Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Benedetto XVI è tornato a parlare di diritti dell'infanzia d anche delle situazioni nelle quali questi diritti non sono tutelati o - peggio ancora - sono violati.
Lo ha fatto ricevendo i partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia.
Quste le parole del Pontefice.
«La tenerezza e l'insegnamento di Gesù hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura».
«La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare».
Parole che esprimono ancora una volta l'attenzione del Papa circa uno dei temi più gravi per la società ed uno di quelli più "scottanti" per la vita della Chiesa.
Le parole del Papa dicono però molte più cose di quelle che si possa immaginare.
Certamente esprimono una verità: la Chiesa ha sempre avuto premura per i bambini, fa da sempre moltisismo per tutelarne la crescita, l'istruzione, la salute.
La Chiesa non è un covo di pedofili (come qualcuno ancora tenta di farci credere). Essa al contrario è stata per moltissimi secoli l'unica agenzia che tutelava i bambini, sostenendoli nelle difficoltà famigliari, sociali ed educative.
La Chiesa certamente ha ed ha avuto al suo interno dei membri (non solo facenti parte del clero) che hanno tradito il messaggio e l'insegnamento del Signore, riferito all'amore per tutti ed alla carità, in modo particolare nei confronti dei bambini e delle persone più povere ed indifese.
E' questo un male gravissimo che però non fa parte dell'essenza costitutiva della Chiesa. E' un male che ha colpito direttamente ed indirettamente alcuni membri anche della gerarchia e del clero...ma non può ssere considerato un "male endemico".
Allo stesso tempo, per il ruolo della chiesa e soprattutto per la sua "essenza", esso è un male che chiede di essere estirpato ed impedito totalmente e con estrema forza.
Ed in questa direzione tutti non possono che essere concordi nel dire che Papa Benedetto XVI ha fatto e sta facendo moltissimo.
La linea è dura, e si vede. Le posizioni del vaticano fermissime, le condanne anche. Condanne che vengono richieste sia in ambito canonico che civile.
Ma è chiaro che tutto ciò rientra in una azione costante della Chiesa e non è invece (come alcuni pensano) un modo un po' tattico per correre ai ripari, soprattutto di fonrte ad una opinione pubblica che è stata veramente colpita mediaticamente dai recenti scandali legati alla pedofilia.
La Chiesa è sempre stata attenta a tutelare i piccoli, ed è sempre stata premurosa nei confronti dei suoi sacerdoti, soprattutto in ambito formativo, affinchè potessero sperimentare la via del celibato in modo salutare, equilibrato e non frustrante, costruendosi al contrario una sana affettività e sessualità.
Concludento: le parole del Papa sono state forti. Direi...nuovamente...forti. Forti, attente e vigilanti su un tema molto serio che merita di essere seguito, affrontato con decisione e serietà, ma anche all'interno di una visione reale e non camuffata da letture ideologichee "mediatiche".
@ sandra.
Dedico a te per quanto te la meriti e a tua sorella ( fagliela leggere ,,, gli piacerà ): la parabola del signor stefani.
Parecchi anni fa il signor stefani aveva stabilito il coprifuoco delle dieci. Se il suo figluolo rincasava dopo l'orario stabilito, veniva legato all'albero del cortile e veniva frustato. Se rincasava cinque minuti prima o cinque minuti dopo le dieci, ammiccava rammaricato alla pena scampata dal figlio: Il signor stefani aveva un orologio nella sala, ed alle nove e mezza di ogni sera si recava in cucina per i preparativi, metteva la corda sul tavolo ed un pentolone di acqua sul fuoco dove avrebbe fatto bollire la corda ( non so perchè facesse questo, quello di bollire la corda, qualche nazista potrà pensare, è ovvio per la profilassi igienica, non vorrai mai che il figliolo si ammali, so solo che una delle problematiche essenziali del signor stefani era l'utilizzo del sale nell'acqua, guardava sempre con incertezza la scatola del sale ).
Il signor stefani era forte e fiero, sicuro di sè, perchè pensava di essere nel giusto, aveva fissato la regola, e tanto più la pena ,,, era nel pieno diritto.
Un altro signore, di nomi ne potete pensare a iosa non commettete nessun errore, durante la cena se il figlioletto di sei anni non vuole mangiare la minestra, lo prende per i capelli e lo trascina nella sua cameretta, lì lo prende a cinghiate, urlandogli che in africa muoiono di fame, e mentre lo lascia rosso di sangue, pieno di lacrimoni e senza voce per gridare, gli urla di essere molto fortunato e che non capisce la fortuna che gli è capitata. Anche in queto caso esiste il diritto, ma il signore in questo caso è evidentemente mosso dal bene che vuole fare al proprio figlio, alla positività che vorrebbe esprimere.
In breve questo è il diritto positivo.
Adesso il pensiero dovrebbe essere completo, perchè a questo punto la legge non merita di essere discussa, ma il paradosso del linguaggio può portare ad intendere che la legge "non può essere discussa" e che "non c'è niente da discutere", nel senso che va obbedita o nel senso che non ha valore.
Usiamo le categorie:
Il bambino ragazzino potrà maturare una accondiscendenza verso la legge ed esprimerà questo suo apprendimento munendosi di bastoni e facendo a sua volta rispettare la legge. Questo bambino sarà un fascista, che avrà la vita maledetta continuando a dire che le regole vanno rispettate.
Il bambino ragazzino potrà diventare un socialista, sognando un mondo diverso e che qualche socialista lo porti via.
Il bambino ragazzino potrà diventare invece un comunista, ed il suo intento sarà la vendetta e il suo desiderio di vedere attaccato a gambe all'aria il suo carnefice.
Oppure il bambino ragazzino diventerà anarchico, ovvero tornando alle dieci e cinque minuti dopo gli ammiccamenti del signor stefani, prenderà l'orologio della sala, lo sposterà venti minuti in avanti e poi lo fracasserà per terra. prenderà tante botte da non averne mai prese in vita sua da rimanere in fin di vita, ma avrà il sorriso quando per un intera settimana non vedrà più quell'orologio nella sala ,,, e sarà il sorriso della Verità.
L'anarchico è quello che prende più botte di tutti, è quello che rompe la regola, perchè sa la verità che non è dettata dalla posizione delle lancette, mettendo a nudo la malvagità e la crudeltà che senza la menzogna diventano ferocia.
In genere la vita media di un anarchico è di 28 anni ed in genere è un comunista a vendicarlo.
Ma è anche quello che muore con il sorriso della conoscenza della verità per mano di coloro ai quali ha tolto per sempre il falso sorriso.
Vale.
Ad Alieno grazie per le tue parole,ho compreso il tuo messaggio e ne ho compreso l'intenzione di aiutarmi a modo tuo.Il mio sentimento rimane comunque lo stesso ......posso dirti solo che se dovessi mai incontrarmi di nuovo con l'energumena, faccia a faccia.....non le darò un pugno nei denti,non glie lo avrei comunque dato anche se qui non avessimo parlato di questa storia
@civis L'avvocato degli imputati sostiene che se abusi ci sono stati,sono avvenuti in altro luogo.Come se questo dispensasse gli inquisiti delle loro responsabilità e complicità....verme pure l'avvocato.Per quanto riguarda il fatto di Bologna,è proprio questo atteggiamento che mi manda in bestia.Da una parte si dice cercare la verità come disposizione alla giustizia,da un altra parte come fosse un elemento che solo la chiesa può valutare accertare e adottando poi le giuste misure.Misure che ai semplici non è dato nè di sapere nè di comprendere,godono in un certo senso, di una specie di immunità clericale. Riconoscerli come figli in queste circostanze davanti ai civili significherebbe assumersene la responsabilità anche di risarcimento danni ,però in famiglia sono riconosciuti,relativamente "puniti" e comunque sempre protetti.
Intanto visto che è nullatenente e 28000 non li ha.. e nessuno per lui li tira fuori(sarebbe un precedente da ridere!Non se lo possono permettere,nel giro di un anno la chiesa andrebbe con le pezze se dovesse risarcire tutti) io gli darei pala e piccone in mano ,palla al piede e gli farei fare 28000 km di solchi per le viti.Tanto per avere un acconto!!
Buona domenica
Per valutare coi fatti la "linea dura" della chiesa cattolica contro la pedofilia dei suoi preti, presunta da padrini nel suo thread ,,, De gli asili parrocchiali che succhiano come vampiri fiumi di denaro pubblico ma quando si tratta di pagare per gli abusi dei preti non tirano fuori nemmeno un centesimo :
La torta del monsignore .
Di chi sono le scuole materne cattoliche? A chi appartengono, chi ne è responsabile, chi le gestisce e ne assicura il buon funzionamento? Dipende dalla direzione che prendono i soldi.
Se si tratta di chiederli, attingendo alle casse dello Stato, cioè alle tasche dei contribuenti, compresi i non-cattolici e i cattolici che credono nella scuola pubblica, allora gli asili parrocchiali e delle suorine sono a pieno titolo della Chiesa. Che batte cassa ormai senza più eufemismi e giri di parole: “Se c’è una torta, il 30% di quella torta va messo per le scuole cattoliche”, questa è una dichiarazione di monsignor Ernesto Vecchi, vescovo e vicario generale della Diocesi di Bologna, e risale a soli quattro mesi fa.
Se invece i soldi c’è da darli, allora gli asili parrocchiali non sono più di nessuno, solo solo del prete che li gestisce, la Chiesa non c’entra più e non ne è più responsabile. Com’è accaduto nel caso di quell’asilo del ferrarese, dipendente dalla diocesi di Bologna, il cui sacerdote-maestro, condannato in primo grado per molestie di tipo pedofilo sulle bambine a lui affidate, fu obbligato a risarcire le famiglie delle piccole vittime con 28 mila euro di provvisionale, che risultando nullatenente non pagherà mai. Ma la sua Diocesi neppure: dopo essersi strenuamente opposta (con successo) nel corso del processo ad essere riconosciuta come responsabile civile per i danni, ora rifiuta anche, con un silenzio imbarazzato e fragoroso, di dare una risposta purchessia all’appello dell’avvocata delle famiglie, che chiede al cardinale Caffarra se non senta almeno il dovere morale, in mancanza dell’obbligo legale, di risarcire quelle bambine che furono messe fiduciosamente nelle mani di un sacerdote traditore del suo abito.
La Chiesa di Bologna, al momento in cui scriviamo queste righe, non ha trovato neppure il coraggio (vogliamo dire la dignità?) di rispondere con un sincero “no” a quella richiesta, così come no ha trovato in due anni la sensibilità di scrivere due righe di rammarico e scuse a quelle famiglie che di madre Chiesa si erano fidate. Il pontefice chiede di aprire le porte alla verità sui casi di pedofilia nella Chiesa, ma a Bologna si chiudono le finestre (e le bocche) e si spera che nessuno ne parli. Ora che qualcuno ne ha parlato, attendiamo l’inevitabile corsivo indignato su Bologna Sette di domenica prossima contro le falsità dei laicisti. Se serve uno spunto, ricordiamo che, sempre quattro mesi fa, monsignor Vecchi dichiarò testualmente che “la parità si fa coi soldi”.
Il rispetto per gli altri anche, almeno qualche volta, eccellenza.
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La fonte QUI
Ma a proposito di pedofili mi preme comunicare che
Il gup di Tivoli, Pierluigi Balestrieri, ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque imputati, accusati di essere i responsabili dei presunti abusi sessuali compiuti su almeno ventuno bambini dell'asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.
A processo andranno le tre maestre Patrizia Del Meglio, Annalisa Pucci e Silvana Magalotti. Rinviati a giudizio anche la bidella Cristina Lunerti e l'autore tv, marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello. Il processo comincerà il 27 maggio.
Questo Giancarlo Scancarello ( il nome ,,, ad futuram rei memoriam ) già arrestato e poi scarcerato, dopo che sotto Regina Coeli sfilò una processione guidata dal parroco di Rignano evidentemente innocentista a priori per convenienza e appartenenza alla stessa setta, mentre per le parti offese, che ricordo sono 21 bambini, non ha acceso nemmeno un cero ad una delle tante madonne che venera, è un autore televisivo mediaset di Buona domenica e curatore di programmi per bambini su Sat 2000, ovvero il network radio televisivo via satellite dei cattolici italiani nel mondo. E' anche lo stesso che per grazia ricevuta è stato più volte ospite in programmi televisivi compiacenti ( tipo Porta a Porta e il Senso della vita ) per esibirsi senza contradditori a discolpa dei crimini che oggi gli vengono imputati e per i quali è stato finalmente rinviato a giudizio.
Sandra,
per te fa differenza che uno ti urti e ti spinga a terra per sbaglio o lo faccia consapevole di farlo?
Io credo di sì. Credo che la tua reazione sarebbe molto diversa.
Con ragione. Anche il nostro laico e civile ordinamento, lo prevede, così come ogni cultura o quasi, prevede la responsabilità, il peso specifico diverso dato dall'azione o dalla parola colpevole in consapevolezza o incapaci di intendere e di volere, non nel proprio possesso di facoltà, oppure per distrazione, accidentalmente ecc.
Dunque vediamo come abbia peso specifico, pur restando l'azione la stessa, invariata, qualcosa che comprende la nostra volontà e facoltà di esercitarla, in ogni occasione: tanto accada mentre vai a fare la spesa, tanto sia questione da dirimere per vie legali.
Ecco: con il perdono, non si è distanti da quello che già ragionevolmente comprendiamo.
L'uomo che si pente, è l'uomo che si illumina, comprende, diventa autenticamente consapevole. Comprende e dunque la sua volontà la eserciterebbe diversamente, perché ora la facoltà piena di capire dove prima l'aveva ridotta o assente.
E' insomma, uomo cambiato e diverso, è un uomo che ha facoltà, capisce, è illuminato rispetto a prima, dunque la volontà cambia in quella consapevolezza nuova e però,
se non incontra il tuo riconoscimento di questo,
tu riduci quel ragionevole distinguere che sempre applichiamo.
Tutto qua. Poi c'é chi fa più fatica a relazionarsi a questo e chi è più bravo. Ho visto in azione anche vere e proprie aggressioni per motivi futilissimi ed accidentali, roba da paura, dunque non mi stupisco di nulla dinanzi all'uomo.
E da come questi uomini.. anzi, uno te lo racconto, è recente: una donna in bicicletta ha appena sfiorato lo specchietto laterale di uno in auto, accidentalmente, a passo d'uomo poi. E' sceso ed ha cominciato ad offenderla, mentre lei si stava scusando. Ma lui nulla. Ha aumentato il tono, le offese sono diventati volgarissime, poi ha cominciato a spingerla e picchiarla. Sentendo questa vociaccia urlante e cattiva nel tono, sono uscito e nel frattempo era arrivata gente e solo qualcuno che ha chiamato i Cc ha impedito un linciaggio di questo.
Affatto pentito. Dunque, stai tranquilla, quest'uomo guardandosi allo specchio, si sentirà a posto con la propria coscienza ed in pace, convinto di aver fatto ciò che andava fatto ed era giusto e magari pensando, che se non avesse fatto così, sarebbe stato frustrato, avrebbe accettato ingiustizia.
Stare in pace con la propria coscienza, può essere un ottimo indizio. Se è una coscienza ben educata, allenata, maturata, sicuramente. Se si è seminato male, sarà una coscienza piegata e la pace con quella coscienza avvelenata, non sarà rassicurante per noi, che abbiamo una coscienza diversa e ci sembra orrenda questa storia.
Così come la coscienza, può non essere stata nutrita, usata, allenata, sarà come un organo atrofizzato.
E dunque parlare di pace con la coscienza, non avrà molto senso.
Cosa c'era nella coscienza, sparo a caso, di Erika ed Omar? Cosa c'era nella coscienza dei nazisti? Ed in quella dei comunisti? Magari una coscienza che è anche collettiva, bestialmente ridotta.
Fai bene a relazionarti alla coscienza, questo voglio dirti e la tua mi pare una bella e capace coscienza (lascia stare i limiti e difetti che racconti, sembrano nulla di grave, anzi, ti rendono in fondo simpatica per quanto mi riguarda), ma vedi che non è sufficiente aspettarsi che ciascuno si relazioni alla propria coscienza, ma bisogna educarle le coscienze, stimolarle, seminare e sturiare bene, allenarsi,
perchè altrimenti, non ridurremo nemmeno un po' le coscienze come quella di quel tipo che dicevo, che non ha una coscienza a fermarlo e picchia una donna perché accidentalmente ha urtato appena lo specchietto della sua auto nuova, già lui per primo, urlando feroce, che non gli importava nulla delle scuse della donna, né che non avesse fatto apposta e dunque, se non ci adopriamo nel lavoro sulle coscienze di tutti,
non ridurremo mai le ingiustizie qui.
Il nazismo ed il comunismo, crearono delle coscienze collettive in senso riduttivo. Oggi, usiamo queste due tragedie che si sono accanite sull'umanità, per educare delle coscienze migliori, proprio spiegando qual'é una coscienza "umana" e "civile", cioé non è né nazista, né comunista, perché è una sciagura immensa per l'uomo, di cui tutti, ma proprio tutti siamo responsabili, così lo spieghiamo ai nostri figli, così educhiamo coscienze migliori che non impediscono certo all'uomo di ridurre la sua coscienza, l'uomo perfetto e sempre buono, la giustizia terrena, togliamocela dalla testa come possibilità, mai stata, mai ne vedremo di quella perfezione, ma possiamo ed abbiamo il dovere di educare la nostra e le coscienze altrui al meglio
e dunque siamo responsabili di noi, ma anche degli altri.
Noi abbiamo in questi giorni, un caso straordinario.
Obama ha la possibilità, per la prima volta, di azzeccarne una, visto che praticamente le ha toppate tutte (doveva chiudere subito Guantanamo ed invece macché, doveva ritirare gli ultimi soldati dall'Iraq, invece sono i tempi già prestabiliti da Bush, doveva introdurre una nuova apertura all'integralismo islamico iraniano o dei taleban ed invece, il conflitto si è esasperato ancora di più perché hanno colto la sua debolezza, dunque il conflitto ora non è solo in Afghanistan, ma in Pakistan e nello Yemen e l'Iran non solo non ha avuto sanzioni serie, ma si è scoperto che non ha una sola base nucleare, ma due perfino e in era Obamiana massacra i dissidenti senza pietà e nessuno facendo nulla, così come in politica economica, ha aumentato il debito pompando una quantità immensa di dollari che però, non ha difeso né economia, né arginato un po', dico solo un po', la disoccupazione e dunque ha perso consenso. Ma non solo gli incerti di sempre che magari l'hanno votato: ha perso un seggio importante perché uno stato che è stato da sempre, per tradizione, da sempre democratico, ha votato i repubblicani. Per non contare la figuraccia che ha fatto, rifiutando di accogliere il Dalai Lama per ingentilirsi i cinesi, che invece lo spernacchiano sempre di più, anche loro cogliendo la sua debolezza (mentre Bush, lo invitò solennemente e lo premio della più alta onoreficienza americana eh!).
Insomma, in così poco tempo, credo, nessun presidente ha perso così tanta credibilità e consenso, fuori e dentro il proprio Paese.
Ma oggi, oggi ha una straordinaria possibilità di fare una cosa giusta, qualcosa di buono che potrà salvargli la faccia, dove finora erano schiaffi su schiaffi.
E cioé: ricevere il Dalai Lama.
E non sarà facile: la Cina teme un uomo capace di far valere le sue ragioni, anzi, io sono convinto, che infine lo rispetta perfino, per quanto "nemico", mente disprezza e deride l'uomo debole che si piega e cede e cede e cede, vendendosi. L'orgoglio nazionalista cinese, non è una roba da ridere come potrebbe essere da noi, è una cosa seria e solo fieri nemici meritano considerazione e non umiliazione.
Non sarà facile, oggi, ma Obama può farcela (anzi, deve, perché ormai il suo consenso, la sua immagine è talmente in ribasso, che può vedere nel Dalai Lama la sua ancora di salvezza, la provvidenziale occasione di riscatto e secondo me dovrebbe baciare i piedi al venerabile Dalai Lama, cosa che non sarà complicata per chi già si è prostrato a meno civili realtà islamiche, piegando la groppa in deferenza).
Potrà così dare un messaggio alle coscienze di tutti, dove fino ad oggi, è valsa solo la assoluta affermazione del ciascuno per sé, guardando il proprio orticello, dove fino ad oggi l'etica è stata etichetta di convenienze e opportunismi fino alla nausea in nome di una real-politick, forte con i deboli, debole con i forti, coscienze di molti, ormai, rassegnate, schifate, deluse, con una speranza ridotta di vedere la prepotenza cinese vincere sempre.
Ma è stato possibile, perché la coscienza di sua santità, il Dalai Lama, non se l'è tenuta al chiuso in uno sgabuzzino: ha sensibilizzato continuamente coscienze, nel suo esilio e così hanno fatto tantissimi che simpatizzano e tifano per il Tibet (free Tibet e tra loro ci sono anche io ti assicuro e sono orgoglioso di aver partecipato per avere nel mio paese, una piazza dedicata proprio in onore alla sofferenza del popolo tibetano per la prepotenza cinese!!), perché oggi c'é una targa che favorisce la crescita, la sensibilizzazione delle coscienze di tutti.
Noi siamo responsabili di questo. Sempre. Educando i nostri figli, ma anche interagendo in ogni occasione: lavoro o quando fai la fila alla posta. Perché magari, non si crei la coscienza dei furbetti che scavalcano la fila, di impiegati arroganti e maleducati oppure facendo favori a anziani smarriti tra numeri, indicazioni e sportelli..
Tutti siamo sempre responsabili, delle nostre coscienze, ma non solo.
E non è consolante la coscienza attuale dei cinesi, ma forse il Dalai Lama, troverà presto in Obama una migliore coscienza e con la sua, conforteranno altre e chissà, magari i cinesi capiscono qualcosa.
Dunque auguriamo che Obama colga tanto l'opportunità provvidenziale che gli è offerta involontariamente (e non per questo forse casualmente) dal Dalai Lama di salvare la faccia e di fare qualcosa di decente fino ad oggi avendo visto ben poco di concreto o solo fallimento o delusione. Che ne prenda coscienza. Se poi sarà anche per una coscienza migliore di ciò che è giusto, anche se costa sacrificio, giusto, sarà anche meglio, ma non pretendo tanto, non sempre dagli uomini.
Ma sarà sicuramente una piccola vittoria se terrà fede alla sua parola, di molte, molte coscienze e forse occasione di stimolo per chi con pessima coscienza, si accanisce da sempre su un uomo disarmato e pacifico come è il Dalai Lama.
Non illudiamoci: siamo tutti, tutti in relazione, con le nostre coscienze, anche se non sempre siamo in grado di percepirlo. Non siamo davvero "isole" umane, non comunicanti, né le nostre coscienze, non possono interagire tra loro, anzi, lo fanno continuamente. Noi abbiamo il dovere di farlo nel modo migliore, dunque una responsabilità che sa andare anche oltre noi stessi, che si estende agli altri, che comunica, che vive.
Ogni bene e luce,
gioia sia nel tuo cuore,
serenità nella tua mente,
A.
Grazie civis,grazie anche a te salvatore grazie a tutti.Sono anche io in pace con me stessa seguendo la mia coscienza.Se oggi io dicessi di perdonare perchè è giusto farlo mentirei a me stessa.
buona serata
Crs 33,
quoto ogni singola parola.
E comunque ognuno di voi ha tanta più chiarezza per sé di quanta io ne abbia mai avuta in 48 anni.
Suona come una condanna .
Io sai come l'ho risolta tutta l'esperienza che descrivevi come tua sola ?
Semplicemente accettando il fatto che è proprio il Dubbio la condizione normale per noi uomini e donne.
Non è la certezza che ci fa uomini, ma il Dubbio.
Così ho imparato ad accettare la mia condizione per quello che è, solo e realmente ,,, di piccolo omino pieno di dubbi ,,, e imparando a metterlo in pratica facendoci ricorso e accettandolo come normale ad ogni nuova esperienza. Chiaramente poi scegliendo di volta in volta secondo coscienza ,,, sempre secondo coscienza, la nostra unica guida.
E sono in pace con me stesso ,,, come un piccolo buddha.
Chi sono io ancora non lo so,certe volte ho la percezione di me come di qualcosa che è ancora un embrione,mentre guardo gli altri che dubbi non hanno del loro essere.Nell'eternità sono qualcosa di diverso da un fiocco di neve sbattuto nella tempesta?Cerco una collocazione,una stabilità che sia anche una dimensione duratura e tranquilla,poi comprendo che la stabilità è contraria al funzionamento stesso della vita in eterno movimento,quindi tutto muta e tutto si trasforma,niente è statico.Accolgo la mia confusione come naturale conseguenza a tutte quelle domande che ancora oggi non trovano risposta e non si accontentano di quelle da altri preparate , la ragione le accoglie e le elabora insieme a quello che incoerentemente alla ragione stessa il sentire detta.Il mio istinto è forte,conservo evidentemente quella percentuale alta di animalità che l'umanizzazione non ha soffocato,certe volte lo riconosco come un bene,perchè è l'allarme che scatta ad ogni percezione di pericolo,certe altre come un bene minore quando diventa una porta chiusa ad oltranza.Un limite invalicabile che trova la sua ragione di esistere come frutto delle esperienze della mia breve storia.Devo considerare la mia durezza,.. spesso come tu hai fatto, anche altri mi fanno notare,non la voglio giustificare ma sicuramente la devo comprendere e capire da dove nasce e perchè si manifesta.Al momento l'accetto come parte del mio essere qui ora.Non ho certezze vere ,dunque un perpetuo dubbio s'innesca a cercare possibilità diverse alternative.Se io fossi una pecora e potessi seguire fiduciosa con accettazione vera e pacificarmi con le altrui risoluzioni,dunque non sarei quella che sono.Perchè nelle tante espressioni e manifestazioni diverse che la vita mostra,avrà voluto mostrare anche me, come un possibile aspetto in mezzo a tutti gli altri che la rappresentano!... E dove in un universo infinito ha senso il mio essere così come sono,è un mistero che non so svelare.Nè altri possono farlo al posto mio,dunque è mio compito e responsabilità la cura di questo aspetto, sempre in evoluzione o in inevoluzione,in movimento però sempre.Posso essere chiesa per questo aspetto. Posso essere anche pastore.Non nego possibilità a me stessa e quindi non voglio negarla neanche agli altri.L'uomo ha possibilità di pentirsi anche in punto di morte.Tanti mali sono commessi con la più pura delle intenzioni.Ma se per errore o con l'intenzione io ti amputassi una mano,tu saresti comunque un uomo con una mano sola,l'intenzione non cambierebbe a te lquella condizione di monco.In quella condizione tu dovrai apprendere come districarti , dovrai imparare con l'esercizio tra le difficoltà che si presenteranno.Certe volte avrai voglia di bestemmiare,altre più coraggioso tenterai imprese oltre i tuoi limiti per sfidarli e superarli.Ma dipenderà da te e da te solo scegliere come convivere con la tua mutilazione.Osservandoti gli altri potranno intuire le tue difficoltà ma avendo 2 mani e non potendo fare esperienza della tua condizione difficilmente riusciranno a sentire come tu senti.Ecco io questo rivendico per me,forse sorda, ceca ,zoppa monca,tutto quel che vuoi.Mi assumo la responsabilità delle mie scelte anche se irragionevoli o insensate ad occhi altrui,mi assumo la responsabilità della mia vita e non voglio altri delegare.Voglio essere per me stessa chiesa e pastore.Prontezza e disposizione all'illuminazione forse devono maturare,hanno probabilmente necessità di un tempo che io non ho fretta di accellerare perchè non lo considero un nemico,anzi ritengo il procedere con calma doveroso oltre che prudente.
E comunque ognuno di voi ha tanta più chiarezza per sé di quanta io ne abbia mai avuta in 48 anni.
Buone cose
30. Civis ,,, IL discorso precedente a Sandra, vale anche per te.
Lassa perde, Et ,,, Nessuna tua considerazione può valere qualcosa per me .
Baci ai pupi,
Civis,
27. La chiesa è quella che tu dici e a me non piace.Dì: lo dici perché avevi il dubbio che qui nel blog girassero dei dubbi o sospetti a riguardo?
Ehehe.
IL discorso precedente a Sandra, vale anche per te: è insensata la pretesa,
vale il discorso dove la fede è un atto di amore spontaneo e
necessariamente, in quanto tale,
non è rinunciabile la libertà.
Cioè: non deve piacerti per forza, ci mancherebbe. :-)
Però chissà, magari era utile scriverlo che la Chiesa non ti piace, metti che qualcuno dubitasse, hai visto mai.. ^_^
Ogni bene,
A.
.Io non credo al pentimento di queste persone,
Cara Sandra,
legittimo il tuo credere, ogni credo dovrebbe essere riconosciuto autentico e tale, dove è "spontaneo".
Ma ti chiedo di spiegarmi con parole tue:
chi sei tu per "escludere" in modo così assoluto, il pentimento dell'uomo? Leggere nel cuore degli uomini, non è così facile agli uomini, anche se possono avere possibilità e capacità di farlo, avvertendone qualcosa.
E' quello che ti ho riconosciuto, infatti, tu entrando qui. Un "sentire" che va oltre in cui ti ho riconosciuta più capace, infatti, di altri, ciò che sono o che ho nel cuore, ma
come vedi, qualcosa di diverso c'è ora tra noi e dunque:
1. Il tuo sentire all'inizio non era corretto, non c'era davvero chiarezza ed ora ti è più chiaro, modificando quel "sentire", quel "sentimento" iniziale in quello attuale.
2. Il tuo sentire era corretto all'inizio ed ora però, non è più chiaro ed il "sentimento" iniziale comunque modificandosi.
Leggere nel cuore degli uomini, non è mai così facile e chiaro, noi possiamo sentire meglio o peggio e nemmeno restando nello stesso modo capaci.
Allora è bene riservarsi sempre un margine di prudenza e cautela. E dunque, non negare in assoluto, la possibilità che il pentimento dell'uomo sia possibile (perché mai togliere così duramente la speranza all'umanità?), potrebbe essere un atto di umiltà nella consapevolezza dei nostri limiti costanti terreni.
Questa prudenza che via via richiamo, non è il mio invito all'imprudenza: fai bene a dubitare, fai bene ad essere cauta, perché nella comprensione dell'uomo, dobbiamo comprendere le sue possibilità: i limiti negativi ed anche la possibilità di un loro migliorarli, di un loro superamento parziale, se non assoluto.
Io certamente, mi guarderei di dare mio figlio in custodia a chi è stato pedofilo, anche se si dice pentito, lo confesso, non lo farò affatto, perché l'amore per mio figlio prevarica l'amore per il genere umano ed il mio prossimo più prossimo è lì, riconoscibile in mio figlio. Nè credo affiderei o consiglierei di farlo relativamente a figli di altri.
E' un mio limite? Suppongo di sì. Come vedi, anche io ho comunque un mio sentire, i miei limiti, le mie ragioni, non sei affatto non compresa da me e poi così distante da me, non credere. Certamente, nel dubbio, eviterei di condannare a morte qualsiasi uomo, fosse pure pedofilo. Ma certamente voglio la tutela di tutti, anche di lui stesso, essendo prudente anche in questo, volendolo in carcere ti dico, anche e soprattutto, se questo poi è un "educatore" con l'aggravio nel ruolo di responsabilità e di fiducia che a quel ruolo si riconosce: insegnante, maestro, PRETE!
Per me, la limitazione, la detenzione, è un passaggio necessario per il bene di tutti e sono profondamente convinto che se è pentito, cioé se si rende conto davvero della sua tremenda colpa, sarà il primo a volerci andare, espiando la disgraziata sofferenza ed ingiustiza arrecata, tanto sarà tormentato che forse, in una detenzione, in una limitazione e penitenza più seria, potrà aver conforto minimo nell'angoscia della consapevolezza, di espiare in qualche modo, per quanto miserabile possa essere.
Dunque, per me i preti (o le suore, non cambia un bel nulla), dovrebbero andare in carcere. Meglio sarebbe se fossero loro stessi a desiderarlo, comprenderlo, altrimenti, beh, forse capiranno poi, forse mai, ma in carcere a riabilitarsi, riflettere sulla profonda offesa e ferita inferta, oppure in cura, ma non una vacanza, cure serie dove simili patologie, si prendono sul serio nell'interesse di tutti, dalle vittime alle potenziali vittime allo stesso paziente, che non sia possibile nuocere nemmeno a se stesso a causa della sua patologia.
Non ti fidi della Chiesa.
La fede è un atto spontaneo: se non ce l'hai, non ce l'hai, io posso parlarti, così come può qualsiasi amico, amante, marito, può creare le condizioni per ristabilire una fiducia, ma insomma, poi sarai tu che riconosci fede-fiducia in tuo marito e non in altri, in quell'amica e non in altre, in quel vicino e non in altri,
quello che dicevo, scrivevo, non è un pretendere da te una fede, solo sbloccare i limiti, i pregiudizi, perché ciò possa avvenire. Ma resta una tua leggittima scelta, una tua libera e spontaneità di adesione e di disponibilità.
Io ho un'amica, buddista, che mi è molto cara. Una volta mi disse: "è più forte di me, sarò razzista, ma io degli arabi e degli islamici non mi fido".
E' vero che lei, grande viaggiatrice, ebbe una bruttissima esperienza tanti anni fa, che sicuramente non avrà lasciato un buon segno. E cioè, in viaggio in Israele, si perse e finì praticamente dove mai avrebbe dovuto essere: la sua auto a noleggio fu assalita da bambini, dico, bambini che cominciarono a prenderla a colpi di pietra, poi si aggiunsero branchi di ragazzini e cominciò una sassaiola e lei vide negli occhi tutto quello che mai dovremmo o vorremmo vedere negli occhi dei bambini: odio, disumanizzazione, di lei presa a sassate senza motivo o colpa, loro riduzione umana anche.
Rimase sotto choc e se la racconta oggi, è solo perché fortunatamente arrivò una pattuglia militare di soldati israeliani, che la cazziarono per essere in un quartiere non controllato e non gestito certo da loro e spiegandole che già una donna da sola che guida l'auto, così emancipata, senza veli ecc, poi pure proveniente dalla zona israleiana, è una morta che cammina ed è normale che siano gli stessi bambini a farlo emulando gli adulti, da cui hanno educazione continuamente e che spesso, chiamano per riceverne poi attestato di apprezzamento per avergli segnalato la vittima.
Era sotto choc: non credo sia facile per un uomo vedere l'odio e la disumanizzazione negli occhi dei bambini (che lei adora e non a caso ne ha adottati a distanza molti in India per esempio, così come ha fondato con alcuni indiani, una fondazione apposita per offrire studio e mezzi di sostegno ai bambini più disgraziati che in India non hanno alcuna considerazione e del resto, non è che nemmeno le donne abbiano proprio sempre la considerazione occidentale eh), per una donna, già in quanto tale, che oltretutto adora i bambini, deve essere stato qualcosa di devastante: odio, odio, feroce, impietoso, l'inferno dell'impossibilità della ragione, perché non c'era motivo al mondo perché cercassero di ucciderla lapidandola, né era possibile portarla la ragione, l'unica ragione che la salvò, fu per quello che mi ha detto, il suo karman, qualcuno nell'Universo e la pattuglia di soldati israeliani, che oltretutto la trattarono da scellerata demente per essersi persa con leggerezza (del resto lei non aveva mai pensato che ci fosse rischio di crepare, sempre pensato PRIMA ad esagerazioni),
e così oggi, ecco che quel pregiudizio è su di lei, dicendomi: "è più forte di me, non mi fido di arabi islamici, inutile che insisti, sarò razzista, non mi interessa".
Perchè ovviamente, io mi accanisco sui "pregiudizi", ovunque e comunque siano, come dire: mi stanno sulle scatole, so di cosa si tratta, lo so bene o almeno abbastanza per detestarli, ma anche per comprenderne la facilità a cui nessuno può davvero eliminarli, sono subdoli e credo,
inevitabili. Ma vale la pena di provarci a ridurli, almeno con la ragione. Quella ragione che abbiamo e possiamo avere lucidamente, quando non siamo coinvolti.
E che non credo così facile, umanamente, quando siamo sconvolti: io come te, avessi un figlio vittima di un pedofilo o anche solo mi dovesse capitare l'orrore di vedere una vittima ed il colpevole lì nei pressi (non oso nemmeno immaginare di più), ti assicuro che non credo di essere poi diversa da te, quando dici di poter essere jack lo squartatore e Dio mi risparmi di trovar conferma della mia fragile lucidità dove già sento che non sarei giusto, né ragionevole, né capace di perdono, almeno nelle prime ore, o nei primi giorni,
non posso garantirlo. Dopo, credo di farcela, ma sono onesto ti dico e ti capisco: l'avessi tra le mani prima, non garantisco umanità, non credo di poter dare la mia parola di questo.
Ma del resto io sono sincero, anche se antipatico a volte, sincero: se è per questo i miei limiti sono anche, lo confesso, meschini.
E dunque assicuro che non ruberei nulla, nemmeno avendo occasione, restituirei sempre dei soldi non miei trovati e perduti da qualcuno: assicuro la mia parola, si può stare tranquilli, se trovo dei soldi in terra, io li restituisco, sono affidabilissimo ed onesto.
Fino a circa 500.000 Euro, garantisco che di me ci si può fidare, dopo non garantisco più, spiace, ma non sono in grado oltre quella cifra di dare assicurazione a riguardo. :-)
Come vedi, non parlo solo per la mia Chiesa, per la mia famiglia, ma parlo di me, così come tu di te
e non necessariamente devi vedere poi delle grandissime distanze, umanamente, potrai scorgere anche dei comuni denominatori.
Ed io non sono un santo, ti assicuro. So ahimé, essere capace di meschinità, come confessavo.. :-)
La fede è un atto di amore spontaneo. Nessuno può obbligarti ad amare niente e nessuno che tu stessa non voglia. Si possono solo creare le condizioni perchè ciò avvenga più facilmente, favorendo questa possibilità umana.
D'altra parte, l'amore è bello anche per questo suo tratto e per questa sua natura: spontaneità,
libertà.
Ogni bene e luce,
A.
27. La chiesa è quella che tu dici e a me non piace.
Esperienze personali a parte ,,, La chiesa potrebbe essere diversa da un anacronistico incubo raffigurato da uno scribacchino clericalista ,,,
Nella speranza che non sia proprio così tanti ancora la reputano degna di considerazione ,,,
Svegliarsi dal sonno comunque conviene sempre in un caso o nell'altro ,,,
Eccomi, andiamo subito alla proposta cristiana del perdono.Presuppone da una parte una disponibilità a perdonare e da un altra una disponibilità a pentirsi.Io posso vivere anche la proposta mozzata come tu dici e perdonare chi mi ha ferito anche se dall'altra parte non c'è pentimento,perdonare alleggerisce,libera dal rancore e dunque io spesso ho vissuto il perdono come proposta mozza,...a me ha fatto comunque bene.Non ho vissuto sempre la proposta cristiana ma quella dettata dal mio sentire.
La chiesa che perdona chi si pente è una chiesa che cristianamente non può fare diversamente.Iio invece posso,con tutti i miei limiti insuperati, con tutta la mia ignoranza,con il mio mancato senso di appartenenza a qualsiasi verità rivelata che sento non essere anche la mia .Un uomo o una donna che agiscono come i pedofili o come quella madre superiora 40 anni fa, se si pentono la chiesa li riabilita.Io non credo al pentimento di queste persone,proprio non ci credo,quindi la proposta cristiana non è mozzata ma diventa insensata per me che non ho disponibilità a perdonare quei sopprusi, anche se dall'altra parte c'è disponibilità al pentimento,.. io non lo accetto.La chiesa perdona e queste persone non faranno il carcere,come probabilmente non lo hanno fatto quelle suore anni fa.Mandate sicuramente in qualche remoto convento ,così almeno erano le voci piuttosto auteroli che correvano allora.Tu vivi la chiesa e sicuramente sei un tutt'uno con lei meglio di quanto io abbia saputo fare se pure con tanto sforzo certe volte , comprendere le risoluzioni di chi come te si preoccupa, più di chi ha offeso e ferito che di chi è stato offeso e ferito,la dice lunga,non una parola per le vittime se non come oggetto di una colpa che può essere perdonata.La chiesa può perdonare al mio posto? Che lo faccia se può!La chiesa mette in pratica la sua proposta di perdono,io non metto in pratica neanche la mia mozza.Se al pentimento e al perdono, segue una giusta misura di cautelare il prossimo , la giusta punizione secondo la legge per quei crimini...se c'è la galera come è giusto che sia o l'internamento se malati pericolosi. Per me sempre del diavolo stiamo parlando.Che perdoni pure!Io però non riesco!Dunque è questa la riflessione che mi ha accompagnato tutta la giornata.C'è un limite oltre il quale ciò che è male diventa diabolico per la chiesa e quindi diventa inutile la proposta di perdono?Non ci sono casi in cui perdonare equivale ad esseri clementi con il male oscuro?Evidentemente no.Se basta dirsi pentiti per essere riabilitati in famiglia.Posso io considerare una sorella come quella madre superiora.No,non posso e non posso neanche capacitarmi che lo possa la madre chiesa,anche questo è un altro mio limite,che dagli dagli,questi limiti hanno delineato la mia situazione da sempre delicata,sempre attenta. Come in un film veloce ho avuto flash delle parole della nonna ,di quelle di mio padre e di tutta la storia assai assortita della mia famiglia che tu non puoi conoscere e per me troppo lunga da raccontare .Non posso fidarmi di una chiesa che coerentemente alla cristianità applica universalmente la sua proposta di perdono,come se il pentimento fosse un bonus.E quindi ne deduco che tu hai ragione ed io torto e per questo che me ne tiro fuori.La chiesa è quella che tu dici e a me non piace.Farò tesoro di tutti gli insegnamenti avuti dal vangelo che comunque anno distinto tanti anni della mia vita.Gesù avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.Da questa sera io non sento più la mia appartenenza alla chiesa cattolica,non sarà più la mia famiglia,non è proprio più possibile.La mia famiglia sono i miei cari che mi amano e mi hanno amato,quelli che hanno tanto pregato e quelli che fucile in spalla hanno combattuto sui monti dell'appennino per la libertà di questo paese che ha perso la memoria.Sento tutte queste persone e le loro parole dentro di me,sono il mio sangue il mio DNA.Più anarchici che comunisti in famiglia, dai tenpi in cui si cospirò contro il re ,morto per mano di Bresci.Tutte queste cose sono io.Se avessi avuto una famiglia normale,con una educazione uniformata solo al galateo e alle buone maniere,se non mi avessero insegnato che il primo grande dovere è la lealtà verso se stessi nel bene e nel male.Oggi io non sarei quella che sono.Invece questa sono! piccola povera e limitata,...ma mi voglio tanto bene!Quindi se lo comprendi tu donde viene quel voi, figurati ora quanto è chiaro a me.
Tu parli per la tua chiesa,per la tua famiglia....io parlo per me e questo comporta già una responsabilità non indifferente.
Sono serena ora,...mentre ti scrivo mi leggo e scopro uno squarcio di cielo azzurro!
Auguro ogni bene anche a te.
@ tutti lieta serata
Sandra,
mi chiedi se sono legittimi ed io ti ho già risposto: sono inevitabili. Per questo è sempre consigliabile una prudente cautela nel giudizio, ancora di più se poi siamo ancora nel regno del pre-giudizio.. :-)
Può darsi che io abbia più inclinazione di te al perdono, ma non vorrei che tu facessi della confusione anche riguardo al "perdono", perchè come sai, spesso si usa la stessa parola, ma diamo diverso significato e nelle ambiguità possiamo illuderci di concordare o anche, scannarci senza ragione alcuna. ^_^
Cristianamente parlando, il perdono deve essere "infinito". Ma c'è spesso l'ambiguità che rende male l'idea.
Il perdono, presuppone due pre-requisiti, cristianamente parlando:
1) La disposizione a farlo sinceramente, ogni qual volta c'è dall'altra parte, l'autentico pentimento (fosse pure in punto di morte, non è mai troppo tardi per pentirsi, comprendere, imparare eheh). Dunque non una, tre, sette, ma settanta volte sette ci spiega il Vangelo. Comprendo: non è una facile responsabilità cristiana, ma è una inscindibile responsabilità di ogni cristiano che voglia dirsi tale.
2) Il sincero, autentico pentimento da chi ha compiuto atto grave, offesa, ingiustizia. E per questo, giustamente, desidera ristabilire l'armonica soluzione positiva, questa la sua speranza, l'implicazione del suo cambiamento (tutti possiamo sbagliare anche gravemente eh) e questa in definitiva, la logica che non rende più cieca l'umanità come diceva anche un non cristiano (Gandhi) dove questa si intestardisce e riduce nell'occhio per occhio.. :-)
Senza queste due pre-condizioni, parlare di perdono servirà a poco, perché affinché sia concretizzata la proposta cristiana del perdono, diventi effettiva, occorre la responsabilità delle parti, la autentica, spontanea, sincerità delle parti che se le assumono quelle responsabilità ed insieme si incontrano e costruiscono qualcosa di nuovo, un esito che è quello di "speranza" e non "disperanza" dinanzi agli uomini che sempre sono peccatori e possono sbagliare, chi più, chi meno, ma non c'è speranza alcuna tra noi qui (né poi) se non spezziamo la logica del taglione.
Emerge allora, come la proposta cristiana sia comunque una proposta del "merito" e della "reciprocità" nella quale si ha una possibile concretizzazione della proposta.
Se io sono disponibile al perdono, ma non ho reciprocità di chi mi ha offeso che non si ravvede, non ha pentimento alcuno, non avremo davvero una soluzione armoniosa, una soluzione applicativa, ma una mutilazione della proposta.
Se io sono amato da Gesù, ma non ho reciprocità, non ricambio, allora non potrò affatto beneficiare davvero dell'amore di Gesù, anzi, limiterò e ridurrò tremendamente questo, vanificando in modo rilevante l'amore di Gesù.
Dunque, reciprocità e merito sono importanti, così come l'assunzione di responsabilità, nella proposta cristiana.
Dove Madre Chiesa ama i suoi figli, sarà sempre disposta al perdono ma deve esserci reciprocità e merito anche nel sincero pentimento e cambiamento.
L'uomo che sbaglia, è un uomo. L'uomo che riconosce il suo errore, è pentito e nell'autenticità, naturalmente, avrà autentico cambiamento, non è più lo stesso uomo, potremmo dire, ma un uomo nuovo ed è ingiusto togliere la speranza agli uomini, volendo farli coincidere senza speranza, con i loro errori. Se tuo marito ti fa un torto grave, tu avrai disponibilità a perdonarlo, ma deve incontrare il suo sincero pentimento, la sua possibilità redentiva restando aperta e dove egli, avendo raggiunta consapevolezza del torto che ti ha fatto, rendendosi conto dell'ingiustizia, si pente e mai più ripetendosi in quello sgarbo, non è più lo stesso uomo che sbaglia, ma l'uomo che ha capito, pentito e che è "consapevole" e che non farà mai più o almeno, ci proverà con tutte le sue forze.
Potrai perdonarlo? Spesso vediamo che il perdono non è limitato solo da una parte, ma anche dall'altra. Magari tuo marito ti ha tradita, poi pentendosi, diventando consapevole, potrebbe non incontrare il tuo perdono e tu magari divorziando, sei proprio ciò che impedisce la risoluzione positiva e di speranza, che vieta, che dice no, che è severa, che pone la condizione disperante dove non c'è salvezza (per il matrimonio per esempio).
Non è facile tutto questo, ma è una responsabilità nella proposta cristiana.
Possiamo fare altrettanto con i pedofili? Certamente: rispettando le precondizioni che dicevo, a tutti è concessa speranza, assassini o pedofili, mafiosi o comunisti, non vedo perché escludere quella speranza che Gesù ci insegna già a praticare qui, già potendo qui concretizzarne un po'.
Indubbiamente, non sarà facile dove saremo direttamente coinvolti e sconvolti. Ma del resto, la nostra capacità di ragione e di giudizio, è sempre in una condizione ridotta e limitata dove siamo in quella condizione.
Non a caso, in ogni sistema civile che voglia dirsi tale, il giudizio arbitrale è delegato ad un terzo, non alle parti coinvolte o interessate, preservando nell'imparzialità, la lucidità e l'onestà di una ragione di giudizio (quella che dicevo non credibile in una Gandus appunto, ma se basta dir questo per parlar di ovazione stiamo freschi), né tantomeno alla sommaria lapidazione a furor di popolo, né a tribunali popolari che sull'onda emotiva avranno una ridotta capacità di giudizio, né ad una delle parti coinvolte (come magari si tende a fare nel diritto islamico, con la shari'a dove la famiglia offesa può decidere il prezzo di sangue o sua eventuale conversione pecuniaria, ma d'altra parte, l'islam è distante dalla proposta cristiana in tutto ed applica la legge dell'occhio per occhio come se Gesù mai fosse venuto tra noi).
Il fatto che tu non puoi (perdonare) non significa affatto che ciò non sia possibile o giusto, Sandra. Bisogna andare a fondo e vedere meglio.
Poi scrivi e qui mi confondi non poco:
sarebbe come chiedermi di perdonare il diavolo in persona, quel diavolo che tu con tanto accanimento difendi
Io difendo il diavolo? Ma dove? Certamente il "diavolo" ha ben più ragione dove il perdono è ridotto, dove non c'è speranza alcuna per l'uomo e dove la violenza continua a replicarsi senza soluzione di continuità, insieme al dolore, alla sofferenza, all'ingiustizia.
Posso concederti, al massimo, che io sia disposto a difendere un "povero diavolo" come metafora dell'uomo peccatore, imperfetto, che sbaglia, riconoscendogli l'attributo di essere umano, così come le sue responsabilità da accollarsi (non ti sbagliare, buonista proprio non sono ehehe), ma non gli nego la possibilità della salvezza e del perdono, del suo cambiamento, della sua promozione,
l'uomo può essere recuperato. Naturalmente, occorre la reciprocità ed il merito. Deve essere consapevole delle sue responsabilità e deve partecipare alla propria promozione che poi è anche quella agli occhi della Chiesa, già lì pronta al perdono, alla promozione e così ci spiega Gesù, dove nel Vangelo ci racconta come ogni uomo può promuoversi sopra i suoi peccati, avere speranza, Lui c'é per tutti, amando tutti.
Purtroppo, non sempre ricambiato, ahimé. E cosa c'è di più triste, di un amore non corrisposto?
E prendo atto che ad oscurare spesso sono quelli come te che fanno scendere una cappa di silenzio sopra le malefatte perchè sono panni sporchi da lavare in famiglia.
Quanto pregiudizio Sandra... non credo di meritarmelo.
Io farei scendere una cappa di silenzio.. in questo blog, l'argomento è tornato più volte. Ed io sono sempre stato chiaro sul punto. Mai detto che deve scendere silenzio, anzi, sempre detto il contrario semmai. Sempre detto che la Chiesa deve trovare il coraggio dinanzi ai limiti, agli errori, al male al suo interno, un coraggio misericordioso nell'accollarsi il dolore che è offrirsi anche nel tratto "umano", dove gli uomini sbagliano eccome, anche gravemente.
Puoi navigare a piacere in questo blog e troverai sempre a dirmi l'apprezzamento di questo Papa dove è più coraggioso, determinato nell'affrontare la questione, per quanto sia doloroso farlo, così come la mia severa critica dove ciò non è stato fatto o non sarà fatto.
Trova un solo mio commento dove "oscuro" o faccio scendere "cappe" di silenzio. Portalo qui, fammi vedere che il tuo è un giudizio e non un pregiudizio tremendo.
Ma il tuo pre-giudizio è spietato:
E prendo atto che ad oscurare spesso sono quelli come te che fanno scendere una cappa di silenzio sopra le malefatte perchè sono panni sporchi da lavare in famiglia.Eppure, senza andar lontano, io ho scritto anche recentemente, ricordi? Vedi o ascolti me, assaggi il mio the, oppure tieni nella tazza il tuo e vedi o ascolti solo ciò che vuoi vedere o sentire?
Al 13, ieri, dico, solamente ieri eh,
alla tua domanda:
che faresti tu di quei pedofili che anche la chiesa condanna, se dipendesse da te..
ho risposto:
L'ho già scritto, ma se vuoi lo ripeto ...Per me gli va assolutamente, prioritariamente impedita ogni possibilità di reiterare. Dunque, ahimé, una drastica riduzione della libertà personale, ma non vedo soluzione migliori.
Carcere ordinario? Carcere psichiatrico? Ne possiamo discutere. Certo il nostro sistema prevederebbe non solo la detenzione a scopo punitivo, o deterrente, ma anche come occasione di percorso riabilitativo. Ancora più comprensibile, dove c'é di fondo, una patologia da curare.
Questo dal punto di vista personale, che esteso al comportamento della Chiesa, si traduce nel mio modo di vedere, nell'immediata destituzione dallo stato clericale se prete (ovviamente, accertata la colpevolezza, non basta l'accusa eh), dunque riduzione allo stato laicale prima di tutto e consegna alla giustizia civile. Facendo capire, ove si possa, come in un percorso di pentimento autentico, di espiazione, ciò debba essere accettato, assumendo le proprie responsabilità.
Però per te, non hai pregiudizio...eppure ti rende cieca parrebbe, oltre che sorda, riducendo una ragione che non ti renderebbe facile scrivere cose durissime, imprudenti, permettimi, te lo dico con tristezza mia profonda, cose veramente ingiuste che mi riservi, dicendomi
quel diavolo che tu con tanto accanimento difendi
oppure
E prendo atto che ad oscurare spesso sono quelli come te che fanno scendere una cappa di silenzio sopra le malefatte perchè sono panni sporchi da lavare in famiglia.
Se hai ragioni per scrivermi con tanta durezza, un giudizio e non un pregiudizio, ti invito a portarmi qui l'argomento, le prove di quel che mi dici, rattristandomi non poco..
Ma comunque, io credo che sia comunque stata occazione utile per far emergere come è insinuante, mimetico un pregiudizio e come ci sia tanta ostilità, tanto rancore che poi emergono con durezza, traslando.
Ove io non sono risultato voce nel coro, ciò è bastato per fare di me colpevole degno di ogni accusa e colpa.
Il pregiudizio che mi riservi, mi tocca perché non è con me che hai pregiudizio, ma con la Chiesa Sandra, è questo che "pago" nella tua durezza ingiusta, quanto imprudente.
Ma è bene che sia emerso in superficie, che affiori e si renda sintomaticamente visibile, perché di questo io mi occupo spesso, denunciandone una poderosa presenza di quel pregiudizio, che non è solo casuale, né solo giustificabile con le responsabilità di Chiesa e di preti, che certamente ci sono (la dimensione umana della Chiesa spero, non voglia essere cancellata e gli uomini sbagliano eccome), ma c'è anche tanta ignoranza, cioé "non conoscenza" della Chiesa, dunque pregiudizio, non giudizio, in modo incisivo, unitamente a chi progettualmente, sistematicamente, costruisce l'odio, il discredito, la denigrazione, la riduzione, la marginalizzazione di questa povera Chiesa criminalizzata e destituita dal merito, volendola in definitiva, nell'immagine, farla coincidere solo con i suoi sbagli, i suoi limiti, i suoi torti, questa infine è la sintesi, il bignami che viene mediaticamente distribuito nella propaganda anti-cattolica.
I torti della Chiesa restano tutti e come ho detto, non ha senso invocare perdono, da parte della Chiesa, se non c'é da parte sua il merito, il reciproco, l'autentico pentimento e cambiamento e ciò naturalmente, è anche nel coraggio di ammettere e mostrare ufficialmente, di aver compreso, essere consapevoli.
Ma considera anche che i primi ad offendere tutti, te, me, credenti e non, ma anche la stessa Chiesa Madre, lo stesso Gesù, sono proprio coloro che nel ruolo di grandissima responsabilità e testimonianza, dunque "clero", commettono simili atti disgraziati: non offendono solo me e te, non solo a noi portano dolore, per non parlare delle vittime poi... ma anche alla Chiesa portano sofferenza e riduzione, portano un tremendo nuocere come vedi, ma la Chiesa non può rinunciare ad essere se stessa, cristiana tanto nel non proporre o legittimare pedofilia, tanto non può rinunciare ad essere ciò che è, rinunciando a ciò che non può essere cristianamente rinunciato: il perdono, non l'odio, assumersi il dolore, la sofferenza, non il rancore e la vendetta,
o non siamo comunque con Gesù.
Forse, non è un compito facile quello di essere Chiesa, né cristiani ed umanamente comprendo, ma bisogna pur promuovere gli uomini in cristo, se si è cristiani, il Vangelo è lì a ricordarcelo,
non sarà facile, non saremo capiti, saremo anche perseguitati.
Io non ho la vocazione del martire, dunque porto la mia ragione e cerco di picconare e smantellare i pregiudizi perché il martire non voglio farlo, dunque discuto, contesto, polemizzo, mi confronto come posso.
Se devo essere giudicato, voglio esserlo per i miei difetti, nno per quelli che non ho, avendone già tanti.
Io non sono responsabile di cappe di silenzi, anzi, al contrario, invito costantemente ad assumersi responsabilità, auspico questo alla Chiesa, tutt'altro che buonista o perdonista, avendo una solida idea di bene e di perdono, non una loro riduzione, perciò è formidabile trovarmi via via accusato di severità eccessiva ed integralista ora nel ruolo di buonista, davvero straordinario, salvo poi vedere che è in onore di un pregiudizio ed di un modo di porsi non propriamente disciplinato ai conformismi in essere. Non aspiro al ruolo di martire,
dunque è con fermezza che ti invito ad argomentare dove io sono oscurante a portar cappe di silenzio, dove difendo il "diavolo in persona" (bum... ci vai di "scartino", addirittura in persona... me lo presenti?), a dirti che sei ingiusta, imprudente, a dirti che il tuo è un pre-giudizio e non un giudizio ed io, se non ti spiace,
innocente fino a prova contraria ed i tuoi verdetti, non mi pare emessi al di là di ogni ragionevole dubbio,
ma saranno di conforto ad altri che sono animati da anche più impietoso pregiudizio, purtroppo, rallegrandoli dove rattristano me quei tuoi verdetti.
Se mi concedi il dibattito, la possibilità di un vero processo, di una vera difesa, smonterò la tua accusa, come il tuo giudizio.
Sempre che tu lo voglia un giudizio e non voglia più caro un pregiudizio e conservar imprudenza, ma farai in questo, torto a me come a te, così come ad una ragionevolezza, che comporta anche l'assunzione responsabile di una prudenza.
Portami le ragioni del mio oscurantimo che fa scendere cappe di silenzio, difende il male ed il diavolo in persona, fammi capire dove trai sostentamento in quella forma di massimalismo e generalismo in cui io sono ora "quelli come te", già avendo potuto vedere annuncio (lapsus freudiano?) in un rivolgemi un "voi" di cui ti chiedevo ragione (ma forse ora si comprende meglio donde viene).
io sono qui.
Come sempre ti auguro
ogni bene (ti illumini),
Alieno
sarebbe come chiedermi di perdonare il diavolo in persona, quel diavolo che tu con tanto accanimento difendi.Ho conosciuto brave suore,ho anche una zia che lo è,distinguo il bene dal male,la mia coscienza esige chiarezza e verità, te l'ho già detto un'altra volta,e se la verità è che io non posso fare di tutta l'erba un fascio,se non mi riesce di amare in egual modo mia zia e il mostro delle Montanari lo accetto come un mio limite ma questa è la mia verità, ne prendo atto.E prendo atto che ad oscurare spesso sono quelli come te che fanno scendere una cappa di silenzio sopra le malefatte perchè sono panni sporchi da lavare in famiglia.Non ci sono state scuse da parte "della famiglia chiesa"per i peccati di quelle figlie che gestivano il collegio dove io ho trascorso un anno,neanche il parroco che andava a dir messa e che le confessava ha mai fatto un accenno a questa storia nè appena successa nè in la con gli anni.Nessuno ha osato chiedere perdono e comprensione per queste figlie,nessuno ha chiesto scusa per quel male se ne sono guardati bene,il tempo e il silenzio hanno cancellato tante memorie in questo paese,ma io c'ero e il mio ricordo è vivo,se la mia voce avesse il potere di richiamare quella che tu definisci madre,io le griderei :mai più madre ,ti prego mai più.Ma io non ho questo potere,e se lo avessi probabilmente dovrei pensare che la madre è sorda.
Non ho pregiudizi , se ne avessi sarebbero legittimi non credi?
Ma dunque non ne ho! Una famiglia che nasconde o protegge i crimini di un figlio ne diventa complice ed io quindi di questa famiglia non posso più fidarmi se essa responsabilmente non prende le distanze e distingue.Nella mia tazza svuotata e riempita tante volte ..tu non sai quante.. per conciliare e distinguere per comprendere e perdonare,il thé che tu mi offri io lo rifiuto avrebbe il sapore dell'amaro purgone di Pinocchio.
Perdona tu se puoi,perdoni Dio e la sua famiglia,io non posso!
Sandra, non stiamo affatto andando fuori binario Sandra, visto che stiamo parlando di Chiesa, di fede, di giudizi che spesso vengono dati alla Chiesa anche senza un vero percorso di formazione di un giudizio, un dibattimento, l'acquisizione dei fatti, l'ascolto di una difesa (come potrei essere io, ma c'é chi meglio lo fa di me continuamente fuori, basta dargli parola eh, basta diversificare letture ed ascolti), non solo quello dell'accusa che magari già ha un rapporto di simpatia e di amicizia, già, con il giudizio "negativo".
Per dirla come mi diceva da ragazzo il mio maestro di Kung Fu, buddista allora (oggi è cattolico), con cui avevo anche un rapporto di amicizia fraterna, quando faticavo testardo e polemico a comprendere il significato di quello che stava cercando di dirmi, mi ricordava che
se vuoi sapere e conoscere che sapore abbia il mio the, per capire se è buono come il tuo, meno o più oppure valida alternativa, non puoi pretendere di assaggiarlo nella tazza dove c'é ancora il tuo the,
devi prima svuotarla la tua tazza,
poi ci metti il mio the,
dopo sai di cosa stiamo parlando e puoi dirmi il tuo giudizio. :-)
Che tu abbia una teoria di pregiudizi con te, riguardo alla Chiesa, anche se riconosco la tua migliore volontà e disposizione rispetto ad altri qui che la consegnano impietosamente e senza un reale dibattimento, processo, dialogo, conoscenza, non alla formazione di un pregiudizio, ma alla conferma di un pre-giudizio (dunque tutti maiali, la Chiesa fa schifo, sono tutti pedofili, marci, truffatori, è un'organizzazione a delinquere, è la "grande Menzogna Globale", non sono capaci di compassione, carità, amore perché ci sono troppi divienti, dice sempre no, è oscurantista, è integralista, vuole la teocrazia... la teoria è praticamente sterminata), nonostante tua ben migliore disposizione dicevo, non per questo tu non porti con te pregiudizi.
E nota bene: è anche giusto e normale questo. Chiunque non può fare diversamente, quando non conosce o conosce poco. Io non potrò che avere un pregiudizio sul Jesus joy of man's desiring di J.S.Bach fintanto che non lo ascolto. Potrò ampliare la possibilità, intanto, ascoltando i commenti diversificati e certo, avrò un pregiudizio tendenzioso, se mi limito ad ascoltare il commento di chi so già che il repertorio di musica classica non lo conosce, lo conosce poco oppure prova indifferenza o odio e fastidio. Già potendo ascoltare, la formazione di un giudizio è più corretta. Certo che se ti viene fatta ascoltare da qualcuno che mentre suona il pezzo, disturba, disprezza, irride, fa i versi per denigrarla, probabilmente sarà complicato trarne l'emozione, la dolcezza e la gioia. Magari servirà un ascolto più sereno, più di uno, una riflessione, uno svuotare la propria tazza dal the che c'era per assaggiarne uno nuovo.
Tu dici prima che la Chiesa non è una famiglia. Poi provo a farti capire che invece lo è e tu però, hai ancora il tuo the nella tazza, hai la tua idea sulla Chiesa e quel tuo the ha questo sapore; dunque sei disponibile, mi ascolti, rifletti e devo dire che non è poco di questi tempi ed in questi luoghi..^_^
ma anche con po' ancora del tuo the nella tazza, mi spieghi che comunque il punto sia nell'aver usato il termine "corporazione" forse non idoneo (che altro vorresti usare? Organizzazione? Club? Setta?) dunque dici che la Chiesa "si definisce" famiglia (proprio l'idea che SIA familia e non solo un dirsi tale ti riesce malissimo eheh) ma ocmunque distanti tra loro fisicamente (perché, tuo figlio si trasferisse a New York, non sarebbe tuo figlio?) e perché non si sono mai incontrati(perché, due fratelli separati alla nascita, non sono forse comunque fratelli?).
Ma sopratutto, non vedi come in realtà in quell'essere la Chiesa famiglia, si incontrano sempre: ogni volta che pregano, ogni volta che vanno alla messa, che prendono la comunione, nota bene la parola C-O-M-U-N-I-O-N-E si incontrano tutti, ovunque siano, comunque siano, hanno una COMUNIONE e possono incontrarsi e riconoscersi.
Io potrò andare a prendere l'ostia in Africa o o negli Usa e riconoscerò i miei fratelli. E li riconoscerò, anche se sono fatti diversi da me, parlano altra lingua, così come sarò da loro riconosciuto perché la Chiesa E' una famiglia.
Non lo è dove si vuole ridurre la Chiesa all'idea riduttiva materialista, certamente: se così fosse l'uomo, la Chiesa, la fede, allora avresti ragione, non siamo più famiglia, non siamo più fratelli, non ci siamo mai incontrati e siamo distanti.
Ma la Chiesa non è questa e l'uomo non è solo la sua dimensione materiale, anche spirituale ed è così possibile comprenderlo allora, dove non ci si lascia ingannare dall'apparenza riduttiva: è una famiglia. Lo è sempre stata, sempre lo sarà, nei secoli dei secoli,
amen.
Questo solo per restare alla tua introduzione, sul resto mi tocca tornare più tardi, perché ho qualche lavoretto da sbrigare, mi perdonerai.
Ogni bene, buon pomeriggio,
Alieno
buona la scusa del peccayo originale per giustificare queste cose, ma poi chi paga?
Vesvovi che copronmo, giudici clemnti, ti dirò, forse bisogna dirte bravo a questo papa che almeno non nasconde la cosa, anzi parlandone evita che si va nel dimenticastoito.
però che fregatura, io che non sono crdente e che non ho ikl peccato orginale io vado in galera dritto dritto se commetto queste schifezze (e mi pare giusto) e nnn mi posso neanche confessare !!!
ipocirti !!
Salute e fratellanza
Vale
Alieno scusami ma stiamo andando fuori binario ,forse sono io che non sono capace di spiegarmi.Adesso ci riprovo.Ho preferito usare il termine corporazione piuttosto che famiglia,anche se la chiesa nel suo insieme si definisce famiglia, per un motivo preciso.Perchè gli appartenenti alla famiglia chiesa, uniti tra loro dal credo cattolico sono spesso distanti tra loro fisicamente, senza mai nemmeno essersi incontrati .Ma volendo spiegare meglio l'individualità che ho attribuito ai figli della chiesa,come poi anche tu in altri post hai
voluto puntualizzare.I sacerdoti non propongono la dottrina tutti in egual maniera,come tu giustamente ci hai fatto notare, ci sono anche i moralismi per il giorno di Natale o le prediche sui giochi di magia di Harry potter, ecc...L'individualità sta nel presentare in maniera personalizzata codici anche morali o etici oltre che spirituali.Quindi qual'è la chiesa?Se avessero una linea non dico severa, ma che in qualche modo proponesse il medesimo insegnamento ovunque, da qualsiasi sacerdote,Se tutti si contenessero nelle considerazioni personali sul come seguire gli insegnamenti e proponessero semplicemente Gesù,se camminassero come un sol uomo,allora si, che ci si riconoscerebbe l'identità di una famiglia unita ,non solo essere dello stesso sangue fa delle persone dei fratelli,ma il rapporto, la relazione, il crescere insieme.In questo secondo me la chiesa dovrebbe sforzarsi.Quando don Padrini dice" questa non è chiesa",è comprensibilissimo.Può la chiesa riconescersi negli atti osceni dei preti pedofili?Nella condivisione del fondamento della cristianità,dove trova posto la pedofilia?Eppure ci sono. E sono parte della famiglia solo perchè hanno preso i voti?Ma tu hai fratelli o sorelle? O meglio ancora hai dei figli?Faresti mai qualche cosa che non tenga conto dei danni che puoi arrecare alla tua famiglia con il tuo comportamento?L'individualità ognuno ha la sua è normale e giusto conservarla anche in famiglia...c'è quello timido,quello estroverso,quello che ha attitudini diverse,diverse predisposizioni.Ognuno ha un potenziale che in famiglia cerca di sviluppare e da essa è sostenuto e seguito.Non solo sostenuto, ma anche seguito.Se la chiesa come famiglia, non riesce a seguire tutti i suoi figli,dovrà preoccuparsi di farlo, per poi non doversi trovare solo a sostenerli quando combinano guai grossi e coprono di vergogna tutti gli altri.Se non riesce ad educare i figli che ha in casa come può pretendere di dirsi maestra per la gente comune?Ma ti faresti curare tu da un medico che non riesce a curare neanche quelli di casa sua? Le isole umane ci sono e non certo per mia volontà,di questo bisogna prendere atto e non tutto scusare in nome del Dio condiviso e della relazione tra uomini e tra uomini e Dio.La chiesa ha ridotto la sua immagine da sè,non sono io che l'ho ridotta.Forse per te questa mia visione è pregiudizio,eppure io non dico che non ha speranza.Ma se ogni volta che con la comprensione si arriva ad essere critici,tu dici che c' è un pregiudizio, ma che parliamo a fare allora! Va tutto bene sempre,vogliamoci tanto bene e niente è un problema perchè chiunque prova a dire che così non va ,se gli va bene è pregiudizievole ,nel peggiore dei casi potrebbe anche essere un antiCristo per te!
Senti! Mia madre è cresciuta praticamente con le clarisse e ne parla ancora oggi come fossero state sante.Per motivi di famiglia a causa di una malattia , io e mia sorella abbiamo passato un anno in un collegio gestito da suore,entravamo dopo la scuola e rimanevamo fino a sera finchè la mamma non ci veniva a prendere.E' stato un anno d'inferno,raccontavo a mia madre le percosse inflitte a quelle nbambine che stavano lì tutto l'anno e che tornavano a casa loro solo in estate,(noi che la sera rientravamo a casa nostra non ci hanno mai picchiate)non mi credeva,non ci credeva,pensava fossero scuse perchè non volevamo stare in collegio.Lei però era cresciuta con le clarisse che le avevano voluto tanto bene e delle suore aveva una visione santa.Ricordo la sorella di una bambina che era in classe con me,aveva 3 anni ed aveva un occhio completamente strabico,la picchiavano perchè parlava poco e faceva la pipì addosso.Un giorno la madre superiora la picchiò così violentemente che il suo viso era una maschera di sangue,non si capiva se venisse dalla bocca o dal naso o dagli occhi,ricordo però lo sguardo di terrore di quell'unico occhio che guardava le mani che infierivano,e la suora continuava a picchiarla sui gradini che davano al cortile, sotto gli occhi delle altre suore che guardavano in silenzio e noi bambine paralizzate dal terrore,finchè quell'esserino si è accasciato a terra in preda alle convulsioni,così il mostro prima di lasciare il cortile ha ordinato alla sorella della piccola di prenderla e lavarla....E altri episodi che non mi dilungo a raccontare.un giorno le più grandi stanche di prendere botte sono scappate e le suore sono state costrette a chiamare i carabinieri.Tutta la verità è venuta fuori ,le suore processate ed il collegio chiuso.Non ho mai saputo quale sia stata la loro punizione nè se hanno pagato per il male fatto.Oggi quell'edificio è un museo delle arti popolari.Per anni ,ogni volta che incontravo una suora cambiavo strada e mi facevo il segno della croce,quasi ad invocare protezione dal cielo per la paura.Non bastano i voti,non basta l'abito,non basta neanche una croce appesa al collo,se Gesù non ce l'hanno nel cuore. Quella non era una famiglia,non era neanche la bruttacopia di una famiglia,quello era l'orrore che non auguro a nessuno.Qui stoppo,perchè ora ho mal di stomaco e se continuo potrei vomitare la cena.Buonanotte alieno e ogni bene
buonanotte a tutti
Forse non risulta chiaro, ma intendevo alludere come quella proposta individualistica, implichi le declinazioni possibili:
nichilismo, soggettivismo e relativismo.
Nichilismo, come già designava Sant'Agostino per gli atei e poi sviluppato nel corso dell'800, in una perdita di speranza e di significato del mondo, che nel nichilismo russo diventa condizione da accettare (il conforto è questo: accettare la non speranza).
Soggettivismo e relativismo, invece, credo che facciano emergere più facilmente le implicazioni etiche, comunque quello riduttivo dei significati infine.
A.
Tuttavia, Sandra, forse tu dimostri anche l'attrattiva corrente della proposta individualista che naturalmente, è in conflitto con la proposta cristiano-cattolica dove invece c'é il costante responsabilizzarsi e non è prevista solo la dimensione individualistica o intimistica, ma estesa nella comprensione della relazione tra uomini e tra loro e Dio e per cui, "ciascun per sé, cavoli suoi o tuoi o miei" come rappresentazione di "isole umane", poco o nulla comunicanti, non è davvero accettabile.
A.
Però io non sono paragonabile alla chiesa in quanto madre,la chiesa è una" corporazione " un agglomerato di persone accomunate da un credo,ma ognuno con la propria individualità.
Dimenticavo: anche nella tua famiglia, abbiamo soggetti con una propria individualità: marito, moglie, figli ecc. Ciascuno nella famiglia, conserva una riconoscibile individualità, cioè resta individuo, pur avendo "familiarità".
Così per la Chiesa appunto.
Ciao.
A.
Eheh, Sandra,
quella che tu chiami "ovazione" si inserisce perfettamente nel clima odiologico anti-berlusconista del quale abbiamo propaganda sistematica da oltre 15 anni.
Altrimenti, sarebbe una normalissima preferenza, idea o anche ovazione in mezzo ad altre ed infatti, è abbastanza solitaria in questo blog (che evidentemente non è ben rappresentativo del Paese che invece si esprime ben diversamente e non è una novità per me da quando sono qui), dove l'ovazione "normale" è appunto, anti-berlusconista.
E che naturalmente, può ben apprezzare un Don Giorgio, anzi: appunto! :-)
Naturalmente, se la dialettica violenta simile fosse adottata da chi non è "conformista" nel blog, ma comunque anche fuori, subirebbe tutt'altro che apprezzamenti, bensì conforto all'odiologia militante, che comunque, è imprescindibile dai contenuti e dalla forma, per cui si pratica tanto quando la dialettica è quella pacifica o come recentemente, "dell'amore", per cui esprimere il disprezzo, tanto quando è più dura,
perchè comunque, è un pregiudizio solido che non si pone la questione del giudizio: è e deve essere così Berlusconi, cioè odiato e spregevole, immondo, demone e tutto quel che vuoi dove si pratica l'odiologia militante. Se parla più duro (anche se non ricordo mai nulla di simile a quello che riceve o al Don Giorgio Capitani), si vuole prova della sua maligna natura, se parla civilmente è naturalmente ipocrita.
Coerentemente, io qui subisco lo stesso destino e non è un caso, è un trasferimento di pregiudizio (quello per cui se uno vota Berlusconi o ne apprezza la proposta, è demente o falso, non ci può essere altra spiegazione), così anche io, quando sono più duro nella dialettica, sono troppo duro e faccio paura, inquieto, spavento (bum), mentre si nota che non inquietano e spaventano altri ben più duri di me e ben più sistematicamente di me e così, quando invece tento di conciliare e mostrare la mia disponibilità, sono invece ipocrita e mistificatore, sordidamente in azione a confondere ed ingannare il prossimo.
Le mie colpe, il mio peccato originale in questo blog, proviene in gran parte da questo mio identificarmi nel tempo: non sono malato di anti-berlusconismo (e pur non essendo berlusconista, mi tocca l'etichetta, così come pur non essendo fascista, mi tocca perché non simpatizzo certo per il comunismo) e cristiano che non sputa sulla Chiesa, anzi, mi trovo sovente a difenderla. Un atteggiamento di "diverso", quel mio anticonformismo qui, che naturalmente fa puntualmente emergere la profonda intolleranza per i diversi, il pregiudizio, cioè comunque sarai giudicato al di là di una ragione.
Il pregiudizio è questo. Ma avendone vissuti diversi di pregiudizi per mia diversità, non mi spaventano più granché, la dinamica di fondo, così come la causa, è sempre la stessa: la riduzione della ragione e la simultanea tendenza ad alienarmi, non di rado, mettendo in discussione anche la mia umana possibilità (dunque pazzo, malato, troll, clone, pagato o servo incapace di autonomia o in combutta con chissà chi oppure pericoloso addirittura dimmi tu), qui soltanto nel blog, non c'è stata parsimonia di scorciatoie e atti di disonestà manifesta o meschinità, da parte di alcuni soggetti,
ma che vuoi che ti dica, nella vita sono stato allenato in una palestra ben più dura di questa e ci posso ridere restando sereno.
Venendo al più serio:
Però io non sono paragonabile alla chiesa in quanto madre,la chiesa è una" corporazione " un agglomerato di persone accomunate da un credo,ma ognuno con la propria individualità.
Come vedi, non sei immune da pregiudizi sulla Chiesa e non posso certo stupirmi, ma comprendere le ragioni della tua idea spesso ingiusta sulla Chiesa.
Perché appunto, l'idea della famiglia della Chiesa, mi pare complicato da bandire: Santa Madre Chiesa - ti dice nulla?
La Chiesa è una famiglia, così come suoi figli sono i fedeli, che tra loro saranno fratelli che hanno comunione con Santa Madre Chiesa nel credo al Dio Padre Nostro.
Non bastasse, la Chiesa cattolica rafforza ancora di più la concezione "famiglia", dove nel culto mariano ha ancora un maggior rinforzo del valore "maternità".
Mentre tu la vuoi in visione "corporativa", come fosse un centro sociale, un partito, una ong, insomma, appunto ciò che ti dicevo, una forte riduzione dell'immagine della Chiesa di cui probabilmente, sei anche in parte vittima involontaria, perché non è un caso, ma un preciso sistematico progetto quello di ridurre e delegittimare o denigrare la Chiesa.
E così, la competizione con altre offerte, risulta quella di una proposta politico-ideologica tra altre, non quella più propria della dimensione della Chiesa tra gli uomini, una riduzione utilissima appunto, per marginalizzarla in una comparazione ed in una costante conflittualità.
Quella di alterare le dimensioni e le caratteristiche, come ridurre la Chiesa ad organizzazione o corporazione per porla in aperto ed insanabile conflitto con proposte politiche, partitiche ecc, trova anche un corrispettivo nel caso "scienza" vs "Chiesa":
in questo caso, per renderle conflittuali, non si è ridotta la chiesa, ma si è alterato il significato della scienza. Dunque "scientismo", oppure spacciando la scienza per quello che non è e non può essere, cioé sorgente etica di verità per l'uomo. Così è possibile rendere la conflittualità sistematica in cui uno debba per forza trovarsi la scelta: o Chiesa o Scienza. Così come o Chiesa o politica laica.
Per quanto mi riguarda, allora, tu sei perfettamente paragonabile in quanto madre alla Chiesa, anche se la Chiesa ha molti più figli, tra loro fratelli, da gestire, eheh.
la mia povertà consente a me un margine di errore più ampio di quello che la chiesa può concedere a se stessa definendosi maestra,oltre che madre.
Questo è tutto da dimostrare: quando tuteli i tuoi figli, non ti dimostrerai credo, affatto diversa, quando dovrai educarli, proteggerli e sostenerli mentre imparano a camminare con le loro gambine. Ed anche tu, su tutto, stili giudizi, per esempio come vedi, molti sulla Chiesa e le questioni che la riguardano, dunque evidentemente, al di là dei margini di errore, non poi così ampi come ti piacerebbe dire e nemmeno si comprende perché pensi che la Chiesa non comprenda margini di errore.
Ho già spiegato che nel caso di Eluana, per esempio, c'é anche una notevole proposizione di prudenza riguardo alle condizioni off-limits e applicando in sostanza, ciò che il diritto (notevolmente influenzato dai valori cristiani) fa cautamente, in assenza di prove sufficienti, di un dubbio, quando non ci sia un certezza al di là di un ragionevole dubbo, ovvero, non si propone l'errore più grave ed irrimediabile in un dubbio.
Dunque, prevede molto, molto di più il margine di errore, anzi lo comprende proprio nel riconoscere l'incapacità dell'uomo di sfuggire, di quanti si scagliano intolleranti, cinici e moralisti rigidissimi, volendo Eluana morta, perchè prevedono appunto, di non avere un margine di errore e di essere dunque a sostenere una scelta irrimediabile senza scrupolo di coscienza (così come sull'aborto del resto).
La Chiesa è molto più comprensiva, cauta ed umile intorno all'uomo, di quanto lo sia l'uomo che la disprezza e l'attacca molto spesso.
Naturalmente, se io argomento questo o quello, tu puoi continuare a vederci l'ovazione di Chiesa, Berlusconi e la dispersione che vuoi, così come troll, malato di mente, incapace, servo, fascista, inquietante e pericoloso, mistificatore e disonesto, calunniatore e diffamatore, integralista fanatico e tutto quello che vuoi,
ma io continuerò ad essere me stesso, argomentando contro il pregiudizio con serenità e determinazione e rilevando che la mia "ovazione", si noterebbe molto meno come tale, se non ci fosse un clima ostinato e contrario, dove l'ovazione è quella a denigrare in senso odiologico (e spesso disumanizzante nella proposta), sperando che sia possibile cogliere meglio cosa accade, cosa si muove, perché, comprendendo l'aria (tossica) che spesso si respira inconsapevolmente.
Dico "tossica" perchè l'odio è una tossina insinuante, spesso difficile da rilevare, se non quando ha già prodotto dei danni notevoli ed è difficile la cura.
Ma alcuni sintomi sono sempre chiari per dirci dove e quanto ha lavorato quella tossina e si vedrà, manifesta, la riduzione della disposizione al dialogo, l'intolleranza, il pregiudizio in azione continuata e, non fosse per la mia pazienza, suppongo, anche disperante o esasperante.
Non sto ovviamente riferendomi a te come campione di paziente "intossicato", solo avverto che tutti, qui, respiriamo quel clima tossico costantemente ed è molto, molto facile evitare una sana profilassi nell'osservazione, un comportamento corretto, di prevenzione dall'intossicazione.
Voglio dire: non sarebbe poi inimmaginabile o difficile scegliere scorciatoie, relazionandomi a chi mi offende ripetutamente, adeguandomi nello stesso modo. Ma a quel punto, probabilmente, dovrei essere stato incauto, imprevidente, intossicato pur io. :-)
Alla fine nemmen si capirebbe la differenza di proposta e già adesso, qualcuno confonde malamente a riguardo, volendomi corrispettivo, figurati. :-)
A questo punto non trovo per niente superfluo precisare che questa osservazione è solo un analisi e non un voler infierire gratuitamente contro la chiesa.
Non è importante poi nel momento della critica: la differenza si vede poi, dove c'é l'interscambio con letture diverse, nel vedere la disposizione si scopre meglio, dove è effettivamente un giudizio sereno, oppure l'azione di un pregiudizio. La critica è legittima, come la ragione di chi oppone replica, ci mancherebbe.
E' quando emergono cose tipo "clericale" o "pretino" o "servo di mediashopping" o "fascista" e si comincia a parlare di ovazioni in senso dispregiativo volendo alludere ad una riduzione di autonomia di giudizio, che si comincia ad intravedere che più che di un giudizio, di fondo c'é un robusto pre-giudizio, diventato auto-referenziale e auto-conservativo, auto-legittimante in un conformismo solido che se posso,
prenderò a picconate come il muro di berlino, anche con un certo gusto e passione.
Ogni bene.
Alieno
Ci tengo a precisare che avendo indicato quelle che secondo me sono dispersioni,potrebbero essere state individuate tali con un mio limite,del quale però devo tener conto io che leggo e tu liberamente se vuoi quando scrivi per facilitare la comprensione anche ai semplici come me.
Volevo precisare che nel mio adottare ingiustamente 2 pesi e 2 misure nel caso di un coinvolgimento di un figlio,è anche questo un limite che riconosco a me stessa che sicuramente dovrò prendere in considerazione e lavorarci su.
Però io non sono paragonabile alla chiesa in quanto madre,la chiesa è una" corporazione " un agglomerato di persone accomunate da un credo,ma ognuno con la propria individualità.
Sono quindi diverse espressioni di vivere e professare lo stesso credo in modo diverso mi pare di riscontrare.Tantopiù che io me ne guardo, proprio perchè conscia dei miei limiti a definirmi maestra di moralità di etica o di spiritualità. la mia povertà consente a me un margine di errore più ampio di quello che la chiesa può concedere a se stessa definendosi maestra,oltre che madre.
A questo punto non trovo per niente superfluo precisare che questa osservazione è solo un analisi e non un voler infierire gratuitamente contro la chiesa.
Ribadisco quanto già detto in precedenza del tuo modo di scrivere,che comunque apprezzo.Nel tuo post sopra ed a quello io mi riferivo ho trovato il tuo argomentare piuttosto dispersivo e poco sintetico riguardo ad una tua opinione propositiva nei confronti dei pedofili,ne hai curato e messo in evidenza tanti aspetti ,tanti se tanti ma,però poi la tua visione sembrava nascondersi subordinata dietro a quella che si proponeva più ampia vista dalla madre chiesa.Per quanto riguarda il fastidio di parlare di Berlusconi,ti sbagli,puoi parlarne a tuo piacimento per quanto mi riguarda,non è il parlarne che mi infastidisce nè la tua continua ovazione del suo operato.Io non condivido,ma tu puoi pensare e scrivere liberamente la tua opinione ci mancherebbe pure!!
A proposito di condizionamento di pregiudizio alla ragione (magari un pre-giudizio politico ecc).
Io ho scritto una quantità immonda ed indecente di frasi e righe e parole. Non oso contarle. :-)
Ma in questa quantità incredibile, dove parlo che so, di Chiesa, pedofilia, etica ecc,
quante le righe che ho speso a parlare di Luxuria? E quante righe di Berlusconi? Una quantità talmente trascurabile, irrilevante in tanto argomentare di altro,
che ti domando ragione del tuo scrivere incredibile:
Ma cosa vuoi che ti dica io di questo tuo tanto argomentare e di passare da obama a luxuria per poi approdare al giudice e a berlusconi.Gli approdi erano tutt'altro che quelli mi pare. E elementi davvero trascurabili, però la tua sintesi, il tuo modo di vedere si riduce in fondo a questo: Berlusconi, giudici, luxuria, Obama.
Cioè la parte trascurabile (e nemmeno l'inizio o l'approdo) tra tanto scrivere: ma come leggi? Dico: come leggi "dentro"? Quale disposizione mai per fare questa sintesi dove ciò che scrivo coincide con la parte assolutamente trascurabile in tante cose che scrivo?
Ecco come volendo, hai idea di cosa dico, quando c'è un pregiudizio ed un automatismo prodotto da un conformismo di conseguenza, coerente con quel pregiudizio che capita, per esempio, quando si vuol far coincidere con gli sbagli ed il difetto della Chiesa: tutto il resto, il positivo, vale poco, viene messo fuori fuoco.
Così come fai tu con tanto mio scrivere e sinceramente, un po' mi dispiace di questo, pazienza, me ne farò una ragione.
A.
che faresti tu di quei pedofili che anche la chiesa condanna, se dipendesse da te
L'ho già scritto, ma se vuoi lo ripeto (fastidio che parli di Berlusconi diversamente dal Don Giorgio Capitani che invece è simpatico nel modo in cui ne parla eh? Eheh):
Per me gli va assolutamente, prioritariamente impedita ogni possibilità di reiterare. Dunque, ahimé, una drastica riduzione della libertà personale, ma non vedo soluzione migliori.
Carcere ordinario? Carcere psichiatrico? Ne possiamo discutere. Certo il nostro sistema prevederebbe non solo la detenzione a scopo punitivo, o deterrente, ma anche come occasione di percorso riabilitativo. Ancora più comprensibile, dove c'é di fondo, una patologia da curare.
Questo dal punto di vista personale, che esteso al comportamento della Chiesa, si traduce nel mio modo di vedere, nell'immediata destituzione dallo stato clericale se prete (ovviamente, accertata la colpevolezza, non basta l'accusa eh), dunque riduzione allo stato laicale prima di tutto e consegna alla giustizia civile. Facendo capire, ove si possa, come in un percorso di pentimento autentico, di espiazione, ciò debba essere accettato, assumendo le proprie responsabilità.
Secondo me è possibile investire sulla cura di questi soggetti,che nello studio potrebbero ampiamente documentarci e insegnarci molto, sulle origini della loro patologia (e ho convinzione si scoprirebbero implicazioni interessantissimi di percorsi familiari, relazionali pregressi, nonché culturali ecc).
Ma dove non c'è affidabile garanzia che possa risolversi in una guarigione, va tutelata tanto la comunità, limitando o riducendo completamente la libertà personale, dunque detenzione, vigilanza ecc, ma in questo, anche tutelando il soggetto, diciamo, misericordiosamente anche in questo, perché non si pone nella condizione di reato e di peccato nuovamente, in questa misura, dunque misura di tutela anche per lui stesso.
Tutto qui.
Il tuo timore di reiterazione è legittimo. ci dobbiamo continuamente confrontare con questo, ma aldilà della questione specifica "pedofilia" mi pare, dunque soggetti colpevoli di stupro, assassini, terroristi...
Ci sono testimonianze di omosessuali "guariti", basta tu faccia una ricerca nel net, la pretesa che tu lo conosca di persona, mi pare un po'... irragionevole ed è un po' come negare che l'America esista perché tu non ci sei mai stata.. :-)
Dunque, se vuoi prendere almeno in considerazione la mia tesi, non hai bisogno di presentazioni.
Su Obama io non affrontavo nel merito della questione politica. Rilevavo come ho incontrato (anche qui nel blog) chi è a dirci che tutti contenti che Obama sia stato eletto perché nero (e bello), ma come potrai osservare, dire una cosa simile, cioè condizionare una scelta in base al colore di pelle, noi altrimenti lo chiamiamo "razzismo" ed infatti, chiunque avesse scritto altrimenti, cioè "non sono contento sia stato eletto perchè nero e brutto", avrebbe avuto delle immancabili accuse, una "giustizia" diversa come al solito, come sai io pongo sempre dei punti di vista scettici riguardo ai conformismi facili e consolidati, come ho fatto nell'esempio del figlio vittima di pedofilia (tutti ci pensano ed applicano sommaria giustizia, comprensibile spiegavo), ma pochi si domandano: cosa farei se fosse mio figlio il pedofilo e non la vittima?
Dunque, su Obama, la questione politica c'entra poco o nulla, è di altro che parlavo (e così per quanto riguarda Berlusconi, ma a quanto pare, basta la parola), di conformismi, di comode accettazioni di queste, delle prospettive che comodamente continuamente, ci rifiutiamo solo di prendere in considerazione e noto che spesso, a monte, c'è un pregiudizio notevole.
So benissimo che in questo ruolo di porre prospettive non conformiste o comunque voce fuori dal coro, posso suscitare reazioni non simpatiche.
Pazienza, io spiego le mie ragioni, non mi contento di dire che è così o che non è così, argomento sempre, come posso e civilmente.
Tutto qua.
Ogni bene,
A.
Ma cosa vuoi che ti dica io di questo tuo tanto argomentare e di passare da obama a luxuria per poi approdare al giudice e a berlusconi.Dimmi piuttosto che faresti tu di quei pedofili che anche la chiesa condanna, se dipendesse da te?
Poi si prendo atto del mio non essere giusta perchè al pedofilo potrei offrire la mia versione squartatrice e a mio figlio se lo fosse, invece no.Hai ragione,ma per mia fortuna per quella di mio figlio e per quella di quei preti,nessuno verrà squartato dunque .Cosa sarà di queste persone?Sai ipotizzarlo tu?Se ho timore che questi si dicano pentiti e tra qualche anno sono già in circolazione a fare danni,è un timore infondato il mio?
Poi tu l'omosessualità puoi pensarla come meglio credi,io non credo che sia una malattia e che non ci sia niente da curare,guardo all'omosessualità come ad una diversità niente altro.Quando me ne presenteranno uno che lo era e non lo è più dopo aver fatto una cura,prenderò in considerazione la tua tesi.Per quanto riguarda obama non sono ferrata sulle campagne elottorali oltreoceano.Che sia bianco o nero poco importa il fatto che non fosse poi così conosciuto l'ho trovato positivo,i requisiti c'erano.
Cara Sandra,
Allora,caro alieno ti dirò perché secondo me la pedofilia è una patologia,perchè non è neanche paragonabile all'omosessualità ad esempio o ad un rapporto che un sacerdote può avere con una donna
Ma nemmeno per me è paragonabile alla pedofilia l'omosessualità e tanto meno il rapporto di un sacerdote con una donna, all'omosessualità (anzi, nella gerarchia di grevità dei peccati, per me è proprio nell'ordine che ho messo infatti.
Ma appunto perchè non c'é equivalenza, non metto sullo stesso piano che aveva senso il mio scrivere:
La Chiesa (e non solo la Chiesa), contempla visite e cura anche per l'omosessualità, non capisco perché tu possa aver mai questo dubbio, boh.Ovvero: la chiesa contempla visite e cura anche per cose meno gravi, perché dubitare che le debba escludere per cose più gravi ancora? A ri-boh.
Il concetto però resta identico: la Chiesa si propone sempre la "riabilitazione" ove possibile, sempre offre stimolo alla redenzione, offrendo il suo abbraccio misericordioso, in questo caritatevole e dovendo disporsi al perdono quanto più sia possibile nel pentimento dell'uomo, quando autentico. Ovviamente, è un percorso prudente dove si tenta di accertarne autenticità di cambiamento e di pentimento.
In qualsiasi caso, abbiamo che l'uomo debba o possa confrontarsi con la propria coscienza. Ma nel caso specifico, deve confrontarsi anche con quel patto di fiducia, di fede, di fedeltà anche con la Chiesa: la riduzione allo stato laicale di un prete, certamente è a compimento del doloroso percorso della Chiesa che non è più possibile ritenere veritiero e credibile il rapporto di fiducia necessario per il ruolo pastorale, così importante e denso di responsabilità. Potrà comunque essere cattolico, per quanto allo stato laico, cioè in comunione con la Chiesa, a meno che non intervenga una condizione ancora più grave che comporti una scomunica.
Che però, è l'estremo atto generoso della Chiesa verso l'uomo ed io avevo suggerito, visto che di Chiesa si parla continuamente a vanvera, oltretutto malissimo, di domandarsi perché metto in evidenza questo aspetto "positivo" della scomunica.
Naturalmente, richiesta inevasa e purtroppo dovendo constatare che probabilmente, dietro l'immagine negativa che si ha della Chiesa, c'é oltre una poderosa azione contro la Chiesa, anche una beata ignoranza che però non si esime dal giudizio severissimo ed impietoso spesso e volentieri (mi pare non sia però, il tuo caso).
Ora: tu poni che chiunque trovi attrattiva in un minorenne abbia un disturbo mentale. Cioé sia malato. Una condizione che prescinde la volontarietà e la possibilità di una scelta.
Dando per assoluto questo presupposto, l'uomo è malato e non può da malato, risolvere in alcun modo liberamente, noi abbiamo appena "assolto" ogni pedofilo dal ogni responsabilità.
Cioè, in parole povere: non è "cattivo" o "irresponsabile" o qualsiasi cosa possa suggerire "scelta" in uno spettro di libero arbitrio in cui poter scegliere diversamente, ma solo un "malato".
Questo principio è tanto sensato, che il nostro (laicissimo) ordinamento civile (fortemente ispirato, naturalmente, alla cultura cristiana non a caso, com'é nel resto dell'Occidente tutto), prevede infatti la condizione di totale incapacità di intendere e di volere, infermità mentale o anche sfumature, come parziale infermità o anche transitorie, contestuali incapacità di intendere di volere o sue riduzioni, che nel nostro ordinamento costituiscono "attenuanti" liberatorie dalla responsabilità riconosciuta e dunque anche dalla eventuale implicazione di condanne e così, le misure saranno molto diverse, da quelle dove si riconosce la piena facoltà di intendere ciò che si sta facendo, cioé non si è malati, ma liberi di scegliere.
Ora: che facciamo dei malati? Se sono già "sfigati", vogliamo abbatterli macellandoli o cosa? Comprensibile, naturalmente, legittimo anzi e doveroso direi, impedire che reiterino l'azione negativa, anche se sono malati e non liberi di scegliere e di intendere. Ciò a tutela di tutti, ma infine, anche a tutela dello stesso soggetto, che così non si "macchia" di altre azioni negative.
Anche questo ragionamento è ispirato fortemente alla logica cristiana, anche se pochi, suppongo, ormai se ne rendono conto.
Ovvio che ragionare a "caldo", sotto la pressione enorme del dolore, della rabbia, non è mai consigliabile e dunque quando dici che saresti come Jack lo squartatore, non porti assolutamente qualcosa di utile per ragionare di giudizio, di diritti e di riconoscimenti. Penso che qualsiasi uomo tremendamente coinvolto e sconvolto, sia ahimé, ben poco lucido per assumersi il ruolo di giudice.
Infatti, anche qui, ciò è previsto dal nostro ordinamento (laico, ma pur sempre fortemente ispirato alla tradizione ed alla cultura cristiana) ed il giudizio è sempre amministrato da un arbitro terzo, cioé estraneo quanto più si possa da un coinvolgimento. Anzi, l'incarico dove è riconoscibile un coinvolgimento, viene deferito ad altro, perchè si genera appunto un conflitto, in quella passionalità, in quel coinvolgimento, riduttivo della ragione necessaria per fare un giudizio arbitrale.
E' per questo, per esempio, che ogni giudice che non ha mai mancato di far militanza anti-berlusconista sfacciatamente, è l'ultimo giudice che può rappresentare una giustizia se pretende di giudicare Berlusconi, semmai è una riduzione di giustizia, una giustizia falsata da quel coinvolgimento che rende difficilmente credibile un arbitrato imparziale e semmai, legittima pienamente l'idea di una persecuzione o di una strumentalità dell'occasione.
Ovvero: ben fai tu stessa a dire che non vorresti mai dover giudicare, coinvolta, perché nella tua poca lucidità di quell'essere sconvolta, il tuo giudizio sarebbe piegato e ridotto tremendamente ed appunto, umanamente comprensibile, saresti come Jack lo squartatore.
E tra l'altro, vedi come cambia il discorso, sposando il mio invito a provare e testare una diversa prospettiva che è a riprova del nostro frequente ridurre alle comodità il nostro giudizio.
Dove ti sottopongo la prospettiva che possa mai essere un tuo figlio il pedofilo, tu non amministri più la stessa giustizia, non più la stessa ragione, non parli di trasformazioni macellaie emulando Jack lo squartatore.
Più chiaro di così.
Omosessualità..
Non è solo la mia opinione cara Sandra, temo di aver toccato tanti tasti scomodi e spero non inficino la nostra reciproca stima.
E' opinione di molti che l'omosessualità possa in molti casi, essere disturbo comportamentale curabile. Cioè rintracciando l'omosessualità come un interrotto percorso di crescita e maturità identitaria, una non evoluta definizione della propria sessualità in cui hanno agito fattori a determinarne traiettoria non corretta e ciò riscontrabilmente in condizioni particolari nella relazione con i genitori, con la madre, il padre o per immersione ambientale e culturale.
Che il fattore ambientale e culturale sia importante e determinante, possiamo vederlo anche osservando le varie culture dell'umanità, dove ne vediamo alcune, alimentarne di omosessualità, riconoscendo una sua legittimazione ed altre molto più estranee, riducendo se non azzerando, i casi di omosessualità. Evidentemente i fattori educativi, culturali ed ambientali, usufruiscono, a meno di non voler adottare una logica di tipo razzista, tipo nazismo o regime comunista (che li sterminava impietosamente gli omosessuali, nei campi di sterminio, nei gulag, nei laogai). Così magari potremo osservare culture più favoreboli come humus allo sviluppo sociale dell'omosessualità, in qualche modo tollerante e legittimante l'applicazione, altre riducendolo.
La grecia è nota. Meno noto è magari osservare la cultura romana, dove ai ragazzi erano "concesse" transitoriamente, molte licenze, proprio in quanto "immaturi", dunque orgie di sesso, anche omosessuale, così come sbronze notevoli, ma poi, diventando adulti, era consigliabile il ritorno alla "sobrietà", all'equilibrio e dunque moglie e meno sbronze e fancazzismi, dovendo fare qualcosa della propria esistenza rispetto ai momenti giovanili.
Così vedremo per esempio, che non ci arrivano numerosi casi di omosessualità, raccogliendo il racconto della cultura degli indiani di america. Erano geneticamente diversi? Come dice Hitler, uno Stalin ecc? Macché. E' un fattore notevolmente influenzante quello dell'educazione, nello sviluppo delle identità dei soggetti, tutto qua.
Ora definire gli indiani d'america dei formidabili razzisti sol per questo, beh, a me non è che mi convince poi tanto.
Ma anche leggendo come negli anni '70, fu la rivoluzione culturale e non il metodo scientifico a far togliere l'omosessualità dai disturbi comportamentali, annovero dovuto ad una ricca letteratura, studio, osservazione di tipo scientifico naturalmente, ma negli eccessi post '68, negli Usa, si imposero comitati non scientifici in mezzo alla comunità scientifica, condizionandone l'azione (anche con minacce serie), praticamente facendo "okkupazione" alla faccia del metodo scientifico, imponendo quel che si voleva. Dunque, via l'omosessualità dalla lista dei disturbi.
E' curabile? La letteratura medico-scientifica prima dell'okkupazione post 68, prima dell'introduzione dei comitati culturali ad occupare l'ambito scientifico senza mezzi termini (e certo non con metodo scientifico), si proponeva proprio questo: nella stragrande maggioranza dei casi, è curabile.
Strano ma nessuno oggi ricorda questa storia. E nessuno si sogna di parlare di ingerenza e conflittualità con il metodo scientifico, non è vero? Però è subentrato un conformismo e da allora, la scienza ha sviluppato, dirottando, un percorso totalmente diverso. Ma deviazione imposta culturalmente, non con puro metodo scientifico.
Per me, è curabile in moltissimi casi. Non sono solo. Semmai sono oggi in difficoltà nel dirlo, perché non c'è un vero relativismo, né un vero "laicismo" dove possono avere spazio legittimo davvero, le varie posizioni. E la mia è schiacciata naturalmente, dall'intolleranza che probabilmente già oggi, rasenta la minaccia di persecuzione tribunalizia (onde per cui, si dovrà eventualmente parlare in libertà sul tema tramite samidatz o nelle catacombe, pazienza).
Dunque alla tua domanda: si cura l'omosessualità?
Potrei rispondere: in molti casi.
Da quando? Da sempre, da quando l'uomo ha cominciato a comprendere che con la ragione è possibile elevarsi, contrariamente al regno animale, sopra l'istintualità. Ed è possibile farlo, naturalmente, con una proposta culturale ed etica.
Perché vedi, se tu consideri insano di mente un pedofilo, io non posso darti torto. Ma perché, uno che uccide un suo simile per vendetta, per esempio, si può davvero definire sano di mente?
E si può curare? Secondo il cristianesimo sì. Ma anche secondo il nostro ordinamento giuridico si può (d'altra parte è fortemente ispirato al cristianesimo eh). Per cui è previsto il percorso riabilitativo, tanto del colpevole responsabile in piena facoltà di intendere, ancor più dove è riconoscibile una sua riduzione di capacità, anche solo transitoria ecc.
Naturalmente, ripeto, non trovo grave, malattia o piena responsabilità che sia, non trovo altrettanto grave la pratica omosessuale al punto di volerla equiparare alla pedofilia, lungi da me questa idea, non mi appartiene, anche per le considerazioni che fai e che condivido: un conto è avere la scelta di due adulti senzienti, altro conto dove c'é invece, un soggetto che non è capace né libero di poter scegliere.
Semmai mi pare degno di nota un dato che emergerebbe continuamente: la percentuale più alta di soggetti pedofili, straordinariamente più alta, sembra essere di genere maschile.
Questo il primo dato. E sembrerebbe anche che ci sia, parimenti, vedi i tristissimi casi che sconvolgono la Chiesa, una tendenza alla pedofilia omosessuale, cioè rivolta allo stesso sesso che emerge nei numeri.
Forse è una riflessione interessante che meriterebbe approfondimento in questi dati che sembrano poterci dire qualcosa.
Allora io non ho ben capito: per te non è mai un errore, ma una malattia la pedofilia? Dunque da assolvere quei malati, nelle responsabilità, completamente, mi pare tu suggerisca questo, a meno di non volere colpevoli gli ammalati della loro condizione di malati..
Spiegati, mi sfugge un po' il tuo impianto. Curabile la pedofilia? Suppongo in molti casi di sì, così come ogni tentazione dell'uomo, potenzialmente è superabile e tu ben saprai, essendo attratta dal buddismo, cosa significhi questo vincolo terreno della nostra istintualità: un limite poderoso, da sfidare nell'evoluzione.
Eppure, è ciò che propone continuamente, anche la Chiesa Cattolica. Però subisce pesanti condanne nella sua proposta.
Lo stesso piano che dici, in seno alla Chiesa, sarà proprio in questo poter riconoscere il meccanismo che è lo stesso dell'uomo che non si evolve dove può scegliere, dove potendo promuoversi, si trova invece a scegliere la propria riduzione che noi definiamo, in casi tremendi, bestiali per dar l'idea di come, appunto, l'uomo abbia una libertà sulle possibilità riconoscibili al regno animale, di liberarsi e di portare la ragione a prevalere sugli istinti.
Ben inteso: l'istinto di sopravvivenza potremme indurmi, senza ragione (o sensa cultura-etica ed anche leggi specifiche a confortarla e continuamente consolidarla), a eliminare ogni mio possibile nemico ovunque io possa fisicamente farlo: il collega più bravo, l'antagonista a cui piace la stessa donna che piace a me..
Ma in effetti, io ogni giorno mi sveglio, come chiunque altro e nulla mi impedisce autenticamente di uccidere chi mi passa per la testa, chiunque incontri, così nulla mi impedisce davvero di suicidarmi.
A me non viene nemmeno in mente. Ma in una cultura che favorisce queste idee, in fondo, vedremmo quei casi di concretizzazione, in forte aumento probabilmente.
Fattori culturali, etico-ambientali, identitari socialmente, educativi sia in ambito familiare, così come scolastico ecc, faranno la loro parte nelle tensioni a cui siamo sottoposti
e genereranno naturalmente squilibri nei soggetti più deboli.
Gravi squilibri, tremendi e dolorosi, dove potremo vedere per esempio, una precocizzazione alla rappresentazione adulta di chi adulta non è, come i bambini, precocemente iniziati a scelte che gli vengono continuamente suggerite e stimolate: droga precoce, alcol precoce, fumo precoce e sesso precoce, così da vedere anche i bambini, ancora più fragili identitariamente, nello sviluppo di persona, ancora con meno risorse di un adulto, dinanzi alla sterminata di proposte che spesso sono schizofreniche e poi ci stupiamo pure, ma lo facciamo spesso, con ipocrisia, non volendo assolutamente assumerci la scomodità di riconsocere le nostre repsonsabilità, di accollarsi un autentico ruolo educativo di adulti a tutela autentica dei bambini.
Un po' come se agli adulti, i bambini piacessero sempre meno e dunque continuamente stimolandoli affinché termini presto quella condizione, quello stadio, dovendo comunque rappresentare adulti (ma deboli adulti, non veri adulti, spesso vera e propria carne da macello per ogni strumentalità possibile, economica suon di spot, facendone consumatori di tutto).
Se la Chiesa riconosce un meccanismo simile, un comune denominatore dove agisce il fattore educativo, ciò non vuol dire che debba coincidere sul piano della gravità il risultato di proposte etiche, culturali, educative, lo sbaglio della pratica omosessuale o della pedofilia per la Chiesa, non mi risulta.
Saluti ed abbracci fraterni ricambiati.
Alieno.
P.S.: io ho più di un amico omosessuale, anzi, più amiche omosessuali anche, che omosessuali e comprendo dunque le due possibilità. Anche amici cari, amiche care con cui la frequentazione è stata intensa di autentica amicizia.
Ma non per questo ho motivo di pensarla diversamente, non per questo ne ho fatto mistero con loro quando è capitato di parlarne, non per questo mi è stata riconosciuta altro che una autentica amicizia, una grande capacità umana di sensibilità e di tolleranza. La tolleranza è altra cosa da quello che via via viene suggerito, spesso strumentalmente, perché l'accusa di "intolleranza" è utile a delegittimare comodamente, marginalizzando una proposta anche se può essere ragiovole, anzi, temendo proprio che risulti ragionevole e credibile in alcuni casi.
Ma insomma, non vedo che vanto possa essere avere un amico o un amica omosessuale, se non oggi, dove dirla, sembra quasi poter concedere patente di "buono" e "tollerante", cioé sta diventando una rovescia forma di razzismo, di segno opposto, dove poteva essere infamia avere amicizie omosessuali.
Ma come sai, io vedo un tremendo sbaglio, quello di limitarsi al cambiamento di segno di una cosa sbagliata, opponendo un "anti", che infine riproduce lo stesso difetto ed oltretutto, rallenta o impedisce un vero equilibrio, più armonico, che non è certo in un "anti" da oppore ad un "ismo" che finisce per essere all'estremità polare opposta di un equilibrio che comunque, rimarrà distante.
Sono comode, quanto illusorie comodità secondo me, simili proposte e quando penso a sistemi che appunto, appaiono come limiti alla ritrovata armonia, all'equilibrio, sistemi auto-legittimanti e che mai risolvono se non la riproduzione perpetua, trovo spesso facile conferma.
Dunque fascisti ed anti-fascisti, ma poi vedendo come finiscano per essere indistinguibili. Maschilismi e femminismi, ma mi pare entrambi distanti dall'armonia nella relazione tra i generi. Razzisti ed antirazzisti, come ho avuto tempo fa modo di scoprire in azione durante la campagna elettorale di Obama Barack, in cui nel leggere che non era da votarlo perché nero e leggere che invece si era contenti avesse vinto perché bello e nero, in effetti, ripropone la stessa cosa (compresa l'insensatezza di votare un soggetto per il colore della pelle e non per la proposta politica per esempio, che a richiesta, volendo sondare, nemmen ben si conosceva, pare, non fattore così rilevante, mentre il colore della pelle e la bellezza estetica, sì... dimmi tu!).
Ogni bene,
A.
Allora,caro alieno ti dirò perché secondo me la pedofilia è una patologia,perchè non è neanche paragonabile all'omosessualità ad esempio o ad un rapporto che un sacerdote può avere con una donna.tutte queste cose sono viste dalla chiesa come mancanze gravi ed in effetti lo sono.Ma un uomo anche se prete e vive una relazione consensuale con una persona adulta ha mancato nei confronti della chiesa,ma sono entrambi maggiorenni e vaccinati,giustamente la chiesa ne chiederà l'interruzione dell'esercizio(non so se è il termine giusto)e lui risolverà con la sua coscienza se pentirsi o meno.Latto di pedofilia è rivolto ad un minore,è una violenza,una perversione patologica dal mio punto di vista,una malattia,come può esserlo la schizzofrenia e non il diabete.Perchè il termine errore non lo condivido,perchè una persona che almeno secondo il mio punto di vista ha una percezione completamente distorta dell'amore verso un piccolo, ha un problema di salute mentale.Quindi svanisce l'occasione del pentimento.Non mi riesce di vederlo come un errore umano e non mi riesce di vederlo solo in relazione alla mancanza di fedeltà alla chiesa.Un pedofilo è un pedofilo, un malato pericoloso, anche se prete non è.Per quanto riguarda il mio potermi trasformare in un jack lo squartatore,ho detto potrei,non lo escludo quindi,non vorrei trovarmi al posto di quelle madri che hanno avuto i figli circuiti e seviziati da quegli uomini,ma se dovesse capitarmi non so dirti ora quale potrebbe essere la mia reazione,considero anche le possibilità imprevedibili e nella peggiore delle ipotesi una potrebbe essere proprio far emergere jack lo squartatore.Se uno dei miei figli un giorno dovesse diventare pedofilo ed io venissi a saperlo lo denuncerei io stessa per il reato commesso e se fosse possibile cercherei di curarlo o mi preoccuperei nel caso questo non fosse possibile di evitare che possa far del male a degli innocenti.Se ho chiesto se la chiesa si preoccupa di accertarsi della sanità mentale dei suoi figli è perchè ci sono stati tantissimi casi di pedofilia,ma tanti tanti. Allora tu mi dici che contempla visite e cura anche per l'omosessualità.... Si cura? E da quando?Se sei omosessuale lo sarai per sempre,ma l'omosessuale come ti ho già detto vive la sua sessualità in maniera innaturale ma non fa del male ai bambini.L'errore può esserci se è prete o dal mio punto di vista se vuole adottare un figlio,ma non commette errore perchè quella è la sua natura,una natura omosessuale appunto.Anche per il pedofilo secondo me non c'è errore e quindi neanche pentimento ,perché quella è la sua natura una natura pericolosa per altri che non sanno difendersi.Quindi io non vedo il pedofilo come un peccatore,un essere umano che nella sua imperfezione può commettere errori e poi pentirsi,lo vedo come un malato pericoloso,più pericoloso ancora perchè difficilmente riconoscibile,così come difficilmente riconoscibili sono gli schizzofrenici,spesso persone molto intelligenti preparati colti e apparentemente garbati finchè non se ne escono con un raptus,anche di questo purtroppo ho esperienza..ma è un altra storia.
Poi si ho visto che ho iniziato il commento con un voi, adesso non so dirti cosa pensassi di preciso in quel momento,forse incosciamente era rivolto a quanti definiscono la pedofilia un errore, è un argomento che ho dicusso anche con persone faccia faccia ed è probabile che abbia associato te agli altri che definiscono questo orrore un errore.Personalmente non credo nella possibilità sincera di un pentimento da parte di un pedofilo,così come non credo che un omosessuale possa pentirsi,la vedo come una natura diversa che non può che essere quello che è.Ho un amico d'infanzia, con il quale sono ancora in contatto anche se non vive più qui , è omosessuale ,è una persona molto intelligente,molto sensibile,uno più fortunato e in gamba di me ,almeno lui ha fatto carriera . Ha un compagno,vive la diversità della sua natura senza far male al suo prossimo,.Quindi per favore non confondiamo la pedofilia con l'omosessualità,sono cose diverse proprio per le conseguenze diverse che arrecano ad altri.Certo che vivere queste diversità in seno alla chiesa probabilmente le metterà sullo stesso piano,umanamente però io le vedo distinte .
saluti e abbracci fraterni
Ah, Sandra, dimenticavo di rispondere dove domandi al post 6:
Contempla la chiesa cattolica visite psichiatriche per i suoi figli?E' curabile?
E perché mai non dovrebbe?
La Chiesa (e non solo la Chiesa), contempla visite e cura anche per l'omosessualità, non capisco perché tu possa aver mai questo dubbio, boh.
Alla prossima,
Alieno
P.s.: curiosità mia, ma perché mi ritrovo un tuo commento, cosa nuova mi pare, che mi si rivolge con un "voi"?
Non credo di averne capito il motivo.. oppure si rivolge anche ad altri soggetti?
Di fatto non basta dirsi figlio della chiesa per esserlo veramente
Su questo concordo, ma bisogna spiegare appunto, che quello di dirsi cattolico, è un patto di fedeltà, di fede, di fiducia.
Così potremo vedere che tanti in effetti, si dicono cattolici e comodamente, evitando di far apparire la loro infedeltà, creando continuamente "categorie" come "cattolico-adulto", "catto-comunista", "catto-progressista" ma se poi andiamo oltre la superficie, a toccare con mano,
si rintraccia l'infedeltà, la perdita di fede, con la Chiesa e molto spesso, con Gesù e dunque, vedremo auto-dicenti cattolici schierati pro-aborto, pro-eutanasia, pro-eugenetica e così via, non ultimo il disconoscimento, l'infedeltà con il Papa spesso tradotta in una costante, sistematica ostilità e progettualità per delegittimarne l'immagine nell'opinione pubblica o solidarmente con chi ha per tradizione e vocazione, anche storicamente, ideologicamente il progetto di riduzione o eliminazione della Chiesa.
Posso concordare allora, dove dici che non basta dirsi cattolici per esserlo autenticamente.
Però bisogna spiegare meglio com'é che funziona. Dove c'è un patto di grave infedeltà, senza pentimento alcuno, certamente non può bastare dirsi cattolici, per esserlo nell'autenticità e non basta nemmeno la "buona fede" per risparmiarci l'errore e l'atto grave. Anche un pedofilo può in buona fede, chiamare il suo amore, ma poi noi vediamo che la buona fede non assolve la condizione di errore grave o di peccato.
Così, per esempio di tutt'altro tipo, l'omosessualità potrà volersi legittimare, in buona fede, parlando di amore autentico,
ma poi magari è un atto grave dove è praticata (e non nella condizione in sé), perché è un 'infedeltà grave tanto alla Chiesa, che alla cristianità, che ha delle responsabilità da assumersi, delle scomodità: può essere amare il proprio figlio malato o morente senza eliminarlo, può esser fare dei sacrifici, uno dei più grandi cristianamente parlando, è quello di proporci continuamente la possibilità di perdonare, dinanzi al pentimento sincero, ma può essere benissimo quello di dover rinunciare ad atti gravi solo per assecondare gli istinti o convenienze, comodità.
A.
Forse non sono riuscito a far emergere bene la riflessione che intendevo porre.
Per me un prete che compie atti di pedofilia, accertatone l'indubbia colpevolezza, va tradotto in carcere e ridotto allo stato laicale ed è escluso dalla Chiesa non dalla Chiesa, ma da lui stesso nel tradirla quella comunione, è proprio lui che si pone fuori e così deve essere, infatti, fino a suo sincero, autentico pentimento.
Che non impedisce affatto la pena carceraria e la rinuncia alla condizione clericale, alla riduzione laicale.
Perché in un autentico pentimento, che altro si fa se non prendere consapevolezza del dolore, della sofferenza, del male imposto ad altri, facendolo proprio? Ci si accolla in questa consapevolezza, la responsabilità, ci si riconosce la responsabilità e dunque viene naturale accollarsi il percorso di espiazione, cioé riduzione allo stato laicale e carcere.
Ma... ma non per questo si perde il riconoscimento, l'appartenenza al consorzio umano. Si continua a distinguere il peccato dal peccatore, perché proprio non facendoli coincidere senza speranza, noi possiamo sperare da uomini, peccatori tutti, di aver possibile salvezza e speranza, una possibilità di disegnare un esito diverso che altrimenti, sarebbe solo un finale orrendo e tristissimo, cupo per gli uomini.
Perciò naturalmente, coloro che tradiscono la Gesù, e con Lui, la Chiesa e con lei, gli uomini, vanno smascherati, allontanati e consegnati al giusto percorso espiatorio ed anche riabilitativo, offrendo questa possibilità.
Perciò ti invito, come sempre, ad ampliare i tuoi punti di vista, provandone alcuni scomodi, dolorosi, imprevisti, ma umanamente possibili, nel bene e nel male.
Ovviamente hai ragione: l'amore non è autentico, né tantomeno sano, se è pedofilo. E questo naturalmente non fa che confortare ciò che recentemente dicevo, non basta dire "amore" e nemmeno è sufficiente dirsi in "buona fede", perché un pedofilo può benissimo esser convinto, in "buona fede" che il suo sia amore, non è vero?
Ma questo non gli impedisce di compiere un atto gravissimo comunque.
Non ho capito la puntualizzazione che mi contesti, cioè non errore, ma patologia.
Per quale motivo la puntualizzazione? Se la definisci solo patologia, cioè priva della possibilità responsabile di opporsi, allora tu la assolvi pienamente, perché nessun uomo può essere davvero considerato colpevole di una sua malattia.
E però, tu ti accaniresti, dunque, come un Jack lo squartatore contro un malato? Non mi pare così coerente..
Mentre io comprendevo la possibilità di inquadrare la pedofilia come una patologia che proviene da scelte irresponsabili o comportamenti scorretti, come dire, il risultato di un continuo squilibrio, di una continua disarmonia e quello è il raccolto, tremendo, orrendo, né più né meno come quando ci stafoghiamo di zuccheri, abbiamo una dieta squilibrata, un comportamento altrettanto squilibrato, incosciente o irresponsabile e poi ci viene magari un bel diabete, che è la risulta di quello squilibrio continuo.
Con tutte le possibile varianti di gradienti da comprendere, caso per caso, tra patologia effettiva, solo pura patologia (ed allora in quel caso non ci sarà colpevolezza, è un malato) e il completo squilibrio comportamentale, una scelta di pura irresponsabilità di chi sceglie di fregarsene e di fare tutto quello che gli viene in mente (ed allora ci sarà massima colpevolezza), con tutte le sfumature che vogliamo in mezzo.
Ma ti dicevo, comodi tutti così, scegliendo analisi comode, per rassicurarci e consolarci dinanzi alle nostre responsabilità:
quello non è davvero un prete, quello non è davvero un uomo..
facile cavarsela così ed invece, puntualmente, avremo uomini e preti, spiace signori, ma qui, proprio in questo, ci dobbiamo assumere l'onere di contrastare la possibilità che accada, quanto più si possa, il male.
Allora ti invitavo a sottoporti anche altri punti di vista, meno, molto meno comodi, molto meno confortevoli.
Tu dici, facile eh? Molto facile, tu dici:
Se capitasse al mio,potrei trasformarmi in jack lo squartatore.
Fammi capire: se scoprissi che tuo figlio è pedofilo, tu lo squarteresti? Non vedresti più tuo figlio? Vedresti solo il mostro, l'alieno, lo disumanizzeresti, facendolo a pezzi davvero tranquilla, serena e convinta, improvvisamente per magia, non riconoscendo più l'umanità, ma anche la carne della tua carne, il frutto del tuo ventre..?
Dubito, per l'immagine che ho di te, ti sarebbe così facile, per far questo occorre abbracciare proposte di fanatismo che legittimano la disumanizzazione, la ragione dell'uomo fortemente ridotta nella vista, dalla logica della vendetta.
Potremo vedere padri e madri che lapidano o seppelliscono vive (come abbiamo letto recentemente in Turchia) le proprie figlie, ma dubito a te riuscirebbe poi così bene.
Ma tu potresti stare a guardare tuo figlio lapidato, seppellito vivo, mentre magari ti guarda negli occhi e in quegli occhi vedi tuo figlio, vedi "mamma aiutami"?
A te riuscirebbe solo evitare quello sguardo? Avresti davvero questa volontà e forza?
Solo questi aspetti volevo far emergere, la facilità con cui cerchiamo comode scorciatoie e poi risultiamo puntualmente, impreparati e delusi.
Alieno
Voi di errore parlate,di curare con l'amore perchè è speranza di salvezza.Cosa si intende per amore?Considero la pedofilia non un errore ma una patologia grave.Contempla la chiesa cattolica visite psichiatriche per i suoi figli?E' curabile?Prevede l'allontanamento e la segnalazione alle autorità di questi individui così che fuori dalla chiesa non abbiano a ripetere i loro orrori?Amore è evitare il ripetersi degli abusi se per evitarlo è necessaria la reclusione che si provveda e sarà un atto d'amore. Impedire a questi figli di fare" scelte sbagliate" è un atto doveroso.Se capitasse al mio,potrei trasformarmi in kack lo squartatore.Comunque alieno, almeno per quanta riguarda la pedofilia non sono d'accordo a considerarli figli,non basta avere lo stesso cognome" chiesa" per rivendicare legami di parentela.
Dice bene Don Padrini!
Continuare a pensarli come parte della famiglia ne fa dei pedofili privilegiati nei confronti della giustizia umana,tra la tutela delle anime e la protezione degli individui il confine è sottile potrebbe essere frainteso e male interpretato.
Di fatto non basta dirsi figlio della chiesa per esserlo veramente, allora gli impostori devono essere smascherati, allontanati.E' un atto d'amore trivalente1)non permette al pedofilo di perseverare2)protegge gli individui che alla chiesa si affidano per l'educazione dei figli3)libera dall'ombra del sospetto gli altri figli della chiesa con la tonaca,additati giustamente come possibili pericoli se non vengono distinti per la loro rettitudine.
Buona giornata.
l'errore dell'uomo di NON porsi umilmente nel suo ruolo e nel proprio riconoscimento.
Per meglio spiegarmi, riguardo alla difficoltà di accollarsi croce e dolore,
si può vedere come la Chiesa sia una famiglia.
In una famiglia, noi vedremo continuamente questo atteggiamento umanissimo, comprensibilissimo, che però può illuderci anche, ingannarci.
Vediamo genitori affranti dal sapere che il proprio figlio abbia compiuto atti tremendi, scelte sciagurate,
vediamo genitori che hanno naturalmente pensato: "mio figlio non farebbe mai una cosa simile" e poi si trova invece un figlio che può, purtroppo umanamente può fare una cosa simile invece.
E "dopo" è un dolore tremendo di cui caricarsi naturalmente.
Ma sarebbe peggiore errore, se dopo un genitore, dicesse "quello non è mio figlio" o disconoscerne addirittura l'umana appartenenza.
Ed accade, sappiamo che accade anche questo, ma è aggravare tremendamente l'errore dell'uomo di porsi umilmente nel suo ruolo e nel proprio riconoscimento.
Sarà l'amore la speranza, la salvezza. Anche nei confronti del figlio che sbaglia, che non sarà disumanizzato, ci si accollerà invece l'onere della croce e si costruirà un percorso amorevole di speranza, di recupero, di riparazione,
di speranza appunto, dove altrimenti,
non avremmo più altro finale, altro esito, altra possibilità, avremo dunque condanna solo alla
disperanza.
A.
Caro Don Paolo,
ho idea che non ce la caviamo così a buon mercato.
Cioé dicendo "questa NON è la Chiesa".
Perchè mi pare complicata trincea da difendere ragionevolmente, appare invece che quei preti sciagurati, alla Chiesa appartengano salvo riduzione successiva allo stato "laicale" e scomunica che li pone fuori.
Mi pare che sia una comprensibilissima ed umanissima tentazione quella di cavarsela, dinanzi all'orrore inspiegabile, dinanzi al dramma, alla tragedia, alla riduzione terribile della coscienza dell'uomo, così:
"quello non è.."
Quello non è Chiesa.
Quello non è uomo.
Così ci sentiamo, comprendo, un po' rassicurati, perché assumere la responsabilità, nella sua tragica riconoscibilità (umana o anche di Chiesa), non è certo cosa da poco e lo comprendo benissimo nel tentativo-scorciatoia di cavarsela in modo "consolatorio" e "rassicurante", ma anche tremendamente semplificatorio e, per come la vedo, pericolosamente ingannevole.
Perché dove noi diciamo "quello non è Chiesa" (ma potremmo dire anche quello non è scuola, clinica, famiglia, turismo), noi facciamo quello che si fa quando diciamo "quello non è un uomo, è una bestia, un alieno" e così, essendo noi uomini, ci rassicuriamo e ci alleggeriamo nella responsabilità di essere appartenenti al consorzio umano anche nella sua possibilità di prodursi nel modo più sbagliato ed orrendo.
Invece, caro Don Paolo, noi siamo uomini tutti e umanamente riconoscibili comunque.
Ma noi sappiamo che l'uomo NON è solo il suo errore, il suo peccato, insomma, il suo peggio, ma è anche capace di amore autentico, di bene, anche di essere santo.
Possiamo dire giustamente che quella che ci addolora e sottopone all'amarezza cristiani, Chiesa e Papa, che offre un forte segnale di discontinuità ma non illudiamoci che per questo, non si accolli un dolore immenso, una profonda sofferenza, che nella sua responsabilità di condannare con fermezza, non ci si illuda, c'é un Papa che si accolla una croce tremendamente pesante e lo fa per amore degli uomini e dei cristiani, della Chiesa stessa, di portarsi quella croce, non tirandosi indietro, non girando lo sguardo, non scappando, sfuggendo ai suoi compiti tremendi, come infatti fa ed ha credo oggi, la stima e l'apprezzamento nel riconoscimento di autentici cristiani, cattolici ed anche..
noi, credo, dovremmo porci in modo coraggioso, specificando che questi hanno tradito Cristo, la missione della Chiesa, arrecandole dolore e danno ed invece che portare speranza tra gli uomini, portare luce, ne hanno con le loro azioni, ridotto la possibilità tremendamente.
Dovremmo cioè riconoscere che sono uomini ed anche, uomini di Chiesa ed è qui il dolore, la sofferenza per cui sobbarcarci una croce anche in questo, però..
però portando e facendo emergere la verità: la Chiesa NON è SOLO questo, anzi, questa NON la rappresenta affatto, né sarebbe giusto voler far coincidere la Chiesa con i suoi peccati di uomini, dimenticando l'infinito bene che tra gli uomini pone ed anzi, dimostrazione ne è anche il fatto che la Chiesa soffre di queste rappresentazioni umane, anche di preti che tradiscono Cristo e così facendo, naturalmente,
tradiscono tutti gli uomini.
Ma sono uomini. Non alieni. Non bestie. Non tentiamo di essere comodamente confortati, perché dobbiamo assumerci la responsabilità proprio nell'essere consapevoli delle possibili scelte dell'uomo, che possono essere nel Bene, ma anche, ahimé, nel male
e solo così, potremo avere speranza tra uomini, nel riconoscere la nostra piena possibilità, la responsabilità che ne consegue e che tocca tutti, coinvolge tutti.
Se non fosse Chiesa, noi potremo rinunciare, ingannandoci, alla prudenza, alla vigilanza, al grande lavoro da fare per trasformare un'azione tremenda dell'uomo, anche prete, in un'occasione formidabile per ridurre poi, che si riverifichi.
Perché tanto "non è Chiesa".
Se noi diciamo che la germania nazista non era di uomini, ma bestie o marziani, così come se vogliamo Hitler non un uomo, ma un extraterrestre, una bestia ma non essere umano,
noi non avremmo mai motivo di prudenza, né responsabilità da porci continuamente, perchè continueremo a vedere uomini e ci sentiamo comodi. E saremo puntualmente delusi dove gli uomini possono invece sbagliare tremendamente, orribilmente.
Per questo è, per esempio, così importante qualcosa come una Shoah. Perchè gli uomini non possano più essere comodi.
Fu sbaglio dis-umanizzare ebrei ed altri e sterminarli, non riconoscerli come uomini per legittimare quell'errore, ma sarebbe assai ingannevole ed imprudente, non considerare che uomini furono coloro che fecero quell'errore, che aderirono in buona o in cattiva fede a quella proposta.
Noi dobbiamo dire che quella NON è la Chiesa che vogliamo. Dobbiamo assolutamente dire che la Chiesa NON è SOLO quella di cui oggi, dolorosamente, stiamo discutendo.
Dobbiamo assolutamente ricordare che siamo uomini tutti, nel bene e nel male e che noi per questo, dobbiamo continuamente cercare di spingere la proposta di bene per gli uomini, proprio per questo, perché può cedere al male, alle sue possibilità peggiori.
Se così non fosse, l'uomo non avrebbe assolutamente bisogno di una proposta di promozione umana, di bene per gli uomini, né d'una Chiesa, né di Dio, non avrebbe nulla da sperare, la speranza sarebbe inutile, ma invece l'uomo è continuamente a doversi muovere tra il bene ed il male, a dover essere responsabile di questo, l'uomo sbaglia quando rinuncia a Dio o tradisce Cristo e come si vede,
ne ha un tremendo, disperato
bisogno e per quanto mi riguarda,
ha un tremendo bisogno anche della Chiesa,
che questo Papa, umilmente, ma con fermezza,
guida e rappresenta,
offrendo ai cattolici un rinforzo autorevole alla speranza
da alcuni uomini, preti inclusi, ridotta.
Dunque è vero: questa NON è la Chiesa,
ma un motivo se la Chiesa soffre oggi, di queste vicende,
un motivo c'é e lo sappiamo, ci incomoda, ci addolora tremendamente...
Ogni bene.
Alieno
letto l'articolo...
fatti disumani e terribili, contro i quali la Chiesa si sta rivoltando....
Può darsi che poco si sia fatto allora, e che certi comportamenti ipocriti e mistificatori ci sinao stati....ma ora si sta voltando pagina...
i fatti, quelli che ho raccontato io...non mi smentiscono...il vaticano sta compiendo una grande e forte opera di attenzione e di punizione per queste gravi situazioni...
ma mi spiace doverlo ripetere: questa NON è la Chiesa....
Linea dura ?
Ma de che ?
Una semplice inutile pastorale e si pretende di lavar via l'orrore clericale cattolico dall'Irlanda ?
Nulla si è fatto per assicurare alla giustizia le bestie clericali in Irlanda ,,, oltre che nasconderle e a sottrarle alla giustizia umana.
E intanto un altro orrore cattolico scuote la Germania.
Uno scandalo senza precedenti sta sconvolgendo l'opinione pubblica tedesca. Le scuole private cattoliche al centro della bufera. LEGGI
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alle 19:43
sandra
Grazie civis..per me l'ho stampata,..me la voglio tenere una parabola così!A mia sorella l'ho letta per telefono,le è piaciuta e mi ha chiesto chi è la fonte.
ciao!