Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Oggi alle ore 15,00 a Roma, si svolgerà la manifestazione nazionale per la libertà di informazione e di stampa.
Una manifestazione alla quale hanno aderito molti importanti esponenti della stampa nazionale, a cominciare dalla FNSI (Federazione nazionale della stampa italiana), e dall'UCSI (l'Unione cattolica stampa italiana).
Una manifestazione definita una farsa, nela quale e identemente tutti (tranne alcuni irriducibili fuori dal mondo) credono. Una manifestazione che ovviamente assume differenti "tinte", anche a seconda ella caratterizzazione politica, ma che non si può non condividere.
La libertà di stampa è messa in crisi attualmente in Italia? Questa è la domanda di fondo.
Certo è che nssuno chiude i giornali o uccide i giornalisti, così come avveniva nel Ventennio (a cui spesso la maggioranza fa riferimento per dire che quella della diminuzione della libertà di stampa in Italia è una "favola catastrofista").
E' certamente vero che il fascismo nel senso del periodo storico che ha caratterizzato il "ventennio" di Mussolini, non c'è più...
Ma i fascismi continuano purtroppo a proliferare. I fascismi di ogni stampo, sia di destra che di sinistra, i quali hanno tutti un denominatore comune. L'altro, per principio, da fastidio.
L'altro è uno da fare tacere.
Da questo punto di vista credo che l'informazione in Italia ia molto in crisi, se non vincolata. La libertà infatti di informazione c'è....
Il problema forse è che manca l'etica, quella vera, che deve spingere chi informa i cittadini, a non rinunciarvi mai.
Questo forse è il problema...
Altro uovo di giornata:
L'ONU HA SCOPETO UN NUOVO DIRITTO: QUELLO DELLE INTERCETTAZIONI
13 Luglio 2010
Nel caravanserraglio che dal popolo viola arriva ai post-it di Repubblica, mancava un mattatore capace di ravvivare la fiamma dell’antiberlusconismo su scala planetaria. Puntuale il mangiafuoco è arrivato e risponde al nome di Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione. "Il governo italiano – ha sentenziato La Rue incurante della nostra sovranità nazionale – deve modificare o abolire il progetto di legge sulle intercettazioni", perché, "se venisse adottato nella sua forma attuale potrebbe minare il godimento del diritto della libertà di espressione in Italia".
L’uomo dell’Onu si dice "consapevole" delle "implicazioni che la pubblicazione delle informazioni intercettate possono avere nel processo giuridico o nel diritto alla privacy" e auspica un "dialogo significativo" tra il governo e tutte le parti interessate, dichiarandosi pronto a "fornire assistenza tecnica per garantire che il provvedimento rispetti gli standard internazionali sui diritti umani".
Visto che le parole di La Rue, com’era prevedibile, si sono rivelate una manna dal cielo per l'opposizione, è opportuno verificarle una per volta. Primo, l’onusiano non ci sembra granché “consapevole” del fatto che non esiste un legame di sangue tra la libertà di espressione e i paletti (che non sono un divieto assoluto) imposti al regime delle intercettazioni. Se domani questo giornale decidesse di pubblicare l'epistolario privato fra La Rue e la sua consorte e una legge ce lo impedisse sarebbe un attentato alla libertà di espressione o un modo spregevole di turbare la sua privacy? D'altra parte, come ha evidenziato seccamente il ministro Frattini, "in tutti i paesi liberali e democratici del mondo non è consentito divulgare prima della sentenza definitiva atti che devono restare segreti".
Secondo, quando La Rue chiede "più dialogo" al governo dimentica che ormai sono due anni che il ddl intercettazioni passa dalla Camera al Senato, e che alla discussione in aula si sono aggiunte le audizioni in Commissione Giustizia, dove si è ascoltato il parere, per esempio, dei magistrati. Come pure forse non è informato del fatto che si stanno valutando e votando una serie di emendamenti che vanno incontro alle perplessità del Colle e hanno lo scopo di trovare un punto d’equilibrio fra il diritto alla riservatezza garantito dalla Costituzione, l’azione della magistratura e la libertà di stampa. (Uno degli emendamenti potrebbe rivedere al ribasso la “punizione” inflitta a quegli editori che pubblicano materiale intercettato, che per La Rue è una pena “sproporzionata al reato”.)
In conclusione, rispondiamo con un cortese “no, grazie” alla sua offerta di trasferirsi per qualche mese in Italia come consulente del governo sulla questione della libertà di espressione. La Rue deve aver confuso il nostro Paese con il Guatemala, lo stato dell’America Centrale in cui ha fatto carriera negli anni scorsi battendosi (giustamente) contro i bavagli (quelli veri) imposti dai governi locali a giornalisti che in quelle latitudini rischiano davvero grosso. Resti pure da quelle parti, insomma, e saremo noi i primi a offrirgli la nostra consulenza. In caso contrario, potremo dire che ci mancava solo lui per finire di screditare l’enorme carrozzone delle Nazioni Unite.
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Credo che qualsiasi intervento dell'Onu simile, sia l'esercizio dello sprezzo del ridicolo e la commedia dell'assurdo e dell'ipocrisa evidente, se pensiamo a cosa sia l'Onu, chi la rappresenta.
Già il solo pensiero che ne faccia parte una realtà come la Cina, con diritto di veto permanente, la dice lunga su quale sarà poi la credibilità e la coerenza riguardo alle sue espressioni sui diritti umani e sulle libertà.
A dare l'idea di quanto ben sia compresa internazionalmente l'autenticità e la credibilità del carrozzone Onu,
voglio ricordare alcuni fatti che avrebbero anche dei contenuti formidabili di comicità, se non fossero purtroppo la realtà e non uno spettacolo cabarettistico.
Teheran, anzi, l'Iran degli ayatollah e di Ahmadinejad, si proposero qualche mese fa a candidati come difensori ONU per i diritti umani.
Credo che la cosa si commenti benissimo da sé: l'IRAN candidato alla Commissione ONU per i diritti umani, è poderosa...
Poi, verso la fine di Aprile c.a., ritirò la candidatura e si candida a difensiore della Commissione Onu per i diritti delle donne....
Ora: tutti sanno che l'Iran applica (come la Cina ed tante altre realtà dell'Onu) la sistematica violazione dei DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UOMO. Dunque è tragicomica aggiunta poi dove la vediamo proporsi per la difesa dei diritti delle donne.
Tutti sanno, naturalmente, che l'Iran è uno dei regimi più duri al mondo verso il sesso femminile, che in sostanza, vive in un perenne stato di semi-segregazione.
Sono all'ordine del giorno arresti e violenze contro donne "troppo occidentali" o non "sufficientemente coperte" o che si comportano in "maniera poco islamica" eccetera.
Solo il 16 Aprile scorso, il mullah di Teheran, la capitale dell'Iran, alla preghiera del Venerdì, ha detto che le donne che non indossano l'Hijab sono responsabili del diffondersi dell'adulterio (in Iran è punito con la pena di morte) ed udite udite, "accrescono il rischio di terremoti" (come vendetta di Allah suppongo ed in relazione al fatto che la capitale iraniana ha frequenti fenomeni sismici).
Sapendo che l'Onu è quel carrozzone farlocco, ipocrita che è, quasi per definizione (vi partecipano con diritto permanente i vincitori della seconda guerra mondiale, ma non si capisce di come questo debba essere garanzia di alcunché riguardo ai diritti umani ed anzi, si vede premesso un grosso ostacolo se si pensa che il diritto di veto spettò all'Unione Sovietica, così come oggi alla Cina, ma anche la partecipazione con rappresentanza a turni di altre realtà, è discutibilissima),
l'invadenza dell'Onu lesiva della sovranità nazionale (questione che sembra d'interesse solo quando si tratta di insultare il Vaticano proponendo l'odiologia relativa, parrebbe), assume dei contorni ancora più inquietanti.
A.
L'uovo di giornata
OCSE O SCEMI
Esercitazione per l'esame di giornalismo. Il candidato consideri che nel 2007 la Camera votò inutilmente il Decreto Mastella che proibiva la pubblicazione di intercettazioni anche solo per riassunto; nel programma del Pd del 2008, poi, si auspicava il divieto «fino al termine dell’udienza preliminare», oltreché «severe sanzioni penali»; l'ex direttore dell'Economist Bill Emmott ha detto che «da noi le intercettazioni finiscono raramente ai giornali»; John Lloyd del Financial Times ha detto che «raramente vengono rese pubbliche»; Jörg Bremer della Frankfurter Allgemeine Zeitung ha detto che «in Germania è vietato»; Eric Joseph di Libération ha detto che «mai in Francia sono state pubblicate intercettazioni con particolari privati»; Peter Popham dell'Independent ha detto che «in Italia ci sono certamente abusi»; Miguel Mora del País ha detto che «in Spagna vengono pubblicate con molta più cautela»; L'Economist ha scritto che in «alcune delle restrizioni proposte dalla legge italiana sono ritenute normali in molti paesi». Morale: ieri una responsabile dell'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha chiesto che il governo italiano rinunci alla legge sulle intercettazioni o la modifichi in sintonia con gli standard internazionali. Ciò posto, il candidato ha sette minuti per valutare se questa responsabile dell'Osce: 1) è disinformata; 2) è scema; 3) legge Repubblica. (di Filippo Facci, Tratto da Libero, 16 Giugno 2010)------
Non mi risulta che in nessun'altra realtà Europea avvenga ciò che da noi avviene e la pretesa che si debba rassegnarci non trova ragionevole credibilità allora, in ciò che raccomanda l'Ocse stesso, che invece ci vuole "adeguati" a quelle altre realtà.
Cosa vuole dunque? Che si sia adeguati allo standard Europeo (ma nulla del genere avviene altrove) oppure no?
Io ipotizzo che nella fattispecie, in meno di 7 minuti si possa valutare che sono veri e coesistono, purtroppo, tutti e 3 i punti in conclusione della traccia d'esame.
A.
Chi faccia fatica a percepire quella che alcuni commentatori politici minimizzano essere una testarda paranoia senile del premier,
per evitare ipocritamente di esser costretti a fare il proprio dovere segnalando per quello che è, un grave attentato alla Democrazia,
il disegno che il Governo persegue e la logica piduista gelliana che lo sottende,
può essere illuminato dai tentativi reiterati di limitare progressivamente la libertà di stampa,
- a partire dalle intercettazioni dalle quali risulta la pesante diretta ingerenza del premier sugli assetti dei palinsesti (Santoro et alia),
- fino ad arrivare alla Legge (che guarda caso proprio le intercettazioni vorrebbe depotenziare e punire chi le pubblicasse) in discussione in Parlamento.
Difficle ora sostenere che la condanna di quella Legge come antidemocratica, anticostituzionale, e contro la fondamentale libertà democratica, quella della libera informazione,
possa essere ispirata dai giudici ed i giornali comunisti (anche Feltri lo sarebbe?)
quando a dichiarare pesanti ammonimenti siano due organismi internazionali ufficiali come
l'OSCE e L'ONU.
L'Osce: "Italia rinunci a disegno di legge"
Intercettazioni, interviene l'Onu "Legge da abolire o modificare"
Nota bene:
sono sgraditi commenti maleducatamente logorroici e fuori dal merito, nonchè poderosi copia/incolla propagandistici, a cavallo di razzetti negazionisti.
E invece ecco un
SUCCESSO EPOCALE
m'è piaciuto Luttazzi a proposito della divagazione pretestuosa della "Odiologia":
<"E quando quel fazioso di Berlusconi vi dirà che voi siete mossi dall'odio, voi replicate con le parole del grande oratore latino Quintiliano che ricordava
"Odiare i mascalzoni è cosa nobile".
Perchè è cosa nobile? Ce lo ricorda Aristofane ne I Cavalieri, diceva
"Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere, significa onorare gli onesti".>
(raiperunanotte 25/03/2010)
Salute e fratellanza
Civis, 96, 97,
come mai io,
ancor prima di avere le prove di una speciale predilezione della mafia nei confronti di certi amici mafiosi (come diceva Bossi),
avevo già da tempo immaginato che quelli non votavano certo comunista?
Eppure non sono certo un genio né ho la palla di cristallo!
Sarà che è facile vedere le cose come sono, se uno ha intenzione di fare 2+2, ad es. come abbiamo fatto tu ed io, con molti altri, mettendo insieme qualche indizio pesante (Mangano, Dell'Utri), e non si presta a disonesti negazionismi.
98,
confermi quanto mi ha raccontato il mio amico fotografo del
FLOP EPOCALE patito da
- chi aveva annunciato folle oceaniche,
- e si è ritrovato in compagnia di poche sparute anticaglie.
Vale! o libera "odiologica" informazione!
Una diretta testimonianza di quel FLOP dal blog di Sabina Guzzanti .
E' lei stessa che parla dopo aver dato delle informazioni di servizio ai suoi fan :
" un altra cosa extra
sabato sono andata a riprendere i berluscones e intervistarli. testimonio che erano 4 gatti e per allungare il brodo c’erano bande musicali e magiorettes. hanno reclutato vari gruppi di fasci che inneggiavano alla riapertura delle case chiuse. altra cosa ridicola i cortei erano seguiti da plotoni di spazzini e macchine lavastrada perche’ non restasse nemmeno una cartaccia. cosa mai vista ad una manifestazione. loro non sporcano. li ho trovati meno convinti del solito e poco capaci di nascondere l’imbarazzo
poi ai bordi c’era un sacco di gente di sinistra venuta a curiosare. c’erano quelli che tornavano dalla manifestazione dell’acqua soprattutto. e comunque gente che voleva rendersi conto di persona. mi e’ sembrato come se finalmente ci fosse il coraggio di guardare una brutta ferita da cui abbiamo sempre distolto gli occhi per evitare lo svenimento ."
Ma si può leggere anche altro nel possesso della piena libertà di stampa e informazione.
Ad esempio di come i "picciotti" del boss Messina Denaro raccomandavano ai loro di votare Berlusconi nel 2006 perchè altrimenti sarebbero arrivati i comunisti e loro sarebbero stati costretti a scappare dall'Italia !
Un educativo estratto:
In quell’officina nel 2006 gli investigatori grazie alle «cimici» hanno sentito i boss parlare delle imminenti elezioni, e di come fare avere voti «alla lista di Silvio Berlusconi» e che «sono finiti i tempi dei comunisti» la cui vittoria potrebbe (ai mafiosi) «consumarli».
Ascoltati a discutere di politica sono Nanai Ippolito, Tonino Catania, Mommo Casciotta. «I tempi dei Comunisti sono finiti Tonino… le leggi non sono più come una volta…votiamo giusti!… ce ne possiamo andare dall’Italia se salgono…Prodi… questo babbu! ci consuma a tutti, votiamo giusto quando sarà».
Vedi un pò come sono utili libertà di stampa e di informazione per formare una coscienza civica e democratica.
Si può leggere e informarsi dappertutto di cose che altrimenti coperte dal silenzio connivente di chi trama per tenerele nascoste passerebbero inosservate senza perciò creare quel sussulto di coscienza all'apprendimento di cose che si sospettano da sempre ma che non si possono accertare non ancora in possesso delle evidenze .
E delle connivenze e collusioni tra chiesa e fascisti e ,,, mafiosi in questo caso si legge qui :
IL NUOVO CAPOMAFIA A PALERMO ERA UN PERSONAGGIO MOLTO APPREZZATO NEGLI AMBIENTI ECCLESIALI .
Un estratto.
,,, Un insospettabile architetto, molto stimato dalle gerarchie ecclesiali [,,,] Giuseppe Liga, 59 anni, reggente regionale del Movimento cristiano lavoratori, è stato arrestato all'alba dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria del capoluogo siciliano. Gli vengono contestate le accuse di associazione mafiosa ed estorsione: Liga avrebbe continuato a gestire il tesoro di Lo Piccolo, il boss di Tommaso Natale che fra il 2006 e il 2007 aveva esteso il suo potere su tutta la città stringendo i commercianti e gli imprenditori nella morsa del racket.
Eh, Sal, libero di cantartele e suonartele da solo come usa presso i tuoi compagni suonatori fare da sempre.
Certo, FLOP mi pare esagerato. Sarà che come ho scritto, mai avremo concordia di dati per questi eventi, né risulta un metodo affidabile, oggettivo di stima per risolvere.
Ma FLOP più o meno è esagerato come dire che c'era praticamente quasi tutt'Italia a Roma: Flop credo sia un bell'azzardo, al di là del valzer di stime in ribasso o in rialzo.
Mentre fa pensare tutt'altro: che non possa essere oggettivamente essere considerato Flop, per esempio, Repubblica stessa (e chi con lei).
Si vede che Repubblica sa benissimo che flop non è e dunque deve "costruirlo".
Se infatti, fosse stato autentico flop, oggettivamente riscontrabile da chiunque, non avrebbe dovuto certo ingegnarsi andando a scavare la vecchia manifestazione contro la guerra in Iraq, perchè non c'è bisogno di un termine di confronto, quando è un vero flop, oggettivamente riconoscibile da tutti i soggetti.
Bastano le immagini della manifestazione, punto. Se è un vero flop, si vede chiaramente.
Il punto è che non lo era Flop e così, ecco la macchinosa costruzione della macchina di propaganda, che ricorda nei metodi e nell'ingegno di raggiunger scopo, ogni propaganda di regime in effetti, per simulare la realtà.
Quando è un flop, stai sicuro che basta far vedere le immagini e si vede, finita lì.
Ma libero di suonartele e cantartele come vuoi.
E per quanto riguarda AN, ti assicuro, che c'è stato effettivamente un flop inerente: quello dei "finiani" e di "An" a lui legata. Si è visto che la strategia di Fini è stata in grado di ridurre il potenziale del suo partito, almeno nella forza calcolabile prima della fusione nel PdL.
Tradotto: tanti sono rimasti delusi di Fini. E se già è visibile guardando alla classe politica, sarà ancora più leggibile alla base.
In compenso Fini riscuote puntuali applausi a sinistra, tra i dipietristi e se vuoi, anche dai radicali.
Non è un caso e così come non è un caso la perdita di consenso di Fini almeno nel suo naturale alveo (moderati di cdx). Solo che con questo, non si è guadagnato davvero un posto dall'altra parte (già le faide di potere interno sono inesauribili, figurati).
Ma Fini si è giocato anche, in questo percorso, il possibile voto di tanti cattolici moderati che non lo trovano non solo più rappresentativo, ma molto e troppo simile a chi è incompatibile con la valorialità cattolica (i radicali).
Ecco: forse un flop c'é stato ed è il risultato delle strategie finiane.
Ma va da sé, che le stime della manifestazione possono essere molto al ribasso o al rialzo come si vuole, ma flop davvero no:
avremmo avuto le semplici, illuminanti, esplicite fotografie senza necessità di costruzioni relative ingegnose.
A meno che Repubblica, non consideri i suoi lettori tutti deficienti, che gli devi spiegare tutto con le figurine colorate ed il senso delle barzellette, un pezzetto alla volta,
credo sia consapevole che i suoi lettori non sono idioti e che non essendo un flop, allora si debba ricorrere all'espediente da vera macchina di propaganda ed istruzione di massa (beh, almeno quella a seguirla).
Buone cose,
A.
Alieno 93, scrivi
<Credo dunque che come sempre accade in questi eventi, non se ne verrà a capo con un'idea condivisa di partecipanti e non, questura ed organizzatori.>
- per fortuna la tua rassegnazione sulla opinabilità dei fatti la scrivi al tuo incipit, così non debbo leggere il resto (altre astruserie a cascata?)
- e, per altra fortuna, qua non siamo su Inediashopping o al Ministero dell'Interno o sul sito del PDL, dove si fa può impunemente fare confusione appositamente tra fatti ed opinioni.
Se uno
- non vuole mistificare persino a se stesso la realtà delle cose,
- facendo funzionare il comprendonio guardando le immagini,
può arrivare a capire
- quanta gente poteva esserci alla manifestazione del Pdl,
- e magari pure immaginare che, senza il sostegno convinto della vecchia Alleanza Nazionale, le manifestazioni a Roma fanno
FLOP.
Come dice anche Berlusconi, Sal:
TUTTI DANNO NUMERI CHE FANNO COMODO - "In queste manifestazioni tutti danno numeri che fa comodo dare, io non voglio entrare nel merito, dico solo che mi sono emozionato nel vedere tante persone e la qualità di queste persone, mi ha riscaldato il cuore". Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, a Bologna per una conferenza stampa, ha risposto così a chi gli chiedeva un commento sui numeri della manifestazione di ieri del Pdl
(fonte: ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/03/20/visualizza_new.html_1734989643.html)
Credo dunque che come sempre accade in questi eventi, non se ne verrà a capo con un'idea condivisa di partecipanti e non, questura ed organizzatori.
Ho avuto però modo di sentire chi è andato e mi è parsa sinceramente commossa di tanta partecipazione da tutt'Italia, ancora più simpatici alcuni di loro che candidamente hanno ammesso che non ci speravano e naturalmente confermando che il continuo martellamento mediatico, aveva suggerito che così dovesse essere, un flop, fino a indurli subliminalmente al pessimismo di una lettura della realtà, che però, non corrisponde davvero alla realtà.
Li ho confortati in quella candida ammissione, raccontandogli che effettivamente son 16 anni che nel racconto piegato e distorto della realtà martellante e militante attivo permanentemente degli odiologici che i media li condizionano pesantemente, che resto sorpreso e stupito ogni volta che si vota, sia quando Berlusconi vince, sia quando non vince perché in ogni caso, ha un numero poderoso di voti mentre nella realtà, in sostanza, si dice altro che il Paese odia e disprezza Berlusconi in modo ormai plebiscitario, ormai è alla fine, ormai son le ultime cartucce, ormai restano solo gli slogan... invece 16 di realtà a dirci il contrario ed io, confesso, ogni volta sbalordito perché questo si percepisce dai media: il racconto di una realtà piegata ai desideri, non analisi sincera o capace.
Ed infatti, appena le urne ricordano la realtà altra, parte solitamente un giretto di un paio di anni di puntuale disprezzo della realtà (degli italiani che la rappresentano), mai purtroppo un'onesta autocritica di chi è scollato dalla realtà (e dagli italiani). Poi si riparte e si comincia nuovamente a rappresentare una realtà che non corrisponde molto al Paese reale, ai cittadini, un'alterazione mediatica martellante, capace di condizionare anche chi è con il PdL, cdx, Berlusconi in effetti.
Ad ogni modo, ho potuto vedere ieri stralci di diretta e le immagini dall'alto mi paiono raccontare improbabili 50-60 mila persone, come 150mila. Non per questo penso al "milione" e del resto non ho quella capacità (che non comprendo da dove si acquisisce umanamente, misurare "ad occhio, capaci di distinguere la differenza con certezza ed al volo del numero dei partecipanti boh) e penso che non sia nemmeno importante perché non è un oggettivo riconoscibile flop al di là del valzer solito delle cifre.
Se poi ci mettiamo che il popolo di cdx non ha grande vocazione per piazzate ed adunanze come idea di partecipazione civile e politica, dove dall'altra parte c'è una vera e propria tradizione, il dato è ancora più interessante.
Credo che infine, non potrà essere che la misurazione più attendibile a darci l'idea più corretta (per quanto mai precisa eh) di come stavano le cose sul valzer dei numeri.
La misurazione più attendibile ed oggettiva del voto nell'urna. Perché credo che la differenza tra l'ipotesi dei 50 mila partecipanti o quella opposta di oltre un milione, nell'urna è sicuramente leggibile: un milione di voti in meno si sentono nelle elezioni regionali. Certo, io per esempio non c'ero alla manifestazione e però voterò lo stesso cdx, ma credo si possa ipotizzare ragionevole anche supporre che se è stato un flop la manifestazione ed erano solo 50mila, allora sarà anche un flop il risultato che il voto ci darà. Cioé non solo dovrebbe essere che Berlusconi non raggiunge le minime aspettative, ma che abbia comunque un numero incredibilmente basso di voti, qualcosa di "epocale" insomma, perché non si è mai vista la realtà così, nonostante ogni volta ci sia stata raccontata, puntualmente (ormai è alla fine, gli italiani non lo vogliono più, sono stanchi di lui, ormai hanno capito, il vento è girato, l'ora è giunta... praticamente sempre dovendoci aspettare secondo queste letture, un risultato plebiscitario contro Berlusconi: mai visto nemmeno quando ha perso).
Vedremo se sarà così stavolta, tutto è sempre possibile anche se i precedenti non giocano a favore di questa analisi della realtà, finora incongruente ed incapace (16 anni prticamente così senza che gli artefici previsionisti ci abbian mai preso nemmeno alla lontana in quella lettura).
Il sistema di Repubblica, per esempio, non mi pare attendibile.
Perché dovrebbe avvalesi, per esserlo, di almeno una fonte attendibile certa, oggettiva di misurazione: quella della questura. Avendo quella oggettività, è possibile allora fare le speculazioni relative nel confronto con le stime degli organizzatori.
Invece, tanto le stime della questura che quelle degli organizzatori, sono "soggettive" e non misurazioni oggettive, dunque nell'incostanza di una questura che non calcola sempre allo stesso modo, solo sommariamente al ribasso, ma in modo soggettivo, non ne esce mai una attendibile possibilità a cui riferirsi.
Invece emerge il grosso intento di Repubblica di impegnarsi al - molto - ribasso per la manifestazione del cdx che solitamente non abbiamo visto ugualmente nell'impegno delle manifestazioni militanti nell'odiologia anti-berlusconista (anzi, lì si enfatizza in rialzo rispetto alle stime della questura così come stavolta, tu guarda, perfino al ribasso rispetto alle stesse).
Non se ne esce: il dato oggettivo manca, c'é solo un'approssimazione in cui il soggettivo ha ampia capacità discrezionale, veramente incredibile (da sempre, tra stime di questura e organizzatori, una distanza formidabile).
Al voto, dato più oggettivo a cui riferirsi, se ne riparlerà.
Mentre trovo straordinarie altre questioni.
Facendo ricerche sul net, ho notato una preponderanza notevolmente squilibrata di dati forniti dagli odiologi militanti, mediocre quella equilibrata (o equidistante come direbbe un D'Alema), scarsissima la proposta immissione di dati ed informazioni di posizioni vicine al cdx.
C'è di fatto, una sorta di quasi monopolio, di posizione predominante sul net, organica all'odiologia militante.
Cioé: sono molto, molto più impegnati ed attivi su questo fronte, il cdx, così come la Lega, sarà bene che prendano in esame questo aspetto, dandosi da fare con eguale impegno e partecipazione, anche se vale come per le Piazze: non è propriamente attività nel dna del popolo dei moderati. Attrae più gli estremisti (anche di destra) quell'impegno, così come per le piazze ed i cortei manifestanti.
Altra faccenda davvero tristissima:
Sul canale della sinistra Rai (da telekabul-rai3 a Rainews24 è solidamente organica all'odiologia anti-berlusconista e sinistra anche con grande vocazione all'anti-vaticanismo ed anti-occidentalismo e così via).
Su Rainews24, Sabato scorso andavano in onda i vari comizi antiberlusconisti o del Pd. La trasmissione, si limitava a mandare in onda i comizi senza alcuna modifica: i comizianti parlavano e questo veniva trasmesso e solo nelle pause l'intervento dei commenti a supporto. Liscio come l'olio: se quelli parlano e parlano italiano, giusto così: trasmetterli e farli parlare direttamente mandandoli in onda sul net e sulla tv così.
Ma ieri? Ieri era Berlusconi a parlare. Ed ovviamente, c'era l'interprete che "traduceva" Berlusconi. Come se parlasse "dipietrese" o in aramaico. :-) Ma si può ridursi a tanta sfacciataggine?
Mentre Rai3 ha pensato bene di far un po' sparire la manifestazione di Roma del PdL dando molto, moltissimo spazio (senza "interpreti" per molto tempo e facendo commenti naturalmente positivi via via) per la manifestazione contro la privatizzazione dell'acqua e quella di Milano...
Niente di nuovo sotto il sol dell'avvenire, poi però non ci si stupisca e nella delusione non si arrivi al disprezzo, se ci si allontana così tanto dal sentimento della gente e dalla più onesta analisi della realtà.
Penso che sia ragionevole, quando ci si trovi (spesso poi) le stesse delusioni, prima di prendersela con la gente, con il Paese, con il mondo, fare autocritica e domandarsi se non si è investito in aspettative ingiuste ed ingiustificate, finendo per credere anche ciò che non è la realtà.
Buona serata,
A.
UN FLOP...
documentato.
Ho visto ieri sera le foto scattate da un amicio fotografo che ne mostrano l'evidenza per chi quella piazza conosce bene per averci, come me, lavorato pure agli allestimenti dei palchi di concerti ed all'interno di locali adiacenti la Scala Santa.
Si tratta, a dire tanto, di 50-60 mila persone, con una composizione abbondante di anziani, alcuni dei quali sdraiati nei divani bianchi all'uopo "sensatamente" predisposti sotto i numerosi gazebi.
Alla manifestazione del 1 maggio 2009, in quella stessa piazza e negli stradoni adiacenti avanti e dietro il palco,
--- > fotoconfronto foto n° 3, e n° 5, non ci si poteva muovere tanto che,
- a stento, riuscii ad avvicinarmi fino a circa 150 metri,
- e, per allontanarmi dalla calca fittissima, impiegai un'ora buona nello stradone gremito verso Piazza Vittorio.
Allora la prefettura (Min. Interni/Maroni) stimò fossero 650mila persone.
Comunque, se si dubita pure, come me, della cifra generosissima di 150.000 persone, dichiarate dalla prefettura (sempre Min. Interni/Maroni) sulla manifestazione di ieri,
si vedano pure le immagini riprese dall'alto, visibili sullo stesso sito del PDL
--- > nel video nei fotogrammi al tempo 1:06:28 che documentano i grandi vuoti della piazza, e addirittura con numerosi veicoli in movimento.
Un bellissimo... FLOP
Che spettacolo !!!
Il nano fascista in mutande !
Ieri per Roma giravano sparute squadrette di fascisti, alcuni, i più schifosi, quelli che strisciavano sventolando il vessillo della decima Mas, i vigliacchi lombrichi neri torturatori dei partigiani, spernacchiati e bersagliati da sputi e uova marce dalle finestre da dove sventolavano bandiere rosse e viola . Altri ancora più schifosi cantavano al seguito di una banda, "faccetta nera", altri ancora facevano saluti romani impuniti come si vorrebbe per legalità e costituzione ,,, Era di scena la feccia della società italiana ,,, gli omini della libertà per il loro padrone .
Ma erano pochissimi ,,, nonostante gli appelli sms, le allettanti proposte di denaro ai disoccupati perchè partecipassero alla pagliacciata, l'ignobile insultante invito ai terremotati de L'Aquila non corrisposto ,,, erano quattro gatti ,,, ma ancora troppi per i miei gusti .
Da questo sito lo sputtanamento delle menzogne fasciste sulle cifre della partecipazione LEGGI e CONFRONTA .
Più che una manifestazione per la libertà, è una bellissima festa per la libertà.
Alemanno sta parlando al popolo della libertà: "siete tanti, siete davvero tanti, siete belli.." :-)
Che spettacolo!
A.
Grande Manifestazione per la libertà del popolo italiano.
Tantissimi hanno aderitto, da ogni parte d'Italia con il tricolore.
Talemente tanti che il secondo corteo (un km di cittadini eheh) deve fare un percorso alternativo per confluire in Piazza San Giovanni che dalle immagini, mi pare già straripante: non c'era una Piazza più grande a Roma? Boh.
Poco fa il sottofondo musicale cantava "non dire no, non dire no.. lo so che ami un'altra" ed ora invece "non sarà un'avventura, questo amore fatto solo di poesia..".
Bersani non apprezzerà: a lui piacciono più cosette "voglio dare un senso a questa vita, questa vita che un senso non ha".. :-)
Manifestazione pacifica, civile, allegra e gioiosa per la libertà del Paese, il popolo civile non minaccia, non provoca le forze dell'ordine muro contro muro, non augura il cancro (nemmeno a chi ce l'ha già), non è fanatico e rabbioso, è il popolo civile italiano, il popolo moderato del Paese che difende la propria libertà che non ha bisogno di fare una Piazza al giorno per farsi vedere, rumoreggiando e facendo baccano per creare un reality dove si fa finta che tutto il Paese o quasi sia contro Berlusconi.
Invece pare proprio che sia l'ennesima balla. Ieri non pochi avevano annunciato il "flop", proprio non ci azzeccano con la realtà, tanto peggio per la realtà.
Mi auguro che il popolo italiano che come al solito libero, democratico e moderato, civilmente, si fa vedere, non sia sottoposto ancora di più all'odiologia sprezzante, sconfinando in un pregiudizio-razzismo per denigrarlo solo perchè alcuni non si confrontano con la realtà del Paese e dei cittadini, non sono capaci, né hanno voglia e finendo regolarmente per disprezzare il popolo.
Grande popolo.
Chi vuole la diretta con l'incredibile partecipazione allegra e civile di tantissimi cittadini che manifestano ed aderiscono per la libertà del Paese,
può gustarsi lo spettacolo qui:
http://www.ilpopolodellaliberta.it/
mi auguro che tutto vada bene perché la gente è tanta tanta tanta davvero e spero che Roma sia adeguatamente capace.
Peccato debba lavorare e non possa esserci come nel 2006.
Buona serata.
A.
Civis, 87: riporti il link o almeno il testo letterale (mi pare insolito che l'ansa commenti in proprio " a cranio", sembra più possibile citazione di altri che l'Ansa può aver segnalato, ma allora è bene mettere anche la fonte della citazione, chi si è espresso così)?
Comunque fa sorridere la faccenda. Mettiamo pure sia così.
Il cdx è disposto a pagare 100 Euro ai disoccupati.
Non gli faranno schifo.
In tempi di crisi poi e per un disoccupato essendo comunque crisi, non è mica male!
Ora, dopo aver riflettuto adeguatamente, leggasi l'articolo del Corriere della Sera del 19 Marzo 2010, che in chiusa racconta:
Tutti al PalaDozza» è il grido di guerra di Santoro. Deciso a non fare sconti: «Sarà una manifestazione tremendamente simile ad Annozero... ». Berlusconi è avvertito. E basta un nome per far capire che aria tirerà al Madison Square bolognese: ospite d’onore sarà Daniele Luttazzi, «il più proibito, il più osteggiato», come lo presenta Santoro, ma ci sarà anche Giovanni Floris, conduttore di «Ballarò», mentre Celentano ha detto no ai corteggiamenti nel timore che «nell’attuale momento di scarsa copertura democratica la sua presenza possa essere deformata ». Assente anche Bruno Vespa, «ma solo perché ha gente a cena...» ha gigioneggiato Santoro. Manifestazione autogestita, «faremo tutto da soli», annuncia il conduttore. Che confida nella generosità dei propri sostenitori: «Abbiamo bisogno che almeno 50 mila persone versino un contributo di 2,5 euro: tutta la faccenda ci costerà quasi 130 mila euro». Non ci saranno politici al PalaDozza. D’altra parte, e su questo Santoro insiste, «il nostro fine non è far prendere voti a qualcuno». E a chi da anni sostiene che l’antiberlusconismo porta voti al Cavaliere, Travaglia replica: «Se fosse così, mi aspetterei che Berlusconi chiedesse ad Innocenzi di mandarci in onda 24 ore su 24 e a reti unificate... Purtroppo il centrosinistra crede a questa tesi e non è un caso se da 15 anni perde le elezioni». Pure Santoro non ci va morbido con il Pd, ribattezzato «il bello addormentato» e i cui dirigenti «dovrebbero rinunciare ai loro spazi d’interferenza, a partire dal Cda Rai».Santoro, Floris, luttazzi... chiedono 2,5 Euro a "cranio" per usar espressione di Civis.
Eh, già, son tempi di crisi, che sarà mai tirar fuori 130mila Euro, basta che ciascuno versi 2,5 Euro.
Mah! Sembra proprio un vizio atavico della sinistra e compagni, quella di mettere le mani in tasca sempre e comunque ai cittadini compagni. E quando possono, governando, non certo solo ai compagni e certo nemmen chiedendo il favore.. :-)
Alieno
Note: al 30 Ottobre 2009, risultava che Michele Santoro costa alla Rai quasi 60.000,oo Euro lordi.
Al mese.
Altri dati interessanti:
- proventi per l'incrico di "direttore giornalistico" (carica che ricopre da 10 anni): 266mila Euro.
- Proventi per ogni puntata in onda in prima serata: 10.500,oo Euro. Nel 2008 ne ha fatte 32 (19 dal 24 Gen al 5 Giugno, 13 dal 25 Sett al 18 Dicembre): 32 puntate per 10.500 Euro fanno circa altri 336mila Euro.
Altro? Finito? Macché.
- Vocina simpatica nel contratto di Sant'Oro aggiunta: compenso legato al raggiungimento di obiettivi specifici forse con lo share), praticamente dei bonus. Ipotizzando gli obiettivi raggiunti perché la trasmissione ha nutrito stuolo di seguaci come ogni reality che si rispetti, pare si debbano calcolare altri 100mila Euro in più.
Sommando le 3 voci, si superano i 700mila Euro per l'anno 2008, cioé poco meno di 60mila Euro mensili.
- I dati sono probabilmente calcolati in difetto, perchè i particolari del contratto sono stati resi noti solo nel Nov. 2007 in commissione di Vigilanza Rai e dunque si presumono ritocchi al rialzo.
- In quell'occasione il comitato Vigilanza Rai fece sapere en passant che il costo complessivo della trasmissione Rai nella stagione 2007-2008 era di 7.200.000,oo Euro, oltre 7 milioni di Euro. I ricavi pubblicitari circa 2milioni in più.
Se interessa un Celentano, già nel 2005, prese 1.400.000,oo per 4 puntate: 350.000,oo a puntata di cachet.
Vespa guadagna (dati aggiornati al novembre 2009), circa 12.000,00 Euro a puntata, circa 109 Euro al minuto.
Fabio Fazio? 382 Euro al minuto. Bignardi: 212 Euro al minuto. Serena Dandini: 120 Euro a minuto di trasmissione.
Vespa, replicando al CdA Rai che parlava di "tempi di crisi" e credo consapevole il cambio di scenari politici avrebbe potuto impattare sulle scelte e le relative retribuzioni giornalistiche, su Libero dichiarò: "Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi ed altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori".
- La Rai è un servizio pubblico che paghiamo più o meno tutti, anche se ne faremmo a meno di quel servizio, non si può scegliere.
Ora rileggasi l'articolo del Corriere della Sera, art. del 18 Marzo 2010, titololante "E Santoro contrattacca <Premier da Watergate> in particolare nel passaggio interessante:
Manifestazione autogestita, «faremo tutto da soli», annuncia il conduttore (Santoro - n.d.A). Che confida nella generosità dei propri sostenitori: «Abbiamo bisogno che almeno 50 mila persone versino un contributo di 2,5 euro: tutta la faccenda ci costerà quasi 130 mila euro».
Abbiamo bisogno - dicono. Anche di 2,5 Euro. Raccattate gli spiccioli finiti tra i sedili dell'auto o sotto i tappetini, svuotate le tasche, guardate bene in terra camminando, perché c'è la Kermesse autogestita e "Abbiamo bisogno".
Serena Dandini: 120 Euro a minuto di trasmissione.
Fabio Fazio? 382 Euro al minuto. Bignardi: 212 Euro al minuto.
Celentano, già nel 2005, prese 1.400.000,oo per 4 puntate: 350.000,oo a puntata di cachet. (ma non ci sarà spiega, perché la libertà e la democrazia per lui è in difficoltà poveretto).
al 30 Ottobre 2009, risultava che Michele Santoro prende alla Rai quasi 60.000,oo Euro lordi.
Al mese. Tasca nostra, ma chiede 2,5 Euro per l'auto-gestione.
Mi raccomando, datevi da fare.
E nel caso foste disoccupati, 100 Euro fanno schifo: che saranno mai 100 Euro? Un insulto, una miseria.
Frugatevi in tasca, la sinistra è di nuovo in movimento.
Ed è solo l'inizio. Il bello, di solito, arriva dopo, quando non chiedono il piacere.
A.
Per l'adunanza oceanica di oggi a Roma, il popolo degli omini della libertà ha dovuto arruolare come comparse anche dei disoccupati pagandoli 100 euro a cranio ,,, Fonte ansa.
Ma non ho capito ancora cosa manifestano .
Della loro incapacità a governare, ne abbiamo evidenza .
Dei loro latrocini ,,, pure .
Dell'incapacità di comprendere le regole della democrazia ,,, anche.
Della loro incapacità a presentare una semplice lista di candidati ,,, pure .
Ecco ,,, di preciso cosa vorrebbero manifestare ancora ?
Io la butto qui ,,, oggi gli servirebbe solo una travagliata un pò più grossa per nascondere definitivamente tutta la loro monnezza e instaurare finalmente lo stato di polizia che legittimerebbe il loro regime .
Ne avranno il coraggio ?
Ma sopratutto ,,, ne avranno le capacità ?
Considerandoli eredi di quei fascisti idioti di una volta adesso sono ancora più stupidi ,,, l'unica speranza è che sia dei loro l'attentatore, il bombarolo ,,, un tipo come Nico Azzi , quel fascista che per mettere una bomba su un treno negli anni settanta è riuscito solo a farsi saltare i coglioni coi detonatori.
Perchè se si affidano alla mafia ,,, si sa ,,, là ci sono dei professionisti nel campo .
Ma è più pericoloso adesso contattarli ,,, Sarà ,,, mah ,,, comunque occhio !
Vale.
In tutta questa noiosa ed insulsa vicenda (beh, almen per me noiosissima, vedo interessante per tanti altri),
mi sfugge qualcosa.
1) Risulta che ciò che è stato chiesto non è l'interruzione dei programmi come via via leggo: bensì, durante la campagna elettorale, l'adeguamento dei programmi con la regola della par-condicio e il format di una classica tribuna politica, nell'idea di ridurre la parzialità sfacciata che vediamo tante volte durante il resto della vita televisiva negli anni.
Se uno accetta la regola della par condicio e fa tribuna elettorale, non c'é interruzione alcuna: dunque è una scelta anche dei conduttori, nessuno gli impone chiusura, scelgono se adeguarsi o meno alla rappresentazione decente di "imparzialità".
2) Comprendo che la possibilità-capacità di fare trasmissione o approfondimento o informazione di un Sant'Oro in modo obiettivo o decentemente imparziale, sta alla possibilità capacità di chiedere ad Emilio Fede di sputare sulla foto o farci il tirassegno anziché accarezzarsela prima di andare a dormire: probabilità prossime allo zero.
3) La bella trovata della par condicio è nata, se non erro, grazie agli odiologi militanti nell'antiberlusconismo che ebbero l'idea geniale, se la memoria non mi difetta, in quel bel tomo sfacciato di Oscar Luigi Scalfaro. Lo scopo dell'introduzione della par-condicio era chiaro: doveva funzionare contro Berlusconi, funzionale a limitare il preteso strapotere dittatoriale berlusconiano che ha tv sue private.
Dunque ieri andava bene, perchè era in funzione anti-berlusconista. E sposata naturalmente, da tutto il fronte anti-berlusconista.
4) L'idea attuale di cui al punto 1, viene riproposta in modo tignoso e cavilloso, rigido e burocratico come è tradizione opportunistica via via a manifestarsi, di un radicale.
Ma i radicali militano nell'antiberlusconismo e sono organici alla sinitra attualmente, risulta. Il suddetto poi decide, in virtù del fatto che quella poltrona in rai ce l'abbia grazie alla volontà della sinistra: chi altri ce l'ha messo lì dove è? Dunque scelta gradita dagli antiberlusconisti.
Ma anche soggetto, presumibilmente non sgradito, militando nello stesso branco odiologico antiberlusconista, ai vari Sant'Oro, Floris o Gad Lerner (radicale sinistrorso si converrà).
Ma oggi protestano, lamentano e contestano.
Ora, in massimo 5 minuti,
si spieghi perché diamine continuo a sentire imputazione di responsabilità dell'attuale situazione (sant'Oro incluso) a Berlusconi o al governo o al cdx o alla Lega.
Sembra il solito esercizio ipocrita della doppia morale.
Se ieri andava bene la par condicio per boicottare Berlusconi, oggi non ci si lamenti. Se poi la proposta è di un radicale, voluto lì da un radicale, oggi non ci si lamenti.
Oppure si argomenti, ma per ora vedo solo ipocrisia a treni.
E naturalmente, dis-informazione:
L'informazione è davvero interrotta oppure sono i conduttori che si sentono divinità e non vogliono accettare regole? Si sentono insostituibili? Ritengono che nemmeno in campagna elettorale, possano almeno far finta di essere imparziali nella trasmissione? Hanno paura di finire in secondo piano rispetto ai vari ospiti invitati alla trasmissione?
Ed inoltre: ma chisenefrega della Fnsi, ma chi è?
Abbiamo già l'aberrante presenza dell'Ordine dei Giornalisti a darsi arie e far esercizio puntuale di ipocrisia e disinformazione pubblica, non è abbastanza?
Anzi mi domando: ma a parte l'Italia, esiste altrove l'Ordine dei Giornalisti a disporre la limitazione della libertà di fare informazione, fare censure e scomuniche? Non mi risulta che altrove, ci siano questi strapoteri corporativi a fare il bello ed il cattivo tempo e che l'informazione, il giornalismo, sia così più libero che da noi invece.
A.
Raiperunanotte
L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.
Per questo la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.
Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.
La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.
Presto sarà online l’elenco completo degli ospiti che interverranno a Raiperunanotte
informati --- > qui.
E --- > qui ci sono alcuni video.
Ancora oggi notizie ricche di soddisfazioni ,,, Claudio Brachino, il "giornalista" direttore di videonews ( proprietà mediashopping ) autore di quel vergognoso linciaggio mediatico contro il giudice Mesiano, colpevole agli occhi del suo padrone di averlo condannato per i suoi imbrogli giuridici a risarcire De Benedetti, è stato sospeso dall'Ordine dei Giornalisti lombardi .
Consiglierei vivamente ai lettori del blog di leggersi l'editoriale di Eugenio Scalfari di ieri su La Repubblica.
Nel quale lo stesso Scalfari rivela i retroscena degli attriti tra il nano padano e l'ex presidente della Repubblica Ciampi ,,, e di due episodi in particolare nei quali il padano si comportò da perfetto arrogante per di più dicendo cose GRAVISSIME .
L'estratto :
Gli attriti con Ciampi furono, come ho ricordato, numerosi. Due di essi in particolare avvennero in circostanze di estrema tensione. Il primo in occasione della nomina di tre giudici della Corte costituzionale, il secondo nel momento della promulgazione della legge Gasparri sul sistema televisivo nazionale. Ho avuto la ventura di esser legato a Ciampi da un' amicizia che dura ormai da quarant' anni, sicché ebbi da lui un lungo racconto di quei due episodi poco tempo dopo il loro svolgimento. Non ho mai rivelato quel racconto, del quale ho conservato gli appunti nel mio diario quotidiano. Spero che il presidente Ciampi mi perdonerà se oggi ne faccio cenno, poiché la riservatezza che finora ho rispettato non ha più ragion d' essere al punto in cui è arrivata la situazione politica italiana. L' episodio concernente la nomina dei tre giudici della Consulta nella quota che la Costituzione riserva al Presidente della Repubblica, avvenne nella sala della Vetrata del Quirinale. Erano presenti il segretario generale del Quirinale, Gifuni e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. I temi da discutere erano due:i rapporti con la Commissione europea di Bruxelles dove il premier doveva recarsi per risolvere alcuni importanti problemi e la nomina dei tre giudici. Esaurito il primo argomento Ciampi estrasse da una cartella i tre provvedimenti di nomina e comunicò a Berlusconi i nomi da lui prescelti. Berlusconi obiettò che voleva pensarci e chiese tempo per riflettere e formulare una rosa di nomi alternativa. Ciampi gli rispose che la scelta, a termini di Costituzione, era di sua esclusiva spettanza e che la firma del presidente del Consiglio era un atto dovuto che serviva semplicemente a certificare in forma notarile che la firma del Capo dello Stato era autentica e avvenuta in sua presenza. Ciò detto e senza ulteriori indugi Ciampi prese la penna e firmò passando i tre documenti a Berlusconi per la controfirma. A quel punto il premier si alzò e con tono infuriato disse che non avrebbe mai firmato non perché avesse antipatia peri nomi dei giudici ma perché nessuno poteva obbligarlo a sottoporsi ad una scelta che non derivava da lui, fonte unica di sovranità perché derivante dal popolo sovrano. La risposta di Ciampi fu gelida: «I documenti ti verranno trasmessi tra un' ora a Palazzo Chigi. Li ho firmati in tua presenza e in presenza di due testimoni qualificati. Se non li riavrò immediatamente indietro da te controfirmati sarò costretto a sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. «Ti saluto» rispose altrettanto gelidamente Berlusconi e uscì dalla Vetrata seguito da Letta. In serata i tre atti di nomina tornarono a Ciampi debitamente controfirmati.
Il secondo episodio avvenne nel corso di una colazione al Quirinale, sempre alla presenza di Gifuni e di Letta. Il Parlamento aveva votato la legge Gasparri e l' aveva trasmessa a Ciampi per la firma di promulgazione. Presentava, agli occhi del Capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell' informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio. La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L' altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale e aggiunse: «Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia». A quel punto si alzò anche Ciampi e gli disse: «Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l' obbligo». «Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l' hai voluta. Non metterò più piede in questo palazzo». Uscì con il fido Letta. Ciampi rinviò la legge. Il premier per sei mesi non mise più piedi al Quirinale.
Alieno 81,
è un piacere leggerti quando sei conciso;
senza l'inumano (alieno appunto), Holmesiano "fiume di parole" divagatorio che sostanzia il sabotaggio di un trasparente confronto.
Sempre per adoperare quella che tu definisci "odiologia" ed io invece semplice "dispiegamento e sottolineatura di fatti", diritto di cronaca insomma, allora, vediamo...
1) tu dimentichi, portando come argomento negazionista del
CONTROLLO IMPROPRIO DELL'INFORMAZIONE da parte di B.
un'idea desueta ed obsoleta (di un inesistente Mininculpop per capirsi) che mi attribuisci, scrivendo con ironia
<in questo Paese c'é l'inesorabile organizzazione mediatica, lo strapotere mediatico che impone (dis)informazione di propaganda>,
la ri-proposizione di un "uomo di paglia" (*) insomma, che ti costruisci per poter poi argomentare, in modalità "fallace" quindi.
E lo fai reiteratamente per negare quanto sostengo, pur avendoti spieganto innumerevoli volte la natura, aggiornata ai tempi nostri, di quel CONTROLLO.
2) Per restare ai fatti del giorno, ora sembra che un'altra volta
(vedi dettagli e premesse --- > la capillarità del controllo esercitato su ogni minuto, ogni minimo dettaglio di programmazione Rai dagli uomini Mediaset infiltrati da Silvio Berlusconi nel cosiddetto “servizio pubblico”...), (M.Travaglio)
alcuni degli aspetti di quel CONTROLLO, quelli occulti,
vengano alla luce del sole, seppure incidentalmente (per B.).
Se poi siano pure reati, oltre che illuminanti interventi finalizzati al CONTROLLO di cui sopra, lo deciderà la Magistratura,
come sembra stia cercando di fare, ad esempio convocando Santoro,
a meno di un ulteriore decreto d'urgenza "Ad Tranienses Interceptationes" finalizzato al seppellimento di quegli eventuali reati, o di una prescrizione o di una amnistia,
sempre utili o provvidenziali, come spesso per B., ad es. fin dal 1990, per il reato di falsa testimonianza,
Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso, (con) dichiarazioni menzognere... e compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza ... Ma il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia". (sentenza della Corte d'appello di Venezia sulla falsa testimonianza di Silvio Berlusconi a proposito della sua iscrizione alla loggia P2, non appellata e dunque definitiva, 22 ottobre 1990).
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(*) da Wikipedia:
"Abbiamo fallacie di questo genere quando si cerca di confutare una tesi differente da quella propostaci dall’interlocutore: si fa passare una tesi per un’altra meno plausibile e si lavora su quest’ultima." Fonti:
P.S. per chi è incapace di seguire i link ritenendolo, come spesso fa ad es. Alieno, troppo noioso o complesso per lui, eviti tranquillamente di seguirli; ne ha facoltà.
Chi invece si vuol divertire a verificare, quello attualissimo di Travaglio deve proprio leggerlo.
Sal, 78:
io che ci posso fare? mettici una pezza, resettati e vedi di concentrarti.
E' solo il consiglio di un odiologo (?) eh!
----
E davvero allora mi odi tanto. Ma scusa, io evito serenamente la noia ed il disturbelo di propormela aprendo ulteriori finestre (sulla noia) e tu mi dici di metterci una pezza, resettarmi e concentrarmi ... sulla noia??? Mi vuoi davvero male allora! ^_^
No, guarda, ti ringrazio del consiglio, ma no, ho altre priorità piuttosto, molto più impegnative ed interessanti, che so, riordinare il cassetto dei calzini e delle mutande o aprire alle coppie di fatto tra gli acari omosessuali di casa, come segnale di distenzione e di apertura, avvantaggiandomi sulle future istanze della Comunità Europea, dell'Onu e delle organizzazioni varie, organiche al politicamente corretto, anzi, pardon, politically correctness perché è scorretto non parlare la lingua ufficiale della dottrina sociale che è l'anglofono. :-)
Propongo invece una mediazione, alla domanda che poni retoricamente a te stesso (come se qualcuno te l'avesse chiesto aspettando in trepidante attesa la risposta eheh) che estendo volentieri ad entrambi:
che ci possiamo fare?
Nulla. Rilassiamoci, dunque. Io perché non devo propormi l'esercizio di concentrazione sulla noia e sull'osservanza devota alle codificazioni e regole più disparate e disperate, tu puoi rassicurarti e rilassarti, invece, stai certo di quello, perché nulla di ciò che viene dalla tua parte, resta purtroppo ignoto e non c'è verso di evitarla la noia davvero, almeno per un secondo: la tua notizia, nonostante il mio impegno, mi raggiungerà lo stesso e dunque avrò modo di apprendere i fatti dal Fatto, perché in questo Paese c'é l'inesorabile organizzazione mediatica, lo strapotere mediatico che impone (dis)informazione di propaganda anche se uno farebbe a meno di interessarsi e di ri-ascoltare la stessa cosa, in salsa e variante che però, è sempre la stessa litania, lo stesso refrein.
Dunque stai sereno: per quanto mi voglia immune e libero, la tua informazione mi raggiungerà inevitabilmente in qualche modo, è uno strapotere che io, come altri cittadini, non abbiamo ancora trovato il modo di ridimensionare, troppo organizzata e ramificata, come scamparla incolumi? Tg, Radio, Net, quotidiani anche sbirciati al bar, televideo, magistrati, politici, comici, saltimbanchi e comici, cantanti ed attori, insegnanti, docenti e maestrini...
Dunque rilassati: nonostante la mia reazione di rigetto, toccherà sorbirmi il solito ricino dello strapotere mediatico della tua parte, motivo in più naturalmente, per volermi alieno da simili fascismi.
Buone cose,
A.
BARI - Silvio Berlusconi, il membro dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini sono indagati per concussione dalla procura di Trani, l'inchiesta è nelle mani del sostituto procuratore Michele Ruggiero. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza.
Il retroscena. Il premier voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina "il Fatto quotidiano", citando l'inchiesta, durante la quale - in maniera del tutto casuale - sarebbero state intercettate le telefonate che dimostrerebbero le pressioni e gli interventi di Berlusconi contro la trasmissione di Santoro.
Nelle intercettazioni che risalirebbero a circa tre mesi fa, legate a un'inchiesta su carte di credito e tassi di usura, si leggono, a margine del fascicolo, i nomi di Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (membro dell'Agcom) e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Tutti, secondo il Fatto, discutono della tv pubblica e dei suoi talk show. "La procura - scrive il giornale - ascolta in diretta le pressioni e le lamentele del premier per Annozero. Rivolte al membro dell'Agcom Giancarlo Innocenzi". Con inviti molto espliciti a chiudere il programma. In un'altra di queste telefonate il presidente del Consiglio si lamenta della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un'altra trasmissione da lui odiata, Parla con me, condotta da Serena Dandini.
Innocenzi avrebbe rassicurato il premier sulla "soluzione" del problema. E visto che per agire contro Annozero l'Agcom deve ricevere degli esposti, lo stesso Innocenzi si sarebbe detto disponibile a mobilitare alcuni suoi funzionari come consulenti sulla materia. Altrettanto clamorose le telefonate di Innocenzi al dg della Rai, Mauro Masi, in cui lamenta le continue pressioni del premier: "Nemmeno nello Zimbabwe", è il commento del direttore generale.
Disponibilissimo a venire incontro alle esigenze del capo del governo, sulla base delle rivelazioni del Fatto, è il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che Berlusconi chiama "direttorissimo", e che si sarebbe detto pronto a intervenire, ad esempio, sul caso Spatuzza: e infatti il giorno dopo in tv arriva il suo editoriale, in cui definisce "bugie" le parole del pentito di mafia.
di GIULIANO FOSCHINI da Repubblica (12 marzo 2010)
La faccenda si ingrossa Sal ,,, la procura di Trani sta indagando e sembra proprio che faccia sul serio avendo argomenti sostanziosi in mano salda .
C'è già chi chiede di cacciare il minchiolino dal servizio pubblico, e finalmente ! Bisognava proprio avere gli occhi foderati di ignoranza fascista per non aver notato i suoi continui servili slinguazzamenti al padron duce .
Stiamo assistendo al declino di questo Regime, il sipario oramai è strappato. Siamo alla fine ,,, "E per ora il sollievo sovrasta la preoccupazione" ( Curzio Maltese ) ,,, dello sfacelo al quale è ridotto il paese .
Ognuno può negazionare come può e scegliere chi ritenere importante:
i Radical chic
o i Berluscon driin!
Quanto al fatto che non capisci quanto scrivo e che hai tutte quelle finestre aperte che ti obnubilano,
io che ci posso fare?
mettici una pezza, resettati e vedi di concentrarti.
E' solo il consiglio di un odiologo (?) eh!
E va bene. secondo il Fatto Quotidiano e la sua quotidiana razione di intercettazioni, Berlusconi, Minzolini e Innocenzi (Agcom) parlavano (male) tra di loro di AnnoZero e degli altri talk show.
Berlusconi più vedeva Santoro, più s'incazzava (almeno stando al racconto del Fatto), più s'incazzava, più telefonava a questo e a quello per fogarsi contro i "pollai" televisivi. Scopriamo così che B. (come lo chiama il Fatto) chiama Minzolini "direttorissimo", mentre maltratta Innocenzi e se la prende con Masi. Si parla di avvocati, diffide e ricorsi per fermare il dilagare di Santoro & company.
Il Fatto ci ricama sopra da par suo e ne trae la convinzione che le telefonate intercettate (per caso) configurino un complotto. I cospiratori intercettati tramano per chiudere Anno Zero e gli altri talk show. Controprova? Alla fine ci riescono, tant'è vero che Santoro e gli altri conduttori non vanno più in onda.
Il racconto del Fatto è vivido e dettagliato, manca però un particolare. La decisione di chiudere i talk show non proviene da B. o dal governo, ma dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza su iniziativa del radicale Marco Beltrandi. Il regolamento sull'applicazione della par condicio durante la campagna elettorale per le regionali lo ha scritto lui di suo pugno, contro - sono parole sue - "l'abitrio assoluto di cui i conduttori hanno goduto sino ad oggi".
Allora delle due l'una: o anche Beltrandi faceva parte del complotto e allora era l'unico ad avere il telefonino criptato (chapeau!). Oppure, ancora una volta, mentre B. e gli altri perdono tempo al telefono e cincischiano di ricorsi e diffide, i radicali vanno dritti al risultato.
Sal, mi spiace, ma nel messaggio non ci si capisce un granché. Sembra di capire che sia un argomento noioso, ma anche solo una variazione dei soliti temi triti e ritriti.
Già così disincentivato nell'approccio, per capirne di più avrei dovuto saltare in un altro link e mettermi a leggere in quello; ed è cosa che proprio non mi ha stimolato di più, anzi. Complice disincentivante anche il fatto che ho già mediamente nella norma, circa 15 finestre aperte, più altri programmi. Lasciando un margine di circa 5 altre possibilità di aprire applicazioni e finestre in modo estemporaneo, perché poi intorno ai 20 il pc si "pianta" o meglio, pianta me e mi costringe al riavvio per cui occorrono circa 20 minuti nel migliore dei casi per avere ancora il pc operativo. :-)
Sicché, a meno che tu non voglia aver pazienza e fortuna che abbia voglia di approfondire cliccando il link che segnali, ti toccherebbe per aver miglior fortuna, copia-incollare qui (almeno le parti interessanti per comprendere, se ti scoccia farlo interamente) per aver miglior fortuna.
Come sai, sono assolutamente "obiettore" riguardo ai conformismi delle etichette e delle regole dottrinali del net, (preferisco usare in coerenza l'educazione civile che uso sempre, anche fuori dal net e non vedo perchè dover avere un atteggiamento schizofrenico, a compartimenti stagni non comunicanti o una cultura valoriale poco credibile nell'incoerenza), che a forza di netiquette ha puntualmente prodotto, infatti, non solo il trasporto del peggio dell'esperienza precedente al net della realtà senza aver assolutamente posto alcun disincentivo o freno efficace, ma anche l'amplificazione di quel peggio, oltretutto, autoreplicante che non è possibile arrestare nella dimensione net che ha investito nell'inutile e nel beffardo illusionismo da due soldi. Di fatto, nulla dal punto di vista "educativo" infatti.
Fatto per cui, per te potrà pur essere interessante commentare e nessuno capendo cosa stia leggendo e dovendo invece andare a leggere altro ed altrove per capire ... e poi ritornare di nuovo dov'era? E dunque, rileggere il commento nuovamente per dargli un senso, visto che è relativo, per me è terribilmente noioso invece, che vuoi farci?
Ognuno fa le sue proteste e battaglie come può! :-D
Ma possiamo consolarci entrambi, sapendo che non ti ho deluso: mi pare improbabile eventualità quel rischio, ben conoscendo entrambi l'idea che hai che non è entusiasmante, eheh. ^_^
Buone cose,
A.
A proposito di faccia tosta, da --- > La Stampa:
"Non risulta". Così, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo rispondono alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risulti o meno indagato a Trani per le presunte pressioni sull'Agcom per bloccare le trasmissioni di "Annozero". "Premesso che se lo avesse fatto davvero - commenta Longo - sarebbe stato encomiabile visto che 'Annozero' è di una noia insopportabile, ma quale sarebbe poi il reato contestato?".
Beh, c'è da rispondere:fate un po' voi!
Un "Odiologo" "annoiato".
Alieno 73,
mi aspettavo di più dal mio 72!
Possibile che non hai trovato qualche altro Ot, meno scopertamente divagatorio dalla notizia del giorno che sembrerebbe portare un vero mare d'acqua limpida al mio mulino, la mia tesi sul
CONTROLLO IMPROPRIO DELL'INFORMAZIONE,
(--- > Berlusconi, Minzolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi)-
Se poi stavolta non te la sei sentita di metterci la <faccia tosta per negare> che, se le cose raccontate dal Fatto Quotidiano fossero confermate,
esse sarebbero una schiacciante prova della mia tesi,
allora, in questo caso, mi inchino alla tua onestà intellettuale, sperando che in futuro potrò avere ancora molte occasioni del genere per genuflettermi.
P.S:
A parte le ironie ed il mio razzetto che spero si sia proprio spento al tuo cospetto,
spero sinceramente in quanto sopra, dato che condivido,
di un altro famoso investigatore, il Commissario Maigret (in Maigret e il fantasma, gli Adelphi, 2009, pag 51),
come scrive G. Simenon, "un'idea, non per forza originale né profonda":
"E' strano quanto la suscettibilità delle persone ci complichi la vita più dei loro reali difetti o delle loro menzogne...".
Se l'Italia è relativista, vale la legge del cavillo.
E' divertente ogni tanto fare un viaggio nel passato.
Può stupire, per esempio, che dopo tanto tempo, in sostanza il mondo non è poi così cambiato: c'é sempre chi tiene in vita il passato e lo ripropone quasi 30 anni dopo, magari con un po' di lifting e qualche piccola modifica estetica-formale, si cambia qualche nome e cosette così, tanto per spacciarlo serenamente come novità e così anche, è possibile imputare a qualcuno che si detesta, ogni responsabilità del mondo, suggerendo che <era meglio quando si stava peggio, poi è arrivato "lui" ed ha rovinato tutto..>
Sarà vero? In parte sì, naturalmente, almeno per chi lo dice, è logico trovarvi conferma e per questo lo dice.
Prendi allora la macchina del tempo e nel viaggio, mettiti comodo a leggere il giornale, tanto per introdursi nell'atmosfera:
LA VOGLIA DI MOANA E ILONARepubblica — 06 marzo 1992 pagina 4
ROMA - Moana Pozzi, la capolista, non c' è: è a Lione per uno spettacolo. Cicciolina, invece, c' è ma non si vede. E' sommersa dai fotografi e dai cameramen. Nella saletta conferenze dell' hotel Nazionale, accanto a Montecitorio, si sente la voce di Mauro Biuzzi, "responsabile culturale" del Partito dell' Amore: "Siamo cristiani e dionisiaci, orientali in pratica. Amiamo tutti gli essere viventi. Potremo in futuro anche candidare degli animali". Per ora hanno candidato, tra gli altri, Gilberto Mosciano, vicesegretario nazionale dei "Verdi d' Italia". E' un signore con gli occhiali, i capelli brizzolati e indossa un abito grigio. Accanto a lui c' è Luisa Pistarino, in arte Eva Orlowsky, un mito pornografico. La s' intravvede adesso tra i fotografi che cominciano a sedersi per terra, gli uni sugli altri, sotto il tavolo delle pornodive. La Orlowsky sta per esplodere in una guaina nera, coperta di borchie e di pelle, giubbotto argentato, una proliferazione di ormoni sadomasochisti. Anche Cicciolina, una nuvola di tulle rosa, riemerge dai flash. Parla del suo matrimonio appena fallito. Dice che festeggerà l' 8 marzo col divorzio: "Così sarà stati una vera liberazioni", cinguetta. Mosciano - che ha appea fatto sapere a una stupefatta Orlowsky di aver visto i suoi film - annuisce pensieroso. "Eh poveretta - bisbiglia - sa perché Ilona si separa?". Abbassa ancor più la voce: "Il marito le chiedeva sette prestazioni sessuali al giorno. Sette!". Riccardo Schicchi è un genio dello spettacolo. Sotto il simbolo del Partito dell' Amore ha riunito pornodive, pensionati, sedicenti ambientalisti, pornomaniaci e anche una "Lista rock". Ieri alla presentazione dei candidati, Schicchi s' aggirava per l' hotel Nazionale con gli occhietti cerulei a forma di dollaro e l' aria euforica del giocatore di poker che ha appena vinto un piatto con una coppia di sei. Una marea di giornalisti, soprattutto stranieri, decine e decine di minuti di spot gratuiti. Cicciolina, Ilona Staller, chissà? forse ci crede. Dice di aver abbandonato il marito, l' artista Jeef Koons, perché le impediva di fare attività politica. Ma non fa cenno ai priapismi raccontati da Mosciano. Enuncia il programma: parchi dell' amore, no alle armi, etc etc. E' una signora non più giovanissima Cicciolina, è candidata anche al Senato. Alla fine della conferenza stampa è stata eletta presidente del partito. Una cosa un po' triste, senza passione. Schicchi ha detto: "Ora eleggiamo il presidente, propongo Ilona", e tutti hanno alzato la mano. Sorridevano senza imbarazzo, inebetiti dai flash. L' esplosiva Orlowsky, il dotto Biuzzi, sua moglie Marcella - tutta vestita di nero - e Barbarella, il seno strangolato da bretelle incrociate. E' lei, si chiama Virna Bonino, la ragazza Doxa di "Avanzi". Sostiene di essere "di sinistra", mentre Schicchi s' affretta a precisare "di centro" e nessuno capisce più niente. D' altra parte Barbarella non sa nemmeno quanti anni ha: "Devo compierne 25". Poi ar- rossisce quando le fanno notare che, se così fosse, non potrebbe essere candidata. Una ingenua civetteria. La possibilità, anche remotissima, di un seggio, determina la nascita di agglomerati umani bizzarri. Che ci fa questo signore senza capelli, che si chiama Rocco Contrafatto, accanto a Cicciolina? Lui è perfettamente a suo agio, posa per i fotografi guancia a guancia con la pornostar. Ha portato al Partito dell' Amore il saluto della "socialdemocrazia europea". Niente di meno. E prima di lui Giancarlo Costa, imprenditore veneto e consigliere comunale a Iesolo, ha aperto la conferenza stampa con il complicatissimo racconto sulla nascita di un' altra lista, "Rinnovamento", che non ha nulla a che fare col Partito dell' Amore, ma che in un certo senso è nato da una costola di Ilona Staller.
Cosa ha fatto l' astuto Costa? Ha letto la legge elettorale e ha scoperto che con la garanzia di un solo deputato, magari del gruppo misto, avrebbe potuto evitare la raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Cerca cerca, alla fine ha trovato Ilona Staller che è appositamente passata al gruppo misto. In questo modo, "Rinnovamento" si è potuto presentare in 19 circoscrizioni e in 4 è stato ammesso, per le altre pende il ricorso. L' imprenditore profetizzava un futuro politico con centinaia di liste prodotte come per partenogenesi da deputati scontenti. Ma perché il Partito dell' Amore, che aveva Ilona a casa, non ha fatto altrettanto ed è stato costretto a presentarsi solo nel Lazio? "Siamo generosi", taglia corto Schicchi.
I giornalisti stranieri sono allibiti. Domanda: "Come è possibile che Ilona Staller sia stata eletta per i radicali, si presenti per il Partito dell' Amore e garantisca un altro partito ancora?". "E' un cavillo", dice qualcuno. "E' la legge", dice l' imprenditore. "E' l' Italia", commenta un altro.
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E' l'Italia.
E sono i radicali.
Il partito dei cavilli.
E di molto, molto altro ancora: è una lunga storia da raccontare, per capire chi sono i radicali oggi....
O anche per comprendere che cosa non sono mai stati, volendo.
Ma del resto, la differenza forse, è solo un altro cavillo.
E l'Italia è sempre la stessa, almeno in una parte che complice il relativismo, cavilla relativamente.
Il relativismo (dicasi anche sfacciato opportunismo) che fa del cavillo una ragione di vita, anche se è poi funzionale per farne una ragione di morte.
A.
E ora, a conferma dell'idea che ci troviamo in presenza di una reiterata pratica di
CONTROLLO IMPROPRIO DELL'INFORMAZIONE,
si legga delle "consultazioni" tra
--- > Berlusconi, Minzolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi
a proposito del caso, del quale seguiremo gli sviluppi importantissimi.
Se qualcuno vuole metterci ancora la sua faccia tosta per negare quel
CONTROLLO IMPROPRIO,
l'apposito razzetto è acceso!
70
Beh, non vedo alcuna smentita al conciso e preciso sputtanamento che Repubblica fa della favola che berlusconi propala sui suoi "106" processi.
Ah, ma tu non volevi contestare nel merito quello sputtanamento, volevi solo divagare, cambiando discorso a dimostrare che Debenedetti (editore che non è Presidente del Consiglio) e Repubblica, malvagiamente e commercialmente intereressati (è il capitalismo, bello!) sono nemici di Berlusconi (editore e Presidente del Consiglio). Bella novità! Acqua calda insomma.
E chi se ne frega? A me va benissimo se il nemico di uno che racconta balle lo sputtana, dicendo poi (nel conciso articolo de La Stampa al tuo secondo link) cose di tutta evidenza:
«Il premier sta costruendo una legge che riducendo il tempo dei processi ne cancelli due dei suoi in corso a Milano, con uno schema occidentale nella sua anomalia: il potere esecutivo usa il legislativo per fermare il giudiziario».
A te va bene solo se scende lo Spirito Santo a sputtanarlo? Sei sempre il solito!
E così non ho certo letto tutto il lunghissimo articolo al tuo primo link, sempre perchè mi piace evitare le divagazioni che tu ami tanto.
A confermare invece clamorosamente (per l'ennesima volta eh!) quanto ho scritto, ragionando ampiamente e documentalmente in questo topic, su
- controllo dei TG da parte di Berlusconi,
- interesse di Berlusconi a quel controllo,
- disinformazione e censura da parte dei TG,
- risultante manipolazione dell'opinione pubblica,
- dati del Censis sulla decisione di voto conseguente del 70% degli elettori che si informano soltanto con i TG,
- controllo antidemocratico dell'informazione,
contro il quale la Manifestazione per la libertà di Stampa ha protestato,
si legga anche il conciso, ma espressivo per ogni mente aperta alla realtà dei fatti, sul Messaggero on line di oggi
--- > Caso Boffo, cattolici accusano Tg1 e Tg2: messa la sordina alle scuse di Feltri
E infatti, per dirla con un commentatore a quell'articolo
"Non solo Feltri dovrebbe dimettersi. I responsabili dei cosiddetti Tg1 e Tg2, che "modulano" la visibilità delle notizie a seconda degli interessi del padrone, dovrebbero andare a nascondersi per la vergogna, sempre se ne fossero capaci. Il nostro "Imperatore" può contare sull'appoggio di almeno cinque tv su sei. Quando i vari Capezzone, Gasparri, Squagliarello e compagni di merende sostengono che gli italiani non sono così stupidi a farsi condizionare dalle tv, mentono e sanno di mentire. Non nel senso della stupidità degli italiani, che tutti stupidi certamente non sono, ma nella capacità delle tv di orientare l'opinione pubblica con il dosaggio e lo "shekeraggio" delle notizie e delle informazioni, anche nei programmi di intrattenuimento. Quindi NON SOLO FELTRI."
Eppure, innanzi all'evidenza della pratica di disinformare quegli italiani che si informano per votare, in altissima maggioranza, soltanto con i TG, come documentato dal Censis,
anche in questo blog abbiamo dovuto subire il tuo tentativo di mistificare e contorcere la realtà, con gli stessi mezzi sopraffattori dei TG, la quantità disinformatoria, per lo stesso fine di fare propaganda, con post interminabili e/o OT come sopra e
cambiando topic per ricominciare là a scrivere daccapo le stesse cose che ti sono state smentite con dovizia di dati, argomenti, citazioni etc, ed ai quali, nel merito, non hai saputo ribattere con convincente, semplice, diretta, concisione.
Cito di nuovo Jack che ha mirabilmente sintetizzato la concezione di "dibattito" che incarni:
"La logorroicita' dei tuoi post non e' infatti casuale, ma del tutto funzionale alla tua strategia che consiste nel sistematicamente confondere, manipolare e distorcere il senso del discorso, il che oltre ad essere scorretto nei confronti di chi interloquisce ti porta a monopolizzare il blog a danno di tutti. Ma forse anche qui c'e' un intenzione: non riesci a prevalere qualitativamente, quindi cerchi di farlo quantitativamente, sommergendo ogni altro commento coi tuoi post chilometrici, annacquando anche il miglior vino con la tua incontinenza."
Ah, già, il giornale di De Benedetti, mi pareva di sentirne troppe sparate in fila e velocemente pure, hanno fatto pure il bignami pronto per il web..
Allora vale la pena di farsi un giro qui:
movisol.org/09news015.htm
e anche su
lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=258&ID_articolo=90&ID_sezione=573&sezione=
E beh... più chiaro di così.
Nulla di nuovo sul fronte occidentale.
E un servizio giornalistico semplice, chiaro, documentato come questo perchè mai nelle Tv controllate dal premier non lo si vede mai?
Si preferiscono le affermazioni propagandistiche a chiare informazioni che smentiscono le bugie.
Si veda questo semplice e conciso
(in 3 minuti, chè la verita non ha bisogno di interminabili contorcimenti pieni di fallacie logiche, stile Alieno)
riassunto sulla balla dei 106 procedimenti a carico del premier
---- > Il Cavaliere e la favola dei 106 processi (in 3 minuti)
68
<L'idea di pluralismo è ora di metterla nelle mani dei cittadini>
ed anche i mezzi di informazione televisiva, pubblici e privati togliendoli dalle mani di uno solo.
<E' giusto che siano i cittadini a scegliere>
e quando selgono di guardare le emissioni della terza rete non va bene?
<un mostro auto-conservativo immune dalla responsabilità>
decrivevi mediaset?
<Così com'é ha poco senso o nessuno e crea continue tensioni che non sono certo nell'interesse dei cittadini.>
mi fa pensare al "Rimedio" del mio 50.
Una pretesa fallimentare quel tuo "pluralismo", genera tensioni continue, anche violente intolleranze.
Perché è un pluralismo finto, sottoposto a logiche partitiche che provengono da lontano, dalla vecchia repubblica.
L'idea di pluralismo è ora di metterla nelle mani dei cittadini, perché a loro il pluralismo è rivolto e la tv pubblica per loro e soltanto per loro può essere e non solo il dazio imposto.
E' giusto che siano i cittadini a scegliere, mentre le proposte partitiche, devono vedersela non tra loro, dentro di loro, contro di loro, ma cercando di competere per convincere i cittadini.
La politica che non fa questo, è una politica insensata, è un mostro generato che prende vita e diventa padrone e non servo e strumento nelle mani dei cittadini, diventa qualcosa auto-referenziale, un mostro auto-conservativo immune dalla responsabilità.
Deve ritornare dunque, nella sua destinazione d'uso più propria quella tv pubblica: si scelga se è tv di servizio (e non lo è più da tempo, ho spiegato perché) o tv di partiti (se la paghino da soli) o commerciale (si finanzi da sola con il business).
Così com'é ha poco senso o nessuno e crea continue tensioni che non sono certo nell'interesse dei cittadini.
66
<Il licenziamento in tronco dovrebbe essere di chi intende fare televisione e programmazione senza tener di conto, le preferenze del popolo sovrano o chi intende la tv pubblica di servizio e però, solo servizietti di parte, di estrema faziosità.>
Quello che per la tua opinione sono <servizietti di parte, di estrema faziosità> per la libertà di espressione si chiama "pluralismo",
a disposizione non delle sole <preferenze del popolo sovrano> di una sola parte secondo te, quella che vota a destra
ma anche di quell'altra che invece preferisce, eccome, quei servizi che si tenta di far tacere con pratiche da totalitarismi postfascisti.
Il licenziamento in tronco dovrebbe essere di chi intende fare televisione e programmazione senza tener di conto, le preferenze del popolo sovrano o chi intende la tv pubblica di servizio e però, solo servizietti di parte, di estrema faziosità.
O si rinuncia a fare tv pubblica di servizio per fare faziosismo e parzialità, però credo a quel punto, non tener di conto delle preferenze del popolo italiano è ingiusto ed insensato,
oppure si fa tv di servizio, ed allora, certe faziosità come Santoro, come Fazio, come praticamente tutta Rai 3, ballarò e via discorrendo, troppo faziosi per esser rappresentativi di tv pubblica di servizio, dovrebbero sparire per altri più equilibrati nel fare informazione.
Per quanto mi riguarda, la tv pubblica può sparire del tutto, così come è, vessatoria, costosissima ad imporci di pagare anche ciò che non si vorrebbe finanziare. Che sia un Vespa o un Santoro, fa poca differenza.
Ma altrimenti, è la cultura della Rai che va riformata. E si potrebbe concludere, che in fondo, basta una rete pubblica e non 3 che è roba da regime, 3 tv di Stato che servono, sappiamo, solo ai partiti e per giocarci anche lì, equilibri, collocamenti, ma generando continue tensioni e pericolose campagne di intolleranza da una parte o dall'altra che sia, cioé non cosa buona per gli italiani, perché non li unisce, ma li divide con asprezza.
Si potrebbe decidere per un unico canale di Stato che fa tv equilibrata e di servizio oppure per l'unica che rappresenta la maggioranza dei cittadini, di volta in volta, che risulta in fondo essere qualcosa che ci richiama alla democrazia sancita dalla nostra Costituzione per quanto riguarda le attività di Stato e di Governo, dove l'espressione popolare della maggioranza è sovranità manifesta del popolo.
A me però non piacerebbe un granché questa possibilità. I partiti se la paghino da sola, con i contributi volontari degli associati la loro tv, se devono farla, anziché farla pagare a tutti per le loro faide, anche interne ai partiti stessi e collocarci i raccomandati o chi la vuole usare come trampolino di lancio per far carriera partitica e politica. Come appunto, Marrazzo. O Santoro che è stato deputato europeo, come premio per quel suo molto originale far "tv di servizio".
Sì, il servizietto di parte. No, grazie, di questa roba non se ne può più.
Tra l'altro, non capisco bene perché il palinsesto sopra sarebbe da licenziamento. Costanzo non mi pare proprio militare tra i berlusconisti, ma mi pare di altra area piuttosto che la sua.
Ma forse non è abbastanza radicale nell'esser anti-berlusconista, non è utile militante dell'ideologia anti-berlusconista, troppo... moderato?
Mi pare che Costanzo e Paragone si equilibrino bene così come Belpietro e Santoro si compensano bene.
Forse ad essere licenziato dovrebbe essere quell'incapace di vedere o semplicemente suppore una normalità in un simile palinsensto, probabilmente abituato e viziato da ben altre tradizioni per quanto riguarda Rai2.
Ma come si vede, siamo sempre lì, come per la manifestazione per la stampa libera: Santoro ci sta benissimo e merita tutta la solidarietà, Belpietro è inaccettabile... Solidarietà e libertà a singhiozzo, insomma.
Ormai non hanno nemmen più freno nel rivelare quanto sono stati abituati e viziati a disporre del controllo culturale e mediatico facendolo pagare a tutti, perchè tv di Stato.
La tv andrebbe tolta dalle mani ipocrite dei partiti, dal loro controllo egemonico che sempre la tv di Stato ha dovuto conoscere.
La tv pubblica andrebbe rimessa nelle mani dei cittadini tutti, perché non è l'ufficio di collocamento dei partiti quel luogo che serve ed è finalizzato solo ai cittadini e non è fine a se stessa, tantomeno ai partiti in sé, se non si mette al centro i cittadini.
E finora è stata la tv pubbica, ciò che è diventata la scuola in Italia, che ha perduto la centralità della missione, lo scopo per cui proporsi ed organizzarsi, diventando uffico di collocamento, destituita di autorevolezza perchè ci si è dimenticata la sua autentica missione, che non è quella di collocamento impiegatizio, non è parcheggio di studenti, non è strumento di campagne ideologiche come sempre ne abbiam viste e tutt'ora si vedono purtroppo, anche se molti si sono svegliati per non contare delle strategie auto-conservative dei baronati universitari.
Nella scuola si sta facendo qualcosa per riportare l'elemento qualitativo ed il ricordo della destinazione d'uso autentica e ciò sarebbe da farsi, da tanto tempo, anche per la tv pubblica.
Che ormai, sembra non avere freni nemmeno per comportarsi come, tale e quale, una tv commerciale, offrendosi come concorrenza, con certi programmi, come i reality, che nulla ormai ci fa pensare ad una tv di servizio, ma ad un delirio per cui si vorrebbe pretendere questo riconoscimento, incassando contributi coatti.
Sempre IT, eh!: Ruffini cacciato da Raitre!
ROMA - Consigliere Nino Rizzo Nervo, come va alla Rai?
«Siamo all' assalto finale alla diligenza. Obiettivi: Sipra, Raitre e Rainews24. E' sorprendente che in un momento di crisi economica paragonabile solo a quella che affrontarono nel ' 93 i Professori, il chiodo fisso del direttore generale Mauro Masi siano le nomine. Vogliono cacciare anche Giuliana Del Bufalo e Fabrizio Del Noce! Chiedo al presidente Paolo Garimberti di fermare questa deriva che rischia di devastare l' azienda. Personalmente dico stop alle nomine, si facciano d' ora in avanti solo lì dove vi sono posizioni scoperte».
Perché il centrodestra sostituirebbe Del Noce e Del Bufalo?
«Per bulimia di nomine. E per una forma di cannibalismo».
È proprio imminente il ricambio alla Raitre di Ruffini?
«È la rete che tutti percepiscono come rete di servizio pubblico. Produce per l' 80% con risorse interne. Ha saputo coniugare qualità e grandi ascolti eppure una delle priorità per Masi è sempre stata e resta sostituire Ruffini. Il perché non è un mistero: disarticolare quella rete, normalizzare quel covo di pericolosi "comunisti" perché così vuole il presidente del Consiglio. Fino a oggi con Fazio o Gabanelli è stato usato il metodo dell' ostruzionismo interno. Chi preparerà i prossimi palinsesti saprà resistere alle pressioni e difendere quei prodotti come ha fatto Ruffini?»
Però si parla dell' arrivo di Antonio Di Bella, ex Tg3...
«Conosco Di Bella da trent' anni e lo stimo molto. Perciò sono convinto che non accetterebbe mai di essere usato per addolcire un' epurazione. Lo dico chiaramente a Garimberti, a Masi: togliere Ruffini significa epurare un eccellente professionista che non piace al Palazzo. Per quanto mi riguarda, Paolo Ruffini è la linea del Piave».
In quanto alla Sipra, cosa sta accadendo? Perché è allarmato?
«Da venti giorni l' amministratore delegato Maurizio Braccialarghe, che scade ad aprile, subisce pressioni affinché si dimetta. E tutto avviene senza che il consiglio Rai ne sia stato mai informato nonostante Sipra ne sia la cassaforte. Se gli si rimprovera la crisi della pubblicità allora dovrebbero essere mandati via tutti gli amministratori delle concessionarie. Ha sempre lavorato nell' interesse di Sipra e della Rai e considerando Publitalia di Mediaset e le altre società come concorrenti sul mercato alle quali contendere anche il singolo spot»
Lei chiama in causa il presidente. Cosa si aspetta da lui?
«Immagino che queste cose così come non sfuggono a me non sfuggano a lui e che ne sia perfettamente informato. Mi auguro che, così com' è stato determinante per la nomina di Massimo Liofreddi a Raidue, saprà essere intransigente e determinante nella difesa dell' autonomia della Rai».
Caso Belpietro, l' anti-Santoro: Raidue in prima serata?
«Non ne so nulla, Masi parla spesso con tutti ma non con il consiglio di amministrazione. È già accaduto con Costanzo. In Cda Masi ha sempre negato il suo ritorno in Rai come conduttore. Ma tre giorni fa Costanzo mi ha confermato che ha già firmato il contratto e che andrà in onda in prima serata su Raidue. Vorrei capire non tanto se a Belpietro verrà affidata una trasmissione ma come sarà l' offerta di Raidue? Mercoledì Belpietro, giovedì Santoro, venerdì Costanzo e sabato Paragone? Roba da licenziamento in tronco di chi soltanto immagina un palinsesto del genere»
Paolo Conti (7 novembre 2009) - Corriere della SeraBipassando la solita solipsistica propaganda OT.
Ripeto l'IT:
La libertà di stampa, sarebbe libera?
E il suo "amministratore" sarebbe Roberto Gasparotti, il responsabile immagine del Cavaliere?
Certe cose parlano da sole:
«Io voglio l’autorizzazione di Roberto Gasparotti», è stata la stupefacente replica del funzionario che ha tirato in ballo il responsabile immagine del Cavaliere, che da tempo svolge effettivamente un ruolo significativo nello indirizzare troupe Rai e Mediaset con o, preferibilmente senza, giornalisti al seguito. Gli spintonamenti, le richieste di documenti ai giornalisti, hanno provocato la reazione dell’Associazione stampa parlamentare che ha ufficialmente protestato contro «l’inaccettabile comportamento tenuto» «dallo staff del presidente del Consiglio e in particolare del responsabile della sua immagine».
Il Messagero online - 5 novembre 2009
Fatto sta che all'estero non sussiste l'invadenza del potere della magistratura nel campo politico, in alcuni casi, perfino a far leggi (per cui occorre sempre un mandato elettivo popolare).
La nostra situazione giudiziaria è molto più inquietante e non c'é negli altri Paesi, tantomeno in coloro che, nel fare il dettato Costituzionale, furono ben chiari, proponendo una separazione tra l'azione giudiziaria e politica e volendo l'immunità di chi è eletto dal popolo dai possibili tentativi di soggetti a giudicarli.
Dunque non può essere l'azione della magistratura che tenta di ribaltare l'espressione del voto popolare, a cui spetta la chiara e riconoscibile sovranità. Solo nelle urne può avvenire una diversa proposta di governo e politico-parlamentare.
Mentre l'azione politica ed ideologica di boicottaggio della magistratura, è continuamente palesata. Oggi perfin sfacciata nel suggerire che non esiste imparzialità, dove sono correnti politico-ideologiche che fanno continuamente politica come i partiti, con i loro programmi, i loro manifesti, ma mai sottoposti al vaglio della sovranità popolare, anzi, immuni dal loro giudizio, però politicizzando anche l'azione giuridica.
Studiando strategie di opposizione e boicottaggio alle leggi approvate dal governo o dal Parlamento.
Nessun Paese, mi risulta, a parte l'Italia deve vivere una cosa simile. Che poi in alcune parti, risulta perfino capace di essere organica a progetti politici di parte, è sotto gli occhi di tutti ed anche il "travaso" alla carriera politica, quando la notorietà e l'azione giuridica, la "gavetta" è ritenuta sufficiente è lì a dimostrarlo.
Che poi non ci sia nemmeno più bisogno di "pudore" nella manifestazione di parzialità politiche è un vulnus democratico, anzi, è una democrazia forzata in un vulnus che ormai ha preso piede e può sfacciatamente mostrarsi.
Come è appunto nel caso Di Pietro, che oggi è proprietario di un partito la cui identità e vocazione è nel prioritario programma unico della proposta (l'antiberlusconismo) che aveva già riconoscibilità quando era magistrato.
Anche una Gandus che dichiara continuamente, in sede extra-giudiziaria il suo anti-berlusconismo ed il suo identificarsi come de sinistra (e che sinistra poi) è una sfacciataggine che palesa che noi abbiamo un problema devastante perché si ha pretesa di dire che la magistratura è imparziale, quando non è suggerito né nella sostanza, ma nemmeno nella forma, nell'apparenza. Però si ha pretesa che sia riconosciuta imparzialità.
E poi il giudice che si fa beccare mentre festeggia, in pubblico, la vittoria del governo di csx è solo uno dei casi che sono emersi, tra tanti che sono sommersi e ci dicono che c'é un'idea un po' schizofrenica di cultura democratica e di priorità democratiche in questo Paese.
Si, mi pare che le mie risposte siano persuasive, perché sono quelle di tanti e poi tanti, come quelle che poi, infine, hanno votato questo governo e che temono che poco democraticamente, si voglia boicottare, con strumenti poco ortodossi.
Ed è una proposta anti-democratica ed incoerente che emerge anche in quella manifestazione per la libertà di stampa, perché fanno emergere che idea di democrazia e di libertà di stampa, hanno coloro che vi aderiscono: solo la loro.
Della solidarietà a Feltri, al Giornale, a Libero, ai giornalisti loro, ai loro lettori, non c'é traccia alcuna.
E riguardo al "rubba meno" beh, trovo che non è di questi tempi che potrebbe esser la tua, iniziativa più propizia, perché propizi non ti sono i tempi, visto che lo scandalo di una questione morale ha devastato la sinsitra, dalla Puglia con sanitopoli, ai coordinatori mafiosi, stupratori seriali fino alla non definita questione del governo regione Lazio che però, sta facendo emergere situazioni inquietanti.
Per non parlare poi delle contestazioni interne all'Italia dei Valori stessa, che vive l'atipicità di essere per quanto io sappia, l'unico partito di proprietà privata, finanziato dai soci, i cui proventi vanno però a Di Pietro, alla moglie, alla sua cassiera di fiducia di sempre (e di quei valori, del resto, era possibile farsi idea già ai tempi in cui giravano valori in fogli di giornale avvolti o in scatole di scarpe eh).
E siccome la pretesa "superiorità morale" è sempre stata demagogicamente voluta a sè a sinistra, è chiaro che scandalizza e crea più turbamento se avviene a sinistra, un po' come può turbare di più che sia un direttore del giornale dei Vescovi ad esser incorso in problemi penali, la cosa crea più imbarazzo perché se c'é qualcosa che a tanti italiani, che spesso sanno perdonare di tutto, peccati e reati, riconoscendo la debolezza umana, qualcosa davvero è difficile da digerire: l'ipocrisia, cioé coloro che si vogliono "superiori" e però, poi, si scopre, senza titolo alcuno.
Ed in quella manifestazione per la libertà di stampa, beh, di ipocrisia io e tanti, ne abbiamo vista parecchia, abbiamo riconosciuto in tanti lo strumental intento opportunista eh.
E pare che in tanti lo abbiano riconosciuto anche nella questione del conflitto di interessi, perché è tanto che se ne parla, si informa, si discute che sia priorità e però, gli italiani, Berlusconi hanno votato e dunque dicendo: le priorità sono altre. Compresa la priorità di una riforma della magistratura, tutti ben sapendo del rapporto tra Berlusconi e le "toghe rosse".
correggo il 60
la sostanza è assai più vasta e circostanzia molteplici...
59,
Alieno, tu ribadisci che c'entri qualcosa l'opportunismo (che ci sia o meno da tutte le parti cosa cambia?),
quando la sostanza è assai più vasta e circostanzi molteplici comportamenti (ad es vedi il mio incontestato 51) di uno che detiene mezzi di informazione preponderanti e che querela dall'alto dei suoi potenti mezzi economici,
in una situazione della quale gli osservatori internazionali, cerrtificano i pericoli e/o fanno fatica (financo diversi membri del Partito Popolare Europeo) a negarli come tu sempre li neghi.
Poi non perseguitarmi più con le tue opinioni che vorresti opporre ai fatti (del 51?! Etc.: riguardo al "rubba meno").
Ritieniti soddisfatto delle tue risposte che ritieni persuasive, altrettanto di quanto lo sono io stesso (ovviamente perchè le ritengo inadeguate).
58, Sal: non mi dire che non ti piace nemmeno "Il Bersaglio" de La Settimana Enigmistica eh? :-)
Fatto bene a citarla. Quando ci sono le definizioni, spesso, una mente chiusa e piena di preconcetti, poco snella, impedisce di trovar soluzioni, di comprendere.. tu pensi SOLO ad un significato e niente, le caselle restan vuote nel cruciverba.
Ci vuole una mente dinamica per collegare significati ed è per questo che ti dico che tu dovresti farti meno condizionare da schemi fissi nella tua mente, perché altrimenti, non comprendi e restano caselle bianche o non quadra più nulla infine.
Eleggersi a difensori della libertà di stampa, comporta che con onestà e coerenza, poi, bisognerebbe farlo davvero, per la libertà di stampa e non solo quando conviene a sé.
Ne ho visti troppi di assenti quando si trattava dell'altra parte, eppure è libertà di stampa anche in questo: per ogni parte, non solo per la propria. Oppure non è libertà di stampa quella per cui si manifesta.
E non solo mancanze di solidarietà, ma anzi, perfino accanimento contro i colleghi.
Così, vedi, la storiella che ho scritto, rende bene l'idea e non occorre tirare per i capelli. Compagni quando fa comodo, manifestanti per la libertà di stampa quando fa comodo.
Dunque, per quanto mi riguarda, pretese che son farsa anche evidente.
Non è che si possa manifestare se è Repubblica ad esser querelata e se poi è il Giornale o Libero, anzi, spiegano gli stessi a difender la libertà, che è atto dovuto e civile.
Ma chi le crede più queste balle? Infatti, non ebbe nemmeno grandi adesioni mi pare. Forse, fosse stata davvero minacciata la libertà di stampa o coloro che l'hanno indetta, avessero dimostrato miglior credibilità e coerenza, onestà intellettuale, beh, avrebbe avuto più successo.
56
Certo che è OT il tuo 54 (elezioni ed opportunismo) ché,
se ora cerchi di tirarli dentro per i capelli
(piuttosto generico eh, visto che con essi ci si può divagare indifferentemente allora in qualsiasi discussione)
scivolando di concetto in concetto come da una casella all'altra de Il Bersaglio de La Settimana Enigmistica,
buon pro ti faccia.
ce l'ho ...
Ahimé... come si fa.. :-)
C'è qualcosa del "virtuale" che mi sfugge e non comprendo.
Al Pc ho gravi problemi di disgrafia e faccio errori di ogni tipo, se scrivo a penna, su carta (e lo faccio molto per diversi motivi) invece, macché, nulla del genere.
Un mistero.
Non vado pazzo per gli acronimi ed oltretutto anglofoni, dunque per me IT sta per sigla dell'Italia.
Ma visto che hai una ossessione per la questione degli OT, tra altre, beh, non è difficile indovinare..
E secondo me era molto IT quel sonetto. Sia nel senso che preferisco, che in quello che riconosci tu, perché che altro è se non il racconto di chi vuol dirsi fiero idealista (ideologico anzi, perché il socialismo è ideologia) e però, opportunista, ipocrita?
Ed è esattamente l'opportunismo e l'ipocrisia che ho visto in quella manifestazione che ha visto in piazza per i figli e non per i figliastri, anzi, per meglio dire, per i compagni o chi utile ai compagni, ma non abbiamo avuto alcuna manifestazione di solidarietà, quando dei giornalisti "non compagni" sono stati denunciati, querelati per ciò che scrivono sui giornali.
Non ci sono manifestazioni per la stampa libera, se quella libertà è del Giornale, di Libero, dei suoi direttori, dei suoi giornalisti, dei lettori che li leggono e comprano, macché.
E non è una cosa nuova, Forattini ce l'ho spiegò tanto tempo fa, come giravano le cose e lui si esprimeva con vignette satiriche che erano all'acqua di rose, rispetto a quelle che possiamo vedere talvolta, da una chiara parte della barricata.
Compagni, dunque, a manifestare, ma poi, la coerenza, quando non la decenza, manca l'appello se è un non compagno ad avere problemi.
Cioè l'ideale, i nobili vessilli manifestanti, sono l'opportunismo ipocrita der Gatto senza core, che fa er socialista quanno sta a diggiuno soltanto, ovvero quando gli conviene.
Se tu fossi un pochino più dinamico, snello, aperto, magari uscendo da quei mille paletti e dogmi che via via proponi, avresti potuto vedere che c'era una coerenza nel scegliere quel sonetto per questo post.
Se ti sforzi di essere più sereno, secondo me, ce la fai.
54
Mah, di sonetti ce ne sono tanti... e pure IT (libertà di stampa) come il 50, ma tu lo sai cos'è l'IT? sforzati di più... creca, cerca, chissà se ce la fai...
Sì, solo che il povero Trilussa non avea alcuna idea di poter sollazzarsi con la "questione morale" della sinistra, eheh.
Ma con la "stampa" c'entra eccome.
Perché appunto, la difesa della libertà di stampa, minacciata dalle querele, poi sparisce se a querelare è appunto la sinistra.
Insomma, il doppio peso e misura di sempre, che tanto piace alla sinistra da sempre, che anche il Trilussa, che comprese bene anche quanto fosse importante non essere "anti-fascista" pur non essendo fascita, racconta e senti questa:
ER COMPAGNO SCOMPAGNO
« Io che conosco bene l'idee tueSembra scritta ai giorni nostri, nevvero? ;-)
« Io che conosco bene l'idee tue
Alieno, non credi che di Ot ce ne siano già abbastanza là dove la tua reiterata maleducazione nei miei confronti li ha provocati?
Comunque sono soddisfatto della tua divagazione dal merito,
che confonde risultati delle elezioni con libertà sempre comunque dovuta alla stampa (o no?),
difficilmente qui direttamente praticabile a confutare con concisione fatti che parlano da soli sulla pratica del rispetto della libertà di stampa che l'entourage del Premier concepisce. (mio 51)
Ah, il 50 è del Trilussa, di tempi evidentemente molto simili ai nostri.
Rimedio?
Semplice: andare a votare e dire la propria.
Ops, l'hanno già fatto, scusate...
non ho altri rimedi da suggerire...forse..
Rimedio Rosso
Un trinariciuto disse a Marte: i soliti pecoroni insistono nel votare chi rubba.. ce vo' un freno a tutta questa democrazia incivile.. mi impedisce di portare miglior giustizia tra gli uomini.
Marte: forse è perché tu rubbi assai di più e però governi pure molto peggio?
Trinariciuto: ma allora come fare? Non riesco democraticamente a convincere... che devo fa?
Marte: vieni da me, qui sarai maggioranza, su Marte...ops... già qui? Chi ti ci ha mandato dici? Berlusconi? L'azzuro? Con Bossi? Quello in verde?
Però non ti vedo soddisfatto e felice del viaggio..
Ahiahiahi... no alpitour?
Dai, dai, qui c'è tutto il rosso che hai sempre sognato, su Marte la compagnia dei compagni è assicurata e non c'è nemmen bisogno di competere democraticamente o allestire scenografia, il rosso va alla grande da queste parti..
Ah, a proposito, oggi danno un bel film di benvenuto: "Comunisti su Marte". Ingresso gratuito. Quanto dura? Eeeeh, sembra tanto in effetti, prepara bibite e pop-corn, mettiti comodo.
E mi raccomando, gustati la colonna sonora che è davvero originale, ti piacerà, è formidabile, internazionale... nel senso che è quella originale, è "l'Internazionale" appunto.. :-)
---------
Dedicato ai trinariciuti più lamentosi, una risata nn gli farà male e del resto, non è la risata che li ha seppelliti, è il voto democratico che li ha spediti, ciao ciao, scrivete una cartolina eh?
:-)
La libertà di stampa, sarebbe libera?
E il suo "amministratore" sarebbe Roberto Gasparotti, il responsabile immagine del Cavaliere?
Certe cose parlano da sole:
«Io voglio l’autorizzazione di Roberto Gasparotti», è stata la stupefacente replica del funzionario che ha tirato in ballo il responsabile immagine del Cavaliere, che da tempo svolge effettivamente un ruolo significativo nello indirizzare troupe Rai e Mediaset con o, preferibilmente senza, giornalisti al seguito. Gli spintonamenti, le richieste di documenti ai giornalisti, hanno provocato la reazione dell’Associazione stampa parlamentare che ha ufficialmente protestato contro «l’inaccettabile comportamento tenuto» «dallo staff del presidente del Consiglio e in particolare del responsabile della sua immagine».
Il Messagero online - 5 novembre 2009
Rimedio
Un lupo disse a Giove: - Quarche pecora
dice ch'io rubbo troppo... Ce vô un freno
per impedì che inventino 'ste chiacchiere...
E Giove je rispose: - Rubba meno.
Fabius: rendi benissimo l'idea nel tuo mesaggio: tra l'opposizione ed il circo di grilli e travagli vari, si continua ad alimentare un clima di odio e da guerra civile che è un sentimento poco gestibile, una brutta bestia.
Evidentemente non son bastati gli anni di piombo in questo Paese, poi hai voglia a far marcia indietro e dire "io non c'entro nulla".
Quando si libera la "bestia", poi è sempre complicato farla rientrare nella gabbia.
Credo ci sia assolutamente, soprattutto urgentemente, da discostarsi da questo comportamento scellerato, marginalizzando chi porta avanti questa pazzia, insomma, occorre più responsabilità e coscienza.
Avete, letto, ragazzi, sul blog di Beppe Grillo..il post sul "nodo Alfano"?..mi, viene, voglia di sgasarli tutti questi "onorevoli"(per nulla..tali)..ovviamente..compresi..Berlusconi..Napolitano..D'Alema...ecc..ecc..tutti riuniti..tutti (deputati e senatori ) in seduta comune..e via..una "sgassata" (gas Nervino)..solo così ne verremmo..fuori!!!...
le tue "parole" rendono.....allegro..quasi, ottimista..in questa giornata...uggiosa...non è poco!!
Non è poco nemmeno nelle belle giornate, ti assicuro.
Ma non ringraziarmi, per me è un piacere ti assicuro, nemmen donando un mio sorriso, un mio ottimismo, ma addirittura creandoli tuoi.
E' una cosa, un'idea che mi piace. Sono io che ti ringrazio per il riconoscimento. ;-)
Buona serata.
Ah..ahh..ahhh...ahhhhh..Alienuccio.mio sei..ESILARANTE!!!!..grazie, le tue "parole" mi rendono.....allegro..quasi, ottimista..in questa giornata...uggiosa...non è poco!!!...Grazie, ancora..Alienuccio....
Gli Eurini, anzi, sterline ed altro, gli "svizzeri" che tu vuoi come riprova del nove a dimostrazione di tesi antiberlusconiste, non può che far sorridere: di quale investitura vorresti, scusa, la Svizzera? Di quale nomina di garanzia.. di cosa?
Ma stiamo parlando della Svizzera che conosciamo tutti o di una concezione idealistica astratta?
Perché stando coi piedi per terra, uno potrebbe farsela una risata pensando che la Svizzera tratteneva anche il denaro sottratto agli ebrei dai nazisti durante la loro persecuzione.
Gli ebrei reclamarono indennizzo di tutta quella ricchezza sottratta dal nazismo ed al sicuro in Svizzera, bloccati lì quelli che oggi probabilmente sarebbero Eurini, tanti.
E sai una cosa? La richiesta di indennizzo di quell'infamità, bloccata nelle banche svizzere, è inferiore a quella richiesta con sentenza con applicazione immediata dal giudice che si è occupato del caso DeBenedetti, cioé l'indennizzo superando quello per il denaro sottratto dai nazisti e fatto curioso, quel giudice non servendosi di una perizia tecnica per valutare un danno presunto, per quantificare l'entità davvero mostruosa stabilita in quella sentenza, cioé il giudice ritenendo di essere competente e preparatissimo senza bisogno di ausilio alcuno, esperto o perito tecnico, anche in materia economica, non è straordinario?
E poi non c'è bisogno di andar lontano nel tempo, ricorrendo al denaro degli ebrei sottratto dai nazisti e depositato in Svizzera: è noto che la svizzera non ha avuto grandi problemi per fare affari con tutti, ma proprio tutti: criminali in tutto il pianeta, mafiosi, malavitosi ecc.
Dunque non si capisce in qual modo, il fatto che la Svizzera blocchi o liberi eurini altrui debba esser per noi garanzia di alcunché che nn sia una logica di profitto e di convenienza delle banche svizzere.
Però, se tu sei in grado di spiegarmelo, potresti anche tu, essere più interessante, dai, provaci.
Saluterò "Er Papi" se posso, ok, tu chi puoi salutare per me per ricambiare? Le banche svizzere? Anzi, avrei qualcosa da darti, magari, se lo porti da quelle parti... niente di ché, è roba avvolta in carta di giornale ed altra l'ho messa in una scatola di scarpe.... ci pensi tu a portarla da quelle parti? Non vorrei esser costretto ad una figuraccia poi, magari, come un tale che una volta faceva pure il magistrato, pensa ed oggi fa politica parlando di Italia dei Valori... poi però per lui, quei valori diventarono molto scomodi, si sentiva il fiato sul collo parrebbe e restituì con amarezza l'involto nei giornali e quello nella scatola di scarpe (taccio sul resto).
Fu in sostanza quel magistrato, di nome Antonio, sgamato e costretto amaramente ad una figuraccia colossale.
Poi però, stranamente, non abbiamo assistito ad una persistente azione giudiziaria a perseguitarlo per decine di anni, non è vero? Fosse mica perché era magistrato ed oltretutto, anti-berlusconista già da magistrato (con memorabili frasi educative per indurre rispetto dei ruoli, tipo quella nota "io a quello lì lo sfascio" in aula, sgamato pure quella volta)?
Anche se la domanda di molti fu, tanto seguendo i processi che poi da politico, sapendo dunque che era stato oltre che ispettore, magistrato ed avvocato: come diavolo è possibile che questo non parla nemmen italiano, pare semi-analfabeta ed abbia quei titoli?
Come ha fatto un simile personaggio ad aver titolo per cui risulta necessario conseguir laurea prima di aver iscrizione all'albo e poter esercitare e si suppone in forza di ciò, capace di parlare italiano e di essere comprensibile?
Insomma, la domanda non è più nemmeno
chi è...
la domanda
è PECCHE'!!!
Salutami, allora, il campione dell'antiberlusconismo militante, che ormai, grazie anche a lui, possiamo dire, i comunisti son dissolti (gli ha sottratto praticamente mezzo elettorato di base) e chiedigli se ci fa ancora il mirabolante spettacolo, la magia con cui tira fuori conigli dalla sfera di cristallo o se ha imparato i trucchi suggeriti da Fabio Fazio, tipo tirar fuori leopardi o altro dal cilindro o se almeno qualcuno gliel'ha spiegato il trucco, perché allora sembrò non capire per lo sconforto del buon Fabio (Fazio, non tu) a cui cascarono definitivamente le braccia.
Oppure chiedigli in DiPietrese come si dice "scatola di scarpe", ma non porre la domanda da breve distanza perché anche tu ti spacciassi per giornalista, Di Pietro è uno dalla querela facile e soprattutto ottenendo indennizzi mica da ridere e anche non fosse così, è parecchio permaloso, gli si gonfiano le vene nel collo, diventa tutto rosso, paonazzo, comincia a sudare in modo tremendo e nella foga esagerando, tira fuori mille altri trucchi in "dipietrese" che però non sono comprensibilissimi e se uno la prende a ridere, si arrabbia ancora di più, si agita e bercia ancora di più e come dice un Baz, non dovrebbe, perché poi gli viene l'ansia magari.. e poi..
E poi ci tocca dargli un digestivo antonetto al Tonino, perché comincia a vedere Pinochet, Hitler e orrori ovunque, come un indemoniato, ovunque sputando e urlando di regimi e dittatori e non è un bello spettacolo ed anzi, oltre a far tristezza, preoccupa un poco se non si ha un esorcista a portata di mano..
Sicché fa nulla, non mi salutare nessuno, che tutto sommato mi sei simpatico caro il mio buon fabius, saluto io e basta và, che è meglio.. :-)
Caro, Alieno come ricorda Civis al 43..Mavalà..valà ( ghedinizzando)..la differenza ,tra me, e il Berlusca è: io, non ho nulla da nascondere..per, cui, mi processino..pure..il Berlusca (evdentemente ) al contrario, ha, molto da nascondere..e non si vuol fare processare...e perchè ciò?..solo, perchè, è il premier..no..non mi sembra giusto!!..Cmq, mi sembra, che, anche la Svizzera..abbia, da ridire, sul Berlusca (tanto da tenergli bloccati un bel pò di..Eurini)!! comunisti anche gli..Svizzeri????..tutto, il resto,è..Noia..Alienuccio...mio..salutami.."Er..Papì"...
42. Mavalà, valà ,,, ( cit. da Ghedini )
Che tanto se non gliela dài non ti fa eleggere in parlamento ,,,
Eppure mi sembrava già troppo lunga la lista degli avvocati del mafioso (*).
(*) Perchè ce lo ha detto Bossi, eh ?! ,,, a scanso querele.
@ Fabius, ...
vero... Alieno?
Vero cosa?
Boh..
Ci provo, caro il mio buon Fabius, a risponderti.
Se ho sentito le dichiarazioni di B.?
Sì, certo, vero.
Che è incazzato il Berlusca? Non saprei, lo dò per umanamente probabile.. probabilmente vero.
Vero che il cittadino B., nonché premier ha scoperto di essere uguale.. a te?
Non mi pare vero. Anzi, dice proprio da tempo, il contrario: ci sono cittadini di serie B. (appunto, come Berlusconi) e cittadini di serie A (altra) dinanzi alla giustizia.
Ed in effetti è vero anche che molti cittadini hanno continuamente questa percezione dinanzi alla giustizia e continueranno, non da oggi o ieri, a sentirsi cittadini di serie B.
Quelli che un processo, attendendo mesi o anni, nemmen lo vedono cominciare. Quelli che son restati perplessi di vedere che ci sono giudici che depositano una sentenza di Sabato, quando la loro impressione è magari che lavorano dal Lunedì al Giovedì se va bene oppure lavorano da casa, dicono... cose così.
E restando al tema che proponi, notano che c'è una disparità incredibile: Napolitano, una Corte Costituzionale, che eppure sono espressione politica, non si possono tacciare di "politicità". Sì, è vero, Corte e Pres. della Repubblica sono "istituzioni", ma lo è anche un Parlamento, lo è anche un Pres. del Consiglio eppure su quello piove proprio di tutto.
Se il Pres. della Rep. dovrebbe esser istituzione posta a garanzia della democrazia, è pur vero che l'istituzione Pres. del Consiglio è l'istituzione che esprime, opera, lavora, agisce e parla in nome della democrazia stessa. Eppure c'è una grande disparità di atteggiamenti riguardo al "rispetto" istituzionale che da molti non è ben compreso o accettato.
Io penso che un limite grave del ns. Paese (ma lo penso da sempre, andavo a scuola e B. non c'era politicamente parlando) è proprio nella struttura istituzionale costituzionalmente prevista. Cioè il fatto che il fatto di avere due cariche istituzionali (Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio), pone e porrà sempre un problema politico-istituzionale.
E tanto più una carica è "attiva", tanto più probabilmente lo sarà l'altra se non corrisponde alla stessa estrazione politica, ma è avversa.
Com'é appunto nel nostro caso: Pres. del Consiglio di cdx, Pres. della Repubblica di sinsitra.
Il conflitto e le invasioni di campo sono quasi scontate, prevedibili perché in effetti, nemmeno dovrebbe esistere un doppio istituzionale così, come abbiamo noi.
A me pare una lieve invadenza nel conflitto istituzionale, quella del B. che dice che Napolitano sappiamo tutti da dove viene, da che parte sta. Ha ragione, ragione oggettiva se dice questo, poi si può discutere se in ragion di questo Napolitano esprime una parzialità di vedute o una perfetta parzialità garante (ma io non mi illudo che la perfezione sia di questo mondo e dunque non accetto questo dogma in senso assoluto in un dibattito politico).
Mentre molto, moltissimo più grave mi è apparsa l'invadenza di Napolitano quando in occasione della tragedia in Sicilia per il fango ecc, ha detto:
"Non opere faraoniche ma..."
Ma non è nei suoi compiti istituzionali decidere le opere che vanno fatte e quali, quando, con quale priorità ed ancor più grave suggerire che ci debba essere una scelta tra la ricostruzione e le opere infrastrutturali precedentemente portate nel programma di governo, che gli elettori sapevano esserci, che hanno valutato e convalidato alle urne, votando questo governo.
E tutti sappiamo, anche, che Napolitano è uomo di sinistra e che è stato dunque esponente di quella parte politica che si è sempre opposta al progetto del ponte sullo stretto, toh guarda.
A maggior ragione, se voleva dare l'impressione di neutralità politica come garante istituzionale della democrazia, non doveva permettersi un simile ingresso a gamba tesa sull'azione di governo, sul suo progetto proposto ai cittadini che democraticamente hanno deciso che va bene, si vota questo governo.
Mentre l'idea di Napolitano (non opere faranoiche, cioè Ponte ma...) è un progetto altro che non ha alcuna legittimità di dirsi espressione democratica dei cittadini italiani, non ha un'approvazione tramite il voto d'una maggioranza, dunque non è la proposta che si deve dare per buona fino a prova contraria (cioè al prossimo voto) ed è espressione politica che esonda, invade politicamente l'attività del governo legittimamente eletto dai cittadini e non suggerisce affatto un rispetto per il proprio ruolo istituzionale.
Insomma, ha cagato fuori dal vaso, politicamente e poi non comprendo, allora, la pretesa di quel rispetto, se non si è autenticamente stati ineccepibili.
E' per questo motivo che, da cittadino (non cittadino B, ma cittadino che fa parte di una maggioranza democratica espressione alta della democrazia in quanto è il frutto raccolto di una sovranità popolare), non è Berlusconi che boccio, ma Napolitano.
E nemmeno lo boccio per i motivi che dice Berlusconi, che non mi convincono troppo, ma per altri motivi, quello sopra è un esempio e nella considerazione che per me il problema istituzionale ci sarà sempre e comunque, finanto che sopravvivono le due cariche che, dove politicamente di diversa natura ed estrazione, non possono che confliggere con continua tentazione nell'invasione del campo altrui, visto che di campo, effettivamente, uno e solo uno dovrebbe esserci, come accade del resto, in Paesi più stabili, molto più stabili del nostro per storia democratica e repubblicana e non hanno la doppia carica: c'è un Sarkozy, c'é una Merkel, c'é un Obama...
Anche laddove sussistono altre figure istituzionali, il loro ruolo politico viene ridotto all'osso. Non sentiremo mai una conflittualità politica forte tra premier spagnolo, Zapatero e quella del Re di Spagna, così come di sovrani sparsi a memoria del nostro percorso storico europeo.
Anzi, dove proprio l'espressione politica è in contrasto con le convinzioni politiche di chi ha elezione popolare, si rinuncia, ci si fa da parte.
In un Paese poi come il nostro, dove il clima da "guerra civile" è stato perpetuato anche a fascismo sconfitto, a guerra finita, per decenni, il quadro istituzionale che comprende la doppia carica è ancora più problematico da gestire.
In caso di diversa estrazione politica, dunque, non prendiamoci in giro, tanto più il premierato sviluppa azione decisa, attiva, tanto più probabilmente vedremo fare nel corrispettivo istituzionale doppio del presidente della Repubblica.
Da cittadino infatti, continuo a pensarla così praticamente da quando ho cominciato a guardare alla politica, a partire da Pertini, non ho mai condiviso infatti l'idea che fosse plebiscitaria la simpatia con i cittadini e che fosse, in effetti, di una faziosità esasperante e portatore-mantenitore del nostro limite all'evoluzione politica-culturale, impedendoci percorso migliore prioprio nella sua natura conservatrice, reazionaria della retorica resistenziale-antifascista ed in particolare contribuendo simbolicamente a rappresentare un falso revisionismo storico per cui la resistenza anti-fascista coincidesse unicamente con la sinistra (e dunque alleato di un porre la nostra cultura, il nostro dibattito politico su queste posizioni cieche anche di grave intolleranza che tutt'oggi persistono e rendono un Pansa, uomo di sinistra, soggetto ad una campagna di delegittimazione continua, cioè fautore simbolicamente rilevante con quel ruolo potenziato dall'essere "istituzionalmente garante" della nostra democrazia di quell'egemonia del pensiero unico che ha impedito alla sinistra di compiere un fisiologico percorso possibile di evoluzione e così, oggi, costretto a farlo in tempi accelerati, non compresi ed assimilati, in piena crisi identitaria).
E dico di Pertini perché io comincio a guardare alla politica dal suo mandato, poi successivamente trovando conferme di quanto sia assurda la doppia carica istituzionale, entrambe di natura politica ed allora, beh, tantovale ce ne sia una sola, rendendo più stabile il Paese e non creando "crisi istituzionali", forzature ed ipocrisie e quella sola, naturalmente, per la cultura democratica che ho, non può che venire da un mandato di una maggioranza democraticamente eletta dal popolo. Se quel passaggio elettivo diretto è già suscettibile di critiche per via parlamentare (rispetto ad una repubblica presidenziale intendo), tanto più risulta poco chiara e comprensibile una carica come quella di Napolitano:
la domanda non è chi è..
la domanda è
pecchè!
D'altra parte, la questione è ancora più grave se focalizziamo come la conflittualità politica poco evitabile si alimenta nel maggior decionismo-attivismo politico di chi è eletto dal popolo (il presidente del consiglio) ed addirittura (ri)scoprendo i limiti di una simile struttura in cui l'equilibrio è ancor più precario, con possibilità politica di invadenza di campo ancora maggiore, cioè se riscopriamo che il Presidente della Repubblica (e gli altri prima di lui) nominano membri di una Corte Costituzionale che giudicherà infine il Presidente del Consiglio.
E può invadere in mille modi naturalmente, con questa possibilità che non dovrebbe nemmen esserci in quella nomina che dico (del resto a me non son mai piaciute nemmeno le cariche a vita al senato elette dal P.d.R. che abbiam visto operare nell'agonizzante governo Prodi senza pudore perché non son solo simboliche, ma votanti).
Può invitare oppure non invitare i membri della Corte Cost. e già la possibilità di farlo o non farlo, possibilità politica, andrebbe rielaborata (per me esclusa) perchè non sia possibile nemmeno una strumentalizzazione, un sospetto che genera un simile conflitto istituzionale poi. E del resto, nemmen occorrendo che il P.d.R. faccia o non faccia, il semplice fatto di averne eletti lui un buon numero, beh, tacitamente offre prospettive politiche che si potranno comprendere senza prendersi in giro.
Dunque a me pare che il fatto che si abbia un P.d.R. generi un mucchio di problematiche e che la possibilità di un corto circuito istituzionale, in un Paese sempre alla ricerca di equilibri più durevoli, non fragili, sarà sempre presente finanto che c'è una doppia carica (e doppia con poteri che infine, influenzano politicamente e la Corte Costituzionale ne é ottimo esempio) a dispetto di una sovranità popolare espressa con un voto libero.
La Costituzione va rivista, è impensabile di volerla dogmaticamente immutabilmente riferimento: non è una Bibbia, un Corano, Verità rivelata ed immutabile nel tempo e nella diversità di condizioni che si parano davanti.
Del resto, la Costituzione stessa è in sé, un atto politico. Un atto politico nato dopo un periodo politico particolare, come fu quello di avere il fascismo.
E' elaborata dai padri della Costituzione che rappresentano politicamente, delle forze che oggi, solo per dirne una, sono polverizzate e non rappresentano, insieme, affatto il Paese, i cittadini: la Dc, grazie al cielo, dopo l'ottima opera iniziale salvandoci dalla dittatura comunista, oggi rappresenta un valore insignificante politicamene parlando, di quello che è la volontà del popolo, così pure l'altra grande forza allora presente alla caduta del fascismo ed alla fine di una guerra mondiale che ha devastato anche il nostro Paese;
e nella conclusione dovendo soffrire una vera e propria guerra civile che i più invasati criminali ideologizzati, ben lungi da aspirazioni democratiche, hanno perpetuato gli anni successivi imperversando ovunque, ma in particolar modo nel centro-nord parrebbe, cioé operando pur senza la contingenza di avere un fascismo operante, una guerra, senza mandato democratico o popolare, senza interesse per altra istituzione che la dittatura comunista, uccidendo cattolici, compiendo vendette personali come mafiosi, uccidendo anche anti-fascisti e assumendo a sé il mandato con potere esecutivo, giudiziario, politico senza tanti problemi e finendo con una scandalosa assoluzione generale per quei reati gravissimi.
Ma quei Padri fondatori rappresentavano delle idee, aldilà di come la si pensi, abbastanza chiare e definibili: Dc, Comunismo, Socialismo.
Oggi mi pare che quell'atto in cui la politica è sublimata, è l'atto politico più alto che abbiamo in questo Paese e chiunque ha leggera infarinatura del diritto può comprendere perché (ogni norma deve tenerne di conto della Costituzione infatti e la costituzione non prevede un percorso ordinario della sua modifica come sappiamo) si possa riconoscere, anzi, si debba per una pluralità di motivi ed uno tra tanti è proprio questa: è l'atto politico di chi non ci rappresenta più, di forze politiche che sono distanti dalla nostra espressione, dai nostri desideri, dai nostri sogni.
Dc, Comunisti, Socialisti, oggi hanno un ruolo marginale e dunque non si può più riconoscere la Costituzione come inviolabile ed immutabile come testo rivelato divinamente.
Posso farlo per una Bibbia, per un Corano, non per un atto politico come la Costituzione in cui comunque sussiste del buono nuclearmente, per principi generali, cioè la sovranità del popolo, la sua libertà. Anche di metterla in discussione appunto, sarebbe l'ora di una rapida rielaborazione.
Il quadro istituzionale previsto Costituzionalmente, è uno dei punti da mettere in discussione al più presto.
Se proprio si vuole una figura di garante, allora dovrebbe essere impostata diversamente da come lo è oggi ed abbiamo sempre vissuto.
Non sono un esperto, ma per dire: se il Presidente del Consiglio, pur esprimendo una maggioranza democratica popolare, ha il limite di poter suggerire ai cittadini che non l'hanno votato, che non sono rappresentati (anche se in realtà esiste un Parlamento in cui lo sono invece) e la figura del PResidente della Repubblica può, come nel nostro caso, con Napolitano fare da garante per loro, ebbene, allora la regola deve essere questa: Presidenza Repubblica con mandato che scade quando il governo decade o termina il suo mandato e sempre in posizione politica diversa a comprendere appunto, i cittadini che non hanno votato il premier.
Ma mi pare una via complicata da praticare perché non abbiamo un bipartitismo, ovviare non sarà possibile comunque perché come un Casini o un Di Pietro dicono di essere diversi da tutti gli altri, anche e compresi quelli che siedono con loro all'opposizione, lo saranno allora, rappresentandoli, i cittadini che li votano e comunque un Pres. della Repubblica potrà non essere garante e rappresentativo.
Il Pres. della Repubblica si vuole garante istituzionale della democrazia, ma voglio ripeterlo: istituzione è anche il PResidente del Consiglio, merita uguale rispetto ed anzi, non essendo Napolitano un Pontefice, anche se talvolta ci dà l'impressione di pensarsi Ponteficem Laicus (a me lo suggerisce soprattutto nel discorso di fine anno) ed essendo il riferimento laico da cui scaturisce il presupposto-fondamento della democrazia, il "potere" politico insomma, la sovranità del popolo che si esprime in maggioranza e dato che per quanto sia cresciuto in una Repubblica democratica, forse non incontrando soggetti idonei perchè sia diverso, non avendo certo il carisma storico-suggestivo-folklore di un re o un principe come è altrove in Europa, a me viene in mente che semmai è al presidente del Consiglio che si debba più rispetto e non il contrario. Perché vi è la possibilità di riconoscervi nel primo meglio, il vero sovrano, il popolo, piaccia o dispiaccia.
E siccome l'insulto al premier non è novità, piantiamola con le ipocrisie. Dire che un P.d.R. si sa da dove viene e da che parte sta, non è che un fatto oggettivo. La pretesa che rappresenti tutti i cittadini, la democrazia, è appunto, solo una pretesa, come del resto si pensa quando si pensa ad un premier che rappresenta politicamente alcuni.
E se poi mettiamo insieme che nell'arbitrato, come fa la Corte Costituzionale pure, prevede sempre un margine di discrezionalità,
se poi osserviamo che la Corte Costituzionale (del resto capita anche in sedi tribunalizie, in appelli, in Cassazione) possono ribaltar sentenze eppure esiste la norma, non è vero? E dunque c'è la Costituzione, ma si può ribaltar verdetti.. e se sappiamo che sono espressione politica quei membri, tra l'altro eletti da un personaggio politico qual'é Napolitano...
non mi pare che possa dire che le dichiarazioni del Berlusca siano scandalose, semmai meno ipocrite, ma molti personaggi ormai, hanno abbandonato l'ipocrisia del linguaggio politico che si vuole "istituzionale", siano Di Pietro, siano un Bossi, sia lo stesso Berlusconi che quando entra in politica lo fa e probabilmente vince perché la comunicazione con i cittadini è più diretta, comprensibile, appare meno ipocrita (ai posteri poi giudicare se lo è) e ben distante dal politichese a cui eravamo abituati nella vecchia repubblica, in cui a far faticose sintesi di discorsi tra i birignao dei partiti storici, magari si scopriva che non si era detto o risposto a nulla, che si poteva continuare per ore a parlare senza dire nulla di fatto oppure dicendo qualcosa ed il suo contrario nello stesso periodo.
Di certe ipocrisie della comunicazione, molti cittadini han le palle piene da tempo e sono il motivo costante dell'allontanamento dei cittadini dalla politica o la sfiducia o motivo per coltivare adesioni esasperate ad eventuali capi-popolo a prescindere per un motivo mica da ridere: parlano chiaro. Dicono quello che vogliono, come stanno le cose, aldilà che poi siano in grado o vogliano farlo, è già un punto di partenza che ha attrattiva, può sembrare premessa.
Se uno si guarda il grande fratello, amici di Maria, la puntata speciale di c'è Posta per te o qualsiasi altro programma che io non guardo mai, mi annoiano e deprimono pure e qualcuno mi dicesse: potrebbero ascoltare il Presidente della Repubblica, il discorso di fine anno invece...
Ebbene, non li comprendo più: è quella la comunicazione più noiosa, insulsa, auto-celebrativa, retorica, muffita, ipocrita.
Meglio la De Filippi, un reality allora, magari non si capisce perchè e cosa fanno (chi lo fa o chi lo guarda) ma si capisce quel che si dice e non c'è la presunzione della nobiltà istituzionale, della superiorità sprezzante che spesso un certo modo di far politica continua e persiste a fare, auto-legittimandosi ed auto-celebrandosi, con auto-citazioni continue, palinsesti che infine sono più dannosi del danno che può fare una tv commerciale.
Se un premier, anche se non eletto dalla mia parte politica, si esprime, lo ascolto con interesse comunque: oltre a rappresentare la sovranità del popolo che si è espressa alle urne, ha un mandato di azione, di governo e non può che interessarmi.
Se ascolto un Napolitano (o prima di lui un Ciampi ecc), invece, non capisco: perché dovrei sorbirmi una simile predica da costui esattamente? Ma chi te lo ha chiesto? Cosa devi riferire? Che tradizione sarebbe? A me non ispira alcuna attrattiva e no grazie, cambio, meglio un reality, una partita di calcio (ammesso si giochi a fine anno, ma va bene anche una differita) piuttosto, cose che mai guardo e supposto che quella supposta di discorso debba comunque aver l'alternativa di altro canale (e non spegnere direttamente la tv e far altro invece).
E se la penso così, a Capodanno, non solo naturalmente, è perché in definitiva molti cittadini con me, di un Pres. della Repubblica non sanno che farsene, non capiscono e non lo ritengono necessario quanto invece un Presidente del Consiglio che esprime la volontà democratica piaccia o dispiaccia.
Dunque se vogliamo fare qualcosa di buono, si abbia il coraggio di abbandonare schemi costruiti come atto politico, come sintesi di forze politiche che oggi sono tra l'altro poco rappresentative in Italia, molto è cambiato, il fascismo è alle spalle da un pezzo e per quanto mi riguarda, ben felice che siano alle spalle forti rappresentazioni di Dc e comunisti.
Pare che dovremo invece, nonostante la bocciatura italiana, riavere a che fare con i socialisti, perché le dinamiche diverranno comunitarie, europee ed in Europa il socialismo è forte. Ma questo è altro discorso.
Scordati di essere uguale a Berlusconi, ma scordati pure di essere uguale a Napolitano, caro Fabius. Di Berlusconi si può però dire di tutto, parrebbe, mentre di Napolitano no e non si capisce ben il perchè e dove si spiega, non mi pare che ci sia un consenso popolare plebiscitario, non è vero?
Ti ricordo che il dire di essere uguali davanti alla legge, già prima di Berlusconi, già per altro che da Berlusconi, era continuamente messo in discussione da tanti Berlusconisti.
Cittadini non uguali davanti alla legge, per dire, se si parla del G8, non è vero? Così come altri, da sempre, hanno l'impressione che polizia e magistratura siano fascisti ben prima di Berlusconi ( e simpatizzando per movimenti sovversivi anti-istituzionali infatti, capaci di ucciderli non è vero?), altri magari osservando che i delinquenti entrano in libertà e tutele varie assistenziali troppo presto.
Cittadini, molti, han da tempo l'idea che le loro pratiche van a rilento nonché di ingiustizie di arbitrato confrontandosi con criminali incalliti che invece parrebbero riscuotere di tutta la simpatia della giustizia che li scarcera presto, concede attenuanti, sospensioni, verdetti che li scagionano e li rendono spesso, leggiamo sui giornali, capaci di reiterare aprendo il dibattito: era possibile evitarlo? Chi paga?
Dunque Berlusconi, così come me o te, hanno una legittimità tra tanti altri cittadini o no di scoprire che la legge NON è uguale per tutti?
E che certe volte perfino la inflessibilità di un simile principio, LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI produce delle ingiustizie, perché nessuno di noi è per sua natura, uguale come individuo e nelle circostanze dunque al massimo assimilabile, non perfettamente riproducibile aderenza.
Se la legge è uguale per tutti, io condannato a pagare 1.000 Euro sono uomo morto o giù di lì, dovrò rubare per pagare immagino, mentre un altro tutto sommato, avrà un fastidio come pagare un caffé in più al bar.
Dunque piantiamola con le imposture e le ipocrisie e sfatiamo i miti, restiamo coi piedi per terra e si osi un briciolo di anti-conformismo dai dettati che noi stessi siamo in grado di contraddire ogni giorno e che ci vengono imposti.
Se non lo facciamo, non miglioreremo mai, con migliori strategie, una società.
Ciao.
Alieno
E vai!!!!! Avete, sentito, le dichiarazioni del Berlusca, contro il Presidente Napolitano??..scandalose!!!..il "nostro" è proprio incazzato nero!!!..é già, scoprire, di essere, eguale..a me, di fronte alla legge lo sconvolge...poverino!!!!...vero..Alieno????!!!....
Cuccù ,,, e il lodo non c'è più ,,, ;)
Caro,, Alieno..ma, non provi, nemmeno un pò di vergogna?? ma riesci, a guardarti allo speccho?? io al tuo posto..no!!..
Intanto mafiosi e fascisti uniti per lo smacco ricevuto dal successo della magnifica manifestazione in difesa dell'articolo 21 della Costituzione si mettono all'opera minacciando di morte gli unici giornalisti con la schiena dritta che denunciano i loro crimini.
Minacce di morte a Sandro Ruotolo collaboratore di Santoro.
Articolo 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure."
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la contraddizione di segnalare che io vorrei vincere mentre sei tu a scrivere invece per vincere comunque a tutti i costi perfino quello macroscopico del ridicolo di indirizzarti a chi non ti leggerà
Come ho già scritto, non ho avuto modo di ascoltare Minzolini dal quale sei ossessionato. E tra l'altro, la questione mi interessa poco o nulla, perché è solo una tua pretesa, in questo così vicino alle idee della sinistra-pensiero, che debba interessare tutti ..
fai conto, un po' come il conflitto di interessi, o come hai scritto più su, il "pesantissimo" problema delle 3 reti private che non è largamente condiviso, mentre lo è quello delle 3 pubbliche.
Dunque trovo la questione che dici di Minzolini, spiace che ci devo fare? Noiosa! Non mi appassiona, non riesco proprio ad occuparmente. Sarà il nome, sarà maledizione, sarà che c'è di meglio di cui occuparsi, altri temi più interessanti, ma il caso "Minzolini" non mi prende e temo, non prende nemmeno tantissimi cittadini, così come "il conflitto di interesse" e magari più interessati ad altri temi, tipo "infrastrutture", gestione criminalità e sicurezza, politiche riguardo l'immigrazione.
Tu qui sei un perfetto elettore modello di questa sinistra, caro Salvatore.
Per te è questione urgente, prioritaria, affascinante "Minzolini" qui nel blog, come nella partecipazione politica in quelle relazioni che si sviluppano tra cittadini e politica partitica, nel dibattito suggerito ed approvato.
E' affascinante come le 3 tv private, avete convinzione, fede che siano temi prioritari, importantissimi dunque e fin qui nulla di male, per carità, va benissimo.
Dove ci si stupisce parecchio, semmai, è nella costante pretesa e presunzione che i temi offerti al dibattito politico dalla sinistra, con insistenza, debbano davvero stare a cuore a tutti o quasi. Qui non vi capacitate che non debba essere così: interesse comune, attrattiva, priorità.
Come quella di "battere" politicamente Berlusconi. Per molti cittadini non è una priorità, un'urgenza mentre il dibattito tuo, perfetto elettore di sinistra, lo pretende e lo presume. Altrimenti diventa offensivo, aggressivo, fa esercizio di disprezzo (per gli italiani che la pensano in altro modo) oppure si deprime, non va più a votare, non crede più a niente, è tutto una schifezza e così via.
Il tema della "gnocca" per esempio: lì capisco l'errore, effettivamente. Se non funziona l'antiberlusconismo militante, se non interessa il conflitto di interessi, se nemmeno il costante impegno di alcuni magistrati ossessionati da Berlusconi produce risultati e sì che si impegnano parecchio producendo curiose "tempistiche", per non parlare di metodi.. si va dagli annunci di avvisi di garanzia che raggiungono il Berlusca proprio durante un appuntamento tradizionale ed attenzione, lo raggiungono non per via ortodossa, ma per via stampa, anche qui, curiose coincidenze relazionali non è vero? Oppure, per dire, processi che hanno una celerità incredibile, un'attenzione piena mentre altri processi marciscono, anzi, nemmeno prendono vero inizio, per non parlare di quelli che finiscono invalidati per la lentezza del lavoro, il ritardo dei giudici che è una realtà giudiziaria con la quale molti cittadini debbono, invece, confrontarsi. Oppure, per stare a fatti recenti, il curioso lavoro di magistrati, notoriamente impegnati politicamente (contro berlusconi) nemmen facendone più mistero, anzi rivendicandone diritto e nonostante quello, con la pretesa di aver riconosciuta la propria inappuntabile imparzialità arbitrale nel processarlo, guai a dire o pensare diversamente: possono impegnarsi una vita in esternazioni contro berlusconi e però non si metta in discussione la loro capacità giudicante oggettiva, non emotiva, assolutamente attendibile e legittima. Per non parlare di quelli che assurgono alla gloria mediatica e poi fanno il salto, magari quando hanno esagerato parecchio e la loro inappuntabilità è pure discutibile, tra indagini capziose, costose, inutili e faziose fuori dai canoni previsti nel metodo-competenza oppure riportando una scatola di scarpe e con richiami disciplinari, passando alla politica direttamente per continuare la loro passione professionale: non la politica o la magistratura, macché: l'antiberlusconismo militante e soprattutto, redditizio in termini economici, politici e di notorietà mediatica. Oppure addirittura, quand'anche fosse esclusa la possibilità di giudicare il Berlusca, comunque giudicandolo per estensione come si può, tipo il processo Mills che a legger sentenza si ha proprio questa impressione: si chiama processo Mills, si legge processo Berlusconi.
O ancora osservando una concomitanza, un accentramento di eventi: la manifestazione in Piazza che si chiama "per la libertà di stampa", ma si legge "contro-Berlusconi", la sentenza contro la Mondadori (di Berlusconi) a favore di De Benedetti (che ha Repubblica toh, guarda che curioso) che incredibilmente, sembrerebbe dimostrare che in casi straordinari i giudici lavorano tutta la settimana, Sabato compreso e l'imminenza del verdetto della Corte sul Lodo Alfano che si attende per oggi.
Una sequenza che dir maliziosamente curiosa è eufemismo.
Ma non è la prima. Ed allora comprendo il tempo (primavera e tutta l'estate) in cui si è sviluppato il tema "gnocca". Perchè fino ad oggi, ogni tentativo di ricondizionare il voto uscito dalle urne con espressione della sovranità popolare, quella che non è interessata alla presunta e presuntuosa priorità (come il conflitto di interessi ecc), alla "gnocca" come tema, non può resistere di sicuro, non si annoia di certo come oggi, quando si parla di Minzolini.
Ed è vero, verissimo, il tema "gnocca" ravviva i sensi, tutti gli occhi aperti grandi come civette, parte di Chiesa-cattolici compresi perchè il tema "gnocca" è nella sua lunga storia, stato sempre centrale nel dibattito morale come sappiamo.
Gnocca procreatrice, Gnocca immacolata e vergine, gnocca santa e pia, gnocca perversa e diabolica, gnocca tentatrice dai tempi di Eva, la seduzione del maligno, la rovina dei matrimoni oppure motivo di sua perduranza, sovradimenzionata gnocca o sottovalutata e così via.
E' vero, il tema "gnocca" non annoia come Minzolini e "pesante problema delle 3 reti privati" il cittadino, cattolico o meno che sia.
L'errore però, al solito, è di presunzione, incapace umiltà, irrimediabile inettitudine a far analisi critica e soprattutto, autentica auto-critica per evitarne di continui.
La gnocca interessa tanti se non tutti (e non è certo fuori dal mondo chi non è interessatissimo), ma da qui ad avere come tema, rilevanza politica, risultato politico, da qui a pretendere che lingue felpate, da arrotolare o salivazioni incrementate o anche severo giudizio critico possano tradursi in tutti i cittadini in priorità politica, centralità di argomento, insomma, possibilità di consenso, beh, ce ne passa.
Magari continuano ad esser più importanti politicamente, temi come sicurezza, immigrazione, temi etici anche drammatici (eutanasia, aborto ecc), infrastrutture, scuola, educazione, lavoro, economia, crisi e per finire, capacità gestionale di emergenze che sappiamo, in passato non hanno brillato nel suggerire speranze.
Ecco perché ti dico che sei elettore modello, della siniistra attuale, hai le stesse presunzioni, te le canti e te le suoni da solo, Minzolini, tv private, parli a nome di tutti che non puoi rappresentare davvero (come non li rappresento certo io) oppure, scoprendo una realtà diversa su quel tutti, provando il solito disprezzo, la solita repulsione.
Insomma, prendi questo Minzolini che da perfetto elettore della sinistra attuale sbandieri come arma risolutiva per vincere non si sa cosa... hai pretesa pure che sia argomento che mi.. ridicolizzi!
Ma come si fa! Non solo non sono interessato, non ha fascino la questione, perciò come ho detto, ne so poco o nulla, ho provato, ma la noia mi fa rimbalzare e sì che ho provato a leggerne ovunque, anche sulla stampa affine alla tua parte: macchè, una noia mortale, non c'è nulla di sostanza, di concreto, di prioritario, di attrattiva.
Non sol questo e non puoi imporre la tua agenda che non interessa agli altri, così come vorrebbe ed insiste a fare, fallendo rigorosamente una sinistra attuale che si rifiuta di fare auto-critica, di accettare e comprendere una realtà cercando davvero di farne parte, invece nisba, non ha umiltà, solo la inguaribile presunzione di superiorità morale..
ma basterebbe ricordarsi, quanto alla tv pubblica, solo per dirne una tra tante, il programma di Santoro. Sì, quello che da un buffetto alla sinistra per suggerire la propria oggettività nel fare informazione pubblica e poi sistematici attacchi a Berlusconi o cdx-lega, non pervenute o carezze per Idv magari.
Sì, quello in cui perfino tanti oggi all'opposizione, han provato così imbarazzo e fastidio che in segno di protesta per tanta arrogante, sfacciata, faziosità da ultrà indecente (dico, c'é una decenza possibile anche nel far tifoserie eh), se ne sono andati.
Minzolini non l'ho visto o udito, ma mi ricordo tante trasmissioni di Santoro che invece ho visto, magari a pezzi, magari non sempre, come quella sulla questione Israelo-Palestinese nell'ultimo conflitto e ho reso l'idea? L'ennesima conferma che non è servizio pubblico, che si paga l'ultrà di sempre perché sia sempre più sfacciato.
Persino Lucia Annunziata che non risulta essere figura berlusconiana e dunque presumibilmente dovrebbe esser simpatica ai militanti Santoriani e sinistri ebbe ad alzarsi in quella indecente faziosità, in quella sfacciatissima manifestazione di arrogante uso di una tv pubblica a cui non voleva certo essere associata, come giornalista che magari è faziosa anch'essa (e lo è, guardo anche il suo "in mezz'ora" se capita, così come leggo i tuoi commenti se mi va e di solito mi va), ma c'è una decenza che nella tv pubblica si è superata.
Ed allora è straordinario che tu mi voglia ... ridicolo usando il noiosissimo argomento "minzolini" che tu dici, almeno ben pagato, ma a te chi te lo fa fare..
Come se non fosse strapagato un Santoro e imbarazza perfino gli stessi antiberlusconisti, i sinistri, per sfacciataggine.
E non ho la pretesa che per te sia il tema "Santoro" prioritario, urgente, libero di pensarlo, se vuoi, che è ottimo fornitore di servizio pubblico, che io sia ridicolo per via di minzolini, libero io di pensare che il ridicolo in questo, sei proprio tu.
Libero di aderire alla protesta che si chiama "per la libertà di stampa" e si legge "contro-governo-Berlusconi": quanti erano? 30mila? 300mila?
Non sono tutti, non sono tanti. E sì che il battage di propaganda-spot ha messo in moto tutta la macchina di reclutamento di Piazza: la Cgil, perfino l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, nonché partiti vari, giornalisti, singles ed ammogliati, giocatori di bocce in pensione ed a me, ti dirò che allora, mi son sembrati pochi, davvero pochi pochi per tutto questo spiegamento, per una Piazza annunciata da tempo, ventilata come possibilità di riscatto da mesi e mesi (Autunno caldo, ma per ora è tiepido parrebbe), pochi, troppo pochi per aver presunzione e parlare di "tutti" come fa il Don e mettendo tutti gli altri nel girone dei dannati, i "fuori dal mondo", non si discute nemmeno una possibilità altra.
A favore della manifestazione per la libertà di stampa, infatti, leader e segretari di partito, partiti o personaggi che hanno sempre censurato e ricattato la libertà di stampa come hanno potuto, ma a sinistra più degli altri. Querelanti di mestiere che ci hanno fatto fortuna, per i cospicui importi di risarcimento, come Di Pietro. Editori stessi strizzando l'occhio (come De Benedetti) eppure son loro se decidono se il proprio giornale pubblicherà qualcosa in libertà o va condizionata. Perfino membri del consiglio direttivo come quello del Corriere della Sera in Piazza per la libertà di stampa eppure fa parte di chi ne detta le linee editoriali, le strategie, le libertà, non è vero?
Giornalisti cattolici e preti che magari, sarebbero stati più credibili se andavano a protestare sotto il Vaticano che semmai, richiami e direttive, gli arrivano anche severe da lì.
Uniti nella causa comune dell'anti-berlusconismo, ma infine a me fanno un po' sorridere: un mezzo fiasco, nonostante trombe, tromboni e trombati, un'armata brancaleone.
Perfino l'associazione giornalisti non era integra, c'era chi era in disaccordo sulla questione e sul metodo. C'è chi ci ha spiegato, tra loro, tra i dirigenti di quella associazione giornalisti, che si è vista una cosa incredibile: la cooptazione dell'associazione da parte della Cgil. Nessuna discussione preventiva, è la Cgil che ha deciso la manifestazione. Una invasione di campo inquietante, una delegittimazione mica da ridere quell'assunzione di direzione organizzativa a prescindere.
Facciamoci delle domande allora, su quello che accade alla "libertà di stampa" minacciata dalla politica, anche fuori dal coro e facendo tacere un attimo megafoni e tam-tam di conformismo mediatico, ripetitori del pensiero unico.
Abbiamo visto un intenso lancio di missili recentemente. Missili che si chiamano "querela". E' uno strumento di "minaccia" per la stampa, illegittimo o legittima difesa del querelante che si sente calunniato, infamato?
Certo non si può far finta di nulla ascoltando solo il doppio-pesismo sotto il pulpito dei moralisti che come recentemente ci è stato dimostrato, spesso sono i primi che dovrebbero riflettere prima di fare la morale agli altri, facendola a se stessi.
Per essere almeno più credibili.
Perché per dire, la Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) si schiera a difendere Repubblica se è il Berlusca che la querela? Il megafono del pensiero unico e conformista ci spiega: Berlusconi querela, cioè minaccia e ricatta perché vuole censurare o limitare la libertà di stampa del giornale Repubblica.
L'elettore de sinistra modello (quello che si appassiona per Minzolini e pretende tutti lo facciano) approva la linea, plaude e magari alza pure il pugno chiuso sinistro all'insegna della nuova revolution, olè.
Però noi abbiamo visto anche altra querela. Quella di Fini contro Il Giornale. Cioè politica vs stampa.
E però non si è adottato mica lo stesso comportamento e principio: doppio peso e misura, infatti, dal megafono del conformismo dell'antiberlusconismo perfetto, hanno tradotto l'evento così:
Fini ha fatto bene a querelare Il Giornale. Il Giornale di Feltri, calunnioso, è stampa "militare" che merita l'uso legittimo a garanzia della libertà politica e dei soggetti infamati o calunniati, meno male che c'è la querela.
Come si fa, poi, a pretendere di esser credibili, in Piazza o meno?
Ugualmente non si è schierata la Fnsi per difendere la libertà di stampa dalle querele di Prodi, di D'Alema in quanto presidenti del Consiglio ecc... perchè?
Una coerenza difficilmente spiegabile e dimostrabile o almeno, è la mia opinione, il cui tentativo sfora nel ridicolo, nell'imbarazzo.
Ma il "conformismo" di certe cause perse, non ha eguali per ostinazione e mancanza di possibilità autocritica.
Continuo a dire che la stampa in questo Paese è rigogliosamente capace di scrivere tutto quel che si vuole oppure di scegliere di non farlo. La tv privata non si paga, si sceglie. La tv pubblica invece si paga ed è in mano ai partiti (e poco conta se quei partiti della tv di Stato, non rappresentano nemmeno la maggioranza). Si è liberi di querelare oppure no, le querele si vincono e si perdono.
Tra i sostenitori della Piazza ci sono molti, ma NON tutti e affatto fuori dal mondo gli altri (che è un modo conformista di portare avanti il "pensiero unico che rivela insita intolleranza). Tra coloro, proprio quelli che applicano regolarmente il doppio-peso, silenzi strumentali oppure strumentali iniziative, querelanti e querelati, risarciti e puniti, in ogni caso volendo a sé il ruolo vittimistico e del martirio che però fuori risulta straordinaria tesi, molti non la riconoscono come credibile.
A me non son sembrati tanti in Piazza, anzi, vista la macchina organizzativa, il tam-tam, mi son sembrati davvero pochi. Non è così importante in effetti: una buona causa si affronta anche da soli, non è questo.
Mi pare più grave invece, esserci argomentando in modo poco credibile e convincente e con la pretesa di aver rappresentanza di tutti, di un interesse comune, collettivo, pubblico che in effetti non c'è, non interessa, annoia oppure risulta anche sfacciato o ridicolo a molti altri, tanti.
Come la questione "minzolini".
Buona giornata.
33
come sempre a dichiarare che fai come ti pare
leggere non leggere rispondere non rispondere tu sereno io no io prigioniero tu libero vero esemplare del popolo della libertà di fare come ti pare appunto senza ammettere o rispettare regole ma allora chi te lo fa fare a scrivere qua senza regole condivise per la pratica di possibili contrasti trasparenti senza la buona volontà di accettare di non lasciare il confronto quando ti fa comodo senza smettere d'essere importuno scrivendo anche sapendo di non essere accetto a chi non ti legge con la contraddizione di segnalare che io vorrei vincere mentre sei tu a scrivi invece per vincere comunque a tutti i costi perfino quello macroscopico del ridicolo di indirizzarti a chi non ti leggerà senza la dignità di rispettare il prossimo inventandoti citazioni inesistenti senza poter rispondere ad obiezioni limpide dall'angolo di illogicità e contraddizioni nelle quali finisci per restringerti tanto somigliante in questo al povero Minzolini in questi giorni nell'angolo della sua imprudente denudata scorrettezza giornalistica quello della notizia stravolta o censurata nascosto dietro le figure dei suo redattori infine ribelli ma chi te lo fa fare almeno lui è ben pagato
ora puoi inventarti anche la punteggiatura come ti fa comodo
Civis: spero per me non sia una delle reti pubbliche, che altrimenti mi sentirei insultato nel doverti pure pagare
evvedi, pure tu esprimi i concetti miei in qualche modo: perchè diamine si deve pagare uno che ti insulta? Se lo paghino coloro che lo gradiscono. Tipo Santoro per dirne sol uno.
Ed allora, Paolo ha ragione al 30 con un concetto che mi pare vicino a quello mio: il problema non ha rimedio finchè la Rai sarà pubblica.
Ma ci unisce ugual principio: perchè pagare chi non ci piace, non si sceglie, insulta? Perchè è ammesso in una tv pubblica, di Stato?
Che come minimo, proprio dovendo scegliere, beh, rappresenti lo Stato nella sua maggioranza democratica. E ne basta una di rete pubblica in ogni caso, per simili servizi, mi pare.
Il resto, da privatizzare così che uno non debba esser comunque pagante anche se non ha intenzione di ascoltarsi l'insulto.
Mentre il problema delle 3 reti private, "pesantissimo" lo sento proprio poco: uno sceglie altro con il telecomando volendo. E se lo paghino coloro che la guardano, si mantenga con le sue forze, quel che si vuole, ma essendo già così, non è certo un problema "pesantissimo".
"Scemo chi legge" si scriveva da piccoli per gioco. Ebbene, vale per gli adulti che guardano la tv privata, senza obbligo alcuno, che a loro non piace, anzi, la disprezzano (e spesso lavorandoci pure dentro, alè) e così contribuendo al suo mantenimento.
Ecco che ritorniamo alla tv pubblica: sarà anormale che io sia obbligato a pagare una tv che dovrebbe essere di servizio, invece fa i servizi ai partiti, compresi quelli che nemmen mi piacciono, rappresentano e mi insultano continuamente?
Pare di sì, perchè forse come dice Civis, è
Roba da matti.
O per usar espressione del Don di cui faccio ironico tormentone, lo è per tutti, tranne pochi e "fuori dal mondo", eheh.
@ Salvatore, al 22:
non ho trovato perché non ho cercato. Non c'era alcuna necessità, io son sereno, molto più di te, parrebbe.
Infatti tu in fondo, risulti in qualche modo prigioniero: ti tocca ripetere ogni volta, che "non leggi" quello che scrivo. Più o meno ogni volta, prigioniero, hai questa mania di voler comunicare al mondo che non leggi. Che fatica Salvatò, che fatica, questa tua prigione, con la platea giudicante pronta a pensarlo, che magari, sotto sotto, li leggi invece.. :-)
E non serve nemmeno un bravo psicologo per comprendere che son molto più tranquillo di te: continuerò a scrivere, rispondere e leggere ciò che scrivi, se ne ho voglia, a non farlo se non ne ho.
E chi se ne frega se la volta che non lo faccio, tu, prigioniero, con l'immagine severa della platea giudicante, ti affretti a scrivere che non ho risposto ai tuoi perché ero in difficoltà, elusivo ecc, che non pensino che magari, ti ho solo ignorato o non ho ritenuto che meritasse risposta o molto più banalmente, avevo altro da fare e non avevo tempo.
E' la tua prigione, mica la mia, resto sereno, rispondo se mi va, non rispondo se non mi va, son più sereno e mi permetto di riderci pure: io i tuoi messaggi li leggo, se ho tempo e voglia, no ho problemi, non devo dimostrare qualcosa con l'ansia, la platea, la prigione, l'ossessione..
E nemmeno serve un bravo psicologo per capire che così facendo, tra l'altro, io serenamente e tu prigioniero, la sola idea che abbia scritto qualcosa rispondendo, con la "platea" che legge e magari trovandoci qualcosa di buono, può essere un problema per te, che ne sei prigioniero, è il tuo terrore quella platea giudicante e chissà cosa ti perdi, cosa penserà, ahiahi. Magari penserà che ti ho risposto per le rime.
Magari che sei tu a scappare, a perdere perché in fondo non è così che vivi questo spazio? O si vince o si perde, una sfida continua ed anche personale, una vera angoscia continua per cui continuare a scriverlo, dichiarando al giudizio esterno, che tu i messaggi che scrivo non li leggi, nonnonnò, lo ripeti e lo stra-ripeti continuamente, che non si abbia il dubbio, per carità.
Rilassati, non è proprio così che debbono andare le cose, non per forza, rilassati, non occorre un bravo psicologo per dirti
rilassati, perché "non leggo non leggo" ma ci hai fatto su l'ennesimo commento per commentare il mio, è buffo, ma allora, tantovaleva leggerlo oppure risparmiare il grido: "non leggo, non leggo, non so più come dirtelo".
Infatti, non lo sai più, tanto vale che non ti ripeti e ti rilassi, eheh.
Ogni bene.
30. Impara a scrivere e magari ti guardo pure Paolo.
E comunque per seguirti attendo il nome del programma e la rete dalla quale esibirai la tua preparazione, che spero per me non sia una delle reti pubbliche, che altrimenti mi sentirei insultato nel doverti pure pagare assistendo al contempo ad un caratteristico atteggiamento da prete, ovvero ,,, il tuo sputare nel piatto in cui mangi.
Roba da matti ,,,
don Paolo, scrivo bene?
A me pare che oltre il problema della Tv pubblica, non in quanto tale ma in quanto controllata dalla politica, che ha indicato, ci sia l'altra metà del problema pesantissimo che è quello del possesso di 3 reti private.
Quale trasmissione? Mi piacerebbe vederla.
S. & f.
Il rpoblema è la TV... ma a questo non c'è rimendio finchè la RAI sarà pubblica (e purtroppo lo sarà sempre!).
P.s. Martedi sera, alla trasmissione alla quale partecipo, parleremo di "economia solidale". chi vuole lasciare un un contributo... Grazie!
Crs 21,
grazie per il tuo commento, che avevo letto troppo di corsa; rileggendolo ora concordo che
<Così magari diamo più spazio alle analisi di lucida, feroce logica di Salvatore o alle risposte che pretende Fabius o alle informazioni di Maurizio...>.
Effettivamente molte considerazioni di Orsi lo fanno, tra le prime quelle sulle note a piè di pagina che corrispondono alle mie continue citazioni virgolettate di quanto contesto o di quello cui alludo, o ai rimandi ai Link di discussioni pregresse.
E leggere di una mia <feroce logica> mi piace perchè non sono affatto restìo ad ammetterla come tale, come ho fatto fuori dalle righe, nel mio 25, dichiarando ad Alieno:
<io, semplicemente non ti darò tregua a denunciare le tue pratiche sleali, finchè continuerai coi tuoi sistemi, enunciando in tanti post delle regole che non consideri nemmeno una volta confutandone nel merito la validità.>
Vale
Stupefacente la maldestra insensatezza di Minzolini! In grave crisi di credibilità ormai.
Con la scoperta prepotenza di chi non accetta che i giornalisti possano essere liberi di voler dissociarsi, come appunto hanno dichiarato esplicitamente di voler fare, ed esprimere il loro dissenso, non volendo essere accomunati al suo editoriale di ierisera,
Minzolini, non sapendo proprio cosa cazzo poter ribattere, non ha però comunque voluto rinunciare all'ultima parola ed ha avuto l'ardire di definire i giornalisti "intolleranti" nella nota che ha fatto leggere alla giornalista, subito dopo quella del Cdr, per dichiarare:
"E' la dimostrazione che c'è chi manifesta per la libertà di stampa ma è intollerante verso chi ha un'opinione diversa".
Pazzesco che non abbia saputo percepire la contraddittorietà di una accusa di intolleranza verso chi non altro ha voluto, con semplici motivate argomentazioni, che dissociarsi dalla sua folle esternazione; volendo loro negare, con tanto poca tolleranza, legittimità nel poter dissentire.
Vergognoso e stupido sotto ogni riguardo.
Povero minchiolino, servo di nano ,,, e patetica la sua replica
alla redazione che ha sputtanato il suo servilismo davanti alla nazione.
La redazione gli si è proprio ammutinata contro e ha citato notizie e reazioni sulla manifestazione che per tutt'oggi e ieri sono state cassate dai notiziari, in primis quelli delle reti padane del padrone e del tg2 fascista, escludendo solo il meno asservito quello del tg3, che proprio "en passant" non ha potuto farne a meno.
Stà a vedere che sarà il primo direttore del tg dei preti a lasciare la poltrona per ammutinamento della redazione dopo nemmeno quel semestre di conduzione concesso pure ai più servi tra tutti quelli prima di lui finora designati dalla Cei in società coi vari governi succeduti.
E comunque questa che si apre sarà una settimana pregna di attese ,,, c'è il lodo Al-fano che va a giudizio. La multa alla fininvest da pagare ( e sono 750 milioni di euro ,,, capaci di mettere in liquidazione qualsiasi bilancio ) per aver comprato un giudice per appropriarsi del monopolio dei media ,,, ovvero, multa al suo padrone che però è sfuggito pure alla galera per quella faccenda solo salvandosi in corner per la prescrizione nel 2001.
Dunque reato certificato e passato per tre gradi di giudizio per il nano padano corruttore di giudici, reiterato a quanto pare dalla sentenza Mills, ma ,,, prescritto per legge "ad personam".
Corruzione di giudici ,,, un reato che in USA porterebbe dritti in galera a vita, ma che in Italia autorizza e permette meglio di qualsiasi altro merito, di presiedere il governo.
E poi ? La barzelletta della manifestazine a sostegno del nano corruttore ! Sarà grandiosa come quella del mafia family day ? Voglio proprio vedere il corruttore di giudici scendere in piazza a difendere la sua "onorabilità" di corruttore.
Ci sarà da divertirsi questa settimana ,,,
<In un comunicato di cui è stata ottenuta l'autorizzazione dell'azienda per la lettura nel tg delle 20 di oggi, si legge: "Il Tg1 non è mai stato schierato, nella sua storia, contro alcuna manifestazione...>
Consiglio a tutti ed ai negazionisti in particolare di sintonizzarsi sul 1° canale tra poco.
Alieno 22,
vedo che non hai ancora trovato quel bravo psicologo che ti aiuti ad accettare di evitare di continuare a fare con me
il solito giochetto sporco di scrivere un mare di parole per cercare di controbattere a chi
sai già indisponibile a cadere nelle tue trappolette divagatorie da azzeccagarbugli del blog, nella sopraffazione logorroica, funzionale alle tue fughe,
e che, sai, non ti leggerà, come non ti ho letto neppure stavolta.
Capisco che sia difficile
per uno abituato a salterellare di palo in frasca ed a spendere mille argomenti, impedito dalla sua vocazionale inabilità a confutarne uno,
non dico quindi nemmeno uno per uno, di quelli che porto appositamente pochi per volta,
con contro numeri, contro statistiche verificabil, semplici riferimenti a certificazioni autorevoli, etc etc;
fastidioso eh dover cambiare registro, contraddire con un po' di disciplina argomentativa la confusione comoda dello scrivere 'ndo cojo cojo, la difficoltà di rispettare le semplici regole della concisione educata e degli argomenti espliciti come quelli che io porto addirittura enumerandoli.
Tu ami la caciara, il comodo disordine, la retorica oratoria, la sofistica, la menzogna i cui sbugiardamenti poi non ammetti mai, cambiando subito discorso, la dissimulazione... ed adoperi tutte le fallacie logiche, incurante del ridicolo che te ne consegue (vedi ad es. chi sia il fesso, al mio 7).
Per smentirmi non hai che da ri-provare a rispondere per una volta ordinatamente, nel merito e con concisione, lealmente quindi in maniera leggibile.
Che tu, per ribattere hai sempre bisogno di utilizzare un multiplo del numero delle parole che usano gli altri qui, in Passi nel deserto, ed io ed altri invece, per ribattere a te, sempre una frazione del numero delle tue, al di là della buona educazione, qualcosa vorrà significare, no?
E il giochetto puerile di divagare come fai sempre sulle mie presunte "ossessioni" risparmiatelo eh!
Per fingere di non capire (penoso!) che io, semplicemente non ti darò tregua a denunciare le tue pratiche sleali, finchè continuerai coi tuoi sistemi, enunciando in tanti post delle regole che non consideri nemmeno una volta confutandone nel merito la validità.
E uno "ossessionato" da un aprioristico negazionismo, tanto da pasasare ore del suo tempo in interminabili commenti, da quel che hai lasciato intendere neppure retribuito allo scopo, è proprio ridicolo a vedere le "ossessioni" del prossimo e non le proprie.
AHH!..Ahh!..sei..esilarante..Alieno..che fai il "Giuda" della situazione?..se lo scopre..il Berlusca sono c....i..tua!!!..
Caro il mio buon Fabius (al 9 e successivo): vale anche per te, non è un lavoro risponderti, posso non farlo se non mi va, dormici tranquillo però, non t'agitare, capita.
Ho risposto a quello di Salvatore e penso che possa essere risposta anche per il tuo.
Anche perché che cosa altro devo replicare ai tuoi commenti?
Per dire:
ma, come, non leggi il Giornale?..il tuo Vangelo?..vergognati!!!..(il buon...Feltri sarà..incazzato nero)...
Se devi farne un cruccio, rispondo, boh. No, non mi vergogno se non lo leggo (nemmeno se lo leggo). Sul buon Feltri, non ho idea se sia "incazzato", suppongo lo sia come ogni altro direttore se non si legge il suo giornale, non saprei.. è importante?
Ti sei, già, dimenticato il fatto, che il Berlusca, abbia, fatto, slittare, la puntata di Ballarò
Non risulta da nessuna parte. Fino a prova contraria sappiamo che Vespa, argomentando altro da quel che suggerisci, ha concordato con la direzione la scelta, poi certo è legittimo speculare, fare illazioni come si vuole, in un senso o nell'altro però mi preoccupa tantissimo che tu non preveda che un pensiero unico: il tuo. Essendo però sol nel campo delle ipotesi, non capisco perché dovrei concordare e dunque non "dimenticare" ciò che per me, magari, non è mai esistito. Si richiedono almeno un po' di documentazione, dati oggettivi in questi casi di pretesa univoca, no?
Minzolini? Non l'ho visto (non mi vergogno così come non mi vergognerei l'avessi fatto). Rivoltante dici, boh. Libero di pensarla come credi, mi limito a dire che il solo principio per cui un soggetto, giornalista o meno, se è di cdx o difende Berlusconi, non è attendibile, onesto e magari disgustoso mentre se fa diversamente è simpatico, onesto ed interessante, senza alcuna considerazione per quel che afferma dunque, ma un'azione da ultrà di legittimazione-delegittimazione basato su questo, beh, mi suona davvero come principio "disgustoso".
Per il resto non entro nel merito: non l'ho sentito Minzolini, nel caso, non sarebbe servito, suppongo, ad una tua reazione diversa per il principio che adotti più su, per cui anche dinanzi ad una partigianeria, solo una è legittima, l'altra "disgusta".
Per quanto riguarda rete4 ed il conflitto di interesse, ti rimando al commento in replica a Salvatore.
Infine, io non sono un berluscones, ancora convinto di essere cittadino libero, in un Paese libero, mi sottraggo alle definizioni ultrà per cui io dovrei esserlo: continuerò a riflettere ogni volta che scrivo, parlo e voto, non è che "tengo" per Berlusconi o "contro" Berlusconi come fosse una squadra calcistica eh.
Ogni bene.
@ Salvatore (al 16):
ma contro questa ci sono altrettante legittime opinioni uguali e contrarie
Facendomi forza nel tradurti (uguali e contrari, mi ricorda il "convergenze parallele" della prima repubblica ed i soliti birignao di dialettica che dice tutto e niente),
il fatto che tu affermi che il punto di vista che porto io è "facilissimamente contestabile" (e ricambio del tuo punto di vista), così come il fatto che ci sono "altrettante legittime opinioni.. contrarie" conforta per quanto mi riguarda ciò che Pansa dice sulla stampa e la libertà di informazione e quello che pensano moltissimi: siamo in democrazia ed in questo Paese si può praticamente dire di tutto e di tutti.
Si può insinuare e calunniare, si può querelare per diffamazione, si può vincere o perdere cause relative. Si può omettere fatti e si può riportarli, si può criticare l'omissione o l'averne riportati. Si fa nella stampa, in tv, si fa nel web, grazie al cielo non siamo a Cuba o in Iran.
Ci sono i potentati, questo non ho problemi a dirlo: potentati a sinistra come no. Ci sono anche quelli che se ne sbattono, purché si venda il prodotto, si guadagni, è il business baby.
Scrivi anche: Ti pare che confrontarsi soltanto incollando un articolo sia utile?
Parrebbe di sì, altrimenti perchè diamine avrei dovuto farlo, scusa? D'altra parte non sono certo l'unico che via via si diletta nell'incollaggio, anzi, c'è chi mi batte in questo, come sai e se non erro, questo tale ha sovente il tuo ringraziamento ed apprezzamento.
Evidentemente l'incollare non sol per me, ma anche per altri che lo fanno, nonché per te, può esser utilissimo.
Per quanto mi riguarda, poi, il tuo commento n. 7, non ne sono rimasto scosso né sorpreso, tant'é che ho ritenuto che non meritasse approfondimento, mi pare che emerga da sola una sua debolezza, non mi sembrava nemmen necessario ripeterci in faccia le nostre distanze perpetuamente.
Se insisti, con poco entusiasmo, commento pure ..ma non ti basta che leggo i tuoi commenti? Uff, sembra un lavoro per te che tra l'altro, ti vanti di non leggere i miei quando son troppo lunghi, come se uno breve o medio, non potesse ugualmente esser tempo sprecato volendo, mah. Certo che hai delle fisse...
All'inizio riporti il tema (trito e ritrito dalla tua parte) del "conflitto di interessi". Ma se ne parla dal 1994 ed i cittadini votanti, in definitiva, hanno manifestato più volte che non percepiscono l'urgenza ed il dramma ed anzi, certi investimenti tematici della sinistra sbattendosene dei cittadini, gli hanno valso sonore sconfitte elettorale: impareranno mai a scendere in basso, tra la gente, ascoltarla, portargli un miglior rispetto? Mah.
Poi ci sono i vari punti:
1) i lettori dei giornali sono infima minoranza - scrivi. Beh, forse è anche colpa della sinistra, visto che hanno tantissime testate che forse annoiano parecchio. Oppure magari è per uscite come quelle della politica che così si esprime:
«I giornali? È un segno di civiltà non leggerli. Bisogna lasciarli in edicola».
Chi l'ha detto? Beh, D'Alema. Quel personaggio che politicante di mestiere, era nella nomenclatura del Pci ed oggi, incredibile, è ancora qui a tirare i fili della sinsitra, complimenti davvero.
Vale la pena di leggersi, allora, un articolo di Pansa, sempre lui che ci illumina un po' sui "potentati" organici agli apparati politici che sempre ci son stati e tutt'oggi ci sono, presumibile pure domani.
L'articolo è a questo link.
In misura molto prevalente dai "TG". Ma che strano poi non fare le relative considerazioni sulla manifestazione piazziaiola di ieri, allora: che succede? Eravate pochi? Non "tutti" come dice il Don e gli altri, pochissimi, "fuori dal mondo"?
Ma che curiosa questa cosa. E' stupefacente, straordinaria questa cosa per cui "tutti" ce l'hanno con il Berlusca e vanno in Piazza (tranne pochi "fuori dal mondo") e poi a dir cosa? Che la gente è condizionata pro-Berlusconi... ma va là che è uno spasso. Viene in mente che forse, nell'analisi critica della questione, c'è un problema di fondo serio? Più o meno come quello di Di Pietro che bercia che non lo vogliono far parlare, lo vogliono far tacere. E toh, è da quando è entrato in politica che non fa altro. Anzi, il suo consenso è aumentato, come il suo reddito e la sua notorietà. Dunque immagino che gli adepti del pensiero dipietrese non avranno dubbio alcuno da farsi, in ogni caso: se non vince di più, è perché c'é il controllo del Paese, la dittatura democratica, il regime, Pinochet però anche un po' di Hitler. Se vince di più e cresce, è perché la gente è stanca del regime e reagisce.
Fare analisi così, beh, son capaci anche i bambini di 3 anni e si sintetizza così: lo voglio! Punto. Ho ragione io. Punto. Vita semplice..
2) Su Freedom House mi sono già espresso tempo fa e non voglio ripetermi. Certo non dice il Censis quel che si vorrebbe fargli dire: che c'è il regime di Berlusconi dittatore che controlla cittadini incapaci di libertà critica e libertà di scelta. D'altra parte è sempre complicato dimostrare perché se ci fosse, Berlusconi a volte ha vinto, altre volte no. Quelle "altre volte no", effettivamente sfuggono alla coerenza logica per cui si vorrebbe sostenere la tesi, anche se comprendo le scappatoie dei più beceri: se i cittadini votano berlusconi, sono servi, stupidi, inetti, se i cittadini non lo votano, allora si che son tosti, belli da paura, tutti dovrebbero prendere esempio dai nostri cittadini, sarebbe un mondo migliore. Mah.
3) Quando governa il csx controlla Tg1 e Tg2 (non ho ben capito quando mai è stato filo berlusconiano Tg2, ma vabbé).
Ora però non capisco: non sono mica reti private, sono tv pubblica. In realtà, una simile situazione non dovrebbe nemmen esserci, perchè la tv pubblica, se è tv di tutti, pubblica o se ne sta su posizioni pluraliste e equidistanti più che può, per fare informazione pubblica appunto, oppure essendo tale, beh, che rappresenti come tv di Stato, la maggioranza che rappresenta democraticamente il Paese.
Dunque concordo: c'è un pasticcio enorme sulle tv, quelle pubbliche che andrebbero abolite, magari lasciandone una soltanto, basta ed avanza e da rivedere tutto il sistema di collocazioni e di linee editoriali, perché mai si è capito in base a quale legge, costituzionale o non, debba essere appaltata ai partiti. E' un'usanza primitiva, consuetudine di una vecchia repubblica politicante che gli italiani han mandato da quel dì a quel Paese, parrebbe.
Le reti private, poi, facciano quel che credono: non ti punta nessuno la pistola alla tempia per guardarla né c'è un regime per cui è impedita concorrenza (non siamo mica in Venezuela da Chavez, a Cuba eh!).
Per esempio: se i cittadini apprezzano Santoro, cacchi loro, se lo guardino in santa pace. Magari, meglio se il programma così faziosamente schierato (contro la maggioranza e non solo), se lo paghino loro o si mantenga in un regime di mercato concorrenziale come meglio crede.
L'equilibrio, insomma, c'è fintanto che c'è un telecomando e la libertà di guardarsi quel che si vuole. Meno equilibrato è invece pagare per avere una tv che non si vuole, come accade per il canone Rai: non solo non ti interessano le fregnacce degli ultrà di certi programmi, ma sei pure obbligato a pagargli il cachet? Ma come si fa: è questo lo squilibrio dettato dall'invadenza della politica sulla libertà ed autonomia del cittadino. Ma è mai possibile, che io non volessi guardare il Tg 3 e nemmeno finanziarlo, per esempio, disdicendo il canone, debba rinunciare al Televisore che mi verrà sigillato? Pago (anche l'iva e avendo già tassato un reddito per comprarlo) un televisore per guardare tutto il mondo, tranne Rai 3 e però, pur parlando di "canone" o "abbonamento", mi sigillano la tele e non posso più guardar nulla: uno scandalo. Potrei perfino dire: ok, è una cagata di ragionamento, ne compro due, uno me lo sigillate e nell'altro farò come voglio, no? No, per ogni televisore mi tocca pagare e magari tutto ciò che chiedo è libertà. Libertà di vedere quel che mi pare e di non pagare chi mi sta sulle palle.
Perché non risulta che Santoro, Dandini, Ballarò e compagnia bella siano "servizio pubblico", macché, sono organici solo alla sinistra, l'idea del pubblico finisce lì, gli altri si arrangino.
Questo è il conflitto di interessi che mi interessa, questa è la minaccia alla mia libertà, ai miei diritti: per guardare quel che voglio, una partita, un reality, un film, il Tg che mi pare, devo sovvenzionare obbligatoriamente chi non mi interessa ed anzi, magari peggio, subendo costantemente il ricatto, in ogni caso, in qualche modo pagherò: o il canone oppure i sigilli. Un principio, questo sì, da regime, da dittatura, in odio alla libertà ed all'autonomia di scelte del cittadino.
Per quanto riguarda le querele, beh, come ho detto, si muovono da sempre da ogni parte. Ma parrebbe, proprio dai portavoce della Piazza manifestante ieri, di più, curioso.
Dunque il concetto di libertà preteso è questo: a sinistra si può, fuori no, è "fuori dal mondo".
Bella roba. Un po' come quando alle urne vince la sinistra: democrazia baby. Se vince il cdx e ancor peggio, con la Lega? Dittatura democratica naturalmente.
Se mi permetti l'abuso del termine come tanto si continua a fare a proprio piacimenti, mi pare un modo di muoversi e pensare, molto, molto fascista.
Ed a me non piace nemmeno un po'.
Ma non son mica solo in questo.
Così magari diamo più spazio alle analisi di lucida, feroce logica di Salvatore o alle risposte che pretende Fabius o alle informazioni di Maurizio a riguardo del più grande licenziamento della storia della repubblica messo in opera dal regime del mafioso di arcore ( mafioso, sempre perchè ce lo ha detto Bossi ,,, a scanso querele ) nella scuola pubblica ,,, putacaso unica concorrente della scuola confessionale dei preti cattolici.
Vale.
Vabbè ,,, non diamo molto più spago a mediashopping che si sta alterando nell'apologia del suo fascismo e seppelliamogli il povero Pansa con le parole di Angelo Orsi dalla Stampa che a suo tempo commentava degnamente come segue la sua ultima fatica di "revisionismo" storico, o "rovescismo" come lo chiama lui.
Dovrete però scusare il copia incolla e il formato forse come avete scusato quello mediashopping, chè il mio link adibito si è perso nel cannot be found ,,,
Rovescismo, fase suprema del Revisionismo.
Angelo Orsi. La stampa. 18 10 2006.
"Chi sospetta che le ambizioni del giornalista Pansa siano di tipo politico, può ritenersi accontentato, sia pure col beneficio del dubbio: il «caso» è diventato un problema di ordine pubblico, dopo gli insulti e le baruffe a Reggio Emilia tra giovani di sinistra che contestavano Pansa e giovani di destra che ne prendevano le parti e intervento finale della polizia.
Sarebbe tuttavia un errore isolare Pansa: ormai si deve parlare di tutta una categoria di «rovistatori» della Resistenza, che grattano il fondo del barile per vedere dove si annidi (eventualmente) il marcio, e anche se non c'è, lo si inventa, lo si amplifica, e lo si sbatte in prima pagina. Che questa operazione sia fatta senza alcun criterio storico, senza le cautele minime di qualsivoglia studioso, poco importa. Se gli autori di libri di tal fatta, vendono, troveranno editori disposti a scommettere su di loro, media pronti a parlarne (e come si fa a non parlarne?), e un pubblico via via più incuriosito.
Una categoria inesauribile
Ma anche i rovistatori della Resistenza rientrano in una categoria più ampia, che sembra inesauribile e dalla quale ci dobbiamo aspettare altre puntate, sempre più clamorose. Noi sappiamo bene che esiste una differenza essenziale tra la revisione, momento irrinunciabile del lavoro del ricercatore storico, e il revisionismo, che possiamo definire come l'ideologia e la pratica della revisione programmatica. Se l'una ha un valore eminentemente storiografico, l'altro si colloca in un ambito sostanzialmente politico: qual è infatti il compito dello storico? Quello, nobile e problematico, di accertare la verità dei fatti, sulla base dei documenti («pas de documents, pas d'histoire»: senza documenti non c'è storia, ci ha insegnato la grande tradizione metodologica francese). I documenti vanno opportunamente trattati, onde accertarne l'autenticità, la provenienza e la veridicità (esistono documenti autentici che raccontano frottole e documenti falsi che dicono verità), opportunamente «interrogati» e «sollecitati» (consiglio al riguardo ai sedicenti «storici» dalle trecentomila copie, la lettura dell'ultimo libro di Carlo Ginzburg: Il filo e le tracce), e infine interpretati. In tal modo, sulla base della scoperta di nuove fonti - documenti fino ad allora sconosciuti - o del perfezionamento di tecniche di ricerca, o dell'emergere di sensibilità nuove, si procede a quell'incessante lavoro di «revisione», che è anima del lavoro storiografico. La conoscenza che così si può raggiungere è il prodotto collettivo di individui singoli e di intere generazioni; tutti coloro che fanno ricerca possono portare i loro mattoni a questo edificio, correggendo, integrando il già costruito, o facendo salire il livello della costruzione, piano dopo piano.
Comiche rivelazioni
Ma il revisionismo vuole invece pregiudizialmente «rivedere», possibilmente in modo drastico, le conoscenze acquisite, partendo dal presupposto che quello che abbiamo appreso finora siano «bugie»: sintomatico in tal senso il titolo dell'ultimo Pansa (La grande bugia) o quello del recente pamphlet di Melograni (Le bugie della storia), nel quale apprendiamo una serie di comiche «rivelazioni» partorite tutte dalla fertile inventiva dell'autore: da Marx che «ignorava il mondo del lavoro» a Hitler che «non voleva la guerra». Con questi due esempi - non sono certo gli unici - siamo oltre il revisionismo: siamo in pieno «rovescismo». Che può essere definito come la fase suprema del revisionismo stesso. Volete assicurarvi il successo in un pubblico vasto e ingenuamente appassionato di storia? Bene. Basta prendere un fatto noto, almeno nelle sue grandi linee, un personaggio importante, un episodio che ha costituito un momento variamente epocale…
I comunisti menzogneri
Poi si afferma che tutto quello che sappiamo in merito è una menzogna, o perché fondata sulla falsità, o perché basata sull'occultamento; di solito, responsabili delle menzogne e dei nascondimenti della verità, sono «i comunisti», da Gramsci fino ai suoi pronipoti, con un particolare accanimento su Togliatti. Che viene presentato, spesso e volentieri, egli stesso come un soggetto storico su cui esercitare l'arte speciosa del rovesciamento, e come ispiratore delle trame storiografiche negatrici della verità, infine rimessa a posto dai Pansa e sodali. Dunque, se quello che si sa è menzogna, si tratta di costruire una «verità alternativa». E più si spara alto, più si allarga il bacino d'utenza. I Borboni erano illuminati, Cavour un pedofilo, Garibaldi un maniaco, i partigiani assassini…
Un filone d’oro
Quest'ultimo filone è il cavallo di battaglia di Pansa, la sua gallina dalle uova d'oro. Senza alcun rispetto per i più elementari principi del lavoro storiografico, egli sta ormai perseguendo da anni un sistematico rovesciamento di giudizio sul '43-45. Naturalmente, ciò non sarebbe possibile senza editori che sollecitano libri di tal genere, libri che rovescino quello che si sa… altrimenti chi lo compra un altro libro sulla Resistenza?
Dall'alto delle loro centinaia di migliaia di copie, i rovescisti irridono agli accademici pignoli, magari «invidiosi» del loro successo, i quali (udite, udite!) vorrebbero le note a piè di pagina. Ma le note non sono altro che la possibilità offerta al lettore di verificare quello che scriviamo, se non vogliamo rimanere nel regno della fiction: chi ci legge deve poter fare il nostro stesso percorso, al limite andando a frugare negli stessi archivi dove noi abbiamo lavorato, e controllare se ci siamo inventati i documenti, o li abbiamo alterati… Per i rovescisti questa è inutile noiosaggine professorale. Dobbiamo fidarci del loro intuito, o - come Pansa procede - delle loro ricostruzioni fatte sulla base di racconti altrui, o di «travasamenti» di libri in altri libri. Così Benedetto Croce, che molti decenni or sono denunciava le «pseudostorie». Nulla di nuovo sotto il sole, in un certo senso. Per raccontare la storia non basta scrivere, perdipiù con il ricorso furbesco a un piano di comunicazione che mescola l’invenzione narrativa (se così vogliamo chiamarla) e la pretesa di «raccontare i fatti»: per tal via ogni contestazione di metodo e di merito è impossibile. L'autore ha la risposta pronta. Se lo becchi in castagna ti può sempre rispondere che la sua è «libera ricostruzione», e che non si può pretendere l'esattezza.
Vogliono solo far colpo
Il problema è che la storia, quella vera, mira precisamente alla maggiore esattezza possibile, in quanto scienza, il cui compito è avvicinarsi in uno sforzo continuo alla verità. I rovescisti vogliono fare colpo, vendere libri, far parlare di sé. E ci riescono. Quel che è grave è il risultato del loro «lavoro»: una totale perdita di significato della storia, e la nascita di una specie di senso comune nel quale c'è posto per tutti, trasformando l'arena della ricerca in un infinito talk show, una situazione in cui la ricerca diventa opinione (avete detta la vostra, ora diciamo la nostra), e tutte le opinioni hanno la medesima legittimità. Tutto viene equiparato, e le ragioni degli individui sono confuse con le ragioni delle cause per cui si battono. Norberto Bobbio ammoniva i revisionisti con una domanda rimasta senza risposta: «E se avessero vinto loro?». Se avesse prevalso il nazifascismo, insomma? Davvero la causa dei resistenti può essere equiparata a quella dei «ragazzi di Salò»? Il «sangue dei vinti»?! E quello dei partigiani? E quello degli italiani mandati al macello da Mussolini?
Con questa deriva pseudostorica, insomma, tutto si può dire, impunemente. Non concordo con la contestazione dei giovani a Pansa: i rovescisti continuino pure a scrivere quello che certi editori chiedono, ma, per favore, non chiamatela «storia»."
Angelo Orsi
Bla..Bla..Bla..caro...Alieno..tante, parole, per dire, che..poi!!!..difendere..l'indefendibile!!!..e cmq, non hai, neppure, provato a smentirmi..forse..perchè ho detto cose..vere..e, penso..non faziose!!!..
@ Civis 14: Pansa avrebbe "infangato con parole da osceno verme fascista la Resistenza che ci ha liberato da quella immonda idea del mondo?"
Si vede che non hai mai letto un libro di Pansa. Ne molto altro che non fosse organico alla tua .. pravda.
Infatti, Pansa non ha mai infangato nessuno, semmai sono alcuni, tanti parrebbe, che nella resistenza hanno infangato una resistenza. Hanno infangato la resistenza con atti ed idee oscene da vermi comunisti e non migliori dei fascisti che dicevano di voler combattere. Anzi, proprio per questo, probabilmente, anche peggiori: nascondersi dietro una buona causa, per eliminarne una affatto buona, con l'idea di portarne una ben peggiore.
Sono molti comunisti che nella resistenza hanno infangato, oscenamente, il buono e poi, per decenni, la verità che Pansa porta per togliere almeno nella decenza, l'oscena menzogna ed omertà.
E a liberarci da quella immonda idea del mondo, tanto si intenda fascismo o comunismo, furono gli anglo-americani che impedirono almeno, dopo le tenebre brune, quelle rosse sul nostro Paese. Senza di loro, avremmo avuto dei vermi rossi ad accanirsi sul futuro che in quei tempi, era ancora incerto.
Pansa continua a restare uomo di sinistra. Ma di quella sinistra che, meno verme, ha qualcosa di buono e non teme e non odia pregiudizialmente la verità storica e la decenza.
Pansa è uomo di sinistra che pensa ma rispetto a tanti a sinistra, è meno fascista degli altri.
D'altra parte, resistenza e fascismo poco o nulla entravano nella questione, per quanto per alcuni è ossessione continuare la retorica: fascismo ed antifascismo, fascismo ed antifascismo, senza soluzione di continuità, nei secoli dei secoli ostaggi, per costoro, per forza, nel 2009, dopo più di mezzo secolo di democrazia vera, mica come certe Repubbliche Popolari democratiche comuniste!
Se Pansa ieri come oggi continua ad essere boicottato ed offeso perché osa riportare fatti documentati, sol per questo, è perché a sinistra sopravvive un fascismo, anzi, una cultura di stampo mafioso che vorrebbe menzogna, omertà e naturalmente, minacce e vendette.
I sicari della cultura mafiosa, non deve stupire, colpiscono anche oggi ed è per questo che Pansa può raccontarci tante cose, provocando simili reazioni proprio dalla sua parte: è un apostata della cultura mafiosa a sinistra che non vuol rassegnarsi, arrendersi alla libertà degli altri.
Ma della manifestazione sulla scuola nulla? Eppure le bugie della Gelmini vannmo contro la libertà di informazione.....Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”
14 Alieno,
una legittima opinione quella di Pansa che sintetizza
<una libertà di stampa che non è affatto scomparsa, che c’è, che non è mai stata così forte come oggi>
ovviamente facilissimamente contestabile (vedi punto 2 del mio 7), e subdolamente e tortuosamente imputa a legittime proteste, di stampa e di piazza, pacifiche e democratiche, di costituire il preludio di una guerra civile,
ma contro questa ci sono altrettante legittime opinioni uguali e contrarie, basate sulla lettura alternativa e circostanziata degli eventi (dalema etc) commentati dagli interessati con diversi argomenti (querele rimesse, il piano, quello sì preludio di guerra civile, antidemocratico di Gelli, stranamente concordante con parecchi tratti essenziali della politica del berlusconismo, etc etc etc).
Senza dire, come al mio 7
<Che poi la stampa sia controllata da potentati economici che la condizionano, chi se ne frega più di tanto?
(la disinformazione non è un pranzo di gala e non è questa la questione oggi centrale!)
visto che per <influenzare le masse> non conta un cazzo e,
quando si fa sentire per poter contare qualcosa, magari con delle domande fondate sulle cronache pubbliche ma inesorabilmente imbarazzanti e alle quali ci si sottrae vigliaccamente, viene querelata.>
per aver fatto delle domande, aggiungo, che vengono definite tendenziose e diffamatorie, un caso che non mi pare contemplato nelle polemica di Pansa.
Ti pare che confrontarsi soltanto incollando un articolo sia utile? o invece, piuttosto, evasivo rispetto al tema della manifestazione che basa la sua legittimità sulla sostanza di uno squilibrio nell'informazione, che si evidenzia dalle considerazioni sulle realtà di fatto di numeri e documenti che io cito nel mio 7?
Divagazioni ne potrei, ovviamente, fare un sacco anche io ma a me piace dibattere sul concreto, perchè penso sia
più utie per chi legge considerare dati, statistiche, rilevazioni fatte scientificamente, numeri insomma,
piuttosto che ritrovare opinioni e/o dichiarazioni e/o ricostruzioni inevitabilmente parziali, legittime ma, per la loro stessa natura, non trasparenti ed utili per accertare la veridicità delle affermazioni.
E ora, che San Conciso ti assista contro Mistificofele!
P.S. Una evidente affermazione falsa di Pansa più facile da smentire con concisione (e sempre col metodo del confronto sui fatti!) di altre
<Su Antonio Di Pietro non è necessario aggiungere più nulla. Due giorni fa ha sostenuto che il premier è il nuovo Saddam Hussein.>
da confrontare appunto con quanto Di Pietro ha invece detto:
"Presto ci sarà l'implosione di Berlusconi, che cadrà con il dito alzato, facendo finta di niente fino all'ultimo minuto, esattamente come Saddam Hussein".
P.P.S.
"Boriosa polve! tracotato atòmo!
Fantasima dell'uomo!
E tale il fa quell'ebra illusïone
ch'egli chiama ragione.
Sì, maestro divino, in buio fondo
crolla il padron del mondo,
e non mi dà più il cuor, tanto è fiaccato,
di tentarlo al peccato."
Mefistofele
in "Mefistofele" (4 Ottobre 1875) di Arrigo Boito, musica di Arrigo Boito, Prologo.
E Pansa stia pur sicuro che nessuno a sinistra è così idiota da rispondere ancora alle provocazioni per un nuovo clima del terrore come quello spacciato e propagandato dai fascisti negli anni settanta.
Se il suo nano mafioso ( come diceva Bossi a scanso querele ) verrà appeso ad una corda ( presto ) sarà per opera dei suoi sodali e dei suoi elettori della stessa "cultura" e civiltà di "pansa" fascista ,,, chè ricorrere alle armi o al terrore sono pratiche da mafiosi e da fascisti, del tutto aliene quindi alla cultura della gente per bene e onesta e di sinistra che spopola ancora in Italia nonostante gli sforzi mediatici censori per non riconoscerla.
Pansa di chi ?
Pansa di fascista mediashopping !
Pansa, quello che ieri denunciava la "Casta" perchè non era dalla sua parte politica e ora tace su quella organizzata a delinquere dai suoi ladri e mafiosi compagni di merenda che governano il paese?
A margine vi informo che lo stipendio di un parlamentare in questa legislatura è aumentato per volere della destra fascista di nuova Casta del 33% da 15mila euro al mese a 20mila !
Alla faccia della casta precedente e della crisi ,,, e questo la Pansa mediashopping non lo denuncia ,,, che strano vè ?
Pansa quello che ha infangato con parole da osceno verme fascista la Resistenza che ci ha liberato da quella immonda idea del mondo?
Di Pansa sua fatti capanna mediashopping !
A margine ancora vi informo che mediashopping è stata condannata a risarcire la concorrenza in editoria di 750 milioni di euro per aver pagato giudici a suo favore nelle cause intentate da quella concorrenza fatta oggetto di rapina, minacce e frode giudiziaria per accaparrarsi proprio del monopolio mediatico.
Solo la Pansa vi resta per nascondervi alla visione di centinaia di migliaia di persone che ieri pensando tutto il contrario di quello che dice questo insulso "giornalista" di regime sono scesi in piazza solidali e pronti a ripetere l'eseperienza fino a quando non si riapproprieranno di quel diritto all'informazione sottrattogli da una banda di mafiosi fascisti.
Cosa scriveva su Il Riformista, il Giornalista Giampaolo Pansa, cioè notissimo quotidiano fascista e altrettanto noto uomo di destra, il 21 Settembre, sull'argomento e sulla condizione della sinistra che ormai sembra avere solo l'ossessiva proposta da fare?
Pansa la ricorda già nel titolo, l'unica proposta possibile per la sinistra oggi:
Non resta che uccidere il Caimano9 Fabius,
si, Minzolini è stato davvero surreale ed indigesto anche pe le menti meno attente!
Ha fatto una dichiarazione unilaterale (alla faccia dell'equilibrio!) e tutta contro la manifestazione sulla libertà d'informazione,
appunto disinformando dal TG1 (a difendere, ma senza esplicitarlo, in definitiva se stesso) la cui faziosità, pesante, data la posizione dominante (insieme al TG5) nel sistema informativo italiano, è uno dei motivi rilevanti della protesta di ieri.
Mi ha fatto ripensare alla situazione tragicomica durante il referendum sulle TV, quando da tutte le reti Mediaset si sparava unilateralmente a zero contro di esso, come se non si fosse richiesto quel referendum proprio per contrastare gli stessi comportamenti prepotenti che si esplicitavano con quella propaganda "anti" tanto martellante e disinformatoria.
Allora mi era venuto in mente un chiaro parallelo:
durante il dibattito sullo svolgimento di un ipotetico referendum contro il commercio delle armi i fabbricanti, per contrastare la contestazione degli avversari avrebbero sparato contro di essi con quelle stesse armi.
Insomma questo giornalista non si è smentito neppure stavolta.
Inopportuno, sfacciato, disonesto!
GROTTESCO!
Proprio per levarci di torno questi servi di nani mafiosi ( come sopra ) come il tal minchiolini, ieri in piazza c'erano centinaia di migliaia di persone.
Minchiolino nella sua parvenza di giornalista servo e aggiogato ad un mafioso è proprio la dimostrazione perfetta di quello che denunciava la manifestazione per la libertà di stampa ed espressione.
Non ce n'era assoluto bisogno ma il suo tempestivo e indecente intervento su una rete pubblica a salvaguardia degli interessi del suo padrone è proprio la ciliegina sulla torta di quelle rivendicazioni.
Grazie minchiolino.
Una risposta alle mie domande al prete l'ho già ricevuta da un suo superiore ( singolare termine spesso adottato proprio dai preti o assimilati fascisti, militari e merdume aggiogato, che esplica bene il loro grado di asservimento e soggezione da coscienti minorati ad un altro di loro considerato superiore oppure autorità ) Bagnasco qui .
Dove quello in pratica senza mezzi termini spiega da quel suo pulpito senza contraddittori che l'"etica vera" evocata anche da Padrini da adottare per tutti i giornalisti deve essere solo l'etica loro, quella clericale.
L'etica clericale, quella falsa e arrampicatrice sugli specchi delle giustificazioni di palesi insulti come quelli di Ratisbona all'Islam o di frottole come quella che non sapeva dei Lefreviani che erano nazifascisti o di propaganda di veri e propri crimini come il divieto di fornire l'Africa di preservativi, o quella disonesta che vorrebbe spacciare la frottola storica del nazismo ateo per lavarsi la coscienza delle proprie colpe accollandole all'avversario ,,, l'etica clericale che in finale deve solo ubbidire ai capricci di un papa anche quando delinque e rispetta le sue opinioni anche quando sono antiumane e criminogene.
Per l'editoriale di minchiolini il servo del mafioso ( come diceva Bossi ,,, a scanso querele ) piazzato a dirigere una rete del servizio pubblico, ha già detto bene Fabius ,,, rivoltante abuso del servizio pubblico per bassa propaganda politica di una sola parte.
Vale.
Alieno...ma, come, non leggi il Giornale?..il tuo Vangelo?..vergognati!!!..(il buon...Feltri sarà..incazzato nero)...Ti sei, già, dimenticato il fatto, che il Berlusca, abbia, fatto, slittare, la puntata di Ballarò..ostacolando, in tutti i modi, la messa in onda di Annozero..e questa la chiamate libertà?...Avete visto ieri sera Minzolini in TV?..rivoltante!!!..il Berlusca, è incazzato nero, per la faccenda Mondadori?..se, non sbaglio, è stato, riconosciuto... colpevole..ricordate, la vicenda di Europa 7 e Rete 4 la quale,(rete 4) per anni, ha occupato...ABUSIVAMENTE delle frequenze, leggitimamente assegnate, precedentemente..vogliamo, ricordare, la Milano da bere.. del periodo..Craxiano?..proprio, in quel periodo Finivest, riceve un'imput, talmente forte..e, grazie al quale, è divenuta ciò che è..senza, dimenticare, però, che non, sempre le regole, sono state..osservate ( aggiramenti..vari della legge Mammì).. cari...Berluscones..siete, ancora, convinti di vivere in un Paese..libero?...
Associandomi anch'io a chi manifesta per la libertà di stampa ma anche di opinione in questo disgraziato paese in mano ad un mafioso ( come diceva Bossi ,,, a scanso querele) che reputa tutti i giornalisti non al suo soldo ( e ce ne sono rimasti pochi ) come "farabutti" quando sollevano domande al riguardo dei suoi loschi affari ("berlùsco" dal latino bis-luscus: "doppiamente losco") vorrei capire di più su cosa intende Padrini per "etica vera" citata a sostegno di questa sua tesi:
"Da questo punto di vista credo che l'informazione in Italia ia molto in crisi, se non vincolata. La libertà infatti di informazione c'è.... Il problema forse è che manca l'etica, quella vera"
Perchè detto da lui ( senza ri-sollevare antiche polemiche sul suo abuso della censura fascista adottata nei miei riguardi ) mi suona quantomeno ambiguo se non addirittura minaccioso visti i trascorsi in applicazione della SUA etica.
Vorrei poi anche capire perchè fa confusione e gioca con precisi termini e significati della lingua italiana come in questo caso :
"I fascismi di ogni stampo, sia di destra che di sinistra ,,, "
Cosa altamente disonesta intellettualmente e fuorviante per menti poco complesse o semplici e scarsamente erudite, chè è a tutti noto che il fascismo è storicamente nato a destra e là è rimasto confinato. Non esiste un fascismo di sinistra ,,, Il fascismo è un proprio parto della destra parruccona, clericale, becera, ignorante, arrogante e violenta nazionale e risulta assai alieno alla sinistra storica italiana in blocco che quell'ignominia della storia ha dovuto subire combattendola ed infine trionfando liberandocene.
Nell'attesa di risposte vi informo con un pò di cronaca, vista anche la censura fascista calata sui media per oscurare qualsiasi notizia sulla manifestazione ,,, che c'era talmente tanta gente in piazza che io a pochi passi da un mio amico che mi attendeva non ho potuto raggiungerlo per la calca e nemmeno facendo uso di cellulare ho potuto ricontattarlo se non successivamente e lontano qualche chilometro per la poderosissima concentrazione di onde elettromagneritche che hanno mandato in tilt qualsiasi apparecchio telefonico ,,, Piazza del Popolo ( che non è proprio una piazzetta di paese ) e tutto il "tridente" e le zone adiacenti compreso il Pincio là in alto, per chi conosce Roma, era stipato di esseri umani che ri-chiedevano e pretendevano come per loro diritto di nuovo la libertà di stampa e di opinione in questo paese ormai negate da questo regime fascista.
A queste centinaia di migliaia di persone che vengono mediaticamente cancellate e nascoste subdolamente da questo Regime, qualcuno un giorno molto presto dovrà rispondere delle sue azioni in negazione di un loro diritto.
Vale.
don Padrini
a proposito della riuscita manifestazione di oggi in difesa della Libertà d'informazione e, ovviamente, contro Berlusconi.
Chi è il fesso?
Berlusconi che preferisce, per i motivi dichiarati a Tunisi
"La nascita di una nuova tv è sempre un miracolo, oggi niente può influenzare le masse come la tv, la stampa è lontanissimo dal farlo",
tenersi il macigno della sua illeggittimità a restare insieme politico e possessore di mezzi d'informazione televisivi preponderanti,
o chi sostiene di non "percepire" il sostanziale antidemocratico e determinante squilibrio nell'informazione, definendo la manifestazione una "farsa"? dimenticando quanto sopra, chiarito al mio successivo punto 1?
La domanda è semplice e richiederebbe una risposta altrettanto semplice.
In questi giorni ho assistito al dibattito televisivo con due note tesi contrapposte ma non sono riuscito ad ascoltare alcuna risposta di merito minimamente non evasiva e/o concincente a questa domanda seppure più volte variamente articolata.
E ad altre 4 questioni:
1)
i lettori dei giornali sono un'infima minoranza, la gente si informa prevalentemente tramite la TV ed, in misura molto prevalente dai TG (in particolare (si vedano i dati dell'OSS. di Pavia sul tempo dedicato, con uno squilibrio impressionante, dai TG al cdx ed il csx, segnatamente TG1, TG2 ed i 3 di Mediaset)
2)
la sostanza della tipologia del controllo dell'informazione di oggi (non di quella del ventennio fascista che era censura tout court) segnalata con documenti (Censis, Freedom House) intelligenti ed "intelligibili" da chi non voglia fare disinformazione;
3)
quando governa il csx controlla 2 Telegiornali, TG1 (e per modo di dire visto che sarebbe, ma non è, sempre filogovernativo) e TG3
ed il cdx 4 TG, TG2 ed i 3 TG di mediaset,
quando governa il cdx controlla 5 Telegiornali, TG1 e TG2 ed i 3 TG di mediaset;
a leggere i numeri si può negare uno squilibrio?: 2 a 4 oppure 1 a 5!
4) visto che la ricerca del Censis ha rilevato che durante la campagna elettorale per le elezioni europee il 69,3% degli elettori si e' informato attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali per sciegliere chi votare, allora chi controlla i tg è in grado di influire pesantemente sugli orientamenti elettorali.
Credo di poter intuire che lei, scrivendo
<Una manifestazione definita una farsa, nela quale e identemente tutti (tranne alcuni irriducibili fuori dal mondo) credono.>,
pensasse proprio anche ad argomenti del genere di quelli ai punti qui sopra.
Che poi la stampa sia controllata da potentati economici che la condizionano, chi se ne frega più di tanto?
(la disinformazione non è un pranzo di gala e non è questa la questione oggi centrale!)
visto che per <influenzare le masse> non conta un cazzo e,
quando si fa sentire per poter contare qualcosa, magari con delle domande fondate sulle cronache pubbliche ma inesorabilmente imbarazzanti e alle quali ci si sottrae vigliaccamente, viene querelata.
Salute e fratellanza!
Al commento 4,
e dovrebbe esserlo io mio.
doveva essere
e dovrebbe esserlo solo il mio.
Il buon Fabius è ritornato! :-)
Non saprei nello specifico: non ho letto Il Giornale di oggi.
Ma non occorre. Assumo che sia vero perché non c'è nulla di male: Il Giornale sceglie cosa o non cosa pubblicare, i suoi lettori sceglieranno se confermare la loro fiducia alla testata oppure no.
Così come, più o meno, si vede fare da altri: Repubblica per esempio, èha scelto da una enorme indagine sulla malasanità in Puglia che vede coinvolto tutto l'apparato di sinistra, a tacere o marginalizzare quell'informazione, eppure ricca fonte di informazione io credo, di interesse nel dibattito politico e sostenuto da argomento più documentabile, di "materiale" preferendo darsi al gossip e fatti nemmen penalmente rilevanti, dove non c'è alcuna indagine, dove non è previsto alcun reato.
Dunque per mesi e mesi, Repubblica ha fatto una simile scelta: il dato oggettivo trascurato o cancellato per quello speculativo che però, parrebbe, non è "comodo" per la linea editoriale e per la parte politica in cui si colloca il quotidiano ed i suoi lettori.
Cioé, i due casi sopra, il tuo su Il Giornale e quello che ho scritto io poi, su Repubblica volendo sol restare a questi, documentando quanto in fondo nel nostro Paese la libertà giornalistica appaia in salute anche nel pluralismo delle sue scelte editoriali e politiche, tifoserie incluse e risultano a me e tanti altri, incomprensibili certi appelli e certe iniziative sotto questo vessillo. Mentre avrei meglio capito ciò che diceva Sansonetti: diciamolo che è una Piazza contro Berlusconi, non prendiamoci in giro dai..
Se ti interessa poi approfondire il discorso, puoi farlo a questo link.
@ Fabio: no, affatto, e perché?
Per di più credo che se questo post non fosse stato scritto da un sacerdote - scrivi.
Invece nel caso, semplicemente non avrei fatto le considerazioni aggiunte per il fatto che lo è.
La battuta dell'autocertificazione è simpatica. ;-)
D'altra parte il nick l'ho scelto provocatoriamente, mi permette spesso situazioni in cui far emergere che "humano sum nihil alieno mihi puto esse", che è anche divertente.
Però avrei gradito anche, aldilà delle battute simpatiche, un sostegno argomentativo.
Non significa niente, se mi permetti di pensarlo, parlare di "attacco" ed "accanimento" in senso critico in quanto tali, ammesso lo siano, visto che lo stesso blog del Don è a sua volta intendibile come "attacco" ed "accanimento".
Attacco che spiega dal suo punto di vista, accanendosi nell'argomentazione a sostegno della sua adesione.
Per quanto mi riguarda, legittimo attacco ed accanimento, ma forse dovremmo semplificare e dire che ha detto la sua ed io la mia, non si capisce però perché il mio è "attacco" ed "accanimento" e dovrebbe esserlo io mio.
A meno che non si pensi davvero che "tutti sono d'accordo" e chi non lo è, è certamente "fuori dal mondo", non è comprensibile la doppia misura applicata. Il Don ci pone un suo punto di vista critico, argomenta, io pure.
Tu invece, in definitiva, no. Avrei gradito invece, avere anche qualcosina per confutare la mia critica al ragionamento "chi la pensa come me appartiene al <tutti> che non si capisce su cosa è documentabile o affermabile con un po' di oggettività, tantomeno quella al fatto che chi non condivide, oltre alla pretesa marginalità, debba esser "fuori dal mondo".
Poi mi sarò espresso male, non mi offendo, non so scriver bene purtroppo o forse a te riesce difficile comprensione e ad altri invece no, hai visto mai..
Così che la tua sembra una critica fine a se stessa, in quel privarci di argomento. Ci ricorda, insomma, un porsi pregiudizialmente, uno schierarsi di tifoseria a "prescindere" senza darci occasione di capire il tuo contributo alla riflessione (anche critica, per esempio, di ciò che scrivo), come se insomma, l'attrattiva per te fosse infine, sol questa, una sorta di posizione dogmaticamente scelta a delegittimare chi scrive e non ciò cosa scrive (per quanto comprendo che l'Alieno si presti, anche all'ironia e me ne compiaccio della scelta, una volta di più).
E lo dico in quanto laico e credente.
Buon week-end.
Caro..Alieno..certo che c'hai..una, bella, faccia, tosta..a tutt'ora il Giornale, non riporta, (guarda caso) la notizia:" Finivest, deve, risarcire De Benedetti per, la nota vicenda, Mondadori...per il quale, Silvietto..si è salvato..il c......o..ovviamente..per prescrizione.." Evviva..il lodo..Alfano "..vero..Alienuccio?....
Questo commento avrebbe ragion d'essere se fosse innanzitutto scritto in italiano e non un confuso stream of consciousness... Inoltre non capisco l'attacco verso l'espressione fuori dal mondo, soprattutto se fatto da qualcuno che sceglie come nick Alieno, il che mi sembra piuttosto un'autocertificazione. Per di più credo che se questo post non fosse stato scritto da un sacerdote, l'accanimento avrebbe avuto tutt'altra forma. E lo dico in quanto laico e ateo.
"L'altro è uno da fare tacere."
Una buona parte di coloro che pensano così, curiosamente, oggi è in piazza a protestare e manifestare.
Basterebbe chiederlo a Feltri, che recentemente ha avuto una vera e propria aggressione per dirlo che si deve tacere, dovevi tacere, vietato scrivere e fare informazione in libertà. Oggi infatti, non ci sarà tra quei protestanti-militanti.
Basterebbe chiederlo ad un Pansa a cui è sempre stato reso difficile scrivere articoli stampa e libri ed oggi infatti, non ci sarà ma ha la possibilità di farci notare che a manifestare son proprio coloro che l'hanno sempre boicottato.
Basterebbe chiederlo ad un Forattini come stanno le cose, riguardo alla libertà perfino di far satira ed infatti, non ci sarà.
Basterebbe chiederlo ad un Marcello Veneziani e perfino ad un Mario Giordano che ci sono, effettivamente, tanti che oggi sono in Piazza a pensare così: l'altro deve tacere! E così boicottano perfino la libertà di presentare un libro sulla scuola (che eppure, uno può scegliere se comprare oppure no, qual'é il problema?).
Basterebbe chiederlo ad un Sansonetti: lui ci sarà in Piazza, ma se non altro è chiaro ed invita a dirlo che non è una Piazza per la libertà di stampa che c'è, eccome se c'é, ma CONTRO-Berlusconi. Ecco, Sansonetti dice di non essere ipocriti e dirlo infine che è questa la ragione di oggi.
Non ci saranno i lettori di Libero, del Giornale e di qualche altro quotidiano. Eppure, curioso, molti di loro hanno potuto sperimentare che perfino la libertà di andare in edicola a scegliersi un quotidiano, per alcuni, è intollerabile: offese, occhiatacce, commenti critici perché per alcuni, oggi in Piazza, quei giornali non andrebbero fatti, si deve tacere e si deve pure tapparsi gli occhi e non scegliere di comprarli.
Deve tacere una Santanché quando si batte per diritti umani e civili però non strumentali alla vera causa della Piazza di oggi: contro il governo, contro Berlusconi, contro cdx, contro Lega..
Deve tacere chi fa notare che la Rai è lottizzata e che impera, per esempio, sulla terza rete in toto, ma anche sulle altre non si scherza, una pletora che fa onore delle raccomandazioni gramsciane di controllo egemonico-culturale: guai a dirlo che non si capisce il presupposto per cui una tv pubblica debba offendere e portare avanti in modo privilegiato, posizioni opposte a quello del pubblico di maggioranza e oltretutto, costringendolo a pagare una propaganda perpetua e sistematica contraria alla propria volontà e preferenza.
Ed è davvero incredibile che chi oggi protesta per la libertà, appartiene spesso a chi culturamente ritenendosi superiore intellettualmente e moralmente sol perchè de sinistra, ha boicottato, minacciato e querelato sistematicamente chi non la pensa così, superando di larga misura coloro contro i quali oggi si protesta.
E se poi è un giornalista "cattolico" a protestare, è ancora più paradossale: la sua libertà, al massimo, è ricondizionata, costretta, minacciata o suggerita dal Vaticano che attua misure correttive talvolta e dunque oggi dovrebbe esser lì, a Piazza San Pietro o fare il corteo lungo le mura vaticane, ma siccome il vero motivo della protesta resta contro-governo, contro-Berlusconi, contro cdx e Lega, beh, non vedremo affatto simili atti di "giornalistico" impeto e coraggio.
Non vedremo simile civil impegno per la libertà, nemmeno a sfilare sotto le sedi dell'Europa, da dove arrivano direttive, circolari, sanzioni, condanne morali e non solo a limitare la libertà di espressione o suggerirne.
Ma così come è un bene che chi bercia il proprio martirio, continui ad esser onnipresente ed imperversare liberamente a dispetto di ciò che dice, con programmi, articoli, libri, ospitate ovunque, ebbene, che si veda bene la natura di questi in piazza oggi: se qualcuno vuole "l'altro" che deve tacere, son proprio loro, sono loro a delegittimare "l'altro", tanto che parli, tanto che ascolti.
La loro presunzione è talmente arrogante che non gli sovviene un attimo di quanto è continuamente palesata: a far la morale su tutto (dallo stile di vita all'abbigliamento, dalle idee politiche alla scelta dei programmi televisivi da guardare oppure no), condannando, disprezzando, delegittimando l'altro, sono soprattutto e proprio tanti di coloro che oggi sono in Piazza, per cui "l'altro" non meriterebbe di parlare, ma nemmeno di leggere, guardare o votare.
Perché l'altro, l'altro per loro è come dice il blogger nel post: riconducibile ad una specie di razza inferiore che fa parte di un gruppo di "alcuni irriducibili fuori dal mondo".
E siccome è una storia vecchia che si perpetua, cambia solo l'apparenza perché non vuol cambiare nulla, ci si arrampica sugli specchi per conservare la retorica di sempre:
E' certamente vero che il fascismo nel senso del periodo storico che ha caratterizzato il "ventennio" di Mussolini, non c'è più...
Ma i fascismi continuano purtroppo a proliferare..
L'altro è fascista comunque, anche se il fascismo ortodosso non c'è più, la storia della propaganda e della retorica da ultrà continua con la pretesa di artifizi della ragione e della retorica "riadattata".
Allora riadattiamola davvero la questione del fascismo:
è vero, non c'è più il fascismo d'una volta in senso stretto, il "ventennio" non c'è più, cose sono cambiate, ma il fascismo continua sotto altre forme si vorrebbe dire.
D'accordo, allora diciamo che non c'è più la marcia su Roma, ma il fascismo continua lo stesso, adattandosi ai tempi. Ed oggi è in Piazza a delegittimare la libertà dell' "altro" (fosse pure maggioranza popolare che ha già espresso la sua alle urne) e legittimare la propria azione.
A costoro che con atteggiamento fascista (ma sarebbe più opportuno richiamarsi al comunismo allora, visto che si estende i termini a proprio piacimento, c'è un'assonanza politico-ideologica o partitica più convincente) non basta aver così tanta libertà di stampa da avere una sovrabbondanza di quotidiani, settimanali, di programmi tv, migliaia di libri, anche sfornati come istant-book e naturalmente spaziando nel settore spettacolo-cinema-canzone con un controllo quasi monopolista, non basta tenere in ostaggio la tematica politica e sociale a dispetto monotematicamente delle loro ossessioni politiche come abbiamo visto, in libertà assoluta, macché, loro protestano perché non gli basta più: vogliono tutto, anche la libertà altrui.
Dunque, per avere idea, Repubblica deve parlare e guai a chi critica (la strana libertà di poter criticare senza voler critica), Feltri deve tacere però.
Chi vuole i palinsesti sulla tv pubblica ultrà e col chiodo fisso della tifoseria a senso unico, ha diritto di continuare a farlo, chi non è d'accordo, "l'altro" non si deve permettere critica o iniziativa alcuna.
E' la festa per cui la stampa libera è solo quella contro cdx e lega, contro Berlusconi altrimenti c'è la condanna automatica: è fascismo. La faziosità giornalistica a sinistra è sintomatica della libertà e della sua salute democratica, la faziosità non de sinistra è l'altro, fa schifo, deve sparire, deve tacere.
Solo una sana cultura democratica, anti-fascista e anti-comunista insieme, nonché forse una sana e consapevole libidine salva il giovane dal fascismo, dal comunismo e dall'azione cattolica.
Ben sapendo di fare battuta parafrasando il cantante Zucchero: sono tanti i cattolici che non condividono l'azione ideologico-politica di oggi e che ne son consapevoli di tutta la sua strumentale ipocrisia per cui si prosegue arrogantemente l'attitudine a salire sul pulpito a far morale agli altri, essendo i primi a dimostrarsi testimoni di ciò di cui "l'altro" si accusa e condanna.
Leggetelo bene il post, per capire quanta presunzione, intolleranza, quando disprezzo anima l'iniziativa per motivi che non son certo quelli vantati, leggetelo bene, ma se piace la sintesi, la doppia morale del moralista che si vorrebbe accanire sugli altri accusandoli di voler delegittimare e far tacere l'altro, è tutta in una frase che nella presunzione, nemmen rende consapevoli:
"Una manifestazione definita una farsa, nela quale e identemente tutti (tranne alcuni irriducibili fuori dal mondo) credono".
Capito come funzionano le cose per questi in Piazza? Se per disgrazia sei uno che non ci crede, sei fuori dal mondo. Ed oltretutto, con presunzione che comunque, si tratta di fenomeno marginale, perché chi scrive dice che per forza ci credono tutti.
"O ci credi con lui o fuori dal mondo." è il pensiero del prete bloggler che aderisce all'iniziativa contro il "fascismo".
Ed oggi leggendo il suo post, nulla mi sembra più fascistoide di questo prete e di quell'iniziativa, nonché delle ragioni, del pensiero che muove l'adesione:
O sei "tutti ci credono" o "fuori dal mondo".
Ci crederebbero tutti, secondo lui.
Forse, oltre che fascistoide espressione-pensiero, è davvero fuori dal mondo, provo quasi imbarazzo di tanta imprudenza, di prete poi..
Per far altra battuta, dico che forse per alcuni preti la virtù cardinale della prudenza, è stata sostituita da tempo dal punto cardinale, l'est e ormai guarda sol da quella parte, a est, verso il sol dell'avvenire, diavolo d'un prete..
^_^
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 15:13
salvatore
102 e 103 ALIENO/NEGAZIONISTA (appunto, vedi sopra al mio 101),
per "negazionare" (incollando invasivamente come al solito, invece che linkare) cerchi di screditare gli Organismi Internazionali che si pronunciano sulla grave situazione italiana in tema di libertà d'informazione.
1) OSCE
<Che si sia adeguati allo standard Europeo (ma nulla del genere avviene altrove) oppure no?
Io ipotizzo che nella fattispecie, in meno di 7 minuti...>
Meno di 1 minuto e di 5 righe per dire che "gli Standards Europei" non ledono la libertà di stampa nè gli strumenti di indagine, oggetto del Comunicato OSCE.
Ai furbissimi Alieno e Facci non è probabilmente balzato in mente il piccolo particolare che <(... nulla del genere avviene altrove) oppure no?>
2) ONU, cerchi di deligittimarne l'autorevolezza evidenziandone contraddizioni (compromessi statutariamente fondati, eh!) derivanti dai rapporti di forza internazionali
ma che c'entra, nel caso italiano, invocare a scopo liberticida, proprio come fanno le tirannie che tu citi, la "sovranità nazionale"; coi tuoi criteri dovrebbe tapparsi sempre la bocca!
e poi mistifichi, esattamente come fanno gli agit (*) prop governativi, ad es.,
- tra pubblicazione di notizie su significativi importanti episodi,
che la Legge in discussione avrebbe impedito di conoscere, quale quello relativo all'inchiesta di Trani su Berlusconi e Minzolini, "attenzionati dalle Procure" proprio sulla base di intercettazioni "scomodine" per gli "attenzionati",
- e ridicoli esempi (ma li leggi gli articoli che incolli? o ti accontenti non trovando di meglio?)
<Se domani questo giornale decidesse di pubblicare l'epistolario privato fra La Rue e la sua consorte e una legge ce lo impedisse sarebbe un attentato alla libertà di espressione o un modo spregevole di turbare la sua privacy?>
che non tengono nemmeno conto della LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE già vigente che procurerebbe già ora a La Rue soddisfacenti compensi riparatori, oltre quelli derivanti dalla violazione del già vigente CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, che ha abrogato la Legge sulla privacy del 1996, e del già vigente CODICE PENALE (**), con le successive goduriose per La Rue, ricadute in sede civile, nonchè delle sanzioni previste nel
---- > CODICE DEONTOLOGICO GENERALE DELLA PROFESSIONE DI GIORNALISTA
Come vedi, se, invece di cercare di farsi un'ennesima Legge ad personam, Berlusconi avesse cercato, in accordo con le diverse parti sociali e politiche, di legiferare per rendere applicabili inesorabilmente le leggi già esistenti, fornendo mezzi alle Procure invece che tagliarli, e rispettando le prescrizioni della COSTITUZIONE vigente,
sicuramente il millantato obiettivo di evitare intercettazioni e pubblicazioni improprie, avrebbe potuto essere conseguito.
______________________________________________________
(*) Antonio Di Pietro: ''Liberatevi del Berlusconi che è in voi''
(**) Sezione V: DEI DELITTI CONTRO LA INVIOLABILITA' DEI SEGRETI
Art. 616 Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza
Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, e' punito, se il fatto non e' preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione.
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e' punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un piu' grave reato, con la reclusione fino a tre anni. [omissis commi finali].