Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
La Lega nord è ancora al centro delle polemiche politiche e sociali circa il problema dell'immigrazione.
Questa volta su due fronti: il primo è quello delle cosiddette "espulsioni lampo", che forse sarebbe meglio chiamare deportazioni immediate indiscriminate. La seconda si riferisce ad una indiscrezione che vedrebbe applicata una tassa di 50 euro per ogni richiesta di soggiorno fatta da un immigrato.
Scrive il Corriere.
Gli extracomunitari che chiederanno o vorranno rinnovare il permesso di soggiorno potrebbero dover pagare una tassa di 50 euro per ottenere il documento. La proposta è contenuta in un emendamento della Lega Nord al decreto legge anticrisi che ha ottenuto il parere favorevole del governo. «È una misura discriminatoria», ha detto Giulio Calvisi (Pd), «che va aggiungersi alla richiesta agli stranieri che aprono una partita Iva di versare una cauzione di 10 mila euro» come chiede un altro emendamento leghista.
Questa la prima polemica.
ma più pesante, per certi versi, è la seconda. che si riferisce alle espulsioni un po' troppo facili, segno di forza per il nostro Governo, segno di "debolezza sociale" per l'opposizione ed altre forze impegnate nel volontariato e nella gestione "umana" dell'accoglienza.
Nuovo monito della Cassazione contro le espulsioni facili nei confronti degli immigrati privi di permesso di soggiorno. La Suprema Corte invita infatti i questori a motivare bene i decreti con i quali si intima all'immigrato di allontanarsi dall'Italia e di tenere conto della situazione di povertà in cui si trova. È necessario che il decreto di espulsione motivi bene le cause, «non bastando che si limiti a riprodurre letteralmente la formula della legge senza alcuna indicazione», afferma la sentenza che ribadisce che nell'allontanamento dello straniero bisogna tener conto anche della sua indigenza, perché il disagio in cui vivono gli stranieri senza permesso di soggiorno non consente di capire che è più favorevole per loro allontanarsi con i propri mezzi entro cinque giorni che rischiare di commettere un delitto (restare in Italia) per il quale rischiano come minimo un anno di reclusione.
Naturalmente il governo mostra i muscoli, ed è lo stesso Ministro Maroni ad indicare il 2009 come l'anno di svolta per la lotta contro l'immigrazione clandestina.
Certo: basta poco. Basta spedire a calci a casa loro tutti quelli che arrivano nel nostro paese, mettendogli in mano un foglio con scritto "sei un immigrato", ed il problema si risolve. Naturalmente....generalizzando e "populizzando"...
Ma d'altra parte, siamo in Italia....
@ CD
No,quelli del demonio
Io metterei piuttosto in risalto la levatura di colui che willy serve in relazione agli strumenti che decide di usare . L'imperscrutabilità pure dei suoi disegni si palesa in questo suo strumento in particolare tanto che anche lo stesso strumento si persuade, pur essendo cosciente della sua limitatezza e inutilità, di avere un qualche utilizzo .
In parole più chiare , perchè anche lo strumento capisca : il tuo dio rifulge nel tuo essere, willy .
@Willy
Dio si serve degli uomini come strumenti per i suoi piani imprescrutabili alla mente umana.
Affermazione che condivido in pieno. Dunque anche democrazia, multicultaralismo e globalizzazione fanno parte dei suoi disegni, no ?
CD
Immagino che willy si ritenga uno di quegli strumenti , che serve qualcuno peraltro è evidente . E che gli siano anche imperscrutabili i disegni del suo padrone continuando a servirlo .
Ad esempio: perché Dio non ha ritenuto di fondare imperi (De Maistre) ?
A me pare invece che il grande savoiardo afferma il contrario.Dio si serve degli uomini come strumenti per i suoi piani imprescrutabili alla mente umana.
Ad esempio: perché Dio non ha ritenuto di fondare imperi (De Maistre) ?
A me pare invece che il grande savoiardo afferma il contrario.Dio si serve degli uominicoem strumenti per i suoi piani imprescrutabili alla mente umana.
@Willy
Quel che dici apre un sacco di interrogativi interessanti. Ad esempio: perché Dio non ha ritenuto di fondare imperi (De Maistre) ? Perché ci ha creato liberi ? Dobbiamo rispetto o no a questo particolare aspetto della sua volontà ?
@ alieno
Si è discusso accanitamente per sapere se la sovranità venga da Dio o dagli uomini. Ma non so se si è osservato che le due proposizioni possono essere entrambe vere. E’ vero, in un senso inferiore ed approssimativo, che la sovranità è fondata sul consenso umano: perchè se un qualunque popolo si accordasse ad un tratto per non obbedire, la sovranità sparirebbe, e non si può immaginare la fondazione di una sovranità senza immaginare un popolo che consente di obbedire. Se dunque gli avversari dell’origine divina della sovranità vogliono dire soltanto questo, hanno ragione, e sarebbe inutile discutere. Poichè Dio non ha giudicato opportuno impiegare strumenti soprannaturali per la fondazione degli imperi, è evidente che tutto è dovuto venire attraverso gli uomini. Ma dire che la sovranità non viene da Dio perchè egli si è servito degli uomini per stabilirla, equivale a sostenere che egli non è il creatore dell’uomo perchè noi abbiamo tutti un padre e una madre.
Joseph de Maistre
@ andrea
Ma tu sei gia una cagata.Solo che al contrario di quella naturale,che ha una funzione biologica,tu manco quella hai.Neanche le mosche osano avvicinarsi al solo sentire la tua schifosa e vomitevole presenza.Io non offendo i tuoi genitori semplicementi perche ti hanno abbandonato dopo aver dato al mondo una nuovo errore (ed orrore) della natura.Non li si mica biasimare per questo...
Dunque, Enrico, parrebbe che sia solo uno strumento per far cassa, complice anche il fatto, come fa notare Lega, che ci si conforma alla realtà di tanti altri Stati Europei dove effettivamente già è così: si paga e si paga di più.
E però, continua a non piacermi l'idea che sia proprio questo governo ad alzare un balzello, perchè questo è il governo che ha promesso di non infilare le mani in tasca agli italiani e l'idea che le metta in tasca di non italiani, ma immigrati che soddisfano il requisito della legalità, cioè non immigrati clandestini, proprio come richiesto da tanti, Lega in prima fila, mi sembra un po' aberrante.
E' brutto che questo governo alzi imposta proprio perchè deve contrapporsi a coloro che si rivolgono alla tassa (da loro considerata oltretutto esteticamente "bella" da pagare, anzi, da far pagare agli altri, voleno esser precisi..) come strumento primo e privilegiato, facile facile, a cui far ricorso per il mantenimento dei propri privilegi (politici, di posizione ed economici).
Se poi è brutto proprio da questo governo, dicevo, è ancor più brutto se si sfrutta la condizione "immigrato" che di per sè non è una colpa (semmai ravvisabile in quella di "clandestino").
Pensasse, questo governo, a soddisfare le istanze del popolo della partita iva di cui ha carpito la fiducia con promesse non da poco (semplificazione burocratica e fine della cultura terroristica che condanna il possessore di partita iva, moralmente, alla stregua di un delinquente sociale).
Pensasse, questo governo, a ridurre l'immondo costo della politica che è ancora esageratamente alto, a partire dal numero inutile dei parlamentari, per non parlare del discorsino sulle province e sui loro apparati dirigenziali che hanno un costo arrogante, come quello dei quadri direttivi regionali, insopportabile già di per sè, ma reso ancora più indisponente ai cittadini (non solo partite iva) sia per stipendi e privilegi ingiustificabili, sia perchè in sostanza, una misura di controllo ragionevole ed onesto è preclusa dal fatto che questi signori della politica, parlamentari, regionali, provinciali, lo stipendo se lo misurano, propongono ed approvano da soli e dunque regolarmente creando insulto al buon senso e scollamento dalla fotografia reale delle possibilità del Paese a cui, bene o male, si richiedono sempre sacrifici (e più che mai in tempo di crisi, figurarsi).
E d'altra parte, se questo è anche il governo che non dovrebbe alzare tasse e gabelli vari, è anche quello che intende razionalizzare le risorse, aumentare l'efficienza e la produttività, dunque ha l'obbligo morale, in contropartita a questa misura sull'immigrazione deve corrispondere un servizio qualificato, di alto livello, semplificato, perchè checchè ne dican i sinistri, non è affatto bello pagare le tasse, ma una necessità (e non uno strumento di vendetta politico-sociale) che uno Stato perfetto non avrebbe nemmeno bisogno di applicare se non in misura ridottissima (perchè significherebbe che i suoi cittadini non abbisognano nè di servizi, nè di tutela, economica-di sicurezza-di giustizia) e dunque solo dinanzi a quella necessità bisogna imporre tasse od aumenti di tasse in cambio (e null'altro motivo che questo legittima farlo) di un servizio. Lo Stato non serve a se stesso, almen non dovrebbe, ma lo Stato è SERVITORE, con tutti i suoi rappresentanti, compreso il presidente della repubblica, dei cittadini. Mentre da anni ed anni, si è radicata l'idea che i cittadini debbano servire lo Stato, si è dimenticato che il rapporto ottimale è l'inverso: se lo Stato non serve (e bene) i cittadini, dello Stato non sappiamo proprio che farcene ed il costo di mantenimento dell'apparato deve incidere davvero in minima parte allora, perchè sono i cittadini che pagano. Il costo dello Stato, dunque, dovrebbe essere quanto più possibile teso alla garanzia del servizio efficiente e decoroso e null'altro.
Lo stesso principio deve essere inteso per quanto riguarda gli immigrati, che se lo Stato vuole ed accetta, oltre ad imporre osservanza di leggi e costi necessari come contributo a tutti, dovrà ricambiare corrispondendo servizi civili, accettabili. E certe trafile burocratiche che purtroppo toccano anche ai cittadini (per non parlar di giustizia), misurano un cattivo stato qualitativo di quella pretesa civiltà.
Sulla sicurezza le normative sono senz'altro una priorità, urgenza nelle istanze manifestate ampiamente dai cittadini che hanno votato, infatti, in barba a chi pretendeva di rendere secondario e perfino di negare quelle urgenze.
Questa richiesta della Lega, però, ha ben poco a che fare con la sicurezza ed allora la Lega avanzi le altre priorità, cioè meno parassitismo, meno centralismo, difesa dell'identità, anche se poi noto che, aldilà delle sparate mediatiche, la Lega si oppone spesso in prima persona alla riduzione di costi e difende, invece, una buona continuità di quegli apparati costosi (quali sono le province, per esempio, o comunque scranni parlamentari).
Alieno
Per tornare alla tassa che Maroni si ostina a volere, ieri i notiziari davano la contrarietà della Chiesa. Alla radio, a Caterpillar credo, prendevano delle telefonate di extracomunitari x sapere cosa ne pensavano. I 2 o 3 che ho sentito io erano favorevoli al pagamento purché ci fosse il servizio: consegna del permesso di soggiorno in tempi rapidi.Il problema è che Maroni vuole i soldi (considerando che tanta gente lo deve rinnovare tutti gli anni alla fine sono tanti), ma non ha affatto parlato di modificare/migliorare il servizio. Se lo si affidasse a impiegati comunali o comunque civili, liberando la polizia da questa incombenza anche noi italiani avremmo dei vantaggi.
@Willy: legittimo il tuo sentirti portatore di valori monarchici, naturalmente. Mi sono chiesto per anni (ma tanti anni fa) se non fosse quella la più compiuta trasposizione terrena in un tentativo di replicarne il modello, del rapporto tra l'uomo e Dio (complice il fatto che la stessa Chiesa Cattolica è strutturata pienamente su quel modello verticistico e piramidale).
Già la Chiesa offre lo spunto concreto, oggi, di comprendere che non necessariamente corrisponde una monarchia ad un sistema capace di distribuire più ingiustizie che giustizie nel suo bilancio d'insieme. E non sarebbe certo l'unica rappresentazione, tra l'altro a farlo e trascurando anche certe formalità per cui alcuni Stati vogliono illuderci (ed illudere il proprio popolo) di avere Repubblica Democratica (per esempio, la Repubblica Democratica Cinese, che è uno dei massimi e più compiuti modelli di violazione continuata ed arrogante di principi democratici per non parlare delle violazioni dei diritti umani, anche se a noi piace fare i Tafazzi e lamentare che, no, è negli Usa o in Italia che si sta peggio al mondo e, per carità, se vince ancora il centrodestra si scappa tutti da Zapatero, in Canada o in Svezia - cosa che regolarmente non accade... purtroppo!).
E però, poi, ho individuato una conciliazione tra il modello democratico ed il modello verticistico proprio nell'organizzazione dei rapporti tra uomo e Dio (oppure tra Gesù e gli Apostoli, volendo una rappresentazione-modello più ristretta).
Ma è quello che si propone, un modello simil-democratico, quando Gesù non c'è più "fisicamente". E' quello che accade nelle prime comunità cristiane, dove certamente c'è una guida, un leader, ma gode del consenso più ampiamente diffuso, cioè in sostanza, scelto democraticamente. Quel leader deve avere i requisiti per rappresentare gli interessi della comunità e guidarla e questo è ciò che cerca di dirci qualsiasi aspirante leader politico all'interno di un sistema democratico: io ho i requisiti per rappresentarvi - e lo dice tanto che sia Obama, tanto che sia Berlusconi o Zapatero.
Ed in un sistema democratico l'uomo può benissimo definire ed organizzare i suoi rapporti in modo democratico e però, da cristiano, restare all'interno di quella gerarchia piramidale in cui, il vertice assoluto è Dio.
L'elezione dei propri vescovi rappresentanti-leader nelle prime varie comunità cristiane è ancora legata al modello più simile a quello democratico, è dopo che avverrà il tentativo di considerare più oggettivamente che non ci sono comunità frammentate (ormai il cristianesimo si è affermato ovunque), ma un'unica comunità per cui occorre un'unica guida, pur trattenendo con sè, i tratti di quella collegialità che vengono dal suo percorso originario di affermazione. La comunità unica cristiana, dunque ha un unico leader ed oggi noi abbiamo, politicamente, considerando solo quelle, diverse rappresentazioni democratiche, con tanti leader di riferimento a rappresentarle. Se però si arrivasse ad un'organizzaizone globale, si creerebbe uguale necessità di unico leader. Pur conservando i tratti della collegialità al suo interno. E questo potrebbe, in effetti, assomigliare molto alla struttura verticistica monarchia nuovamente. Che questa possibilità non sia solo teorica in un futuro, possiamo riscontrarlo già dove le varie organizzazioni democratiche, divise per Stati e Nazioni, ritengono per condivisione di interesse, di organizzarsi in una sovrastruttura. E' il caso della federazione di Stati americani, ma, pur con percorso più tardivo, è quello che costruisce chi sostiene l'Europa. Che già ha disposto una sovranazionalità e priorità dell'ordinamento europeo sui singoli degli Stati di riferimento, con tanto di apparato di giustizia per dirimere le controversie che possono derivare dai conflitti tra l'ordinamento Stato e l'ordinamento sovrastante di organizzazione Europa e quella valutazione, parte sempre dal presupposto che il singolo ha diritto di far valere i suoi diritti di membro europeo a dispetto di quello conflittualmente ed in disaccordo richiesto dall'ordinamento dello Stato compreso nell'Europa. Presto avremo una votazione europea meglio definita e naturalmente avremo un leader europeo che in questa estensività, tende per forza di cose, a costruirsi similmente ad un sistema verticistico e sempre più piramidale, per quanto conservando i tratti collegiali e democratici (elezioni libere e mandato a scadenza). Mentre pochi notano come quell'organizzazione che spesso si tira in causa (solo quando è comodo) e che vorremmo superpartes (per esempio nella questione Israele-Hamas a giudicare responsabilità) qual'è l'Onu, non rispetta molto bene i principi democratici, ma piuttosto quelli di un'oligarchia, formata verticisticamente dai vincitori della seconda guerra mondiale. Quella che noi vorremo superpartes a dirimere il giusto e l'ingiusto nel pianeta, comprende, così, aberranti rappresentazioni di giustizia (e violazioni costanti e sfacciate di diritti umani) come la Cina che ha diritto di veto (che regolarmente, infatti, esercita per boicottare ogni tentativo giusto di frenare le istanze e le perpetuazioni criminali, tanto che si parli di Sudan, tanto che si parli dell'Iran).
Non ho dunque nulla di tremendamente avverso alla monarchia (o all'oligarchia): semplicemente ritengo che corrisponda meglio alla ricaduta di benefici (in termini economici o di tutela dei diritti) il sistema democratico e che questo sia perfettamente in linea con i valori cristiani. Tra l'altro, offrendo la possibilità di rappresentarli spontaneamente, che per me è un requisito proprio in quell'atto d'amore che è la fede, che per sua natura (amore) non può essere imposto, avendo in caso contrario, solo un simulacro di quell'amore, la sua apparenza, ma non la sostanza.
Ciao.
Alieno
@ willy
Sei così coglione che fai bene il paio col tuo amichetto leccaculo di nano che ci sollazza da tempo coi suoi gorgoglii fascisti e se il sacerdote che ipocritamente riprende gli insulti di altri a lui non graditi consentendoli a te non ti caccia a calci immediatamente vorrà dire che anch'io potrò permettermi qualsiasi insulto rivolto a te e alla tua pidocchiosa famiglia , cioè a quella troia di tua madre e a quel cornuto fascista di tuo padre gradendo usarti come cesso personale ogni qualvolta vorrò cagarti in faccia .
Dormimi bene che domani mattina dovrai aprirmi bene la bocca per ricevere la mia prima cagata ;))
@ andrea
Sei cosi cretino da credere che un sacerdote non scacci invece te ignobile ateo,laicista e anticlericale.Mi stupisco ancora di come abbia potuto sopportare le tue sparate contro il clero al quale appartiene e che Dio volendo con orgoglio vi apparterrò anche io.Sei uguale ad un calcolo renale.Tu e le tue deliranti affermazioni.
@ Alieno
Caro Alieno,mi riferisco proprio quel multiculturalismo becero che tu sintetizzi alla perfezione.Per quanto rigurda le parole in parentesi nella fattispecie democrazia (non so cosa possa avere di cristiano) io sono monarchico legittimista e credo che non ci sono diritti senza doveri.Gli uni sono fatti per gli altri.Io sono per l'universalismo cattolico,non per quello di stampo massonico.Cioè quello apolide,laicista e relativista che si sta compiendo col nome di "globalizzazione".
@ Alieno
Caro Alieno,mi riferisco proprio quel multiculturalismo becero che tu sintetizzi alla perfezione.Per quanto rigurda le parolde in parentesi nella fattispecie democrazia (non so cosa possa avere di cristiano) io sono monarchico legittimista e credo che non ci sono diritti senza doveri.Gli uni sono fatti per gli altri.Io sono per l'universalismo cattolico,non per quello di stampo massonico.Cioè quello apolide,laicista e relativista che si sta compiendo col nome di "globalizzazione".
In ogni caso, Willy, non credo sia simpatico che si accetti la dialettica di un becero comunista ammazzacristiani ed esaltatore delle gesta di un'ideologia criminale e disumana, contrapponendone un'altra, non meno criminale e disumana, come quella nazista, nè tantomeno di possa improntare un discorso adulto sul confronto tra tank e fucili (ma ti ricordo che i panzer tedeschi ci rimediarono sonora, orrenda ecatombe di propri soldati e mezzi, nel tentare di averla vinta militarmente coi soviet e che il coraggio di quel popolo contro i tedeschi, nella fame e spesso con mezzi di fortuna, da quel punto di vista non può essere che invidiabile ed ammirevole), non si può perchè non stiamo parlando di soldatini e giocattoli, nè di parate, stiamo parlando di catastrofi umane di cui ogni persona di buon senso, riconosce il tono prevalente del dolore e della sconfitta dell'umanità, non priva di gesta eroiche, nobili, da ambo le parti, ma prevalendo il dolore, la disgrazia, la sconfitta per l'uomo di non aver saputo evitare quella tragedia.
Dunque non vedo, se non nell'intento personale di far imbufalire il tuo avversario becerocomunista, come tu possa far vanto orgogliosamente di panzer che, spiace ricordarlo, non erano panzer liberatori di popoli, ma oppressori al pari di quelli comunisti che poi imperverseranno in Europa ad opprimerne il suo lato orientale, i loro popoli e con l'entusiasmo a urlare maggior esemplare schiacciamento anche di tristissimi individui nostrani, militanti nel Pci (uno dei quali è, voglio ricordarlo, il nostro attuale Presidente della Repubblica, che pur comportandosi decentemente nella rappresentazione delle istituzioni, fatto a cui siamo anche disabituati purtroppo, ha un passato che avrebbe dovuto rendere impossibile a chi ha cultura democratica autentica, la sua nomina).
Il sostanza, non sta scritto da nessuna parte che uno per esser autentico anticomunista, determinato in quel valore, debba per forza essere nazista (o anche fascista, è lo stesso): questo è un giochetto che è proprio della strategia comunista italiana e che tutt'ora viene perseguita nell'area radicale sinistra e nei centri sociali, ma è una balla che non ha nè presupposto storico, nè argomentativo altro. E' loro la dialettica che impone quella contrapposizione ed io, fosse altro che per principio di sottrarmi alle loro regole (ma in realtà con argomentazione più seria), non le accetterei mai, ben consapevole che proprio nel valore anti-comunista si crea la mia coerenza e onestà intellettuale per cui dirmi anti-nazista (ed antifascista).
E non è un caso se queste aree estreme della geometria politica, si uniscono spesso, pur detestandosi, per obiettivi comuni (l'antisemitismo è uno di questi o, altro elemeno capace di simili accomunamenti di sentimento, l'antiberlusconismo, l'anti-Usa, colpevole di aver sconfitto entrambe le concretizzazioni ideologiche di riferimento ecc).
Ciao.
Alieno
@Willy: comprendo gli aspetti poco piacevoli della cultura terzomondista, della perdita propria identità subendo quella altrui imposta a tappe forzate e accuse morali, comprendo la stupidità del buonismo distruttore, l'ipocrisia delirante del politically correct, scorgo il disegno di interessi e secondi fini che si celano dietro ogni cosa dell'uomo, compresa la cultura dell'accoglienza e della facile immigrazione infine danneggiando tutti, del ballismo cosmico di chi priva tutti di responsabilità ed assolve chiunque dal peccato quando fa comodo, lo stesso, magari, che quando il comodo è altro però individua chiarissime responsabilità (e peccati), del relativismo arrogantemente razzista per cui si insinua che l'assolutismo in sè sia sinonimo di intolleranza e di propria incapacità (cristiana e civile) pur essendo il relativismo più intollerante che ce lo spiega, comprendo i presupposti che esasperano e dividono, anzichè unire e comprendere aldilà delle pretese buoniste che restano, spesso, imposture scellerate e mentecatte e su e giù e trik e trak e però..
Però!
E però devi scegliere ed affinare il tuo pensiero se vuoi abbinarlo alla fede cristiana perchè non puoi marginalizzare aspetti di quel formidabile messaggio per cui l'uomo ha avuto ed avrà da studiare ancora per tanto tempo per farlo proprio, aspetti che comprendono, per esempio, come l'arrivo del Messia tra gli uomini è anche l'essere latore di un nuovo patto di alleanza tra Dio e l'uomo: quel patto che prima era solo con il popolo eletto, gli ebrei, con Gesù diventa il patto esteso a tutta l'umanità. Tutta l'umanità deve essere raggiunta da quel patto e da qui il dovere evangelico di essere testimoni e messaggeri di Cristo, aldilà delle differenze, di razza e di religione.
La società multicultrale, in sè, non è sbagliata quanto non lo è una comunità omogenea. Diventa sbagliata la prima quando quella multiculturalità non arricchisce, ma priva di identià coattamente ed in tempi non umanamente accettabili (ed istigando i peggiori sentimenti dell'uomo), senza garanzia alcuna di rispetto tra diversità, così come quella compatta, omogenea è errata quando ciò si ottiene con l'imposizione di valori xenofobi.
Questo, naturalmente, se ti ritieni cristiano, per cui tener di buon conto che Gesù, ebreo, viene criticato da molti, farisei inclusi, per le sue frammentazioni non proprio ortodosse ed "omogenee" tra loro, come publicani per esempio.
Allora, se tu critichi la società multiculturale imposta coattamente, caoticamente, spesso nell'idea di prevenire un razzismo, proponendone uno rovesciato, beh, ti dò pienamente ragione: quella società fa male a tutti, tranne, per esempio, ai delinquenti che nel caos ci sguazzano bene e tranne chi, su quella politica scriteriata, ci marcia e ci sguazza, con tornaconti economici e politici.
Se critichi la società multiculturale in quanto tale, allora non basta e necessariamente, qualora tu ti ritenga cristiano ed amante di valori civili e di libertà (e pure con cultura democratica in cui, quel multiculturalismo coatto senza tutele e garanzie a proteggerla, rischiano di distruggerla e di invonverla in altra forma peggiore), sei invitato a riflettere meglio.
Ma io, ottimisticamente, intendo che tu volessi riferirti a quel multiculturalismo scellerato, coatto, mentecatto che alcuni ci vorrebbero imporre con maggior misura. Quello che priva ingiustamente le identità di popoli con ritmi e progetti disumani, però con il vestito del buonismo, insinuando che la tolleranza sia proprio questa, la privazione di identità e non la difesa e la loro evoluzione naturale.
Ciao.
Alieno
@ Willy
Il male da combattere
Può darsi Willy, ognuno di noi tende ad identificare il male in qualcosa. Un dubbio però ce l'ho. Perché il male sarebbe la società multiculturale ?
Te lo chiedo perché se per prendertela con le razze e le culture hai bisogno di riferirti come sembri talora fare a Cristo, quel Cristo che si é fatto riconoscere come RE innanzitutto da tre magi venuti dall'oriente, tre magi che nulla avevano a che fare con la nostra storia né con quella degli ebrei né con le nostre razze, bé allora qulche dubbio ce l'avrei.
CD
@ Willy
Il male da combattere
Può darsi Willy, ognuno di noi tende ad identificare il male in qualcosa. Un dubbio però ce l'ho. Perché il male sarebbe la società multiculturale ?
Te lo chiedo perché se per prendertela con le razze e le culture hai bisogno di riferirti come sembri talora fare a Cristo, quel Cristo che si é fatto riconoscere come RE innanzitutto da tre magi venuti dall'oriente, tre magi che nulla avevano a che fare con la nostra storia né con quella degli ebrei né con le nostre razze, bé allora qulche dubbio ce l'avrei.
CD
Don Padrini
Non credi sia il caso di cacciare a calci in culo questo fascista di willy ?
Vuoi che gli risponda a tono ?
Sembra che una volta qui sia stata imposta la censura ad un frequentatore del blog perchè a tuo dire insultava il prossimo . E perchè non si usa la stessa misura con questo coglione ?
Vuoi che si dica che qui si usano due pesi e due misure come per la scomunica del comunismo a vantaggio della benedizione del fascismo ?
Per questa volta non lo ricambio alla stessa maniera e non lo accomuno nell'insulto ai suoi pidocchiosi parenti . La prossima no !
@ charles Darwin
Il male da combattere e la tua moderna Babilonia che si chiama societa multiculturale e multirazziale
Cosa erano le loro insulse fucilate contro i panzer del Terzo Reich ?
@ andrea
Tu sei solo uno spregevole parassita cosi come i tuoi amici froci,laicisti,immigrati,no global.Appartenete tutti alla stesa feccia subumana che una volta in paesi come il Cile,In Grecia e in Argentina si provvedeva a far sparireuna volta per tutte
Sei solo un povero cretino ed ignorante e per giunta felice di esserlo.A fare la resistenza sono stati gli anglo americani con le loro bombe e non i tuoi quattro cagasotto sulle montagne.Cosa erano le loro insulse uciulate contro i panzer del Terzo Reich ?
In un certo senso credo si possa affermare che il fallimento della comunità internazionale di rendere compiuto ogni tentativo di pace e di negoziato costruttivo e duraturo tra palestinesi ed ebrei, insiste proprio nel suo rifiuto di riconoscere il tratto principale della questione: è principalmente una guerra di religione, è la guerra dell'Islam. Ed è il tratto che rende possibile, anche, l'assurdo sostegno morale al terrorismo islamico aldifuori dello scenario mediorientale, nella sua guerra dichiarata in tutto il pianeta.
Fintanto che non si riconosce quel tratto prioritario, guerra di religione, non se ne viene a capo e comunque, si avrà continuazione di quello che fino ad oggi abbiamo visto: fallimento e guerra continua.
La questione non è facilmente risolvibile, non ultimo motivo quello che in Occidente, una visione che conserva certe eredità della filosofia marxista, incardina e vuole legare tutto alla questione del capitale. Talmente intenta in questo prioritario progetto anticapitalista, da non accorgersi di rinunciare anche ad alcuni tratti essenziali della stessa visione marxista, cioè analisi materialista che denuncia la religione come maschera ingannatrice per difendere gli interessi capitalisti. E però, capace appunto, incoerentemente, di tifare per Hamas, Hezobollah ed Al Qaeda e Taleban che sono palesemente organizzazioni in cui la religione è totalizzante, ma tifa serenamente per difendere la sua concezione anticapitalista (antioccidentale anche, oggi, colpevole di aver sconfitto quell'ideologia e filosofia), come se fosse acqua fresca farlo.
Alieno
Tornando al discorso iniziale dei sistemi, dunque, comprendendo comunque quello che segnali Fabrizio, che infatti comprendevo pienamente, è sempre il secondo sistema, quello sfruttato, che deve cambiare affinchè il primo non possa sfruttarlo, cosa non possibile se non grazie alla volontà del primo, sia nel fanatismo e nell'arretratezza mantenuta volontariamente (per esempio riconducendo il tutto alla visione del fanatismo dell'odio di religione), sia ad opera di pochi despoti e corrotti che decidono e non hanno masse a ribellarsi.
L'occidente, tutto, ha subito "ribellioni" e "rivoluzioni" di varia natura dinanzi a sistemi che non distribuivano molta giustizia. Ed è l'occidente che è anche grazie a quel percorso che dunque è necessario attendersi anche dai sistemi che si vorrebbero sfruttati (ma lo sono solo in parte e c'è una responsabilità di mantenimento di cui discutere).
Che poi siano gli Usa e proprio gli Usa a guadagnare di più con lo sfruttamento di masse soggiogate dai regimi più duri ed ingiusti, questo è tutto da vedere. A me pare che questo lavoro riesce meglio a meno compiute democrazie e che gli Usa invece guadagnino di più proprio costruendo come terreno comodo di scambio, quante più democrazie possibili. Ed infatti, è quello che cercano di fare: esportare democrazie. Mentre sono altri i regimi che si proteggono, tra loro, dal processo di liberazione democratica, in modo più evidente, per natura propria diversa, avendo più congeniale e comoda la via di quello sfruttamento di Paesi affatto democratici, come è nel caso, per esempio, della Cina nei confronti del Sudan per dirne una.
Comunque, se ne può discutere.
Alieno
Alieno
Attenzione (Enrico e Fabrizio): io includevo proprio situazioni come quella di "protettorati" (anche Usa, certamente) e voi sottovalutate la responsabilità (e le possibilità) delle "masse".
In un protettorato economico, dove un ricco Paese sfrutta le risorse di materie prime di un altro Paese più sfigato, abbiamo due sistemi in cui il primo, comunque, costruisce una ricaduta più felice del benessere del secondo, che accentra tremendamente in mano di pochi (regimi despoti, dittatoriali e corrotti) mentre le sue masse, sono infinitamente più povere e distanti dal benessere del primo.
Eppure, notiamo dalla forte propensione al volontariato, anche in termini di offerta di beneficienza spontanea, che la massa del primo è disponibile e desidera che la massa del secondo Paese stia meglio, anche a dispetto di chi governa il Paese che dispone delle materie prime e sfruttate così come a dispetto (oppure ingannato o coattamente obbligato) da chi governa il proprio Paese.
Ma restano due sistemi diversi in cui le due masse godono di diversissima ricaduta di benefici, dunque è innegabile che sia il secondo Paese ad avere più necessità di cambiare "sistema", perchè meno produce giustizia allargata, l'accesso al benessere, non il primo, che semmai, andrebbe ricondizionato principalmente dal punto di vista "etico". Perchè comunque, il Paese ricco, concorda o subisce il ricatto (talvolta comodo per alcuni) dei prezzi stabiliti dal Paese che detiene le risorse e le materie prime che verrebbero dunque sfruttate, sì, ma non in relazione alla capacità delle masse del Paese più ricco, nè alla sua reale volontà (che invece aiuta i Paesi meno ricchi eccome se lo fa, in enormi quantità ed attivamente, sul campo, con l'operato proprio, tra l'altro), ma relativamente sfruttato proprio al sistema del primo che prevede che pochi godano di benefici e molti non accedano al benessere. E che però conservano quel sistema, o in quanto distratti (e l'odio è ottima risorsa per dirottare la loro disperazione, com'è in tanti Paesi in cui ambiguamente si sostiene il fanatismo religioso e però al contempo, tentando di arginarne esondazioni incontrolloabili) o in quanto, effettivamente, antepongono l'odio tra le priorità, rispetto alla possibilità costruttiva.
Per dire: per un palestinese pro-Hamas l'idea di pescare può essere anche attraente, ma assolutamente non lo è se quella possibilità è di un ebreo che vive accanto a lui, la cui distruzione è prioritaria perfino alla propria sopravvivenza ed alla sopravvivenza dei propri figli, come abbiamo potuto osservare quando Hamas ha utilizzato tempo di tregua e denaro a fiumi non per distribuire o costruire benessere, ma per armarsi organizzarsi, rompere la tregua, riprendere la guerra e provocare insistentemente (comunità internazionale indifferente) fintanto che non ha ottenuto l'inevitabile reazione durissima.
Sperando in una vittoria sul precedente di quella ottenuta dagli Hezbollah, che han sorpreso Israele sul piano bellico ed organizzativo (molto ben addestrati, armati ed organizzati dall'Iran con nuove strategie e tattiche con ampio utilizzo di tunnel e di nuove trappole, come per dire, l'esplosivo spaventapasseri, cioè un finto guerrigliero terrorista armato in modo che se colpito, faccia esplodere e crollare una bella supeficie intorno franando nel sottosuolo le truppe intorno, che poi se non morti sul colpo o quasi, vengono "finiti" dai terroristi che sbucano nei tunnel collegati: roba fine, finissima, che sta usando attualmente anche Hamas, tra tante altre.
La vittoria di Hezbollah che Hamas tenta di riprodurre è quella per cui, rendendo ostico il controllo del territorio e l'avanzata con micidiale addestramento e tattica densa di trappole nel terreno abitato (volutamente quello abitato, dove si combatte muro per muro, angolo per angolo, finestra per finestra e sempre apparendo e sparendo tra i civili che invece restano volontariamente o sono obbligati a farlo e che gli Israeliani, quando vanno per le spicce risolvono tirando giù direttamente pareti di abitazioni con cannonate di tank per poi procedere all'avanzata delle truppe, tanto per ridurre le perdite ed evitare appunto ciò che accaduto in Libano) è quella per cui, passando il tempo che diventa tempo utile ad hamas come lo fu per Hezbollah e trascinando le truppe ebree in un pantano tremendo come premesso dall'Iran (che d'altra parte essendo parte in causa organizzativa e finanziatrice ben lo sa), intervenga la comunità internazionale.
A quel punto, forze internazionali di interposizione dell'Onu bloccano tutto e a quel punto viene fotografata la situazione che risulterebbe così:
- vittoria dei terroristi che diventa vittoria di Allah da pubblicizzare come vittoria di Allah per il popolo islamico, aumentando dunque il consenso anche con quello scettico iniziale.
- sconfitta politica esterna ed interna, soprattutto interna delle forze governative israeliane che pagano la perdita di tanti soldati inutilmente, cioè senza aver indebolito o reso inefficace il nemico terrorista che così, può riprendere, quando più gli aggraderà, l'offensiva. Perdita aggiunta, poi, della possibilità di avere consenso della comunità internazionale, che valuterà, al solito, la perdita di civili, volutamente esposti dai terroristi, sepsso reclutandoli a forza, spesso contando sulla loro propensione religiosa ad offrirsi spontanemente per la causa (antioccidentale o almeno antisemita) di Allah.
Anche se a molti fa storcere il naso, i tratti di quello scenario sono e restano di guerra di religione, cioè dell'Islam contro gli ebrei e questo spiega perchè da sempre, non si è mai accettato dalla parte della Lega Araba, anche quando ISraele si è ritirata dai territori, insomma, aldilà dei mq, anche quando sembrava tutto fatto finalmente, un negoziato costruttivo di pace, nè nella versione improbabile di Uno Stato e due popoli, nè in quella più recente (che insisto nell'auspicare nonostante tutto) di due popoli e due stati. Perchè la condizione che esista uno stato ebraico in pieno territorio islamico, dall'Islam non è accettabile e quando alcuni governi che adoprano anche la cultura laica, ci provano (vedi l'egitto, per dire), hanno insubordinazioni gravi e preoccupanti da ammansire di masse al proprio interno fanatizzate e profondamente religiose che non possono accettare l'idea dell'ebreo e dello Stato ebreo. I palestinesi, in effetti, possono pure crepare e loro stessi non esitano a ghettizzarli, nè li aiutano sostanzialmente quanto fa l'Occidente, perchè il problema è solo "religioso", più che dei palestinesi, non si riesce a far accettare all'Islam l'idea della convivenza con gli ebrei vicini o all'interno di quello che si considera pienamente ed unicamente territorio Islam, per cui ogni jhad avrà eternamente adesioni anche da parte delle masse di Stati più evoluti nella cultura democratica e con concezione più laica (sempre difficile concezione, quella laica, con la compresenza della religione Islamica, perchè il corano stesso è un testo sia politico che religioso, come il Profeta Maometto è sia capo spirituale che politico, insomma, a farla breve, ben distante dai presupposti cristiani che rendono possibile il concetto di laicità (a Cesare quel che è di Cesare, il Corano non lo prevede, anzi, lo esclude e da qui, la spontaneità dell'approvazione della sharia come codificazione socio-politica-religiosa unica tra le grandi rappresentazioni islamiche).
E' uno scontro di religioni, ovvero, almeno di una: l'Islam, per sua natura originaria. Non ci illudiamo: gli arabi, gli islamici, non hanno mai trattato bene i palestinesi. E' uno come Abu Mazen che ci ricorda che i palestinesi sono stati ghettizzati anche, dagli arabi islamici. Ed i palestinesi, perlopiù nomadi e senza nemmeno la concezione di un legame territoriale consolidato (il consolidamento territoriale semmai è fornito dalla religione islamica: dove si prega, lì è Islam per sempre e non si può tornare indietro e se viene imposto, è doverosa la jhad, cioè la riconquista) in un territorio che ha il nome, Palestina, solo dai romani in disprezzo del regno judaico che lì viveva (cioè prendendo in prestito il nome dai filistei originari delle parti di Creta, nemici feroci degli ebrei). Prima era Judia, in effetti, anche per i romani. Ma agli arabi dei palestinesi non è mai importato un fico secco fintanto che gli ebrei non si son messi in testa di realizzare un loro Stato e quella presenza ebraica, dalla maggior parte dei fanatici islamici considerati "maiali" e razza immonda avversa al loro dio, che vanno dunque uccisi senza pietà in nome di Allah e scacciati anche quand'anche si nascondano terrorizzati sotto i sassi (liberamente tratto dalla narrazione coranica) in mezzo ad un'area considerata a tutti gli effetti Islam (quella sì identità capace di essere coesiva, aldilà dei confini, dei mq, degli interessi economici, di tutto, quando "contaminata" e con la possibilità di subire la compresenza e l'affermazione di ebrei), renderà impossibile ogni negoziato, fintanto che non si comprenderà che è, appunto, guerra di religione e che non dipende affatto da altro che quella condizione antisemita compresa nella concezione islamica.
Non c'è accordo possibile, fintanto che si prevede qualcosa che sia il mantenimento di uno Stato di ISraele e quand'anche ci fosse il riconoscimento (quello tardivo di alcuni paesi della Lega araba come l'Egitto, per esempio), c'è sempre il problema delle masse interne pronte a sollevarsi anche contro il proprio governo: che crepino palestinesi, poco importa, talvolta son loro a sparargli pure, come spesso gli islamci, come tutti gli uomini, sanno ammazzarsi tra loro, nè più nè meno, ma guai, guai se c'è l'ebreo, quello non viene tollerato. Ed i governi più laici ma a forte impronta islamica, ne devono purtroppo tenere conto. Per avere idea, basta vedere cosa capita a noi, con poche centinaia di palestinesi in Italia, molti più islamici, eppure non prevalenti rispetto alla comunità cristiana o altro, per dire. Ecco, si immagini quello che succede, per esempio, in Egitto dinanzi alla possbilità di Israele di vivere in pace accanto ad uno stato palestinese che nessuno vuole davvero, nemmeno i palestinesi, subordinando perfino la loro possibilità di pace (e votare Hamas significa proprio questo) a quella prioritaria, la distruzione e cancellazione dell'ebreo, progetto ieri fortemente reso ufficiale al mondo da Hitler, oggi portavoce è sfacciatamente (senza reazione concreta alcuna per questo) l'Iran che in questa chiave di volta, la religione islamica, punta al controllo dell'area.
Alieno
Tutto il mio rispetto al sig. Lorenc, che esprime solo concetti che sottoscrivo pienamente. Casomai avrei da dire sul fatto che pagando le tasse farei solo il mio dovere; non sul principio in sé, ma sulla pratica di come funzionano determinate tasse e chi vadano a colpire (ma la pianto di fornire esempi di ingiustizie e fregature che ho dovuto ingoiare nel corso della mia vita, tanto immagino che ne abbiano subite tutti).
Enrico: vedo che come me usi molto quella magica paroletta "credo" quando esprimi quello che pensi, e lo apprezzo molto. Non so quale dei nostri due discorsi vada meglio: le strategie di governo dovrebbe deciderle chi è titolato e possiede una formazione specifica, quindi non pretendo di fornire soluzioni applicabili visto che non è il mio campo. Come quando porto la macchina dal meccanico, però, mi riservo di giudicare i risultati, e ad oggi non ne vedo - ma proprio zero virgola zero zero zero. La mia grande fortuna è di aver iniziato a pagare casa dieci anni abbondanti fa, perché oggi mi costerebbe quasi il doppio, mentre il mio stipendio non è assolutamente raddoppiato. I miei colleghi più giovani fanno davvero fatica, e non lo dico per dire. Certo, non ho in ufficio gente che rischia di saltare il pasto, ma gente che rimanda un intervento dal dentista perché ora non può pagarlo, quella sì. E comunque tutti sarebbero nei gran casini perdendo il lavoro, motivo per cui ci si adatta a dire: "Sì" in circostanze in cui diremmo più volentieri: "Ma va a #@#, brutto @*#!!!". Siamo relativamente privilegiati, e chi lo nega, ma non tanto da sentirci al di sopra di ogni timore di crisi.
In conclusione: nella situazione in cui con un lavoro onesto anche se umile fosse tranquillamente possibile acquistare una casa, credo che saremmo tutti molto più aperti al dare una mano senza preoccuparci troppo dei furbi. Siccome purtroppo la situazione mi sembra ben lontana da questa, è solo ragionevole aspettarsi una resistenza molto maggiore nei confronti di ciò che ci appare come un trattamento di favore a cui noi non abbiamo avuto accesso.
@alieno ( e fabrizio)
Per le materie prime pensavo al coltan (che serve per i cellulari), a rame, ferro, oro, diamanti ecc. Ma anche il petrolio va bene. In Nigeria (petrolio) e in Congo la situazione è quella che è perché a chi compravende questi materiali fa comodo. I nigeriani comuni non guadagnano un accidente x il petrolio, anzi si trovano il terreno inquinato e non coltivabile. Ma le mazzette ai politici arrivano eccome. Quindi pagarle di più (il coltan non costa niente rispetto a quanto costerebbe se fosse in Italia o USA) e a vantaggio della popolazione locale.
Armi. Non è un buon motivo venderle perché tanto le vendono gli altri. Se cominci tu a non venderle poi puoi trovare la maniera di non farle vendere agli altri (Cina per non fare nomi). Invece le armi sono quasi l'unica cosa su cui esponenti del PD e PdL vanno d'accordo (l'altra sono le grandi opere: guarda caso due campi dove ci sono margini per mangiare tutti).
Stile di vita: intendo più sobrietà che non vuol dire più povertà. Guarda fabrizio che un europeo consuma risorse come decine di africani (non parliamo poi degli americani). La Terra è quello che è e fatalmente tante cose finiranno. Ma se ci andiamo piano a consumarle avremo più tempo x sostituirle o trovare alternative.
Sulle case io credo che si dovrebbe rovesciare il discorso: se ci fossero abbastanza case fornite da stato, comuni, enti a prezzi abbordabili anche gli altri sarebbero costretti a scendere. E chi tiene gli appartamenti sfitti (o almeno chi ne ha più di tot) x speculare deve venire penalizzato finanziariamente dallo Stato.
Per poter rinnovare il permesso di soggiorno,si paga già.
Da una marca da bollo di 14 mila lire si e passati a 72 €.
I risultati?Se prima bastavano 30 giorni,oggi ci vuole quasi un anno nella migliore delle ipotesi.
Io sono d’accordo con la proposta della Lega per pagare 50 €.Ma voglio anche un servizio efficiente.
Al signore che si lamentava che paga tutto,le voglio ricordare che fa solo il suo dovere.
Anch’io pago i contributi,le multe,la tassa sui rifiuti,il canone Rai.E meraviglia delle meraviglie sono straniero.
Questo è un dovere se si vuol vivere in una società civile.
La cultura della convivenza non si impara a scuola,non si insegna.
Bisogna vedere,sapere e confrontarsi con delle persone diverse da noi.
Accettare il prossimo,apprezzare l’onestà,indipendentemente dal colore della pelle o provenienza. Il finto perbenismo non fa bene a nessuno,in primis agli stranieri.
Diritti e doveri per tutti,immigrati e non,per le persone che onestamente vivono e con mille difficoltà vanno avanti.
...al commento 50 era un centinaio DI MILIONI di persone, sorry.
Quanto al cambiare stile di vita... fondamentalmente no, non senza lottare, non sono disposto a farlo in nome della fratellanza universale. Credo fermamente che qualsiasi risorsa si esaurisca inevitabilmente, di fronte ad una crescita esponenziale della popolazione. Non c'è niente di mistico o di etico in questo: finché qualcuno non mi mostra come moltiplicare pani e pesci, per me è solo un fatto piuttosto ovvio. E' vero, la crescita zero porta ad altri problemi in presenaza di un progressivo incremento della popolazione, ma credo che aprire le porte dell'Italia a decine di milioni di disperati serva solo a ridurla come l'Africa, dopodiché avremo semplicemente un centinaio di persone in più che moriranno di fame. Non vedo assolutamente questa situazione come obiettivo desiderabile, grazie.
Sulle case, non capisco perché si parli innanzitutto di case popolari. Queste possono servire per aiutare persone indigenti a causa di circostanze sfavorevoli, ma non possono certo diventare la norma. Paradosso: se sono disoccupato ma ho ottenuto una casa popolare, rischio di campare meglio con i sussidi statali che mettendomi a lavorare e dovendo pagare un mutuo da 600 euro al mese più i vari servizi che prima mi venivano forniti gratuitamente in quanto risultavo nullatenente. Occhio: anche qui non c'entra l'etica ma solo il senso pratico. Se le case non costassero così tanto, ci sarebbe molto meno bisogno di ricorrere all'edilizia popolare. Tartassare all'infinito chi è già strangolato dal costo della propria casa, per regalarne una a qualcun altro, significa solo rendere ancora meno appetibile un'esistenza autonoma.
Chi ci guadagna, con i prezzi assurdi di un bilocale che costa come un albergo? Boh, ogni tanto me lo chiedo. Dubito fortemente che i muratori siano pagati oggi il doppio che dieci anni fa. Allora ad occhio e croce restano i proprietari dei terreni e i costruttori, se non che ho osservato più volte che di rado le cose sono davvero così semplici. Non ho idea della fattiblità di un intervento governativo volto a riportare a livelli umani il costo di un posto dove vivere, ma constato l'assoluta inerzia al riguardo dei governi che si sono alternati, a destra come a sinistra (sempre che non contiamo il "generoso" contributo di qualche decina di euro al mese - a fronte di affitti di PARECCHIE centinaia di euro al mese - offerto ai "bamboccioni" da un esponente di uno degli ultimi governi, non ricordo di che lato politico).
Alieno, sul discorso materie prime, credo abbia ragione Enrico. Non pensare subito alla Russia, ma pensa al generico paese povero, un generico protettorato di US o EU. Quanti dittatori e reggenti fantoccio sono mantenuti al potere grazie all'appoggio occidentale, a condizione che svendano le risorse naturali ed umane del proprio paese?
La multinazionale delle bananangurie vanterà un contratto ventennale di cessione di enormi distese di terreno nel Matawumbi orientale, ma sorvolerà sul piccolo particolare per cui ha ottenuto condizioni incredibilmente favorevoli fornendo finanziamenti in nero al Presidente Ulumamba, feroce dittatore riconosciuto successivamente colpevole di genocidio e crimini contro l'umanità. Anche se adesso non è più al governo, la multinazionale in questione continuerà a vantare la validità del contratto, glissando bellamente sulla svendita sottocosto di cose e persone.
Questo è un caso completamente inventato, ma temo che sia tristemente plausibile nonetheless...
@Enrico, scrivi: Siamo disposti a pagare le materie prime di più ai legittimi proprietari (che non sono le multinazionali)? Siamo disposti a smettere di guadagnare sulle armi vendute in africa? Siamo disposti a cambiare stile di vita?
Andiamo in ordine.
1) Disposto a pagare di più le materie prime? Eccome no, lo facciamo abitualmente, come aggrada a costoro: se i russi o i magnati del petrolio decidono che dobbiamo pagare di più al barile o al mc noi, disposti o non disposti, lo paghiamo di più, se decidono che ciò non conviene, per esempio in un momento di recessione, perchè stimola troppo ricerca ed organizzazione di autosufficienza energetiva alternativa, lo abbassano per renderlo comunque attraente con un prezzo invitante e competitivo e lo abbassano. Insomma, noi non dettiamo affatto il prezzo delle risorse e delle materie prime, ma le subiamo.
2) Siamo disposti a smettere di guadagnare sulle armi vendute in Africa? Per quanto mi riguarda, lo sono moltissimi in Italia. Ma questo non risolverebbe il problema: quei Paesi se la cavano benissimo comprando le armi altrove e dimostrazione ampia e perfetta, si ha regolarmente quando vengono almeno in facciata, limitati i tentativi di acquisto di armi in Paesi a conduzione criminale e criminogena, con embargo, che viene regolarmente aggirato per due vie: quella non ufficiale in cui le commesse comunque vanno avanti sotto altra veste, quella possibile comunque evitando le vie di commercio della comunità internazionale compresa nell'Onu (cioè si compra comunque da Paesi come la Coera) oppure semplicemente, basta il solito veto e boicottaggio dei soliti noti, che dell'Onu fanno parte: Cina e non solo, che "proteggono" regolarmente i regimi criminali. Una tutela che naturalmente viene ripagata con appalti e commesse enormi dal punto di vista economico e geo-politico. Dunque, se sul piano etico sono perfettamente d'accordo che è uno schifo che si venda armi a criminali (salvo poi dover spendere tutti noi in termini di milioni e miliardi di Euro per porre rimedio a quella pericolosità con missioni militari di pace e di interposizione, ma l'arricchimento avvantaggia pochi ed il costo invece di quelle missioni ricade su tutti, anche questo un bel vantaggio, non è vero?), ai fini pratici, limitandoci a questo, non serve proprio a niente.
3)Siamo disposti a cambiare lo stile di vita? Può darsi. Però è essenziale, prima di tutto, che ciò non ci sia imposto da chi non ha voglia di integrarsi in alcun modo, che non corrisponde ad alcun requisito di reciprocità e che in sostanza vuole integrarci, non integrarsi, ovvero se la ride mentre ci chiede di cambiare stile di vita e però non vuole cambiare il proprio.
Cambiare il proprio modo di vita, imporrebbe per esempio, che nascessero spontanee rivoluzioni (più o meno pacifiche) a mettere all'angolo i magnati del petrolio e delle materie prime in genere, i capi dei loro regimi ed a quel punto sarebbe richiesto il nostro aiuto perchè la loro oppressione non resti isolata, schiacciata sotto i cingoli come a Tien An Men, nel sangue come in birmania, nelle bande di torturatori assassini come in Somalia o nel Sudan (regimi sostenuti all'Onu dalla Cina che in cambio ha condizioni privilegiate di patneraggio), nelle esecuzioni e nelle sparizioni terroristiche di regimi come quello iraniano e così via.
Insomma, non giriamo la frittata: il nostro stile di vita è migliore e dunque non è il nostro che deve cambiare, semmai dobbiamo cambiare il loro oppure, limitarci ad aiutare quei tentativi che invece da noi non godono di sostegno adeguato.
Loro, anzichè sostenere l'odio antioccidentale e far la bava alla bocca per la nostra ricchezza, son disposti a cambiare la loro natura di carne da macello e di utili idioti avvantaggiando criminali che nell'odio per noi hanno lo strumento per tenerli distratti da quello che loro stessi meriterebbero con il seguente cambiamento di stile di vita oppure no?
E guarda che non porto avanti l'egoistico pensiero conservativo dei privilegi, ma tengo di buon conto lo sperpero di decenni e decenni di aiuti assistenziali che hanno condannato i poveri ad esserlo eternamente ed eternamente sfruttati, oltre che casus belli sempre utile (come i palestinesi), aiuti che vengono proprio grazie alla bontà enorme delle nostre coscienze occidentali, che in quei fiumi infiniti di denaro hanno mantenuto despoti e regimi liberticidi con la pretesa di aiutare quei popoli, quando invece, in quel buonismo, li abbiamo condannati tutti! Maree immense di denaro che se fossero state messe a frutto decorosamente almeno nella metà degli intenti e non disperse per corruzione e perfino per armamento dell'odio antioccidentale, cioè dell'occidente che tenta di sfamarli, avrebbero prodotto popoli benestanti. L'africa sarebbe oggi un continente ricchissimo e se non lo è non è perchè siamo egoisti, ma perchè quell'immensità di miliardi e miliardi di denaro hanno avuto poi altre destinazioni e loro, quei disgraziati, non hanno proprio nulla da rimproverarci ma molto più da ringraziarci, cioè ringraziare il nostro stile di vita perchè almen le briciole riusciamo a fargliele arrivare.
Non meritiamo la loro compassione nè il loro odio, ma il loro aiuto nell'aiutarsi con determinazione: come? Cambiando il loro stile di vita, appunto.
E rigettando sdegnatamente il terzomondismo ed il buonismo che gli ha impedito e tutt'ora gli impedisce di migliorare, di evolversi e di salvarsi più diffusamente.
Dunque io faccio il tifo per la povera gente e cambia però il modo di proporsi il "come" aiutarli, avendo avuto la possibiltà, molto pragmaticamente, di osservare il fallimento vergognoso perpetrato fino ad oggi e che si insiste nel voler mantenere.
In sintesi: non devo abituarti annichilendo le tue capacità e possibilità o volontà, al mio assistenziale portarti il pesce ogni giorno da qui all'eternità, oltretutto rimproverando me stesso se ne mangio uno o 10. Devo insegnarti a pescare, affinchè tu possa mangiare come me i pesci che sarai capace di prendere con sacrificio e volontà, col tuo "modo di vivere", col tuo "sistema di vita". Se non sai pescare o non vuoi, beh, forse è perchè il tuo sistema è proprio una merda e devi ascoltarmi, non odiarmi, seguire il mio esempio, non aspirare all'idea di un livellamento verso il basso nell'ottica nociva e fallimentare d'un socialismo reale dove si considerano le risorse come delle piante da spogliare e dividere nei suoi frutti, della ricchezza da suddividere ma non invece, più propriamente, come dei frutti da riprodurre, da moltiplicare, cioè aumentando il benessere per tutti in quella moltiplicazione, non dividendole abbassando o creando le inevitabili sperequazioni. Non devi limitarti al saccheggio del benessere per invidia ed ideologia rivoluzionaria di sinistra come han fatto tanti regimi socialisti-comunisti, infine distribuendo, tra tanti altri orrori e disumanità, miserie per tutti, ma devi costruire più risorse e più accessibilità in quell'aumento, anche per ricaduta, per tutti. L'Occidente funziona così ed è per questo che è più ricco, mica perchè è più stronzo o egosita: magari ce l'avesse il resto del pianeta l'altruismo che ha l'occidente che invece, se va bene, non ha nemmeno le palle, il coraggio, della possibilità della democrazia che meglio distribuisce ricchezza di libertà (e dunque, per ricaduta, economica, mentre dove sono regimi antidemocratici, si vedrà, la forbice tra ricchi e poveri è ben più alta che in Occidente e c'è maggior allargamento della forbice-massa di disgraziati e la restrizione dell'accesso alle risorse in un'oligarchia minimalista!).
Dunque sono altri che devono cambiare sistema di vita e la dimostrazione è proprio la loro debolezza che se insistiamo nell'assistere, droghiamo e dopiamo in ogni tentativo spontaneo di cambiamento, favorendo e rafforzando chi lo impedisce e si cucca tutti i benefici della nostra coscienza migliore e del nostro miglior sistema di vita che lo rende possibile. Sarebbe dunque, un modo per impedire che l'egoismo sia efficace e sconfitto nel suo manifestarsi, non il contrario.
Dunque io non cambio affatto il mio stile di vita (in relazione ai più sfortunati popoli, perchè non li aiuto ed anzi, diminuirei le mie capacità di aiutarli addirittura avvicinandomi a loro, dunque impoverendo tutti, mentre devo tendergli la possibilità che sia lui ad avvicinarsi a me, aggiungendosi a coloro che hanno capacità di aiutare altri ancora!!).
Dunque, visti i danni, non devo più procurare pesci, ma insegnarti a pescare.
E se nonostante ciò, tu rigetti, in quanto occidentale stile di pesca e preferisci invece distruggere ogni cosa e, per esempio, utilizzare il mio aiuto per comprare armi e portare avanti l'odio, anche a costo del tuo sommo sacrificio del martirio, come accade ai palestinesi che votano Hamas, beh, insomma, saranno un po' cazzi tuoi bello, io non posso fare di più e perfino, non desidero alimentare e sostenere il tuo progetto distruttivo che pretende di cambiare il sistema di vita mio, che mi chiede solidarietà che data è offesa e rigettata, utilizzata nel peggiore dei modi. E semmai, aiuterò altri più volenterosi, più bisognosi che magari cercano davvero di concretizzare la salvezza propria e dei propri figli domani e dell'odio e del razzismo, della guerra perenne non sanno che farsene.
Semmai premierò i palestinesi che non votano Hamas, cioè che non approvano che gli aiuti (prevalentemente occidentali, voglio ricordare, principalmente Usa, poi Europei, guarda un po', non certo della Lega Araba!!) vengano dirottati sull'acquisto dei mezzi per portare avanti il progetto di odio e di morte, propria ed altrui, mettendoci davanti agli occhi per sfruttare la nostra "debolezza" di coscienza (ma è una pietas alla quale, da occidentale, non rinuncerò) bambini morti, ed invece essendo loro stessi con orgoglio a condannarli a morte, con orgoglio, istruendoli per questo precocemente, quando sono ancora cuccioli e però, pur non comprendendo relazioni di causa effetto, respirano quella bella roba.
Allora io incentiverò i palestinesi che rifiutano quella roba (o gli africani o chiunque altro) e maledirò, senza aiutarli perchè li condanno in quel loro sistema di vita, coloro che usano bambini morti, povertà, ingiustizia, dolore per me, occidentale con la "pietas" e per loro diventa invece messaggio di autoesaltazione celebrativa di cui andar fieri.
Ciao.
Alieno
Alieno
@Willy
Non mi é chiaro a cosa si debba reagire ed in nome di cosa. Vivo in un quartiere pieno di sudamericani e rumeni. I loro figli vanno a scuola con mio figlio e molti sono amici miei. Io reagisco contro quelli che vogliono convincerci di essere in guerra. Reagisco al male SE e QUANDO lo vedo, SE e QUANDO é in mio potere reagire. Il resto, ogni tipo di "difesa preventiva" come quella che invochi tu E' IL MALE DA COMBATTERE.
Inoltre willy , il fatto che 4 gatti siano riusciti a vincere e ad impiccare il tuo maiale ad un palo , contro la potenza di milioni di baionette ;) dovrebbe farti preoccupare per il tuo futuro e onora grandemente il valore di quegli eroici combattenti per la Libertà . O in alternativa, se fossi capace di ragionare , dovresti considerare disertori vili e vigliacchi proprio i tuoi amichetti di allora che cambiando casacca all'ultimo momento decisero di rivoltarsi a quel maiale impiccandolo .
In ogni caso , continua a seguirmi e ad intervenire , sei per me come per altri credo , una fonte di costante ilarità .
@alieno
Non dico che sono solo 300 (o comunque pochi), dico che se di ogni 300 che arrivano per barca uno ne sente parlare più e più volte uno fa inconsciamente una somma di quella che in realtà è una cifra unica. Parlare dei barconi fa più notizia, ma rispetto agli arrivati x mare, quelli arrivati da Est sono molti molti di più.
Sulla casa se ci sono 10 case e i richiedenti sono 100 è probabile che la casa bene bene che vada se la cucchino 9 stranieri e 1 italiano. E' chiaro che gli italiani rimasti fuori come prima reazione si sentano fregati dagli stranieri (anch'io mi sentirei così). Però quando ti accorgi che ovunque i posti disponibili sono molti molti meno dei richiedenti e anche togliendo gli stranieri ci sono abbastanza italiani prima di te che tu alla casa non ci arriveresti lo stesso allora io credo che si debba fare un ulteriore passo nel ragionamento: ci sono poche case disponibili ad un prezzo decente. Se lo Stato (indipendentemente da sinistra o destra al governo) permette contratti dove vieni pagato una miseria e non hai nemmeno la garanzia del posto dovrebbe per lo meno venirti incontro per la casa. Finora i governi sono stati più vicini ai costruttori che alla gente. Ai governi (di ogni colore) fa comodo che gli ultimi si guardino in cagnesco tra loro, così non romperanno le scatole a loro che dovrebbero risolvere la questione. Le liste non le fanno mica che chi è tunisino ha dei punti in più: vuoi per reddito, vuoi per numero di familiari alla fine in cima alle liste ci arrivano loro. Se sono più poveri non c'è niente da fare. Il futuro sindaco del mio comune sta valutando l'ipotesi di fare due liste, altrimenti gli italiani rimarranno fregati.
Specialmente le persone anziane sono convinte che come in Italia non si stia da nessun'altra parte del mondo. Non è così, ognuno sta bene a casa sua. Allora basterebbe che tutti avessero una prospettiva di vita decente e non ci sarebbe emigrazione. Ma questo ha un costo, siamo disposti a pagarlo? Siamo disposti a pagare le materie prime di più ai legittimi proprietari (che non sono le multinazionali)? Siamo disposti a smettere di guadagnare sulle armi vendute in africa? Siamo disposti a cambiare stile di vita?
Un altro successo si avrà quando quelli come te,dopo aver sloggiato dal Parlamento,sloggeranno via da tutto il paese.
Quelli come me non sono MAI stati in parlamento Quelli come me sono tutti quelli che mandano avanti onestamente il paese e ti danno da mangiare e che oggi si onorano enormemente di non mischiarsi alla feccia fascista e cattolica che ci grufola dentro rubando dalle tue tasche mentre tu , da povero idiota , continui a leccargli il culo .
Il resto e solo il deleterio frutto della tua democrazia di merda nata dalla resistenza
E questo dovresti raccontarlo al tuo compare alieno . Pensa che nell'intento fallimentare di riscrivere la storia dalla parte dei perdenti lui è ancora convinto di persuadere qualcuno che l'Italia è stata liberata dai porci fascisti dalle truppe americane.
Alieno leggi come ancora vi brucia la sconfitta . A giudicare da questo intervento la tua impresa si può considerare del tutto fallimentare . Non sei riuscito nemmeno a convincere i tuoi amici delle tue tesi ;))
@ CD
Non è il caso di dare i numeri ma di incominciare a reagire...
@ andrea
Un altro successo si avrà quando quelli come te,dopo aver sloggiato dal Parlamento,sloggeranno via da tutto il paese.Il resto e solo il deleterio frutto della tua democrazia di merda nata dalla resistenza di quattro disertori vili e vigliacchi sulle montagne.
@Enrico: mi scrivi: "Capisco che chi è interessato guardi al l'immediato (il marocchino mi ha fregato il posto) ma il problema grosso è: ci sono poche case popolari."
Tanto per fugare ogni ambiguità: quel "guardare all'immediato" non è certo un vezzo egoistico, ma uno stato di necessità, nè cosa stupida nè cosa gretta, ma cosa giusta e naturale.
E non vorrei che si liquidasse così la questione: l'italiano, il solito ignorante egoista, guarda all'immediato e se la prende con l'immigrato che gli frega il posto perchè è un razzista.
Può darsi, ma se accade, accade per una disgraziata politica che lo induce, il razzismo.
Perchè un cittadino che razzista non è, ma della casa ha bisogno e se la vede regolarmente sottratta ragiona in modo altrettanto elementare e semplice e cioè: perchè cazzarola si continuano a far entrare immigrati senza casa se non siamo in grado di offrirla nemmeno a quelli che ci sono? Perchè permettere che quell'ingiustizia sia consolidata, aumentata, diffusa?
L'insensatezza della politica non è solo quella che non costruisce abbastanza case popolari, eh. E' anche quella che pur sapendolo che sono offerta insufficiente alla domanda, continua a fare del buonismo e aumenta in modo scellerato la domanda con l'immigrazione.
Ed allora perchè accade, si potrebbe pensare maliziosamente?
Suggerisco: forse perchè il "buonismo" rende di più? Tanto è sempre facile esser finocchi col culo degli altri: chi sposa il buonismo, spesso la casa ce l'ha e vive distante dalla realtà oppure ha altre progettualità che quelle di metter su famiglia serena con servizi decenti, magari privilegiando priorità ideologiche o politiche o economiche altre e se ne sbatte del tuo progetto imponendoti il suo.
E questo non è affatto giusto.
Le ultime voci che ho raccolto critiche sulla facile politica del buonismo dell'accettazione facile di immigrati, caro Enrico, mi vengono appunto da immigrati qui da qualche anno con cui ho ottimo rapporto, pure loro, lavoratori onestissimi, con banalissimo progetto di costruire futuro sereno per loro ed i loro splendidi cuccioli. Ecco: me lo devono dire loro che non si può pretendere di andare avanti così, che sono preoccupati, che rischiamo di perdere i requisiti di bellezza per cui loro stessi hanno scelto il nostro Paese e non altri..
Sono indiani, sono tunisini, sono ucraini, sono albanesi che si lamentano con me dell'incoscienza italiana riguardo all'immigrazione dissennata e nella evidente difficoltà di gestire l'illegalità di casa, di farne entrare troppa con troppa facilità, oltretutto alimentando il pregiudizio contro di loro.
Perchè anche agli immigrati, se non di più, fa malissmo il buonismo latore di razzismo ed ingiustizia e però con vezzo di indossare il vestito buono ed antirazzista.
Tutto qua.
Alieno
@Enrico: certo che sono con te! La cultura della legalità è credibile e coerente (e persuasiva e diffusiva di sè) soltanto se vale per tutti, immigrati e non.
E d'altra parte, io non sono razzista, mai stato. Per me un immigrato in quanto tale, non è peggiore di un indigeno cittadino, per entrambi, fino a prova contraria, applico principio (civilissimo) di innocenza. Dunque non concordo con chi sposa teorie razziste. Tantomeno però, con quel razzismo subdolo del terzomondismo e buonismo, per cui ci viene ancora spacciata la favola del buon selvaggio corrotto dall'occidentale ed egoista e crudele uomo bianco. Cioè non concordo con coloro che considerano sempre l'italiano una merdaccia che se ti distrai un attimo e non lo controlli diventa subito quel che è intimamente, cioè fascista e razzista.
Essendo antirazzista, entrambe le forme di razzismo mi disgustano e se appare che la seconda lo faccia anche di più è perchè ha pure il vezzo di dichiararsi antirazzista e buona, ecco perchè, è più strisciante, più infida.
Ovviamente, pur applicando principio di innocenza fino a prova contraria e non essendo certo razzista, non posso essere così scellerato ed imprudente da non cogliere la realtà che mi dice, senza inquinare il mio antirazzismo, per carità, ma nemmeno devo scollarmi dalla realtà e dalla responsabilità, dalla prudenza, dal tentativo costruttivo migliorativo, che l'immigrazione selvaggia di tanti anni ha costituito e costituisce senz'altro un problema grave sociale, di sicurezza, culturale. E non posso nemmen far finta di sottrarmi la verità dagli occhi, sperando che la realtà si ammorbidisca così nascondendomi i sintomi, che la percentuale, come ricorda anche Fabrizio, è tremendamente altra a correlare immigrati e criminalità.
E' da disgraziati non tenerne conto e farlo poi per buonista intento di non stimolare pregiudizi, significa che il proprio anti-razzismo non è abbastanza autentico e radicato, cioè non è da solo, dinanzi alla realtà, capace di essere persuasivo e convincente. E dunque si deve barare. Per esempio dicendo che magari son solo 300 e non di più, è solo impessione mediatica falsificata quella sull'immigrazione.
E no! Quando conviene son 4 gatti e quando conviene altro invece si ricorda che sono comunità numerosissime e dunque hanno diritto ad impattare culturalmente in ogni modo e forma e che son praticamente così tanti, mentre noi siam vecchi, brutti e pochi, sterili o quasi, loro son tanti e belli e fertilissimi per cui si suggerisce, non devono certo integrarsi loro, ma dobbiamo esser noi ad integrarci (anche per una malintesa idea di tolleranza e di cristianità perfino).
Quando conviene sono una barchetta con 3 persone, quando però sono nelle carceri strapiene, si parla dell'ingiustizia di avere migliaia e migliaia di immigrati ingiustamente compressi in pochi metri quadri: ed allora la piantiamo di cazzeggiare come conviene?
Uguale quando ci sono le file, le liste di attesa, i disoccupati, coloro che hanno diritto al luogo di culto: lì sarebbero così tanti, migliaia e migliaia e dopo non mi si venga a dire che noi si esagera pure perchè in realtà son 300 o poco più.
Si vada a spiegarlo, per esempio, a Lampedusa, a quei disgraziati cittadini, che fanno tante storie per 4 gatti e che se hanno l'impressione di essere costretti in una specie di carcere galleggiante sperando che non ci siano evasioni e ribellioni ogni giorno danneggiando la loro possibilità di offerta turistica è colpa soltanto di Italia 1 o di Emilio Fede o di qualche leghista. Anzi, si vada a Lampedusa a spiegare che devono curarsi tutti, sono malati sì, ma malati immaginari.
Migliaia di immigrati con costi notevoli per cui fare buoniste richieste di tutto: mense speciali nelle scuole, negli asili, negli ospedali, corsi di lingua, corsi di corsa, specifici traduttori e corsi per il nostro servizio d'ordine e servizio di servizi vari multilingue e per non affaticarli troppo, perchè non sono 4 gatti ma migliaia si dice, poverini, mentre siamo noi stronzi pochi e sterili vecchi ignoranti razzistifascistiegoisti e dunque non sono loro che debbono integrarsi ma noi cercare di farci accettare da loro, si fanno mille richieste specifiche d'ogni tipo, normativo, economico, sociale, culturale, religioso e perfino mazzi di carte e cazzi di marte debbono essere in grado di essere a loro simpatici o almeno non offensivi perchè, quando fa comodo, non sono proprio SOLO 300 ed allora non capisco proprio perchè fare i furbi coglionandoci tutti insinuando che siamo tutti mentecatti che guardano la tv e se la bevono d'un fiato. Proprio perchè tanti non sono tali, non se la bevono d'un fiato la tv, non si può pretendere che si beva poi la balla dei contaballe buonisti che nascondono la realtà come a loro conviene. Proprio perchè c'è gente che riflette con testa propria e soprattutto non è scollata dalla realtà, ma la vive quotidianamente e spesso scopre di subirla invano e la stampa, semmai, non ne parla abbastanza! Gente che vive il territorio, che vede trasformato il proprio quartiere in una zona franca della criminalità e della legge della giungla. Gente che incontra aree okkupate dall'autoghettizzazione, altro che dall'integrazione. Gente che si trova in lista di attesa e negli anni scopre che evidentemente la stampa non ne ha parlato a sufficienza negli anni, ma non sono due scialuppe con 30 persone e se lo fossero, comunque, sono migliaia di scialuppe allora, perchè quei nomi sulle liste di attesa parlan chiaro per quanto ci risulti difficile la pronuncia. Oppure scopri che in 10 anni, il discount che usi per fare la spesa è una perfetta rappresentazione nel tempo del cambiamento: per sentir parlare italiano devi praticamente invitare un amico.
Il fatto di essere antirazzista, non significa di essere poi anche un coglione per cui è necessario adulterare la realtà, nasconderla, anche perchè poi, il territorio si vive e si vede coi propri occhi e si vede bene se tante belle parole politically correct poi non corrispondono a quanto è stato concesso e permesso. Non è così che si contrasta l'illegalità, tantomeno il razzismo, che semmai, si invita e si esaspera.
Certo che l'italiano non ha diritto di delinquere più di un immigrato, ma nemmeno il contrario. E se dobbiamo fare i conti con già presenti delinquenti, con difficoltà di contrasto, per piacere, evitiamo di aggiungerne altri per favore. Evitiamo per italiani di oggi, quanto immigrati, cittadini di domani di fare stupido buonismo trattandoci da ignoranti o ciechi.
Fabrizio, sono d'accordo con te quando dici che per noi italiani inventano ogni giorno una nuova gabella (ingiusta) o una nuova complicazione (privacy, sicurezza ecc.) e nessuno dice niente e per una volta che capita agli altri ecco un pandemonio. Forse se l'avesse inventata Tremonti le proteste sarebbero state più calme, ma è l'origine di chi ha avuto la pensata che ha scatenato la gazzarra.
Non mi considero buonista, ma immagino che nessuno si consideri tale. Ci sono stranieri che hanno compiuto delitti così gravi che mi verrebbe da dire: mettiamoli in galera, chiudiamo la porta e gettiamo via la chiave.
Bisogna essere severi con i criminali stranieri come con quelli italiani. Non si può essere più indulgenti con un criminale solo perché è straniero. Direi che fondamentale comunque è la certezza della pena, più della severità. Uno stupratore deve sempre andare in galera, un ubriaco che falcia pedoni anche lui.
A me pare che per colpire meglio i delinquenti stranieri sia indispensabile non fare di tutta l'erba un fascio: se essere senza permesso di soggiorno è già un grave crimine (e quindi la badante che sta con tuo nonno 24 ore al giorno è già una criminale se non l'hai messa in regola) per chi ruba e uccide è molto più facile nascondersi nel mare degli irregolari. Se in Italia c'è bisogno di 100.000 badanti (cifra a caso) e diamo il permesso solo a 10.000 (altra cifra a caso ma che più o meno riflette il rapporto richieste-permessi) creiamo il presupposto per l'esistenza di 90.000 irregolari. E lo stesso vale per tutti gli altri lavoratori dei settori 'sguarniti'.
Non leggo né l'Unità né il resto del carlino. Quest'ultimo in romagna è presente in tutti i bar ed è molto letto perché si occupa di cronca spicciola. L'ho citato perché è in prima linea a creare questa psicosi dello straniero criminale e siccome tanta gente normale lo sfoglia ecco diffondersi questa paura. Il carlino fa coppia con certi TG tipo Studio aperto che puntano molto sulla notizie ad effetto e/o scandalistiche: quando senti 5 o 6 volte in un giorno, magari per 2 o 3 giorni, che sta per arrivare, arriva, è arrivato un barcone con 300 immigrati (che se stai attento ti accorgi che è sempre lo stesso) ti sembra che sia arrivato un esercito ed invece sono sempre quelle 300 persone. Se mi dite che altre testate procedono in maniera opposta, e non ho motivo per non crederci, allora significa che in italia c'è una grandissima difficoltà per avere un informazione almeno minimamente imparziale.
Io ho la partita Iva però non mi è chiaro perché gli stranieri dovrebbero versare una cauzione di 10000 euro e perché solo loro. Lo chiedo proprio come informazione, non per polemica.
Straniero non ha inventato niente parlando di sciopero in malattia: non penserete mica che i piloti Alitalia si ammalino sempre in compagnia?
Io faccio il farmacup e, ripeto, il ticket lo pagano tutti perché altrimenti, almeno qui in Romagna, la visita non la fai. Indigenti si possono dichiarare tutti, italiani e stranieri. Qui la finanza fa i controlli, non so altrove. L'unico indigente che ho tra i miei clienti è una persona italiana. Anni fa, parlo di inizi anni 90, si pagava il ticket (nazionale) sui medicinali e si verficava il caso che in certe famiglie erano guarda caso tutti a carico del nonno e quindi non pagavano niente. Erano agricoltori, quasi tutti si sono rifatti la casa (alcuni la villa). So che al Pronto Soccorso si può fregare, qualche straniero lo fa, i medici tendenzialmente sono per curare prima di controllare il portafoglio. Però credo siano le eccezioni non la regola.
Alieno, non potresti essere più sintetico? faccio fatica a leggerti tutto. Mi è piaciuto il tuo discorso che non si deve imporre un nuovo balzello agli stranieri per controbilanciare le loro furberie ma si deve diffondere la cultura della legalità. Immagino sarai con me quando dico che è una cultura che va diffusa ovunque, anche tra gli italiani: ne abbiamo alquanto bisogno. Ogni furbata di cui si è parlato non è originale, qualche italiano l'ha già fatta. Posto che il razzismo sia una cosa negativa il fatto che palestinesi, musulmani e via dicendo lo siano anche loro non giustifica una nostra reazione razzista, altrimenti contraddici il tuo discorso sulla tassa di cui sopra. Sulle deportazioni tutto il mondo è paese: la spagna fa fare il lavoro sporco al Marocco, noi alla Libia. Se non ti piace la parola 'deportazione' ne usiamo un altra ma rispedire in fretta e furia un africano in Libia e/o Marocco senza averlo adeguatamente informato sui suoi diritti ed essersi adeguatamente informati sulla sua storia è una brutta cosa. Zapatero e Berlusconi sanno benissimo che quei Paesi non rispettano i diritti umani ma hanno fatto finta di non saperlo.
Sul problema dellle liste per la casa non sono molto informato ma so che c'è e che gli italiani hanno seri problemi ad arrivare in cima alla lista. Capisco che chi è interessato guardi al l'immediato (il marocchino mi ha fregato il posto) ma il problema grosso è: ci sono poche case popolari. E questo è un problema che i politici italiani non hanno saputo prevenire, non sanno o non vogliono risolvere, ma è il vero problema.
Fabrizio, sono d'accordo con te quando dici che per noi italiani inventano ogni giorno una nuova gabella (ingiusta) o una nuova complicazione (privacy, sicurezza ecc.) e nessuno dice niente e per una volta che capita agli altri ecco un pandemonio. Forse se l'avesse inventata Tremonti le proteste sarebbero state più calme, ma è l'origine di chi ha avuto la pensata che ha scatenato la gazzarra.
Non mi considero buonista, ma immagino che nessuno si consideri tale. Ci sono stranieri che hanno compiuto delitti così gravi che mi verrebbe da dire: mettiamoli in galera, chiudiamo la porta e gettiamo via la chiave.
Bisogna essere severi con i criminali stranieri come con quelli italiani. Non si può essere più indulgenti con un criminale solo perché è straniero. Direi che fondamentale comunque è la certezza della pena, più della severità. Uno stupratore deve sempre andare in galera, un ubriaco che falcia pedoni anche lui.
A me pare che per colpire meglio i delinquenti stranieri sia indispensabile non fare di tutta l'erba un fascio: se essere senza permesso di soggiorno è già un grave crimine (e quindi la badante che sta con tuo nonno 24 ore al giorno è già una criminale se non l'hai messa in regola) per chi ruba e uccide è molto più facile nascondersi nel mare degli irregolari. Se in Italia c'è bisogno di 100.000 badanti (cifra a caso) e diamo il permesso solo a 10.000 (altra cifra a caso ma che più o meno riflette il rapporto richieste-permessi) creiamo il presupposto per l'esistenza di 90.000 irregolari. E lo stesso vale per tutti gli altri lavoratori dei settori 'sguarniti'.
Non leggo né l'Unità né il resto del carlino. Quest'ultimo in romagna è presente in tutti i bar ed è molto letto perché si occupa di cronca spicciola. L'ho citato perché è in prima linea a creare questa psicosi dello straniero criminale e siccome tanta gente normale lo sfoglia ecco diffondersi questa paura. Il carlino fa coppia con certi TG tipo Studio aperto che puntano molto sulla notizie ad effetto e/o scandalistiche: quando senti 5 o 6 volte in un giorno, magari per 2 o 3 giorni, che sta per arrivare, arriva, è arrivato un barcone con 300 immigrati (che se stai attento ti accorgi che è sempre lo stesso) ti sembra che sia arrivato un esercito ed invece sono sempre quelle 300 persone. Se mi dite che altre testate procedono in maniera opposta, e non ho motivo per non crederci, allora significa che in italia c'è una grandissima difficoltà per avere un informazione almeno minimamente imparziale.
Io ho la partita Iva però non mi è chiaro perché gli stranieri dovrebbero versare una cauzione di 10000 euro e perché solo loro. Lo chiedo proprio come informazione, non per polemica.
Straniero non ha inventato niente parlando di sciopero in malattia: non penserete mica che i piloti Alitalia si ammalino sempre in compagnia?
Io faccio il farmacup e, ripeto, il ticket lo pagano tutti perché altrimenti, almeno qui in Romagna, la visita non la fai. Indigenti si possono dichiarare tutti, italiani e stranieri. Qui la finanza fa i controlli, non so altrove. L'unico indigente che ho tra i miei clienti è una persona italiana. Anni fa, parlo di inizi anni 90, si pagava il ticket (nazionale) sui medicinali e si verficava il caso che in certe famiglie erano guarda caso tutti a carico del nonno e quindi non pagavano niente. Erano agricoltori, quasi tutti si sono rifatti la casa (alcuni la villa). So che al Pronto Soccorso si può fregare, qualche straniero lo fa, i medici tendenzialmente sono per curare prima di controllare il portafoglio. Però credo siano le eccezioni non la regola.
Alieno, non potresti essere più sintetico? faccio fatica a leggerti tutto. Mi è piaciuto il tuo discorso che non si deve imporre un nuovo balzello agli stranieri per controbilanciare le loro furberie ma si deve diffondere la cultura della legalità. Immagino sarai con me quando dico che è una cultura che va diffusa ovunque, anche tra gli italiani: ne abbiamo alquanto bisogno. Ogni furbata di cui si è parlato non è originale, qualche italiano l'ha già fatta. Posto che il razzismo sia una cosa negativa il fatto che palestinesi, musulmani e via dicendo lo siano anche loro non giustifica una nostra reazione razzista, altrimenti contraddici il tuo discorso sulla tassa di cui sopra. Sulle deportazioni tutto il mondo è paese: la spagna fa fare il lavoro sporco al Marocco, noi alla Libia. Se non ti piace la parola 'deportazione' ne usiamo un altra ma rispedire in fretta e furia un africano in Libia e/o Marocco senza averlo adeguatamente informato sui suoi diritti ed essersi adeguatamente informati sulla sua storia è una brutta cosa. Zapatero e Berlusconi sanno benissimo che quei Paesi non rispettano i diritti umani ma hanno fatto finta di non saperlo.
Sul problema dellle liste per la casa non sono molto informato ma so che c'è e che gli italiani hanno seri problemi ad arrivare in cima alla lista. Capisco che chi è interessato guardi al l'immediato (il marocchino mi ha fregato il posto) ma il problema grosso è: ci sono poche case popolari. E questo è un problema che i politici italiani non hanno saputo prevenire, non sanno o non vogliono risolvere, ma è il vero problema.
Fabrizio, sono d'accordo con te quando dici che per noi italiani inventano ogni giorno una nuova gabella (ingiusta) o una nuova complicazione (privacy, sicurezza ecc.) e nessuno dice niente e per una volta che capita agli altri ecco un pandemonio. Forse se l'avesse inventata Tremonti le proteste sarebbero state più calme, ma è l'origine di chi ha avuto la pensata che ha scatenato la gazzarra.
Non mi considero buonista, ma immagino che nessuno si consideri tale. Ci sono stranieri che hanno compiuto delitti così gravi che mi verrebbe da dire: mettiamoli in galera, chiudiamo la porta e gettiamo via la chiave.
Bisogna essere severi con i criminali stranieri come con quelli italiani. Non si può essere più indulgenti con un criminale solo perché è straniero. Direi che fondamentale comunque è la certezza della pena, più della severità. Uno stupratore deve sempre andare in galera, un ubriaco che falcia pedoni anche lui.
A me pare che per colpire meglio i delinquenti stranieri sia indispensabile non fare di tutta l'erba un fascio: se essere senza permesso di soggiorno è già un grave crimine (e quindi la badante che sta con tuo nonno 24 ore al giorno è già una criminale se non l'hai messa in regola) per chi ruba e uccide è molto più facile nascondersi nel mare degli irregolari. Se in Italia c'è bisogno di 100.000 badanti (cifra a caso) e diamo il permesso solo a 10.000 (altra cifra a caso ma che più o meno riflette il rapporto richieste-permessi) creiamo il presupposto per l'esistenza di 90.000 irregolari. E lo stesso vale per tutti gli altri lavoratori dei settori 'sguarniti'.
Non leggo né l'Unità né il resto del carlino. Quest'ultimo in romagna è presente in tutti i bar ed è molto letto perché si occupa di cronca spicciola. L'ho citato perché è in prima linea a creare questa psicosi dello straniero criminale e siccome tanta gente normale lo sfoglia ecco diffondersi questa paura. Il carlino fa coppia con certi TG tipo Studio aperto che puntano molto sulla notizie ad effetto e/o scandalistiche: quando senti 5 o 6 volte in un giorno, magari per 2 o 3 giorni, che sta per arrivare, arriva, è arrivato un barcone con 300 immigrati (che se stai attento ti accorgi che è sempre lo stesso) ti sembra che sia arrivato un esercito ed invece sono sempre quelle 300 persone. Se mi dite che altre testate procedono in maniera opposta, e non ho motivo per non crederci, allora significa che in italia c'è una grandissima difficoltà per avere un informazione almeno minimamente imparziale.
Io ho la partita Iva però non mi è chiaro perché gli stranieri dovrebbero versare una cauzione di 10000 euro e perché solo loro. Lo chiedo proprio come informazione, non per polemica.
Straniero non ha inventato niente parlando di sciopero in malattia: non penserete mica che i piloti Alitalia si ammalino sempre in compagnia?
Io faccio il farmacup e, ripeto, il ticket lo pagano tutti perché altrimenti, almeno qui in Romagna, la visita non la fai. Indigenti si possono dichiarare tutti, italiani e stranieri. Qui la finanza fa i controlli, non so altrove. L'unico indigente che ho tra i miei clienti è una persona italiana. Anni fa, parlo di inizi anni 90, si pagava il ticket (nazionale) sui medicinali e si verficava il caso che in certe famiglie erano guarda caso tutti a carico del nonno e quindi non pagavano niente. Erano agricoltori, quasi tutti si sono rifatti la casa (alcuni la villa). So che al Pronto Soccorso si può fregare, qualche straniero lo fa, i medici tendenzialmente sono per curare prima di controllare il portafoglio. Però credo siano le eccezioni non la regola.
Alieno, non potresti essere più sintetico? faccio fatica a leggerti tutto. Mi è piaciuto il tuo discorso che non si deve imporre un nuovo balzello agli stranieri per controbilanciare le loro furberie ma si deve diffondere la cultura della legalità. Immagino sarai con me quando dico che è una cultura che va diffusa ovunque, anche tra gli italiani: ne abbiamo alquanto bisogno. Ogni furbata di cui si è parlato non è originale, qualche italiano l'ha già fatta. Posto che il razzismo sia una cosa negativa il fatto che palestinesi, musulmani e via dicendo lo siano anche loro non giustifica una nostra reazione razzista, altrimenti contraddici il tuo discorso sulla tassa di cui sopra. Sulle deportazioni tutto il mondo è paese: la spagna fa fare il lavoro sporco al Marocco, noi alla Libia. Se non ti piace la parola 'deportazione' ne usiamo un altra ma rispedire in fretta e furia un africano in Libia e/o Marocco senza averlo adeguatamente informato sui suoi diritti ed essersi adeguatamente informati sulla sua storia è una brutta cosa. Zapatero e Berlusconi sanno benissimo che quei Paesi non rispettano i diritti umani ma hanno fatto finta di non saperlo.
Sul problema dellle liste per la casa non sono molto informato ma so che c'è e che gli italiani hanno seri problemi ad arrivare in cima alla lista. Capisco che chi è interessato guardi al l'immediato (il marocchino mi ha fregato il posto) ma il problema grosso è: ci sono poche case popolari. E questo è un problema che i politici italiani non hanno saputo prevenire, non sanno o non vogliono risolvere, ma è il vero problema.
Mentre si tassano quelli che non potranno pagare e che reggono l'economia d'Italia , ecco alcuni successi del Regime al potere :
Il debito pubblico italiano tocca un nuovo record ad ottobre. Secondo quanto emerge dal supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia, il debito delle pubbliche amministrazioni ad ottobre si e' attestato a 1.670,6 miliardi contro i 1.648,6 miliardi di settembre. Ad ottobre del 2007 il debitto delle Pa si era attestato a 1.631,5 miliardi.
L'alitalia è stata svenduta agli amici del nano ed i suoi enormi debiti sono andati a carico della collettività.
Gli sbarchi degli immigrati sono triplicati nell'ultimo anno nonostante la cospicua elargizione a Gheddafi per i danni fascisti di sessantanni fa e in barba all'accordo fatto con quello dal pagliaccio di arcore.
L'economia è al tracollo per colpa dei bancari amici dei ricconi fascisti di Regime .
La Sicurezza pubblica , spauracchio a fini elettorali , è naufragata nel raddoppio dei crimini alle persone , stupri , rapine e omicidi come da documentate inchieste giornalistiche ( vedi l'espresso ).
Mafia , camorra e 'ndrangheta la fanno da padrone nei territori di appartenenza con sempre più palesi sconfinamenti in altre zone mentre i loro mentori in parlamento succhiano soldi allo stato .
Razzismo , fascismo e ignoranza prolificano e spopolano .
I preti gongolano nell'oro anch'esso rubato alla collettività , mentre in tv predicano ipocrisia e falsità da ogni canale .
L'istruzione pubblica allo sbando per il salasso a favore di quella privata , con conseguente accrescimento di ignoranza , nepotismo e malaffare .
La Sicurezza stradale , diventata ancora più importante per l'accresciuto uso e utilizzo dei privati per gli spostamenti e per esigenze di commercio , affoga nelle buche e nell'inciviltà indotta culturalmente da chi pretende di arrogarsi la cosa pubblica . Da chi considera il privato considerato meglio del pubblico .
Disoccupazione ai massimi , precariato e morti sul lavoro levitano .... ma i fascisti capeggiati da un pagliaccio padano pensano di far pagare tutto , colpe annessi e connesse , agli immigrati .
Tutti successi del Regime fascista e .... nel corso nemmeno di un anno !!!!!!
Italiani razzisti eh, nostra grandissima culpa, inestinguibile eppure non certo colpa attuale.
I palestinesi razzisti invece no. Eppure, è razzismo attualissimo e manifestatissimo, con entusiasmo popolare che nulla ha da invidiare alle festanti piazze inneggianti fascismo (ma non ci furono piazze inneggianti le leggi razziali, mi pare).
A me pare che con la doppiamisura del ballismo terzomondista, antioccidentalista si sia davvero passata ogni misura accettabile dalla ragione e dal buon senso.
A noi! la responsabilità del passato, all'infinito.
Ai palestinesi, nè la responsabilità di ieri, nè quella di oggi, complimeeenti..
Ma dai, suvvia, si vede che è una maschera per altre cosette, dai, si vede che quell'incongruenza intellettuale e morale non è poi difficile da rilevare, da riconoscere, ed allora?
Giù la maschera, una buona volta.
Diciamolo: i palestinesi hanno colpa, grandissima colpa. Noi ne abbiamo avuta e per fortuna l'abbiam risolta con altro percorso, anche doloroso che comprende pure una guerra civile (vedi Salò ecc) per non parlare delle mire dei comunisti a guerra e fascismo finito con la loro scia di sangue.
I palestinesi non hanno maturato quella loro responsabilità e in massa sono ancora razzisti. Certo non tutti, ma non tutti furono fascisti e tantomento razzisti gli italiani e però, eh, però, dobbiamo espiare in eterno una responsabilità che fu.
Allora diciamolo: COLPEVOLE il popolo palestinese! Colpevole della propria miseria e disgrazia. E spiace, spiace soprattutto per coloro che razzisti, pochi, tra loro, non sono, per loro spiace di più naturalmente. Ma per il resto, si abbia il coraggio: COLPEVOLI I PALESTINESI che hanno e tuttora prediligono la cultura razzista. O se a qualcuno piace, come spesso accade, l'abuso del termine, colpevoli d'esser tremendamente fascisti consezienti, i palestinesi di ieri ed i troppi di oggi.
Colpevoli, razzisti e fascisti. Oh! Mi sono voluto togliere una soddisfazione. Ora vediamo di dargli una mano a liberarsene di quella gretta cultura micidiale per tutti, loro per primi, portandogli una ventata di occidente e democrazia, di cultura della libertà e della vita che il razzismo condanna SEMPRE, tanto sia qui da noi che, coerentemente, palestinese o altrove.
Alieno
Alieno
E poi fatemi capire, che mi sfugge la coerenza logica o intellettuale ed onesta:
noi, italiani dico, ci dobbiamo martoriare all'infinito come inguaribili tafazzi perchè abbiamo avuto (solo) un ventennio di fascismo ed anzi, pochissimi anni di approvazione di leggi razziali (malvolentieri e non condivisa da classe politica nè da cittadini e non a caso così tardiva e con consolanti ribellioni clandestini).
Quella responsabilità, parrebbe, ce la dobbiamo ricordare ogni anno, ad ogni occasione celebrativa possibile, compreso Halloween e la festa della zia pelosa con la squacquera (gran bella festa che però non piace molto a grandi e piccini e non capisco perchè): noi siamo intimamente razzisti, eterni colpevoli, ci dobbiamo assumere la nostra responsabilità, dobbiamo ricordare per sempre quella nostra responsabilità per non ripeterla mai più, mai più. Tutto giusto, quella scelta fascista e ancor meglio del fascismo delle leggi razziali (che però non era ampiamente condivisa e tardiva scelta, torno a ripetere) gravano pesantemente sulle nostre coscienze, sulla nostra cultura, invitiamo il pianeta a flagellarci i marroni a sangue per quella nostra colpa chiedendo pubblico perdono mai sufficiente (e dispero dopo decenni di compiuta democrazia, essendo nel 2008, che si possa mai estinguere quel peccato originale di quella nostra responsabilità).
D'accordo? E' quello che accade, d'accordo, siamo tutti razzisti, cioè delle intime merde o almen vocate ad esserlo in massa, parrebbe, in quanto italiani, per quelle nostre scelte per cui vigilare e condannare e non c'è speranza che tutto questo passi ad un processo di storicizzazione e non politico, parrebbe, cioè superando quella questione una volta per tutte, avendo dimostrato, per esempio, di non essere davvero noi italiani, geneticamente merdaccie eterne come viene ossessivamente identificato un fantozzi.
E però, se tutto ciò si fa e si ritiene giusto e si celebra ad ogni cerimonia ed occasione, zia pelosa squacquerellosa compresa, perchè si evita accuratamente di far ciò, con coerenza ed onestà, anche per i palestinesi?
Sai, quelli che approvano il razzismo fanatico integralista, che lo sostengono, applaudono, votano liberamente, ecco, il palestinese insomma, fino ad oggi dalla comparsa di Israele su una terra che non è mai stata, oltretutto, nemmen loro prima, ma è altra storia. Ecco: perchè quel peso di responsabilità che noi ci accolliamo anche con enfasi esagerata, anacronistica e perfino insultante (io appartengo già ad una generazione affatto sospetta di fascismo e di razzismo, tanto per dirne una) siamo ben attenti a non riconoscerlo ai palestinesi che votano Hamas? O che prima votavano Arafat? Il terrorismo, il progetto di distruggere ebrei e di perseguitarli, con il terrorismo dell'organizzazione criminale terrorista di arafat, in tutto il mondo? Perchè diamine quel peso specifico al razzismo che eppure non è solo evidente, è dichiarato, celebrato, mediatizzato, da masse che tutti possono riscontrare, non sempre costrette, ma quasi sempre libere di manifestare il loro razzismo entusiasticamente, perchè ai palestinesi non tocca in alcun modo e a noi vengono ossessivamente frantumati gli attributi per leggi razziali di qualche anno e nemmen così largamente condivise, non quanto dai palestinesi stessi?
Ecco, gradirei una credibile (e coerente) risposta, grazie.
Fare domande di questo tipo rientra nella mia politica e nel mio impegno di far emergere il ballismo del terzomondismo e del buonismo insopportabile e ingiusto, alla fine, nella sua parzialità esagerata o nella sua, non lo escludo, evidente schizofrenia culturale che ha veramente, ma veramente liquefatto le balle (e purtroppo, temo, le capacità neuroniche di molti per overdose di assorbimento culturale).
E nota che il terrorismo razzista palestinese opera già da decine di anni, dichiarato e ben visibile, perfin ostentato, da prima degli anni '70, con sospette sinergie con terrorismi nostrani (neri o rossi o entrambi o mercenari) eppure da noi in particolar modo così come in Francia, in Europa, razzismo culturale e progettuale protetto, protettissimo (l'Achille Lauro tanto per fare esempio) nella nostra politica filoaraba e dunque, soprattutto a quel tempo, antisemita dichiarata.
Ecco, mi si spieghino certi dettagliucci, grazie.
E poi se si ha voglia, si tenti anche di spiegarmi meglio certe scivolate della Chiesa a sostener razzismo antisemita di ieri che a maggior ragione dovrebbero incitare ad evitarle oggi con solerzia ed attenzione anche nell'uso del verbo mediatico, scivolate nell'era fascista in cui è riscontrabile almeno una debolezza ufficiale o mancanza di determinazione, di volontà o di polso o di coraggio, così come è riscontrabile una propensione filo araba e anti-israeliana in certe sue allucinanti odierne espressioni (come certi richiami ai lager davvero inappropriati e degni della propaganda utile ad Hamas), espressioni che a cristiani come me fanno ribrezzo e che certo non contibuiscono alla ricostruzione di un rapporto fiduciario che ho deciso di interrompere anche per motivazioni come queste (ma non solo). Ma mi contento di aver risposta alla prima domanda.
Alieno
Alieno
@Cd: come ho già avuto modo più volte di dire, pur avendo io votato e dichiarato il voto, a favore di questo governo, sono dispiaciuto di quella proposta ed ho cercato di evidenziare alcuni motivi tacendo quello ovvio che non meritava il mio contributo avendo già altri commenti ed essendo appunto ovvio: se una tassa è brutta di per sè in quanto tale, fa ancora più schifo se la motivazione per imporla è la condizione, la qualifica di essere immigrato.
Fatto che politicamente è sconveniente perchè alimenta facili strumentalizzazioni con chi altro non aspetta ed insinua anche a sproposito (ma alla Lega mi viene da dire: ma allora lo fate apposta? Che palle, un po' di "furbizia" politica almeno!). Ma esteticamente è davvero sgradevole quella sorta di punizione e balzello aggiunto al preesistente in quanto immigrato che, onestamente, vuole regolarizzarsi (ma è un invito all'illegalità? Che diamine, forse varrebbe la pena di introdurre incentivi per la legalità, come semplificazione di pratiche burocratiche e costi, invece, puntando semmai su politiche qualitative di accertamento capacità di integrazione ecc).
Insomma, così come proposta, fa schifo, inutile girarci intorno, è così che la penso, onestamente. Ed al giustamente indignato Fabrizio, a cui dò ragione per tutto ciò che argomenta, ma senza che quelle ragioni giustissime possano legittimare simile proposta legislativa e balzello, aggiungo che non si deve non solo rinunciare all'imporre legalità e giustizia (pagare biglietti, essere onesti e non aver privilegi esasperanti, nè paracadute moralistico garantista a legittimare ogni arbitrio, condivido) accettando una sorta di compensazione con un messaggio stonato ed inaccettabile per uno Stato serio e non delle Banane (cioè: "ah sì? Molti di voi non pagano biglietto e fanno cazzate? ed io, Stato, impongo tassa a tutti gli onesti che cercano di essere regolari, o vediamo chi è più fico!) che comunque lascia l'ingiustiza iniziale intatta. Ma se è esasperato per i mille balzelli a cui è sottoposto pressoriamente e perfin terroristicamente, cosa che comprendo e condivido pienamente, allora non deve chiedere che siano alzate le tasse ad altri, ma che siano abbassate a tutti, semmai, perchè anche qui, diversamente, si otterrebbe un mantenimento di ingiustizie. E semmai un'allargamento di ingiustizie. paga troppo lui, pagano di più anche gli altri, ma lui continuerà ad essere vessato ingiustamente, non si faccia ingannare dal mezzo gaudio! Ed oltretutto, ripeto che non alzare tasse era un leit motiv di questo governo, abbassarle quanto prima possibile pure, in un momento in cui è richiesta spinta dinamica e stimolo economico in tempo di crisi e recessione, ancor di più!
Mi sono venute in mente, invece, certe furbizie ed astuzie che nella vulgata intellettuale vorremmo spacciare per tolleranza islamica (ahimè, un'ossessione, eheh) per i propri sudditi però non fedeli al Corano, come le comunità ebraiche o cristiane. Che avevan salva la vita pur non abiurando la propria fede, come altri, islamici o cristiani avevano imposto o imporranno poi o altrove ma non certo in nome di autentica tolleranza e civiltà, quanto di furbizia a sostegno della solita intolleranza di sempre: il tornaconto economico. Quelle comunità di infedeli, cristiane od ebree avevano limitazioni sociali comunque di varia natura (non elenco per amor di brevità in cui manco con naturalezza disarmante), ma avevano possibilità di aver vita salva e di conservare il proprio culto, pagando un dazio in contropartita però. Eccotela là la pretesa civiltà dei Mori e degli Ottomani: sei infedele, ci stai sulle palle ma se paghi, si vede di chiudere un occhio. Il balzello per lo straniero, insomma, per tornare al tema. Che qui, oltretutto, chiede niente di speciale che di esser regolare, cioè legale, dunque assurdo dare l'impressione di punirlo pure per questo.
E però, Cd, e basta con questa tua esagerata apoteosi dei deboli incapaci e ritardati che non sono affatto, come vorresti immigrati e palestinesi: che cosa diamine stai dicendo? Ma ci credi veramente o lo capisci quello che scrivi? Deboli incapaci di manifestare un bel tubo, se permetti l'idraulica contestazione!
Protestano quando ci credono e quando vogliono. Immigrati come palestinesi. Sfidando l'autorità e la legalità e però per cause che ritengono nobili, come sostenere fatwe di morte, accuse contro il Papa che parla a Ratisbona, contro Israele, sostenendo Hamas che, torno a ripeterti, i "deboli" palestinesi incapaci di protestare secondo te (ed invece protestano perfino in Israele, lì si può, lo sai? Nonchè in tutto il mondo) o incapaci ritardati di intendere e di volere, trattati come incapaci e deficienti, hanno votato, legittimato e dunque sostengono con proteste.
Protestano gli immigrati, protestano se gli va eccome se lo fanno e come abbiamo visto a Milano e non solo, anche non autorizzati, sfidando le forze dell'ordine, provocatoriamente e dunque basta con questo imperante ballismo buonista e terzomondista che 'untereggoppiù come diceva quel cantante giovane che non è sopravvissuto nè a Costanzo nè ad Andreotti che citava nella sua canzone..
Protestano quando vogliono.
E non prendiamoli per scemi per questo, perchè non siam salvi nemmeno noi, cittadini italiani, chè subiamo di tutto da sempre ed ogni ingiustizia o vessazione e però tu prova a chiudere gli stadi per qualche mese, a togliergli il mito del calcio per la pessima abitudine di darne troppi tra tifoserie e contro forze dell'ordine e buon senso e vedrai che, incredibilmente, viene giù in Piazza mezzo Paese.
e però, pur avendo cinismo nell'osservazione delle umane (in)capacità, piantiamola con questa farsa dei deboli senza voce, almeno si abbia il buon senso di non dirlo visto che ce l'hanno fatta sentire solo pochi giorni fa e pure con pessima provocazione e pessimo gusto, bruciando bandiere e gridando slogan pro-Hamas che mai dovremmo vedere in un Paese civile con immigrati...grati ed integrati davvero.
Ciao.
Alieno
@Cd: non condivido l'analisi che fai sulle parti deboli perchè non prendi affatto in considerazione le RESPONSABILITA' che quelle parti hanno della propria debolezza, preferendo magari, il rafforzamento dell'odio. Come spiegare, altrimenti, la vittoria democratica di Hamas? Che non ha certo tradito le aspettative di nessuno ed ha usato tregua e ritiro monolaterale di Israele dalla Striscia di Gaza (nell'illusione che potesse esser favorevole in un percorso di negoziato di pace e non certo auspicando quel che è accaduto, cioè che diventasse una nutrita base di lancio di missili e di cunicoli di comunicazione sullo stile coreano che ha impartito la lezione all'iran che a sua volta ha già educato il suo braccio armato antiIsraele, cioè Hezobollah, con buonissimi risultati in Libano) con aggiunta la efficacissima strategia di usare civili volontari o costretti come scudo umano per ottenere ai punti (mediatici) vittoria comunque. E ci riesce pienamente, infatti.
Ecco, allora non vale far finta di nulla, nascondere le responsabilità anche se auspico comunque la fine delle violenze (ma in modo credibile tregua che non è solo se ISraele smette di sparare o se Hamas non smette affatto o smette solo per un po', roba già vista e fallimentare, grazie).
La responsabilità del popolo palestinese che ha votato Hamas pur sapendo che all'ordine del giorno, perennemente, di quell'organizzazione criminale, c'è il proseguimento di una cultura dell'odio, non della pace, della distruzione (dell'avversario anche al mediatico ed utile costo della distruzione del proprio popolo) e non della costruzione e così via. A tutte le persone con un minimo di umanità spiace si debba ricorrere a bombe e forza per far rispettare diritti civili e propria integrità e perfin pace, ma le resonsabilità non vanno nascoste con superficialità: nessuno vuol significare che il popolo tedesco è geneticamente assassino e criminale avendo sostenuto e votato il razzismo, ugual cosa per ogni altro regime e cultura criminale e però, scusa tanto, poi non ci si deve stupire se cadono bombe che invece, alla fine, sono la via dolorosa e come sempre ingiusta com'è ogni drastica misura emergenziale quando il dialogo non è possibile nè il buon senso, per averne domani. Oggi la Germania è in pace così il popolo tedesco eppure, di bombe, ne ha viste cadere parecchie su di sè, non sempre nemmeno così giustificabili, da parte degli alleati. Ma la responsabilità di quei lutti, il vero inizio di quella distruzione, di quell'orrore, di quel dolore, non comincia con il bombardamento degli alleati, e no, troppo facile, troppo comodo spiegarla così.
Quell'orrore, quei lutti, quei morti, caro Cd, cominciano già nell'istante in cui si aderisce al nazismo e si osanna potendo scegliere altro. Com'è appunto, il caso dei palestinesi che han votato per Hamas che tutti sanno non essere certo quella che avrebbe guadagnato per il suo popolo, la pace, la speranza, la costruzione, il benessere. Ed infatti, negli anni di tregua e di ritiro monolaterale di ISraele dalla Striscia, Hamas è stata pienamente coerente con se stessa, con il proprio ordine costituzionale, non segreto a noi, figurati a loro, in cui figurano punti chiave, come il terzo mi pare, che non solo rifiuta il riconoscimento di Israele, ma ne propugna il doveroso e non negoziabile distruggere ad ogni costo in nome di un odio inestinguibile in cui ogni possibilità di negoziato pacifico realistico è visto come elemento, semmai, di propria debolezza, di perdita (anche politica) di peso specifico. I palestinesi, questo lo sapevano bene e dunque non siamo sorpresi, caro mio, che abbia destinato quell'opportunità rara e preziosa, preziosa nella sua già evidente fragilità per la lunga teoria di rancori e pregiudizi consolidati a ragione da ambo le parti, nonchè ingenti quantitativi di denaro confluito per aiuto umanitario, per comprare armi, scavare cunicoli, organizzare la propria capacità distruttiva e culturale (e naturalmente per imporre la sharia, anche questo sapevano, i palestinesi!). Hanno visto poi, i palestinesi, prima che Israele reagisse, subendo rottura di tregua e lancio missili senza reagire nell'indifferenza della comunità internazionale che ora piange ipocritamente la morte di bambini così prevedibile, così voluta da Hamas come utile e strumentale alla propria strategia, reclutandoli spesso con genitori compiacenti, spesso a viva forza costringendoli vicino alle loro postazioni belliche (in Israele questo non si fa!), vedere palestinesi fare macello di altri palestinesi, una faida di sangue tra le forze di Hamas più integraliste e feroci e quelle più laice eredi dell'Anp di Arafat che, per quanto criminale terrorista vergognosamente insignito del nobel per la pace e praticamente semi-inventore e pioniere del terrorismo internazionale, infine aveva tolto quella clausoletta ostile ad ogni possibilità di futuro successo di un negoziato di pace, cioè il non riconoscimento di ISraele, per aver magari fortuna di aver 2 popoli e 2 stati più tranquilli. Ecco che nasce appunto Hamas che quella regoletta reintroduce. E' vero, gli aiuti umanitari Arafat se li fotteva allegramente per sè e la sua cricca, compresa la nota moglie a far shopping di lusso extra in Europa, alla faccia della cultura antioccidentale... ma Hamas invece non ha fatto mistero di aver come priorità la guerra. Ed allora perchè i palestinesi scelgono Hamas? Di più! Perchè non hanno la capacità di proporre una classe politica distante da Hamas o dall'Anp che vuole davvero bene al popolo palestinese e costruisce scuole, case, ponti, strade, lavoro, futuro?
Forse perchè NON vuole e preferisce l'odio razziale? Forse perchè responsabile fino ad oggi di quei continui fallimenti di soluzione pacifica è anche la stessa Lega Araba? Quella antioccidentale ed antisionista o antisemita e che però, poi si scopre, non è quello che destina nè la maggior parte nè una parte così consistente al fondo comune per l'aiuto del popolo palestinese. E no, e nonno, i palestinesi piacciono e servono più così: incazzati, distrutti, casus belli permamente ma gli aiuti più consistenti per il popolo palestinese sai da chi son venuti sempre in tutti questi anni di strazio e dolore? Dagli Usa. Proprio così, dagli odiati Usa. E da Israele, almeno fino al 2002 mi pare. Già, proprio da ISraele che i palestinesi vogliono cancellato dalle mappe con tutti i suoi abitanti. E dall'Europa naturalmente. L'incidenza contributiva della lega araba invece è al confronto (sia dei citati che delle proprie possibilità) ridicola!!! Mentre per anni hanno foraggiato il terrorismo e la cultura criminale. Faccenduola, quella di rifornire di tecnologia bellica criminali, che noi, occidentali, non dobbiamo imparare da nessuno, questo è certo. Le ultime commesse di Zapatero dimostrano che ha aumentato addirittura, quasi proporzionalmente alla pericolosità, le forniture di attrezzatura nucleare o bellica all'Iran di Ahmadinejad, pensa te! E noi dobbiamo tacere, essendo comunque tra i migliori patner di quel criminale che tira i fili, negli ultimi anni, nello scenario terroristico mediorientale, tentando di affermare il proprio controllo sull'area. E lo fa politicamente, religiosamente (pur con minoranza sciita ma sempre più crescente rispetto alla maggioranza islamica sunnita), sia avendo il braccio armato per portare avanti il conflitto direttamente sul campo contro israele (lo combatte appunto, tramite Hezbollah ed ora Hamas).
La questione è complessa e se permetti, rifiuto l'ennesima riproposizione della lettura per cui la parte debole sono i palestinesi e questo legittimando ogni abuso razzista e criminale, terrorista e così via. Roba che fino ad oggi è stata sostenuta e si è visto con quali risultati! E' l'ora di essere più lungimiranti, efficaci ed onesti. La parte debole è tremendamente responsabile della propria debolezza, anche voluta e preferita, se mi permetti. Su di loro ricade il maggior peso della morte di bambini, son loro che hanno scelto di affidarsi in mano di chi i loro bambini ed i civili usa a bella posta, quando volontariamente offerti da madri snaturate e genitori fanatici comunque, quando sottratti con la forza.
Fintanto che non c'è quel riconoscimento internazionale di responsabilità ben chiaro e non ambiguo o parzialissimo in un datato antisemitismo che tristemente unisce tanto ultraradicalismo di destra che di sinistra quanto certa rappresentazione cristiano-cattolica che fa ancora più tristezza, i palestinesi non solo non avranno alcun stimolo od incoraggiamento per dare svolta alla loro cultura micidiale (per sè o per altri, in nome dell'odio), ma chi ci prova sente di essere perfino isolato e vede favorito invece il pro-terrorista, quello che ci gode e ci fa la saliva quando c'è violenza e guerra, tanto che muoiano israeliani, tanto che muoiano bambini da mostrare subitaneamente nelle immagini, al mondo, a rafforzamento della propria mentalità perversa.
Ma è una perversione anche nostra, dove occidentali non si rendono conto del mostro che sostengono, che oltretutto, è perfino incompatibile, se non per tattica alleanza transitoria, con il proprio mostro ideologico (nazista o comunista che sia).
Della nostra ipocrisia diamo costante manifestazione quando non condanniamo i palestinesi che si uccidono tra loro, quando uccidono o costringono alla morte i propri bambini, il proprio futuro. Fare questo significa non amare nè palestinesi, nè l'umanità in genere, figurarsi israeliani.
L'ipocrisia di certa cultura occidentale si manifesta quando gli iperlaicisti di sinistra radicale, si aggregano al fondamentalismo religioso più fanatico.
L'ipocrisia si manifesta quando perfino il pensiero femminista si spegne regolarmente dinanzi alla cultura che più detesta e maltratta, privandole di diritti, le donne, applicando la dura sharia coranica.
L'ipocrisia si manifesta quando democraticamente si decide di manifestare a favore non della rappresentazione di una più compiuta democrazia qual'è Israele e quale potrebbe essere, sognando, la Palestina di domani, ma forze integraliste e culture della morte e dell'odio barbare e tribali che applicano integralmente il Corano che la democrazia, nella sostanza, nemmeno sanno dove sta di casa. E quando la sanno, scelgono di ripudiarla e di favorire chi la estingue velocemente. Eppure il Corano ha in sè, oltre al messaggio forte della vendetta, della sharia, della humma, della divisione del pianeta in fedeli e dhimmi, della persecuzione, della vendetta, dell'odio, anche quello che esaltato, richiama al perdono, alla misericordia (anche se a me pare, leggendo il Corano, che sia piuttosto chiaro nel dire che è peccato uccidere, sì, ma uccidere un fratello islamico e non tanto gli altri...) e però siamo anche noi che permettiamo e favoriamo, dissennatamente o progettualmente a nostri personali odi e razzismi, che prevalga l'altro Corano, quello orribile e non quello misericordioso, legittimando e dando voce a chi rappresenta l'odio e ritenendo scomodi o non attraenti gli islamici moderati.
L'ipocrisia è nelle organizzazioni per i diritti umani dei bambini che denunciano i bambini soldato in Africa, ma non i bambini soldato palestinesi, lì tacciono finanto che non son morti, allora denunciano Israele per averli uccisi.
I Palestinesi sono diventati il punto di scontro non solo fisico, ma anche politico, dialettico, morale di tante complesse culture che albergano anche in Occidente, compresa la cultura occidentale paradossalmente anti-occidentale.
Sono 60 anni che l'antisemitismo storico si è evoluto e si è proposto giurandolo, di distruggere Israele.
E' l'evoluzione di quel subdolo antisemitismo, in cui la cultura cristiana, pur essendo anche qui, paradossalmente, Gesù, un ebreo, ha grandissime responsabilità nel radicarlo e trasportarlo anche in culture laiche e per cui si è potuti arrivare all'abominio dover accettare sbalorditi che un mostro come Arafat fosse adorato ed idolatrato dall'Occidente.
Se si rinuncia all'individuazione delle responsabilità reali ed attuali, spezzando con il passato costruito sul sangue e sull'odio, sul desiderio di vendetta, da ambo le parti, allora si rinuncia a fare altro che vedere sempre bambini morti, lamentando quell'ingiustizia.
La responsabilità è ben compresa trasversalmente da persone di miglior buon senso, non c'entrano proprio nulla le geometrie politiche in cui tutto vorremmo sempre ricondurre per la nostra tifoseria da stadio, tipicamente italiana ed europea: o destra o sinistra. Figuriamoci: ancora più fuori luogo in quello scenario così distante (culturalmente) da noi, com'è il popolo palestinese, la cultura coranica e della sharia.
Utile sarebbe, per esempio, dare uno sguardo a rappresentazioni di sinistra civile (presente da noi come in ISraele) con maggiore credibilità e propositività positiva.
Ti consiglio l'interessante sito di (www.) sinistraperisraele (.it)
Che credo possa essere in linea con tue posizioni equilibrate spesso esposte e comunque distanti da certe manifestazioni incredibili di comunisti o neo-nazi o fascisti che graffitano sostegno e vittoria di Hamas e si aggregano all'odio islamico integralista antisemita.
Una buona madre israeliana può capire il dolore di una madre palestinese che perde i suoi figli. Ma è necessario che anche la madre palestinese faccia altrettanto e soprattutto capisca che non c'è alcun onore nel perdere i propri figli e condannare quella cultura che li offre in sacrificio.
E' questo, in Palestina, parrebbe essere ancora cultura lontana, troppo lontana. Un genitore per amore di Dio, Allah o di istinti primordiali come la difesa della prole, fa di tutto per difenderli i propri cuccioli, non li espone allegramente alla morte ed all'odio ed invece a questo, troppo spesso, sono educati i bambini palestinesi. I palestinesi meritano di più, così i loro bambini. Ma non quella loro cultura, quella che ha scelto in libertà Hamas, quella che sceglie liberamente la morte dei propri bambini, la negazione di un loro futuro, di essere volutamente utile parte debole la cui forza è invece proprio quello di essere nel numero sacrificabile, kamikaze, strumentalizzazione mediatica, scudi umani, carne da macello-martirio.
Serve ai palestinesi un po' di cultura della vita, un maggior attaccamento alla vita, quella per cui Hamas irride come ogni terrorista islamico, l'Occidente, ma è proprio questo che serve ai palestinesi: un po' di occidente nella loro cultura.
Quella che non è usa a mettere a bella posta civili e bambini come scudi per evitare bombardamento di reazione al proprio attacco o comunque, una vittoria mediatica paralizzando d'orrore e d'angoscia le nostre coscienze col rimorso che questi folli, ignoranti, selvaggi culturali, ancora non hanno a sufficienza. Ovvio che non tutti sono così, nostro dovere è appunto riconoscere chi si ribella, aiutarlo in ogni modo a cambiare anche gli altri, cioè a ripudiare culture come quelle iraniane, di Hamas e così via.
Alieno
@Fabrizio: comprendo benissimo le tue osservazioni e non posso che darti ragione, per quanto mi riguarda: continuo a vedere immigrati che fino ad oggi hanno goduto di buona impunità e di doppio trattamento come se ci fosse un doppio codice civile, quello riservato a regolare diritti e doveri di cittadini e quello specifico per immigrati in cui parrebbe che la sezione dei doveri sia stata più o meno sintetizzata in poche righe tipo: "doveri: se vi va, a vostra coscienza, fate come richiesto ai cittadini italiani, altrimenti beh, chiuderemo un occhio.."
Verissimo: molti immigrati non pagano biglietti, fanno i furbi (ma questo succede anche, purtroppo, nella cultura altrettanto incivile di certe città come Roma o Napoli ad opera di stanziali ed indigeni), comunque è vero, c'è poco da dire, com'è vero che spesso gli autisti dei bus, hanno il diritto di non rischiare la pelle o la vendetta di ritorsione chiedendo il titolo di viaggio, spesso faticando anche ad impedire altre forme di abuso (molestie ecc). Sulle case popolari, poi, stendiamo un velo pietoso: sono iscritto da anni ed anni alle liste comunali dell'edilizia popolare, ma ad opera della crescente (esponenzialmente) richiesta da parte di immigrati, continuo a restare in lista. Anche per una differenza culturale, senza entrare nel merito della giustezza o meno per cui io non oso metter su progetto di famiglia senza una casa, mentre questi, pur non avendo casa, prolificano come conigli. A me spaventa non poter offrire delle garanzie alla mia donna e futura sposa, non mi piace fin da ragazzo vivere in casa sulle spalle dei miei che bontà loro hanno sempre fatto anche troppo ed hanno già i loro problemi ed ancor meno mi rallegra l'idea di non poter offrire garanzie ad un mio futuro figlio che eppure desidero fortemente e che però continuo a procrastinare nel tempo in tale situazione. Nel frattempo la lista di attesa, dicevo, si è allungata moltissimo e in pochi anni si è ribaltata l'estetica: per leggerla si fatica, c'è un nome italiano ogni 5 o più stranieri e per me impronunciabili (ma non è certamente questo il problema). Dalle notizie raccolte sul luogo, parrebbe che gli immigrati hanno molte più risorse di me per aver diritto alla casa: i punteggi aggiunti proprio per il quoziente familiare, numerossissimo, con sovente reddito non dichiarato (cioè doppi lavori o lavoro al nero) che contribuisce alla scalata della vetta di quella lista. Poi altri trucchetti, come la capacità di partecipare in vario modo, poco ortodosso, a più liste di collocamento, mentre io ho accesso solo a quella del comune di residenza.
Ma il fatto che accadano simili ingiustizie (esempi come quelli dei tickets non pagati ecc) non significa che sia buona idea tentare di fare un contrappasso per cui imporgli maggiore tassazione. Perchè? Perchè resterebbe comunque la cosa sbagliata: cioè anche tassandoli, resta l'arbitrarietà e l'ingiustizia della tradizione illegale per cui non pagano biglietti ecc. E' come una "resa" a quell'illegalità culturale, così ragionando. Mentre sarebbe opportuno, anzichè far tassa di "recupero", imporre con determinazione e serietà, la cultura della legalità. Cioè, devono pagarli i biglietti, come tutti gli altri. E' questa la via giusta e meno sospetta, oltretutto, di avere solo uno strumentale modo di far cassa.
Che attenzione: già c'è! Gli immigrati, come ti segnala l'inopportuno e volgare individuo alex, pagano già la loro tassa. Si tratterebbe di aumentarla e vedrai che ci riproveranno nel tentativo di portarla almeno a 200 Euro.
Ma io credo che sia un errore politico ed socio-economico: questo è il governo che ha giurato di non alzare tasse e semmai, all'occasione, di ridurle.
E questo, in aggiunta, è il momento in cui farlo è perfino doveroso, per rilanciare con nuovo entusiasmo le energie, la dinamicità, l'iniziativa, l'inventiva di tutti per non morire nella recessione, nell'inflazione, nella stagflazione ed in ogni stazione che il lessico dell'economia prevede e non conosco che tradotti, significano guai seri se non se ne esce alla svelta e si cronicizza il quadro clinico.
Dunque è quanto mai opportuno, sia per la fortuna di avere un governo che si rende conto che pagare le tasse non è bello, nè strumento di punizione e di vendetta di classe o ideologica, ma semmai utile e necessaria in una società che, dovremmo comprendere, sarebbe perfetta proprio se non avessimo bisogno dello Stato, ma la perfezione non è di questo mondo e dunque lo Stato serve, come le tasse che però non devono essere che coadiuvanti al miglioramento sociale-etico-morale-economico, non fardello che impedisce o limita la capacità dinamica di quella realtà o crea perfino ingiustizie cosmiche. Necessario abbassare le tasse con questo governo ed in questo periodo in cui è utilissimo, anzi risorsa, la dinamicità di tanti piccoli imprenditori presenti e futuri, la loro inventiva, il loro coraggio, la capacità di rischiare mettendo in gioco le loro capacità ed il loro spirito di ottimismo, di creatività, di fiducia in sè e negli altri. Perchè sia chiaro che tra i tanti motivi per cui l'Italia non se la passa peggio di tante altre realtà sconvolte dalla crisi c'è quella caratteristica di non aver spianato il tessuto economico facendo sparire la quantità consistente di piccoli imprenditori di sè stessi, produttori di reddito, di Pil, con meno paracadute e garanzie non già solo di dipendenti P.A., ma anche di grandi industrie, imprese e multinazionali, cioè la tipica ossatura prevalente delle economie che oggi passano più guai e che richiedono più interventi (costosissimi) allo Stato, cioè ai cittadini tutti. Il fatto di avere un tessuto ricco di piccoli imprenditori e produttori di reddito, in qualche modo ammortizza l'effetto valanga disastroso di questa crisi, in qualche modo ci salva un po' il culo, diciamocelo perchè immagina se avessimo solo grandi industrie e imprese come certe banche, Fiat... ALITALIA!!!
Ed allora si deve favorire quella capacità di essere inventiva, creatività, capacità imprenditoriale ed in queste possibilità, è giusto che ci siano anche immigrati: il lro contributo sarà utilissimo anche e soprattutto non solo come dipendenti ed operai, ma come imprenditori appunto, non avremo altro che da arricchircene oppure, anche, da imparare seguendone un po' l'esempio.
Le tasse sono una necessità sgradevole, almen per molti, ma necessaria a cui però non si deve ricorrere con facilità e comodità per far cassa ai propri disegni e contentini politici, una politica che deve costare il meno possibile e chiedere il meno possibile ai cittadini e perfino agli immigrati, per quanto riguarda balzelli e dazi vari, semmai deve essere una politica che è terreno fertile per una crescita collettiva, serena, più giusta dove appunto, la pretesa del rispetto dei doveri non può essere così negoziabile. E da noi è sempre troppo negoziabile: scalmanati che per motivi vari okkupano e fanno guerriglia, non pagano, delinquono e spesso lasciano basiti cittadini ed immigrati onesti perchè nei fatti, impuniti o quasi. Con un pessimo messaggio ai tanti criminali che così possono vedere nel nostro Paese un terreno perfetto per mettere in pratica la loro cultura delinquenziale, essere per loro attrattiva, quando la nostra cultura dovrebbe essere inclusiva solo di buoni intenti e dissuasiva quanto si può per le altre!
Inutile far finta di no, ma la percentuale di criminalità varia operata nel nostro Paese gode del contributo tradizionale nostrano come per quanto relativo alla criminalità organizzata di mafie e camorre varie, che meritano determinazione ed attenzione con tolleranza zero quanto la criminalità importata e percentualmente rilevante tra gli immigrati, per cui è palese che bisogna incentivare gli sforzi per far migliore scrematura perchè camorra e mafia non interagiscano e facciano parte di amministrazioni pubbliche, appalti infrastrutturali o ambientalisti quanto perchè gli immigrati abbiano miglior vaglio e discernimento nelle condizioni che proponiamo nell'accoglienza, che deve passare davvero in una seria disponibilità all'integrazione dei valori e delle norme, dei cardini su cui vogliamo fondare la nostra società (da ripudiare alla svelta invece, al pari di razzismi, le dissennate politiche buoniste livellanti società verso il basso, diffusive di illegalità valoriale ed insomma, fatte in onore del detto "comodo esser finocchi col culo degli altri", che alla fine puniscono tutti, immigrati e non).
Ed allora bisogna aver il coraggio di fare informazione decente e non omertosa ed a comando, sottraendoci elementi valutativi capaci di evidenziare problematiche, nascondendone, come si è fatto per anni, i sintomi, così che di quella malattia non si possa mai guarirne, nè giocare alla prevenzione, ma scoprirne solo la cronicità che poi richiede le drastiche e sempre un po' ingiuste per qualcuno, misure di emergenza.
Non si deve sottrarre l'informazione che riporta, nei casi di cronaca, l'allargamento crescente rilevante di episodi criminali legati all'immigrazione perchè nascondere verità è la strategia tipica dei regimi e delle dittature, non di una cultura democratica che ama libertà e che in quel valore, cerca di tutelarsi dai problemi che gli si parano davanti.
Negare episodi simili o condannarli, con il pretesto che evocano razzismo, significa:
1) trattarci tutti da idioti incapaci di discernere, sudditi scemi, insomma, come nei regimi e nelle democrazie in cui si decide cosa render noto e disponibile alla valutazione di tutti o no.
2) Nascondere i sintomi che però, alla fine, per chiunque viva il territorio, si hanno comunque e spaventosamente e avendo perso tempo prezioso e risorse per porvi rimedio. Il buonista è uno scellerato che non dovrebbe chiedere la negazione di simili casi di cronaca, bensì prenderne coraggiosamente atto, quello sì, porvi rimedio, affinchè non siano esaltati sentimenti di esasperazione. E questo non si fa nè con l'omertà, nè con la menzogna, nè puntanto l'indice accusatorio di razzismo o cattiveria, che infine, in tal agire, è tutta loro, seppur col vestito buono.
La tassa è fuori luogo, oltretutto già c'è, l'aumento non saprei come giustificarlo in un governo che si è impegnato a non farlo e semmai a razionalizzare le sue risorse, a ridurre gli sprechi e l'illegalità che però, ancora, hanno ancora molto lavoro da compiere.
Per dire, nella prov. di Grosseto, al Tirreno di oggi si legge in cronaca che una ragazza di circa 20 anni è stata ripetutamente molestata da un polacco dedito a passare il tempo ubriacandosi scacciato da un bar all'altro. La ragazza si è sottratta ed uscendo si è sfogata con un pensionato di, se non ricordo male, 69 anni (il polacco circa 30) e quando il molestatore selvaggio si è nuovamente avvicinato alla ragazza, il pensionato ha osato consigliargli di tornare a casa dai suoi genitori e di farla finita e per questo è stato selvaggiamente aggredito, buttato a terra e pestato con violenza inaudita con pugni e calci, fino a ridurlo gravemente al ricovero con, tra le altre cose, un polmone perforato (un pensionato di 69 anni!). Vince la legge del più forte con certa gente in giro, non è vero? La legge della giungla, non la cultura civile che è quella che appartiene a quel pensionato sfortunato, per esempio. "Sfortunato" in quanto civile, non menefreghista, non selvaggio come l'altro, quando in realtà, quella dovrebbe risultare vera fortuna, non è così?
L'intervento dei Cc ha posto fine ad un'eventuale più drammatica ancora sorte del pensionato ed il polacco che nel frattempo era ritornato a fare il giro del moscone tra i bar ad alcolizzarsi, ha visto bene di aggredire pure loro, le forze dell'Ordine: un totale rifiuto della civiltà e dell'integrazione che non nasce certo quel giorno e che forse si aveva il dovere di vigilare e prevenire.
Beh, mentre il pensionato è in ospedale con vari traumi e polmone perforato, mentre pure i Cc hanno contusioni varie guaribili in una decina di giorni, Signori, ecco il sintomo che qualcosa non va nel nostro sistema: il polacco è già libero! E' già per strada. Immediatamente, patteggiando pena ed essendo incensurato. Ma vi pare che ci siano i presupposti per cui non costituisca pericolo sociale e rimetterlo in libertà? Vi risulta una garanzia, un percorso di accertamento di riabilitazione, integrazione o cosa? Nossignore, ma è fuori per la gioia di pensionati e ragazzine, per non dire gli altri.
E' questo lo schifo che non si sopporta perchè sappiamo che i delinquenti esistono e sempre ci saranno, ma non si sopporta un sistema che li libera allegramente e subitaneamente (senza che debbano pagare biglietti e magari pure con diritto di casa popolare eh), che insomma, dà più l'impressione di usare guanti di velluto con questa gentaglia che rispetto o garanzie di tutela per la gente perbene, immigrata e non. A me dà enorme fastidio che un simile soggetto circoli pericolosamente ed il messaggio che ne risulta è, tristissimo: se vedi una ragazza in difficoltà molestata, fatti i cazzi tuoi, girati! Perchè anche se ti va bene, quello il giorno dopo è libero comunque (se lo è dopo che ti ha ridotto in fin di vita, figurati se sei tu che riesci a metterlo sotto, che sei tu a finire in carcere e magari con qualche buonista ad accusarti di razzismo.) e vista la sua cultura civile, non credo sia escludibile affatto che voglia vendicarsi facendoti la pelle.
Questa roba nno si sopporta e non si sopporta che chi delinque di reati gravi contro la persona, abbia più privilegi, all'atto pratico, di chi compie reati contro il patrimonio o evasione o altro, per cui invece, magari, si richiede carcerazione preventiva e cautelativa perchè pare che l'inquinare eventuali prove sia gravissimo e d'accordo, ma meno che la possibilità di minacciare, ferire o uccidere un povero cristo, per cui un Corona che nemmeno dovrei sapere chi è resta in carcere per nostra pretesa garanzia ed interesse ed il polacco invece è fuori liberamente.
E naturalmente, grazie anche all'insostenibile buonismo che vuol renderci ciechi, nascondendo parti di verità o con la minaccia del ditino accusatorio di razzismo per immobilizzarci col senso di colpa e la condanna morale. O Europea, quando all'europa conviene non guardare in casa propria.
Salutoni Fabrizio e lascia stare il cretino che insulta, non ti conosce altrimenti capirebbe che ha sbagliato interlocutore da offendere, qui dove altri soggetti hanno maggiori requisiti di idoneità, compreso il sottoscritto, per le sue posizioni o per la sua vena polemica. E che ci vuoi fà, tocca sopportare per non ridurre il dialogo allo scambio di offese non fisiologicamente portate dal proprio pensiero, insomma, offese magari utili in un dialogo come le offese gratuite certo non posson essere.
Ciao.
Alieno
@Willy
Per curiosità: hai provato a fare il conto di quanti siano gli uomini e quanti gli scarafaggi ?
Perdonami E.T., é vero: ti ho incluso nel paniere "sciopero in malattia" per mero pregiudizio (e/o per lettura frettolosa). Resta il problema di come giudicare i conflitti. Sarebbe bello innanziutto disfarsi delle ideologie (sinistra statalista, destra liberista, purezza padana ... o per restare al tuo esempio sionismo e islamismo; vale ovviamente per le parti in gioco, ma conta anche per chi giudica dall'esterno). Al di là delle ideologie mi limito ad assumere le istanze del più debole. Fabrizio ha ragione: nuove tasse ne compaiono tutti i giorni e 50 euro non sembrano la fine del mondo. Tuttavia colpiva una tassa esplicitamente tutta e solo dedicata ai più deboli, quelli che non hanno alcuna possibilità di protestare (che so, come minimo scrivendone su di un blog come credo avremmo fatto noi al loro posto). Perdona la banalità, ma i palestinesi sono più poveri degli israeliani come gli immigrati sono più poveri di noi. Ciao
CD
Polemiche inutili . Era tutta una fanfaronata ad usum beota padano . Un altra ennesima fanfaronata alle quali ci ha abituato quel burino di Bossi . Come i centomila fucili rivelatisi trombette , l'acqua inquinata della fogna Po sacralizzata in una città che affonda nella melma , una inesistente nazione che assicura le sue radici ad un popolo , i celti , che non si è mai distinto per civiltà rimanendo nomade e barbaro come una tribù dell'africa nera e che se fosse ancora in auge oggi prenderebbe a calci questi rincoglioniti che si dichiarano loro nipoti trattandoli come loro pretenderebbero di trattare popoli più civili di loro . Una nazione che non esiste , non è mai esistita e mai esisterà .
Si sono fatti prendere per il c*** dal nano per l'ennesima volta. Misero destino che gli ricorda quanto sono coglioni .
gli insulti personali non sono tollerati....grazie....vi prego di non farne più....
Darwin, la mia esperienza deriva dal posto dove sono nato. Non per merito mio, ma per puro caso, sono nato in Italia. Ci si sta peggio che in tanti posti, e meglio che in tanti altri. Non devo schivare le bombe per arrivare vivo a domani, non rischio di non avere da mangiare, almeno per adesso; d'altra parte non vivo in una casa da 300 metri quadri, non vado in giro con uno hummer, non vesto firmato. Non vivo una favola, non vivo nella Terra Promessa - ma nemmeno in un incubo. Cosa mi interessa? Tirare avanti meglio che posso, il benessere mio e dei miei cari. Man mano che il cerchio si allarga, diminuisce il mio coinvolgimento personale. In particolar modo, traccio una bella linea dove finiscono i confini nazionali. Sono assolutamente contrario ad invadere le terre altrui e ad opprimere altre popolazioni, ma non accetto nemmeno che il mio paese debba farsi carico dei problemi del resto del mondo. Ma siamo seri: l'Italia è solo uno strapuntino sul Mediterraneo; cosa crediamo di essere, una potenza mondiale? Qualcosa possiamo fare, e certamente si possono combattere realtà come quella che denunci, basata sul lavoro in nero; di sicuro non possiamo invitare un miliardo e mezzo di persone a stabilirsi nella penisola.
Il punto è: creare una nuova tassa da 50 euro in Italia è all'ordine del giorno. Devo tirarti fuori altri esempi di vissuto personale, per convincerti che nessuno grida allo scandalo quando qualche nuova imposta colpisce noi? Quello che mi sconcerta è tutto 'sto casino per una singola tassa che per una volta sarebbe andata a colpire gli immigrati, soprattutto da parte di chi sostiene la più odiosa delle imposte, quella che colpisce un bene primario come la casa. Ti stupisci, se reagisco con fastidio alla tua predica? Siccome sembra che l'unica possibilità di scelta sia tra il buonismo totale della sinistra, quello del razzismo alla rovescia, e la chiusura leghista, che in effetti non tocca vertici di Alta Etica, io scelgo l'alternativa che difende me e i miei.
Avessi mai sentito la voce di un sinistro, di quelli che si ergono a Difensori della Giustizia, levarsi a difendere un italiano comune vittima di un caso di ordinaria ingiustizia, sarebbe forse diverso (intendo dire difendere da qualcosa che non si possa nemmeno remotamente imputare a Berlusconi, perché altrimenti non fa testo). Ricordi la storia di quella donna falciata in bicicletta da un pirata della strada, e dei familiari che due mesi dopo si sono visti presentare un conto salatissimo dai vigili locali, per via della "custodia dei rottami della bicicletta presso il loro deposito"? Oltre al lutto in famiglia, l'inesorabile beffa della burocrazia cieca; ma siccome si trattava di italiani, pazienza. E questi casi si contano a migliaia, se ne verificano ogni giorno. QUESTA, maledizione, è l'Italia per gli italiani! Cinquanta euro sono niente, rispetto alle porcate che ci obbligano a subire! E allora non facciamola tanto lunga per una singola tassa. Se è uguaglianza quella che si vuole, cioè, perché se invece si vogliono penalizzare sempre e comunque gli italiani che lavorano, allora va bene così.
Caro Alex, fottiti (se dai del coglione a qualcuno, aspettati che ti risponda a tono). Quei 50 euro non li pagherai, visto che come al solito i buonisti l'hanno avuta vinta. Dovresti essere contento, no? Quanto al fatto che tu paghi uguale a me, può darsi. Quanti immigrati, però, vedi salire a bordo dei mezzi senza mai pagare il biglietto? Io ne vedo parecchi. Quante case popolari arrivano a cittadini italiani, ormai? Mi risulta veramente poche. Quanti immigrati usufruiscono di cure ospedaliere senza pagare un centesimo? Parecchi. E si potrebbe andare avanti per ore, ma la sintesi è: prima di parlare per niente, prova ad informarti tu, imbecille!
Salva, ma per piacere! Non ho mai sostenuto che TUTTI gli italiani siano onesti e che TUTTI gli immigrati siano delinquenti, ma i dati forniti qualche mese fa dal capo della Polizia non lasciavano dubbi: qualcosa come il 35% dei reati è commesso da immigrati, e gli immigrati NON sono certo il 35% della popolazione. La conclusione è ovvia, anche se magari non politically correct.
Fabrizio.. magari ti dimentichi della mafia in sicilia e a napoli.. sicuramente per te i colpevoli sono tutti gli immigrati!! non ITALIANI!!!
Fabrizio ma che C*** stai dicendo?? io sono immigrato e sto pagando tutte le tasse che paghi tu! pago il mutuo della casa dove vivo, il canone della rai, molte atre cose.. ma dove c**** vivi??? anzi io pago di piu' visto che per rinnovare il permesso di soggiorno dove pagare 72 euro + 50 euro la tassa che la tua lega vuole farci pagare!!! informati prima di parlare coglione!!!!!!!
Nel 1974 Houari Boumedienne, presidente algerino,in un discorso che tenne alle Nazioni Unite disse:
« Un giorno milioni di uomini dell'emisfero meridionale andranno nell'emisfero settentrionale. E non ci andranno come amici. Perché ci andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I ventri delle nostre donne ci daranno la vittoria »
A queste parole io rispondo con queste parole testuali :
"Trovai uno scarafaggio... Lo presi e lo buttai nel cesso...Dicono che erediteranno la terra, ma noi li faremo aspettare qualche mese".(C.Bukowski)
@Cd: mi hai infilato arbitrariamente ed erroneamente, a fiducia d'un pregiudizio ma credo, in buona fede, dando per scontato quel che non dovresti, nella lista di interlocutori su aspetti che nemmeno ho preso, volutamente, in considerazione, come questioni sindacali e diritti di sciopero.
Capisco che la mia attitudine a scrivere post di estenuante lunghezza non siano propriamente lo stimolo per aver voglia di leggerli e però, che quella volontà di saltarlia piè pari possa essere, in quel caso, un salvacondotto per non esser infilato di mezzo a sproposito, almeno! :-))))
Ti consiglio però di diffidare dalla tentazione di legittimare la questione con il "diritto di sopravvivenza" perchè se si stabilisce quel principio, automaticamente, aldilà di etiche e morali, si legittima al diritto di sopravvivenza anche coloro che subiscono disagio, minaccia o soltanto fastidio da una politica di immigrazione scellerata e selvaggia.
Il diritto di sopravvivenza, ma anzi, il diritto di "vivenza" se mi si permette l'assurdo termine e non solo di mera sopravvivenza, cioè qualitativamente vita dignitosa ce l'hanno tutti, ma proprio tutti e non è legittimabile una cessione della propria dignità con un livellamento verso il basso di tutti, per esempio, legittimando un clima di diffusione di non controllo della legalità e della sicurezza, che è politica disastrosa che infine, si ripercuote su tanta brava gente, non ultimi, gli stessi immigrati perbene.
D'altra parte della politica incosciente per sottovalutazione del problema, per menefreghismo, per interesse di varia natura o per mero buonismo, abbiamo sotto gli occhi il fallimento perpetuo che continua da decenni e decenni, nemmen restando statico, ma dinamico ed in crescita esponenziale. Cominciando dalla sciagurata politica molto buonista e spesso molto interessata dell'assistenzialismo che è il limite dello sviluppo, purtroppo, del terzomondo. E non solo del terzomondo. Abbiamo già visto, grazie, la non sostenibilità della politica dell'accoglienza facile, che ovviamente ha già raggiunto da un pezzo i suoi punti critici (prossimi quelli dell'ingovernabilità probabilmente o dell'ingestibile reazione di fronti opposti) quanto l'inutilità e però drammaticamente nociva delle misure immonde di denaro scialacquato (o regalato ad un'incentivata corruzione su misura di quei fondi nonchè al sostegno economico di regimi limitando il loro possibile percorso democratico) che io ricordo già da bambino e ragazzo (essendo tra gli attivi "buonisti" lo posso dire forte, purtroppo).
Si deve aver il coraggio di guardare in faccia il volto del proprio fallimento, dei propri errori e di dare una svolta seria, recidere i rami malati ideologici ed illusori e metter giù qualcosa di più concreto e costruttivo. Si deve avere l'umiltà di farlo, oltre che il senso del dovere morale, di ammettere i propri sbagli. E se l'egoismo ed il menefreghismo ha dimostrato di essere concausa (ma non causa prima) delle ingiustizie planetarie in una più equa distribuzione di benessere e giustizia anche non economica, beh, anche il buonismo ci ha messo il carico a coppe, consolidandola ed amplificando oltremisura quella problematica.
Se però si vuole accettare la legittimità di un principio come "lotta per la sopravvivenza" beh, si faccia, ma si faccia con coerenza e con onestà fino in fondo in ogni sua estrema conseguenza: dall'uso terroristico di civili di Hamas che in un negoziato di pace scomparirebbe a quello indiscriminato di bombe di israele su Gaza dominata da Hamas che vuole distruggere la sua esistenza.
Avventurarsi su quel percorso, però, a me pare rischioso e temerario.
Ciao.
Alieno
Ciao.
Alieno
Secondo me soffriamo un po' tutti di una percezione totalemnte distorta del problema, e la storiella dello sciopero "a casa in malattia" impietosamente la denuncia. Mi piacerebbe capire di più da straniero su questa cosa, ma a me che nasco e lavoro nel Nord Est pare di doverla intendere in modo del tutto diverso da chi sino ad ora ha commentato. Le imprese del Nord Est hanno vissuto e si sono sino ad ora abbondantemente arricchite di lavoro irregolare, dunque senza alcuna tutela di nessun tipo: i sindacati ed il diritto allo scipero non c'entrano niente Liliana, Fabrizio, Alieno, Andrea. Ancor meno c'entra l'assenza pagata per malattia. C'entra l'improbabile mitica speranza (tipicamente proto-sindacale) di tutti lo stesso giorno. C'entra la pura e semplice lotta per la sopravvivenza. Forse farebbe bene a tutti noi considerare quanto la nostra esperienza sia diversa dalla loro.
Li ho letti velocemente e quindi azzardo un giudizio forse, ma in linea di massima condivido i commenti di Enrico-Fabrizio-Liliana-Willy sul tema dell'immigrazione.
Facendo due note polemiche.
La prima è rivolta a Don Paolo.
Scrivere roba come "Basta spedire a calci a casa loro tutti quelli che arrivano nel nostro paese, mettendogli in mano un foglio con scritto "sei un immigrato", ed il problema si risolve. Naturalmente....generalizzando e "populizzando"...
Ma d'altra parte, siamo in Italia.... " mi pare enfasi ingiusta e scorretta e istiga una distorta percezione del problema immigrazione nonchè dell'analisi della situazione per cui ci si può permettere critica al nostro Paese od all'attuale governo e, guarda un po', è un commento che proprio mentre punta l'indice sulla generalizzazione e sul populismo a supporto propagandistico-mediatico-culturale, fa un commento che è un pieno, perfetto esempio di superficialità, generalizzazione e popolusmo di bassa lega.
Infatti cosa suggerisce l'evidentemente eccessivo nel trasporto a commentare la questione, Don Paolo?
Che nel nostro Paese si prendono a calci immigrati e si "deportano" come se abitassimo in un Paese incivile e razzismo che però è realtà più propria di altre situazioni sul pianeta e non nella nostra Italia, alla quale è giusto chiedere sempre migliorate sensibilità e capacità culturali e morali, ma è ingiusto, per speculazione, strumentalizzare fino a quell'immagine pateticamente fasulla a rappresentarci.
Non solo nel nostro Paese non si prendono a calci nè si "deportano" immigrati, ma contrariamente ad altre realtà, i nostri servizi di controllo costiero, per esempio, così come altre forze di polizia, sono notoriamente dedite al monitoraggio ed al salvataggio di disperados, salvati e curati, dove altre realtà invece hanno adottato misure ben meno sensibili delle nostre: guardia di confino o costiera con autorizzazione a sparare, per esempio. Ed accordi con Paesi da cui salpano i disperados che, in cambio di benefici e fondi specifici, li stimolano a crudeltà vere e proprie, senza tanti scrupoli. E' quel che accade, per esempio, con il socialista Zapatero che già è noto a coloro che non hanno deciso di fare di quest'uomo un culto e modello, ben sapendo da tempo che i suoi accordi con il Marocco lasciano che sia quest'ultimo a fare il lavoro "sporco", cioè una vigilanza molto, molto più cattiva di quanto si vorrebbe criticarci.
C'è in Europa e nella rappresentazione della maggior parte dei media mondiali, in atto un doppiopesismo da voltastomaco nel suo essere sfacciato quanto fasullo. Se per noi vale il semplice insinuare e sospetto, prima dell'accertamento dei fatti, come legittimazione sufficiente per far condanna morale del nostro essere italiani o ancor peggio, quando c'è governo di cdx, quando sono Paesi come la Spagna o regimi orientati a sinistra e socialisti, beh, improvvisamente anche i fatti conclamati si insabbiano, spariscono, non hanno alcuna eco, non danno seguito a moniti, condanne, proteste, insomma, la parzialità più arrogante regna sovrana.
Tanto per farsi un'idea basterebbe farsi un giretto nel web: si faticherà un po' a trovar tracce, ma si trovano per istruirsi meglio sul tema del doppiopesismo mediatico e politico.
Vedi, ad esempio, un articoletto che pur essendo gravissimo e di ben due anni fa, son certo, molti nemmen ne hanno sentito parlare:
http://www.meltingpot.org/articolo9441.html
Ed attenzione, non si tratta di insinuazioni, congetture, speculazioni come ci è riservato, a noi italiani, dove basta l'ipotesi di una proposta di legge ancora campata in aria per berciare di allarmismi e razzismi, si tratta di fatti che perfino aree di informazione di sinistra rilevano, ma si spengono nel nulla, non scatenano le riflessioni logiche per cui piantarla poi con accuse strumentali al nostro Paese, condannato ad esser definito a vita come eterno fascista e razzista a sproposito, sia perchè non è interesse dar più peso specifico alle testate di sinistra a quello spunto di riflessione "imbarazzante", sia perchè i lettori non ne voglio sapere di fare riflessioni ed autocritica simile, approfondendo l'analisi di una questione grave, seria e planetaria con più oggettività.
Fai conto, è lo stesso Manifesto a scrivere e siamo già nel 2008:
Spagna, dentro ai Cpt l’inferno dei senza dirittida Il Manifesto del 18 giugno 2008Mercoledì 28 maggio il ministro degli Interni spagnolo, Rubacalba, ha annunciato, sulla scia della discussione relativa alla direttiva europea sui rimpatri, la modifica della legge sull’immigrazione, con l’obbiettivo di prolungare da 40 a 60 giorni il limite massimo di detenzione nei centri di permanenza temporanea spagnoli. Ma pochi sanno cosa effettivamente accada dietro le mura dei 10 centri di detenzione presenti sul territorio spagnolo. Negli ultimi anni, solo alcuni parlamentari europei hanno avuto l’autorizzazione d’ingresso, nessun deputato nazionale né le associazioni che da lungo tempo si battono perché sia fatta luce sulle carceri dei migranti, hanno potuto varcare la porta.[ giovedì 19 giugno 2008 ]
Oppure, credo ottimo spunto di riflessione anche questo articolo del El Pais:
Spagna - Detenuti tre poliziotti per violenze sessuale a donne immigrate detenuteAltri tre agenti arrestati per non aver impedito il presunto delittoda El Pais del 23 luglio 2006Il Commissariato Provinciale di Malaga ha sottoposto a giudizio, ieri, sei agenti, tre dei quali sospettati di aggressioni sessuali a donne immigrate detenute all’interno del Centro di Internamento per Stranieri di Capuchinos, situato nella capitale malaguegna.
Altri quattro agenti sono stati arrestati per non aver impedito il fatto, ma uno di questi, il capo turno degli agenti, è stato lasciato in libertà durante la notte per aver confessato, di fronte al Gruppo stranieri e documentazione, secondo il portavoce dell’Unione Federale Polizia.
I funzionari arrestati “potrebbero aver avuto relazioni sessuali” con le immigrate detenute nel centro durante “alcune feste notturne”, ha informato in un comunicato il Corpo Nazionale di Polizia. Il portavoce di un sindacato di polizia ha assicurato che vari agenti sono accusati di “aggressioni sessuali”.
La Direzione Generale di Polizia ha constatato i fatti, “che potrebbero essere costitutivi di delitto”, durante una ispezione di sicurezza. Una volta concluse le indagini del proprio Corpo Nazionale di Polizia, i sei agenti sono stati sottoposti a giudizio. Sono già stati rivelati i presupposti e le responsabilità. È stato anche destituito il capo della sicurezza dell’unità implicata nei presunti delitti.
La piattaforma di solidarietà con i migranti di Malaga sostiene che varie detenute del centro di Capuchinos hanno subito delle violenze e chiede che si investighi sull’accaduto fino alla fine. Elena Muñoz, portavoce di questo collettivo, ha annunciato che la piattaforma si costituirà come parte civile. La delegazione ha chiesto ieri alla Subdelegazione del Governo che le permetta di intervistare le immigrate, quelle che sono state vittime delle violenze sessuali da parte degli agenti di polizia.
Un portavoce del sindacato Unione Federale di Polizia ha contestato ieri le accuse contro gli agenti. Francisco Puerta, segretario provinciale del UFP, ha manifestato che ad alcuni poliziotti sono imputati di aggressione sessuale, ma “sarebbe un’altra imputazione penale (quella che corrisponde in questo caso), dal momento che per loro ci deve essere violenza o intimidazione, e questo non c’è stato”, secondo lui. Altri agenti, secondo Puerta, sono accusati di non aver impedito il delitto, ma “dicono di non aver visto nulla”.
Il portavoce del UFP ha relazionato che dal 2000 ha chiesto, senza esito, che nel turno di notte ci siano funzionarie nel centro di accoglienza per donne immigrate.
SIRACUSA - Centri di accoglienza per immigrati che spesso si trasformano in macchine mangiasoldi. Centri che in questi ultimi mesi sono sorti a macchia d´olio in tutta Italia per fare fronte all´ «emergenza clandestini». E tra loro quello di Cassibile, in provincia di Siracusa, dove la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per i responsabili del centro di accoglienza «Alma Mater», il sacerdote Don Arcangelo Rigazzi e Marco Bianca, e tre imprenditori che avrebbero truffato lo Stato per milioni di euro, secondo l´accusa, gonfiando le fatture per «assistenza» agli immigrati che approdano sulle coste siciliane.
L´inchiesta vuole accertare (l´udienza preliminare si svolgerà il 27 gennaio prossimo) come mai lo Stato italiano abbia pagato e l´ «Alma Mater» incassato, 3.500 euro al giorno, per un mese, per assistere un solo immigrato ospitato nel centro di accoglienza. Non solo. Quel presidio (un ex magazzino per la lavorazione degli agrumi), stando alle varie ispezioni dell´Asl, dei Vigili del Fuoco, della Prefettura, della Questura e del Comune di Cassibile, sarebbe fuori legge perché non ha il certificato di abitabilità, mancano gli impianti antincendio, gli «arredi» non sono ignifughi e le uscite di sicurezza non sono idonee. Insomma, sarebbe inagibile eppure continua ad operare; e nei prossimi giorni, probabilmente, si aggiudicherà la nuova gara d´appalto per la gestione, che prevede il pagamento di 47 euro al giorno per ogni clandestino ospitato per un totale di oltre 3 milioni euro l´anno. Un bel business che secondo il pm di Siracusa, Antonio Nicastro, nasconde una grande truffa.
L´inchiesta, avviata su segnalazione della Questura di Siracusa, ha accertato che il centro «Alma Mater» avrebbe pagato fatture spropositate per alcuni rifornimenti. Per esempio, per la fornitura di 57 comodini per «arredare» le camerate, per un valore reale di 5.700 euro sono stati pagati 44 mila euro. Il fornitore è un certo Michele Parisi, pregiudicato per associazione a delinquere, emissione di assegni a vuoto e truffa che, quando invitato dagli uomini della Digos a mostrare le fatture, dice che le aveva in una valigetta che gli è stata rubata. Sempre la Digos di Siracusa scopre che l´ «Alma Mater» ha pagato 67 mila euro ad una lavanderia per pulire le lenzuola dei letti dove dormivano gli immigrati. Si è accertato che la «lavanderia», di Belpasso (Catania), aveva cessato l´attività sin dal 1996 e che, per convenzione con lo Stato, lenzuola e federe avrebbero dovuto essere usa e getta. Anche altre fatture risultano sospette, anche quelle relative ai lavori di «ristrutturazione» del centro di accoglienza che costarono 61 mila euro. La ditta era sorta lo stesso anno dell´affidamento dei lavori, ha «ristrutturato» con un solo muratore e l´unica fattura che ha emesso è quella nei confronti dell´«Alma Mater».
L'episodio in sè ha la sua gravità, ma anche una formidabile capacità propositiva e positiva: farci aprire gli occhi! Il buonismo e la politica dell'accoglienza, come l'ambientalismo tout court e tante altre cosette, può rendere molto, sia in termini politici, sia in termini economici.
Un soggetto come Veltroni, ci ha fatto campagna politica personale per anni, su quel I Care e su quella propaganda della cultura dell'accettazione. E nel mentre costruiva la sua immagine "buonista" e moralizzante riempiva Roma di campi Rom e baraccopoli di disperati e centri dell'impunità dell'illegalità che poi, naturalmente, ad un certo punto è esplosa nelle manifestazioni di esasperazione dinanzi all'aumento dei crimini e dell'insicurezza.
Insomma, Veltroni, così come altri politici o anche, va detto, preti, fanno dimostrazione perfetta di quel detto: "è comodo esser finocchi col culo degli altri!".
Tant'è che poi Veltroni, capitando un drammatico omicidio ad opera della sua politica dell'accoglienza scellerata ed indiscriminata, non controllata, non pianificata, non regolamentata, sostenendo l'insostenibile clima per cui, per anni, perfino le forze dell'Ordine, carabinieri e polizia, non erano autorizzati (nè era il caso tecnicamente) di avvicinarsi a meno di 50 metri da campi Rom (tra l'altro partendo in quel caso allegre sassaiole, minacce ecc, dai campi verso i loro mezzi), obbligando povera gente comune, ignorata nella paura dell'imperante illegalità che dettava la legge non della giustizia, ma della giungla, cioè del "più forte", ovvero detta legge in strada il più violento e pericoloso ma capitando l'omicidio scomodo, ecco che lo stesso Veltroni dell' I care e del futuro We Can provvede in fretta e furia, all'alba, di Domenica e parrebbe sotto la pioggia a far sgombrare quel campo in cui ci sono tantissimi delinquenti ma anche poveracci, senza tante storie, davvero in malo modo sbattuti fuori con i loro stracci in poche ore (non si sa bene nemmeno dove dovessero rifugiarsi poi) e quindi dimostrando tutta la propria proverbiale incoerenza dei "ma anche", la propria ipocrisia che si serve di temi morali ed etici per scopi politici e personali.
Detto questo, l'idea del governo dei 50 Euro mi pare inutile, incoerente e un pretesto per racimolare soldi.
Incoerente perchè a pagare quei 50 Euro sarebbero i presumibimente futuri immigrati regolari ed onesti che in tal modo dovrebbero finanziare il controllo sull'immigrazione illegale e sui soggetti immigrati disonesti.
Insomma, un po' come "punirli" in quanto immigrati ed immigrati onesti. Esteticamente, mi suona sgradevole. Quanto inutile se non a far cassa, perchè quei 50 Euro naturalmente non rappresentano una difficoltà particolare di reperimento per chi già spesso è capace di impegnare migliaia di Euro per una traversata mortalmente pericolosa per raggiungerci alla mafia sostenibile dei Paesi da cui parte il flusso migratorio e dai luoghi di imbarco o di partenza per lo sconfinamento.
Al massimo sembra uno stimolo, quella ulteriore tassa, per racimolare la quota con un po' di spaccio o di contrabbando.
Che naturalmente, un immigrato onesto, non farà comunque, ma per questo potrà solo farlo sentire ancor più "punito" in quanto tale: immigrato onesto.
Alla lega che cerca di far cassa in attesa della concretizzazione del federalismo fiscale, poi farei notare che c'è poco da scherzare quando è proprio la loro area di punta, il Nord Est a richiedere costantemente immigrati come forza di lavoro, lasciando che sia l'economia e non l'etica o la politica, a dettar le regole di "mercato" umano, aldilà delle pretese tradizionaliste e di difesa di identità.
Che è sicuramente cosa bella nell'aver quella integrazione dove tanti immigrati lavorano, spesso con più voglia di lavorare di connazionali che tanta voglia a volte non ne hanno, con tanta puzza sotto il naso, tante pretese e poca disponibilità di sacrificio (anche piccoli trasferimenti) o capacità di adattamento, con soddisfazione di imprenditori e cittadini per quei lavoratori onesti ed integrati. Ed allora, però, non esagerino poi con la demagogia ed il popolusmo, per non far emergere certe proprie contraddizioni, che rischiano di far la fine di certi impostori della cultura di sinistra a cavalcare temi in cerca di consenso facile.
A parte queste considerazioni, spero utili a qualcuno come spunto di riflessione, rinnovo la condivisione dei commenti di Enrico-Fabrizio-Liliana e Willy, ciascuno portando quello che ritengo un giudizio ed un contributo realistico, oggettivo che paga il prezzo di essere contro la vulgata buonista, terzomondista che sempre di più fa emergere la sua connotazione di moralismo razzista non inferiore al razzismo che pretende di condannare.
Buona serata.
Alieno
Scioperiamo a casa in malattia ... una figata , non ci avevo pensato . Così non si perdono nemmeno i soldi che ti sottrae lo stato fascista perchè manifesti per i tuoi diritti .
Affoghiamo sti burini nei magazzini pieni delle loro merda inutile e superflua.
E ci voleva lo straniero a dirmelo ;))).
Propagando e diffondo subito !
Sorry, mi correggo: l'autocertificazione per l'esenzione dal ticket si applica agli irregolari. A maggior ragione si dimostra che in Italia, meno uno è in regola, meglio sta.
Quando dici a Straniero che gli immigrati fanno comodo, cogli sicuramente nel segno. Ma ti accorgi di CHI ne tragga giovamento? "I lavori che gli italiani non vogliono più fare" obbligano i padroni a offrire di più. Ricordo tanti anni fa di essere stato, ancora ragazzetto, con mio padre in un deposito di stagionatura del grana padano. Il tipo che abitava di fianco e si occupava dello stabilimento ci fece vedere come dovesse tirare giù le forme, metterle su una specie di macchina che le faceva girare pulendole, e poi rimetterle a posto. Lavoro lento e parecchio palloso. Lui sottolineò che si trattava di un lavoro pagato molto bene, ma che non lasciava assolutamente tempo libero. Ecco:quel tipo di lavoro era pagato bene per via della difficoltà di trovare qualcuno che se ne occupasse. Gli industriali sono felici di trovare gente che, ridotta alla disperazione, faccia quel lavoro _E_ accetti un compenso ridotto al minimo. E bene o male credo che ci sia una ricaduta a cascata; penso che questa sia una delle cause per cui gli stipendi aumentano molto più lentamente del costo della vita (non tanto per quanto riguarda cibo, gas ed ENEL: lì, impegnandosi un po', si spendono ancora cifre molto basse; parlo soprattutto delle case).
Sorry, mi correggo: l'autocertificazione per l'esenzione dal ticket si applica agli irregolari. A maggior ragione si dimostra che in Italia, meno uno è in regola, meglio sta.
Quando dici a Straniero che gli immigrati fanno comodo, cogli sicuramente nel segno. Ma ti accorgi di CHI ne tragga giovamento? "I lavori che gli italiani non vogliono più fare" obbligano i padroni a offrire di più. Ricordo tanti anni fa di essere stato, ancora ragazzetto, con mio padre in un deposito di stagionatura del grana padano. Il tipo che abitava di fianco e si occupava dello stabilimento ci fece vedere come dovesse tirare giù le forme, metterle su una specie di macchina che le faceva girare pulendole, e poi rimetterle a posto. Lavoro lento e parecchio palloso. Lui sottolineò che si trattava di un lavoro pagato molto bene, ma che non lasciava assolutamente tempo libero. Ecco:quel tipo di lavoro era pagato bene per via della difficoltà di trovare qualcuno che se ne occupasse. Gli industriali sono felici di trovare gente che, ridotta alla disperazione, faccia quel lavoro _E_ accetti un compenso ridotto al minimo. E bene o male credo che ci sia una ricaduta a cascata; penso che questa sia una delle cause per cui gli stipendi aumentano molto più lentamente del costo della vita (non tanto per quanto riguarda cibo, gas ed ENEL: lì, impegnandosi un po', si spendono ancora cifre molto basse; parlo soprattutto delle case).
Esatto: e se a stare a casa in malattia fossero invece gli italiani, l'economia andrebbe avanti come se niente fosse?
Enrico, guarda che sono convinto già di mio di parecchie delle cose che dici, sono a conoscenza del crac dell'economia che ha ammazzato tanti piccoli risparmiatori e anche a me i prezzi delle case sembrano veramente fuori dal mondo.
Però su altre mi trovi in totale disaccordo. Io sui giornali trovo sbandierati esattamente gli atti che tu sostieni vengano nascosti: se un italiano deruba un rumeno, tutta la sinistra insorge e chiede leggi speciali, L'Unità strombazzerà la notizia in prima pagina per almeno due settimane. Quando invece le vittime sono italiane, viene considerata ordinaria amministrazione; non fa notizia.
Lo so benissimo che ci sono delinquenti tra italiani ed immigrati, ma è un dato di fatto che la percentuale sia ben diversa. Per propensione generica, inferiorità razziale? Ma no! Semplicemente vivono ai margini della società e hanno meno da perdere; inoltre, come ricorda Liliana, in tanti hanno imparato a gabbare la giustizia. Un esempio? Ci sono in Italia centinaia di automobili intestate ad un singolo rumeno irreperibile, e guidate da suoi compatrioti. Questi fanno quello che vogliono, e finché non vengono fermati in flagrante violazione del codice della strada, non pagheranno mai nessuna multa. A noi le stramulte per 2 km/h, mentre loro ci ridono in faccia e fanno quello che gli pare. E' ovvio che il presunto proprietario è un prestanome, ma la legge non permette di fare nulla. Se è l'uguaglianza che vuoi,si devono sistemare le ingiustizie in entrambi i sensi. Io invece vedo sempre e solo provvedimenti a senso unico, tant'è vero che una semplice tassa di 50 euro che copra parte dei costi della burocrazia legata all'immigrazione, solleva uno scandalo (e no, loro il ticket sanitario non lo pagano perché basta che si autocertifichino indigenti per esserne esentati, informati bene).
Quoto fabrizio anche se oggi il perbenismo va di moda e appare in tanti commenti ma si riempie sempre di frasi fatte. Nessun commento ha sfiorato la vera motivazione per cui si propone di chiedere la cauzione di 10mila euro!...e il problema è che di questo nessuno parla e solo chi ha una partita iva probabilmente lo capisce!
Per quanto riguarda straniero: in 7 righe di commento ha palesemente esplicitato il perchè gli "industrialozzi padani" siano costretti a tali proposte. "Scioperiamo a casa in malattia!"... forse che gli stranieri in Italia non hanno diritto allo sciopero?
Ma loro no! Loro scioperano a casa in malattia!!! Perchè tra i balzelli della nostra burocrazia sanno sempre sguazzare meglio di tanti italiani!
@ straniero
Ottimo !
Datevi da fare e organizzatevi in autonomia , fatevi sentire .
Come dicevo sopra , gli industrialozzi padani hanno bisogno di sfruttarvi in nero per salvarsi dalla crisi mortale del capitaliberismo . Lo sciopero , il boicottaggio sistematico scientifico e feroce sono armi ancora validissime contro l'arroganza del Regime fascista . I burini produttori di padania lo sanno e sono colti da terrore vacuo al solo sentire qualcuno che vorrebbe metterle in opera . Non date retta a chi ve lo sconsiglia reputandole armi obsolete e inefficaci , tutte balle , le hanno usate anche i fascisti nel corso della scorsa legislatura per demolire l'ultimo governo liberale ( un altra fregatura fatta agli efficacissimi metodi di lotta libertaria insieme alla propaganda dell'informazione di cui si è appropriata la destra fascista ). Ti ricordo solo lo sciopero selvaggio dei camionisti un anno fa sotto natale che mise in ginocchio l'Italia ,lo sciopero di una categoria come i tassisti contro la loro liberalizzazione appoggiati direttamente da esponenti fascisti , la rivolta della monnezza a napoli attuata dai camorristi e voluta criminalmente sempre dagli stessi .
In Italia la classe proletaria si è trasformata nella borghesia del consumo di massa per merito dello strozzinaggio dei bancari che hanno assicurato a tutti il consumo sopra le loro possibilità per ingrassare i produttori di merda inutile e superflua . I nuovi proletari siete voi extracomunitari . Scioperate ad oltranza e selvaggiamente e boicottate ferocemente il consumo , solo riempendogli i magazzini della loro merda ,non dico distruggerete il sistema, ma potrete costringerli a patti .
Organizzatevi e troverete anche tanti appoggi tra le forze politiche ancora libere e autonome .
P.S. Sarà dura , dovrete rimetterci soldi e salute ... ma una raccomandazione fondamentale : Non vi fidate degli esponenti di tutti i partiti parlamentari , sono tutti collusi col potere clerical-massonico-fascista , fanno tutti parte dello stesso sistema di potere che ha impedito ai cittadini elettori di farsi rappresentare in parlamento . Organizzatevi in autonomia .
@ straniero
hai ragione, se scioperaste tutti l'Italia si fermerebbe. Se si fermano anche solo le badanti e gli operai agricoli (che non rubano il lavoro a nessuno: gli italiani non lo vogliono fare) mettono in ginocchio il paese.
Non ho parlato dell'assurdità del contingentamento delle donne dell'Est che vengono a fare le badanti. Se se ne lasciano venire molto meno del fabbisogno, se si lasciano girare autobus praticamente di linea che fanno la spola tra l'Italia e l'Est carichi di donne irregolari vorrà pur dire che i clandestini fanno comodo!
@fabrizio
E' chiaro che non sono statto chiaro. Niente ICI sulla prima casa per me è OK (anche perché presto dovrei avere un tetto mio), ma nella situazione attuale del Paese toglierla (visto che c'era) è stata una mossa elettorale. E se poi me la nascondono da un'altra parte io la chiamo truffa elettorale.
Per diritto alla casa io intendo diritto ad un affitto ad un prezzo ragionevole. E a questo hanno diritto sia gli stranieri ( se irregolari pagano cifre esorbitanti visto che non possono denunciare il padrone di casa) che gli italiani (ad esempio gli studenti che pagano una fortuna una camera x frequentare l'università).
Se un clandestino apre un c/c paga bolli e spese come te ( e forse di più se la banca riesce ad infinocchiarlo). Il ticket x visite ed esami lo paga anche lui (visto che si paga prima). Forse non paga la multa se riesce a non farsi localizzare. Ma difficilmente sa come fare un ricorso al giudice di pace che molti italiani invece fanno.
Io credo che i tuoi (nostri) veri nemici non siano gli extra-comunitari ma chi ce lo vuole far credere spingendoci verso una vita precaria. E' chiaro che un rom che ti può entrare in casa fa paura, ma fa molti più danni chi i soldi li porta all'estero o assume 'a progetto' quando potrebbe farlo a tempo indeterminato o 'esternalizza' settori della propria impresa. Sto parlando di imprenditori, professionisti ma anche di tanti possessori di azioni che se ne fregano di cosa fa l'azienda, basta faccia guadagnare. Però questa è gente educata, sbarbata, pettinata e ben vestita e allora da loro non si guarda nessuno.
@willy
non è buonismo, è cercare di ragionare. Ti faccio un esempio.
Edicola. Foglio gigante del Resto del carlino (edizione locale) coi titoli principali. In grande la minaccia rappresentata da un gruppo rom (che quindi non aveva ancora fatto nulla). In piccolissimo in basso, la notizia di un italiano che aveva derubato (quindi il reato non è potenziale, c'è stato) un rumeno.
Altro esempio. Un rumeno violenta e uccide un'italiana. Una rumena che vive nello stesso campo lo denuncia e lo fa arrestare. Invece di darle una medaglia x il coraggio si sgombra il campo. Ragionando a questa maniera cosa si doveva fare con la gente di Predappio (cittadina natale di Mussolini) o con le città dove sono nati i brigatisti rossi?
Certo che ci sono delinquenti anche tra gli extra-comunitari, ma gli italiani sono tutti santi? Non senti mai in TV che è stata scoperta una rete di pedofili (italiana)? Non senti mai le statistiche che dicono che la maggior parte delle violenze sulle donne avviene in ambito familiare? Hai letto che diversi alti dirigenti di Unicredit hanno preso una bella multa perché avevano rifilato prodotti ad alto rischio a gente inesperta? C'è gente che ha perso i risparmi di una vita per averli investiti in Parmalat, Lehman e compagnia: chi gli ha fatto questo (gente educata pulita e benvestita) è migliore di chi (sporco e malandato) ti vuol vendere i calzettini nel parcheggio del supermercato?
Quanti stranieri 'cattivi' conoscete di persona? Io non conosco uno straniero di cui non posso trovare un italiano (conosciuto personalmente) che in paragone definirei peggiore.
Per concludere, io non voglio un trattamento privilegiato per gli stranieri, io voglio lo stesso trattamento.
scioperiamo tutti lo stesso giorno a casa in malattia e vediamo cosa succede
dopo ...per l'economia di questo Paese ,sapete fanno tutte queste legge
Semplicemente perché Gli immigrati subiscono ma raramente le denunciano
chi dice che non contiamo niente
Da IGN: Infine, per Paolo Cento (Verdi), "se la proposta delle Lega di tassare il permesso di soggiorno dovesse divenire legge bisognerà pensare a come garantire agli immigrati strumenti di resistenza fiscale contro una norma fortemente razzista e profondamente ingiusta".
C.v.d.: Gli italiani che evadono li chiamano (giustamente!) evasori, e potendo li impiccherebbero. Un immigrato che non paga le tasse, invece, fa "resistenza fiscale". Che bello, perché non posso fare resistenza fiscale anch'io?
La vostra è l'ipocrisia buonista che sta uccidendo questo paese.Davvero mi vergogno di appartenere a questo paese da barzelletta.Gurdate solo negli Usa e nella Spagna zapaterista come li trattano quelli che non rispettano le leggi dello stato.Quelli che stuprano,rapinano,uccidono e vengono a pretendere diritti che loro nei loro paesi agli altri non danno. Invece qui li si compatisce e li si fa entrare a braccia aperte...chiamatemi razzista o come vi pare ma tenetevela per voi la vostra falsa morale ipocrita di chi rifiuta di vedere le cose per cosi come sono.
La vostra è l'ipocrisia buonista che sta uccidendo questo paese.Davvero mi vergogno di appartenere a questo paese da barzelletta.Gurdate solo negli Usa e nella Spagna zapaterista come li trattano quelli che non rispettano le leggi dello stato.Quelli che stuprano,rapinano,uccidono e vengono a pretendere diritti che loro nei loro paesi agli altri non danno. Invece qui li si compatisce e li si fa entrare a braccia aperte...chiamatemi razzista o come vi pare ma tenetevela per voi la vostra falsa morale ipocrita da chi rifiuta di vedere le cose per cosi come sono.
Enrico, io quel tetto sulla testa me lo sto pagando salato e andrò avanti ancora un bel po', e sicuramente non sono io a speculare sulle case. Il fatto è che chi il tetto se lo ottiene come "diritto" è a posto per la vita, nessuno lo sfratterà mai. Se io perdo il lavoro, invece, mi attacco al tram e mi scordo qualsiasi aiuto statale. E ovviamente le spese di manutenzione me le devo pagare comunque da solo. Oltre a questo, oltre a pagare cifre da capogiro, dovrei anche pagare sorridendo una tassa su quello che altri ottengono gratis, come loro "diritto"? Per me è un controsenso. Ovviamente i soldi che escono da una parte devono rientrare dall'altra, ma la prima casa Non. Deve. Essere. Tassata. Punto. Nota che chi è a favore dell'ICI è poi a favore del regime IVA agevolato per Sky. Anche la pay TV è un diritto di tutti?
Per una volta si chiede che paghino una tassa anche gli immigrati? Apriti cielo. Non so lo stato di famiglia o il certificato di residenza, è un pezzo che non ne faccio, in compenso ti posso assicurare che paghi imposte di bollo su tutto quello che ho citato prima. Posso aggiungere che per un'operazione, fortunatamente roba da poco, ho dovuto pagare la visita specialistica, l'operazione e le medicazioni successive. Sai, dai e dai, la cifra sale. Per fortuna mi posso permettere un ticket che è comunque molto inferiore al costo totale delle prestazioni mediche coinvolte, ma ti assicuro che non sono felice al pensiero che invece a un immigrato sia sufficiente autocertificarsi indigente per evitare qualsiasi esborso (anche per la pulizia dei denti). Posso aggiungere che ho appena preso una multa per eccesso di velocità: su strada statale, fuori da centri abitati, andavo secondo l'autovelox a 77 km/h, contro i 70 del limite. Tolti i 5 km/h di tolleranza di legge, ho preso 50 euro di multa per 2, DUE!!! km/h sopra il limite. Ma già, io sono italiano e se spremono me va benissimo. Mi vuoi dire che un cittadino straniero avrebbe pagato quella multa? Ahahah!
Tra me e la povertà c'è solo il mio lavoro, non credere: ormai siamo tutti precari, anche chi è fortunato come me ed ha un lavoro a tempo indeterminato. Purtroppo un paese dove è trattato a pesci in faccia chi lavora e produce è un paese suicida. Il buonismo va sempre e comunque contro di me e quelli come me, come se fossi chissà che ricco. Vorreste magari togliermi anche la casa per darla a qualcun altro secondo voi più meritevole?
ROMA (Reuters) - La Lega Nord ha proposto oggi un emendamento al decreto legge anticrisi che introduce una tassa di 50 euro per il rilascio e il rinnovo di permessi di soggiorno ai cittadini stranieri, una misura che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha definito "oggettivamente discriminatoria".
Fini ha commentato in una nota di augurarsi che "la maggioranza rifletta prima di varare norme che nulla hanno a che vedere con la doverosa lotta all'immigrazione clandestina, e che sono oggettivamente discriminatorie nei confronti dei lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale".
Alla tragedia leghista si oppone la comica fascista . La tragicomica coesione del governo sbandierata da un nano .
@fabrizio
la tassa sul permesso di soggiorno non è paragonabile alle altre tasse citate (che comunque pagano tutti, italiani e stranieri). Se ti facessero pagare lo stato di famiglia o il certificato di residenza allora sì che avresti ragione.
Quella dell'ICI è stata una una mossa elettorale e i soldi li prendono da un'altra parte (al pari del salvataggio alitalia). Lo sai che alcune tasse 'tolte' dal precedente governo Berlusconi te le hanno messe nella bolletta elettrica?
Il diritto ad un tetto decente è un diritto di tutti. La speculazione sulle case esistente in italia è (di nuovo) una vergogna
Condivido la vergogna di essere italiano espressa da enrico . I provincialotti medievali padani non vogliono evidentemente l'integrazione di TUTTI gli stranieri . Extracomunitario potrebbe essere infatti anche un americano made in USA con l'insano intento di mettere su un impresa in questo paese fascista imbevuto di razzismo , e impedirglielo o ostacolarglielo con questi ottusi stratagemmi è come darsi la zappa sui piedi .
Il chiaro intento degli industrialotti padani in crisi malcelato da pretesti razzisti è ostacolare l'integrazione LEGALE degli stranieri per continuare a sfruttare quella manovalanza in "NERO" , contribuendo all'evasione fiscale e al decadimento morale e civile del paese .
Da L'Unità, riguardo alla proposta della Lega:
«Sono norme razziste, discriminatorie e prive di buon senso, che fanno pagare agli immigrati la crisi e che avranno l'effetto di alimentare la clandestinità e l'insicurezza. Il risultato è che avremo un paese più povero e meno civile»
Insomma, finché si spremono gli italiani come limoni va bene, anzi benissimo, ma guai a toccare gli immigrati! Dentro tutti, zero tasse, zero doveri e anzi, casa gratis, sanità gratis e tutti i diritti dei cittadini - anzi, di più. Quelli che si scandalizzano tanto per l'imposta sul permesso di soggiorno, che è del tutto paragonabile alle decine di tasse di bollo varie che paghiamo noi (su C/C, su carta di credito, perfino sulle contravvenzioni!) sono gli stessi che si sono arrabbiati per la cancellazione dell'ICI, cioè di una tassa che colpisce chi si è fatto il mazzo per una vita per pagarsi una casa, che tra l'altro poi deve mantenere e curare a spese proprie. Quella stessa casa che per immigrati, rom etc., invece, dev'essere un diritto inviolabile, gratuito e indiscutibile a prescindere da ogni altra considerazione.
Boh, roba da matti: da vergognarsi di essere italiani sì, ma - per quanto mi riguarda - in senso opposto a quello prospettato da Enrico!
Da vergognarsi di essere italiani. Se lo dico a mia moglie che è brasiliana e che grazie alla nostra burocrazia (al consolato) non è riuscita ancora ad ottenere anche la cittadinanza italiana...
La Cassazione dice bene ma quando un eritreo è stato rispedito a casa può forse fare ricorso? O lo riporta in qua la Cassazione? Il poveraccio deve solo ringraziare se il suo democratico governo non gli fa la pelle. E quelle della Cassazione sono parole vuote se agli inviti ai questori non sostituisce minacce di punizioni x gli abusi
Ripeto, da vergognarsi di essere italiani
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 16:09
Willy
@ andrea
In parole più chiare , perchè anche lo strumento capisca : il tuo dio rifulge nel tuo essere, willy .
Feuerbach ?
Meglio Chateubriand !!!