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Aborto selettivo: un articolo (allucinante) del Corriere.

Mercoledì 25 Novembre 2009, 18:50 in Cronaca di

Leggendo questo articolo mi è venuta la pelle d'oca. Sono a dir poco inorridito. Ma una segnalazione del genere non poteva non essere ripresa.

Purtroppo l'oggetto della notizia è davvero drammatico: si parla di aborto, praticato  in modo particolare in Asia (l'Asia dello sviluppo economico esponenziale sul quale tutto il mondo sta spingendo....) con il fine di diminuire le nascite e - cosa se vogliamo ancora peggiore - di selezionare...le persone che devono nascere.

Ecco un frammento dell'articolo apparso oggi.

In tutta l’Asia e in particolare in India (non più solo in Cina) è in forte aumento l’aborto selettivo nei confronti delle femmine, indipendentemente - è questa la novità - dal ricorso all’aborto per il controllo demografico. La denuncia compare in un nuovo rapporto di Action Aid (in collaborazione con l’International Development Research Centre - IDRC), intitolato «Disappearing daughters», che ha fotografato un fenomeno crescente di selezione eugenetica a base sessuale. Secondo il rapporto dieci milioni di bambine sono state abortite in India negli ultimi vent’anni. Secondo la rivista scientifica The Lancet sono 500mila ogni anno.

Nelle aree dove è più difficile accedere a tecnologie sanitarie e a indagini prenatali è più probabile che le bambine nascano, anche se è meno probabile che poi sopravvivano. Anche nelle famiglie meno numerose è in aumento l’avversione alle bambine. Le leggi che vietano l’aborto selettivo sono ignorate e la tecnica degli ultrasuoni è ampiamente adoperata per la selezione sessuale dei nascituri, a prescindere dal controllo delle nascite. Il che vuol dire che i feti vengono eliminati perché femmine e non perché la gravidanza è di per sé indesiderata. Quel che è ancora più grave è che si tratta di una scelta "culturale". Lo sviluppo economico non ha infatti diminuito la tendenza a preferire figli maschi.


L’aborto selettivo si spiega anche con il disprezzo riservato a una donna che non abbia figli maschi. La pressione sulla donna affinché metta al mondo eredi maschi è enorme. Le donne intervistate da Action Aid dichiarano che temono moltissimo il disprezzo sociale nel caso che diano alla luce una bambina. Le pubblicità delle diagnosi prenatali con ultrasuoni dicono "Spendi 500 rupìe oggi per non spenderne 50.000 domani".

Che dire?...Più che inorridire non si può.

Ecco il link dell'articolo per la lettura completa.

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_25/violenza-donne-rapporto-action-aid-calabro_22bd18d4-d9e7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

 

19
19 commenti
19
30 Nov 2009
alle 13:35

Paolo

La verità è che una volta che l'aborto viene giustificato, non si può poi ipocritamente dire quando sia "giusto" o "sbagliato" abortire. Ecco perchè non mi meraviglia...

18
30 Nov 2009
alle 11:25

Charles Darwin

16

Forse qualcuno ricorderà che l'impianto spagnolo, in un certo modo la realizzazione pilota dell'idea di Rubbia, nelle sue intenzioni doveva essere realizzato in Sicilia ... E così ci siamo persi l'opportunità di sviluppare noi la tecnologia immaginata da un nostro connazionale ma che in futuro dovremo ri-comperare all'estero. Ah, gli ecoballisti !

CD

17
30 Nov 2009
alle 10:13

Charles Darwin

13

Bene ET, allora proporrei di cominciare a far pulizia chiamiando chi parla di sovrappopolazione con il suo nome e cognome e con i suoi dati di riferimento, chi parla di aborto per risolvere la sovrappopolazione con la qualifica che la tua sensibilità ti suggerisce: se ti piace assassino mi sta bene. Lasciati dire tuttavia che quando queste persone diventano "ecoballisti" stai facendo semplicemente della disinformazione ideologica e criminale. Parimenti se parliamo di fame e povertà e riconosciamo in queste forme del crocifisso una priorità assoluta che ci chiama alla testimonianza della resurrezione parliamo se vuoi delle proposte politiche a riguardo che possono essere di tenore e sensibilità molto diversa. Anche in questo caso, se la priorità e davvero (?) solo la povertà trovo improprio stupido e pericoloso dividere il mondo in comunisti e liberisti per farne una battaglia di parte, combattere le proprie guerre politico-ideologiche, tanto per cambiare non risolvere un bel niente e deresponsabilizzare una volta di più l'individuo (la nostra coscienza). Ciao,

CD

16
29 Nov 2009
alle 18:00

civis romanus sum

Rubbia: "L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi."

E noi perdiamo in partenza un' enorme opportunità per correr dietro le fanfaronate di un novello napoleone ( napoleone non per la grandezza storica, ma per le pretese di personaggio da barzelletta ) pur avendo tanto sole da venderlo già adesso sulle nostre spiagge ai turisti.

Perchè manteniamo una casta di politici vecchi parrucconi e mafiosi che se non ci intravedono speranze di lucro ( al Sole non si può imporre un canone o una tangente ) affosserà ogni progetto per il bene comune anche a costo di affossare il paese.

15
29 Nov 2009
alle 16:14

salvatore

Jack 13,

questa battuta, dall'intervista a Rubbia che citi, riassume molte semplici e fondate obiezioni al nucleare, sollevate da un Premio Nobel... da un "ecoballista" come ironizzi anche tu:

"Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano".

14
29 Nov 2009
alle 14:05

Alieno

Cd: tra quelli che dici, la povertà, la fame e inquinamento sono ovviamente priorità.

Anzi, direi che sono priorità, forse, proprio in questo ordine preciso: povertà, fame, inquinamento.

Perché con meno povertà, sicuramente c'é meno fame.

Ma anche, è la povertà a "inquinare", sia in senso astratto, dove la povertà è un ambiente che sottopone l'uomo ad umiliazioni profonde e tentazioni "bestiali", cioé in condizioni di degrado valoriale e morale (dalla coltivazione dell'odio e del rancore, del desiderio della vendetta, dell'invida, alla rinuncia di equilibri "sani", dunque promiscuità, prostituzione volontaria anche minorile, oppure coatta, violenze di ogni tipo); sia per motivi concreti: la povertà, materialmente, non garantisce "tutela" di granché: cibo, igiene, tetto, luce, riscaldamento ecc.

La povertà può essere cosa decente quando è una scelta di vita spontanea, consensuale, ma una continua tensione e pressione estremamente pericolosa per l'uomo, un terreno minato quando non è una scelta e l'uomo può uscirne indenne se è aiutato da una profonda cultura "benigna" a salvaguardarlo e guidarlo come ambiente, come tradizione, come profusione sociale, ma può uscirne gravemente leso anche.

Perché un soggetto povero è un soggetto "debole", estremamente debole ed esposto e dunque può essere vittima o può involvere in tentazioni nel percorrere vie tossiche per l'uomo, come l'odio, il desiderio di vendetta, la bestialità.

L'aborto è uno dei mali più tremendi che si possano immaginare: chi più indifeso, chi più povero, chi più incapace di nutrirsi da solo del concepito che l'aborto stermina lontano dagli occhi e purtroppo, in molti casi proponendo di tenere la questione lontano dal cuore?

Mentre sulla "sovrappopolazione", beh, mi pare che sia tema che è specchio delle nostre ipocrisie, delle nostre contraddizioni, dei nostri limiti di volontà e di capacità.

Vedi: ben dice il Papa sulla questione "immigrati" e ben giusta la considerazione del Don sull'ipocrisia di chi difende la croce-simbolo in legno o altro materiale, ma non quello di "carne", quello che cristianamente sappiamo essere un elemento non rinunciabile del cristianesimo: la possibilità di riconsocere il volto di Cristo nel volto del nostro prossimo, nell'uomo che viene al mondo, che nasce, un evento lieto, un dono, un miracolo la vita dell'uomo che nasce dinanzi alla quale dovremmo commuoverci, provare stupore, con gli occhi grandi e "puliti" come quelli di bambini ed invece non ne siamo più molto capaci "socialmente", parrebbe, di quella meraviglia, di quello stupore, di quella commozione.

Quel che è peggio è che non solo non prendiamo assolutamente ispirazione da quel candore, da quella innocenza, da quella capacità di guardare "puliti" il mondo, la vita come i bambini, ma incapaci di una decente, almeno decente purezza, siamo capaci di "trasformare" l'innocenza di bambini, violentando la loro capacità, la loro testimonianza, la loro vita di bambini: non tutelandoli a sufficienza per permettergli di vivere serenamente la loro condizione di bambini e pure inquinandola pesantemente con precoci lezioni di meccanica sessuale, educandoli al sesso, a suon di preservativi e bombardandoli di messaggi in cui è evidente: c'é una ossessione per il tema "sesso", una sovradimensione invadente ed impietosa anche dinanzi agli occhi dei bambini, per i quali non sentiamo più il bisogno del pudore e della decenza, non li difendiamo più, ma li abbandoniamo all'indecenza.

Non è un equilibrio buono, né per i bambini, né per gli adulti, una simile prevaricazione del tema sessuale (come minimo prevaricazione e proposta di assecondare l'istinto adulto, suggerendolo sistematicamente, subdolamente, sublinalmente in modo precoce) e non è certo migliore dell'altro errore che è un atteggiamento sessuofobo: sono entrambi squilibri, proposte paranoiche e disarmoniche.

Ma la "sovrappopolazione" denuncia i nostri limiti e i nostri squilibri, denuncia le nostre ipocrisie.

Per dire: ciò che dice un becero e rozzo leghista ignorante (e non tutti sono certo così, sia chiaro), è che in Italia siamo troppi. Troppi in relazione a risorse che sono "finite". Già troppi e dunque fuori dalle balle gli immigrati: a casa, via subito. Caccia all'immigrato irregolare e proposte tipo quella della cassa integrazione che non integra l'immigrato.

La soluzione per molti, è in una lineare superficialità, rozza e brutale: fuori dalle balle, fatti loro, via da qui, risorse finite, si arrangino.

Ora: è curioso che molti di coloro che si avvedono che non è una risposta valida e sufficiente, capace di ridurre la dignità dell'immigrato, dunque dell'uomo come noi,

non abbiano alcun imbarazzo poi nel far cosa simile su scala più ampia: siamo troppi, l'uomo va ridotto. Con l'aborto e con una cultura anti-natalista.

Secondo me sono derive di egoismo, ignoranza e di ideologizzazione dell'analisi e delle possibilità. Entrambe. E respiro ipocrisia violenta (lo siamo tutti, ma insomma, tentiamo misure fisiologiche di ipocrisia e non patologie devastanti) come proposta sociale e costruttiva.

Quel "siamo troppi in Italia per permetterci immigrati", dovrebbe con coerenza essere criticato anche nel "siamo troppi nel mondo per permetterci uomini".

Se nel primo su scala locale, si percepisce che la soluzione non può essere limitata alla proposta "riduttiva" e che il nostro sforzo deve essere più qualificato, perché poi non si fa su scala più ampia o in altre situazioni locali?

Da noi non si sopporta certamente bene, non tutti almeno, l'idea che siamo troppi e dunque gli immigrati debbano andarsene senza tante storie con la questione delle "risorse" che mancano, sono finite e servono ad altro che al loro sovvenzionamento.

Poi però spesso son gli stessi che plaudono dove si propone, in paesi poveri, perché siano ridotte le nascite, perché sarebbero troppi rispetto alle risorse????

Non mi pare congruente l'atteggiamento.

Mentre mi pare che ci sia una ideologizzazione potente che distorce l'obiettivo: aumentare le risorse, migliorarne l'efficienza, per migliorare la distribuzione del "benessere" e dei "diritti" (naturalmente più diritti, più doveri), le "libertà" (naturalmente più libertà, più responsabilità), in modo da tendere verso "l'inclusività" e non verso muri, recinti, che si costruiscono inevitabilmente da ambo le parti: odio, paura, desideri di vendetta, violenza..

Sfruttare il tema "sovrappopolazione" in relazione alle risorse, dovrebbe essere lo stimolo per adoprarci nell'ingegno e nella disposizione affinché sia migliorato lo spazio dell'uomo.

Invece tutto quello che sappiamo fare è... ridurlo?

In Italia c'è un fronte capace di individuare che l'uomo, anche l'immigrato, è "risorsa".

Poi però, infervorato dalla cultura eco-ballista e verde, dimentica di farlo in altra analisi, in altro scenario o su scala globale?

Dovremmo stimolarci tutti invece, investendo in altro:

non la proposta dell'aborto da rilanciare come "diritto fondamentale" umano, ma riconoscere che questo è un "fallimento" e dunque, ridurlo quanto si può.

Si deve investire, semmai, su questo: aborto=fallimento dell'uomo.

Dunque, l'aborto come scelta in conseguenza di uno "stupro", cosa tremenda, un dramma enorme, è la conseguenza di un fallimento umano che è lo stupro, in origine e implica l'estensione dei danni: ne risente la salute psico-fisica della donna stuprata, i familiari e nell'aborto, l'innocente subisce la violenza più tremenda.

L'aborto come scelta "pianificatrice" è un fallimento culturale ed educativo. Se c'è un comportamento irresponsabile, per dirla come dice Obama, che non vorrebbe che sua figlia dovesse diventar madre dopo che ha fatto una scemenza una sera... c'é un fallimento all'origine su cui investire di più.

Evitare che una figlia faccia una cosa sciocca perché è sciocco il padre (mal)educatore.

E così via. Invece abbiamo spostato il "focus" ed investiamo sempre di più dove? Nella cura del "sintomo" (e così muoiono innocenti) mica della patologia o della causa che origina la patologia. Anzi, a dirla tutta, mi pare che si tenti con ogni mezzo di farla sopravvivere, amplificandola e mantenendola una "patologia", che è valoriale, culturale ed educativa.

La povertà dunque, è un problema da prendere sul serio. Da quella discende la questione "fame" ma anche quella "inquinamento". Se io sono povero ed ho bisogno di sopravvivere, anziché di vivere, accetterò anche scelte nel lungo periodo dannose e rischiose, perché nell'immediato ho un problema oggettivo da risolvere: devo sopravvivere e far sopravvivere chi amo.

Con la povertà, sono meno "libero" di scegliere, sono sotto una pressione enorme: per sopravvivere o far sopravvivere chi amo, posso andare a lavorare in nero, a riciclare a mano materiali radioattivi se occorre e non trovo di meglio, così come rubare... come uomo, a meno che non sia particolarmente forte, sarà molto difficile resistere a queste "pressioni", perché la "povertà" imposta come scelta, è un terreno minato.

Il pane, l'acqua, un tetto dovrebbero essere beni disponibili ed accessibili a tutti, come l'aria: l'aria che serve per vivere e sopravvivere, ma anche il resto mi pare.

Ti assicuro che sto parlando con il cuore, per quanto limitato e mediocre, semplice se vuoi nella mente, ben distante dagli approcci "ideologici" di qualsiasi tipo.

L'inquinamento più grande è dunque, per me, la povertà dell'uomo che non può scegliere. Consequenzialmente, abbiamo gli altri problemi. Dunque investire nella soluzione centrale, mettendo l'uomo al centro, uomo come "risorsa" e uomo come "finalità" nel miglioramento delle sue possibilità, della sua dignità.

E l'uomo è risorsa anche nella possibilità di usare un dono formidabile come la "scienza", che come ogni strumento, dovrebbe essere usato ugualmente con quelle finalità che dicevo perché ogni strumento utile, può diventare nell'abuso o nell'uso sbagliato, con finalità diverse, qualcosa di micidiale. Che sia strumento "scienza" o strumento "falce" da usare nel campo, si comprende che l'uso dello strumento, la finalità che ci si propone, può fare una differenza enorme. 

Giusto che ci sia un dibattito sul clima o sulla Co2: ma inquinarlo ideologicamente, assumendo a dogma o verità rivelata la capacità-possibilità dell'uomo di alterare il clima, volerla "scientifica" senza metodo ed oggettività, razionalità alcuna la teoria a tutt'oggi non dimostrata, facendo del terrorismo, non è diverso dal fatto che io la falce non la usi nel mio campo ma per terrorizzare gli alti, come arma materiale capace di uccidere o come arma ideologica come fu la falce, insieme al martello, a terrorizzare e minacciare le libertà e le possibilità dell'uomo anche in Europa.

Dobbiamo pretendere una riduzione al fisiologico delle contraddizioni e delle ipocrisie degli uomini per valutare meglio le proposte in offerta e magari fare delle scelte che riducono rischi.

Serve, come minimo, più onestà:

India: tritio in acqua potabileAperta indagine su incidente in centrale nucleare di Kaiga29 novembre, 11:18

ANSA) - BANGALORE (INDIA), 29 NOV - Aperta un'indagine sulla fuoriuscita di una sostanza radioattiva nell'acqua potabile in un impianto nucleare nel sud dell'India. Almeno 55 operai sono finiti in ospedale per eccessiva esposizione alle radiazioni da tritio. L'impianto di Kaiga e' considerato ad 'alta sicurezza' e le autorita' indiane pensano che la perdita potrebbe essere stata 'causata deliberatamente'. La fuoriuscita, hanno specificato gli inquirenti, non ha interessato ne' l'ambiente ne' la popolazione della zona.

Ci sono molte speculazioni da poter fare in un articolo così.

Tenere il dibattito aperto è più che utile, è un dovere nella nostra ricerca di equilibri sempre migliori, applicando prudenza e saggezza come si può.

E' sbagliato un approccio di tipo ideologico che semplificatorio, trae conclusioni imprudenti, affrettate, estremista.

Tu dici:

Perlomeno risolvere un problema alla volta senza fumi ideologici no ?

Da capire come mai è diventato però il meno oggettivo delle questioni, argomento centrale del dibattito, delle strategie locali e globali, dell'investimento della progettualità e dell'impiego di risorse!

Non è la Co2, ma la povertà. Mentre la scienza continua a dibattere sulla questione dell'impatto antropogenico sul clima, il problema prioritario, urgente, oggettivamente documentabile c'é già: la povertà. E vai sicuro che lavorando su quello, per ricaduta lavoriamo quasi su ogni altra questione possibile intorno all'uomo ed all'ambiente.

Lo spostamento che invece vedo (si parla e straparla facendo allarmismo nella causa "verde") invece è inquietante.

Ci si propone di raggiungere risultati in questo, è una priorità globale ormai.

Come ho detto: non scandalizzerà un tema come l'aborto selettivo, nemmeno la "povertà".E' una proposta che per me, non è valida, convincente, anzi, nemmeno ne vale la pena a quel "prezzo". E vedo benissimo come invece quella proposta sia utile a tanti furbi nella dottrina della speculazione del profitto economico, politico e di mantenimento di lobbies ed organizzazioni che andrebbero, forse depennate dalla lista delle cose utili dell'uomo, come appunto l'Onu o comunitarie come l'Europa così come è stata impostata.

Che vedrai se non ho ragione: sempre più saranno in conflitto con chi fa altre proposte, come quella cattolica, sempre di più, sempre più emergeranno le differenze sostanziali, l'incompatibilità delle proposte per l'uomo.

Ciao ed ogni bene.

Alieno

 

 

 

 

13
29 Nov 2009
alle 13:01

Jack

Riguardo al nucleare di cui si stava parlando, segnalo questa breve intervista rilasciata dal rinomato "eco-ballista" di fama internazionale Carlo Rubbia:

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-intervista/rubbia-intervista.html

12
28 Nov 2009
alle 23:49

Charles Darwin

Una volta riconosciuto che l'aborto é un male ET, bisognerebbe anche capire se i problemi che i tuoi nemici ecoballisti e comunisti mangiabambini, problemi come l'inquinamento, la sovrapopolazione, la fame e la povertà sono problemi reali o balle pure quelle. Se sono problemi reali, bisogna risolverli, altrimenti tanto vale chiudere baracca e burattini ché Babbo Natale é alle porte e urge scrivergli la letterina. Perlomeno risolvere un problema alla volta senza fumi ideologici no ?

11
28 Nov 2009
alle 15:14

salvatore

6

1) concordo

2) OT, tanto per cambiare

aggiungo un

3) da mori' da ride' per quanto è "fuori sul balconcino".

L'arretratezza culturale non ha colore; da noi il "figlio maschio" è di antico apprezzamento ed è rimasto ancora oggi (dove maggiore è l'arretratezza) negli auguri di natalità.

Si tratta di una delle tante discriminazione violente del genere femminile che soltanto l'emancipazione sessuale di quello potrà debellare.

Da noi dobbiamo ringraziare anche le femministe che hanno saputo dare dignità ed autocoscienza ad intere generazioni di donne, rendendo quella discriminazione invisa agli occhi della opinione pubblica "civile".

A qualcuno questo ringraziamento, oggettivamente dovuto a meno di non rin-negare cronache e storie dei decenni passati, non piacerà, visto che quelle femministe poi, nelle loro avanguardie intellettuali, erano, e sono, pure pacifiste, di sinistra e... verdi.

P.S. mi si risparmino logorree, grazie.

10
27 Nov 2009
alle 21:43

Alieno

Molto semplice: il culto eco-ballista, cocomeraio nasce:

1) Perchè si fa una proposta anti-cristiana e per attaccare sistematicamente i presupposti di una lettura del mondo come quella antropologica cristiana.

2) La proposta "verde", così come altre, sono sintomatiche manifestazioni dello spostamento di lettura del mondo come proposta agli uomini: l'uomo è marginalizzato e dunque l'aborto diventa un "diritto fondamentale" degli uomini e si possono avere perfino delle convergenze nel tema dell'anti-natalismo: sarebbe progresso e cosa buona per salvare il pianeta (perché c'è il presunto global warming, il presunto problema demografico) e così via.

Ogni tanto bisognerebbe fare uno sforzo per avere un quadro complessivo e non limitarsi nell'analisi "settoriale" così come un buon medico non esclude di tenere sotto controllo un quadro quanto più ampio e complessivo sia nell'analisi sia nella eventuale cura del paziente, non si "accanisce" semplicemente su un organo che manifesta il sintomo, consapevolmente che senza un quadro complessivo, si possono fare delle poderose scemenze e danneggiare quel paziente, oltre a non "capire" lui o la patologia o addirittura volendola definire come una patologia invece di un'altra o anche rinunciando a curarla.

Dunque c'entra, c'entra eccome: l'aborto si innesta perfettamente su una proposta anti-natalista come quella ecologica, che la supporta, così come una proposta etica "disumanizzante" anti-cristiana la porta avanti, la legittima, la sostiene e la diffonde per i più disparati motivi (economici, ideologici, sociali e così via).

1) La proposta "verde" non solo esiste, purtroppo, ma oggi è centrale nel dibattito della comunità internazionale, globale, rientra nelle strategie globali.

Obama o Cina o BankiMoon impostano la priorità del "clima" e sulla questione del Co2, come urgenti.

Eppure si è spenta miseramente l'ultima anche inutile convention della Fao e anche senza appuntamenti inutili, quel problema di fame, miseria, morti, è sempre lì, giorno per giorno, ora per ora. MA non è la priorità. Non è priorità nazionale, internazionale, sovranazionale ormai.

2) C'entra volentieri perché in una proposta antropologica cristiana l'aborto non avrebbe una spinta progressiva e dovendo vedere che viene via via assunto, come un diritto primario dell'uomo, fondamentale, ma semmai lo vedremmo come un nostro limite, una sconfitta, un problema che non siamo stati in grado di risolvere diversamente e la spinta sarebbe perché il concepimento sia portato a termine, risolvendo e rimuovendo le cause che propongono l'aborto come possibilità e lavorando a monte perché non si arrivi a quella scelta, dunque investimento nell'educazione valoriale e comportamentale (oggi sappiamo solo fare lezioni di meccanica sessuale, organica e distribuire preservativi), se non anche per certi versi, "sentimentale" e così via.

Ma sarebbe errato voler scindere la questione ambientale da ciò che è un progetto costante, di portata GLOBALE, a mutare la proposta prevalente da applicare nelle relazioni tra gli uomini e tra l'uomo e l'ambiente. L'aborto è funzionale alla causa "verde", non a quella umanistica e cristiana.

Dunque il caso portato dal Don, non sarà di scandalo, di allarme, di panico, di terrore come è invece, GLOBALMENTE il tema "ambientale" con il corollario di balle al seguito.

Giorni fa ha avuto poca eco la notizia di una serie di mail carpite da un hacker (o magari un inflitrato che non ne può più delle balle di queste lobbies nella comunità scientifica a dettare regole "non scientifiche" e molto ideologicamente dottrina culturale con altro "metodo"), tanto meno da noi, figurati.

In queste email (circa un migliaio) questi furboni del global warming si scambiavano informazioni e riflessioni, compreso il modo di "truccare" i dati statistici che erano "scomodi" per l'affermazione ed il mantenimento della balla del "global warming".

Dunque, ci arrivano notizie di stralci di queste email intercettate e poi diffuse sul web del genere:

"La temperatura non è in crescita" dice uno osservando le statistiche "tutto ciò mi preoccupa." E ancora: "Potremmo trovarci di fronte un preiodo lungo con temperature stabili..." ed un altro: "Posso tagliare gli ultimi punti sulla curva.."

E via continuando.

Perché il terrorismo deve continuare, nonostante le contraddizioni e certe scomode verità osservabili che vengono minimizzate o nascoste del tutto, fuori dal dibattito perché il progetto è un crescente far terrorismo, sempre più urgente, sempre più investendo risorse ingenti, ormai il tempo sta per finire, ci siamo, ci siamo...

Ma siamo impazziti? Terrorismo per pianificare strategie nuove di lucro, per avere sovvenzioni pubbliche (anche solo, dico anche soltanto per fare la campagna di sensibilizzazione c'è una valanga di profitto), fondi, findanziamenti per le ricerche e così via.

  ["Ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le dannate bugie e le statistiche." Benjamin Disraeli (1804 – 1881), uomo politico britannico]

Quando però ero bambino e poi crescendo, gli eco ballisti c'erano? Sono loro o non sono loro? Ceeeerrrrrrto che sono loro. C'erano, c'erano.

Andava il terrorismo globale sulla prossima, imminente glaciazione.

30 Ottobre 1973: i media riportano il risultato della riunione di grandi esperti del clima mondiale, riuniti a Chamonix.

Con dolore e sconcerto della comunità mondiale, della pubblica opinione "sensibile", il documento finale con le conclusioni è agghiacciante, in tutti i sensi:

moriremo tutti, come i mammuth, il pianeta si sta congelando, ormai il fenomeno è inarrestabile. Naturalmente: colpa dell'uomo: troppi uomini, inquinano troppo e i gas e l'inquinamento fanno da schermo, il sole non riesce a scaldarci, rimbalza la sua energia.

E' una tragedia, dietro l'angolo c'é un po' di futuro per orsi polari e pinguini, poi il pianeta sarà più o meno un deserto inanimato di ghiaccio.

Era allarme planetario: l'era glaciale!

[Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. Mark Twain (1835 – 1910), scrittore statunitense.]

Pochi anni dopo, nel 1975, il tam tam ormai già ben avviato, il Newsweek usciva con un articolo titolando: "The cooling world", cioè il raffreddamento del mondo.

Il Niger Calder, divulgatore scientifico, andava spiegando che "il pericolo INCOMBENTE e MINACCIOSO di una nuova era glaciale" era ormai alle porte.

Oggi, spesso gli stessi esperti, spesso gli stessi giornali, sicuramente gli stessi circoloini scientifico-intellettuali, che ieri terrorizzavano con la glaciazione globale, sostengono il riscaldamento globale.

Va così: si propone la bugia che meglio si presta ad esser sostenuta, purché non si vari il terrorismo e la sensibilità della proposta ambientalista-verde, anti-umana (colpevole a prescindere e da ridurre sognando di rinascer virus o a suon di aborti che oggi si vogliono diritti umani fondamentali, dell'uomo addirittura, un paradosso a cui nemmen facciam più caso: il diritto di uccidere. Ma non per difesa: per pianificare, selezionare, per motivi di più svariata motivazione).

La gente crede per buona fede ingannata, per ignoranza, per comodità anche, perché la seduzione di certe proposte maligne sono proprio tentando l'uomo con nuove comodità.

A tanti va bene così: un mondo con la priorità ambientale e non umana: passi miseria e tragedia umana, non scandalizzano gli aborti, l'eutanasia non fa orrore, ci piace sentirsi parte d'un progetto comunitario, invece, dove tutto ciò è "tollerabile", ma intollerabile non avere il delirio ambientale, delirando sulle nostre conoscenze sul clima (poche, pochissime), sulla nostra possibilità di influenzarlo (fosse possibile, l'uomo l'avrebbe probabilmente fatto mille volte per far guerre e distruggere i nemici), una presunzione che il maligno ben conosce e che puntualmente usa per sedurre il cuore e la coscienza degli uomini che se non attenti, manco se ne rendon conto.

Compreso abbracciare la teoria global warming e la priorità delle risorse finite, da noi non attualmente nemmeno calcolabili (nel senso che non abbiamo idea di quali risorse potremo servirci domani come ieri non immaginavamo certo quelle che stiamo usando oggi) però con i vantaggi di poter abortire a piacimento e tanti altri, comprese speculazioni dei più furbi (che da tempo con il tema "ambiente" lucrano, vendono, vendono, vendono facendo comprare anche senza necessità, costringendo a spendere o sottraendo risorse con imposizioni perfino sovranazionali e comunitarie globali che lo impogno dall'alto.

Vivi semplicemente. Questa terra ha risorse per tutti, ma non per l’avidità di tutti.
Mohandas Karamchand Gandhi (Porbandar, 2 /10/1869 – Nuova Delhi, 30 /01/ 1948) è stato un politico e guida spirtuale indiana, conosciuto  col nome di Mahatma (“grande anima” )

Abbiamo spostato già gravemente la proposta più saggia per l'uomo da una parte e sempre più la marginalizziamo, ormai non è più nemmeno platealmente, formalmente una priorità, nemmeno si necessita come prima della finzione, tanto la proposta "verde" è in stato avanzato nella decomposizione delle coscienze.

L'abbiamo visto nel deserto all'appuntamento sul tema "fame" e però da giorni e giorni è tutto un battere sul tema verde.

Ieri notte ho avuto la malagurata idea di accendere dopo giorni, la tv. Da voltastomaco: Rai 1: focus sulla questione clima-ambiente, dando per assodate e vere come fosse acqua fresca quelle che al massimo dovrebbero essere raccontate come "teorie". Cambiando canale, ovunque si parlava del clima e quando ho visto che perfino da Chiambretti di questo si dibatteva, clima, ambiente ecc. ho spento.

Siamo nella condizione globale per cui le news mettono a fuoco i risultati di Obama e della Cina, che si impegneranno nello sforzo per il clima, poi c'é l'India che ribatte che prima di chiedere lì, l'Occidente dia il buon esempio... clima, ambiente, balle centrali della campagna costante di indottrinamento-sensibilizzazione dell'opinione pubblica.

Una cosa indecente. Della fame non parla più nessuno. Della violenza disumana che la Cina compie in modo devastante, nemmeno un accenno. Interessa sapere cosa vuol fare riguardo alla Co2. Nessuno che abbia palle e decenza per chiedere che cosa vuole URGENTEMENTE, con PRIORITA' globale sui diritti umani primari che viola in modo insopportabile ed arrogante. Non interessa nessuno. Nè Obama, né occidente, figurati altrove. NOn interessa l'Onu che festeggia i magri risultati però dicendo angosciato che bisogna fare in fretta e di più. Sul tema "ambiente" mica sulle tragedie umane, su quelle "verdi", il global warming.

Se già avevo centinaia di motivi buoni per depennare l'Onu dalle attività organizzativi utili, affidabili per portare speranza all'uomo, ho deciso con le ultime affermazioni di BankiMoon di depennarla una buona volta per tutte. Una farsa. Che oltretutto fa più danni che cose buone.

Ogni volta che l'avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me".
   (MATTEO 25,40)

"L'aborto procurato è l'uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita".
   (GIOVANNI PAOLO II - Evangelium Vitae, Città del Vaticano 1995, n. 58)
"Per questo è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell'aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un'aggressione contro la società stessa..."
   (PAPA BENEDETTO XVI - L'Osservatore Romano - 4 Dicembre 2005)
"Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine."
   (MAHATMA GANDHI)

La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. "Chi procura l'aborto, se ne consegue l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae" (Canone 1398), "per il fatto stesso d'aver commesso il delitto" (Canone 1314) e alle condizioni previste dal diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.
   (2272 - CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA)
«"[...] Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. [...]"» (da "Nobel lectures", "Peace" 1971-1980, 11 dicembre 1979)
"Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo".

   (BEATA MADRE TERESA DI CALCUTTA)

 

Generalmente gli uomini prestano fede volentieri a ciò che desiderano.
Gaio Giulio Cesare (Roma, 13 luglio 100 a.C. – Roma, 15 marzo 44 a.C.)-

Sono talmente disgustato da questa propanda e dottrina incosciente e disumana proposta globalmente in modo sistematico a raggiungerci tutti dell'ambientalismo che è diventata centrale, prioritaria, urgente e riuscendo per ignoranza o convenienza di ogni tipo, a far accettare teorie dubbie, dubbissime come verità assolute, come dogmi, portando cervelli, milioni di cervelli all'ammasso per la seduzione di pochi furbi e del male a rincoglionirci tutti,

che sto faticando a scrivere perfino qui. Ho i conati di vomito per il disgusto se solo devo relazionarmi a questa questione, tanto è assurdo ciò che vedo portato avanti, una follia sistematica umanicida capace di trascinarci in baratri che l'uomo ha conosciuto profondi già nel 20mo secolo.

Non è rabbia, la nausea prevale. E' un manicomio criminale quello che con organizzazioni nazionali o sovranazionali si sta portando avanti, permettendo di pianificare i nostri progetti malati e perversi.

La tristezza mi sconvolge, è come assistere ad un crimine gravissimo senza poter fare nulla.

Dunque mi prenderò un periodo di "astinenza" forzato, perché non posso propormi questi stati di nausea quotidiani, ho bisogno di ritrovare più fiducia e speranza per gli uomini, negli uomini, anche se oggi han scelto un padrone odioso che non li ama, per quanto li seduca, hanno scelto di essere schiavi di una moda che sempra prolugarsi troppo per essere moda, ma lo è così come è assurdo poter definire scientifico un "trend" climatico (di raffreddamento o di riscaldamento che sia) utilizzando 10, 20 o 30 anni di osservazione del pianeta. Un delirio, non un metodo scientifico. Un atto di presunzione, non di curiosità ed umiltà con le quali usare lo strumento "scienza" ed il cervello.

E nonostante ciò, i dati in questi (troppo) brevi lassi di tempo, su cui si costruiscono balle richiedono di truccarli, perché nonostante tutto, nemmen così la balla regge.

Ci sono zone dove i ghiacci crescono, ci sono aree di decrescita demografica, tutti aspetti che dovrebbero ricordarci la nostra profonda ignoranza davanti all'infinto, al conoscibile ed all'inconoscibile per cui stimolarci come bambini che scoprono la vita ed invece c'é supponenza, presunzione, idiozia e follia

che sa proporre aborti, preservativi, eutanasia e balle ed allora, beh, son contento, ma proprio contento di rifugiarmi un po' nel nick e sentirmi un po' estraneo a questa schifezza e sapendo di non essere solo, affatto solo, lieto e sollevato di sentirmi più umano, come tanti altri, anche nell'essere un po'

Alieno.

Per oggi non scrivo altro, salvo non superi la nausea, ma dubito fino a domani!

 

 

9
26 Nov 2009
alle 21:06

salvatore

6

1) concordo

2) OT, tanto per cambiare

aggiungo un

3) da mori' da ride' per quanto è "fuori sul balconcino".

L'arretratezza culturale non ha colore; da noi il "figlio maschio" è di antico apprezzamento ed è rimasto ancora oggi (dove maggiore è l'arretratezza) negli auguri di natalità.

Si tratta di una delle tante discriminazione violente del genere femminile che soltanto l'emancipazione sessuale di quello potrà debellare.

Da noi dobbiamo ringraziare anche le femministe che hanno saputo dare dignità ed autocoscienza ad intere generazioni di donne, rendendo quella discriminazione invisa agli occhi della opinione pubblica "civile".

A qualcuno questo ringraziamento, oggettivamente dovuto a meno di non rin-negare cronache e storie dei decenni passati, non piacerà, visto che quelle femministe poi, nelle loro avanguardie intellettuali, erano, e sono, pure pacifiste, di sinistra e... verdi.

P.S. mi si risparmino logorree, grazie.

8
26 Nov 2009
alle 20:58

salvatore

6

1) concordo

2) OT, tanto per cambiare

aggiungo un

3) da mori' da ride' per quanto è "fuori sul balconcino".

L'arretratezza culturale non ha colore; da noi il "figlio maschio" è di antico apprezzamento ed è rimasto ancora oggi (dove maggiore è l'arretratezza) negli auguri di natalità.

Si tratta di una delle tante discriminazione violente del genere femminile che soltanto l'emancipazione sessuale di quello potrà debellare.

Da noi dobbiamo ringraziare anche le femministe che hanno saputo dare dignità ed autocoscienza ad intere generazioni di donne, rendendo quella discriminazione invisa agli occhi della opinione pubblica "civile".

A qualcuno questo ringraziamento, oggettivamente dovuto a meno di non rin-negare cronache e storie dei decenni passati, non piacerà, visto che quelle femministe poi, nelle loro avanguardie intellettuali, erano, e sono, pure pacifiste, di sinistra e... verdi.

P.S. mi si risparmino logorree, grazie.

7
26 Nov 2009
alle 20:24

Jack

5

Fatte salve (per delicatezza) considerazioni circa il merito, non vedo cosa centri con l'argomento in questione.

6
26 Nov 2009
alle 17:28

enrico

5

1) non esiste LA proposta verde;

2) che cappero c'entra?

5
26 Nov 2009
alle 16:57

Alieno

I danni del delirio ambientalista (nonché eco-ballista) già sono talmente pervasivi da essere determinanti nelle logiche diplomatiche, di immagine e nelle relazioni geo-politiche, a dettare agende comuni e piani.

La proposta "verde" infatti, è una proposta profondamente anti-umana (e anche anti-cristiana) per come è stata massicciamente proposta nell'indottrinamento collettivo su scala globale: ormai dettato quello "ambientalista" che ha invaso spazi umani ovunque, lo troviamo nelle priorità alla Fao dove la sicurezza alimentare viene assunta come verità oggettiva legata alla "sicurezza climatica", senza nemmeno un oggettivo, raziocinante metodo scientifico a supporto per motivare simili proclami, così  come all'Onu.

Anche ciò che accade in Oriente, in qualche modo entra nel discorso.

Si prenda per esempio il nuovo asse Usa di Obama e Cina.

Va ricordato che Obama è stato votato per una molteplicità di motivi. Oltre ai motivi razzisti osservabili anche qui da noi, dove tanti non hanno avuto esitazione a dire entusiasti, che lo avrebbero votato pure loro perchè "nero" (e naturalmente è razzismo culturale radicato fino all'inconscio esattamente come chi dicesse "lo voterei perché è bianco"),

che uno dei temi forti di Obama era la sua vicinanza con gli ambienti ed i sacerdoti dell'ambientalismo che è naturalmente, una lettura che sposta, marginalizza, riduce se non equipara, l'uomo a qualsiasi altra cosa dell' ambiente. Non a caso, tema forte pure questo come le sue posizioni "verdi", favorevole all'aborto Obama. Tanto per comprendere perché il "feeling" con la Chiesa Cattolica o con l'umanesimo, Obama lo riduce notevolmente e soprendentemente in mille circostanze non causali, ma sintomatiche della sua proposta ed idea:

il Dalai Lama non si riceve ufficialmente, come da richiesta del governo cinese (noto per essere uno dei luoghi al mondo dove si rasenta l'antitesi col cristianesimo e l'umanesimo nell'applicazione quotidiana, così come l'elenco delle violazioni dei diritti umani fondamentali è sterminata quanto la quantità di uomini a chi quella violazione di regime viene imposta).

Così come è assente dalla riunione alla Fao. Che sarà pure inutile (se non dannosa addirittura), ma allora lo dici chiaramente e certo non vai appunto in Cina in quei giorni, dove si mettono in scena delle enormi violazioni contro l'uomo gravissime che non sono certo di minor entità e gravità delle sciagure che la Fao vorrebbe risolvere: pene capitali in quantità industriali, campi di tortura (laogai), condizioni inumane e privazione di diritti fondamentali, specie contro certe etnie e culture in particolare (il Tibet, ma non solo il Tibet) ecc.

Ecco: La Cina e Obama annunciano che si impegneranno per ridurre le loro emissioni di Co2.

Ormai l'ambientalismo è il "grimaldello" per entrare nella "buona società" internazionale.

Mentre le cause "umane" sono irrilevanti. Per Obama è irrilevante nel sodalizio ciò che fa all'uomo la Cina (e non solo in Cina, ma anche altrove, per esempio in Africa), così come i cinesi ben contenti di proseguire, come durante le olimpiadi, nell'indecente violenza del metodo di regime contro gli uomini.

La causa "ecologia verde" prevale sull'"ecologia umana".

Obama è soddisfatto dei suoi nuovi accordi, la Cina non ha alcuno stimolo ad adoprarsi per essere "umana", perché alla comunità internazionale delirante, già basta il titolo, la priorità dell'ecologismo e dell'ambientalismo per esser contenti tutti.

Nessuno che chieda conto alla Cina delle priorità umane, che fortemente danneggia in casa propria, come in Africa proteggendo e rafforzando regimi criminali con cui fa affari in una sorta di accordi tra cosche mafiose.

L'importante è che la Cina faccia qualcosa per la Co2, parrebbe, in questo delirio, perché è la priorità il clima.

Come se potessimo fare alcunché per il clima, mentre oggettivamente possiamo fare di più per l'uomo.

In un ecologia umana, dove la priorità è l'uomo.

Come si vede, l'ecologia umana e dal volto umano è progressivamente sconfitta da quella verde che l'uomo riduce. La priorità è "verde" non umana.

Tutti a rallegrarsi, ora, per gli annunci di Obama e della Cina, mi raccomando: penseranno al clima, dai, già ce stavamo a preoccupà che se distraessero con altro (che so, chiudere i laogai, finirla con le esecuzioni mortali per i più disparati motivi, piantarla di proteggere dittatori africani che affamano la gente che muore tra violenze e miseria come mosche e cose così).

Il rapporto sarà sempre più prossimoa denunciare una relazione inversamente proporzionale: più crescerà il dettato "ambientalista" e meno sarà possibile riconoscere prioritarie le cause umane.

La nostra priorità è già oggi, globalmente IL CLIMA e non l'uomo. Si vorrebbe dire che il clima danneggia l'uomo, ma a danneggiarlo sono invece altri uomini che l'uomo riducono drammaticamente e non lo tengono più tra le priorità: prima l'ambiente, poi di "conseguenza" l'uomo.

E' una relazione invertita a quella "prima l'uomo e di conseguenza l'ambiente" come lettura, che sposta investimenti, risorse, dibattiti, priorità, piani e progetti che impegnano poi tutti, anche non consezienti in molti casi, a suon di imposizioni ed accordi nei salotti alti.

Dunque: l'emergenza Asia per le bambine e gli aborti selettivi non ci sarà. Non sarà una "priorità", la priorità è l'ambiente, il clima e non l'uomo. Anzi, ci sarà l'attenuazione del problema, suggerendo che forse forse, meglio così, l'uomo deve decrescere e le donne, beh, aborti, sterilizzazioni e meglio i maschietti (che non si riproducono restando gravidi, che guaio eh invece le donne), perché il global warming come ideologia porta pure questo: dobbiamo ridurre l'incremento demografico, le risorse sono "finite", siamo "troppi"e  tutta la collezione di balle dottrinali che sappiamo per una propaganda anti-umana, che ci si renda conto o meno, sarà sempre più palese.

Nessuna priorità o emergenza per gli aborti selettivi. Perché sono anzi ben visti, vincono altre logiche, altre ecologie che quella "umana" (figurati cristiana poi): l'ecologia del profitto e l'ecologia verde dove tutto sommato, l'uomo è al pari di un parassita odioso, si merita solo virus letali, aborti, sterilizzazioni, eutanasia, l'uomo è una sorta di metastasi del pianeta per sempre più persone, perché l'indottrinamento è compiuto a tappe forzate, sulle "masse".

Dobbiamo ristabilire l'equilibrio, disinnescare le trappole, disinquinare il dibattito dalle balle verdi, riappropriarci dello strumento scienza che da oltre 30 anni è stato corrotto o ricattato all'uso ideologico e riportarlo nel suo giusto alveo: strumento di osservazione utile per l'uomo, dobbiamo riportare al centro l'equilibrio tra "masse" (lasciamo le letture strumentali ai marxisti e similari) e "individuo" riconsocendo che in questo, c'è la centralità utile anche alle "masse".

Dobbiamo combattere perché non si può sopportare ancora una simile devastazione valoriale dove la Cina annuncia che si impegna per il clima (non si sa se c'é un problema clima, se è a causa poi umana e se dunque è risolvibile da strategie nostre) e non deve nulla riguardo all'impegno per l'uomo che massacra ogni santo giorno.

Non si capisce cosa farcene di risultati "ambientali" quando l'uomo è messo da parte sottoposto ad ingiustizie devastanti, se non riconoscendo tutto il malefico apporto di questa cultura "verde" e la sua "anti-umanità", necessariamente indifferente ai valori di una cultura di umanesimo e tanto più in contrasto con una cultura valoriale cristiana, che è il suo nemico naturale: le occasioni di conflitto saranno sempre più frequenti e già osserviamo questo trend di organizzazioni devastate dal delirio verde in contrapposizione con il Vaticano per esempio, sui grandi temi etici e sui valori non negoziabili e centrali dell'uomo, della sua vita, della sua dignità.

Alieno

4
26 Nov 2009
alle 15:33

maria piera gamba

Le donne sono sempre state e continuano a essere vittime non solo della brutalità e della cattiveria ma anche dell'arroganza e dell'ignoranza maschile. Purtroppo sono talmente bombardate dalla convinzione di essere inferiori che  ne sono convinte pure loro. Mi fa molto soffrire questa situazione perchè credo che i loro mariti, padri, padroni, non sentiranno mai nessun rimorso per queste, come le chiamano, "selezioni", al contrario ogni donna che per qualsiasi motivo scelga o sia obbligata ad abortire, si porterà per sempre una ferita aperta nel cuore.

+

3
26 Nov 2009
alle 13:49

AndreaGi

Credo ci dobbiamo chiedere xchè DIO ci presenta questa scena, così come ci presenta Suo Figlio Incarnato massacrato in Croce.

Forse xchè nel pensiero dimentichiamo LUI e rischiamo il VERO orrore: la dannazione eterna.

DIO è il Creatore di ogni cosa, "nemmeno un passero cade a terra se il PADRE vostro non lo vuole"; a noi far tesoro della correzione: cercando DIO, desiderrando conoscerLO, che è poi il motivo x cui EGLI ci ha creato, DIO non sarà + costretto a darci simili lezioni (che sono sempre d'aiuto).

Pace e bene.

2
25 Nov 2009
alle 20:56

Jack

Da tenere pure in considerazione il fatto che nel sud-est asiatico la maggior parte delle persone, soprattutto - va da se' - le classi meno abbienti  e che vivono in zone rurali non godono di alcuna forma di assistenza previdenziale, per cui un figlio maschio e' visto come una forma di assicurazione per la vecchiaia. E' del tutto verosimile che fattori culturali incidano significativamente, tuttavia credo che tali scelte estreme siano spesso e volentieri dettate dalla necessita'. In ogni caso ritengo importante evitare, quando si affrontano certe tematiche, di involontariamente veicolare l'idea che certe cose accadano in virtu' della intrinseca amoralita' di altri popoli.

1
25 Nov 2009
alle 19:46

Charles Darwin

AGGHIACCIANTE.

Considerazioni morali a parte (ovvie) mi sono sempre domandato se nei paesi dove queste pratiche hanno tradizioni consolidate (Cina) non si verifichino "effetti indesiderati" dello squilibrio demografico (promiscuità forzate) tali da sconsigliarne il proseguimento o addirittura forse una "rivalutazione" della femminilità.

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