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Vaticano: dura posizione contro la pillola contraccettiva. Ma le posizioni sono diverse.

Domenica 4 Gennaio 2009, 18:26 in Cronaca di

Il Vaticano, attraverso le parole apparse sull'Osservatore Romano. definisce la pillola contraccettiva una sorta di vero e proprio farmaco abortivo.

Lo fa attraverso l'intervento di Pedro José María Simón Castellví, presidente della «Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici».

Questa tesi, è da dire, rimane controvrsa anche nello stesso ambiente cattolico ed - ovviamente - il Corriere - che ha riportato oggi la notizia, lo sottolinea.

>La pillola contraccettiva classica - riferisce il Corriere - «funziona in molti casi con un vero effetto abortivo», viola «cinque diritti umani» e già che c’è «ha effetti ecologici devastanti», seminando «tonnellate di ormoni nell’ambiente» e contribuendo così all’«infertilità maschile in occidente»Nell’articolo sul quotidiano della Santa Sede («L’Humanae Vitae, una profezia scientifica») Castellví dice ora che una ricerca pubblicata dalla sua Federazione «dimostra irrefutabilmente» che «la pillola denominata anovulatoria più utilizzata nel mondo industrializzato, quella con basse dosi di ormoni estrogeni e progestinici, funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, poiché espelle un piccolo embrione umano».

A questo si aggiungerebbero «gli effetti ecologici devastanti delle tonnellate di ormoni per anni rilasciati nell’ambiente. Abbiamo dati a sufficienza per affermare che uno dei motivi per nulla disprezzabile dell’infertilità maschile in occidente è l’inquinamento ambientale provocato da prodotti della "pillola" ». Due conclusioni «che non dovrebbero passare inosservate né nella Chiesa né al di fuori di essa». E non basta: «I mezzi contraccettivi violano almeno cinque diritti: a vita, salute, educazione, informazione (la loro diffusione avviene a discapito dell’informazione sui mezzi naturali) ed uguaglianza fra i sessi (il peso ricade quasi sempre sulla donna)».

Mons. Sgreccia - già intervistao su altri argomenti di bioetica da Passi Nel Deserto - si mostra prudente sull'argomento. Prosegue il Corriere.

«La distinzione tra aborto e contraccezione resta. Quello sulla pillola è un grave sospetto, e forse più di un sospetto, di cui si parla da anni. Per non nuocere alla salute della donna, si abbassarono i dosaggi. E all’effetto principale, di impedire l’ovulazione, si è aggiunto così il rischio che la pillola abbia una funzione anti-impiantatoria: impedire al piccolo embrione che si è nel frattempo formato di impiantarsi. Ma la percentuale di effetti abortivi sembra così ridotta, zero virgola qualcosa per mille, che non se ne parla. Nel frattempo, seguendo la stessa logica anti-impiantatoria, sono nate le pillole del giorno dopo». E l’inquinamento? «Che la diffusione di ormoni nell’ambiente moltiplichi i parti gemellari e al contrario produca infertilità maschile è vero. Ma le cause sono varie. E più che altro, dipende dal fatto che vengono usati come fertilizzanti in agricoltura: così ce li ritroviamo nella verdura, nella carne...». 

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5 commenti
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29 Gen 2009
alle 13:35

Camy

Pensate, se tutti ci facessimo preti o suore non avremmo di questi problemi.....

4
05 Gen 2009
alle 20:36

Alieno

Le mie considerazioni finali, mi ero dimenticato di scriverlo, provengono dai "reclami" di cattolici che a me si rivolgono in cerca di conforto (io che nemmen son cattolico tra l'altro) nella confusione in cui sono abbandonati dagli stessi preti.

Difendo volentieri quell'istituzione, non risparmiando critiche quando lo ritengo giusto (non ho pregiudiziali però, come certi no-Vat militanti de sinistra che ci sparano sopra di mestiere, usando come intercalare tra un prete ed una Chiesa o Papa, il termine "fascista", fatto che già denuncia il loro grado di civilità ed onestà intellettuale nonchè i loro fini principali aldilà dell'antifascismo). E però, caspita, è sempre più complicato: talvolta la Chiesa è veramente schizofrenica ed autodistruttiva nei suoi uomini che più dovrebbero rappresentarla, come sacerdoti (ignoranti che vorrebbero negare sacramenti a figli di divorziati, facendo pagare loro eventuali "colpe" che non possono avere, tanto per dirne una, per non parlare di preti che o negano l'ingresso in Chiesa a omosessuali oppure, al contrario, pretendono che il rapporto omosessuale sia aderente alla legge di Di e li vorrebbero pure preti gli omosessuali: ma per diventar preti e cristiani, fanno i provini da Maria De Filippi come ad Amici o cosa?).

Cerco sempre di ricordare com'è facile la tentazione del rancore, dell'odio, la tentazione di massimalizzare la rappresentazione della Chiesa con superficialità, in blocco, ricordando la natura umana di coloro che sbagliano che sono, naturalmente, anche dietro l'altare e di rafforzare la loro fede aldilà di queste tristezze, ma che diamine, mi desse un po' una mano, la Chiesa, a difenderla, a difendere i suoi fedeli, che in fin dei conti sono solo un povero Alieno e nemmen son pagato oltretutto, per dedicarmici di più.

Vabbè, niente mano, m'arrangio: ma almen, nel non creare confusione tra lamentosi cattolici smarriti, non metter bastoni tra le ruote, non si può? :-))))

No perchè, così, tutto da solo con questo peso, il rischio non è quello di non riuscire, quello è un rischio possibile ma minimo in confronto a quello che mi si para sempre davanti, ben più grave, cioè di riuscirci e di montarmi molto la testa per questo.

Ed un Alieno che si monta, parola, è antipatico e diventa anche esteticamente più brutto, credetemi ...oltretutto "montato" non riesco più a fare la piega alle creste sulla schiena e la coda si attorciglia alla proboscide uncinata parando la vista agli occhi laterali, per non parlare delle antenne che vanno in corto ed in quel caso mi tocca ricalibrare anche i nasi che sono connessi con gli altri 9 organi percettivi... insomma, uno strazio un Alieno così, un po' di pietà!!!

Alieno

3
05 Gen 2009
alle 20:20

Alieno

E però, senza entrare proprio nello specifico, io credo che il Vaticano farebbe meglio a concentrare gli sforzi su meno obiettivi, tentando di massimizzare un risultato. Insomma, meno carne al fuoco o si rischia (ed è un rischio alto comunque tra l'altro) di restare con un sacco di fumo e nient'arrosto.

Insomma: prima di andare a mettere in dubbio, con argomentazione naturalmente, l'eventualità di una natura abortiva o precocezionale (pre o post impianto se si preferisce), si tenti almeno di portare a casa qualche punto, chè finora son pochini, con tanti cattolici che allegramente abortiscono, concepiscono la naturalità dell'ordine omosessualità integrato con la legge di Dio, si porta avanti il progetto dell'eugenetica, dell'eutanasia ecc...

Non faccio questa critica solo il mio essermi più volte dichiarato cristiano non cattolico ed a favore dei sistemi contraccettivi, ma perchè mi pare una strategia ancora una volta, perdente, se davvero sta a cuore portare avanti una propria cultura valoriale che si innesti socialmente e si espanda. Mentre ad occuparsi della nocività di quell'ingresso artificioso ormonale di corpi e tavole, tramite pillole e fertilizzanti dovrebbero essere altri enti di controllo e semmai la Chiesa stimolare quell'attenzione senza buttarci troppo peso sulla questione, dal momento che deve ancora rendere concretizzabili altri valori in cui più evidente è la non negoziabilità e la difesa della vita.

E nè primo ma nemmen certo ultimo, prima di proporsi, il Vaticano, dovrebbe almeno raggiungere un'offerta propositiva più coesa e per questo più credibile: come può proporre alcunchè con forza se al suo interno si lavora contro? Insomma, prima di occuparsi della questione al topic, io credo che si debba mettere al centro altre priorità. E prima di educare la società offrendo contributo e stimolo, dovrebbe porsi la questione della necessità, sempre più evidente, di una propria rieducazione per non apparire incongruente, debole, a volte schizofrenica e sempre con l'impressione di una fede portata da istituzione precaria, sempre con il sospetto che siano in atti più scismi "dolci" al suo interno, contraddizioni...

Altrimenti appare un messaggio schizofrenico al fedele, lo mette in difficoltà e più che stimolare la sua coscienza, la confonde o lo irrita.

Per far ciò si deve certamente puntare ad un serio processo riqualificativo al proprio interno, a partire proprio dai preti e pazienza per l'eventuale sacrificio quantitativo, alla lunga, come abbiamo visto dopo il '68, non paga quella cessione qualitativa per quella quantitativa. Certo, serve coraggio, meno buonismo, più responsabilità e "politicamente" può essere controproducente, almen nella fase iniziale. Ma la Chiesa non è un partito: si faccia, si adotti la strategia che difende la propria identità e che non la negozi costantemente, come certi cattolici adulti, mettendola in subordine ed in una dimensione hobbistica e privatistica perchè non scomodi consensi..

Se si ha paura, si guardi, per esempio, al buddismo tibetano: non è certo rimasto immune ai cambiamenti, ma lo ha fatto rispettando la sua identità, antichissima ed oggi può (e succede) attrarre moltissimi proprio per quella sua identità difesa (un noto come Richard Gere per tutti, facendo esempio). La perdita considerevole della Chiesa in Europa ed in Italia (di adesioni e vocazioni anche), non fa riflettere? Quando comincia quel distacco affettivo sempre più manifesto? Quando comincia da parte della Chiesa la cessione qualitativa per... ruffianeria? Incapacità? La ricerca di restare al passo coi tempi però tradotta miserevolmente poi, al passo con le mode (che sempre passano, non hanno vocazione all'eternità eh), con strategie più politiche che spirituali nella ricerca di consenso.

La negoziazione ormai è diventata parte integrante dell'idea cristiana di molti preti, addirittura che in nome del relativismo malintendono il principio della tolleranza e della convivenza, rinunciando perfino al valore assoluto della propria fede, all'unicità del proprio Dio: ma a che serve allora una fede simile? E' ancora fede se si mette la propria ed il proprio Dio Assoluto, al pari di altre divinità? Non è invece, forse più difficile certo, ma più autentica, la fede e la bontà (e non buonismo che disintegra, ma bontà che integra) di chi ha un assolutismo proprio e però non impone il proprio agli altri, rispettandolo senza aver necessità, oltretutto incomprensibile se si ha fede davvero in Dio come unico Dio? Chi conosce la Verità o la avverte (e nella fede questo dovrebbe accadere, significa fiducia, contare su...), dovrebbe avere la forza per essere tollerante, non la debolezza della cessione di una parte di fede che evidentemente non è nè così forte, nè così autentica.

Introdurre nella propria preghiera (nel caso nostro cristiana o cattolica) la preghiera ad Allah, Buddha o Manitù è una sciocchezza che però risulta capace di confondere la fede che improvvisamente si trova sul piano delle altre, dunque non è più LA fede, LA verità, non è più DIO, ma un dio tra altri, fede tra altre, verità tra altre. Solo una fede autentica e forte rende capaci di amore per avere con sè la tolleranza con gli altri culti e senza la cessione di una propria verità, che evidentemente non è così avvertita, stabile, cioè non si ha abbastanza fiducia che ci sia UNA verità, UN DIO, e non tanti.

Cedere all'intolleranza o cedere la propria fede, invece sono dimostrazioni di infedeltà, a meno che non sia il proprio culto, a prevedere l'intolleranza e non l'amore o la bontà, come proprio valore (e non è nè il caso del Cristianesimo nè quello del buddismo, mentre su quello che ha predicato in Terra Maometto ho molte riserve, nel rileggerlo).

Insomma, intolleranza o relativismo, appaiono come vie facili da compiere, con l'illusoria idea di bontà, quando al massimo è buonismo o poca forza-fiducia nella propria fede e non permette affatto di mettere alla prova l'uomo offrendo il valore della tolleranza, quello forse più difficile, ma più autentico esser tolleranti, che è appunto esser sinceri nell'assoluta unica verità e nonostante ciò, rivolgersi con comprensione e misericordia per chi non la conosce e certo, per fargliela conoscere, la via migliore non è quella di dimostrare una propria debolezza di fede, il disconoscere la propria fiducia in quella verità, riducendola e svilendola al pari di mille altre.

Il relativismo non serve, come non serve il buonismo, serve la fiducia nella bontà della propria fede e solo così si può manifestare una vera e propria tolleranza, nonchè una forza nella propria fede.

Il Vaticano però ha in passato compiuto dei passi audaci, in odor di eresia ed oggi paga le conseguenze perchè nella propria debolezza, ha saputo confondere i propri credenti.

Naturalmente si può invertire e mettere al centro una fede altra da quella cattolico-cristiana e considerare le altre tra cui quella cattolica-cristiana e direi uguale cosa: non c'è necessità, se tu hai fede (in Allah o Buddha) fiducia nella tua verità, che tu rinunci a quella verità in nome di una pretesa bontà che invece è solo buonismo, una mancanza di rispetto, una debolezza portata al proprio credo. Il rispetto tra i popoli o tra i credenti, si ha mantenendo la propria identità (e verità) non disperdendola, oltretutto istigando esasperazione, odi, rancori.

Mentre dal punto di vista "laico" bisogna considerare ugualmente ma ancor di più qual'è il portato di quelle fede e valutare se sono compatibili con una civiltà libera, democratica (libera Chiesa in libero Stato) e non istighino invece qualcosa che somiglia ad una sharia (errore che non dovremmo concedere nemmeno ad una Chiesa Cattolica naturalmente) disumana, impietosa, terrorista.

Insomma, c'è tanto da fare prima di mettere altra carne al fuoco, a cominciare dall'interno della stessa Chiesa, dai propri fedeli, ancor di più da coloro che responsabilità li educano e li guidano,  dando esempio: i propri vescovi, i propri preti.

Certi preti, per esempio, che confondono allegramente la barba di Marx con quella di Mosè o di Gesù o che idolatrano un assassino sadico come Che, anche lui in odio a religioni, a Dio e dedito al materialismo ed alla cultura "ateicida" (facendo sparire con la forza anche, le tracce di Dio dalle coscienze) come fosse un santo al pari di San Francesco, beh, non si possono vedere proprio e capisco che poi la spaccatura all'interno della Chiesa non si risolva.

Ormai sono passati tanti anni, una quarantina, quasi mezzo secolo: i risultati nocivi, disastrosi di certe scelte relativiste, più politiche che di fede, sono talmente evidenti che sarebbe il caso per la Chiesa di cominciare un processo di valorizzazione qualitativa, non solo quantitativa e solo così migliorerà l'offerta e nel lungo periodo sarà più credibile ed appetibile, stimolante, capace. Insomma, dopo il '68, non solo la scuola ha subito disastro in quella sbornia delirante, come si può vedere e non solo la scuola necessita urgentemente di una sana riqualificazione.

Alieno

2
05 Gen 2009
alle 18:12

enrico

Per gli effetti sull'ambiente bisogna vedere su cosa si basa quanto affermato dal Vaticano (e chi è ad affermarlo). Anche a me sembra un po' strano. In genere prima di scrivere qualcosa sull'Osservatore ci pensano, ma a volte qualche 'sciocchezza' gli scappa.

Per il meccanismo d'azione devo smentire Melis. Fino ad una quindicina di anni fa sul bugiardino di una pillola (mi pare Mercilon) c'era proprio scritto che tra i meccanismi d'azione impediva l'impianto dell'ovulo fecondato. Ricordo questo perché io e una collega (sono farmacista) discutemmo se era il caso di dirlo alle clienti. Intendiamoci, nella maggior parte dei casi agisce impedendo la fecondazione. Basandosi su statistiche si calcola che nel periodo fertile di una donna che prende la pillola, può capitare una o due volte che l'effetto sia potenzialmente abortivo. Siamo su probabilità piuttosto basse se si prende in esame una sola donna (meno dell'1%) ma chiaramente su milioni di donne che hanno assunto la pillola qualche aborto c'è stato sicuramente.

Ma che problema vi fa, a te e a Melis, ammettere questo effetto della pillola? Tanto siete convinti che la vita inizi dopo l'annidamento dell'ovulo nell'utero. Giusto per non perdere l'occasione di dar contro alla Chiesa, eh? :-)

1
05 Gen 2009
alle 10:44

andrea

FARNETICAZIONI SENZA SOSTA DEL VATICANO - RESIDUO DEL MEDIOEVO
e farneticazioni dell'associazione dei medici cattolici - MEDIOEVO MODERNO...

- Il giornale del Vaticano contro la pillola anticoncezionale -

E non stiamo parlando della pillola abortiva RU486, ma dell’anticoncezionale comunemente usato dalle donne di tutto il mondo – peraltro già vietato nell'enciclica di Paolo VI nel luglio 1968.

Assurde le motivazioni: «funziona in molti casi con un effetto abortivo» ed ha comunque un «effetto devastante sull’ambiente», in quanto, attraverso le urine femminili, rilascia «tonnellate di ormoni», ed è causa dell’infertilità maschile in Occidente.

ADESSO IL VATICANO HA PAURA DEL NOSTRO PISCIO
( da Liberazione )

Quando l'ignoranza impera il prete gongola nel lusso . 

Naturalmente come al solito per una cricca di falsi e impostori c'è molto poco di vero, anzi niente:
«La pillola – ha affermato il presidente della Società, Gianbenedetto Melis - non è in grado di provocare l'aborto in quanto impedisce l'ovulazione e se non c’è l'ovulo da fecondare non ci può essere gravidanza». D'accordo anche Flavia Franconi, presidente del gruppo farmacologia di genere della Società italiana di farmacologia, che ha definito «assurde» i presunti effetti della pillola sull’ambiente e l’ecologia. «Gli ormoni contenuti nei contraccettivi orali – ha aggiunto a sua volta Melis - una volta metabolizzati dal fegato non sono più in grado di indurre effetti ormonali femminili», mentre secondo Franconi le cause dell’infertilità maschile devono piuttosto essere cercate nelle tossine presenti «nella plastica, nei disinfettanti, nel Ddt, nella diossina, nell'agricoltura e, nei paesi che ne consentono l'aggiunta nel mangime degli animali, nella carne che mangiamo». Non certo nella comune pillola anticoncezionale.
Attenzione: «Anche una bottiglia di plastica lasciata al sole libera estrogeni “inquinando” il liquido che beviamo»

 

 

 

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