Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Gianfranco Fini, durante il suo viaggio compiuto negli Emirati Arabi in questi giorni, ha espresso una opinione che già da tempo "girava" a proposito della predicazione nelle moschee.
Secondo Fini, la predicazione durante le preghiere nelle moschee italiane, deve essere proposta in italiano.
Fini ha parlato da Abu Dhabi, e si è detto d'accordo con il principe bin Zayed il quale, spiega il presidente della Camera, "è fermamente convinto della necessità, in Italia come negli altri Paesi, di una predicazione del Corano nella lingua del paese che ospita il musulmano. E ciò perché, come avviene negli Emirati, non ci sia alcun tipo di predicazione e istigazione all'odio durante un momento che deve essere soltanto religioso".
Nel paese arabo, è presente anche una sorta di controllo statale sui testi delle prediche durante la preghiera, affinchè non contengano istigazioni alla violenza.
Ma in Italia, la cosa sarà praticabile? Oppure davvero auspicabile?
Secondo la mia opinione, questa come altre iniziative già proposte negli utilimi tempi, può anche servire. Ma soprattutto a livello culturale.
Non vedo sinceramente l'automatismo descritto da Fini tra l'uso della lingua italiana e la salvaguardia da pericoli oltranzisti e violenti.
Come non vedo neppure l'automatismo tra l'uso della lingua araba e l'istigazione alla violenza.
Questa iniziativa, perciò, può servire solo all'interno di una discussione ben più vasta, e soprattutto a livello culturale.
Ciò che è determinante non è tanto la lingua utilizzata quanto la cultura degli immigrati di altre religioni che si trovano a vivere nel nostro paese. Se la cultura - sia quella respirata nelle moschee, sia quella che gli immigrati stessi vivono nel rapporto con gli italiani - spinge nei confronti dell'integrazione pacifica e dialogante, allora ben venga anche la predicazione in Arabo (o italiano).
Certo è che obbligare i musulmani immigrati in Italia a predicare in Italiano, se poi si coltiva un clima di intolleranza e di non-dialogo nei quotidiani rapporti sociali ed all'interno della comunicazione mediatica....poco serve?
E voi cosa ne pensate?
bravo ma non solo dobbiamo toglierle del tutto le moscheee e anche sti schifosi arabi ... perche loro te le costruiscono le chiese in in quel loro paese se si puo chiamare cos... se gli chiedi le chiese ti talgiano la lingu ... anche noi dobbbiamo fare cosi!!!1 w BENITO MUSSOLINI!!!
@Fabrizio
Sono d'accordocon gran parte delle cose che dici Fabrizio, con alcune precisazioni. La prima: noi siamo una parte in causa, non saremo mai neutrali nel giudicare e forse bisognerebbe conservarne coscienza. Di qui la seconda osservazione: i casi tipo "don Tam" per fortuna sono casi, come sfortunatamente sono notizie più o meno isolate le altre. Tuttavia considero semplicemente razzista premettere ad ogni discorso sull'immigrazione l'inappellabile giudizio che santifica l'occidente in toto e criminalizza l'islam in toto. La premessa giusta dovrebbe essere credo: se siamo tutti uomini, come ci comporteremmi noi al loro posto (a parità di cultura, condizioni sociali, religione) ? Di sicuro, qualunque sia lo stadio del conflitto, e giusto in considerazione della comune umanità mi rifiuto di chiudere a priori il dialogo con QUALSIASI interlocutore, fosse anche un simpatizzante di Hamas (se sono così in tanti, qualcosa di umano deve esserci per forza). Ciao,
CD
Ok, con la citazione di quel don Tam mi hai lasciato piuttosto basito, smentendo la mia tesi principale. Non credevo che la chiesa cattolica ammettesse questo tipo di posizione.
Come puoi intuire, però, ci vuole altro per convincermi che il Corano e la società occidentale siano facilmente conciliabili; storti che siano i paesi a matrice prevalentemente cristiana, per me restano parecchio meglio delle teocrazie musulmane - o, per dirla in altre parole, resto in Italia, non ci tengo a vivere in Iran, grazie.
Mi sono incazzato come una mina quando è stata annullatala propaganda dell'UAAR, nonostante la loro frase in sé mi lasciasse molto freddo, perché ho visto minacciata la libertà di parola, che per me vale molto più del diritto a non sentirsi dire cose sgradevoli. Però sono convinto che resti nonostante questo molto più libertà qui da noi che da "loro". Non fraintendermi: non me ne può fregar di meno della religione che una persona professa; l'unico motivo per cui guardo con sospetto i satanisti è la loro abitudine di torturare e ammazzare le vittime sacrificali, che è illegale. Se si limitassero a trombare come ricci su un altare dipinto di nero nella massima promiscuità sessuale, buon per loro e io me ne laverei le mani. Il problema è che sono troppe le volte che ho sentito proponimenti aggressivi da parte dei musulmani, e per me la cosa migliore sarebbe affrontare il problema finché è ancora gestibile. Se uno straniero, non in possesso della cittadinanza italiana, dovesse dire davanti a testimoni che si sente in diritto di seguire la sharia e non le leggi civili, la cosa migliore sarebbe per me rispedirlo al mittente per direttissima! Se gli si dà il tempo di acquisire la cittadinanza, a quel punto il problema diventa molto più spinoso.
Il mio non è il punto di vista di uno che per obbedire alla propria fede deve porgere l'altra guancia, ma di un non religioso che antepone la cautela all'accoglienza. A me interessa che ci togliamo dalle scatole le teste di pongo; se per ottenere questo rischiamo di non accogliere gente perfettamente a posto, pazienza. L'unico sistema per ottenere il mio appoggio (che di per sé vale niente, ma non credo di essere l'unico a pensarla così) è cooperare al massimo sull'aperta ostilità a quelle forze dichiaratamente incompatibili con la nostra società, tendendo la mano solo a chi si dimostra pronto ad accettare i nostri valori. Se si vuole a tutti i costi sostenere che noi siamo uguali a loro, che la cultura e le tradizioni dell'Italia non valgono niente e dobbiamo cancellarle in nome dell'uguaglianza universale, mettendo il prosciutto sugli occhi per non vedere l'asimmetria di trattamento per gli infedeli nei loro paesi, per me non rimane altro che la chiusura a priori nei confronti di TUTTI gli interlocutori. Non per crudeltà, ma per salvare il salvabile e rimandare almeno un pochino il disastro inevitabile.
Per la terza volta provo a postare il mio commento che non compare da questa mattina sperando di non provocare casini. Nel caso, la versione meno scorretta e più leggibile anche se di poco é sempre l'ultima.
@Alieno, @Fabrizio
IN NOME DI CRISTO
Don Giulio Tam: aggredire un nemico che cerca di distruggerci
PONTEDERA. Un rosario con tanto di benedizione finale «contro l´invasione islamica», preceduto dall´ inno nazionale italiano. L´ha recitato don Giulio Tam (noto anche per avere pregato contro la costruzione di una moschea) davanti a una cinquantina di simpatizzanti di Forza Nuova, che hanno usato riti e simboli cattolici per la battaglia politica contro gli immigrati, mentre corso Matteotti era presidiato da un centinaio di poliziotti e carabinieri. Il tabernacolo con la Madonna, a pochi metri dalla sede del movimento di estrema destra, è stato la prima sosta del del sarcerdote invitato per guidare una fiaccolata che è stata vietata dal questore di Pisa per motivi di ordine pubblico.
Shopping blindato ieri, fin dalle quattro del pomeriggio con il centro presidiato dalle forze dell´ordine fino a notte. I giovani dei centri sociali e altri rappresentanti dell´ estrema sinistra e non solo si sono dati a loro volta appuntamento in città per protestare contro l´iniziativa di Forza Nuova. L´attesa del rosario di don Tam - arrivato poco dopo le 22 - è stata scandita dai cori di circa settanta giovani dei centri sociali e di estrazione e cultura antifascista che hanno contrapposto alle preghiere le parole e le note di "Bella ciao" oltre a slogan.
Alla fine Pontedera ha assistito alle richieste del sacerdote, compresa quella di «aggredire un nemico che cerca di distruggerci». «E´ il rosario quella mitragliatrice da 50 colpi per respingere questa civiltà» ha detto, riferendosi agli islamici, il sarcedote - sotto l´abito talare spuntavano scarpe modello anfibio - che vorrebbe unire rosario e manganello. Marzio Gozzoli, coordinatore di Forza Nuova, ha annunciato una stagione di lotta. Oggi dalle 16 alle 20 si replica e molto probabilmente il centro sarà di nuovo presidiato. Padre Tam terrà una conferenza nella sede del movimento. «La fiaccolata era contro la criminalità e il degrado a Pontedera - ha detto Gozzoli - vogliamo istituire un comitato cittadino per la sicurezza che raccolga anche elementi esterni al nostro movimento». Lo sciogliete le righe del prete ha trovato una città quasi deserta, infreddolita, estranea al rito, pronta a interrogarsi su una serata che lascia molte domande, comprese quelle relative ai costi sociali ed economici per la sicurezza e sugli estremismi che minacciano la convivenza civile. (Settembre 07)
IN NOME DI ALLAHChi salva una vita salva il mondo intero
Tra i circa ventiduemila nomi dei «Giusti tra le nazioni» censiti dallo Yad Vashem, il memoriale della Shoah a Gerusalemme, figurano anche quelli di settanta musulmani. Persone che - in nome di valori islamici - si diedero da fare per salvare la vita ad alcuni ebrei durante la persecuzione nazista. Con questo loro gesto hanno ricordato che la frase del Talmud «Chi salva una vita salva il mondo intero» compare anche nel Corano. Oggi, però, sono i più dimenticati tra i Giusti, perché politicamente scorretti sia per tanti ebrei sia per tanti arabi. Sono infatti un invito ad andare oltre le generalizzazioni facili nella percezione dell’altro e delle sue aspirazioni.»
INDIA Solidarietà interreligiosa 29/08/2008
Solidarietà di indù e musulmani indiani ai cristiani dell’Orissa
La comunità cristiana riceve il sostegno di una parte del mondo indù, che “condanna senza mezzi termini” le violenze e i massacri e chiede “libertà religiosa” per tutti. Partecipazione al dolore arriva anche dai musulmani indiani, che sottolineano le analogie con il massacro del 2002 nel Gujarat.
New Delhi (AsiaNews) – Segnata dai massacri e dalle violenze degli ultimi giorni che hanno sconvolto l’Orissa, la comunità cristiana – ancora nel mirino dei fondamentalisti – riceve solidarietà dai musulmani del Paese e da una parte del mondo indù, i quali “si dissociano” dagli attacchi e “condannano con fermezza” il pogrom dei cristiani.“Condanniamo senza mezzi termini – afferma Srinivas Rao, preside della Siddharta School nel distretto di Bargarh – le violenze perpetrate dagli estremisti contro la comunità cristiana. Essi sono nostri fratelli e in questo momento sono duramente segnati dal dolore e dalla sofferenza”. Egli è stato uno dei primi a denunciare i massacri e rinnega con forza questa logica della “violenza”: “Ho amici cristiani in Orissa – ribadisce ad AsiaNews Srinivas Rao – e non ci sono mai stati problemi o conflitti di sfondo confessionale. Tutti hanno il diritto di professare in maniera libera la propria religione”, senza restrizioni o vincoli.Interpellato in merito alla denuncia di possibili “conversioni forzate” da parte dei cristiani, egli afferma di “aver sentito voci al riguardo” ma sottolinea che si tratta di “storie” create ad arte perché “non vi sono casi comprovati”. Resta comunque il fatto che “nulla può giustificare massacri o vendette”.Solidarietà arriva anche dall’Indian Muslim Council (Imc – Usa), associazione che si batte per i diritti umani e la libertà religiosa nel Paese, con base negli Stati Uniti: in un comunicato stampa diffuso ieri, gli attivisti denunciano “senza mezzi termini il massacro contro i cristiani” perpetrato dagli estremisti indù che vengono definiti veri e propri “mercenari”. “Non è altro che una riedizione – affermano i musulmani indiani – della carneficina del 2002 nel Gujarat”, quando a cadere vittima della violenza degli estremisti indù furono più di 3mila fedeli musulmani, anch’essi una minoranza a rischio in India.
“Se il governo dell’Orissa non è capace di mantenere l’ordine – accusa l’Imc – e salvaguardare la vita dei propri cittadini, allora deve intervenire in maniera decisa il governo centrale e fermare il pogrom dei cristiani”. Rasheed Ahmed, presidente dell’Indian Muslim Council, definisce “deplorevole” l’assassinio del leader indù Swami Laxmanananda Saraswati perché “ogni omicidio è un crimine atroce a prescindere” e denuncia la “connivenza” delle forze di polizia che troppe volte non intervengono a fermare i massacri compiuti dai fondamentalisti. Egli conclude chiedendo “provvedimenti immediati” per porre fine alle violenze.
Libano
Da un'intervista a Mons. Paul Mounged El Hachem, Arcivescovo cattolico maronita di Baalbek in Libano. Apprendo che Nel campo della carità ci sono iniziative comuni fra la Caritas Libano e Al Makassat (le misericordie) sunnite e sciite. Entrambe soccorrono sia famiglie cristiane sia musulmane. A Baalbek l'ospedale di Huzballah è aperto ai cristiani, anche se c'è l'obbligo per tutte le donne di indossare il velo.
-----------------------------------------------
Ovviamente non se ne sente parlare e chiedetevi come mai. Non é facile scovare queste notizie ragazzi, eppure esistono. Negarle e cercare di spiegare tutto dicendo del cristianesimo in sé e dell'islam in sé é quello che io chiamo il nostro comune razzismo, l'evidenza e la banalità del male che é in noi e che cerco di mettere in mostra prima che diventi bello grosso (i tedeschi sono lì a domandarsi ancora come sia stato possibile…). Dunque se la mia fede mi invita a render conto della speranza questo faccio: lavoro per il mondo che potrebbe essere non per quello che purtroppo é.
Ad Alieno piacciono tutte quelle espressioni di fede che si richiamano all'affermazione della Verità contro la Falsità. Sembrerebbero in contrasto con quelle cui mi richiamo io di solito che si rifanno piuttosto alla carità cristiana. Dunque come la mettiamo ? Schizofrenia del Vangelo ? Ti propongo questa soluzione Alien : Io (Cristo) sono la Via, la Verità e la Vita. La Verità da affermare contro la falsità sarebbe dunque una persona in carne ed ossa (Gesù), non un libretto di regolamenti, e se ammrttiamo questa definizione tutto mi pare si riconcilii. La Verità é la Carità che Cristo ha incarnato pura e semplice come Amore per l'uomo con i suoi bisogni fisici e corporali. La tendenza tipica dell'integralismo (non solo il tuo) a rebaltare la questione (Carità sarebbe l'affermazione della Verità) la trovo del tutto vuota di senso.
L'esempio di Guantanamo voleva semplicemente riportare a questa osservazione con un'analogia. Esiste un'antinomia tipica in alcuni concetti costretti a convivere con il loro opposto. E' il caso ad esempio di tolleranza verso ideologie intolleranti o di democrazia verso sicurezza sociale. Dobbiamo arrenderci al fatto che Democrazia e Sicurezza siano concetti inconciliabili ?"Torniamo agli standard della Costituzione". "Intendiamo tornare agli standard della Costituzione - ha detto Obama, parlando della base americana a Cuba - anche in un momento di guerra". Eppure Guantanamo non era stata aperta proprio per salvare gli ideali della costituzione americana ? (antinomia democrazia-sicurezza).
Ecco, a me pare che per come li usi tu Verità e Carità diventino concetti opposti ed inconciliabili, io propongo semplicemente di ribaltare la tua impostazione (riassumere la Verità nella Carità) proponendo di ridurre tutto alla ragione, di riassumere l'apparente antinomia nell'uomo: vedrai che tutte le possibili incongruenze svaniscono per magia. Così deve per forza essere, perché Dio esiste, é vero, ma Dio é Carità, e una verità da imporre contro un uomo in carne ed ossa come me e te, a dire senza aver nemmeno tentato di incontrarlo nella sua umanità, qualche falla da qualche parte deve evidentemente averla. Le gioie e le speranza, le tristezze e le angosce ... questa é la nostra comune Verità. E ti evito la solita scontata filippica sul fatto di ridurre altrimenti la fede ad ideologia (radice di tutti i mali).
Incontrare l'uomo nella sua umanità vuol dire incontrarlo anche nel suo modo di esprimere la sua religiosità, e nel dir questo non c'é né sincretismo né relativismo, ma semplice lungimiranza (posso dire che c'è ANCHE "amore" DUNQUE verità DUNQUE fede ?)
CD
Willy: impongo il rispetto di regole, d'ora innanzi, per avere un dialogo con me. Puoi manifestare tutte le idee che vuoi ma affinchè io continui ed accetti un dialogo, pretendo il ricondurlo negli schemi costruttivi o di intrattenimento come si preferisce che evitano la gratuita offesa e volgarità. Ti ho invitato ripetutamente in vari modi ad evitare certi epiteti che ritengo insopportabili, inaccettabili per molti, aldilà di chi siano e per chi siano, so benissimo che non sei solo tu e lo ricorderò al momento utile. Ma soprattutto, sono inaccettabili per me perchè la misura ampiamente supera quella della mia pazienza e capacità di sopportazione: nessuno mi obbliga a leggere o ad intrattenermi con chi deliberatamente mi induce stati di disagio, sofferenza, disturbo ed altri cattivi sentimenti, istigando al massimo il peggio di me. Vedi tu cosa vuoi fare, ma siccome quando si gioca in (almeno) in due, le regole si concordano, per me è diventato vincolante, dopo tanti inviti, il rispetto di regole condivise. E non temere che applico stessa misura anche per l'altro che sappiamo, che già può prendere atto di questo messaggio che è rivolto anche a lui, che la misura del buon senso e della tollerabilità, ha superato da molto, molto più tempo di te.
Spero che sia ulteriore invito raccolto per poter continuare il dialogo, altrimenti, pazienza, pace, si vive lo stesso.
Ovvio che non sto riferendomi a termini come "cretino, ma ad espressioni ben più pesanti ed inutilmente volgari nel tentativo offensivo fine a se stesso.
Alieno
@ Alieno
E il signorino andrea e cosi cretino da credere che Obama rappresenta una rottura con il suo precedessore.Tipico degli imbecilli come lui giudicare le qualita di un leader solo dal colore della pelle...
@Andrea: nulla che mi roda, tranquillo, già nel periodo della campagna elettorale, prima di saper Obama vincente, scrivevo quel che per ora accade e dunque non sono deluso (ed il mio ego ha soddisfazione nella buona capacità di analisi o di predizione). Troverai dei commenti pure in questo blog.
Può irritarmi, semmai, l'idea che qualcuno tra i cattolici, resti sorpreso ingenuamente (c'erano tutte le possibilità per non esser oggi delusi), ma non credo possa avere nemmeno questa irritazione, ritendendo invece che anche i cattolici sostenitori di Obama, abbiano fatto i loro conti e sostengono le stesse idee di Obama anche riguardo ai temi etici, come qui son lieti d'esser "adulti" nel dispiacere Papa o Vaticano.
Ed insomma, è anche un riconoscimento di "non" stupidità per quei cattolici, politicamente consapevolissimi.
Detto ciò, io avevo previsto che Obama tenesse fede al suo impegno dichiarato nella lotta al terrorismo e vedremo come se la cava e se, effettivamente, avevo ragione di pensare che, come accade del resto da sempre, sia quando comandano democratici che repubblicani, non si transige, da americani, alla difesa patria e dei propri valori americani. Ed Obama ha vinto perchè è americano in tutto e per tutto, talmente americano da aver ridimensionato sia la sua collocazione democratica per alcuni incerti o repubblicani, sia il colore della sua pelle, che certo non è nera, non molto, appena "abbronzata" direi ed in effetti di afroamericano non ha nulla davvero (nè la dialettica, nè le possibilità economiche, nè la cultura, nè perfino il modo di parlare, di ballare e cantare). Certo è che è invece americano al 100%, compreso il gusto utile in cui è abilissimo e capace, di unificare gli Usa, il suo popolo, nella retorica peculiare dei sogni e delle speranze americane, nell'orgoglio della propria identità (si è visto in tutti i suoi discorsi nell'onorare l'impegno dei suoi caduti in guerra ed altro). Certo è che non si può definire "uomo di sinistra" anche se ciò piacerebbe a molti. C'è piuttosto una più soprendente continuità, quella sì, con l'idea politica Hillarista-Clintoniana che si pensava non dovesse esserci dopo la competizione per il titolo di competitor finale. Lo dimostra tanto la scelta del proprio staff che richiama in servizio vecchi volti della politica-politicante dei palazzi, quanto l'indirizzo di alcune scelte e strategie economiche e di politica estera. Quello che ci si dovrebbe chiedere, secondo me, è in cosa Obama in sostanza differirà rispetto all'elezione di un qualsiasi altro candidato democratico, in particolare rispetto ad Hillary Clinton, alla vecchia politica democratica che non si è mai sottratta, per esempio, agli interventi militari nel pianeta, nella sua storia (vietnam compreso), aldilà della demagogia-propaganda. Obama ha vinto, credo, perchè in sintesi è stato in grado di proporre qualcosa come "non ci sono azzurri o rossi, ci sono americani" e questa idea della propria identità, agli americani, è sempre piaciuta tantissimo. Obama propone sia il tema unificante nazional-popolare fondato sulla retorica e sui buoni sentimenti e capacità pretesi nel popolo americano, sia una politica a supporto (protezionista, per esempio).
Ed allora aspettiamo a vedere cosa combina riguardo ad Al Qaeda, Afghanistan, guerra al terrorismo e vediamo se metterà in pratica tutte quelle dichiarazioni di essere disponibile anche ad attacchi unilaterali senza consenso Onu in territorio altro (quello Pachistano dove i taleban ed Al Qaeda hanno protezione), se amplierà la ricerca e la produzione militare, se chiederà al mondo, soprattutto all'Europa, un rafforzamento dell'impegno sia quantitativo che qualitativo (sbloccando certi limiti delle nostre forze all'azione) nella guerra al terrorismo.
Riguardo alla questione mediorientale Israele-Hamas, purtroppo (politicamente parlando) egli ha potuto non dichiararsi troppo visto che era presid. ancora Bush e nel frattempo siamo arrivati ad una tregua. E però, il finanziamento politico ricevuto in campagna elettorale da un bacino ebraico è stato molto forte e mi ricordo che in una sua visita in Israele, aveva dichiarato addirittura, se non sbaglio, che Gerusalemme è di Israele e solo di Israele. Vedremo come si metteranno le cose.
Ciao.
Alieno
Da come gli rode invece ET sente puzzo di decomposizione proveniente dai suoi vicini ;)))))
Le fogne saranno liete di riaccoglierli ;)
@Andrea: ma non c'è nulla di imprevisto e sorprendente. La posizione religiosa riguardo ai grandi temi etici di Obama, oltre essere annunciata, corrisponde similmente alla posizione dei cosiddetti "cattolici adulti" della sinistra Pd, tra i Ds principalmente o tra gli ex Dc, piuttosto che Margherita che elude quanto può posizioni e dichiarazioni ufficiali ed aperte, cattolici contro le richieste e gli auspici-inviti vaticani che a più riprese smentiscono le richieste del Vaticano e del Papa.
Con opposizione non solo dei cattolici collocati in diversa rappresentazione politica (il cdx qui o i Republicani là, ma non c'è, effettivamente, corrispondenza, faccio forzatura: lo scenario politico americano è diverso e tanto l'ambiente republicano o il cdx qui non è omogeneo, per esempio vedi Fini riguardo ai temi etici..), ma anche opposizione, malumore e divisione interna alla stessa parte politica, tanto nel Pd (per esempio Binetti), quanto nel partito democratico che ha sottoscritto un appello ad Obama perchè evitasse di portare avanti la campagna a favorire l'aborto ecc.
Ovvio che le sinergie possibili sono più difficili, tanto col Pd, tanto con Obama-democratici per il Vaticano: la conflittualità è fortissima. Non a caso la sinistra cattolica gode anche di popolarità ed alleanza politica con altre Chiese cristiane non cattoliche nel disegno di minimizzare e contrastare le richieste del Vaticano o del Papa, mediando continuamente anche i valori che per la Chiesa Cattolica non sono negoziabili affatto e tenendo di più conto, invece dei doveri di cattolico che prende ispirazione dal Papa, le opportunità politiche, cioè contentare l'elettorato, il partito. E' quello che fa da sempre la sinistra cattolica, ma non è un caso neppure che Obama, sia contesissimo dalle Chiese che col Vaticano hanno conti in sospeso da lunga data e continuamente portando conflittualità sulla tematica etica (aborto, eugenetica, omosessualità ecc).
Obama, infatti, è corteggiatissimo dalle Chiese protestanti e dunque i cattolici cosiddetti adulti, potranno rallegrarsi, essendo coloro che spesso "lavorano" nell'intento demolitorio del Vaticano-Papa comportandosi come protestanti o similmente e però, tremendamente efficaci in quel progetto antivaticanista proprio perchè lavorando dall'interno della stessa Chiesa.
Che Obama sia conteso dai protestanti e che crei molti crucci e preoccupazioni al Papa, è desumibile da molte fonti, non ultima quella dello Uaar, che segnalo:
http://www.uaar.it/news/2008/11/23/obama-conteso-dalle-chiese-washington/
E tutto sommato, è una mezza gioia anche per loro, Obama soddisfa un sacco di persone anche nel dispiacere altri cattolici più fedeli al Papa o al Vaticano e con meno conflittualità o progetto demolitivo-destitutivo (introducendo e privilegiando altre etiche, come per esempio quelle suggerite dall'introduzione socialista Zapateriana dello "statalismo"...).
Ma se ti piace Obama, Andrea, beh, resta almeno in apparenza, un credente praticante: viene dalla Chiesa di Chicago, fonte anche di imbarazzi notevoli in quel rev. Wright che sappiamo e però superando brillantemente con la sua speciale abilità oratoria-retorica - e la prima cosa che ha fatto prima d'essere eletto e dopo essere eletto, è appunto, andare in Chiesa. A questo punto, potrei dirti:
Ehi, Andrea, abbiamo trovato una Chiesa anche per te! Quella di Obama, quella che lavora dentro ma contro il Vaticano-Papa, quella che lavora fuori in quel progetto, come vuoi. Offre soddisfazioni, come vedi..
You can! :-)))
Ciao.
Alieno
E comunque , il neomedioevo crociato volge già al termine . Il vento è già cambiato . E se ancora l'america come sempre è stato da sessantanni a questa parte ha sempre guidato i costumi dell'occidente, il venticello che spazzerà via tutti questi parrucconi delle neocrociate si farà presto tempesta .
WASHINGTON (Reuters) - Il presidente Usa Barack Obama rimuoverà oggi le restrizioni sui finanziamenti del governo americano alle organizzazioni che forniscono servizi di aborto o di consulenza all'estero, in un'inversione di rotta rispetto alla politica del suo predecessore George W. Bush. Lo ha riferito un funzionario del governo.
La decisione del presidente democratico rappresenta una vittoria per i sostenitori dei diritti sull'aborto su una questione che negli ultimi anni è stata affrontata con una politica opposta ogni volta che i due partiti si sono alternati alla Casa Bianca.
Le restrizioni negavano il permesso di dare finanziamenti governativi a cliniche o organizzazioni che offrono servizi di aborto o consulenza in altri paesi per le famiglie che progettavano di ricorrere all'aborto, anche nel caso in cui i fondi per queste attività provenissero da fonti esterne al governo Usa.
Se a questo aggiungiamo l'apertura che ha dato Obama Augusto nuovo imperatore d'america , alla ricerca sulle cellule staminali . Se è vero che la sua prima telefonata di politica estera l'ha fatta ad Hamas . Se ha chiuso in prima istanza Guantanamo, condannando la tortura come pratica coercitiva , non concedendo così più spazio e pretesti al terrorismo alimentato ad arte dal suo predecessore ( e dai suoi sodali in europa ) , il vento che soffierà sempre più forte da occidente spazzerà via tutto questo lerciume fascio-cattolico rispedendolo nelle fogne da dove è fuoriuscito dieci , venti anni fa .
Certo da noi ci vorrà più tempo , ci trasciniamo penosi la palla al piede del vaticano , ma .... un buon giorno si vede dal mattino e parafrasando parafrasando : Non abbiate timore il VENTO sta cambiando . Io sento già un profumo di Libertà ;)
Cd: non sono aggiornato se non da te sull'episodio di negazionismo della shoah, che naturalmente sappiamo di condannare entrambi.
Eppure, quel negazionismo che riporti, ti faccio notare, ha un reciproco apprezzamento tanto in chi l'ha detta e suoi seguaci, che di islamici fondamentalisti, che di ultrà di destra o sinistra che condividono il valore dell'antisemitismo.
Dunque, condannare uno e gli altri, significa dimostrare la nostra coerenza, la nostra autenticità nel condannare il razzismo e non è che si debbano fare sconti ad uno o all'altro per simpatie ideologiche o religiose particolari. Il "particolare" se si ragiona per principi, per ideali, per ampiezza, va senz'altro ridimensionato. Anche se del particolare ne dobbiamo rendere conto, dobbiamo farlo con onestà, oggettività e tentando di restare fedeli agli ideali che ci proponiamo.
Alieno
CD: nessun problema.
CD, non mi risulta che qualche prete predichi esplicitamente omicidio e violenza, qui in Italia. Non mi risulta che ci siano italiani costretti a girare sotto scorta in quanto condannati a morte dai cattolici. Che poi in Yemen permettano la celebrazione della Pasqua ebraica, wowwww, dovrebbe impressionarmi? E se gli ebrei, celebrando la Pasqua avessero occupato i punti di accesso alle moschee, cosa avrebbero fatto, i bravi yemeniti?
Dai, non confrontiamo fischi con fiaschi per puro amore di polemica! Posso morire sia che lanci la macchina a 150 km/h contro un muro, sia che mi centri un meteorite, eppure non mi preoccupo dei meteoriti. Indovini perché?
@Alieno, @Fabrizio
Giusto per far la prova in dieci minuti, trovo:
In nome di Allah (lettera al Corriere della Sera, 23.4.07)
Durante una recente breve permanenza nello Yemen, dovuta a impegni accademici adAden e San’a, il quotidiano Yemen Observer ha riportato in prima pagina un lungo articolo sulla celebrazione della Pasqua ebraica avvenuta nel quartiere della comunità, nella capitale San’a. Ritengo sia interessante far conoscere nel nostro Paese questo fatto, particolarmente significativo in un momento in cui, troppo spesso e semplicisticamente, la stampa italiana e occidentale riporta del mondo arabo solo gli aspetti e atteggiamenti ostili ed aggressivi. Il fatto che il governo dello Yemen abbia non solo approvato una celebrazione ebraica mi pare abbia un significato molto importante e contraddica il diffuso convincimento che i Paesi arabi siano solo fanatici assertori dell’Islam e contrastino qualsiasi altra religione e cultura”.
Vogliamo prenderne atto ?
In nome di Cristo (notizia su Repubblica di oggi)
Il vescovo: "l'olocausto non é mai esistito". Frasi shock del lefevriano Williamson ...
L'antisemitismo può essere cattivo solo quando é contro la verità, non se c'é qualcosa di vero...
Vogliamo prenderne atto ?
CD
"Non vuol dire chiudere gli occhi di fronte al male, vuol dire tenerli ben sbarrati davanti al bene"
Forse era "tenerli ben aperti davanti al bene" ;-)
D'accordo Alieno, prendo atto e non certo da questo momento perchè in realtà esattamente come te ho paura e ne ho sempre avuta. Tu simmetricamente dovresti secondo me prender atto che:
Cosa vuol dire secondo te amare queste persone ? E' possibile amarle con la sola diffidenza ? Esattamente come nell'educazione di un figlio amare include la repressione del male ma é sostanziato soprattutto da gratuite aperture di credito, senza le quale non si va da nessuna parte e che in questo caso mancano del tutto.
Guarda che io non voglio incolpare nessuno in particolare, ma credo che ognuno debba assumersi responsabilità. Nel mio piccolo (come tutti di immigrati ne vedo tanti tutti i giorni) battere la diffidenza e promuovere la conoscenza é la prima delle responsabilità che credo di dover assumere. Non vuol dire chiudere gli occhi di fronte al male, vuol dire tenerli ben sbarrati davanti al bene: da qualche parte il bene c'é sempre.
CD
@Charles D.: tu puoi pensarla come vuoi, sia nel merito delle misure da prendere, sia sulle autentiche cause misteriche e trasendentali, cosmiche e divine per cui accade, ma,
ti prego, è doveroso da parte tua, prendere atto almeno della realtà manifesta, che poi puoi interpretare a piacere, ma onestà di dialogo e rispetto per interlocutori, non bastasse quell'amore per la verità sempre e comunque, costi quel che costi, te lo impongono.
Dunque, fammi 'sto santo piacere di far capire che prendi atto del fatto che siano avvenute - e siamo documentati con registrazione e testimonianze - predicazioni d'odio nell'Islam e nelle moschee italiane.
Poi liberisssimo di incolpare italiani, gli altri, la zozza società, il capitalismo, gli alieni ma ti dico, io biasimando tanto chi rifiuta di assumersi proprie responsabilità quanto, al pari, chi rifiuta di riconoscere o farne riconoscere in altri, che gradirei, per maggiore coerenza in quel buonismo che proponi per cui mai incolpare i responsabili, cioè la semplicità di una verità che vorrebbe che adulti si assumano la responsabilità di ciò che fanno (e relative conseguenze), cosetta mica da poco da spiegare a figli, studenti, cittadini e fedeli d'ogni tipo quella relazione di causa-effetto, ecco, se proprio c'è il tuo rifiuto di condannare comunque, aldilà dell'individuazione di fatti dimostrati, di realtà manifesta, i responsabili primi, allora applicalo decentemente, in toto questo buonismo e fai il piacere di puntare il dito risparmiando gli altri congruentemente, non solo per certi tuoi "favoriti": rifiutati di dare la colpa agli altri, ma tutti, con onestà.
E scrivi, magari, che è tutta colpa tua! :-)))
Io continuo a pensarla diversamente: chi predica odio deve assumersi responsabilità, conseguenze, contrasto con misure diverse, da quelle della moral suasion a quelle punitive, a quelle fondamentali in ogni campo (che sia coscienza o medicina) di prevenzione.
Ma se proprio non riusciamo ad accordarci nel tuo rifiuto di incolpare altri, rivendico il diritto di essere "altri", io e per conto di ogni altro cittadino, anch'esso "altri" e ti richiamo alla tua coerenza integrale: è tutta colpa tua. A me, come seconda possibilità interpretativa, può andar bene..
:-))
Ah, siccome vedo che l'arte dell'arrampicata sugli specchi comincia a diventarti complicata, va benissimo anche se sostituisci il termine "colpa" con "responsabilità" o viceversa, come più ti aggrada, che non cambia una virgola nella sostanza, anche se nella forma cerca d'essere qualcosa di più.
E ti prego di evitare l'insinuazione di trattare tutti da stupidi, come ho già scritto, cioè facendo quel che si fa con i bambini, ma essendo adulti, io come tanti altri cittadini, l'accusa è d'esser stupidi ed incapaci, per cui negare verità e realtà o sue parti nella considerazione che ciò possa indurre valutazioni autonome per te sbagliate (per te!!!), assumendoti il ruolo di quello capace che decide cosa è giusto e cosa non è giusto ammettere, conoscere e riconoscere.
Evita, insomma, di inquinare il dialogo partendo dalla negazione di verità manifeste. Specula su quelle future come vuoi, sulle considerazioni presenti come vuoi, ma via, negare fatti emersi, documentati, registrati, testimoniati è troppo.
Faccio notare che è caratteristico, quella sottrazione di realtà e verità agli altri secondo proprie finalità, ritenendo le masse incapaci di giudizio autonomo ed informato, di regimi fortemente ideologizzati e regimi teocratici, integralisti oltre la misura sopportabile con la nostra attuale sensibilità civile e democratica che ripudia quella metodologia.
Il rischio di leggere la realtà male, che naturalmente c'è e deve essere compresa, prevenuta, ma con altri mezzi che la negazione di verità e trattando tutti da dementi o schiavi di regime, è anche quello che tu non riconosci: la minimizzazione, la sottostima dei sintomi, la non disponibilità a riconoscere un male e dunque sottraendo la diponibilità a proporsi una cura, cioè un miglioramento.
Tanto la lettura sbagliata nell'eccesso che nel difetto, infine, produce ingiustizia e fa vittime, vorrei tu te ne rendessi conto una buona volta, così come sia importante introdurre, a contrasto di ogni lettura sbagliata, per difetto e per eccesso, l'una non meno grave dell'altra, il concetto di "prevenzione", di educazione, di controllo, di determinazione nell'interesse di quanti più possibile.
Ci sono ampie gradazioni di colore, offerte dalle possibilità e volontà dell'uomo, ma anche qui, in quella consapevolezza, non si deve introdurre, come si fa con il relativismo, il concetto per cui è impossibile discriminare, distinguere, scegliere l'accettabile, rifiutare ciò che riconosciamo peggiore, insomma, quella consapevolezza di varietà umana che nessuno pretende ricomposta in bianco o nero, buoni e cattivi da una parte, tranne proprio razzisti di qua e di là (compresi i razzisti che predicano odio che fanno ugual cosa) non deve ricondurci al rifiuto di assumersi responsabilità ed all'individuazione di quelle responsabilità.
Che è un principio che ha già rovinato ampiamente, oggi manifesti i suoi danni generazionali tentando di tornare indietro di qualche bivio essendo in vicolo cieco, tentando altre strade, tanto i ruoli educativi nelle famiglie, che nelle scuole, sociali e volendo, anche politici. La colpa non è di nessuno, sempre di qualcun altro, la zozza società ingrata, gli "altri" cattivi cattivoni e così via. E' la scorciatoia, quel collettivismo di responsabilità, per non assumersene mai una in proprio rispondendo del proprio operato, non pagando mai debito, producendo perfino l'arroganza di ingiustizie clamorose.
L'abbiamo fatto con criminali di ogni sorta, con tossici pericolosi e refrattari di ogni tipo, con invasati facinorosi, con terroristi di ogni colore e, come hai notato, il popolo ha giustamente preso atto che ciò avrebbe un po' rotto le balle, che è insopportabile, che infine punisce gli uomini di buona volontà, ricattati spesso da rappresentazioni incivili minoritarie, spesso loro ostaggi e vittime di quella legge del più forte, essendo la nostra forza civile e saggia, appunto, lesionata gravemente dal buonismo-perdonismo (che non è perdono quanto buonismo non è bontà), dunque rendendoci infine parte debole. E vorrei che tu te ne rendessi conto perchè continuamente affermi di stare dalla parte del più debole.
Non capisco perchè ritenere che stare dalla parte del più giusto non sia di grande attrattiva per te, ma va bene, stai con il più debole a prescindere e però prendi atto che con quel buonismo, coloro che dovrebbero essere i più giusti e forti, si indeboliscono e diventano deboli, dunque parte da difendere, dunque vittime.
Posso riferirmi a tanti cittadini ostaggio della legge tribale e selvaggia della violenza del più forte in strada, tanto ai cittadini nelle mire dell'odio dei predicatori dell'odio, quanto degli islamici moderati che si trovano tra incudine e martello a causa di quello scellerato non riconoscere meriti e rendendo indistinguibili giusti ed ingiusti (privando tutti dello stimolo per far meglio e giusto, oltretutto), cioè infine detestati da fanatici dell'odio a cui gli islamici moderati appaiono come vigliacchi (deboli, appunto) o apostati e dal risentimento massimalista che si crea nell'esasperazione, anticamera del pregiudizio e dunque del razzismo proprio provocato dal relativismo-buonismo-paralisi della volontà di distinguere bene e male, giusto o ingiusto.Buona giornata.
Un pensiero pericoloso perchè crea, proprio crea, nuovi deboli. E li crea con facilità, tra i più giusti.
E non venirmi a dire che quanto sto scrivendo, sia un ragionamento riconducibile a parzialità politiche, per favore: sto cercando di parlare in termini di civiltà e di buon senso.
Alieno
Fabrizio, non so che dirti. Hai letto quel che scrive il nostro Willy ? Ci sono chiese qui in Italia che sostengono la necessità di uno "scontro di civiltà" in nome di Cristo. Sui giornali non ci finiscono perché sono nostre e perché (ma questa é una mia opinione personale) siamo tutti un pò avvelenati dalla storia delle "radici cristiane d'Europa". Ho l'impressione che in questi termini dei loro difetti si parli troppo dei nostri difetti troppo poco, proprio per la nostra scarsa predisposizione ad ascoltare le voci straniere e scomode, proprio perché fatichiamo ad accorgerci che non ci sono buoni e cattivi come nei western di una volta, ma ampie zone di "grigio". Non si potrebbe superare questa tragica deriva ? Un pò forse dipende anche da noi. Non per ideologia ma per semplice effetto "polemico" tendo a reagire sottolineando se possibile i loro pregi ed i nostri difetti senza nessunissima intenzione di renderli assoluti ed escluisivi. Guarda che non sto negando la realtà di quello che scrivi ma continuo a pensare al rischio tremendo di leggerlo come realtà unica ed imprescindibile. Io non voglio avocare a noi una colpa ma una responsabilità, non una cosa negativa ma positiva.
"mi rifiuto di credere che esistono moschee pericolose "in sé", ma esiste la possibilità che il nostro comune razzismo le renda esplosive"
CD, non so che dirti. Su "Vincere la paura" di Magdi Allam ho letto di prediche deliranti, condanne a morte, roba da medioevo. Solo che avvenivano - avvengono! - qui in Italia, oggi. Io mi rifiuto di credere che questo capiti per colpa del mio razzismo; mi sembra di capire al contrario che il razzismo sia a questo punto necessario per controbilanciare quello di chi vuole avocare sempre e comunque a noi, intesi come normali persone che vivono la loro piccola, banale vita, la colpa di ogni peccato, dal diluvio universale a oggi.
@Alieno
Infine sull'uso del Vangelo (e anch'io vado avanti come posso a spizzichi e bocconi Alieno), perché lo uso con te e non verso gli altri ? Semplicemente sto cercando di suggerire che affermare Dio Amore é un problema di testimonianza, non di predicazione (c'entrano le opere, non le ideologie). Tocca usarlo per me e con te che fai l'ideologo ;-). Ad esempio (vangelo a parte) nei confronti degli assolutismi, affermare tolleranza e democrazia: val più predicarle o praticarle ? Se invece parliamo io e te, bé allora é utile capire l'origine delle affermazioni e dei pensieri (e tra democratici litigare di santa ragione ché c'é più gusto). Poi magari mi scappa e faccio il solito insopportabile maestrino, ma talora trovo più immediato e comprensibile dire con una citazione che con kilometrici ragionamenti :-). Ogni tanto mi escono provocazioni così, un pò gratuite tanto per sollecitarti (purtroppo non possiedo la leggerezza di Fabrizio).
Sempre buone cose e grazie per le citazioni,
CD
@Alieno e Fabrizio
"Unicamente" in cd 41 voleva e vuol dire esattamente quello che ho scritto e continuo a scrivere: mi rifiuto di credere che esistono moschee pericolose "in sé", ma esiste la possibilità che il nostro comune razzismo le renda esplosive. Non vedo nessuna contraddizione con quello che ho scritto in seguito. Anche prendendo per assoluti le peggiori notizie a riguardo (il male esiste sempre e ovunque, persino nei luoghi di preghiera), molto meglio in una moschea che nel buio di uno scantinato. Perciò parlare di "moschee" come spesso ho letto quali fonti e ragione del male é semplicemente cieco e stupido. Considero cieco e stupido qualsiasi parere che faccia la morale agli altri senza mai domandarsi come e perché nasca l'odio, senza mai domandarsi come guarire il rapporto umano malato come quello che stiamo vivendo, non sia mai forse anche a causa nostra (gli ospiti). E se qualche volta le moschee fossero al contrario fonte e ragione del bene ?
Purtroppo, avendo usato un copia incolla per salvare il post scritto in varie pause, a rate, ed incasinandomi molto, la prima parte non è integrale, la seconda ripetizione invece è completa e conclusiva. Insomma, manca la parte finale nella prima parte che viene ripetuta poi e mi scuso per l'inconveniente (fretta e tempo tiranno, distrazione anche).
Ed ho visto anche che hai scritto altro post, Cd, che leggerò appena possibile.
Ciao.
Alieno
@Cd (post 45): ma guarda che già, una tua ammissione di quel che scrivi e mi indichi, cioè l'ipotesi che la verità sta un po' nel mezzo riguardo alla pericolosità della predicazione di certe Moschee, sarebbe un enorme, straordinario tuo passo in avanti, dove hai condotto un assurdo negazionismo assoluto, indicando l'unicità del paravento razzista in chi dice simil cosa. "Unicamente" hai scritto, forse peccato massimalista di presunzione trascinato nell'entusiasmo della tua posizione che però non lascia scampo: o sei disonesto (esaltato?) tu, o siamo bugiardi e razzisti noi, in quel tuo scrivere "unicamente".
Tra l'altro, difettando di umiltà perchè ancora non ho letto chiara smentita di quella unicità che vorresti nel coprire un razzismo nella lettura oggettiva della realtà.
E come al solito, dimostri di saper insegnare meglio e più volentieri, ciò che più hai bisogno di imparare: segnali a me, che mai ho negato questa eventualità, anzi, più volte affermata, in cui la verità sarà che ci sono anche sentimenti razzisti in alcuni, così come oggettivamente ci sono predicazioni di odio nell'Islam e nelle moschee italiane.
E non lo fai tu, clamoroso!
Io non salto spesso il Vangelo, è solo che non è l'unico linguaggio che uso, quello della fede, anche tenendo presente che altri interlocutori possono ragionare con me nel condiviso linguaggio della ragione, per esempio, aldilà della fede.
Ma quando mai nascondo il Vangelo? Semmai sei tu che lo nascondi sotto il tappeto, quando ti proponi ai non cristiani, nell'idea assurda, per un uomo di fede, che quel Vangelo o quella fede, possa essere non d'aiuto, valido aiuto e bene per l'uomo, ma perfino disturbo ed ostacolo.
E' uno strano modo di dichiarar fede quella di tirar fuori il vangelo quando fa comodo e di festeggiare che sia nascosto e dimenticato in altre occasioni come possibilità salvifica per l'umanità, per quanto sia chiara l'espressione del Vangelo che ci indica il dovere, il compito, la missione, di far conoscere la Parola che contiene!
Tu dovresti, come minimo, in quella fede, portare il vangelo ai musulmani, senza imporlo ovviamente, ma portare a conoscenza, fare il tentativo, beh, sì. E però è proprio a te che resta scomodo il Vangelo.
Vangelo a cui non mi sottraggo affatto, anzi, usando sia il Vangelo che il Corano stesso nella questione, a più riprese, provocando le tue solite reazioni indispettite.
Il fine più importante dell'Islam per il Corano e l'hadit (tradizione scrfitta dell'Islam) è e resta quello di portare l'umanità alla sottomissione (visto che dichiari di conoscere poco o nulla dell'Islam, che dunque dimostri di difendere alla cieca per pregiudizio puro o quasi, ti ricordo che la parola stessa, ISLAM, significa proprio "SOTTOMISSIONE") e di uccidere o schiavizzare gli "infedeli", cioè coloro che non credono in Allah e nel suo profeta (vedi Surah 2:190-92;4:76;5:33;9:5,29,41;47:4, ecc, perchè il materiale è tanto). E spiace ricordarlo ma il terrorismo attuale ha forza promotrice e sorgente proprio nell'obbedienza stretta coranica e sull'esempio testimoniale del Profeta Maometto, esempio che credo non abbastanza conosciuto e dunque sottovalutato quando nell'Islam ha una posizione e dimensione assolutamente centrale. Fai conto, Maometto è colui che dichiarò, ispirando milioni e milioni di fedeli poi, con difficoltà a contraddire il perfetto tra gli uomini: "L'ultima ora non verrà prima che i mussulmani non abbiano combattuto e ucciso gli Ebrei".
E beh, lui si è dato da fare ed ha fatto quel che poteva a dimostrazione di ciò che ci lascia detto.
Allah, poi, non ha figli, rigetta la Trinità (4.171), non è conoscibile e dice agli islamici: "Non abbiate ebrei o cristiani come amici..uccidete gli idolatri (gli infedeli) ovunque ne troviate. ... Combattete contro coloro che.. non credono in Allah e neppure nell'Ultimo Giorno (riferimenti qui: 5:51;9:5,29,41).
Ma il Vangelo ci dice altro, non è vero?
Iddio trino della Bibbia cristiana vuole che gli uomini lo conoscano (Geremia 9:24), perchè quella missione di portare a conoscenza gli uomini di Dio è essenziale alla salvezza degli uomini (Giovanni 17:3) e per cui risulta anche, in contrasto con il Corano, che gli Ebrei siano il "popolo scelto" da Dio (Esodo 6:7, Levitico 20:26; 1 Cronache 16:13; Salmi 105:6, ecc) e che i Cristiani, checchè ne dica il Corano e l'Islam, sono i Suoi cari ed amati figli (Romani 8:16,21; Galati 3:26; Efesini 1:5;5:1, ecc).
Contrariamente alle conversioni forzate ed al terrorismo che ha una fonte nel Corano stesso, Cristo spiega ai Suoi discepoli che non devono fare guerre (Giovanni 18:36).
E' Cristo che ci dice "Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura" (Marco 16:15) quando tu sei disposto volentieri a metterlo sotto il tappeto, usandolo solo con me, con alcuni che già hanno incontrato Dio e Cristo, ma nascondendolo come scomodità, inopportunità quando si deve andare "nel mondo", che so, nel mondo islamico, anche qui in Italia, non è così?
Se però Gesù è riconosciuto dallo stesso Corano (cosa che molti stolti, tipo certe maestrine e genitorini, non sanno eliminando presepi per non offendere islamici), il Vangelo non riconosce il Profeta per ovvi motivi e, di più, il Gesù del Corano non è lo stesso dei Vangeli, così come del resto non è lo stesso Dio quello coranico, Allah.
Tante le differenze, tiro la prima cosa che mi vien in mente, forse mai detta da me prima: Allah perdona alcuni ed altri no perchè il solo pentimento non garantisce il perdono. E la nostra religione è invece anche la grande religione del perdono.
Per il Corano Allah non salva tutti, anzi, ricorda un po' il maanchismo Veltroniano: salva tutti, ma anche no. Salva tutti, tranne coloro che non vuole (riferimenti qui: 4:17,106,110,116).
Esempio pratico? L'Iran del Khomeini che ispira anche l'Iran di oggi (e non solo l'Iran, purtroppo), che dichiarò: "Anche se Salman Rushdie (l'autore de "I versetti satanici") si pentisse e divenisse l'uomo più pio di tutti i tempi, ogni Mussulmano ha il compito di usare tutti i mezzi a disposizione, la sua vita e la sua ricchezza, per spedirlo all'Inferno."
Tanto per dire la cifra dei leader e dei riferimenti di molti tra coloro di cui parliamo. Mentre sappiamo, dalla Bibbia, che il nostro Dio, che non somiglia affatto ad Allah, offre a tutti la possibilità del perdono. Anche coloro che lo crocifiggono (Luca 23:34).
Le contraddizioni tra il Corano e la Bibbia sono infinite.
Non solo, il Corano si contraddice da solo volentieri.
Allah creò tutto "in un batter di ciglia" (54:49,50), "in due giorni" (41:9,12), "in quattro giorni" (41:10), "in sei giorni" (7:54, 10:4;32:4), "in un giorno" equivalente a "mille anni" (32:5) e anche "in cinquantamila anni" (70:4); Gesù non è il Figlio di Dio (4:171), e allo stesso tempo lo è (19:17-21), etc
D'altra parte Gesù ci avverte che non bisogna sottrarsi, nascondendo il Vangelo sotto il tappeto per compiacimento altrui: "sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Matteo 10:22).
Più volte ho affermato la necessità (laica e civile, non solo di fede) di accettare nel dialogo la fisiologica capacità offensiva offerta dalla propria condizione, dalla propria diversità di idee e di credo. L'ho affermato perchè il dialogo non è un vero dialogo quando si rinuncia alla propria identità, al proprio credo per compiacere l'altro, come faresti volentieri tu non con me (chè non mi scomoda affatto il Vangelo o la fede), ma con altri che non hanno simile capacità, e però sbagliano proprio secondo il Vangelo e la sua missione diffusiva tra gli uomini, salvifica missione per il bene dell'uomo.
Ma ci ricorda Matteo che c'è l'inevitabile offesa di cui prendere atto a causa di Cristo che tu ostenti con me, ma non con altri che vuoi compiacere ((Matteo 26:31; Romani 9:33; 1 Pietro 2:8) magari nascondendo perfin la Croce, come fa Emergency Galati 5:11).
Il fatto è che bisogna crederci davvero nel Vangelo, affinchè ci salvi e salvi l'uomo.
Quello che invece mi pare faccia tu è a volte presentare al mondo il Vangelo, a volte plaudire la sua scomparsa, a volte presentarne un altro che tu ritieni più accettabile.
Ecco che ti ho dato dimostrazione di cui non c'era prova dovuta, perchè accusa falsa, quella della mia sottrazione ed elusione del Vangelo, che ti invito a sostenere con più orgoglio, ma non solo con me: nel mondo, tra gli uomini, islamici compresi.
Perchè cerchiamo di leggere la profondità del Vangelo, Cd: il Vangelo è la parola dell'amore, è la parola che ci spiega che Dio ama l'uomo e ci indica il suo bene e come amarlo.
Vangelo = Amore (non buonismo e nemmeno compiacente cortigianeria nascondendolo o riadattandolo).
E tu invece lo usi volentieri con me, che già lo conosco quell'amore in Cristo.
Ma ti imbarazza con gli altri, nel mondo, lo trovi perfin sconveniente, da proporre, quell'amore, agli islamici.
Eppure se il Vangelo è Amore per gli uomini, voglio chiudere questo mio commento, con disappunto a ribattere ad ogni tua accusa e con l'invito a far proprio ciò che proponi agli altri, proprio con la parola di Cristo, che ci ricorda, che non sta tanto nell'amare chi già ci ama, quanto in chi non ci ama invece.
Il Vangelo, cioè Amore, va portato proprio e soprattutto tra coloro che non lo conoscono mentre tu preferiresti, forse perchè ritieni il Vangelo scomodo, di usarlo soprattutto con chi già incontra quell'amore, come fai con me. Ma è da un islamico che dovresti andare armato di Vangelo a far citazione. E dovresti farlo, appunto, per amore!
@Cd (post 45): ma guarda che già, una tua ammissione di quel che scrivi e mi indichi, cioè l'ipotesi che la verità sta un po' nel mezzo riguardo alla pericolosità della predicazione di certe Moschee, sarebbe un enorme, straordinario tuo passo in avanti, dove hai condotto un assurdo negazionismo assoluto, indicando l'unicità del paravento razzista in chi dice simil cosa. "Unicamente" hai scritto, forse peccato massimalista di presunzione trascinato nell'entusiasmo della tua posizione che però non lascia scampo: o sei disonesto (esaltato?) tu, o siamo bugiardi e razzisti noi, in quel tuo scrivere "unicamente".
Tra l'altro, difettando di umiltà perchè ancora non ho letto chiara smentita di quella unicità che vorresti nel coprire un razzismo nella lettura oggettiva della realtà.
E come al solito, dimostri di saper insegnare meglio e più volentieri, ciò che più hai bisogno di imparare: segnali a me, che mai ho negato questa eventualità, anzi, più volte affermata, in cui la verità sarà che ci sono anche sentimenti razzisti in alcuni, così come oggettivamente ci sono predicazioni di odio nell'Islam e nelle moschee italiane.
E non lo fai tu, clamoroso!
Io non salto spesso il Vangelo, è solo che non è l'unico linguaggio che uso, quello della fede, anche tenendo presente che altri interlocutori possono ragionare con me nel condiviso linguaggio della ragione, per esempio, aldilà della fede.
Ma quando mai nascondo il Vangelo? Semmai sei tu che lo nascondi sotto il tappeto, quando ti proponi ai non cristiani, nell'idea assurda, per un uomo di fede, che quel Vangelo o quella fede, possa essere non d'aiuto, valido aiuto e bene per l'uomo, ma perfino disturbo ed ostacolo.
E' uno strano modo di dichiarar fede quella di tirar fuori il vangelo quando fa comodo e di festeggiare che sia nascosto e dimenticato in altre occasioni come possibilità salvifica per l'umanità, per quanto sia chiara l'espressione del Vangelo che ci indica il dovere, il compito, la missione, di far conoscere la Parola che contiene!
Tu dovresti, come minimo, in quella fede, portare il vangelo ai musulmani, senza imporlo ovviamente, ma portare a conoscenza, fare il tentativo, beh, sì. E però è proprio a te che resta scomodo il Vangelo.
Vangelo a cui non mi sottraggo affatto, anzi, usando sia il Vangelo che il Corano stesso nella questione, a più riprese, provocando le tue solite reazioni indispettite.
Il fine più importante dell'Islam per il Corano e l'hadit (tradizione scrfitta dell'Islam) è e resta quello di portare l'umanità alla sottomissione (visto che dichiari di conoscere poco o nulla dell'Islam, che dunque dimostri di difendere alla cieca per pregiudizio puro o quasi, ti ricordo che la parola stessa, ISLAM, significa proprio "SOTTOMISSIONE") e di uccidere o schiavizzare gli "infedeli", cioè coloro che non credono in Allah e nel suo profeta (vedi Surah 2:190-92;4:76;5:33;9:5,29,41;47:4, ecc, perchè il materiale è tanto). E spiace ricordarlo ma il terrorismo attuale ha forza promotrice e sorgente proprio nell'obbedienza stretta coranica e sull'esempio testimoniale del Profeta Maometto, esempio che credo non abbastanza conosciuto e dunque sottovalutato quando nell'Islam ha una posizione e dimensione assolutamente centrale. Fai conto, Maometto è colui che dichiarò, ispirando milioni e milioni di fedeli poi, con difficoltà a contraddire il perfetto tra gli uomini: "L'ultima ora non verrà prima che i mussulmani non abbiano combattuto e ucciso gli Ebrei".
E beh, lui si è dato da fare ed ha fatto quel che poteva a dimostrazione di ciò che ci lascia detto.
Allah, poi, non ha figli, rigetta la Trinità (4.171), non è conoscibile e dice agli islamici: "Non abbiate ebrei o cristiani come amici..uccidete gli idolatri (gli infedeli) ovunque ne troviate. ... Combattete contro coloro che.. non credono in Allah e neppure nell'Ultimo Giorno (riferimenti qui: 5:51;9:5,29,41).
Ma il Vangelo ci dice altro, non è vero?
Iddio trino della Bibbia cristiana vuole che gli uomini lo conoscano (Geremia 9:24), perchè quella missione di portare a conoscenza gli uomini di Dio è essenziale alla salvezza degli uomini (Giovanni 17:3) e per cui risulta anche, in contrasto con il Corano, che gli Ebrei siano il "popolo scelto" da Dio (Esodo 6:7, Levitico 20:26; 1 Cronache 16:13; Salmi 105:6, ecc) e che i Cristiani, checchè ne dica il Corano e l'Islam, sono i Suoi cari ed amati figli (Romani 8:16,21; Galati 3:26; Efesini 1:5;5:1, ecc).
Contrariamente alle conversioni forzate ed al terrorismo che ha una fonte nel Corano stesso, Cristo spiega ai Suoi discepoli che non devono fare guerre (Giovanni 18:36).
E' Cristo che ci dice "Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura" (Marco 16:15) quando tu sei disposto volentieri a metterlo sotto il tappeto, usandolo solo con me, con alcuni che già hanno incontrato Dio e Cristo, ma nascondendolo come scomodità, inopportunità quando si deve andare "nel mondo", che so, nel mondo islamico, anche qui in Italia, non è così?
Se però Gesù è riconosciuto dallo stesso Corano (cosa che molti stolti, tipo certe maestrine e genitorini, non sanno eliminando presepi per non offendere islamici), il Vangelo non riconosce il Profeta per ovvi motivi e, di più, il Gesù del Corano non è lo stesso dei Vangeli, così come del resto non è lo stesso Dio quello coranico, Allah.
Tante le differenze, tiro la prima cosa che mi vien in mente, forse mai detta da me prima: Allah perdona alcuni ed altri no perchè il solo pentimento non garantisce il perdono. E la nostra religione è invece anche la grande religione del perdono.
Per il Corano Allah non salva tutti, anzi, ricorda un po' il maanchismo Veltroniano: salva tutti, ma anche no. Salva tutti, tranne coloro che non vuole (riferimenti qui: 4:17,106,110,116).
Esempio pratico? L'Iran del Khomeini che ispira anche l'Iran di oggi (e non solo l'Iran, purtroppo), che dichiarò: "Anche se Salman Rushdie (l'autore de "I versetti satanici") si pentisse e divenisse l'uomo più pio di tutti i tempi, ogni Mussulmano ha il compito di usare tutti i mezzi a disposizione, la sua vita e la sua ricchezza, per spedirlo all'Inferno."
Tanto per dire la cifra dei leader e dei riferimenti di molti tra coloro di cui parliamo. Mentre sappiamo, dalla Bibbia, che il nostro Dio, che non somiglia affatto ad Allah, offre a tutti la possibilità del perdono. Anche coloro che lo crocifiggono (Luca 23:34).
Le contraddizioni tra il Corano e la Bibbia sono infinite.
Non solo, il Corano si contraddice da solo volentieri.
Allah creò tutto "in un batter di ciglia" (54:49,50), "in due giorni" (41:9,12), "in quattro giorni" (41:10), "in sei giorni" (7:54, 10:4;32:4), "in un giorno" equivalente a "mille anni" (32:5) e anche "in cinquantamila anni" (70:4); Gesù non è il Figlio di Dio (4:171), e allo stesso tempo lo è (19:17-21), etc
D'altra parte Gesù ci avverte che non bisogna sottrarsi, nascondendo il Vangelo sotto il tappeto per compiacimento altrui: "sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Matteo 10:22).
Più volte ho affermato la necessità (laica e civile, non solo di fede) di accettare nel dialogo la fisiologica capacità offensiva offerta dalla propria condizione, dalla propria diversità di idee e di credo. L'ho affermato perchè il dialogo non è un vero dialogo quando si rinuncia alla propria identità, al proprio credo per compiacere l'altro, come faresti volentieri tu non con me (chè non mi scomoda affatto il Vangelo o la fede), ma con altri che non hanno simile capacità, e però sbagliano proprio secondo il Vangelo e la sua missione diffusiva tra gli uomini, salvifica missione per il bene dell'uomo.
Ma ci ricorda Matteo che c'è l'inevitabile offesa di cui prendere atto a causa di Cristo che tu ostenti con me, ma non con altri che vuoi compiacere ((Matteo 26:31; Romani 9:33; 1 Pietro 2:8) magari nascondendo perfin la Croce, come fa Emergency Galati 5:11).
Il fatto è che bisogna crederci davvero nel Vangelo, affinchè ci salvi e salvi l'uomo.
Quello che invece mi pare faccia tu è a volte presentare al mondo il Vangelo, a volte plaudire la sua scomparsa, a volte presentarne un altro che tu ritieni più accettabile.
Ecco che ti ho dato dimostrazione di cui non c'era prova dovuta, perchè accusa falsa, quella della mia sottrazione ed elusione del Vangelo, che ti invito a sostenere con più orgoglio, ma non solo con me: nel mondo, tra gli uomini, islamici compresi.
Perchè cerchiamo di leggere la profondità del Vangelo, Cd: il Vangelo è la parola dell'amore, è la parola che ci spiega che Dio ama l'uomo e ci indica il suo bene e come amarlo.
Vangelo = Amore (non buonismo e nemmeno compiacente cortigianeria nascondendolo o riadattandolo).
E tu invece lo usi volentieri con me, che già lo conosco quell'amore in Cristo.
Ma ti imbarazza con gli altri, nel mondo, lo trovi perfin sconveniente, da proporre, quell'amore, per esempio, agli islamici.
Eppure se il Vangelo è Amore per gli uomini, voglio chiudere questo mio commento, con disappunto a ribattere ad ogni tua accusa e con l'invito a far proprio ciò che proponi agli altri, proprio con la parola di Cristo, che ci ricorda che il vero merito non è nell'amare chi già ti ama, ma nell'amare chi non ti ama.
Cioè non c'è un gran merito nell'usare il Vangelo/Amore per l'uomo con chi già lo conosce quell'amore e dunque sa ricambiare: il merito è portarlo dove quell'amore per l'uomo, il Vangelo, non si conosce, si rifiuta, si odia.
E tu, mi pare, sei più propenso ad usare Vangelo con me e però poi entusiasta nel nasconderlo opportunamente, ridimensionarlo, minimizzarlo, magari rielaborarlo relativisticamente perchè non sia scomodo, disturbo e per evitare e sfuggire a ciò di cui Gesù ci ha avvertito, in cui ci ha preparati e per cui, affatto sottrarsi:
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro
di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così
infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
@Alieno
Come al solito é difficilissimo capirsi anche sulle cose più semplici e apparentemente ovvie (ovvie spesso per chi le scrive, non per chi le legge). Se l'ucoii forse per sbaglio, forse in modo strumentale, forse per provocazione una volta in vita dice una cosa giusta, io sono semplicemente felice che quella cosa sia stata detta PUNTO senza bisogno di ulteriori ricami. Cito l'ucoii non per rifarmi al sufismo, evidentemente, ma proprio perché si tratta dell'ucoii e nella speranza di instillarti qualche dubbio sulla possibile presenza di grigi e di rosa nel tuo stranissimo e personalissimo mondo in bianco nero e rosso, un mondo dove le cose sono buone o cattive mai in sé ma sempre in virtù di appartenenza ideologica (sei sicuro che il procedimento non presenti possibili falle ?). Poiché sappiamo entrambi per esperienza diretta quanto sia difficile evitare fraintendimenti, ti confesserò di non aver assolutamente inteso dare mai a nessuno del bugiardo per cui mi piacerebbe che tu mi facessi capire meglio. Quanto al razzismo, anche lì é questione di intendersi. Vorrei tu capissi che IO mi considero (e lo dico senza nessuna affettazione) un razzista, un violento ed un omicida almeno potenziale (ma non un bugiardo). Perché il male é davvero banale come richiamavo nel messaggio qui sopra, il confine con il bene é spesso quasi impercettibile e si riconosce secondo me solo attraverso una strettissima e feroce sorveglianza sulla propria coscienza. Perciò non ho difficoltà a percepire in tutte le paure che i diversi da noi ci suscitano la possibile e probabile matrice di ogni razzismo. Aggettivo quest'ultimo che scrivo sempre e solo riferito ai concetti e ai pensieri che leggo, MAI alle persone, ché con tutta evidenza e verità dovrei riferirli anche a me stesso, come facilmente mi mostri. Ed infatti parlavo, se provi a rileggere del NOSTRO razzismo, intendendo alla lettera il tuo tanto quanto il mio. O se preferisci andarci più leggero, intendevo descrivere la nostra comune diffidenza, elevata spesso a sistema sociale (nostro, di tutti). Dunque il mio discorso, partendo da una lettura (forse mi rendo conto non sufficientemente esplicitata, erroneamente data per scontata) vorrebbe semplicemente provare ad aprire una piccolissima breccia nelle tue granitiche ceretezze. Se la paura (con la scarsa conoscenza dell'altro) genera razzismo ed il razzismo produce paura, non si potrebbe cominciare a rompere il cortocircuito semplicemente cercando motivi di speranza che ci permettano di stemperare i fin troppo comuni e tristi motivi di sconforto ? Considero l'accusa di ingenuità un bellissimo complimento (purtroppo non vero).
Detto questo, se vogliamo scendere alla politica, tutto quello che mi preme é semplicemente di favorire la conoscenza ed il dialogo, sfavorire la diffidenza e la paura. Dunque rispetto ai musulmani, se si manifesta una loro esigenza trovo purtroppo ovvio provare diffidenza, ma devo anche esser conscio che la mia diffidenza a petto delle loro necessità genera necessariamente disagio,non accettazione delle regole, ribellione e come per paradosso la mia difesa finisce per indebolimi. Ecco perché preferisco esultare per una piccolissima buona notizia e al contrario tremo di fronte allo sguaiato sbandierare la cattiva. Diciamo che bisognerebbe cercare un equilibrio migliore tra le due esigenze (sicurezza vs libertà; occidentali vs immigrati). Per il solito mi sono tenuto un pò in disparte da questo genere di polemiche, ma la mia valutazione é sempre stata un pò questa, quella di un pericoloso eccesso di preoccupazione, e questa cosa delle prediche in italiano mi pare che segni per davvero un pericolosissimo eccesso. A questo riguardo mi sembra che l'aggettivo razzismo sia adeguato. Forse la mia é ingenuità, attento però: é ingenuità voluta e consapevole, é la ricerca della sola e stretta strada perseguibile. Come ho scritto qui sopra a Fabrizio, Il mio non é negazionismo, ma sana irrazionale paura. La paura di chi sa bene che i morti ammazzati da arma da fuoco sono quasi tutti tra coloro che possedevano un'arma per la difesa personale (non sarà più prudente farne a meno) ?
Sono riuscito a spiegarmi ? Buone cose, shalom
CD
@Cd: permettimi di dirti che se hai intenzione di accusarmi di politicizzare ogni questione, nel tentativo di delegittimare ciò che scrivo o di sottrarlo alla valutazione oggettiva e non pregiudiziale, automaticamente ti proponi come candidato per la stessa accusa.
La questione della pericolosità delle Moschee, almen nei termini di cui ho discusso, argomentando anche con la documentazione possibile dei fatti di cui tener conto e che tu insisti nell'assolutismo del negazionismo ad ignorare, in quello scrivere chiaro chiaro che c'è solo l'UNICITA' di un razzismo a far da paravento (e dunque, in modo assolutista e massimalista, privo di onestà intellettuale, di oggettività, accusando chiunque evidenzi altra realtà dei fatti, di essere unicamente bugiardo e razzista ad usar paraventi e balle, che è cosa grave ed ingiusta in un dialogo più serio), per me resta una questione principalmente CIVILE e non politica, quando la politica, semmai, interviene dopo relazionandosi a quei valori civili, secondo propria inclinazione rappresentando, per esempio, i propri elettori, cioè coloro che li legittimano a fare politica, a rappresentarli, perchè, non dimentichiamoci che è il popolo a fare politica ed è al popolo a cui bisogna render conto politicamente.
Ma la questione è di ordine civile, oltrechè culturale, principalemente, al punto che, infatti, si possa dire anche questione trasversale a diverse rappresentazioni politiche ed non politiche. Lo vediamo, per esempio, in scelte di amministratori locali, di destra e di sinistra, a concordare sull'esigenza di porre rimedio alla dimostrata realtà che effettivamente, ci offre la dimensione di un pericolo nella predicazione dell'odio nelle moschee (ed anche sulla cultura che certo islam, non sempre ostentando, porta con sè a minaccia CIVILE e democratica).
Il fatto che anche molti esponenti delle comunità islamiche concordino sull'esigenza di misure e nel riconoscimento di questo pericolo effettivamente reale di cui tener conto, islamici moderati e certo non così ingenui o stupidi per non saper quanto quell'integralismo dell'odio sia concreta minaccia anche e soprattutto per loro, è ulteriore dimostrazione che la questione è di ordine civile, umana, sociale e trasversale.
Ma il tuo continuo tentativo di negare la realtà documentata (tentativo che in effetti non fai: neghi così, eludendo risposte, facendo nemmeno ipotesi, emettendo sentenza di condanna senza processo, dogmaticamente, accusando infine chi ha sotto gli occhi la realtà di razzismo e di essere bugiardo) e di confinare e dimensionare tutto nell'idea che sia riconducibile alle mire di certa politica, dimostra che sei tu, semmai, che imponi la misura politica alla questione.
Sei tu, infine, che neghi che la questione sia di altra natura, le scelte consequenziali, le antipatiche misure emergenziali (frutto del buonismo allegro quanto scellerato precedente) le vuoi tutte per motivazione politica.
Ed è affatto curioso che tu citi proprio l'Ucoii a dimostrare che la tua non è forse solo candida ingenuità buonista, in un ottica relativista che non vuole e non sa più distinguere giusto dall'ingiusto, il bene dal male, ma invece un'articolata composizione di preferenze e posizioni, preferenze e posizioni che sono dalla parte meno civile.
Nel 2006, una gran parte dei membri della "Consulta per l'Islam Italiano" ha sottoscritto un documento con il quale denuncia e condanna il terrorismo, chiede ai Paesi musulmani di rispettare la libertà religiosa, denuncia la predicazione (sapendo benissimo che ciò accade e dunque sottoscrive tal denuncia) contro cristiani, ebrei ed occidentali, si dichiara contrario ad una "identità islamica" separata e conflittuale con la "comune identità nazionale italiana" e si pronuncia, infine, contro ogni discriminazione nei confronti della donna.
Ma Nour Dachan, presidente dell'Ucoii, la più potente ed estesa rappresentazione delle comunità islamiche e di moschee in Italia, ha contestualmente presentato, invece, un documento di richieste che se accolte, provocherebbero l'affermazione di una entità islamica separata di fatto all'interno dello Stato Italiano. E a corredare quelle richieste (celebrazione di feste islamiche nelle scuole, bollino verde per cibi islamicamente corretti, la censura di testi scolastici (!!), il proprio censimento dei musulmani, c'è una vera e propria dichiarazione INTIMIDATORIA, cioè quella che in Italia non potranno accadere episodi di violenza fondamentalista "FINO A QUANDO SAREMO NEL DIALOGO".
La cosa grave è che l'Ucoii è la propaggine italiana dei "Fratelli Musulmani", finanziati dall'Arabia Saudita ed alternativa al fondamentalismo armato di Al Qaeda, cioè coloro che hanno ufficialmente dichiarato di volere "uno Stato Islamico mondiale da qui a 30 anni" come disse Mustafa Mashhur, appena nominato nuova Guida suprema della più famosa confraternita islamica. Progetto che in effetti, gli va abbastanza bene:
Vittorie elettorali in Egitto, dove sono la seconda forza politica del Paese, pur essendo ufficialmente al bando dal 1954), per non parlare della vittoria politica di Hamas, che pure discende dallo stesso ceppo principale. E le cose gli vanno bene anche altrove: scarcerazione di quei fanatici con progetto invasore del pianeta in Mauritania, Tunisia, Libia, ampiamento dei risultati politici in Algeria e Marocco.
Perchè i Fratelli Musulmani operano in molti Paesi, sotto altre sigle e spoglie. Uno dei paraventi, fai conto, si chiama "Movimento della società di pace, che poi si nota, è nome che assolve doppia funzione in quel mascheramento: inganna con quel mostrare la parola "pace" e nel contempo, permette di conservare l'acronimo nella sigla che però, in arabo, suona come "Hamas": divertente, no?
Di impronta fratellesca islamica, oltre all'Ucoii ed altre sigle, il "Fronte di azione islamica" mentre in Kuwait evitano di definirsi tali e si presentano sotto l'etichetta "Movimento Costituzionale Islamico" (3 deputati in Parlamento, ma altrove sono più numerosi ed entrano anche nelle istituzioni di giustizia ecc).
L'Ucoii, dicevo, è l'emanazione italica dei Fratelli Musulmani enasce nel 1990 (quanto tempo perduto e quanta scellerata imprudenza buonista) e già nel 2006 si apprendeva che fosse quell'organizzazione che rappresentava la realtà islamica più diffusa nel nostro Paese, con riferimento a circa 200 Moschee e luoghi di culto islamici presenti in TUTTE le regioni.
Quelle emanazioni, sono attive e presenti nel processo espansionista a colonizzare tutta l'Europa: Spagna, Francia..presenti perfino a Poitiers, sede di famosa battaglia che ha segnato, nel 732 ad opera di Carlo Martello a difendere la cristianità e l'Occidente, la battuta d'arresto dell'avanzata islamica in Europa. Avanzata che forse, per nostra incapacità e cecità (debolezza culturale anche), non fermeremo stavolta.
Perchè si è davvero ciechi, anche tra fedeli e preti: l'Ucoii, in quanto emanazione diretta dei Fratelli musulmani, hanno progettato di rendere il pianeta islamico non sfruttando le strategie sconfitte dalla storia precedenti, cioè le armi, ma individuando invece un nostro punto debole per sconfiggerci che è peculiarità proprio dell'essere occidentali e con cultura di libertà e democrazia, tolleranti e così via. Il progetto di invasione ed islamizzazione planetaria, ma con particolare interesse di conquista dell'Occidente per motivi che non si faticherà ad individuare in ragioni storiche (è stato l'Occidente ad imporre battuta di arresto all'islamizzazione del mondo), è molto più sofisticato ed è ben calcolato, lungimirante, cioè davvero ha fatto una buona analisi della nostra debolezza, identitaria e culturale ed anche, individuando nei nostri pregi, il fulcro in cui far leva per scardinarli. Si propone l'invasione, la fratellanza islamica, usando proprio gli strumenti democratici. Per poi imporre tutto quel che si può e che vuole, sharia inclusa.
Il manifesto che nel 2006 proprio l'Ucoii pubblicò comprando lo spazio su alcuni giornali, a predicare l'odio contro Israele, forse è già sepolto nella memoria. Ma non si è avuta adeguata eco e non se n'è tenuto conto, tantomeno del fatto che la stessa organizzazione ha fatto tantissime altre dichiarazioni preoccupanti ma chiare nel definirsi. Negando, per esempio, l'attentato sventato a Londra, contestando lo Stato Italiano nei provvedimenti adottati dalle forze di politizia nei confronti di sospetti (ed era governo di sx e tante le occasioni di indagine, arresto e processo per connivenza e tifoseria per terrorismo), ha interpretato in modo gravemente riduttivo la sconvolgente vicenda della ragazza pachistana uccisa, Hina Salem.
Pur dovendo esser chiaro come i nostri principi costituzionali implichino il rifiuto della violenza, del razzismo e dell'antisemitismo, della discriminazione tra uomo e donna, l'Ucoii ha preso posizione diversa, reiteratamente e talvolta, con tentativi di rimediare in modo affatto credibile e contestualizzabili sempre nel progetto di usare strumenti democratici, che non destino particolare allarme, nel progetto di occupazione dell'Islam dell'occidente (del mondo in realtà) a tappe forzate.
Sempre (solo o già) nel 2006 erano molti gli islamici moderati ad evidenziare il pericolo della presenza del fondamentalismo come quello che rappresenta l'Ucoii, chiedendo perfino che fosse sciolta per legge.
Noi abbiamo mancato a quell'appello saggio e dovuto nel tutelare proprio la realtà islamica migliore, favorendo invece il lavoro indisturbato del progetto Ucoii-Fratelli Islamici di islamizzazione a tappe forzate, forzando la democrazia con gli strumenti offerti proprio dalla sua natura.
Ecco l'interessante articolo di quel 2006 (ma è esempio possibile tra tanti):
Intervista al capo dell’Assemblea musulmana d'Italia,
Cresce di giorno in giorno il numero delle personalità musulmane moderate che non solo prendono risolutamente le distanze dall’Unione della Comunità ed Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii, l’interfaccia italiana di Hamas e dei fratelli musulmani), ma addirittura si rivolgono alle Istituzioni per chiederne la messa al bando e lo scioglimento per legge. E’ di ieri la notizia che anche Mario Scialoja, segretario della Lega Mondiale Musulmana (l’ente che gestisce la grande Moschea di Monte Antenne a Roma), ha detto che Pisanu ha sbagliato a non mettere fuori legge l’Ucoii e ad ammetterla nella Consulta islamica. Nello stesso senso si sono già pronunciati il vicedirettore del Corriere della sera, Magdi Allam, e la presidentessa della Federazione delle Comunità Marocchine in Italia, Souad Sbai. Ci sembra dunque opportuno intervistare il segretario dell’Assemblea Musulmana d’Italia, Shaykh Abdul Hadi Palazzi, che della richiesta di scioglimento per legge dell’Ucoii si era fatto interprete sin dal 2003.
Palazzi, Pisanu fa un gesto che considera di “apertura verso l’Islam”, nomina il presidente dell’Ucoii, Nour Dachan, come membro della Consulta islamica, ed ottiene invece l’effetto opposto: aumenta di giorno in giorno il numero dei musulmani che non solo condanna quella decisione, ma chiede che l’Ucoii venga sciolta per legge. Come lo spiega?
“In realtà la scelta di Pisanu è stata non di ‘apertura all’Islam’, ma semmai di apertura alla sètta dei ‘fratelli musulmani’, un'organizzazione integralista che legittima il terrorismo e che si ispira ad una lettura totalitaria, nazi-fascista dell’Islam. Molti musulmani emigrano in Occidente anche perché non sopportano più un ambiente in cui il fanatismo dei ‘fratelli musulmani’ diventa sempre più invadente. Giungono in Occidente con molte speranze e invece scoprono che anche qui prevalgono quegli stessi fanatici che anzi pretendono di rappresentare tutto l’Islam nei confronti delle Istituzioni italiane. Purtroppo non tardano a scoprire anche che le Istituzioni stesse fanno ben poco per contrastare questa pretesa”.
E quindi, come reagiscono?
“Dapprima prevale lo sconforto all’idea che la maggioranza delle moschee d’Italia sia gestita da un’organizzazione che legittima il terrorismo suicida iracheno e palestinese, da una Onlus i cui dirigenti aderiscono al ‘Campo antimperialista’ che raccoglie fondi a favore dei terroristi iracheni, da chi esalta il successo elettorale dei terroristi di Hamas come ‘una grande vittoria’ e solidarizza col folle Ahmadinejad nel dichiarare che Israele non ha diritto di esistere. Oltre alle moschee, questa gente pretende oggi di poter gestire delle scuole, e ciò ai musulmani moderati fa ancor più paura. Dovremmo lasciare i nostri figli, nati in Italia, nelle mani di chi chiama ‘martiri’ i terroristi suicidi? Di chi, come il presidente dell’Ucoii, Nour Dachan, chiama al telefono i suoi amici di Hamas per congratularsi del loro risultato elettorale? O di chi, come Piccardo, si fa intervistare da ‘Panorama’ per dichiarare che Israele non ha diritto di esistere? Vogliamo riflettere sul fatto che un personaggio del genere non solo è libero di gestire una moschea, ma viene persino invitato a fare lezioni agli alunni delle elementari delle scuole pubbliche? Di fronte a una situazione così allucinante, Souad Sbai ha giustamente esclamato a ‘Porta a Porta’: ‘Giù le mani dai nostri bambini!’. E’ questo il sentimento che prevale fra la stragrande maggioranza dei musulmani: siamo quasi un milione, e qualche centinaio di militanti estremisti dell’Ucoii non possono pretendere di rappresentarci. L’Ucoii costituisce un pericolo, e va fermata il prima possibile!”
Come spiega che anche una personalità in genere molto abbottonata come Scialoja abbia preso posizione in modo tanto deciso?
“I dirigenti delle organizzazioni islamiche, si chiamino Souad Sbai o Mario Scialoja, debbono in ogni caso tenere conto degli umori della base, di quanti sono chiamati a rappresentare. La legittimazione istituzionale dell’Ucoii ha creato il panico fra la maggioranza dei musulmani residenti in Italia. E’ un dato che salta agli occhi, che non può essere ignorato. Aumenta di giorno in giorno il numero dei musulmani che pensano: ‘Quelli dell’Ucoii si sono autonominati rappresentanti della mia religione, e adesso c’è il rischio che l’opinione pubblica consideri ogni musulmano come fautore dell’estremismo. Non posso tacere: devo dichiarare pubblicamente che l’Ucoii non mi rappresenta e che anzi ne condanno le posizioni filoterroriste’.
"Da questo punto di vista, la Fiaccolata di solidarietà con Israele e di condanna del regime iraniano del 3 novembre scorso - organizzata dalla redazione de “Il foglio” - ha rappresentato una sorta di stati generali dell’Islam moderato: assieme all’Assemblea Musulmana d’Italia c’erano i rappresentanti dell’opposizione iraniana in esilio, c’era Magdi Allam, c’era Mario Scialoja, c’erano i marocchini di Souad Sbai, c’erano realtà islamiche fra loro diverse ma accomunate dal ripudio dell’antisemitismo e dalla difesa del diritto d’Israele all’esistenza, nonché dalla condanna del regime iraniano, di Hamas e dei suoi referenti italiani. Il perdurante fiancheggiamento del terrorismo da parte dell’Ucoii ha senz’altro contribuito a farci unire e ad uscire allo scoperto tutti assieme, per dire: ‘ci siamo anche noi, e siamo in tanti!’. L’Ucoii non ci ridurrà al silenzio”
Che consiglio si sentirebbe di dare al nuovo ministro dell’Interno Giuliano Amato?
“Innanzitutto vorrei chiedergli di correggere quello che è già stato definito ‘l’errore madornale di Pisanu’: provveda senza indugio a cancellare il nome di Dachan dalla lista dei componenti della Consulta islamica, e dimostri fattivamente che - dal momento che l’Italia condanna l’organizzazione terroristica chiamata Hamas -i fiancheggiatori nostrani di Hamas non possono in alcun modo agire come controparte credibile delle Istituzioni. La scelta migliore - va ribadito - sarebbe quella dello scioglimento dell’Ucoii per legge. Ritengo ne esistano sia i precedenti che i presupposti: per legge in Italia sono state sciolte organizzazioni neofasciste come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e Movimento Politico, ed è stata sciolta la P2 in quanto associazione segreta. Ora l’apologia di terrorismo secondo le leggi italiane è un reato, e la messa al bando di un’organizzazione che talvolta la ha praticata dovrebbe esserne la necessaria conseguenza. Anche se non si giungerà da subito ad una misura del genere, il ministro Amato potrebbe comunque iniziare ad espellere dalla Consulta islamica Dachan e gli altri due membri legati all’Ucoii, e ripristinare il preesistente stato di monitoraggio delle attività propagandistiche, politiche e soprattutto finanziarie dei dirigenti dell’Ucoii e delle strutture di riferimento. Sarebbe un segnale senz’altro incoraggiante, non solo per i musulmani moderati, ma per tutti i cittadini.”
-----------
Ora, a parte la disonestà nella negazione assoluta di fatti e sintomi, strategia sempre tentata da chi non vuole assolutamente curare malattie e che invece procedano indisturbate (niente sintomi, niente di cui rendersi conto e provvedere, nè con cura d'emergenza, nè, più grave ancora, con adeguata prevenzione!!). Che è la strategia di tanti conniventi, fai conto, della mafia: "la mafia non esiste" ci dicono.
Viene il dubbio, CD, siccome non dai dimostrazione di tua stupidità, che tu sia animato da pericolosissima ingenuità, da altri fini (magari politici?) e in tanta caparbia insistenza nel tentativo di mascherare e rinnegare la realtà, sarebbe legittimo perfino dire che sei connivente con quel fondamentalismo o perfino, un efficacissimo infiltrato.
Io propendo però, per una tua incapacità, per posizioni pregidiziali proprie (pregiudizio, insomma, l'anticamera del razzismo in sostanza, quello per cui condannare solennemente chi razzista non è e però onestamente, oggettivamente, prende atto della realtà), insomma, per una tua disarmante disonestà, con la presenza della quale è inficiata ogni possibilità di dialogo serio, onesto, sincero con possibilità costruttive.
Ciao.
Alieno
Il mio non é negazionismo Fabrizio, ma sana irrazionale paura. La paura di chi sa bene che i morti ammazzati da arma da fuoco sono quasi tutti tra coloro che possedevano un'arma per la difesa personale (non sarà più prudente farne a meno) ?
CD
Alieno.@Charles Darwin: la tua caparbietà a conservare il rifiuto della lettura oggettiva della realtà è disarmante.
cd@Alieno: la tua caparbietà nell'anteporre sempre la politica alle questioni di coscienza é disarmante.
Niente di male, non fosse che
(Alieno): Lì le responsabilità sono molte: della politica in parte, della stessa Chiesa Cattolica in parte, responsabilità di ieri, responsabilità di oggi: chi sente di subire o sente che si impone misura ingiusta nell'attuazione della proposta di Fini, sappia che è loro, correponsabilmente, la colpa, colpa grave.
Ti preoccupi costantemente di farci sapere che dici tutto in funzione "cristiana", con coscienza politica di cosa la Chiesa fa o dovrebbe fare e soprattutto continui a confondere le tue personali rispettabilissime idiosincrasie politiche con la lettura oggettiva della realtà. Nota che se propongo un parere su AN é un parere politico, sostanziato in valutazioni esclusivamente politiche ed opinabili (come le tue; io almeno sono esplicito ed evito di farne una questione oggettiva o di fede che non sia la mia personale).
Giusto come autodifesa rispetto le tue al solito torrenziali ed illeggibili "letture oggettive" posto qui sotto due fatti di segno diametralmente opposto, più congrui con l'animo di noi buonisti. Presi un pò a caso dalla rete, forse vorrai ammettere che la verità al solito sta nel mezzo. Forse vorrai ammettere anche che la lettura di testi come il tuo (o quello dei mille tuoi sodali) da parte di un islamico dialogante, produrrebbe l'effetto di rifiuto che tu sai così bene leggere solo e tutto dall'altra parte.
Le ONG Islamic Relief e Cafod unite nel soccorso ai cristiani in fuga da Mosul
La organizzazione non governativa “Islamic Relief” e nella fattispecie la sua sezione italiana “Islamic Relief Italia” proprio in vista della giornata del dialogo vuole rendere pubblico un nuovo progetto che va a testimoniare nella viva realtà la necessità della collaborazione tra appartenenti alle diverse fedi. Crediamo che il dialogo e la reciproca conoscenza si sublimino quando trovano modo di diventare esperienza concreta che incide sulla vita delle persone. In un mondo funestato da guerre ed odi siamo convinti che l’unica opzione sia la collaborazione tra gli uomini e le donne di “buona volontà” appartenenti a diverse confessioni religiose, a diverse culture, a diverse nazioni. “Laqad karramna bani Adam”, “Abbiamo onorato gli esseri umani” dice Dio nel Sacro Corano, e questo è il principio ispiratore della nostra azione, siamo tutti figli di Dio e quindi fratelli e sorelle: questo è ciò che vorremmo testimoniare tramite il nostro lavoro quotidiano. Dott. Paolo Abdullah Gonzaga (25.10.08) Direttore Islamic Relief Italia
ucoii, Ramadan
Anche quest’anno quindi, con il permesso di Allah e la Sua misericordia siamo giunti alla fine di Ramadan e giovedì 5 dicembre (insh’Allah), in tutte le città d’Italia i musulmani si riuniranno per celebrare la Festa della Rottura in fede e serenità. (...) Durante tutto il mese benedetto ci siamo sforzati di controllare la nostra natura umana per lasciare più spazio a quella spirituale. Abbiamo digiunato, pregato e ricordato Allah con nessun altro fine che la Sua soddisfazione, la Sua benedizione. Durante questo mese benedetto, il 24 ramadan/29 novembre si è svolta la I Giornata Nazionale del Dialogo Islamo-Cristiano a cui abbiamo aderito come Unione e alla quale hanno partecipato decine e decine di realtà locali. (...) La riuscita di questa Giornata è per noi motivo di grande soddisfazione convinti come siamo che il dialogo sia la sola maniera per approfondire la conoscenza, sanare le incomprensioni, appianare i contrasti. In particolare stabilire rapporti sereni e affettuosi con i credenti cristiani è per noi un dovere dottrinale e una sentita necessità umana. Nel Santo Corano Iddio Altissimo ci dice infatti: "Non parlate con la Gente della Scrittura se non nella maniera migliore". (UCOII, 3.12.02)
... e decine di altri fatti oggettivi (per cominciare forse puoi prendere visione di http://www.ildialogo.org) che i profeti di sventura come te solitamente si rifutano di prendere in considerazione. Le realtà oggettive dipendono dal punto di vista di chi le guarda !
C'é un solo punto fermo, é il Vangelo. Capisco che sia un punto molto scomodo, che tu lo salti spesso a piè pari, che il vangelo non dia mai soluzioni univoche e standard alla realtà come pretenderesti, ma così é.
adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi (1Pt, 3)
CD
CD, finché tanti come te sostengono che " la presunta "pericolosità" delle moschee é unicamente un paravento per il nostro razzismo", io mi sento obbligato per reazione a puntare sulla chiusura totale. La pericolosità delle moschee non è "presunta", è ampiamente dimostrata da ripetuti episodi, e non capisco che senso abbia negarla. Anche le prediche dell'odio, la cui esistenza è negata da Enrico, sono documentate e certificate. Se a Magdi Allam è stata assegnata una scorta, non è perché ha raccolto 12000 punti sulla Fidaty Card, ma perché è stato condannato a morte dai suoi ex correligionari.
Mi spiace, ma non è possibile fare una discussione seria finché c'è questo negazionismo che ogni due per tre salta fuori.
Ah, dimenticavo Cd: mi sembra che ci sia un po' di facile demagogia ad uso sinistro nel dire che una pensata così, poteva venire solo da AN.
Perchè per me, sarebbe più oggettivo notare che Fini, per esempio, abbia già in un passato meno "sospetto" di quello attuale, proposto reiteratamente l'accesso al voto di immigrati, per esempio, fatto che ha indisposto molti altri nella rappresentazione del cdx e naturalmente, fonte di critiche interne e malumori anche nel partito, con inevitabili aspre critiche a destra di An che hanno visto l'ulteriore dimostrazione del "tradimento" ideologico ed anzi, sfruttando spesso nella competizione all'interno della destra per accattivarsi le simpatie di quell'elettorato, contro An e Fini quelle proposte di voto agli immigrati.
Dunque: cosa significherebbe, allora, quel "Una pensata così poteva venire solo da quei geni di AN"? Mi pare che sia un po' complicato affermare che il proporre voto ad immigrati sia indiziario di una proposizione di sentimenti razzisti, per dire..
certo è che quella proposta, a parte altri per altro motivo, ai razzisti autentici, li ha fatti incazzare e molto, caro Cd.
Alieno
Charles Darwin: la tua caparbietà a conservare il rifiuto della lettura oggettiva della realtà è disarmante.
Che si possa celare, dietro l'argomento, un sentimento razzista, non lo nego, ci mancherebbe. E però non sono nemmeno così disonesto di far l'assurdità opposta, cioè negare quel che abbiamo dimostrato già e segnalatoci, spesso, proprio da interlocutori "scomodi" per sostenere la tesi.
La presidente dell'associazione donne marocchine in Italia", Souad Sbai, membro della Consulta per l'Islam italiano del MInistero dell'Interno, più volte ci ha spiegato che dentro le moschee ci sono personaggi che incitano all'odio raziale, alla guerra, al terrorismo.
Oppure, come potrai reperire con adeguata ricerca nel web, prendiamo la parte di Annozero del faziosissimo San Toro (Santo per chi professa quel culto sinistro) che è stata opportunamente censurata, ben 40 minuti di video in cui il falso imam della moschea di Via Cottolengo a Torino, Mohammed Kohaila, incita all'odio feroce.
Bene, ti informo che oggi, caro Cd che dipinge pericolosissimamente una realtà mistificata impedendoci di difenderci quanto può con saggezza, prudenza, usando l'arma (voglio sperare candidamente ingenua) della negazione e dell'omertà, il dvd in questione è stato acquisito dalla procura di Torino e Santoro, per rimediare la figuraccia conseguente a simile notizia, forse (forse???) trasmetterà questa parte in una prossima puntata. A suo dire "non ci eravamo accorti di questi passaggi nella fretta: solo ora, dopo un'acurata traduzione, abbiamo notato la violenza della predica".
Ahahah! Non si erano accorti... conoscendo il pungolo e la pignoleria di Santoro,ovviamente per ciò che gli è utile, è davvero tutta da ridere.
Ecco qualcosa di quel che è trapelato già: inizialmente quasi un inno alla fratellanza, alla pace. Poi il cambio di toni, in cui l'imam chiede una guerra senza quartiere CONTRO CRISTIANI ED EBREI. Dopo averli assimilati ad estremisti, Khoaila proclama: "Il Profeta ha detto che gli estremisti (nel discorso gli ebrei e cattolici) saranno distrutti!" e poi in un altro passaggio prende di mira anche i cattolici che venerano, quale orrore, la Trinità: "Allah uccida i politeisti!".
E poi, ancora: "Dio dia la vittoria ai suoi schiavi, ai mujaheddin, Allah porti alla vittoria i nostri fratelli in Palestina", bercia questo macellaio marocchino che guida la preghiera nell'appartamento-moschea dove, tra l'altro, fanno bella mostra di sè, che orgoglio, numerosi giornali di propaganda di Al Qaeda.
Le immagini del video, realizzate da Maria Grazia Mazzola grazie all'aiuto di un inflitrato dotato di sofisticatissima e tecnologica telecamera-spia, dovrebbero essere sufficienti da sole, a smentire la tesi che il successore di quell'imam Boukiri Bousta espulso dall'Italia per sospetti legami con i terroristi islamici, sia stata opera d'un complotto.
Ma poi c'è l'audio, che continuamente invita all'odio contro:
- infedeli (cristiani, ebrei, apostati)
- invita alla sottomissione delle donne.
E pare, c'è molto, molto altro.
Lo stesso Santoro, che spero non vorrai dire che io possa usare come mio "alleato" nella replica, dichiara a proposito della GRAVITA' di quelle immagini: "non sono tanto le sue parole che lasciano a bocca aperta (nooooo? Non le paroleeeee? Aaahhh, forte questo San Toro, davvero..- n.d.a.), quanto il contesto. Sarebbe come vedere che in una Chiesa cattolica i brigatisti fanno volantinaggio per trovare proseliti.
Insomma, una mezza ammissione di quel che tu rifiuti di ammettere.
Naturalmente, i frequentatori abituali della moschea di Via Cottolengo, hanno prontamente smentito che l'imam abbia mai fatto discorsi minacciosi contro occidentali e "mai" hanno dioffuso volantini di Al Qaeda. E però, purtroppo, i vari fermo-immagine del reportage ci raccontano altro. Non solo sono odiosi, sono incalliti bugiardi anche dinanzi all'evidenza.
Ecco cosa si legge nei volantini con il logo dei mujaeddin che innegga al luogotenente di Osama Bin Laden:
La morte di Al Zarkawi è un esempio di martirio». Si danno lezioni di strategia militare sostenuta dalla fede. Si fa riferimento all'11 settembre. Si vanta la capacità dell'organizzazione «di assorbire i colpi, nonostante gli arresti che non significano niente: perché Al Qaeda è più forte». Si dice: «Non c'è dialogo con gli infedeli». E si specifica: «Con gli atei nessun compromesso: si uccidono e basta».
Tratto dal Corriere.it
Ma prendiamo il gruppo espresso.Repubblica, anche qui sperando che tu non tenti l'assurda via di delegittimare pregiudizialmente le fonti da prendere in esame nel tuo ostinato processo di negazionismo a danno di tutti. Soprattutto, caro Cd, di islamici onesti, il danno è soprattutto per loro!
L'articolo è di Sandro Magister, che cita il Corriere della Sera, ritiene sia interessante. L'articolo, faccio notare, è del 2003! Capito? 2003, da allora la situazione è peggiorata, come dimostrano le spavalde manifestazioni nei sagrati delle Chiese e si comprende che sia anche opera di persone come te, un tardivo tentare recupero, con misure emergenziali che puniscono infine, anche innocenti, come sempre!!
In quell'articolo del 4 Dic 2003, Sandro Magister, riportava proprio alcune prediche in moschee gremite, ne faceva una piccola antologia.
NAPOLIFERMO
Abdellah Labdidi, imam della moschea Er Rahma di Fermo, provincia di Ascoli Piceno:
"I recenti attentati di Riyad non sono riconducibili alla jihad, perché i mujaeddin di Al Qaeda non ammazzano donne e bambini. Ma sono opera della Cia [Central Intelligence Agency] per accrescere nell´opinione pubblica occidentale il rancore verso gli islamici. Gli infedeli distorcono forzatamente i riferimenti alla jihad, che sono insiti nel Corano e fanno parte della sua divulgazione, per incriminare gli imam e colpevolizzare le comunità islamiche.
"Invece gli attacchi contro gli invasori anglo-americani-italiani in Iraq e in Afghanistan sono da ricondurre alla jihad difensiva perché rispettano i dettami coranici".
BOLOGNA
Said Mahdi Nasr, egiziano, imam della moschea El Nur del Centro culturale islamico di via Massarenti:
"Il martirio [di coloro che combatterono e morirono con Maometto durante il Ramadan] è stato ampiamente ricompensato dal Profeta perché sono morti per una giusta causa, in un periodo sacro per noi e in paradiso Dio li ha riempiti di gloria".
MILANO
Mahmoud Asfa, imam della Casa della cultura islamica di via Padova:
"La religione musulmana è un anello di una catena che la unisce alle altre religioni. L´islam predica il rispetto delle altre civiltà e culture. L´islam vuole la pacifica convivenza con i cristiani e gli ebrei. L´islam è contro il terrorismo di Riyad, Nassiriya e Istanbul. I soldati italiani [in Iraq] sono messaggeri di pace. L´islam rispetta le chiese e le sinagoghe allo stesso modo con cui noi musulmani rispettiamo le moschee".
[A questo punto circa trenta fedeli si sono alzati e hanno abbandonato la sala]. (!!!).
E l'articolo, naturalmente, continua l'elenco ed è solo del 2003. e si riferiscono solo al brevissimo periodo dal 21 Novembre ultimo Venerdì del mese di Ramadan e il 25 Novembre, festa di Id Al Fitr, cioè momenti in cui l'ascolto della preghiera è altissimo.
Analogamente, ci informa Magister, nel giugno precedente accenti simili erano risuonati nella Grande Moschea di Roma (patrocinata dall'Arabia saudita e pensa, da lati regimi arabi che definiamo "moderati") ad opera dell'imam invitato ed insediato dall'università Al Azhar del Cairo che, forse saprai, si vuole come la più autorevole di tutto l'Islam.
Beh, il presidente del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Arciv. Michaerl Fitzgerald, interpellato a proposito, minimizzò. In maniera ridicola, oltretutto, ma denunciando pienamente qual'è la natura argomentativa di quel pensiero negazionista e che si ribella di avere oggettività, negando anche la verità d'una realtà, che è fatta sia di cose buone e giuste, ma anche tremendamente sbagliate e nascondere le sue parti, ovviamente, ci tratta tutti da stupidi (come fossimo incapaci e solo chi propone simil cosa capace) e naturalmente impedisce una seria analisi e dunque anche strategia efficace per evitare guai inevitabili.
Dice l'arciv:"In fondo sono cose dette in una sola moschea italiana. E a dare eccessivo peso a un fatto locale si corre il rischio di compromettere il dialogo".
Come si fa!!
D'altra parte, sempre Magister nel 2003 scrive che si sbagliava, era affatto caso isolato. L´imam della Grande Moschea di Roma, Abdel-Samie Mahmoud Ibrahim Moussa, egiziano, fu in seguito rimosso per volere del governo italiano. E Fitzgerald fu cancellato dalla lista dei nuovi cardinali, che Giovanni Paolo II si apprestava a nominare.
E spero vivamente, per decenza ed il bene di tutti, che siano cancellati tutti coloro che fanno e propagano simili danni e disinformazione, incapaci (anche per presunzione offensivi) di prendere atto della realtà.
Naturalmente, la vastità delle informazioni che posso reperire, sui quotidiani o sul web a documentarci (magari facendo un po' di selezione sulle fonti più attendibili), fa capire come ciò che ho scelto di scrivere sia solo una porzione limitatissima per dimostrare che il pericolo Moschee è un fatto.
Ma fa anche venire in mente una riflessione serissima, grave: quella possibilità l'hai anche tu ed allora, perchè mai quel tuo negazionismo, oltretutto accusando, anzi, calunniando il prossimo, dopo aver rifiutato la realtà oggettiva (che non significa nè che tutte le Moschee predicano odio, nè che nessuna, è questa l'analisi oggettiva che tu rifiuti), accusandolo di usare paravento per coprire il proprio razzismo!!!
Per te la pericolosità è "UNICAMENTE" scrivi, fugando ogni possibilità di onesta possibilità anche ipotetica, come non bastasse quella oggettiva.
Vedi, potremmo discutere, sicuramente anche con punti condivisi, sulla pretesa di lingua araba o italian nelle predicazioni, ma se si comincia con la disonestà iniziale a delegittimare già dall'inizio anche il motivo per cui discuterne, allora il dialogo è morto sul nascere.
Faccio appello di onestà. Un piccolo passo: elimina quel tuo dire "è UNICAMENTE un paravento..", ecco, quell'unicamente proprio non è degno di te, nè di me e non ti dico, dove, affettuosamente, dovresti metterlo, ehehe.
Ciao, ogni bene.
Alieno
Secondo me la questione della lingua é semplicissima ed é per davvero una questione solo di principio e solo religiosa. Semplicemente perché se a me chiedessero di pregare in una lingua che magari conosco ma non é la mia, non sarei a mio agio, faticherei a riconoscermi in quello che dico fosse anche latino e non vedo altro da aggiungere. Insisto solo su un punto tanto caro ad Alieno e ad altri: la presunta "pericolosità" delle moschee é unicamente un paravento per il nostro razzismo e rinnovo per l'ennesima volta la mia provocazione: imporre l'italiano é da questo punto di vista solo un unico sonoro autogol senza senso e di sicuro effetto negativo, nella direzione di un aumento piuttosto che di un controllo del terrorismo. E' così difficile da capire ? Una pensata così poteva venire solo da quei geni di AN.
CD
Non è che la Santanchè non si veda più..
E' che son gli altri che non la voglion più vedere!!! :-)))
Scherzi a parte, la Santanchè si vede meno, ma rispetto al periodo pre ed elettorale e questo mi pare effettivamente, molto normale, a meno che non si abbia una rappresentazione politica forte ed ampia per apparire, comunque, sempre molto.
E dunque non si vedono moltissimo un sacco di altri, per esempio la sinistra radicale (compreso Rifondazione o quel che ne resta) tranne quando si producono nella reazione inarrestabile di litigio e critica feroce e continua scissione, non si vede più Pecorario Scanio, i Verdi, i Comunisti Italiani, certe frammentazioni di velleitario progetto di rinascita Dc, insomma, non si vede nessuno se non per occasioni particolari, come tra l'altro, manifestazioni incivili di ultradestra ed ultrasinistra o cosette simili.
Ma, a me pare, che sia tutto nella norma. Ed anzi, che in quest'ottica, la Santanchè forse si vede perfino troppo, meglio di altri. Perchè comunque, porta avanti delle battaglie tematiche (anche extra-politiche o quasi), che poi sia per furbizia politica per restare in evidenza o per autenticità di idee, ne possiamo discutere come si vuole.
Certo è che certe battaglie son giuste, aldilà di chi le propone. E dunque vale anche per la Santanchè, anche se non gode di simpatia eccessiva; ma più di quanto si pensi, personalmente, più personalmente che come soggetto politico. Certo, se ci si limita solo alla lettura dei media di parte, ciò non appare molto, anzi, appare il contrario. Ma se è per questo, quella lettura offriva anche la sconfitta di Berlusconi e l'immagine di un Berlusconi odiato dalla maggior parte degli italiani che lo vorrebbero fuori dalle palle, immagine che è faziosa ed avulsa dalla realtà che, mi capita di leggere in giro, nonostante i risultati e la realtà siano stati perfin brutali a dire altro, si insiste nell'avere e nel proporre.
@Andrea: credo che tu ti sia messo in testa che l'associazione mediashopping sia per me insopportabile o idonea per me.
Così, mi veniva in mente proprio oggi che tanti compagni lavorano al soldo del nemico allegramente: mediaset, mondadori. Non parlo solo di Zelig, naturalmente, nè di tanti anonimi e meno anonimi dipendenti delle imprese berlusconiane (evidentemente è padrone più benigno di altri, ehehe), nè del D'alemiano Mentana e così via. Pensavo piuttosto a quel Casarini leader del fallimentare movimento dei movimenti (bum), oggi parrebbe costretto a dichiarare l'epilogo di quell'esperienza di no-global e scomparso o quasi dalla scena per via dei continui fallimenti, suoi e del movimento, che ha scritto, tanto per non sparire proprio e per l'intento di far soldi in qualche modo, visto che di lavorare non ne vuol sentire, mi ha detto qualcuno oggi, un libro, autobiografico o biografico di quel movimento che rappresentava, soprattutto identificabile con i tristi episodi Genovesi che sappiamo.
Ebbene, tanto per evidenziare ancora una volta l'incongruenza e la pateticità offerta dai compagni (centrosocialisti o no-global vari inclusi), il libro è edito dall'impresa berlusconiana, dell'odiato nemico. Naturalmente rifiutandosi di fare un'analisi seria ed autocritica, ma motivando con artifizi comici di quanto sia stata importante quell'esperienza e di come sia "naturalmente" conclusa.
Pur di non prender atto delle proprie incapacità, errori, si fanno miracoli.
Fatto che naturalmente i giornalisti maliziosi, non hanno resistito dal fargli notare. Nonchè provocando smarrimento completo tra le fila dei peones sostenitori dell'ultra sinistra.
E per cui il soggetto ha risposto prontamente che non c'è critica da fargli, visto che anche a Zelig i compagni lavorano al soldo berlusconiano.
Ecco dunque, nel solito tentativo della difficile arte dell'arrampicata sugli specchi, affermato un nuovo principio de sinistra, affermato in queste parole precise:
"Claudio Bisio, che è di sinistra, non lavora a zelig su Canale 5?"
Non è solo un patetico tentativo elusivo, come può sembrare, dicevo, ma ad una lettura più attenta verrà in mente di come si sia enunciato un nuovo principio di sinistra, allo scopo autoconservativo di una dignità che è costantemente messa in discussione (sulla superiorità morale non ho mai infierito sull'onda degli scandali in cui la sinistra si ritrova, non mi piace sparare sui feriti e cadaveri, ma si deve riconoscere che non un centrodestra non avrebbe e non avrà mai simile trattamento dai compagni e per l'eternità):
Il principio a difesa della sinistra, dunque è molto interessante ed afferma: "siccome lo fanno tutti, lo faccio anche io".
Che poi è la rielaborazione di un antico detto popolare, affatto di sinistra, semmai pessimista o qualunquista, la massimo che vorrebbe essere: "il più pulito ha la rogna" e dunque non fate caso alla mia puzza. :-))
Io, come ho già detto in passato, non sono davvero rallegrato della miserabile fine che ha fatto la sinistra in questo Paese, ritenendo, come molti altri anche non a sinistra, che una rappresentazione democratica più sana e costruttiva, debba comprendere anche una sinistra accettabile. Ed oltretutto molto dispiaciuto che simile sorte tocchi ad un Veltroni a cui resta tutta la mia più sincera gratitudine per aver compiuto quello che altri non sono mai riusciti a fare, spesso per interesse (come tanti Dc e cattolici vari): far sparire dalla scena politica i comunisti. Un risultato che nemmen pensavo mai di vedere nella mia esistenza, per quanto ritenga ritenga clamoroso non che i comunisti più beceri e nemmen pentiti, siedano in Parlamento di un un Paese civile, ma soprendente il fatto che fino a ieri ci fossero!! Meglio tardi che mai e però, cavolo, la mia gratitudine a Veltroni comporta il dispiacere nel vedere che altri non aspettano altro che fargli la pelle, fratelli, anzi compagni coltelli, compreso quel D'Alema che tassello su tassello, sta tirando fuori nuovamente i compagni dall'oblio e dalla muffa in cui giustamente dovevano riposare da tempo, allo scopo di reclutare quanti più si possa per il prossimo giro (tra l'altro, parrebbe, ripronendo l'assurdità di quel mostriforme progetto Unionesco che può benissimo darsi che vinca elezioni ed arrivare alla guida del Paese, ma che però non è poi in grado, per sua natura, di guidarlo, certo non con decenza!).
Beh, ora smetto perchè la bava rabbiosa di Andrea sta affiorando addirittura dal monitor e magari mi sporca la tastiera che ho appena spolverato; ed in effetti, mi sono divertito abbastanza pensando a lui mentre scrivevo, eheheh.
Ah, Andrea, tanti saluti compagno-mediashopping, compagno mediashopping come tanti altri compagni alle dipendenze presso il padrone benigno e d'altra parte, sai come si dice tra il popolo, quando si dicono perle di saggezza nel disegnare le immagini di chi sputa nel piatto dove mangia -volentieri e per nulla obbligato oppure quando si dice "chi disprezza, compra!
Ehehe.
:-))))
Stai calmo e bene, fai il bravo, dai.
Ciao.
Alieno
@Enrico (36): mi fa sempre immensamente piacere essere riconsciuto per quello che sono ed esser criticato per responsabilità che mi appartengono, per i difetti che ho ampiamente rappresentati e non per quelli inesistenti.
Perciò è con piacere che leggo quando scrivi qualcosa come "alla fine su diverse cose siamo d'accordo".
Anzi, probabilmente l'andare a scavare e mettere sul tavolo i punti condivisi è ciò che si deve fare prima di cominciare un dialogo qualsiasi tra diversità, nell'intento di costruire o scoprire ulteriori condivisioni, strategie comuni o complementari ecc.
Perchè per quanto io sia polemico, alla fine si dovrebbe vedere che non sono un massimalista e che ripudio i razzismi, anzi, a volte mi impegno perchè proprio certe scelte imprudenti, non lungimiranti, non sagge (vedi ad esempio i l"buonismo", la pretesa che la tolleranza autentica debba necessariamente passare dalla rinuncia identitaria ecc.) alimentano pregiudizio e razzismo da ogni parte.
E del resto, questa presa di coscienza ci viene offerta sempre più spesso, proprio da coloro che son parte in causa e vittime del pregiudizio ingiustamente (per esempio islamici o immigrati) che ci invitano a maggiore maturità, meno nocivo perdonismo (nei confronti di chi non lo merita affatto e però alla fine danneggia tutti, anche loro), insomma, tentando di farci scrollare di dosso quel beato buonismo senza più capacità di discrimine tra giusto ed ingiusto, tra bene e male.
Ed io, naturalmente, sono con loro e proprio a loro vorrei fosse data più enfasi ed eco. Ma come dicevo, dinanzi a questioni che dovrebbero essere principalmente trasversali (diritti dell'uomo, rispetto della dignità e della legalità ecc), molti preferiscono (o non sanno far altrimenti) la tifoseria ultrà da stadio, spesso con evidenti incoerenze, vedi le donne, magari dinanzi ai conflitti con il Vaticano perfin femministe e streghe che tornano, donne dell'ultrasinistra (e non solo ultra) che tifano per il radicalismo fanatico di chi vuole la sharia, che eppure le donne, le rende schiave come poco altro nel pianeta! Alla faccia della solidarietà (e del buon senso e dell'onestà) tra donne!
La questione della lingua è una questione complessa. Anche ragionando per principi. Come ho cercato di dire con più onestà possibile, per principi è eventualità che fa emergere un discrimine e consequenzialmente, se si vuole un minimo di coerenza, per ricaduta amplia le complicazioni: ho fatto esempio del "motu proprio", della messa in latino. Ma per principio potremmo arrivare anche ad impedire, volessimo applicare similmente, l'illegalità di qualsiasi circolo culturale, per esempio, che parli lingua straniera e perfino dialetti non a tutti comprensibili. Fai conto, il sardo (che tra l'altro non è un dialetto, ma anzi, tanti, bensì lingua vera e propria), magari per prevenire certe ambizioni separatiste o di possibile insurrezionalismo..???
Io nel bergamasco non ci capisco un'acca, specie se stretto parlare: dobbiamo impedire che si parli ai comizi e nelle sedi di partito della Lega, hai visto mai che i fucili di Bossi siano qualcosa di più che demagogia interna riservata per tirar su un po' quei pisellini che si vorrebbero duri, insomma, dialettica usata a mo' di viagra, quando gli elettori leghisti mugugano e si ammosciano? :-)))
Detto ciò, però, non bisogna fare l'errore di certi salotti intellettuali e di certa politica a cui la realtà è proprio avulsa e quando si tenta di proporgliela, si sdegnano pure e trattano da idioti cittiani che invece la realtà vivono. Nella fattispecie, per esempio, la realtà vuole che il pericolo con la predicazione dell'odio portato dalla recrudescenza dell'integralismo islamico sia appunto, un fatto, la realtà. Mentre, per quanto se ne sa, ciò non avviene nelle Chiese e nelle sedi della Lega, aldilà delle chiacchere, oggettivamente la realtà ci racconta altro.
Tengo anche presente la difficoltà ed il fastidio, senza alcuna motivazione terroristica, di chi professa il culto dell'Islam che ha nell'arabo un elemento irrinunciabile o almeno, non forzabile in tempi brevi, essendo la lettura più corretta del Corano nella fedeltà della lingua del Profeta e pur restando utile e complementare la predicazione (e la spiegazione) in lingue altre, l'arabo restando l'ufficiale voce dell'Islam. Comprendo, capisco e perfino giustifico chi, islamico, afferma ciò, così come, con coerenza, in passato, ho evidenziato di come fosse perdita, perdita reale, concreta fortissima, la perdita dell'elemento unificante di una lingua comune per la cattolicità, che per storia ed identità in quel progetto di universalità, era giusto e pratico individuare nel latino.
Ma, si oppose, questo comportava una difficoltà per i fedeli, la necessità di un impegno (per esempio, comprenderlo il latino).
Curiosamente, ora si chiede, anche tra cattolici, che noi si debba comprendere l'arabo. Altro sintomatico effetto della nostra cultura del pensiero debole, cessionario oltre misura, doppiopesista, con complessi di inferiorità ingiustificati.
E' vero anche che sì, la pretesa che le forze dell'ordine ed agenti imparino l'arabo è una possibilità e però, allora, dobbiamo presumere che automaticamente, perchè abbia efficacia quella via, si debba mettere un posto di polizia permanente o di investigazione in ogni moschea?
Altrimenti non ha molto senso.
E perchè allora creare simile ingiustizia? E' vero che la maggior parte degli immigrati, parrebbe, porta con sè una maggiore rappresentazione di cultura islamica, ma non è che, se si ragiona per principi, meritino di meno gli altri, che magari vivrebbero più comodamente se agli sportelli della P.A., tra le forze dell'ordine, nei negozi, tra la gente, a scuola, si conoscesse la loro lingua: africana quale che sia, slava quale che sia, russa....
Insomma, si preferisce la via più complicata pur di evitare una soluzione semplice e giustificabile: chi entra in Italia deve comprendere ed essere comprensibile nella sua lingua ed è vincolo anche in altre realtà Europee, non è una pretesa fuori dal mondo. Anzi, i "test" di accoglienza, nel tentativo di integrazione, altrove sono ben più complessi e severi.
Non me la sono presa per ciò che dici della Lega, che oltretutto ha tra i suoi elettori anche immigrati o ex diventati ormai cittadini e che più di una volta ha manifestato di quanto sia apprezzabile l'immigrato onesto e ben accolto e che la sostanziale politica di contrasto è tutta rivolta solo a coloro che rifiutano la legalità o impongono forzature in un lento, naturale, umano processo di integrazione, volendo integrare, autoghettizzandosi e non certo integrandosi. Che poi nell'elettorato della Lega ci siano ben altre rappresentazioni che questo dire civile, così pure in qualche esponente di secondo piano (non è certo un Maroni e nemmeno un Calderoli, magari penso ad un Borghezio), questo è un fatto, ma anche altre forze politiche possono vantare, tra i propri elettori, misure di inciviltà di pensiero, tanto a sinistra che a destra e perfino al centro, con certe manifestazioni simil fanatiche ed integraliste di pensiero cattolico, non è vero?
La Santanchè si vede, si vede, dipende cosa guardi e cosa leggi, ma i suoi passaggi televisivi, anche facendo zapping, si notano anche in questi giorni. Poi, politicamente, non ha avuto successo. E forse è anche giusto e comprensibile: puntare su un unico tema o quasi, al cittadino non basta. Non basta il problema del velo, dell'immigrazione, la guida di un Paese deve essere ampia e dunque il tema etico o morale, da solo, non è sufficiente. Anche alla lista Ferrara è toccata ugual sorte, anzi peggiore, essendo quasi il suo programma monotematico. E pure alla sinistra, forse si vede meno, perchè il suo programma non è risultato ben chiaro nella sua completa idea di guida di governo: a parte il tema antiberlusconista, programmi chiari ed incisivi non sono apparsi molto e soprattutto, evidenziando quelli economici, è risultato incerto su quelli come l'immigrazione e la legalità, per esempio (oltretutto proponendo lo schizofrenico messaggio che il precedente governo di sinistra ha fatto bene e però bisogna essere cambiare: decidetevi! Squadra che vince non si cambia: ha fatto bene? Ha fatto male? Poi per forza uno si butta a destra o alla scheda bianca, eh!).
Possiamo discutere, sulla tua considerazione che gli immigrati non avrebbero valore in Italia. Guarda, tra strutture, leggi specifiche, misure di ogni tipo, investimenti relativi, a me pare che l'immigrato goda di ampia considerazione, talmente ampia che molti cittadini sono incazzati perchè per loro, si dice, son tempi magri, c'è tanto da fare, c'è l'Europa col fiato sul collo, c'è la crisi, c'è il debito pubblico e però poi le iniziative per gli immigrati (perfino edilizia specifica, come quella che si vide a proposito dei Rom, se ricordi) hanno i loro fondi.
Possiamo discuterne. Io ho già fatto notare come la Lega farebbe bene a far chiarezza: sono proprio e soprattutto le sue fabbriche ed imprese del Nord e del Nord-est a chiedere continuamente la mano d'opera di immigrati, e dunque? Perfin fornendo, quelle associazioni (confindustria inclusa), le cifre della mano d'opera che occorre al Paese, che il governo deve fornire....Facciano pace con se stessi!
Tu poi dici che l'immigrazione arriverà comunque. E' un fatto che, almeno nel lungo periodo, la costruzione di muri è inefficace: quale muro mai, ci insegna la storia ampiamente, ha mai perpetuato questo scopo? Il muro non basta mai per il lungo periodo per impedire minacce esterne: nè il Vallo di Adriano, nè il muro di Berlino, nè la grande muraglia cinese, nè la linea maginot, neppure il muro di Isreale, insomma, il muro non basta, non dura. Non bastano nemmeno i "muri" naturali, il mare, le montagne, le distanze, nel lungo periodo, per impedire minacce esterne.
Il fatto è che però, l'immigrazione selvaggia, non misurata prudentemente nella qualità e nella quantità, è davvero minaccia.
Se è vero che non si può impedire in eterno alla spinta immigratoria di raggiungerci, e sono d'accordissimo, è anche vero che lasciare che avvenga quell'invasione non controllata per incoscienza dall'uomo, produce dei danni di ogni tipo: economici, sociali, perfino umani (per esempio culture più incivili e leggi del più forte nell'illegalità a proporsi a tutti), infine ottenendo che cosa, se non un livellamento in caduta libera verso il basso, distribuendo più infelicità, ingiustizia per tutti? A noi non occorre la distribuzione delle miserie, ma quella delle ricchezze che dunque debbono tener conto della sua capacità riproduttiva. A noi occorre l'estensione dei vantaggi e dei pregi: libertà, dignità, giustizia, umanità e non al contrario, paura, crimine, ingiustizia, miseria, compresa quella ottenuta importando culture più incivili della nostra, più barbare, più inconciliabili (da quella che tribalizza la società, fai conto, imponendo torture ed amputazioni ai bambini, a quella della segregazione schiavitù della donna, a quella che con sè porta valori tutt'altro che democratici e che dunque, inoculata all'interno della democrazia punta a ridurne le possibilità, fai conto, introducendo la sharia che troppi islamici, potendo scegliere, anche democraticamente, vorrebbero come legge di Stato e tant'è che la applicano in proprio e la impongono ufficiosamente nelle proprie comunità autoghettizzanti).
Allora, se si è responsabili, si prende atto sia del fatto che i muri non bastano, non nel lungo periodo e si cercano delle strategie per non produrre disastri, molti dei quali, tristemente in corso e finiti (e tutt'ora finiscono) in cronaca nera.
Perchè se i muri non durano a lungo, è inutile tentare di svuotare il mare col cucchiaino e limitarsi all'accettazione significa soltanto illudersi di risolvere la questione della spinta migratoria. E' come tentare di salvarsi coi secchi in una nave in cui continuamente si aprono falle. E non si fa pari a tapparle con rimedi di fortuna, nè aspettando. Bisogna avere il coraggio di cambiare o si va a fondo.
Quel cambiamento è, a mio avviso, l'unica strategia efficace con pretesa di riuscita almeno parziale nel lungo periodo: non offrirsi con inutile assistenzialismo (basta pesci, si insegna a pescare), non illudersi che noi, come altri, si possa accogliere tutti i disperati del pianeta, nè che in qualche modo possa aiutare un nostro impoverimento (chè anzi, rende ancora più difficile l'aiuto), smetterla con le letture e le analisi dettate solo da conservatorismi ideologici e derivati(antioccidentalismo-comunismo/socialismo, terzomondismo ecc) e proporsi di andare nei luoghi dove nasce e si genera continuamente la spinta migratoria con politiche collaborative, quando si può, con altri mezzi, quando non si può.
Costa di meno a tutti, è più efficace per tutti ed anche migliore nell'estetica e nella sostanza perchè, ritengo, che un disperato, potendo scegliere, vorrebbe non emigrare ma essere felice nella sua terra, tra le sue radici, con la sua famiglia e dunque quasi sempre è una seconda scelta per quanto obbligata, quella di emigrare e dei viaggi della disperazione. Ed è giusto che quella speranza li raggiunga a casa e che non debbano mettersi in viaggio, spesso in condizioni di aleatoria possibilità di sopravvivenza e, come si sa benissimo ormai, alimentando un lucrosissimo mercato di mafie con governi compiacenti e perfino buonisti ma non buoni dell'accettazione a specularci su, a lucrare facendo pagare salatissimo quei viaggi che spesso, oltre a non offrire alcuna dignità nelle condizioni (uomini trattati peggio di bestie), non garantiscono a fronte del prezzo del "biglietto" del viaggio nemmeno la certezza dell'arrivo (o comunque non la certezza di arrivarci tutti vivi).
Tu poi, ora ricordo, sei quello che mi diceva che c'è enfasi eccessiva non risponente a realtà nella mediatizzazione dei guai connessi all'immigrazione, illegalità ecc. Già, devo aggiornarti con esperienza diretta.
Sabato, alle 5.20 del mattino ho sventato un tentativo di furto. Con tanto di inseguimento per cui aver segnalato dati di un furgone in fuga precipitosa con identificazione "Pl" che sta per "Polonia". Nel caso il soggetto ha scassinato la porta di ingresso, non pensando di trovarmi o di trovarmi sveglio e si è introdotto all'interno girandomi le spalle per chiudere subito la porta (affinchè dall'esterno potesse apparire condizione di normalità della porta scassinata).
Fatto sta che presentandomi in caserma, alla domanda della motivazione della mia presenza, ho risposto: scasso, violazione di domicilio, tentativo di furto.
Bene: non è stata accolta. Il Cc mi ha spiegato che non sappiamo per quale motivo si è introdotto e dunque non potevamo fare il verbale con "tentativo di furto". Ho fatto notare che in effetti, a rigor di logica, aveva ragione: poteva essersi introdotto con scasso alle 5.20 del mattino per ammazzarmi o per offrirmi un caffè e fare una partita a carte, che ne sappiamo se voleva rubare? Ebè.
Allora va bene: solo scasso e violazione di domicilio - ho proposto rassegnato dinanzi alla stupidità delle formalità burocratiche ecc.
No - ha risposto - in questi casi si può scrivere solo "danneggiamento".
Ecco, io ho in mano un verbale che attesta che ho subito "danneggiamento", come se, che so, mi avessero graffiato la porta o rotto lo specchietto dell'auto o scheggiato il cellulare.
Non è finita e sembra una barzelletta e non lo è! Ho proposto al 112 l'inseguimento o l'intercettazione del mezzo in fuga da parte delle volanti operative, ma non ha avuto alcun seguito. Il giorno dopo, mi è stato detto che chissà dove sarà, si proverà a diramare alle stazioni nel raggio di 200 km per vedere se si trova il furgone, ma non c'è da contarci.
Non solo: non ho potuto fornire la targa completa e mi è stato detto che è un vero peccato, altrimeni avrei fatto davvero un capolavoro. A parte che la targa era per metà illeggibile (e no credo casualmente), il furgone non è di marca comune (tanto che non sono riuscito ad identificare marca) ma ho ben descritto, compreso il colore ed ho fornito le prime tre lettere (tre lettere prime perchè non italiano): quanti cavolo di furgone di marca insolita, di quel colore (rosso), adesivo internazionale "PL", con le prime 3 lettere in successione ci potranno mai essere? Mancheranno le restanti (tre?) cifre, ma non mi pare che sia un problema serio.
E poi, che diamine: dopo lo scasso, svento un furto, inseguo, fornisco i dati (soggetto/mezzo/direzione/velocità/ecc) tempestivamente al 112 che non caga e mi vieni a dire che se avessi preso tutta la targa (illeggibile) era un capolavoro? Ma che diamine, non è il mio mestiere (ed è in questa considerazione con relative implicazioni: non sono armato nè preparato che ho interrotto dopo 10 km l'inseguimento per quanto prudente), che altro deve fare un cittadino? Che altro occorreva? Una fettina di culo spalmata sul pane no? - come si dice dalle mie parti.. oppure dovevo far trovare i rei (il complice l'aspettava nel furgone) intrappolati nella tela dinanzi alla caserma come se fossi SpiderMan?
Dal momento che la burocrazia assurda mi insegna che non posso far denuncia per tentativo di furto, perchè chissà per qual motivo, magari per farci compagnia raccontandoci bnarzellette alle 5.20 del mattino, pur avendo subito scasso ed introduzione all'interno, c'è poi la disarmante confessione del Cc una volta fornito l'indirizzo dove è avvenuto il fattaccio: "ma lo sa, prima di lei è venuto un signore residente in quella via a denunciare di aver subito un furto stamattina".
Chissà chi sarà stato, e già, certo non sarà quello che è venuto a trovare me, che invece era venuto probabilmente perchè ha sbagliato l'uscio e dimenticato le chiavi di casa.
Ecco in tutta la sua ovvietà, l'assurdità burocratica.
Ma non è finita e qui arrivo al punto: sul giornale locale, non è apparsa alcuna notizia, nè il giorno dopo, nè il giorno successivo (perchè è chiaro che le rotative alle 5.20 hanno già dato e si passa al giorno dopo).
E questo lo metto insieme ad altre situazioni personali, di diretta esperienza per cui mi ritrovo a denunciare furti (accompagnando le vittime in caserma spiegandogli anche l'importanza sociale di far emergere sintomi del territorio e dunque senza i quali non poter provvedere di conseguenza) e sentendomi trattato da deficiente o quasi perchè, a meno che uno non sia assicurato, la speranza di trovare refurtiva è varia e perchè, mi è stato detto così da un Cc dinanzi alla mia richiesta di confortare una spaventatissima vittima che ha dovuto sopportare l'introduzione di intruso anche nella camera dei suoi bambini mentre dormivano assicurandogli più "passaggi" di controllo in quella strada, che tanto non possono passare dovunque e comunque, anche passando di lì sempre, a meno che il reo non gli cada sul cofano...
Roba da chiodi. E pure quel giorno (Luglio dell'anno appena passato se non ricordo male), apprendendo che i furti in quel giorno erano stati decine, anche in pieno giorno e ben sapendo la gente del luogo che l'improvvisa comparizione di Rom per il Paese non era casualità e coincidenza.
E pure quella volta, nonostante i furti furono in più giorni, più decine e decine, nemmeno una notizia sui quotidiani.
Così che non si percepisca la realtà, tranne vivendola direttamente o quasi e dunque non facendo emergere l'urgenza in quella gravità che impone misure forti, decise, perfino emergenziali, emergenza che si cela e nasconde, per quanto ne so e se appare, io penso che appare solo in minima parte, purtroppo.
Certo, bisogna essere adesivi alla realtà o vivere il territorio per capire, comprendere. Per esempio, certi discorsi basati sui numeri degli sbarchi, fossi in te, andrei a riscontrarli, così per vedere che effetto fa, a Lampedusa, dove la situazione è drammatica. Drammatica per tutti, immigrati e cittadini, drammatica anche dal punto di vista economico-turistico: quel problema riduce le sue potenzialità, diventa disincentivo a favore di offerta altra, magari, che so, della Spagna dove il pur sempre relativista e socialista Zapatero, aldilà delle competizioni con il nostro Paese e l'attuale governo, ha visto bene, quando il problema immigrazione ha mostrato i suoi danni ingestibili, di schierare le sue navi armate e con l'ordine, nel caso, di sparare, per risolvere la questione, tra l'altro, dirottando tanti disperati ad arricchire le mafie che adottano la tratta di schiavi nei viaggi dei disperati con le rotte che portano in Italia, che fino a ieri (ma temo anche oggi) è quel groviera che sappiamo ed è comodo sfogo anche per tanta Europa salottiera e poltronista, intellettuale e politicante, facile alla critica preventiva e faziosa e però ben felice che sia il nostro Paese a diventare una sorta di discarica di esseri umani (tanto, malgestita discarica incontrollata a cielo aperto o nascosta più, discarica meno..).
Detto ciò, non troverai nulla nei miei messaggi che possa ricondursi a massimalismi facili, tantomeno a razzismi, per quanto si possa pensarla a volte diversamente (a volte concordando anche) che però io individuo causati proprio dalla falsificazione o dalla minimizzazione di un problema che, voglio ricordare, è un problema di dimensione planetaria, anche se questa consapevolezza non deve indurci a rinunciare ad una politica locale, nazionale ecc, tantomeno a rinunciare a qualsiasi politica perchè "tanto non possiamo fermarli".
Beh, chi vivrà vedrà, ma vale comunque la pena di provarci, per i cittadini, per gli immigrati che aspirano a diventarlo onestamente, per avere la possibilità di aiutare, non essendoci incasinati troppo, nei luoghi di provenienza come si può.
Ciao, ogni bene.
Alieno.
@ enrico
Ti faccio i miei complimenti . Hai autonomia di giudizio e sei costantemente aggiornato ( avere tanto studiato e operato nella tua professione ti aiuta a mantenerti libero ?) , non ti fai rimbecillire dalla propaganda di Regime come molti qui dentro e riesci sempre ad esporre le tue idee con chiarezza , onestà e opportunità . Insomma , per me fai parte di quella grande schiera di cattolici onesti e autonomi che ancora stimo e rispetto . Per questo rivolgendomi a te come ho fatto con Cd mi permetto di richiamarti/vi ad una maggiore responsabilità nei confronti del nostro paese . Non lasciate che la chiesa ( quella buona ) sia usata a scopo di lucro politico ; che le poche cose buone professate dalla vostra religione ( pace amore e libertà ), siano imbastardite , vilipese e abusate per i loro infami scopi dai figuri fascisti, dai nani mafiosi e dai burini padani .
Nella speranza di non vederti mai seguire il branco nell'abisso della stupidità ti saluto cordialmente .
La Santanchè non la vedi perché ha PERSO le elezioni, mollando Fini e fondando un partito suo che è colato miseramente a picco :)
@alieno
ho fatto un rapido giro in internet è ho trovato:
che l'UCOOI è effettivamente più 'grossa' di quello che sapevo,
un articolo di Franco Cardini, storico cattolico abbastanza noto, scritto all'indomani dell'11 settembre che invita a mantenere il dialogo con l'islam perchè storicamente gli scambi costruttivi sono stati molto molto maggiori delle guerre sante,
una dichiarazione di un deputato PdL di dicembre che ritiene meglio tenere aperte le moschee perchè delle moschee segrete e nascoste sono molto più pericolose.
Non so perchè stiamo a discutere visto che alla fine su diverse cose siamo d'accordo.
Tu dici che bisogna sostenere i musulmani moderati. Quindi secondo te, e secondo me, abbiamo anche musulmani che non predicano odio e violenza. E quindi la prima cosa da fare sarà pure quella di non generalizzare! O no?
Tu dici che bisogna prevenire e vigilare. Sono più che d'accordo. Con loro (UCOII) e con tutti gli ambienti che non ripudiano la violenza x raggiungere i propri scopi. Dico solo che la prevenzione si può fare anche se parlano altre lingue, come abbiamo spostato da Nord a Sud il nostro esercito avremo preparato agenti a capire le lingue degli immigrati. E questo lo dici anche tu da qualche parte dei tuoi scritti (dici più o meno che li stanno già controllando).
Te la sei presa perché dico che a questo governo gli stranieri non stanno simpatici. La Lega non è mica all'opposizione, la legge Bossi Fini chi l'ha fatta? Le donne che citi quanta importanza hanno nel loro schieramento: la Santaché si vedeva spesso prima delle elezioni, ma ora? Vedi la poca coerenza: per Eluana Englaro si dice (e sono d'accordo) che la sua dignità sta nella persona, per le persone provenienti da paesi più poveri la dignità viene dal lavoro. Gli stranieri come persone non hanno valore.
Naturalmente se il governo è espressione della maggiornaza degli italiani, una buona fetta di cittadini sarà d'accordo con loro su questo argomento. Ci sono tante cose che io non vorrei, altrettante che gli italiani non vorrebbero, ma succedono perché non dipendono da noi. Gli italiani possono non volere l'integrazione, anch'io starei bene così, ma gli immigrati arriveranno comunque (cambierà solo il numero dei morti a seconda degli ostacoli che porremo). E allora l'ostacolo all'integrazione non sono io, ma i cacciatori di voti che illudono la gente di poter fermare l'immigrazione.
Una notizia di oggi di buonismo: la ASL di Bassano del Grappa ha aperto un ambulatorio esclusivamente per irregolari. La notizia la dà la Padania che ci specula sopra affibbiando la colpa alla legge Turco. Il problema è cheil giornale cita la legge e non appare affatto la necessità di questa idiozia. Dove vivo io, la rossa emilia romagna, per ora i non regolari possono accedere alle stesse prestazioni sanitarie degli italiani senza essere segnalati, ma non hanno nulla dallo Stato solo per loro (di certo non un medico). I Leghisti vorrebbero invece la segnalazione, come fanno all'estero. Non so cosa facciano all'estero ma per la salute pubblica è furbizia, oltre che civiltà, e non buonismo garantire le cure a tutti: un malato non curato finchè ha il raffreddore è niente, ma se ha preso la TBC o altro è pericoloso x tutti.
Notizia di ieri esempio di esagerazione. Televideo Rai: due nuovi maxisbarchi. Vai a leggere la notizia e scopri che in totale sono arrivate circa 450 persone. Ammettendo che ci siano tutte le settimane due di questi maxisbarchi in un anno sono poco più di 20000 persone. Numero per niente maxi. Ma quanti fanno i conti e quanti si fermano al maxisbarco?
Solo, fa un po' specie che magari simil cosa giusta e legittima riflessione, la dica un D'Alema...
Ohi , pupazzo mediashopping , mi hai scambiato per D'alema ?
Che il fascista installato alla camera sia un infame fascista ripulito da un nano lo dico io, mica quel coglione di D'alema , eh oh ?!
Della criminosa predicazione della bibbia , in latino o in italiano o in qualunque altra lingua poi è cosa risaputa , non a caso i sionisti , i nazisti e appunto i fascisti l'hanno sempre presa a pretesto nell'intrapresa di ogni loro guerra contro l'Umanità .
@Andrea: condivido il sospetto legittimo che Fini debba dimostrare e voglia farlo la sua credibilità e verginità politica, provenendo politicamente da ciò che oggi egli rifiuta: il fascismo.
Solo, fa un po' specie che magari simil cosa giusta e legittima riflessione, la dica un D'Alema che, ugualmente, deve fare i conti e più di Fini con le sue radici politico-ideologiche, avendo egli mai fatto, come Fini, una seria presa di distanza reiterata dall'ideologia di riferimento.
Per quanto riguarda la bibbia: evidentemente sei poco informato (certo non pretendo che tu frequenti chiese), perchè sempre, quando si legge la bibbia, si spiega ai fedeli tutt'altro che l'odio, si predica invece ben altro. E' un fatto, non è un'opinione, così come è un fatto e non opinione, che in alcune moschee si è predicato e tutt'ora si predichi l'intolleranza e l'integralismo dell'odio. E l'opinione va formata sui fatti.
Ora fatico a comprendere che tu tenti di insinuare con convinzione di poter essere credibile, un problema di terrorismo nazionale ed internazionale di cristiani che vanno a messa, grazie alla messa...
Di cosa stiamo parlando, dunque?
Ciao.
Alieno
Allo stesso modo il fascista ripulito da un nano ,se fosse onesto come non può esserlo per i suoi vergognosi trascorsi politici, dovrebbe imporre di predicare in italiano agli adepti del dio cristiano che si ostinano a sproloquiare in latino dentro le loro chiese . E' nota universalmente infatti la criminosa predicazione di odio contro l'umanità che permea tutta la bibbia dalla genesi fino all'ultimo versetto dell'apocalisse . Se infatti i fedeli fossero in grado di capire tutto quello che udiscono dai loro preti costretti per decenza e vergogna a predicare in una lingua che non capiscono e non vogliono far capire , non solo ci sarebbero forti cali di consenso e frequenza alla messa tra quegli stessi fedeli ma oso dire anche un forte senso di ripulsa e disprezzo verso l' ignobile superstizione crociata proprio a causa di quell'odio antiumano di cui è intriso fino al midollo il libro sacro .
Se fosse onesto intellettualmente ... come non può esserlo per essere stato un fascista .
@Marco: il problema non è "l'arabo" che di per sè non è una lingua che uccide ed odia nessuno.
Il problema è che in una lingua che non comprendiamo, si predica violenza ed odio, poteva essere il finlandese ed era lo stesso discorso.
Ora tu te ne esci con la Chiesa Copta ed una metodista...
Come si fa..
Ti risultano notizie nazionali o internazionali, di un grave problema di terrorismo copto o metodista?
Di cosa stai parlando, si può sapere?
Se però si ragiona per principi, allora ti dò ragione: per principi si crea una discriminante e se le moschee non possono predicare in arabo nemmeno le copte e le metodiste. Di più, come ho detto già: nemmeno le chiese cattoliche in latino, ugualmente non facilmente comprensibile a tutti.
Di questo ragionavo infatti: è una misura emergenziale e come sempre, simili misure finiscono per creare ingiustizie. Bisognerebbe evitare di arrivare all'emergenza infatti, con sana prevenzione e saggezza, ma fino ad oggi, la nostra politica, tra l'altro tradizionalmente filo-araba (Dc in primo luogo! Ma anche socialista) ha impedito la saggezza e la più semplice elementare prudenza, per convenienza spesso, non solo per ingenuità.
Io credo che si finisca per punire quelle moschee dove si predica in arabo ma non l'odio. Meglio sarebbe requisire le moschee dell'Ucoii che non ha sottoscritto la carta dei diritti e che in più occasioni ha dimostrato la sua pericolosità sociale e culturale e redistribuire alle altre rappresentazioni dell'Islam il tutto, dandogli più strumenti, più forza, più voce. I migliori contrasti all'Islam radicale e fanatico predicante l'odio, a mio avviso, sono gli islamici moderati che quello condannano con coraggio, apertamente, chiaramente, costantemente. Diamogli voce, spazio, mezzi. Sono i più efficaci e lo sono anche perchè sono le prime vittime dell'Islam intollerante, razzista ed odioso che finisce, se va bene, per emarginarli, delegittimarli, se va male anche peggio come vediamo nei Paesi dell'Islam dove prevale l'Islam dell'odio.
Faccio notare anche l'assurdità, l'incredibile nostra cultura occidentale:
dobbiamo stare attenti quando trattiamo l'Islam, a non offenderlo, a non applicare misure di vigilanza, a non applicare severamente misure che spettano in effetti a tutti i cittadini, perchè, si vuol dire, specialmente a sinistra o tra certi preti scellerati, che così facendo, si spingono i moderati a diventare estremisti, cioè verso l'odio.
E però poi, tu guarda, uguale discorso non si fa per gli occidentali, per i cittadini, che così facendo, ignorandoli costantemente e sottoponendoli ad ingiustizie e pericoli, ugualmente se si vuole sana la coerenza di quel ragionamento, si spingono verso l'odio, il radicalismo, l'estremismo nelle proprie posizioni.
Si vede così come dietro a quella pretesa buonista che vuole evitare pregiudizi e razzismi, non c'è autenticità o solidità coerente, ma incapacità di onestà o peggio, strumentale altro disegno.
Si vorrebbe che l'odio degli islamici vada blandito e coccolato, per "commuoverlo" ed intenerirlo, così che non si estenda e radichi. Mentre l'esasperazione degli altri dinanzi a quell'odio, la preoccupazione, la spesso giustificatissima diffidenza, va punita, si dice, in modo esemplare, perchè sintomo di inciviltà che va repressa sul nascere.
Capito? Non c'è coerenza, non c'è sincerità, non c'è onestà, non c'è lucidità. C'è invece tanta, tanta ideologia e politica, purtroppo, che si nasconde dietro i buonismi, i perdonismi, gli intollerabili doppiopesismi che precludono il miglioramento sociale e creano presupposti per catastrofiche conseguenze che se va bene, imporranno poi regolarmente misure d'emergenza, dunque antipatiche, dunque capaci di creare inevitabili ingiustizie massimaliste, se va peggio, allora non saranno nemmeno recuperabili: troppo tardi.
Alieno
Mi scuso per alcuni errori ma alcuni pulsanti della tastiera mi stanno ab bandonando (tipo la "h"). Commosso per la futura perdita, faccio le mie scuse.
Alieno
@Enrico: ecco, tu ben rappresenti uno degli ostacoli più complicati per intraprendere delle buone misure di integrazione e per evitare, nel lungo periodo, epilogi di intolleranza da una parte e dall'altra ed in sintesi, tu sei l'occasione, con quello che scrivi, del motivo per cui si arriva sempre a dover utilizzare delle misure emergenziali drastiche e massimalistice, nell'urgenza, che in quanto tali creano ingiustizie.
Insomma, che tu sia responsabile o vittima per ciò che scrivi, dai perfetta rappresentazione per comprendere il motivo per cui siamo arrivati all'oggi in cui, senza alcuna misura di prudenza e saggezza, buon senso e doverosa vigilanza o reazione, l'Ucoii possa rappresentare l'assoluta maggioranza delle comunità islamiche e delle moschee italiane.
Non solo: come se non bastasse, tu alimenti ulteriormente le possibilità strumentali di quelle comunità sediziose con nessuna intenzione di integrarsi perchè insinui, in modo veramente disonesto ed ingiusto, che a qusto governo gli immigrati non stanno simpatici. Cioè legittimi il clima di divisione e di legittimazione alla non integrazione, nascondendo i veri motivi (cioè non è voluta nè desiderata), perchè ne fornisci il pretesto e la mimetizzazione: sarebbe, secondo te, perchè questo governo non li vuole.
Ma non è la realtà: al Nord la rappresentazione della parte politica di cdx, è molto, molto forte. Ma gli immigrati sono prevalentemente al Nord. Nel centrodestra, tra coloro che prestano attività politica ci sono figure spesso ingiustamente discriminate solo in luogo della loro collocazione nelle geometrie politiche, cioè perchè sono nel "centrodestra" e però, riguardo all'immigrazione, hanno ragione e difendono gli immigrati, ma quelli onesti, dai fanatici, dai fans dell'odio e del terrorismo, dalla schiavitù.
E questa è una disonestà somma: una Santanchè, una Souad Sbai, combattono per i diritti delle donne e non hanno la solidarietà delle donne italiane, nemmeno delle femministe più inveterate e inflessibili su quell'aspetto dei diritti e dell'emancipazione. E ciò solo perchè sono collocate geometricamente nel centrodestra. Ma quando denunciano la cultura primitiva che schiavizza le donne, che le sottopone a tortura, gli impone di tutto, dalla segregazione al velo, alla clausura coatta (chè nemmeno al postino possono aprire quando l'uomo padrone non c'è), quando denunciano l'auto-ghettizzazione di quelle comunità, predicata nelle Moschee nell'indifferenza di uno Stato civile come il nostro che tutela il diritto civile ed umano e naturalmente anche quello delle donne, abbiamo solo tifoseria da stadio e prevale l'odio sulla ragione. Le femministe spariscono. Le progressiste, le donne che sono collocate a sinistra, anzi, delegittimano l'operato di queste due tra altre, solo per collocazione politica.
E dunque contribuiscono non a far emergere un problema, a risolverlo (per amore delle donne e della loro emancipazione civile per esempio), ma a nasconderlo il problema, cioè aiutano quella cultura a continuare indisturbata la segregazione, la minaccia, la predicazione della giustezza delle percosse per le poco obbedienti donne (mogli e figlie) perchè, insinuano, non sono la realtà quella che il cdx cerca di far emergere, bensì l'esagerazione dovuta all'avversione del cdx per gli immigrati. Così, molti a sinistra, anche donne ed è grave, aiutano coloro che le donne non amano. Ed ampliando le questioni, nella stessa metodologia, si nascondono tutti i problemi legati all'immigrazione: la non volontà di alcuni soggetti, tanti e troppi che nel tempo hanno potuto radicarsi in Italia a danno degli immigrati che invece hanno volontà civile (e grata) per integrarsi, si insinua, non è realtà.
Naturalmente, i cittadini vivono la realtà, aldilà della politica e delle chiacchere, come le nostre. Dunque vedono, respirano, sanno. E sanno che queste chiacchere che una parte politica ed intellettuali insinuano che la realtà non è la realtà, ma pregiudizio, sono socialmente nocive per tutti: cittadini ed immigrati onesti e di buona volontà.
Tanto è vero che i cittadini hanno punito decisamente, ampiamente la politica che rifiuta di ammettere e nasconde la realtà che i cittadini, invece, vivono ogni giorno e la vedono peggiorare in modo preoccupante.
Tanto è vero, che aumentano gli sforzi degli immigrati, anche islamici, comprendendo la pericolosità di un simile intento di nascondere la realtà, per contrastare l'immigrazione sediziosa istigante l'odio e la predicazione dell'odio, tra le mura domestiche e fuori, verso cittadini e Stato. Sono loro che denunciano e chiedono aiuto per questo, l'assurda prevaricazione ed ingiustizia causata dall'Ucoii, che ci spiegano i pericoli di costoro che non hanno alcuna voglia di integrarsi e che voglio ricordare, Amato (che è di csx) invitò come ogni altra rappresentazione islamica in Italia (e l'Ucoii era quella più consistente) a sottoscrivere una carta dei diritti e dei riconoscimenti del nostro ordinamento. E questo, Amato, lo fece perchè c'era l'urgenza che ben conosceva, da ministero dell'Interno, con le continue segnalazioni delle forze dell'Ordine e dei servizi investigativi sulla pericolosità emergente del filo terrorismo o dell'intreccio profondo tra comunità islamiche, moschee e terrorismo, qui come in tutta Europa. Fatti che solo in minima parte sono in cronaca, solo in minima parte hanno condotto ad una sentenza di condanna (tra le quali la recente di quell'imam della moschea di Viale Jenner che ha capitanato l'invasione del sagrato del Duomo milanese, eppure condannato proprio per reati connessi al terrorismo) e molti altri o non sono ancora emersi oppure sono sotto la stretta vigilanza, monitoraggio e studio dei servizi investigativi. Come ben sai, la metodica è di evitare di arrestare, per esempio, il pesce piccolo che spaccia, quanto piuttosto di spiarlo per ricostruire tutta l'organizzazione ed arrivare dunque a comprenderla tutta e più in alto possibile. Questo accade regolarmente anche riguardo alla lotta al terrorismo in Europa, in Italia e non temere che certi tentativi di reclutamento, finanziamento, progettazione di terrorismo, nemmeno, per motivi di sicurezza e funzionalità di quella, ci vengono detti.
Il tuo modo di pensare punisce cittadini italiani e coloro che aspirano a diventarlo come buoni cittadini, islamici compresi.
Il tuo negare l'evidenza, ricorda la negazione dell'esistenza della mafia, cioè il triste e meschino o la scellerata incoscienza genuina e candida, di riconoscerla per poterla apertamente contrastare. Anche a Saviano tocca la stessa sorte per bocca di tanti Campani: doveva farsi i fatti suoi, dipinge male e ce l'ha con i Campani, esagera nel dipingere la realtà..
Dobbiamo guardarci da questi errori gravissimi perchè sono il motivo per cui oggi l'Ucoii ha la rappresentazione della maggior parte delle moschee italiane e non gli altri e però l'Ucoii è quella che non ha sottoscritto la carta dei diritti e del riconoscimento del nostro ordinamento.
I cittadini puniscono chi insiste per negare l'evidenza, sottoponendoli ai pericoli e perfino offendendoli come fobici quando cercano di rivendicare legittimi diritti di civiltà e sicurezza, vivendo il territorio sanno chi conta balle e qual'è la realtà ed è una delle motivazioni cardine per cui la sinistra ha perso e perso clamorosamente.
I cittadini vivono il territorio, sanno qual'è la realtà aldilà dei soloni intellettuali nei salotti e della politica centrale, tanto è vero che i sindaci, perfino i sindaci di sinistra, si scollano dalla politica centrale e dai chiacchericci assurdi che per tifoseria da stadio, non valutano l'oggettività della realtà (e dunque delle misure da prendere), per loro parrebbe la collocazione geometrica e l'odio politico prevale sull'onestà intellettuale e sulla serietà, la collocazione politica prevale sui diritti e sulle esigenze dei cittadini stessi, del popolo, ma i sindaci sono più a diretto contatto con i cittadini e con loro meglio vivono e respirano la realtà, aldilà di quello che si vuol negare a tutti i costi ed ecco perchè tanti, tantissimi e sempre più sindaci, si distanziano fortemente, pur essendo a sinistra, dalla politica centrale e dalla lobby di intellettuali di sinsitra ed appaiono, immagino, a molti di sinistra, come sindaci più vicini alla Lega o al cdx che alle direttive del loro partito o alle speculazioni dell'area culturale di riferimento. Quei sindaci vivono la realtà tutti i giorni e devono fare i conti più dei politici a Roma e degli intellettuali, tanto con la realtà che con i cittadini che si incazzano e sanno dove stanno di casa, dove lavorano, sono raggiungibili (senza contare che le loro famiglie vivono lì e pure loro subiscono la scellerata negazione della realtà).
Non è affatto da dimostrare la predicazione dell'odio delle Moschee, è invece dimostratissima. Magari avessi ragione tu, magari Enrico, sarei contentissimo, ma non è così. Se ho tempo magari ti documento anche, ma puoi farlo anche tu, eh?
E quello che emerge a noi altri, è solo una piccola parte. E quello che emerge è che sono proprio islamici non dell'Ucoii a dircelo da tempo e noi ignorandoli, tant'è che una delle proposte possibili (di difficile attuazione per via delle possibili conseguenze ad opera degli indottrinati dall'odio) era di "rilevare" tutte le moschee dell'Ucoii e redistribuirle presso gli altri, con più volontà sincera di integrazione, con più amore e rispetto per il nostro Paese, non ossessionati dall'odio.
La tua negazione è loro che punisce: brava gente, anche islamici.
Il colesterolo è esempio simpatico. Come dici tu, non è una malattia. Così è per l'Islam: non è una malattia l'Islam, abbiamo comunità integrate e civili che collaborano arricchendo il nostro Paese con la loro identità.
E' lo stile di vita che fa la differenza. Se lasciamo che si insinui che non esiste un pericolo nell'Islam è come negare che il colesterolo, che di per sè non è un guaio, il colesterolo serve.. ma è come negare che se il colesterolo oltrepassa i limiti, diventa e crea una serie di disastri a catena interferendo sull'attività di vari organi per ricaduta, dunque principiando con manifestazioni preoccupanti di invasione (occlusione arteriosa) di sagrati di organi magari.
Inoltre non si tiene conto che c'è un colesterolo comunemente detto "buono" ed un colesterolo comunemente detto "cattivo", chi fa analisi del sangue troverà due voci distinte a misurarlo. Ecco, riguarda anche l'immigrazione e l'Islam: c'è un'immigrazione buona ed una cattica, idem per l'Islam, c'è quello moderato e quello fanatico da tenere costantemente d'occhio.
Qual'è il comportamento, lo stile di vita corretto? Sana attività, non scellerato far finta di nulla. Bisogna fare attività e non prendere tutto e fagocitare di tutto come se non avessimo conseguenze. Idem per l'immigrazione o per l'Islam: non possiamo pretendere di prendere di tutto senza controllo e sperare che poi non si creino gravissime conseguenze per la nostra salute (civile, democratica ecc). E bisogna fare attività: cioè vigilare, controllare e punire, senza perdonismi, doppipesismi, buonismi, terzomondismi, anche e soprattutto mai per tifoseria da stadio per diversa collocazione politica. Questo lo fanno e lo sanno già alcuni amministratori di sinistra, soprattutto al nord: aldilà degli schieramenti, certe misure ed attività si impongono per saggezza e bontà collettiva, per lungimiranza ed anche per disperazione.
E sempre restando all'ottimo esempio del colesterolo, come di qualsiasi altra cosa riguardo alla salute, nel nostro caso civile, sociale... la migliore strategia e cura resta, in medicina come per ogni altra cosa, LA PREVENZIONE!
Quella che tu, in sostanza, neghi sia necessaria.
In Campania c'è un problema culturale serio che al Nord non c'è. Nessun'altra realtà, se non in Campania, Enrico, si accetterebbe di vivere per settimane e poi mesi e mesi con la spazzatura per strada, fino ad invaderle tutte, fino ad alzarsi al primo piano di case e scuole, nessun'altra realtà permetterebbe questo senza ribellarsi, andare a casa del Sindaco, prenderlo per la collottola, fare una mezza rivoluzione che però, è rivoluzione e ribellione civile. Nessun luogo è concepibile se non al Sud nelle immagini umilianti che abbiamo visto, sembravano incredibili. Ma ancora più incredibile, all'Italia è sembrato che non solo non ci fosse la cultura per ribellarsi civilmente ben prima di arrivare a quei livelli di inciviltà umiliante, indegna, ma che addirittura si impedisse di risolverlo quel problema, si manifestasse sì, ma per impedirlo.
Il problema è soprattutto culturale. Lì, come hanno documentato giornalisti in quei mesi tremendi in cui si manifestava contro coloro che tentavano di porvi rimedio (ed in modo incivile e tribale, incendiando autobus, dunque ulteriore danno collettivo e sociale, tanto chi paga? Tutti. Non in solido con responsabilità individuale, ma tutti, comodo!), andando a chiedere ai cittadini cosa è la spazzatura differenziata, se andava bene era "boh", altrimenti era che la spazzatura si raccoglie un po' di Lunedì ma talvolta di Giovedì in differenti giorni. Lì, il problema culturale è che la gente sa chi sono i mafiosi che speculano sull'ambientalismo, che fanno affari con le Coop e con gli amministratori di sinistra e li votano pure, per 15 anni filati. Lì il problema culturale è che nonostante si vedessero due stratocumuli di monnezza nelle strade in pieno centro, i cittadini si recavano ad aggiungerci, accatastandoli sopra, divani e poltrone, mobili e cessi. Non si ribellavano affatto, sopportavano anche la puzza, facendo un po' di vittimismo ai microfoni (a 'napulè ce stanno n sacco de problemi ce dovete aiutà - tutto qua, di aiutarsi da soli nemmeno l'idea apparsa!!!): se sotto casa o nella piazza nasce una nuova discarica, invece di incazzarsi, si approfitta per aver vicina discarica dove mettere il bidet rotto, i calcinacci per i lavoretti fatti in casa, il divano vecchio e tutta la merda incredibile che quel luogo produce e non sa gestire.
Al Nord il personale che lavora, fai conto a Milano, nella raccolta dei rifiuti, è inferiore per numero, ma produce un risultato, insomma, lavora. Al Sud, i dipendenti sono molti di più, un terzo di più e però non bastano: non lavorano. Eppure il Comune di Milano è più ampio, più affollato di Napoli.
Giornalisti andati sul posto a parlare coi dipendenti perchè convinti che effettivamente la gente di quel luogo avesse ragione a non volere nuove discariche per risolvere il problema, ha dovuto tristemente scoprire che, fai conto, di 6 dipendenti che dovevano essere sul luogo di lavoro dove erano andati a trovarli, 3 erano irreperibili, assenti, gli altri 3 stavano giocando a carte allegramente in un tavolo fuori (di lavorare nemmen si parla).
Il problema è culturale: al Sud, in Campania abbiamo visto l'indifferenza di chi coltiva l'orticello o costruisce la propria casetta (ed anche qui ecco una realtà tremenda: interi villaggi abusivi, dunque l'illegalità è dei cittadini, perchè pretenderla se si pratica attivamente in modo sistematico? Meno ci mette l'occhio lo Stato meglio è!), di chi manda i bimbi a scuola accanto, ma proprio adiacente, da anni ed anni con discariche di rifiuti tossici, chimicamente pericolosi. Senza denunce, proteste, negli anni, hanno lasciato che sia così, andava bene, perchè vedi, farsi i fatti propri significa che, approvando quella cultura, se li faranno gli altri quando anche tu farai la tua comoda illegalità: invalido finto (perchè al Sud di più?), disoccupato fino (perchè al Sud di più?), assenteista vero (perchè al Sud di più?), lavoratore più sfaticato (perchè al Sud di più?), abusivo commerciale o edilizio (perchè al Sud di più?), connivente, complice, omertoso con la criminalità organizzata (perchè al Sud di più?) e dunque è un problema culturale ed è solo la negazione di questa realtà che ha impedito fino ad oggi di porvi rimedio decisamente, favorendo ed assistendo quella cultura, abbiamo odiato il Sud, siamo stati razzisti con il Sud, abbiamo detto che non merita di meglio, ma di peggio.
Ma si dirà il contrario: razzismo, discriminazione, esagerazione e così via. A Saviano tocca anche questo, ma tocca a tanti per tante cose. Anche riguardo all'immigrazione, all'Islam che ha un problema interno grave e serio di dimensione, faccio notare, non solo squisitamente italiano o europeo, ma PLANETARIO nella recrudescenza del radicalismo e del fanatismo terrorista e micidiale, nell'espansione della cultura dell'odio, del razzismo, della morte.
Fortuna, Enrico, che sono sempre meno i cittadini disposti a darti ragione e sempre di più coloro che comprendono meglio la realtà (spesso perchè la subiscono nel viverla) perchè ciò è la speranza di porvi rimedio, di migliorarla, nonostante i tentativi di boicottaggio, di rallentamento, di confusione, strumentali per tifoseria politica o ingenui ma incoscienti.
Buona giornata.
Alieno
Un nano di merda sull'isola dei perduti .... Lost !
A Torino è pieno di chiese dove non si predica in Italiano. Ce ne sono addirittura due, una copta ed una metodista, dove si predica in arabo. Come la mettiamo?
@alieno
l'emergenza bisogna vedere se c'è o se si dice che c'è, proprio per giustificare provvedimenti d'emergenza.
Quando ti dicono che devi abbassare il colesterolo, abbassare il colesterolo, abbassare il colesterolo, alla fine ti convinci che il colesterolo è una malattia e lo devi abbassare ad ogni costo. Ma il colesterolo non è una malattia e senza un corretto stile di vita puoi prendere tutti gli ipocolesterolemizzanti che vuoi, al supermercato o in farmacia, che tanto la tua aspettativa di vita in realtà non cambia. Però così si vendono molte medicine, actimel e compagnia in più.
Quando ti dicono che in Campania c'è l'emergenza rifiuti e poi scopri che alla ditta (del Nord) che doveva smaltire le ecoballe e non l'ha fatto affidano il compito di costruire gli inceneritori 'indispensabili', dove brucerà (coi nostri soldi) anche le ecoballe che non ha smaltito (ma i nostri soldi li ha presi) ti viene il dubbio che questa emergenza qualcuno (non proprio napoletano) l'abbia voluta.
Quando tutti i TG per giorni e giorni mettono come primo titolo emergenza immigrati alla fine ti convinci che c'è e perciò ti paiono logiche le misure d'emergenza che 'si è costretti' a prendere.
Ci sono posti indubbiamente in difficoltà: certe zone del meridione, certi quartieri delle città più grandi. Ma l'Italia non è in emergenza, nè come numero di immigrati nè come fatti di terrorismo.
@alieno
Cioè non bisognava ridursi ad avere una vasta rappresentazione di moschee dove si predica l'odio, l'intolleranza, il proselitismo del terrorismo e così via.
Questa è un'idea tua, tutta da dimostrare. Col governo a cui gli immigrati non stanno simpatici, credi che se non ne potevano rimandare a casa un po' con una bella accusa di terrorismo non l'avrebbero fatto? E invece quanti ne hanno beccati?
Immagino che quel che dici tu sul Corano che deve essere letto in arabo sia corretto. Ma la predica non è la lettura del corano e quella si può fare dunque in qualsiasi lingua. Il tuo discorso dimostra poi ancora una volta che non si può dire 'i musulmani sono così e cosà' come non lo si può dire dei cristiani. Ci sono musulmani che l'arabo non l'impareranno mai, però si sentono musulmani lo stesso.
Ho letto il post e non gli interventi, dunque mi scuso se ciò che scrivo è già stato proposto.
Ma credo che l'idea di Fini incontrerà più d'un ostacolo e con implicazioni più ampie di quello che può sembrare.
Perchè, per esempio, è l'ortodossia islamica che vuole che il Corano sia studiato, compreso, recitato in arabo: quel vincolo non sarà facilmente aggirabile, la lingua araba corrisponde ed è parte integrante di quel culto.
Si traducono Corani, per aiutare l'introduzione di chi non comprende la lingua nel processo di islamizzazione, ma non si rinuncia alla consapevolezza che il muezzin, l'imam i fedeli hanno riferimento nel Corano nella lingua originale del Profeta, essendo il Corano perfetto così com'è e dunque non deve sottoporsi alle possibilità speculative offerte, per esempio, dalla traduzione.
E non è un discorso sbagliato, di principio, oso dire. Si traduce anche Shakespeare od un poeta straniero, un Dante in altre lingue e però, chiunque voglia davvero entrare pienamente nella comprensione e nel gusto più pieno di quei testi, beh, deve armarsi di studio ed apprendere la lingua d'origine.
Dante rende l'idea: non è traducibile davvero con speranza di lasciare intatto il valore di una divina commedia. Ecco, vediamola in quest'ottica: il Corano va preservato in arabo, la preghiera con requisiti di universalità dell'Islam deve essere in arabo per tutti, anche quello è motivo gregante e motivo di forza e potenza dell'Islam.
Dunque, fossi un' islamico, credo, mi opporrei a simile idea di Fini che della religione, faccio notare, non sa che farsene e semmai, se ne serve come fa la politica, strumentalmente quando serve (o anche, semplicemente, in quel dialogo indispensabile in un Paese democratico e civile che deve avere la politica nei confronti delle religioni).
Faccio notare che dunque, fossi islamico, farei notare subito che Fini che propone predicazione in lingua italiana nelle moschee è quello che politicamente ci offre il precedente ed il presupposto, per coerenza, per opporsi alla predicazione cattolica in latino, il motu proprio. Perchè è palese che altrimenti, se si ragiona in termini di principi, si introdurrebbero delle discriminazioni che anche laicamente, non sono coerenti.
Detto ciò, lo stato di necessità impone delle misure emergenziali (urgenti) e sono consapevole che le misure emergenziali, sono sempre ingiuste. E di quell'ingiustizia sono responsabili coloro che hanno scelleratamente permesso che si arrivasse all'emergenza. Cioè non bisognava ridursi ad avere una vasta rappresentazione di moschee dove si predica l'odio, l'intolleranza, il proselitismo del terrorismo e così via.
Lì le responsabilità sono molte: della politica in parte, della stessa Chiesa Cattolica in parte, responsabilità di ieri, responsabilità di oggi: chi sente di subire o sente che si impone misura ingiusta nell'attuazione della proposta di Fini, sappia che è loro, correponsabilmente, la colpa, colpa grave.
Ma abbiamo ancora una volta l'eccellente esempio concreto di come siano infine nocivi e creino ingiustizie, buonismo e relativismo, mancanza di responsabilità da individuare o da assumere.
Buona serata.
Alieno
Meglio diffidenti che fessi...quando ce vo’, ce vo’ !!!
@FABRIZIO
Abbi pazienza ma secondo me, in base ai musulmani che ho conosciuto (e sto parlando di gente di varie nazionalità), 'sono tutti così' è esagerato. Tra l'altro molti di loro non ci vanno neppure in moschea.
Tra l'altro per ora il fatto più grave accaduto non è carico loro ma del nostro governo. C'era un tizio sospettato, sospettato dico, di essere un terrorista: il nostro governo ha permesso che agenti della CIA lo sequestrassero e con un aereo lo portassero in Egitto per interrogarlo ( o torturarlo, visto che gli USA non la vietano). Se le persone sono tutte uguali questo è scandaloso, se ci sono persone di serie A e altre di serie B allora no. A credere che alcune persone (non comunitarie) sono delinquenti fino a prova contraria e gli Italiani sono onesti fino a prova contraria ci becchiamo sul groppone i cragnotti, i tanzi, i geronzi (che guida mediobanca nonostante abbia processi in corso e credo anche condanne). Avanti così!
Non ho mica detto che la diffidenza non sia giustificata Fabrizio, ho detto semplicemente che si risolve solo attraverso la conoscenza reciproca ed il rispetto delle distanze. Solo questo ci può permettere di circoscrivere secondo giustizia i problemi ed evitare possibili derive razziste che nella diffidenza escludano anche chi non se lo merita.
CD, non ho detto che la predica in italiano sia una buona idea. Quello è da vedere, ma francamente non è che mi interessi molto, in un senso o nell'altro. Ho solo criticato il tuo voler negare l'esistenza di pericoli reali, attribuendo alla nostra "diffidenza verso il diverso" ogni critica ai musulmani. Vedi la frase seguente:
"... farebbe forse calare la nostra diffidenza verso di loro che infatti é semplicemente diffidenza per il diverso da noi, per ciò che non conosciamo "
Eh no: spesso è proprio diffidenza verso gente che più e più volte ha dimostrato di essere problematica da gestire. Non sono tutti così, forse a fare casino stile UCOII è un'esigua minoranza? Possibilissimo, ma siccome siamo in Italia, spetta a loro - ultimi arrivati - l'onere della prova. Se fossimo in Iran sarebbe diverso.
@Enrico
Ti sbagli sulla Svizzera. Attualmente l'emigrazione verso i paesi europei é essenzialmente una migrazione alla ricerca i lavoro culturalmente e socialmente qualificato (manager, intellettuali, professori universitari ...) DUNQUE in gran parte di matrice agnostica o disinteressata. I parrocchiani che ho conosciuto di persona sono italiani di seconda o terza generazione che trovano lì un desiderato legame con le radici familiari ma che non si sognerebbero neanche lontanamente di tornare in Italia (la conoscono troppo bene). Peronalmente ne ricavo una sensazione non esaltante, perché fatico a fare della religione una questione di "radici culurali", ma questo é un discors diverso ... Mi pare di dover riflettere piuttosto, rispetto alle tue tesi, sulle oggettive difficoltà di integrazione persino in ambienti omogenei come cultura e religione (figurarsi tra noi e l'islam), difficoltà che si ripercuotono persino tra i figli e nipoti dei migranti. Io credo che se davvero vogliamo affermare la "superiorità" della nostra civiltà, bisogna cominciare con il diffondere ed imporre la tolleranza (virtù illuminista, non cristiana) non l'omologazione. Non é facile l'equilibrio tra le diverse esigenze, ma credo che occorra provarci, e provarci a partire dalle loro esigenze, ché in fondo le nostre per il momento sono essenzialmente di ordine pubblico, e verrebbero credo automaticamente soddisfatte.
@Fabrizio: Guarda che le moschee in italia sono state ripetutamente usate ...
Giusto. E quale sarebbe il vantaggio della predica in italiano ? Se uno vuol dire peste e corna dell'Italia tra fratelli, pensi sia così stupido da dirlo in italiano o così debole e ipocrita da divenire un agnello solo perché deve parlare in italiano ? Presumo piuttosto che le attività anti-italiane si rinchiudano e si nascondano negli scantinati più di quanto abbiano fatto sinora, con il vantaggio da parte loro di poter contare su nuove frustrazioni, nuovi argomenti di propagnda, nuovi adepti. Proprio un bel regalo gli vuoi fare.
CD
Non capisco perché si debba per forza parlare in una certa lingua piuttosto che in un'altra e ciò in forza di una legge.
Se proprio bisogna controllare ciò che si dice in una moschea lo si può fare in ogni caso; o forse pensa Fini di mandare i carabinieri nelle moschee e quindi, dal momento che non conoscono l'arabo...
Però, visto che la religione islamica è poco conosciuta, siamo sicuri che i controllori comprenderebbero una predica in italiano?
Se un non cattolico entra in una Chiesa cosa capisce dei nostri riti e delle nostre prediche?
La lingua non è fatta solo di suoni, ma di significati profondi. Solo chi conosce l'islam comprende il senso di una predica, quale che sia la lingua; perciò, in ogni caso occorrerebbero controllori acculturati: li abbiamo?
Fini vuole arrivare al governo e quindi tutte le sue uscite non sono casuali. Questa vuole raccogliere le simpatie di chi ha paura di questa gente che parla una lingua incomprensibile. Non è che a me piaccia sentire parlare un marocchino nella sua lingua, mi procura la stessa spiacevole sensazione che mi danno due italiani che sussurrano in mia presenza. Però non illudiamoci che se smettono di parlare arabo in moschea saremo più sicuri: se l'Italia non avesse agenti in grado di infiltrarsi in ambienti musulmani e di capire cosa dice un imam sarebbe messa male. Per la gente comune in realtà non cambierà nulla: chi mai andrà a vedere una moschea solo perché ci si parla italiano?
Per questo sono favorevole all'italiano ma in un quadro di avvicinamento reciproco, senza costrizioni. Rispetto alla situazione di CD in svizzera credo che ci sia una differenza: i lavoratori italiani non volevano diventare svizzeri, avevano progetti di ritorno in Italia, mentre mi pare che molti immigrati attuali non abbiano concrete probabilità di tornare. Volenti o nolenti il loro destino è di rimanere in Italia.
Se poi in moschea salta fuori qualche terrorista lo sbattiamo in galera, non lasciamo che se lo prenda la Cia e se lo porti in egitto per torturarlo in pace!
Una volta tanto il vile voltagabbana e baciapile Fini dice,dopo una serie di sparate a vuoto,una cosa giusta e sacrosanta.Per me se nessun extracomunitario non ha voglia di "integrarsi" ovvero di amalgamarsi con la nostra cultura e il nostro modus vivendi se ne torni pure a casa sua.Inoltre sentiremo bene le prediche degli imam...
Tutto ciò che aiuta a rassereneare il clima è ben accetto. Comunque, è sempre più evidente, che Fini sta cercando di "smarcarsi"...
CD, guarda che è un fatto accertato che le moschee in Italia siano state ripetutamente usate come basi per il terrorismo. Insomma, non andrà bene la "diffidenza verso il diverso", ma non abbiamo nemmeno scritto "Giò condor" in fronte!
@Enrico
... farebbe forse calare la nostra diffidenza verso di loro che infatti é semplicemente diffidenza per il diverso da noi, per ciò che non conosciamo. D'altra parte imporre da parte nostra qualcosa che concerne il loro privato, la loro identità personale ed intima di sicuro accrescerebbe la loro diffidenza verso di noi. L'unico effetto che vedo sarebbe quello di creare quel terrorismo e quella mancata integrazione che a parole diciamo di combattere.
CD
Un altra fanfaronata dal fascista ripulito . Da ridicolo pupazzo qual'è apre la bocca per dargli fiato per accaparrarsi un pò di considerazione da chi non lo considera affatto , come ha imparato dal suo mentore .
Una fanfaronata come la presa in giro ai poveri della socialcard non caricata ad elemosina , i militari per le strade a fronte di un aumento dei crimini contro la persona o contro la camorra che imperversa più di prima , il blocco dei clandestini che approdano triplicati a Lampedusa , il regalo della compagnia aerea agli amici mafiosi dopo averci accollato tutti i debiti , la crisi che non c'è.... e che gli farà pagare anche questa ultima pupazzata mediashopping .
Vorrei proprio sapere , per farmi ancora un pò di risate , chi andrà a controllare che il corano venga predicato nella nostra lingua.
quoto Darwin: mi sembra giusto che nelle manifestazioni culturali o religiose ci si possa esprimere nella propria lingua.
oltretutto, creando una sorta di controllo statale sulle prediche religiose, si incentiveranno gruppi di giovani fanatici a sentirsi perseguitati e sarà difficile impedire a questi riunioni segrete, magari capeggiate da finti sacerdoti, in realtà estremisti pericolosi e incontrollabili.
quello che poi mi riesce difficile capire è come mai non ci si chieda perchè il terrorismo cresca in paesi a volte benedetti da enormi ricchezze come il petrolio, dove pochi ricchissimi principi tengono alle catene e alla fame i loro popoli.
lo stesso vale per paesi come l'Iraq di Saddam dove governano leader che non sono aristocratici ma vestono abiti pseudo parlamentari e democratici.
Che nelle moschee si predichi e parli in Italiano (se già non lo fanno) mi pare giusto. Non (o almeno non solo) per controllarli, ma perché siamo in Italia. Un uso più frequente della nostra lingua credo farebbe calare la diffidenza che abbiamo verso di loro.
Ma anche noi italiani dobbiamo fare la nostra parte per ridurre il clima di intolleranza: come noi non siamo tutti leghisti alla Calderoli così loro non sono tutti fanatici tipo UCOII.
Non so perché si tollerino atteggiamenti dell'UCOII che vanno contro le nostre leggi e la nostra costituzione. Non so se è buonismo o la scusa per trattarli tutti alla stessa maniera (cioè male).
@francoazzurro
Ci sono stati decenni nel corso dei quali i lavoratori italiani hanno invaso il nord-europa. La Chiesa Cattolica ha procurato loro parrocchie di missionari che (anche in paesi cattolici come il nostro) celebravano in italiano. So di cosa parlo perché ho lavorato a Friburgo (cantone svizzero a maggioranza cattolica e bi lingue: francese e tedesco) ed ho frequentato quella parrocchia. Nessuno dei parrocchiani aveva alcun problema né con il francese né con il tedesco.
CD
Caro Don con questa domanda si sollevera' un polverone..che dire, siamo in un paese democratico ed ognuno è libero di dire la sua..Fini lo ha fatto e noi chi piu, chi meno lo appoggiamo, forse, anzi sicuramente è un modo per difendersi ,visto come stanno andando i tempi, le guerre non smetteranno mai di esisterespecie quelle religiose, anche se tutti lo speriamo..il fatto di sapere cosa si dicono, non è per fare i pettegoli, ma per pararci un po il c.....Puo' ledere il loro mondo si.. possiamo passare per razzisti,ma il nostro paese aiuta tutti, anche noi dobbiamo tutelarci.. siamo coscenti che il fanatismo religioso dilaga.. vogliamo solo non saltare in aria mentre siamo in giro con amici.solo perchè qualcuno non accetta il nostro modo di vivere..altimenti perchè dio. Budda, gli Dei, o altri..ci avrebbero dato il soffio della vita? per essere schiavi? non credo.. appoggio Fini...
E l'italiano e non il latino nelle chiese cattoliche!....
E' arcinoto che la lingua è l'espressione del nostro pensiero. Se scegli di vivere in Italia, far crescere i tuoi figli in Italia, quale ragione spinge gli imam dell'UCOII ad opporsi che i loro adepti si esprimano nella lingua italiana...? Desidererei risposte.
cncordo
concordo
VOGLIAMO FINI PREMIER AL POSTO DEL NANO!!
Grande Presidente!! Sono pienamente d'accordo.
bravo fini
obbligherei l'italiano nelle moschee e in tutti i luoghi pubblici (soprattutto per i giovani stranieri nelle scuole)
ale
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 09:37
Pat
Che nelle moschee si parli italiano è proprio il minimo, in quanto come ben si sa qualunque persona si può improvvisare iman e di cosa vi venga predicato non possiamo avere alcuna garanzia.
Purtroppo l'assassinio di Hina Saleem e di Sanaa Dafani, sono avvenuti in concomitanza del periodo della fine del Ramadan, quando si sgozzano gli agnelli, e per la sharia (legge di Dio islamica) il padre può uccidere i suoi figli e pure i nipoti, in piu è tenuto a uccidere una figlia che si unisce con un cristiano e che darà alla luce altri cristiani.
Penso che sapere cosa venga predicato nelle moschee, sia assolutamente necessario.