Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Quella di oggi sarà certamente ricordata come una data storica.
Il Presidente Obama, il primo presidente nero d'america e (non dimentichiamolo) il primo presidente legato anche per motivi famigliari alla religione musulmana, sta incontrando proprio in queste ore le comunità musulmane all'Università del Cairo.
Ed a loro sta rivolgendo parole nuove, che nessuna polemica iraniana, potrà cancellare.
"Sono qui per cercare un nuovo inizio fra gli Stati Uniti ed i musulmani nel mondo, basato sul mutuo interesse e sul mutuo rispetto. E sulla verità: America e Islam non devono essere in competizione. Invece, si sovrappongono e condividono gli stessi principi, di giustizia e progresso, di tolleranza e dignità di tutti gli esseri umani".
Con queste parole Omaba sta tendendo così la sua mano, e quella dell'interno occidente, ai musulmani.
Nell'attesissimo discorso - riferisce Repubblica - pronunciato all'Università del Cairo, davanti ad una folta platea, il presidente americano pone l'accento su ciò che unisce Stati Uniti e musulmani, dopo anni di "paura e diffidenza", che hanno invece evidenziato le differenze. E insistite sulla necessità di inaugurare una nuova era - anche se, riconosce, "non basterà un solo discorso a sradicare anni di diffidenza" - superando stereotipi negativi, da entrambe le parti. Sia sull'Islam che sugli Stati Uniti d'America: "Proprio come i musulmani non rientrano in un crudo stereotipo", ha detto Obama, "lo stesso accade per l'America, che non è un impero interessato solo a sé stesso".
Citando spesso il Corano, il presidente ha ricordato i contributi dell'Islam alla civiltà occidentale, ha sottolineato come l'Islam sia "parte della storia degli Stati Uniti", ha ripercorso le proprie radici familiari a partire dal suo stesso nome, Barack Hussein Obama, per poi trattare molti altri argomenti. Dall'Afghanistan all'Iraq, dal terrorismo che dev'essere isolato e combattuto insieme, al conflitto israelo-palestinese, sostenendo la necessità di due stati, dove israeliani e palestinesi possano ciascuno vivere in pace e sicurezza, alla complessa situazione mondiale, all'Iran.
Un discorso fortissimo, che ovviamente ha già suscitato reazioni contrastanti, soprattutto dalle autorità iraniane.
Senza contarre la serrata delle file, lanciata ieri dallo stesso Bin Laden, probabilmente spaventatissimo per quella che risulterà essere l'unica strategia vincente in Oriente ed in medio oriente: quella della pace, della smilitarizzazione delle parole e dei fatti.
Speriamo che Obama ed il suo viaggio possano davvero cambiare la storia.
Fabrizio: e dunque eccoci arrivati a svelar sorpresa di quella tua giusta puntualizzazione, dove scrivevi:
Ehm Alieno, aspetta: l'ha detto Berlusconi, che ai tempi aveva anche detto che Bush suggeriva agli italiani di non votare a sinistra ma di votare lui, incassando poi la secca smentita della Casa Bianca. Aspetta che a mostrare apprezzamento sia Obama, che è meglio ;)
Puntualizzazione giusta perchè in effetti, potevamo solo divertirci a fare ipotesi, per quanto più o meno fondate.
E parrebbe che le mie fossero puntualmente fondate. Mica sono un genio naturalmente. E' che magari leggiamo cose diverse e siamo stimolati diversamente per far pronostici?
Ad ogni modo, se dicevo che era probabilissimo aspettarsi la solita linea Usa (che è alleata tanto d'un cdx che d'un csx e non guarda per il sottile riguardo ai personaggi nelle alleanze, per cui non dubitare dell'accoglienza positiva per un Berlusconi), considerando anche il fatto che non esiste un parallelo Usa-Italia, cioè i Democratici là, non sono la nostra sinistra, così come i Repubblicani non sono la nostra destra ed è errato fondare su questa equivalenza che non c'è ogni riflessione poi..
Ecco, vediamo com'è andata l'accoglienza.
Meglio di quanto ipotizzassi addirittura. Il colloquio è durato più del previsto. E Barak Obama accoglie Berlusconi con un chiarificatore (per chi aveva fatto speculazioni deliranti altre, sperando Obama si unisse alla propria ossessione antiberlusconista):
"E' bello vederti, amico mio". E da lì e tutta una storia di amore, un'idillio di complimenti reciproci "Barak ha posizioni non solo innovative, che guardano ad un futuro diverso e sono concrete e di assoluto buon senso" di Berlusconi che aggiunge, per strafare "Ciò apre il cuore". Ed Obama tutto contento: "Abbiamo cominciato bene".
Che non è quello che dicevano tanti, che volevano gaffes internazionali ed altre cosette per dir che si era cominciato malissimo, ma tant'è, non ne imbroccano una da quella parte..
L'idillio e la storia di amore, poi continua con altre dichiarazioni, ma siccome sono pudico ed imbarazzato, non insisto o arrossisco, li lascio volentieri alle loro reciproche effusioni...
Alieno
Fabrizio: certo, hai ragione. In effetti andrebbe letta come possibile "premessa" di quell'attestazione di stima.
Che naturalmente ci sarà, per tanti motivi. Il principale è nella strategia Usa, consolidata da tempo, quanto a politica estera. Che è ben diversa da quella europea. Gli Usa si guardan bene, in sede di campagna elettorale (loro o nostra) di prendere posizione: fanno tanti auguri, sportivamente diciamo, a chi riuscirà a vincere. Anche intelligentemente, visto che poi, dovranno farci i conti e dunque perchè trovarsi nella condizione di un handicap per adesione di tifo iniziale non azzeccata?
Gli Usa, dunque anche Obama, che ci sia Berlusconi o Prodi, D'Alema o Fini, fanno sempre buon viso a cattivo gioco, più che altro, per loro non è motivo di cattivo gioco aver l'uno o l'altro schieramento di per sé. Problemi ne avrebbero per un cambiamento radicale di rotta. Cioè una svolta estrema. Oppure una scelta radicalmente in contrasto (come fu quella di Craxi orientato adesivamente ad una politica filo-araba in un momento diverso dall'odierno dove anche gli Usa hanno cambiato strategia andando più in quella direzione), che però non bastò, incidenti a parte, per far crollare i rapporti Usa-Italia fino ad aver dichiarazione ufficiale di disistima.
Dunque, ciò che dico è in sostanza questo: Obama dirà quello che direbbe Mc Cain se governasse Franceschini, D'Alema, Veltroni, Prodi o Di Pietro: i rapporti Usa-Italia sono ottimi.
Una cosa che probabilmente si fatica ad accettare dalle nostre parti quella differenza tra cultura Usa e nostrana. Da noi si fa tifoseria da Stadio tentando di tirar tutti per la giacchetta nell'eterna proposta unica che piace, cioè "o con noi, o contro di noi". Si fa con il Papa, si fa con gli Usa.
Ci si dimentica facilmente, per esempio, che "Democratici" in Usa, non si traduce con comunisti-socialisti. Che quel "democratici" ha un percorso diverso e non vanta ideologicamente quelle radici storiche e culturali.
Insomma, è tutta una partita diversa, un gioco con diverse regole ed attori.
Obama non potrà dire altro e saremo solo noi che, nella nostra pretesa di rapportare una sorta di equivalenza al nostro eterno scontro "sinistra-destra", staremo lì a studiare i possibili significati delle parole non dette, tra le righe, oppure il movimento del sopracciglio, la pettinatura, il vestito in una gara di interpretazioni a fantasia libera dove dedurre che Obama apprezzi di più o di meno.
Non gliene può fregare di meno agli Usa che guardano alla sostanza: ce li date più soldati e mezzi in Afghanistan? Ci aiutate nella lotta al terrorismo? Roba così, chiunque ci sia. Chiunque ci sia, poi, anche qui.
Conflitto ex Jugoslavia. Si tratta di intervenire urgentemente perchè Sarajevo è assediata, sparano addosso ai civili dalle colline intorno (in quei giorni si lesse di agenzie private tedesche che organizzavano tiri liberi per cacciatori annoiati, portandoli proprio da quelle parti a sparare ai civili, ma spero notizia infondata). Nella forza internazionale di "pace", l'intervento Usa è al solito quello determinante e massiccio.
Data l'urgenza ed avendo difficoltà e resistenze altrove in Europa anche, nonchè per motivi geografici, si autorizzò immediata messa a disposizione delle piste di Aviano per i cacciabombardieri Usa in fremente attesa di azione. Talmente rapida che in qualche modo, si trasgredì alla procedura ortodossa, la richiesta di permesso-comunicazione al Parlamento. Che avvenne dopo, quando quella disponibilità ai cacciabombardieri Usa era già attiva.
Ministro degli Esteri a dimostrar tanto solidale affetto, così rapido senza alcuna discussione, era
D'Alema.
Perchè naturalmente, i rapporti tra Usa e Italia sono ottimi, vai tranquillo, anche da sinistra, se non è quella che approva il rogo di bandiere e tutto il resto e si limita ai tentativi di incanalarli nel proprio consenso, strizzandogli l'occhio con simpatia di nascosto.
Dunque non capisco bene che cosa tu possa aspettarti davvero, riguardo all'eventuale apprezzamento Obamiano. Che è pur sempre quello che si addormenta e non applaude quando è membro del Congresso Usa e Berlusconi va a far discorso di amicizia (applaudito praticamente da tutti, demo o repubblicani, tranne credo proprio Obama), ma quando sei Presidente degli Stati Uniti cambia tutto, lo sbadiglio lascia il passo al sorriso di plastica, la cordialità, l'amicizia ed insomma, questa è la politica, quella che aldilà di come uno la pensi poi privatamente, personalmente, fa buon viso, sorriso e tante belle foto celebrative.
A meno che tu non voglia pretendere che Obama faccia reprimenda per via di Noemi o Mills, rete4 o la gaffe-battuta dell'abbronzato, ma ti ripeto: questa roba alla fine, interessa noi europei, noi italiani, può interessare anche qualche senatore Usa, qualche organo di stampa Usa, ma non un presidente degli Stati Uniti, avendo altre priorità.
Quell'errore di volerlo trascinato nelle nostre diatribe politiche, si vide bene quando Veltroni fece di tutto per averlo a supporto della sua campagna elettorale. Forse pensava che il semplice fatto di aver costituito partito che si chiama "Democratico" bastasse ad apparentarlo con particolar privilegio. Ma in effetti, credo che tutta la stampa di sinistra, corteggiandolo con i suoi articoli nella tifoseria, pensasse qualcosa del genere. Niente di più improbabile però, è solo l'incapacità analitica più oggettiva dovuta all'annebbiamento della nostra faziosità (da una parte come dall'altra, sia chiaro).
Ci scommetto un caffè virtuale che i complimenti ed i sorrisi di circostanza Obamiani non mancheranno. E che ci sarà la solita gara zuffa da una parte, a dir che il sostegno-amicizia di Obama è più forte che mai, perchè magari nel sorriso in foto si vedeva un mezzo dente in più, dall'altra a spiegar di no perchè è vero che c'era un mezzo dente in più, però se uno ingrandisce l'immagine, si vede che in mezzo c'è un pezzettino di prezzemolo che chiaramente non è rimasto lì per caso, è un segno di disistima Obamiano. Così se dietro le quinte vedranno e fotograferanno la faccia un po' strana di Obama, come se avesse fretta, , che magari si sta chiedendo solo dov'è il bagno o valutando quanto può resistere ancora...
Probabilmente discuteremo di cose così da queste parti, forse mi sbaglio eh? Ma resto dell'idea che se a Berlusconi piaceva più Bush di Obama o a Obama più altro che Berlusconi, non cambierà un fico secco, per quanto ci piaccia giocarsi su a chi ne spara di più. Il problema è che poi qualcuno ci crede davvero e ci resta male perchè cantandosele da soli, magari si finisce per perder misura (realistica), le attese son disattese e si scopre di aver cagato fuori dal vaso in quel crescendo euforico. Vale tanto per la pretesa ed attesa svolta di inimicizia Usa-Italia da imputare a Berlusconi, che non ci potrà certo essere ma qualcuno ci ha sperato così tanto.. che è l'atteggiamento di chi magari si dice sicuro del trionfo, sfondando il 40, il 45% di consenso (bum!).
Insomma, la discesa nel mondo reale, dopo averselo cantato e dipinto altro, si traduce in tristezza, in una cagata fuori dal vaso.
Son certo che tu non sarai tra costoro, non mi sembri il tipo, troppo sveglio, più di me anche.
Il principio però è giusto: meglio aspettare Obama. Ma cosa ti aspetti esattamente? Un'angolazione del sorriso obamiano inclinata di 0.5 gradi in meno da cui trarre conferma di che..?
L'unica cosa a cui si può aspirare, da chi crede in una crisi berlusconi-Obama, è che ne spari una delle sue (gaffes) così colossale da imbarazzarlo talmente tanto e non riuscire a recuperare prontamente, sconcertandolo. Ma deve essere proprio colossale, niente di simile a quelle già sentite insomma.
Oppure in una gaffe Obamiana, perchè anche lui, come saprai, non scherza..
Ciao.
Alieno
Ehm Alieno, aspetta: l'ha detto Berlusconi, che ai tempi aveva anche detto che Bush suggeriva agli italiani di non votare a sinistra ma di votare lui, incassando poi la secca smentita della Casa Bianca. Aspetta che a mostrare apprezzamento sia Obama, che è meglio ;)
Certo osservo che chi ha sposato con entusiasmo l'elezione Obamiana solo nella prospettiva d'aver forte sodalizio in funzione antiberlusconiana, deve rassegnarsi parrebbe.
Scrive l'Agi, infatti, il 5 Giugno:
Italia-Usa: Berlusconi, bene Obama su mondo musulmano.
(AGI) - Roma, 5 giu - "I rapporti con l'amministrazione Obama sono ottimi. Ho chiesto io di incontrarci a meta' giugno per arrivare con i dossier pronti in prossimita' del G8. Tutto cio' che abbiamo fatto nei rapporti con Russia ed Iran e' stato fatto in accordo con l'amministrazione Usa". Lo afferma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Tribuna elettorale. Berlusconi spiega cosi' le diversita' fra Bush ed Obama: "Bush era il Presidente delle due torri. Obama parte da una situazione diversa ed e' apprezzabile la sua volonta' di dialogo con il mondo musulmano".
Pensando a certi tipetti che speravan in quel che dicevo, è tutta da ridere, ehehe. si sperava, diventerà traditore come minimo.
Alieno
Magen David: a suo tempo, quando si discuteva delle imminenti elezioni Usa, ho avuto più volte occasione di dire che per me, una scelta di Obama in quanto di colore, scelta migliore, è stupido e dimostra che non siamo usciti da una cultura che guarda al colore della pelle (o dell'etnia).
Eppure per molti era così: una buona scelta perchè era "oltretutto" di colore. Oltretutto islamico. Come se il colore di pelle o l'esser islamici, possa render pregiudizialmente un proprio programma (o capacità personali) migliori e dunque, penalizzati altri che quel color non hanno o magari hanno altra radice. Comunque ormai ragionarci serve a poco: Obama c'è, vediamo cosa sa fare, sperando di poter valutare senza dover fare sconti per color di pelle o radici islamiche proseguendo il delirio iniziale.
Civis: "non ho pazienza con chi nega la storia". Vedremo se è così, perchè sappiamo da chi è sostenuto il "negazionismo" e sostenuto ufficialmente con tanto onore internazionale che gli mette a disposizione pulpito adeguato perchè si senta meglio ciò che nega.
Ma non sarà per le parole che lo vorranno morto, secondo me. Anzi, al momento, credo che tutti abbiano, per motivi diversi, interesse a che resti dov'è: curiosità, aspettativa o convenienza.
La cosa che mi rattrista è che se la morte di Obama è gesto esecrabile, lo è umanamente ancor di più un attentato terroristico, come già ne abbiam visti e come continuamente sventiamo (ma sarà possibile cavarsela sempre?) e dunque ancor più triste anche il festeggiamento di quegli attentati che ho avuto modo perfin io, nel 2001, di osservare in un simpaticissimo arabo euforico quei giorni di settembre, senza pudore. Era così allegro ogni volta che apprendeva il crescere del numero dei morti (che magari non negavano la storia, ma comunque..) che con un veloce passaparola di reazione, il suo ristorantino ha chiuso i battenti e se ne è andato a festeggiare altrove. Una misura pacifica e civile che secondo me andrebbe utilizzata più spesso. Allora, speriamo che non facciano fuori nessuno. E se proprio non si può evitare, che almen non si festeggi poi, perchè qui, qui da noi dico, si è fatto, eccome se si è fatto, ammazzando ogni decenza.
Alieno
Obama oggi a Buchenwald: "Non ho pazienza con chi nega la storia."
Ce lo ammazzano ,,, è un proprio grand'uomo.
Sono contento di aver frainteso le tue parole Magen, che ad una lettura superficiale parevano improntate a sollevare steccati tra le diverse religioni. Circa le "origini" di Obama mi pare corretto sottolineare che si tratti forse (forse, in attesa di fatti) del primo presidente non pregiudizialmente CONTRO l'islam, perché riconoscerai che la politica estera filo-israeliana degli USA ha rappresentato sino ad ora un problema nelle trattative di pace, come anche la scarsa propensione dell'occiente a confrontarsi con il punto di vista islamico. Shalom
Laico:
sono perfettamente d'accordo con te. Però non capisco la tua penultima parola: "diversi". Chi sono i diversi? Secondo te, sono coloro che hanno una religione "diversa"? Se è così, la diversità di religione, a mio parere, non dovrebbe influire sui privilegi perchè ognuno rispetterebbe il proprio prossimo e si vivrebbe in pace. Tuttavia, non è la religione che fa la guerra, la si usa per farla (se vogliamo pensare alle "guerre di religioni" o "guerre sante") ed è l'essere umano, purtroppo, che da sempre combatte per la conquista della terra...
Il mio post non parlava di politica ma bensì di discriminazione. Sono apolitica e non sono un'attivista. Ma la mia "guerra" sarà sempre presente per combattere la discriminazione. Seppur a tavolino, non ho altra pretesa, o con persone di mia conoscenza che affronterebbero l'argomento.
So cosa vuol dire essere discriminati. Lo sono stata personalmente parecchi anni fa. Rispetto tutti i credi avendo vissuto a stretto contatto con musulmani, cattolici della Santa Romana Chiesa, cristiani e altri.
Non sono contro le moschee. Sono contro quello che si svolge al loro interno. Nelle Comunità Ebraiche Italiane, nessuno chiama a raccolta nelle sinagogue per incitare alla violenza. Perciò, mi è apparso particolarmente discriminante quanto ha postato pubblicamente don Padrini il quale, appartenendo alla Chiesa, avrebbe potuto esimersi dal mettere in evidenza: "nero d'america e (non dimentichiamolo) il primo presidente legato anche per motivi famigliari alla religione musulmana". (Il grassetto è mio).
Data la multietnicità statunitense, il presidente degli USA avrebbe potuto essere un pellerossa con tanto di piume, arco, frecce e.. un ascia sepolta. Che fosse stato nero, bianco, giallo, olivastro.. mi è totalmente indifferente. Non è quello che conta. Come per te, a me interessa quello che farà l'attuale "guy" d'oltreoceano... e, magari, il nome che porta sarà di buon auspicio.
Shalom :-)
@Magen
A me personalmente interessa moltissimo in cosa realmente creda Obama e quali siano i suoi riferimenti culturali, ma sono infinitamente più interessato a scoprire cosa realmente riece a realizzare. Se poi ci riesce in difesa non di una parte sola (in questo caso di Israele) ma di tutti (in questo caso anche degli arabi) questo a me parrebbe l'ideale.
Sarebbe bello a me pare che tutti noi credenti (personalmente sono cattolico) provassimo a ragionare in termini nuovi, finendola di pensare come una "famiglia" in difesa dei propri privilegi, di pensare nei termini di NOI e LORO, per riscoprire le nostre fedi come fonte di speranza, per riscoprire le ragioni di una convivenza tra diversi. Shalom
don Padrini:
Quando si parla di un argomento si deve parlare di tutto, e Lei prima di qualsiasi altro, senza discriminazioni:
"Il Presidente Obama, il primo presidente nero d'america e (non dimentichiamolo) il primo presidente legato anche per motivi famigliari alla religione musulmana..."
Perchè incita a non dimenticarlo? Le suggerisco di leggere:
http://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama#Famiglia_e_religione
"Non sono cresciuto in una famiglia religiosa. I miei nonni materni, che erano del Kansas, erano cresciuti in famiglie battiste e metodiste, ma la fede non ha mai veramente messo radici nei loro cuori..[...]..nonostante mio padre fosse stato educato da musulmano, quando incontrò mia madre era ormai un ateo convinto, che riteneva che la religione fosse solo superstizione".
Se il Presidente Obama è legato anche per motivi famigliari (ma risulta solo un fatto di nascita, perso nel tempo; non si tira fuori solo quando conviene) alla religione musulmana, è opportuno dire e far sapere che la First Lady, sua consorte, è strettamente legata alla religione ebraica, tramite famigliari, tra i quali un Rabbino.
e proseguendo nell'articolo di Repubblica:
"...ha ripercorso le proprie radici familiari a partire dal suo stesso nome, Barack Hussein Obama...".
Che cosa vuol dire? Ognuno porta il nome che gli ha dato suo padre, sua madre e D-o.
Barack in arabo=Benoît in francese=Benedetto in italiano (guarda caso!!)=Baruck in ebraico, che noi ebrei pronunciamo rivolgendoci al Signore: "Baruck Hu Meleck Ha Olam" (Sia Lui Benedetto, Re del Mondo).
Lei sarebbe stato apprezzato se avesse voluto fare delle precisazioni in merito. Perchè questo, almeno Lei per il ruolo che riveste, dovrebbe saperlo benissimo.
Shalom.
Il venticello di Libertà che spira da occidente diventa tempesta dopo questo discorso di Obama.
Tempi cupi si preannunciano per tutti i fomentatori di odio fascismo e razzismo a fini di lucro, preti al seguito compresi.
E' finita finalmente l'epoca della barbarie liberal-capitalista e già sorge il sol dell'avvenire socialista ,,, e non esagero se penso a come lo stato ( cioè tutti noi ) ha dovuto adoperarsi per salvare i criminali del capitalismo liberale. Un aiuto che è come un ipoteca su eventuali ulteriori fughe verso il liberismo criminale, un giorno molto presto infatti quello stato ( cioè sempre noi ) dovrà chiedere il conto ai capitalisti di tutto quello che ha ricevuto. Con Obama siamo all'alba di un nuovo riscatto dell'umanità anche con il bando pronunciato oggi contro ogni fondamentalismo e clerofascismo.
Sempre che non lo ammazzino prima.
Bin ladin, i sionisti e i preti cattolici che lo hanno intuito, già vomitano bile e improperi contro l'imperatore nero.
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Alieno
La domanda è: sarà sempre amato, profeta, messia, innovatore, anzi "new" e rappresenterà il cambiamento, anzi "we can change" Obama ora che dichiara la sua amicizia a Berlusconi oppure prevarrà la gelosia di quell'affetto?
Cioè: Obama si è dimostrato capace di attenuare, nell'esser avversario di Bush che era amico di Berlusconi, l'odio anti-Usa, viscerale e di lunga data già di suo nella tradizione di tanta sinistra. Ma ora vincerà l'odio per Berlusconi sull'odio per gli Usa-Bush che in Obama hanno antagonista?
O si sposerà l'antiberlusconismo militante di sempre, includendoci l'Obama Messia tacciato ora di "tradimento" per la sua "amicizia" di gelosi indispettiti e tutto sommato si dirà che Mc Cain, Bush o Obama son tutti uguali tanto, forse era meglio la H. Clinton (per i più ostinati magari, un'illusione in piedi bene tenerla) decretando la fine del culto obamiano? ^_^
Alieno