Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
E al Festival arrivò...Benigni.
Naturalmente con una esibizione che non può lasciare indifferenti: simpatica, dirompente come al solito. Il solito Benigni, capace di fare ridere tutti (o quasi) gli italiani, attento alla cronaca....ma non solo...
Silvio...certo....come si fa a non divertirsi per il comico toscano che parla (senza parlarne) del suo amico/odiato Silvio Berlusconi: colui che mira al Quirinale, che ama le donne, che vuole invadere la Corsica, che ha manie di grandezza...e quant'altro.
Ma quest'anno Benigni ha fatto qualcosa in più: dopo le furenti polemiche dei giorni scorsi sui suoi compensi (sia quelli economici che quelli ipotizzati derivanti da una cessione di diritti televisivi Rai) il comico toscano ha spostato l'attenzione (così come - forse - Del Noce proprio voleva) sulla polemica sugli omosessuali.
Povia - lo sappiamo - aveva fatto arrabbiare le associazioni omosessuali (o almeno alcune) in Italia, e Benigni questa sera le accontenta, attraverso una bella lettera di Oscar Wilde nella quale l'Italia è rappresentata come il "paese ospitale" nel quale fuggire per nascondersi dalla "ingiusta giustizia" inglese contro gli omosessuali.
Una lettera intensa, letta con sentimento. Una lettera che racconta un amore tra due uomini, oltre che la prigionia e le sofferenze causate da leggi ingiuste....
Una lettera che però sembra troppo (almeno a me) usata per spostare l'accento da una polemica all'altra, nel tentativo a mio parere maldestro di schivare polemiche giuste.
Come si fa a giustificare in piena crisi un compenso di 350.000 euro per una comparsata seppur di altissima qualità durante un Festival "da salvare a tutti i costi"?
Specialmente se è lo stesso Benigni a ricordare che invece che di parlare di "certezza della pena" si dovrebbe parlare di "certezza della cena".
Caro Benigni: quello che hai detto mi è comunque piaciuto, perchè ha tentato di riportare il discorso sulle cose importanti, quali l'amore ed il rispetto per i sentimenti altrui (cosa che mai nessuno ha messo in dubbio, neppure - come si pensa - la Chiesa).
Ma questa volta forse qualche scivolone l'hai fatto....
Sanremo come metafora.
Il vincitore arriva diritto diritto dagli studi di Cologno, il presentatore e la sua spalla pure, la reginetta dell’ultima serata rappresentava la storia aziendale e familiare di Fininvest, la canzonetta più applaudita e arrivata seconda era un trattatello in forma di case history sull’omosessualità vista come condizione di sofferenza da cui emanciparsi per diventare felici e regolari padri di famiglia.
Direi che la puntata finale di Sanremo è stata una perfetta sintesi e un’incarnazione catodica dell’aria che tira in Italia, cioè del regimetto Mediaset-Vaticano che oggi detta legge al paese e gli impone tutti i suoi parametri culturali.
Nessuno nega che Benigni sappia far ridere. Un po' perchè i toscani son bravini in questo (e lui è un toscanaccio, appunto), un po' perchè la sua comicità è potenziale (fisicamente già lo è).
E poi perchè è bravo di suo, diciamocelo, più bravo come comico di palcoscenico che come regista, per quanto mi riguarda.
Detto ciò, faccio notare che ormai da tempo, Benigni è veramente più di un comico capace.
E' un furbo. La considerazione della cena e del cachet di Don Paolo rende l'idea, come rende l'idea l'avere certe comparsate (magari in compagnia di Celentano) per poi sapere che un Benigni è anche un banalissimo cittadino che fa un condono fiscale (che teoricamente, così si insinua dalla sua parte politica, non si ha necessità di fare se non per coscienza sporca e proporre condoni, aiuterebbe solo evasori ecc..).
Cose così.
Ed in qual modo può esser furbo oggi un Benigni?
Essendo un campione, un paladino del conformismo. E però camuffato da anticonformista.
Perchè c'è un tremendo conformismo, per esempio, in tema di omosessualità. Per trovare un anticonformista bisogna trovare un Povia per esempio, che infatti si tira addosso l'odio dei conformisti, veri e propri farisei, bigotti, per cui la vulgata ufficiale e corretta in tema di omosessualità, nemmen si può osare di discutere di striscio.
Spessi con incoerenze palesi, ma il conformismo è quello che è e spesso paga tanto consenso.
Per esempio mi capita di ascoltare sul tema uno come Cecchi Paone, che di quel conformismo da tempo è campione. Ma nei plausi del conformismo e del politicamente corretto, propone degli scricchiolii di onestà logica, proprio lui che vanta d'averne più d'altri.
Fai conto, si slancia nel solito ricordarci i grandi fasti dell'omosessualità nella cultura ellenistica, omosessualità sponsorizzata, attenzione a quello che ci dice, non tra schiavi ed ignoranti qualsiasi, ma agli alti livelli: intellettuali, gente che conta socialmente, politicamente, in quella cultura fantastica.
E però così ci ha appena detto che l'omosessualità è relazionata, nella sua maggiore o minor presenza, da parametri culturali. Dai livelli sociali, economici, sociali, politici, culturali.
Ed allora così perdi l'altro punto solito della "naturalità" di un'omosessualità, esaltando invece quello che critica agli avversari che, appunto dicono l'omosessualità relativa a parametri psicologici e culturali.
Ma guai a dirlo. Un Povia non dice affatto, assolutisticamente, in quella canzone se non altro, che l'omosessualità ha ragione solo in motivi psicologici. Ma, anticonformista, propone una verità esclusa dalla vulgata conformista appunto, che la nasconde: può dipendere da quello che canta.
Non si può dire, parrebbe, perchè dall'altra parte l'assolutismo impone che non si può dire.
Lo può dire solo Cecchi Paone, parlando della diffusione dell'omosessualità grazie alla cultura, agli alti livelli sociali...
Roba così, da quella parte, tra farisei e conformisti, politicamente corretti.. e ben poco scientifici come vorrebbero raccontarci, tra l'altro, eheh.
Beh, Benigni si inserisce, non è la prima volta, da furbo toscanaccio, in quel conformismo tra "buonisti". Beh, fa il suo. L'importante che è che gli altri, non si rassegnino al conformismo, al buonismo, facciano sentire la propria voce, la propria intelligenza, non si dimostrino altrettanto farisei, opportunisti, limitati e limitanti, portino i loro valori, con la fede ma anche la ragione d'una fede ed anche la ragione e basta, confrontandosi con chi non ne ha, con più coraggio.
Io non credo sia difficile farlo, basta avere più coraggio, più fiducia nei propri valori (o nella propria fede o nella propria ragione, o in entrambe).
Poi, per quanto riguarda Benigni, io non ho visto San Remo (mi ha sempre annoiato, ma non sono snob, guardo i Simpson o filmetti non impegnati serenamente, non mi si confonda con certi snobismi sinistri eh!), ma ho visto il passaggio sull'omosessualità, sulla Zanicchi in altri programmi citato e mi è sembrato, rispetto alle capacità comiche che ricordavo, molto sottotono, peggio riuscito. Con celentano mi sembrò più capace di genialità, per quanto faziosissima, più divertente.
Poi i gusti son gusti. Qui si vedeva troppo il furbo e poco il comico, a mio avviso.
Alieno
ho sbagliato a postare, mi scuso, credo si capisca... :-)
Questo è un nuovo post, mi era sfuggito.
Alieno
Cd (al 20): emerge, come al solito, la consueta distanza tra noi. Anche nella fede, naturalmente.
Io non mi sostituisco a Dio, ma ne tengo ben presente l'esempio (la croce, chi ama Dio e non uccide per "pietismo", ma assiste con amore e chi fa altro).
Tu invece introduci il solito relativismo, in cui una verità non può mai essere oggettiva. Tu hai la tua verità, io la mia, Beppino la sua.
Introduci il soggettivismo. Soggettivamente, la verità di Beppino è LA verità, aldilà dell'esempio e della testimonianza di Dio che offre ben chiara agli uomini (o meglio, non a tutti chiara, parrebbe, ehehe).
Ma dove non è possibile incontrarci sulla fede, allora incontriamoci con la ragione, proviamo.
Se non hai una verità, ma molte (la mia, la tua, quella di Beppino ecc), abbiamo una ragione, anche civile, a dirci che a meno che non si abbiano certezze, è meglio la prudenza, è meglio lasciar stare. Non si emette sentenza diversa, se non "aldilà di ogni ragionevole dubbio", figurati a morte.
Ed allora, se tu mi insegni che di dubbi ce ne sono molti, beh, Beppino ha sbagliato ed hanno sbagliato tanti con lui, anche per una ragione civile, in cui in caso di dubbio, meglio lasciar stare.
Il fatto, però, è che Beppino è quello che non ha dubbi, nè sul "possesso" privato sulla vita della figlia, nè sull'idea della vita stessa, col titolo di "padre" che dovrebbe essere al massimo privilegiato tutore, non "proprietario" di vita filiale.
E non è vero che mi pongo aldisopra della sofferenza degli uomini, sono uomo anche io. Io non nego che Beppino abbia sofferto. Ma non ho la presunzione o l'inganno per cui sapere che nella sofferenza, bastando la sofferenza, si ha ragione e diritti. Alla comprensione, non alla ragione. Anzi, proprio la ragione mi dice il contrario: una persona che soffre molto, è meno lucida, dispone meno della ragione. Un depresso avrà la ragione offuscata proprio nella sua sofferenza, può pensare addirittura di porre fine alla sua vita o a quella di altri intorno a lui in quella nebbia imposta alla ragione d'una sofferenza.
E Beppino non è un uomo "monodimensionale", appiattito sull'essere padre sofferente. E' un uomo più complesso, non solo il padre di Eluana, ma anche. Un uomo che ci ha mentito, io dico, argomentando, possibile che nemmeno argomentando mi risparmi l'accusa di delirio ed onnipotenza? Ed allora argomenta anche tu, perchè tu compi quel di cui mi accusi, giudicandomi, ma almeno argomenta anche tu.
Non ho forse detto, anzi, citato Beppino nel dirci che si faceva da parte? Invece tutt'altro. Oltre le altre apparizioni, stamattina l'ho sentito su rai3, tu pensa...
E' curioso: sarei onnipotente, esagerato con Beppino e non ti poni, tu, nemmeno un controllo di coerenze, un piccolo esame di coscienza proponendo a me quello di cui mi accusi. Ed io non penso, attenzione, che tu sia onnipotente. Per me sei un uomo ed un cristiano, un cattolico che sbaglia, come tanti. Che non è un buon motivo per non dirtelo, quel tanti, compreso il fatto che io possa sbagliare altre volte.
Eviterei di dirtelo se non ti portassi rispetto, considerandoti non degno del mio dialogo o non capace di comprendere le mie ragioni, se pensassi che un dialogo è inutile. Eviterei se non avessi fiducia e fede, oltre che ragioni per cui esporle.
Dunque, l'accusa di delirio ed onnipotenza, falla pure, ma almeno argomenta meglio, fammi capire perchè non dovrei permettermi.
E' ovvio che Beppino si trova in una condizione etica che è condivisa da alcuni, ma effettivamente non molti parrebbe, politicamente, avrebbero concordato una legge come quella che gli ha permesso di uccidere sua figlia. Dico, a parte qualche Ds (non tutti) ed i radicali, veramente pochi e figurarsi dall'altra parte. La politica però rappresenta cittadini fino a prova contraria (altrimenti avremmo ancora comunisti, per dire, in Parlamento o i radicali sarebbero in tantissimi e non lo sono).
Allora viene il sospetto che a tanti, la discussione diventa comoda arena per scontro politico davvero, strumentalizzandola un po' per la bisogna.
Alieno
@Andrea Sacchini: nel commento, non è la prima volta, porto un'argomentazione di ragione, per cui, se dispiace il linguaggio della fede, si prosegue comunque la discussione.
Sintesi:
c'erano dubbi: motivo per non emettere sentenza, lasciare stare.
non c'era legge specifica: i magistrati non possono farla, devono applicarla, non farla.
ci sono norme di carattere generale sulla vita, anche nella Costituzione: tutelano la vita, non permetterebbero quello che è successo.
c'è stata (strumentale o meno, non importa) la volontà di far legge specifica in fretta: Beppino non voleva una legge, se non quella che piaceva a lui e ha fatto di tutto per evitare di confrontarcisi, senza prudenza, senza pazienza (perchè se aspetti 17 anni, puoi aspettare, soprattutto se dici che tua figlia non sente nulla, è morta 17 anni fa... ma era la sua questione di principio, non di sofferenza, a mio avviso, era tremendamente lucido in quel percorso).
oggi Beppino straparla dove aveva chiesto silenzio (lui parlando) dove aveva promesso di farsi da parte (ma manifesta, parla a giornali, tv, radio anche oggi), emergendo ben più di un padre sofferente (non è monodimensionale ed appiattito in quel ruolo, insisto, perchè vogliamo Beppino solo essere il padre di Eluana?), a mio avviso palesando in quel ruolo di padre sofferente, un certo interesse strumentale per completare il suo progetto ed oggi facendone un altro oppure continuando uno che si manifesta, aldilà di Eluana, nel suo straparlare di oggi (e di domani).
Insomma, tanto per dirti che non è affatto vero che tutta la discussione sia sostanzialmente imperniata sul presupposto di Dio, sapendo cristiani confrontarsi anche con il linguaggio della ragione in una convivenza e nella costruzione sociale.
Ciao.
Alieno
C’è poco da dire, solo in Italia dove governa Silvio b.onaparte succede che si condanni il corrotto ma non si punisca il corruttore, il mondo ci guarda ed ha compassione per la minoranza onesta che si deve vergognare in silenzio di chi la rappresenta nel mondo stesso. Ringrazio comunque la buona sorte che mi ha concesso di vivere un mezzo secolo senza incontrare di persona ne la signora guerra ne la signorina crisi che ora comincia a tormentare gli uomini e le donne oneste che lottano per un futuro sereno per i propri figli. Benigni guadagna molto ma è ricco anche di onestà intellettuale, un optional che purtroppo non è inserito nel catalogo della maggioranza dei politici intesi trasversalmente. Parlando di numeri credo comunque che siano sei mesi dello stipendio di Borghezio o Mastella oppure tre mesi di entrambi. Molto meglio Roberto Benigni dai.
Esprimo solidarieta a Povia (che come cantante non e un granche) contro gli intolleranti detrattori della canzone in questione.
La canzone di Povia ha un messaggio subdolo e banalmente psicologizzato. Teorizza in maniera spicciola sulle presunte "origini" dell'omosessualità, basate sulle possibilità di "guarigione" dal conflitto che dovrebbe essere in ogni gay.
Tra le altre cose dice "facevo l'amore con altri uomini per non tradire mia madre" che trovo veramente squallido. Si, è vero, questa è una storia, forse la sua. Bisogna prenderla cme un film di fantascienza. Allora va bene. Si puo' essere omosessuali felici ed etero infelici e viceversa. Tutto cio' è pericoloso se viene detto in una ribalta nazional popolare come sanremo. Sull'omosessualità ci sono già troppi luoghi comuni.
Stiamo andando verso un periodo oscuro. E non ci vedo niente di buono.
Meno male che c'è benigni..
La canzone di Povia ha un messaggio subdolo e banalmente psicologizzato. Teorizza in maniera spicciola sulle presunte "origini" dell'omosessualità, basate sulle possibilità di "guarigione" dal conflitto che dovrebbe essere in ogni gay.
Tra le altre cose dice "facevo l'amore con altri uomini per non tradire mia madre" che trovo veramente squallido. Si, è vero, questa è una storia, forse la sua. Bisogna prenderla cme un film di fantascienza. Allora va bene. Si puo' essere omosessuali felici ed etero infelici e viceversa. Tutto cio' è pericoloso se viene detto in una ribalta nazional popolare come sanremo. Sull'omosessualità ci sono già troppi luoghi comuni.
Stiamo andando verso un periodo oscuro. E non ci vedo niente di buono.
Meno male che c'è benigni..
La canzone di Povia ha un messaggio subdolo e banalmente psicologizzato. Teorizza in maniera spicciola sulle presunte "origini" dell'omosessualità, basate sulle possibilità di "guarigione" dal conflitto che dovrebbe essere in ogni gay.
Tra le altre cose dice "facevo l'amore con altri uomini per non tradire mia madre" che trovo veramente squallido. Si, è vero, questa è una storia, forse la sua. Bisogna prenderla cme un film di fantascienza. Allora va bene. Si puo' essere omosessuali felici ed etero infelici e viceversa. Tutto cio' è pericoloso se viene detto in una ribalta nazional popolare come sanremo. Sull'omosessualità ci sono già troppi luoghi comuni.
Stiamo andando verso un periodo oscuro. E non ci vedo niente di buono.
Meno male che c'è benigni..
Io lavoro più delle classiche 40 ore settimanali e le ferie (nel senso di riposarmi a casa) non le faccio nemmeno tutti gli anni. Ho notato che ho la tendenza a guardare chi guadagna più di me con (secondo me) meno fatica e merito. Solo raramente mi viene da pensare a chi lavora come e più di me, in condizioni peggiori, guadagnando molto molto meno ( per le ferie: what's ferie?).
Benigni è un genio della comunicazione e sicuramente troviamo molta gente che guadagna più di lui con meno merito. Però non fanno gli spiritosi sulla certezza della cena. Personalmente apprezzo molto Benigni ma da uno che inneggia all'amore al di sopra di tutto mi sarei aspettato un po' meno attaccamento alla pecunia. Anche se magari non li ha chiesti lui ma glieli hanno offerti. Se vai in giro per Salvador de Bahia è probabile che tu riceva 'offerte' non richieste da donne locali, ma non per questo le accetti.
Ci sono tanti coglioni che guadagnano , ma benigni è un grande , con poche parole con grande stile e raffinatezza , risveglia le coscienze , fa riflettere , fa ridere. Perchè dobbiamo guardare il compenso di una persona come lui ........l' ARTE NON HA PREZZO !!!!!!!!!!!!!!
GUARDATE I POLITICI QUANTO GUADAGNANO ..QUESTO E' SCANDOLOSO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma che scivolone!?Dal mio punto di vista ha fatto una bella performance.Ha provato a risvegliare gli italiani con le battute su Berlusconi,come quella del lodo Alfano che ancora oggi non capisco perchè non sia successa una rivoluzione.
Riguardo agli omosessuali l'accenno era inevitabile,si è troppo spesso nascosto il tema.Portarlo allo scoperto è da coraggiosi,lui lo ha fatto.
A mio parere è stato un pò ripetitivo in qualche battuta e un pò troppo scontato sul discorso rivolto alla Zanicchi.
I 350 mila euro?Sono d'accordo.Sono troppi,esageratamente.
Ovviamente le critiche non vanno rivolte a Benigni ma a chi glieli ha dati! (come giustamente tu hai fatto)
Saluti!
Non ho ancora sentito la canzone di Povia, non condivido l'idea che si debba escludere a priori che l'omosessualità possa essere una malattia.
Ho visto tutto Benigni per caso. Mi hanno fatto ridere le battute su Berlusconi anche se poteva essere più sintetico.
Condivido le cose che Benigni ha detto sull'omosessualità. Se per me è stato in intervento a sorpresa, ho capito subito che per altri non lo era affatto. Al termine della performance l'inquadratura è andata su Grillini. E' un frequentatore del festival o è stato avvertito di cosa bolliva in pentola?
Temo che la riflessione di don Paolo sia corretta: si è speso molto (troppo) per risollevare le sorti del festival e indirettamente della RAI e si è cercato di spostare l'attenzione su un tema caldo. E se verranno polemiche sulla lettera di Wilde serviranno anche quelle a salvare il festival.
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 20:34
alieno
Veramente mi pare, Civis, che qui si parli di Benigni a San Remo. Presenza che ha avuto larghissima eco, più di molti cantanti stessi.
E se Povia arriva da Cologno come dici, faccio notare che Benigni che in un certo senso firma il San Remo di quest'anno nel suo show furbo e ben pagato, da dove viene?
Benigni viene dalle case del popolo. Viene dalla sinistra.
E non viene per cantarci una sua canzone. Ma per farci demagogia che con la canzone c'entra nulla. Per farci etica e politica. Di sinistra.
Ed allora non hai davvero da lamentarti, dai ..o rischi involontariamente di esser anche tu, tuo malgrado, comico!
Alieno