Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
«In molti casi, le autorità respingono i migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi»
Sono queste le parole dure ed allo stesso tempo chiare, pronunciate dall'alto commissario ONU per i diritti umani Navi Pillay sui respingimenti praticati anche dal Governo Italiano.
Nel testo del suo discorso inaugurale alla 12esima sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani, - riferisce il Corriere - che sarà pronunciato martedì e anticipato a Ginevra, Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto e menzione in generale la situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi, nell'Oceano indiano ed in altri tratti di mare.
Così facendo, egli di fatto denuncia le politiche nei confronti degli immigrati praticate dal nostro Governo; gli immigrati sono - secondo le parole del Commissario - «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale».
«La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare. Oggi - aggiunge il Commissario - partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d'aiuto, in violazione del diritto internazionale».
Parole chiare e dure. Parole che non mancheranno di riaccendere le polemiche sul tema dell'immigrazione, tra l'altro uno dei temi più "caldi" di quello che si preannuncia un vero e proprio autunno di fuoco per la politica italiana.
10, Civis
grazie per la gradita segnalazione della "libera" intervista che mi ero persa: ogni tanto la Tv preferisce le cose serie a quelle ad es. sui giochi tradizionali regionali dati tra le "notizie" nei TG; forse la trovo online.
Quanto al P.S. il mio post era generale, indirizzato a tutti, ovviamente; comunque grazie per averlo considerato...
e pure io, l'avrai notato meno "fendenti verbali", perciò quelle considerazioni debbono includere anche me...
solo mi dispiace che si creino tensioni eccessive e strappi difficilmente ricucibili (che pure, concordo, a volte sembrano poco evitabili) anche tra persone che altrimenti hanno in precedenza dialogato ...
Per tutti quindi: metteteci una pietra sopra!
Vale!
Ciao Sal. Tralascio la concordanza totale con il tuo commento per segnalarti il "miracolo di libertà" a cui ho assistito ieri sul tg regionale.
Intervistato era Claudio Fracassi sulla Lungaretta sotto la lapide di Giuditta per parlare del suo libro: "La ribelle e il papa re. Roma 1867. una storia vera" Feltrinelli.
Un'evocazione storica di un eroina dell'unità d'Italia e di fatti quasi dimenticati dei quali rimane un'eco però, come diceva lo stesso, ancora nella tradizione orale locale ,,, alcuni diceva Fracassi citano ancora di nonni e bisnonni che la celebravano nei loro ricordi.
P.S. Per la polemica sugli insulti e i toni ,,, ti dico solo che devo pur difendere in qualche modo la mia onorabilità dall'ignoranza, le calunnie e le falsità di preti e assimilati ,,, se solo a questo scopo c'è da menar fendenti verbali per farmi rispettare, io non mi tiro indietro, non c'è volontà moderata per un dialogo rispettoso onesto che tenga ,,, sfodero la sciabola e inizio a rotearla nella mischia fregandomene dei modi.
Io d'altra parte non sto qui a far politica, me ne frego di far proseliti o di accrescere il mio consenso. Liberamente come mi sento esprimo solo quello che penso in luogo pubblico ,,, e pretendo di essere rispettato per questo mio diritto.
Crs 8,
<Un altro grave pregiudizio è invalso fra molti: quello cioè che le attuali «divisioni statuali» sieno appoggiate sopra l'indole e la tradizione nazionale.
Nessuno dei governi esistenti è nazionale, e fu mai nazionale in Italia.
La tradizione italiana — e per tale noi riguardiamo la storia del tempo in cui l'Italia fu gloriosa e libera — è o unitaria ne' tempi romani o municipale nel Medio Evo.
Quelli che colla tradizione volessero appoggiare il frazionamento non potrebbero logicamente intenderlo in altro senso che nel municipale.
La tradizione non ci dà né lo Stato di Sardegna, né la Toscana, né le due Sicilie e tanto meno l'Alta Italia; ci dà Sicilia, Firenze, Genova, Pisa, ecc.
Ma chi vorrebbe, attorniati come siamo da forti e compatte nazioni che tendono a schiacciarci sotto il loro peso, dividere in mille brani l'Italia?
Però, volendo coordinare la costituzione presente con la tradizione del paese, non resta che a riunire la tradizione unitaria romana e la municipale.
Da ciò risulta un'unità nazionale stabilita su base di larghe libertà municipali.>
in Pagine politiche, di Goffredo Mameli; a cura di Aldo Borlenghi. – Milano : Universale economica, [1950].
Da PROCLAMA AI POPOLI DELLO STATO ROMANO Pubblicato in Il Tribuno, Roma, 16 gennaio 1849.
Lui è morto a 22 anni, giovanissimo quindi, ma queste cose, incontrovertibili, le aveva studiate e capite benissimo; oggi ci sono invece fior di vecchi ignoranti che raccontano falsità e si aspergono di… fantasiose acque Padane. Pure e semplici balle!
Complimenti Franceschini.
Tra tante stupidaggini una ne ha fatta buona.
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/franceschini-po/1.html
"La padania non esiste e non esisterà mai!"
Esistono solo tanti piccoli burini, razzisti e violenti che si sono inventati un appartenenza territoriale per leggittimare la loro arrogante ignoranza.
Non muanmar,ma myanmar, anzi, Birmania
Si, appunto.
L'Onu se ne infischia della shari'a assassina di diritti umani ed omicida imposta in Somalia, se ne sbatte dei somali se stanno in Somalia, però diventano interessanti se si imbarcano per l'Italia.
Così per gli eritrei, schiavi d'un mostruoso concubinato (o derivato) comunista-islamico.
L'Onu che bacchetta l'Italia, infatti, è lo stesso che poi è composto da realtà, tra i quali spiccano la Cina (e spesso l'ex Unione Sovietica), che impediscono, di fatto, una risoluzione efficace contro i regimi criminali, omicidi e che ostacolano un percorso capace di arginare i flussi migratori.
Ed è sempre l'Onu, stranamente, che sembra capace di rivalersi con l'Italia (se governa il cdx parrebbe, con più vigilanza), riguardo alle politiche immigratorie, quando abbiamo già, sol per restare in Europa, moltissime realtà dove gli Stati membri applicano chiusure e rigidità e prevedono da tempo, il reato di clandestinità (nonché la possibilità di pattugliamento militare con ordine di sparare), nonché politiche di accordo con le nazioni dove i migranti raggiungono la costa per imbarcarsi per l'Europa, vedi il caso del socialista Zapatero, il cui socialismo, a quanto pare, legittima il pragmatismo di politiche immigratorie anche dure e senza che si scandalizzi nessuno.
E non si capisce perchè mai, avendo poi l'Onu organizzazioni specifiche al suo interno, non debba proporre uffici o ampliamento di essi proprio vicino a dove si originano quei flussi (o non legittimi anche l'uso più determinante di forze militari), allestendo un controllo diretto di chi merita la condizione di "rifugiato" politico (ormai concetto aleatorio e dunque è bene ridefinirlo) e un piano per una ripartizione di questi rifugiati o campi dall'Onu gestiti per il loro accoglimento, evitando di scaricarne la responsabilità su chi ha collocazione geografica per essere raggiunto con più facilità.
Dunque condivido il commento 5 di G. Arlottini: muovano le chiappe, le alzino dalle loro poltroncine comode ed inopportunamente eleganti e ricche al sicuro nel lusso e con straordinarie catene di solidarietà certo, ma familiare o amicale, per cui quella professione prestigiosa e talvolta ottimamente retribuita (anche con privilegi), si trasmette a mogli e figli, manco fosse azienda privata.
Quella dell'Onu è una fucina di buonismo (nei propositi, dai risultati sempre più che scadenti risulta poi, dai bilanci puntuali nel ricordarci il fallimento progettuale ogni volta), ma anche un business spaventoso.
E non è un caso che intorno alle lussuose cattedrali di quest'ipocrisia buonista e solidale dell'Onu, fioriscano come funghi interi quartieri che sono dormifici-mangifici eleganti, hotel ed alberghi di lusso. E non è un caso che mai o quasi l'Onu riesca a costruire un progetto che ponga fine alle dittature che creano le diaspore di disperati che sciamano come possono, quando possono, dalla fame e dalla tirannia disumana e persecutrice. Anzi, a ben vedere, risulta l'Onu con certi suoi progetti assistenziali, l'organizzazione internazionale unita nel consolidare e mantenere le tirannie disumane. Non le destabilizza, ma le rafforza, al contrario di quanto uno si aspetterebbe. Non si capisce come questo possa essere, nell'osservazione di lunghi periodi di attività, un "bene" per quei disperati che oggi, si pontifica, vanno accolti.
Ma andare a monte a risolvere più degnamente?
Senza contare altri temi raccapriccianti:
qualcuno si ricorda degli scandali di qualche anno fa?
Tanti, ne pesco uno a caso dalla rete:
Monrovia, 27 ago. (Apcom) - Un dipendente della Minul, la Missione delle Nazioni Unite in Liberia, di nazionalità americana, si è suicidato nella sua abitazione a Monrovia dopo essere stato accusato di abusi sessuali su minori e posto ai domiciliari: lo si apprende dalla polizia di Monrovia. "Questo dipendente della Minul, che aveva filmato e fotografato le sue pratiche con i minori, si è suicidato nella sua casa lunedì", ha affermato una fonte vicino all'inchiesta. "La Minul ha saputo del decesso improvviso di un membro civile del personale internazionale, un cittadino americano, che è morto nel suo domicilio a Monrovia il 24 agosto", ha confermato la missione dell'Onu in un comunicato. E' in corso un'inchiesta sulle circostanze della sua morte. L'uomo - secondo il testo - era oggetto di indagini in seguito alle accuse di abusi sessuali su minori. Secondo una fonte di polizia, "l'uomo aveva promesso di comprare una casa di 30mila dollari a una delle sue vittime, 16 anni. Dato che non ha mantenuto la promessa, la ragazza lo ha denunciato. Dato che si tratta di un civile e di un americano - ha sottolineato la Minul - le prime indagini saranno fatte dal governo della Liberia in collaborazione con la missione Onu e l'Ambasciata degli Stati Uniti a Monrovia. La Minul, che conta circa 10mila uomini, è dispiegata dal 2003 in questo paese del West Africa, devastato da 14 anni di guerra civile e 270mila morti. Almeno due dipendenti della Minul sono stati rinviati a giudizio per abusi sessuali nel 2007, contro i nove casi del 2006.
Ecco, io vorrei sapere cosa dobbiamo farcene dell'Onu: nel 2008 in Congo (come in Ruanda del resto) si sono commesse stragi efferate sotto gli occhi impotenti dei caschi blu. Quando ci manda i caschi blu è già un lusso.
Tutti abbiamo dovuto assistere alla strage feroce in Muanmar (del quale non sentiamo praticamente più parlare o quasi), stessa cosa in Darfur.
Ma cosa dobbiamo farcene di questo ente che oltretutto costa ai vari Stati miliardi di dollari proprio allo scopo di garantire un preteso "ordine mondiale", uno "sviluppo globale" se poi è una farsa di interessi sotterranei, indifferenza, ipocrisia, spreco.. e per di più, paganti, averceli pure addosso a rompere le scatole, manco fosse una priorità occuparsi dell'Italia che nel pianeta, solo per i sinistroidi, terzomondisti o Di Pietro, rappresentano una realtà criminale e di regime, ma che strano però, in simile iattura planetaria, che poi i disperati tentino di raggiungerci: sarà per connaturato masochismo, suppongo.
Nonostante (o anche grazie all'Onu) il mondo va allo sfascio tra fame, povertà, guerre, stragi in aumento mentre i dipendenti Onu percepiscono stipendi da nababbo, alloggiano in hotel a cinque stelle..
Ma ve la ricordate l'altisonante campagna, la Millennium Development Goals, forse il più grande fallimento dell'Onu, costato però alla comunità internazionale, miliardi e miliardi di dollari?
E' ovvio che un Onu così serva a nulla, se non a rompere le palle (ma vilmente, il più delle volte, dove non serve romperne).
E se proprio si deve mantenere, allora occorre una riforma radicale che
Come si vede, non è uno scherzo riformare l'Onu e difatti, io non credo nemmeno sia concretizzabile proposta, come al solito, dinanzi a tali pachidermi di lussi, privilegi nati dal business dell'assistenzialismo e fabbriche di caste di privilegiati, di interessi sotterranei, si sbarra davanti il veto auto-conservativo, inattaccabile ed immutabile.
Alieno
Una lista
È ingeneroso (cominciamo il discorso con eufemismi per non andare subito con gl'improperi) da parte dell'ONU affermare che in Italia (e forse da qualche altra parte) non siamo abbastanza civili perche' respingiamo i barconi di immigrati. Chiedo a questi funzionari ONU, ospiti perenni di hotel a 5 stelle, delle relative saune, sale di ''ginnastica'', piscine e campi da tennis, di smetterla di ciarlare e si mettano a lavorare. Vadano in Africa, loro, eterni nullafacenti e magia-pane-a-tradimento ad aprire degli uffici ove possano verificare quali degli aspiranti migranti godano delle prerogative per accedere all'ingresso in Paesi ospitanti come rifugiati politici. Almeno i funzionari dell'ONU comincerebbero a guadagnarsi lo stipendio, metterebbero in pratica quanto dicono permettendo, a chi ne ha diritto, di essere accolto. Si tolgano giacche, cravatte e ferma-cravatte gli uomini e collane, orecchini e tacchi alti le donne e vadano in Africa o in India, in Vietnam o in Sud America a creare uffici per l'individuazione delle persone perseguitate per religione o razza. Altrimenti la smettano di blaterare e romperci le scatole con predicozzi da ''fai-quel-che-dico-ma-non-cio'-che-faccio'' (che in italiano corrente si potrebbe tradurre: da ''ipocriti'').
L'accoglienza degli stranieri è in precetto evangelico." Vi riconosceranno da come vi sarete comportati . Ero nudo e mi avete vestito, affamato e mi avete dato da mangiare ,ero straniero e mi avete accolto, carcerato e mi avete fatto visita..."Per un cristiano è un dovere morale farsi prossimo di chi è senza terra, solo, profugo , perseguitato per motivi politici, religiosi, perchè scappa dalla guerra e dalla morte per fame.
Per un cristiano l'accoglienza degli stranieri è un precetto evangelico. Vi riconosceranno da come vi sarete comportati: " ero nudo e mi avete vestito, affamato e mi avete dato da mangiare, ero straniero e mi avete accolto...".
Per un cristiano l'accoglienza degli stranieri è un precetto evangelico. Vi riconosceranno da come vi sarete comportati: " ero nudo e mi avete vestito, affamato e mi avete dato da mangiare, ero straniero e mi avete accolto...".
Per un cristiano l'accoglienza degli stranieri è un precetto evangelico. Vi riconosceranno da come vi sarete comportati: " ero nudo e mi avete vestito, affamato e mi avete dato da mangiare, ero straniero e mi avete accolto...".
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 19:51
kikka
nn potete spiegare lo sport pericoloso siete dei buoni anulla.ciao