Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Non tutti conosco forse Giuseppe Lazzati. Eminente personaggio delle cultura del 900, onestamente laico e profondamente cristiano, ha dato un contributo grandissimo alla cultura cristiana soprattutto durante gli anni del Concilio Vaticano II.
A lui è dedicato un grande approfondimento, curato dal MEI (Movimento ecclesiale di impegno culturale), che si sta svolgendo in questi giorni.
“Lazzati, il Concilio… e noi”.
Questo il titolo della giornata di studio che si tiene proprio oggi a Roma (Domus Mariae, ore 9), in occasione dei cent’anni dalla nascita di uno dei protagonisti della stagione del Concilio Vaticano II e del laicato cattolico del Novecento.
L’iniziativa come dicevamo è promossa da Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), Azione Cattolica, Mieac (Movimento di impegno educativo di Ac), Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) e Città dell’uomo.
Giuseppe Lazzati (1909-1986), professore milanese e rettore dell’Università Cattolica, è stato una figura legata a molte aggregazioni laicali della Chiesa italiana.
“Le intuizioni di Lazzati – spiega Carlo Cirotto, presidente nazionale Meic all'agenzia SIR– sono un’eredità da conservare e, oggi, da riscoprire. Il convegno di domani sarà l’occasione per riflettere insieme sul ruolo dei laici nella Chiesa, un ruolo da ripensare anche a partire dal pensiero lazzatiano”.
Tra i relatori: Luigi Pizzolato, Università Cattolica di Milano; Marco Ivaldo, Università di Napoli “Federico II”; Giacomo Canobbio e Marco Vergottini, Facoltà teologica dell’Italia settentrionale; Stella Morra, Pontificio Ateneo Sant’Anselmo.
Per magiori informazioni potete visitare il sito: www.meic.net.
civis, comicità demenziale degna di miglior causa, ora che non c'è + Alvaro Vitali saresti un ottimo sostituto. Continua a scrivere, forse i fratelli Vanzina te notano
La situazione è critica in queste ore per il paese, Cd.
E noi qui a farci i distinguo sui modi, i termini e i concetti clericali ,,, fumo negli occhi ,,, mentre serve coesione per l'obiettivo comune.
Per questo anche a me pare che basti ,,,
Vale.
Interpretazioni ... Perché tu cosa scrivi NN? L'oggettivo elenco del telefono ? Tu non hai capito la mia risposta ma io continuo a non capire cosa avrei travisato del tuo pensiero: spiegati meglio e sarai accontentato.
NB, per l'onestà circa la mia risposta (filologia civica sul 33):
che senti forse politicamente più vicini a te non é una subdola distorsione del tuo ragionamento ma una supposizione apertamente dichiarata da quel forse. Una supposizione che tentava di inquadrare questa tua non ben chiara elezione per Sorge e Lazzati affiorata nel 31. Particolare che in ogni modo non cambia niente nella sostanza dei miei intenti, sostanza che continui ad evitare e che se sai leggere sta altrove. Probabilmente un mio errore di comunicazione.
Mi pare che basti NN: se hai voglia si continua se no io non ne vedo la ragione e nessuno ti obbliga (non la vedevo neanche prima). Per il resto: non ti ho mai percepito come un nemico, ho sempre fatto del mio meglio per rispettarti e cercare un rapporto costruttivo. Se ho fallito, scusa.
come sia possibile che Lazzati e Sorge, che senti forse politicamente più vicini a te (31: dovrebbe essere marcio anche per Lazzati e Sorge) esattamente come il sottoscritto questo marcio non lo sentono. Sei libero di pensare che siamo solo dei poveri idioti ma mi permetto di suggerirti (invitavo con te l'extra NN), di considerare la possibilità alternativa: non aver ben compreso cosa siano fede e cattolicità.
E queste cosa sono ? Supposizioni !
Che Sorge e Lazzati mi siano politicamente vicini ,,, che poi ti smentisci dicendo il contrario, cioè di come non sentite il marcio come lo sento io, dunque di altra politica diversa dalla mia ,,, e supponendo, supponendo di idioti, e di qui un'altra filippica di supposizioni per costruirti un nemico e rafforzarti nella convinzione di essere un martire come la tua fede lo è dell'umanità nevvero, anche della mia umanità che critica radicalmente, quell'umanità razionale ma forse "malata" perchè non crede, è senza fede, non sa che farsene, ma che sa distinguere ( possiede senso critico ,,,, ha dei dubbi, non dogmi ) tra la fede e l'istituzione che dovrebbe rappresentarla, oggetto leggittimo di critica come tutte le altre istituzioni di questo mondo ,,, non credi ?.
E Supponendo supponendo ,,, si creano interlocutori, si ammazzano, si inventa quello che non è !
Si è scorretti nel rapporto con gli altri.
E nun me piace chi fa er furbo ,,,
Mentre se c'è rispetto può esserci un rapporto costruttivo.
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Se dico che ciò che discende da quel colle è marcio e riconosciuto come marcio da millenni prima ancora che i preti vi si insediassero, è un dato di fatto ,,, potrai criticare quel dato, non chi lo riporta.
Bene NN, non é esattamente quello che ho riferito alle tue parole (2, 4) ? Il fatto cioé che tu rigetti volentieri quelle che ritieni falsità ? Dove starebbe la disonestà da parte mia?
Come proposta di ragionamento ho solo invitato a domandarsi come sia possibile che Lazzati e Sorge, che senti forse politicamente più vicini a te (31: dovrebbe essere marcio anche per Lazzati e Sorge) esattamente come il sottoscritto questo marcio non lo sentono. Sei libero di pensare che siamo solo dei poveri idioti ma mi permetto di suggerirti (invitavo con te l'extra NN), di considerare la possibilità alternativa: non aver ben compreso cosa siano fede e cattolicità. Sorge, che ti invito a leggere, spiega bene ed in modo esplicito che il concetto che lui usa per definire "laicità" non é quello che dici tu. Se non ti va chiamiamola magari utopia ma di quello sostanzialmente si tratta: della possibilità che i credenti siano utili cittadini (come sono) o perlomeno che la fede non sia di per sé un motivo di esclusione violenta quale quella che predichi con tanta foga. Certo dipende da loro, ma anche da te e forse basterebbe quel minimo di reciproca comprensione.
Il motivo dell'apparentamento con l'extra NN che trovi tanto fastidioso risiede appunto nel fatto che nelle reiterate occasioni precedenti hai chiarito al di la di ogni ragionevole dubbio che per te la fede è falsa e quindi la politica della Chiesa dannosa per l'umanità. Oppure che la politica della Chiesa é sbagliata ergo la fede falsa. Posto che per me puoi pensarla come vuoi a proposito della fede, é quel nesso di causalità fede-politica che vi accomuna e che invitavo a sciogliere perché a mio avviso gravemente fuorviante.
E allora pure andiamo a motivare perchè quel diktat disceso dal colle è marcio per me e raccordandoci al thread, come potrebbe e dovrebbe essere marcio anche per Lazzati e Sorge.
Perchè è una questione che riguarda quella "laicità" di cui hanno la pretesa di parlare solo i preti dopo che ne hanno pure inventato e coniato il concetto e il termine.
Perchè è una questione di libertà di pensiero per quel che mi riguarda.
E' marcio, perchè non si può imporre a tutti la propria opinione !
Più chiaro di così ,,,
Esatto, io scrivo in pubblico e il pubblico ha il diritto di criticare ,,, ma pretendo che solo quello che ho scritto sia sottoposto a giudizio, per intero senza elusioni, interpretazioni disoneste, stralci ad effetto presi fuori dal contesto con l'intento di usarli come armi, per dissimulare insulti, stravolgerli ed usarli altrimenti ,,, eccetera, proprio come usi far tu e il tuo amico di fede.
E' una questione di onestà intellettuale e il suo non corretto uso denuncio sui miei scritti.
Una pratica peraltro costante anche tra i sofisti cristiani, c'è tutta una teoria di pratiche di apologetica che ho più volte citato e indicato.
Si inventa una favola e poi chi la critica o chi viene accusato nella favola di essere il cattivo viene indicato come capro di espiazione per la propaganda e la perpetrazione della favola ,,, la storia è piena di esempi ,,, a cominciare dagli ebrei "deicidi".
Se dico che ciò che discende da quel colle è marcio e riconosciuto come marcio da millenni prima ancora che i preti vi si insediassero, è un dato di fatto ,,, potrai criticare quel dato, non chi lo riporta.
Vuoi una continua dimostrazione che quello che affermo è vero ? Devo star qui sempre a motivare perchè l'acqua tenuta sul fuoco dopo un pò bollisce ?
Potrei averne costante occasione, e pure ce l'ho e te lo dimostro:
Oggi da quel colle è sceso un diktat per i politici che gli riconoscono un autorità. La pillola ru486 non deve essere commercializzata ! ,,, Migliaia di donne saranno ancora costrette ai ferri per poter abortire ,,, e io lo denuncio !
Chiedo in ultimo se puoi limitarti a criticare quello che leggi non quello che presumi di aver letto.
E grazie ,,, che poi non sto qui mica a convincere tutti alla civiltà.
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Conclusione davvero sorprendente. Tu scrivi ma non vuoi essere letto, giudichi ma non vuoi essere giudicato ? Certo hai ragione: io ho presunto ... tu fossi cosciente che scrivendo al pubblico hai dato al pubblico il diritto di impossessarsi delle tue parole. Esattamente lo stesso diritto che ti ha concesso l'ottimo Marziale: di quale malcostume parli ? Difficile altrimenti capire perché scrivi, questione che effettivamente hai sempre evitato ...
Ripeto: se la lettura mia non funziona, la cosa migliore anziché prendersela con i mulini a vento é, se ne hai voglia, di chiarirla (da parte mia leggerò - mi approprierò sempre volentieri nei confronti di chiunque). Vale, stammi bene ed in pace.
25 e 27. ,,, non vedo perché o quando mai ti abbia chiesto di "servire". ,,, pare a me di poter leggere nelle tue posizioni.
Appunto ,,, tu non lo hai chiesto, lo hai presunto, e come io ti denuncio quella pratica di malcostume ai miei danni tu continui a praticarla come se niente fosse (cfr 25 ).
E non mi pare nè corretto nè auspicabile per un onesto dialogo.
Ripeto ,,, anche se potrei adeguarmi, io non lo faccio nei tuoi riguardi. E qui sta la differenza.
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Ti sei spiegato benissimo ma non vedo perché o quando mai ti abbia chiesto di "servire". Nota che se scrivo qualcosa riferendomi a quel che scrive civis posso anche sbagliare mira o misinterpretare le tue posizioni, ma l'unico che può chiarirle meglio sei tu e ti ringrazio di averlo fatto. Per la verità dai tuoi chiarimenti se permetti sembra solo un problema "di pelle" tra te e l'altro NN più che un problema di quello che pare a me di poter leggere nelle tue posizioni e a questo proprio non saprei come rimediare (né forse vedo l'opportunita di rimediare, starebbe a te ignorare le succitate citazioni).
E ti faccio notare meglio la differenza di stile, Cd.
Come tu ( in un malcostume mutuato da alieno ) tenti di usare qualcuno ( le sue idee, le sue parole ) perchè servano alla tua causa, io invece uso giocare con il latino ( che non è persona e vuole servire ) meglio adatto appunto a servire parole di antica saggezza per spiegar meglio e sinteticamente tante questioni e concetti che tu invece devi presumere derivare da servi che ogni volta hai la pretesa di assoggettare.
E' questo il malcostume: tu per spiegarti devi servirti delle idee di qualcuno.
Io invece, mi servo solo della lingua ,,, e la differenza si nota.
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Infatti NN. Solo che anche tu ci mischi mosto vecchio: Marx, Nietsche, Marziale... Tutti i libri che leggi nella rielaborazione personale formano la tua cultura, sono tanto il frutto della tua libertà quanto la sorgente della tua etica. Dunque dov'é la differenza ? Trovo piuttosto del tutto stupida l'idea che sembra emergere: se "leggo" e rielaboro nella mia coscienza il vaticano (o il vangelo) allora non potrei "leggere" e rielaborare (eventualmente rigettare) Marx o Marziale e viceversa. Boh? Davvero pensi che chiunque "legga" vaticano e magari si appropria delle sue proposte debba per definizione essere considerato un cattivo lettore, un semplice servo ? Mi pare una conclusione un pò troppo triste, comunque impropria. Vale.
Temendo ancora di non essere capito specifico meglio ,,, Ne me dixeris esse contumacem ,,, perchè io non voglio servire come tenti e vorresti che faccia alla tua causa, Cd ,,, eccetera.
E' più chiaro così ?
Io lo faccio con te o le tue idee ? Ecco ,,, gradirei altrettanto se fosse possibile.
Vale.
21. Ancora io a riempirti di supposizioni ,,, tra le quali tante e imponenti quella sugli "dei" non poteva mancare.
E allora te lo ripeto in volgare.
Non dire che sono arrogante, con tutte le cose che avevo mi son comprato il berretto della Libertà.
I signori e i padroni li deve avere chi non è padrone di Se stesso e desidera quello che desiderano i signori e i padroni ( ,,, si parla solo di cose terrene e reali ).
Se puoi fare a meno di un servo, Cd, allora puoi fare a meno, Cd, anche di un padrone.
E però ,,, quid te iuvat vetulo miscere Falerno in Vaticanis condita musta cadis ? ,,, Amphora non meruit tam pretiosa mori.
Intendendo che quell'anfora tanto preziosa di Falerno potrebbe essere chiunque, anche tu stesso, Cd.
16: vi detto un nuovo comandamento
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Cave NN: concupiscit quod reges domini deique concupiscunt !
Servom si potes, Cd, non habere, et regem potes, Cd, non habere.
Come non essere daccordo NN. Permettimi di osservare tuttavia che nel tuo sprezzante proporti, sempre pronto a riconoscere servos in chiunque non la pensi come te pare difficile o perlomeno incongruente vedere la figura di un civem, quanto piuttosto quella di qualcuno che si autoproclama rex. Come a dire: quanto di meno laico uno possa immaginare, qualunque significato tu voglia attribuire al termine.
Ti neghi la possibilità di comprendere che un credente agisce in politica avendo dei principi di riferimento etici e morali (come chiunque altro, te compreso) ma che al momento di prendere decisioni politiche é capacissimo di separare l'interesse della sua parte da quello della polis e che addirittura a questo lo chiama la fede. Vale evidentemente tanto per posizioni politiche come quelle espresse da Sorge quanto per le posizioni di chi coscientemente e liberamente sceglie diversamente (ad esempio in accordo con le indicazioni vaticane).
E' pur vero che questa tua posizione si specchia in quella di ET, sempre pronto a criticarmi per questo strano motivo: quello che dice CD ben si accorda con le posizioni dei nemici della fede (quelli che lui ritiene tali, cardinali compresi) ergo non può definirsi cattolico. Un cortocircuito sanguinosissimo quanto del tutto inutile nel quale con la collaborazione dell'inconsapevole ET (uso di nuovo le parole di Sorge) si distrugge insieme e la religione e la cultura. Vale.
Ne me dixeris esse contumacem: totis pillea sarcinis redemi.
Reges et dominos habere debet qui Se non habet, atque concupiscit quod reges dominique concupiscunt.
Servom si potes, Cd, non habere, et regem potes, Cd, non habere.
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Sussisto di me medesimo e mi basto ;)
Certo NN, hai solo bisogno di sentirti essenziale scrivendo queste cose a noi che ti citiamo senza esigere risposte tue (? se vengono fa piacere, altrimenti ...). Stame ben e sempre in forma, me racomando.
17. Appunto dicevo ,,, la mia essenziale importanza a sostegno delle altrimenti tue povere tesi.
In altre parole ,,, se non ci fossi io con le mie nette idee non riusciresti proprio a formulare compiutamente le tue, che varrebbero nulla ,,, o giù di lì ;)
Ammira la mia superiorità invece e falla notare al tuo comparuccio che vorrebbe equipararmisi dal suo infimo. Io non ho bisogno nè di te ( nuga es ) nè delle tue idee nè ,,, leggi e stupisci ,,, del tuo dio inventato nelle pieghe della tua corteccia cerebrale.
Sussisto di me medesimo e mi basto ;)
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Il problema capitano é che la fortunata nettezza delle tue posizioni ti rende un utile paradigma atto evitare lunghi giri di parole ed esempi. Gli ebrei aggiravano l'ostacolo scrivendo "Yahveh", un nome per loro impronunciabile. Senza offesa, potrei riferirmi a te con Nomen Nescio (NN) :-)
Avrete notato cari gemellini che l'argomento non mi interessa affatto.
Come dicevo, le classificazioni clericali non mi riguardano.
Se sono intervenuto qui è solo per il malcostume di Bibì che mi chiama in causa per dar sostegno alle sue povere tesi e per dar modo al suo compare di fede Bibò di insultarmi come fa piacere alla croce che porta.
Ora ,,, sic standibus rebus ,,, vi detto un nuovo comandamento disceso dal divino civis, che spero facciate vostro per la vostra buona pace e la mia: Non nominate mai più il mio nikname in vano ,,, e che la vostra bisognosa di voi autorità vi abbia in gloria ,,, amen.
12 e 13. Evidenti conferme del mio precedente che allora ribadisco ,,, impara prima l'educazione e la civiltà che mi contraddistingue come normale cittadino di questo mondo, Et, poi leggi molto per colmare la tua profonda ignoranza e solo dopo potrai riconoscere umilmente che non sarai mai "uguale" a me ,,, piuttosto semmai potrai aspirare ad essere "uguale" ad un Cd qualsiasi ,,, e sarà già una conquista per la civiltà.
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questa legge è in realtà uno strumento abusato per eliminare avversari politici, concorrenti nel commercio, vicini di casa e per mettere a tacere le minoranze cristiane, indù, sikh, ahmadi, e perfino la minoranza islamica sciita.
Appunto una legge teocratica, non laica. In una condizione in cui il messaggio islamico non attecchisce, lo stato teocratico preferisce delegare il proselitismo ad una legge civile piuttosto che interrogarsi su come mai il messaggio non attecchisca ed intensificare la testimonianza dei propri valori positivi. Bell'esemplificazione dei timori avanzati da Padre Sorge, la religione, pur potendo ispirare le culture più diverse, tuttavia non si potrà mai ridurre a cultura, senza distruggere insieme e la religione e la cultura (...).
E' il preteso legame con il crocefisso che sembra qui curiosamente e strumentalmente ribaltato. Sembrerebbe più diretto ed ovvio riconoscere un atto di simile teocrazia nel tentativo di imporre il crocifisso per legge.
Dice: il crocefisso già c'é, sono gli altri che semmai vogliono una legge per toglierlo ...
Ma se "noi" già lo adoriamo e non ne abbiamo giusto lì un particolare bisogno mentre "gli altri" se ne sentono offesi ...qual'é in prospettiva la risposta più proficua, imporre la teocrazia modello islam ? Se al contrario non tutti i mali venissero per nuoicere ? Incerti e pericoli del pensiero laico ...
Ad ogni modo si parlava di "normalità", non di eguaglianza. Ho detto, scherzando, che hai potenzialmente la condizione di normalità.
Solo che non la manifesti.
E se vuoi, per implicazione e conseguenza, non sei eguale agli altri anche in questo, ma insomma, di normalità si parlava.
Dunque: sei uguale ad ogni altro qui, potendo scrivere la tua opinione come ogni altro (quando non eccedi in "inciviltà e maleducazione per cui sei censurato, ma sei uguale ad ogni altro nel caso ecceda, anche in questo).
Mentre l'eguaglianza a cui tu alludi e che vorresti irragiungibile da me (trascurando la non remota possibilità che non mi passerebbe per l'anticamera del cervello di raggiungerti eheh), somiglia piuttosto ad un'idea di "egualitarismo" però inficiato da un elitarismo ed altre discriminanti, con qualche difficoltà nel confronto alla pari e molte frustrazioni nel nn poter applicare la tua intolleranza sistematica per le idee degli altri, a cui reagisci con una dialettica che spesso e volentieri, definire "civile" o "educata" comporta un abuso di atteggiamento eufemistico o anche il recondito pensare che a farti qualche complimento, per quanto immeritato, tu possa evolvere incoraggiato come certi bambini capricciosi.
:-)
Ad ogni modo, sei più simpatico se te ne esci con "extra-mondo", dando un contributo personale più allegro che quando ti proponi nella sloganistica becera di "clerico-fascisti" che non si può sentire ancora nel 2009.
Ciao.
prima di poterti considerare uguale a me dovresti abbandonare molto del tuo essere attuale, dunque metterti allo specchio, imparare civiltà, educazione e onestà, leggere moltissimo per colmare la tua profonda ignoranza...
AHAHAHA! Sto ancora ridendo... :-))
Civiltà, educazione, onestà... fantastico.
Scusa se... AHAHA.... non solo non mi considero AHAHA uguale a te, ma nemmeno ci tengo, AhHAHA. :-)
Sarebbe una sorta di abbandono nel mio cammino evolutivo per abbracciare una filosofia involutiva e sei tu una delle grancasse della decrescita dell'uomo mi pare (sia nei numeri, quantitativo, sia da ciò che scrivi e proponi, sia nel "metodo" che via via auspichi, dal punto di vista qualitativo), mica io.
E spiace che tu abbia tanti limiti per scrivere:
tu sei dell'extra mondo ,,, io di questo ! ;)
Se comunque sono manifesto in questo mondo, non cambia una virgola il fatto che possa essere originario dell'extra-mondo, sono in ogni caso un elemento reale, oggettivamente da prendere in considerazione in questo mondo. :-)
Ti poni troppi limiti. Che almeno tu non debba pretenderli per tutti gli altri per raggiungere la pretesa uguaglianza eh.
Megli cresca un po' tu che puntare sulla decrescita altrui. ;-)
Buona giornata.
9. Non esagerare ET ,,, prima di poterti considerare uguale a me dovresti abbandonare molto del tuo essere attuale, dunque metterti allo specchio, imparare civiltà, educazione e onestà, leggere moltissimo per colmare la tua profonda ignoranza e in ultimo accettare con umiltà il fatto che non potrai mai essere come me ,,, tu sei dell'extra mondo ,,, io di questo ! ;)
10/11/2009 11:31
PAKISTAN - UE
La blasfemia in Pakistan e l’attacco al crocefisso della Corte europea
di Bernardo Cervellera
Alcuni rappresentanti di Giustizia e Pace in Pakistan cominciano oggi da Roma una campagna in Europa (Francia, Olanda, Belgio, Germania) per sensibilizzare le Chiese e la società europea sulla piaga della blasfemia e l’oppressione delle minoranze in Pakistan, in particolare quella cristiana. Singolare unità di intenti tra i fondamentalisti islamici e i relativisti europei.
Ben detto CD.
Normali siamo tutti.
Perfino Civis (so di osare tanto eheh).
A non essere normale però può essere il modo di operare e relazionarsi agli altri, alle cose.. :-)
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Proprio non riesci a capire ET. Io non ho nessunissimo problema con il papa, i vescovi e tutti i fratelli cattolici che la pensano diversamente da me in politica perché semplicemente so che ciascuna posizione, quella simile alla mia come la loro, costruisce la fede e la Chiesa. Identificare la fede nelle posizioni politiche di questo o di quello, di Bagnasco o Ruini piuttosto che Sorge o Martini, é questo che é inaccettabile (lo é anche per Bagnasco o papa Benedetto, fattene una ragione).5
Infatti civis. Trovo del tutto evidente e bello avere convergenze sostanziali con ET, così come nella mia ingenua supponenza continuo ad illudermi di essere "normale" quanto te (proprio nel senso di terrestre, non extra). Dunque ? Nessuna crisi di identità, solo una percezione diversa di concetti quali "laicità", fede, Chiesa, politica. Una percezione oggi forse misconosciuta che pure é la stessa di Sorge, Lazzati e tantissimi altri: solo questo mi pareva utile sottolineare. Vale.
CD: non esagerare.
Sui temi etici, la Chiesa ha ufficialmente una posizione chiara, quando parla di "valori non negoziabili", perché appunto "sacri", inviolabili e non disponibili. Se poi la Chiesa giustamente è in grado di utilizzare anche il linguaggio della Ragione e quello di un umanesimo comprensibile anche da non cattolici, non fa altro che rafforzare, in quel complemento, il concetto.
Dunque, vediamo di chiarire: è senz'altro laico il sistema che non prevede chierici in Parlamento o al Governo. E' laicista se pretende che in Parlamento o al Governo non possano operare laici cattolici che naturalmente, nella loro autenticità cristiana-cattolica, concordano nell'idea di valori non negoziabili e di indisponibilità della vita. A questi si aggiungono anche certi "atei devoti" che però a Sorge non piacciono, a lui resta più simpatico Berlinguer (tanto perché non c'é una naturale politicizzazione eheh), anche se questi, non sono certo clericali e però condividono dove la Chiesa riesce a parlare e costruire con loro con il linguaggio della Ragione ed in virtù di un patrimonio di umanesimo condiviso.
Insomma: il problema è tutto tuo, te lo ripeto e comprendo che ti infastidisca che un non-cattolico come me, si trovi più in armonia con il Papa di quanto tu spesso, scrivendo in tanto, tanto tempo, sembri capace e dunque mi tocca riperterlo: non prendertela con me per questo. :-)
Sei tu ad avermi citato su questa questione in cui io ti costringerei specularmente a Civis.
Prima di tutto, è evidente la mia non specularità con Civis. E poi la tua polemica e critica verso il Papa, è indipendente da me eppure ricca di tuoi commenti a manifestarla (rarissimi i chiari segni di armonia nel rapporto, lo sbilanciamento lo proponi tu).
Così si potrebbe dire che tanto tu che io siamo speculari rispetto a Civis, in quanto cristiani, tu cattolico ed io non ma spesso a difendere le posizioni del Papa (perché concordo naturalmente) o della idea che la Chiesa debba avere nella società, del suo contributo, della sua legittimità.
Però l'ostilità di Civis, che è in funzione anti-cristiana, anti-cattolica in versione ultrà, per te trova la moderazione perché a me riconosce un ulteriore "peccato originale" per essere ostile: risulta che io son di cdx. Mentre tu, pare, proprio no.
Come vedi, la "politicizzazione" di entrambi emerge e lo vediamo manifesto anche nelle reazioni del povero Civis, dove in molte occasioni, ritiene di non dover intervenire e certo non in modo così da ultrà, dove effettivamente ti ritiene "utile idiota" alla sua causa anti-cattolica. Dunque non c'é l'eguale campagna invasata di "delegittimazione" del soggetto, perché tu non crei uguale fastidio al suo sistematico programma di propaganda e perché, tante volte in passato, sei stato "utile idiota" per la sua causa.
Ed in quelle condizioni, semmai, ho visto che io, avrei potuto lamentare (o vantare, dipende dai gusti) una sorta di accerchiamento: in quell'essere più armoniosamente di te concorde con la linea vaticana, facendo emergere anche quell'accerchiamento che la Chiesa vive, infatti oggi, così come la necessità continua di appellarsi invitando i cattolici alla responsabilità di esserlo fino in fondo, con coraggio.
E sappiamo che la Chiesa ha molto a cuore i temi etici grandi e a quali cattolici pensa, non è vero? :-)
Dunque non è un problema mio, non sono cattolico. Sarà un problema tuo dove non riesci spesso a ricomporre bene il dialogo o il rapporto sentimentale o di fiducia-fede con il Vaticano.
Se però vuoi far la comoda semplificazione: io come tanti cattolici non concordi con te, ma con il Vaticano, siamo "ideologizzati" e così risolvere, fai pure, libero di illuderti su una realtà più comoda.
E' come Veltroni che tenta di aggiustare e manipolare la realtà che gli è sfavorevole, con una maggioranza democratica scomoda, inventandosi (anzi, riciclando) il teorema per cui, la vera maggioranza non è quella democratica che esprime consenso e voti (perché lui non ce l'ha), ma quella civile che toh, guarda, lui rappresenta con quelli dalla sua parte.
Una strumentale manipolazione della realtà che non ci coinvolgesse anche pericolosamente, potrebbe solo far sorridere.
Ecco: tu applichi ugualmente il metodo. C'é una realtà scomoda, a te scomodissima di cattolici, per non parlare del Papa che più volte manifesti, non ti piace troppo, così come una parte del clero ti resta poco simpatica. Come risolvi una realtà scomoda?
Sono ideologizzati, ecco come spiegare tutto. La vera Chiesa è quella del Card. Martini, la tua...
:-))))
Suvvia, Ciddì... non prendertela con me e lasciami libero di dare ragione a quei tanti, tantissimi cattolici per te scomodi, al Papa che poco ti piace, a tanti vescovi e cardinali che ti restano poco simpatici ed accetta almeno la par condicio:
non sono idelogizzato riguardo alla fede, come te.
Oppure lo sono, subentrano delle preferenze politiche, come accade puntualmente con te.
Mi sembrano entrambe, un più onesto, simpatico proporre e proporsi.
Ogni bene e buon mercoledì. ^_^
4. (*) Convergenze solo immaginate con poderosa supponenza ,,, come invece io le vedo chiare ed evidenti tra te e il cosidetto, prima per l'appartenenza alla stessa fede e poi per il rapportarsi agli altri, identico nei modi. Due gemellini di una stessa credenza, ognuno con le sue velleità politiche ad acchiappar voti di qua e di là adibibili alla sopravvivenza di specie.
Per quel che riguarda il concetto "laico" posso solo ribadire quello che ho sempre sostenuto appellandomi all'etimo e alla storia del termine ,,, che derivò nel Medioevo dal greco laikòs - del popolo (laòs) contrapposto ai chierici che hanno da dio eredità (greco kleròs = sorte), quindi privilegi ed autorità, e sfoggiano con la tonsura il loro stato.
Io per quanto mi riguarda non voglio essere chiamato laico nel senso di non chierico. Rifiuto totalmente un termine coniato dai preti.
Non riconosco privilegî, né superiorità ai chierici.
Le loro classificazioni non mi riguardano: la religione è cosa loro, e la considero come B. Russell “falsa e dannosa”, dunque incompatibile con la ragione e con il pensiero di chi vuol capire la realtà.
Ma se proprio devo farmi imprigionare in una categoria, preferisco chiamarmi un "normale" ,,, nemmeno ateo, bada bene ,,, che l’alfa privativo indicherebbe che mi manca qualcosa, mentre è chi crede in un dio creatore che si carica di una sovrastruttura inutile. Non mi chiamo agnostico (uno che non sa). So parecchie cose e continuo ad impararne, ma non pretendo di conoscere oggetti inesistenti.
Posso chiamarmi "gentile": appartengo a un altra gens, a un’altra tribù, non a quelle dei monoteisti.
Vale.
3
Il tuo intervento fiume avrebbe un senso se Sorge (e immagino Lazzati) sostenessero dover essere la religione solo un fatto privato della coscienza individuale, senza alcuna valenza sociale espressione che al contrario rigettano in modo esplicito. Tanto per cambiare ET, confondi una tesi politica (la tua) e la Chiesa con il partito che la propugna. Confondi (anche qui come civis*) il laico con il laicismo di matrice illuminista (distinzione che Sorge come Benedetto XVI conoscono benissimo e lo scrivono chiaro) e forse non sei ancora riuscito a digerire il fatto che tanto il Concilio quanto le poche e semplici parole di Padre Sorge, la figura di Lazzati, come le espressioni del papa e le altre che tu stesso riporti dicono espressamente che il cristiano è chiamato ad impegnare la sua fede in politica, ma che non esiste una politica predefinita per diritto divino, esiste invece l'impero della persona e della coscienza individuale. Ergo le tue semplificazioni sono delle implicite bestemmie. Come e va da sé quelle di civis*: non ti scoccia neanche un pò dargli continuamente ragione nella sostanza (cioé nel suo modo distorto di leggere fede e Chiesa) ? Ergo e scusa se insisto con le provocazioni, secondo me devi scegliere se farti papa ed escludere determinate figure dal cattolicesimo o concludere in buona pace di non aver capito bene cosa sia essere cattolici. Buona giornata,
PS
Non ho nessuno stress e non mi sento accerchiato da nessuno, se ogni tanto perdo tempo a scrivere le mie cavolate evidentemente é perché mi fa piacere farlo, immagino come a te e agli altri. Certo ogni tanto ... non capita anche a te qualche volta l'impressione di essere un disco rotto ? ;-) Grazie per gli stimoli.
(*) Non é colpa mia se tra di voi ci sono queste oggettive "convergenze parallele", mi pare utile sottolinearle e bisognerà che ve ne facciate una ragione.
Ma povero Cd, quasi mi commuovi.. :-)
Quante difficoltà sulla tua strada..
Sto scherzando eh.. ;-)
Beh. Guarda che non era poi compliato andar lontano sulla questione del laicismo:
Agenzia Sir - 16 Novembre 2009 -
16:46 - EUROPA: CARD. SODANO, “IL MACIGNO DEL LAICISMO DALLA STRADA DELL’INTEGRAZIONE” (2)Per quanto riguarda poi l'applicazione concreta, inerente anche alle tue sofferenze "Impossibilitato ad essere compreso se non attraverso scelte di campo preconfezionate ed in chiave ideologica, costretto ogni volta a ridefinire il mio sospetto cattolicesimo (Alieno)"
Ti faccio osservare la mia piena aderenza non-ideologica dell'idea cristiana e la mia non difficoltà a "ridefinire" alcunché visto che resto concorde sui grandi temi etici della Chiesa in modo affatto "sospetto" e se tu ti senti "sospettato", beh, ma saranno anche problemi tuoi alla fine, che ti devo dire.
Certo non è in discussione la mia idea laica che è condivisa anche dalla Chiesa Cattolica nella stessa ottica.
Agenzia Sir - 16 novembre 2009 -
13:33 - MEDICI CATTOLICI: CARD. BERTONE, “PROMUOVERE LA VITA NELLA SUA INTEGRALITÀ” (2)-----
Le contrapposizioni con la Chiesa Cattolica io non ce l'ho, sono tutte tue e forse, come spesso ti ho detto, perché prevale una tua affettività di tipo ideologico molto forte ed un tuo costante tentativo di mediazione o di sincretismo tra ideologia sinistra e idea della cattolicità.
dunque trasformando anche l'idea della laicità, forse, in qualcosa che risulta essere dalla tua parte in contrapposizione più o meno frontale con la Chiesa Cattolica e con me.
Condivido naturalmente, anzi, utilissima la lettura di Luzzati ed anche di Padre Sorge che a lui si ispira.
D'altra parte anche io talvolta mi sento stretto tra la tua visione della cristianità, la tua "gelosia" cattolica (per cui io non avrei diritto nemmen a parlarne praticamente e dunque non sono legittimato nemmeno a dire che concordo immagino com'é il più delle volte eheh9 e la visione fortemente anti-cattolica del Civis, che per lo più accorcia le distanze con te, mica con me, dove la contrapposizione è certamente più marcata.
E dunque non c'é bisogno di andare lontani: tutto sommato credo di essere in linea con la stragrande maggioranza dei cattolici e con la linea ufficiale della Chiesa Cattolica e la tua percezione di contrapposizione, in fondo, è una continuità coerente con le tue preponderanti critiche e polemiche che alla Chiesa riservi, a partire dal Papa.
Ovvio che se tu sei estremamente critico, pessimista, negativo e polemico con il papa, la chiesa cattolica così come è oggi ed io invece affermi costantemente la mia stima e concordia in un rapporto più sereno (paradossalmente pur non essendo cattolico come te) tu debba poi sentire una contrapposizione e arrivare a lamentare di essere costretto a ridefinire il tuo "sospetto" cattolicesimo.
Come dire: fai tutto da solo. Io già te l'ho suggerito di guardare meglio nella tua disposizione verso il Vaticano, perché emerge una tua frequente contrapposizione e mi spiace non ti vada giù una mia NON contrapposizione con tanti tanti cattolici o vaticano, certo non quanto potrà mai essere la tua.
Ma è problema tuo, essendo tu cattolico, troppo comodo imputar colpe agli alieni eheh.
Dunque citiamo altri temi che ti fanno percepire lo stress:
15:29 - BENEDETTO XVI: MESSAGGIO ALLA CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI“Non si tratta soltanto di predicare il Vangelo, ma di ‘raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell'umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza’”: questi pensieri di Paolo VI sono stati richiamati oggi da Papa Benedetto XVI nel messaggio inviato al card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in occasione dell’Assemblea Plenaria della Congregazione che si tiene dal 16 al 18 novembre presso l’Università Urbaniana, sul tema: "San Paolo e i nuovi areopaghi". “Occorre guardare ai ‘nuovi areopaghi’ – ha poi proseguito il Papa - con tale spirito; alcuni di essi, nell’attuale globalizzazione, sono diventati comuni, mentre altri restano specifici di alcuni Continenti, come si è visto anche nella recente Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. L’attività missionaria della Chiesa va pertanto orientata verso questi centri nevralgici della società del terzo millennio. Né va sottovalutato l’influsso di una diffusa cultura relativista, il più delle volte carente di valori, che entra nel santuario della famiglia, si infiltra nel campo dell’educazione e in altri ambiti della società e li contamina, manipolando le coscienze, specialmente quelle giovanili”. (segue) (sempre agenzia Sir).
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Non mi pare simpatico che io debba aver responsabilità nelle tue percezioni: non vorrai mica farmi colpa se da non cattolico condivido pienamente le parole, che so di Bagnasco e l'idea di laicità di tanti, cattolici e no e tu invece sei in una posizione meno chiaramente concorde?
09-11-09 CROCIFISSO: BAGNASCO, SENTENZA SURREALE. IN EUROPA IDEOLOGIA LAICISTA(ASCA) - Assisi, 9 nov - Una sentenza ''sorprendente'' e ''alquanto surreale'', quella della Corte europea dei diritti dell'uomo, nelle parole del presidente della Cei, card.
Angelo Bagnasco, che ha aperto oggi pomeriggio con la sua prolusione i lavori dell'Assemblea Generale dei vescovi italiani. Per l'arcivescovo di Genova, il pronunciamento della Corte di Strasburgo, al di la' del ''fermo e inalienabile diritto di ciascun popolo alla propria identita' culturale'' e del ''vincolante rispetto del principio di sussidiarieta' che deve sovrintendere alla dinamica europea'', deve ''fare riflettere su una certa ideologia che non rinuncia a fare capolino nelle circostanze piu' delicate della vita continentale, quella di un laicismo per cui la neutralita' coinciderebbe con l'assenza di valori, mentre la religione sarebbe necessariamente di parte''.
Una ''simile posizione'', ha aggiunto il cardinale, ''oltre ad essere un'impostura, non e' mai stata espressa dalla storia e neppure dalla volonta' politica degli europei''.
''C'e' piuttosto - ha osservato ancora il card. Bagnasco - l'obbligo di registrare qui il tentativo di rivalsa che esigue minoranze culturali, servendosi del volto apparentemente impersonale della burocrazia comunitaria, perseguono sulle libere determinazioni dei popoli''. ''Ma per questa strada - ha ammonito il porporato - si mette fuori gioco se stessi e l'Europa - necessaria a se stessa e al mondo - si allontana sempre di piu' dalla gente''.
Il presidente dei vescovi italiani, il crocifisso, ''lungi dal minacciare le responsabilita' educative della famiglia e quelle laiche di ogni Stato moderno'', ''nella molteplicita' dei suoi significati puo' suggerire solo valori positivi di inclusione, di comprensione reciproca, in ultima istanza di amore vicendevole''.
asp/gc/ss
(ASCA) - Assisi, 9 nov - Una sentenza ''sorprendente'' e ''alquanto surreale'', quella della Corte europea dei diritti dell'uomo, nelle parole del presidente della Cei, card.
Angelo Bagnasco, che ha aperto oggi pomeriggio con la sua prolusione i lavori dell'Assemblea Generale dei vescovi italiani. Per l'arcivescovo di Genova, il pronunciamento della Corte di Strasburgo, al di la' del ''fermo e inalienabile diritto di ciascun popolo alla propria identita' culturale'' e del ''vincolante rispetto del principio di sussidiarieta' che deve sovrintendere alla dinamica europea'', deve ''fare riflettere su una certa ideologia che non rinuncia a fare capolino nelle circostanze piu' delicate della vita continentale, quella di un laicismo per cui la neutralita' coinciderebbe con l'assenza di valori, mentre la religione sarebbe necessariamente di parte''.
Una ''simile posizione'', ha aggiunto il cardinale, ''oltre ad essere un'impostura, non e' mai stata espressa dalla storia e neppure dalla volonta' politica degli europei''.
''C'e' piuttosto - ha osservato ancora il card. Bagnasco - l'obbligo di registrare qui il tentativo di rivalsa che esigue minoranze culturali, servendosi del volto apparentemente impersonale della burocrazia comunitaria, perseguono sulle libere determinazioni dei popoli''. ''Ma per questa strada - ha ammonito il porporato - si mette fuori gioco se stessi e l'Europa - necessaria a se stessa e al mondo - si allontana sempre di piu' dalla gente''.
Il presidente dei vescovi italiani, il crocifisso, ''lungi dal minacciare le responsabilita' educative della famiglia e quelle laiche di ogni Stato moderno'', ''nella molteplicita' dei suoi significati puo' suggerire solo valori positivi di inclusione, di comprensione reciproca, in ultima istanza di amore vicendevole''.
asp/gc/ss
(ASCA) - Assisi, 9 nov - Una sentenza ''sorprendente'' e ''alquanto surreale'', quella della Corte europea dei diritti dell'uomo, nelle parole del presidente della Cei, card.
Angelo Bagnasco, che ha aperto oggi pomeriggio con la sua prolusione i lavori dell'Assemblea Generale dei vescovi italiani. Per l'arcivescovo di Genova, il pronunciamento della Corte di Strasburgo, al di la' del ''fermo e inalienabile diritto di ciascun popolo alla propria identita' culturale'' e del ''vincolante rispetto del principio di sussidiarieta' che deve sovrintendere alla dinamica europea'', deve ''fare riflettere su una certa ideologia che non rinuncia a fare capolino nelle circostanze piu' delicate della vita continentale, quella di un laicismo per cui la neutralita' coinciderebbe con l'assenza di valori, mentre la religione sarebbe necessariamente di parte''.
Una ''simile posizione'', ha aggiunto il cardinale, ''oltre ad essere un'impostura, non e' mai stata espressa dalla storia e neppure dalla volonta' politica degli europei''.
''C'e' piuttosto - ha osservato ancora il card. Bagnasco - l'obbligo di registrare qui il tentativo di rivalsa che esigue minoranze culturali, servendosi del volto apparentemente impersonale della burocrazia comunitaria, perseguono sulle libere determinazioni dei popoli''. ''Ma per questa strada - ha ammonito il porporato - si mette fuori gioco se stessi e l'Europa - necessaria a se stessa e al mondo - si allontana sempre di piu' dalla gente''.
Il presidente dei vescovi italiani, il crocifisso, ''lungi dal minacciare le responsabilita' educative della famiglia e quelle laiche di ogni Stato moderno'', ''nella molteplicita' dei suoi significati puo' suggerire solo valori positivi di inclusione, di comprensione reciproca, in ultima istanza di amore vicendevole''. Articolo su agenzia Asca del 9 11 2009
CROCIFISSO: BAGNASCO, SENTENZA SURREALE. IN EUROPA IDEOLOGIA LAICISTA .
Tuttavia mi pare emergano delle ombre di incongruenza tra ciò che porta avanti il Papa con Sorge, Card. Martini ecc i alcuni punti.
Per dire:
In conclusione, non è possibile realizzare l’unità nella pluralità, necessaria sia per governare il Paese, sia per costruire l’Unione Europea e la pace nel mondo, se non si parte da una nuova concezione di laicità, intesa come superamento di ogni confessionalismo non solo religioso, ma anche ideologico. Le grandi carte internazionali dell’Onu sui diritti umani sono già un esempio di questa laicità positiva e matura.
Invece parrebbe nn piacere alla Chiesa stretta vicino alla sua guida, il Papa quell'idea euforica ed entusiasta.
L'Europa così come l'Onu, infatti, continuano a deludere tanto la proposta cattolica che quella di laicità autentica per un laicismo ed un relativismo, spesso nichilista, che invece li inquietano molto e così costringendo continuo appello del Pontefice all'assunzione di responsabilità da parte dei cattolici.
Non "adulti", ma cattolici.
Ovvio che se a Sorge piace considerare "esemplare" il comportamento di Berlinguer, beh, è complicato non intravedere una sua lettura "ideologizzata" ehehe.
Così, toh guarda, se la prende un poco con "gli «atei devoti» nostrani, da Marcello Pera a Giuliano Ferrara e altri. Essi pretendono, da atei, di usare il Cristianesimo come scudo culturale e politico, in particolare contro l’«invasione» dell’Islam. Purtroppo non mancano monsignori che ci vanno a braccetto; ma bisogna avere il coraggio di dire, come ha chiarito bene il Concilio che la religione, pur potendo ispirare le culture più diverse, tuttavia non si potrà mai ridurre a cultura, senza distruggere insieme e la religione e la cultura. "
Peccato che però, né Pera né Ferrara e gli altri "atei" pretendono di ridurre la religione a cultura, semplicemente riconoscono la sua interazione con la cultura, la capacità performante della fede cristiana ed invece, a certi cattolici "adulti" o preti con simpatie sinistre attenti che gli atei devoti non vadano a braccetto, poi finiscano per essere proprio coloro che vanno a braccetto con una politicizzazione ed una riduzione della fede e della religione a "tempo", cioè marcando la distanza fede-politica più che altro, quando il braccio sinistro lo richiede. :-)
Ed allora la distanza e la contrapposizione non è certo opera mia: ho il mio punto di vista e concordo con Ratzinger quandos piega già nel 2002:
NOTA DOTTRINALE
circa alcune questioni riguardanti
l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica
La Congregazione per la Dottrina della Fede, sentito anche il parere del Pontificio Consiglio per i Laici, ha ritenuto opportuno pubblicare la presente "Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica". La Nota è indirizzata ai Vescovi della Chiesa Cattolica e, in special modo, ai politici cattolici e a tutti i fedeli laici chiamati alla partecipazione della vita pubblica e politica nelle società democratiche.
da cui traggo:
Le attuali società democratiche, nelle quali lodevolmente tutti sono resi partecipi della gestione della cosa pubblica in un clima di vera libertà,[4] richiedono nuove e più ampie forme di partecipazione alla vita pubblica da parte dei cittadini, cristiani e non cristiani. In effetti, tutti possono contribuire attraverso il voto all’elezione dei legislatori e dei governanti e, anche in altri modi, alla formazione degli orientamenti politici e delle scelte legislative che a loro avviso giovano maggiormente al bene comune.[5] La vita in un sistema politico democratico non potrebbe svolgersi proficuamente senza l’attivo, responsabile e generoso coinvolgimento da parte di tutti, «sia pure con diversità e complementarità di forme, livelli, compiti e responsabilità».[6]
Mediante l’adempimento dei comuni doveri civili, «guidati dalla coscienza cristiana»[7]] in conformità ai valori che con essa sono congruenti, i fedeli laici svolgono anche il compito loro proprio di animare cristianamente l’ordine temporale, rispettandone la natura e la legittima autonomia [8] e cooperando con gli altri cittadini secondo la specifica competenza e sotto la propria responsabilità.[9]Conseguenza di questo fondamentale insegnamento del Concilio Vaticano II è che «i fedeli laici non possono affatto abdicare alla partecipazione alla "politica", ossia alla molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune»,[10] che comprende la promozione e la difesa di beni, quali l’ordine pubblico e la pace, la libertà e l’uguaglianza, il rispetto della vita umana e dell’ambiente, la giustizia, la solidarietà, ecc. -----
Insomma, non è certo colpa mia se hai lo stress e ti senti accerchiato (io me ne faccio una ragione dell'accerchiamento tuo e di Civis eh) dovendo definire la tua cattolicità, tutto quello che faccio è concordare con il Papa dove lo ritengo opportuno e lo ritengo opportuno spesso.
Insomma: non sono cattolico, ma condivido un vastissimo repertorio di analisi e letture convidise con loro e certo,
non sono animato da sentimenti anti-papisti, non è che posso dargli torto perché tu ti senta più sereno, eheh.
Ogni bene Ciddì.
In maniera sistematica tanto nel dialogo con Alieno che con civis ci scontriamo sul concetto di laicità. Impossibilitato ad essere compreso se non attraverso scelte di campo preconfezionate ed in chiave ideologica, costretto ogni volta a ridefinire il mio sospetto cattolicesimo (Alieno) o il senso stresso di "laicità" (civis), costretto ad un confronto che non può essere se non attraverso lo specchio deformante di forzate contrapposizioni frontali reciprocamente escludenti, ho trovato sul tema laicità quest'intervista a Padre Bartolomeo Sorge che prende lo spunto da un suo precedente articolo sulla laicità in Lazzati, perciò la posto qui sperando di far cosa utile.
http://www.sintesidialettica.it/leggi_articolo.php?AUTH=1&ID=301
Sottolineo in particolare
bisogna avere il coraggio di dire, come ha chiarito bene il Concilio che la religione, pur potendo ispirare le culture più diverse, tuttavia non si potrà mai ridurre a cultura, senza distruggere insieme e la religione e la cultura (...)
occorre evitare il rischio di strumentalizzare la religione a finalità civiche. Su questo punto occorre essere chiari. La fede non può essere strumentalizzata a fini politici e civici, né la politica può essere usata a fini di evangelizzazione. L’autonomia della Chiesa e dello Stato deve essere totale e va preservata, senza indebite commistioni.
Don,
corregga "aico" nel titolo, è una parola interessante da utilizzare per esempio, nei motori di ricerca "laico", mentre "aico" invece.. :-))
Buona serata.
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 11:50
Giovangualberto Ceri
GIOVEDÌ 2 GIUGNO 2011
CON FESTEGGIAMENTI PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA?
MEGLIO SAREBBE DIRE, SE CON DANTE, SCIENTIFICAMENTE. ECCO IL PERCHÉ.
Dante personaggio ci fa sapere nella DIVINA COMMEDIA di essere nato lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria Repubblicana. Dante nato il Martedì 2 Giugno 1265 e la nostra Repubblica Italiana nata la Domenica 2 Giugno 1946. Egli sarebbe stato un Profeta? Affascinante? Utile? Sembrerebbe di no a giudicare dall’interesse mostrato, cioè nessuno!, dalle Università degli Studi e dagli uomini politici al sopraggiungere di questa notizia. Ma, per tacere, ci saranno dei gravi motivi? Vedremo.
Recita intanto Dante con molta eloquenza: “… in quant’io (Dante personaggio) vidi ‘l segno / che segue il Tauro (cioè vidi quel segno che segue quello del Toro e che sappiamo essere il segno dei Gemelli) e fui dentro da esso (cioè nell’arco di 30° di questo segno. Dante mette in rilievo che il suo Sole di nascita non si trovava affatto nei Gemelli dello zodiaco delle costellazioni, come purtroppo tutti i commentatori affermano commettendo un gravissimo errore scientifico, ma nei Gemelli dello zodiaco dei segni, che è tutt’altra cosa !!!). / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (cioè il Sole) , quand’io senti’ di prima l’aere tosco;/ (Par., XXII, 110 – 117) Cioè quand’io nacqui.
Una volta risolto l’enigma posto da questi versi succederebbe però una rivoluzione politico-culturale capace di suscitare, non solo stupore e meraviglia, ma problemi in tutte le maggiori Università del mondo e anche problemi di carattere religioso. Questo enigma si risolve nel seguente modo. Per gentilezza mi facciano sapere, L’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI, o gli esperti della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, semmai fosse vero!, dov’è che io avrei sbagliato.
Procedendo nei calcoli inerenti i citati versi, calcoli che Dante implora da sette secoli che siano fatti, il Poeta stesso personaggio risulta infatti essere nato il MARTEDÌ 2 GIUGNO 1265. Questo perché, per logica e scientifica esclusione, quindi oggettivamente, abbiamo che le “gloriose stelle” di cui lui qui riferisce (c.XXII, vv. 110 – 117, del Paradiso) sono tre: la POLARE (alfa Ursae Minoris) a quei tempi a 18°.20’ di longitudine nel segno dei Gemelli; la BETELGEUSE (alfa Orionis) a 18°.30’; e la MENKALINAM (beta Aurigae) a 19°.40’. Dante afferma, sempre in questi versi, che quando lui nacque il SOLE si trovava in congiunzione, ovviamente “montante e nobile”, con queste tre stelle:”con voi nasceva”, appunto, il Sole. In altre parole, unito insieme a voi tre stelle gloriose e di gran virtù nasceva il Sole quand’io nacqui. Se questo Sole si trovava in congiunzione con esse il Sole stesso avrà avuto necessariamente la loro stessa longitudine in Gemelli e perciò questo Sole avrà avuto la longitudine di 18°.01’ circa in Gemelli. E che giorno era quando il Sole, ai tempi di Dante, raggiungeva 18°.01’ in Gemelli? Era, appunto, il 2 GIUGNO 1265, come testimonia anche il dotto Ebreo Profazio, cioè Jacob ben Machir ben Tibbon, la più alta autorità astronomico-astrologica operante in Europa, a Montpellier, fra la fine ‘200 e gli inizi del ‘300 (cfr. Profhacii Judaei Montispessulani Almanach perpetuum – ad annum 1300 inchoatum – Codicis Laurentiani PL. XVIII sin. N. I; cfr. anche J. Boffito e C. Melzi D’Eril). Dunque il Poeta della Patria è nato quando la nostra Patria Repubblicana, esattamente il 2 GIUGNO. Però, TUTTI ZITTI!!! Ma ci sarà un motivo, visto che dal 29 maggio 1993, cioè da quando io parlai del problema ai Dantisti, alla BIBLIOTECA CLASSENSE DI RAVENNA con in prima fila FRANCESCO MAZZONI E PATRICK BOYDE, nessuno mi ha mai smentito, né, purtroppo, mai dato ragione come in effetti ce l’ho.
Dunque quand’io dimostrai, il 29/5/1993, la ricordata data di nascita di Dante era Presidente di turno CESARE VASOLI che, se pur scettico verso l’Accademia, ha invece trovato sempre la forza e il coraggio, almeno personalmente, di darmi ragione: e credo che non gli sia stato facile. Dall’indicazione del 2 giugno 1265 verrebbe fuori infatti, e necessariamente, che la Commedia è anche un’opera rigorosamente astrologica per cento altre questioni collegate e che dunque il ‘viaggio’ della Commedia avviene sicuramente nell’anno 1301, cioè fuori del giubileo papale di Bonifacio VIII, e non affatto quindi nel 1300. Di conseguenza il Vaticano dovrebbe anche ammettere, oltre al fatto che la Commedia è fuori del giubileo, che per studiare Dante, il medioevo e l’antichità, bisognerà riuscire a padroneggiare l’ASTROLOGIA di Claudio Tolomeo. Però il Vaticano ha ribadito, anche recentemente, che l’Astrologia va RESPINTA: art. 2116 del recente CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Lib. Ed. Vaticana, 1992). E come respingerla se ce n’è bisogno almeno per studiare Dante? Laici intellettuali e professori di sinistra continuate col vostro silenzio a dare una mano al Vaticano. Speriamo che il fenomeno avvenga inconsapevolmente.
Io ho riferito della questione liturgica ed astrologico-dantesca in TV a Canale 10, che qui allego: Cfr. YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA. Per gentilezza controllare. Se nel 1993, al momento delle mie scoperte, fosse stato ancora vivo il Professor GIUSEPPE LAZZATI non avrei avuto problemi a venire ascoltato perlomeno all’Università Cattolica di Milano, data la sua amicizia con il mio amico Mons. Enrico Bartoletti. Invece “picche”. Per me la nuova linea culturale, per me con grossi aspetti negativi, già iniziata e portata avanti da papa WOITYLA, cioè da papa GIOVANNI PAOLO II, sta ancora trionfando. Cosa fare? ''La Civiltà Cattolica'' riferisce, per esempio, di un commento che sarebbe stato fatto da parte di mons. Ghidelli allora assistente ecclesiastico della sede milanese dell'Università Cattolica del Sacro Cuore: ''Le agende di mons. Bartoletti? Non le pubblicheranno mai. Verrebbe fuori il suo ruolo politico ...''.
Di recente si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma come può fare il nostro SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ON.LE GIORGIO NAPOLITANO, a dire che Dante è nato il 2 giugno come la Repubblica Italiana se gli studiosi, anche di sinistra, non entrano nel merito con un coraggioso sì? Sarebbe una bella professione anche di concreta ed autentica laicità.
Il compito di seguirmi per controllare se ho ragione, o torto, potrà apparire faticoso. È vero!!! Però si tratta di una pista nel deserto, o nella fitta giungla, già da me per la prima volta aperta: e dunque la fatica degli altri sarebbe pari ad un centesimo di quella da me sofferta. Pari a quella durata, p.e., da Copernico e Galileo, rispetto a quella dell’Inquisizione e del Cardinale Bellarmino, al fine di arrivare a capirli, se pur, poi, respingendoli.
Con auguri di Buon Lavoro.
F.TO GIOVANGUALBERTO CERI