper distinguere Verità e Giustizia da opportunità politica.

CD 

45
05 Dic 2008
alle 10:18

Fabrizio

CD, posso risponderti con una scommessa. Secondo me il giorno stesso in cui venisse approvato questo protocollo, le organizzazioni di gay, sinistri, etc. comincerebbero a denunciare il fatto che in Italia non sia consentito il matrimonio omosessuale, o l'adozione da parte di coppie gay, "in aperta contraddizione con la mozione approvata in sede europea".

E' un copione già visto e rivisto, dai, la depenalizzazione non c'entra per niente, visto che da noi l'omosessualità non è reato da un bel pezzo!

44
04 Dic 2008
alle 23:06

Charles Darwin

Credo che Radio Radicale come fonte di notizie "istituzionali" come quella dei 13 articoli sulla depenalizzazione sia sufficientemente affidabile. Oserei allora chiedere ai vari Alieno, Pequenito, Don Paolo stesso se possono indicarmi una sola sillaba riconducibile con chiarezza ed in modo univoco agli strani giudizi di Mons. Migliore e Padre Lombardi. Lo chiedo non per tigna, ma perché i miei giudizi in questo blog vengono comunemente tacciati di odio preconcetto ed ideologico nei confronti del Vaticano (es. Alieno 17). Al contrario da sempre la mia partecipazione tende a sottolineare come l'appartenenza alla Chiesa non abbia nulla a che vedere con il delegare la propria coscienza e il proprio pensiero, come purtroppo molti tendono a credere (ad esempio il nostro Andrea) e amare la Chiesa sottraendole una parte della nostra persona non mi pare molto onesto. Si può benissimo pensarla politicamente (in senso strettamente ideologico) come Padre Lombardi o Mons. Migliore, ma a conti fatti spero vogliate ammettere che la questione é perlomeno opinabile e che non si vede ragione (in particolare in questo caso come su quello dei disabili) di alzare sempre e comunque "difese preventive" rispetto alle critiche di parte: forse é meglio provare a considerarle per quello che sono. L'eventuale giudizio su cosa sia opportuno o meno per la Chiesa viene in second'ordine. Buone cose,

CD 

43
04 Dic 2008
alle 19:41

andrea

Esaltante proprio il punto 12 . Io comincerei da lì per garantire diritti a qualsiasi comportamento sessuale . Sarei felice sia come eterosessuale che come uomo libero di scegliermi il compagno/a che più mi aggrada e soddisfa, fosse anche un geranio e che coloro che ancora si oppongono e negano questi diritti " siano soggette a indagine e i perpretanti siano ritenuti responsabili e assicurati alla giustizia" .

Leggendo la bozza sembra proprio un atto di profonda giustizia del quale l'umanità ha profondamente bisogno per togliersi di dosso tutti i residui di inciviltà medievale che ancora appestano il mondo ed un ulteriore progresso verso una civiltà più giusta e umana .

Posso comprendere il timore dei preti per la probabile condanna della loro inumana dottrina propagandata per millenni e causa di milioni di morti per quella sottocategoria di figli di dio , ma l'umanità avanza verso una civiltà più progredita e gli striduli strepiti e le maledizioni provenienti dalla più grande fabbrica di repressi e pervertiti sessuali al mondo rimarranno solo come rumore di quel sottofondo di inciviltà destinato a scomparire .

42
04 Dic 2008
alle 19:06

Charles Darwin

Solo nei punti 6 e 11. Infatti negli altri 11 punti si parla esclusivamente di diritti dell'individuo, diritti del tutto ovvii. Forse l'unica cosa non ovvia é la constatazione che non dappertutto come da noi occidentali questi diritti sono garantiti. Penso che l'ONU debba avere solo questo obiettivo e non mi riesce proprio di vederci altro.

41
04 Dic 2008
alle 18:22

pequenito

Se il testo è questo mi sembra evidente che si parla di depenalizzazione solo nei punti 6 e 11, oltretutto troviamo conferma del fatto che i termini "diritti umani", "orientamento sessuale" e "identità di genere" sono troppo pericolosamente generici, davvero applicabili a qualsiasi cosa, persino alla pedofilia nonostante questo scandalizzi tanto Andrea.

Oltrettutto veramente secondo il punto 12 potrei essere perseguito penalmente per violazione dei diritti umani se mi opponessi al "diritto" di Fabrizio e del suo geranio di avere gli stessi diritti di una coppia etero.

P.S. Il geranio ovviamente non è più detto che sia una pianta, secondo la libertà di "identità di genere" potrebbe essere qualsiasi persona, animale o cosa che decida un bel giorno di sentirsi un geranio.

40
04 Dic 2008
alle 17:00

Charles Darwin

Il senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Partito Radicale (http://perdukistan.blogspot.com/2008/12/vaticano-condona-chi-discrimina.html) ha diffuso oggi questo testo della "bozza di dichiarazione per la depenalizzazione dell’omosessualità, firmata dai paesi dell’Unione Europea, che sarà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 10 dicembre" che riporto nella traduzione italiana riportata dal sito Renzo e Lucia (http://renzoelucia.blogspot.com/2008/12/proposta-onu-di-depenalizzazione.html)

 

1. Noi riaffermiamo il principio dell'universalità dei diritti umani, come proclamato sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, il cui 60esimo anniversario è stato celebrato quest'anno, in cui l'Articolo 1 afferma che "tutti gli esseri umani sono nati liberi e uguali in dignità e diritti";

2. Noi riaffermiamo che ognuno ha diritto a godere dei diritti umani senza distinzione di alcun tipo, come di razza, colore, sesso, lingua e religione, politica o altro tipo d'opinione, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o altra condizione, come specificato sull'Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e sull'Articolo 2 dell'Accordo Internazionale sui Diritti Civili, Politici, Economici, Sociali e Culturali, così come nell'articolo 26 dell'Accordo Internazionale sui Diritti Civili e Politici;

3. Noi riaffermiamo il principio di non-discriminazione, il quale richiede che i diritti umani siano applicati in modo eguale a ciascun essere umano senza distinzione di orientamento sessuale e identità di genere;

4. Noi siamo profondamente preoccupati dalle violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere;

5. Siamo anche disturbati dal fatto che violenza, angherie, discriminazione, esclusione, stigmatizzazione e pregiudizio siano diretti contro persone in tutti i paesi del mondo a causa dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere, e che queste pratiche minino l'integrità e la dignità delle persone soggette a questi abusi;

6. Noi condanniamo le violazioni dei diritti umani basati sull'orientamento sessuale o l'identità di genere dovunque esse avvengano, in particolare il ricorso alla pena di morte, a esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, alla pratica della tortura o altri trattamenti e punizioni crudeli, inumani e degradanti, all'arresto o detenzione arbitrarie e alla privazione di diritti economici, sociali e culturali, tra cui il diritto alla salute;

7. Noi ricordiamo la dichiarazione presentata da cinquantaquattro paesi nel 2006, prima del Consiglio sui Diritti Umani, che chiedeva al Presidente del Consiglio di discutere di queste violazioni in un'appropriata futura sessione del Consiglio;

8. Noi raccomandiamo che sia posta attenzione a questi temi mediante procedure speciali e trattati del Consiglio per i Diritti Umani e incoraggiamo a continuare a integrare considerazioni sulle violazioni dei diritti umani basate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere, nell'ambito dei loro rilevanti mandati;

9. Noi accogliamo l'adozione della Risoluzione AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) su "Diritti Umani, Orientamento Sessuale e Identità di Genere" da parte dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani durante la sua 38esima sessione tenutasi il 3 giugno 2008;

10. Noi invitiamo tutti gli Stati e gli organismi internazionali rilevanti a impegnarsi a promuovere e proteggere i diritti umani per ogni persona, senza distinzione di orientamento sessuale e identità di genere;

11. Noi incoraggiamo gli Stati a prendere tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, per assicurare che l'orientamento sessuale o l'identità di genere non siano in nessun caso alla base di pene criminali, in particolare esecuzioni, arresti o detenzione;

12. Noi incoraggiamo gli Stati a garantire che le violazioni dei Diritti Umani basate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere siano soggette a indagine e i perpretanti siano ritenuti responsabili e assicurati alla giustizia;

13. Noi incoraggiamo gli Stati ad assicurare adeguata protezione ai difensori dei diritti umani e a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di svolgere il proprio lavoro su temi di diritti umani, orientamento sessuale e identità di genere.

 

39
04 Dic 2008
alle 16:58

andrea

Quando la posizione risulta indifendibile l'ultima spiaggia, ovvero  pequenito,  è tentare la strada della mistificazione e dell'insulto .

Mistificazione perchè si confonde un reato penale , la pedofilia , con un comportamento legalissimo quale è l'omosessualità .

E' evidente che concedere la depenalizzazione dell'omosessualità non coincide col voler depenalizzare il reato di pedofilia . Un rapporto omosessuale si considera tra persone libere e consenzienti mentre la pedofilia è una delle più abiette violenze fatta da un adulto su un minore presumibilmente non consenziente e come reato per questa violenza viene punito .

Insulto perchè non è piacevole da parte di un omosessuale sentir paragonare i suoi gusti sessuali alla stessa maniera di un comportamento da reato penale .

Insulto maggiore della pretesa di opporsi senza alcun diritto alla non depenalizzazione nei casi e luoghi dove ancora si fa scempio dei diritti umani , di un comportamento perfettamente naturale quale è l'omosessualità . Senza alcun diritto perchè ripeto a chi è duro nel comprendere che il vaticano non fa parte delle nazioni unite e non ha quindi nessun potere per prendere una decisione di quel consesso di civiltà e nessun diritto ad intervenire nella discussione .

Per quanto riguarda i matrimoni tra omosex , ritengo il problema attinente alla sfera della libertà individuale e per questo va tutelato e regolamentato al pari di qualunque altro contratto umano . I paesi che ancora si oppongono a riconoscere questo diritto sono a mio parere da penalizzare e da essere soggetti ad embargo e boicottaggio da parte del consesso ONU al pari di qualunque altro stato al mondo che non riconosce i più elementari diritti civili .

Non scado nella polemica facile di citare in discussione le imponenti schiere di pedofili e omosessuali vaticani che non farebbero bene alla moralità di quella vocina senza diritto che si è opposta in maniera così ipocrita alla depenalizzazione di un comportamento umano , e saluto cordialmente tutti .

 

38
04 Dic 2008
alle 16:44

Fabrizio

Perché vorresti impedirmi di sposare il mio geranio, Pequenito? Sei intollerante, devi essere messo in galera!

C.v.d. con la scusa della pena di morte per i gay in Africa, si vuole effettuare il lavaggio del cervello a noi qui in Europa, in nome del Pensiero Unico Politically Correct. Viscido chi ricorre a questi mezzucci!

37
04 Dic 2008
alle 15:17

pequenito

Di cosa stiamo parlando? Di una bufala giornalistica basata sul no della Chiesa riguardo un documento che nessuno di noi in realtà ha mai letto.

 

La dichiarazione per la “depenalizzazione universale dell’omosessualità” che la Francia – a nome dell’Ue – presenterà all’Onu il 10 dicembre prossimo.

 

Quindi forse sarebbe meglio parlarne quando tutti potranno effettivamente constatare quello che la dichiarazione dice, a quel punto non sarebbe più possibile sostenere la bufala che i  media anticattolici stanno portando avanti in questi gioni.

 

Purtroppo però i nemici della Chiesa hanno preso la palla al balzo facendo leva proprio su questo fatto e cioè che finchè la dichiarazione non viene resa pubblica la Chiesa può essere infamata facendo credere ciò che effettivamente non è.

 

Da qui il compito (di cattolici e non) di prendere con le molle tali accuse infamanti, cercando di capire dai frammenti del documento riportati quali siano i punti che la Chiesa non può assolutamente condividere tanto da  non averlo voluto sottoscrivere.

 

La  dichiarazione per la depenalizzazione universale dell’omosessualità comprende tredici punti, solo uno dei quali è la condanna delle esecuzioni e delle torture, assieme a molto altro. Non era necessario un documento concepito come una somma di temi diversi che si possono prestare ad ambiguità. C’è, tradotta nel solito gergo delle burocrazie internazionali euro-onusiane, la presa di posizione contro la discriminazione, l’esclusione, la stigmatizzazione e il pregiudizio antiomosessuale. Che ciascuno, teme il Vaticano, potrà tradurre come vorrà. In Svezia, in nome di un’analoga risoluzione approvata in Europa, un sacerdote è stato rinviato a giudizio dopo un’omelia critica nei confronti dell’omosessualità. La proposta Sarkozy, in altre parole, identifica omosessualità ed omosessuali, sostenendo che non si può essere contro l’omosessualità ma non contro gli omosessuali o, al contrario, che chiunque è contro l’omosessualità è anche contro gli omosessuali. Questa è invece la posizione della Chiesa e anche di tante persone che adoperano semplicemente la ragione. Si può sostenere che l’omosessualità è un “disordine”, come disse Benedetto XVI, e contemporaneamente affermare che gli omosessuali hanno tutta la dignità della persona umana e come tali meritano rispetto. L’omosessualità non è l’unico disordine perché tutti noi ne portiamo e sopportiamo qualcuno. Non è il disordine più grave. Ma è un disordine ed è doveroso per tutti non trasformare un disordine in un ordine. L’omosessualità non va quindi promossa o insegnata come una scelta sessuale indifferente, la coppia omosessuale non va equiparata giuridicamente alla famiglia tradizionale e non deve essere possibile per coppie gay adottare bambini. Ciò non contrasta con il chiedere rispetto per gli omosessuali e, dal punto di vista cristiano, con l’amarli come fratelli. Nel 1986, da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger scriveva nella lettera ai vescovi della chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali: “Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni”.

 

Purtroppo però la dichiarazione che arriverà non inciderà dove l’omosessualità è perseguita, mentre i veri destinatari del documento diventeranno i paesi dove atti persecutori potranno essere considerati, di volta in volta, l’ostacolo alle adozioni o il mancato riconoscimento delle nozze per le coppie gay.

 

Gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. Queste perplessità non sembrano affatto infondate, a leggere il testo integrale della dichiarazione proposta dalla Francia. Alla ovvia condanna della negazione di basilari diritti umani si affiancano le solite, ambigue formulazioni fatte apposta per introdurre associazioni arbitrarie. Commetterà “violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali” il paese che non ammette il matrimonio gay? Sarà “discriminazione” da sanzionare l’opinione non “corretta” sull’omosessualità? Una volta lanciata, la dichiarazione francese nulla cambierà in Iran o in Egitto. Ma in altri contesti, per nulla persecutori contro i gay, la si potrà usare come una clava ideologica.

 

Quando si dice che tutti gli orientamenti sessuali devono essere considerati esattamente sullo stesso piano, si commette un gravissimo errore, si parla sempre di «orientamento sessuale» senza mai aver definito l’espressione, che in pratica potrebbe essere applicata anche ad altri orientamenti. Non bisogna infatti dimenticare che in Olanda esiste ufficialmente un partito dei pedofili.

 

Vogliamo approvare una dichiarazione che consideri tutti gli orientamenti sessuali sullo stesso piano? Anche l’orientamento del partito olandese? Pensiamoci bene.

 

 

 

36
04 Dic 2008
alle 09:31

andrea

Allora come ci spieghi quel tuo assioma per cui sarebbe chiaro che il Vaticano vuole omosessuali morti?

Scusa tanto se ti chiedo il disturbo di argomentar accuse gravi, eh?

Non ho bisogno di nessuna argomentazione a sostegno, velina di nano . Questa volta, ma come pure in altre occasioni , basta lavorare di Logica sulle parole del Migliore dei preti . Ed io ho già dato al 30 . Rileggi , assimila e poi puoi pure continuare a dedicarti al tuo patetico sforzo di persuasione all'assurdo senza scocciarmi .

35
04 Dic 2008
alle 01:06

Charles Darwin

@Alieno 33

personale per personale, anche tu sembri avere qualche problema con la Chiesa. Piacerebbe capirne di più

CD 

34
04 Dic 2008
alle 00:43

Charles Darwin

Non saprei Alieno: domande personali, pesanti e interessanti le tue. Mi cimento volentieri.

Cristiano ma non cattolico ? A me pare che o cattolico (universale, nel senso più ampio di "umanesimo integrale" ed "ecumenico"), o niente. Più che altro tendo a risolvere la dialettica fede-ragione in modo un pò diverso da papa Benedetto. A me pare che il papa abbia il grosso merito di puntare il dito sull'irragionevolezza delle critiche positiviste riconoscendo al contempo il ruolo della ragione pura. Il limite sta nell'obbligo su questa strada di riassorbire le conquiste della ragione pura nella fede, selezionandone in un certo modo il valore su criteri "altri" (di fede) rispetto alla ragione, sottomettendo perciò in un certo modo la ragione alla fede. Non sembra avere molto senso e soprattutto é giustamente rigettato come "irragionevole" (autogol) dai razionalisti. A me parrebbed potersi risolvere il conflitto in modo molto più semplice: massimizzando gli aspetti di "ricerca" e "contemplazione" dell'amore divino, minimizzando sempre e comunque gli aspetti dogmatici (senza negarli), risolvendo i residui conflitti logici nello Spirito Santo e nella Divina Provvidenza.

Che poi vuol dire "fidarsi" (CREDO QUIA ABSURDUM, fede nel Vangelo, non necessariamente nel Vaticano, pur riconoscendo nel Vaticano un ruolo insostituibile). In ultima analisi vuol dire cercare l'amore, non la filosofia (quella che anch'io sto qui facendo, Dio mi perdoni). Infine vuol dire che non delego mai la mia "visione del mondo" o la decisione di dove stiano bene e male ad un'istituzione, ma filtro sempre tutto attraverso la mia coscienza personale (Fabri: notato la i ?) e attraverso la mia persona (libertà, cultura, sensibilità comprese).

Perciò se il Vaticano dice una sciocchezza a me piange il cuore, ma non ho nessunissimo problema nel riconoscerlo: il mio rapporto con il Vaticano non sarà mai di tipo "politico" quanto piuttosto sempre "valoriale" (ossia "evangelico" in senso stretto "correzione fraterna" nelle due direzioni compresa).

Un approccio troppo personale ? Tendo a credere (sperare) che sia l'approccio di tutti quei moltissimi che continuano ad essere cattolici vivendo con disagio le incongruenze della Chiesa di Roma (Santa e prostituta): ho il solo merito di rifletterci su e non demordere. La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede come ricordano Albo 12 ed un Ratzinger antico. Molto di questo disagio ha prodotto e continua a produrre abbandoni, io ho avuto diversa fortuna e a cinquant'anni continuo a crederci, a sperare, a soffrire le incongruenze e a vedere di "risolverle" in termini non dogmatici, possibilmente universali e di fede.

Concludendo riconosco il grande valore cristiano delle tue posizioni ma rifiuto di riassumere in esse la fede (nelle tue, come in quelle del Vaticano o di chiunque altro, fatto salvo il Credo come contenitore di ogni dogma). Considero le mie poisizioni fallaci come le altre, non nel senso dell'essere prive di valore ma nel senso di non pretendere di incarnare l'assoluto, di mantenere l'obbligo a cercare sempre il suo volto (Sal 104, 4), di lasciarsi correggere dai fratelli come te (cioé dalla Chiesa).

Shalom

CD 

33
03 Dic 2008
alle 22:56

Alieno

Fabrizio, era uno sporco lavoro ma qualcuno doveva pur farlo, ehehe. Io ho resistito più di te. Naturalmente per convenienza, dal mio pulpito prolisso, la quantità di semina di infrazioni è inenarrabile, eheh.

@Andrea: ma davvero tu scrivi che la Chiesa è contro la pena di morte e poi "Il vaticano è contro la pena di morte ma non se si tratta di omosessuali.
E’ più chiaro così? "

E' un'accusa grave e seria, serissima, tanto che se fosse motivata ed argomentata non potrei fare a meno di scendere in campo per attaccare violentemente il Vaticano.

E però, deve essere argomentata e seria, quell'accusa, perchè a te da dove risulta questa eccezione nell'approvar contrarietà alla pena di morte del Vaticano? Documentaci, informaci.

A me, per esempio, non risultano simili postille per cui l'omosessuale può essere ucciso in quanto omosessuale. Anzi, risulta che non si può condannare a morte, punto.

Anzi, ti faccio notare che oggi, nel pianeta, gli omosessuali rischiano di più o hanno condanna a morte, tanto più quanto si è distanti dalla cultura giudaico-cristiana, distanti dalle posizioni Vaticane, come per esempio in Iran, ma anche in altri luoghi dove non si tiene gran conto di quel Gesù che salva adultere dalla lapidazione...

Per te, come si spiega? Un caso? Proprio non è possibile affermare che meglio si accorda la sensibilità vaticana e quella laica oggi nell'armonizzare i valori della libertà e della tutela della vita di altri sistemi?

Non per esser ripetitivo, ma va osservato anche che nel secolo scorso, dove la religione veniva marginalizzata o esclusa, nei regimi totalitari dove imperava il culto ideologico e non religioso, come i comunismi ed il nazismo, l'omosessuale crepava volentieri insieme a tanti altri per quella discriminazione che tu vorresti dovuta alla fede cattolica. Nei campi di concentramento o nei gulag ci finivano, al pari di altri considerati pericolosità sociali, omosessuali, che credi.

Però non capisco perchè per non correr quel rischio di legittimazione di ammazzar omosessuali, si debba rinunciare alla concezione che il rapporto omosessuale sia deviato, devianza, peccato. Nella nostra cultura, in quella del Vaticano oggi, prevale il valore della vita su tutto, cioè aldilà del peccato, la condanna di morte è comunque contrastata, la violenza anche.

Allora come ci spieghi quel tuo assioma per cui sarebbe chiaro che il Vaticano vuole omosessuali morti?

Scusa tanto se ti chiedo il disturbo di argomentar accuse gravi, eh?

@Cd: è interessante il tuo punto di vista che se non altro non incappa nel massimalistico e superficiale giudizio di cui sopra dicevo..

Come ho detto ho fatto volentieri l'avvocato del diavolo, intravedo le ragionevoli lungimiranze del Vaticano in quella scelta che però non so quanto possa esser stata scelta migliore. Forse il risultato sarebbe stato uguale, forse peggiore, forse migliore, bisognerebbe aver capacità di vedere un doppio binario con la doppia scelta della Chiesa per sapere.

La tua visione però di Chiesa sempre più mi appare poco cattolica eppur cristiana e non capisco dove è il termine della missione educativa della cristianità o della cattolicità nel tuo relativismo, esattamente come credo tu ti domandi cos'altro io ritenga giusto codificare o regolare nel mio assolutismo che però non è impositivo dove a volte mi sembra che il tuo relativismo abbia pretesa di essere assoluto relativismo.

Un paradosso?

Certamente mi appare il tuo un approccio mistico al messaggio cristiano e comprendo alcune tue preoccupazioni. D'altra parte se non son cattolico, qualche motivo, in effetti, c'è...

Nonostante ciò, rileggendo ciò che ho scritto, continuo ad esserne convinto in ogni parola. E naturalmente non voglio omosessuali morti o torturati, come il Vaticano..

Alieno

 

32
03 Dic 2008
alle 18:21

Charles Darwin

Grassie Fabrizio In coscenza, ci starò attento: giuro ;)

31
03 Dic 2008
alle 18:05

Fabrizio

Darwin, dopo reiterate infrazioni non posso proprio esimermi dal dirtelo...

Pensala come vuoi, ma ti pregooo: scrivi "coscienza" con la "i"!!! Un Gianni Rodari ti avrebbe forse detto che "coscenza" come lo scrivi tu è magari quella di tanti personaggiucoli che ammorbano il mondo :-)

30
03 Dic 2008
alle 17:25

andrea

Certo è che ci sarebbe da fare poca ironia anche sul cognome del rappresentante del vATICANO alla santa sede. Dire che è il “Migliore” che avevano è come non dire nulla, perché quello che dice all’ONU questo rappresentante di uno stato politico fondato solo su antidemocratici concetti religiosi, è a dir poco estremista.
La quaestio è la dichiarazione della Francia, presidente di turno dell’UE, di voler presentare all’ONU, a nome dell’Unione europea, una dichiarazione per la depenalizzazione universale dell’omosessualità.
Apriti cielo. Immediate sono stare le reazioni dal contenuto imbarazzante del suddetto migliore,  supportato dal tifo nazional-vaticano-estremista, che sta irrompendo sulla scena politica italiana ormai da diversi anni.
Il vaticano, che assieme a Taiwan è l’unico Stato a non fare parte delle nazioni unite, si permette di tuonare contro la volontà di 26 Stati dell’Unione Europea di voler far prendere una posizione netta all’ONU sulle pene capitali a carico degli omosessuali perché tali e non certo perché terroristi o criminali.
Ironia della sorte, il vaticano ha a suo tempo appoggiato la moratoria contro la pena di morte.
Scusate la confusione, cerco di riassumere con due parole:
Il vaticano è contro la pena di morte ma non se si tratta di omosessuali.
E’ più chiaro così?

Credo di si.

Ma ridurre le posizioni in questo modo non porta mai ad una chiara spiegazione delle posizioni. Quindi, contrariamente alla monarchia assoluta che vige al di là del Tevere, cerchiamo di dare espressione democratica a questo discorso e andiamo ad analizzare la difesa degli accusati.
La prima dichiarazione fatta, si richiama ad una presunta difesa di quegli stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso.
Cito:
«Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - afferma mons. Migliore - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».
Commento:
Che ch’azzecca? Se ho ben inteso, affinché alcuni stati non vengano accusati di inciviltà per la mancanza di norme che garantiscano le unioni omosessuali, si consente ad altri stati, che non considerano minimamente le unioni omosessuali nella propria agenda politica, anche di IMPICCARE gli omosessuali per strada solo perché immorali culattoni.
Non commento invece il rischio di  discriminazione a carico di quei poveri stati che non riconoscono le unioni omosessuali ma che invece possono condannarli a morte affinché quei finocchi schifosi non li taccino di razzismo.
Cito:
“Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali”, afferma padre Federico Lombardi “ma la proposta cerca di ‘introdurre una dichiarazione di valore politico che si può riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, può venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell’uomo”
Commento:
Non vi nascondo che ho dovuto leggere questo passaggio più di una volta per coglierne il senso logico, ma un senso logico c’è e cerco di esporlo:
Se approvata, questa proposta potrebbe innescare il rischio di eccedere nel considerare “ogni orientamento sessuale” come un diritto per ogni persona.
Letta al contrario: il libero orientamento sessuale NON rientra nei diritti fondamentali della persona.
(!!!) E’ innegabile che sia in piena coerenza con la dichiarazione di cui sopra.
In conclusione, nel dubbio di riconoscere un indebito diritto di essere omosessuale, permettiamo che anche gli eterosessuali vengano uccisi per sospetta omosessualità.
Cito:
«Nessuno vuole difendere la pena di morte per i gay»; è quanto ha precisato padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano a proposito delle reazioni suscitate da un’intervista rilasciata dal rappresentante del Papa all’Onu, il quale ha bocciato un’iniziativa della Ue per depenalizzare l’omosessualità.
Commento:
Il vaticano non difende la pena di morte per i gay ma è contro l’iniziativa della UE che vuole eliminare la pena di morte per i gay. E’ chiaro?
L’ultima è la più bella.
Cito:
“Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali”, afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta”
Commento:
Dato che ci sono 150 coglioni con la patente di capo di Stato, perché non farne 151?
Non fa una piega!

Citazione interamente tratta da Repubblica on line:
Nel mondo sono circa un’ottantina i paesi che hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. La pena capitale è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l’unico Stato latinoamericano dove l’omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados.
Ma condanne e punizioni sonno ampiamente diffuse in molte zone del mondo. E non solo il carcere ma anche i lavori forzati. In Guinea Bissau, per esempio. Oppure l’Angola e il Mozambico. Ed ancora multe e pene cosidette “più lievi” (come qualche anno di carcere). Si passa dai 14 del Malawi, ai 20 della Malesia, ai dieci della Maldive.
Altro aspetto da segnalare è che sono molti i paesi che considerano reato la sola prostituzione maschile: Kenia, Lesotho, Swaziland, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Baharain, Maldive, Territori della Palestina, Turkmenistan, Uzbekistan, Grenada, Giamaica, Kiribati, Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea, Tonga, Tuvalu, Guyana.

NON commento

29
03 Dic 2008
alle 17:05

Charles Darwin

Suvvia ET (27), non rigirare la frittata. Ti intuisco in difficoltà e ancora una volta ti invito a non "usare" la Chiesa: non serve arrampicarsi sugli specchi. Se dice una cavolata (anzi due, grosse come una casa, ma può succedere) resta una cavolata. Il segnalarlo da parte nostra, non da parte dei suoi detrattori, é il miglior servizio che possiamo rendere a lei e alla nostra coscenza. Cosa c'entri la "tutela della vita" lo capite solo tu e Padre Lombardi: a me pare l'evocare un fantasma per metter paura alle buone coscenze. Paura di cosa poi ? A me pare si voglia rovinare tutto non solo ai razionalisti, ma anche alle "buone coscenze" che prima o poi si troveranno in contraddizione con loro stesse. E' questa la Chiesa della riconciliazione tra fede e ragione ?

Nota che io e te stiamo usando gli stessi argomenti a suo tempo tirati in ballo nella battaglia sui DICO. Lì almeno erano puntuali, ma il solo doverli tirare in ballo ora é tragico e grottesco oltreché TOTALMENTE fuori-luogo (sino a prova contraria). Denuncia solo la brutta malattia (venerea ?) contratta dal Vaticano. 

28
03 Dic 2008
alle 16:35

Charles Darwin

Giusto Alieno, se decidesse altro ... sarebbe sbagliato comunque (secondo me sarebbe sbagliato di fatto, non solo per i media). Questo é il vero nocciolo della questione.

Come vado inutilmente ripetendo, in questo caso evitare di prender posizione non vuol dire evitare di adempiere al proprio ruolo, ma vuol dire evitare di svenderlo e svilirlo nell'azione politica. Vuol dire lavorare per l'eterno lasciando lo storico agli uomini (riprendendo Fuad Allam). Perchè é oggettivamente vero: qualsiasi cosa la Chiesa dica al di fuori del suo ruolo é per forza di cosa sbagliato oltre a rappresentare il peggiore dei servizi ai suoi fedeli, costretti ad inseguire e difendere una dottrina "storica" fallace e cangiante, piegata alle esigenze della politica, diversa nei principi dall'applicazione pratica .... Provocatoriamente, intuendo il dissenso di Don Paolo: solo accettando uno Spirito Santo "relativo" e democratico la Chiesa può aspirare a divenire "sale" e "lievito" per la società ! Resta l'assurdo di veder rifiutato un sicuro progresso in nome di principi etici tanto giusti nelle coscenze dei singoli quanto inapplicabili ed ingiusti se tradotti sul piano politico. Abbasso lo stato etico, viva la buona educazione ! 

27
03 Dic 2008
alle 16:05

Alieno

@Cd: io avevo premesso che avrei fatto l'avvocato del diavolo perchè mi sembrava che poche fossero le voci che bilanciassero la discussione più oggettiva (l'avevo premesso al post 17).

In sostanza tu difendi il razionalismo (cioè razionalmente, la Chiesa va contro se stessa nell'opporsi alla depenalizzazione), io una coscienza (sappiamo benissimo che la Chiesa non vuole omosessuali morti).

In sostanza è come se tu difendessi il gruppo di scenziati che condanna Galileo Galilei, perchè razionalmente non dimostra di aver ragione, io difendo quella coscienza del cattolico Galileo, che pur sbagliando razionalmente, ha ragione, come sappiamo.

Perchè la verità è che è vero quel che diceva Galileo.

Perchè la verità è che è vero che la Chiesa non uccide omosessuali, nè vuole la loro morte.

Libero dunque di applicarti strenuamente nel tuo razionalismo, di cui però, io sono invitato a diffidare, in coscienza e per esperienza, nell'osservazione, aldilà della correttezza razionale: non è vera la visone geocentrica, non è vera la Chiesa assassina e discriminante che istiga all'omicidio di gay.

E nemmen serve telescopio o protesi acustica, osservando che i gay crepano altrove da dove la Chiesa porta la sua cultura, i suoi valori, ascoltando quel che il Papa continuamente dice: "si ponga fine alla violenza..cessi la violenza..".

Capito? Io ho capito cosa intendi (ma non condivido pienamente, anzi, poco).

Libero di continuare la tua strada però. Peccato, averti come alleato nel difender la Chiesa dai suoi nemici, sarebbe un bell'aiuto, davvero!

Alieno

26
03 Dic 2008
alle 15:26

Alieno

Ci si dimentica troppo volentieri che la Chiesa, aldilà delle campagne mediatiche e dell'Onu, abbraccia un principio che tutti li comprende, compreso quel di cui si parla:

la tutela della vita.

E che l'Onu farebbe bene (ma non può e nn vuole per i motivi spiegati prima, male che gli vien dall'origine stessa) a rendersi coesa con la Chiesa in quella prioritaria campagna nel pianeta.

E' vero però, mi rendo conto, che simili esternazioni della Chiesa o le sue scelte avranno conseguenze e che, volendo, saranno negative, me ne rendo conto da alcuni commenti stimolanti che propongono simile riflessione.

Ma devo constatare che comunque sia, la Chiesa oggi è nella condizione per cui "ogni cosa che dirai, sarà usata contro di te", dunque ben poco cambierebbe il risultato.

Mettiamo appunto avesse deciso altro: a quel punto si rende per coerenza necessario lo scardinamento dei valori che porta avanti, dunque via ai matrimoni gay e via alla riforma di Gesù o della Bibbia che non applicano par condicio parlando di matrimoni gay, proponendo famiglia intesa unicamente come etero (invito al razzismo? Apologia di reato?), già, i reazionari Gesù, l'anacronistico Dio coi suoi vangeli così poco politically correct, che male gli avran fatto mai gli omosessuali, gli abortisti, dai...cattivi cattivi.

Ciò che si chiede alla Chiesa è di rinunciare a sè, di autodistruggersi volontariamente, con le buone, altrimenti si forza il risultato comunque, fortemente voluto e già deciso.

Posso concordare nella scorrettezza, o meglio, nell'imprecisione per cui si vorrebbe che l'istituzione "famiglia" si sgretoli sotto le pretese delle lobby omosessuali.

In effetti è riduttivo e semplicistico dire così, per i motivi bisogna andare più lontano e quel contributo del voler rendere istituzione eguale il matrimonio gay, non è propriamente causa, ma manifestazione di altre motivazioni. E' uno degli effetti che naturalmente, finisce per diventare poi, concausa in quel percorso performante nei valori educativi, nell'offrire esempio e modello, ispirazione.

Alieno

25
03 Dic 2008
alle 15:21

Charles Darwin

Alieno 38: "Fare una cosa oggi dove si afferma un primato (una non paragonabilità, non equiparabilità) di unione etero e omo, è ormai considerabile illegalità ..."
Mi dispiace, ma é una palese falsità, soprattutto se riferita al problema della "non punibilità" (e ancora attendiamo di conoscere davvero di cosa e perché si parli...)
Riguardo poi l'affermazione in sé ("afferma un primato...") lasciami osservare che in questo modo tu sembri auspicare uno sorta di "stato etico" che stabilisca al posto tuo cosa siano bene e male, ossia un'istituzione statuale o super-statuale (UE, ONU) che rappresenti il fine ultimo cui devono tendere le azioni dei singoli individui, nonché la realizzazione concreta del bene universale (da wikipedia). Esattamente quello che cercava di essere la tua amata URSS. A me pare che l'unico "fine ultimo" di uno statoo di un'istituzione che si definisca liberale e democaratico sia quello di garantire la tolleranza (il relativismo ahi ahi !). Chiariamoci le idee per favore: ci crediamo davvero alla democrazia o é solo un modo di dire ?

Certo Alieno 21, l'ONU non vale una pippa (ed infatti Israele ... almeno quanto i tuoi esempi... ;-)). Solo che come sempre ancora una volta preferisci prendertela con l'universo mondo (ridotto in schemi manichei) piuttosto che assumerti la responsabilità del male quando, come e dove tu (NOI) con la nostra presenza ed azione possiamo denunciarlo ed affrontarlo. Tutto questo può partire solo (sempre parte nelle mie posizioni come avrai notato) da dolorosi esami di coscenza personali, perché scorciatoie o guerre preventive di ogni etica manichea, per battere il male non funzionano, come noto. 

Riguardo alla Chiesa infine trovi esempi per discuterla sul piano dell'azione politica. Eppure dalla Chiesa al contrario che dallo stato e dalle leggi DOBBIAMO SI' pretendere un'etica. Perciò come tu la critichi nella sua "politica internazionale" io la critico quando chiede leggi all'ONU o alla stato. La differenza é che io come ben sai la criticherei comunque, tu solo se e quando fa comodo alla politica come la vedi tu. Non sarebbe il caso di chiarirsi le idee anche su questo punto ? (per la mia solita posizione cfr il non nuovo CD 10) 

Cari saluti,
CD

PS

Siccome é del tutto evidente che l'ONU all'atto pratico non può né deve proibire l'aborto senza tradire la sua stessa funzione, ti pare logico che la Chiesa rigetti per questo una risoluzione in tutto e per tutto etica e coerente con i suoi stessi principi ? (Come sui disabili ci si limitava a parlare di paternità responsabile, quì ci si limiterebbe (par di capire) a garantire i diritti dell'individuo. Mi pare del tutto indifendibile, mi pare che i temi dell'aborto e della famiglia siano tirati per i capelli in modo del tutto strumentale. Va detto da tutti a chiare lettere senza inutili contorcimenti logici.

24
03 Dic 2008
alle 15:10

Alieno

Quello che mi ricorda l'azione dell'Onu (o in altre occasioni dell'Europa) è quel che sempre si è detto delle Banche:

aiuta, prestandogli denaro, solo chipuò dimostrare che in fondo, non ne avrebbe bisogno davvero.

Altrimenti, se davvero sei nella condizione di bisogno, t'attacchi. Tra le storielle raccontate nel film "Tu mi turbi" di un lontano Benigni, c'è una versione divertentissima e molto, molto attuale, dove lui va appunto a chieder aiuto alla banca.

Anzi, chi vuole farsi una risata (la leggerezza è terapeutica per affrontare di nuovo le serietà della vita), consiglio vivamente lo spassoso, attualissimo, vecchio (anzi giovanissimo) Benigni , un geniaccio, qui:

http://it.youtube.com/watch?v=XjEFUJV3eBQ&NR=1

Cioè presta soldi volentieri a chi ha casa, lavoro, risparmio, garanzie ecc. Agli altri nisba.

L'Onu fa così, come principio, puntando il dito dove, in sostanza, non ce n'è gran bisogno, in effetti. Ti insegno diritti umani a te che non te ne sbatti, che ascolti, che già li applichi.

Agli altri, si chiede scusa se si osa chiedere qualcosa, si sa, ci tocca far questo mestiere, ci tocca render conto alla decenza, la gente magari mugugna, si accorge.... e nel farlo si abbassa la voce per non disturbare. Si lasciano fare. Si lasciano torturare.

Si lasciano uccidere.

Chi sarebbe, scusa, che fa figuracce?

Alieno

23
03 Dic 2008
alle 14:54

Alieno

Quello che mi ricorda l'azione dell'Onu (o in altre occasioni dell'Europa) è quel che sempre si è detto delle Banche:

aiuta, prestandogli denaro, solo chipuò dimostrare che in fondo, non ne avrebbe bisogno davvero.

Altrimenti, se davvero sei nella condizione di bisogno, t'attacchi. Tra le storielle raccontate nel film "Tu mi turbi" di un lontano Benigni, c'è una versione divertentissima e molto, molto attuale, dove lui va appunto a chieder aiuto alla banca.

Anzi, chi vuole farsi una risata (la leggerezza è terapeutica per affrontare di nuovo le serietà della vita), consiglio vivamente lo spassoso, attualissimo, vecchio (anzi giovanissimo) Benigni , un geniaccio, qui:

http://it.youtube.com/watch?v=XjEFUJV3eBQ&NR=1

Cioè presta soldi volentieri a chi ha casa, lavoro, risparmio, garanzie ecc. Agli altri nisba.

L'Onu fa così, come principio, puntando il dito dove, in sostanza, non ce n'è gran bisogno, in effetti. Ti insegno diritti umani a te che non te ne sbatti, che ascolti, che già li applichi.

Agli altri, si chiede scusa se si osa chiedere qualcosa, si sa, ci tocca far questo mestiere, ci tocca render conto alla decenza, la gente magari mugugna, si accorge.... e nel farlo si abbassa la voce per non disturbare. Si lasciano fare. Si lasciano torturare.

Si lasciano uccidere.

Chi sarebbe, scusa, che fa figuracce?

Alieno

22
03 Dic 2008
alle 14:37

Chiara Marchi

Trovo questo tentativo di difesa particolarmente imbarazzante e di dubbio gusto. Non si vuole affrontare un tema (quello del riconoscimento legale di coppie non eterosessuali) e per questo pare sia meglio farlo mantenendo posizioni retrogade e medievali e tentando di dare logicità ad una posizione indifendibile. Il Vaticano si dichiara contro le discriminazioni ma non perde occasione per farsi promotore di discriminazione, affermando (parole testuali di Ratzinger) che l'amore omosessuale è deviato e malato, che l'omosessualità deve rimanere un reato, che la famiglia è il fine ultimo di ogni matrimonio e deve essere difesa da ogni attacco, negando la presenza di altre e lecite forme d'amore. Che l'istituzione familiare si stia sgretolando per colpa degli omosessuali è un'asserzione vergognosa ed assolutamente falsa che velatamente i preti lanciando puntualmente, che ci si appigli alla legge naturale, dimenticando che la nostra società di "naturale" non ha praticamente nulla (e per fortuna, o le madri potrebbero uccidere impunemente i propri figli e fratelli e sorelle potrebbero accoppiarsi come succede, per l'appunto, in natura). Ma sperare che i Palazzi vaticani capiscano quanto (si) stanno facendo del male sarebbe, forse, troppa grazia.

21
03 Dic 2008
alle 14:31

Alieno

@Cd: ma perchè vuoi convincerti dell'improbabile dinanzi all'eventualità del probabile?

Sappiamo che l'Onu è imbelle ed inutile in questi casi di grave violazione dei diritti umani. Non fosse altro perchè l'Onu è un organismo ben più che difettoso, ma corrotto (e secondo me superabile) proprio dalla presenza di chi costantemente i diritti umani viola. Anzi, avendo, com'è nel caso della Cina, diritto di veto.

Capisco che noi abbiamo una cultura a volte talmente imbecille da dare nientemeno che il Nobel per la pace ad un Arafat (evidenziando anche la sua posizione in modo chiaro nella questione del conflitto Israelo-Palestinese, non è vero?) e bearcene di quell'istituzione aberrante perfino e dunque non ho dubbio che l'Onu meriti altrettanta fiducia.

Ma la realtà è, anche per i motivi spiegati, che l'Onu è incapace e non ha la volontà di far rispettare i diritti se non in chi, più o meno, già è sensibile a quei diritti. In sostanza, riesce a malapena a compiere quello che è più o meno inutile: andare a rompere le palle nell'umana campagna di sensibilizzazione laddove già non c'è bisogno più o meno, niente che non sia raggiungibile comunque anche in altri modi, con altre forme di dialogo, senza Onu.

Non è andata l'Onu a romper le palle in Cina. Che non ha fatto nulla dinanzi alle timide richieste di far rispettare un po' di più, almen di far vedere che c'è un piccolo impegno perchè così appaia, mica sostanziale abbraccio dei diritti umani, almeno l'apparenza. L'Onu quasi si è scusata, concedendo l'ennesima fiducia eppure abbiam visto come impunemente si è scatenata, anche durante le Olimpiadi. La Cina che da sola ha le più numerose esecuzioni capitali (subito dopo l'Iran), ma anche la tortura, i campi di tortura e di concentramento, i laogai.

Tu senti l'Onu che ci frantuma i cosiddetti per sensibilizzare il pianeta per tutta questa disumanità e vergogna?

No, naturalmente no. Si batte per l'aborto magari, ma che no sia mai perchè sarebbe una sorta di guerra civile, non può, in quella deficiente (manchevole) organizzazione c'è appunto, al comando, nella poltrona riservata ai grandi che non hanno turnover, ma posto fisso, la Cina. Che dal suo posto di comando in virtù d'esser Nazione vincitrice della seconda guerra mondiale, la possibilità di difender strenuamente ogni altro Stato criminale, cioè non solo per sè, ma legittimando la continua violazione dei diritti umani senza possibilità di successo, oltretutto applicando la consueta politica dello scambio di voti con quegli stati che vi partecipano: "tu oggi difendi me, io ti appoggio e boicotto ogni tentativo dell'Onu di romperti le scatole, vedrai, ci divertiremo un sacco.."

Funziona così, l'Onu, caro Cd, siamo realistici. Funziona male perchè è nata male. Non è nata per umani e significativi meriti, è nata semplicemente in virtù di essere tra le grandi nazioni vincitrici del conflitto in un accordo che permettesse tregua dopo un simile sforzo.

Se fosse nata per meriti altri, che so, umani, diritti umani, nemmen doveva esserci la Cina, nè fissa, nè a rotazione, fin dall'inizio, col suo comunismo disumano a far milioni e milioni di morti comunque, a guerra finita. E continuando anche oggi, naturalmente, chi glielo vieta, l'Onu?

E non temere: se oggi si tentasse la carta di crear nuovo ente organizzativo internazionale basato sulla virtù dei diritti umani, con la cultura che apportiamo noi, ne vedremmo delle belle: ci infileremmo in quella nuova struttura Cuba, l'Iran, le associazioni terroriste palestinesi e naturalmente vieteremmo l'ingresso alla cattivissima Chiesa Cattolica, al Vaticano, per carità..

Per non parlar di Usa, vero... e a nulla servirebbe far notare che negli Usa o nel Vaticano non rischi di crepare o la tortura per reati religiosi o ideologici e in Iran o tra i terroristi sì, non ha mai funzionato far notare che si difendono allegramente i nostri aguzzini e si mortificano e condannano coloro che ci garantiscono più libertà, nè ieri, nè oggi.

Allora, riassumendo: a che serve questa bella novità dell'Onu, visto che non funziona e non vuole funzionare coi forti, ma coi deboli, che non criminalizza i criminali, ma i buoni? A che serve se non per compiere quel che ha sempre fatto?

Pensi che serva a spingere l'Iran ad impedire l'impiccagione di omosessuali in modo così arrogante da potersi permettere, invitato nei liberi States, nelle Università, a dichiarare al mondo che gli omosessuali non esistono in Iran? Suvvia, un po' di serietà, per quanto triste possa essere ammettere questa farsa a cui tu vuoi dare tutta l'importanza, non intravedendo la lungimiranza di una Chiesa, unendoti al facile coro della condanna.

La condanna dovrebbe essere per la stessa Onu, fin dal suo esordio, dalla scelta delle sue massime rappresentatività, da quel che sin dall'inizio e tutt'oggi fa e non fa, non contro la Chiesa che non chiude gli occhi dinanzi alle violazioni dei diritti umani. La Chiesa anzi, ha mooolto da insegnare sui diritti umani, lo può fare per una sua cultura giudaico-cristiana rispetto a quella socialista-comunista o islamica che meglio comprende e tutela quei diritti.

E te lo dice uno che non è cattolico, che non sposa affatto ogni decisione della Chiesa, te lo dice uno che cerca di ragionare sul buon senso e su valori di libertà senza dimenticare però i tratti dell'uomo, la sua specificità, senza confondere uguaglianza, senz'altro un mio valore, con egualitarismo, così come senza scambiare il valore laico con la politica laicista, che son cose diverse, perfin in conflitto tra loro.

Siamo onesti: ben prima di questa azione mediatica contro la Chiesa, l'ennesima che in questo infelice momento subisce attacchi dall'interno e dall'esterno in quell'insana alleanza altrimenti incompatibile, una vera e propria Unione alla Prodi di culture diverse, inconciliabili, però unite dall'odio comune, com'era l'antiberlusconismo, ecco, ben prima di questo, la Chiesa era virtuosa, era assodato che la Chiesa non vuole omosessuali morti o incarcerati, nn volendo morti nè incarcerati nemmen assassini, cosa su cui io, non cattolico, qualche riserva ho. Ed oggi le si punta il dito criminalizzandola, cioè già compiendo qui ed oggi quel che avverrà poi, comunque.

Oggi abbiamo la possibilità di vedere già cosa aspetta la Chiesa, è già oggi criminalizzata, figurati domani.

Lasciamo da parte un attimo la questione della coscienza di fede, ragioniamo in modo laico: la Chiesa non uccide. Altri uccidono, ma l'Onu a chi rompe le palle già da oggi? E a chi lo farà domani?

Ti risulta che nella carta dei diritti umani, già preesistente codificaizione, l'Onu abbia mai imposto alla Cina o all'Iran sanzioni o minacce per la loro orrenda, estesa, insopportabile violazione continua ed arrogante di quella carta?

A me no.

Cosa ti fa supporre che lo faccia domani?

Tu chiedi se è possibile parlar di sesso se non in termini di peccato in Vaticano. Fino a qualche anno fa avrei potuto perfin darti ragione, ma oggi mi pare che si possa dire che c'è, al contrario, una vera e propria ossessione del sesso contro la Chiesa, sembra quasi che d'altro non si possa parlare.

Faccio notare una notizia che è passata veloce e sottotono: il Dalai Lama che spiega che il sesso è sopravvalutato, effimero, esaltando il valore della castità. Non che io sia d'accordo, naturalmente, ma colgo qualcosa di vero: la visione spirituale non può che pensarla così, contrapponendosi alla materialità che oggi vogliamo ossessiva e cancellante la parte spirituale e poi il constatare che c'è una sopravvalutazione culturale del sesso. Ed a me il sesso piace, non è il pulpito di un'asceta votato alla castità che uso, eh?

Mi sono speso contro il bigottismo che vuole la prostituzione consenziente, adulta e libera, reato e se non mi ricordo male, la mia era quasi unica voce. Mi son domandato anche perchè ed ho pensato che forse per alcuni battersi per la prostituzione libera e non inclusa di per sè tra i reati, con la scusa dello sfruttamento, tentativo insulso che getta laicamente via il bambino con l'acqua sporca ed ho pensato che forse è una battaglia che imbarazza: "se difendi la prostituzione è perchè.... ne fai uso? Penseranno molti".

Che c'entra? Si deve guardare alla ragione. Ed alla ragione oggi guardo se stavolta dico che la Chiesa ha ragione. Fa bene, ma sono pessimista: non scamperà al suo destino, i giochi a tavolino son già decisi ed han deciso una sua costante, rapida marginalizzaione nel pianeta. Perfin giustificando radicalismi feroci con l'arma del relativismo.

Ciò nonostante le battaglie a volte son giuste anche se sappiamo d'esser destinati alla sconfitta, pazienza. La libertà lo impone e già vedo oltre l'apparenza che si vuole imporre: è quella che chiede la Chiesa, sembra un paradosso, ma non lo è, tristemente è il contrario.

Lo dimostra il fatto che si vada a romper le scatole e criminalizzare la Chiesa, discriminandola e non dove veramente c'è discriminazione feroce contro omosessuali ed il tutto sotto l'egida che si vorrebbe superpartes dell'Onu e che però nasce da requisiti tutt'altro che virtuosi: la Cina di Mao, l'Urss di Stalin, con le loro politiche disumane evidenti, son lì a ricordarci in quei sorrisi nelle foto di gruppo tra vincitori, qual'era il seme per cui è nata.

Della Birmania parla più nessuno..

Poco importa dei cristiani perseguitati nel pianeta.

Che gli ebrei crepino e guai se si azzardano a difendersi dalla minaccia di un Iran nucleare, nonostante si sia dichiarato platealmente al mondo di volerlo cancellare dal pianeta.

I tibetani sono un ricordo, l'importante è aver fatto olimpiadi senza incidenti gravi (non sono considerati incidenti nè la scomparsa di Israele, nè tibetani uccisi dall'Onu).

Ovvia, su, facciamo sostegno all'Onu che vogliam fonte autorevole di credibilità ed imparzialità.

La Corea del Nord ci dimentichiamo perfin che esista, salvo in rare occasioni (magari quando ne parlano gli Usa).

Il Darfur e le corti islamiche ci commuovono e ci indignano solo sui blog.

E non che la Chiesa sia invece imparziale, che non faccia i suoi interessi. Capacissima la Chiesa di tacere sulle impiccagioni e lapidazioni e campi di tortura, abbassa la voce.

Oppure la alza per dire che l'embargo a Cuba è una vergogna e chissenefrega se lì, di libertà e diritti umani, non abbiamo grande testimonianza.

Ha l'attenuante di aver come interesse quello di risparmiare quanto possibile, persecuzione, tortura e morte ai suoi fedeli, ai suoi vescovi, ma è solo attenuante, per me non toglie nulla alle responsabilità che ha.

Ciò nonostante, la balla della depenalizzazione non posso bermela, spiace, ma capisco benissimo cosa in realtà si sta facendo, sono un peccatore pieno di malizia, non un candido, ingenuo, un puro, si vede, si vede cosa succede, dai..

Amen.

Alieno

20
03 Dic 2008
alle 14:21

Leonardo

Temo che in questo caso la Gerarchia cattolica abbia fatto un grossissimo errore. Non so quali saranno i possibili strascichi a questa situazione, ma credo che ce ne saranno.

Non so se a tutti è chiaro quanto meschine posssano essere certe argomentazioni esposte: innanzitutto dire che anche centocinquanta paesi non hanno aderito e quindi nessun problema se non si aderisce è imbarazzante e ridicolo. Pare quella del pozzo: se uno ci si butta tu ti butti con lui?

E poi dire che si discrimenerebbero quelli che omossessuali non sono è sconcertante. Ma via!!! Un po' di decoro!!! Quando la chiesa chiede il riconoscimento del (sacrosantissimo) diritto di culto in paesi dove ancora la fede può costare la vita come in Cina io sono con essa; ma a questo punto sono felice che nessuno in Cina sia tanto insensato da dire che la libertà di culto non può essere concessa perché sennò tutti quelli che non sono cristiani sarebbero discriminati. Paradosssale forse, e ovviamente provocatorio, ma è solo una estremizzazione del ragionamento delle gerarchie eccclesiastiche. Capisco che la Chiesa debba portare avanti le sue posizioni, e che lo faccia con coerenza, su tutti i fronti. Stavolta però il problema è che il discorso era talmente delicato da dovere essere trattato con maggiore tatto.

Non dimenticando che il tanto temuto relativismo non è uno scandalo e una minaccia, ma una ineludibile realtà: forse se la chiesa deponesse la sua tracotanza nello sparare sentenze a destra e manca e limitasse la sua pretesa di dire l'ultima parola su tutto sarebbe meglio. Non è l'unica autorità morale della terra. Un po' di morbidezza in più non guasterebbe. Ad essere indulgenti ci si guadagna sempre, anche perché mi sa tanto che più ci si erge e meno si riesce a penetrare nella società civile. Capisco la "ragion di stato" vaticana. Ma la Chiesa si rende conto che il mondo viaggia ad una velocità diversa?

Non mi rende felice vedere la chiesa sulla stessa posizione così conservatrici: non fanno bene a nessuno.

Ma lla fine, nessun problema. Il mondo andrà avanti comunque. Che si tratti di omosessualità, di tutela dei disabili e di morale diffusa, il mondo marcia. Con o senza Chiesa Cattolica. Anche senza. Peccato però...

19
03 Dic 2008
alle 13:36

Charles Darwin

Altro che tutta sta caciara politica Scrive Don Padrini paventando l'assalto strumentale dei media. Infatti oggi Corriere e Repubblica collegano in modo strumentale questa storia con un'altra vecchia e risaputa: quella della non ratifica vaticana della convenzione ONU sui diritti dei disabili. In questo caso la convenzione é pubblica e approvata, perciò la pessima figura é conclamata e sotto gli occhi di tutti. Non me la sento proprio di parlare di strumentalizzazioni da parte dei media: evidentemente il vaticano proprio come il centrosinistra, quando vuol farsi del male da solo é impareggiabile. Per fortuna come ci ricorda Francesco, "Vaticano" non coincide con "Chiesa" (questa sì é strumentalizzazione dei media). Con tristezza,

CD 

18
03 Dic 2008
alle 13:32

Alieno

Dopo il mio commento in termini di .... fede cristiana, la mia riflessione in termini laci, volendo tremendamente pragmatici.

All'osservazione empirica noto che l'omosessuale non rischia la pelle in Occidente, nè grazie alla Chiesa (che è contraria alla pena di morte, alla violenza ed è tristissimo doverla costringere a dimostrare quel che già è, che già dovrebbe esser evidente, palese, insinuando l'accusa contraria). La rischia altrove.

E però non è altrove che si punta il dito davvero, che si fa davvero qualcosa di serio.

Noto anche che oggi mi è impossibile non aver guai (anche giudiziari) nel poter esprimere, per esempio, affermazioni come questa:

"i froci mi fanno un po' schifo..". E' una roba forte? No, non direi, perchè non incorro in eguale reazione morale e giuridica se affermo "gli etero mi fanno un po' schifo".

E capirei se qui ci fosse cultura della lapidazione o impiccagione da contrastare, ma oggi c'è? Dialetticamente accade il contrario e si vede quando uno si azzarda, timidamente, a dire che l'omosessualità è innaturale (e sbaglia perchè è moolto naturale com'è naturale l'omicidio, la pedofilia, la strage, la soppressione dei più deboli, dei malati, dei più anziani, della prole propria o altrui, magari proprio per potersi accoppiare di nuovo al più presto come fanno i leoni, rispondendo a leggi genetiche e chimiche che alcuni scenziati e psicologi vorrebbero anche a dettare le nostre azioni, deresponsabilizzandoci, la natura rappresenta tutto il meglio ed il peggio se trasportato sull'uomo, perchè è quello che accade senza coscienza e ragione, naturalmente, senza discernimento, senza voler o saper discriminare).

Lo vediamo cosa accade quando, per esempio a sinistra, si alza una Binetti e timidamente dice che il matrimonio è altra cosa, unisce uomo e donna.. un linciaggio che per fortuna la nostra cultura civile ci impedisce di avere in misura non solo dialettica.

E però, la giustizia civile e non tribale, è quella che fa giudizio in aula di tribunale e non lapidando scegliendo le pietre e noi già oggi possiamo vedere che chi si azzarda a dire questo, cioè il matrimonio è tra uomo e donna, l'unione tra stesso sesso non è equiparabile, non è socialmente educativa e costruttiva, rischia quel giudizio, per fortuna civile e non tribale, ma sempre giudizio.

In Europa, non solo in Italia. Si ritiene che chi osa fare simili affermazioni non sia degno di rappresentatività europea. Anzi, l'Europa ha in atto tutta una serie di strategie socioeducative, per cui raccomandare (leggi imporre) la presenza di messaggi particolari: che appaiano soap, fiction, film dove si normalizza l'omosessualità, per esempio.

Fare una cosa oggi dove si afferma un primato (una non paragonabilità, non equiparabilità) di unione etero e omo, è ormai considerabile illegalità, con richiami e sanzioni giudiziarie, italiane ed Europee, già, l'Europa sempre così solerte nell'abbandonarci al fanatismo islamico nel delirio politically correct, è solerte contro coloro che non uccidono nè minacciano di morte e però, guai a loro, guai se dicono che il matrimonio è e può essere solo etero.

Non passerà molto tempo da quando la predicazione nelle Chiese non sarà costretta ad ultimatum, pena l'illegalità, sanzioni, giudizi, a correggere la Bibbia, così poco politically correct, così poco relativista: perchè parla di matrimoni etero ma non bilancia con matrimoni gay. Gli sarà imposto di aggiungere e modificare Dio e Gesù, si arrangi, oppure diventi clandestina. La Chiesa, il Vaticano, mica le Moschee, naturalmente, per quelle ed altre questioni abbracciate a fiducia dall'Europa si dirà, relativisticamente, che quella cultura deresponsabilizza. Cioè è cultura legittimata quella che impone ai figli di Rom di elemosinare, a islamici di picchiar moglie e figlie, di aver più mogli se gli va o di segregarle, perchè relativisticamente quella cultura è radicata (anche radicalista, ma vabbè), non è mica responsabilità di chi fa quella roba.

Ma per i cattolici, la Chiesa, il Papa, i preti, no, regna l'assolutismo e la relativizzazione non è concessa.

Se accade non è un caso, questa incorenza, illogicità razionale.

Che ci sia un disegno chiaro, una volontà palese contro la cultura giudaico-cristiana e in special modo contro la Chiesa Cattolica risulta da un sacco di questioni, non sempre connesse con il sesso, che con il denaro, risultano essere le ossessioni dell'Occidente laicista, consumista, materialista e relativista.

L'aborto per esempio.

La carta dei diritti umani regola i diritti dell'uomo impegnandosi a difendere i diritti di tutti, soprattutto di chi non può: disabili, handicappati, malati, minoranze...

Paradossalmente, però, da tempo è in atto la politica di introdurvi un paradosso, un'aggiunta che oggi naturalmente non c'è: l'aborto.

Cioè quella carta avrà il dono schizofrenico di considerar diritto-dovere da una parte di tutelare anche disabili, indifesi, dall'altra concedendo la possibilità di eliminarli senza colpo ferire, ma uccidere direttamente.

Naturalmente l'Europa si impegna perchè sa che potrà trovar applicazione qui, la comunità internazionale ben sa che non è possibile, per esempio, aver applicazione, che so, in Medioriente, in Iran, dove proseguono impunenemente e numerosamente impiccagioni, lapidazioni e torture, violazioni di diritti umani continue, così come in Cina e naturalmente non imporrà alcuna sanzione (e quand'anche lo facesse superando quella viltà, non la cagherebbero nemmeno un po'), anzi, baderà che sanzioni vengan tolte, hai visto mai che qualcuno soffra o si dispiaccia o si offenda...

Ma qui da noi sarà dura per un cattolico fedele alla Chiesa, come sarà dura per me che non son cattolico dire che il matrimonio non è che etero, che è socialmente distruttivo e nocivo introdurre il matrimonio omo, che tutta questa ossessione per normalizzare il rapporto omosessuale fino al punto di considerarla famiglia con ruolo performante ed educativo, è un'assurdità intollerabile, davvero distruttiva del nostro futuro socio-educativo, un calcio nelle palle alle speranze di molti, già io adesso mi pongo, in quest'esempio, nella condizione di essere perseguibile penalmente.

Aprite gli occhi, quel tentativo di reato di opinione, in realtà è già mezzo realizzato e spero che non sia a quel punto di "non ritorno", perchè ormai mi sono stati sottratti i mezzi per contrastare quel cammino, cioè la libertà di espressione. Oggi chi combatte per salvare il valore della famiglia, combatte già con le armi spuntate, mezzo disarmato e con opinione pubblica e formazione culturale già ben istruita per lapidarti dialetticamente.

So che dovrò alla fine appellarmi al relativismo, ridotto al disarmato essere minoranza invisa alla cultura imperante ben costruita a tavolino, ma so già che in quel caso del relativismo non se ne vorrà sentir parlare, mi imbatterò nell'assolutismo per cui è già stato deciso che se mi esprimo sarò nell'illegalità, nell'illegittimo, sarò punibile in vari modi, moralmente, giuridicamente.

Posso dire che immaginare due uomini o due donne che pure con figli si intendono famiglia, mi fa venire i brividi e non di piacere? Posso dire che lo trovo un orrore, inquietante, che temo per i miei figli stessi, una simile idea socio-educativa dove quella si vorrebbe famiglia?

Non lo so, forse, credo, di no, credo di aver già prodotto estremi per esser perseguibile penalmente, almen per intentare azione giudiziaria contro di me (razzismo? Discriminazione? Apologia di queste?).

Se oggi c'è ancora un margine di dubbio, almen sugli esiti di simile azione, un vicinissimo futuro renderà quell'esito certissimo, avremo veri e propri automatismi di condanna, critica, discriminazione. Quelli che teme, appunto, la Chiesa, a ragion veduta.

Per questo credo sia necessario un forte contributo, anche attivo, di coloro che credono al valore della famiglia etero non potendo equiparare l'idea di un matrimonio omo, avvertendo la minaccia che è, molto concreta, un contributo di tutti coloro che condividono questa battaglia culturale e di libertà per il presente, per il futuro, non solo cattolici dunque.

Alieno

17
03 Dic 2008
alle 12:37

Alieno

@Leonardo: un domani si potrebbe arrivare a sentire un commento analogo al tuo, candido e diffuso, che so, del tipo:

"Ma perchè ancora la Chiesa non accetta che invece di star lì a parlar di Gesù, far messa, evangelizzare, non si facciano dei bei tornei di Poker, dei sani scambi di coppia (ormai la scienza ci ha dimostrato che la fedeltà e l'amore in fin dei conti è questione genetica e chimica e l'innamoramento dura solo pochi mesi), in pace su dei bei puff colorati arcobaleno luvluv & flowers, magari con un giretto socializzante ad aprir esperienze sensoriali con la Maria ben rollata e scaldata (purchè robba bbona), in alternativa al Vaticano o al Papa ci mettiamo Amici di Maria (il passaggio da Maria a Maria poi ormai è il segno dei tempi e la Chiesa reazionaria si rifiuta, capisco..)...

Son certo che ci sarebbe in quel fantasioso futuro (ma mica poi tanto impossibile), tantissima candida ingenuità nel porre domande e proposte simili.

Mi pare che però manchino, per ora, voci che si spendano per la Chiesa e che la volontà denigratrice e distruttiva sia estesa (non ti devi stupire caro Cd se poi alimenti e rafforzi la legittimità dello "sbattezzamento", anche se continuerai ad intravedere unicamente responsabilità nella Chiesa nel tuo palese antivaticanismo costante) e dunque mi assumo volentieri il compito di fare l'avvocato della difesa di quel che si vorrebbe il "diavolo", cioè quella Chiesa così facilmente mandata al diavolo nell'assalto di tanti, dentro e fuori dalla sua comunità.

Leonardo, la risposta è spiacevole, scomoda, forse per te inaccettabile e però è semplice e devo dirtelo, inutile girarci intorno. Scrivi:

"Ma perchè ancora la Chiesa non accetta gli omesessuali?? Che male fa questa gente?? Siamo tutti figli di Dio oppure gli omesessuali no??? "

E' una domanda con pregiudiziale inclusa, capziosa, caro Leonardo.

Non è vero, infatti, che la Chiesa non accetta gli omosessuali. Li accetta (e non con l'accetta sul modello islamico), come accetta assassini, prostitute, ladri, falsariri, pedofili, mercenari, mafiosi e tutta la risma di peccatori in ogni sua sfumatura perchè il messaggio cristiano si rivolge all'umanità che pecca e da a chiunque la possibilità di redimersi, di salvarsi.

Insomma, la Chiesa fa quel che fa Gesù: dinanzi al pentimento, accoglie ed abbraccia. Quando c'è la coscienza del proprio peccato ed il cambiamento, il perdono è automatico, è già lì bello pronto.

Ma Gesù non assolve mai il peccato, solo il peccatore pentito, dandogli possibilità di farlo, di capire, mai il peccato.

Ed il rapporto omosessuale lo è, è condizione di peccato.

Gesù non spiega certamente che l'adultera non va lapidata perchè quell'adulterio non è peccato. Spiega che peccatori siam tutti e che non si può decidere della sua vita e della sua morte, gli va data una possibilità e quel giudizio grave per cui lapidarla è un sostituirsi a Dio. Ma resta peccato, non interviene mai a spiegare che ben fa l'adultera.

La prostituta mai ha il sollievo comodo che oggi cerchiamo, più o meno candidamente, dicendo che la prostituzione non è peccato. La prostituta è infelice, vuol cambiare vita, capisce che è male per sè e trova Gesù ben prima che la raggiunga direi, già comincia quell'abbraccio nel cambiamento in sè. Ma non c'è un Gesù che dice: "tranquilla, continua pure a prostituirti, non è un peccato, non fai male a nessuno".

Non può perchè fa male a se stessa come minimo. L'accoglie, accoglie il suo pentimento, il suo cambiamento, cioè in sostanza il suo bene.

Che male fa questa gente? Siamo tutti figli di Dio, certamente, ma alcuni di loro si pongono contro la Legge di Dio.

Ecco che la gente si allontana dalla Chiesa: sarà invece che alcuni, anche molti, si allontaneranno, altri si avvicineranno e lo ameranno, comprendendo che è il loro bene, costi pure qualche sacrificio. Succedeva anche nel cammino di Gesù tra gli uomini, nei villaggi: accorrevano tanti (peccatori per esempio che scoprivano la possibilità di potersi salvare, nonostante fossero peccatori, con la Via del Pentimento si apre quella del Perdono) ed altri preferivano allontanarsi: troppo scomodo, un bel sacrificio accettare Gesù davvero.

Certo, si può tentare la carta molto, molto infantile, quella che fanno i bambini quando vengono messi dinanzi alle proprie responsabilità: pur di non ammetterle o di conservarle, piagnucolando puntano il dito sugli altri. Rimproveri un fratellino o una sorellina e quasi puntualmente ti dirà, piagnucolante ed offeso: " anche lui è disordinato, uffa" riferendosi all'altro. Il padre o la madre che sbagliano e però cercano di non far sbagliare i propri figli? Inevitabilmente gli sarà puntato il dito: "tu hai fatto di peggio" che è il tentativo di aver lasciapassare per poter continuare a sbagliare in santa pace e senza rotture di scatole, mortificando quei poveretti a far il mestiere più difficile del mondo.

Senza contare il "benaltrismo" di cui ho già parlato: "c'è ben altro a cui pensare" e così si continua indistubati a non assumersi responsabilità, come se non fosse possibile occuparsi di più cose, l'una non negando l'altra.

Cosa significa Leonardo, dire che l'"omosessuale non faccia niene di male rispetto ad un etero che ne combini di tutti i colori? "

Intanto già tu poni una situazione discriminante, riconosci una diversità: sei dovuto ricorrere, tuo malgrado, per esser convincente (credo anche a te stesso) ad un paragone dove i termini sono un "omosessuale" buono, che so, che non uccide, non picchia ed un "etero" che uccide o picchia. Insomma, in quel paragone, tu non hai usato termini paritari e questo svela il tentativo infantile di voler per forza giustificare l'omosessualità.

Fai bene, fai benissimo, la risposta è chiara: l'omosessuale non omicida fa meno male e si presume anche agli occhi di Gesù, di un etero che uccide. Ma non basta, è come riconoscere l'impari confronto.

Fai bene perchè c'è quel Gesù che dinanzi alla imminente lapidazione dell'adultera colta in flagranza, spiega che pochi possono permettersi quell'arbitrio di far vendetta, perchè pochi son senza peccato, così puri.

Ma a noi manca all'appello un Gesù che spiega che l'adultera è pura. Non che manchi coraggio a Gesù per dire qualcosa, lo sappiamo, il suo coraggio gli costa anche carissimo, cioè anche l'odio (l'allontanamento, idealmente, che tu vuoi nella Chiesa, sono più quelli che scelgono ed esultano per Barabba, considerato uno di loro che coloro che amano Gesù).

Gesù non nega quel peccato, tenta solo di salvare dalla morte tribale la peccatrice.

Tornando a noi: la Chiesa non uccide, non lapida e se qualcuno si azzarda a farlo, oggi ha quella coscienza per cui direbbe quel che Gesù dice: nessuno scagli la prima pietra!

E', la Chiesa di oggi, quella contro la violenza (che si becca per questo le accuse, la condanna, le minacce di morte), quella contro la pena di morte, quella contro perfino il carcere: l'indulto è una fortissima volontà della Chiesa, non solo dei radicali e delle motivazioni di comodità (carceri strapiene, oggi di nuovo strapiene, dopo regolare e prevedibile innalzamento dei reati successivi all'indulto).

Ma se tu vuoi difendere il tuo peccato o il peccato d'altri, fa pure, facciano pure anche l'allontanamento, preferir Barabba, pazienza, è la storia di Gesù che ci vieta di far diversamente, ci vieta di volergli far dire che è un vigliacco, per esempio, perchè non ha mai detto "non è peccato, lo dice il Figlio di Dio", ma solo "chi è senza peccato scagli la prima pietra", non è un vile che fa "depenalizzazione" di peccati limitandosi a salvare peccatori e non peccati.

Che male fa questa gente? Per la Chiesa si pone contro la Legge di Dio, fa peccato e giustamente teme che quel peccato sia "depeccatizzato" con l'idea di aggioranre Gesù, Dio, relativizzandoli per i propri comodi, volendo non più essere in qualche modo noi a tendere verso Dio, ma il contrario, non più noi ad immagine e somiglianza di Dio, ma Dio a nostra immagine e somiglianza e se non è possibile, allora peggio per Lui, allontanamento ed accusa di cattiveria, d'esser Dio reazionario.

Gesù ci impone la sottomissione dell'istinto alla coscienza ed alla ragione che ci rende specie più libera e privilegiata rispetto agli altri animali del Creato e però torno a ripetere che maggior libertà corrisponde a maggior responsabilità.

L'istinto animale dell'accoppiamento c'è in tanti casi, oggi reato oppure no, ma fede e coscienza ci impongono, ci chiedono di sottometterli alla Fede, alla coscienza, alla ragione. Capisco l'ossessione del sesso che regola la vita di tanti uomini e degli animali e però abbiamo delle responsabilità.

Istinto a parte, anche se alcuni scenziati ci spiegano che la fedeltà è chimica e genetica, perfin innaturale, cioè se ci viene offerta la comoda via della deresponsabilizzazione, chi ha fede e coscienza di fede sa che la presenza di quegli istinti o la sua spiegazione nel metro scientifico non basta per buttarsi alle spalle quell'impegno.

Ugualmente capita per l'omosessualità: vivendola e consumandola nei rapporti, la condizione diventa di peccato.

Si allontana dalla Chiesa? Mah, io credo che se accade, non può esser motivo, la quantità, per rinunciare alla qualità. Insomma, se accade, pazienza, pazienza, dispiace certo, serve maggior sforzo per far capire il buono e diminuire le perdite, serve insomma un dialogo contrario e più autentico inverso alle tante voci che ci offrono la comodità, come possono esser quelle qui di un Cd, per non parlar di altri, che confondendo non aiutano certo la Chiesa, anzi, aiutano i suoi detrattori, regolarmente.

Serve insomma, maggior impegno di cattolici.

Ma tuttavia, ritengo che quel dire "ecco pechè poi la gente si allontana dalla Chiesa" sia una balla, una scemenza. Lo possiamo dire forte, tristemente, proprio oggi dove i radicalismi anche violentissimi, aumentano la loro espansione e condivisione. E' sempre stato un po' così, in effetti: tantissima gente ad abbracciare tremendi radicalismi e totalitarismi, religiosi o ideologici, eppure la Chiesa era mille volte migliore, più comprensiva, più umana, più salvifica offrendo a tutti possibilità di salvarsi, abbraccio, perdono.

E che ci vuoi fare? L'uomo è quello che è, a volte, confuso ed un po' bischero, doppio ed un po' ingenuo.

Quando Gesù invitava a raggiungerlo, invitava a lasciare il peccato, cioè ad accoglierlo. Invitava peccatori, non peccati.

Ai peccatori diceva: lasciate il peccato e venite da me.

Agli omosessuali oggi la Chiesa dice lo stesso: lasciate il peccato, venite da me, non abbiate paura di far entrare Cristo nei vostri cuori...

Non tutti, naturalmente, accoglieranno l'appello, non è mai stato così, nemmen quando Gesù era itinerante prima di esser crocifisso.

Bando alle strumentalità: la Chiesa non vuole che sia criminalizzato, ucciso o torturato un omosessuale. Combatte per difendere anche assassini, dove serve ancor più coraggio e solitudine in quella battaglia, combatte la battaglia più alta del Cristo, quella del Perdono dinanzi al desiderio immenso di vendetta dell'umanità, così ingannevole..

Cerchiamo di ragionare davvero: perchè la Chiesa si oppone allora? Vogliamo dire che la Chiesa è assassina? E' il male? Questo avete imparato della vostra Chiesa? Davvero lo credete, ingrati? Davvero non avete imparato ad amare la Chiesa che ama tutti, perfino gli assassini, gli ultimi? Siete disposti a seminare la falsità perchè sia annientata per il vostro rancore, per difendere le comodità dalle scomodità che pone?

Nel vostro cuore sapete bene che la Chiesa o il Papa o il Vescovo non vuole il male degli uomini, ma il bene, non prendetevi in giro: accoglie tutti nella Via del Perdono e della Croce, distinguendo peccato e peccatori, non confondendo l'uomo rendendo indistinguile bene e male, cioè "depecattizzando", cosa che mai Gesù ha fatto, anche se faceva molto comodo al relativismo di oggi, che è la via comoda per ciascun conservar i propri egoismi, per non aver Legge, per considerar Gesù vecchio, obsoleto e reazionario, perfin cattivo e vile per non averci spiegato che il peccato non c'è.

C'è. La Chiesa lo ricorda, non può far altrimenti, si allontanino coloro che difendono il peccato, che odiano la Chiesa, dispiace, la Chiesa resterà pronta all'abbraccio, al perdono, nonostante il dispiacere.

@Cd: che dispiacere vedere tanta solerzia, tanta capacità intellettiva e di dialogo a lavorar sistematicamente dalla parte di chi la Chiesa detesta, che spreco, Cd, che tristezza vederlo da un cattolico, oltre che cristiano, quel rancore perpetuo...

Alieno

 

16
03 Dic 2008
alle 12:28

Fabrizio

Purtroppo ha ragione Alieno. La depenalizzazione dell'omosessualità è cosa ovvia e auspicabile, e in Italia non avrebbe nemmeno senso parlarne, dato che essere gay e dichiararlo non è già reato.

Il problema è che si vuole in realtà fare un subdolo passo ulteriore e rendere illegale, penalmente perseguibile un'opinione personale del tipo: "Per me uno ha tutto il diritto di essere gay, ma una famiglia è un'altra cosa". La Gestapo del politically correct ci lavora da tempo e non esita a ricorrere al sotterfugio, come dimostra il continuo tentativo di equiparare chi non approva le adozioni da parte di gay con chi impicca gli omosessuali.

Purtroppo c'è parecchia gente desiderosa di introdurre il reato d'opinione, con l'ovvia condizione che l'opinione vietata sia sempre e solo quella degli altri.

15
03 Dic 2008
alle 11:34

Francesco

Carissimo don paolo, siamo in avvento e l'avvento è il tempo dlel'attesa di un Dio che ha scelto di farsi uomo, carne e lo ha fatto scegliendo di nascere in una stalla, non in una reggia e questo vuol dire che Dio non ha timore dell'uomo e della sua realtà. E' realtà dell'uomo l'esistenza di una attrazione fisica e affettiva di persone verso lo stesso sesso. Un deisiderio di amore e no di perversione pertanto liberiamo il campo da falsi ipocriti e irriverenti accostamenti fra omosessualità e perversione. Detto questo il Vaticano mi sembra che sia troppo sicuro di possedere Dio e quindi di non attenderlo più.

Negando la depenalizzazione dell'omosessualità solo perchè attraverso questo strumento si potrebbe arrivare a legittimare un matrimonio tra persone omosessuali mi sembra una logica perversa che ammetterebbe il sacrificio umano a favore di una norma, di un principio del tutto opinabile tra l'altro da un punto di vista teologico. Di nuovo la religione si ritrova a dar valore al sabato prima che all'uomo. In tutta questa storia chi ci rimette sarà questa gerarchia cattolica, non di certo la chiesa. C'è infatti una chiesa che lavora nelle strade e che non ha timore di incontrare l'uomo di qualunque orientamento e cammina con lui. Ha sentito parlare di gruppi omosessuali credenti esistenti in Italia? Ha sentito parlare di suore e preti che seguono questi gruppi attraverso cammini di formazione anche per coppie omosessuali? Forse no. Forse anche lei crede già di possedere tutto del suo Dio e non ha bisogno di ascoltare e di accogliere altro. Vede, in tutta questa storia, lo Spirto Santo agisce e comunque la chiesa quella di Gesù, non quella della gerarchia, cammina e va incontro al suo Signore. Spero di ritrovarci tutti insieme un giorno liberi da formule e norme a stupirci della grandezza di Dio, che non ha paure ma fiducia verso la sua creatura.

Buon cammino nella preghiera.

Francesco, Macerata (mi scriva qua se intende rispondermi non frequento i blog blu.francesco@libero.it)

14
03 Dic 2008
alle 10:47

leonardo palumbo

Ma perchè ancora la Chiesa non accetta gli omesessuali?? Che male fa questa gente?? Siamo tutti figli di Dio oppure gli omesessuali no??? Io credo che Gesù accetti di più un omosessuale che non faccia niente di male rispetto ad un etero che ne combini di tutti i colori..Ecco perchè poi la gente si allontana dalla chiesa...la colpa e delle gerarchie ecclesiastiche non aprono gli occhi alla vera realta che voleva Gesù venite tutti da me!!!!!!!

13
03 Dic 2008
alle 10:00

Francesco

Sono un terziario francescano convinyo che in certi casi è difficile dire la propria opinione. Ma chiedo non si può appoggiare la depenalizzazione senza per questo aprire a adozioni per coppie omosessuali?

12
03 Dic 2008
alle 08:27

albo

Il teologo Ratzinger così diceva…

“La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”. Così si esprimeva, trent’anni fa, il teologo progressista Joseph Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI. Da "Qui Notizie"

 

11
03 Dic 2008
alle 01:46

L.C.

Cosa direbbe Cristo, cosa farebbe Lui, in questa situazione? Dal Vangelo secondo Matteo "...Sia invece il vostro parlare sì, sì; no,no. Il di più viene dal maligno". Cristo invita a non fare giri di parole e condanna l'ipocrisia. Quando per spiegare una posizione occorrono sofismi, distinguo, contorsionismi linguistici e logici, chiunque sente puzza di bruciato. Suona falso arroccarsi dietro "il tritacarne della stampa", la "questione delicata" e la "caciara politica". La depenalizzazione dell'omosessualità è una questione di principio sacrosanta che non andrebbe a ledere il messaggio evangelico. Rifiutarla - quella sì - è caciara politica.

10
03 Dic 2008
alle 01:37

Charles Darwin

Diffendere l'istituzione del matrimonio tra uomo e donna. Certissimamente.

Eppure ... con l'incommensurabile ricchezza di cui dispone ...

Mai una volta che il Vaticano si ricordi di ri-proporci la sua catechesi sul significato del matrimonio e della famiglia, sull'amore ... che si chini evangelicamente sull'uomo e sui suoi limiti alla ricerca del volto di Dio (le gioe e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi ...). Delle sue ricchezze se ne dimentica, preferisce correr dietro alla politica dell'ONU anziché fidare nella Verità del Vangelo, che pure risolverebbe tutti i suoi problemi. Non si accorge che così fa il suo danno politico e si autocondanna alla marginalità. Come penserà mai di proporre un messaggio positivo attraverso le proibizioni ? Che tristezza, che spreco ! Eppure ... 

9
02 Dic 2008
alle 21:47

Gio

Io sono convinto che il papà sia molto effemminato nel modo di parlare e di muoversi; lo dico con molta tranquillità. Ciò mi induce a credere, ma è naturalmente solo una mia convinzione, che egli sia gay e che la lotta che sta conducendo contro l'omosessualità sia solo il frutto di una frustrata negazione di personalità.

Saluti

8
02 Dic 2008
alle 20:47

Ulisse

La Chiesa a parole non discrimina nessuno nè tantomeno è favorevole alla pena di morte. Il problema è che alle parole poi non seguono i fatti. Se in paesi come l'Italia, la Francia, la Spagna, il Belgio si può tenere in una certa considerazione il Catechismo che valore ha esso in una nazione islamica? Non mi sembra che in Iran prima di impiccare un omosessuale leggano il Catechismo Cattolico, pertanto questa presa di posizione non solo è perniciosa ma pure criminale. Solo un organismo internazionale come l'ONU, seppur con tutti i suoi difetti e le sue limitazioni, può cercare di evitare la condanna a morte, il Vaticano lo sa bene, non è così stupido, eppure preferisce lasciare le cose come stanno e sacrificare la vita di innocenti. In nome di cosa?

7
02 Dic 2008
alle 19:33

Charles Darwin

Alieno dice:

Semmai la Chiesa difende l'istituzione del matrimonio tra uomo e donna

Posto che prima di parlare mi piacerebbe perlomeno poter dare un'occhiata a questa proposta, davvero la logica qui é alla frutta. Cosa c'entra il matrimonio con il fatto che i gay vengano criminalizzati ? Perché in buona sostanza e aspettando di leggere queasta mitica, é a questo che sembra riferirsi la proposta di depenalizzare. 

Il problema infatti è di porre mediaticamente sullo stesso piano la legislazione  ... Scrive Don Padrini. Bè, sembra autoironico, perché se il problema come si dice nel post é politico e mediatico l'effetto che questa presa di posizione inevitabilmente ha é quello di porre mediaticamente sullo stesso piano (come fa esplicitamente Padre Lombardi) legalizzazione e depenalizzazione e finalmente identificare la Chiesa Cattolica con chi vuole penalizzare, quello appunto che i suoi stessi principi ed il catechismo a parole negano. Il più pacato e onesto dei giudizi mi pare debba  come minimo parlare di totale ignoranza/stupidità dei meccanismi mediatici e di pericolosissimo autogol. Osserverei a Don Padrini che il problema non é semplicemente quello di limitare violenze ed abusi, obiettivo cui bastano gli strumenti di legge, ma quello appunto di non criminalizzare. Se anche il catechismo é d'accordo dove sta il problema ?

Commento a lato: E' davvero l'amara riprova che in Vaticano é impossibile parlar di sesso se non in termini di peccato (concetto che non può coincidere con leggi e vita civile se non in uno stato teocratico). E' la riprova che il sesso é sempre il nervo scoperto nella coscenza dei cattolici. Tutto questo solo come reazione preventiva ad una proposta che nemmeno é daro di conoscere. Che peccato ! 

6
02 Dic 2008
alle 19:01

giuseppe

io non sono un fenomeno in italiano ma ue parla di depenalizzare cioe che una condizione umana non sia reato come essere donna , nero ,alto o basso cosa centra con la discriminazione che e un fenomeno che non ha niente a che vedere con i reati mon signore impari l-italiano

5
02 Dic 2008
alle 17:40

andrea

@ mariagrazia

sbattezziamoci!

Già fatto , e da tanto ormai . Non meritavano più da molto tanto sforzo di comprensione , ed oggi sono ancora più contento di quella scelta .

Lo sforzo di comprensione e persuasione lo lascio fare ad altri .

4
02 Dic 2008
alle 16:37

maria grazia

Se in tutti questi anni ho tentennato per lo sbattezzo promosso dall’Uaar, perché pensavo che in fondo certe cose si potessero “combattere” rimanendo anche all’interno di un credo come quello cattolico, oggi non ho più dubbi. Questa gerarchia vaticana di potere e nulla più, nazista nell’animo, non merita alcuno sforzo di comprensione e magnanimità. Sarò ben felice di mandare la mia lettera autografa alla curia vescovile del mio “distretto” per essere tolta da questa compagine di uomini senza coscienza. Propongo di fare la stessa cosa a tutti, sbattezziamoci!

3
02 Dic 2008
alle 15:33

Alieno

Parliamoci chiaro:

L'Onu non rompe le palle a chi uccide gay, ma a chi non li uccide.

Fa quello che spesso si fa quando un violento aggredisce qualcuno che magari ha l'ardire perfin di difendersi, nemmen ha voluto scontro e il solito "paciere" eccotelo lì a far la morale a quello che non ha cominciato, che avrebbe smesso certamente smesso comunque non avendo nemmen desiderato lo scontro. E non naturalmente all'altro, perchè hai visto mai che il "paciere" si becca il passamano.

E' assurdo perchè la Chiesa è costretta ad affermare quel che è e dovrebbe esser ovvio: non uccide nè vuole uccidere omosessuali. Com'è chiaro come la luce del sole, che a farlo e desiderarlo sono altri, ma l'Onu non vuol certo rischiare il passamano. E lo rischierebbe se va male (se va bene resta inascoltata e derisa).

E però si insinua qualcosa di fasullo, cioè che sia la Chiesa a far discriminante omicida ed incivile, disumana, quando la Chiesa invece quei diritti umani li condivide di suo, senza dover far appello, anzi, alla non violenza fa appello lei stessa continuamente, spontaneamente.

Un modo come un altro per distrarre dalle vere responsabilità, di altri e proprie (dell'Onu), manchevolissima.

Semmai la Chiesa difende l'istituzione del matrimonio tra uomo e donna (ma già questo le basta l'accusa di razzismo ecc, figurarsi). Anche qui però non si va dove si lapida ed impicca per difender quell'istituzione, si va a far le pulci alla Chiesa, è uno sport facile, adatto a tutti, il tirassegno contro la pacifica Chiesa, adatto a bambini, adulti e vecchi, venghino signori venghino... attenzione a seguire il percorso giusto, la Chiesa è di qua e ci si diverte gratis, ma se si sbaglia e si va, che so, dall'altra parte, nell'Islam, si rischia la ghirba e non solo chi ci va, anche chi non ci va, così, massimalisticamente per onor di vendetta per aver tanto osato.

E poi c'è quel che già abbiam visto tentare qui in Italia: il tentativo subdolo inevitabile del reato d'opinione.

L'idea di codificare qualcosa per cui ogni prete o cristianocattolico, perfin il Papa, l'istituzione della Chiesa sarà fuorilegge, nella pretesa di una visione cristiana in cui il matrimonio è l'istituzione sacra che unisce uomo e donna...

A far pessima figura, per quanto mi riguarda, è chi tenta i soliti mezzucci, pur essendo sempre più potente a causa di chi fa pessima figura, al solito, facendo l'ingenuo, nella sostanza facendo gli interessi di chi è infastidito da Papa, Chiesa e cattolici.

Tentativi vecchi, oltretutto, in cui abbiam visto di tutto, senza decenza: madonne spermatiche, gesù puttanieri, apostoli gay... e basta! Siete ossessionati dal sesso, dall'omosessualità, la fobia non è della Chiesa, è più forte l'ossessione fuori (ed anche dentro) e si vede, è una vera e propria paranoia, vecchia, che palle, ormai non c'è nemmeno il possibile gusto della trasgressione e della novità, suvvia...

 

2
02 Dic 2008
alle 11:14

Charles Darwin

Capisco e apprezzo la prudenza Don Paolo, ma sul piano della pura e semplice logica l'equazione imposta tra depenalizzazione e legalizzazione sembra davvero fuori luogo. Scrivi: Perchè l'ONU non può combattere contro queste abominevoli discriminazioni (che in alcuni stati fanno anche morti)? E qui davvero non capisco più. Non é appunto quello che si vorrebbe con la pura e semplice depenalizzazione ? In cosa consisterebbe altrimenti la lotta contro queste abominevoli discriminazioni ? Stiamo parlando di diritti dell'individuo, mica di altro. Le preoccupazioni del vaticano sono charamente altrove, ma nel merito specifico mi sembra si sia esposto inutilmente ad una PESSIMA figura.

1
02 Dic 2008
alle 10:08

albo

Non è accodandosi agli islamici e alle parti + arretrate del mondo, che si esprimono le proprie opinioni. Non si può negare che in parti consistenti del mondo esiste una discriminazione che arriva all'arresto e alla pena di morte contro gli omosessuali e il Vaticano cosa fa? Queste esternazioni mi sembrano francamente fuoriluogo e fuoritempo. Daltronde la posizione vaticana contro la pena di morte è stata tiepida... Il Vaticano difende solo i diritti (e i privilegi) dei suoi sudditi. I diritti degli altri anche se non calpestano i propri sono insopprtotabili. Che male c'è se 2 persone adulte dello stesso sesso decidono di condividere insieme la vita e di essere tutelate civilmente come le coppie etero? A chi tolgono diritti? Nessuno ha mai costretto un gay cattolico a sposarsi, a una coppia sposata cattolica a divorziare, e a una donna cattolica a dvorziare.

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