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Pro-life comprano pubblicità al Super Bowl. Storie di strana libertà americana.

Venerdì 29 Gennaio 2010, 16:49 in Riflessione di

L'America, lo sappiamo, è la patria della libertà. Il luogo nel quale chiunque può esprimere le proprie opinioni, senza nulla che glie lo possa impedire.

Il luogo dove a tutti sono date le stesse possibilità e dove per tutti è tutelata la possibilità di spressione..

Probabilmente questo sarebbe forse tutto vero...se non capitassero cose come quella che ci racconta oggi La Repubblica.

Uno spot pubblicitario di appena 30 secondi durante il Super Bowl, la finalissima di football americano che si disputerà a Miami domenica 7 febbraio, costa sui 3,2 milioni di dollari, cioè 2,3 milioni di euro. Ma l'ingente spesa non ha scoraggiato Focus on the family, un gruppo di cristiani conservatori di Colorado Springs fondato dal reverendo James Dobson, che, durante la trasmissione in diretta della partita tra la squadra dei Colts e quella dei Saints sulla rete Cbs, manderà in onda uno spot contro l'aborto.

Sarà solo una "celebrazione della vita", si affretta a spiegare il gruppo del Colorado nel tentativo di smorzare le polemiche. Lo spot racconta la storia di Pam e Tim Tebow. Lui, Tim, è il quarterback della squadra dei Florida Gators. Pam è la mamma: quando era incinta di lui, nel 1987, si ammalò durante un viaggio in una missione nelle Filippine. I medici le consigliarono di abortire, lei rifiutò e ora il figlio è un campione tra i più bravi (e tra i più amati) del football americano.

Ma ovviamente la libertà...se tocca temi delicati come quello della vita....è un po' "parziale" anche in America....

Ed ecco che il fronte abortista subito si è lamentato.

"Pretendiamo dalla Cbs di non trasmettere degli spot controversi come questo", ha tuonato Jehmnu Greene, presidente del Women media center, facendosi portavoce di altre organizzazioni per i diritti delle donne. "Non si può  -  ha aggiunto la Greene - strumentalizzare la storia di una famiglia per impartire un insegnamento morale al pubblico americano, né per convincere le giovani donne a non seguire i consigli dei medici, mettendo così a repentaglio la loro vita".

 

Bhè....proprio uno strano concetto di libertà....davvero....

 

L'articolo, comunque, lo trovate qui...

12
12 commenti
12
05 Feb 2010
alle 02:53

Alieno

E' interessante osservazione e del resto, già ampiamente documentata.

Oliviero Toscani ci ha fatto fortuna sulle provocazioni al limite dell'inaccettabilità, prima di cadere in disgrazia.

Per non parlare dello star system di attrici, attori e cantanti, capacissimi di usare come spot, rivelazioni di omosessualità o di baciarsi in pubblico durante le premiazioni o i concerti..

E così potremmo pensare per esempio, al noto libro di Dan Brown, gettando l'esca e parte della Chiesa abboccando malamente, facendone un mito, così come del film, che poi a guardarlo, beh, è un po' cagata per quanto mi riguarda (meglio il libro, sicuramente), ma senza polemica, uno romanzo fantasioso, fantastico, non realistico che chissà se poi, senza quella promotion appunto "esca" di essere dissacrante fino all'inaccettabile, avrebbe avuto poi tanta notorietà.

Ed insomma, la teoria è lunga, infinita e dunque ben dice, per quanto mi riguarda, il manifesto e dunque nulla di nuovo sotto il sole, anche se a dirlo è l'organo del sol dell'avvenire, eheh.

Ogni bene Enrico.

A.

11
03 Feb 2010
alle 17:11

enrico

da blog.ilmanifesto.it

La verita’ e’ che sempre per il dicorso di cui sopra cioe’ dell’indotto pubblictario amplificato da intertnet che ruota attorno all’evento, quello del ‘rifiuto da superbowl’ e’ ormai di per se una efficace strategia pubblicitaria. Si produce uno spot ‘inaccettabile’ come esca, contando sul veto del network mentre la pubblicita’ effettiva deriva proprio dalla polemica conseguente. Gioco particolarmente facile coi guardiani della morale del superbowl. Tanto per rendere l’idea un’associazione ha chiesto di cancellare il concerto half-time affidato agli Who a causa della presunta pedopornografia trovata in posesso di Pete Townshend nel 2003.

10
02 Feb 2010
alle 16:37

Alieno

Concordo pienamente con Manuela.

I suoi "vorrei" sono i miei.

Aggiungo anche una cosa, un altro "vorrei".

Vorrei che la donna, che per qualsiasi voglia o ragione, è incapace di amare la vita che è il lei,

sappia essere generosa e non togliere la speranza,

che quella vita abbia una speranza,

una speranza di incontrarlo l'amore, diventandone nuovo testimone anche.

Anche questo atto di generosità, nonché di sincera umiltà, è un atto di amore: dove non si può o non si è capaci, riconoscere i propri limiti e non imporli senza rimedio, ciechi, agli altri.

E' un atto non privo di sofferenza, ma assolutamente una sofferenza che non distrugge la speranza e non perde davvero l'amore, il bene, né spezza il significato della vita e della sua dignità, ma la salva.

A.

9
02 Feb 2010
alle 09:52

civis romanus sum

Libertà parziale in USA ? ,,, Effettivamente ,,, Mentre ad una setta integralista cristiana, la cbs ha permesso nell' occasione del 7 febbraio per la finale del Superbowl di mandare in onda uno spot apertamente anti-abortista, lo stesso network tv ha deciso di rifiutare di mandare in onda: la pubblicità di ManCrunch.com, un sito di appuntamenti per omosessuali.

Bisogna riflettere di più sulle arroganze di questi cristianisti ,,, e limitarne le pretese, come si apprestano a fare laggiù in USA i movimenti per la libertà di espressione.

(Clicca sul sottolineato per accedere al contenuto)

 

 

8
02 Feb 2010
alle 08:11

Manuela

mi fa piacere che ci siano persone che si mobilitano per far riflettere sull'aborto: non sono contro la legge che tutela le donne che vogliono abortire, ma vorrei che non ce ne fosse bisogno. Vorrei che nessuna donna sentisse come un peso la gravidanza, ma come una ricchezza; vorrei che fosse spontaneo in lei l'amore per l'essere che sta nascendo, vorrei che avesse un compagno che la sostiene e che ama questo essere quanto lei; vorrei una società che mette in primo piano le persone e non i soldi; vorrei dunque che ci fosse una cultura dell'amore e non del materialismo; vorrei asili e lavoro per tutti. E se una coppia non vuole figli, vorrei che ricorresse alla contraccezione e non all'aborto.

Quando dei genitori amano i propri figli, non c'è bisogno di altro:i nostri nonni avevano molti figli, erano comuni le famiglie con 4, 5, 6 figli, eppure c'era povertà, fame, molti emigravano. C'era anche allora chi ricorreva all'aborto (clandestinamente) ma il fatto che molte donne tenevano i propri figli e non ricorrevano a questa soluzione dovrebbe farci riflettere.

7
01 Feb 2010
alle 20:14

Alieno

una misura compensativa volontaria ..

non disprezziamoli né sputiamoci sopra

 

6
01 Feb 2010
alle 19:54

Alieno

Enrico: io lo spot nemmeno l'ho visto.

Certo, a prescindere è più freddo di una testimonianza sul campo, ci puoi giurare.

Però, senza nulla togliere all'azione "volontaria", anzi, di valore anche in questo, resta sempre una misura compensativa ed involontaria che, dal mio punto di vista, rispetto al progetto di proposta autentica, dovrebbe essere "emergenziale".

Ed invece, come ben dici, è emergenza cronica, governo dopo governo.

Evidente che la testimonianza non basta. Non basta perché non ha sufficiente visibilità, non basta perché non ha eguale diffusione o quel che vuoi, ma sappiamo per certo, piaccia o dispiaccia, che gli spot funzionano e se ben fatti ed organizzati, sono più che emozione, ma disegnano o stimolano una sensibilità nell'opione pubblica, lasciando un segno nella costruzione progettuale, sociale più ampia.

Campagne di sensibilizzazione le vediamo sempre: certo, possiamo notare anche che non vengano prese, purtroppo, in considerazioni, ma non è giusto sottovalutare il dato positivo, cioé dove raggiungono i soggetti, lasciando uno stimolo, un segno, una possibilità di cambiamento.

E così, mi pare utile promuovere anche un progetto aldilà della testimonianza in sé, perché può contribuire anche così, ad aumentare la partecipazione di quella testimonianza.

Certo, non ci sono solo assegni da staccare. Ma volendo restare con i piedi per terra, in una squallida realtà, in un pragmatico prendere atto della situazione, quegli assegni servono, eccome se servono, non sputiamoci né sputiamoci sopra per favore, non è il caso, perché sono necessari come il resto e per quanto mi riguarda, non è aspetto meno nobile, staccare l'assegno, di far altro,

mi limito ad essere contento di quel che viene, che qualcuno faccia qualcosa, la sua parte come e se può, eviterei di suggerire stupidi moralismi, dovendo essere tanto realistici che ben disposti verso chiunque collabori, per quanto collabori in modi e misura diversa, importanti dal primo all'ultimo (non è che dobbiamo farci su una lotta di classe eh).

Alieno

5
01 Feb 2010
alle 12:13

enrico

Per scopo intendevo diffondere una mentalità antiaborto.

Credo che l'agire, dare testimonianza, sia migliore di tante parole. E allora aiutare madri in difficoltà mi sembra una interessante proposta alternativa allo spot.

Tu dici: le mamme dovrebbe aiutarle lo Stato. Hai ragione. Però passano i governi di destra e di sinistra e nessuno fa nulla. 

E poi il progetto Gemma non consiste solo nell'aiuto economico. Non ci sono freddi burocrati che staccano assegni alle mamme che arrivano con un coupon. Ci sono persone (del MpV) che incontrano altre persone e dimostrano loro interesse e amore. 

Lo spot mi sembra più freddo, ma è una mia impressione.

Comunque in USA ci sono state polemiche perchè questo è stato accettato mentre uno degli omosessuali no. Pare ci sia un codice che regolamenta le pubblicità ammesse in occasione del Superbowl.

4
31 Gen 2010
alle 00:02

Alieno

Appunto, concordo: se ne parlerà, se abbiamo la capacità di assumerci la responsabilità perchè ciò accada e se ne parli continuamente e sempre di più.

Ma qualcosa non quaglia: i tanti spot, per dire, pro-gay, imposti anche dall'altro nelle programmazioni cinematografiche, sponsorizzate come campagne educative, ministeriali, europee per non contare le mille altre iniziative, funzionano.

Funzionano ed è per questo che c'è un tanto spenderci i soldi: quelle promozioni non emozionano soltanto, ma lasciano un solco educativo, culturale, valoriale. Consapevole appunto l'iniziativa privata di lobby gay, che ci spende, così come comprendon che non solo emoziona coloro che si incaricano di promuoverlo, diciamo, con direttive europee. E che la faccenda funzioni e sia in un ritorno anche notevole, economico, proprio perché funziona qualcosa di più dell'emozione c'è quel ritorno, se ne sono accorti anche tanti soggetti aziendali, imprese, interessi economici.

Dunque lo "spot", non inganniamoci, lo sanno tutti che non commuove solo un attimo: lo sanno tanto chi lo promuove, lo sanno chi lo contesta, nel caso dei gay, per esempio, la Chiesa.

Ugualmente per la causa pro-life: altro che sola emozione transitoria. Se ne accorgono coloro che ci investono su, ma anche coloro che contestano la proposta se ne accorgono ed infatti, nasce puntuale la polemica perché tutti sanno che non è solo un'emozione l'effetto di quello spot.

E lo scopo che ci si è prefissi, qual'é?

Quello di adozioni prenatali di madri in difficoltà? Solo una piccola parte: il progetto dovrebbe essere mi pare più ampio. Ovvero consolidare e concretizzare una proposta dove le madri in difficoltà, non hanno bisogno di un progetto finanziato come quello Gemma, ma dove quel progetto è parte integrante e compreso nell'organizzazione sociale pubblica, dove è lo Stato stesso che lo fa e tutela e garantisce.

Il progetto Gamma è praticamente, una condizione di "continua" emergenza, che però nello scopo pieno, si prevede e si propone di ridurre: dunque tutela per famiglie, madri in difficoltà, avendo affermato questo modello di società, senza dover ricorrere a vie emergenziali di compensazione, con iniziative specifiche come il progetto Gamma, dunque progetto pubblico, leggi e dispositivi, oltreché un'ampia cultura affinché la gravidanza, il concepimento, la maternità, la nascita, la vita sia compresa pienamente ed assorbita, acquisita degnamente nella valorialità di un progresso sociale.

Lo spot, non solo è utile, ma necessario e più ce ne fossero proprio in ragione dello scopo che ci si prefigge, proprio in funzione della proposta che è quella di portata ampia sociale, diffusamente conosciuta.

E poi vedi, se ne parla e come dici tu, altri che fanno parlare di sé, si son fatti e gli han fatto talmente tanti spot che si beccano pure onorarie cittadinanze!

Perché funzionano, funzionano gli spot, altroché e chi più ci spende e meglio spende (come spiegavo hanno compreso griffe di abiti di lusso e compagnie areee, gli affari sono affari), mette in moto un circuito produttivo, dei ritorni e delle attrattive.

E' importante fare promozione sociale educativa e tra l'altro, che questa funzioni da tempo se ne sono accorti tanti soggetti che hanno imparato presto, dai lontani tempi in cui si vendevano caramelle spiegando la balla ambientalista che comprando quelle e non altre, era possibile salvare orsi bianchi dall'uomo cattivo. E da allora, il marketing della promozione sociale-educativa, è diventato un business MOSTRUOSO, incalcolabile.

Dunque meglio entrare in quel circuito di spot, c'è di più che semplice emozione o non ci andrebbero dentro e dietro tutti quegli interessi economico-finanziari, stai certo, non se non c'è della sostanza più succosa dietro.

A.

3
30 Gen 2010
alle 19:25

enrico

Alieno, i progetti Gemma li fa il Movimento per la Vita e grosso modo consistono nell'adozione prenatale di madri in difficoltà.

Con quei soldi si potevano aiutare tante persone e probabilmente avere anche più ritorno per lo scopo che ci si era prefissi.

Lo spot forse emozionerà chi lo vede, si commuoveranno un attimo e poi lo dimenticheranno se il successivo sarà abbastanza attraente.

Però la difesa della vita fa sempre paura e c'è chi non vuole lo spot. Una famiglia pro-life non può essere strumentalizzata mentre altri possono tranquillamente e si beccano pure delle cittadinanze onorarie a Firenze.

Queste proteste aiutano comunque i pro-life: se ne parlerà, comunque vada, tantissimo.

2
30 Gen 2010
alle 14:16

Alieno

Scusa se lo chiedo, Elena, ma....

che diamine c'entra una risposta così?

Sono in dubbio: se è una battuta, va bene, lascia il tempo che trova come milioni di frasi che buttiamo là, quando abbiamo fretta e chiudiamo sintesi buttandola nel cazzeggio, con ironia.

Tipo: "se invece di spendere i soldi per studiare lo spazio interstellare come fanno le tante Margherita Hack, dessimo la casa a chi non ce l'ha, avete idea di quante famiglie avrebbero casa?" Oppure: "se invece di buttare via milioni e milioni e milioni per motivi ambientalisti tentando di salvare il pianeta, li impiegassimo tutti per la ricerca contro il cancro?" E si potrebbe continuare all'infinito: battute che hanno una lunga storia!

Storia con capostipiti importanti: "se mio nonno aveva le ruote era un carretto!" o anche "se avessi 5 palle sarei un flipper". Che è appunto il sarcasmo che si usa quando si buttano là delle analisi un po' superficialotte, tanto per uso demagogico.

Se è battuta, d'accordo. Però forse il progetto Gemma non è una cosa da ridere, ma una cosa seria. E così magari non è un caso che non ci siano nemmeno smiles, faccine ad aiutarci a capire che è e vuole essere solo battuta senza pretese.

Dunque resta il dubbio che è buttata là con serietà.

Ed allora tocca fare alcune osservazioni.

Hai idea dei milioni e milioni e milioni spesi, negli Usa, così come in Europa e perfino in Italia per fare promozione gay?

Siccome tu sei esperta, lascio a te il calcolo: quanti progetti Gemma?

Se poi anche i piccoli sforzi sono importanti e non bisogna sprecare, basta una notizia così, forse:

Soldi al festival gay si accende lo scontro

mercoledì, agosto 19, 2009 (di Adolfo Pappalardo da il Mattino):

Ecco, ci risiamo: ancora polemiche sulle tematiche omosessuali per un finanziamento di 10 mila euro concesso dal Comune di Napoli. Non per il Gay pride questa volta (quando, era il maggio scorso, anche l’uscente segreteria regionale del Pd storse il naso) ma per «Omovies», la seconda edizione del «festival di cinema omosessuale e questioning» (transessuale, ndr) che si terrà dal 31 ottobre al primo novembre presso la mediateca Santa Sofia grazie a un finanziamento concesso dall’assessorato alle politiche giovanili. A organizzarla la onlus «I Ken» che chiede a singoli, associazioni o scuole di partecipare inviando cortometraggi che trattino tematiche omosessuali o trasessuali. Sarà una giuria a selezionarli e premiare i due «corti» migliori.
Ma è subito polemica tra il Pdl che si chiede se non sia il caso di dare priorità ad altri progetti incentrati sulla realtà giovanile e l’assessore Giulio Riccio, sostenitore dell’evento.
«Sono una persona rispettosissima delle realtà omosessuale però penso che i finanziamenti delle politiche giovanili debbano avere prioritariamente altre destinazioni in una città dove latitano, specie in periferie, servizi per adolescenti e ragazzi. Insomma, niente contro i gay ma penso si debba pensare prima alle urgenze», attacca il consigliere pdl Raffaele Ambrosino. Poi rincara la dose: «Già mesi fa chiesi l’intervento del sindaco affinché revocasse i 30mila euro, di fondi riservati ai disabili e ai disagiati secondo la legge 328 del 2000, già stanziati per un concerto all’arenile di Bagnoli nell’ambito del “Preakout festival”. E da mesi aspetto invano un rendiconto su quell’evento che non aveva nulla a che fare coni disabili». Infine il consigliere d’opposizione a palazzo San Giacomo attacca direttamente l’assessore di Rifondazione e il sindaco Iervolino: «Riccio ancora una volta si dimostra la persona meno adatta per gestire i fondi sociali e giovanili sempre più spesso dirottati verso eventi quanto meno opinabili. Strano che la Iervolino lasci passare delibere in tal senso quando non passa giorno senza lamentarsi della mancanza di quattrini nelle casse comunali».
L’assessore al ramo, Giulio Riccio, difende invece la delibera e bolla le polemiche come «strumentali e inutili». «La rassegna – spiega – è alla seconda edizione e già l’anno scorso ha avuto un grande successo e ha coinvolto centinaia di giovani. Non si può parlare poi di iniziativa inutile perché, e lo dimostra la recente aggressione contro una ragazza omosessuale in piazza Bellini, ci sono ancora molte discriminazioni e intolleranze contro i gay in questa città. Per questo da qualche anno stiamo dando una mano al movimento che sta facendo un ottimo lavoro per l’inclusione sociale. Il resto sono solo polemiche inutili e strumentali da parte della destra>>.

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Il Comune di Napoli, come è noto, ha delle croniche patologie ed il suo bilancio è notoriamente non virtuoso, ovvero sempre in rosso per sprechi e pessima gestione pluridecenneale.

Però finanzia la SECONDA edizione per "Omovies".

Forse dovremmo dire: quanti progetti Gemma con quel denaro e quell'impegno organizzativo, tempo..?

Lo dovremmo fare perché altrimenti ci apparirebbe uno strumentale tirare in ballo il progetto Gemma, demagogia spicciola che però è per altri motivi: attaccare ideologicamente chi promuove la vita ed una proposta culturale precisa, volendoli dipingere come degli scellerati invasati che dei bambini da adottare se ne fregano, cattivi cattivi.

E poi però, milioni e milioni e milioni per la promozione gay ovunque e dove è la par condicio della logica, l'equidistanza del pensiero o una rappresentazione decente di una onestà intellettuale?

Dobbiamo dirlo anche per i gay: quanti progetti Gemma potremmo farci? Oppure allargare la questione, articolandola diversamente da simili riduzioni.

Lunedì 24 Settembre 2007:

Premiate a New York e pubblicità gay migliori al mondo, per creatività e coerenza fra il messaggio omosessuale rappresentato ed il prodotto in vendita.

Vincono le pubblicità della Lufthansa e della Ra-Re, azienda d'abbigliamento che aveva affidato al nostro Oliviero Toscani la sua comunicazione di advertising.

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Non solo milioni e milioni sonanti di investimenti, da tempo, ma pure le premiazioni, altri soldi, altro tempo, altro impegno ancora: quanti progetti Gemma?

Dovremmo dire sol per questo, che i gay sono dei menefreghisti rispetto a tematiche come quelle che affronta il progetto Gemma? O possiamo permetterci di non cadere in simili scorciatoie demagogiche piuttosto?

Si parla di cifre straordinarie, nel mondo dei gay.

Non 2.300.000, ma bilioni di dollari in movimento.

Non sono io a raccontarlo: sono le lobby gay stesse,

anzi, tanto per fare un quadro sulle dinamiche che spostano in ragion di simili attrattive e convenienze, politiche sociali (senza contare l'aspetto del "consenso" in termine di voti) e cifre da capogiro, riporto dal sito gay un bell'articolo-riflessione ;

il sito è notiziegay.com, ma lo troviamo ovunque, ridondante nell'infinita serie di siti ed organi var, in mille sigle della planetaria internazionale rappresentazione gay, dunque c'è ovunque solo per dire in Italia, che lo riprende dalle infinite sigle gay oltreoceano, su gaylog.com, su gay.tv eccetera, basta un salto in rete per comprendere quanto sia cresciuto questo attivismo mediatico e divulgativo.

Ecco l'articolo:

Il matrionio gay conviene. E se lo facessimo per soldi e non per amore? (di redazione - notiziegay.com)

E se non lo facessimo per amore, ma per soldi?

Mi riferisco al matrimonio gay. Il caso del New Jersey, presto impegnato nella delicata decisione sulle unioni tra persone dello steso sesso, insegna qualcosa di interessante: l'estensione el diritto di matrimonio anche lale coppie omosesuali conviene allo Stato che lo approva.

Nel dettaglio, una ricerca condotta da Williams Institute ha stimato come l'economia dello Stato americano riceverebbe ben 200.000.000 (200milioni) di dollari di entrate in più per i prossimi 3 anni, grazie alla creazione di 1400 posti di lavoro e generando una crescita pari a 15 milioni di dollari nel budget statale.

I dati sono calcolati grazie ai dati del Census Buerau partendo dalla situazione di stati che, in passato, hanno esteso il diritto alle coppie omosessuali anche valutando il denaro speso dalle diverse coppie che in Massachussets come altrove hanno scelto di convolare a nozze. I dati, spiega il direttore dell’istituto e coautore dello studio, sono cambiati dal 2008: “la recessione ed il cambiamento del panorama legale hanno fatto sì che oggi il New Jersey debba competere con altri cinque stati dove le coppie omosessuali possono sposarsi, allora era uno solo”.

Se è difficile contrastare la crisi, fattore che obbliga a diminuire le spese matrimoniali, è però abbastanza semplice capire come il maggiore tempismo nell’allargamento dei diritti consente anche un guadagno economico più remunerativo.

Il New Jersey è pronto per il matrimonio omosessuale? La non lontana Grande Mela non lo è stata, siamo certi che le coppie che avevano preparato tutto potrebbero allungare di poco il tragitto e magari, fra non molto, sposarsi nel vicino New Jersey.: “se dovesse succedere l’impatto salirebbe a quasi mezzo bilione di dollari”. Sono cifre galattiche, forse è il caso di pensarci: se non per amore dei diritti, almeno per quello dei verdoni.

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Soldi, soldisoldisoldisoldi, soldi cara mia: solo restando nel New Jersey, si parlano di unità di misura come "bilione" di dollari e non più milione.

Quanti progetti Gemma?

E soprattutto, si può comprendere come dietro ci siano giri di affari enormi che si intrecciano con le questioni etiche e chi meglio ci si muove in quelle strategie di soldi, più ottiene: gli affari sono affari.

Però a me non verrebbe mai in mente di dire o suggerire, demagogicamente, sol per questo, che i gay se ne sbattono di progetti come quello Gemma nel tentativo di disegnarli dei mostri cinici e bari, insensibili cattivono senza cuore..

Perchè sarebbe emerso solo un dato: il mio disprezzo, il mio odio per la proposta gay, dunque eccomi a suggerire l'affresco dei mostri senza cuore. Invece non odio i gay e toh, un simile suggerire non mi è venuto.

Ma forse tu disprezzi i pro-life, sai i cristiani, i cattolici, chi si impegna per promuovere la vita, la famiglia e valori così e cosà... ed ecco che quella malizia, ti viene meglio e dunque:

quanti progetti Gemma con quei soldi?

Ma è una piccola bugia. Che non resterà un nostro segreto. E poi ha le gambe corte, come tante altre..

ma nel dubbio che non fossero state poi così corte quelle gambe, scusa se le faccio inciampare subito, prima che facciano danni.  ^_^

Mettiamola così: voleva essere solo una battuta da bar, come "se mio nonno avesse 10 palle, sarebbe un biliardino": chissà quanti gol con tutte quelle palle!!! ^_^

Però, meglio mettere la faccina, sennò magari qualcuno resta perplesso pensando che tu lo dica seriamente... :-)

Ogni bene.

Alieno

 

1
29 Gen 2010
alle 18:57

Elena

con 2.300.000 € ci avrei fatto circa 2000 progetti Gemma!!!!!

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