blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Terremoto. Napolitano ai giornalisti: "Non rompete!". Finalmente qualcuno l'ha detto!

Giovedì 9 Aprile 2009, 12:26 in Cronaca di

Finalmente è arrivato Napolitano, a dire quello che tutti vorrebbero dire in queste ore ai giornalisti: "Non rompete!".

Un Napolitano indispettito, riferiscono alcuni giornali, quello di oggi a L'Aquila.

Un Napolitano che, disturbato dai giornalisti ha detto a chiare lettere: "Non sono qui per farmi fotografare", e - ancora più chiaramente - "non rompete".

A parte il fatto di avere dimostrato una altissima moralità e sensibilità, dichiarando di non essere in gita scolastica e neppure su un set fotografico (cosa evidentemente non molto condivisa da Berlusconi non più tardi di ieri), il Presidente della Repubblica, ha detto finalmente quello che molti italiani probabilmente sanno, ma non hanno la possibiltà di dire.

I giornalisti, o sappiamo, devono raccontare la realtà dei fatti, devono raccontare storie (per rendere i fatti più "interessanti", e possibilmente devono rendere queste storie appetibili ed avvincenti.

Quello che si innesca è così un vortice indecente, nel quale nei giorni scorsi è caduto come una "pera cotta" proprio il principale TG. Il TG1 che ha avuto l'indecenza di valutare in termini di ascolto e di share la copertura informativa sui fatti del terremoto abruzzese.

I giornalisti hanno davvero rotto. Scusate il linguaggio, ma è proprio così.

Che bisogno cè di chiedere ad una persona terremotata: "Come stai?". Come volete che stia? Serena come un papa? Raggiante come il sole?

Gli è crollato il mondo addosso, e voi gli andate a chiedere "Come sta"?

Certo, i telespettatori non devono essere solo "informati" ma devono essere coinvolti. Perchè l'informazione pura ormai non esiste più. Esiste l'"infotainment", l'informazione mista all'intrattenimento, o - se la vogliamo chiamare così - l'informazione emozionale.

Insomma...non resta che unirsi al nostro Presidente (quello della Repubblica) nel dire davvero di cuore a tutti: "Non rompete".

44
44 commenti
44
24 Ott 2009
alle 08:47

civis romanus sum

24 ottobre 2009

APPELLO DALLE TENDOPOLI
Nelle tendopoli che dovevano essere chiuse il 30 settembre ci sono ancora più di quattromila persone. Questo l'appello che gli ultimi abitanti di queste città di tela rivolgono agli italiani. La mail per contattarli è la seguente:

emergenzaottobre2009@gmail.com

All'Aquila è emergenza umanitaria. Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.

A chi ha mantenuto alta l'attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.

In questi giorni all'Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sono sfiorati i -5°C ed andiamo incontro all'inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.

Le soluzioni abitative, promesse per l'inizio dell'autunno, non ci sono. Quasi cinquemila persone sono ancora nelle tende.

Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C. A. S. E o nei M. A. P.

La maggior parte degli aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare. Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.

Noi, definiti "irriducibili", siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all'Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.

Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.

Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.

Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.

Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.

Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.

E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.

Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.

Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l'ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.

Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero.

43
18 Apr 2009
alle 17:18

Fabius

Per..Valentina!!!..Mi raccomando..stai lontana..da Willy!!..non c'è da fidarsi!!!....

42
18 Apr 2009
alle 12:49

Fabius

Avete, visto, ieri, sera, " mi manda Rai3"?..Il caso di un signora, insegnante di religione,"rea"di essersi, innamorata,e in seguito, sposatasi, con un uomo, prima separato,e divorziato..poi..esautorata dal suo incarico dalla curia,..passa, un concorso, statale,...ma dopo un un pò, viene a decadere..non si capisce bene, in base, a quale norma giuridica..o forse..si.."potenza..della Chiesa!!!..

41
18 Apr 2009
alle 12:30

Fabius

Willy..aspirante..sacerdote?!?!?!..non, ci, posso,..credere!!!!..è, proprio, vero: "non c'è più..religione"!!!..

40
17 Apr 2009
alle 15:00

Valentina

@ Willy

No, ho fatto ragioneria. Non so cosa sia valorizzazione...sorry! =)

39
17 Apr 2009
alle 14:09

Willy

@ Valentina :

Non si sa mai, mi piacerebbe tanto farci due chiacchiere.

Io sono aspirante sacerdote e frequento valorizzazione.

Hai fatto il sociopsicopedagogico ???

38
17 Apr 2009
alle 09:25

Valentina

@ Willy

Grazie per il consiglio; generalmente uso dar retta a chi mi convince con il ragionamento, sia esso rosso, nero, cattolico o musulmano. Adoro il metodo socratico ed è l'unico in grado di colpirmi, quindi su di esso mi baso...

L'indirizzo Msn ce l'ho, però non apro mai Msn quindi dubito ti tornerebbe utile.

Comunque, piacere, ho 29 anni freschi freschi e mi sto per laureare (se la burocrazia me lo permetterà e mi ritrovano gli esami che hanno perso!) in Scienze dell'Educazione, indirizzo Educatore di comunità.

37
17 Apr 2009
alle 02:00

Willy

@ Valentina

Cara Valentina, purtroppo non ho il piacere di fare la tua conoscenza. ma non dar retta a quest miscredenti rossi e a questi pseudocattolici progressisti e dici sempre quello che pensi !!!

P.s : Hai un undirizzo Msn ?

 

36
17 Apr 2009
alle 01:59

Willy

@ Valentina

Cara Valentina, purtroppo non ho il piacere di fare la tua conoscenza. ma non dar retta a quest miscredenti rossi e a questi pseudocattolici progressisti e dici sempre quello che pensi !!!

P.s : Hai un undirizzo Msn ?

 

35
16 Apr 2009
alle 15:25

Fabius

..eh..eh..ci mancavi..Vale!!.il tuo 31..veramente sagace..come del resto il 33 dell'Alieno..se non altro..qualche volta.."sei"simpatico!!..(quando, non sei fazioso)..

34
16 Apr 2009
alle 14:30

Alieno

E tra l'altro non è nemmeno "la pelle" per dirla tutta...

:))

Alieno

33
16 Apr 2009
alle 14:08

Alieno

@Fabius: essendo Alieno, per definizione non posso "unirmi" con tutti voi e dubito sarei gradito testimone, visto che non c'è verso che i miei colori cangianti e mutanti possano abbinarsi a qualsiasi cosa si voglia si scelga, a meno che non si scelga qualcosa di stravagante tipo Las Vegas o Star Wars.

Al massimo posso fare da attrazione originale per la festa degli sposi, purchè si spieghi ai curiosi che non mi si deve tirare la pelle, ché non è una maschera che cavolo!!!

:-)

Alieno

32
16 Apr 2009
alle 13:36

Valentina

In tal caso speriamo nella rivisitazione del detto...che suona: Dio li fa e poi li accoppa. I testimoni, sia chiaro!!! Ahahahah =)

31
16 Apr 2009
alle 12:43

Fabius

Eh! Eh!.. Willy..e Valentina..è proprio vero..Dio li fà..e poi l' accoppia..(sarà..vero amore)?..io, magari, mi offro, come testimone..Civis..Alieno..vi unite anche..voi?..

30
15 Apr 2009
alle 13:04

Valentina

Non so chi sia, ma quoto Willy per tutta la vitaaaaaaaaaaaaa =)

29
11 Apr 2009
alle 13:02

civis romanus sum

Prete.

Perchè ancora permetti ad un pidocchio fascista di Lefevre di scrivere su questo blog ?

Non sai che esiste il reato di apologia di fascismo in Italia ?

28
11 Apr 2009
alle 00:17

Willy

@ Don Paolo :

Caro Don Paolo, perche' spreca ancora fiato con quell' animale (usando un' eufemismo) e non passa direttamente a quella cosa "santa" che si chiama censura ? Mi creda... la rispettabilita' di questo forum ne avra' davvero da guadagnare

27
11 Apr 2009
alle 00:15

Willy

@ Don Paolo :

Caro Don Paolo, perche' spreca ancora fiato con quell' animale (usando un' eufemismo) e non passa direttamente a quella cosa "santa" che si chiama censura ? Mi creda... la rispettabilita' di questo forum ne avra' davvero guadagnare

 

26
10 Apr 2009
alle 20:58

Alieno

L'invito era principalmente a non generalizzare.

Non tutti i giornalisti sono meritevoli di critica, lo sappiamo e non si capisce perchè in altre situazioni, dove generalizzare sarebbe più motivato, si insiste che è sommo sbaglio e poi, per esempio, si faccia questa generalizzazione: "i giornalisti".

E' ovvio che leggere di un giornalista free-lance che si camuffa da prete per entrare in obitorio, beccato poi nell'uscire ridendo, forse sentendosi furbo nel successo dell'operazione e peccato che fuori c'erano parenti disperati a cui non avrà fatto piacere l'immagine d'un prete che se la ride indegnamente dinanzi al dolore, è ovvio che fa rivoltare lo stomaco.

E' ovvio che è delirante leggere di giornalisti che intervistano gente in auto, chiedendogli se hanno mangiato ed avendo risposta negativa, saperlo insistere: perchè? Non avevate fame?

Ma lasciamo che siano proprio loro, i coinvolti, a dire la loro ai giornalisti. Molti parlano più che volentieri, io le pistole puntate alle teste per fare interviste non ne ho ancora viste  e nemmen so di gente a casa costretta a non cambiare canale o fare altro che guardare la tv. E consideriamo anche il lato positivo di quel giornalismo che anche nelle piccole cose, le più stupide e semplici, anche in quelle che potrebbero esser aspetti banali, sanno trasportarci sul posto, farci essere lì con quella gente, emotivamente, vicini, perchè in quei futili dettagli, spesso c'è ciò che è più utile per capire che non sono estranei, sono come noi, gente comune come noi, con problemi che noi avremmo, che facevano le cose che facevamo noi e si vede proprio nelle piccole cose che ad uno snob forse sembrano stupide, insignificanti.

Alieno

25
10 Apr 2009
alle 20:45

Alieno

Guarda Fabius, che io ho già detto che, per quel che ne penso, la cosa giusta è nel mezzo.

Ho già detto che non apprezzo particolarmente quei palinsesti tv che fanno delle emozioni, dei sentimenti, gioiosi o dolorosi che siano, oggetti di consumo e pret-a-porter, non ho mai apprezzato format a partire dai Carramba della pioneristica Carrà, per finire con i reality o i format dell'astutissima De Filippi. Ho già detto che la mia identità, la mia personalità mi rende più vicino a chi dimostra pudore nel dolore, che non cede tutta l'intimità emotiva o sentimentale rendendola visibile con l'impressione che solo questa sia la via per renderla accettabile, assimilabile e vera come ogni altra cosa in base al principio che se non appari, non sei mediatizzato, pubblicato, reso noto, non esisti neppure, sei il nulla.

A me non piace questa roba, ma non è questo che dico. Dico di esser cauti e prudenti nei giudizi, non cinici snob. E' ovvio che certe domande a me facciano rivoltare lo stomaco. E' ovvio che sono uno di coloro che sempre si son domandati sia come diamine ad un giornalista passa per l'anticamera del cervello di fare certe domande, a caldo poi, ma soprattutto, come diamine facciano le vittime coinvolte a rispondere, a caldo. Mi son sempre chiesto come facciano ad esser ospiti a raccontare il loro dolore in tv, perchè lo fanno, come riescano anche a caldo ad esser lì e riuscire a parlare, come facciano ad esser "naturali"...

Ma non è questo che stavo dicendo.

Secondo me la cosa giusta è come spesso accade, un po' nel mezzo. Non è un rigore formale e snobista, non è l'eccesso opposto della sceneggiata che a me sembra la via più dignitosa. Ma dico di essere più prudenti.

Perchè c'è qualcosa che non torna: la gente protesterebbe per il Tg1, reclama o Napolitano esprime il parere di tutti?

Ed allora non fila, non torna, non quadra perchè gli ascolti effettivamente sono alti, dunque è premiata quella linea, senza contare che la tv, in gran parte dà alla gente quello che si aspetta, cerca di dargli quello che poi apprezzerà, premierà con gli ascolti, è quella la linea.

Ed allora non fila: sono tutti con Napolitano? E gli ascolti allora chi sono? Marziani? Se la tv è quella che è, se i format sono quelli che sono, è colpa dei giornalisti, dei marziani, di chi?

Dico solo che bisognerebbe, prima di mettersi sul pulpito a scagliare pietre, riflettere molto di più.

Dunque, Fabius, sei quanto mai più lontano potessi immaginare di me, dicendomi il tipo che si straccia le vesti tutti i giorni, semmai, per personalità ed identità, sono l'opposto. Sono quello che non andrebbe mai in tv a raccontare la sua storia. Sono quello che vive il dolore, il lutto proprio ed altrui solidalizzando con pudore.

Sono quello che non vuole fare un proprio blog, non vuole iscriversi su facebook, che guarda poca tv in effetti, ma non per questo cedo alla tentazione di essere sprezzante e snobista con chi piange, ride, vive diversamente da me, aldilà delle differenze. Apparire, non mi piace e stracciarsi le vesti è un modo di apparire troppo teatrale per me, credimi.

Ma dobbiamo discutere di come io sono o non sono? Mi vuoi rendere "istituzionale"? Ehehe.

Ciao.

Alieno

24
10 Apr 2009
alle 18:29

Fabius

Alieno..che dire...la, tua, supponenza, è talmente tale da, non meritare alcun...commento!!..Sicuramente, sei, di quelle persone, che, si "stracciano" le vesti tutti i giorni..mai, ipocrisia..fù..più eloquente!!...

23
10 Apr 2009
alle 15:16

civis romanus sum

Sciacallaggio mediatico fino alla prossima tragedia, intanto potremo divertirci altrimenti con programmini per dementi, quali grandi fratelli, fattorie, fictions sui santi e circonlocuzioni sulle esternazioni papali.

Perchè non dimentichiamocelo che l'Italia è tutta una enorme zona sismica nella quale dal sessantadue, anno in cui si prescrissero le prime norme sismiche da attuare in edilizia, si è costruito in barba a quelle di proroga in proroga non attuandole salvo meritorie eccezioni dovute più a singole amministrazioni e privati che ad altri obblighi istituzionali. 

Ma vi sono pure degli irresponsabili che vorrebbero costruire centrali nucleari.
Una tragedia come quella dell'Aquila con una centrale nucleare nei dintorni (anche 100 km) sarebbe diventata una immane catastrofe supernazionale.

Due giorni fa il nano padano, da bravo palazzinaro, ha detto che si sarebbe dovuta costruire a L'Aquila una New Town che vuol dire una città completamente nuova in una zona a fianco alla vecchia città. Qualcuno ha obiettato. Tutti gli urbanisti, gli architetti, i tecnici ( mi ritengo anch'io uno di questi), hanno detto che è una follia. Qualcuno, in conferenza stampa ha detto che comunque i pericoli sismici non sarebbero stati evitati. Il Nano allora si è accalorato ed ha detto che per stare tranquilli occorrerebbe costruire un'unica base di cemento per tutte le costruzioni della New Town.
Una enorme bufala criminogena. C'è qualcuno che si è reso conto che una base di cemento di, supponiamo, 100 mila metri quadri è quanto di più fragile si possa pensare? Una scossa che riesca ad incrinare quella sola base renderebbe inabitabili tutte le case costruite sopra per ovvi motivi. Ma poi, perché il nano non comunica la sua scoperta ai giapponesi che da moltissimi anni stanno ricercando.

Sono convinto che lo ringrazierebbero. Come usano ormai nel mondo intero. Gli fanno una carezza e gli dicono si.

22
10 Apr 2009
alle 14:33

enrico

20

Si può discutere sul merito o meno di quest'era mediatica, ma è innegabile che è anche grazie a questa forma che il Paese è unito e vicino ai colpiti

E' vero, ma per quanto tempo? Per una settimana si parlerà solo dell'abruzzo, a proposito e a sproposito, poi se non succederanno fatti nuovi le TV non ne parleranno più. Come è successo per tante altre cose in passato, compresi i terremoti.  Per cui delle esagerazioni dei giornalisti in abruzzo o ne parli ora o non ne parli più perchè di abruzzo non si parlerà più appena un nuovo fatto attirerà l'attenzione generale. O meglio, appena i media decideranno che c'è un nuovo fatto su cui centrare l'attenzione della gente. 

21
10 Apr 2009
alle 14:31

civis romanus sum

Se Berlusconi pensa che siamo in vacanza in campeggio, lo invito a fare cambio. Lui può venire qui a dormire e io faccio il premier. Voglio vedere quanto gli piace passare la notte al gelo e senza acqua calda.

Vincenzo Braglia. Cittadino de l'Aquila intervistato da The Times . 8 aprile.

Alla fine anche il Presidente della Repubblica è sbottato: «Non rompete». Visibilmente innervosito dalla presenza dei fotoreporter che gli erano vicino, Napolitano ha allargato le braccia e ha detto loro: «Poiché non sono venuto qui per farmi fotografare da voi, fatevi da parte: non rompete!». Quello del Presidente è stato solo l'ultimo degli episodi di tensione che in questi giorni hanno lacerato il rapporto tra gli operatori dell'informazione e il loro (presunto) pubblico.

L'episodio più clamoroso è stato il breve discorsetto sui dati Auditel (ovviamente in crescita durante l'emergenza terremoto) andato nel Tg1 delle 13,30 del 7 aprile. Un video che ha fatto il giro della rete e scatenato l'indignazione di molti. Il comitato di redazione del telegiornale respinge con forza l'accusa di sciacallaggio, ma accetta la critica sottolineando che «una decisione della direzione del tg, sempre opinabile, che aveva come scopo dichiarato di informare sull'interesse dell'opinione pubblica al nostro lavoro e al nostro impegno di giornalisti, non è certo sciacallaggio. Forse si poteva usare una stesura meno enfatica dei dati - continua il Cdr -, ma è fuori discussione la buona fede di tutta la redazione del Tg1». Ma le scuse non devono aver convinto gli ascoltatori del Tg1 che hanno intasato con le loro proteste la casella e.mail della redazione. Fino a quando sul sito non è apparso il testo: «Il messaggio è stato recepito, vi preghiamo di non intasare la casella che serve per segnalazioni di servizio e solidarietà».

Da qui si passa ai tanti episodi minori: dal giornalista che chiede agli sfollati “come mai dormite in macchina?”, a quello che ad un vecchietto col respiratore domanda: “Come sta?”. Da chi si intrufola con telecamere e luci tra soccorritori e gru meccaniche a chi impone al comandate dei pompieri di attendere la pubblicità prima di andare a riprendere il suo lavoro tra le macerie.

Da L'Unità.

20
10 Apr 2009
alle 13:55

Alieno

Si può discutere sul merito o demerito che attualmente la comunicazione e l'implicazione di conseguenti cultura e relazioni siano soprattutto mediatizzate con tv (intrattenimento insieme ad informazione compresi) e web.

Ma la realtà è questa: oggi si comunica e si scomunica così, mediaticamente.

Ed oggi, piaccia o meno, è appunto così che tutto il Paese si stringe ai terremotati, partecipa emotivamente e solidarmente: con le immagini, le interviste, l'intrattenimento.

Si può discutere sul merito o meno di quest'era mediatica, ma è innegabile che è anche grazie a questa forma che il Paese è unito e vicino ai colpiti, conosce la disgrazia e ne partecipa nel dolore. Cioè è anche grazie ai giornalisti criticati (criticati però non dalla gente mi pare, nemmen quella "colpita" direttamente).

Ed allora, piaccia o non piaccia a snob e sprezzanti polemici e critici anche nell'ora del dramma ancora fresca di lutto e dolore, è grazie anche ai giornalisti che oggi tanti possono dire: siamo tutti abruzzesi!

Può piacere o meno, ma così van le cose ed era prestino per scagliar pietre sull'argomento che ritengo marginale e nemmen meritevole, al momento, dell'attenzione d'un post dedicato e, per quanto ne so, ben poco rappresentativo di quello che pensa e sente la gente comune.

Alieno

19
10 Apr 2009
alle 12:23

Alieno

Fai pace con te stesso Fabius.

Prima devo vergognarmi perchè critico Grillo.

Poi perchè critico Napolitano.

Forse dimentichi che il tuo Grillo non è stato con i suoi Vaff molto simpatico con Napolitano (ben più gravi le sue accuse delle mie) e forse dimentichi che Napolitano non ha mai apprezzato l'inquietante antipolitica anti-istituzionale ed i capo-popolo come Grillo.

Ha ragione Grillo? Ha ragione Napolitano? Datti pace!

Vedi tu, perchè altrimenti sembra che tu non sappia bene da che parte stare, se non in quella che mi è addosso e contro sempre e comunque. Ma non è un programma credibile e convincente, ti assicuro.

Non fosse altro che per il fatto ch'io non son né politico, né capo-popolo, né istituzione, né furbone opportunista almen a giudicare dal mio conto in banca (in rosso quasi permanente), non sono snob, non sono raccomandato, non sono altro che uno come tanti altri italiani, cittadini, elettori, con democratico diritto di espressione, compreso quello di criticare chi critica.

Siamo nel Paese dove si critica tutto e tutti, dal premier al Papa, da Cristo alla Bibbia, o per Napolitano e Grillo c'è eccezione, diverso peso e misura e non si può?

Ciao.

Alieno

18
10 Apr 2009
alle 12:08

Fabius

Alieno..hai, perso, un' altra occasione per tacere!!!..Vergognati!!!!!....

17
10 Apr 2009
alle 10:36

civis romanus sum

Postilla al 16.

Mi preme far notare come la raccomandazione finale proveniente da Marziale, e cioè molto prima dell'insediamento su quell'altura da parte dei cristiani, rivela come già ai suoi tempi tutto ciò che proveniva da quei luoghi ( lui si riferiva ai prodotti della terra e in particolare al vino) era reputato corrotto e velenoso. 

16
10 Apr 2009
alle 10:07

civis romanus sum

fperson non mi è difficile comprendere che, mentre taci sull'argomento del contendere dedichi invece tutte le tue attenzioni a me, vorresti esprimermi tutta la tua passione, ma ti avverto che sono già felicemente accompagnato.

Quanto ai tuoi studi più che una ricerca sulle tue radici mi ricordi quel tal Vacerra che ,,,, in omnibus quod conclavibus consumit horas et die toto sedet, cenavitur non cacavitur.

Riguardo al rancore, non dovresti portarmene proprio tu, in quanto mai stato oggetto delle mie attenzioni nemmeno in sintesi ( come reso chiaro nell' 11 ), come io non te ne porto dichiarandomi totalmente d'accordo sul tuo commento delle 6 di stamattina.

Mi permetto solo una raccomandazione in finale: 

Vaticana bibas, si delectaris aceto: Non facit ad stomachum, nostra lagona, tuum.

15
09 Apr 2009
alle 23:08

fperson

civis romanus sum mi risponde "fperson con te posso essere anche più sintetico ,,, volendo." Mi è facile immaginare: ho fatto profondi studi sulla psicologia dello zotico nella società contemporanea.

A dimostrazione che non porto rancore, aggiungo che sono d'accordo sul suo commento delle 21:30.

14
09 Apr 2009
alle 21:40

civis romanus sum

21,39. Roma . Altra scossa ,,, mooolto forte e prolungata ,,,

13
09 Apr 2009
alle 21:20

civis romanus sum

La signorilità e il profondo rispetto che ha mostrato il nostro presidente della repubblica verso chi ha sofferto di questa catastrofe sono ancora più grandi se paragonati alle indecorose sceneggiate del nano padano e dei suoi dieci ministri accorsi in favore di telecamera solo per sfruttare il dolore di quella gente a scopo di lucro politico in prossimità di elezioni europee.

12
09 Apr 2009
alle 21:16

Alieno

la pistola alla tempia o alla testa volevo dire.

 

11
09 Apr 2009
alle 21:13

civis romanus sum

fperson con te posso essere anche più sintetico ,,, volendo. 

 

 

10
09 Apr 2009
alle 21:11

Alieno

Altra cosa: se non altro, i giornalisti stan lì. In mezzo alla gente, tutt'ora nel pericolo insieme a loro, tra macerie e scosse.

E la gente del posto, non è idiota, che non sa parlare e dire quello che pensa: non abbiamo bisogno affatto a "nome di tutti" che parli un Napolitano. Soprattutto, non è così: non ha parlato a nome di tutti.

Forse lo fanno meglio i giornalisti, lì, che quando intervistano, certo non puntano la tempia alla testa per farla, l'intervista.

Poi più avanti, se Dio vorrà che lì il terremoto diventi "passato" e non ancora "presente e futuro", il tempo per le polemiche e le critiche ci sarà a volontà.

Ma al momento, Don Paolo, lei si unisca pure al Presidente, io preferisco sentirmi unito alla gente, ai giornalisti con loro, con il governo che opera con tutti coloro che lì operano (cani inclusi, angeli pelosi con la coda o grandi amici dell'uomo a trovar corpi), con l'opposizione responsabile e sobria come pare dimostrare esser il Pd oggi che certi livori, in un momento del genere, li mette da parte offrendo alla gente ed al Paese tutto, davvero l'immagine d'un "cuore di tutti" più fedele.

Non spettava a Napolitano dire "non rompete" ai giornalisti, semmai alla gente lì ed ha molto da imparare dai giornalisti, semmai, riguardo a comunicazione e forse, anche all'umiltà, perchè quei giornalisti sono lì, sul campo, tra la gente.

Alieno

9
09 Apr 2009
alle 20:57

Nicola

Salve sono un ragazzo di Avezzano e come tutti nella mia cittadina ci sentiamo vicini (partecipando attivamente anche sul posto) ai nostri fratelli marsicani dell' Aquila.

Di seguito riporto un pezzettino di storia che racconta le nostre radici, voglio  far riflettere i giornalisti per i  prossimi giorni un po di più!

Dopo il 350 a.C. Roma era una vera potenza militare e politica, naturalmente portata ad espandersi e ad essere contrastata. Difatti, venne subito a contatto con due dei popoli più forti, che le intralciarono il cammino: a Nord gli Etruschi e a Est i Sanniti. Con gli Etruschi c'erano già stati degli scontri e, ormai, la raffinata civiltà di quell'antichissimo popolo si trovava nel periodo della decadenza: tuttavia, opponeva ai Romani ancora una valida resistenza.

Molto più dura e più lunga fu la lotta con i Sanniti, che si protrasse ancora per 50 anni, fino al 290 a.C..

Durante questa guerra i popoli Marsi , di origine indoeuropea, con caratteri prevalentemente sabini, dapprima furono alleati dei Sanniti, e, trovandosi essi a confine tra il Sannio e il territorio dei Latini già conquistato dai Romani, dovettero subire il primo urto della guerra fra le due grandi potenze di allora. I Marsi si difesero in modo strenuo e già da allora si acquistarono la fama di guerrieri forti e coraggiosi, come in seguito li descriverà e li tramanderà concorde tutta la letteratura latina.

Con i Marsicani: n'a parola è poca dù sò troppe!

Attenzione a non sfidare la pazienza e la bontà del Marsicano.

Saluti

Nicola

 

8
09 Apr 2009
alle 20:57

fperson

civis romanus sum esordisce "Mai sentito parlare di bisogno indotto, prete ? ". Complimenti !  Grande dono quello della sintesi. Con poche parole ha manifestato tutta la sua arroganza e la sua incommensurabile zotichezza.

7
09 Apr 2009
alle 20:56

Alieno

Io sono uno che è in grado di apprezzare la dimensione intimistica emotivo-sentimentale, un pudore dunque anche nel vivere il dolore, perchè è il mio modo di concepire la dignità nel vivere un dolore.

Ma non sono snob e  nei giudizi diventare cinico, formalistico, spietato quasi.

Perchè è vero che molte persone vivono il dolore in modo diverso dal mio, piangono diversamente da me, ridono diversamente da me.

Da casa Napolitano abbiam già visto simili dimostrazioni, quasi subito dall'esordio del suo mandato di quella che a molti è sembrata presuntuosa, sprezzante, snob casa di salottini alti che non è certo esuberante ed allegra come casa Vianello.

Sono in molti ad aver più volte avvertito da quella casa Napolitano il vezzo e lo snobismo distante dalla gente comune, la distanza da quei piani alti e nella comunicazione formale, rigida, istituzionalizzata, che alla gente comune, in effetti, non comunica proprio niente se non la propria distanza ed una mancanza di complicità in quel formalismo spesso solo retorico.

Non c'è calore comunicato, non c'è vicinanza, c'è forse un prendersi tremendamente sul serio in una propria superiorità morale che forse è ereditata tanto ideologicamente che culturalmente o dall'aver vissuto da sempre nei privilegi della politica di mestiere.

Cioè l'antitesi della comunicazione di cui è capace Berlusconi, che da oltre 15 anni soprende tutti, abituati al politichese, al formale, alla retorica.

Se molto presto avevamo avuto la Signora Napolitano, snob e sprezzante molto severa manifestando palesemente un disgusto a criticare "certi" programmi televisivi, per dare l'idea, se incuriositi all'inizio di quest'ingresso nuovo scoprendo lo snobismo anche nella lady Napolitano (con dettagli significativi come la sua ammissione, ho letto da qualche parte, di buttar via la spazzatura nascondendola in sacchetti di negozi e boutique altri perchè in quelli ortodossi di plastica neri o blu si vergogna), va messo in conto anche altra riflessione:

1) Non è ancora il momento delle polemiche acide: i cadaveri son ancora caldi, il dolore è ancora troppo vivo e fresco.

2) Sono altre le cose da fare: costruire, ricostruire, ripartire e farlo bene rompendo una tradizione inquietante passata fatta di errori e cialtroneria per non dir peggio. E stare vicino e con la gente parlando lo stesso linguaggio, comunicando in modo semplice, diretto, sincero: del formalismo e del politichese snobista non sappiamo che farcene.

3) Purtroppo, lo sciacallaggio non è solo quello di entrare nelle case distrutte o abbandonate. E' anche quello per fare ascolti tv, ma la gente lo apprezza, è per questo che si fanno. Ma non è solo questo: lo sciacallaggio è manifesto anche nella stizza somma contro un governo che si dimostra efficiente e presente, che ha spezzato anche nella comunicazione il modo di esserci (berlusconi è stato disprezzato fin dall'inizio per questo suo linguaggio diretto, che qualcuno ha definito "antipolitica", ma sarebbe bene considerare, dopo che gli snob dei salottini intellettuali e politici e di stampa hanno fallito ogni sprezzante derisione e previsione di fallimento del "parvenue" alla politica, non è affatto "antipolitica", ma politica più diretta e comunicativa, apprezzabile da tantissimi e da tanto tempo) ed in particolare proprio contro la figura particolare di Berlusconi che è quello che è da quando c'è: parla così, si muove così, fa battute, è presente, si rivolge direttamente alla gente senza quei formalismi e quelle etichette, tanto sia in foto di gruppo internazionale, tanto sia impegnandosi con gli italiani direttamente con un suo patto di "persona", non solo "istituzionale", tanto sia fare un summit ogni settimana a Napoli in emergenza per la spazzatura, tanto oggi, insomma, la cifra di Berlusconi, piaccia o non piaccia è questa, ma piace a molti o non sarebbe oggi dove è, a guidare il Paese e certo non per la prima volta. Così il rancore e la stizza emergono tra i denti perchè questa è forse, come per Napoli-Spazzatura o il deserto dei tartari creato ad hoc dai magistrati azzerando solo una parte politica e lasciando solo la sinistra, in cui dà miglior prova di sé per chi l'apprezza e son veramente tanti che continuano a votarlo da tanto: comunicatore, vicino ma non formale, diretto, non si muove e non parla politichese, ma si comprende molto bene, è un linguaggio semplice ma comprensibile (non è il dipietrese insomma).

E agli snob non va giù.

Io non guardo i programmi che fanno delle emozioni e dei sentimenti un oggetto di consumo da inserire nei format tv, non è vicino alla mia identità la sceneggiata nel dolore, preferisco la sobrietà, apprezzo meglio l'intimità, il pudore ma non sono cinico, non sono sprezzante nei giudizi perchè so che altri piangono o ridono diversamente da me ed anche io susciterò loro giudizi (non sceneggiando, il mio dolore appare meno sincero, pazienza), non sono snob e non sono sciacallo, non somiglio nemmeno un po' alla stizza snobista d'un Napolitano che almeno in questo frangente poteva riporre la sua stizza politica (l'indigesto Paese, l'indigesto Berlusconi, l'indigesto villico e plebeo), il suo formalismo, poteva insomma, dimostrare a sua volta sobrietà ed eleganza, mettendo da parte snob e disprezzo, quella superiorità che perde d'un fiato con reazioni del genere in un momento del genere.

Ci sarebbe stato tempo dopo, quanto se ne vuole dopo, per le polemiche e le stizze, le critiche e quel che si vuole. E' che a lui non va quest'occasione in cui il governo sembra rispondere molto bene all'emergenza, questo Paese che comunica e vive diversamente da Casa Napolitano che passa l'estate a Capalbio, mica si mischia ai plebei, non non digerisce quella che vede benissimo politicamente essere un ulteriore successo possibile del mai accettato, parvenue alla politica (anche se ormai ha 15 anni di attività ed oltre nella politica) Berlusconi con il suo linguaggio, la sua cifra che piaccia o non piaccia ad alcuni, piace a molti, piace al popolo italiano, come certi servizi giornalistici su cui non bisogna sputare, condannare superficialmente, con superbia, in un momento come quello attuale, in cui le priorità, credo sia chiaro a tutti, sono tutte altre.

Esserci, dare speranza, essere diretti. Berlusconi invece è colpevole di rubare la scena ad un presidente della Repubblica, insomma, se lo filan in pochi, ma forse lui avrebbe voluto raggiungere le grandi platee di consenso e di affetto d'un Pertini. Non ci riuscirà, non c'è calore in Napolitano, c'è snobismo, c'è sprezzante distacco, c'è Capalbio, c'è il salotto, c'è qualcosa della casta dei radical-chic finti pauperisti però con il servo, la domestica, l'autista insomma, c'è tanto che si respira in Napolitano, cose lontane dalle persone comuni nella comunicazione e si sentono. Non sarà mai un Pertini (che eppure a me non è mai piaciuto, ma siamo oggettivi, era ben diverso nella comunicazione) ed è giusto che Berlusconi ed anche la stampa gli rubino la scena, si rassegni o si ritiri deluso a Capalbio coi suoi pari.

Non guardo molta tv, ma il vezzo e lo snobismo sono più disdicevoli. Non mi identifico con chi guarda certi format, ma resto ben lontano dal volermi elevare sprezzante nelle reazioni, soprattutto in simili circostanze (il dolore ancora vivo, i corpi senza vita ancora caldi), come ha fatto lui con quell'uscita.

Non concordo con Don Paolo se non nell'aspetto in cui sono in grado di apprezzare per la sobrietà, per il pudore, il vivere emozioni e sentimenti così grevi ed intimi.

Posso dire che forse, il giusto, come spesso accade, per me è nel mezzo: i giornalisti esagerano, ma evitiamo di scaricare su di loro le uniche responsabilità e soprattutto, c'è di peggio.

Com'è appunto, in questo particolare, dare risposte simili che non sono certo sobrie e pudiche, comunicano altro. Almeno a me, comunicano sprezzo, snobismo, stizza, rancore.

Dal punto di vista della comunicazione, Napolitano e compagna, farebbero bene ad andare a lezioni dai giornalisti che critica o da Berlusconi, ma non credo abbia l'umiltà necessaria per pensarci davvero.

Ci sono anche altre riflessioni che vorrei fare, ma sarà per un'altra volta che parlerò di cosa effettivamente occorre adesso e che effettivamente per ora il Governo sembra comprendere: la speranza.

Chi ha fede e più ancora chi è ministro della fede ben sa il valore della speranza, necessario agli uomini.

Non è la comunicazione triste, grigia, formale e snobista d'un napolitano a fornirla con le sue risposte (e nemmeno pontificando alla fine dell'anno riesce bene, se la cava molto meglio il Papa a mio avviso), quella speranza che per ora, il governo sostiene con l'immagine forte di presenza, efficienza, solidarietà, sincerità.

Vedremo poi nel lungo termine, ma per ora se la cava benone. Lo comprende benissimo un Franceschini che evita la critica odiosa, sa che questo non è il momento delle polemiche e sostanzialmente, tacitamente o meno, loda l'operato del governo in questo frangente. Significa che è più capace di altri che non hanno questa sobrietà innescando critiche senza pudore, a caldo, strumentalizzando la disgrazia.

Personalmente apprezzo questo messaggio di "unione" solidale di un Pd con il governo, nell'interesse d'un bene comune: la gente, quella disperata, spaventata..

Ci sarà tempo per le critiche e manifestare le proprie attitudini personali, i propri gusti, come fa oggi Napolitano che se la prende coi giornalisti, senza pudore. Dimostrandosi ben più rozzo dei "plebei" che guardano la tv che né a lui né a me piace, con il suo "non rompete" da snob e spero sia ripagato dai giornalisti con egual moneta, mettendo a nudo la distanza che lo separa dalla gente comune, la sua incapacità di trasmettere calore e comunicazione che arriva alla gente comune.

E' la mia opinione, naturalmente, opinabile, ma non è Napolitano che ha dignità e sobrietà nel dire ai giornalisti "non rompete": quella possibilità spettava semmai agli stessi aquilani e abitanti colpiti, SOLO loro avevano quel diritto dignitoso di dirlo ai giornalisti, i diretti interessati, Napolitano farebbe bene a dimostrare più umiltà lasciando che siano loro a decidere, semmai, cosa dire e pensare dei giornalisti, non tentando di rubargli la scena con il suo altero snobismo sprezzante ed ingiustificato in un momento del genere.

Gli abitanti colpiti però non l'hanno detto, l'ha detto Napolitano...

scendi dal tuo salotto che ci fai una pessima figura, stai davvero con la gente, parla come loro, fatti comprendere dalla gente comune, benedetto d'un presidente della repubblica, ma soprattutto, stai con umiltà al tuo posto che di quello che pensi tu, ci importa davvero poco e dovrebbe, nel tuo ruolo, importare poco anche a te, dovendo importare di più quello che riguarda la gente colpita.

Non ci hanno fatto sapere, loro, che per loro è un problema il giornalista, ce lo vuoi dire tu?

Ma vattenne! Ma che vuoi? Ma chi diamine pensate d'essere? Ritirati a Capalbio coi tuoi pari, ad estinguerti, sobriamente, in silenzio, lascia lo spazio alla gente, ai giornalisti, cioè Napolitano, in questo momento non era il caso, vedi di

NON ROMPERE!

Alieno

 

Alieno

 

6
09 Apr 2009
alle 20:51

civis romanus sum

Prete. Piantala col giochino patetico del martirio e modera le tue pretese. Ti avverto che oggi mi rode pure.

Prima di chiedere rispetto a me dovresti mettere il bavaglio ai tuoi colleghi che mantenuti nel lusso da me si permettono di insultare chi soffre e ha perso tutto in questa immane catastrofe.

Qui ti riporto cosa si è permesso di dire un tuo collega che abusando dei media, sempre da me pure consessigli, predica queste stronzate.

 Livio Fanzaga prete e direttore di Radio Maria dice : “il signore ha voluto che in questa settimana santa anche loro (gli abruzzesi) partecipassero alla sofferenza della sua passione. La legge dei misteri di dio è sempre molto difficile, ma anche in questa tragedia vogliamo vedere qualcosa di positivo”.

Ricordati che ti mantengo io, e solo per questo pretendo rispetto e ringraziamento da te dal questo tuo omonimo che predica nell'etere pubblico sempre per mia gentile concessione.

Occhio inoltre che quel piatto che ti concedo nella mia somma tolleranza potresti un giorno presto ritrovartelo rovesciato in testa.

Famo a capisse.

 

5
09 Apr 2009
alle 19:22

don Paolo Padrini

chiedo di rispettare le persone che credono e che frequentano il blog...ognuno deve poter essere libero di credere a ciò che vuole, fede o mno che sia....

compreso i cristiani. il rispetto è dovuto qui come altrove....

quindi lo richiedo. chiedo libertà di pensiero nel rispetto delle credenze degli altri.

grazie 

4
09 Apr 2009
alle 17:22

civis romanus sum

3. Modera le pretese con me, prete. Io non offendo nessuno più di quanto fai tu predicando la tua impostura.

3
09 Apr 2009
alle 16:55

don paolo padrini

ti invito a moderare il linguaggio e rispettare chi la pensa diversamente da te.

grazie

2
09 Apr 2009
alle 16:04

civis romanus sum

1. ,,, gli italiani hanno bisogno di questo e chiedono questo.

Mai sentito parlare di bisogno indotto, prete ?

Bisogno indotto come per la tua divinità, o come quelli indotti per far consumare a quella gente ignorante i beni che abietti padroncini si prodigano a produrre ( forse meglio usare il passato ,,, si prodigavano, adesso con il crollo dell'immonda ideologia del capitale ). E guarda caso chi li induce a consumare di più sono tra quelli più benedetti dai preti (vedi una Vespa su raiuno o un qualsiasi servo del nano di arcore monopolista con truffa dei media italiani).

Più cultura invece e insegnamenti di scienza e storia diffusi dai media produrrebbero persone meno soggete e superstizioni e consumi di merda clericale spacciata via etere nazionale, proiettando la nostra umanità verso orizzonti più consoni all'evoluzione della nostra specie.

1
09 Apr 2009
alle 15:46

Paolo

Gli ascolti dimostrano, però, che gli italiani hanno bisogno di questo e chiedono questo... purtroppo! Ricordiamoci sempre che in Italia ci sono circa 6 milioni (non poche centinaia) di persone che sono tecnicamente analfabete!

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere