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FAO: bambini continuano a morire di fame. Io ci sto...la petizione on line.

Mercoledì 11 Novembre 2009, 20:08 in Cronaca di

La fame nel mondo colpisce sempre più persone. E mentre noi siamo qui a litigare per delle inezie, mentre i nostri politici si aggiustano le loro cose....questi bambini ci lasciano la pelle, anche per la nostra indifferenza.

Di fronte a questa catastrofe immane, la FAO ha deciso di intraprendere una importante campagna di sensibilizzazione.

«Uno, due, tre, quattro, cinque: ecco un bambino è morto di fame». Semplice, secco, senza musica né immagini. Solo Jacques Diouf davanti ad uno sfondo nero. Pochi secondi di video per lanciare sul sito http://www.1billionhungry.org./ la petizione online per dire «I agree», «sono d'accordo, dico no alla morte per fame» che oggi, nel 2009, mette a rischio la vita di oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.

Queste le parole del Corriere della Sera che ci parla dell'iniziativa.

E a promuovere tale iniziativa, oltre che a metterci direttamente la faccia, è il direttore generale della Fao.

Diouf lancia l'iniziativa - riferisce ancora il Corriere - in vista del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre prossimo e che radunerà molti grandi della terra a parlare di sicurezza alimentare. Ma soprattutto di emergenza fame.

«Con un solo clic - spiega Diouf - chiunque potrà registrare il proprio dissenso rispetto all'attuale situazione che vede oltre un miliardo di affamati nel mondo e ogni clic servirà come spinta ad agire per i nostri capi di Stato e di governo». L'obiettivo di Diouf è quello di ottenere un miliardo di adesioni, come gli affamati: «Sono sicuro riusciremo a raggiungerlo».

Anche io ci sto, ed attraverso le pagine di Passi Nel Deserto propongo anche a voi di sottoscrivere l'appelo.

IO CI STO. IO SONO 'ACCORDO ...e voi?

20
20 commenti
20
18 Nov 2009
alle 09:11

civis romanus sum

19. Mentre del G8, eccetto Berlusconi che non poteva fare altrimenti visto che era a Roma a presiedere ,,,

Già, è vero, c'era solo il nanetto padano oltre a  qualche altra primadonna affamata di denaro pubblico.

Ma i motivi per i quali il nanetto era là sarebbero da ricercare altrove ,,, forse al Palazzo di Giustizia di Milano.

Infatti ,,, A chi chiamava la Fao per conoscere l’agenda del Vertice, capitava di sentirsi rispondere: “È probabile che Berluscone sia qui dalle 8 a mezzanotte, altrimenti dovrebbe andare al tribunale di Milano...”. Ma che l'altro ieri il Cavaliere abbia presenziato alla Conferenza Fao per sottrarsi all’udienza del processo Mediaset è un’infame insinuazione.

Dal Fatto Quotidiano di ieri 16 novembre :

È nota la dolente passione del nostro premier per il Terzo mondo, come dimostrano il taglio dei fondi alla cooperazione e la sua memorabile performance al vertice Fao del giugno 2002. Esordio: “Un saluto a tutti voi, ma in particolare alle belle delegate”. Brusìo fra le signore.

Poi intervenne il direttore Fao, il senegalese Jacques Diouf, e il Cavaliere lo apostrofò spiritosamente: “Dovresti dimagrire un po’”. Altro brusìo. Il presidente del Togo Gnassingbè Eyadéma stava raccontando la tragedia del Malawi, dove stavano morendo di fame 13 milioni di persone.

Sconvolto dalla commozione, Berlusconi lo interruppe: “Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame… Grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menu sia totalmente italiano, così sarete soddisfatti”. 

19
17 Nov 2009
alle 19:54

Alieno

Ma che strano però. I fondi sarebbero depistati a favore della Chiesa.

E la Chiesa è quella che pone le riflessioni più scomode con il discorso del Papa, sostanzialmente stimolando a non contentarsi della superficie, dell'apparenza, dunque una ricerca, una riflessione per otterenere risultati concreti, volendo invitando a comprendere perché il progetto "umanitario" fallisce.

Mentre del G8, eccetto Berlusconi che non poteva fare altrimenti visto che era a Roma a presiedere,

non c'era proprio nessuno.

Come a suggerire che ognuno ha i suoi depistaggi di fondi e tutt'altro interesse da portare avanti, che una riflessione seria, non parlandone, anzi, nemmeno essendo presenti.

Forse per nessuno è comodo e conveniente affrontare una questione umana, fare un'ecologia "umana", anche perchè un'ecologia d'altro tipo, è più verde, verde come i dollari, verde come certe speculazioni, certi affarucci che se ne sbattono se la causa umana è in

profondo rosso.

Non precludo che la Chiesa possa avere le sue responsabilità,

ma certo mi pare almeno curioso il tentativo di farne capro espiatorio dove pone riflessioni più scomode di altri. Oltretutto mi pare anche "controcorrente" e la corrente è quella che oggettivamente, anno dopo anno, decennio dopo decennio conosciamo bene: fame, miseria, privazione di diritti e dignità per l'uomo.

 

18
17 Nov 2009
alle 19:31

salvatore

17 Crs,

come detto altrove, grazie per la tua attenzione all'informazione sui fondi depistati, i fatti veri (sarà un caso che in TV non se ne parli affatto? dato che i fatti veri ed i patti sottobanco è meglio nasconderli) che qua migliaia di parole cercano, come al solito, di occultare.

Comunque, se ancora mancherà una qualche trasparenza con un esplicito richiamo da parte di don Padrini ad Alieno riguardo alla lunghezza monopolizzatrice delle discussioni da parte sua, vedrai che farò quanto tu non hai voluto fare: postare l'articolo che linki ed anche interi lunghissimi articoli IT e trattatelli di varie filosofie e credi.

Stupefacente che un tale lupo prepotente si voglia continuamente travestire da agnellino cristiano.

Ora si attendono le più logorroiche e tortuose giustificazioni (OT come questa mia concisa), che il suo comportamento non denunci una reiterata maleducazione.

E per rispondere alla domanda che frequentemente il tizio pone quando proprio non sa altro:

<Ma di che cosa stiamo parlando?>

Stiamo parlando di

- 15 (quindici) pagine di commenti di Alieno,

a fronte di

- men che 2 (due) pagine di tutti gli altri assieme fino al post 17, + questo mio compreso.

e del fatto che, per leggere i commenti delle persone per bene debbo andarmeli a cercare, scrollando a iosa, in mezzo a i suoi.

Vale.

17
17 Nov 2009
alle 13:32

civis romanus sum

Anche qui chiaramente ci sono dei motivi validi a sostegno della vignetta del 14.

Questi !

Da dove si evince appunto che i fondi destinati dal nostro governo alla "Fame nel mondo" spariscono per approdare altrove ,,, e cioè, manco a dirlo, a finanziar confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie.

( Per accedere al contenuto cliccare sul sottolineato).

16
17 Nov 2009
alle 13:24

Alieno

Suvvia, Civis, bisogna anche avere il coraggio di andare contro corrente (cristianamente è anche un impegno), quando la menzogna assume colori di disumanità profonda.

Invece, rallegrati con me di questa bella notizia:

Obama in Cina sollecita dialogo con Dalai Lama

PECHINO - Il presidente Barack Obama ha chiesto alle autorità di Pechino una ripresa del dialogo con il Dalai Lama mentre il presidente cinese Hu Jintao ha detto che bisogna respingere "il protezionismo commerciale in ogni sua forma".

I due presidenti hanno ammonito l'Iran che "vi saranno conseguenze" se non dimostrerà le sue buone intenzioni sul suo programma nucleare mentre hanno concordato che per quanto riguarda la Corea del Nord la strada da perseguire "é la ripresa del dialogo a sei". In una apparizione congiunta, dopo colloqui bilaterali nel grande Palazzo del Popolo, Obama e Hu Jintano hanno inoltre espresso l'intenzione di voler evitare il fallimento della conferenza sul clima di Copenaghen.

"Senza gli sforzi congiunti di Stati Uniti e Cina, i due maggiori consumatori e produttori di energia, non può essere raggiunta una soluzione al problema del riscaldamento del pianeta", ha detto Obama. "Non vogliamo un accordo parziale o una semplice dichiarazione politica ma piuttosto un accordo che copra tutti i punti dei negoziati e che possa avere effetti immediati", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca. Nel colloquio odierno si è parlato di diritti umani. Obama ha ribadito che nella sua visione "sono valori universali".

Ha chiesto alla Cina di riprendere il dialogo con i rappresentati del Dalai Lama. Ed ha riconfermato la politica Usa di 'una sola Cina' per quanto riguarda Taiwan. Sul fronte economico Obama ha ribadito la necessità di un nuovo modello di crescita "sostenibile" e sottolineato la necessità di aggiustare il valore dello yuan alla realtà del mercato. Obama resterà a Pechino fino a domani pomeriggio per poi trasferirsi nella Corea del Sud, ultima tappa del suo viaggio in Asia.

Ansa, 17 novembre, 11:50

Saranno solo chiacchere, ma le parole hanno il loro peso e mi rallegro che alcune siano spese in modo migliore.

Ad ogni modo, ecco la risposta del Dalai Lama, ospite in questi giorni, del nostro Paese:

Tibet: Dalai Lama, bene ObamaLeader tibetano, in Cina grandi cambiamenti17 novembre, 11:28 (ANSA) - BOLZANO, 17 NOV - ''Apprezzo molto le parole di Obama sulla questione del Tibet, ma gli Usa hanno forti limiti'', ha detto il Dalai Lama. Il leader spirituale tibetano si trova a Bolzano, dove ha incontrato il governatore Luis Durnwalder per discutere gli sviluppi di un progetto della Provincia autonoma a favore di Tibet e Nepal.

''Il clima in Cina e' molto cambiato negli ultimi 60 anni e questa situazione e' destinata a proseguire'', ha aggiunto il Dalai Lama.

...

... ma gli Usa hanno molti limiti...

già, ce n'eravamo accorti in effetti, nelle recenti scelte operate da Obama..

Comunque c'è spazio per l'ottimismo e la fiduca, dice il Dalai Lama e mi auguro che veda bene.

 

 

 

15
17 Nov 2009
alle 10:27

civis romanus sum

Poi basta questo per sottolineare la correttezza diplomatica del nuovo premio Nobel per la Pace, Barack Obama ( fonte Reuters )

,,, E per seppellire la mancanza di educazione alla civiltà nei rapporti umani che ha percorso anche  la precedente gestione americana tutta intrisa di ben altra cultura.

(Per accedere al contenuto cliccare sulla fonte.)

14
17 Nov 2009
alle 09:51

civis romanus sum

Eh ,,, qui, per adeguarsi alla cafonaggine di costui, la tentazione è forte di copiare e incollare le centinaia di pagine di articoli, documenti e ricerche reperibili sulla rete che denunciano il vero problema della Bomba Demografica che minaccia la specie, assurdamente negato da tutti gli autorevoli convitati alla FAO.

Ma mi ritengo persona educata e per bene e quindi mi limito a invitarvi a farvi una amara risata con QUESTA vignetta satirica.

(Per accedere al contenuto cliccare sulla parola sottolineata, pls.)

13
16 Nov 2009
alle 23:28

Alieno

At last but not least:

FREE TIBET!

 

12
16 Nov 2009
alle 23:25

Alieno

E' proprio per tentare di cambiare le cose, cambiarle davvero, perché non fosse più perdita di tempo, che bisognava andarci.

Ma va bene comunque, se si ritiene che non è possibile.

Ma si faccia con coerenza, fino in fondo, con meno ipocrisie: non si rivendichi più a sé, quando il comizio del momento lo richiede per commuovere, i dati della Fao, per farci demagogico buonismo.

Si disconosca ufficialmente la Fao, si abbia almeno questo coraggio: disconoscerlo una volta per tutte, se manca il coraggio di cambiare l'inutilità, con profondo pessimismo.

E' comunque meglio che disertare e poi, via via, "sfruttandolo" per farsi promozione di intenti, che magari, nemmen interessano davvero e sono solo strumentali.

E certamente, non è che se uno pensa che alla Fao c'è solo una perdita di tempo, poi programmi l'appuntamento con la Cina, visto che è il testimone planetario che più si abbatte nei reportages e nelle statistiche dove si elencano le violazioni dei diritti dell'uomo e certo, se è per autentica sfiducia, rassegnazione e simili nel progetto Fao, legittimo pensare per quanto mi riguarda, perché certo come ogni altro progetto umanitario simile, come quelli nel franchising dell'Onu e sono tanti programmi, vanno cambiati nel modo di pensarsi e nelle strategie, visto che non sono efficacissimi, molto costosi, dispersivi quando non del tutto fallimentari.... ma non si va certo in Cina a fargli complimenti ed applausi, perché proprio lì, le violazioni dei diritti dell'uomo, dalla fame, al diritto di assistenza di ogni tipo, alla vita, al rispetto, alla pena di morte facile, al terrorismo di regime, alla privazione delle primarie libertà e dignità dell'uomo, compresi dunque i laogai, hanno il luogo dove meno si dovrebbero spendere congratulazioni e pacche sulle spalle di felicità, con l'augurio di "continuare così".

Alla Fao è inutile andare, perché inutile continuare sulla strada che si propone... alla Cina invece il complimento per la strada scelta, con i mezzi ed i metodi, i valori che sappiamo?

Ma daiii..

Senza contare il ruolo della stessa Cina nel tenere soggiogate e prigioniere le possibilità di riscatto, di evoluzione di alcune realtà africane, schiacciate da regimi duri e corrotti, impietosi, ma che con la Cina hanno accordi di commercio e sfruttamento senza nemmeno il disturbo della critica, perché è membro fisso dell'Onu, con diritto di veto, con un peso politico enorme che oggi si potenzia ance grazie ad Obama, sul piano economico-finanziario (certo non solo Obama: quando ci andò Prodi, durante il suo disastrato governo, con al seguito certe lobby di Confindustria, Prodi fu plaudito come se fosse il loro miglior agente di commercio, promotore e paladino eh) e dunque è un testimone centrale, la Cina, di alcuni limiti dello sviluppo di alcune realtà miserande sul pianeta.

mi pare una difficile tesi difensiva ciò che si tenta.

Difficile e strumentale in funzione critica di chi c'era (il Papa, Berlusconi).

Nessun dubbio che se ci fosse andato Obama ed il Papa o Berlusconi avessero detto che era perdita di tempo, nessuno avrebbe fatto osservazioni di inutilità, per carità, anzi, si avrebbe avuto una linea difensiva più valida, invece è andata male, malissimo ai devoti del culto obamiano-messianico e si devono contentare di quell'assenza come al solito, tacendo, senza alcuna capacità critica. Così come si sarebbe profittato per far processo al Papa o Berlusconi, del resto, attività molto in voga tra gli adepti dell'odiologia moderna.

Allora sarà il caso di dirlo desacralizzando il mito, già premio-nobel all'ipotesi del merito che verrà, che meglio sarebbe stato, che nel giorno della sua assenza, fosse rimasto a casa, piuttosto che essere proprio a prostrare, cortigiano, l'Occidente alle dittature più spietate dell'Oriente.

Meglio a casa a riordinare il cassetto dei grembiulini da cucina o a togliersi le caccole o a fare gara di rutti con Michelle, che in Cina e non alla Fao.

Perché quella piaga di violenza e disperazione senza fine del Darfur, per esempio, ci racconta delle storie che Obama si guarda bene dal raccontare nel suo cammino messianico ad illuminare il nuovo mondo.

Non ci dice, per dire, che Pechino viola il veto Onu (tanto la Cina è tra i grandi dell'Onu a decidere cosa si fa o anche cosa non si può fare davvero, aldilà delle chiacchere), vendendo armi in cambio di petrolio sudanese e toh guarda, sono le armi che servono per quel genocidio che via via, quando abbiamo voglia di commuoverci, ci comunica il mondo dell'informazione mediatica a tempo, il tempo di permetterci una veloce lacrimuccia solidale, con cui rinfrancarci dicendoci che siamo tanto buoni e chissà chi, quali potenti, quale complotto di ricchi padroni imperialisti permette tutto questo o anche che è una sciagura inevitabile come quando cade un frammento di meteorite più grosso sul pianeta.

Invece no: il 90% delle armi leggere acquistate dal Sudan, che poi vengono utilizzate anche nel Darfur, le vende proprio la Cina, sfacciatamente violando l'embargo dell'Onu (e tanto, chi ha la faccia di dire alcunché alla Cina? Olimpiadi ed oggi congrats di Obama Messia che diserta la Fao "inutile", ma certo, non dannosa, micidiale, disumana come il regime cinese al quale rivolge complimenti.

Secondo Human Rights First (Hrf), solo nel periodo 2004-2006, dove gli altri fornitori di armi hanno molto diminuito la vendita, Pechino ha venduto armi per 55 milioni di dollari da quando c'é stata l'escalation di vilenza nel Darfur e, facendo un veloce ragionamento, la diminuizione della vendita di altri fornitori corrisponde alla crescita della vendita di armi cinese in cambio di petrolio per due ordini di motivi:

1) C'é una pressante campagna morale-etica che mette a disagio gli altri governi che dove costretti dinanzi alle proprie responsabilità, devono ridurre l'attività di vendita di armi in quel luogo di inaudita violenza (dis)umana. Mentre la Cina non ha alcun tipo di pressione dalla comunità internazionale e dunque se ne sbatte altamente e ne trae un vantaggio invece. Non solo non ha nessuna reale efficace pressione morale, ma si continua a premiare in ogni modo e le Olimpiadi ben hanno dimostrato il risultato: le violenze persecutrici contro i tibetani, non sono cessate prima, ma anzi, proseguite durante e dopo.

Ed i governi, in modo inaudito, hanno avallato il tutto, senza decenza, arrivando a girare la testa mentre il comitato olimpico, addirittura, promuoveva il ricatto cinese con i suoi mezzi: l'atleta che si azzarda a far menzione, anche simbolica, anche un occhiolino strizzato con il linguaggio dei segni tipo briscola, viene squalificato e non solo per questa olimpiade.

Del resto, la Cina fa bene, se l'Occidente è così vile, non merita certo un suo rispetto: impone i suoi dictact (il Dalai Lama non deve essere ricevuto) e se la ride fregandosene e forse, avendo l'idea della nostra indegna debolezza. Se non siamo più, in Occidente, visti come "nemici" del regime cinese, è perché non meritiamo nemmen più quel titolo, siamo indegni, senza onore, né etica alcuna. Mentre il Tibet, invece, è ancora oggi oppresso e quel titolo dignitoso di "nemico" lo merita sua santità il Dalai Lama, sulla cui dignità e forza, nel suo esilio, mi pare difficile aver dubbi, nonostante sia creatura pacifica a diffondere il messaggio di pace e di non violenza (certo, una dignità sconosciuta al messia Obama).

A conferma delle mie rapide analisi, sempre il rapporto Hrf: oggi la Cina è quasi il solo fornitore di armi al Sudan, che paga con il petrolio.

Dunque, pare che sia andata così: in quanto membro dell'Onu, la Cina ha lasciato che ci fosse l'embargo che vieta la vendita di armi al Sudan, divenendo praticamente titolare di un monopolio nello sfruttamento del petrolio, in cambio di armi.

Che si arrangino nel Darfur. Naturalmente, negli anni passati, la Cina ha negato (del resto è solo una tra le migliaia di cose che continua a negare, laogai compresi, così come l'uso di torture altre..), quando è stata messa di fronte a notizie e dati oggettivamente non smentibili, ha detto che le armi cinesi non vengono usate nel Darfur.

Naturalmente, l'Hrf non può crederci, perché le armi arrivano da Khartoum per i genocidi nel Darfur e la Cina ha il monopolio, quasi, di quella vendita.

Il corollario della difesa ciascuno del suo orticello, nella comunità internazionale, poi, è quella che abbiamo visto in ogni altra occasione su temi "scottanti" che ci sorprendono nell'inaudita strategia per affrontarli, che ci pare inadeguata quando non folle: a fare affari con la Cina sono tanti Paesi, spesso danneggiando fortemente le economie interne, ma a fare affari veri, son pochi nei posti chiave e chissenefrega dunque. Così via alle Olimpiadi e così, anche, passa il tempo nella questione nucleare dell'Iran: non si fa nulla perché intanto molti sono compromessi a farci affari, mezza Europa per dire (Italia inclusa).

La chiamano real politick. Nome degno della professione di D'Alema, quanto di un Obama o un Berlusconi (che il pelo sullo stomaco magari ce l'ha per Putin l'amico o Gheddafi) ed io ho l'ennesima conferma di quello che ho sempre pensato: sarei un pessimo politico.

Ma certo qui, voglio dirlo che effetto mi fa Obama assente dalla Fao per essere a complimentarsi con il regime cinese, avanti tutta, siete un "dono" per il mondo, grazie di esserci, grazie a nome di tutti...

Effetto di vomito. Sa di merda. E si potrà pure dire che è dolce come cioccolata che sia politica di Obama, perché è il primo presidente nero degli Usa, una cosa grandiosa.

Ovvio, un gran risultato simbolicamente. Ma la sua strategia sa sempre di merda e non di cioccolata, sarà perchè ho gusti semplici, che devo dire, non sono così raffinato.

Le attività di Cina in Sudan sono di sfruttamento. Creando infrastrutture finalizzate all'estrazione ed al trasporto di petrolio. Non è certo una missione cattolica l'attività cinese che piace ad Obama disertando la Fao ed ignorando il Dalai Lama precedentemente. Non scuole. Non la civiltà della difesa della vita umana, l'educazione a riconoscerla, macché: sfruttamento delle risorse cinee ed il tutto, con il vantaggio del regime cinese e dell'idrovora che è un regime corrotto e violento.

Nel 2000 prima della crisi nel Darfur, il Sudan produceva petrolio per 1,2 mld di dollari. Nel 2006, con lo sfruttamento progettualmente colonizzato dalla Cina, è arrivato a 4,7 mld di dollari, una crescita del 291% ed è un ex min. sudanese delle Finanze a spiegarci dove finisce la ricaduta: il 70% dei profitti a beneficio dell'esercito che è uno dei principali responsabili del massacro. Più armi, più petrolio, più petrolio più armi e la Cina si innesta in questo gioco al massacro diventando egemone, quasi monopolista nella vendita di armi, che dal 1999 al 2005, è cresxciuta di 680 volte. E sono armi che finiscono infine in mano ad invasati fondamentalisti islamici senza pietà alcuna nella loro opera di colonizzazione culturale, va anche detto, il gioco delle connivenze è ampio.

LA Cina offre anche esperti militari e l'Hrf si è accorto che la visita di esperti e tecnici hanno coinciso con "periodi di maggiore violenza nel Darfur".

La Cina offre anche l'aiuto, l'how-know per lo sviluppo di produzione di armi e veicoli militari in loco e naturalmente, con appalto privilegiato facendo utilizzare le proprie ditte specializzate, i propri ingegneri, gli specialisti...

Ecco dove è andato a fare i complimenti Obama grande assente alla Fao, ritenuta forse "inutile" dice qualcuno.

Ma si vede benissimo però, quanto e come sono utili le prostrazioni ruffiane di Obama alla Cina.

Il novello messia avrebbe potuto regalarci uno dei suoi mitici discorsi commoventi a suon di aria fritta a cui ci aveva abituato già in campagna elettorale oppure dire qualcosa di coraggioso. Come ha fatto il Papa, in tanti passaggi, condivisibili o meno, ma passaggi forti, coraggiosi anche politicamente scorretti e fieri oppositori della vulgata conformista e assurda, chiaramente: il problema non sono le risorse finite, il problema è che non si vuol fare un'ecologia dal volto umano e purtroppo, senza quello, è un'ecologia disastrosa appunto, umanamente. Il problema è la difesa della vita e della sua dignità: non vanno bene né i devastatori dell'ambiente, né chi ha il culto di madre natura e l'uomo lo sposta da una parte, cambiando relazione e direzione di ricadute progettuali. Non va bene dunque lo spreco, l'eccesso: non va bene per l'uomo, non tanto per l'ambiente, che semmai, è conseguente non andar bene, perché umanamente non idoneo, ma sintomo un ambiente devastato o fattone culto, con devozione, salvando ambiente e senza pietà per gli uomini, a partire dall'aborto.

Poteva farlo Obama un discorso coraggioso alla Fao, se ritiene la Fao da cambiare o inutile così com'é.

O poteva anche decidere che non è recuperabile progetto però poteva risparmiarsi di andare in Cina a prostrarsi, volendo dichiarare che prono e felice è tutto l'Occidente di quello sviluppo, tacendo del prezzo umano per averlo: in Cina, come nel Darfur. O in Tibet.

Poteva fare qualcosa meno da messia e di più simpaticamente umano, spiegando che son capaci tutti a raggiungere risultati planetari e veloci con quel metodo e prezzo disumano, ma non sappiamo che farcene di queste scorciatoie, perché ci fanno ribrezzo.

Poteva andare ad omaggiare con ironia, come minimo ironia, la corte dei despoti cinesi, se proprio non voleva stare a casa a giocare a chi è più preciso nell'acchiappar mosche, almeno con una fierezza dell'ironia andarci con una maglietta con su scritto:

FREE TIBET!

Oppure, visto che in casa propria, di ufficialità omaggiante per il Dalai Lama o la causa tibetana non ne ha certo avuta rompendo una tradizione che se non altro, il suo vituperato predecessore, aveva attributi per non cedere almeno la forma omaggiando sua santità il Dalai Lama eccome, con scorno dei diplomatici cinesi, poteva chiedere di recarsi in un tempio, un luogo tibetano (è andato a prostrarsi ovunque, poteva benissimo applicare in pieno la sua idea multiculturale, multietnica ecc) e lì, prendere il microfono e farci sorridere,

ricordandoci l'epico Kennedy,

dicendo: SIAMO TUTTI TIBETANI.

Frase banale, ormai pret-a-porter ricetta svuotata di significato come in uso nell'abuso occidentale, ma del resto, tutta la demagogia di Obama è banale fin dall'inizio, non avrebbe fatto male ed avrebbe dimostrato qualcosa di stimolante, tipo:

l'Occidente non è del tutto rintronato e non così ipocrita da non sapere di esserlo o aver sempre paura di dirlo. Poteva in quell'atto di coraggio, farne perfino propaganda e simbolo futuro di un coraggio che all'Occidente manca da molto, che recita entusiasmo di testimoni molto poco scomodi, molto finti, perché tutto continui a restare finto.

Anzi, direi da oggi, un poco di più.

Al regime cinese andrebbe detto con coraggio: non siete forti, non siete modello, a questo prezzo, con tali metodi, chiunque "cresce", ma in realtà, impoverisce il mondo della sua possibilità umana e siamo stanchi, stanchissimi della vostra sfacciata arroganza, dei ricatti che vi abbiamo concesso per la nostra debole dignità di mercanti.

Si è omaggiato un modello che ha tutto lo stimolo a perseverare nei metodi più disumani: ieri un comunismo feroce, oggi unendo i vantaggi di un capitalismo impietoso, dove certo non c'é il volto di Cristo nel metodo per raggiungere risultati (basterebbe parlar di aborto in Cina, ma del resto, Obama non è contrariato dall'idea dell'aborto), chiudendo gli occhi, il naso, la bocca o facendosela chiudere su tutte quelle condanne a morte, le torture, i laogai, il rispetto dei diritti primari, essenziali, nucleari dell'individuo, ma non c'è nemmeno un volto umano e dunque cosa resta? Il volto del vincente, il gigno del bullo di turno, il regime cinese, con l'omaggio

di quello del messia obama che sempre più perde la sua possibilità umana e sempre più ricorda una furba, furbissima, antipatica scimmietta, con molto pelo, spiego sotto perché, che è bravissima a fare il gioco delle 3 scimmiette quando occorre, talmente bravo

che riesce a non parlare proprio quando parla (addirittura omaggi sperticati a nome di tutti!!)

n n sente, quando è praticamente impossibile (in Cina è impossibile a molti non sentire a qual sacrificio e prezzo i suoi risultati, le urla di disumane torture e repressioni) eppure mi pare dotato di due parabole uditive notevoli...

non vede (nemmeno la sua faccia di tolla).

Tre scimmiette in una e con molto pelo.

Ora: si potrà dire che la Fao ha molto di inutile, da rifare o disfare, volendo anche del tutto.

Ma ci vuole una bella dose di pelo, nello stomaco, sulla lingua, per essere in quel giorno che la Fao si dà appuntamento, in Cina, tra tanti luoghi del mondo in cui essere; e soprattutto, essendo lì, nemmen restando "misurati", ma sperticate lodi, omaggi..

No, io sarei lo dico, pessimo politico, sempre pensato.

Però nel fare altro mestiere, qualche soddisfazione me la posso pur togliere anche dinanzi ad un "nobel per la pace".

Mi auguro che il mondo occidentale si svegli: il messia ha ancora da venire oppure è venuto già molto tempo fa, circa 2000 anni oppure non c'é alcun messia se si vuole, ma speriamo che si svegli e smetta di sbavare delirando,

meritando di avere di meglio e di dare di meglio che questo.

Alla Fao come in Cina.

Alieno

Perhaps we cannot change... but,

do you want change?

Are you really interested, Mr. Obama?

Harry up,

the time is come,

show us it or

shut up,

just shut up, shut it up,

damn, shut up,

cuz u have not a dream,

shut up or

shit,

u're not a solution,

u are another trouble

Mr. Obama.

 

 

 

11
16 Nov 2009
alle 19:09

Pinco

10

una volta tanto sono d'accordo, assolutamente inutile perdita di tempo,  l'unica notizia è che Gheddafi ha tentato di portarsi a letto 200 hostess...Chi aveva fame continuerà ad averla.

amen 

10
16 Nov 2009
alle 18:11

civis romanus sum

Onore più grande quindi ad Obama, Sarkozy e Brown che non hanno reputato dignitoso presentarsi al congresso FAO che si è chiuso come i tanti precedenti con sole tante chiacchiere inutili e nemmeno una briciola di quei 44 miliardi richiesti per sfamare quel miliardo di persone alla fame.

Uno spettacolo veramente poco dignitoso ,,, tutte quelle bocche "autorevoli" ( dal primo nano all'ultimo ) intente a parlarsi addosso masticando e bevendo alla faccia di un miliardo di affamati.

 

9
16 Nov 2009
alle 17:30

Alieno

Mi scuso con alcuni lettori se ho dovuto usare coloriti e volgari termini, come "Berlusconi", ma spero che si sia compresa la necessità di dare colore e spessore, consapevole del significato forte ed eccessivo del linguaggio diretto, dove mi sono proposto almeno nell'uso del virgolettato; non me ne abbiano dunque se ho nominato l'innominabile...

 

8
16 Nov 2009
alle 17:26

Alieno

Allora seduti:

 il Papa ha parlato in un lungo discorso, mettetevi comodi comodi, perché la sintesi è anche quella che passa in alcuni punti:

LE RISORSE FINITE NON SONO UN PROBLEMA URGENTE E PRIORITARIO.

Ne consegue che non lo è l'aumento demografico, ne consegue che le cause della fame nel mondo, sono altre.

Com'é sempre stato del resto. Dunque il problema è di altra natura.

Per esempio, potremmo dire anche di tipo "etico".

Si può aderire all'etica cristiano-cattolica della Chiesa e del Papa, è una proposta, criticabile e discutibile, ma è una proposta.

Oppure si può aderire all'etica di Kung...

Il discorso naturalmente (lunghissimo) abbraccia diversi punti della questione "fame" alla Fao, ma mi sembrava importante affermare qui in questo blog, il punto "la terra può sfamare tutti" o come ha scritto Salvatore Izzo, ripensare ad un'ecologia che tuteli la vita.

Il Papa spiega che "il degrado della natura è strettamente connesso alla cltura che modella la convivenza umana: quando l'ecologia umana è rispettata dentro la società, anche l'ecologia ambientale ne trae beneficio".

Ancora:

"la Terra puo' sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti". Infatti, "sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione e' sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro". "Questi dati - ha spiegato - indicano l'assenza di una
relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e cio' e' ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico".

E' molto interessante anche notare la assenza di molti "grandi" del Pianeta all'appuntamento. C'era naturalmente "Berlusconi", per quanto per qualche magistrato sia presenza non così importante.

Ma mancavano proprio in tanti tra i grandi.

Sarkozy, il santo protettore dei brigadisti comunisti, per esempio, non c'era.

E non c'era il novello messia in Terra, che ha compiuto come tutti sappiamo, i suoi miracoli molto presto (per esempio, prendersi un Nobel senza aver fatto nemmen nulla, vuoi per tempo non sufficiente, vuoi per incapacità propria), un novello messia tra gli uomini pronto a rompere la tradizione per un nuovo messaggio di speranza.

Come per esempio, essere premio nobel che non riceve ufficialmente un altro nobel se questo è il Dalai Lama e l'ambasciator cinese, ha detto che non è il caso di riceverlo.

Il novello messia ha rotto la tradizione con coraggio di chi sa che deve compiere una missione per gli uomini e dunque discostandosi dalla ammuffita abitudine precedente (Bush, l'odiato Bush ha sempre ricevuto ed accolto con grandi onori il Dalai Lama, aldilà dei dictat cinesi.

Ed oggi, possiamo vedere infatti, c'é che una coerenza profonda nel messaggio del messia nonché nobel per la pace Obama Barak.

Non è all'appuntamento della Fao, macché. E' ad onorare la Cina della sua presenza, appunto, ma che curioso.

Facendogli taaaanti complimenti e annunciando al mondo che tutti dobbiamo essere sempre più contenti e beati di questa continua crescita planetaria della Cina.

Che ovviamente lo ha applaudito, ben comprendendo come Obama sia il messia in terra giusto per continuare a fare quello che sempre ha fatto, Tibet o non Tibet, ma anche Iran o Darfur-Somalia, volendo..

la Cina, ha anche "tagliato" alcune piccole parti del discorso di Obama, che il nobel omaggia disertando la Fao e non cagando il Dalai Lama. Cioé quella parte dove Obama parla di cose come libertà e diritti di culto ecc.

Ma del resto, la Cina come ogni altro, sa bene che Obama dice più cose di quel che vuol fare e farà e così, prevedendo di far cosa buona per lui e per l'umanità che in lui vede il messia, quella piccola parte, tra la profusione di complimenti e congratulazioni che ho potuto ascoltare (temendo che nelle sue solite esagerazioni euforizzato di applausi dicesse qualcosa tipo "siamo tutti cinesi" parafrasando Kennedy ai berlinesi),

la Cina ha censurato quella parte tutto sommato inutile, a Obama come alla Cina, dove si parla di libertà di culto.

E tutti possono continuare ad essere contenti: la Cina perché censurando, continua ad essere quella che è tranquillamente.

Obama perché quella parte invece la possono sentire i non cinesi e chiunque potrà dirsi: tutto a posto allora.

Tutti contenti.

Che lo siano Cina ed Obama felice in questo nuovo sodalizio di reciproche convenienze, lo ipotizzo perché al momento in cui scrivo, non mi giunge dalle agenzie alcuna nota critica da Obama riguardo a quella piccola parte censurata dalla Cina.

Dunque tutti contenti, è un messia che tutto sommato, fa comodo anche a chi censura la libertà di culto, se quello è un messia più interessato al culto di se stesso.

Ma siccome è il messia di molti, della sua assenza alla Fao odierna, così come del fatto che il nobello della pace non abbia ricevuto il Dalai Lama, così come del fatto che non ha nulla da dire riguardo alla preannunciata condanna a morte dei responsabili terroristi dell'attentato di New York del 2001, anche se fino a quando faceva campagna elettorale contro Bush ed i primi mesi di insediamento, mi pareva di aver compreso come ogni altro, che condannasse il "metodo" con cui la confessine è stata estorta (tortura) e però, la conseguente condanna, a morte, parrebbe per lui perfettamente coerente.

E' insomma, un messia, dopo essere stato forse anche profeta dai molti miracoli (l'apparizione del fascino rapidissima e la sua scomparsa tutto sommato veloce, così come folgorante è stata la sua carriera o il titolo di nobel per la pace senza aver prodotto pace da nessuna parte, anzi, paradossalmente, la situazione essendo peggiorata dal suo insediamento, praticamente ovunque: in Afghanistan, in Pakistan, in Africa, è riapparso perfino Bin Laden che si credeva morto, forse resuscitato dal messia stesso e l'Iran, scoprendo, con ben due siti nucleari e non uno, da dove minacciare il mondo o almeno rallegrando Hitler agli inferi, facendo sparire Israele dalle cartine geografiche con tutto il suo contenuto e si potrebbe continuare..).

D'altra parte non si può nemmen escludere che come alla Cina non faccia piacere che chiunque riceva solennemente il Dalai Lama, nemmeno si presenzi alla Fao perché hai visto mai che qualcuno faccia notare come il problema della fame, pesantissimo in Africa, è anche perché c'é uno sfruttamento cinese che ha tutto l'interesse a mantenere legami di profitto immensi con regimi corrotti e criminali da quelle parti..

E d'altra parte, il messia pare poco propenso agli inchini di personaggi come il Dalai Lama o anche lo stesso Papa, preferendo inchinarsi ad altri con più passione e convinzione,

a partire dal regime cinese.

Buona serata.

7
15 Nov 2009
alle 18:27

Alieno

Condivido quel che dice Paolo: certe iniziative mediatiche, contribuiscono a costruire e rinsaldare un'idea di tipo consumistico delle responsabilità e producono un effetto limitante di quelle e non stimolante per molti versi.

6
15 Nov 2009
alle 18:02

Paolo

Ma... le propose on line mi lasciano sempre un po' perplesso perchè rischiano di pacificare la nostra coscienza che deve continuare a turbarsi sempre...

5
14 Nov 2009
alle 15:02

Alieno

Già, può essere, com'é probabile che non cambiare le cose sia interesse di chi per 40 anni ha dilapidato oceani di risorse e non si è nemmen degnato di scrivere cose che assomiglino a ciò che ho scritto, a ciò che dice Pinco e magari, anzi, quando qualcuno lo fa, perché ormai non son pochi a fare osservazioni dopo 40 anni, si scopre che talvolta chi se ne sbatte più autenticamente è proprio chi accusa gli altri senza dati oggettivi, così, sul nulla, un processo alle intenzioni, un'insinuazione buttata lì per distrarre da sé e dalla propria cerchia di preferenze dicendo, faccio esempio per dirci:

"però a dire che tutte queste cose sono inutili a volte sono quelli che non hanno comunque la minima intenzione di fare nulla."

Così la giostra può andare avanti, il carrozzone si trascina.

Peccato perché ci sono dei dati oggettivi, purtroppo, inesorabilmente negativi: 300 miliardi di dollari, risultati ottenuti prossimi allo 0 e nemmeno all'unità percentuali ed anche andando a controllare i "sotto-progetti", sempre inferiori anche alla metà delle aspettative, dunque dandoci nel tempo una teoria sufficiente di occasioni per dire:

chi fa previsioni e progetti, è incapace: possibile che sbagli ogni volta così tanto?

Dunque o si fanno progetti che si sa benissimo, sono irrealizzabili ed irrangiugibili ma si va vedere il fallimento e poi si spara alto per far collette e far girare la giostra promettendo ciò che si sa benissimo non si potrà mai mantenere (squisitamente tipica arte dei politicanti comizianti) oppure c'è qualcosa di perverso, profondamente perverso e sadico:

illude i disgraziati ed anche coloro che non lo sono e poi puntualmente, godimento sommo: non era vero, è un disastro senza speranza! Avanti così, di anno in anno.

Io invece suppongo che chi non ha piacere a fare questo tipo di speculazioni, perché io non mi sono limitato ad uno "sfascismo" per destrutturare quel fascismo di proposta che gioca sulla sensibilità, sui valori umani, sulle aspirazioni umanitarie, macché, non mi sono limitato a sfasciare un attimo il fascismo imperante del buonismo inutile e dannoso, ma ho provato a suggerire di fare qualcosa di più scomodo che cacciarsi i soldi in tasca, per amore: sai com'é, non è che l'amore si manifesta a suon di dollari, chi spende di più, ha fatto di più.

Se io devo fare un regalo a chi voglio bene, devo pensare a lui mica solo a me. Devo pensare ad un oggetto che significa qualcosa per lui, che gli piace, che gli serve o che mi venga dal cuore, non mi basta andare in una costosa gioielleria e spendere un botto per guadagnare il titolo di aver fatto un atto di amore, così come per educare un bambino, non è il genitore che più spende colui che come genitore ama di più e meglio svolge il suo ruolo educativo: magari quello più povero è molto più bravo, efficare ed amorevole di uno che caccia le mani in tasca e paga, paga, paga, purché tutti tacciano e tutto continui.

Il mio non era solo sfascismo denunciando un modo fascista di ragionare, perché non si ragioni affatto, pensiero unico di regime che prosegue da 40 anni e certo, farà pur qualcosa di buono, come ogni regime, ma si può fare molto di più.

Era un chiedere di guardare almeno quei dati oggettivi e proporsi di costruire, a costo di dover radere al suolo del tutto ciò su cui da 40 anni ci adagiamo comodamente, rattoppando qua e là.

E proprio chi sa benissimo che così facendo, si farebbe emergere delle responsabilità, proprio chi non vuole scomodarsi fino a vedere crollare miti, abitudini, proprio chi a il suo teatrino di simpatie e di conformismi, in cui recitare il proprio ruolo, il proprio copione e non vuol perderli, si incazza parecchio se qualcuno fa notare: "ehi!

C'é qualcuno che ci sta prendendo in giro! 40 di fallimenti.

hi! Si continua ad illudersi o qualcuno ha convenienza a farlo, perché non si vedano altre possibilità?"

Il punto è questo, diciamolo: molti han convenienza a preferire che le cose stiano così, perché sarebbe una sorta di effetto domino disastroso: sì, è vero, per dire, la Cina ha molte responsabilità qui e là e poi per questo e quello, ma tutto sommato conviene anche a questo, a quello, dunque responsabilità anche sua e però, con quello ci fanno affari quest'altri ancora..

Senza contare che la macchina, il circo dell' "umanitarismo", ormai, è un pachiderma vorace che è auto-legittimante, dotato di vita propria e con altre finalità che non sono mica da ridere:

centinaia e centinaia di associazioni volontarie ed umanitarie a dividersi le risorse (frammentando naturalmente, con sprechi enormi), ormai c'é un business: collocamento, carriere, formazione, trampolini cultural-politico-economici con cui giocare in prima linea comiziando (esempio Emergency di Gino Strada) ideologicamente oppure di sponda, in connubi di interessi in cui la centralità dell'obiettivo intanto, si è perso un po' per strada.

Ad aver convenienze, però, mica solo i cattivi come nei film in bianco e nero, ben distinguibili eh: brutti, con il sopracciglio inclinato all'ingiù, il cavallo nero, il vestito che si vede che è cattivo mentre i buoni, beh, cavallo bianco, simpatici e belli, insomma, i buoni si vedon subito chi sono, belli chiari:

firmano l'appello per dire no alla fame eh, vuoi mettere?

Ma daiii...

Non si tratta di dire che i cattivi sono quelli che firmano l'appello, che fanno male, di non firmare come di firmare che può essere inutile ma per qualcuno chissà, potrebbe aver utilità, magari non si è mai fermato sull'argomento ed a volte, anche la cosa più stupida, banale è l'occasione.

Si tratta però di fare arrivare il messaggio che dopo anni ed anni, decenni di fallimento umano ed umanitario, qualcuno si è stancato, ma non di fare, non volendo più fare nulla:

si è stancato del fallimento!! Che almeno non sia così devastante e puntuale, che almeno si tenti altre vie, si abbia coraggio, si sfasci un sfascimo della cultura assistenziale e fascista che fa malissimo agli uomini, in primis ai più disperati.

O alla peggio, almeno ci sia possibilità di sfogarsi e dire: beh, io non sono così stupido o cieco: ci sono dei dati oggettivi su cui lavorare. Se l'industria dei diritti umanitari ecc., ha deciso di tenersi in piedi auto-referenziale, auto-legittimante, ormai creatura insaziabile capace solo di chiedere ed in cambio riproducendo solo poveri automatismi, è un conto, ma almeno diciamolo chiaramente.

Se l'industria umanitaria però, guarda quei dati oggettivi, può fare anche come ogni altra industria: se il prodotto non arriva sul mercato, non funziona, se ne fa uno nuovo, si cambia strategia, si riducono i costri, si massimalizza un profitto, un risultato, si converte perfino ad altra produzione migliore, che qualche risultato in più lo porta a casa.

L'industria umanitaria sa farlo o deve fare come la Fiat ai tempi delle convergenze parallele? Pagano tutti l'incapacità e sempre con maggiori danni per l'azienda e quei tutti.

Prodotti schifosi, accordi di convenienze incredibili, assistenzialismo perchè pochi banchettino e continuino ad esercitare il loro sorpruso, la loro incapacità, la propria ingeneresoa furbizia, la propria carenza di umiltà, per esempio, facendosi da parte almeno, chiamando responsabilità, capacità altre al posto della propria.

Questo carrozzone dell'umanitarismo a me ricorda proprio la Fiat, ricorda i regimi totalitari socialisti, la perpetuazione continua per il mantenimento di sé, del fallimento che non evolve, non libera le sue energie, le proprie possibilità, le proprie risorse, non le stimola, ma le ammazza, le critica perfino come "pericolose" le voci alternative, ostinate e contrarie come la mia, ma assicuro, in  numerosa compagnia ormai dopo decenni e decenni di fallimenti, mica così "straordinaria" eh.

Abbiamo avuto una Fiat che faceva auto di merda, con risultati magri anche per chi ci lavorava, per il profitto di pochi, pochissimi: mica chi comprava le auto, brutte, qualitativamente patetiche, mica i lavoratori, dove l'entusiasmo non era certo nell'amore del proprio lavoro, del prodotto costruito a cui si è partecipato, al marchio (anzi, assistenzialismo e rancori, boicottaggi), ma gente nei direttivi, incapaci, a partire dallo stimato Gianni Agnelli, quell'inetto, sfacciatissimo, adulato e corteggiato da troppi, tanto paga pantalone, il carrozzone va avanti ammazzando anche l'eredità di qualcosa di buono che c'era in origine.

E le iniziative umanitarie, qualcosa di buono all'inizio, avevano ed è questo fascismo del circo umanitario che fa appelli e continui fallimenti, è proprio ciò che ammazza la liberazione delle risorse, la costruzione della credibilità, che distrugge il patrimonio dei più sinceri buoni propositi per cui è nata l'idea.

Bisogna avere il coraggio di cambiare e si fa individuando e dicendolo a tutti, in chiaro: "abbiamo fallito" non può essere solo l'occasione per chiedere di più, fallendo così ancora di più, deve essere il primo passo per fallire meno, cioè si deve continuare la frase, con coraggio dicendolo a tutti:

abbiamo fallito per questo motivo, per quest'altro, ci è stato impedito di far arrivare le risorse da questo soggetto, da quest'altro. E l'hanno potuto impedire, perché appoggiati da questo e quest'altro. E di quelle risorse che abbiamo chiesto, è arrivata a destinazione, cioè a coloro per cui avevamo chiesto l'aiuto di tutti, una percentuale miserrima perchè nella filiera degli aiuti umanitari, c'è questo che si pappa per sé una parte, poi c'é anche quest'altro, poi c'é il costo, lo spreco, la corruzione, il dirottamento delle risorse ed ecco perché in 40 anni, oceani infiniti di risorse e speranze, continuano a fallire.

Per giocare, io e molti altri, vogliamo conoscere le regole del gioco, non limitarci a chiedere se abbiamo vinto o perso come fosse una slot-machine, vogliamo sapere quante possibilità ci sono di realizzare almeno una parte decente, almeno un pareggio, nn grattare un gratta e vinci senza sapere nemmeno quanti premi ci sono dentro, sperando nella fortuna, nel miracolo.

Il miracolo dobbiamo renderlo possibile, dargli una possibilità, nn soffocarlo nel parassitismo e nei giochi di illusionisti.

C'é un solo motivo per cui continuare così: il risultato ci soddisfa, almeno in buona parte. Oppure si cambia progetto, oppure io non posso giocare, gioco in altro modo, c'é almeno più gusto ed infatti, faccio come Pinco si può dire: le mie risorse, poche per altro, pochissime e mai stabili, so dove vanno a finire, a chi, sono io a mettergliele in mano, sono io a fare ed è appunto il prossimo che è lì, invisibile, vicinissimo.

Se posso limitarmi solo a comprare cibo quando vorrei certamente che le risorse, messe insieme e potenziate, fossero a strutturare un progetto più solido dove si può procacciarsi cibo da soli, almeno so che di quelle risorse assistenziali senza altra possibilità, arriva il 100% e non c'é una filiera dove le risorse ci consegnano il puntuale fallimento umano e non si ha voglia di cambiare, né si stimola il cambiamento, macché, guai a chi osa parlare male del circo, che cattivo.

quelli che non hanno comunque la minima intenzione di fare nulla. ci sono e sono quelli a cui sta bene così com'é, con gli appelli che bastano a sé stessi e non cambiare mai nulla, purtroppo.

Io ormai posso aiutare ben poco, le mie risorse sono allo stremo e da qui vedo bene anche come la "benificienza" sia anche diffusamente, un circolino di lusso, un lusso che io non posso più permettermi oggi, come ieri. Ma quel poco, pochissimo che posso, per me ha un valore immenso ed ho diritto, fossero la manciata di spiccioli che posso, di reclamare che possano avere miglior speranza, efficacia.

Voglio sapere che i miei spiccioli, siano in grado di costruire un vero progetto, qualcosa che sia in grado di stare in piedi, domani o dopodomani, da solo! Che sia un progetto VERO, non una farsa. Che sia un progetto, diciamo di medio-lungo termine, se si vuole, tanto abbiamo buttato via 40 anni per un risultato di infima qualità, ce lo possiamo permettere, anzi, è un dovere: un progetto di cui seguire lo sviluppo, dove si creano posti di lavoro, sicurezza, assistenza, una decente civilità e tutela dei diritti umani che sia da tutti compresa, condivisa, difesa sul posto, che diventi cultura propria, scuole, istruzione, formazione di capacità, che sia un progetto che argini il flusso di viaggi di "disperanza" fino a bloccarli e diventare luogo di accoglienza e che perfino, può aiutare altri facendo tesoro della propria esperienza, di quallo che ha imparato, trasmettendolo ad altri. Voglio che i miei spiccioli non diventino MENO significativi di quanto già sono, ma assumano un valore insieme a tanti altri, un senso, un perché che non sia solo un bastarsi autoreferenziale, un lavacro della coscienza dove basta dire "ho dato" senza sapere a chi, come, perché, quando, per farci cosa.

Voglio sapere cosa impedisce, chi ostacola e perché ed è un mio diritto pretendere di sapere perché non arrivano diritti ai disperati.

Spero di aver chiarito il mio punto di vista offrendo meno fianco a speculazioni ingannevoli, erronee, che comprendo, son sempre possibili, per alcuni soggetti, magari indovinandoci, ma non è il caso di liquidare per questo tutti come non intendo certo massimalizzare la critica condannando chiunque faccia parte del circo, magari in buona fede e con i suoi ragionevoli e condivisibilissimi motivi per farne parte, perché va da sé che ci sono tanti animati di fede e fiducia, speranza autentica e bellissima in ciò che fanno. Ma su quell'oggettivo rilevare così devastante fallimento, ci vogliamo ragionare un attimo, accendere le luci nella filiera, nel percorso, individuare il boicottaggio sistematico dei risultati?

Non è forse questa, una nostra doverosa, umana responsabilità?

 

 

4
14 Nov 2009
alle 12:11

enrico

 

Magari appelli così sono assolutamente inutili. Visto che la certezza non ce l'ho e ci perdo poco tempo io firmo. Non si sa mai che al vertice di Roma, sentendosi puntati tanti occhi addosso, combinino qualcosa di buono...

Non parlo per alieno e pinco, però a dire che tutte queste cose sono inutili a volte sono quelli che non hanno comunque la minima intenzione di fare nulla.

3
13 Nov 2009
alle 17:31

Pinco

Anch'io francamente non sono d'accordo a fare appelli di questo tipo, credo che servano poco alla causa per cui si fanno. Mi sanno un po' di demagogia, un po' come l'appello contro la guerra o contro l'aids ecc. ecc.

Il problema è un impegno in prima persona rispetto a queste cose, ed io (ma non per sentirmi lodare) personalmente già lo faccio attraverso l'aiuto (anche fisico oltre che economico) ad associazioni che operano direttamente sul territorio.

Tutto il resto francamente è propaganda, è inutile firmare appelli del genere (che non ci costano nulla...) se poi non ci accorgiamo magari del vicino di casa che è costretto a lavorare anche di notte per dar da mangiare ai propri figli o al mendicante che dorme in strada e che magari ti chiede 5 centesimi e te lo schifi.

No caro don, sono assolutamente contrario, non firmerò mai appelli così. 

2
13 Nov 2009
alle 00:47

Alieno

Non ho capito il senso...

vabbé che va tanto fare appelli, ma qui mi pare che sia addirittura farne tanto per farne.

A che diavolo dovrebbe servire l'appello per dire "no alla fame"?

Così per sapere: c'é da superare il numero di un appello dove ci son tanti tanti che dicono "sì alla fame"???

C'è qualcuno che fa appelli per dire sì alla fame?

Dobbiamo dire "no alla fame"?

C'é bisogno di questo?

Sensibilizzare per dire no... con l'appello...

Ormai siamo alle adesioni tipo pensierino di scuola elementare:

Titolo: se potessi esprimere un desiderio, un qualsiasi desiderio come per esempio salvare tutti i bambini del mondo, quale vorresti si avverasse?

Svolgimento:

vorrei tanto che nessun bambino soffrisse più, che tutto il mondo fosse felice e non ci fossero più le guerre e che le persone cattive diventassero buone come la mia mamma che mi vuole tanto bene lo stesso anche se a volte faccio le cose che mamma non vuole però voglio tanto bene alla mia mamma..

Che tenero.

Se è un bambino.

Pensierino, anzi, appello della Fao:

Siete contrari o a favore al fatto che i bambini muoiano di fame?

Ma... non so... ci devo pensare... mi consigli con qualcuno va...

Ma di cosa stiamo parlando?

Devo rispondere all'appello per dire "sono d'accordo e dico no alla fame"?????

Ma che altro si dovrebbe dire?

L'appello è fine a se stesso, tanto per farne.

Diciamo che invece, è una campagna per batter cassa, entriamo nel merito, facciamo il gioco più difficile, più adulto per la miseria.

Siete d'accordo che si continui a dare valanghe di denaro, come non si fa altro negli ultimi 40 anni, milioni e milioni di miliardi di dollari di aiuti, vi va di aumentare lo sforzo? In fin dei conti fino ad oggi, il risultato è già un

"é sempre peggio", non vi attrae? 300 miliardi di dollari è l'africa è il continente più disgraziato del pianeta.

300 miliardi di dollari, però oggi abbiamo lo 0,2% di risultati rispetto al 100%, in soli 40 anni, non siete tutti tentati di dire ALLELUJA???

Qualcuno che vada a spiegare lassù, tra uffici, salotti dove si progetta e decide, per esempio, di fare questi begli appelli (vuoi che un bambino muoia ogni 5 secondi? Se non sei d'accordo, firma l'appello, è proprio utile), che c'è una perversione profonda nella pretesa che aumentare lo sforzo, che è sempre stato aumentato, passando anni su anni, decenni su decenni e con i risultati buoni solo per farci lo spot: 1..2...3..5, morto un bambino...

Qualcuno vada lassù a spiegare che c'é qualcosa di terribilmente sbagliato che un bambino muoia di fame, fosse anche solo uno ogni anno, figurati... ma qualcosa di tremendo se dopo 40 anni, tutto quello che sappiamo fare è ripetere lo stesso copione, anzi, ripetendolo talmente tanto che i risultati sono un peggioramento concreto ed oggettivo nel tempo e dunque, qualcosa da cambiare che sappia andare oltre i pensierini che son teneri se per bambini, per adulti, beh, forse avremmo responsabilità di concretizzare e non solo di sognare l'incantesimo magico.

Quando un qualsiasi progetto fallisce miseramente, un qualsiasi progetto, i casi son due: o si chiude la baracca e si dichiara fallimento o si cambia strategia.

Non si persegue all'infinito, perseverando così nell'errore e negando le possibilità alternative, anche la solo necessità di progettazione e questo è un mantenimento coatto del fallimento.

Sono sicuro che chiunque alla Fao, dovesse usar soldi suoi, di sua tasca, dopo 40 di fallimenti, ha cambiato lavoro, attività e città per farsi dimenticare come minimol

Qui però basta fare l'appello ed il gioco continua, con gli spot pure.

Siete d'accordo che un bambino non debba morire di fame?

Fatemi sapere tutti quelli che han detto che andava bene morissero, firmando il contrappello.

Ma per piacere..

Siamo al delirio.

Facile fare spot così.

Si faccia uno spot serio, dove c'è l'impegno e l'ingegno e si veda in quello spot, cosa si è pensato di fare concretamente per avere discontinuità progettuale e risultati dico, almen decenti, solo decenti, almeno raccontabili.

Si faccia l'appello per sottoscrivere il progetto, spiegandolo che non tutti sono così incapaci, mi pare un pregiudizio, per doversi chiedere se si è a favore o contro che i bambini muoiano di fame, un progetto spiegato e be chiaramente diverso dagli ultimi 40 anni di attività, dove i bambini continuano a morire di fame come fossero mosche, anzi, tra le mosche che campano di più.

Oppure, in alternativa, si racconti meglio, la storia di quel fallimento, si faccia lo spot: 40 e guardate, abbiamo ottenuto pochissimo, miliardi e miliardi vi abbiamo chiesto e sembrerà incredibile, ma non ci è riuscito fare granchè rispetto alle minime aspettative per questo motivo, per quest'altro, per responsabilità di questo e di quell'altro.

Si parli chiaro almeno: di chi è la responsabilità se ciò accade?

Chi impedisce di avere migliori speranze? Fuori i nomi, fuori sul tavolo, prima di giocare la stessa partita, le regole del gioco, che si capisca, almeno, che fottutissimo gioco disumano è, dove e quando.

Dopo che si son spiegate le regole, messe in chiaro, con tutti gli attori, allora si riponga la domanda e chissà, magari dovremmo rendere conto o chiederne a qualcuno che ha aderito all'appello, oppure no, avrebbe un senso o siamo al pensierino dove si sognano magie e non progetti umani.

Cosa e chi impedisce all'africa di evolversi, emanciparsi, avere un futuro decente, una possibilità? A chi fa comodo che sia nella schiavitù della malattia e della morte, della miseria, quel continente, di anno in anno?

Soprattutto: a qualcuno interessano poi davvero queste domande, le possibili risposte o basta firmare l'appello, magari potendo, versare l'obolo, altri 40 anni così, alé e ci basta per prendere un buon voto? Che so, un 10, un 10+, un 10 e lode, perché no, basta così poco per sentirsi

buoni.

 

 

1
12 Nov 2009
alle 19:32

Assunta

Non ho parole, perchè chi può non lo fà, nel mio piccolo lo faccio e sono tanto dispiaciuta, vorrei fare molto di più.

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