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Medici a Torino: Non siamo spie e curiamo gli immigrati.

Mercoledì 11 Febbraio 2009, 16:28 in Cronaca di

"Non sono una spia".

Questa scritta non è apparsa su qualche nemico degli 007, ma - sembrerà strano - sui camici bianchi di qualche medico di Torino.

La storia è stata raccontata oggi da La Stampa, ed è legata ovviamente alla decisione contenuta nel decreto sulla sicurezza approvato al Senato, di permettere ai dottori di denunciare gli immigrati irregolari. 

Questa è stato ovviamente un gesto provocatorio, anche se la motivazione è quella di impedire che immigrati, con la paura di incorrere in qualche dottore "spione", possano non farsi curare.

Una storia - credo io - neanche così assurda.

Mi sembra strano infatti che una persona intelligente come il Ministro Maroni, non capisca che l'eliminazione del divieto "non denunciare" gli immigrati causerà di fatto alcuni "problemini" non da poco.

Pensiamo al caso in cui in un ospedale si crei un fronte "padano" dei dottori ed uno contrario al provvedimento. Cosa potrebbe succedere? Nascerebbero dottori delatori, oppure una vera e propria "guerra sanitaria"?

Poi, ovviamente, c'è il problema che emerge da questa storia raccontata dal quotidiano torinese. Quanti immigrati irregolari, preoccupati dal fatto di essere denunciati, potrebbero fuggire dagli ospedali, rifiutando cure, e portarsi così magari appena dopo un approdo sulle nostre coste, una serie di malattie, altrimenti individuabili e curabili?

Cosa faranno poi i dottori? Si metteranno davvero un tagliando sul camice, indicando chi denuncerà e chi no? 

Questo è quanto. Se volete potete leggere l'articolo su La Stampa oppure discutere di questo tema sul nostro forum. 

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5 commenti
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05 Mar 2009
alle 14:33

Alieno

Se ci si limitasse alle eterne chiacchere senza fare mai nulla di concreto, certamente sarebbero in molti a trarne profitto.

Stavolta, a molti di loro è andata maluccio, come riporta l'Ansa spiegandoci di quell'enorme business che è l'immigrazione clandestina:

Ansa - 2009-03-05 12:49IMMIGRAZIONE: SGOMINATA TRATTA CLANDESTINI DA LIBIA- ROMA - Una struttura "reticolare, multietnica e molto pericolosa" in grado di gestire tutte le fasi dell'immigrazione clandestina, dal reclutamento dei migranti in vari Paesi africani, al loro imbarco in Libia, all'arrivo sulle coste italiane, fino alla fuga dai centri di accoglienza e al successivo sfruttamento: è questa l'organizzazione smantellata dai carabinieri del Ros con l'operazione, coordinata dalla Dda di Bari, che ha portato in carcere 13 persone in Sicilia, Calabria, Lombardia ed Emilia Romagna. L'indagine nasce da una precedente inchiesta avviata dal Ros nel 2005 nei confronti di un gruppo di stranieri in contatto con soggetti indagati per terrorismo internazionale: gli accertamenti non hanno evidenziato attività connesse con il terrorismo, ma l'esistenza di una vasta organizzazione di trafficanti di esseri umani, strutturata in cellule collegate tra loro e con referenti nei Paesi di origine degli stranieri, in Libia e in Italia. Ciascun gruppo, spiegano i carabinieri, assicurava il reclutamento di connazionali in Marocco, Egitto, Tunisia, Algeria e Sudan, provvedendo quindi al loro trasferimento via terra presso il porto libico di Zouara. Qui, i referenti libici procuravano le imbarcazioni per il trasporto dei clandestini sulle coste italiane, in particolare Lampedusa, mantenendo i contatti con la componente presente in Italia, che segnalava le rotte da percorrere. Un trafficante sudanese dirigeva una cellula preposta alla gestione degli immigrati, dopo l'arrivo in Italia ed il loro trasferimento nei centri di accoglienza o di permanenza temporanea di Crotone, Agrigento e Caltanissetta. Attraverso affiliati già ospitati in queste strutture, la cellula sudanese ristabiliva i contatti con gli immigrati e ne organizzava la fuga, portandoli poi in città del nord Italia. In venti casi, secondo i carabinieri, si può parlare di veri e propri sequestri di persona a scopo di estorsione perché gli stranieri, una volta fatti fuggire dai centri, sono stati segregati in ricoveri di fortuna e liberati solo dopo il pagamento di un riscatto da parte dei familiari.

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Appare fin troppo curiosa questa coincidenza ( o meglio, sequenza) di tempi: l'altro giorno Berlusca a braccetto con Gheddafi che parrebbe destinato ad entrare nel Pantheon degli "amici" notevoli che già il premier può vantare e che per lui, evidentemente sono motivo di "vanto" dove altri, farebbero a meno di enfatizzare un rapporto di amicizia "personale" ritenendolo almeno "imbarazzante" (per esempio, dirsi amico di "Putin" che è quel che sappiamo e che ha fatto quel che sappiamo, richiede come minimo uno stomaco foderato di felpa pesante..).

Comunque sia, cioè se l'azione ha potuto esplicarsi in conseguenza di contratti con l'inaffidabilissimo Gheddafi oppure se è indipendente risulta comunque il business, di mafie ed organizzazioni criminali varie oppure come nel caso di regime dittatoriale libico, cioè ci marcian in tantissimi in ogni caso, perchè avrebbe deliberatamente usato l'arma delle ondate di clandestini per metterci sotto pressione ed ottenere dei notevolissimi vantaggi (ipotesi che a detta di molti, anche di parti di questo governo che già a suo tempo si erano espressi poi però ritornati ad un diplomatico silenzio in merito, non è solo mera ipotesi).

Ma a me appare, considerando l'oggettiva e dimostratissima nel tempo, inaffidabilità di un soggetto come Gheddafi, che un simile compromesso ha solo una funzionalità transitoria e che dunque si deve adottare altra strategia strutturale aldilà di quei rapporti collaborativi che non sempre sono perpetuabili.

E d'altra parte passi pure il pragmatismo, la real politik che ci illustrava D'Alema non molto tempo fa, spiegandoci che bomba o non bomba (nucleare) non possiamo non solo inasprire i rapporti con l'Iran con un'azione militare, ma nemmeno sanzionatoria (cioè è l'assoluta impotenza) perchè realisticamente, ci tiene per le palle, essendo tra i suoi primi (od i primi) patner commerciali-finanziari.

Quest'attitudine a farci prendere le palle dagli altri, mi pare un tantino diffusa e regolarmente pericolosa poi.

Mettere le nostre palle, per dire, nelle decise mani di uno come Putin consegnando la nostra politica energetica in situazione di dipendenza fortissima dal suo gas metano, sappiamo già cosa comporta. L'Ucraina ha già sperimentato cosa significa rendersi dipendenti da un determinato ex del Kgb: fosse anche l'inverno più glaciale degli ultimi 30 anni, lui impone dictat e non si discute: si taglia direttamente la fornitura.

Cosa succederà domani se la nostra economia industriale e domestica dipenderà quasi esclusivamente dalla Gazprom russa? Cosa succederà se riterrà per esempio che necessità di bilancio impongon ricondizionamento di norme contrattuali e dunque prezzi? A me pare che l'Ucraina sappia risponderci bene: una volta che sei dipendente, son cavoli acidi.

Ma è amico, Putin, del premier, come Gheddafi. Mi auguro che non si condizioni la politica sull'immigrazione non prevedendo ciò che un realismo ci spiega: sono soggetti pericolosi, inaffidabili, anzi, affidabili esclusivamente pensando ai loro specifici interessi particolari, dove non si incontrano coi nostri, sappiamo cosa aspettarci.

Così penso che un domani che Gheddafi tradirà puntualmente gli impegni con il giochino del rialzo che sappiamo, non solo non saremo in grado di affrontare la situazione e ci troveremo nuovamente in quella (ormai consuetudine italiana) di emergenza, ma ci sarà costato inutilmente un botto e saremo per l'ennesima volta, nella condizione di far figura dei fessi.

Alieno

Alieno

4
19 Feb 2009
alle 10:21

Ediunicko

Cari amici secondo il Diritto Umanitario Internazionale tutte le persone deboli, malate o ferite devono essere curate in modo imparziale, umano, indipendente e neutrale. Io sono persuaso che di fronte a una legge che contrasta con questi principi la coscienza di un medico non abbia scampo e debba legittimamante fare obbiezione. Non solo ma anche gli organismi internazionali dovrebbero intervenire in modo deciso..

Scettico ha ragione. Conosco donne dell'est pluriulaureate che curano persone molto anziane (e spesso è un lavoro sgradevole con persone acidose che ti maltrattano anche); persone anziane magari con nessun problema economico ne loro ne dei figli o nipoti. Solo che la badante è comoda: costa pochissimo anche una volta messa in regola, rispetto alla casa di riposo. Se poi è clandestina meglio! Così sta col nonno anche la domenica e possono andare a sciare tranquilli.

La Svizzera ha appena ratificato con un referendum molto chiaro gli accordi bilaterali 2 che comprendono la libera circolazione anche per bulgari e romeni.

Perchè?

Perchè sanno a) che l'immigrazione non si ferma se c'è gente nel resto del mondo che ha bisogno di lavorare per vivere;  b) perchè sanno che l'economia senza immigrati che svolgano i lavori che nessuno dei nostri figli vorremmo che facessero si bloccherebbe e collasserebbe.

3
12 Feb 2009
alle 15:25

Scettico

Lega Nord, quando la demenza xenofoba si mescola con l'incompetenza italiota.

Adotta anche tu un leghista, fallo ritornare nel consesso umano.:D

Non ho più parole per descrivere adeguatamente questi personaggi politici. Come diceva Soru, fra un po' come Caligola cominceranno ad eleggere cavalli come senatori e deputati.

La cosa sconvolgente è che c'e' gente a tale livello di abbrutimento morale, e talmente stupide, da eleggerli. 

Vorrei proprio vedere un imprenditore padano cosa farebbe, una volta che la manodopera straniera sparisse dalle sue fabbriche e la badante rumena (di solito laureata) smettessi di pulire il culo a sua nonna disabile.  Il lavavetri?

Saluti

2
12 Feb 2009
alle 14:08

Ivan

La precedente legge non vietava le segnalazioni, diceva solo che non erano obbligatorie. Però i medici hanno un codice deontologico che vietava e vieta tuttora di segnalare a terzi cose apprese nell'esercizio della professione (segreto professionale).

Se non si interviene anche sul codice, tutto resta come prima.

Accadrà come per la legge che consentiva, per così dire, di sparare ai rapinatori. Viene interpretata dai magistrati in modo da mandare comunque in galera quelli che ammazzano ladri o rapinatori (è notizia di questi giorni).

Punto primo: le leggi le scrivono male.

Punto secondo: per fortuna sono pasticcioni, perché non è giusto denunciare clandestini o farsi giustizia con le armi in pugno.

1
12 Feb 2009
alle 09:43

enrico

O maroni non è così intelligente o è in malafede.

Ha detto che la precedente legge vietava al medico di denunciare un irregolare ferito dalla ragazza che aveva cercato di stuprare.

Ma scherziamo? Se al Pronto Soccorso arriva una persona ferita e c'è aria di reato, straniero o non straniero, la Polizia deve essere avvertita.

In realtà maroni non è razzista, sono gli altri che non sono italiani.

 

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