Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Quello tra il nostro Presidente del Consiglio e l'informazione, sia pubblica che privata, non è senza dubbio un rapporto semplice.
Sono ormai collezionabili (e quindi di cospicuo numero) gli aneddoti che vedono coinvolti Berlusconi e giornalisti di testate non tanto simpatiche al Presidente del Consiglio (mi ostino, scuatemi, a non chiamarlo premier....non non abbiamo premier nel nostro ordinamento legislativo ed istituzionale....e dovvemmo finirla di importane pseudo figure istituzionali da altri paesi!).
Non è la prima volta che domande - per così dire - antipatiche...vengono prese sul ridere oppure dichiaratamente denigrate come "di parte" (ed ovviamente non sempre meritevoli di risposta).
Quello che è avvenuto oggi però descrive ancora più chiaramente questa "antipatia" che - probabilmnete - ha qualcosa di più di umorale....e forse ha a che fare con l'idea che si tende ad avere, a certi livelli delle nostre istituzioni, del valore delle istituzioni stesse, comprese quelle "di fatto" come l'informazione ela stampa.
Se è vero infatti che la stampa non è annoverata nell'elenco delle istituzioni ufficiali, è anche vero che in un paese democratico la stampa pubblica, e la sua libertà espressa ed allo stesso tempo eticamente responsabile, sono garanzia di democrazia "reale" e non solo "virtuale".
Ma quello che probabilmente non si ha ben chiaro è che la nostra democrazia italiana non è affatto "virtuale"...anzi.
Ciò che oggi i giornali riportano, ovvero la frase di Berlusconi secondo cui la TV pubblica non dovrebbe attaccare nè le istituzioni, nè il Governo, nè l'opposizione....è probabilmente in questa linea di pensiero (o forse in questa linea di "speranze").
Insomma: o si pensa che la democrazia possa fare a meno della stampa e della sua libertà, o si vorrebbe che fosse così.
Ma ciò che emerge da questa frase (unita ad altre manifestazioni...come dicevo prima), è la poca consistenza del concetto importantissimodi "etica dell'informazione", e di "deontologia".
Per etica non si intende infatti la scelta di notizie in base ad esclusivi principi morali, ma l'applicazione semmai di tutti i principi morali, tra i quali fanno parte anche il dovere dell'informazione, il dovere di "dire le cose" ai cittadini, il dovere di fare in modo che il cttadino, l'uomo ela donna, possano vivere una loro autonomia di pensiero, illuminata dal "racconto" dei fatti, possibilmente nella ricerca continua della verità.
Per dirla più semplicemente per l'informazione è "morale" - a mio parere - tanto saper scegliere - ad esempio - di non mandare in onda scene violente inutili quando si possono raccontare le stesse cose con egual efficacia senza offendere la sensibilità di alcuno, quanto "sforzarsi" (anche se non piace...) di dare informazioni compiute sulle vicende pubbliche che toccano specialmente uomini che della politica dovrebbero fare un servizio al cittadino, e non un mestiere per il tornaconto.
L'etica dell'informazione credo che richiami, con i suoi imperativi, anche la necessità di impegnarsi affinchè i cittadini siano a conoscenza di ciò che accade nel loro paese, e non solo a comportamenti più o meno "morali" nel come si dà una notizia....di quante "chiappe chiare" si fanno vedere al TG, o robe simili.....
E chi glielo tocca fabius ,,, perchè tu lo toccheresti ? A me fa talmente schifo, più di una merda fascista, che non lo toccherei nemmeno con una canna lunga decine di metri.
Se a lui piace leccarlo affari suoi, io mi tengo a distanza di sicurezza ,,, non vorrei che dopo il suo lavoro prediletto arrivasse ad alitarmi in faccia.
Mi..raccomando..Civis..non toccare, all'Alieno..il Berluscao!!..ti troveresti.."passato" per le..armi!!!...
Beh, è l'Espresso e lo scenario dipinto dal gruppo Espresso-repubblichella non poteva che essere questo.
Fa caldo nelle tende. Ci fosse un governo serio, non farebbe mica questo caldo torrido. Per non parlare di quando è piovuto, per fortuna poco, ma ti rendi conto che governo assurdo? Far piovere su questi poveracci terremotati.
Perchè è una vergogna avere un governo che permette un terremoto, non è serio.
D'altra parte molti abruzzesi averebbero voluto rientrare in casa, mica stare in tenda. Solo che se poi ci fossero state ulteriori scosse (e non sono mai cessate) e qualcuno ci avesse lasciato le penne, si sarebbe detto che è per colpa del Governo dissennato che per popolusimo, ha permesso a quei poveretti di entrare in casa, così, per farli contenti e parlassero bene del governo, anzichè fare una scelta responabile e prudenziale, come tenerli fuori casa, aldilà dei lamenti e delle proteste.
Naturalmente, se invece delle tende, si fossero portate baracche e container adibite a baracche, il caldo sarebbe stato ancora peggiore e poi Repubblichella ci avrebbe spiegato che si sono già viste le baracche, son quelle che dopo 40 anni sono sempre lì, coi terremotati o coi figli dei terremotati che aspettan ricostruzione.
D'altra parte se ricostruisci in fretta e furia perchè in tenda fa caldo (ma se era inverno, in tenda fa freddo e se è tempo medio, ci si sente costretti, ci si annoia, non è come a casa propria perchè si sa, un governo che permette che avvenga un terremoto, non è un governo serio) e poi ti viene giù un pezzo di quartiere storico, un palazzo ricostruito (perchè magari, nella fretta, si tira un po' via), Espresso-Repubblichella, ci spiegherebbero subito che la colpa non può essere che di questo governo che permette che ci siano terremoti, faccia caldo d'estate e freddo d'inverno ed in più, volendo fare in fretta per ottenere consenso e voti, costruendo male, se accade qualcosa poi, la responsabilità è chiara, chiarissima: del governo.
Se però la ricostruzione è lenta, il risultato non cambia: responsabilità del governo, non è serio, suvvia, sia lento, veloce e permetta stagioni, terremoti..
D'altra parte, nemmeno il cemento stesso è serio, se governa questo Berlusconi. Il cemento, per la posa successiva, impiega circa 20-30 giorni di riposo. Cioè si cementa e poi si deve aspettare che si asciughi, si compatti, si assesti e poi, dopo l'attesa di un mese, si prosegue e si costruisce sopra o intorno.
Ma un governo che permette al cemento questi tempi, vi sembra un governo serio?
Un governo serio, usa il cemento a presa rapida: 30 secondi di asciugatura, è ovvio che i tempi questo governo li voglia rallentare a bella posta, perchè ci gode nel pensare gli abruzzesi in tenda, al caldo d'estate, al freddo d'inverno, annoiati e desolati nelle mezze stagioni pensando ad una casa vera: che ci volete fare, è un governo di cdx, mia di sinistra, ci gode sadicamente nel distruggere pianeta, ambiente e persone, che macerino nell'angoscia tutti, che goduria.
E se però si fosse applicato tempo ancora più breve rispetto ai già rapidi interventi, Repubblichella-Espresso ci avrebbero spiegato che un governo serio, non fa le cose così, scelleratamente, di fretta, perchè ci vuole tempo per aver garanzia e sicurezza, perchè non ci si metta mano mille volte poi con risultati pessimi o rischi.
La gente è confusa ed impaurita. Anche perchè a spiegarci le cose, quando si è impauriti o confusi, c'è l'Espresso e similari. Che però, non ci vorrebbero affatto confusi, impauriti, fanno di tutto perchè la gente sia piena di certezza: la rabbia, l'odio, la voglia di vendicarsi.
Questa è l'informazione di Repubblichella-Espresso: distribuisce certezze, cioè che dovremmo essere arrabbiati, odiare, c'è un governo non serio che già ha permesso un terremoto, come si fa? Ma non si vergogna un governo così a godere delle disgrazie della gente? Non si vergognano a ridere, spassarsela nel raccontarsi degli abruzzesi in tenda, godendo di gusto?
Per fortuna abbiamo a far cultura ed informazione, l'Espresso. Corretto con l'acido, costante e militante. Beviamone tutti.
Alieno
Per l'argomento, ossia per come si cela o manipola l'informazione possedendone il monopolio:
Le case di cartongesso e polistirolo de L'Aquila.
Non reggeranno al primo soffio gelido che spirerà dal Gran Sasso ,,, ma è meglio non dirlo e parlare di preti e pillole vietate da dio, e incidenti aerei e panzane varie da ombrellone.
Il piccolo climatizzatore gira al massimo. Ma il termometro è implacabile. Dentro la tenda segna 37 gradi. Fuori, sullo zerbino arroventato dal sole, 46 virgola due. È un pomeriggio qualunque per Lorenzo, 30 anni, tecnico informatico di Villa Sant'Angelo, cuore dell'Abruzzo dove, come a L'Aquila e nei paesi della provincia, il tempo è fermo alla prima settimana dopo il terremoto. Sono 25.815 le persone costrette da quattro mesi a vivere nelle tendopoli. E 28.400 quelle sparse tra gli alberghi e i residence della costa. Un totale di 54.215 donne, uomini, anziani, bambini prigionieri di un esperimento imposto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. È il modello B&B, la ricostruzione show: passare dalla distruzione alla rinascita saltando la fase intermedia degli alloggi temporanei. Mentre a Capua, in provincia di Caserta, migliaia di case mobili che potrebbero servire in Abruzzo stanno marcendo in un deposito dell'Esercito.
Il risultato è un carosello di opere di facciata che solo per L'Aquila città ha già bruciato 500 milioni di euro sottraendoli alla vera ricostruzione. Queste che stanno tirando su in fretta e furia sono case imbottite con largo impiego di legno pressato, cartongesso e polistirolo. Quanti anni dureranno? E ora che i lavori della Protezione civile sono cominciati, si scopre che forse hanno sbagliato i conti. Secondo il Comune della città, i progetti voluti dal governo lasciano senza tetto almeno 5 mila famiglie. E altre 8 mila persone entreranno negli alloggi temporanei in costruzione soltanto tra ottobre e dicembre. Significa costringere la maggior parte dei sopravvissuti ad affrontare in tenda, dopo il caldo, anche il freddo e il maltempo che qui cominciano a fine settembre.
L'incertezza sta spingendo alcuni proprietari di case danneggiate a vendere. Soprattutto i più anziani. Da Roma si sono fatti avanti costruttori e immobiliaristi per rilevare al 10-15 per cento del valore di superficie i negozi, le palazzine gravemente danneggiate o i volumi di quelle da demolire. È l'ombra di una speculazione colossale. "Quando tra dieci anni L'Aquila tornerà a rivivere, nel centro storico gli appartamenti ristrutturati o nuovi riavranno il loro valore di quattro o 5 mila euro al metro", sostiene un costruttore romano che chiede l'anonimato: "Chi ha denaro liquido a disposizione ne approfitta. Per gli anziani è l'occasione per raccogliere qualche soldo e andare altrove o rimanere nelle case costruite dal governo. Anche perché non è risolta la questione dei proprietari di più appartamenti. Lo Stato per ora risarcisce i danni della prima casa. Rimettere a posto il resto richiede milioni di euro".
Il numero degli abitanti che a L'Aquila avranno un tetto prima dell'arrivo del freddo lo si ricava dallo scadenziario delle opere, stabilito dal bando della gara d'appalto. Appena 4.480: entreranno nelle case dopo il 26 settembre. Altri 4.480 andranno dopo il 16 ottobre, 3.840 dopo il 7 novembre. E senza case per tutti, è stata inventata la protezione civile a punti. Un bambino fino a 5 anni vale 4 punti. Dai 6 ai 16 anni, 3 punti. Un nonno tra i 75 e gli 84 anni, 1,5 punti. Sopra gli 85 anni, 2 punti. Ogni vittima in famiglia, 5 punti. Il problema sarà la gestione della graduatoria tra persone già esasperate da quattro mesi di attesa. Anche perché non sono ancora cominciate le riparazioni delle case danneggiate. Nemmeno quelle di categoria A con preventivi sotto i 10 mila euro. Un po' perché la terra continua a tremare, ma soprattutto perché su norme e risarcimenti è il caos. "In questa situazione", dichiara Paolo De Santis, presidente dell'Ordine degli ingegneri de L'Aquila, "neppure a Natale partirà la ricostruzione. La gente è confusa e impaurita perché deve anticipare i soldi. Anche i professionisti hanno molti dubbi sulle ordinanze. E le imprese, in questo clima di incertezza, vogliono prima i soldi, poi cominciano i lavori. Ma le istituzioni, a partire dalla Protezione civile, rifiutano ogni tipo di confronto".
Da L'Espresso.
Beh, intanto è chiaro che se tu lo fai con soldi tuoi, tu ci rimetti.
Non ti conviene distruggere monete, a meno che tu non ne faccia dei souvenirs o magari oggetti artistici o da collezione, quel che ti pare per renderli simpatici, per cui ogni banconota da 100 Euro, puoi rivendenderla almeno a 101 Euro (presupponendo che quell'Euro in più copra anche le spese per farne souvenir).
Questo per quanto riguarda le convenienze, poi è lo stesso codice (Art. 453) che equipara le monete così truccate, alle monete falsificate.
E' punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da lire un milione a sei milioni; 1) chiunque contraffa' monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori; 2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l'apparenza di un valore superiore; 3) chiunque, non essendo concorso nella contraffazione o nell'alterazione, ma di concerto con chi l'ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate; 4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate.
A cui aggiungere la modifica all'art. 454:
Chiunque altera monete della qualita' indicata nell'articolo precedente, scemandone in qualsiasi modo il valore, ovvero, rispetto alle monete in tal modo alterate, commette alcuno dei fatti indicati nei numeri 3 e 4 del detto articolo, e' punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire duecentomila a un milione.
Stabilito che sei solo tu a rimetterci, perchè la moneta è in sintesi, un titolo di credito diretto e ovunque esigibile e tu quel credito non puoi più esigerlo, non ci guadagna nessuno in modo diretto. Perchè la stampa di questi biglietti di credito da riscuotere immediatamente che sono le banconote, non corrispondono realmente alla somma dei crediti in circolazione e la distribuzione-fabbricazione di monete, ormai, risponde ad altre regole, nazionali e comunitarie indipendenti, o almeno in cui il gesto singolo non ha rilevanza. Come dici tu, non lo saprà nessuno in pratica, tranne te che non puoi più esigere il suo valore.
In caso di inflazione invece e non solo, la quantità necessaria
di titoli di credito diretti, immediati come sono le banconote, possono subire delle mutazioni.
Teoricamente ci dovrebbe essere un controllo, in un mercato unico, per cui verificare che la quantità di banconote in circolazione non siano stampate a bella posta per saldare, pagare, comprare a proprio piacimento.
Ma la questione mi sembra complicata: per esempio sono anni che in una situazione di globalizzazione del mercato, un mercatismo planetario, sento dire che la Cina fa le regole a suo modo, in modo scorretto, per esempio. Ciò è possibile anche perchè, credo, le verifiche (di tutto, non solo di regole di mercato o finanziarie, diritti umani ecc è il primo pensiero) sono sempre ardue.
Tuttavia, per quanto ritengo che la questione non emerga, misteriosamente forse, restando a covare come una malattia, senza guarire mai in tal modo, io sono scettico riguardo al signoraggio come ossessione dei complottisti, amanti di sette e piovre segrete che tirano i fili del mondo, ossessioni nemmen nuove ma alcuni pretenderebbero di suggerirci che il Pianeta è allo sfascio e va tutto malissimo per via di questa storiella. Insomma, catastrofisti di mestiere con il gusto tradizionale e perfin stereotipato del complotto segreto ordito ai danni dell'umanità tutta, che altrimenti sarebbe mondo felice, l'eden negataci in Terra.
Il debito italiano, per dire, non è figlio del signoraggio, che interviene al massimo sul debito, in piccolissima parte di quello che è veramente la causa dell'immane debito nostro: la spesa pubblica.
Cioè spesa nostra, siamo noi cittadini che abbiamo debito procapite e se lo accolla ogni neo-nato, tanto per aver il buongiorno che si vede dal mattino se nasce qui (ma altrove sul pianeta è molto peggio il buongiorno) e lo abbiamo perchè sistematicamente la politica nostra è stata incapace, corrotta e furba, con spese allegre e scellerate per il proprio arricchimento-mantenimento e dandoci i contentini "sociali" (pagherete poi, pagheranno poi i vostri figli o voi stessi quando andrete in pensione oppure vivendo con carenze infrastrutturali ecc perchè la finanza pubblica è una coperta, se la tiri da una parte, vai sicuro che dall'altra si scopre), il debito pubblico nasce non dalla monetizzazione, ma
dai pensionamenti anticipati
dagli aiuti immani alla Fiat per contentare il naso metallico e sniffatore dell'Avv. Agnelli e sindacati, nasce dall'aver avuto partitici e sindacali accordi per cui la macchina pubblica ha assunto milioni, milioni di dipendenti non in ragione della loro necessità relativa al lavoro che occorre (anzi, più ne ha assunti, più ha ridotto l'efficienza della macchina pubblica), mille modi per trovare accordi, voti, convenienze e proprio interesse con ogni pretesto (siamo arrivati anche a introdurre, pur di assumere, una pletora di maestre ai bambini che, risulta, avevano miglior risultato nei risultati formativi, educativi e d'istruzione, di cultura di base, ovvero quella che dovrebbe essere elementare, cercando di sostenere la cosa come esigenza utile ai bambini, ma l'unico motivo e sindacale) nonchè finanziamenti per tutto l'incredibile ed inutile, di iniziative d'ogni tipo sia sul piano degli interventi nazionali, che locali (una volta pienamente sovvenzionati dall'assitenzialismo centrale che riempiva le casse delle Regioni e dei Comuni, oggi i Comuni fanno cassa con le multiservizi, le velox, gli ausiliari del traffico ecc).
Cioè, corruzione, incompetenza, incoscienza (si spende subito, si penserà poi, sempre poi a come ripagare il piano del debito, con unicum, una tantum o sistematici balzelli) e per quanto mi riguarda, una forte influenza della cultura politica socialista che ovunque si è affermata, sol questione di tempo, ha sempre, sempre rigorosamente prodotto perdita, fallimento, situazione debitoria e puntuali situazioni emergenziali per recuperare i danni socialisti, con tagli e misure non socialiste.
Dire che la responsabilità del deficit pubblico è per via del signoraggio, cioè se lo Stato gestisse l'emissione di denaro senza affidarlo ad altri le cose sarebbero completamente diverse, è una cagata mostruosa ed un tentativo maldestro o strumentale di nascondere le responsabilità di ieri, perchè si vogliono ancora mantenere (socialismo assintenzialista).
Infatti, se le spese sono allegre e si programmano come fosse acqua, centinaia di miliardi di Euro di interventi sociali, come diamine si finanzierebbero poi? Con le tasse? Aumentando il deficit naturalmente.
E' dunque importante non farsi incantare troppo dal signoraggio, parlarne, così come fosse per me, essere meno accondiscendenti con le Banche, ma evitiamo di avere nelle banche o nel signoraggio la panacea di tutti i mali, in quella spiegazione.
L'assistenzialismo socialista è la causa somma di questo debito mai estinto che ci portiamo appresso. Il cospirazionismo è un metodo (vecchio) per distrarre l'attenzione sulle proprie responsabilità. E' quello che si faceva contro i Templari, gli ebrei quando ad un certo punto, indebitati fino al collo, l'idea non solo di azzerare il debito (senza proporsi un piano di ripagamento o per cui cambiare strategia economico-finanziario, facendo tagli e razionalizzazione risorse migliore), ma di accaparrarsi ciò che non è proprio senza fatica e velocemente.
Senza cioé costruire, anche con sacrificio, una proposta propria e sottoporla al giudizio nei suoi effetti, di chi la subisce. Anzi, in tal modo, distraendo e convergendo l'attenzione sui "nemici" in quel cospirazionismo. Anche il nazismo ha fatto così. Anche il comunismo ha evitato di assumersi responsabilità, incolpando l'occidente, l'imperialismo, il capitalismo e nulla volendo far riflettere sul fallimento della politica collettivista, sull'enormità della spesa bellica e così via.
Anzi, direi che perfino quella tentazione di certi preti e non solo, di far propria per politiche sociali senza disturbo alcuno di far sacrifici e proposta, che come si sa, son lunghi, faticosi e spesso di magro risultato come coltivar la terra, di accaparrarsi il bottino del montepremi del super-enalotto, rientra in questa logica. Quel bottino (punendo anche gli "egoisti" giocatori, moralmente anche questa possibilità) per fare opere di socialismo benefico.
Comodo.
Allora, in sintesi, cosa succede Fabrizio se bruci 100 Euro?
Nulla. Perchè tu hai rinunciato a quel credito, quel credito è estinto, lo Stato non deve sostituire quel credito a cui hai rinunciato bruciandolo, con altra moneta.
C'è in circolazione un credito in meno nel momento in cui tu bruci 100 Euro tuoi.
Ci guadagnano però, nel porre domanda, i "cospirazionisti" militanti a cui non piace assumersi responsabilità, come del resto non piace a nessuno dirsi che una parte di resposnabilità è nostra, culturale, per cui ci piace vivere al di sopra delle nostre possibilità, indebitandoci, per cui essere in piazza a protestare oppure nel web perchè non si arriva a fine settimana per colpa dei "potenti" e di "misteriose sette" che ordiscono ai danni dell'umanità altrimenti felice e paradisiaca e poi, a ben vedere, se uno andasse a far le pulci a costoro, magari è vero che al 10 del mese soldi non ne han più, però han comprato lo schermo piatto a rate (paghi comodissime rate dall'anno venturo), hanno l'abbonamento a Sky, l'abbonamento per le partite del cuore in tv o allo stadio, in vacanza ci vanno regolarmente, anche all'estero, per non sfigurare ai figli per quanto frugoletti in erba, han dato tutta la dotazione degli zainetti e delle scarpine-magliette-diari in voga del momento (non vorremo mica soffrano e poi ce l'hanno tutti), cellulare ultima generazione con 50 Euro di ricarica settimanale per non parlare della paghetta, che se la metti insieme in alcuni casi, è uno stipendio e la paghetta resta semmai al genitore confuso ma manifestante contro il "sistema", poi c'è il mago tv o dal vivo, l'accessorio inutile o la casa che non ti puoi permettere né di pagare o di mantenere e così via. Tutti a chiedere intervento "sociale" naturalmente, tanto poi la colpa è SOLO delle banche (che hanno per me corresponsabilità), solo dei "padroni", del signoraggio, delle sette segrete che tirano i fili del mondo, del signoraggio che spiegherebbero l'incoscienza di cicale, la poca voglia di lavorare e darsi da fare (tanto c'è l'assistenzialismo, il sindacato, la minaccia rivoluzionaria: ne fosse andata bene una di rivoluzione ogni volta, dico, una avesse portato una bilancia economica migliore poi per tutti, se rivoluzione socialista!) e tanta roba per cui fatta la tara, a lamentarsi dovrebbero essere alla fine mooooolti meno.
Se tu bruci 100 Euro è come se tu bruciassi un foglio per cui tu ai diritto ad esigere un credito. Dovrebbe guadagnarci lo Stato, ma non è così se tu poi pretendi dallo Stato un intervento assistenzialista in ragione di quel tuo distruggere il denaro. Ci rimette lo stato se per quella scelta di bruciare 1000 banconote, tu vai a carico dello Stato o ne pretendi misure di assistenzialismo perchè lamenti che non ce la fai, dunque lo Stato dovrà socialisticamente indebitarsi per te perché tu non potrai pagarti un tubo, dunque sarai esente da tickets sanitari, non contribuisci pagando tasse, ti spetterebbe casa popolare, pensioni minime e così via.
Se invece dilapidi dissennatamente i tuoi averi, indebitandoti, è esattamente lo stesso, solo che almeno, c'hai lo schermo piatto, sky, vai al cinema, al ristorante, in vacanza ed i tuoi figli hanno il cellulare figo del momento con tutto l'ambaradan perchè non rompano le palle che tutti c'hanno questo o quello.
Alieno
25. Legislativamente parlando il denaro che bruceresti non è tuo ma di proprietà dello stato ,,, di conseguenza bruciarlo è un reato. La motivazione del reato consiste nel fatto che per il totale degli euro emessi in Italia dovrebbe essere presente una pari quantità di oro ( pari a livello di valore ,,, ma come sopra questi parametri sono da anni saltati ) Dunque su larga scala, se tutti bruciassimo il denaro andremmo a modificare in maniera irreversibile il suo rapporto con l'oro. Con l'esito che il denaro rimasto andrebbe a valere il triplo e oltre del suo valore ,,, Sballando i principi dell'economia.
Ma pensandoci meglio, l'idea sarebbe interessante ,,, un bel falò di carte stracce e i ricchi in mutande come i poveri, un'equità sociale invidiabile e non realizzabile in nessun altro modo ;)
Andrebbe ripensato tutto il sistema di scambi, si potrebbe tornare a qualcosa di più utile e concreto come i lingotti di ferro con cui i romani costruivano armi e corazze e strumenti di lavoro o al sale ( da cui 'salario' ) con cui venivano pagati i legionari, o al grano ,,, il problema è il tempo e il deterioramento del controvalore ,,, però sarebbe una bella visione un bel falò di banconote ,,, pensando sopratutto ai preti che nell'accumularlo per la prossima vita ne hanno fatto una ragione di questa unica vita ;)
Ma quello che mi sono chiesto n volte (scusate l'ignoranza): se io prendo un fascio di 1000 banconote da 100 euro e ci dò fuoco, chi ci guadagna? A chi vanno a finire quei centomila euro? Verrebbe da dire allo stato, che a questo punto si indebita di centomila euro in meno - però lo stato non può saperlo, che io li ho bruciati, lui sa solo di averli emessi e di doverne rispondere. Quindi in pratica cosa succede?
Don Emilio Fede in versione pro- Repubblichella ci informa, con un post, che "Berlusconi e l'informazione senza dubbio un rapporto difficile".
E' questo il titolo del post. Il problema sarebbe di un Berlusconi e ci parla di morale, di etica dell'inforamazione per cui Berlusconi è in rapporto problematico con l'informazione che, ci spiega, dovrebbe "sforzarsi" (anche se non piace...) di dare informazioni compiute sulle vicende pubbliche che toccano specialmente uomini che della politica dovrebbero fare un servizio al cittadino, e non un mestiere per il tornaconto.
Il fatto è che il rapporto difficile con l'informazione, però, ce l'hanno molti, mica sol Berlusconi.
Ed effettivamente, non capisco di come si possa fare sponda all'unica campana come risulta dal post, in stile Repubblichella, poi appellandosi alla morale ed all'etica che deve essere anche scomoda nell'interesse dei cittadini, quando tanto Rai 3, coi suoi Tg ma non solo, che Repubblichella, sono così apertamente in un rapporto conflittuale con quell'oggettività e quella morale e quell'etica che Don Emilio Fede Padrini richiama nel post.
Fai conto: uno apre la pagina di Repubblica on-line oggi ed ecco la proposta "informativa":
1) Berlusconi: "Repubblica fa un giornalismo deviato".
Già, Berlusconi non poteva che essere primo nella pole position e proposition, qualcuno aveva dubbi?
2) Tarantini a Montecarlo. E Greco disse: già pagato.
Se qualcuno ha il dubbio che si parli della Sanitopoli Rossa a Bari, si metta l'anima in pace, si parla di Berlusconi e Tarantini non è più il soggetto interessante perchè parte del sistema di Sanitopoli Rossa, Tarantini sarebbe " l'imprenditore barese indagato per aver offerto alcune escort al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi", dove potremo apprendere di feste, della bella Arcuri, dei reality "La Fattoria" e "L'ISola dei Famosi", di modelle come Jennifer Rodriguez e così via, ma della giunta rossa Vendoliana, che tra l'altro già accusa il magistrato di prestarsi a strumentalizzazioni per cui lo si vorrebbe morto e del suo tentativo di delegittimazione perchè avrebbe dovuto, il magistrato, addirittura astenersi, un bel nulla.
Dunque al secondo posto troviamo ancora lo stesso "concorrente": Berlusconi.
3) Media stranieri: "Denaro e potere i feticci del premier italiano"
Cioè togliendo il casco senza visiera che è il titolo "premier italiano" (tanto per non ripetersi, premier italiano va bene), al terzo posto troviamo ancora il solito volto, al primo e secondo posto, ma anche al terzo, alè: Berlusconi.
4) Prodi: Il Cavaliere ha vinto con le tv ma il centrodestra non è di cemento. Siccome al quarto posto potrebbe soprendere, c'è sempre BErlusconi, ma le ripetizioni possono disturbare l'estetica, stavolta si parla del Cavaliere, cioè Berlusconi.
5) La paura a telecomando. Oddio, che al quinto posto non c'entri nulla Berlusconi, ci sia altro in quel dovere di informazione, in quell'etica e morale per "il nostro bene" di cittadini? Macchè. Basta leggere. Si legge che che la criminalità è stata fatta sparire dall'informazione televisiva, bellamente e strumentalmente, perchè, se ne deduce, Berlusconi controlla l'informazione.
Comunque, ci fosse ancora un residuale dubbio nel lettore di Repubblichella Rossa, c'è sempre il seguito della pole proposition:
6) Censura di Stato sull'informazione. Che naturalmente esordisce così: "Sarebbe già grave che un presidente del Consiglio..", cioè l'ennesimo rinforzo del motivo ossessivo a cui Don Paolo Emilio Fede pro-Repubblichella ci fa il post per spiegarci di etica e morale da proporre per l'informazione corretta e però, questo guastafeste di Berlusconi, senza dubbio ha un rapporto difficile con l'informazione "corretta".
Poi c'è l'impagabile Eugenio Scalfari, al
7) Perchè la Lega sta facendo ammuina. Che comincia così:
LA PAROLA "isteria" e l'aggettivo "isterico" sono stati usati per la prima volta da Ezio Mauro nel suo articolo di ieri a proposito dei recentissimi comportamenti del nostro presidente del Consiglio. Si sente braccato, inventa un suo ruolo maieutico in tutte le trattative internazionali che si rivela però del tutto infondato ..
Insomma, la Lega è il pretesto per parlare, indovinate di chi? DI Berlusconiiiii.
Infine, al termine della prima pagina, troviamo
8) IL TG3 risponde a Berlusconi "Siamo dalla parte della gente"
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Ora: quando si parla di etica e morale dell'informazione corretta, io mi auguro che non si intenda certamente quella d'un Tg3 o di Repubblichella, a meno che per "corretta", non si intenda quel che si fa correggendo un caffè, cioè aggiungendo all'informazione l'ossessione della militanza anti-berlusconista.
Il rapporto difficile, non emerge certo dal post di Don Emilio Espresso, effettivamente c'è, ma non perchè Berlusconi è un pazzo, quanto perchè oggettivamente c'è un accanimento ossessivo-compulsivo di una parte rilevante dell'informazione tesa a delegittimarlo in modo sistematico, a tempo pieno in questo impegno.
E non è un rapporto difficile solo tra Berlusconi e informazione, è un rapporto difficile tra me e l'informazione, così come tra tutti i cittadini che l'hanno scelto e votato e l'informazione, anche tra chi non l'ha votato e di questa informazione eversiva, tutt'altro che onesta intellettualmente, tutt'altro che interessata all'etica ed alla morale di fare informazione persegue disegni altri (compreso quello di ribaltare i risultati elettorali).
Berlusconi ha ragione, ragionissima a rendere più evidente questo attacco continuo e mirato, a senso unico o quasi (ogni tanto informazione che passa mezza carota, per non perdere del tutto la credibilità di essere portatori di "informazione" con oggettiva etica e morale per il bene dei cittadini, ma non sempre, talvolta nemmeno mezza carota.
Oggi è un esempio, ma non è situazione inedita, è un sistematico proporre e deviare l'attenzione e dibattito nel Paese e dove si può, anche tentando di condizionare il giudizio fuori del Paese.
Di Sanitopoli rossa, inchiesta che è in piedi già da tempo, non abbiamo potuto che recentemente, apprendere briciole, non si è sentita la necessità di vigilare per il bene di tutti, non si sono fatte le 10 domande per mesi, si è preferito investire tutto su Noemi, D'Addario. Poi i fenici, poi di nuovo il vecchio tema del conflitto di interesse.
Che io ritengo, sia un problema serio, serissimo in corso. Un conflitto capace di una faccia di bronzo al cui confronto, un Tg di Emilio Fede risulta divertente, leggiadro, spassoso, almen comico involontariamente nella sua almen chiara e vantata, ufficializzata faziosità, non ne ha mai fatto mistero del suo culto.
Nulla da ridere e molto più seria è invece la questione per cui dall'altra parte, non si ufficializza affatto, anzi, ci si appella all'etica ed alla morale dell'informazione corretta (ed è vero, è corretta a senso unico), cioè si vuol essere faziosi, faziosissimi, molto più di un Emilio Fede però non si vuol nemmeno che questo venga riconosciuto, si nega, perchè saperlo, come si sa di un Emilio Fede che dichiara il suo amore per Berlusconi, permette di scegliere meglio se guardare o non guardare il suo tg, così come di dare un giusto peso e sapere di dover far tara ma non si vuole che questo processo di libertà si possa fare pienamente ascoltando o leggendo un Tg3, Repubblichella. Ed in fondo, ugual meccanismo per un Don Emilio Padrini Fede versione pro-repubblichella, cattolici de sinistra e tutto l'armamentario scontato, scontatissimo, non può essere altrimenti, di chi sceglie più o meno consapevolmente, di rappresentare pienamente uno stereotipo.
Io naturalmente, ritengo che non si possa tacitare l'informazione privata (quella di Repubblica), ma è legittimo rispondere alla sua faziosità, semplicemente mettendola in evidenza, facendola conoscere pienamente, poi uno sceglie come vuole, se prenderla sul serio oppure no.
Siccome tanti cittadini Berlusconi continuano a votarlo e sceglierlo e Repubblichella nelle sue "analisi" corrette con l'amaro dell'antiberlusconismo militante non ci imbiffa granchè, non riesce a far lettura dei sentimenti della gente, poi delusa dai risultati, comincia a vendicarsi disegnando italiani sol degni di stupidità e pochezza, di essere tutti scemi o venduti, o vittime o incapaci, credo che già è possibile per una parte dei cittadini, questa possibilità, che però, può essere ampiata proprio opponendo una correzione alla correzione apportata da Repubblichella-Tg3 ecc oppure, ai tanti luoghi mediatici di informazione altrettanto "corretta" come questo, con gli interventi tipo questo che sto facendo.
Ma per il Tg3, la questione è diversa. Repubblica ha tutto il diritto di essere il partito che in Italia propone idee, detta agenda e priorità, fa cultura e proposta, anche se faziosissima (però si tenga per contro, le critiche di chi quella faziosità cerca di renderla ufficiale, visto che repubblichella non fa come Emilio Fede che il suo amore per berlusconi lo dichiara con ironia, ufficialmente, anzi, s'imbroncia, si offende Repubblichella, quando si fa notare, così come tutti coloro che in Repubblichella hanno una linea di riferimento, almen sodale nella causa antiberlusconista).
Per il Tg3 è questione diversa, perchè è tv di Stato, pubblica, finanziata da noi e siccome opera faziosamente come un partito, non è affatto giusto che sia finanziata da tutti.
Come per i finanziamenti dei partiti, come minimo si deve codificare un maggior rispetto di una cultura liberale e democratica, per cui Rai3 è finanziata in misura di ciò che rappresenta, come i partiti. Non è giusto affatto che sia io a pagare le spese della campagna elettorale di Di Pietro, di Rifondazione Comunista, del PD, tantomeno del Tg3.
E dunque, si privatizzi pure Rai3, si mantenga coi suoi sottoscrittori, come si fa con sky o con i partiti oppure si imponga una codificazione in cui si possa assistere all'alternanza. Rai3 di sinistra da sempre? Bene, da ora in poi, si azzera direttivo e maestranze allegate, per un anno, un triennio, un quinquiennio la diamo alla Lega, solo Lega, punto. Poi si cambia, si dà alla PdL. Al Pd. Si fa insomma, l'alternanza.
Così, tanto per avere un rapporto meno difficile e per maggior rispetto per "l'informazione" e per i "cittadini".
Buona giornata.
Alieno
Altro aspetto inquietante è che la BCE (Banca Centrale Europea) ha un suo capitale sociale come ogni altra banca naturalmente. Ma ad accedervi con sottoscrizione, alla BCE, sono solo le BCN (cioè le Bance Centrali Nazionali).
Tra queste, il 70% circa, costituito da BCN area Euro, il restante della quota che costituisce il capitale sociale della BCE è delle BCN di altri Paese non aderenti all'area dell'Euro che però non hanno titolo alla ripartizione degli utili o delle perdite della BCE, versando una piccola percentuale delle quote di capitale sottoscritte, parti al 7% come conributo ai costi operativi della BCE.
Se uno va a vedere poi nel sito ufficiale della Banca Centrale Europea, trova che la maggioranza relativa delle quote è della Bundesbank, seguita da Banca di Francia, Banca d'Inghilterra e poi Banca d'Italia.
Ma non è questo il punto interessante, anche se quella sequenza in ordine di importanza relativa permette alcune speculazioni riguardo ai pesi ed alle leve in Europa per cui ne varrebbe la pena.
IL punto che è che le Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte, non sono sotto controllo dello Stato, ormai sono controllate da società private, tra cui anche banche private.
E ne consegue che se la Banca Centrale Europea (BCE) è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte (BCN) e queste ultime sono proprietà di privati, la stessa BCE è una società privata.
E' interessante dunque tenerne di conto, quando la BCN (e del resto già le BCN) intervengono a suggerire ufficialmente (non ufficialmente capaci di condizionare le linee e le strategie nazionali e comunitarie).
Certamente è da togliersi dalla testa l'idea che molti, parrebbe, possono avere, come mi è capitato di scoprire parlando:
Le Banche Centrali Nazionali come gestione dello Stato (non è vero, vi partecipano banche private), la Banca Centrale Europea come ente di raccordo ed organizzazione delle BCN e magari, pure questa ho sentito, sotto il controllo diretto d'un governo Europeo o un parlamento Europeo.
Invece i privati sono nella banca centrale nazionale e tramite queste, nella banca centrale europea. E dunque, con capacità di condizionare più o meno palesandolo, le strategie comunitarie e di questo, anche di questo, non credo si parli abbastanza e forse, non per caso.
Alieno
La mia antipatia per le Banche credo che sia nota e dico che della questione del "signoraggio" e del potere che ne deriva per le banche centrali, non se ne parla abbastanza, non c'è sufficiente dibattito, anzi, ho convinzione che la maggior parte delle persone, nemmeno sa cosa sia il signoraggio.
Aldilà di come la si pensi, la mia idea è che questa mancanza di attenzione (supplisce la libertà di accesso ad informazioni e dibattito del web) non è nemmeno casuale.
Sul perchè Nixon fu costretto a rinunciare alla conversione in oro del dollaro, vedi pure il sistema progettato a Bretton Wood, gold exghange standard, basato su rapporti di cambio fissi tra le valute, tutte agganciate al dollaro, il quale a sua volta era agganciato all'oro, ma che alla fine della ricostruzione dopo la guerra mondiale fu messo in discussione dai paesi creditori inondati a loro tempo di dollari che ne chiedevano la riconversione in oro ,,, e l'oro non c'era per coprirli tutti, e Nixon si inventò allora il petroldollaro in amicizia con l'arabia saudita, ossia la conversione del dollaro in barili di petrolio.
Ora anche questo progetto è in fallimento ,,, Saddam prima ci ha provato e adesso Amadinejahd ha istituito il mercato del petrolio in euro ,,, il futuro del dollaro quindi è di diventare carta straccia ,,, i cinesi si incazzano perchè sono pieni di dollari insieme agli indiani ,,, di qui le guerre e le minacce di guerra ,,, e via discorrendo siamo alla frutta pieni di carta senza valore.
E lunga vita al santo capitalismo liberista di pochi privati pidocchi di banca che da soli detengono i destini del mondo che si autoregolano e diventano creativi come il nostro burino di palude tremonti ,,, cin cin ,,, e alla prossima rivoluzione che ne farà merce di scambio in natura.
A fabrizio invece può essere utile ciò che dice un delinquente diventato autorevole per meriti di latrocinio ( dieci miliardi di euro trafugati alla sanità del Lazio e per questo promosso a ministro della sanità dal nano padano ), tale Storace, emerito fascista che per l'occasione ( la malparata ) si inventa comunista:
Alla ripresa dell’attività postferiale, La Destra dovrà puntare molto sulla lotta a dottor usura, il sistema che si cela dietro le banche e che nessuno sanziona mai.
Ho intenzione di parlarne con Alberto Arrighi, che avrà la responsabilità dell’economia nel nuovo organigramma del partito. Sulle banche occorre una battaglia politica senza riguardi.A partire dallo scandalo di cui nessuno parla e che si chiama signoraggio.
E’ il potere imponente delle banche centrali, ormai associazioni fra ricchi privati alle spalle di tutti i popoli, ma nessuno ne parla. Rende schiave le persone, ma non c’è nessuno che incita alla ribellione.
Ufficialmente non esiste. Eppure il signoraggio bancario sta facendo sprofondare il mondo intero nel debito, giorno dopo giorno, inesorabilmente…. Ma debito (pubblico) nei confronti di chi? A chi dobbiamo dare tutti questi miliardi? Cosa lo provoca? E soprattutto: cos’è questo signoraggio?
Non sui giornali, ma sulla rete è spiegato molto bene che il signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta (ovvero ciò che c’è scritto sopra la moneta, 1,2,5,10,20,50,100,200,500 euro) e il suo costo di produzione.
La moneta, come ogni bene, ha un suo costo di produzione: per le banconote si pensi al costo di carta e inchiostro; per le monete al costo delle leghe di metallo. L’emissione di moneta costa pochissimo, anche perché dal 1971, Nixon eliminò la convertibilità delle monete in oro.
( Il petrolio sostituì l'oro, e si inventò il petroldollaro ,,, nota di civis )
Quindi l’emissione di moneta da quasi quarant’anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro, argento o rame).
Facciamo un esempio numerico: stampare un biglietto da 100 euro costa, più o meno, 30 centesimi di euro (tra carta e inchiostro). Una sciocchezza, vero? Ebbene questa banconota, che costa solamente 0,30 euro, viene “affittata” allo Stato al valore nominale, cioè a 100 euro più gli interessi. Questa differenza è il signoraggio.
La società privata che stampa ed emette la moneta in pratica “guadagna” per ogni banconota emessa la bellezza di 99,70 euro mentre lo Stato, sempre per ogni banconota, s’indebita di 100 euro più gli interessi.
Siamo o non siamo alla follia pura? Lo Stato, che potrebbe stamparsi una propria moneta, paga invece alla Banca Centrale “l’affitto” di questa moneta, (più gli interessi), con Titoli di Stato…
Sono proprio gli interessi la causa della truffa, perché in circolazione ci sono solo i soldi per pagare il debito, ma i soldi per pagare gli interessi non sono ancora stati stampati…
Quindi lo Stato chiederà alla Banca Centrale di stampare nuove banconote (che produrranno nuovo debito e nuovi interessi) per pagare gli interessi del debito precedente e pertanto s’indebiterà in maniera spropositata e continua .
Piccola guida per la caccia al fascista.
Il fascista per definizione è di un solo colore ,,, il nero.
Come le cornacchie, i corvi, i preti, l'oscurità ,,, eccetera ,,,
Il fascista è ,,, un uomo moralmente, intellettualmente e quasi fisicamente negativo, la cui negatività si traduce in ostilità, in odio, in volontà di distruzione di tutto ciò che è positivo. Per queste sue qualità il fascista è assimilabile al delinquente abituale e finisce per costituire col delinquente un solo e medesimo tipo umano. La sola differenza tra fascista e delinquente sta nel fatto che mentre il delinquente agisce da isolato, in solitario - e questa solitudine è il suo dramma, il suo eroismo,la sua poesia - il fascista è invece un delinquente collettivo e 'sociale'. Il fascista da solo perde le sue qualità, la sua forza delinquenziale 'svapora' ed egli diventa apparentemente un uomo innocuo - un uomo qualunque. Bisogna evocare il segreto di un simbolo, del fascio come simbolo, ossia della unione di vigliacchi necessaria perchè la criminalità fascista possa operare.
Albero Savinio. 'Nuova Enciclopedia", Adelphi.
Per riconoscerli a vista nella loro veste attuale può essere utile un video su youtube visionabile solo digitando nella barra di ricerca apposita, le parole: 'Se non li conoscete'.
Utile per la loro vigliacca abitudine di travestirsi da democratici come da esempio folgorante vorrebbe comparire una capra padana di nome borghezio ( ,,, quello che colleziona schiaffi sui treni ) mentre fa lezione ai neofascisti francesi su come infiltrarsi nelle istituzioni democratiche senza scoprirsi in anticipo.
O come qualcuno qui tradendo la buona fede (?) del prete per inneggiare allo sterminio di un popolo ,,, vedi la recente miserevole vicenda che ha coinvolto in questo blog la nazifasciosionista magen david, in veste di democratica sterminatrice di palestinesi, e del suo sodale di sempre, alieno.
Mi piacerebbe capire qualcosa di più della golden tax segnalata da Civis, ma temo di essere del tutto fuori dal mio campo. Già in realtà non so bene cosa implichi in pratica il fatto che non ci siano più riserve d'oro sufficienti a coprire la moneta battuta, poi non ho idea del meccanismo con cui si decidono i valori di cambio. Tassare le riserve auree? Ma non sono dello stato? Sembra come prendere i soldi da una tasca e metterli nell'altra. D'altra parte anche la Tobin Tax di cui parlava Enrico (e tanti prima di lui) mi mette in difficoltà. Mi sembra tendenzialmente una buona idea perché pur da profano mi sembra di poter assumere che riduca il rischio di un'altra bolla delle dotcom, dove tutti investivano senza essere realmente interessati a creare nulla, volevano solo qualcosa con la e minuscola davanti, che allora sembrava essere oro. Non spirito capitalistico ma spirito parassita, puramente speculativo. D'altra parte di nuovo, non ho idea delle reali conseguenze che potrebbe avere una tassa così. Provo a chiederlo a mio nipote che ci si sta laureando, ma insomma, mi mancano le basi. Sull'economia con la E maiuscola sono deboluccio.
"Un'altra Piazzale Loreto diventa sempre di più un'opzione reale e concreta."
Come dicevo, grazie all'egemonia di sinistra che ci tiene tutt'ora in ostaggio con l'antifascismo militante, dove ormai "fascismo" è termine che può comprendere tutto e tutti quelli che si vuole e divertirsi con combinazioni a piacimento, da "clerico-fascista" a "fascista di Arcore" oppure vedere che ancora oggi è possibile vedere furboni che organizzano "Comitati di Liberazione" dal fascismo, spiegandoci che per fascismo non si intende in senso stretto questo o quello, ma è fascista chi cerca di fregarti ecc, come fa Grillo.
Dialettica e proposta, ogni dibattito subisce ancora, nel 2009, il ricatto di quell'egemonia culturale che ha annebbiato ed ammassato cervelli nel nostro Paese, ha sempre legittimato la guerra civile e la "lotta" intesa tanto come necessario mantenimento costante di "ostilità" di classi e categorie, possibilmente da manifestare con "okkupazioni" e "guerriglie", "diktat", "scontro", invasioni di linee rosse od off limits, e dove la semplice presenza, dico, la SOLA PRESENZA di forze dell'ordine, identificate come forze del nemico, è ritenuta provocazione bellica che legittima reazione violenta (termini e dialettica, appunto bellica, di guerra e guerriglia), tra l'altro volendo tra delinquenti e terroristi figure di eroismo rappresentativo, simbolicamente modelli alti di questa continua proposizione di guerra civile.
Il motivo è che questa cultura sinistroide, nella destabilizzazione e nella guerra civile, ha sempre visto il mezzo per raggiungere la finalità dell'imposizione del proprio regime che è mancato obiettivo dalla fine del fascismo, dalla fine della guerra, che appunto, i compagni continuarono a fare, a guerra finita, fascismo morto, per anni, rifiutandosi perfino per anni di consegnare armi perchè appunto, la rivoluzione s'ha ancora da fare. Successivamente furono le BR e movimenti vari (come appunto Lotta Continua, vi prego di focalizzare il significato del nome che rappresenta infatti, la proposta: Lotta Continua) che si riagganciarono alla continuità di quell'impegno della resistenza comunista-socialista che sentivano tradita proprio nell'instaurazione della democrazia popolare (anzichè dittatura proletaria e Stato InternazionalSocialista) che al suo interno, mediando, rappresenta ciò che per loro è impresentabile nell'arco parlamentare-istituzionale: altri da loro stessi. Mentre la revolution non prevede altre rappresentazioni da sé.
E questo mantenere costante una guerra civile, finendo anche per legittimare il loro speculare, cioè la versione violenta ed eversiva in nero. Spesso con strane possibilità di condivisioni di obiettivo: dal concetto di destabilizzazione, disordine, cioè preparazione del terreno per l'instaurazione del proprio idealismo ideologico, disprezzando la possibilità degli strumenti ortodossi previsti dalla democrazia (in cui le proposte debbono competere concorrenzialmente ed è il popolo sovrano che esprime volontà, ma i movimenti ideologici, neri o rossi, partono sempre dalla volontà e dal progetto di un gruppo elitario), fino a finire con la condivisione di valori comuni altri, com'è per esempio, l'elemento anti-semita, dal momento che ciò è il portato tanto del nazismo che del modello soviet e successive concretizzazioni socialiste.
Per cui non c'è da stupirsi se ideologizzati estremisti rossi e neri, confluiscano nella proposta ampia e costante dell'antisemitismo arabo, come quello dell'Iran o di movimenti come Hezbollah, Hamas, come furono anche i fedayn ed il terrorismo palestinese tutto.
D'altra parte nemmeno sembrano notare come proprio i modelli ideologici dittatoriali, di regime di cui sentono nostalgia e tutt'oggi ispirandovisi, sono creatori di cultura mafiosa.
Perchè in questi regimi si crea lo stesso meccanismo per cui al vertice c'è il capo assoluto ed una serie di obbedienti, cortigiani esecutori, spietati vassalli, elitaria rappresentazione, oligarchica quasi, ottiene privilegi di ogni tipo, compreso quello di essere temibili esattamente come sono i vari membri d'una famiglia mafiosa che fanno riferimento al capo-clan.
soggetti a cui rivolgersi se si vuole favore, vantaggio o semplicemente la possibilità di campare senza problemi, quei gerarchi, quell'oligarchia di potere che fa capo ad uno.
In tutto e per tutto, lo schema di una cosca mafiosa, appunto, la stessa cultura, ma colorata ed ornata di ideologia come pretesto.
Tra le mafie vanno compresi, appunto, i sistemi che a quei regimi si ispirano sul territorio. Non solo non c'è alcuna superiorità morale da poter vantare a sinistra, ma il sistema instaurato dove hanno possesso del territorio, se non convive con la mafia, ne crea concorrenzialmente una propria. Dunque combattendo la mafia, imponendoci la propria. Un territorio controllato pienamente, da tempo, dai sinistri, diventa l'unico depositario e controllore-distributore di appalti, servizi, vantaggi o boicottaggi (si prenda per esempio in Puglia, per restare solo all'attualità), cioè in tutto e per tutto una cultura mafiosa a sostituirsi, anzi combattendola talvolta (ma non sempre, spesso facendoci affari, la cultura mafiosa è subdola e lavora con tutti senza problemi), per instaurare la propria.
D'altra parte, la collaborazione mafiosa con la sinistra offre il vantaggio di offrire un terreno relativamente più sicuro, perchè culturalmente si è proposto una verginità per cui sinistra e mafia sarebbero per loro natura incompatibili. La gente è abituata a pensare che la questione morale stia solo altrove. La gente ha conosciuto tutto o quasi, per esempio, della Dc (così come sa tutto o quasi del fascismo), ma gli è stata negata l'opportunità di una valutazione più oggettiva perchè gli è stata tolta la narrazione di un pezzo di verità, quella che riguarda la sinistra.
Di quella che possiamo chiamare "l'altra" mafia sappiamo poco, pochissimo, nulla. Non lo sappiamo certo grazie agli approfondimenti della tv di Stato, la Rai, non c'è un battage mediatico dell'informazione perchè l'egemonia sinistra che ancora fatica a prendere autentiche distanze, facendo autocritica e percorso di autocondanna, lavora ancora benissimo.
C'è una quantità ridotta di possibilità di accedere ad informazioni di questo tipo. Un po' perchè l'egemonia sinistra ancora riesce a lavorare bene come dicevo, ma anche perchè la gente, tanta e troppa gente, non è ancora pronta per un lavoro di questo tipo, cioè in sintesi, non lo vuole sapere, non vuole abbandonare schemi che già ha e che tutto sommato offrono il vantaggio e la comodità di poter avere il controllo della situazione, di avere delle "certezze".
Così se anche sono Peter Gomez o Marco Travaglio, per dire, oggi icone dell'odiologia che raccoglie un mucchio di sentimenti ed aspettative, comprese quelle ti tanti compagni ex o riciclati nel cambio di simboli e nomi (ma senza autentico "lavoro" di identità e coscienza, interno, niente reale cambiamento, solo adattamento minimalista e con il mal di pancia insomma),
non hanno successo, non attacca, non funziona. Da una parte la macchina egemonica che controlla cultura ed informazione a sinistra boicotta, attenua, distrae su altro, dall'altra è alla base che non si vuole sentire, si vuol sentire e leggere quel che già si è convinti di sapere, si vuole solo conferma di certezze.
Fai conto, tiro un esempio:
http://italia.forumszone.com/topic.aspx?topic_id=67291
Una narrazione come questa (che si può trovare anche meglio approfondita e documentata altrove che da Travaglio Gomez naturalmente, ma a me serve tirarli in causa come soggetti rappresentativi e specifici per fare esempio di ciò che dico, non suscettibili di facile critica dai compagnucci che li adorano per il loro raccogliere l'odiologia, residuo dei fasti ideologici che l'odio comprendevano in sè, canalizzando il motivo ossessivo anti-fascista nell'anti-berlusconismo)
scoprono che non hanno popolarità e successo (anche economico) con proposte di questo tipo. Non si vuole rinunciare alle "certezze" degli schemi e se oggi qualcuno ci narrasse, faccio per dire, nuove rivelazioni su Andreotti, che è un dinosauro di uno scenario ormai estinto, su cui si è scritto di tutto, dal vero, al presunto, dall'analisi critica più oggettiva alla semplice illazione fantasiosa e generalista (per colpire Dc e Vaticano) ecco, nonostante tutto, un narrare ciò renderebbe di più (economicamente ed in termini di diffusione-spontanea).
Teoricamente l'attrattiva dovrebbe essere maggiore per le nefandezze del comunismo di cui si è scritto ancora pochissimo rispetto al materiale inedito o non sufficientemente raccontato analiticamente, tantomeno sviluppandoci su una riflessione più autentica, compreso il comunismo italiano, post-bellico, insomma, da Togliatti a Vendola per così dire.
Invece non avviene, l'attrattiva per il conosciuto, ripetuto, ridondante risponde a quel volere e preferire la conservazione degli schemi già conosciuti e consolidati dall'egemonia sinistra che ha operato sistematicamente di censura, menzogna e distrazione su altro ed altri.
Perchè garantiscono una "certezza" rassicurante, un controllo possibile della situazione e soprattutto un mantenimento senza sforzo, il cambiamento può essere faticoso, oltre che disorientare.
Naturalmente non parlo per tutti, ma per chi se ci sono mille libri monotematici, ripetitivi, ossessivi, magari nulla dicendo più di quello che già si sa, li legge o almeno li cita, li prende a riferimento, si bea di questo. E' così che nascono certi "istant-book" della premiata catena di montaggio (di accuse ed insinuazioni non sempre documentate, ma con abile suggerire che lo siano, documentate, le proprie speculazioni e portando in Italia la cultura che il semplice essere indagato, è sinonomo di colpevolezza, l'assoluzione una prova provata dello strapotere della politica corrotta se è un "nemico", la condanna la prova provata che la nostra unica possibilità di salvezza dalla politica è la magistratura che come può, tenta di purificare il territorio malato, sporco dei potenti e della politica corrotta, quando naturalmente condannati sono sempre i nemici, altrimenti si glissa o si insinua ancora uno strapotere della politica che corrompe la magistratura e così via, all'infinito senza soluzione di continuità, lo schema è fisso).
Così, dicevo, gli istant-book, libri prodotti in pochissimo tempo dai furbetti del travaglino e similari, come i film panettone di natale o quelli estivi, a basso costo (di contenuti) e sicura vendita.
Così, un racconto sull' "altra mafia", quella comunista, quella della sinistra, non paga chi ne fa, anzi, isola, danneggia e del resto certi non la vogliono sentire, meglio sentire quel che si sa già, meglio leggere ciò che si è già letto e ciò che si vuol sentire: si vogliono conferme, non informazione, conferme aldilà dell'informazione. Un libro sul "papi" che è come il filmetto estivo furbamente fornito tipo "Vacanze a..", cioè contenuti e valore zero (e la trama si ripete all'infinito di anno in anno al cinema, i leit motiv sempre quelli, nudi di belle gnocche sotto la doccia, arrapati sfigati e fortunati, ma parallelo meccanismo per gli istant-book, con formula per tirarne uno su in pochissimo tempo, senza novità alcuna), si spiega così.
Il fatto che l'articolo di Travaglio e Gomez che dicevo lo conoscono in pochi e che non sia proposto ossessivamente come il tema anti-berlusconismo, rispondono alla stessa dinamica.
Se uno volesse fare un film inchiesta sui disastri o sulle corruzioni o sulla macchina di apparato della sinistra, che so, il pd, non troverà facilmente giornalisti, sceneggiatori, gli attori si defilano, la critica ignora o condanna e liquida impietosamente a prescindere, già dal progetto, i finanziatori si dissolvono perchè vedono già la perdita assicurata e se comunque arriva in sala, i cinema boicottano, è proposta di breve durata e devi fare 500 km per trovare la sala che lo proietta magari per una sera soltanto, altrimenti aspetti che esca in Dvd, appeso tra i fallimenti o le cose vecchie viste e ri-viste da tutti anni prima, solo che quel film in realtà, nessuno o quasi ha potuto vederlo.
E' una sorte che tocca a chi tocca la cultura di sinistra, facilmente. Il film non funziona se è, per dire "Katyn", troppo scomodo eppure son fatti che oggi dovrebbero essere digeriti benissimo, senza problemi perchè storicizzati, su cui poter discutere senza passionalismi esagerati, essendo fatti del 1939, ma putroppo, non è così nel 2009 (il film è del 2007)!
Figurati allora cosa può essere se è qualcosa che riguarda fatti più recenti, magari con implicazioni attuali, anche parodiando ma riferendosi a personaggi conosciutissimi e reali, facilmente individuabili.
Si può fare un "Caimano" per dire, oppure una piece teatrale tipo "shooting Silvio", ma non c'è nulla dall'altra parte, che eppure in Italia rappresenta un potere poderoso che dal dopo guerra ad oggi ha steso e tuttora conserva una cappa asfissiante sulla possibilità di fare analisi oggettiva, storicizzazione, arricchendo la nostra cultura e la nostra proposta futura.
Quando ci troviamo dinanzi ad un testo come "L'altra Mafia", praticamene l'unica biografia di Bernardo Provenzano scritta da Palazzolo e Oliva, non si mette in moto la macchina dell'establishment culturale e della critica, non nascono dibattiti, ma non interessa anche una parte dei cittadini che non vogliono essere disorientati, vogliono la conferma dei soliti schemi (mafia=Dc) e quel raccontare delle "cooperative rosse" rompe molti schemi e certezze: sinistrorsi affetti, ma anche quell'incantato buonismo arcobalenato e equosolidalpoliticalcorrectecological no profit che le Coop Rosse evocano nell'immaginario di molti.
Eppure lo scrissero gli stessi magistrati di Palermo (categoria in altre occasioni amata ed indiscutibile a prescindere), nel provvedimento del Luglio del 1998, "La ragione risiedeva nel fatto che Tronci rappresentava "i comunisti" e, pertanto, offriva un'ottima copertura essendo in grado di fare passare, senza particolare opposizione, le delibere relative agli apparlti nelle sedi competenti". Sono i tempi in cui si sentivano nomi come Riina, Brusca, Provenzano, ma son certo che pochi, pochissimi sanno qualcosa del mondo ancora tutto da esplorare, della mafia con la sinistra a spartirsi il territorio.
Quando non fanno in proprio, concorrenzialmente.
Per esempio, dell'inchiesta "Sanitopoli rossa" di Bari, dovevamo parlare, tema più grave ed anche più "politicamente" interessante di vallettopoli o escortopoli fine a se stessa, cioè a Bari, l'informazione che sentiva prioritario, urgente, ossessivo parlar di Noemi e poi D'Addario, ha completamente escluso all'inizio l'elemento centrale di quelle inchieste a Bari (di cui quello delle escort che raggiungono Berlusconi è solo costoletta derivata), ma nessuno ha visto il gruppo Espresso-Repubblica fare l'assalto, il battage mediatico (perfino all'estero giocando di sponda con amici e poi infine, condizionando tutta l'informazione a parlar solo di questo), nessuno ha visto le 10 domande poste agli apparati della sinistra che sono coinvolte in qualcosa di davvero più pericoloso, per una democrazia.
Tutt'oggi lo squilibrio è enorme a dimostrazione che la necessità di informare per il bene dei cittadini tutti che devono conoscere e sapere, è solo un pretesto per distrarre dal lavoro sistematico del doppio-peso.
Fai conto: in Puglia c'è una macchina sinistra fortissim. Da una parte la vecchia guardia, quella D'Alemiana, che lì ha uno dei suoi feudi di voti e consenso, dall'altra la nuova macchina Vendoliana, cioè comunisti e comunisti mimetizzati, edulcorati simbologicamente hanno il possesso del territorio.
Vendola nell'indagine in corso sugli appalti sanitopoli rossa, ovviamente, comincia ad avere problemi.
Se la prende con il magistrato che dice, con questa indagine, crea uno "strumento di una campgana politica e mediatica che mira a colpirmi". Ancora Vendola: "Qualcuno sta costruendo la mia morte". Ed addirittura, il tentativo di delegittimare il magistrato che indaga sulla sua macchina politica in sanitopoli rossa: "La prima anomalia è che la Digernonimo (il magistrato che conduce l'inchiesta) non abbia sentito i dovere di astenersi" perchè "la sua rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettività questa inchiesta".
Accuse di strumentalizzazione politica delle inchieste, tentativi ed accuse delegittimatore della magistratura...
Se le fa Vendola, però, non si bercia di attentato alla democrazia, di fascismo e così via.
Ma di cosa stupirsi? I magistrati son utili alla causa fintanto che stanno agli schemi, fedeli alla linea (rossa) oppure non sono autenticamente magistrati ineccepibili e l'istituzione che si vuole pura e vergine, salvatrice di democrazie, è corrotta, connivente..
Quando un De Magistris va anche in tv (oltre a rilasciare dichiarazioni o è indagato da altri magistrati), commentando la sua delusione, insinuando una magistratura deviata che tenta di impedire, insabbiare ecc, nessuno dei soliti noti, come Di Pietro o la Sinistra alza la voce per difendere la magistratura-istituzione-salvezza del Paese, per carità.
Anzi, De Magistris, l'accusatore-insinuatore-deluso dalla magistratura che per questo decide di candidarsi politicamente, Di Pietro se lo prende perfino con sé. Proprio Di Pietro per cui la magistratura, si vorrebbe, è intoccabile.
Ma non è così. Dipende. COme nella sinsitra.
Questo aspetto del doppio-pesismo è il sintomo di un'egemonia culturale sinistra che tra i tanti danni, ha quello di aver fatto spazio, poi sinistrofago, al giustizialismo DiPietrista.
Ma il sinistro-pensiero tutt'oggi lavora, funziona, anche inerzialmente. Siamo nel 2009. Nella mia vita ho avuto il pregio di poter assistere ai comunisti fuori dal parlamento. Il Comunismo l'ho visto equiparato nei crimini, al nazismo, è mezzo risultato se non si equipara anche l'ideologia rossa a quella nera, così come se in Italia non si considera apologia comunista reato antidemocratico criminale come fare apologia nazista o fascista e fintanto che non si fa, l'egemonia culturale sinistra è lenta a sparire.
Mi auguro di vivere abbastanza per poter vedere, dopo cortine di ferro abbattute dalla Verità e Libertà, dopo muri crollati, dopo mezze timide ammissioni, dopo rivelazioni parziali, qualcosa di più nella mia esistenza.
Alieno
A furia di ripetere che le Procure sono tutte rosse e i Tribunali anche
peggio, si ? finito per accreditare la diceria che nessun esponente del
Pci-Pds e delle cooperative collegate ? stato arrestato, inquisito o
condannato. Invece ? vero il contrario. Le condanne, in tutta Italia, sono
centinaia. Le sentenze dimostrano inequivocabilmente che i ?comunisti? erano
inseriti a pieno titolo nel sistema di Tangentopoli.
Con una differenza rispetto agli altri partiti: che i segretari nazionali
non si sporcavano personalmente le mani. O, almeno, quasi mai lasciavano
impronte digitali. Le sentenze che riportiamo in questo capitolo lo dimo
strano. E quelle di prescrizione che riassumiamo nei capitoli dedicati a D'Alema
e Occhetto sono la prova di quel ?quasi mai?.
Enel, l'allegra mangiatoia
Nel consiglio d'amministrazione dell'Enel, il Pci aveva il suo bravo
rappresentante fisso. Il quale aveva soprattutto un compito: procacciare
quattrini al partito, spremendo le imprese che vincevano gli appalti nel
settore.
Esattamente come i suoi colleghi della De, del Psi, del Pri, del Psdi e del
Pli. Prima indirettamente, sotto forma di lavoro per le imprese amiche (le
coop rosse); poi direttamente, incassando normali, volgarissime mazzette in
cambio - si legge nel capo di imputazione - di una serie di ?atti contrari
ai doveri d'ufficio, consistenti nell'approvare le delibere relative alla
desolforazione dei fumi delle centrali Enel, in violazione dei doveri di
imparzialit? della pubblica amministrazione; nell'omettere di esercitare, in
conformit? con i principi di buon andamento e di legalit? dell'agire
amministrativo, i doverosi controlli in ordine all'attivit? della struttura
amministrativa, alla qualit? delle imprese invitate per le gare, alla
congruit? delle offerte delle imprese in relazione all'appalto, e allo
sviluppo dell'iter procedimentale finalizzato all'assegnazione delle quote
di lavoro ai singoli raggruppamenti d'imprese; nel concordare con i
rappresentanti delle imprese le modalit? di composizione dei raggruppamenti
successivamente assegnatari dei lavori; nel favorire la successiva gestione
di tali appalti?.
Appalti giganteschi: soltanto per la desolforazione delle centrali
elettriche, furono commissionati lavori per almeno 3 mila miliardi. Il
consigliere d'amministrazione del Pci-Pds dal 1986 al '92 ? il professor
Giovanni Battista Zorzoli, fino al '90 responsabile per le questioni
energetiche del Pci-Pds, docente al Politecnico di Milano, collaboratore del
Cnr, consigliere del Cnel, dell'Enea e dell'Enel, infine presidente della
Elettrogeneral (una piccola societ? genovese collegata alle Lega delle
cooperative) fino al suo arresto firmato da Antonio Di Pietro e Italo Ghitti
il 16 gennaio '93.
L'uomo incaricato dal partito di incassare le tangenti in Svizzera ? invece
Primo Greganti, funzionario dell'amministrazione del Pci-Pds. Entrambi sono
stati condannati in primo e secondo grado per corruzione e finanziamento
illecito al partito: 1 miliardo e 245 milioni versati da Lorenzo Panzavolta
della Calcestruzzi (gruppo Ferruzzi) dal 1990 al '92 e corrispondenti alla
parte riservata a Botteghe Oscure delle mazzette concordate col sistema dei
partiti (1' 1,6 per cento sul valore delle commesse). Versamento in tre
rate: 621 milioni depositati il 21 novembre '90 sul conto Gabbietta, presso
la Banca di Lugano; 525 milioni sul conto 294469 dirottati, nel settembre
'92, presso la Banca del Gottardo di Zurigo, sempre ?nella disponi-bilit? di
Greganti?; e infine 100 milioni ?consegnati in contanti a Greganti?, sempre
nel '92. Il compagno G risponde ?soltanto? di questi tre versamenti, mentre
Zorzoli ? stato condannato anche per tutti gli altri appalti assegnati dall'Enel
con mazzette incorporate.
Se anche il Pci abbia incassato la sua parte di queste altre tangenti, non
si sa. Ma si sa per certo che Ottavio Pisante, legale rappresentante della
Emit (gruppo Acqua), dovette versare 450 milioni di lire alla Elettrogeneral
dopo averla associata al raggruppamento di imprese incaricato di
?denitrificare? le centrali termoelettriche di Fusine e Tavazzano. Un caso,
quest'ultimo, di vera e propria estorsione, cio? di concussione: nel 1991,
Zorzoli e l'amministratore di Elettrogeneral, Giambattista Podest? avrebbero
?costretto Pisante Ottavio con la minaccia di strumentali ostruzionismi? a
pagare.
Greganti e il biglietto da visita
II primo a parlare di quelle mazzette rosse ? Lorenzo Panzavolta, davanti a
Di Pietro. E in base alle sue accuse, pi? che documentate, che il 1? marzo
'93 viene arrestato Primo Greganti, fino ad allora sconosciuto al grande
pubblico. Racconta Panzavolta che, per i contratti della desolforazione, si
accord? per pagare tre tangenti di 1 miliardo e 242 milioni ciascuna a Ds,
Psi e Pci. Furono Valerio Bitetto, potentissimo consigliere d'amministrazione
socialista dell'Enel, e lo stesso tesoriere nazionale del Psi Vincenzo
Balzarne a dirgli che bisognava pagare anche il Pci.
Poi si present? da lui Greganti a batter cassa. ?Greganti era conosciuto da
tutti li in giro, a Ravenna, come esponente del Partito comunista e aveva
rapporti con la Cmc [una mega-cooperativa rossa emiliana]?. Panzavolta
chiese al numero uno del suo gruppo, Raul Gardini, se questo Greganti fosse
davvero l'emissario giusto del Bottegone per gli appalti dell'Enel. ?Lui
[Gardini] mi disse che avrebbe fatto un con-trollo e mi conferm? che
Greganti era l'interlocutore giusto e che potevo andare avanti?. Con chi lo
fece, quel controllo, Gardini? Con il vertice del Pds, si suppone. Ma
purtroppo ? morto suicida, e non potr? mai rivelare a chi telefon?.
Greganti comunque si present? a Panzavolta ?con un biglietto da visita della
Direzione centrale del Partito comunista, faceva parte della direzione
finanziaria, poi lui si era offerto per fare altri servigi, se avevamo
bisogno [...]. E credo che l'abbiamo anche usato in qualche caso [...].
Greganti ci aveva chiesto anche di andare in Russia, che lui rappresentava
il Partito comunista. No, in Cina, in Cina?. Ma perch? la Calcestruzzi paga
anche il Pci? L'appalto per la desolforazione delle centrali di Brindisi
Nord e Sud, di Vado Ligure e del Sulcis vale 870 miliardi, e viene assegnato
a un'?associazione temporanea di imprese? formata al 60 per cento dal
consorzio Furialo (Ansaldo e Cita Progetti, da poco acquistata dalla
Calcestruzzi) e per il 40 dalla De Bartolomeis Spa.
Ma, perch? tutto fili liscio, il Parlamento deve approvare la legge che
autorizza la costruzione degli impianti di desolforazione senza passare
attraverso i singoli comuni: ?Allora - racconta Panzavolta - mi avvertirono
dall'Enel: "Guardi, se lei ha qualche contatto col Partito comunista,
sarebbe bene che avvertisse 'sta gente che i loro parlamentari andassero in
sala [in aula], non tanto per votare questo decreto, quanto per fare numero,
perch? sa [...] se non c'? il numero legale, non ha validit? la seduta. Noi
abbiamo gi? chi vota, la maggioranza che da il voto, per? abbiamo bisogno di
avere il numero dei presenti". Io avvertii ovviamente Greganti di questo
fatto. Gli dissi: "Guardi, se lei pu? farci 'sta cortesia, dire coi suoi
parlamentari.". Siccome era un venerd? che veniva votata e in genere i
parlamentari il venerd? tornano alle loro sedi, allora Greganti si adoper?,
and?, mi disse: "Si, si, mi interesso subito". E difatti la legge venne poi
approvata, perch? il numero c'era.
Il Partito comunista vot? contro questa disposizione, per? era sufficiente
la loro presenza per farla passare. E Greganti venne da me e disse: "Vede
che io conto, vede che riesco a ottenere queste cose"?. Poi c'? l'affare
Elettrogeneral, altro spaccato di ordinaria Tangentopoli. Sia Greganti sia
Zorzoli dicono a Panzavolta che bisogna inserire anche la Elettrogeneral
come subappaltatore. Podest?, da Reggio Emilia, lascia intendere che se non
l'accontentano ne parler? col partito (?Noi poi riferiamo ai nostri capi che
voi non ci date il lavoro?), Insomma - racconta Panzavolta - ?questa gente
insisteva e sembrava che potessero danneggiarci nella gara?. Prova a
resistere fino all'ultimo: la Elettrogeneral ha pochissimi dipendenti e un
background non certo all'altezza di quei colossali e delicatissimi appalti.
?Ma cosa ci mettiamo in casa??, sbotta Panzavolta con Bitetto.
Poi per? ? costretto a cedere: insieme ai vertici dell'Ansaldo, s'incontra a
Milano con i responsabili di Elettrogeneral e sigla ?un accordo, una
scrittura privata, che gi? preassegnava a loro una parte dei lavori in
subappalto [...]. Poi c'era da dare i contributi ai partiti, e loro han
detto: "Va beh, questi li diamo da soli perch? siamo noi che [...] ci
arrangiamo"?. Come racconta ai giudici Bartolomeo De Toma, uno dei tan-ti
cassieri occulti di Craxi, ?Zorzoli appoggiava le ditte amiche 193 del Pci
ora Pds: l'Elettrogeneral, la De Bartolomeis?. Anche la De Bartolomeis
?doveva? essere associata ai lavori, per il bene di tutti. ?Prima - aggiunge
Panzavolta - ? venuto Romano Tronci [direttore generale di De Bartolomeis] a
parlare con noi, dicendo che lui doveva avere una parte dei lavori del
nostro appalto, se prendevamo l'appalto?. E non si accontentava di qualche
briciola: ?voleva proprio entrare nel vivo [...].
Voleva circa 100 miliardi di lavoro. E quindi all'inizio noi siamo stati
restii?. Ma poi ?abbiamo avuto un invito molto preciso dal dottor Benedetti
[altro consigliere Enel, in quota Psi] il quale ci disse: "No, dovete
aggregare anche questo". E noi abbiamo dato a loro una quota di 70 miliardi
dell'appalto?. Perch?? ?Tronci non faceva mistero di essere molto legato al
Partito comunista, ma aveva tre consiglieri delegati. Diceva: "Abbiamo l'unto
per tutti i mali": uno era del Psi e uno era della Dc [...]. Per l'appalto
che ha preso lui, s'? pagato da solo le tangenti?.
Una passeggiata in Cina
Greganti - ricorda Panzavolta - ?siccome aveva rapporti e conoscenze in
Cina, ci chiese se potevamo avere bisogno. Io chiesi all'interno del nostro
gruppo e il dottor Gerbone, responsabile dell'attivit? marittima, delle
navi, disse: "Io vado a vedere, cosi per fare una passeggiata. La prima
volta che va gi? Greganti, ci vado anch'io.
Voglio vedere cosa c'? in questo paese e se ci possono essere degli
interessi per noi". E and? in un'occasione con Greganti [...]. Per? al
ritorno disse: "No, non c'? niente da fare per noi, non ? conveniente [...].
Greganti ? molto introdotto nell'ambiente cinese, ? conosciuto, molto
ossequiato e ascoltato" [...]. Per? non ha mai fatto rapporti con noi di
questo tipo?. Dunque, scrivono i giudici, Panzavolta ?dichiarava di poter
affermare con sicurezza che Greganti non svolse nessuna attivit? di
consulenza o intermediazione: quel miliardo e 242 milioni non erano stati
una remunerazione di una consulenza o di una intermediazione?. Greganti nega
tutto, financo di aver mai conosciuto Zorzoli e di essersi mai occupato di
centrali. Aggiunge per? che quando, tra il 1989 e il 1990, smise di lavorare
per la direzione finanziaria del Pci per mettersi in proprio come
imprenditore, costitu? la ?Lubar? (sede legale a Torino e uffici a Roma),
per operazioni immobiliari e soprattutto di ?marketing internazionale?:
soprattutto in Cina. Cosi, aggiunge il compagno G, ?mi rivolsi a Panzavolta
all'inizio dell'89, a nome del Partito comunista, per raccogliere pubblicit?
per le feste dell'Unit? [...].
Lo incontrai a Roma e lui mi disse: "No, io non sono disposto a darvi la
pubblicit?, per? sono disposto a venirvi incontro su progetti concreti,
possiamo darvi una mano". Io allora gli dico: "Io ho intenzione di mettermi
in proprio, conosco bene la Cina, in Cina vi sono molte opportunit? di
lavoro per il vostro gruppo. Lei ? interessato?". E lui mi dice: "Sono
interessatissimo, se lei mi presenta dei progetti concreti sulla Cina io
sono disposto a darle una mano"?. Greganti dice poi di avergli pre-sentato
dei progetti per costruire 8 mila chilometri di autostrade in Cina, per
?interventi nel settore dell'agricoltura, per la bonifica di grandi
territori per produrre foraggi e granaglie? e per ?un grande progetto di una
societ? mista di trasporto ma-rittimo?. Panzavolta gli avrebbe risposto: ?Va
bene, allora lavoraci pure, che io ti finanzio queste tre operazioni?.
Con tre versamenti che, a suo dire, dovevano rimborsarlo dei ?costi
im-portanti che avevo gi? sostenuto in Cina?: 621 milioni (sul conto
svizzero ?Gabbietta?, per imprecisate attivit? di progettazione per i futuri
affari in Cina), 100 milioni (in contanti in Italia per fantomatiche
esigenze finanziarie) e 525 milioni (versati dalla Calcestruzzi su una
fiduciaria svizzera di Zurigo, affinch? Greganti li trasferisse in Cina per
costituire una ?societ? mista di trasporto marittimo?). Che fine fecero
questi fantomatici progetti cinesi? ?Sono stati interrotti dal mio arresto?,
risponde il compagno G. Purtroppo per Greganti, nemmeno Giorgio Gerboni, che
nel '90 era direttore della Fermar (la societ? che gestiva le navi del
gruppo Ferruzzi) conferma la sua versione.
Si - dice il dirigente - ci furono contatti con Greganti (che gli aveva
presenta-to e raccomandato Panzavolta) per affari in Cina, e anche un
viaggio insieme a Pechino, nell'estate del '91. Ma poi non combinarono mai
nulla di concreto. E comunque la Fermar era solita ?pagare le mediazioni
successivamente alla stipula del contratto con postazioni in bilancio?,
mentre i quattrini versati da Panzavolta a Greganti provenivano dalla
Calcestruzzi ed erano in nero, estero su estero. Ne Greganti ha mai saputo
portare un solo documento che dimostrasse la reale esistenza di quei
contratti con i cinesi. Ricapitolando: "Greganti ammette di aver ricevuto l'importo
complessivo di L. 1.242.000.000 da Panzavolta in relazione agli accordi
cinesi [...].
Panzavolta confessa di aver versato a Greganti gli importi sopra indicati
quale tangente di spettanza del Pci per i contratti di desolforazione [e] ha
ammesso di aver versato la medesima cifra in due franche al Psi e di essersi
accordato per il versamento di un identico importo con i rappresentanti
della Dc, ma di avere versato solo la prima franche, pari alla met? dell'importo
concordato". La coincidenza, se di coincidenza si trattasse, sarebbe davvero
stupefacente: "In atti sono provati i versamenti di L. 621.000.000
effettuati nel dicembre 1990 da Panzavolta sui conti di spettanza del Psi e
della Dc.
Nello stesso periodo Panzavolta ha versato sul conto Gabbietta di Greganti l'importo
di L. 621.000.000". Possibile che la mediazione di Greganti per un affare
privato con la Cina, del tutto svincolato dagli appalti Enel, corrispondesse
"alla lira" alle tangenti versate a De e Psi per gli appalti Enel? "Greganti
ha ricevuto da Panzavolta lo stesso importo ricevuto dai collettori di
tangenti per il Psi e promesso ai collettori delle tangenti per la De".
Guardacaso. E perch? mai, per una "normale prestazione del tutto lecita" (l'intermediazione
con la Cina), la Ferruzzi avrebbe pagato Greganti "con il solito sistema
utilizzato per i pagamenti illeciti", e cio? la provvista nera costituita
all'estero? Poi ci sono le date, anch'esse totalmente coincidenti con le
tangenti Enel: "il versamento ? avvenuto pochi mesi dopo l'aggiudicazione
dei contratti relativi alla centrale di Brindisi Sud".
E c'? il personaggio Greganti, che "nel periodo in questione, pur non
rivestendo pi? alcuna carica all'interno del partito, ha seguito in prima
persona alcune vicende in rappresentanza del Pci, che dimostrano che lui era
sempre una persona di fiducia del partito: basti ricordare la questione
Eumit e la vicenda Po-Sangone [le vedremo pi? avanti] e Greganti in quel
periodo era un uomo che godeva della piena fiducia del Pci che si avvaleva
della sua opera e dei suoi conti correnti personali per far transitare somme
di sicura appartenenza al partito".
E "nel Cda Enel era rappresentato, oltre ai partiti di governo, anche il
maggior partito di opposizione". Cio? il Pci-Pds. Conclude il Tribunale: "Le
dichiarazioni di Greganti, non riscontrate da elementi probatori in atti,
appaiono smentite dai testi, dallo stesso addotti a sostegno", cio? i
dirigenti della Fermar, che "hanno affermato di nulla sapere circa pagamenti
di provvigioni o trasferimenti di capitali all'estero". Il gruppo Ferruzzi,
all'estero, disponeva del "sistema Berlini", e non aveva bisogno di usare i
conti svizzeri di Greganti per esportare 621 milioni in Cina. Senza contare
che i 621 milioni furono poi prelevati in contanti dallo stesso Greganti dal
conto Gabbietta.
Questi elementi sono "caratterizzati dai requisiti della gravita, precisione
e concordanza in ordine al fatto che le somme in questione non siano state
incassate da Greganti per prestazioni personali, bens? vadano collegate a un
intermediazione fiduciaria posta in essere da quest'ultimo a vantaggio del
PCI in relazione all'aggiudicazione da parte del gruppo Ferruzzi dei
contratti Enel. Ma vi ? ancora di pi?: Panzavolta ha confessato di aver
versato a Greganti gli importi in esame come tangente per il Pci in ordine
ai contratti di desolforazione. Questa confessione, pienamen-te riscontrata
dalle prove in atti, conferma il quadro indiziario indicato e impone una
declaratoria di responsabilit? di Greganti a titolo di concorso nel reato in
esame": cio? la corruzione, in combutta con Panzavolta e Zorzoli.
--
The Punisher?
Una voce scomoda contro il neofascismo rosso
Ricollegandomi al mio 2, dove si fiuta la traccia del capomafia ,,, ecco come i fascistoidi mafiosi al Regime aiutano gli amici di cosca quando sono in difficoltà:
http://www.unita.it/news/interni/87190/dopo_alemanno_anche_formigoni_si_rivolge_a_mori
Li si sovvenziona abbondantemente con denaro pubblico e li si fornisce di importanti cariche istituzionali, così evitano la galera e si vestono di autorità previo incensamento mediatico.
Intanto i due criminali fascisti ( Mambro e Fioravanti) che in collaborazione colla mafia e la P2 fecero saltare la stazione di Bologna causando una strage con ottanta morti, se ne vanno felici in vacanza approfittando della compiacenza del Regime che li ringrazia così del loro concreto apporto alla sua instaurazione.
Continuando a mostrar dati che dimostrano come il monopolio mediatico in mano ad un solo mafioso padano condiziona l'intero paese, qui:
I dati del monitoraggio effettuato dall'osservatorio di Pavia che ci informano come la PAURA fascista indotta mediaticamente a scopo di terrorismo può ben essere manipolata, ridotta o accresciuta solo concedendo alla "cronaca nera" più o meno spazio in TV.
Con questo sistemino si condiziona la massa incolta e pigra e gli si fa fare ciò che il Regime vuole ,,, anche votarlo, perchè no ,,, lo dimostrano le ultime elezioni.
Un sistema molto più semplice che andare in cerca di voti in cambio di favori come da sempre ancora si fa nelle regioni dove imperano gli amici del nano padano.
Poi ancora "en passant" ( come si denomina con un francesismo anche una mossa di scacchi ) vi avverto ancora che il paese è al collasso:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/crisi-37/giannini-oro/giannini-oro.html
,,, e presto scoppierà per il debito pubblico accumulato e accresciuto dai latrocini del nano e dei suoi parenti di cosca ,,, preti benedicenti e compiacenti di panza compresi.
Un'altra Piazzale Loreto diventa sempre di più un'opzione reale e concreta.
A mali estremi, estremi rimedi. Saggezza di padri.
uff... scienza...scienziato...come si fa, scusate..
E' stato sulle pagine di questo blog che Pequenito è stato aggredito verbalmente per aver riportato la notizia secondo cui l'80% dei pedofili sono omosessuali (e niente voli pindarici: un maschio che fa sesso con un altro maschio è una condizione oggettivamente misurabile).
Un gesto coraggioso, leale il tuo, il ricordarlo, sfidando i lapidatori che su questo argomento poi, han sempre la pietra in mano, facile ti arrivi sulla testa.
A me è andata molto meglio: è stato solo non pubblicato un post qui, in questo blog, dove raccontavo la storia, il percorso per cui l'omosessualità è stata tolta dalla lista dei disturbi comportamentali (o meglio, "disordini"), insieme ad altre patologie che hanno una letteratura, osservazione, uno studio di ricerca con metodo scientifico naturalmente, ma è stata tolta di mezzo con pressorio quando non coattivo metodo non scientifico ( ma culturale, anche qui, eredità di non poco conto del '68).
E però oggi avendo opinione diffusa che invece sia per motivazione e metodo scientifico che è stata tolta dalla lista. Che un po' ricorda l'operazione "disinformazione" e "sovrapposizione" culturale operata con la legge sull'aborto, che oggi per molti è legale, punto e nemmeno legge di tutela di maternità, aborto legale, punto.
Siccome ci avevo pure speso tempo e passione, mi guardo bene dal ricominciare quel lavoro, ma se condivido pienamente proporsi di "arrotondare" (o arricchire volendo, pur facendo tare ovunque) informazione leggendo più fonti, si può fare anche per ricerche: se uno ha voglia, vada a scoprire come mai l'omosessualità è sparita dalla lista (metodo scientifico, aldilà di come la si pensi, io per esempio non necessariamente ritengo sia sempre il metodo migliore eh) dei "disordini comportamentali", anzi, a dirla tutta "mentali", anzi, per la precisione, così dando indizi se uno ha voglia e curiosità di far ricerca, trattasi del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disordes dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dove si scopre di attivisti omosessuali che imposero i loro comitati nella comunità scientifica (senza necessariamente essere degli scenziati naturalmente) che tra minacce ed okkupazioni, ci ricordano certi episodi nostri, nelle università, ad imporre di tutto, insegnamento, cosa quanto e come (senza necessariamente essere laureati, naturalmente, per imporlo).
Curioso anche come certi pivelli che conosco, veri stereotipi per cui parlar coi sassi sarebbe lo stesso, però con meno personal divertimento un po' sadico, si trovino ad usare a sproposito la corda con cui pensando di impiccare una posizione, quella con cui ci si appendono da soli (io magari nemmen pensandoci se non grazie a loro stessi).
Tipo: Freud. Sigmund, uno dei padri della moderna scienza della psiche (prima nemmen degna di essere annoverata a scienza parrebbe). Che mi viene usato, sapendo la mia condizione di cristiano con fede ecc, sperando che abbia una valenza perchè reagisca contrapponendo un Freud ad un Vaticano, alla Chiesa, alla fede e così via. Naturalmente Freud volendolo "scenziato" dunque per il sol fatto di esserlo, superiore nella "ragione", più attendibile e così via, solite cose trite e ritrite che si immaginerà.
Così, siccome certi adesivi stereotipi è facile trovarseli appresso a discutere ed essendo prevedibili nella loro natura, dirotto: parliamo dell'omosessualità. La Chiesa dice questo o quello. E loro naturalmente, ancor più ringazzulliti, volendo in questa posizione della Chiesa la dimostrazione della sua irragionevolezza, della sua mancanza totale di razionalità, della sua condizione antitetica rispetto alla superiorità affidabile, attendibile della "scienza". Poi parlo che so, di certi che spiegano, che l'omosessualità non è una condizione immutabile, si può "curare". E loro giù a dire che è terrorismo culturale, intolleranza, menzogna che non ha fondamento scientifico.
A questo punto tutto è pronto e calo appunto, il Freud suggeritomi, pensando di impiccarci le mie posizioni (che non sono di intolleranza, anzi, misericordiose, di umanità, ma ugualmente venendo lapidato se le esprimo) loro e trovandosi appesi:
"Senti maaaa... lo sapevi che secondo FREUD, il tuo FREUD scienza Vs Chiesa, che te la do io la morale sessuale del Vaticano, riguardo all'omosessualità diceva che è contro natura e chi vuole cambiare può cambiare? Dici che era terrorista questo Freud? Perchè potrei essere d'accordo per certi versi..."
Uno spasso, eheh.
Non ho alcuna pretesa di aver cambiato l'idea di costui di cui parlo, per carità. E però, se almeno ho instillato un tarlo, un dubbio, in questi finti sistemi di coerenze stereotipate, cioè sparate ripetendo il copione, sarebbe mica male, eh!
Alieno
Due osservazioni: qualcuno che non sia il Berlusca chiede realmente che vengano taciute le notizie scomode? Anceh i politici interventui in difesa dell'intervento in oggetto si sono scagliati contro la faziosità di Raitre, non contro la libertà d'informazione. Sovrapporre le due cose potrebbe farlo solo chi è certo che RaiTre riporti la Verità con la V maiuscola e tutti gli altri siano invece in balia del regime.
La seconda osservazione è: ma siamo proprio sicuri che i paladini della libertà vorrebbero che fossero riportate TUTTE le notizie? Perché come ho già avuto modo di dire, facendo sorridere qualcuno che ha come ispirazione informativa il Ministero della Verità di Orwell, la mia impressione è che non sia solo la destra a selezionare e "cucinare" furbamente le notizie. Il peso ben diverso dato a fatti di cronaca a seconda dell'identità politica dei personaggi coinvolti è emblematico e facilmente rilevabile.
E allora dico la mia: credo che Berlusconi faccia tutta una serie di sparate che con la verità hanno ben poco a che fare. Dalla crisi che è già finita all'Abruzzo che sta rialzandosi a tempo di record (al riguardo un mio amico mi ha portato testimonianza diretta) al suo inesistente coinvolgimento in tangenti, affari loschi e acrobazie notturne con donnine di scarsa virtù. Tutte palle per dirla in breve, e ben venga la libertà di criticare ed accusare il governo in base a dati precisi. D'altra parte rivendico egual diritto per le informazioni simmetriche. Mi si dice che mi inventerei una sinistra inesistente, ma è sui forum de L'Unità che ho letto gli interventi di parecchi personaggi che sostenevano che quando si riporta la notizia di un crimine non si debba rivelare la nazionalità delle persone coinvolte per non incoraggiare il razzismo. E' stato sulle pagine di questo blog che Pequenito è stato aggredito verbalmente per aver riportato la notizia secondo cui l'80% dei pedofili sono omosessuali (e niente voli pindarici: un maschio che fa sesso con un altro maschio è una condizione oggettivamente misurabile). E ci sono tanti altri esempi in cui certe notizie si vorrebbero sopprimere o edulcorare. Io personalmente "arrotondo" l'informazione leggendo più fonti, finché è ancora possibile farlo gratis tramite internet, e credo che sia una pratica utile.
Intendiamoci: mica sto dicendo che la sinistra sia peggio della destra, le uscite del Berlusca sono fortunatamente abbastanza uniche nel loro genere e difficilmente giustificabili. Però io so di poter dire con franchezza di non aver mai invocato una censura di stato, perché non la desidero. C'è gente che mi sta sulle balle, che dice cose che mi stanno sulle balle in un modo che mi sta sulle balle, eppure sono contento del fatto che nel mio paese possano farlo. Altri mi sembrano più rumorosi di me nel rivendicare questa libertà, ma forse non altrettanto coerenti.
Se poi vogliamo fare il giochino di rincorrere le manipolazioni mediatiche facilmente attuabili se se ne detiene il monopolio, e dimostrare come queste siano operazioni tutte a favore della destra fascistoide che governa a Regime il paese, basta leggere le notizie di oggi sull'efficacia del "piano esodo" attuato dal governo di fronte ad un esiguo plotone di schiavi delle vacanze di massa mediashopping che si è messo in movimento. I commercianti nelle località del turismo di massa sono ormai alla corda ma li si riempe di speranza con l'attesa di una massa festante in preda a frenesia consumistica e nel frattempo si tranquillizza che tutto va come al solito e anche un pò meglio la maggioranza costretta a casa dalla crisi del capitaliberismo. Oppure leggere di ieri come il Prodotto interno lordo del paese è crollato a meno sei per cento (!) che non si vedeva un tal dato da trentanni e il nano ridens declamava i successi ottenuti per la "Sua" sicurezza e intoccabilità, citando le speranze di un indice OCSE che ci stima ( badate bene ,,, valutando in base ad un indice di fiducia dedotto da speranze soggettive ) in ripresa.
Di esempi tutti i giorni e da tutti i media in coro ,,, avrei talmente gioco facile se provocato a dimostrarlo ancora ,,, se solo ne avessi la voglia e il tempo poi.
Dati come il PIL che sprofonda opposti a opinioni come un indice di fiducia ,,, una manfrina servile al regime che anche qui qualcuno dimostra di conoscere bene ma che, buon per tutti e ringraziando la sua inadeguata evoluzione, applica nella peggiore delle maniere ;)
E ,,, a proposito delle libertà di stampa e di opinione sottoposte a minacce di tutela fascista e delle loro rispettive forze mutevoli e incontenibili a resistervi, mi viene in mente questa graziosa favoletta:
NON RAMMENTO se l'ho letta da qualche parte o se qualcuno me l'ha raccontata, ma la storia del paese Tuttoviola è la più bella che io conosca. La racconterò così come me la ricordo, inventando nomi e luoghi. C’era una volta Barbichello, un regno governato da un re semplice e umano. La vita trascorreva tranquilla e gli abitanti di Barbichello si accontentavano di poco, trascorrendo la loro esistenza in pace con gli altri e con loro stessi. Quando il re morì gli succedette Arnaldo, il primogenito dispotico ed arrogante.
Arnaldo amava il colore viola e, come dimostrazione di potere, decise che il suo regno doveva essere tutto Viola, anzi, doveva anche cambiare nome e chiamarsi non più Barbichello ma bensì il paese Tuttoviola. Re Arnaldo fece colorare di Viola qualsiasi cosa: le strade, i palazzi, le insegne, le carrozze, i gatti e i cani randagi. Anche le persone erano obbligate a dipingersi la pelle di viola e ad indossare solo abiti viola. Dopo pochi giorni la gente non ne poteva più di questo monocromatismo coatto.
Qualcuno utilizzava altri colori nelle proprie mura di casa ma venivano spesso scoperti ed arrestati dai CCD (controllo colori domestici).
UN GIORNO il re, mentre faceva la sua solita passeggiata cittadina in carrozza, vide una cosa che lo mandò su tutte le furie…una cacca marrone al centro della strada. Era ovviamente un attacco sovversivo, tant’è che furono avvistate altre cacche nei luoghi più strategici della città. Ovviamente non si poteva governare la cacca! Può essere di vari toni di colore ma tutti tendenti al marrone…come risolvere questo fastidioso problema? Pazzo d’ira Re Arnaldo decise allora di trasformare il paese Tuttoviola nel paese Tuttomarrone. La tiritera fu la stessa, solo che adesso era tutto marrone. Re Arnaldo, soddisfatto, fece la sua solita passeggiata in carrozza e godeva come un matto nel vedere i suoi sudditi impauriti e con il muso lungo camminare, tutti marroni, lungo le strade marroni.
Qualcuno riusciva a provare un attimo di sollievo alzando gli occhi al cielo…quello era sempre blu’…ma appena riabbassava lo sguardo il mondo marrone lo riportava nella triste realtà. Ad un certo punto la carrozza si bloccò di colpo. Re Arnaldo chiese al cocchiere il motivo dell’arresto. Il cocchiere disse al re, balbettando, di dare un occhiata al centro della piazza. IL RE GUARDO’ e vide, rimanendo a bocca aperta, che li…nel centro della piazza….c’era un enorme cacca viola.
Greg e Lillo. Dalla rubrica Viaggi de La Repubblica.
Noto con piacere che il clima qui non cambia ,,, un estate dolce e assolata. Si oppongono fatti ed evidenze documentate a diarroiche opinioni ,,, e finchè dura così è gioco facile per la Verità imporsi. Fatto salvo per la vera informazione sola fonte di Giustizia e Libertà che rimanga libera e autonoma dalle manacce luride dei fascistoidi ( vedi l'ennesima ora d'aria fatta prendere alle opinioni del buco nero posto nel cranio del nano padano ) che tentano invano ormai da trentanni di metterci le mani sopra.
La guerra non è finita, culturalmente parlando; siamo sempre in un Paese dove la sinistra continua ad alimentare e mantenere, più o meno apertamente, un clima di guerra civile.
Lo faceva ieri per propria affermazione egemonica, anti-democratica, lo fa oggi per tentare di salvarsi, legittimarsi, sopravvivere.
La democrazia non è in pericolo da oggi, culturalmente parlando. LA democrazia culturale, non l'abbiamo mai avuta nel nostro Paese dalla fine della guerra.
Dunque, al solito, si tende a spostare l'attenzione su presunti, ipotetici rischi e pericoli futuri, tentando di sviare l'attenzione su un pericolo o guasto già in corso.
La democrazia culturale non è in pericolo, non c'è ancora, è da fare, da cominciare sul serio.
Speculare sull'ipotesi presunta negando i dati oggettivi in corso, in atto, è la strategia di sempre.
Dal motivo ossessivo dell' antifascismo militante, per legittimare la necessità della retorica resistenziale anti-fascista (e de sinistra) costante impedendo una storicizzazione ed una lettura oggettiva altra (perchè c'è il rischio che si diventi fascisti, naturalmente, se si fa come Pansa eh!), al dire che il federalismo è pericoloso, perchè può creare un Paese diviso in due parti, a 2 velocità.
Lo stesso meccanismo: dirottare su presunti pericoli per non assumersi una responsabilità di un problema già in corso (l'Italia è già, da sempre, un Paese a 2 velocità!), cioè per non cambiare proposta, strategia, per non fare nulla, mantenere quello che è.
Così come quello di parlare di bambini fantasma, di clandestinità come reato introdotto, può creare problemi domani, un pericolo. Come se fino ad oggi, questi soloni moralisti e buonisti fanno finta di non vedere, non ci fossero nel nostro Paese già bambini fantasma, di cui non sapevamo nulla, costretti a mendicare, rubare, capace di sparire nel nulla senza che se ne sapesse nulla, non sapendo nemmeno quanti, chi, come.
Scendete dal pero o smettete di farvi le pere.
Alieno
PS: Salvatore, guarda che non ho nulla in contrario se scrivi cose come quelle che hai scritto tu, peraltro, in gran parte, confermandole senza nulla eccepire.
Come ho tante volte detto in passato (sicuramente prima che tu entrassi tante, ma forse già c'eri), io mi son sempre detto soddisfatto di raggiungere un valore condiviso come "il più pulito ha la rogna".
Quello che non sopporto è, invece, il tentativo di affermare con sfacciata arroganza e presunzione, una superiorità morale d'una sinistra e dei nuovi furbi raccoglitori dei valori morali, cioè l'IdV e tutto il circo di Grillo e Travaglino, senza dimenticare naturalmente Sua Santità, SanToro.
Lo dico anche perchè raggiungere una conclusione simile, evitando i fanatismi, inconsapevoli o consapevolissime capacità di rendere l'onestà, l'oggettività minimale rarefatta al punto da non esser più percepibile, permette di spostare il dibattito politico sulla progettualità costruttiva, sulla credibilità dei risultati e premiando insomma, più concretamente i fatti, partendo dall'idea che nessuno può elevarsi a perfezione, né di qua né di là dalle barricate, nessuna superiorità morale, nessuna unzione dal Signore, trattasi di puntare al concreto in un bilancio più semplice, in cui tirare la somma tra dare ed avere e vedere chi raggiunge meglio un utile (che non significa che alla voce perdite e costi, non ci sia nulla, i bilanci quelle voci le comprendono sempre), oppure, un passivo inferiore, anche se non mi piacce l'approccio così disfattista e pessimista, insomma, quel "male minore" che Montanelli ricordava quando diceva di votare tappandosi il naso.
Allora, il dibattito, si farebbe meno da guerra civile, con meno intenti furbi di cavalcare l'onda antipolitica tentando di eleggersi a capipopolo investendo tutto sulla rabbia, il rancore, l'odio, roba pericolossisima da maneggiare, nitroglicerina dell'umanità che a saltar per aria, ci mette un attimo, che a dar via libera alla bestia(lità) è un attimo e poi non ce n'é per nessuno, son cavoli amari per tutti, anche per chi tifava contento quest'evento.
E si farebbero ragionamenti semplici, come dire, della serva, con meno presunzione salottiera ed elitaria (quella che è scollata dalla realtà, presume aderisca alla propria incapace lettura, ignora i segnali proposti dai cittadini, le loro richieste e poi, delusa di scoprire di non averci preso, si legittima comunque senza autocritica alcuna, disprezzandoli questi italiani, come dementi, incapaci dove l'incapacità è propria e costante nel tempo).
Così, per esempio, non sarebbe tanto lunga.
Gli Italiani, che non sono stupidi a comando, hanno già visto un governo Prodi. Ha fatto cagare ed al turno successivo han votato Berlusconi, che evidentemente non deve averli soddisfatti però, perchè poi ha vinto di nuovo Prodi che, però, è riuscito (non solo lui, intendo il progetto che rappresentava, responsabilità di tutta la parte) a farsi detestare e ripudiare non solo da chi ha una motivazione più acritica ed ideologica, ma dalla stessa parte di elettorato che ce l'ha messo su, in pochissimo tempo, tra l'altro attaccato fino all'ultimo secondo quando era agonia, in cui ogni ora il governo poteva cadere, reclutando i "pannoloni" per tenerlo in vita con accanimento terapeutico (cioè senatori a vita, non eletti dal popolo sovrano e dimostrando come quelle cariche devono assolutamente essere eliminate se non salvandole nella rappresentatività simbolica, ma senza diritto di voto). E dunque ha votato Berlusconi. Che qualcosina dalle esperienze passate, deve aver appreso, perchè il suo consenso se lo cura di più, nonostante che dall'altra parte lo sforzo sia al massimo per infamarlo e delegittimarlo, allegramente fottendosene del consenso di cittadini, suggerendo che siano idioti, schiavi, corrotti, down senza autocritica alcuna, cosa dalla quale non è immune la cultura dell'altra parte ("sono dei coglioni" quelli che votano a sinistra, è un pensiero legittimo, ma anche comodo talvolta per non fare autocritica e comunque non è affatto decente affermarlo pubblicamente, non è che devi dire sempre proprio tutto-tutto-tutto eh?), ma a sinistra è sistematico perchè c'è questa fesseria della superiorità morale che va da Lenin a Berlinguer e che non è mai messa davvero, internamente, autenticamente, in discussione.
Dunque, per quanto mi riguarda, hai fatto strabene a fare il commento che hai fatto (affatto ferendo me che tra l'altro, non faccio tifoserie da stadio qui o nella vita, mai avuto tessere, mai stato iscritto ad un partito, mai stato un invasato berlusconista di quelli che vanno sperando di veder imporre le sue mani a benedizione sui propri figli (perchè pure questo ho visto, madri che tentavano di farsi toccare la pancia, forse pensando di trarne capacità, fortuna o comunque santità e grazia per il nascituro), così come non ho mai sopportato l'estetica di quel che ha portato il berlusconismo, dagli odiosi motivetti tipo quelli di Forzitalia (mi viene da vomitare e mi vergogno quando li sento solo all'idea che qualcuno possa pensare che lo apprezzi), tanto meno quella che impone l'apprezzamento formalistico, esteriore (cravatte, completi, sempre pettinati, sbarbati) visto che io non disdegno l'estetica, ma non la rendo ossessiva sui contenuti e mi piace essere svaccato se mi gira e non per questo delegittimato.
Come ho detto, anche questo più volte, dovessi convivere nello stesso appartamento con un Silvio Berlusconi (e credo con tutta la sua famiglia, anzi, famiglie) sicuramente sarebbe un dramma per me, per quanto eviti liti se posso, credo inevitabili, sarebbero scintille quotidiane perchè, tolleranza o sforzo personale di buona volontà a parte, recito male e si vede, si vede cavolo, che mi fanno veramente cagare tutti.
E siccome l'ossessione estetica, fino a farne paranoia (è così per un Berlusconi, certo, non unico nel genere in Italia o nel mondo, l'estetica di sinistra o finto-sciatta o veramente sciatta dei centrisociali, è altrettanto paranoica, perchè non sarà certo una cravatta ad impedir contenuti e siete tutti dannatamente ammassati ed omologati che diamine, come si fa a parlare poi di no-globalismo o peggio ancora, di anticonformismo per voi che lo vantate, accidenti?) non mi piace e nemmeno una rigidità, una non versatilità, una possibilità dinamica, di regole, per motivi caratteriali,
benvenuti gli OT. Perchè non è che se uno fa una domanda, debba per forza parlare sol di quello o debba esser obbligato a rispondere a quello e subito. Si può allargare, variare, estendere, divagare, evitare, approfondire, insomma, aria, aria, che diamine, non è un lavoro, non è una malattia, se è divertimento, passione ok, oppure si fa altro e si vive più felici.
Dunque, benvenuti gli Ot, Salvatore, anzi, ti prego: "ferisci" più spesso, che secondo me si sta meglio tutti, si respira meglio, aria, aria che bello. :-)
Ciao.
Alieno
[[["Tutti mi chiedono di candidarmi... Un partito di Berlusconi non c'è e non ci sarà mai" (13 Settembre 93).
"Se fonderò un partito? Ho sempre dichiarato il contrario, sarà la ventesima volta che lo ripeto. Lo scrive chi ha interesse a mettermi contro gli attuali protagonisti della politica. E perciò farà finta anche stavolta di non leggere la mia smentita, per cui mi toccherà di ripeterla per la ventunesima volta e chissà per quante volte ancora" (Epoca 23 ottobre 93).
Nel novembre 93 nasce Forza Italia.
"Questo governo è schierato dalla parte dell'opera di moralizzazione della vita pubblica intrapresa da valenti magistrati. No ai colpi di spugna." (Intervento al Senato, 16/5/94).
"Vi assicuro che non ci sarà il condono edilizio" (30/5/94) "
Nel Consiglio dei ministri o altrove non ho mai pronunciato la parola "condono". Sono i giornali che vogliono farci apparire come gli altri governi" (30/5/94).
Un mese dopo il governo, Berlusconi vara il condono edilizio seguito da quello fiscale.
"Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta" (29/3/94).
Pochi giorni dopo destituisce anzitempo l'intero consiglio di amministrazione Rai.
"Le nonne, le mamme e le zie d'Italia stiano tranquille: non sarà toccata una lira delle pensioni attuali" (10/9/94).
Poi tenta una riforma che taglia le pensioni provocando manifestazioni in tutta Italia, la dissociazione di Mastella e Bossi e la caduta del suo governo.
"Ho dato incarico ai miei manager di avviare le dismissioni delle mie proprietà" (23/3/94).
"Oggi vi annuncio che ho deciso di vendere le mie aziende, credo che uno debba avere il coraggio di sacrificarsi" (23/11/94).
"Giuro sui miei cinque figli che non so nulla di quanto mi viene contestato (le tangenti alla Guardia di Finanza n.d.a.)" (23/11/94).
"Siamo stati costretti a pagare da un'associazione a delinquere come la Guardia di Finanza" (16/1/96).]]]
Per ora fermiamoci qua.
Beh, su queste di affermazioni non c'è bisogno di scrivere un post dietrologico per leggere,
in chiaro, e non in trasparenza,
non reticenze, non mezze ammissioni, non pensieri debolmente espressi,
qui si vedono delle vere e prorie BUGIE, FALSITA' e ABUSI DELLA CREDULITA' POPOLARE
senza bisogno di guardare con la lente d'ingrandimento.
Se poi uno ha bisogno della patente di bugiardo, superflua ovviamente nel caso del personaggio, la ottiene:
<"Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità, smentite dalle risultanze della commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano e mai contestate ... Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso, (con) dichiarazioni menzognere... e compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza ... Ma il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia". (sentenza della Corte d'appello di Venezia sulla falsa testimonianza di Silvio Berlusconi a proposito della sua iscrizione alla loggia P2, non appellata e dunque definitiva, 22 ottobre 1990).>
Chi di OT ferisce...
Dall'intervento di Walter Veltroni alla presentazione del libro "La Guerra dei trent'anni - politica e televizione in Italia 1975-2008" di De Benedetti F. Pilati A.:
"(..)Io... mi rendo conto, forse mi rendo conto adesso,...
con maggiore nitidezza di quanto dovesse essere duro... per certa parte della cultura .. di destra nel nostro Paese quando c'era un'egemonia culturale della sinistra così...
diciamooo...
omnicomprensiva come è stato nel passato però oggi (..)"
I puntini sono le pause nel discorso di Veltroni.
Capito?
"MI RENDO CONTO ADESSO (Agosto 2009!!)"
"CON MAGGIORE NITIDEZZA (relativamente a cosa? Al nulla fino ad oggi? Dunque magari è un nulla un po' più nitido?).
"FORSE MI RENDO CONTO ADESSO (2009, forse.., la guerra doveva esser finita nel 1945!)
"DI QUANTO DOVESSE ESSERE DURO NEL NOSTRO PAESE QUANDO C'ERA UN'EGEMONIA DI SINISTRA COSI'" (c'era, dice, come se adesso ci fosse equilibrio, lo negava ieri, lui per primo contribuendo all'egemonia che dice, lo nega che ci sia ancora oggi, seppur informazione e cultura più libera, è ancora così e lui nega sia problema anche attuale, ancora contribuendo al suo mantenimento).
"EGEMONIA OMNICOMPRENSIVA" (proprio così: spettacolo, informazione, arte, scuola, istituzioni, TUTTO monopolizzato egemonicamente, infatti, alleluja, nel 2009 timide mezze ammissioni! Per tutto ciò che non è de sinistra, vita dura, emarginazione, delegittimazione, insomma, una cultura dittatoriale di fatto. Forse nel 3010 riusciamo anche, storicizzando la questione, ad avere un'oggettività ed onestà intellettuale piena, chissà.).
Ma siccome qualcuno può emozionarsi di questa capacità di piccole parti della sinistra, pochissima in verità, ad ammettere pochissimo, cullando speranza di aver ormai, brevi percorsi da completare, spengo immediatamente gli entusiasmi, con il proseguo dello stesso Veltroni, che ripeto, è una piccolissima rappresentazione di sinistra che formalmente fa piccolissimi passi in avanti.
"(..) Egemonia Omnicomprensiva com'è stato nel passato, però oggi ci troviamo in una condizione opposta,..
una specie di lettura della realtà, che avviene con quello spirito saggiamente critico che spesso la sinistra ha nei confronti di se stessa, alle quale si accompagna uno squilibrio che non rende giustizia della storia.."
Capito? Ieri era ieri e si negava, oggi si ammette ieri e si nega sia vero ancora oggi, ma lui dice, addirittura, che siamo in una condizione OPPOSTA! Cioè quello che si faceva ieri, dove si diceva che c'era il pericolo ed il dominio della cultura fascista, negando la propria dittatura culturale naturalmente. Oggi come ieri, è il tentativo gattopardesco: tentare di far credere che si vuol cambiare tutto, perchè nulla cambi!
E naturalmente sarebbe di una comicità spaventosa, quella faccia di bronzo per cui affermare, con queste mezze ammissioni (finte e ridotte al necessario strettissimo della forma e dell'apparenza per decenza e presentabilità minimalista, nel 2009!!!), che la SINISTRA legge la realtà "CON SPIRITO SAGGIAMENTE CRITICO NEI CONFRONTI DI SE STESSA".
Capito? Siamo nel 2009 e lui ci informa che la sinistra ha SPESSO una lettura critica e saggia nei confronti di se stessa!
Come si fa!!!
E tra l'altro, dopo mezza ammissione, praticamente già tentando di recuperare e negare il processo sequenziale a quelle mezze ammissioni, dicendo in sintesi che perfino esagera la sinistra, nello "SPIRITO SAGGIAMENTE CRITICO CHE SPESSO HA NEI CONFRONTI DI SE STESSA" non rendendo giustizia, GIUSTIZIA alla storia.
Se le canta e se le suona, come sempre. E mezza ammissione, più che tardiva, già proposta come rischiosa di provocare ingiustizia. Mezza ammissione di responsabilità e naturalmente, molto veltronianamente, educatamente, moderatamente, democraticamente, subito a seguire, un "ma anche", lo scontatissimo "però" a correggere una responsabilità che rifiutano di assumersi pienamente, oggi come ieri.
Ad impedirlo, un pieno rinnegare responsabilità, non la loro onestà, ma solo l'impossibilità di far di meglio, nella più libertà di informazione e circolazione culturale, più strumenti, più scelta, più verità circolante per cui doversi adattare, seppur di malavoglia.
"SPESSO SAGGIAMENTE AUTOCRITICA" la sinistra a leggere la realtà (dal 1945 al 2009 per mezze concessioni!!!!!!!! Pensa se non era SPESSO SAGGIAMENTE AUTOCRITICA ALLORA!).
E nonostante tutto, con l'immancabile "però" a limitarne l'assunzione responsabile di proposizione per il futuro.
Cioè, ancora oggi, la sinistra che se le canta e se le suona, si considera saggia ed autocritica, anzi, troppo, perchè addirittura esagera ingiustamente,
non ha ancora nessuna capacità e voglia di scendere dal pero!
Alieno
Beh!..ragazzi,svegliamoci.."la guerra è..finita"..!!..Se, qualcuno, abbia, ancora, dei dubbi..credo, di poter, dire..che...la nostra democrazia..é in pericolo!!..
En passant ,,, Salvatore, da queste parti le beghe, i ricatti e le ripicche tra preti cattolici e adepti del nano si perdono sovrastate dal ronzìo perenne di decine di cicale.
Ma anche se posto poco, quando posso vi leggo ,,, eh !?
Appuntavo sopra parte di ciò che più mi sta interessando ora: La caccia al nano ,,, e ai suoi picciotti.
Per la bioetica e i divieti imposti dai dogmi cattolici ho postato una mia al riguardo della RU486 che posso qui riassumere con un bel ,,, cazzi loro !
Per l'Umanità sono conquiste sociali, per i preti e le loro invenzioni invece ,,, terremoti catastrofici ;))
Salute e fratellanza
Bentornato Civis,
o sei solo di passaggio, come spero per te? e come è oggi per me, che me ne starei per un po' fuori città nei prox gg.
Proprio iersera dichiaravo in altro thread di invidiarti la vacanza che ti sei presa da certe logorree.
Come vedi qua non sembra cambiato nulla, se non la costanza, da apprezzare, di don Padrini, nel tenere desta l'attenzione,
non solo sui temi di bioetica, rispetto ai quali alcune sue posizioni sono note e spesso da me non condivise,
ma anche sulle vicende della politica più rilevanti rispetto alle distorsioni del governare, la libertà dell'informazione e l'etica pubblica/privata.
Qualcuno qua vorrebbe che don Padrini uscisse con qualche articolo d'attacco all'opposizione, per una sorta di "par condicio" da applicare in Passi nel deserto,
evitando però, accuratamente di rivendicare per i TG, di stretta osservanza anti opposizione, lo stesso equilibrio, negando persino la metodicità scientifica delle censure disinformative e le manipolazioni operate dai direttori di stretta osservanza filogovernativa.
Strano modo di essere obiettivi quello di cercare di minimizzare fatti gravi come gli editti bulgari, ad esempio, (e vedrai che qualcuno ci proverà presto, sappiamo bene chi) invitando a parlare d'altro.
Rispetto a questa propensione a parlar d'altro, che lo stesso don Padrini sembrava voler prediligere in qualche occasione
(penso al thread "Berlusconi, Veronica ed il "papi". Ridiamoci su e pensiamo ad altro..." che poi ha prodotto invece ben 352 commenti fino ad oggi)
mi pare che l'atteggiamento critico di parecchie voci che si sono levate dal cotè della Chiesa e dei credenti, abbia stimolato la frequentazione dei dibattiti sui temi della morale privata del Pres del Cons. e dell'informazione (oggi), in Passi nel deserto.
Onore all'articolo di don Padrini quindi, che mostra di dare il giusto rilievo alle preoccupazioni di tanti che cominciano a chiedersi, evidentemente:
A quando le Leggi che metteranno a tacere gli attacchi di Avvenire?
Certo non sono imminenti ma spero tanto di non essere smentito da qualche veloce Decretino estivo dai risvolti inquietanti sulla Censura, con qualche misura che prosegua la campagna tesa all'imbavagliamento delle voci del dissenso.
Salute e fratellanza.
Ricevo e segnalo da luminosi lidi privi di DSl una notiziola bomba che scoppierà sotto il culo del nano se l'opposizione smetterà di votarlo.
Chi non è informato deve sapere che ciò che bolle in pentola è le porcate di Berlusconi moltiplicate per un milione. Il personaggio è stato più volte indicato da malevole lingue non solo come mafioso, ma come capomafia. Io non crederò mai a queste volgari illazioni fatte poi su un onesto lavoratore casa e chiesa.
Purtroppo vi è una sentenza di archiviazione di vari anni fa che suona come una condanna (ora) a morte per il presunto capomafia. Insomma seconda tale sentenza risulterebbe che Berlusconi e Dell'Utri hanno organizzato le stragi di Falcone e Borsellino. Naturalmente è un'altra provocazione dei giudici comunisti, eppure ,,, Invito tutti a leggere almeno la sentenza di archiviazione del Tribunale di Caltanissetta.
http://www.societacivile.it/memoria/articoli_memoria/archiviazione.pdf
Molto più che una condanna. Ed ora con le nuove rivelazioni i giudici comunisti hanno in mano altre prove. Hai visto mai che come dovrebbe essere da 15 anni lo arrestano e lo lasciano morire in galera con un buon caffé ?
Da "La Repubblica"
Servizi segreti, il Copasir chiede
gli atti dell'omicidio Borsellino
Invitato a Palazzo San Macuto anche il premier Berlusconi: "Non trova mai tempo per venire"
ROMA - Il Comitato parlamentare che vigila sui servizi segreti ha chiesto gli atti dell'omicidio Borsellino. Dopo l'inchiesta di Repubblica che ha svelato all'origine nel '92 della strage, "operazioni sporche" in Sicilia di agentisegreti coinvolti in una trattativa fra mafia e Stato, il Copasir vuole leggere gli atti e ascoltare il procuratore di Caltanissetta che conduce l'indagine.
La notizia è trapelata a margine della relazione annuale del Copasir illustrata a palazzo San Macuto dal presidente del comitato Francesco Rutelli: "Ho parlato con il procuratore di Caltanissetta - ha spiegato Rutelli - e ho concordato che una volta completata l'analisi della documentazione che ha nei suoi uffici, per la quale ci vorranno alcune settimane, tutte le eventuali informazioni riguardanti funzionari dei Servizi segreti, saranno oggetto di una sua informativa e di una sua audizione al Copasir".
Il primo a parlare di una presunta trattiva tra Stato e mafia, è stato un protagonista illustre di quell'estate di 17 anni fa, Nicola Mancino, oggi vice presidente del Consiglio superiore della magistratura e al tempo - dal 1992 al 1994 - ministro dell'Interno. Mancino fece capire che la "trattativa" c'è stata o, comunque, qualcuno l'avrebbe voluta. Però, l'ex ministro precisa: "Noi l'abbiamo sempre respinta. L'abbiamo respinta anche come semplice ipotesi di alleggerimento dello scontro con lo Stato portato avanti dalla mafia". L'ex ministro non va oltre, conferma il tentativo fatto da Cosa Nostra di scendere a patti - fermare le stragi in cambio dell'abolizione del carcere duro e della legge sui pentiti - ma sostiene che lo Stato non ha accettato quel ricatto.
L'ex capo di Cosa nostra Totò Riina, dal carcere di Opera, dice di non saperne niente del patto, ma il suo legale, riferendo parole del boss, aveva detto: "Riina è stato oggetto e non soggetto della trattativa". E ripetendo ancora le parole del suo cliente, l'avvocato aveva detto: "Riina dice: Non guardate sempre e solo a me, ma guardatevi dentro anche voi".
Ora che i sospetti sono diventati pubblici, il comitato parlamentare dei servizi segreti vuole metterci il naso. Ma Rutelli chiede che al Copasir venga anche Berlusconi a parlare: "Abbiamo rivolto ripetutamente l'invito al presidente del Consiglio per un'audizione - ha detto il presidente del Comitato parlamentare - ma Berlusconi non mai ha trovato il tempo di venire". Le audizioni periodiche del premier davanti al Copasir sono previste, tra l'altro, dalla legge di riforma dei servizi del 2007. "Un incontro ancora più importante - ha aggiunto Rutelli - perchè spetta al presidente del Consiglio dare le indicazioni generali sul lavoro da svolgere".
(31 luglio 2009)
Purtroppo oggi buona parte dei giornalisti si abbassa a mentire per dimostrare le tesi più disparate su argomenti etici. Può sembrare assurdo ma per far passare per buoni aborto, contraccezione, divorzio, eugenetica, sperimentazione su embrioni, eutanasia e quant'altro certi giornali (maggiormente di orientamento politico di sinistra) mentono spudoratamente. Nel mio blog ho parlato diverse volte di queste menzogne e di queste storpiature scovandole una per una.
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 14:30
Alieno
Fabius: "passato" per le.. armi.
Ma da chi? Non capisco. Fino a prova contraria, mi ritengo libero di parlarne bene o male a mio piacimento e gli unici plotoni di esecuzioni sempre puntuali e a darsi il cambio che vedo, quando non è fuoco di fila di squadroni-squadristi, qui per esempio, in questo blog, sono quelli dalla tua parte.
Forse voi essendo meno liberi, non saprei... :-)
Alieno