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Benedetto XVI alla FAO: diritto a scegliersi il modello economico.

Lunedì 16 Novembre 2009, 17:41 in Cronaca di

Non solo carità ma GIUSTIZIA. Sembra che siano state proprio queste le parole intimamente presenti in Benedetto XVI nel momento in cui si è rivolto, oggi, alla FAO.

"Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori!". E' con un'esclamazione che Benedetto XVI ha concluso il suo discorso al Vertice Mondiale. Un discorso che era cominciato con un'analisi della situazione economica mondiale. "La Comunità Internazionale - ha detto - sta affrontando una grave crisi economico finanziaria. Le statistiche testimoniano la crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo".

Per favorire un adeguato approvvigionamento alimentare a tutte le popolazioni del pianeta, "è necessario contrastare il ricorso a certe forme di sovvenzioni che perturbano gravemente il settore agricolo, la persistenza di modelli alimentari orientati al solo consumo e privi di una prospettiva di più ampio raggio e soprattutto l'egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci", ha aggiunto il Papa nel suo discorso.

Fra le cause all'origine della grave crisi alimentare mondiale, non c'è solo l'aumento demografico, ma anche l'eccessivo e sconsiderato uso delle risorse ambientali, un legame importante fra cambiamenti climatici mondiali e questione alimentare. Lo ha aggiunto il Papa durante il suo intervento. "I metodi di produzione alimentare - ha detto Benedetto XVI - impongono un'attenta analisi del rapporto tra lo sviluppo e la tutela ambientale. Il desiderio di possedere e di usare in maniera eccessiva e disordinata le risorse del pianeta è la causa prima di ogni degrado dell'ambiente".

"La Chiesa non intende interferire nelle scelte politiche - ha sottolineato il Pontefice - essa, rispettosa del sapere e dei risultati delle scienze, come pure delle scelte determinate dalla ragione quando sono responsabilmente illuminate da valori autenticamente umani, si unisce allo sforzo per eliminare la fame". "E' necessario - ha aggiunto il Pontefice - maturare una coscienza solidale, che consideri l'alimentazione e l'accesso all'acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni". Secondo il Papa teologo, infine: "riconoscere il valore trascendente di ogni uomo e di ogni donna resta il primo passo per favorire quella conversione del cuore che può sorreggere l'impegno per sradicare la miseria, la fame e la povertà in tutte le loro forme".

Parole che marcano decisamente il passo, da una visione caritatevole della soluzione contro la fame.

Parole che chiedono impegni concreti, politici ed economici.

Peccato che rimarranno parole inascoltate. Anzi...già sono state inascoltate. Da tutti gli osservatori è arrivato infatti già un giudizio stroncante e definitivo su questo summit: TANTE PAROLE, NESSUN FATTO.

165
165 commenti
165
26 Nov 2009
alle 18:39

Charles Darwin

163

E' dimostrato scientificamente che il global worming é in atto se si prende in considerazione il breve periodo. L'interpretazione dei dati della storia passata della terra é un capitolo a parte forse ancor più dibattuto, sicuramente molto più incerto. E' ampiamente dibattuta in ambito scientifico la causa del riscaldamento. Esistono interessi di vario tipo attorno alla tesi "inquinamento", tuttavia é fuori di ogni ragionevole dubbio che l'inquinamento abbia un ruolo. Ora il punto che a me pare chiarissimo e fa tremare le vene nei polsi é questo e concerne la divulgazione, non la scienza: se i giornali e le televisioni mi dicono che fra 30 anni Piazza San Marco é stabilmente sotto 30cm d'acqua (sparo a caso, manco le leggo ste cose), fra 30 io spero di esserci ancora e poter vedere. Magari succede davvero, magari é colpa non del global worming ma della subsidenza, magari dirlo é un'ottima idea così finalmente sganciano i soldi per il Mose, ma se non accadrà che fine faranno le politiche ambientali e gli allarmi sull'inquinamento ?

1, 100, 10000 Alieni ! hai capito perché sono preoccupato ?

Perché su argomenti del genere qualsiasi previsione é opportuna e necessaria sul piano scientifico ma sarà sempre a grado di probabilità bassissimo, ed ovviamente la politica é nata per marciarci su e far di ogni cosa un affare. Leggere cose come le tue sugli eco ballisti fa venire la tremarella perché sei l'esempio vivente dello sputtanamento che le giuste, necessarie, cristiane (si può dire ?) politiche ambientali rischiano di subire se già adesso qualunque sostantivo eco- a persone come te fa venire l'allergia (vedi la sbrodolata sull'aborto e la risposta di Enrico). Intanto ti confermo: per la scienza é un dato oggettivo che (134)

in questo stesso momento non é vero che ce n'é per tutti e chi lo dice mente per interesse,  sapendo di mentire (a meno di accettare il comunismo della media aritmetica). 

Ovvero: non ce n'é se come fai intendi "tutti innalzati al mio livello di benessere". Di conseguenza mi pare che l'unico ad aver detto la verità resti il papa.

164
26 Nov 2009
alle 18:20

Alieno

altri meccanismi originari (non originali eheh).

163
26 Nov 2009
alle 16:04

Alieno

CD: cominciamo a disinquinare il dibattito allora, visto che riconosciamo la necessità di non indurre in semplificazini strumentali imprudenti.

E' dimostrabile scientificamente, in modo attendibile, che il global warming sia:

1) Realmente in atto? Quale periodo si prende in esame? L'uomo ha la memoria corta e la sua percezione del tempo non è così scientifica e ciò si vede benissimo prendendo in esame l'esistenza del pianeta (anche prima dell'uomo). Mi pare che dagli anni '70 sia invalso l'uso di adottare l'osservazione impostando le analisi conclusive sul breve periodo per poter dire che il pianeta vive un "trend" (che sia di raffreddamento o di riscaldamento poco cambia): ma questo non è certo un metodo "scientifico".

2) E', nel caso il "trend" del pianeta fosse pure documentabile in modo oggettivo (e non lo è, i modelli matematici, ma soprattutto quelli climatici sono estremamente "fragili" eh), dovuto all'uomo? Nel caso la scienza in futuro potesse scientificamente provare o avere dati oggettivamente affidabili almeno probabilisticamente, come viene documentato l'impatto antropogenico?

Al momento si fa con metodo non-scientifico. L'osservazione statistica dimostra, al contrario, che non ci sono relazioni di dipendenza e proporzionalità, osservando nei brevi periodi (quelli che si vogliono prendere in esame) che non c'é una corrispondenza con la produzione di Co2 a causa dell'uomo.

Appare invece più documentabile altro: la produzione di Co2 è in gran parte originata da altri meccanismi originali. Ed il cambiamento climatico, pare osservabilmente relazionato all'attività del Sole (macchie solari ecc).

Ma intanto disinneschiamo l'ideologia e la propaganda becera. Come quella di Al Gore. Che fa filmetti pseudo-documentaristici e cartoon (per indottrinare tutte le famiglie, grandi e piccini) dove si vedono i poveri raggi del sole che a causa del gas serra, non possono uscire dalla nostra atmosfera (e così si riscalda il pianeta, pof!). E si vedono questi simpatici raggi di sole "umanoidi" in cartoon aggrediti e stesi dal bullismo di gas serra, sorta di delinquenti teppisti criminali che tutti, grandi e piccini dovrebbero odiare.

Dimentica però di spiegare che i gas serra, grazie al cielo esistono. Altrimenti il nostro pianeta sarebbe moooolto freddo.

Insomma: Al Gore ha un metodo di indottrinamento (certo non scientifico) che non è migliore di attempati vecchietti che dal dottore, affranti, chiedono aiuto perché:

"dottò, c'ho il colesterolo..".

"Dottò, ho la cervicale.."

Meno male, meno male che ce l'hai. Al Gore è così e però sappiamo che lui e lobbies dietro di lui, influenzano comunque i dettati politico-economici e sono tenunti in molta considerazione da elite intellettuali ed ambientaliste che poi riversano il loro superiore elitarismo nelle riduzioni che dicevo: balle e cartoon, senza metodo o mentalità scientifica alcuna, appare invece di natura ideologica la proposta e questa influenza fortemente l'opinione pubblica e questa ancora, influenza fortemente le scelte etiche e così via.

Ora: vorrei anche capire quali sarebbero e come sono documentati, con quale metodo i morti per la Co2 e bada bene, per la Co2 di origine antropogenica.

Dopo di che, torno a mettere il dito nella piaga di una almeno apparente contraddizione: perché non evitarli, se eventualmente ci sono, con il nucleare?

Quanti sono i morti per il nucleare in definitiva?

E vediamo di fare attenzione, come si fa con l'influenza di gran moda del momento, la "suina": i morti riconducibili all'influenza specifica o a patologie e cause altre? Come si fa la conta dei morti? Quale metodo? Non è che una "normale" stagionale influenza, ne ammazza comunque di più?

Ecc.

Ciao, buona giornata.

A.

In un paese che produce mozzarelle alla diossina ? (Dimenticavo: basta rivenderle ai negri come fan tutti, come sempre, ché il prezzo é buono e ci riporta all'argomento FAO).

Mica solo questo: auto di tecnologia più vecchia, medicinali invendibili qua perché costrette le multinazionali a ritirarli dal mercato essendo manifesti i maggiori danni del rimedio e così via.

Questi evidenziano ancora una volta, quali sono i mali reali che hanno la priorità, quale sia il punto centrale: fare dell'ecologia sana e questa può esserlo per il bene di tutti gli uomini e di conseguenza per l'ambiente, solo un'ecologia "umana" e non "verde" per cominciare.

E si comincia a farne già nel dibattito portando avanti valori di umanesimo (cristianesimo anche) con una lettura antropologica dove l'uomo non è equiparato o marginalizzato e ridotto nelle sue possibilità. Cominciamo a considerarlo risorsa e non un "cancro", una "metastasi" da ridurre impietosamente e senza che realmente si possa convalidare con un metodo scientifico la necessità e l'urgenza, più che di razionalità, qui si tratta di proposte ideologiche e culturali declinanti nell'anti-umanesimo (e naturalmente nell'anti-cristianesimo).

Siamo troppi - si insiste a dire. Ma in relazione a cosa dobbiamo porre la priorità quantitativa?

A me pare che da sempre, oggi come quando la consistenza demografica era ben inferiore all'attuale (ma sempre con gli stessi drammi: miseria, violenza, ingiustizia), il problema prioritario sia e debba restare "qualitativo".

Dunque: nn siamo troppi.

Ma troppi sono troppo stronzi.

(termine sdoganato da G. Fini eh!).

Buona giornata.

 

162
25 Nov 2009
alle 19:19

Charles Darwin

159

L'ultima volta ti ho risposto per bocca dell'ENEL e dell'AIEA. L’Agenzia Internazionale  per l’Energia Atomica stima che al ritmo di produzione attuale le riserve di Uranio si esauriscano nel 2035. Nel 2026 se il fabbisogno dovesse aumentare

Si potrebbe cominciare a sfruttare giacimenti meno ricchi, un pò come si fa oggi con il petrolio (MOLTO meno ricchi nel caso). Ecco che allora il prezzo, come per il petrolio, schizzerebbe ... e buonanotte suonatori. Se in merito non sono autorità queste, in attesa di dati migliori mi ritiro in buon ordine e ti lascio alle tue fatiche letterarie. Pare ci siano difficoltà a distinguere dati da "dogmi"...

Bada che non ho mai detto che il nucleare non possa fare la sua parte (fai conto che dalle mie parti é dall'87 che ci mangiamo le mani, perché di Uranio in Italia ce ne sarebbe non pochissimo e i soldi per cercarlo e sfruttarlo farebbero gola ...). Ho solo spiegato perché per sua natura l'uranio non può essere una risposta all'inquinamento: vogliamo parlare del problema scorie ? In un paese che produce mozzarelle alla diossina ? (Dimenticavo: basta rivenderle ai negri come fan tutti, come sempre, ché il prezzo é buono e ci riporta all'argomento FAO).

Nota che sul global worming sono non troppo distante dalle tue posizioni: spiego annualmente ai miei studenti perché diffidare delle divulgazioni sovra-semplificate come quella, infatti rispondo di "inquinamento", argomento che comprende la CO2 e del quale occorre comunque aver paura: hai idea di quanti morti OGGI ? Le tue semplificazioni su quello che chiami eco ballismo (semplificazioni ideologiche e politiche, nemmeno di divulgazione scientifica) sono di molti ordini di grandezza più pericolose di quelle sul global worming (che comunque purtroppo esiste oggettivamente, per quanto praticamente impossibile da prevedere).

161
25 Nov 2009
alle 19:05

civis romanus sum

Dunque siamo arrivati finalmente all'ammissione da parte dei sostenitori del divino sistema infinito autorigenerantesi di cibo ed energia, che non hanno più nulla da dire a suo sostegno se non stronzate infantili tentando l'ultima spiaggia del disturbo indiscriminato con l'unico intento di affondare il dibattito.

Meglio così ,,, posso permettermi quindi di impostare il documento promosso dall'Optimum Population Trust:

POLITICA SULLA POPOLAZIONE E AMBIENTE

DICHIARAZIONE INTERNAZIONALE


1) Le organizzazioni firmatarie dichiarano di riconoscere quanto segue:
a. La crescita demografica avvenuta nel passato, da un miliardo di persone,  nel 1800 a 2,5 miliardi nel 1950, fino ai 6,5 miliardi odierni, unitamente alla crescita dei consumi pro capite, ha avuto le seguenti conseguenze: ha provocato il cambiamento climatico, un crescente inquinamento, l'innalzamento del livello dei mari e l'espansione dei deserti; è stata "finanziata" attraverso un intenso sfruttamento del capitale della natura (le sue risorse finite, come i combustibili fossili, le falde acquifere, i minerali, la fertilità dei suoli, le foreste, le zone di pesca  e la biodiversità) anziché attraverso l'utilizzo dei dividendi sostenibili da essa forniti.
b. La capacità della Terra è finita, si sta riducendo a causa dei cambiamenti climatici e non è più sufficiente a sostenere una crescita indefinita del numero di umani e dello sfruttamento intensivo delle risorse.
c. Le previsioni di crescita della popolazione globale, che aumenta di 78 milioni l'anno (9.000 ogni ora), si assestano intorno ai 9,1 miliardi di persone nel 2050. I 2,3 miliardi di persone aggiuntivi, anche tenendo in considerazione la loro locazione in paesi che emettono tenori ridotti di biossido di carbonio,  equivalgono al doppio delle emissioni attuali degli Stati Uniti.
d. La crescita indefinita della popolazione è fisicamente impossibile e in qualche momento dovrà interrompersi:  ciò potrà avvenire o prima, attraverso una diminuzione delle nascite, ottenuta con la contraccezione e con una azione politica comune dell'umanità,  diretta a questo obiettivo, o dopo, attraverso un aumento della mortalità per carestie, malattie, guerre  e collasso ambientale, oppure  attraverso una combinazione di  entrambi i fattori.         e. Ogni persona in più accresce l'impatto totale dell'uomo sull'ambiente e riduce le risorse  pro capite disponibili; pertanto tutti i problemi dell'ambiente (e molti altri problemi economici e sociali) sono più facilmente risolvibili se la popolazione si riduce e divengono più difficili (e alla fine impossibili) da affrontare con una popolazione in crescita.
f. Il  degrado ambientale  e lo sfruttamento intensivo delle risorse stanno riducendo il numero di persone che la Terra può sostenere per un tempo indefinito.
g. Il diffondersi  dell'industrializzazione, l'urbanizzazione e i modelli di consumo del primo mondo stanno ulteriormente riducendo la capacità  di carico massima della Terra.
        h. La disponibilità globale di cibo dipende pesantemente dalla disponibilità di petrolio e di acqua, risorse, entrambe, che stanno rapidamente divenendo più scarse e costose.
i. Lo sviluppo (crescita del PIL pro capite) dei paesi più poveri continua ad essere impedito dagli alti tassi di natalità (e con una popolazione in continua crescita).     
j. La popolazione ottimale (che permetta una migliore qualità della vita per tutti) è certamente molto minore di quella possibile (a meri livelli di sopravvivenza).

CONCLUSIONE: L'attuale crescita della popolazione è ecologicamente insostenibile.

2) Noi raccomandiamo che le Nazioni Unite e le organizzazioni intergovernative, i  governi  e gli enti non governativi, ambientalisti e promotori dello sviluppo:
a. Prendano atto e rIconoscano che la presente dichiarazione corrisponde alla realtà dei fatti.
b. Appoggino, finanzino e assicurino la possibilità, per tutti e in tutto il mondo, di accedere alla pianificazione familiare, come convenuto alla Conferenza del Cairo del 1994 e  al punto 5 dei  Millennium Developments Goals per il 2012.     c. Adottino politiche non coercitive dirette a stabilizzare o ridurre le popolazioni a livelli sostenibili, anche affrontando il problema della crescita relativa della popolazione anziana.            d. Provvedano con efficacia, specialmente nelle aree ove i consumi sono più elevati, a promuovere la riduzione dello sfruttamento delle risorse e del degrado  ambientale pro capite.
160
25 Nov 2009
alle 18:02

Alieno

@ Civis, 158: mi meraviglio di te, se ancora non ti sei reso conto che sei arrivato esattamente dove volevo arrivassi per poter scrivere quello che non aspettavo altro di scrivere, eheh.

Devo dire che sei tu (ma effettivamente aspettavo anche un altro) estremamente prevedibile. :-))

Ciao, buona serata.

 

159
25 Nov 2009
alle 18:00

Alieno

Charles Darwin, 156:

UFFAAAA!!!!

Avevo posto la questione a Civis. Avevo senz'altro pensato anche all'intervento di Salvatore, visto il sodalizio...

e arrivi tu ad allargare il sodalizio e SUGGERISCI pure le risposte o le anticipi al loro postoooo???? :-)))

Comunque vabbé, sposta di poco la questione.

Le riserve di Uranio faranno pure risposta parziale di breve o brevissimo futuro (sempre esagerati nei pronostici eh), però non si spiega allora perché sul pianeta si continua ad investire sul nucleare e spesso, comportando inquietanti possibilità per il pianeta e l'umanità: vedi la questione nucleare-IRAN. Dove gli idrocarburi non mancano davvero (averceli noi quelli che hanno loro) però la risposta è? IL nucleare.

Ora però tu dici che la risposta sarebbe di brevebrevissimo futuro... mah!

Fa il paio con gli annunci catastrofisti degli eco-ballisti e creduloni al seguito: imminente, questione di brevebrevissimo tempo perché il globalwarming sia nella condizione di non ritorno addirittura.

Le esagerazioni vanno di gran moda dalle tue parti, parrebbe.

Meno male che hai il buon senso di correggere poi il tiro:

 Diciamo che può essere utile, ma che val la pena soppesarne accuratamente gli innumerevoli svantaggi (potenzialità belliche comprese, cfr. Iran).

Siamo d'accordo: al momento ed in previsione prossima, se si parla di Iran, gli svantaggi vanno calcolati. Ed io ho già l'idea chiara: gli svantaggi sono superiori ai vantaggi per tutti, tranne che per i fondamentalisti sciiti ed antisemiti, viste le dichiarazioni reiterate di progettualità (contro Israele ma non solo).

Ma certo che si deve soppesare vantaggi e svantaggi. Non bariamo: si deve fare anche con qualsiasi altra cosa, compreso l'eolico o il solare, non è che siano "immuni" da simili valutazioni vantaggi/svantaggi.

Però, dicevo su, si allunga la lista perfino tra ambientalisti e soggetti intellettuali, scenziati o politici che ieri erano contrari al nucleare proprio nella miglior valutazione, più serena, del rapporto vantaggi/svantaggi, cioé togliendo la nebbia "ideologica" per cui il nucleare era, soprattutto da noi, Italia, boicottato sistematicamente.

Una nebbia di pregiudizi che certo, inficia profondamente la valutazione degli innumerevoli svantaggi come quella dei vantaggi, esagerando come i dati del clima i primi progettualmente, minimizzando i dati sconvenienti al mantenimento e rafforzamento pregiudiziale i secondi.

Dunque, tanti ex, anche tra verdi e sinistra: ieri contro, oggi a favore oppure, sempre più ragionevolmente, in dubbio, ma disponibili ad una valutazione più equilibrata.

Oltretutto, dimentichi un dato: non è che una centrale nucleare si possa mettere in piedi dall'oggi al domani. Tantomeno avere la sua piena efficienza in tempi brevibrevissimi, come sai.

Dunque due conseguenze:

1) Se il limite di tempo concessoci dai catastrofisti è ormai all'osso, tanto vale far armi e bagagli e andarsene (ho poco posto nella mia astronave, peccato sennò un passaggio magari te lo davo). Naturalmente son le solite balle di sempre, è dagli anni '70 che si fanno pronostici terroristici fasulli e puntualmente dimostratisi infondati.

2) Le riserve di uranio, visto che nuove centrali richiedono una progettazione, messa in opera e in piena efficienza in tempi medio-lunghi, nel frattempo restano invariate e dunque la prospettiva in funzione "ambientalista", cioè meno Co2 e ambiente più verde (sempre dovendo ricordare che semmai, è un surriscaldamento e più Co2 che lo rendono più verde e non il contrario, così come un clima più caldo favorisce la biodiversità e non è complicato guardare che questa diminuisce profondamente man mano che si raggiungono temperature più fredde ed altre cosette a dimostrazione di quanti danni informativi continua a proporre l'ambientalismo ballista), sarebbe necessariamente in tempi medio-lunghi.

Ma il vantaggio sarebbe di altra natura. Per esempio da noi, una minor dipendenza dall'import energetico impatta a vari livelli: imprese più competitive, cittadini meno vessati da costi fissi, con particolar beneficio tra le fascie più deboli dove la voce "costo energetico" è un serissimo problema con cui fare i conti, come nel mio caso, arrivando a tagliarla brutalmente (niente riscaldamento, niente frigo, acqua calda ecc), così come sarebbe utile per tutte quelle iniziative ed attività, organizzazioni che intervengono socialmente (mense o letti per i poveri) che potrebbero ridurre i costi energetici come voce fissa di spessa, a vantaggio di altre attività.

E nel complesso della bilancia pubblica, una minor dipendenza (che comporta anche delle implicazioni di tipo politico, per esempio quasi sotto ricatto ostaggi di chi dispone di risorse energetiche che importiamo) comporta un saldo meno gravato con una differenza magari utile per promuovere attività interessanti come:

defiscalizzazione (che è il nostro gravissimo limite di sviluppo e competitività).

welfare e varie politiche sociali: sempre costose, i soldi non bastano mai.

Ricerca.

E così via.

Volendo restare su scala più ampia:

Una bella centrale nucleare in Paesi in Africa che, sappiamo, non hanno nemmeno l'energia in casa, utilizzando solidi combustibili per cucinare (ammalandosi anche per questo tra l'altro). Ammesso che si risolva la questione tecnica (occorre l'acqua e forse è possibile dunque solo in prossimità del mare),

si può immaginare che una centrale nucleare porterebbe un bel sollievo da quelle parti: per lo sviluppo della produttività di vario tipo, non solo per uso civile e domestico, con minor costi e più efficienza (anche di scuole, ospedali eh).

MA il pensiero ci raggiunge subito: lì operano mille interessi.

Multinazionali, spesso mimetizzate in giochi di scatole cinesi (sia in senso metaforico che, molto spesso, cinesi per davvero) che hanno già il loro miglior profitto mantenendo la situazione com'é e con profiqui affari con dittatori criminali e corotti...

Fondamentalismo islamico terrorista che da tempo, in Africa, fa un po' il bello ed il cattivo tempo.

Genocidi etnici altri.

Ecco: una centrale nucleare passa subito la voglia di farla e sfuma il bel sogno di quella bella possibilità. Non è il caso, è un ambiente ostile.

Ma è ostile per i motivi che dicevo sopra: multinazionali, interessi speculativi vari, terrorismo e fondamentalismo, ignoranza e culture indegne (non sono certo così relativista da considerarle al pari della mia una cultura come quella che vede genocidi in africa eh: sono sub-culture da estinguere senza rimorsi, non degne di sopravvivere, devono evolversi, punto).

Ancora una volta, si incontrano i limiti autentici dello sviluppo dell'uomo che non sono "ambiente" esterno, ma l'uomo stesso: perché è chiaro che può essere risorsa, oppure un limite di sé stesso (e per l'ambiente di conseguenza).

E' il problema della fame: non siamo troppi (in relazione a cosa?), troppi semmai, non praticano il minimo di ecologia "umana", questo il punto che tra l'altro, spiega perché anche quando la popolazione era la metà o un terzo di quella attuale, non per questo era assente tra gli uomini:

miseria.

ingiustizia.

Violenza.

Mancanza di libertà e di diritti primari.

E così via.

Problemi che ci saranno sempre, soprattutto se si sposta la questione, il dibattito, l'agenda delle priorità, la speranza di migliorare le nostre condizioni (nessuna pretesa che si possa concretizzare giustizia e bene assoluti qui in terra, in questa vita eh) con tematiche come quelle attuali: Kyoto, eco-ballismo, global warming...

ed anche un rifiuto del nucleare fatto in modo ideologico e pregiudiziale, non in un tentativo di giudizio più equilibrato, a cui lasciare la possibilità di essere giudizio negativo, positivo, insomma, da discutere più seriamente di quanto fatto fino ad oggi in Italia (e non in gran parte dell'Europa però, perché il clima da guerra civile, l'ideologizzazione radicalista di cause come da noi, in poche altre parti del mondo eh).

Ciao.

 

 

 

158
25 Nov 2009
alle 16:35

civis romanus sum

@ ET

Il fatto poi che tu ci incolli qualcosa che in tutta evidenza smentisce e non avvalora ogni precedente tua affermazione riguardo l'argomento che stiamo trattando ( cfr 148 ) rivela un qualcosa di sconcertante ,,, O non sai leggere ( forse sai solo scrivere sotto dettatura e questo giustificherebbe anche la tua continua elusione delle domande altrui ) o rivela solo che copi e ci incolli tutto quello che trovi a caso nel web con l'intento malevolo di imbrattare una discussione reputata scomoda per i tuoi interessi (?) ,,, un comportamento da vero e proprio Troll !!!

 

157
25 Nov 2009
alle 15:55

civis romanus sum

153. Et non è certo mettendoti a piagnucolare di ipotetitici insulti e favolose congiure che riuscirai a nascondere la tua profondissima disonestà intellettuale, la tua maleducazione e la tua infinita ignoranza di ogni materia che pretendi di trattare però con supponente competenza.

Eh ,,, non siamo mica alla tv del nanerottolo padano dove imperversano incompetenti tuttologhi, pagliacci e soubrette in cerca di ministeri e stipendi pagati da noi.

Siamo tra gente civile e normale qui, in un ambiente che nulla ha a che fare con la tv mediashopping.

Gente civile che magari esige risposte quando è il caso di fronte alle tue continue affermazioni gratuite prive di ogni fondamento e ai tuoi insulti ( contro i cocomerari ambientalisti , gli ecoballisti, gli odiologhi, gli antiberlusconisti, i comunisti ,,, eccetera, all'infinito delle categorie di uomini odiate da te ) o quando tu ti dai alla fuga per non rispondere seppellendo quelle richieste di spiegazioni sotto una montagna di monnezza maleodorante copiata al volo nel web amico e incollata qui in disprezzo di ogni regola per un civile dialogo e come insulto proprio contro quelli che ti chiedono delle spiegazioni.

Ultimamente mi sembri nervosetto ,,, sarà per la mancanza di casa, frigorifero e acqua calda ( tue parole ,,, eh !) ?

Forse ti rendi conto finalmente che il nanetto a cui avevi affidato tutte le tue speranze per una vita migliore, di gente come te non conosce nemmeno l'esistenza e anche se ne fosse al corrente, altamente se ne frega, preferendo di continuare a farsi gli affari suoi per salvarsi dalla galera anche al costo massimo delle distruzione totale del paese ,,, ma stai allegro, su, avrai il suo ringraziamento imperituro, tu e tutti quelli che lo avete messo là dove ora non vuol più schiodare ,,, mettilo in cornice e quando ( e se ) avrai finalmente una casa appendilo ad una parete, ti ricorderà sempre che affidar le proprie sorti ad un mafioso ( perchè lo dice Bossi ,,,, a scanso querele ) non è la cosa migliore per il proprio futuro.

 

 

156
25 Nov 2009
alle 15:44

Charles Darwin

154

Nucleare e global warming...

Perché le riserve di Uranio fanno del nucleare una risposta solo parziale e di breve o brevissimo futuro rispetto all'attuale fabbisogno energetico (in vorticosa crescita nell'auspicato anche se ipotetico sviluppo economico). Diciamo che può essere utile, ma che val la pena soppesarne accuratamente gli innumerevoli svantaggi (potenzialità belliche comprese, cfr. Iran).

155
25 Nov 2009
alle 15:12

salvatore

145 Alieno, scrivi
indirizzandoti al mio 119, eppure fuori dal merito di quello, come sempre:

<mi pare ovvio che la ripetizione dei miei commenti non è da me voluta>
ma di che parli? non voluta? io mica ti rimprovero gli errori di sistema di Blogosfere, ma le tue reiterate maleducate lungaggini d'ogni tipo
(oppure c'è qualcun altro che le scrive al posto tuo, un diavoletto o la tua seconda personalità?)

e
<Ti faccio notare che la tua più recente "produzione", eliminando la tua fissa a parlar di me, contempla poco materiale utile alla discussione.>

Se io argomento concisamente e porto contributi che tu non consideri tali,
io che ci posso fare?
Se tu ritieni che argomentare sia fare continui copia/incolla e postare commenti di infinita lunghezza, nei quali tratti tutti come scemi disinformati (spesso hai dimostrato di non leggere neppure bene quanto incolli avallando le falsità ivi contenute; vedi su Garibaldi ad es.)
io che ci posso fare?
Se tu non capisci quanto sia sleale la pratica di cui sopra da tanti qui stigmatizzata,
io che ci posso fare?

Se hai la ridicola sfacciataggine di scrivere <Mi  muovo, mi confronto alla pari degli altri, con gli stessi mezzi ed opportunità degli altri...> dimenticando lo stesso don Padrini
<Ho anche già chiesto di fatto ad Alieno di essere più conciso, come gesto di buona volontà onde permettere una lettura più veloce e fruibile.>
io che ci posso fare?

Se tu di quanto sopra te ne freghi, io che ci posso fare?

Anche io posso fregarmene, dei tuoi piagnistei, e continuare a segnalare qua a chi legge la tua maleducazione, finchè tu continuerai a disturbare le discussioni con la tua logorrea.

E mi piace anche citare sia

Jack 139
<Vedi Alieno che con te non e' possibile una discussione lineare che non degeneri, come gia' rimarcavo, nel vago o nel grottesco. Invece di rispondere nel merito tu continui sistematicamente a sviare il discorso infarcendo i tuoi pamphlets di confusi esempi, divagazioni ed aneddoti non pertinenti, ragionamenti discutibili se non del tutto strampalati...>
che
Crs 142
<Pensa piuttosto a rispondere a Jack, a Salvatore, che ti pongono serie questioni che riguardano la tua onestà intellettuale e la tua competenza a scrivere qui con il dovuto modo...>

-----------------------------------------------------------------

Ah, ti ricordo
- che le centrali che vorrebbe costruire la destra non sono mica a Fusione, dato che ancora non esiste e
- che, per i suoi costi (la costruzione di una centrale nucleare può superare del 300 per cento il budget previsto e, in media, impiegare quattro anni in più per la costruzione rispetto a quelli pianificati)
e per molteplici motivi ("Il vero costo del Nucleare" -- > qui)
tra i quali la scarsità dell'uranio (non rinnovabile, eh),
l'energia nucleare non ha alcuna chance di essere economicamente sostenibile per i paesi interessati a un approvvigionamento competitivo di energia.

Sono conciso ma argomento e non ho mica bisogno, per farlo, di tonnellate di divagazioni.

Ad es, sempre concisamente, incollo:

"L'industria nucleare non ha mai mantenuto le promesse fatte riguardo alla sua capacità di far fronte ai bisogni energetici. Finora la storia dimostra il disastroso fallimento del nucleare: decidere la costruzione di nuovi reattori eliminerebbe la possibilità di effettuare gli investimenti necessari in tecnologie rinnovabili ed efficienza energetica, per rispondere ai futuri bisogni di energia in modo economicamente e ambientalmente sostenibile".

154
25 Nov 2009
alle 13:51

Alieno

Ora te la pongo io qualche riflessione logica e coerente:

tu, parrebbe, sei tra coloro che sostengono l'allarmismo sul "global warming", il riscaldamento globale che, così volete, è determinato pesantemente dalla presenza dell'uomo per le sue emissioni di Co2, con tutto il corollario di inplicazioni e conseguenti strategie:

decrescita demografica prioritaria e strategie verso la condizione "carbon free" planetaria da pianificare con urgenza (cioè produzione energetica senza utilizzo di idrocarburi, carbone ecc).

Tutto questo nel pronostico catastrofico che il global warming comporta, cioé una sorta di pianeta devastato dal caldo, con desertificazioni, siccità e tempeste climatiche violentissime che provocheranno, in previsione, sempre più morti, a milioni.

Ora: se il pericolo è il "global warming" determinato dall'impatto antropogenico con il suo apporto di Co2, se questo si vuole prioritario ed urgentissimo per salvare il pianeta e l'ambiente, mi spieghi perché bocciare il nucleare, che certamente incide moooolto meno nell'emissione di Co2 e rende più rapidi i tempi nella teoria di contrasto al surriscaldamento?

Se vuoi la teoria assunta a verità assoluta, cioè il global warming a distruggere pianeta e ammazzare di conseguenza, l'umanità in modo devastante, quale sarebbe il senso nel dire "no al nucleare"?

Per aiutarti e toglierti troppi imbarazzi, ti dico che già a sinistra e tra gli ambientalisti c'é chi, infatti, non esclude il nucleare per coerenza ai loro dettati ideologici. Cioé a sinistra ci si rende conto che la produzione nucleare favorisce lo sviluppo sociale (si abbassano i costi dell'energia), gli ambientalisti ugualmente, per mille motivi, ritenendo che l'ambiente è meglio tutelato, più pulito e si contrasta meglio il "global warming".

Detto questo, continuo a ritenere scientificamente infondato l'assunto per vero ed oggettivo il fenomeno del riscaldamento e la correlazione determinante dell'uomo (tanto a riscaldarlo, logicamente altrettanto irrilevante con strategie come quelle di Kyoto o i piani europei, a raffreddarlo).

Buona giornata.

153
25 Nov 2009
alle 13:23

Alieno

@ 152, Civis, scrivi:

148. La dimostrazione provata che quando costui si spreme a parlar di scienza e a ragionare con logica e coerenza riesce solo a darsi la zappa sui piedi !!

Sbagliato Civis. E' la dimostrazione, semmai, che cerco sempre di ragionare per quanto è possibile con i miei limiti, con logica e coerenza. E la coerenza ha un caposaldo nel riconoscimento di una doverosa onestà intellettuale, quella per cui non sono un berlusconista "a prescindere" quanto un anti-berlusconista ultrà come appunto, sei tu.

L'etichetta di berlusconista come tante altre che mi affibbi (fascista, clerofascista) sono le tue incapaci profusioni di delirio e beceri slogan, ma come ti ho già spiegato, non basta che tu scriva che io son fascista-clerofascista-mediashopping perché io come per magia, lo diventi all'improvviso.

E non ho certo il dovere di diventarlo per assecondare le tue paranoiche prolusioni odiologiche.

E perciò sono le tue paranoie che ti fanno pensare che io mi dia la zappa sui piedi o non sia coerente, perché tu basi il tutto sulle etichette inventate da te, ma non sono certo la realtà. Non è un problema mio se poi tu finisci per credere alle scemenze che dici e rilevi "incoerenze" o "illogicità", perché c'è già un pregresso, originario assunto illogico tuo all'inizio ed è l'errore che trascini dovunque con il risultato che si vede.

Per quanto riguarda il nucleare, la mia posizione è molto più semplice di quella che pensi:

potendo, ne farei a meno, non mi piace. Non mi piacerebbe starci vicino e per vicino è già troppo vicino averla in Europa e se dai uno sguardo alla mappa, è praticamente dovunque.

Potendo, però, significa che nell'analisi per fare un giudizio ci sono tanti elementi da considerare e non è un semplice posizionarsi "ideologicamente" pro o contro, come un ultrà.

Come dovresti sapere, la questione nucleare è più trasversale di quanto tu in qualche modo suggerisci: non sono pochi coloro che a sinistra non vedono la scelta del nucleare da boicottare pregiudizialmente.

Così come non hanno questa omogeneità alcuni ambientalisti stessi che, con una loro coerenza, rilevano che il mondo più "pulito" ha un aiuto dal nucleare e non il contrario.

Così come non hanno questa omogeneità scienziati (ambientalisti e non, di sinistra o meno, c'é di tutto) che rilevano che i morti riconducibili alla produzione energetica tramite idrocarburi sono milioni e milioni e non c'é nemmen confronto con quelli provocati dal nucleare, nonostante i "disastri".

Senza contare le implicazioni economiche e dunque "sociali" perché le politiche sociali "costano", costano parecchio e dunque maggiori costi sono sempre un loro limite.

 Scrivi anche:

bisognerà fornire quella imponente massa di morti di fame prossima a venire ( nei prossimi 40 anni un bel 50 % in più ) anche di energia, come spiegavo io ,,, e dove la prenderemo ?

E dai. Svegliati e dai un'occhiata alla mappa geo-politica riguardo alle energie.

Non abbiamo una carenza di energia. Abbiamo cartelli vecchi e nuovi che esportano le risorse energetiche. La esportano l'energia perché è naturalmente possibile proprio perché in "eccesso" rispetto ai fabbisogni locali e se spesso è contingentata e limitata l'attività di export è perché i prezzi di mercato non crollino, speculando di più.

Anche soltanto per gli idrocarburi, certi cartelli del petrolo come quelli degli emirati arabi, manipolano la vendita delle risorse sencondo logiche del profitto, mica per l'immediato esaurimento che tra l'altro, continuo a sentirlo annunciare da quando ero bambino e avrei dovuto vedere il loro esaurimento già decine di anni fa secondo certi pronostici catastrofisti.

Che l'energia, come la risorsa acqua (ma anche la risorsa uomo) siano elementi basilari dei giochi planetari di ogni tipo (guerre, guerriglie ed altre straegie non belliche), sia determinante fattore che fa muovere fili (alleanze, patti o il contrario), non c'é dubbio.

Ma non risulta il problema prioritario della scarsità di energie.

Se nell'Africa sub-sahariana molti non hanno accesso all'energia (usano combustibili solidi organici per cucinare e le patologie e le morti causate da questo, non son poche), non è perché manchi l'energia sul pianeta: c'é chi è in deficit e c'é chi esporta pianificando la vendita con piani pluriennali anche molto lunghi e lo fa in una logica di mercato e di speculazione, inutile prendersi in giro.

Il problema degli idrocarburi, per esempio, è prioritario in quanto costa troppo in termini economici, perché la speculazione di cartelli è mi par chiarissima, come in altri termini (certo inquina) ed anche politici (l'economia locale "dipende" è "ostaggio" se non si diversifica.

Da una campagna per un rientro dolce in quei due miliardi di esseri umani

Non c'é altro che teoria ed ipotesi per definire "sostenibili" 2 miliardi (sostenibili in base a cosa o chi?).

Una cosa però possiamo osservarla oggettivamente: quando la popolazione mondiale era intorno a quella cifra e pure prima ancora che ci arrivasse, l'uomo non stava meglio, stava peggio: più fame, più guerre, più malattie incurabili, più miseria, più sperequazione, più ingiustizia, più mortalità infantile, meno prospettive di vita, meno accesso all'istruzione...

Mai stato il numero, la quantità (demografica) il problema planetario o dell'umanità, ma la qualità, ieri come oggi.

 

152
25 Nov 2009
alle 11:29

civis romanus sum

148. La dimostrazione provata che quando costui si spreme a parlar di scienza e a ragionare con logica e coerenza riesce solo a darsi la zappa sui piedi !!

Alfredo Portone gli spiega bene che i desideri del nanetto sono irrealizzabili non solo in italia ma ormai anche all'estero, per il difficoltosissimo e costosissimo approvigionamento di Uranio e per lo smaltimento dei rifiuti oltre che per l'opposizione dell'opinione pubblica, e allora non trova di meglio che appellarsi alla ricerca della fusione nucleare che è tutt'altra cosa di quello che va dicendo in giro il suo nanerottolo e che ,,, udite udite ,,, è ancora in fase di sperimentazione ben lungi dal vedere la luce.

Puoi sempre ritentare Et, per chi avrà voglia ancora di leggerti ,,,

Intanto oggi anche Avvenire ammette le illusioni fantasticate del papa: un quarto degli esseri umani è senza energia !

Dunque oltre che a fornirli di becchime e mangime di animali ( come vorrebbe Pequenito 102 ,,, che cito : "Non siamo troppi noi esseri umani, sono troppi gli animali da allevamento, sono troppi gli affari economici ad essi legati, sono troppi gli sprechi alimentari ad essi legati.")  bisognerà fornire quella imponente massa di morti di fame prossima a venire ( nei prossimi 40 anni un bel 50 % in più ) anche di energia, come spiegavo io ,,, e dove la prenderemo ?

Dalla favola del Sistema finito divenibile infinito per grazia divina, risponde il papa ,,,

Da una campagna per un rientro dolce in quei due miliardi di esseri umani reputati sostenibili nel lungo periodo dalla nostra terra, risponde un civis romanus ,,,

Vale. 

151
24 Nov 2009
alle 23:44

Alieno

FUSIONE NUCLEARE
Le centrali nucleari tradizionali si basano sulla fissione nucleare, cioè sulla scissione dell'atomo di uranio per produrre radiazioni gamma e quindi energia.
Un altro modo di produrre energia è la fusione nucleare, cioè l'unione di nuclei leggeri, deuterio e trizio, due isotopi dell'idrogeno, usando temperature estremamente elevate, cioè lo stesso processo che alimenta il sole e le stelle. Molti scienziati credono che questa tecnologia sia fattibile e una volta realizzata presenterà i seguenti vantaggi:

energia illimitata, niente radioattività, zero emissioni.
La fusione nucleare non solo genera più energia ma produce molto meno scorie rispetto agli attuali impianti tradizionali.
La Francia attualmente ospita il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) nel sito di Cadarache nel sud del Paese.  Il progetto prevede un budget di spesa di 12 miliardi di dollari ed è una joint-venture tra l'Unione Europea, USA, Russia, Giappone, Sud Korea, Cina e India.
Questo progetto ha un ottica di 40 anni, se tutto andrà bene l'elettricità ottenuta dalla fusione nucleare sarà disponibile entro il 2045 e secondo l'ENEA, che partecipa al programma, si avranno ricadute industriali avanzatissime.

150
24 Nov 2009
alle 23:43

Alieno

Dati relativi al 2008 quelli sopra.

Dati più aggiornati e prospettive del Nucleare in Europa cliccando sul link.

 

149
24 Nov 2009
alle 23:37

Alieno

Tanto per capire di cosa si parli:

—————————————————————-
PAESE            CENTRALI ATTIVE         CENTRALI IN COSTRUZIONE
              NUMERO    POTENZA (MW)     NUMERO    POTENZA (MW)
—————————————————————-
Belgio           7            5.824                              -            -
Bulgaria         2           1.906                           2          1.906
Rep. Ceca        6         3.523                         -            -
Finlandia        4         2.696                        1          1.600
Francia         59        63.260                      1          1.600
Germania        17      20.470                    -            -
Ungheria         4        1.829                      -            -
Lituania         1         1.185                        -            -
Paesi Bassi      1          482                         -            -
Romania          1        1.310                      -            -
Russia          31       21.743                      7          4.789
Rep. Slovacca    5        2.034                    -            -
Slovenia         1          666                         -            -
Spagna           8        7.450                       –             -
Svezia          10        8.974                         -            -
Svizzera         5        3.220                         -            -
Ucraina         15       13.107                      2          1.900
Regno Unito     19       10.222                  -            -
—————————————————————-
TOTALE         197      169.901                 13         11.795
—————————————————————-

148
24 Nov 2009
alle 23:31

Alieno

Interessante.

Eccone un altro sempre valido:

 

Nucleare in Europa. Le ragioni del "sì, ma”: tecnologia, scorie e progetto Iter

Centrali nucleari, sì o no? La crisi energetica è evidente anche ai meno esperti, i rischi del nucleare si sono abbassati di molto grazie alla migliore tecnologia e ai ferrei controlli (ne è una dimostrazione proprio il mini-incidente della centrale slovena di Krsko, a 130 km dall'Italia, dotata di doppio guscio di protezione, altro che Cernobyl). I costi d'installazione però sono aumentati, tanto da far dubitare della sua economicità, i tempi di messa in opera sono sempre molto lunghi (anche se un po' meno di prima), e permangono i problemi geologici, tecnologici e psicologici di massa connessi alla conservazione delle scorie. Il Governo Berlusconi si dice pronto alla riconversione nucleare, ma temiamo che lo faccia per rivalsa, per una "scelta ideologica" uguale e contraria alla nostra di antinuclearisti negli anni 80. Infatti, poi all'atto pratico il ministro Scajola ha previsto la prima pietra del primo impianto solo nel 2012. E quindi la messa in funzione sarà verso il 2020. Campa cavallo, ché l'erba cresce. Insomma, tutto lascia ritenere che oggi, paradossalmente, la decisione sul nucleare sia più difficile di 20 anni fa, quando il "male" almeno era evidente. Oggi, in tempi di minori rischi (l'unico ostacolo vero è il "rischio percepito" dalle popolazioni locali), è il "bene", i vantaggi concreti per i cittadini, e non solo per gli imprenditori del settore, cioè la possibilità di risposta rapida alla crisi energetica, i costi e l'economicità degli impianti, ad essere in discussione (Nico Valerio)
.
Sul tema apriamo il dibattito ospitando un'interessante intervista di Achille Della Ragione all'ing. Portone, un tecnico italiano di valore che lavora in Spagna al progetto nucleare europeo Iter e che in fondo ci illustra le "ragioni del sì" al nucleare.
.
ENERGIA NUCLEARE, SOGNO O INCUBO?
di Achille Della Ragione .
.
L'aumento galoppante del costo del petrolio sta mettendo in ginocchio l'economia occidentale. l'Italia si trova maggiormente in difficoltà per aver rinunciato all'uso dell'energia nucleare, illudendosi in tal modo di mettersi al riparo dai rischi, che furono enfatizzati dall'incidente nella centrale di Chernobyl. Ma la vicinanza alle grandi centrali nucleari francesi, dalle quali tra l'altro acquistiamo a caro prezzo elettricità, ci fa correre gli stessi ipotetici pericoli, senza disporre di impianti che ci permetterebbero di affrontare meglio la crisi economica.
Sull'energia nucleare circolano molte notizie inesatte e l'incontro che abbiamo avuto la ventura di avere a Barcellona con Alfredo Portone, ingegnere e ricercatore nucleare che lavora al progetto ITER, uno dei tanti cervelli italiani prestigiosi all’estero, il quale ci ha concesso una breve intervista, che ci permette di fornire ai nostri lettori un quadro più preciso sul problema energetico attuale e sulle prospettive future.
Nel corso della conversazione mi ha molto colpito la reale quantità delle scorie da smaltire: la Francia che possiede circa 60 centrali(che equivalgono a circa il 40% delle centrali nucleari europee) deve trovare dove collocare ogni anno circa 150 metri cubi di materiale radioattivo. Ho subito pensato alla mia piscina di Ischia che è di oltre 300 metri cubi, potrei offrirmi per risolvere il problema....
Ma veniamo all'intervista:
Molti scienziati contrari al nucleare affermano che da tempo non si costruiscono più centrali. Quale è il vero motivo?
All’inizio del 2007 erano circa 30 le nuove centrali in costruzione nel mondo , di cui più della metà in Asia (18) e 7 in Russia. I Paesi occidentali, per motivi di opinione pubblica, preferiscono da tempo estendere la vita delle centrali esistenti anziché lanciare nuovi ordini, il che ha portato a coprire il fabbisogno di potenza installata addizionale con centrali a gas, olio combustibile e carbone. Qualcosa però sta cambiando per effetto del prezzo del petrolio (ben oltre 100 $ al barile) e di una opinione pubblica sempre più consapevole dei danni ambientali derivanti dall’uso dei combustibili fossili. In Europa, in particolare, la Finlandia ha lanciato qualche anno fa la costruzione della centrale di Olkiluoto che dovrebbe entrare in funzione,dopo alcuni ritardi rispetto alla data prevista del 2009, verso la metà del 2011.
Il problema delle scorie radioattive è veramente tanto importante?
Disporre di una strategia di eliminazione delle scorie è parte fondamentale di ogni programma nucleare "sostenibile". Il problema e’ tecnologicamente complesso e per risolverlo i principali Paesi industrializzati stanno investendo da anni in Ricerca e Sviluppo. Uno dei frutti di questo sforzo e’ la concezione e sviluppo dei reattori nucleari di IV generazione che riescono ad eliminare dai prodotti di reazione elementi pesanti quali il Plutonio, il che porta ad importanti semplificazioni in termini di rischi di proliferazione di armi nucleari. Un settore di ricerca molto attivo e’ quello della fusione nucleare – discussa più avanti – nel quale l’Europa detiene la leadership mondiale con il reattore sperimentale JET (Joint European Torus, Abingdon, GB). Per lo smaltimento delle scorie ad alta attivazione – quelle, cioè, che costituiscono le "ceneri" del processo di fissione nucleare – diversi Paesi (tra cui USA e Francia) hanno messo a punto processi di ri-trattamento del combustibile spento che ne abbattano i volumi prima del definitivo stoccaggio in zone geologiche stabili. A questo proposito e’ utile far notare che una volta processati, le scorie ad alta attivazione possono essere ridotte a circa 2-3 m3 per ogni GigaWatt di potenza elettrica prodotta per anno di operazione. La stessa energia – se prodotta bruciando idrocarburi - richiederebbe la combustione di circa 2 milioni di tonnellate di petrolio equivalente . Credo che – sebbene complesso - l’argomento delle scorie nucleari sia molto enfatizzato in quanto la tecnologia nucleare e’ in grado – e lo sarà sempre di più in futuro – di trovare soluzioni sicure ed economiche a tutto il ciclo del combustibile. A questo proposito, certe affermazioni che si sentono a riguardo della "eredità" di scorie che lasceremo per "migliaia" di anni ai nostri discendenti mi sembrano fuori luogo. E’ abbastanza ovvio pensare, infatti, che tra solo qualche decina (per non parlare di centinaia) di anni i nostri eredi possederanno tecnologie nucleari (e non solo) tali che il "problema" dello smaltimento delle scorie che oggi sembra (ad alcuni) insormontabile e tale da fermare lo sviluppo di questo tipo di tecnologia fara’ "sorridere" i nostri nipoti e pro-nipoti! Mi preoccupa di più il danno che infliggiamo quotidianamente al nostro pianeta scaricando in atmosfera circa mille tonnellate di anidride carbonica al secondo… Questa e’ l’ "eredità" che - per il bene dei nostri discendenti - dovremmo imporci di migliorare.
Le centrali nucleari richiedono sostanze come l'uranio che si trova solo in alcune nazioni. Non rischiamo di passare dalla dipendenza da alcuni Stati ad una dipendenza da altri?
E’ chiaro che il problema dell’approvvigionamento di materie prime per la produzione di un bene essenziale come l’energia elettrica sarà sempre il motore di interessi enormi e tali da generare guerre ed altre sciagure planetarie. In questo senso non si deve pensare al nucleare da fissione – così come altre fonti non rinnovabili - come alla soluzione di riferimento del problema energetico. In assenza di una forma di produzione di energia elettrica che permetta ad ogni Utente di avere accesso diretto alle materie prime ed alle tecnologie necessarie, e’ scellerato puntare – come stiamo facendo oggi con il petrolio - su una sola fonte, specie se altamente inquinante come gli idrocarburi. Anziché impugnare argomenti dogmatici (quasi religiosi) a riguardo di questa o quella forma di produzione, occorre diversificare il più possibile il nostro "portafoglio" energetico e, nel frattempo, investire in ricerca e sviluppo per trovare soluzioni adeguate di lungo respiro. Solare ed eolico devono dare un contributo ma sono ancora troppo lontane dal soddisfare i fabbisogni energetici di qualsiasi Paese industrializzato. Un’altra possibilità è la fusione nucleare che costituisce una nuova forma di produzione di energia elettrica tramite reazioni nucleari che hanno il vantaggio di non produrre scorie ad alta attività ma solo radio attività di basso livello facilmente smaltibile. Inoltre, e soprattutto, permette di usare solo acqua e litio il cui approvvigionamento non pone problemi ad alcun Paese.
L'Europa partecipa ad un progetto che rappresenta la sfida del secolo: la fusione nucleare. Può dirci qualcosa su questo progetto?
Come accennato, la fusione nucleare e’ una possibile risposta di lungo respiro alla richiesta di energia "pulita" in quanto non produce gas ad effetto serra, ne’ scorie ad alta attivazione, non comporta rischi di proliferazione nucleare e garantisce accesso alle materie prime necessarie per la produzione di elettricità a qualsiasi Paese del mondo. Per dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte energetica, l’Europa – attraverso la Comunità Euratom – partecipa assieme a Russia, USA, Giappone, Korea, Cina ed India alla realizzazione del progetto ITER nei pressi di Aix En Provence in Francia. Una volta in funzione, ITER sarà il più grande esperimento per la produzione di energia da fusione al mondo e rappresenterà la tappa fondamentale di un percorso che punta ad arrivare alla generazione di energia elettrica "in rete" verso la metà di questo secolo. ITER e’ una sfida scientifica e tecnologica straordinaria; alla Direzione Generale del progetto e’ il Dr Ikeda (Giappone) e la sua coordinazione scientifica e’ assegnata al tedesco Dr Holtkamp.
Quando si prevede che possa essere attuato e dove sarà localizzato il primo impianto?
ITER dovrebbe accendere il suo primo plasma - che rappresenta la fornace dove avverranno le reazioni di fusione nucleare - nel 2018. Dopo questa tappa fondamentale e, soprattutto, dopo aver ottimizzato il processo di controllo degli scenari operativi, la comunità scientifica sarà pronta ad intraprendere il passo successivo, e cioè la costruzione di DEMO che dovrà dimostrare la maturità tecnologica dei futuri reattori a fusione
Come si sta organizzando l’Europa per partecipare al progetto ITER?
Tra i sette partners internazionali citati sopra, l’Europa rappresenta l’ "azionariato di maggioranza" del progetto a cui dovrà fornire componenti e servizi per circa il 50% del costo totale di ITER (che e’ di circa 3 miliardi di Euro). Per far ciò, la Commissione dell’Unione Europea ha istituito recentemente l’Organizzazione per lo Sviluppo della Fusione (Fusion For Energy) presso Barcellona che ha l’incarico di finanziare e coordinare la realizzazione delle forniture europee al progetto ITER. Il Direttore dell’Organizzazione Fusion For Energy e’ il Dr Gambier (Francia) che verrà coadiuvato nei prossimi 10 anni da circa 200 professionisti tra scienziati ed ingegneri provenienti da tutti i Paesi dell’Unione Europea e con competenze di eccellenza in svariate aree scientifiche e tecnologiche.
ACHILLE DELLA RAGIONE
.
Alfredo Portone (Bologna, 1961) si e’ laureato con lode in ingegneria nucleare presso l’Università di Bologna nel 1987 e nel 1994 ha ricevuto il Dottorato di Ricerca (PhD) in ingegneria elettrica dall’Imperial College di Londra (UK). Dal 1990 lavora al progetto ITER e dal 1993 al 2000 ha fatto parte del Team di Progetto ITER presso Naka, Giappone. Dal 2000 coordina attività di R&D all’interno dell’Euratom in diverse aree scientifiche e tecnologiche, in particolare in ingegneria e controllo dei plasmi da fusione, magneti superconduttori e modelli computazionali per l’ingegneria. Dal Marzo 2008 fa parte dell’Organizzazione Fusion for Energy presso Barcellona.

147
24 Nov 2009
alle 21:23

civis romanus sum

Gianni Francesco Mattioli 

Laureato in fisica nel 1964, negli anni Settanta divenne insegnante della stessa materia presso l'Università La Sapienza di Roma, in cui condusse ricerche nel campo delle particelle elementari e della meccanica quantistica.

Massimo Scalia 

Professore universitario all'Università La Sapienza di Roma; è tra i padri dell'ambientalismo scientifico in Italia.

146
24 Nov 2009
alle 21:15

civis romanus sum

Bando alle stronzate ( ,,, se pò dì ,,, l'ha detto il presidente della camera a chi insulta gli immigrati ) facciamo chiarezza sul nucleare con un chiaro articolo un pò datato ma ancora validissimo e ,,, per esteso come piace a qualcuno.

I miti dell'energia atomica duri a morire come i luoghi comuni di chi vorrebbe rilanciarlo.

Periodicamente, si riapre in Italia il dibattito sulla scelta nucleare. Due le occasioni, negli ultimi anni, e il bazar mediatico si è scatenato: fu il black out del 2003 e sono state le parole in libertà di Berlusconi. Si svolge allora una vera celebrazione religiosa dove, al posto dell’Introito, del Kyrie, del Gloria, c’è l’elenco rituale delle enunciazioni, gravemente scandite scuotendo la testa, ma con crescente passione: quello sciagurato referendum dell’emotività, ora paghiamo l’energia più cara, siamo l’unico Paese avanzato che ha rinunciato al nucleare , e comunque importiamo energia nuc leare e abbiamo centrali nucleari a un passo. A questa sagra di affermazioni, perentorie quanto immotivate, tv e giornali riservano spazio e grandi titoli e, per una sorta di poor conditio, si chiama – non sempre – qualche “antinucleare storico” perché abbia qualche riga. Anche lui, poverino, ripeterà qualche risposta rituale – che le imprese elettriche Usa non ordinano reattori dal ’78 perché stimano il kWh nucleare troppo caro, che ai ritmi attuali di utilizzazione di uranio c o m m e rciabile ce n’è per qualche decina di anni al più – rassegnato però al dialogo tra sordi, perché si sa che è un dialogo fittizio: dopo qualche giorno, il dibattito rovente tace, perché tra l’occasione che gli ha dato vita e la Questione nucleare non c’era alcun rapporto vero, funzionale. Il black out? L’Italia ha una potenza installata netta pari a 77.000 MW, contro un picco record di domanda che è stato pari a 53.000 MW, ma è certo conveniente il dumping del nucleare di importazione, rispetto ai costi da sostenere per tener pronta una riserva per l’emergenza. Ma qualcuno davvero vuol sostenere che, contro il rischio black out, conviene mettersi a costruire reattori e relativi impianti per il ciclo del combustibile nucleare? Qualcuno vuol sostenere che sono maturate oggi caratteristiche nuove di ingegneria che diano nel contempo garanzie di sicurezza e condizioni di economicità? Nulla di tutto questo.

Nuove discussioni
Nell’illusione che sia utile, facciamo il punto sulla situazione e lo facciamo assumendo un interlocutore diverso da quanti si sono scatenati al seguito della passione per l’atomo espressa dal presidente del Consiglio. Ci riferiamo all’editoriale di “Aspenia”, la rivista trimestrale di Aspen Institute Italia che, qualche settimana prima delle fatuità di Berlusconi, ha dedicato alla questione nucleare il suo fascicolo di gennaio, quando cioè si era nel pieno del dibattito sulla possibile “bomba iraniana”. Il fascicolo è dunque dedicato alla questione della proliferazione nucleare, con importanti contributi internazionali, e tuttavia i direttori della rivista – Marta Dassù e Lucia Annunziata – svolgono il loro editoriale intorno a quello che indicano come “incrocio pericoloso”: «Per ragioni di sicurezza, dovremmo cerc a re di limit are drasticamente, visti i rischi post 11 settembre, la proliferazione nucleare; per ragioni energetiche e ambientali, dovremmo invece favorire un revival del nucleare». Seguono affermazioni che rappresentano convinzioni diffuse, anche tra chi – come Dassù e Annunziata – esclude poi che l’Italia debba torn a re al nucleare. Passiamo dunque in rassegna queste affermazioni, accompagnandole con qualche commento.

«La realtà è che di energia nucleare non possiamo fare a meno»
Abbiamo sott’occhio il dato fornito dall’Andin, l’associazione che riunisce gli ingegneri italiani esperti di energia nucleare, un’associazione che ha come scopo la promozione del nucleare. Da questo dato emerge che la disponibilità dell’Uranio235 commerciabil e, al ritmo di utilizzazione degli impianti attuali, che coprono appena il 7% del consumo mondiale di energia (e il 17% dei consumi di energia elettrica) è dell ’ o rdine dei sessanta anni, che si ridurrebbero evidentemente a poche decine, appena volessimo far assumere all’energia nucleare ruoli dello stesso ordine di importanza degli idrocarburi. Certo, si potrebbe passare all’uso dell’Uranio238, molto più abbondante in natura, ma per ciò si dovrebbe passare attraverso la produzione di Plutonio, secondo la linea intrapresa dai francesi con i reattori veloci. Si tratta di una tecnologia ad alto rischio (proliferazione nucleare e salute: un milionesimo di grammo la dose letale per inalazione). Finita la motivazione della force de frappe, la Francia ha abbandonato questa filiera.

«L’Italia, si sa, è l’unica tra le grandi potenze industriali ad avere rinunciato alle centrali nucleari»
È dal 1978 (ben prima di Chernobyl) che le imprese elettriche Usa, che sono private, hanno smesso di ordinare nuovi impianti nucleari, perché giudicano proibitivi i costi per la sicurezza e per mitigare i rilasci di radioattività in condizioni di funzionamento normale degli impianti. Da oltre 15 anni ciò vale anche per l’Europa, con la sola eccezione di un re a t t o re ordinato dalla Finlandia (ma lo Stato si è assunto l’onere della chiusura del ciclo del combustibile). Anche la Francia, finito il ruolo prioritario della force de frappe, non ha ordinato nuovi impianti e non ha rinnovato neppure gli impianti di riprocessamento del combustibile. Non appare dunque vitale, brillante, un settore industriale - quello elettromeccanico-nucleare - che da 15 anni non riceve più nuove ordinazioni. Ogni anno ormai il parco nucleare cresce a un ritmo inferiore a quello della capacità aggiuntiva di produzione di elettricità e ciò fa d i re all’Agenzia internazionale per l’energia atomica: «Le proiezioni mostrano che questo andamento è atteso per il prossimo futuro, nel qual caso la quota di energia elettro n u c l e a re prodotta andrebbe in declino nel prossimo decennio». A ben vedere, dunque, l’Italia si limitò a fare quel che facevano gli altri: chiuse Caorso (che era già ferma perché doveva essere adeguata alle nuove pre s c r izioni internazionali seguite all’incidente di Three Miles Island) e interruppe la costruzione della centrale di Montalto, p e rché sarebbe stato insensato dotarsi poi degli impianti relativi al ciclo del combustibile per il servizio di una sola centrale.

«Le imprese italiane resteranno emarginate se non parteciperanno allo sviluppo di nuove capacità tecniche»
Oggi il problema non è tanto di imprese, ma di ricerca. Per iniziativa americana, nove Paesi (USA, Canada, Francia, Gran Bretagna, Giappone, Brasile, Argentina, Sudafrica, Corea del Sud) uniti nel consorzio “Generation IV”, indirizzano la ricerca su reattori raff re ddati a gas, ad acqua e su reattori “a spett ro veloce”, nei quali il raff reddamento a metallo liquido permette, come nell’originaria idea dei reattori veloci, l’impiego dei neutroni veloci per cre a re nuovo combustibile o per distruggere le scorie a lunga vita. Si tratta di progetti con piccole e grandi innovazioni, interessanti dal punto di vista ingegneristico, che verosimilmente, se sottoposti alla metodologia “Rasmussen” di calcolo della pro b abilità di incidente, dare b b e ro un risultato migliore dei reattori attuali, ma non f o rniscono garanzie risolutive a fro n t e dell’incidente grave, tuttora non elimin abile. Ciò spiega il fatto che, in ogni caso, si dovranno attendere ancora alcuni anni p e rché da questi progetti si passi alla realizzazione di prototipi, mentre lo sviluppo industriale dei progetti è previsto non prima del 2030. Idee interessanti per la sicurezza sono state avanzate, in part i c o l a re, da Carlo R u b b i a, che propone un intelligente sistema per l’arresto immediato della criticità del re a t t o re, ma risolve solo parzialmente il problema dello smaltimento rapido del calore, che rappresentò il rischio più grave nell’incidente di Thre e Miles Island. Nel progetto di reattore, avanzato da Rubbia – su cui attualmente esiste un gruppo di lavoro in sede europea - è interessante la possibilità di ridurre la gravità del problema delle scorie, sia riducendone la quantità, sia trasformando materiali radioattivi a lunga vita in materiali a vita più breve. Si tratta di linee di lavoro su cui è tuttora aperta la valutazione sul grado di efficacia che potranno conseguire .

«Livelli attuali molto costosi delle energie rinnovabili»
È questo il punto più paradossale per effettuare valutazioni affidabili, poiché per le altre fonti energetiche utilizzate per la produzione di elettricità è possibile assegnare il relativo costo del kWh: e n e rgia elettrica prodotta con carbone: 0,07 euro/kWh, con olio combustibile: 0,05 euro kWh, con gas naturale: 0,04 - 0,06 e/kWh, con impianti miniidro: 0,04 euro/kWh, da fonte eolica: 0,03 - 0,05/kWh. Ma questa valutazione non è oggi possibile per l’energia elettrica prodotta dalla fonte nucleare . La risposta al problema dipende, infatti, dal grado di intervento dello Stato nella chiusura del ciclo del combustibile nucleare che, come è noto, ha rilevanti lati di natura militare (ad esempio, il plutonio prodotto) oppure presenta aspetti per i quali addirittura non si può parlare di tecnologie mature e commerciali, come nel caso della sistemazione delle scorie o dello smantellamento del reattore. In conclusione, dunque, se nella composizione del costo del kWh nucleare non entrano tutte queste componenti, esso potrà anche risultare meno costoso, ma non c’è dubbio che si tratta di un p rezzo politico dell’energia. In queste condizioni, è priva di significato ogni ulteriore analisi del costo del kWh nucleare. Quanti invece hanno avanzato pro i ezioni di costo al 2010 e al 2025 del kWh nucleare (per es. Eia/Doe: Annual Energy Outlook 2004 and Projections to 2025; Mit: 2003; ed altri), che tengono conto di tutti gli elementi sopra citati e anche delle caratteristiche dei reattori di nuova concezione, pervengono comunque a stime dell’ordine dei 0,06-0,07 euro/kWh, da confrontare con i costi delle altre fonti esposti sopra. Dunque l’energia elettrica prodotta mediante la fonte nucleare appare, anche in prospettiva, decisamente la più costosa.

«Il nucleare è l’unica energia teoricamente pulita - scorie permettendo - assieme al solare e all’eolica»
Prescindiamo allora dal problema delle scorie e ricordiamo la “filosofia” del funzionamento di routine degli impianti nucleari. La dose limite di radiazioni indicata dalla Commissione Internazionale per la protezione dalle radiazioni (Icrp) per il personale addetto agli impianti e per la popolazione non significa dose al di sotto della quale non vi è rischio e neppure dose minima assicurata dalla migliore tecnologia disponibile perché ciò sarebbe troppo costoso. Dose limite – più elevata per i lavoratori, minore per la popolazione – significa quel livello di radiazioni cui sono associati effetti somatici (tumori, leucemie, ecc.) o genetici, che vengono considerati accettabili per l’ individuo e per la collettività in vista dei benefici economici derivanti da siffatte attività con radiazioni. La Icrp forniva anche la valutazione degli effetti sanitari gravi statisticamente prevedibili in corrispondenza di questa dose: nel caso dei lavoratori p rofessionalmente esposti, una diecina di morti all’anno per tumore su 10.000 lavoratori.

«Il confine tra nucleare militare e civile è diventato, con gli sviluppi tecnologici dell’ultimo decennio, meno ostico da varcare»
È questa, in definitiva, l’unica affermazione condivisibile dell’editoriale di Aspenia, con lo scenario di precarietà e di insicurezza che essa trasmette: lo scenario del fallimento del Trattato di non - proliferazione è dinanzi ai nostri occhi, insieme con le responsabilità della comunità internazionale, a partire dai Paesi del “club atomico”, nel non essere stati capaci di costruire le condizioni perché crescesse l’autorevolezza e la forza di un sistema di governo mondiale delle controversie, come delle risorse del Pianeta. Ma non è di questo che ci stiamo occupando. Certo, lo scenario che è dinanzi a noi è agghiacciante: eppure, fin dal 1980, la Conferenza I.N.F.C.E., promossa dalle Nazioni Unite e fortemente voluta dal presidente Carter, aveva concluso i suoi lavori con la valutazione che: «Qualsiasi ciclo di combustibile nucleare è intrinsecamente proliferante ». Se il Presidente americano si attendeva che la conferenza si concludesse salvando la tecnologia amercana e mettendo invece al bando la tecnologia francese dei reattori veloci al plutonio (e forse anche i reattori canadesi all’acqua pesante), il responso conclusivo suonava come un monito drammatico sul vaso di Pandora che era stato scoperchiato. È dunque saggio, oggi, pur di fronte al guasto operato, insistere per il rilancio del ricorso al nucleare – per salvare il pianeta dall’effetto serra! – e adottare la linea di scegliere Stati “politicamente buoni”, cui trasmettere le conoscenze nucleari e Stati “canaglia” cui tentar di impedire, magari con una guerra preventiva, di entrare nel club? Se non altro, perché la condizione di “politicamente buoni” è soggetta a cambiamento, ma soprattutto perché il rischio di proliferazione non è questione necessariamente statuale. Più saggio appare stoppare una tecnologia che, oltre agli altri problemi, esaspera in modo incontrollabile le tensioni mondiali, e lavorare alla prospettiva, certo difficile e al limite dell’improbabile, di migliorare le condizioni della convivenza nel Pianeta.

Informazione
Il riferimento alla convivenza ci consente di concludere queste note passando dal confronto astratto con le tematiche suggerite da Aspenia alla constatazione, più c o n c reta, della gestione del back end del ciclo del combustibile nucleare nel nostro Paese, anche in rapporto all’obbligo di informazione alle popolazioni, pre v i s t o dalle direttive UE, e al coinvolgimento delle istituzioni elettive. Che si trattasse del combustibile nucleare custodito a Saluggia o del deposito nazionale per le scorie radioattive, la linea del Governo, utilizzando un’improbabile “ e m e rgenza sicurezza” causata da possibili attacchi del terrorismo agli impianti nucleari, ha tentato di imporre, attraverso l’istituzione di un Commissario straordinario, delle scelte, che, nella più totale assenza di informazione, coniugavano a rroganza di sapore militaresco con una risibile inattendibilità tecnica. Il famigerato decreto Scanzano prevedeva, ad esempio, in quel sito un deposito definitivo per le scorie di seconda e terza categoria. A parte il fatto che nessuna indagine sul campo era stata condotta per una qualificazione tecnica del sito, scelto invece per decreto senza nessun accordo con gli Enti elettivi territoriali, in nessuna parte del mondo nessun Governo si sogna di emanare atti per un deposito definitivo per le scorie di terza categoria. Esse, infatti, sono quelle non solo più pericolose, ma con tempi di dimezzamento che vanno dalle decine di migliaia ai milioni di anni, quando non miliardi come nel caso dell’U238. Come trattare queste scorie è a tutt’oggi, a oltre cent’anni dalla scoperta della radioattività (Becquerel, 1896), un problema affidato alla ricerca scientifica, che anzi ha dato luogo a quella che ormai si chiama Megascience. L’idea di fondo di prod u rre un’incinerazione dei frammenti di fissione - la quasi totalità della terza categoria - tramite il “bombardamento” con neutroni prodotti per “spallazione” dalle part icelle eiettate contro il bersaglio da un acceleratore (Accelerator driven system) o con un laser ad alta densità di potenza ha dato vita, negli ultimi 15 anni, a colossali progetti nella UE, negli Usa e in Giappone dal costo di molti milioni di euro e con prospettive non ancora risolutive. Il bombardamento, infatti, spezza alcuni frammenti di fissione riducendoli a radionuclidi con tempi di dimezzamento di giorni o di pochi anni, ma altri li trasmuta in radionuclidi con tempi assai lunghi (ad esempio, il Cs133 non è radioattivo e, bombardato, diventa Cs135, radioattivo con un tempo di dimezzamento di 2,3 milioni di anni). Questi dati confermano la fatuità della pretesa di alcuni economisti di voler assegnare un costo al kWh nucleare. Venendo infine ai più modesti programmi per la chiusura in Italia del ciclo del combustibile, la Sogin prevede, per il solo triennio 2005 - 2007, un costo di 674 milioni di e, meritando il rilievo dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha denunciato un significativo aumento dei costi preventivati (54% in più) a fronte di un allungamento dei tempi.

di Gianni Mattioli e Massimo Scalia

145
24 Nov 2009
alle 18:03

Alieno

Sal, 119: mi pare ovvio che la ripetizione dei miei commenti non è da me voluta come è voluta la ripetizione delle tue lamentele e dei tuoi tentativi ossessivi di discreditarmi, una noia mortale quella ripetitività.

Ti faccio notare che la tua più recente "produzione", eliminando la tua fissa a parlar di me, contempla poco materiale utile alla discussione.

Ovvero: 3 su 5 come minimo, sono commenti inutili a parlar (male) di me. Forse dovresti aumentare lo sforzo nell'argomentazione a parlar di altro perché c'é il rischio che questa noiosa reiterazione a parlar dell'Alieno, inviti a saltare i tuoi commenti con automatismo già aspettandosi, appunto, la noiosa ripetizione di sempre.

Nel frattempo io scrivo, scrivo e scrivo  cose che sono materiale che ti passa sotto il naso mentre ti impegni nella crociata anti-alieno: contento tu, contenti tutti, a me sta benissimo.

 

144
24 Nov 2009
alle 17:56

Alieno

Per inciso lo ripeto: rispondo come e quando ritengo opportuno o utile farlo, non accetto regole che non ho condiviso o partecipato pensandole imposte, non ho motivo di avere doveri inutili. Non devo certo impormi perdite di tempo per compiacerti se non ho piacere, voglia, interesse o utilità nel farlo per quanto riguarda la mia proposizione al dialogo.

Starei fresco se dovessi rispondere alle paranoie altrui costantemente. Già tanto che mi ponga con pazienza tante volte.

Grave il rischio cancro da aflatossina in agricoltura. La “soluzione”? E’ OgmIl rischio di aflatossine, le micotossine altamente cancerogene (fegato) prodotte da funghi del genere Fusarium presenti soprattutto sulle pannocchie di mais in campo aperto, sulle spighe di cereali e nei silos di granaglie non ben refrigerati, si fa sempre più grave. E, quello che è più grave per i salutisti, riguarda ancora di più i vegetali coltivati col metodo "biologico". Molti sono convinti che queste tossine siano presenti solo sui semi e chicchi importati dall'estremo Oriente, ma non è così. Purtroppo colonizzano anche i nostri campi agricoli. Perciò riportiamo l'articolo-appello che il 9 novembre 2004 tre super-esperti, Giorgio Poli (preside della facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Milano), Francesco Sala (docente di Botanica, Università di Milano) e Luigi Bonizzi (docente di Microbiologia Veterinaria, Università di Padova), pubblicarono sul Corriere della Sera. Pur rendendoci conto che l'articolo tende alla introduzione degli Ogm. Proprio adesso che, dopo anni di nostra posizione favorevole, in base al principio liberale di totale libertà della ricerca, eravamo diventati contrari, almeno all'opportunità, per motivi economici e di varietà biologica. Ora le preoccupazioni tossicologiche riportano l'ago della bilancia al centro (NV).
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"Emergenza aflatossine: migliaia di tonnellate di latte sequestrato e distrutto in Italia. Un argomento che per alcune settimane, nell'autunno 2003, ha occupato i giornali e preoccupato gli operatori della filiera agroalimentare e che oggi è tornato alla ribalta in occasione della proposta di legge Alemanno sugli OGM. Ma cosa c'è di vero? Dobbiamo veramente preoccuparci?
L'anno scorso furono rinvenute nel latte sostanze tossiche e cancerogene (micotossine), prodotte da funghi parassiti che colonizzano gli alimenti. Le più pericolose, le Aflatossine, sono prodotte dal fungo Aspergillus flavus e si accumulano soprattutto nel mais e nelle noccioline. L'aflatossina B1 è l'epatocancerogeno più potente che si conosca, tanto che l'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) la posiziona nella più alta categoria di rischio.
In condizioni favorevoli le micotossine sono prodotte da funghi nelle piante infestate in pieno campo o in una qualunque delle fasi di produzione e di trasformazione del prodotto alimentare derivato. Oltre a provocare perdite produttive e scadimento della qualità, i funghi contaminano i semi con le micotossine. Le particolari condizioni climatiche dell'annata 2003, ma anche del 1999, avevano creato le condizioni favorevoli all'infestazione da funghi del mais, utilizzato nell'alimentazione dei bovini, e quindi al rinvenimento delle micotossine nel latte.
E' stato dimostrato che l'accumulo di tossine fungine nelle piante e nel chicco di mais è direttamente correlato con il livello di infestazione con insetti; soprattutto con la piralide, il nemico dichiarato del mais. Le larve di questo insetto scavano gallerie nel fusto debilitando la pianta e bloccandone la crescita. Ma spesso l'insetto trasporta sul suo corpo anche spore fungine. Queste trovano un ambiente di sviluppo favorevole nelle piante debilitate dalla piralide stessa; è un evento molto simile a quanto succede negli individui debilitati da malattie organiche che risultano più recettivi alle infezioni. Il risultato è che la crescita della pianta si blocca ed il fusto e le pannocchie del mais si coprono di una evidente ragnatela di ife fungine, produttrici di tossine cancerogene. Queste, mangiate dagli animali, si accumulano nel latte e nella carne e costituiscono un pericolo reale e scientificamente dimostrato con cui probabilmente, abbiamo sempre convissuto. Oggi la scienza ci ha chiarito come queste sostanze compaiano negli alimenti, che effetti abbiano sul nostro organismo e, anche, ci offre le metodologie per riconoscerle e per evitarle.
La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano anche il latte in polvere.
Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida, la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide. I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della presenza di micotossine cancerogene.
Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio, la vite e l'olivo.
Uno studio pubblicato dall'International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Applications (Isaaa) indica la soluzione al problema aflatossine nell'adozione del mais Bt: si tratta di un mais Ogm che, in seguito all'introduzione di un gene esogeno, resiste naturalmente all'infezione da parte di un insetto parassita. È infatti dotato di un insetticida interno che impedisce la sopravvivenza della piralide nel fusto, e quindi dei funghi ad essa associati. La pianta cresce sana, non necessita di insetticidi e risulta, alle analisi, contenere, in media, 5-10 volte meno tossine rispetto al mais tradizionale. Purtroppo però questo mais, coltivato da più di 10 anni nei campi di mais di molti paesi del mondo, ricade nella categoria delle piante Ogm, e quindi per legge è escluso dalle nostre mense e dai nostri mangimi, mentre, paradossalmente, quello biologico è reso obbligatorio negli asili e nelle scuole di molte Regioni.
La ricerca scientifica, come abbiamo visto, ci dimostra che non è sempre vero che i prodotti biologici siano più salubri, rispettosi dell'ambiente e privi di residui chimici. I dati scientifici stanno facendo chiarezza sui rischi e i benefici dell'agricoltura biologica, dell'agricoltura convenzionale e di quella biotecnologia. Solo la scienza, al di sopra degli interessi economici di parte, ci può aiutare a sviluppare un'alimentazione sempre più sana: è dunque importante tenerne conto".
ottobre 13, 2009

(fonte: Ecologia liberale.blogspot.com)

143
24 Nov 2009
alle 17:41

Alieno

Civis, 142: Pensa piuttosto a rispondere a Jack, a Salvatore, che ti pongono serie questioni che riguardano la tua onestà intellettuale ..

E chi lo dice: tu? Questioni serie? Non riconosco neppure di quale onestà intellettuale vai cianciando che mi pare a te pratica sconosciuta.

Il 140 era indirizzato a Claudio dove parlo a Claudio ma come spesso uso, tengo presente che una qualsiasi riflessione non è qui in questo spazio per sua natura, di natura "personale" (altrimenti si usano altri strumenti, tipo l'email o i messenger o il telefono o si va a trovare le persone...), ma a disposizione di tutti, cioé "pubblica" com'é la dimensione di questo blog.

Dove scrivo di Civis, intendo scrivere di Civis.

Cominciamo a diventare tanti in uno solo

Questo è un tuo delirio e non mio, non risulta da nessuna parte il transfer dei soggetti in uno solo.

Un pò come la terra unica e finita piena allo scoppio di miliardi di esseri

Non ha alcun fondamento scientifico oggettivo e documentabile quella possibilità di scoppio che dici, è demagogia ideologica come ho già potuto scrivere più su.

Del resto, è un bel pezzo che si parla di emergenza demografica e l'unica cosa oggettiva è che l'umanità sa essere spregevole ed egoista con i suoi simili, non lo "scoppio" che dici, che è una metafora ideologica strumentale al sostegno della teoria, che resta teoria non comprovata e per la quale non c'é alcuna omogeneità della comunità scientifica, spiace ricordartelo.

Credo di essere in un blog dove per te e qualche tuo sodale, sono un "problema" per quello che scrivo e ciò significa che c'é bisogno di scriverlo ancora.

Mi  muovo, mi confronto alla pari degli altri, con gli stessi mezzi ed opportunità degli altri e se la cosa ti crea problemi, sono affari tuoi, non miei: arrangiati. :-)

 

142
24 Nov 2009
alle 17:09

civis romanus sum

Pensa piuttosto a rispondere a Jack, a Salvatore, che ti pongono serie questioni che riguardano la tua onestà intellettuale e la tua competenza a scrivere qui con il dovuto modo, rispondi a Claudio ,,, a proposito era a lui indirizzata la filippica del 140 o siamo anche Claudio e io una sola persona ?

Cominciamo a diventare tanti in uno solo ,,, non ti sembra patetico ?

Un pò come la terra unica e finita piena allo scoppio di miliardi di esseri, ma infinita e accogliente per ancora miliardi di altri ,,, no dico ,,, francamente,,,

Ma dove credi di essere ,,, in tv ?

141
24 Nov 2009
alle 16:51

civis romanus sum

Et caro ,,, tutto il tuo demagogico ultimo sfogo solo perchè ho detto che amo vedere i ladri in galera.

E non siamo mica ad un comizio qui, e non ci sono mica folle plaudenti da arringare e convertire ,,, parlamose francamente ,,, credi davvero che io abbia ucciso Moro o abbia assalito da solo quella tribù di grassi ciellini ? 

 

140
24 Nov 2009
alle 16:25

Alieno

Claudio: ho il sospetto che tu sia tra coloro che son da 14 anni che si preoccupano troppo.

Le "teste rasate" come le chiami tu...

non è forse il caso di farci battute, anche perché pare che il tuo senso dell'ironia non sia granché, non sei certo un Vauro, rilassati.

Qui dalle mie parti, sono quelle parti di Italia dove vengono a curarsi: da anni ed anni, ospitiamo i bambini di Chernobyl offrendogli vacanze estive, un po' di cura disintossicante naturale sul mare ed un po' di distrazione, serenità. Guardi troppi film se li chiami "teste rasate".

Ad ogni modo, è più preoccupante che non si estinguano mai gli utili idioti dell'odiologia, che non cessi il flusso delle tante teste di casco con il becerume di invettive inutili e qualunquiste, tanto per dir qualcosa, urlando.

"facciamo pagare i danni a chi ha distrutto il nostro Paese" è utile solo agli oratori da palcoscenico che si rivolgono a cervelli ammassati e volontari ultras a fare gli utili idioti, pronti a mettersi come bischeri, a disposizione del primo capo-popolo che bercia di più e più cattivo, l'importante è menar le mani.

E' per questo che a sinistra, siete passati da una menzogna ad un balla, da un'omertà ad una falsità per così tanto tempo, restando sempre più delusi, sempre più delusi e distanti dalla realtà: ve le cantate e suonate da soli, però urlando odio ed odio becero. A ragionare ci vuol troppo tempo, meglio la ricetta pret-a-porter, cioé ripetere la frase ed il motteggio che viene ripetuto dal megafono, leggere il breve volantino, tutto qua?

permettetegli di scappare quando sarà il momento !) a far pagare i danni a chi ha distrutto il nostro paese.

Infatti: vediamo di non scappare poi un'altra volta quando si voterà, spiegando che la maggioranza non è la vera maggioranza, che la democrazia è dittatura e regime..

Per ora, infatti, scappano i vostri elettori e c'é da capirli se il contributo persuasivo degli adpeti ultrà è quello che mi tocca leggere nei ultimi tuoi commenti con il compagno che, intanto,

non ci ha spiegato bene perché bisognerebbe segnarsi i nomi e di qual momento parlasse.

E ben ha fatto ad essere prudente contrariamente a certi invasati suoi compagni, perché non gliel'avrei fatta passare, cominciando dal suo nome da segnare eventualmente, stanco di invasati del culto odiologico, è l'ora di reagiore civilmente anche così.

Questo clima continuo da guerra civile di invasati violenti, che ricatta e tiene in ostaggio le migliori energie del Paese sempre riducendole con ogni mezzo (da campagne di linciaggio che si osservano sul web appunto "segnando" i nomi, roba da delirio anni '70 al disfattismo pregiudiziale dove i limiti sono come il peccato originale non estinguibile, al massimalismo di slogan pazzeschi che non hanno nulla di storico o analitico, tipo imputare ogni male del Paese se non del mondo a 4 governi Berlusconi (nemmeno di piena legislatura tutte) e non ai governi che si sono alternati non di cdx ed è patetico e ridicolo solo l'ipotesi di Berlusconi=causa dei mali italiani, quando questi hanno radici profonde nel tempo, 40 anni almeno di errori di ogni tipo, quando non precedenti eredità: ritardo infrastrutturale, mafia, corruzione, mala sanità, malagiustizia.. e perfino "costumi" morali (eppure negli anni '70 non erano rarità certi film a raccontarci di mala giustizia e mala sanità e Berlusconi non c'era).

Ovvio che che una sistematica campagna odiologica ereditata da pregresse ideologie oggi non praticabili alla luce del sole e costrette alla mimesi o alla mutazione formale ed anche parzialmente sostanziale, per non contare la vendetta o il semplice lavoro per riacquisire posizionamenti perduti come ai "bei tempi" della prima repubblica (vedi i plurimi tentativi della balena bianca), lavorano di concerto in questa incredibile incapacità analitica e nel sostenere la priorità concentrandosi sul "nemico comune".

Ma basterebbe un po' di lucida voglia di riflettere per capirne l'assurdità: Berlusconi entra in politica nel 1994. I mali dell'Italia, per star stretti e limitarci all'analisi della nostra storida democratica, cominciano quando in Italia giocano i due protagonisti assoluti: Dc e Pci.

A loro infatti dobbiamo, proprio dovendo, imputare responsabilità, con tutta la galassa di lobby intellettuali, economico-finanziarie e politiche che intorno a loro hanno speculato in ogni modo.

Ma non ha senso alcuno, se non un desiderio becero di giustizialismo, restare lì, ostaggi del passato e non guardare alle possibilità, al potenziale per proiettarci in avanti.

Che siano tutti scalmanati ultrà fuori di sé è ovvio: la minaccia è quella appunto di avere per quanto modesti, dei risultati, grazie ad un cdx o grazie a Berlusconi. Intanto l'Ocse conferma la nostra buona progressione rispetto alla media europea e questo gioca favorevolmente nelle complicità europee di discredito del nostro Paese, perché l'Italia più forte, diciamolo, spaventa e fa arrabbiare molto gli attori protagonisti che tirano i fili da sempre del progetto Europeo che ci hanno guardato sempre con commiserazione, punte di disprezzo e naturalmente, marginalizzando il nostro ruolo sostanziale.

Ma il clima da guerra civile non si sopporta più. Comprendo la minaccia nell'aver risultati e dunque l'urgenza prioritaria di abbattere il "nemico", perché è come la rabbia di invasati fondamentalisti quando comincia un percorso di pace o una tregua dura troppo tempo: qualcuno potrebbe prenderci gusto e mandare a quel paese chi fomenta la causa dell'odio e dunque si crea violentemente la fine della tregua ed il fallimento di un piano di pace, perché temuto.

MA non si sopporta questa barbarie continua, nel 2009, avendo già i cittadini espresso il loro rifiuto per i promotori di queste campagne con larga maggioranza.

Dunque non si può più sopportare roba simile come l'odiologia sistematica che segna i nomi e minaccia.

Quarta aggressione alla Statale
"La libreria di Cl non deve riaprire"

di Enrico Silvestri

 

Ieri alle 10 una quarantina di anarchici ha posto l’assedio alla Cusl. I ciellini, liberati dalla polizia, ancora una volta costretti poi a chiudere. Comunione e Liberazione accusata d’infamia per aver denunciato una rapina e fatto arrestare 5 antagonisti

Era tutto scritto: i ragazzi di Cl ieri hanno provato a riaprire la loro cartolibreria all’interno della Statale e si sono ritrovati gli squadristi dei Centri sociali alle porte. I ciellini si sono barricati dentro e hanno chiamato le forze dell’ordine, intervenute nel giro di pochi minuti. Gli aggressori si sono dileguati e per tutta la mattina un contingente di polizia ha stazionato in via Festa del Perdono. Via gli agenti, la libreria è stata nuovamente chiusa. Nel frattempo i nomi dei giovani che hanno denunciato gli assalti rimangono scritti sui muri, poiché nessuno all’università ha disposto di cancellarli.
La vicenda, che si sta consumando nell’indifferenza della città e della stessa Università, si trascina da una settimana. Da quando cioè cinque anarchici sono stati arrestati per aver fatto 800 fotocopie, poi pagate a suon di calci e pugni. Da allora la cartolibreria Cusl, una cooperativa di Comunione e liberazione, non ha di fatto più riaperto i battenti. Prima incursione lunedì 16, con tanto di nomi delle cinque vittime, «colpevoli» di aver denunciato l’aggressione, scritte sui muri, sui manifesti e fatti rimbalzare in Internet. Martedì tregua, anche perché i «compagni» hanno inscenato una manifestazione in centro culminata con un paio di arresti. Ma, appena i due studenti sono stati scarcerati, sono ripresi gli assalti: uno mercoledì e uno giovedì. Con i ciellini che neppure vogliono più denunciare gli aggressori per paura di nuove rappresaglie. Per capire il clima, i Centri sociali avevano organizzato in Statale la «giornata contro Cl».
E arriviamo a ieri. La situazione all’interno dell’ateneo sembra tranquilla e i ragazzi di Cl provano a riaprire ma verso le 10, puntuali, arrivano gli squadristi. Sono 30 o 40 e si dirigono minacciosi verso gli ingressi. I ragazzi di Cl si barricano precipitosamente dentro, mentre fuori gli «assedianti» iniziano a battere sulle porte. Vengono chiamate le forze dell’ordine. Nel giro di pochi minuti sono già sul posto alcuni agenti della Digos in borghese, qualche istante ancora e arriva altro personale, questa volta in divisa. Gli aggressori ovviamente si squagliano, anche se gli investigatori iniziano a battere le strade circostanti arrivando a fermare e identificare una mezza dozzina di soliti noti. Bisogna ora vedere se facevano parte del raid squadristico.
A scanso di equivoci la Questura lascia in zona un certo numero di agenti per l’intera mattinata, poi gli uomini vengono ritirati. Tanto che fino al primo pomeriggio la libreria può funzionare regolarmente. Poi evidentemente la paura ha il sopravvento e poco dopo le 15 le porte vengono chiuse a chiave e il personale, tra l’altro tutti studenti universitari, decide di battere in ritirata. Ormai siamo arrivati a venerdì sera, quindi in questo fine settimana i dirigenti di Comunione e liberazione dovranno decidere cosa fare nei prossimi giorni. Se chinare la testa e rinunciare alla loro presenza in università o tentare di riprendere la loro attività.
Soli, sono stati lasciati soli. Nessun attestato di solidarietà, il mondo politico e culturale sembra non accorgersi di quanto sta succedendo. Ma del resto neppure dall’interno dell’università arrivano segnali incoraggianti. A distanza di una settimana i nomi dei ciellini che hanno denunciato l’aggressione sono ancora ben visibili sui muri. Abbiamo provato a cercare il rettore Enrico Decleva per sapere quali provvedimenti prenderà, almeno ritinteggiare le pareti. Ma il professore è stato occupato l’intero pomeriggio in una fitta serie di appuntamenti per cui non ha potuto concederci neppure una telefonata di cinque minuti.

articolo di sabato 21 novembre 2009 de Il Giornale

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Un nuovo assedio agli studenti di Cl Nessuno fa niente

Ormai all’università Statale le rappresaglie dei “compagni” vanno avanti da una settimana. Prima i volantini con nomi e cognomi dei ragazzi di Cl, poi la demolizione dell’insegna, quindi le scritte sui muri (non ancora cancellate). Una caccia all’uomo orchestrata dai collettivi sinistroidi del silenzio del rettore Enrico Decleva, che in sette giorni non ha aperto bocca sulla vicenda. Nessuna parola di solidarietà né tantomeno una mozione di condanna per gli atti di violenza. Ieri mattina i volontari della Cusl, la libreria presa di mira dagli anarchici, hanno tirato su la saracinesca dopo la chiusura forzata del “No Cl day”. Verso le 11, però, un drappello di no global si è avvicinato minaccioso all’atrio centrale di via Festa del Perdono. Le solite facce, le solite intimidazioni. Risultato? Chiusura straordinaria di mezz’ora per evitare l’ennesimo linciaggio. Poi le acque si sono calmate, e gli studenti hanno ricominciato a vendere libri di testo e dispense. «Non vogliamo alimentare tensioni», ripetono i ragazzi della Cusl. I cinque volontari che hanno denunciato la rapina violenta del 3 ottobre continuano a stare alla larga dall’ateneo. La Questura assicura che i controlli in Statale «sono stati intensificati»,..

(continua l'art. del 21/11/09 su Libero.it) 

 

Violenze ai ciellini Se pure i cattolici perdono la voce...

Sapete quante associazioni cattoliche ci sono a Milano e in Lombardia? Tante: una rapida consultazione su internet ce ne ha fatto censire più di cinquanta. Dalle grandi associazioni storiche come L’Azione Cattolica, le Acli, la Fuci ai gruppi locali dei movimenti nazionali, dalle organizzazioni nel mondo del lavoro, a quelle nella scuola, nello sport, nelle università. Bene. A Milano, Università Statale, da diverse settimane gli aderenti a uno di questi movimenti cattolici, tra i più importanti in Italia, Comunione e Liberazione, sono oggetti di violenze e intimidazioni, iniziati dopo l’assalto alla libreria Cusl da parte di un gruppo di anarco-comunisti che dopo aver stampato circa 800 fotocopie se ne sono andati senza pagare il conto. A seguito della denuncia e l’arresto di uno degli aggressori, i nomi di 5 giovani cattolici sono ... (continua su Libero.it)

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Questo stato di guerra civile e violenza, minaccia e ricatti, che non viene mai parrebbe dalla base del PdL ed anche dai cattolici in qualche modo a riconoscersi dentro, ma con sistematica continuità di violenza, dalla base de sinistra e da qualche ultrà della destra estrema (sempre ostili al PdL, al Berlusca naturalmente), va come minimo messo in luce e denunciato responsabilmente per stroncarlo civilmente e democraticamente.

Non è difficile riconoscere anche in questo blog la violenta proposizione di odio mirato, che perde la misura della civiltà, incapace di confronto nella dimensione del dialogo che vede come ostacolo nella progettualità che preferisce altra dialettica che una civile e democratica del dialogo.

Con la solita dialettica: segnate i nomi...l'ora è giunta...

inutile recitare la parte degli ingenui o degli ipocriti: sappiamo su quale base culturale si appoggiano simili toni minatori continui e vanno sgamati tutti, dal primo all'ultimo senza ombre, con responsabilità, tanto laica e civile, che cristiana o cattolica per ridurre l'influenza negativa della barbarie che alimenta la violenza ed il clima da guerra civile.

Tanto per cominciare:

"..le pretese antiambientaliste dei cafoncelli clerofascisti ...

"...sono bell'e andati ad ingrassar panze fasciste. "

Questa la dialettica che dico, malata patologicamente, incurabile ad alimentare e istigare quel clima incivile da guerra perpetua, che non ha alcuna capacità critica di analisi costruttiva, non si sopporta più.

Ma non vedo richiami di chi vuol fare critica (legittima) su di me, tanto per dimostrare l'azione di opportunismo e fiancheggiamento dell'odiologia, come mai?

Nessuno che ha le palle per dare dell'imbecille a chi spara cose, come minimo anacronistiche, tipo "clero-fascisti" e "fascisti" dove "fascista" starebbe per chiunque, comunque, non sia dalla propria parte?

Dove l'oggettiva critica? Dove la credibilità di soggetti che tirano fuori le palle e in uno sforzo di onestà morale e di bene comune del Paese, stigmatizzano questa spazzatura della dialettica più becera?

Dunque è palese che la credibilità da molti, come me, non vi sarà mai riconosciuta fintanto che si mostra compiacimento con questa odiologia becera che vuole lo scontro da ultrà perenne, non si può ragionare perché è ciò che si teme e si delegittima continuamente un dialogo, temendone i possibili risultati positivi che delegittimerebbero questi invasati.

Intanto i danni i cittadini tentano di farli pagare già. La "DC" non rinasce, il PCI è costretto alla mimesi ed alla mimetizzazione, come la destra radicale, in una frammentazione ed una marginalizzazione dei consensi che rasenta l'estinzione, fascisti o comunisti.

Un motivo c'é: i cittadini non vogliono più questa roba e il voto che non li ha fatti partecipare al parlamento, levandoli fuori dalle balle o che ne ha ridotto drasticamente la proposizione politico-partitica, hanno esercitato un modo democratico e politico, civile di fargli pagare il danno più grande che è quello della perpetuazione dell'odiologia e delle contrapposizioni violente, quanto quello delle strategie di rendita e collocamento di posizione con ben poco rispetto per la cittadinanza e capaci di distruggere una buona parte delle speranze e della fiducia nella partecipazione politica o nelle istituzioni stesse.

Dunque il momento è arrivato da un pezzo e già si è fatto pagare in modo chiaro molte responsabilità dei mali del nostro Paese.

Civilmente Et ,,, che un cittadino romano quale son io si comporta sempre civilmente,

Non ho idea di come ti comporti tu fuori da qui, certo non mi permetto di fare giudizi e pronostici a casaccio. Oggettivamente mi limito ad osservare ciò che è manifesto.

E qui sei tutto tranne che civile nel comportamento da tempo immemorabile. Non mi spingo oltre a dire che il tuo comportamento fuori è incivile, non mi interessa farlo in questo spazio, ma qui ciò che manifesti è ben altro e questo naturalmente, continuerò ad osservarlo, fossi anche l'unico non compiacente a dirtelo, lo farò.

Magari ti comportassi, dunque, quale civile cittadino romano nel blog, magari.

I miei amici "neri" per tua norma, sono "neri" sol di pelle, perché non ho alcuna amicizia con gente della destra radicale, come della sinistra radicale, cioè "rossi", invasati che in tante occasioni dividono guarda caso, simili finalità e il "comune nemico".

In sintesi: sto sulle palle tanto ai fascisti che ai comunisti e per quanto mi riguarda, per me significa che va tutto bene, sono nel giusto.

Qui però, si osserva il tuo sistematico fascista proporsi, perché fino a prova contraria, se proprio l'uso del termine deve essere elasticizzato a piacimento come fai sistematicamente,

sei qui il più fascista di tutti.

La giustizia umana prevede galera per criminali e per ladri.

Bene: questo fascismo intollerante continuo (vedi gli articoli delle aggressioni o fai un giro nel web di invasati ultrà, destra e sinistra), è criminogeno e pure ladro, perché ci ruba tempo, possibilità, speranze e naturalmente tutto ciò, con gli ostacoli che impone, costa, son soldi rubati a tutti, non solo tempo ed occasioni.

E forse hai ragione allora: dovrebbero andare in galera e non imporre la loro pericolosità sociale continua.

Tu intanto fai bene attenzione d'ora in poi perché sono stanco di questo schifo di odio perpetuo, ho perso la pazienza e applicherò un civile reagire denunciando tutte le proposizioni che istigano alla violenza o si propongono come minacce quando sono ravvisabili gli estremi per far denuncia.

La violenza è già troppa perché debba sopportarne altra qui e lavorerò per un ritorno a valori più civili, ci puoi contare, dunque assumiti bene la responsabilità di ciò che scrivi, come ogni altro e come faccio io, come fanno tanti altri, dialogando senza ventilare minacce e continuando ad auspicare un dialogo più civile.

Ci vuole una bella vigliaccheria per farci poi leggere notizie come quelle aggressioni ai ciellini, ma per quanto possano piacerti certi estremismi odiologici che continuamente tu stesso proponi martellantemente e beceramente (perché solo beceri certi tuoi termini tipo "clerofascisti"), il risultato è che si perde pazienza e si reagisce forse meglio.

 

 

 

 

 

139
24 Nov 2009
alle 14:26

Jack

@Alieno 104/105/110

 

Vedi Alieno che con te non e' possibile una discussione lineare che non degeneri, come gia' rimarcavo, nel vago o nel grottesco. Invece di rispondere nel merito tu continui sistematicamente a sviare il discorso infarcendo i tuoi pamphlets di confusi esempi, divagazioni ed aneddoti non pertinenti, ragionamenti discutibili se non del tutto strampalati (vedi Co2/global warming) ed affermazioni categoriche che ti dimentichi di sostanziare con dei dati/ragionamenti od altrimenti citando delle fonti attendibili. Emblematica in questo senso la tua replica al piccolo test di Pierino, che evidentemente hai del tutto frainteso (voto di incoraggiamento: 4). Che si tratti di legno, acqua o qualsiasi altra cosa e' naturalmente del tutto indifferente, era soltanto per testare la logica di Pierino; il maestro avrebbe potuto benissimo limitarsi ad usare dei fattori alfanumerici a + b + c = d e poi chiedere cosa succede se uno dei termini addizionati viene a mancare. Tu cosa fai? Invece di rispondere nel merito (o meglio con una semplice battuta, visto l'intento chiaramente canzonatorio della storiellina) ti imbarchi, per altro dimostrando una conoscenza assai scarsa e pasticciata della fisica (nella tua interpretazione la nozione che la materia non puo' essere distrutta ma soltanto trasformata assume una - falsa - connotazione magico-alchemica atta a giustificare una sorta di - altrettanto falso - eterno ritorno del mondo naturale o rigenerazione perpetua delle risorse), in una interminabile disquisizione volta a dimostrare che acqua, legno ecc., in quanto astrattamente materia, sono eternamente rinnovabili. Come se Pierino, accorgendosi di non essere in grado di rispondere al test, nel tentativo di trovare una scappatoia, iniziasse a contestare i singoli fattori dicendo: "eh, ma "a" non puo' non esistere oppure potrebbe essere "x", "y" oppre "z". Al che il maestro potrebbe pensare che 1) Il bambino proprio non ci arriva, meglio lasciar perdere 2) Il bambino vuole fare il furbo, nel qual caso forse una sculacciata di tanto in tanto sarebbe opportuna.

138
24 Nov 2009
alle 14:25

civis romanus sum

136. Ecco ,,, non sentirti più aldo morto e non metterti al centro di due opposti estremismi favolati da te, perchè anche tu nel tuo piccolo sei all'estremo ,,, all'estremo confine della realtà ragionevole. 

Rinnovo l'invito quindi ,,, e grazie.

 

137
24 Nov 2009
alle 14:23

Jack

Uhm, sull'eminenza, non tanto intellettuale, quanto morale di Moro non sarei pronto a giurare; personalmente mi sarei scelto un altro esempio. 

136
24 Nov 2009
alle 14:03

Charles Darwin

135

Titilli la mia boria saccente civis, mi fai sentire un Aldo Moro preso dagli opposti estremismi nella strategia della tensione. Continuo a credere nelle virtù della laicità e quando provoco, credi, lo faccio nell'illusione di uno stimolo non certo come arma di offesa. Vale,

CD

135
24 Nov 2009
alle 13:30

civis romanus sum

134. Sei pregato di nuovo Cd, di non mischiarmi alla monnezza.

Et è un cristiano, almeno così dice, dunque molto più simile a te e ai tuoi costumi che a me e ai miei.

Altrimenti potrei anch'io decidere di usare lo stesso tuo particolare e incivile malcostume.

E non è la prima volta che te lo faccio notare ,,, bello de civis.

Grazie.

134
24 Nov 2009
alle 12:48

Charles Darwin

53

le risorse sono rinnovabili. Il problema è nei tempi.

Il problema non é solo nei tempi ET. Prendi le foto da satellite del globo, calcola la superficie verde disponibile e misura il potenziale della fotosintesi. Per la fossilizzazione della materia organica occorrono ambienti adatti (privi di ossigeno: non così comuni) e batteri: non tutto é trasformabile. Calcola la percentuale di potenziale ricarica dei giacimenti di combustibile fossile attualmente in atto. Ora confronta questa cifra con l'energia prodotta annualmente attraverso la combustione e tira le conseguenze. E' in due parole e solo sul piano energetico quello che si chiama bilancio ecologico. Scoprirai che a partire dal 1986 la Terra vive in debito ecologico e che il debito cresce annualmente. Ogni anno anticipa il momento in cui il pianeta brucia il totale dell'energia solare a sua disposizione e se nel 1986 eravamo ancora in pareggio al 30 dicembre, quest'anno siamo entrati in debito già il 9 Ottobre !

Siamo tutti in attesa del miracolo tecnologico che faccia ripartire le sorti magnifiche e progressive, ma al momento questo é il dato:

in questo stesso momento non é vero che ce n'é per tutti e chi lo dice mente per interesse,  sapendo di mentire (a meno di accettare il comunismo della media aritmetica).

Per te questa cosa dell'ecologia funziona un pò come la Chiesa per civis: serve a definire l'ingiusto complotto pluto-giudaico-massonico-alquaedista-scalfariano-berlusconico-interista che impedisce al mondo di riconoscere le vostre sicure ragioni.

Di nuovo il Ddt (che come sai tra le tante buttate là sull'ecologia é una menzogna di comodo particolarmente grossa e infamante) !

Il problema dell'ecologia é che si tratta di una scienza dall'impronta naturalmente conservativa. Perciò i suoi successi non sono né facilmente divulgabili né dimostrabili: per fortuna "controprove" non ce ne possono essere. L'unica cosa che può fare é evitare disastri, e sicuramente i disastri ambientali (morti per fame comprese) che osserviamo quotidianamente sono evitabili. Sembrerebbe tu preferisca continuare a nascondere la testa sotto la sabbia e affidarti al fato, prendine almeno coscienza. Il papa l'ha fatto, ma già siamo giusto su quei temi nei quali diventa urgente ricordarci di essere cristiani ma non cattolici ;-)) Ciao,

CD

133
24 Nov 2009
alle 09:34

civis romanus sum

Civis è benestante ,,, dice Et ,,, e se lo dice lui.

Civis fuori le palle ,,, dice sempre ET, quando invito tutti civilmente ( e ribadisco ,,, segnatevi i nomi e non permettetegli di scappare quando sarà il momento !) a far pagare i danni a chi ha distrutto il nostro paese.

Civilmente Et ,,, che un cittadino romano quale son io si comporta sempre civilmente, anche quando sarebbe tentato fortemente di agire come fai tu qui in questo blog o come i tuoi amici neri in giro per l'Italia ,,, e secondo giustizia umana, che non perdona tanto facilmente assolvendo i criminali solo con la recita di due preghierine.

Quella giustizia umana che prevede la galera per i criminali e per i ladri.   

132
24 Nov 2009
alle 01:47

claudio

Sarebbe bello....vederli tornare con le teste rasate come i bimbi di Chernobyl che vengono in Italia a curarsi.

Chissà...se saremo fortunati

 

131
24 Nov 2009
alle 00:58

salvatore

121

E poi la balla del nucleare che fa male nello stesso modo, se ce l'hai vicino, magari nei pressi di una città, come Latina ad es., o lontano, al di là delle Alpi, è la scemenza più spudorata che si senta girare nel dibattito sul nucleare.

Io propongo di fare un bel treno dei parlamentari del Popolo delle slibertà, che ci raccontano quella cagata come fosse commestibile e non pura defecazione,

e spedirli a vivere nei dintorni della Centrale di Chernobyl, mantenuti là per qualche settimana a consumare i prodotti di quella terra,

a spese non mie certo, ma del Signor Berlusconi, per darci la dimostrazione propagandistica di quella idiozia alla quale crede soltanto chi è in totale decerebrata malafede.

Vedremmo se non preferirebbero allontanarsi di qualche cinquantina di chilometri.

130
23 Nov 2009
alle 23:03

claudio

Cagare fuori dal vaso??

Non si riesce a cagarci dentro ed è già tanto averlo un vaso dove cagarci o mio caro Alieno.

Io sono antiberlusconiano??Ideologizzato??aahahah

Lo vedi è solo propaganda la tua,tu li voti e li adori a me fan cagare dentro o fuori non importa,tutti ma proprio tutti.Non ne salvo uno,non mi interessa la parte politica in cui tu geometricamente e ormai sfacciatamente ti identifichi,sono tutti la stessa marcia gentaglia,chi più chi meno.E svario in tutto l'arco costituzionale,a partire da Prodi e Fassino a concludere con Berlusconi e La Russa.Gente che prende al giorno quello che io guadagno in una settimana rompendomi il culo,e solo per poi vedermi scippato della terza parte dei miei guadagni per finanziare gli stipendi di quei maiali,la loro droga e le loro baldracche.

Svegliati tu Alieno,invece di continuare a votare quel marciume,svegliati.

A proposito della luce,la fandonia che la paghi più cara perchè la importiamo dove l'hai sentita?Credi che se la facessimo noi condannando i nostri figli la pagheremmo meno?

Tu non sei Alieno se credi a ste cose,sei Alice,ALice nel paese delle meraviglie.Ne hai un esempio sotto gli occhi ogni volta che fai il pieno alla tua macchinina.....pensaci..

Aumenta il petrolio e subito la benzina rincara del triplo dell'aumento,il petrolio crolla e la benzina aumenta di nuovo,ma dove vivi?Scendi dalle nuvolette rosa Alice,svegliati,cosa ti fa credere che pagheresti meno la corrente con ste facce di merda che hai messo al governo,così coem non la pagheresti di meno se al governo ci fossero quelli dell'altra parte tranquillo.

Alle volte mi preoccupi.....

Civis,Segnatevi i nomi adesso, prima che cambino pelle e ricordateveli bene quando sarà il momento.

Fatto Civis da tempo ormai,ma non stare a spiegare al povero Alieno che ancora crede alle favolette che siamo ridotti al lumicino perchè i negozianti non fanno lo scontrino e gli artigiani non pagano le tasse...pensa deve aver creduto anche a Tanzi quando oggi ha detto che la sua era l'azienda migliore d'Italia...ahahah immaginiamoci le altre.E crede anche,o ci fa(molto più plausbile)che Berlusconi o Gasparri o Bossi le paghino le tasse ehehehe....le paghiamo noi le tasse ALice,anche le loro.

129
23 Nov 2009
alle 22:22

Alieno

Civis: non mi risulta che tu te la passi in modo malvagio economicamente... sbaglio?

Comunque, riguardo alla tua ossessione sul fascismo..

Il fascismo non c'é più da quanti anni?

La presenza di Berlusconi in politica è solo negli ultimi 14 anni.

Ma non ha governato  se non in alternanza (e non tutte legislature piene).

Mentre abbiamo decenni di forte presenza parlamentare di Pci e Dc che hanno fatto la nostra storia anche nella disgrazia che abbiamo ereditato.

Dunque semmai a loro bisognerebbe richiedere i nostri soldi, mica al fascismo eh.

Anzi, con l'antifascismo in tanti ci si sono arricchiti mi pare. Ci restituissero pure quelli.

Prendi un Cossutta per dire... o gli stessi sindacati che si son pappati un'immensità di beni, soprattutto immobiliari, ereditandole dalle corporazioni fasciste ed anche qualcosa in più eh.

"Il Paese è alla catastrofe" poi è una cosa che sento da quando avevo 5 anni.

E toh, crescendo vedo certe facce che son le stesse: D'Alema, Veltroni... FINI, CASINI.

Berlusconi tutto sommato è un "nuovo" pensa te. Anni ed anni di infanzia, gioventà senza.

Se è alla catastrofe con chi me la dovrei prendere allora?

I nomi me li sono segnati per forza, visto che sono sempre lì da sempre eh.

Riciclati naturalmente, mimetizzati a piacimento. Berlusconi però è sempre Berlusconi, niente mimetizzazioni parrebbe, per il nuovo. Come nuovi sono i leghisti.

A cambiar pelle, parrebbe, sono in tanti tanti. Ma nessuno mi pare poi così vicino a Berlusconi, anzi, mi paiono tutti anti-berlusconisti i trasformisti.

A sinistra, come al centro (per non parlar del trasformista Fini eh).

Dunque, sarà il caso di ricordare i nomi quando sarà il momento. Per fargli pagare i danni.

MA siccome a te piace la cultura dell'odio che suggerisce minacce e violenza che ci è costata fin troppo e che prosegue in continuità oggi,

il momento sarà per me, un momento democratico: il voto.

Un momento democratico come l'appuntamento passato col voto.

Tu invece hai qualcosa di diverso da suggerire? E' altro il momento per cui dici di segnarsi i nomi?

Spiegalo e naturalmente non è necessario che ti dica che laddove suggerisci istigazioni di tipo violento, ti segnalerò immediatamente a chi di dovere, visto che di violenza proposta, ce n'é già troppa in questo clima attuale.

Allora:

Segnatevi i nomi adesso, prima che cambino pelle e ricordateveli bene quando sarà il momento.

Spiegati, fuori le palle Civis.

Io ho già pronto nel segnalibri un paio di link dove fare segnalazione, atto civile e dovuto, qualora ravvisassi una tua pericolosa affermazione, cerca di essere prudente mi raccomando, te lo dico lealmente, come si dice, uomo avvisato, mezzo salvato.

 

 

128
23 Nov 2009
alle 22:11

Alieno

voi stessi, azionisti delle società che costruiranno le centrali,che le gestiranno incassando fior di milioni vendendoci ..

Tanto per far du' risate: mi risulta che qui il possidente e benestante è Civis e certo non io, che non mi posso certo permettere di essere azionista di nulla e faccio richiesta per l'assegnazione di casa popolare ogni anno.

Sono in graduatoria. Ma ogni anno, tra raccomandati secondo me e un maggior presenza in lista di richieste, mi va male, malissimo. E tutte le volte che guardo la lista, immagino che sia comprensibile perché... per vedere se è deducibile una priorità di altri su di me, visto che più o meno ci conosciamo tutti e sappiamo chi meglio se la passa o peggio... è sempre più complicato capirlo: la lista aumenta perché aumentano gli immigrati con nomi impronunciabili. Molti punti perché hanno famiglia, figli ed io me la prendo in saccoccia. Sono perfino migliorato nella lista per quanto riguarda il punteggio, ma con questo progressivo ingresso di immigrati, la mia speranza scende come la mia collocazione in lista.

Intanto, però, io la luce la pago più cara anche perché la importiamo l'energia, dal nucleare di più furbi vicini, tutti vivi eh, senza aspettar generazioni, han già pagato di più la mia che continua a pagare, o quella precedente, i miei genitori (riducendo le loro e le mie risorse).

Così oggi ho rinunciato al frigorifero (già un paio d'anni) ed altre cosette, perché quella voce di spesa, non è certo per me interessante, per dirla eufemisticamente.

Niente acqua calda anche. Mi consolano i racconti di mia madre di quando era giovane lei (l'acqua in casa non c'era, si andava alla fonte eh) e non mi lamento troppo.

Ma il bidet me lo faccio, tiro lo sciacquone e la pernacchia ai deliri ambientalisti è il minimo che si può fare. Ambientalismo che colpisce molti uomini duramente, ma certamente si abbatte in modo più tremendo con le categorie più deboli del pianeta (e non essendo io, non mi lamento troppo, ma certo anche le categorie sociali più deboli da noi, non gioiscono per l'ambientalismo che aumenta i costi di tutto eh, è roba de lusso, per fighetti un po' snob, lasciamelo dire, roba che va bene a chi non ha certo bisogno, che sia Carlo d'Inghilterra o Michelle la moglie di Obama, è una farsa..).

Sacerdoti "ambientalisti"?

Quando ne incontro uno cito volentieri una frase di un film, Platoon, dove al soldato volontario Chris Taylor gli viene detto:

"Bisogna essere proprio ricchi per pensarla così".

Ciao, buona serata ;-)

 

 

 

127
23 Nov 2009
alle 21:57

Alieno

 piloti di An... in origine, anzi, Msi.

 

126
23 Nov 2009
alle 21:54

Alieno

Claudio, 124: vabbè, il tuo è un commento che non necessita di risposte, si commenta da solo ed è già utile per far emergere cosa ti muove, quando vai oltre la pura invettiva ideologica, l'antiberlusconismo e tutto l'armamentario odiologico che ormai conosciamo tutti, son 14 anni che si manifesta eh.

Tuttavia, anche se sono scettico perché la tua ideologizzazione (anzi, odiologizzazione) appare troppo marcata per ragionare o almeno per aver speranza di essere considerato in un confronto più serio, ci provo.

Le banche: ti sbagli, le banche sono come la mafia! Fanno affari con tutti e condizionano tutti, non hanno i limiti delle collocazioni geometriche destra-sinistra.

Le banche ... ma proprio a me, toscano, mi devi dire delle banche? Prendi il potentato Monte dei Paschi di Siena: di chi sarà amica secondo te? Nel direttivo ci finiscono solo esponenti del Pd (ieri Ds ed in quota minore margherita).

Per non parlare delle banche di D'alemiana memoria, (o fassiniana anche) con certe intercettazioni...

Che poi fanno cartello. E credimi: condivido il tuo sentimento apro sulle banche che fanno strozzinaggio.

Ci divide solo la tua analisi di parte, un  po' da ultrà che le vorrebbe amiche di una sola parte politica, fatto che mi pare ridicolo.

Come piccola impresa, poi, stai tranquillo: amici veri non ne hai. Né a destra né a sinistra, né al centro. Fini è ingrassato coi voti degli statali, la sinistra, il centro, con la grande industria, la sinistra estrema con gli operai (oggi meglio rappresentati dalla Lega parrebbe)...

E' una questione seria: chi rappresenta le tante piccole imprese, le imprese familiari, gli autonomi...?

Bene nessuno. Solo che la sinistra sopra ci ha impostato una campagna di odio mica da ridere sulle piccole imprese, piccoli commercianti, piccoli professionisti, trattati come delinquenti sociali, criminalizzati...

Un repertorio odiologico ancora oggi duro da estinguere.

Poi: tu stesso dici che la tassazione schifosa ed indecente è dovuta a 50 anni di ladrocini di politici e partiti.

Bene! Benissimo. E Berlusconi però non c'era 50 anni fa, dunque???

Chi c'era? Dc e Pci. Ringraziamoli dunque.

Vogliamo parlare di ciò che hanno fatto, per esempio, i sindacati al nostro Paese? A parte essere casta (di non lavoratori per cominciare) e corporazioni ricchissime (perché derivate dalle corporazioni del socialismo fascista eh), hanno creato degli squilibri incredibili: scuole con pletore di insegnanti inutili, imbucate a forza, per quantità (qualità assente e sempre più deteriore) ed oggi la scuola è quella che è.

P.A. elefantiaca, bizantina, lentissima, inefficiente, dove l'assenteismo forse non è nemmeno il peggiore dei suoi problemi. Ce li ha messi Berlusconi dici?

E tutto ciò ci costa, costa tantissimo.

Spese allegre per politiche di facile consenso e demagogia ideologica che hanno gonfiato il debito a dismisura.

E mille altre cose.

Per lavorare all'Enel, ti assicuro, la raccomandazione è raramente altra che di sinistra, così come fu per la Telecom. Per l'Alitalia, mi spiegò un mio parente di Roma, per esempio, cambiava un po' il discorso: piloti di An, personale qualificato (tantissimo, esagerato) tra hostess e stewart, un vero bacino di voti del feudo Andreottiano (Dc) e generici ecc, la solita sinistra (con sindacati organici al partito Pci).

Abbiamo visto, infatti, che è stato dell'Alitalia.

Insomma, comprendo e legittimo il tuo non simpatizzare per Berlusconi. Ma la sovradimensione delle responsabilità da imputargli, lo fanno una divinità, per quanto maligna, che non può certo essere.

D'altra parte:  non ci si crede più alla tua propaganda,figurati non crediamo al bauscia buffone e andiamo a credere a te.

Svegliati: ve le raccontate da soli le balle adesso, oltre a raccontarle altre? Poi finite per crederci voi stessi e arrivano le delusioni, perché la realtà magari è distante.

1) Non faccio propaganda, ma contrasto quella anti-berlusconista, è diverso.

2) A credere in Berlusconi, da 14 anni, piaccia o dispiaccia, sono proprio tanti. Dunque, se il tuo non è un plurale majestatis, proprio non capisco di qual titolo rappresentativo ti investi.

Il consenso intorno a Berlusconi, resta in 14 anni il più considerevole. Forza Italia è stato il partito con più elettori fintanto che è esistito e tutt'oggi, la percentuale detratti i finiani nel PdL, di consensi, resta assolutamente quello più rilevante. Il Pd si attesta intorno al 20%, Berlusconi gira intorno al 40%. Ed il Pd è la forza più rilevante dopo quella che esprime consenso a Berlusconi.

PErché da 14 anni continua a credergli, perchè da 14 evidentemente i buffoni sono gli anti-berlusconisti come te ed a quelli come te non credono.

Svegliati.

La tua opinione è legittima, ma non cagare fuori dal vaso, resta nella realtà, proprio te lo deve dire un

alieno

125
23 Nov 2009
alle 21:39

civis romanus sum

124. ,,, ridateci i nostri soldi.

Ormai ,,, sono bell'e andati ad ingrassar panze fasciste.

Piuttosto, sarà il caso di fargli pagare almeno i danni, il paese è alla catastrofe ,,, Segnatevi i nomi adesso, prima che cambino pelle e ricordateveli bene quando sarà il momento.

124
23 Nov 2009
alle 21:30

claudio

Eheheh Alieno mi ricordi qualcuno....disfattista!!!E via con l'olio di ricino ahaha

Non è sfascismo è realismo caro Alieno...basta sfoderarsi gli occhi dai prosciuttini Rai Mediaset e vi accorgerete che questo paese è al ridicolo,solo lo psicopatico presidente del consiglio e la sua corte di pagliacci crede di essere considerato all'estero e che  l'Italia sia un grande paese.

DIci che la scelta ambientalista ha prodotto disoccupazione?Forse...ma la tua idea di occupazione qual'è Alieno??Tanti operaietti schiavi pronti a morire per consentire al premier di andare in giro per il mondo a raccontare la favoletta che stiamo tutti benone,come all'Eternit,a Seveso,alla Thiessen?

Mentre tu ti sollazzi ipotizzando chissà quanti posti di lavoro per costruire le centrali nucleari che ci avveleneranno io mi preoccupo del tuo presunto e non oggettivo disastro ambientale,perchè il mondo che io voglio lasciare ai miei figli non è la landa desolata che desideri tu,stile Chernobyl(anche lì era presunto e non oggettivo).

Sudditanza dici,e lo dici come se ti interessasse davvero,quando proprio il concentrato di idiozia che hai votato è il più viscido e servile essere che io abbia mai visto.Schiavo degli Usa al punto da mandare a morire ragazzi in deserti di merda,schiavo di Putin al punto da pagare signorine allegre con i soldi dei contribuenti per farlo sollazzare.

Dai Alieno non ci si crede più alla tua propaganda,figurati non crediamo al bauscia buffone e andiamo a credere a te.

Volete le centrali per affondare le mani nei soldi del popolo italiano e ingrassare i vostri amici..Enel e company,e voi stessi, azionisti delle società che costruiranno le centrali,che le gestiranno incassando fior di milioni vendendoci l'elettricità allo stesso prezzo di prima e magari con qualche unatantum per recuperare i soldi spesi,e moriremo di tumore,disoccupati e poveri come prima,mentre il tuo padrone si arrcchirà ancora di più alla faccia dei polli che lo idolatrano come salvatore della patria.

Sulle piccole imprese è meglio che non parli,almeno con me.

Io sono una piccola impresa,e lavoro proprio nel campo e non è il nucleare a farmi tirare la cinghia,ma gli intrallazzi dei tuoi amichetti in borsa,lo strozzinaggio delle banche(indovina un pò?Sempre dei tuoi amichetti)e la tassazione schifosa ed indecente dovuta a cinquant'anni di ladrocini di politici e partiti.Ecco cosa ci ha messo in ginocchio bello,non certo il nucleare.Inventatene un altra e ridateci i nostri soldi. 

 

123
23 Nov 2009
alle 20:21

Alieno

Claudio: se saltano quelle francesi, a noi non va liscia. Nel frattempo però le economie hanno prodotto cose diverse, anche nell'impatto delle politiche sociali (per esempio disoccupati, precari, contratti di lavoro, infrastrutture, impianti come la scuola ecc.) nonché permettendo una più agile destinazione di risorse alla ricerca di risorse alternative anche in campo energetico.

Le scelte ambientaliste da noi, dunque, hanno prodotto più svantaggi che vantaggi pensando ai nostri colleghi europei (Francia, Germania, Inghilterra ecc) e naturalmente, inutile dirlo, quelle scelte scellerate, pesano sulle categorie più deboli.

Nel frattempo siamo ancora qui, vivi, come i francesi. Ma sicuramente in un ruolo diverso, anche di sudditanza nelle grandi decisioni comunitarie, anche per l'apporto della scelta sbagliata sul nucleare che fu fortemente ideologica, fortemente adulterata nella campagna di disinformazione ed è paradossale che oggi molti guardano ad altre realtà europee come modelli, disprezzando oggi come ieri il nostro Paese e però, LORO il nucleare ce l'hanno, noi abbiamo solo avuto un deficit in questa storia, un pesantissimo deficit, rendendoci arretrati, meno competitivi, peggio collocati nel ruolo europeo e soprattutto, con politiche sociali più disperati, perché è ovvio che le politiche sociali "costano" e noi ci siamo inflitti giù un superiore costo per simili scelte disgraziate, come non fosse bastato un debito pubblico che è un'idrovora.

Dunque, questo è il tuo primo, secondo, terzo errore.

Non approvo il disfattismo, lo sfascismo sul nostro Paese. Che ha un suo profondo limite anche in questo approccio ideologizzato per cui in Italia non meritiamo riconoscimento, ma solo eterno fallimento e sudditanza.

Le speculazioni, anche criminali, infatti, sono ovunque, non c'é solo la mafia italiana. C'è per esempio anche nell'Onu che ci racconta incredibili storie come oil for food. Tuttavia abbiamo riconosciuto una sacralità dell'Onu, mica abbiamo detto che l'Onu non doveva fare pù nulla, macché.

Perché l'approccio ideologico disfattista e sfascista che si riserva all'Italia è ossessivo, radicato, fondamentalista. Non ci si contenta di parlar male di noi da noi, ma si va all'estero a farlo, alé.

L'Italia ha dato ampiamente dimostrazione al mondo intero che ciò che produce di buono e sicuro è il parmigiano reggiano..

aldilà del sarcasmo. Ti par poco? Io anni ed anni fa, tanti anni fa, ho rischiato l'infezione aids in francia. Sai perché? Perché in francia la banca del sangue aveva taciuto delle sue riserve infette, continuando a distribuirle per anni ed anni, ecco la sanità francese che per anni ed anni mi ha fatto vivere con il buco del culo piccino così (allora poco si sapeva dell'aids e anche i test non erano così precisi per togliersi il dubbio facilmente).

Ma conosciamo adulterazioni di ogni tipo. Tra l'altro, curioso: sono proprio i detrattori del nucleare italiani che ci raccontano di come i francesi nascondano certi dannetti recenti di acqua pesante finita nel posto sbagliato...

L'Italia merita e vale molto di più di quello che dici ed è ora di finirla con questa dittatura del pensiero per cui l'Italia deve avere l'eterno complesso di inferiorità, colpevole di peccato originale perché, per dire, ha avuto 20 anni di fascismo (la Spagna molti più di noi eh!) e perché il Pci non ha mai vinto qui la sua rivoluzione.

La Francia è anche il luogo delle banlieux. Il luogo da dove partono i militari a difendere gli interessi delle multinazionali nel mondo (a partire da quelle sugli idrocarburi) senza tante storie.

L'inghilterra è quella che dilapida il suo potenziale e vede il sopravanzamento dell'Italia, ieri con Craxi, a loro la cura dimagrande della Tacher, oggi con il Berlusca. E' quella che coltiva l'odio anti-nazionale ed anti-occidentale in politiche scellerate fallimentari di integrazione, dove generazioni fresche odiano il Paese in cui sono nati più dei loro avi nemmen nati lì e progettano attentati.

La Germania, ti assicuro operando da anni ed anni nel commercio e nel turismo, è quella dai turisti meno generosi e più antipatici (solo negli ultimi anni c'é una correzione di tendenza), assolutamente incapaci di minime adesioni ai comportamenti civili, quanto e più nel loro paese invece, sono perfin pignoli. Ma non qui dove applicano  tutto il peggio della sregolatezza. Sulla strada, dentro un appartamento in affitto..

Ovviamente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, tantomeno una svastica, ci mancherebbe. Ma sarebbe così facile, eh, se sarebbe facile fare come fanno certi nostri collegi, mafia, mandolino spaghetti e tra l'altro, con la complicità di molti italiani che l'Italia l'han sempre disprezzata e detestata di brutto.

Ovvio che se si affonda un minimo di speranza, fiducia come fai tu, l'Italia vedrà inesorabilmente la prevaricazione dei suoi difetti e non l'esaltazione o la costruzione di virtù. E' un ancoraggio culturale-ideologico che va abbattuto come tanti altri muri, alimentato da un forte pregiudizio che mi risulta insopportabile.

Ad ogni modo, se sei insoddisfatto, iscriviti alla Lega Padana, dove appunto, di speranze, ottimismo per Roma ladrona e Sud, poche se ne anno e la pensano come te in fondo.

Mentre io osservo che è una forza promotrice di nuove impostazioni e mentalità, più "virtuose".

Intanto però, centrali ovunque, Francia, Svizzera, Germania, Inghilterra.

Ora pensando alla Svizzera, per non dire gli altri, io fatico a vedere "nemici" dell'ambiente, soggetti che odiano il verde e non lo rispettano. Tanto per rimanere ai "confini", a breve distanza da noi, mica c'é solo la Francia.

Però in Svizzera il nucleare è la seconda fonte energetica. Intorno al 40% della produzione energetica. Ed è in progetto la costruzione di altre centrali. Ce ne sono 5 e la svizzera è il territorio che è, non proprio enorme.

Ovvio che nel dibattito, la condizione dell'Europa è scomoda dove altrimenti, nel disprezzo per l'Italia, si vuole l'Europa modello irrangiungibile e sacro.

Ecco che allora si ripiega in trincea: sì, l'Europa il nucleare ce l'ha (se è per questo, crea meno problemi anche per varie Tav o migliorie infrastrutturali e però non ci sono crociate ambientaliste ossessive mi pare: come mai?), però noi non ce lo meritiamo, non possiamo, per carità, solo mafia, mandolini, spaghetti e parmigiano, per l'eternità.

E sì che la nostra competenza tecnologica, la esportiamo in tutto il mondo!!

Un po' sarà anche perché è vero che nemo patriam quia magna est amat, sed quia sua, ma c'è molta ideologia che non ama nemmeno la roba sua, tranne quando è opportuno recitare la parte. Per esempio, in funzione anti-leghista o anti-berlusconista.

Del resto, il tuo è uno sfascismo preoccupante. centrali nucleari no. C'è la mafia. Ma c'é per tutto la mafia (anche attivissima sui temi ambientali, le eco-mafie sono un business ormai consolidato).

Allora così proponi a parte un fascista sfascismo? Abbandoniamo il sud al suo destino? non investiamo più al Sud?

Non lo facciamo più in Italia? Accettabile il ragionamento, la fede e la fiducia sono atti anche di spontaneità, non è che si possano imporre.

Però non ci si lamenti più se le cose vanno male almeno, perchè nulla si vorrebbe fare.

E se qualcosa da fare c'é, allora facciamolo e dunque si possono fare ponti, strade, centrali nucleari.

Mi pare che il problema, per alcuni, è proprio che si tenti di fare qualcosa. Ci si oppone al cambiamento perché:

1) Lo fa chi è non riconosciuto legittimo a fare, per quanto italiano ed un risultato apprezzabile, dunque, lo rafforza, meglio fallisca, anzi, che muoia sansone con tutti i filistei piuttosto.

2) Permette di mantenere i privilegi attuali. Compresa la pretesa superiorità morale ecc.

E così via.

Ad ogni modo, l'importante è che tutto si svolga in democrazia, giusto o sbagliato che sia, che governi chi democraticamente è eletto, poi a fine legislatura, sarà un bilancio da fare e democraticamente si decide se confermare oppure no.

A Napoli come in Campania, hanno per esempio mantenuto per 15 l'amministrazione della sinistra. Hanno confermato per quale motivo? Risultati? 15 anni di Bassolino-Jervolino perché la gestione del territorio e la sua pulizia (compresa la pulizia dalla criminalità organizzata) è indiscutibilmente di successo?

:-)))

Evidente che la criminalità trovi il modo di accordarsi con tutti, aldilà delle ripartizioni geometriche destra-sinistra, ma già è un progresso nella riflessione buttare giù il muro ideologico con la presunta superiorità morale che ancora si esita a rivedere con umiltà ed anche, con oggettiva osservazione.

Nel mondo, si continuano a costruire e mantenere centrali nucleari. In tutto il mondo, nessun sistema si basa e si appoggia su un'unica fonte energetica (nessun Paese ha solo centrali nucleari per produrre energia), mentre c'é una minima diversificazione.

Ciò è saggio e logico anche in una logica del frazionamento dei rischi di investimento, in prospettiva. Come in ogni investimento in prospettiva, muta la variabile di ripartizione in questo o quello, dunque non tutti i Paesi hanno il rapporto produzione Svizzero (non noti gli svizzeri per essere nemici dell'ambiente mi risulta), il 38% di energia nucleare, ma poche le realtà dove l'ideologizzazione è stata così aspra da eliminare del tutto la possibilità della risorsa nucleare.

Dunque: abbiamo da una parte un presunto e non oggettivo disastro ambientale.

Ma abbiamo un dato oggettivo: un disastro sociale-economico, perché è palese che a pagare quella scelta, sono state le nostre imprese, soprattutto le più piccole, meno competitive, i singoli cittadini ed in generale, con meno possibilità e più costi di altri, le politiche sociali a favore delle categorie più deboli.

 

 

122
23 Nov 2009
alle 20:08

civis romanus sum

Due notiziole fresche fresche che seppelliscono le pretese antiambientaliste dei cafoncelli clerofascisti nel cassonetto da dove provengono.

1) Reuters. (23 nov 2009). Le concentrazioni di gas serra, la principale causa del riscaldamento globale del pianeta, sono al livello più alto mai raggiunto finora e continuano ad aumentare, secondo quanto riferito oggi dall'Organizzazione meteorologica mondiale dell'Onu.

Il responsabile dell'Agenzia, Michel Jarraud, ha puntualizzato che la tendenza in atto potrebbe indirizzare il pianeta sulla via delle stime più pessimistiche per quanto riguarda l'innalzamento delle temperature nei prossimi decenni, e ha aggiunto che questo fenomeno sottolinea la necessità di un'azione urgente.

2)  Usa, Three Mile Island: fuga radioattiva,
venti persone "leggermente contaminate"


Evacuati tutti i 150 dipendenti della centrale, trent'anni fa teatro del peggior incidente nucleare negli Stati Uniti

da "Il Messaggero"

ROMA (22 novembre) - Una ventina di persone, sui 150 dipendenti presenti, sono rimaste leggermente contaminate per una fuga verificatasi nella centrale nucleare di Three Mile Island, in Pennsylvania, nota per il grave incidente che trent'anni fa portò alla decisione di non costruire più centrali nucleari negli Stati Uniti. Ne dà notizia il New York Daily News online, secondo il quale le persone coinvolte sarebbero tutti lavoratori impiegati nella centrale, che sarebbero stati esposti ad un «livello basso di contaminazione».

L'incidente ha avuto luogo alle 16 di ieri: allo scattare dell'allarme tutti i 150 dipendenti della centrale sono stati evacuati.  Non si conoscono le cause della fuga radioattiva.

Il 28 marzo 1979 una valvola nel reattore-chiave della centrale si guastò, dando inizio al peggior incidente nucleare nella storia Usa, da alcuni ritenuto anche il più grave disastro del nucleare civile dopo Chernobyl. Non vi furono morti dirette, ma dopo quel grave episodio negli Stati Uniti non venne più costruita alcuna centrale nucleare.

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Clicca ----> Qui  invece per un educativo filmato dalla Francia contaminata dalle scorie nucleari. 

121
23 Nov 2009
alle 19:22

claudio

Energia nucleare prodotta in Francia a pochi Km da noi.....cita l'Alieno,come dire visto che se salta una centrale in francia saremmo comunque ridotti a pattume....e allora perchè non costruirne di uguali da noi,se saltano e sicuramente salteranno saremo pattume con più soldi in tasca.

Primo errore

L'Italia ha dato ampiamente dimostrazione al mondo intero che ciò che produce di buono e sicuro è il parmigiano reggiano...dighe,autostrade,ponti e centrali nucleari non sono cosa nostra,,o meglio sono di cosa nostra e i risultati li abbiamo sotto gli occhi da decenni.

Secondo errore

L'Italia è un paese dove smaltire la volgare munnezza è un emergenza cosa sarebbe di noi e della nostra salute con le scorie nucleari pare che all'Alieno come all'accozzaglia di criminali al governo sembra non fregare molto.

Eppure questo governo quando si tratta di mantenere il culetto sulle poltrone così ricche e soddisfacenti a gran voce si inalbera invocando il presunto volere del popolo,quando si tratta di rispettare realmente il volere del popolo espresso nei referendum improvvisamente siam tutti degli stronzi imbecilli che di nucleare non capiscono niente.Capiscono tutto loro invece,decantando la sicurezza delle nuove centrali di terza generazione,centrali che in realtà non esistono e ricordando la panzana sparata in altro post,non ve ne sono in costruzione in nessuna parte del mondo.

Quindi via con la costruzione di nuove e modernissime centrali,tanto se fanno come la Salerno reggio io e i miei discendenti sino alla quarta generazione saremo già passati a miglior vita.Gli altri si arrangino

120
23 Nov 2009
alle 19:07

Alieno

Enrico, al 111:

il problema di New Orleans devastata da Katrina, parte molto più lontano.

Che senso dovrebbe avere, se non ideologico, buttarci dentro Bush e non, l'amministrazione democratica precedente? Clinton per esempio.

Io sono partito dal 1977: quando per salvare un mollusco o un pesce, senza alcuna documentazione, ma funzionalmente alla liturgia del credo ambientalista, si impose infine di non fare dei lavori che oggi, probabilmente, avrebbero meno cadaveri sulle spalle.

Da togliersi dalla testa, comunque, l'idea che l'uomo sappia evitare disastri e catastrofi del pianeta terra, che non è una divinità che si "vendica" o "progetta", né pensa, non ha idea di cosa sia giusto o sbagliato, buono o cattivo, bello o brutto e che ai nostri occhi, si mostra perfino tremendamente auto-distruttiva e non solo distruttiva con creature di ogni genere e specie.

Però, infilarci solo Bush ricorda l'estrema ideologizzazione nell'analisi che non parte dall'inizio, ma dalla fine: la conclusione è un pregiudizio, non un giudizio, già scritto e per cui associare processi analitici.

In questo caso si voleva dimostrare che Bush è un mostro.

In Italia si fa allegramente con Berlusconi, imputandogli i problemi di ogni tipo, scuola o anche questioni "morali" che in realtà, sappiamo venire da molto più lontano di lui (anche nella stessa Chiesa, non solo nella Dc o nel Pci eh).

Che poi le responsabilità si spalmino e si distribuiscano e non restino in una semplificatoria attribuzione, beh, questo è probabile e doveroso pensarlo. In sintesi: ciascuno ci mette del suo. Bush ha avuto doppio mandato, figurati se non ha responsabilità, lungi da me renderlo "sacro", inviolabile alla critica che pure io ho fatto tante volte in passato su altri temi.

Ma gli altri, dove sono? New Orleans nn nasce con il mandato di Bush e lo sappiamo bene.

Giusto dunque far chiarezza nel dibattito. Ad ogni modo, ti invito a completare il post, perché risulta spezzato, non terminato ed ormai, beh, volevo leggerlo tutto, è sempre interessante aprire la riflessione a punti di vista diversi tra loro e questo pure.

Oppure manca solo la "a" di Casa Bianca? Boh.

Intanto è bene ricordare che quell'uragano non è né "la vendetta di Dio" contro gli Usa, tantomeno la vendetta di "Kyoto" contro gli stessi. Questi deliri abbiamo avuto modo di sentirli e nulla hanno dietro di "scientifico" supporto, di ragionevole.

Da osservare: l'Uragano ha colpito il golfo del Messico, colpito le Bahamas, il sud della Florida, Cuba, la Lousiana e specialmente New Orleans, il Mississippi, l'Alabama, in generale la parte centro-orientale del Nord america.

Uragano violento. Ma un uragano lo è per sua natura, evento naturale violento. E nemmeno da record, Katrina: venti a 280 km/h, pressione minima a 902 millibar, cioè notevole ma non eccezionale dal punto di vista "scientifico".

Semmai è più eccezionale il suo colpire una zona in cui gli uragani arrivano raramente (ma arrivano, non sono sconosciuti) e il fatto che la concentrazione di precipitazioni ha colpito casualmente una zona densamente popolata.

Ma bisogna far pulizia ragionando in termini di mentalità "scientifica"? facciamolo: un normale uragano come tanti e sforna l'Atlantico.

Dunque: solo le solibe bufale catastrofistiche possono correrarlo con un disastro climatico, il cui presunto impatto antropogenico si vorrebbe verità assoluta.

In realtà: l'uragano è del 2005. Nel 2006 la stagione di uragani è stata poco attiva. Ancora più irrilevante quella del 2007.

Insignificante quella del 2008. Poche le tempeste tropicali mutate in Uragano. Meno delle dita di una mano.

Già qui possiamo smentire le urla degli eco-ballisti, che tutto hanno tranne che una mentalità di tipo scientifico per quanto la rivendichino a sé.

Noi, del resto, non siamo da meno:

rispetto alle bufale verdi e cocomeraie alla Pecoraro Scanio per intenderci, dove ci si proponeva il terrorismo della siccità e desertificazione del nord Italia e della pianura padana e tutto basandosi sull'osservazione tra il 2002 ed il 2007 dove quelle regioni hanno visto un deficit idrico in alcuni casi significativo,

... beh, poi abbiamo visto tutt'altro:

nubifragi, frane, allagamenti, grandine, neve che disperati operatori turistici non sapevano più dove ammucchiare spalandola, nevicate sulle Alpi perfino da Giugn a Luglio ad Agosto...

Ovvio che prendano in esame ciò che vogliono prendere in esame e con il loro terrorismo, ci tormentano riducendoci a fare come con gli oroscopi: si ricordano solo gli eventi azzeccati (includendo per azzeccati anche quelli di dubbio per entrare nel merito magari ampio) perché l'uomo poi ha memoria corta e certo, le tragedie restano meglio impresse tra l'altro, dunque se c'è un martellamento mediatico a parlar di tragedia degli effetti del surriscaldamento, beh, il giochetto paga.

A Giugno 2008, i teorici del Global warming (d'ora in poi Gw), hanno lanciato l'ennesimo allarme minatorio: "Quest'anno la calotta polare artica si scioglierà completamente. diventerà tutta acqua liquida".

Beh, il ghiaccio del polo è ancora lì. Anzi, ad agosto del 2008 si osservava che i ghiacci del polo nord hanno 1000 km di estensione in più rispetto alla stessa data dell'anno prima, 2007!!

Mi pare palese che in corso ci sia una sorta di religione che porta con sé un bigottismo esasperante che minaccia anche una ragione, anche una ragione "scientifica".

Ancora stiamo aspettando gli annunciati (e via via opportunamente corretti e rimandati) risultati: milioni di persone uccise perché il livello dei mari si è innalzato tanto da seppellirli, (anzi, affogarli).

Giocano con le ipotesi facendo modellini che pretendono essere più attendibili e funzionali di quelli da Vespa a Porta a Porta, quando ci sono gravi fatti di cronaca nera.

Solo che da Vespa, l'equilibrio è tale per cui non si assume il modellino a presuntuosa risposta, verità assoluta nella ipotesi di ricostruzione. Mentre nel culto ambientalista si fa.

Dunque plastici, modellini, riconostruzioni documentaristiche con il Mare che minaccia Vicenza o Calcutta.

E che palle!

Invece non risulta alcun trend progressivo. Oltretutto è discutibile il periodo che via via si prende in esame per farne analisi e conclusione!

Ancora dubbia la spiegazione scientifica poi, del fatto che los scioglimento dei ghiacci fa alzare i livello dei mari.

Il livello si alza se introduciamo del ghiaccio nel bicchiere e non se già c'é e si scioglie.

La maggior parte dei ghiacci delle calotte polari si trova già sotto il livello del mare.

L'acqua che emerge come ghiaccio non aumenta il livello. Basta prendere un cubetto di ghiaccio, metterlo nel bicchiere ed osservare. Possibile che questa religione imponga dogmi e bigottismo fino a non dover nemmeno più rispondere, non avere domande?

Il ghiaccio che si scioglie occupava lo spazio che sarà occupato dalla versione liquida, perché il livello dovrebbe alzarsi?

Nulla si crea e nulla si distrugge eppure menti anche brillanti nel blog sono così indottrinate da propormi quesiti (e certo io non sono scenziato eh) incredibili: come si fa crescere una pianta senza acqua?

E come la distruggiamo l'acqua? Al massimo la mutiamo in ghiaccio o vapore, cioè cambia lo "stato", ma non è di questo che si parla e purtroppo si ride: per qualcuno è proprio così: l'uomo si beve l'acqua o la usa per coltivare e quella, sim salabim, sparirebbe.

E' un culto ottuso quello che si propone nell'opinione pubblica. Quello con iniziative tremende che dicono di non farsi il bidet, pensate ai poveri africani. Come se zampillasse l'acqua del bidet non usata nell'africa subshariana di conseguenza!

Oppure l'ultima è quella di pisciare sulle balle di fieno, roba da delirio.

L'acqua raggiunge il minimo volume alla temperatura di 4 gradi. Se passa a temperature sotto zero (diventando ghiaccio), semmai il volume è maggiore, dunque a temperature più alte (4 gradi in forma liquida) occupa ancora meno spazio!!!

Senza contare dove abilmente si confondono fenomeni locali di erosione costiera, marina (dipendono da fattori geologici, orografici, dalle correnti e nulla c'entrano con il global warming) e si trascura di dire, onestamente, che altrove, localmente, magari le spiaggie si allungano toh.

C'è un clima di profonda disonestà intellettuale che impone un bigottismo che nulla ha di scientifico o ragionevole che inquina sistematicamente il dibattito e va certamente ripulito.

E via continuando.

 

 

119
23 Nov 2009
alle 18:25

salvatore

Alieno 117,

ora hai adoperato la fallacia de "l'uomo di paglia", inventandoti, a comodo tuo, quanto io richiamo al riguardo de

- la tua maleducazione nell'incollare abitualmente lunghi articoli in quantità industriale,

- lo scrivere interminabili trogloditici mastodontici commenti,

richiamo a tutti chiaro, meno che alla tua prepotenza logorroica che però qua è senza parole nel merito non potendo proprio negare che i 2 (due) comportamenti qui sopra siano

scorretti, maleducati, monopolizzatori, dannosi per la lettura veloce e fruibile etc etc, per i chiati motivi elencat anche da Jack, riportati pure al mio post precedente.

E non ti è chiara neppure la timidissima frase di don Padrini

<Ho anche già chiesto di fatto ad Alieno di essere più conciso, come gesto di buona volontà onde permettere una lettura più veloce e fruibile.>

Te ne puoi inventare a iosa di contraddizioni inesistenti sulla mia denuncia pubblica della tua maleducazione, denuncia che  cesserà soltanto quando cesserà la tua violenza da cafone.

118
23 Nov 2009
alle 18:20

civis romanus sum

Ecco Cd, dicevo ,,, cercando di farmi spazio attraverso la nebbia di guerra sparsa a piene mani dal sempre più nervoso ( ,,, il suo nano profeta deve essere in difficoltà ) e poco responsabile alieno che alla vista del solo nome di Marx ha "dato di matto" ,,, francamente e in coscienza e mi appello a te che mi sembri il più aderente alla realtà tra i fedeli qui:

Visti i risultati, di fronte alla catastrofe di un miliardo di morti di fame ,,, Non sarebbe il caso di affidarsi di più al Linguaggio Universale della Scienza per risolvere le cose di questo mondo marcando sapientemente e con più convinzione il confine tra scienza e fede ?

In questo senso: Alla scienza il compito di risolvere i problemi del mondo fisico ,,, alla fede i problemi del mondo meta-fisico, senza interferenze nell'uno e nell'altro caso.

 

117
23 Nov 2009
alle 17:56

Alieno

Oibò, Sal.. ti faccio notare che se faccio "incollaggio" cito le fonti. Se non lo faccio, scrivo di getto ed elaboro fonti ed è farina del mio sacco con la farina di altri, ma a quel punto, si ragiona con la mia firma.

Ma a te naturalmente, resta la logica del discredito " a prescindere". Mi contesti che non cito le fonti e quando lo faccio, gli incollaggi.

Non è che debba "suntare" necessariamente perché non ti riconosco legittimo a darmi regole, il tuo è atto di pretesa prepotenza.

Dove ritengo funzionale la sintesi per esser meglio compreso, sintetizzo. Dove ritengo che la sintesi comporti una riduzione della riflessione o del mio contributo, non faccio sintesi.

Arrangiati. Ho solo io uno svantaggio eventualmente, se il mio commento non è fruibile, mi pare. Il tuo è un muoversi ossessivo nei miei confronti. Anche se scrivessi 3 parole avresti da ridire: che non rispondo o che sono Ot. Qualcosa ti inventi sempre, ma il tuo problema, è solo che sei intollerante e non ti va giù che io sia qui con il mio punto di vista, non prendiamoci in giro eh.

Buona serata.

 

 

116
23 Nov 2009
alle 17:51

Alieno

Sal: infatti, nn è adesivo. Jack non mi pare ossessionato come te,

Segnalavo solo come tu lo strumentalizzassi immediatamente.

Non è simpatico essere prontamente strumentalizzati e farglielo notare, ironicamente, mi sembrava utile.

Del resto vedo che strumentalizzi come puoi pure il Don, martellantemente. Un martellamento in stile Repubblica mi pare, hehe.

 

 

 

115
23 Nov 2009
alle 17:44

salvatore

Alieno 105 scrivi

<Jack, 98:
suvvia, avevo più fiducia sulle tue possibilità ed invece ti lasci strumentalizzare da un Salvatore che continuamente ti cita come adesivo alla sua crociata anti-aliena, eheh.
>

In tutta evidenza Jack non è adesivo a quella che tu definisci "crociata anti-aliena", semplici richiami invece alla buona educazione, da te incontestati nel merito, e non può certo evitare che io lo citi (beninteso a meno che non voglia smentirsi o semplicemente chiedermelo) per la comodità di servirmi della sua limpida sintesi delle caratteristiche del tuo comportamento sleale.

E, visto che eviti accuratamente di rispondere nel merito del mio 97 sulla qualità della tua conclamata scorrettezza maleducata e prepotente,

mi diverto a riproporlo, nel mio commneto 97, all'attenzione dei lettori, sempre cosciente di occupare una piccola frazione dello spazio del blog, del quale ti appropri tu, che con la solita violenza cerchi di monopolizzarlo:

[[[La rabbia e la frustrazione per essere incapace di scrivere concisamente, e di non saper riassumere, sforzando le MENINGI oltre che la sua povera tastiera,

costringe ALIENO a postare con la consueta maleducazione da TROLL, e con la consueta prepotenza fascista, una quantità di articoli e di pagine che le persone per bene avrebbero suntato e poi linkato.


Alieno, hai qualche grave tara mentale che ti costringe a comportarti sempre da CAFONE, e tanto sleale , visto che il tuo stesso comportamento depotenzia i tuoi argomenti e delegittima te come affidabile interlocutore,

come segnalatoti da Jack,

"La logorroicita' dei tuoi post non e' infatti casuale, ma del tutto funzionale alla tua strategia che consiste nel sistematicamente confondere, manipolare e distorcere il senso del discorso, il che oltre ad essere scorretto nei confronti di chi interloquisce ti porta a monopolizzare il blog a danno di tutti. Ma forse anche qui c'e' un intenzione: non riesci a prevalere qualitativamente, quindi cerchi di farlo quantitativamente, sommergendo ogni altro commento coi tuoi post chilometrici, annacquando anche il miglior vino con la tua incontinenza."
al suo 94, tutto da leggere ---> qui

e dimenticando cocciutamente quanto scritto da don Padrini:
<Ho anche già chiesto di fatto ad Alieno di essere più conciso, come gesto di buona volontà onde permettere una lettura più veloce e fruibile.>

il quale non potrà poi lamentarsi se,

in assenza del suo doveroso lavoro di moderazione,

i suoi threads si trasformeranno con il mio convinto apporto in una palestra di incollaggi piuttosto che in un sensato e trasparente dibattito...]]

114
23 Nov 2009
alle 17:33

Alieno

Civis: ti sbagli! Sarà la ragione a sconfiggere la tua ideologia e non la mia religione.

Perché l'attuale è una ragione sacrificata all'altare del delirio ideologico come il tuo, che pur di aver soddisfazione si taglierebbe gli attributi come certi comitati studenteschi che pur di far contestazione hanno distrutto la scuola o certi operai che han goduto quando il "padrone" ha chiuso poi la fabbrica (nella P.A. invece è una pacchia, la baracca non chiude mai, ma poi arrivano i tagli e si piange pure lì).

Allora: 2 giorni fa, alcuni hackers sono riusciti a entrare nei sistemi dell'University of East Anglia, Gb e rubando dati, si sono imbattuti in mail private tra 2luminari" dell'ecologismo.

Scoprendo una verità imbarazzante: gli scienziati del settore stanno alterando le conclusioni esagerando il fenomeno del "global warming".

Qualcuno ha voglia di chiedersi la ragione di questa manipolazione? A conforto del pensiero unico naturalmente, ecologicamente corretto (corretto come il caffé con la grappa parrebbe prima di mettersi alla guida delle strategie globali, con la conseguente lucidità eh).

Los tesso direttore del dipartimento, Phil Jones, sbattuta in faccia la verità, ha dovuto confermare e cerca di ridurre i danni come può, dicendo che solo una email rivela l'uso di un trucco per alterare le temperature medie di un grafico.

Tanto basta per far comprendere che clima di onestà intellettuale e trasparenza c'é dietro il culto del clima riscaldato dall'uomo.

La teoria antropogenica del global warming, secondo la quale oltre il 90% del riscaldamento osservato sin dagli anni '70 è dovuto all'uomo. Anni di fortissima intromissione ideologica nell'ambiente scientifico (è così che l'omosessualità è stata tolta dal manuale dei disordini mentali: pressioni culturali ed ideologiche, imposizioni di comitati non scientifici tra la comunità scientifica, per dirne una) dove il tema ambientale è stato sparato, inoculato in modo progressivo nel dibattito di ogni tipo: economico, politico, religioso ma anche in quello scientifico.

Ora quel culto comincia ad avere degli strani stridori. Quel muro verde coadiuvato da pazzi che sognavano di rinascer virus letali per risolvere il problema demografico, forse verrà presto giù come il muro di berlino, quando pochi dietro al muro, chiusi,  se lo aspettano.

Ci sono almeno 400 scienziati che già nel 2006 hanno contestato la base scientifica della truffa del secolo: il Protocollo di Kyoto (utilissimo anche per criticare Occidente e Bush e pazienza se non abbiamo visto simile strumentalizzazione per Clinton sotto il cui governo, gli Usa non aderirono lo stesso, a ricordar l'ideologizzazione profonda e radicata dietro il fanatismo).

Anche l'Europa non scherza, con i suoi pacchetti sul clima.

Nel 2008, quegli scienziati sono diventati 650. Ora sono più di 700.

Questo tanto per sbugiardare chi qui dentro delira di "ragione scientifica" e di "unico linguaggio" della scienza, non rendendosi conto che nel tentativo di discreditare altri, finisce da solo in una trappola creata con le proprie mani.

Si costruisce dunque il proprio discredito, giorno per giorno, tra una risata e l'altra, fregandosi le mani, resterà fregato ahimé.

Nel Dicembre del 2008, questa comunità di scienziati che aumenta le sue file giorno per giorno combattendo contro l'intolleranza ed il conformismo conservatorista della pseudo-religione ambientalista, porta le proprie ragioni ed il linguaggio appunto della scienza: esperti nei diversi campi della climatologia, hanno depositato un rapporto al Senato americano, dove c'è tutto il rigoroso e dovuto scetticismo scientifico riguardo alle teorie pagane ed ideologiche del "global warming" che han prodotto le crociate di Kyoto e le guerre sante dei pacchetti sul clima dell'Unione Europea e che si sono infilati, senza scrupolo, su questioni serie, gravissime, come la fame, l'accesso e la sicurezza del cibo per i disgraziati del pianeta, volendo condizionare le strategie di contrasto, a quelle sul clima.

Non si fermano dinanzi a nulla questi fanatici. Ed ho il presentimento e sospetto che il proselitismo neo-pagano ed ideologico sia un bel pezzo avanti anche all'interno del clero cattolico.

Questi scienziati che contestano le presunte teorie ambientaliste, non sono dei parvenu della comunità scientifica. Tra loro, premi Nobel o addirittura, membri dello stesso Ipcc, l'Intergovernmental PAnel on climate Change, cioè l'organismo creato all'interno dell'Onu tra i princpiali resonsbili a fare terrorismo allarmista sul clima.

Da qui i deliri di Ban-ki moon che impostano le strategie globali (un grande spreco assurdo di risorse) sulla questione "clima".

Tra loro, anche scienziati italiani (Zichichi, già in odore di demonizzazione da un pezzo presso i cocomeri nostrani, verdi vuori e rossi dentro infatti), che è un fisico nonché presidente della federazione Mondiale degli Scienziati.

Ivar Giaevar dichiarò: "Sono scettico. Il riscaldamento globale (global warming) è diventato una nuova religione.". Ivar Giaevar è premio Nobel per la fisica.

Ancora: "Il fondamento della tesi secondo cui le emissioni umane di gas serra sono la causa del riscaldamento è quasi del tutto basato sui modelli climatici" ci spiega Joanne Simpson, che è la prima donna al mondo a guadagnare un Phd in meteorologia e definita in questo, "tra i più importanti scienziati degli ultimi 100 anni!".

La Joanne Simpson aggiunge:

"Ora, tutti noi conosciamo la fragilità dei modelli riguardanti il sistema aria-superficie".

Invece putroppo, il fanatismo ambientalista, diffuso ovunque, ha diffuso il verbo: "dati oggettivi, verità inoppugnabili.." altro che ipotesi, teorie o fragilità di modelli climatici.

qualcuno tempo fa qui in questo blog, mi disse che io facessi gran baccano per invasati ambientalisti che sono marginali nel numero, casi eccezionali.

Sbagliato: sono formidabilmente diffusi, insieme ai dogmi del dettato ambientalista ovunque, anche tra i cattolici, perché non contestano quei dogmi eco-ballisti ed almeno se ne fregassero, macché: applicano le loro penitenze, le loro regole, diventando così utili alla religione ambientalista. E del resto, il tema "ambientale" fondato sul "global warming" è ormai presente in ogni politica nazionale ed internazionale, globale nell'agenda, come priorità.

Inutile nascondersi dicendo che quei pazzi sono "pochi" stravaganti che non si incontrano. Li incontriamo per forza, che piaccia o meno, perchè per imposizione, dobbiamo aderirvi tutti ormai, non è solo un culto la cui adesione è opzionale.

Sbagliato dunque minimizzare.

Ancora parole chare dal chimico giapponese Itoh Kiminori, anche lui collaboratore dell'Ipcc: "I timori per il riscaldamento sono il peggior scandalo scientifico della storia".

Lo scienziato dell'atmosfera Stanley B. Goldenberg: "E' una clamorosa bugia portata avanti sui media".

Andrei Kapitsa, geografo russo: "I teorici di Koto hanno messo il carro dvanti ai buoi. E' il riscaldamento lobale che provoca aumenti di biossido di carbonio nell'atmosfera e non il contrario."

Vedi, caro il mio Civis: la ribellione è cominciata. E' cominciata nella cristianità, con cristiani che si sottraggono agli inquinamenti di forme neo-pagane ed ideologizzazioni profonde, usando anche il linguaggio della fede, è vero.

Ma è una ribellione cominciata nella comunità scientifica, con una ragione scientifica.

Ed è una ribellione di parte dell'opinione pubblica che si ribella ai ricatti, alle truffe, al condizionamento operato con il terrorismo ed altri subdoli mezzi, usando la propria possibilità di ragione.

Sono le vostre parabole di cocomerai, ideologizzati che sfruttano l'ambientalismo o ambientalisti che sfruttano l'ideologia, che non si sopportan più. E non sopravviveranno a lungo, come altre ideologie, mentre resterà, fidati, una fede ed una ragione altra, anche cristiana e complementare alla fede.

Si tratta di avere pazienza, si comincia a vedere una ribellione che spazia contro la dittatura ambientalista, i partiti "verdi" son già crollati ovunque, butteremo giù anche i muri "verdi", non è che ci si debba limitare a quelli "rossi", tranquillo.

Ciao. ^_^

113
23 Nov 2009
alle 17:31

Alieno

Civis: ti sbagli! Sarà la ragione a sconfiggere la tua ideologia e non la mia religione.

Perché l'attuale è una ragione sacrificata all'altare del delirio ideologico come il tuo, che pur di aver soddisfazione si taglierebbe gli attributi come certi comitati studenteschi che pur di far contestazione hanno distrutto la scuola o certi operai che han goduto quando il "padrone" ha chiuso poi la fabbrica (nella P.A. invece è una pacchia, la baracca non chiude mai, ma poi arrivano i tagli e si piange pure lì).

Allora: 2 giorni fa, alcuni hackers sono riusciti a entrare nei sistemi dell'University of East Anglia, Gb e rubando dati, si sono imbattuti in mail private tra 2luminari" dell'ecologismo.

Scoprendo una verità imbarazzante: gli scienziati del settore stanno alterando le conclusioni esagerando il fenomeno del "global warming".

Qualcuno ha voglia di chiedersi la ragione di questa manipolazione? A conforto del pensiero unico naturalmente, ecologicamente corretto (corretto come il caffé con la grappa parrebbe prima di mettersi alla guida delle strategie globali, con la conseguente lucidità eh).

Los tesso direttore del dipartimento, Phil Jones, sbattuta in faccia la verità, ha dovuto confermare e cerca di ridurre i danni come può, dicendo che solo una email rivela l'uso di un trucco per alterare le temperature medie di un grafico.

Tanto basta per far comprendere che clima di onestà intellettuale e trasparenza c'é dietro il culto del clima riscaldato dall'uomo.

La teoria antropogenica del global warming, secondo la quale oltre il 90% del riscaldamento osservato sin dagli anni '70 è dovuto all'uomo. Anni di fortissima intromissione ideologica nell'ambiente scientifico (è così che l'omosessualità è stata tolta dal manuale dei disordini mentali: pressioni culturali ed ideologiche, imposizioni di comitati non scientifici tra la comunità scientifica, per dirne una) dove il tema ambientale è stato sparato, inoculato in modo progressivo nel dibattito di ogni tipo: economico, politico, religioso ma anche in quello scientifico.

Ora quel culto comincia ad avere degli strani stridori. Quel muro verde coadiuvato da pazzi che sognavano di rinascer virus letali per risolvere il problema demografico, forse verrà presto giù come il muro di berlino, quando pochi dietro al muro, chiusi,  se lo aspettano.

Ci sono almeno 400 scienziati che già nel 2006 hanno contestato la base scientifica della truffa del secolo: il Protocollo di Kyoto (utilissimo anche per criticare Occidente e Bush e pazienza se non abbiamo visto simile strumentalizzazione per Clinton sotto il cui governo, gli Usa non aderirono lo stesso, a ricordar l'ideologizzazione profonda e radicata dietro il fanatismo).

Anche l'Europa non scherza, con i suoi pacchetti sul clima.

Nel 2008, quegli scienziati sono diventati 650. Ora sono più di 700.

Questo tanto per sbugiardare chi qui dentro delira di "ragione scientifica" e di "unico linguaggio" della scienza, non rendendosi conto che nel tentativo di discreditare altri, finisce da solo in una trappola creata con le proprie mani.

Si costruisce dunque il proprio discredito, giorno per giorno, tra una risata e l'altra, fregandosi le mani, resterà fregato ahimé.

Nel Dicembre del 2008, questa comunità di scienziati che aumenta le sue file giorno per giorno combattendo contro l'intolleranza ed il conformismo conservatorista della pseudo-religione ambientalista, porta le proprie ragioni ed il linguaggio appunto della scienza: esperti nei diversi campi della climatologia, hanno depositato un rapporto al Senato americano, dove c'è tutto il rigoroso e dovuto scetticismo scientifico riguardo alle teorie pagane ed ideologiche del "global warming" che han prodotto le crociate di Kyoto e le guerre sante dei pacchetti sul clima dell'Unione Europea e che si sono infilati, senza scrupolo, su questioni serie, gravissime, come la fame, l'accesso e la sicurezza del cibo per i disgraziati del pianeta, volendo condizionare le strategie di contrasto, a quelle sul clima.

Non si fermano dinanzi a nulla questi fanatici. Ed ho il presentimento e sospetto che il proselitismo neo-pagano ed ideologico sia un bel pezzo avanti anche all'interno del clero cattolico.

Questi scienziati che contestano le presunte teorie ambientaliste, non sono dei parvenu della comunità scientifica. Tra loro, premi Nobel o addirittura, membri dello stesso Ipcc, l'Intergovernmental PAnel on climate Change, cioè l'organismo creato all'interno dell'Onu tra i princpiali resonsbili a fare terrorismo allarmista sul clima.

Da qui i deliri di Ban-ki moon che impostano le strategie globali (un grande spreco assurdo di risorse) sulla questione "clima".

Tra loro, anche scienziati italiani (Zichichi, già in odore di demonizzazione da un pezzo presso i cocomeri nostrani, verdi vuori e rossi dentro infatti), che è un fisico nonché presidente della federazione Mondiale degli Scienziati.

Ivar Giaevar dichiarò: "Sono scettico. Il riscaldamento globale (global warming) è diventato una nuova religione.". Ivar Giaevar è premio Nobel per la fisica.

Ancora: "Il fondamento della tesi secondo cui le emissioni umane di gas serra sono la causa del riscaldamento è quasi del tutto basato sui modelli climatici" ci spiega Joanne Simpson, che è la prima donna al mondo a guadagnare un Phd in meteorologia e definita in questo, "tra i più importanti scienziati degli ultimi 100 anni!".

La Joanne Simpson aggiunge:

"Ora, tutti noi conosciamo la fragilità dei modelli riguardanti il sistema aria-superficie".

Invece putroppo, il fanatismo ambientalista, diffuso ovunque, ha diffuso il verbo: "dati oggettivi, verità inoppugnabili.." altro che ipotesi, teorie o fragilità di modelli climatici.

qualcuno tempo fa qui in questo blog, mi disse che io facessi gran baccano per invasati ambientalisti che sono marginali nel numero, casi eccezionali.

Sbagliato: sono formidabilmente diffusi, insieme ai dogmi del dettato ambientalista ovunque, anche tra i cattolici, perché non contestano quei dogmi eco-ballisti ed almeno se ne fregassero, macché: applicano le loro penitenze, le loro regole, diventando così utili alla religione ambientalista. E del resto, il tema "ambientale" fondato sul "global warming" è ormai presente in ogni politica nazionale ed internazionale, globale nell'agenda, come priorità.

Inutile nascondersi dicendo che quei pazzi sono "pochi" stravaganti che non si incontrano. Li incontriamo per forza, che piaccia o meno, perchè per imposizione, dobbiamo aderirvi tutti ormai, non è solo un culto la cui adesione è opzionale.

Sbagliato dunque minimizzare.

Ancora parole chare dal chimico giapponese Itoh Kiminori, anche lui collaboratore dell'Ipcc: "I timori per il riscaldamento sono il peggior scandalo scientifico della storia".

Lo scienziato dell'atmosfera Stanley B. Goldenberg: "E' una clamorosa bugia portata avanti sui media".

Andrei Kapitsa, geografo russo: "I teorici di Koto hanno messo il carro dvanti ai buoi. E' il riscaldamento lobale che provoca aumenti di biossido di carbonio nell'atmosfera e non il contrario."

Vedi, caro il mio Civis: la ribellione è cominciata. E' cominciata nella cristianità, con cristiani che si sottraggono agli inquinamenti di forme neo-pagane ed ideologizzazioni profonde, usando anche il linguaggio della fede, è vero.

Ma è una ribellione cominciata nella comunità scientifica, con una ragione scientifica.

Ed è una ribellione di parte dell'opinione pubblica che si ribella ai ricatti, alle truffe, al condizionamento operato con il terrorismo ed altri subdoli mezzi, usando la propria possibilità di ragione.

Sono le vostre parabole di cocomerai, ideologizzati che sfruttano l'ambientalismo o ambientalisti che sfruttano l'ideologia, che non si sopportan più. E non sopravviveranno a lungo, come altre ideologie, mentre resterà, fidati, una fede ed una ragione altra, anche cristiana e complementare alla fede.

Si tratta di avere pazienza, si comincia a vedere una ribellione che spazia contro la dittatura ambientalista, i partiti "verdi" son già crollati ovunque, butteremo giù anche i muri "verdi", non è che ci si debba limitare a quelli "rossi", tranquillo.

Ciao. ^_^

112
23 Nov 2009
alle 17:14

salvatore

Pequenito 102,

proprio non ti risolvi a capire ed insisti nelle 2 (due) citate mutationes controversiae

addirittura in grassetto

<L'Aids non si sconfigge con il preservativo>
e
2° <La fame non si sconfigge con il preservativo>

Infatti nessuno ha scritto ciò, bensì

che ci si mette una pezza anche con quello, in attesa di soluzioni migliori alternative, mediche (vaccini etc.) e tecniche (scelte alimentari, energetiche etc.), di là da venire.

E certo che se tutti fossero fedeli ed astinenti, e felici di esserlo, allora sarebbe risolto il problema,

come lo sarebbe quello della fame nel mondo, se si adottassero tutti i provvedimenti che tu auspichi (in buona parte anch'io).

Ma nel breve, medio, e spero non anche lungo, periodo,

è un DATO DI FATTO che le tue soluzione fantasiose risultano, nel mondo reale, assolutamente impraticabili e quindi del tutto semplicemente e testardamente soltanto ideologiche,

nel voler imporre a tutta l'umanità stili di vita che non solo non condividono ma che trovano pure innaturalmente sessualmente aberranti,

e rivoluzioni che dovrebbero essere "istantanee" per essere efficaci a non far morire ora milioni di persone di AIDS e fame.

Nel frattempo che quegli infedeli, altrimenti destinati ad espiare nel tuo Inferno presente e venturo, si conformino ai desiderata dei tuoi dogmi,

qualcosa in contrario a che tutti gli Organismi Internazionali Responsabili continuino anche a diffondere l'uso del preservativo?

<Se quel DATO DI FATTO non lo vuoi considerare, a mio parere sempre per lo stesso motivo di voler difendere ad ogni costo tesi preconcette, derivate da dogmi che l'ideologia religiosa vorrebbe imporre all'umanità, beh, sei padronissimo di farlo.>

111
23 Nov 2009
alle 16:48

enrico

Su Katrina

L'uragano Katrina ha una causa: il perseguimento degli interessi personali a discapito della collettività.
Questo articolo di Michael Parenti è apparso sul servizio informativo "Alai-Amlatina"
(03/09/05).
Titolo originale: "Cómo el libre mercadomató a Nueva Orleans"

Il libero mercato ha svolto un ruolo determinante nella distruzione di New Orleans e nella morte di migliaia dei suoi residenti. Avvertiti in anticipo che un uragano colossale (di forza 5) si sarebbe abbattuto sulla città e dintorni, che cosa hanno fatto i funzionari? Hanno messo in gioco il libero mercato.
Hanno annunciato che la città andava evacuata, aspettandosi che ognuno pensasse alla propria uscita dall'area del disastro con mezzi privati, così come detta il libero mercato, così come accade quando il disastro colpisce i Paesi del libero mercato del Terzo Mondo.
È una cosa bella, questo libero mercato, in cui ogni individuo persegue i propri interessi individuali così da raggiungere un risultato ottimale per la società intera. È così che la mano invisibile opera le sue meraviglie.
Lì non ci sarebbe stata nessuna evacuazione "collettivista e regolamentata" come è accaduto invece a Cuba. Quando, l'anno scorso, un uragano di portata particolarmente violenta ha colpito quest'isola, il governo di Castro, appoggiato dai comitati cittadini e dai quadri locali del partito comunista, ha evacuato 1 milione e 300 mila persone, più del 10% della popolazione del Paese, senza la perdita di una sola vita; una prodezza che è passata praticamente inosservata sulla stampa statunitense.
Nel primo giorno del disastro causato dall'uragano Katrina, era evidente che centinaia se non migliaia di vite americane sarebbero andate perdute a New Orleans. Molta gente si è rifiutata di evacuare semplicemente per "caparbietà", hanno spiegato i reporter della carta stampata. Soltanto il terzo giorno i commentatori - relativamente benestanti - hanno cominciato a dire che decine di migliaia di persone non erano potute fuggire perché non avevano un posto dove andare, né mezzi con cui andarsene. Con poco denaro in mano, e senza un veicolo proprio, non è rimasto loro che restare lì e confidare nella fortuna. In definitiva, il libero mercato non ha funzionato molto bene per loro.
Buona parte di questa gente era afroamericana di umile condizione, insieme ad una minoranza di bianchi poveri. Occorre ricordare che la maggioranza di essi aveva un lavoro prima della visita mortale di Katrina. Questo è ciò che fa la maggioranza della gente povera in questo Paese: lavora, spesso molto duramente in impieghi pagati molto male, a volte con più di un lavoro contemporaneamente. Sono poveri, non perché sono pigri, ma perché è molto difficile sopravvivere con salari da miseria, così come fronteggiare prezzi elevati, affitti altissimi e tasse "regressive".
Il libero mercato ha inciso anche in un'altra forma. L'agenda di Bush è ridurre i servizi statali al minimo e obbligare la gente a ricorrere al settore privato per soddisfare le proprie necessità. Quindi ha tagliato 71,2 milioni di dollari dal bilancio del "genio civile" di New Orleans (una riduzione del 44%) che ha dovuto archiviare i progetti per fortificare le dighe di New Orleans e per migliorare il sistema delle pompe per il drenaggio dell'acqua.
Bush ha sorvolato l'area e ha detto che nessuno avrebbe potuto prevedere questo disastro. Una bugia in più che esce dalle sue labbra. Persone di ogni categoria avevano previsto un disastro per New Orleans segnalando la necessità di consolidare le dighe e le fortificare i terreni costieri.
Nella sua campagna per eliminare il settore pubblico, i seguaci reazionari di Bush hanno anche permesso che i costruttori drenassero aree estese di palude. Una volta di più questa vecchia mano invisibile del libero mercato si è incaricata di sistemare le cose. I costruttori, perseguendo i loro guadagni personali, direbbero che si trattava di soluzioni a beneficio di tutti.
Invece le paludi servivano come barriera naturale "assorbente" tra New Orleans e le tempeste che arrivano dal mare. Già da alcuni anni le paludi sono andate scomparendo a un ritmo spaventoso dalla costa del golfo. Però nulla di questo ha preoccupato i reazionari della Casa Bianc

110
23 Nov 2009
alle 16:47

Alieno

Allora, facciamo questa lezioncina, sperando che tu non me ne voglia se ti distraggo dalla ricreazione dove si raccontano teoremi al pari della storiella del fantasma formaggino in versione "ambientalista".

So che ti divertivi, ma ormai sei grande ed è l'ora che ti venga spiegata qualcosina o resterai sempre alla storia del fantasma formaggino e ciò non è serio o raccomandabile si perpetui all'infinito.

Cominciamo per esempio, nel dibattito, a fare la "riprova del nove". Torna tutto, sicuri?

Siccome la riprova del nove richiede la capacità di calcolo e se è stato sbagliato il calcolo da provare, c'é una forte probabilità che si sbagli pure la riprova e per assurdo, facendo tornare il risultato più o meno barando come in un cruciverba riempendo gli spazi a casaccio (visto fare in treno anni fa accanto a me, forse scocciava quel bianco da riempire ad ogni costo per non mostrar ignoranza eheh).

Partiamo da un assunto diverso e vediamo.

Invece di aderire religiosamente alla vulgata cocomeraia, proviamo un attimo questa via:

il riscaldamento glovabel antropogenico è una grande, grandissima ca....stroneria. Un falso scientifico, operato con la convergenza di svariati interessi e coadiuvato anche da una base (opinione pubblica) fortemente condizionabile e manipolabile se c'é un accerchiamento ed una pressione costante e progressiva (come sta facendo l'eco-ballismo da tempo).

Partiamo dunque a vedere cosa succede se si adotta un altro teorema: il global warming a causa dell'uomo è una sciocchezza. E le possibilità di condizionare il clima riducendo o controllando la sua emissione di Co2, di conseguenza, perché il suo contributo, umano, è minimo.

Dunque, secondo questa ipotesi meno conformista al culto ambientalista, le strategie globali per il controllo del Co2, sono non solo inutili per i fini che si propone, ma dannosi, perché è un forte sforzo di investimenti di ogni natura dirottati da altre possibilità (spostano anche la centralità del dibattito e l'abbiamo visto nella presunzione di volere la questione "fame" risolvibile tramite le strategie verdi di controllo sul clima, che è assurdità mentre i problemi oggettivi, vengono così marginalizzati e mimetizzati).

Ma non è solo inutile o dannosissimo un simile proporre, non oggettivamente e scientificamente documentabile o affidabile nel pronostico.

Forse non è nemmeno umanamente auspicabile quel "controllo" climatico. Vediamo un attimo di cosa si parla, quando dico che un pianeta più caldo, ammesso che si abbia capacità di controllo sul clima, sia sensato (e non mi pare documentabile o scientifica l'ipotesi assurta a verità, oggettiva verità).

Dicono i fanatici del culto ambientalista (fanatici a loro insaputa la gran parte, perché non contestano i dogmi della religione verde):

1) Aumenti di Co2 rendono il pianeta più caldo e dunque aumentano gli eventi atmoferici più drammatici e violenti (tutta una ricca produzione letterario-cinematografica e fantascientifica a riguardo per la campagna di indottrinamento).

Ma è vero? Scientificamente provato? A me risulta altro:

grandi mase d'aria si muovono con diverso grado di temperatura e pressione in atmosfera. Questi gradienti  di temperatura e pressione originano eventi atmosferici violenti.

Ovvero: masse di aria fredda dai poli si spostano verso i tropici promossi in questo processo, dalle differenze di temperatura tra le due aree: maggiore la differenza, maggiore la potenza dei venti.

La vulgata cocomeraia del culto ambientalista, però, fonda il suo dettato sulle emissioni antropiche di Co2 responsabile del riscaldamento globale (global warming) ci racconta che il riscaldamento è più accentuato nelle zone polari che ai tropici.

Ma allora è proprio il contrario. E se il pianeta si riscalda, che semmai, riduciamo forse gli eventi climatici violenti, perché se si riscaldano i poli (più di ogni altra aera) diminuiscono i gradienti di temperatura e cioè ciò che promuove e crea la violenza degli eventi meteoclimatici nelle sue manifestazioni più estreme.

2) Secondo la bibbia cocomeraia, l'aumento di Co2 implica un mondo più caldo così che diminuisca la produzione agricola e aumentano i morti per fame nelle aree sottosviluppate.

Però: sappiamo invece scientificamente che il cibo delle piante è proprio la Co2. Che crescono grazie alla luce del sole, acqua e nutrendosi di Co2 (restituendo ossigeno, non si crea e distrugge nulla, è solo che viene sciolto il legame di Ossigeno-arbonio-Ossigeno e l'ossigeno liberato nell'aria, utilizzando il Carbonio nel processo di crescita della vita).

Dunque, contrariamente alla vulgata dei vangeli cocomerai: più Co2, più resa di raccolti e di conseguenza, anche impiego più efficiente dell'acqua, ne serve meno. Tanto è vero, che essendo scientificamente dimostrato che un raddoppio, 2 volte dico 2 della concentrazione atmosferica di Co2 garantisce raccolti del 50% superiori fino al 100% maggiori. Tanto è vero,

che in alcune serrre si pompa Co2 per aumentare la produzione vegetale!

3) Secondo la religione dei sacerdoti verdi, aumenti di Co2 aumentano il caldo e dunque aumentano i decesi estivi.

Ovviamente, il caldo in estate produce decessi. Vero.

Ma è anche vero che si muore pure per il freddo e dunque un aumento di freddo...

Guardiamo le statistiche: decessi da freddo > decessi da caldo.

Non solo, il rapporto è 2:1, cioè i decessi da freddo, sono il doppio di quelli da caldo. Dunque, se aumentasse la temperatura, i decessi totali diminuniscono? Se si tentasse di raffreddare il pianeta, i decessi aumentano?

Tra l'altro: la teoria religiosa ambientalista vuole che le emissioni dall'uomo causate di Co2 responsabili del riscaldamento, sia riscaldamento più accentuato d'inverno che d'estate. Insomma, estati calde, ma soprattutto è di inverno che si vedono le differenze, sono più caldi e via il corollario di scemenze: "non ci sono più le mezze stagioni", "non c'é più religione" (sì, infatti è quella cristiana una religione che si tende a marginalizzare per pseudo-religioni come quelle ambientaliste eh) ed i soliti "era meglio quando era peggio" (cioè quando l'uomo non c'era o campava uno sputo di anni, la mortalità infantile era estremamente più elevata, le condizioni di vita ancora più pessime ed anche magari, era meglio quando era peggio, cioé l'uomo non era nemmeno sul pianeta, che bello aver solo vulcani e cataclismi naturali senza l'uomo a rompere le balle eh).

Ma se è, secondo gli ambientalisti, proprio d'inverno che si vede il surriscaldamento planetario, allora meno male: si riducono i morti per freddo, che sono il doppio di quello per caldo.

Infine: piantiamola di fondare il culto, impostando un "conservatorismo" pensando che fotografare e cristallizzare le attuali condizioni ambientali, sia la cosa migliore per tutti.

Non è così. E' un dogma assurdo che va contestato. L'ambiente può essere migliore o peggiore, lo è stato, lo sarà, chissà, l'uno o l'altro, l'uomo fa quel che può per migliorare le proprie condizioni, anche se la sua conoscenza è infinitamente piccola, salvo presunzioni dinanzi alle sfide dell'infinito, sempre state eh.

Ritenere che il clima "attuale" sia il migliore dei climi possibili, in base a cosa dobbiamo ritenerlo attendibile? A quale culto?

Forse, un pianeta più caldo è perfino auspicabile come ho spiegato su. E vale per tutto. Non è che tutto così com'é (sempre in mutamento, con o senza l'uomo e la presenza antropica è uno sputo di tempo rispetto all'esistenza del pianeta), sia necessariamente la cosa migliore per noi.

Se noi potessimo mutare l'ambiente, vorremmo magari meno terremoti. Fenomeno naturale, ma non idoneo per l'uomo, il terremoto e sarebbe un'invadenza accettabile?

Certo: chi se ne frega se si manipola l'ambiente per ridurre i terremoti, la firma, subito, fanculo all'ambiente se penso ai terremoti.

Se l'effetto serra presunto (non dimostrato) per causa dell'uomo è come si dice, ad incidere più sugli inverni (più miti) che sulle estati), più a riscaldare le notti dei giorni, le zone fredde più di quelle calde, potrebbe starmi bene, benissimo: meno eventi climatici violenti, meno morti per il freddo (attualmente il doppio di quelli per il caldo), aumenta la produzione vegetale in termini di resa, sia agricola o boschiva.

Tanto per riflettere un attimo: resto dell'opinione che non c'é alcun effetto antropogenico sul clima del pianeta, causa marginalità del suo apporto di Co2 e dunque, per conseguenza, uguale marginalità di condizionare il clima in senso correttivo.

Però si buttano via tantissime risorse, spesso facendo dei danni "umani" tremendi (gli ambientalisti non sono nuovi a queste responsabilità tragiche), soprattutto spostando priorità ed attenzioni, strategie come e dove servono effettivamente.

Dunque, lezione finita per il momento e ridi,

ridi, che mamma ha fatto gnocchi, eheh.

Ciao.

 

109
23 Nov 2009
alle 16:46

enrico

105

A me pare che tu non risponda. D'altra parte non sei mica obbligato.

Non so quanti barili di petrolio siano rimasti da estrarre. Forse tanti, comunque un numero finito, non infinito. Se le auto fanno 20km con un litro di benzina ci metteranno x anni a finirlo, se ne fanno 200 ci metteranno y anni, se ne fanno 2000 ce ne metteranno z di anni. Ma in ogni caso finirà. E questo vale per l'alluminio, il rame, il ferro ecc.

Israele ha saputo utilizzare bene la terra? Certo, appropriandosi delle sorgenti d'acqua. Non sono mica stupidi loro, magari solo un po' ladri.

A proposito dell'acqua, il problema non è la sua quantità, è la sua qualità. E' l'acqua potabile che l'uomo sta mandando ad esaurimento. Certo ci sono sempre dei trucchi possibili. C'è l'atrazina dentro? Alziamo il limite accettabile dell'atrazina.

108
23 Nov 2009
alle 16:38

civis romanus sum

Incapacità di formulare un'analisi razionale e una soluzione conseguente ,,, come da esempio illuminati:

Non siamo troppi noi esseri umani, sono troppi gli animali da allevamento, sono troppi gli affari economici ad essi legati, sono troppi gli sprechi alimentari ad essi legati (pequenito 102).

Dal che potrebbe derivare un facile slogan per la fame nel mondo ,,, Meno galline, più becchime agli africani !

Povere bestie ,,, e poveri africani !

Per non parlare della soluzione al problema Aids, dove assitiamo neppure più alla negazione ma al ribaltamento della questione :

,,, decenni di politica del preservativo non hanno risolto il problema AIDS.

Che appunto son decenni che per motivi economici e paletti morali si ostacola da quelle parti una politica di diffusione di massa di metodi contraccettivi ed un adeguata educazione sessuale, negando l'evidenza come mentre in occidente l'aids è quasi scomparso proprio per la diffusione di cultura sessuale e profilattici da quelle parti trova sempre e ancora più vittime. 

 

 

 

107
23 Nov 2009
alle 16:26

enrico

Alieno 

Hanno indottrinato gli italiani con una falsa informazione, truffandoli, dicendo che l'energia nucleare sarebbe stata la nostra apocalisse. Oggi l'Italia vive con l'energia nucleare prodotta in Francia, a pochi km da noi, l'apocalisse e per questa ideologizzazione del dibattito, ciascuno di noi, che sulle spalle nasce già con un tremendo debito sulle spalle, paga l'energia più dei nostri colleghi europei, dunque siamo meno competitivi ma non solo: li sovvenzioniamo perché a loro diamo i nostri soldi e dunque li finanziamo perché siano ancora più competitivi di noi e di questo, ringraziamo i Verdi.

No, sono i tuoi amici che ce l'hanno messo in quel posto. Hanno dovuto accettare l'esito del referendum ma hanno rifiutato di fare una politica energetica adeguata ai desideri del Paese. Se ci fossimo buttati subito sul solare adesso avremmo energia elettrica e posti di lavoro. Ma questo non conveniva a chi detiene le leve del potere economico e a certi politici. Siamo gli inventori delle fonti energetiche assimilabili alle rinnovabili. L'Europa ha detto che è una balla ma noi imperterriti tiriamo avanti.

106
23 Nov 2009
alle 15:56

civis romanus sum

103. Cito Cd ,,, Comunque hai ragione, quanto tempo perso ... Deve dipendere dal fatto che né civis né Marx sono considerati oggi politici o profeti credibili, mentre il papa come profeta e la FAO come organismo politico qualche peso forse ce l'hanno ancora.

Ed infatti ,,, inchinandosi quei poveri uomini razionali di fronte a ben altro peso irrazionale, siamo a questo punto: un miliardo di morti di fame !

E se ne auspicano da quelle parti allegramente altri in aggiunta nel solo breve termine di quarant'anni ,,, un bel risultato, non c'è che dire.

A questo punto dati di fatto alla mano, di fronte all'evidenza che con la testa all'altro mondo non si governano le cose di questo, penso che anche un qualunque Marx o addirittura anche un più comune civis sarebbe stato capace di far meglio di fronte a tanta incapacità ,,, ;))

 

105
23 Nov 2009
alle 15:52

Alieno

Jack, 98:

suvvia, avevo più fiducia sulle tue possibilità ed invece ti lasci strumentalizzare da un Salvatore che continuamente ti cita come adesivo alla sua crociata anti-aliena, eheh.

Allora, visto che tu mi proponi ironicamente dei pensierini elementari, mi tocca dirtelo: da come li hai proposti, non ho idea di come tu possa esser diventato maestro o alunno di elementari: tocca tornare all'asilo a fare ripasso con lezioni di recupero serale.

L'acqua non possiamo "cancellarla". Per quanto l'uomo si impegni, non ci è dato avere simile conoscenza, di distruggere. Così come di "creare", perché questo è il delirio religioso, neo-pagano che forse, vuole sostituirci al Creatore, in dubbio se considerarci volendo, satanici distruttuori pure.

L'acqua, per quanto l'uomo faccia, non può distruggerla.

Tutto si trasforma, ma non si distrugge. E dovrebbe essere chiaro, all'elementari, che c'é un ciclo dell'acqua specifico, in cui l'acqua non sparisce, segue un processo.

Certo non possiamo cancellarla nemmeno se aumentiamo la popolazione a piacimento, o le coltivazioni a piacimento.

La terra, ugualmente: è "finita", ma non è questo il nostro problema, il problema è la sua utilizzabilità. L'uomo ha saputo strapparla al mare, la terra, per esempio, aumentando quella possibilità (paesi bassi) oppure ha condizionato l'ambiente in modo umanamente più favorevole (vedi Israele per dire).

Dunque che ti devo dire? E' ovvio che nel tuo porre domande, tenti di condizionare il dibattito, hai voglia a dire che non rispondo: è una tua pregiudiziale nel dibattito, che non è utile al dibattito per quanto mi riguarda, in sé, ma utile a denunciare, rivelare il condizionamento ideologico invasivo che oggi abbiamo.

Quando hai finito le risate e la ricreazione nell'ora libera, ti suggerisco la lettura della scuola serale di recupero pomeridiano sul tema per farti comprendere in che diamine di posizione ti sei messo pensando di ridere di altri, eheh.

A prestissimo. :-)

 

104
23 Nov 2009
alle 14:46

Alieno

Jack,96: prendo atto che di fiumi di roba ti sei perso delle puntate.

Hai ragione, tanta roba e sono solidale con te se ogni tanto salti o ti distrai con i miei commenti leggendoli, io faccio lo stesso (con i miei dico..). :-)))

Però riprendo il punto. Tu scrivevi, riprendo il messaggio:

 

@Alieno

Visto che ci tieni a "far un po' di "pulizia" nei termini della discussione" tieni presente che se 1) Non c'e' la materia prima, il legno, ed al momento le superfici coperte da vegetazione boschiva sono molto ridotte e 2) Non ci sono le condizioni adatte (clima, composizione del terreno, etc.) perche' i processi abbiano luogo, la formazione di combustibili fossili non e' di fatto possibile nemmeno in pratica. Qui non si tratta di opinioni, ma di semplice logica. 

Risposte:

1) La "materia prima" è ovunque. Mettiamola così: non siamo certo noi a crearla. O a distruggerla. Nulla si crea, nulla si distrugge. Semmai, si trasforma!

Lo fa la natura (dall'albero ai fossili), lo fa l'uomo (anche sganciando una loffa).

Il fatto che la natura impieghi talvolta nelle sue trasformazioni milioni di anni o secondi, non significa affatto, in un ecologia "umana" che ciò sia giusto. E' giusto solo in un'ecologia verde.

Se la natura impone un'era glaciale o la deriva dei continenti non è "umanamente" giusto. E nemmeno sbagliato, anche se può essere gravoso: termini di "giusto" o "ingiusto" non possiamo derivarli da ciò che fa la natura (così come non troviamo giusto che un leone uccida la prole di una leonessa per accoppiarsi con i suoi geni e così via), perché sarebbe un'etica poco umana, infernale.

L'etica che dobbiamo proporci è una proposta di umanesimo, di cristianesimo e così via.

Allora: le risorse sono ovunque. Contesto anche con pensiero scientifico ciò che dici.

Il punto problematico è un altro invece: di quella materia, non siamo in grado di utilizzarla per tanti motivi, in modo utile "umanamente", faccio esempi:

a) Non conosciamo la tecnica per considerarla "risorsa". Anzi, nemmeno riusciamo, per nostro limite ed ignoranza, pensare che sia risorsa possibile. Nel corso del suo tutto sommato breve cammino, l'umanità ha via via scoperto che si può avere delle risorse. Da qui il punto

b) Non abbiamo la conoscenza per un pieno controllo dell'efficienza nell'utilizzo della risorsa. Un esempio tra centinaia: la lampadina ad incandescenza. La sua funzionalità è fare luce, ma la dispersione in calore è enorme. L'uomo nella sua infinita ignoranza, ogni tanto apprende piccole cose e le applica, oggi abbiamo dunque lampadine ad incandescenza, giustamente, da sostituire.

c) Non abbiamo un sistema, anche avendo un minimo di conoscenza, che permette l'accesso alle risorse in modo "conveniente". Perché i costi sono alti. O perché c'é un mercato che non ha interesse a produrre qualcosa di veramente accessibile, ci deve essere un profitto. Il punto è quando quel profitto devasta delle priorità. Esempio tra tutti, multinazionali farmaceutiche, con certi brevetti e cartelli di prezzo che sono "umanamente" ingiustificabili. Capaci, comunità globale connivente con vari interessi, di deliri.

Esempi: il farmaco sgamato "pericoloso", viene tolto dalla vendita in Occidente e le farmaceutiche lo vendono in Asia, continuando il profitto. L'auto meno sicura, più inquinante o comunque non conforme al dettato della nuova religione del CO2, non viene più fabbricata qui da noi, dove il mercato lucra sul tema ambientale, ma la fabbrica trasferisce i suoi impianti vecchi in oriente, dove rompono meno le balle e l'auto "vecchia" continua a rendere, permettendo la sua produzione, il lucro altrove che da qui.

2) Dici che "non ci sono le condizioni adatte (clima, composizione del terreno etc) perchè i processi abbiano luogo, la formazione di comubstibili fossi non è di fatto possibile.

Dici che non si tratta di opinioni ma di semplice logica. Ti dico: la logica non c'entra granché: è un fatto osservabile. La conoscenza dell'uomo è nulla in confronto all'infinito davanti a noi e dunque del Creato sappiamo troppo poco, pochissimo, certi processi ci sfuggono e non siamo in grado di manipolarli, in "sintesi" come fa la natura, però adattandola ai nostri tempi, in altri casi invece sappiamo farlo.

Al momento, non siamo in grado per i fossili, è un fatto. Ci è permesso semmai, il miglioramento dei processi di sfruttamento e di efficienza per la produzione energetica, con meno dispersioni nel processo o riutilizzi in più fasi e così via. Siamo anche in grado di ridurre l'impatto "inquinante" rispetto a qualche generazione fa (vedi il carbone) e dunque può cambiare il rapporto tra accesso-disponibilità alle risorse e la sua funzionalità di utilizzo come risorsa. Nel senso che se riusciamo a produrre più efficientemente energia, di quella risorsa ne serve meno ed è in pratica un cambiare il rapporto come se la risorsa aumentasse la sua quantità. E via discorrendo.

In queste considerazioni, entrano in gioco mille questioni altre: oltre alle questioni "ambientali" spesso di deriva ideologica e ben poco attendibili scientificamente, basate su pronostici e teoremi non oggettivamente documentabili, affidabili, si innesta la logica del profitto. Per dire: oggi il gasolio venduto alla pompa, ci arriva ad un costo molto differente da ieri, dove il rapporto con il costo benzina, era molto diverso: la benzina molto più costosa e questo anche perché nei processi di lavorazione, la benzina effettivamente, aveva un costo più alto. Ma già allora, con costi aumentati perché c'era una logica di profitto: auto a benzina, con la conoscenza sviluppata su di questa, motori più veloci allora di un diesel.

Oggi il diesel ha un costo al litro in cui la differenza con la benzina è quasi simbolica (anche se poi moltiplicando per grandi numeri, diventa consistente), uno 0,..Euro  di differenza al litro. E' diventato più costoso ricavare il diesel? Meno costoso ricavare benzina? No: il mercato ha visto che i diesel sono tanti, tantissimi, dunque salassiamoli, ormai c'é una sorta di dipendenza ed è sul metano per esempio, che vediamo la spinta. Quando avremo tutti auto a metano, troveremo che il costo salirà. E' già successo per il gas di città. Ovvio che c'é un discorso di inserimento delle leggi basilari di economia (il prezzo determinato dal rapporto domanda-offerta), ma c'é anche una progettuale logica del profitto che tra cartelli e furbate varie, specula ben oltre, talvolta, di una ragionevolezza. Uno degli effetti è, per dire, che chi gestisce la pompa, guadagna una miseria: chi se li pappa i profitti? Multinazionali e governi. Con tasse come da noi o anche i governi spesso criminali e corrotti da cui le multinazionali attingono, spesso confortate dal governo occidentale che non esista nemmeno ad intervenire fuori "sede" per difendere la propria collocazione, mandandoci pure soldati.

L'Africa, per esempio, è un territorio centrale nel Risiko mondiale dell'energia.

In Angola, per dire, ci sono la Esso (Usa), la TotalFina (Francia), la Elf (ancora francesi) la BP (GB).

In Congo: Elf (francesi).

In Guinea equatoriale: Ameranda Hess e ExxonMobil (Usa).

In Nigeria la Conoco (Usa), l'Agip (Italia), la Shell (NL-GB), la Chevron (USA), la Elf (francesi).

Qual'é il ritorno di questi sfruttamenti per i Paesi dove sono le risorse (anche nelle acque circostanti, beninteso, lo sfruttamento)? E arrivano a tutti gli abitanti o nella filiera, fanno la fame o comunque poco più in là?

Certo è chiaro: proporre la questione delle risorse finite, permette dei vantaggi. Si giustificano prezzi altissimi di cartelli. Qualora altre risorse avranno sviluppo (se la conoscenza permette di utilizzarle), subentrano lobbies di interessi a riprodurre la logica del profitto e della speculazione ed il mercato ripropone più o meno le stesse cose.

Per quanto riguarda la superficie boschiva:

la superficie boschiva nei Paesi più sviluppati nn è mai stata così vastaq e florida.

Hanno detto che gli inverni sono troppo caldi, che avanza siccità e desertificazione. Ma nel 2007 nevicò in Sicilia e perfino a Gerusalemme. Ed i rilevamenti satellitari, mostravano un arretramento del deserto del Sahara.

Le balle sono tante tante. Ma almeno lasciamoci il beneficio del dubbio, andiamo sotto i muri ideologici cocomerai e vediamo se si tiran giù come con quello di Berlino, perché è almeno dagli anni '60 che i Verdi portano nel dibattito, una miscela pericolosa di piccole verità e bugie, truffe, mistificazioni.

Per decenni ci hanno terrorizzato con la crescita demografica "peggiore della bomba atomica". Hanno previsto, con terrorismo invasivo in ogni ambiente (politico-economico-culturale e perfino clericale), spacciandolo per dato "oggettivo" il pronostico catastrofista (assolutamente inattendibile e dubbio, molto dubbio nel metodo che a molti non sembra affatto scientifico) che saremmo stati 8 miliardi nel 2000. Un tam-tam sistematico, pressante, terrorista, ma oggi siamo nel 2009 e...

Abbiamo culle vuote, "l'inverno demografico" che nemmeno è stato preso in considerazione, avendo altro scopo: perpetuare il terrorismo ideologico. Condizionando strategie globali, dirottando risorse, investimenti e dibattito.

Hanno detto che le foreste stanno scomparendo (è dalle elementari che mi martellano ed ero assolutamente certo grazie al martellante indottrinamento, che non avrei superato le scuole medie o poco più in là, in un mondo come quello attuale, ma in un mondo devastato senza alberi, rachitici i pochi (tagliati o piogge acide), con il livello dei mari ad aver sommerso il mio Paese (invece salto sugli scogli a pelo d'acqua oggi come quando ero bambino normalmente), cammelli al posto di pii bovi maremmani, aria irrespirabile in cui è possibile uscire solo con maschere anti-gas (invece il turismo qui incontra ben altre difficoltà che queste) e mille altre cosette.

Perchè dicevano che i mari si sarebbero innalzati, l'Adriatico doveva praticamente arrivare a Mantova...

Purtroppo, abbiamo invece il problema opposto: Il mediterraneo è sempre più basso!!

Hanno detto che stanno scomparendo le specie. Che dire: sempre stato così sul pianeta: specie scomparse, specie modificate geneticamente (Ogm), milioni di specie estinte ben prima che l'uomo comparisse, non è certo nel disegno di una divinità Gea "conservare" intatte le specie.

Però l'uomo continua a scopire molte più specie ogni giorno di quelle che stanno scomparendo ed alcune specie considerate estinte, sono state ritrovate. Ripeto: non è "naturale" il progetto di conservare "specie", in Natura tutto si trasforma e muta, siamo noi a stabilire cosa è giusto o bello, cosa ingiusto o brutto, noi uomini ed è delirante allora far discendere la nostra progettualità dalla "Natura", trattandola come divinità, che se fosse, dell'uomo se ne sbatte altamente, falcidiandolo a milioni (malattie, catastrofi climatiche ben prima dell'industrializzazione a crear carestie, catastrofi sismiche, alluvionali ben prima di avere le attuali urbanizzazioni e così via).

Hanno indottrinato gli italiani con una falsa informazione, truffandoli, dicendo che l'energia nucleare sarebbe stata la nostra apocalisse. Oggi l'Italia vive con l'energia nucleare prodotta in Francia, a pochi km da noi, l'apocalisse e per questa ideologizzazione del dibattito, ciascuno di noi, che sulle spalle nasce già con un tremendo debito sulle spalle, paga l'energia più dei nostri colleghi europei, dunque siamo meno competitivi ma non solo: li sovvenzioniamo perché a loro diamo i nostri soldi e dunque li finanziamo perché siano ancora più competitivi di noi e di questo, ringraziamo i Verdi.

L'Enel acquista anche impianti nucleari in Slovacchia.

Hanno detto che l'eccessiva urbanizzazione avrebbe distrutto il "verde", ma da noi, mai stata così florida e vasta la superficie boschiva. Il problema è semmai, ridurre l'incendio doloso. Anche se la "natura", ha sempre prodotto di suo, incendi devastanti, riducendo la superficie boschiva drammaticamente anche in questo modo, perché la natura non ha certo un progetto "conservativo", anzi, non ha alcun progetto ed è da considerare un culto neo-pagano pensare la natura come entità progettante e bisogna diffidare delle teorizzazioni del Pianeta che Vive e Respira, che è oltretutto, una riduzione del concetto di ambiente, non una sua estensione che ha lo scopo di ridurre anche la visione cristiana (e non solo) del Creato, è un approccio di deriva ideologica (già proposto nell'illuminismo francese in funzione anti-cristiana tra l'altro).

Cresciuto nell'indottrinamento di sistematica campagna di propaganda, la popolazione dei miei concittadini la immaginavo quando avessi raggiunto la mia età, a crepare in pochi anni, ammesso fossi vivo, per via dell'inquinamento ecc.

Mai stata così longeva, anzi, abbiamo un problema sociale in Italia ed in tutta Europa: le pensioni!!! vivendo più a lungo, come mai è successo, altro che inquinamento, gli Stati non riescono più a far fronte a questa voce di spesa. E così, si va in pensione più tardi (donne incluse), alé.

Hanno anche inculcato socialmente e culturalmente, che l'affidabilità nella gestione degli spazi verdi, può essere solo dei verdi. Sono fioriti ovunque partiti "verdi", entrando in campo politicamente in modo diretto, come non bastasse l'invasiva ingerenza ed il potere dietro il sipario: partiti verdi. Che è più o meno come se confindustria entrasse in campo con un partito proprio, avendo indotto ed indottrinato che è l'unico modo perché l'industria produca benefici per tutti.

Allora vale la pena di ricordare: Pecoraro Scanio! Basta la parola, non è nemmen necessario che spieghi altro: Pecoraro Scanio. Ho detto tutto.

Ma potrei anche dire Fulco Pratesi, Franco Tassi... condannati dalla Corte dei Conti per la scellerata gestione del Parco Nazionale d'Abruzzo.

Eppure il Wwf... piantiamola: non è di alcuna garanzia per il verde, che sia un verde a gestire.

Dietro tanta, tanta ideologia.

Una dimostrazione tra tante: quasi tutti gli ambientalisti global, si scagliarono contro Bush di essere causa del disastro del pianeta, perché non aveva ratificato il protocollo di Kyoto. A parte che non è oggettivamente documentabile la priorità e la necessità, una parte della comunità scientifica non la pensa così, tutta da dimostrare l'efficacia di strategie come quella anche perché tutta da dimostrare la rilevanza dell'uomo con la sua produzione (modestissima) di Co2 rispetto ad altre forze in campo.

Ma quello scagliarsi e canalizzare contro Bush ci è utile, perché fu accusa ridicola come imputare a Berlusconi tutti i mali dell'Italia (che vengono ben prima di lui in ogni contesto, su ogni fronte: mafia, scuola, lavoro, P.A., debito pubblico), figlia di un'odiologia come arma tattica dell'ideologia alle spalle e della convergenza di interessi lobbistici o personali di vario tipo, perché fu l'amministrazione CLINTON che vide un senato Usa respingere la ratifica del Protocollo di Kyoto, anzi, entriamo nel dettaglio: sotto Clinton, democratici dunque come l'Obama messia di oggi, il Senato americano respinse la ratifica di Koto con una maggioranza di 95 voti contrari. Avrà votato a favore l'Obama messia allora senatore?

No, voti favorevoli NESSUNO. Eppure qualche invasato addebità tutto a Bush, perfino la devastazione dell'uragano Katrina, come sintomo della follia dell'uomo che non tiene conto delle strategie come quella di Kyoto per condizionare il clima, correggendo l'impatto antropico.

Balle. L'uragano avrebbe provocato mooooolto meno danno se gli argini artificiali del lago Pontchartrain non avessero ceduto.

Ma ci si è guardati bene dal dire: furono le associazioni verdi, ambientaliste, ad impedire nel 1977 la costruzione di dighe ben più forti, spesse e alte quando furono progettate ed invece no, nisba, da lasciare così.

Interessante dare una scorsa alla pubblicazione di "Eco-Freaks. Environmentalism is hazardous to your healt" del 2006 (le voci di dissenso ai deliri verdi, sempre stati, ma sempre soffocati, marginalizzati sapientemente i soggetti a proporli), di John Berlau, giornalista che ci racconta: nel 1977 fu la stessa Environmental Protection Agency /Epa) che approvò la costruzione di argini più poderosi ed alti.

Ma due associazioni ambientaliste, la Environmental defense Fund (la stessa che fece campagna per impedire l'uso del Ddt facendo morire milioni di persone di malaria) e Save Our Wetlands, scatenarono un opposizione tremenda.

Ve lo dico: l'umanità è sempre interessata pochissimo ai "verdi", l'uomo è sempre marginale, al massimo "equiparato".

Il motivo di dura opposizione fu che la costruzione di queste dighe metteva a rischio la vita di una specie di pesce, perché si sarebbe alterato il microsistema, alterando flora e fango originari in cui viveva.

Naturalmente: nessuno sutidio che provasse ciò (ma anche fosse..), ma tanto aspra e determinata fu l'opposizione dei cocomerai, che il piano di costruzione venne cancellato.

A distanza di anni, con l'uragano Katrina, dobbiamo agigungere ancora una volta, il costo umano, in termini di vite umane, delle scelte ambientaliste.

Per ora mi fermo qui però stavolta, se insisti sul fatto che eviterei di rispondere, beh fammi capire, non vorrei tu fossi stato contagiato da una paranoia che gira in questo blog, che a questo punto è interessante studiare meglio, magari come possibile "pandemia", eheh.

Ciao, buona giornata.

 

 

103
23 Nov 2009
alle 13:42

Charles Darwin

Provo a rispondere battuta su battuta con molto ritardo (senza la capacità di digerire d'un fiato tutto quello che é stato scritto nel frattempo) a civis 24 che mi scriveva:

22 Cd ,,, ecco che allora concordi con la banalità del buon senso comune a cui il papa approda da buon ultimo .

Dopo Marx e civis alla fine ci è arrivato pure lui.

Ma quanta pena per il tempo perso, quando sarebbe stato tanto più semplice accettare il dato di fatto banalissimo che siamo troppi sulla terra e che se non ci poniamo rimedio, volenti e nolenti saremo costretti a tollerarci e a litigarci le poche risorse rimaste prima dell'estinzione.

Credevo che Marx non fosse di senso così comune ...

Comunque hai ragione, quanto tempo perso ... Deve dipendere dal fatto che né civis né Marx sono considerati oggi politici o profeti credibili, mentre il papa come profeta e la FAO come organismo politico qualche peso forse ce l'hanno ancora. Certo che il mondo qualche volta sa essere davvero ingiusto ... ;-))

 Scorrendo il seguito vedo che poi la discussione si é prevedibilmente incanalata verso la triste, scontata e strumentale diatriba sul "controllo delle nascite". Sui numeri nudi e crudi a naso mi pare che Pequenito abbia assolutamente ragione. Ovviamente nessuno osa immaginare che la popolazione mondiale raggiunga un giorno i 2,5 miliardi. Ai ritmi di crescita che abbiamo visto a metà del secolo appena concluso é una cifra che raggiungeremmo in soli 50 - 100 anni.

Una semplice occhiata alla voce "popolazione mondiale" di Wikipedia suggerisce che il tetto massimo "naturale"  tra i 10 e gli 11 miliardi: http://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale ma spiega anche che l'equilibrio verrebbe raggiunto alle condizioni di perpetuare le dinamiche attuali, che vedono il tasso di natalità nei paesi ricchi in diminuzione ed il tasso di mortalità di quelli poveri in aumento (guerre, carestie, malattie ...). Come a dire: l'unica cosa che possiamo permetterci di lasciar crescere esponenzialmente e a tempo indefinito é lo squilibrio Nord - Sud ed é questo che ciascuna coscienza deve sentire come intollerabile. Prospettiva che evidentemente non ha logica. Oggi l'atomica ce l'hanno Corea del Nord e Pakistan, sai mai che quando saremo 11  miliardi non ci arrivi anche il Congo (giacimenti di Uranio) o persino il Ciad ... e allora addio Milano, prospettiva che per molti aspetti sembrerebbe provvidenziale (non per tutti gli aspetti ahimé, nessuno é perfetto). Perciò resta che l'unica cosa seria l'ha detta il papa: Fra le cause all'origine della grave crisi alimentare mondiale, non c'è solo l'aumento demografico, ma anche l'eccessivo e sconsiderato uso delle risorse ambientali. L'aumento demografico c'é ed é grave ma non é quella la priorità. La priorità é quello che provocatoriamente definivo "comunismo globale", poi magari quando anche il Sahel avrà il nostro tenore di vita ne riparliamo.

Le politiche di controllo delle nascite, con tutto quello che comportano sul piano etico, politico, demogfrafico, religioso stanno a cuore anche a me ma trovo sempre spiacevole usare argomenti di questa portata in modo strumentale. Secondo quanto ci ricorda Pequenito 2,5 miliardi di persone é il numero che OGGI con l'attuale ritmo di produzione potremmo permetterci di sfamare, ma oggi siamo alla fine della cosiddetta "rivoluzione verde", quella che ha permesso alla tecnica di gonfiare enormemente le potenzialità dell'agricoltura, granzie non ultime allo sfruttamento energetico dei combustibili fossili, quindi, come la popolazione in condizioni non distanti da quelle di limite. ERGO lo sviluppo del Sud dipende in modo sostanziale dalle risorse che siamo disposti a trasferire loro. Il resto é nascondere la testa sotto la sabbia.

 

102
23 Nov 2009
alle 10:25

pequenito

@ salvatore 97

L'Aids non si sconfigge con il preservativo (senza SOLO, sei contento?)

Questo è ampiamente dimostrato dai fatti che dicono che decenni di politica del preservativo non hanno risolto il problema AIDS mentre notevoli miglioramenti si stanno avendo da quando davanti al preservativo vengono messe ora finalmente la fedeltà coniugale e l'astinenza, chi non lo vuole capire sono solo gli irrazionali ideologici come te salvatore.

La fame non si sconfigge con il preservativo

Non siamo troppi noi esseri umani, sono troppi gli animali da allevamento, sono troppi gli affari economici ad essi legati, sono troppi gli sprechi alimentari ad essi legati. Questi vanno drasticamente ridotti, non il numero di esseri umani presenti e futuri presunti e se vogliamo parlare di futuri presunti dobbiamo farlo in base a studi seri, non in base a cifre di 20, 50, 100 miliardi sparate a caso da chi pensa che l'indice di fertilità sia qualcosa legato a fattori genetici.

Se questi DATI DI FATTO non li vuoi considerare, a mio parere sempre per lo stesso motivo di voler difendere ad ogni costo tesi preconcette, derivate da dogmi che l'ideologia ateo-massonica vorrebbe imporre all'umanità, beh, sei padronissimo di farlo.

101
23 Nov 2009
alle 08:52

civis romanus sum

,,, E la dimostrerà felice dispiegando con bel sorriso ipo-crita stampato in volto, della parabola dei pochi pesci e del poco pane moltiplicati all'infinito citata dal suo librone magico.

 

100
23 Nov 2009
alle 08:39

civis romanus sum

98. Jack

Il pierino cristiano risponderà senz'ombra di Dubbio: 4) In pratica no, ma in teo-logia si !

99
22 Nov 2009
alle 22:15

Jack

Ehm, scusa ho pasticciato i numeri delle risposte (ero indeciso se aggiungerne una quarta ed ho cambiato i numeri senza poi correggerli). Confermo, il maestro sa contare sino a tre!

 ciao 

98
22 Nov 2009
alle 22:02

Jack

Caro Alieno, vista lo complessita' dell'argomento (i combustibili fossili poco si prestano al dibattito amatoriale) ed onde evitare di confondere i piani del discorso, ho pensato di ridurre la questione ai minimi termini per mezzo di una simpatica storiellina. Se vuoi puoi rispondere tu al posto di Pierino: invece che di petrolio si parla di piante ma in fondo la logica e' esattamente la stessa.

Maestro (rivolgendosi a Pierino): Tutti sanno, vero Pierino, che dai semi nascono le piante.

Pierino: Si' signor maestro.

Maestro: Pero', se davvero vogliamo che la piantina cresca, un seme da solo non basta...

Pierino (un po' titubante): Beh.., ci vuole un vaso con della terra e poi si deve innaffiarlo come fa la mia mamma.

Maestro: Esattamente, Pierino. A volte bisogna poi arare la terra, concimarla oppure proteggere le piantine dai parassiti e molte altre cose che un giorno imparerai, ma le cose che per ora ci interessano, quelle davvero essenziali, sono 3: il seme, il vaso con la terra dentro ed infine l'acqua. Tutto chiaro sin qui?

(cenno di assenso di Pierino)

Bene, ti sottoporro' allora un piccolo test per vedere se hai davvero capito. Proviamo ad immaginare i seguenti casi:

A) Abbiamo un seme, della terra, ma niente acqua.

B) Abbiamo la terra, dell acqua, ma niente seme.                 

C) Abbiamo il seme, l'acqua, ma non la terra.


Potra', dati questi 3 casi, svilupparsi una pianta? Scegli la risposta che ti sembra piu' appropriata.


1) Si'

3) In teoria no ma in pratica si'

4) No in nessun caso

E quando hai finito prendi pure le matitine colorate e disegnami un bell'albero con tante foglie circondato da bambini che giocano e ridono, senza dimeticarti un bel cielo azzurro ed un sole splendente.  

97
22 Nov 2009
alle 20:07

salvatore

La rabbia e la frustrazione per essere incapace di scrivere concisamente, e di non saper riassumere, sforzando le MENINGI oltre che la sua povera tastiera,

costringe ALIENO a postare con la consueta maleducazione da TROLL, e con la consueta prepotenza fascista, una quantità di articoli e di pagine che le persone per bene avrebbero suntato e poi linkato.


Alieno, hai qualche grave tara mentale che ti costringe a comportarti sempre da CAFONE, e tanto sleale , visto che il tuo stesso comportamento depotenzia i tuoi argomenti e delegittima te come affidabile interlocutore,

come segnalatoti da Jack,

"La logorroicita' dei tuoi post non e' infatti casuale, ma del tutto funzionale alla tua strategia che consiste nel sistematicamente confondere, manipolare e distorcere il senso del discorso, il che oltre ad essere scorretto nei confronti di chi interloquisce ti porta a monopolizzare il blog a danno di tutti. Ma forse anche qui c'e' un intenzione: non riesci a prevalere qualitativamente, quindi cerchi di farlo quantitativamente, sommergendo ogni altro commento coi tuoi post chilometrici, annacquando anche il miglior vino con la tua incontinenza."
al suo 94, tutto da leggere ---> qui

e dimenticando cocciutamente quanto scritto da don Padrini:
<Ho anche già chiesto di fatto ad Alieno di essere più conciso, come gesto di buona volontà onde permettere una lettura più veloce e fruibile.>

il quale non potrà poi lamentarsi se,

in assenza del suo doveroso lavoro di moderazione,

i suoi threads si trasformeranno con il mio convinto apporto in una palestra di incollaggi piuttosto che in un sensato e trasparente dibattito, del quale il mio commento, ormai reso distante di parecchie pagine indietro, è un esempio che riposto qui sotto.

-------------------------------------------------------

79 pequenito,

dai per scontata in tutto il tuo post una serie di cose per nulla scontate.

Ma, una cosa per volta, per non lasciarti fare impunemente confusione, con le tue diverse fallacie logiche;

"mutatio controversiae" n° 1 (cambiamento di comodo dell'oggetto del contendere):
io infatti
- non ho scritto sulla demografia futura (se non chiedentoti ragguagli sulle fonti consultabili riguardo a quelle previsioni, opinabili in quanto tali ed in quanto basate su modelli),
- ma invece ho scritto sulla contraddizione a proposito della diversa considerazione da te data
qui sì
a <gli istituti mondiali universalmente riconosciuti per lo studio dei fenomeni demografici>.
ma non là, nel dibattito sul preservativo.

Al punto che ribadisci, tentando pure la
"mutatio controversiae" n° 2:

<Nel caso del discorso del Papa sull'Aids sono usciti fuori pareri contrastanti, ma DATI schiaccianti sul fatto che il preservativo da solo non risolve il problema AIDS, anzi.>
e
<Quei DATI schiaccianti contro l'inefficacia del preservativo nello sconfiggere da solo l'AIDS vengono ignorati per motivi ideologici e commerciali...>

Mutatio che vorrebbe far fallacemente intendere che la controversia vertesse allora sulla

- capacità del preservativo di sconfiggere l'aids da solo
invece
- che sulla frasi inopportune e non condivise infatti da alcun Ente Internazionale Responsabile, del Papa, sulla sua "dannosità".

Memoria scarsa?

E allora debbo anche ricordardti il tuo dibattito con Fabrizio sulla efficacia statistica del preservativo, nel quale ti ha dimostrato matematicamente il contrario di quanto sostieni, per condannarne l'uso, là ai fini del contrrasto all'Aids, e qua anche come ausilio al controllo della natalità.

La sofistica di Alieno ha fatto scuola, eh!

Ci prendi forse per degli idioti? a scrivere le paroline "da solo" che stravolgono tutto il discorso a comodo tuo?

Sgomberato il campo dalle fesserie,
per tornare quindi alla contraddizione che ho rilevata,

se non la vuoi considerare, a mio parere sempre per lo stesso motivo di voler difendere ad ogni costo tesi preconcette, derivate da dogmni che la Chiesa vorrebbe imporre all'umanità, beh, sei padronissimo di farlo.

A me basta quanto sottolineato e sottolineo sempre cercando di riportare alla coerenza ed alla correttezza nel considerare la Chiesa ed i Papa quali sono e non quale si vorrebbero autocertificare,

poichè su questo tema
mi pare che contribuiranno soltanto a produrre le vocazioni future di poveri cristi affamati, senza vedere che non controllare le nascite significa mantenere una umanità sempre sofferente da dovere poi "cristianamente" soccorrere, senza poter restare mai senza l'oggetto della loro "mission".

96
22 Nov 2009
alle 19:54

Jack

@Alieno

Prendo atto che nonostante i fiumi di roba che hai scritto circa il merito del mio 78 hai preferito tacere....

95
22 Nov 2009
alle 19:34

civis romanus sum

Il premio ! ,,, il premio ! ,,, clap clap clap clap !

94
22 Nov 2009
alle 18:50

Alieno

Ma ecco dove è veramente inquietante il dettato terrorista delirante:

FAO: Bonelli (Verdi): senza sicurezza climatica nessuna sicurezza alimentare.

“Concordo pienamente con Ban Ki Moon quando dichiara che non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica, adesso bisogna agire”. Lo ha dichiarato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che, nella prima giornata del vertice della Fao, commenta le parole del Segretario generale delle Nazioni Unite.

“La decisione assunta ieri da Usa e Cina non è solo una brutta notizia  - ha proseguito il leader del Sole che ride - ma la riteniamo moralmente inaccettabile rispetto all’urgenza che il pianeta ha di decisioni immediate per contrastare i cambiamenti climatici. Sappiamo quanto sia forte legame tra fame nel mondo e cambiamenti climatici. Alcuni studi ci confermano che prossimi decenni ci saranno oltre 100 milioni di  ecoprofughi che fuggiranno dai propri territori e non ci saranno più terre da coltivare a causa della desertificazione”.

“Di fronte alla drammatica urgenza negli accordi da raggiungere, ancora una volta sono state bloccate decisioni importanti sul clima fra due grandi potenze come la Cina e Usa” – ha aggiunto il presidente dei Verdi Bonelli che conclude: “L’ Europa deve andare avanti con forza con le decisioni assunte e introdurre i dazi verdi a protezione delle merci prodotte in Europa che rispettano non solo il protocollo Kyoto, ma anche le regole ambientali che servono anche per condizionare i Paesi importanti come la Cina a investire sempre di più nelle energie pulite”.

Roma, 16 novembre 2009

Dobbiamo sottrarci a queste truffe che sfruttano temi sensibili, tremendamente umani.

Non possiamo interagire sul clima (non è certo oggettivamente dimostrabile, nessuna garanzia né sulla nostra responsabilità, né su eventuale efficacia di strategie), a meno di non adare ad operare sul Sole magari,

ma condizioniamo su un tema così grave dibattito, energie, risorse, volontà, opinione pubblica dirottata e distratta.

La sicurezza alimentare manca invece per tutt'altri motivi, oggettivamente riscontrabili, decentemente affrontabili per studiare strategie.

Governi corrotti, interessi sporchi, dittature.

Il primo problema (questo individuabile nell'antidoto, anche se è difficile portarcelo) che non fa offrire garanzie di sicurezza alimentare, è la mancanza di

LIBERTA'.

Regimi corrotti, mafie, connivenze nazionali ed internazionali, a speculare su tutto, disumanamente. Questa è la priorità su cui lavorare, ma al momento si dirotta la questione comodamente e strumentalmente parlando di sicurezza climatica (o atto di presunzione o sensato come discutere del sesso degli angeli, un investimento che non avrà certo una soluzione in tempi brevi o lunghi accettabili per l'uomo).

Dunque si deve capire da dove arriva il fondamento per il fondamentalismo, su cosa poggia realmente

ciò che fa dire a tanti, non solo ad Obama certe espressioni di terrorismo di propaganda, ma anche al segretario Onu, forte del suo ruolo, Ban ki-moon, una frase così:

«Abbiamo meno di dieci anni per fermare l'aumento delle emissioni di gas serra se vogliamo evitare conseguenze catastrofiche per la gente e per il pianeta»,

Non abbiamo dati uniformi, non abbiamo pareri omogenei, anzi, contrapposizioni anche fortissime, non abbiamo dati oggettivi per poter usare questi toni e parlare così, imponendo agende e pressioni che coinvolgono tutti gli esseri umani.

Dice anche:

Sfida collettiva - «Si tratta, semplicemente, della sfida collettiva più grande cui ci troviamo di fronte come famiglia di esseri umani», ha continuato il segretario generale dell'Onu in un discorso pronunciato a Seoul, a una riunione della Federazione mondiale delle Agenzie delle Nazioni unite.

Sbagliato: le sfide più grandi sono altre. Fame, malattie, guerre, la cultura odiologica che le rinforza, crea o mantiene per proprio uso e consumo.

 

 

93
22 Nov 2009
alle 18:37

Alieno

La concezione stessa di "ambiente" dei fanatici ballisti è riduttiva (in una lettura cristiana o con un metodo scientifico più aperto invece, si può superare al concezione riduttiva ideologica).

Lo scienziato russo Habibullo abdussamatov (direttore dell'Osservatorio astronomico Pulkovo di San Pietroburgo),

ha confermato per una via diversa (il linguaggio scientifico lo permette naturalmente e non porta certo al pensiero unico come vorrebbe qualcuno per strumentalizzare nell'ossessione anti-cattolica personale),

che "il riscaldamento serra di origine umana ha dato solo un minimo contributo al riscaldamento osservato sulla Terra negli ultimi anni".

L'ha dedotto, scientificamente osservando quell'indizio che assume come "prova": anche Marte, come la Terra, ha visto dei cambiamenti climatici. Nel 2005, per esempio, c'è stata una diminuizione per 3 estati di seguito, delle calotte di anidride carbonica che ricopropono il polo sud del pianeta. Ma ha conosciuto anche innalzamenti di temperatura.

Le flatulenze di vacche e umane arrivano fin lassù?

Macché. A causare l'effetto serra sarebbe il Sole.

Anche sul National Geographic cominciano a farsi coraggio, finalmente, ricerche ed opinioni diverse dalla vulgata del culto scientifico-cocomeraio (spesso verde fuori e rosso dentro) che negli ultimi anni, in una progressione spaventosa, ha preso il controllo dopo il '68.

Dentro la comunità scientifica, per quanto è pretesa di alcuni di poter rintracciare l'attendibilità oggettiva con l'unico linguaggio scienza, c'é finalmente miglior dibattito, opinioni differenti.

E pian piano è possibile sgamare gli interessi e gli intrecci che si muovono dietro e davanti a queste spesso aspre contrapposizioni.

Obama per esempio è un astuto della real-politick e del linguaggio mediatico, un imbonitore (i cui limiti sostanziali, di concretezza però stanno emergendo di pari passo con la sua progressiva perdita di consenso) ed adotta il linguaggio ideologico (ecologically correct intriso di buonismo per una politica che inquieta invece per la sua disinvoltura poi, non accogliendo degnamente il Dalai Lama e intrecciando inciuci più stretti con la Cina per non dirne altri).

Contrapponendosi, per esempio, a Bush, meno diplomatico, meno sopraffino in quanto a furberie di immagine e capacità mediatiche di convogliare su di sé consenso. Non fosse altro perché non ha la sufficiente vanità narcisistica e l'ossessione protagonistica di Obama il novello messia.

Ma se l'odiato Bush si rifiutava di firmare il trattato di Kyoto ricevendo una sistematica aggressione violenta di disprezzo e non accade ad Obama, un motivo c'é (nemmeno Obama ha cambiato granché, ma è più astuto nel linguaggio dicevo, nell'apparenza): diversi influenti scienziati americani c'erano e ci sono a sostenere che quel trattato sarebbe inutile, anzi, perfino dannoso economicamente.

dietro le lobbies ambientaliste, si muovono enormi interessi nel business del settore o anche già capaci di immenso profitto solo nella parte che si occupa della "propaganda" (campagne informative-educative ecc).

Siccome l'ecoballismo è riuscito poi a costruire una sua "sacralità" in una sorta di pseudo-religione, un cultismo animato da pulsioni fondamentaliste ed intolleranti, sarà bene "desacralizzare" quanto più si possa costoro.

Facendo emergere i "danni" del fanatismo verde.

A parte la storia del Ddt, perché non ricordare quando i cocomerai integralisti, convinsero il governo del Perù ad abbandonare l'uso del cloro per disinfettare l'acqua?

Il risultato fu una bella epidemia di COLERA, con migliaia di morti.

Bisogna buttare giù dal piedistallo questi sacerdoti, ordinati in caste, con tutti i suoi dogmi e tabù. Bisogna farlo e presto, perché ormai questa religione è entrata perfino tra la casta dei sacerdoti cattolici o tra i fedeli a far danno, tanto per dar l'idea di cosa ha prodotto un simile, continuo terrorismo.

Insomma: mi auguro che non occorrano 500 anni per leggere le tremende falsità ed i deliri come oggi leggiamo i verbali ed i documenti delle cacce alle streghe dei puritani.

Va spiegato che l'ecologia come si intende oggi nella vulgata egemone, è un formidabile strumento dei governi o delle organizzazioni inter-governative e di tanti altri, per intervenire nella "cosa privata", imponendo ricatti sia con campagne di disinformazione spacciate per informazione (pura propaganda), sia con normative coatte, tribunali e così via, in cui le lusinghe più accomodanti sono i famosi "incentivi" statali.

Soldi di tutti però, a pagare gli incentivi, siamo sempre noi, privati cittadini che dobbiamo subire: vogliamo farlo un dibattito più trasparente, leale?

 

92
22 Nov 2009
alle 18:15

Alieno

Tutte le balle della scienza: il libro che smonta i catastrofismi

Il titolo, ruspante e perentorio come una scudisciata, ti prende alla gola e non ti molla più. “Le balle di Newton. Tutta la verità sulle bugie della scienza” (edito da Rubbettino e nelle librerie da pochi giorni) mantiene quello che promette: smascherare le sciocchezze – tante – scritte e dette sulle emergenze del pianeta. Dal nucleare al riscaldamento globale, dall’Aids all’estinzione delle specie animali passando per le cellule staminali, la clonazione e l’insegnamento dell’evoluzione.

L’autore, l’americano Tom Bethell, editorialista dell’ “American Spectator” e collaboratore di testate come il “New York Magazine” e l’ “Atlantic Monthly”, demolisce in modo irriverente gli assiomi più granitici. Beninteso, non si tratta di un libro contro la scienza, ma una difesa del corretto metodo scientifico dagli abusi che vengono compiuti in suo nome. Una guida che si fonda su fatti e non su chiacchiere, insomma. Bella e istruttiva, come direbbe qualcuno.  

Bethell è uno dei pochi scrittori, insieme a Michael Crichton, che in questi anni hanno avuto il coraggio di denunciare l’uso distorto della scienza da parte di ciarlatani che ingannano i giornalisti creduloni e scatenano isterie di massa, allo scopo di ottenere pubblicità, potere politico e finanziamenti statali. La caratteristica immancabile di queste “crisi imminenti”, infatti, è quella di richiedere sempre più interventi dello Stato, e mai di meno.

“Per inquadrare il problema in Italia – scrive Guglielmo Piombini nella prefazione, dopo essersi occupato anche della traduzione del volume - possiamo pensare ad un personaggio onnipresente sui media come Mario Tozzi, che quotidianamente dispensa al pubblico le sue ‘verità scientifiche’ ecologiste, maltusiane, anticristiane e anticapitaliste, e che è solito rispondere ai critici ostentando con arroganza le sue credenziali di scienziato. In realtà gli ambientalisti come Tozzi il più delle volte non fanno scienza, ma politica. Lo scienziato, per essere tale, dovrebbe essere in grado di azzeccare, almeno qualche volta, una previsione. Il valore predittivo della pseudo-scienza sbandierata dagli ambientalisti radicali è invece praticamente nullo: sono ormai quarant’anni che sbagliano una previsione dopo l’altra, senza avere mai fatto ammenda”.

Qualche assaggio tratto da “Le balle di Newton”. Uno dei casi più eclatanti ricordati da Bethell è quello del trattato di Kyoto sulla riduzione delle emissioni che provocano il cosiddetto effetto serra. Pochi infatti sanno che le teorie che attribuiscono a cause umane il presunto riscaldamento globale non hanno alcun fondamento scientifico sicuro, e che l’applicazione rigorosa di questo protocollo avrebbe delle ripercussioni devastanti sulle economie dei paesi industrializzati. Secondo una stima dell’International Council for Capital Formation in un paese come l’Italia il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto potrebbe causare la perdita di oltre 200 mila posti di lavoro nel 2010, mentre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 13 per cento e quello del gas del 44 per cento. Tutto questo per far scendere di qualche grado la temperatura nel 2100!

Le politiche climatiche proposte per fronteggiare il riscaldamento globale sono espressione di una smisurata presunzione. In realtà non si conoscono perfettamente tutti i fattori climatici che interagiscono in maniera complessa e imprevedibile; le attuali tecniche di misurazione del clima non sono pienamente affidabili; non si sa con certezza se il riscaldamento è provocato dalle emissioni umane o dai fattori naturali; è molto difficile prevedere le conseguenze del cambiamento climatico, calcolare con precisione l’entità dei danni provocati dal riscaldamento globale, e comparare i costi e i benefici delle politiche climatiche con quelli della loro assenza; infine, è fortemente dubbio che gli obiettivi climatici possano essere realizzati per mezzo di quei sistemi di pianificazione politico-burocratici che hanno sempre fatto fiasco in ogni precedente occasione.

La campagna allarmista ha finora dato i frutti sperati, se si tiene conto che solo i contribuenti americani versano 4 miliardi di dollari all’anno nelle tasche degli scienziati e dei burocrati che lavorano attorno al problema del riscaldamento globale. Che ne sarebbe dei loro budget, impieghi e avanzamenti di carriera se risultasse che l’aumento della temperatura si deve a cause naturali che l’uomo non può controllare?

Altre balle sono state divulgate a piene mani a proposito del DDT, un insetticida formidabile messo al bando nel 1972. Proprio questa sua eliminazione dal mercato ha provocato nel Terzo Mondo la morte per malaria di milioni di persone. Ma qualche volta le bugie hanno le gambe corte, per fortuna. Nel settembre 2006 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato di aver mutato il suo orientamento, e di essere favorevole all’uso del DDT e di altri insetticidi nelle aree africane minacciate dalla malaria. Resta del tutto gonfiata, invece, l’ecatombe di Aids nell’Africa subsahariana. Bethell rivela che l’epidemia di Aids è stata completamente inventata per ragioni politiche durante una conferenza internazionale svoltasi a Bangui, in Centrafrica, nel 1985.

Da allora, mentre gli “esperti” prevedevano puntualmente scenari da peste nera e cadaveri a montagne, la popolazione dei paesi dell’Africa meridionale ha avuto la più alta crescita del mondo, passando da 434 a 733 milioni. Come nota ancora Piombini, “in vent’anni la terribile piaga ha incrementato la popolazione del 70 per cento, in un numero pari all’intera popolazione degli Stati Uniti. Sui giornalisti africani che hanno tentato di indagare meglio la faccenda è caduto l’ostracismo generalizzato”.

Graziano Girotti
(L’opinione, 16 giugno 2007)

 

91
22 Nov 2009
alle 18:07

Alieno

In due parole: cristianamente parlando,

i tentativi di imporre limiti dei fondamentalisti anti-cattolici, anti-cristiani di ogni sorta,

sono limiti superabili. In ogni caso vale la pena di provarci.

Un passaggio utile sarà smontare gli attrezzi di questa strategia global di propanda di regime che si serve delle eco-balle.

Ecco, bisogna cominciare a far capire, che la risorsa a loro utile, quella delle eco-balle, è una risorsa che sta finendo e che si tenterà di far sì che non sia rinnovabile con molta facilità, la pacchia è finita.

 

90
22 Nov 2009
alle 18:03

Alieno

Questa grande truffa che ormai non è più nemmeno "del secolo" ma è formidabile e si sviluppa almeno su due,

è strumentale ad una tremenda speculazione.

Cito un articolo su cui vale la pena almeno di rifletterci un attimo, per prudenza, preso da europaoggi.it che si riferiscono ad un libro: "Che tempo farà" e pubblicato su Libero il 23 Marzo dell'anno passato.

Canada travolto dai ghiacciai. In Francia arrivano i pinguini

di Alessandro Gnocchi
pubblicato su Libero del 23/03/0

Al Gore, Premio Nobel per la pace, alla conferenza Onu di Bali sui cambiamenti climatici (dicembre 2007) l’ha sparata grossa: «La battaglia per il clima e la salvezza della Terra è la nuova frontiera dell’antifascismo nel mondo ». Addirittura. L’episodio è ricordato nelle pagine d’apertura di “Che tempo farà” di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari. Il volume spiega benissimo come le battaglie sull’ambiente siano il cavallo di Troia di una ideologia, erede del socialismo, secondo la quale l’uomo (soprattutto quello della specie “capitalista”) è il cancro del pianeta. Il cosiddetto sviluppo sostenibile è il nuovo feticcio, con i corollari che comporta. Primo, il controllo delle nascite: siamo in troppi sulla Terra, non possiamo nutrire tutti. Secondo, il rallentamento dei Paesi ricchi: il libero mercato, per sua stessa natura rapace, brucia le ricchezze del globo e vìola le regole della natura. Terzo, la necessità di una burocrazia internazionale capace di imporre nuove regole: senza l’Onu non si va da nessuna parte.

Tutto il potere alla burocrazia

Queste sono le posizioni condivise per opportunità politica da un numero crescente di Stati. E sono anche le posizioni ufficiali dell’Unione europea, come traspare da un intervento di Javier Solana pubblicato venerdì da Repubblica. L’Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza mette in guardia contro le conseguenze drammatiche dei cambiamenti climatici: migrazioni di massa, guerre per le risorse, carestie assassine. Poi scatta la richiesta: creare un «quadro concordato internazionale», «intensificare le capacità europee a tutti i livelli», «rendere disponibili le risorse finanziarie» (disponibili a chi e per far cosa? Non è detto), «rafforzare le regole internazionali vigenti ». Insomma: più potere alla burocrazia, per favore. Che ruolo gioca la scienza in questo quadro? Quello dell’utile idiota. Tocca infatti ai ricercatori orchestrare la propaganda. Può sembrare una esagerazione ma c’è chi ha teorizzato questa necessità. Ad esempio Stephen Schneider, docente a Stanford, consigliere di Clinton negli anni d’oro: «Vorremmo che il mondo fosse un luogo migliore, che in questo contesto significa lavorare per ridurre il rischio di cambiamenti climatici potenzialmente disastrosi. (...) Questo naturalmente richiede di ottenere una grande attenzione da parte dei media. Quindi dobbiamo offrire scenari terrificanti, fare affermazioni semplicistiche e drammatiche». Un ottimo (si fa per dire) programma applicato poi da Schneider nella stesura dei rapporti dell’IPCC, cioè del contestato organo, emanazione dell’Onu, cui tocca fornire la “verità” sulle condizioni della Terra.

Allarme nazionale per un pinguino

Ma quali sono i dati certi sul riscaldamento globale? Anzi, ci sono dati certi? Cascioli e Gaspari dimostrano che sul clima nessuno per ora può vantare il diritto di avere l’ultima parola. Lo fanno con una esilarante carrellata di false emergenze e previsioni totalmente sballate. Fine del XIX secolo. I media iniziano a interessarsi del clima. Il 24 febbraio 1895 il New York Times annuncia: «I geologi ritengono che il mondo stia per congelarsi di nuovo». Una nuova era glaciale in arrivo? Pare proprio così. Nel 1912 il Los Angeles Times titola: «In arrivo la quinta era glaciale». Nel sommario si legge: «La razza umana dovrà combattere contro il freddo per la sua esistenza». Nel 1922 il New York Times riporta che l’improvvisa comparsa di un (1) pinguino sulle coste settentrionali della Francia ha provocato «considerevole costernazione in tutto il Paese». Nel 1923, il Chicago Tribune apre la prima pagina con una notizia clamorosa. Il Canada sarà presto «spazzato via dai ghiacci dell’Artico». Stessa sorte toccherà all’Europa e all’Asia. Avanti così fino agli anni Trenta, quando la tendenza si inverte. Dal freddo bestiale al caldo disumano. Prima qualche voce isolata. Poi la valanga, a partire dagli anni Cinquanta, fino alla uscita più recente, il rapporto 2007 dello IPCC.

Il riscaldamento globale

Gli scienziati cambiano spartito: creperemo a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai si scioglieranno, le città costiere saranno sommerse, i cicloni si moltiplicheranno, la temperatura salirà, i deserti avanzeranno. Peccato che ogni singola pagina del rapporto sia stata duramente contestata, perfino dagli esperti che hanno contribuito a stenderlo (alcuni dei quali hanno denunciato le pesanti forzature apparse nella redazione finale). Non c’è bisogno di andare all’Onu per essere edotti sulla trista fine della nostra specie. Basta rileggere le parole di Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente nel governo Prodi. Sì, proprio quello che si oppone a nucleare, infrastrutture, rigassificatori, termovalorizzatori e carbone a basso impatto.

Le catastrofi secondo i Verdi

Ecco l’Italia del presente e del futuro vista dal leader dei Verdi alla conferenza nazionale sui cambiamenti climatici (2007): addio alle piogge, desertificazione del Sud e della Pianura Padana, scioglimento dei ghiacciai alpini, quattro gradi in più rispetto alla media mondiale. Fu smentito dal professor Franco Prodi, direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR: «La conferenza non ha avuto nulla di scientifico. Non hanno invitato alcun scienziato e hanno sbagliato a leggere i dati». Quante ecoballe... 



Segreti e retroscena del terrore ambientale

di Guglielmo Vasto
pubblicato su Sentire il 16/04/08

“Al tempo dei dinosauri faceva molto più caldo di oggi”. E ancora “Perché mai il Titanic affondò per colpa di un iceberg quasi davanti a New York?”.

Parlano di eco-balle e il loro libro è senza dubbio frutto della virtù dei coraggiosi, perché va controcorrente. Quanto costano le bugie sul clima? Tanto, dicono Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari giornalisti e saggisti, autori di “Che tempo farà -Falsi allarmi e menzogne sul clima” (Piemme pp.224, euro 12,50). Da una loro indagine emerge che sull’allarme ambientale si è gonfiata una enorme bugia. “Che finirà per far pagare l’aria agli abitanti del pianeta” affermano gli autori, che partono da alcune considerazioni tratte da ritagli stampa monitorati con attenzione. A partire da un’Ansa del 26.11.2007. “Avevano previsto che il 2007 sarebbe stato l’anno più caldo del secolo, ma mentre l’estate 2007 nell’emisfero Nord si è rivelata piuttosto fresca, in Sudafrica e in Argentina l’inverno si è mostrato come uno dei più gelidi degli ultimi anni, con la prima neve in oltre 20 anni in Sud Africa. Dopo 89 anni la neve è caduta nel centro di Buenos Aires” affermano gli autori. E questo è solo l’aperitivo. Molti i dati del volume che concorrono alla tesi di una possibile eco-balla planetaria.

“Siamo di fronte ad una politica sul clima viziata dalla menzogna e degli interessi di parte” dice Antonio Gaspari, giornalista e scrittore, coordinatore scientifico del master di Scienze Ambientali dell’Università Europea di Roma. Gaspari scrive per Avvenire e l’agenzia Zenit. “Anche il Corriere ha riconosciuto temperature polari dalla Cina all’Afghanistan, dal Medio Oriente al Canada”. Rincara la dose Riccardo Cascioli, giornalista di Avvenire e direttore dell’agenzia www.svipop.org, già autore con Gaspari di un doppio libro su Le bugie degli ambientalisti (sempre ed. Piemme, ndr). “Hanno detto che l’incremento dell’anidride carbonica va di pari passo con l’aumento delle temperature. Ma la Cina, che ha raggiunto e superato gli Stati Uniti in incremento di CO2, ha visto l’inverno più freddo degli ultimi 50 anni” dice. “Secondo una prima stima riportata il 10 febbraio, il freddo polare che ha investito la Cina ha ucciso 107 persone e gravemente danneggiato 17,3 milioni di ettari di foreste. Una superficie forestale che è quasi doppia di quella italiana”.

E veniamo ai mari. Anche qui il libro desta quanto meno stupore. Ci era stato detto che con l’aumento delle temperature l’acqua del mare Adriatico avrebbe sommerso Venezia e sarebbe arrivata fino a Mantova. “Eppure mai come questo anno a Venezia l’acqua è stata così bassa”. Ancora una volta dati: La Stampa (19.2.2008) ha scritto che insieme al freddo a Venezia quest’anno si è toccato il record dell’acqua bassa. “Il 17 e 18 febbraio l’acqua era così bassa che in gran parte della laguna le gondole e le barche non riuscivano a galleggiare”. I vaporetti del servizio pubblico hanno dovuto dirottare le corse per scarsità d’acqua. Antonio Gaspari fa notare un altro dato. “L’acqua è arrivata alla minima di –61 e Venezia ha mostrato le fondamenta dei palazzi, la melma, barche in secca in pieno centro, gondole arenate senza possibilità di movimento e quasi penzolanti dagli approdi. Il 2007 è passato senza lasciarsi dietro nemmeno un’acqua alta. Il 19 febbraio alle 15.30 il livello dell'acqua a Venezia è scesa a meno –72”.

Il libro porta avanti una tesi: sarebbe evidente che le condizioni climatiche sono ben poco influenzate dalla produzione antropica della CO2 (cioè dalla produzione umana di anidride carbonica, ndr). Persino gli scienziati sarebbero divisi sulla questione. “Tuttavia i sostenitori della teoria del riscaldamento globale continuano a urlare istericamente di ridurre la crescita demografica e i consumi, scegliendo forme di produzione meno efficienti e più costose, limitando lo sviluppo”, incalzano Gaspari e Cascioli. “ L’aspetto più paradossale dell’intera vicenda è che si chiede alle persone di sacrificare sull’altare di Gaia (la 'dea' Terra, ndr) i propri figli e i propri consumi, pagando di più per produrre di meno”. Gli autori si riferiscono alla ratifica da parte dei governi del Protocollo di Kyoto: un’operazione speculativa mondiale che indebita tutti gli abitanti del pianeta Terra. “Nel momento in cui si accetta l’idea che la produzione antropica di CO2 è la causa del problema, ecco che ogni abitante del pianeta Terra, dovrà pagare perché emette CO2 quando respira e perchè consumando il necessario per vivere induce produzione di anidride carbonica”. Ma quanto costa la ratifica al Protocollo di Kyoto all’Italia? Gli autori hanno fatto i conti: 63 euro al secondo, cioè 5 milioni, 443 mila e 200 euro al giorno. Secondo i calcoli fatti dal Kyoto Club e resi noti al convegno "Le Regioni e gli Enti locali verso Kyoto" (Campidoglio, Roma ,7.2.2008), entro l’anno l’Italia accumulerà un debito di oltre 2 miliardi di euro. Ma c’è di più: in Italia le emissioni sono cresciute del 12% con uno sforamento di oltre 90 milioni di tonnellate. E c’è un dato sorprendente e inquietante: i paesi che sforano comprano dai paesi improduttivi i certificati verdi. Lo fa anche l’Italia: come tutti i governi che sono fuori dalle quote di Kyoto, va al mercato delle emissioni e compra crediti in quei paesi virtuosi che hanno il nucleare, o che hanno pochissima attività industriale da poter vendere i “carbon credits”. Nella realtà nulla cambia, perché non c’è effettiva riduzione della CO2 complessiva. Insomma sarebbe in atto un enorme sistema speculativo tenuto in piedi dalle bugie sul clima. “Al danno si aggiunge la beffa, perché i tanti denari spesi dagli italiani e dalle imprese incrementano l’austerità ed il costo dell’energia e dei trasporti, ma non cambiano nulla nella realtà”. Gli autori dicono: leggere per credere. “Per capire come è stata creata e si è gonfiata questa enorme bugia e come si sta cercando di far pagare l’aria agli abitanti del pianeta bisogna quindi documentarsi e incrociare i dati”. Per il lettore basterà andare in libreria a prendere il libro di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari.

Aldilà di come la si pensi e si voglia ragionare, è evidente che non è possibile reclamare a sè la pretesa inconfutabilità, l'oggettività di chi sbraita nel delirio ambientalista.

Non c'é l'uniformità di pensiero, anche se questi invasati fondamentalisti tentano di costruirlo un pensiero unico e credo sia necessario difendersi da questo tentativo di creare una dittatura del pensiero, con metodi che con la scienza e l'oggettivo bene poco c'entrano.

Il linguaggio scientifico, dunque, è in realtà una torre di babele dove c'é una varietà di linguaggi che non si intendono oppure che parlano la stessa lingua e però non si intendono (che forse è pure peggio), ma non si può tollerare indiffirenti le più palesi strategie di inquinamento del dibattito (inquinamento pervasivo che è già devastante).

 

 

89
22 Nov 2009
alle 17:56

Alieno

Per i più scettici invece l'appello è a difendere il pianeta da questo continuo terrorismo ingiustificato (certo non giustificato con metodo scientifico, oggettivabile).

Non si possono più tollerare indifferenti, visto che producono dinamiche strategiche che coinvolgono pesantemente tutti, globalmente, espressioni ideologiche furbe quando non sciocche, come quelle di Obama Barack:

«La minaccia è grave, urgente e crescente: se non agiremo rischiamo di consegnare alle future generazioni una catastrofe irreversibile»«Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere. La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli sono a rischio».

Questo si chiama terrorismo. E naturalmente gli Usa ben rivelano quanto poco di serio ed attendibile ci sia in questa priorità. Perché sono tra coloro che faticano ad applicare le strategie relative. Cioé sanno benissimo che non è una priorità.

Però lo faranno gradualmente, in un processo di "conversione".

Che tradotto significa: il tempo necessario perché diventi concreta occasione di maggior profitto di lobby, multinazionali e così via.

Nel frattempo, il profitto si incassa in termini di consenso, politico.

Anche gli Stati Uniti hanno fatto poco, ma questo è un nuovo giorno, questa è una nuova era e posso dire con orgoglio che gli Stati Uniti hanno fatto di più per l’energia pulita e per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera negli ultimi otto mesi che in qualsiasi altro periodo della storia».

In questo gli Usa, specie con il novello messia nonché premio nobel alle intenzioni, va di pari passo con le strategie della Cina:

HU: «RIDUZIONE CO2» - E proprio la Cina, come atteso, ha lanciato un segnale positivo. Il presidente Hu Jintao ha detto che il Paese intende ridurre le emissioni di anidride carbonica per ogni unità di prodotto nazionale lordo di un «margine notevole» entro il 2020. Davanti a una platea di oltre cento leader mondiali, Hu ha precisato che il suo governo sta portando avanti enormi sforzi e che continuerà ad agire «con determinazione»: ha parlato di un importante aumento della superficie boschiva, di tecnologie eco-sostenibili e di un aumento del 15% della quota di energia non fossile nel totale del consumo grazie a uno «sviluppo vigoroso» delle energie rinnovabili e nucleare. Ad oggi la Cina è considerata il Paese maggiormente responsabile dell'inquinamento globale dell'atmosfera assieme agli Usa: ai due Paesi è riconducibile il 40% delle emissioni di Co2. Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, dicendosi in totale accordo con il «Green New Deal» di Obama, ha ricordato che il suo Paese intende ridurre del 25% le emissioni di gas serra entro il 2020.

Ovvero, convertiranno le loro strategie ed economie solo quando e come sarà conveniente alla logica del profitto, del business e nel collocamento planetario, perché non c'é alcuna urgenza o priorità, l'unica urgenza è quella del profitto.

L'invasività furba e delirante del tema "ambientalista-fondamentalista" coinvolge invece oggettive priorità come la fame nel mondo, ma ne condiziona sempre le analisi conclusive per la propria convenienza.

Ecco che il clima ancora una volta, riappare come grimaldello:

Anche il Programma alimentare mondiale dell'Onu si è unito all'appello del segretario generale. «Il cambiamento climatico riguarda tutti noi. Ogni giorno al Pam osserviamo gli effetti dei danni che la fame, causata dagli eventi atmosferici, infligge alle persone che ricevono il nostro aiuto. Ogni giorno assistiamo persone colpite da siccità e inondazioni - dichiara il direttore esecutivo Josette Sheeran -. Sulla scia della crisi finanziaria e di quella alimentare, la fame causata dagli eventi atmosferici sta ora colpendo senza tregua le comunità povere e affamate. L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite per sconfiggere la fame è quello a maggior rischio. Esso sta perdendo terreno, con 150 milioni di nuovi affamati negli ultimi due anni».

Ora... io non che voglia dire molto....

siccità e inondazioni...

che sulla terra sempre ci sono state, a sconvolgere il pianeta già prima della comparsa dell'uomo, figurati nello sputo di tempo della sua esistenza sul pianeta.

Nella storia dell'umanità, però abbiamo visto che l'uomo ha conosciuto ampie zone di povertà e miseria profonda e devastante, anche se non arrivava al miliardo di persone sulla faccia della terra.

Così, tanto per ricordarci che il problema delle risorse "finite" e il problema della "crescita demografica" è solo strumentale per distoglierci dalla vera necessità e priorità: fare un ecologia "umana", più umana.

 

88
22 Nov 2009
alle 17:44

Alieno

Di questa trasparenza e pulizia,

è mia opinione debbano esserne informati coloro che non sono ideologizzati e fondamentalisti, ma proprio coloro che sono attaccati o resi attaccabili da questo continuo terrorismo culturale degli eco-ballisti,

in primis i cristiani, i cattolici, che certamente possono esserne confusi, quando non tentati di imprudente adesione euforica.

Per contrastare questa formidabile aggressione, è dunque necessario entrare meglio nel dibattito, sia guardando nello specifico facendo pulizia dell'invasività di termini ed espressioni ideologiche ed affatto "scientifiche", sia in un quadro più ampio in cui vedere un ordito più complesso che fa convergere molti interessi diversi in una pianificazione progressiva anti-cristiana ed anticattolica in modo particolare (e naturalmente, comprende anche la massoneria tra altri interessi di vario tipo, politico-culturale-economico-finanziario).

 

 

87
22 Nov 2009
alle 17:41

Alieno

C'è chi adotta il linguaggio universale della scienza...

Ecco: fare pulizia nell'uso della dialettica nel dibattito, significa far emergere queste affermazioni di tipo "fondamentalista".

Che non ha una vera onestà intellettuale come contributo perché mimetizza la questione: i dati, tutti, sono necessariamente filtrati e dunque manipolabili, per nostro limite di conoscenza (più ciò che non conosciamo che ciò che conosciamo, evitiamo illusioni dannose, l'infinito e tutto davanti a noi), sia perchè strumentalizzabili in funzione di appoggio o sostegno o condizionamento qualsiasi di sorgenti etiche diverse.

Dunque proposte che debbono competere con più trasparenza e pulizia: quella cristiana per esempio, si vuole necessariamente contrapposta a quella "ambientalista", perché l'ecologia umana e cristiana si vuole ridurre a favore di un'etica-sorgente che è contrapposta e conflittuale per sua natura (materialista per esempio, oppure neo-pagana, ideologica o per ragioni di profitto contrapposta), rivendicando per la sola seconda, la possibilità dell'utilizzo dello strumento scienza.

Che però resta strumento nelle mani dell'uomo. E' l'uomo che utilizza lo strumento, tanto in funzione di un'etica cristiana che non e dunque è una rivendicazione, quella che si tenta, volendola "oggettiva", che è adulterazione del dibattito.

I dati inoppugnabili ed oggettivi, non sono mai quelli previsionistici, i pronostici, cominciamo da qui, ma solo nell'osservazione di ciò che già è, possiamo avere miglior successo di essere nel regno dell'oggettività (e con riserva anche nell'osservazione del manifesto, interpretabile e visibile in modi diversi talvolta, certo differendo nell'atteggiamento e dunque nelle teorie conclusive!).

Allora dire:

C'è chi adotta il linguaggio universale della scienza

si scopre essere solo uno strumentale porre la questione di contrapposizione (Chiesa Vs Scienza per esempio), un fondamentalismo anti-cattolico ad animarlo, ma non è onesto:

nella comunità scientifica, cioè presso coloro che adottano stesso linguaggio, i pareri non sono certo omogenei.

Dunque è affermazione inutile ai fini della "trasparenza" e dell'onestà intellettuale, ma è sintomatico dell'approccio fondamentalista (in questo caso, anti-cristiano e materialista).

 

86
22 Nov 2009
alle 17:30

Alieno

A proposito di elementi "oggettivi... innegabili.. inconfutabili..." e tutto il corollario che sappiamo e con cui dobbiamo confrontarci quando si aprono dibattiti sul tema "ambiente" permeato di fanatizzazione ed estremismo,

tanto per rendere meno "tossico" l'approccio, facendo pulizia di termini e miglior riflessione e trasparenza:

Gran Bretagna, hacker manipolano dati su clima e li pubblicano su internet

L'ateneo ha aggiunto di non poter confermare che tutte le informazioni messe online siano veritiere

L’università britannica East Anglia ha annunciato che alcuni hacker sono riusciti a entrare nei computer del dipartimento di ricerca sui cambiamenti climatici, pubblicando i contenuti di email e ricerche su internet.

L’università in un comunicato ha spiegato di aver chiesto alla polizia di indagare su questo furto di informazioni relativo alla sua unità di ricerca sul clima. L’ateneo ha aggiunto di non poter confermare che tutte le informazioni messe online siano veritiere. Secondo alcuni blogger, le informazioni in questione mostrerebbero che gli scienziati del settore stanno esagerando il fenomeno del “global warming”, il riscaldamento globale. Il direttore del dipartimento, Phil Jones, ha confermato, da parte sua, che una email, in cui cita l’uso di un “trucco” per alterare le temperature medie in un grafico, è veritiera.

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Letto bene? Gli scenziati del settore stanno esagerando il fenomeno "global warming", il riscaldamento globale ed il direttore del dipartimento, ha dovuto confermare almeno, grazie agli hacker (utilissimi talvolta come lo sono i cloni per far emergere i deliri "identitari" che non distinguono più la virtualità dalla realtà e virtualmente riproducono i peggiori difetti e vizi della realtà), una email dove si spiega almeno un "trucco" per alterare le temperature medie di un grafico.

Tocca ammettere suo malgrado.

Forse qualcuno avrà il coraggio di aprire gli occhi, chissà, dipende da quanto è invasato dal delirio ambientalista corrente.

Certo è utile a ripetere che la pretesa oggettività, l'onestà intellettuale, la pretesa attendibilità scientifica è in realtà condizionabile e strumentabile a piacimento.

la fonte dell'art. prima è consultabile su

blitzquotidiano.it/ambiente/gran-bretagna-hacker-manipolano-dati-su-clima-e-li-pubblicano-su-internet-156755/

O anche su

notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/11_novembre/21/gb_hacker_manipolano_dati_su_clima_in_universita_east_anglia,21728506.html

Il direttore del dipartimento, Phil Jones, ha confermato, da parte sua, che una email, in cui cita l'uso di un "trucco" per alterare le temperature medie in un grafico, è veritiera.

Vogliamo dare eco, risonanza a quell'ammissione, trucco per manipolare, veritiero dice l'ammissione, rendendosi conto che quelle esagerazioni spostano valanghe di risorse e sono il dettato e l'agenda di strategie nazionali e globali?

Dietro l'ordito di interessi più disparati: ideologia (anche anti-cristianamente utilizzabile l'esagerazione), poteri forti, interessi di lobby disparate, di invasati adepti del culto neo-pagano, materialisti di ogni tipo, perfino cristiani "corrotti" dalla tentazione e le solite correlazioni di interessi di multinazionali e di establishment politici che ci guadagnano.

Con la causa ambientale, ci si possono fare dei profitti enormi (ben lo sa anche la mafia) ma non bisognerebbe limitarsi a pensare solo ai vantaggi economici, anche a quelli in termini di notorietà, di credito di consenso politico, culturale... uno può collocarsi tremendamente bene.

Interessante anche la riflessione su oknotizie:

"Il giallo delle email rubate: sul clima dati falsificati. Hacker viola un archivio e scopre i trucchi degli scienziati.

Scettici contro catastrofisti." (fonte: la.bellezza.oknotizie.virgilio.it/go.php?us=20c518c8286c5622)

che riporto in alcuni passaggi:

lo scandalo dei da­ti ritoccati rivelato ieri dal New York Times fa riesplode­re la disputa pubblica sui dan­ni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità cli­matica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, ri­spondono con uguale vee­menza i teorici della responsa­bilità umana, invocando l’enorme quantità di dati a so­stegno delle lo­ro tesi. Qualche dub­bio sulla qualità della ricerca ri­mane. Soprat­tutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telema­tici dai compu­ter della Univer­sity of East An­glia, in Gran Bretagna, rivela­no che autorevo­li ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combatte­re gli argomenti degli scetti­ci, concordando vere e pro­prie strategie di comunicazio­ne per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferi­menti derisori e insulti perso­nali a quanti mettono in dub­bio la tesi del global war­ming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomi­co », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Micha­els, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non pro­durre prove certe e dati con­vincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.

LA SCOPERTA - La scoperta dell’incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un al­tro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno comin­ciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno comin­ciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un’indagi­ne, anche se i primi dubbi sul­l’autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scien­ziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori. «Il fatto è che in questo mo­mento non possiamo dare una spiegazione alla mancan­za di riscaldamento ed è una finzione che non possiamo permetterci», scriveva poco più di un mese fa Kevin Tren­berth, del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado, in una discussione sulle recenti va­riazioni atipiche della tempe­ratura. Ancora, nel 1999, Phil Jones, ricercatore della Clima­te Unit a East Anglia, ammet­teva in un messaggio al colle­ga Michael Mann, della Penn­sylvania State University, di aver usato un «trick», un ac­corgimento per «nascondere il declino» registrato in alcu­ne serie di temperature dal 1981 in poi.

GIUSTIFICAZIONI - Mann ha cercato di sminuire il significato del termine trick, spiegando che è parola spesso usata dagli scienziati per riferirsi a «un buon modo di risolvere un de­terminato problema» e non indica una manipolazione. Nel caso specifico, erano in discussione due serie di dati, una che mostrava gli effetti delle variazioni di temperatu­ra sui cerchi dei tronchi degli alberi, l’altra che considerava l’andamento delle temperatu­re atmosferiche negli ultimi 100 anni. Nel caso dei cerchi degli alberi, l’aumento della temperatura non è più dimo­strato dal 1960 in poi, mentre i termometri hanno continua­to a farlo fino a oggi. Mann ha ammesso che i dati degli alberi non sono stati più im­piegati per individuare la va­riazioni, ma che «questo non è mai stato un segreto». Secondo Trenberth, le e-mail in realtà mostrano «l’integrità sostanziale della nostra ricerca». Ma per Patri­ck Michaels, lo scandalo rive­la l’atteggiamento fondamen­talista dei teorici del global warming, «pronti a violare le regole, pur di screditare e danneggiare seriamente la re­putazione di chi vuole solo un onesto dibattito scientifi­co ».

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Non mi è dato sapere come stanno esattamente le cose, ma mi è utile comunque andrà, per suggerire una riflessione prudente, una prudenza che è assente da tempo, anche nell'intolleranza invasata.

Fare pulizia nel dibattito (e miglior trasparenza) è dunque necessario per tutti.

D'altra parte, hacker e mail svelate a parte, sappiamo già che diversi esponenti della comunità scientifica contestano il "metodo" (non onesto e non scientifico) e denunciano una truffa globale epocale infamante.

E fanno vita dura perché c'è un fanatismo imperante sul dibattito e guai a chi osa contestare la vulgata "verde".

 

85
22 Nov 2009
alle 17:28

civis romanus sum

Mia madre invece di antichissimi geni papisti, oggi mi ha ricordato un Belli in italiano e ciò mi ha ricordato anche un personaggio ,,,

il marchesino Eufemio ,,, 

A di' 30 settembre il marchesino, d'alto ingegno perchè d'alto lingnaggio, diè nel castello avito il suo gran saggio, di toscan, di francese e di latino.

Ritto all'ombra feudal d'un baldacchino, con ferma voce e signoril coraggio, senza libri provò che paggio e maggio scrivonsi con due g come cugino.

Quinci, passando al gallico idioma, fè noto che jambon vuol dir prosciutto, e Rome è una città simile a Roma.

E finalmente il marchesino Eufemio, latinizzando esercito distrutto, disse exercitus lardi, ed ebbe il premio.

G.G. Belli 1843 

 

84
22 Nov 2009
alle 17:10

civis romanus sum

Il problema qui è che si parla con due diversi linguaggi.

C'è chi adotta il linguaggio universale della scienza, valido in ogni parte del mondo e condiviso da tutta la specie, e c'è chi parla il linguaggio della fede, particolare e fazioso.

Alcuni non si faranno mai convincere dai fatti ai quali continuano a prediligere le opinioni, altri il contrario, tengono in gran conto i fatti valutando per quello che sono le opinioni, ognuno col suo linguaggio. 

Se pequenito sforzandosi a voler essere razionale parla di scienza, semplicemente non ci riesce, non ne capisce il metodo.

Altrettanto succede a me quando mi sforzo di comprendere e parlare con le parole della fede, non le comprendo, non ne comprendo il metodo ,,, affidarsi alla favola dell'altro mondo per le cose di questo mondo ,,, non lo capisco.

Sò limiti ,,, superabili ?

 

 


83
22 Nov 2009
alle 15:53

salvatore

errata: qui sopra leggasi 79 pequinito

82
22 Nov 2009
alle 15:49

salvatore

71 pequenito,

dai per scontata in tutto il tuo post una serie di cose per nulla scontate.

Ma, una cosa per volta, per non lasciarti fare impunemente confusione, con le tue diverse fallacie logiche;

"mutatio controversiae" n° 1 (cambiamento di comodo dell'oggetto del contendere):
io infatti
- non ho scritto sulla demografia futura (se non chiedentoti ragguagli sulle fonti consultabili riguardo a quelle previsioni, opinabili in quanto tali ed in quanto basate su modelli),
- ma invece ho scritto sulla contraddizione a proposito della diversa considerazione da te data
qui sì
a <gli istituti mondiali universalmente riconosciuti per lo studio dei fenomeni demografici>.
ma non là, nel dibattito sul preservativo.

Al punto che ribadisci, tentando pure la
"mutatio controversiae" n° 2:

<Nel caso del discorso del Papa sull'Aids sono usciti fuori pareri contrastanti, ma DATI schiaccianti sul fatto che il preservativo da solo non risolve il problema AIDS, anzi.>
e
<Quei DATI schiaccianti contro l'inefficacia del preservativo nello sconfiggere da solo l'AIDS vengono ignorati per motivi ideologici e commerciali...>

Mutatio che vorrebbe far fallacemente intendere che la controversia vertesse allora sulla

- capacità del preservativo di sconfiggere l'aids da solo
invece
- che sulla frasi inopportune e non condivise infatti da alcun Ente Internazionale Responsabile, del Papa, sulla sua "dannosità".

Memoria scarsa?

E allora debbo anche ricordardti il tuo dibattito con Fabrizio sulla efficacia statistica del preservativo, nel quale ti ha dimostrato matematicamente il contrario di quanto sostieni, per condannarne l'uso, là ai fini del contrrasto all'Aids, e qua anche come ausilio al controllo della natalità.

La sofistica di Alieno ha fatto scuola, eh!

Ci prendi forse per degli idioti? a scrivere le paroline "da solo" che stravolgono tutto il discorso a comodo tuo?

Sgomberato il campo dalle fesserie,
per tornare quindi alla contraddizione che ho rilevata,

se non la vuoi considerare, a mio parere sempre per lo stesso motivo di voler difendere ad ogni costo tesi preconcette, derivate da dogmni che la Chiesa vorrebbe imporre all'umanità, beh, sei padronissimo di farlo.

A me basta quanto sottolineato e sottolineo sempre cercando di riportare alla coerenza ed alla correttezza nel considerare la Chiesa ed i Papa quali sono e non quale si vorrebbero autocertificare,

poichè su questo tema
mi pare che contribuiranno soltanto a produrre le vocazioni future di poveri cristi affamati, senza vedere che non controllare le nascite significa mantenere una umanità sempre sofferente da dovere poi "cristianamente" soccorrere, senza poter restare mai senza l'oggetto della loro "mission".

81
22 Nov 2009
alle 14:21

Alieno

Jack, 78: dicendo che è necessario fare un po' di pulizia, intendo separare e far meglio emergere che a monte c'é una progettualità di tipo ideologico e non oggettivo o operato con mentalità scientifica, ovvero una proposta, una sorgente etica alle spalle che manipola l'analisi, la ricerca, dirige l'investimento come ogni altra sorgente etica, condizionando semmai lo strumento "scienza".

Per cui è necessario mettere in luce quali sono queste sorgenti etiche, in modo che le proposte possano competere tra loro in modo più trasparente, leale.

E non è certo leale quell'aver condizionato l'opinione pubblica, fino ad oggi, avocando a sé l'idea che si è titolari di un pensiero scientifico o che si è nella condizione dell'oggettività nel fare l'attuale ambientalismo.

Tutto qua.

Ovvio che poi c'é chi non ne può più e sbotta, tra balle, ricatti, minacce e terrorismo eco-fanatico o ambientaldelirante, dove per dire, su alcune problematiche ambientali non abbiano soluzioni certe studiosi e professori del Mit, di Harvard o Oxford e così via, ma parrebbe, ce l'hanno a portata di mano Greepeace ed Al Gore.

Dunque è bene chiarirlo: c'é una proposta, una ricetta di tipo ideologico ed etico, non scientifico e semmai si condiziona il lavoro scientifico, dalla rilevazione all'analisi conclusiva, un condizionamento di tipo culturale che è, per dare l'idea, ciò che è stato fatto per togliere l'omosessualità dalla lista dei disordini comportamentali: imposizione culturale, anni '70, nessun lavoro di tipo "scientifico", ma ricatti e pressioni, lobby e agilità contestuale ideologica, in contrasto addirittura fortissimo, inizialmente, con ogni metodo di tipo scientifico per togliere l'omosessualità dall'essere annoverata tra le voci del

Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM), che è uno degli strumenti diagnostici per disturbi mentali più utilizzati ancora oggi da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo.

In grado poi di influenzare il repertorio dell'OMS (Organizz. Mondiale Sanità) che aveva il suo testo manualistico, comel'attuale  classificazione ICD (international Statistical Classification of Diseases, Injuries adn Causes of Death).

Il DSM è più o meno considerata una sorta di Bibbia della Psichiatria, per il suo esteso uso nella ricerca e nell'attività clinica di psicoterapisti, psichiatri, medici.

Che sia strumento affidabile o no, non è questo il punto, la comunità scientifica dietro il manuale, l'APA (American Psychiatric Association), conobbe una prepotente invasione di campo, nei fermenti e nei deliri post '68, quando attivisti omosessuali (non scienziati e senza alcun presupposto o metodo scientifico naturalmente) contestarono la posizione scientifica dell'Apa riguardo l'omosessualità che fino ad allora, era considerata, con un ricco repertorio di documentazione, osservazione, statistica, studio, una "deviazione sessuale".

Molti di questi scenziati, funo anche gravemente minacciati e contestualmente, culturalmente si creò un ambiente così pressorio, che nel 1974, quando i membri dell'Apa si riunirono per decidere se continuare a considerare l'omosessualità, un disturbo mentale, si cambiò idea.

Nel frattempo, gli esagitati attivisti, avevano imposto alla comunità scientifica, i loro membri a decidere e valutare, comitati di attivisti (nn scenziati), una sorta di "okkupazione" che a me ricorda quella da noi, con comitati okkupazionisti a decidere chi doveva essere promosso oppure no agli esami di stato, così come a decidere programmi di studio ed ogni altra cosa.

Ma ricorda per analogie anche il tema ambientale dove AL Gore ed altri soggetti impongono alla comunità scientifica, con vari mezzi, il loro condizionamento.

Quel cambiamento fu dunque operato con metodo non scientifico, non "oggettivo", ma oggi passa così lo stesso, perché infine, dal Dsm fu tolta l'omosessualità e così al seguito, l'Oms ne tenne di conto.

Non sto a discutere se fu cosa giusta o meno: voglio far capire che dietro la pretesa oggettività scientifica (di rilevamento o di analisi conclusive che sia) c'é altro: c'è una sorgente etica, una proposta ideologica e così via.

Che competano apertamente.

Raccontare per esempio in modo più trasparente la storia sopra, non significa che intenda dire che l'omosessualità debba essere ricompresa dove gli studi scientifici ecc, l'avevano messa, tra i disturbi mentali e comportamentali: significa avere una possibilità di confronto aperto, tra proposte culturali, valoriali, etiche alla pari e non è certo mimetizzandosi dietro dati scientifici, statistici che si vorrebbero oggettivi.

Di oggettivo, noi, abbiamo pochissimo, perché siamo oggettivamente nella condizione di poter conoscere pochissimo e solo la nostra presunzione pretende di tendere verso l'assoluto e l'infinito con il linguaggio dello strumento "scienza".

Presunzione e strumentalizzazione.

Questo era il punto. Ci torno più tardi sul tema "boschivo".

Ciao, buona Domenica.

 

80
22 Nov 2009
alle 13:16

civis romanus sum

79. Come anche ammesso in qualche modo da civis con le sue fonti l'umanità sta percorrendo una curva demografica che toccherà il suo apice nel 2050 a circa 9 miliardi

Ma quando mai !

Civis ha solo ammesso che dei dati previsionali indicano tra soli 40 anni una cifra di umani del 50% superiore ad oggi.

Che ci sia una curva demografica è una tua supposizione derivatati da dati previsionali tutti da dimostrare ( tipo quelli sulla fertilità ). Di curve e parabole nella proporzionale crescita demografica umana non se ne intravede ombra se non nei paesi occidentali dove quella fertilità cala proporzionalmente ad un  calo della qualità della vita. Di conseguenza anche prevedere un apice in una data specifica di una ipotetica parbola è una previsione tutta da dimostrare.

Nulla di certo dunque, solo previsioni ,,, e sulle previsioni civis non si sbilancia avendo in massimo conto sia l'onestà intellettuale e che l'onestà dell'unico Linguaggio Universale posseduto dalla specie umana, ovvero quello della Scienza.

Pregasi dunque allora di non citarmi a sostegno di teorie totalmente inventate basate su previsioni ancora da dimostrate.

Anche sulle conclusioni sulla discussione per l'aids ti devo smentire ,,, sono solo tue conclusioni opinabilissime. Infatti sulla relazione: uso del preservativo uguale calo di infezioni, a me risultano altri dati certi che evidenziano il contrario di quello che dici chiaramente esplicati in quella discussione e che qui ora risulta OT.  

Quello che risulta pequenito per adesso è solo una sconcertante supponenza da parte tua nel citar dati, conclusioni e persone a sostegno di teorie tutte da dimostrare. 

Vale.

79
22 Nov 2009
alle 12:22

pequenito

salvatore 72

Non ribaltiamo l'incoerenza di voi fedeli della matematica e della scienza su noi fedeli cristiani. Nel caso del discorso del Papa sull'Aids sono usciti fuori pareri contrastanti, ma DATI schiaccianti sul fatto che il preservativo da solo non risolve il problema AIDS, anzi.

Quei DATI schiaccianti contro l'inefficacia del preservativo nello sconfiggere da solo l'AIDS vengono ignorati per motivi ideologici e commerciali allo stesso modo in cui vengono ignorati i DATI demografici ancora più inequivocabili e quindi in modo ancora più ridicolo negati dall'ideologia ateo-massonica.

Come anche ammesso in qualche modo da civis con le sue fonti l'umanità sta percorrendo una curva demografica che toccherà il suo apice nel 2050 a circa 9 miliardi, se cambierà il nostro modo di produrre beni alimentari quei 9 miliardi saranno una cifra sostenibile, se invece continueremo a sprecare 7 calorie vegetali per produrre 1 caloria animale allora la fame nel mondo resterà un problema sia che siamo 9, 8,7, 6 o 5 miliardi... adesso ci manca solo che qualcuno provi a farci credere che il preservativo oltre a risolvere il problema dell'aids risolverà anche il problema della fame del mondo, ma per favore basta con queste sparate ideologiche senza fondamento!!

Le proiezioni demografiche e le soluzioni al problema fame vanno fatte su curve e proiezioni demografiche veritiere non inventate, non si può far credere che siccome nei prossimi 40 aumenteremo del 50% succederà la stessa cosa anche tra 80 anni. Ma che razza di conteggio semplicistico è? L'indice di fertilità è fondamentale in questo calcolo, se questo scende come sta effettivamente scendendo per motivi assolutamente socio-culturali è lampante che con l'attuale globalizzazione anche dal punto vista socio-culturale il mondo intero si ritroverà come l'attuale Europa dal 2050 in poi. Questi dati e queste proiezioni delle fonti citate al 47 se volete controbatterli dovete fornire a questo punto voi delle fonti che dicano che dopo il 2050 la popolazione continuerà a crescere... allora non avete ancora trovato nessuno studio serio che ipotizzi questo, ma che strano, come mai?

78
22 Nov 2009
alle 10:07

Jack

@Alieno

Visto che ci tieni a "far un po' di "pulizia" nei termini della discussione" tieni presente che se 1) Non c'e' la materia prima, il legno, ed al momento le superfici coperte da vegetazione boschiva sono molto ridotte e 2) Non ci sono le condizioni adatte (clima, composizione del terreno, etc.) perche' i processi abbiano luogo, la formazione di combustibili fossili non e' di fatto possibile nemmeno in pratica. Qui non si tratta di opinioni, ma di semplice logica. 

 

 

77
21 Nov 2009
alle 19:54

salvatore

76

<ostilità pregiudiziale>

te l'ho già spegato che, se ti comporterai educatamente, non ti darò altre preoccupazioni al riguardo nè altri motivi per divagare sulla mia denuncia della tua prepotenza.

La soluzione è tutta soltanto nelle tue mani, nella tua buona volontà.

Se poi esiti, a rassegnarti ad una concisa buona educazione, temendo l'astinenza, quella che a Roma chiamiamo "rota", fatti prescrivere qualche calmante utile, te lo assicurerano, anche per i grafomani a "rota".

Buon week end di proficua meditazione sull'invito di don Padrini

a <essere più conciso, come gesto di buona volontà onde permettere una lettura più veloce e fruibile.>

76
21 Nov 2009
alle 19:36

Alieno

sorrisetti imbarazzati dei tuoi emoticon?

Non erano tipo

:-S

per dire?

Oppure :-|

Insomma...

come fai diamine fai a capire se sono sorrisi o sorrisetti e se sono di imbarazzo?

Non sarà mica una pratica di tipo "oggettivo" e "scientifico" come certe pretese a spiegarci del problema demografico come prioritario e dell'esaurimento di risorse "finite" veeero?

^_^

Sembra più una sorta di "pregiudizio" e fintanto che ce la vediamo tra noi, poco male.

Il punto è quando quel pregiudizio detta l'agenda delle priorità nazionali e globali.. *_°

Scrivi anche:

N. B. non si accettano divagazioni a discarico.

Scusa, ricordamelo ancora una volta, parli a nome e per conto di....?

L'unica cosa che al tuo posto porterei alla discarica è la tua ostilità pregiudiziale.

Quella che ti fa dire, per esempio, che se non scrivo quello che vuoi, è perché sono in difficoltà, in imbarazzo e cerco, in modo malandrino, malizioso e sleale di uscirne.

Magari se non scrivo nel merito è perché l'ho già fatto (magari anche dove dici che non lo faccio), magari non ho voglia di ripetermi, magari non lo ritengo interessante, magari non ho voglia...

c'é una lunga teoria di possibilità che nel tuo modo rigido, quadrato, ligio fino alla pignoleria a precetti e dogmi di posizione ed ideologici, sfuggono completamente alla tua analisi e poi per forza che puoi scrivere, serio serio (per non dire arrabbiato (solo un po' eh),

I sorrisetti imbarazzati dei tuoi emoticon

dimostrando una fervida fantasia repressa però, nella possibilità del pensiero unico senza sorrisi, ma rabbia, peccato.

Buon Week-end. ;-)

 

 

75
21 Nov 2009
alle 18:46

salvatore

74

I sorrisetti imbarazzati dei tuoi emoticon (c'è poco da ridere sul tuo caso clinico) fanno

un po' rabbia per la sfacciataggine della tua reiterata e variegata pratica che persegue la monopolizzazione del blog

ed un po' pena per la povertà della tua capacità di provare vergogna:

quando non hai nulla da scrivere nel merito, invece di lasciare spazio a chi ce l'ha, non fai altro che postare comunque qualcosa.

La puerilità di tale atteggiamento mi spinge a chiedermi se, oltre che la capacità di comportarti con il rispetto che gli adulti normali riservano agli interlocutori, sia piccola anche per l'appunto, la tua età, che spiegherebbe, pur non giustificandola, tanta insensibile brutalità.

N. B. non si accettano divagazioni a discarico.

74
21 Nov 2009
alle 18:02

Alieno

Ma è divertente però l'OT (71) del piccolo Et.

Sbagli a sottovalutare il "piccolo":

dall'infinitamente piccolo nascono grandi cose. :-)

Poi vabbè, non sarà il mio caso, ma è altra storia eheh.

73
21 Nov 2009
alle 16:10

civis romanus sum

Ma è divertente però l'OT (71) del piccolo Et.

E' sempre il primo ad insultare il prossimo con tutta la carità cristiana che gli compete - tutti i suoi commenti qui, dal primo all'ultimo, sono un continuo insulto: agli ecologisti-ballisti, secondo lui, in primis che gli denunciano la disonestà scientifica assunta come pratica abituale dalle letture dei giornaletti di un nanetto suo divo amico di mafiosi e petrolieri, a Odifreddi, a Malthus, a vari presidenti americani e eminenti filosofi, ai massoni, a tutto il "famigerato" gruppo di Roma, a me come di consueto ,,, inondati dal suo odio per tutto il prossimo che non gli sia uguale e a chiunque altro si discosta dalle sue ossessioni ,,, Mancano solamente le potenze "plutocratiche e giudaiche" che minacciano la cristianità e siamo in piena ossessione mussoliniana - ma è anche il primo a scaricare le sue colpe sugli altri nel suo consueto stile calunnioso e diffamatorio.

Divertente ed ,,, evidente sintomo di una patologia talmente conclamata ormai da averlo reso incapace di comportarsi in maniera responsabile. 

 

 

72
21 Nov 2009
alle 15:18

salvatore

A scavalcare il poderoso Ot qua sopra, riposto:

Pequenito 47/66,

avendo poco tempo in questi giorni, ho cercato senza trovarne di esaustivo, su Internet, qualche articolo divulgativo, sintetico ma non troppo, che discuta o commenti/contesti trasparentemente i dati della tua fonte, della quale non nego beninteso proprio alcuna attendibilità.

Ma dei quali si dovrebbero considerare tutte le implicazioni, non ultima quella della finitezza delle risorse energetiche, del correlato inquinamento ambientale.

e della, anch'essa prevedibile, deteriore qualità, centrale quindi, della vita

(come Civis segnala nei suoi commenti, visto che non si vive di solo pane)

di quei 9,5 miliardi e di quei 2,05 figli per madre.

Se hai qualche link da fornire te ne sarò grato (sia in inglese che in italiano, molto meglio se in italiano).

Appena avrò altro tempo cercherò di nuovo.

Sarebbe utile per capire

- quale siano le condizioni necessarie e sufficienti, accolte alla base della ricerca, per avvalorarne una oggettiva convincente condivisibilità, e, in particolare, ovviamente,
- quali siano gli assunti e le condizioni che confortano la impossibilità di una controtendenza riguardo al <tasso di fertilità mondiale si attesterà sul 2,05 figli per donna nel 2050> che viene da te segnalato come un fatto scientificamente quindi poco sensatamente contestabile, nel rimandare a

<gli istituti mondiali universalmente riconosciuti per lo studio dei fenomeni demografici>.

Sono talmente d'accordo sul fatto che si debbano considerare quegli Istituti mondiali universalmente riconosciuti (in presenza di larga unanimità da parte di altri però, eh; e neppure su questa la mia ignoranza mi permette di esprimermi)

che, nella discussione che in Passi nel deserto si svolse, al riguardo del Papa ed il preservativo,

più volte portai, come argomento contro la tesi del Papa che ne contestava l'uso, le posizioni di tutti gli Istituti mondiali responsabili.

Per amor di coerenza, e di credibiltà di una non dogmatica ed aprioristica presa di posizione sul controllo delle nascite e, di riflesso quindi anche sull'uso del preservativo,

il Papa ed i commentatori che, come te, qui ora affermano la credibilità "scientifica" di quegli Istituti, avrebbero dovuto, nel frangente di quella disputa, considerarli altrettanto,

invece che spargere negazionismo "antimatematico".

Salute e fratellanza.

71
21 Nov 2009
alle 15:12

Alieno

Civis, al 56, hai scritto:

Ma per carità piccolo Et ,,, dai "cretini" sono abituato a ben altre offese e tutte rimbalzano per pochezza morale davanti alla mia imperturbabilità.

Beh, anche a me rimbalzano, abituato da soggetti come te e ben peggiori di te, ti assicuro, ho avuto una palestra dura alle volte e dunque il tuo continuo offendere, in fondo, ancora mi allena senza crearmi troppo impiccio, è un "gladio" più leggero da maneggiare quello che uso con te, eheh.

Comunque tanto meglio, siamo abituati entrambi, parrebbe: ma allora, se tu sei così imperturbabile, mi spieghi la necessità di ventilare minacce, azioni legali e le tue invettive contro il blogger ecc?

Hai un ben originale modo di definire l'imperturbabilità... :-))

Dici poi:

coperto dalla tonaca di un prete e supportato dall'anonimato di un blog e di un pc e devi ritenerti ancora fortunato ad aver trovato uno come me che delle tue calunnie web si pregia come punti d'onore sapendo che derivano da una mentalità cristiana

Concordo: fortunato, ma la mia fortuna è altra da quella che dici. Intanto nn è la tonaca di un prete, è l'anonimato del blog che il prete blogger giustamente e prudentemente, con responsabilità, tutela.

Ma è una fortuna che insomma, mi costruisco anche da solo, visto che ci tengo alla mia privacy e non ho, per dire, nemmeno facebook, figurati.

Ed è una fortuna come strumento in molti casi civili, mooolto civili. Prendi uno su tutti: il voto elettorale.

Una vera fortuna sia segreto, perché qualche invasato non applichi scellerate azioni di violenza, per esempio.

Squadristi, fascisti rossi, compagni a cui lo sbaglio è sempre piaciuto molto e che sempre hanno ammirato o auspicato rivoluzionariamente o come meglio li definirei, ultras dell'odiologia corrente che però, è una continuità mai esaurita a sinistra direi, con consistente continuità culturale.

Ovvio che certe minacce rendono l'anonimato necessario e fortuna: dinanzi all'inciviltà.

Ecco un esempio tra tanti:

Ciellini in silenzio, forse non riapriranno più - di redazione

Aggrediti, picchiati, minacciati, messi al «centro del mirino» con tanto di nomi e cognomi scritti sui muri e sugli striscioni. E dopo l’ultimo assalto, i ragazzi di Comunione e liberazione stanno pensando di gettare la spugna. Aggrediti dai soliti noti, sono stati costretti a chiudere lunedì e poi ancora mercoledì. Ieri la cartolibreria all’interno della Statale era ancora chiusa. Forse non riaprirà né domani né dopodomani. «Stiamo valutando» si limitano a dire i responsabili.
Per il resto nessun altro commento «Per evitare di far salire la tensione» spiega un portavoce dell’organizzazione. Ma forse sarebbe più opportuno dire perché i ciellini sono terrorizzati. Si sentono isolati, in balia di squadristi che fanno quel che vogliono. Non è bello vivere in un ambiente come la Statale, dove chiunque può entrare nella cartolibreria, prendere ciò che vuole, libri o fotocopie, e pagare poi il conto a sganassoni.
Hanno retto un paio di assalti poi l’altro pomeriggio hanno detto basta e quando i carabinieri hanno chiesto se volessero querelare gli aggressori hanno risposto «No grazie». Quindi se ne sono andati, sbarrando le porte della libreria, rimasta poi chiusa pure il giorno dopo. Anche perché proprio ieri era prevista la «Giornata contro Cl». Facile immaginare cosa sarebbe potuto succedere.
E oggi, e domani? «Valuteremo» risponde Cl, lasciando intendere di non sapere quando e se riaprire. Anche perché pesa sempre quell’intimidazione mafiosa nei confronti dei cinque ragazzi che denunciarono la rapina effettuata dagli anarchici il 3 ottobre. Si sono infatti ritrovati con i nomi scritti sugli striscioni, sui muri, dappertutto. «Fatto pericoloso oltre che inaccettabile» ha commentato Roberto De Cani, responsabile della Cusl. Lo sanno bene anche loro. Non sono eroi, né devono esserlo. Sono semplicemente quattro ragazzi e una ragazza, studenti della Statale, che alla sera tornano a casa e devono guardarsi le spalle per paura che qualcuno sbuchi dal buio.

------

Inutile dire che è in continuità con una inciviltà odiologica sistematica. La linearità progettuale è, per dire, con il caso a La Sapienza, in cui l'odiologia si attrezzò rapidamente per la bisogna e con "ricatto" di disordini e violenza, ottennero un risultato che fu una sorta di vittoria di Pirro:

il Papa considerò che non era il caso di animare ulteriormente gli esagitati che non aspettano altro che queste occasioni, creandole di loro ogni volta che possono e però, la sua assenza fu talmente significativa (convitato di pietra direi) e il fatto è tutt'ora utile a far emergere di qual gente si tratti, che non parlerei nemmeno di una vittoria degli scalmanati intolleranti e fanatici anti-cattolici de sinistra.

Appare insomma, a ben vedere, una sconfitta. Come le tanti che ti auto-infliggi tu qui, direi.

Dunque che devo dire? Grazie all'anonimato, per esempio posso considerare ciò che scrivi:

Appunto ti mettevo in guardia ,,, qualcuno non conoscendo la tua patologia potrebbe prenderti sul serio e farti pagare tutta la pratica.

come un delirio odiologico e non una minaccia concreta, intimidazione per cui magari denunciarti,

il mio anonimato, dunque, tutela tutti e due ed è fortuna di entrambi.

Così come la mia pazienza e buona disposizione, che mi permette di non farti concretizzare su di me, una vera offesa, in qualche modo attenua il tuo peccato, perché se permettessi a te di ferirmi davvero, più grave sarebbe la tua colpa e dunque, ecco, la mia cristianità è generosa, cristianamente utile ad entrambi, la tua coscienza più leggera di quanto sarebbe altrimenti, con il tuo credo, il tuo proposito.

E' una mentalità, quella cristiana, molto interessante, come vedi.

gravemen

Scrivi anche:

menomato e degno solamente di compassione umana.

E lo scrivi come se si parlasse di piccola, insignificante o spregevole dignità tra le possibilità dell'uomo?

La compassione è un valore nobile, profondo, un bene dell'uomo ed è incredibile che ci si confonda al punto di considerarlo un dono, una possibilità dell'uomo spregevole.

Per cui, per rendere meglio l'idea spregevole, meglio avresti dovuto scrivere:

"non degno nemmeno di compassione umana".

Perché la compassione rende degni gli uomini, nell'averne, darne e riceverne, è un riconoscimento, un'espressione di altissima elevazione dell'uomo, della sua dignità.

Comprendo che però, un più corretto modo di esprimersi,

avrebbe meglio messo in luce (una pessima luce) il risultato dell'allenamento costante nella palestra odiologica e così, facendo risaltare invece la miglior luce della cristianità dove si contrappone la dignità dell'uomo (dove insomma, la compassione non si nega e si tenta di essere più degni uomini).

Ogni bene ti raggiunga con la sua compassione e dignità.

A.

P.S.: la fede cristiana offre un'infinità di risorse, rassegnati,

è uno scontro continuo il tuo, in cui hai solo illusorio vantaggio di "forza". Come dire: è come allenarsi alla boxe e poi, per quanto si voglia considerarsi campioni, pretendere di cavarsela a buon mercato sfidando un maestro di Kung-fu, eheh.

Ciao.

 

70
21 Nov 2009
alle 14:33

salvatore

Pequenito 47/66,

avendo poco tempo in questi giorni, ho cercato senza trovarne di esaustivo, su Internet, qualche articolo divulgativo, sintetico ma non troppo, che discuta o commenti/contesti trasparentemente i dati della tua fonte, della quale non nego beninteso proprio alcuna attendibilità.

Ma dei quali si dovrebbero considerare tutte le implicazioni, non ultima quella della finitezza delle risorse energetiche, del correlato inquinamento ambientale.

e della, anch'essa prevedibile, deteriore qualità, centrale quindi, della vita

(come Civis segnala nei suoi commenti, visto che non si vive di solo pane)

di quei 9,5 miliardi e di quei 2,05 figli per madre.

Se hai qualche link da fornire te ne sarò grato (sia in inglese che in italiano, molto meglio se in italiano).

Appena avrò altro tempo cercherò di nuovo.

Sarebbe utile per capire

- quale siano le condizioni necessarie e sufficienti, accolte alla base della ricerca, per avvalorarne una oggettiva convincente condivisibilità, e, in particolare, ovviamente,
- quali siano gli assunti e le condizioni che confortano la impossibilità di una controtendenza riguardo al <tasso di fertilità mondiale si attesterà sul 2,05 figli per donna nel 2050> che viene da te segnalato come un fatto scientificamente quindi poco sensatamente contestabile, nel rimandare a

<gli istituti mondiali universalmente riconosciuti per lo studio dei fenomeni demografici>.

Sono talmente d'accordo sul fatto che si debbano considerare quegli Istituti mondiali universalmente riconosciuti (in presenza di larga unanimità da parte di altri però, eh; e neppure su questa la mia ignoranza mi permette di esprimermi)

che, nella discussione che in Passi nel deserto si svolse, al riguardo del Papa ed il preservativo,

più volte portai, come argomento contro la tesi del Papa che ne contestava l'uso, le posizioni di tutti gli Istituti mondiali responsabili.

Per amor di coerenza, e di credibiltà di una non dogmatica ed aprioristica presa di posizione sul controllo delle nascite e, di riflesso quindi anche sull'uso del preservativo,

il Papa ed i commentatori che, come te, qui ora affermano la credibilità "scientifica" di quegli Istituti, avrebbero dovuto, nel frangente di quella disputa, considerarli altrettanto,

invece che spargere negazionismo "antimatematico".

Salute e fratellanza.

69
21 Nov 2009
alle 13:11

Alieno

Jack, 64:

ti ringrazio di aver ancor meglio spiegato perché era ed è mio interesse far un po' di "pulizia" nei termini della discussione, inquinata da forme ideologiche-culturali che sono proposte che devono venire alla luce per quello che sono e non mimetizzarsi dietro la maschera di termini da sparare nella discussione, diventando strumenti demagogici di cui si perde il reale significato, l'origine.

Probabilmente, nel mio sforzo di sintesi e nella mia mediocrità per esprimermi, non son stato chiaro come te dunque ti ringrazio di avermi dato ragione e mi permetto di correggerti pure:

1) I combustibili fossili sono IN PRATICA e non in teoria rinnovabili, come tu dici. Meglio ripulire il linguaggio in modo più onesto. E lasciamo all'opinione pubblica la possibilità di formarsi processi logici e deduttivi, non prepariamoli già confezionati.

IN PRATICA, nella realtà, oggettivamente i combustibili fossili sono rinnovabili. Siccome la pratica dura milioni di anni e noi dobbiamo confrontarci con problemi e strategie di tempi diversi da quelli che usa il pianeta terra (dove l'uomo appunto, occupa uno sputo di tempo rispetto a quello in essere del pianeta), cioè tempi a misura d'uomo ed umanamente di nostro interesse, possiamo liberamente dedurre che quella rinnovabilità non ci è umanamente utile, troppo lenta per noi.

Dunque:  sono rinnovabili quelle risorse, in pratica però non possiamo contarre sulla rinnovabilità, le teorie lasciamole agli eco-ballisti che non fanno più scienza, ma ideologia ad inquinare anche l'uso della scienza piegandola ai propri teoremi culturali.

Questo a ricordare che se l'uomo riuscirà a manipolare sufficientemente bene, replicando i processi naturali, cioé riuscendo ad avere per sintesi l'equivalente di quei combustibili, così come spiegavo, interessante la sintesi della pelle, coltivata, utile agli ustionati, tanto meglio!

Infine, se devo accettare la tua chiusa dove dici:

il modo migliore di gestire il presente pure con un occhio al domani poco importa che tra 100 milioni di anni vi possa essere un nuovo giacimento

Facciamo con coerenza fino in fondo: poco importa anche che tra 100 milioni di anni la terra possa essere disboscata o senza energia, perché "100 milioni di anni" non è una misura di tempo a misura d'uomo e dobbiamo essere umili e prudenti per comprenderlo: chissenefrega di quello che sarà tra 100 milioni di anni, visto che nn è misura in cui noi si possa in alcun modo interagire umanamente. Lasciamo a Dio, con la sua misura di tempo "infinito" e "eterno" occuparsi di queste faccenduole e l'uomo si occupi di misure più appropriate per stabilire priorità ed anche progetti a media e lunga, lunghissima scadenza, ma a misura di uomo e non di infinito o qualcosa del genere, che è puro delirio e presunzione se si imposta una qualche strategia del genere.

Correttamente, dunque, i combustibili non vanno tra le fonti "non rinnovabili", ma tra le fonti rinnovabili nella categoria "al momento non rinnovabilità utile, non pratica, non interessante per l'uomo"

così che meglio si possa, per esempio, stimolare l'uomo, mettendoli nella categoria "rinnovabili" qual'é oggettivamente, per tentare anche la strada della sintesi che rinnova in tempi più "umanamente" utili.

Ci riuscisse, tanto meglio per noi, nel frattempo magari aperti ad ogni altra soluzione ed è sempre cosa da fare, progettualmente: non impostare un pensiero unico, ma il frazionamento degli investimenti e dei rischi è la scelta migliore. Aperti dunque sempre a soluzioni alternativi, a strade percorribili diversi e la scienza, la tecnologia, l'uomo, resti prudente, sufficientemente umile per essere più aperto alle sue possibilità rispetto al conoscibile, all'infinito, tutto davanti a noi.

Metterlo nella categoria Non rinnovabile, l'idrocarburo, il fossile, è una forzatura, una semplificazione che meglio si presta invece a supportare l'ideologia del delirio ambientalista.

D'altra parte, mi permetto di far notare che alcuni ambientalisti son capaci, per dire, di storcere il naso pensando all'uomo che cerca la sintesi per manipolare l'ambiente, gli sembra una bestemmia, una cosa orrenda e poi però

non fa una piega se la sintesi è la clonazione di uomini o la loro creazione in vitro che per esempio non rendono nemmeno più necessaria una distinzione di genere. E la ricerca, l'investimento in questo campo, non è da poco, è forte, nell'obiettivo (disumanizzante a mio avviso) di rendere capace la donna di concepire senza l'uomo e l'uomo senza la donna.

Però per carità, niente ogm e difendiamo delfini e tonni. Però per carità, tutto a posto mentre la scienza tenta di riprodurre un buco nero senza sapere nemmeno cosa sia (giocare col fuoco mi pare molto meno pericoloso o anche, a volte necessario almeno).

Tutto ciò è in ordine a coerenze con il dettato che ha spostato il focus dalla centralità dell'uomo rispetto all'ambiente, per questo sembra bestemmia manipolare l'ambiente (che l'uomo ha il compito morale, il dovere di fare con prudenza e saggezza) e non manipolare l'uomo invece.

Che ci si renda conto o meno, in atto c'é una forte aggressione alla proposta cristiana, così come all'uomo, che deve ridursi nel suo "impatto" (naturalmente tutto definito in termini anglofoni che è la lingua preferita dal delirio verde) sull'ambiente, quando invece sarebbe interessante vedere di diminuire l'impatto dell'ambiente sfavorevole sull'uomo.

Ciò non comporta l'automatismo "devastazione" dell'ambiente, perché l'uomo è legato all'ambiente nella sua sopravvivenza, ma spostando il focus, cambiano notevolmente, cambiando l'ottica, le strategie e gli investimenti.

La stessa idea di bellezza, di morale, di dovere, di giustizia, non può essere sensata se mettiamo l'uomo da parte, a meno che non si tratti di una religione, di una fede.

Per esempio, in quella cristiana, la deriviamo da Dio, da Cristo, la facciamo scendere da lì, compreso l'invito al rispetto per l'uomo e per l'ambiente.

Bene che emerga che derivare dall'ambiente, è una pseudo-religione che si propone antagonista, non complementare e che sempre più spesso manifesta che non si propone affatto, come vorebbe far credere, facendosi forte dello strumento scienza, ma manipolando la scienza e dirigendola dove vuole, in base alla propria sorgente etica che l'uomo lo marginalizza (quando non lo esclude del tutto).

Buona giornata.

Alieno

68
21 Nov 2009
alle 12:33

civis romanus sum

Rettifica al 67 ,,, oggi la popolazione mondiale è a due terzi del dato previsto nel 2050.

Sempre di un aumento del 50% però si prevede ,,, e per quella futura insostenibile popolazione ci dovremmo affidare solo alla condivisione ( fortemente osteggiata dai produttori e dal capitale che si accresce proprio non condividendolo ) delle ormai poche risorse per sfamarli e fornirli di energia, come vorrebbe il papa con pequenito al suo seguito. Lo stesso papa accanito e feroce nemico della cosa comune e di quel "comunismo" chiamato però a sostegno della sua soluzione, o alla grazia di madre natura che provvederà negli auspici di pequenito armato di dati di previsione scientifica a ridurre il tasso di fertilità quando poi si dimostra contrario a ridurlo nei fatti, agendo per via culturale. 

C'è una coerenza razionale in queste papistiche opinioni ?

Io non la vedo e continuo ad allarmarmi dei dati di fatto oggettivi attuali e previsti, cercando altre soluzioni più razionali come è peculiare per la specie a cui appartengo ,,, quali ad esempio un programma di Rientro Dolce opportunamente attrezzato con la diffusione capillare dei metodi contraccettivi e con la propaganda di una cultura ecologica sostenibile, nei due miliardi di esseri umani sostenibili nel lungo periodo per la Terra a salvaguardia della specie. 

67
21 Nov 2009
alle 11:50

civis romanus sum

66. Capisco che scoccia riconoscere certe fonti imbarazzanti, ma Lomborg c'entra, c'entra più di quello che credi ,,, perchè evidenzia le uniche fonti ( scientificamente disoneste ) a cui attingono ancora i negatori del problema ecologico e demografico ( vedi alieno 53) e mette in luce piena chi erano e ancora sono gli sponsor ( gli oppositori del protocollo di Kyoto ) che per mezzo di quella disonestà scientifica propugnano antiscientificamente e antimatematicamente lo sviluppo infinito.

Per i dati citati da te al 47, ho già in parte risposto.

Che le cause del calo di fertilità nell'occidente siano "innegabilmente sociali" e non genetiche dovute all'istinto di sopravvivenza di specie, è una tua supposizione opinabilissima e fantastica senza nessuna base scientifica ( in arte ,,, fuffa ) ,,, ma praticando pazienza e compassione ti invito ancora a considerare il fatto proprio in base a quei dati che hai opportunamente citato, che un aumento ancora di tre miliardi di persone nei prossimi 40 anni equivale ad un incremento della popolazione mondiale pari al 50% !!

E secondo te ( in coscienza ) un tale dato potrà essere ancora sostenibile per la nostra Terra se già adesso con la popolazione alla metà di quei dati previsti non riusciamo a sfamare ( per non parlare di fornirgli energia ) un miliardo di esseri umani ?

Per chi lo considera insostenibile come me vale la pena di dare ascolto a ,,, 

William N. Ryerson (presidente del Population Media Center)

La situazione della popolazione
I mezzi di informazione europei e statunitensi da alcuni anni continuano a parlare di una “carenza di nascite”e della possibilità che si arrivi ad un calo della popolazione entro un arco di tempo compreso tra i 50 e 200 anni. Questi articoli non colgono l’aspetto più vistoso e immediato di ciò che sta accadendo nel mondo. Nel prossimo mezzo secolo, proiezioni demografiche prudenti mostrano che la popolazione mondiale crescerà di 3 miliardi di persone: un aumento del 50%. Questo è ora il problema più immediato e importante che si presenta all’attenzione del mondo.
 
Si può discutere di quale sia esattamente la “capacità di carico” del nostro pianeta, e non è certamente un qualcosa che rimanga costante: è un numero che muta con l´avanzamento della tecnologia. Comunque il prof. David Pimentel della Cornell University ha stimato la capacità a lungo termine del globo in 2 miliardi di persone e quella degli Stati Uniti in 200 milioni. Se Pimentel ha ragione, il mondo si trova in un stato di “eccesso”, che sarà seguito da uno stato di  collasso, parallelamente all’esaurimento delle risorse naturali fondamentali. L’Accademia Nazionale delle Scienze e la Royal Society di Londra hanno emesso una solenne dichiarazione congiunta per avvertire che la popolazione di tutto il mondo deve essere stabilizzata al più presto, se si vogliono evitare catastrofiche conseguenze sull’ambiente. 

 

 

66
21 Nov 2009
alle 10:51

pequenito

Non capisco cosa c'entri questo Lomborg con le fonti che ho citato al 47, assolutamente nulla, siamo passati dal cercare il pelo nell'uovo al voler spaccare il pelo nell'uovo che civis non ha di fatto ancora trovato.

Le fonti citate al 47 sono gli istituti mondiali universalmente riconosciuti per lo studio dei fenomeni demografici, se vogliamo mettere in dubbio le parole del papa sulle soluzioni presenti e future alla fame nel mondo dobbiamo analizzare quei dati demografici citati al 47, non sparare cifre senza fondamento di 20, 50. 100 miliardi come fa civis... ancora più grossa la sparata sulle cause genetiche del crollo demografico europeo, i fattori genetici c'entra in minima parte, le cause sono evidentemente e innegabilmente sociali.

@Alieno 61

Ottima la tua ricerca, ulteriore conferma dell'irrazionalita anti scientifica e antimatematica dell'ideologia ateo-massonica.

65
21 Nov 2009
alle 09:17

civis romanus sum

Illuminante a questo punto ricordare la vicenda di Bjorn Lomborg accademico danese, tanto caro alla destra mondiale ( petrolieri, Bush e soci ), ai produttori per l'infinito, fermamente antiprotocollo di Kyoto, le cui "opinioni" antiscientifiche, riprese a papagallo dai giornaletti nostrani vicini al nano padano da un suo trattatello antiecologista e da scrittori di romanzetti per casalinghe ( Crichton ), sembrano qui aver foraggiato le "opinioni" antiambientaliste e antiscientifiche del piccolo alieno e dei suoi soci.

Il tizio in questione per la sua campagna, che negava apertamente l'effetto serra, che dichiarava riserve di petrolio per 5000 anni ancora ( mentre gli stessi petrolieri facendo schizzare il prezzo del petrolio prima a 150 dollari ed ora assestandolo agli attuali 70 dollari a barile, hanno dichiarato appena dopo, riserve per soli 50 anni ancora ,,, due zeri in meno di Lomborg !!!) e altre facezie antiscientifiche del genere, fu messo sotto attenzione dalla comunità scientifica per la pubbicazione di quel suo trattato e dopo attenta disamina della sua merce scientificamente avariata, dichiarato universalmente un "ciarlatano" e il suo libercolo dichiarato come "scientificamente disonesto" dal Dcsd ( comitati danesi per la disonestà scientifica) con queste motivazioni:

1. Fabbricazione dei Dati

2. Scarto selettivo dei risultati indesiderabili.

3. Uso deliberatamente ingannevole dei metodi statistici.

4. Interpretazione distorta delle conclusioni.

5. Plagio.

6. Interpretazione intenzionalmente distorta di altri risultati.

Non mi sembra il caso di aggiungere altro ,,, se non rilevare le stesse identiche disoneste pratiche negli interlocutori antiecologisti di cui appena sopra, che non citandolo apertamente per vergogna forse, sostengono ancora le "opinioni" antiscientifiche del tal Lomborg definito universalmente dalla comunità scientifica il "Grande ciarlatano".

Vale. 

64
20 Nov 2009
alle 21:46

Jack

@Alieno

Solo una precisazione sui combustibili:

I combustibili fossili sono si' in teoria rinnovabili, tuttavia i processi di formazione avvengono nell'arco delle decine e centinaia di milioni di anni e solo a determinate condizioni. Se non sbaglio la quasi totalita' dei depositi attuali di carbone e petrolio risalgono alla seconda meta' del carbonifero ed all'inizio permiano (cca 330 - 280 milioni di anni fa), epoca in cui la quasi totalita' del globo era ricoperta da immense foreste ed in cui vigevano particolari condizioni geografiche, climatiche, ecc. che resero possibile l'avvio dei processi di "fossilizzazione".

 

In ogni caso, anche se il globo non fosse stato sconsideratamente disboscato e vi fossero attualmente le condizioni adatte ad avviare detti processi di formazione, a chi si trova a dover valutare il modo migliore di gestire il presente pure con un occhio al domani poco importa che tra 100 milioni di anni vi possa essere un nuovo giacimento, motivo per cui i combustibili fossili sono correttamente annoverati tra le fonti di energia NON rinnovabile.

 

 

63
20 Nov 2009
alle 20:00

civis romanus sum

Senza una decrescita della popolazione ogni azione è vana.

Tutte le azioni che si possono immaginare per affrontare le questioni legate alla crisi economica ed ecologica, saranno vane se non si penserà ad una rapida convergenza della natalità a valori che inducano l'inizio della decrescita demografica. Più tarderemo ad accorgerci di questo più le generazioni future soffriranno.

Purtroppo l'impressione è che una cortina fumogena copra questa "scomoda verità".

Cito Robert Engleman del Worldwatch Institute che nel suo libro More, Population, Nature, and What Women Want spiega come sia possibile innescare un decremento virtuoso della natalità semplicemente fornendo alle donne di tutto il mondo i mezzi per controllare la propria fertilità.

Già oggi le donne dei paesi a più alta natalità sono informate sull'esistenza dei mezzi anticoncezionali e vorrebbero usarli.

Non è necessario attendere, come sostengono i teologi della crescita, che tutte le donne del mondo raggiungano il tenore di vita occidentale. Già oggi si potrebbe fare molto.

 

62
20 Nov 2009
alle 19:55

civis romanus sum

Figlio cadetto di un gentiluomo amico di Hume e di Rousseau, Thomas Robert Malthus compì gli studi a Cambridge e divenne pastore anglicano ad Albury (Surrey). Nel 1798 pubblicò anonimo il Saggio sul principio di popolazione di cui diede la versione definitiva nel 1803. Nel 1805 fu nominato professore di economia politica nel collegio di Haileybury. Le altre sue opere fra cui Ricerca sulla natura e sul progresso della rendita (1815), Principi di economia politica considerati dal punto di vista della loro applicazione pratica (1820), La misura del valore(1823) e Definizioni di economia politica (1827) sono meno famose del Saggio, ma non meno importanti. Infatti Malthus ha legato il suo nome oltre che alla controversa teoria della popolazione anche all'analisi monetaria, allo studio della rendita fondiaria e alla cosiddetta teoria degli "ingorghi generali" (in base alla quale le depressioni economiche sarebbero dovute, da una parte, all'eccessivo aumento del risparmio e degli investimenti e, quindi, dell'offerta di prodotti; dall'altra, all'insufficiente aumento della domanda di beni di consumo). Malthus identifica la causa principale della miseria nel fatto che la popolazione tende ad aumentare più rapidamente dei mezzi di sussistenza. In particolare, mentre la popolazione tende ad aumentare in progressione geometrica, i mezzi di sussistenza tendono ad aumentare in progressione aritmetica. L'incremento demografico può tuttavia essere ritardato da freni repressivi come guerre, epidemie, carestie o da freni preventivi come la restrizione morale. Quest'ultima, a cui Malthus esorta tutti gli uomini e soprattutto i poveri, consiste in una limitazione volontaria delle nascite attraverso l'astensione dal matrimonio. Malthus propone quindi di adottare ogni misura atta a scoraggiare la natalità e di abolire la "legge sui poveri", poiché la carità è un incentivo all'incremento di popolazione. Malthus mette in luce il crescente divario tra la crescita demografica e quella delle risorse per la sussistenza. La popolazione - egli asserisce - cresce secondo una proporzione geometrica (1-2-4-8, ecc), per cui ogni singolo aumento è principio di moltiplicazione degli aumenti successivi. Al contrario, le risorse per la sussistenza aumentano solamente in proporzione aritmetica (1-2-3-4, ecc): ne segue che l'aumento delle risorse non riesce a tenere il passo con la crescita della popolazione; vi saranno sempre più esseri umani e, proporzionalmente, sempre meno risorse sufficienti a sfamarli. Come soluzione, Malthus propone un rigoroso controllo delle nascite, ossia un ritegno morale consistente nell'astenersi dal matrimonio e dalle pratiche sessuali. In questa maniera, dopo aver sostenuto il crescente divario in atto tra la crescita demografica e quella delle risorse per la sussistenza, Malthus si fa portavoce di un liberalismo radicale e sfrenato, secondo cui ogni singolo individuo è e deve essere libero e privo di assistenza sociale e solidarietà, in modo tale che a prevalere siano i più forti, a soccombere i più deboli.



PASSI DALLE OPERE [Th. R. Malthus, Saggio sul principio della popolazione]

In una indagine sui futuri progressi della società, il modo naturale di condursi sarebbe quello d’investigare:
1° – le cause che hanno finora impedito i progressi del genere umano verso il suo benessere;
2° – le probabilità di rimuovere, in tutto o in parte, queste cause.
Entrare pienamente in questo esame, ed enumerare tutte le cause che hanno finora ostacolato i progressi umani, sarebbe cosa superiore alle forze di un solo uomo. Lo scopo principale del presente saggio è di esaminare gli effetti di una sola gran causa, intimamente legata alla natura dell’uomo, la quale, quantunque abbia costantemente ed energicamente operato fin dalle origini sociali, pure ha attirato poco l’attenzione degli autori che si sono occupati di questa materia [...] La causa a cui alludo è la costante tendenza, che hanno tutti gli esseri viventi a moltiplicarsi piú di quanto permettano i mezzi di sussistenza di cui possano disporre [...] Nel regno animale e vegetale, la natura ha profuso i germi della vita, ma è stata comparativamente avara dello spazio e degli alimenti necessari al loro moltiplicarsi. I germi esistenti in un piccolo angolo di terra, se avessero con loro abbondanza di cibo e di spazio, nel corso di poche migliaia d’anni avrebbero occupato milioni di mondi. La necessità, legge universale e prepotente in natura, li reprime entro i limiti prescritti. Le piante e gli animali son costretti a piegare sotto l’impero di questa legge; e la razza umana, qualunque sforzo facesse, sarebbe sempre, come ogni altra, costretta ad ubbidirle. Per le piante e per gli animali, la cosa procede in modo ben semplice. Sono tutti portati da un poderoso istinto a moltiplicare la loro specie; istinto che non viene frenato da alcun ragionamento o dubbio sul modo di provvedere all’esistenza delle loro generazioni. Perciò spiegano la loro forza di procreazione dovunque possono, e tutto il sovrappiú viene eliminato in un secondo momento per mancanza di spazio e di viveri; e fra gli animali, inoltre, per la voracità che li fa preda gli uni degli altri. Nell’uomo, gli effetti di questa legge sono molto piú complicati. Mosso dal medesimo istinto di procreazione, la ragione lo arresta, e gli propone il quesito se gli sia lecito far sorgere esseri nuovi nel mondo, per i quali egli non possa provvedere sufficienti mezzi di sussistenza. Se egli cede a questo ragionevole dubbio, il suo astenersi si converte spesso in causa di vizi. Se non vi bada, la razza umana si vedrà di continuo tendente ad accrescersi al di là dei suoi mezzi di sussistenza. Ma siccome, per quella legge della nostra natura che fa dipendere la vita dal cibo, la popolazione non può moltiplicarsi piú di quanto permetta il piú limitato nutrimento capace di sostenerla, cosí s’incontra sempre un forte ostacolo al suo incremento nella difficoltà di nutrirsi; difficoltà che di tanto in tanto deve necessariamente apparire, e deve risentirsi nella maggior parte del genere umano, sotto l’una o l’altra fra le varie forme della miseria, o della paura della miseria [...] Si può con tutta franchezza asserire che la popolazione, quando non è arrestata da alcun ostacolo, si raddoppia ad ogni periodo di 25 anni, crescendo cosí in progressione geometrica. La ragione secondo cui si possa credere che aumentino le produzioni della terra non è altrettanto agevole a determinarsi. D’una cosa, tuttavia, siamo ben certi, che questa ragione dev’essere affatto diversa da quella secondo cui procede l’aumento della popolazione [...] L’Europa non è di certo popolata quanto potrebbe. È in Europa che esistono le migliori speranze di vedere ben diretta l’industria. La scienza agraria si è molto studiata nell’Inghilterra e nella Scozia; e nondimeno vi sono ancora molte terre incolte. Esaminiamo con quale progressione il prodotto di quest’isola potrebbe accrescersi sotto le piú propizie circostanze. Se supponiamo che, con il miglior governo e i migliori incoraggiamenti all’agricoltura, il prodotto medio dell’isola si raddoppi nei primi 25 anni, faremo la piú generosa ipotesi che si possa. Nel periodo seguente, è impossibile immaginare che il prodotto si troverà quadruplicato. Ciò sarebbe in opposizione con quanto conosciamo sulle attitudini produttive del suolo. Il miglioramento delle terre sterili è opera che richiede tempo e lavoro; ed è evidente per chiunque abbia le minime nozioni agricole che, quanto piú la coltivazione si estende, tanto piú diminuisce l’aumento possibile del prodotto [...] Immaginiamo che l’incremento annuo di prodotto, invece di decrescere, come certo fa, rimanga sempre costante; e la produzione dell’isola si accresca, ad ogni periodo di 25 anni, di una quantità eguale a quella del prodotto attuale: il piú esagerato speculatore non potrebbe immaginare di piú. In pochi secoli, ogni palmo di terreno in questo paese sarebbe divenuto un giardino. Se la medesima ipotesi si applicasse a tutta la terra, e se si ammettesse che la sussistenza agli uomini fornita dalla terra si potesse aumentare ad ogni 25 anni di tanto quanto se ne produce oggi, ciò sarebbe un supporre una progressione molto superiore a quanto sia dato sperare da qualsiasi sforzo dell’industria umana. Perciò possiamo dire che, considerando lo stato presente della terra, i mezzi di sussistenza, nelle circostanze piú favorevoli all’industria umana, non potrebbero crescere che in proporzione aritmetica. La conseguenza inevitabile di codeste differenti progressioni è palpabile [...] Posto che la popolazione attuale ascenda a 1000 milioni, la razza umana crescerebbe secondo i numeri 1, 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256, e i viveri secondo i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9. In due secoli la popolazione si troverebbe, rispetto ai viveri, come 256 a 9; in tre secoli, come 4096 a 13; in duemila anni la differenza sarebbe quasi impossibile a calcolarsi. In questa ipotesi non si suppone alcun ostacolo all’incremento dei prodotti della terra. Possono sempre aumentarsi indefinitamente; e, tuttavia, la forza generativa supera talmente la produzione dei viveri che, per mantenerla ad uno stesso livello in modo che la popolazione esistente trovi sempre gli alimenti indispensabili, è necessario che ad ogni momento una legge superiore formi ostacolo ai suoi progressi; che la dura necessità la soggioghi; in una parola, che quello, fra i due princípi contrari, la cui azione è preponderante, sia contenuto entro certi confini.

61
20 Nov 2009
alle 19:25

Alieno

Perché è proprio qui il punto:

cominciassimo a dire che non siamo troppi,

ma non troppo capaci di umanità,

forse strategie diverse vengono stimolate, studiate, progettate..

Anche perché, abbiamo visto già che l'uomo, nella sua storia, anche quando non supera il miliardo, non per questo è stato in grado di limitare la morte per fame, la miseria, l'ingiustizia.

I problemi di oggi, non sono diversissimi da quelli di ieri allora, non prendiamoci in giro, semplicemente rinnovando ed aggiornando balle con termini anglofoni e teorie deliranti.

Deliri nemmen nuovi: Malthus, per esempio, è un economista e demografo inglese, nonché pastore anglicano, che con la sua teoria della "Lotta per la sopravvivenza" influenzò Darwin, così come il famigerato "Club di Roma" con il rapporto sui limiti dello sviluppo e certe devastanti teorie attuali.

Ma da rigido pastore protestante (l'idea rigida protestante non mi è mai piaciuta e qualcuno dovrebbe leggersi qualcosa su Salem, con le sue cacce alle streghe già anacronistiche oltretutto) che non esprime grande fiducia nell'uomo o grande ottimismo, apprezzamento per il genere umano,

se non altro non proponeva il controllo delle nascite con l'aborto, ma basandosi sulla "castità".

Ad ogni modo: Malthus comincia ad operare tra la fine del 1700 e l'inzio del 1800.

E già c'erano queste ossessioni e fisse, già il delirio a dire che siamo troppi o lo saremo presto.

Ma quando mai!! Balle su balle, secolo dopo secolo, ancora si insiste.

Ho citato il famigerato Club di Roma, col suo noto The limits to growth (l'anglofono mimetizza il delirio e si pensa dia dignità forse), ebbe un notevole impatto, anche politico.

Nel tentativo di studiare l'evoluzine di parametri complessi (popolazione, consumo alimenti, risorse rinnovabili, industrializzazione, inquinamento ambientale ecc), negli anni '70 (non a caso momento ideale perché ideologizzatissimo), venne affermata l'urgenza, la priorità della questione ancora oggi a devastare cervelli.

Solite cose che vengono dunque dagli anni post sessantottardi: pianeta come "sistema chiuso", risorse "finite" e tutto il corollario. Da qui nasce il concetto di

"sviluppo sostenibile" nelle sue premesse, termine ripescato vent'anni più tardi, così come il delirio ambientalista avrà nuova spinta invasiva (contro un 'etica umana o un'antropologia cristiana).

Più tardi, rendendosi conto che le balle erano troppo grosse e non ragionevolmente sviluppabili e sostenibili, perché non più credibili oggettivamente, si tentò di aggiustare il tiro.

Uno degli ultimi rapporti del Club di Roma, è appunto il "Fattore 4", dove si corregge la teoria che l'aveva fatta un po' troppo e troppa fuori dal vaso e naturalmente, senza alcuno scrupolo o umiltà, come certi comunisti di ieri oggi a dirci "mai stato comunista" (pof!), si cominciò a dire: "siamo stati male interpretati, c'è stato un malinteso, un complotto" ecc, non volevamo suggerire quello che è stato poi detto, ma sempliciemente razionalizzare l'efficienza, mica rinunciare ai consumi.

Invece era proprio l'invito alla rinuncia dei consumi e tutto quanto, del resto, oggi è ancora in voga, perché il "malinteso" non è stato credibilmente smentito o perché non fu, semplicemente, malinteso, ma proposta culturale invasiva.

Talmente tanto invasiva che oggi controlla allegramente un'autodefinizione su Wikipedia.

Ma perché questa avversione profonda per una proposta antropologica cristiana e, naturalmente, la Chiesa su temi come la questione demografica, l'aborto, la pianificazione delle nascite, la diversa impostazione di priorità?

Lo si scopre proprio a partire dalla dimostrazione della loro potenza pervasiva su... Wikipedia!

Spiega, wiki, che fu fondato nel 1968 dall'imprenditore Aurelio Peccei e dallo scienziato scozzese Alexander King, insieme a premi nobel, leader politici, membri noti dell'elite intellettuale (Elisabeth Mann Borgese), come associazione non governativa no-profit, dove uomini d'affari o attivisti dei diritti civili, politici ecc. si pongono la missione di agire come catalizzatore di "cambiamenti globali", cioè individuando priorità e suggerendo dettati di ogni tipo (etico, politico, economico ecc.).

Ed allora? Tutto qui? Da dove scoprire la presunta ossessione progettuale per la distruzione di una lettura antropologica cristiana? Dove il nesso tra il conflitto di un'ecologically correct molto ballista rispetto ad un'ecologia "umana"?

Ma è celato proprio dove Wiki è assente, non parla, non spiega, non racconta, tace (in altri contesti, molto più capace invece di suggerire relazioni, altroché).

Ecco la storia che manca: la storia parte come minimo, dal 1968, dove l'ambientalismo viene assunto come formidabile elemento culturale capace di cambiare il mondo, un vessillo, una nobile facciata presentabile per non presentare quella occulta. Già.

Stiamo parlando di anni in cui la massoneria ed elite globali operano allegramente insieme, come fu nel Risorgimento, dove la massoneria godeva delle forti complicità internazionali ovunque: Svizzera, Inghilterra, Usa...

Già nel risorgimento, la massoneria intravede nella destabilizzazione e nella proposta marxista o socialista uno strumento ottimale per i propri fini.

Nel caso del Club di Roma, gli intenti "ufficiali" era di comprendere i cambiamenti del pianeta in cui viviamo, interpretarli e mettere in luce le problematiche prioritarie, trovare soluzioni.

Quella ufficiale, il realtà l'intento era quello di far convergere gli interessi della massoneria, lobby politiche, elite culturali ed economico-finanziarie.

A cui l'antropologia cristiana è sempre andata di traverso per la concretizzazione dei propri progetti (progetto Internazionale naturalmente).

Aurelio Peccei, Wiki non lo spiega e dunque non ci suggerisce la possibilità di evidenziare relazioni, era imprenditore italiano a fondare il CLub, ma non dice che era iscritto alla massoneria.

Non ci spiega, per esempio, che quel "cenacolo di pensatori" poi assunto a notorietà ed invasività con "Limits to Growth", commissionato dal Club al MIT, era finanziato segretamente dalla Fondazione Rockefeller.

Il fine sempre lo stesso: creare inquietudine (io parlerei, oggi poi, di quotidiano terrorismo) con la causa ambientale, manipolando utili idioti, con la loro suggestionabile opinione pubblica e poter condizionare poteri, governi, decisioni inter-nazionali, globali ecc.

Lo stesso Peccei fu costretto ad ammettere più tardi che alcuni risultati della simulazione al pc delle conseguenze della crescita demografica commissionata al Mit (anno 1972 eh!!), furono "forzati".

Nel rapporto, la conclusione è (anche) questa:

"Nell'ipotesi che l'attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l'umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un improvviso, incontrollabile declino del livello di popolazione e del sistema industriale".

Aurelio Peccei, massone cofondatore del Club di Roma, nonché presidente, si è scagliato violentemente contro il concetto cristiano di "essere fatto a immagine e somiglianza di Dio" e preconizza, nel 1974 in un intervista rilasciata negli Usa, per l'anno 2000, l'eccesso di due miliardi di esseri umani il cui destino è solo quello di essere eliminati (pare che precedentemente avesse previsto anche il ritorno al cannibalismo come soluzione per la fame nel mondo).

La storia della massoneria ha intrecci ovunque e Peccei, nel seguirlo, un po' ci guida (verso la fam. Agnelli per esempio..).

Servirebbe troppo spazio e tempo per approfondire, troppe porte si aprono (ed alcune entrano anche in Vaticano ed un Papa se ne accorse da un certo fumo sulfureo, con sgomento, della situazione..).

Dunque mettiamole tutte insieme, certe cose, con ironia, ma anche con la possibilità di far un quadro interessante, una foto di gruppo che ci sembrerà di poter riconsocere, nell'ordito attuale.

Anzi, come dire: sono carini tutti insieme. Leggiamoli allora:

Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all'occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti... pertanto... dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare.

"Invece di raccomandare ai poveri l'igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l'acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in ingannano, che ritengono di rendere un servizio all'umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari".


Thomas Malthus, Saggio sui principi della popolazione (1978)

"La popolazione bianca presto finirà di crescere. Trascorrerà molto tempo prima che i tassi di natalità degli asiatici, e ancor più quelli dei neri, cadranno abbastanza per stabilizzare il loro numero senza il concorso di guerre e pestilenze. Finché ciò non accadrà, i benefici ricercati dal socialismo possono essere realizzati solo parzialmente e le razze meno prolifiche dovranno difendersi ricorrendo a metodi che sono disgustosi pur essendo necessari".

Bertrand Russell

"Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l'eliminazione per mantenere l'equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l'umanità è parte del mondo vivente".

Filippo d'Edimburgo fondatore e presidente del WWF

"Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione".

Filippo d'Edimburgo alla "Deutche Presse Agentur", agosto 1988

"Malthus ha avuto ragione, finalmente la realtà lo conferma. Il Terzo Mondo è sovrappopolato, versa in un disastro economico, e non c'è modo che ne esca data la sua rapida crescita demografica"

Arne Schiotz WWF, direttore della conservazione, 1984

"Il problema maggiore è costituito da quei maledetti settori nazionali di quei paesi in via di sviluppo. Credono di avere il diritto di sviluppare le loro risorse come pare loro opportuno. Vogliono diventare delle potenze".

Thomas Lovejoy, vice presidente WWF USA, 1984

"Lavoriamo ad uno scopo unico: ridurre i livelli demografici. O i governi lo fanno come diciamo noi, con dei bei metodi puliti, oppure finiscono nei disastri di El Salvador, Iran o Beirut. Quello demografico è un problema politico. Quando la popolazione è fuori controllo, occorrono governi autoritari, anche fascisti, per ridurla....

"Il modo più rapido per ridurre la popolazione è con la fame, come in Africa, o con le malattie come la peste.... La gente si riproduce come bestie..."

Thomas Ferguson, Ufficio affari demografici del Dipartimento di Stato, intervista del febbraio 1984

"...Ogni nuovo nato riduce il reddito medio procapite"

Michael Novak, The Spirit of Democratic Capitalism

"Cercando un nuovo nemico contro cui unirci, pensammo che l'inquinamento, la minaccia dell'effetto serra, della scarsità d'acqua, delle carestie potessero bastare... Ma nel definirli i nostri nemici cademmo nella trappola di scambiare i sintomi per il male. Sono tutti pericoli causati dall'intervento umano... Il vero nemico, allora, è l'umanità stessa".

Club di Roma, The First Global Revolution, 1991

"La popolazione messicana dev'essere dimezzata. Sigillare i confini e starli a guardare mentre strillano". Alla domanda di come realizzare un tale programma: "Con i soliti mezzi: carestie, guerre e pestilenze".

William Paddock, consulente del Dipartimento di Stato USA, intervista del 1975

"Ci sono solo due modi per evitare un mondo di dieci miliardi di persone. O i tassi di natalità adesso scendono velocemente, oppure debbono salire i tassi di mortalità. Non c'è altro modo. Ci sono, ovviamente, tanti modi per far salire i tassi di mortalità. Nell'epoca termonucleare si può fare in maniera molto veloce e decisiva. Carestie ed epidemie sono gli antichi modi in cui la natura controlla la crescita demografica, e nessuno delle due è scomparsa dalla scena..."

Robert McNamara, presidente della Banca Mondiale, 2 ottobre 1979

"Che cos'è l'Homo Sapiens? il capolavoro della natura o un refuso sfuggito al controllo della selezione immediata?...

"Ci siamo chiesti se tutto sommato, rispetto al maestoso fluire dell'evoluzione l'homo sapiens non rappresenti un fenomeno deviante. Se non sia un tentativo ambizioso andato male, un errore di fabbricazione che gli aggiustamenti che assicurano il rinnovarsi della vita si incaricheranno a tempo debito di eliminare o rettificare in qualche modo....

"Un comportamento aberrante della nostra specie la rende gravemente colpevole davanti al tribunale della vita. Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può definire che cancerosa....

"Sotto gli effetti accumulati della liberazione della scienza dai dogmi classici decollano la rivoluzione industriale, quella scientifica e infine quella tecnologica... l'uomo acquista un potere esorbitante che va al di là del suo sapere..."

Aurelio Peccei "Cento pagine per l'avvenire"

"Gli uomini continuano a vivere sul pianeta come i vermi sulla carogna: divorandola. Sanno che alla fine moriranno, ma continuano a divorarla."

A. Peccei - Intervista - La Repubblica, 31 dicembre 1980

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Chi difende la cristianità, propone un cambiamento diverso, cristiano appunto, ma anche dal volto pieno di umanesimo che si apre benignamente per ogni uomo.

Chi difende questi deliri, per conformismo, per confusione, per malizia e progettualità, si renda conto, non è più invisibile, non è più "occulto" come vorrebbe per quanto sia così invasiva la follia che oggi vediamo, non ama l'uomo, lo disprezza, dunque non è né cristiana certamente, la lettura cristiana vista come sommo ostacolo da abbattere, ma nemmeno umana, non si può ingannare tutti così facilmente.

La cristianità va difesa, invece, nell'interesse della difesa dell'uomo, anche di un umanesimo che sempre più è percepibile, viene rarefatto, marginalizzato.

 

Ora qualcuno, con bravura ed ironia, ha messo insieme

60
20 Nov 2009
alle 18:23

Alieno

Troppi... in relazione a che?

Alla nostra capacità di essere più ... umani?

 

59
20 Nov 2009
alle 17:17

civis romanus sum

Allora facciamo un pò di chiarezza riassuntiva ,,, il calo demografico in atto nell'occidente sviluppato, cosciente e razionale, è dovuto a fattori genetici. Quei geni che in mancanza di razionalità diffusa si adeguano evolutivamente parlando alla malparata ideologica di assurde predicazioni millenarie, mentre altrove, nel mondo sottosviluppato e poco cosciente dove attecchisce ancora con rabbia quella superstizione, c'è un evidente aumento demografico che presto se non ci poniamo un rimedio razionale ci sommergerà di morti di fame.

Soluzione ,,, più razionalità, più scienza come Linguaggio Universale anche in quei paesi ancora soggetti all'ideologia della prolificazione infinita e meno predicazioni di assurdità religiose ,,, i geni e l'istinto di specie in mancanza di un aiuto razionale altrimenti faranno quello che non si vuole accettare razionalmente ,,, SIAMO TROPPI .

58
20 Nov 2009
alle 16:59

civis romanus sum

E ti smentisci nel giro di pochi minuti, pequenito.

Qui (47) mi hai citato uno studio scientifico sulla fertilità in calo dovuta a fattori genetici, che io spiegavo con l'istinto di sopravvivenza della specie che si adegua all'assurdità di una predicazione religiosa millenaria, mentre appena qui sopra (57) accusi l'allarmismo razionale che si contrapponeva a quell'assurdità.

Fai pace con te stesso quindi e dimostra più coerenza nel citare dati scientifici che essi non si prestano bene come vorresti alle manomissioni ogniqualvolta lo ritieni opportuno per la tua ideologia.

     

57
20 Nov 2009
alle 16:36

pequenito

Evidentemente al 51 non ci siamo capiti, forse perchè io mi sono espresso male, quindi mi correggo: IL TIMORE di una prolificazione infinita di cui parli è un ipotesi ideologica, non scientifica ne matematica.

Occhio però a non confonderci sui drammatici dati demografici Italiani e Europei, quelli non sono statici e previsionali, sono reali.

Nella drammatica situazione attuale in Europa ci si è finiti proprio per gli allarmismi anni 60-70 basati su previsioni future (quelle si sconsiderate) secondo le quali in Europa c'era un tasso di nascita troppo alto, pensa te!

L'unico movente di quell'infondato allarmismo era solo apparentemente ideologico (libertà sessuale) e ma mosso sotto sotto da previsioni di grossi affari commerciali sui prodotti anticoncezionali.

Il risultato di quella rivoluzione sessuale mossa da speculazioni ecomiche oggi è sotto gli occhi di tutti, crollo demografico in Europa.

Cerchiamo di analizzarli questi FATTI e non commettere gli stessi sbagli a livello mondiale nei prossimi 50 anni o ne pagheremo le stesse conseguenze... sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

56
20 Nov 2009
alle 16:34

civis romanus sum

54. Dunque: ti senti offeso?

Ma per carità piccolo Et ,,, dai "cretini" sono abituato a ben altre offese e tutte rimbalzano per pochezza morale davanti alla mia imperturbabilità.

Io ti mettevo solo in guardia dalla tua costante pratica della diffamazione ,,, Ne pratichi costantemente contro di me vigliaccamente coperto dalla tonaca di un prete e supportato dall'anonimato di un blog e di un pc e devi ritenerti ancora fortunato ad aver trovato uno come me che delle tue calunnie web si pregia come punti d'onore sapendo che derivano da una mentalità cristiana e da un mezzuomo ( nevvero?) gravemente menomato e degno solamente di compassione umana.

Appunto ti mettevo in guardia ,,, qualcuno non conoscendo la tua patologia potrebbe prenderti sul serio e farti pagare tutta la pratica.

Ma contento tu, contento io di vederti ancora vomitare bile calunniosa in mancanza totale di argomenti ;) 

55
20 Nov 2009
alle 16:07

civis romanus sum

Pequenito, ma cosa vuoi dimostrare tu se non hai mai perso occasione di denigrare la scienza e i suoi dati in ossequio alla tua dottrina religiosa.

Singolare semmai è che poi adesso tu ti appelli a dei dati statistici previsionali, quindi tutti da dimostrare in futuro, per sostenere ancora quella predicazione a prolificare.

Poi ,,, Che la prolificazione infinita sia un ipotesi ideologicoreligiosa, che contrasta con la matematica e la scienza è cosa ovvia più volte proclamata da me ,,, eppure mi pareva di essere stato abbastanza chiaro nel ribadirlo più volte.

Quello che stupisce è che ancora si predica tale ideologia dalle vostre parti piuttosto.

54
20 Nov 2009
alle 16:05

Alieno

ET chiama Civis... ET chiama Civis...

Ah, sei qui, scusa..

Dunque ti farò un discorso breve:

nella preistoria l'umanità...no, scusa, ho sbagliato copione, pardon..eccolo!

Oddio, mica tanto breve pure questo..:-)

1) Non ti ho offeso. Rilassati.

2) Oddifreddi dice dei cristiani (e più che mai cattolici):

sono "cretini". E di peggio, comunque il quadro è questo: una sorta di trogloditi che ostacolano le possibilità dell'uomo, nocivi, pazzi e superstiziosi.

Sono attento e dunque invoco come minimo, una regola di reciprocità: non ho problema alcuno a confrontarmi con Odifreddi, con la mia fede contrapposta alla sua. Lui non si sente certo in difficoltà, l'offesa è fisiologicamente accettabile nel confronto tra due proposte e diversità conflittuali.

Dunque non ho l'angoscia del giudice terreno, se non ce l'ha odifreddi, non si capisce perché dovrei averla io al momento. Avrò questo problema, nella progressiva affermazione dell'Europa-Soviet e laicista, invece, di questo son certo, se non ci saranno miracolose inversioni di tendenza progettuale.

Riguardo alla calunnia, alla diffamazione, dici di rifletterci perché non "paga".

Invece poi, beh, sei tu stesso a ricordarmi che paga, paga eccome, parlandomi del tuo assillo, il Berlusca, l'innominabile che citi senza nominarlo appunto.

Alla lunga forse non paga, ma è una lunghezza più lunga, credo, di quella che immagini tu. Il comunismo in Europa, per esempio, ha imposto una lunghezza tremenda. Cioé la menzogna ha pagato un tributo notevole, anche umano, per troppo tempo, ahimé. Dobbiamo tenere presente che quando si spara fango, su qualcuno, qualcosa gli resta addosso.

Tanto più se quel fango è veramente orrendo. Perché dinanzi a certe calunnie gravissime o progettuali e sistematiche insinuazioni, il principio di innocenza, ha qualche difficoltà di affermarsi. Se io insinuerò che un uomo si scaccola e ti infila il raccolto addosso ai vestiti senza che tu te ne accorga, beh, poco male, fintanto che non ho accertabilità, posso propormi serenamente un principio di innocenza: fino a prova contraria, è innocente, magari balle messe in giro da qualcuno che ce l'ha con lui.

Se però si insinua qualcosa come "pedofilia" o "mafia" allora non sarà così semplice. Così come se si insiste a dire che il B. è un mostro, l'origine di ogni male, una creatura disumana, Satana incarnato o la causa di ogni problema del nostro Paese (che ha ben più lontane origini invece), allora fioriscono i blog dove si inneggia a sparargli in testa perché i fanatici adepti dell'odiologia pret-a-porter, gli ultras ci son sempre e si sentono legittimati anche perché c'è confusione tra gli altri, che non sono più sicuri di quel principio di innocenza, dinanze a simili accuse, per quanto non documentate, oggettive.

Per quanto riguarda Fini, ormai direi che si possa meglio definirlo "il compagno Fini" e non "il camerata Fini", eheh.

Comunque l'ho deto tante volte: non nutro simpatia per il personaggio da tempi più lontani (andavo ancora a scuola eh).

Un furbone, ma oggi meglio si vede il retroterra culturale di Fini e finiani, qual'é: quello che era a tirare le monetine o a plaudire i cappi scorsoi in Parlamento, gentaglia giustizialista però, a tempo, a singhiozzo, come lo sono i Di Pietristi: giustizialismo utile (a loro). Ieri inneggiavano il pool di mani pulite come invasati, oggi i più stretti intorno a lui, sono solo mimetizzati nella pretesa di ripulirsi dalla loro storia, dunque più formali, istituzionali, ma solo all'apparenza, in realtà tutt'altro: il Fini che si permette di definire troppo clericale ciò che ha deciso la camera che dovrebbe presiedere "super-partes" e garante, dimostra che tutto è diventato, tranne che "isituzionale", è lo stesso furbo di ieri: un opportunista.

Del resto, è lui stesso a suggerirlo: "l'amicizia" non è un termine di uso politico, non contemplata, dice con sprezzante cinismo a Berlusconi.

Ma che cos'é mai, l'amicizia, se non l'affermazione della possibilità della rinuncia all'opportunismo, alla convenienza, sai nel momento del bisogno magari..

Fini è questo: un politicante cinico, un politico di mestiere, non ha mai fatto altro nella vita come lavoro ed è furbo, quanto ingrato, basta leggere la sua storia. Non "istituzionalmente" corretto, ma furbo a farlo credere.

Come del resto, ambiguo e formidabile tatticamente, nel negare di essere complice dell'opposizione nella causa dell'antiberlusconismo, quando è la stessa opposizione che ha l'ultima parola e lo rivela nell'utilizzare Fini, che non smentisce toh guarda, l'opposizione, ma la sua parte.

E' vero però che se la sta passando brutta l'innominabile: gli unici amici su cui può veramente contare, sono gli elettori, i tanti elettori che ha sempre avuto.

Il punto è proprio questo: è stato abilmente circondato, mettendolo in stallo. Non potrà mai arrivare l'aiuto degli amici, perché si fa di tutto per impedirglielo.

Arriverà prima la procura delle toghe anti-berlusconiste, a massacrarlo di calci e pugni, mentre opposizione e "amici" come il compagno fini e non solo, lo tengono bene fermo. Gli amici chiusi fuori mentre si compie il massacro.

Ci vorrebbero mesi per arrivare ad nuovo voto, quello con gli amici veri, quelli che lo hanno mandato dove una maggioranza democratica lo ha voluto, ma la democrazia non piace a molti, negli ultimi tempi è tutto un proporlo: la democrazia è una "dittatura" oppure la vera maggioranza è quella "civile" (auto-certificazione parrebbe) e non quella che ha votato Berlusconi, roba così.

Dunque: ti senti offeso? Ma tutti possiamo sentirci offesi, Civis, dunque andiamo se si più oltre, offesi lo siamo tutti, si può tentare di superare l'offesa in molte più occasioni di quante si pensino spesso.

Ciao.

 

 

 

 

53
20 Nov 2009
alle 15:28

Alieno

Jack:

in parte credo di aver risposto nel commento precedente.

Ma vengo ai punti:

1) Errore: le risorse sono rinnovabili. Il problema è nei tempi: i combustibili fossili hanno tempo lunghissimo di formazione. Non sono destinate ad esaurirsi, lo sbaglio è se "saccheggiamo" in tempi rapidi investendo solo in quelle risorse: alla fine, saremo "fuori tempo" se la nostra economia ha investito tutto lì: aspettare migliaia o milioni di anni perché si ricreino sarebbe impensabile. Dunque bene che l'uomo continui ad essere prudente e stimolato alla continua possibilità: riduzione sprechi , migliore efficienza e volgendo lo sguardo a nuove risorse.

Come del resto, ha sempre fatto: per secoli, la fonte energetica è stata la legna. Nonostante fosse ancora in abbondanza, scoprì che si poteva fare di meglio: dunque fossili, idrocarburi. Scoprì continuamente tante cose, per quanto tutt'oggi conosca poco o nulla, per l'uomo è doveroso riconoscergli importanza: una casa costruita in un certo modo, per dire, è più idonea, più efficiente, con meno sprechi. Dove prima c'erano abitazioni o costruzioni con fessure o pertugi al posto di finestre, arrivò l'idea di finestre e poi imposte per isolare. Oggi usiamo per esempio, doppi-vetri, essenziali nella nostra economia per ridurre gli sprechi e migliorare l'efficienza in mille modi. Poi il gas, il nucleare, poi una vitalità migliore per i vecchi sistemi (miglior utilizzo del carbone per dire), poi l'eolico, il solare, nuove conoscenze ci permettono di fare passi indietro stimolandoci a riprendere in mano progetti considerati "esauriti" e messi in un cassetto.

Dunque hai ragione se dici: "poco probabile" che si scoprano depositi di combustibili di derivazione organica sulla luna o su marte..... anche lo fosse, probabilmente non avremmo efficienza, ma costi altissimi che non lo rendono così interessante, non nell'immediato e siamo più o meno nella condizione dei fossili ed idrocarburi che ci mettono milioni di anni a riformarsi, non possiamo investire già sapendo il grande rischio di essere fuori tempo (fuori tempo umano, la natura ha tempi più lunghi, milioni di anni sono uno sputo di tempo volendo, chi c'é c'é).

2) Applichi correttamente il discorso delle risorse rinnovabili, evidentemente con gli alberi ti riesce meglio. Su tonni e balene, bisogna spiegare: è "innaturale" l'idea di conservare specie, la natura non lo fa: ne estingue a piacimento, a milioni, oltretutto nel contempo operando costantemente con OGM, cioè interazioni genetiche di ogni tipo.

La pretesa dunque è "umana" e non "naturale" in senso ambientalista fondamentalista. E' umana perché, a parte il gusto del bello, sappiamo che una riduzione della varietà, ci è meno comoda, è un ambiente più inospitale per l'uomo, meno bello ma anche meno efficiente per noi, umanamente.

Dunque operiamo un'azione pervasiva cercando di trarne vantaggio: nel confronto di chi manipola l'ambiente per profitto, riducendo la sua varietà e ricchezza o chi lo fa tentando di ridurre l'uomo, oltretutto spacciandola come cosa "naturale", in nome dell'ambientalismo, non c'é poi differenza alcuna: sono due categorie scellerate di cui guardarsi.

L'equilibrio è la continua manipolazione dell'ambiente che abbia un volto umano, dunque manipolando anche in modo che la natura non imponga disastri (anche dirottando o canalizzando le acque, facendo dighe, o canali che fanno accedere alla risorsa acqua dove la natura è meno benigna e magari in quei luoghi non ce la porta o la tiene nascosta in profondità, nel sottosuolo), per bere o per coltivare.

La manipolazione dell'ambiente è necessaria all'uomo, ma deve farlo con coscienza, una coscienza che non dimentica l'uomo, né per il profitto né per l'ambiente come ultime finalità, come priorità, tutto qua. Dunque meglio che i tonni e le balene sopravvivano. Bene non spogliare l'ambiente. Ci servirà. Dovrà esserci ancora utile e spero, dovrà essere ancora bello.

3) hai ragione: limiti di scienza e tecnologia sono moltissimi, più limiti e non conoscenza che conoscenza, non possiamo cedere la nostra umiltà e saggezza fino ad essere invasati. Tuttavia dobbiamo far buon uso di quel poco che abbiamo, è nostra responsabilità: un biologo dici... io sono contentissimo che si possa oggi, per esempio, coltivare la "pelle" in laboratorio. Utilissimo in molti casi dove la chirurgia può applicarsi (per esempio, gli ustionati). Diciamo che mi piacerebbe che l'investimento fosse in un'etica migliore, dove spingere la scienza verso la ricerca migliore, chirurgia compresa.

Certe derive di chirurgia estetica, per esempio, mi sembrano sintomatiche di un'etica patologica, ma vabbé, non divaghiamo. Come dicevo, cosa muove l'uomo, come finalità, fa investire ed avere risultati diversi. Se la proposta che muove (con il business per esempio, ma potrebbe essere ideologia o religione volendo, come sorgente etica) è quella per avere aborti più facili e comodi, nascerà la pillola del giorno dopo con più facilità. Avessimo investito partendo da altre tensioni, forse avremmo prodotto una pillola che aiuta, già dal giorno dopo a far nascere la vita concepita!

E poi: un chimico non è riuscito a trasmutare l'argento in oro. Ma simili "miracoli" però sono stati compiuti, non da chimici, ma sempre da uomini. Esempio?

Ne parlavo ieri con una mia carissima: uno straccetto di abito, in un negozio griffato, per quanto brutto, costa mi diceva, 12mila Euro.

E cioè: nemmeno fosse di oro, costerebbe così tanto, ma evidentemente si è superato da un pezzo la necessità di trasformare l'argento in oro: basta andare in un negozio griffato. Allora riflettiamo: quale lo scopo, la necessità di trasformare l'argento in oro? Se è quella di usufruire delle sue formidabili caratteristiche, in campo tecnologico ecc, e non per altro (lucro e sistema impostato sul bene "oro", cioé bene raro e poco accessibile per permettere miglior possibilità di lucro), chissà, forse il chimico si sarebbe proposto altro, anche più divertente che so: trasformare la cacca in cioccolata (perché il processo inverso lo sappiamo già fare naturalmente e fisiologicamente).

Se impostiamo il valore "petrolio", avremo la trasmutazione, il miracolo: oro nero! Oplà.

Se qualcuno scopre che si può fare con il cibo, speculazione dico, ecco che allora il Papa si infervora un attimo mentre butta giù il discorso e spiega che non può essere l'uomo così scellerato: il pane è un diritto, non può essere oggetto di speculazione, c'è un limite al delirio.

Dunque arrivo al tuo

4) Giusto avere la responsabilità: meno sprechi, miglior efficienza e continuo sviluppo per accedere a risorse, anche risorse non considerate al momento risorse (certo l'uomo non pensava al petrolio come risorsa secoli fa, anzi, era una roba putreolenta fastidiosa, poi cominciò a vederne utilizzi vari, occhi aperti, sempre stimolato e curioso ed eccola risorsa), nella loro efficienza di utilizzo, nella loro efficente trasportabilità (o meglio ancora, dell'energia stessa prodotta), conservabilità...

Come vedi, non siamo esattamente contrapposti. Ti sbagli sul fatto che nemmeno la prova più inconfutabile mi smuoverà. IL tuo è un giudizio alle intenzioni che non merito, un'ipotesi astratta. Con umiltà ti dico che la verità è molto più semplice:

non abbiamo prove inconfutabili. Tu non puoi sapere se mi smuoverò, se ti smuoverai tu, possiamo fare solo ipotesi.

Ma non è tempo perso ragionare, dialogare, discuterne, ognuno come può. Si possono rintracciare, per esempio, dei punti condivisi e auspicare su quelli almeno, una progettualità convergente.

Ogni bene.

 

52
20 Nov 2009
alle 15:26

Alieno

Jack:

in parte credo di aver risposto nel commento precedente.

Ma vengo ai punti:

1) Errore: le risorse sono rinnovabili. Il problema è nei tempi: i combustibili fossili hanno tempo lunghissimo di formazione. Non sono destinate ad esaurirsi, lo sbaglio è se "saccheggiamo" in tempi rapidi investendo solo in quelle risorse: alla fine, saremo "fuori tempo" se la nostra economia ha investito tutto lì: aspettare migliaia o milioni di anni perché si ricreino sarebbe impensabile. Dunque bene che l'uomo continui ad essere prudente e stimolato alla continua possibilità: riduzione sprechi , migliore efficienza e volgendo lo sguardo a nuove risorse.

Come del resto, ha sempre fatto: per secoli, la fonte energetica è stata la legna. Nonostante fosse ancora in abbondanza, scoprì che si poteva fare di meglio: dunque fossili, idrocarburi. Scoprì continuamente tante cose, per quanto tutt'oggi conosca poco o nulla, per l'uomo è doveroso riconoscergli importanza: una casa costruita in un certo modo, per dire, è più idonea, più efficiente, con meno sprechi. Dove prima c'erano abitazioni o costruzioni con fessure o pertugi al posto di finestre, arrivò l'idea di finestre e poi imposte per isolare. Oggi usiamo per esempio, doppi-vetri, essenziali nella nostra economia per ridurre gli sprechi e migliorare l'efficienza in mille modi. Poi il gas, il nucleare, poi una vitalità migliore per i vecchi sistemi (miglior utilizzo del carbone per dire), poi l'eolico, il solare, nuove conoscenze ci permettono di fare passi indietro stimolandoci a riprendere in mano progetti considerati "esauriti" e messi in un cassetto.

Dunque hai ragione se dici: "poco probabile" che si scoprano depositi di combustibili di derivazione organica sulla luna o su marte..... anche lo fosse, probabilmente non avremmo efficienza, ma costi altissimi che non lo rendono così interessante, non nell'immediato e siamo più o meno nella condizione dei fossili ed idrocarburi che ci mettono milioni di anni a riformarsi, non possiamo investire già sapendo il grande rischio di essere fuori tempo (fuori tempo umano, la natura ha tempi più lunghi, milioni di anni sono uno sputo di tempo volendo, chi c'é c'é).

2) Applichi correttamente il discorso delle risorse rinnovabili, evidentemente con gli alberi ti riesce meglio. Su tonni e balene, bisogna spiegare: è "innaturale" l'idea di conservare specie, la natura non lo fa: ne estingue a piacimento, a milioni, oltretutto nel contempo operando costantemente con OGM, cioè interazioni genetiche di ogni tipo.

La pretesa dunque è "umana" e non "naturale" in senso ambientalista fondamentalista. E' umana perché, a parte il gusto del bello, sappiamo che una riduzione della varietà, ci è meno comoda, è un ambiente più inospitale per l'uomo, meno bello ma anche meno efficiente per noi, umanamente.

Dunque operiamo un'azione pervasiva cercando di trarne vantaggio: nel confronto di chi manipola l'ambiente per profitto, riducendo la sua varietà e ricchezza o chi lo fa tentando di ridurre l'uomo, oltretutto spacciandola come cosa "naturale", in nome dell'ambientalismo, non c'é poi differenza alcuna: sono due categorie scellerate di cui guardarsi.

L'equilibrio è la continua manipolazione dell'ambiente che abbia un volto umano, dunque manipolando anche in modo che la natura non imponga disastri (anche dirottando o canalizzando le acque, facendo dighe, o canali che fanno accedere alla risorsa acqua dove la natura è meno benigna e magari in quei luoghi non ce la porta o la tiene nascosta in profondità, nel sottosuolo), per bere o per coltivare.

La manipolazione dell'ambiente è necessaria all'uomo, ma deve farlo con coscienza, una coscienza che non dimentica l'uomo, né per il profitto né per l'ambiente come ultime finalità, come priorità, tutto qua. Dunque meglio che i tonni e le balene sopravvivano. Bene non spogliare l'ambiente. Ci servirà. Dovrà esserci ancora utile e spero, dovrà essere ancora bello.

3) hai ragione: limiti di scienza e tecnologia sono moltissimi, più limiti e non conoscenza che conoscenza, non possiamo cedere la nostra umiltà e saggezza fino ad essere invasati. Tuttavia dobbiamo far buon uso di quel poco che abbiamo, è nostra responsabilità: un biologo dici... io sono contentissimo che si possa oggi, per esempio, coltivare la "pelle" in laboratorio. Utilissimo in molti casi dove la chirurgia può applicarsi (per esempio, gli ustionati). Diciamo che mi piacerebbe che l'investimento fosse in un'etica migliore, dove spingere la scienza verso la ricerca migliore, chirurgia compresa.

Certe derive di chirurgia estetica, per esempio, mi sembrano sintomatiche di un'etica patologica, ma vabbé, non divaghiamo. Come dicevo, cosa muove l'uomo, come finalità, fa investire ed avere risultati diversi. Se la proposta che muove (con il business per esempio, ma potrebbe essere ideologia o religione volendo, come sorgente etica) è quella per avere aborti più facili e comodi, nascerà la pillola del giorno dopo con più facilità. Avessimo investito partendo da altre tensioni, forse avremmo prodotto una pillola che aiuta, già dal giorno dopo a far nascere la vita concepita!

E poi: un chimico non è riuscito a trasmutare l'argento in oro. Ma simili "miracoli" però sono stati compiuti, non da chimici, ma sempre da uomini. Esempio?

Ne parlavo ieri con una mia carissima: uno straccetto di abito, in un negozio griffato, per quanto brutto, costa mi diceva, 12mila Euro.

E cioè: nemmeno fosse di oro, costerebbe così tanto, ma evidentemente si è superato da un pezzo la necessità di trasformare l'argento in oro: basta andare in un negozio griffato. Allora riflettiamo: quale lo scopo, la necessità di trasformare l'argento in oro? Se è quella di usufruire delle sue formidabili caratteristiche, in campo tecnologico ecc, e non per altro (lucro e sistema impostato sul bene "oro", cioé bene raro e poco accessibile per permettere miglior possibilità di lucro), chissà, forse il chimico si sarebbe proposto altro, anche più divertente che so: trasformare la cacca in cioccolata (perché il processo inverso lo sappiamo già fare naturalmente e fisiologicamente).

Se impostiamo il valore "petrolio", avremo la trasmutazione, il miracolo: oro nero! Oplà.

Se qualcuno scopre che si può fare con il cibo, speculazione dico, ecco che allora il Papa si infervora un attimo mentre butta giù il discorso e spiega che non può essere l'uomo così scellerato: il pane è un diritto, non può essere oggetto di speculazione, c'è un limite al delirio.

Dunque arrivo al tuo

4) Giusto avere la responsabilità: meno sprechi, miglior efficienza e continuo sviluppo per accedere a risorse, anche risorse non considerate al momento risorse (certo l'uomo non pensava al petrolio come risorsa secoli fa, anzi, era una roba putreolenta fastidiosa, poi cominciò a vederne utilizzi vari, occhi aperti, sempre stimolato e curioso ed eccola risorsa), nella loro efficienza di utilizzo, nella loro efficente trasportabilità (o meglio ancora, dell'energia stessa prodotta), conservabilità...

Come vedi, non siamo esattamente contrapposti. Ti sbagli sul fatto che nemmeno la prova più inconfutabile mi smuoverà. IL tuo è un giudizio alle intenzioni che non merito, un'ipotesi astratta. Con umiltà ti dico che la verità è molto più semplice:

non abbiamo prove inconfutabili. Tu non puoi sapere se mi smuoverò, se ti smuoverai tu, possiamo fare solo ipotesi.

Ma non è tempo perso ragionare, dialogare, discuterne, ognuno come può. Si possono rintracciare, per esempio, dei punti condivisi e auspicare su quelli almeno, una progettualità convergente.

Ogni bene.

 

51
20 Nov 2009
alle 15:25

pequenito

Civis non solo da parte cattolica, ma con DATI di istituti univeralmente riconosciuti(cfr 47), ti è stato dimostrato che la prolificazione infinita di cui parli è un ipotesi ideologica, non scientifica ne matematica.

Il problema semmai è inverso, già oggi qui da noi in Italia e Europa e lo sarà a livello globale tra soli 45 anni, sempre se non peggiorassero variabili sul tasso di mortalità quali guerre, carastie e calamità naturali, altrimenti il problema si presenterà ancor prima.

Sono dati di fatto, sarebbe ora che ne cominciassimo a prendere atto per il fututo dei nostri e dei vostri figli e nipoti.

50
20 Nov 2009
alle 15:15

civis romanus sum

48. Et ,,, caro.

Adesso non ti basta più diffamare e calunniare me solamente ?

Adesso osi mettere in bocca anche ad altri più importanti di me ( Odifreddi ) le tue ossessioni ?

Devi stare bene attento tesoro, io dato che non mi costa nulla, ti avverto di nuovo: praticare costantemente calunnia e diffamazione verso il prossimo è innanzitutto contrario ad un comandamento del tuo dio, e poi è estremamente pericoloso ,,, chè potresti ritrovarti davanti ad un giudice terreno, terreno, per rendere conto delle tue calunniose invenzioni. 

Prova magari prima di adoperartici di nuovo, a pensare ai guai che sta passando il tuo padrone per quella pratica. Il nanetto burino se la sta passando brutta, brutta per le ritorsioni del suo camerata Fini adesso, dopo la campagna diffamatoria orchestrata dal giornale di "famiglia".

Meditaci sopra ,,, alla lunga la calunnia non paga.  

49
20 Nov 2009
alle 15:01

civis romanus sum

Dunque alla fine pare che da parte cattolica ci si affidi solo all'istinto di sopravvivenza della specie, alla sola "coscienza" dei nostri geni per porre un limite all'assurdità della prolificazione infinita ,,, ( cfr anche 27 ) ,,, E se invece quelle tue previsioni sballassero, e i nostri geni non si adeguassero in tempo e ci ritrovassimo con miliardi di morti di fame in più ?

Mi pare poco affidarsi alla provvidenza da una specie che per la sua peculiare razionalità domina il mondo.

Anche se ancora quella cifra spropositata di dieci miliardi di umani è solo un ipotesi in prospettiva pare il caso di chiedersi più seriamente a fronte di altre sanguinose guerre per l'acaparramento di risorse in via d'estinzione e altri miliardi di morti di fame perchè non stabilizzarsi ad un livello più basso già da adesso con un premio di più spazio a disposizione per tutti, meno guerre e appunto più risorse da condividere.

E' appunto quello che ci si appresta a fare da parte di persone più razionali e responsabili che auspicano un più adeguato controllo delle nascite attraverso gli strumenti che offrono la scienza e la cultura, per un più felice futuro dei nostri e dei vostri figli e nipoti.

Vale.

 

 

48
20 Nov 2009
alle 14:50

Alieno

@Civis: nutri dubbi sui dati "inesistenti" del Papa?

Fai bene, un sano scetticismo, è spesso un prudente applicare saggezza, lasciando la mente elastica anche alla possibilità dell'errore.

Quello che non si capisce è però la presunzione che si vorrebbe nella scienza (anche matematica) priva di possibilità di cantonate. Che non è più "mentalità scientifica", ma un cultismo fatto di dogmi e di fondamentalismi che lasciano perplessi.

Non a caso, abbiamo dei matematici come Oddifreddi, con il loro credo che appare incapace alla fine, di accettare veramente una soddisfazione per le grandi domande dell'uomo ed è costretto ad usare altro linguaggio e strumento per formulare i suoi precetti.

Il credo  (del matematico impenitente) di Oddifreddi è, infatti:

"Credo in un solo Dio, la Natura, Madre onnipotente, generatrice del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
   Credo in un solo Signore, l'Uomo, plurigenito Figlio della Natura, nato dalla Madre alla fine di tutti i secoli: natura da Natura, materia da Materia, natura vera da Natura vera, generato, non creato, della stessa sostanza della Madre.
   Credo nello Spirito, che è Signore e dà coscienza della vita, e procede dalla Madre e dal Figlio, e con la Madre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti dell'Intelletto.
   Aspetto la dissoluzione della morte, ma non un'altra vita in un mondo che non verrà."

Niente di scientifico o matematico può sostenere in modo oggettivo una simile proposta, c'é un soggettivo e non è lo strumento matematico a confortarlo, ma una "fede", una fiducia. E' insomma, un tentativo di uso della ragione (matematica-razionalismo) e però deve ricorrere alla fede perché non basta all'uomo, mentre la cattolicità, in fondo, fa qualcosa di speculare ed infine simile, ma certo non uguale e son distanze che alla fine cambiano enormemente un risultato, un equilibrio.

La cattolicità parte appoggiandosi sulla fede e però si accorge che l'uomo ha la necessità di avere il complemento della ragione per miglior equilibrio. Sono due punti di partenza diversi.

Tornando al tema: i modelli matematici hanno mostrato già i propri limiti, quando si abbandona presuntuosamente proprio una mentalità scientifica, aperta per farla diventare "fondamentalismo razionalista", cioé volendola sorta di pseudo-religione.

Il primo limite è dinanzi a calcoli così complessi che non dovrebbero farci perdere di vista il fatto che i dati da inserire,

noi non possiamo davvero pensare di conoscerli tutti, perché appunto, non conosciamo tutto, ma molto poco (l'infinito davanti a noi).

Dunque quei modelli matematici saranno condizionati dai nostri limiti (anche di non conoscere dati e meccanismi e relazioni in modo assoluto e pieno) e come si sa, quei calcoli complessi, sanno moltiplicare l'errore anche in modo devastante.

Più o meno come un piccolo errore compiuto in un'equazione da risolvere, con qualche incognita a scuola: era frustrante vedere quel risultato tra le parentesi a dirti che non solo avevi sbagliato, ma sbagliato orrendamente con una distanza incredibile, poderosa. Mentre si impazziva nella ricerca, poi era un valore all'inizio, ma da lì durante il processo di svolgimento, quel piccolo errore distratto, era come quando nei cartoon si vedeva un piccolo rotolare nella neve che diventava una palla di neve enorme, sempre più grande.

Ecco: certi fondamentalismi propongono delle balle enormi.

Basterebbe un po' di prudenza e riconoscere i nostri limiti per avere migliori possibilità.

Allora: su quali dati si basa questo delirio?

Un razionalismo può indurci in un errore grave, perché l'uomo è una creatura limitata che non può far proprio tutto l'infinito ed il conoscibile, una pienezza di conoscenza (che cristianamente è poi, oltre questa terrena limitatezza): è quello che boccia le teorie di Galileo, applicandosi appunto razionalmente, perché Galileo dimostra malamente la sua teoria.

Eppure, aveva ragione lo stesso.

Il vulnus è appunto la presunzione dell'uomo: la pretesa di poter essere davvero in grado di applicarlo un razionalismo efficace, assoluto, sostituendolo, per esempio al Dio cristiano, ma ispirando ben poca umiltà.

I dati oggettivi di cui disponiamo, osservabili, su cui lavorare alacremente ed investire, sono invece i milioni e milioni di morti di fame, così come l'osservazione che al momento ed in previsione prossima (tesi catastrofiste sui limiti ne vediamo da secoli e puntualmente smentite), l'urgenza è trovare equilibri migliori per ridurli quanto più si possa.

Cominciando a pensare che l'uomo è "risorsa" si stimola un miglior equilibrio. L'uomo è risorsa dove ha accesso alle risorse e meglio le mette a frutto, con più conoscenza e possiamo suggerire, avrà vantaggio nell'aiutare chi non è così fortunato, in modo che anch'egli possa diventare risorsa, cioè produrre, avere conoscenza, crearla ..in realtà non si crea nulla, si "scopre", si acquisisce ciò che già è, aldilà dell'apparenza, si cambiano i rapporti, le relazioni, per esempio

la media del pollo a testa in 10:

1) Dobbiamo trovare il modo di far sì che non sia 10 polli per uno e 9 a girarsi i pollici, tra disperazione, senza speranza, o rabbia che  medita vendetta anche violenta. Così che

2) avremo meno violenza, per miglior accesso alle risorse. Dunque chi fa dell'ideologia criminale o odiologia varia, ha meno credito, la proposta attecchisce meno.

3) i polli diventano 15, 20, 30: se si mette in condizioni l'uomo senza pollo di diventare risorsa, troverà il modo di liberarsi dalla schiavitù di medie matematiche: avrà i suoi polli oppure maiali. Dunque dando la possibilità di accedere alle risorse (non finite), sarà risorsa: scuole, conoscenza, un tessuto di legalità a tutelare diritti e dignità, tecnologia e via discorrendo.

Insomma, le risorse vanno investite bene. Se è l'uomo risorsa, bisogna investire bene su di lui, sulla sua possibilità: non assistenzialismo a perpetuare crimini e regimi criminali o disumani, ma la spintina senza perdere la finalità: non aver più bisogno di assistenza domani e magari, essere tra coloro che si assumono la responsabilità di aiutare gli altri.

L'umanità ha le risorse per condizionare l'ambiente in modo più umano, favorevole (senza pretesa di poter aver assoluto controllo, le catastrofi terrestri o anche cosmiche, non sono certo sotto il nostro possibile controllo totale, l'infinito è tutto davanti a noi), cioè ha poca, ma sufficiente conoscenza, mezzi, per rendere decente la vita in Africa o in Asia.

Uno si fa un giretto a Dubai e capisce. Uno si fa un giretto nelle basi tra i ghiacci o in una stazione orbitante al limite dell'atmosfera e capisce: non si muore di fame, se non si vuole. Salvo incidenti da tener di conto (Houston... abbiamo un problema), la possibilità si riduce nella proposizione iniziale. Se è Laika, per esempio, ci si propone di utilizzarla impietosamente, senza prevedere sua sopravvivenza per raggiungere lo scopo.

Un'ideologia può fare altrettanto, massacrando impietosamente la dignità ed i diritti umani fondamentali dell'uomo per ottenere il risultato prefissato.

A mancare, la grande assente, non è la quantità di possibilità di risorse dell'uomo, oceani di denaro e tempo e lavoro sono stati spesi per combattere la fame, ma la grande assente è la volontà dell'uomo di considerare l'uomo stesso risorsa per l'uomo, in un ecologia umana e non delirante ambientalista o ecologia del profitto.

Quell'assenza non è possibile estinguerla, ma è possibile ridurla come l'impatto di catastrofi ambientali: nessuna certezza o garanzia di cavarsela da cataclismi, ma abbiamo una misera conoscenza che però, va applicata. Non costruendo in modo scellerato che non è "troppo" costruire, ma costruire male e nel posto sbagliato.

Mentre la pretesa di ridurre i danni umani riducendo... gli umani, è come minimo ridicola, infantile, quando non maliziosamente peggio.

Se l'uomo è risorsa è valore in sé, idee del genere nemmen passano per la testa.

E non avremo conclusioni insensate, come per esempio farei se per risparmiare il rischio che mio figlio subisca un bullismo a scuola, decidessi anziché battermi perché ciò nn avvenga o spostandolo in istituto migliore, di ridurre il numero di scuole così si ridurranno le possibilità di bullismo. Ha senso? Nessuno, se non dal punto di vista "matematico" e di medie matematiche, ma umanamente nessuno, perché sacrifico il valore "scuola", "istruzione" e limito soltanto le possibilità con scorciatoia ingannatoria.

Sarebbe come non far nascere più figli perché non debba ripetersi nella storia che nasca un novello Hitler, Stalin, Che Guevara... ha senso? Umanamente no, ma certo matematicamente si azzera la possibilità del rischio.

Peccato anche la possibilità migliore: quella contro questi campioni del male, di disumanità.

E dunque la prima scelta non è una scelta "umana", è folle come quella del fondatore del WWF che vorrebbe rinascere virus letale per l'uomo o come una tizia nel web a dichiarare che spera che l'uomo scompaia dalla Terra, liberandola dall'uomo e sentendosi perfino soddisfatta, commossa all'idea di un mondo, una Madre Natura senza uomo.

Le sembrava immagine della bellezza quel mondo dove l'uomo è finalmente (per lei) estinto.

Non è servito nemmeno spiegarle che la bellezza che visualizza è possibile solo perché c'é un uomo, cioè una donna, lei, altrimenti non c'è alcuna bellezza, l'idea del bello, come del brutto, è tremendamente umana e non "ambientalista", Madre Natura se ne sbatte, potendo, sterminando specie su specie viventi e solo noi, umanamente, certo non ispirati dalla pretesa madre natura-divinità, ci siamo messi in testa di salvare specie che in milioni e miliardi di anni, la natura ha estinto impietosamente (anche il concetto di pietà, come di bellezza, senza uomo non ha significato).

Quello che mi spiace è che si pensa che queste riflessioni siano marginali, idee di pochi, dimenticando che, pur senza consapevolezza, sono idee pervasive, dannate a far danni, con strascichi enormi e perduranti, invasivi ed oggi condizionano politica-economia e la questione umana.

Uno dei risultati è appunto il fanatismo della "riduzione demografica", come l'ossessione delle "risorse finite".

Dietro, la tentazione, la confusione, la corruzione di proposte etiche tremende e poco "umane".

 

47
20 Nov 2009
alle 14:11

pequenito

e fino a quando possiamo permetterci di crescere a dismisura ? dieci miliardi ? ,,, venti ,,, cinquanta ,,, cento ,,, e poi ?

I dati sulla crescita della popolazione mondiale dicono che al massimo raggiungeremo i 9,5 miliardi nel 2050 (cfr World Population Summary, US Censur Bureau) il tasso di fertilità mondiale si attesterà sul 2,05 figli per donna nel 2050 (cfr World Resource Istitute)

2,05 figli per donna è il tasso di fertilità minimo per mantenere costante la popolazione mondiale. Nel 2000 era di 2,65 oggi dopo dieci anni è gia sceso a 2,55 nei prossimi 50 anni ci sarà ulteriore tendenza a scendere di questo tasso fino ad arrivare alla soglia minima di sopravvivenza della specie e poi?

Se il tasso continuasse a scendere dopo il 2050 tutta l'umanità si ritroverebbe nella situazione drammatica dell'Europa attuale che con un tasso di 1,4 figli per donna ha una popolazione a rischio estinzione.

Il problema demografico quindi sarà esattamente il contrario di quello che tutti pensano. Già oggi c'è una pericolosa luce rossa accesa, in Italia e in Europa l'invecchiamento della popolazione e il crollo demografico è già una triste realtà compensata e nascosta in parte dai fattori migratori e dagli alti (per ora) indici di natalità dei paesi più poveri.

46
20 Nov 2009
alle 13:10

civis romanus sum

Ok, Peque.

Concordo su quei dati parziali e puramente quantitativi e non voglio andare oltre a cercare quel pelo come sarebbe invece lecito di fronte alla superficialità con la quale si pontificano quei dati per il futuro. Ma non avevo dubbi sulla tua onestà intellettuale come invece ho dimostrazione del contrario nel tuo collega extraterrestre. Ci siamo scontrati spesso e direi civilmente nella diversità di vedute e a parte qualche tuo sforamento nei miei confronti trascinato dalla corrente di diffamazione cattointegralista ho sempre riconosciuto almeno una parvenza dell'onestà che chiedevo e non divagazioni evasive come si notano costantemente nell'ET.

Ma ,,, quei dati non bastano a giustificare la predicazione per lo sviluppo infinito perchè come già si ammette adesso quei dati sull'alimentazione basterebbero solo SE condividessimo quelle risorse ,,, e fino a quando possiamo permetterci di crescere a dismisura ? dieci miliardi ? ,,, venti ,,, cinquanta ,,, cento ,,, e poi ?

Dovremmo pure ammettere prima o poi un limite, non credi ?

E perchè non cominciare a pensarci ora ?

Ma su quei dati insiste un paradosso ben più importante di quello che evidenziavi tu ,,, perchè SOLO ammettendo un pò di quel vituperato valore del comunismo potremmo giustificare quelle dichiarazioni per l'oggi e per il futuro !

E allora ,,, Ce lo dici tu al Capitale che quelle risorse non vanno sprecate per accrescerlo ma condivise come vorrebbero quei dati per giustificare altre pontificazioni sullo sviluppo infinito ?

Ce lo dici tu al papa che Marx aveva una qualche ragione a fondare la sua filosofia sulla critica del Capitale ?

P.S. Un mio ringraziamento va anche a Cd che per primo ha avuto il pregio di evidenziare il paradosso comunista nella predicazione della prolificazione infinita. 

45
20 Nov 2009
alle 12:25

pequenito

Cio' che invece e' possibile e' che nuove tecnologie ci permettano un giorno di utilizzare le risorse esistenti e conosciute in forme nuove

Questo non solo è possibile ma è già realtà nel campo alimentare, il problema è che queste nuove tecnologie sono e saranno impiegate non per sfamare il mondo, ma per ingrassare le tasche dell'industria alimentare purtroppo.

44
20 Nov 2009
alle 12:12

Jack

@Alieno

Per quanto ancora possa crescere l'economia e si incrementi la produzione di beni, per quanto meglio si possa distribuire globalmente la ricchezza, ed infine per quanto si riesca a far uso dei prodotti della natura in maniera piu' efficiente e produttiva permangono tuttavia alcuni fatti imprescindibili
con cui fare i conti:

1) Parte delle risorse sono finite e non rinnovabili. I combustibili fossili, ad esempio. Magari si puo' discutere sul quando, ma che le riserve di carbone, petrolio, gas naturale, etc. siano un giorno destinate ad esaurirsi e' indubitabile. Ed e' per altro (nel caso ti sorga in mente l'obiezione) "poco probabile" che si scoprano depositi di combustibili di derivazione organica sulla luna o su marte.....

2) Altre risorse sono si' rinnovabili, ma soltanto a determinati ritmi. Occorrono decenni perche' una foresta ricresca o una specie animale cacciata all'eccesso o ipersfruttata (vedi tonni o balene) si ripopoli e ritorni ad essere economicamente servibile.

3) La scienza, la tecnologia possono fare molto ma hanno dei limiti, non si tratta di magia: nessun chimico ha mai mutato ne mutera' mai del ferro in oro, come nessun biologo ha mai operato la moltiplicazione dei pesci o dei pani.

4) Che, come tu affermi, si possano scoprire in futuro (nel senso di venir a conoscenza) nuove risorse e' poco verosimile e, come lo definirebbero in america, puro "wishful thinking". Cio' che invece e' possibile e' che nuove tecnologie ci permettano un giorno di utilizzare le risorse esistenti e conosciute in forme nuove e per noi oggi impensabili, ma pure affidarsi a speranze di questo tipo allo stato attuale - in mancanza di fatti concreti - mi sembra un atteggiamento del tutto irresponsabile.

Scrivo cosi' un po' a tempo perso, perche' tanto so che nemmeno la logica piu' stringente (che non e' la mia) ne' la prova piu' inconfutabile ti smuovera' mai di un millimetro nemmeno in un milione di anni.

43
20 Nov 2009
alle 11:56

pequenito

Civis i dati te li ho dati come richiesti, evidentemente non sei capace a leggerli: attualmente ingrassiamo una popolazione animale chiamata "bestiame di allevamento" e "animali domestici" che sommate sono pari a 5 volte la popolazione umana. Te lo ripeto: quasi la metà dei cereali prodotti sulla terra sono destinati al mangime animale, questi alimenti animali sono divorati quando non buttati dal solo occidente in quantità eccedenti il fabbisogno calorico procapite, basterebbe ridurre questi sprechi dettati dall'enorme business alimentare per produrre cibo per oltre 12 miliardi di esseri umani usando tecnologie agricole tradizionali, inoltre implementando le nuove tecnologie già in essere tale produzione sarebbe ancora maggiore... ti basta per le tue preoccupazioni future o vuoi cercare qualche altro pelo nell'uovo.

42
20 Nov 2009
alle 10:42

civis romanus sum

Effettivamente ,,, seppure il papa lo ha avvertito che quelle dazioni non gli bastano più, farebbe comodo a pequenito che io gli finanziassi ancora la congrega dei santi datori di elemosina.

E comunque sto ancora aspettando da lui ( per l'onestà intellettuale del medesimo, che senza di quelli la ribadirò scadente, come purtroppo ho avuto modo spesso di constatare nei suoi simili ) quei dati scientifici promessi che hanno autorizzato il suo santo papa a proclamare in un consesso mondiale che ,,, "la produzione alimentare è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro".

Dati immaginari e inesistenti pare, che hanno autorizzato anche pequenito a dire qui che è un ,,, Curioso paradosso che la matematica sia sempre portata avanti come unica e indiscutibile prova dell'esistenza di una determinata realtà, fintantochè quelle realtà fa comodo però, altrimenti la si nega anche a dispetto di dati matematici (cfr.16).

Appunto ribadisco ,,, su quali dati che tardano a palesarsi si basa questo presunto paradosso ?

41
19 Nov 2009
alle 23:30

Alieno

Pequenito, 38: condivido, ben detto!

 

40
19 Nov 2009
alle 23:20

Alieno

"Se rinascessi vorrei essere un virus letale per la sovrappopolazione"

Non è una frase tratta dal diario di un internato squilibrato e criminale in manicomio.

E' ciò che dichiarò il Principe Filippo di Edingurgo, coofondatore del WWF e di altre organizzazioni anche peggiori di lobby, che tanto hanno dato all'umanità per confonderla con il loro delirio attuale (che va dal Malthusianeismo all'Eugenetica, alla teoria del Riscaldamento Globale e così via).

Così, tanto per dare l'idea a chi dovremmo affidare la fiducia.

Ideologie tra patologie psichiatriche, vezzi snob, furbate per proprio profitto, paganesimo, disprezzo profondo per l'umanità (ed in primis, per l'antropologia cristiana).

Qualcuno a mai sentito parlare del "CLUB 1001"?

Si faccia una veloce ricerca.

Che dire poi di furboni come il sacerdote della moda-religione, che si chiama Al Gore?

Quando l'astuto al Gore fece il film (Una scomoda verità, 2006), illustrava l'aumento delle temperature terrestri presenti e future. Ma da allora, le temperature sono scese di circa 0,612 gradi Farenheit.

Ma c'é da consolarsi: non molto tempo indietro, io ero ancora ragazzino, andava molto la eco-balla del raffreddamento del pianeta, poi diventata palesemente insostenibile grandissima ca....ta, si passò al global warming.

Cosa dobbiamo sapere, di questo furbome che ha messo su, oltre che una moda-religione delirante, una grande industria e business collegata sul tema verde?

Per esempio che Al Gore e l'IPCC avevano prospettato un continuo aumento in conseguenza delle emissioni di CO2.

Invece: le emissioni di CO2 stanno ancora aumentando, ma la temperatura dimnuisce.

Anzi, suggerisco di fare un salto a fare una ricerca con queste parole chiave:

"La mega-bufala degli orsi polari", tanto per farsi due risate, ma l'elenco delle balle è sterminato, perché è sterminata l'insistenza e la continua proposizione degli eco-ballisti e perché ormai gli adepti difendono la causa con le unghie, di propria iniziativa.

Così come per buttarla sul (tragi)comico, sarà il caso di raccontare che uno dei finanziatori del Wwf, è un tipo come Re Juan carlos di Spagna, che ha la passione di caccia (anche di orsi, poveracci, ubriacati) e capace di crudeltà inenarrabili e inutili.

E da qui è tutto un delirio. Che si traduce in ogni campo.

In un noto spot, per quanto mi riguarda, bruttino e di pessimo gusto, si tratta di gomme o caramelle, si vedono dei poveri pinguini che a suon di scoregge tentano di far congelare i ghiacci che si stanno sciogliendo sotto i loro piedi.

Parrebbe che sia sponsorizzato anche dal Wwf per le sue campagne per sconfiggere il Riscaldamento Globale (che non c'é).

Però qualcosa sfugge: i pinuini vivono solo nell'emisfero sud, soprttutto intorno all'Antartide,

dove i ghiacci non si stanno sciogliendo da circa 30 anni...

o dove magari l'uomo c'entra una pippa.

ed invece

wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=2472

focus.it/natura/ambiente/notizia/La_glaciazione_si_fa_sentire_al_Polo_sud.aspx

 

dove si spiega che fottuto intreccio di business e delirio ormai è questa nuova religione di pazzi, per quanto riguarda gli adepti, al vertice, dei furbi ormai diventati potenti (influenzano le strategie globali costringendo ad investirci risorse che naturalmente, saranno detratte altrove, problema fame inclusa eh).

Potrei continuare, ma spero di aver almeno suggerito la voglia d'un dubbio prudente, non chiedo di più eh.

Bene ricordare cosa ci dissero alcuni scienziati che dentro certi organismi conniventi, una realtà che dovrebbe essere scientifica e che ormai è diventata una sorta di dittatura organizzata, le voci non uniformi e conformiste, hanno i loro guai, ma non sarebbe male a questo punto parlare di sistema mafioso anche.

"La diffusione delle paure del Riscaldamento Globale costituisce il più spudorato scandalo della storia... Quando le persone sapranno la verità, si sentiranno turlupinate dalla scienza e dagli scienziati" Kiminori Itoh, membro dell'IPCC. "E' una menzogna colossale quella diffusa dai media che fa apparire una sparuta minoranza gli scienziati che non si sono accodati sull'origine antropogenica del Riscaldamento Globale" Stanley B. Goldenberg, Scienziato del NOAA.

 

39
19 Nov 2009
alle 22:55

Alieno

Jack, 34:

Grazie del suggerimento. Ti dirò che non mi è sconosciuto, perché lo pratico più o meno da tempo.

Devi sapere che c'é un tizio fuori dal discount, fisso a chiedere l'elemosina. Io generalmente, quando faccio spesa, la faccio anche per lui.

Naturalmente, in tempi magri come quelli in cui mi trovo, meno spesa per lui, meno per me.

Non penso che lui sia di troppo però.

Il problema è un altro: se io produco di più, stiamo meglio tutti e due, se io produco di meno, peggio entrambi.

La situazione sarebbe diversa se lui producesse, ma non produce: il suo è un parassitismo che a me produce vantaggi solo di natura "astratta" (nell'aiutarlo faccio qualcosa di buono per me, ovviamente, non è che anche Madre Teresa di Calcutta non avesse "tornaconti" e "vantaggi" personali, se vogliamo "egoismo", ma egoismo "sano" si potrebbe dire).

Il punto qual'é? Siamo troppi in due? Macché: bisognerebbe produrre di più. E si può, perché l'uomo stesso è una risorsa.

Ha sempre aumentato le sue possibilità, l'uomo risorsa: migliori i suoi sistemi di coltivazione, di produzione, di trasporto, di conservazione e così via, continuamente, nella sua storia e non vedo perché si debba credere a coloro che sempre ci son stati, che han intravisto il punto di arrivo catastrofisticamente: ma quando mai hanno indovinato?

Del resto, si cominciava a parlare del problema dei cambiamenti climatici, già quando la popolazione mondiale non arrivava al miliardo, figurati.

Ovvio che questi cialtroni ci son sempre stati e sempre ci saranno.

Il problema è aumentare la produzione e sfruttare meglio le risorse, in modo più efficiente: meno terra di quanto ne servisse anche meno di un secolo fa, per produrre stessa quantità.

Mentre rileviamo certe assurdità come distruggere "l'eccesso", a segnalarci due ordini di problemi:

forse si è prodotto troppo, cioè appunto "eccesso".

Forse l'eccesso è in relazione a qualcosa di poco "umano": mantenere un sistema delle speculazioni, un mercato "malato", un sistema di "cartelli" e così via.

Ovviamente, se non incrementassi continuamente le mie risorse o almeno tentassi di conservarle e mi limitassi a questo nell'esperimento che dici, sarei nella piena condizione ed in una lettura di tipo marxista o sinistra, dove effettivamente si ragiona più o meno così. E chi ha di più, dunque ladro.

Ma si dimentica che l'uomo è una risorsa, che deve essere stimolato a produrre, a migliorare l'uso delle risorse e non fare concretizzazioni di tipo collettivista o socialista che sempre, sempre hanno infatti fallito come progetto, perché è una lettura malata, non umana, non realistica, ma maligna.

Nessuno ce la fa. Nemmeno quando son cristiani che si mettono in testa di fare del "socialismo" o del "collettivismo".

Perfino Nomadelfia: in perenne passività, spesso in situazione di difficoltà o di "parassitismo", perché non funziona il modello.

Tu invece parti dal presupposto che le risorse sono finite. Certo, allora avresti ragione. Ma non è così.

Sarebbe come se ti dicessi che l'aria respirabile è quella che sta in un sacchetto di plastica e dunque prova a fare l'esperimento mettendoci la testa dentro e sigillandola: non mi vorrai dire che resisti parecchio? Allora ho ragione.

Invece l'aria non è quella del sacchetto, le risorse non sono finite e certo, ben lontani comunque dalla sua priorità (è roba vecchia di secoli e secoli questa ossessione eh, dovremmo secondo questi ciarlatani essere estinti da un pezzo..) e sono io che sbaglio e non ho ragione, perché ho condizionato il tutto all'assunto che non c'é.

La priorità è un'altra e di quella dobbiamo occuparci: non le risorse finite, ma l'accesso alle risorse migliore. Non siamo troppi, ma troppi non hanno un'etica umana e dunque, per loro è vero, siamo troppi, perché l'uomo ci impone responsabilità, scomodità di ogni tipo e se siamo tanti, tante scomodità, tante responsabilità.

Ma sarebbe come sentire di non aver più voglia di responsabilità e ammazzare 2 figli lasciandone solo uno o anche tutti  per diminuire il "problema".

E' ovvio che se consideriamo l'umanità un "problema", i figli "un problema", possano venire idee così perverse, effettivamente.

Il problema è a monte: siamo impazziti e non amiamo più o non abbastanza.

Cambia il risultato.

E' come la legge sulla maternità e l'interruzione di gravidanza: fintanto che si riconosce il valore del concepito, della vita, la legge è quella che mette in campo tutti i dispositivi per rimuovere le cause come e quanto più si possa che fanno dire alla donna che vuole abortire e non far nascere.

Se però l'accento, il focus diventa "figli-gravidanza=problemi di ogni sorta (perfino estetica, ma soprattutto di responsabilità che non si ha voglia di assumersi o si sente "schiavitù" ed invece la donna vuol sentirsi emancipata femminista per dire),

dispositivi simili non ci son più, spariscono e toh, nascono pillole del giorno dopo e perfino deliri, come dire che la legge legittima l'aborto, che è legale (la legge dice tutt'altro, dice che solo in casi gravissimi di pericolo psico-fisico bisognerebbe ricorrervi e dopo aver tentato di tutto per favorire il concepimento).

Le risorse non sono finite: dobbiamo ancora conoscerne di infinite nuove, dobbiamo conoscere modi migliori di sfruttarle, riciclarle e così via, abbiamo l'infinito ancora davanti, a meno di non essere diventati un po' presuntuosi, troppo e con ben misera mentalità scientifica che non dovrebbe proporsi simili dogmi e dirci la verità: la nostra conoscenza ci sembra grande, ma è modesta, modestissima, l'infinito è tutto davanti a noi, siamo ancora ignoranti su tutto, ambiente compreso, gli uomini di domani, rideranno di noi forse, come noi abbiamo riso presuntuosamente degli uomini prima di noi, ma l'importante è conservare l'umiltà, allora riserveremo per loro, rispetto.

Se però tu vuoi credere ai novelli pontefici delle "risorse-finite" o ai profeti dell'impatto antropico sul clima devastante, ai messia della grave minaccia della crescita demografica, accomodati: non sarai l'ultimo, non sarai il primo, nei secoli dei secoli, in avanti o indietro, a piacimento.

Io la fede la riservo per altro che questo, e bisogna averne tanta per assumere tutti questi profeti, messia, predicatori e dogmi a riguardo, ma i gusti son gusti eh.

Ciao, ogni bene.

 

38
19 Nov 2009
alle 21:27

pequenito

x civic 35

Sempre dai DATI del WFP scopriamo che negli anni 80 e 90 alle CRESCITA demografica ha corrisposto una DIMINUZIONE della fame nel mondo, negli ultimi anni invece c'è una tendenza a un nuovo aumento del problema alimentare ma dovuto ad altri fattori contingenti non a quello demografico, il futuro dipende non da quanti figli faranno i poveri, ma da come noi ricchi sfrutterrmo le abbondanti risorse del pianeta. Le nuove tecnologie già applicabili nel  campo agricolo devono essere impiegate non per aumentare il fatturato ma per ottenere una produzione e distribuzione che possano portare quella minima tazza di cibo a tutti.

37
19 Nov 2009
alle 21:23

civis romanus sum

Proprio non capisco cosa ci sia di difficoltoso o scandaloso ancora nel comprendere una cosa tanto evidente.

Come fare ad immaginare un futuro su questa palla strapiena di decine e decine di miliardi di esseri umani se oggi è già così difficile tollerarlo.

Mah ,,, potenza della fede nell'irrazionale. 

Forse immaginando interventi divini per il rimpicciolimento della specie, o per una vita sotterranea come le formiche, o fantasticando di colonie extraterestri ,,, ma qui esuliamo dalla terra e sconfiniamo appunto al di fuori di essa ,,, cosa dunque si immagina per sviluppo infinito nel sistema finito ?

Io dico invece che prima o poi ( meglio prima ) ci arriverà pure il papa a dover predicare la limitazione della specie ,,, ha già iniziato a predicar "comunismo" ,,, diamogli tempo di adeguarsi al mondo.

Intanto noi persone coscienti e razionali pensando al futuro attrezziamo la specie di profilattici e pilloline e quant'altro anche di culturale atto a contenere la prolificazione infinita ,,, potrebbe tornare utile proprio per la salute dei nostri figli e nipoti prossimi. 

Vale.

36
19 Nov 2009
alle 21:06

pequenito

Perchè invece non proviamo TUTTI per un mesetto e giù di lì a mangiare meno carne, a far mangiare a nostri cani gli avanzi anzichè PAL e a mettere in un salvadanaio 20 centesimi al giorno per il WFP, poi mi sai dire!

35
19 Nov 2009
alle 20:48

civis romanus sum

... globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano...

Questo diceva il papa, la qual cosa riportavi, pequenito.

Ora se sui dati attuali  possiamo concordare con il WFP "in purely quantitative terms", che "sarebbero" sufficenti a nutrire l'intera popolazione mondiale, mentre invece già ci risultano per altri motivi un miliardo di affamati ,,, quali sono i dati in previsione del futuro sui quali si basano le ( a mio parere assurde ) ottimistiche previsioni tue e del papa ?

Perchè è questo il punto rilevante ,,, del futuro della specie si sta trattando.

Il futuro di una crescita esponenziale della specie da dover nutrire adeguatamente come viene ancora predicato dai preti sull'affidamento di dati certi ( che ti sfido a presentarmi ancora ) o sulla base solo di mistiche previsioni ?

34
19 Nov 2009
alle 20:44

Jack

@Alieno 26

Che vi sia una relazione tra risorse disponibili e bocche da sfamare lo puoi verificare tu stesso mediante un piccolo esperimento che ora ti propongo:

Prova per un mesetto o giu' di li' a spartire quello che hai in frigo con un tuo vicino o meglio, se disponibile in zona, con qualche accattone che di certo ne ha piu' bisogno (cosi' di strada fai anche qualcosa di cristiano...), senza al contempo incrementare il livello delle risorse disponibili con maggiori acquisti al supermercato, poi mi sai dire! 

33
19 Nov 2009
alle 20:44

pequenito

Qualche altro dato dal WFP:

"Oltre un miliardo di persone è affamato e oltre un milioardo di persone naviga su internet. Se chi può da almeno un ero a settimana, chi soffre la fame avrebbe abbastanza cibo per sfamarsi" dice Josette Sheeran Direttore Esecutivo del WFP

Bastano 20 centesimi di euro per riempire una tazza con un pasto nutriente a base di avena, riso e fagioli.

9 MILIARDI DI EURO è la cifra necessaria per garantire acqua potabile in tutto il mondo

11 MILIARDI DI EURO è la cifra spesa in europa nel mercato del gelato

13 MILIARDI DI EURO è la cifra necessaria per garantire condizioni di salute e alimentazione in tutto il mondo

17 MILIARDI DI EURO è la cifra spesa in europa e stati uniti per gli animali domestici

sempre secondo WFP Le principali cause della fame sono i disastri naturali, i conflitti, la povertà endemica, l’assoluta scarsità di infrastrutture per l’agricoltura e lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente... l'ideologia della  eccessiva crescita demografica non è menzionata dal WFP evidentemente è solo aria fritta e banalità.  

32
19 Nov 2009
alle 20:00

pequenito

Ecco i dati richiesti da civis al 17:

Secondo i dati forniti dal world food programme, un organismo dell'onu, sul pianeta c'è cibo sufficente per l'intera popolazione mondiale

Il fabbisofno essenziale media per un adulto è di 2000 calorie al giorno, la popolazione occidentale invece divora 2900 calorie al giorno procapite.

Il problema maggiore però è costituito dsal fatto che la quasi la metà dei cereali prodotti sulla terra vengono utilizzati dall'occidente per alimentare quel bestiame che viene poi consumato, da noi, sotto forma di carne, uova, latte. Ora per produrre una sola caloria di origine animale ci vogliono ben 7 calorie vegetali. La conseguenza di questo è ovvia: nei paesi avanzati una persona consuma in media molti più cereali di quanti ne consumi una persona del terzo mondo. L'assurda proporzione è la seguente: una persona dei paesi avanzati consuma 2,5 kg di cereali contro gli 0,5kg di una persona del terzo mondo.

Se l'enorme quantita di cereali destinata all'alimentazione del bestiame venisse impiegata direttamente nell'alimentazione umana potrebbero venir nutrite 2,5 miliardi di persone.

Con la sola quantità di cereali che usa e russia destinano al bestiame si potrebbe nutrire un miliardo di persone

31
19 Nov 2009
alle 19:58

Alieno

Una ferma presa di distanza da parte dei gerarchi cattolici ...

Ne hai avute fino ad oggi, su questi temi, non si capisce perché tanta sfiducia per averne domani.

Per quanto riguarda me, non ho capito di cosa si tratti, ma se è come appare, una manifesta campagna che investe sul colore della pelle che deve essere bianca, non ho problemi a condannare l'iniziativa.

Però è prestino per parlare di "crimini" in nome della croce, anche se ho come l'impressione, che non aspetti altro, ti sarebbe molto comodo insomma.

Così come mi pare che la malizia sia su ogni fronte e si scopra su quel "White", bianco.

Pessima scelta. Non si tratta infatti di "negri" o "bianchicci", abbronzati o pallidi, si tratta di controlli sulla clandestinità.

Che in Occidente è in uso in modi diversi. Negli Usa l'ufficio immigrazione è più temibile che la Guardia di Finanza da noi, quando fa controlli.

Ma anche in Europa, beh, le iniziative sono diverse ma ci sono, perché la clandestinità, bene o male, è un problema, peraltro punibile per legge da tempo, in tante altre realtà Europee che non è che possiamo tirare in ballo come modello e speranza solo quando si tratta di tirar giù crocifissi dai muri delle scuole eh!! :-)

Ma la Chiesa sul punto ha già espresso la sua: errore considerare "reato" la clandestinità. Non mi pare che ora debba sottoscrivere l'appello perché tu ti sei perso delle puntate delle "interferenze" vaticane che si vede, ti interessavano meno di altre inferferenze.. ;-)

Trovo però riprorevole l'ossessiva ideologizzazione a senso unico.

Parli di "neo-fascismo".

Perché non di "neo-comunismo"? Il comunismo è stato ed è spietato tanto con i clandestini in ingresso, che con quelli che clandestinamente cercano di uscire da quell'inferno, e dunque forse merita ancor di più il titolo.

Bossi, comunque, ha già fatto una dichiarazione:

AGI) - Roma, 19 nov. - L'operazione 'White Christmas', ovvero i controlli sugli immigrati clandestini decisi da un assessore leghista del comune del bresciano, risponde alla legge, lo sbaglio e' nel nome che le si e' dato. Lo dice il leader della Lega Umberto Bossi: "E' stata applicata la legge, e' la denominazione a essere sgradevole. Non c'era bisogno di chiamarla 'Bianco Natale', magari 'Natale controlla la regolarita' - ha concluso - a volte la forma e' sostanza". -

Dunque, niente questione di negri o bianchi, ma di regolarità.

Concordo sull'idea che sia sgradevole l'associazione, la scelta della denominazione dell'iniziativa.

Anche perché paradossalmente, dovendo dirla tutta, non è che Gesù fosse proprio bianco bianco, magari occhi verdi o azzurri, biondo o nero capelli lisci..

magari assomigliava ad un giudeo, magari pure olivastro, capelli ricci, chissà, magari pure il naso un po' a patata, bassino...

come se facesse differenza eh.

Mi riesce difficile immaginarlo "padano" in modo esclusivo diciamo, eheh.

 

 

30
19 Nov 2009
alle 18:45

civis romanus sum

A questo punto gradirei una vocina di dissenso da parte dei preti, chessò ,,, dal parroco di quella infelice comunità di burini, se non proprio anche una adeguata "scomunica" dal più alto in grado di queste pratiche che associano superstizione e neofascismo in un solo calderone.

Una ferma presa di distanza da parte dei gerarchi cattolici oltre che da quelli che ancora qui si ritengono appoggiati nella propaganda della loro fede/cultura da questi loschi figuri.

Questo per non sentirli/vi poi quando tutto sarà naturalmente ricondotto alla civiltà, piangere e frignare vigliaccamente di non essere a conoscenza di questi crimini perpetrati in nome della croce.

29
19 Nov 2009
alle 18:11

civis romanus sum

Intanto ai neonazisti della lega che preannunciano un Bianco Natale ( per accedere alla fonte della notizia cliccare sul sottolineato ) per stanare i "negri" da Coccaglio BS, risponde un concittadino che proprio non vuol sentire ragioni nel vedersi accomunare a quella profonda cultura fasciocristiana che dovrebbe essere posta nei voleri di quei propugnatori alle basi dell'europa unita oltre che nel nostro paese:

 

Mail inviata oggi al comune di Coccaglio - BS

A nome mio e della mia famiglia (che può con documenti dimostrare origini venete da almeno 400 anni. Origini delle quali, peraltro, non ci importa assolutamente nulla), desidero esprimere tutto il ribrezzo e lo scandalo civile per la porcheria da voi denominata White Christmas.

Frasi come " Da noi non c'è criminalità - tiene a precisare Claretti - vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia (La Repubblica, 18/11/'09)", oltre a provocare orrore e profonda vergogna per l'essere vostri connazionali,richiamano alla mente frasi pronunciate nel recente passato da criminali poi accusati di genocidio.

Mostreremo ai nostri bambini l'articolo che parla della vostra orrenda
trovata, indicandovi come esempio assolutamente negativo, come uno dei motivi (forse il principale) per andarsene in fretta da questo Paese, come sabotatori del vivere civile, come orchi travestiti da Babbo Natale.
Fate veramente schifo.

P. Righetti e famiglia

 

28
19 Nov 2009
alle 17:55

civis romanus sum

27. Ma il cristianesimo è prima, durante e dopo Marx ,,,

Forse ,,, nelle più mutevoli forme opportunistiche che ha assunto per la sopravvivenza alla detenzione del potere ,,, ma mai prima del buon senso comune e dell'istinto di sopravvivenza della specie umana propriamente razionale ed in evoluzione.

Tanto in evoluzione che i suoi geni si stanno già adeguando alla malparata irrazionale limitando la fertilità nei suoi due generi. E' noto infatti come la fertilità degli uomini/donne occidentali pressati da insorgenti esigenze razionali stia calando naturalmente per far fronte all'irrazionalità indotta dalla predicazione mistica della prolificazione infinita. Insomma in altre parole, la specie tenta in altre maniere di fronteggiare il problema appellandosi alla "cosciente", lungimirante, adattabilità dei suoi geni ,,, finchè sarà in grado di farlo.

Ma un aiutino dalla coscienza razionale, sembrano gridare quei geni, sarebbe più che auspicabile !

27
19 Nov 2009
alle 17:15

Alieno

Civis, 24: come "dopo" Marx? Ma il cristianesimo è prima, durante e dopo Marx se permetti, eheh.

Dunque, non è de sinistra (anche se forse c'era qualcosa di vero nell'ironia di Cd... che: te rode il Papa de sinistra? Hahaha.. ), visto che è una categoria o geometria politica tarda e successiva come "destra", consolati, nè de sinistra né di destra,

chiamasi "cristianesimo".

Sopra quello poi, diversi tentativi di farne versioni taroccate, eheh.

Divertente il tuo 23: anche una consolazione volendo... dici che i vecchi lcd hanno problemi di decoder e così guardo con più simpatia il mio 14 pollici catodico (e senza decoder aggiunto, ahimé, una resistenza destinata a finir malissimo parrebbe).

In quel commento, fai delle osservazioni stimolanti mica da buttar via, aldilà dell'ironia!

Ogni ben.

 

 

26
19 Nov 2009
alle 17:05

Alieno

@ Pequenito: d'accordo.

Mi pare ormai palese che ci sia stata una forte volontà progettuale, anche ideologica, per investire diversamente dagli auspici del vaticano.

Si è insomma, voluta imporre una lettura ambientalista, ecologica opposta ad una lettura antropologica cristiana ed il risultato è di aver voluto vedere per forza vera, quella relazione che non è documentabile a tutt'oggi, crescita demografica, crescita fame.

Ma è quello che accade in tutto. Se si propone un'etica non cristiana, senza Dio o con divinità diversa, un dio adattato all'uomo, come dire.. un dio "adulto" per soddisfare certe pretese progressiste, di cattolici adulti e così via (ammazzando così lo stimolo per essere noi a tendere verso Dio e non certo pretendendo l'opposto, riducendo Dio ai nostri soggettivi opportunismi), per esempio, la scienza investirà sul modo di rendere più veloce, più facile, più semplice, più accessibile e pret-a-porter, oggetto di consumo, l'aborto (con la pillola).

Se avessimo investito con un etica diversa, cristiana per esempio, la scienza avrebbe investito le sue risorse per trovare il modo per superare i limiti che ostacolano la scelta di avere figli, rendendo più semplice, facile, l'accessibilità della vita concepita al mondo.

Se l'etica è quella laicista che vediamo in azione, la scienza, la tecnologia si mette al servizio del modo per rendere più accessibile l'eutanasia, se è quella cristiana come proposta, magari si creano risorse scientifico-tecnologiche per accompagnare ad una "buona" morte oppure è un maggiore stimolo per limitare la sofferenza, ridurla o rimandarla, cioè se si tutela la vita, ci si mette al servizio della vita in tutti gli aspetti e la concezione della dignità sarà diversa.

Altrimenti, son supermercati dell'eutanasia come in Svizzera, multinazionali delle pillole abortive e così via.

Vale anche per la fame: l'etica ambientalista che sposta l'uomo dal centro a margine, mettendo al centro l'ambiente, ovviamente investe poderosamente sull'aspetto crescita demografica.

I cattolici progressisti e terzomondisti, continueranno a danneggiare le possibilità dell'uomo con la loro politica-proposta dell'assistenzialismo (che crea, mantiene regimi criminali spietati o dittatori socialisti che non creano sviluppo, non stimolano le possibilità, anzi, le ostacolano), anche se dentro ci infilano Dio, non lo rinnegano di certo.

Si tratta di avere il coraggio di impostare migliori equilibri di questi: l'uomo al suo posto, centrale rispetto all'ambiente, in modo corretto e ben educato, è ovvio che ne nasce un rispetto, una custodia dell'ambiente, come un pastore ha cura del suo gregge, il contadino del suo campo, l'artigiano dei suoi strumenti, nel suo stesso interesse che è anche la produzione del bello. Se l'educazione è poi "ecologia umana", avremo meglio l'idea della relazione importante tra ambiente, sistema e uomo come finalità.

Se l'educazione è cristiana, abbiamo lo stimolo per fare di meglio e di più per l'uomo in quanto ad immagine e somiglianza di Dio ed in quanto meritevole di una proposta, come ci viene da Cristo consegnata, missione, aumentando le sue possibilità.

Certamente una rivoluzione più umana e non violenta come abbiamo visto in certe progettualità ideologiche, ha un maggiore stimolo di porsi.

Tuttavia, al Papa riconosco l'autorevolezza del ricordarci la direzione, la tensione dell'uomo, le sue finalità, la sua ricerca, la sua priorità, la sua speranza, insomma, il Papa giustamente vola alto ma anche astrattamente e in riflessioni generali ed ampie. Anzi, per meglio dire, alti ed universali i suoi discorsi e stimoli.

Sono invece prudente se tenta di essere più concreto e materiale nel suggerire strategie sul campo, perchè lì siamo nel regno delle progettazioni diverse, opinabili, al confronto.

E non è la sua competenza, non è il luogo dove è più autorevole. Potrebbe essere incapace di un'analisi economica o essere mal consigliato.

Se o quando ritenesse che la ricetta migliore sia un socialismo intriso di terzomondismo ed assistenzialismo, pronto a criticarlo: è il mantenimento e l'aggraviamento della situazione e non una possibilità di sviluppo buono.

Ed avrei l'impressione di una cessione ad offerte ideologiche, più o meno consapevoli, della proposta religiosa.

Sul dito con l'anello piscatorio, concordo con te: è purtroppo un atteggiamento degno di adolescenti, molto più attenti alla forma che alla sostanza, incapaci di accettare con saggezza compromessi (manca l'esperienza del resto, sono adolescenti, normale sia così) ed al contempo, i primi inconsapevoli capaci di paradossi, contraddizioni, incoerenze.

Insomma, devono crescere ancora. Preoccupa invece se sono cattolici adulti a fermarsi su quell'anello al dito, preoccupa moltissimo e vengono naturalmente i sospetti che anche qui, si siano fatte cessioni della religione all'ideologia.

 

 

25
19 Nov 2009
alle 16:37

Alieno

CD 11: d'accordo, d'accordissimo dove dici

Serve a noi e alla nostra coscienza,..

non posso concordare sulla chiusa della riflessione, cioè (..,)non a loro.

Su restringimento del nostro tenore di vita, beh, dovremmo parlarne di più, potrei essere d'accordo come no.

Ciao, ogni bene.

24
19 Nov 2009
alle 15:12

civis romanus sum

22. Cd ,,, ecco che allora concordi con la banalità del buon senso comune a cui il papa approda da buon ultimo .

Dopo Marx e civis alla fine ci è arrivato pure lui.

Ma quanta pena per il tempo perso, quando sarebbe stato tanto più semplice accettare il dato di fatto banalissimo che siamo troppi sulla terra e che se non ci poniamo rimedio, volenti e nolenti saremo costretti a tollerarci e a litigarci le poche risorse rimaste prima dell'estinzione.

23
19 Nov 2009
alle 15:03

civis romanus sum

Ot per Ot ,,, Anche gli egizi soffrivano di aterosclerosi. Lo hanno rilevato dall'analisi autoptica delle mummie e ciò smentisce le raccomandazioni di tanti medici salutisti che accollavano le colpe di questo difetto genetico ( così pare ormai ) alla mancanza di moto, al troppo uso dell'auto, del pc, al fumo ,,, eccetera.

Dunque da domani tutti spaparanzati sul divano a fare lo switchoff per il digitale o davanti ad un sano pc, abitudini moderne che almeno ci evitano i pericoli dell'andare al lavoro con i mezzi diventati pericolosi per la salute più del lavoro stesso.

A proposito di swithoff digitale ,,, gli antennisti stanno facendo affari d'oro qui a Roma, insieme a chi vende i decoder per i vecchi Mivar ammuffiti,( ma attenti anche ai nuovi TV, sembra che i decoder dei già vecchi lcd non funzionino come dovrebbero ,,, insomma un classico casino italiano ) Sono diventati ricercatissimi gli antennisti, al punto che quando citofonano ad un condominio parlano sottovoce per paura di essere sequestrati in casa dagli altri.

Ma il digitale lo vedi o non lo vedi, non c'è la vecchia via nebulosa di mezzo ( ricordo ancora mio padre con la griglia del barbecue ancora sporca di grasso di salsiccia attaccata ad un filo di rame fuori la finestra della casa al mare intento ad accalappiare un buon segnale per vedersi la partita ) e tutto dipende ancora dal buon orientamento dell'antenna ,,, ma lo chiamano digitale ! ,,, E Roma e i romani le prime cavie europee di questa pagliacciata tecnologica. 

Vale. 

22
19 Nov 2009
alle 15:01

Charles Darwin

19

Cercavo di dire altro. Sono contento tu sia daccordo con il papa civis, soprattutto sono contento che siano parole tanto scontate e perciò immagino di facile e fortunata applicazione. Proviamo ad applicarle: proponiamole alla Kellog's, alla Nestlé, alla Coca Cola, alla Macdonald's, alla UE, all'ONU, alla FAO, al FMI, al WTO, al G8, al G quel che vuoi e ai politici di tutti i paesi. Sarà utilissimo a tutti, soprattutto divertente ed istruttivo. Il papa di tutta la cristianità ha letto alla faccia dei potenti della terra un temino precedentemente scritto alle elementari da un tal civis e questa la chiami banalità ? Cos'é che chiami "aria fritta e banalità": la rivoluzione ? Ti sottovaluti amico.
21
19 Nov 2009
alle 14:16

Alieno

Scusate l'Ot che però ...

fino ad un certo punto.

Benedetto XVI parla del diritto di scegliersi il modello economico che si vuole...

Affermazione  che naturalmente lascia un po' il tempo che trova, almeno perplessi se si dice "scegliersi il modello economico che si vuole" e poi ci si scaglia contro lo spreco, l'opulenza ecc, per non parlare di altri modelli peggiori ancora, come quello di certi regimi africani i cui dittatori erano appunto presenti alla Fao,  vabbè.

Il fatto è che il diritto di scegliere, effettivamente, non ha confini nell'uomo, quanto a perversione, a follia, delirio...

Ci pensavo leggendo questa notizia:

Una giornalista vuole sposare il mostro del CirceoDonatella Papi, 53 anni, ex inviato de Il Giornale ha fatto domanda al direttore del carcere di Velletri dove è rinchiuso Angelo Izzo
Un matrimonio intramuraraio. E' quello che vorrebbero contrarre Donatella Papi (53 anni, divorziata), già inviata speciale per Il Giornale di Indro Montanelli, di Vittorio Feltri e poi giornalista per Silvana Giacobini al settimanale femminile Gioia, e il pluriassassino Angelo Izzo (56 anni), condannato all'ergastolo per la strage del Circeo e per avere ucciso a Ferrazzano (Campobasso), il 28 aprile del 2005, una donna e sua figlia, mentre era in regime di semilibertà dal carcere di Campobasso.

Anzi: la richiesta al direttore del carcere di Velletri (Roma) è stata inoltrata a ottobre proprio dalla stessa Papi che col condannato avrebbe iniziato qualche tempo fa una relazione epistolare, sebbene in gioventù, "ai tempi pariolini", avessero amici comuni. Una decisione confermata dallo stesso Izzo che in una lettera a un cronista, ha detto: «Può darsi che ci sposeremo, il matrimonio è in progetto. Per il momento non so dare però una data, ma non escludo che sia imminente». I due «Donatella è stata una ragazza che è divenuta una bella donna, molto intelligente e sensibile. Recentemente fra noi è nato un rapporto epistolare e abbiamo scoperto tante affinità elettive. Soprattutto, come gli antichi samurai, ambedue abbiamo un gran desiderio di coltivare i valori della compassione, della bellezza, degli ideali e delle belle bandiere»

notizie.libero.it/primopiano/papi-izzo-matrimonio-ne48.phtml

-----

Angelo Izzo, non so se qualcuno ha presente.

Se ha presente cos'é successo appunto, l'ultima volta che qualcuno ha intravisto buona cosa nel dargli fiducia lasciandolo scorrazzare liberamente, in regime di semilibertà, ma sufficiente nel 2005 per uccidere una donna e sua figlia senza pietà..

Che dire: nonostante sia alieno da tempo in terra, l'uomo non finisce mai di stupirmi.

Ma anche la donna non scherza.

Già immagino la foto di matrimonio.

L'unica didascalia a commento adeguata che mi viene in mente è:

senza parole.

Allora, ritornando al tema: diritto di scegliersi il modello economico... o se si vuole, qualsiasi altra cosa, mmmhhh..

posso dire che però a volte, i guai, la gente se li cerca proprio, sì?

E pensare che ci son uomini soli, magari semplici, banali, perfino noiosi, pallosissimi bravuomini di ogni età, colore e forma, ma vuoi mettere con ANGELO IZZO?

Che comprende e condivide i valori della compassione... Izzo... compassione...

Ah, tutto a posto, non ha spiegato per chi in effetti..

Un vero tombeur de femmes pare,

ah, l'amour, l'amour...

Mah.

Buonagiornata

 

20
19 Nov 2009
alle 14:08

civis romanus sum

,,, O magari di leggerli solo per interposta interpretazione, in stile alieno.

In questo caso stile pequenito. Dal quale attendo ancora con trepidazione quei dati non immaginati ma pontificati per veri e reali che smentirebbero addirittura un'assunto matematico.

19
19 Nov 2009
alle 13:50

civis romanus sum

14. Cd caro ,,, Ma se ho appena detto che concordo in linea di massima ( Sempre a parte la negazione più volte segnalata della contraddizioni in termini della predicazione dello sviluppo infinito in un sistema finito ) !

Cose di comune buon senso dicevo appunto ,,, terra, terra, banalmente ,,, o devo credere che hai perso anche tu l'uso di leggere gli altrui commenti prima di commentarli ?

18
19 Nov 2009
alle 12:53

Charles Darwin

14

Ma credo che anche tutti possano concordare su ciò che ha detto.

Sarà come dici. Tuttavia quando le stesse cose le dice José Bové (fine alla politica economica delle multinazionali nel mercato alimentare; sostegno ai valori no-logo e no global della cultura locale) non mi pare concordino in molti. Scontate o meno (punti di vista e "abitudini" culturali evidentemente) credo come Jack che l'importante in questo caso sia CHI le ha pronunciate.

Sul problema demografico osserva che é stato estremamente coerente, dicendo "c'é n'é per tutti" senza negare cosa questo voglia dire nella sostanza, ricordando anzi: "Non si tratta infatti – egli scrive - di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno" (2 Cor 8,13-15). Ossia omnia sunt communia (altro "contadino", Thomas Müntzer). Mi sa che come già a qualcun altro (6) ti rode dover riconoscere le parole "di sinistra" di un papa ;-)).

17
19 Nov 2009
alle 12:49

civis romanus sum

Quali dati, pequenito ?

Tu li hai letti ?

Li hai a disposizione ?

Mostrameli ,,, Riportali a me, così potrò pure valutarli e magari anche dedicare più attenzione a quel "temino" e valutarlo con più stima. Grazie.

16
19 Nov 2009
alle 12:35

pequenito

... globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano...

Come al solito non si guardano i dati indicati, ma il dito che li indica e visto che su quel dito c'è l'anello papale allora quei dati si ignorano o addirittura si contraddicono.

Curioso paradosso che la matematica sia sempre portata avanti come unica e indiscutibile prova dell'esistenza di una determinata realtà, fintantochè quelle realtà fa comodo però, altrimenti la si nega anche a dispetto di dati matematici... potenza del relativismo quella di far passare "Aria fritta e banalità" per "Verità" e viceversa a seconda dei casi.

15
19 Nov 2009
alle 12:09

civis romanus sum

Aggiungo che il suo discorso mi ricorda i miei superficiali temini alle medie, tutti infarciti di belle intenzioni e banalità riprese a pappagallo da qualche eterogenea lettura, il tutto poi messo in bella copia e forma per far contento il professorino e aggiudicarmi la sufficenza senza troppo sforzo.

Vale.

14
19 Nov 2009
alle 12:00

civis romanus sum

Ho letto anch'io il discorso papale, e in linea di massima quasi concordo anch'io, a parte la particolare assurda negazione del problema demografico. Ma credo che anche tutti possano concordare su ciò che ha detto, ovvero ,,, che il tempo è bello quando splende il sole e viceversa. Aria fritta e banalità. A dispetto di chi ci vorrebbe leggere acutezza controcorrente o anche una sola idea per la soluzione del problema.

13
19 Nov 2009
alle 11:07

Jack

Ottimo discorso, quello del Papa. Lucido, bilanciato, mirato e concreto. Soprattutto apprezzo il fatto che non fa della poverta' e della fame un problema di natura piu' o meno autoctona, relativo a determinate aree del globo "meno fortunate", da alleviare per mezzo di generici aiuti o carita' pelosa (messa anzi opportunamente all'indice), ma si colleghino in un contesto globale dinamico tematiche diverse quali tutela ambientale, consumismo (opulenza e spreco), incremento demografico, distribuzione delle risorse, diritto dei paesi all'autodeterminazione economica e cosi' via in un messaggio dal contenuto fortemente politico senza per questo essere ideologico o di parte. Personalmente non trovo del tutto soddisfacente il ragionamento che esclude (o almeno sottostima) un rapporto causa-effetto tra fame ed incremento demografico, ma cio' non modifica minimamente il giudizio complessivo espresso sopra.

Parole importanti, soprattutto se pronunciate da un uomo autorevole e influente a livello mondiale quale e' il Papa.

A questo link e' disponibile il testo integrale:

http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/24668.php?index=24668&lang=en#TESTO

12
19 Nov 2009
alle 10:39

pequenito

Ancora dal discorso del Papa alla FAO che ha ribadito un concetto già espresso dal suo predecessore Giovanni Paolo II

La Comunità internazionale sta affrontando in questi anni una grave crisi economico-finanziaria. Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo. Tutto ciò mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti. Infatti, sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano l’assenza di una relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e ciò è ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico”.

Il fatto che questi concetti appaiano alla società secolarizzata come utopici è la dimostra che tale società ha clamorosamente fallito nella sua UTOPISTICA pretesa di creare il regno dell'uomo senza Dio. Se l'umanesimo ateista e laicista degli ultimi due secoli ci ha portato a questo risultato e cioè a giudicare utopistiche le soluzioni al problema della fame nel mondo, allora è dimostrato che i diritti umani sbandierati dalla rivoluzione francese in poi erano solo ideologici, come ammetteva anche il fondatore del comunismo gli opressi sono solo usati come palle di cannone per perseguire fini politici di presa di potere... chissà visto che è stata la FAME la palla di cannone per far vincere la rivoluzione franc(borgh)ese magari sarà la stessa FAME a rinnegarla, ditruggendo finalmente la falsa utopia ideologica di un mondo senza Dio ritornando a dare nuovamente ascolto e mettere in atto la Parola di Dio per bocca del suo Vicario in terra, il Santo Papa.

11
18 Nov 2009
alle 19:33

Charles Darwin

Dal discorso del papa alla FAO

Tuttavia, sebbene la solidarietà animata dall’amore ecceda la giustizia, perché amare è donare, offrire del ‘mio’ all’altro, essa non è mai senza la giustizia, che induce a dare all’altro ciò che è ‘suo’ e che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso, infatti, ‘donare’ all’altro del ‘mio’, senza avergli dato in primo luogo ciò che gli compete secondo giustizia. Se si mira all'eliminazione della fame, l'azione internazionale è chiamata non solo a favorire la crescita economica equilibrata e sostenibile e la stabilità politica, ma anche a ricercare nuovi parametri - necessariamente etici e poi giuridici ed economici - in grado di ispirare l'attività di cooperazione per costruire un rapporto paritario tra Paesi che si trovano in un differente grado di sviluppo. Ciò, oltre a colmare il divario esistente, potrebbe favorire la capacità di ogni Popolo di sentirsi protagonista, confermando così che la fondamentale uguaglianza dei diversi Paesi affonda le sue radici nella comune origine della famiglia umana, sorgente di quei principi della "legge naturale" chiamati ad ispirare scelte ed indirizzi di ordine politico, giuridico ed economico nella vita internazionale. San Paolo ha parole illuminanti in merito: "Non si tratta infatti – egli scrive - di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno" (2 Cor 8,13-15).

(http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/november/documents/hf_ben-xvi_spe_20091116_fao_it.html) 

Dopo aver riconosciuto assieme che il papa parla di un'utopia ma aver anche riconosciuto chel'utopia disegna l'orizzonte ideale verso il quale muoversi; dopo aver letto il tuo commento sull'europa nata purtroppo senza un vero consenso a me pare chiarissimo a cosa serva firmare: a fondare il possibile consenso su difficilissime politiche di solidarietà internazionale, persino sul possibile restringimento del nostro tenore di vita. Serve a noi e alla nostra coscienza, non a loro. Vabbé, questa é la mia opinione.

10
18 Nov 2009
alle 19:29

Alieno

Ovvio anche, che resto aperto alla possibilità di farmi intravedere l'utilità che per mio limite, magari non colgo e dunque ben contento di dire che è stupido non aderirvi o pensarlo e che sono più stupido di quanto già pensi, eheh.

 

 

9
18 Nov 2009
alle 18:50

Alieno

Non riesco ad immaginare soggetti così "mostri" da dirsi favorevoli alla fame nel mondo, ai morti per fame.

Magari lo sono, ma certo non lo dicono sfacciatamente.

Ed allora, potrebbero firmare l'appello, anzi, magari è utile farlo per mimetizzarsi, addirittura.

Non firmerò ed il mio invito è anzi, a non farlo, per non farsi prendere in giro non dall'inutile, ma dallo stupido che ormai, allargate le potenzialità mediatiche, è diventata una sorta di malattia sociale, con l'abuso del "social" pratica e sistema, da facebook ai tam tam-appelli, petizioni on line e tutto quanto.

Nel senso che lo strumento di partecipazione umana, solidale e sociale, aveva un potenziale positivo che via via ha dovuto conoscere la prevaricazione dell'abuso, della strumentalizzazione per altre finalità, di una cultura malata e dipendente dallo strumento e non utilizzatore: utilizzato, non consumatore finale, ma consumato.

Bisognerebbe rieducare, non incentivare le patologie sociali che diventano pandemiche e devastanti.

Quello della necessità continua di adesione si sta dimostrando una bulimia patologica che infine, involverà probabilmente in un'anoressia, perché alla fine, ci risulterà dopo tanto abuso, il vuoto di quella pratica e avremo una percezione di rigetto e di indifferenza dopo tanto abuso oppure non evolverà, restanto bulimici sociali e mediatici.

Di queste patologie sociali bisognerebbe parlarne di più, visto che da qualche anno, fioriscono i malati che si rendon conto dei danni inferti da queste proposte e si organizzano anche nelle strutture sanitarie, luoghi di "disintossicazione" e di "rieducazione", ristrutturazione dell'identità malata o carente, come per l'alcolismo, le droghe...

La necessità continua di fare o sottoscrivere appelli, è uno dei sintomi sociali più manifesti.

 

 

 

8
18 Nov 2009
alle 18:40

civis romanus sum

Jacques Diouf al vertice della FAO dal 1994, invece di fare un (1) giorno di sciopero della fame avrebbe dovuto dimettersi.

Nel 2000 l’organizzazione annunciò che avrebbe dimezzato la percentuale degli affamati entro il 2015 e oggi, dopo un decennio in cui questo obiettivo è ben lontano dall’essere raggiunto, lui è ancora al suo posto. Ancora oggi Diouf ha chiesto 44 miliardi di € che, tra l’altro, non avrà, ma i soldi da soli non servono se manca una visione strategica.

Intanto la povertà non si affronta se non si parla di democrazia  e se non si comprende il senso e l’utilità delle biotecnologie che devono sposarsi con istruzione, educazione, salute, modernizzazione, prioritario ruolo delle donne.  

Diouf, incoraggiato dal sindaco di Roma che si è unito alle 24 ore di digiuno, sembra lavorare (poco) solo per fornire ai poveri una ciotola di riso.
Eppure Diouf, senegalese cittadino del mondo che ha cazzeggiato amabilmente con il nostro premier, dovrebbe sapere che  il piatto non lo riempiono i tiranni. 

Intanto il sindaco neofascista Alemanno prima ha imbottigliato i romani in una morsa di traffico infernale ( ormai la città è diventata invivibile anche per i disperati della catastrofeliberista che manifestano da tutta Italia ) e poi ha chiesto scusa. Pare che la prossima volta invece di isolare la Fao dal resto della città faranno un corridoio di fuga.

E a proposito di risorse primarie disponibili a tutti, con buona pace di quello che va dicendo il papa ( mi pare infatti che abbia detto che il mercato alimentare non dovrebbe essere valutato come pura e semplice merce ) oggi in Italia il Regime clerofascista ha regalato a pochi privati il lucro sull'acqua !!!

Ma già ,,, cosa volete che gliene cale se lui e i suoi preti in vaticano non pagano nè l'acqua nè le fognature ?

l'Acea pure protestò a suo tempo quando entrò nel consorzio da società privata insieme alla quota del comune per il debito miliardario chiedendone il saldo, che manco a dirlo il governo nazionale saldò con fondi pubblici addebitando a tutti noi cittadini romani il costo per il futuro ,,, amen.   

7
18 Nov 2009
alle 18:37

Alieno

Per quanto riguarda il comm. 5, ovvero:

A proposito di utopie e sogni INUTILI mi unisco a Don Paolo nell'incoraggiare la firma della petizione on-line.

Fermo restando che non si discute la piena legittimità delle adesioni, ci mancherebbe,

il mio punto di vista è che a proposito di utopie e sogni però NON intuilti, non posso aderire.

Perché probabilmente sono caparbio nel volermi ancora più utopista, idealista, sognatore, ottimista più che altro:

dò per scontato che la "normalità", la cosa ovvia, più largamente condivisa ed accettata sia

il no che si propone l'appello e che dunque non ci sia bisogno di far la conta,

l'appello semmai potrà occorrere a chi è a favore della fame (ma vorrei proprio sapere chi lo fa e credo che immaginando un contro-appello, cioé sì ai morti per fame, si ha subito l'idea della inutilità dell'appello: chi mai potrebbe aderirvi??).

Dunque, in un certo senso, mi sento anche offeso nell'idea, come tanti suppongo, di dover essere naturalmente accettato e riconosciuto contrario alla fame, che ci sia bisogno di una sottoscrizione così ... pazzesca.

Perché allora non farlo per stabilire se si è contrari, per dire no a chi uccide i genitori?

Perché non fare l'appello per dire no alla carta vetrata per pulirsi dopo aver fatto la cacca?

Perché non fare l'appello per dire no al cancro?

Perché non firmare l'appello per dire no all'influenza suina, alla leucemia, alla distrofia muscolare?

Chi non firma è a favore? Ma per favore..

L'utilità è quella di farsi spot, sentirsi partecipativi e fine a se stesso l'appello ed anche quello di batter cassa.

Ma come abbiamo detto, il problema di cassa c'é comunque: tanto che non si parli di soldi e finanziamenti, tanto che si continui a buttarci oceani di denaro con risultati scarsi, scarsissimi e danni collaterali mica da ridere (si mantengono regimi criminali, corrotti, incapaci e si fortifica la cultura dell'assistenzialismo).

Non aderirò perché sono più convinto della necessità di essere ancora più idealista ed ottimista: gli appelli utili sono dove la questione è incerta:

sulla legalizzazione della cannabis, ci può stare l'appello, pro o contro.

Sull'uso delle pellicce animali, ci può stare l'appello, pro o contro, per la caccia...

Ma sulla fame no, è offensivo, non c'é alcun argomento in discussione, non ci sarà un appello contro, non è nemmeno da prendere in considerazione che ci sia chi aderisce ad un sì e non una contrarietà, così come non si faranno certo appelli per dirsi contrari all'aids, al cancro, alla leucemia, tutti mali per l'uomo e non c'è modo di immaginare, offendendoli con un profondo pessimismo,che ci sia qualcuno che ne è contento e soddisfatto.

A parte qualche fanatico ambientalista, come i fondatori del WWF, che magari vorrebbero reincarnarsi, rinascere virus letali dell'uomo per amore per la loro divinità e risolvere il problema dell'incremento demografico, non riesco ad immaginare, se non marginali pazzi scellerati, la necessità.

Per quanto mi riguarda, non è inutile.

E' stupido!

Ed io sono stupido, ma non così tanto e sopratutto, non mi piace che sia così manifesto, mettendoci pure la mia firma, facendo l'auto-certificazione.

Legittimo anche pensarla specularmente, naturalmente, da quanto ho scritto.

E naturalmente non sono davvero "offeso" (ci vuol ben altro).

 

6
18 Nov 2009
alle 18:17

Alieno

Concordo con il 4 di Cd: pura utopia. O se vogliamo una direzione e tensione ideale verso cui tendere.

Ma è necessariamente anche un progetto politico la sua applicazione concreta e non ideale e se si vogliono risultati concreti è però complicato far passare ciò che a me sembra un poco ingenuo, come messaggio:

La Chiesa non intende interferire nelle scelte politiche.

Se non si intende interferire, ovvio che continueranno le proposte politiche e le strategie del profitto o culturali riguardo all'etica umana che oggi, come ieri, possiamo vedere.

Se però intendiamo dire, con quel messaggio, che non si intende interferire violentemente, ma con una proposta di continuo lavoro di dialogo e di offerta di collaborazione o progettualità, forse abbiamo un messaggio più sensato e coerente, ma forse il termine "interferire" non è proprio il più indicato, non rende concretamente l'idea, perché quando si fa una proposta, anche pacificamente, comunque si vuole interferire.

Credo che fosse, quel dire, una dichiarazione "rassicurante" per le autorità politiche, affinché non sentissero minacciati i loro caposaldi di potere e non sentissero destituito di riconoscimento la loro legittimità a governare, anche se sappiamo che molti di loro, aldilà IL problema, governando con incapacità, corruzione, anche con crudeltà e doppiezza, avendo ben poco a cuore i diritti dei disgraziati ostaggio di quei regimi che commerciano egoisticamente con altri soggetti, si trovano sempre soggetti in cui far lauto profitto (economico o politico), tra i quali  l'Occidente con le sue multinazionali,  oppure la Cina molto aggressiva e molto più competitiva nel suo essere priva di scrupoli che bene o male altre realtà occidentali trovano come loro limite e scomodità: la Cina può imporre un capitalismo senza cuore ed umanità, grazie all'applicazione della durezza del sistema comunista, come molti hanno compreso, unendo il peggio dei due sistemi in un connubio diabolico, disumano.

Dal momento che nei turpi commerci che se ne sbattono di umanità e di ambiente funzionale ad un'ecologia umana, molto più interessati ad un'ecologia in cui la centralità dell'uomo non c'é più ma viene messo da una parte invece con come pastore custode, ma come schiavo e servo dell'ambiente, perché ciò produce per molte lobby, molto più profitto e speculazione di quanto possa un'ecologia umana (con le cause ambientali, si continua a far lavorare multinazionali, proteggendo le sue vendite, basta farle entrare nel progetto ed è un business di tutto: energie, rifiuti, consumi ecologically correct con incentivi nazionali e sovranazionali per far acquistare di tutto, dall'auto al frigorifero alla pillola abortiva per potersi dire che beh, si contribuisce così meglio, pure, a tenere sotto controllo il preteso problema dell'incremento demografico eh), commerci e business talmente interessanti e con formidabili possibilità di speculazione, che da anni ed anni, ormai, sono diventati interesse di malavitosi, mafie, criminalità organizzate e regimi senza scrupoli, tutti comprendendo le possibilità di profitto altissime nella causa ambientalista tout-court applicata su scala planetaria, culturalmente e valorialmente prima suggerita, poi imposta (condanne morali prima di chi è scettico, poi sanzioni concrete puntualmente), che certo non è l'Occidente che si tira indietro, anzi...

concordo anche sulle "fantomatiche radici cristiane ed il fantomatico liberismo" del commento 4. E condivido anche l'amara ironia evocando metodologie soviet, che l'Europa, per come si è proposta e come progetta, sempre più sembra destinata a ricordarci.

Ci ritroviamo da anni un parlamento Europeo e delle corti di giustizia che sembrano non tener di alcun conto le identità dei popoli degli stati membri, la loro identità. Una sorta si internazionalismo che impone, invece, le sue regole a tutto il territorio, sbattendosene delle diversità, delle problematiche particolari, locali, delle identità e perfino della Costituzione com'é nel nostro caso, destituita giorno per giorno, come accadeva nell'Urss avremo un'appiattimento feroce e laicista anche per renderlo concretamente piatto.

Non si sa come, non si sa perché, giorno per giorno ci ritroviamo dictat, imposizioni, monitoraggi, controlli, richiami, sanzioni senza che mai ci sia stata l'autentica possibilità degli stati membri di decidere interpellando davvero la base.

Moneta unica, dettati economico-finanziari, imposizioni culturali tutto senza interpellare i cittadini, perché è un progetto stabilito da lobby, al tavolino, ai piani alti, non è una cosa che viene autenticamente dal popolo e siccome, interpellato, avrebbe probabilmente non aderito, si è pensato di scavalcarlo del tutto ed ecco che oggi ci ritroviamo l'Europa che non ci piace a dettarci le regole.

D'altra parte non è un caso che i più convinti sostenitori, vengono tutti dall'idea comunista o socialista, a loro un progetto del genere è sempre piaciuto ed hanno visto una possibilità di scavalcare i popoli proprio perché quelli li hanno bocciati, la storia ce lo racconta, facendo crollare muri e cortine, ovunque.

Non a caso lo scetticismo riguardo all'Europa, i mal di pancia sono dove l'identità cristiana come fondante l'idea identitaria locale o di una Europa oppure presso coloro che hanno dovuto subire sulla propria pelle, con estrema sofferenza, la prigionia ed il terrore del comunismo. Negli ex stati soviet, spesso c'è un caparbio resistere al dettato che l'Europa si propone.

Anche se pure lì, c'é chi si entusiasma e spesso vediamo infatti, che sono soggetti, gli stessi politici che erano ben inquadrati quando c'era il regime comunista, semplicemente adattati e mimetizzati nel nuovo sistema ex comunista senza tanti problemi per fare una vera auto-critica, una ufficiale presa di distanza ed è ciò che più o meno, ci ritroviamo qui, tra gli ex comunisti, sempre gli stessi militanti nel Pci finché c'era, poi Ds, poi Pd senza fare i conti con la storia o con il popolo umilmente chiedendo, per esempio,

scusa.

Nessun mea culpa e ci ritroviamo

un Napolitano addirittura presidente della Repubblica, forte sostenitore dell'Europa.

Un D'Alema, un Veltroni, che non ci chiedono scusa del loro errore gravissimo (anche contro l'Europa stessa), al massimo riescono a dirci che non sono mai stati comunisti, ma erano nei quadri del Pci, cioè uno dei più grandi e duraturi partiti del comunismo in Europa (solo recentissima la loro cacciata dal parlamento ed è incredibile il fatto), forti sostenitori dell'Europa.

Troviamo un socialista come Ciampi, forte europeista.

E così via.

Se solo 10, 15 anni fa avessero avuto l'onestà, la faccia di fare su base popolare, un confronto, facendo dire a cittadini la loro, oggi non avremmo il problema Europa così come è e come progettualmente si propone, forse avremmo invece un'Europa diversa che più ci ricorderebbe un federalismo e non un sistema simil-soviet e profondamente laicista e determinato al dettato socialista dove, con mezzi ortodossi, ha più o meno fallito.

5
18 Nov 2009
alle 17:10

Charles Darwin

A proposito di utopie e sogni INUTILI mi unisco a Don Paolo nell'incoraggiare la firma della petizione on-line.

4
18 Nov 2009
alle 16:58

Charles Darwin

La Chiesa non intende interferire nelle scelte politiche" ma quel che il papa ha detto sulle risorse e le distorsioni del mercato alimentare (addirittura non dovrebbe essere valutato come pura e semplice merce) sul piano politico se applicato (impossibile) sarebbe semplicemente dirompente. Non l'ho letto se non nelle poche parole qui riportate e come al solito cerco la provocazione, ma letto così sembra risuonare più con le parole d'ordine dei sindacati contadini di ultra-sinistra e no global (tipo Bové per intendersi) che con la politica UE, le sue fantomatiche radici cristiane o il suo fantomatico liberismo (in realtà protezionismo o al più piano quinquennale sovietico). Una media aritmetica delle risorse? Omnia sunt communia.

E' pura utopia, comunque una bellissima utopia e saper sognare aiuta a realizzare.

3
17 Nov 2009
alle 13:45

Alieno

"La Chiesa non intende interferire nelle scelte politiche - ha sottolineato il Pontefice - essa, rispettosa del sapere e dei risultati delle scienze, come pure delle scelte determinate dalla ragione quando sono responsabilmente illuminate da valori autenticamente umani, si unisce allo sforzo per eliminare la fame".

-------

..quando sono responsabilmente illuminate da valori autenticamente umani..

è questo il punto: troppo spesso non sono, invece, in quel "quando".

E visti i risultati drammatici, se non ieri, quel quando deve essere domani, altrimenti... quando?

 

2
17 Nov 2009
alle 13:24

Pinco

Per Don Padrini:

Le ho scritto una mail in privato, grazie 

1
17 Nov 2009
alle 12:23

Ivan

Il problema è sempre lo stesso: i valori universali, in effetti, non vengono riconosciuti da tutti; si aggiunge l'ipocrisia, che consiste nel proclamare valori in cui non si crede, per ingannare i popoli.

La Chiesa non può fare altro che ribadire i valori cristiani; a mio avviso sbaglia quando pensa che essi siano autenticamente umani, razionali e universali. La realtà storica smentisce questa convinzione.

Perciò il cristiano deve impegnarsi, perché anche gli altri accettino i suoi valori, sapendo in anticipo che può non accadere.

Un mondo giusto ed equo è possibile, ma sono in molti a preferire il proprio vantaggio, come singoli o popoli e non c'è argomentazione sufficiente a far loro cambiare idea.

Spero nella diffusione del degrado ambientale del pianeta e nella crisi economica globale; forse la necessità di porre rimedio a tutto questo, spingerà i governi recalcitranti a cambiare modello di sviluppo.

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