blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

India: i Vescovi chiedono la pace ed il rispetto dei cristiani

Martedì 23 Febbraio 2010, 15:29 in Cronaca di

Sono noti a tutti i fatti che stanno creando frizioni tra la comunità indù e quella cristiana in India. Soprattutto quelli legati alla pubblicazione delle immagini blasfeme di Gesù.

I Vescovi indiani hanno oggi lanciato un appello per la pace e scriveranno una lettera ufficiale di protesta al Ministro Federale per l’Istruzione, chiedendo di vigilare sulle case editrici e sui materiali didattici che vengono messi in circolazione nelle scuole indiane: è quanto l’Agenzia Fides apprende dalla Conferenza Episcopale dell’India, dopo l’episodio increscioso della pubblicazione di una immagine blasfema di Cristo su un libro di scuola edito dalla Skyline Publication di Delhi.

Sulla casa editrice che ha pubblicato il testo, p. Babu Joseph, Portavoce della Conferenza Episcopale nota a Fides: “Non si può dire che sia espressione diretta di movimenti integralisti indù, ma certo è vicina ed è sostenuta da certi ambienti piuttosto estremisti”.


I Vescovi indiani, che iniziano domani l’assemblea della Conferenza Episcopale a Guwahati (India Nordest), rinnovano un appello per l’armonia interreligiosa. P. Joseph dice a Fides: “I Vescovi hanno condannato quest’atto blasfemo e rinnovano l’appello per la pace nel Punjab e in tutta l’India. Alla violenza segue altra violenza e i gruppi estremisti indù cercano solo pretesti per scatenare una vendetta conto i cristiani. I Vescovi chiedono oggi al governo del Punjab di rilasciare i 25 cristiani arrestati in seguito agli scontri (fra i quali alcuni cattolici) per la pubblicazione dei manifesti con l’immagine blasfema. Trasferire l’immagine su poster sparsi nelle città è stata un’operazione condotta da gruppi integralisti indù per creare tensione. Il governo dello stato ha garantito che perseguirà i responsabili”.

La speranza è che tale impegno venga rispettato insieme all'accoglienza della richiesta di scarcerazione dei cristiani (sia protestanti che cattolici).

 

76
76 commenti
76
12 Feb 2011
alle 17:08

Alieno

I cristiani continunano a non fare notizia non avendo molte sponde mediatiche, politiche e culturali disposte a far da cassa da risonanza per loro. Evidentemente viene proprio da pensarlo senza dover essere necessariamente particolarmente disposti ed inclini a maliziosi sospetti: "cristiani" continua ad essere considerato un tema non interessante, ininfluente o anche scomodo?

Dall'agenzia AsiaNews.it di ieri 11 Feb 2011, 15:27

NEPAL - INDIA

GURKHA CRISTIANI PROTESTANO CONTRO LE DISCRIMINAZIONI DEL GOVERNO INDIANO

di KAlpit Parajuli

La polizia indiana uccide due donne gurkha durante una manifestazione pacifica per l’indipendenza. In migliaia manifestano a New Delhi per chiedere giustizia. Nel distretto di Darjeeling, il governo schiera truppe paramilitari e impone il coprifuoco nelle principali città dello Stato.

Kathmandu (AsiaNews) – Migliaia di gurkha di origine nepalese hanno manifestato ieri a New Delhi per chiedere giustizia e la fine delle discriminazioni, dopo la morte di due donne uccise dalla polizia durante una manifestazione a Jalpaigudi (Darjeeling).

L’incidente è avvenuto nei giorni scorsi e ha causato rivolte e scontri nel Darjeeling, al confine con il Nepal. Per mantenere la sicurezza, il governo ha schierato truppe paramilitari nelle principali città dello Stato e imposto il coprifuoco.

Bimal Gurung , presidente del Gurkha Janamukti Morcha (Gjm) afferma ad AsiaNews:"Vogliamo un’indagine del Central Bureau investigation. La polizia ha ucciso le due donne durante una manifestazione pacifica e finché non avremo giustizia continueremo a protestare”. I membri del Gjm hanno annunciato per i prossimi giorni uno sciopero generale per bloccare trasporti e attività in tutto il Darjeeling.    

I gurkha accusano i governi centrale e locale di discriminare la popolazione, imponendo una pressione fiscale ingiusta sulla minoranza nepalese. Nel 2007 essi hanno anche dato il via a un’organizzazione che chiede l’autonomia del distretto.

A Darjeeling, la maggioranza degli etnici nepalesi è impiegata nelle piantagioni di tè. Essi sono in gran parte cristiani, protestanti e cattolici, fuggiti dal Nepal dopo la proclamazione della monarchia assoluta di religione Indù.

A tutt’oggi i cattolici della zona sono circa 8mila. Nel 2006, con la fine della monarchia, essi hanno iniziato a frequentare la Chiesa nepalese oltre confine.     

75
23 Mar 2010
alle 12:59

Alieno

L'uomo è deceduto tre giorni fa, aveva sull'80 per cento del co.

Pakistan, cristiano muore bruciato vivo: aveva rifiutato di convertirsi all'Islam.

ultimo aggiornamento: 23 marzo, ore 12:18

Islamabad - (Adnkronos/Aki) - La notizia diffusa da un giornale cristiano locale. La moglie va in caserma per denunciare la violenza e viene stuprata e torturata dai poliziotti davanti ai suoi figli. L'allarme del Vaticano: "Un piano per cacciare i cristiani dall'Iraq". Frattini: "L'Italia farà sentire la sua voce".Islamabad, 23 mar. - (Adnkronos/Aki) - E' morto Arshad Masih, l'autista pakistano di fede cristiana bruciato vivo per essersi rifiutato di convertisti all'Islam. Secondo quanto riporta oggi il corrispondente del 'Pakistan Christian Post', l'uomo e' deceduto tre giorni fa nell'ospedale della Sacra Famiglia a Rawalpindi, dove era stato ricoverato con ustioni sull'80 per cento del corpo.

 

''Sono andato all'ospedale della Sacra Famiglia, Arshed Masih e' morto, e' morto tre giorni fa'', scrive il corrispondente del giornale cristiano, precisando che la struttura ospedaliera ''non ha diffuso alcun bollettino medico''.

 

Confermata anche la versione fornita dalla moglie della vittima, Martha, che ha denunciato di essere stata stuprata e torturata dalla polizia davanti ai suoi tre figli, di eta' compresa tra i 7 e i 12 anni.

 

Le violenze subite dalla donna, racconta il corrispondente, sono avvenute lo stesso giorno in cui il marito e' stato arso vivo. I leader religiosi cristiani hanno condannato le azioni della polizia locale e l'impunita' dei violenti, invitando a scendere in piazza questa settimana contro gli agenti del Punjab.

 

"Ancora sangue cristiano innocente, questa volta in Pakistan - commenta il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo su Facebook e Twitter -. Una storia di altri tempi, un vero e proprio martirio quello di chi rinuncia alla propria vita pur di non rinunciare alla propria religione". "L'Italia che aiuta il Pakistan nella lotta al terrorismo internazionale - conclude - non manchera' di far sentire la propria voce".--------------------------------------------La questione sarà al centro del prossimo sinodo per il Medio Oriente L'allarme del Vaticano: "Un piano per cacciare i cristiani dall'Iraq". Frattini propone un protocollo Ueultimo aggiornamento: 24 febbraio, ore 17:48Città del Vaticano - (Adnkronos) - Monsignor Philip Najim all'Adnkronos: "E' preoccupato anche il Papa". Questa mattina i funerali di un padre e due figli assassinati nella loro casa. Il ministro degli Esteri annuncia la distribuzione di "un manuale per le ambasciate europee all'estero" per il trattamento delle minoranze religiose. Iraq, terrorista di Al Qaeda: "Così uccidevo cristiani a Mosul". Ritratto blasfemo di Gesù, attacchi contro le chiese. Strage di cristiani in Egitto, arrestati tre esecutori.fondamentaliste musulmane per cacciare tutti i cristiani dal Paese. In questo senso vanno lette le innumerevoli aggressioni contro le comunità cristiane che stanno avvenendo in Iraq. La denuncia del visitatore apostolico per i caldei in Europa, monsignor Philip Najim all'Adnkronos. ''Si tratta di azioni ben organizzate - ha detto - con le quali si vuole svuotare l'Iraq dei cristiani e ad agire sono i gruppi fanatici e integralisti musulmani''. ''Il Papa è molto preoccupato per la situazione dei cristiani in Iraq e lo ha detto molte volte, ha spiegato e rispiegato che i diritti di queste comunità vanno rispettati''. Si sottolinea inoltre che la convocazione del prossimo sinodo per il Medio Oriente avrà per oggetto in modo specifico anche il problema dei cristiani iracheni.

 

Per affrontare il problema, il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista ad 'Avvenire ha parlato di "un vero e proprio manuale delle ambasciate europee all'estero" che sarà "distribuito entro aprile" e sarà mirato in particolare al trattamento delle minoranze religiose cristiane. "Noi abbiamo in qualche modo l'obbligo di non limitarci a dichiarazione di principio, ma ad agire" aggiunge il responsabile della Farnesina. Frattini parla di un 'procollo comune' che "servirà a monitorare da vicino, nei Paesi più sensibili, il trattamento delle minoranze religiose, con particolare riferimento a quelle cristiane". Se a livello Onu poi c'è l'ipotesi di "presentare all'Assemblea generale una risoluzione che parli proprio dei diritti dei cristiani", il ministro pensa anche a "una Conferenza internazionale sulla libertà religiosa" che potrebbe essere organizzata in Italia entro l'anno.

 

Si moltiplicano intanto le richieste d'aiuto dall'Iraq. Il monsignor Shlemon Warduni, vicario patriarcale caldeo di Baghdad, ai microfoni della Radio Vaticana chiede "a tutti quanti ai Paesi stranieri, al governo centrale e al governo della regione di Mosul di guardare veramente ai cristiani come a dei buoni cittadini. Noi facciamo del nostro meglio per difendere l'Iraq. Siamo pronti a compiere i nostri doveri e per questo chiediamo i nostri diritti. Chiediamo di essere protetti, nient'altro''.

 

Ancora ieri, infatti, la violenza si è abbattuta contro la comunità cristiana di Mosul.Si sono svolti questa mattina nella chiesa siro-cattolica di Mar Benham e Sara, a Karakosh, i funerali dei tre cristiani, un padre e due figli, uccisi ieri a sangue freddo nella propria casa nel quartiere di Hay Al Saha, a Mosul, dopo un rastrellamento condotto casa per casa. Le esequie sono state celebrate dal vescovo siro-cattolico di Mosul, monsignor Georges Casmoussa: ''Per la prima volta gli assassini sono entrati nelle case dei cristiani per ucciderli - ha detto al Sir, l'agenzia stampa della Cei -. Questo è un precedente molto pericoloso per la nostra comunità.

 

Il clima, insomma, a due settimane dal voto, per la comunità cristiana sta diventando pesantissimo. Secondo fonti locali, i figli dei cristiani hanno paura di frequentare le scuole. ''Noi vogliamo - ha aggiunto ancora monsignor Warduni - che tutti partecipino alle elezioni, perché questo è un diritto ed è un dovere per tutti noi se vogliamo veramente costruire il nostro Paese''. ''Poi si devono eleggere le persone adatte - ha spiegato - non si deve badare alla religione, ai partiti o alle etnie ma si deve anteporre il bene dell'Iraq. Perciò, chiediamo di non politicizzare la questione dei cristiani, perché noi siamo con tutti quelli che vogliono il bene dell'Iraq, che vogliono costruire l'Iraq''. ------------------------------------------------------Sulla tv satellitare 'al-Arabiya' lo sconvolgente racconto Iraq, terrorista di al-Qaeda confessa: "Così uccidevo i cristiani a Mosul"ultimo aggiornamento: 18 gennaio, ore 20:03Baghdad - (Adnkronos/Aki) - Muhammad Ramzi Shihab, reclutato da un imam pakistano a Londra e nominato mufti nella città del nord del Paese, ha emanato fatwe che rendevano lecito ammazzare: "Ero solito decapitare i cristiani che non volevano pagarmi la 'jizia"'

Baghdad, 18 gen. - (Adnkronos/Aki) - "Sono stato reclutato da un imam pakistano a Londra, che mi ha pagato per unirmi ad al-Qaeda in Iraq e mi ha detto che era lecito uccidere i cristiani". E' con queste parole che l'ex mufti di al-Qaeda a Mosul, il terrorista Muhammad Ramzi Shihab, racconta in una sua confessione come e perché uccideva i cristiani iracheni della provincia di Ninive. La tv satellitare 'al-Arabiya' ha trasmesso parte della sua confessione, mostrata ai giornalisti oggi durante una conferenza stampa tenuta dal portavoce del ministero della Difesa iracheno, Muhammad al-Askari, a Baghdad.

 

Ero solito decapitare i cristiani che non volevano pagarmi la 'jizia' (tassa per i cristiani prevista dalla sharia ndr) - afferma il terrorista nel video - l'imam pakistano mi ha nominato mufti e ho emanato una fatwa ordinando di decapitare un insegnate cristiano e un'altra contro un commerciante cristiano che non voleva pagare la 'jizia'".

 

Shihab aveva emanato anche una fatwa che rendeva lecita l'uccisione di tre donne accusate di aver dato informazioni alla polizia, così come ha ammesso di aver "pianificato un attentato avvenuto nel villaggio di al-Khazana".

 

Il terrorista aveva preso di mira anche una minoranza sciita presente nel nord del paese. Il portavoce del ministero della Difesa ha mostrato anche le confessioni di altri otto terroristi, chiedendo alle famiglie delle loro vittime di sporgere denuncia contro di loro alla magistratura.

 

Tra le persone arrestate c'è anche un siriano, Azmi Dari Muhammad, di Homs, arrestato mentre si camuffava con abiti femminili. "Era addetto ad arruolare donne - ha spiegato il portavoce del ministero - che avrebbero lavorato come domestiche per le persone importanti della zona, in modo da raccogliere informazioni utili per il gruppo. Trasportava anche armi, evitando i controlli della polizia in quando scambiato per una donna".

--------------------------------------------------------

Dopo la mezzanotte di ieri

Egitto, strage di cristiani copti alla messa di Natale: nove morti. Scontri con la polizia ultimo aggiornamento: 07 gennaio, ore 17:56Il Cairo - (Adnkronos/Ign) - La sparatoria nella chiesa di Qena non lontana da Luxor. La carneficina sarebbe stata una vendetta contro un presunto rapimento e stupro di una dodicenne musulmana. Tensione tra un gruppo di manifestanti e le forze dell'ordine. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Difendere la libertà di culto"

Il Cairo, 7 gen. (Adnkronos/Ign) - E' di nove morti e dieci feriti il bilancio di un attacco alla folla di fedeli in Egitto che usciva da una chiesa cristiana copta dopo la messa di mezzanotte alla vigilia del Natale. Le vittime di questa notte a Qena, circa 650 chilometri a sud del Cairo e non lontana da Luxor, sono sei cristiani copti,un agente della sicurezza della chiesa e altre due persone, morte oggi in seguito alle ferite riportate. La carneficina ha spinto questa mattina oltre due mila copti a riunirsi nella cittadina egiziana di Naja Hamadi per manifestare contro le violenze contro i cristiani. Nel corso della protesta ci sono stati scontri con la polizia. Secondo il ministero dell'Interno egiziano gli attentatori volevano vendicarsi del presunto rapimento e stupro di una dodicenne musulmana, avvenuto a novembre sembra a opera di un cristiano.

 

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che "le violenze perpetrate contro la comunità cristiana copta in Egitto suscitano orrore e riprovazione". "La comunità internazionale -prosegue il ministro- non può restare indifferente né deve mai abbassare la guardia di fronte all' intolleranza religiosa, che costituisce una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali. L' Italia -dice ancora Frattini- intende continuare a difendere in tutte le sedi il principio della libertà di culto, quale assoluto ed irrinunciabile valore di civilta'".

-------------------------------------------------------

Lo riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya'

Strage di cristiani in Egitto, arrestati i tre esecutori. Vaticano: "Solidarietà ai copti"ultimo aggiornamento: 08 gennaio, ore 13:11Il Cairo, 8 gen. - (Aki/Ign) - I responsabili del massacro di Qana si sono consegnati nelle mani della polizia. Gli agenti erano sulle loro tracce già da due giorni. Il cardinale Kasper scrive al leader della comunità copta: "Tutti i cristiani devono restare uniti di fronte all'oppressione".Il Cairo, 8 gen. - (Aki/Ign) - I tre esecutori della strage di cristiani avvenuta l'altro ieri notte a Qana, in Egitto, sono stati arrestati dalla polizia. Lo riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya'. Secondo l'emittente araba i tre si sarebbero consegnati nelle mani degli agenti della polizia, che da due giorni erano sulle loro tracce.

 

Gli inquirenti avevano infatti ritrovato la loro auto ieri ed avevano individuato la loro identità. I tre sono accusati di aver aperto il fuoco contro la chiesa copta di Naja Hamadi durante la messa del Natale ortodosso, uccidendo sei persone.

 

Da parte sua, il Vaticano ha espresso tutta la vicinanza alla comunità copta in Egitto. ''Tutti i cristiani devono restare uniti di fronte all'oppressione e cercare insieme la pace che solo Cristo può dare'', si legge in una lettera diffusa oggi dalla Sala stampa della Santa Sede e indirizzata dal cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, ''a Sua Santità Shenouda III, capo dei cristiani copti d'Egitto, per esprimergli la sua vicinanza, in seguito agli attacchi ai cristiani copti dopo la liturgia di Natale a Nag Hamadi in Egitto''.

 

Dopo aver ricordato di aver appresso ''le tragiche notizie relative alla morte e al ferimento di diversi copti'', il cardinale si unisce ''in questo momento in preghiera con Sua Santità e con la comunità copta''. Quindi Kasper conferma la condivisione del dolore e della preghiera per la pace, la guarigione dei feriti e la giustizia.

---------------------------------------------------------

SE 500 CRISTIANI MACELLATI NON FANNO NOTIZIA

9 MARZO 2010

Sui mass media la censura delle persecuzioni contro i cristiani continua in modi nuovi. E non parlo solo delle persecuzioni dei regimi comunisti o di quelli islamici.

Nei giorni scorsi, per esempio, in India, quindi in uno dei pochi stati democratici dell’Asia, sono stati arrestati centinaia di cristiani e addirittura tre vescovi cattolici, rei di aver promosso una marcia pacifica di 800 chilometri per sensibilizzare le autorità contro le discriminazioni ai danni dai “dalit” cristiani.

I “dalit”, cosiddetti “fuori casta” o “intoccabili”, sono quei 300 milioni di indiani che in base alla teologia induista da secoli sono considerati nulla e non hanno diritti. 

Ebbene, i dalit convertiti al cristianesimo sono ancora più diseredati e discriminati degli altri, proprio perché cristiani. Alla pacifica richiesta di giustizia e uguaglianza da parte della Chiesa le autorità rispondono col pugno di ferro.

Questa vicenda però non buca le pagine delle cronache. Bisogna che scorra sangue cristiano – come l’anno scorso, proprio in India, nello stato dell’Orissa, con i feroci pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani – perché i perseguitati cristiani possano essere un po’ considerati dai nostri mass media.

Ma anche in questo caso c’è modo e modo. Ieri, per esempio, dalla Nigeria è arrivata la notizia di 300 cristiani (perlopiù donne e bambini) ammazzati da islamici a colpi di machete nel villaggio di Dogo Nahawee (poi si è appreso che le vittime sono almeno 500).

Su alcuni giornali – compreso il Corriere della sera – la notizia del massacro è stata data per quello che è, in quanto da qualche anno si è cominciato ad aprire gli occhi: ricordo che quando, dieci anni fa, pubblicai il mio libro-denuncia sul martirio in corso dei cristiani (“I nuovi perseguitati”, edizioni Piemme), molti colleghi, anche autorevoli direttori (ricordo  in particolare Paolo Mieli), mi confessarono il loro stupore per un fenomeno che neanche avevano mai immaginato.

Ma c’è chi continua a disinteressarsene e privilegia la propria ostilità pregiudiziale. Così l’Unità ieri ha dedicato al massacro Doko Nahawee una breve e remota notiziola presentandola con questo titolo: “Nigeria. Oltre 100 morti in disordini tra musulmani e cristiani”.

Una mattanza di cristiani, perpetrata a freddo, diventa un generico “disordine” dove non sembrano esserci né vittime né carnefici.

In questo modo ovviamente non si comprende nulla nemmeno del quadro geopolitico generale, dove un vasto tentativo di islamizzazione dell’Africa da parte dei Paesi arabi trova spesso un sorprendente alleato nella Cina interessata al petrolio. Connubio evidente in Sudan.

Ma anche il genocidio del Sudan, dove il regime islamista del Nord per venti anni ha massacrato le popolazioni cristiane e animiste del Sud per imporre la sharia, facendo circa due milioni di vittime, può essere rappresentato come un generico scontro fra cristiani e musulmani, in quanto i cristiani col tempo hanno organizzato una loro resistenza al genocidio.

E in effetti talora si è rappresentata la situazione sudanese così, come un’interminabile serie di scontri fra musulmani e cristiani.

In realtà, per capire cos’è il Sudan basti riportare una dichiarazione di Peter Hammond, direttore di Frontline Fellowship, intervistato da WorldNetDaily (27.5.2001): “Qualche tempo fa, la Corte Suprema sudanese ha stabilito che la crocifissione degli apostati, cioè di persone che erano musulmane praticanti e che si sono convertite al cristianesimo, è costituzionale. E questo (sudanese) è lo Stato che ha rimpiazzato quello statunitense nella Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite”

Ma – per tornare alla Nigeria – ieri c’è pure chi ha fatto peggio dell’Unità. La Repubblica, addirittura in prima pagina, ha titolato alla maniera dell’Unità, confondendo vittime e carnefici: “Nigeria, massacro infinito tra cristiani e musulmani”.

Poi l’articolo di Guido Rampoldi, che stava sotto, ha superato l’Unità, perché non si è limitato a scolorire il macello del giorno, contro i cristiani, in una indefinita sequela di disordini e di scontri. Ha fatto molto di più. Ha realizzato un reportage dove si rappresentano i cristiani (soprattutto loro) nella parte dei feroci carnefici.

E com’è possibile, visto che le 300 vittime di Dogo Nahawee sono cristiane? Semplice. Rampoldi non fa un reportage da lì, dov’è la notizia del giorno, ma da Kuru Karama, dove due mesi fa vi è stato un assalto di cristiani con vittime musulmane.

Ora, che la Nigeria sia un paese diviso a metà fra cristiani e musulmani e che molti cristiani abbiano cominciato a rispondere alla violenza con la violenza, è purtroppo vero. E le violenze sono tutte egualmente da condannare: i vescovi cattolici infatti non si stancano di implorare i fedeli di non rispondere agli attacchi con le armi.

Ma la scelta di Repubblica è davvero singolare, perché il fatto del giorno, secondo le più elementari leggi del giornalismo, è l’eccidio di cristiani avvenuto a Doko Nahawee.

E fa una certa impressione che il reportage di Rampoldi liquidi il massacro, ancora caldo, di trecento o “forse cinquecento” cristiani in tre righe tre, rappresentando poi per tutta la pagina i cristiani come sanguinari sterminatori.

In genere sui mass media quello che si vuole evitare di vedere e di riferire è che in tutti i paesi islamici i cristiani e le altre religioni sono discriminate e perseguitate, mentre da nessuna parte i cristiani perseguitano i musulmani.

Dove sta il problema? Nell’establishment intellettuale dell’Occidente che pretende di vedere i cristiani sempre sul banco degli accusati e che non sopporta di riconoscerli come vittime.

E’ il pregiudizio anticristiano – soprattutto anticattolico – che ha impedito finora di accorgersi di una clamorosa e dolorosa verità: che, cioè, i cristiani (e specialmente i cattolici), negli ultimi 50 anni, sono stati e sono il gruppo umano più discriminato del pianeta, perché sono perseguitati sotto tutti i regimi e a tutte le latitudini, mentre loro non perseguitano alcuna religione o ideologia, ma, anzi, con un esercito pacifico di missionari e opere di carità, aiutano tutti i sofferenti e i diseredati, dovunque, di qualsiasi credo o idea o etnia, senza nulla chiedere in cambio.

Solo per amore. Chi altro predica e testimonia l’amore e l’amore anche per i nemici?

Uno dei pochi coraggiosi intellettuali a denunciare questa assurda situazione dei cristiani è stato lo scrittore ebreo-americano Michael Horowitz in un suo memorabile scritto nel libro di Paul Marshall e Lela Gilbert, Their Blood cries out (Dallas 1997).

Horowitz afferma che per governi e mass media l’idea che i Cristiani siano oggi delle vittime “semplicemente non è concepibile. Armati della conoscenza dei peccati commessi nel nome della Cristianità e orrendamente inconsapevoli del ruolo fondamentale della Cristianità nella storia dell’Occidente, le élite dei giorni nostri sono indotte a pensare ai Cristiani come coloro che perseguitano, non come le vittime”.

Così “un’élite intellettuale che nei suoi interventi ha avuto a cuore i Buddisti del Tibet, gli Ebrei della passata Unione Sovietica e i Musulmani di Bosnia, trova facile respingere l’idea che i Cristiani possano essere egualmente vittime”.

E quando nella cronaca tracima il loro sangue, si può sempre parlar d’altro o confondere le acque. Perché in fondo nemmeno i cattolici conoscono veramente le dimensioni della persecuzione alla Chiesa. E difficilmente si attivano per aiutare i propri perseguitati.

Alla fine però resta sempre in sospeso un  inquietante interrogativo: perché, nel mondo, tanto odio contro i cristiani?

E perché, in Italia, la Sinistra giornalistica e politica è così acrimoniosa contro la Chiesa e ostile ai cattolici, se poi pretende di avere il loro consenso e il loro voto?

Antonio Socci

Da Libero, 9 marzo 2010

74
17 Mar 2010
alle 14:56

Alieno

17/03/2010 10:41
IRAQ
Mosul, nuova esecuzione mirata contro un cristiano irakeno


Sabah Yacoub Adam, 55 anni, sposato e padre di un bambino, è stato freddato a colpi di pistola. Egli era proprietario di una vetreria e abitava nella zona araba della città. Alle elezioni parlamentari si profila un testa a testa fra Allawi e al-Maliki. Scrutinate l’80% delle schede.

Baghdad (AsiaNews) – Nuova esecuzione mirata contro un cristiano irakeno a Mosul, nel nord dell’Iraq. Questa mattina un commando armato ha ucciso un commerciante di 55 anni, sposato e padre di un bambino. Intanto la Commissione elettorale irakena ha scrutinato l’80% dei voti. Secondo una proiezione stilata dall’Afp, si prospetta un testa a testa fra Allawi e al-Maliki, con un leggero margine di vantaggio per l’ex premier, salito al potere dopo la caduta di Saddam Hussein.L’omicidio è avvenuto questa mattina nel quartiere di al Saa, nei pressi del monastero dei padri domenicani. Sabah Yacoub Adam, 55 anni, sposato e padre di un bambino, è stato freddato a colpi di pistola. Fonti di AsiaNews a Mosul riferiscono che egli era un caldeo praticante, proprietario di una vetreria e abitava nella zona araba della città, alla sinistra del fiume Tigri.  L’esecuzione mirata di oggi è solo l’ultima di una lunga striscia di sangue, che ha costretto centinaia di famiglie cristiane a fuggire dalla città, in direzione della piana di Ninive o all’estero. Una spirale di violenza che è cresciuta nelle settimane che hanno preceduto le elezioni parlamentari del 7 marzo scorso, tanto che mons. Emil Shimoun Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, aveva parlato di “una Via Crucis che non finisce mai”.Nel frattempo prosegue il conteggio dei voti della Commissione elettorale irakena, giunta all’80% delle schede scrutinate. Da una proiezione diffusa ieri dall’Afp emerge il testa a testa fra l’attuale premier Nouri al-Maliki e l’ex Primo Ministro ad interim Ayad Allawy, capo del governo fra il maggio 2004 e aprile 2005.La proiezione assegna alle liste dei due candidati 87 seggi, sui 310 dei quali è composto il Parlamento irakeno. L’Alleanza nazionale irakena, che raggruppa i partiti religiosi sciiti, segue in terza posizione con 67 seggi e la lista che unisce i due grandi partiti curdi conquisterebbe 38 seggi. Dei 310, ne vanno riservati 15 alle minoranze religiose del Paese, fra cui la cristiana.In base al numero di voti ottenuti, il blocco laico che sostiene Allawi – la lista al-Iraqiya – ha raccolto 2.102.981 consensi, con un margine di 8.984 voti di vantaggio sulla coalizione guidata da al-Maliki, lo State of Law (2.039.997). I partiti religiosi sciiti hanno conseguito 1.597.937 voti e il blocco curdo 1.132.154.L’attuale premier Nouri al-Maliki registra i maggiori consensi a Baghdad, il bacino più consistente nell’assegnazione dei seggi, e in sei regioni a maggioranza sciita. Allawi, invece, pur essendo un musulmano sciita ha un ampio margine di vantaggio in quattro regioni a maggioranza sunnita. La visione laica e il sostegno di sunniti e sciiti hanno premiato il programma proposto dall’ex Primo Ministro.(DS).
73
28 Feb 2010
alle 15:12

civis romanus sum

De ,,, La congenita stupidità dei fascisti.

La lista della Polverini ( PDL e fascisti uniti ) esclusa dalla competizione elettorale !!!

LEGGI

Il loro delegato era assente al momento della chiusura dell'accettazione delle liste ,,, stava mangiando un panino ,,, ,,, ahahahahhahahahaahahahhahahahahahha ,,,

Ora la Polverini sta pensando di andare a piangere lacrime fasciste da Napolitano per essere riammessa contro ogni regola democratica.

Come al solito per questi coglioni ,,, credono che le regole che devono valere per tutti non siano applicabili alla loro arroganza.

FUORI I FASCISTI DA QUESTO PAESE !

72
28 Feb 2010
alle 13:10

sandra

Infatti i soldi pubblici sostengono e finanziano le private imprese e quelle vaticane.Una mano lava l'altra e tutte e due sostengono le spese estere in casa!

71
28 Feb 2010
alle 12:07

civis romanus sum

Di come i preti cattolici con l'aiuto dei loro servi fascisti compiacenti in parlamento ci derubano di milioni di euro nel vergognoso silenzio orante dei media nazionali .

LEGGI

Dalla quale inchiesta si evince che l'ingente bottino dei nostri soldi versati come tasse per ricevere servizi che dovrebbero essere a noi utili ( scuola, sanità, cultura, giustizia) vengono sottrattici e accaparrati e ridistribuiti tra pochi amici fascisti e preti cattolici .

70
28 Feb 2010
alle 09:36

sandra

@alieno.Chiariamo questo punto e poi ne converrai con me che non è nè giusto nè corretto parlare di mia sorella che non è qui ad esprimersi personalmente.Ho sicuramente sbagliato io a tirarla in ballo,ma come l'ho tirata in ballo la tiro fuori.La sua non è nè cultura selvaggia nè violenta,è una risposta alle esagerazioni,alle esasperazioni di quello che tu chiami pluralismo.Se non ci fossero quelle come lei,quelle come me prenderebbero calci in culo tutta la vita,e non perchè ci sia una viltà o una paura di reagire.Finchè si è bambini,i ragazzini si sa, se le danno anche di brutto per le questioni più sciocche,io ero una di quelle che le prendeva dai suoi coetanei proprio perchè facile bersaglio in quanto non mi riusciva di reagire,se non ci fosse stata lei a suonarle ai prepotenti al posto mio,la mia alternativa sarebbe stata quella di starmene rinchiusa in casa.Quindi una reazione così,quasi sempre scaturisce dal prendere una posizione in difesa di altri che da soli non si difendono.Tanto è, che se anche si è tirata fuori dalla vita politica,continua a viaggiare per puro ideale altruistico, tra questure,prefetture e ambasciate ,per dare una mano agli stranieri, per esempio nei casi più tragici in cui vengono a trovarsi in casini grossi per dei cavilli burocratici, che da soli non riuscirebbero a dipanare. Sono quelli come te per esempio che alimentano una cultura di reazione anche violenta ,con l'intolleranza e l'odiologia acuta per chi non la pensa alla stessa maniera,arrivando a prevaricare con sopprusi legalizzati, i diritti.E qui l'argomento"mia sorella" è chiuso.

Nel comune di Goito,un asilo comunale è gestito da suore e da una laica preparata dalla curia.Con tutte le maestre disoccupate che ci sono in giro,un asilo comunale che dovrebbe essere laico è gestito come se fosse espressamente cattolico,ma su via,non raccontiamoci stupidaggini,quali sono i valori cristiani ai quali si dovrebbe sottostare per accedere in questa struttura?Quelli umani, univeralmente riconosciuti, sono da prendere in considerazione per una struttura veramente laica.Manderesti i tuoi figli in un asilo comunale ad Algeri gestito da religiosi islamici,dove per accedere occorre sottostare ai valori dell'islam? E' quindi in nome di quel pluralismo con il quale tu condisci un po' tutto,ma che tiri fuori solo a difesa delle idee di parte che ti contraddistinguono, tu riconosci ed applichi.

Buona domenica.

 

69
28 Feb 2010
alle 01:51

Alieno

Allora, Sandra, torno al tuo 64:

Secondo te la delibera del comune di Goito non è un calcio in culo a chi cristicolo non è???

A parte ciò che ripete da giorni il megafono di propaganda odiologica per denigrare la Chiesa con ogni pretesto e tanta ipocrisia,

non è un "calcio in culo", tanto per usar tua dialettica "a chi cristicolo non è!!

Perché la scuola materna non è esclusa a chi non è "cristicola" o "buddana", né a cristiani né a buddisti né ad altri credenti o non credenti.

Tutto ciò che si chiede è rispettare dei valori basilari di una visione cristiana, esser cristiani o meno, non è motivo per includere o escludere.

E tanto perché tu colmi di quelle parti di verità che per odio dimentichi nel pregiudizio odiologico di cui osservi dottrina,

non c'è nulla di nuovo di cui stupirsi perchè è così in ogni scuola cattolico-cristiana sul pianeta: aperta a tutti, di ogni credo o anche non credente, le scuole cristiane, in ogni luogo del mondo, sono PROGRAMMATICAMENTE aperte a tutti, esercitando una sana cultura della laicità.

Certamente, più sana della dottrina laicista a proporre anziché laicità, laicisimo,

anziché eguaglianza, egualitarismo

ed anziché costruire identità, ingannando tutti nel proporre assenza di identità.

Balle, ipocrisia, parzialità.

Perchè dove si condanna la cattolicità con il pretesto di Goito, montato ad arte, si evita di fare il racconto completo: la parzialità odiologico-militante bada bene di non suggerire altre prospettive, altre letture e potendo contare su automatismi mediatici a far risonanza del caso montato, ma anche di complicità e connivenze mediatiche di chi ormai sappiam bene, non è nuovo al genere ed ogni occasione è buona per gettar fango o metter in cattiva luce la Chiesa, il Papa e la cattolicità, eccezion fatta per quei cattolici e per quella parte del clero che fa altrettanto in qualche modo più o meno esplicito.

Potremmo per esempio scoprire una parte della storia che non è stata raccontata, né è ritenuto interessante conoscerla perché nell'odiologia, non c'è bisogno di far un giudizio, il pregiudizio è sufficiente, la giustizia è una perdita di tempo, è più "giusto" qualcuno che si fa giustizia da solo, quando gli gira e decide da sola chi merita di essere picchiato, come fa tua sorella.

Ed addirittura per te è motivo di vanto.

Ci tornerò dopo.

Finiamo il racconto della scuola materna raccontando tanti tasselli che non sono irrilevanti per osare tentar giudizio prudente.

Potremmo dire che per esempio, quella scuola materna è stata gestita dalle suore Orsoline per oltre 50 anni.

E che tutti, parrebbe, genitori, famiglie, con soddisfazione di quella gestione.

Senonché le suore Orsoline non possono più da sole portar avanti l'impegno, essendo diminuite.

Per cui la gestione è stata affidata ad altro ente.

E quell'ente ha dichiarato che chi vuol usufruire del bel servizio di quella scuola, deve sapere ben chiaro che si accetta la visione cristiana.

Non è importante essere cristiani, è importante sapere i patti da subito. E non è certo dalle famiglie, in carne ed ossa, che viene la contestazione, macché.

Viene dai politicanti di mestiere, che han creato il caso. Perché alla gente fino ad oggi, è andata benissimo così, ma i politicanti da strapazzo ci hanno fatto il caso perchè per loro è inammissibile che una scuola pubblica possa portare avanti una sempre più intollerata e disprezzata cultura e visione cristiana.

E così, allora, notiamo che però, nella scuola pubblica, non si ha lo stesso coraggio di far dichiarazione come si è fatto per quella scuola, ma di fatto, nella sostanza, senza dichiarazione alcuna, si porta avanti puntualmente un programma di "scristianizzazione" identitaria, di anti-cristianesimo militante e zelante.

E così, nessuno protesta quando le maestrine zelanti, sostituiscono programmaticamente festa  e canti di natale, con feste relativisticamente corrette e laiciste - per quanto appare, pagane e dunque mica tanto relativiste e corrette, in festa delle luci o dell'arcobaleno - e lo stesso quando usano il presepe per farci promozioni ideologiche o togliendolo del tutto e magari, ben contente le zelanti maestrine, di far sparire crocifissi e riferimenti della tradizione cristiana.

E tutto questo sappiamo bene che accade nella scuola pubblica, senza alcuna chiarezza di dichiarazioni. Avviene e ci si trova davanti al fatto compiuto tante volte e nessuno di quelli che oggi beceramente protestano, ha da ridire naturalmente.

Ma questo caso-pretesto, allora, dove una scuola da sempre cristiana, con 50 anni di rispettabile ed apprezzata attività, apprezzata da famiglie in carne ed ossa, famiglie, popolo che han votato e dato fiducia ad una amministrazione che inutile prenderci in giro, non è un caso sia di cdx e così, non prendiamoci in giro, è a sx che si monta l'ennesimo pretesto anti-cristiano e per denigrare la Chiesa, allora questo caso montato nell'odiologia militante,

ci è utile, utilissimo. Perchè quello di Goito è l'inceppamento dell'ingranaggio e del meccanismo che non dichiara e però promuove l'anti-cristianesimo nel pubblico e nel sociale.

Quella scuola materna è una zeppa, è un ingranaggio che si rifiuta di aderire alla deriva laicista, al conformismo dell'ostilità alla cristianità ed alla Chiesa, è la storia di un popolo libero, di famiglie in carne ed ossa che si riconoscono in certi valori e non vogliono che vadano perduti, non vogliono vederli cancellati e così, non a caso, è un'amministrazione di cdx ad essere eletta e quell'amministrazione, onora la fiducia consegnata per amministrare, con iniziative anche come queste. Non è un caso se sono loro ad amministrare: sono stati eletti civilmente, democraticamente, liberamente, sono legittimi.

E' questo che non va giù alla sinistra, questo non si digerisce dalla parte che milita nell'odiologia anti-cristiana ed anche contro quella parte del Paese che non li vota: che la democrazia o la libertà o il laicismo, permetta a quei valori da loro odiati, di sopravvivere, di essere legittimi.

Nessun "calcio nel culo a chi cristicolo non è" tanto per usar la finezza, l'eleganza e la disposizione del tuo animo quando scrive dei cristiani. Anche se non sei credente, non sei escluso, il punto è altro e vedo che piace continuare a raccontar balle, mezze verità per completare con una menzogna piena utile a legittimare il disprezzo di chi si detesta, legittimare la propria intolleranza, sempre meno mimetizzabile.

Quel "calcio nel culo", semmai, lo abbiam visto quando nonostante parere diverso del giudice italiano e degli stessi italiani, è arrivata la sentenza di Strasburgo a imporre di toglier crocifisso, con tanti saluti alla sovranità popolare, alla costituzione che la sancisce, alla nostra autonomia, ai valori patriottici e nazionali, buoni solo per frantumare le palle, da quasi vent'anni, berciando contro una Lega violenta e criminale, però non abbiamo registrato in tanto tempo, questi atti di violenza da quella parte, non legittimati dalla Lega, ma anzi, abbiamo visto i casi di violenza razzista dove la Lega certamente non c'é: a Rosarno, ma anche in Campania, in Sicilia.. così come abbiamo visto purtroppo, gente come ci racconti essere tua sorella: violenti a farsi giustizia da soli.

Allora siccome non ci arrivi e ti par di farne vanto di una cultura così primitiva che si fa giustizia da sola, proviamo ad allargare le prospettive, l'unica che il tuo pregiudizio odiologico ti concede.

Nel commento 71 nell'altro post del blog ("Le assurde speculazioni di Repubblica.." ecc),

scrivi una simile cosa, evidentemente nn ben consapevole di quanto ti riveli e tradisci:

Mia sorella è una giusta !Ma proprio perchè non è più una ragazzina e politica l'ha fatta da attivista,è strastufa di questo sistema e degli sponsor come te!Faresti veramente una pessima scelta a non reagire!Sempre ammesso che tu  avessi il tempo di prevederla!..Chi mena per primo mena 2 volte! Ti Gonfierebbe la faccia come una mongolfiera prima che tu avessi il tempo di capire cosa t'è caduto addosso!......

Complimenti Sandra: hai appena descritto la cultura tribale, incivile, il ritorno felice all'età della pietra e delle clave, dove chi mena per primo mena 2 volte e si gonfia la faccia del prossimo quando abbiamo presunzione di poterci fare giustizia da soli.

Bel modello siete allora, come proposta. Bell'insegnamento da dare, che bella cultura.

A chi serve una civiltà, se dobbiamo essere come tua sorella, la strastufa attivista che frustrata, gonfia le facce altrui e lo fa per prima pure o se dobbiamo somigliare a te, che pure pensi di farle complimento raccontando questa tristezza?

A chi serve una cultura del diritto, una cultura civile, se dobbiamo agire come selvaggi?

Ma proprio a te e tua sorella, più di ogni altro serve una cultura civile.

Perché tu ci racconti che

esistono per fortuna quelli come mia sorella, che nonostante i suoi 52 anni qualche sganassone lo molla ancora quando si trova ad ascoltare la cattiva stupidità.

Ed anche perchè ti ho detto che non reagirei nello stesso modo (perché non ho gradimento nel ritornare all'età della clava eh), hai aggiunto pure:

Mia sorella è una giusta !Ma proprio perchè non è più una ragazzina e politica l'ha fatta da attivista,è strastufa di questo sistema e degli sponsor come te!Faresti veramente una pessima scelta a non reagire!Sempre ammesso che tu  avessi il tempo di prevederla!..Chi mena per primo mena 2 volte! Ti Gonfierebbe la faccia come una mongolfiera prima che tu avessi il tempo di capire cosa t'è caduto addosso!.....

Proprio a lei che ha 52 anni, così come a te, donna, serve la cultura civile che io difendo stigmatizzando questa tribalità, questa incultura, questa frustrata ambizione retograda, perchè se io dovessi adottar la vostra, di cultura,

beh cara mia, per te e tua sorella, non ci sarebbe scampo alcuno: sono più giovane, più forte, più veloce ti assicuro, non solo a scrivere. Se dovesse valere, davvero, questa tristezza dell'odiologia tribale, dove uno può legittimarsi nel picchiare il prossimo quando soltanto non gli va a genio, decide lui,

che ne sarebbe di voi due? E' la legge della giungla, del più forte, è la legge delle gang più malfamate: è il più pericoloso, criminale o squilibrato che detta legge infine. O alla peggio, sarebbe il caos.

Per fortuna non tutti hanno la cultura dei frustrati come tua sorella strastufa, ex militante attivista fallita che odia il mondo e alza le mani per compensare le sue incapacità di competere con la ragione, la persuasione civile,

perchè è quella cultura che in fondo, protegge tanto lei che te, non solo me da tua sorella, perchè adottando quella cultura, beh, non ho molti dubbi di essere io più forte.

Ma io non riesco a vederci un vanto. Il vanto può essere nel far valere più forte la mia ragione, piuttosto che la legge degli animali che di ragione, beh, son in difetto e ben più schiavi dell'istinto per non doversi accollare responsabalità civili e culturali di proposta, nemmeno educative come hanno gli uomini adulti.

Avrei capito se tua sorella avesse 8 anni. In quel caso, probabilmente, non è stata ben educata, ma si capisce, il suo percorso non è completo. Invece lei ne ha 52 ed anche tu non sei proprio un'infante.

Ed io devo, incredibilmente leggere le cose sceme che scrivi..roba da farti cadere le braccia. Ed anche qualcosa d'altro volendo.

Ma ho pazienza ed ottimismo: prova rifletterci, prova a cambiare prospettiva, prova ad immaginare che sia io a picchiare, per primo, così raddoppia, chi ritengo mi stia sulle palle e sbagli o sia brutto o cattivo o quel che vuoi: i conti non tornano più, non ti appare poi così "giusto" e divertente, non è vero?

Per fortuna, io non sono come te e tua sorella e non credo sia questa la proposta da vantare, né questo il modello educativo.

Come al solito, non sei consapevole della rabbia, dell'odio e del rancore che trapela continuamente da ciò che scrivi, ma vedo che ha radici profonde, ha un condizionamento dottrinale tanto solido che ti sembra normale e ti sfugge tra le parole, lo tradisci.

Allora te lo ripeto: è una cultura migliore e più civile che difende te e tua sorella, affinché non incontriate facilmente uno che faccia altrettanto con voi e se proprio capita, che almeno, non resti simpatico e non sia legittimato come "giusto".

E pensa, non ho bisogno nemmeno di fare "l'attivista politico" per portare avanti miglior cultura di civiltà.

Davvero pare che tu abbia deciso di deludermi ogni giorno un po' di più, ma non per questo, soltanto per questo, sarà possibile confondermi e rendermi indistinguibile,

ho care le mie ragioni, ci credo, non gli farò questo torto, non me lo farò.

Insisto: non farei altrettanto a tua sorella, anche fosse l'incivile retograda che dici, anzi, a maggior ragione non lo farei. Tutto ciò che potrei fare, alla peggio, è una legittima difesa o immobilizzarla. Ho altro da proporre e non sono frustrato odiando il prossimo ed il mondo per le mie personali sconfitte, perchè se ho perso qualche battaglia, non significa che io sia stato sconfitto sol per questo.

Tu continua a far propaganda di odiologia, io continuerò ad essere dall'altra parte, con la luce bene accesa affinché si vedano i nostri volti e si distinguano bene, nella luce. Non ho bisogno di violenza, per aver ragione,

continuerò ad aver ragione della violenza stupida ed inutile,  fintanto che posso invece e per ora, me la cavo bene qui, nel blog, un luogo che fa perdere la testa a molti, perché il branchismo ed il bullismo, l'odiologia, è costretta ad usare solo la ragione e non può usare la violenza come gli piacerebbe.

E' una cosa che li fa impazzire, questo non poter menar le mani, non riuscire nemmeno con le minacce, né le offese qui nel blog e questo è il loro giusto destino: subire la mia ragione comunque, avendo auto-ridotto la loro.

Se vuoi portare anche tua sorella qui nel blog, fa pure, non sarà certo la quantità un problema per me qui, se manca la qualità, continuerò ad aver ragione serenamente di voi.

E senza assomigliarvi, propongo anche l'educazione acivile  non ricorrere alla scorciatoia della violenza che vi piace parrebbe, a ben vedere, eccome.

Questa sarà proprio per voi, un'ottima palestra per farvene una ragione del non poter usare violenza, vi costringerà allora ad usare la testa più di quanto vorreste ma vi darà l'occasione anche di poter imparare la tolleranza e la pazienza che altrimenti, pare, sarebbe ben ridotta. La "convivenza" forzata, vi obbligherà ad esserlo, tolleranti, vostro malgrado.

E badate: non tutti qui sono come voi, naturalmente. E per fortuna. Non solo io ad esser più equilibrato qui. E fuori, volendo, è ancora meglio.

Pace agli uomini di buona volontà.

E che gli altri, se ne facciano una ragione: non è mai tardi per imparare.

A.

 

68
27 Feb 2010
alle 23:15

civis romanus sum

Quoto di là e ristampo di qua :

"Ti ci impasti la bocca ogni volta per screditare gli altri,ma niente personifica meglio l'odiologia, del pattume che sgorga perpetuo dalla discarica che hai al posto della testa."

Fidatevi compagni, ( e questo appellativo è un onore che concedo solo a chi amo ), fatevelo dire da chi ha esperienza in materia: individui come questo non intendono proprio per difetto genetico le maniere democratiche e civili .

Chiedetevi perchè i nostri padri a questi servi infami nel formulare la nostra Costituzione hanno deciso di non concedere mai più la dignità politica ( riescono ad esercitarla comunque per la nostra buona grazia e abusando della nostra civiltà ,,, ma devono farlo da vermi non potendo farlo palesamente, strisciando e insinuandosi da vermi vigliacchi quali sono ) ,,, chiedetevelo e imparate a trattarli come conviene prima che sia troppo tardi .


67
27 Feb 2010
alle 21:52

Alieno

Cara Sandra,

prendo atto che tu e Civis, effettivamente, siete sempre più "culo e camicia", che sempre più vi meritiate e ben siete assortiti.

Sempre più simili, ma non abbastanza: il tuo simpatico compare a cui dimostri solidale affinità e già dovendoti accingere in difesa così malamente riuscendo,

avrà mille occasioni di imbarazzarti, sempre di più, con le sue "esternazioni". Ti sarà difficile tenere il passo in questo deserto, vedrai, vedrai sempre di più e già hai visto abbastanza (e ti è pure piaciuto pare, eheh);

ma in fondo è bene così, è bene che emerga chiaramente in qual cricca ti sei cacciata e qual'é il tuo merito nella scelta.

Vengo nel merito della tua sintesi (ormai a renderti indistinguibile dai tuoi compari, ahimé, mi sembra di parlar sempre con la stessa persona e solo il nick diverso a suggerire che è altro soggetto eh), nel prossimo, come sai,

non manco di leggere tutti e tutto, se posso ed ugualmente rispondendo sempre e non ripagando tutti con egual moneta,

se quella moneta è falsa, ingiusta. Non avrai da me in risposta la cifra tua o di un Civis, per quanto non sia tenero, non avrai altrettanto. Dunque puoi pure alzar misura per provare a seguire le orme del tuo compare, non cambierò certo per questo, credo si possa fare e testimoniare di meglio,

anche qui nel blog. Anche se a te piacciono le persone manesche e che picchiano il prossimo perché si sono auto-eletti a distributori di auto-giustizia, così come quelle inutilmente, tristemente volgari, resterà al di là del dialogo in sé, le diverse opinioni, una nostra incolmabile distanza in questo.

Buone cose,

A.

A.

66
27 Feb 2010
alle 21:43

Alieno

Civis: puoi urlare ed offendere quanto vuoi, ma non servirà a molto se non a rivelarti.

Tocca rassegnarti: della tua diffida non so proprio cosa dovrei farcene, non è che ti prendi troppo sul serio e poi, deluso, scoprendo che non era il caso, ti scaldi e perdi il controllo?

Mettiti l'animo in pace Civis: questo è uno spazio pubblico, per tutti e se la cosa non ti piace, fai altro che cercarti uno spazio privato in cui comunicare ed io nemmeno lo saprò, né avrò cruccio, ma fintanto che scrivi qui, pubblicametne, rassegnati: commento i tuoi commenti, così come tu e qualsiasi altro possono commentare i miei.

Interpreto la tua volgarità inutile e l'insensatezza di dimostrarti così incivile, come un tuo segno di estrema debolezza ed impotenza, per quanto tu pare, non te ne renda conto.

Non so quali sarebbero le "altre maniere" che annunci,

per ora non vedo nulla di nuovo a stupire da parte tua e forse, ci sarebbe proprio da sperare per una volta, che tu abbia altre maniere, stupendomi finalmente: le BUONE maniere.

Ma dubito sia questa l'intenzione e siccome di te non mi fido abbastanza, se non vedo non credo.

Fammi vedere altre maniere Civis (immagino che il nick da te scelto fosse per far auto-ironia eh), sarebbe proprio l'ora!

Stammi bene,

A.

65
27 Feb 2010
alle 14:48

civis romanus sum

63. Pidocchietto fascista della croce.

Ti ho DIFFIDATO più volte di applicarti ai mei commenti per distorcerli e diffamarmi, ma sembra proprio che da qualche parte ti entra facilmente ma non in ugual maniera in testa.

I tuoi commenti ai miei NON SONO GRADITI .

La tua Calunnia, i tuoi infami Insulti, la tua Diffamazione crociata non è gradita e non è tollerata .

Puoi applicare tutte queste belle pratiche cristiane ai commenti dei tuoi amici di sacrestia, che le conoscono e sapranno apprezzarle ,,, NON AI MIEI .

Ma conoscendoti e leggendo che non riesci proprio ad intendere ( educato dai preti ,,, nevvero ?) come comportarsi civilmente in un civile consesso di persone ,,, da oggi dovrò ricorrere ad altre maniere.

Ogni tuo riferimento alla mia persona nei tuoi diarroici sproloqui cristiani sarà accompagnato immancabilmente da un poderoso:

VAFFANCULO INFAME FASCISTA DI MERDA .

 

64
27 Feb 2010
alle 14:39

sandra

...e perchè??? Secondo te la delibera del comune di Goito non è un calcio in culo a chi cristicolo non è???

Che te stai ad inventà ???

Ma già per te quello non è un calcio in culo vero???

E' una caritatevole opera?un esempio di civiltà ed uguaglianza di tutti i cittadini?

Ma va là...trombettiere da strapazzo!!!

63
27 Feb 2010
alle 14:33

Alieno

Mi domando se poi ci credi davvero a quello che scrivi, Sandra? Boh.

Allora scrivi:

Mica ha detto che è giusto che le prendano in India.T'ha detto che se le prendessero qui come le hanno prese in India,non  farebbero pena.ra,

Ma non è penosa l'arrampicata sugli specchi per minimizzare il delirio del tuo compagno di merende? Come al solito, doppio-peso e misura, il festival dell'ipocrisia è sempre aperto dalla tua parte, eh.

Riportiamo allora il messaggio di Civis (e non è certo singolare, è uno tra miriadi di simili ed anche peggiori, che problemi hai a rilevarlo? Verità scomode?):

Le radici dell'intolleranza cristiana contro tutti gli altri diversi dai loro usi e costumi sono rintracciabili qui ,,, a casa nostra, ovvero, in primis nella palude padana, fonte e origine di molti mali e sozzure italiche ( il fascismo, il craxismo ladrone e il berlusconismo mafioso ,,, solo per citare tre sommi esempi ), e dove ha attecchito meglio una putrida loro setta ( come la denomina Don Farinella ) comunione e liberazione:....

...

Se poi qualcuno li prende a calci in culo e sberle in faccia, come avviene in India ,,, beh ,,, Nessuna compassione, Potrebbe avvenire presto anche qui da noi, ormai troppo vessati e insultati dalle angherie arroganti dei cristicoli ,,, chi è causa del suo male pianga se stesso.

-----

Cristicoli, putrida setta, nessuna compassione nel caso si passi alle vie di fatto..

E però per te sarei io quello a "distorcere" il senso delle frasi. E tenti di rimediare tu, ma scusa tanto, in modo patetico.

E' apologia dell'odio, è razzismo, è tra l'altro un continuato disprezzo sfacciato qui nel blog e tu, nel tentativo di edulcorare la verità con il tuo sistematico doppio peso e doppia misura, non ci fai mica bella figura.

Come ho detto: basterebbe inserire una qualsiasi altra categoria a piacere, anziché cristicoli, ed io sarei linciato esageratamente a partire da te, che scalpiti per farlo anche senza un motivo oggettivo a rendere ragionevoli le tue esagerazioni, le tue sentenze allucinanti.

Ma basterebbe anche che io dimostrassi di volermi iniziare al festival dell'ipocrisia e dell'odio, scrivendo tante volte come Civis, per incassare automaticamente, nell'ordine:

- diminuizione e poi cessazione di intolleranza e di offese.

- attestazioni di stima.

Oppure potrei fare ciò che non è più utile fare, perché l'ha già fatto in modo esemplare Pinco, dimostrando come funziona la stupidità, il pregiudizio, l'ipocrisia qui, recitando un "nuovo" neo-fita del branco-odiologico e del pensiero unico, una testimonianza formidabile che resterà qui scritta come promemoria, un metodo assolutamente scientifico per dimostrare la puntuale ripetibilità del fenomeno da baraccone di invasati qui.

Ma il bello è che è quella parte che se la prende poi, con i razzisti, i violenti e perfino coi leghisti. Mai sentito dalle vostre parti, usar coerenza ed onestà, dicendo che magari, siccome nei loro Paesi natii sono spietati, non fanno pena qua se si prendono a calci e pugni, non è vero?

Ma l'ipocrisia è senza fine.

Prendi la tua chiusa:

se a qualcuno venisse in mente di restituire , quel che tanto generosamente la padania cristiana elargisce con tanta generosità,.....bè se le sarebbero cercate.

Però qui non si parla di restituire: tu trovami i calci e le sberle dei padani, io non ne vedo. Vedo invasati che in piazza, mettono a ferro e fuoco, spaccano, insultano o cercano lo scontro con le forze dell'ordine, organizzano guerriglia e non sono mai, mai una volta padani. Magari si chiamano pure "pacifisti", non è vero?

Ed allora? Se devono restituire, facciano decreti, delibere comunali, non arrampichiamoci sugli specchi. Come farne?

Costruendo la possibilità in modo civile e democratico, come la Lega che all'inizio era nulla e democraticamente, civilmente, senza sberle e calci, né guerriglie violente, è cresciuta e oggi fa delibere e decreti.

Altrove, fuori dall'Italia, nei paesi di origine, magari non è per via altrettanto civile e democratica che si fanno delibere e sentenze. Vedi l'India, vedi il Vietnam ecc.

E però, che strano, non approveresti chi dicesse: "non farebbero pena", ma lo aggrediresti com'é il tuo stile da serpente (se vuoi c'é anche quello della "scimmia" o della "tigre" o del "dragone", ma non mi paiono i tuoi stili eheh), scattando però senza la grazia d'una disciplina o di un autocontrollo: il tuo è l'automatismo dell'odiologia che ti intossica fino al midollo e riduce la ragionevolezza ed appare

benissimo nel tuo tristissimo, ridicolo tentativo di "difendere" quello che mai difenderesti altrimenti.

Insomma, una figuraccia la tua, se permetti, ma utile perché rende "manifestazione", fa apparire il "sintomo" di cause poste dentro di te, con l'occasione giusta. Che certamente, mi aspettavo di provocare, per aver emersione, toccandoti Terzani (che mi hai suggerito tu, naturalmente).

A.

62
27 Feb 2010
alle 14:10

sandra

alieno!!!......arifacce!!! con questo distorcere il senso delle frasi! Mica ha detto che è giusto che le prendano in India.T'ha detto che se le prendessero qui come le hanno prese in India,non  farebbero pena.C'è modo e modo di dare calci e sberle,...si danno sberle con le parole,con i decreti,con le delibere comunali ecc.....se ne sono prese così tante, che tanta  gente è stanca d'incassare senza reagire,se a qualcuno venisse in mente di restituire , quel che tanto generosamente la padania cristiana elargisce con tanta generosità,.....bè se le sarebbero cercate!!!

 

61
27 Feb 2010
alle 13:28

Alieno

Ed insomma e su e giù e trick e track,

le cose girano così da queste parti: se è contro i cristiani, non è grave (la violenza) se va bene, se va male è legittima e doverosa.

Prendasi per dire, il post 60 scritto da un perfetto testimone dell'odiologia militante, di cui riempie il blog di commenti ed inviti per farne apologia e propaganda in ogni occasione.

Poche le voci dissonanti: si ridacchia o si scivola altrove, a caccia di persecuzioni altre, più utili: l'immigrato da difendere (ma non se cristiani in India, in Asia, in Arabia, in Africa eh), il gay (ma non se è lapidato da un islamico), il nero (ma non se poi è diventato cristiano in qualche parte del mondo), lo sfigato, l'innocente o il colpevole (che ha le sue ragioni, comunque, è stato spinto ad essere colpevole per colpa di qualcun altro, ma non se cristiano).

Le cose, più o meno, girano così da queste parti, con poche eccezioni; perché in fondo è una pseudo-ideologia, è una sua farsesca riduzione bignamesca da comprare al supermarket dei luoghi comuni e della banalità dell'idiozia, con lo spaccio di droga salutare per tutti: l'odio. L'odio legittimato, permette tanto di soddisfare il senso di "appartenenza", quando quello di dire "io c'ero" oppure "era come se ci fossi", fa dunque sentire "impegnati" e "partecipativi" e non a caso è tutto un essere "attivisti": commenti ovunque, ma anche appelli continui, raccolte firme, slogan e manifestini-volontini da riecheggiare fino alla nausea, da ripetere in una ridondanza senza fine e con poche variazioni, poi tam-tam e lettura dei testi sacri dell'odio, adorazione incondizionata del "vate" del momento per cui finalmente dirci "indignati" e ribadire il concetto: l'odio è una droga legittima, civile, fa bene, è un dovere.

L'ammassamento di cervelli e la continua manipolazione individuale per finire in "massa odiologica", è un fattore utile doppiamente: è utile a chi davvero si compiace dell'odiologia militante (erede spesso di ideologie fallimentari e non più presentabili), quanto a chi si vergognerebbe assai di confessar il gusto e la dipendenza di quella droga, l'odio, ma la "massa" alle spalle ed il supporto dei profeti e del verbo odiologico sempre attivo con messe e celebrazioni solenni, prediche e sermoni, conforta e rassicura.

Perchè mentre ci si mette in fila per assumere la dose di droga quotidiana di odio, oltre a veder sempre maggior numero di compagni a far lo stesso, si ha continuamente l'indottrinamento della propaganda che nei megafoni ripete a cervellis sempre più passivi e spenti: è un diritto, è un dovere (l'odio), è un vostro diritto, una vostra libertà.

Ed è così che ogni giorno, quella fila a ritirare la dose quotidiana, pian piano è composta sempre meno da individui e persone, sempre più da automi che ripetono meccanicamente le banalità ed i luoghi comuni del pensiero unico, riportano stralci di sermoni e prediche raccattate qua e là e finalmente hanno il sollievo di poter mettere cervello e coscienza in stand-by e i più esaltati, arrivano a staccare proprio la spina, passando alle vie di fatto (che oltretutto, oltre ad impegnar di meno, consuma meno, inquina di meno immagino).

Prendasi uno tra tanti, infiniti commenti di questo delirio che tanto piace, il commento 60:

Le radici dell'intolleranza cristiana contro tutti gli altri diversi dai loro usi e costumi sono rintracciabili qui

Dopo pochissime righe, pochissimi secondi dopo di scrittura o di lettura,

si legge:

Se poi qualcuno li prende a calci in culo e sberle in faccia, come avviene in India ,,, beh ,,, Nessuna compassione,  Potrebbe avvenire presto anche qui da noi, ormai troppo vessati e insultati dalle angherie arroganti dei cristicoli ,,, chi è causa del suo male pianga se stesso.

Ormai van così le cose, per chi automatizza l'idiozia ed ha il cervello in pappa per abituale consumo di odio di cui strafarsi ad ogni occasione. Ovvero: nemmeno ci si rende conto del buon senso, di una ragion logica e di comprendere a qual punto si è ridotti e così, si è capaci di scrivere in pochi secondi, dapprima,

intolleranza cristiana

e pochi istanti dopo i "cristicoli" son da prendere a calci in culo e sberle in faccia e chi lo fa, fa bene e non deve esserci nemmeno compassione.

Sono gli stessi malati e drogati di odio che son capacissimi di dire, l'attimo ancora dopo, che gli immigrati subiscono violenza e razzismo.

E certamente, se qualcuno nel blog scrivesse, parafrasando il commento 60,

Se poi qualcuno li prende a calci in culo e sberle in faccia, come avviene in .... ,,, beh ,,, Nessuna compassione, Potrebbe avvenire presto anche qui da noi, ormai troppo vessati e insultati dalle angherie arroganti dei ... (immigrati? Islamici? Meridionali? Neri, gialli, verdi, blu? Qualsiasi altra cosa che "cristiani" si presta all'esempio),,, chi è causa del suo male pianga se stesso.

Se usassimo le stesse parole, allora ci sarebbe scandalo, orrore, la condanna morale collettiva, il processo collettivo in stile comunista, la gogna e l'inquisizione in stile medievale, la lapidazione in stile islamico (anche attuale) ed il commentatore inesperto che non ha azzeccato tra tante intollerate, inaccettabili e sgradite, la categoria giusta che parte di una ristrettissima selezione, in questo caso "cristiani" scoprirebbe improvvisamente su di sé un linciaggio, con insulti, indignazioni, stigmatizzazioni, accuse di indecenza e vergogna, di razzismo, di disumanità, di "cuor neri" e di portare l'odio...

in un simile messaggio, ci sarebbe perfino la possibilità che quell'episodio esca da qua e diventi un caso mediatico e nazionale o internazionale. Sarebbe ripetuto fino alla nausa, ogni volta un processo, migliaia di processi e con sentenza già scritta, ogni volta una puntuale esecuzione.

Ma nulla di tutto questo accade se è un commento che promuove l'odiologia, il disprezzo per i "cristicoli".

Così girano le cose da queste parti, tra militanti ed apologie dell'odio-droga più duri e puri e tra coloro che si vergognano di ammetterlo,

ma ridono o sono cinicamente assenti, con la loro piccola dose di consumo quotidiano di idiozia con cui ridurre ogni giorno di più il cervello e la coscienza nell'adesione-partecipativa, che toglie la responsabilità del singolo naturalmente,

la diluisce una resistenza della ragione o della coscienza, come avviene quando si organizza un branco per far bullismo:

da una parte gli "attivi", con sempre nuovi aspiranti "iniziati" a dar prova di idoneità e fedeltà, dall'altra gli "assenti" che sono complici, se ne sbattono oppure addirittura ridono divertiti, con gusto, delle belle gesta del branco.

E poi ci sono, infine, le persone, gli uomini, quelli che non tacciono e che questa schifezza la riconoscono così bene, che fanno di tutto perché appaia ben chiaro di non farvi parte.

Così girano le cose da queste parti. Non è uno specchio fedelmente rappresentativo della realtà, fuori le persone, gli uomini sono molti di più dei tossici dell'odio e degli spacciatori, qui c'è uno sbilanciamento, può sembrar il contrario, ma non ci si inganni perché sarebbe come giudicare un'intera città per l'unico quartiere degradato da delinquenti, spacciatori e tossici e non sarebbe né realistico, né giusto.

Però è rappresentativo certamente di un aspetto della realtà, un aspetto squallido che effettivamente è un problema, perché finisce comunque per squalificare e degradare quella che può essere una bella città, una bella civiltà dove tanto la ragione, che la coscienza, sono libere e non drogate.

Buona giornata,

A.

60
27 Feb 2010
alle 08:31

civis romanus sum

Le radici dell'intolleranza cristiana contro tutti gli altri diversi dai loro usi e costumi sono rintracciabili qui ,,, a casa nostra, ovvero, in primis nella palude padana, fonte e origine di molti mali e sozzure italiche ( il fascismo, il craxismo ladrone e il berlusconismo mafioso ,,, solo per citare tre sommi esempi ), e dove ha attecchito meglio una putrida loro setta ( come la denomina Don Farinella ) comunione e liberazione:

Da Goito (Mn)

All'asilo COMUNALE possono andare solo i cristiani.

di: Antonio Rispoli GOITO (MANTOVA)

- Ancora una volta una amministrazione locale di destra si distingue per la creazione di una normativa discriminatoria.

In questo caso, si tratta del regolamento dell'asilo comunale del comune di Goito, paesino in provincia di Mantova. All'articolo 1 c'è scritto che possono accedere all'asilo solo bambini appartenenti a famiglie che accettano "l'ispirazione cristiana della vita". Il che significa escludere sicuramente una gran fetta degli immigrati, per lo più di religione islamica o indù. Ma potrebbe escludere anche molti italiani. Perchè che significa una famiglia di "ispirazione cristiana"? I divorziati sono considerati tali? E i separati? E i conviventi?
La norma è stata approvata a maggioranza nel Consiglio Comunale di Goito, dalla maggioranza Pdl, Lega ed Udc. Il sindaco, Anita Marchetti, ha detto che "pur essendo l'asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo"; di conseguenza non c'è nulla di incostituzionale, secondo lei, nell'approvare una tale norma. Che è giustificata quindi da una tradizione.

L'opposizione ha inviato un esposto all'Anci, chiedendo all'associazione di fare pressione sull'amministrazione comunale affinchè questo regolamento non venga applicato. 

                    --------------------

Se poi qualcuno li prende a calci in culo e sberle in faccia, come avviene in India ,,, beh ,,, Nessuna compassione, Potrebbe avvenire presto anche qui da noi, ormai troppo vessati e insultati dalle angherie arroganti dei cristicoli ,,, chi è causa del suo male pianga se stesso.

 

59
27 Feb 2010
alle 00:44

Alieno

E siccome suppongo sempre per stesso motivo, la persecuzione dei cristianni non trova sponda ed eco come notizia dai media e nell'informazione che sensibilizza o vorrebbe, coscienze,

suppngo che nemmeno si conosca troppo o affatto, il precedente del precedente attacco ai cristiani e raccontiamo pure questa, allora:

17/10/2008 13:22
VIETNAM

Il sindaco di Hanoi ha chiesto la rimozione dell’arcivescovo Kiet

In un incontro con i diplomatici occidentali, Nguyen The Thao annuncia che saranno penalmente perseguiti sacerdoti e fedeli coinvolti nelle manifestazioni per ottenere la restituzione della ex delegazione apostolica e del terreno della parrocchia di Thai Ha.

Hanoi (AsiaNews) – Il sindaco di Hanoi annuncia che saranno penalmente perseguiti sacerdoti e fedeli coinvolti nelle manifestazioni per ottenere la restituzione della ex delegazione apostolica e del terreno della parrocchia di Thai Ha (nella foto) e rivela di aver chiesto che l’arcivescovo della città, mons. Joseph Ngo Quang Kiet fosse “sollevato” dall’incarico.Entrambe le notizie si riferiscono ad un incontro del presidente del Comitato popolare di Hanoi (il sindaco) Nguyen The Thao, con i diplomatici stranieri ed avente ad oggetto le questioni della ex delegazione e di Thai Ha. Nel resoconto della nazionale VNA, nel corso dell’incontro, svoltosi il 15, Thao ha affermato che all’origine della vicenda c’è stata “la scarsa conoscenza della legge tra i manifestanti cattolici”. Ma “un certo numero di preti, guidati dall’arcivescovo Ngo Quang Kiet” hanno “approfittato della religione, della fede e dell’ignoranza” per violare “volontariamente” la legge ed “andare contro gli interessi sia dello Stato che della Chiesa. Ciò “ha avuto un impatto negativo nei rapporti tra il Comitato, l’arcivescovado e la parrocchia di Thai Ha” e, ha aggiunto Thao “la città ha inviare una ammonimento a Kiet ed ai preti coinvolti, mentre la polizia ha intrapreso un’azione legale contro coloro che sono coinvolti in pubblico disordine e distruzione di proprietà”. Qui sembra che l’agenzia statale abbia saltato una informazione interessante, riportata da un altro organo di stampa, il Courrier du Vietnam, naturalmente controllato, ma non ufficiale. Il sindaco, aggiunge quest’ultimo, “aveva allora chiesto di sollevare mons. Ngo Quang Kiet dalle sue funzioni di arcivescovo di Hanoi, in quanto “non ha più la fiducia della popolazione di Hanoi e dei cristiani”. Egli “non ha rispettato né cooperato” con le autorità per risolvere il problema, malgrado gli sforzi delle autorità stesse “per persuadere i dignitari ed i cristiani a liberare i terreni occupati”,  Con l’evidente scopo di bilanciare le considerazioni sulla libertà di religione in Vietnam, sollevate dalle sue parole, il presidente del Comitato popolare di Hanoi, a conclusione del suo intervento ha parlato del “contributo dato dai cattolici nel processo di rinnovamento del Paese” e ha aggiunto che, “in anni recenti, le autorità locali si sono continuamente impegnate per creare condizioni favorevoli alle attività religiose, compresa la destinazione di aree a numerose organizzazioni religiose”.

E questo è tutto, per oggi, da Alieno riguardo alla persecuzione dei cristiani che dove ancora c'è il comunismo, è puntuale per incompatibilità genetica (vedi C. Marx ed eredi).

----

Da noi in Europa, invece, siamo troppo occupati a ridurre la libertà di espressione e la nostra identità culturale, per occuparsi delle faccenduole come la persecuzione cristiana, come ben racconta, la tristissima e inquietante notizia che viene dalla nuova conquista islamica su quella che sempre più è l'Eurabia che ci raccontava Oriana Fallaci, profetica:

Politiken si scusa per le vignette su Maometto

26 Feb 2010

Il quotidiano danese Politiken torna sulle vignette su Maometto per scusarsi. Il giornale di centro-sinistra si scusa non per aver pubblicato i disegni, ma per aver offeso la sensibilità dei mussulmani. La testata ha anche concluso un accordo con 8 organizzazioni islamiche, un’intesa che non esclude che Politiken possa ripubblicare le vignette contestate.

Il quotidiano è stato criticato dal partito socialdemocratico danese:

Credo sia sbagliato scusarsi – dice la leader Helle Thorning Schmidt – Non ci possonno essere compromessi quando si parla di libertà di espressione. Per me la scelta di Politiken è una follia”.

Le 12 caricature controverse del profeta Maometto erano state pubblicate per la prima volta nel settembre del 2005 dal giornale danese Jyllands-Posten. L’iniziativa aveva scatenato violente manifestazioni che avevano causato anche dei morti. I disegni erano stati poi ripubblicati nel 2008 da una ventina di testate, fra cui Politiken, in seguito al fallito attentato contro uno dei disegnatori.
(fonte: it.euronews.net)

Praticamente, il terrorismo (ci furono violenze e morti del fanatismo coranico) ha vinto, complice il pensiero debole e naturalmente, la sinistra europea che però, per attaccare cattolici, Papa e parlar di "cadaverini" appesi ai muri, si sogna nemmeno di fare altrettanto:

sarà perché i cristiani non sono così "suscettibili" e si dorme tra 3 guanciali minimo offendendoli in Europa?

Anzi, risulta che è invalso il diffuso uso di offendere chi non offende abbastanza o non ride abbastanza delle offese ai cristiano-cattolici addirittura.

Doppio peso e doppia misura. Perchè è un finto politically correctness (che premia i più violenti, debole coi forti, forte coi deboli) ed un finto relativismo, un falso buonismo e si vede sempre di più che cela una radice di intolleranza alla cattolicità allarmante.

A.

58
27 Feb 2010
alle 00:28

Alieno

La verità della persecuzione dei cristiani, non fatti del passato soltanto, ma del presente e prevedilmente, del futuro prossimo stante il silenzio e la minimizzazione mediatica che ha scomoda questa verità dei cristiani perseguitati e malamente difesi nel mondo (anche da noi, non è che ci si impegni molto in loro difesa eh),

è bene che scomodi quanto più si possa, facendo anche emergere i motivi per cui mediaticamente, la persecuzione dei cristiani non ha eco e sponde come ne hanno altri soggetti, stimolando una capace riflessione in merito, si spera, svegliano la gente.

26/02/2010 12:25
VIETNAM
Suore aggredite e picchiate dalla polizia a Dong Chiem
di Emily Nguyen
Le religiose attaccate da agenti in borghese, la loro guida finisce in ospedale. La Conferenza episcopale chiede la rettifica di una notizia pubblicata dall’agenzia ufficiale, per la quale essi avevano presentato gli auguri per il Nuovo anno al Fronte patriottico, organizzazione del Partito comunista.

Hanoi (AsiaNews) - Non cala la tensione nei rapporti tra i cattolici vietnamiti e le autorità, come testimoniano nuovi episodi di violenza alla parrocchia di Dong Chiem, mentre la Conferenza episcopale ha chiesto formalmente la rettifica di una notizia diffusa dall’agenzia ufficiale VNA. Tale fonte sosteneva che i vescovi avevano presentato gli auguri per il Nuovo anno lunare al Fronte patriottico, un organismo legato al Partito comunista. Cosa che l’episcopato nega.

A Dong Chiem dopo la distruzione del crocefisso  che sorgeva sul monte Che e l’asportazione forzata delle croci che i fedeli vi avevano portato, la gran parte delle centinaia di agenti e di attivisti che erano stati fatti affluire a gennaio si erano allontanati i media statali avevano enfatizzato un “ritorno alla normalità”.Così non è. Il 24 febbraio un gruppo di suore delle Amanti della Croce, venute da Ho Chi Minh City insieme a decine di fedeli laici per visitare i parrocchiani in occasione del Nuovo anno, sono state aggredite e picchiate da agenti in borghese, all’ingresso del paese. Le suore non sono state ferite gravemente, ma il volontario di Hanoi che faceva loro da guida ha dovuto essere ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Viet Duc.L’episodio fa seguito a quanto accaduto il 19 febbraio, quando una decina di fedeli della parrocchia di Nam Du, della diocesi di Hanoi, mentre tornavano verso casa sono stati segno del lancio di grosse pietre. Essi hanno raccontato che gli agenti hanno lanciato grosse pietre, provocando loro ferite non gravi, ma danneggiando seriamente la loro auto (nella foto).Gli agenti in borghese, dice a Hanoi padre Joseph Nguyen, “sono molto aggressivi”. “I pellegrini che vanno a Dong Chiem sono stati minacciati e aggrediti persino in occasione del Nuovo anno”.A rendere più evidente che l’obiettivo della violenza sono proprio i cattolici, c’è il fatto che coloro che si recano in visita alla famosa pagoda Huong, che sorge non lontano da Dong Chiem, vengono accolti amichevolmente e protetti dagli agenti che fanno parte dello stesso dipartimento.Violenze a parte, un altro segnale del clima teso esistente è stato dato dalla decisione della Conferenza episcopale che ha chiesto la rettifica della notizia pubbllicata dalla VNA e dall’agenzia del Partito comunista, secondo le quali il 29 gennaio una rappresentanza dei vescovi aveva presentato i suoi auguri al Fronte patrottico. I vescovi hanno affermato che nessuna delle persone delle quali le agenzie facevano il nome aveva ricevuto alcun tipo di promessa, né l’incarico di trasmettere gli auguri all’organizzazione. Singolarmente e collettivamente, i vescovi hanno espresso la loro preoccupazione per il modo fazioso col quale i media statali presentano le attività religiose, sottolineando come il dialogo tra Stato e Chiesa possa aver luogo solo nella verità.--------------------

Siccome non c'é eco né sponda mediatica, suppongo che nemmeno l'episodio precedente del 2 Febbraio abbia lasciato qualcosa in memoria e nella coscienza civile, ammesso che si sia solo sentita ed ecco anche questo racconto allora, meglio tardi che mai (perché non è medioevo, è il presente e dunque ci impegna nel futuro che abbiamo davanti: quale vogliamo che sia?)

02/02/2010 13:10
VIETNAM
Ancora violenza a Dong Chiem: la polizia aggredisce tre studenti cattolici
di J.B. An Dang
Hanoi (AsiaNews) - Non è finite a Dong Chiem. Distrutta la croce sul monte Che, costretta la gente a togliere quelle messe al suo posto, picchiati e minacciati sacerdoti, giornalisti e fedeli, le autorità continuano a tenere sotto assedio, anche se meno visibile, la parrocchia e ad assalire chi vi si reca. E’ accaduto, il 30 gennaio, a tre studenti della società Sant’Antonio da Padova di Vinh. Uno di loro è stato anche arrestato. I tre, nella ricostruzione data da padre John Luu Ngoc Quynh, consigliere spirituale della società, a Vinh, “avevano compiuto l’adorazione eucaristica nella chiesa di Dong Chiem”. “Sulla via del ritorno, a un chilometro dalla parrocchia, ad An Tien, un gruppo di agenti li ha fermati e li ha ferocemente attaccati”. Uno dei tre, Anthony Tran Van Son “ha tentato di fuggire nei campi, ma è stato preso e picchiato con maggiore violenza”. “Alle 23.30 del 31, poi, la polizia lo ha portato al suo dormitorio e, dopo una perquisizione, ha arrestato altri due studenti che abitavano nella stessa camera”.“Ferma” la protesta di padre Luu Ngoc Quynh per la “continua serie di violazioni della legge contro cittadini vietnamiti, in particolare cattolici”. La dichiarazione domanda l’immediato rilascio del giovane e “la fine dell’assedio alla parrocchia di Dong Chiem, il rispetto del diritto di movimento e di visitare la chiesa” e chiede “di investigare sull’attacco per portare i colpevoli davanti alla giustizia”.Sulla vicenda di Dong Chiem, a quanto riferisce Eglises d’Asie, le autorità stanno preparando due rapporti, che mirano a individuare i responsabili del movimento di protesta contro l’abbattimento del crocefisso, fato saltare il 6 gennaio. Il primo, preparato dal comune di An Phu (nel quale è la parrocchia) chiama in causa in modo particolare alcuni fedeli laici e numerosi religiosi redentoristi. Ognuno è puntigliosamente citato per nome.Il secondo rapporto è del distretto di My Duc (nel quale rientra Dong Chiem) ed è stato inviato alle autorità di Hanoi. Esso ha per obiettivo l’arcivescovado di Hanoi e indica esplicitamente il cancelliere, padre Le Trong Cung, firmatario dei due comunicati di denuncia di quanto accaduto. Ma il maggiore responsabilità viene attribuita all’arcivescovo, mons. Joseph Ngo Quang Kiêt che avrebbe mobilitato sacerdoti e fedeli e che avrebbe consentito la pubblicazione dei comunicati.Quest’ultima notizia da un lato ricorda i precendenti attacchi contro mons. Kiet, del quale il sindaco della capitale chiese la rimozione, dall’altro conferma quanto detto ad AsiaNews da padre Vincent Pham Trung Thanh, superiore dei redentoristi del Vietnam, secondo il quale, con la vicenda di Dong Chiem, “il governo ha fatto del suo meglio per attirare l’arcivescovo di Hanoi e i redentoristi di Thai Ha in una trappola, nella quale un loro piccolo errore avrebbe dato alle autorità buoni pretesti per una aperta persecuzione, o almeno l’occasione per lanciare accuse contro di loro”.

 

 

57
27 Feb 2010
alle 00:20

Alieno

No, Sandra, raccontare la verità non è in sé, utile all'odiologia.

La verità è scomoda e temuta da tutti. Perché impone l'assunzione di responsabilità, di prudenza, di giudizio e dunque ci avverte sull'inganno dei pregiudizi, delle "scorciatoie" ecc.

L'odiologia racconta solo una parte di verità o nemmeno una parte, per sostenere una menzogna.

Dunque niente di male nel raccontare la verità. Nemmeno se racconta verità scomode. Anche se scomode alla Chiesa naturalmente: in quella scomodità la Chiesa ha l'occasione di crescere.

Il male, la malizia è dove si racconta solo la parziale verità, disegnando un'immagine ingiusta della Chiesa per difetto ed ingiusta di altri per eccesso, per esempio, come quando, ti facevo esempio tempo fa, si citano gli occidentali, i cristiani, i conquistadores e però strumentalmente tacendo sulla verità più ampia in cui c'è l'orrore degli incas, che omertosamente si tace oppure addirittura, si vuol rendere diversamente dal vero, come abitanti del paradiso in terra.

Ecco che allora, non è più verità e l'odiologia c'entra spesso, ma talvolta è solo ignoranza o conformismo, cioé un proseguimento inerziale della menzogna e dell'odiologia di altri.

Con gli ebrei è stato fatto lo stesso: nel racconto della continua riproposizione del mito del rito sacrificale umano degli ebrei, come ho accennato, sempre a riemergere all'odiologia che propone il falso dei "Savi di Sion" che pensa, si ripropone continuamente anche oggi per legittimare l'odio anti-semita.

Dunque tu porta la verità dei fatti, io anche e scomodiamoci: aiuta a crescere.

A.

 

56
26 Feb 2010
alle 22:31

sandra

@civis-tutto stramaledettamente vero,eppure si sostiene ancora l'infallibilità!!Grazie hai fatto un super lavoro.

@alieno-si! E' vicari di Cristo di Peter de Rosa.Questo libro è per me più titolato di tutti gli altri sul genere,perchè è frutto di anni e anni di scrupolose indagini e ricerche attente e minuziose di un caparbio ed audace gesuita.E' ricco,anzi ricchissimo di tantissime fonti.Tutte attendibilissime.Anche io lo avevo letto 20 anni fa,l'ho ripreso e ricominciato a leggerlo di nuovo circa un anno fa,ed è stato un riscoprire ,un rileggere in maniera più attenta, quel che Peter ci racconta del lato oscuro del papato, da Pietro fino ai giorni nostri.

Tu parli ancora di odiologia ossessionata e denigrazione della chiesa,ma gli ebrei sono stati perseguitati per secoli fino ai giorni nostri .Se questa storia di orrore  ci  permettiamo di raccontare, è odiologia  per la chiesa?A me pare che l'odiologia è quella che ha animato la chiesa in tanti secoli di antisemitismo.E in tutte le altre atrocità commesse.Porta pure alla luce tutto quello che ritieni possa essere oscurato dal conformismo ideologico,tutto quello che pensi venga censurato,niente di quanto puoi portare minimizzerà la storia per quella che è.

Comunque c'ho pronta un 'altra fetta che comincia così.

Non era necessario un miracolo per salvare i 335 uomini destinati a morire alle Fosse Ardeatine.C'era un uomo che avrebbe potuto e non lo ha fatto,PioXII.

Attraverso il salvatoriano tedesco padre Pancrazio,il papa venne a sapere da Dollman,capo delle SS di Roma,che ci sarebbe stato un bagno di sangue.Tuttavia nutriva sentimenti contradditori:riteneva infatti che il crimine più grave fosse l'attacco alle truppe tedesche da parte della Resistenza,in quanto non era stato provocato.Il giorno del massacro lo trovò in udienza con i cardinali del Sant'uffizio e con la congregazione dei riti,per la preparazione agli esercizi quaresimali.

La radio vaticana indipendente non diede la notizia della carneficina.

Se soltanto il papa avesse rischiato l'arresto portando la stella di Davide o avesse parlato anche una sola volta,per dire al popolo Ebreo che non era solo nella sua agonia.Alcuni si sono chiesti:sua santità,dopo aver dichiarato infallibilmente nel 1950 che un ebrea era stata assunta in cielo corpo e anima,non avrebbe potuto affermare autoritariamente nel 1942 che la sua razza non doveva essere annientata per il fatto di essere Ebrea? Che cosa gli impedì di procedere a quello che auspicava il cardinale Tisserant,cioè dichiarare pubblicamente che i cattolici non possono partecipare ai genocidi e che vi sono occasioni in cui i leader legittimi devono essere disobbediti,a qualunque costo?

 Sarò anche cieca e zoppicante,ma non vedo odiologia nel riportare la verità dei fatti, vedo l'odiologia  in questa storia della chiesa , la vedo nel voler perseverare ad interpretare la verità della storia come una  farsa,un pensiero a senso unico da contrastare in nome del pluralismo, in chi vorrebbe questa storia sminuire,ridurre o comparare ad altre piccole storie che per quanto ignobili ,non eguaglieranno mai l'odiologia cristiana nei secoli di persecuzione agli Ebrei.amen 

 

55
26 Feb 2010
alle 18:46

civis romanus sum

Ah ,,, in merito a questo prete antisemita ( Agostino Gemelli ) dimenticavo di rendervi conto di come gli ultimi papi propagandano e sponsorizzano e invitano il loro gregge a recarsi in massa beota a curarsi dei loro mali a Lourdes ,,, davanti all'idolo manufatto di una dea, in spregio ad uno stesso comandamento divino ,,, vomitando insulti, e accuse contro la scienza mentre accumulano denaro da quei viaggi senza speranza e soprattutto mentre loro stessi per curarsi dai loro mali non si sognano proprio di ricorrere ad una statua di coccio ,,, Loro stessi, esibendosi nell'immensa ipocrisia che li caratterizza da sempre, si precipitano ricorrendo alla scienza del primario, al policlinico Gemelli !

Sveglia gregge !

Vale.

54
26 Feb 2010
alle 18:32

civis romanus sum

Per terminare oggi e la settimana vi propongo una chicca di prete antisemita ,,,

Agostino Gemelli ,,, quello del Policlinico dove si vanno a curare i papi e dell'Università pagati da noi ma al completo servizio dei preti. Quello anche che propugnava senza vergogna le leggi razziali. Quell'antisemita degli insulti contro tutti gli ebrei accusati di deicidio. Quello che quando morì suicida Momigliano sentenziò così :

"Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era rettore dell'Università Mazziniana. Qualche altro che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il positivismo, il socialismo, il libero pensiero e con Momigliano morissero tutti i giudei che continuano l'opera dei giudei che hanno crocifisso nostro signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio ? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se prima di morire pentiti chiedessero l'acqua del battesimo. "

Una chicca di prete fascista ,,, eh ?!

Che delle pratiche di quell'immonda visione del mondo riprese tutti gli usi e le costumanze ,,, come la pratica della Delazione ,,, che poi è sempre una pratica mutuata dai preti che con la confessione denunciavano all'Inquisizione i presunti eretici .

Ecco ,,, Di codesto magnifico esemplare della cristianità e della sua pratica delatoria, fecero le spese per primi i suoi studenti Eugenio Giovanardi e Giuseppe Boretti.

Egli infatti segnalò per iscritto al prefetto di Milano la presenza, nell'Università Cattolica, di attivisti antifascisti accusati della diffusione di volantini con contenuti dissidenti nei confronti del regime fascista. Le indagini furono affidate a un funzionario della PS, a cui Gemelli confidò i nomi degli studenti che furono arrestati nei locali dell'Università. I due imputati furono condannati a cinque anni di confino da scontarsi nell'isola di Ponza .

                     ------------------------------

E civis romanus anche per oggi ha dato ,,, arrivederci alla prossima ,,,

Vale.

 

53
26 Feb 2010
alle 18:20

civis romanus sum

Per maggior completezza sulle origini dell'antisemitismo in seno alla chiesa cattolica e dei conseguenti applicatori fascisti :

Presento un’antologia di scritti tratti da pubblicazioni ufficiali della Chiesa Cattolica, nei 50 anni che hanno preceduto le leggi razziali del regime fascista. (Nessuno di questi scritti, ad oggi, è stato sconfessato da fonti ufficiali vaticane.)

 

Il corpo principale degli articoli della Civiltà Cattolica del 1889 è stato addirittura ripubblicato dal regime negli anni 1937-38, per provare la consonanza delle leggi razziali in fieri con la dottrina cattolica.

Nel 1889, La Civiltà Cattolica, organo dei gesuiti, pubblica una serie di articoli violentemente antisemiti, successivamente raccolti in un volume. Per cominciare, ecco alcune definizioni di carattere antropologico, riferite a quella razza, che, per le sue immondizie, facea schifo sino ai romani de’ Cesari:
« …Il codice morale dei giudei li autorizza a tutte le infamie: allo spergiuro, all’usura, al furto a danno dei cristiani…
…Che poi questo fior di dottrina morale, abbracciante altre turpitudini, nelle quali ci asteniamo di lordare la penna, non sia predicata a’ sordi, lo sperimentano tutte le popolazioni che dalla compagnia di questa razza sono infestate…
…I delitti caratteristici dei giudei sono gli scrocchi, il falso, l’usura, la captazione, il fallimento doloso, il contrabbando, la falsa moneta, la concussione, la frode e l’inganno sotto ogni forma e con ogni specie di aggravanti.»

La ragione principale delle persecuzioni, inflitte nei secoli al popolo ebraico, sta quindi nella « sua cupidigia insaziabile di straricchire con l’usura, di prepotere con le perfidie e di dominare, tutto invadendo e tutto usurpando, quanto gli è possibile, negli Stati »
L’Italia tutta era «divenuta un regno di ebrei, che avevano saputo gab­bare la moltitudine dei grulli, spacciandosi pe’ più sfega­tati ” patrioti ” della penisola » E «il peggio è che, in grazia dell’eguaglianza civile, della quale il giudaismo è ora in possesso per quasi tutta Europa, la massima parte dei delitti che si commettono da’ giudei, per una via o per un’altra, passa impunita, se pure non ha il premio di nastri e croci da cavaliere, o di titoli baronali»
Il problema giudaico è quindi tutt’uno con quello dei diritti dell’uomo e delle libertà civili. Il tutto nasce dall’apertura dei ghetti:
  I « princìpi moderni », ossia i così detti « diritti dell’uomo », furono inventati da’ giudei, per fare che i popoli e i Governi si disarmassero nella difesa contro il giudaismo, e moltiplicassero a vantaggio di questo le armi nell’offesa. Acquistata la più assoluta libertà civile e la patria in tutto coi cristiani e coi nazionali, si aperse agli ebrei la diga che prima li conteneva, ed essi, qual torrente devastatore, in breve penetrarono dappertutto e scaltramente di ogni cosa si impossessarono: l’oro, il commercio, le borse, le cariche più elevate nell’amministrazione politica, nell’esercito e nella diplomazia, l’insegnamento pubblico, la stampa, tutto cadde in mano loro

E come dimenticare la diabolica Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, origine di ogni crimine?

«Dal 1° maggio 1789, giorno in cui si divinizzarono i «diritti dell’uomo», a puro pro de’ giudei, sino al 20 settembre 1870, in cui colle bombe si espugnò Roma e vi si fece prigioniero il Papato, le congiure, i tumulti, le ribellioni, gli assassinamenti, le stragi, le guerre, i fatti così detti « rivoluzionarii », sortirono sempre e da per tutto il medesimo esito, di accrescere l’opulenza agli ebrei e di deprimere e opprimere la civiltà cristiana.
(…)La « libertà » che si è preteso di collocare sul trono, in onta al vero Dio e al suo Cristo, è stata unica­mente in utile degli ebrei.(…) Da tanto spasimo di libertà, di eguaglianza e di fraternità è venuto fuori il dispotismo delle oligarchie tiranniche, a cui si riducono gli Stati ammodernati: e chi guardi dentro scorgerà che sono oligarchie di giudei, o di massoni, vili mancipii de’ giudei. »

La complicità dei protagonisti del Risorgimento era, naturalmente, manifesta: «Colla Sinagoga trescava il Mazzini, i frutti de’ cui amori al Campidoglio di Roma non sono ignoti. Colla Sinagoga il Garibaldi, colla Sinagoga il Cavour, colla Sinagoga il Farini, colla Sinagoga il Depretis »

Non solo il male, ma anche i rimedi erano indicati da La Civiltà Cattolica. Naturalmente, bisognava estirpare alle radici l’origine del male:
«Finché son tenuti in auge gl’insidiosi « diritti dell’uomo », promulgati nel 1789, e gli Statuti parlamentari, come oggi si praticano, non vi è umana speranza di liberazione cristiana dal giogo ebraico-massonico che spossa e perverte le popola­zioni. »
Oltre a questi rimedi “politici”, anche la confisca dei beni era assai ben vista: «Che la confisca sia giusta, chi può dubitarne? La maggior parte de’ tesori che i giudei posseggono, è roba di malo acquisto: colla frode, coll’usura, colle truffe l’hanno messa insieme; e se non si pone un termine allo scandaloso loro accumulamento, fra poche decine d’anni, quasi tutto il capitale mobile ed immobile de’ cristiani sarà preda loro».

E qui inizia un lungo cammino dialettico, che si protrarrà per 50 anni, sulla legislazione più opportuna da mettere in atto: in tutti i paesi cattolici, ma soprattutto in Italia La soluzione saggia, «conciliatrice de’ diritti dei popoli cristiani colla carità e giustizia dovuta agli ebrei » era quella di «tornare indietro e rifare la strada che si era sbagliata. Se non si rimettono gli ebrei al posto loro, con leggi umane e cristiane sì, ma di eccezione, che tolgan loro «l’uguaglianza civile»,a cui non hanno diritto, che anzi è perniciosa non meno ad essi che ai cristiani, non si farà nulla o si farà ben poco, dato che l’esperimento di molti secoli e quello che facciamo ora ha dimostrato e dimostra che la « parità dei diritti » coi cristiani, concessa loro negli Stati cristiani, ha per effetto l’oppressione dei cristiani per fatto loro, o i loro eccidii per parte dei cristiani; ne scende di conseguenza che il solo modo di accordare il soggiorno degli ebrei col diritto dei cristiani è quello di regolarlo con leggi sane, che al tempo stesso impediscano agli ebrei di offendere il bene dei cristiani, ed ai cristiani di offendere quello degli ebrei»

Non si può immaginare un prologo migliore ai decreti del 1938: e infatti il fascismo ne fece, come vedremo, ampio uso.

Meglio di tutto, naturalmente, sarebbe la conversione dei giudei, che «farebbe riversare in vantaggio della Chiesa le immense ricchezze, che il giudaismo possiede e la sconfinata influenza ch’esso quasi da per tutto ora esercita. Ma, aggiunge la Civiltà Cattolica, si tratta di soluzione di troppo lenta attuazione: mentre, per le nazioni cattoliche, «gli ebrei mo­derni sono il flagello della giustizia di Dio; e (…) tutto il dolce del liberalismo finisce per attirarle fra le strette della vorace piovra del giudaismo. »

Nei primi decenni del secolo XX, La Civiltà Cattolica ritorna più volte sul tema, rivendicando la bontà e la preveggenza delle tesi precocemente svolte nel 1889. Per esempio, nel 1928:
«Resta il pericolo[giudaico] incalzante ogni giorno di più; ed è merito riconosciuto del nostro periodico - possiamo dirlo con sincerità - di averlo costantemente denunciato fin dalle origini e a mano a mano documentatone, con buone prove di ragioni e di fatti, la frequente e innegabile alleanza con la massoneria, la carboneria o altre sètte congreghe, camuffate in apparenza di patriottiche, ma in verità, fluttuanti, o intese di proposito al sovvertimento, quantunque mai confessato, della società contemporanea, religiosa e civile. »

Il fatto nuovo degli anni ’30 è l’avvento al potere in Germania del Partito Nazionalsocialista. Sull’antisemitismo nazista la Chiesa è costretta ad alcuni distinguo, sempre affidati alla Civiltà Cattolica (1934): nel commentare alcuni scritti nazisti, si concorda sull’«esistenza e la gravità del pericolo ebraico», tanto che «non neghiamo che anche costoro [i nazisti ndr] apparirebbero scusabili, e forse pure degni di encomio, se la loro posizione politica contenessero dentro i limiti di una tollerabile resistenza ai maneggi dei partiti e delle organizzazioni giudaiche». Ciò che non andava bene alla Civiltà Cattolica era il «neopaganesimo» degli scrittori nazisti e la loro «costante pertinacia a voler travolgere nelle stesse accuse mosse al giudaismo chi meno avrebbero dovuto: i Papi, i cattolici, anzi il cattolicismo in quanto tale» Insomma: se la prendessero i nazisti con gli ebrei, e lasciassero in pace i cattolici.

Ciò puntualizzato, l’organo dei gesuiti poteva tornare a ribadire i suoi vecchi stereotipi, avvicinandosi al contempo alla propaganda fascista in tema di “demoplutogiudaicocrazie” . Per esempio (1936): «I giudei sono ricchi, ma d’una ricchezza differente da quella degli altri uomini, la quale, anziché far loro temere il comunismo, ne fa loro sperare guadagno. Essi sono capi­talisti nel senso moderno della parola, cioè speculatori e traf­ficatori di denaro […]. Il loro prototipo è il banchiere. Tutta la sua proprietà reale si riduce, insomma, ad un cassetto e ad un portafoglio. In questo cassetto ed in questo portafo­glio il banchiere mette il denaro, che gli si porta senz’altra garanzia che la fiducia di cui gode, e ne cava il denaro, che gli si domanda e che egli presta, ma con garanzie del tutto solide e reali. A questo solo, gesto e alla relativa scrit­tura si riduce tutto il suo lavoro».

E il tema del comunismo (qui chiamato internazionalismo, « di crea­zione giudaica ») affiora sempre più spesso, a fare da puntello politico a una visione che era stata soprattutto religiosa: «Per conquistare il dominio del mondo, il giudaismo si serve delle due potenze più efficaci di dominazione del mondo: l’una materiale, l’oro, che è al presente il padrone suprema del mondo, e l’altra ideale, l’internazionalismo. Quanto all’oro, già lo ha in massima parte in mano. Gli resta da accaparrarsi l’internazionalismo».

Il quale internazionalismo va, d’altra parte, a braccetto col capitalismo giudaico: «Sia o non sia consapevole l’ordinamento del capitalismo giudaico prima dell’impoverimento dei non giudei e poi dell’asservimento del mondo, resta sempre il fatto, noto a tutti, dell’aspirazione dell’anima giudaica al messianismo temporalistico della dominazione del mondo, sia per mezzo dell’oro, sia per mezzo della rivoluzione mondiale comunista, comunque si voglia spiegare la connessione del capitalismo con lo spirito rivoluzionario nell’anima giudaica. E resta parimente chiaro ed evidente che questa mentalità giudaica è un pericolo permanente per il mondo, sino a quando rimane tale. »

Riconosciuta questa attitudine giudaica come incorreggibile, la Civiltà Cattolica, sempre nel 1937, concludeva che essa attitudine «si poteva soltanto tenerla a freno con il “ghetto”, cioè con restrizioni giuridiche e coercitive, senza persecuzioni, in modo adatto ai nostri tempi»

Vista la data in cui queste proposte venivano formulate, non riusciamo a immaginare un miglior puntello per le leggi razziali del 1938 .

Di Piero D'Olivo e Barbara Mella

52
26 Feb 2010
alle 18:00

civis romanus sum

Ma leggo anche di un altro papa assai grazioso con gli ebrei ( come dice qualcuno dei zelanti chierichetti che tentano in tutti i modi ma invano di falsificare la storia per nascondere l'origine dell'antisemitismo propriamente nella chiesa cattolica ) .

E allora andiamo a leggere anche la biografia di questo santo prete buono con gli ebrei :

Il Papa Gregorio IX (1227-1241), «…impugnò la torcia del terrore con il massimo entusiasmo. Il 27 luglio 1233 nominò i primi due inquisitori a tempo pieno, Peter Seila e Wiliam Arnald, i primi di una lunga serie tranquilli e spensierati della specie umana. nel 1239 inviò il domenicano Robert le Bourge nello Champagne per indagare su un vescovo di nome Moranis che, secondo le accuse, permetteva agli eretici di vivere e moltiplicarsi nella sua diocesi. In una settimana padre Robert aveva messo sotto processo l’intera città e il 29 maggio mandò al rogo 180 persone, vescovo compreso…» (cfr. De Rosa P.: Op. cit., London, 1988)! Come documenta Deschner, «…I roghi continuano a fumare, e “una quantità innumerevole
di persone” periscono a Erfurt, Magonza, Colonia, Marpurgo, dove si incenerisce anche una vecchia che non voleva “convertirsi”.  molti eretici sono bruciati dal predicatore Corrado di Marburgo. Soltanto il suo aiutante, il frate domenicano Corrado Dorso, ne ha bruciati circa mille. Il frate Corrado Dorso ed il suo complice, guercio e mutilato, Giovanni, un vero aguzzino, si basavano su una regola assai religiosa: meglio che muoiano cento innocenti, piuttosto che sfugga un colpevole. “Nelle città e nei villaggi facevano arrestare chiunque volessero, e consegnavano ai giudici queste persone senza ulteriori prove con le parole: questi sono eretici, noi ritraiamo la nostra mano da loro”. Dopo di che i giudici dovevano bruciarli, volenti o nolenti, secondo gli
“Annales Colonienses maximi” lo stesso giorno della denuncia. una quantità innumerevole di persone venne uccisa in virtù di inaudite violazioni del diritto, di false testimonianze, solo in base a sospetti e senza ulteriori indagini; perfino coloro che dichiararono la propria fede, che “invocarono Cristo e la sua divina madre” ancora tra le fiamme . Gregorio IX non concedeva appello agli “eretici”. Gli avvocati che li assistevano perdevano “per sempre la loro carica”, così egli ordinò.
Correvano anzi il rischio di essere bruciati essi stessi; […]. E nessuno osava intercedere per un accusato o anche solo presentare attenuanti, perché in quel modo veniva considerato un difensore degli eretici, e per questi e per chi li nascondeva il papa [Gregorio IX] aveva stabilito le stesse pene
che per gli eretici stessi. […]. “Bruciamo molti ricchi eretici, e voi avrete i loro beni, Nelle città vescovili il vescovo ne riceverà una metà, e il re o un giudice l’altra. Di questo tali signori si rallegravano, e favorivano gli inquisitori, li chiamavano nelle loro città e nei loro villaggi”. […]
Gregorio IX esortava l’arcivescovo di Magonza allo sterminio degli “eretici”, e cosi anche re Errico, al quale raccomandò di imitare questo luminoso esempio di omicidio di massa tratto
dall’Antico Testamento: “Dov’è lo zelo di un Mosè, che in un sol giorno annientò ventimila idolatri? Dov’è lo zelo di un Finees, che con un sol colpo trafisse l’israelita e la medianità? Dov’è lo zelo di un Elia, che uccise con la spada i quattrocentocinquanta profeti di Baal […]”. […] Tutto
questo si deve a Gregorio IX: ha tentato di realizzare un’inquisizione tramite i suoi legati, ha nominato inquisitori a Roma e a Firenze, ha rafforzato la legislazione esistente contro gli eretici nel 1231, esponendoli così alla pena di morte. Ha fondato infine un’inquisizione papale, accanto a
quella dei vescovi, affidandone l’attuazione ai domenicani, i quali agiscono in modo terribile soprattutto in Italia settentrionale ed il Linguadoca. A Tolosa, nel 1232 furono bruciati ad opera del domenicano Raimondo di Falguario diciannove albigesi, tra cui diverse donne. A Firenze
l’inquisitore domenicano Giovanni mandò sul rogo nel luglio 1233 sessanta rispettabili uomini e donne. L’inquisitore Roberto nominato da Gregorio IX che ridusse in cenere molte persone
anche a Cambrai, Douai, Lille, fece bruciare soltanto il 29 maggio 1239 a Mont-Aime nella Champagne centotrentatre “eretici”, “maximum olocausto et placabile Domino” (“massimo
olocausto e gradito al Padrone [Dio]”) I domenicani finirono per esercitare la loro crudele opera omicida in tutta l’Europa. Papa Gregorio IX nel 1234 canonizzò Domenico di Guzman,
un uomo il cui emblema più frequente divenne un cane che stringe tra i denti una fiaccola accesa; così come i domenicani vennero chiamati, a causa del loro sanguinario compito di redenzione, “Domini cani”, i cani di Dio. I Condannati si conducevano in processione, si pagavano alti prezzi per i posti alle finestre e per ogni cattolico cristiano che portasse legna sul rogo era certa una piena indulgenza e dopo che il grande inquisitore, in una piazza o in una casa di Dio, terminata
la messa solenne e la predica, aveva consegnato i condannati a morte al potere secolare, non senza l’intimo desiderio di risparmiare a queste persone “la vita e le membra”, esse venivano condotte al luogo dell’esecuzione; a causa della loro folle depravazione, esse portavano un berretto da buffone
ed un vestito fatto di sacco, di un giallo vivo e decorato con i più pazzeschi volti diabolici, affinché anche il più stupido dei cattolici potesse vedere immediatamente quali figli del demonio fossero quei malvagi; ed in uno slancio di autentico amore per il prossimo venivano maltrattati con dei bastoni, pizzicati con tenaglie roventi e talvolta veniva loro staccata la mano destra. Per premuroso rispetto nei confronti del popolo cristiano, agli “eretici” veniva messa in bocca  per impedire
che gridassero una specie di morso, cosicché non si sentiva altro che il familiare crepitio delle  fiamme e la litania dei preti.
E mentre le loro vittime, a seconda della direzione del vento, soffocavano o bruciavano lentamente, la comunità riunita, nobiltà, popolo e clero, cantava “Gran
Dio, noi ti lodiamo”
Accanto al tavolo di tortura era appeso il crocifisso,(!!!!!!!) e durante il supplizio si aspergevano più volte di acqua santa gli strumenti della salvezza.  Se un torturato perdeva i sensi, gli si rovesciava addosso dell’acqua o lo si faceva rinvenire accendendo dello zolfo sotto il suo naso, così da poter continuare a torturarlo. Era incerto anche il limite di età delle persone da torturare. Verso l’alto esso era naturalmente aperto. Per i giovani, i concili di Tolosa, Béziers ed Albi fissarono 14 anni per il sesso maschile, dodici per quello femminile. Ma ci furono anche autorità ecclesiastiche che ridussero il termine fino a sette anni. Il “sacro arsenale” dell’inquisitore Tommaso Meneghini autorizzava anche la flagellazione dei bambini piccoli. […]. Nel 1229 Gregorio IX con la bolla “Excomunicamus”, stabilì che tutti coloro i quali dopo l’arresto si convertivano alla “vera fede” per paura della morte “fossero incarcerati a vita e scontassero in
questo modo la loro giusta punizione”. Papa Gregorio IX lodava addirittura il fatto che che gli uomini tradiscono le loro donne, le donne i loro uomini, i genitori iloro figli, i figli i loro genitori,
ed ordina che nessuno esiti a sacrificare la propria famiglia: “…uxor propriis liberis, aut marito, vel consortibus ejusdem criminis, in hac parte sibi aliquatenus non percebant…”. Un sistema diabolico, che fondava la sua certezza sul fatto di rendere sicuro, minacciare, rovinare tutto il mondo, di trascinare nella sua barbara giustizia vendicativa perfino e specialmente le famiglie, anche la più intima vita privata, anche i discendenti. Così nei confronti dei genitori eretici erano
eliminati tutti i doveri filiali, questi dovevano essere considerati, “come estranei e stranieri” e consegnati all’inquisizione; solo in questo caso il diritto ereditario continuava ad esistere.
Diversamente, anche i figli rimasti cattolici perdevano i loro averi, venivano privati di tutto il loro patrimonio. La chiesa non lasciava loro neanche la legittima, lasciava loro solo la nuda vita “solo per misericordia”. Tutto il resto lo perdevano senza alcuna misericordia…» (cfr. Deschner K.: Op. Cit., Reinbek bei Hamburg, 2002).

 

51
26 Feb 2010
alle 17:53

civis romanus sum

Ho letto che si parla anche di Innocenzo IV ,,, e allora andiamo a vedere ciò che ci racconta la storia su questo bel tizio cristiano :

Il Papa Innocenzo IV (1243-1254), oltre ad autorizzare la “Santa Inquisizione” mediante la Bolla “Ad Extirpandam” a dover usare la tortura, emanò severissime leggi inquisitorie che stabilivano la confisca dei beni e la condanna a morte per i praticanti altre religioni se si rifiutassero di abiurare a favore del Cattolicesimo.

(Ovvero De l'origine delle immense ricchezze della chiesa cattolica . Di come bruciando carne umana a tonnellate e tonnellate quella chiesa ha potuto accumulare ricchezze in gran parte poi destinate a parenti e conoscenti dei vari papi che ci si sono adoperati .)

Tali leggi, tra l’altro, sollecitavano il comportamento infamante affinché i figli denunciassero i propri genitori non cattolici pur di salvare le proprietà di cui potevano divenire eredi!

Tra i condannati a morte da questa legislazione si ricorda la figura di Paolo Bivacchino Rusconi che fu torturato e bruciato vivo per non avere abiurato.

Innocenzo IV nel 1252, si rivolse ad una povera donna incinta, accusata di stregoneria, con le seguenti espressioni: «…Ti torturerò per sei mesi o per un anno intero fino a quando non confesserai e, se non confessi ti torturerò a morte e poi ti brucerò…»

(le grida e le contrazioni dolorose delle torturate erano ritenute uno spettacolo eroticamente eccitante che attirava molti estimatori specialmente nell’ambito del clero!)

(cfr. Alessandra D.: «Dizionario dei Papi», Milano, 1995).

50
26 Feb 2010
alle 17:44

civis romanus sum

Che bello ,,, oggi facciamo storia !!

Così ho l'opportunità di sputtanare ancora la falsità di qualcuno:

Riguardo Paolo IV (1555-1559), già accanito inquisitore da Cardinale, spesso presenziava personalmente le sedute inquisitorie; con la bolla “Cum numinis absurdum” del 1555 fece rinchiudere gli ebrei nei ghetti con la seguente riprovevole giustificazione: «…È assurdo e sconveniente in massimo grado che gli ebrei, che per loro colpa sono stati condannati da Dio alla schiavitù eterna [!!], possano, con la scusa della protezione dell’amore cristiano, essere tollerati nella loro abitazione in mezzo a noi…».

Inoltre, li obbligò a portare un cappello giallo come visibile
distintivo discriminante. Infine, incrementò notevolmente le persecuzioni contro gli accusati di “eresia”: fra i numerosi fatti condannare a morte si ricordano Francesco Cola di Salerno (14 giugno 1555); Bartolomeo Hector fatto bruciare vivo per avere venduto due Bibbie (20 giugno 1555); Elia Golla e Paolo Rappi fatti bruciare vivi perché protestanti (22 giugno 1555); Giovanni Vernon e Antonio Labori fatti bruciare vivi perché “evangelisti” (28 agosto 1955); Stefano di Girolamo fatto
bruciare vivo perché accusato di “eresia” (11 gennaio 1556); Giulio Napoletano fatto bruciare vivo perché accusato di “eresia” (6 marzo 1556), Ambrogio de Cavoli fatto impiccare e bruciare agonizzante perché accusato di “eresia” (15 giugno 1556); Pompeo Dei Monti fatto bruciare vivo perché accusato di “eresia” (4 luglio- 1556); Pomponio Angerio fatto bruciare vivo perché accusato di “eresia” (19 agosto 1556); Nicola Sartorio fatto bruciare vivo perché “luterano” (13 maggio 1557); Jeronimo da Bergamo ed Alessandra Fiorentini fatti impiccare e bruciare agonizzanti perché omosessuali (22 dicembre 1557) nonostante fossero notoriamente omosessuali molti prelati ed anche lo stesso Paolo IV : infatti, come precisa Mariotti (1952), «…vi erano i così detti falsetti: giovani adolescenti, con voce femminea, che servivano da gitoni, da mignons e da ganimedi […] a parecchi cardinali ed anche a qualche Giudice Inquisitore. Ricordiamo a questo proposito l’affetto violento […] di Paolo IV , per un falsetto portante il dolce nome Baéza…» (cfr. Mariotti E.: «La Neofilia», Roma, 1952) 

Gioffredo Varaglia fatto bruciare vivoperché accusato di “eresia” (25 marzo 1558), Gisberto di Milanuccio fatto bruciare vivo perché accusato di “eresia” (15 giugno 1558), Francesco Cartone fatto bruciare vivo perché accusato di
“eresia” (3 agosto 1558), nel 1559 furono fatti bruciare vivi ben 29 “protestanti”, Gabriello di Thomaien fu fatto bruciare vivo perché omosessuale (8 febbraio 1559); Antonio di Colella fu fatto bruciare vivo perché accusato di “eresia” (8 febbraio 1959); Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò furono fatti impiccare e bruciare agonizzanti perché accusati di “eresia” (8 febbraio 1559); un gruppo di 13 individui furono fatti bruciare vivi perché accusati di “eresia” (17 febbraio
1559); Antonio Gesualdi fu fatto bruciare vivi perché “luterano” (16 marzo 1559); Bisantino Ferrante fu fatto bruciare vivo perché accusato di “eresia” (24 agosto 1559); Sipione Retio fu fatto trucidare nelle carceri della “Santa Inquisizione” perché accusato di “eresia” (15 settembre 1559); ecc.

                 ---------------

Ma poi c'è sempre l'ignorantello chierichetto che dice che i romani impedirono il funerale di questo immondo criminale cristiano e assaltarono il palazzo dell'inquisizione solo perchè affetti dall'odiologia mediashopping.

Passiamo alla prossima lezione ?

 

49
26 Feb 2010
alle 17:14

Alieno

Non so a chi pensi riguardo all'overdose di storia: può darsi che Civis o qualcuno non fosse a conoscenza di ciò che scrivi di Giovanni XXIII come me magari, ma non credo che per questo avrà "overdose" di storia,

immagino che piuttosto continuerà come gli altri militanti dell'odiologia militante a ritenere il dato irrilevante se non nell'unica prospettiva ammessa dalla dottrina dell'odio, cioè strumentalmente per denigrare la Chiesa, tralasciando invece la considerazione del percorso evolutivo della Chiesa.

"Vicari di Cristo" credo di averlo letto quasi vent'anni fa, nella prima edizione ad occhio e croce.

Mi pare, così a braccio anzi, a memoria, che sia quella la tua fonte, mi pare di riconoscerlo nel tuo art. ma ti ringrazio se vorrai prendere in considerazione l'invito educato con altrettanta educazione, citando la fonte dove ti è possibile, credo sia un dato utile che giovi a tutti.

Ma si continua a non capire dove l'arte sarebbe "scadente" e perché la definizione che ne fai.

Forse dovrei comprendere cosa tu intendi per arte, qual definizione ne dai, perché tutt'ora non capisco il nesso, il parametro che adotti per definire "arte scadente" sicché tocca richiedere ancora, spiegazione più chiara.

Per quanto riguarda il resto: stiamo freschi se Dio dovesse giudicarci solo per le nostre colpe.

A cui nessun mortale può sfuggire.

Sicché colgo ancora una volta l'occasione per ampliare le prospettive, portando in maggior rilievo quelle che non emergono e ci indurrebbero ad un'analisi imprudente e non proprio "libera", perché la verità libera e una parte di verità, non è certo la verità.

Offrire l'immagine denigratoria a senso unico, per esempio, non è produttivo e costruttivo. Nemmeno riguardo ai peccati, alle discriminazioni: comprendo che ci siano delle finalità strumentali, ma il fine non giustifica i mezzi dove riduce la verità.

Per dire, prendi il Talmud, circa i cristiani:

art. II: "I cristiani sono da evitare perchè immondi".

Il Talmud è una sorta di "magistero", di tradizione del mondo ebraico.

Baba mezia 114 bis: "Gli ebrei sono chiamati uomini, i popoli del mondo non sono chiamati uomini ma bestie".

Nel Corano, che attinge alla tradizione ebraica, si dice chiaramente che i cristiani, in quanto infedeli, sono da eliminare, uccidendoli o rendendoli asserviti e dominati dall'Islam.

Allora tutti uguali? Tutti peccatori, il cristianesimo è una possibilità tra altre?

Se ne può discutere.

Si potrebbe dire che il cistiano è un peccatore come altri, ma dovendo riferirsi a Cristo, deve adottare un continuo scomodo riferimento alla logica del "perdono" che Cristo ci insegna e che è qualcosa di innovativo rispetto alla tradizione precendente ebraica e alla successiva coranica anche, che in qualche modo, respinge la logica di Gesù e ritorna alla tradizione (dunque la logica della vendetta, la legge dell'occhio per occhio..).

Il cristiano dunque avrà sempre nel messaggio originario, in Cristo, la sua scomodità verso i peccati ed i peccatori: deve distinguere, intanto, peccato da peccatore. E poi non giustifica i peccati, si sforza di combatterli e ne chiede perdono.

Ovvero: Giovanni XXIII non è un "caso singolare" e casuale, è la conseguenza del suo essere cattolico-cristiano. E' il continuo antidoto che la Chiesa porta con sé, tra errori ed inganni.

Quando la Chiesa, come "Madre" chiede perdono nell'anno del Santo Giubileo del 2000, lo fa chiedendolo per le azioni dei tanti suoi figli peccatori, che hanno commesso errori.

Comprendendo che molti figli, non hanno nemmeno potuto facilmente rendersene conto in un determinato periodo storico in cui operavano, ma ciò non impedisce alla Chiesa comunque, di chiedere perdono per il peccato che non giustifica, distinguendo peccatore da peccato sempre, anche se ci relazioniamo al passato.

E' importante fare "contestualizzazione" del periodo storico che si vuole utilizzare per far "giudizio".

Nei primi secoli dis toria della Chiesa, per esempio, furono i cristiani ad essere perseguitati dagli ebrei. Cioé seguono  al primo episodio di persecuzione, che è proprio quello su Gesù Cristo stesso e così sarà per chi è a Suo nome.

Nell'anno 34 viene lapidato il diacono Stefano, con Paolo presente che ricorda di aver approvato tale decisione per uccidere i cristiani.

Nel 62 vengono lapidati, a Gerusalemme, Giacomo il Minore ed altri cristiani per volontà  Ananos, sommo sacerdote ed ordine del sinedrio.

La lapidazione, purtroppo, è ancora in uso a chi più è vicino alla tradizione originaria ebraica, cioé in gran parte dell'Islam e dobbiamo leggere ancora oggi, nel secondo millennio, continuamente di episodi simili.

Gli stessi romani non approvano la ferocia della persecuzione degli ebrei sui cristiani all'inizio. In quel "giustizialismo" ebraico che ammazza cristiani, infatti, l'autorità di Roma sembra andare a farsi benedire e non vede di buon occhio le decisioni del sinedrio e delle autorità ebraiche.

Siccome gli astuti ebrei del tempo, hanno ambiguamente messo di mezzo i romani, per legittimarsi, combinando l'accusa religiosa (essersi fatto Figlio di Dio, gravissima violazione per gli ebrei, che ai romani invece non interessava politicamente), con l'accusa di essersi fatto Re in competizione con Roma stessa dunque (e qui i romani sono politicamente preoccupati), dopo l'episodio di Gesù ucciso, i governatori ed i procuratori romani dichiarano che quella controversia religiosa non li interessa, non ha implicazioni politiche e non vogliono più essere strumentalizzati dalle autorità ebraiche.

Dunque la persecuzione cristiana diminuisce o si arresta e si esercita solo l'addove l'autorità di roma è più assente (altrimenti, i sacerdoti responsabili della persecuzione vengono destituiti da Roma).

Però con Agrippa I, la provincia della Giudea ritorna autonoma e la persecuzione "legale" dei cristiani ricomincia (qui la condanna a morte, infatti, di Giacomo Maggiore, l'arresto di Pietro).

Naturalmente, nessuno solitamente va a vedere questi contesti storici, diciamo molto scomodi perché offrono una prospettiva non funzionale all'anti-cristianesimo e contro la Chiesa.. Nessuno più o meno ha chiesto "perdono" ai cristiani o alla Chiesa di questo, ecc.

Dove nasce allora l'anti-ebraismo? Quando?

Per esempio già prima, con la diaspora nel mondo: gli ebrei hanno continui problemi di conivenza con le popolazioni locali dove si fermano.

Anche nel medioevo, un tessuto sociale abbastanza compatto, gli ebrei non si integrano, restano una sorta di corpo estraneo.

Da qui parte la leggenda-mito pagani antigiudiaico dei sacrifici rituali compiuti dagli ebrei, che ha origini nella città di Alessandria di Egitto, dove si racconta che nella Pasqua ebraica venga ucciso un bambino per usare il suo sangue a scopo propiziatorio o per uso medico o stregoneria.

La prima accusa documentata impostata su questo, si ha in Germania, nel 1235.

L'imperatore Federico II dichiara ufficialmente falsa l'accusa. Ma l'ostilità agli ebrei è mai sopita e viene rilanciata l'accusa di omicidio rituale.

A questo punto gli ebrei si appellano al Papa Innocenzo IV che giustamente, condanna l'accusa come falsa. Siamo nel 1247!

Riparte l'accusa poco prima del 1300, stavolta l'omicidio rituale, secondo l'accusa, sarebbe al quartiere braico di Barcellona: anche qui, viene riconosciuta l'innocenza degli ebrei.

C'é una quantità  di bolle papali che continuano a condannare la falsa credenza nell'omicidio rituale di cui si accusa gli ebrei, ma questa credenza continua ugualmente a diffondersi.

Ovvero: parte dal basso l'odio per gli ebrei, che la Chiesa, dall'alto, cerca di far ragionare, condannando la falsa credenza di ebrei che uccidono bambini in sacrificio, ma quella volontà dalla base, popolare, addirittura crea rivolte e sollevazioni e così, spesso si arriva ad espellere gli ebrei per meri motivi di ordine pubblico.

Sono Papi come Innocenzo IV, Gregorio IX, Gregorio X, Martino V, Niccolà V che ufficialmente, espressamente, si opposero alla falsa credenza dell'omicidio rituale operato dagli ebrei.

Questi dati, sono rintracciabili, per esempio, nel libro di Toaff "Pasque di sangue", un libro scomodo perché se ben riconosce il dramma di alcune piccole comunià ebraiche accusate ingiustamente, riporta il dato che alcune non siano del tutto innocenti. Non a caso è un libro censurato: Toaff riconosce alla Chiesa di aver ufficialmente rifiutato di dare credito e sostegno alle accuse dei riti sacrificali ebrei.

Censura molto utile, infatti, per continuare ad accusare la Chiesa di connaturato anti-semitismo.

1554: l'accusa ricompare a Roma, alla vigilia del pontificato di Paolo IV, che è un personaggio duro, rigido, irruento, incapace di controllarsi, ossessivamente zelante religiosamente, violento, privo di compassione verso tutti, anche se stessi.

Beh, non fece soffrire solo gli ebrei: fece soffrire tutti, anche i romani.

L'antefatto fu questo: durante la settimana santa, viene scoperto il cadavere di un bambino crocifisso nel cimitero di Roma.

Il popolo è già inferocito e già reclama il giustizialismo che ancora oggi piace alle "masse" ed alla "base" come sappiamo, ma oltretutto, quel popolo è fomentato da un ebreo convertito, tal HAnanel da Foligno: è lui che accusa gli ebrei e non la Chiesa.

La folla reclama massacro, strage, giustizia fai-da-te forcaiola o almeno l'espulsione.

E' la Chiesa, nella persona del cardinal Alessandro Farnese che scopre i veri colpevoli: due spagnoli che in cambio di denaro ed in odio agli ebrei, hanno messo su la faccenda.

Il Papa Paolo IV, condanna a morte i due colpevoli.

L'ordine pubblico dunque viene ristabilito, ma in quest'episodio tremendo, ci sarà una stretta di tipo calvinista a Roma per ebrei e non, che arriverà a proibire ogni tipo di divertimento (anche per via della personalità particolare di Paolo IV).

 

Tanto che quando il Papa muore, nel 1559, il popolo romano ne impedisce i funerali: non fu simpatico, fu odioso al punto che oltre alla sollevazione per impedire il funerale, il palazzo dell'inquisizione viene occupato e poi incendiato, statua ed insegne di Paolo IV fatta a pezzi e buttata nel Tevere. La salma viene segretamente ripescata e nascosta nei sotterranei della basilica vaticana per sottrarla alla furia del popolo.

Siamo nel 1840 ed il mito dell'omicidio rituale risalta fuori, a Damasco: si accusano di aver ucciso ritualmente un frate ed il suo domestico.

Uno studio recente dello storico israeliano Jonathan Frankel su questo caso, fa apparire come furono le forze "liberali" e "progressiste" (dalla Francia di Luigi Filippo fino al giovane Karl Marx) a considerare gli accusati colpevoli pregiudizialmente ed invece, è la diplomazia cattolica asburgica che contrasta esigendo ed ottenendo il più scrupoloso rispetto dei diritti delgi imputati.

Frankel ci ricorda la violenza ottusa del giovane Karl Marx, nel discorso del 1847, dove sostiene che "ANCHE" i cristiani "macellavano esseri umani e consumavano vera carne e sangue umano nell'eucaristia".

La violenza e l'ottusità di Marx, purtroppo, faranno vittime tra l'umanità per i secoli a venire, rendendo violente ed ottuse le "masse" e violentemente ed ottusamente schiacciandole nel terrore e nell'orrore.

Ancora oggi, dove la chiesa del comunismo impera, è un orrore. Ma siamo nel 2010, voglio dire, non nel medioevo. Non è una chiesa, quella comunista, che se si riconduce all'origine, ha la scomodità come la cristianità, che ha Cristo e dunque sempre l'antidoto con sé per curarsi,

ha Marx, un violento, un demente fuori di testa, uno che era ossessionato dall'odio per Dio,

c'é insomma, una sostanziale differenza ed i frutti, pur passando il tempo, si vedono tutti ancora oggi, guardando la pratica di quella chiesa comunista, mentre guardando la Chiesa Cattolica, beh..

c'è un percorso di umanità, accompagnandola nel cammino.

Per ora basta, penso di aver già ampliato la prospettiva del pensiero unico e dei conformismi.

In questo caso, nella funzionalità dell'odiologia militante ossessionata dalla prioritaria denigrazione e delegittimazione della Chiesa, c'é l'elemento "anti-semitismo" a cui aderire a prescindere, senza spiegare granché, nè sulle sue origini, né sulla sua storia, né sul suo percorso che continua ancora oggi.

E non è la Chiesa che lo porta avanti: ben più spesso, si scopre, lo portano avanti coloro che odiano la Chiesa Cattolica, hanno rancore con la cristianità e poi, l'antisemitismo lo professano vestendolo dell'abito accettabile e presentabile: l'anti-sionismo.

Che infatti tifa per l'anti-semitismo del fondamentalismo integralista islamico, simpatizzando con loro allegramente mentre nemmeno fanno mistero al mondo di voler cancellare dal pianeta Israele e suoi abitanti.

Tanto per far emergere meglio le ipocrisie.

Ad ogni modo, il racconto potrebbe continuare e lo farò, portando le prospettive che il conformismo odiologico censura e nasconde omertosamente, non fosse altro che per un pluralismo ed una possibilità più autentica di dialogo dove la voce unica, il pensiero unico, lo rendono farsa e creano continua e violenta intolleranza, però auto-legittimata volendo dar lezioni morali poi agli altri.. :-)

Come si fa.

Buone cose,

A.

48
26 Feb 2010
alle 17:02

civis romanus sum

47. Ma dato che mi dai modo nella tua stupidità di raccontare la storia, quella vera non quella inventata dai preti, quella sola che conterebbe davanti ad un giudice ,,,

Diocleziano, vero figlio del suo tempo, era un contadino dell'Illiria animato da una grande fede nella romanità e nelle sue sorti che per caso abbracciò la carriera militare; per le sue indubbie capacità raggiunse in breve tempo le più alte vette di comando.

Fervente fautore dell’insostituibilità degli antichi Dei del Pantheon romano si oppose alle altre religioni solo quando collidevano con gli ideali della romanità o, peggio ancora, seminavano sedizione all’interno dell’Impero.

La prima azione mirante alla persecuzione di uno dei culti orientali presenti nell’Impero fu nel 296: fece bruciare i libri di “magia”, da intendersi dei magi e non in senso letterale, ad Alessandria onde sradicare il manicheismo che era penetrato dall’Impero Sassanide e che quindi era da identificarsi come mezzo politico usato per minare le radici stesse del potere costituito romano.

Con il cristianesimo inizialmente non ebbe nulla a che ridire avendo le proprie radici in seno a regioni da lungo tempo appartenenti all’orbita romana e presumibilmente lo reputava alla stregua degli innumerevoli culti locali che si erano espansi dalla loro area originaria.

Cito dal Rendina :

Nel 257 Valeriano, «convinto [...] che la chiesa si accaparra dei beni dello stato, emana un primo editto di persecuzione contro vescovi, preti e diaconi: s’impone loro di riconoscere le divinità pagane, con il permesso di praticare in privato la fede cristiana» . Ma i saggi provvedimenti di Valeriano, caduto combattendo contro re Sapore, saranno presto cancellati dal figlio Gallieno, il quale, astutamente circuito dai preti, finirà col restituire loro tutta l’ingente refurtiva confiscata dal padre. E finché poi s. Caio fu vescovo di Roma (283-96), Diocleziano, che si valeva della collaborazione di molti cristiani, non solo «non mosse un dito contro la Chiesa» , ma ,,, secondo Eusebio, permise loro di costruire nuove chiese e cimiteri .

                       ------------------

 Le uniche tensioni con i cristiani erano date o, all’interno dell’esercito, dal rifiuto di partecipazione a cerimonie religiose pagane con gli altri soldati oppure al rifiuto di arruolarsi nell’esercito.

Problemi questi che alla fine del III secolo avevano raggiunto in Oriente dimensioni tali da indurre Galerio a epurare le fila dell’esercito dalla loro presenza.

Quanto detto, aggiunto al sempre maggior numero di fedeli della religione che si rifiutava categoricamente di riconoscere e osannare l’imperatore come un Dio vivente, aggiunto alle proteste del resto della popolazione nei loro confronti, aggiunto all’astio nutrito nei loro confronti dai filosofi portò Galerio a iniziare a ritenere che fossero divenuti una vera e propria minaccia per l’Impero.

Il del 23 febbraio 303 venne emanato un primo editto con sanzioni piuttosto severe: la perdita dei diritti civili per i liberi, l'incapacità di conseguire la libertà per gli schiavi, la distruzione delle chiese, dei libri e degli oggetti di culto.

Le reazioni dei cristiani furono tutt’altro che conformi alle loro sacre scritture: invece di porgere l’altra guancia appiccarono il fuoco per 2 volte al palazzo imperiale e applicarono una totale resistenza passiva agli ordini imperiali.

Il che portò all’emissione di un secondo editto per l’imprigionamento dei capi del clero, di un terzo editto che avrebbe permesso la libertà ai cristiani che avessero sacrificato all’imperatore e un quarto editto, nel 304, che stabiliva per tutti i sudditi l'obbligo di sacrificare agli dei dell'impero: sistema ritenuto infallibile per individuare i cristiani e reprimerli con maggiore forza.

Nella metà occidentale dell’Impero però questa persecuzione fu senza ombra di dubbio molto meno cruenta che in oriente, sia per la minore diffusione dei cristiani che per la minore sensibilità al problema dell’augusto e del cesare occidentale.

                  --------------------------

 


 

47
26 Feb 2010
alle 16:38

civis romanus sum

46. IMBECILLE lo dici a quel coglione che t'ha messo al mondo pezzente INFAME avvocato dei miei benemeriti coglioni .

Ora smamma affanculo ,,, prima che ti denunci alle autorità competenti per CALUNNIA e DIFFAMAZIONE .

46
26 Feb 2010
alle 16:34

Pinco

imbecille, sulla tastiera la s sta sopra la z, errore di battitura, mai sentito parlare? Quando facevo russell li lasciavo apposta, dovessi sottolineare tutti gli orrori che commetti a cominciare da "qual è" con l'apostrofo, per finire con il tuo latino maccheronico, finirei solo per fare il tuo gioco: più deliri e meno contenuti.

ARIVERGOGNATE !

45
26 Feb 2010
alle 16:23

civis romanus sum

43. Ma sta zitto ,,, Mentitore, Falso, Infame, Calunniatore autocertificato.

E impara a scrivere, avvocato dè mei Testiculis ,,, a scanso si scrive con la S ,,, non con la zeta !

Ignorante !

Ma come l'hai preso il permesso per esercitare la tua millantata professione ,,, coi punti della mensa della caritas ?

44
26 Feb 2010
alle 16:12

civis romanus sum

42. Macchè sandra ,,, Puoi anche abbondare con la dose, quel qualcuno che è allergico non è in grado per difetto genetico di imparare alcunchè dalla storia, della quale peraltro si ostina a rimanere immensamente ignorante.

Quel qualcuno sarà condananto a subirla sempre la storia, ciclicamente ,,, et ad aeternum .

Ma serve a noi altri per rinfrescare la memoria ,,, noi che non ci siamo allergici  ,,, dunque continua e insisti ,,, sei quasi meglio di me quando la racconti, tanto che quasi, quasi ti lascio il campo e me ne vado da questa sagrestia di prete ormai conquistata alla Verità e al LIBERO PENSIERO dopo una lunga lotta senza quartiere . 

Salute e fratellanza.

43
26 Feb 2010
alle 16:04

Pinco

17 

E noi bisognerebbe che prendessimo esempio da Marco Aurelio e più ancora da Diocleziano per la maniera con la quale trattarli adeguatamente per impedirgli di nuocere al prossimo ,,, e forse è proprio questo che hanno fatto gli Indù alle prese con le loro pretpotenze: studiare dai classici e prenderne esempio

questa si chiama determinazione a delinquere, ben più grave dell'istigazione in quanto destinata a persone (quelle che girano qui) che non hanno alcuna intenzione di delinquere. Altro che diffamazione...

Ma dov'è il moderatore, ma dov'è blogosfere? Forse sono troppo impegnati a contare i soldi che produce questo blog?

Ma perchè Sandra, Salvatore, e altri come anche Enrico  non si scandalizzano davanti a queste cose? Basterebbe che nessuno gli rispondesse più, e forse cambierebbe aria per sempre.

Sta dicendo che i cristiani andrebbero uccisi come fece diocleziano, AVETE CAPITO ???

A scanzo di dubbi: "...Diocleziano per la maniera con la quale trattarli adeguatamente per impedirgli di nuocere..." 

Ma forse più cristianamente dovrei augurarti: che Dio e tutti i Santi martiri delle persecuzioni di Diocleziano a cominciare da San'Agese, per passare da Santi Cosma e Damiano e tanti altri ancora,  ti perdonino !!

VERGOGNA !!!

 

42
26 Feb 2010
alle 13:14

sandra

Ogni tanto fa bene,ricordare le "rappresentazioni"!

A piccole dosi......vedi mai che qualcuno debba sentirsi male per un overdose di storia!!!

 
41
26 Feb 2010
alle 10:32

civis romanus sum

40. Bellissima rappresentazione delle vere origini cristiane dell'antisemitismo clero-fascista .

Grazie.

40
26 Feb 2010
alle 08:53

sandra

E ci sarebbero altre questioni interessanti da riportare, se si vuole, ma...

ma onestamente non mi sento di condividere, istintivamente prudente, dove scrivi "un'arte scadente": in che senso?

Spiegati.

Ed anche sulla "pessima teologia" ho qualche dubbio, volendo, però la questione artistica mi incuriosisce di più devo dire o forse fatico più a comprendere il senso per cui lo scrivi.

Buone cose,

A.

Nel terzo e nel quarto concilio lateranense(1179-1215)la chiesa codificò,tutte le precedenti sanzioni contro gli ebrei.Innanzi tutto essi dovettero portare su di sè un marchio d'infamia.In Inghilterra aveva la forma presunta delle tavole di Mosè ed era color zafferano,in Francia e in germania era rotondo di colore giallo,in Italia era un cappello rosso,finché un prelato romano dalla vista corta, scambiò un Ebreo per un cardinale e quindi si passò ad un cappello giallo.Agli Ebrei fu proibito qualsiasi contatto con i Cristiani,non potevano prender parte all'amministrazione nè essere proprietari di terreni o di negozi,furono costretti a vivere in ghetti che venivano chiusi di notte.Nessun sistema di apartheid fu applicato più rigorosamente:Per il rifiuto di abiurare la loro fede e di convertirsi al cristianesimo furono perseguitati da un paese all'altro.Un papa diede loro un mese di tempo per abbandonare le case in Italia.Un Ebreo che metteva fuori il naso di venerdì Santo commetteva praticamente un suicidio,Anche se l'uomo della croce per primo aveva il naso ebraico.A causa di quell'uomo,la cui identità ebrea è stata nascosta dall'arte per il volere teologico,molte persone hanno sofferto e sono morte.Questa arte"scadente" e questa"pessima" teologia,hanno aperto un varco ad Hitler ed alla sua "risoluzione".Come prima cosa,nella Germania nazista sulle case e sui negozi degli Ebrei veniva dipinta una stella,era il segnale che la si poteva distruggere e saccheggiare.Le città come nel medioevo ,si vantavano di essere"judenrein",immuni dalla contaminazione ebraica.Alla periferia del villaggio di Obersdorf sorgeva una piccola cappelletta con un crocifisso.Sopra il capo di Gesù c'era l'iscrizione INRI(Gesù Nazareno re dei Giudei) e in primo piano un avviso"juden sind hier nicht erwuscht"(gli ebrei non sono ben accetti).Nel 1936 il vescovo di Osnabruck,Berning,parlò con il fuehrer per più di un ora.Hitler assicurò sua eminenza che non esisteva nessuna differenza fondamentale tra il nazionalsocialismo e la chiesa cattolica.La chiesa, obiettò, non aveva forse considerato gli Ebrei alla stregua dei parassiti,chiudendoli nei ghetti?"Sto solo facendo" dichiarò" ciò che la chiesa ha fatto per cinquecento anni,ma più radicalmente"Essendo egli stesso cattolico,disse a Berning"ammirava il cristianesimo ed intendeva favorirlo".Non gli venne mai in mente,sembra, che Gesù,definito in Mein Kampf"il grande fondatore di questo nuovo credo" e flagello degli Ebrei,fosse ebreo egli stesso.Dal settembre 1941 tutti gli Ebrei del Reich di età superiore ai 6 anni,dovettero portare in pubblico,come marchio d'infamia la stella di Davide.Perchè allora Hitler non ordinò che quella stella fosse cucita anche sul perizoma di tutti i Cristi crocefissi del reich?Sarebbe stato tanto ansioso di incoraggiare il cristianesimo come egli lo intendeva, se avesse visto soltanto una volta Gesù crocefisso come era in realtà?E se Gesù fosse apparso nudo su tutte le croci di Germania?I vescovi tedeschi e Pio XII avrebbero taciuto per tanto tempo se avessero visto il loro Signore crocifisso senza perizoma?Nonostante la crudeltà cristiana,che in una certa misura pose i presupposti,dell'Olocausto,alcuni cattolici affermano tuttora che la loro chiesa non ha mai sbagliato.Quindici anni più tardi i cancelli di Auschwitz,Bergen-Belzen,Dachau,Ravensbruch e treblinka furono pietosamente aperti e come per confondere i critici secondo i quali il papato non potrà mai cambiare,un papa, Giovanni XXIII compose questa straordinaria preghiera:"rechiamo in fronte il marchio di Caino.Nel corso dei secoli il nostro fratello Abele giacque nel sangue che noi spargemmo e pianse le sue lacrime,perché noi abbiamo dimenticato il tuo amore.Perdonaci o Signore,per la maledizione che attribuimmo FALSAMENTE al loro nome di Ebrei.Perdonaci per averti crocifisso una seconda volta nelle loro persone.Infatti non sapevamo quel che facevamo.Fu una specie di ammenda per centinaia di documenti antisemiti pubblicati dalla chiesa tra il VI° e il XX°sec. Nessun decreto conciliare,nessuna enciclica papale o bolla o direttiva pastorale sottointendeva  che il precetto di Gesù" Ama il prossimo tuo come te stesso" si dovesse applicare anchi agli Ebrei.Il papa buono indicò il marchio di Caino sulla propria fronte e riconobbe che la chiesa era colpevole di aver sparso il sangue degli Ebrei per tanti secoli,con il pretesto della maledizione divina.Ma la versione più commovente è quella che la persecuzione cattolica contro gli Ebrei corrispondeva ad una seconda crocifissione di Gesù nella persona del suo popolo.Il papa rappresentante principale di una chiesa santa  ed infallibile,chiedeva perdono per questi errori e per questi peccati spaventosi.La nostra sola scusante,disse,fu l'ignoranza.Prima di diventare pontefice,Giovanni era stato delegato apostolico in Turchia e in Grecia,proprio quando Hitler salì al potere.Rilasciò certificati di battesimo falsi a quattromila Ebrei affinché potessero dimostrare di essere Cristiani e sfuggire all'olocausto.Alla fine della guerra nominato nunzio a Parigi,entrò in un cinema dove vide le prime immagini dei sopravvissuti al campo di Belsen e ne uscì in lacrime,dicendo"Questo è il corpo mistico di Cristo".Forse proprio grazie a questa esperienza sconvolgente fu il primo papa ad aver visto Cristo in croce senza perizoma.

39
26 Feb 2010
alle 01:36

Alieno

Sos Cristianofobia

di René Guitton [25 febbraio 2010]

I cristiani d'Oriente sono emigrati o stanno emigrando in massa; sono sempre meno numerosi e in mancanza di meglio sostengono i regimi al potere (ritenendoli preferibili all'avvento di regimi fondamentalisti); in pratica non hanno più alcun ruolo politico nei paesi in cui risiedono. In più, devono fare i conti con un circolo vizioso: sono emarginati in quanto cristiani, e, in quanto emarginati, di loro si parla sempre meno. Il loro isolamento è aggravato dal fatto che le persecuzioni contro i cristiani non sono generalmente menzionate nelle denunce delle violazioni dei diritti umani, per una ragione molto semplice: perlomeno in Occidente i cristiani faticano ad associare al cristianesimo il concetto di minoranza. La difesa dei diritti dell'uomo si è sviluppata a partire dalla lotta per la protezione delle minoranze religiose o etniche un tempo soggette a persecuzioni. Gli ebrei, i neri o i musulmani in Europa e in America rientrano in questo schema. La mobilitazione in loro favore è resa ancora più incisiva dal senso di colpa prodotto dal coinvolgimento delle Chiese cristiane nello sviluppo dell'antisemitismo, nello schiavismo e nel colonialismo (portatore di una visione umiliante per i musulmani). In Occidente prendere le difese dei cristiani equivale a schierarsi dalla parte della maggioranza. Il sempre più scristianizzato Occidente fa fatica a concepire che i cristiani possano essere perseguitati in quanto cristiani, perché essere tali, secondo uno slogan semplicistico che si sente ripetere spesso, significa stare dalla parte del dannati senza appello. All'inizio ho ingenuamente ritenuto che la colpa di questa situazione fosse da addebitare all'ignoranza. Ma essa non basta a spiegare tutto, anzi. Combattere l'antisemitismo e il razzismo, battaglie alle quali mi dedico con forza da decenni, non richiede necessariamente una conoscenza approfondita della letteratura rabbinica o della storia dello schiavismo. Non c'è alcun bisogno di avere un'empatia particolare con colui che soffre a causa della propria origine, vittima di una giustizia negata, per aver voglia di prendere le sue difese denunciando a gran voce il silenzio e l'oblio che circondano la sua condizione. Sono in ballo la dignità e i diritti umani. Una delle ragioni del silenzio e dell'oblio che circondano le minoranze cristiane è da ricercare nella loro progressiva emarginazione e nella continua perdita di peso politico e demografico da cui sono afflitte. potere. Occorre combattere la gravissima disinformazione che affligge l'opinione pubblica occidentale a proposito della situazione dei cristiani nel mondo e in particolare nelle regioni dove essi sono minoritari, come nel Maghreb, nell'Africa subsahariana, in Medio Oriente e in Estremo Oriente.

L'esistenza dei cristiani orientali è poco nota. Coloro che non la ignorano ne danno spesso una valutazione troppo riduttiva, che tende a fare delle comunità cristiane d'Oriente una sorta di appendice del cristianesimo occidentale, o la conseguenza dell'espansione coloniale. In altre parole, i cristiani d'Oriente non sono considerati autoctoni, ma un elemento importato. Si dimentica che il cristianesimo è nato in Oriente dove si è sviluppato ben prima che l'Europa diventasse quasi completamente cristiana. Secondo il punto di vista occidentale, le persecuzioni a cui sono sottoposti i cristiani in quei luoghi lontani colpirebbero il cristianesimo non in quanto tale, ma nella sua qualità di emanazione dell'Occidente. Inoltre, poiché in Occidente il cristianesimo è maggioritario, non può aspirare allo status di minoranza in Oriente.

Questo ragionamento sortisce l'effetto di negare implicitamente la sofferenza delle minoranze cristiane e di frenare la mobilitazione in loro favore. Al tempo stesso, iniziative a sostegno delle popolazioni cristiane d'Oriente sono scoraggiate, in quanto potenzialmente controproducenti: trasformare i cristiani orientali in «protetti» dell'Occidente potrebbe esporli a rischi ancora più gravi. Tuttavia, questa preoccupazione deve forse esonerarci dall'intervenire, dal momento che proprio noi parliamo di «dovere di ingerenza»? E l'indifferenza non apre forse la via all'oscurantismo? Le guerre di religione o i fenomeni religiosi ci sembrano appartenere a una lontana preistoria: da ciò deriva tentala radicale incapacità, da parte dell'Occidente, di affrontare la questione in tutti i suoi aspetti. Per esempio, nella nostra società, la difesa dei cristiani di altre parti del mondo è spesso vista come un tentativo di favorire il ritorno del religioso o di imporre i principi cristiani, che non sono più considerati valori fondamentali; ne consegue che coloro che si preoccupano della sorte delle minoranze cristiane sono guardati con gran sospetto: nella migliore delle ipotesi sono etichettati come ultraconservatori.

Nel silenzio cristiano si deve scorgere altresì l'effetto di una svalutazione implicita e sistematica del cristianesimo, largamente incoraggiata da un laicismo ottuso e aggressivo, che spesso si manifesta nel modo in cui i media trattano le vicende che coinvolgono i cristiani. Tra fine novembre e i primi di dicembre del 2008 due avvenimenti legati alle tensioni interreligiose hanno fatto parlare di sé attirando l'interesse dei grandi media internazionali in modo assai diseguale: ci riferiamo al massacro compiuto a Mumbai da un regogruppo di mujaheddin, che hanno ucciso 172 persone e ne hanno ferite circa 300, e alle sommosse anticristiane verificatesi in Nigeria, dove alcuni gruppi musulmani locali hanno attaccato i cristiani, uccidendone più di 300, saccheggiando i loro beni e devastando le loro chiese. Nel 2004 si erano scatenate violenze simili, che avevano lasciato sul terreno i cadaveri di oltre 700 cristiani. I fatti di Mumbai hanno occupato le prime pagine di quotidiani e telegiornali, mentre l'altro episodio è stato appena menzionato, sebbene l'ammontare delle vittime fosse assai più elevato e le distruzioni nettamente più gravi.

Questo trattamento differenziato da parte dell'informazione è emblematico della difficoltà di sensibilizzare l'opinione pubblica, persino la più accorta, riguardo alle persecuzioni che colpiscono i cristiani in numerose regioni del mondo. Si usano due pesi e due misure; se qualcuno protesta, viene accusato di essere a favore della censura, contro la libertà di informazione e di essere un bigotto e un baciapile. Ho avuto occasione di sperimentare personalmente questo disprezzo a Parigi, nell'agosto del 1997, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, che aveva riunito giovani giunti da ogni parte del globo. Prima della manifestazione la grande stampa internazionale aveva pressoché ignorato l'evento. Se n'erano occupati soltanto alcuni editorialisti, i quali avevano previsto che quel tentala tivo di «irreggimentare» e «manipolare » la gioventù si sarebbe risolto in un insuccesso. Durante la manifestazione un certo numero di giornalisti si è limitato a sottolineare i gravi disagi al traffico cittadino causati del raduno. Nessuno si interrogava sulle motivazioni che animavano i partecipanti, né sul significato profondo di quel ritorno al religioso. Di fronte a un giornalista che mi intervistava rivolgendomi domande sarcastiche sull'avvenimento, ho abbozzato una provocazione, domandandogli a mia volta quale fosse la sua reazione di fronte al pellegrinaggio islamico canonico alla Mecca (Hajj). Il mio interlocutore mi ha guardato stupito, come se le mie parole facessero di me un emulo degli antichi inquisitori. Ho quindi capito quanto sia difficile perorare la causa dei cristiani che soffrono nel mondo e quanto essere cristiano, agli occhi di molti, rappresenti un'intollerabile mancanza di buon gusto, per non dire un handicap che sarebbe meglio tentare di nascondere. Come si può chiedere all'opinione pubblica di mobilitarsi in favore dei cristiani d'Oriente, d'Africa, del Maghreb, se il cristianesimo è la sola religione sottoposta a una sistematica denigrazione che si prefigge di snaturane lo spirito e il messaggio? La Francia è forse l'unico paese occidentale in cui è buona norma stigmatizzare coloro che si dichiarano credenti, e di conseguenza anche le Chiese ufficiali alle quali li lega la fede.

Questo atteggiamento è evidente ogniqualvolta è tirata in ballo la laïcité, principio legislativo che gode di un consenso quasi unanime e di cui nessuna associazione religiosa ufficialmente costituita chiede l'abolizione. Anche i cristiani d'Oriente si richiamano alla laicità. Inchieste e sondaggi hanno dimostrato che i cattolici francesi, praticanti compresi, erano favorevoli alla legge del 1905, la quale è ormai sul punto di diventare quasi un testo sacro, almeno a giudicare dagli strepiti che provengono da certi ambienti dell'integralismo laicista quando si affronta l'argomento. La legge del 1905 è probabilmente il solo documento mai votato a Palazzo Borbone che sia considerato scolpito nella pietra. Chiunque osi suggerire l'idea di una sua revisione si attira l'accusa di minacciare le fondamenta stesse della République. Nella loro miopia, i campioni della ragione, del libero esame e della critica rifiutano ostinatamente di applicare queste virtù alla propria causa. Chi commette il sacrilegio di non pensarla come loro è regolarmente denunciato come un novello inquisitore! I conflitti politici sono resi ancor più aspri dal fatto che per lungo tempo hanno riguardato la religione: il castello contro il municipio, il curato contro il maestro pubblico ecc. L'adesione alla Repubblica della quasi totalità dei cristiani ha semplicemente cambiato i termini del confronto, spostandolo sul terreno della scuola: di qui le grandi crisi provocate, nel corso del XX secolo, dai progetti di riforma delle leggi che regolano i rapporti tra lo Stato e l'insegnamento confessionale. Mentre le manifestazioni del 1° maggio mostravano segni di logoramento, quelle a favore della scuola laica o confessionale del 1984 hanno richiamato in piazza centinaia di migliaia di persone. Sembra quasi che la Repubblica sia costantemente minacciata dalle oscure trame dei bigotti. Provate a parlare di «laicità positiva» e scatenerete immediatamente una bufera difficilmente comprensibile per gli osservatori stranieri, che si stupiscono nel vedere quanto facilmente noi francesi ci crogioliamo in vecchie questioni «fratricide ». Gli anticlericali di un tempo hanno lasciato il posto ai nuovi professionisti dell'anticristianesimo, intolleranti e irrispettosi delle credenze di coloro che hanno la sfortuna di non pensarla come loro. La società francese continua a essere impregnata del tanfo di un anticlericalismo primario che si ripresenta ogniqualvolta si discute a proposito di laicità. Se vi azzardate a far notare la cosa sarete etichettati come «baciapile », e vi sarà quasi certamente sbattuto in faccia l'affare delle vignette danesi sul profeta Maometto. Peraltro, le prime vittime di quelle caricature non sono stati gli anticlericali e i laicisti d'Europa ma i cristiani del Pakistan e della Nigeria, che hanno pagato con la vita l'«errore » dell'Occidente, il quale tanto per cambiare non ha mosso un dito.   

(fonte: liberal.it)

38
26 Feb 2010
alle 01:31

Alieno

Sandra, al 36: il mio era un auspicio generale, ovvio che ci sono dei temi in cui tu come qualunque altro, è più sensibile e dunque con meno voglia di scherzarci su, vale anche per me ti assicuro.

Per quanto riguarda il tuo racconto-riflessione sugli ebrei,

ovviamente era ingombrante non poco tanto avere fratelli "maggiori" di fede, nel senso di "precedenti" al cristianesimo e da cui deriva il cristianesimo, quanto la narrazione in cui il popolo ebreo è per così tanto tempo, il "popolo eletto" di Dio (nel complesso veterotestamentario).

Idem per quanto riguarda l'Islam, per esempio, perché anch'esso si appoggia al complesso del vecchio testamento, alla tradizione precendente, il culto degli ebrei, da cui deriva un po' tutto, praticamente ritornando alla tradizione e mettendo da una parte il capitolo del messia, di Gesù, riducendolo a semplice "profeta" che annuncia IL profeta, Maometto.

Tanto è il patrimonio in comune, che non potendo diversamente, un islamico osservante, può rivolgersi per la carne, ad una macelleria ebraica per esempio.

Ma pur sempre con l'ingombrante presenza del popolo eletto, dei fratelli maggiori, in questo caso due, essendo l'Islam preceduto da ebraismo e cristianesimo.

E ci sarebbero altre questioni interessanti da riportare, se si vuole, ma...

ma onestamente non mi sento di condividere, istintivamente prudente, dove scrivi "un'arte scadente": in che senso?

Spiegati.

Ed anche sulla "pessima teologia" ho qualche dubbio, volendo, però la questione artistica mi incuriosisce di più devo dire o forse fatico più a comprendere il senso per cui lo scrivi.

Buone cose,

A.

37
25 Feb 2010
alle 18:18

civis romanus sum

36. L'inganno,che dura ormai da venti secoli,non fu perpetrato da una setta deviante, ma dal cristianesimo ufficiale della santa chiesa cattolica e apostolica romana.

ET AMEN !

 

36
25 Feb 2010
alle 17:49

sandra

@alieno-ce l'ho anch'io un senso dell'umorismo,sono mica uno stoccafisso!!Anzi ,mi sento spesso rimproverare che ho sempre battute troppo pronte! Forse dovrei effettivamente prendere con più leggerezza certe questioni sulle quali non mi riesce di fare ironia. Le cose che sono  per me serie e importanti,le tratto con altrettanta serietà!

@civis-Si che l'asilo è comunale! E' proprio per questo che la questione è scandalosa,se fosse stato un asilo cattolico, non avrebbe suscitato tutto lo scalpore come invece è successo .Ma è tipico,è nella mentalità dei"tradizionalisti"attribuire normalità a quel che normale non è.Tanto da voler attribuire ad un pezzo di legno appeso al muro il senso o simbolo identitario per tutti i cittadini italiani,in barba agli ammonimenti contro l'idolatria del canone cristiano a cui la tradizione dice ispirarsi.Così come lo scettico Sisto V, per accertarsi se fosse autentico o meno il sanguinamento di una croce,spaccò il crocefisso dicendo:come cristo t'adoro,come legno ti spezzo(e te tiro anche giù dai muri,dico io a questo punto), verificando poi che all'interno c'erano spugne intrise di sangue.

i " tradizionalisti"....spezzano il Cristo e adorano il legno.

Così tanto è lecito divagare ,che un po' di storia,si può anche rispolverare !

All'inizio la croce non fu mai rappresentata,nè nella pittura nè nella scultura.Mentre Gesù veniva adorato per il suo estremo sacrificio,nessuno osava ritrarre il figlio di Dio nella sua ultima umiliazione.Si dice che gli eserciti di Costantino recassero la croce sulle loro insegne(urca che coincidenza! come lo stemma del comune di Mantova!)Sui loro scudi e sui loro stendardi erano effigiate le prime lettere del nome greco di Cristo fuse in modo da formare una croce(viene da ridere a pensare al nome di Cristo,usato come simbolo da un esercito militare armato di spade, che uccide ,sottomette e conquista).Solo più in la i cristiani si sentirono liberi di raffigurare la croce come simbolo dell'amore sofferente di cristo,ma si trattava di una croce vuota.Chi avrebbe osato crocifiggere Gesù un altra volta?In seguito però questo simbolo sembrò troppo austero e gli artisti del V sec presero a dipingere la croce con accanto un agnello,visto che Gesù era "l'agnello di Dio".Quindi con un audacia sempre maggiore si iniziò a ritrarre accanto alla croce Gesù in persona,candido come un agnello.Con due sole eccezioni note,egli non fu mai rappresentato sulla croce fino alla fine del sesto secolo,ma nemmeno allora gli artisti osarono raffigurare il dolore e l'umiliazione.Lo ritrassero infatti vestito di una lunga tunica che lasciava scoperti soltanto le mani e i piedi,per mostrare in forma stilizzata i chiodi che lo avevano sospeso al legno.Era un immagine di trionfo,non di tormento e agonia.

La prima rappresentazione greca di Cristo crocifisso sofferente,risalente al X sec.,fu condannata da Roma come empia ,

ma ben presto la chiesa di Roma cedette al fascino di quell'immagine.Man mano che il ricordo si allontanava nel tempo e la teologia medievale diventava più arida e scolastica,la devozione richiedeva un Cristo più umano,un uomo che si potesse vedere e anche toccare,un uomo che recasse il segno delle prove e delle tribolazioni che la gente del tempo doveva sopportare ogni giorno della propria vita.Così gli artisti liberamente ritraevano l'agonia di Gesù sulla croce,con sangue e profonde ferite,spasimo in tutte le membra e disperazione negli occhi.Gli indumenti che lo coprivano,divennero sempre più ridotti,per dare l'idea ai fedeli , della sua estrema umiliazione.Si fermarono al perizoma.Se l'artista si fosse spinto oltre,chi avrebbe avuto il coraggio di alzare gli occhi su un cristo nudo come uno schiavo?Non fu però il decoro a fermare l'artista ma la teologia.Quel perizoma concedeva a Gesù un ultimo brandello di decenza,ma lo privava allo stesso tempo della sua natura di Ebreo.Il perizoma non nascondeva solo il suo sesso ma anche il segno del coltello nelle sue carni,la circoncisione che testimoniava la sua appartenenza al popolo ebraico.Ed è questo che i cristiani temevano di vedere.Nelle crocifissioni di Raffaello e Rubens,e persino in quelle di Bosch e Gruenewald,il perizoma si trasforma in elemento ornamentale con le pieghe che pendono decorativamente.Senza quella copertura,senza quel pezzo di stoffa,sarebbe saltato agli occhi di tutti che quanto avvenuto sul calvario era anche un ebreicidio.Dio era ebreo.Gli ebrei non uccisero Dio ma un altro ebreo,il figlio di Dio,spargendone il sangue per togliere i peccati dal mondo.

Nei secoli a venire i cristiani avrebbero istituito i pogrom contro gli ebrei in nome della croce,se Cristo avesse mostrato il marchio della circoncisione?

Un ebreo avrebbe autorizzato il massacro degli ebrei?

Non sarebbe stato chiaro che Gesù era presente in ogni pogrom e diceva" Perché mi perseguitate?Quello che fate anche all'ultimo dei miei fratelli lo fate a me"

L'inganno,che dura ormai da venti secoli,non fu perpetrato da una setta deviante,ma dal cristianesimo ufficiale,della santa chiesa cattolica e apostolica romana.Nessuna dottrina si diffuse altrettanto universalmente e senza riserve,in termini cattolici"infallibilmente",quanto quella secondo cui"gli ebrei sono maledetti per aver ucciso Dio"Per un bizzarro scherzo del destino gli ebrei, dai quali trasse origine il Salvatore,furono i soli ad essere incolpati della sua morte.Non fu Gesù ad essere nuovamente crocifisso,ma la stirpe da cui proveniva.Durante le crociate e anche sempre dopo ,gli ebrei furono massacrati a migliaia per devozione a Cristo.Un arte scadente ed una pessima teologia hanno aperto la strada per perpetrare nell'uso distorto e menzognero  una tradizione che non conosce neanche le verità storiche dalle quali vorrebbe ispirarsi.

35
25 Feb 2010
alle 17:15

civis romanus sum

Per il tema ,,, perfettamente in tema è la considerazione che quegli Indù che se la prendono coi cristiani e per i quali si chiede condanna e reprimenda e additamento ad esempio di inciviltà e disconoscimento dei valori laici occidentali, sono perfettamente uguali ai leghisti di Goito ,,, con l'unica differenza ancora che non sono così violenti ( e per diversi motivi, tra i quali un forte senso ancora di responsabilità civile in questo paese ) come i più esasperati indiani ,,, ma la subcultura di una presunta tradizione e i disvalori etici e morali combaciano alla perfezione.

34
25 Feb 2010
alle 17:07

Alieno

30. enrico, Oggi, ore 16:32

per tornare in tema con il tema proposto, mi accorgo che spesso dietro ad intolleranze 'religiose' ci sono in realtà altri motivi, ad esempio politici ed economici.

I cristiani stanno sulle scatole in India perchè mettono in crisi la divisione in caste che tanto comodo fa a qualcuno.

Dici bene, dici benissimo Enrico: i cristiani sono attaccati da fondamentalisti di alcune sette induiste e iper-nazionaliste e la presenza dei cristiani, è scomoda tanto perché la proposta cristiana non riconosce la distinzione in "caste", tanto perché "identità" diversa da quella ancora pre-esistente su cui fondare l'unitarietà del nazionalismo.

E', per certi versi, il percorso della Lega che rintraccia la coesione sociale-valoriale nell'identità cristiana, portata all'estremo, al fanatismo, alla violenza.

Solo che i leghisti non sono davvero fanatici, son civili e non uccidono, bruciano, perseguitano e saccheggiano, tantomeno legittimano mai a farlo e la loro storia ce lo racconta, nonostante da anni ed anni si iniste con il teorema che li equipara a quegli invasati ultra-nazionalisti indiani e al fanatismo religioso di quelle sette.

Mentre abbiamo anche forse il dato che tra gli invasati che alimentano e legittimano la violenza, con la già conosciuta strategia della "destabilizzazione" ci sono altri soggetti e non i leghisti.

Un art. recente è qui:

Anarchici dietro le rivolte degli immigratiTorinoDue anni e mezzo di lotta alla politica del governo sull’immigrazione clandestina. Due anni e mezzo di attentati, manifestazioni violente, assalti al Cie, alla Croce Rossa, alla Lega Nord. Oltre sessanta episodi racchiusi nelle 102 pagine che compongono l’ordinanza di custodia cautelare che all’alba di ieri ha fatto scattare le manette per sette anarchici torinesi, accusati di associazione a delinquere finalizzata a commettere decine di reati che vanno dall’istigazione a delinquere al danneggiamento, dalla violenza privata, all’interruzione di pubblico servizio.
Per tre anarco-insurrezionalisti, Andrea Ventrella, 36 anni, Fabio Milan, 32, Luca Ghezzi, 20, si sono aperte le porte del carcere. Arresti domiciliari, invece, per Paolo Milan, 27 anni, fratello minore di Fabio, Maja Cecus, 32 anni di origine bosniaca, e Marco De Ros, 37 anni. A questo va aggiunto il divieto di dimora nella provincia di Torino per Massimo Aghemo. L’operazione della Digos ha di fatto decapitato i vertici del movimento anarchico insurrezionalista e in particolare coloro che si sono riuniti sotto la sigla «Assemblea Antirazzista Torinese», che aveva la propria base logistica nella sede di Radio Black Out. L’emittente, portavoce di tutto il mondo antagonista, trasmette da via Cecchi, in locali concessi in affitto agevolato dal Comune di Torino in considerazione del «particolare interesse sul piano delle possibilità di diretto contatto dell’amministrazione con una vasta area del mondo giovanile». Il contratto è scaduto il 30 novembre 2009, ma nessuno per ora ha abbandonato i locali che risultano a tutti gli effetti abusivamente occupati.
Nell’ordinanza il Gip, Emanuela Gai, ricostruisce passo dopo passo tutte le azioni dimostrative del gruppo. Nell’ordinanza si fanno risalire le prime manifestazioni di protesta al maggio del 2005 a seguito del decesso di tre clandestini. Ma è nell’estate del 2007 che le manifestazioni di protesta assumono toni più violenti e soprattutto in luglio che si crea una indissolubile collaborazione tra gli anarchici e gli stranieri ospiti del Cie. Gli anarchici iniziano a fomentare le rivolte all’interno della struttura di corso Brunelleschi.
Di volta in volta si creano contatti, così da far coincidere le proteste all’interno del Centro con azioni mirate di disturbo nelle vie circostanti, come l’esplosione di petardi. Il salto di qualità è rappresentato, secondo gli investigatori, dal coinvolgimento degli stranieri «nelle iniziative poste in essere dal movimento che, negli anni seguenti, era stato sempre più incline a promuovere e organizzare pubbliche manifestazioni finalizzate a intercettare il consenso degli immigrati nell’ambito di un vasto programma contro le istituzioni pubbliche». Emblematico è l’incitamento costante alla distruzione delle carceri, dei centri di detenzione temporanea e allo scontro con la «polizia nemica». Incitazioni che hanno spesso trovato terreno fertile, come nel caso di una manifestazione datata 19 febbraio 2009 sulla scia dei disordini scoppiati a Lampedusa.
A scandire questo connubio le intercettazioni telefoniche. In una conversazione del luglio 2009 Andrea Vetrella parla con un tale Bikiki che dice di avere dei numeri di telefono di alcuni extracomunitari arrestati a Sanremo che ora sono al Cie. Quindi Bikiki chiede a Ventrella se la legge sia passata, riferendosi al pacchetto sicurezza che aumenta il periodo di detenzione all’interno del Cie. Andrea Ventrella conferma e dice che entrerà in vigore entro due settimane e varrà anche per chi è già dentro. Bikiki gli chiede allora come mai la volta prima fosse stata bloccata e Ventrella risponde: «Perché l’altra volta dentro avete fatto talmente tanto casino, soprattutto a Milano, a Torino e a Bologna, che hanno avuto paura e l’hanno tolta; adesso bisogna ricominciare a fare casino e la taglieranno». In un’altra intercettazione vengono registrati Massimo Aghemo e un extracomunitario ospite del Cie. L’uomo dice ad Aghemo: «Abbiamo ricevuto le lettere, abbiamo messo tutti d’accordo, da domani sciopero, non mangia più nessuno... siamo 90 persone, adesso buttiamo i materassi fuori da dove dormiamo, buttiamo tutto fuori, vogliamo accendere un fuoco. C’è casino adesso». Aghemo risponde: «Buono, buono», quindi chiede se hanno già appiccato il fuoco e l’uomo risponde di sì.
(Il Giornale).....Ad ogni modo, non capisco bene poi, nella sostanza, cosa cambi nel dire come fai tu:

per tornare in tema con il tema proposto, mi accorgo che spesso dietro ad intolleranze 'religiose' ci sono in realtà altri motivi, ad esempio politici ed economici.

I cristiani stanno sulle scatole in India perchè mettono in crisi la divisione in caste che tanto comodo fa a qualcuno.

E dire che i cristiani stanno sulle scatole in quanto cristiani alle sette fondamentaliste induiste in quanto tali.Perché essere cristiani significa anche questo: niente caste e pariah, tutti meritano misericordia e possibilità, carità.Per quelle sette, invece, ci devono essere le caste.Dunque il problema-scontro-violenza con casus belli politico-economico è perfettamente compreso nel problema religioso, mi pare, o sbaglio?Resta il fatto che un cristiano subisce la persecuzione in quanto cristiana testimonianza.E che tale persecuzione non abbia sponda mediatica da tempo, dalle nostre parti, così come in India, osserviamo una disparità di trattamento e di tutela.Nel 2008, più di due anni fa, perché l'articolo è dei primi di Feb,l'agenzia Zenit riportava questo dato:Offensiva anticristiana in India

Le feste di Natale devastate dalla violenza


Di Padre John Flynn, LC

ROMA, lunedì, 4 febbraio 2008 (ZENIT.org).- La comunità cristiana in India, da lungo tempo sotto pressione, ha subito pesanti aggressioni durante il periodo natalizio. Gli estremisti indù hanno attaccato le celebrazioni cristiane nell’India orientale, saccheggiando e bruciando una serie di chiese locali, secondo quanto riportato dall’Associated Press (AP) il 26 dicembre.

La persecuzione ha avuto luogo nello Stato di Orissa, che secondo AP è un territorio che ha una storia di violenze contro le minoranze cristiane. È lo stesso Stato in cui, nel 1999, un missionario australiano, Graham Staines, e i suoi due figli, sono stati bruciati vivi, mentre dormivano nella loro auto dopo una lezione sulla Bibbia.

In seguito a queste aggressioni di Natale, che sono proseguite nei giorni successivi, quasi 700 cristiani hanno trovato rifugio nei campi di accoglienza statali, secondo il Times of India del 29 dicembre. Il giornale afferma che due poliziotti sono stati sospesi per non aver evitato la violenza sui cristiani della Vigilia di Natale. Il Governo ha anche trasferito un funzionario distrettuale per non aver adottato misure adeguate.

Maggiori dettagli sulle aggressioni sono riportate in un comunicato stampa della Conferenza episcopale indiana del 31 dicembre. “Vi sono stati ripetuti attacchi contro i cristiani, ad opera dei fondamentalisti presenti nello Stato, sin dal giorno di Natale, eppure non è stata presa alcuna adeguata misura a tutela delle comunità minoritarie, che continuano a vivere nella paura e nell’ansia”, lamenta il documento.

Secondo il comunicato, nel periodo 22-27 dicembre, una chiesa parrocchiale grande e circa 50 chiese locali nei villaggi sono state distrutte. In aggiunta sono stati attaccati e danneggiati 6 conventi, 3 presbiteri, 2 seminari minori e 6 ostelli da parte degli estremisti. In un villaggio, Barakhama, non meno di 400 case sono state bruciate e 5 persone sono state uccise.

La Conferenza episcopale in India ha subito invitato il Governo federale ad avviare le opportune indagini e a risarcire i feriti e i familiari delle persone uccise.

Migliaia le persone coinvolte

Ulteriori dati sugli attacchi di Orissa sono state riportate da Compass Direct News il 2 gennaio. Un memorandum presentato alla Commissione nazionale sui diritti umani riferisce di quasi 90 chiese bruciate, oltre alla morte di 9 persone. Circa 600 sono le case che hanno preso fuoco o che sono state distrutte e nell’insieme sono circa 5.000 le persone interessate dalle violenze.

Il memorandum è firmato dall’arcivescovo Vincent Concessao di Delhi, da Joseph D’Souza, presidente dell’All India Christian Council, e da altri esponenti cristiani.

Le autorità federali hanno subito condannato le aggressioni. Il 1° gennaio, il Times of India ha riferito che il primo ministro Manmohan Singh, ha scritto a Gladys Staines, vedova del missionario australiano ucciso nel 1999, per assicurarle che il Governo avrebbe preso le dovute azioni.

“Le assicuro che il Governo prenderà tutte le necessarie misure per salvaguardare i diritti fondamentali e le libertà di tutti i settori della nostra società, e per proteggere la libertà religiosa come sancita dalla Costituzione”, ha scritto Singh, secondo il Times of India.

La lettera risponde a quella che Gladys Staines aveva scritto al Primo ministro dopo le violenze di dicembre a Orissa. Staines sta lavorando attualmente per portare avanti il progetto del marito di istituire un ospedale oncologico a Baripada.

Non è un caso

L’offensiva di dicembre ad Orissa non è casuale, secondo un rapporto pubblicato il 18 gennaio dall’Indian Catholic News Service. La Commissione nazionale per le minoranze ha affermato che l’esplosione di violenza è stata organizzata e deriva dall’atmosfera anticristiana che si respira nello Stato.

Durante gli ultimi giorni è stata condotta nella zona una campagna anticonversione da parte del Vishwa Hindu Parishad (VHP) e del Sangh Parivar. La Commissione ha anche accusato le autorità locali di non adottare le misure idonee a tenere sotto controllo la situazione.

Ulteriori elementi sulle tensioni di Orissa sono state riportate da Santhosh Sebastian Cheruvally, in una riflessione pubblicata il 14 gennaio sul sito Internet della Conferenza episcopale indiana.

Nel maggio del 2005 il leader del VHP Swami Laxmananand Saraswati, ha organizzato una grande celebrazione indù ad Orissa per celebrare la riconversione di quasi 350 cristiani tribali. Ad aumentare la tensione ci ha pensato un’organizzazione induista, la Jan Kui Kalyan Samiti, che ha organizzato proteste contro i privilegi riservati ai dalit cristiani.

Cheruvally ha anche fornito spiegazioni dettagliate sull’ideologia cosiddetta “Hindutva” che influenza gli estremisti indù. Questa corrente nasce come reazione alla colonizzazione dell’India e considera ogni valore straniero, sia esso occidentale o specificamente cristiano, come un elemento nemico dell’India.

Aumentano le persecuzioni

Gli eventi di Orissa si pongono alla fine di un anno che ha visto aumentare il numero degli attacchi contro i cristiani. Ajay Topno, un missionario cristiano appartenente alla Trans World Radio, è stato ucciso per le sue attività cristiane svolte fra i poveri dello Stato di Jharkhand, nell’India orientale, secondo quanto riferito dall’All India Christian Council il 21 settembre.

Il 26 ottobre, alcuni estremisti indù hanno aggredito cinque suore, secondo una notizia dell’All India Christian Council dello stesso giorno. L’attacco è avvenuto a circa 15 chilometri dalla città di Indore, localizzata nello Stato di Madhya Pradesh, nell’India centrale. Le suore, clarisse francescane, sono state gravemente ferite e trasferite con urgenza a Indore per essere curate.

Secondo alcune stime, gli attacchi contro i cristiani si sarebbero susseguiti nel 2007 ad una frequenza di 4 casi alla settimana. Il calcolo è stato riportato dall’All India Christian Council il 17 novembre.

Le violenze subite comprendono: tentato omicidio, aggressione armata, molestie sessuali, detenzione illegale e lesioni gravi. I 190 episodi di aggressione registrati dall’All India Christian Council dall’inizio del 2007 al 16 novembre, rappresentano un aumento rispetto ai 178 dell’anno precedente e ai 165 del 2005.

L’elenco non è completo, spiega l’articolo, perché alcune comunità o alcuni parroci non hanno denunciato le aggressioni alla polizia per timore di ritorsioni contro le famiglie degli aggrediti.

Oltre alle violenze fisiche, i cristiani devono sopportare anche forme di intolleranza, discriminazione sociale e ostracismo. Spesso le autorità locali negano il permesso allo svolgimento di incontri delle comunità e impongono divieti ufficiali - oltre a quelli non ufficiali - alla vendita di Bibbie e altra letteratura cristiana.

Ma essi non sono gli unici ad essere preoccupati per l’aumento delle violenze. Il 19 settembre, Compass Direct News ha pubblicato un articolo sul Report on International Religious Freedom per il 2007, del Dipartimento di Stato USA. Il rapporto assegna al Governo federale indiano il merito di un miglioramento nel grado di libertà religiosa.

Le minoranze nel mirino

Ciò nonostante, Compass Direct News ha avvertito che l’incidenza della violenza anticristiana è molto maggiore rispetto a quanto si evince dalle statistiche disponibili. Preoccupa anche la pressione in cui vivono le comunità di minoranza in alcuni Stati. L’articolo riporta le parole del Segretario generale della Christian Legal Association, Tehmina Arora, che ha citato 7 Stati - Madhya Pradesh, Chhattisgarh, Gujarat, Rajasthan, Orissa, Karnataka e Andhra Pradesh - come luoghi in cui i cristiani subiscono la furia dell’estremismo indù.

La popolazione totale di questi sette Stati supera i 354 milioni di persone, di cui 4 milioni sono cristiani. Arora ha anche sottolineato che la causa delle violenze è da attribuire solo ad una piccola minoranza di estremisti indù, che tuttavia opera anche con la tacita approvazione di alcune autorità locali.

In tre Stati - Madhya Pradesh, Chhattisgarh e Orissa - sono inoltre in vigore leggi anticonversione. Tali normative devono invece ancora essere applicate negli Stati di Arunachal Pradesh, Gujarat, Rajasthan e Himachal Pradesh.

I problemi non sono finiti con gli attacchi di dicembre a Orissa. Il 21 gennaio, il sito Internet della Conferenza episcopale indiana ha pubblicato un articolo in cui afferma che anche nel confinante Stato di Chhattisgarh si stanno verificando atrocità contro i cristiani.

Circa 100 aggressori, armati di bastoni e bombe incendiarie, hanno attaccato un incontro di preghiera guidato dal parroco Mohan C. Thomas e da Jose Kajur nel villaggio di Bothli, nel distretto della droga. Circa 2.500 persone si erano radunate, il 16 gennaio, per un incontro di preghiera all’aperto. Le nostre preghiere sono ora più che mai necessarie a sostegno dei cristiani in India.
----

Da allora, la situazione non è certo migliorata...

Ma l'immagine del martire cristiano o dei cristiani perseguitati, qui da noi in Occidente, non piace, non è comoda, non fa breccia, non trova eco o sponda come altri fatti, invece, hanno facile, ormai scontata nell'automatismo, amplificazione.

Chiediamoci perché..

Ogni bene,

A.

 

33
25 Feb 2010
alle 16:59

civis romanus sum

31.

E io che ne so per quali blog tu te ne vai in giro a scrivere ?

Avresti benissimo potuto scrivere in un blog fascista o eversivo o porno e poi venire qui a dire, come hai detto non specificando, che hai scritto per i miei amici ,,, 

E bada bene non sono per cavilli e scortesie ,,, Ma se prima tralasciavo per tempo e superficialità di fare attenzione in questo sito a ciò che si calunniava di me, adesso dopo molte dimostrazioni in tal senso, tra le quali purtroppo anche le tue ,,, ci faccio molta molta più attenzione.   

32
25 Feb 2010
alle 16:42

enrico

29

 la scomunica mi sembra esagerata, comunque concordo che la Chiesa locale dovrebbe, con comunicati stampa o dal pulpito durante le messe, prendere le distanze da questa delibera.

In generale dovrebbe sempre prendere le distanze da chi usa il cristianesimo per fini personali.

31
25 Feb 2010
alle 16:36

enrico

29

Siccome ti dichiari ateo, ritengo che i tuoi amici siano gli atei razionalisti. Del resto tu hai chiamato miei amici di fede quelli di goito.

30
25 Feb 2010
alle 16:32

enrico

per tornare in tema con il tema proposto, mi accorgo che spesso dietro ad intolleranze 'religiose' ci sono in realtà altri motivi, ad esempio politici ed economici.

I cristiani stanno sulle scatole in India perchè mettono in crisi la divisione in caste che tanto comodo fa a qualcuno.

29
25 Feb 2010
alle 16:22

civis romanus sum

27. Il blog degli amici di chi ?

Bada a quello che dici con me enrico, non mi far riprenderti ancora davanti a tutti.

I miei amici tu non li conosci e io non ho nessuna intenzione di farteli conoscere ,,, non me lo sogno proprio di presentarti come un mio conoscente.

Per il resto grazie della risposta ,,, adesso vai a farlo capire a quel TUO amico che conosciamo, e magari anche a qualche prete amico tuo perchè si adoperi a cacciare dalla sua chiesa questi abietti personaggi. Ripeto: la scomunica papale sarebbe auspicabile per gli interessi stessi dei preti ,,, come lo era già auspicabile ai tempi di Hitler, mentre allora si è voluta imporre a chi lo combatteva ,,, a buon intenditore .

Vale .

 

28
25 Feb 2010
alle 16:21

enrico

22 sandra

Io per esperienza vissuta sono stato costretto a spostare mia figlia dall'asilo comunale ad uno di suore e non è stato certo per questioni religiose.

Se le domande sono più dei posti disponnibili forse in quell'asilo i bambini ci stanno bene, no? Certo il criterio di selezione non può essere la religione, ingenue le suore a farsi mettere in mezzo in questa faccenda.

 

27
25 Feb 2010
alle 16:11

enrico

20

Fanno male. Sul blog dei tuoi amici ho scritto che potrebbe essere una mossa elettorale. Penso sappiano perfettamente che è incostituzionale ma il messaggio per gli elettori padani è lanciato.

Usare la religione per fini politici secondo me è vergognoso. Probabilmente basta una segnalazione al prefetto e saranno costretti a cambiare rotta.

26
25 Feb 2010
alle 15:39

civis romanus sum

L'importante per le persone che tengono alla tutela dei propri diritti contro chi vorrebbe precluderglieli è informarsi, e contribuire a informare gli altri, come tu stessa hai fatto benissimo in questo caso e per la quale ti ho stimato e dico grazie.

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via . la solo divulgazione di per sè non è forse sufficente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".

J.Pulitzer

25
25 Feb 2010
alle 15:28

civis romanus sum

La giustificazione adottata a pretesto poi è semplicemente ridicola :

Cito: precludere l’iscrizione all’asilo, da sempre gestito con valori cristiani, non va contro la Costituzione, ma ha semplicemente l’obiettivo di rispettare la tradizione della gestione.

Ma che se ne vadano invece fuori dai piedi quelle suore insieme alla loro incivile tradizione !

Suore e cultura abusivamente associate ad una struttura pubblica e laica  ,,, e che si aprano le porte alle persone oneste e civili che di quella struttura hanno tutti i diritti ad usufruirne per quanto la mantengono in attività .

E vedrai, sandra, che piano piano ci arriviamo a pensarla così come vuole umanità, saggezza e civiltà .

Ne ho evidenze tutti i giorni di fedeli stufi e schifati degli abusi di coloro che mantengono a sbafo e che li derubano per giunta facendosi grandi beffe della loro credulità.

Si stanno scavando la fossa con le loro stesse mani ;)

24
25 Feb 2010
alle 15:06

civis romanus sum

@ sandra

Io dall'articolo leggo altro ,,, e cioè che l'asilo è COMUNALE ! Dunque PUBBLICO, e da quel pubblico attinge i soldi per mantenersi aperto e pagare le suorine e la maestrina scelta dai preti.

Nessuna giustificazione quindi.

Si tratta solo dell'ennesima prevaricazione clericale assecondata da politici loro adepti che si assomma alle miriadi ormai che vengono attuate in questo paese dalla setta cristiana. Si va avanti così da un pezzo ormai ,,, da intimidazione fascista a prevaricazione fascista, alle quali si può opporre ancora il ricorso alla Costituzione come segnalavo, e solo fino a quando questi preti non riusciranno a cambiarla come invano tentano da decenni.

Se qualcuno ( enrico) cerca di smarcarsi da questa palese prepotenza di prete addebitandola a non autentici fedeli è solo per la vergogna di essere stato di nuovo sputtanato per la collusione con degli incivili clero-fascio-razzisti.

Delle suore non me ne parlare ,,, insieme ai loro mandanti le manderei tutte a pulire con la lingua il fiume sacro ai padanelli imbrattato di petrolio ieri da un loro concittadino che manteneva sulle rive di un fiume un deposito di olio combustibile senza che nessuna delle autorità competenti gli dicesse nulla . Della deficienza poi delle autorità padane preposte alla salvaguardia del loro stesso ambiente e della deficienza della protezione civile, sempre sollecita ad organizzare convention di superstiziosi dove poteva farci lucrare sopra i preti, ma assente in questo unico campo che le compete, non ne parlo ,,, ne parlano le cronache giudiziarie . 

 

23
25 Feb 2010
alle 14:56

Alieno

Sandra, suvvia...

non manchiamoci di rispetto facendo finta, ognuno dei due, che l'altro sia incapace, un babbeo..

Abbiamo delle distanze notevoli su molti argomenti: politici, religiosi, sociali ecc., lo sappiamo che è quello che facciamo: portare qui le nostre posizioni, i nostri valori, le nostre preferenze, cioé tifiamo.

Ed in questo, non ci vedo nulla, ma proprio nulla di male o di assurdo, anzi, direi che c'é il lato buono e comunque, è inevitabile.

Tutto ciò che ti riconosco, Sandra, è appunto la capacità di fare un tifo decente che evita i mezzucci inutili e le scorciatoie da tifoseria di invasati ultrà.

Per cui, se io non ti tratto da scema, non sarebbe cosa ingrata se tu facessi altrettanto con me. Tu hai le tue preferenze, io le mie, ci si confronta senza dover per forza rendere sistematico un modo sciocco di farlo, un modo sproporzionato, irragionevole, può capitare il saltuario sfogo a tutti, il momento esagerato a tutti può capitare, ma che non diventi un sistema perché questo riduce il dialogo, la pazienza, la tolleranza, la decenza.

Allora, sciocca non sei, incapace nemmeno e ti apprezzo quando sai scrivere così:

.forse il mio divagare era più pertinente del tuo,a mio avviso.

Niente accuse esegarate, esprimi la tua legittima impressione ed opinione.

Ed io la mia. E soprattutto, tu non sei mia madre: studio quando, come e quanto voglio, in autonomia, da adulto, lo siamo entrambi da un pezzetto mi pare, eheh. Possiamo relazionarci da adulti che camminano con le loro gambine, autonomamente, senza doversi gambizzare per forza ove non si ha stesse opinioni e preferenze.

Del resto: non solo non hai chiesto a me parere, in realtà a nessuno l'hai chiesta. La tua opinione-informazione, la tua intenzione, l'hai messa sul tavolo del dialogo lì, a disposizione di tutti: che ne facciano quel che credono. Lasciarla lì così come è, contestarla, approvarla o cogliere spunto altro, non è più affar tuo, il tuo l'hai fatto portando quell'informazione-opinione ed accollati serenamente un confronto con la diversità, sposando dove è possibile, un dialogo civile, una tolleranza che è necessaria al dialogo perché è ovvio: ogni diversità di opinione è fisiologicamente offensiva probabilmente, che ci vuoi fare? Dove tu hai parere ed opinione diversi dai miei, vorrà dire che tu ritieni più validi e ragionevoli i tuoi, altrimenti, che senso potrebbe mai avere la tua scelta? Ovvero, pensi che io sbagli, che la mia opinione sia meno valida e giusta, ma dobbiamo farcene una ragione in un dialogo, in un confronto, dove appunto il dialogo è tra persone che scambiano diversità: se tutti si danno ragione e pacche sulle spalle, non serve un dialogo a più voci, ne basta una, non è vero? In fondo non è un vero dialogo quello dove tutti hanno in sostanza la stessa cosa da dire.

L'etimologia della parola, del resto, suggerisce pur qualcosa. dal greco Dia, particella che significa fra e LOGOS, cioé discorso (che tiene a LEGO, cioè "parlo" e rimanda all'etimologia anche di "léggere").

Ovvero: il dialogo è un parlare, un discorso alterno ta due o più persone, un componimento di discorsi alternati.

Io e te, possiamo appunto comporre un dialogo, in questo nostro alternare la nostra diversità qui. Un discorso che alterna il tuo divagare che ritieni più interessante e pertinente del mio ed il mio che ritiene, per dire, interessante e pertinente anche il mio oppure interessante a prescindere dalla pertinenza,

perché poi vedi, qui la pertinenza io non la prenderei come ossessione e resterei sereno su quell'aspetto. E mi pare sensato e giusto, restarci sereno, perché noto poi che, per far esempio, la pertinenza non è spesso di tanti e però non ha le tue contestazioni-osservazioni, coerenti con quelle che fai a me, non è vero?

Allora, tanto vale lasciar correre sempre, le mie e le altrui non pertinenze, concedendosi serenamente di farle, senza pedanterie partigiane, interventi puntigliosi, fastidiosissime e faziosissime doppie misure che non rendono immagine simpatica, oltretutto.

Per me è normale arricchire una discussione, certo. E' utile, lo trovo interessante e certo soddisfa la mia vena polemica e refrattaria ai facili luoghi comuni, ai conformismi, non ti nascondo che fare la difesa del "diavolo" è un ruolo che ho sempre trovato interessante.

Del resto, è un ruolo necessario in ogni sistema civile, in qualsiasi cultura che abbia idea di giustizia civile e non tribale: ci deve essere sempre un difensore "d'ufficio" per ciascuna delle parti, sarà pure compito antipatico a molti, ma è odioso dove vi si riununcia senza però rinunciare a processare, perché è giustizialismo, è una cultura tribale, non civile. L'avvocato d'ufficio, l'avvocato del diavolo, ci deve SEMPRE essere.

Tra le voci costanti qui nel blog, anche per affinità certamente, è stato naturale ritrovarmi in questo ruolo dove c'é abbondante voce in quello che nel blog prevale: l'antiberlusconismo, l'anti-cattolicesimo, l'ostilità per il Papa e così via.

Ma tu pensa che diamine, che razza di dialogo o di processo o di confronto sarebbe qui, allora, se non ci fosse altro che quel conformismo qui prevaricante! Sarebbe una farsa seriosa,

non un vero dialogo, non una cosa seria, perché sarebbe la farsa di chi si prende troppo sul serio e però, poi, serio non è, ma nemmeno divertente o ironico, poi, perché poi qualcuno la fa diventare una questione personale, una paranoia ed allora che palle..

L'articolo che segnali, l'ho letto ieri, cercando la tua fonte. Ti ringrazio se d'ora innanzi, segnali la fonte (non è che devi per forza riportare il link, per quanto mi riguarda, può bastare per dire, nel caso trascrivi o copi l'articolo, una nota dove dici "dalla gazzetta di mantova" eh).

Non ti prendevo in giro, ma ti prego, lasciati anche prendere in giro serenamente, con leggerezza qui nel blog, credo sia anche piacevole, anche serio a volte, non prendersi troppo sul serio, o si rischia di apparire davvero seriosi, non trovi?

Immagino che tu lo faccia anche con tuo figlio. L'immagine che porti, è divertente, si presta e ti assicuro che non è certo scenetta rara.

Potresti rispondere, una volta, così per divertimento proprio (ma sempre strumentale-educativo eh) in modo alternativo, che so:

"Hai studiato oggi?"

"Che cosa c'è per cena?"

"Le 14:55, ma non piove, c'é il sole".

Magari capisce immediatamente e non continua, magari si scoccia pure, così pure che reagisca ridendo e spezzando quella seriosa "non comunicazione", se già stai sorridendo tu, magari è più facile...ma può darsi che si intrappoli ulteriormente chiedendo spiegazione ed allora, beh, ti sarà facile divertirti nel dargliela, eheh.

Ogni bene,

un sorriso,

A.

22
25 Feb 2010
alle 14:33

sandra

@civis-non ci sarà mai secondo me, quella presa di coscienza che speri! Quell'asilo di Goito è gestito da suore,c'è solo da quest'anno un'insegnante laica preparata dalla curia.E' comunque una scuola finanziata con i soldi pubblici.Il sindaco dice che la premessa è d'obbligo, infatti le richieste sono maggiori dei posti disponibili,così chi non condivide può portare il proprio figlio altrove ,per esempio in un asilo statale dove ci sono 9 sezioni.Più spudoratamente di così non poteva esprimersi.Io comunque anche per l'esperienza vissuta,un figlio, in un asilo gestito da suore non lo manderei mai.

21
25 Feb 2010
alle 14:11

sandra

Divagare per divagare...forse il mio divagare era più pertinente del tuo,a mio avviso.Comunque scrivi giustamente quello che vuoi,ci mancherebbe. Mi sono risentita,non mi sono agitata ,anche se ho interpretato i tuoi commenti come un voler portare l'interesse altrove,aveva insomma il sapore della presa in giro.Un po' come quando chiedo a mio figlio se ha studiato e lui mi risponde:cosa c'è per cena?

Un tentativo di evadere , dal prendere in considerazione il paragone tra due intolleranze , entrambe ispirate alla tradizione.Diciamo che questa non era la tua intenzione,ma che è invece normale per te, arricchire così una discussione,non t'ho chiesto è vero cosa ne pensavi.....ho sbagliato nel dare per scontato che fosse ovvia un a risposta pertinente. .Comunque sulla gazzetta di Mantova c'è un articolo più ampio,non lo copio incollo perchè è piuttosto lungo, inserisco il link per chi volesse leggerlo.

 http://gazzettadimantova.gelocal.it/dettaglio/goito-lasilo-comunale-accetta-solo-bambini-cristiani/1868081

 

20
25 Feb 2010
alle 12:21

civis romanus sum

Ancora per enrico.

Ma dato che divaghi alquanto anche te ,,, e per saggiare con mano e per valutare anche per te il grado di abiezione nel quale si rotolano beatamente i seguaci della croce di Goito ,,, Cosa ne pensi dei tuoi amici di fede a Goito ?

Secondo te ,,, Fanno bene o male a precludere l'accesso ai bambini di altre fedi o di nessuna fede nell'asilo PUBBLICO ?

19
25 Feb 2010
alle 12:13

civis romanus sum

@ enrico.

A me non interessa granchè se sono cristiani "autentici" come dicie te o se ci si dichiarano solo per accaparrarsi qualche voto in questo paese di ignoranti, bigotti e superstiziosi nel quale regna ancora il papa re, come fa in pratica il tuo caro amico alieno .

E' compito della tua chiesa fare le giuste distinzioni e porre dei paletti alle pratiche incivili dei suoi adepti ,,, finti o veri che siano ,,, sanzionando gli incoerenti, ad esempio con la scomunica.

La scomunica appunto che sarebbe già efficace per quei cristiani che non si attengono alle comuni regole del vivere civile. Pratica felicemente adottata magari per sanzionare altri che se ne fregano delle minacce papali, mentre mai minacciata per i fascisti e per i nazisti che ammazzavano il prossimo ornati di croce e con il dio dei cristiani al loro seguito ( gott mit uns )  e nemmeno di fronte alla loro criminalità più efferata e dimostrata.

Ecco, enrico ,,, allora provvedi ad informare tu i tuoi preti della criminalità dei seguaci che delinquono a nome loro e spingili a prendere provvedimenti al più presto.

Che, per quanto mi riguarda non sperandoci assolutamente  per quanto so che gli fa comodo e lucro, fino a che non vedrò questa presa di coscienza da parte dei preti dell'intrinseca pericolosità della predicazione della loro religione ,,, tra i preti e i loro adepti finti o veri, non provvederò mai a fare distinzioni.

 

 

18
25 Feb 2010
alle 11:03

enrico

Crs

 Ma pensi davvero che degli autentici cristiani non vorrebbero atei, musulmani ecc nei loro asili?

Li prenderebbero volentierissimo, così potrebbero insegnargli le loro 'superstizioni', come le chiamate tu e i tuoi amici.

17
25 Feb 2010
alle 08:33

civis romanus sum

14. Il mio postare l'articolo di Goito, aveva lo scopo preciso di evidenziare un intolleranza,giustificata oltretutto,da una tradizione cristiana.Se in quel paese c'è una minoranza religiosa di altro culto e di altra tradizione,sarebbe con quel provvedimento tagliata fuori,esclusa ,emarginata,discriminata.A farlo, è proprio chi dovrebbe garantire parità dei diritti ai  cittadini,cristiani e non cristiani.In India cosa è successo?

Ben fatto e ben detto Sandra ,,, con l'evidenziare di questo crimine catto-razzista ( l'asilo di Goito ) hai rimesso al loro posto gli schiamazzi dei chierichetti in merito alle violenze che subiscono per le loro arroganze in India.

La stessa arroganza che ci mostrano in patria quando si arrogano il diritto di imporre agli altri la loro subcultura con la legge e senza la legge, per la presunta da loro detenzione dell'unica verità, dell'unico dio, dell'unica etica giusta insieme alla loro unica putrida morale .

Dovrebbero prendere esempio invece i cristiani da quello che la storia gli ha insegnato accadere immancabilmente quando si abbandonano ai loro ignobili esercizi di arroganza, ma essendo della materia storica ignoranti se non adusi alla sua falsificazione fin dalle origini bisogna rivendirgli spesso i ricordi ,,, e citargli magari di come già ai tempi di Adriano se ne conosceva bene l'indole dei preti cristiani e dei loro adepti : "S’ingrassino pure con i loro polli; io mi vergogno di parlare del modo come li covano " ( Adriano )

E prima di lui Tacito ne denunciava gli ignobili costumi e l'arte della sobillazione contro lo stato per la pretesa di imporre la loro unica subcultura in una civiltà ( quella romana ) tollerantissima e pluralista in materia religiosa .

E noi bisognerebbe che prendessimo esempio da Marco Aurelio e più ancora da Diocleziano per la maniera con la quale trattarli adeguatamente per impedirgli di nuocere al prossimo ,,, e forse è proprio questo che hanno fatto gli Indù alle prese con le loro pretpotenze: studiare dai classici e prenderne esempio.

Vale.

 

16
24 Feb 2010
alle 22:35

Alieno

Sandra, speravo che non diventasse ossessione anche tua.

Qui, in questo spazio, ciascuno è libero, so che la tua tolleranza e pazienza è ben più limitata di quanto io pensassi all'inizio, ma tocca accettarlo: ciascuno si esprime con educazione, senza volgarità, minacce personali e può dire per il resto, quel che vuole, in un esercizio di cultura democratica, adulta e civile.

Ovvero: io sono libero di relazionarmi al tuo messaggio come meglio credo.

Se voglio restare nel merito, ci resto, se voglio ampliare prospettive, non sei tu a dovermi dire come e quando, né ho obbligo io a sentirmi condizionato dal tuo punto di vista, né devo aver da te licenza per capire cosa è legittimo scriva.

E' una cultura della democrazia, della libertà, della civiltà, ma anche dell'equilibrio e della lucidità personale, che qui ad alcuni soggetti, purtroppo, manca. Sicura che vuoi essere tra loro?

Tu scrivi:

Il mio postare l'articolo di Goito, aveva lo scopo preciso di evidenziare un intolleranza,giustificata oltretutto,da una tradizione cristiana.

Ebbene, mi pare che il tuo scopo preciso nessuno te l'abbia impedito.

Perché vorresti ora impedirmi, liberamente, autonomamente, di far valido, giusto e buono per me, ciò che tu ti riconosci?

Dunque, anche io ho diritto e posso ricordarti, allora, che ciò che ti riconosci, mi devi riconoscere. Ovvero, io posso usare le tue parole precise e scriverti, adesso:

Il mio postare l'articolo di Goito, aveva lo scopo preciso di evidenziare un intolleranza,giustificata oltretutto da una tradizione di parte, fanatica, intollerante che applica sistematicamente doppio-peso e misura in modo palesemente partigiano, portando avanti la propria odiologia militante.

Io, insomma, non ti ho chiesto di rendere conto della tua intenzione, mi pare, ma sarai libera, autonoma, adulta nelle tue scelte, che posso contestare, naturalmente, a piacere, come puoi fare tu, ma non prendere la china delle paranoie, ti prego, comincinando deliri già conosciuti da tempo qui, dicendo "Hai inserito dei divagamenti", insomma, un po' di serietà Sandra: il tuo inserto su Goito, era un divagamento. Divagamenti che qui fanno in molti, ma è patetico che poi, chi le fa, si arroghi il diritto di salire sul pulpito senza repliche come questa.

Tu non ti devi mica giustificare con me per il tuo divagamento: non è ossessione mia quella, ma come fai poi, speculando a piacere, delirando cose come:

Hai divagato contro ogni logica, il problema istituzionale dell'intolleranza. Il mio vergognate, era mirato a quello che io ho letto come un depistaggio per non considerare il problema da me sollevato.

Questo del "depistaggio", naturalmente, è un teorema tuo, un tuo pregiudizio, così come quel tuo "hai divagato contro ogni logica" quando allora, potrei dire la stessa cosa del tuo inserto su Goito, non è vero?

Avrei potuto dire benissimo, sempre ricordandoti la tua pochezza per cui non concedi agli altri ciò che ti riservi di diritto, in merito al tuo appunto su Goito per criticar amminsitrazione di destra o cristianesimo, avrei potuto scrivere, proprio le tue parole:

Hai divagato contro ogni logica, il problema dell'intolleranza contro i cristiani nel mondo.

Avrei potuto anche scrivere: "VERGOGNATI!" oppure "NON CI PROVARE!"

E poi dirti pure che Il mio vergognate, era mirato a quello che io ho letto come un depistaggio per non considerare il problema da me sollevato.

Oppure depistaggio per depistare proprio il Tema del Blog, cioè la pace ed il rispetto dei cristiani.

Non mi pare che l'abbia fatto, ma allora scusa se ti dico schiettamente, che appare una tua certa partigianissima meschinità, una tua pregiudiziale poderosa, dove ciò che tu legittimi per te, per me diventa automaticamente motivo di "vergogna".

Ovvero, Sandra, scusa se ti faccio notare che è un atteggiamento molto scorretto, disonesto intellettualmente,

ipocrita.

Io non ho scritto che tu illogicamente hai "depistato". Avrei potuto, ma era solo una teoria che non mi avrebbe messo in condizione, in quanto ipotesi non dato oggettivo, di scriverti

"vergogna". Avrei potuto scrivere, per esempio, al massimo "se fosse così, se l'ipotesi che faccio del depistaggio fosse vera allora vergognati".

Tu invece, sei nella cultura del giustizialismo, del fanatismo e del pregiudizio, dunque la prudenza, l'onestà di un giudizio (almeno il tentativo) sono automaticamente scartate, sono impicci e questa, in così poco tempo qui che ci confrontiamo,

sta diventando una tua pessima abitudine che certo, non ti fa onore, non lo farebbe a nessuno, ma certo non a te che non sei scema, né ignorante (altrimenti, che te le spiegherei poi a fare queste cosette?).

Vedi di darti una calmata: sei troppo agitata, hai troppa fretta di sputar sentenze, hai troppa premura di farti assolutista portatrice di verità. Non saresti la prima, fuori da qui, tanto meno qui,

ma io credo che tu, donna, puoi farcela a spostare un po' più in là certi steccati e paletti del pregiudizio, a vantaggio di una ragione e di un dialogo più civile ed armonioso, che possa insomma aver costruttività e rincuorarci anche in questo,

perché laddove noi falliamo qui, in questo spazio, allora noi ci arrendiamo fuori da qui, dove la pressione, la difficoltà, la tentazione, è ben più forte.

E' questo che vuoi dimostrare?

Alieno

15
24 Feb 2010
alle 22:12

Alieno

Allora, ho tribolato non poco per rintracciare la tua fonte, Sandra. Sicché fai il piacere, per educazione e miglior possibilità nel dialogo, di citare la fonte la prossima volta.

Parrebbe (correggimi se sbaglio) che la tua fonte sia di tal Antonio Rispoli, almeno originariamente, anche se poi l'articolo può essere rimbalzato ovunque, che scriveva così:

Goito (Mn): all'asilo possono andare solo i cristianidi: Antonio RispoliGOITO (MANTOVA) - Ancora una volta una amministrazione locale di destra si distingue per la creazione di una normativa discriminatoria. In questo caso, si tratta del regolamento dell'asilo comunale del comune di Goito, paesino in provincia di Mantova. All'articolo 1 c'è scritto che possono accedere all'asilo solo bambini appartenenti a famiglie che accettano "l'ispirazione cristiana della vita". Il che significa escludere sicuramente una gran fetta degli immigrati, per lo più di religione islamica o indù. Ma potrebbe escludere anche molti italiani. Perchè che significa una famiglia di "ispirazione cristiana"? I divorziati sono considerati tali? E i separati? E i conviventi?
La norma è stata approvata a maggioranza nel Consiglio Comunale di Goito, dalla maggioranza Pdl, Lega ed Udc. Il sindaco, Anita Marchetti, ha detto che "pur essendo l'asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo"; di conseguenza non c'è nulla di incostituzionale, secondo lei, nell'approvare una tale norma. Che è giustificata quindi da una tradizione. L'opposizione ha inviato un esposto all'Anci, chiedendo all'associazione di fare pressione sull'amministrazione comunale affinchè questo regolamento non venga applicato.

Sembra proprio trattarsi dello stesso e spero che la mia faticosa ricerca non sia stata vana.

Ora, un paio di considerazioni da fare sul modo di fare (dis)informazione che è indistinta dal commento: informazione e commento si fondono insieme e passano come "informazione", però poi a ben vedere, non è proprio un vero fare informazione, ma informazione già elaborata, già opinione, non informazione e soprattutto, anche con strumentali aggiunte all'informazione, come ho evidenziato nel grassetto-sottolineato.

Dunque si legge

all'asilo possono andare SOLO i cristiani

Non entro nel merito dei torti e delle ragioni. Colgo l'occasione per evidenziare il modo di fare informazione: quel "SOLO" è informazione o strumentalizzazione arbitraria di una informazione per ottenere una finalità altra?

Quale? Beh, anche se nell'articolo non si distingue l'informazione dall'opinione (né è obbligatorio, uno può benissimo scrivere l'opinione che vuole), è utile leggere il passaggio che spiega a cosa servisse quell'inserimento del "SOLO" cristiani, si vede subito, occorre per scrivere infatti:

"Ancora una volta una amministrazione locale di destra .."

Ora: più in basso si legge che il consiglio comunale, però, non sia proprio di destra, macché. La maggioranza è PDL (che non è "destra", ma di centro-destra), Lega (che non è destra ma federalismo e per dirla tutta, una grandissima parte di chi vota sono spesso elettori che una volta furono il proletariato di sinistra o nei quadri dirigenti c'è chi proviene infatti storicamente dal partito comunista italiano, vedi Maroni sol per dirne uno e del resto, la "destra" ha geneticamente valori di "patriottismo" e di "nazionalismo" che con la Lega non vanno poi così d'accordo, non è vero?) e Udc (che è centro-centro, si protrebbe dire).

Se però si vuole adottare il sinistro-centrismo, cioé quell'attitudine culturale-intellettuale di ego-centrismo della sinsitra, effettivamente, anche uno di centro, di centro destra è a "destra", essendo la sinistra il centro dell'universo buono e giusto, chi è più a sinistra è compagno che sbaglia o che esagera, gli altri "destra" e punto. Che siano poi Lega, Udc, PdL o forza Nuova o un redivivo partito neo-fascista, è un fatto irrilevante, sono comunque "le destre", in nemici, i mostri, ponendo che "sinistra" è il riferimento cui riferirsi relativamente, praticamente il Sole su cui ruoterebbe tutto (il Sol dell'avvenire suppongo, eheh).

Ma questi sono dettagli e non sfugge alle semplificazioni nemmeno chi si pone diversamente dalle "sinistre", naturalmente. Interessa quel dato che subito viene posto: "SOLO" i cristiani possono andare all'asilo.

Questo orienta immediatamente il lettore in un modo particolare.

Ma è una opinione, è già l'elaborazione dell'informazione.

Vogliamo sentire anche altre campane? Vogliamo altri dati per formulare un giudizio autonomo, libero, non pre-condizionato così poderosamente?

Ecco un dato da aggiungere, per fare esempio:

"All'asilo comunale di Goito si accetta chiunque, indipendente dalla religione che professa, dalla razza o dalla nazionalità, e ci mancherebbe altro! Se uno è musulmano o laico nessuno lo manda via!"

A dirlo è il vicesindaco di Goito Ugo Coffani. In un percorso per formarsi un giudizio, in qualsiasi processo, in una qualsiasi cultura che voglia dirsi civile, sempre bisogna prima ascoltare le parti, accusa o difesa che siano. Dopo di ché, se bastano le informazioni raccolte, si tira la somma e si trae un giudizio che non è solo raffazzonato o in onor di un pre-giudizio.

Che attenzione, è un pre-giudizio che in quanto tale, è statico, non dinamico e può dunque accordarsi con un vero giudizio, ma ciò accade anche all'orologio guasto e fermo: ben che vada, almeno un paio di volte al giorno coincide con l'ora esatta. Questo comunque non toglie nulla al fatto che è un orologio inaffidabile, inservibile e rotto.

Altri dati che mancano all'appello?

Sul territorio ci sono 4 asili statali ed uno paritario comunale, uno oltre i quattro che è gestito dalle suore orsoline, indipendente e non è che sia obbligatorio mandare i propri bimbi lì, così come non è obbligatorio che uno mandi i propri figli ad una scuola paritaria cattolica del resto.

Questo fatto, che sul territorio esista un asilo gestito dalle suore, la sinistra non l'hai mai digerito. Non lo sopportano perché l'idea che ci possa essere un'insegnante cattolica LAICA, di chiara ispirazione cattolica li fa impazzire.

L'idea di laicità, purtroppo, a sinistra è scomoda. Si vorrebbe l'affermazione del progetto educativo "laicista" che meglio risponde allo scopo. Asili dove magari, la mastrina di turno evita come la peste presepi, toglie stelle comete, i canti di natale diventano politically correct e si parla di feste della luce e non si allude, per dire, alla famiglia secondo concezione cristiano-cattolica  tradizionale, etero, ma vagheggiando per non urtare la sensibilità di gay e via discorrendo.

Resta il fatto che l'asilo gestito dalle suore, non è obbligatorio che sia utilizzato, è una scelta, una laicissima scelta di poter scegliere in un offerta in cui ci sono più asili.

Ancora: il consiglio comunale ha approvato un regolamento in cui si spiega che la scuola accoglie i bambini regolarmente iscritti dalle famiglie "in una visione cristiana della vista, n collaborazione con i genitori".

Ovvero, i genitori, spiega l'assessore alla Cultura interpellato, "devono accettare il regolamento della scuola, ma senza l'obbligo di professare alcuna fede religiosa"-

Requisito che non è richiesto nemmeno nelle scuole confessionali, del resto.

Ora mi domando: ha diritto o no, un genitore, che ha dei compiti e delle responsabilità educative, di scegliere una scuola dove l'impostazione si ispira ai valori cristiani?

Parrebbe di no. Perché la cultura laica, che naturalmente non avrebbe nulla da obiettare nella libertà di questa scelta offerta, non è della "sinistra" (e non solo) che sta protestando, accusando beceramente di segregazionismo, discriminazioni, razzismi.. la loro è una cultura non laica, ma radicalmente "laicista" che è ben altra cosa della proposta laica.

Naturalmente, farci su la tifoseria di stadio, da invasati già berciando (l'informazione, il giudizio, il dibattito, il dialogo, un qualsiasi processo logico possibile, un confronto, da questi invasati è superato, è perdita di tempo, si passa direttamente al pre-giudizio) è utilissimo a chi porta avanti il jhad dell'anti-clericalismo a prescindere, ma anche di chi sempre ha visto la proposta e l'ispirazione cattolica, come un ostacolo che il pensiero laico non considera tale, né estrometterebbe mai, mentre il laicismo lo vede fanaticamente, pregiudizialmente come un dito in un occhio (eufemismo tanto dir dito, tanto occhio) e dunque è in tutta la sua intolleranza che lo vediamo far casino. Buttarla poi sul tema sensibile "immigrazione", fa parte della strategia naturalmente. E così legittimarsi in accuse pregiduziali, esagerate, amplificate, lanciando allarmi, facendo raccolte, tam-tam, portando avanti l'odiologia militante, che continuamente si auto-alimenta di questo, si compiace, costruendo casi su casi fondati sul pregiudizio.

Ma tradotto è solo tifoseria da stadio, roba da invasati, in particolare è "propaganda politica", siamo sempre in campagna politica permamente per l'odiologia militante e per l'anti-clericalismo iper-attivista, ma come si sa, qui effettivamente c'è in ballo la campagna elettorale delle Regionali che contrappongo testimoni chiave come la Bonino, la Bresso...

ovvero: si sta ovviamente facendo propaganda a tambur battente (già cominciata da un pezzo) dipigendo la Chiesa e la valorialità della proposta cattolica come oggetto di disprezzo, come "pericolosa", "ingiusta" e "retograda".

Io preferisco nn esprimermi sul giudizio in sé, della decisione del consiglio comunale. Non mi fido, devo ammetterlo, di nessuna delle due narrazioni a sufficienza.

Genericamente, astrattamente, ragionando per principi generali, se è legittima una scuola pubblica che propone di sbarazzarsi di crocifissi, presepi, di cultura e tradizione cattolica, già educando spesso precocemente, all'immagine dispregiativa della Chiesa Cattolica, legittimo anche costruire un'alternativa allora, che fa l'opposto.

O non è legittimo nemmeno un laicismo anti-cattolico o lo è un progetto cattolico. E però, mi pare che qui sia evidente il programma strumentale che funziona coi doppi pesi e le doppie misure. Per me è un caso ormai montato strumentalmente, volutamente e fintanto che non ritorna un clima sereno,

è bene restare prudenti sui giudizi assoluti, sulle conclusioni esagerate e definitive, per fare un processo, occorre lucidità, calma, occorre la ragione di un giudizio e non il pregiudizio.

Al momento mi pare una ragione ridotta in ragione del clima acceso della campagna elettorale con troppi tifosi ultras che si parlano addosso, urlando.

Pace agli uomini di buona volontà,

Gesù sia con ogni piccolo fratello di fede

e come sappiamo, con TUTTI i bambini (l'essere bambini, è una condizione che basta ed avanza per essere di Cristo e poveri noi adulti, piuttosto, dove li allontaniamo da Cristo!).

Alieno

 

 

14
24 Feb 2010
alle 22:01

sandra

Certo!Sempre m'interesso ai pensieri altrui.Purchè non divaghi come nel post sopra.Hai inserito dei divagamenti, non ampliamenti alla prospettiva della discussione.Il mio postare l'articolo di Goito, aveva lo scopo preciso di evidenziare un intolleranza,giustificata oltretutto,da una tradizione cristiana.Se in quel paese c'è una minoranza religiosa di altro culto e di altra tradizione,sarebbe con quel provvedimento tagliata fuori,esclusa ,emarginata,discriminata.A farlo, è proprio chi dovrebbe garantire parità dei diritti ai  cittadini,cristiani e non cristiani.In India cosa è successo?

E' uscita per sbaglio o con l'intenzione, una foto di Gesù fricchettone in un libro di testo.Ai reclami è subito scattato il provvedimento di ritirare i testi, ed è partita la denuncia contro l'editore.

Conseguentemente a questa reazione degli organi di polizia,  gli indù integralisti  hanno attaccato i manifesti della foto dello scandalo. Nel luogo dove è accaduto il fatto i cristiani non sono una minoranza ,ma lo sono in India comunque.Ed  è una lunga storia quella per cui negli ultimi anni si è accentuato un fanatismo Indù.Il fanatismo induista perseguita i cristiani sotto svariate forme,quando non lo fa con le aggressioni ,lo fa con il benestare degli organi di legge....Allora,guarda Enrico per esempio, come riconosce l'ingiustizia quando sono i cristiani a subirla!

I cristiani, rovesciano una tradizione induista che vuole i fuori casta come dei reietti. Si adoperano per sollevare la dignità degli ultimi,e questo non è gradito in una nazione che ha le sue  tradizioni.Non sto a dire se è bene o male! Non sto qui a discutere il fondamentalismo indù,piuttosto capire le intolleranze ogni qual volta le riconosco.Per quanto riguarda l'uso e l'abuso che la tradizione fa della cristianità,puoi leggerti il mio 54 a proposito della Fallaci nell'altra discussione,rende perfettamente l'idea di come si possono ingannare le carognate vestendole di innocenti e buoni propositi.Che lo abbia fatto la Fallaci che pure era un personaggio.....conta per se stessa.Che lo faccia un sindaco in un comune Italiano è vergognoso tanto quanto un fondamentalista indù, che attacca un manifesto provocatorio per far dispetto alla minoranza.

In effetti,non hai detto il tuo pensiero nè sugli scontri in India,e nemmeno sul comune di Goito.Hai divagato contro ogni logica, il problema istituzionale dell'intolleranza. Il mio vergognate, era mirato a quello che io ho letto come un depistaggio per non considerare il problema da me sollevato.

 

 

13
24 Feb 2010
alle 20:55

Alieno

Sandra, scrivi:

"non ce provà più a giustificà cose come questa ,con gli argomenti da te sopra citati,so gnorante si ,che ho fatto solo 2 anni di scuola superiore e quindi c'ho la terza media,ma guarda che non sò per niente scema" Vergognateeeeeeee!!! 

Calmati, Sandra: ti agiti troppo e troppo facilmente ti comporti da invasata. Ed in questo, comportandoti in modo scemo ed ignorante o per lo meno, indistinguibile da chi lo è davvero e mi pare che tu ti faccia torto, visto che non ti riconosco le attenuanti generiche di essere davvero scema, né ignorante.

E siccome l'italiano sei in grado di leggerlo, né sei scema per esserti impedita la comprensione del testo, sei adulta e capace di intendere di volere, non troverai nulla che giustifichi il tuo nuovo delirio in cui dirmi di vergognarmi (e de che?!!).

"non ce provà più a giustificà cose come questa .." mi scrivi scattando con l'automatismo del condizionamento odiologico che evidentemente ti intossica e ti rende simile alla cavia di Pavlov parrebbe, solo che io non ho espresso una mia posizione sul fatto e tu applichi, naturalmente, un "pregiudizio" non avendo alcun interesse al mio giudizio, né ritenendo sia necessario averne uno: a te basta il pregiudizio, basta ed avanza.

Ovvero: prima di scrivere qualcosa tipo "vergognate" o "non ce provà a giustificà.." eccetera delirando, avresti dovuto aver almeno la decenza di chiedermi, per esempio, come la penso sull'episodio.

Solo che a te, dicevo, pare una perdita di tempo evidentemente, un simile procedimento: basta il pre-giudizio, cioé quello che hai ben con te prima di chiedere, sapere, dibattere o dialogare. E scatti come il cane di Pavlov, già salivando. Solo che quella cavia, subisce il condizionamento indotto da una limitata capacità di ragione, di buon senso per non cadere in trappole di automatismi e di pregiudizio, mentre tu, Sandra,

non sei scema, non sei ignorante e non sei un animale. Cioé hai delle responsabilità, ti piaccia o dispiaccia, per cui poterti e doverti distinguere appunto.

Allora mi costringi a trattarti da scema, una scema che non sei affatto, ma in fondo l'automatismo del condizionamento odiologico, finisce per ridurre la ragione di un giudizio e le capacità umane e dunque è frustrante anche per me, dover riportarti alla ragione e "svegliarti", reagendo ai facili condizionamenti che porti con te.

Ho cominciato il messaggio così:

Sandra, forse il "filone" che fai in chiusa parlando di Goito (Mn), merita di essere approfondito ampliando le prospettive a senso unico.

Ho scritto qualcosa in merito al giudizio di quello che tu scrivi, per dirmi che sto "giustificando" o che debba vergognarmi?

Macché. Anzi, da quello che si può comprendere, invece, si comprende che il tema merita approfondimento, è meritevole, è un argomento serio. Non c'è affatto un mio minimizzare o un mio giustificare, c'é semmai chiaro l'intento ad approfondire e avere uno sguardo ampio d'insieme, generale, non lavorando a compartimenti stagni, settori, particolari. Il mio racconto, non destituisce il tuo, semmai lo arricchisce.

Siccome ormai ho dovuto prendere atto che il tuo condizionamento è potente e che ti vuoi così simile e solidale non a caso, con altri soggetti invasati, nel dubbio che tu traessi con eguale metodo, conclusioni arbitrarie esagerate, non ragionevoli, imprudenti,

in fondo ho ribadito il concetto, cercando di avere un dialogo serio (e non serioso!) per una migliore comprensione reciproca e così spiegavo il punto dove dinanzi ai problemi, agli sbagli, ai torti, alle ingiustizie, non possiamo relazionarci in base alle tifoserie, ai colori ideologici, dobbiamo essere seri, onesti, non seriosi invasati.

Dunque lo scrivo e lo riscrivo: tu non sei affatto scema.

Ma quando hai finito di recitare il copione della scema, quando ti sei calmata e liberata dai tuoi solidi pregiudizi,

magari possiamo perfino parlare ragionando e chissà, magari potrai farti un "giudizio" sensato.

Allora: prima di scrivere "vergognateeeee!!!" abbi la decenza almeno di chiedere cosa ne penso del caso, fai almeno finta di ragionare con me. DOPO magari, puoi scrivermi pure "vergognateee" o "non ce provà più a giustificà..", ma ci sarà almeno una flebile possibilità DOPO e non PRIMA che il tuo sia davvero un libero, autonomo, adulto giudizio e non un pregiudizio scemo che non ti fa certo onore e credimi,

meriti di meglio di quello che scrivi.

Sicché te lo chiedo con semplicità, da persona a persona: ti interessa sapere cosa ne penso?

Ogni bene (ti renda più saggia),

A.

12
24 Feb 2010
alle 18:07

Michele

al numero 5 mi permetto sottolineare come l'arroganza di questi "padani" non nasca dall'essere cristiani, ma secondo me prende l'alibi delle radici cristiane per discriminare i bambini stranieri. Fossi un fedele della zona mi incavolerei e molto, il cristianesimo è accoglienza, amore e non discriminazione.

Insomma il cristianesimo a volte, purtroppo, diventa un alibi.

Saluti  

11
23 Feb 2010
alle 22:53

sandra

Cocchino!!!! senti a me!I problemi interni alla scuole ,le incomprensioni tra gli insegnanti,i direttori, ed i genitori dei bimbi o ragazzi che vanno a scuola,ci sono sempre stati,per i motivi più incredibili,sono cose che vanno chiarite,tra la scuola e il genitore,caso mai interviene il provveditore.Sono problemi tra persone che hanno o dovrebbero avere in comune l'educazione dei ragazzi.Ci sono genitori che rompono per le cose più incredibili e laureati cretini abilitati all'insegnamento ,che se li metti in cima al monte, solo con l'erba che ci cresce, son capaci di morire di fame in meno di una settimana, tanto sono inetti.Ma che c'entra con l'articolo che ho postato io, che oltretutto è di oggi?Qui si evidenzia l'incostituzionalità da parte dell'amministrazione pubblica.oooooooooooohhh.Un sindaco per dindirindina!!!!Che mi vai a confondere? Non stiamo parlando delle problematiche interne alla scuola.L'articolo che ho postato è un chiaro esempio d'intolleranza legittimata,in nome di una tradizione.Carino!! Stiamo parlando di gente che la costituzione se la porta al cesso!così come ci si porta la bandiera!Non ci sono parole, per definire la giunta che ha deliberato un' indecenza di questo genere.Se poi qualcuno s'incazza,..... e mi pare anche normale oltre che giusto,se qualcuno reagisce e nascono i disordini,c'è un motivo ed è un buon motivo!!A queste provocazioni bisogna rispondere,perchè non vengono da ordinari cittadini, ignoranti della legge o delle regole comportamentali civili,vengono dalle istituzioni che sono lì a garantire le regole costituzionali su tutto il territorio Italiano! I_T_A_L_I_A_N_O!!!.Siamo in Italiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaa!!!

"non ce provà più a giustificà cose come questa ,con gli argomenti da te sopra citati,so gnorante si ,che ho fatto solo 2 anni di scuola superiore e quindi c'ho la terza media,ma guarda che non sò per niente scema" Vergognateeeeeeee!!! 

10
23 Feb 2010
alle 21:31

Alieno

Sandra, forse il "filone" che fai in chiusa parlando di Goito (Mn), merita di essere approfondito ampliando le prospettive a senso unico.

Per esempio, nel 2008 accadeva questo:

«Sono stati trovati volantini di protesta contro la riforma della scuola persino nei cestini della merenda dei bambini delle materne»: così, con queste parole, il provveditore agli studi di Bari, Giovanni Lacoppola, lancia l’allarme strumentalizzazioni e dice senza mezzi termini che «sono stati coinvolti anche gli alunni più piccoli». «Ho visto quei manifestini e mi è sembrato giusto intervenire», dichiara il dirigente scolastico. Il quale, a proposito del volantinaggio negli istituti, ha trasmesso una nota al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
Ma non solo. Lacoppola ha pensato bene di scrivere direttamente una lettera aperta a insegnanti e presidi. «Il particolare momento che la scuola italiana sta vivendo – si legge in quelle due pagine – mi spinge a rivolgermi a Voi che siete l’anima del processo di formazione e crescita dei nostri ragazzi affinché non siano strumentalizzati nei prossimi giorni di sciopero». Insomma, un vero e proprio appello. «Perché ci sono molti studenti che non sanno neanche perché stanno scioperando: in questo modo stiamo solo sciupando molte ore di lezione».
I timori sono lievitati dopo la notizia dei volantini nei cestini della merenda dei più piccoli: «Sono stati trovati da alcuni insegnanti e anche da diversi genitori, che si sentono giustamente preoccupati e hanno chiesto spiegazioni», racconta il provveditore. «A questo punto mi è sembrato doveroso lanciare l’allarme». Nella lettera aperta Lacoppola chiede il contributo di prof e presidi «perché le difficoltà che la nostra scuola è chiamata ad affrontare possano essere superate in un clima di serenità e dialogo»; e ancora: «La libera manifestazione del proprio pensiero è un diritto sancito dalla Costituzione, ma è opportuno non dimenticare il diritto degli studenti a frequentare ogni giorno la scuola».
Il provveditore si è insediato solo a settembre ma ha già scatenato un terremoto. Oltre a lanciare l’allarme strumentalizzazioni ha anche avviato una battaglia per la trasparenza nella graduatoria dei precari. Negli ultimi giorni, dopo diverse segnalazioni anonime, è spuntata infatti l’ombra di irregolarità: il sospetto è che siano state fatte dichiarazioni false per scalare posizioni approfittando dell’autocertificazione. Lacoppola ha avviato un’inchiesta interna e istituito una task force che dovrà esaminare le domande.
«Si tratta di una commissione composta da ottimi collaboratori: si sono subito messi al lavoro, anche perché non c’è tempo da perdere in vista dell’assegnazione degli incarichi». Sono stati individuati già due casi sospetti, uno dei quali è finito in un esposto in Procura. «Un atto dovuto», dice Lacoppola, che anche questa volta ha lanciato un appello pubblicato sul sito del provveditorato e ha invitato a rompere il silenzio e a segnalare eventuali irregolarità. «L’obiettivo è tutelare quelli che si sono comportati correttamente e purtroppo c’è il timore che il fenomeno sia molto diffuso».

I cattivi mastri che usano i bambini per fare propaganda, li conosciamo da tempo, l'articolo sopra era dell'Ottobre 2008 in ogni caso.

Altro art. interessante che pesco dalla rete è questo:

I prof che fanno politica sinistra: dopo la versione di latino il problema di matematica contro Berlusconi.

Avevamo già parlato dell’indecento uso delle materie scolastiche per fare propaganda antiberlusconiana quando ci fu il caso della versione di latino palesemente contro il premier. Ma la sinistra è meravigliosamente avanti e riesce a trovare sempre nuovi mezzi per fare propaganda.

Il fatto è questo: un prof di Adria si è inventato, per insegnare la discliplina della gematria che collega sequenze di lettere a sequenze di numeri, un problema partendo da una falsa notizia di giornale nella quale si dichiara che secondo la moglie di Berlusconi suo marito è perverso, sedotto da una fotomodella diciottenne, e che si augura finisca in galera.

Sono veramente dei geni del male: pure con la matematica si inventano mezzi per attaccare Berlusconi. Il professore in questione è stato redarguito dal preside (ma alla fine finirà tutto a tarallucci e vino) lunedì a scuola era tutto contento per l’aggressione al premier (e gaudente segnalava a tutti che un famoso matematico si chiamava Tartaglia).

Ma d’altronde come si evince dall’articolo non è una novita la scuola infestata da cattivi maestri: in tutta Italia è un crescendo di professori che dalle elementari ai licei fanno propaganda e che in questi giorni fanno notare che Berlusconi se l’è cercata, che bisognava studiare meglio l’attentato, che è stata una montatura, che per il paese sarebbe stato meglio fosse finito ucciso.

Vergogne di tutti i giorni nelle scuole che ovviamente nessuno segnalerà fino alla prossima invenzione sinistra: magari un esercizio di ginnastica contro Berlusconi.

----

Non c'è fine alla fantasia perversa dei militanti dell'odiologia.

O questo:

Volantinaggio nelle scuole, Zenobi: Propaganda alle spalle dei genitori.

"Alcuni genitori di bambini ci segnalano un fatto accaduto presso la scuola elementare campus di Marotta".

Alcuni genitori di bambini che frequentano le scuole elementari del comune di Mondolfo ci segnalano un fatto accaduto presso la scuola elementare campus di Marotta che ha suscitato in loro un autentico fastidio, esprimendoci tutta la loro contrarietà e il fermo intento di non lasciar passare inosservato un comportamento di alcuni insegnanti elementari giudicato sopra le righe e fuori luogo. In effetti pensiamo che questi genitori abbiano ragione di lamentarsi: pochi giorni fa infatti, all’interno del suddetto plesso scolastico, è stato effettuato da parte degli insegnanti un volantinaggio tra i piccoli delle scuole elementari, ai quali è stato consegnato un breve comunicato da veicolare ai rispettivi genitori, con indicazioni e posizioni per una assemblea da tenersi da li a pochi giorni di distanza, in cui discutere gli ultimi provvedimenti del governo in materia scuola.

 

 

Tale attività di volantinaggio sarebbe inoltre stata effettuata in orario di lezione, tra la prima e la seconda campanella, quando è consentito uscire un po’ prima ai bambini che devono prendere i mezzi pubblici. Concordiamo sul fatto che questo comportamento, così come ci è stato raccontato essere avvenuto, non sia corretto per due motivi: innanzitutto le scuole, specie quelle dei ragazzi più piccoli, sono luoghi in cui la politica in generale e le sue attività connesse (poiché di questo si è trattato, anche se il volantino appare furbescamente scritto in un tono “quasi” neutrale) debbono restarne fuori il più possibile.

 

 

Il volantinaggio si fa fuori dalle scuole, incontrando a viso aperto le facce dei genitori, che possono anche rifiutare invece che ritrovarsi il volantino dentro lo zaino dei figli, e lo si fa utilizzando il proprio tempo dopo il lavoro senza scappare via subito per il pranzo e non sprecando quello riservato all’orario di lezione, anche se nella confusione delle due campanelle fare lezione può apparire un eufemismo: i principii vanno rispettati fino in fondo poiché sono anche simboli di buon comportamento.

 

 

In secondo luogo, al di la del fatto in questione, che certamente non ha la stessa gravità delle tristi scene viste in TV con i bimbetti alla testa di corte urlanti, usati, viene il caso di dire, a mò di “scudo umano”, sta invece un secondo atteggiamento, più subdolo e insidioso: quello del genitore che si trova il bimbo di 10 anni che a un tratto esclama: io non voglio un solo maestro! Questo infatti accade anche da noi; ed allora la questione non è solo quella di un volantinaggio un po’ birbone che magari lascia il tempo che trova (anche se come abbiamo detto prima i simboli contano); qui compare un sistema di inculturazione e di propaganda strisciante, fatto alle spalle dei genitori, che non hanno modo di verificare e impedire ciò che ai bimbi viene detto o insegnato e che esula invece dalle loro coscienze di creature semplici e ingenue.

 

 

Il messaggio dunque deve essere chiaro, fermo e deciso verso tutti i maestri: fate il vostro dovere di insegnanti con coscienza e scrupolo e quindi tenete lontano dai nostri figli le vostre bagarre sindacali e politiche, poiché anche noi grandi ne facciamo volentieri a meno!

 


Dany Zenobi e Carlo Diotallevi

consiglieri comunali Mondolfo

Una campagna di odio che procede senza scrupolo, anzi, aumenta di misura via via che non ottiene lo scopo: il condizionamento della propaganda.

Questo è del 2010:

Campagna elettorale a scuola: show su Berlusconi "mafioso" Reggio Emilia, studenti a teatro per una lezione contro il premier. E in classe il prof rincara: "Le prove? Mangano era il suo stalliere"Chiamatela associazione di idee. In classe si parla di impero romano e spunta lui, Silvio l’imperatore. La classe si riunisce a teatro per la presentazione di un libro sulla mafia e il passo per parlare di Berlusconi è veloce come un salto, triplo e carpiato magari, ma efficace. Reggio Emilia, comune di Castelnovo ne’ Monti. La preside dell’istituto di Istruzione superiore Cattaneo Dall’Aglio si chiama Paola Bacci ed è una tesserata del Pd, membro del comitato direttivo della sezione cittadina. Sua sorella Rosanna è stata sindaco comunista di Ligonchio, il paese di Iva Zanicchi. Non è la prima volta che fa parlar di sé, Bacci Paola. Già nell’ottobre scorso, la sua scuola finì nel mirino del Pdl per quelle lezioni che il professore di lettere trasformava in comizi. Lei fece spallucce, continuando a cercare la spallata.
Fino a venerdì scorso. Libera uscita per una quindicina di classi, reclutate per partecipare a uno spazio culturale. Tutti a teatro, c’è Antonio Roccuzzo che presenta il suo libro, si intitola «l’Italia a pezzi» e accosta Catania e Reggio Emilia mettendo in guardia dalla «sicilianizzazione del nord», e cioè dal diffondersi, qui pure, della mentalità paramafiosa del Sud. Roccuzzo, caporedattore del Tg La7, il suo libro l’ha già presentato qua e là. Fra una tappa a radio radicale e una al monastero dei Benedettini di Catania, è stato anche alla Feltrinelli di Palermo, dove fra gli ospiti d’onore della serata c’era il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, il magistrato che presenzia alle manifestazioni dei giustizialisti Di Pietro e Travaglio. A Milano invece è stato invitato dall’associazione Libera, relatori con lui, fra gli altri, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro e il giornalista di Annozero Sandro Ruotolo, non esattamente amici del centrodestra, per usare un eufemismo. La tappa reggiana, non fa una piega, è stata con gli studenti. Sul palco, Roccuzzo viene intervistato dai ragazzi che fanno il giornalino della scuola. Il racket, le organizzazioni criminali, il loro dilagare nel Paese. Di risposta in risposta fino ai concetti chiave. La mafia si annida ormai anche nel ventre pasciuto dell’Emilia, annota il giornalista, che poi avverte: se in tempi di recessione in Sicilia si riaccende l’autonomismo, la roccaforte della sinistra italiana cede alle lusinghe della Lega. Dal Senatùr al premier è un attimo. «Ognuno è libero di votare chi vuole», concede. E però: «La Lega non mi piace e Berlusconi nemmeno», non fosse altro che il premier «concentra nelle sue mani l’80 per cento del potere in Italia». In platea gli studenti si danno di gomito, «questo è di sinistra». Del resto qui «quasi tutti lo sono, non ci stupiamo più di niente» raccontano all’uscita.
Il giorno dopo in classe la solfa ricomincia. Ci pensa il solito prof di lettere, quello che la storia la insegna rapportandola sempre all’attualità, e l’attualità la racconta sempre da suo punto di vista. Del resto lo spiega lui stesso, a chi gli suggerisce di non fare politica in classe: «Non sono qui per fare propaganda e le vostre idee ormai sono formate», ecco, beati questi adolescenti che già sanno con chi stare. Però: «È normale che dalle parole di ognuno emerga qual è il suo pensiero». È normale e qui è proprio facile, visto che il prof insiste sull’anomalia di un premier che controlla Mediaset e pure la Rai, e poi, tanto per stare al tema dell’incontro a teatro, non sarà mafioso, «non ci sono le prove», ma qualche sospetto lo suscita, se ad Arcore il suo stalliere si chiamava Vittorio Mangano, lui sì condannato per mafia.
«È stato oltrepassato il limite - scrive in una nota il consigliere regionale e capolista del Pdl a Reggio Emilia Fabio Filippi -. In quella scuola un paio d’anni fa un sedicenne venne addirittura aggredito e insultato perché dichiaratamente non di sinistra, senza che la preside sprecasse una sola parola di solidarietà. Poi vennero la propaganda anti-Moratti e anti-Gelmini. Adesso si scredita la figura istituzionale del presidente del Consiglio lasciando intendere legami con la mafia. Mi aspetto seri provvedimenti». L’ultima volta la preside replicò così: «Difendo e sostengo i miei docenti». È la campagna elettorale, baby.

----

Per non parlare del tema "cristiano", dove l'inculcazione odiologia, parte dalla presunzione di essere più realisti del re:

Bufera a LeonessaLa direttrice abolisce
la festa di Natale a scuola

Deciso per rispetto dei piccoli islamici. Ma nessuno di loro aveva preteso nulla. Primo cittadino contrario: "Qui gli immigrati sono perfettamente integrati".

LEONESSA - Niente Messa all'interno della scuola, albero di Natale senza stella cometa e recita "minimal" senza riferimenti alla festività cristiana. Queste alcune delle decisioni assunte dalla Preside Gabriella Serva, dell'istituto comprensivo della cittadina di Leonessa, in provincia di Rieti, pare per venire incontro alle esigenze di tre alunni musulmani. «Ma il problema non sussiste assolutamente - ribatte il Sindaco, Paolo Trancassini, inondato dalle proteste dei genitori imbufaliti - è una decisione irrazionale perché i nostri musulmani sono perfettamente integrati, sono leonessani, nulla chiedono e nulla pretendono». Evidentemente però la dirigente scolastica, più realista del re, ha pensato che l'integrazione a Leonessa si dovesse fare mettendo in soffitta i simboli del Natale, senza valutare le conseguenze. E si che qualche consiglio l'aveva pure ricevuto.

«Ho più volte suggerito alla preside di non assumere questa decisione in questo particolare momento storico - spiega ancora il primo cittadino - è una scelta inopportuna ma assolutamente solitaria. Ho ascoltato infatti il corpo docente e nessuno è d'accordo». Fatto sta però che nell'istituto comprensivo di Leonessa da quest'anno le tradizioni degli ultimi decenni verranno stravolte in un sol colpo. «Uno scandalo vero e proprio» anche secondo il Pdl reatino che, con il consigliere provinciale leonessano doc, Ruggero Zelli, si fa portavoce del sentimento di disapprovazione popolare. «Non sta né in cielo né in terra prendere questo tipo di decisioni in un territorio in cui l'integrazione, almeno fino ad oggi, non ha rappresentato mai un problema. Noi ci opporremo in ogni modo».

E nel frattempo in paese non si parla d'altro. La domenica appena passata è trascorsa con i capannelli di persone che in piazza e nei bar si confrontavano sulle azioni da mettere in campo. Tutti, o quasi, sono convinti della necessità di continuare a chiedere la revoca delle decisioni assunte. Altri ancora vanno oltre, e si spingono fino ad auspicare le dimissioni della dirigente scolastica. Comunque, i ragazzi dell'istituto comprensivo leonessano - che ospita oltre cento alunni tra scuola materna, elementare e media - una certezza ce l'hanno. Non saranno infatti costretti a rinunciare né alla Messa né, tantomeno, a stelle ed angioletti tipici delle decorazioni natalizie. Il Comune ha promesso infatti che la celebrazione per studenti e famiglie si farà in ogni caso - «anche se fuori dalle mura scolastiche - assicura il Sindaco Trancassini - e poi, in Piazza, accenderemo il tradizionale albero di Natale tutti insieme». Forse con la sola assenza della dirigente scolastica.

Un delirio anche questo, conosciuto da tempo:

Dicembre 2007 -

Archivio per la categoria ‘maestre incapaci di discernimento’

La Toscana in mano all'ìUCOII?!

Se le parole hanno un senso

 

C’era da espettarselo…!

La m***a covava da tempo, ma non ancora era emersa in tutto il suo putrido fetore, finchè un padre ed una madre un giorno, per “ripulire” la mortificazione subìta in classe dal figlioletto da parte di un’insegnate arrogante, non la espongono in piazza.
Preferisco raccontare gli eventi di cronaca nella loro crudità lasciando a voi, amici che seguite questo blog, il giudizio su quanto in brevissimo tempo questa mefitica giunta di sinistra ha fatto precipitare nel baratro della vergogna nazionale una Regione che fu la culla della cività e del rinascimento nel mondo occidentale, in balia di una politica arrogante e superciliosa.

Antefatto: l’altro giorno come qualcuno saprà, si è tenuto al Mandela Forun forentino un Meeting dal titolo “La Libertà religiosa” al quale hanno partecipato migliaia di ragazzi, bambini ed insegnanti di tutte le scuole di ordine e grado con dibattiti diversi compresi il vescovo, il rabbino e l’imam. In quell’occasione è stato distribuita una corposa pubblicazione di oltre seimila copie (a nostre spese, 40.000 Euro) a tutti i presenti.
Giusto per capire quale aria tirava in quella manifestazione, l’assessore “al perdono e alla riconciliazione” (questa è la esatta dizione!), Massimo Toschi, sposa subito le accuse che sono piovute dalla Turchia sulla squadra dell’Inter per quella maglia con la croce rossa in campo bianco, copia della originale al tempo della fondazione della squadra 1908 (ispirata al simbolo di Milano) reputata troppo simile a quella dei tempi dei crociati.
Il predetto al cospetto di migliaia di astanti fa risuonare le seguenti frasi: “sarebbe stato meglio, in tempi come questi, evitare delle provocazioni!”.
A giustificare, camuffando contorcimenti dialettici, in quel contesto pronta la voce di Martini (presidente della regione Toscana, presente per l’occasione): “la libertà religiosa è una delle libertà fondamentali, uno dei basilari diritti dell’uomo moderno, quindi dobbiamo fare il possibile di instaurare un DIA-LO-GO per aprire una breccia in tutte le società, anche le più chiuse”.

Ma la pantomima non finisce qua.
In quella pubblicazione il sociologo dell’Università di Siena, Fabio Berti, si cimenta, tra l’altro, a dimostrare che sulla contestata vicenda della moschea di Colle Valdelsa non bisogna essere contrari ma guardare alla sua positività “…in quanto, chi è contrario è colpevole delle false rappresentazioni della realtà, di ostinazioni, di interessi, di non voler capire nel tentativo di trarre vantaggi politici”. “…il diniego alla sua costruzione è stato strumentalizzato da giornalisti e da politici per trarre un proprio tornaconto”.
Non è finita. (scusate la lunghezza)
Si legge inoltre in questo bestiario di nefandezze contro le nostre tradizioni e la nostra cultura di uomini liberi, che “l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche, in nome della “neutralità” di un luogo pubblico, non andrebbe esposto”. In questo dossier per le scuole secondarie,(magari i bimbi non sapessero ancora interpretare il pensiero dell’autore), figura un eloquente messaggio iconografico: su dieci foto, quattro rappresentano donne velate, su una delle quali c’è la seguente scritta: “la libertà religiosa come diritto”.
Indovinate cari amici chi è stato invitato a parlare di libertà religiosa? l’imam di Firenze, attuale portavoce nazionale dell’UCOII, Elzir Izzedim che da grande dissimulatore ha la foia, la faccia di bronzo, di criticare alcuni Paesi islamici perché dice: “…sono lontani dal Corano, in quanto in esso si parla di libertà religiosa!”.

E’ quanto basta per scatenare l’euforia di qualche ivasata tanto che stamane 12/07/2007 appare in prima pagina su “Il Giornale” e su “La Nazione” una lettera di un genitore indignato per aver saputo che al proprio figlio, l’insegnate di disegno della scuola elementare Villani, dopo che aveva programmato per queste feste natalizie di addobbare con disegni le pareti della classe, ha impedito ad un alunno, mentre disegnava, di raffigurare il Bambin Gesù.
Alle richieste della mamma di ottenere spiegazioni per quel gesto di diniego che aveva “amareggiato” il figlioletto di 9 anni, ha risposto che
sarebbe una scemenza voler rappresentare la nascita di Gesù Cristo ed associarla al Natale perché in tal modo rischierebbe di offendere il sentimento religioso di chi non è cristiano!” (sic),(conferma ricevuta dalla stessa contattata telefonicamente).
Alla richiesta di conoscere a quale norma facesse riferimento, “l’insegnante mi ha girato le spalle e se n’è andata senza neppure salutarmi”.
Nello specifico il direttore didattico, come minimo, dovrebbe affrontare questa dipendente arrogante, censurarla per il comportamento ignobile verso una mamma e obbligarla ad una pubblica scusa. Staremo avedere.
Dal canto suo il direttore didattico, Marco Panti, (che conosco personalmente per essere stato insegnate di mio figlio), ci informa che emanerà una circolare che presepi ed altre manifestazioni natalizie nelle sue scuole sono non solo consentite, ma sollecitate “senza timore di scontentare qualcuno, anche nella regione più laicista d’Italia”.
Questa la cronaca dei fatti nudi e crudi.
Personalmente resto in attesa di una presa di posizione pubblica da parte del cardinale Antonelli da me umilmente contattato via e-mail.
So già che finirà tutto nel nulla perchè la chiesa fiorentina non è quella di Bologna: è da tempo ad essere accusata di essersi addormentata.
Lascio a voi i commenti.

 

---

Eccetera eccetera.

Tanto perché avrai notato, Sandra, che la diversità che si vuol difendere a parole, parlando di pluralismo, di tolleranza, poi qui nel blog scarseggia nei fatti e non è che tu dia una mano, devo dire, ormai sulla linea conformista a senso unico alla grande (dì, stai risentendo forse del clima, sempre più acceso della campagna elettorale?  Per quanto la campagna odiologica non conosca pause, in effetti, sembra esserci stata una tua progressione notevole),

così ecco, che in nome della tolleranza, del pluralismo e della difesa della diversità, nel blog, tocca a me fare il lavoro sporco parrebbe, altrimenti ridonda di pacche sulle spalle, si afferma l'assoluto ammasso ed appiattimento sul pensiero unico e naturalmente, non c'é nemmeno un dialogo possibile e nessuno impara un bel nulla sul valore della diversità o della tolleranza: a che serve quando son già tutti d'accordo e si afferma solo il conformismo, unico oltretutto, come rappresentazione? 

Resta solo l'odiologia rinforzata nella non comunicabilità, nella non ricomponibilità d'un dialogo, che è esercizio che qui piace tanto, ma a me annoia a morte,

dunque faccio volentieri qui "l'anticonformista", l'eretico, il diverso, il "pluralista", il tollerante ed insomma,

portando un po' di sana civiltà da queste parti, dove tende ad auto-ridursi nella dottrina dell'odiologia militante e auto-replicante a danno della ragione, della lucidità e di possibilità di animi più miti e consapevoli, che possono farsi un giudizio in libertà, in autonomia, non dovendo per forza contentarsi dei pregiudizi dell'odio.

:-)

Buone cose,

A.

9
23 Feb 2010
alle 21:10

civis romanus sum

Ancora oggi però, ed è un consiglio che dò a quei poveri infelici mantovani succubi della prepotenza clerofascista, basterebbe recarsi tranquillamente in quell'asilo per iscrivere il proprio bambino musulmano, indù, ebreo o non credente e pretenderlo per diritto costituzionale, per la Costituzione Repubblicana, che ha valore superiore a qualsiasi librone magico (leggi bibbia o similari) nella nostra comunità di uomini liberi e laici, se proprio ancora qualcuno di quei chierichetti volesse esibirsi nella sua arroganza crociata trascinandolo davanti ad un giudice .

8
23 Feb 2010
alle 20:29

civis romanus sum

Ho omesso di aggiungere che quando questa splendida dimostrazione della giustizia umana avverrà ,,, non sarà certo per causa mia e nemmeno con la complicità delle mie mani, che io non mi azzarderei a toccare simili schifezze nemmeno con un bastone lungo sei metri. Ma la cosa avverrà dolorosamente per i crociati e solo per mani altrettanto crociate. In pratica la giustizia umana farà il suo corso per paradosso e tramite di tutti quelli che ora si inginocchiano davanti ad una croce ,,, Putacaso la stessa cosa che accadde in piazzale loreto qualche anno fa: quelli che impiccarono il maiale il giorno prima erano tutti in camicia nera.

Salute e fratellanza.

7
23 Feb 2010
alle 20:12

civis romanus sum

6. No, enrico.

Ma capisco la tua smania di distorcere il pensiero altrui per diffamarlo, hai peraltro già dato esibizione della stessa ignobile pratica nei miei confronti ,,, in mancanza del maestro della Calunnia cristiana vorresti supplirci tu.

Ho scritto e ribadisco ciò che ho già scritto e risulta stampato a chiare lettere, che ,,, a causa della loro arroganza i fanatici cristianisti di Goito (MN) finiranno per fare la stessa fine dei cristiani in India.

Non ti nascondo però la mia somma soddisfazione quando questo avverrà. 

Per farti capire meglio: potrebbe accadere che a causa delle loro angherie millenarie rinverdite oggi ma non più tollerabili in un occidente libero, laico e progredito ,,, ai cristianisti di questo paese sarà vietato iscrivere i propri bambini negli asili pubblici e magari per non dargli modo più di esibirsi nella loro ributtante intolleranza, si provvederà anche d'ufficio ad espropriare tutti i beni clericali per ridonarli ai leggittimi proprietari ,,, i cittadini italiani.

Salute e fratellanza. 

6
23 Feb 2010
alle 19:38

enrico

5

stai dicendo che voi siete fanatici come quegli indù e menerete i chierichetti?

5
23 Feb 2010
alle 19:34

civis romanus sum

4. In merito all'asilo comunale di Goito (MN), espropriato con arroganza dai chierichetti dei preti cristiani .

la maggioranza – area Udc, appoggiata da parte del Pdl e Lega Nord – ci tiene a precisare che precludere l’iscrizione all’asilo, da sempre gestito con valori cristiani, non va contro la Costituzione, ma ha semplicemente l’obiettivo di rispettare la tradizione della gestione.

A quanto pare per questi chierichetti padani la costituzione è più liberamente interpretabile della bibbia .

A forza di provocare con prepotenza e arroganza cristiana finiranno per fare la stessa fine dei cristiani in India .

4
23 Feb 2010
alle 17:56

sandra

Secondo questo articolo qualche cosa si muove:
INDIA: LEGGE ANTIBLASFEMIA DOPO SCONTRI SU GESU' CON BIRRA

Le autorita' dello Stato di Meghalaya nell'India nordorientale hanno messo a punto una bozza di legge anti blasfemia per la scuole. L'iniziativa giunge all'indomani degli scontri tra indu' e cristiani innescati nel vicino Punjab da un libro di testo che mostrava Gesu' Cristo con una bottiglia di birra e una sigaretta. La polizia di Meghalaya ha sequestrato i manuali ed ha citato in giudizio l'editore. I cristiani sono il 2,3% della popolazione indiana, gli indu' sono l'80%, seguiti dai musulmani al 13%, dai sikh all'1,8% e dai buddisti, che rappresentano lo 0,8%

------------------------------------------------

Chiaramente, un libro didattico dovrebbe astenersi, dal presentare  il simbolo di un culto in minoranza con un immagine "viziosa",nel rispetto della diversità.Un libro didattico non è un giornale con vignette umoristiche.Ma dove si acutizza il fanatismo,l'uomo trova il pretesto sempre e ovunque per far prevalere la propria superiorità,la fede è da sempre il pretesto prescelto per creare conflitti e generare intolleranze.L'ignoranza è la madre di tutti i mali!

Mai si dovrebbero accogliere simili provocazioni,in modo particolare quando vengono dagli estremismi o dai  fanatismi,....poi il conflitto diventa inevitabile. Ci sono testimonianze di grande comunione tra il cristianesimo ed induismo. Bede Griffiths ne fu un esempio,riuscì a coniugare nel suo cammino spirituale oriente e occidente, un monaco che non ebbe mai pretesa di diventare un accademico.Dunque,  nell'incontro di diverse culture religiose,ciò che fa la differenza è  l'approccio.Tutto può essere arricchimento, spirituale, o di pura conoscenza .Ma è l'ignoranza che crea il conflitto,in India,  in Europa,o nei paesi islamici fondamentalisti,con lo scontro aperto , o con un intolleranza camuffata dal perbenismo più ipocrita.Come in questo paese:

Goito (Mn): all'asilo possono andare solo i cristiani di: Antonio Rispoli GOITO (MANTOVA) - Ancora una volta una amministrazione locale di destra si distingue per la creazione di una normativa discriminatoria. In questo caso, si tratta del regolamento dell'asilo comunale del comune di Goito, paesino in provincia di Mantova. All'articolo 1 c'è scritto che possono accedere all'asilo solo bambini appartenenti a famiglie che accettano "l'ispirazione cristiana della vita". Il che significa escludere sicuramente una gran fetta degli immigrati, per lo più di religione islamica o indù. Ma potrebbe escludere anche molti italiani. Perchè che significa una famiglia di "ispirazione cristiana"? I divorziati sono considerati tali? E i separati? E i conviventi?
La norma è stata approvata a maggioranza nel Consiglio Comunale di Goito, dalla maggioranza Pdl, Lega ed Udc. Il sindaco, Anita Marchetti, ha detto che "pur essendo l'asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo"; di conseguenza non c'è nulla di incostituzionale, secondo lei, nell'approvare una tale norma. Che è giustificata quindi da una tradizione. L'opposizione ha inviato un esposto all'Anci, chiedendo all'associazione di fare pressione sull'amministrazione comunale affinchè questo regolamento non venga applicato.   salute e fratellanza
 

3
23 Feb 2010
alle 17:19

Michele

Egr. don Padrini, non occorre stupirsi più di tanto, la religione cristiana è stata e sarà sempre la più perseguitata, perchè è l'unica in cui il figlio di Dio si è fatto uomo, si è reso visibile e questo è insopportabile per gli infedeli (inteso come fedeli di altre religioni).

2
23 Feb 2010
alle 16:49

civis romanus sum

Gli indù ,,, come i cristo-padani di Calderoli, quel tizio che per insultare i concorrenti alla sua superstizione, portava a spasso un suo antenato fuori delle moschee, o come i sostenitori della crociata Oriana Fallaci, quella che prometteva bombe per tutti i muslims e di pubblicare una sua vignetta su allah, le sue mogli e la sua cammella col burqa ,,, per come li vuoi travestire risultano essere sempre uguali e prevedibili come i loro diversi parenti in tutto il mondo  .

Profetizzava bene Emile Zola a suo tempo ,,, "Solo quando l'ultima pietra dell'ultima chiesa sarà caduta in testa all'ultimo prete, l'umanità potrà aspirare alla perfezione"

1
23 Feb 2010
alle 15:56

enrico

Oh, ma certo, il governo perseguirà i responsabili.

Intanto in galera ci sono andati i cristiani assaliti dagli indù mentre cercavano di staccare i cartelli in giro. E nemmeno un indù.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere