Fame nel mondo: dati sempre più allarmanti dalla FAO
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 17:06 in Cronaca
La FAO (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione) ha diffuso oggi nuovi allarmanti dati sulla situazione della fame nel mondo.
Non c'è tecnologia, politiche e buona volontà che tenga; la fame nel mondo continua a crescere. Ed i dati, come dicevo, fanno veramente paura: le persone che soffrono la fame sono aumentate del 9% nell'anno in corso, arrivando alla vetta di 1,02 miliardi.
E' la prima volta che accade dal 1970. Nel vertice per la sicurezza alimentare di due anni fa, i capi di Stato e di governo avevano confermato l'obiettivo assunto con la Dichiarazione del Millennio di dimezzare il numero di chi ha fame entro il 2015. Oggi l'obiettivo è definitivamente archiviato, come - probabilmnete - una delle peggiori sconfitte degli utlimi anni, da parte della società civile.
E' nei nei Paesi ricchi - riferisce Repubblica - che si registra un aumento degli affamati del 15,4% rispetto allo scorso anno. E' il principale risultato contenuto nell'edizione 2009 dello Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo (Sofi 2009), diffuso oggi alla vigilia della Giornata mondiale dell'alimentazione. Il rapporto evidenzia che, in percentuale, è nei Paesi ricchi che aumenta di più la percentuale delle persone sottoalimentate: un aumento del 15,4%. E' di 15 milioni la quota assoluta di persone che hanno fame.
"Rispetto allo scorso anno - prosegue il quotidiano - oltre 100 milioni di donne, uomini e bambini in più, un sesto di tutta l'umanità hanno fame nel 2009 - scrivono nell'introduzione del rapporto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf e la direttrice esecutiva del Pam Josette Sheeran - la crisi del 2006-2008 nei prezzi delle materie prime alimentari ha escluso dalla portata del reddito di queste persone tutti gli alimenti di base, e alla fine del 2008 i ribassi erano in media ancora del 17% più alti di due anni prima della crisi. Questo ha costretto molte famiglie povere a scegliere tra cure sanitarie, scuola o cibo".
Una "fame" perciò che non ha toccato solo i più poveri, ma sta di fatto diventando una costante anche nei paesi più ricchi (si fa per dire) dove sempr epiù persone stanno passande decisamente sotto la soglia di povertà, trovandosi così costrette a scegliere se mangiare o vestirsi.
Una situazione gravissima che perciò ci tocca, se si può dire, ancora più da vicino e che necessità di maggiore controllo e maggiore impegno a livello mondiale.
Tag: cronaca, fame nel mondo, FAO, riflessione






1. civis romanus sum, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 08:45
Ormai è ampiamente dimostrato che Malthus aveva ragione. La causa principale del disfacimento del pianeta, dell'esaurimento del petrolio (il cui prezzo aumenta spaventosamente nella generale indifferenza e che ci illudono di poter calmierare agendo sulle accise), dei rifiuti impossibili da smaltire, dell'inquinamento dell'aria e delle acque, dello scioglimento dei ghiacciai, della fame nel mondo, si chiama SOVRAPOPOLAZIONE.
Tranne i radicali, nessuno ne parla, nemmeno i verdi che fanno dell'ambiente il loro obiettivo principale, come fosse un argomento tabù. Forse perchè il tema potrebbe irritare il pappa cattolico, il quale non perde occasione per pronunciarsi contro i preservativi, la pillola del giorno dopo, l’aborto, le famiglie di fatto, il testamento biologico, l’eutanasia.
Dei radicali dicevo di Emma Bonino che il 3 giugno di quest'anno sfidava i criminali ipocriti al vertice della FAO ( Link)
Tra le tante lacrime di coccodrillo in cui affogano i burocrati parassiti della FAO che campano da nababbi sulla pelle degli afffamati del mondo finalmente si alzò allora una voce franca e onesta, quella della Bonino che denunciava le vere cause della fame, del disastro climatico e della crisi energetica planetaria: La Bomba Demografica.
E tutti noi continuiamo a non trovare niente di questo enorme problema nei TG e sui giornali. Una cappa di piombo mediatica ordinata per volere dei sistemi religiosi più pericolosi del pianeta, quello cattolico e quello islamico, che nella loro gara al sorpasso numerico fondato sulla moltiplicazione delle gravidanze delle proprie seguaci impediscono all'ONU di prendere gli unici provvedimenti efficaci e non cruenti per sconfiggere questa triplice crisi: una politica internazionale volta alla diffusione planetaria dei metodi contraccezionali.
Vale.
2. Jack, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 14:24
Soltanto due righe per integrare il post di don Paolo con un alcuni dati che credo possano servire, diciamo cosi', da spunti di riflessione:
Dai primi anni ottanta ai giorni nostri l'economia mondiale, ovvero, per intenderci, l'equivalente del prodotto interno lordo solo su scala planetaria e' piu' o meno raddoppiata (non dispongo di numeri precisi alla mano ma penso si possa verificare la cosa senza troppa difficolta')
Nonostante cio', il potere di acquisto di un lavoratore medio negli Stati Uniti e' oggi di circa il 60% inferiore rispetto agli anni '70 (dato riportato nel libro di Obama "l'audacia della speranza"). Per quanto riguarda l'europa e l'italia non dispongo di dati certi, ma e' un fatto che oggi per sostenere un nucleo familiare anche ridotto (3 persone) siano di norma necessari 2 stipendi di livello medio, eppure almeno a partire dagli anni '80 la popolazione (almeno in italia) e' rimasta costante, mentre l'economia e' costantemente cresciuta. (Per quanto riguarda i paesi "meno fortunati", vale a dire all'incirca il resto del mondo, credo si possa affermare senza timore di smentita che i risultati nello stesso periodo di tempo (ultimi 50 anni) non sono stati del tutto soddisfacenti...)
Ultima cosa, riguardo all'aumento demografico: come mai i paesi nei quali si registra il maggiore tasso di incremento demografico sono proprio quelli tra i piu' poveri, costantemente flagellati da guerre, carestie, colpi di stato, siccita', endemica scarsita' di risorse, come ad esempio quelli dell'area sub sahariana? In fondo, almeno in natura, dato un certo ecosistema, inteso come sistema chiuso comprendente fattori biotici ed abiotici in costante equilibrio dinamico, popolazione e risorse tendono nel medio-lungo periodo a bilanciarsi e riequilibrarsi a vicenda. Come mai in tali paesi pare avvenga piuttosto il contrario?
3. civis romanus sum, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 15:14
2. La stessa domanda se la poneva Luigi De Marchi in uno dei suoi editoriali su radio radicale.
Per secoli l'incremento demografico è stato lentissimo: la popolazione europea si aggirava sempre intorno ai 180 milioni. Poi c'è stato un clamoroso balzo a 480 milioni (che Ortega y Gasset nel 1930 considerava con entusiasmo: un incremento del genere costituiva un cambiamento sostanziale - e per il filosofo "cupidus rerum novarum" positivo. Indubbiamente l'incremento ha contribuito con la produzione di massa anche allo sviluppo economico).
L'incremento coincide con l'industrializzazione agli inizi dell'Ottocento. La precedente stabilità era "garantita" da guerre, carestie, altissima mortalità infantile, sterilità ecc. calamità che l'occidente non conosce più (per lo meno carestie e mortalità infantile, praticamente azzerate; anche la sterilità naturale è scomparsa, grazie ai "progressi" della medicina).
La domanda che mi pongo ( la stessa che si pone Jack, ndr ) è questa: come mai l'umanità non ha sviluppato degli "anticorpi" per controbilanciare la scomparsa della mortalità infantile e degli altri fattori di stabilità. Tanto che ormai la situazione è completamente fuori controllo e irreparabile (chi pensa che le cose non vanno poi così male, e che anche in 9 miliardi staremo bene o benino, è per me fuori di testa). La famiglia numerosa era una volta la norma, anche perché non esistevano metodi efficaci di contraccezione. Moltissimi bambini morivano subito. Le donne erano sempre incinte.
Un cambiamento così epocale - industrializzazione, più igiene, una migliore alimentazione, riduzione fino all'azzeramento della mortalità infantile ecc. - avrebbe dovuto indurre anche cambiamenti profondi nei comportamenti riproduttivi. Ciò che è effettivamente avvenuto in occidente, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra. La famiglia standard in Italia e in Europa è di due figli.
Dunque ci sono stati dei cambiamenti. Che a parer mio, posso sbagliarmi, sono stati indotti soprattutto dal boom economico del dopoguerra. A dir la verità i preti denunciavano la "piaga" del figlio unico già prima della guerra (arrivavano a dire - un'infamia assoluta - che la morte dell'unico figlio in guerra era la giusta punizione di Dio per non averne messo al mondo di più!).
Comunque il declino demografico dell'Europa e dell'occidente ricco data dal secondo dopoguerra. Declino per modo di dire, perché mi sembra che siamo lo stesso molto numerosi, ma il tasso di natalità è calato vistosamente (Italia e Germania sono il fanalino di coda del pianeta). L'equazione era semplice: meno figli = maggior benessere (per genitori e figli). Era una cosa intuitiva, penso non ci fosse nemmeno bisogno di discuterne: uno o due bastano. Le famiglie numerose, con quattro e più figli, costituiranno una percentuale modesta. Poi è venuta anche la pillola.
Oggi comunque anche l'occidente ricco a bassa natalità non sembra porsi il problema della mostruosa proliferazione umana, anzi suona la grancassa dell'incremento demografico (e non solo i preti: anche Berlusconi e Ferrara spronano a far figli). Segno che quei comportamenti riproduttivi "virtuosi" degli ultimi decenni erano dettati più dal desiderio di benessere che da altre considerazioni.
Insomma: abbiamo fregato la natura, anche con la medicina. Il nostro cervellone non ha sviluppato antitossine. Forse non è così intelligente, ma un cervello di gallina (con tutto il rispetto per le galline, povere bestie tenute in gabbiette di pochi centimetri quadrati).
L'ultima parola l'avrà comunque la natura. Che ci annienterà come formiche ( rileggere La ginestra).
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Vale.
4. Alieno, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 18:45
Forse è un contrasto forte, provocatorio e cinico l'accostamento ma credo che talvolta le provocazioni provochino riflessioni interessanti.
Ralph Lauren licenzia modella di 54 chiliFilippa Hamilton, 23 anni fuori dalla maison perche' ritenuta troppo grassa14 ottobre, 21:15
WASHINGTON - Un metro e settantasette per 54 chili. Sono queste le misure della celebre modella francese ventitreenne, Filippa Hamilton, che però è stata licenziata dalla casa di moda Ralph Lauren perché ritenuta incredibilmente troppo grassa. La ragazza, racconta il tabloid newyorchese Daily News, lavorava con questa azienda dal 2002 e la considerava "una sua seconda famiglia". Poco tempo fa era rimasta sconvolta nel vedere una sua foto pubblicitaria ritoccata al fotoshop, che la rendeva ancora più sottile, magrissima da far spavento. La campagna era destinata solo al mercato giapponese, tuttavia la ragazza subì uno choc nel vedere la sua faccia attaccata ad un corpo così innaturalmente smunto. Ma tutto poteva immaginare tranne che un giorno sarebbe stata cacciata per motivi di peso. "Mi hanno licenziato - ha raccontato la modella - perché secondo loro sono sovrappeso e non sono più in grado di indossare i loro vestiti". Diversa le versione fornita dalla casa di moda: "Filippa è una ragazza bellissima e assolutamente sana. Tuttavia - si legge in una nota - il nostro rapporto con lei s'é interrotto per colpa della sua incapacità a rispettare gli obblighi previsti dal suo contratto". Quindi Ralph Lauren esprime il proprio rammarico per la foto diffusa in Giappone, ma conferma la sua decisione: "Ci assumiamo tutta la responsabilità di quanto è accaduto. Si tratta di un'immagine erroneamente diffusa in Giappone, molto diversa da quella lanciata negli Stati Uniti. Insomma riconosciamo il nostro errore che però non ha nulla a che vedere con il licenziamento di Filippa".(ANSA).
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5. civis romanus sum, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 19:17
Anche il mio sarà un contrasto forte, provocatorio e cinico l'accostamento ma credo che talvolta le provocazioni provochino riflessioni interessanti:
Mi è morto il gatto !
6. Alieno, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 19:22
Naturalmente, la provocazione al 4 è anche per far vedere un po' meglio che la questione della crescita demografica non solo è una farsa, una vera e propria teoria neo-pagana del Pianeta che si vendica e della Natura che avrà l'ultima parola (una vera e propria divinità crudele alla quale fare il sacrificio umano adattato ai tempi: niente figli o giù di lì, aborto, preservativi e pillole a volontà!) con una lettura non casualmente opposta a quella antropologica cristiana, ma sposta abilmente la natura del problema in più modi.
Uno è quello di non tener di conto che l'uomo stesso è "risorsa" della natura e se si ragiona in funzione delle risorse disponibili, allora si noterà che non c'è la questione imminente delle risorse finite, sia perché sovrabbondano (sia alimentari che energetiche), sia perché l'uomo continuamente aumenta quelle risorse.
Dunque cresce la popolazione ma cresce anche la possibilità di produrre e sfruttare meglio le risorse di ogni tipo, sia nella produzione in rapporto ai costi (denaro e fatica) aumentandone la resa, sia in altri modi.
Non si capisce perché mai ritenere interessante una speculazione così primitiva ed infantile nell'analisi (Per secoli l'incremento demografico è stato lentissimo: la popolazione europea si aggirava sempre intorno ai 180 milioni qualcuno scrive..) quando basterebbe pensare soltanto ai metodi di conservazione degli alimenti e di energia, di trasporto, di distribuzione allora impensabili, per non parlar appunto della medicina ed anche della cultura, dell'informazione, della "conoscenza" anch'essa risorsa dell'uomo che secoli fa erano impensabili.
Naturalmente ai neo-pagani (o semplicemente ossessionati a destrutturare la visione antropologica cristiana e quel neo-paganesimo affatto scientifico e razionale è solo pretesto per bastonare preti, fedeli e Chiesa) non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di ammettere una tra le tante scemenze che nelle previsioni si rivelano puntualmente sballate e però anzi, insistendo a condizionare le strategie economico-politiche e sociali con la loro ossessione a cui va riconosciuta la costanza di un fanatismo di tipo religioso e dogmatico approccio.
Ma l'aspetto più grave è che in questa ossessione si distrae dalla vera natura del problema di cui al post, che è una pessima distribuzione delle risorse e non l'incremento demografico e l'unica proposta che si vuol suggerire è il sacrificio delle nascite, viste emblematicamente come minaccia per il pianeta anziché evento straordinario e portatore di speranza per l'umanità.
Cattiva distribuzione che meriterebbe tutta la nostra attenzione per comprendere che effettivamente esistono dinamiche di sfruttamento, egoismi colossali e connivenze criminali di portata vasta e non si capisce perché mai si possa pensare che con una simile cultura imperante, diminuendo le nascite, restando regimi criminali, sfruttamento, egoismo, ignoranza, dovrebbe mai migliorar la situazione.
Il commento precedente, sulla moda, fa ben capire che la questione, con i suoi paradossi, non è quella dell'urgenza in un drammatico rapporto tra umanità e risorse, ma solo della sua pessima gestione.
Leggere che poi l'uomo avrebbe dovuto sviluppare anticorpi per bilanciare la minor mortalità infantile (ed immagino anche non sol di infanti), limitando le nascite è un controsenso e tra l'altro, deprimente senza misura ma rende bene l'idea della proposta culturale che si propone (anti-cristiana e disumanizzante), dove l'umanità è appunto, malattia della Natura, una sorta di cancro e dunque c'é di che rammaricarsi, per questi neo-pagani e fanatici, che a miglior salute di bambini e di adulti, non si sia sviluppato meglio l'anticorpo che vanificasse i risultati di un progresso positivo, della conoscenza medica e scientifica e così via che producono meno morti.
E' l'autodenuncia di come si legge la vita dell'uomo in costoro: un impiccio, un male, l'uomo deve autoeliminarsi per togliere un po' il disturbo, servono anticorpi ma non perchè nascano bambini o l'uomo viva meglio, ma perché si faccia da parte.
Si scrivono pure cose così:
come mai l'umanità non ha sviluppato degli "anticorpi" per controbilanciare la scomparsa della mortalità infantile e degli altri fattori di stabilità. Tanto che ormai la situazione è completamente fuori controllo e irreparabile (chi pensa che le cose non vanno poi così male, e che anche in 9 miliardi staremo bene o benino, è per me fuori di testa).Fuori di testa...
lo dicono i neo-pagani e ce l'hanno pure con i cristiani, parrebbe (e non solo i preti..), loro son devoti e parrebbe che nella catastrofe ci trovino sollievo, una sorta di riscatto della loro divinità:
L'ultima parola l'avrà comunque la natura. Che ci annienterà come formiche.
Ai neo pagani risulterebbe che la divinità sia dotata di sentimenti, emozioni e volontà e che dunque ci annienterà come formiche.
A me non risulta nulla del genere, anche volendo fare una riflessione laicissimma, di ordine "scientifico".
Risulta al massimo che l'annientamento è stata per milioni e milioni di anni di moltissime specie, ben prima della comparsa dell'uomo sulla Terra (dunque o non è l'uomo che infastidisce la divinità che poi si vendica oppure la divinità ha un brutto carattere oppure ancora non c'è alcuna divinità...) e che la vocazione all'eternità non sia nemmeno di questo pianeta come non lo è del suo sole, che quando eventualmente non sarà più in grado di riscaldare il pianeta adeguatamente, renderà la vita sul pianeta piuttosto complicata probabilmente e collassandosi potrebbe benissimo sconvolgere tutto il sistema solare con orbite annesse.
Ma a quel punto, sarà forse possibile scoprire meglio che l'uomo è la risorsa (e non la terra come sistema "finito") e forse potrà andare altrove a fare l'extra-comunitario galattico, chissà.
Certo non sono questioni imminenti, nonostante la devozione fanatica di certa gente detti urgenze che non esistono con teorie non convalidate ed anzi, distraggono dalle vere priorità: la fame, per ignoranza ed egoismo, per criminali sul pianeta che tengono per le palle, talvolta, milioni di persone, per soggetti deliranti ed distruttivi.
Questa è la questione autentica. E' la volontà il problema.
E se si pensa di esser capaci di introdurre la volontà per cui bisogna sacrificare alla divinità Natura le nascite, allora si pensi anche alla possibilità di introdurre la volontà, come proposta, di essere meno egoisti e più efficaci, determinati, con programmi anche di ampio respiro che non sono e non potranno mai essere efficaci se si limitano all'assistenzialismo ed alla distribuzione di pillole abortive e preservativi.
7. civis romanus sum, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 19:31
Dimenticavo al 5 per l'IT ,,, il gatto mi è morto di fame !
8. civis romanus sum, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 19:36
Bisogna pur prendere atto che ciò che a me appare come una realtà innegabile e macroscopica, addirittura di una luce accecante - che non possiamo continuare a crescere indefinitamente, che prima o poi distruggeremo il nostro ambiente - non solo continua a essere ignorata, ma è oggi sempre più avversata e contestata: e non solo da tutti i poteri, ma anche dalla “gente comune” quando questa per caso s’imbatte nella questione.
Basta leggere certi commenti di persone che uno reputa istruite e quindi più o meno informate. Si va dalla sorpresa ,,,“Decremento demografico? Ma va, guarda un po’ cosa vanno a pensare!”, all’irritazione e allo scandalo ,,,“Decido io quanti figli voglio - (e tu devi anche mantenermeli)”, “Che obbrobbrio: vogliono impedire ai figli di nascere! Ma questi sono nazisti, portatori di una cultura di morte. I figli sono la gioia e il nostro avvenire. Come si può essere così infami?” ,,, Eccetera. Gli uni sono ingenui, gli altri fondamentalisti.
Ci sono poi i fondamentalisti religiosi - tutti e tre i monosteismi - per i quali il numero continua ad essere decisivo, e i fondamentalisti economici per i quali la vita è pura e sola contabilità (produzione e soldi sono le sole cose che contano, tutto il resto è chiacchiera). I due fondamentalismi vanno a braccetto, si sostengono e rafforzano a vicenda.
E’ possibile contrastare i fondamentalisti? Non sono forze così soverchianti contro le quali non possiamo che spuntarci le corna? Non solo negano l’evidenza - quella che a noi appare tale - ma ci danno addosso spernacchiandoci e insultandoci (menagramo, pessimisti, oscurantisti, egoisti, schifosi, razzisti, nazisti, imbecilli, sporcaccioni eccetera).
Trent’anni fa, quand’eravamo “solo” tre miliardi e qualcosa, la questione demografica poteva essere argomento serio di dibattito e comunque nient’affatto una questione scabrosa o indecente. Oggi invece sembra esserlo.
Invocare una stabilizzazione o addirittura un rientro dolce della popolazione mondiale in limiti ecocompatibili risulta essere contro lo sviluppo e il progresso. Sembra infatti che la crescita demografica favorisca sviluppo e crescita economica, e “quindi” anche maggiore benessere per strati sempre più ampi delle popolazione mondiale. Sarebbe proprio da vedere se “quindi” si sta meglio affogando tra oggetti inutili e montagne di rifiuti. Certamente sarebbe un grande progresso per tanti avere l’acqua corrente in casa, acqua pulita: un bisogno elementare che purtroppo molti non possono soddisfare. Ma secondo certe stime il numero dei “senza acqua” invece che diminuire è destinato a salire nonostante tutte le buone intenzioni dei vari Congressi sull’acqua. Tutti sanno e vedono perché questo numero è destinato a salire: l’acqua dolce è poca e il numero degli assetati aumenta per la crescita demografica. Per cui si parla apertamente di prossimi conflitti armati per assicurarsi le risorse idriche.
Eppure in questi congressi è severamente proibito accennare al problema demografico, è tabù.
L’esplosione demografica è una balla, si tratta “solo” di distribuire meglio il prezioso elemento.
Siamo sotto scacco (del) Matto ?
9. Alieno, Giovedì 15 Ottobre 2009 ore 19:52
Eppure in questi congressi è severamente proibito accennare al problema demografico, è tabù.
Sarà tabù per te: da tempo non si parla d'altro e mi pare che ci sia invece, proprio al contrario, una ostinata intolleranza per chi argomenta diversamente riguardo a preservativi e aborti.
Non è l'esplosione demografica che è una balla in sé, le balle sono nelle considerazioni catastrofiste e non nuove che vorrebbero costringerci ad accettare una sorta di pensiero unico che ha per filo conduttore, la selezione e la morte dell'uomo (aborto, eutanasia..), l'azione preventiva (preservativo, selezioni..) dimostrando e autodenunciando la propria visione della vita e dell'umanità.
Invece possiamo concordare sul fallimento delle intenzioni di tanti congressi ed appuntamenti. Che non sempre sono in buona fede, per quanto mi riguarda, anche questo da mettere in discussione.
Ma si ritorna al dunque: la priorità è la volontà. E non posso concordare di investire nell'unica volontà del pensiero unico: preservativi, pillole, eutanasia, aborti, selezioni...
siete ossessionati contro l'umanità e però ve ne servite, siete ostili alle nascite ed infatti non avete alcuna predisposizione perché le nascite siano occasione di gioia e di speranza, anzi, il vostro accanimento è tutto qui, perché siano lette come evento dannoso, un male per l'uomo.
Siete insomma, dei veri e propri fanatici pseudo-religiosi che non hanno alcuna intenzione di discutere i loro dogmi disumanizzanti e tristi.
Vi anima la tristezza e l'odio e dunque avete in odio chi ha un approccio diverso; ed è da voi che si propongono continuamente tabù morali e culturali per portare avanti il vostro progetto.
Sarà bene invece rompere quei tabù al più presto, spezzare quegli schemi fasulli e neo-pagani: l'umanità non è un male!
E' una risorsa.
L'uomo, l'umanità è anzi, la migliore risorsa dell'uomo e dell'umanità, se si vuol usare un approccio tecnico.
Considerare solo il rapporto demografico che cresce e non la possibilità creata dall'uomo di accrescere le risorse (anche di mantenerle, conservarle, trasportarle) è parte integrante del programma di propaganda sistematica degli eco-ballisti che vedono l'uomo solo come minaccia del pianeta e non come possibile risorsa.
10. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 15:06
Alcune domandine facili, facili ET.
Tu che ci accusi ( ,,, e qui sono onorato del pluralis majestatis ) da vero e proprio piccolo (ma di grandi pretese) talebano della croce ,,,
Dal tuo precedente ( vedi? ,,, niente numeri così non ti perdi dietro la scienza matematica e io non ti concedo nemmeno un appiglio per poter poi accusare quella come demoniaca causa dei tuoi errori, falsità e smemoratezze ) : ,,, Cito: "siete ossessionati contro l'umanità e però ve ne servite, siete ostili alle nascite ed infatti non avete alcuna predisposizione perché le nascite siano occasione di gioia e di speranza, anzi, il vostro accanimento è tutto qui, perché siano lette come evento dannoso, un male per l'uomo."
Ma tu figliolo ,,, quanti figli hai?
Conosci quel che significa mantenere un figlio, non in termini materiali sebbene influenti, ma in termini di futuro da promettergli ?
Se sì ,,, conoscendo questo tuo talebanesimo oltranzista e fondamentalista della croce, come ti prometti di potergli concedere tutta la felicità e la libertà possibili?
Cito ancora : ,,, "Siete insomma, dei veri e propri fanatici pseudo-religiosi che non hanno alcuna intenzione di discutere i loro dogmi disumanizzanti e tristi.
Vi anima la tristezza e l'odio e dunque avete in odio chi ha un approccio diverso; ed è da voi che si propongono continuamente tabù morali e culturali per portare avanti il vostro progetto.
Sarà bene invece rompere quei tabù al più presto, spezzare quegli schemi fasulli e neo-pagani: l'umanità non è un male!"
Solo perchè ti ho detto di usare meglio la capoccia non c'è bisogno che ti scaldi troppo, bello ,,, se hai bisogno di crearti un nemico, perchè te lo dice il tuo dio o perchè te lo ordina il tuo padrone per potersi fare meglio gli affari suoi, hai sbagliato bersaglio.
Il mio consiglio di usare meglio la tua capoccetta mistica va incontro anche ai tuoi bisogni e alle tue speranze e a quelle di tuo figlio ,,, ecco che dunque te lo consiglio perchè ,,, ti amo ! Oltre ad amare me stesso ,,, beota !!
11. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 15:42
Questa è da ridere poi ,,, gli ,,, "eco-ballisti che vedono l'uomo solo come minaccia del pianeta e non come possibile risorsa."
Ma proprio perchè quelli insultati da te vogliono il benessere dell'umanità ( tutta, compreso te ,,, e guarda come ti vogliono bene ancora quelli che tu insulti ) ragionevolmente compatibile con l'ambiete ( sistema finito) che la ospita, che si eviterebbero la visione certa finale dell'uomo considerato risorsa di un altro uomo ,,, l'uomo cannibale !
E poi francamente ,,, coscientemente che altri ci leggono ,,, è la tua visione che ha sempre imperato : "fate figli come conigli che la Palla è infinita e li accoglierà tutti" ,,, e visti i risultati ( un miliardo di morti di fame ) sarebbe proprio il caso di abbandonarla per ritornare ad usare un pò più il cervello e curarsi meglio questo piccolo unico orticello che ci è concesso con meno fughe verso altri mondi promessi o presunti.
Vale.
12. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 16:04
Ma perchè tu sia consapevole del problema ti invito ad approfondire non accecato dalla tua ira fondamentalista sempre con De Marchi che la dice chiara e molto meglio di me ( Ah! ,,, se tu non vuoi approfondire, fa niente; ci sarà sempre qualcuno che gradirà sapere e magari leggendo si fa venire un dubbio ):
Da qualche anno la nostra classe politica, atterrita dall’esplosione demografica e dalle migrazioni di massa che ha concorso a scatenare nel Terzo Mondo allineandosi servilmente ai dogmi pronatalisti del Vaticano, tenta di porre rimedio alla sua storica stoltezza moltiplicando le leggi finalizzate ad incentivare in Italia un rilancio della natalità destinato, nell’ottica aberrante dei legislatori, a controbilanciare la debordante prolificità terzomondista. Ma se, nel campo della logica formale, due negazioni equivalgono a un’affermazione, in campo politico una doppia scemenza non equivale alla saggezza ma all’imbecillità conclamata.
Così quando Marco Pannella ha criticato, nei giorni scorsi, questo ritorno agli incentivi fascistoidi della natalità, più d’un intelligentone della cultura clerical-liberista ne ha riso a crepapelle. Ma, come dicevano gli antichi, „il riso abbonda sulle labbra degli stolti”. Risibile, semmai, è la pretesa dei nostri politici pressappochisti e tappabuchisti di controbilanciare la pressione immigratoria terzomondista con le leggi pronataliste. Risibile non solo perchè i disperati che migrano in Italia dal Terzo Mondo non lo fanno di certo in considerazione della nostra bassa natalità ma soprattutto perchè queste misure pro-nataliste sono notoriamente inefficaci.
In realtà, come ricordava di recente l’”Economist”, la riduzione d’una popolazione non è affatto un fenomeno intrinsecamente negativo. Vediamo comunque i termini del calo demografico in atto in alcuni paesi europei. Ben nota, per esempio, è la riduzione della popolazione di vari paesi dell’Europa Orientale. La popolazione russa, in base alle previsioni più recenti, calerà d’oltre un quinto nei prossimi 40 anni e quella Ucraina addirittura del 43%. Quella giapponese sta cominciando a calare e quella dell’Italia e della Germania starebbe calando da tempo se la riduzione non venisse compensata dagli immigrati.
Ma perché, dunque, la paura del calo demografico è tanto diffusa ? Certo, una causa va cercata anche nell’allineamento servile delle scienze demografiche europee agli atteggiamenti pro-natalisti delle dirigenze politiche e religiose. Ma questa risposta si limita a spostare la domanda dalla demografia alla politica e alla religione. Sul piano politico, oltre al servilismo di troppi politici nei confronti della chiesa, va tenuto presente che nella riduzione della popolazione si vede il rischio d’una simmetrica riduzione del mercato nazionale, del Prodotto Interno Lordo (PIL) e, col PIL, della propria influenza geo-politica e militare. Ma sono timori largamente infondati. Mentre, sul piano economico, le dimensioni modeste della popolazione inglese non hanno di certo ridotto il peso politico della Gran Bretagna nell’ultimo secolo, sul piano militare il caso d’Israele mi sembra emblematico: un paese con 7 milioni di abitanti tiene in scacco da mezzo secolo una coalizione di un miliardo e mezzo d’islamici bramosi di distruggerlo ed ha già sonoramente sconfitto sul campo due paesi, l’Egitto e la Siria, che contano rispettivamente oltre 50 ed oltre 20 milioni di abitanti.
Ma poi, ai fini del benessere individuale, l’andamento del PIL globale non ha nessuna importanza: ciò che conta è il reddito pro-capite. Così, in un paese come la vecchia Cecoslovacchia, ove il PIL globale cala, perché una sua regione (nella fattispecie la Slovacchia) si autonomizza e realizza l’indipendentza, il reddito pro-capite della patria originaria (nella fattispecie la Repubblica Ceka) può crescere perché la popolazione realizza un forte sviluppo socio-economico e, con esso, una migliore produttività e un forte incremento dei salari reali o perchè, nel caso del tanto lamentato invecchiamento della popolazione, la molto maggiore longevità consente a una quota notevole di lavoratori di restare in servizio per una decina d’anni di più conservando i salari ottimali degli ultimi anni anziché defluire tra i pensionati, cioè tra i cittadini a basso reddito pro-capite ed a produttività nulla.
La riduzione della popolazione ha, soprattutto in Europa, altri vantaggi chiari e indiscutibili. Sul piano economico, la dipendenza energetica dai paesi islamici e la crisi energetica in generale che incombe su tutto il continente da quando i tre miliardi di cinesi e indiani stanno diventando grandi consumatori d’energia, non possono che ridimensionarsi. Come ho detto in altre occasioni, se l‚Italia avesse un quinto della sua popolazione, potrebbe coprire quasi tutto il suo fabbisogno energetico con energie rinnovabili e non inquinanti, come quella idroelettrica. Sul piano ecologico, con buona pace dei nostri sedicenti verdi che di popolazione non parlano mai, calerebbe la pressione antropica sul territorio, la congestione del traffico, l’inquinamento dell’aria e delle acque.
Tutto questo, però, è possibile solo se il clima sociale dei paesi europei non viene compromesso (come sta accadendo in misura crescente) da un’immigrazione alluvionale che abbassa i salari dei lavoratori locali, rallenta la modernizzazione tecnologica e crea sacche crescenti di povertà e di conflittualità politico-religiosa.
Che cosa possiamo dunque fare in questa situazione drammatica ? A mio parere, non ha alcun senso tentare di modificare la posizione dei cosiddetti luminari della demografia accademica (vivente, anzi moribonda conferma delle mie tesi sulla diffusa inettitudine e viltà del mondo accademico, in quanto mondo burocratico). L’unica speranza di vittoria nella battaglia contro la demagogia demografica sta nell’aggirare le resistenze e le menzogne dei cosiddetti esperti e dei loro burattinai politico-religiosi, parlando direttamente alla gente. Del resto, è quanto abbiamo fatto con successo in Italia ove, nonostante il menzognero bombardamento delle dirigenze, la gente ha saputo ascoltare la nostra voce, per quanto soffocata e imbavagliata, che coincideva d’altronde con la voce della sua coscienza e del suo buon senso, ed ha drasticamente limitato la sua prolificità. Ed ha saputo ascoltarla non solo nel campo della natalità, ma anche in quello del divorzio e dell’assistenza abortiva e contraccettiva. E‚ su questa diffusa percezione popolare della realtà, che trascende le stupidaggini delle dirigenze politiche, religiose e specialistiche responsabili del disastro attuale, che possiamo e dobbiamo contare.
Luigi De Marchi
13. Alieno, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 16:08
al 10: dunque, per te il problema della fame nel mondo, che tu guarda, si concentra nell'Africa Subsahariana, non è il fatto che c'è una pessima condizione trattenuta dalla volontà di sfruttamento, dall'egoismo, dall'avidità, dall'ignoranza, da criminali incalliti che imperversano tribalmente o istituzionalmente, magari con connivenze internazionali, vedi certi appoggi all'Onu che impediscono ogni soluzione efficace per contrastare la barbarie, l'inciviltà, macché...
per te è questione di fare meno figli.
Accidenti: ed io che ti pensavo anche "de sinistra"! Ma tu pensa! Sicuramente interessante invece la tua teoria, per comprendere i mali dell'Africa e del terzomondo: sono troppi, tutto qua. Manca l'assistenza igienico-sanitaria essenziale, manca l'accessibilità alle risorse di ogni tipo, viene limitato lo sviluppo perché si sviluppi invece qualche dittatore con i suoi accoliti, d'accordo con altri stati criminali però ben accetti nel consorzio dei paesi civili (vedi la Cina che pur essendo uno dei massimi esponenti delle violazioni dei diritti umani, se non il massimo assoluto, ha diritto di veto all'Onu) e però per te, la questione, la soluzione è una: meno figli! Siete troppi.
Paradossalmente, a parlar con gente come te verrebbe voglia di diventar comunisti!
Il tuo è un discorso davvero fighissimo: avete fame? Vi manca il pane? Brioches a tutti. Ma siete troppi, che vivere è quello di fare la fila a prendere le brioscione, che poi resta qualcuno indietro si sa e non ci arriva così svelto? Dunque, avete fame? Diminuitevi e non rompeteci le palle.
Fatico proprio a vederci qualcosa di attrattivo e ragionevole.
Se si deve ragionare in funzione delle risorse disponibili, allora con questa logica bisogna dire che ben ha fatto Berlusconi ad aver tanti figli e così sia per la sua famiglia: può assicurare alla prole, infatti, ogni risorsa di cui necessitino. Mentre sorta di criminali sono quei poveracci che quella possibilità non ce l'avranno davvero, non sarà certo facile, gli resta magari solo la speranza..
Già le loro rinunce sono tante, ma ora, eticamente e moralmente si deve introdurre che devono rinunciare anche ad aver figli, aumentando così il divario, la diseguaglianza pure in questo: quel "lusso" non se lo debbono concedere, quella speranza, quella gioia di veder figli nati, non fa per loro.
Se vogliamo fare un discorso invece ampio, nella relazione risorse-uomo, allora si converrà che il problema è una distribuzione molto, esageratamente diversificata, un divario abissale tra un "terzo mondo" ed il resto, non è vero? Cioè un motivo per porsi delle riflessioni più serie: sarà una questione che ha altre dinamiche, altre ragioni per essere tale?
Sarù una questione complessa dove giocano volontà assenti o volontà complici perché il terzo mondo non evolva e resti eternamente alla fame? Saranno cause da analizzare, da vagliare altre che la questione demografica?
L'Italia ha conosciuto la fame, così come altre parti d'Europa.
Ma non è il terzo mondo. Nemmeno il Brunei. L'egitto. Macché, il problema della miseria in alcune zone in medio-oriente, tra i palestinesi che in alcune parti conoscono università e sviluppo ed altre la fame, la dipendenza dall'assistenzialismo internazionale o di qualche movimento che governa sul posto, risulta, non è quello di una crescita demografica, ci sono altre questioni e così, si scopre, anche altrove.
Se ragioniamo in termini macroscopici, le risorse non appaiono insufficienti per tutti e non risulta attendibile l'urgenza di porsi la questione, ma risulta invece una distribuzione tremendamente diversificata, dei divari vertiginosi che vanno dalla modella anoressica licenziata a chi la fame, potendo, la eviterebbe nella forma e nella sostanza.
Se ragioniamo in termini micro e vogliamo legare la possibilità di aver figli con la capacità di assisterli e sfamarli, allora dobbiamo denunciare gli ultimi, i poveri, chi non può assicurare un granché di certo e dare consenso solo a chi invece gode di un benessere ampio. Cioé dovremmo dire che Berlusconi e famiglia possono prolificare a piacimento, gli altri se ne guardino o poi non si lamentino.
Ma stiamo scherzando?
Torniamo invece ai dati sempre più allarmanti che puntualmente vengono mostrati.
Io dico che evidentemente non si vuol ammettere che fino ad oggi è stata portata avanti insistentemente una politica, una strategia inefficace, sbagliata e viene il sospetto, anche consapevole perché non è certo il primo appuntamento con i risultati disastrosi: da anni ed anni, da decenni si parla di risultati allarmanti, di emergenze, ma un'emergenza che dura decine e decine di anni, non è un'emergenza: è l'ordinarietà! Purtroppo, la normalità. Non è emergenza, è cronicità attestata su strutture che si propongono evidentemente con poca utilità di risolver qualcosa.
E sono strutture che costano, oltretutto, sottraendo possibilità e risorse probabilmente e fanno così venire anche qualche dubbio: che puntino più al proprio auto-mantenimento nel tempo?
Squadra che vince non si cambia, ma mi pare che quelle che si propongono la lotta alla fame, non vincono da un pezzo.
Ora: o gli allarmismi sono strumentali per motivare e legittimare il proprio mantenimento e dunque, il "fallimento" e "l'emergenza" viene riportata senza bilanciare eventuali risultati positivi per cui vorremmo che queste organizzazioni continuino ad esistere e portare fatti e con questi, speranza.. insomma, l'appuntamento annuale con risultati catastrofici come strumento per batter cassa...
Oppure sono squadre incapaci, di inetti, di inutili ed allora quelle baracche si chiudono, si cambiano, si cambia tattica.
O si dice anche che ci sono risultati efficaci, indispensabili, che le cose non vanno sempre e solo male, che si sono raggiunti risultati grandiosi o si dice ogni volta (accade da decine e decine di anni con fiumi, oceani di denaro speso) che è sempre peggio, sempre peggio.
Ed allora non c'é ragione alcuna di buttarvi tempo e credito, se così fosse e forse il denaro, lo sforzo, l'impegno e l'attenzione andrebbero investiti più decentemente, con altro.
Poi si può pure discutere su quanto sia bello ed etico avere figli o quanto sia più bello non averne. Certamente per me ha più attrattiva una proposta dove il figlio è vita gioiosa che entra nel mondo piuttosto di quella che spiega, è un male per madre Natura. E certamente non nascondo che la cultura dove il figlio fa parte di una progettualità (familiare, sociale) e non è mero "oggetto" da selezionare, boicottare, come se la vita che nasce fosse simile ad un virus di cui non infettarsi (lavandosi le mani e con preservativi, pillole abortive ecc), a me piace di più, ne possiamo discutere a piacimento ma intanto vorrei che si prendesse sul serio le argomentazioni che contestano il dogmatismo intollerante di chi vuole ridurre tutta la questione ad un metodo di contabilità, di numeri e tra l'altro, omettendo nell'analisi fattori importanti in cui la crescita demografica ci può essere certamente, anzi, c'é, ma va considerato anche che siamo ben lontani dal problema delle risorse "finite" e che l'uomo stesso continuamente amplia l'accesso, con la conoscenza, con la tecnica, a quelle risorse rendendole disponibili.
Energia nucleare, coltivazioni idroponiche o coltivazioni anche non straordinarie, ma dove si razionalizzano fatica e costi altri e la resa è ben maggiore di quella del medioevo, ma anche di 50 anni fa.
E non c'è alcun motivo di presumere al punto di voler dato certo, che questa crescita dovuta all'uomo di accessibilità alle risorse, anche nuove, debba terminare domani o anche tra mille anni, sicuramente non è un ragionamento da fare con una mentalità "scientifica".
Se uno guarda New York e lo confronta con uno o due secoli fa, si renderebbe conto che c'è stato un profondo cambiamento di quel rapporto tra densità di popolazione e ambiente disponibile. Forse due secoli fa, impensabile o comunque, ricordandoci teorie fantascientifiche. Ma questo può accadere anche nel Dubai, dove l'elevazione è pazzesca (così come in Oriente) e pure lì, si osserverà, l'ambiente poteva suggerire dei limiti che son stati superati e che presumibilmente lo saranno ancora.
Lo sfruttamento di giacimenti a profondità veramente importanti nell'Oceano, sono tecnologia recente e sempre in sviluppo. Si risolvono continuamente dei limiti tecnici (per esempio, trasportare in superficie petrolio, gas, a quelle profondità avendo una pressione enorme di cui tener conto.
La stessa tecnologia nucleare è una formidabile risorsa per l'uomo, se usata per scopi civili, come ogni altra cosa, strumento che può avere uso e finalità benefico o malevolo. Anche l'acqua può essere usata malamente provocando disastri e perfino per torturare un uomo.
Infine, per quanto riguarda quello che tu dici essere il mio "talebanesimo oltranzista e fondamentalista della croce",
ti ricordo che il significato della croce è quello della speranza e... dell'aldilà. Chi fu crocifisso, non sottrasse il regno a Cesare, se ricordi, altro era il suo regno. Tuttavia, abbiamo visto, capace di modificarlo il regno sulla terra.
Ma non abbastanza da pretendere di aver perfetta giustizia qui in terra, che non è il paradiso terrestre e non è qui che avremo possibile, dunque, un regno felice e di pace assoluta. Questo non ce lo ha mai assicurato, annunciato chi fu crocifisso e dunque la Croce non rappresenta più e meglio di Cristo.
Ma "felicità" e "libertà" non possono essere confinabili in una analisi materialista: non vorremo mica paragonare la grandiosità d'un Cristo con un Marx!
Per quanto possa sembrarti difficile, un uomo può essere felice con pochissimo (di materiale) ed un uomo che ha moltissimo (di materiale) eterno insoddisfatto ed infelice e già in questo si vede la differente percezione della propria libertà: potenzialmente potendo sentirmi felice e libero nella più angusta delle celle così come potrei sentirmi infelice, costantemente incazzato e prigioniero (di altri, di altro) pur essendo a piede libero.
Dunque riportiamo i concetti "felicità" e "libertà" nella loro dimensione più completa ed ampia e vedrai che allora, la Croce, ha un potenziale tremendo.. ;-)
14. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 17:32
Cito ,,, "ti ricordo che il significato della croce è quello della speranza e... dell'aldilà."
E non c'era bisogno che me lo ricordassi tu che sono assillato tutti i giorni dai simili tuoi predicatori che da ogni dove spuntano come funghetti ammuffiti a raccontarmi la favoletta dell'altro mondo ,,, io invece sempre più pervicace contro questo indecente e ormai noiosissimo fondamentalismo religioso continuo a pensare solo a QUESTO mio unico mondo, lasciando a voi i sogni. Ma allora ,,, sarebbe il caso che davvero voi lasciaste più spazio qui su questo mondo per andare a reclamarlo aldilà dove sicuramente tipetti come voi ce l'hanno prenotato. Qui noi vili esseri umani per lo spazio che ci lascerete ve ne saremo sempre grati ;)
Intanto ricorda ,,, we all living in a yellow submarine
15. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 17:49
Ma ,,, ti avevo pur fatto una domandina facile, facile al mio 10.
E rovistando nella tua monnezza non vedo l'ombra di una rispostina altettanto facile, facile.
Devo presumere dunque che il mio interlocutore propagandista della fede nella croce predica la prolificazione infinita in un sistema finito e non vi partecipa attivamente ?
Un pò come quel nanerottolo padano che predica contro le prostitute e poi le riceve tutte sul suo lettone da Cae-Zar, minaccia la galera per chi va con le prostitute e poi è il primo a notte lungo quei viali ad essere loro cliente.
Quanta piccina, piccina ipocrisia ,,,
Il Vecchio e il Bambino.
16. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 18:45
Imagine
Imagine there's no heaven
it's easy if you try
no hell below us
above us only sky
imagine all the people
living for today ,,,
17. civis romanus sum, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 20:30
Booom ,,, l'universo esiste da sempre !
Dio non creò la Terra errore di traduzione la "separò" dal cielo
di Marco Pasciuti da Leggo.it del 12 ottobre 2009
Creò la luce. Fece gli uomini e gli animali. Ma solo dopo: in principio Dio non creò né Cielo né Terra. L'uno e l'altra esistevano già: Dio fa il suo ingresso sulla scena dell'universo solo in un secondo momento. E il concetto della creazione alla base del credo cristiano e del sistema di pensiero su cui si fonda l'Occidente non è che un banale «errore di traduzione». L'ultimo studio dell'olandese Ellen van Wolde rischia di precipitare come la bomba H nel dibattito teologico.
Il problema, mai come in questo caso, va ricercato alle origini. Della storia del mondo, per i cristiani; di un racconto come tanti, secondo gli atei. Il problema, spiega la docente di esegesi dell' Antico Testamento alla Facoltà di teologia dell'Università di Tilburg in Olanda, risiede nel 1° capitolo della Genesi, 1° libro della Bibbia. "In principio Dio creò il Cielo e la Terra" sarebbe una traduzione errata dall' ebraico. Analizzando altri testi dell'antica Babilonia, la van Wolde si è accorta che il verbo "bara" non significherebbe "creare", ma "separare nello spazio". Per questo la frase andrebbe tradotta così: "In principio Dio separò il Cielo e la Terra". L'Onnipotente, quindi, non avrebbe creato il mondo dal nulla ma sarebbe intervenuto su materia preesistente separando il cielo e la terra, quest'ultima dal mare, i mostri marini dagli uccelli, la luce dalle tenebre. Limitandosi a rendere vivibile un mondo che esisteva già. Un'interpretazione, chiosano alla Radboud University, dove la ricerca verrà presentata, che «capovolge la storia della creazione così come la conosciamo».
Marco Pasciuti
La terra già esisteva ,,, dio è venuto in seguito, lo dice la bibbia!
L'unica cosa reale che ci rimane in questo universo è questra nostra palla girovaga ,,, teniamocela cara !
18. salvatore , Sabato 17 Ottobre 2009 ore 00:26
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one Testo della canzone (traduzione italiana) Immagina Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero... Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno Da confrontare con i poetici discorsi dei leghisti.Salute e fratellanza Crs.
19. Charles Darwin, Sabato 17 Ottobre 2009 ore 01:18
Scopro in rete questi dati, fonte "il sole 24 ore". PIL mondiale 2008: 56.777 miliardi di dollari per una popolazione di 6.658 milioni. Calcolatrice alla mano farebbe un reddito annuo pro-capite medio di 8528 $ a testa. La media italiana é di 30630$. Vorrei chiedere ad Alieno (a tutti noi) se siamo disposti ad avere un tenore di vita adeguato, stando alle tabelle, a quello medio della Romania:9592$ o del Kazakistan: 8502$, o del Gabon: 9987$ (Wikipedia, dati 2008). Non sono così ottimista sulla fondamentale bontà dell'uomo, ecco perché trovo che la sua idea di un mondo in perenne e felice espansione sia purtroppo una favola molto pericolosa. Tieni conto ET che in attesa del "miracolo" da decenni ormai l'uomo sta bruciando più energia (globalmente più risorse) di quella che il pianeta é in grado di ricaricare: viviamo allegramente sul "debito" (combustibili fossili) e come per la finanza prima o poi la bolla é destinata a scoppiare. Di questi consumi insensati, il 50% é dovuto a USA ed Europa, cioé 1/6 della popolazione. Il resto, spiace dirlo, é ideologia.
20. Jack, Sabato 17 Ottobre 2009 ore 14:35
@Alieno
Non te l'ha mai fatto notare nessuno che questa tua sistematica evocazione di nemici piu' o meno immaginari - "eco-ballisti", "neo-pagani", "catastrofisti", etc. - contro cui poi ti diverti a scagliarti in una sorta di (dialettica) singolar tenzone ha un che di don-chisciottesco? Soltanto che nel tuo caso il sospetto e' che non sia esattamente un malinteso ideale cavallersco ad animarti ed a spingerti a questi interminabili pistolotti senza capo ne' coda, ma qualche altro bisogno od appetito del quale dubito sia tu stesso pienamente consapevole.
Del resto, affari tuoi. L'impressione e' tuttavia che tutto questo tuo fondamentalismo e furore ideologico nascondano in realta' una certa vaghezza interiore ed una totale mancanza di convinzioni, di qualunque tipo. Ed in particolare quando di tanto in tanto ti avventuri a discorrere di fede e religione, non soltanto le tue argomentazioni appaiono fasulle o poco convincenti, ma talvolta addirittura offensive (persino per me, che sono laico), come ad esempio il tuo appello alla Croce nel contesto delle trivialita' del n.13.
Altra cosa, ti consiglierei un ripasso delle piu' basiliri nozioni di fisica (termodinamica e reativita' soprattutto), cosi' almeno potresti imbastire delle frottole piu' plausibili evitando palesi inesattezze, ad esempio:
1) Che ogni risorsa e' inesauribile o comunque perpetuamente rinnovabile
2) Lungi dal raffreddarsi, l'autput energetico del sole e' aumentato di circa il 25% dalla sua formazione (~4,8 miliardi d'anni) e continua tutt'ora ad aumentare sino a che un giorno, consumato tutto l'idrogeno, si trasformera' in una gigante rossa estendendosi sin oltre l'orbita terrestre
3) Per quanto riguarda i ventilati viaggi intergalattici (tuo n.6), ti basti sapere che anche se un giorno riuscissimo a sviluppare una tecnologia in grado di portarci su marte in un minuto, ugualmente il tempo richiesto per giungere alla stella piu' vicina (e per le galassie parliamo di migliaia e milioni di anni luce almeno), proxima centauri, poco piu' di 4 anni luce, sarebbe ancora nell'ordine delle centinaia d'anni!!
Ultima cosa, en passant: Se c'e' una dottrina che concepisce la natura come divinita' negativa di certo non si tratta del paganesimo, ne' di ieri ne' di oggi, ma dello gnosticismo, in voga al tempo in cui il cristianesimo e' sorto e si e' sviluppato, ed il cui influsso e' tutt'ora evidente, seppur attenuato, nel cattolicesimo.
21. Alieno, Sabato 17 Ottobre 2009 ore 15:45
19: pericoloso? E' pericoloso invece distoglierci dalle reali cause di questo problema che puntualmente Fao ed altre organizzazioni rilevano.
Intanto l'analisi fatta non mi pare convincente:
come hai potuto calcolare la media?
A me pare sempre con gli stessi errori di sempre, fissando dei valori ipotetici che però, non si capisce perché debbano esser costanti e fissi.
Non lo sono quelli dei dati sulla fame, che la Fao dice sempre peggiorati, non si capisce perché voler allora renderli fissi con un'analisi spiccia da fare con la calcolatrice.
Secondo me è una visione un po' sinistra. In tutti i sensi, anche ideologica. E' l'idea del sistema "risorse finite", dato fisse, da spogliare distribuendone i frutti.
Ed è così che infatti, si finisce regolarmente per avere la distribuzione della povertà, la sua massificazione, è tipico dei sistemi sinistri (socialisti o comunisti che siano) come abbiamo potuto osservare leggendo la storia (anche recente).
Investire unicamente sull'assistenzialismo, dicevo, è un errore, ma lo è anche pretendere che solo l'impoverimento di chi è più ricco debba corrispondere all'arricchimento dei più poveri.
In parte è vero, naturalmente, ma fino ad un certo punto ciò è utile nell'analisi.
Prendi l'Africa SubSahariana, la più povera credo, tra le zone povere del pianeta. Se si fa l'analisi partendo dal presupposto che la sua produzione, la sua capacità di accedere alle risorse, di produrre ricchezza resti quella attuale, beh, tanto vale prendere la calcolatrice, fare la media ed il relativo pensierino tipo scuole elementari ed asilo.
Ma perché non mettere l'accento sul fatto che non sta scritto da nessuna parte che quella zona deve restare scarsamente produttiva oppure sfruttata con una distribuzione che arricchisce pochi dittatori e chi ci fa affari?
Se le aree più improduttive e povere, tanto per cominciare, si adeguassero a standard più alti, cambierebbe il dato globale, quel PIL mondiale che allora cambierebbe la media necessaria.
E' questo che dico: il problema è che quel PiL mondiale non tiene conto né della sua distribuzione, così come prendere quel valore come "costante" o condizionabile unicamente in base ad un rapporto demografico, non ha senso.
Non c'è alcun motivo per cui pretendere che dogmaticamente, il tenore di vita del Gabon debba restare 9987 dollari.
A meno che non si voglia quella popolazione dannata, incapace, meritevole di un simile tenore di vita o che non si voglia mettere in discussione altre cosette: corruzione, regimi criminali, dittatori, interessi di Paesi altri che hanno interesse a che si conservi quella condizione...
Un fatto è certo: se io rinuncio a prendere il caffé dopo pranzo, considerandolo un lusso e decidessi di donarlo in beneficienza per il Darfur, per dire, sarà un sacrificio inutile. Sacrificio inutile, demagogico che però non produce alcun sollievo per un poveraccio a cui il sostentamento vitale a volte non è assicurato che avrebbe diritto di darmi del mentecatto, col mio buonismo d'accatto perché se lui potesse, al mio posto, non arriverebbe a tali sacrifici, ma si gusterebbe la vita meglio che può, probabilmente. Dunque è come insultarlo: già sono più fortunato, però sono anche vezzoso col mio caffé che al massimo, ingrasserà qualcuno ma non arriverà al disgraziato il mio sacrificio, nella stragrande maggioranza dei casi.
E questo fatto è convalidato da decine e decine di anni in cui si è rovesciata una valanga di denaro in quel continente e tutt'oggi, vedi, leggiamo il resoconto della Fao.
E' la vecchia storia: basta pesci, portiamo la conoscenza per pescare. Basta esodi disperati dalla guerra, dalla fame, dalla malattia, diamo la possibilità di avere dignitosamente il diritto di vivere meglio la propria terra, le proprie radici.
Ed allora si noterà, che non sarà possibile: dittatori, ignoranza, fanatismo ed interessi di chi con tutto ciò ci fa affari (chiamala se vuoi, real-politick) sono il problema e sol quelli. Problema di volontà.
Da noi in Italia, si può sicuramente riconoscere che abbiamo conosciuto un momento di storia disperata, di fame, di distruzione e disperazione, ma c'é stato un piano marshall e le cose poi sono cambiate, probabilmente anche con la grande fortuna ed occasione di essere stati salvati dall'ideologia sinistra che invece non ha salvato tanti altri, in Europa o più a Est (vedi il Kazakistan che citi).
Noi abbiamo una media di 30.630 dollari, il Kazakistan di 8502 dollari. Mancano le risorse in Kazakistan? Oppure c'è stato un progetto sbagliato, a lungo, a fare la differenza? Potevamo vivere uguale percorso ed essere oggi come la Romania (9592 dollari), bastava cedere al comunismo e la nostra storia sarbebe stata si suppone, simile.
Invece il piano marshall e il nostro presente (il nostro futuro allora) cambiò nelle possibilità.
Allora io dico: si può fare un piano Marshall per il Gabon? Per il Darfur? Certamente: come e meglio di quello avuto da noi, su una piattaforma internazionale, se si vuole.
Il problema è che non si vuole. Il Darfur, tutto sommato, si preferisce così: la Cina per esempio, ci fa affari grandiosi a prezzi sicuramente vantaggiosissimi e chissà, con un Darfur assimilabile con un reddito come il nostro, forse la trattativa sarebbe diversa. Dunque va bene così.
Prendi l'Iran: la sua pericolosità, con la questione nucleare, non è certo cosa nuova. Tuttavia ormai abbiam visto che la comunità internazionale è quella che è: incapace, inetta, corrotta, ciascuno legato alla logica dei propri orticelli e non è possibile operare alcuna pressione efficace, ormai siamo praticamente ad un punto di non ritorno e perché?
Perché ci fanno affari tutti con quel governo criminale. La Cina, la Russia si opporranno sempre, perché il loro mercanteggio coi criminali è redditizio per loro. E questi hanno diritto permanente di veto. Anche l'Italia, per dire, ha le sue difficoltà:meglio non indispettirsi i criminali, siamo tra i primi ad avere una patnership di interessi vari. Così pure per la Cina, noi come gli Usa che abbiam visto piegarsi per questo: circa 1/3 del debito pubblico americano parrebbe che sia in mano ai cinesi, dunque li tengono per le palle, dunque se la Cina dice che sanzioni più pesanti non s'hanno da fare, non si fanno e ciliegina sulla torta, non si riceve ufficialmente il Dalai Lama, per carità, che non si offendano i cinesi che fanno affari con l'Iran e ai quali il Darfur tutto sommato va benissimo così com'é e così via.
E' sicuramente un'analisi complessa da fare, difficile comprenderne le vie di uscita, comprendo la difficoltà, tante dinamiche in gioco, tanti interessi a rendere difficile una volontà di risolvere, ma mi rifiuto almeno di credere alle balle: se è una realtà dura, in cui si parla di interessi, di egoismi, di pragmatismo in cui l'etica umana soggiace all'etichetta commerciale o finanziaria, sia ma non si indori la pillola dicendo che rinunciando noi a qualcosa, cambierebbe granché sul pianeta. Un bel nulla cambierebbe.
Se l'Italia si adattasse a vivere con un reddito più basso per volontà propria, in qual modo ciò aiuterebbe i disgraziati, in un simile contesto? Anzi, allungheremmo probabilmente i problemi del pianeta.
Il reddito è solo il sintomo di un problema più vasto.
Se la comunità internazionale oggi decidesse di intervenire decisamente nel Darfur (anche militarmente) ed imponesse con volontà, un piano di sviluppo, un piano marshall otterremmo lo scopo. Il fatto è che la comunità internazionale non ha affatto questa volontà, ce ne sono molte per quanti tutti poi convergano magari sul dire che bisogna fare di più.
Parole, parole. E' che a molti non conviene e per l'intreccio di interessi, anche chi potrebbe non aver nulla in contrario, si trova bloccato, ricattato o comunque con dei vantaggi indiretti nel non alzare la voce e lasciare che tutto resti uguale.
Fino al prossimo appuntamento.
Il confronto risorsa "energia" e bolla finanziaria che scoppia, onestamente, non lo comprendo.
Se non in un senso: la bolla che tu vuoi destinata a scoppiare, in finanza, non piove dal cielo, ma per precisa volontà (ed anche incapacità ed avidità) umana: borsa e finanza fondata sui calcoli come quelli che propone facendone all'inizio, calcolatrice alla mano, che però non hanno corrispondenza con la realtà. Il valore, nella bolla finanziaria, non corrisponde realmente ad un concreto valore materiale, ma a speculazioni e perfino emozioni, suggestioni...
Era ed è probabilmente, una finanza di carta e di calcolatrici alla mano. Quella per cui una società, un'azienda enorme, fino a ieri valutata sicura, forte, solida (così valutata anche dagli organi addetti al controllo, alla garanzia di quell'affidabilità), oggi è carta straccia o definitivamente sepolta o acquisita da altri.
Ma che c'entra con la questione energetica? Niente a meno che non si voglia introdurre il concetto che qualche scellerato o più facciano qualcosa di analogo. Carta e calcoli. Ed è in parte così, dal punto di vista finanziario-economico. Il prezzo delle risorse combustibili fossili, infatti, non rispecchiano affatto la reale disponibilità, ma si altera il prezzo per altre dinamiche e quel prezzo è continuamente alterato in modo che il prezzo non sia mai troppo basso, ma conservato.
E' il prezzo delle risorse che può avere una bolla speculativa che può scoppiare, mica la risorsa su cui si imposta la politica economica. Le multinazionali che si occupano di petrolio continuano a sviluppare progetti per l'estrazione, nuovi giacimenti, continuamente.
E parlare di energia limitandosi al petrolio è riduttivo: c'è il gas, c'é il nucleare. A dimostrazione di ciò, ci sono Paesi che hanno nel proprio suolo le risorse petrolifere e di gas. Ebbene: lo vendono agli altri e magari una tanica di benzina, in casa, dove ci sono i giacimenti, costa un occhio della testa, non è bene accessibile, non così tanto. E si investe nell'energia nucleare per la propria autonomia energetica.
L'Iran, per esempio, ha difficoltà ad avere risorse energetiche? Gli manca il petrolio? A noi manca, mica all'Iran. La russia ha tantissime risorse energetiche, petrolio e gas e però soddisfa il suo fabbisogno anche con il nucleare, il resto lo vende, è più redditizio.
Sono logiche finanziarie, economiche, non si può dire che il problema è di vivere sui combustibili fossili: dietro logiche di profitto e logiche ... ideologiche.
Anche noi, per esempio, viviamo sui combustibili fossili mentre i nostri colleghi oltralpe fanno ben altro: centrali nucleari ovunque. Infatti, a loro l'energia costa meno (ed il reddito anche così può esser più alto del nostro), ma la propaganda ideologica a noi impedì di comprendere bene la questione e in un referendum abbiamo imposto a noi stessi ed ai nostri figli, ai nostri nipoti, un gap incredibile, un ritardo tremendo che hanno pagato tutti: nell'uso civile, pagando salata l'energia, nell'uso industriale ecc, penalizzando la competitività delle nostre aziende oppure spingendole ancora di più per una delocalizzazione.
Ci mancava la tecnologia decine di anni fa, per avere un mercato automobilistico a diesel anziché impostato sul "benzina"? Macché. Poi però si decise di investire molto di più nel diesel per le vetture anche piccole. Ma per quale motivo questa decisione così tardiva?
Fatto sta che fu tutto un fiorire di proposte: autovetture anche piccole di cilindrata a diesel. Viva il diesel, consuma meno, costa meno ed inquina meno.
Poi si scopre che il diesel praticamente ha il costo della benzina: leggi di domanda ed offerta fanno il loro corso. Ma era prevedibile, dunque legittimo pensare, calcolato e previsto infatti.
Poi il metano. E perché ora il metano? Perché c'è tutto un mondo di logiche di profitto che ha visto l'affare lì. Tutti a metano, si inquina meno, costa meno. Fino a quando, naturalmente, un mercato si troverà metanizzato ed allora il metano costerà salato, non è vero? Si rimpiangerà il diesel.
Mancava la conoscenza, la tecnologia, la possibilità di investire in auto bifuel o semi-elettriche o elettriche, altro? Oggi è tutto un fiorire di prototipi, promesse e primi modelli. Non mancava la possibilità: non conveniva.
Il problema non sono le risorse, ma la volontà, le convenienze. Che però, non sono sempre convenienze ampie, spesso sono convenienze ristrette.
Le cui ricadute benefiche ben distribuite spesso, non sono che ipotesi e con segnali allarmanti, inquietanti a dirci che semmai, sono ricadute negative.
Per dire, la Cina: quali e quanti sono i vantaggi di collaborare con un Paese che ha la sua forza competitiva sul fatto che non accetta nemmeno regole di base a cui tutti siamo sottoposti in un mercato di libera concorrenza?
Si può competere con un Paese che non garantisce che il minimo dei diritti umani, che ha politiche sociali ridicole ed ideologiche, che ovviamente, con tal metodo, ha un costo del lavoro ridottissimo?
No. E' una battaglia persa. Ma qualcuno ha deciso che ne valeva la pena, che c'era convenienza: per chi?
Per noi? Pochi sono in grado di portare a casa vantaggi, in quel clima scorretto di concorrenza (chiunque potrebbe rendere più competitivi i prodotti a quelle condizioni eh), a guadagnarci è il governo cinese. E pochi altri perché come dicevo, le violazioni dei diritti elementari non si contano. E' un regime militare crudele, spietato, disumano.
Così abbiamo perso anche la possibilità di avere una pressione per la Cina, affinché si adeguasse ad un mercato di libera concorrenza però con un minimo di etica, di diritti umani elementari accettabili, di politiche sociali minimaliste, abbiamo rinunciato ad essere stimolo, rifiutandoci a quel mercanteggio scellerato per esempio, perché si migliorasse entrando a far parte del consorzio civile dove il lavoratore ha qualche diritto, così come l'individuo.
Potevamo essere un riferimento degno di rispetto insomma, ma abbiamo accettato di essere una cultura di vili, di deboli, di incapaci e scemi che non meritano rispetto alcuno, ma il ricatto e di vedere la nostra etica, comprata regolarmente, venduta da pochi.
Dunque se il Dalai Lama non s'ha da ricevere, come impone il regime cinese, non si riceve. Punto. Se la Cina chiede di farci le Olimpiadi, si fanno. Se ci chiede che non ci si azzardi a protestare, a reclamare, a far solo cenno alcuno alle infinite violazioni dei diritti umani, oppure al massacro dei tibetani più sfacciato, noi accettiamo e ordiniamo ai nostri atleti che non devono nemmeno fare un segno, alcunché o saranno radiati dalla possibilità olimpionica.
Ecco dove stanno i problemi del mondo: macché risorse finite (sono continuamente ampliabili quei valori, perché l'uomo può essere risorsa che aumenta le risorse, come sempre ha fatto dalla preistoria), macché Pil mondiale che dice tutto e niente, non è valore fisso e non ci spiega nulla una media aritmetica (10 polli a persona mediamente su 10 persone, non esclude che uno ne abbia 8, un altro 2 e gli altri ciccia, anzi, nisba), le risorse alimentari ed energetiche sono valori che continuamente mutano e l'uomo ha la capacità di aumentare rese, conservabilità, sfruttamento o anche di includere altre risorse (il nucleare per dirne una) e d'altra parte è sotto gli occhi di tutti che l'uomo non è più quello che trova energia solo nella legna o nel carbone, che quella risorsa è mutata, mentre magari sarebbe interessante approfondire come mai il prezzo di quelle risorse è così variabile per dinamiche finanziarie economiche che non dipendono dalla reale disponibilità.
Da decenni, dici, l'uomo vive allegramente sul "debito".
Ed è qui una delle prove delle balle: è vero, da quando son piccolo si raccontano favole così. Scenari apocalittici in cui io avrei dovuto conoscere un mondo privato di possibilità energetiche già almeno 3 volte più o meno ed invece non è andata così, come tante altre previsioni balliste, non è vero?
Ci chiudono i rubinetti per altri motivi piuttosto. Per fare cartello, per contrattare un rialzo dei prezzi, un nuovo contratto o per riscattare qualche altro vantaggio.
L'Italia da tempo ha diversificato puntando su gas, sul metano. Il Berlusca ci ha portato nell'area Putin per questo e le strategie energetiche sono complesse e vedono conflitto con parte dell'Europa e con gli Usa che preferirebbero altri tracciati di gas dotti. La nostra produzione automobilistica è già su questa traccia. Magari non trovi un distributore di gas per 50 km o più fuori città, ma la macchina economico-finanziaria ha già dettato le nuove regole. Sarà un bene o un male non saprei, so che c'è tutta un'idelogia di supporto di cui finanza ed economica, da tempo, hanno imparato a servirsi.
E mi spiace dirlo, ma tu sembri tuo malgrado, devoto a queste ideologie senza farti troppe domande, al servizio tuo malgrado degli interessi di multinazionali, di grossi interessi economico-finanziari che spesso hanno poche ricadute vaste benefiche e tante negative invece, come fu la scelta del no al nucleare tempo fa e che oggi ci vede tremendamente penalizzati rispetto ai nostri colleghi europei.
Colleghi che probabilmente, hanno tutto l'interesse perché la nostra condizione non emerga dall'arretratezza, dal gap, non gli conviene e tracce di quell'ostilità, tra l'altro, ogni tanto appaiono in un disprezzo di non poco conto. Perchè piacciono gli equilibri attuali, dove l'Europa in sostanza, la decidono e la fanno in modo privilegiato, in pochi: Francia, Germania, Inghilterra...
Se la questione fosse tutta nelle "risorse finite", allora dovremmo avere che chi detiene sul proprio suolo quelle risorse energetiche, può permettersi il costo irrisorio dell'energia per il suo popolo. Ma mica è così.
Anzi, spesso, al contrario, l'energia è quasi inaccessibile in luoghi dove le risorse sono molto presenti.
L'Iran il petrolio ce l'ha. L'iraq. E non c'entra nulla la disponibilità: è la LEga Araba che fa il prezzo.
E per molti, è anche uno strumento, il petrolio ed il prezzo stabilito, per una competizione, una vera e propria guerra in cui l'Occidente può esser predato o oggetto centrale di un progetto che si chiama Eurabia.
Mica cose vecchie: gli intrecci politico-economici dei filo-arabi democristiani, si trovano ormai nei libri di storia.
La Libia è un Paese arretrato in zone vastissime. Eppure, parrebbe, Paese ricchissimo di risorsa energia. Non molto tempo fa qualcuno rimase perplesso scoprendo che non sapendo più come spendere i soldi, i libici si potevano permettere di comprare una squadra di calcio o giù di lì. Ed aprendo gli occhi, si resero conto che si erano infilati dovunque: banche, assicurazioni, fabbriche...
Ebbene, che cosa ha fatto la Libia per l'Africa? Nulla di simile di quanto abbiamo fatto noi, Italia, Occidente e Usa inclusi. Sono ricchi se si possono comprare pezzi di occidente, non è vero?
Arafat, tra l'altro nobel per la pace, ci disgustò tanto come terrorista criminale premiato dal nobel che senza, ma soprattutto apprendemmo che mentre tanti palestinesi facevano la fame e costantemente incazzati, erano reclutati al fanatismo, lui era ricco. E così la sua mogliettina che faceva shopping di lusso a Parigi (anzi, viveva là mi pare).
Non mancavano le risorse per i palestinesi, non erano mica finite: è che a qualcuno, pochi, andava bene questa distribuzione, andava bene Arafat per i più disparati motivi.
Israele come nuova entità nazionale, nasce su una terra dove non c'era praticamente nulla. C'era la volontà. Oggi è diversa dall'area dove si concentrano palestinesi, non è vero?
Volontà. La lega araba, ricchissima, che detiene partecipazioni ed interesse in tutto il mondo, a partire dall'Occidente, è filo-palestinese e sempre da quelle parti c'è una voce univoca antisemita ed anti-israeliana. Cosa ha fatto per i palestinesi? Ha reso la terra in cui vivono simile ad ISraele?
No, ma non per mancanza di mezzi, per mancanza di volontà: i palestinesi vanno bene così, in funzione anti-israeliana.
Le eco-balle spostano l'analisi che è molto più complessa e su cui si potrebbe investire efficacemente per cambiare qualcosa, forse, spostando il focus.
Perfino ideologizzando, convincendoci (non me sicuramente) che rinunciando a qualcosa io, nelle zone povere fioriscan prati, campi coltivati, industrie, strade, scuole, università, civiltà, ordine e magari democrazia.
Balle. Ideologia ballista.
Continuerò a farmi il bidet e la doccia se posso permettermelo, consapevole che al massimo, devo tener di conto il mio magro bilancio familiare, ma altrimenti, rinunciando, non sgorgherà zampillando l'acqua in uno sperduto villaggio africano ostaggio di criminali, fanatici, incivili spesso mantenuti ed alimentati da ricchi interessi altrove sul pianeta.
Come il Darfur. Evidente che che manca una volontà. A Sarajevo ci fu, in Darfur si arrangino, si fa il minimo per salvar le apparenze, la facciata di un etica che si vorrebbe umana ed invece è d'altra natura.
Alle scuole elementari mi facevano disegnare fabbrichette grigie e fumose e fare pensierini dove era previsto che non avrei passato le medie senza conoscere un mondo privo di risorse energetiche, ormai finite, sprecate, zut, non ce n'é più.
Balle.
Alle medie erano i temi ed erano impostati dando per assunto, anzi, per verità incrollabile che non avrei certo finito le superiori con un mondo come quello che avevo conosciuto, con le risorse energetiche: un mondo congelato e senza risorse energetiche per riscaldarsi e per mandare avanti automobili.
Balle.
La storia è proseguita. Decenni e decenni di balle: energia finita, tutti a piedi, il mondo congelato prima, ma senza riscaldamento una morìa di dimensioni spaventose in Occidente, in Italia. Poi si corresse il tiro: sempre l'energia che finisce, ma il mondo non congelava, si riscaldava e nessuno aveva l'aria condizionata per sopravvivere.
Apocalissi, catastrofi, spostando date sempre più in là. Uguale per la catastrofe della crescita demografica: alle elementari si presupponeva che in Italia non avremmo avuto più spazio per costruir case, era una prospettiva inquietante da bambino, immaginare un posto dove non c'é lo spazio per sdraiarsi.
C'era chi presupponeva che la terra sarebbe sprofondata letteralmente sotto il peso stesso dell'umanità. C'era chi diceva che se tutti saltassero contemporaneamente, avremmo avuto un cataclisma memorabile.
Oggi si discute dell'impatto delle loffe delle vacche, si spostano date e si prospettano catastrofi.
Quelle che vedo, però, sono di altro tipo. Il Darfur di cui tutti si sbattono altamente, non conviene a qualcuno e qualcuno internazionalmente conta troppo per far qualcosa.
Il Tibet che vive l'umiliazione addirittura delle Olimpiadi cinesi con repressione acclusa e la comunità silente, impone agli atleti di non far menzione alcuna.
Vedo la stessa miseria e fame nell'Africa subsahariana di quando ero bambino e si diceva che ci sono dati sempre più allarmanti (anche della Fao naturalmente, ieri, come oggi) così come altre organizzazioni fissando obiettivi impossibili con le solite strategie fallimentari che a questo punto, è lecito domandarsi: ma a chi servono davvero queste strategie, se è sempre un peggiorare?
Vedo che non regna certo un ordine internazionale di pace sul pianeta e mi rendo conto che potrebbe migliorare un po' (e lo é rispetto al passato sicuramente, parecchio anche) ma non è qui, in Terra che si può aver pretesa del paradiso, ahimé e che la questione dell'uomo è sempre quella, nella sua storia di ieri, di oggi: volontà, non risorse.
Si è sempre buttata sulle risorse finite, nella storia, risorse che sono nel frattempo cambiate anche radicalmente, nel tipo e nei numeri, ma non è mai stata lì la vera causa, nonostante l'uomo sia abituato ai catastrofisti, da sempre, intorno all'anno mille, prima, dopo, intorno all'anno 2000, prima, dopo.
Balle, lo posso dire che sono stanco di certe ideologie? Posso dire che sono stanco anche della Fao che ci dice che è sempre peggio? E che ce lo dici a fare? Dicci quando è diverso, va meglio e domandati che diamine ci stai a fare, allora, se tanto è sempre così, se non sia il caso di chiudere baracca, cambiare strategia o parlare diversamente, per esempio, evidenziando che ne vale la pena perché è migliorato molto, che ne so.
Stanco di considerare l'Onu come ente superpartes nella tutela dell'uomo, della pace, quando è evidente che non è né superpartes né favorisce o si batte per la pace, a meno che non abbia interne convenienze a prevalere, in altre se ne frega di brutto. Stanco di sentirmi fare morali con le analisi elementari della media con la calcolatrice alla mano.
Perché sarò mediocre, ma le elementari le ho finite con successo ed è offensivo che si possa aver pretesa che si facciano ancora pensierini, col titolo fissato che pone dei dogmi su cui buttare parole scontate, inutili.
22. civis romanus sum, Sabato 17 Ottobre 2009 ore 18:44
21. E che je voi dì a 'n tipetto der genere ? ,,, Appena cerchi di farlo ragionare ,,, te parte de diarea! ( Questo solo per i romani )
Per tutti gli altri invece ,,, Sembra che abbia solo una missione da compiere: la propaganda di un prodotto che non è nemmeno il suo.
Considerarlo un pubblicista lo eleverebbe, invece un piazzista di tappeti falsi vecchi e muffi, mi sembra l'immagine più appropriata.
O forse ancora meglio ,,, Un' automa incosciente.
E allora ho l'occasione ancora di segnalarvi: "The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind". 1976. di Julian Jaynes ( in Italia edito da gli Adelphi ).
Una buona lettura in ogni caso.
Vale.
23. marcello, Domenica 18 Ottobre 2009 ore 02:11
effettivamente...
però tuo padre..., se avesse affrontato il problema demografico...
24. civis romanus sum, Domenica 18 Ottobre 2009 ore 15:46
Ma che bravo don marcellino.
Mi recita la sua compieta prima di coricarsi.
Sed ,,, in molli rigidam clune libenter habes.
25. don paolo padrini, Domenica 18 Ottobre 2009 ore 16:35
non tocchiamo i genitori di nessuno...per favore....manteniamo la discussione nel rispetto di tutti, per favore.
26. Charles Darwin, Domenica 18 Ottobre 2009 ore 21:26
21
Come hai fatto a calcolare la media ?
Ho fatto banalmente la media aritmetica tra il PIL mondiale (il totale della ricchezza prodotta) con il numero di abitanti. Cioé appunto 56.777 miliardi di dollari per una popolazione di 6.658 milioni (dati ufficilali).
Ma perché non mettere l'accento sul fatto che non sta scritto da nessuna parte che quella zona deve restare scarsamente produttiva oppure sfruttata con una distribuzione che arricchisce pochi dittatori e chi ci fa affari?
Per il banalissimo motivo che il PIL ha un fattore limitante decisivo: l'energia a disposizione. L'energia a disposizione per la terra annualmente é sempre e solo la stessa: quella fornita dal sole. Se calcoli il totale dell'energia trasferitaci dal sole, tieni conto dell'efficenza delle "macchine" attuali (della capacità di trasformare l'energia solare in lavoro tramite la fotosintesi, la combustione, cellule fotoelettriche, vento e acqua) scopri che attualmente l'energia necessaria a produrre il suddetto PIL é maggiore di quella regalataci dal sole. Possiamo migliorare il rendimento delle nostre macchine termiche, possiamo sperare nel "miracolo" dell'atomo (non sarei così ottimista) ma resta il dato incontrovertibile che già oggi il mantenimento di questo PIL (non quello che sperabilmente si raggiungerebbe con l'espansione econpmica del terzo mondo) richiede più energia di quella che il sole ci mette a disposizione. Oppure, detto diversamente: lavorare per la crescita del terzo mondo non vuol dire (non necessariamente) lavorare per un aumento del PIL mondiale, quanto piuttosto per una sua migliore redistribuzione. Ho riassunto in fretta dati piuttosto complessi che andrebbero diversamente esposti, ma spero di averti fatto capire se non altro il senso del ragionamento. Ciao,
CD
27. salvatore , Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 01:07
Charles 26,
temo purtroppo che neanche la tua chiarezza basterà a convincere i dogmatici/divagatori
che,
pur ammettendo un impossibile infinito progredire <dell'efficenza delle "macchine"> con tecnologie che permettano uno sfruttamento assoluto delle energie disponibili, comunque finite,
il quale ad ogni modo non potrebbe stare al passo con crescite demografiche esponenziali, che richiederebbero via via esponenzialmente corrispondenti quantità di energia, superiori per diversi ordini di grandezza a quelle concretamente realizzabili,
prima o poi toccherebbe inevitabilmente occuparsi di controllo delle nascite.
Mi sa che dovremo attendere un C.V. III che arrivi a smentire quanto oggi viene affermato per condannare la contraccezione.
Salute e fratellanza.
28. Charles Darwin, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 11:53
Non so bene cosa volglia dire ET attribuendo l'aggettivo "sinistro" ai miei ragionamenti. Spero che la nostra ENEL SpA non possa essere tacciata di faziosità per questo interessante articolo divulgativo.
http://www.enel.it/attivita/ambiente/ecology/impatto145_hp/impatto145/index.asp
29. Charles Darwin, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 12:24
Da ultimo faccio notare che si possono incrociare i dati per un controllo reciproco. Se Enel dice che ogni italiano consuma più di tre volte la quota di risorse che gli spetterebbe in base alle risorse che il nostro territorio è in grado di rigenerare (rapporto tra "impronta biologica pro capite" e "capacità biologica"), non a caso tra 3 e 4 é, nei dati da me suggeriti al 19, il rapporto tra PIL pro capite italiano (30630$) e PIL pro capite mondiale (8528 $). Nei due casi il dato sembra essere: consumiamo "più di 3 volte" la quota che ci spetterebbe di diritto.
30. civis romanus sum, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 14:52
28. Interessante contributo Cd.
Quegli indici Living Planet Index, impronta ecologica, impronta idrica, dovranno essere saggiati e valutati con più cura insieme alle "altre valutazioni sullo stato di salute degli ambienti naturali" raccogliendone il grido di allarme, quel grido che qualcuno ( putacaso proprio i crociferi tuoi colleghi di fede per la prolificazione infinita in coppia coi produttori per il consumo infinito della loro monnezza ) si ostina a negare o ignora e che sarebbe irresponsabile non raccogliere.
Vale.
31. Alieno, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 15:08
"più di 3 volte" la quota che ci spetterebbe di diritto.
Certo che se tanti anni fa avessimo optato per il nucleare come tutti i nostri colleghi europei, il dato sarebbe stato molto diverso.
E d'altra parte l'assurdità di un simile parametro si annuncia già nella considerazione che in tal ragionamento, non verremo mai a capo di una migliore distribuzione.
Perché dovessimo ragionare con la calcolatrice e medie aritmetiche, non solo non si mette in discussione che su 3 polli, magari è solo uno che ne dispone e gli altri 2 ciccia... ma che vogliamo fare di coloro che vivono in un territorio che è più svantaggiato? Han meno "diritto"?
Calcolare diritti in base a "impronte biologiche" si rivela ancora una volta una posizione ideologica come tante altre, solo più antipatica di tante altre e sicuramente in grado di conservare pessime distribuzioni di "diritti".
E la scelta di spostare diritti di qua o di là a propria simpatia ideologica (magari pregustando la diminuizione dei diritti dell'Occidente, degli Usa ecc) e limitandosi a questo, mi pare poco sensato e credibile.
Invece faccio una domanda: quanto era il Pil mondiale 50 anni fa? E 100 anni fa? 200? 500? Mille anni fa?
E quale il suo rapporto con "l'energia"?
Il limite attuale dell'energia è quello del nostro limite nella possibilità di utilizzo.
Quando ci servivamo del carbone, le risorse energetiche erano limitate sia dalla nostra capacità di sfruttamento della risorsa carbone, sia nel limite di non saper utilizzare altre risorse di energia.
Da allora, anche il valore "energia" si è modificato, così come il Pil.
Dunque, di cosa stiamo parlando?
"L'impronta biologica pro-capite" è un sintomo dei guasti delle ideologie ambientaliste originatesi dopo gli anni '60, che hanno già rivelato la loro natura "non scientifica" per quanto ne abbiano ammantato le proprie vesti a proprio piacimento e soprattutto, hanno puntualmente disatteso ogni previsione ed appuntamento, dimostrando la carenza della capacità analitica, forgiata e piegata solo all'ideologia.
Per quanto dobbiamo continuare così?
Nel frattempo, in nome di quell'ideologia, si sono compiuti crimini umanitari devastanti. Dalle teorie malthusiane (e Malthus fallì ogni sua previsione ma se non altro non predicava l'aborto di massa, bensì l'astinenza responsabile) c'è un filo conduttore con realtà crudelissime, come quelle cinesi, in cui la pianificazione di massa era ed è tutt'ora dura in quel Paese Partito (comunista, già orrendo per questo, poi "evoluto" prendendo con sé il peggio del capitalismo): prigioni, condanne a morte, laogai, orfanotrofi dove venivano sbattuti bambini, quando non soppressi dopo la nascita illegale (specialmente femmine) ed altri orrori che fatico a raccontare, almen per ora.
Tutto in nome di ideologie, ieri, come oggi, per quanto siano oggi mimetizzate e sincretismi operino allegramente con tutto ciò che è utile, dalla stessa fede cristiana, alla "scienza" reclutata sia con incentivi (l'ambientalismo è un vero business e tutti possiamo vedere come in quasi tutto il pianeta sia addirittura vista, la ricetta ambientalista, come strategia anti-crisi, che è crisi non ambientale, ma finanziaria, per sovvenzionare nazionalmente ed internazionalmente multinazionali, investimenti, profitti e perfino la mafia, nostra e non solo nostrana, da anni ed anni ormai ci fa quattrini a palate con i temi "ambientali"!), sia a forza perché coloro che nella comunità scientifica si oppongono a questi criteri di ideologia ed affatto scientifici, vivono in un accanimento di marginalizzazione, di condanna (anche morale), di accuse per delegittimarli e di isolamento.
L'ideologia ambientalista, infatti, ha cominciato a presentare molto presto il suo volto di dura e severa intolleranza.
32. civis romanus sum, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 17:19
L’Esplosione Demografica è stata definita “la Madre di Tutte le Tragedie Contemporanee” perché fame, sete, guerra, povertà, disoccupazione, inquinamento, migrazioni di massa e desertificazione sono ovviamente e strettamente connesse con il drammatico incremento di cinque volte che ha portato l’umanità da 1,2 miliardi nel 1900 a 6 miliardi di persone a fine millennio. Valutando adeguatamente questo incremento dobbiamo essere consapevoli che l’aumento della popolazione umana in un singolo anno, alla fine del secolo scorso, era uguale all’incremento durante il primo Millennio dell’era Cristiana.
Ma, a dispetto del suo impatto di ineguagliabile gravità su tutti i maggiori problemi umani, l’esplosione demografica è stata ignorata durante tutto il secolo scorso, non solo dai leader politici e religiosi ma anche dai loro lacchè nei Dipartimenti di demografia, portando qualche distratto osservatore a concludere che la maggiore tragedia relativamente all’esplosione demografica non è la sua scala ed il suo impatto ma la sua totale negazione da parte dell’establishment politico, religioso e scientifico.
Questa negazione non può essere spiegata logicamente, ma solo psicologicamente .
Tutti i maggiori dogmi religiosi e politici durante il secolo scorso, dal Cattolicesimo all’Islamismo, dal Fascismo al nazismo, a dispetto dei loro proclamati contrasti su tutti gli altri temi, hanno unanimemente rifiutato ogni programma di controllo demografico o pianificazione familiare nelle loro politiche nazionali e internazionali. Perché?
Perché la contraccezione comporta inevitabilmente un attacco ai tabù sessuali che, come dimostrato dalla psicologia politica, sono un pilastro portante dei fanatismi religiosi e politici ed anche perché la moltiplicazione dei pani e dei pesci è una promessa fondamentale di ogni Paradiso politico e religioso.
Ora, dopo una repressione di mezzo secolo dovuta alle gerarchie Cristiane ed Islamiche, Fasciste e naziste e lo sterminio di massa di mezzo miliardo di bambini condannati a morte, 10 milioni di donne uccise dall’aborto illegale, 200 milioni di giovani uomini uccisi da guerre territoriali e altre incalcolabili moltitudini di uccisi dalla povertà, disoccupazione di massa e genocidi, il problema sovrappopolazione sta nuovamente imponendo alla comunità internazionale il suo profilo opprimente, perché né brillanti economisti né fascinosi ideologi possono spiegare un singolo evidente fatto – es. i soli paesi del Terzo Mondo che hanno sconfitto la povertà, disoccupazione e sottosviluppo sono quelli (Cina, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore) che hanno simultaneamente adottato libero mercato e controllo delle nascite.
Ma come possiamo ottenere un rapido controllo della popolazione senza adottare le politiche coercitive della Cina?
Ancora una volta la psicologia, e la psicologia motivazionale in particolare, possono offrire una valida risposta, come studi Italiani specializzati hanno persuasivamente mostrato.
Comunque, questa risposta, così come tutte le misure per il controllo delle nascite, deve essere sostenuta politicamente dai Governi democratici attraverso la subordinazione d’ogni tipo d’aiuto economico e sociale, a favore dei paesi del Terzo Mondo, all’adozione di politiche per il controllo delle nascite.
Vale.
33. Jack, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 19:05
26
In ogni caso la quantita' di energia che ci arriva quotidianamente dal sole e' enorme, ed e' forse possibile che si riesca a sviluppare in futuro una tecnologia in grado di sfruttare la luce solare (vedi, ad esempio, il progetto archimede: http://www.enel.it/attivita/ambiente/energy/sole02_menu/sole02/archimede/) o altre fonti di energia rinnovabile in maniera molto piu' efficiente di quella attuale e magari in grado di sostenere la totalita' di un fabbisogno energetico anche piu' elevato di quello attuale. In ogni caso mi sembra il caso di ricordare che, quando si parla di risorse non rinnovabili, non si parla solo di combustibili fossili, ma anche di deforestazione, impoverimento (ed in alcuni casi gia' esaurimento) delle riserve ittiche, estinzione di specie animali a causa di riduzione di habitat o altro, etc...
34. Jack, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 19:13
Emblematico, per quanto riguarda gli effetti dello "sviluppo" e del "progresso" sulla natura ed, indirettamente, sull'uomo stesso, quanto accaduto al lago d'aral:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_d%27Aral
35. Charles Darwin, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 19:35
Perché dovessimo ragionare con la calcolatrice e medie aritmetiche, non solo non si mette in discussione che su 3 polli, magari è solo uno che ne dispone e gli altri 2 ciccia... ma che vogliamo fare di coloro che vivono in un territorio che è più svantaggiato? Han meno "diritto"?Il solito triste tentativo di rovesciare i concetti. Stabilire una media aritmetica vuol dire appunto stabilire un possibile standard di riferimento. Cioè nel caso, proporre che coloro che vivono in un territorio che è più svantaggiato debbano poter avere le mie stesse opportunità. Dunque se io vivo con risorse triplicate rispetto allo standard, le sottraggo necessariamente a qualcuno. Diciamo esempio al Burundi, dove 9 milioni di persone vivono con 138 $ all’anno pro capite (1/30 dei nostri). A questo può servire fare una media aritmetica: non solo a nasconderci dentro differenze ma anche a stabilire le deviazioni dallo standard dei singoli.Invece faccio una domanda: quanto era il Pil mondiale 50 anni fa? E 100 anni fa? 200? 500? Mille anni fa?Se vuoi puoi divertirti con questo (pesante, l’ho esaminato appena): www.dse.uniba.it/Corsi/docenti/Celi/Capitolo_5.ppt Ti propongo piuttosto di rivedere brevemente le cose dal sintetico punto di vista dell’energia in gioco. Fino a 200 anni fa il sistema economico era auto limitato dalle relazioni terra-sole. La fotosintesi produce materia organica che noi possiamo bruciare o mangiandola direttamente o trasformandola in forza-lavoro per le macchine. 200 anni fa abbiamo cominciato a non bruciare più i cicli foto sintetici che il sole ci forniva annualmente ma anche quelli immagazzinati nelle ere geologiche del passato dall’incompleta combustione della sostanza organica fossile (carbone, petrolio, gas). Questo non vuol ancora dire “crescere a debito”, perché evidentemente anche una parte della sostanza organica oggi prodotta dal sole è destinata a fossilizzare. Ecco però che tutti gli indici di bilancio ecologico indicano con assoluta certezza che l’energia oggi utilizzata dall’uomo (ormai da 10 o 15 anni se ricordo bene) è superiore al totale che la fotosintesi è in grado di trasferirci dal sole (il resto, cioè cellule fotovoltaiche, solare termodinamico, vento e acqua sono bazzecole). Ammetterai che, lunghi o brevi i tempi di cuccagna che ci restano, la prospettiva sembra piuttosto insensata. Certo che se tanti anni fa avessimo optato per il nucleare come tutti i nostri colleghi europei, il dato sarebbe stato molto diverso.Fai uno sforzo Alieno: non stiamo parlando di limiti dello sviluppo italiano, ma di limiti globali. Hai ragione nel sottolineare il nucleare, perché è l’unica fonte di energia che non discende direttamente dal sole (assieme a quella geotermica, indirettamente anch’essa di origine nucleare). Qui però stiamo parlando di una grossa scommessa sul futuro, tutta da verificare (la mitica fusione). Al momento l’energia atomica prodotta copre il 5% del fabbisogno. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica stima che al ritmo di produzione attuale le riserve di Uranio si esauriscano nel 2035. Nel 2026 se il fabbisogno dovesse aumentare, ma qui stiamo parlando dell’ipotesi che sia l’atomo a sostenere la crescita del PIL mondiale ! Ci sono è vero previsioni molto più ottimistiche. Se ad esempio imparassimo ad estrarre l’Uranio dall’acqua del mare andremmo avanti per un migliaio d’anni. Calcoli fatti evidentemente senza considerare l’energia necessaria da SPENDERE in una simile operazione (sembrano effettivamente favole). Gli ambientalisti sono sicuramente delle Cassandre, antipatici come tutte le Cassandre (confermo). Non che sia molto utile l’ipotesi avversa di nascondere la testa sotto terra. L’alternativa, a disastro avvenuto, é come al solito quella di piangere la sorte bara e ria, come in Abruzzo o in Sicilia. Sono sicuro che una centrale a biomassa nelle stalle di Arcore è già pronta a pararci il culo ;-))
36. civis romanus sum, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 20:49
Ma quale nucleare !
Quello che ha contaminato la Francia e che ora un nano padano e mafioso vorrebbe importare nel nostro paese.
Eccovi un bel servizietto giornalistico che mostra l'orrore del nucleare francese.
Dal sito del canale televisivo pubblico francese FR3 è possibile
vedere ed ascoltare la trasmissione "Piece-a-conviction" dell'11/2/09, dal titolo:
"URANIO: LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA"
http://programmes.france3.fr/pieces-a-conviction/51415247-fr.php
Ascoltate attentamente le "giustificazioni" di Areva, l'Azienda che costruisce il nucleare in Francia e che è pronta a costruirlo in Italia!
Quel servizio giornalistico sullo scandalo nucleare francese è ora disponibile anche su Youtube con sottotitoli in lingua italiana, in sette parti.
Bisognerebbe farne proiezioni pubbliche.
E noi qui abbiamo bande di CRIMINALI e i loro più ignoranti utili idioti che ancora smerciano e propagandano tali bestialità.
37. Alieno, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 01:09
L’alternativa, a disastro avvenuto, é come al solito quella di piangere la sorte bara e ria, come in Abruzzo o in Sicilia. Sono sicuro che una centrale a biomassa nelle stalle di Arcore è già pronta a pararci il culo ;-))
Eh, già, finisce sempre qui, al solito, la nostra contrapposizione: tu sei contro Berlusconi ed io no, preferisco valutare di volta in volta.
Non si capisce cosa c'entrasse, poi, l'Abruzzo e la Sicilia, che immagino, siano citazioni al terremoto ed al fango.
E però...
Sono strumentalizzazioni buffe.
In Abruzzo, per dire, l'amministrazione locale (comune, regione..) sono de sinsitra, che si vuol particolarmente attenta alle tematiche ambientaliste, non è vero?
D'altra parte la questione terremoto proprio non ci azzecca nulla con quanto si stava discutendo (aumento demografico, risorse energetiche ecc.): ti faccio notare che quando la popolazione, l'impatto demografico era più basso, la gente moriva come mosche per cataclismi di ogni tipo: straripamenti, terremoti che siano, senza dover parlar di pianificazione delle nascite o delle centrali nucleari non è vero?
Non ci azzecca nulla con la deriva neo-pagana o ideologica del tema ambientale, caro mio, ma tu trovi che invece...
E ancor meno c'entra l'odiato (tuo) nemico e non si capisce proprio come tu abbia trovato la faccia di infilarci "Sono sicuro che una centrale a biomassa nelle stalle di Arcore è già pronta a pararci il culo ;-))", se non nella constatazione della tua ossessione.
D'altra parte non sei solo, come sappiamo: già altri prima di te hanno speculato sui morti e sulla disgrazia, con sarcasmo da due soldi ed inopportuno (Vauro per esempio) e non sorprende il clima teso e poco civile che stiamo vivendo a proporre l'odio personale costante, una vera paranoia direi.
Non sono informato come te sui dettagli della villa di arcore, d'altra parte la fissazione non è mia.
Però avevo letto una storia interessante sulla villa del (tuo) nemico in Sardegna. Sai quella con un bel parco con una collezione notevole di piante (grasse credo) e via via di belle figliole (magre credo)...
Ebbene, ne ho sentiti molti lamentarsi di quella villa. Ho avuto modo di parlare direttamente proprio con dei sardi, imbufaliti: quella villa per loro, parrebbe un affronto, un insulto alla loro terra (se non son federalisti i sardi..) e quello che più li fa incacchiare (non tutti naturalmente, ma alcuni incontrati ti dico) è che Berlusconi ci abbia fatto una tal bellezza che ben si sposa con la natura.
Oppure non si sposa e convive in modo peccaminoso, questione di gusti, naturalmente, ma la cosa divertente è che questi sardi che ti dico, che vorrebbero che la natura non fosse stata violata dall'odiato de milan con quella villa poderosa, non sapevano. Berciavano da anni ed anni, ci butterebbero una bomba, giuro e non sapevano, ma urlavano di ambiente violato a causa dell'odiato milanese più famoso d'Italia.
Non sapevano che per esempio, prima che il berlusca ci facesse quel popò di villa, con giardini e contesti paradisiaci con vista sul quel paradiso che è la Sardegna ed il suo mare, la sua natura, ebbene, non sapevano cosa c'era prima.
Una discarica, una fogna a cielo aperto. Ecco, la villa di Berlusconi gli dà fastidio e però andava bene la discarica e la fogna, per carità: se non altro non era de milan e non era di Berlusconi.
D'altra parte che dire? E' quasi imbarazzante parlare di stalle di arcore pronta a pararci il culo con soluzioni ambientali fantasiose come spieghi.
Che dire di Napoli? Anni ed anni, 15 anni di amministrazione sinistra. In tutti i sensi. Con la fantastica esperienza del perfetto allineamento, quasi profezia di sventure, quando col governo Prodi (governo di sinsitra), il presidente della Repubblica Napolitano (de sinistra e pure napoletano), il comune (de sinistra), la provincia, la regione (de sinistra) e perfino il ministro dell'ambiente (de sinistra e pure campano), già dell'ambiente abbiamo visto, infatti, come girano bene le cose: spazzatura per km e km, fino alle finestre, uno spettacolo e però, che devo dire, forse farà tanto ridere la "centrale a bimassa nelle stalle di Arcore".
Ma capisco, capisco: a volte si ride per non piangere.. :-)
Comunque, nel dubbio, anche dopo quella tristissima, umiliante (anche internazionalmente, altro che barzellette) esperienza, gli italiani han deciso di pararsi davvero il "culo": per tanti motivi, ambientali compresi. Ed infatti, ha deciso che era meglio votare Berlusconi.
Che ci vuoi fare, parrebbe che le medie aritmetiche e certi calcolatrici de sinistra, ambientale che sia, non convincano più nessuno.
A proposito: dove mai finito Pecoraro Scanio? No, perché se non sbaglio, lui formulava teorie molto interessanti, riusciva ad amplificare le tesi che tu difendi, con aggiunte mica di poco conto. Secondo i suoi calcoli, praticamente, la temperatura italiana era più alta che altrove, dove i rilevamenti davano altri dati. Passato il confine nostrano, il surriscaldamento planetario, parrebbe, diminuiva la sua portata, incredibile.
Per non parlar di certe previsioni di innalzamenti delle acque che nemmeno Mosé in fuga dall'Egitto...
Ma buttiamola sul ridere perché sai, ormai è da tempo che l'ecoballismo vien contestato (anche da scienziati naturalmente, che contestano prima di tutto, il metodo che non è scientifico per far previsioni e teorie) e come ho detto, sempre più gente si è resa conto che dietro le balle, oltre al fatto che son balle, c'é tanto mercanteggio di interessi altri che l'ambiente. Per non parlar dei deliri eco-ballisti che infine han nuociuto all'umanità (avevo raccontato la storia del Ddt, tanto per dirne una).
Salvo dirottamenti dal mondo della finanza, che da tempo ci fa lucrosi affari con il tema ambientale ballista, parrebbe che una ragione, con miglior assennatezza e prudenza si faccia avanti, in modo sempre più diffuso.
Molti hanno cominciato a contestare i luoghi comuni, con semplice riflessioni, sfidando l'intolleranza pseudo-religiosa del fanatismo ambientale. Cose comuni, tipo notare che i nostri colleghi d'oltralpe, tutti dotati da tempo di centrali nucleari, non risultano per questo incapaci di rispettare l'ambiente e di aver vocazione a distruggere il pianeta: né tedeschi, né francesi.. anzi, probabilmente, nonostante le centrali nucleari, forse in grado di insegnarci qualcosa riguardo al rispetto dell'ambiente, non è vero?
Sono sicuro (e sereno) che pian piano verrà sempre più sputtanata l'ideologia che da sempre cova dietro il pretesto ambientale.
Ed ugualmente, mi rendo conto che ciò avviene anche per quanto riguarda altri temi di forte sensibilità, naturalmente, come i temi umanitari: ormai ogni tanto è possibile vedere messi a nudo gli interessi e l'approccio ideologico che dietro si muove ed interessato, alla fine, a risultati disastrosi o al loro mantenimento.
Ma intanto ti lascio cullare dal mite e dolcissimo Civis che ci spiega come i Francesi sono devastatori della natura, mica come noi che il nucleare non ce l'abbiamo. Ed aspettando che ci dica qualcosa dei nostri colleghi europei tedeschi, che è noto, pur loro, l'ambiente lo odiano radicalmente, mica come noi.
Che d'altra parte, il nucleare sia risorsa che è utile, lo sanno bene in Italia, proprio coloro che si occupano di energia. Che se per una incredibile scelta ideologica non posson farne qui, lo fanno all'estero, comprando o costruendo nucleare all'estero, dimmi tu..
Ma nonostante il nucleare mi meraviglio: dalla parte dei religiosi col culto ambientalista, ci sono anche gli adoratori del culto eolico-solare (che devastano natura e paesaggi allegramene, ma a loro pare bello spettacolo o necessità quella, inderogabile, strano no?) e l'ampliamento delle risorse energetiche dovrebbe comunque essere un tema forte da quella parte.
So che certi tra loro sognano praterie e distese di pannelli e falli enormi di metallo a cui girano spesso le pale (quando c'é vento almeno): ed allora, il discorso delle risorse "finite" dove va a finire? D'altra parte, la possibilità concreta di una produzione energetica abbastanza efficiente in simili fonti alternative, è tutto sommato recente.
Recente: non ne teneva conto chi partiva da secoli fa per far medie e calcoli di crescita demografica, non è vero?
Per quanto riguarda le stime che vorrebbero l'urano finito al 2035: ma non si ha almeno la sensazione del deja vu? Almeno del già sentito, del trito e ritrito.
Perché vedi, simili congetture e calcoli vorrebbero, come ho già detto, che noi oggi fossimo con le risorse degli idrocarburi esauriti da decenni. Si sono fatte già previsioni simili, però allora con il petrolio. Poi con il gas. Si va avanti così, naturalmente: una data, un appuntamento fallisce e si sposta in avanti, tutto come prima, mai un atto di prudenza, di umiltà nel riconoscere la propria incapacità di analisi previsionistica.
Catastrofismo, avanti tutta. Ma il petrolio continua ad esserci e non doveva già esserci da un pezzo secondo i catastrofisti.
Che non sono certo Cassandre antipatiche, magari fossero capaci almeno di questo. Perché la storia ci racconta che Cassandra aveva ragione, eccome se aveva ragione delle sue previsioni, mentre costoro, macché, non ne imbroccano una.
Dunque non gli spetta il titolo se non di meri antipatici, se si vuole. Ma cassandre nisba. Non ci azzeccano, il loro delirio non è premonitore, è semplicemente una forma di terrorismo sistematico: loro vivono bene così, facendo del continuo terrorismo e mai modificandosi nonostante i fallimenti continui.
Torniamo alle priorità, che sono altre, piuttosto. E continuo a non capire la tua difesa della media aritmetica e della relazione che vorresti in base al territorio, secondo cui i più fortunati, privilegiati a vivere in un territorio ricco di risorse dovrebbero aver più diritti di consumare di chi è più sfigato e vive in un territorio più povero da questo punto di vista.
Come si fa. Sarà pure la mia un'ideologia, quella che vuole una promozione umana dove sostanzialmente, quel limite non lo pongo: l'uomo può accrescere le sue risorse perché l'uomo può e sa essere, quando vuole, risorsa egli stesso, in barba al territorio. E dimostrandolo continuamente.
Sarà pure la mia ideologia, ma scusa se te lo dico, mi par meno antipatica della tua, dove chi ha più risorse ha diritto a più consumo, gli altri, si attacchino.
Come si fa. Tra tante ideologie possibili, proprio questa doveva piacerti? Mah.
Dunque ragioniamo: giusto che in Africa si muoia di sete e di fame: il territorio è quello che è, certo non florido per olivi, vitigni ed allevamenti a produrre latte e mozzarelle, dunque si attacchino, consumino meno e facciano meno figli per non disturbar la divinità Natura? Non è così che vorresti ragionare? Non c'è solo la risorsa energetica. E d'altra parte, coltivare ed allevare per nutrirsi, può comportare maggior dispendio di energia da quelle parti, per aver uguale resa o simile, dunque perdono il diritto ad abitare in troppi da quelle parti, di avere lo stesso numero di figli o devono non romperci le palle se non hanno l'acqua per farsi il bidet? Perchè non vorremo (secondo te) che superino in consumo, di acqua, ciò che è sul territorio disponibile, non è vero?
Ma per piacere.
Noto che invece, la media aritmetica assolve due scopi molto bene:
è utile ad un capitalismo sfrenato, perché una media aritmetica nasconde la questione della distribuzione: ci sono 10 polli, un pollo a testa in 10, punto. Ma sappiamo che non è così.
Ed è utile anche alla logica comunistoide, quella che investe sulla media aritmetica, puntando verso il basso, verso la miseria: miseria per tutti, come abbiamo sempre potuto osservare, puntualmente, in ogni concretizzazione del genere.
Sai che soddisfazioni. Una consolazione spiegare che non c'è proprietà, ma una divisa, una bicicletta, una razione di riso per tutti, alè.
E guarda caso, la gente quando può, scappa da quella roba.
Dai retta, tra tante visioni ideologiche, ne puoi abbracciare di migliori. Cominciando ad abbandonare quella ambientalista, senza farti gabbare, notando l'enorme teoria di previsioni sballate. Fai una ricerca: ti divertirai. E forse avrai la tentazione di diffidare di certi terroristi, ideologizzati o con mirabolanti forme di neo-paganesimo dove la Natura è messa al centro e l'uomo confinato, marginale, per non dar troppo fastidio all'ambiente, per carità, hai visto che poi "si vendichi" o che..
Ogni bene.
38. Alieno, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 01:17
Detto tra noi, non esiste la contrapposizione inevitabile tra speculazione (edilizia per esempio) e l'ambientalismo.
Ben prima di avere il delirio ambientalista, l'uomo (già dall'antichità) sapeva osservare delle regole con saggezza, prudenza ed anche conoscenza. L'ambientalismo c'entrava nulla, nemmen si poteva pensare all'idea.
Dalle mie parti, per esempio, si evitava di costruire troppo in basso, tra zoni palustri e malariche, in altri luoghi si evitava di costruire su costoni troppo fragili e dove il naturale deflusso delle acque aveva una sua valvola di sfogo (e così anche per eventuali slavine e valanghe). Talvolta sbagliando, ma in genere riuscendo piuttosto bene (e sono tante le realtà che tutt'ora vivono così congegnate, paesi antichi e città nate quando degli eco-ballisti ambientali non c'era traccia).
Prudenza, buon senso son sufficienti, parrebbe, senza deliri ambientali. Allora infatti, la natura si domava e si utilizzava e però magari non era così facile che l'uomo si sbagliasse come a Sarno o come recentemente in Sicilia, chissà se più avveduto o forse la speculazione edilizia non era l'attività preferita... ecco, magari si imparava da Pompei che la prudenza non è mai troppa, ma l'ambientalismo non c'entra un bel nulla, salvo in culti pagani, dove ci si ingraziava le varie divinità la cui collera, si voleva coincidere con le catastrofi.
Certo, anche la Bibbia non scherza, ma se non sbaglio tu sei cristiano e dunque avrà altro peso la lettura..
E tutto sommato, potrai confermare che il Dio in cui credi (e credo) è più simpatico, anche qui, potendo scegliere, ammesso che un credente cristiano possa poi scegliere.. :-)
39. Alieno, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 01:18
Beh, io ce l'ho messa tutta per far finta che Abruzzo e Sicilia c'entrassero in questa discussione, visto che le hai citato, però detto tra noi, c'entravano una miseria e c'é una certa pochezza, stavolta, da parte tua, nella battuta finale, che mi ha sorpreso. Ammesso che sia tu poi a scrivere e non un clone.
Ciao.
40. civis romanus sum, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 10:03
Della Francia Contaminata dal nucleare di "Areva", la società chiamata dal nano ad appestarci la penisola della sua radioattività, dal sito del canale televisivo pubblico francese FR3 ora è possibile vedere ed ascoltare la trasmissione "Piece-a-conviction" dell'11/2/09, dal titolo:
"URANIO: LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA"
Anche in sette parti su Youtube:
Volume uno
,,, Le altre parti le trovate sul sito ( io le avevo pure postate ma il sistema qui le rifiuta tutte insieme ,,, per un sovraccarico di radioattività ? ;)Sottotitoli in italiano ,,, "gustatevelo", è veramente sconvolgente !
41. Charles Darwin, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 10:56
Hai capito Alieno cosa succede quando uno scrive una riga di più? Si legge solo la battuta finale, comoda da capire-ribattere e tutti i ragionamenti che uno si sforza di mettere in campo svaniscono nel nulla. Ecco perché le tue lenzuolate non funzionano mai e tutti se ne lamentano. Possibile che con te funzioni solo ed esclusivamente la polemica politica ?
Quella su Berlusconi era solo una battuta che evidentemente ha avuto il nefasto ruolo di cancellare ogni altro ragionamento. Il nucleare ed in particolare la politica energetica italiana non c'entrano niente, il tema ti ricordo era fame nel mondo e limiti dello sviluppo. Limiti che rispondono ANCHE a semplice buon senso e che solo tu sai negare.
Abruzzo e Sicilia sono solo due esempi di come antipatiche Cassandre possano restare irrise ed inascoltte ... fino alla tragedia (ingegneri e geologi nel caso, ruolo che purtroppo tocca loro spesso). Ora, per restare al TUO tema, se innalzi peana sulla gestione del territorio dei nostri nonni, non si capisce che cosa tu intenda per "ambientalisti". Qualcosa di simile a "comunisti", "de sinistra" o simili a quanto pare, perché gli ambientalisti sono esattamente quelle persone che si sforzano di studiare come mai la gestione della natura dei nostri vecchi funzionasse e la nostra no. Mi permetto di ridere amaramente della tua idea che bastasse un pò di buon senso, semplicemente perché il mondo dei nostri nonni non esiste più. Nessuno andrà mai più a falciare, ripulire dai detriti, regolare i deflussi sui prati di montagna. Se hai anche solo una pallida idea di cosa dovesse voler dire come lavoro ... capiresti che nemmeno un ambientalista é così stupido da rimpiangere una società del genere.
Se vogliamo fare un discorso puramente economico, tutte le analisi (cfr. lezione di R.Capologo citato sopra) indicano che ormai lo sfruttamento delle risorse é giunto ad un limite che non permette ulteriore crescita. La crescita possiamo sperarla solo dal progresso tecnologico. A questo punto però, progresso tecnologico vuol dire, necessariamente e come é sempre stato, abbandono della "politica" dei nonni ed inurbamento. Solo che così si peggiora il "bilancio ecologico" (un limite chiaro, netto ed ineludibile, a meno tu non pensi di poter andare a piantare mais sulla luna con navicelle spaziali a costo energetico zero).
Perciò per tornare al NOSTRO argomento (fame nel mondo) osservare come facevo al 29 che i dati sul PIL mondiale in qualche modo convergono con quelli di bilancio ecologico, avrà anche un valore superficiale e qualitativo ma sembra indicare che la crescita del PIL mondiale sia ormai non distante dai suoi limiti naturali. Come a dire che non possiamo più sperare che la crescita del terzo mondo avvenga da sola, favorendo contemporaneamente noi e loro e che forse in prospettiva andrebbe considerata seriamente la brutale media aritmetica che proponevo. Con il ché la tua resta una favola triste. Secondo me c'é più ragione nel richiedere, come certe antipatiche Cassandre di oggigiorno, che la solidarietà diventi un VALORE da includere nei parametri macro-economici. Caritas in Veritate: un Ratzinger cattocomunista ? Per quel che concerne noi accettare un tenore di vita personale consistentemente inferiore a quello medio del Gabon (un paese per altro che trasuda petrolio e con sperequazioni notevolissime tra gli abitanti).
ATTENZIONE BENE ET: Ratzinger cattocomunista é solo la battuta finale !!
42. Charles Darwin, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 12:53
ET al 6
cresce la popolazione ma cresce anche la possibilità di produrre e sfruttare meglio le risorse di ogni tipo, sia nella produzione in rapporto ai costi (denaro e fatica) aumentandone la resa, sia in altri modi.
Non si capisce perché mai ritenere interessante una speculazione così primitiva ed infantile nell'analisi
Credere che la disponibilità delle risorse non possa essere un fattore limitante della crescità ma che questa sia sostanzialmente infinita é una speculazione primitiva ed infantile.
Nota che l'uomo, come in tutti i sistemi naturali (animali), fa figli sin a quando questi generano ricchezza. Economia pre-industriale: risorse potenziali >> consumo potenziale, conseguente prospettiva di potenziale arricchimento, come in un alveare o in un branco di lupi. L'uomo smette di far figli quando nella società industriale percepisce sulla sua pelle un limite nelle prospettive di crescita personale. Questo tipo di percezione animale precede (implicitamente conferma) l'analisi scientifica del problema che ho tentato di esporti e se vuoi trarre analisi moralistiche dalle curve di incremento demografico converrebbe tenerne conto. Quello che voglio concludere non é fate quel che volete, é l'unica etica personale accettabile che tanto siamo bestie (so bene che ti piacerebbe leggere questo), quanto piuttosto che prima di qualsiasi analisi va fatto uno sforzo per capire anche i dati che vanno contro la nostra personale ideologia. Eventualmente, perché no, per riproprla se non altro con coscienza di quali siano le reali conseguenze e proponendo possibili soluzioni. Questo per dire del modo sciocco ed ignorante con cui hai parlato di una non ben precisata "ideologia ambientalista" scavalcando ed irridendo i dati che tentavo di proporre. Chiudo con un saluto: che tu abbia sempre terra buona e fertile,
CD
43. Alieno, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 13:48
@ 41: Si legge solo la battuta finale, comoda da capire-ribattere e tutti i ragionamenti che uno si sforza di mettere in campo svaniscono nel nulla.
Affatto così: i tuoi ragionamenti li seguo eccome, ma comprendo che l'idea (erronea) che svaniscano è effettivamente suggerita da qualcosa. Non è per la tua battuta finale. E' perché quei tuoi ragionamenti non li condivido. Ma il fatto che non li condivida ed anzi, li contesti in linea generale, non significa che non li abbia considerati.
Si può ascoltare senza condividere una parola di quel che viene detto, amico mio. Capita.
E mi pare ingiusto porre una frase come: "fame nel mondo e limiti dello sviluppo. Limiti che rispondono anche al semplice buon senso e che solo tu sai negare."
Mi pare ingiusto perché io non nego né la fame nel mondo né i limiti allo sviluppo (quando mai? Anzi, li ricordo continuamente mi pare).
Ma il fatto di intravedere le cause della fame nel mondo NON nei limiti dello sviluppo che individui tu (compresa la crescita demografica e il discorso delle risorse finite), ma nel limite della volontà dell'uomo, sottolineando le diverse priorità e preoccupato perché si sposta continuamente la radice reale del problema della fame nel mondo, non ti autorizza a rendere una sintesi come "negare.... la fame nel mondo e i limiti dello sviluppo".
E' una conclusione tua ed arbitraria che mi fa sospettare che sia tu a leggere battute sparse e però vanificando i ragionamenti che si mettono in campo.
Dunque, siccome mi pare perfino grave la conclusione che fai di ciò che scrivo, bene ribadirlo: mai negato che ci sia un tema importante come la "fame nel mondo" e però, per quanto mi riguarda, i veri limiti allo sviluppo, non sono quelle di cui si fa terrorismo ambientale da decenni, con previsioni catastrofiste ed annunci tipo "fine del mondo" puntualmente sbagliate.
Anzi, noto che il tema ambientale sembra riscuotere urgenza ed accreditarsi bene nella politica internazionale. Vedi appunto l'accordo di Kyoto: è una macchina che sembra avere una centralità del dibattito e un impegno generoso, uno sforzo costante per raggiungere obiettivi che internazionalmente sembra farsi strada con dei risultati positivi.
E' questo il grave, come dicevo: la centralità ambientalista si accredita, l'impegno e lo sforzo diventa assillante e ci si dà parecchio da fare.
Mentre come ricorda il post, la fame nel mondo continua ad esserci e toh, è un monitoraggio con risultati puntuali di fallimento: la gente continua a crepare, di fame e di malattie che tecnicamente l'uomo potrebbe in gran misura prevenire e curare.
E' la dimostrazione di quel delirio che dico, non è vero? La causa ambientale avanti a tappe forzate. Non fosse altro perché tutto sommato da anni, molti hanno scoperto come possa essere un business per ridar fiato all'economia con sostegni internazionali, incentivi da una parte e sanzioni in caso di ritardo o inadempienza, pressioni ecc.
L'ambiente è stato messo al centro e viaggia più spedito della causa della fame, della miseria, della malattia che puntualmente ci racconta di fallimenti su fallimenti, di dati concreti, oggettivi e non di delirio previsionistico (tra l'altro sempre difficilmente documentabili quando non sbagliati nelle date previsionistiche in cui si dovrebbe verificare catastrofe).
Ci si preoccupa molto per quello che non si sa bene se ci sarà, anzi, di quello che via via gli eco-ballisti han dimostrato essere appunto balle (innalzamento dei mari a sommergerci, surriscaldamento o era glaciale per via dell'impatto antropico, buco dell'ozono e chi più ne ha più ne metta), ogni volta che han fissato date invece parrebbe, ci sia meno sforzo, impegno e volontà per il tema "uomo" che non ha dati ipotetici, come vedi: la fame aumenta, la malattia imperversa.
Ambiente Vs umanità ed è la prima che si vuol far vincere. L'uomo ne abbia eventuali benefici per ricaduta, facendosi da parte, marginalizzandosi, dando meno fastidio possibile che già, per alcuni, è una malattia che dall'ambiente andrebbe estirpata affinché l'ambiente sia libero finalmente, dalla presenza umana e viva in pace.
Ed io invece dico che, semmai, è al contrario che bisogna ragionare. E' l'uomo che deve essere al centro.
Prima di Kyoto, la fame nel mondo. E poi l'ambiente eventualmente, ne abbia beneficio dell'uomo che quando vuole e se vuole, sa essere risorsa.
E se c'è un grande impegno, sforzo, investimento di tantissime risorse per una causa ambientalista, superando o contrastando le resistenze di chi non è molto convinto o non vede eguali possibilità di profitto per ricaduta,
se permetti, ci resto male: come! COME sarebbe! Per una manica di cialtroni che con metodi discutibili professano un culto, un'ideologia che fa speculazioni ipotetiche, molte delle quali già superate negli appuntamenti, nelle scadenze e rivelatesi fasulle, sbagliate, ecco, per costoro c'è tutto questo sforzo sovrumano, questo impegno, con una campagna militante di moralizzazione per cui se contesti, ti ritrovi addoso ogni accusa dal fronte conformista più intollerante (magari dicendo che neghi la fame del mondo o che ti piacerebbe distruggere il pianeta) e per dati oggettivi, riscontrabili concretamente, dove le scadenze, al contrario, confermano tutte la catastrofe, quella umanitaria, che si deve leggere?
Mah... boh... si vedrà...ni.... e giù reportage e dati che nemmen bisognerebbe azzardarci a dire "allarmanti", perché l'allarme si dà prima della sciagura, per metter gente in salvo e qui, invece l'allarme sarebbe come chiudere la stalla quando i buoi son fuori: gente che continua a crepare, a milioni, bambini, donne, vecchi, per fame, sete, conseguenze della denutrizione, di scarsità di igiene, di ignoranza, di despotismo criminale, di fanatismo barbaro ed incivile..
E' incredibile: siamo terrorizzati dall'idea che Madre Natura soffra, che tra mille anni magari qualche risorsa accenni a diminuire e però non mi pare che si possa dire, dai risultati proprio non parrebbe, che c'è uguale terrore, sgomento dinanzi al quadro desolante dell'indifferenza, dell'egoismo, del delirio per cui crepano a milioni di esseri umani e puntualmente ci diamo appuntamento alla prossima per dirci che sono sempre lì, gli uomini che crepano di fame, di malattia, ma sono altri, resta o cresce la media!
Dati oggettivi. Dati veri. Dati "umani". Che però non interessano quanto le teorie di questi eco-ballisti che io comincio anche per questo, a riconoscere come criminali (più o meno consapevolmente) nel distoglierci dai veri obiettivi che l'uomo dovrebbe porsi.
Siamo ostaggio di tesi discutibili da decenni, riguardo all'ambiente. In modo anche criminale, quell'ideologia, quel culto pagano, ha già compiuto dei danni all'umanità.
Quando ha deciso per esempio di bandire il Ddt per non disturbare l'ambiente e però facendo morire come mosche milioni e milioni di persone per la malaria, che continua ad essere una delle catastrofi che si abbatte sull'umanità. Ma noi, macché, abbiamo ascoltato i vati, i guru, i sacerdoti del culto ambientalista ed il DDt l'abbiamo negato ai più sfortunati. Ed avevamo dati oggettivi per non farlo: la malaria uccide e tanto, era un dato, mica una teoria. La malaria è stata estirpata in Occidente, l'abbiamo potuto riscontrare sul campo. Però ai SubSahariani nisba: non vorremo mica impattare sull'ambiente solo per salvar vite dall'ambiente?
Anche l'ambiente più insano sembra a questi deliranti sacerdoti della follia ecologica, più bello, mirabile e degno di conservazione di vite umane. Gli africani, tra loro bambini a vagonate a morire di malaria, si arrangino e lascino in pace l'ambiente, muoiano silenziosamente e se proprio si deve insistere sulla vecchia storia che commuove e fa disperare la morte di bambini ebbene, si adeguino: non ne facciano più o ne facciano meno, così la piantano di lamentarsi e di dar argomento a chi ha una lettura diversa sul mondo, ma soprattutto sull'umanità.
Io non nego affatto che ci sia la fame nel mondo. Io mi incazzo perché la fame c'é ed è una priorità, per quanto mi riguarda, sulla conservazione delle biodiversità e tutto quanto. E' una priorità il dato oggettivo della gente che muore per aver il manto bello dell'ecologically correct nel consorzio civile in base a teorie tutte da dimostrare, con previsioni fino ad adesso rivelatesi addirittura fasulle.
Ci preoccupiamo per Kyoto, non per i dati della fame e della miseria dell'uomo. Ci preoccupiamo di non introdurre ogm e però non abbiamo scrupoli per introdurre ingressi a campo teso, geneticamente parlando, sull'uomo. E' sempre il solito sintomo della stessa malattia: l'uomo viene marginalizzato, il pomodoro ed il mais vanno protetti dogmaticamente.
Ci si commuove per l'estinzione di una specie animale, ci preoccupiamo di dargli dignità e poi si porta avanti una larga campagna di privazione della dignità dell'uomo: non sei degno di chiamare la tua vita degna, se sei imperfetto, se sei malato e vecchio o se sei sfigato e vivi in un posto dove l'ambiente sarà bello quanto vuoi, ma è poco benevolo con la vita dell'uomo e l'intervento urge davvero, semmai, per salvare l'uomo prima di tutto.
Si piantano nuovi alberi e si tiene il bilancio contabile: se ne consumiamo uno, se ne devono piantare almeno due o roba così. Poi gli uomini, si scopre, finiscono nella scellerata contabilità e come i cinghiali, quando abbondano, vanno ridotti, a suon di pianificazioni familiari, aborti e dall'altro capo della vita, con l'eutanasia disponibile per chi è vecchio ed inefficiente, non auto-sufficiente, con una campagna morale per farlo sentire una merda priva di dignità ed egoismo la pretesa di amare la vita pesando sugli altri uomini, cioé chiedendo meno egoismo.
E quelli che non possono parlare ed esprimersi, dire la loro sulla vita, sono i primi ad essere eliminati, peggio ancora dei cinghiali: aborti ed eutanasia per chi non può dirci la sua, la diciamo noi, parrebbe, al suo posto, amorevoli, ma con l'ambiente! Fuori dalle balle, per noi sei già morto tu che devi nascere, tu che non hai la coscienza vigile, tu che non puoi difenderti, tu che non puoi dirci nemmeno: "ammazzati tu: io vorrei vivere".
Nemmeno la prudenza ci ferma, l'unica è quello della contabilità ambientalista basata su balle e su metodi pseudo-scientifici, dati oggettivi misurabili pochi, suscettibili di mille variazioni anche strumentali e però ci preoccupiamo tanto di Kyoto, ecco l'impegno vero della comunità internazionale.
Anche la Cina non ha problemi a dirsi in linea di principio favorevole. Ha scoperto che c'è la possibilità di far profitto maggiore e di essere benvoluta mentre massacra dignità, libertà ed esistenza di milioni di persone e protegge lo sterminio, il terrore di altri con ci fa affari. Ma però, ci dice, abbiamo il vestito buono per stare nel consorzio civile: possiamo essere ecologisti.
Laogai, tibet, esecuzioni di morte come fosse acqua fresca e mille altre cose, ma a noi non ci fa schifo come se l'Italia, per dire, avesse centrali nucleari e dicesse apertamente cosa ne pensa, per fare esempio, del trattato di Kyoto:
UNA CAGATA PAZZESCA!
Per il guadagno di pochissimi. Le ricadute benefiche per tutti gli altri? Boh. Non si capisce nemmeno perchè tanta fretta e delirio, tutte teorie astratte, dati oggettivi per ora son solo date catastrofiche rivelatesi sbagliate e semplicemente abbandonate per porne altre ancora.
La fame, l'uomo è la centralità, è la risorsa che non va sprecata e semmai la ricaduta sia sull'ambiente, non il contrario. Centralità dell'uomo, priorità dell'uomo e semmai, che sia l'ambiente a non disturbare, non il contrario.
Si rifletta meglio sull'invasione della sperimentazione ed applicazione genetica sull'uomo e non su quella del mais. Che poi ci preoccupa pure: avesse a farci male geneticamente modificato? Si ponga semmai per l'eugenetica allora, il problema, con meno ipocrisia.
Non vedo nemmeno perché poi si sia dovuta porre un'ingannevole contrapposizione uomo Vs ambiente.
Ma oltretutto, volendo l'ambiente a prevalere nelle priorità, un vero delirio.
Cominciamo a dire che la contrapposizione non c'é. E comunque, pure se si vuole, è razionalmente insensato che debba prevalere l'ambiente.
Lo stesso concetto di razionalità va a spasso con l'uomo, mica con l'ambiente.
l«Quanti uomini e quante donne dovrebbero chinare la testa quando si narra ’antica storia della stra«ge degli Innocenti (Mt. 2:16-18)! I bambini vennero strappati dalle braccia delle madri di Betlemme. Alcune di queste madri morirono perché la spada colpì loro per prima. Altre morirono perché il cuore di una madre facilmente si spezza quando vede morire il suo bambino.
Ma voi, migliaia di padri e di madri nell’Occidente Cristiano, che cosa avete fatto? Non avete voluto udire neppure il pianto del vostro bambino. Voi avete tramato in silenzio e comprato un libro nel quale si descrive per filo e per segno come potervi premunire dal fardello dei figli». Vi siete incamminati sul sentiero dell’assassinio e avete ucciso o fatto uccidere quello che già aveva incominciato a vivere nel vostro grembo.
L’avete fatto per salvarvi la linea? L’avete fatto per rimanere ancorati alla vostra balorda sicurezza borghese? L’avete fatto perché vostro marito era un buono a nulla che vi bramava come amante, ma non teneva alla vostra maternità? L’avete fatto spinte dal vile timore delle preoccupazioni, del dolore, delle responsabilità? O l'avete fatto perché sviate e ingannate dalle chiacchiere di falsi profeti, di dirigenti dimentichi dei loro doveri, o di un pugno di teologi usciti fuori dalla carreggiata? Eccovi dunque: un albero sterile del quale è scritto che dovrà essere abbattuto (Lc. 13:6-9); un fiore senza seme, un essere senza scopo, un’anima piena di vergogna.
Il nome di Erode è rimasto maledetto fino ai nostri giorni. Ma ai nostri giorni non occorre più un Erode per assassinare i bambini innocenti. Oggi si trovano dei medici disposti ad uccidere per un pugno di monete d’argento. Quando le madri assassinano i loro bambini, il mondo è maturo per la maledizione di Dio». (P. Werenfried van Straaten)
Parole dure, non è vero? Ma forse c'è meno ipocrisia di quelle che discettano, calcolatrice alla mano, di medie aritmetiche, portando avanti l'aborto come "soluzione finale" da applicare volontariamente, ecco la cosa subdola, viscida in sé.
Perché la soluzione finale nazista, per esempio (che come ogni altro regime criminale, a partire da quelli comunisti, ha sempre visto l'aborto utilissimo strumento), almeno aveva un lato vantaggioso per l'uomo, nel suo orrore: era visibile, apertamente, la sua proposta coatta, dispotica, imposta, palesemente violenta quella soluzione finale ed è per l'umanità, un po' più facile fare una riflessione a riguardo, cogliendone l'orrore in quel terrore di scelta: la soluzione finale.
Oggi no. La proposta subdola è che si fa sparire l'elemento coattivo e terrorista e viene inoculata la soluzione finale (per risolver mali naturalmente, ma del resto anche nazisti e comunisti non dicevano diversamene) e per il bene finale del mondo e di una nuova umanità, come proposta non orrenda, ma volontaria e benefica, dignitosa, perfino generosa!!! Non c'é il terrore a farci venire uno scrupolo, c'é la viscida proposta insinuante che l'atto volontario, in sé, è già per sua natura, qualcosa di buono.
Parliamo di mondo, di pace, di umanità, di ambiente e l'aborto ci pare una scelta di civiltà, di progresso addirittura!
L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo. (Madre Teresa di Calcutta)
Chi si oppone però, riscopre presto la violenza dei promotori della soluzione finale di sempre, la sua natura intollerante e cattiva e viene subito accusato moralmente, di essere negazionista di una evidenza (che non risulta esserci, c'é quella invece della strage degli innocenti, dei morti per fame, sete e malattia, ecco i dati evidenti e prioritari) e dunque nemico sociale, planetario, ostacolo addirittura al progresso, alla pace nel mondo.
Abbiamo visto la cattiveria, la malignità, ma anche la diffusione di questa cultura intollerante e disumana quando il Papa ha osato dire che la Chiesa non intravede come ricetta buona l'uso del preservativo, perché ci sposta, ci distrae dalle strategie più efficaci, alternative e dal suo punto di vista (legittimo che però non si vuole legittimo, c'è spietata intolleranza, violenza dicevo, si è visto), dalla strada migliore per l'uomo. Insulti di ogni tipo, conferme di delegittimazione, accuse a valanghe: di essere assassino, distruttore, falso, ipocrita e chi più ne ha più ne metta.
Un giorno fu chiesto al professore statunitense Bernard Nathanson, noto in tutto il mondo per essere stato uno dei fondatori, nel 1969, della "Lega nazionale per il diritto all'aborto", il permesso di filmare un aborto. Il professore, che ancor giovane aveva già praticato oltre 10.000 aborti, accettò, coadiuvato da una nota femminista americana che filmò le immagini ad ultrasuoni in tempo reale. Terminate le riprese, a Nathanson fu chiesto di partecipare al montaggio del film. Confessa Nathanson: "Sono rimasto così orripilato dal vedere ciò che avevo fatto che, uscito per un momento dalla stanza, sono tornato per terminare il montaggio ma non ho mai più fatto aborti in vita mia". Anche la femminista, sconvolta per quello che aveva visto, cioè per l'omicidio in diretta di un piccolo essere umano innocente, non trattò più il tema dell'aborto. Ricordiamo che nella nostra cosiddetta civile e democratica Italia vengono praticati oltre 130.000 aborti ogni anno.
Una volta il Dott.Lotti chiese a Padre Pio la sua opinione sull'aborto. Padre Pio pensò qualche secondo e poi rispose: basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni.
Le risorse possiamo aumentarle ed infatti, ci ingegnamo per farlo, continuamente. Sfruttiamo risorse alternative a quelle tradizionali, miglioramo la resa nell'impiegare l'energia, miglioriamo ed allarghiamo le possibilità di sfruttamento e di estrazione di energia, della sua conservazione, del suo trasporto.
Siamo in grado di avere una resa migliore in tutto per un pezzo di terra, tanto che sia per coltivarlo che per viverci.
L'uomo, risorsa, continua ad aumentare le risorse.
Oggi si occupa pare dell'ambiente con grande impegno: per carità, sarà pure nobile intento.
Ma questa volontà, così determinata, costante, internazionale, ebbene, dove va a finire quando leggiamo un post come quello in cui Don Paolo ci riporta all'attenzione la centralità di ogni tema? L'uomo.
Dov'é l'uomo quando leggiamo quei dati che non ci allarmano più? E sapete perché non ci allarmano più? Perché la catastrofe è già in corso, che vuoi allarmare ormai.. l'allarme si dà prima e qui son decenni e decenni, sol per parlare della mia vita piccola, che leggo dati sempre più allarmanti, disastri concreti, oggettivi, mica teorie.
Prima dell'ambiente, l'uomo. Se devo scegliere se salvare milioni di vite oggi e domani, danneggiando un po' l'ambiente che magari tra cent'anni, così continuando, ho qualche problema, beh, meno ipocrisia: voglio il Ddt, chissenefrega se altrimenti, è certa la morte di milioni di persone subito e subito dopo.
Semmai rifletterò se è possibile ridurre l'impatto sull'ambiente, ma nulla impatta così tanto nella mia coscienza, come quei milioni di morti per malaria per una scelta scellerata ed ideologica, anzi, pagana che mette l'uomo ai margini di tutto, a tutto subordinato: ambiente, profitto, ideologie varie... e basta!
Se posso sfamare migliaia e migliaia di disperati che vivono in posti sfigati, dove coltivare è un inferno di fatica e di costi altri, io voglio gli Ogm, li voglio subito affinché possano coltivare con meno acqua, che non ne hanno, con meno costi, che son poveri, con più resa perché hanno fame, fame di cibo e fame di ricchezza se lo scambiano, per permettersi altro, che so, igiene, istruzione ecc.
E me ne sbatto di quello che leggo coi volantini alla Coop e delle teorie dell'ecosostenibilità, dove l'uomo è eco-marginale.
Io sono per l'uomo che vuole volare, scoprire, imparare, che sfida le leggi di gravità, naviga gli oceani e chissà, nello spazio e non me ne frega un accidente di pensare che l'uomo dovrebbe vivere come i nostri nonni (che mi prenderebbero a calci nel sedere se fossero qui a sentirmi dire simile cosa) o come gli uomini delle caverne per non disturbare l'ambiente.
No, macché: ben lieti i miei nonni, finché vivi, di usare tecnologia e scienza, di usare energia anziché carbonelle e bruciatori in casa fatti artigianalmente o giù di lì, lieti di avere riscaldamento, frigorifero, aria condizionata, medicine e varietà di cibo a volontà. Lieti di poter prendere l'auto per spostarsi e lieti di non dover conoscere la fame nera più a lungo grazie ad un piano Marshall ed una faticosa ricostruzione che però, c'è stata.
Si potrebbe fare anche per l'Africa, si volesse.
Ecco il limite allora, altro che risorse limitate, altro che preservativi: è la volontà il problema di cui discutere.
Volontà non sol quaggiù, sia chiaro, molti dei problemi sono in loco, purtroppo.
Ma se c'è una volontà forte di imporre sacrifici per teorie (abbiamo visto quella scellerata che ha bandito per decenni il DDt facendo morire milioni di persone di malaria), compreso il sacrificio di non aver diritto alla nascita, allora si rifletta:
dati sempre più allarmanti. Non è la prima volta. Milioni muoiono. Non varebbe la pena di fare un bell'intervento drastico, massiccio, diciamolo, bellico, armato, militare e spodestare quei regimi criminali, scacciare quella barbarie e ricostruire quei Paesi, dargli una possibilità, anzichè fare come si è sempre fatto, di appuntamento in appuntamento, assistendo a milioni di morti, non si scappa, sempre quelli i notiziari...
Dico: so che non è realizzabile, ma affermare il principio sarebbe già utile per riconoscere i veri limiti dell'uomo.
La volontà. Degli appuntamenti con la morte di anno in anno, non ci frega un granché. Siamo contro la guerra, ci diciamo e ci sentiam pure buoni. Ma quei notiziari, quei dati, non ci dicono che c'é già, di fatto, una guerra in corso? Con milioni e milioni di morti e noi però, preferiamo sentirci buoni così.
Diciamolo che non si può e che però, non sarebbe una pessima strategia, alla fin fine: intervento, piano Marshall, ricostruzione, via i criminali.
Diciamolo perché così cominciamo ad intravedere un po' di responsabilità, cominciamo a mettere in chiaro dove ed in chi manca la volontà, perché.
Ambiente, ideologie, profitto, che vuoi che sia? Ecco i nostri veri limiti, altro che eco-balle.
Alieno
Ciascuno tra gli embrioni umani è uno di noi: ciascuno di noi è stato uno di loro.
Cominciamo a fare un po' di "ecologia" e "ambientalismo" umano?
Più promozione umana!
La donna può fare quello che vuole del suo corpo!: ma noi parliamo del corpo del bambino, non di quello della madre! (Don Oreste Benzi)
Nessuno ha diritto di decidere della vita e della morte di un concepito, affermando altrimenti la propria proprietà, il proprio possedimento e non la tutela della sua vita, ma una schiavitù feroce ed impietosa . Nessuno, né enti, organizzazioni, né madri. Non mi piacciono uomini schiavi, tanto meno schiavi morti o madri schiaviste ed ancor meno, assassini della vita resa schiava da un concepimento che è semmai, una formidabile occasione dell'uomo per rafforzare la sua capacità di amare e riconoscere la vita, con generosità. E dove non si ha capacità di amare, che almeno prevalga la generosità perché possano amare gli altri quella vita. Il sacrificio di amore da fare per l'umanità e per la pace, non è certo l'aborto, ma una sessualità responsabile e meglio ancora, una sessualità che non è scissa dall'amore autentico perché così facendo, non faremmo altro che dimostrarci noi stessi, schiavi, schiavi dell'istinto e per questa schiavitù, crudeli con il concepito, che però, fino a prova contraria, è assoluto innocente.
Più promozione umana e meno balle: la risorsa che conta è infinita. E' la nostra possibilità di amare. Questa è la priorità, di crescere amando, educando a questo, rendendo l'ambiente, ecco una causa credibile e buona, idonea per amare.
Dell'impegno di Kyoto posso farci carta igienica se poi devo leggere, come tanti altri simili, i dati della Fao. Abbiamo dati concreti di cui discutere, mica teorie astratte che si rivelano da tempo, fasulle!
Si paventa il mondo senza risorse energetiche, senza ossigeno, senza spazio, da tempo e però, l'unica realtà che dovrebbe essere priorità è qualcosa che ci viene ricordato dai dati di cui al post. NOn è una tesi, è un fatto. Non è un appuntamento che rivela una teoria sbagliata: è una conferma angosciante.
Per questo con il trattato di Kyoto, per quanto mi riguarda, posso pulirmici il sedere senza sensi di colpa, alla faccia del grande impegno internazionale e del buonismo e della nobiltà di intenti di cui si ammanta, per non parlare della pretesa del metodo scientifico che è molto, molto discutibile.
44. civis romanus sum, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 13:55
Della Francia Contaminata dal nucleare di "Areva", la società chiamata dal nano ad appestarci la penisola della sua radioattività, dal sito del canale televisivo pubblico francese FR3 ora è possibile vedere ed ascoltare la trasmissione "Piece-a-conviction" dell'11/2/09, dal titolo:
"URANIO: LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA"
Anche in sette parti su Youtube:
Volume uno
,,, Le altre parti le trovate sul sito ( io le avevo pure postate ma il sistema qui le rifiuta tutte insieme ,,, per un sovraccarico di radioattività ? ;)Sottotitoli in italiano ,,, "gustatevelo", è veramente sconvolgente !
45. civis romanus sum, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 14:09
Questo di sopra è perchè mi dispiace veder seppellita da montagne di spazzatura clericale un informazione importantissima sulla nostra salute criminalmente attaccata dalla banda padana dei mafiosi al potere.
Poi sono lieto di informare come si comincia ad andare incontro alla ragionevole consapevolezza che siamo troppi nel mondo anche in Italia dove la pillola Ru486 ha avuto finalmente l'autorizzazione piena ad essere immessa nel mercato a beneficio di quelle donne che vogliono abortire senza dolore nonostante tutti gli impedimenti ed i paletti dogmatici arrogantemente frapposti dai medioevali pretini cattolici.
Vale.
46. Alieno, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 14:48
@ 41: perché gli ambientalisti sono esattamente quelle persone che si sforzano di studiare come mai la gestione della natura dei nostri vecchi funzionasse e la nostra no..
Intanto vedi, c'é un assunto che contesto.
"la gestione della natura dei nostri vecchi funzionasse e la nostra no..".
Ma basta con questi luoghi comuni, con questa demagogia! Ma chi l'ha detto che la natura dei nostri vecchi funzionasse? Ma per carità: funzionasse in relazione a cosa? All'ambiente? A Madre Natura?
Perché per l'uomo funzionava un tubo: un'annata storta e ciccia. Carestia e disgrazie varie. Il fatto è che gli eco-ballisti, sono vecchi loro, dentro, non propongono nulla di nuovo, anche se si spacciano per novelli profeti.
Mi ricordano coloro che ancora si ingegnano per capire come mai certi passati son falliti: vedi il comunismo. Come mai funzionava tutto e poi abbiamo sciupato tutto?
Ma perché c'è un assunto sbagliato all'origine: il comunismo è una teoria disumanizzante. Si mantiene solo con una durissima repressione e violenza e produce danni all'umanità devastanti, sul piano materiale e non solo.
Basta evolversi ed uscire dall'ossessione, dall'inganno: era sbagliato dall'inizio ed è inutile poi divertirsi, essendo vecchi dentro, nostalgici magari di quel che nemmeno si è mai conosciuto (e ingrati per questo dono), speculare tra comunismo ideale e comunismo reale..
Ugualmente: dire che gli ambientalisti si occupano di capire come mai tutto funzionasse nella gestione del territorio dei nostri nonni... ma cosa è? Un dogma religioso o ideologico? Cos'é?
Funzionava a volte, a volte no. Come oggi: dove sta scritto che oggi non funziona? Ma chi l'ha detto? Non so i tuoi, ma i miei nonni avevano altre critiche da fare al presente, non quello che dici. Anzi, i miei nonni mi pare, fintanto che erano in vita, fossero meno vecchi dentro degli eco-ballisti ambientalisti che tu dici, studiano i vecchi.
Non si può dare per vero ed indiscutibile che tutto ciò che è "vecchio", così pure tutto ciò che è "nuovo" è sol per questo buono e migliore.
Dire pertanto che c'è gente che studia per capire come mai coi nonni la gestione ambientale funzionasse, significa che c'é gente che studia portando con sé un dogma e già in questo, c'é un approccio poco scientifico, non è vero?
A volte funzionava, altre erano dolori. Ma forse a te i nonni raccontavano altre esperienze. In ogni caso, denuncia sempre la solita questione: funzionava in relazione a cosa? All'ambiente stesso?
I miei nonni han conosciuto un ambiente molto più ostile prima che io nascessi e prima che ragionassi e potessi ascoltarli: terremoti, crolli di dighe, annate da carestie e perfino delle guerre, due, per non parlare di quel clima da guerra civile poi e degli anni di piombo che ero piccolo, ma pare ci sia tutta una scellerata volontà di riprodurre per farmi vivere l'esperienza, grazie a certa cultura odiosa che porta odio personale e legittima la violenza di quegli anni (del resto, ancora oggi c'é chi si ostina a considerarli eroi e martiri, che si deve fa').
Abbiamo già conosciuto alcuni di questi vati in casa nostra: gente che professava il culto del ritorno alla sana vita delle caverne, gente dalla sensibilità ambientale così profonda che rideva in Chiesa durante i funerali di Stato per i nostri militari caduti e gente che naturalmente, spiega che la caverna ed il ritorno alla vita primitiva è un bene però poi va in elicottero per spiegarlo qua e là, discettando di surriscaldamento planetario, di misure prioritarie, di Kyoto, Dio ci scampi da sacerdoti incapaci del genere.
Mi permetto di ridere amaramente della tua idea che bastasse un pò di buon senso, semplicemente perché il mondo dei nostri nonni non esiste più.
Ma chi cavolo ha mai detto che voglio il mondo dei nostri nonni? Ma per carità! La tua è una conclusione, al solito, arbitraria che non passo, come quella che nego fame nel mondo e limiti dello sviluppo. Parole tue, non mie.
Spiegavo soltanto che quando il buon senso manca, il danno è assicurato tanto se si è nel mondo dei nostri nonni che nel nostro, così come se si applica, si riduce la possibilità, mille anni fa come oggi e domani. Tu hai tirato in ballo sicilia ed abruzzo. Che nulla c'entravano, ma avevi voglia di legarle alla battuta contro Berlusconi e comprendo, non sei solo, c'é un Napolitano che si permette di avere un ruolo politico invadente nella sua funzione di Presidente della Repubblica, Istituzione che però poi politicamente non vuole esser commentato e criticato, dicendo "non opere faranoiche" strumentalizzando appunto, la tragedia siciliana. Avevamo il vignettista del Circo SanToro e travaglino, avevamo esponenti del Pd che imputavano tali sciagure al governo e giuro che di persona ho sentito qualche mese fa, un ascoltatore in diretta intervenuto al programma La Zanzara su radio24 che spiegava che Berlusconi porta sfiga, con lui si perdono mondiali, arrivano i terromoti e si arriva alle minacce di morte esplicite e inneggiamenti al reclutamento all'uso di pallottole, con tanto di dimissioni che sappiamo di un giovane coordinatore del Pd (mica uno qualsiasi, un pazzo, come l'ascoltatore), cioè un clima aberrante di odio dove il pretesto è la norma ed il fatto che non c'é, oggetto di dibattito.
Che il mondo dei nonni non c'é più ma che tutto sommato, val la pena che non ci sia più, spiegalo a Pecoraro Scanio ed ai vati dell'ecocatastrofismo. Spiegalo al guro del culto eolico-solare Grillo che non è bello rompere le balle con questo pretesto nobile dell'ambientalismo e poi farsi sgamare sul motoscafo come un pirla, che sappiamo, inquina più della Prius che omaggiava inneggiando che la Fiat seguisse l'esempio. Spiegalo a gente come Al Gore che tra una predica di catastrofe ambientale e l'altra, arricchendosi di libri, notorietà e conto corrente, poi consumava come 100 famiglie medie americane, solo loro in un anno, lui in un giorno, quell'energia a casa sua. Spiegalo a Pecoraro Scanio che è sensibile sull'ambiente e ride ai funerali altrui e che poi va in elicottero finché può. Spiegalo a tutti quei sacerdoti del nulla, però dannoso per gli altri in definitiva, che sono per certi versi, uguali a quello che diceva G. Gaber, anzi, parafrasando lo dico: sono esportatori sani dell'ambientalismo... nel senso che A LORO non fa male.
Poi che devo dire? Tu dici che è la tua battuta che mi ha distratto dai ragionamenti che fai. Mentre la realtà forse è più triste e spiacevole ancora: quali ragionamenti? Non c'è nulla di nuovo, avrei dovuto ripetermi? Non porti nulla di nuovo in quel messaggio, a parte la battuta, è solo per questo che hai impressione sbagliata oltre al fatto che forse confondi il fatto che non condivido con il fatto che non presto attenzione, non leggo.
"Tutte le analisi indicano che ormai lo sfruttamento delle risorse è giunto ad un limite che non permette ulteriore crescita".
Ma chi l'ha detto? Altro dogma? Semmai, sarà un blocco del mercato, dunque davvero discorso puramente economico.
Ma è quello che dico anche io: siccome c'é una sorta di saturazione del mercato con dei limiti che sembrano essere confluite ed aggravate in bolle speculative (cioé si è andati oltre quei limiti addirittura), ecco che il tema "ambientale" diventa la via utile per sbloccare la situazione.
La situazione è molto semplice: come si fa a far riprendere il mercato dell'automobile, ormai bloccato, perché ha venduto tutto il vendibile, rifilando dove poteva 3 auto a famiglia e magari l'auto per il figlio che ancora verrà o per il gatto di casa se vuol essere autosufficiente?
A chi la devi vendere ancora la tua fottuta auto, che tra l'altro è uguale a quella venduta un anno o 5 prima già, solo che gli hai cambiato i fanalini, il disegno di un particolare, i cerchi in lega e lo spacci per modello nuovissimo? E già facendo venire dei dubbi: potevi farlo subito quando la compravo, l'innovazione che dici? Compreso il portafrutta automatico che legge gli mp3: perché mettete sul mercato l'auto nuova svalutando la mia dopo pochissimo, con ogni stronzata, scusa, emerite teste di ca...?
Comunque basta: per una serie di motivi, le auto non si vendon più. Ma bisogna venderle, eccome se bisogna venderle: se ne producono a milioni, ogni giorno, indipendentemente dal fabbisogno, si troverà poi il modo di rifilarle. E d'altra parte una riduzione farebbe incacchiare lavoratori e sindacati, non è che si possan tener lì a sbafo, se non si produce.
Ecco il tema ambientale che viene in soccorso. Tu non hai bisogno dell'auto nuova? Sicuro? Lo dici tu. Io te ne dò una con dei vantaggi fiscali (interviene lo Stato), con il cacchiofrullo satellitare automatico che ti legge la gradazione alcolica prima di partire ed inquina meno perché è Euro 25, l'ultima novità del minor impatto ambientale, mica Euro 5 come la tua, brutto devastatore del pianeta, non ti vergogni?
E così si continua a vendere, il mercato si sblocca un attimo. Un artefizio per temporeggiare. Poi si vedrà, qualcosa si inventerà. I limiti sono del mercato, mica delle risorse.
Che godono di ingiusta distribuzione: c'é chi fa la fame e chi è incentivato a cambiare l'auto che tutto sommato è nuova, va bene, coi soldi di tutti. E già l'idea che un'auto debba esser considerabile vecchia e da sostituire dopo 3 anni o 5, che si debba spendere così tanto per un oggetto che dura così poco (vittoria del consumismo più scellerato), facendo pure la morale che è cosa buona, fa orrore.
Ma non mancano le risorse, manca la ricetta buona perché il mercato giri senza intoppi e con migliore distribuzione, che è cosa diversa.
Della media aritmetica non so proprio che farmene in questo caso. La media aritmetica continuerà a nascondere il fatto che 3 fanno la fame ed uno ingrassa, ed allora non si capisce in qual modo calcolatrice alla mano e medie aritmetiche come riferimento, possano mai aiutare una solidarietà.
La media aritmetica mi permette di dire a due bambini africani: tranquilli, mangio io per voi due, ma la media aritmetica è salva, contenti? L'unico particolare da aggiungere è che io ho diritto a fare più figli di voi, io posso sfamarli, voi no, non sarete così crudeli da reclamar diritto di far figli veeeeero?
Ma via...
Ti arrampichi sugli specchi. E lo fai solo nell'ottica di una contrapposizione ideologica. Mentre dovresti aver notato che tutto sommato, non sono un buon "nemico", non sono il soggetto ideale, visto che mi muovo più libero rispetto a questi approcci ideologici, dunque dovresti candidare altri al mio posto, per quello scopo, faticheresti meno.
Anche io ricambio volentieri, visto che dai il via: anche tu hai parlato in modo sciocco ed ignorante.
I dati che proponi sono dogmatici, ideologici, non c'é unanimità, non sono dati oggettivi.
Nota che l'uomo, come in tutti i sistemi naturali (animali), fa figli sin a quando questi generano ricchezza. Economia pre-industriale: risorse potenziali >> consumo potenziale...
L'uomo smette di far figli quando nella società industriale percepisce sulla sua pelle un limite nelle prospettive di crescita personaleSiamo ancora alle analisi ottocentesche, società industriali.. fosse tutto qui... ne ha fatti di danni Marx al mondo eh.
Ma son contento che tu ti auto-denunci: autodenunci la tua visione dell'uomo, che è marginalizzata come dicevo (esiste, eccome se esiste l'ideologia ambientalista come quella comunista e le sue derive di commistione e sincretismi vari, altroché), dove l'uomo è come minimo equiparato ad un animale qualsiasi e come lui si deve comportare, parrebbe.
Altro dogma. Ideologico. Ma debole nelle coerenze.
In tutti i sistemi naturali, gli animali si dividono più o meno in predatori e predati. Dobbiamo essere predatori senza scrupoli allora. Una specie può benissimo prevaricare l'altra fino ad estinguerla. E nel progetto (forse deriva darwinista nella lettura?) della "natura" c'è anche quello di abbandonare figli al loro destino se imperfetti, malati, lo sapevi? O di eliminare, all'interno della stessa specie, i cuccioli di un concorrente, per riprodursi con precise caratteristiche genetiche: le proprie.
Dobbiamo fare altrettanto? E' natura, sono sistemi naturali no?
D'altra parte, come in tutti i sistemi naturali, c'è una continua, feroce lotta per il controllo del territorio: esemplari della stessa specie si massacrano per questo, per il territorio e per l'affermazione del proprio contributo genetico. Dunque, dobbiamo fare un inno alla guerra, alla violenza, alla lotta continua senza speranza, rivolgendosi ai "sistemi naturali"?
Se non è ideologia questa. E delle più tristi, tra l'altro.
I sistemi naturali tra l'altro, propongono che dove la specie ha poche possibilità di sopravvivenza, si debba prolificare tantissimo. Prendi i pesci: milioni e milioni di ovetti, molti dei quali sparirano fagocitati dai predatori o perduti per altro. Ma ne rimangono ancora migliaia. Che saranno sterminati da predatori che non si pongono il problema delle risorse: mangiano finché ce n'é e quei pesci-cibo difendono la specie così: producendo migliaia e migliaia di uova.
Perché è un ambiente ostile, dunque si prolifica di più perchè ci siano più possibilità per la specie di farcela. E siccome c'è tanto cibo di conseguenza per i loro predatori, in cima alla gerarchia del sistema, anche i predatori si permettono tutto sommato di figliare allegramente.
Dobbiamo prendere a riferimento un simile modello o la piantiamo e diciamo che l'uomo non è animale come gli altri, ha altra missione, altra responsabilità, altra libertà?
Meno ideologia e più promozione umana.
E però è divertente il riferirsi comodo alla "natura". Quando fa comodo.
47. civis romanus sum, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 15:02
Dall'antiumano antiplanetario inquinamento da radioattività a fini di lucro di pochi privati delinquenti, dal quale previdentemente gli ambientalisti "verdi" ci hanno fatto scampare trentanni fa con il loro lavoro di divulgazione per un ambiente più sano e vivibile, potete informarvi ancora sulla Francia Contaminata dal nucleare di "Areva", la società chiamata dal nano ad appestarci la penisola della sua radioattività, dal sito del canale televisivo pubblico francese FR3 è possibile vedere ed ascoltare la trasmissione "Piece-a-conviction" dell'11/2/09, dal titolo:
"URANIO: LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA"
Anche in sette parti su Youtube:
Volume uno
,,, Le altre parti le trovate sul sito ( io le avevo pure postate ma il sistema qui le rifiuta tutte insieme ,,, per un sovraccarico di radioattività ? ;)Sottotitoli in italiano ,,, "gustatevelo", è veramente sconvolgente !
48. Charles Darwin, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 18:34
63, 68
10 pagine, 6248 parole allo scopo di
1 - farmi passare per un abortista
2 - irridere i dati, la scienza e la politica degli ambientalisti.
Eppure tentavo di portare argomenti. Qualcuno può aiutarmi a vedere la relazione di quegli argomenti con quello che mi replica ET ? Giuro, ho letto tutto, e non ho capito. Nulla ho trovato se non la ripetizione ad libitum delle poche cose che ho già inutilmente cercato di contestare puntualmente e citandolo. Contestare questa nuova inutile catena di parole ? Ho già dato. Una sciocchezza madornale su tutte: che il mercato possa travalicare i limiti naturali dello sviluppo globale ! (spiace segnalartelo ET ma questo si capisce). Ero sicuro che l'ENEL e l'AIEA fossero abitati da pericolosi comunisti, ma se vuoi capire qualcosa di argomenti che ignori, prima di sputarci sopra digita su goole scholar "ecological footprint", esamina qualcosa di quel che risulta e poi vediamo se Prudenza, buon senso son sufficienti, parrebbe, senza deliri ambientali (38) o ridiscutiamo cosa siano e a cosa servano le medie aritmetiche.
49. Charles Darwin, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 18:36
qui sopra 63, 38 stava per 43, 46
50. civis romanus sum, Martedì 20 Ottobre 2009 ore 20:03
48. Beh ,,, finalmente ci è arrivato anche Cd a considerare inutile qualsiasi tentativo di dialogo con la estenuante, diarroica, mistificante propaganda mediashopping beotamente come bove aggiogato, rivolta a condurre dalla propria parte la credulità cattolica.
Meglio tardi che mai ,,, ma temo, conoscendo il soggetto quel poco che lo conosco, di dover assistere ancora a soventi ricadute di fronte alle provocanti sollecitazioni del venditore di tappeti falsi ;)
51. salvatore , Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 01:11
50 Crs,
un passo avanti comunque: risposte semplici a contorcimenti parabolici, non accettando confronti con la logorrea divagatoria.
Secondo me, non cadere nel tranello di cercare di dialogare con alcuno dei suoi post diarroici è, in assoluto, il metodo migliore;
quando abbandona la solita artiglieria da campagna e si limita a commenti leggibili, i suoi argomenti si rivelano a nudo nella loro mediocre inconsistenza;
allora, sempre, senza eccezioni, leva il campo e scompare lontano, oltre l'orizzonte di un leale confronto, mai una volta per lui sostenibile.
Provare per credere!
52. alieno, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 23:09
Cd, al 48, scrivi:
"Giuro, ho letto tutto, e non ho capito."
Su questo non v'era alcun dubbio, nemmen occorreva il giuramento, eh. :-) Poi, pure:
"Ho già dato."
Ma cosa mi hai dato, Cd? Cosa? Perché non si capisce, santa pazienza, cosa avresti dato.
Una sintesi è proprio dove strabordi pure:
Una sciocchezza madornale su tutte: che il mercato possa travalicare i limiti naturali dello sviluppo globale ! (spiace segnalartelo ET ma questo si capisce).
E così, l'unica cosa che si capisce che hai capito e che dici di essere una sciocchezza madornale su tutte, è la tua sciocca sintesi che non ti permette di capire o di condividere.
Cosa c'é di più sciocco della tua pretesa?
E' questo che mi hai dato.
Un dogma.
Pretendi che l'accetti, ma sai che non ho e non posso avere quella fede per cui mi poni il dogma e, non pago, scrivi che è la sciocchezza madornale su tutte che il mercato possa travalicare i limiti naturali dello sviluppo globale.
Ma di cosa stiamo parlando? Prima di tutto, il "mercato" è qualcosa in continuo mutamento. E non solo nell'ordine quantitativo, ma anche nell'ordine qualitativo. Anzi, ciò che sempre ci auguriamo, in notizie come quelle al post poi, è che cambi questo benedetto mercato. Dunque, un mercato che cambia nella quantità, nella qualità e perfino nella concezione stessa.
E non è che sia cosa nuova. Si è cominciato col baratto... il mercato di strada ne ha fatta tanta, non è vero? Si è puntato sul sale, sul cibo, sull'oro, sulle spezie, sul carbone, sulla manifattura, sull'acciaio, sull'uranio, sui titoli che erano attestati garantiti, poi son diventati spesso quei mostri che sappiamo, superando anche il valore che dovrebbero rappresentare, ma capaci di arricchire alcuni in modo stratosferico (anche solo nel crearli e spacciarli oppure nel non esser prudenti da evitarli) e di impoverire tanti altri, di avere bolle speculative che infine esplodono e ci ricordano che erano una malsana invenzione scellerata che serviva solo alla finzione, all'inganno, ad intossicare il mercato per fare speculazione senza criterio alcuno e con egoismo o con somma imprudenza, incapacità.
Questo solo per parlar di mercato.
Poi parliamo dello sviluppo globale? Anche questo si è continuamente modificato. Per mille motivi. L'uomo ha compiuto un percorso e dunque si è modificato come il mercato ed anche con il mercato.
Di cosa parliamo quando parliamo di "sviluppo"?
Di crescita? Di crescita positiva, buona o di crescita a prescindere? Anche qui, il significato di sviluppo potrebbe cambiare parecchio.
Ma tu, ecco, vuoi che accetti il tuo dogma. E lo leghi all'energia presumo, se lo leghi all'Enel e l'Aiea. Ahiahi.
Risorse suppongo.
Ma quali sono i limiti delle risorse? Anche queste si son continuamente modificate, nel corso della storia dell'umanità. Dall'uomo raccoglitore, all'uomo allevatore, coltivatore, fabbricatore che utilizza il ferro, l'acciaio, il carbone, il petrolio, il gas, l'uranio...
Se uno avesse, in ogni istante della storia dell'uomo, fotografato, fermato il punto ed accettato "dogmaticamente" che in quel momento era possibile individuare i limiti (dello sviluppo, delle risorse, del mercato) avremmo sbagliato.
Sempre. Rigorosamente. Perchè così facendo, come minimo, abbiamo confuso la conoscenza mescolandola di supponenza. Nello stabilire limiti, ce ne siamo posti. E sempre restando soggetti, dobbiamo saperlo, a dei limiti condizionanti (ti dicon nulla le Idola di Pensiero di Bacone?).
Ma tu mi dai dello sciocco o magari capace ma dicente sciocchezze (madornali) su tutte e così facendo, mi appari subito sciocco: mi proponi un dogma, ahimé, come non sapessi che ho già i miei, ma per fede, mentre qui si sta ragionando in un altro modo e spero tu non me ne voglia se non li accetto.
Ma come è possibile, mi domando, tu, così capace di ragionare, che ti "auto-limiti" dinanzi ad un dogma di quel tipo? Cosa ti muove? Donde la fede, la fiducia per accettare un simile dogma?
I termini erano, nella discussione precedente, il limite dello sviluppo che noi, purtroppo o meno male, possiamo solo ipotizzare, astrattamente. Fare delle mere congetture. Ma dovremmo farlo con mentalità aperta, umile e non supponente, arrogante. Dunque aperta, con l'occhio adulto di chi qualcosina già conosce, ma infine poco, pochissimo e l'entusiasmo e gli occhi aperti di meraviglia e stupore per quello che continuamente scopriamo, di noi e di tutto ciò che ci circonda e perfino, di quel che ipotizziamo possa farlo domani, come bambini perché questo l'uomo è, per quanto si dia arie, sia preda così spesso della boria e sia capace di sfidare tanto il buon senso che, perfino, Dio, senza più umiltà, pensando di rappresentarlo pienamente, di superarlo, di poter fare a meno di Lui oppure affermando che semplicemente, non esiste.
E' incredibile Cd, davvero, questo tuo auto-limitarti, questa tua imprudenza nell'accettare dogmi. Eppure ti facevo, come dire, di temperamento più scettico, più aperto, più... anarchico.
Ed in questo, devo dire, avendo sempre pensato che un po' mi somigli e probabilmente anche per questo, restandomi sempre più simpatico di quanto dimostri ti sia io talvolta, eh. :-)
Di quali limiti stiamo parlando Cd?
Tu sai bene che la scienza, la tecnologia, la conoscenza dell'uomo è un continuo mutamento, come la vita di ciascun uomo, lo è la vita dell'umanità, con il suo sapere, la sua cognizione, la sua sensibilità: sempre in mutamento, sempre in viaggio.
Un viaggio che racconta meraviglie ed orrori, scoperte e però, tanti, tantissimi passi falsi. Tutt'oggi l'uomo, nel suo sapere, si muove prevalentemente per "tentativi". Cioé un po' a casaccio. E questa la dice lunga sulla sua ragione assurda di esser supponente e presuntuoso. Molte delle invenzioni e delle scoperte dell'uomo, sono per errore, per sbaglio, cercando tutt'altro, lavorando per altro motivo...
Per non contare delle mille teorie sballate o di quelle morte, seppellite, superate. Noi teniamo presente solo le teorie che riteniamo conformi (o anche talvolta, adeguate e tollerate da un conformismo) e dimentichiamo che dietro ci sono miliardi di tentativi non azzeccati, non riusciti.
E' incredibile: ci vantiamo di aver atteggiamento scientifico, razionale e poi ci relazioniamo a tutto come con l'oroscopo. Ricordiamo solo le rare volte che ci azzecca e non le altre e da lì, desumiamo, che l'oroscopo è una grandissima risorsa perché ci azzecca????
Ecco, la tua è una sintesi perfetta: un dogma, prendi là.
Le risorse son finite.
Ma quali risorse Cd? Fino a ieri non ne contavamo la metà nel conteggio, nemmen le prendevamo in considerazione.
Ci sarà pure un limite, non è questo il punto, ma è ben lontano dalle nostre priorità e di questo, infine parlavo.
Lo sviluppo ad un certo punto ha dei limiti "naturali".
Naturali? Ma della natura, noi, non conosciamo ancora nulla, caro mio. Nulla ancora di quello che c'é nel sottosuolo, nulla sotto gli oceani e nulla nemmen sull'aria. Ci interroghiamo continuamente, ci facciamo domande, milioni di domande e alcune volte troviamo anche delle risposte e tra quelle, alcune completamente sbagliate e dobbiamo ricondizionarle poi, avendo scoperto di più o altro.
Per dire: abbiamo fior fiore di scenziati, tecnici, conoscenza e tecnologia, oh sì, tecnologia costosissima, avveniristica, straordinaria, abbiamo satelliti nello spazio che costano una valanga di soldi in tecnologia, materiali e per non parlare dei costi per metterlo lassù... e poi? Non siamo in grado nemmeno di dire che tempo farà.
E non l'anno venturo, ma nemmeno il mese prossimo. O la prossima settimana. O domani, macché. Abbiamo una marea di quattrini in tecnologia, tempo, sacrificio e non c'é verso, la cosa migliore che facciamo è...?
Dire quello che già accade. Monitorare. Abbiamo satelliti per dirci quello che già è e non quello che sarà. Solo "probabilmente" possiamo dire, a volte azzeccando, a volte no. Io anni fa mi sono proposto un esperimento empirico. Semplicissimo. Ho preso le previsioni meteo sulla mia zona, ogni santo giorno leggendolo al bar a scrocco dal quotidiano ed ogni santo giorno ho lanciato la moneta, scegliendo tra due possibilità: brutto tempo-piove bel tempo-non piove.
Ebbene, ha vinto la moneta! Naturalmente poteva perdere, però non è interessante? Tirando a caso una moneta e semplificando, nemmeno la più sofisticata tecnologia, sparata nello spazio...incredibile, no? Tutto quello che sappiamo fare è dirci che tempo sta facendo. Capirai!!! Con quello che costano???
E la probabilità. Che magari posso stabilire da solo, magari con la moneta o le buone ricette dei nonni o meglio ancora, certe mie cicatrici e dolori, che funzionano bene come satelliti spaziali ed avveniristici quando il tempo cambia parecchio, già prima. Oppure osservando il comportamento degli animali.
Noi abbiamo milioni e milioni di dollari, Euro sparati in orbita per dirci che tempo già sta facendo e per dirci che forse, domani, sarà un po' nuvolo e forse, forse domani il mare sarà un po' tra mosso e molto mosso.... ma ti rendi conto? Mossi o molto mossi!!!
Con tutti quei soldi io come minimo, voglio sapere quante onde ci sono e se c'é uno stronzo che galleggia, dove sta andando e perchè!!!! ^_^
Non sappiamo quasi nulla. Non sappiamo nemmeno curare un fottuto banalissimo raffreddore. Una cosa stupida, ma non c'è verso: se non lo curi, ti dura una settimana come minimo.
Se lo curi, invece, passando in farmacia o dal dottore, ti dura solo 7 giorni. Fantastico.
Non sappiamo nemmeno come curare un cancro, l'aids, non sappiamo prevedere terremoti con certezza, quanti, quanto, quando e però, tu vieni qui, a darmi dello sciocco, portandomi un dogma:
sviluppo globale con limiti "naturali". Come se noi potessimo far altro che ipotizzare.
Ed infatti, non c'è una che una previsione catastrofista, come ho già raccontato, che non si sia rivelata sbagliata, inesatta.
E molte volte, con la presunzione che dovesse esser verità rivelata, ma se permetti, dogmi e verità rivelate, per me, son altre, per fede che però, non è quella del dogma che mi poni.
Dunque limiti: ci saranno? Può darsi. Al mercato? Allo sviluppo? "naturale". Ma che significa "naturale" scusa? A parte che della natura conosciamo un fico secco più o meno, anche se dandoci arie, pensiamo di saper ormai tutto (ormai la scoperta che Dio non esiste, per certi scenziati malati di ideologie, è vicina, eheh), ma cosa è "natura" e cosa non è "natura"?
Nemmeno questo siamo in grado di calcolare con precisione. E' un concetto nostro, un'idea: cosa è "natura" e cosa "no"?
Ciò che crea l'uomo non è "natura"? Energia nucleare, uno sputo, una scorreggia, una guerra perfino, non è in definitiva "natura"?
Se la fanno gli animali di ogni specie la guerra, anche i virus (e ci preoccupa) ed infatti, proprio perché non vogliamo esser bestie, e nemmeno limitarci ad esser solo animali, ma creature con libertà e responsabilità più alte, cerchiamo di non fare guerre tra noi e possibilmente nemmeno agli animali, alla natura, ma se è un virus, allora porca merda, è guerra. Se è malattia, allora è guerra, e non mi importa un fico secco se quel virus, poverino, fa parte della natura. Per quanto mi riguarda, potendo, lo annichilirò, costi quel che costi perché molte cose, per l'uomo, della natura, non vanno bene.
Ed infatti, ben farebbe l'uomo, ad occuparsi di faccende nel suo autentico interesse e non procurandosi altri guai.
L'uomo può solo fare speculazioni, ipotesi, ma è un bambino e ha ancora moltissimo da imparare, ancora più da imparare di quanto si possa solo concepire e dovrà, facendolo, predisporsi con umiltà, prudenza, responsabilità e con una mente aperta, disponibile a rimettere in gioco la sua conoscenza, ogni volta perchè tante volte l'ha dovuto fare ed ancora dovrà farlo, lo vediamo nel racconto del cammino dell'umanità e della sua conoscenza.
E se però quel bambino, si vuole perfino adulto, con dogmi e verità rivelate, spacciandosi quasi per Dio o un suo prossimo concorrente, con presunzione, supponenza, allora può fare più danni della grandine e soprattutto, è antipatico, odioso e non mancherà naturalmente, di umiliarsi rigorosamene dopo aver rotto le scatole agli altri.
Noi possiamo più o meno fare come dicevo per i satelliti meteo: rilevare quello che già è. Fare delle ipotesi sul futuro, sul futuro prossimo. Come per il meteo, già la probabilità di azzeccarci, due giorni avanti, è un compito ingrato, non ci riesce granché. Troppe variabili e troppa ignoranza, incapacità per farlo. Abbiamo computer potentissimi e però nisba. Abbiamo la presunzione di poter leggere il nostro futuro coi modelli matematici, dimenticandoci che è uno strumento di ipotesi e che è in definitiva, condizionato da noi. Siamo noi che introduciamo le variabili, in quei modelli e la quantità, quali includere o escludere (e magari escludendo perché di alcune variabili nemmen siamo a conoscenza), potranno cambiare il risultato in modo notevole. E più ci si allontana dall'istante, dall'adesso, dal più o meno certo, già di pochissimi e più rischiamo di sparare delle sciocchezze "madornali" come i nostri dogmi se pretendiamo che il risultato sia verità rivelata.
Se tu hai deciso di impostare tutto il ragionamento sull'assunzione di dogmi, caro Cd, non puoi pretendere che io accetti le scuole che mi consigli, castelli di carta, case sulle sabbie (mobili) o su roccia franosa.
La prima regola della conoscenza che tutti dovremmo ricordarci, ma proprio tutti, caro Cd, credo sia questa:
"io non conosco".
E poi di seguito: "conosco pochissimo"
E poi ancora: "per quanto conosca, è sempre più ciò che ancora devo conoscere".
E così continuando non confondendo mai la conoscenza con l'arroganza, la supponenza e l'imprudenza, dettando dogmi, con la pretesa che gli altri poi vadano pure alla scuola di ipotesi assumendole come verità rivelata.
Come sai, ho altro credo, altra fede.
E ritengo che la conoscenza, la scienza, la tecnologia, siano formidabili, straordinari strumenti nelle mani dell'uomo, dei doni divini. Letteralmente. Di Dio.
Motivo in più per dimostrarci grati, umili e ... prudenti, responsabili, non supponenti, superbi.
La superbia, nella narrazione cristiana (e non solo) è il primo peccato che l'uomo compie per offender Dio e se stesso.
Ed è ancora oggi il più tremendo, il più facile, il più tentatore.
Io potrò darti l'impressione della superbia somma, lo so, è il mio difetto nell'esprimermi, soprattutto quando lo faccio con passione, trasporto, ma ti chiedo un piccolo atto di amicizia ed in quella, di fiducia: non è così, affatto così, è solo l'apparenza. Si capisce meglio dai contenuti che dalla forma, così come si capisce meglio per chi mi conosce meglio anche se il modo di esprimermi può sembrare accomunarmi.
Sono invece scettico, prudente, ho tanti dubbi anche se forse, li esprimo peggio, o meno (ed è probabilmente ragionevole, perché i "dubbi" sono ancora in fase di elaborazione, decantazione il più delle volte).
E ti dico che anche tu, se non mi sbaglio, non sei diverso in questo: scettico, coi dubbi, capace di riflessione accorta, prudente quando non ti lasci condizionare, questa è la mia impressione, dal pre-giudizio o da una sorta di risentimenti di posizione che ho l'impressione, si animino di più dove è riconoscibile l'apparentamento in uno "schieramento", oppure quello "avversario" da te eletto "nemico".
Non possiamo dunque ragionare come vorresti, in modo dogmatico, sui limiti (quali? Quanti? Quando? Chi lo ha deciso? Come? Perché?) naturali (cosa è naturale? cosa no? Cosa conosciamo della natura? Guardiamo un attimo alle nostre spalle, per prudenza, notando quante volte abbiamo saputo poco e pensato di sapere tutto?), dello sviluppo (che significa? In che senso?) globale (facciamo la media aritmetica? Quella per cui su tre persone, una ha 3 polli e due muoion di fame? Ci basta questo per ragionare?????):
"ecological footprint" è già nel nome la sintesi dell'ideologia che rappresenta, del culto, dogmatico, per me assurdo che mi rifiuto di prendere in considerazione senza elementi attendibili, ragionevoli e più sinceramente, autenticamente "umani", perchè è soprattutto questo che mi interessa, questo che ha generato la mia riflessione e questo che mi ha interessato nell'argomento.
E ti dico: siamo nella condizione che dicevo dei satelliti meteo. Utilissimi, per carità. E poi sempre migliorandoli, ci si augura. Al momento, l'unica certezza che ci offrono è la fotografia di quello che già è e non di quello che sarà. L'istante dopo, è solo previsione, ipotesi, probabilità e tanto più ci si allontana e tanto più ci è difficile avere dati certi, attendibili, bastano ore, dico ore che se facessimo fotografia di una previsione, disegnando aree di bassa pressione o alta, tornadi o mari da mossi a molto mossi, vedremmo la non coincidenza con la previsione nei bordi, nella traiettoria, nell'identità. E spostandosi di soli pochi giorni, sarebbe tutta da ridere.
Siamo dunque nella condizione però, di fotografare la realtà.
E quale realtà più d'ogni altra, certezza desolante, che quella dei dati "sempre più allarmanti" che secondo me, anche per colpa dei culti dogmatici della scuola di "ecological footprint", son sempre meno allarmanti?
E' quella di persone che fanno la fame. Che muoiono di fame, di sete, di malattia, a milioni! Uomini, donne, vecchi, bambini, MILIONI di morti.
E siamo così incapaci, nonostante tutta la nostra supponenza, che abbiamo deciso, contentando l'ecological footprint, dove l'uomo naturalmente deve porsi il problema di non essere un peso per la divinità "ambiente", di "diminuirsi".
Già il fine mi fa urlare di .. vergogna. Il fine dell'uomo non è l'ambiente e semmai, proprio dovendo, è il contrario oppure che ragioniamo a fare? La stessa ragione c'è perché c'é l'uomo e per l'uomo affinché cresca, tuteli se stesso, abbia cura dei suoi simili e del Creato a lui affidato.
E se non si crede, allora basti il fatto che se dobbiamo farci delle ragioni per un ambiente che ragione non ha nella capacità, perché la Ragione, la Razionalità è possibilità dell'uomo, ragionevolmente, razionalmente, non avrebbe alcun senso proporcelo.
E dico: la fame, la miseria, la morte, la disperazione... non sono ipotesi, congetture, come quelle verità basate sul nulla o quasi, spesso nemmeno con presupposti scientifici, ma fondate speculazioni su dogmi ideologici.
E noi cosa sappiamo fare in tutto questo? Investire, attenzione, nell'ecological footprint.
Ci interessa prioritariamente il trattato di Kyoto.
Non siamo stati capaci, mai una volta, una, di rispettare i nostri programmi di aiuto all'uomo, mai una. Sempre risultati disastrosi, puntuali, sempre confermando in peggio le previsioni o giù di lì e milioni di uomini continuano a morire e noi... che facciamo?
Kyoto. E' priorità. Ah, certo, priorità l'ipotesi astratta, previsioni mai azzeccate, ideologia del nulla e non priorità, per carità, investimento totale, globale per chi crepa, macché.
Per l'ambiente. Ci sentiamo la coscienza a posto così, siamo così fighetti, da ambientalisti, non è vero? E' un conformismo che piace: io sono ambientalista e tu? Io sono anche "impegnato" ambientalista! Che figooooo.....
E la Fao ci racconta un'altra storia però. Basata sulla certezza, è questo l'assurdo, su un monte, una montagna incredibile di certezze desolanti, orrende, da racconto dell'orrore perché è una montagna
di morti.
Noi siamo così "fighetti" e siamo così "supponenti" che non solo ci proponiamo di investire sull'ipotetico ignorando anche il dato oggettivo, quello "umano" e non delirante, ma siamo anche patetici.
Ci proponiamo infatti, di riuscire, pure, nella causa ambientalista.
Capisci la cosa... tremenda? Noi dovremmo riuscire, per l'ambiente, dove per l'uomo continuiamo a fallire e introducendo questi deliri, basati sul nulla o sulle ipotesi però spacciate come verità assolute o dogmi indiscutibili, noi dobbiamo riuscire, con priorità assoluta, per l'ambiente.
Per l'ambiente e non per l'uomo.
Mi dirai che la causa ambientale è per l'uomo.
FOSSE VERO!!!! Fosse vero Cd! Sarei il primo a dichiararmi orgoglioso o orgoglione come preferisci, ambientalista!
Ma non è così: noi siamo solo degli incapaci, dei presuntuosi ed anche dei .... creduloni. Che si bevono dogmi e culti, senza ragione per farlo. Anzi, la ragione... sconsiglierebbe. La logica d'una coerenza basterebbe.
A parte l'etica di proporsi una causa urgente e prioritaria sull'ambiente con una causa umana devastante, che invece, è oggettiva e riscontrabile fuori di ogni ragionevole dubbio... scelta come minimo, discutibile eticamente ed esteticamente, non è vero?
Ma non si capisce perché mai si investa tanto, sottraendo pure risorse per questa roba, pensando di poter riuscire.
E non ho ancora capito cosa sarebbe peggio:
1) Se non siamo riusciti nella causa "umana" non riusciremo nemmeno in quella ambientale. Comunque la priorità non mi sembra "umanamente" discutibile, nemmeno il maggior sforzo.
2) Se non siamo riusciti nella causa "umana" e riusciamo in quella dell'ambiente.... significa che il tema umano, nn ci commuove più, non ci appassiona più, non ci crediamo più, non siamo capaci di portare più speranza, siamo diventati tristi e perfino disumanizzanti.
Ecco i concetti di cui parlavo, Cd.
Dici di aver già dato, ma non mi hai dato nulla, se non un po' di delusione. Non hai argomentato. Hai arricchito di fregi e di cornici dei dogmi, la tua idea fatta ideologia al punto di dirmi, inconsapevole del paradossale dirlo, che ho scritto sciocchezze madornali perchè non accetto il dogma dello sviluppo naturale finito e del mercato finito.
vorresti porre dei limiti a quello che con umiltà, non possiamo prevedere davvero e che più volte abbiamo dovuto rielaborare, tornando indietro, dopo passi falsi oppure cambiando completamente strada. Tanto per lo sviluppo che per le risorse, tanto per il mercato che ogni altra definizione che solo la supponenza è in grado di spiegare e NON la conoscenza, poca alle spalle, molta davanti, con occhi grandi di bambini, pieni di meraviglia mentre scoprono che tanto devono ancora scoprire, anche l'inatteso, l'imprevedibile
Non la causa ambientale, ma quella umana. Più promozione umana. Del mercato non dobbiamo prioritariamente preoccuparci dei limiti "quantitativi". L'uomo ha sempre trovato il modo di spostare paletti più in là, di quei limiti.
Il problema urgente, prioritario, dal volto umano insomma, è quello di migliorarlo Q-U-A-L-I-T-A-T-I-V-A-M-E-N-T-E.
E della media aritmetica, per la qualità, comprenderai, non sappiamo che farcene, è uno strumento malamente indicativo, la differenza può essere qualitativamente insostenibile, una persona vive e 3 muoiono con la media aritmetica. Una ha cibo a sufficienza e due ghianda, anzi, nemmen quella.
Ora: dimmi se hai capito, dico, CAPITO quello che intendevo dire, ora e precedentemente. Non ho detto di dirmi se hai condiviso, lo capirò, me lo dirai se vuoi, dimmi solo se HAI CAPITO!?
E non essere supponente, arrogante, pensando di aver già DATO. E' solo la tua idea, non è un dogma, una verità assoluta neppure questa. Tu, con prudenza, scetticismo, mentalità aperta, proponiti che invece tu NON abbia dato abbastanza.
Ed è quello che farò io, naturalmente, con te, che non pensare, sai mettere a dura prova anche la mia pazienza che, credo, non è minimalista.
Dunque, dimmi se Hai capito, non che ho ragione, che condividi, se hai capito. Ed invece di dire che HAI DATO, hai la possibilità di farmi domande, con prudenza pensando che forse avevi ancora da dare.
Non sono pretese, non sono ordini, sono tue possibilità ed io spero, non pretendo, che tu non debba rinunciare alla tua possibilità.
Ciao, ogni bene.
Alieno
53. alieno, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 23:52
Tra l'altro, se sei scettico, prudente quanto me, nonché piuttosto tendente a dimostrarsi.. anarchico specialmente dinanzi a formule prestabilite, ordini precostituiti che non ben comprendi e condividi...
Poniti anche la riflessione sul mercato. Mercato che raramente ha dimostrato sensibilità dal volto "umano" e che spesso è naturalmente strumento e risorsa dell'uomo, ma più di una volta, se non quasi sempre, questo benedetto mercato ha dimostrato di regolarsi con altre logiche che quelle "umane", semmai con quello auto-conservativo per il profitto o accrescitivo del profitto (fino alle guerre, fino alla crisi, alle speculazioni, alle bolle che scoppiano).
E' un mercato che si auto-regola, comunque, prima o poi, quale che sia? Sarà. Ma non ci spiega nulla una media aritmetica del mercato "globale" sul lato qualitativo, umano.
Sappiamo però che il mercato, nonostante le richieste, LE SUPPLICHE degli uomini, raramente ascolta, si adatta, non fintanto che c'è il profitto, la speculazione ancora da fare, qualcosa ancora da sfruttare.
E sai quando si sposta, muta il più delle volte, un "mercato"? Quando ha esaurito la sua azione "predatrice" che però, non è equamente distribuita. Tranquillo, non sto diventando marxista. :-)
Ti invito invece alla riflessione: l'attenzione del "mercato" con le sue teorie di supporto, comprese quelle delle risorse finite, a chi servono davvero? E' profitto o "volto umano"?
Con la storia delle risorse finite (il mondo resterà senza petrolio) i cartelli del petrolio hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Il petrolio è ancora lì. Quando lasceranno il dannato petrolio è perché avranno scoperto una risorsa migliore da sfruttare. MA l'ammanteranno di abiti nobili. Magari ambientali.
E non sarebbe certo una novità. Cause umanitarie come pretesto e scudo nobilmente fregiato per far commercio, sfruttamento, profitto... ma anche l'ambientalismo si presta.
Cominciò, il mercato, a scoprirlo quando ancora io andavo a scuola. Con certe caramelle bucate che, dicevano, avrebbero salvato orsi polari. A parte il fatto che a me gli orsi polari stanno pure sulle palle, sono sanguinari, brutti, 'gnoranti e mi rovinano puntualmente ogni documentario stupendo tra ghiacci, foche ecc , facendo stragi devastanti che con quel pelo bianco sporco di sangue è orrendo (e se pure i doc non lo mostrano, per fortuna, anche persone) e naturalmente sto scherzando, non mi stanno sulle palle (giusto un po'), ma con quelle caramelle, secondo te, dai, davvero salvi l'orso?
Ma dai: non era questo il motivo. Il motivo è che molto presto, il mercato, si è reso conto che con il tema "ambientale" si vende di più, mooooolto di più. L'uomo è un credulone, spesso, animato da buona fede. E' diventato un business, perché l'uomo accetta le caramelle dagli sconosciuti e tende a bersele tutte oppure, paradossalmente, non vuol più creder a nulla (e che poi, non è che faccia molta differenza...).
Ormai è un tema sfruttato: detersivi, caramelle, cibo... compra, compra, salvi l'ambiente. Il mercato scoprendo il business.
Sospetto sia lo stesso per i cibi cosiddetti "bio".
E' incredibile il paradosso: con il sistema bio (spesso poi andando a vedere la filiera, il bio non c'é comunque), si consuma più acqua, a parità di resa si deve usare più terra oppure ci si contenta di una resa inferiore, talvolta la roba è pure bruttina e perfino il sapore, talvolta, fa un po' cagare, diciamocelo. In ogni caso costa di più. Costa di più a chi lo fa (più acqua, più terra, meno resa, più fatica, più tempo e lavoro, nonché accidenti vari) e costa di più a chi la compra, mooolto di più. E perché siamo disposti a pagare di più per roba più bruttina, magari più cattiva? Perché sopra c'é scritto "bio".
Salutisti ed ecologisti siamo. Ma ho come l'impressione che siamo anche molto buffi.
Siamo buffi perché ragioniamo in modo incoerente e buffo.
Ci battiamo perché questo o quel frutto o pianta non siano modificati geneticamente. E diciamo che ciò è innaturale impatto umano "ecological footprint" pure questo.
Naturale... cosa è naturale? La natura, semmai, ci insegna che da quando ne sappiamo qualcosa, modifica geneticamente, continuamente, tutto, non risparmiando praticamente nulla.
E come la chimico-fobia che abbiamo sviluppato per ideologia e dogmi, creduloneria. "NOn voglio niente che sia medicina, non prendo chimica".
La natura è tutta chimica, bella, cercati un altro universo, con altre dimensioni magari perchè in queste tre o più, parrebbe, non ti troverai benissimo, spiace dirlo..
Evitiamo di porci limiti dove non possiamo metterceli e cominciamo a porceli, semmai, dove con prudenza, seria, quella vera, quella oggettivamente riscontrabile, è richiesta?
E sulle ipotesi, si comincia a pensare un mercato, una globalizzaione, dal volto più umano e quel volto, solo quel volto definendone la "qualità" e non l'ambiente? Vogliamo farlo con un pensiero razionale, con una ragione, cominciando a pensare che senza l'uomo, il cosiddetto ambiente, non ha una ragione, una razionalità?
Vogliamo esser prudenti e constatare che il mercato sempre si è servito di cause nobili e dunque dobbiamo sottoporre a torchio, scetticismo i dogmi che ci vengono proposti?
Vogliamo dire che se la Fiat o la Mercedes o una casa qualsiasi, americana per esempio, comincerà a fare automobili che consumano di meno, dopo anni ed anni di cilindrate impossibili a 4 cifre, se comincerà a fare auto più ecologiche, non è perchè la risorsa "benzina" è finita, ma per invogliare a comprare le nuove auto, perché il mercato è in qualche modo saturo? E vogliamo comprendere che molte delle tematiche ambientaliste, sono suggerite dal mercato stesso, ma non per l'uomo, per sè e se soltanto, per il profitto, è lo specchietto per le allodole, anzi, gli allocchi, tutti han compreso di quanta possibilità di arricchirsi, tra chi cerca profitto, in questo, anche la mafia, LA MAFIA, e non solo italiana, ha compreso quanto si possa speculare sul tema "ambientalista", soldi a palate, A PALATE altro che droga così come già fa con i temi "umanitari", ben compiacendosi di questi, dell'assistenzialismo, fonte di reddito assicurata da accaparrare e semmai distribuire a proprio piacimento, fonte di potere e di ricatto...
Cominciamo ad aprire gli occhi? E' il mercato del profitto e non quello dal volto "umano" al quale è venuto il pallino, la trovata, finalmente ci crede, del tema ambientale.
Ed è perché ha fatto i suoi calcoli: ci guadagna, espande il mercato ancora, con altri inganni. Si vende quello che non si sa più come vendere, anche le auto. E dove non basta il tema persuasivo ambientale, si controllano poteri più forti: Stato, enti internazionali. E' d'obbligo, ci sono parametri da rispettare.
Da noi: Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4... tappe forzate. Se non lo fai perché non ci credi, non te la bevi, hai delle ragione umane per tenerti l'Euro 2 o 3, l'auto va benissimo, non posso permettermela, beh, i casi son due: l'incentivo (dello stato, dunque comunque dovendo pagare tutti lo stesso) oppure l'obbligo. Cominciando con la pressione delle limitazioni, dei balzelli, dei divieti.
Ecco come si muove il mercato globale: con il profitto, ma ammantato di nobili vessilli, non è vero? E con teorie, dogmi e perfin gente che si presta volontariamente, scoprendo un suo spazio di notorietà e di profitto, vendendo libri, film, teorie, ospitate..
Ecco cosa vedo, da Alieno, quando mi alzo un poco dalla crosta terrestre. L'imprudenza, la supponenza, l'egoismo. Molti ingannati, pochi ingannatori.
E uomini che crepano, a milioni, anche per quegli inganni.
Da Alieno lo voglio dire: semmai concretizzeremo risultati incoraggianti sulle tematiche ambientaliste, visto che come ricorda il post siamo sconfitti da risultati sempre più allarmanti (ma magari allarmassero davvero con meno deviazioni.. verdi per esempio, a vantaggio del mercato globale, quello che con media aritmetica ci fa sentire a posto sulla quantità, ma meglio non indagare sulla qualità, non è vero? E sulla distribuzione...), per l'uomo sarà una tremenda sconfitta. Sarà il fondo del barile del delirio che avremo raschiato.
Uno sforzo comunitario, internazionale, planetario per amore dell'ambiente, lasciando morire milioni e milioni di fame. Ecco quale sarebbe il risultato: tremendo, raccapricciante, infernale, dimostra che il nostro ingegno ed impegno riunito ha un volto ben poco umano.
Però molto verde, ma io per questo, non sentirò alcuna consolazione, nemmeno tra pratoline e verde erbetta, con l'ambiente "intatto" di virus e zanzare, ma nemmeno di caprioli o bufali in amore, mi sentirò consolato di una profonda tristezza e davvero, quel giorno, eventualmente, mi sentirò un po' più alieno.
Ed al contrario, quando il nostro sforzo sarà meno supponente, meno globalmente sciocco e sconfiggerà la fame, la malattia, la sofferenza (e non è certo la via quella dei preservativi-aborto-eutanasia), quando cureremo le mille malattie con cui abbiamo ed avremo sempre un conto aperto, dunque sempre lavoro da fare, impegno, non è vero? E se mai ridurrà guerre, terrore... sto sognando, naturalmente, ma è importante per capire la direzione in cui tendere....Allora e solo allora, sentirò davvero che l'Alieno, come ogni altro uomo, avrà compiuto un balzo evolutivo, finalmente, potendo dire più credibilmente:
io so. Ho un po' di conoscenza. Ho imparato qualcosa finalmente.
Fino ad allora, beh, è solo arroganza dirci veramente "evoluti" e "sviluppati" e questi però, sono i veri limiti, le vere priorità: l'uomo come obiettivo. Dio come destino. Che almeno i risultati allarmanti restino senza progresso per l'ambiente, ma con progresso per chi muore e crepa dimenticato, solo, ignorato, disprezzato, marginalizzato, sfruttato, schiavizzato, offeso.
Oppure non sarà "progresso".
E noi, tutto sommato, restando poco fuori, poco più in là delle caverne, nonostante la nostra continua superbia, presunzione, continunando a ripetere sempre lo stesso errore.
Sai cosa? Ci vuole meno "conformismo". Ci vuole una rivoluzione. E Cristo, beh, assolve pienamente questa promessa, eheh.
Cristo, non Al Gore o la scuola dell'ecological footprint.
L'uomo, non l'ambiente e, se c'è tempo, spazio e voglia, l'uomo chissà quando..
Ridisegniamo le priorità.
Più promozione umana.
54. alieno, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 00:10
Ed ancora, ragionando terra-terra, da umile o da semplice chiaccherata al bar, tra un caffè, un cazzeggio...
A te non viene mai in mente, che diamine, pensando a quando si mandano, anche noi, Italia, dico, soldati in Iraq, soldati in Libano (che ci stanno a fà è un mistero..), soldati in Afghanistan....
non ti viene in mente una cosa stupida se vuoi, terra terra tipo:
ma non s'era detto che siamo senza una lira? Anzi, euro? Non s'era detto che bisogna far tagli, stinger cinghia, che siamo indietro, mancano infrastrutture, mancano politiche sociali adeguate, manca tutto, compresi i soldi per ripagar debito mostruoso che è mostruoso solo nel debito anche non aumentandolo aumenta... vita dura, debito procapite già appena nati, tassati e vessati dalla vita alla morte, quando non post-mortem, i beni tassati mille volte nella filiera, in ogni sua piccola briciola ed infine, una volta pagata e strapagata, riuscendo a costruir qualcosa, fonte di reddito tassabile, ecco, tagli, sacrifici, non ce n'é per nessuno o c'é molto poco, coperta corta, la tiri da una parte e si scopre dall'altra...e poi l'ordine pubblico, la mafia, la camorra, la 'ndrangheta, la Sacra Corona Unita, la mafia che viene dall'est, quella russa, albanese, cinese, la schiavitù, lo sfruttamento di donne, bambini, uomini pagati un piatto di pasta piegandosi la schiena 11 ore, le baracche, le carceri strapiene...ecco, dicevo..
non ti viene in mente di dire, perplesso: ma non s'era detto che risorse non ce n'erano? Come li avete mandati là? Dove le avete trovate?
Che c'entra tutto questo?
Ecco, io terra terra, me lo chiedo: il mercato ha dei limiti, facciamo quello che possiamo, rigorosamente non abbiamo fatto abbastanza...
E dove abbiamo trovato e dove ci proponiamo di trovare le risorse per il delirio degli eco-ballisti? Per l'ambiente? Dove?
La coperta è corta e non copre però, metà pianeta, per... l'ambiente? Si deve tirare ancora di più? Quanti morti ancora dobbiamo vedere? Quante risorse ancora togliere, per l'ultima novità, il delirio verde?
Ed è un impegno costosissimo, costosissimo per tutti quanti: noi che parliamo "al bar" terra terra, nazioni, ma anche coloro che crepano che avranno coperta più corta. Per il guadagno di chi? No, non guardiamo la quantità del guadagno, son certo che è tanto e che la media aritmetica, ahimé, potrebbe pure soddisfarci o comunque non preoccuparci abbastanza. Guardiamo la qualità: dove troviamo quelle risorse? Soprattutto, perché le troviamo? Per chi? Per l'uomo? Per l'umanità? Sicuro sicuro?
Ciao.
55. alieno, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 00:25
Salvatore, 51: scrivi
"leva il campo e scompare lontano..."
Ti piacerebbe lo so, mi tocca deluderti ancora per un po'...
i suoi argomenti si rivelano a nudo nella loro mediocre inconsistenza;
Ma la tua argomentazione dove è?
La devo accettare così com'é, verità rivelata (da te), dogma, oppure ti degni di argomentare dove son stato di argomentazione di mediocre inconsistenza?
Sicuro che il tuo commento stesso, ai fini di un dialogo, non sia del tutto e non mediocremente, inconsistente?
Non c'è argomento, non c'è nulla. La butti lì, si deve prender per vera parrebbe: inconsistenza mediocre... leva il campo e scompare... sarei pure sleale....io sarei sleale, incredibile.
Dai, argomenta "l'inconsistenza". Sulla mediocrità, ahimé, posso pure darti ragione in anticipo, faccio quel che posso.
Ma da te non imparo granché, parrebbe; il senso del tuo messaggio, a parte quello di tentare di screditare me, senza dimostrazione alcuna, stabilendo addirittura per mio conto cosa faccio e dovrei fare (e te lo sogni che levi il campo caro mio), dove sarebbe? Il contributo ad un dialogo.. dove sarebbe?
Non hai nient'altro da offrire di tuo e ti contenti soltanto di tentare di diminuire ciò che provo a portare nel dialogo, esprimere? Tutto qui quello che sei diposto a fare?
Perché limiti così le tue possibilità? Ho piena fiducia che tu volendo, possa fare di più, di meglio e di più... simpatico.
E' che non ti applichi.
E guarda che la sintesi, di per sè, non garantisce qualcosa di buono.
Prendi il commento sopra al tuo, il 48:
48. Beh ,,, finalmente ci è arrivato anche Cd a considerare inutile qualsiasi tentativo di dialogo con la estenuante, diarroica, mistificante propaganda mediashopping beotamente come bove aggiogato, rivolta a condurre dalla propria parte la credulità cattolica.
Meglio tardi che mai ,,, ma temo, conoscendo il soggetto quel poco che lo conosco, di dover assistere ancora a soventi ricadute di fronte alle provocanti sollecitazioni del venditore di tappeti falsi ;)
Argomenti trattati? Insultare me. Altro? No. Come? Com'é nel suo stile, poco civile.
Ecco cosa relaziona a me, per parlare, infine, di niente:
inutile qualsiasi tentativo di dialogoestenuante, diarroica
mistificante propaganda
mediashopping
beotamente come bove aggiogato
rivolta a condurre dalla propria parte la credulità cattolica.
venditore di tappeti falsi.
Capito? Non porta nulla al dialogo. Parla solo di me. Malamente, senza argomenti.
E' sintetico, ma a che serve? Un commento del genere, beh, è completamente inutile, sintetico quanto vuoi...
E strano, tu che sei così severo e critico con me, non fai osservazioni eheh.
56. salvatore , Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 02:36
Alieno (non ci metto il numero del post ché tanto uno vale l'altro, no?)
quale parte delle frasi
<risposte semplici a contorcimenti parabolici, non accettando confronti con la logorrea divagatoria>
e
<non cadere nel tranello di cercare di dialogare con alcuno dei suoi post diarroici è, in assoluto, il metodo migliore>
non riesci ad afferrare, visto che ricominci, solo soletto a scriverti addosso?
Comunque, come già detto, e mi ripeto con soddisfazione, mi diverte vederti sempre ripartire istericamente con gli stessi impeti irrefrenabili, non appena ti si rivolgono delle semplici constatazioni di fatto!
57. alieno, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 22:16
Salvatore, 56: no, il numero era utile invece, per capire a chi riferirsi. Certo, se ne tiro in ballo 2, 3, 5 di commenti, uno perde la voglia di andare a vedere qual'era, non è vero?
E soprattutto, per educazione dal mio punto di vista, se tu hai già sotto mano il commento n., anziché costringere chi legge ad andare a ricercarselo, già che lo hai lì, meglio sarebbe risparmiargli la fatica di ricercarselo, riportando il passaggio o la domanda direttamente nel commento. Mi pare simpatico, carino, che io ti citi direttamente nel commento, la domanda che interessava o la risposta che sia senza far partire cacce al tesoro, poi forse mi sbaglio, eh?
Riguardo al tuo commento ultimo, dunque: perché hai presunzione che io nn riesco ad afferrare? Il fatto che ricominci non comporta l'automatismo. Potrei semplicemente non essere d'accordo, pur avendo capito.
E se poi ti diverti, tanto meglio per tutti, anzi, dovresti sempre ringraziarmi meglio per tanto divertimento ed invece, non sei simpatico, lo fai poco e male. :-)
Vedo che però, tu ti complichi la vita: dici che non leggi e poi leggi ciò che scrivo. Dici agli altri di ignorarmi e tu non mi ignori.
E meno male che sarei io quello che si parla addosso, ehehe. :-)
Devo dire che mi ricambi e ti ringrazio: anche tu sai farmi divertire tanto.
Suggerisco miglior semplicità: limitati a leggere quando ti va e non farlo quando non ti va. Senza annunci, senza dichiarazioni. A che serve? Così pure, sicuro che "ignorarmi" è la cosa che più desideri e soprattutto, desidererai domani? Non vuoi lasciarti libero di decidere, di volta in volta, come ti va o conviene?
E sei sicuro che quella possibilità aperta, che tu già ti riservi ampiamente, non spetti anche agli altri come cosa giusta da fare?
Insomma, lasciali liberi e lasciati libero di fare come meglio credi, semplificando però, un pochino tutta la cornice formale degli annunci e delle dichiarazioni.
Buona serata.
Alieno
P.S.: ah, dimenticavo.. forse ti intendi di Pc: hai qualche idea sul perché se lascio il computer 10 minuti e torno, s'impalla, si blocca e devo riavviare? Accade per esempio se lancio la scansione antivirus. Ho già verificato: ho disattivato la funzione stand-by e lo screen-saver e però...
talvolta capita anche mentre sto lavorandoci, ma mooooolto meno spesso, nell'attesa invece è quasi puntuale.
Se hai qualche operazione da suggerirmi, ti sarei grato. Beh, grato comunque se hai letto fin qui eh. :-)
58. salvatore , Martedì 27 Ottobre 2009 ore 15:50
Alieno 57,
rileggi meglio nel mio 56 per afferrare che devi rileggere meglio prima di scrivere.
Una per tutte, ma centrale, tra le tante cose inventate:
<Dici agli altri di ignorarmi e tu non mi ignori.>
Infatti io ho scritto
<non cadere nel tranello di cercare di dialogare con alcuno dei suoi post diarroici è, in assoluto, il metodo migliore>
Anche la parola <diarroici> non la afferri?
Significa "prolissi", "logorroici", "lunghissimi", etc
Suggerisco infatti
non di non leggerti mai
ma solo di non considerare i tuoi post eccessivi (diarroici).
Un qualsiasi lettore di media intelligenza ormai lo dovrebbe aver capito! e averne anche rilevata la conferma dal mio comportamento dirimente del tuo dubbio follemente amletico "Mi legge o non mi legge?"
Ma ce l'hai o no la "media intelligenza"? e la memoria? che serve a ricordare quella fondamentale distinzione della quale non sai proprio farti una ragione!
Ci sei arrivato ad afferrare?
59. alieno, Martedì 27 Ottobre 2009 ore 16:50
@ Salvatore: ma quanto sarai formale, pignolo e ripetitivo? Eheh.
Dici di ignorarmi, ma non mi ignori.
Se scrivo un messaggio più breve, dici che si può leggerlo perché, dici,
".. quando abbandona la solita artiglieria da campagna e si limita a commenti leggibili, i suoi argomenti si rivelano a nudo nella loro mediocre inconsistenza;"
Quando invece son troppo lunghi, allora dici che ignori e suggerisci pure ad altri di ignorarli.
E però tu non li ignori, già dal momento in cui scrivi di ignorarli (se devi ignorarli, li ignori e basta, non è che ne parli) e tantomeno dimostri di ignorarli suggerendo agli altri di farlo (significa averli presi in considerazione invece, in qualche modo).
Dunque resta il punto: dici di ignorare e non lo fai, però con la pretesa di suggerire agli altri di ignorarmi, che se permetti, è pretesa un po' ignorante..
almeno di modi ed intenti, ma non solo.
:-)
Dobbiamo dunque sempre parlare di me? Di te che parli di me? Dei lettori cosa pensano di me? Di cosa dovrebbe fare il web.. di me? Di cosa dovrei fare io, di me?
Ma sarai un po' ossessionato, tu.. :-)
Se nn ti fosse ben chiaro ed hai, per dire, una sorta di conto in sospeso con me, una sfida aperta, una questione personale e prioritaria in cui battermi, ti dico che
fallirai. Inesorabilmente. Perché io non mi sento in competizione con te. Non gareggio. Tu non vinci, io non perdo e nemmeno il contrario. Ora puoi darti una calmata, fartene una ragione e magari passare più spesso ad altro? Non dico che ti vieto di parlar di me continuamente (e male) e del resto non c'é nulla che io possa o voglia fare per impedirtelo.
Ti suggerisco solo la possibilità di parlare di più di qualcosa d'altro. Non è una pretesa, ma un suggerimento. E non per farmi contento, ma solo per suggerti la possibilità che sia più interessante. E magari utile, a noi, così come agli altri.
Ciao, buona giornata.
;-)
60. salvatore , Mercoledì 28 Ottobre 2009 ore 17:13
Alieno 59, tu complichi quanto è invece semplice.
La soluzione della polemica è tutta nelle tue mani:
se ti rivolgi a me scrivi con educata brevità.
Altrimenti, ogni volta che tornerai ad indirizzarmi i tuoi post diarroici ti ritroverai a vederteli rischizzare addosso come da un ventilatore.
Spero che te ne farai una ragione; e lo dico per compassione della tua povera tastiera e del buon senso che mortifichi e che prescrive di rivolgersi a qualcuno con l'educazione che quello si aspetta invece che con la solita maleducazione ammantata di ipocrita cortesia, falsa perchè dimentica la semplice segnalazione:
se scrivi a me, fallo con la normale educata concisione, come tutte le persone per bene rispettose dei propri interlocutori, o evita di farlo.
Io ci guadagnerò in serenità e rispetto ricevuto e tu, nel risparmiare il tuo tempo e la tua ostinazione, sicuramente, più di me.