Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Anche questa settimana (cosa che negli utilimi mesi è accaduta spesso), il settimanale cattolico Famiglia Cristiana, è diventato la fonte di notizie primaria del quotidiano "La Repubblica".
Naturalmente il motivo che ha fatto tirare la giacchetta Famiglia Cristiana è stato ancora una volta il Presidente del Consiglio Berlusconi, e - per la precisioni - le sue ultime esternazioni sulla stampa nazionale e sul servizio della televisione pubblica.
Ma naturalmente Famiglia Cristiana è stata citata in modo parziale, riportando esclusivamente alcune frasi (e non altre) e soprattutto decontestualizzando totalmente l'editoriale di Beppe del Colle.
Così un articolo che sottolinea uno dei vizi più gravi della politica italiana (di destra e di sinistra), ovvero la contraddizione e l'ipocrisia che va a braccetto con l'informazione (guarda caso la stessa Repubblica è stata citata in merito a questo...) è stato trasformato nell'ennesimo attacco della "Chiesa" contro Berlusconi.
Per carità, ciò che penso io sulla libertà di infromazione in Italia, l'ho già espresso e chi mi legge se ne è già fatta una opinione.
Ma la domanda sorge spontanea: l'atteggiamento di chi decontestualizza gli articoli degli altri e tira la Chiesa (confondendola apposta con una testata giornalistica a lei vicina ma che non la rappresenta ufficialmente - e non potrebbe d'altronde mai farlo) per la giacca, è meno illiberale di chi tende con i propi avvertimenti politici a militarizzare il servizio pubblico?
I due atteggiamenti sono certamente opposti, e - forse - di diverso peso. Ma entrambi sono ugualmente illiberali poichè "violentano" nei fatti (e negli effetti) l'informazione libera, piegandola ai poteri forti (siano essi quelli di Berlusconi che quelli di una certa area laicista).
Che fare allora come cattolici all'interno dell'informazione? Credo che gli amici di Famiglia Cristiana si siano fatti spesso questa domanda.
Io suggerisco a Famiglia Cristiana di continuare a scrivere ciò che pensa, consapevole del fatto che non esiste una editoria cattolica ufficiale e per questo ogni voce cattolica che decide di farsi sentire, su fatti della cosa pubblica, ha ragione di esistere e di sopravvivere.
Altra cosa sono gli uffici stampa. L'informazione continui ad esercitare le sue libertà e responsabilità, oltre ovviamente al suo servizio di testimonianza come cattolici e credenti.
Mi piacrebbe però suggerire a Repubblica, di smetterla con queste letture tendenziose e unilaterali, che dimenticano (credo) intenzionalmente "pezzi di articoli" e deviano gli intenti di chi tali articoli produce e pubblica.
Repubblica ha le sue cose da dire, e credo che - come gli altri giornali - debba continuare a dirle. Abbandonare certe pratiche un po' "giornalisticamente infantili" le farebbe bene e la collocherebbe ancora di più ad un livello sempre più alto nel panorama (abbastanza desolante) dell'informazione in Italia. E forse le toglierebbe quell'alone da classico giornale anticattolico, lasciando emergere così la "verità" della notizia, e con essa il relativo "servizio di informazione" che sono sicuro questo giornale voglia in coscienza esercitare.
Quella rivista di "cristiano" ha solo il nome e ho detto tutto !!!
Certo, si tratta proprio di non prendere per oro colato ciò che viene scritto, detto o anche visto ( basti pensare a come certe foto o immagini possano falsare la realtà) questo non vuol dire non credere a niente, ma verificare per quanto possibile certe impressioni.
Anche a me capita di sentire persone che prendono per vere delle cose "perchè le ha dette il tale esperto"; il quale sarà anche esperto nella sua materia, ma non vuol dire che sia anche onesto. E dunque può più facilmente farci credere delle falsità. Naturalmente non è possibile verificare tutto, anche solo per mancanza di tempo, ma verificare le cose che riteniamo importanti sì, e soprattutto secondo me avere un atteggiamento critico e non lassista a priori: per esempio tornando al caso che ho riportato prima, solo pensando in maniera critica poteva sembrare strano che uno dei maggiori esponenti del Buddhismo criticasse le conversioni al Buddhismo. Questo anche senza verificare ciò che aveva detto in realtà.
Per chi volesse verificare, purtroppo non ricordo il nome del giornale, ma era un mensile cattolico, e il periodo era immediatamente seguente alla visita di Sua SAntità a Milano nel dicembre 2006. Uno o due mesi dopo, credo, febbraio, forse.
Caro Claudio, non credere a tutto, non è una proposta per non credere a niente. :-))
Alieno
Bè dei cattolici che dicono di non credere a tutto ciò che leggono suona strano....vale anche per la bibbia?
voi credete a tutto ciò che leggete?
No. :-)
Però conosco un sacco di persone che mi hanno risposto, spesso, così, riguardo ad un mio scetticismo:
"no, no, è vera, l'hanno detta in tv oggi".
Immagino che si possa fare anche con quello che si legge, se c'è una sorta di atteggiamento dogmatico nella relazione con il racconto o le notizie, ma mica è cosa nuova.
Il pettegolezzo per esempio, in certi paesi o quartieri..
meritano stessa domanda: "credete a tutto quel che sentite dire?"
:-)
<voi credete a tutto ciò che leggete?>
No Manuela, e proprio per questo, stupito che Repubblica avesse addirittura falsificato quanto negli articoli di Famiglia Cristiana, come scrive don Padrini
- <l'atteggiamento di chi decontestualizza gli articoli degli altri>
- <e tira la Chiesa (confondendola apposta con una testata giornalistica a lei vicina ma che non la rappresenta ufficialmente - e non potrebbe d'altronde mai farlo)>
sono andato a cercare e rileggere online gli articoli di Repubblica di <questa settimana> al riguardo (e spero non mi sia sfuggito proprio quello che don Pardini stigmatizza; un qualche link spesso sarebbe gradito).
In quello del 13 agosto, Famiglia Cristiana rilancia "Speriamo non rinasca il fascismo"
riferito all'editoriale di Del Colle non ho trovato proprio la parola Chiesa e tantomeno alcuna subdola confusione.
In quello di oggi, Famiglia Cristiana contro il premier "Attacchi illiberali a Rai e stampa"
(quanto al primo punto aspetto di leggere l'articolo di F.C., io online non l'ho trovato) verifico che le frasi che nominano la Chiesa sono 3, due delle quali riportano, correttamente virgolettato, il pensiero di don Sciortino
<"I fedeli e i sacerdoti chiedevano una posizione chiara di fronte al cattivo esempio di un personaggio pubblico. E la Chiesa deve dire ciò che è bene e ciò che male, perché la morale non si piega alle circostanze e alle persone". Il direttore di Famiglia Cristiana si schiera con il collega Dino Boffo che dal quotidiano dei vescovi ha sferzato il presidente del Consiglio sugli scandali che "provocano disagio e sofferenza" alla Chiesa.> (è forse quest'ultimo il falso di Repubblica? a me non pare che in linea con quanto nel virgolettato!)
e
<Due mesi fa don Antonio scrisse che "non si può chiedere un lodo a Dio; non esiste per nessuno l'immunità morale". Non ha cambiato idea ("I principi non dipendono dai sondaggi né dal consenso") anche a causa della reazione di Berlusconi alle critiche: "Penso che la Chiesa abbia voluto rispondere in modo netto a battute poco serie: l'etica nei comportamenti dei personaggi pubblici non si liquida con qualche battuta".>
Ma forse (tutto è possibile) i virgolettati di Repubblica sono falsi?
Per il resto del tuo commento, in linea generale condivisibile, ovviamente ci sarebbe da approfondire...
Salute e fratellanza.
P.S.
Nella stessa pagina (subito sotto all'articolo di oggi) di Repubblica online c'è anche, chiaramente riferibile, un Link ad un altro articolo, Il Vaticano: "Famiglia Cristiana non esprime la nostra linea".
l'abitudine di decontestualizzare certe frasi e di riportarle solo in parte purtroppo non è abitudine solo di Repubblica. Tempo fa lessi su un giornale cattolico , non ricordo quale di preciso, che riportava una frase di Sua Santità il Dalai Lama in cui diceva che non considerava positive le conversioni ad altre religioni da parte di membri nati in una certa realtà, e portava ad esempio una occidentale convertitasi al buddhismo, che in punto di morte aveva avuto una forte apparenza di Dio. Purtroppo hanno omesso di riportare che aveva portato anche l'esempio di una tibetana, convertitasi al cattolicesimo perchè era stata molto aiutata dai monaci cattolici, e che gli aveva detto " per questa vita sono diventata cattolica, la prossima sarò buddhista"....(sappiamo tutti che i cattolici non credono nella reincarnazione, dunque era una cattolica un po' anomala) Omettendo questa frase sembrava che Sua Santità non apprezzasse le conversioni al Buddhismo... Cosa che suona assurda... Dunque perchè stupirci di un giornale (che non fa della morale la propria bandiera come "Repubblica",) se "imbroglia " un po'? I giornali cattolici non sono da meno.... e fanno della morale la propria bandiera. Do per scontato quando leggo un giornale che non debbo prendere tutto per oro colato; voi credete a tutto ciò che leggete?
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Manuela
Caro Willy, credo che dovrai avere un'opinione meno ingenua delle pubblicazioni cattoliche. Sicuramente ci sono delle persone oneste, ma anche loro vanno letti con senso critico. Ti cito due esempi: il libro di Papa Benedetto, stampato pochi giorni dopo la sua nomina, su Gesù: vari teologi e cardinali hanno notato vari errori in esso, e sono riportati in un articolo de "l'espresso" dell'epoca.
Inoltre, anche Monsignor Ravasi non si è sottratto ad una "leggerezza". Nel numero di gennaio di quest'anno, ha scritto delle imprecisioni sull'iconografia buddhista. Metto sotto la lettera che ho scritto al "L'esspresso" alla quale non ho ricevuto nessuna risposta:
Buongiorno, sig. Direttore. Ho letto l'articolo di Monsignor Ravasi su L'Espresso dell'otto gennaio, intitolato "Profano dal volto umano". Ad un certo punto cita Chesterton, che osservava" tutta l'iconografia cristiana rappresenta i santi con gli occhi aperti sul mondo, mentre l'iconografia Buddhista rappresenta ogni essere con gli occhi chiusi nella contemplazione interiore". Questo non è vero, chiunque può controllare che anche l'iconografia Buddhista rappresenta Buddha e le divinità con gli occhi aperti, solo nelle statue Buddha Sakiamuni viene rappresentato con gli occhi chiusi, ma nei dipinti molto raramente è rappresentato con gli occhi chiusi; inoltre, i varti santi (bodhisattva) vengono spesso rappresentati con più occhi , generalmente tre nel volto, e a volte anche con un occhio per ogni mano e pianta dei piedi. Perchè anche loro sono ben attenti alle necessità del mondo, e pronti ad arrivare in soccorso agli esseri sofferenti. La ringrazio per l'attenzioone
Non credo che i due esponenti di rilievo della cattolicità abbiano errato per disonestà; ma questo dimostra che bisogna valutare con senso critico ogni cosa, sia pure scritta da una persona della quale nutriamo la massima fiducia.